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SUMMARY:IF/INVASIONI (dal) FUTURO - 13° edizione
DESCRIPTION:Dal 31 agosto al 6 settembre 2026 torna al Teatro India IF/INVASIONI (dal) FUTURO. Tredicesima edizione del progetto multidisciplinare che lacasadargilla dedica alle scritture e ai temi della fantascienza.  \n\n\n\nIF/INVASIONI (dal) FUTURO_LEGACY*2026 si configura come un anno-crocevia dove progetti biennali e nuove pratiche sceniche e laboratoriali si alternano a una progettualità più estesa che guarda a un orizzonte narrativo di cinque anni. Ed è proprio grazie a questo esperimento espanso nel tempo che IF_LEGACY*2026 si presenta come l’anno zero di un’architettura drammaturgica che approda alla realizzazione dell’intero ciclo narrativo dei sei volumi di DUNE di Frank Herbert. Al centro delle scritture di quest’anno è dunque la forma della Saga\, modello di narrazione ibrida che dialoga con le nozioni di tempo profondo e di allenamento all’attesa e all’attenzione per rigenerare immaginari\, pratiche e desideri. Il 2026 è dedicato ai primi due volumi del ciclo di Herbert: DUNE e MESSIA di DUNE presentati al pubblico in forma di teatro musicale e multimediale. I due testi sono in qualche modo il fondamento e la matrice dell’opera\, qui si introducono i temi della limitazione delle risorse (l’acqua)\, delle grandi strategie geopolitiche\, del potere e delle sue insidie\, del mistero della prescienza\, del controllo della mente e dello sfruttamento della più ricca e rara materia prima del pianeta Arrakis\, la spezia. Una tela di ragno composta da società\, pianeti\, famiglie e culture tenuta assieme da un’orditura di piani e strategie di sopravvivenza.DUNE e MESSIA di DUNE sono un preludio all’intera saga e introducono all’organismo complesso e stratificato della scrittura di Herbert fatta di soliloqui\, dialoghi-psichici\, cronache\, diari e archivi scomparsi. Un vero e proprio ipertesto che si serve di tutte quelle forme cui la scrittura può aspirare per rieducarci ad abitare un mondo. \n\n\n\nFilo rosso di questo attraversamento letterario è il dialogo con il nostro presente: lo stato di crisi climatica\, ambientale e geopolitica come minaccia liquida che richiede un orizzonte immaginifico e la costruzione di identità allargate. \n\n\n\nIl tema narrativo di questa edizione si inserisce nella programmazione pluridisciplinare di IF_LEGACY*2026 che abita anche quest’anno il Teatro India in tutti i suoi spazi interni ed esterni con un ricco programma che\, nel corso della prima settimana di settembre\, alterna dal pomeriggio e fino a sera: spettacoli multimediali e melologhi sci-fi\, performance non frontali\, workshop e laboratori di alta formazione con formati inediti e innovativi\, istallazioni immersive multimediali site specific\, una conferenza tra letteratura e filosofia e un ricco palinsesto radiofonico quotidiano. \n\n\n\nIF_LEGACY*2026 si inaugura lunedì 31 agosto con la messa in onda della prima puntata di RADIO IF_LEGACY – dal vivo e disponibile on demand su spreaker – un appuntamento ormai stabile del festival che presenta anche quest’anno un ricco palinsesto con rubriche quotidiane e ospiti d’eccezione per riflettere sui temi messi in campo dagli eventi spettacolari di quest’anno; a cura di Silvio Impegnoso e dell’ensemble di IF_LEGACY*2026.   \n\n\n\nIl 2 settembre ha inizio il ciclo di serate aperte al pubblico\, con la performance CAPTCHA un progetto di Roberto Scarpetti\, Alice Palazzi e Giacomo Albites Coen. Esperimento spettacolare che gioca con il test di Alan Turing\, chiamato The Imitation Game perché postula che una macchina è intelligente se riesce a formulare risposte indistinguibili da quelle di un essere umano. Il pubblico viene chiamato a formulare 30 domande a due interpreti in scena. Chi replica con le risposte date da esseri umani\, chi con quelle fornite dall’AI. Saranno in grado le spettatrici e gli spettatori di distinguere l’intelligenza umana da quella artificiale? \n\n\n\nPrima della performance\, nello spazio esterno del Teatro India\, un evento musicale esplosivo: ELECTRIC STATE\, esperimento sonoro ideato da Anna Mallamaci (voce e testi) e Fortunato Leccese (musiche). Un tempo di ascolto collettivo. Dodici minuti di canti della fine del mondo. Quando il cielo inizia a collassare sotto una pioggia di scintille\, nessuno cerca rifugio\, nessuno fugge. Un ritmo elettrico attraversa il pianeta\, l’ultimo impulso di un corpo morente. Il ritmo si sostituisce alla paura fino a quando la luce divora il suono. È così che finisce un pianeta. E molti altri\, a seguire. Quel momento si chiama ELECTRIC STATE. \n\n\n\nDal 3 al 5 settembre l’universo molteplice e stratificato di DUNE si diffonde per tutti gli spazi il Teatro India. \n\n\n\nTorna IF_ART focus dedicato alle arti visive che quest’anno ospita MI CAPITA DI PENSARTI dell’artista Martina Biolo. Le opere in lattice dalla natura di calchi di oggetti preesistenti sono allestite nel foyer del Teatro in piccoli fuochi narrativi\, mentre una foresta in via d’estinzione sconfina nello spazio scenico di DUNE e MESSIA di DUNE. Oggetti ostinati\, tracce mnemoniche\, elementi naturali calcificati\, scarti del nostro presente. Una natura residuale che dialoga con il mondo deserto costruito da DUNE e con il possibile destino del nostro pianeta. MI CAPITA DI PENSARTI è il riallestimento delle opere realizzate per Beautiful Creatures. Terre di lupi\, di lantanidi e ginestre\, un progetto site specific de lacasadargilla\, per gentile concessione del Teatro Metastasio di Prato. \n\n\n\nSempre il 3 settembre\, l’oramai tradizionale appuntamento con la conferenza filosofico/scientifica a cura di Dario Gentili: EFFETTO CORIOLIS. DI SPEZIE\, DI ACQUA E DI ALTRE RISORSE IN ESAURIMENTO. Dario Gentili e Felice Cimatti dialogano a partire da alcuni dei temi suscitati dalla lettura dei romanzi di Frank Herbert. \n\n\n\nA dare il dare il via agli spettacoli multidimensionali l’istallazione visiva e sonora THE GOLDEN PATH prima puntata di un’opera in divenire che si strutturerà lungo i 5 anni dedicati alla saga. Al calar della sera la parete industriale del teatro India muta pelle in visioni e paesaggi sonori di un universo abitato da tempeste di sabbia\, vermi giganti e minuscoli topi del deserto\, popoli e sorellanze che coltivano il dono della prescienza. Si ricordò di aver visto un fazzoletto di garza gonfiato dal vento\, e percepiva il futuro così\, il contorcersi di una superficie gonfia e flessibile come quella del fazzoletto. THE GOLDEN PATH è un’opera di Alessandro Ferroni e Maddalena Parise. \n\n\n\nDal 3 al 5 settembre in prima nazionale si apre il ciclo degli spettacoli DUNE PARTE I\, DUNE PARTE II\, MESSIA di DUNE. Un progetto teatrale immersivo e multidimensionale che combina narrazione dal vivo\, elementi di un paesaggio calcificato\, immagini digitali e paesaggi sonori: proiezioni di colori\, trame in filigrana\, piccoli movimenti vitali\, frammenti di architetture si mescolano agli elementi materici di una foresta in lattice sospesa sulla scena\, mentre luci roventi e ghiacciate