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SUMMARY:"Seconda Classe" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Seconda Classe è il nuovo spettacolo di Controcanto Collettivo\, compagnia romana nata nel 2011 come prosecuzione di un percorso laboratoriale guidato da Clara Sancricca e che\, anno dopo anno\, sta conquistando la scena teatrale italiana portando in scena\, con un linguaggio essenziale e raffinato\, narrazioni originali e profonde sull’umanità. \n\n\n\nSeconda classe è un’indagine sul tema della ricchezza\, del lusso e della sua esclusività. Che alcuni abbiano tanto e altri pochissimo o anche niente è un paradosso nel quale viviamo immersi al punto che saremmo pronti ad allibirci (taluni persino ad allarmarsi) di una sua possibile scomparsa. Questa secolare abitudine all’ingiustizia ha fatto sì che allo sforzo di sradicarla (che pure storicamente è esistito in buone teorie e spesso cattive pratiche) si sia preferito il tentativo di abitarla e\, possibilmente\, cavalcarla\, ciascuno secondo i propri mezzi\, gradini e possibilità. \n\n\n\nIn quest’ottica\, la desiderabilità di un bene non è legata solo alla sua natura\, estetica o utilità\, ma al desiderio e alla garanzia che quel bene resti privilegio di pochi\, e l’allargamento ad altri della possibilità di goderne va a detrimento della sua desiderabilità. Il privilegio\, insomma\, per restare tale\, deve essere “esclusivo” – ovvero escludente – e pertanto riservato a pochi. \n\n\n\nLa prima classe esiste in funzione della seconda e senza la seconda non avrebbe un parametro per la propria ricchezza\, perché il vero contenuto della ricchezza sembra essere prima di tutto la certezza – e l’inspiegabile sollievo che ne deriva – che altri abbiano meno. \n\n\n\nIL COLLETTIVO \n\n\n\n\n\n\n\nControcanto Collettivo nasce nel 2011 e la prima produzione è NO – una giostra sui limiti dei limiti imposti che debutta nel 2013 e vince il premio della critica al Roma Fringe Festival 2014. Nel 2016 vede la luce Sempre Domenica\, vincitore di In-Box 2017 e miglior spettacolo al festival Dominio Pubblico 2018. Ispirato al tema del lavoro\, in due anni ha maturato oltre novanta repliche ed è stato ospitato in festival e rassegne quali: “70/30” del Teatro Biondo di Palermo\, “Direction Under 30” del Teatro Sociale di Gualtieri\, “Festival 20 30” di Bologna\, “Nuove storie” del Teatro Elfo Puccini di Milano. Dal 2017 il Collettivo lavora alla creazione di Settanta volte sette\, grazie al sostegno di Verdecoprente Re.Te. e in co-produzione e residenza presso Murmuris\, Straligut e ACS Abruzzo Circuito Spettacolo. Lo spettacolo debutta nel 2019\, come vincitore della sesta edizione de “I Teatri del Sacro”. Nello stesso anno la compagnia vince il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici Teatrali) come migliore compagnia emergente e Settanta Volte Sette riceve numerose voti per le candidature ai Premi Ubu come migliore spettacolo e migliore drammaturgia. Nel 2023 debutta al Kilowatt Festival “Salto di specie”\, spettacolo che affronta il tema del rapporto che l’umanità ha con le diverse specie animali. Sempre nel 2023 Controcanto Collettivo vince il premio Hystrio come migliore compagnia emergente italiana. Controcanto Collettivo è animato da Federico Cianciaruso\, Riccardo Finocchio\, Martina Giovanetti\, Andrea Mammarella\, Emanuele Pilonero e Clara Sancricca.  \n\n\n\nIL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=zzo8tcWLCho
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SUMMARY: "NELLE PUNTATE PRECEDENTI _Giro di Vite." Terzo episodio
DESCRIPTION:DOPO IL GRANDISSIMO SUCCESSO DELLA SAGA\, RADDOPPIANO GLI APPUNTAMENTI AL TEATROBASILICA: IN SCENA IL TERZO EPISODIO DI “NELLE PUNTATE PRECEDENTI” DI LORENZO FOCHESATO \n\n\n\nDopo il travolgente consenso ottenuto dai primi due episodi\, Scatenare incendi e Replica — entrambi sold out e accolti da un pubblico in costante crescita — TeatroBasilica annuncia il raddoppio di tutti gli appuntamenti della saga teatrale NELLE PUNTATE PRECEDENTI _Giro di Vite\, ideata dal Gruppo della Creta insieme a Pier Lorenzo Pisano. Un successo che conferma la forza di un progetto capace di coniugare la serialità contemporanea con l’esperienza viva e condivisa del teatro. \n\n\n\nL’esperimento prosegue ora con il terzo episodio\, scritto da Lorenzo Fochesato\, in scena l’11 e il 12 novembre alle ore 21:00. Un nuovo capitolo della saga familiare che sta conquistando il pubblico romano\, un racconto in divenire che intreccia le generazioni\, le memorie e le colpe tramandate\, portando sulla scena le sfumature più intime delle relazioni e dei destini che si ripetono. \n\n\n\nCi sono progetti che non si limitano a raccontare una storia\, ma provano a reinventare il modo stesso di viverla. NELLE PUNTATE PRECEDENTI è uno di questi: un esperimento narrativo e teatrale che apre una nuova frontiera nella drammaturgia contemporanea\, trasformando la serialità — linguaggio per eccellenza del nostro tempo — in un’esperienza scenica condivisa\, intima e collettiva. \n\n\n\nIdeato da Gruppo della Creta insieme a Pier Lorenzo Pisano\, lo spettacolo si sviluppa in cinque episodi che si susseguono nell’arco di cinque settimane\, dal 28 ottobre al 25 novembre 2025. Ogni appuntamento è una tappa di un percorso più ampio\, un invito a tornare\, a ricostruire insieme il filo di una vicenda che cresce e muta nel tempo. In questa struttura\, il pubblico non è solo spettatore ma parte di una comunità narrativa: chiamato\, settimana dopo settimana\, a ritrovare i personaggi\, a riconoscere le tracce\, a farsi custode di una memoria in divenire. \n\n\n\nLa saga di NELLE PUNTATE PRECEDENTI si sviluppa in cinque episodi\, ciascuno affidato a un’autrice o a un autore diverso\, per un viaggio teatrale che si snoda nell’arco di quasi un mese. Si apre con il primo episodio firmato da Pier Lorenzo Pisano\, seguito dal secondo\, costruito insieme da Giulio Fabroni e Veronica Penserini. Il terzo episodio porta la firma di Lorenzo Fochesato\, mentre il quarto è il lavoro di Valeria Chimenti. La saga si conclude con il quinto episodio\, scritto da Rebecca Righetti\, suggellando così un percorso narrativo che cresce e si trasforma settimana dopo settimana\, consolidando l’esperienza della serialità teatrale come un gesto innovativo e coraggioso. \n\n\n\nFirmato alla regia da Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro\, Nelle puntate precedenti è una grande scommessa artistica e produttiva: un progetto che affronta il rischio e la bellezza della continuità\, rifiutando l’idea di consumo istantaneo per restituire al teatro la durata\, la fedeltà\, la possibilità di un tempo condiviso. \n\n\n\nA interpretare questa saga corale\, un cast di straordinaria compattezza: Laura Pannia\, Federica Dordei\, Daniela Giovanetti\, Alessio Esposito\, Matteo Baronchelli\, Alessia Santalucia\, Elena Vanni\, Shadi Romeo\, Vittorio Bruschi e Lorenzo Garufo. \n\n\n\nLe musiche originali sono di Amedeo Monda\, le luci di Matteo Ziglio\, le scenografie di Paola Castrignanò\, i costumi di Raffaella Toni. Il lavoro drammaturgico è firmato da Giulio Fabroni\, Veronica Penserini\, Lorenzo Fochesato\, Valeria Chimenti e Rebecca Righetti\, in un processo collettivo che fonde scrittura\, regia e interpretazione in un unico organismo narrativo. L’organizzazione è curata da Ludovica Santuccio.Lo spettacolo è una produzione Gruppo della Creta e Pallaksch\, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio. \n\n\n\n\n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nIl progetto Nelle puntate precedenti è una riflessione sulla trasposizione della narrazione seriale a teatro. Cosa significa raccontare una storia nel tempo? Che tipo di rapporto costruisce col pubblico una chiamata costante\, un giorno alla settimana\, per cinque settimane? E durante queste settimane\, cosa succede nel teatro mentre il tempo continua a scorrere? \n\n\n\nScatenare incendi è la storia di Giulia e della sua famiglia. Una storia che inizia molto prima di lei\, negli anni settanta\, e che arriva ai giorni nostri. È la storia di una colpa generatrice\, come nelle tragedie antiche\, che continua a tramandarsi senza scampo. È una storia di scoperta: del proprio ruolo nel mondo\, nella famiglia\, e di liberazione da quello che ci è arrivato dal nostro passato. Tutto si svolge nel vecchio casale. Inizia con una festa\, con la famiglia riunita insieme\, prima che Giulia nascesse\, all’origine dei tempi. Prima che sua madre e sua zia\, Chiara e Serena smettessero di parlarsi. Prima della notte in cui la famiglia si è spaccata. Nell’arco di tre generazioni\, tre donne hanno risposto alla domanda: di chi è la colpa? E hanno trovato il loro modo di andare avanti. \n\n\n\n\n\n\n\nCALENDARIO \n\n\n\nQuinto Episodio di Rebecca Righetti: 24 e 25 novembre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nPrimo Episodio di Pier Lorenzo Pisano: 28 – 30 ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nSecondo Episodio di Giulio Fabroni e Veronica Penserin: 4 e 5 novembre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nTerzo Episodio di Lorenzo Fochesato: 11 e 12 novembre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nQuarto Episodio di Valeria Chimenti: 18 e 19 novembre 2025\, ore 21:00
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:USCIRÒ DALLA TUA VITA IN TAXI" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Metti una bugia creata per aiutare un’amica a vedersi con il suo uomo\, \n\n\n\n metti che questa bugia serva anche a vendicarsi del tradimento del marito \n\n\n\ne metti che sia il marito sia l’uomo dell’amica non sappiano nulla della bugia… \n\n\n\nla commedia è servita! \n\n\n\nUna commedia della pungente ironia. Imprevisti colpi di scena in continua evoluzione e incandescenti soprattutto grazie alle capacità istrioniche di Marco Cavallaro\, uno dei maggiori mattatori teatrali di oggi. \n\n\n\nTradimenti coniugali\, veri e presunti\, a mascherare le paure in amore\, l’incapacità di essere sinceri\, della solitudine nella quale si rischia sempre di cadere. \n\n\n\nCommedia di K. Waterhouse e W. Hall\,  con la traduzione di Roberta Conti\, diretta da Filippo D’Alessio\, che porta in scena l’amore e le sue diverse sfaccettature e tutto ciò che avviene per paura. \n\n\n\nUn turbinìo di nuove scoperte\, dove il tradimento tocca tutti e quattro i personaggi perché assume forme diverse\, specchi di come è visto e vissuto l’amore da ciascuno di loro. \n\n\n\nBugie e stravaganti verità. Equivoci e spassosi fraintendimenti. \n\n\n\nNessuno dei personaggi vive la vita che vorrebbe\, nessuno ha il coraggio di dirlo all’altro\, nessuno si svela per quello che è veramente. Personaggi che tra bugie ed equivoci provano a ritrovare loro stessi. \n\n\n\nCon: Marco Cavallaro\, Maddalena Rizzi\, Alessandra Cavallari e  Bruno Governale \n\n\n\nDall’11 al 23 novembre 2025 (h 21.00\, domenica 16 e 23 h 17.30\, mercoledì 19 h 17.00) \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21\n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17\n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11
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SUMMARY:"Bene\, Bravi\, Bis" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Approda sul palcoscenico del Teatro de’ Servi\, dall’11 al 30 novembre\, BENE\, BRAVI\, BIS\, commedia metateatrale di Gianni Clementi\, diretta da Matteo Vacca. \n\n\n\n“Bene Bravi Bis” è lo spettacolo di “Rivista” che la Compagnia di Varieta’ del Commendatore Diotallevi sta per portare in scena. La storia si sviluppa in un vecchio teatro trasformato in rifugio\, nella Roma del ’43\, dove\, fra un bombardamento e l’altro\, la “pregiata” Compagnia di Varietà\, è costretta a preparare il nuovo spettacolo.  \n\n\n\nLe gelosie\, le invidie\, ma anche la tenerezza e l’amore sono amplificati dalla claustrofobia del luogo\, e questo sprigiona momenti di irrefrenabile comicità e struggente commozione. Andare in scena a tutti i costi è la loro missione. E solo una missione è in grado di cementare l’unione fra persone e caratteri tanto diversi.  \n\n\n\nInfatti\, tra ballerine rivali\, un impresario incapace\, un operaio improvvisato artista e un carismatico attore\, il caos è assicurato. \n\n\n\nIn allegato\, comunicato stampa con cortese richiesta di diffusione\, e foto. \n\n\n\nResto a disposizione per qualsiasi informazione e accrediti stampa. \n\n\n\nCordiali Saluti \n\n\n\nUfficio Stampa \n\n\n\nMaresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI \n\n\n\nTeatro de’ Servi \n\n\n\nVia del Mortaro\, 22 | 00187 Roma \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21 \n\n\n\nsabato ore 17.30 e ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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SUMMARY:"RO.ME – Museum Exhibition" a Borgo Santo Spirito
DESCRIPTION:RO.ME – Museum Exhibition\, giunta alla ottava edizione\, rappresenta un evento unico nel panorama italiano. Una piattaforma di approfondimento e networking professionale\, un marketplace internazionale per le istituzioni\, le aziende e i professionisti che operano nei musei\, nei luoghi e nelle destinazioni culturali.  \n\n\n\nNell’Anno Giubilare\, RO.ME – Museum Exhibition apre i battenti\, tra il Tevere e il Vaticano\, a pochi metri dalla Basilica di San Pietro\, nel rione Borgo\, nell’iconica location delle Corsie Sistine del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia. In tale cornice\, RO.ME – Museum Exhibition propone come di consueto\, un fitto calendario di incontri e approfondimenti con autorevoli ospiti e le più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali.  \n\n\n\nL’edizione 2025 è dedicata al tema “Better together”\, in un contesto in cui musei e destinazioni culturali affrontano cambiamenti profondi\, nuove esigenze di pubblico\, inclusione\, sostenibilità e risorse economiche sempre più limitate. Le istituzioni sono chiamate a ripensare strategie\, innovare\, rafforzare il fundraising e valorizzare la collaborazione. L’ottava edizione di RO.ME – Museum Exhibition vuole offrire un’occasione di dialogo tra professionisti\, mettendo al centro partnership tra pubblico e privato\, trasformazione digitale e partecipazione dei cittadini\, per potenziare resilienza organizzativa\, offerta culturale ed esperienza dei visitatori. “Better together” sottolinea il valore del lavorare insieme per affrontare il cambiamento con visione e creatività\, immaginando il futuro dei luoghi della cultura attraverso un confronto aperto e multidisciplinare. \n\n\n\nLa manifestazione\, si svolge in presenza\, con un programma denso di incontri\, approfondimenti e insight specialistici. Oltre 35 incontri sui temi più innovativi del settore\, tra cui eventi speciali\, presentazioni e panel a cui interverranno\, nelle tre giornate di lavori\, oltre 80 speaker nazionali e internazionali.  \n\n\n\nLa manifestazione rinnova la collaborazione con la Scuola di Fundraising di Roma\, Patrimonio Cultura e Fundraising Lab che promuoveranno all’interno della manifestazione\, l’edizione 2025 di Più Fundraising Più Cultura\, programma dedicato al fundraising culturale del futuro\, a partire dalle esperienze di istituzioni e organizzazioni culturali\, aziende\, fondazioni e amministrazioni pubbliche. Il fundraising è la funzione per creare valore aggiunto condiviso in un’ottica di partnership tra pubblico\, privato e comunità e che consente di sviluppare la sostenibilità economico-finanziaria per i progetti e le organizzazioni culturali. Nell’edizione 2025\, l’evento si pone come obiettivo di comprendere meglio le motivazioni che spingono al dono presentando esempi virtuosi di fundraising come motore di partecipazione alla gestione del patrimonio materiale e immateriale per lo sviluppo a base culturale. \n\n\n\nCirca 80 le aziende nazionali e internazionali che saranno presenti in fiera con desk e allestimenti in cui mostrare prodotti e soluzioni innovative: dal merchandise e artigianato museale agli allestimenti e all’illuminotecnica\, dai progetti immersivi attraverso la mixed reality alle app per i visitatori.  \n\n\n\nSarà aperto ai visitatori\, il RO.ME Museum Store\, una vera e propria boutique in cui saranno esposti accessori di moda\, tessuti\, gioielli\, articoli di carta\, ceramica e pelletteria di aziende che in una cornice originale\, promuoveranno i loro prodotti ai buyer di musei nazionali e internazionali.  \n\n\n\nLe imprese del settore di Roma e Lazio saranno presenti grazie al supporto di Regione Lazio\, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale\, Sviluppo e Territorio). Oltre 600 gli incontri b2b in agenda con 30 buyer individuati in collaborazione con ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane. Tra i buyer presenti\, i responsabili degli acquisti di importanti musei e luoghi culturali degli USA quali: New York Historical Society\, The Huntington Library\, Columbus Museum of Art\, Chrysler Museum of Art; di importanti musei europei\, quali: Victoria and Albert Museum di Londra\, Imma-Irish Museum of Modern Art di Dublino e Natural History Museum of Denmark; l’Hangzhou Winland Center dalla Cina e importanti società di exhibition design e di mixed reality quali: Lumsden Design dal Regno Unito\, Knowliom – società subsidairy del Cultural Assets Group dall’Arabia Saudita\, Expologydalla Svezia\, Citès Immersives dalla Francia. Come di consueto\, folta la lista dei buyer italiani tra cui Civita Mostre e Musei\,Coopculture\, Artefatto\, Zetema\, Opera Laboratori Fiorentini\, Artem\, e Azienda Palazzo Expo. \n\n\n\nLa manifestazione apre i battenti con due eventi speciali. Il primo\, il Convegno inaugurale organizzato in collaborazione col Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. In linea con l’Atto di Indirizzo del Ministro Alessandro Giuli per il 2025-2027\, il convegno proverà a sviluppare e condividere riflessioni su uno dei temi di maggiore interesse tra gli obiettivi indicati dal Ministro: il Piano Olivetti per la cultura. Il Piano approfondisce in particolare\, come noto\, i temi della rigenerazione delle periferie e delle aree marginali\, lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità nel rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale\, la rigenerazione culturale delle aree interne e svantaggiate quali strumenti di educazione intellettuale e civica\, di connessione sociale e di promozione della filiera dell’editoria libraria. I siti della cultura\, quali custodi della storia e della memoria della nazione\, vengono analizzati pertanto come strumenti strategici a servizio della comunità. Gli interventi dei relatori\, provenienti da contesti eterogenei ma accomunati da un approccio sperimentale alla valorizzazione del patrimonio\, punteranno a mettere in luce pratiche e modelli di governance capaci di connettere comunità locali\, paesaggio e identità culturale. Il Convegno è incentrato sul tema ‘Il museo come strumento di rigenerazione culturale dei territori’. Al Convegno inaugurale prenderanno parte: Marianna BRESSAN\, Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei Friuli-Venezia Giulia; Giorgio DE FINIS\, MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz; Federica RINALDI\, Museo Nazionale Romano; Daniela TISI\, Alte Marche Creative “Cuore accogliente dell’Appennino”. \n\n\n\nIl secondo evento speciale è la Conferenza internazionale “Deep surfaces. Architecture to enhance the visitor experience of unesco sites” promossa da UNESCO e da Royal Commission for AlUla in collaborazione con Fondazione Santagata for the Economics of Culture. A conclusione della mostra realizzata dall’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa presso Palazzo Zorzi a Venezia\, nell’ambito della diciannovesima Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia\, la conferenza riunirà istituzioni culturali e rappresentanti della comunità museale\, e i responsabili di visitor centre dalla Germania\, Italia\, Romania\, Arabia Saudita e Cina\, per condividere prospettive e individuare nuove opportunità di collaborazione nella gestione dei visitatori e nell’interpretazione del patrimonio. Nella sessione istituzionale porteranno il loro contributo: Magdalena LANDRY\, UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe\, Silvia BARBONE\, Royal Commission for AlUla. \n\n\n\nL’edizione 2025 di RO.ME – Museum Exhibition prevede due rilevanti keynote speeches: \n\n\n\nIl primo keynote sarà affidato a Georgia HASELDINE\, senior curator del V&A East Storehouse\, sul tema “I depositi museali come nuova frontiera delle visitor experience”. Il progetto sperimenta un modello innovativo di accesso “dietro le quinte” ai depositi museali\, valorizzando patrimonio\, professioni e cultura materiale attraverso percorsi curatoriali\, co-progettazione con le comunità ed esperienze dinamiche di consultazione delle collezioni. \n\n\n\nIl secondo keynote sarà tenuto da James DWYER\, CEO e Direttore Creativo di Lumsden Design\, sul tema “Disegnare spazi commerciali e attrazioni per i visitatori all’interno dei musei”. L’intervento approfondirà il ruolo strategico di retail\, hospitality e servizi al pubblico nella visitor experience\, evidenziando come progettazione\, storytelling e collaborazioni creative possano generare nuove opportunità di sostenibilità economica. Case-study internazionali mostreranno pratiche e modelli adottati da musei di riferimento. A seguire\, conversazione tra James DWYER e Renata Cristina MAZZANTINI\, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma \n\n\n\nNella cornice della manifestazione sono previsti due appuntamenti istituzionali: \n\n\n\n– Il primo\, propone una conversazione con Massimiliano SMERIGLIO\, Assessore alla Cultura di Roma Capitale\, per approfondire le strategie\, le progettualità e le visioni legate alla valorizzazione del Sistema Museale di Roma Capitale. Al centro del dialogo\, gli interventi realizzati\, i progetti in corso\, le politiche di promozione e valorizzazione dei luoghi culturali e siti archeologici della Capitale nell’anno Giubilare\, e in attuazione delle misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  \n\n\n\n-Il secondo\, propone una conversazione con Federico MOLLICONE\, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, sul disegno di legge “Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio\, e altre disposizioni concernenti la valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e l’istituzione del circuito “Italia in scena”\, attualmente in discussione in Parlamento che ha un duplice obiettivo: garantire una gestione più efficace\, efficiente e sostenibile degli istituti\, dei luoghi della cultura e dei beni culturali di pertinenza pubblica; e promuovere la partecipazione dei soggetti privati\, singoli o associati\, alla valorizzazione del patrimonio culturale secondo il principio di sussidiarietà per «ravvivare» situazioni di uso o di valorizzazione insufficiente di piccoli borghi\, aree interne\, comuni montani e beni culturali non gestiti in modo adeguato. \n\n\n\nInoltre\, la manifestazione propone sette approfondimenti tematici:  \n\n\n\n-I MUSEI ECCLESIASTICI E L’INNOVAZIONE DIGITALE. L’iniziativa è promossa da Confesercenti Roma e Camera di Commercio di Roma e realizzata in collaborazione con AMEI – Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani\, è articolata in unconvegno in cui esplorare il ruolo dell’innovazione digitale come leva di valorizzazione e accessibilità del patrimonio ecclesiastico e come risorsa strategica per lo sviluppo territoriale. Attraverso esperienze realizzate in diversi musei diocesani italiani\, l’incontro mostra come tecnologie digitali\, realtà aumentata\, intelligenza artificiale e storytelling multimediale stiano trasformando la relazione tra patrimonio\, comunità e visitatori\, ampliando conoscenza\, inclusione e partecipazione. I musei ecclesiastici emergono così come luoghi di innovazione e presidî culturali\, capaci di coniugare identità\, fede e contemporaneità e di contribuire allo sviluppo dei territori. Tra i musei ecclesiastici presenti: il Museo Diocesano Agrigento e l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici ed Edilizia di Culto – Arcidiocesi di Agrigento\, il Museo Diocesano di Genova\, il Museo Diocesano di Bari-Bitonto; il Museo Diocesano di Cuneo-Fossano e il Museo Diocesano di Jesi. \n\n\n\n– LA PROGETTAZIONE DI SPAZI MUSEALI ED ESPOSITIVI. Si intende riflettere su cosa comporti oggi progettare un allestimento museale o espositivo\, in un momento di evoluzione nel rapporto tra istituzioni\, pubblico e territorio. Tra le criticità più frequenti emergono l’uso non strategico delle tecnologie\, la scarsa attenzione alla storia e alle caratteristiche degli spazi\, un dialogo interdisciplinare insufficiente e valutazioni inadeguate su investimenti\, manutenzione e sostenibilità nel medio-lungo periodo. \n\n\n\nIl programma affronta questi temi attraverso due iniziative. La prima analizza il case study “Abitare la memoria. Una casa sostenibile in viaggio per l’Europa” (Remembr-House / Case di memoria)\, mostra itinerante realizzata in cartone alveolare nell’ambito del programma europeo CERV. Il progetto\, sviluppato dalla Fondazione 1563 in collaborazione con il MEIS\, coinvolge studenti nello studio di archivi e documenti sulle confische ai danni delle comunità ebraiche\, trasformando memorie di spoliazione in percorsi di consapevolezza civile. L’allestimento\, modulare e riciclabile\, viaggia in diverse città europee promuovendo sostenibilità\, partecipazione e memoria condivisa\, ed è visitabile per tutta la durata della fiera. La seconda iniziativa prevede la presentazione di due progetti di allestimento museale ed espositivo selezionati tramite Call for Proposals di RO.ME – Museum Exhibition\, illustrati nel corso della manifestazione. \n\n\n\n– “IL PATRIMONIO CREA VALORE”: ESPLORARE L’IMPATTO DELLE ICC SULLA FILIERA DEI MUSEI E LUOGHI DELLA CULTURA. Il workshop\, realizzato in collaborazione con Fondazione CRT e con Fondazione Cariplo\, Cariplo Factory e Regione Lombardia\, si propone di costruire connessioni tra attori\, strumenti e filiere\, mettendo a sistema competenze\, tecnologie e relazioni affinché il patrimonio culturale diventi una leva concreta di innovazione\, lavoro e crescita inclusiva per i territori. Nel quadro della transizione digitale e green\, trovano spazio ambiti come l’imaging e la virtualizzazione del patrimonio\, esperienze immersive e AR/VR\, piattaforme per il coinvolgimento dei pubblici\, tracciabilità e gestione dei beni\, tecnologie per la conservazione e applicazioni per la fruizione diffusa dei luoghi della cultura. L’appuntamento sarà articolato in una sessione introduttiva incentrata su visioni e politiche delle fondazioni e delle istituzioni pubbliche alla quale interverrà anche la Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia\, e in una sessione dedicata alla presentazione di progetti realizzati da imprese ed altri enti.  \n\n\n\n– L’IMPATTO DELLE VISITOR EXPERIENCES NEI MUSEI ATTRAVERSO LE TECNOLOGIE DIGITALI. Il panel intende approfondire come le tecnologie digitali e le strategie di storytelling immersivo possano valorizzare l’esperienza di visita museale\, rafforzandone le dimensioni di conoscenza\, emozione e partecipazione attiva. Attraverso il confronto tra istituzioni culturali\, professionisti e imprese del settore tecnologico\, verranno presentati progetti che coniugano innovazione e narrazione\, favorendo un dialogo nuovo tra pubblico\, opere e spazi. Dalla realtà aumentata alle esperienze interattive personalizzate\, dall’uso dell’intelligenza artificiale alle piattaforme digitali per il coinvolgimento dei visitatori\, l’incontro metterà in luce come le soluzioni creative possano amplificare l’impatto educativo e culturale dei musei\, potenziandone l’identità e la capacità di ispirare. Al panel\, coordinato da Antonio SCUDERI\, Capitale Cultura\, interverranno\, tra gli altri: Michela CASCASI\, Direzione generale Musei – MiC\, Francesco MUSCOLINO\, Direzione regionale Musei nazionali Sardegna; Sara OLIVIERO\, Direzione generale Musei – MiC. \n\n\n\n–L’AI E I MUSEI. Il tema sarà articolato in due panel: il primo\, realizzato in collaborazione con Cultur-e\, offrirà un focus su come l’intelligenza artificiale generativa sta mutando lo scenario imponendo rinnovate strategie di promozione nel settore dei beni culturali\, a partire dall’AI proprietaria per il controllo dei dati. Al panel interverrà Pietro LANZA\, Direttore Generale e Consigliere delegato di SB Italia\, gruppo leader in Italia nella Digital Innovation\, che supporta le aziende nella trasformazione digitale; il secondo\, affronterà gli effetti della rivoluzione dell’AI nelle visite multilingua dei musei\, esplorando il suo potenziale nel rendere i luoghi della cultura sempre più accessibili e inclusivi\, superando le barriere linguistiche che ancora limitano la piena fruizione del patrimonio da parte del pubblico internazionale. All’incontro interverranno: amuseapp\, CoopCulture – Società Cooperativa Culture; Galleria nazionale delle Marche e Giuliano ROMALLI\, direttore dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library. \n\n\n\n– IL RUOLO DEI MUSEI NELL’EDUCAZIONE E NELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI GIOVANI. L’incontro intende indagare su come i musei possano assumere un ruolo sempre più centrale nei processi educativi e di coinvolgimento delle nuove generazioni\, favorendo inclusione\, partecipazione e crescita culturale. Attraverso la presentazione di progetti e pratiche attivate sul territorio\, il panel esplorerà modelli innovativi di dialogo tra istituzioni museali\, scuole e comunità. Barbara ROSSI\, direttore del Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale di Roma\, presenterà l’esperienza del Drugstore Museum della Soprintendenza Speciale di Roma\, con un progetto dedicato all’educazione civica al patrimonio\, sviluppato per avvicinare gli studenti al valore sociale e culturale dei beni comuni. Axel HÉMERY\, direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena\, illustrerà i laboratori Body Speaking e Be Different\, percorsi in cui danza\, movimento creativo\, educazione visiva e rielaborazione cognitiva si intrecciano per promuovere espressione personale\, consapevolezza e dialogo.  \n\n\n\n– ORGANIZZAZIONI CULTURALI E DECARBONIZZAZIONE. Il panel approfondisce il tema della decarbonizzazione nel settore culturale e creativo\, ponendo l’accento sul passaggio dalla ricerca all’azione. L’incontro valorizzerà i risultati dell’Osservatorio 4C – deCarbonizzazione in Campo Culturale e Creativo\, promosso da Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura\, che tra il 2024 e il 2025 ha coinvolto circa mille organizzazioni culturali italiane\, restituendo un quadro articolato delle pratiche di riduzione delle emissioni nel comparto culturale\, e evidenziando una crescente consapevolezza\, ma anche la necessità di strumenti concreti per accelerare la transizione.  \n\n\n\nSarà conferito il  PREMIO RO.ME – MUSEUM EXHIBITION ‘LIBRERIA MUSEALE ITALIANA 2025’\, riconoscimento attribuito\, annualmente\, alle librerie museali permanenti che in Italia in ragione della qualità dell’offerta libraria\, di merchandising e dell’assortimento di prodotti\, dell’attenzione rivolta in particolare alle fasce più giovani dei frequentatori dei Musei\, della funzionalità\, innovatività e bellezza estetica dell’allestimento del singolo punto vendita\, non ultimo dell’attenzione nei confronti del visitatore e della preparazione e professionalità degli addetti ai bookshop. I bookshop a cui la Fiera ha attribuito un riconoscimento sono: Arena Sferisterio Macerata; Castello di Miramare\, Trieste; Castello Volante di Corigliano d’Otranto; Libreria Infopoint Mausoleo di Augusto\, Piazza Augusto Imperatore\, Roma; MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo; Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Milano. \n\n\n\nDa ultimo\, sarà presentato il primo approfondimento monografico prodotto dall’osservatorio di ricerca “Big data e luoghi della cultura” di Mida Ticket Srl con il supporto di analisi di Formules Srl\, sul fenomeno no-show nei luoghi della cultura. Tale fenomeno non è un’anomalia statistica\, ma un fattore che incide concretamente sull’organizzazione dei flussi di visita\, sulla pianificazione delle capacità\, sull’esperienza del visitatore e sull’equilibrio economico dei luoghi della cultura. Il panel offrirà spunti di riflessione e porrà le basi per un confronto sulle possibili strategie di mitigazione del no-show\, mostrando come l’uso intelligente dei dati e delle tecnologie possa contribuire a rendere più efficienti e sostenibili i nostri luoghi della cultura. Al panel interverranno\, tra gli altri: Maria Alessandra MASUCCI – Direttrice\, Museo Cappella Sansevero\, Roberto FERRARI – Direttore Esecutivo¸ Museo Galilei\, e Simone QUILICI – Direttore\, Parco Archeologico del Colosseo. \n\n\n\nRO.ME – Museum Exhibition\, è un evento ideato e realizzato da Fiera Roma e ISI.Urb. \n\n\n\nCon il patrocinio: Ministero della Cultura\, Roma Capitale.  \n\n\n\nCon il supporto di Regione Lazio\, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale\, Sviluppo e Territorio) e ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane.  \n\n\n\nPatrocinano e partecipano alla manifestazione: Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco\, ICOM Italia\, Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura\, Scuola Fundraising Roma\, Patrimonio Cultura\, Fundraising Lab\, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo\, Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale\, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani\, Associazione Italiana Educatori Museali\, Associazione Nazionale Musei Scientifici\, Federculture\, Borghi Autentici d’Italia\, Museimpresa\, Associazione Città dell’Arte e della Cultura\, ANA-Associazione Nazionale Archeologi\, Confesercenti\, The Art Ways\, Capitale Cultura Group\, Eureka – Fiera Nazionale della Cultura e della Creatività\,  \n\n\n\nMedia partner: AgCult. Techincal partner: Kosmos – traduzioni senza confini. \n\n\n\nRO.ME Museum Exhibition è una Fiera internazionale certificata da ISFCERT – Istituto Certificazione Dati Statistici Fieristici\, ente ufficiale riconosciuto da Accredia.  \n\n\n\nOrganizzatori: Fiera Roma e ISI.Urb  \n\n\n\nIngresso: ingresso gratuito previa registrazione su www.romemuseumexhibition.com.
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SUMMARY:"SGUARDI" di Roberto Di Costanzo alla Galleria Pavart
DESCRIPTION:Continua la programmazione autunnale di Pavart gallery con la mostra personale “SGUARDI” di Roberto Di Costanzo curata da Velia Littera\, che inaugura a Roma il 12 novembre 2025\, Sarà un percorso espositivo che esplora lo sguardo\, il primo linguaggio dell’anima. \n\n\n\nPrima ancora della parola\, prima del gesto\, gli occhi custodiscono e rivelano il mistero dell’essere umano\, la sua fragilità\, la sua forza\, i segreti più taciuti e le emozioni più improvvise. \n\n\n\nNella ricerca artistica di Roberto Di Costanzo\, lo sguardo non è un dettaglio anatomico\, ma un varco. È l’apertura verso l’altro\, il punto in cui l’osservatore incontra non soltanto il ritratto\, ma anche sé stesso. Le pupille e le iridi che popolano queste tele e questi disegni sembrano vibrare di vita propria\, ci seguono\, ci interrogano\, ci accolgono o ci respingono. \n\n\n\nIn questo percorso l’artista si è anche ispirato all’arte statuaria classica\, recuperandone la solennità e l’intensità. Come nei volti marmorei della tradizione greco-romana\, dove lo sguardo apparentemente assente si accende di vita interiore\, così nelle sue opere lo sguardo diventa presenza\, un ponte tra il silenzio della forma e la profondità dello spirito. \n\n\n\nOgni opera è diversa\, eppure tutte dialogano in un’unica sinfonia visiva\, gli sguardi più intensi ci avvolgono con una forza magnetica\, altri si rivelano enigmatici\, sospesi tra dolcezza e inquietudine. Alcuni portano la leggerezza del sogno\, altri la gravità della memoria\, una galleria di emozioni silenziose\, che non hanno bisogno di voce perché già parlano al cuore. \n\n\n\nIl tratto di Di Costanzo\, deciso ma al tempo stesso intimo\, calibrato tra rigore classico e sensibilità contemporanea\, costruisce volti che non sono ritratti soltanto di persone\, ma specchi dell’umanità intera. Attraverso la cura minuziosa della luce\, il dettaglio delle ciglia\, la profondità delle ombre\, l’artista restituisce non semplici occhi\, ma vere e proprie presenze. \n\n\n\nIn questi sguardi si cela un dialogo silenzioso\, tra l’artista e il soggetto\, tra l’opera e chi la osserva\, è il momento in cui l’arte smette di essere immagine e diventa relazione. Perché guardare significa anche essere guardati\, e in questo scambio reciproco risiede la forza universale di queste opere\, ci ricordano che\, nel profondo\, siamo tutti occhi che cercano altri occhi. \n\n\n\nRoberto Di Costanzo\, illustratore\, ritrattista e pittore\, si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma e al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida del Maestro Piero Tosi. Collabora con case editrici italiane ed estere\, tra cui Azimut ed Editions Nomades. Espone in Italia e in Francia\, presentando le sue opere all’Espace Cardin su invito di Pierre Cardin e in sedi prestigiose come la Casa dell’Architettura di Roma\, l’Institut Français\, il Salone del libro di Parigi e la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia\, dove omaggia Federico Fellini. \n\n\n\nNel 2019 inaugura il suo atelier in Via Giulia a Roma\, seguito nel 2022 dalla Home Gallery a Monteverde Vecchio. Nello stesso anno dona un ritratto di Papa Giovanni Paolo I alla Basilica di San Marco Evangelista in Campidoglio. Nel 2023 presenta con grande successo la mostra Aeterni. Le gerarchie celesti alla Camera dei deputati. È docente presso diverse accademie italiane e conduce masterclass e seminari in Italia e all’estero. Nel 2024 trasferisce il suo atelier a Bracciano. 
