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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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SUMMARY:Fringe Milano Off International Festival
DESCRIPTION:Si terrà da giovedì 1 a domenica 11 ottobre Fringe Milano Off International Festival\, festival multidisciplinare di teatro\, danza\, clownerie\, musica fondato nel 2016 da Francesca Vitale e Renato Lombardo\, realizzato dalle associazioni “La Memoria del Teatro”  e “Milano Off” con il sostegno di Siae dalla parte di chi crea  e il patrocinio del Comune di Milano\, della Fondazione AEM Gruppo a2a\, dei Municipi 3\, 6\, 8 e 9. \n\n\n\nCaratteristica peculiare del festival\, che prevede 55 spettacoli per 215 repliche\, 84 artisti in scena\, 11 spettacoli internazionali e 36 nazionali ospitati in 20 spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino\, è la vocazione inclusiva e internazionale\, con numerose compagnie straniere ospitate provenienti da Regno Unito\, Francia\, USA\, Giappone\, India\, Australia\, Finlandia che portano in scena linguaggi\, estetiche e prospettive artistiche differenti\, in dialogo con quelle provenienti da tutta Italia. Gli spettacoli\, presentati da giovedì 1 a domenica 4 e da giovedì 8 a domenica 11 ottobre\, sono stati selezionati dai direttori delle strutture che li ospitano tra le candidature ricevute. Ogni struttura partner del Fringe ospita 2 o 3 spettacoli al giorno\, alternando le repliche secondo 3 fasce orarie\, il  pomeriggio (16-17)\, al tramonto (18 -19) e la sera (20 – 21). \n\n\n\nNumerose le collaborazioni attivate dalla direzione artistica nel corso degli anni\, che ha portato il festival a diventare parte attiva del World Fringe Network\, la rete internazionale dei Festival Fringe. Si sono così consolidate collaborazioni con partner nazionali come il Piccolo Teatro e Area Zelig di Milano\, il Teatro Comunale di Vicenza\, il Museo Bagatti Valsecchi\, il Teatro Stabile di Catania\, Motus Danza\, Casa Shakespeare\, Teatro Scientifico /Teatro – Laboratorio a Verona\, Lega Internazionale per i diritti dell’uomo erealtà internazionali come il Festival Avignon le Off\, e con i Fringe di New York\, Hollywood\, Praga\, Istanbul\, Stoccolma\, Reykjavik\, Salonicco\, Denver\, Lagos\, Scarborough e Nuova Delhi.  \n\n\n\nGrazie a queste connessioni\, Milano Off si configura sia come vetrina per le compagnie straniere\, sia come piattaforma per la creatività emergente italiana\, grazie alla presenza di programmatori e operatori culturali internazionali. \n\n\n\nOltre alle 45 location nei municipi della città  che ospiteranno tutti gli eventi in programmazione\, il cuore pulsante del festival\, il Village OFF\, quest’anno trova casa allo Spazio Bacca\, luogo dedicato alla biodiversità\, al clima e all’ambiente. Lo Spazio Bacca e il suo giardino ospiteranno l’info point e la biglietteria e  accoglieranno operatori\, artisti e pubblico. Qui in programma molti appuntamenti tra concerti\, mostre\, workshop\, presentazioni\, incontri con artisti e performance dal vivo e la Fringe Academy\, progetto di formazione e aggiornamento professionale dedicata ad artisti e compagnie. Ideata dal festival in sintonia con percorsi simili ideati dagli altri Fringe internazionali\, la Fringe Academy prevede\, per tutta la durata del festival\, appuntamenti mattutini come workshop\, sessioni formative\, pitch e focus incentrati su aspetti amministrativi\, artistici e funzionali del mestiere dello spettacolo. \n\n\n\nParticolare attenzione è dedicata alla scuola con il progetto Lo Studente in Giuria\, giunto alla quarta edizione\, che coinvolge attivamente oltre 300 studenti\, provenienti da Istituti di ogni ordine e grado che ricevono una formazione specifica per valutare gli spettacoli e assegnare un premio a quello ritenuto più meritevole.  \n\n\n\nIl festival attraversa tutte le declinazioni delle arti performative: il circo contemporaneo\, la clownerie\, la drammaturgia contemporanea\,  la commedia dell’arte\, le rielaborazioni in chiave contemporanea dei classici\, la  stand up comedy\, il teatro canzone\, il teatro civile e il teatrodanza\, con particolare attenzione alla sperimentazione dei linguaggi. Accanto al teatro di narrazione\, infatti\, sabato 10 e domenica 11 ospiterà una sezione  dedicata alle esperienze di teatro multimediale e visuale.  \n\n\n\nUn programma ricco e articolato che affronta molte delle questioni più urgenti del presente – dai temi civili alla complessità dei legami affettivi e familiari\, dalle relazioni tossiche alle trasformazioni sociali\, culturali e ambientali\, dal mondo del lavoro alla crisi geopolitica\, dalla resilienza femminile allo stigma della malattia mentale\, offrendo molteplici chiavi di lettura della contemporaneità attraverso linguaggi e prospettive differenti. \n\n\n\nNon mancano gli omaggi a figure che hanno segnato la storia e l’immaginario collettivo come Franca Viola\, Mia Martini\, la papessa Giovanna. \n\n\n\nInaugura il festival\, martedì 29 settembre alle ore 20\,30\,  Milano In\, una serata ad Area Zelig\, un momento di incontro e condivisione in cui la direzione del festival racconta il progetto assieme ai testimonial\, agli artisti e alle compagnie presenti. \n\n\n\nProgramma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre \n\n\n\nIl festival inizia giovedì 1 ottobre alle ore 17 con Her raving mind\, spettacolo di drammaturgia contemporanea scritto\, diretto e interpretato da Fenia Gianni (spettacolo in inglese con sottotitoli)\, tragicommedia greco-britannica incentrata sui legami tossici di una donna intrappolata nel narcisismo materno. Alle ore 18 lo Studio Libribianchi ospiterà Awake\, gay and writing a play\, one – man show scritto e interpretato da Richard Dale con la regia di Dominic Weatherby\, un one-man show in inglese\, sottotitolato in italiano\, incentrato sul percorso autobiografico di liberazione dell’autore da un gruppo religioso ad alto controllo. Arriva dall’America Dr Glas\, con Daniel Gerroll\, in scena a Quartaparete alle ore 18\,30\, adattamento del romanzo di Hjalmar Soderberg\, realizzato dal drammaturgo Jeffrey Hatcher. Lo spettacolo\, in inglese sottotitolato in italiano\, è un thriller psicologico in cui l’attore interpreta otto personaggi diversi alle prese con un profondo dilemma etico. Alle 18\,30 presso The Mill\, Elisabetta Dini in Vicks\, si proprio la pomata! un viaggio ironico e nostalgico nella memoria del paese natale durante l’attesa del treno.  \n\n\n\nLa serata proseguirà alle 19 con una ricca offerta in contemporanea. Teatring\, ospiterà Solo gli sfigati lavorano la domenica\, di e con Manuela Fischietti per la regia di Alessio Kogoj\, una divertente e profonda riflessione sul mondo del lavoro al femminile attraverso parole\, musica\, azione e danza. Allo Spazio OIT\, andrà in scenaSchadenfreude – chi sei quando nessuno ti vede? di Martina Marasco e Francesca Notaro dove Orsetta Borghero\, diretta da Ettore Distasio attraverso le storie di Mia Martini e dell’atleta Alex Schwazer\, affronterà quel sentimento complesso che si basa sul godimento del fallimento altrui. Allo spazio Teatro 89\, alle 19\, sarà presentato in anteprima nazionale Due (lessico di un’amicizia)\, di Francesco Bianchi\, con Claudia Bianchi e Annalisa Paladini\, regia di Roberto Assente\, indagine ironica sull’amicizia femminile.  Al Teatro Alfredo Chiesa\, alle ore 19\, Un bravo ragazzo\, scritto da  Valentina Diana e interpretato da Mariagrazia Cerra diretta da  Maurizio Bàbuin\, un toccante dramma interiore che vede in scena una madre che scopre i crimini commessi dal figlio\, da sempre ritenuto fragile e sensibile.  A Isolacasateatro\, infine\, Rispost@Ua\, diretto e interpretato da Anna Bodnarchuk racconta la guerra vista dall’interno\, attraverso la voce di una donna ucraina che dialoga con una russa\, una lunga\, appassionata\, dolente invettiva scritta dalla pluripremiata drammaturga e romanziera ucraina Neda Neždana \n\n\n\nVincitore di 17 premi in 6 Paesi\, Are you lovin’ it? in scena alle 19\,30\, a Teatropolis è uno spettacolo di clownerie del giapponese Theatre Group Gumbo\, che fonde teatro fisico\,  game show giapponesi e anime in una pungente satira  capitalismo da fast food\,  specchio perfetto del mondo contemporaneo (spettacolo in inglese\, sottotitolato in italiano). Alla stessa ora\, a  Noise il cinemino\, Accidental overheards\, commedia scritta diretta e interpretata da Lynn. Frammenti reali di conversazioni\, ascoltate per caso su autobus\, treni\, nei caffè e per strada per uno spettacolo solista dal tono asciutto e impassibile\, accessibile anche a un pubblico internazionale e multilingue. \n\n\n\nLo Studio Libribianchi propone\, alle ore 20\, Nuovo orizzonte\, di e con Alessandra Donati che celebra l’impresa del 6 Agosto 1926\, quando Trudy Ederle attraversò  la Manica\, superando il record di Tiraboschi. La narrazione unisce immagini in movimento e filmati d’epoca grazie al  linguaggio video e di animazione curato da Leonardo Battaglia. Un’altra storia di resilienza al femminile è quella di Alfonsina Strada\, l’unica donna a correre il Giro d’Italia nel 1924\, protagonista alle 20\,30 al The Mill  di Perdifiato\, uno spettacolo di e con Michele Vargiu per la regia di Laura Garau\, vincitore del Premio “Palco Off” – Miglior Attore e Miglior Soggetto Catania Fringe Festival 2023. \n\n\n\nLa programmazione delle ore 21 propone una vasta scelta di appuntamenti.  \n\n\n\nIsolacasateatro  presenta E poi ci siamo sedute a guardare il mare (commedia tragica in un solo giorno) scritto\, diretto e interpretato da Marianna Esposito insieme a Dominique Evoli e Francesca Ricci\, che porta in scena la ballata di tre donne decise a chiudere con la vita alle loro condizioni. Alle Spazio teatro 89 Irene Consonni e Bernardo Casasole scrivono e interpretano Li hanno visti tornare tenendosi per mano scritto\, una storia che usa la Poetry Story\, per raccontare l’intreccio di due anime opposte\, fondendo prosa\, comicità e poesia performativa.. Al Teatro Alfredo Chiesa\, Fabrizio Bianchi è autore e interprete di Una lunga corsa\, incentrato sulla vicenda umana e sportiva del primo maratoneta olimpico del Giappone\, Shizo Kanakuri. La drammaturgia contemporanea indiana trova spazio a Quartaparete con  The chai queens\, basato sul testo originale “So Far” di Vikrant Dhote\, un racconto tenero\, potente\, divertente che celebra l’amore in tutte le sue complessità. (spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano). Teatring propone Cafè western\, spettacolo muto di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi che segue le parodistiche avventure del fuorilegge con la taglia più bassa del West e di uno sceriffo per caso in un tripudio di musica dal vivo\, ideale per un pubblico dai 5 ai 105 anni. Allo Spazio Oit\, sarà in scena Per colpa di Piero di Roberta Crivelli\, con Fabio Buccella\, Daniele Cioni\, Roberta Crivelli\, Alice Gagno e Chiara Malpighi  e la regia di Roberto Assente. In un confronto senza via di fuga quello che inizia come un semplice incontro diventa uno scontro serrato e inarrestabile in un’escalation di risate e inquietudini\, tormenti e assurdità\, tra le contraddizioni della società italiana dei nostri giorni.  \n\n\n\nA Noise il Cinemino\, alle 21\, 30 Mirko Corradini dirige Beatrice Elena Festi in Puttana\, esperimento di narrazione musicale dove l’attrice interpreta 5 personaggi diversi fondendo musica\, suoni e parole in un’atmosfera acustica unica. Conclude la programmazione del primo fine settimana\, a Teatropolis alle 22\,  Dandelions (come il vento) di Manuel Stabile in scena con Cristina Ammendola e Michela Maritato\, diretti da Vincenzo Borrelli che racconta il misterioso viaggio e il risveglia su una spiaggia della quattordicenne Satya accanto all’enigmatico Ayù. \n\n\n\nProgramma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre \n\n\n\nIl programma della seconda settimana del festival si apre giovedì 8 ottobre alle 17 con una serie di appuntamenti in anteprima. Presso la Società Umanitaria debutta Ridicola\, di Annamaria Troisi\, storia che esplora il dolore di una donna di fronte all’indifferenza del mondo\, ispirato a Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij. All’Istituto Carlo Bazzi\,  Alceste Ferrari sarà in scena con una performance che condensa tre secoli di storia della Commedia dell’Arte in un’ora di spettacolo in Zentil omeni mei (da Ruzante ai comici dell’arte)\, mentre presso il Teatro Officine Puecher il pubblico più giovane potrà rivivere la storia de La sirenetta (la vera storia) di Andersencon Mattia Colombo e la regia di Samuel Maverick Zucchiati. A completare la proposta delle ore 17\, all’Istituto Orsoline San Carlo\, Ho visto un poeta (l’incontro con Alda e la poesia che scrisse per me) di Annalisa Asha Esposito che lo dirige e lo interpreta assieme a Stefano Capra\, un racconto autobiografico ricco di toni grotteschi e immagini intime che vivono e si animano dentro i ricordi dell’incontro di una giovane poetessa con la sua mentore.  \n\n\n\nAl Cinema Teatro Wagner alle 18 la compagnia milanese Colibrì mette in scena Scatole vuote\, prosa musicata che\, attraverso la storia della protagonista Chiara\, affronta la difficile realtà dei giovani adulti nella società odierna\, perennemente in bilico tra  sogni e compromessi. \n\n\n\nAppuntamento alle18\,30 presso Quartaparete con lo spettacolo francese Lights on Chaplin (silent show in black and white) di Wahnsinn Compagnie. Scritto\, diretto e interpretato da Alwina Najem-Meyer Lights on Chaplin è uno spettacolo muto\, accompagnato dal pianoforte dal vivo\, basato sulla trama di City Lights. Alla stessa ora\, presso The Mill\, Ecce femina (la credibile storia della donna che divenne papa) scritto e diretto da Luca Zilovichcon Federico Fauro che dà vita e corpo a sette personaggi nel racconto della leggenda della Papessa Giovanna. \n\n\n\nLa serata entra nel vivo alla 19 con un’ampia scelta di proposte. \, Al Teatro Officine Puecher\, Appunti di letteratura\, monologo scritto\, diretto e interpretato da Marco Bisciaio che accompagna il pubblico in un viaggio divertente e appassionato tra le pagine di Dante\, Leopardi e Calvino\, svelando come la scrittura sia\, prima di tutto\, un atto di coraggio. L’Istituto Carlo Bazzi ospita Carlotta Rondana diretta da Francesca Nunza inFemminile single(are) (una storia finta tratta da una favola vera)\, spettacolo che esplora con leggerezza e sensibilità le dinamiche narcisistiche di donne e uomini nel rapporto tragicomico fra sessi. All’Istituto Orsoline San Carlo\, va in scena Castagne matte\, progetto di Denis Fontanari e Candirù che usa voci\, storie e canzoni per ripercorrere il legame tra società e follia\, dal passato a oggi\, con l’obiettivo di scardinare  lo stigma legato alla malattia mentale.  Le tematiche sociali e generazionali trovano spazio anche alla Società umanitaria con Home sweet home (avere una casa o non avere una casa)\, monologo brillante e irriverente di Miriam K. che affronta la crisi abitativa e l’identità precaria della “generazione affitto”\, attraverso lo sguardo di una giovane attrice e cameriera fuorisede a Roma. A chiudere la programmazione delle 19\, al Brenta Studio\, Wunderkammer (la camera delle meraviglie) one woman show di Stefania Carcupino diretta da Demetra Alberti\, sospeso  a metà strada tra il cabaret\, la clownerie e la poesia. \n\n\n\nAlle 20 presso Fondazione la Nuova Musica\, in I ragazzi e Guillaume\, a tavola!\, Alberto Guiscardi dà voce almonologo autobiografico intimo\, sincero ed esilarante dell’autore Guillaume Gallienne\, incentrato sulla complessa ricerca della propria identità sessuale. In contemporanea\, presso il Cinema Teatro Wagner\, Tribuna Distinti\, commedia dai toni grotteschi e spietatamente reali scritta e interpretata da Sebastiano Fumagalli e Mattia Manfroni. Ambientata sugli spalti di un piccolo campo da calcio di provincia durante la partita di due ragazzi\, lo spettacolo mette a nudo i meccanismi tossici della competizione e della prevaricazione genitoriale. \n\n\n\nAlle 20\,30 la scena si sposta al The Mill\, con PequodCompagnia che rievoca\, in La società dei ribelli\, il sogno utopico della Comune di Parigi del 1871\, un’esperienza straordinaria di libertà e uguaglianza\, soffocata nel sangue ma rimasta indelebile nella memoria storica. \n\n\n\nLa fascia delle ore 21 offre una serie di riflessioni profonde e di forte impatto civile. \n\n\n\nIl Brenta Studio  ospita La disfatta (gli ultimi giorni del bunker) testo scritto da Gianni Guardigli e interpretato da Riccardo Leonelli\, che dà voce all’urlo folle e disperato di un uomo comune fedele a un potere ormai in frantumi e che si trasforma in una lucida accusa contro i regimi di ogni epoca. Arriva da Salerno la Compagnia Vitruvio Entertainment che porta in scena all’Istituto Carlo Bazzi Rumore bianco (confessioni di un insospettabile serial killer con un fruscio di sottofondo)\, un monologo tragicomico interpretato da Danilo Napoli che affronta senza filtri il dramma dell’omotransfobia e il suo devastante impatto psicologico e sociale. È una storia di resistenzaDonne di Gaza (strani bagliori nel cielo) del Nuovo Teatro Gamma di Catania\, visibile a Isolacasateatro\,\, uno spettacolo che trasforma la testimonianza di due donne sotto i bombardamenti in un esperienza viva\, capace di interrogare lo spettatore sul significato della sopravvivenza. Per la sezione dedicata alla rivisitazione dei classici è possibile assistere\, presso Quartaparete\, a “Report to an Academy” by Franz Kafka\, spettacolo in inglese senza sottotitoli. Una scimmia evolve fino ad assumere comportamenti umani e a presentare i vili dettagli della sua cattività a un’accademia scientifica nel celebre racconto di Kafka\, adattato per la scena dall’acclamato regista tedesco Gabriele Jakobi  e interpretato da Robert McNamara. La storia di coraggio e resistenza di Franca Viola\, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore con chi l’aveva prima rapita e poi violentata è al centro di Inviolata\, spettacolo interpretato da Maria Barnaba\, Sandra Di Gennaro e Ilenia Sibilio. in scena  a Teatro Officine Puecher. Presso la Società Umanitaria debutta Via dei matti 43 di Francesco Niccolini con Marco Valeri\, racconto poetico sull’infanzia negata e sulla difficoltà di liberarsi dalle violenze domestiche che si consumano nelle mura di casa. Ottavanota ospita Miriam Petruzzelli in Ci vuole orecchia! (questioni di genere nella musica pop) un originale spettacolo di teatro-canzone  che utilizza la musica leggera italiana per riflettere con ironia e leggerezza sugli stereotipi di genere. Arriva dall’Australia We keep everything\, spettacolo di drammaturgia contemporanea di e con Lisa Pellegrino e la regia di Kate Sullan. Attraverso registrazioni e memorie intime\, l’attrice racconta le dolci e divertenti storie della sua famiglia\, emigrata in Australia dall’Italia e dalla Scozia tra gli anni Venti e Cinquanta. Lo spettacolo\, in inglese con sottotitoli\, sarà ospitato da Teatring.. \n\n\n\nLa programmazione del fine settimana si arricchisce con tre appuntamenti speciali\, in replica presso il Parco Center. Primo appuntamento sabato e domenica  (ore 12; ore 15; ore 17\,45 e ore 20\,15) con Inside Monet (a teatro)\, un viaggio teatrale immersivo dove la narrazione dal vivo incontra la Virtual Reality per far vivere allo spettatore l’arte di Monet attraverso i suoi capolavori. Curato da Way Experience per la regia di Libero Stelluti e Marco Pizzoni Inside Monet è un’opera scenica d’avanguardia che fonde narrazione teatrale e tecnologia digitale per svelare l’essenza dell’Impressionismo e di uno dei suoi maggiori artisti. \n\n\n\nSabato e domenica\, alle ore 16\,30 e alle 21\,30 Horsma! dei finlandesi Yxpila Circus Club\, un disastro musicale intenso fatto di anarchia fisica\, che esplora l’infanzia\, la sicurezza e l’intergenerazionalismo\, e la nostra capacità di immaginazione. Non poteva mancare\, sabato e domenica alle 19\, la stand up comedy con Cuore tricolore (un cœur aux trois couleurs) di e con Roberta Cecchin\, umorista italiana residente in Francia che presenta il suo primo spettacolo in italiano. Tra aneddoti esilaranti e riflessioni personali\, Roberta racconta la vita tra due culture per aiutare gli italiani a capire meglio la Francia e il suo cuore a 3 colori. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTERIA  \n\n\n\nUfficio prevendita e segreteria  \n\n\n\ninfo@milanooff.com  \n\n\n\nInfo line: +39 391 1418299   \n\n\n\nSito internet: www.milanooff.com Pagina Facebook: @milanoofffestival Instagram: @milanooff_fringe_festival 
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SUMMARY:"Peter Friedl “ ospite della Loggia dei Vini di Villa Borghese
