Gocce di tristezza su di noi: Addio a Burt Bacharach

«Non vergognatevi mai di scrivere una melodia che puoi fischiettare».

Lo ha detto un grande musicista, un grande compositore come Burt Bacharach, scomparso giovedì scorso a 94 anni nella sua casa di Los Angeles dove fino all’ultimo stava lavorando con Tony Costello a una monumentale versione di Painted from memory.

Bacharach, ha collezionato nella sua lunga carriera tre premi Oscar e sei Grammy come autore, arrangiatore, compositore e molte sue canzoni sono state portate al successo mondiale dalla grande voce di Dionne Warwick, una su tutte I say a Little Prayer for You che una volta omaggiò il Maestro con una dichiarazione che letta oggi potrebbe rappresentare il suo epitaffio: «La sua musica esprime arcane emozioni, lievi e inquietanti grazie al suo tocco unico e inconfondibile», 

Più di 70 canzoni che hanno fatto la storia della musica e anche del cinema con brani premiati con l’Oscar di film come Arturo, James Bond 007 – Casino Royale del 1967, Ciao Pussycat e Raindrops Keep Fallin’ On My Head colonna sonora di Butch Cassidy scritta nel 1969 insieme a Hal David per il film che vide protagonisti Robert Redford e Paul Newman che si piazzò prima in classifica negli Stati Uniti.  Come dimenticare la sequenza in cui Paul Newman, con la sua aria disinvolta e il cappello avvitato in testa, conduce Katharine Ross in bicicletta, con i due seguiti dallo sguardo ammirato della macchina da presa di George Roy Hill?  Indimenticabili, ovviamente, come le note di quella immortale hit cantata da B.J Thomas che accompagna quelle immagini, che risuonano ancora nei nostri ricordi cinematografici. In Italia quel “motivetto” divenne Gocce di pioggia su di me cantata dalla Patty nazionale.

Nel secolo scorso non c’è stato musicista pop, rock o jazz da Stan Getz a Duke Ellington che non lo abbiano addirittura avvicinato a George Gershwin e che non si sia inchinato al suo talento, anche solo per pura invidia e per lunghi anni la sua musica raffinata ha suscitato pregiudizi e diffidenze.

«Burt Bacharach è il pathos all’interno del frastuono americano», commentò Perry Como in un’intervista al giornalista Albert Goldman. «Paul McCartneyBrian Wilson e Phil Spectorsono sicuramente geni che hanno saputo trasportare e trascendere l’effimero sogno della canzonetta pop trasformandola in arte, ma se dovessimo individuare colui che più di tutti ha saputo suscitare forti emozioni, sceglieremo tutti Burt Bacharach», che per lui scrisse la celebre Magic Moments.

il mistico esploratore ebreo perso nello Shangri-La del suo Orizzonte perduto (remake del film di Frank Capra del 1937), nell’America anni ‘50 e ‘60 infiammata dal nuovo credo del rock’n’ roll. Bacharach è stato uno dei più grandi geni della musica popolare americana che iniziò la sua carriera negli anni ‘50 accompagnando al piano Marlene Dietrich durante la tournée in giro per l’America.

«Lui», disse la Dietrich, «incarna qualsiasi cosa che una donna può desiderare: bellezza, bravura e fascino».  Tante le donne che hanno accompagnato la vita di questo grande artista, dalla bellissima Angie Dickinson (le gambe più belle di Hollywood), a Paula Stewart che sposò nel 1953. E a seguire la top model Slim Brandy, poi le nozze nel 1982 con la cantautrice Carole Bayer e infine nel 1993 il quarto matrimonio con Jeane Manson. Play it again, Burt!

Teatro Roma
Elena Salvati

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