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SUMMARY:"Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Le corealizzazioni tra la quarantesima edizione del Romaeuropa Festival e la Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello proseguono con OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande\, il nuovo spettacolo di Fabiana Iacozzilli\, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria\, in coproduzione con Cranpi\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e con il sostegno Romaeuropa Festival\, che debutta in prima nazionale al Romaeuropa Festival il 12 novembre al Teatro Vascello.  \n\n\n\nAutrice e regista teatrale riconosciuta per la sua capacità di fondere narrazione scenica\, linguaggi visivi e ricerca documentaria in opere che esplorano l’esperienza umana nel profondo\, con OLTRE Fabiana Iacozzilli- attraverso la drammaturgia di Linda Dalisi\, sette performer e i puppets progettati da Paola Villani- racconta una potentissima storia di sopravvivenza\, metamorfosi e rinascita oltre ogni comprensione.  \n\n\n\nDopo il debutto lo spettacolo andrà in scena anche il 13 e il 14 novembre alle ore 21\, il 15 novembre alle ore 19 e il 16 novembre alle ore 17.  \n\n\n\nNote di regia – Il 13 ottobre 1972 il volo 571 dell’aeronautica militare uruguaiana si schiantò sulle Ande con quarantacinque persone a bordo. Il volo trasportava i membri della squadra di rugby Old Christians Club insieme ad alcuni amici e familiari. I ragazzi avrebbero dovuto affrontare una partita\, la rotta era da Montevideo\, in Uruguay\, a Santiago\, in Cile. Solo un passeggero non aveva alcun legame con la squadra. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi. Il 22 dicembre 1972 il mondo venne a sapere che sulla Cordigliera delle Ande i passeggeri erano sopravvissuti cibandosi dei corpi dei loro amici. \n\n\n\nAlla fine del mese di febbraio 2025 Linda Dalisi e io siamo partite per Montevideo per incontrare alcuni tra i sopravvissuti al disastro aereo – oggi uomini di età comprese tra i 70 e i 75 anni – e alcune tra le sorelle\, i fratelli e i figli degli uomini e le donne che non sono tornati dalle montagne. Siamo entrate nelle loro case\, nei loro posti di lavoro\, siamo andate a visitare il campo da rugby in cui erano soliti allenarsi\, abbiamo scoperto che ci sono gruppi di fan della storia e dei loro protagonisti sparsi in tutto il mondo\, siamo andate a visitare un museo dove al suo interno è contenuta una cella frigorifera che consente ai visitatori di sentire per settantadue secondi il freddo che hanno provato quei ragazzi per settantadue giorni.  \n\n\n\nMa cosa cercano le persone in questa storia? Cosa vogliamo io e Linda da questa storia?  \n\n\n\nSiamo partite con tante domande\, le nostre e quelle dei nostri collaboratori\, e siamo tornate con la consapevolezza che questa è una vicenda “prismatica” come la definisce Linda Dalisi\, in cui non ci sono né vincitori né eroi e che un pezzo centrale di essa si svolge dall’altro lato della montagna in quella Montevideo in cui le famiglie dei giovani scomparsi – allo stesso modo e con la stessa intensità – interpellavano indovini e pregavano dio\, affittavano aerei privati per sorvolare la cordigliera e chiedevano di parlare con Allende pur di ritrovare i propri figli.  \n\n\n\nE quindi “fin dove è disposto a spingersi l’essere umano?” Nando Parrado\, è forse il personaggio più carismatico di questa vicenda: un ragazzo di vent’anni che decide di intraprendere insieme a Roberto Canessa il viaggio per cercare i soccorsi e lo fa con ai piedi dei mocassini e nello zaino otto calzettoni da rugby pieni di carne umana. Ma cosa lo muove? Aveva la sorella e la madre interrate a quattro metri dalla fusoliera\, sarebbe arrivato il momento in cui sarebbero stati gli ultimi due corpi di cui cibarsi e\, soprattutto\, aveva un padre a cui andare a dire “papà sono vivo\, non devi piangere tre corpi ma solo due”. È dunque uno spazio tragico quello in cui ci muoviamo\, uno spazio in cui i corpi si depauperano fino a diventare quasi nulla e in cui troneggia il rottame di una fusoliera che ricorda gli echi dell’incidente e\, al tempo stesso\, è luogo di salvezza e unico ventre materno. \n\n\n\nNella scelta della lingua scenica risiede la volontà di mettere al centro della narrazione le questioni legate al corpo\, utilizzando delle marionette ispirate alle opere di Giacometti come mezzo per consentire ai corpi di diventare scheletrici davanti agli occhi del pubblico; per consentire a questi corpi di entrare uno dentro l’altro. Il mondo della figura posiziona la vicenda su un piano metafisico e i puppets\, per loro natura punti di contatto con il mistero e il perturbante\, ci fanno sprofondare nella dimensione spirituale di cui la vicenda è intrisa. Centrale all’interno di questo lavoro è\, come già accaduto nei miei precedenti spettacoli\, la contaminazione del teatro di figura con le voci delle testimonianze.  \n\n\n\nPerché raccontiamo oggi questa storia?  \n\n\n\nPerché è una storia piena d’amore\, in cui ci sono dei figli che cercano di tornare dai loro padri e che come Amleto si interrogano sull’essere o il non essere\, perché ci sono dei padri che decidono di salire in groppa a un cavallo per andare a riprendere ciò che resta del corpo di un figlio e che ci ricordano Priamo in ginocchio che rivuole il corpo di Ettore\, perché è la storia tragica di famiglie che si spezzano e che sono costrette a ricercare nei corpi dei sopravvissuti dei pezzettini dei propri cari. E come possono guardare gli occhi di una madre tutto questo? Ma anche perché come dice Ana Ines Lamas\, sorella di una delle vittime\, è una storia di ignoranza e di immaginazione: i ragazzi non conoscevano la neve e il ghiaccio e proprio per questo sono riusciti ad andare oltre\, immaginandosi un modo per sopravvivere e inventandosi una strada da percorrere per tornare a casa. Fabiana Iacozzilli \n\n\n\n \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nOLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande \n\n\n\nideazione e regia Fabiana Iacozzilli \n\n\n\ncon Andrei Balan\, Francesco Meloni\, Marta Meneghetti\, Giselda Ranieri\, Evelina Rosselli\, Isacco Venturini\, Simone Zambelli \n\n\n\ndramaturg Linda Dalisi \n\n\n\nscene Paola Villani \n\n\n\nmusiche e suono Franco Visioli \n\n\n\nluci Raffaella Vitiello \n\n\n\ncura dell’animazione Michela Aiello \n\n\n\naiuto regia Cesare Del Beato \n\n\n\nassistenti alla regia volontari Matilde Re e Francesco Savino \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile dell’Umbria  \n\n\n\nin coproduzione con Cranpi\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello \n\n\n\ncon il sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival  \n\n\n\ncon il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale\, Teatro Biblioteca Quarticciolo; con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo; un ringraziamento a Fivizzano27 \n\n\n\nTournée 2025/2026 \n\n\n\nTeatro Vascello Roma – Dal 12 al 16 novembre 2025 (debutto nazionale) \n\n\n\nTeatro Gustavo Modena Genova – 18 e 19 novembre 2025 \n\n\n\nNuovo Rifredi Scena Aperta Firenze – 21 e 22 novembre 2025 \n\n\n\nTeatro Nuovo Gian Carlo Menotti Spoleto – 24 novembre 2025 \n\n\n\nTeatro Morlacchi Perugia – Dal 26 al 30 novembre 2025 \n\n\n\nLAC Lugano – 2 e 3 dicembre 2025
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SUMMARY:"Matteotti - Anatomia di un fascismo" al Teatro Morlacchi di Perugia
DESCRIPTION:Che cos’è il fascismo? È un camuffamento\, si nutre di paura\, risponde alla paura con la violenza. \n\n\n\nÈ la voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non cessa di essere attuale. Scritto da Stefano Massini\,cMatteotti – Anatomia di un fascismo è uno spettacolo che guarda al passato per meglio comprendere il presente\, non solo attraverso le lenti della storia\, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta. \n\n\n\nQuello di Ottavia Piccolo non è un monologo\, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo\, che intorno all’attrice si muovono\, l’accompagnano\, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi\, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole\, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo debutta dal 12 al 16 novembre al Teatro Morlacchi di Perugia\, prosegue il 21 al Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio e arriva al Teatro Vittoria di Romadal 25 al 30 novembre\, in un lungo tour che attraversa le principali città italiane tra cui Parma\, Ivrea\, Udine\, Firenze  (qui tutte le date e gli orari https://www.officinedellacultura.org/produzioni/matteotti-anatomia-un-fascismo/) e prosegue fino ad aprile. \n\n\n\nRipercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere\, fin dall’inizio\, in tutta la sua estrema gravità\, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande\, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere. \n\n\n\nMatteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo\, a Ferrara\, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine\, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo\, di attaccare per non essere attaccato; quelli che\, d’un tratto\, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera. \n\n\n\nGiacomo Matteotti – l’oppositore\, il pacifista\, lo studioso\, l’amministratore\, il riformista\, il visionario – prese la parola\, pubblicamente e instancabilmente\, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara\, veritiera\, fondata sui fatti\, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso all’età di 39 anni. \n\n\n\nLa persistenza di questo stesso fenomeno\, nel tempo e nello spazio\, in forme vecchie e nuove\, ci porta a considerare quanto sia indispensabile\, oggi più che mai\, occuparsi della cosa pubblica\, del bene pubblico\, guidati da un pensiero costruttivo\, legalitario\, partecipativo\, paritario\, realistico\, competente\, attraverso atti e parole chiare\, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia: sono le parole della regista Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro\, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbriacon il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. \n\n\n\nNasce da un testo di Stefano Massini\, per la regia di Sandra Mangini\, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzosul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer\, percussioni)\, Luca Roccia Baldini (basso)\, Massimo Ferri(chitarra)\, Gianni Micheli (clarinetto e basso)\, Mariel Tahiraj (violino)\, Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian\, le luci di Paolo Pollo Rodighiero\, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castelmonte onlus\, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali\, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci.  \n\n\n\nLa durata dello spettacolo è di 70 minuti. \n\n\n\nMATTEOTTI – ANATOMIA DI UN FASCISMO – IL TOUR 2025 \n\n\n\nDal 12 al 16 novembre Perugia – Teatro Morlacchi | 21 novembre Gubbio – Teatro Comunale Luca Ronconi | Dal 25 al 30 novembre Roma – Teatro Vittoria |3 dicembre Gallarate – Centro Culturale del Teatro delle Arti | 4 dicembre Varzo – Teatro Alveare | 5 dicembre Concordia – Teatro del Popolo |6 dicembre Modigliana – Teatro dei Sozofili | 8 dicembre Parma – Teatro del Cerchio | 9 dicembre Mondovì – Teatro Baretti | 10 dicembre Ciriè – Teatro Magnetti| 13    gennaio   Tortona – Teatro Civico| 14 gennaio Omegna – Teatro Sociale| 15 gennaio Ivrea – Teatro G. Giacosa | 16 gennaio Savigliano – Teatro Milanollo | 27 gennaio    Ferrara – Teatro Comunale | 28 gennaio Stradella – Teatro Sociale | 29 gennaio Pinerolo – Teatro Sociale | 4 febbraio Alghero – Teatro Civico | 5 febbraio Tempio Pausania – Teatro del Carmine | 4 marzo Udine – Teatro Nuovo Giovanni da Udine | 5 marzo Camponogara (Venezia) – Teatro Comunale Dario Fo | 6 marzo Mercato Saraceno – Teatro Dolcini | 21 marzo Polistena – Auditorium Comunale| 22 marzo Filadelfia – Auditorium Comunale Filadelfia | 25 marzo Livorno – Teatro Goldoni | Dal 26 al 29 marzo Ravenna – Teatro di Tradizione Dante Alighieri | 15 aprile Rosignano – Teatro Solvay |Dal 16 al 18 aprile Firenze – Teatro della Pergola | 19 aprile Narni – Teatro Comunale Giuseppe Manini | 23 aprile San Stino di Livenza – Teatro R. Pascutto.
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SUMMARY:"OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande"
DESCRIPTION:Le corealizzazioni tra la quarantesima edizione del Romaeuropa Festival e la Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello proseguono con OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande\, il nuovo spettacolo di Fabiana Iacozzilli\, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria\, in coproduzione con Cranpi\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e con il sostegno Romaeuropa Festival\, che debutta in prima nazionale al Romaeuropa Festival il 12 novembre al Teatro Vascello.  \n\n\n\nAutrice e regista teatrale riconosciuta per la sua capacità di fondere narrazione scenica\, linguaggi visivi e ricerca documentaria in opere che esplorano l’esperienza umana nel profondo\, con OLTRE Fabiana Iacozzilli– attraverso la drammaturgia di Linda Dalisi\, sette performer e i puppets progettati da Paola Villani- racconta una potentissima storia di sopravvivenza\, metamorfosi e rinascita oltre ogni comprensione.  \n\n\n\nDopo il debutto lo spettacolo andrà in scena anche il 13 e il 14 novembre alle ore 21\, il 15 novembre alle ore 19 e il 16 novembre alle ore 17.  \n\n\n\nNote di regia – Il 13 ottobre 1972 il volo 571 dell’aeronautica militare uruguaiana si schiantò sulle Ande con quarantacinque persone a bordo. Il volo trasportava i membri della squadra di rugby Old Christians Club insieme ad alcuni amici e familiari. I ragazzi avrebbero dovuto affrontare una partita\, la rotta era da Montevideo\, in Uruguay\, a Santiago\, in Cile. Solo un passeggero non aveva alcun legame con la squadra. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi. Il 22 dicembre 1972 il mondo venne a sapere che sulla Cordigliera delle Ande i passeggeri erano sopravvissuti cibandosi dei corpi dei loro amici. \n\n\n\nAlla fine del mese di febbraio 2025 Linda Dalisi e io siamo partite per Montevideo per incontrare alcuni tra i sopravvissuti al disastro aereo – oggi uomini di età comprese tra i 70 e i 75 anni – e alcune tra le sorelle\, i fratelli e i figli degli uomini e le donne che non sono tornati dalle montagne. Siamo entrate nelle loro case\, nei loro posti di lavoro\, siamo andate a visitare il campo da rugby in cui erano soliti allenarsi\, abbiamo scoperto che ci sono gruppi di fan della storia e dei loro protagonisti sparsi in tutto il mondo\, siamo andate a visitare un museo dove al suo interno è contenuta una cella frigorifera che consente ai visitatori di sentire per settantadue secondi il freddo che hanno provato quei ragazzi per settantadue giorni.  \n\n\n\nMa cosa cercano le persone in questa storia? Cosa vogliamo io e Linda da questa storia?  \n\n\n\nSiamo partite con tante domande\, le nostre e quelle dei nostri collaboratori\, e siamo tornate con la consapevolezza che questa è una vicenda “prismatica” come la definisce Linda Dalisi\, in cui non ci sono né vincitori né eroi e che un pezzo centrale di essa si svolge dall’altro lato della montagna in quella Montevideo in cui le famiglie dei giovani scomparsi – allo stesso modo e con la stessa intensità – interpellavano indovini e pregavano dio\, affittavano aerei privati per sorvolare la cordigliera e chiedevano di parlare con Allende pur di ritrovare i propri figli.  \n\n\n\nE quindi “fin dove è disposto a spingersi l’essere umano?” Nando Parrado\, è forse il personaggio più carismatico di questa vicenda: un ragazzo di vent’anni che decide di intraprendere insieme a Roberto Canessa il viaggio per cercare i soccorsi e lo fa con ai piedi dei mocassini e nello zaino otto calzettoni da rugby pieni di carne umana. Ma cosa lo muove? Aveva la sorella e la madre interrate a quattro metri dalla fusoliera\, sarebbe arrivato il momento in cui sarebbero stati gli ultimi due corpi di cui cibarsi e\, soprattutto\, aveva un padre a cui andare a dire “papà sono vivo\, non devi piangere tre corpi ma solo due”. È dunque uno spazio tragico quello in cui ci muoviamo\, uno spazio in cui i corpi si depauperano fino a diventare quasi nulla e in cui troneggia il rottame di una fusoliera che ricorda gli echi dell’incidente e\, al tempo stesso\, è luogo di salvezza e unico ventre materno. \n\n\n\nNella scelta della lingua scenica risiede la volontà di mettere al centro della narrazione le questioni legate al corpo\, utilizzando delle marionette ispirate alle opere di Giacometti come mezzo per consentire ai corpi di diventare scheletrici davanti agli occhi del pubblico; per consentire a questi corpi di entrare uno dentro l’altro. Il mondo della figura posiziona la vicenda su un piano metafisico e i puppets\, per loro natura punti di contatto con il mistero e il perturbante\, ci fanno sprofondare nella dimensione spirituale di cui la vicenda è intrisa. Centrale all’interno di questo lavoro è\, come già accaduto nei miei precedenti spettacoli\, la contaminazione del teatro di figura con le voci delle testimonianze.  \n\n\n\nPerché raccontiamo oggi questa storia?  \n\n\n\nPerché è una storia piena d’amore\, in cui ci sono dei figli che cercano di tornare dai loro padri e che come Amleto si interrogano sull’essere o il non essere\, perché ci sono dei padri che decidono di salire in groppa a un cavallo per andare a riprendere ciò che resta del corpo di un figlio e che ci ricordano Priamo in ginocchio che rivuole il corpo di Ettore\, perché è la storia tragica di famiglie che si spezzano e che sono costrette a ricercare nei corpi dei sopravvissuti dei pezzettini dei propri cari. E come possono guardare gli occhi di una madre tutto questo? Ma anche perché come dice Ana Ines Lamas\, sorella di una delle vittime\, è una storia di ignoranza e di immaginazione: i ragazzi non conoscevano la neve e il ghiaccio e proprio per questo sono riusciti ad andare oltre\, immaginandosi un modo per sopravvivere e inventandosi una strada da percorrere per tornare a casa. Fabiana Iacozzilli \n\n\n\n \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nOLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande \n\n\n\nideazione e regia Fabiana Iacozzilli \n\n\n\ncon Andrei Balan\, Francesco Meloni\, Marta Meneghetti\, Giselda Ranieri\, Evelina Rosselli\, Isacco Venturini\, Simone Zambelli \n\n\n\ndramaturg Linda Dalisi \n\n\n\nscene Paola Villani \n\n\n\nmusiche e suono Franco Visioli \n\n\n\nluci Raffaella Vitiello \n\n\n\ncura dell’animazione Michela Aiello \n\n\n\naiuto regia Cesare Del Beato \n\n\n\nassistenti alla regia volontari Matilde Re e Francesco  Savino \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile dell’Umbria  \n\n\n\nin coproduzione con Cranpi\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello \n\n\n\ncon il sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival  \n\n\n\ncon il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale\, Teatro Biblioteca Quarticciolo; con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo;  un ringraziamento a Fivizzano27 \n\n\n\nTournée 2025/2026  \n\n\n\nTeatro Vascello Roma – Dal 12 al 16 novembre 2025 (debutto nazionale) \n\n\n\nTeatro Gustavo Modena Genova – 18 e 19 novembre 2025 \n\n\n\nNuovo Rifredi Scena Aperta Firenze – 21 e 22 novembre 2025 \n\n\n\nTeatro Nuovo Gian Carlo Menotti Spoleto – 24 novembre 2025 \n\n\n\nTeatro Morlacchi Perugia – Dal 26 al 30 novembre 2025 \n\n\n\nLAC Lugano – 2 e 3 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Goldoni Bagnacavallo (RA) – 5 e 6 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Masini Faenza – 8 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Secci Terni – Dal 10 al 14 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Manini Narni – 15 e 16 dicembre 2025 \n\n\n\nPoliteama Clarici Foligno – 17 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Comunale Luca Ronconi Gubbio – 19 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Comunale Todi – 20 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo – Dal 20 al 25 gennaio 2026 \n\n\n\nTeatro Studio Melato Milano – dal 28 gennaio al 1 febbraio 2026
