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SUMMARY:ASTOR - Un secolo di tango al Teatro Olimpico di Roma
DESCRIPTION:Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico portano in scena da mercoledì 30 settembre al 2 ottobre (ore 20.30) l’allestimento rinnovato\, intenso e coinvolgente\, di ASTOR – Un secolo di tango\, spettacolo del Balletto di Roma dedicato ad Astor Piazzolla.  \n\n\n\nASTOR segna l’apertura degli spettacoli della Filarmonica Romana in collaborazione con il Teatro Olimpico; fino ad aprile in programma non solo la danza\, ma anche musical\, teatro e clownerie\, fra novità e riprese. \n\n\n\nProssimo allo straordinario traguardo delle 100 recite tra Italia e l’estero\, Astor. Un secolo di tango si presenta in una versione originale che attraversa la vita e l’universo artistico del maestro: la sua musica\, gli incontri e le esperienze che ne hanno alimentato la straordinaria creatività\, contribuendo a trasformarlo in una leggenda e nel simbolo di una nuova idea di musica. \n\n\n\nA guidare questo percorso\, nato dal concept di Luciano Carratoni\, con la regia dell’argentino Carlos Branca e la coreografia di Valerio Longo\, sono la musica dal vivo di Mario Stefano Pietrodarchi\, al bandoneón e alla fisarmonica\, la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli e la presenza di Leonardo e Cristina Elias\, interpreti della tradizione più autentica del tango\, insieme agli otto Solisti del Balletto di Roma. \n\n\n\nNato nel 2021 in occasione del centenario della nascita di Piazzolla\, ASTOR racconta un viaggio. Ambientato simbolicamente in un porto\, un luogo sospeso tra partenze e approdi\, tra onde e vento\, dove chi parte porta con sé il desiderio di trovare una nuova terra e una nuova possibilità di rinascita. È il viaggio compiuto dai genitori di Piazzolla dall’Italia nei primi del Novecento\, ma anche quello\, universale\, di tutti coloro che nel viaggio hanno cercato e continuano a cercare una nuova speranza. \n\n\n\nIl vento e il mare diventano così la musica invisibile che accompagna Piazzolla per tutta la vita\, sospingendone la ricerca dall’Argentina agli Stati Uniti fino all’Europa\, attraverso l’esplorazione e la contaminazione di linguaggi musicali differenti. Da questo incessante processo di ricerca nasce il Tango Nuevo\, una rivoluzione capace di fondere tradizione e innovazione\, memoria e libertà. \n\n\n\nFiglio di migranti italiani\, Piazzolla reinterpreta la tradizione trasformandola in ricerca\, sperimentazione e modernità\, lasciando alla storia un’idea di libertà di cui l’arte\, da sempre\, si nutre. Una creatività inizialmente ostacolata nella sua Argentina\, ma destinata a essere riconosciuta e celebrata in ogni parte del mondo. \n\n\n\nÈ da questa visione che nasce il nuovo allestimento del Balletto di Roma\, da sempre impegnato nell’esplorazione e nella contaminazione dei linguaggi della danza. La coreografia di Valerio Longo mette in relazione la tradizione del tango con la danza contemporanea non attraverso la riproduzione delle sue forme iconiche\, ma lasciandosi guidare dalla musica di Piazzolla e dagli arrangiamenti originali di Luca Salvadori. Il suo linguaggio coreografico diventa così il punto d’incontro tra due mondi: il gesto della tradizione si apre alla libertà del movimento\, mentre la contemporaneità ritrova nella tradizione una materia viva da trasformare. \n\n\n\nI costumi di Silvia Califano e le luci di Carlo Cerri accompagnano il pubblico in una dimensione scenica senza tempo e senza confini\, dove musica\, danza e teatro si incontrano e gli abbracci del TangoNuevo diventano il simbolo di nuovi incontri\, nuove speranze e nuove visioni\, verso un possibile Nuevo Mundo. \n\n\n\n“Astor. Un secolo di tango – racconta il coreografo Valerio Longo – è uno spettacolo di intrecci\, di magie tra musica e danza\, dove si è voluto percorrere quello che è il valore dell’intreccio musicale di un grande artista come Astor Piazzolla nella sua ricerca di contemporaneità\, partendo da una musica profondamente innovativa arrivando poi a un gesto che non è soltanto movimento\, ma anche interpretazione. La danza contemporanea va vicino alla danza storica del tango e si contaminano a vicenda\, così come la musica di Piazzolla è stata contaminata da tutto ciò che lui viveva”. “La magia del tango – prosegue il regista Carlos Branca – sta nel capire l’anima umana\, un’anima attraversata e unita da tante cittadinanze…  Il tango ci parla di questa unione\, di questo abbraccio\, di questa fusione di corpi e ci dice che l’uomo è uguale in tutto il mondo\, vive di emozioni\, di fragilità e di forza”. \n\n\n\nASTOR – Un secolo di Tango\, dopo il debutto a Roma\, sarà in scena il 30 ottobre al Teatro San Domenico di Crema e in tournée in altri teatri italiani. La produzione dello spettacolo gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.
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SUMMARY:LA COLONIA. Utopia in un atto al Teatro India
DESCRIPTION:Va in scena al Teatro India mercoledì 30 settembre (ore 20)\, LA COLONIA. Utopia in un atto\, esito finale del laboratorio tenuto da Frosini/Timpano con gli attori e le attrici del Corso di Perfezionamento del Teatro di Roma. \n\n\n\nSul palcoscenico le attrici e gli attori Angelica Accarino\, Clara Borghesi\, Pietro Bovi\, Ilaria Celani\, Francesca D’Urso\, Emma Ghiurghi\, Tommaso Linzalone\, Ruben Mulet Porena\, Diego Parlanti\, Davide Papasidero\, Alessandro Pocek\, Francesco Providenti e Camilla Ventura affrontano La colonia di Pierre de Marivaux\, commedia utopica in un atto scritta nel 1750. Ambientata su un’isola deserta all’indomani di un naufragio\, la pièce mette in scena la rivolta delle donne contro il potere maschile per rifondare la comunità su basi radicalmente nuove e dar vita a una società governata dalle donne.  \n\n\n\nIn questo provvisorio esperimento di nuova società\, le protagoniste esigono ciò che appare inconcepibile ai protagonisti maschili della pièce: il diritto di voto e quello di sedere in assemblea\, l’abolizione del matrimonio\, il diritto all’istruzione e a ricoprire ruoli di governo\, in altre parole\, la completa parità di diritti legali e politici. \n\n\n\nNe nasce un “teatro di idee” che richiama da vicino le lezioni classiche di Lisistrata e Le Donne al Parlamento di Aristofane\, in cui due gruppi antagonisti portatori di tesi opposte si affrontano a colpi di retorica dinanzi agli spettatori. In due settimane di lavoro intensivo — condotto a partire dalla traduzione italiana di Beppe Navello (edita da Cue Press in Marivaux\, Teatro III\, a cura di Paola Ranzini) — Frosini/Timpano hanno guidato la classe in un’indagine approfondita su forma\, contesto e senso dell’opera. Il percorso ha sollecitato l’immaginario e la creatività autoriale dei giovani interpreti coinvolti\, mantenendo il ritmo paradossale\, la carica comica e l’impronta galante originarie del Settecento teatrale.
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Le interviste impossibili al Tordinona. Dalla Radio al Palcoscenico”.
DESCRIPTION:MERCOLEDI 30 SETTEMBRE ORE 21.00 la prima serata della rassegna 2026 -2027 curata da Laura De Luca e Renato Giordano “Le interviste impossibili al Tordinona. Dalla Radio al Palcoscenico”. \n\n\n\nIl primo appuntamento è dedicato all’eterno tema della SEDUZIONE. LAURA DE LUCA intervista PROFUMO DI DONNA interpretato da ANTONELLO AVALLONE. \n\n\n\nRENATO GIORDANO intervista GIACOMO CASANOVA interpretato da GIUSEPPE PAMBIERI con la partecipazione di CAROLINA interpretata da MARGHERITA PATTI Regia RENATO GIORDANO \n\n\n\nLa seduzione\, chissà se ancora attuale o forse no\, é il tema della serata: incontreremo un personaggio realmente esistito e un personaggio immaginario. Un inedito e non più giovane Giacomo Casanova sembra ormai essere ammaliato da altro che il fascino femminile\, mentre il Profumo di Donna fatto persona\, ricorda l’importanza dell’eterno gioco del sesso\, che accompagna da sempre la storia dell’umanità. \n\n\n\nTra desiderio\, ironia e nostalgia\, assisteremo ad un gioco di sguardi e parole per scoprire se la seduzione appartenga davvero al passato o continui\, ancora oggi\, a sorprenderci. \n\n\n\nRENATO GIORDANO \n\n\n\n(Roma. 1953)- Scrittore\, regista\, attore\, musicista\, drammaturgo\, attivo per lo più in teatro. ha firmato circa 130 regie teatrali in tutto il mondo\, siglato 37 testi teatrali\, tutti rappresentati e premiati. Direttore artistico del Teatro Tordinona\, ha lavorato anche alla direzione    Teatro di Roma\, del Festival del Teatro ltaliano\, dell’istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa\,  del Teatro Stabile Biondo di Palermo\, di Taormina Arte. Dal 1994 è segretario nazionale dello SNAD\, il sindacato degli autori drammatici.  \n\n\n\nLAURA DE LUCA \n\n\n\n(Roma\, 1957) – Radiogiornalista\, autrice di molti libri di saggistica\, sta curando la rassegna “Le interviste impossibili al Tordinona” dal 2023\, dopo averne allestite circva un centinaio nell’arco di dieci anni\, per la rubrica “Faccia a Faccia Improbabili” a Radio Vaticana. Per l’emittente pontificia è stata autrice di diversi programmi\, conduttrice\, speaker\, e inviata in numerosi viaggi papali. Firma il blog “Cartoline da Marte”. www.lauradeluca.net \n\n\n\nANTONELLO AVALLONE \n\n\n\n(Roma\, 1951) – Gia direttore artistico del Teatro dei Cocci\, del Teatro dell’Angelo e del Teatro Flaiano. Dopo il Covid\, si é occupato solo di produzione ed ha cominciato a distribuire i suoi spettacoli in tutta Italia. Tra gli spettacoli di maggior successo\, come interprete e come regista possiamo ricordare Regina Madre con Milena Vukotic.  Il trittico dai film di Luigi Magni\, In nome del papa Re\, con Sergio Fiorentini\, Nell’anno del Signore e Secondo Ponzio Pilato. Riconosciuto interprete italiano di Woody Allen\, ha avuto in esclusiva\, dallo stesso Allen\, la possibilità di mettere in scena i monologhi con cui l’attore e regista newyorchese debuttò\, negli anni ’60\, nel night club di New York e poi La Dea Dell’Amore\, dal film omonimo\, oltre che la commedia Central Park West. Altro suo Importante successo è stato lo\, Ettore Petrolini\, di Giovanni Antonucci. Attualmente èimpegnato in Lenny – Ipotesi di un omicidio\, ispirato alla vita del comico americano Lenny Bruce. \n\n\n\nGIUSEPPE PAMBIERI \n\n\n\n(Varese\, 1944) – Si forma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. A 23 anni è Oreste  Le mosche di Sartre al Teatro Olimpico di Vicenza\, accanto a Valeria Moriconi; lavora con Giorgio Strehler (Arlecchtno servitore di due padroni\, Re Lear} e con Franco Zeffirelli ne lo città morta di D’Annunzio (1976) Nel 1977- 78 fonda con Lia Tanzi la compagnia Pambieri-Tanzi in cui recita anche la figlia Micol. Ha attraversato tutti i generi\, dai classici greci a Shakespeare al teatro brillante\, fino a Nota stonata di Didier Caron. Nel 2010 ha ricevuto il Premio Gassman e il Premio Flaiano alla carriera per il teatro. \n\n\n\nMARGHERITA PATTI(Catania\, 1963) – Diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Dranvnatica “Silvio D’Amico”\, laurea in Lettere presso la Facoltà di Lettere e Fiiosofia Dell’Università La Sapienza di Roma. Come attrice ha lavorato con Aldo Trionfo\, Luca Ronconi\, Marisa Fabbri\, Lorenzo Salveti\, Andrea Camilleri\, Monica Vitti\,  Guido De Monticelli\, Mario Missiroli\, Mario Scaccia\, Walter Manfré\, Piero Maccarinelli\,  Luciano Damiani\, Dacia Maraini. 
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SUMMARY:VE.DE.RE. al Teatro Comunale di Badolato e a Palazzo Gallelli
DESCRIPTION:Dal 1° al 4 ottobre\, al Teatro Comunale di Badolato e a Palazzo Gallelli\, arriva VE.DE.RE.\, edizione zero della vetrina dedicata ai progetti ospitati e sviluppati negli spazi di C.Re.A. Il programma riunisce quattro lavori che attraversano teatro\, danza e pratiche performative e restituisce al pubblico e agli operatori alcuni degli esiti dei percorsi di ricerca sostenuti dal Centro. Ad aprire la vetrina\, giovedì 1° ottobre alle 21.15\, sarà BOW\, restituzione finale del progetto di Gaetano Palermo e Michele Petrosino\, quest’ultimo in scena con Nicolò Russo. Venerdì 2 ottobre\, alle 21.15\, sarà presentato In perpetual blooming\, despite the gods\, concept\, coreografia e danza di Maya Oliva. Sabato 3 ottobre\, alle 19.30\, sarà la volta di In via del tutto eccezionale\, di Claudio Fidia\, nato in collaborazione con Alessandro Paschitto\, autore del testo. La vetrina si chiuderà domenica 4 ottobre alle 12.15\, a Palazzo Gallelli\, con Quattro pezzi facili meno una del Kollettivo Kontrora\, con drammaturgia di Giovan Battista Picerno e Francesco Aiello\, regia di Francesco Aiello e interpretazione di Francesco Gallelli.  \n\n\n\nVE.DE.RE. diventa così un’occasione per rendere visibili i processi che stanno dietro alle opere: il tempo della ricerca\, il confronto con gli spazi e con i territori\, l’accompagnamento artistico e la possibilità di verificare il lavoro davanti a pubblici di appassionati e cittadini e operatori. È anche in questa prospettiva che C.Re.A. intende favorire la conoscenza e la circolazione delle creazioni sviluppate in residenza. \n\n\n\nA partire dal 2 ottobre\, Badolato ospiterà\, inoltre\, il secondo Incontro con le Residenze al Sud\, promosso da IAC – Centro Arti Integrate\, Teatro del Carro e Dracma\, organizzato in collaborazione con Theatron 2.0. Tre giornate di tavoli di lavoro e sessioni plenarie che riprendono il percorso avviato a Matera nel dicembre 2024\, quando era emersa l’esigenza di rafforzare il dialogo tra le organizzazioni del Mezzogiorno e costruire forme più stabili di confronto e collaborazione.  \n\n\n\nIl punto di partenza è una condizione comune\, ma non uniforme: le residenze artistiche del Sud operano all’interno di sistemi regionali differenti\, con diverse possibilità di accesso alle risorse\, infrastrutture culturali non omogenee e condizioni variabili di continuità progettuale e di lavoro. Il confronto di Badolato intende mettere queste differenze al centro della discussione\, affrontando temi quali le modalità di selezione e accompagnamento degli artisti\, gli strumenti di monitoraggio\, i modelli di finanziamento\, le condizioni di lavoro e il rapporto tra residenze\, territori\, comunità e pubbliche amministrazioni locali. L’incontro rappresenta inoltre un passaggio operativo verso la costituzione della rete Residenze al Sud. L’obiettivo è costruire uno spazio permanente di scambio tra le organizzazioni\, capace di favorire la circolazione di competenze e buone pratiche\, una mappatura delle esperienze attive nel Mezzogiorno e lo sviluppo di progettualità condivise\, senza mettere in discussione l’autonomia e le specificità dei singoli soggetti. \n\n\n\nPer dare un contributo alla discussione e al confronto saranno invitati i rappresentanti degli enti pubblici regionali e delle amministrazioni locali\, col fine di favorire il dialogo ed esporre visioni e strategie che gli enti pubblici mettono in campo attraverso le proprie specifiche azioni di politiche culturali. \n\n\n\nTra gli esiti previsti della tre giorni c’è la scrittura condivisa di un manifesto politico e programmatico. Il documento dovrà individuare principi comuni e priorità e formulare proposte riguardo al sostegno alla ricerca artistica\, alla qualità del lavoro\, al rapporto con i territori e al dialogo con amministrazioni e istituzioni. L’obiettivo è trasformare le criticità che emergono nei diversi contesti territoriali in questioni comuni e costruire una voce condivisa delle residenze del Mezzogiorno nel dibattito nazionale. In occasione dell’incontro sarà presente Renzo Francabandera\, fondatore e coordinatore della rivista Paneacquaculture\, che parteciperà ai lavori e curerà la redazione di un report conclusivo dell’iniziativa. \n\n\n\nLa scelta di far convergere a Badolato la presentazione degli esiti artistici e il confronto sul sistema delle residenze mette quindi in relazione il risultato di un percorso e le condizioni che lo rendono possibile. Da una parte gli artisti e le opere\, dall’altra le organizzazioni che costruiscono gli spazi\, i tempi e le condizioni della ricerca. È in questa relazione che C.Re.A. – Centro di Residenza Artistica della Calabria colloca il proprio lavoro di sostegno alle arti sceniche contemporanee e di connessione tra artisti\, operatori\, territori e comunità.