DESCRIPTION:Giovedì 1° ottobre inaugura il sesto appuntamento di LAVINIA\, il programma di arte contemporanea a cura di Salvatore Lacagnina e realizzato da Ghella che accompagna il restauro della Loggia dei Vini a Villa Borghese. Il nuovo protagonista è Peter Friedl (Oberneukirchen\, Austria\, 1960) con Last Jest\, un’opera che racconta una presenza enigmatica\, una storia possibile. \n\n\n\nLast Jest evoca l’abito di Hop-Frog\, il protagonista della storia omonima di Edgar Allan Poe\, il «maestro del brivido». Hop-Frog\, il giullare «nano» del re\, oltre a una «straordinaria forza fisica»\, ha un altro tipo più terribile di forza: l’immaginazione che concepisce una vendetta perfetta\, un’inversione catastrofica delle relazioni di potere. L’ultima azione\, l’ultimo scherzo\,l’ultima buffonata. \n\n\n\nLast jest di Peter Friedl è un’opera aperta che agisce su molteplici livelli. È un lavoro sul costume\, sull’arte come documento storico; rievoca ma non rappresenta\, racconta ma non necessariamente rimanda. È un’opera che riguarda la storia\, le relazioni tra estetica e politica\, tra potere e sottomissione. Di certo ha a che fare con il teatro – un tema ricorrente nel lavoro di Friedl: un teatro fatto a brandelli\, dove l’azione è congelata o impossibile. \n\n\n\nPromosso da Roma Capitale\, Assessorato della Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, LAVINIA è un programma d’arte che prende il nome da Lavinia Fontana (1552–1614)\, tra le prime artiste donne ad aver ottenuto pieno riconoscimento nella storia dell’arte. \n\n\n\nIl progetto si sviluppa in parallelo al restauro della Loggia dei Vini\, iniziato nel 2024\, reso possibile da una donazione di Ghella e affidato a R.O.M.A. Consorzio sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La Loggia restaurata è ora visibile al pubblico nella sua interezza\, a conclusione dei lavori di restauro durati tre anni. \n\n\n\nMelagrana e salvia è il sesto gusto di LAVINIA\, il gelato che si potrà gustare durante l’opening e che accompagna il nuovo appuntamento del programma. \n\n\n\nPeter Friedl si considera un artista fallito. Ha cominciato a fare disegni più di sessanta anni fa e continua ogni giorno. Vive in esilio. \n\n\n\nLe mostre personali includono: Report 1964–2022\, KW Institute for Contemporary Art\, Berlino (2022); Teatro\, Kunsthalle Wien\, Vienna\, and Carré d’Art – Musée d’art contemporain\, Nîmes (2019); Teatro Popular\, Lumiar Cité\, Lisbona (2017); The Diaries\, Grazer Kunstverein\, Graz (2016); The Dramatist\, Artspace\, Auckland (2014); Peter Friedl\, Sala Rekalde\, Bilbao (2010); Working\, Kunsthalle Basel (2008); Blow Job\, Kunsthal Extra City\, Anversa (2008); Work 1964–2006\, Museu d’Art Contemporani de Barcelona\, Miami Art Central and Musée d’Art Contemporain\, Marsiglia (2006–2007); and OUT OF THE SHADOWS\, Witte de With Center for Contemporary Art\, Rotterdam (2004). Il suo lavoro è stato esposto\, tra l’altro\, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia\, Madrid; MoMA PS1\, New York; Centre Georges Pompidou\, Parigi; Walker Art Center\, Minneapolis; Van Abbemuseum\, Eindhoven; Hamburger Kunsthalle\, Amburgo\, e Museo Tamayo\, Città del Messico. Ha partecipato a documenta 10\, 12\, e 14 (1997\, 2007\, 2017); Sharjah Biennial 14 (2019); 1st Anren Biennale (2017); Taipei Biennial (2012\, 2016); 48a e 56a Biennale di Venezia (1999\, 2015); 10 Shanghai Biennale (2014); La Triennale\, Parigi (2012); 28a Bienal de São Paulo (2008); Manifesta 7\, Trento (2008); 7 Gwangju Biennale (2008) e 3 Berlin Biennale (2004). \n\n\n\nLa Loggia dei Vini appartiene all’antico complesso architettonico secentesco che comprende anche la Grotta ipogea\, originariamente destinata alla conservazione dei vini e collegata alCasino Nobile di Villa Borghese da un passaggio sotterraneo. Chiusa al pubblico per decenni\, la Loggia — voluta da Scipione Borghese e costruita tra il 1609 e il 1618 — è oggi oggetto di un programma triennale di restauro avviato nel 2024 e previsto in conclusione nel 2026. L’intervento ha riguardato il recupero dell’emiciclo e delle mura perimetrali\, oltre alla restituzione della pavimentazione originale in cotto. \n\n\n\nFondata nel 1894\, Ghella è una realtà globale di primaria importanza nel settore delle costruzioni di grandi opere pubbliche\, specializzata in scavi in sotterraneo. Nel corso di cinque generazioni\, Ghella ha realizzato oltre 190 tunnel collegando più di 1000 km di metropolitane\, ferrovie\, autostrade e opere idrauliche. Il suo impegno si fonda su un modello d’impresa orientato alla sostenibilità e alla responsabilità verso le generazioni future. Con una tradizione che si tramanda dal 1867\, continua a crescere con rinnovato spirito di esplorazione\, immaginando nuove possibilità di progresso. Attraverso Ghella X Roma prosegue inoltre l’impegno dell’azienda nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico della città. \n\n\n\nAncora visibili le opere di Ross Birrell & David Harding\, Enzo Cucchi\, Ruth Ewan\, Piero Golia\, Gianni Politi\, Monika Sosnowska. \n\n\n\nA cura di Salvatore Lacagnina \n\n\n\nAccesso da Via Pinciana all’altezza di Viale dell’Uccelliera – Ingresso gratuito \n\n\n\nDal 2 ottobre al 15 novembre  \n\n\n\nwww.laviniaroma.com \n\n\n\nGhella \n\n\n\ncomunicazione@ghella.com
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SUMMARY:LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia al Museo in Trastevere
DESCRIPTION:Dal 1° ottobre al 22 novembre 2026\, il Museo di Roma in Trastevere ospita LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia\, mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero\, vincitrice del XVI Premio IILA-Fotografia. \n\n\n\nLa mostra sarà inaugurata mercoledì 30 settembre alle ore 18:00\, offrendo al pubblico e alla stampa l’occasione di scoprire un percorso visivo intenso e stratificato che\, attraverso l’immagine delle grietas\, le crepe\, attraversa memoria collettiva\, fragilità sociale\, trasformazioni urbane e tensioni storiche. \n\n\n\nL’esposizione riunisce alcuni dei lavori più significativi dell’artista – Whispering Walls\, I can’t hear the birds e Reinas – insieme ad Antimonumento\, il lavoro sviluppato dall’artista durante la sua esperienza in Italia nell’ambito del Premio IILA-Fotografia e presentato per la prima volta al pubblico. \n\n\n\nUno sguardo che dal Venezuela arriva fino a Roma\, mettendo in relazione le fratture della storia con quelle più intime della memoria e del corpo\, per raccontare realtà e identità in continua trasformazione. \n\n\n\nLa mostra è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\,Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, e organizzata da IILA – Organizzazione internazionale italo-latino americana. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nINAUGURAZIONE \n\n\n\nMercoledì 30 settembre 2026 – ore 18:00
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SUMMARY:Catastrofe Marcinelle\, verso la tournée in Belgio e Francia di "262 vestiti appesi" di Alessandro Idonea.
DESCRIPTION:Sono in corso in queste settimane a Catania le prove di “262 vestiti appesi“\, spettacolo della compagnia teatrale G.A.G.S. da un’idea di Alessandro Idonea dedicato alla catastrofe nella miniera belga di Marcinelle. Una produzione che\, vincitrice del bando SIAE “Per chi crea 2025” e con il sostegno del Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della strage\, sarà a breve in tournée in Belgio e in Francia (1-8 ottobre 2026). \n\n\n\nSi tratta di una toccante pagina di teatro civile che rievoca il tragico incidente nella miniera di carbone dove l’8 agosto 1956 un violento incendio causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali emigrati italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIl debutto del prossimo 1° ottobre sarà preceduto mercoledì 30 settembre da una Conferenza Stampa indetta per le ore 10 e ospitata a Marcinelle presso l’Espace Galvan del Bois du Cazier\, sede dell’ex sito minerario teatro della strage.  \n\n\n\nPrevisti gli interventi di Colette Ista\, direttrice del Bois du Cazier; della giornalista ex Ansa Maria Laura Franciosi\, autrice del libro “Per un sacco di carbone” al quale è ispirata la drammaturgia di Maria Elisa Corsaro; di Alessandro Idonea\, ideatore del progetto\, del regista Aureliano Idonea e di Domenico Simone\, project manager.  \n\n\n\nQueste le date del tour: Marcinelle (1/10 Le Bois du Cazier\, ore 19); Blegny-Mine (2/10 Salle Audiovisuelle\, ore 20); Valenciennes (5/10 Conservatoire Eugène Bozza\, ore 19); Amiens (6/10 Divina Commedia\, presso Lycée La Hotoie\, ore 15); Lille (7/10 Teatro The Globe\, Université de Lille\, ore 17); La Louvière (8/10 Salle Adamo\, MMDD Bois-du-Luc\, ore 18.30).  \n\n\n\nLO SPETTACOLO \n\n\n\nIdeata da Alessandro Idonea e diretta dal fratello Aureliano Idonea\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita di questo spettacolo site-specific\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e i movimenti coreografici di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIL CAST \n\n\n\nPer questa produzione 2026\, insieme ad Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti. “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIL COPIONE \n\n\n\nNota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “Per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIL BOIS DU CAZIER \n\n\n\nIl progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. È divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post-bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Nord Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Musée de la Mine et du Développement Durable del Bois-du-Luc (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre\, Marcinelle (BE) Le Bois du Cazier (ore 19) \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny (BE)\, Blegny-Mine\, Salle Audiovisuelle (ore 20) \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Valenciennes (FR)\, Conservatoire Eugène Bozza (ore 19) \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Amiens (FR)\, Divina Commedia\, Salle La Passerelle Lycée La Hotoie (ore 1. \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Lille (FR)\, Teatro “The Globe”\, Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (ore 17) \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, La Louvière (BE)\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable du Bois-du-Luc (ore 18.30) \n\n\n\n \n\n\n\nIl progetto 2026 – “262 vestiti appesi. Inside Septante” \n\n\n\nLo spettacolo nell’occasione fa parte del più ampio progetto “262 vestiti appesi. Inside Septante”\, ideato per accompagnare questa tournée speciale con una serie di attività satellite di animazione e di formazione destinate ad un ampio pubblico\, per favorire momenti di socializzazione\, di approfondimento tematico e teatrale strettamente legati alla pièce. “Inside Septante”\, mira a far rivivere\, insieme allo spettacolo\, i ricordi nei luoghi della memoria\, gettando un ponte tra le generazioni. \n\n\n\nAl di là delle messe in scena\, i siti minerari e i principali luoghi della Vallonia e del Nord Passo di Calais\, molti dei quali oggi inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO\, diventeranno spazi di esperienza immersiva e partecipativa\, dove il pubblico – in particolare i giovani – sarà coinvolto in visite\, incontri\, workshop\, atelier itineranti\, al fianco della compagnia artistica\, in un percorso che unisce arte\, memoria e identità condivisa.
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SUMMARY:Forma e Poesia nel Jazz Festival a Cagliari
DESCRIPTION:L’edizione 2026 del festival Forma e Poesia nel Jazz (a Cagliari dall’1 al 4 ottobre) segna un deciso salto di qualità nella storia del festival: da sempre dedicato in modo esclusivo al jazz italiano\, si apre in questa sua ventinovesima edizione anche ad artisti internazionali.  \n\n\n\nRimane comunque forte il legame col jazz nazionale\, come sempre esplorato sia attraverso alcuni dei suoi esponenti più prestigiosi (Stefano Di Battista\, Antonio Faraò) che dando spazio a nomi tutti da scoprire e ad artisti del territorio (Alsogood\, Freak Motel\, Angiolini Bros.). \n\n\n\nLa selezione artistica si allarga però anche oltre i confini nazionali\, con scelte che si collegano saldamente ai valori anche extramusicali che conferiscono una forte identità al festival.L’idea alla base di Forma e Poesia nel Jazz va bel oltre la semplice componente musicale: la manifestazione è un laboratorio culturale\, particolarmente attento alle tematiche sociali e ambientali\, alla mobilità sostenibile\, oltre che all’esplorazione dei nuovi linguaggi\, e al senso di comunità\, che si crea anche dall’incontro tra generazioni e dando ampio spazio alle nuove leve. Artisti come Samih Al Madhoun\, giovane musicista di Gaza\, gli ungheresi Jazzbois e il brasiliano Yamandu Costa portano su una scala più ampia il progetto culturale alla base del festival. \n\n\n\nUn progetto che quest’anno si riassume nel titolo “Analogico futuro”\, inteso come ricerca di un equilibrio tra la componente tecnologica e quella umana. Anche davanti a set sonori ad alta tecnologia\, a venire maggiormente valorizzate sono le relazioni umane\, la presenza fisica\, le esperienze reali. \n\n\n\nAvvicinandosi al traguardo del trentennale\, con la direzione artistica di Nicola Spiga\, il festival si conferma come una delle rassegne più longeve e significative del panorama musicale isolano. \n\n\n\nScoperte e conferme sul main stage \n\n\n\nIn mezzo a numerosi eventi di contorno\, risaltano le quattro serate principali\, tutte con doppi set\, che si terranno al Teatro delle Saline e al Teatro Doglio. \n\n\n\nL’inaugurazione\, giovedì 1 ottobre al Teatro delle Saline\, esplora il tema della performance in solo. A inizio serata si ascolterà Samih Al Madhoun\, giovane musicista di Gaza\, recentemente uscito dalla Striscia\, studente di Conservatorio\, cantante e suonatore di oud\, il tipico liuto arabo. Samih\, che ha dovuto lasciare Gaza a causa della guerra\, stabilendosi in Sardegna\, porta con sé la musica e la cultura palestinese\, unendole ora a nuove esperienze e collaborazioni musicali. La seconda parte della serata sarà con il brasiliano Yamandu Costa: il choro e la samba sono i generi d’elezione per lo strumento che imbraccia\, la chitarra a sette corde. Ma la sua formazione\, aperta agli influssi provenienti dalle nazioni circostanti\, lo ha reso altrettanto ispirato in generi come la bossa nova\, la milonga\, il tango. \n\n\n\nAnche la serata di venerdì 2 ottobre\, ancora al Teatro delle Saline\, abbina due gruppi in un percorso d’ascolto coerente quanto stimolante. Si inizia con Alsogood\, alias del tastierista Francesco Lo Giudice\, che fonde jazz\, hip-hop ed elettronica\, creando una contaminazione contemporanea carica di groove e ricca di improvvisazione. La seconda parte della serata è affidata ai Jazzbois\, trio ungherese anch’esso impegnato in una sovrapposizione di elementi jazz e hip-hop che sfociano in un sound energico e in atmosfere ‘cosmiche’. \n\n\n\nAncora una serata al Teatro delle Saline: sabato 3 ottobre i Freak Motel propongono musica contemporanea e originale\, dalla vigorosa componente ritmica. Per la band il jazz è un terreno fertile per sperimentare nuove forme\, ritmi e possibilità timbriche: e così si aprono le porte a nu jazz\, post rock\, elettronica e musica contemporanea. Anche il pianista Antonio Faraò\, uno dei massimi esponenti del jazz contemporaneo\,proporrà musica ad alto voltaggio\, con il suo progetto “Eklektik”\, che ha segnato indelebilmente il suo percorso artistico. Con questo programma crossover Faraò si è rivolto per la prima volta nella sua carriera a sonorità elettriche\, influenzate dal rap e ricche di ingredienti che vanno ben oltre il jazz moderno tradizionale: funk\, hip hop\, drum and bass. Anche in questa sua nuova incarnazione\, con una band rinnovata\, “Eklektik” si dimostraenergico e contaminato\, moderno e fortemente ritmico. \n\n\n\nDomenica 4 ottobre Forma e Poesia nel Jazz si trasferisce al Teatro Doglio. Il primo set è affidato al quartetto degli Angiolini Bros.\, che rivisitano alcuni standard ma soprattutto propongono un repertorio di brani originali caratterizzati da un sound contemporaneo eppure memore della tradizione. Il secondo set vedrà il ritorno al festival di un campione del jazz italiano\, il sassofonista Stefano Di Battista\, che con il suo progetto “La Dolce Vita” reinterpreta in chiave jazz alcuni dei grandi classici della musica e del cinema italiani. Un percorso tra le melodie diNino Rota\, Ennio Morricone\, Paolo Conte\, Lucio Dalla\, Domenico Modugno\, Renato Carosone\, rivisitate con eleganza\, virtuosismo e grande libertà improvvisativa. \n\n\n\nEpiloghi e altri eventi tra musica\, territorio\, natura\, sostenibilità \n\n\n\nAccanto agli eventi principali\, Forma e Poesia nel Jazz conferma anche la sua attenzione per il rapporto tra musica\, territorio e patrimonio: sono previsti appuntamenti fuori porta\, all’alba e al tramonto al Parco di Molentargius-Saline e alla Sella del Diavolo. Immancabile è poi la giornata alla Tomba dei Giganti di Is Concias\, nel territorio di Quartucciu\, ormai un appuntamento classico di ogni edizione del festival\, che anche quest’anno parteciperà inoltre alle Giornate Europee del Patrimonio\, con un concerto a Villa Binaghi\, e proporrà altri momenti dedicati alla musica\, alla cultura e all’incontro. \n\n\n\nTra gli ospiti di questa edizione anche Enrico Merlin\, esperto e studioso della figura e dell’opera di Miles Davis\, che di recente ha partecipato con materiali del suo archivio alla mostra che si è tenuta a Pordenone “Miles Davis 100 – Listen to This”. \n\n\n\nLa ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz non si esaurirà con gli appuntamenti di ottobre. A novembre il festival tornerà ancora sul palco con due concerti di particolare rilievo: l’11 quello di Angelo Branduardi seguito\, il 20\, dal pianista e compositore statunitense Jeff Lorber\, vincitore di un Grammy Award. \n\n\n\nIl festival Forma e Poesia nel Jazz 2026 è organizzato dalla Cooperativa FPJ con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione\, Beni Culturali\, Informazione\, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo\, Artigianato e Commercio)\, del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura\, Spettacolo e Turismo) e della Fondazione di Sardegna. \n\n\n\nI partner di questa edizione sono: Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna\, Associazione Asteras\, Associazione Baetorra\, FIAB Cagliari\, ABC Sardegna\, Associazione RP Sardegna Onlus\, Orientare\, ARST\, Associazione Domina\, Associazione Event’s Partners\, Parco Naturale Molentargius Saline\, cinema Odissea\, Museo del Saxofono di Fiumicino. \n\n\n\nForma e Poesia nel Jazz fa parte del circuito I-jazz\, che riunisce oltre 90 festival in tutta Italia\, e aderisce al progetto Jazz Takes the Green.  \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\n(concerti principali) \n\n\n\nGiovedì 1 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nSAMIH AL MADHOUN \n\n\n\nSamih Almadhoun (voce\, oud) \n\n\n\nYAMANDU COSTA \n\n\n\nYamandu Costa (chitarra 7 corde) \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nALSOGOOD \n\n\n\nFrancesco Lo Giudice (tastiere)\, Alessandro Pollio (tastiere)\, Pierpaolo Tancredi (batteria) \n\n\n\nJAZZBOIS \n\n\n\nViktor Sági (basso)\, Bencze Molnár (tastiere)\, Tamás Czirják (batteria) \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nTeatro delle Saline\, ore 20 \n\n\n\nFREAK MOTEL \n\n\n\nMatteo Sedda (tromba\, elettronica)\, Andrea Sanna (piano elettrico\, synth\, sampler)\, Andrea Parodo (basso)\, Nicola Vacca (batteria\, batteria elettronica) \n\n\n\nANTONIO FARAÒ \n\n\n\n“Eklektik” \n\n\n\nMauro Capitale (sax)\, Antonio Faraò (pianoforte\, tastiere)\, Piero Orsini (basso elettrico)\, Martino Malacrida (batteria)\, Roberta Gentile (voce)\, Max Mbassadò (voce rap) \n\n\n\nDomenica 4 ottobre \n\n\n\nTeatro Doglio\, ore 19 \n\n\n\nANGIOLINI BROS. QUARTET  \n\n\n\n“The Art of My Heart” \n\n\n\nAlessandro Angiolini (sax tenore)\, Andrea Angiolini (piano elettrico\, tastiere)\, Paolo Cocco (basso elettrico)\, Luigi Sanna (batteria) \n\n\n\nSTEFANO DI BATTISTA \n\n\n\n“La dolce vita” \n\n\n\nMatteo Cutello (tromba)\, Stefano Di Battista (sax)\, Andrea Rea (pianoforte)\, Daniele Sorrentino (basso elettrico\, contrabbasso)\, Luigi Del Prete (batteria) \n\n\n\nALTRI EVENTI \n\n\n\ndall’1 al 4 ottobre \n\n\n\nSearch \n\n\n\nMuseo del Saxofono: esposizione di 30 sassofoni e 30 fotografie vintage a cura di Attilio Berni \n\n\n\n1 ottobre\, ore 12: inaugurazione della mostra e presentazione del libro “Il saxofono in Italia. Ingegno\, produzione e immaginario culturale” \n\n\n\n2 ottobre\, ore 16: conferenza-spettacolo “Saxitaly” e visite guidate \n\n\n\n3 ottobre\, ore 11:30: conferenza-spettacolo “Saxappeal” e visite guidate \n\n\n\n4 ottobre\, ore 11:30: conferenza-spettacolo “Saxophobia” e visite guidate \n\n\n\nIngresso a pagamento. Gratuito per i possessori di ticket e abbonamenti del festival \n\n\n\n1 e 2 ottobre \n\n\n\nEnrico Merlin \n\n\n\n“Many Miles To Go. Nel mondo di Miles Davis a 100 anni dalla nascita” \n\n\n\nConferenze itineranti con passeggiata turistica \n\n\n\n1 ottobre\, ore 10: conferenza durante la visita guidata nel quartiere di Castello \n\n\n\n2 ottobre: ore 7:15 – 8 concerto all’alba; a seguire\, conferenza durante la visita guidata presso il Parco Naturale Regionale Molentargius – Saline \n\n\n\n3 ottobre \n\n\n\ndalle ore 9: trekking a cura di Stefania Contini “Alla scoperta di…” \n\n\n\nore 12\, Sella del Diavolo: Duo Gipsy (Roberto Massa & Roberto Boi) \n\n\n\n*** \n\n\n\nOrganizzazione: \n\n\n\nFPJ – Forma e Poesia nel Jazz soc. coop. \n\n\n\ncell.: 388 3899755 \n\n\n\ne-mail: formaepoesianeljazz@gmail.com \n\n\n\nwww.formaepoesianeljazz.com \n\n\n\nwww.facebook.com/FormaePoesianelJazz \n\n\n\nwww.instagram.com/formaepoesianeljazz \n\n\n\nDirettore artistico: Nicola Spiga
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SUMMARY:"262 vestiti appesi" di Alessandro Idonea in tournée in Belgio e Francia
DESCRIPTION:Vincitore del Bando SIAE “Per chi crea 2025” e sostenuto dal Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della Catastrofe di Marcinelle (Belgio)\, lo spettacolo teatrale “262 vestiti appesi“\, prodotto dal 2014 dalla compagnia teatrale G.A.G.S. di Alessandro Idonea\, il prossimo ottobre sarà in tournée in Belgio e in Francia. Prima tappa\, il 1° ottobre\, sarà l’auditorium del Bois du Cazier\, la miniera di carbone dove la mattina dell’8 agosto 1956 un violento incendio scoppiato da una scintilla a quasi mille metri sotto terra causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIdeata e diretta da Alessandro Idonea\, la drammaturgia scritta da Maria Elisa Corsaro\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile e documentario che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita dello spettacolo\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e le coreografie di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIl cast. Per questa produzione 2026\, insieme all’attore e regista Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIl copione. Nota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “… per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIl Bois du Cazier. Il progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. E’ divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Bois-du-Luc Musée de la Mine et du Développement Durable (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre 2026\, Le Bois du Cazier (Marcinelle\, Belgio); \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny-Mine (Belgio); \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Città di Valenciennes\, Auditorium Conservatoire Eugène Bozza (Francia); \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Divina Commedia\, Amiens (Francia); \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Teatro “The Globe”\, campus Pont-de-Bois Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (Francia); \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable\, Bois du Luc (c/o Salle des fêtes\, La Louvière\, Belgio). \n\n\n\nIl progetto 2026 \n\n\n\n“262 vestiti appesi. Inside Septante” \n\n\n\nLo spettacolo nell’occasione fa parte del più ampio progetto “262 vestiti appesi. Inside Septante”\, ideato per accompagnare questa tournée speciale con una serie di attività satellite di animazione e di formazione destinate ad un ampio pubblico\, per favorire momenti di socializzazione\, di approfondimento tematico e teatrale strettamente legati alla pièce. “Inside Septante”\, mira a far rivivere\, insieme allo spettacolo\, i ricordi nei luoghi della memoria\, gettando un ponte tra le generazioni. \n\n\n\nAl di là delle messe in scena\, i siti minerari e i principali luoghi della Vallonia e del Nord Passo di Calais\, molti dei quali oggi inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO\, diventeranno spazi di esperienza immersiva e partecipativa\, dove il pubblico – in particolare i giovani – sarà coinvolto in visite\, incontri\, workshop\, atelier itineranti\, al fianco della compagnia artistica\, in un percorso che unisce arte\, memoria e identità condivisa.