dialogano con una ricca e sofisticata costellazione di costumi. E tutt’intorno\, un paesaggio musicale tripartito\, composto di canti di matrice elisabettiana\, melodie elettroniche e suoni materici con strumentazione dal vivo\, disegnando un universo sonoro che struttura la narrazione seguendone gli assi narrativi. \n\n\n\nDUNE PARTE I\, DUNE PARTE II\, MESSIA di DUNE sono un progetto de lacasadargilla regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni adattamenti Roberto Scarpetti drammaturgia musicale a cura di Gianluca Ruggeri\, Veronica Aracri\, Alessandro Ferroni\, Ivano Guagnelli\, ambienti visivi Maddalena Parise costumi Federica Terracina opere di Martina Biolo drammaturgia delle luci Omar Scala disegno sonoro Pasquale Citera e con Veronica Aracri al canto\, Alessandro Ferroni agli Electronic Devices\, Ivano Guagnellial piano\, Gianluca Ruggeri alle percussioni. \n\n\n\nDUNE PARTE I – 3 settembre. Nel deserto spietato di Arrakis\, il pianeta più inospitale dell’Impero\, si gioca una partita mortale per il potere. A causa degli intrighi fra le diverse forze geopolitiche che regolano l’impero\, la Gilda Spaziale\, la Sorellanza Bene Gesserit\, le corporazioni della CHOAM\, e gli equilibri precari del Landsraad\, la Casa Atreides viene spazzata via lasciando un solo erede: Paul\, un ragazzo destinato a riscrivere il destino di mondi interi. Nel corso di questa prima serata Arrakis si rivela un pianeta che custodisce molto più della sabbia\, degli immensi vermi o delle Tempeste di Coriolis: è fonte della spezia\, la sostanza più preziosa dell’universo\, chiave della prescienza e della sopravvivenza stessa. \n\n\n\nDUNE PARTE I è con Giacomo Albites Coen\, Alessandro Averone\, Marco Cavalcoli\, Bianca Cavallotti\, Tania Garribba\, Silvio Impegnoso\, Fortunato Leccese\, Anna Mallamaci\, Emiliano Masala\, Flavio Murialdi\, Alice Palazzi\, Giulio Petushi\, Stefano Scialanga. \n\n\n\nDUNE PARTE II – 4 settembre. Prosegue la narrazione nel cuore del deserto di Arrakis dove\, tra visioni profetiche e leggende\, la mancanza d’acqua orienta strategie di sopravvivenza e nicchie ecologiche. Paul si rifugia con la madre Jessica tra i Fremen\, il popolo della sabbia\, scoprendo i segreti di una terra viva e letale\, dominata dal ciclo della spezia. Paul\, diventa l’incarnazione di una speranza millenaria\, mentre fanatismo e guerra si intrecciano in una danza tragica in un mondo dove il futuro è un miraggio tra le dune e ogni passo è una sfida al tempo presente.  \n\n\n\nDUNE PARTE II è con Giacomo Albites Coen\, Bianca Cavallotti\, Marco Cavalcoli\, Cecilia Fabris\, Silvio Impegnoso\, Anna Mallamaci\, Emiliano Masala\, Alice Palazzi\, Giulio Petushi\, Stefano Scialanga \n\n\n\nMESSIA di DUNE – 5 settembre. Dodici anni dopo aver conquistato l’Impero\, Paul regna su un universo insanguinato dal jihad scatenato in suo nome. Arrakis è teatro di complotti: la Gilda Spaziale\, le Bene Gesserit\, la CHOAM e il Landsraad cospirano per abbatterlo. MESSIA di DUNE è il ritratto vertiginoso di un sovrano che si sgretola sotto il peso della sua stessa leggenda. In un universo che venera e tradisce con la stessa intensità\, Paul dovrà affrontare la domanda più antica: quanto vale un uomo se il suo sogno ha trasformato l’universo in una prigione?  \n\n\n\nMESSIA di DUNE è con Giacomo Albites Coen\, Bianca Cavallotti\, Cecilia Fabris\, Tania Garribba\, Nico Guerzoni\, Fortunato Leccese\, Anna Mallamaci\, Paolo Minnielli\, Alice Palazzi\, Giulio Petushi\, Edoardo Sabato \n\n\n\nIF_LEGACY*2026 chiude il 6 settembre con due eventi speciali: CHILD OF THREE. DESERT SUITE\, performance musicale a cura diRodolfo Rossi/Ars Ludi che guida bambine e bambini alla realizzazione di una partitura di suoni e rumori con materiali naturali\, scoperti a partire dal libro Il signor G di Gustavo Roldan e GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI melologo di e conFederica Rosellini dal romanzo di Olga Tokarczuk. In un villaggio ai margini del bosco\, al confine con la Repubblica Ceca\, alcuni cacciatori iniziano a morire in circostanze misteriose. A guidarci in questo racconto-paesaggio è Janina Duszejko\, eccentrica insegnante in pensione\, appassionata di William Blake\, che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini e legge il mondo attraverso gli astri. Dal capolavoro della Premio Nobel per la Letteratura Olga Tokarczuk\, una partitura per voce e musica elettronica in cui il mistero si trasforma in un esercizio di ascolto e di disobbedienza. \n\n\n\nIF_LEGACY*2026 ospita infine una ricca programmazione di workshop e laboratori di alta formazione curati da quattro professioniste e professionisti d’eccellenza – Marco D’Agostin\, Federica Rosellini\, Rodolfo Rossi/Ars Ludi\, Roberto Scarpetti. Questi atelier di studio e ricerca punteggiano tutto l’arco della programmazione inaugurando formati innovativi di aperture al pubblico e studio di nuove pratiche e drammaturgie.  \n\n\n\nDal 31 agosto e fino al 2 settembre: PICCOLA BOTTEGA_2526\, seconda annualità del workshop di scrittura per giovani autori e autrici a cura di Roberto Scarpetti con la collaborazione di Fabulamundi Playwriting Europe. Il 31 agosto e il 1° settembre PICCOLA BOTTEGA_2526_COLLAUDO apre al pubblico con la presentazione in forma di lettura dei testi elaborati durante il laboratorio biennale messi in voce dall’ensemble di attrici e attori di IF_LEGACY*2026. \n\n\n\nDal 31 agosto al 4 settembre: COSTELLAZIONI ERETICHE\, workshop di scrittura scenica di Federica Rosellini che a partire da Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk e da Orso di Marian Engel\, esplora il desiderio\, la giustizia e le forme con cui la letteratura può mettere in crisi le gerarchie imposte al vivente\, interrogando il genere come spazio di disorientamento e di immaginazione radicale. \n\n\n\nDal 2 al 5 settembre: ORBITAL\, workshop intensivo di Marco D’Agostin intorno al libro di Samantha Harvey. Sulla scorta di alcuni nuclei tematici o invenzioni linguistiche del romanzo\, D’Agostin invita un gruppo di attrici e attori\, performer e mover a indagare principi e dispositivi teatrali che accettino la sfida di mettere in scena pensieri e azioni inimmaginabili dalla Terra. ORBITAL inaugura un modello di aperture dal formato inclusivo e innovativo: ogni giorno negli ultimi 60 minuti di workshop ORBITAL_OPEN invita il pubblico di IF_LEGACY*2026 a osservare il lavoro in sala.  \n\n\n\nDal 3 al 6 settembre: seconda annualità di CHILD OF THREE workshop per l’infanzia condotto da Rodolfo Rossi/Ars Ludi. CHILD OF THREE. DESERT SUITE sperimenta una riflessione ludica e ambientale sugli ecosistemi ispirata a John Cage e alle sue composizioni musicali per strumenti di materia vegetale. Quest’anno l’approfondimento sarà a partire dal libro Il signor G di Gustavo Roldan. Domenica 6 settembre è prevista una performance musicale come esito finale del workshop. \n\n\n\nOgni giorno nella biblioteca DESERT BOOKS sono consultabili edizioni introvabili della sci-fi classica e contemporanea e della speculative fiction più avanzata.