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SUMMARY:MINIMA\, la nuova stagione del Teatro Basilica
DESCRIPTION:È il microscopico della quotidianità che farà deragliare l’esistenza. \n\n\n\nUna minima parte di ciò che siamo rimarrà anche dopo la nostra morte. Un qualcosa di immensamente piccolo di ciò che siamo\, anche tra centinaia di migliaia di anni\, abiterà ancora la terra. Quella minima parte è quella che ci interessa\, quella che cerchiamo di curare e preservare. Ci piace immaginare che sia la parte migliore di noi\, quella che sopravviverà.  \n\n\n\nIl teatro oggi appare inutile\, mentre le città vengono bombardate\, anche ridicolo. Ma c’è una parte infinitesimale di ciò che accade quando si fa teatro che è essenziale e rimarrà anche dopo che le città saranno ricostruite e di nuovo bombardate. Quella minima parte ci interessa e si nasconde\, forse\, nell’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma: un omaggio a ciò che non viene considerato\, ma che rimarrà quando tutto ciò che c’è di “massimo” finalmente si consumerà. \n\n\n\nLa Minima è tempo in musica. \n\n\n\nAlla Minima sento la mia pressione. \n\n\n\nIl Minimo comune multiplo è quello che cerchiamo per comprenderci. \n\n\n\nLa Minima è la temperatura più bassa di una giornata difficile. \n\n\n\nIl Minimo storico è un dato statistico ma anche il nostro presente. \n\n\n\nLa dose Minima è quella che non ci basta mai. \n\n\n\nDe minimis non curat praetor. \n\n\n\nIl Minimo consumo è quello che la terra ci richiede. \n\n\n\nMinimo è l’impatto che il teatro ha sul PIL del nostro paese. \n\n\n\nSeiryoku Zenyo (massima efficienza con il minimo sforzo nelle arti marziali giapponesi). \n\n\n\nIl Minimo scarto è un obiettivo industriale ma di frequente diventiamo anche noi. \n\n\n\nMinima moralia è il capolavoro di Adorno (che cita Kant). \n\n\n\nIl Minimo indispensabile è un modo di dire che non ci piace. \n\n\n\nLa Minima è la paga dei teatranti oggi. \n\n\n\nIl minimo è sufficiente ma è anche una presa di posizione. \n\n\n\nMinima è l’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\n“MINIMA” IN BREVE \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, in un momento in cui sempre più spazi teatrali chiudono o vedono ridursi le risorse\, rilancia la propria missione: essere uno spazio aperto per la comunità teatrale romana e nazionale. Le direttrici restano chiare: sostegno alle nuove generazioni e alle proposte più interessanti del panorama contemporaneo italiano\, insieme a un serio e rigoroso approfondimento sul ruolo del teatro nel nostro presente. \n\n\n\nMinima si apre con lo spettacolo della direttrice artistica Daniela Giovanetti\, che affronta il tema della guerra attraverso il mito: Andromaca. Il candore del cigno\, testo di Gianni Guardigli\, amico storico del TeatroBasilica\, e regia di Valeria Almerighi (15|18 ottobre 26). Per la prima volta al Basilica ospitiamo i Motus con Frankenstein (History of hate)\, movimento conclusivo del progetto Frankenstein (23|25 ottobre 26). A novembre una nuova produzione del Gruppo della Creta segna il debutto alla regia di Jacopo Cinque con Volevo solo dormire un altro po’ (5|8 ottobre 26). A seguire\, il ritorno del Teatro delle Albe con un progetto internazionale tra Romagna e Senegal: Il paese dove non si muore mai (12|14 novembre 26). Arriva poi la riscrittura pirandelliana curata da Alfonso Postiglione con la compagnia napoletana Piccola Città Teatro su La ragione degli altri (20|21 novembre). Torniamo quindi alla nuova drammaturgia con La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli\, in scena Daniele Pilli e Claudia Vismara (27|29 novembre 26). Dicembre si apre con i lavori delle giovani compagnie under 35 vincitrici del bando della Sapienza di Roma\, Vestiti della vostra pelle\, a cura di Andrea Cosentino e ideato dal professor Guido Di Palma (9|10 dicembre 26). Chiude la prima parte di stagione Tirannosauro\, provocatorio ed essenziale spettacolo di Filippo Quezel\, prodotto dal Teatro di Sardegna (11|13 dicembre 26). \n\n\n\nA gennaio\, dopo il successo della scorsa stagione\, torna la saga familiare in tre episodi ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano\, Nelle puntate precedenti (12|28 gennaio 27)\, che coinvolge dieci attori e cinque giovanissimi drammaturghi. \n\n\n\nSegue Zazà\, con la banda in testa (330|31 gennaio 27) di Roberta Lidia Di Stefano\, omaggio a Gabriella Ferri tra musica e memoria della straordinaria cantante romana. Febbraio si apre con l’ipnotico monologo della compagnia Kronoteatro\, Un po’ meno fantasma (6|7fennario 27)\, per la prima volta nel nostro cartellone. Tornano poi al Basilica i Biancofango\, che presentano il debutto romano di Macbeth – Vivevamo felici durante la guerra (9|14 febbrsio 27). È quindi il momento di Goodbye Horses (19|21 febbraio 27) di Dalila Desirée Cozzolino e del debutto romano della compagnia MaMiMò con Scorie – L’incredibile storia del nucleare in Italia\, in scena Fabio Banfò\, regia di Andrea Cosentino (27|28 febbraio 27). \n\n\n\nSiamo felici di ospitare due straordinari attori già frequentatori delle nostre stagioni: Paolo Mazzarelli con Lettere a un giovane poeta (5|7 marzo 27) di Rilke e Marco Sgrosso con il dissacrante monologo Emma B. Vedova Giocasta(12|14 marzo 27). Francesca Astrei\, dopo i successi dell’ultimo anno e il premio UBU\, presenta il monologo Io sono verticale (18|21 marzo 27). Un’altra eccellenza under 35 è la compagnia torinese Crack24\, che porta in scena un intelligente e affilato adattamento de Il Borghese gentiluomo di Molière (3|4 aprile 27). \n\n\n\nGrazie al contributo SIAE del bando “Per chi crea”\, ospitiamo il testo di Rebecca Righetti\, Radicchio e noci in caso di morte\, un’epopea nella solitudine al maschile (9|11 aprile 27). Paolo Valerio\, dopo aver giocato con noi a tennis qualche anno fa\, torna al Basilica con un toccante monologo che racconta un capitolo nero della storia della nostra repubblica con La strage di Vergarolla (15|18 aprile). Dopo il successo della scorsa stagione e la tournée in tutta Italia\, Christian Raimo torna a raccontare Maradona e l’Argentina della dittatura in Barrilete cósmico. Maradona pedagogista\, accompagnato alla chitarra da Amedeo Monda (21|24 aprile 27). Lo spettacolo che chiude la stagione è Ammazzare i morti di Giorgio Sales\, con la regia di Leonardo Capuano (14|15 maggio 27). \n\n\n\nA maggio presentiamo anche le due rassegne del TeatroBasilica. La prima è l’autogestione del collettivo Bei Ricordi\, che per sette giorni abiterà il palco del Basilica con proposte che spaziano dalla performance alla musica\, fino alla prosa (3|9 maggio 27). Chiude\, come sempre\, la nostra stagione la rassegna Nel Blu – Orizzonti della danza contemporanea\, a cura di Chiara Marianetti\, che anno dopo anno cresce e si conferma spazio di ricerca e condivisione indispensabile per la città di Roma (17|23 maggio 27). \n\n\n\nUltimo evento da segnalare: il progetto di co-creazione del Gruppo della Creta con la compagnia Frosini/Timpano\, I sogni della ragione. Teatro della rivoluzione\, teatro rivoluzionario\, sulla drammaturgia dimenticata degli anni della Rivoluzione francese\, che avvierà nel 2027 il suo percorso con una prima lettura aperta al pubblico (28 aprile 27). \n\n\n\nDa quest’anno il TeatroBasilica è risultato assegnatario del finanziamento per la programmazione da parte della Regione Lazio che permetterà alla nostra struttura di crescere ma anche di trovare quella stabilità che troppo spesso viene vista come un privilegio e non come un diritto.  \n\n\n\nTEATROBASILICA BREVE DESCRIZIONE  \n\n\n\nIl TeatroBasilica si trova nel cuore di Roma\, in Piazza di Porta San Giovanni. Conta 100 poltroncine rosse e un pubblico affezionato. E’ nato nel 2019 e resiste programmando spettacoli teatrali e proponendosi alla città come spazio di confronto e approfondimento culturale. La direzione artistica è di Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti ed è abitato da un gruppo di artisti e organizzatori che si riconoscono sotto il nome collettivo di Gruppo della Creta. \n\n\n\nIl TeatroBasilica si è distinto per una importante attività di carattere culturale. Come\, ad esempio\, la programmazione di due Progetti Speciali\, uno su Angelo Maria Ripellino\, l’altro su Aristofane e Benedetto Marzullo (di cui è in corso di pubblicazione un libro sugli atti del congresso svolto al Basilica) che hanno visto la partecipazione di studiosi\, teatranti e università. Entrambi i progetti sono stati ispirati e guidati da Antonio Calenda. Altro evento di rilievo è stata la mise en espace del poemetto di Rilke La Ballata sull’amore e sulla morte dell’alfiere Cristoforo Rilke tradotto dal professor Lorenzo Perilli. \n\n\n\nLa programmazione del Basilica propone la nuova drammaturgia italiana\, le proposte dell’ultima generazione di teatranti\, alcuni tra i migliori spettacoli del panorama teatrale contemporaneo e porta avanti una profonda riflessione sul teatro e sul ruolo che ricopre ancora nel presente.  \n\n\n\nIn questi anni sono stati tantissimi i drammaturghi italiani che hanno presentato i propri testi nel nostro spazio. Autori differenti per età e stile\, fautori del nuovo teatro come Niccolò Fettarappa\, Matteo Gatta\, Giovanni Onorato\, Luisa Borini\, Tommaso Emiliani\, Francesco Alberici\, Alice Sinigaglia\, Teodoro Bonci Del Bene\, Livia Rossi\, Gianni Guardigli\, Alberto Bassetti\, Anton Giulio Calenda\, Livia Rossi e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nMolti sono stati gli artisti che in questi anni hanno riconosciuto nel Basilica lo spazio del contemporaneo su Roma con cui negli anni stiamo costruendo un rapporto di continuità come Daria Deflorian\, Roberto Latini\, Vetrano/Randisi\, Marco Sgrosso e Elena Bucci\, Barletti/Waas\, Sista Bramini\, Michele Sinisi\, Frosini/Timpano\, Andrea Cosentino\, Oscar De Summa e Paolo Mazzarelli. \n\n\n\nMa il TeatroBasilica vuole essere soprattutto la bottega del teatro che verrà. In questi anni hanno debuttato da noi moltissimi giovani e talentuosi artisti che stanno costruendo i loro percorsi artistici anche grazie al supporto del nostro spazio teatrale. \n\n\n\nIL GRUPPO DELLA CRETA NEL TEATROBASILICA \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia ministeriale under 35\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del TeatroBasilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti.  \n\n\n\nChi entra al Basilica può incontrare i ragazzi del Gruppo in biglietteria\, in vineria\, nei laboratori e sempre seduti in platea durante gli spettacoli: una presenza viva che custodisce l’energia di questo spazio teatrale non convenzionale.  \n\n\n\nNegli anni hanno avuto l’opportunità di recitare con Roberto Herlitzka in Enrico IV diretto da Antonio Calenda\, dissacrare la scena con I Masnadieri di Michele Sinisi\, hanno sostenuto la nuova drammaturgia con il progetto P.S. Prima Stesura\, hanno costruito e debuttato con le proprie produzioni originali che hanno poi conquistato pubblici diversi in tutta Italia come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nNella stagione Minima il Gruppo della Creta presenta il debutto alla regia di Jacopo Cinque su testo di Tommaso Emiliani Volevo solo dormire un altro po’\, ospita lo spettacolo di Rebecca Righetti Radicchio e noci in caso di morte\,vincitore del bando della SIAE “Per chi crea”\, e riprende lo spettacolo in collaborazione con Christian Raimo Barrilete cósmico. Maradona Pedagogista e la serie teatrale Nelle puntate precedenti\, che dopo il Basilica partirà per una lunga tournée nazionale. \n\n\n\nAttraverso il “sistema Basilica” e un lavoro fondato sui rapporti di collaborazione\, il Gruppo della Creta cerca nuove strade sostenibili per il teatro di oggi e di domani\, in un presente sempre più complesso per le giovani compagnie. \n\n\n\nDirezione Artistica Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti \n\n\n\nConsulenza Artistica Antonio Calenda \n\n\n\nOrganizzazione e compagnia residente Gruppo della Creta \n\n\n\nOrganizzazione e Amministrazione Bruna Sdao\, Chiara Marianetti\, Ludovica Santuccio \n\n\n\nDirezione tecnica Matteo Ziglio \n\n\n\nComunicazione Beatrice Zanatta \n\n\n\nUfficio Stampa Maya Amenduni \n\n\n\nFoto di scena Simone Galli \n\n\n\nSono parte di TeatroBasilica anche \n\n\n\nGiulia Barcaroli\, Matteo Baronchelli\, Michele Bottoni\, Vittorio Bruschi\, Anton Giulio Calenda\, Andrea Carriero\, Valeria Chimenti\, Jacopo Cinque\, Tommaso Emiliani\, Alessio Esposito\, Lorenzo Garufo\, Ilaria Iuozzo\, Gabriele Merlini\, Amedeo Monda\, Laura Pannia  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nOrari: \n\n\n\nDal lunedì al venerdì ore 21:00 – sabato ore 19:30 – domenica ore 16:30 \n\n\n\nIl botteghino è aperto un’ora prima dell’inizio di ciascun evento \n\n\n\nPrezzi:  \n\n\n\nBiglietto intero € 18\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto operatori € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto under 26 e convenzioni* € 10\,00 \n\n\n\nCarnet 7 spettacoli € 70\,00 \n\n\n\n*Per attivare una convenzione con il TeatroBasilica e riservare i biglietti ridotti a studenti e studentesse delle accademie/scuole/università\, mandare una richiesta a info@teatrobasilica.com
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SUMMARY:Romics d’Oro a Simone Legno
DESCRIPTION:Simone Legno\, artista romano conosciuto a livello internazionale\, co-fondatore e direttore creativo di tokidoki\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNel 2005 Simone Legno fonda tokidoki\, brand internazionale diventato un fenomeno globale della cultura pop contemporanea. Profondamente legato alla cultura giapponese\, Legno sceglie per il progetto il nome tokidoki\, che significa “a volte”\, ispirandosi all’idea che incontri e coincidenze possano cambiare il corso della vita. Nato dalla visione condivisa di Legno insieme agli imprenditori Pooneh Mohajer e Ivan Arnold\, tokidoki ha conquistato negli anni una vasta comunità di appassionati in tutto il mondo grazie ai suoi personaggi iconici\, al suo immaginario colorato e riconoscibile e a una straordinaria capacità di dialogare con mondi e pubblici diversi. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato celebrato attraverso rassegne culturali e mostre museali in diverse località del mondo\, tra cui l’iconica “Kawaiimpressionism Solo Art Exhibition by Simone Legno” a Singapore\, che hanno messo in luce l’impatto del lavoro dell’artista sull’arte contemporanea\, sul design e sulla cultura popolare. Simone Legno ha creato personaggi divenuti simboli della cultura pop e sviluppato collaborazioni con alcuni dei più importanti brand internazionali\, tra cui Karl Lagerfeld\, Barbie\, Marvel\, Hello Kitty\, McDonald’s\, Uniqlo\, Levi’s\, Xbox e Sephora. Nel tempo\, ha ampliato il proprio universo creativo attraverso un’ampia gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori\, dal toy design al lifestyle. \n\n\n\nLa sua capacità di creare personaggi in grado di superare confini culturali e generazionali è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni internazionali. Tra i progetti più recenti figurano Luce\, mascotte ufficiale del Giubileo 2025 realizzata in collaborazione con il Vaticano\, Nipponina\, mascotte realizzata per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone e Italia-chan\, mascotte ufficiale italiana per Expo 2025 Osaka. \n\n\n\nNel settore dell’animazione con la serie Mermicorno: Starfall\, Simone Legno ha contribuito allo sviluppo del concept\, dei personaggi e della narrazione. Ospite di musei\, università e conferenze internazionali\, è oggi considerato una delle figure più influenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione\, del character design e della cultura pop internazionale. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Simone Legno incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera e alla nascita del suo universo narrativo\, raccontando il percorso che lo ha portato da Roma ai palcoscenici internazionali.
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SUMMARY:Premio a Paola Barbato alla 37^ edizione di Romics
DESCRIPTION:Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNata a Milano nel 1971\, bresciana d’adozione e residente a Verona\, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore\, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti\, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi\, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa\, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano. \n\n\n\nScrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità\, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi\, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini\, ragazzi e adulti\, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti\, affrontando temi complessi con sensibilità\, profondità e originalità. \n\n\n\nParallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico\, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude\, vincitore del Premio Scerbanenco\, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini\, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente\, la trilogia composta da Io so chi sei\, Zoo e Vengo a prenderti\, seguita da L’ultimo ospite\, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio\, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto. \n\n\n\nDal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky. \n\n\n\nDurante la 37^ edizione di Romics\, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera\, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller\, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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SUMMARY:Fringe Milano Off International Festival
DESCRIPTION:Si terrà da giovedì 1 a domenica 11 ottobre Fringe Milano Off International Festival\, festival multidisciplinare di teatro\, danza\, clownerie\, musica fondato nel 2016 da Francesca Vitale e Renato Lombardo\, realizzato dalle associazioni “La Memoria del Teatro”  e “Milano Off” con il sostegno di Siae dalla parte di chi crea  e il patrocinio del Comune di Milano\, della Fondazione AEM Gruppo a2a\, dei Municipi 3\, 6\, 8 e 9. \n\n\n\nCaratteristica peculiare del festival\, che prevede 55 spettacoli per 215 repliche\, 84 artisti in scena\, 11 spettacoli internazionali e 36 nazionali ospitati in 20 spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino\, è la vocazione inclusiva e internazionale\, con numerose compagnie straniere ospitate provenienti da Regno Unito\, Francia\, USA\, Giappone\, India\, Australia\, Finlandia che portano in scena linguaggi\, estetiche e prospettive artistiche differenti\, in dialogo con quelle provenienti da tutta Italia. Gli spettacoli\, presentati da giovedì 1 a domenica 4 e da giovedì 8 a domenica 11 ottobre\, sono stati selezionati dai direttori delle strutture che li ospitano tra le candidature ricevute. Ogni struttura partner del Fringe ospita 2 o 3 spettacoli al giorno\, alternando le repliche secondo 3 fasce orarie\, il  pomeriggio (16-17)\, al tramonto (18 -19) e la sera (20 – 21). \n\n\n\nNumerose le collaborazioni attivate dalla direzione artistica nel corso degli anni\, che ha portato il festival a diventare parte attiva del World Fringe Network\, la rete internazionale dei Festival Fringe. Si sono così consolidate collaborazioni con partner nazionali come il Piccolo Teatro e Area Zelig di Milano\, il Teatro Comunale di Vicenza\, il Museo Bagatti Valsecchi\, il Teatro Stabile di Catania\, Motus Danza\, Casa Shakespeare\, Teatro Scientifico /Teatro – Laboratorio a Verona\, Lega Internazionale per i diritti dell’uomo erealtà internazionali come il Festival Avignon le Off\, e con i Fringe di New York\, Hollywood\, Praga\, Istanbul\, Stoccolma\, Reykjavik\, Salonicco\, Denver\, Lagos\, Scarborough e Nuova Delhi.  \n\n\n\nGrazie a queste connessioni\, Milano Off si configura sia come vetrina per le compagnie straniere\, sia come piattaforma per la creatività emergente italiana\, grazie alla presenza di programmatori e operatori culturali internazionali. \n\n\n\nOltre alle 45 location nei municipi della città  che ospiteranno tutti gli eventi in programmazione\, il cuore pulsante del festival\, il Village OFF\, quest’anno trova casa allo Spazio Bacca\, luogo dedicato alla biodiversità\, al clima e all’ambiente. Lo Spazio Bacca e il suo giardino ospiteranno l’info point e la biglietteria e  accoglieranno operatori\, artisti e pubblico. Qui in programma molti appuntamenti tra concerti\, mostre\, workshop\, presentazioni\, incontri con artisti e performance dal vivo e la Fringe Academy\, progetto di formazione e aggiornamento professionale dedicata ad artisti e compagnie. Ideata dal festival in sintonia con percorsi simili ideati dagli altri Fringe internazionali\, la Fringe Academy prevede\, per tutta la durata del festival\, appuntamenti mattutini come workshop\, sessioni formative\, pitch e focus incentrati su aspetti amministrativi\, artistici e funzionali del mestiere dello spettacolo. \n\n\n\nParticolare attenzione è dedicata alla scuola con il progetto Lo Studente in Giuria\, giunto alla quarta edizione\, che coinvolge attivamente oltre 300 studenti\, provenienti da Istituti di ogni ordine e grado che ricevono una formazione specifica per valutare gli spettacoli e assegnare un premio a quello ritenuto più meritevole.  \n\n\n\nIl festival attraversa tutte le declinazioni delle arti performative: il circo contemporaneo\, la clownerie\, la drammaturgia contemporanea\,  la commedia dell’arte\, le rielaborazioni in chiave contemporanea dei classici\, la  stand up comedy\, il teatro canzone\, il teatro civile e il teatrodanza\, con particolare attenzione alla sperimentazione dei linguaggi. Accanto al teatro di narrazione\, infatti\, sabato 10 e domenica 11 ospiterà una sezione  dedicata alle esperienze di teatro multimediale e visuale.  \n\n\n\nUn programma ricco e articolato che affronta molte delle questioni più urgenti del presente – dai temi civili alla complessità dei legami affettivi e familiari\, dalle relazioni tossiche alle trasformazioni sociali\, culturali e ambientali\, dal mondo del lavoro alla crisi geopolitica\, dalla resilienza femminile allo stigma della malattia mentale\, offrendo molteplici chiavi di lettura della contemporaneità attraverso linguaggi e prospettive differenti. \n\n\n\nNon mancano gli omaggi a figure che hanno segnato la storia e l’immaginario collettivo come Franca Viola\, Mia Martini\, la papessa Giovanna. \n\n\n\nInaugura il festival\, martedì 29 settembre alle ore 20\,30\,  Milano In\, una serata ad Area Zelig\, un momento di incontro e condivisione in cui la direzione del festival racconta il progetto assieme ai testimonial\, agli artisti e alle compagnie presenti. \n\n\n\nProgramma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre \n\n\n\nIl festival inizia giovedì 1 ottobre alle ore 17 con Her raving mind\, spettacolo di drammaturgia contemporanea scritto\, diretto e interpretato da Fenia Gianni (spettacolo in inglese con sottotitoli)\, tragicommedia greco-britannica incentrata sui legami tossici di una donna intrappolata nel narcisismo materno. Alle ore 18 lo Studio Libribianchi ospiterà Awake\, gay and writing a play\, one – man show scritto e interpretato da Richard Dale con la regia di Dominic Weatherby\, un one-man show in inglese\, sottotitolato in italiano\, incentrato sul percorso autobiografico di liberazione dell’autore da un gruppo religioso ad alto controllo. Arriva dall’America Dr Glas\, con Daniel Gerroll\, in scena a Quartaparete alle ore 18\,30\, adattamento del romanzo di Hjalmar Soderberg\, realizzato dal drammaturgo Jeffrey Hatcher. Lo spettacolo\, in inglese sottotitolato in italiano\, è un thriller psicologico in cui l’attore interpreta otto personaggi diversi alle prese con un profondo dilemma etico. Alle 18\,30 presso The Mill\, Elisabetta Dini in Vicks\, si proprio la pomata! un viaggio ironico e nostalgico nella memoria del paese natale durante l’attesa del treno.  \n\n\n\nLa serata proseguirà alle 19 con una ricca offerta in contemporanea. Teatring\, ospiterà Solo gli sfigati lavorano la domenica\, di e con Manuela Fischietti per la regia di Alessio Kogoj\, una divertente e profonda riflessione sul mondo del lavoro al femminile attraverso parole\, musica\, azione e danza. Allo Spazio OIT\, andrà in scenaSchadenfreude – chi sei quando nessuno ti vede? di Martina Marasco e Francesca Notaro dove Orsetta Borghero\, diretta da Ettore Distasio attraverso le storie di Mia Martini e dell’atleta Alex Schwazer\, affronterà quel sentimento complesso che si basa sul godimento del fallimento altrui. Allo spazio Teatro 89\, alle 19\, sarà presentato in anteprima nazionale Due (lessico di un’amicizia)\, di Francesco Bianchi\, con Claudia Bianchi e Annalisa Paladini\, regia di Roberto Assente\, indagine ironica sull’amicizia femminile.  Al Teatro Alfredo Chiesa\, alle ore 19\, Un bravo ragazzo\, scritto da  Valentina Diana e interpretato da Mariagrazia Cerra diretta da  Maurizio Bàbuin\, un toccante dramma interiore che vede in scena una madre che scopre i crimini commessi dal figlio\, da sempre ritenuto fragile e sensibile.  A Isolacasateatro\, infine\, Rispost@Ua\, diretto e interpretato da Anna Bodnarchuk racconta la guerra vista dall’interno\, attraverso la voce di una donna ucraina che dialoga con una russa\, una lunga\, appassionata\, dolente invettiva scritta dalla pluripremiata drammaturga e romanziera ucraina Neda Neždana \n\n\n\nVincitore di 17 premi in 6 Paesi\, Are you lovin’ it? in scena alle 19\,30\, a Teatropolis è uno spettacolo di clownerie del giapponese Theatre Group Gumbo\, che fonde teatro fisico\,  game show giapponesi e anime in una pungente satira  capitalismo da fast food\,  specchio perfetto del mondo contemporaneo (spettacolo in inglese\, sottotitolato in italiano). Alla stessa ora\, a  Noise il cinemino\, Accidental overheards\, commedia scritta diretta e interpretata da Lynn. Frammenti reali di conversazioni\, ascoltate per caso su autobus\, treni\, nei caffè e per strada per uno spettacolo solista dal tono asciutto e impassibile\, accessibile anche a un pubblico internazionale e multilingue. \n\n\n\nLo Studio Libribianchi propone\, alle ore 20\, Nuovo orizzonte\, di e con Alessandra Donati che celebra l’impresa del 6 Agosto 1926\, quando Trudy Ederle attraversò  la Manica\, superando il record di Tiraboschi. La narrazione unisce immagini in movimento e filmati d’epoca grazie al  linguaggio video e di animazione curato da Leonardo Battaglia. Un’altra storia di resilienza al femminile è quella di Alfonsina Strada\, l’unica donna a correre il Giro d’Italia nel 1924\, protagonista alle 20\,30 al The Mill  di Perdifiato\, uno spettacolo di e con Michele Vargiu per la regia di Laura Garau\, vincitore del Premio “Palco Off” – Miglior Attore e Miglior Soggetto Catania Fringe Festival 2023. \n\n\n\nLa programmazione delle ore 21 propone una vasta scelta di appuntamenti.  \n\n\n\nIsolacasateatro  presenta E poi ci siamo sedute a guardare il mare (commedia tragica in un solo giorno) scritto\, diretto e interpretato da Marianna Esposito insieme a Dominique Evoli e Francesca Ricci\, che porta in scena la ballata di tre donne decise a chiudere con la vita alle loro condizioni. Alle Spazio teatro 89 Irene Consonni e Bernardo Casasole scrivono e interpretano Li hanno visti tornare tenendosi per mano scritto\, una storia che usa la Poetry Story\, per raccontare l’intreccio di due anime opposte\, fondendo prosa\, comicità e poesia performativa.. Al Teatro Alfredo Chiesa\, Fabrizio Bianchi è autore e interprete di Una lunga corsa\, incentrato sulla vicenda umana e sportiva del primo maratoneta olimpico del Giappone\, Shizo Kanakuri. La drammaturgia contemporanea indiana trova spazio a Quartaparete con  The chai queens\, basato sul testo originale “So Far” di Vikrant Dhote\, un racconto tenero\, potente\, divertente che celebra l’amore in tutte le sue complessità. (spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano). Teatring propone Cafè western\, spettacolo muto di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi che segue le parodistiche avventure del fuorilegge con la taglia più bassa del West e di uno sceriffo per caso in un tripudio di musica dal vivo\, ideale per un pubblico dai 5 ai 105 anni. Allo Spazio Oit\, sarà in scena Per colpa di Piero di Roberta Crivelli\, con Fabio Buccella\, Daniele Cioni\, Roberta Crivelli\, Alice Gagno e Chiara Malpighi  e la regia di Roberto Assente. In un confronto senza via di fuga quello che inizia come un semplice incontro diventa uno scontro serrato e inarrestabile in un’escalation di risate e inquietudini\, tormenti e assurdità\, tra le contraddizioni della società italiana dei nostri giorni.  \n\n\n\nA Noise il Cinemino\, alle 21\, 30 Mirko Corradini dirige Beatrice Elena Festi in Puttana\, esperimento di narrazione musicale dove l’attrice interpreta 5 personaggi diversi fondendo musica\, suoni e parole in un’atmosfera acustica unica. Conclude la programmazione del primo fine settimana\, a Teatropolis alle 22\,  Dandelions (come il vento) di Manuel Stabile in scena con Cristina Ammendola e Michela Maritato\, diretti da Vincenzo Borrelli che racconta il misterioso viaggio e il risveglia su una spiaggia della quattordicenne Satya accanto all’enigmatico Ayù. \n\n\n\nProgramma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre \n\n\n\nIl programma della seconda settimana del festival si apre giovedì 8 ottobre alle 17 con una serie di appuntamenti in anteprima. Presso la Società Umanitaria debutta Ridicola\, di Annamaria Troisi\, storia che esplora il dolore di una donna di fronte all’indifferenza del mondo\, ispirato a Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij. All’Istituto Carlo Bazzi\,  Alceste Ferrari sarà in scena con una performance che condensa tre secoli di storia della Commedia dell’Arte in un’ora di spettacolo in Zentil omeni mei (da Ruzante ai comici dell’arte)\, mentre presso il Teatro Officine Puecher il pubblico più giovane potrà rivivere la storia de La sirenetta (la vera storia) di Andersencon Mattia Colombo e la regia di Samuel Maverick Zucchiati. A completare la proposta delle ore 17\, all’Istituto Orsoline San Carlo\, Ho visto un poeta (l’incontro con Alda e la poesia che scrisse per me) di Annalisa Asha Esposito che lo dirige e lo interpreta assieme a Stefano Capra\, un racconto autobiografico ricco di toni grotteschi e immagini intime che vivono e si animano dentro i ricordi dell’incontro di una giovane poetessa con la sua mentore.  \n\n\n\nAl Cinema Teatro Wagner alle 18 la compagnia milanese Colibrì mette in scena Scatole vuote\, prosa musicata che\, attraverso la storia della protagonista Chiara\, affronta la difficile realtà dei giovani adulti nella società odierna\, perennemente in bilico tra  sogni e compromessi. \n\n\n\nAppuntamento alle18\,30 presso Quartaparete con lo spettacolo francese Lights on Chaplin (silent show in black and white) di Wahnsinn Compagnie. Scritto\, diretto e interpretato da Alwina Najem-Meyer Lights on Chaplin è uno spettacolo muto\, accompagnato dal pianoforte dal vivo\, basato sulla trama di City Lights. Alla stessa ora\, presso The Mill\, Ecce femina (la credibile storia della donna che divenne papa) scritto e diretto da Luca Zilovichcon Federico Fauro che dà vita e corpo a sette personaggi nel racconto della leggenda della Papessa Giovanna. \n\n\n\nLa serata entra nel vivo alla 19 con un’ampia scelta di proposte. \, Al Teatro Officine Puecher\, Appunti di letteratura\, monologo scritto\, diretto e interpretato da Marco Bisciaio che accompagna il pubblico in un viaggio divertente e appassionato tra le pagine di Dante\, Leopardi e Calvino\, svelando come la scrittura sia\, prima di tutto\, un atto di coraggio. L’Istituto Carlo Bazzi ospita Carlotta Rondana diretta da Francesca Nunza inFemminile single(are) (una storia finta tratta da una favola vera)\, spettacolo che esplora con leggerezza e sensibilità le dinamiche narcisistiche di donne e uomini nel rapporto tragicomico fra sessi. All’Istituto Orsoline San Carlo\, va in scena Castagne matte\, progetto di Denis Fontanari e Candirù che usa voci\, storie e canzoni per ripercorrere il legame tra società e follia\, dal passato a oggi\, con l’obiettivo di scardinare  lo stigma legato alla malattia mentale.  Le tematiche sociali e generazionali trovano spazio anche alla Società umanitaria con Home sweet home (avere una casa o non avere una casa)\, monologo brillante e irriverente di Miriam K. che affronta la crisi abitativa e l’identità precaria della “generazione affitto”\, attraverso lo sguardo di una giovane attrice e cameriera fuorisede a Roma. A chiudere la programmazione delle 19\, al Brenta Studio\, Wunderkammer (la camera delle meraviglie) one woman show di Stefania Carcupino diretta da Demetra Alberti\, sospeso  a metà strada tra il cabaret\, la clownerie e la poesia. \n\n\n\nAlle 20 presso Fondazione la Nuova Musica\, in I ragazzi e Guillaume\, a tavola!\, Alberto Guiscardi dà voce almonologo autobiografico intimo\, sincero ed esilarante dell’autore Guillaume Gallienne\, incentrato sulla complessa ricerca della propria identità sessuale. In contemporanea\, presso il Cinema Teatro Wagner\, Tribuna Distinti\, commedia dai toni grotteschi e spietatamente reali scritta e interpretata da Sebastiano Fumagalli e Mattia Manfroni. Ambientata sugli spalti di un piccolo campo da calcio di provincia durante la partita di due ragazzi\, lo spettacolo mette a nudo i meccanismi tossici della competizione e della prevaricazione genitoriale. \n\n\n\nAlle 20\,30 la scena si sposta al The Mill\, con PequodCompagnia che rievoca\, in La società dei ribelli\, il sogno utopico della Comune di Parigi del 1871\, un’esperienza straordinaria di libertà e uguaglianza\, soffocata nel sangue ma rimasta indelebile nella memoria storica. \n\n\n\nLa fascia delle ore 21 offre una serie di riflessioni profonde e di forte impatto civile. \n\n\n\nIl Brenta Studio  ospita La disfatta (gli ultimi giorni del bunker) testo scritto da Gianni Guardigli e interpretato da Riccardo Leonelli\, che dà voce all’urlo folle e disperato di un uomo comune fedele a un potere ormai in frantumi e che si trasforma in una lucida accusa contro i regimi di ogni epoca. Arriva da Salerno la Compagnia Vitruvio Entertainment che porta in scena all’Istituto Carlo Bazzi Rumore bianco (confessioni di un insospettabile serial killer con un fruscio di sottofondo)\, un monologo tragicomico interpretato da Danilo Napoli che affronta senza filtri il dramma dell’omotransfobia e il suo devastante impatto psicologico e sociale. È una storia di resistenzaDonne di Gaza (strani bagliori nel cielo) del Nuovo Teatro Gamma di Catania\, visibile a Isolacasateatro\,\, uno spettacolo che trasforma la testimonianza di due donne sotto i bombardamenti in un esperienza viva\, capace di interrogare lo spettatore sul significato della sopravvivenza. Per la sezione dedicata alla rivisitazione dei classici è possibile assistere\, presso Quartaparete\, a “Report to an Academy” by Franz Kafka\, spettacolo in inglese senza sottotitoli. Una scimmia evolve fino ad assumere comportamenti umani e a presentare i vili dettagli della sua cattività a un’accademia scientifica nel celebre racconto di Kafka\, adattato per la scena dall’acclamato regista tedesco Gabriele Jakobi  e interpretato da Robert McNamara. La storia di coraggio e resistenza di Franca Viola\, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore con chi l’aveva prima rapita e poi violentata è al centro di Inviolata\, spettacolo interpretato da Maria Barnaba\, Sandra Di Gennaro e Ilenia Sibilio. in scena  a Teatro Officine Puecher. Presso la Società Umanitaria debutta Via dei matti 43 di Francesco Niccolini con Marco Valeri\, racconto poetico sull’infanzia negata e sulla difficoltà di liberarsi dalle violenze domestiche che si consumano nelle mura di casa. Ottavanota ospita Miriam Petruzzelli in Ci vuole orecchia! (questioni di genere nella musica pop) un originale spettacolo di teatro-canzone  che utilizza la musica leggera italiana per riflettere con ironia e leggerezza sugli stereotipi di genere. Arriva dall’Australia We keep everything\, spettacolo di drammaturgia contemporanea di e con Lisa Pellegrino e la regia di Kate Sullan. Attraverso registrazioni e memorie intime\, l’attrice racconta le dolci e divertenti storie della sua famiglia\, emigrata in Australia dall’Italia e dalla Scozia tra gli anni Venti e Cinquanta. Lo spettacolo\, in inglese con sottotitoli\, sarà ospitato da Teatring.. \n\n\n\nLa programmazione del fine settimana si arricchisce con tre appuntamenti speciali\, in replica presso il Parco Center. Primo appuntamento sabato e domenica  (ore 12; ore 15; ore 17\,45 e ore 20\,15) con Inside Monet (a teatro)\, un viaggio teatrale immersivo dove la narrazione dal vivo incontra la Virtual Reality per far vivere allo spettatore l’arte di Monet attraverso i suoi capolavori. Curato da Way Experience per la regia di Libero Stelluti e Marco Pizzoni Inside Monet è un’opera scenica d’avanguardia che fonde narrazione teatrale e tecnologia digitale per svelare l’essenza dell’Impressionismo e di uno dei suoi maggiori artisti. \n\n\n\nSabato e domenica\, alle ore 16\,30 e alle 21\,30 Horsma! dei finlandesi Yxpila Circus Club\, un disastro musicale intenso fatto di anarchia fisica\, che esplora l’infanzia\, la sicurezza e l’intergenerazionalismo\, e la nostra capacità di immaginazione. Non poteva mancare\, sabato e domenica alle 19\, la stand up comedy con Cuore tricolore (un cœur aux trois couleurs) di e con Roberta Cecchin\, umorista italiana residente in Francia che presenta il suo primo spettacolo in italiano. Tra aneddoti esilaranti e riflessioni personali\, Roberta racconta la vita tra due culture per aiutare gli italiani a capire meglio la Francia e il suo cuore a 3 colori. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTERIA  \n\n\n\nUfficio prevendita e segreteria  \n\n\n\ninfo@milanooff.com  \n\n\n\nInfo line: +39 391 1418299   \n\n\n\nSito internet: www.milanooff.com Pagina Facebook: @milanoofffestival Instagram: @milanooff_fringe_festival 
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SUMMARY:"Peter Friedl “ ospite della Loggia dei Vini di Villa Borghese
DESCRIPTION:Giovedì 1° ottobre inaugura il sesto appuntamento di LAVINIA\, il programma di arte contemporanea a cura di Salvatore Lacagnina e realizzato da Ghella che accompagna il restauro della Loggia dei Vini a Villa Borghese. Il nuovo protagonista è Peter Friedl (Oberneukirchen\, Austria\, 1960) con Last Jest\, un’opera che racconta una presenza enigmatica\, una storia possibile. \n\n\n\nLast Jest evoca l’abito di Hop-Frog\, il protagonista della storia omonima di Edgar Allan Poe\, il «maestro del brivido». Hop-Frog\, il giullare «nano» del re\, oltre a una «straordinaria forza fisica»\, ha un altro tipo più terribile di forza: l’immaginazione che concepisce una vendetta perfetta\, un’inversione catastrofica delle relazioni di potere. L’ultima azione\, l’ultimo scherzo\,l’ultima buffonata. \n\n\n\nLast jest di Peter Friedl è un’opera aperta che agisce su molteplici livelli. È un lavoro sul costume\, sull’arte come documento storico; rievoca ma non rappresenta\, racconta ma non necessariamente rimanda. È un’opera che riguarda la storia\, le relazioni tra estetica e politica\, tra potere e sottomissione. Di certo ha a che fare con il teatro – un tema ricorrente nel lavoro di Friedl: un teatro fatto a brandelli\, dove l’azione è congelata o impossibile. \n\n\n\nPromosso da Roma Capitale\, Assessorato della Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, LAVINIA è un programma d’arte che prende il nome da Lavinia Fontana (1552–1614)\, tra le prime artiste donne ad aver ottenuto pieno riconoscimento nella storia dell’arte. \n\n\n\nIl progetto si sviluppa in parallelo al restauro della Loggia dei Vini\, iniziato nel 2024\, reso possibile da una donazione di Ghella e affidato a R.O.M.A. Consorzio sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La Loggia restaurata è ora visibile al pubblico nella sua interezza\, a conclusione dei lavori di restauro durati tre anni. \n\n\n\nMelagrana e salvia è il sesto gusto di LAVINIA\, il gelato che si potrà gustare durante l’opening e che accompagna il nuovo appuntamento del programma. \n\n\n\nPeter Friedl si considera un artista fallito. Ha cominciato a fare disegni più di sessanta anni fa e continua ogni giorno. Vive in esilio. \n\n\n\nLe mostre personali includono: Report 1964–2022\, KW Institute for Contemporary Art\, Berlino (2022); Teatro\, Kunsthalle Wien\, Vienna\, and Carré d’Art – Musée d’art contemporain\, Nîmes (2019); Teatro Popular\, Lumiar Cité\, Lisbona (2017); The Diaries\, Grazer Kunstverein\, Graz (2016); The Dramatist\, Artspace\, Auckland (2014); Peter Friedl\, Sala Rekalde\, Bilbao (2010); Working\, Kunsthalle Basel (2008); Blow Job\, Kunsthal Extra City\, Anversa (2008); Work 1964–2006\, Museu d’Art Contemporani de Barcelona\, Miami Art Central and Musée d’Art Contemporain\, Marsiglia (2006–2007); and OUT OF THE SHADOWS\, Witte de With Center for Contemporary Art\, Rotterdam (2004). Il suo lavoro è stato esposto\, tra l’altro\, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia\, Madrid; MoMA PS1\, New York; Centre Georges Pompidou\, Parigi; Walker Art Center\, Minneapolis; Van Abbemuseum\, Eindhoven; Hamburger Kunsthalle\, Amburgo\, e Museo Tamayo\, Città del Messico. Ha partecipato a documenta 10\, 12\, e 14 (1997\, 2007\, 2017); Sharjah Biennial 14 (2019); 1st Anren Biennale (2017); Taipei Biennial (2012\, 2016); 48a e 56a Biennale di Venezia (1999\, 2015); 10 Shanghai Biennale (2014); La Triennale\, Parigi (2012); 28a Bienal de São Paulo (2008); Manifesta 7\, Trento (2008); 7 Gwangju Biennale (2008) e 3 Berlin Biennale (2004). \n\n\n\nLa Loggia dei Vini appartiene all’antico complesso architettonico secentesco che comprende anche la Grotta ipogea\, originariamente destinata alla conservazione dei vini e collegata alCasino Nobile di Villa Borghese da un passaggio sotterraneo. Chiusa al pubblico per decenni\, la Loggia — voluta da Scipione Borghese e costruita tra il 1609 e il 1618 — è oggi oggetto di un programma triennale di restauro avviato nel 2024 e previsto in conclusione nel 2026. L’intervento ha riguardato il recupero dell’emiciclo e delle mura perimetrali\, oltre alla restituzione della pavimentazione originale in cotto. \n\n\n\nFondata nel 1894\, Ghella è una realtà globale di primaria importanza nel settore delle costruzioni di grandi opere pubbliche\, specializzata in scavi in sotterraneo. Nel corso di cinque generazioni\, Ghella ha realizzato oltre 190 tunnel collegando più di 1000 km di metropolitane\, ferrovie\, autostrade e opere idrauliche. Il suo impegno si fonda su un modello d’impresa orientato alla sostenibilità e alla responsabilità verso le generazioni future. Con una tradizione che si tramanda dal 1867\, continua a crescere con rinnovato spirito di esplorazione\, immaginando nuove possibilità di progresso. Attraverso Ghella X Roma prosegue inoltre l’impegno dell’azienda nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città. \n\n\n\nAncora visibili le opere di Ross Birrell & David Harding\, Enzo Cucchi\, Ruth Ewan\, Piero Golia\, Gianni Politi\, Monika Sosnowska. \n\n\n\nA cura di Salvatore Lacagnina \n\n\n\nAccesso da Via Pinciana all’altezza di Viale dell’Uccelliera – Ingresso gratuito \n\n\n\nDal 2 ottobre al 15 novembre  \n\n\n\nwww.laviniaroma.com \n\n\n\nGhella \n\n\n\ncomunicazione@ghella.com
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SUMMARY:LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia al Museo in Trastevere
DESCRIPTION:Dal 1° ottobre al 22 novembre 2026\, il Museo di Roma in Trastevere ospita LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia\, mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero\, vincitrice del XVI Premio IILA-Fotografia. \n\n\n\nLa mostra sarà inaugurata mercoledì 30 settembre alle ore 18:00\, offrendo al pubblico e alla stampa l’occasione di scoprire un percorso visivo intenso e stratificato che\, attraverso l’immagine delle grietas\, le crepe\, attraversa memoria collettiva\, fragilità sociale\, trasformazioni urbane e tensioni storiche. \n\n\n\nL’esposizione riunisce alcuni dei lavori più significativi dell’artista – Whispering Walls\, I can’t hear the birds e Reinas – insieme ad Antimonumento\, il lavoro sviluppato dall’artista durante la sua esperienza in Italia nell’ambito del Premio IILA-Fotografia e presentato per la prima volta al pubblico. \n\n\n\nUno sguardo che dal Venezuela arriva fino a Roma\, mettendo in relazione le fratture della storia con quelle più intime della memoria e del corpo\, per raccontare realtà e identità in continua trasformazione. \n\n\n\nLa mostra è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\,Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, e organizzata da IILA – Organizzazione internazionale italo-latino americana. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINAUGURAZIONE \n\n\n\nMercoledì 30 settembre 2026 – ore 18:00
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SUMMARY:Catastrofe Marcinelle\, verso la tournée in Belgio e Francia di "262 vestiti appesi" di Alessandro Idonea.
