di Ester Campese

 

L’artista contemporanea spagnola Karla Pereira, nata ad Ibiza, attratta fin da giovane dall’arte, si è formata presso l’Università di Valencia dove ha seguito il corso di laurea in Storia dell’Arte.

Nei suoi lavori, collocabili nella “surrealist pop art”, si riflettere la bellezza femminile, che diviene personaggio principale delle sue opere, se pur calato in un contesto di mondi immaginari.

Per le sue realizzazioni, nel tempo, si è ispirata alle bambole Blythe, eredi delle Barbie, che normalmente non sono più alte di 12 pollici (equivalenti a circa 30 centimetri).

Come le bambole che influenzano le sue realizzazioni, anche le sue madame hanno testa e occhi oversize, ma sono spessocollocate temporalmente in un’epoca passata, riconducibile all’arte rinascimentale, barocca ed europea del XVIII e XIX secolo.

I dipinti che realizza hanno un fascino unico che deriva dagli incantevoli personaggi che ritrae. Per nulla donne fatue, spesso invece donne-guerriere, con l’intento di trasmettere un messaggio di forza attraverso i suoi dipinti.

Ecco che ritroviamo quindi una sua versione di “Giovanna d’Arco”, ma anche donne che richiamano l’estetica dell’antica Grecia o soggetti mitologici dell’Aragona – nel nord della Spagna – che si rifanno ai miti delle fate e delle streghe. Non sono escluse nemmeno le incantevoli atmosfere orientali, quelle arabe, riprese ad esempio nel suo dipinto “Jasmine”.

Non solo donne nei suoi lavori, ma anche riferimenti al mondo animale di cui in particolare i gatti sono altro soggetto ricorrente.

La cura dei particolari, non solo del soggetto in primo piano ma anche degli sfondi che completano la scenografia, ne esalta la bravura dato che, rammentiamo, stiamo parlando sempre di dipinti in miniatura. Questi deliziosi manufatti potrebbero anche essere utilizzati come dei bellissimi pendentifs o raffinate broches da indossare.

Tutti questi personaggi, che si rifanno comunque a una bellezza classica, sono ambasciatori di quel senso di sorpresa, meraviglia e accoglienza nonché di quell’emozione primordiale e fanciullesca propria di chi sa guardare il mondo con gli occhi innocenti della fanciullezza; ammirare questi dipinti è come ascoltare la narrazione di una fiaba.

Le sue miniature sono rifinite da antiche, piccole e vezzose cornici, come quelle che spesso si ritrovano tra l’oggettistica d’epoca. Rimandano forse anche per questo ad un fascino remoto ancor più permeante poiché esaltato dalla sua tavolozza di colori.

I dipinti ad olio in miniatura dell’autrice sono da tempo stati esposti e apprezzati da molti collezionisti in tutto il mondo.

 

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