I Sonics all’Olimpico di Roma: la recensione

 di Tiziana Bagatella

 

Al Teatro Olimpico di Roma, all’interno di una programmazione ricca e decisamente attrattiva fra danza, musica e teatro comico d’autore (per citarne alcuni: Vincenzo Salemme, Lillo e Greg, Francesca Reggiani, Maurizio Battista) dal 14 al 17 ottobre i protagonisti sono stati i Sonics, una compagnia di danza acrobatica italiana, ormai celebrata in Italia e all’estero.

Infatti, il gruppo fondato nel 2001 da Ileana Prudente e Alessandro Pietrolini, con le loro strabilianti coreografie ha solcato i cieli e la terra di molte importanti città del nostro pianeta, da Miami a Dubai, da Atene a Rio de Janeiro, dalla cerimonia di chiusura dei giochi Olimpici di Torino nel 2006, al Fringe Festival di Edimburgo del 2014.

Lo spettacolo con cui in questi giorni i Sonics hanno incantato il teatro Olimpico è Duum, una performance da brivido di 80 minuti circa, che narra la vita di una piccola tribù di umani costretta a vivere ormai da molto tempo nel cuore della terra- nella mitica valle di Agharta per sfuggire da quel mondo che l’uomo stesso, sfidando con arroganza le leggi della natura, ha reso inospitale. L’unico che conserva ancora il ricordo del mondo “di sopra” è l’Architetto Serafino che continua a nutrire la speranza di potervi fare ritorno, grazie ad una legge antica quanto l’uomo: solo lavorando insieme sarà possibile costruire una felicità individuale e collettiva, ma soprattutto sarà possibile ancora salvare il Pianeta Terra e restituirgli la condizione che gli è propria: la struggente bellezza del Creato.

All’inizio dello spettacolo l’Architetto Serafino con il volto coperto da una maschera di cartapesta, una redingote dai colori terrigni, lunghi capelli neri da mago, entrando dalla platea sale sul palco e con una gestualità sapiente invita il pubblico ad essere non solo testimone della loro condizione di sepolti vivi ma, in un certo senso, a seguirlo in quel mondo angusto, privato della luce del sole, quel luogo uterino al centro della terra dove la sua comunità ha cercato rifugio.

Ma uscire dal mondo delle tenebre non è così semplice, le prove di volo sono estenuanti, compiere quel “duum” – quel “salto”—richiede un duro allenamento  e i corpi scolpiti dei ballerini (4 donne e 3 uomini) attraverso un susseguirsi vertiginoso di acrobazie aeree al limite delle leggi della fisica, performance atletiche che richiedono una grande potenza fisica coniugata ad una leggerezza, giochi di luce, videoproiezioni ed effetti speciali, riusciranno a realizzare quell’armonia, quell’amore universale  “che move il sole e l’altre stelle” e a ritornare finalmente sulla terra. “Avevano lasciato il sottosuolo, erano nella luce. Il Duum è il sorriso, la carezza data, una stretta di mani, un dolce abbraccio: il Duum è stare insieme. Il Dumm è un salto, è un ritmo. Il Duum è vita!”

Pubblico entusiasta, anche se non numerosissimo alla prima romana, ha seguito letteralmente a bocca aperta e il fiato sospeso le incredibili performance acrobatiche dei Sonics, ripagandoli con calorosi e lunghissimi applausi.

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