DESCRIPTION:Sono in corso in queste settimane a Catania le prove di “262 vestiti appesi“\, spettacolo della compagnia teatrale G.A.G.S. da un’idea di Alessandro Idonea dedicato alla catastrofe nella miniera belga di Marcinelle. Una produzione che\, vincitrice del bando SIAE “Per chi crea 2025” e con il sostegno del Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della strage\, sarà a breve in tournée in Belgio e in Francia (1-8 ottobre 2026). \n\n\n\nSi tratta di una toccante pagina di teatro civile che rievoca il tragico incidente nella miniera di carbone dove l’8 agosto 1956 un violento incendio causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali emigrati italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIl debutto del prossimo 1° ottobre sarà preceduto mercoledì 30 settembre da una Conferenza Stampa indetta per le ore 10 e ospitata a Marcinelle presso l’Espace Galvan del Bois du Cazier\, sede dell’ex sito minerario teatro della strage.  \n\n\n\nPrevisti gli interventi di Colette Ista\, direttrice del Bois du Cazier; della giornalista ex Ansa Maria Laura Franciosi\, autrice del libro “Per un sacco di carbone” al quale è ispirata la drammaturgia di Maria Elisa Corsaro; di Alessandro Idonea\, ideatore del progetto\, del regista Aureliano Idonea e di Domenico Simone\, project manager.  \n\n\n\nQueste le date del tour: Marcinelle (1/10 Le Bois du Cazier\, ore 19); Blegny-Mine (2/10 Salle Audiovisuelle\, ore 20); Valenciennes (5/10 Conservatoire Eugène Bozza\, ore 19); Amiens (6/10 Divina Commedia\, presso Lycée La Hotoie\, ore 15); Lille (7/10 Teatro The Globe\, Université de Lille\, ore 17); La Louvière (8/10 Salle Adamo\, MMDD Bois-du-Luc\, ore 18.30).  \n\n\n\nLO SPETTACOLO \n\n\n\nIdeata da Alessandro Idonea e diretta dal fratello Aureliano Idonea\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita di questo spettacolo site-specific\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e i movimenti coreografici di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIL CAST \n\n\n\nPer questa produzione 2026\, insieme ad Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti. “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIL COPIONE \n\n\n\nNota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “Per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIL BOIS DU CAZIER \n\n\n\nIl progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. È divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post-bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Nord Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Musée de la Mine et du Développement Durable del Bois-du-Luc (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre\, Marcinelle (BE) Le Bois du Cazier (ore 19) \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny (BE)\, Blegny-Mine\, Salle Audiovisuelle (ore 20) \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Valenciennes (FR)\, Conservatoire Eugène Bozza (ore 19) \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Amiens (FR)\, Divina Commedia\, Salle La Passerelle Lycée La Hotoie (ore 1. \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Lille (FR)\, Teatro “The Globe”\, Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (ore 17) \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, La Louvière (BE)\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable du Bois-du-Luc (ore 18.30) \n\n\n\n \n\n\n\nIl progetto 2026 – “262 vestiti appesi. Inside Septante” \n\n\n\nLo spettacolo nell’occasione fa parte del più ampio progetto “262 vestiti appesi. Inside Septante”\, ideato per accompagnare questa tournée speciale con una serie di attività satellite di animazione e di formazione destinate ad un ampio pubblico\, per favorire momenti di socializzazione\, di approfondimento tematico e teatrale strettamente legati alla pièce. “Inside Septante”\, mira a far rivivere\, insieme allo spettacolo\, i ricordi nei luoghi della memoria\, gettando un ponte tra le generazioni. \n\n\n\nAl di là delle messe in scena\, i siti minerari e i principali luoghi della Vallonia e del Nord Passo di Calais\, molti dei quali oggi inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO\, diventeranno spazi di esperienza immersiva e partecipativa\, dove il pubblico – in particolare i giovani – sarà coinvolto in visite\, incontri\, workshop\, atelier itineranti\, al fianco della compagnia artistica\, in un percorso che unisce arte\, memoria e identità condivisa.
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SUMMARY:Forma e Poesia nel Jazz Festival a Cagliari
DESCRIPTION:L’edizione 2026 del festival Forma e Poesia nel Jazz (a Cagliari dall’1 al 4 ottobre) segna un deciso salto di qualità nella storia del festival: da sempre dedicato in modo esclusivo al jazz italiano\, si apre in questa sua ventinovesima edizione anche ad artisti internazionali.  \n\n\n\nRimane comunque forte il legame col jazz nazionale\, come sempre esplorato sia attraverso alcuni dei suoi esponenti più prestigiosi (Stefano Di Battista\, Antonio Faraò) che dando spazio a nomi tutti da scoprire e ad artisti del territorio (Alsogood\, Freak Motel\, Angiolini Bros.). \n\n\n\nLa selezione artistica si allarga però anche oltre i confini nazionali\, con scelte che si collegano saldamente ai valori anche extramusicali che conferiscono una forte identità al festival.L’idea alla base di Forma e Poesia nel Jazz va bel oltre la semplice componente musicale: la manifestazione è un laboratorio culturale\, particolarmente attento alle tematiche sociali e ambientali\, alla mobilità sostenibile\, oltre che all’esplorazione dei nuovi linguaggi\, e al senso di comunità\, che si crea anche dall’incontro tra generazioni e dando ampio spazio alle nuove leve. Artisti come Samih Al Madhoun\, giovane musicista di Gaza\, gli ungheresi Jazzbois e il brasiliano Yamandu Costa portano su una scala più ampia il progetto culturale alla base del festival. \n\n\n\nUn progetto che quest’anno si riassume nel titolo “Analogico futuro”\, inteso come ricerca di un equilibrio tra la componente tecnologica e quella umana. Anche davanti a set sonori ad alta tecnologia\, a venire maggiormente valorizzate sono le relazioni umane\, la presenza fisica\, le esperienze reali. \n\n\n\nAvvicinandosi al traguardo del trentennale\, con la direzione artistica di Nicola Spiga\, il festival si conferma come una delle rassegne più longeve e significative del panorama musicale isolano. \n\n\n\nScoperte e conferme sul main stage \n\n\n\nIn mezzo a numerosi eventi di contorno\, risaltano le quattro serate principali\, tutte con doppi set\, che si terranno al Teatro delle Saline e al Teatro Doglio. \n\n\n\nL’inaugurazione\, giovedì 1 ottobre al Teatro delle Saline\, esplora il tema della performance in solo. A inizio serata si ascolterà Samih Al Madhoun\, giovane musicista di Gaza\, recentemente uscito dalla Striscia\, studente di Conservatorio\, cantante e suonatore di oud\, il tipico liuto arabo. Samih\, che ha dovuto lasciare Gaza a causa della guerra\, stabilendosi in Sardegna\, porta con sé la musica e la cultura palestinese\, unendole ora a nuove esperienze e collaborazioni musicali. La seconda parte della serata sarà con il brasiliano Yamandu Costa: il choro e la samba sono i generi d’elezione per lo strumento che imbraccia\, la chitarra a sette corde. Ma la sua formazione\, aperta agli influssi provenienti dalle nazioni circostanti\, lo ha reso altrettanto ispirato in generi come la bossa nova\, la milonga\, il tango. \n\n\n\nAnche la serata di venerdì 2 ottobre\, ancora al Teatro delle Saline\, abbina due gruppi in un percorso d’ascolto coerente quanto stimolante. Si inizia con Alsogood\, alias del tastierista Francesco Lo Giudice\, che fonde jazz\, hip-hop ed elettronica\, creando una contaminazione contemporanea carica di groove e ricca di improvvisazione. La seconda parte della serata è affidata ai Jazzbois\, trio ungherese anch’esso impegnato in una sovrapposizione di elementi jazz e hip-hop che sfociano in un sound energico e in atmosfere ‘cosmiche’. \n\n\n\nAncora una serata al Teatro delle Saline: sabato 3 ottobre i Freak Motel propongono musica contemporanea e originale\, dalla vigorosa componente ritmica. Per la band il jazz è un terreno fertile per sperimentare nuove forme\, ritmi e possibilità timbriche: e così si aprono le porte a nu jazz\, post rock\, elettronica e musica contemporanea. Anche il pianista Antonio Faraò\, uno dei massimi esponenti del jazz contemporaneo\,proporrà musica ad alto voltaggio\, con il suo progetto “Eklektik”\, che ha segnato indelebilmente il suo percorso artistico. Con questo programma crossover Faraò si è rivolto per la prima volta nella sua carriera a sonorità elettriche\, influenzate dal rap e ricche di ingredienti che vanno ben oltre il jazz moderno tradizionale: funk\, hip hop\, drum and bass. Anche in questa sua nuova incarnazione\, con una band rinnovata\, “Eklektik” si dimostraenergico e contaminato\, moderno e fortemente ritmico. \n\n\n\nDomenica 4 ottobre Forma e Poesia nel Jazz si trasferisce al Teatro Doglio. Il primo set è affidato al quartetto degli Angiolini Bros.\, che rivisitano alcuni standard ma soprattutto propongono un repertorio di brani originali caratterizzati da un sound contemporaneo eppure memore della tradizione. Il secondo set vedrà il ritorno al festival di un campione del jazz italiano\, il sassofonista Stefano Di Battista\, che con il suo progetto “La Dolce Vita” reinterpreta in chiave jazz alcuni dei grandi classici della musica e del cinema italiani. Un percorso tra le melodie diNino Rota\, Ennio Morricone\, Paolo Conte\, Lucio Dalla\, Domenico Modugno\, Renato Carosone\, rivisitate con eleganza\, virtuosismo e grande libertà improvvisativa. \n\n\n\nEpiloghi e altri eventi tra musica\, territorio\, natura\, sostenibilità \n\n\n\nAccanto agli eventi principali\, Forma e Poesia nel Jazz conferma anche la sua attenzione per il rapporto tra musica\, territorio e patrimonio: sono previsti appuntamenti fuori porta\, all’alba e al tramonto al Parco di Molentargius-Saline e alla Sella del Diavolo. Immancabile è poi la giornata alla Tomba dei Giganti di Is Concias\, nel territorio di Quartucciu\, ormai un appuntamento classico di ogni edizione del festival\, che anche quest’anno parteciperà inoltre alle Giornate Europee del Patrimonio\, con un concerto a Villa Binaghi\, e proporrà altri momenti dedicati alla musica\, alla cultura e all’incontro. \n\n\n\nTra gli ospiti di questa edizione anche Enrico Merlin\, esperto e studioso della figura e dell’opera di Miles Davis\, che di recente ha partecipato con materiali del suo archivio alla mostra che si è tenuta a Pordenone “Miles Davis 100 – Listen to This”. \n\n\n\nLa ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz non si esaurirà con gli appuntamenti di ottobre. A novembre il festival tornerà ancora sul palco con due concerti di particolare rilievo: l’11 quello di Angelo Branduardi seguito\, il 20\, dal pianista e compositore statunitense Jeff Lorber\, vincitore di un Grammy Award. \n\n\n\nIl festival Forma e Poesia nel Jazz 2026 è organizzato dalla Cooperativa FPJ con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione\, Beni Culturali\, Informazione\, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo\, Artigianato e Commercio)\, del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura\, Spettacolo e Turismo) e della Fondazione di Sardegna. \n\n\n\nI partner di questa edizione sono: Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna\, Associazione Asteras\, Associazione Baetorra\, FIAB Cagliari\, ABC Sardegna\, Associazione RP Sardegna Onlus\, Orientare\, ARST\, Associazione Domina\, Associazione Event’s Partners\, Parco Naturale Molentargius Saline\, cinema Odissea\, Museo del Saxofono di Fiumicino. \n\n\n\nForma e Poesia nel Jazz fa parte del circuito I-jazz\, che riunisce oltre 90 festival in tutta Italia\, e aderisce al progetto Jazz Takes the Green.  \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\n(concerti principali) \n\n\n\nGiovedì 1 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nSAMIH AL MADHOUN \n\n\n\nSamih Almadhoun (voce\, oud) \n\n\n\nYAMANDU COSTA \n\n\n\nYamandu Costa (chitarra 7 corde) \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nALSOGOOD \n\n\n\nFrancesco Lo Giudice (tastiere)\, Alessandro Pollio (tastiere)\, Pierpaolo Tancredi (batteria) \n\n\n\nJAZZBOIS \n\n\n\nViktor Sági (basso)\, Bencze Molnár (tastiere)\, Tamás Czirják (batteria) \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nFREAK MOTEL \n\n\n\nMatteo Sedda (tromba\, elettronica)\, Andrea Sanna (piano elettrico\, synth\, sampler)\, Andrea Parodo (basso)\, Nicola Vacca (batteria\, batteria elettronica) \n\n\n\nANTONIO FARAÒ \n\n\n\n“Eklektik” \n\n\n\nMauro Capitale (sax)\, Antonio Faraò (pianoforte\, tastiere)\, Piero Orsini (basso elettrico)\, Martino Malacrida (batteria)\, Roberta Gentile (voce)\, Max Mbassadò (voce rap) \n\n\n\nDomenica 4 ottobre \n\n\n\nTeatro Doglio\, ore 19 \n\n\n\nANGIOLINI BROS. QUARTET  \n\n\n\n“The Art of My Heart” \n\n\n\nAlessandro Angiolini (sax tenore)\, Andrea Angiolini (piano elettrico\, tastiere)\, Paolo Cocco (basso elettrico)\, Luigi Sanna (batteria) \n\n\n\nSTEFANO DI BATTISTA \n\n\n\n“La dolce vita” \n\n\n\nMatteo Cutello (tromba)\, Stefano Di Battista (sax)\, Andrea Rea (pianoforte)\, Daniele Sorrentino (basso elettrico\, contrabbasso)\, Luigi Del Prete (batteria) \n\n\n\nALTRI EVENTI \n\n\n\ndall’1 al 4 ottobre \n\n\n\nSearch \n\n\n\nMuseo del Saxofono: esposizione di 30 sassofoni e 30 fotografie vintage a cura di Attilio Berni \n\n\n\n1 ottobre\, ore 12: inaugurazione della mostra e presentazione del libro “Il saxofono in Italia. Ingegno\, produzione e immaginario culturale” \n\n\n\n2 ottobre\, ore 16: conferenza-spettacolo “Saxitaly” e visite guidate \n\n\n\n3 ottobre\, ore 11:30: conferenza-spettacolo “Saxappeal” e visite guidate \n\n\n\n4 ottobre\, ore 11:30: conferenza-spettacolo “Saxophobia” e visite guidate \n\n\n\nIngresso a pagamento. Gratuito per i possessori di ticket e abbonamenti del festival \n\n\n\n1 e 2 ottobre \n\n\n\nEnrico Merlin \n\n\n\n“Many Miles To Go. Nel mondo di Miles Davis a 100 anni dalla nascita” \n\n\n\nConferenze itineranti con passeggiata turistica \n\n\n\n1 ottobre\, ore 10: conferenza durante la visita guidata nel quartiere di Castello \n\n\n\n2 ottobre: ore 7:15 – 8 concerto all’alba; a seguire\, conferenza durante la visita guidata presso il Parco Naturale Regionale Molentargius – Saline \n\n\n\n3 ottobre \n\n\n\ndalle ore 9: trekking a cura di Stefania Contini “Alla scoperta di…” \n\n\n\nore 12\, Sella del Diavolo: Duo Gipsy (Roberto Massa & Roberto Boi) \n\n\n\n*** \n\n\n\nOrganizzazione: \n\n\n\nFPJ – Forma e Poesia nel Jazz soc. coop. \n\n\n\ncell.: 388 3899755 \n\n\n\ne-mail: formaepoesianeljazz@gmail.com \n\n\n\nwww.formaepoesianeljazz.com \n\n\n\nwww.facebook.com/FormaePoesianelJazz \n\n\n\nwww.instagram.com/formaepoesianeljazz \n\n\n\nDirettore artistico: Nicola Spiga
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DESCRIPTION:Vincitore del Bando SIAE “Per chi crea 2025” e sostenuto dal Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della Catastrofe di Marcinelle (Belgio)\, lo spettacolo teatrale “262 vestiti appesi“\, prodotto dal 2014 dalla compagnia teatrale G.A.G.S. di Alessandro Idonea\, il prossimo ottobre sarà in tournée in Belgio e in Francia. Prima tappa\, il 1° ottobre\, sarà l’auditorium del Bois du Cazier\, la miniera di carbone dove la mattina dell’8 agosto 1956 un violento incendio scoppiato da una scintilla a quasi mille metri sotto terra causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIdeata e diretta da Alessandro Idonea\, la drammaturgia scritta da Maria Elisa Corsaro\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile e documentario che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita dello spettacolo\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e le coreografie di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIl cast. Per questa produzione 2026\, insieme all’attore e regista Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIl copione. Nota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “… per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIl Bois du Cazier. Il progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. E’ divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Bois-du-Luc Musée de la Mine et du Développement Durable (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre 2026\, Le Bois du Cazier (Marcinelle\, Belgio); \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny-Mine (Belgio); \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Città di Valenciennes\, Auditorium Conservatoire Eugène Bozza (Francia); \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Divina Commedia\, Amiens (Francia); \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Teatro “The Globe”\, campus Pont-de-Bois Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (Francia); \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable\, Bois du Luc (c/o Salle des fêtes\, La Louvière\, Belgio). \n\n\n\nIl progetto 2026 \n\n\n\n“262 vestiti appesi. 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SUMMARY:BARBONƏ con Anna Piscopo al Cometa Off
DESCRIPTION:Dall’1 al 4 ottobre 2026 debutta al Teatro Cometa Off di Roma BARBONƏ\, testo di Carlo Picchiotti e Anna Piscopo\, con la regia e l’interpretazione di Anna Piscopo e il sax dal vivo di Milena Angelè. Una produzione UAO Spettacoli. Uno spettacolo che non chiede pietà: la rifiuta\, la smonta\, la rimanda al mittente. \n\n\n\nIn scena una donna — o forse un uomo\, non si capisce più\, e non importa più — che passa la notte accanto a una sassofonista di strada. Le hanno rubato l’angolo di marciapiede dove dormiva da due inverni. Non ha un cartone\, non ha un bicchiere\, non ha un nome che qualcuno chiami. Ha una bottiglia e ha da parlare. Per un’ora racconta\, provoca\, bestemmia\, ricorda\, mente. Perché la sua è una vita che nessuno ascolta\, e allora tanto vale inventarsela meglio. \n\n\n\nLa schwa del titolo non è una moda. È una ferita. \n\n\n\nBARBONƏ è il racconto di chi ha smesso di appartenere: al lavoro\, alla normalità\, perfino al proprio genere. Quando hai freddo per dieci inverni di fila il corpo smette di fare distinzioni: diventa soltanto una cosa che trema\, e una cosa che trema non ha sesso. Resta un corpo esposto a una città che consuma e poi smaltisce. Il titolo tiene insieme la perdita dell’identità sociale\, di genere e di ruolo in un unico segno che non si pronuncia — come chi lo porta addosso. \n\n\n\nTra confessione\, invettiva e poesia civile\, la voce in scena attraversa le contraddizioni del presente: l’ipocrisia di chi ha un tetto\, la solitudine urbana\, l’indifferenza addestrata con cui si scavalca un corpo per terra. Ci sono Julio il rom\, che sputa in faccia a chi lo ignora da tre minuti col braccio teso. C’è Mbake\, che regala il suo unico gelato a una vecchia perché deve sempre dimostrare di essere buono. C’è l’elemosina come acquisto di indulgenze\, punti raccolti per un posto in Paradiso. E c’è il ricordo delle lucciole\, spente una notte per sempre e sostituite dalle insegne: quelle brillano\, ma non respirano. \n\n\n\nLa pietà è il modo educato di non vedere. Io non voglio fare pena: voglio fare paura. \n\n\n\nAl centro dello spettacolo c’è il gioco del “facciamo che”: vince chi mente meglio. La protagonista costruisce per il pubblico la biografia che il pubblico è disposto ad accettare — l’impiegata delle Poste che un giorno molla tutto e scrive nella lettera di dimissioni «Perché ho deciso di fare il clown». Una storia perfetta\, consolatoria\, struggente. E falsa. Perché la marginalità si perdona solo se è una disgrazia: la scelta farebbe troppa paura. È qui che BARBONƏ ribalta il tavolo e si rivolge direttamente alla platea\, uno spettatore alla volta. \n\n\n\nLo spettacolo diventa così un canto laico e politico: un’esistenza senza identità definita che\, proprio nella perdita\, trova la possibilità di guardare il mondo con feroce lucidità e inattesa tenerezza. Da terra si vedono le suole delle scarpe\, e nelle suole c’è scritto tutto. \n\n\n\nIl sax di Milena Angelè non è accompagnamento: è il secondo personaggio. Non parla mai\, risponde con note storte\, rifiuti\, ninnananne rotte\, e nel finale lascia la scena vuota con una domanda che attraversa tutta l’ora di spettacolo — «E se fosse solitudine?». \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 57284637 — cometa.off@cometa.org — www.cometaoff.it \n\n\n\nDate e orari \n\n\n\ngiovedì 1 ottobre 2026\, ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 2 ottobre 2026\, ore 21.00 \n\n\n\nsabato 3 ottobre 2026\, ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 4 ottobre 2026\, ore 17.30 \n\n\n\nDurata: 60 minuti circa\, senza intervallo.
