JOE BARBIERI TORNA CON UN NUOVO ALBUM ED UNA CANZONE-INNO DEDICATA ALLA SQUADRA DEL NAPOLI.


“Sei mio padre, mio figlio e la febbre che mi guarì.” (dal brano “Vedi Napoli E Poi Canta”)

Il sostantivo “Napoletano” è uno dei pochi casi in cui una parola riesce a identificare tanto l’abitante di una città quanto il tifoso della sua principale squadra di calcio. Non succede a Roma, a Milano, a Torino, a Genova né in molte delle altre grandi città italiane.
Non è un caso quindi che il sentimento che stringe tutti i napoletani attorno alla loro squadra sia così radicato e come ogni buona tradizione si tramanda davvero di padre in figlio, resistendo anche in questi tempi in cui sembra che nel calcio si sia persa quella vena romantica che ha sempre caratterizzato questo sport.

Il cantautore Joe Barbieri – che di Napoli è figlio illuminato ed appassionato, e del Napoli è radicalmente tifoso – ha appena pubblicato il suo nuovo album “Tratto Da Una Storia Vera”, un album che di napoletanità è intriso (da ascoltare la cover di “Lazzari Felici” di Pino Daniele, che di Barbieri è stato il primo produttore) e che culmina in “Vedi Napoli E Poi Canta”, un brano d’amore verso la città ma soprattutto verso la maglia azzurra e tutto quello che essa rappresenta; una canzone che conquista fin dal primo ascolto e che, siamo sicuri, entrerà nel cuore di tutti i napoletani, siano essi anche cittadini o soltanto tifosi.

A seguire, il testo della canzone:

VEDI NAPOLI E POI CANTA

ti accompagno e ogni santo giorno sarà così
sei mio padre, mio figlio e la febbre che mi guarì,
la poesia che racconterò ovunque andrò con te
perché non esiste altra strada per me

ci son stato all’inferno e non me ne pento no,
ho patito l’inverno e non me ne pento no
però adesso che sono qui tu vieni e abbracciami
la mia voce si perde in un coro che fa così:

la mia fede è una sola
nell’azzurro di quest’anima che vola
la mia fede è una storia
che racconterà di te e della tua gloria
la mia fede non si stanca
tu vedi Napoli e poi canta

la mia gente non mente e non si addomestica,
la mia gente se ama poi non dimentica
la mia gente è fatta così, pena dal lunedì
ma la domenica trema in un coro che fa così:

la mia fede è una sola
nell’azzurro di quest’anima che vola
la mia fede è una storia
che racconterà di te e della tua gloria
la mia fede non si stanca
tu vedi Napoli e poi canta

(di tacco, collo, di fino)
(di mano, ti giuro, di mano)
(di punta, di effetto, d’interno)
(di mano, ti giuro, di mano)


Joe Barbieri è un’affascinante anomalia, un outsider che al di fuori del binario dell’industria si è saputo costruire un percorso personale – all’estero come in Italia – e che è riuscito nel raro esercizio di convogliare il genuino apprezzamento di colleghi, critica e pubblico.

Barbieri ha all’attivo 6 album di brani originali (“In Parole Povere” 2004, “Maison Maravilha” 2009, “Respiro” 2012, “Cosmonauta Da Appartamento” 2015, “Origami” 2017 e “Tratto Da Una Storia Vera 2021), oltre ad un cd+dvd dal vivo (“Maison Maravilha Viva” 2010) registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma e due dischi-tributo entrambi dedicati ai suoi numi tutelari nel jazz: ovvero Chet Baker (“Chet Lives!” 2013) e Billie Holiday (“Dear Billie” 2019).

La sua musica (venduta in decine di migliaia di copie) è pubblicata in molti Paesi del mondo, e la sua personale cifra stilistica – che lega la canzone d’autore al jazz e alla musica world – lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti (da Omara Portuondo a Stefano Bollani, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda) ed a calcare alcuni tra i palchi più prestigiosi del pianeta.

 

 

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