di Paola Tiriticco

Viviamo tempi in cui la pandemia obbliga gli uomini a riflessioni e risposte fuori dagli schemi, pretende soluzioni innovative da parte di tutti i membri della società, richiede uno sforzo di creatività per leggere il presente, immaginarsi il futuro e navigare nei mari tempestosi che stiamo attraversando.

Alessandro Baricco ci ha già abituati alle sue riflessioni sui cambiamenti che viviamo con la pubblicazione dei saggi “The game” e “The game unplugged”, centrati sulla rivoluzione digitale, offrendoci una possibile interpretazione.

A proposito di Covid-19, già il 26 marzo 2020, dalle pagine de “La Repubblica” aveva pubblicato una prima riflessione su quanto ci stava accadendo. “Virus: è arrivato il momento dell’audacia” iniziava l’articolo con una storia molto calzante e significativa, tratta da un romanzo svedese: “C’è la regina che decide di imparare ad andare a cavallo.  Monta in sella.  Poi chiede al maestro d’equitazione se ci sono delle regole. Ed ecco cosa risponde lui: Prima regola prudenza. Seconda, audacia”.  Nel bilanciamento di prudenza e audacia si trovava, secondo l’autore, la possibile soluzione alla terribile crisi pandemica.  Tuttavia la via della prudenza sembra essere più facilmente percorribile di quella dell’audacia.

Oggi Baricco ci regala una nuova riflessione sulla pandemia, ed è innovativa non solo nella sostanza, come ci si aspetta dai filosofi e dagli intellettuali soprattutto nei momenti di crisi, ma anche nella forma.

Si tratta infatti di 33 pensieri, frammenti, disponibili esclusivamente online, liberi e leggibili preferibilmente sullo smartphone, dal titolo: “Libro privato – Quel che stavamo cercando”.

Non è una casa editrice ma una web agency torinese, Dieci04, che ha ideato questo nuovo format.

I 33 pensieri sono brevi, concisi, come si addice a un prodotto editoriale offerto ai lettori digitali. Non hanno un percorso prestabilito, si possono leggere in sequenza, scrollando come si fa sempre sui siti, oppure cliccando su cerchi che appaiono sullo schermo e che ci rimandano ad altre riflessioni, invertendo l’ordine prestabilito; possiamo crearle noi delle connessioni nuove, di pensiero in pensiero, navigando, riflettendo, rileggendo, ricominciando da capo infinite volte.

Una modalità che strega, che fa riflettere, lasciandoci leggeri e liberi di navigare seguendo i nostri stessi pensieri, come se Baricco ci fornisse una traccia per mettere in moto il cervello, a noi il compito di seguirla secondo la nostra sensibilità.

Ultima chicca, i pensieri possono anche essere semplicemente ascoltati attraverso la voce di Alessandro Baricco che li legge.

Fin qui la forma (ma vi assicuriamo che non è poco, provare per credere), ma arriviamo ora ai contenuti, perché stiamo pur sempre parlando di uno dei grandi intellettuali della nostra epoca.

Gli esseri umani trattati come un corpo unico, come un organismo che produce sogni, desideri, miti, leggende. La pandemia come la risposta a bisogni intrinseci della società, un po’ come i miti di Ulisse, degli eroi dell’Iliade o di quelle creature mitologiche di cui è piena la nostra cultura classica.

Il bisogno di un cambio di rotta repentino, una cesura che nemmeno l’11 settembre ha saputo produrre, in quella che infatti oggi chiamiamo a tutti gli effetti una guerra.

Nella costruzione di questa figura mitica troviamo, forse, il grido di dolore di una società che già da tempo cercava delle risposte.

Tutti questi spunti sono sotto i nostri occhi e Baricco non fa che proporceli in ordine sparso, consentendo al lettore di ragionarci,trovare un nesso logico, se mai ce ne fosse davvero uno: i ritmi insostenibili di una corsa che abbiamo dovuto repentinamente rallentare, la fiducia nel potere illimitato della scienza che sembrava condurci all’allontanamento della morte, il mito di una vecchiaia che non era più tale, la progressiva riduzione delcontatto fisico, la fobia della contaminazione, lo sfruttamento selvaggio di risorse che non sono illimitate.

Si può essere d’accordo o meno con le tesi proposte, con i nessi creati. Certo, vale la pena rifletterci, perché una chiave di lettura deve essere trovata per capire dove stiamo andando: tempi estremi richiedono idee estreme.

Forse davvero stavolta l’umanità si trova a una di quelle svolte epocali che siamo abituati a leggere sui libri di storia, siamo forse al punto che “nulla sarà come prima”. Interrogarsi su tutto ciò è un dovere e, in questo caso, anche un piacere. Anzi, trattandosi di Baricco, possiamo dire che si tratti di “un gioco”.

Quindi provare a giocare con il suo “Libro privato” è divertente, stupefacente e ci dona la possibilità di gestire in prima persona la fruizione e il flusso dei pensieri, perché questo è davvero il momento dell’audacia, di pensare l’impensabile.

 

Condividi su: