Kontext Beuys, ogni uomo è un artista, oppure tutti lo sono.

Dall’ 8 Ottobre all’ 8 dicembre 2022 apre al pubblico Kontext Beuys, mostra che approda a Palermo dopo essere stata esposta, nei mesi scorsi, allo Stadtmuseum di Düsseldorf. Palermo e Düsseldorf sono gemellate dal 2015, dal 2016 il comune ha affidato al Verein un padiglione dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. L’Haus Der Kunst è dunque uno spazio per svolgere le attività del Verein secondo il modello Kunstverein e Künstlerverein, senza scopo di lucro, uno spazio aperto al pubblico, agito dalla città, impegnato esclusivamente nella promozione dell’arte contemporanea.

L’esposizione, curata dalla Haus Der Kunst, intende indagare e dimostrare le tracce del pensiero di Joseph Beuys nell’arte contemporanea trasportandone il pensiero nel presente. Nell’allestimento presentato all’Haus der Kunst, sono stati invitati cinque artisti, Andrea Cusumano, Adriano La Licata, Federico Lupo, Blanca Matías, Giulia Sofi; provenienti da diversi ambiti e generazioni. Le loro opere, di qualsiasi tecnica e linguaggio, dialogano con le opere di Joseph Beuys, Free International University, So Kann die Parteiendiktatu überwunden werden! (1971), EIN-STEIN-ZEIT (1984), Mitschinitt. Nachträglichen Wahlbesperechungen mit, Mitschnitt einer Podiumsdiskussion mit Joseph Beuts (1977), Hasenfrau (1984), DDR- Tüte (1977-80), Neue Anschrift (1973), Stadtverwaldung statt Stadtverwaltung (1982).

Joseph Beuys – Free-International University – Kunst=Kapital Documenta 7 Kassel (1982)
J. Beuys – Stadtverwaldung statt Stadtverwaltung (1982) – Foto Fanara
Kontext Beuys – Haus der Kunst – Cantieri Culturali alla Zisa (Palermo) – Foto Fanara

Joseph Beuys nasce a Krefeld nel 1921 e muore a Düsseldorf nel 1986, è un artista a tutto tondo, pittore, scultore e performer, ma soprattutto artista concettuale, a lui si ascrive il concetto di scultura sociale. L’arte, nella visione comunicativa dell’artista, ha del potenziale per trasformare la società. Una scultura sociale include l’attività umana che cerca di strutturare e trasformare la società o l’ambiente. L’artista crea delle strutture nella società con l’aiuto del linguaggio, dei pensieri, delle azioni e degli oggetti. E’ uno degli artisti più anticonformisti del Novecento, Beuys supera i limiti dell’estetica tradizionale ed integra, nel suo concetto allargato di arte, tematiche economiche, socio-politiche, ecologiche, storiche, psicologiche, mirando alla trasformazione dell’individuo e di conseguenza della società. Ma qual’è la necessità di fare arte? Si chiede J. Beuys. Nel testo “Cos’è l’arte” edito in Italia da Castelvecchi (2015), l’artista considera l’arte punto di partenza per la produzione d’ogni cosa, se vogliamo ridefinire e riformare la società, bisogna tenere a mente quest’idea, ossia che ogni opera deriva dall’arte, perché inciderà anche sulle questioni economiche, toccando i diritti umani e legali.

Kontext BeuysB. Matías – Mein Zuhause ist auch dein Zuhause! (2022) – Cantieri Culturali alla Zisa (Palermo)

Sulla scia delle celebrazioni in Germania, per il centenario della nascita dell’artista, questa mostra ripercorre i momenti più salienti della vita e della carriera dell’artista concettuale. A Palermo sono esposte grafiche, poster, diagrammi, acquarelli provenienti dalla collezione dello Stadtmuseum, e da collezioni private. Le opere di Joseph Beuys dialogano con le opere dei cinque artisti, riprendendo alcuni temi centrali, come il rapporto tra essere umano e la natura, la “sociale Plastik” (scultura sociale), concetti come “Freiheit” (libertà), “Kreativität” (creatività), “Wärme” (calore) e “Identität” (identità).

Kontext BeuysB. Matías – Mein Zuhause ist auch dein Zuhause! (2022) – Cantieri Culturali alla Zisa (Palermo) – Foto Fanara

Andrea Cusumano (Palermo, 1973) si concentra sull’elemento sacrale, attraverso l’uso di relitti che incarnano la figura del Cristo Crocifisso, la figura è posta in un dialogo plastico con degli specchi. Composta da sculture parietali che spingono il fruitore nell’impatto visuale dell’opera stessa, è vicino al concetto di spiritualità di J. Beuys.

