“In ogni caso nessun rimorso” e il teatro fatto passione dei Borgobonó

  di Claudio Riccardi

 

Buttarsi, tentare. O la va, o la spacca. In Ogni Caso Nessun Rimorso è il titolo e leit motiv di un intenso spettacolo andato in scena dal 19 al 22 maggio al Teatro Vittoria. Tratto dall’omonimo romanzo di Pino Cacucci, il testo è incentrato sulla vera e avventurosa vita di Jules Bonnot, autista e assistente tuttofare di Arthur Conan Doyle. Bonnot passò agli onori delle cronache, soprattutto, per essere stato il primo ladro ad utilizzare l’automobile come “arma vincente” per portare a termine le rapine. 
Per intenderci, siamo a cavallo tra ‘800 e ‘900, epoca in cui la società capitalista in Europa occidentale metteva a nudo le prime storture. Diritti dei lavoratori, diritto alla vita, miseria e sfruttamento, derive anarchiche, voglia di far ascoltare la propria voce nelle piazze. Borghesia ancora parruccona. Repressione, spegnere con la forza gli animi esagitati. I progressi della tecnica. Nelle città, un gran fermento. 

La compagnia Borgobonò ha proposto al pubblico di Roma – per la produzione di Attori&Tecnici – un racconto dinamico, diretto da una puntuale regia collettiva e con gli attori Elisa Proietti, Andrea Sorrentino e Mauro Pasquali che come trottole hanno girato e rigirato l’impianto scenico firmato Annalisa Cima. Eppur semplice nei suoi elementi, di soli pallets e ruote a raggi. Elementi composti, scomposti, sovrapposti, ruotati, lanciati in aria. Guidati dalla voglia di affermazione che scorre come linfa nelle vene degli umili in cerca di riscatto. Poco importa se con mezzi leciti o illeciti, se ligi alla morale dominante o “scostumati” . 

Questo vortice di oggetti e movimenti da forma alle immagini dei dialoghi e sostanza ai quadri di un racconto estremamente denso. Di episodi, di emozioni e di personaggi. Emerge eccome l’attenzione maniacale riservata ai particolari, compresi i costumi realizzati da Elisa Proietti e Loredana Bertoni. E poi le musiche originali eseguite dal vivo da Adele Pardi: arpeggi al violoncello da brividi. 

Chi è uscito dal Vittoria, a seguito di questa visione, si è portato a casa una testimonianza di teatro fatto di passione, intensità e sacrificio. Complimenti al lavoro dei Borgobonó, che aspettiamo di nuovo e presto nell’Urbe.

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