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SUMMARY:"SILVIO" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Silvio Berlusconi\, protagonista della storia Italiana degli ultimi decenni\, incontra i personaggi della sua vita con i quali elabora il bilancio morale\, sentimentale e politico della sua esistenza. \n\n\n\nE se non fosse morto? Se Silvio Berlusconi avesse ancora 24 ore per guardarsi indietro e guardare negli occhi alcune delle persone che lo hanno accompagnato verso gli ultimi istanti della sua vita\, che cosa accadrebbe? Il già discusso quanto atteso ‘Silvio’\, nuovo testo scritto dal drammaturgo Giovanni Franci che ha abituato il suo pubblico alla cronaca in scena\, sarà all’OFF/OFF Theatre da mercoledì 12 a domenica 16 novembre. Un nuovo capitolo della più recente storia italiana e dei suoi protagonisti\, irrompe sul palcoscenico di via Giulia come un’ulteriore vicenda che Franci guarda dal suo punto di vista – come ha già osservato con altre storie\, tra cui l’omicidio di Luca Varani e la vita di Pietro Orlandi -\, senza dare giudizio ma attraverso la lente teatrale\, per ricostruire un giorno speciale\, forse l’ultimo di Silvio Berlusconi.  \n\n\n\nSarà proprio in quel giorno\, come in un racconto dal sapore dickensiano\, che Silvio riceverà la visita di tre personaggi – Veronica Lario\, l’infermiera che lo ha accudito e uno scrittore -\, con i quali elaborerà un bilancio morale\, sentimentale e politico della sua esistenza. \n\n\n\n‘Silvio’ è una commedia liberamente ispirata al più importante uomo politico e imprenditore degli ultimi quarant’anni di storia del nostro Paese. Una commedia sul potere\, dissacrante al punto giusto\, amara quanto basta\, può contenere tracce di pietas ma è naturalmente priva di qualunque tipo di compromesso e derivati.  \n\n\n\nAd interpretarlo Gabriele Guerra\, accompagnato in scena da Priscilla Micol Marino e Riccardo Pieretti nei ruoli dell’infermiera e dello scrittore\, mentre Tiziana Sensi veste i panni di Veronica Lario. Elaborazioni digitali a cura di Nuvole Rapide Produzioni\, assistente Fabio Del Frate e direzione tecnica firmata da Umberto Fiore. \n\n\n\nSenza alcun dubbio\, Berlusconi è stato un personaggio straordinario\, un precursore\, un unicum\, capace di restituire con precisione e irriverenza i costumi recenti di un intero Paese\, estremamente fantasioso nei vizi privati\, meno prodigo di pubbliche virtù. Insomma\, se Shakespeare\, Aristofane\, Pirandello o Cechov lo avessero conosciuto\, avrebbero sicuramente pensato di trasfigurarlo in teatro.  \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nDal martedì al sabato h. 21.00 – domenica h. 17.00 \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/ \n\n\n\nFB: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/ – IG: https://instagram.com/offoff.theatre?igshid=MzRlODBiNWFlZA==
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SUMMARY:"NUOVI ORIZZONTI" al Teatro Comunale di Montevarchi
DESCRIPTION:Presentata questa mattina presso il Comune di Monterchi NUOVI ORIZZONTI\, la rassegna di teatro contemporaneo che giunge alla sua quarta edizione e si strutturerà al Teatro Comunale di Monterchi dal 13 novembre 2025 sino al 22 febbraio 2026\, offrendo al pubblico appuntamenti diversificati dedicati a bambini e famiglie. \n\n\n\nCome spiega Manuela Malatesta\, Assessore alle politiche culturali di Monterchi «La stagione 2025/2026 della rassegna teatrale “Nuovi Orizzonti” segna un nuovo capitolo di un percorso artistico e culturale che da anni arricchisce la vita della comunità\, offrendo occasioni di incontro\, riflessione e crescita attraverso il linguaggio universale del teatro. \n\n\n\nIl programma\, ideato e curato con la consueta sensibilità dalla Direttrice Artistica di Laboratori Permanenti\, Caterina Casini\, propone un cartellone ricco e diversificato\, capace di coniugare qualità\, innovazione e attenzione ai temi del presente. Le produzioni in programma testimoniano una visione culturale aperta e inclusiva\, che vede il teatro come luogo di dialogo e partecipazione. \n\n\n\nDa sempre\, Laboratori Permanenti si distingue per l’impegno nella formazione del pubblico e la collaborazione con le scuole\, costruendo percorsi dedicati ai bambini e ragazzi come protagonisti di un futuro in cui la cultura resta strumento di consapevolezza e libertà. Il legame con la comunità di Monterchi e con l’intera vallata è il cuore pulsante di un progetto che mette al centro le persone e il desiderio di condividere esperienze significative. \n\n\n\nGrazie a chi\, con passione e visione\, rende possibile “Nuovi Orizzonti”: una rassegna che rinnova l’impegno del Comune di Monterchi e di Laboratori Permanenti nel promuovere cultura\, bellezza e partecipazione». \n\n\n\nProsegue Caterina Casini\, Direttrice Artistica di Laboratori Permanenti «Una stagione varia e per diversi pubblici quella che proponiamo per il 2025/26 al Teatro Comunale di Monterchi\, in sinergia con l’Assessorato alla Cultura. \n\n\n\nPartecipano artisti e drammaturgie molto differenti per pubblici amanti del teatro e famiglie\, per chi ama la storia della Toscana e quella contemporanea \n\n\n\nUna stagione legata alla grande letteratura\, dove riproponiamo la modernità di Čechov in un monologo di bravura sulle fragilità umane\, accanto allo sguardo lucido della Fallaci in colloquio ideale con Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\nLa nostra attenzione è sempre anche rivolta ai bambini\, nostro futuro\, con uno spettacolo di teatro/danza su un tema comportamentale attraversato con grazia   \n\n\n\nInfine per il pubblico tutto\, attivo e lettore\, l’appuntamento della Pagina più bella del mondo\, davanti alla Madonna del Parto\, ci vedrà riflettere insieme sul tema della violenza sulle donne\, che con forza dobbiamo tutti combattere culturalmente e fattivamente. Vi aspettiamo!»
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SUMMARY: "Il sipario delle meraviglie\, New Generation"\, tra Palermo e Catania
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu prosegue la programmazione della stagione con tanti appuntamenti inseriti nelle diverse rassegne Il sipario delle meraviglie\, New Generation e Favolandia\, un ricchissimo calendario di spettacoli\, dedicati a grandi e piccini\, che si svolgeranno in diverse sedi tra Palermo e Catania. \n\n\n\nCalendario rassegna Il sipario delle meraviglie \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 ai Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n13 e 14 novembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nIl piccolo Shakespeare \n\n\n\nTesti e regia  Carlo Di Vita; con Yara Baruffato\, Margherita Scrima\, Sofia Fragiglio\, Carlo Di Vita\, Federico Crimaudo\, Alessandro Prestimonaco \n\n\n\nEsiste una tesi secondo la quale il celebre autore William Shakespeare non fosse che tale Michelangelo Florio\, figlio di Giovanni Florio e della nobile messinese Guglielmo Scrollalancia (o Crollalancia). Shakespeare quindi… era siciliano? Ce lo racconterà il nostro Piccolo Shakespeare insieme a Yaya e Carletto e agli strampalati personaggi fuori dal comune della compagnia “Errabonda”\, svelando trucchi e misteri del genio inglese\, considerato il più importante drammaturgo della cultura occidentale\, attraverso alcune delle sue opere più celebri. \n\n\n\nCatania – Teatro del Canovaccio (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 novembre2025\, ore 17.30 \n\n\n\n30 novembre 2025\, ore 11.30  \n\n\n\nMamma Draga \n\n\n\nDi Piero Tutone\, con Chiara Bologna\, Giulia Fragiglio\, Giulia Pino; in coproduzione con Teatro del Misfatto\, Siracusa. \n\n\n\nLo spettacolo\, liberamente ispirato alla fiaba Bianca come neve rossa come fuoco di Giuseppe Pitrè\, racconta le vicende di un giovane Reuccio costretto da una maledizione di una vecchia strega a cercare l’amore della sua vita\, che troverà rinchiusa su di una torre e sorvegliata da una Mamma Draga. Riusciranno i due giovani a scappare da quella torre e liberarsi dalle grinfie del drago per vivere liberamente il loro amore? \n\n\n\nTeatro Apparte (biglietto 12 euro\, ridotto 10)                       \n\n\n\n6 e 7 dicembre  2025\, ore 17.30               \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia \n\n\n\nTesto e regia Elisa Parrinello\, con Adele Balsamo\, Francesco Stabile\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Marco Li Vigni\, Elisa Parrinello; costumi Elisa Parrinello\, videomapping Peppe Scozzola\, coreografie Piero Tutone. Assistenti:Patrizia Aiello\, Maria Sole Rinaudo\, Daniela Signorino\, Sofia Fragilio\, con la partecipazione del corso Over del DITIRAMMU Lab; in coproduzione con Teatro Apparte. \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia racconta la storia di un principe superbo ed egoista che\, per punizione\, viene trasformato in una bestia da una fata\, proprio come nella celebre fiaba de La Bella e la Bestia. Lo spettacolo si ispira alla versione Disney ma Nicù\, come sempre\, rielabora la fiaba a suo modo\, riscrivendola con uno sguardo moderno e attuale. Pur mantenendo la morale originale Nicù aggiunge la propria visione\, più vicina alla sensibilità di oggi\, per coinvolgere ancora di più bambine\, bambini e giovani spettatori\, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’amore\, della gentilezza e della capacità di guardare oltre le apparenze. \n\n\n\nLa narrazione segue l’incantesimo lanciato dalla fata che potrà spezzarsi solo quando una fanciulla saprà innamorarsi sinceramente del principe. Il destino intreccia così le vite di Belle e della Bestia\, in un racconto corale popolato da tanti personaggi: il padre di Belle\, il vanitoso Gaston\, e molti altri che animano questa fiaba senza tempo. Sarà proprio Belle\, con la sua bontà e il suo coraggio\, a far rinascere il principe e a ricordarci che solo l’amore vero può trasformare ogni cosa. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n11 e 12  dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nRumore bianco – Sentire una fiaba – Nuova produzionedi Marco Savatteri\, con Giulia Tarantino e Davide Incandela \n\n\n\nUno spettacolo originale dedicato alla percezione. Rumore bianco attraverso una mini storia emozionante mette in scena il mondo percepito dal punto di vista di chi non sente i suoni della nostra quotidianità. Un mondo che non è fatto di parole ma di magnifici segni. Una danza continua del corpo e delle immagini con due attori dalle “mani bianche”\, che vivono prestando attenzione allo sguardo e rompono la “bolla del non suono” riuscendo a comunicare tutto a tutti. Basterà solo sapere… ascoltare. Rumore bianco ci insegna a combattere i muri che ci separano dagli altri e lo fa incoraggiandoci a non avere limiti per esprimere se stessi e i propri sentimenti\, anche se inizialmente ci si sente non compresi o non inclusi. Rumore bianco esplora il mondo dei sordi per inventare un mondo colorato in cui la musica\, partendo dal silenzio\, diventa totale\, personale e universale\, come un rumore bianco che permette di rilassarsi e sognare qualsiasi cosa.  Attraverso uno studio tratto dal Coro delle mani bianche\, questo spettacolo renderà tutta la poesia del teatro vista dal punto di vista di chi non sente\, permettendo a tutti di sentire ma in un modo diverso e speciale. Ogni poltrona del teatro avrà un palloncino che il pubblico dei bambini dovrà stringere tra le mani per sentire i suoni bassi che saranno emessi in questo spettacolo muto e tuttavia pieno di assordante bellezza. Rumore bianco è dedicato a tutti i bambini sordi ma sarà visto e fruito da tutti\, un’unica platea che unirà udenti e non udenti nella percezione di un’emozione bianca\, da colorare insieme. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n14 – 21 dicembre 2025\, ore 11.00  \n\n\n\nIl pianeta delle stelle – Nuova produzione \n\n\n\nRegia e scrittura scenica Pietro Tutone; con Carlo Di Vita\, Giulia Tomasino e Pietro Tutone \n\n\n\nNel silenzio del cielo Zeus ha spento tutte le stelle\, deluso dagli uomini che hanno dimenticato di guardare verso l’alto. Solo una luce resta viva: Astra\, giovane ninfa danzante\, ultimo battito luminoso dell’universo. Ermes\, il messaggero degli dei\, tenta di convincere Zeus a ridare al mondo la luce ma il sovrano dell’Olimpo pone una condizione: se esiste ancora una scintilla di umanità capace di meravigliarsi\, dovranno trovarla e portargliela prima che sorga il nuovo giorno. Astra ed Ermes viaggiano tra i pianeti spenti e infine scendono sulla Terra\, dove scoprono che la luce può sopravvivere anche nel cuore di un bambino che sogna. Tornati sull’Olimpo\, mostrano a Zeus quella piccola scintilla. Il dio\, commosso\, comprende che la forza degli uomini non sta nella potenza\, ma nella capacità di sognare. Con un gesto dunque Zeus riaccende le stelle: il cielo torna vivo e il mondo ritrova la sua luce. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 – 30 dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nEra Natale quando… \n\n\n\ndi e con Alessandro Accardi e Silvia Trigona \n\n\n\nLo spettacolo ha lo scopo di restituire ai bambini la magia e la dolcezza del Natale con una serie di racconti in cui gli attori\, attraverso la tecnica dell’impersonificazione e del ricordo\, si caleranno nei panni dei simpatici protagonisti di tre favole: L’amnesia di Babbo Natale\, La Renna Rudolph e I ricordi di Ale e Sisì. Attraverso l’utilizzo di costumi\, marionette e filastrocche il pubblico verrà trasportato in un mondo incantato e colorato\, per ricordare insieme l’importanza dell’amicizia e della famiglia. Buffe gag e musiche natalizie incorniceranno storie che parlano di coraggio\, armonia\, ma soprattutto… di desideri! Per ricordare a grandi e piccini che non è mai troppo tardi per far posto nel nostro piccolo cassetto dei sogni.  \n\n\n\nCalendario rassegna New Generation \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa  \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)       \n\n\n\n22 novembre  2025\, ore 21.00            \n\n\n\n23 novembre  2025\, ore 18.30  \n\n\n\nHeart Race \n\n\n\nTesto e regia Davide Nebbia\, con Davide Incandela e Giulia Tarantino \n\n\n\nHeart Race è uno spettacolo teatrale che fonde tre racconti distinti\, immergendosi nei delicati intrecci delle relazioni umane e dell’identità. \n\n\n\n A Galway Girl\, una commovente odissea attraverso le fasi di una coppia\, dal loro incontro negli anni ’50 alla struggente conclusione. Seguendo questa narrazione ci si addentra nel complesso equilibrio di Tavolo per Due\, un racconto sull’amore tra una stella di Broadway e un pilota di linea\, tra la realizzazione personale e il desiderio di una vita familiare\, riflettendo sul sacrificio e sulle scelte difficili che entrambi hanno dovuto fare. \n\n\n\nInfine Io\, Tu\, Tu\, Io solleva il sipario su un incontro casuale durante una riunione di ex compagni di scuola\, rivelando profonde riflessioni sull’identità e sul percorso personale di ciascun individuo\, offrendo una prospettiva ricca di umorismo\, empatia e intelligenza emotiva che sfida i pregiudizi celebrando l’autenticità e l’amore al di là delle convenzioni \n\n\n\nQuesti tre corti\, seppur distinti\, si fondono esplorando il tema dell’amore come forza trasformativa e universale\, capace di superare il tempo\, le distanze e le aspettative sociali\, invitando lo spettatore a riflettere sulla bellezza e sulla complessità delle relazioni umane. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa   \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n4 e 5 dicembre 2025\, ore 21.00  \n\n\n\nMenti – Nuova produzione \n\n\n\nDrammaturgia e regia Luigi Maria Rausa\, con Maria Elena Iozza\, Natale Moncada\, Samuele Sciacca  \n\n\n\nIn un’epoca di relazioni fluide\, ghosting e doppie vite online\, le vite dei nostri personaggi rispecchiano perfettamente le incertezze\, i silenzi e le dissimulazioni dei legami contemporanei. \n\n\n\nLa pièce esplora non solo il tradimento amoroso\, ma anche quello dell’amicizia\, della fiducia e dell’identità. Ricca di silenzi\, si concentra molto di più su quello che non viene detto\, nonostante il ritmo serrato dei dialoghi tra i personaggi ci riveli come l’essere umano sia ormai incapace di abitare davvero le situazioni\, scegliendo invece di perdersi in parole\, spiegazioni e sproloqui che ne anestetizzano il senso.  \n\n\n\nParole che dissimulano\, che smentiscono\, che mentono. La sua struttura a ritroso costringe il pubblico a rivedere continuamente ciò che credeva di aver capito\, proprio come accade nella nostra vita quando\, col senno di poi\, rileggiamo i segnali che avevamo ignorato. È un invito a riflettere su come costruiamo e riscriviamo le nostre narrazioni personali. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa    \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n13 dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, ore 18.30     \n\n\n\nVia Malfatti 26 – Nuova produzione \n\n\n\nscritto e diretto da Simone Ruvolo\, con Simone Ruvolo\, Alessandro Russo\, Yara Baruffato \n\n\n\nMario e Claudio sono due studenti fuori sede intrappolati in un presente che scorre inesorabile e l’incertezza del futuro. Tra loro\, al centro\, una Scacchiera.  \n\n\n\nL’apparente monotonia della loro convivenza subisce una scossa con l’arrivo di Eva. Come una mossa inaspettata la sua presenza stravolge gli equilibri riducendo Mario e Claudio a due “Re sotto lo scacco di una sola Regina”.  \n\n\n\nVia Malfatti 26 ha già debuttato in una versione ridotta di 30 minuti come testo vincitore alla Finale del Premio Aldo Amoroso 2025\, indetto dal Teatro Instabile di Genova.  \n\n\n\nLa travolgente reazione del pubblico presente alla finale del premio ha acceso il desiderio di esplorare ulteriormente le potenzialità di questa storia portandola ad una versione estesa della durata di 90 minuti\, mantenendo intatta la struttura essenziale del testo originale.  \n\n\n\nIn linea con lo spirito del teatro Off-Broadway\, Via Malfatti 26 presenta una scenografia volutamente scarna: un tavolo\, due sedie\, una scacchiera e una radio. Questa scelta pone l’accento sulla forza della narrazione\, sui personaggi\, utilizzando il gioco degli scacchi non come tema centrale bensì come catalizzatore silente ma potente dei conflitti. \n\n\n\nSpazio Franco – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 5 euro) \n\n\n\n15 -16  dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\nMomo – Match \n\n\n\nTesto e regia Pietro Tutone\, coreografie Patrizia Veneziano\, con gli allievi del laboratorio teatrale permanente DitirammuLab \n\n\n\nQuando il tempo ha cominciato a perdere il suo profumo e le ore sono diventate oggetti da contare invece che da vivere\, il mondo si è trasformato in una corsa continua. Le persone hanno smesso di guardarsi negli occhi\, i bambini non sanno più giocare\, gli adulti non ricordano cosa vuol dire aspettare\, sognare\, amare. \n\n\n\nIn una qualsiasi città\, viveva una bambina riccia e ribelle\, Momo era il suo nome\, non aveva niente\, neanche un parente e non si sapeva da dove venisse eppure presto la gente si affezionò a lei\, per il suo modo di fare. Momo era proprio speciale\, perché sapeva ascoltare. E sapeva farlo talmente bene da far tornare alla memoria cose dimenticate\, da guarire silenzi troppo lunghi\, da fermare\, per un momento\, anche il tempo. \n\n\n\nMa non era sola. C’era Cassiopea\, la tartaruga che vedeva un po’ avanti nel tempo. E poi\, molto più lontano\, c’era qualcuno che custodiva il mistero delle ore\, il Maestro Hora\, il guardiano del tempo vero. Un giorno\, forse in sogno\, forse nei pensieri profondi che solo i bambini sanno fare\, Momo iniziò a viaggiare. Non a piedi\, ma con il cuore. Attraversò mondi strani che sembravano piccoli pianeti sospesi nel vuoto\, abitati da personaggi curiosi e malinconici. \n\n\n\nTutti diversi eppure tutti simili: mondi dove il tempo era stato dimenticato\, nascosto\, rubato. \n\n\n\nAlla fine del suo viaggio Momo tornò in città. Ma la trovò ingrigita e triste\, la gente non aveva più il tempo neanche di parlarsi\, andavano tutti di fretta e pensavano soltanto a lavorare. Degli strani Uomini Grigi erano ovunque\, invisibili ma presenti. Rubavano il tempo alla gente promettendo efficienza e successo e in cambio lasciavano solo ansia\, solitudine\, superficialità e tristezza.  \n\n\n\nCon Cassiopea al suo fianco\, Momo si incamminò verso la Casa di Nessun Luogo\, dove Maestro Hora le mostrò il segreto: il tempo non ci appartiene\, ma si dona. È come l’amore\, come l’amicizia\, come l’attesa. Invisibile agli occhi\, ma indispensabile per vivere davvero a pieno. Entrata in possesso di questo segreto prezioso\, la piccola Momo riuscì a scovare la “banca” dove i Signori Grigi avevano accumulato tutto il tempo rubato agli uomini… \n\n\n\nCalendario rassegna Favolandia \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 5 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30  \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il presepe raccontato da Pietrino e Nenè\, di e con Elisa Parrinello\, Giovanni Parrinello\, Piero Tutone\, Noa Flandina e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il Presepe raccontato è molto più di una semplice rappresentazione: è un rito teatrale che intreccia tradizione popolare\, spiritualità e poesia. Scritto da Vito Parrinello e Rosa Mistretta dopo approfonditi studi e ricerche etnografiche\, lo spettacolo racconta attraverso parole\, musiche e canti\, la storia di Gesù\, ripercorrendo i nove giorni della novena\, ognuno scandito dall’accensione di una candela. Momento centrale è la suggestiva rievocazione del viaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme\, raccontata con la delicatezza e la magia del teatro delle ombre\, fino al miracolo della nascita e all’arrivo dei Re Magi alla stalla. A concludere lo spettacolo\, dopo i festeggiamenti\, una dolce ninna nanna della tradizione popolare intonata per celebrare la vita che nasce. A guidarci in questo racconto saranno Pietrino e Nenè\, amatissimi dai bambini e veri e propri pazzi de La Centouno\, nati dalla fantasia di Elisa Parrinello\, accompagnati dal coro degli allievi dei laboratori del DitirammuLab. Un’esperienza teatrale intensa e coinvolgente\, pensata per emozionare grandi e piccini nel segno della memoria\, della cultura e della condivisione.  \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nIl 23 dicembre la rassegna si chiude con La vera storia della Befana\, di Elisa Parrinello\, con Noa Flandina\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Virginia Maiorana\, Giulia Fragiglio e Mattia Lanfranca. Protagonista è la celeberrima vecchina che vola su di una scopa che\, stanca di ricoprire sempre il suo ruolo\, decide di cercare una sostituta. Tra impostori e befane improbabili\, la missione si rivela più difficile del previsto. Ma\, in fondo\, si sa… certe magie hanno radici troppo profonde per sparire del tutto. \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n23 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nLa vera storia della Befana \n\n\n\nregia di Elisa Parrinello\, con Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Noa Flandina\, Giulia Fragiglio\, Mattia Lanfranca e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nLa storia della Befana affonda le sue radici nella notte dei tempi tra antiche tradizioni magiche e riti precristiane. La vecchina simboleggiava l’anno appena trascorso: un anno vecchio proprio come lei\, che portava con sé doni carichi di significato e di buoni auspici per quello nuovo. Ma questa volta… qualcosa è cambiato. La nostra vecchina si è stancata di fare sempre la Befana! Così\, con un pizzico di malinconia\, annuncia a Pierino e Carletto che quella sarebbe stata la sua ultima Epifania. \n\n\n\nI due narratori\, sconvolti\, si mettono alla ricerca di una sostituta. Ma tra impostori\, robot e befane cibernetiche\, la missione fallisce: nessuno è all’altezza. E allora? Col cuore colmo d’affetto la vera Befana ritorna. Si ricomincia con i due narratori… e perfino con il futuro dispettoso a patto che  \n\n\n\ni bambini e le bambine imparino ad accontentarsi un po’ di più\, a custodire la magia delle piccole cose. \n\n\n\nÈ possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli online sul sito del Ditirammu al link www.teatroditirammu.it oppure direttamente al botteghino dei teatri. \n\n\n\nLa stagione è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura (MIC) – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
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SUMMARY:“CAR(O) VITA. Fatti la tua rapina prima che lo stato finisca di fare la sua”
DESCRIPTION:In scena a Fortezza Est dal 13 al 15 novembre “CAR(O) VITA. Fatti la tua rapina prima che lo stato finisca di fare la sua” scritto da Roberto Simonte e diretto da Pietro Dattola con in scena Flavia Germana de Lipsis\, Valentina Martino Ghiglia\, Alessandro Blasioli\, protagonisti di un’opera che affronta con sarcasmo e ironia il tema delle difficoltà economiche e delle ingiustizie sociali.  \n\n\n\nVicky e Zaira mascherate\, sudate ed armate sono davanti al supermercato. Al CEP\, il quartiere popolare in cui vivono\, c’è chi si alza alle cinque e non arriva a fine mese\, chi lavora due giorni sì e cinque no\, chi la spesa la fa due volte al mese se va bene\, chi aspetta un assegno che non arriva quando deve\, chi vende frutta all’ingrosso a due lire e poi la ricompra per sé a dieci volte tanto. \n\n\n\nUn tempo al CEP ci si aiutava\, il CEP era un rifugio\, si poteva contare gli uni sugli altri; adesso invece chi ha fatto i soldi se n’è andato e chi lo vede più\, mentre gli altri tutti zitti\, muti e marcia\, perché tanto ci s’abitua a tutto. Specie all’ingiustizia. Vicky e Zaira non ci stanno. Se nessuno fa niente\, faranno loro qualcosa. Prendono i mitra che usavano i ragazzi nel quartiere qualche anno fa\, le maschere dei nonni del quarto piano\, una bottiglia di scotch buono e vanno a fare la più bella rapina del mondo. \n\n\n\nIl piano c’è: prendere solo i prodotti\, riempirci il furgone\, frutta\, verdura\, acqua\, pasta\, pomodoro\, riempirlo come si deve\, svuotarlo al sicuro e rivendere quel ben di dio a tutta la loro palazzina\, ma a prezzi onesti.E se qualcosa va storto? Inutile pensarci su! Stangate sulle famiglie\, rincari sui prezzi\, un milione di persone sotto la soglia di povertà\, i telegiornali tutti così. Che c’è da pensare? Non è giusto e basta! Il mondo non deve andare così\, e Vicky e Zaira\, almeno Vicky e Zaira\, non ce lo faranno andare. \n\n\n\nAntigone incontra Thelma & Louise\, che incontra Quentin Tarantino (ma senza tutto il sangue) -Testo finalista di Drammi di Forza Maggiore 2021\, progetto finalista del Festival InDivenire 2024\, Car(o)vita contrappone l’essere e il dover essere\, arrivando a un fantasmagorico poter essere: Car(o)vita è la rapina che tutti sognano\, quasi nessuno si aspetta\, e\, se continuiamo così\, nessuno farà mai. Car(o)vita è un atto rivoluzionario\, romantico\, sensuale\, spassoso e disperato. Non girarti dall’altra parte; fai una cosa. La tua cosa. Falla. Cambia il tuo mondo\, anche solo per un giorno. Lascia un segno. Capace che qualcuno segua il tuo esempio. 
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LOCATION:Fortezza Est\, via Francesco Laparelli\, 62\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Elsa Baldini Quartet all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, giovedì 13 novembre\, Elsa Baldini Quartet. Dopo anni di carriera esplorando tutte le sfumature della black music\, dal blues al jazz\, al soul e anche alla disco music\, presenta un repertorio in italiano. Una scommessa\, accettata da Elsa Baldini e dal suo quartetto in questo progetto che è una specie di esperimento\, si potrebbe quasi dire un lavoro permanentemente in sviluppo e divenire. In questo concerto il gruppo rilegge e reinterpreta una manciata di brani accuratamente selezionati di autori italiani cercando\, da una parte\, di rispettare le composizioni e\, dall’altra\, di mantenere il sound\, la connotazione soul jazz elettrica che contraddistingue questa formazione. La scaletta contiene\, oltre a tre inediti\, brani non così scontati tratti dal repertorio di Samuele Bersani\, Giorgio Gaber\, Paolo Conte\, Lucio Dalla\, ma anche Mia Martini\, Edoardo De Crescenzo\, Pino Daniele\, un Lucio Battisti dell’era Panella ed anche il brano di Tenco parafrasato per intitolare il concerto\, nella curiosa versione che ne fece Mina alla fine degli anni 60. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                              Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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SUMMARY:"Le belle notti" al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Il 12 dicembre 1969\, in pieno fermento ‘sessantottino’\, diciassette giovani studenti occupano un noto liceo romano. Un reparto della celere\, prontamente allertato dal preside\, circonda l’istituto dove i ragazzi si sono barricati. Le ansie\, le paure\, unite all’eccitazione crescente per l’atto di ribellione che li vede protagonisti\, producono a mano a mano il cementarsi del gruppo. E\, nonostante le evidenti differenze di carattere e di estrazione sociale\, i giovani occupanti matureranno con il passare delle ore un senso di unità e di appartenenza\, che sfocerà in una vera e propria presa di coscienza collettiva che regalerà loro l’emozione indelebile di essersi sentiti artefici e protagonisti di un momento storico. La prima giornata di occupazione volge al termine quando dalla televisione giungerà la notizia terribile della strage di Piazza Fontana.  \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo è sempre lo stesso liceo il teatro dell’azione\, e sempre di un’occupazione si tratta\, ma è passato un po’ di tempo….Siamo negli anni 2000\, e i nuovi protagonisti altri non sono che i figli degli occupanti di quel dicembre del ’69. Stessi palpiti\, stesse problematiche. Ma quanto è cambiato lo scenario sociale che fa da sfondo ad un’azione di dissenso analoga ma molto distante da quella di trenta e passa anni prima.  \n\n\n\nLe Belle notti è una commedia di Gianni Clementi\, diretta da Claudio Boccaccini\, tenera e divertente\, ma anche malinconica e crudele\, che scandaglia senza giudicare un’età della vita\, quella prossima ai vent’anni\, sbirciandola in due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell’anticonformismo della fine degli anni ’60 e quella dell’omologazione\, quindi apparentemente immobile e pacificata\, dei giorni nostri.  \n\n\n\nL’utilizzo di brani musicali memorabili nel corso di tutta la pièce segnerà ulteriormente gli evidenti cambiamenti di scenario sociale susseguitisi in questi ultimi trent’anni. \n\n\n\nCon Corinna Angeloro\, Mattia Aquilani\, Niccolò Bambi\,  Iulia Bonagura\, Tommaso Bocconi\, Margherita Cellini\, Chiara Colonna\, Alessia De Simone\, Tonia Garardo\, Luca Materazzo\, Ignazio Martorano\, Leonardo Pandolfi\, Camilla Pujia\, Aramis Reibenspiess\, Manuel Rosati\, Luca Salzarulo\, Chiara Silano. \n\n\n\nGiovedì-Sabato ore 21\,00 – Domenica ore 17.30 – Biglietti: Intero 20\,00 – Ridotto 16\,00  \n\n\n\nInfo e Prenotazioni Biglietteria Teatro Marconi 06 594 3554 – info@teatromarconi.it
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SUMMARY:"Un letto per due" al Teatro Golden
DESCRIPTION:L’amore è il cuore pulsante dell’esistenza\, il motore che alimenta la vita di ogni essere umano. Il Teatro Golden lo celebra con una nuova commedia “Un letto per due”\, con Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi\, che dal 13 al 23 novembre 2025 porteranno in scena uno spettacolo di Tato Russo per la regia di Livio Galassi. L’autore racconta la storia di una coppia dal matrimonio alla fine\, concentrandosi sulle difficoltà\, le tribolazioni\, le risate e i dolori\, le speranze e le delusioni vissute dai due personaggi\, Riccardo e Marina\, durante i 35 anni del loro matrimonio. La scena è essenziale\, ovvero composta esclusivamente dalla loro camera da letto\, con un grande letto a due piazze al centro della stanza. Ed è proprio in questo angolo intimo che si narrano le varie  vicissitudini;  la consumazione del loro matrimonio\, la nascita del loro primo figlio\, il successo di Riccardo come scrittore\, la sua relazione extraconiugale\, il matrimonio felice della loro figlia femmina insieme alle disavventure del loro figlio maschio\, il loro rapporto con una casa che dà luogo di scansione delle loro peripezie amorose presto si trasforma in vorace dimora di sopravvenienti fantasmi. Lo spettacolo teatrale è ricavato da una sceneggiatura dello stesso Tato Russo di un film difficile da realizzare come tale. La riscrittura teatrale di Tato Russo consente di affidare a due attori di grande calibro e prestigio\, come Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi\, già coppia consolidata nella vita reale\, la riproposta in chiave moderna della favola più antica del mondo: la favola e l’aspettativa di chi sogna l’amore senza fine\, che sarebbe invece meglio definire il “matrimonio”. Livio Galassi\, con la collaborazione di Aurelio Gatti e degli “Incorporea Group”\, si abbandona a trovate registiche di gustoso impatto sul pubblico\, riuscendo a trasformare una favola di tutti e per tutti nella storia tragica che tocca vivere a gran parte di noi. Assolutamente da non perdere!  \n\n\n\nOrari spettacoli\n\n\n\ndomenica ore 17.00. \n\n\n\ngiovedì – venerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00
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SUMMARY: "Life Is Life – Episodio 1. Che razza di pianeta è questo?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Con Life Is Life\, il Teatro Parioli Costanzo apre ufficialmente la sua stagione teatrale 2025–26 con la direzione artistica firmata da Massimiliano Bruno\, confermando la vocazione del Parioli come luogo di incontro tra tradizione e innovazione\, teatro popolare e scrittura contemporanea. \n\n\n\nLa stagione si apre con un progetto inedito e ambizioso: una serie a teatro in quattro episodi\, scritta da Brunoinsieme a Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele Locci\, e prodotta dal Nuovo Teatro Parioli.Un format che rinnova e approfondisce il legame tra la serialità e la scena dal vivo: quattro episodi autonomi ma collegati\, distribuiti da novembre a marzo\, con giovani interpreti\, diversa in ogni capitolo.Una struttura narrativa che porta nel teatro lo spirito dell’attesa e della continuità tipico delle grandi storie seriali\, ma restituito alla dimensione unica dell’incontro in sala. \n\n\n\nÈ un modo diverso di abitare il teatro — non più come un evento unico e irripetibile\, ma come un appuntamento da seguire nel tempo\, episodio dopo episodio\, come si segue una grande storia condivisa.In questo senso\, Life Is Life è molto più di uno spettacolo d’apertura: è il manifesto della nuova visione artistica di Bruno\, che intende trasformare il Parioli in una casa accogliente\, viva\, aperta alle giovani generazioni e alle nuove scritture. \n\n\n\nIl progetto: un racconto seriale per il palcoscenico \n\n\n\nCon Life Is Life\, Bruno immagina un teatro che dialoga con la città e con il suo pubblico in modo nuovo: la forma episodica diventa uno strumento per costruire continuità emotiva\, per stimolare la memoria e la curiosità dello spettatore. Ogni episodio ha un proprio tono e un proprio sguardo – ora comico\, ora surreale\, ora malinconico – ma tutti concorrono a formare un unico universo narrativo\, in cui i personaggi cambiano\, crescono e si rivelano nel tempo. \n\n\n\nAl centro della storia c’è Ofelia\, un’aliena precipitata sulla Terra che\, nel tentativo di comprendere la nostra specie\, si iscrive a un’accademia di recitazione. Attraverso il teatro – luogo in cui si finge per essere sinceri – scopre le contraddizioni\, le fragilità e la tenerezza dell’essere umano. Dietro la leggerezza della commedia\, Life Is Life affronta temi universali: la solitudine\, il desiderio di essere compresi\, la ricerca di senso\, il ruolo della donna\, la fede e il bisogno di appartenenza. \n\n\n\nBruno gioca con l’idea della serialità per rovesciare la consuetudine teatrale: non uno spettacolo da consumare\, ma un percorso da seguire\, che cresce insieme a chi lo guarda. La stagione 2025–26 del Parioli inizia così\, con un esperimento coraggioso e affettuoso: un teatro che invita a tornare\, ricordare\, aspettare il prossimo episodio. \n\n\n\nDichiarazioni di Massimiliano Bruno \n\n\n\nIdeatore e regista di “Life Is Life”\, direttore artistico del Teatro Parioli Costanzo \n\n\n\n«Life Is Life è un tentativo di portare a teatro la forma della sitcom\, un genere che solitamente non appartiene al linguaggio teatrale perché siamo abituati a vederlo in televisione da oltre cinquant’anni\, declinato dagli italiani\, dagli americani e un po’ in tutto il mondo. In questo caso\, invece\, si tratta di un esperimento di contaminazione tra teatro e televisione: uno spettacolo che conserva la familiarità e il ritmo di una serie TV — quella sensazione di potersi accomodare sul divano e godersi qualcosa di piacevole — ma che\, al tempo stesso\, invita il pubblico a vivere quell’esperienza dal vivo\, a teatro.» \n\n\n\n«Per farlo mi sono avvalso di un’équipe di autori e registi\, tutti molto giovani\, che mi hanno dato una linfa vitale per poter tirare fuori anche tematiche molto contemporanee\, molto vicine a quello che sta succedendo nel mondo adesso.» \n\n\n\n«L’idea è nata alcuni anni fa: inizialmente era un progetto pensato per la televisione — e chissà\, forse un giorno lo realizzerò anche lì — ma che quest’estate abbiamo deciso di sviluppare per il teatro\, insieme a Baccarini\, Locci\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Maurizio Lops”. \n\n\n\n«La messa in scena è volutamente al servizio dello spettatore: vogliamo innanzitutto divertire e conquistare il pubblico con la bellezza dei personaggi\, con la loro profondità e\, perché no\, con un po’ di politicamente scorretto\, per dire come la pensiamo sul mondo.» \n\n\n\n«Anche se la protagonista è un’extraterrestre\, Lifesy Life non è un racconto di fantascienza\, ma una commedia pura. Una commedia interpretata da attrici e attori giovanissimi\, già in piena ascesa professionale: volti che lavorano da tempo\, ma con l’energia e l’età giusta per raccontare questa storia ambientata tra la Roma Sud di un palazzo che affaccia sulla Conad e un’accademia di recitazione\, dove i protagonisti cercano di farsi strada e conquistare il proprio spazio nel mondo dello spettacolo.»