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SUMMARY:"Coreografie del possibile”\, progetto di NID Platform in Piemonte
DESCRIPTION:Compie dieci anni e approda per la prima volta in Piemonte per festeggiare questo traguardo NID Platform\, la nuova Piattaforma della Danza Italiana. Dall’1 al 4 settembre\, la prestigiosa vetrina itinerante dedicata alla promozione e diffusione della più recente produzione coreografica nazionale nel contesto italiano e internazionale\, torna con un’edizione che intreccia visioni\, linguaggi e sensibilità diverse della danza d’autore\, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi della scena contemporanea. \n\n\n\nPer quattro giorni\, Collegno\, Moncalieri\, Torino e Venaria Reale ospiteranno spettacoli\, Open Studios\, performance\, incontri\, panel di approfondimento\, raccolti sotto il titolo di “Coreografie del possibile”. Un tema che richiama i principi essenziali della danza – corpo\, gesto\, composizione\, relazione tra spazio e tempo – e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti\, luoghi\, pubblici\, operatori italiani e stranieri\, istituzioni e territori\, favorendo opportunità di crescita\, collaborazione e circuitazione oltre confine. \n\n\n\nNata nel 2012 dagli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di ADEP in sede Federvivo-AGIS\, la NID Platform si propone da sempre come un osservatorio privilegiato capace di valorizzare tanto le realtà emergenti quanto le compagnie già riconosciute. \n\n\n\nFondamentale è il sostegno e la condivisione progettuale con il Ministero della cultura – Direzione Generale Spettacolo nonché\, quest’anno\, dalla Regione Piemonte\, coordinata dalla Fondazione Piemonte dal Vivo\, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. La dimensione internazionale è sostenuta da collaborazioni con reti europee e programmi di residenza internazionale in dialogo con Ministero degli Affari Esteri – MAECI\, Istituti Italiani di Cultura e partner esteri. \n\n\n\nLa manifestazione attraversa luoghi già segnati da processi di rigenerazione urbana e culturale: Lavanderia a Vapore a Collegno\, Fonderie Limone a Moncalieri\, Teatro Astra\, OGR Torino\, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani a Torino e Reggia di Venaria Reale. Ex spazi produttivi\, architetture rifunzionalizzate\, centri di residenza\, teatri della contemporaneità e patrimonio storico-architettonico che compongono una geografia diffusa\, nella quale la danza abita spazi già attraversati da processi di trasformazione e li mette nuovamente in relazione con artisti\, professionisti e comunità.
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SUMMARY:Short Theatre 2026 - 21a edizione
DESCRIPTION:Dal 3 al 12 settembre 2026 torna la 21esima edizione di Short Theatre\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, 10 giorni di programmazione\, 40 tra compagnie\, progetti artistici e figure che uniscono arte\, pensiero critico e politica\, in un programma che conta oltre 65 appuntamenti e mappa le geografie artistiche contemporanee\, spaziando nel Sud ed Est Globale\, coinvolgendo artiste/i da Italia\, Spagna\, Francia\, Polonia\, Ungheria\, Algeria\, Libia\, Eritrea\, Camerun\, Rwanda\, Messico\, Cina. \n\n\n\n“Un festival che permea tutta la città\, la attraversa in molti dei suoi luoghi culturali e storici\, all’interno di spazi rinnovati e con la partecipazione di realtà che appartengono all’essenza popolare e autentica di Roma. Short Theatre quest’anno coinvolge il Mattatoio di Roma\, nella sua veste restaurata e riaperta al grande pubblico\, l’Orto Botanico di Roma\, il Teatro India e il Teatro Vittoria come luoghi iconici e storici dell’iniziativa\, il MACRO – Museo d’arte Contemporanea di Roma\, anch’esso rinnovato e riaperto al pubblico lo scorso dicembre\, il Cinema Troisi\, il Museo delle Civiltà\, tante realtà associative e performative con circa 40 compagnie e oltre 65 appuntamenti in una programmazione ibrida\, in similitudine agli spazi coinvolti. Siamo molto felici di poter supportare un progetto che supera gli steccati geografici\, spaziando nel Sud ed Est globale con artisti provenienti anche da Africa\, Americhe\, Cina\, est Europa e lo fa con molte artiste e professioniste donne\, colmando quel gap di genere che serve all’arte\, alla cultura\, alla società tutta. Si è appena concluso il Letterature Festival Internazionale di Roma\, che quest’anno abbiamo voluto intitolare ‘Sconfinare’. Anche Short Theatre sconfina e supera i limiti convenzionali e gli stereotipi\, grazie alla curatela di riconosciuto successo di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo e Michele di Stefano\, proseguendo un’esplorazione nel mare aperto della bellezza della cultura e dello stare insieme.” così Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della memoria\, prende parola sulla 21esima edizione di Short Theatre. \n\n\n\nUn’edizione che si inserisce nel solco tracciato da Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano\, dal 2025 curatori di Short Theatre\, che prosegue l’esplorazione della forma festival\, ponendosi una domanda cruciale: che funzione svolgono\, oggi\, i festival? Da qui nasce il tentativo di andare oltre la programmazione\, rendendo visibili i processi che danno corpo ai “fenomeni” artistici\, facendo proprio il rischio di condividere con il pubblico la presenza di oggetti ibridi\, indefiniti. Opere che sfuggono alle categorie\, che mescolano canto lirico e beatbox\, testo poetico e presenza scenica\, passeggiata collettiva e gesto simbolico\, ma anche formati pedagogici come CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi\, residenziali ed esplorazioni nella drammaturgia grazie alle sezioni CAMERA o Salon\, un programma quotidiano di inviti musicali. \n\n\n\nST26 torna ad abitare gli spazi della Pelanda del Mattatoio per tutta la durata del festival\, grazie al contributo dell’Azienda Speciale Palaexpo –da anni tra i principali sostenitori del festival oltre che partner progettuale di ST –  e della neonata Fondazione Mattatoio – Città delle arti\,confermando il movimento puntuale che fa dell’area di Testaccio il centro gravitazionale del festival. ST26 vede coinvolti anche il Teatro India\, luogo in cui il festival è nato vent’anni fa e oggi\, grazie al contributo della Fondazione Teatro di Roma\, sua importante sede – in cui prenderà corpo la collaborazione con Romaeuropa Festival – il Teatro Vittoria e il Cinema Troisi\, una tra le tre location al centro di un progetto artistico disseminato che conta anche il MUCIV-Museo delle Civiltà e il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, il