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SUMMARY:BARBONƏ con Anna Piscopo al Cometa Off
DESCRIPTION:Dall’1 al 4 ottobre 2026 debutta al Teatro Cometa Off di Roma BARBONƏ\, testo di Carlo Picchiotti e Anna Piscopo\, con la regia e l’interpretazione di Anna Piscopo e il sax dal vivo di Milena Angelè. Una produzione UAO Spettacoli. Uno spettacolo che non chiede pietà: la rifiuta\, la smonta\, la rimanda al mittente. \n\n\n\nIn scena una donna — o forse un uomo\, non si capisce più\, e non importa più — che passa la notte accanto a una sassofonista di strada. Le hanno rubato l’angolo di marciapiede dove dormiva da due inverni. Non ha un cartone\, non ha un bicchiere\, non ha un nome che qualcuno chiami. Ha una bottiglia e ha da parlare. Per un’ora racconta\, provoca\, bestemmia\, ricorda\, mente. Perché la sua è una vita che nessuno ascolta\, e allora tanto vale inventarsela meglio. \n\n\n\nLa schwa del titolo non è una moda. È una ferita. \n\n\n\nBARBONƏ è il racconto di chi ha smesso di appartenere: al lavoro\, alla normalità\, perfino al proprio genere. Quando hai freddo per dieci inverni di fila il corpo smette di fare distinzioni: diventa soltanto una cosa che trema\, e una cosa che trema non ha sesso. Resta un corpo esposto a una città che consuma e poi smaltisce. Il titolo tiene insieme la perdita dell’identità sociale\, di genere e di ruolo in un unico segno che non si pronuncia — come chi lo porta addosso. \n\n\n\nTra confessione\, invettiva e poesia civile\, la voce in scena attraversa le contraddizioni del presente: l’ipocrisia di chi ha un tetto\, la solitudine urbana\, l’indifferenza addestrata con cui si scavalca un corpo per terra. Ci sono Julio il rom\, che sputa in faccia a chi lo ignora da tre minuti col braccio teso. C’è Mbake\, che regala il suo unico gelato a una vecchia perché deve sempre dimostrare di essere buono. C’è l’elemosina come acquisto di indulgenze\, punti raccolti per un posto in Paradiso. E c’è il ricordo delle lucciole\, spente una notte per sempre e sostituite dalle insegne: quelle brillano\, ma non respirano. \n\n\n\nLa pietà è il modo educato di non vedere. Io non voglio fare pena: voglio fare paura. \n\n\n\nAl centro dello spettacolo c’è il gioco del “facciamo che”: vince chi mente meglio. La protagonista costruisce per il pubblico la biografia che il pubblico è disposto ad accettare — l’impiegata delle Poste che un giorno molla tutto e scrive nella lettera di dimissioni «Perché ho deciso di fare il clown». Una storia perfetta\, consolatoria\, struggente. E falsa. Perché la marginalità si perdona solo se è una disgrazia: la scelta farebbe troppa paura. È qui che BARBONƏ ribalta il tavolo e si rivolge direttamente alla platea\, uno spettatore alla volta. \n\n\n\nLo spettacolo diventa così un canto laico e politico: un’esistenza senza identità definita che\, proprio nella perdita\, trova la possibilità di guardare il mondo con feroce lucidità e inattesa tenerezza. Da terra si vedono le suole delle scarpe\, e nelle suole c’è scritto tutto. \n\n\n\nIl sax di Milena Angelè non è accompagnamento: è il secondo personaggio. Non parla mai\, risponde con note storte\, rifiuti\, ninnananne rotte\, e nel finale lascia la scena vuota con una domanda che attraversa tutta l’ora di spettacolo — «E se fosse solitudine?». \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 57284637 — cometa.off@cometa.org — www.cometaoff.it \n\n\n\nDate e orari \n\n\n\ngiovedì 1 ottobre 2026\, ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 2 ottobre 2026\, ore 21.00 \n\n\n\nsabato 3 ottobre 2026\, ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 4 ottobre 2026\, ore 17.30 \n\n\n\nDurata: 60 minuti circa\, senza intervallo.
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LOCATION:Cometa OFF\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Senza Fine. Quando i poeti cantano apre la stagione di Teatrosophia
DESCRIPTION:Ormai presenza attesa nell’apertura di stagione di Teatrosophia\, Gianni De Feo torna in scena confermandosi artista eclettico e interprete di grande versatilità. Anno dopo anno continua a sorprendere per la capacità di attraversare linguaggi\, atmosfere e registri diversi\, trasformando ogni spettacolo in un’esperienza teatrale intensa e personale. \n\n\n\nPoesia e canzone vivono all’unisono\, oscillando tra realtà brucianti e sogni\, tra consapevolezza e illusione. Si parte dal kabarett berlinese\, spazzato via dagli eventi bellici: la voce malinconica di Marlene Dietrich\, icona di libertà; quella graffiante di Bertolt Brecht\, che ironizza sulla stupidità dei potenti; Kurt Weill\, ebreo in esilio\, che con Youkali Tango ci accompagna verso l’isola dei sogni che non esiste. Da questo quadro storico emergono i Poeti Cantori italiani: Fabrizio De André\, che restituisce dignità agli ultimi della terra; Bruno Lauzi e il suo uomo comune\, goffo ma poeta; Luigi Tenco\, lucido e feroce; Dalida\, malata d’amore; Brechtancora\, sulla voce di Milva. Il cerchio si chiude con il grido di Mia Martini e la solarità di Vinicius de Moraes\, che invita ad accogliere il poeta che vive in ognuno di noi. Un filo narrativo invisibile lega questo caleidoscopio di canzoni d’autore e canzoni di guerra\, con arrangiamenti originali e frammenti poetici in voce off\, per un ascolto “ad occhi chiusi”. Perché gli artisti vivono là dove i poeti cantano. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: Giovedì a venerdì – ore 21:00 – Sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php/senza-fine-menu-nascosto \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.comTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682
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SUMMARY:Al Teatro degli Audaci il via alla stagione 2026/2027
DESCRIPTION:Si è tenuta la presentazione della quattordicesima stagione del Teatro degli Audaci\, l’elegante stabile del Terzo Municipio. \n\n\n\nAd aprire il sipario il nostro direttore artistico\, Flavio De Paola\, annunciando al numeroso pubblico presente in sala che la stagione partirà ufficialmente il 1 ottobre\, con lo spettacolo “Da quali stelle siamo caduti?” per la regia di Danilo De Santis\, con Roberta Mastromichele e Danilo De Santis. Sedici gli spettacoli in cartellone! \n\n\n\nLa stagione proseguirà\, dal 15 ottobre\, con lo spettacolo “Dai Beatles a Battisti” concerto-spettacolo con Danila Stalteri\, Fabio Falaguasta (chitarra)\, Raffaele Filaci (percussioni)\, Filippo Mollicone (tromba); per poi continuare con il grande cult del Teatro degli Audaci “Novecento” di Alessandro Baricco\, per la regia di Pablo Maximo Taddei\, il “one man show” di Flavio De Paola. \n\n\n\nAnche quest’anno la Compagnia degli Audaci ci regalerà divertentissimi spettacoli ma ci farà anche riflettere: a partire dall’11 febbraio l’esilarante commedia de “L’ispettore Drake e il delitto perfeto”\, per poi continuare dal 4 marzo 2027 con “Rumori fuori scena” il famoso pièce de théâtre in replica al Teatro degli Audaci dal 2014\, e\, infine\, stupirci con una nuovissima commedia “53 domeniche” di Cesc Gay per la regia di Flavio De Paola. \n\n\n\nE non finisce qui… rullo di tamburi per lo spettacolo di Capodanno! A partire dal 26 dicembre sarà in scena “Il Rompiballe” di Francis Veber per la regia di Flavio De Paola con Flavio De Paola\, Ilario Crudetti\, Serena Renzi\, Emiliano Ottaviani\, Greta Polinori e Giuseppe Coppola.
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SUMMARY:MOISAI 2026 - Torna la quinta edizione nella Domus Aurea
DESCRIPTION:Esistono luoghi in cui il patrimonio non custodisce soltanto la memoria del passato\, ma continua a produrre visioni. La Domus Aurea è uno di questi. Capolavoro assoluto dell’architettura romana e laboratorio di sperimentazione artistica già al tempo di Nerone\, continua ancora oggi a interrogare il presente\, offrendo agli artisti uno spazio nel quale la storia continua a generare nuove domande e nuove forme. \n\n\n\nContinua in questa consapevolezza il percorso artistico di MOISAI – Voci contemporanee in Domus Aurea\, il progetto promosso e organizzato dal Parco archeologico del Colosseo\, con la direzione artistica di PAV\, che dal 2 al 18 ottobre 2026torna ad abitare la Sala Ottagona con un ciclo di nove spettacoli distribuiti in tre fine settimana. \n\n\n\nOgni appuntamento\, dal venerdì alla domenica\, prende avvio con una visita guidata agli ambienti della Domus Aurea e culmina nella Sala Ottagona\, dove la storia del luogo incontra l’arte performativa contemporanea. Ciascuna delle nove serate è dedicata a una delle nove Muse del mito: un nuovo artista ne raccoglie l’eredità simbolica e ne diventa il portavoce contemporaneo\, in un gesto che rinnova un legame antico tra patrimonio\, creazione e conoscenza. Giunta alla sua quinta edizione\, la manifestazione non celebra un anniversario: inaugura una nuova fase del proprio percorso. Partendo dal ciclo statuario delle Muse\, realizzato per l’imperatore Nerone e conservato\, in frammenti\, all’interno della Domus\, MOISAI costruisce un’esperienza in cui la visita al patrimonio e la performance si fondono in un unico itinerario dedicato al contemporaneo. \n\n\n\nDopo avere costruito negli anni un’identità riconoscibile nel panorama culturale romano\, MOISAI amplia oggi il proprio vocabolario artistico e si afferma come una piattaforma multidisciplinare\, nella quale teatro\, danza e performance dialogano con lezioni-spettacolo\, musica dal vivo e divulgazione culturale. Un’evoluzione naturale che riflette la complessità del nostro tempo e la capacità del progetto di aprirsi a nuovi linguaggi senza smarrire la propria vocazione originaria. \n\n\n\nSe nelle edizioni precedenti il dialogo tra arti performative e patrimonio archeologico costituiva il cuore del progetto\, oggi è la Domus Aurea a diventare il vero centro del racconto. Non una cornice scenografica\, ma un’architettura capace di orientare lo sguardo\, suggerire domande\, generare opere pensate appositamente per questo luogo. Ogni appuntamento nasce infatti dall’incontro con uno degli spazi più straordinari della cultura occidentale\, trasformando il monumento in interlocutore attivo della creazione contemporanea. \n\n\n\nLe Muse che danno il nome alla rassegna non vengono evocate come semplice riferimento alla tradizione classica. Sono\, ancora oggi\, il simbolo di una conoscenza che attraversa le discipline\, supera i confini tra i linguaggi e riconosce nell’arte uno strumento privilegiato di interpretazione del mondo. È a questa eredità che MOISAI guarda\, chiamando artisti\, studiosi\, musicisti\, filosofi e protagonisti della scena italiana contemporanea a confrontarsi con uno dei luoghi più emblematici della storia dell’arte. \n\n\n\nIl programma riflette questa apertura. Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani inaugura il festival con una lectio performativa dedicata proprio alla riscoperta della Domus Aurea e al ruolo che le sue rovine hanno avuto nella nascita dell’immaginario moderno. Andrea Pennacchi restituisce all’Odissea la sua forza universale di racconto sul ritorno e sull’identità. Le voci del “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma riportano il repertorio lirico alle sue radici mitiche. La ricerca coreografica di mk e Spellbound Contemporary Ballet\, il pensiero filosofico di Tlon\, la sensibilità musicale di Frida Bollani Magoni\, l’epica dell’Opera dei Pupi di Mimmo Cuticchio e la ricerca radicale sulla voce di Chiara Guidi compongono un percorso nel quale discipline differenti convergono in un’unica esperienza di ascolto e di conoscenza. \n\n\n\nPer tre fine settimana consecutivi la Sala Ottagona\, straordinaria macchina architettonica unica al mondo\, progettata da Severo e Celere per il progetto visionario dell’imperatore Nerone\, torna così a essere ciò che probabilmente è sempre stata nella sua vocazione più profonda: uno spazio in cui architettura\, arti e pensiero si incontrano\, dando forma a un’esperienza collettiva della meraviglia. \n\n\n\n“Moisai compie un lustro – dichiara il direttore del Parco archeologico del Colosseo\, Simone Quilici – una ricorrenza importante che testimonia quanto l’intuizione di chi mi ha preceduto alla direzione del PArCo\, l’attuale Capo dipartimento valorizzazione del MiC Alfonsina Russo\, corrispondesse al genius loci della Domus Aurea. Le voci e le espressioni della creatività contemporanea riecheggiano gli antichi fasti di questo luogo\, carico di fascino\, e permettono al pubblico di connettersi profondamente con il suo spirito autentico. Il programma di quest’anno apre inoltre alla collaborazione con alcune importanti realtà culturali della città\, incarnando ancora di più il vero scopo di questa iniziativa: permettere a romane e romani di vivere la Domus Aurea come parte integrante del patrimonio culturale urbano\, in cui la memoria – Mnemosine\, madre delle muse – convive con le sue figlie in perfetta armonia creativa”. \n\n\n\nL’imperatore Nerone\, spesso ricordato solo per l’incendio e la crudeltà\, fu anche mecenate\, collezionista e artista: amante della poesia\, della musica e del teatro\, recitava in prima persona e concepì la Domus Aurea come il suo  \n\n\n\nprogetto più visionario. Un palazzo che\, dopo l’incendio del 64 d.C.\, univa architettura\, giardini e artifici scenici per stupire gli ospiti con effetti di luce e spazi inediti. \n\n\n\nAncora oggi il Padiglione del Colle Oppio\, con le sue 150 stanze\, testimonia la grandezza di quel disegno: un’architettura che manipolava luce e spazio per creare meraviglia\, e che oggi diventa lo scenario di un’opera teatrale che ne interroga il senso e la memoria. \n\n\n\nCon la sua quinta edizione\, MOISAI conferma la propria identità di progetto permanente di valorizzazione culturale del Parco archeologico del Colosseo: un luogo nel quale la tutela del patrimonio si intreccia con la produzione artistica contemporanea\, riaffermando la capacità dei grandi monumenti di continuare a generare pensiero\, immaginazione e nuove forme di esperienza culturale. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nPrimo weekend | 2 – 4 ottobre 2026 \n\n\n\nLa quinta edizione si apre il 2 ottobre con Jacopo Veneziani e “Le rovine che hanno cambiato l’arte”\, una lectio performativa pensata in esclusiva per la Domus Aurea. Attraverso la riscoperta della residenza neroniana e il ruolo delle rovine nella formazione dell’immaginario moderno\, lo storico dell’arte e divulgatore accompagna il pubblico dentro il rapporto tra frammento\, memoria e nascita della sensibilità contemporanea. \n\n\n\nIl 3 ottobre sarà protagonista Andrea Pennacchi con “Una piccola Odissea”\, un viaggio teatrale nel mito del ritorno\, dove l’epopea di Ulisse diventa racconto universale dell’essere umano\, delle sue paure e della ricerca di una strada verso casa. Il grande racconto antico si trasforma così in una riflessione profondamente contemporanea sull’identità e sulla fragilità. \n\n\n\nIl 4 ottobre la musica lirica sarà protagonista con “Voci d’opera per le Muse”\, appuntamento a cura del Teatro dell’Opera di Roma con gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program. Un percorso tra le grandi pagine del repertorio operistico italiano ed europeo\, nel quale le voci dei giovani interpreti restituiscono alla musica la sua origine mitica: dare forma all’invisibile attraverso il canto. \n\n\n\n\n\n\n\nSecondo weekend | 9 – 11 ottobre 2026 \n\n\n\nIl 9 ottobre il collettivo mk\, tra le realtà più significative della danza contemporanea italiana\, presenta SMOKING ROOMS – Domus Aurea Nerone edition\, un progetto site-specific ideato per la Domus Aurea. Un’indagine sullo sguardo e sulla percezione dello spazio\, nella quale il monumento diventa materia coreografica e luogo di attraversamento. \n\n\n\nIl 10 ottobre spazio alla filosofia con Tlon e “Architetture della meraviglia”\, una lezione performativa a cura di Andrea Colamedici e Maura Gancitano\, pensata in esclusiva per la Domus Aurea. Muse\, immaginazione e costruzione dello stupore diventano strumenti per interrogare il rapporto tra conoscenza\, bellezza e possibilità del pensiero. \n\n\n\nL’11 ottobre la musica dal vivo entra nella programmazione di MOISAI con Frida Bollani Magoni\, protagonista di un concerto per voce e piano. Una delle giovani interpreti più luminose della scena musicale italiana porterà nella Sala Ottagona la sua straordinaria sensibilità musicale\, in un dialogo intimo tra voce\, strumento e spazio. \n\n\n\n\n\n\n\nTerzo weekend | 16 – 18 ottobre 2026 \n\n\n\nIl 16 ottobre sarà la volta di Spellbound Contemporary Ballet di Valentina Marini\, coreografa\, direttrice artistica e figura centrale della danza contemporanea italiana che presenterà “Trust – a better place – unknown woman”\, un trittico site-specifica firma di Mauro Astolfi. \n\n\n\nIl 17 ottobre arrivano nella Domus Aurea i Figli di Mimmo Cuticchio con “L’Orlando Furioso. Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla Luna”\, una delle espressioni più alte dell’Opera dei Pupi siciliani. I figli del grande erede della tradizione dei pupari e dei cuntisti restituiscono al pubblico la forza epica e poetica del poema ariostesco\, tra combattimenti\, passioni e dimensione tragica dell’umano. \n\n\n\nLa quinta edizione si conclude il 18 ottobre con Chiara Guidi e “Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Dante. Inferno\, Canti III\, XVII\, XVIII”. La voce della Guidi\, il violoncello di Francesco Guerri e la cura del suono di Andrea Scardovi instaurano un corpo a corpo sonoro che attraversa il poema dantesco trasformandolo in esperienza sensoriale\, rito della parola e ricerca sulle possibilità della voce.  \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 18\,00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO DI LEGGE: € 2\,00 \n\n\n\nPer i cittadini europei tra i 18 e i 25 anni non compiuti \n\n\n\nBIGLIETTO GRATUITO: \n\n\n\nIngresso gratuito per tutte le fattispecie di legge consultabili al seguente link \n\n\n\nhttps://cultura.gov.it/agevolazioni \n\n\n\nSCHEDA EVENTO \n\n\n\nMoisai – Voci contemporanee in Domus Aurea 2026\, V edizione \n\n\n\nDate: 2 -3-4\, 9 – 10-11\, 16 – 17-18 ottobre 2026 \n\n\n\nBiglietti e modalità di visita \n\n\n\nGli spettacoli si svolgeranno il venerdì\, il sabato e la domenica. \n\n\n\nOgni appuntamento avrà inizio alle ore 17.30 con ingressi scaglionati per consentire lo svolgimento della visita guidata all’interno della Domus Aurea. Il percorso accompagnerà progressivamente il pubblico dall’ingresso del  \n\n\n\nsettore occidentale (Galleria XXIV) fino alla Sala Ottagona\, dove si concluderà la visita e avrà inizio lo spettacolo alle ore 18.30. \n\n\n\nPer gli spettacoli di musica e danza sarà inoltre disponibile un turno di visita guidata in lingua inglese. \n\n\n\nAcquisto del biglietto esclusivamente online sul sito Moisai 2026: https://ticketing.colosseo.it/eventi/moisai2026/  \n\n\n\nAll’interno della Domus Aurea la temperatura è di circa 10 gradi. \n\n\n\nSi consigliano abbigliamento adeguato e scarpe comode. \n\n\n\npa-colosseo.ufficiostampa@cultura.gov.itwww.colosseo.it
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SUMMARY: Oper’Arte 2026 Cu mancia fa muddichi\,