« È per questo che in tutte le mie azioni cerco di far prendere coscienza all’uomo delle sue possibilità creative, le uniche che gli possono dare la libertà. Cerco di collegarlo verso il basso con la terra, la natura, le bestie, che hanno un posto importante nelle mie azioni; e verso l’alto con gli spiriti». (Joseph Beuys. La vera mimesi, M. Donà, 2004)

Federico Lupo (Palermo, 1984) invece attinge in modo ironico all’atlante visuale di Beuys e ne dissacra e demitizza l’opera, attraverso l’uso di testi e immagini, alla Haus Der Kunst presenta due opere Foca (2022) stampa su pvc, 200 x 300 cm, e Alfabeto delle Lune (2022) 9 normalissime stampe digitali, 46 x 33 cm .

Kontext Beuys – A. CusumanoPalikè / il Cristo degli specchi (2021) –Cantieri Culturali alla Zisa (Palermo)
Kontext Beuys –A. CusumanoPalikè / il Cristo degli specchi (2021) – particolare – Cantieri Culturali alla Zisa
Kontext Beuys – Haus der Kunst – Cantieri Culturali alla Zisa – foto Fanara
Kontext Beuys –A. CusumanoPalikè / il Cristo degli specchi (2021) – Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara
Kontext Beuys – F. Lupo – Foca (2022) – Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara
Kontext Beuys – F. Lupo Alfabeto delle Lune (2022)– Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara

Blanca Matías (Girona, Spagna 1967) mette in scena una performance, con Mein Zuhause ist auch dein Zuhause! (2022) richiama le prime esperienze del movimento Fluxus, a cui prese parte lo stesso Beuys. Un camper all’entrata della Haus der Kunst, a Palermo, sarà il luogo in cui l’artista e i fruitori della mostra dialogheranno, per due mesi. “Vi è un senso politico nel mio lavoro.” Sostiene l’artista intervistata “Mi sono chiesta: chi può pagare l’arte? la gente che ha soldi. Chi può comprarsi una casa? la gente che ha capitale da investire. Ma tutto questo è necessario per vivere? O si potrebbe vivere con poche cose, e allo stesso tempo, si potrebbe aprire la nostra casa e l’arte alla gente comune? Questo è il senso del mio lavoro, tutto può essere arte, così anche gli oggetti di vita comune possonodiventarlo. In “S/T” tessuto, colla di farina, latex prevulcanizzato, oggetti vari, dimensioni variabili (2020) ho concepito il negativo dell’immagine di un armadio, che possedevo nella prima casa nella quale ho abitato a Palermo. Realizzato con farina e acqua, diventa metafora della vita, come le cose di tutti i giorni, con il loro vissuto, possano diventare altro, un opera d’arte ad esempio. Questo non è un mobile ma il suo riflesso.”

Kontext Beuys- B. Matìas – S/T (2020) – Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara

Giulia Sofi (Palermo, 1991) realizza un opera plastica, un installazione sonora, dal titolo “Fiiiuuumm” (2022), installazione sonora e pioppo, faggio, pino, fico d’india, palma, dimensioni variabili. L’opera ricorda le azioni di Beuys, come quella delle 7.000 Querce presentata a DOKUMENTA VII nel 1982 e le sue litanie profane. L’artista palermitana presenta un installazione interattiva, un opera plastica e sonora, dove alcuni tronchi bruciati (di pioppo, faggio, pino, fico d’india e palma) sono installati al centro del padiglione della Haus der Kunst, a Palermo, in contrapposizione con i suoni, registrati e realizzati proprio dall’artista stessa, provenienti dalle casse installate a fianco. Sofi lancia un messaggio politico molto forte, l’opera ci ricorda il dramma degli incendi di questa estate e si avvicina al concetto di natura di Beuys, intesa come processo. Proprio attraverso l’arte l’artista ritrova se stesso, «è impossibile un’attività artistica senza una presa di coscienza con la natura. E la più diretta è la presa di coscienza con la terra sulla quale camminiamo». (Joseph Beuys. La vera mimesi, M. Donà, 2004)

L’artista palermitana collaborerà con una classe del Liceo Linguistico di Bisacquino, vicino Palermo, alla creazione di una performance che si basa sull’aspetto linguistico nelle opere di J. Beuys.