quale ospita inoltre la conferenza stampa di lancio del festival\, in estate. \n\n\n\nLa ricerca di spazi eccezionali o inusuali della città in cui far deflagrare le arti performative porta ST26 ad immergersi nella serata di apertura del festival\, il 3 settembre dalle 18 alle 22\, nella vegetazione dell’Orto Botanico di Roma\, aprendo l’edizione con un flusso ininterrotto di accadimenti performativi da fruire uno di seguito all’altro. \n\n\n\nL’opening all’Orto Botanico: tra psichedelia sentimentale e corpi vegetali \n\n\n\nST26 si apre all’Orto Botanico\, il 3 settembre\, con spettacoli\, performance\, riti sonori e ascolti come eventi atmosferici improvvisi. Ai corpi vegetali\, si aggiungono altri corpi estemporanei\, in una modalità psichedelica che tiene insieme e rende visibile l’agglomerarsi di atmosfere\, suoni\, parole\, colori\, ritmi ed intensità. Una “psichedelia sentimentale” che irrompe nella giornata iniziale del festival per restare e attraversarlo in tutta la sua durata\, come rende visibile l’identità visiva di questa edizione\, realizzata da Taquitojocoque\, irriverente illustratrice messicana che fonde la cultura pop con il patrimonio culturale messicano. \n\n\n\nInaugura la prima giornata l’incontro con Annalisa Metta\, architetta e docente di Architettura del Paesaggio all’Università Roma Tre che ragionerà intorno ai temi del selvatico e del mostruoso del paesaggio e delle città nel primo appuntamento di CLASSE\, progetto di trasmissione di saperi realizzato da AREA06 che intreccia il programma di ST26. Le ammalianti e oniriche Serre Tropicali e Monumentali dell’Orto diventeranno habitat immersivi grazie alle sonorizzazioni di Oscar Ngu Atanga\, sound artist\, ricercatore e curatore che attinge ai ritmi\, alle frequenze e alle pratiche ancestrali del Camerun per creare narrazioni sonore coinvolgenti che risuonano profondamente negli spazi culturali e fisici\, e LEMMO\, giovane compositorə e sound researcher nel campo della musica elettronica e sperimentale\, il cui lavoro esplora le possibilità della composizione algoritmica sia in ambito della ricerca sonora che in quello multidisciplinare\, e che vanta diverse collaborazioni in campo teatrale e performativo. È uno spettacolo ma anche una lecture\, in cui le parole affermano qualcosa mentre il corpo ne fa altre\, la celebre Dance for Nothing (revisited) di Eszter Salamon\, in cui la coreografa e performer ungherese ripropone la Lecture on Nothing (1949) di John Cage sperimentando la modulazione dei movimenti fisici\, concentrandosi sull’aspetto sonoro di questa conferenza fondamentale sul nulla\, il vuoto e la composizione. Lo spettacolo è sostenuto dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. Eszter Salamon sarà presente nel programma di ST26 anche con una CLASSE grazie al sostegno del Goethe-Institut a Roma. QUIXOTE_a rose is not a rose di Industria Indipendente rende visibile una delle tracce che permea l’intera edizione\, accomunando diversi lavori che “rovistano” negli immaginari dominanti — coloniali\, occidentali\, classici — non per pacificarli\, ma per destabilizzarli con movimenti “turbolenti”. In questo caso è il Don Chisciotte — simbolo dell’anti-eroe maschile del canone letterario occidentale — a essere smontato e rimontato attraverso la parola lesbica dei testi di Kathy Acker e la scrittura del corpo vivo di Annamaria Ajmone\, in un progetto performativo modulare nato nel 2025 proprio nella cornice di Short Theatre\, grazie al formato CAMERA. Interroga le mitologie europee in una prospettiva postcoloniale e post-genere Vanasay Khamphommala\, drammaturga\, performer\, scrittrice e traduttrice queer\, in residenza a Villa Medici per sviluppare una ricerca-performance sulla figura mitologica di Ganimede\, esplorando le risonanze che la sua antica narrazione ha ancora nelle comunità queer di oggi. A straniare lo spazio saranno alcuni interventi performativi nello spazio delle Serre tra cui\, ad esempio\, Rhuena Bracci – ex ginnasta\, coreografa\, danzatrice e formatrice Yoga – e Fedra Morini – attivista\, performer e autrice – creando una zona\, mobile ed estemporanea\, a partire dal proprio clima corporeo in movimento. Esplora il mistero del creato\, la natura e il senso di meraviglia e spavento che deriva dal vivente il rito sonoro Naturale sconosciuto di Mariangela Gualtieri\, luminosa poetessa e drammaturga cesenate\, fondatrice del Teatro Valdoca\, che all’imbrunire rischiarerà una delle scalinate marmoree dell’Orto. Farà da ideale contraltare al rito sonoro della Gualtieri DOWN della svizzera Melissa Guex\, combinazione esplosiva di corpo danzante e batteria dal vivo\, un dono per andare oltre quello che sembra un mondo senza speranza. Un richiamo inebriante che trascina nell’abisso\, e poi verso l’alto\, nell’euforia\, e che accompagnerà il pubblico nella conclusione di questa prima giornata speciale\, a ST26 grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero. \n\n\n\nLa decolonizzazione della storia e degli immaginari \n\n\n\nST26 prosegue dal 4 settembre alla Pelanda del Mattatoio e inaugura nuovi spazi. Quelli attraversati dal lavoro di Muna Mussie\, artista di origini eritree basata a Bologna\, che presenta il suo Cinema Impero in tre tappe – al Cinema Troisi\, al MUCIV – Museo delle Civiltà e al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Un dispositivo che prende il nome dall’omonimo cinema situato nel centro di Asmara\, costruito nel 1937 durante il regime fascista\, e riattraversa gli archivi coloniali a partire dall’intimità e dall’affettività\, mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista\, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze\, una artificiale e una emotiva\, a Short Theatre in una versione speciale dal titolo Cinema Impero Roma. Interviene sugli immaginari coloniali attraverso la lente dell’esperienza personale anche Betty Tchomanga\, performer e coreografa franco-camerunense associata a Quartz\, scène nationale de Brest e al Théâtre de la Bastille di Parigi con Histoire(s) Décoloniale(s)\, serie coreografica iniziata nel 2023 e concepita come una raccolta di ritratti dove ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità a partire da singoli percorsi individuali\, in un lavoro che mescola performance e insegnamento. La possibilità di agire contro le “cancellazioni storiche”\, come le definisce  la filosofa femminista Elsa Dorlin\, è al centro di Moi\, toi\, Tituba\, ultima produzione dell’artista\, performer e autrice di origini ruandesi Dorothée Munyaneza\, un lavoro che muove dal testo letterario di Maryse Condé e Elsa Dorlin sulla figura di Tituba\, schiava accusata di stregoneria durante i processi di Salem. L’artista\, in collaborazione con il compositore Khyam Allami\, parte dal corpo per costruire un archivio sensibile e fisico che possa riunire esperienze nate dalla dispersione\, scavando in un passato fatto di sofferenza e dolore per celebrare\, riparare e commemorare.  