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SUMMARY:“FRIDA OPERA MUSICAL" al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:Dopo aver emozionato il pubblico con produzioni come La Divina Commedia Opera Musical e Van Gogh Café Opera Musical\, la MIC International Company firma ora un nuovo progetto teatrale capace di unire impatto visivo\, potenza musicale e profondità narrativa. \n\n\n\n“FRIDA OPERA MUSICAL” è un viaggio straordinario nella vita e nelle opere di Frida Kahlo in collaborazione con il Museo Frida Kahlo “Casa Azul” e il Museo Diego Rivera Anahuacalli di Città del Messico e con il Patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. \n\n\n\nFRIDA OPERA MUSICAL è un musical potente e visionario che intreccia arte\, rivoluzione e passione. Al centro dell’opera la vita di Frida Kahlo (interpretata da Federica Butera): il suo amore tormentato con Diego Rivera (interpretato da Andrea Ortis)\, la forza del suo corpo ferito\, la resistenza e la voglia di vivere\, la lotta per l’identità e la libertà. Ad accompagnare il suo viaggio\, la Catrina (interpretata da Drusilla Foer)\, protagonista assoluta dell’immaginario e della cultura popolare messicana\, icona della morte e della vita\, della satira e della bellezza eterna; è lei che incarna lo spirito del Messico profondo nel quale convivono\, in un unico grande affresco\, colori\, musica e passione. \n\n\n\n“FRIDA OPERA MUSICAL” racconta la straordinaria esistenza di Frida Kahlo\, artista\, icona del femminile\, anima ribelle di un’epoca in tumulto\, uno spettacolo che dà vita a un ritratto profondo e vibrante della pittrice che ha saputo trasformare il dolore in colore e la fragilità in potenza creativa. L’OPERA si muove tra la potenza del teatro musicale e la forza visiva del mondo pittorico. Lo spettatore viene immerso nel Messico post-rivoluzionario\, tra fermenti ideologici\, arte murale\, influenze europee e figure chiave come Zapata\, Trotsky\, Breton\, Tina Modotti\, solo per citarne alcune. È un viaggio corale nel cuore di un’epoca segnata dal desiderio di cambiamento\, in cui Frida vive con sfrontata autenticità.  \n\n\n\nLa relazione tra Frida e Diego è il nucleo pulsante della narrazione: un amore smisurato\, radicale\, imperfetto\, che si fa alleanza e scontro\, passione e ideologia\, un legame che attraversa infedeltà\, successi e rivoluzioni personali e collettive. A fare da cornice\, il Messico colorato\, allegro e dissacrante della Catrina\, in cui la vita e la morte danzano insieme al ritmo dell’arte\, un Messico dalle radici azteche nel quale la musica avvolge tutto e tutti in un canto continuo alla vita. \n\n\n\nFRIDA OPERA MUSICAL è un inno alla libertà di essere e al coraggio dell’arte. È una \n\n\n\ndichiarazione d’amore alla vita\, anche quando fa male. \n\n\n\nNOTE DI REGIA di Andrea Ortis \n\n\n\n“Ci sono artisti unici\, che risiedono in un “non luogo” diventando parte di un “non tempo”\, artisti trasversali\, che raggiungono la vita di tutti in modo magico e perfettamente reale. \n\n\n\nFrida abita il “per sempre” riuscendo a parlare ogni lingua possibile. Una donna profondamente messicana\, che ogni popolo del mondo sente un po’ sua sentendosi\, a sua volta\, un po’ messicano. \n\n\n\nEcco perché ho scelto Frida\, perché nessuno come lei è riuscito ad attraversare le barriere del dolore diventandone evoluzione\, ponendosi al di fuori della realtà oggettiva\, trascendendola e superando così il limite imposto dell’immanenza. \n\n\n\nLa sua opera va oltre l’esperienza sensibile del vivere e pur rappresentandone la durezza tangibile\, il dolore effettivo\, tutta la fattuale afflizione\, lo travalica diventando\, nella sua arte pittorica\, espressione di valori ultrasensibili. Frida non si contiene\, non si trattiene; Frida è portatrice del valore identitario e libero del popolo messicano\, non è arginabile nei confini di un tratto moderato\, supera gli steccati di una perfetta comprensione assumendo\, piuttosto\, la sembianza del cielo e lo fa\, mettendo a nudo la sua travagliata esistenza che diventa così\, alta\, infinita\, immutabile e potente\, proprio come lo è\, il cielo. Di fronte a ciò\, non rimane che stare\, contemplando lo spazio aperto che Frida ci pone davanti\, così mistico e reale\, così terreno e celestiale\, così splendidamente indomito\, libero ed eterno.” \n\n\n\n–                Dichiarazione dell’Ambasciatore del Messico in Italia\, Carlos García de Alba: \n\n\n\n“Frida Kahlo non è solo una delle più grandi artiste del Messico\, ma un simbolo universale di libertà\, coraggio e autenticità. Questo musical rappresenta un’occasione unica per raccontare al pubblico italiano – con emozione\, musica e immagini – la storia di una donna straordinaria\, profondamente legata all’anima e alla cultura del nostro Paese. Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che porta il cuore del Messico sui palcoscenici italiani.” \n\n\n\n–                Dichiarazione di Perla Labarthe\, Direttrice del Museo Frida Kahlo: \n\n\n\n“Frida Kahlo es una de las artistas más influyentes del siglo XX. Su vida\, su arte y su creatividad siguen inspirando a nuevas generaciones en todo el mundo. Desde la Casa Azul celebramos que producciones como Frida Opera Musical encuentren en su legado una fuente de fuerza creativa. Es un testimonio de cómo su historia sigue viva\, transformando el arte\, la escena y la manera en que comprendemos nuestra identidad.” \n\n\n\n–                Traduzione: – “Frida Kahlo è una delle artiste più influenti del XX secolo. La sua vita\, la sua arte e la sua creatività continuano a ispirare le nuove generazioni in tutto il mondo. A Casa Azul\, celebriamo il fatto che produzioni come Frida Opera Musical trovino nella sua eredità una fonte di forza creativa. È una testimonianza di come la sua storia continui a vivere\, trasformando l’arte\, il palcoscenico e il modo in cui comprendiamo la nostra identità.” \n\n\n\n–                Dichiarazione del Produttore Francesco Gravina: \n\n\n\n“Frida Opera Musical rappresenta per noi un ponte tra culture\, un progetto che unisce Italia e Messico attraverso l’arte\, la bellezza e il linguaggio universale del teatro. \n\n\n\nSostenere iniziative come questa significa investire in ciò che per noi è essenziale: il valore sociale della cultura\, la voce dei giovani\, la forza trasformativa dell’espressione artistica. Crediamo in un teatro che parla al presente\, che coinvolge le nuove generazioni e che crea connessioni reali tra le persone. \n\n\n\nFrida Opera Musical è molto più di uno spettacolo: è un’esperienza che riflette i valori in cui crediamo. Ed è per questo che siamo orgogliosi di portare avanti questo progetto”
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SUMMARY:"CIRCO PARADISO" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Le lucciole sono sempre più rare\, non c’è più spazio per loro in quest’epoca di plastica tutta Serie TV on demand. Eppure\, se avete avuto la fortuna – magari da bambini – di acciuffarne una e di tenerla chiusa per qualche istante fra le dita – prima di lasciarla volare via – se lo avete fatto almeno una volta e avete visto quella luce palpitare fra le mani\, allora questa storia è per voi.  Agnese Fallongo \n\n\n\nUn inno allo spettacolo dal vivo e a tutti gli artisti del circo che\, proprio come i teatranti\, scrivono sull’acqua e nel cuore del pubblico. Al Teatro Manzoni di Roma arriva CIRCO PARADISO\, il nuovo atteso spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo\, per la regia di Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata\, in scena da giovedì 13 a domenica 30 novembre.  \n\n\n\nNelle scorse stagioni la compagnia ha conquistato pubblico e critica con la trilogia degli ultimi\, ovvero Letizia va alla guerra\, …Fino alle stelle!\, I Mezzalira\, attraverso uno stile originalissimo\, che mescola modernità e sapore antico. Gli spettacoli si caratterizzano per una grande maestria in tutte le parti della creazione teatrale\, dai testi\, alle musiche e alla realizzazione in scena\, e con una poetica che rilancia urgenze del cuore\, tratte dalla tradizione orale passata\, che si confermano oggi universali umani. \n\n\n\nIl nuovo spettacolo riprende queste linee\, rinnovando ancora temi e stili e trasportando il pubblico nell’universo circense. Circo Paradiso è una commedia musicale tragicomica con un’eco onirica\, che conferma uno stile oggi unico nel panorama nazionale. È una produzione Teatro De Gli Incamminati eTeatro Metastasio.  \n\n\n\nThe fireflies of the Circus (Le lucciole del circo). È così che nel ’69 uno dei settimanali internazionali di spettacolo più famosi del secolo scorso\, Variety\, aveva definito i due trapezisti Cesare e Attilina\, “due stelle cadenti che si librano nell’aria e lasciano la scia\, sfidando il buio della gravità ed illuminando gli occhi di chi li guarda con doppio e triplo salto mortale…senza rete sotto”.  \n\n\n\nOrmai in pensione\, Cesare e Attilina\, un tempo compagni di vita e di palcoscenico\, vengono chiamati per esibirsi in una “serata d’onore” e ricevere il premio più ambito da tutti i circensi\, il trapezio d’oro. Non si vedono da oltre trent’anni\, dal giorno in cui il destino li ha divisi per sempre. Viaggiando a ritroso nel tempo attraverso l’escamotage dei flashback\, le due “lucciole del circo” si raccontano al pubblico\, accarezzando tutti i capitoli più significativi della loro relazione: dal primo incontro da bambini\, allo sbocciare del loro amore fanciullesco\, fino all’apice del loro percorso artistico in età adulta\, che – “coup de théatre” – coincide esattamente con il loro distacco. Ma cosa rivelerà davvero questo premio?  \n\n\n\nIn pista si avvicenderanno anche altri personaggi che gravitano dentro e fuori lo chapiteau\, come Dimitri il lanciatore di coltelli\, Fortuna la veggente\, Betta la domatrice di leoni\, Mariuccio bello bello il clown. \n\n\n\nUna commedia musicale tragicomica che si fa metafora di un’arte\, come quella circense che\, oggi più che mai\, ci appare come un “tramonto straordinario” per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra\, il palco e la quotidianità\, fra la realtà e la fantasia.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nIn un momento storico come quello che stiamo vivendo\, caratterizzato da una tecnologizzazione massiva\, anche della creatività\, la nostra personalissima risposta è che\, oggi più che mai\, si avverta la necessità di salvaguardare almeno una forma di intelligenza imprescindibilmente umana e della quale vorremmo continuare a poter disporre\, ovvero “l’intelligenza sentimentale” che\, nel nostro lavoro\, si sposa con una creazione artigianale\, sorretta dai saperi antichi d’artista\, in ogni dettaglio.  \n\n\n\nQuesta storia è figlia di un’urgenza creativa genuina e onesta che\, alla fin fine\, risponde solo alle regole del cuore\, poiché “Il futuro non è sempre avanti\, a volte bisogna fermarsi e tornare indietro per raggiungerlo”. \n\n\n\nLA COMPAGNIA \n\n\n\nAgnese Fallongo – Tiziano Caputo – Adriano Evangelisti – Raffaele Latagliata \n\n\n\nL’incontro tra Agnese Fallongo (1987)\, attrice-cantante e autrice teatrale\, e Tiziano Caputo (1999)\, attore-cantante e musicista poli-strumentista\, avviene nel 2017\, in occasione della realizzazione di “LETIZIA VA ALLA GUERRA – la suora\, la sposa e la puttana”\, spettacolo ideato e diretto da Adriano Evangelisti e scritto dalla stessa Fallongo. Successivamente questa compagine artistica si arricchisce di un quarto elemento grazie al coinvolgimento di Raffaele Latagliata che firma la regia dei due spettacoli successivi: “…FINO ALLE STELLE! – scalata in musica lungo lo stivale”\, nel 2019\, scritto a quattro mani da Fallongo e Caputo con il coordinamento creativo di Evangelisti\, e “I MEZZALIRA – panni sporchi fritti in casa”\, nel 2022\, scritto dalla Fallongo\, impreziosito dalle musiche originali composte appositamente da Caputo e arricchito dalla presenza di Evangelisti anche in veste di attore. L’insieme di questi tre spettacoli dà origine alla “Trilogia degli ultimi”\, che li porta presto a distinguersi sul panorama nazionale per una poetica tesa a sfiorare il presente attraverso il passato attraverso un “teatro di narrazione” a più voci e riletto in chiave moderna – ma costruito con sapienza artigianale -\, che corrisponde anche alla modalità di raccolta del materiale\, attraverso ricerche vere\, interviste e racconti\, che puntano al recupero della tradizione orale e della memoria. Dal punto di vista linguistico\, ricorre frequentemente la scelta del dialetto\, inteso come lingua del cuore\, ed espressione di verità. La musica\, ideata appositamente per tutti gli spettacoli e suonata rigorosamente dal vivo\, è parte integrante della drammaturgia\, con l’intento di accompagnare lo spettatore\, cullandolo\, in un intenso spaccato della storia d’Italia. La compagnia dal 2023 è prodotto e distribuita da Teatro De Gli Incamminati. www.incamminati.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it \n\n\n\nPrezzi biglietti: \n\n\n\nIntero € 30\,00; Ridotto € 25\,00 \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\ngiovedì 13 novembre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 14 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 15 novembre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 16 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 18 novembre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 19 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 20 novembre  ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 21 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 22 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 23 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 25 novembre ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 26 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 27  novembre ore 17:30 \n\n\n\nvenerdì 28 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 29 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 30 novembre ore 17:30
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SUMMARY:"PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto speciale\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori. Nasce il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.   \n\n\n\nIl progetto prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. “In un’epoca dominata dai profili digitali e dalle identità performative dei social –  spiega Ottavio Cappellani – Pirandello si manifesta in tutta la sua classica contemporaneità. Studiare le sue novelle offre agli allievi un terreno vivo su cui esercitare la scrittura scenica: brevi storie dense di ironia\, dolore\, smarrimento\, che si prestano a diventare corti teatrali. Gli allievi non solo reinterpretano Pirandello\, ma si scoprono\, come lui\, autori di sé. Perché al centro del mondo drammaturgico sta ciò di cui tutti andiamo in cerca: il motore della storia”.  \n\n\n\nI lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nCon il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL – spiega Roberta Torre\, Direttore artistico del Teatro Pirandello – la città di Agrigento diventa palcoscenico\, in una rilettura teatrale di luoghi iconici di bellezza assoluta”. “Il Pirandello Fringe Festival – aggiunge Alessandro Patti\, Presidente Fondazione Teatro Pirandello – con l’imprinting della nostra direttrice Roberta Torre\, si inserisce nel solco già tracciato da questa governance\, che non è nuova a collaborazioni con prestigiose istituzioni culturali. Il Teatro che esce dalle sue mura per entrare sempre più in simbiosi con la città\, vera protagonista del progetto\, così come della stragrande maggioranza dell’opera del nostro illustre drammaturgo”. \n\n\n\n“L’Università – continua Giovanni Francesco Tuzzolino\, Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento – ha attivato un’interessante collaborazione con il Teatro Pirandello\, che porterà alla realizzazione di iniziative finalizzate alla crescita culturale della città. In tal senso alcuni luoghi\, scelti per riattivarne i significati spaziali e narrativi\, diventeranno la scenografia ideale per l’attualizzazione del teatro di Pirandello”.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. \n\n\n\nI testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. \n\n\n\nIl progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nCONTATTI E INFO \n\n\n\nPer mandare la propria candidatura  \n\n\n\ncon cv dettagliato e video motivazionale durata massima di UN MINUTO scrivere a pirandellofringefest@gmail.com \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: 352. 0506683
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:"Metamorfosi del Sacro" al  Complesso museale Santa Maria della Scala
DESCRIPTION:Il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena ospita dal 14 novembre 2025 al 11 gennaio 2026 la mostra Metamorfosi del Sacro \, la prima personale istituzionale di Teodora Axente \, artista rumena tra le voci più intense della pittura europea contemporanea. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, radicalmente  site-specific \, nasce da un’idea del Presidente della Fondazione Cristiano Leone \, nella volontà non soltanto di affiancare il contemporaneo al patrimonio storico\, ma di valorizzare quest’ultimo attraverso operazioni concepite in modo specifico per il Complesso museale. La mostra\, realizzata in collaborazione con la Galleria Rosenfeld di Londra\, è curata da Riccardo Freddo e Michela Eremita . \n\n\n\nMetamorfosi del Sacro è un progetto artistico di 25 opere pensato interamente per il Santa Maria della Scala: un attraversamento che unisce secoli e sensibilità\, in cui le reliquie diventano presenze evocate e la dimensione spirituale si rinnova attraverso immagini ibride. \n\n\n\nUn tempo Ospedale e luogo di accoglienza per i pellegrini\, il Santa Maria della Scala custodisce tesori unici come gli affreschi del Vecchietta (Lorenzo Di Pietro\, 1410-1480\, Siena)\, il velo della Vergine\, il chiodo della Croce e le reliquie da Costantinopoli. È in questo tessuto di segni che si innesta la ricerca di Teodora Axente\, capace di trasformare l’eredità spirituale e materiale del Santa Maria in un atlante immaginifico. \n\n\n\nIn ascolto di questo luogo – dove l’artista ha trascorso del tempo studiando e ammirandone le meraviglie – nascono le sue tele installazioni\, le memorie si intrecciano agli affreschi\, ai simboli e agli oggetti liturgici per trasformarli in un linguaggio pittorico visionario. Al centro\, il tema della metamorfosi: nascita\, dissoluzione\, elevazione in cui il corpo diventa luogo fragile e sacro\, incubatore dell’anima e strumento di guarigione\, mentre tutto è traccia di un passaggio dal terreno al divino. Le nature morte accolgono oggetti un tempo utilizzati all’interno dell’Ospedale\, come ciotole e bende\, contenitori e strumenti medici\, che diventano reliquie laiche e tracce di una cura fisica e spirituale. L’insetto\, il bozzolo\, il giglio\, la scala\, il calice divengono archetipo di trasformazione\, un richiamo alla possibilità di trasfigurazione. Accanto a questi motivi l’artista integra elementi specifici come le architetture dipinte nei grandi cicli ad affresco. Le reliquie sono presenze simboliche all’interno delle sue composizioni e la sacralità del luogo si tesse con la sua funzione originaria di accoglienza e cura. \n\n\n\nNell’opera intitolata Natura morta con gigli (2025) una natura morta di reliquie sacre acquistate dall’Imperatrice di Costantinopoli si organizza attorno al Chiodo della Croce di Cristo\, trasformato in fulcro luminoso della composizione; nella Scala (2025) l’artista rielabora gli affreschi del Vecchietta\, ricomponendoli in una scala sospesa tra la terra e il cielo; in Restoring the World (2025) una fanciulla angelica custodisce una boccetta col sangue di Cristo\, fragile e potente al tempo stesso\, come promessa di rinascita. \n\n\n\nL’inaugurazione della mostra (13 novembre 2025 ore 18.00) sarà accompagnata dalla performance Nello sguardo di Teodora Axente con Alessandra Cristiani \, Jacopo Giarda e musica dal vivo con il trio jazz diretto da Silvia Bolognesi e due studenti dell’ Accademia Siena Jazz \, nell’ambito di XENOS festival di performance (Siena\, Santa Maria della Scala\, 13\, 14\, 15\, 16 novembre 2025) con la direzione artistica di Anna Lea Antolini . \n\n\n\nTeodora Axente (1984\, Sibiu)Vincitrice del Grand Prize al 3rd Frissiras Award for European Painting e dell’Essl Art Award\, è stata selezionata da Uwe Goldenstein per il catalogo Preparing for Darkness. Un nuovo movimento nella pittura contemporanea . Già riconosciuta a livello internazionale con mostre al MoCA di Boulder (Colorado)\, al Museum of Art di Cluj-Napoca e all’Hugo Voeten Art Center\, la poetica di Teodora Axente arriva a Siena offrendo un esempio di come l’arte contemporanea sappia aprire varchi temporali nel cuore della storia e del patrimonio italiano. \n\n\n\nInfo: www.santamariadellascala.com – Costo del biglietto 5 euro 
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LOCATION:Complesso Museale Santa Maria della Scala\, Piazza del Duomo\, 1\, Siena\, ITA\, Italy
