I Tamè al Retronouveau di Messina tra ballad e funky

A Messina si inaugura la rassegna “Aspettando Indiegeno”: spin off di Indiegeno Fest, che si svolgerà in Sicilia dall’1 al 4 agosto.

Vestiti leggeri e concerti in terrazza: l’estate a Messina è arrivata lo scorso 8 giugno e ad accoglierla in musica ci hanno pensato i Tamè, progetto musicale nato a Torino nel 2018 che racconta, con sonorità dalle atmosfere californiane, gli amori finiti, le crisi dal sapore tardo adolescenziale e quella voglia di trovare uno spazio nel mondo. 

I Tamé

Tu non puoi dirmi tutte quelle cose che non senti […] Dei miei ricordi resta solo il tempo perso […] Vorrei saper volere inconsistente sopra un’onda. (Fine agosto)

Il live set si concentra su Dove non sono stato mai, (ep scritto dai Tamè, Tom Newton e Apollo quattro, uscito a marzo 2024 e distribuito dall’etichetta messinese Tuma Records), spostandosi pezzo dopo pezzo alle storie meno recenti di Tom, Giò solo, Lele, Sanders, Bucco; il gruppo composto da synth, chitarra, batteria, tastiere, sax ha dimestichezza con la musica, con le sue sospensioni e i suoi accenti, e con tutte quelle sfaccettature che una corda di chitarra o un tom tom possono contenere.

C’è del funk ma anche del pop rap che danno vita a delle ballad fluide che ti fanno venire voglia di dondolare; la voce di Giò solo è bassa con un bel timbro che sa di Sud che con un po’ di controllo in più può dare vita a quei virtuosismi che potrebbero rendere dense le canzoni che al momento toccano solo la superficie di quello che il gruppo sembra voler raccontare.

Bella la chitarra e la batteria che aggiungono pienezza a queste sonorità sospese, che ci ricordano i Khruangbin, trio di Houston in cui sono presenti diverse contaminazioni: dal soul alla musica psichedelica, attraversando il funk. Più o meno quello che sembra essere il percorso del gruppo torinese. 

I Tamé

Se quindi nei Tamè c’è una cura nella scrittura drammaturgica, che fa intendere all’ascoltatore ricerca e consapevolezza nella costruzione dei pezzi, probabilmente c’è ancora qualche misura da prendere per poter dare aria e spazio ai testi: alle volte, la forma canzone di cui si sente l’esigenza non è necessaria per trasmettere a chi sta ascoltando cosa c’è dentro un pezzo. Alle volte sono solo gli strumenti a creare quella (piacevole) sensazione di liquidità sonora. 

Aspettando Indiegeno è realizzato in collaborazione con Crox Concerti, Mind, Tuma Records, Onda Pop, Light Blue, Più Live. 

Foto di @Agnese Carbone

Teatro Roma
Elena Salvati

Il dolore ereditato

Il contesto sardo raccontato da Michela Murgia Bonaria e Maria sono madre e figlia cresciute insieme in un contesto sardo

Leggi Tutto »