La presenza di Dorothée Munyaneza a ST26 è possibile grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, e si manifesta in Myriade\, dispositivo curatoriale in cui l’artista chiama a raccolta una “miriade” di voci che risuonano con la sua ricerca e che inventano incessantemente altri modi di abitare il mondo\, tra cui\, ad esempio\, GILDAA\, cantante e attrice franco-brasiliana che mescola nel suo lavoro teatro\, influenze musicali brasiliane e dell’Africa occidentale e chanson\, e Asmaa Jama & Gouled Ahmed  con lo screening di Except this time nothing comes back from the ashes\, progetto di moving image di  che esplora l’autoritratto\, l’archiviazione e la memoria. L’incontro artistico e il dialogo tra forme espressive diverse è al centro anche di L’Echo\, nuovo lavoro della coreografa franco-algerina Nacera Belaza\, in prima nazionale al Teatro India il 10 e 11 settembre grazie alla co-realizzazione tra Short Theatre e Romaeuropa Festival\, che tornano a condividere anche quest’anno parte delle proprie programmazioni: un duo che vede in scena l’artista stessa accanto a Valérie Dréville\, attrice francese nota per il suo trentennale percorso nel cinema d’autore\, con la quale esplora la zona grigia tra parola e linguaggio\, dove si trova il potenziale espressivo della danza\, “una parola pronunciata nel corpo”. \n\n\n\nIl ritorno di Alberto Cortès\, François Chaignaud e Chiara Bersani a ST e la Prima nazionale di Cristina Kristal Rizzo \n\n\n\nLo spazio di intima alterità tra chi narra e chi osserva\, la scena come relazione amorosa e l’amore come fenomeno che consuma chi lo sperimenta sono al centro di El corazón de Ester\, nuova produzione dell’autore e performer Alberto Cortès – per la prima volta in Italia l’anno scorso a ST – la cui ispirazione è un misterioso manoscritto del XIX secolo contenente scritti d’amore di una donna di nome Ester che descrive come l’amore la porti a scomparire. Nel suo ineguagliabile mescolare il testo poetico con la presenza del corpo scenico\, Cortés traccia un parallelo tra l’abbandonarsi a un amante e l’abbandonarsi al pubblico\, e sceglie di limitare la durata di questa performance prima che venga definitivamente consumata dallo sguardo del pubblico: di El corazón de Ester esisteranno solo 50 repliche in tutto il mondo\, di cui due a ST26 il 4 e 5 settembre al Teatro Vittoria. Il “romanticismo sensibile” che percorre tutta l’edizione emerge sfacciatamente nelle danze camp di Cristina Kristal Rizzo\, in prima nazionale il 6 e 7 settembre con Sentimental1\, un solo liberamente ispirato al lavoro di Derek Jarman e di William Blake\, dove la figura nello spazio compone una coreografia di gesti\, pose e danze istantanee\, in una presenza tutta disposta al sentimentale inteso come qualità del condividere\, alla ricerca delle molteplici tensioni. Il teatro viene inteso come agone e spazio dell’artificio per eccellenza\, con François Chaignaud che\, grazie il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea\, torna a ST26 l’8 e 9 settembre insieme al beatboxer Aymeric Hainaux con Mirlitons\, performance in cui canto lirico battaglia con il beatbox. La tradizione normata delle arti occidentali viene ri-articolata e radicalmente spostata da Michel. The animals I am\, lavoro coreografico di Chiara Bersani\, che si confronta con il repertorio della danza classica partendo dal Lago di Cigni e affidando a tre corpi con disabilità la possibilità di reimmaginare e trasmettere il movimento\, evocando la figura di Michel Petrucciani\, tra i più grandi talenti della musica jazz\, affetto da osteogenesi imperfetta\, la stessa sindrome con cui la Bersani convive. In occasione della sua presenza a ST26\, il 4\, 5 settembre\, Chiara Bersani terrà anche un workshop gratuito rivolto a persone con e senza disabilità. \n\n\n\nL’incontro tra gesto e suono \n\n\n\nIl 9 settembre l’incontro tra corpo e voce\, tra gesto e suono è al centro di Comeback della coreografa Fabritia D’Intino e della musicista Agnese Banti\, creazione condivisa nata su invito del festival Bolzano Danza\, dove le due artiste fanno convergere i rispettivi linguaggi tramite l’utilizzo di archivi sonori che possano veicolare una riflessione sul presente. Ed è ancora un duo che lavora sulla relazione tra linguaggi in Variazione No. 1 di Sorelle di damiano\, giovani performer milanesi\, a ST26 il 10 e 11 settembre anche con la seconda tappa di questa serie\, Variazione No. 2\, in prima nazionale: un percorso sensoriale frammentato e disorientante che vuole dar forma a un incubo collettivo\, esprimendo la condizione di smarrimento del nostro presente. La possibilità del corpo di inquietare è raccolta da Mathilde Invernon\, performer franco-svizzera che presenta il suo BELL END\, il 10 e 11 settembre grazie al sostegno dell’Istituto Svizzero: un lavoro che decostruisce la mascolinità tossica nella progressiva metamorfosi dei corpi in scena che agiscono attraverso la voce\, tramutandosi in presenze strane\, grottesche\, comiche\, sfiorando l’illusorietà del ventriloquio. Recupera invece la dimensione estatica ed enigmatica della creazione artistica l’emergente coreografa Maya Oliva\, a ST26 il 7 e 8 settembre in prima nazionale con In perpetual blooming\, despite the gods\, uno studio che si ispira a testi perduti come le prime sei pagine del Vangelo secondo Maria Maddalena\, per concentrarsi sulla dimensione sospesa del preludio nell’opera lirica\, quel punto che convoglia la carica energetica e poetica che precede la parola. Nella serata conclusiva\, il 12 settembre\, agisce nella dimensione filosofica e contemplativa della creazione L’Infinito Carnale\, la danza ideata da Claudia Castellucci basata su un dialogo da lei scritto tra due eremiti cristiani\, Antonio d’Egitto e il suo giovane discepolo Ilarione di Gaza\, e su una drammaturgia concepita in forma ritmica\, dove lə performer in scena si muovono nella sonorità di un dialogo incorporato nell’habitat sonoro di Stefano Bartolini. Una tensione vibrante innerva lo spazio poroso creato di This resting\, patience della polacca Ewa Dziarnowska\, a ST26 l’11 e il 12 settembre grazie al sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma e l’Adam Mickiewicz Institute (IAM)\, performance della durata di tre ore in cui il pubblico può muoversi liberamente\, e può essere