Il ritorno del Cavaliere Gaetano Filangieri

Gaetano Filangieri “è tornato sulla terra” per ricevere gran riconoscimento anche dal suo paese natale, San Sebastiano al Vesuvio.

Il Cavaliere Gaetano Filangieri interpretato da Massimo Andrei

Napoli: un uomo “di altri tempi”, con uniforme e capigliatura settecentesca si aggira per il centro storico della propria città. Intimorito ma curioso del XXI secolo, scopre il traffico e il caos di quella che ritrova essere una metropoli. Per offrire la sua interpretazione della contemporaneità secondo i principi della logica, è tornato dall’aldilà, il giurista e filosofo Gaetano Filangieri

Nel corso degli anni, al pubblico sono già stati proposti prodotti cinematografici e televisivi in cui persone trapassate facessero ritorno in città. Ad esempio: “Lui è tornato” di David Wnendt o nel simmetrico remake italiano “Sono tornato” di Luca Maniero, che raccontano la storia dei due più grandi dittatori della storia, che si ritrovano nell’oggi, confrontandosi con situazioni completamente diverse per la loro prospettiva personale. 

In questa analisi si va a raccontare il ritorno del Cavalier Filangieri dal punto di vista del regista e giornalista Rai Ettore De Lorenzo. L’illuminista napoletano viene raccontato, inizialmente, con una web serie di 8 episodi, con lo scopo di trasmettere alle nuove generazioni il pensiero di uno dei massimi pensatori italiani del XVIII secolo. La fama di Filangieri ha oltrepassato l’oceano, egli ebbe un fitto scambio epistolare con Benjamin Frenlklin e fu d’ispirazione per la Costituzione Americana. L’idea di De Lorenzo nasce da un’iniziativa culturale del Museo civico Gaetano Filangieri – Fondazione AXOLOTI per la promozione sociale del personaggio del 1700. Questo sperimento innovativo che propone un percorso partecipato di riflessione e comunicazione su temi come: la scienza, con i suoi pseudo scienziati, la politica, con i suoi politicanti dal “naso rosso” e della società vittima di complottisti e influencer

Ad incarnare il Cavalier Filangieri, il regista non poteva che scegliere Massimo Andrei, simile a lui oltre che nel personaggio, anche nella somatica. 

Il regista Ettore De Lorenzo e l’attore Massimo Andrei

Questo lavoro ha avuto largo eco in tutto il territorio nazionale, e particolarmente nei territori campani. Il comune di San Sebastiano al Vesuvio, paese che ha dato i natali all’illustre teoreta, si appresta ad avviare una serie di eventi per i 270 anni dalla sua nascita, avvenuta nel palazzo di famiglia (Palazzo Filangieri d’Arianello). Nell’archivio della chiesa di San Sebastiano Martire ancora si può vedere il certificato di battesimo.

Il primo passo di questi grandi eventi è stata la mostra di cimeli e documenti curata dal conservatore dei beni culturali Bernardo Cozzolino, il quale si è poi intrattenuto con in Cavaliere napoletano, in una chiacchierata che è divenuta un talk show, il cui focus spaziava dall’importanza della libertà di espressione, alla scarsa qualità delle informazioni veicolate alle masse. Il pubblico era il terzo interlocutore.

Senza che la platea se ne rendesse conto, si è trovata in un dialogo onirico con l’ospite d’onore che ha offuscato l’attore per far prorompere il personaggio, raccontando il rapporto tra verità e informazione, il problema della libertà di stampa e la necessità di un’amministrazione virtuosa della res publica a vantaggio di tutti i cittadini. Questo dialogo è divenuto oggetto di uno stimolante dibattito al quale è raro assistere fuori dalle accademie, senza dimenticare il contesto spontaneo in cui il tutto si svolge, come il siparietto tra l’attore e una signora del pubblico, che mentre lamentava il fatto di non sentire il dialogo, Andrei le ha risposto in vernacolo: “Signò ata appizzà ‘e rrecchiè pecchè ai tempi miei microfoni nun ce ne steven”. Insomma in questa ottica la cultura giurista-economica filosofica ha avuto intermezzi di leggerezza.

La rassegna è stata inaugurata Sabato 29 Aprile sulle note dell’Ensamble barocco Accademia Reale catapultando tutti i partecipanti nell’età dei lumi tra note di violini e viole. La mostra fa sì che San Sebastiano al Vesuvio goda una vera e propria rinascita con l’apertura di un centro di aggregazione giovanile e una serie di eventi culturali di largo successo. Per sottolineare il grazie della città all’autore della “Scienza della legislazione”, che gli valse particolare apprezzamento alla corte di Borbone, il sindaco gli intitolerà lo storico edificio con l’apposizione di una lapide segno di cura della sua memoria.  

La cerimonia si è conclusa con la consegna a “Filangieri” del proprio attestato di nascita, e l’uomo Andrei, prima di congedarsi, rivolgendosi al suo pubblico, ha sottolineato l’urgenza di recuperare un uso pieno della ragione e l’opportunità di affrontare liberamente le sfide odierne. 

“Fate quello che dovete e accada quello che può”: con questa massima kantiana che l’attore conclude l’appuntamento, esortando dunque al rispetto della legge morale che è dentro ogni individuo che s’adopra della propria intelligenza.

Gaetano è tornato da un’idea di Marco Alifuoco e Ettore De Lorenzo. Regia Ettore De Lorenzo. Soggetto e Sceneggiatura Luigi Marmo. Con Massimo Andrei.

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