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu presenta la seconda parte della stagione Oper’Arte 2026 Cu mancia fa muddichi\, che nei mesi precedenti ha riscosso un grande successo di pubblico. \n\n\n\nIl cartellone che accompagnerà grandi e piccini da ottobre fino a dicembre\, ideato dalla direttrice artistica Elisa Parrinello\, conta molte nuove produzioni che affrontano temi sociali di stretta attualità.  \n\n\n\nLe sedi che ospiteranno le attività dei prossimi mesi saranno il Teatro Ditirammu alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa (via Paolo Gili\, 4) e il Teatro Apparte (via Antonio Furitano\, 5 a). La stagione si concluderà il 25 dicembre con l’immancabile concerto Ninnarò in versione musicale con Elisa Parrinello e la Compagnia Ditirammu. \n\n\n\n«Con grande entusiasmo diamo il via alla seconda parte della stagione 2026 che vanta numerose produzioni\, prime assolute e tanti artisti emergenti – dichiara Elisa Parrinello. Fin dai tempi in cui  mio padre Vito Parrinello lo fondò\, il Ditirammu ha rappresentato per molti giovani un luogo in cui crescere\, sperimentare e trovare il coraggio di spiccare il volo. Questa è la nostra storia ma soprattutto la nostra responsabilità. Quest’anno abbiamo rafforzato questo impegno attraverso la collaborazione con il Festival SINTESI\, dedicato alle nuove energie creative e agli attori\, alle attrici e ai drammaturghi under 35. Con il Premio Ditirammu abbiamo scelto di sostenere uno dei corti teatrali presentati in concorso\, trasformandolo in una produzione che entra a far parte della nostra stagione. Un’opportunità concreta per accompagnare i giovani artisti dalla sperimentazione alla produzione e alla circuitazione teatrale.  \n\n\n\nAncora una volta i nostri sforzi creativi sono rivolti ad un pubblico trasversale composto da bambini\, famiglie e adulti che desiderano emozionarsi attraverso la poesia e lo sguardo delle nuove generazioni. Molti degli spettacoli in programma affrontano temi sociali profondamente legati al tempo che stiamo vivendo: le paure\, le fragilità e le incertezze\, ma anche il desiderio di sognare\, di volare e di farcela. Il teatro dunque come lente d’ingrandimento per comprendere ed esorcizzare un presente difficile da gestire». \n\n\n\nDodici gli spettacoli\, di cui otto nuove produzioni\, che confermano il Teatro Ditirammu tra le tre imprese di produzione del teatro per l’infanzia e la gioventù in Sicilia. \n\n\n\nLa rassegna comincia sabato 2 ottobre alle ore 17.30 (con replica il 3 alle ore 11.00) alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa\, con la prima nazionale I 5 Malfatti di e con Chiara Gambino.  \n\n\n\nLo spettacolo racconta la storia di cinque esseri speciali\, tutti diversi tra loro per altezza\, peso\, colore della pelle e forma del corpo. Un giorno ricevono la visita del Principe del villaggio che li giudica e li discrimina perché non corrispondono alla sua idea di “normalità”. Uno alla volta però i cinque Malfatti spiegano che le loro diversità non li fanno sentire strani\, al contrario\, permettono loro di vedere il mondo da punti di vista differenti e di vivere insieme agli altri con rispetto\, empatia e collaborazione\, creando un ambiente sano\, sicuro e sereno per tutte tutti. Colpito dalle loro parole il Principe confessa di essersi sentito a sua volta “strano” per tutta la vita e di aver scelto un aspetto perfetto solo per nascondere la paura. Accolto dai cinque Malfatti\, scopre il valore dell’amicizia e decide di cambiare il suo regno istituendo una nuova legge: la “Stranezza libera per tutti”\, dove ogni diversità diventa una ricchezza. \n\n\n\nSabato 10 alle ore 17.30 (con replica l’11 e il 18 alle ore 11.00)\, segue il debutto\, in prima nazionale\, di Hakuna Matata di Luigi Maria Rausa\, con Maria Elena Iozzae Giancarlo Latina.  \n\n\n\nUna fata viaggia per il mondo con una missione custodire e raccontare la magia delle fiabe. Nel suo cammino incontra un ragazzo di oggi immerso nel mondo del cellulare e apparentemente lontano da ogni fantasia; per lui le fiabe appartengono al passato e i sogni sembrano non avere più spazio nella vita reale. La fata prova allora a riportarlo nel mondo della fantasia attraverso racconti\, musica e canzoni. Per un momento qualcosa si risveglia in lui\, forse nascosta da qualche parte esiste ancora la capacità di sognare… \n\n\n\nIl terzo weekend di ottobre appuntamento il 23 e 24 alle ore 21.00\, domenica 25 alle ore 18.30\, con la nuova produzione Odissea…ma chi ce l’ha fatto fare? scritto da Elisa Parrinello Piero Tutone e Carlo Di Vita e Marco Li Vigni\, che sarà in scena. \n\n\n\nIl terzo weekend di ottobre appuntamento con la nuova produzione Odissea… ma chi ce l’ha fatto fare?: venerdì 23 e sabato 24 alle ore 21.00\, domenica 25 alle ore 18.30. Lo spettacolo è scritto da Elisa Parrinello\, Piero Tutone e Carlo Di Vita. In scena Piero Tutone\, Carlo Di Vita e Marco Li Vigni. \n\n\n\nTre attori\, un’epopea da raccontare e un’impresa apparentemente impossibile: portare in scena l’intera Odissea. Il viaggio di Ulisse da Troia a Itaca prende vita attraverso una girandola di personaggi\, trasformazioni e gag: Polifemo\, Circe\, Calipso\, Poseidone\, Penelope\, Telemaco e molti altri prendono forma grazie ai due attori\, che si dividono un intero universo di eroi\, mostri e divinità… \n\n\n\nIl 31 ottobre\, l’1 e 2 novembre alle ore 17.30 torna l’appuntamento più atteso dai piccoli spettatori: Talè chi mi misiru i Morti di Piero Tutone con Arbarìa Nuova Compagnia Folk. \n\n\n\nPierù e Carletto raccontano di un grande baule fatto di luci e suoni che magicamente si apre per raccontare ai piccoli spettatori una festa antica\, fatta di doni\, sapori e ricordi. \n\n\n\nA Palermo\, città colorata e piena di contrasti\, vivono una bambina e la sua amata mamma; la bimba attende con trepidazione l’arrivo della notte\, inconsapevole che l’indomani la attenderà un’impresa di affrontare… un percorso tra meraviglia e scoperta\, che la porterà a incontrare il cuore profondo di una delle più antiche tradizioni siciliane. \n\n\n\nIl 6 e 7 novembre alle ore 21.00 e l’8 alle ore 18.30 debutta in prima nazionaleBIBBERÒN! di Simone Ruvolo che lo interpreta anche insieme ad Alessandro Russo. \n\n\n\nDue padri sono meglio di uno. Guido è un veterinario che si finge ginecologo per sedurre Maria\, la moglie del suo migliore amico Felice. Il gioco regge finché un test di gravidanza positivo rimescola le carte: Maria è incinta\, ma chi dei due è il padre? Tra bugie cliniche e verità scomode\, inizia una convivenza paradossale dove l’unica certezza è un dubbio genetico e la verità è un biberon difficile da mandare giù. \n\n\n\nIl weekend successivo\, il 12 e 13 alle ore 21.00\, è di scena\, in prima nazionale\, Il boato di Mimmo Stroppiana con Antonio Speciale e Lorenzo Cucchiara; musiche dal vivo di Alessandro Salvia. Due figure siedono sul palco legate da una corda. Non hanno nome\, non hanno un’età\, sono due bambini morti in guerra che abitano un luogo sospeso tra memoria e oblio. Intorno a loro restano solo frammenti: il rumore delle bombe\, una bambina intravista prima dell’esplosione\, il sapore delle fragole\, il desiderio mai realizzato di scrivere canzoni… \n\n\n\nIl 14 novembre alle ore 21.00 (con replica il 15 alle ore 18.30) approda al Ditirammu Semplicemente Io di Piero Tutone\, interpretato dagli allievi del Ditirammu Lab\, che ha debuttato in prima nazionale ad inizio settembre all’Orto Botanico di Palermo\, nella sezione Metamorphosis del festival di Prima OndaFest. Lo spettacolo racconta il viaggio intimo e coraggioso di un ragazzo transgender alla ricerca della propria verità. Attraverso ricordi\, frammenti di quotidianità e dialoghi interiori\, Semplicemente Io attraversa l’infanzia\, l’adolescenza e il presente del protagonista\, mettendo in scena il conflitto profondo tra ciò che gli altri vedono e ciò che lui sente di essere. La natura accompagna questo percorso come una presenza silenziosa ma costante: le piante crescono\, resistono\, si piegano alla luce e al tempo senza chiedere il permesso di essere ciò che sono. \n\n\n\nIl premio Ditirammu per Sintesi presenterà la nuova produzione\, in prima nazionale\,il 20 e 21 novembre alle ore 21.00 con replica il 22 alle ore 18.30 dal titoloSPECCHIO di Salvatore Raccuglia\, con Samuele Sciacca\, Olga Teresi e Matilde Spinnato. \n\n\n\nNon succede a tutti di svegliarsi la mattina\, guardarsi allo specchio e non riconoscersi? \n\n\n\nNon vi capita mai di avere dei pensieri incastrati\, dei sogni interrotti\, dei ricordi che bruciano ancora un po’? Qualcosa che sta lì\, vi guarda riflessa attraverso lo specchio e vi chiede un chiarimento\, vuole risposte che forse non vi siete ancora dati? Avanti\, non vi capitano mai quelle mattine in cui ti guardi e pensi\, ma io fin qui come ci sono arrivato? Chi sono io e chi sono stato? \n\n\n\nBeh\, di sicuro\, Per il nostro protagonista Matteo\, purtroppo e per fortuna\, questo è uno di quei giorni. \n\n\n\nIl mese di novembre si conclude con Io me la canto e me la suono di e con Noa Flandina in scena il 28 alle ore 21.00 e il 29 alle ore 18.30. \n\n\n\nLo spettacolo è un monologo brillante e autoironico in cui Noa Flandina porta in scena se stessa\, accompagnandosi con la chitarra tra canzoni originali e racconti di vita tanto sfortunati quanto irresistibilmente comici. Tra confessioni musicali\, pensieri fuori tempo massimo e disavventure quotidiane\, lo spettacolo gioca sul confine tra concerto e teatro\, trasformando le “storie sfigate” in momenti di autentica comicità. Un viaggio leggero e spietatamente sincero che  \n\n\n\ncoinvolge il pubblico tra risate e riconoscimenti… giungendo ad un finale a sorpresa che ribalta tutto. \n\n\n\nNel primo weekend di dicembre la programmazione si sposta al Teatro Appartedove il 5 e 6 alle ore 17.30 torna Nicù e La Bella Addormentata di Elisa Parrinelloche lo interpreta anche insieme a Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Noa Flandina\, Yara Baruffato\, Margherita Scrima e Aurora Muratore. \n\n\n\nUna tappa nel viaggio di Nicù tra le fiabe più famose del mondo raccontate al contrario con ironia\, ritmo e fantasia. Il folletto Nicù\, personaggio creato da Elisa Parrinello\, sconvolge le storie tradizionali trasformandole in un surreale musical popolato da fate\, streghe\, principi\, animali e personaggi improbabili. \n\n\n\nSi ritorna alla Bottega 5 dei cantieri Culturali della Zisa l’11 e 12 dicembre alle ore 17.30 (com replica il 13 alle ore 11.00) per L’Ufficio delle Cose Perdute\, prima nazionale\, scritto da Marzia Molinelli e interpretato dalla Compagnia PAS. \n\n\n\nC’è un luogo che non compare sulle mappe e che nessuno cerca davvero\, almeno finché non ne ha bisogno.È un ufficio un po’ fuori dal tempo\, popolato da scatole\, registri e scaffali dove non si conservano ombrelli dimenticati\, chiavi o vecchie valigie. Qui finiscono le cose che perdiamo senza accorgercene… \n\n\n\nIl 18 e 19 dicembre alle ore 21.00 con replica il 20 ore 18.30 debutta in prima nazionale Un prof. di e con Luigi Maria Rausa. \n\n\n\nUn prof. è uno spettacolo teatrale contemporaneo che attraversa\, con sguardo lucido e umano\, la vita di un professore di scuola superiore di oggi. Un uomo che insegna\, che resiste\, che prova ogni giorno a dare senso al proprio ruolo in un contesto che sembra aver smarrito il valore sociale dell’educazione e di chi la rende possibile. Lo spettacolo non racconta soltanto la scuola\, ma la condizione esistenziale di chi insegna in Italia: una figura spesso non tutelata economicamente né riconosciuta umanamente\, schiacciata tra burocrazia\, precarietà e una crescente perdita di autorevolezza. \n\n\n\nChiude la programmazione il 25 dicembre alle ore 18.30 al Teatro Ditirammu ai Cantieri Culturali alla Zisa Ninnarò il concerto che come da tradizione scalda i cuori di tutti gli spettatori; sul palco Elisa Parrinello e la Compagnia Ditirammu. \n\n\n\nI biglietti degli spettacoli (da euro 8 a 12) si possono acquistare online attraverso il sito www.teatroditirammu.it oppure ai botteghini sul posto. \n\n\n\nLa Stagione “Cu mancia fa muddichi” è realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura (MIC) Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana.
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SUMMARY:“Botanical Soundscape” al Parco di San Sisto
DESCRIPTION:Il mondo vegetale di Roma si fa colonna sonora: il 2 ottobre\, alle ore 18.00\, al Parco di San Sisto\, va in scena “Botanical Soundscape” – progetto di A.S.A.P.Q.a cura di Alessandra Muschella e Gianni Parrella – una performance immersiva che trasforma i segnali vitali delle piante in materia sonora\, dando vita a una vera e propria partitura generata dal paesaggio vegetale. Una performance musicale\, nata da un percorso di ricerca e residenza artistica del compositore e performer Mario Russo\, che prende forma nello stesso luogo in cui quei segnali sono stati raccolti e interpretati. Il Parco di San Sisto diventa così il primo tassello di una mappa sonora\, pensata per dare progressivamente voce\, attraverso la musica\, alle diverse identità vegetali della città. \n\n\n\nUn concerto\, un rito collettivo d’ascolto e prima di tutto un progetto artistico e musicale nato dall’idea di cambiare il punto di percezione: non utilizzare la natura come sfondo\, ma provare a intercettarne ritmi e trasformazioni\, rendendo percepibile ciò che normalmente sfugge all’esperienza umana. Una ricerca al confine tra musica\, tecnologia e ambiente\, che ha visto per questa prima edizione il compositore e performer Mario Russo lavorare a diretto contatto con la vegetazione di San Sisto\, raccogliendone e interpretandone le variazioni bioelettriche per tradurle in un linguaggio musicale originale. \n\n\n\nAl centro dell’intera ricerca c’è l’utilizzo di Plants Play\, un dispositivo di bioacustica in grado di rilevare le microvariazioni biolettriche emesse dagli organismi vegetali e convertirle in frequenze udibili. Ogni pianta\, attraverso le sue fluttuazioni elettromagnetiche\, emette una traccia sonora unica\, continuamente influenzata da luce\, umidità\, temperatura e contatto umano. L’artista capta\, amplifica e trasforma queste vibrazioni in un ambiente sonoro tridimensionale\, dove la composizione è sempre diversa perché dipende dalla vita stessa che abita lo spazio. Il dispositivo non è dunque uno strumento musicale ma una membrana sensibile\, un tramite tra il paesaggio vegetale e il compositore che avrà il compito di tradurre il linguaggio in un’esperienza sonora. Un mediatore quindi che interagisce con il paesaggio\, interrompendo o potenziando il flusso dei segnali e rendendo udibile la reciprocità tra umano e vegetale. \n\n\n\nIl punto di partenza è uno dei luoghi verdi più particolari e meno conosciuti della Capitale: lo storico Semenzaio di San Sisto\, tra Villa Celimontana e Porta Metronia\, sede dell’Assessorato all’Agricoltura\, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti\, e scrigno di un patrimonio botanico che comprende serre\, collezioni vegetali e alberi monumentali. È qui\, nell’area del vigneto urbano\, che la ricerca si è concentrata in particolare intorno a un Cedro del Libano monumentale\, trasformato da presenza silenziosa del paesaggio a soggetto vivo e generativo dell’opera.“Promuoviamo ed ospitiamo con entusiasmo Botanical Soundscape\, un progetto di grande interesse e suggestione capace di trasformare l’attività biolettrica delle piante in fonte di segnali sonori che vengono utilizzati per una vera e propria composizione musicale. Il parco storico di San Sisto\, oltre ad essere la nostra sede di lavoro\, è un magnifico gioiello botanico nel cuore della città che diventa un parco pilota dove poter fare questa affascinante esperienza acustica immersiva nei suoni prodotti dalle piante. Un progetto che\, grazie ad una tecnologia dedicata\, ci offre un’esperienza sensoriale unica che rafforza la percezione del mondo vegetale come autentico sistema vivente” dichiara Sabrina Alfonsi\, Assessora all’Agricoltura\, Ambiente Ciclo dei rifiuti di Roma capitale. \n\n\n\nIl 2 ottobre il processo di ricerca esce dalla dimensione della residenza per diventare esperienza collettiva: nello stesso luogo nel quale i suoni sono stati raccolti e studiati\, Mario Russo\, tra synth\, tromba e violino\, sarà affiancato da Vong\, drum machine e percussioni\, e Marco Russo\, chitarra e synth\, con la produzione musicale di Luigi Lonetto. Suono elettronico e acustico\, improvvisazione e segnali provenienti dal mondo vegetale costruiranno una performance nella quale il parco non sarà semplicemente lo scenario del concerto\, ma una delle sue voci.‘Botanical Soundscape nasce dal desiderio di indagare il mondo vegetale in un momento in cui la crisi ambientale ci impone di ripensare il nostro rapporto con la natura. Il progetto prova a farlo attraverso l’ascolto\, rendendo percepibile una dimensione della vita vegetale che normalmente ci sfugge. Per questa prima edizione abbiamo scelto di affidare il lavoro all’artista Mario Russo\, compositore e performer under 35\,  che da anni sta sviluppando una sua ricerca personale sull’interazione tra suono\, corpo e scena e con la giusta sensibilità per entrare in relazione con la natura e con il paesaggio di San Sisto.’ Dichiarano i curatori Alessandra Muschella e Gianni Parrella.   \n\n\n\nSan Sisto rappresenta il primo capitolo di un percorso che vuole svilupparsi attraverso Roma\, esplorando le voci di  paesaggi e differenti forme di vita vegetale.  L’appuntamento del 2 ottobre diventa così il primo esperimento di una possibile mappa sonora vegetale della Capitale: parchi\, giardini\, piante e paesaggi urbani\, ciascuno con segnali\, ritmi e caratteristiche differenti da intercettare e trasformare in materia musicale. \n\n\n\nUn modo per restituire attraverso il suono un patrimonio che accompagna quotidianamente la vita della città\, ma che raramente viene percepito come organismo vivo con cui entrare in relazione. Al termine dell’esperienza\, la composizione finale di Mario Russo\, insieme alle tracce raccolte\, sarà installata nell’area attraverso un QR Code. I visitatori potranno così riattivare l’ascolto in autonomia\, anche a distanza di mesi\, trasformando lo spazio naturale in una mappa sonora permanente \n\n\n\nIl progetto\, promosso da A.S.A.P.Q. e curato da Alessandra Muschella e Gianni Parrella\, è vincitore del bando SIAE – Per Chi Crea ed è realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, e con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura\, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti.
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SUMMARY:La VI edizione di Divinarte alla Rocca dei Borgia a Nepi
DESCRIPTION:Divinarte festeggia il decimo anno e per l’occasione ha in serbo un’edizione speciale dal titolo “Quando l’Arte incontra il Pop.Tra colori\, icone e calici: i 100 di Marilyn”. \n\n\n\nLa prestigiosa rassegna che unisce vino e cultura\, ospitata nella Rocca dei Borgia\, per i suoi dieci anni si tinge dei colori iconici della Pop Art e rende omaggio a una delle figure più iconiche del XX secolo: Marilyn Monroe\, celebrando i 100 anni dalla sua nascita.  \n\n\n\nUn evento enoculturale unico che unisce il mito di Hollywood\, l’energia della cultura pop e \n\n\n\nl’eccellenza del vino in un percorso sensoriale irripetibile. \n\n\n\nVino\, territorio e percorsi enoturistici si fondono con installazioni\, performance e richiami ai grandi \n\n\n\nmaestri del genere\, da Andy Warhol a Keith Haring\, accendendo i riflettori su un capitolo fondamentale della storia visiva.  \n\n\n\nUn vero e proprio viaggio culturale che racconterà come il linguaggio dei mass media\, della pubblicità e dei beni di consumo sia stato reinterpretato dai grandi maestri italiani fondendosi con la tradizione enologica e la bellezza dei territori. \n\n\n\nLa Scuola di Piazza del Popolo con il fermento culturale della Roma degli anni Sessanta\, in cui artisti come Mario Schifano\, Franco Angeli\, Tano Festa e Mimmo Rotella hanno tradotto il mito americano e le icone come Marilyn attraverso una sensibilità e una cifra stilistica in un unicum tutto italiano che sarà celebrato con opere di pittura\, scultura\, fotografia e perfomance musicali\, teatrali\, di danza\, conferenze\, degustazioni\, degustazioni guidate e visite guidate. \n\n\n\nLa manifestazione\, organizzata dall’associazione culturale AmorArte guidata da Simona Benedetti  in collaborazione con i sommelier dell’Ais si terrà dal 2 al 4 ottobre 2026 ospitando\, come di consueto\, artisti italiani e internazionali e produttori vinicoli con il filo comune della Pop Art\, il movimento che ha rivoluzionato il rapporto tra arte\, cultura di massa\, pubblicità e musica. \n\n\n\nDa Andy Warhol a Keit Haring fino alla Scuola di Piazza del Popolo\, al centro della tre giorni ci sarà il rapporto tra arte\, pubblicità\, musica e società dell’immagine per comprendere e capire come la cultura pop abbia trasformato il modo di vedere e raccontare il mondo. \n\n\n\nIn un viaggio imperdibile tra arte\, vino\, territorio\, performance e contaminazioni musicali\, Divinarte offirà un’indimenticabile esperienza multisensoriale in un trionfo di colori\, icone\, musica e calici. \n\n\n\nIl progetto eno-culturale ideato e curato\, con successo crescente negli anni dalla direttrice artistica Simona Benedetti unisce artisti\, italiani e internazionali e produttori vinicoli coordinati da Maurizio Giovannetti in un riuscito connubio che sta riscuotendo\, nel corso degli anni\, apprezzamenti crescenti. \n\n\n\nSaranno oltre 50 gli artisti presenti alla decima edizione di Divinarte nel segno della Pop Art ospitata nella splendida cornice della Rocca dei Borgia\, scenario unico situato nel caratteristico centro storico della città di Nepi. \n\n\n\namorarteac@gmail.com Cell 339 8625645.