mosso dalle performer: una coreografia magnetica dove la danza\, in continua trasformazione\, intreccia in un respiro condiviso attrazione\, ripetizione e sentimento. Il tempo si dilata\, la musica si fa loop\, la tenerezza diventa resistenza\, forza\, durata. \n\n\n\nProgetti fuori formato\, site-specific e pedagogie \n\n\n\nIl tempo di ST26 alla Pelanda del Mattatoio si addensa di esperienze con formati sperimentali e site specific. Tra queste\, ad esempio\, Pairadaëza#Mattatoio\, ultima creazione di Antonio Tagliarini\, in prima nazionale l’8 e 9 settembre in una versione speciale ideata per ST26\, che dà vita a una piccola comunità temporanea dando appuntamento in un giardino nascosto nel cuore di Testaccio\, o la nuova creazione drammaturgica di Giorgina Pi\, il 7 settembre\, progetto speciale tra installazione e ascolto radiofonico immaginato appositamente per ST26\, dal titolo in via di definizione. O ancora\, la Serenata lesbica di Sara Leghissa e Taquitojocoque\, un esperimento politico e romantico collettivo che riunisce le pratiche e i segni artistici delle due artiste\, che attraverso canzoni della tradizione popolare e contemporanea messicana compongono e ricompongono un immaginario politico lesbico. Entrambe le artiste occuperanno il festival fin due modalità “residenziali”: Taquitojocoque è l’artista che sta realizzando l’immagine visiva di ST26; Sara Leghissa\, artista\, ricercatrice e performer milanese\, abiterà per più giorni gli spazi della Pelanda in un formato residenziale che coinvolgerà il pubblico nella costruzione di una playlist collettiva per ribaltare gli immaginari della musica pop. \n\n\n\nCon il desiderio di ampliare la conoscenza\, l’accessibilità e l’agibilità dei linguaggi del contemporaneo\, Short Theatre 2026 continua a dar corpo a una trasmissione dei saperi\, con CAMERA\, formato inaugurato nella scorsa edizione del festival che invita il pubblico a far ingresso nella “camera” di creazione drammaturgica di artistə e autrici\, realizzato in questa edizione grazie al prezioso sostegno di Megera APS. Quest’anno\, le tre CAMERE che si apriranno sui procedimenti\, i gesti e le pratiche che trasformano una visione sensibile in una drammaturgia per la scena coinvolgono figuri e percorsi artistici molto differenti tra loro: Daria Deflorian\, attrice\, autrice e regista teatrale tra le più apprezzate in Italia e all’estero; Giulia Crispiani\, editor\, traduttrice\, autrice la cui pratica di scrittura si intreccia con l’arte visiva e performativa; El Conde de Torrefiel\, compagnia catalana nota a livello internazionale per i peculiare lavoro drammaturgico\, dove un’estetica testuale e visuale convivono con teatro\, coreografia\, letteratura e arti plastiche. ST26 sarà attraversato puntualmente dalla seconda edizione di CLASSE\, progetto di AREA06 che si innesta sulla programmazione di ST26\, piccola utopia realizzata in cui la pedagogia trova una forma simbolica di retribuzione e passa dalla parola diretta di chi può regalare saperi ed esperienze –  artistə\, studiosə\, attivistə – nella forma di brevi conferenze gratuite aperte a tuttə\, coinvolgendo un gruppo ristretto di giovani studenti\, che segue un percorso a loro dedicato\, mescolandosi al pubblico del festival. CLASSE 2026 vedrà la partecipazione\, tra lə altrə\, di Paul Preciado\, Daniel Blanga–Gubbay\, Teodora Grano\, Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino\, Eszter Salamon\, Françoise Vergès\, Adelita Husni Bey e Sara Alberani\, Viola Lo Moro con Giulia Paganelli (evastaizitta)\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti in collaborazione con Master di Studi e Politiche di Genere di Roma Tre e Libreria Tuba\, ecc. \n\n\n\nIl tempo del festival sarà suggestionato da Salon\, formato quotidiano di inviti musicali che dà vita a un luogo all’aperto di distensione\, ascolto\, rilassatezza\, incontro\, che ospiterà in questa edizione le atmosfere sonore di dj e musicistə della scena romana – ad esempio\, la dj\, artista e cantante Lola Kola con Acetato\, formato dedicato al vinile– e internazionale\, come HABIBIBITCH\, nome d’arte della dj\, artista multidisciplinare\, docente e attivista franco-algerina\, figura di spicco della scena queer e decoloniale nota per la sua capacità di trasformare le piste da ballo in veri e propri spazi politici.  Salon quest’anno accoglierà anche musica live\, come ad esempio quella di otay:onii\, poliedrica artista originaria di Haining\, Cina\, nota per il suo mix unico di musica tradizionale cinese\, elettronica\, nevrosi post-industriale e art-pop\, o di CORPS CITOYEN\, collettivo artistico multidisciplinare con sede tra Tunisi e Milano\, fondato da artistə italianə e tunisinə. \n\n\n\nCollaborazioni \n\n\n\nAd innervare e nutrire questa edizione di Short Theatre saranno le tante collaborazioni attive sul territorio cittadino e non solo\, ogni volta declinate in modalità molteplici per disseminare\, stratificare e arricchire la proposta culturale della città. Da quelle più consolidate\, come quella con l’Università di Roma Tre\, il Modulo Arti del Master in Studi e Politiche di Genere e la Libreria Tuba\, con cui ST26 cura un appuntamento di CLASSE dedicato agli Epstein Files da una prospettiva femminista\, attraverso materiali\, immagini\, parole che creano una mappa del non detto intorno al potere maschile e al nesso arte/violenza. Oltre ai già nominati MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, MUCIV-Museo delle Civiltà e Cinema Troisi\, ST26 collabora con alcune realtà attive nel quartiere Quarticciolo\, come il Laboratorio di Ristorazione Quarticciolo\, progetto di cucina sociale nato da un gruppo di donne della borgata romana\, che si occuperà dei pasti per lo staff del festival\, alternandosi con un’altra realtà del territorio\, Cucina e Cultura Catering. \n\n\n\nQuest’anno Short Theatre è sostenuto da SIAE\, che in particolare supporta la linea curatoriale dedicata all’autorialità di artiste e registe donne. Saranno coinvolte otto figure di autrici che fanno della scrittura drammaturgica il cuore del proprio percorso artistico\, provenienti da generazioni e linguaggi differenti: Mariangela Gualtieri\, Erika Galli e Martina Ruggeri / Industria Indipendente\, Sara Leghissa\, Muna Mussie\, Daria De Florian\, Giulia Crispiani e Giorgina Pi. Una collaborazione che rafforza la capacità di Short Theatre di offrire spazio e visibilità alle autrici italiane\, accompagnandole non solo nella presentazione dei lavori\, ma anche nei processi che li generano\, costruendo un vero e proprio percorso di ricerca e produzione. \n\n\n\nSi rinnova la collaborazione con la piattaforma