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SUMMARY:"DAVID Come quando eravamo felici" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Dal 14 al 16 novembre all’Altrove Teatro Studio approda DAVID Come quando eravamo felici\, spettacolo scritto e diretto da Marco Di Stefano. \n\n\n\nDavid prende spunto dai vari fatti di cronaca che ogni anno avvengono tra Stati Uniti ed Europa. È la storia di un ragazzino di 13 anni\, di buona famiglia borghese\, figlio di un medico e un’avvocatessa\, che prende una pistola dalla cassaforte e compie una strage a scuola.  \n\n\n\nDavid è la storia di un padre che ci racconta del rapporto con il suo bambino\, un rapporto felice fino al giorno della strage. Perché niente\, fino a quel giorno\, ha mai fatto pensare a un vuoto così grande da poter esplodere in un atto di tale violenza. David racconta di un genitore messo ad una prova che mai si sarebbe immaginato di dover affrontare\, poiché ogni genitore crede che i propri figli non siano in grado di compiere un atto mostruoso\, un atto talmente orrendo da marchiarli a vita. David è un testo che indaga il male che si nasconde dentro di noi e dentro i nostri figli\, un male che spesso non riusciamo a vedere. O che non vogliamo vedere. \n\n\n\n“Il 3 maggio del 2023\, a Belgrado\, un ragazzino di tredici anni ruba la pistola del padre dalla cassaforte. Arrivato a scuola\, uccide otto coetanei e un adulto. Pensiamo che storie del genere accadano soltanto nella provincia americana\, ma per quelli della mia generazione – quelli più attenti alle vicende del mondo\, perlomeno – è ancora vivo nella memoria il ricordo di Erfurt nel 2002\, quando per la prima volta un massacro scolastico avveniva nella civilissima Europa”_ annota Marco Di Stefano. \n\n\n\n“Il testo disegna una realtà autonoma\, lontana da questi fatti di cronaca\, dando voce al padre di uno stragista. O\, come direbbero i giornali\, di un “mostro”. Parola che usiamo per definire gli assassini come diversi da noi\, estranei alla sfera stessa dell’umanità. Sono padre di due bambini che al momento hanno sei e tre anni. Come molti padri\, sono terrorizzato dall’idea che qualcuno possa far loro del male. E se invece fossero loro a fare del male a qualcuno in modo brutale e insensato? Abbiamo paura dei mostri\, ma se i mostri fossimo noi o – peggio – i nostri figli? \n\n\n\nChissà\, forse quegli stessi mostri tornerebbero a sembrarci molto umani.” \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e Sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"VITERBO SHORT"\, al via le iscrizioni per la seconda edizione
DESCRIPTION:Teatro San Leonardo – Viterbo \n\n\n\n14 al 16 novembre 2025 \n\n\n\nVITERBO SHORT Festival del Cortometraggio:  \n\n\n\nAl via le iscrizioni per la seconda edizione \n\n\n\nIl bando aprirà ufficialmente il 14 marzo\, confermando Viterbo come crocevia per il cinema breve nazionale e internazionale \n\n\n\nViterbo\, marzo 2025 – Dopo il successo della prima edizione\, il VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio torna per il secondo anno consecutivo\, consolidandosi come un appuntamento imprescindibile per cineasti\, appassionati e professionisti del settore. L’evento\, che si svolgerà dal 14 al 16 novembre 2025 presso il Teatro San Leonardo di Viterbo\, continua a porre il cinema breve al centro della scena culturale della città\, valorizzandone il potenziale artistico e narrativo. \n\n\n\nA partire dal 14 marzo\, sarà ufficialmente aperto il bando di iscrizione\, consentendo ai registi di tutto il mondo di candidare le proprie opere per una delle otto sezioni competitive del festival. \n\n\n\nVITERBO SHORT Festival del Cortometraggio: un festival in crescita \n\n\n\nLa prima edizione ha visto la partecipazione di 394 cortometraggi provenienti da oltre 50 Paesi\, confermando l’interesse globale per un evento che\, fin dal debutto\, ha posto al centro il cortometraggio come forma d’arte autonoma\, ben oltre il semplice trampolino di lancio per i lungometraggi. \n\n\n\nIl Direttore Artistico Michelangelo Gregori ha espresso grande entusiasmo per questa nuova edizione: \n\n\n\n“Sono emozionato nel continuare questa avventura e\, nel segno della continuità\, autori che si sono distinti nella scorsa edizione faranno parte delle nostre giurie\, ma non svelerò tutto ora. Sarà una tre giorni ricca di cinema breve e di eventi collaterali\, che darà finalmente lo spazio che merita al cortometraggio\, non solo come trampolino di lancio per giovani autori\, ma come un vero e proprio formato cinematografico di tutto rispetto. Sono felice di dire che grazie alla tre giorni avremo modo di esplorare questo mondo a 360 gradi. Posso anticipare che per la sezione Satirarsi\, ad esempio\, abbiamo trovato la collaborazione della compagine satirica di VITERBOH\, molto conosciuta in città. A livello nazionale\, stiamo organizzando un incontro intitolato ‘Festival che parlano di Festival’\, in cui i Direttori Artistici di rassegne di rilievo verranno a dare il loro contributo alla causa del cinema breve. Ma\, per ora\, invito tutti a seguire i nostri canali social e il sito web… e soprattutto attendo con ansia l’arrivo dei nuovi cortometraggi dopo il successo inaspettato dello scorso anno.” \n\n\n\nIl Teatro San Leonardo: un ruolo centrale per il festival \n\n\n\nIl Teatro San Leonardo\, storico spazio culturale della città\, svolge un ruolo chiave nella realizzazione del festival\, offrendo non solo una prestigiosa location ma anche un impegno attivo nella promozione del cinema breve. La direzione del teatro ha dichiarato: \n\n\n\n“Questo festival rappresenta un’importante opportunità per la città\, che avrà il privilegio di accogliere esperti del settore cinematografico\, critici\, registi e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero. Il nostro obiettivo è rendere Viterbo non solo un punto di riferimento per il cinema breve\, ma anche un luogo di incontro e scoperta\, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nelle bellezze storiche e culturali del territorio.“ \n\n\n\nLa sinergia tra il Teatro San Leonardo e il Direttore Artistico Michelangelo Gregori ha dato vita a un festival che non è solo un evento cinematografico\, ma un vero e proprio punto di incontro tra arte\, cultura e turismo. \n\n\n\nLe nuove sezioni del festival \n\n\n\nIl VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio si amplia ulteriormente nella sua seconda edizione\, accogliendo nuove sezioni che esaltano la diversità del cinema breve. \n\n\n\nLe otto sezioni competitive del festival sono: \n\n\n\n-Corti a Scuola – Cortometraggi realizzati da studenti di cinema o istituti scolastici\, con tematiche adatte a un pubblico studentesco. \n\n\n\n-Territorio (Tuscia e Lazio) – Opere legate alla regione Lazio e alla provincia di Viterbo. \n\n\n\n-Tema Sociale (Italia e Internazionale) – Sezione dedicata a cortometraggi e mini-documentari su tematiche sociali e culturali di rilevanza globale. \n\n\n\n-Corti Teatrali e Letterari – Opere ispirate alla letteratura e al teatro\, con un ponte tra tradizione e sperimentazione cinematografica. \n\n\n\n-Cortometraggi Satirici (SATIRARSI) – Uno spazio per il cinema breve satirico\, con un premio assegnato sia dalla giuria che dal pubblico. \n\n\n\n-Videoclip Musicali Internazionali – Sezione dedicata ai migliori videoclip d’autore da tutto il mondo. \n\n\n\n-Corto Italia – Un focus sui migliori cortometraggi italiani\, senza vincoli di genere o stile. \n\n\n\n-Corto Libero International – Opere internazionali\, presentate con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nQuesta crescita dimostra l’ambizione del festival di diventare un punto di riferimento internazionale\, promuovendo il cortometraggio come un’espressione artistica di grande valore e autonomia. \n\n\n\nIscrizioni aperte dal 14 marzo \n\n\n\nIl bando per partecipare al VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio sarà attivo dal 14 marzo 2025. Le iscrizioni potranno essere effettuate tramite la piattaforma FilmFreeway\, e i cortometraggi selezionati entreranno a far parte del programma ufficiale con proiezioni dedicate durante i giorni del festival. \n\n\n\nUn evento che unisce arte e industria cinematografica \n\n\n\nLa seconda edizione del festival si arricchirà di eventi collaterali\, tra cui il già citato “Festival che parlano di Festival”\, un incontro con direttori artistici di importanti rassegne cinematografiche per discutere il futuro del cortometraggio nel sistema cinematografico internazionale. \n\n\n\nCon una programmazione ancora più articolata e la volontà di consolidarsi nel panorama cinematografico italiano\, il VITERBO SHORT Festival del Cortometraggio punta a diventare non solo una vetrina per nuovi talenti\, ma anche un hub di discussione sul futuro del cinema breve. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia scoprire e celebrare l’arte del cortometraggio in tutte le sue forme.
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SUMMARY:"Il Cielo in una stanza" al Teatro Argot
DESCRIPTION:Quando Pier Paolo Pasolini scriveva “Orgia” nel 1968\, immaginava una coppia che per vivere la sua “diversità” si nascondeva dal mondo\, per trasgredire alle regole nel segreto della loro stanza. Oggi\, più di cinquant’anni dopo\, il regista Fabio Morgan ribalta completamente quella visione\, cercando una risposta contemporanea. \n\n\n\n“Il Cielo in una stanza”\,  un’opera originale interamente concepita per la realtà virtuale\, va in scena dal 14 al 16 novembre a Roma\, al Teatro Argot\, ma poi continuerà a girare il Lazio con date ad Arsoli (venerdì 21 novembre)\, Sezze (sabato 22)\, Ostia (domenica 23) e Tuscania (domenica 30 novembre). \n\n\n\n“Il cielo in una stanza” trasforma il testo pasoliniano in un viaggio verso la vita invece che verso la morte: un esperimento artistico che utilizza la tecnologia immersiva raccontando la storia più antica del mondo\, l’amore. L’opera si svolge interamente in una stanza\, durante una sola notte\, mentre due attori provano proprio il testo di Pasolini. Ma quello che inizia come una semplice prova teatrale diventa gradualmente la loro vera storia: il confine tra recitazione e vita si dissolve\, fino a quando non capiscono che il vero spettacolo non è quello che stanno provando\, ma quello che stanno vivendo. \n\n\n\nFabio Morgan\, agitatore culturale\, si è distinto in questi anni nel tentativo di creare innovativi format di spettacolo dal vivo\, come “Fitzcarraldo” – la prima opera lirica su battello in movimento sul Tevere. Con “Il cielo in una stanza” cerca di portare la sua ricerca sui linguaggi teatrali nel mondo della realtà virtuale. “Ho sempre creduto che il teatro debba occupare spazi non convenzionali”\, spiega Morgan. “La VR mi permette di creare un’intimità impossibile: lo spettatore è letteralmente dentro la camera da letto di una coppia\, testimone invisibile della loro trasformazione”. \n\n\n\n“Pasolini raccontava la diversità come una condanna – spiega Morgan – I suoi personaggi erano diversi perché desideravano in un mondo che vietava il desiderio. Ma oggi la situazione si è capovolta: siamo in un mondo che ci obbliga a desiderare tutto\, a consumare tutto\, a mostrare tutto. La vera diversità\, oggi\, è voler essere normali. È scegliere il silenzio invece del rumore\, la privacy invece dell’esibizione\, l’amore duraturo invece del consumo di corpi” \n\n\n\nL’opera segue questa coppia di attori attraverso sei episodi\, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso della crisi contemporanea: l’incapacità di comunicare autenticamente\, la sterilità emotiva mascherata da iperattivismo\, la nostalgia per un mondo dove era possibile essere semplicemente se stessi.  \n\n\n\nIn questo confronto serrato con “Orgia” di Pasolini\, si delineano alcune chiare divergenze: Pasolini fotografava la fine di un mondo\, raccontava la morte come unica risposta possibile all’oppressione\, mentre Morgan\, cinquantasette anni dopo\, cerca di immaginare l’inizio di un mondo nuovo.  Non nega la crisi contemporanea – la descrive con la stessa lucidità di Pasolini – ma cerca una via d’uscita che non sia la resa. \n\n\n\n“Orgia” diceva: siamo diversi\, il mondo ci odia\, moriamo. “Il cielo in una stanza” risponde: siamo diversi perché vogliamo essere normali\, il mondo ci vuole performativi\, generiamo vita” \n\n\n\nScritto e diretto da Fabio Morgan \n\n\n\ncon Diego Migeni\, Sarah Nicolucci\, Carlotta Sfolgori \n\n\n\nAiuto Regia Emiliano Morana \n\n\n\nscene e costumi Giovanni Schiera \n\n\n\nsarta Patrizia Martella \n\n\n\nRiprese Video\, fotografia e sviluppo software Build2Bit \n\n\n\nMontaggio\, post produzione e VFX Seven Heroes \n\n\n\nDirezione di produzione Simona Centi\, Katia Caselli \n\n\n\nuna produzione Infinito srl \n\n\n\ncon il contributo di Regione Lazio – Avviso Pubblico Spettacolo dal vivo 2025
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SUMMARY:"After Kostja - Il gabbiano di Cechov vent’anni dopo” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 14 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “After Kostja – Il gabbiano di Cechov vent’anni dopo” di Livia Castiglioni\, con Sarah Biacchi e Alessandra Frabetti e con regia di Alberto Oliva.         \n\n\n\nIl titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\nSono passati vent’anni dalle vicende de “Il gabbiano”\, dal suono dello sparo che ha squarciato in un istante tre vite: quella di Kostja\, che si è conficcato una pallottola letale nella tempia\, quella di Nina\, che lo ha sempre amato senza rendersi conto della fragilità del loro rapporto\, e quella di Arkadina\, la madre di lui che da allora non ha più vissuto.           \n\n\n\nNello spettacolo di Livia Castiglioni\, le due rivali\, Nina e Arkadjna\, ricordano e rielaborano i fatti raccontati da Cechov\, con uno sguardo femminile e inedito\, contemporaneo e feroce. Segnate dal loro passato\, a mano a mano lo fanno riaffiorare in un dialogo serrato e potente che ne fa emergere i lati oscuri\, le dinamiche irrisolte e le ferite di un amore non ascoltato. \n\n\n\nIl testo di Livia Castiglioni immagina l’incontro tra le due donne nella Russia del 1917. Si comincia con un altro sparo\, vero\, reale\, devastante: la Rivoluzione d’ottobre e il tentativo di sommossa dei contadini dell’immensa pianura sovietica. Nina (interpretata da Sarah Biacchi) ripercorre il cuore della Russia per tornare sull’antica casa del lago e bussa alla porta della sua antagonista\, Arkadina (Alessandra Frabetti)\, per salvarla dagli attacchi dei contadini. Arkadina\, tuttavia\, le propone un gioco al massacro fra attrici\, non avendole perdonato mai né la morte di Kostja\, né la riconquista di Trigorin.  \n\n\n\nLa vicenda di Nina\, nel confronto con Arkadina\, diventa il racconto di una rinascita\, di una riscoperta del senso di sé stessi. I due anni che racchiudono la vicenda narrata da Cechov intorno al lago sono cristallizzati nella mente di Nina come un doloroso pozzo di sensi di colpa e di ferite\, inferte e ricevute. L’ingenuità della ragazzina di fronte ai primi passi sulle tavole di palcoscenico\, l’aver lottato e strappato un uomo con una così marcata differenza d’età ad un’attrice famosa\, l’illusione del lieto fine\, lo scandalo della fuga\, i maltrattamenti subiti\, le torture psicologiche\, la morte di un figlio in tenerissima età\, l’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto sorreggerla e difenderla\, il ritorno umile su palcoscenici di bassa fascia\, il suicidio dell’unico uomo che la aveva amata veramente e da lei rifiutato sono un lungo incubo. \n\n\n\nLo spettacolo vuole porre una domanda: l’essere umano oggi\, in un mondo nuovamente dilaniato da guerre e instabilità\, sa ancora soffrire come Nina? Con compostezza\, senza paraventi\, con consapevole dignità? \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:Alan Soul & The Alanselzer all'Alexanderplatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, venerdì 14 novembre\, Alan Soul & The Alanselzer. Una carriera lunga mezzo secolo\, quella di Alan Soul (al secolo Giulio Todrani): in duetto con “Julie & Julie” agli esordi\, poi come front-man di band come gli “Io Vorrei La Pelle Nera”\, con al fianco la figlia Giorgia – divenuta poi una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano – fino ad arrivare agli Alanselzer con cui da anni esalta il proprio amore per il soul\, lo swing\, il funky. Nell’album “Live @ Big Mama Vol.2” ci sono i più bei successi dei grandi interpreti della musica nera; Otis Redding\, Ray Charles\, Smokey Robynson\, James Brown\, Tom Jones\, grazie alla voce di Alan Soul\, uno dei pochi in circolazione veramente in grado di interpretare degnamente questo repertorio\, autentiche perle nel repertorio della black music. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                       Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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SUMMARY:"RETTE PARALLELE SONO L’AMORE E LA MORTE" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dopo il successo dei suoi precedenti lavori\, Oscar De Summa torna al TeatroBasilica con Rette parallele sono l’amore e la morte\, un intenso viaggio teatrale che intreccia la riflessione esistenziale e l’indagine poetica in una narrazione lucida\, intima e attraversata da ironia e dolore. \n\n\n\nCon la consueta maestria nel coniugare autobiografia\, racconto civile e invenzione drammaturgica\, De Summa  esplora i territori della perdita\, del desiderio e dell’incontro\, interrogando la linea sottile che separa e unisce l’amore e la morte — due forze parallele\, che non si incontrano mai eppure convivono nello stesso spazio dell’esperienza umana. \n\n\n\nIl progetto luci e scene è firmato da Matteo Gozzi\, mentre il progetto sonoro porta la firma dello stesso Oscar De Summa. Lo spettacolo è una produzione Atto Due ETS e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. \n\n\n\nDopo la pluripremiata Trilogia della provincia (Diario di provincia; Stasera non sono in vena; La sorella di Gesù Cristo)\, in questo spettacolo De Summa parte ancora una volta dalla sua terra\, da un ricordo\, per raccontare la storia di una donna scomparsa troppo giovane. Una riflessione guidata dalla fisica quantistica sulla relazione che continua a esistere fra due persone lontane che nel passato hanno vissuto una accanto all’altra senza frequentarsi. Una riflessione sulla vita e sulla morte\, sulla paura di andarsene senza lasciare traccia nel mondo e di far cadere i rapporti nell’oblio. Una produzione Atto Due ETS\, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, con il contributo di GialloMare Minimal Teatro\, Fondazione Armunia\, Pimoff Milano\, ATER Fondazione.  \n\n\n\nLo spettacolo parte della figura di Mariarosaria\, una ragazza che abitava accanto alla casa dove viveva l’autore da ragazzo. Una coetanea con cui non aveva nulla da condividere\, perché le famiglie non si frequentavano in seguito a screzi accaduti nel tempo. Mariarosaria studia\, va al liceo\, studiava il pianoforte\, si interessava di filosofia\, tutte cose che la rendevano diversa e lontana dal mondo di adolescenti decisi a divertirsi senza pensare troppo alle conseguenze delle proprie azioni. \n\n\n\nProprio quando De Summa\, molti anni dopo\, decide di raccontare la storia di questa giovane donna e della sua infatuazione per un suo amico\, un amore frenato sul nascere dalla famiglia di lei\, scopre che nello stesso giorno in cui ha iniziato a scriverne Mariarosaria è morta. Questa coincidenza lo colpisce e lo porta a completare il suo lavoro\, un testo che intreccia il vissuto personale con la fisica quantistica\, scovando in questa scienza le ragioni per le quali due vite sembrano restare inscindibilmente legate. «C’è un esperimento detto entanglement – scrive l’autore – che dice che se mettiamo in relazione due particelle per un tempo sufficiente\, poi\, anche se le separiamo queste restano collegate tra di loro. Tanto che se io intervengo su una\, l’altra reagirà allo stimolo proprio come se avessi agito su di lei. Per questa relazione al momento non esiste nessuna spiegazione plausibile ma il dato di fatto è che c’è ed è efficace. Non posso non fare un’associazione tra ciò che mi è successo e quello che è successo a Mariarosaria: siamo legati in modo indissolubile? E lo siamo anche con tutto quello con cui siamo entrati in relazione? Queste le domande alla base del mio nuovo lavoro che indaga\, attraverso una scienza ancora incapace di dare spiegazioni\, il valore della nostra vita». \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link:
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SUMMARY:"Tutti a casa!" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:Un sogno di Imma Giovannini fu quello di raccontare il Covid in chiave leggera\, anzi\, sfacciatamente comica. \n\n\n\nOggi quel sogno diventa realtà grazie alla collaborazione con Marco Medelin\, che firma la regia\, e con un cast di sei straordinari interpreti capaci di trasformare uno dei periodi più dolorosi della nostra storia recente in un irresistibile vortice di risate. \n\n\n\nIn “Tutti a casa!”\, una famiglia si ritrova chiusa tra quattro mura durante la pandemia: tra paure\, convivenze forzate e segreti pronti a esplodere\, i giorni scorrono fino all’arrivo di una zia un po’ invadente che\, oltre al virus\, porta con sé una valigia misteriosa… forse piena di soldi\, forse piena di guai. \n\n\n\nNe nasce una commedia vivace e tagliente che\, con ritmo e ironia\, esplora il confine tra tragedia e farsa\, tra la fragilità umana e il bisogno di sperare – e ridere – nonostante tutto. \n\n\n\nIn scena: \n\n\n\nEmilia Pennacchi\, Vittoria Ridolfi\, Marco Coli\, Raquel Robaina\, Luca Manneschi\, Silvia Antonini \n\n\n\nScenografie: Guido Bonacci \n\n\n\nRegia: Marco Medelin \n\n\n\n Info e prenotazioni: 0651964061 – infoarmateatro@gmail.com \n\n\n\nPerché se non riderete… siamo pronti a rimborsarvi il biglietto (ma solo se siete vaccinati!).