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SUMMARY:Interazioni: Festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 ottobre torna Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee\, che si svolgerà allo Spazio Diamante di Roma sotto la direzione di Salvo Lombardo e l’organizzazione di Chiasma\, organismo romano di produzione multidisciplinare\, di produzione\, ricerca e curatela che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività. Un decennio dedicato a scardinare la linearità dei linguaggi e a costituirsi come un vero e proprio hub di innovazione artistica e culturale e nucleo generativo di nuovi linguaggi. \n\n\n\n“Questa edizione è dedicata al re-incanto\, inteso come atto di riappropriazione politica dell’immaginario\, in un momento storico in cui il mondo è devastato\, impoverito e ostinato a mascherare le esplosioni con vuoti scintillii\, di facile consumo”\, spiega il direttore artistico Salvo Lombardo. “Tornare a meravigliarsi non è un lusso intellettuale\, quanto piuttosto la precondizione per la liberazione dalla paura\, alimentata dall’insicurezza e dalla mancanza di orizzonti di significato e dalla caduta e la fine di tutte le grandi narrazioni che sono state a fondamento della nostra precaria\, violenta\, sfuggente e pretenziosa modernità.” \n\n\n\nIl fitto programma di appuntamenti\, alterna performance\, di cui 3 in Prima Nazionale e 3 in Prima Regionale\, concerti\, proiezioni\, workshop\, progetti divulgativi e momenti di convivialità\, mantenendo il focus sulla danza e sulla performance. Un’esplorazione di una scena contemporanea più che mai vitale e originale\, che spazia dal coreografo spagnolo Quim Bigas\, impegnato a ricreare uno spazio poetico e di contemplazione attraverso forme sofisticate di unisono\, al Collettivo Amigdala\, con i suoi canti a cappella che accompagnano lo spettatore in una durational performance dal tramonto all’alba; alla danzatrice\, coreografa e regista egiziana Eman Hussein che indaga il rapporto tra lavoro\, corpo e movimento attraverso una ricerca di lungo periodo come apprendista in contesti di lavoro operaio in Egitto\, al duo di compositori e interpreti Aurora Bauzà e Pere Jou\, la cui ricerca ruota intorno alla voce umana fino alla ricerca della coreografa e travesti Sara Manubens che affronta i meccanismi emotivi e di violenza sistemica sui corpi trans-femminili.E ancora\, in questa polifonia di voci contemporanee\, tra gli ospiti si alterneranno il produttore\, compositore\, sound artist e dj galiziano-portoghese Alejandro da Rocha\, la danzatrice e coreografa Annika Pannitto\, il performer Claudio Larena che si interroga sulla relazione maestro-allievo e sui rapporti di potere che possono attraversare i processi di formazione e trasmissione\, la performer Marta Olivieri con il suo progetto di ricerca scenica che parte dall’approfondimento sulla genealogia familiare.Interazioni Festival rinnova la collaborazione con Arcigay Roma e\, da quest’anno\, ospita una sezione di cortometraggi selezionati da Fr*cinema\, la rassegna a cura di Pietro Turano\, che contribuisce a scrivere la storia della comunità LGBTQIA+ decostruendo e sovvertendo la cultura mainstream.Chiasma\, oltre all’abituale appuntamento autunnale con Interazioni Festival\, introduce Mnemosyne_atlante del divenire\, dal 9 al 12 novembre tra Largo Venue e Centrale Preneste. Un’occasione per celebrare l’incontro e la traiettoria del gruppo di artiste e artisti che negli ultimi dieci anni hanno formato l’ossatura di Chiasma come organismo di produzione delle arti dal vivo: Salvo Lombardo\, Anna Basti\, Marta Olivieri\, Daria Greco\, Fabritia D’Intino\, Diana Anselmo\, Edoardo Mozzanega\, Claudio Larena\, Valentina Sansone/Filippo Lilli. \n\n\n\nIn opposizione alle logiche di consumo estrattivo e accelerazione produttiva che spesso attraversano il settore culturale\, Mnemosyne rivendica la necessità di creare spazi di profondità\, immaginazione e reciprocità\, in cui il tempo della creazione possa essere condiviso e abitato collettivamente. Con questa prospettiva – all’interno della rassegna e attraverso una forma di co-progettazione tra artiste e artisti di Chiasma – nasce il formato inedito Furoshiki\, una pratica relazionale\, un esercizio collettivo metaforicamente ispirato al tradizionale involucro giapponese\, usato come tessuto per avvolgere e come custodia per trasportare oggetti. Con il meccanismo della open call le artiste e gli artisti di Chiasma diffonderanno una chiamata pubblica a un gruppo di operatori\, intellettuali\, critici da tutta Italia\, con l’invito a dedicare un tempo prolungato e in presenza\, alla conoscenza e all’approfondimento del lavoro di Chiasma. \n\n\n\nInterazioni Festival promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzato con il sostegno di Institut Ramon Llull e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio. \n\n\n\nIl programma giorno per giornoInterazioni Festival si svolgerà a Spazio Diamante\, che sarà la cornice di formati variegati: performance\, talk\, proiezioni e installazioni video. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre – Ad inaugurare il festival alle ore 18.00\, con due repliche alle 19.00 e alle 20.00\, sarà la coreografa Annika Pannitto che presenta Anatomía imaginaria/ricerca\, una sessione di lavoro condivisa che esplora il corpo\, il movimento e la relazione con l’altra/o\, interrogando le possibilità di immaginare attraverso il gesto nuovi spazi di dialogo e di critica. Alle 19.00\, il festival ospita la presentazione del libro Stato di incanto. Danza\, non-danza\, post-danza e performance artdi Teresa Macrì\, in dialogo con Paolo Ruffini e la moderazione di Salvo Lombardo. Il volume attraversa le trasformazioni della danza contemporanea e della performance\, dalle esperienze della Judson Dance Theater fino alle pratiche che hanno messo in discussione i canoni tradizionali della danza come forma di dissenso all’egemonia conformista. Alle 21.00 Claudio Larenapresenta Dedalo\, progetto coreografico ancora in evoluzione che indaga il rapporto maestro-allievo e i dispositivi di potere insiti nei processi di formazione e trasmissione. A seguire\, alle 21.30\, un incontro con l’artista permetterà di approfondire i temi e le pratiche alla base del lavoro. La giornata si conclude alle 22.00\, nella Sala White\, con il dj set ambient di Alejandro da Rocha\, un paesaggio sonoro immersivo costruito tra silenzi e trame elettroniche in continua evoluzione.Sabato 3 ottobre – Il 3 ottobre\, lo Spazio Diamante accoglie una giornata dedicata alla pluralità dei linguaggi della scena contemporanea. Alle 18.00 e alle 20.00\, nella Sala Grey\, il format Nuove frontiere del cinema Queer propone una selezione di cortometraggi selezionati da Fr*cinema\, la rassegna a cura di Pietro Turano e Arcigay Roma\, in una collaborazione che il festival rinnova per esplorare le narrazioni e le rappresentazioni della comunità LGBTQIA+ attraverso opere capaci di decostruire e sovvertire l’immaginario mainstream. Alle 19.00seguirà un incontro con lə registə dei cortometraggi\, moderato da Pietro Turano. Nella Sala White\, alle 18.00 e alle 18.30\, Marta Olivieri presenta LYRICA oggetto primo\, una ricerca scenica presentata nel suo pieno svolgimento che parte dalla genealogia familiare per interrogare le genealogie femminili e il modo in cui immagini\, memorie e percorsi del passato continuano a formare il presente. Alle 21.00\, sarà la volta di D’ENÇÀ di Quim Bigas\, in Prima Nazionale\, una danza corale che costruisce nello spazio un luogo di incontro\, cura e ascolto. Tra unisono e rottura\, il movimento diventa strumento per esplorare nuove forme di relazione e possibili modi di abitare insieme lo spazio e il tempo. A chiudere la giornata\, alle 23.45\, Elementare del Collettivo Amigdala\, per la prima volta nel Lazio\, trasforma la notte in un’esperienza performativa di ascolto e condivisione. Sei voci a cappella accompagnano il pubblico dal tramonto all’alba\, mentre una scrittura dal vivo si deposita su lenzuola bianche\, costruendo progressivamente un paesaggio poetico collettivo.Domenica 4 ottobre –  L’ultima giornata si apre alle 18.45\, nella Sala Grey dello Spazio Diamante\, con Beila dell’artista egiziana Eman Hussein\, un’installazione video proposta in loop fino alle 21.30. Il lavoro nasce dall’esperienza dell’artista in un’officina meccanica del Cairo\, dove ha osservato e condiviso i gesti quotidiani delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra documentario e danza\, Beila trasforma il lavoro manuale\, i suoi ritmi\, i suoni e i movimenti in una nuova grammatica coreografica. Alle 19.00\, nella Sala White\, l’artista egiziana presenta in Prima Nazionale Smell of Cement\, una performance che porta in scena il paesaggio fisico e umano del cantiere. Tra cemento\, ferro\, fatica e gesti ripetuti\, il lavoro guarda agli operai come a danzatori e al capocantiere come a un coreografo\, interrogando il rapporto tra lavoro\, corpo e organizzazione del movimento. Alle 20.00\, nella Sala Black\, Sara Manubens presenta in Prima Nazionale Symphony of the Seas\, un’indagine viscerale sulla trans-corporalità\, sull’amore e sulla violenza esercitata sui corpi transfemminili. Tra melodramma\, ironia e tensione performativa\, l’artista costruisce uno spazio sospeso tra realtà e finzione\, dove l’emozione stessa diventa un gesto di dissidenza. La chiusura del festival è affidata\, alle 21.00\, ad Aurora Bauzà & Pere Jou con A BEGINNING #16161D in Prima Regionale. Cinque performer attraversano il buio guidati da luci portatili\, mentre voce\, respiro\, movimento e suono costruiscono progressivamente un paesaggio scenico. Un viaggio dal buio alla luce che interroga la relazione tra individuo e collettivo e immagina nuove possibilità di stare insieme.
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SUMMARY:"Fatti non fummo a viver come bruti ma…". mostra fotografica a Trieste
DESCRIPTION:Hangar Teatri inaugura la stagione delle mostre 2026/2027 della Sala di Pietra\, in via Luigi Pecenco 8 a Trieste\, con “Fatti non fummo a viver come bruti ma…” – Testimonianza fotografica della Grande Guerra sul Carso isontino\, maggio 1917\, una mostra fotografica che prende vita dal ritrovamento di un prezioso album appartenuto all’insegnante Silvio Morandini. L’inaugurazione si terrà venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 19:00 con un vernissage aperto al pubblico. L’esposizione resterà visitabile fino a domenica 8 novembre 2026. \n\n\n\nConservato per decenni tra i documenti di famiglia\, l’album raccoglie quaranta pagine di fotografie realizzate durante la decima battaglia dell’Isonzo\, nel maggio del 1917\, accompagnate dalle didascalie originali scritte dallo stesso Morandini. Si tratta di una testimonianza rara e preziosa che\, più che raccontare gli aspetti militari del conflitto\, restituisce il punto di vista di un uomo che ha vissuto la guerra nella sua quotidianità\, osservandola con profonda sensibilità\, umanità e compassione. \n\n\n\nIl percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso fotografie\, testimonianze e materiali d’archivio che trasformano una memoria familiare in un patrimonio collettivo. Le immagini raccontano il fronte del Carso isontino senza retorica\, lasciando emergere la dimensione più autentica dell’esperienza umana: la fatica\, l’attesa\, la fragilità e la speranza. È uno sguardo capace di superare i confini della storia militare per interrogare il presente e ricordare quanto il valore della memoria sia essenziale per comprendere il nostro tempo. \n\n\n\nIl titolo della mostra\, tratto dal celebre verso dantesco “Fatti non foste a viver come bruti\, ma per seguir virtute e canoscenza”\, richiama la necessità di conservare e tramandare la memoria come strumento di conoscenza e consapevolezza\, affidando alla fotografia il compito di custodire non solo gli eventi\, ma anche le emozioni e le ferite di un’intera generazione. \n\n\n\nLa mostra è a cura di Antonio Amadeo. Le didascalie originali sono di Silvio Morandini\, mentre l’album appartiene alla famiglia Amadeo\, che ne ha reso possibile la conservazione e la valorizzazione. La realizzazione del catalogo è curata dal FotoCineClub di Lignano Sabbiadoro\, mentre l’allestimento dell’esposizione è a cura di Sergio Pancaldi e Hangar Teatri. \n\n\n\nL’esposizione sarà visitabile fino a domenica 8 novembre 2026\, durante gli orari di apertura di Hangar Teatri e in concomitanza con gli eventi della programmazione. Si consiglia di consultare il calendario aggiornato sul sito hangarteatri.com prima della visita. \n\n\n\nPer maggiori informazioni: info@hangarteatri.it o +39 388 398 0768. L’ingresso è gratuito.
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SUMMARY:“Se verrà la guerra tutti giù per terra” al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la rassegna YOU. The YOUng City a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma): venerdì 2 ottobre alle 21.00 viene presentato lo studio scenico “Se verrà la guerra tutti giù per terra” con la regia di Tiziana Lucattini e Fabio Traversa e con le allieve e gli allievi del laboratorio teatrale La Pietra Parla(www.lapietraparlateatro.it ). \n\n\n\nIn un futuro fin troppo vicino\, un gruppo di persone comuni viene convocato in una imprecisata struttura militare\, dove l’emergenza e la paura sembrano aver sospeso ogni certezza. Tra addestramenti grotteschi\, ordini contraddittori e attese interminabili\, uomini e donne spaesati cercano di comprendere chi sia davvero il nemico e quale ruolo siano chiamati a interpretare. Attraversando continuamente il confine tra personaggio e attore\, il testo intreccia ironia\, memoria\, poesia e riflessione civile\, interrogandosi sul potere\, sull’obbedienza e sulla fragilità umana di fronte alla guerra. Un coro disarmato che mette in scena non gli eroi\, ma le paure\, i dubbi e le contraddizioni di chi resta intrappolato nella Storia. \n\n\n\nIngresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ oppure via mail scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nYOU. The YOUng City con la direzione artistica di Tiziana Lucattini prosegue fino al 28 novembre con tanti appuntamenti tutti a ingresso gratuito. \n\n\n\nIl progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, in collaborazione con SIAE. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre alle 21.00 \n\n\n\n“Se verrà la guerra tutti giù per terra”  \n\n\n\nstudio scenico  \n\n\n\nTesto e regia: Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nCollaborazione ai movimenti scenici: Cristiano Fondelli  \n\n\n\nCon Mirko Ameglio\, Sara Bocchetta\, Tiziana Colella\, Serena Corrado\, Michele D’Elia\, Demetra Deligiovas\, Wanda Doria\, Laura Fabi\, Carlo Falco\, Paola Fois\, Elisabetta Frasca\, Lauriane Mariamé\, Valerio Neri\, Gianluca Parisi\, Clelia Tonelli\, Fabio Traversa \n\n\n\nLuci: Chiara Saiella \n\n\n\nFonica: Gabriele Traversa \n\n\n\nYOU. The Young city – Centrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma \n\n\n\nPercorso sostenibile: Autobus: 81 – 112 – 213 – 312 – 409 – 545 Tram: 5 – 14 – 19 Fermata Giussano – Metro C (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nINGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria \n\n\n\nInformazioni: 06 27801063 lun / ven 10.00 – 17.00 – info@ruotalibera.eu – www.centraleprenesteteatro.it \n\n\n\nPrenotazioni: https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o info@ruotalibera.eu \n\n\n\nFB: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro \n\n\n\nIG: www.instagram.com/centralepreneste/
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"UNUS" al Teatro IF
DESCRIPTION:Sarà UNUS\, in scena venerdì 2 ottobre alle ore 21 al Teatro IF di Roma\, ad aprire la nuova stagione 2026/2027 del teatro romano. Lo spettacolo\, ideato e diretto da Sara Ciprietti\, nasce da una domanda essenziale: qual è l’origine della vibrazione che anima la vita? \n\n\n\nProdotto da Ars Fluendi\, UNUS attraversa tre possibili prospettive: il suono come forza capace di modellare la materia\, il corpo come strumento vibrante che genera il suono attraverso il movimento e un principio originario che precede entrambi e trova proprio nel corpo e nella voce il proprio veicolo di espressione. \n\n\n\nLo spettacolo non sceglie una sola risposta\, ma mette queste prospettive in relazione. Danza\, voce\, musica originale\, parola e immagini convivono sulla scena senza una gerarchia definita\, costruendo un linguaggio nel quale il corpo diventa luogo di ascolto\, materia vibrante e spazio di relazione tra ciò che è visibile e ciò che non lo è. \n\n\n\nAnche le proiezioni partecipano a questo dialogo: non hanno una funzione puramente illustrativa\, ma contribuiscono ad ampliare la percezione dello spazio scenico\, in un continuo rapporto tra suono\, movimento e visione. \n\n\n\nLa drammaturgia alterna momenti di composizione a spazi di improvvisazione strutturata. L’improvvisazione diventa così una pratica di relazione e di ascolto del presente\, permettendo alla ricerca di rinnovarsi a ogni replica. \n\n\n\nPiù che proporre una risposta alla domanda da cui prende origine\, UNUS invita lo spettatore a sostare nella domanda stessa\, attraversando il confine tra ciò che può essere spiegato e ciò che può essere percepito e vissuto. \n\n\n\nSul palco\, insieme a Sara Ciprietti\, Simone Montanari\, Roberto Rosiello\, Andrea Simonelli\, Giuseppe Taffi e Danny Di Diomede.L’appuntamento inaugura la stagione 2026/2027 del Teatro IF\, che quest’anno celebra i dieci anni di attività e prosegue il proprio percorso nella scena OFF romana attraverso una programmazione che dà spazio a compagnie storiche e nuove realtà del territorio \n\n\n\nPosti limitati\, prenotazione obbligatoria. \n\n\n\nInfo e prenotazioni:342 686 4372 (telefono e WhatsApp)prenotazioni@teatroif.itBiglietti Online: https://www.ticket.it/teatro/evento/unus.aspx
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LOCATION:Teatro IF\, Via Nomentana\, 1018\, Roma\, 00137\, Italia
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SUMMARY:‘N FILETTO DE VOCE – La mia Roma\, la mia storia\, la mia voce al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà Cristiano Amici\, accompagnato dall’Ensemble dell’Accademia di Canto Romanesco ALVARO AMICI\, ad aprire la stagione dei concerti al Teatro di Villa Lazzaroni venerdì 2 ottobre 2026 con ‘N FILETTO DE VOCE – La mia Roma\, la mia storia\, la mia voce. \n\n\n\nCi sono amori che non si scelgono: fanno parte di noi\, scorrono nelle vene e diventano il respiro della nostra vita. Per me questo amore ha il volto\, i colori e la voce di Roma. La canzone romana non è soltanto musica: è la mia storia\, è il legame profondo con la mia famiglia\, è il ricordo più nitido di mio nonno\, è un patrimonio di emozioni che custodisco e porto avanti con orgoglio. Sono cresciuto immerso corpo e anima in queste melodie\, nelle parole dei grandi poeti e cantautori romani\, in quelle storie capaci di raccontare la vita\, le gioie\, le sofferenze e l’ironia di un popolo unico. Salirò sul palco con il cuore di chi non interpreta soltanto delle canzoni\, ma racconta una parte di sé. Perché cantare Roma\, per me\, significa custodire un’eredità e trasformarla in emozione.