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LOCATION:Cometa OFF\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Senza Fine. Quando i poeti cantano apre la stagione di Teatrosophia
DESCRIPTION:Ormai presenza attesa nell’apertura di stagione di Teatrosophia\, Gianni De Feo torna in scena confermandosi artista eclettico e interprete di grande versatilità. Anno dopo anno continua a sorprendere per la capacità di attraversare linguaggi\, atmosfere e registri diversi\, trasformando ogni spettacolo in un’esperienza teatrale intensa e personale. \n\n\n\nPoesia e canzone vivono all’unisono\, oscillando tra realtà brucianti e sogni\, tra consapevolezza e illusione. Si parte dal kabarett berlinese\, spazzato via dagli eventi bellici: la voce malinconica di Marlene Dietrich\, icona di libertà; quella graffiante di Bertolt Brecht\, che ironizza sulla stupidità dei potenti; Kurt Weill\, ebreo in esilio\, che con Youkali Tango ci accompagna verso l’isola dei sogni che non esiste. Da questo quadro storico emergono i Poeti Cantori italiani: Fabrizio De André\, che restituisce dignità agli ultimi della terra; Bruno Lauzi e il suo uomo comune\, goffo ma poeta; Luigi Tenco\, lucido e feroce; Dalida\, malata d’amore; Brechtancora\, sulla voce di Milva. Il cerchio si chiude con il grido di Mia Martini e la solarità di Vinicius de Moraes\, che invita ad accogliere il poeta che vive in ognuno di noi. Un filo narrativo invisibile lega questo caleidoscopio di canzoni d’autore e canzoni di guerra\, con arrangiamenti originali e frammenti poetici in voce off\, per un ascolto “ad occhi chiusi”. Perché gli artisti vivono là dove i poeti cantano. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: Giovedì a venerdì – ore 21:00 – Sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php/senza-fine-menu-nascosto \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.comTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682
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SUMMARY:Al Teatro degli Audaci il via alla stagione 2026/2027
DESCRIPTION:Si è tenuta la presentazione della quattordicesima stagione del Teatro degli Audaci\, l’elegante stabile del Terzo Municipio. \n\n\n\nAd aprire il sipario il nostro direttore artistico\, Flavio De Paola\, annunciando al numeroso pubblico presente in sala che la stagione partirà ufficialmente il 1 ottobre\, con lo spettacolo “Da quali stelle siamo caduti?” per la regia di Danilo De Santis\, con Roberta Mastromichele e Danilo De Santis. Sedici gli spettacoli in cartellone! \n\n\n\nLa stagione proseguirà\, dal 15 ottobre\, con lo spettacolo “Dai Beatles a Battisti” concerto-spettacolo con Danila Stalteri\, Fabio Falaguasta (chitarra)\, Raffaele Filaci (percussioni)\, Filippo Mollicone (tromba); per poi continuare con il grande cult del Teatro degli Audaci “Novecento” di Alessandro Baricco\, per la regia di Pablo Maximo Taddei\, il “one man show” di Flavio De Paola. \n\n\n\nAnche quest’anno la Compagnia degli Audaci ci regalerà divertentissimi spettacoli ma ci farà anche riflettere: a partire dall’11 febbraio l’esilarante commedia de “L’ispettore Drake e il delitto perfeto”\, per poi continuare dal 4 marzo 2027 con “Rumori fuori scena” il famoso pièce de théâtre in replica al Teatro degli Audaci dal 2014\, e\, infine\, stupirci con una nuovissima commedia “53 domeniche” di Cesc Gay per la regia di Flavio De Paola. \n\n\n\nE non finisce qui… rullo di tamburi per lo spettacolo di Capodanno! A partire dal 26 dicembre sarà in scena “Il Rompiballe” di Francis Veber per la regia di Flavio De Paola con Flavio De Paola\, Ilario Crudetti\, Serena Renzi\, Emiliano Ottaviani\, Greta Polinori e Giuseppe Coppola.
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SUMMARY:MOISAI 2026 - Torna la quinta edizione nella Domus Aurea
DESCRIPTION:Esistono luoghi in cui il patrimonio non custodisce soltanto la memoria del passato\, ma continua a produrre visioni. La Domus Aurea è uno di questi. Capolavoro assoluto dell’architettura romana e laboratorio di sperimentazione artistica già al tempo di Nerone\, continua ancora oggi a interrogare il presente\, offrendo agli artisti uno spazio nel quale la storia continua a generare nuove domande e nuove forme. \n\n\n\nContinua in questa consapevolezza il percorso artistico di MOISAI – Voci contemporanee in Domus Aurea\, il progetto promosso e organizzato dal Parco archeologico del Colosseo\, con la direzione artistica di PAV\, che dal 2 al 18 ottobre 2026torna ad abitare la Sala Ottagona con un ciclo di nove spettacoli distribuiti in tre fine settimana. \n\n\n\nOgni appuntamento\, dal venerdì alla domenica\, prende avvio con una visita guidata agli ambienti della Domus Aurea e culmina nella Sala Ottagona\, dove la storia del luogo incontra l’arte performativa contemporanea. Ciascuna delle nove serate è dedicata a una delle nove Muse del mito: un nuovo artista ne raccoglie l’eredità simbolica e ne diventa il portavoce contemporaneo\, in un gesto che rinnova un legame antico tra patrimonio\, creazione e conoscenza. Giunta alla sua quinta edizione\, la manifestazione non celebra un anniversario: inaugura una nuova fase del proprio percorso. Partendo dal ciclo statuario delle Muse\, realizzato per l’imperatore Nerone e conservato\, in frammenti\, all’interno della Domus\, MOISAI costruisce un’esperienza in cui la visita al patrimonio e la performance si fondono in un unico itinerario dedicato al contemporaneo. \n\n\n\nDopo avere costruito negli anni un’identità riconoscibile nel panorama culturale romano\, MOISAI amplia oggi il proprio vocabolario artistico e si afferma come una piattaforma multidisciplinare\, nella quale teatro\, danza e performance dialogano con lezioni-spettacolo\, musica dal vivo e divulgazione culturale. Un’evoluzione naturale che riflette la complessità del nostro tempo e la capacità del progetto di aprirsi a nuovi linguaggi senza smarrire la propria vocazione originaria. \n\n\n\nSe nelle edizioni precedenti il dialogo tra arti performative e patrimonio archeologico costituiva il cuore del progetto\, oggi è la Domus Aurea a diventare il vero centro del racconto. Non una cornice scenografica\, ma un’architettura capace di orientare lo sguardo\, suggerire domande\, generare opere pensate appositamente per questo luogo. Ogni appuntamento nasce infatti dall’incontro con uno degli spazi più straordinari della cultura occidentale\, trasformando il monumento in interlocutore attivo della creazione contemporanea. \n\n\n\nLe Muse che danno il nome alla rassegna non vengono evocate come semplice riferimento alla tradizione classica. Sono\, ancora oggi\, il simbolo di una conoscenza che attraversa le discipline\, supera i confini tra i linguaggi e riconosce nell’arte uno strumento privilegiato di interpretazione del mondo. È a questa eredità che MOISAI guarda\, chiamando artisti\, studiosi\, musicisti\, filosofi e protagonisti della scena italiana contemporanea a confrontarsi con uno dei luoghi più emblematici della storia dell’arte. \n\n\n\nIl programma riflette questa apertura. Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani inaugura il festival con una lectio performativa dedicata proprio alla riscoperta della Domus Aurea e al ruolo che le sue rovine hanno avuto nella nascita dell’immaginario moderno. Andrea Pennacchi restituisce all’Odissea la sua forza universale di racconto sul ritorno e sull’identità. Le voci del “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma riportano il repertorio lirico alle sue radici mitiche. La ricerca coreografica di mk e Spellbound Contemporary Ballet\, il pensiero filosofico di Tlon\, la sensibilità musicale di Frida Bollani Magoni\, l’epica dell’Opera dei Pupi di Mimmo Cuticchio e la ricerca radicale sulla voce di Chiara Guidi compongono un percorso nel quale discipline differenti convergono in un’unica esperienza di ascolto e di conoscenza. \n\n\n\nPer tre fine settimana consecutivi la Sala Ottagona\, straordinaria macchina architettonica unica al mondo\, progettata da Severo e Celere per il progetto visionario dell’imperatore Nerone\, torna così a essere ciò che probabilmente è sempre stata nella sua vocazione più profonda: uno spazio in cui architettura\, arti e pensiero si incontrano\, dando forma a un’esperienza collettiva della meraviglia. \n\n\n\n“Moisai compie un lustro – dichiara il direttore del Parco archeologico del Colosseo\, Simone Quilici – una ricorrenza importante che testimonia quanto l’intuizione di chi mi ha preceduto alla direzione del PArCo\, l’attuale Capo dipartimento valorizzazione del MiC Alfonsina Russo\, corrispondesse al genius loci della Domus Aurea. Le voci e le espressioni della creatività contemporanea riecheggiano gli antichi fasti di questo luogo\, carico di fascino\, e permettono al pubblico di connettersi profondamente con il suo spirito autentico. Il programma di quest’anno apre inoltre alla collaborazione con alcune importanti realtà culturali della città\, incarnando ancora di più il vero scopo di questa iniziativa: permettere a romane e romani di vivere la Domus Aurea come parte integrante del patrimonio culturale urbano\, in cui la memoria – Mnemosine\, madre delle muse – convive con le sue figlie in perfetta armonia creativa”. \n\n\n\nL’imperatore Nerone\, spesso ricordato solo per l’incendio e la crudeltà\, fu anche mecenate\, collezionista e artista: amante della poesia\, della musica e del teatro\, recitava in prima persona e concepì la Domus Aurea come il suo  \n\n\n\nprogetto più visionario. Un palazzo che\, dopo l’incendio del 64 d.C.\, univa architettura\, giardini e artifici scenici per stupire gli ospiti con effetti di luce e spazi inediti. \n\n\n\nAncora oggi il Padiglione del Colle Oppio\, con le sue 150 stanze\, testimonia la grandezza di quel disegno: un’architettura che manipolava luce e spazio per creare meraviglia\, e che oggi diventa lo scenario di un’opera teatrale che ne interroga il senso e la memoria. \n\n\n\nCon la sua quinta edizione\, MOISAI conferma la propria identità di progetto permanente di valorizzazione culturale del Parco archeologico del Colosseo: un luogo nel quale la tutela del patrimonio si intreccia con la produzione artistica contemporanea\, riaffermando la capacità dei grandi monumenti di continuare a generare pensiero\, immaginazione e nuove forme di esperienza culturale. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nPrimo weekend | 2 – 4 ottobre 2026 \n\n\n\nLa quinta edizione si apre il 2 ottobre con Jacopo Veneziani e “Le rovine che hanno cambiato l’arte”\, una lectio performativa pensata in esclusiva per la Domus Aurea. Attraverso la riscoperta della residenza neroniana e il ruolo delle rovine nella formazione dell’immaginario moderno\, lo storico dell’arte e divulgatore accompagna il pubblico dentro il rapporto tra frammento\, memoria e nascita della sensibilità contemporanea. \n\n\n\nIl 3 ottobre sarà protagonista Andrea Pennacchi con “Una piccola Odissea”\, un viaggio teatrale nel mito del ritorno\, dove l’epopea di Ulisse diventa racconto universale dell’essere umano\, delle sue paure e della ricerca di una strada verso casa. Il grande racconto antico si trasforma così in una riflessione profondamente contemporanea sull’identità e sulla fragilità. \n\n\n\nIl 4 ottobre la musica lirica sarà protagonista con “Voci d’opera per le Muse”\, appuntamento a cura del Teatro dell’Opera di Roma con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program. Un percorso tra le grandi pagine del repertorio operistico italiano ed europeo\, nel quale le voci dei giovani interpreti restituiscono alla musica la sua origine mitica: dare forma all’invisibile attraverso il canto. \n\n\n\n\n\n\n\nSecondo weekend | 9 – 11 ottobre 2026 \n\n\n\nIl 9 ottobre il collettivo mk\, tra le realtà più significative della danza contemporanea italiana\, presenta SMOKING ROOMS – Domus Aurea Nerone edition\, un progetto site-specific ideato per la Domus Aurea. Un’indagine sullo sguardo e sulla percezione dello spazio\, nella quale il monumento diventa materia coreografica e luogo di attraversamento. \n\n\n\nIl 10 ottobre spazio alla filosofia con Tlon e “Architetture della meraviglia”\, una lezione performativa a cura di Andrea Colamedici e Maura Gancitano\, pensata in esclusiva per la Domus Aurea. Muse\, immaginazione e costruzione dello stupore diventano strumenti per interrogare il rapporto tra conoscenza\, bellezza e possibilità del pensiero. \n\n\n\nL’11 ottobre la musica dal vivo entra nella programmazione di MOISAI con Frida Bollani Magoni\, protagonista di un concerto per voce e piano. Una delle giovani interpreti più luminose della scena musicale italiana porterà nella Sala Ottagona la sua straordinaria sensibilità musicale\, in un dialogo intimo tra voce\, strumento e spazio. \n\n\n\n\n\n\n\nTerzo weekend | 16 – 18 ottobre 2026 \n\n\n\nIl 16 ottobre sarà la volta di Spellbound Contemporary Ballet di Valentina Marini\, coreografa\, direttrice artistica e figura centrale della danza contemporanea italiana che presenterà “Trust – a better place – unknown woman”\, un trittico site-specifica firma di Mauro Astolfi. \n\n\n\nIl 17 ottobre arrivano nella Domus Aurea i Figli di Mimmo Cuticchio con “L’Orlando Furioso. Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla Luna”\, una delle espressioni più alte dell’Opera dei Pupi siciliani. I figli del grande erede della tradizione dei pupari e dei cuntisti restituiscono al pubblico la forza epica e poetica del poema ariostesco\, tra combattimenti\, passioni e dimensione tragica dell’umano. \n\n\n\nLa quinta edizione si conclude il 18 ottobre con Chiara Guidi e “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Dante. Inferno\, Canti III\, XVII\, XVIII”. La voce della Guidi\, il violoncello di Francesco Guerri e la cura del suono di Andrea Scardovi instaurano un corpo a corpo sonoro che attraversa il poema dantesco trasformandolo in esperienza sensoriale\, rito della parola e ricerca sulle possibilità della voce.  \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 18\,00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO DI LEGGE: € 2\,00 \n\n\n\nPer i cittadini europei tra i 18 e i 25 anni non compiuti \n\n\n\nBIGLIETTO GRATUITO: \n\n\n\nIngresso gratuito per tutte le fattispecie di legge consultabili al seguente link \n\n\n\nhttps://cultura.gov.it/agevolazioni \n\n\n\nSCHEDA EVENTO \n\n\n\nMoisai – Voci contemporanee in Domus Aurea 2026\, V edizione \n\n\n\nDate: 2 -3-4\, 9 – 10-11\, 16 – 17-18 ottobre 2026 \n\n\n\nBiglietti e modalità di visita \n\n\n\nGli spettacoli si svolgeranno il venerdì\, il sabato e la domenica. \n\n\n\nOgni appuntamento avrà inizio alle ore 17.30 con ingressi scaglionati per consentire lo svolgimento della visita guidata all’interno della Domus Aurea. Il percorso accompagnerà progressivamente il pubblico dall’ingresso del  \n\n\n\nsettore occidentale (Galleria XXIV) fino alla Sala Ottagona\, dove si concluderà la visita e avrà inizio lo spettacolo alle ore 18.30. \n\n\n\nPer gli spettacoli di musica e danza sarà inoltre disponibile un turno di visita guidata in lingua inglese. \n\n\n\nAcquisto del biglietto esclusivamente online sul sito Moisai 2026: https://ticketing.colosseo.it/eventi/moisai2026/  \n\n\n\nAll’interno della Domus Aurea la temperatura è di circa 10 gradi. \n\n\n\nSi consigliano abbigliamento adeguato e scarpe comode. \n\n\n\npa-colosseo.ufficiostampa@cultura.gov.itwww.colosseo.it
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SUMMARY: Oper’Arte 2026 Cu mancia fa muddichi\,
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu presenta la seconda parte della stagione Oper’Arte 2026 Cu mancia fa muddichi\, che nei mesi precedenti ha riscosso un grande successo di pubblico. \n\n\n\nIl cartellone che accompagnerà grandi e piccini da ottobre fino a dicembre\, ideato dalla direttrice artistica Elisa Parrinello\, conta molte nuove produzioni che affrontano temi sociali di stretta attualità.  \n\n\n\nLe sedi che ospiteranno le attività dei prossimi mesi saranno il Teatro Ditirammu alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa (via Paolo Gili\, 4) e il Teatro Apparte (via Antonio Furitano\, 5 a). La stagione si concluderà il 25 dicembre con l’immancabile concerto Ninnarò in versione musicale con Elisa Parrinello e la Compagnia Ditirammu. \n\n\n\n«Con grande entusiasmo diamo il via alla seconda parte della stagione 2026 che vanta numerose produzioni\, prime assolute e tanti artisti emergenti – dichiara Elisa Parrinello. Fin dai tempi in cui  mio padre Vito Parrinello lo fondò\, il Ditirammu ha rappresentato per molti giovani un luogo in cui crescere\, sperimentare e trovare il coraggio di spiccare il volo. Questa è la nostra storia ma soprattutto la nostra responsabilità. Quest’anno abbiamo rafforzato questo impegno attraverso la collaborazione con il Festival SINTESI\, dedicato alle nuove energie creative e agli attori\, alle attrici e ai drammaturghi under 35. Con il Premio Ditirammu abbiamo scelto di sostenere uno dei corti teatrali presentati in concorso\, trasformandolo in una produzione che entra a far parte della nostra stagione. Un’opportunità concreta per accompagnare i giovani artisti dalla sperimentazione alla produzione e alla circuitazione teatrale.  \n\n\n\nAncora una volta i nostri sforzi creativi sono rivolti ad un pubblico trasversale composto da bambini\, famiglie e adulti che desiderano emozionarsi attraverso la poesia e lo sguardo delle nuove generazioni. Molti degli spettacoli in programma affrontano temi sociali profondamente legati al tempo che stiamo vivendo: le paure\, le fragilità e le incertezze\, ma anche il desiderio di sognare\, di volare e di farcela. Il teatro dunque come lente d’ingrandimento per comprendere ed esorcizzare un presente difficile da gestire». \n\n\n\nDodici gli spettacoli\, di cui otto nuove produzioni\, che confermano il Teatro Ditirammu tra le tre imprese di produzione del teatro per l’infanzia e la gioventù in Sicilia. \n\n\n\nLa rassegna comincia sabato 2 ottobre alle ore 17.30 (con replica il 3 alle ore 11.00) alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa\, con la prima nazionale I 5 Malfatti di e con Chiara Gambino.  \n\n\n\nLo spettacolo racconta la storia di cinque esseri speciali\, tutti diversi tra loro per altezza\, peso\, colore della pelle e forma del corpo. Un giorno ricevono la visita del Principe del villaggio che li giudica e li discrimina perché non corrispondono alla sua idea di “normalità”. Uno alla volta però i cinque Malfatti spiegano che le loro diversità non li fanno sentire strani\, al contrario\, permettono loro di vedere il mondo da punti di vista differenti e di vivere insieme agli altri con rispetto\, empatia e collaborazione\, creando un ambiente sano\, sicuro e sereno per tutte tutti. Colpito dalle loro parole il Principe confessa di essersi sentito a sua volta “strano” per tutta la vita e di aver scelto un aspetto perfetto solo per nascondere la paura. Accolto dai cinque Malfatti\, scopre il valore dell’amicizia e decide di cambiare il suo regno istituendo una nuova legge: la “Stranezza libera per tutti”\, dove ogni diversità diventa una ricchezza. \n\n\n\nSabato 10 alle ore 17.30 (con replica l’11 e il 18 alle ore 11.00)\, segue il debutto\, in prima nazionale\, di Hakuna Matata di Luigi Maria Rausa\, con Maria Elena Iozzae Giancarlo Latina.  \n\n\n\nUna fata viaggia per il mondo con una missione custodire e raccontare la magia delle fiabe. Nel suo cammino incontra un ragazzo di oggi immerso nel mondo del cellulare e apparentemente lontano da ogni fantasia; per lui le fiabe appartengono al passato e i sogni sembrano non avere più spazio nella vita reale. La fata prova allora a riportarlo nel mondo della fantasia attraverso racconti\, musica e canzoni. Per un momento qualcosa si risveglia in lui\, forse nascosta da qualche parte esiste ancora la capacità di sognare… \n\n\n\nIl terzo weekend di ottobre appuntamento il 23 e 24 alle ore 21.00\, domenica 25 alle ore 18.30\, con la nuova produzione Odissea…ma chi ce l’ha fatto fare? scritto da Elisa Parrinello Piero Tutone e Carlo Di Vita e Marco Li Vigni\, che sarà in scena. \n\n\n\nIl terzo weekend di ottobre appuntamento con la nuova produzione Odissea… ma chi ce l’ha fatto fare?: venerdì 23 e sabato 24 alle ore 21.00\, domenica 25 alle ore 18.30. Lo spettacolo è scritto da Elisa Parrinello\, Piero Tutone e Carlo Di Vita. In scena Piero Tutone\, Carlo Di Vita e Marco Li Vigni. \n\n\n\nTre attori\, un’epopea da raccontare e un’impresa apparentemente impossibile: portare in scena l’intera Odissea. Il viaggio di Ulisse da Troia a Itaca prende vita attraverso una girandola di personaggi\, trasformazioni e gag: Polifemo\, Circe\, Calipso\, Poseidone\, Penelope\, Telemaco e molti altri prendono forma grazie ai due attori\, che si dividono un intero universo di eroi\, mostri e divinità… \n\n\n\nIl 31 ottobre\, l’1 e 2 novembre alle ore 17.30 torna l’appuntamento più atteso dai piccoli spettatori: Talè chi mi misiru i Morti di Piero Tutone con Arbarìa Nuova Compagnia Folk. \n\n\n\nPierù e Carletto raccontano di un grande baule fatto di luci e suoni che magicamente si apre per raccontare ai piccoli spettatori una festa antica\, fatta di doni\, sapori e ricordi. \n\n\n\nA Palermo\, città colorata e piena di contrasti\, vivono una bambina e la sua amata mamma; la bimba attende con trepidazione l’arrivo della notte\, inconsapevole che l’indomani la attenderà un’impresa di affrontare… un percorso tra meraviglia e scoperta\, che la porterà a incontrare il cuore profondo di una delle più antiche tradizioni siciliane. \n\n\n\nIl 6 e 7 novembre alle ore 21.00 e l’8 alle ore 18.30 debutta in prima nazionaleBIBBERÒN! di Simone Ruvolo che lo interpreta anche insieme ad Alessandro Russo. \n\n\n\nDue padri sono meglio di uno. Guido è un veterinario che si finge ginecologo per sedurre Maria\, la moglie del suo migliore amico Felice. Il gioco regge finché un test di gravidanza positivo rimescola le carte: Maria è incinta\, ma chi dei due è il padre? Tra bugie cliniche e verità scomode\, inizia una convivenza paradossale dove l’unica certezza è un dubbio genetico e la verità è un biberon difficile da mandare giù. \n\n\n\nIl weekend successivo\, il 12 e 13 alle ore 21.00\, è di scena\, in prima nazionale\, Il boato di Mimmo Stroppiana con Antonio Speciale e Lorenzo Cucchiara; musiche dal vivo di Alessandro Salvia. Due figure siedono sul palco legate da una corda. Non hanno nome\, non hanno un’età\, sono due bambini morti in guerra che abitano un luogo sospeso tra memoria e oblio. Intorno a loro restano solo frammenti: il rumore delle bombe\, una bambina intravista prima dell’esplosione\, il sapore delle fragole\, il desiderio mai realizzato di scrivere canzoni… \n\n\n\nIl 14 novembre alle ore 21.00 (con replica il 15 alle ore 18.30) approda al Ditirammu Semplicemente Io di Piero Tutone\, interpretato dagli allievi del Ditirammu Lab\, che ha debuttato in prima nazionale ad inizio settembre all’Orto Botanico di Palermo\, nella sezione Metamorphosis del festival di Prima OndaFest. Lo spettacolo racconta il viaggio intimo e coraggioso di un ragazzo transgender alla ricerca della propria verità. Attraverso ricordi\, frammenti di quotidianità e dialoghi interiori\, Semplicemente Io attraversa l’infanzia\, l’adolescenza e il presente del protagonista\, mettendo in scena il conflitto profondo tra ciò che gli altri vedono e ciò che lui sente di essere. La natura accompagna questo percorso come una presenza silenziosa ma costante: le piante crescono\, resistono\, si piegano alla luce e al tempo senza chiedere il permesso di essere ciò che sono. \n\n\n\nIl premio Ditirammu per Sintesi presenterà la nuova produzione\, in prima nazionale\,il 20 e 21 novembre alle ore 21.00 con replica il 22 alle ore 18.30 dal titoloSPECCHIO di Salvatore Raccuglia\, con Samuele Sciacca\, Olga Teresi e Matilde Spinnato. \n\n\n\nNon succede a tutti di svegliarsi la mattina\, guardarsi allo specchio e non riconoscersi? \n\n\n\nNon vi capita mai di avere dei pensieri incastrati\, dei sogni interrotti\, dei ricordi che bruciano ancora un po’? Qualcosa che sta lì\, vi guarda riflessa attraverso lo specchio e vi chiede un chiarimento\, vuole risposte che forse non vi siete ancora dati? Avanti\, non vi capitano mai quelle mattine in cui ti guardi e pensi\, ma io fin qui come ci sono arrivato? Chi sono io e chi sono stato? \n\n\n\nBeh\, di sicuro\, Per il nostro protagonista Matteo\, purtroppo e per fortuna\, questo è uno di quei giorni. \n\n\n\nIl mese di novembre si conclude con Io me la canto e me la suono di e con Noa Flandina in scena il 28 alle ore 21.00 e il 29 alle ore 18.30. \n\n\n\nLo spettacolo è un monologo brillante e autoironico in cui Noa Flandina porta in scena se stessa\, accompagnandosi con la chitarra tra canzoni originali e racconti di vita tanto sfortunati quanto irresistibilmente comici. Tra confessioni musicali\, pensieri fuori tempo massimo e disavventure quotidiane\, lo spettacolo gioca sul confine tra concerto e teatro\, trasformando le “storie sfigate” in momenti di autentica comicità. Un viaggio leggero e spietatamente sincero che  \n\n\n\ncoinvolge il pubblico tra risate e riconoscimenti… giungendo ad un finale a sorpresa che ribalta tutto. \n\n\n\nNel primo weekend di dicembre la programmazione si sposta al Teatro Appartedove il 5 e 6 alle ore 17.30 torna Nicù e La Bella Addormentata di Elisa Parrinelloche lo interpreta anche insieme a Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Noa Flandina\, Yara Baruffato\, Margherita Scrima e Aurora Muratore. \n\n\n\nUna tappa nel viaggio di Nicù tra le fiabe più famose del mondo raccontate al contrario con ironia\, ritmo e fantasia. Il folletto Nicù\, personaggio creato da Elisa Parrinello\, sconvolge le storie tradizionali trasformandole in un surreale musical popolato da fate\, streghe\, principi\, animali e personaggi improbabili. \n\n\n\nSi ritorna alla Bottega 5 dei cantieri Culturali della Zisa l’11 e 12 dicembre alle ore 17.30 (com replica il 13 alle ore 11.00) per L’Ufficio delle Cose Perdute\, prima nazionale\, scritto da Marzia Molinelli e interpretato dalla Compagnia PAS. \n\n\n\nC’è un luogo che non compare sulle mappe e che nessuno cerca davvero\, almeno finché non ne ha bisogno.È un ufficio un po’ fuori dal tempo\, popolato da scatole\, registri e scaffali dove non si conservano ombrelli dimenticati\, chiavi o vecchie valigie. Qui finiscono le cose che perdiamo senza accorgercene… \n\n\n\nIl 18 e 19 dicembre alle ore 21.00 con replica il 20 ore 18.30 debutta in prima nazionale Un prof. di e con Luigi Maria Rausa. \n\n\n\nUn prof. è uno spettacolo teatrale contemporaneo che attraversa\, con sguardo lucido e umano\, la vita di un professore di scuola superiore di oggi. Un uomo che insegna\, che resiste\, che prova ogni giorno a dare senso al proprio ruolo in un contesto che sembra aver smarrito il valore sociale dell’educazione e di chi la rende possibile. Lo spettacolo non racconta soltanto la scuola\, ma la condizione esistenziale di chi insegna in Italia: una figura spesso non tutelata economicamente né riconosciuta umanamente\, schiacciata tra burocrazia\, precarietà e una crescente perdita di autorevolezza. \n\n\n\nChiude la programmazione il 25 dicembre alle ore 18.30 al Teatro Ditirammu ai Cantieri Culturali alla Zisa Ninnarò il concerto che come da tradizione scalda i cuori di tutti gli spettatori; sul palco Elisa Parrinello e la Compagnia Ditirammu. \n\n\n\nI biglietti degli spettacoli (da euro 8 a 12) si possono acquistare online attraverso il sito www.teatroditirammu.it oppure ai botteghini sul posto. \n\n\n\nLa Stagione “Cu mancia fa muddichi” è realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura (MIC) Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana.