Kontext Beuys – G. Sofi Fiiiuuumm (2022) – Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara

Adriano La Licata (Palermo, 1989) attraverso i mezzi della fotografia, del video e assemblaggi, analizza il rapporto tra arte e artista. Il corpo dell’artista si fa oggetto d’arte, mezzo d’espressione vera.

“L’allestimento è stato sviluppato, sia con il curatore che con gli artisti, al fine di creare dei compartimenti, anche se, certamente, tutto è collegato e dialoga con questa pietra miliare che è Beuys.” Racconta l’Artista intervistato, “La tematica dell’artista e del mezzo d’espressione è molto centrale nel mio lavoro, io lavoro molto con l’immagine fotografica più che la fotografia. All’ingresso è installata la prima opera “Senza titolo (tempo)” (2022),4 stampe inkjet su forex, resina epossidica, 4×4,5 cm, una riproduzione dei miei occhi, delle mie lenti, grandezza 1:1, installata ad altezza del mio sguardo. Lo spettatore entra nello spazio della mostra e viene colpito dalla presenza degli occhi aperti, viene osservato, invece che osservare. C’è il mio sguardo, la presenza assenza dell’artista che diventa opera. Perchè proprio gli occhi? è il concetto del Visual Artist. Il primo senso a cui penso quando immagino l’artista è proprio la vista, il vedere, il non vedere, l’osservarsi, il perdersi nell’osservazione, osservare per fare mutare le cose.

Kontext Beuys –A. La LicataSenza titolo (tempo) (2022) Cantieri Culturali alla Zisa
Kontext Beuys –A. La LicataSenza titolo (tempo) (2022) Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara

L’artista potrebbe, secondo me, riflettere più sui fallimenti e sulle cadute. L’essere umano ha fallito e sta fallendo in tutti i campi. L’uomo è fatto di sofferenza, e siamo falliti, citando Samuel Beckett Try Again. Fail Again. Fail Better.“. […] “In “Accidental Nap” (2022), stampa inkjet su carta Luster 100×70 cm, tra ironico e drammatico, l’artista diventa parte dell’opera, sta soccombendo o forse sta dormendo?Attraverso i sogni raggiungi un altra tipologia di fare arte, diventi accidentalmente, catalizzatore di nuova sensibilità artistica.

Kontext Beuys – A. La Licata – Accidental nap (2022)

“Tre contro Uno (L’orizzonte dell’ombra) (2019), video, colore, audio, 16′ 16″ nasce a Düsseldorf durante una residenza. Quasi casualmente, ogni volta alle 21.30, mi ritrovavo nella stessa posizione per prepararmi la cena. In un ambiente ben preciso, con una luce molto morbida e di grande intensità, decisi che era questo il lavoro che volevo realizzare. Il video comincia con alcuni rumori che contestualizzano il momento, il momento della cena, un momento intimo, spirituale e sensibile. Non c’è nulla di particolare ma avviene una cosa incredibile, questa performance è totalmente intuitiva. Abbiamo tre agenti esterni: il sole (l’agente naturale), la telecamera (il mezzo tecnologico) e lo spettatore, presenza- assenza, data l’immagine della sedia vuota nel video. L’opera vuole abbracciare e respingere allo stesso tempo lo spettatore, mentre la camera non riesce a mettere a fuoco.” La telecamera che riprende l’artista, nell’ intimità della sua casa, è poggiata su un cavalletto ed ha un inquadratura fissa. “mi ritrovo nella mia cava, per citare Platone, e in qualche modo mi contestualizzo e mi astraggo dal mondo. Fallisco, anche qui, perché verrò inghiottito dall’ombra, sta avvenendo un fallimento, una partita che si perde.”

Kontext Beuys – A. La LicataTre Contro Uno (L’orizzonte dell’ombra)(2019) – Cantieri Culturali alla Zisa – Foto Fanara

Questo spazio sostiene gli artisti emergenti, affermando il ruolo dell’arte nella società, più che mai caro a Joseph Beuys, e che sta avendo grande risposta di pubblico. In un dibattito sempre aperto e crescente, Haus der Kunst a Palermo è un luogo dove le cose accadono per davvero. Kontext Beuys è realizzata in collaborazione con Landeshauptstadt Düsseldorf, Stadmuseum Düsseldorf, Kulturamt. Visitabile dal giovedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

www.dusseldorfpalermo.com

Kontext Beuys – A. La LicataTre Contro Uno (L’orizzonte dell’ombra) (2019)
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