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SUMMARY:Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 ottobre torna Interazioni\, il festival multidisciplinare di arti e culture contemporanee\, che si svolgerà allo Spazio Diamante di Roma sotto la direzione di Salvo Lombardo e l’organizzazione di Chiasma\, organismo romano di produzione multidisciplinare\, di produzione\, ricerca e curatela che quest’anno festeggia i suoi primi dieci anni di attività. Un decennio dedicato a scardinare la linearità dei linguaggi e a costituirsi come un vero e proprio hub di innovazione artistica e culturale e nucleo generativo di nuovi linguaggi. \n\n\n\n“Questa edizione è dedicata al re-incanto\, inteso come atto di riappropriazione politica dell’immaginario\, in un momento storico in cui il mondo è devastato\, impoverito e ostinato a mascherare le esplosioni con vuoti scintillii\, di facile consumo”\, spiega il direttore artistico Salvo Lombardo. “Tornare a meravigliarsi non è un lusso intellettuale\, quanto piuttosto la precondizione per la liberazione dalla paura\, alimentata dall’insicurezza e dalla mancanza di orizzonti di significato e dalla caduta e la fine di tutte le grandi narrazioni che sono state a fondamento della nostra precaria\, violenta\, sfuggente e pretenziosa modernità.” \n\n\n\nIl fitto programma di appuntamenti\, alterna performance\, di cui 3 in Prima Nazionale e 3 in Prima Regionale\, concerti\, proiezioni\, workshop\, progetti divulgativi e momenti di convivialità\, mantenendo il focus sulla danza e sulla performance. Un’esplorazione di una scena contemporanea più che mai vitale e originale\, che spazia dal coreografo spagnolo Quim Bigas\, impegnato a ricreare uno spazio poetico e di contemplazione attraverso forme sofisticate di unisono\, al Collettivo Amigdala\, con i suoi canti a cappella che accompagnano lo spettatore in una durational performance dal tramonto all’alba; alla danzatrice\, coreografa e regista egiziana Eman Hussein che indaga il rapporto tra lavoro\, corpo e movimento attraverso una ricerca di lungo periodo come apprendista in contesti di lavoro operaio in Egitto\, al duo di compositori e interpreti Aurora Bauzà e Pere Jou\, la cui ricerca ruota intorno alla voce umana fino alla ricerca della coreografa e travesti Sara Manubens che affronta i meccanismi emotivi e di violenza sistemica sui corpi trans-femminili.E ancora\, in questa polifonia di voci contemporanee\, tra gli ospiti si alterneranno il produttore\, compositore\, sound artist e dj galiziano-portoghese Alejandro da Rocha\, la danzatrice e coreografa Annika Pannitto\, il performer Claudio Larena che si interroga sulla relazione maestro-allievo e sui rapporti di potere che possono attraversare i processi di formazione e trasmissione\, la performer Marta Olivieri con il suo progetto di ricerca scenica che parte dall’approfondimento sulla genealogia familiare.Chiasma\, oltre all’abituale appuntamento autunnale con Interazioni Festival\, introduce Mnemosyne_atlante del divenire\, dal 9 al 12 novembre tra Largo Venue e Centrale Preneste. Un’occasione per celebrare l’incontro e la traiettoria del gruppo di artiste e artisti che negli ultimi dieci anni hanno formato l’ossatura di Chiasma come organismo di produzione delle arti dal vivo: Salvo Lombardo\, Anna Basti\, Marta Olivieri\, Daria Greco\, Fabritia D’Intino\, Diana Anselmo\, Edoardo Mozzanega\, Claudio Larena\, Valentina Sansone/Filippo Lilli. \n\n\n\nIn opposizione alle logiche di consumo estrattivo e accelerazione produttiva che spesso attraversano il settore culturale\, Mnemosyne rivendica la necessità di creare spazi di profondità\, immaginazione e reciprocità\, in cui il tempo della creazione possa essere condiviso e abitato collettivamente. Con questa prospettiva – all’interno della rassegna e attraverso una forma di co-progettazione tra artiste e artisti di Chiasma – nasce il formato inedito Furoshiki\, una pratica relazionale\, un esercizio collettivo metaforicamente ispirato al tradizionale involucro giapponese\, usato come tessuto per avvolgere e come custodia per trasportare oggetti. Le artiste e gli artisti di Chiasma insieme ad alcuni ospiti\, tra operatori\, intellettuali\, critici dedicheranno un tempo prolungato e in presenza\, alla conoscenza e all’approfondimento del lavoro di Chiasma. \n\n\n\nInterazioni Festival promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzato con il sostegno di Institut Ramon Llull e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio. \n\n\n\nIl programma giorno per giornoInterazioni Festival si svolgerà a Spazio Diamante\, che sarà la cornice di formati variegati: performance\, talk\, proiezioni e installazioni video. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre – Ad inaugurare il festival alle ore 18.00\, con due repliche alle 19.00 e alle 20.00\, sarà la coreografa Annika Pannitto che presenta Anatomía imaginaria/ricerca\, una sessione di lavoro condivisa che esplora il corpo\, il movimento e la relazione con l’altra/o\, interrogando le possibilità di immaginare attraverso il gesto nuovi spazi di dialogo e di critica. Alle 19.00\, il festival ospita la presentazione del libro Stato di incanto. Danza\, non-danza\, post-danza e performance artdi Teresa Macrì\, in dialogo con Paolo Ruffini e la moderazione di Salvo Lombardo. Il volume attraversa le trasformazioni della danza contemporanea e della performance\, dalle esperienze della Judson Dance Theater fino alle pratiche che hanno messo in discussione i canoni tradizionali della danza come forma di dissenso all’egemonia conformista. Alle 21.00 Claudio Larenapresenta Dedalo\, progetto coreografico ancora in evoluzione che indaga il rapporto maestro-allievo e i dispositivi di potere insiti nei processi di formazione e trasmissione. A seguire\, alle 21.30\, un incontro con l’artista Chiara Organtini e Salvo Lombardo permetterà di approfondire i temi e le pratiche alla base del lavoro. La giornata si conclude alle 22.00\, nella Sala White\, con il dj set ambient di Alejandro da Rocha\, un paesaggio sonoro immersivo costruito tra silenzi e trame elettroniche in continua evoluzione.Sabato 3 ottobre – Il 3 ottobre\, lo Spazio Diamante accoglie una giornata dedicata alla pluralità dei linguaggi della scena contemporanea. Alle 18.00 la proiezione di Femmenell di Andrea Fortis\, un viaggio tra sacro e profano in cui i Femminielli\, antica figura non-binaria napoletana\, lottano per la loro sopravvivenza contro il mutare del tempo ei flussi globalizzanti. Alle 19.15 seguirà un incontro con Andrea Fortis e Rrrrosæ. Nella Sala White\, alle 18.00 e alle 18.30\, Marta Olivieripresenta LYRICA oggetto primo\, una ricerca scenica presentata nel suo pieno svolgimento che parte dalla genealogia familiare per interrogare le genealogie femminili e il modo in cui immagini\, memorie e percorsi del passato continuano a formare il presente. Alle 21.00\, sarà la volta di D’ENÇÀ di Quim Bigas\, in Prima Nazionale\, una danza corale che costruisce nello spazio un luogo di incontro\, cura e ascolto. Tra unisono e rottura\, il movimento diventa strumento per esplorare nuove forme di relazione e possibili modi di abitare insieme lo spazio e il tempo. A chiudere la giornata\, alle 23.45\, Elementare del Collettivo Amigdala\, per la prima volta nel Lazio\, trasforma la notte in un’esperienza performativa di ascolto e condivisione. Sei voci a cappella accompagnano il pubblico dal tramonto all’alba\, mentre una scrittura dal vivo si deposita su lenzuola bianche\, costruendo progressivamente un paesaggio poetico collettivo.Domenica 4 ottobre –  L’ultima giornata si apre alle 18.45\, nella Sala Grey dello Spazio Diamante\, con Belia dell’artista egiziana Eman Hussein\, un’installazione video proposta in loop fino alle 21.30. Il lavoro nasce dall’esperienza dell’artista in un’officina meccanica del Cairo\, dove ha osservato e condiviso i gesti quotidiani delle lavoratrici e dei lavoratori. Tra documentario e danza\, Beila trasforma il lavoro manuale\, i suoi ritmi\, i suoni e i movimenti in una nuova grammatica coreografica. Alle 19.00\, nella Sala White\, l’artista egiziana presenta in Prima Nazionale Smell of Cement\, una performance che porta in scena il paesaggio fisico e umano del cantiere. Tra cemento\, ferro\, fatica e gesti ripetuti\, il lavoro guarda agli operai come a danzatori e al capocantiere come a un coreografo\, interrogando il rapporto tra lavoro\, corpo e organizzazione del movimento. Alle 20.00\, nella Sala Black\, Sara Manubens presenta in Prima Nazionale Symphony of the Seas\, un’indagine viscerale sulla trans-corporalità\, sull’amore e sulla violenza esercitata sui corpi transfemminili. Tra melodramma\, ironia e tensione performativa\, l’artista costruisce uno spazio sospeso tra realtà e finzione\, dove l’emozione stessa diventa un gesto di dissidenza. La chiusura del festival è affidata\, alle 21.00\, ad Aurora Bauzà & Pere Jou con A BEGINNING #16161D in Prima Regionale. Cinque performer attraversano il buio guidati da luci portatili\, mentre voce\, respiro\, movimento e suono costruiscono progressivamente un paesaggio scenico. Un viaggio dal buio alla luce che interroga la relazione tra individuo e collettivo e immagina nuove possibilità di stare insieme.
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SUMMARY:Factory Fest – Festa delle arti performative in Umbria
DESCRIPTION:Dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre 2026 torna Factory Fest – Festa delle arti performative\, il festival diffuso ideato da Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International\, con la direzione artistica di Elisabetta ed Emiliano Pergolari.  Giunto alla sesta edizione\, Factory Fest attraversa Spoleto\, Campello sul Clitunno\, Foligno\, Spello e Perugia\, trasformando teatri\, spazi culturali e luoghi del territorio in una scena diffusa per le arti performative contemporanee. Tra le presenze che danno forma a questa edizione\, nell’area del teatro e della scrittura scenica\, Factory Fest accoglie La vita degli animali\, nuovo lavoro di Elisa Pol e Chiara Lagani in una delle sue prime presentazioni pubbliche\, insieme a due nuove creazioni proposte in forma di studio: Alla linea – Ponthus di TriPèe Teatro e Lori di Nicoletta Nobile / Drama Teatro. Sul terreno della ricerca coreografica\, il programma comprende Verso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra\, produzione Societas\, e Comeback di Fabritia D’Intino e Agnese Banti. Tra musica e ricerca sonora\, Hiraeth di Antonina Nowacka e Sofie Birch\, presentato in prima nazionale\, mentre Alfio Antico\, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte tornano insieme in una performance dal vivo che celebra i dieci anni dall’uscita di Antico\, l’album che ha unito le loro visioni artistiche. \n\n\n\nIl titolo dell’edizione 2026\, Fuori di sé\, invita a spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente\, gli altri corpi\, la comunità\, la storia\, il conflitto\, il suono. Una postura che attraversa un programma in cui teatro\, danza\, musica\, performance\, installazioni\, cinema\, radio e formazione si incontrano e si contaminano.La prima soglia è quella dei luoghi\, dell’ambiente\, delle altre forme del vivente. In Bloom & Doom\, Caterina Moroni attraversa insieme a un gruppo di bambine e bambini di Campello il collasso climatico e la trasmissione tra generazioni\, invertendo le consuete posizioni di chi guida e di chi è chiamato a seguire. In Dedica di Sara Sguotti è lo spazio stesso a intervenire sul gesto e sulla partitura\, in un lavoro che si costruisce nell’incontro con ciò che accade intorno. Il nuovo progetto di Elisa Pol e Chiara Lagani sposta ancora lo sguardo\, interrogando il modo in cui abitiamo la terra e la relazione che costruiamo con il mondo animale. \n\n\n\nMa uscire da sé significa anche incontrare il mondo che abbiamo prodotto. Un mondo attraversato da catastrofi\, violenze\, disuguaglianze\, sfruttamento dei corpi e della terra; un fuori che entra dentro le vite\, le modifica\, le consuma. In Alla linea\, tratto da Joseph Ponthus\, Tripee porta sulla scena la ripetizione alienante della fabbrica e un corpo sottoposto al tempo della produzione. Comeback di D’Intino/Banti attraversa i meccanismi dell’idolatria nell’Occidente contemporaneo\, mentre in Kamikaze Giulio Santolini porta all’estremo lo sforzo di compiacere il pubblico\, fino a fare dell’aspettativa e dello sguardo altrui una pressione sul corpo stesso della performance. \n\n\n\nCon La svastica sul sole Experience\, lacasadargilla costruisce una realtà alternativa nella quale gli esiti della Seconda guerra mondiale sono invertiti\, facendo vacillare il confine tra storia\, distopia e possibilità del presente. In Arlecchino di Zaches Teatro\, è un teatro in rovina a restituire l’immagine di un mondo che cade a pezzi\, ma nel quale continua a muoversi una forza ostinata e vitale. Due di Notte di Pennacchia/Serrani concentra invece tutto nello spazio fragile della relazione e nel tentativo di dirsi ciò che resta prima che il tempo finisca. \n\n\n\nFino a Non una voce di Ultimi Fuochi\, performance per quattro spettatori alla volta che\, in dialogo con Dissipatio H.G. di Guido Morselli\, porta all’estremo la sottrazione dell’altro: un mondo quasi svuotato della presenza umana\, nel quale la possibilità stessa della relazione sembra essersi dissolta. Quando non resta più nessun altro\, anche uscire dal sé diventa impossibile. È forse proprio da questa soglia che il programma cambia movimento. Uscire dal sé non significa più soltanto esporsi a ciò che ci circonda\, ma sospendere per un momento l’io come misura dominante dell’esperienza\, lasciarsi attraversare da corpi\, voci\, ritmi e suoni. \n\n\n\nIn Verso la specie di Claudia Castellucci\, la danza torna verso un impulso originario\, osservando ritmi umani\, animali\, vegetali e minerali e facendo emergere la singolarità del corpo dentro un movimento comune. In POP di Nicola Galli\, presenza\, gioco e movimento mettono progressivamente in moto un’azione corale. Re-Penelope di Cult of Magic riprende invece una figura confinata per secoli nello spazio dell’attesa e ne rovescia la postura\, facendo della presenza femminile una possibilità di azione politica e collettiva. In Lori\, al suo debutto a Factory Fest\, Nicoletta Nobile attraversa parola\, memoria e performance\, lasciando che il racconto privato assuma una forma nuova davanti a chi ascolta. \n\n\n\nPoi\, il corpo scompare dentro al suono. La ricerca di Lino Capra Vaccina e Mai Mai Mai attraversa una materia acustica e rituale in cui memoria\, folklore e sperimentazione si contaminano. Con Enrico Malatesta l’ascolto si concentra sulla propagazione del suono: risonanze\, armonici\, ipertoni e suoni fantasma emergono e si trasformano nello spazio. Le voci di Antonina Nowacka e Sofie Birch aprono nuovi paesaggi sonori in una prima nazionale del duo\, mentre il progetto speciale che riunisce Alfio Antico\, Colapesce e Mario Conte riporta il suono a una dimensione primitiva\, ancestrale e magica. \n\n\n\nSi esce dal sé anche nella più semplice e radicale forma dello stare insieme. Accade nelle azioni del gruppo informale Danza Insieme\, guidato da Lucia Guarino\, dove il gesto individuale entra in una pratica condivisa; accade quando la relazione tra chi agisce e chi guarda smette di essere soltanto frontale e diventa presenza comune. È qui che prende forma la festa delle arti performative: non una cornice intorno agli spettacoli\, ma un atto collettivo\, uno spazio temporaneo in cui corpi\, voci\, ritmi e presenze possono incontrarsi e modificarsi reciprocamente. \n\n\n\nIntorno agli spettacoli\, Factory Fest costruisce altri dispositivi di ascolto\, formazione e restituzione. Upside Down #5 di Silvio Impegnoso assume la forma instabile di un talk imperfetto e di una performance radiofonica; con Lisa Tonelli\, Impegnoso cura inoltre Il Lampadario\, percorso di educazione alla visione rivolto agli adolescenti. Il cinema entra nel programma con L’Isola del Teatro di Velia Papa ed Eleonora Diana\, mentre Progetto Piuma\, diretto da Mattia Maiotti e Debora Renzi in collaborazione con Occhisulmondo di Perugia\, porta nel festival un percorso di formazione coreografica e creazione scenica\, che trova la sua restituzione al Teatro Pavone con Non è inferno\, un lavoro sui corpi e sulle relazioni che prendono forma nello spazio della città. La presentazione dell’ultimo numero de La Falena\, con Rodolfo Sacchettini e Altre Velocità\, apre infine uno spazio alla critica e alla possibilità di osservare e restituire attraverso la parola ciò che accade. \n\n\n\nNe emerge un programma che non cerca una risposta univoca a cosa significhi essere Fuori di Sé. Ne attraversa piuttosto le possibilità: incontrare ciò che non siamo\, misurarsi con un mondo che sembra aver perso la propria misura\, affidare il corpo a ritmi che eccedono l’individuo\, lasciare che una voce ne incontri altre\, che il suono modifichi lo spazio\, che un gesto individuale apra la strada a un’azione collettiva. Un incontro che accade qui\, solo in questo momento\, mentre la catastrofe incombe. \n\n\n\nFactory Fest – Festa delle arti performative è a cura di Gestioni Cinematografiche e Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria International. Il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura\, Regione Umbria\, Comune di Foligno\, Comune di Spoleto\, Comune di Campello\, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria\, CURA\, Fontemaggiore\, CoopCulture\, Holydays Festival\, Palazzo Collicola\, Teatro San Carlo\, Coop. DENSA\, Occhisulmondo\, E-Production srl\, Nerval Teatro\, Caritas/Arca del Mediterraneo. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVENERDÌ 2 OTTOBRE\n\n\n\nOre 18.30 – Cortile Auditorium Pacifici\, Campello sul ClitunnoDanzaPOP di Nicola Galli \n\n\n\nOre 21.00 – Auditorium Pacifici\, Campello sul ClitunnoTeatroKamikaze\, spero vada meglio dell’ultima volta di Giulio Santolini \n\n\n\nSABATO 3 OTTOBRE\n\n\n\nOre 10.30 e 13.00 – Spazio pubblico\, Campello sul ClitunnoPerformanceBloom & Doom [Poetic Riot] di Caterina Moroni \n\n\n\nOre 15.30\, 16.00 e 16.30 – Palazzo Due Mondi\, SpoletoTeatroLa vita degli animali – Elizabeth di Elisa Pol \n\n\n\nOre 16.30 – Sala Pegasus\, SpoletoDocufilmL’isola del teatro di Velia Papa ed Eleonora DianaA seguire\, incontro con Velia Papa a cura di Stefano Romagnoli \n\n\n\nOre 19.00 – Cantiere Oberdan\, SpoletoPerformanceSpeaking Cables di Agnese Banti \n\n\n\nOre 21.30 – Palazzo Due Mondi\, SpoletoTeatroLa vita degli animali di Elisa PolA seguire\, Cave Canem \n\n\n\nDOMENICA 4 OTTOBRE\n\n\n\nOre 16.00 e 18.30 – Cantiere Oberdan\, SpoletoDanzaComeback di Fabritia D’Intino e Agnese BantiCon Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nOre 17.00 – Cortile Palazzo Collicola\, SpoletoDanzaRe Penelope di Cult of MagicCon Teatro Stabile dell’Umbria \n\n\n\nOre 21.00 – Teatro Pavone\, PerugiaDanzaNon è inferno di Progetto PiumaCon Occhisulmondo \n\n\n\nGIOVEDÌ 8 OTTOBRE\n\n\n\nOre 17.00 – Piazza della Repubblica\, FolignoDanzaDanza Insieme: Parade – Un atto di presenza di Lucia Guarino\, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana \n\n\n\nOre 18.30 – Palazzo Candiotti\, FolignoDanzaDedica di Sara Sguotti \n\n\n\nOre 21.30 – Oratorio del Crocifisso\, FolignoMusica / SuonoHiraeth di Antonina Nowacka & Sofie Birch \n\n\n\nVENERDÌ 9 OTTOBRE\n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 20.30 – Teatro Subasio\, SpelloTeatroAlla linea – Ponthus (studio) di TriPèe Teatro \n\n\n\nOre 22.00 – Oratorio del Crocifisso\, FolignoMusica / SuonoLino Capra Vaccina & Mai Mai Mai \n\n\n\nSABATO 10 OTTOBRE\n\n\n\nOre 11.00 e 15.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoInstallazione sonoraSvastica sul sole Experience di lacasadargilla \n\n\n\nOre 17.30 – Palazzo Candiotti\, FolignoDanzaDanza Insieme: Parade – Pratiche partecipative di Lucia Guarino\, Teresa Rospetti ed Emma Tramontana \n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 19.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria\, FolignoTeatroLori (primo studio) di Nicoletta Nobile / Drama Teatro \n\n\n\nOre 21.00 – Ex ZUT / Nuovo Cinema Vittoria\, FolignoTeatroDue di notte di Pennacchia / Serrani \n\n\n\nOre 22.00 – Auditorium San Domenico\, FolignoMusica / SuonoAntico di Alfio Antico\, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte \n\n\n\nDOMENICA 11 OTTOBRE\n\n\n\nOre 10.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoIncontroRodolfo Sacchettini – La FalenaPresentazione del nuovo numero della rivista \n\n\n\nOre 11.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoTalkUpside Down #5 – Il talk imperfettoCon Radio IF \n\n\n\nOre 13.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoBrunch a cura di Natura Sì e Moretti Omero \n\n\n\nOre 16.00 – Palazzo Candiotti\, FolignoMusica / SuonoEnrico Malatesta plays Éliane Radigue’s Occam XXVI \n\n\n\nOre 17.00 – Chiostro San Giacomo\, FolignoDanzaVerso la specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra \n\n\n\nOre 19.00\, 20.30 e 22.00 – Spazio pubblico\, FolignoTeatroNon una voce di Ultimi Fuochi TeatroPosti limitati\, prenotazione obbligatoria \n\n\n\nOre 20.30 – Teatro Subasio\, SpelloTeatroArlecchino di Zaches Teatro \n\n\n\nProgramma completo su factoryfest.it/2026-programma/
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SUMMARY:La stagione del Teatro Costantino Parravano di Caserta