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SUMMARY:La stagione 25/26 del Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto innovativo\, che combina teatro\, musica\, cinema\, arti visive\, promuovendo nuove drammaturgie. Un viaggio attraverso la creatività e la sperimentazione\, dove Il teatro diventa luogo d’incontro tra comunità locali\, artisti emergenti e pubblico internazionale. Una riscoperta e reinterpretazione dell’opera pirandelliana\, integrata con multimedialità\, periferie culturali e voci marginali. Con questi presupposti il Teatro Pirandello di Agrigento dà il via alla stagione 2025/2026 che vede per la prima volta la Direzione Artistica di Roberta Torre. \n\n\n\n“Ho iniziato a pensare alla stagione per il Pirandello nel luglio scorso – racconta Roberta Torre – e quando sono arrivata ad Agrigento ho scoperto un teatro meraviglioso. Mi sono poi accorta che raccontando la mia nuova direzione artistica ad amici e colleghi\, attori\, registi o semplicemente amanti del teatro\, in tanti mi dicevano che non erano mai stati ad Agrigento e avrebbero voluto venirci\, non solo a teatro ma proprio per conoscere la città. La stagione è ricca\, con spettacoli molto importanti. Come PRIMA FACIE\, lo spettacolo di apertura”.  Sarà infatti l’opera teatrale firmata dalla drammaturga australiana Suzie Miller\, pluripremiata in tutto il mondo e già vincitrice di due Laurence Olivier Award\, lo spettacolo che inaugurerà il calendario della Prosa il 15 e 16 novembre 2025. Prima Facie porta in scena un intenso monologo interpretato dall’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore\, per la regia di Daniele Finzi Pasca che mette al centro la violenza di genere\, il linguaggio del potere e il tema del consenso come fondamento della giustizia.  \n\n\n\nA seguire\, Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani saliranno sul palco con IL VEDOVO\, regia di Ennio Coltorti\, tratto dal celebre film di Dino Risi\, capolavoro del cinema italiano con Alberto Sordi e Franca Valeri (27 e 28 novembre) A dicembre andrà in scena A CHRISTMAS CAROL – Musical\, Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con oltre 20 artisti in scena\, grandi effetti\, musiche originali e 150 costumi\, pronto a far sognare adulti e bambini. Nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo (10 e 11 dicembre). Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniellosaranno protagonisti di VASAME – L’AMORE È RIVOLUZIONARIO\, spettacolo che ha come filo conduttore la musica del grande cantautore Enzo Gragnaniello e la spumeggiante presenza di Marisa Laurito che canta e recita l’amore nelle sue tenere\, struggenti e divertenti sfaccettature (13 e 14 gennaio). Il 31 gennaio e 1 febbraio si cambia registro con OTELLO di Shakespeare\, in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasottie con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini\, con Giacomo Giorgio\, Giorgio Pasotti\, Claudia Tosoni.  \n\n\n\nAltro appuntamento da non perdere è I RAGAZZI IRRESISTIBILI diretto da Massimo Popolizio che vedrà sul palco Umberto Orsini e Franco Branciaroli in un testo scritto da Neil Simon nel 1972\, divenuto un classico della commedia brillante e un film di notevole successo (18 e 19 febbraio)\, mentre Donatella Finocchiaro sarà protagonista di ROSA CUNTA E CANTA\, canto-racconto su Rosa Balistreri\, dalla povertà e dalla violenza subita alla rinascita nell’arte\, voce arcaica capace di sublimare il dolore di un popolo (28 febbraio e 1 marzo). Il 7 e 8 marzo sarà la volta dello spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hicksoncon Elena Russo Arman\, Maria Caggianelli Villani\, Enzo Curcurù\, Cristian Giammarini\, per la regia diCristina Crippa e Elio De Capitani\, una Elisabetta I “pop” e contemporanea in una commedia noir dal grande impatto visivo tra storia e presente. Nel mese di marzo andrà in scena anche VICINI DI CASA\, commedia libera e provocatoria che esplora la sessualità e le relazioni di coppia con Amanda Sandrelli\, Gigio Alberti\, Alessandra Acciai\, Alberto Giusta\, per la regia di Antonio Zavatteri (21-22 marzo). A seguire\, un omaggio a Pirandello con Pippo Pattavina ne IL PIACERE DELL’ONESTÀ\, con la regia di Guglielmo Ferro\, che esplora i temi dell’identità\, della verità e della menzogna. Un testo che mette in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società borghese\, proponendo una riflessione profonda sulla natura umana. A maggio Gianfranco Jannuzzo porterà in scena FATA MORGANA\, un viaggio teatrale tra miraggio\, musica e ironia\, accompagnato da quattro musicisti in scena. Il mito della Fata Morgana diventa racconto di illusioni\, speranze e memorie (9 e 10 maggio).  \n\n\n\nLa stagione si concluderà il 27 e 28 giugno con lo spettacolo in anteprima nazionale assoluta LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE\, interpretato da Giampiero Ingrassia e Stefano Fresi e diretto da Roberta Torre\, adattamento contemporaneo del testo pirandelliano in cui una comunità siciliana\, tra religione popolare e potere\, svela superstizioni e conflitti durante una sagra che diventa rito collettivo. “Pirandello è un genio che non smette mai di regalare visioni”\, conclude Roberta Torre. “Questo è il Pirandello popolare\, meno conosciuto di quello borghese e metafisico\, ma non meno affascinante”. \n\n\n\nPIRANDELLO FRINGE FESTIVAL | CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO \n\n\n\nUn progetto speciale di questa stagione sarà il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.  L’iniziativa prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. I lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. I testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. Il progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nPASSO A DUE – Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro  \n\n\n\nA cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre \n\n\n\nAltra importante iniziativa in programma sarà Passo a due\, un progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne. “Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”.  \n\n\n\nIl calendario degli appuntamenti sarà annunciato prossimamente. \n\n\n\nRoberta Torre nasce a Milano\, ha studiato filosofia\, recitazione e regia all’Accademia Paolo Grassi e alla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” a Milano.  Ha scelto la Sicilia come casa d’elezione: vive a Siena\, ma la Sicilia continua a nutrire la sua ispirazione artistica e identitaria.  \n\n\n\nUna donna dalle straordinarie capacità artistiche\, che le sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui: Nastro d’Argento e David di Donatello come Miglior Regista Esordiente\, Leone del Futuro – opera prima (Venezia)\, premi FEDIC e Kodak\, per il film d’esordio che fu un caso eclatante: Tano da morire\, il primo musical sulla mafia\, girato a Palermo nella Vucciria\, che ha girato il mondo facendo conoscere il talento portentoso di Nino D’Angelo\, autore della colonna sonora.  \n\n\n\nTutti i suoi film sono stati presentati nei maggiori Festival Internazionali\, dalla Quinzaine di Cannes alla Mostra Internazionale di Venezia\, dalle Giornate degli Autori al Sundance Film Festival\, dall’IDFA al Locarno Film Festival\, Festa di Roma e Torino Film Festival. \n\n\n\nOpere sempre contaminate nei generi\, come Sud Side Stori del 2000\, riflessione contemporanea su Romeo e Giulietta\, ambientata tra immigrati africani in Sicilia. Ancora Sicilia con Angela nel 2002\, con cui la Torre scopre il talento di Donatella Finocchiaro\, dramma intenso tra amore e mafia\, candidato ai David e Nastri. Mare nero del 2006\, noir esistenziale sulle ossessioni umane con protagonista Luigi Lo Cascio. Riccardo va all’inferno del 2017\, protagonista un inedito Massimo Ranieri\, musical noir tratto da Shakespeare: opere che confermano la sua poliedricità narrativa\, cinematografica e teatrale. \n\n\n\nCortometraggi come La notte quando è morto Pasolini\, Spioni\, Anime Corte esplorano la marginalità\, la memoria e l’identità con stile innovativo e poetico\, mentre Le favolose (nel 2022) viaggia nel mondo della trans-identità con un inno alla libertà e alla riconquista\, presentato alle Giornate degli Autori\, per poi ottenere molti riconoscimenti internazionali: Miglior Regia alla sezione Envision dell’IDFA 2022\, unico film italiano in concorso\, vincitore del Gran Premio della Giuria per la migliore opera narrativa internazionale all’Outfest di Los Angeles.  \n\n\n\nIl suo ultimo lungometraggio Mi fanno male i capelli viene presentato in concorso nel 2023 alla Festa del Cinema di Roma\, dove la protagonista Alba Rohrwacher vince il premio Monica Vitti come Migliore Attrice. \n\n\n\nNel teatro\, Roberta Torre è stata la prima donna a dirigere uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa(Gli Uccelli\, 2012)\, vincendo il Premio Ombra di Dioniso. Autrice di pièce innovative come Insanamente Riccardo III (2013)\, con pazienti psichiatrici e attori professionisti\, sovvertendo i codici shakespeariani. Il colore è una variabile dell’infinito (2014)\, prodotto da CRT Milano e Triennale Design Museum\, poetico\, coraggioso e fantasioso omaggio a Pierluigi Torre\, inventore della Lambretta. Co-direttore di festival\, docente a livello internazionale negli USA e Italia (Mills College\, Ca’ Foscari\, Centro Sperimentale di Palermo). Cerca sempre il genius loci: ogni progetto nasce da un luogo\, una memoria\, un territorio ‒ da Palermo all’Agrigento contemporanea.
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SUMMARY:"Visioni temporanee" alla White Gallery
DESCRIPTION:Dal 15 al 30 novembre 2025 in occasione della White Gallery. Temporary Art Space a Roma\, Myra Bonifazi presenta la sua nuova produzione fotografica. La mostra\, il cui titolo è Visioni temporanee è inserita nel progetto espositivo curato da Valentina Ciarallo. \n\n\n\nIl cielo e le nuvole sono elementi ricorrenti e centrali nelle rappresentazioni artistiche\, dal cielo blu con le nuvole “ingessate” del Mantegna ai cieli vorticosi e soavi del Tiepolo\, dal cielo come pensiero romantico alla volta celeste come spazio per la raffigurazione simbolica e religiosa\, fino a giungere alla sublimazione raffigurativa di John Constable\, il più devoto pittore di nuvole della storia dell’arte\, e del suo contemporaneo J. M. William Turner\, per cui le nuvole e i cieli non sono più un elemento dell’opera ma il protagonista attraverso cui esprimere la forza simbolica della natura\, la sua capacità di mutare costantemente e di rappresentare il sublime. \n\n\n\nMyra Bonifazi da oltre vent’anni ha fatto sua questa significativa visione artistica e attraverso la fotografia ha osservato\, interpretato ed elaborato le infinite metamorfosi di cielo e nuvole cogliendo quell’attimo che solo l’obiettivo consente di catturare. \n\n\n\nElemento costante e dominante della sua ricerca è il dialogo tra cielo\, terra e mare: uno spazio visivo e poetico in cui le nuvole si fanno protagoniste di un racconto senza fine. Leggere come aquiloni o gravide di pioggia\, esse incarnano l’eterno mutamento\, diventando specchio degli stati d’animo e metafora del continuo fluire della vita. \n\n\n\nPerduta ora l’illusione che gelosa un tempo custodivo dentro me\, guardo da quest’angolo di terra\, quel cielo lontano\, proibita vanità – Myra Bonifazi da “Il cielo sopra di me”\, 1985. \n\n\n\nAffascinata fin dall’infanzia dai colori cangianti del firmamento\, l’artista trasforma oggi quello stupore originario in un linguaggio maturo e personale. Dopo anni di osservazione e migliaia di scatti\, l’artista intraprende una nuova fase di sperimentazione: decostruisce le immagini\, ne isola frammenti e ne ricompone la forma\, dando origine a un processo di astrazione che porta la fotografia verso una dimensione metafisica e contemplativa. \n\n\n\nIl fotogramma si riflette\, si duplica\, si trasforma in un mandala visivo: uno spazio simbolico e spirituale che invita lo spettatore a perdersi e a ritrovarsi. In questo nuovo orizzonte tra naturalezza e artificio\, tra sogno e realtà\, le opere di Myra Bonifazi rivelano un “originale perduto” che rimanda al profondo mistero dell’universo infinito. \n\n\n\nCome scriveva Luigi Ghirri\, “Il desiderio d’infinito è in ognuno di noi”\, e questo è un sentimento che attraversa l’intera produzione di Myra Bonifazi\, capace di coniugare la precisione dello sguardo fotografico con la leggerezza della visione poetica mostrando una nuova prospettiva\, un nuovo modo di guardare l’universo ma anche di interrogare noi stessi. \n\n\n\nLa mostra Visioni temporanee concepita per questo spazio si presenta tra immagini macro e raffinate tavole fotografiche\, e offre un’originale rilettura del visibile e del non visibile\, del tempo e del non-tempo. Tra le opere esposte Steam\, un’esplosione di nubi in cieli plumbei\, Gemma\, un acceso tramonto doppiato dove l’albero da elemento reale diviene oggetto immaginario\, Mouth in the lake\, Future e Feathers\, immagini dove cielo\, terra e nuvole si fondono per restituire una caleidoscopica visione dei paesaggi ritratti e rielaborati da Myra Bonifazi\, opere che regalano una visione fantastica e reale al contempo. \n\n\n\nMyra Bonifazi ha da sempre affiancato alla formazione umanistica una profonda passione per le arti visive. La sua ricerca artistica si è sviluppata nel tempo attraverso una costante sperimentazione di tecniche e materiali\, dalle pitture su tela e carta fino all’elaborazione di forme su porcellana\, linguaggio che ha esplorato con originalità e rigore formale. \n\n\n\nDopo un intenso periodo di lavoro sotto la guida della maestra Loredana Pagan\, Bonifazi presenta nel 1996 la sua prima mostra personale\, Elogio dell’arte. Porcellane dal sapore antico\, al Chiostro del Bramante di Roma\, seguita nel 1999 da Gattoneria al Chiostro di San Salvatore in Lauro. \n\n\n\nNegli anni successivi la sua attenzione si concentra sempre più sulla natura e sul cielo\, temi che diventano il fulcro della sua ricerca espressiva. Il passaggio alla fotografia segna un’evoluzione decisiva: il mezzo fotografico le consente di catturare la luce e la mutevolezza del paesaggio con una sensibilità nuova e immediata. \n\n\n\nNel 2014 espone a Roma\, presso il Palazzo della Cancelleria\, la mostra MyraLeNuvole\, seguita nel 2016 da TraLeNuvole nel borgo di Castelfalfi e nel 2018 da Nuvolario presso la sede romana di IWBank. \n\n\n\nNell’ultimo periodo l’artista approda a una dimensione più metafisica e astratta: le sue immagini si moltiplicano\, si riflettono e si ricompongono in nuove forme\, assumendo profondi valori evocativi e dando vita a spazi interiori tra naturalezza e artificio\, sogno e realtà. \n\n\n\nOrari: dal mercoledì al sabato dalle 15.00 alle 18.00 e su appuntamento. \n\n\n\nIl 20-21-22-23 novembre dalle 11.00 alle 20.00 \n\n\n\nLuogo: Lungotevere di Pietra Papa\, 105 – Roma
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