di Tonino Pinto*

 

 

“Torniamo a far sognare con l’arte” lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con un messaggio letto ieri sera in diretta su Rai Uno da Carlo Conti, presentatore della edizione virtuale del sessantacinquesimo premio David di Donatello per il cinema.  Un messaggio quello del presidente Mattarella, che accende un po’ di luce su un settore non solo quello del cinema, ma del teatro e dello spettacolo in generale,  bloccato nella sua produttività e fruizione. E come per magia quella della gente del cinema naturalmente, mentre la kermesse dei Davide andava in onda È tutta Italia Roma in testa si sono accese le luci delle sale cinematografiche, vuote ovviamente, da tempo spento dal virus.  Così il presidente Mattarella ha voluto anche rendere omaggio a Franca Valeri, che fra qualche settimana compirà 100 anni,  premiata finalmente e dico finalmente con un David di Donatello alla carriera, già una carriera a cui va la riconoscenza di tutto il pubblico italiano per anni divertito dai suoi personaggi, tanto teatro a partire dalla commedia naturalmente e soprattutto da quella per quella compagnia con cui ha debuttato, la compagnia dei Gobbi assieme a Luciano Salce, Alberto Bonucci, Vittorio Caprioli, un successo enorme, un successo anche a Parigi. A portarla sullo schermo invece, fu Federico Fellini in “Luci del varietà” diretto, dal regista riminese assieme ad Alberto Lattuada, a cui faranno seguito una lunga serie di film, commedie principalmente al fianco di Alberto Sordi e di Totò.  Fu il grande Indro Montanelli invece che la spinse a scrivere “Diario della signorina snob”, pubblicato nel 1951 da Mondadori.

 Tanti film ispirati alla signorina snob, alla signora Cecioni, ma anche a pièce teatrali importanti che poi sono diventati dei film come “Parigi o cara”, colonna portante per decenni fino ad oggi del palcoscenico, sullo schermo e anche in televisione. La festa dei David si è completata di volta in volta che Carlo Conti apriva le buste con il titolo del film e il nome dei vincitori con un collegamento in diretta streaming con attori e registi per un palmarès irreale, ma ugualmente affascinante è ricco di commozioni.  Così i principali premi della serata sono andati al film “Il traditore” di Marco Bellocchio, all’attore Pierfrancesco Favino per lo stesso film, all’attrice Jasmine Trinca per il film “La dea fortuna” di Ferzan Ozpetek, a Luigi Lo Cascio, attore non protagonista sempre per “Il traditore” di Bellocchio, a Valeria Golino come attrice non protagonista di “5 è il numero perfetto” di Igort, migliore regista Marco Bellocchio premiato anche come migliore film,  sempre per “Il traditore”.  E la musica?  Beh il David di Donatello per la migliore canzone originale “Che vita meravigliosa é andato a Diodato, che dopo il trionfo Sanremo, chiude una stagione d’oro anche per il nostro cinema, speriamo, guastato solo dal coronavirus. Ma adesso, come ha detto da casa lo stesso Bellocchio, chiuso fra le quattro pareti domestiche come gli altri circondato dai familiari “É tempo di ripartire”.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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