curatoriale LOCALES\, con sede a Roma\, che in questa edizione condivide con ST26 la presenza di Adelita Husni Bey\, artista italo-libica il cui lavoro si sviluppa attraverso modelli pedagogici collettivi e non competitivi nell’ambito dell’arte contemporanea. LOCALES e ST26 intrecciano parte delle rispettive programmazioni in tre momenti distinti. Il primo è Water Infrastructures\, Water Insurgencies (10\, 11 e 12 settembre)\, laboratorio ideato dall’artista e curato da LOCALES con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’iniziativa nasce da un triennio di collaborazione con il MUCIV – Museo delle Civiltà\, che ha ospitato le diverse edizioni de La Collezione in Tumulto\, workshop permanente ideato da Husni Bey e prodotto e curato da LOCALES. Il secondo appuntamento è uno degli incontri di CLASSE\, il 10 settembre\, condotto da Adelita Husni Bey insieme a Sara Alberani\, curatrice di LOCALES. \n\n\n\nIl programma comprende inoltre lo screening di Like a Flood\, opera audiovisiva di Husni Bey che\, a partire da un archivio fotografico recentemente riscoperto e reinterpretato\, riflette sull’interruzione dell’approvvigionamento idrico in Libia causata dallo sfruttamento delle risorse idriche e dalle politiche di insediamento forzato durante la colonizzazione italiana (1911–1943). \n\n\n\nNel desiderio di aprire nuovi spazi di attraversamento del festival da parte di bambinə\, ST26 porta avanti la collaborazione nata lo scorso anno conFatatrac edizioni e il Laboratorio d’Arte di Palazzo Esposizioni Roma\, proponendo due incontri laboratoriali per l’infanzia\, sperimentando un progetto pilota che si estenderà lungo il corso di tutto il triennio. \n\n\n\n*** \n\n\n\nShort Theatre 2026 è realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo\, Regione Lazio – Spettacolo dal vivol’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da Associazione AREA06 –ETS \n\n\n\ncon il contributo di Azienda Speciale Palaexpo\, Fondazione Mattatoio – Città delle arti\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
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DESCRIPTION:Mercoledì 24 giugno\, presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma\, è stata presentata la XXI edizione di SHORT THEATRE\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts\, ideato e organizzato da AREA06\, con la curatela artistica di Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefano.  \n\n\n\nSono intervenuti: CRISTIANA PERRELLA\, Direttrice MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma; MASSIMILIANO SMERIGLIO\, Assessore alla Cultura di Roma Capitale; MANUELA VERONELLI\, Presidente Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti; MAURIZIO ROI\, Direttore Generale Fondazione Teatro di Roma; SILVIA BOTTIROLI\, SILVIA CALDERONI\, ILENIA CALEO e MICHELE DI STEFANO\, curatela artistica Short Theatre; MUNA MUSSIE e CRISTINA KRISTAL RIZZO\, artiste Short Theatre 2026. \n\n\n\nMattatoio di Roma | Orto Botanico di RomaTeatro India | Teatro Vittoria MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di RomaCinema Troisi | MUCIV – Museo delle Civiltà \n\n\n\nAdelita Husni Bey / Sara Alberani / LOCALES — Alberto Cortés — Annalisa Metta — Antonio Tagliarini — Asmaa Jama & Gouled Ahmed — Aymeric Hainaux & François Chaignaud — Betty Tchomanga / GANG — Biagio Caravano — Chiara Bersani —Claudia Castellucci / Compagnia Mòra  — Corps Citoyen  — Cristina Kristal Rizzo — Daniel Blanga Gubbay — Daria Deflorian — Dorothée Munyaneza / Compagnie Kadidi — El Conde de Torrefiel — Eszter Salamon — Ewa Dziarnowska — Fabritia D’Intino & Agnese Banti — Fedra Morini — Françoise Vergès — GILDAA — Giorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion — Giulia Crispiani — Giuseppe Comuniello & Camilla Guarino — HABIBITCH — Industria Indipendente — Lemmo — Lola Kola / Acetato — Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca — Master Studi e Politiche di Genere / Roma Tre — Mathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan — Maya Oliva — Mélissa Guex — Muna Mussie — Nacera Belaza —  Oscar Ngu Atanga — otay:onii — Paola Granato — Paul Preciado — Rhuena Bracci — Sara Leghissa — Taquitojocoque — Sorelle di damiano — Teodora Grano — Vanasay Khamphommala / Lapsus chevelü – Viola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba and more… \n\n\n\nGiovedì 3 settembre  \n\n\n\nOrto Botanico di Roma \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Tropicale \n\n\n\nSerra Tropicale: Fedra Morini\, Lemmo\, Rhuena Bracci e altrɜ in via di definizione \n\n\n\nambiente performativo \n\n\n\ndalle 18:00 | Serra Monumentale \n\n\n\nOscar Ngu Atanga \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\ndalle 20:00 | Serra Corsini \n\n\n\nVanasay Khamphommala / Lapsus chevelü \n\n\n\nJe te chante une chanson toute nue en échange d’un verre (Ti canto una canzone tutta nuda in cambio di un bicchiere) \n\n\n\nspettacolo / performance \n\n\n\n18.00 | Arena Alberi \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAnnalisa Metta  \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n18:50 | Arena Alberi \n\n\n\nIndustria Indipendente \n\n\n\nQUIXOTE_a rose is not a rose \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:50 | Aranciera \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:45 | Scala Monumentale \n\n\n\nMariangela Gualtieri / Teatro Valdoca \n\n\n\nNaturale sconosciuto \n\n\n\nrito sonoro \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:30 | Bar \n\n\n\nMélissa Guex \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo  \n\n\n\n30’ \n\n\n\nvenerdì 4 settembre  \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 + 15:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:30 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani  \n\n\n\nMichel: The Animals I Am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 + 22:45 | Studio \n\n\n\nMyriade #1: Asmaa Jama & Gouled Ahmed \n\n\n\nExcept This Time Nothing Returns From the Ashes \n\n\n\nscreening \n\n\n\n20’ \n\n\n\n19:30 | Salon \n\n\n\nMélissa Guex  \n\n\n\nDOWN (single version) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n20:30 | Studio 1 \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nEszter Salamon \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 2 \n\n\n\nMyriade #2: Dorothée Munyaneza / Compagnie KadidiToi\, moi\, Tituba… \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nMyriade #3: GILDAA \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nsabato 5 settembre \n\n\n\nCinema Troisi \n\n\n\n14:00 + 14:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n19:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nPaul