DESCRIPTION:La stagione teatrale 2026/2027 inaugura una nuova fase nella storia del Teatro Comunale ‘Costantino Parravano’ di Caserta\, che torna a essere un luogo centrale della vita culturale cittadina grazie alla collaborazione tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano\, cui sono affidate la gestione e la programmazione artistica. \n\n\n\nIl percorso condiviso nasce dalla volontà di restituire alla città un teatro vivo\, aperto e partecipato: un presidio culturale permanente capace non solo di ospitare spettacoli\, ma di generare relazioni\, formazione\, confronto e nuove opportunità per il territorio.  \n\n\n\n«La riapertura del Teatro Parravano – spiegano i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caserta\, Antonella Scolamiero\, Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda – costituisce un momento molto significativo per la città\, che si riappropria di uno spazio di fondamentale importanza per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Sin dal nostro insediamento\, abbiamo lavorato con grande impegno per superare tutte le criticità esistenti e finalmente siamo riusciti a riaprire il teatro\, che da ottobre proporrà una stagione di ottimo livello. Ringraziamo gli uffici comunali\, che con impegno e abnegazione hanno permesso di centrare questo risultato\, importante sia dal punto di vista culturale che simbolico». \n\n\n\nLa nuova programmazione accompagnerà la stagione di prosa con rassegne musicali (una particolare attenzione al jazz)\, progetti dedicati alla scena contemporanea\, appuntamenti rivolti alle nuove generazioni\, attività formative e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi\, nella convinzione che un teatro debba essere prima di tutto uno spazio di comunità. \n\n\n\n«L’affidamento del Teatro Parravano – dichiara il Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo – rappresenta per il Teatro Pubblico Campano una responsabilità importante e una straordinaria opportunità. Il nostro impegno sarà quello di costruire un progetto culturale capace di valorizzare l’identità di questo spazio e di rafforzare il rapporto tra il teatro e la città di Caserta. Vogliamo che il Parravano torni a essere un punto di riferimento per gli spettatori\, per gli artisti e per le nuove generazioni\, un luogo aperto alla partecipazione e alla crescita culturale del territorio». \n\n\n\nIl cartellone 2026/2027 è pensato per esprimere tutte le potenzialità del Teatro Comunale Costantino Parravano\, consolidandone il ruolo di spazio dedicato alla cultura\, all’innovazione e all’inclusione.  \n\n\n\nLa sinergia tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano rappresenta il fondamento di un modello di collaborazione istituzionale volto a garantire continuità progettuale\, qualità artistica e un’offerta culturale capace di accompagnare la crescita sociale e culturale della comunità. \n\n\n\nAd inaugurare la stagione\, dal 2 al 4 ottobre\, sarà Non ti pago uno dei testi più amati di Eduardo De Filippo\, affidato all’interpretazione di Salvo Ficarra\, Carolina Rosi\, Nicola Di Pinto e Mario Porfito\, lo spettacolo l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa. Un classico intramontabile che continua a interrogare il rapporto tra superstizione\, destino e rapporti familiari\, aprendo simbolicamente una stagione che sceglie di partire dalle radici della nostra tradizione teatrale.  \n\n\n\nPochi giorni dopo\, dal 16 al 18 ottobre\, il pubblico ritroverà l’universo poetico di Ferzan Ozpetek\, che porta per la prima volta in scena Ruoli secondari. \n\n\n\nIl mese di novembre proseguirà\, dal 13 al 15\, con Jucature\, testo del catalano Pau Miró tradotto e diretto da Enrico Ianniello\, una storia delicata e ironica che racconta la fragilità dei legami umani attraverso quattro personaggi sospesi tra speranza e disincanto.  \n\n\n\nA dicembre il cartellone cambierà ancora registro\, alternando spettacolo musicale\, comicità e sperimentazione. Dall’11 al 13 dicembre salirà sul palco Massimo Lopez con il suo celebre Show accompagnato dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. Il nuovo anno si aprirà\, dal 15 al 17 gennaio\, con Il medico dei maiali\, testo vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, scritto e diretto da Davide Sacco. che vede in scena Luca Bizzarri e Francesco Montanari. \n\n\n\nA febbraio la stagione ritroverà il grande teatro di parola con Molière. L’arte della beffa\,in scena dal 5 al 7 febbraio\, interpretato da Alessio Boni\, che conduce il pubblico dentro la vita e il teatro del grande autore francese. Dal 12 al 14 marzo\, Gabriele Lavia e Federica Di Martino porteranno sul palco Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, uno dei testi più intensi della drammaturgia del Novecento. Ad aprile il cartellone entrerà nella sua fase conclusiva\, dal 2 al 4 aprile\, con Benvenuti in Casa Esposito\, tratto dal successo letterario di Pino Imperatore\, scritto insieme ad Alessandro Siani e Paolo Caiazzo\, con Giovanni Esposito protagonista di una commedia che unisce ironia e sentimento. Ancora ad aprile\, dal 16 al 18\, Biagio Izzo sarà protagonista de L’arte della truffa\, commedia brillante costruita sui meccanismi dell’equivoco e della comicità popolare.  \n\n\n\nA chiudere la stagione di prosa\, dal 30 aprile al 2 maggio\, sarà Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice\, tratto dai romanzi di Diego De Silva\, personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo per la sua ironica umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Ma la stagione del Teatro Comunale Costantino Parravano non si esaurisce con gli appuntamenti con i classici della prosa\, la seconda parte di stagione infatti proporrà alcuni degli appuntamenti più attesi nell’ambito della rassegna Incursioni sabato 27 febbraio sarà in scena Poveri Cristi di e con Ascanio Celestini\, nuova tappa del suo percorso di narrazione civile dedicato agli invisibili della nostra società. Giovedì 4 marzo\, arriverà Anna Cappelli\, il capolavoro di Annibale Ruccello affidato alla regia internazionale di Claudio Tolcachir e all’interpretazione di Valentina Picello. Ultimo appuntamento della rassegna martedì 23 marzo con Valerio Aprea ne Lapocalisse\, scritto a quattro mani dallo stesso Aprea con Makkox. \n\n\n\nLa stagione si arricchirà inoltre di due sezioni musicali\, una che vede protagonisti artisti del nostro territorio quali Lina Sastri che domenica 20 dicembre accompagnerà gli spettatori nelle atmosfere di Natale Napoletano\, intrecciando musica\, poesia e memoria partenopea; Raiz\, accompagnato dai Solis String Quartet\, nello spettacolo Chi tene ‘o mare sabato 13 febbraio farà rivivere la musica di Pino Daniele in un raffinato incontro tra tradizione mediterranea e sonorità contemporanee.  \n\n\n\nA chiudere questa sezione musicale sabato 10 aprile arriverà il Viscardi On Tour\, il concerto dell’artista classe 2000 che si rifà ai grandi classici dell’R&B americano\, fondendosi con la lingua napoletana\, l’hip hop e il neo soul. \n\n\n\nAccanto alla sezione Musica trova spazio una programmazione jazz che vede protagonisti artisti come Paolo Fresu\, Stefano Di Battista\, la Piccola Orchestra Avion Travel e la Jazz Factory 2.0\, confermando la volontà di fare del teatro un luogo aperto ai tanti linguaggi della musica contemporanea.  \n\n\n\nAllo stesso modo continua l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso le rassegne dedicate ai bambini e alle famiglie: A Teatro con mamma e papà\, Il Teatro Ingarbugliato\, Il Silenzio delle Sirene e Teatro in Lingua.  \n\n\n\nTornano anche gli appuntamenti de Il Salotto a Teatro\, gli incontri gratuiti del sabato pomeriggio che permetteranno al pubblico di dialogare con artisti\, registi e protagonisti della stagione\, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di approfondimento e confronto. \n\n\n\nLa campagna abbonamenti prenderà il via il 16 luglio con la prelazione riservata agli abbonati della passata stagione\, che proseguirà fino al 31 luglio\, riprenderà dall’1 al 5settembre e lascerà spazio\, dall’8 settembre\, ai nuovi abbonati.  \n\n\n\nUn invito a tornare ad abitare il teatro come spazio di relazione\, di pensiero e di emozione condivisa. Ogni nuova stagione non è soltanto una successione di spettacoli\, ma un tempo da vivere insieme\, una comunità che si ritrova e una promessa che\, sera dopo sera\, si rinnova. \n\n\n\nTeatro Comunale “Costantino Parravano” \n\n\n\nStagione Teatrale 2026/2027 \n\n\n\nApertura campagna abbonamenti giovedì 16 luglio 2026 \n\n\n\nInfo e aggiornamenti al numero 0823444051
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SUMMARY:La stagione di Teatro Comico 2026/2027 all'Agricantus di Palermo
DESCRIPTION:Al Teatro Agricantus di Palermo la nuova stagione riparte dalla comicità\, segmento la quale il direttore artistico Vito Meccio ha sempre riservato una particolare attenzione\, rendendo omaggio alla tradizione comico-popolare italiana senza però dimenticare la ricerca\, la sperimentazione e i nuovi linguaggi della scena contemporanea. Sulla scia dei percorsi intrapresi negli ultimi anni e di una lunga storia dedicata alla produzione e alla promozione dello spettacolo dal vivo\, lo spazio di via XX Settembre continua a portare avanti un’idea polivalente e inclusiva di teatro\, capace di accogliere artisti\, generi e forme espressive differenti e di rivolgersi a un pubblico ampio e trasversale. \n\n\n\nLa stagione di Teatro Comico 2026/2027 (per la quale è in corso la campagna abbonamenti) sarà inaugurata venerdì 2 alle ore 21 ottobre da Chris Clun che debutta con “Non toccatemi la cucina italiana”: per anni il  comedian palermitano ha difeso la cucina italiana sul web\, insultando (con classe) chiunque osasse mettere l’ananas sulla pizza o la panna nella carbonara. Ora Clun porta questa epica battaglia direttamente a teatro con un monologo di stand-up comedy dove le follie culinarie dei social si intrecciano indissolubilmente con la sua fiera e comica “sicilianità”\, per ridere di tradizioni\, stereotipi e di tutto quello che succede quando un siciliano decide che il web è troppo piccolo per contenere la sua fame di giustizia. Lo spettacolo replicherà fino a18 ottobre (giovedì\, venerdì e sabato alle ore 21\, domenica alle ore 18). Dal 23 ottobre all’ 8 novembre (e poi dal 27 maggio al 6 giugno) tornano sul palco dell’Agricantus gli amatissimi Ernesto Maria Ponte e Clelia Cucco  protagonisti della commedia portata al successo da I Soldi Spicci: “Tutta colpa del poliamore”\,  scritta da Claudio Casisa\, Annandrea Vitrano e Salvo Rinaudo.  \n\n\n\nDal 12 al 15 novembre (e poi ancora dal 20 al 23 maggio) sarà la volta di “Inconcludente”\, nuovo monologo di Claudio Casisa\, scritto insieme a Pierluigi Montebelli\, che racconta con l’ironia e la leggerezza che lo contraddistingue la generazione dei millennials\, sospesa tra grandi aspettative\, ansie e un futuro incerto\, trasformando l’inconcludenza in una dichiarazione d’amore per quanti si sentono “in ritardo”\, “fuori posto” o semplicemente “senza un piano”. \n\n\n\nDal 10 al 20 dicembre arriva sul palco dell’Agricantus uno dei volti più amati della comicità nazionale\, l’attore comico che con il personaggio di Carcarlo Pravettoni ha segnato una generazione di telespettatori:  Paolo Hendel che porterà in scena “La giovinezza è sopravvalutata”\, un monologo scritto insieme a Marco Vicari e diretto da Gioele Dix che suona come una confessione sincera e autoironica\, in cui  Hendel trasforma le paure\, le debolezze e le inevitabili mutazioni legate all’età\, in occasioni di gioco e di risata.Il 2027 prende il via con la comicità di Sergio Vespertino\, che dal 7 gennaio al 14 febbraio (e poi ancora dal 15 aprile al 16 maggio)\, sarà protagonista delle storie degli stravaganti personaggi  di “Carrubello”. Affiancato dalla fisarmonicista Virginia Maiorana\, autrice delle musiche originali eseguite dal vivo\, l l’attore  intreccerà comicità\, poesia e mistero\, rivolgendo lo sguardo ai piccoli segni e agli enigmatici messaggeri dell’Altrove. \n\n\n\nDal 18 febbraio al 7 marzo Antonio Pandolfo e Rossella Leone saranno i protagonisti di “Ogni martedì alle 18”\, commedia brillante di Francesco Freyrie e Andrea Zalone\, adattata da Gaspare Grammatico\, in cui un imprevedibile paziente si presenta nello studio della sua psicoterapeuta ogni settimana con una personalità diversa\, dando vita a sedute sempre più assurde ed esilaranti. \n\n\n\nDall’11 al 21 marzo il Teatro Agricantus ospiterà Paolo Nani con il pluripremiato spettacolo “La lettera”\, scritto insieme a Nullo Facchini\, che ne firma anche la regia. Uno spettacolo fortunato e longevo (ha debuttato per la prima volta nel 1992) e rappresentato in tutto il mondo per oltre 1.800 repliche conquistando il pubblico di tutto il mondo. Solo sul palco\, l’artista dà vita a quindici irresistibili variazioni della stessa storia: un piccolo e perfetto meccanismo teatrale che lo ha consacrato come uno dei maestri internazionali del teatro fisico. \n\n\n\nDall’1 all’11 aprile sarà la volta di Marco Manera e del suo “Liberi tutti”\, una storia incredibile ed esilarante che prende vita da una semplice domanda:  cosa accadrebbe se\, per un solo giorno\, potessimo vivere senza regole\, dire tutto ciò che pensiamo e fare quello che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare?  \n\n\n\nConcludono la stagione di Teatro Comico 2026-2027 I pezzi di Nerd che dal 10 al 20 giugno saranno in scena con “Se mi ricordo ti sposo”\, diretta da Marco Simeoli. Una commedia brillante di cui è protagonista Andrea giovane promesso sposo che\, a pochi giorni dalle Nozze\, perde improvvisamente la memoria e dimentica completamente la futura moglie. Toccherà agli amici e alla stessa fidanzata aiutarlo a ricostruire la storia d’amore\, dando vita a una serie di situazioni comiche e imprevedibili. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nTeatro Agricantus. Biglietteria: via XX Settembre 80 – Palermo – Tel. 091309636  \n\n\n\nOrari biglietteria: da martedì a sabato\, ore 11.00–13.30 e 17.00–20.00 \n\n\n\nBiglietteria online: www.agricantus.cloud  www.tickettando.it \n\n\n\nRassegna Teatro Comico \n\n\n\nRepliche: giovedì\, venerdì e sabato ore 21.00; domenica ore 18.00Abbonamento a 9 spettacoli: intero € 165; ridotto carte sconto\, CRAL\, under 25 e over 65 €150 \n\n\n\nBiglietti: intero € 22; ridotto carte sconto\, CRAL\, under 25 e over 65 € 20; intero web € 22
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SUMMARY:HOTtobre Piccante al Garden Tre Fontane
DESCRIPTION:Torna ad accendersi di sapori\, cultura e passione piccante. Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 al Vivaio Garden Tre Fontane\, in Via Laurentina 90\, si svolgerà l’VIII edizione di HOTtobre Piccante\, il Festival del Peperoncino di Roma organizzato da IPSE DIXIT\, delegazione romana dell’Accademia Italiana del Peperoncino\, in collaborazione con il Vivaio Garden Tre Fontane. Un appuntamento ormai consolidato dell’autunno romano\, pensato per appassionati\, curiosi\, famiglie e operatori del settore. \n\n\n\nPer due giorni il vivaio si trasformerà in un grande villaggio del gusto\, dove il peperoncino sarà protagonista di un racconto che intreccia cucina\, biodiversità\, tradizioni popolari\, divulgazione scientifica e intrattenimento. Il pubblico potrà incontrare produttori e artigiani\, partecipare a degustazioni\, seguire momenti di approfondimento e vivere un’esperienza immersiva nel mondo del piccante. \n\n\n\nIl programma prevede la presenza di produttori\, chef\, nutrizionisti\, imprenditori\, sommelier\, divulgatori\, poeti\, scrittori\, artisti e appassionati: una comunità eterogenea chiamata a raccontare\, ciascuno con il proprio linguaggio\, il valore culturale\, gastronomico e identitario del peperoncino. \n\n\n\nCuore espositivo della manifestazione sarà la mostra “Peperoncini dal Mondo”\, curata da Arturo Rencricca con il supporto di Daniele Berto\, Enio Giletti e Giulio Fasulo. Oltre 220 varietà di peperoncini freschi accompagneranno i visitatori in un viaggio tra colori\, forme\, profumi\, curiosità botaniche e livelli di piccantezza\, offrendo uno sguardo diretto sulla straordinaria biodiversità di questa spezia amata in tutto il mondo. \n\n\n\nDue giornate tra stand enogastronomici\, prodotti artigianali\, specialità regionali\, salse\, conserve\, vini\, momenti culturali\, workshop\, incontri con esperti\, attività divulgative e spazi dedicati all’arte e alla creatività. \n\n\n\nSpazio alla Calabria\, con le degustazioni di vini calabresi curate da Guglielmo Gigliotti\, Sommelier Executive Wine Master. Calice dopo calice\, i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta di vitigni autoctoni\, territori\, profumi e abbinamenti capaci di raccontare il legame profondo tra vino\, cucina e cultura piccante. \n\n\n\nTra le proposte gastronomiche\, attese anche le specialità del “Cuoco Pop” Giancarlo Suriano\, imprenditore\, artigiano e narratore del peperoncino\, che con la sua padella basculante porterà in scena ricette della tradizione calabrese\, affiancato dal “PiChef” Enrico Parrilla. \n\n\n\nLa serata di apertura confermerà il legame con la cucina del Sud grazie ai sapori ed ai profumi tipici della Calabria. \n\n\n\nNon mancheranno spettacoli\, quest’anno dedicati alle famiglie\, e occasioni di intrattenimento per rendere il festival un’esperienza coinvolgente\, accessibile e adatta a un pubblico trasversale. \n\n\n\nLa manifestazione dedicherà inoltre un focus al rapporto tra peperoncino\, alimentazione e benessere. Attraverso incontri e momenti divulgativi\, esperti e appassionati approfondiranno proprietà nutrizionali\, curiosità e modalità di consumo consapevole di un ingrediente ricco di capsaicina\, vitamine e composti antiossidanti. \n\n\n\nNon solo gusto: HOTtobre Piccante parlerà anche il linguaggio della creatività con la competizione “Poesie Piccanti”\, dedicata a versi\, ironia e suggestioni ispirate al peperoncino. La gara valorizzerà i migliori componimenti\, con attenzione anche ai giovani talenti e ai riconoscimenti speciali legati alla memoria poetica della manifestazione. \n\n\n\nPer i più coraggiosi tornerà invece la gara “Grand Pic di Roma”: domenica pomeriggio i mangiatori di peperoncino si sfideranno all’ultimo piatto di pasta piccante\, in una prova spettacolare sostenuta dall’entusiasmo del pubblico. \n\n\n\nA completare l’atmosfera di festa sarà la presenza degli amici di sempre: i 500isti Roma Nord\, con le autentiche Fiat 500\, l’associazione La Tartaruga di Roma\, con il carosello di auto d’epoca\, e l’associazione Nuova Castelli Romani\, legata a IPSE DIXIT dal “Patto di Amicizia”. SHAPE  \* MERGEFORMAT  \n\n\n\n“HOTtobre Piccante è molto più di una manifestazione gastronomica: è un momento di incontro\, divulgazione e festa attorno a un prodotto capace di raccontare territori\, tradizioni e passioni”\, dichiara Antonio Bartalotta\, presidente di IPSE DIXIT. “A Roma portiamo lo spirito autentico della cultura piccante\, seguendo le linee guida tracciate dal professor Enzo Monaco\, fondatore dell’Accademia Italiana del Peperoncino e ideatore del Festival del Peperoncino di Diamante. Un modello che ha trasformato il peperoncino in simbolo di identità\, turismo\, gastronomia e creatività. La 34ª edizione del Peperoncino Festival di Diamante si è tenuta dal 9 al 13 settembre 2026 facendo registrare un sold out mai ottenuto prima: il nostro obiettivo è raccoglierne la testimonianza e farla vivere anche nella Capitale\, con un festival aperto\, popolare\, culturale e gioioso”. \n\n\n\nStorica e immancabile\, infine\, la presenza dell’Amaro del Capo\, nella versione classica e Hot Edition\, insieme ai Bibanesi al peperoncino. Degustazioni\, assaggi e momenti dedicati accompagneranno il pubblico in un finale conviviale\, autentico e naturalmente piccante. \n\n\n\nInformazioni utili \n\n\n\nEvento: HOTtobre Piccante 2026 – Festival del Peperoncino di Roma \n\n\n\nDate e Orari: sabato 3 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 22.00; domenica 4 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 20.00 \n\n\n\nDove: Vivaio Garden Tre Fontane\, Via Laurentina 90\, Roma \n\n\n\nIngresso: gratuito \n\n\n\nWEB:  www.peperoncinoipsedixit.it \n\n\n\nGarden3fontane \n\n\n\nHOTtobre Piccante 2026 \n\n\n\nFacebook: Ipse Dixit. Delegazione romana dell’Accademia del Peperoncino \n\n\n\nTelefono: 3292161098 
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SUMMARY:“San Francesco aulente fiore” all'Auditorium di Alessandria
DESCRIPTION:Sabato 3 ottobre 2026 anche il Conservatorio “Vivaldi” ricorda gli  800 anni dalla morte di San francesco d’Assisi (3 ottobre 1226) con il concerto “San Francesco aulente fiore” (ovvero fiore profumato\, secondo un epiteto attribuito al Santo dalle Laudi Cortonesi\, canti religiosi in volgare italiano del Milleduecento).Un evento speciale\, ideato da Donato Sansone\, docente di Bibliografia e Biblioteconomia musicale al Conservatorio di Alessandria\, che si svolgerà nell’ambito della rassegna Scatola Sonora 2026\, (a partire dalle ore 16:30) presso l’Auditorium Pittaluga (via Parma\, 1 – Alessandria). L’ingresso libero all’evento\, inserito nel calendario dell’Ottobre Alessandrino\, è reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.Lo spettacolo inizierà dalle 16\,30 con un intervento culturale dedicato a “San Francesco poeta”\, a cura degli studiosi Maria Angela Braggio\, Paola Giordano e Gian Luigi Ferraris\, della Società Alessandrina di Italianistica\, collaboratrice dell’iniziativa. \n\n\n\nA seguire alle 17\,15 il concerto “San Francesco aulente fiore” che sarà tenuto dall’Ensemble ZEBO\, acronimo di Zero Emission Baroque Orchestra\, diretto da Giorgio Leonida Tosi.Lo spettacolo racconterà la vita di San Francesco attraverso testi tratti dalle fonti francescane\, con musiche coeve inedite\, frutto di ricerca storica\, letteraria\, musicale e iconografica. Sei i quadri musicali proposti: Camminando per le piazze di Babilonia; La conversione; Padre nostro che sei nei cieli; Al cospetto del sultano; Il bimbo di Betlehem; Sommerso nell’abisso della chiarità divina \n\n\n\nIl professor Donato Sansone\, che dell’evento ha curato l’ideazione e la ricerca storica e musicale\, lo racconta con queste parole: \n\n\n\n“Lo spettacolo inizia dalla narrazione della gioventù di Francesco\, vissuta a fianco del padre mercante e trascorsa da giovane mondano\, amante del lusso\, ma tragicamente interrotta dalla guerra e dalla prigionia. Questi eventi produrranno in Francesco un profondo ripensamento della sua vita e lo porteranno ad intraprendere un radicale cammino di fede. Per prima cosa Francesco rinuncia ai beni del padre e suoi\, e persino ai propri abiti; quindi\, benedetto dal vescovo\, inizia una vita fatta di povertà e preghiera. La sua fama e la sua fede impressioneranno persino il Sultano di Babilonia\, che lo inviterà alla sua corte e gli permetterà di predicare. Attraverso la rievocazione del noto episodio del presepe di Greccio il percorso narrativo si chiude con l’ultimo “quadro” che racconta dell’impressione delle stimmate e della morte di Francesco\, al contempo povera e gloriosa. Il progetto è frutto di un attento ed approfondito lavoro su numerose fonti storiche\, letterarie\, musicali ed iconografiche. La maggior parte delle musiche proposte è frutto di ricerca e studio critico originale e risulta pertanto mai eseguita. \n\n\n\nAd eseguirlo sarà l’ensemble ZEBO\, una formazione ad organico variabile\, dal duo all’orchestra classica completa\, che è stata creata con il preciso obiettivo di essere duttile ma affidabile. ZEBO infatti si compone di una ventina di musicisti professionisti che hanno sposato il progetto e vengono scelti secondo le loro specifiche peculiarità in base al programma e al repertorio richiesto\, dal Medioevo al Barocco.Approfondita ricerca sui repertori musicali e letterari\, esecuzioni su strumenti storici: questi i due elementi fondanti dell’ensemble\, che ritiene però imprescindibile declinare il tutto attraverso una sperimentazione di linguaggio che possa veicolare la musica antica ad un pubblico sempre più largo.“ \n\n\n\nTra le fonti testuali del racconto figurano le opere di Tommaso da Celano\, Bonaventura da Bagnoregio\, i Fioretti e  codici conservati presso la Biblioteca del Sacro Convento di Assisi. La parte musicale attinge da manoscritti storici tra cui il Laudario di Cortona\, il Codex Latinus Monacensis (Carmina Burana)\, la Corona di sacre canzoni del Coferati e l’Antifonario Francescano di Boston e il codice 695 di Assisi.
