di Tonino Pinto*

 

La notizia è da prima pagina e Quarta Parete ne ha coscienza per due motivi: il primo è che dopo l’ultima apparizione in televisione disegnato da Manara si era chiuso nella sua bella villa studio di Galbiate a rimuginare chissà cosa, seguendo quella vena da genialoide di “re degli ignoranti” fra milioni di dischi venduti e  film tutti da box office. Su tutti quel Yuppi Du che lo consacrò autore in concorso ufficiale al Festival di Cannes,  con pubblico e critica plaudenti per un capolavoro da antologia proprio come regista, ancorché attore al fianco di una straordinaria Charlotte Rampling e una pittoresca e irresistibile Claudia Mori.

La seconda è perché di quel film ho avuto il privilegio di essere l’ufficio stampa della produzione. Sissignori, con tanto di nome e cognome nei titoli  di coda e poi con lui, il “Genio”, tanti altri film e perfino un’indimenticabile avventura televisiva in quel Svalutation che segnò uno dei suoi strombazzati ritorni sul piccolo schermo.  E oggi, dopo l’angoscia di un Covid che ci ha chiuso a riflettere e sognare un “mondo migliore”, la notizia di un suo ritorno in televisione merita la luce potente di un occhio di bue su di Lui, eterno “molleggiato”, indiscusso poeta ribelle Adriano Celentano.

Una nota giornalista di quelle per intenderci alla Oriana Fallaci, Mimmina Quirico allora firma prestigiosa del gruppo Corriere della Sera, in un suo  articolo dedicato a una lunga intervista realizzata a Milano scriveva: ”Tu ti aspetti di incontrare Adriano Celentano e invece incontri Adriano Celentano”. Mai inciso fu più azzeccato su un personaggio, antidivo, anarchico per eccellenza,  dotato di quella follia negroide che avrebbe reso felice anche Quincy Jones, come a Taormina  nel 1976 in occasione dei David di Donatello, suonando e cantando con la sua chitarra fino alle cinque del mattino mandò in estasi anche Jack Nicholson. Ebbene, la notizia è che Adriano Celentano tornerà in televisione lo ha annunciato proprio Lui qualche giorno fa sul suo profilo social.

“Penso di fare un programma dal titolo Il Conduttore”, questo riporta la brava Ilaria Ravarino in un suo articolo,  un programma nuovo abbozzato durante il lockdown e scritto in un anno e mezzo di clausura, per tornare ancora una volta da mattatore dopo Adrian e Adrian Live – Questa è la Storia.

A tutti quelli e sono tanti, me compreso, che continuano ad ascoltare i suoi album e le sue canzoni dipinte di azzurro e a vedere i suoi film con quel Yuppi Du diventato come Lui un simbolo, non possiamo  che esultare. Evviva “Re degli ignoranti” in un mondo sempre più’ fuso, bentornato!

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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