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SUMMARY:“Botanical Soundscape” al Parco di San Sisto
DESCRIPTION:Il mondo vegetale di Roma si fa colonna sonora: il 2 ottobre\, alle ore 18.00\, al Parco di San Sisto\, va in scena “Botanical Soundscape” – progetto di A.S.A.P.Q.a cura di Alessandra Muschella e Gianni Parrella – una performance immersiva che trasforma i segnali vitali delle piante in materia sonora\, dando vita a una vera e propria partitura generata dal paesaggio vegetale. Una performance musicale\, nata da un percorso di ricerca e residenza artistica del compositore e performer Mario Russo\, che prende forma nello stesso luogo in cui quei segnali sono stati raccolti e interpretati. Il Parco di San Sisto diventa così il primo tassello di una mappa sonora\, pensata per dare progressivamente voce\, attraverso la musica\, alle diverse identità vegetali della città. \n\n\n\nUn concerto\, un rito collettivo d’ascolto e prima di tutto un progetto artistico e musicale nato dall’idea di cambiare il punto di percezione: non utilizzare la natura come sfondo\, ma provare a intercettarne ritmi e trasformazioni\, rendendo percepibile ciò che normalmente sfugge all’esperienza umana. Una ricerca al confine tra musica\, tecnologia e ambiente\, che ha visto per questa prima edizione il compositore e performer Mario Russo lavorare a diretto contatto con la vegetazione di San Sisto\, raccogliendone e interpretandone le variazioni bioelettriche per tradurle in un linguaggio musicale originale. \n\n\n\nAl centro dell’intera ricerca c’è l’utilizzo di Plants Play\, un dispositivo di bioacustica in grado di rilevare le microvariazioni biolettriche emesse dagli organismi vegetali e convertirle in frequenze udibili. Ogni pianta\, attraverso le sue fluttuazioni elettromagnetiche\, emette una traccia sonora unica\, continuamente influenzata da luce\, umidità\, temperatura e contatto umano. L’artista capta\, amplifica e trasforma queste vibrazioni in un ambiente sonoro tridimensionale\, dove la composizione è sempre diversa perché dipende dalla vita stessa che abita lo spazio. Il dispositivo non è dunque uno strumento musicale ma una membrana sensibile\, un tramite tra il paesaggio vegetale e il compositore che avrà il compito di tradurre il linguaggio in un’esperienza sonora. Un mediatore quindi che interagisce con il paesaggio\, interrompendo o potenziando il flusso dei segnali e rendendo udibile la reciprocità tra umano e vegetale. \n\n\n\nIl punto di partenza è uno dei luoghi verdi più particolari e meno conosciuti della Capitale: lo storico Semenzaio di San Sisto\, tra Villa Celimontana e Porta Metronia\, sede dell’Assessorato all’Agricoltura\, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti\, e scrigno di un patrimonio botanico che comprende serre\, collezioni vegetali e alberi monumentali. È qui\, nell’area del vigneto urbano\, che la ricerca si è concentrata in particolare intorno a un Cedro del Libano monumentale\, trasformato da presenza silenziosa del paesaggio a soggetto vivo e generativo dell’opera.“Promuoviamo ed ospitiamo con entusiasmo Botanical Soundscape\, un progetto di grande interesse e suggestione capace di trasformare l’attività biolettrica delle piante in fonte di segnali sonori che vengono utilizzati per una vera e propria composizione musicale. Il parco storico di San Sisto\, oltre ad essere la nostra sede di lavoro\, è un magnifico gioiello botanico nel cuore della città che diventa un parco pilota dove poter fare questa affascinante esperienza acustica immersiva nei suoni prodotti dalle piante. Un progetto che\, grazie ad una tecnologia dedicata\, ci offre un’esperienza sensoriale unica che rafforza la percezione del mondo vegetale come autentico sistema vivente” dichiara Sabrina Alfonsi\, Assessora all’Agricoltura\, Ambiente Ciclo dei rifiuti di Roma capitale. \n\n\n\nIl 2 ottobre il processo di ricerca esce dalla dimensione della residenza per diventare esperienza collettiva: nello stesso luogo nel quale i suoni sono stati raccolti e studiati\, Mario Russo\, tra synth\, tromba e violino\, sarà affiancato da Vong\, drum machine e percussioni\, e Marco Russo\, chitarra e synth\, con la produzione musicale di Luigi Lonetto. Suono elettronico e acustico\, improvvisazione e segnali provenienti dal mondo vegetale costruiranno una performance nella quale il parco non sarà semplicemente lo scenario del concerto\, ma una delle sue voci.‘Botanical Soundscape nasce dal desiderio di indagare il mondo vegetale in un momento in cui la crisi ambientale ci impone di ripensare il nostro rapporto con la natura. Il progetto prova a farlo attraverso l’ascolto\, rendendo percepibile una dimensione della vita vegetale che normalmente ci sfugge. Per questa prima edizione abbiamo scelto di affidare il lavoro all’artista Mario Russo\, compositore e performer under 35\,  che da anni sta sviluppando una sua ricerca personale sull’interazione tra suono\, corpo e scena e con la giusta sensibilità per entrare in relazione con la natura e con il paesaggio di San Sisto.’ Dichiarano i curatori Alessandra Muschella e Gianni Parrella.   \n\n\n\nSan Sisto rappresenta il primo capitolo di un percorso che vuole svilupparsi attraverso Roma\, esplorando le voci di  paesaggi e differenti forme di vita vegetale.  L’appuntamento del 2 ottobre diventa così il primo esperimento di una possibile mappa sonora vegetale della Capitale: parchi\, giardini\, piante e paesaggi urbani\, ciascuno con segnali\, ritmi e caratteristiche differenti da intercettare e trasformare in materia musicale. \n\n\n\nUn modo per restituire attraverso il suono un patrimonio che accompagna quotidianamente la vita della città\, ma che raramente viene percepito come organismo vivo con cui entrare in relazione. Al termine dell’esperienza\, la composizione finale di Mario Russo\, insieme alle tracce raccolte\, sarà installata nell’area attraverso un QR Code. I visitatori potranno così riattivare l’ascolto in autonomia\, anche a distanza di mesi\, trasformando lo spazio naturale in una mappa sonora permanente \n\n\n\nIl progetto\, promosso da A.S.A.P.Q. e curato da Alessandra Muschella e Gianni Parrella\, è vincitore del bando SIAE – Per Chi Crea ed è realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, e con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura\, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti.
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LOCATION:Parco di San Sisto\, Via Druso\, 2\, Roma\, ITA\, Italy
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SUMMARY:La VI edizione di Divinarte alla Rocca dei Borgia a Nepi
DESCRIPTION:Divinarte festeggia il decimo anno e per l’occasione ha in serbo un’edizione speciale dal titolo “Quando l’Arte incontra il Pop.Tra colori\, icone e calici: i 100 di Marilyn”. \n\n\n\nLa prestigiosa rassegna che unisce vino e cultura\, ospitata nella Rocca dei Borgia\, per i suoi dieci anni si tinge dei colori iconici della Pop Art e rende omaggio a una delle figure più iconiche del XX secolo: Marilyn Monroe\, celebrando i 100 anni dalla sua nascita.  \n\n\n\nUn evento enoculturale unico che unisce il mito di Hollywood\, l’energia della cultura pop e \n\n\n\nl’eccellenza del vino in un percorso sensoriale irripetibile. \n\n\n\nVino\, territorio e percorsi enoturistici si fondono con installazioni\, performance e richiami ai grandi \n\n\n\nmaestri del genere\, da Andy Warhol a Keith Haring\, accendendo i riflettori su un capitolo fondamentale della storia visiva.  \n\n\n\nUn vero e proprio viaggio culturale che racconterà come il linguaggio dei mass media\, della pubblicità e dei beni di consumo sia stato reinterpretato dai grandi maestri italiani fondendosi con la tradizione enologica e la bellezza dei territori. \n\n\n\nLa Scuola di Piazza del Popolo con il fermento culturale della Roma degli anni Sessanta\, in cui artisti come Mario Schifano\, Franco Angeli\, Tano Festa e Mimmo Rotella hanno tradotto il mito americano e le icone come Marilyn attraverso una sensibilità e una cifra stilistica in un unicum tutto italiano che sarà celebrato con opere di pittura\, scultura\, fotografia e perfomance musicali\, teatrali\, di danza\, conferenze\, degustazioni\, degustazioni guidate e visite guidate. \n\n\n\nLa manifestazione\, organizzata dall’associazione culturale AmorArte guidata da Simona Benedetti  in collaborazione con i sommelier dell’Ais si terrà dal 2 al 4 ottobre 2026 ospitando\, come di consueto\, artisti italiani e internazionali e produttori vinicoli con il filo comune della Pop Art\, il movimento che ha rivoluzionato il rapporto tra arte\, cultura di massa\, pubblicità e musica. \n\n\n\nDa Andy Warhol a Keit Haring fino alla Scuola di Piazza del Popolo\, al centro della tre giorni ci sarà il rapporto tra arte\, pubblicità\, musica e società dell’immagine per comprendere e capire come la cultura pop abbia trasformato il modo di vedere e raccontare il mondo. \n\n\n\nIn un viaggio imperdibile tra arte\, vino\, territorio\, performance e contaminazioni musicali\, Divinarte offirà un’indimenticabile esperienza multisensoriale in un trionfo di colori\, icone\, musica e calici. \n\n\n\nIl progetto eno-culturale ideato e curato\, con successo crescente negli anni dalla direttrice artistica Simona Benedetti unisce artisti\, italiani e internazionali e produttori vinicoli coordinati da Maurizio Giovannetti in un riuscito connubio che sta riscuotendo\, nel corso degli anni\, apprezzamenti crescenti. \n\n\n\nSaranno oltre 50 gli artisti presenti alla decima edizione di Divinarte nel segno della Pop Art ospitata nella splendida cornice della Rocca dei Borgia\, scenario unico situato nel caratteristico centro storico della città di Nepi. \n\n\n\namorarteac@gmail.com Cell 339 8625645.
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SUMMARY:Interazioni: Festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 ottobre torna Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee\, che si svolgerà allo Spazio Diamante di Roma sotto la direzione di Salvo Lombardo e l’organizzazione di Chiasma\, organismo romano di produzione multidisciplinare\, di produzione\, ricerca e curatela che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività. Un decennio dedicato a scardinare la linearità dei linguaggi e a costituirsi come un vero e proprio hub di innovazione artistica e culturale e nucleo generativo di nuovi linguaggi. \n\n\n\n“Questa edizione è dedicata al re-incanto\, inteso come atto di riappropriazione politica dell’immaginario\, in un momento storico in cui il mondo è devastato\, impoverito e ostinato a mascherare le esplosioni con vuoti scintillii\, di facile consumo”\, spiega il direttore artistico Salvo Lombardo. “Tornare a meravigliarsi non è un lusso intellettuale\, quanto piuttosto la precondizione per la liberazione dalla paura\, alimentata dall’insicurezza e dalla mancanza di orizzonti di significato e dalla caduta e la fine di tutte le grandi narrazioni che sono state a fondamento della nostra precaria\, violenta\, sfuggente e pretenziosa modernità.” \n\n\n\nIl fitto programma di appuntamenti\, alterna performance\, di cui 3 in Prima Nazionale e 3 in Prima Regionale\, concerti\, proiezioni\, workshop\, progetti divulgativi e momenti di convivialità\, mantenendo il focus sulla danza e sulla performance. Un’esplorazione di una scena contemporanea più che mai vitale e originale\, che spazia dal coreografo spagnolo Quim Bigas\, impegnato a ricreare uno spazio poetico e di contemplazione attraverso forme sofisticate di unisono\, al Collettivo Amigdala\, con i suoi canti a cappella che accompagnano lo spettatore in una durational performance dal tramonto all’alba; alla danzatrice\, coreografa e regista egiziana Eman Hussein che indaga il rapporto tra lavoro\, corpo e movimento attraverso una ricerca di lungo periodo come apprendista in contesti di lavoro operaio in Egitto\, al duo di compositori e interpreti Aurora Bauzà e Pere Jou\, la cui ricerca ruota intorno alla voce umana fino alla ricerca della coreografa e travesti Sara Manubens che affronta i meccanismi emotivi e di violenza sistemica sui corpi trans-femminili.E ancora\, in questa polifonia di voci contemporanee\, tra gli ospiti si alterneranno il produttore\, compositore\, sound artist e dj galiziano-portoghese Alejandro da Rocha\, la danzatrice e coreografa Annika Pannitto\, il performer Claudio Larena che si interroga sulla relazione maestro-allievo e sui rapporti di potere che possono attraversare i processi di formazione e trasmissione\, la performer Marta Olivieri con il suo progetto di ricerca scenica che parte dall’approfondimento sulla genealogia familiare.Interazioni Festival rinnova la collaborazione con Arcigay Roma e\, da quest’anno\, ospita una sezione di cortometraggi selezionati da Fr*cinema\, la rassegna a cura di Pietro Turano\, che contribuisce a scrivere la storia della comunità LGBTQIA+ decostruendo e sovvertendo la cultura mainstream.Chiasma\, oltre all’abituale appuntamento autunnale con Interazioni Festival\, introduce Mnemosyne_atlante del divenire\, dal 9 al 12 novembre tra Largo Venue e Centrale Preneste. Un’occasione per celebrare l’incontro e la traiettoria del gruppo di artiste e artisti che negli ultimi dieci anni hanno formato l’ossatura di Chiasma come organismo di produzione delle arti dal vivo: Salvo Lombardo\, Anna Basti\, Marta Olivieri\, Daria Greco\, Fabritia D’Intino\, Diana Anselmo\, Edoardo Mozzanega\, Claudio Larena\, Valentina Sansone/Filippo Lilli. \n\n\n\nIn opposizione alle logiche di consumo estrattivo e accelerazione produttiva che spesso attraversano il settore culturale\, Mnemosyne rivendica la necessità di creare spazi di profondità\, immaginazione e reciprocità\, in cui il tempo della creazione possa essere condiviso e abitato collettivamente. Con questa prospettiva – all’interno della rassegna e attraverso una forma di co-progettazione tra artiste e artisti di Chiasma – nasce il formato inedito Furoshiki\, una pratica relazionale\, un esercizio collettivo metaforicamente ispirato al tradizionale involucro giapponese\, usato come tessuto per avvolgere e come custodia per trasportare oggetti. Con il meccanismo della open call le artiste e gli artisti di Chiasma diffonderanno una chiamata pubblica a un gruppo di operatori\, intellettuali\, critici da tutta Italia\, con l’invito a dedicare un tempo prolungato e in presenza\, alla conoscenza e all’approfondimento del lavoro di Chiasma. \n\n\n\nInterazioni Festival promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzato con il sostegno di Institut Ramon Llull e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio. \n\n\n\nIl programma giorno per giornoInterazioni Festival si svolgerà a Spazio Diamante\, che sarà la cornice di formati variegati: performance\, talk\, proiezioni e installazioni video. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre – Ad inaugurare il festival alle ore 18.00\, con due repliche alle 19.00 e alle 20.00\, sarà la coreografa Annika Pannitto che presenta Anatomía imaginaria/ricerca\, una sessione di lavoro condivisa che esplora il corpo\, il movimento e la relazione con l’altra/o\, interrogando le possibilità di immaginare attraverso il gesto nuovi spazi di dialogo e di critica. Alle 19.00\, il festival ospita la presentazione del libro Stato di incanto. Danza\, non-danza\, post-danza e performance artdi Teresa Macrì\, in dialogo con Paolo Ruffini e la moderazione di Salvo Lombardo. Il volume attraversa le trasformazioni della danza contemporanea e della performance\, dalle esperienze della Judson Dance Theater fino alle pratiche che hanno messo in discussione i canoni tradizionali della danza come forma di dissenso all’egemonia conformista. Alle 21.00 Claudio Larenapresenta Dedalo\, progetto coreografico ancora in evoluzione che indaga il rapporto maestro-allievo e i dispositivi di potere insiti nei processi di formazione e trasmissione. A seguire\, alle 21.30\, un incontro con l’artista permetterà di approfondire i temi e le pratiche alla base del lavoro. La giornata si conclude alle 22.00\, nella Sala White\, con il dj set ambient di Alejandro da Rocha\, un paesaggio sonoro immersivo costruito tra silenzi e trame elettroniche in continua evoluzione.Sabato 3 ottobre – Il 3 ottobre\, lo Spazio Diamante accoglie una giornata dedicata alla pluralità dei linguaggi della scena contemporanea. Alle 18.00 e alle 20.00\, nella Sala Grey\, il format Nuove frontiere del cinema Queer propone una selezione di cortometraggi selezionati da Fr*cinema\, la rassegna a cura di Pietro Turano e Arcigay Roma\, in una collaborazione che il festival rinnova per esplorare le narrazioni e le rappresentazioni della comunità LGBTQIA+ attraverso opere capaci di decostruire e sovvertire l’immaginario mainstream. Alle 19.00seguirà un incontro con lə registə dei cortometraggi\, moderato da Pietro Turano. Nella Sala White\, alle 18.00 e alle 18.30\, Marta Olivieri presenta LYRICA oggetto primo\, una ricerca scenica presentata nel suo pieno svolgimento che parte dalla genealogia familiare per interrogare le genealogie femminili e il modo in cui immagini\, memorie e percorsi del passato continuano a formare il presente. Alle 21.00\, sarà la volta di D’ENÇÀ di Quim Bigas\, in Prima Nazionale\, una danza corale che costruisce nello spazio un luogo di incontro\, cura e ascolto. Tra unisono e rottura\, il movimento diventa strumento per esplorare nuove forme di relazione e possibili modi di abitare insieme lo spazio e il tempo. A chiudere la giornata\, alle 23.45\, Elementare del Collettivo Amigdala\, per la prima volta nel Lazio\, trasforma la notte in un’esperienza performativa di ascolto e condivisione. Sei voci a cappella accompagnano il pubblico dal tramonto all’alba\, mentre una scrittura dal vivo si deposita su lenzuola bianche\, costruendo progressivamente un paesaggio poetico collettivo.Domenica 4 ottobre –  L’ultima giornata si apre alle 18.45\, nella Sala Grey dello Spazio Diamante\, con Beila dell’artista egiziana Eman Hussein\, un’installazione video proposta in loop fino alle 21.30. Il lavoro nasce dall’esperienza dell’artista in un’officina meccanica del Cairo\, dove ha osservato e condiviso i gesti quotidiani delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra documentario e danza\, Beila trasforma il lavoro manuale\, i suoi ritmi\, i suoni e i movimenti in una nuova grammatica coreografica. Alle 19.00\, nella Sala White\, l’artista egiziana presenta in Prima Nazionale Smell of Cement\, una performance che porta in scena il paesaggio fisico e umano del cantiere. Tra cemento\, ferro\, fatica e gesti ripetuti\, il lavoro guarda agli operai come a danzatori e al capocantiere come a un coreografo\, interrogando il rapporto tra lavoro\, corpo e organizzazione del movimento. Alle 20.00\, nella Sala Black\, Sara Manubens presenta in Prima Nazionale Symphony of the Seas\, un’indagine viscerale sulla trans-corporalità\, sull’amore e sulla violenza esercitata sui corpi transfemminili. Tra melodramma\, ironia e tensione performativa\, l’artista costruisce uno spazio sospeso tra realtà e finzione\, dove l’emozione stessa diventa un gesto di dissidenza. La chiusura del festival è affidata\, alle 21.00\, ad Aurora Bauzà & Pere Jou con A BEGINNING #16161D in Prima Regionale. Cinque performer attraversano il buio guidati da luci portatili\, mentre voce\, respiro\, movimento e suono costruiscono progressivamente un paesaggio scenico. Un viaggio dal buio alla luce che interroga la relazione tra individuo e collettivo e immagina nuove possibilità di stare insieme.