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SUMMARY:“In cerca di voce”: opera\, operetta\, jazz\, canti antifascisti alla Camera del Lavoro di Milano
DESCRIPTION:Tra gli appuntamenti organizzati per celebrare i 120 anni della CGIL\, il sindacato fondato nel 1906 come Confederazione Generale del Lavoro\, poi sciolto dal fascismo e infine rinato nel 1944 con l’attuale denominazione\, sabato 3 ottobre nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (ore 17.30\, ingresso libero fino a esaurimento posti) andrà in scena In cerca di voce\, un grande affresco musicale nato da un’idea di Gianluigi Trovesi e Gianni Bombaci e organizzato dalla CGIL Milano e dall’associazione culturale Secondo Maggio.  \n\n\n\nLo spettacolo\, un viaggio emozionante\, imprevedibile e ricco di valori sociali e artistici\, fu rappresentato al Teatro Donizetti di Bergamo in occasione del centenario della CGIL\, per ricordare il secolo di vita del sindacato numericamente più rappresentativo del nostro Paese\, quella “voce” che i lavoratori hanno “cercato” e voluto per dare vita e concretezza alle loro rivendicazioni.  \n\n\n\nIl cast di oggi è simile a quello di allora\, ma il progetto (la regia è di Silvano Piccardi) viene ripreso con una forma nuova: ci saranno ancora Gianluigi Trovesi e la Scraps Orchestra\, mentre saranno assenti Gianni Coscia e Arturo Testa. Anche il repertorio è in buona parte quello della prima versione\, pur con diversi cambiamenti dovuti alla sostituzione di una parte dei brani con altri della stessa natura. Resta\, quindi\, immutato il concetto\, l’dea di fondo dell’iniziativa: rappresentare\, attraverso canzoni e musiche significative\, i cambiamenti del clima sociale e culturale del nostro Paese\, quindi la storia d’Italia e delle classi popolari italiane dal Risorgimento alla Liberazione.  \n\n\n\nLo dimostrano ampiamente i pezzi scelti\, che spaziano dalle canzoni tradizionali\, soprattutto quelle di lotta e di rivendicazione\, all’operetta e all’opera\, dai canti del fascismo a quelli antifascisti legati alla Resistenza\, dalla canzone jazzata all’Internazionale\, inno del socialismo mondiale. Un percorso sonoro che viaggia in parallelo con la musica leggera e operistica all’epoca di moda\, portando canzoni tratte dal repertorio popolare e borghese nelle quali sono molteplici i riferimenti a “simboli” musicali del movimento operaio\, proposte in un catalogo arricchito anche da pagine scritte per l’occasione.  \n\n\n\nDa Verdi e Garibaldi\, passando dalle cannonate di Bava Beccaris\, fino alla nascita del movimento sindacale organizzato e della CGIL\, con i suoi 120 anni di storia\, dalla prima guerra mondiale al fascismo e fino alla Resistenza e alla Liberazione\, è stato costruito un affresco musicale impegnativo\, complesso e di indiscutibile suggestione e originalità. \n\n\n\nPer realizzare questa importante e ambiziosa proposta saranno presenti sul palco\, come detto\, Gianluigi Trovesi e la Scraps Orchestra: il primo è uno dei jazzisti di maggior rilievo nella storia europea del jazz\, un musicista capace di prendere spunto da molteplici universi sonori per portarli all’interno del proprio mondo espressivo con grande originalità e creatività. La Scraps (termine che significa pezzetti\, frammenti\, scarti)\, nata nel 1992\, riunisce invece musicisti di diversa formazione e nel suo ormai lungo cammino ha registrato album eterogenei e vinto il Premio Recanatiper la canzone d’autore.  \n\n\n\nGianluigi Trovesi (clarinetto e sax alto)\, Stefano Caniato (voce\, trombone e fisarmonica)\, Roberta Visentini (clarinetto e sassofoni)\, Stefano Boccafoglia (tastiere e voce)\, Giorgio Signoretti  (chitarra\, banjo)\, Marco Remondini (violoncello e sax baritono)\, Marco Cocconi (basso)\, Pietro Benucci (batteria). \n\n\n\nCanzoni e musiche di I. Fossati\, G. Verdi\, G. Trovesi\, E. Molaschi\, A.F. Menchi\, M. Remondini\, Scraps Orchestra\, K. Weill\, I Gufi\, G. Kramer e altri. \n\n\n\nArrangiamenti di Scraps Orchestra e Gianluigi Trovesi. \n\n\n\nRegia di Silvano Piccardi. \n\n\n\nDa un’idea di Gianluigi Trovesi e Gianni Bombaci. \n\n\n\nIntervento di Luca Stanzione\, segretario generale Camera del Lavoro di Milano. \n\n\n\nIntroduce Maurizio Franco. \n\n\n\nOrganizzazione: CGIL Milano e associazione culturale Secondo Maggio.
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SUMMARY:“Questa Stanza. Il processo come performance”  al Pigneto Off
DESCRIPTION:La Compagnia Gracemoon Arts Italia\, dopo il successo riscosso a maggio 2026 con lo spettacolo “Il Giocattolaio” con Massimiliano Caiazzo e Cristina Cappelli\, è pronta per tornare al PignetOff per presentare il progetto “Questa Stanza. Il processo come performance”. \n\n\n\nIn questa occasione la Compagnia\, diretta dalla regista newyorkese Michèle Lonsdale Smith\, accompagnerà lo spettatore in un percorso attraverso brevi estratti di testi teatrali su cui Gracemoon sta lavorando e che vorrebbe portare in scena interamente.  \n\n\n\nLe serate si svolgono come delle prove aperte al pubblico mettendo in pratica la tecnica e il processo creativo LS&CO/Gracemoon seguendo il seguente schema: \n\n\n\n\nRiscaldamento\n\n\n\nMessa in scena\n\n\n\nConversazione: dialogo di condivisione con il pubblico \n\n\n\n\nL’intento della Gracemoon Arts è quello di continuare a esplorare\, attraverso l’arte della recitazione\, i comportamenti umani più nascosti. Si tratta di una ricerca che tende a far emergere il coraggio di rivelare le verità universali più profonde attraverso le storie che vengono raccontate\, anche quando disturbano. Il desiderio è quello di coltivare compassione e senso dell’umorismo riconoscendo che ciò che accomuna tutti gli esseri umani è molto più di ciò che li distingue.  \n\n\n\n“Negli ultimi sei anni\, dodici attori italiani sono entrati a far parte di questa esperienza\, formandosi fianco a fianco con gli artisti nordamericani\, tra Roma e New York\, apportando all’ensemble Gracemoon una profondità storica e culturale di straordinario valore. \n\n\n\nAbbiamo creato quasi venti produzioni teatrali tra New York\, Los Angeles\, Vancouver e Toronto\, e tre produzioni a Roma. Abbiamo realizzato serie web e abbiamo persino costruito e gestito un nostro teatro. Oggi\, nel 2026\, è accaduto qualcosa di straordinario: tutti e ventiquattro gli attori provenienti dalle due sponde dell’Atlantico si sono trasformati in un unico ensemble\, unito da un linguaggio artistico raro\, da una speciale alchimia creativa e da una profonda fiducia personale \n\n\n\nAttraverso due continenti abbiamo trovato una sola voce\, bilingue. Siamo pronti. Pronti a condividere questo lavoro con molte più parti del mondo”. – Gracemoon Arts Italia \n\n\n\nIl processo di lavoro parte dagli insegnamenti di Strasberg e che Michèle Lonsdale Smith ha sviluppato nel corso di 25 anni di ricerca. Il rilassamento\, il lavoro sensoriale\, l’essere privati e veri in pubblico è ciò che muove il lavoro di questa compagnia. \n\n\n\nInfo e Prenotazioni gracemoonitalia@gmail.com – Le esibizioni avverranno in lingua italiana e in lingua inglese. \n\n\n\nMICHÈLE  LONSDALE SMITH \n\n\n\nFondatrice\, Direttrice Artistica ed Esecutiva della Gracemoon Arts Company con sede a New York e a Roma. La ricerca artistica e il percorso di sviluppo di Michèle Lonsdale Smith si sono sviluppati nell’arco di oltre 25 anni\, parallelamente all’insegnamento delle sue Master Class presso LS&CO Acting Studio for the Humanitarian Arts e al lavoro come attrice e regista di 24 spettacoli teatrali\, 2 web series e numerose produzioni in Canada\, Italia e Stati Uniti. \n\n\n\nAccanto alla sua carriera internazionale come attrice e regista\, Michèle ha preso parte al film Race e a produzioni episodiche per NBC\, Global\, USA Network\, Showtime e altre realtà televisive. \n\n\n\nNel 2023 si è trasferita a New York\, dove vive e lavora stabilmente. Insieme alla sua compagnia di attori ha inaugurato il Gracemoon Theatre\, Salon & Gallery a Bushwick l’11 luglio 2024. \n\n\n\nGracemoon nasce per sostenere “l’artista”\, con l’intento di valorizzare e custodire la tradizione newyorkese di eccellenza e integrità nella recitazione\, aspirando allo stesso tempo a far evolvere la forma teatrale\, la sua diffusione e il suo impatto umanitario. \n\n\n\nGRACEMOON ARTS COMPANY è una compagnia teatrale internazionale dedicata alla ricerca artistica\, alla formazione avanzata dell’attore e alla creazione\, fondata e diretta da Michèle\, regista\, acting coach e pedagoga con oltre trent’anni di esperienza.  \n\n\n\nAttiva tra Stati Uniti ed Europa\, la compagnia riunisce artisti provenienti da differenti paesi e background\, assettandosi su una comunicazione bilingue. \n\n\n\nNel corso del suo primo anno di attività ha prodotto The Dutchman di Amiri Baraka e What We’re Up Against di Theresa Rebeck\, Intimate apparel di Lynn Nottage\, The Niceties di Eleanor Burgess\, tutti diretti da Michèle\, consolidando la presenza della compagnia nel panorama Off-Broadway indipendente. \n\n\n\nParallelamente all’attività americana\, che ha subito i tagli ai finanziamenti culturali dell’attuale amministrazione ed è stata temporaneamente costretta a chiudere il teatro\, Gracemoon ha  \n\n\n\nsviluppato negli ultimi anni una presenza sempre più significativa in Italia\, costruendo un nucleo stabile di artisti e un percorso continuativo tra Roma e New York. \n\n\n\nNel 2023 la compagnia ha prodotto a Roma\, presso l’Angelo Mai\, The Dreamer Examines His Pillow di Patrick Shanley e Venere in Pelliccia\, di David Ives\, segnando le prime tappe di un dialogo artistico con il territorio italiano. \n\n\n\nNel 2024 la compagnia ha preso parte a una residenza artistica presso La MaMa Umbria International\, culminata nella restituzione scenica di Devils Indeed\, opera inedita basata sullo studio di artisti prematuramente scomparsi del calibro di James Morrison\, Amy Winehouse\, Antonio Modigliani. Il percorso di ricerca è proseguito nel 2025 con una open work session al Teatro dei Documenti di Roma: oltre nove ore consecutive di lavoro aperto al pubblico che ha offerto uno sguardo diretto sul lavoro di Gracemoon. Oggi la compagnia continua a consolidare una solida base italiana. In questo contesto si è inserito il debutto de Il Giocattolaio di Gardner Mckay\, a Maggio 2026 presso lo spazio Pignetoff. \n\n\n\nDopo ogni spettacolo abbiamo una tradizione che chiamiamo CONVERSAZIONE: un momento di scambio con la compagnia. È una parte fondamentale del lavoro: è il modo in cui cerchiamo di comprendere la condizione umana che scopriamo dentro di noi e che osserviamo negli altri. Chiediamo al pubblico di raccontarci la propria esperienza in quanto esseri umani: pensieri\, sensazioni\, ricordi\, domande. Non ha la veste di un dibattito\, ma l’urgenza della condivisione. È come il risveglio del mattino dopo un sogno\, quel bisogno di raccontare a qualcuno cosa si è sognato o cosa ci è appena successo. Oggi più che mai le persone sono facilmente distratte da ciò che le tocca davvero nei livelli più profondi del proprio essere. Per questo crediamo sia importante creare uno spazio in cui approfondire queste domande e cercarne le risposte. Nella forza della situazione pubblica\, l’atto stesso di condividere diventa coraggio: significa battersi per sé stessi\, per la propria voce o per quella di qualcun altro. Così l’arte si trasforma immediatamente in azione e ci risveglia alla consapevolezza di una verità semplice ma profonda: noi\, tu\, non sei solo.
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SUMMARY:Porte Aperte 2026 con Lucilla Giagnoni
DESCRIPTION:Due spettacoli gratuiti\, un teatro che incontra la città\, un invito aperto a tutti per inaugurare RADICI 2026|27. \n\n\n\nPer il secondo anno consecutivo il Teatro Giuditta Pasta di Saronno inaugura la nuova stagione con Porte Aperte\, il weekend che invita tutta la città a vivere il teatro gratuitamente. Un appuntamento ormai atteso che torna con un’ambizione ancora più grande: non è soltanto il pubblico a entrare in teatro\, è anche il teatro a uscire dai suoi confini e a incontrare la città. \n\n\n\nÈ il primo gesto della stagione RADICI 2026|27\, immaginata dal direttore artistico Andrea Chiodi: un teatro aperto\, accessibile\, capace di abitare luoghi diversi e di costruire relazioni attraverso la cultura. \n\n\n\nPorte Aperte è il modo con cui il Giuditta Pasta sceglie di iniziare l’anno teatrale: offrendo spettacoli di grande qualità a ingresso libero\, perché il teatro possa essere davvero un luogo di tutti. \n\n\n\nQuest’anno il programma si sviluppa tra il cuore della città e il palcoscenico del Teatro Giuditta Pasta\, trasformando Saronno in un unico grande spazio teatrale. \n\n\n\nIl teatro incontra la città: Lucilla Giagnoni nella Chiesa di San Francesco \n\n\n\nL’apertura di Porte Aperte è affidata a una delle voci più autorevoli del teatro di narrazione italiano. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre alle ore 20.45\, la suggestiva Chiesa di San Francesco ospiterà Lucilla Giagnoni con Francesco e l’infinitamente piccolo\, uno spettacolo intenso e poetico dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. \n\n\n\nPortare uno spettacolo fuori dalle mura del teatro significa creare un dialogo tra arte\, spiritualità e patrimonio della città. La Chiesa di San Francesco diventa così uno spazio scenico in cui la parola teatrale incontra un luogo ricco di storia e significato\, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e profondamente contemporanea. \n\n\n\nSabato il sipario si apre sul Teatro Giuditta Pasta \n\n\n\nSabato 3 ottobre alle ore 20.45 il pubblico torna nella casa del teatro cittadino per assistere a Sinfonia fantastica. Le età della vita\, uno spettacolo che intreccia musica\, parola e immagini. \n\n\n\nUn racconto teatrale dedicato alle stagioni dell’esistenza\, ai desideri\, alle trasformazioni e ai passaggi che accompagnano ogni vita\, pensato come secondo grande momento di questa festa di apertura della stagione. \n\n\n\nOltre il Sipario: il pubblico entra dietro le quinte della stagione \n\n\n\nLa giornata di sabato inizierà già nel tardo pomeriggio con un appuntamento speciale nel foyer del teatro. \n\n\n\nAlle 19.30 il direttore artistico Andrea Chiodi\, insieme alla critica teatrale Chiara Palumbo\, inaugurerà Oltre il Sipario\, il ciclo di incontri che accompagnerà tutta la stagione RADICI 2026|27 e che offrirà al pubblico occasioni di approfondimento\, dialogo e confronto intorno agli spettacoli e ai temi della programmazione. \n\n\n\nSarà il primo incontro con la nuova stagione\, un momento per raccontarne la visione artistica\, condividere il progetto culturale del Teatro Giuditta Pasta e incontrare gli spettatori in uno spazio informale e partecipato. \n\n\n\nProprio in questa occasione verrà presentata anche una nuova formula di abbonamento\, pensata per tutte le persone che avranno scelto di vivere il teatro durante i giorni di Porte Aperte: un invito a proseguire il viaggio dentro RADICI 2026|27 e a trasformare un primo incontro in un’intera stagione condivisa. \n\n\n\nUn teatro aperto\, una città che entra in scena \n\n\n\nPorte Aperte non è soltanto un weekend di spettacoli gratuiti. È una dichiarazione di identità. \n\n\n\nIl Teatro Giuditta Pasta sceglie di aprire simbolicamente e concretamente le proprie porte per abbattere ogni distanza tra il teatro e la comunità. Un luogo da attraversare\, vivere e frequentare durante tutto l’anno\, con spettacoli\, musica\, danza\, teatro contemporaneo\, laboratori e progetti dedicati alle scuole e alle famiglie. \n\n\n\nIn una città sempre più chiamata a costruire spazi di incontro e partecipazione\, il teatro rivendica il proprio ruolo di presidio culturale e sociale: un luogo vivo\, abitato ogni giorno da persone diverse\, generazioni diverse e linguaggi diversi\, capace di contribuire alla vitalità del centro cittadino e alla costruzione di una comunità che si riconosce nella cultura. \n\n\n\nCon Porte Aperte 2026 prende ufficialmente il via la stagione RADICI 2026|27: un invito rivolto a tutto il pubblico per entrare in teatro\, scoprirlo da vicino e sentirlo come casa. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni \n\n\n\nIngresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. \n\n\n\nBiglietteria Teatro Giuditta Pasta \n\n\n\n\nEmail: biglietteria@teatrogiudittapasta.it\n\n\n\nOrari di apertura: mercoledì e sabato\, dalle 9.30 alle 12.30.\n\n\n\n\nPorte Aperte 2026 è il primo appuntamento della stagione RADICI 2026|27 del Teatro Giuditta Pasta: un weekend per entrare\, incontrarsi e scoprire un teatro che apre le proprie porte alla città\, e una città che entra a far parte del suo teatro.
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SUMMARY:Maradona lo spettacolo al Palapartenope di Napoli
DESCRIPTION:Trenta artisti sul palco\, tra attori\, ballerini\, acrobati e cantanti\, danno vita ad un’opera potente e contemporanea dedicata a Diego Armando Maradona. \n\n\n\nNon un musical\, ma uno spettacolo teatrale senza precedenti con una drammaturgia emozionante\, coreografie spettacolari e scenografie monumentali. \n\n\n\nLe musiche di scena originali di Phil Mer\, la regia di Carolina Fanelli e la partecipazione straordinaria di Marino Bartoletti che offre la sua preziosissima consulenza sulla sceneggiatura e firma il toccante monologo che chiude lo spettacolo\, compongono solo una parte della rosa del team artistico. \n\n\n\nNei prossimi mesi infatti\, la produzione annuncerà i nomi degli artisti coinvolti: attori e cantanti del panorama internazionale\, alcuni dei quali strettamente legati a Napoli\, che conferiranno allo spettacolo un prestigio di alto livello\, rendendolo un evento di grande interesse artistico e culturale.  \n\n\n\nNon soltanto la celebrazione di un campione; questa è una storia di riscatto\, di coraggio e di umanità. Il racconto di un conflitto eterno: quello tra l’uomo e la sua leggenda. \n\n\n\nUna storia che appartiene a Napoli e al calcio\, ma soprattutto all’esperienza umana universale. \n\n\n\nNel quarantennale della storica vittoria del primo scudetto del Napoli (stagione 1986/1987)\, conquistato sotto la guida di Diego Armando Maradona\, lo spettacolo attraversa il mito per arrivare al cuore della sua umanità: le contraddizioni\, la fragilità\, la forza indomabile.Una storia di talento assoluto e caduta\, di ribellione e riscatto\, di amore viscerale e pressione insostenibile. \n\n\n\nLa scelta del Teatro Palapartenope come sede del debutto nazionale non è casuale: luogo iconico della scena partenopea\, diventa lo spazio naturale per accogliere un progetto ambizioso che nasce in dialogo diretto con la città e con il suo pubblico.  \n\n\n\nPer la prima volta\, la figura di Maradona viene raccontata attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo e cinematografico\, capace di unire epicità ed intimità\, potenza visiva e profondità emotiva. \n\n\n\nLa sceneggiatura\, firmata da Carolina Fanelli in collaborazione con Marino Bartoletti\, garantisce solidità narrativa\, profondità culturale e un’attenzione costante al racconto umano\, parlando a pubblici diversi con un linguaggio accessibile e al tempo stesso rigoroso. \n\n\n\nBiglietti di MARADONA Lo Spettacolo già disponibili su Tickteone al link:  \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/eventseries/maradona-lo-spettacolo-4051543 \n\n\n\nSegui il progetto su Instagram: https://www.instagram.com/maradona.show?igsh=MWFtaGVtMG9xdXF3
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