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SUMMARY:"Fatti non fummo a viver come bruti ma…". mostra fotografica a Trieste
DESCRIPTION:Hangar Teatri inaugura la stagione delle mostre 2026/2027 della Sala di Pietra\, in via Luigi Pecenco 8 a Trieste\, con “Fatti non fummo a viver come bruti ma…” – Testimonianza fotografica della Grande Guerra sul Carso isontino\, maggio 1917\, una mostra fotografica che prende vita dal ritrovamento di un prezioso album appartenuto all’insegnante Silvio Morandini. L’inaugurazione si terrà venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 19:00 con un vernissage aperto al pubblico. L’esposizione resterà visitabile fino a domenica 8 novembre 2026. \n\n\n\nConservato per decenni tra i documenti di famiglia\, l’album raccoglie quaranta pagine di fotografie realizzate durante la decima battaglia dell’Isonzo\, nel maggio del 1917\, accompagnate dalle didascalie originali scritte dallo stesso Morandini. Si tratta di una testimonianza rara e preziosa che\, più che raccontare gli aspetti militari del conflitto\, restituisce il punto di vista di un uomo che ha vissuto la guerra nella sua quotidianità\, osservandola con profonda sensibilità\, umanità e compassione. \n\n\n\nIl percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso fotografie\, testimonianze e materiali d’archivio che trasformano una memoria familiare in un patrimonio collettivo. Le immagini raccontano il fronte del Carso isontino senza retorica\, lasciando emergere la dimensione più autentica dell’esperienza umana: la fatica\, l’attesa\, la fragilità e la speranza. È uno sguardo capace di superare i confini della storia militare per interrogare il presente e ricordare quanto il valore della memoria sia essenziale per comprendere il nostro tempo. \n\n\n\nIl titolo della mostra\, tratto dal celebre verso dantesco “Fatti non foste a viver come bruti\, ma per seguir virtute e canoscenza”\, richiama la necessità di conservare e tramandare la memoria come strumento di conoscenza e consapevolezza\, affidando alla fotografia il compito di custodire non solo gli eventi\, ma anche le emozioni e le ferite di un’intera generazione. \n\n\n\nLa mostra è a cura di Antonio Amadeo. Le didascalie originali sono di Silvio Morandini\, mentre l’album appartiene alla famiglia Amadeo\, che ne ha reso possibile la conservazione e la valorizzazione. La realizzazione del catalogo è curata dal FotoCineClub di Lignano Sabbiadoro\, mentre l’allestimento dell’esposizione è a cura di Sergio Pancaldi e Hangar Teatri. \n\n\n\nL’esposizione sarà visitabile fino a domenica 8 novembre 2026\, durante gli orari di apertura di Hangar Teatri e in concomitanza con gli eventi della programmazione. Si consiglia di consultare il calendario aggiornato sul sito hangarteatri.com prima della visita. \n\n\n\nPer maggiori informazioni: info@hangarteatri.it o +39 388 398 0768. L’ingresso è gratuito.
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SUMMARY:“Se verrà la guerra tutti giù per terra” al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la rassegna YOU. The YOUng City a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma): venerdì 2 ottobre alle 21.00 viene presentato lo studio scenico “Se verrà la guerra tutti giù per terra” con la regia di Tiziana Lucattini e Fabio Traversa e con le allieve e gli allievi del laboratorio teatrale La Pietra Parla(www.lapietraparlateatro.it ). \n\n\n\nIn un futuro fin troppo vicino\, un gruppo di persone comuni viene convocato in una imprecisata struttura militare\, dove l’emergenza e la paura sembrano aver sospeso ogni certezza. Tra addestramenti grotteschi\, ordini contraddittori e attese interminabili\, uomini e donne spaesati cercano di comprendere chi sia davvero il nemico e quale ruolo siano chiamati a interpretare. Attraversando continuamente il confine tra personaggio e attore\, il testo intreccia ironia\, memoria\, poesia e riflessione civile\, interrogandosi sul potere\, sull’obbedienza e sulla fragilità umana di fronte alla guerra. Un coro disarmato che mette in scena non gli eroi\, ma le paure\, i dubbi e le contraddizioni di chi resta intrappolato nella Storia. \n\n\n\nIngresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ oppure via mail scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nYOU. The YOUng City con la direzione artistica di Tiziana Lucattini prosegue fino al 28 novembre con tanti appuntamenti tutti a ingresso gratuito. \n\n\n\nIl progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, in collaborazione con SIAE. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre alle 21.00 \n\n\n\n“Se verrà la guerra tutti giù per terra”  \n\n\n\nstudio scenico  \n\n\n\nTesto e regia: Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nCollaborazione ai movimenti scenici: Cristiano Fondelli  \n\n\n\nCon Mirko Ameglio\, Sara Bocchetta\, Tiziana Colella\, Serena Corrado\, Michele D’Elia\, Demetra Deligiovas\, Wanda Doria\, Laura Fabi\, Carlo Falco\, Paola Fois\, Elisabetta Frasca\, Lauriane Mariamé\, Valerio Neri\, Gianluca Parisi\, Clelia Tonelli\, Fabio Traversa \n\n\n\nLuci: Chiara Saiella \n\n\n\nFonica: Gabriele Traversa \n\n\n\nYOU. The Young city – Centrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma \n\n\n\nPercorso sostenibile: Autobus: 81 – 112 – 213 – 312 – 409 – 545 Tram: 5 – 14 – 19 Fermata Giussano – Metro C (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nINGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria \n\n\n\nInformazioni: 06 27801063 lun / ven 10.00 – 17.00 – info@ruotalibera.eu – www.centraleprenesteteatro.it \n\n\n\nPrenotazioni: https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o info@ruotalibera.eu \n\n\n\nFB: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro \n\n\n\nIG: www.instagram.com/centralepreneste/
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SUMMARY:"UNUS" al Teatro IF
DESCRIPTION:Sarà UNUS\, in scena venerdì 2 ottobre alle ore 21 al Teatro IF di Roma\, ad aprire la nuova stagione 2026/2027 del teatro romano. Lo spettacolo\, ideato e diretto da Sara Ciprietti\, nasce da una domanda essenziale: qual è l’origine della vibrazione che anima la vita? \n\n\n\nProdotto da Ars Fluendi\, UNUS attraversa tre possibili prospettive: il suono come forza capace di modellare la materia\, il corpo come strumento vibrante che genera il suono attraverso il movimento e un principio originario che precede entrambi e trova proprio nel corpo e nella voce il proprio veicolo di espressione. \n\n\n\nLo spettacolo non sceglie una sola risposta\, ma mette queste prospettive in relazione. Danza\, voce\, musica originale\, parola e immagini convivono sulla scena senza una gerarchia definita\, costruendo un linguaggio nel quale il corpo diventa luogo di ascolto\, materia vibrante e spazio di relazione tra ciò che è visibile e ciò che non lo è. \n\n\n\nAnche le proiezioni partecipano a questo dialogo: non hanno una funzione puramente illustrativa\, ma contribuiscono ad ampliare la percezione dello spazio scenico\, in un continuo rapporto tra suono\, movimento e visione. \n\n\n\nLa drammaturgia alterna momenti di composizione a spazi di improvvisazione strutturata. L’improvvisazione diventa così una pratica di relazione e di ascolto del presente\, permettendo alla ricerca di rinnovarsi a ogni replica. \n\n\n\nPiù che proporre una risposta alla domanda da cui prende origine\, UNUS invita lo spettatore a sostare nella domanda stessa\, attraversando il confine tra ciò che può essere spiegato e ciò che può essere percepito e vissuto. \n\n\n\nSul palco\, insieme a Sara Ciprietti\, Simone Montanari\, Roberto Rosiello\, Andrea Simonelli\, Giuseppe Taffi e Danny Di Diomede.L’appuntamento inaugura la stagione 2026/2027 del Teatro IF\, che quest’anno celebra i dieci anni di attività e prosegue il proprio percorso nella scena OFF romana attraverso una programmazione che dà spazio a compagnie storiche e nuove realtà del territorio \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria. \n\n\n\nInfo e prenotazioni:342 686 4372 (telefono e WhatsApp)prenotazioni@teatroif.itBiglietti Online: https://www.ticket.it/teatro/evento/unus.aspx
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SUMMARY:‘N FILETTO DE VOCE – La mia Roma\, la mia storia\, la mia voce al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà Cristiano Amici\, accompagnato dall’Ensemble dell’Accademia di Canto Romanesco ALVARO AMICI\, ad aprire la stagione dei concerti al Teatro di Villa Lazzaroni venerdì 2 ottobre 2026 con ‘N FILETTO DE VOCE – La mia Roma\, la mia storia\, la mia voce. \n\n\n\nCi sono amori che non si scelgono: fanno parte di noi\, scorrono nelle vene e diventano il respiro della nostra vita. Per me questo amore ha il volto\, i colori e la voce di Roma. La canzone romana non è soltanto musica: è la mia storia\, è il legame profondo con la mia famiglia\, è il ricordo più nitido di mio nonno\, è un patrimonio di emozioni che custodisco e porto avanti con orgoglio. Sono cresciuto immerso corpo e anima in queste melodie\, nelle parole dei grandi poeti e cantautori romani\, in quelle storie capaci di raccontare la vita\, le gioie\, le sofferenze e l’ironia di un popolo unico. Salirò sul palco con il cuore di chi non interpreta soltanto delle canzoni\, ma racconta una parte di sé. Perché cantare Roma\, per me\, significa custodire un’eredità e trasformarla in emozione.
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SUMMARY:Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 ottobre torna Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee\, che si svolgerà allo Spazio Diamante di Roma sotto la direzione di Salvo Lombardo e l’organizzazione di Chiasma\, organismo romano di produzione multidisciplinare\, di produzione\, ricerca e curatela che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività. Un decennio dedicato a scardinare la linearità dei linguaggi e a costituirsi come un vero e proprio hub di innovazione artistica e culturale e nucleo generativo di nuovi linguaggi. \n\n\n\n“Questa edizione è dedicata al re-incanto\, inteso come atto di riappropriazione politica dell’immaginario\, in un momento storico in cui il mondo è devastato\, impoverito e ostinato a mascherare le esplosioni con vuoti scintillii\, di facile consumo”\, spiega il direttore artistico Salvo Lombardo. “Tornare a meravigliarsi non è un lusso intellettuale\, quanto piuttosto la precondizione per la liberazione dalla paura\, alimentata dall’insicurezza e dalla mancanza di orizzonti di significato e dalla caduta e la fine di tutte le grandi narrazioni che sono state a fondamento della nostra precaria\, violenta\, sfuggente e pretenziosa modernità.” \n\n\n\nIl fitto programma di appuntamenti\, alterna performance\, di cui 3 in Prima Nazionale e 3 in Prima Regionale\, concerti\, proiezioni\, workshop\, progetti divulgativi e momenti di convivialità\, mantenendo il focus sulla danza e sulla performance. Un’esplorazione di una scena contemporanea più che mai vitale e originale\, che spazia dal coreografo spagnolo Quim Bigas\, impegnato a ricreare uno spazio poetico e di contemplazione attraverso forme sofisticate di unisono\, al Collettivo Amigdala\, con i suoi canti a cappella che accompagnano lo spettatore in una durational performance dal tramonto all’alba; alla danzatrice\, coreografa e regista egiziana Eman Hussein che indaga il rapporto tra lavoro\, corpo e movimento attraverso una ricerca di lungo periodo come apprendista in contesti di lavoro operaio in Egitto\, al duo di compositori e interpreti Aurora Bauzà e Pere Jou\, la cui ricerca ruota intorno alla voce umana fino alla ricerca della coreografa e travesti Sara Manubens che affronta i meccanismi emotivi e di violenza sistemica sui corpi trans-femminili.E ancora\, in questa polifonia di voci contemporanee\, tra gli ospiti si alterneranno il produttore\, compositore\, sound artist e dj galiziano-portoghese Alejandro da Rocha\, la danzatrice e coreografa Annika Pannitto\, il performer Claudio Larena che si interroga sulla relazione maestro-allievo e sui rapporti di potere che possono attraversare i processi di formazione e trasmissione\, la performer Marta Olivieri con il suo progetto di ricerca scenica che parte dall’approfondimento sulla genealogia familiare.Chiasma\, oltre all’abituale appuntamento autunnale con Interazioni Festival\, introduce Mnemosyne_atlante del divenire\, dal 9 al 12 novembre tra Largo Venue e Centrale Preneste. Un’occasione per celebrare l’incontro e la traiettoria del gruppo di artiste e artisti che negli ultimi dieci anni hanno formato l’ossatura di Chiasma come organismo di produzione delle arti dal vivo: Salvo Lombardo\, Anna Basti\, Marta Olivieri\, Daria Greco\, Fabritia D’Intino\, Diana Anselmo\, Edoardo Mozzanega\, Claudio Larena\, Valentina Sansone/Filippo Lilli. \n\n\n\nIn opposizione alle logiche di consumo estrattivo e accelerazione produttiva che spesso attraversano il settore culturale\, Mnemosyne rivendica la necessità di creare spazi di profondità\, immaginazione e reciprocità\, in cui il tempo della creazione possa essere condiviso e abitato collettivamente. Con questa prospettiva – all’interno della rassegna e attraverso una forma di co-progettazione tra artiste e artisti di Chiasma – nasce il formato inedito Furoshiki\, una pratica relazionale\, un esercizio collettivo metaforicamente ispirato al tradizionale involucro giapponese\, usato come tessuto per avvolgere e come custodia per trasportare oggetti. Le artiste e gli artisti di Chiasma insieme ad alcuni ospiti\, tra operatori\, intellettuali\, critici dedicheranno un tempo prolungato e in presenza\, alla conoscenza e all’approfondimento del lavoro di Chiasma. \n\n\n\nInterazioni Festival promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzato con il sostegno di Institut Ramon Llull e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio. \n\n\n\nIl programma giorno per giornoInterazioni Festival si svolgerà a Spazio Diamante\, che sarà la cornice di formati variegati: performance\, talk\, proiezioni e installazioni video. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre – Ad inaugurare il festival alle ore 18.00\, con due repliche alle 19.00 e alle 20.00\, sarà la coreografa Annika Pannitto che presenta Anatomía imaginaria/ricerca\, una sessione di lavoro condivisa che esplora il corpo\, il movimento e la relazione con l’altra/o\, interrogando le possibilità di immaginare attraverso il gesto nuovi spazi di dialogo e di critica. Alle 19.00\, il festival ospita la presentazione del libro Stato di incanto. Danza\, non-danza\, post-danza e performance artdi Teresa Macrì\, in dialogo con Paolo Ruffini e la moderazione di Salvo Lombardo. Il volume attraversa le trasformazioni della danza contemporanea e della performance\, dalle esperienze della Judson Dance Theater fino alle pratiche che hanno messo in discussione i canoni tradizionali della danza come forma di dissenso all’egemonia conformista. Alle 21.00 Claudio Larenapresenta Dedalo\, progetto coreografico ancora in evoluzione che indaga il rapporto maestro-allievo e i dispositivi di potere insiti nei processi di formazione e trasmissione. A seguire\, alle 21.30\, un incontro con l’artista Chiara Organtini e Salvo Lombardo permetterà di approfondire i temi e le pratiche alla base del lavoro. La giornata si conclude alle 22.00\, nella Sala White\, con il dj set ambient di Alejandro da Rocha\, un paesaggio sonoro immersivo costruito tra silenzi e trame elettroniche in continua evoluzione.Sabato 3 ottobre – Il 3 ottobre\, lo Spazio Diamante accoglie una giornata dedicata alla pluralità dei linguaggi della scena contemporanea. Alle 18.00 la proiezione di Femmenell di Andrea Fortis\, un viaggio tra sacro e profano in cui i Femminielli\, antica figura non-binaria napoletana\, lottano per la loro sopravvivenza contro il mutare del tempo ei flussi globalizzanti. Alle 19.15 seguirà un incontro con Andrea Fortis e Rrrrosæ. Nella Sala White\, alle 18.00 e alle 18.30\, Marta Olivieripresenta LYRICA oggetto primo\, una ricerca scenica presentata nel suo pieno svolgimento che parte dalla genealogia familiare per interrogare le genealogie femminili e il modo in cui immagini\, memorie e percorsi del passato continuano a formare il presente. Alle 21.00\, sarà la volta di D’ENÇÀ di Quim Bigas\, in Prima Nazionale\, una danza corale che costruisce nello spazio un luogo di incontro\, cura e ascolto. Tra unisono e rottura\, il movimento diventa strumento per esplorare nuove forme di relazione e possibili modi di abitare insieme lo spazio e il tempo. A chiudere la giornata\, alle 23.45\, Elementare del Collettivo Amigdala\, per la prima volta nel Lazio\, trasforma la notte in un’esperienza performativa di ascolto e condivisione. Sei voci a cappella accompagnano il pubblico dal tramonto all’alba\, mentre una scrittura dal vivo si deposita su lenzuola bianche\, costruendo progressivamente un paesaggio poetico collettivo.Domenica 4 ottobre –  L’ultima giornata si apre alle 18.45\, nella Sala Grey dello Spazio Diamante\, con Belia dell’artista egiziana Eman Hussein\, un’installazione video proposta in loop fino alle 21.30. Il lavoro nasce dall’esperienza dell’artista in un’officina meccanica del Cairo\, dove ha osservato e condiviso i gesti quotidiani delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra documentario e danza\, Beila trasforma il lavoro manuale\, i suoi ritmi\, i suoni e i movimenti in una nuova grammatica coreografica. Alle 19.00\, nella Sala White\, l’artista egiziana presenta in Prima Nazionale Smell of Cement\, una performance che porta in scena il paesaggio fisico e umano del cantiere. Tra cemento\, ferro\, fatica e gesti ripetuti\, il lavoro guarda agli operai come a danzatori e al capocantiere come a un coreografo\, interrogando il rapporto tra lavoro\, corpo e organizzazione del movimento. Alle 20.00\, nella Sala Black\, Sara Manubens presenta in Prima Nazionale Symphony of the Seas\, un’indagine viscerale sulla trans-corporalità\, sull’amore e sulla violenza esercitata sui corpi transfemminili. Tra melodramma\, ironia e tensione performativa\, l’artista costruisce uno spazio sospeso tra realtà e finzione\, dove l’emozione stessa diventa un gesto di dissidenza. La chiusura del festival è affidata\, alle 21.00\, ad Aurora Bauzà & Pere Jou con A BEGINNING #16161D in Prima Regionale. Cinque performer attraversano il buio guidati da luci portatili\, mentre voce\, respiro\, movimento e suono costruiscono progressivamente un paesaggio scenico. Un viaggio dal buio alla luce che interroga la relazione tra individuo e collettivo e immagina nuove possibilità di stare insieme.
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SUMMARY:Factory Fest – Festa delle arti performative in Umbria
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre 2026 torna Factory Fest – Festa delle arti performative\, il festival diffuso ideato da Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International\, con la direzione artistica di Elisabetta ed Emiliano Pergolari.  Giunto alla sesta edizione\, Factory Fest attraversa Spoleto\, Campello sul Clitunno\, Foligno\, Spello e Perugia\, trasformando teatri\, spazi culturali e luoghi del territorio in una scena diffusa per le arti performative contemporanee. Tra le presenze che danno forma a questa edizione\, nell’area del teatro e della scrittura scenica\, Factory Fest accoglie La vita degli animali\, nuovo lavoro di Elisa Pol e Chiara Lagani in una delle sue prime presentazioni pubbliche\, insieme a due nuove creazioni proposte in forma di studio: Alla linea – Ponthus di TriPèe Teatro e Lori di Nicoletta Nobile / Drama Teatro. Sul terreno della ricerca coreografica\, il programma comprende Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra\, produzione Societas\, e Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti. Tra musica e ricerca sonora\, Hiraeth di Antonina Nowacka e Sofie Birch\, presentato in prima nazionale\, mentre Alfio Antico\, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte tornano insieme in una performance dal vivo che celebra i dieci anni dall’uscita di Antico\, l’album che ha unito le loro visioni artistiche. \n\n\n\nIl titolo dell’edizione 2026\, Fuori di sé\, invita a spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente\, gli altri corpi\, la comunità\, la storia\, il conflitto\, il suono. Una postura che attraversa un programma in cui teatro\, danza\, musica\, performance\, installazioni\, cinema\, radio e formazione si incontrano e si contaminano.La prima soglia è quella dei luoghi\, dell’ambiente\, delle altre forme del vivente. In Bloom & Doom\, Caterina Moroni attraversa insieme a un gruppo di bambine e bambini di Campello il collasso climatico e la trasmissione tra generazioni\, invertendo le consuete posizioni di chi guida e di chi è chiamato a seguire. In Dedica di Sara Sguotti è lo spazio stesso a intervenire sul gesto e sulla partitura\, in un lavoro che si costruisce nell’incontro con ciò che accade intorno. Il nuovo progetto di Elisa Pol e Chiara Lagani sposta ancora lo sguardo\, interrogando il modo in cui abitiamo la terra e la relazione che costruiamo con il mondo animale. \n\n\n\nMa uscire da sé significa anche incontrare il mondo che abbiamo prodotto. Un mondo attraversato da catastrofi\, violenze\, disuguaglianze\, sfruttamento dei corpi e della terra; un fuori che entra dentro le vite\, le modifica\, le consuma. In Alla linea\, tratto da Joseph Ponthus\, Tripee porta sulla scena la ripetizione alienante della fabbrica e un corpo sottoposto al tempo della produzione. Comeback di D’Intino/Banti attraversa i meccanismi dell’idolatria nell’Occidente contemporaneo\, mentre in Kamikaze Giulio Santolini porta all’estremo lo sforzo di compiacere il pubblico\, fino a fare dell’aspettativa e dello sguardo altrui una pressione sul corpo stesso della performance. \n\n\n\nCon La svastica sul sole Experience\, lacasadargilla costruisce una realtà alternativa nella quale gli esiti della Seconda guerra mondiale sono invertiti\, facendo vacillare il confine tra storia\, distopia e possibilità del presente. In Arlecchino di Zaches Teatro\, è un teatro in rovina a restituire l’immagine di un mondo che cade a pezzi\, ma nel quale continua a muoversi una forza ostinata e vitale. Due di Notte di Pennacchia/Serrani concentra invece tutto nello spazio fragile della relazione e nel tentativo di dirsi ciò che resta prima che il tempo finisca. \n\n\n\nFino a Non una voce di Ultimi Fuochi\, performance per quattro spettatori alla volta che\, in dialogo con Dissipatio H.G. di Guido Morselli\, porta all’estremo la sottrazione dell’altro: un mondo quasi svuotato della presenza umana\, nel quale la possibilità stessa della relazione sembra essersi dissolta. Quando non resta più nessun altro\, anche uscire dal sé diventa impossibile. È forse proprio da questa soglia che il programma cambia movimento. Uscire dal sé non significa più soltanto esporsi a ciò che ci circonda\, ma sospendere per un momento l’io come misura dominante dell’esperienza\, lasciarsi attraversare da corpi\, voci\, ritmi e suoni. \n\n\n\nIn Verso la specie di Claudia Castellucci\, la danza torna verso un impulso originario\, osservando ritmi umani\, animali\, vegetali e minerali e facendo emergere la singolarità del corpo dentro un movimento comune. In POP di Nicola Galli\, presenza\, gioco e movimento mettono progressivamente in moto un’azione corale. Re-Penelope di Cult of Magic riprende invece una figura confinata per secoli nello spazio dell’attesa e ne rovescia la postura\, facendo della presenza femminile una possibilità di azione politica e collettiva. In Lori\, al suo debutto a Factory Fest\, Nicoletta Nobile attraversa parola\, memoria e performance\, lasciando che il racconto privato assuma una forma nuova davanti a chi ascolta. \n\n\n\nPoi\, il corpo scompare dentro al suono. La ricerca di Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai attraversa una materia acustica e rituale in cui memoria\, folklore e sperimentazione si contaminano. Con Enrico Malatesta l’ascolto si concentra sulla propagazione del suono: risonanze\, armonici\, ipertoni e suoni fantasma emergono e si trasformano nello spazio. Le voci di Antonina Nowacka e Sofie Birch aprono nuovi paesaggi sonori in una prima nazionale del duo\, mentre il progetto speciale che riunisce Alfio Antico\, Colapesce e Mario Conte riporta il suono a una dimensione primitiva\, ancestrale e magica. \n\n\n\nSi esce dal sé anche nella più semplice e radicale forma dello stare insieme. Accade nelle azioni del gruppo informale Danza Insieme\, guidato da Lucia Guarino\, dove il gesto individuale entra in una pratica condivisa; accade quando la relazione tra chi agisce e chi guarda smette di essere soltanto frontale e diventa presenza comune. È qui che prende forma la festa delle arti performative: non una cornice intorno agli spettacoli\, ma un atto collettivo\, uno spazio temporaneo in cui corpi\, voci\, ritmi e presenze possono incontrarsi e modificarsi reciprocamente. \n\n\n\nIntorno agli spettacoli\, Factory Fest costruisce altri dispositivi di ascolto\, formazione e restituzione. Upside Down #5 di Silvio Impegnoso assume la forma instabile di un talk imperfetto e di una performance radiofonica; con Lisa Tonelli\, Impegnoso cura inoltre Il Lampadario\, percorso di educazione alla visione rivolto agli adolescenti. Il cinema entra nel programma con L’Isola del Teatro di Velia Papa ed Eleonora Diana\, mentre Progetto Piuma\, diretto da Mattia Maiotti e Debora Renzi in collaborazione con Occhisulmondo di Perugia\, porta nel festival un percorso di formazione coreografica e creazione scenica\, che trova la sua restituzione al Teatro Pavone con Non è inferno\, un lavoro sui corpi e sulle relazioni che prendono forma nello spazio della città. La presentazione dell’ultimo numero de La Falena\, con Rodolfo Sacchettini e Altre Velocità\, apre infine uno spazio alla critica e alla possibilità di osservare e restituire attraverso la parola ciò che accade. \n\n\n\nNe emerge un programma che non cerca una risposta univoca a cosa significhi essere Fuori di Sé. Ne attraversa piuttosto le possibilità: incontrare ciò che non siamo\, misurarsi con un mondo che sembra aver perso la propria misura\, affidare il corpo a ritmi che eccedono l’individuo\, lasciare che una voce ne incontri altre\, che il suono modifichi lo spazio\, che un gesto individuale apra la strada a un’azione collettiva. Un incontro che accade qui\, solo in questo momento\, mentre la catastrofe incombe. \n\n\n\nFactory Fest – Festa delle arti performative è a cura di Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International. Il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura\, Regione Umbria\, Comune di Foligno\, Comune di Spoleto\, Comune di Campello\, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria\, CURA\, Fontemaggiore\, CoopCulture\, Holydays Festival\, Palazzo Collicola\, Teatro San Carlo\, Coop. DENSA\, Occhisulmondo\, E-Production srl\, Nerval Teatro\, Caritas/Arca del Mediterraneo. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVENERDÌ 2 OTTOBRE\n\n\n\nOre 18.30 – Cortile Auditorium Pacifici\, Campello sul ClitunnoDanzaPOP di Nicola Galli \n\n\n\nOre 21.00 – Auditorium Pacifici\, Campello sul ClitunnoTeatroKamikaze\, spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini \n\n\n\nSABATO 3 OTTOBRE\n\n\n\nOre 10.30 e 13.00 – Spazio pubblico\, Campello sul ClitunnoPerformanceBloom & Doom [Poetic Riot] di Caterina Moroni \n\n\n\nOre 15.30\, 16.00 e 16.30 – Palazzo Due Mondi\, SpoletoTeatroLa vita degli animali – Elizabeth di Elisa Pol \n\n\n\nOre 16.30 – Sala Pegasus\, SpoletoDocufilmL’isola del teatro di Velia Papa ed Eleonora DianaA seguire\, incontro con Velia Papa a cura di Stefano Romagnoli \n\n\n\nOre 19.00 – Cantiere Oberdan\, SpoletoPerformanceSpeaking Cables di Agnese Banti \n\n\n\nOre 21.30 – Palazzo Due Mondi\, SpoletoTeatroLa vita degli animali di Elisa PolA seguire\, Cave Canem \n\n\n\nDOMENICA 4 OTTOBRE\n\n\n\nOre 16.00 e 18.30 – Cantiere Oberdan\, SpoletoDanzaComeback di Fabritia D’Intino e Agnese BantiCon Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nOre 17.00 – Cortile Palazzo Collicola\, SpoletoDanzaRe Penelope di Cult of MagicCon Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nOre 21.00 – Teatro Pavone\, PerugiaDanzaNon è inferno di Progetto PiumaCon Occhisulmondo \n\n\n\nGIOVEDÌ 8 OTTOBRE\n\n\n\nOre 17.00 – Piazza della Repubblica\, FolignoDanzaDanza Insieme: Parade – Un atto di presenza di Lucia Guarino\, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana \n\n\n\nOre 18.30 – Palazzo Candiotti\, FolignoDanzaDedica di Sara Sguotti \n\n\n\nOre 21.30 – Oratorio del Crocifisso\, FolignoMusica / SuonoHiraeth di Antonina Nowacka & Sofie Birch \n\n\n\nVENERDÌ 9 OTTOBRE\n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 20.30 – Teatro Subasio\, SpelloTeatroAlla linea – Ponthus (studio) di TriPèe Teatro \n\n\n\nOre 22.00 – Oratorio del Crocifisso\, FolignoMusica / SuonoLino Capra Vaccina & Mai Mai Mai \n\n\n\nSABATO 10 OTTOBRE\n\n\n\nOre 11.00 e 15.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoInstallazione sonoraSvastica sul sole Experience di lacasadargilla \n\n\n\nOre 17.30 – Palazzo Candiotti\, FolignoDanzaDanza Insieme: Parade – Pratiche partecipative di Lucia Guarino\, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana \n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 19.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria\, FolignoTeatroLori (primo studio) di Nicoletta Nobile / Drama Teatro \n\n\n\nOre 21.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria\, FolignoTeatroDue di notte di Pennacchia / Serrani \n\n\n\nOre 22.00 – Auditorium San Domenico\, FolignoMusica / SuonoAntico di Alfio Antico\, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte \n\n\n\nDOMENICA 11 OTTOBRE\n\n\n\nOre 10.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoIncontroRodolfo Sacchettini – La FalenaPresentazione del nuovo numero della rivista \n\n\n\nOre 11.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoTalkUpside Down #5 – Il talk imperfettoCon Radio IF \n\n\n\nOre 13.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoBrunch a cura di Natura Sì e Moretti Omero \n\n\n\nOre 16.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoMusica / SuonoEnrico Malatesta plays Éliane Radigue’s Occam XXVI \n\n\n\nOre 17.00 – Chiostro San Giacomo\, FolignoDanzaVerso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra \n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 20.30 – Teatro Subasio\, SpelloTeatroArlecchino di Zaches Teatro \n\n\n\nProgramma completo su factoryfest.it/2026-programma/
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SUMMARY:La stagione del Teatro Costantino Parravano di Caserta
DESCRIPTION:La stagione teatrale 2026/2027 inaugura una nuova fase nella storia del Teatro Comunale ‘Costantino Parravano’ di Caserta\, che torna a essere un luogo centrale della vita culturale cittadina grazie alla collaborazione tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano\, cui sono affidate la gestione e la programmazione artistica. \n\n\n\nIl percorso condiviso nasce dalla volontà di restituire alla città un teatro vivo\, aperto e partecipato: un presidio culturale permanente capace non solo di ospitare spettacoli\, ma di generare relazioni\, formazione\, confronto e nuove opportunità per il territorio.  \n\n\n\n«La riapertura del Teatro Parravano – spiegano i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caserta\, Antonella Scolamiero\, Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda – costituisce un momento molto significativo per la città\, che si riappropria di uno spazio di fondamentale importanza per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Sin dal nostro insediamento\, abbiamo lavorato con grande impegno per superare tutte le criticità esistenti e finalmente siamo riusciti a riaprire il teatro\, che da ottobre proporrà una stagione di ottimo livello. Ringraziamo gli uffici comunali\, che con impegno e abnegazione hanno permesso di centrare questo risultato\, importante sia dal punto di vista culturale che simbolico». \n\n\n\nLa nuova programmazione accompagnerà la stagione di prosa con rassegne musicali (una particolare attenzione al jazz)\, progetti dedicati alla scena contemporanea\, appuntamenti rivolti alle nuove generazioni\, attività formative e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi\, nella convinzione che un teatro debba essere prima di tutto uno spazio di comunità. \n\n\n\n«L’affidamento del Teatro Parravano – dichiara il Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo – rappresenta per il Teatro Pubblico Campano una responsabilità importante e una straordinaria opportunità. Il nostro impegno sarà quello di costruire un progetto culturale capace di valorizzare l’identità di questo spazio e di rafforzare il rapporto tra il teatro e la città di Caserta. Vogliamo che il Parravano torni a essere un punto di riferimento per gli spettatori\, per gli artisti e per le nuove generazioni\, un luogo aperto alla partecipazione e alla crescita culturale del territorio». \n\n\n\nIl cartellone 2026/2027 è pensato per esprimere tutte le potenzialità del Teatro Comunale Costantino Parravano\, consolidandone il ruolo di spazio dedicato alla cultura\, all’innovazione e all’inclusione.  \n\n\n\nLa sinergia tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano rappresenta il fondamento di un modello di collaborazione istituzionale volto a garantire continuità progettuale\, qualità artistica e un’offerta culturale capace di accompagnare la crescita sociale e culturale della comunità. \n\n\n\nAd inaugurare la stagione\, dal 2 al 4 ottobre\, sarà Non ti pago uno dei testi più amati di Eduardo De Filippo\, affidato all’interpretazione di Salvo Ficarra\, Carolina Rosi\, Nicola Di Pinto e Mario Porfito\, lo spettacolo l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa. Un classico intramontabile che continua a interrogare il rapporto tra superstizione\, destino e rapporti familiari\, aprendo simbolicamente una stagione che sceglie di partire dalle radici della nostra tradizione teatrale.  \n\n\n\nPochi giorni dopo\, dal 16 al 18 ottobre\, il pubblico ritroverà l’universo poetico di Ferzan Ozpetek\, che porta per la prima volta in scena Ruoli secondari. \n\n\n\nIl mese di novembre proseguirà\, dal 13 al 15\, con Jucature\, testo del catalano Pau Miró tradotto e diretto da Enrico Ianniello\, una storia delicata e ironica che racconta la fragilità dei legami umani attraverso quattro personaggi sospesi tra speranza e disincanto.  \n\n\n\nA dicembre il cartellone cambierà ancora registro\, alternando spettacolo musicale\, comicità e sperimentazione. Dall’11 al 13 dicembre salirà sul palco Massimo Lopez con il suo celebre Show accompagnato dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. Il nuovo anno si aprirà\, dal 15 al 17 gennaio\, con Il medico dei maiali\, testo vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, scritto e diretto da Davide Sacco. che vede in scena Luca Bizzarri e Francesco Montanari. \n\n\n\nA febbraio la stagione ritroverà il grande teatro di parola con Molière. L’arte della beffa\,in scena dal 5 al 7 febbraio\, interpretato da Alessio Boni\, che conduce il pubblico dentro la vita e il teatro del grande autore francese. Dal 12 al 14 marzo\, Gabriele Lavia e Federica Di Martino porteranno sul palco Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, uno dei testi più intensi della drammaturgia del Novecento. Ad aprile il cartellone entrerà nella sua fase conclusiva\, dal 2 al 4 aprile\, con Benvenuti in Casa Esposito\, tratto dal successo letterario di Pino Imperatore\, scritto insieme ad Alessandro Siani e Paolo Caiazzo\, con Giovanni Esposito protagonista di una commedia che unisce ironia e sentimento. Ancora ad aprile\, dal 16 al 18\, Biagio Izzo sarà protagonista de L’arte della truffa\, commedia brillante costruita sui meccanismi dell’equivoco e della comicità popolare.  \n\n\n\nA chiudere la stagione di prosa\, dal 30 aprile al 2 maggio\, sarà Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice\, tratto dai romanzi di Diego De Silva\, personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo per la sua ironica umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Ma la stagione del Teatro Comunale Costantino Parravano non si esaurisce con gli appuntamenti con i classici della prosa\, la seconda parte di stagione infatti proporrà alcuni degli appuntamenti più attesi nell’ambito della rassegna Incursioni sabato 27 febbraio sarà in scena Poveri Cristi di e con Ascanio Celestini\, nuova tappa del suo percorso di narrazione civile dedicato agli invisibili della nostra società. Giovedì 4 marzo\, arriverà Anna Cappelli\, il capolavoro di Annibale Ruccello affidato alla regia internazionale di Claudio Tolcachir e all’interpretazione di Valentina Picello. Ultimo appuntamento della rassegna martedì 23 marzo con Valerio Aprea ne Lapocalisse\, scritto a quattro mani dallo stesso Aprea con Makkox. \n\n\n\nLa stagione si arricchirà inoltre di due sezioni musicali\, una che vede protagonisti artisti del nostro territorio quali Lina Sastri che domenica 20 dicembre accompagnerà gli spettatori nelle atmosfere di Natale Napoletano\, intrecciando musica\, poesia e memoria partenopea; Raiz\, accompagnato dai Solis String Quartet\, nello spettacolo Chi tene ‘o mare sabato 13 febbraio farà rivivere la musica di Pino Daniele in un raffinato incontro tra tradizione mediterranea e sonorità contemporanee.  \n\n\n\nA chiudere questa sezione musicale sabato 10 aprile arriverà il Viscardi On Tour\, il concerto dell’artista classe 2000 che si rifà ai grandi classici dell’R&B americano\, fondendosi con la lingua napoletana\, l’hip hop e il neo soul. \n\n\n\nAccanto alla sezione Musica trova spazio una programmazione jazz che vede protagonisti artisti come Paolo Fresu\, Stefano Di Battista\, la Piccola Orchestra Avion Travel e la Jazz Factory 2.0\, confermando la volontà di fare del teatro un luogo aperto ai tanti linguaggi della musica contemporanea.  \n\n\n\nAllo stesso modo continua l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso le rassegne dedicate ai bambini e alle famiglie: A Teatro con mamma e papà\, Il Teatro Ingarbugliato\, Il Silenzio delle Sirene e Teatro in Lingua.  \n\n\n\nTornano anche gli appuntamenti de Il Salotto a Teatro\, gli incontri gratuiti del sabato pomeriggio che permetteranno al pubblico di dialogare con artisti\, registi e protagonisti della stagione\, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di approfondimento e confronto. \n\n\n\nLa campagna abbonamenti prenderà il via il 16 luglio con la prelazione riservata agli abbonati della passata stagione\, che proseguirà fino al 31 luglio\, riprenderà dall’1 al 5settembre e lascerà spazio\, dall’8 settembre\, ai nuovi abbonati.  \n\n\n\nUn invito a tornare ad abitare il teatro come spazio di relazione\, di pensiero e di emozione condivisa. Ogni nuova stagione non è soltanto una successione di spettacoli\, ma un tempo da vivere insieme\, una comunità che si ritrova e una promessa che\, sera dopo sera\, si rinnova. \n\n\n\nTeatro Comunale “Costantino Parravano” \n\n\n\nStagione Teatrale 2026/2027 \n\n\n\nApertura campagna abbonamenti giovedì 16 luglio 2026 \n\n\n\nInfo e aggiornamenti al numero 0823444051
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