Preciado \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nChiara Bersani \n\n\n\nMichel: The Animals I am \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEszter SalamonDance for Nothing (revisited) \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Mulunesh \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n21:00 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\ndomenica 6 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nEl Conde de Torrefiel \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Teatro 2 \n\n\n\nBetty Tchomanga / GANG \n\n\n\nDecolonial (Hi)stories #Dalila \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n20:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nDaniel Blanga Gubbay \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro Vittoria \n\n\n\n20:30 \n\n\n\nAlberto Cortés \n\n\n\nEl corazón de Ester \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nlunedì 7 settembre \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n17:00 | Atelier  \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nViola Lo Moro\, Giulia Paganelli\, Nina Ferrante\, Maddalena Fragnito\, Claudia Durastanti / Libreria Tuba \n\n\n\nsaperi3h \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:00 + 19:00 + 20:00 | Serra \n\n\n\nGiorgina Pi / Nicole De Leo / Bluemotion \n\n\n\nIl chiaro di luna in cucina è un segno di Dio. Omaggio a Anne Carson \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n25’ \n\n\n\n20:30 | Studio \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Teatro 1 \n\n\n\nCristina Kristal Rizzo \n\n\n\nSentimental1 \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nSALON \n\n\n\nVanasay Khamphommala \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmartedì 8 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n19:00 | Studio  \n\n\n\nMaya Oliva \n\n\n\nIn perpetual blooming\, despite the gods \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Teatro 1 \n\n\n\nDaria Deflorian \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:00 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n23:00 | Salon \n\n\n\nLola Kola / Acetato \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nmercoledì 9 settembre \n\n\n\nMUCIV-Museo delle Civiltà \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero #Roma \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Mattatoio di Roma \n\n\n\nAntonio Tagliarini \n\n\n\nPairadaëza #Mattatoio \n\n\n\nspettacoloprima nazionale \n\n\n\n50’ \n\n\n\n18:30 | Atelier \n\n\n\nSara Leghissa \n\n\n\nFrocy Express \n\n\n\natelier \n\n\n\n19:30 | Teatro 2 \n\n\n\nAymeric Hainaux & François Chaignaud \n\n\n\nMirlitons \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 10’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nFabritia D’Intino & Agnese Banti \n\n\n\nComeback \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\n22:00 | Galleria \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nTeodora Grano \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\notay:onii \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\n45’ \n\n\n\ngiovedì 10 settembre \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n18:00 | Studio \n\n\n\nAdelita Husni Bey / LOCALES Like a Flood \n\n\n\nscreening \n\n\n\n45’ \n\n\n\n19:00 | Studio \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nAdelita Husni Bey & Sara Alberani / LOCALES saperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damianoVariazione No.2  \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nBiagio Caravano \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n1h \n\n\n\nvenerdì 11 settembre \n\n\n\nMACRO Museo di Arte Contemporanea di Roma \n\n\n\n15:00 + 15:30 + 16:00 +16:30 + 17:00 + 17:30 + 18:00 \n\n\n\nMuna Mussie \n\n\n\nCinema Impero \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Atelier \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nin via di definizione \n\n\n\nsaperi  \n\n\n\n40’ \n\n\n\n20:00 | Galleria \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.1spettacolo \n\n\n\n30’ \n\n\n\n21:00 | Teatro 1 \n\n\n\nMathilde Invernon / Compagnie Carmen Chan \n\n\n\nBELL END \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n22:00 | Studio \n\n\n\nSorelle di damiano \n\n\n\nVariazione No.2spettacolo \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\n30’ \n\n\n\n22:30 | Salon \n\n\n\nCorps Citoyen \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nTeatro India \n\n\n\n20:00 | Sala B \n\n\n\nNacera BelazaL’Echo \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h \n\n\n\nprima nazionale \n\n\n\nin co-realizzazione con Romaeuropa Festival \n\n\n\nsabato 12 settembre \n\n\n\nLa Pelanda  \n\n\n\n17:00 | Teatro 2 \n\n\n\nEwa Dziarnowska \n\n\n\nThis resting\, patience \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n3h \n\n\n\n19:00 | Galleria \n\n\n\nGiulia Crispiani \n\n\n\nCAMERA \n\n\n\ndrammaturgie \n\n\n\n20:00 | Salon \n\n\n\nCLASSE \n\n\n\nFrançoise Vergès \n\n\n\nsaperi \n\n\n\n40’ \n\n\n\n21:30 | Studio \n\n\n\nClaudia Castellucci / Compagnia MòraL’Infinito Carnale – Dialogo tra Antonio d’Egitto e Ilarione di Gaza \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n1h 5’ \n\n\n\n22:45 | Salon \n\n\n\nSara Leghissa & Taquitojocoque \n\n\n\nSerenata Lesbica \n\n\n\nspettacolo \n\n\n\n45’ \n\n\n\n23:30 | Salon \n\n\n\nHABIBITCH \n\n\n\nSALON \n\n\n\nclimi sonori \n\n\n\nShort Theatre 2026 è ideato e organizzato da AREA06direzione artistica Silvia Bottiroli\, Silvia Calderoni\, Ilenia Caleo\, Michele Di Stefanodirezione generale Roberta Zanardo\, Matteo Angius
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SUMMARY:Taormina celebra 50 anni di festival di teatro
DESCRIPTION:Non una semplice cerimonia di premiazione\, ma uno show-evento costruito per una sola notte. La sera di giovedì 3 settembre\, al Teatro Antico di Taormina\, grandi protagonisti della scena si ritroveranno sullo stesso palcoscenico per celebrare 50 anni di festival di teatro a Taormina e raccontarne\, attraverso esperienze e linguaggi differenti\, la contemporaneità. \n\n\n\nNasce così il Premio Fondazione Taormina Arte per il Teatro\, un riconoscimento che guarda in maniera trasversale alle diverse espressioni della scena e alle personalità che ne hanno interpretato e continuano a interpretarne l’evoluzione: dagli attori alla regia\, dalla scenografia alla sperimentazione\, fino all’innovazione e alle nuove generazioni. \n\n\n\nTra i primi nomi annunciati figurano Gabriele Lavia\, Mariangela D’Abbraccio\, Marcello Cesena\, Ester Pantano\, Marisa Laurito\, Giampiero Solari\, Giancarlo Zanetti\, Elisabetta Pozzi\, Vincenzo Pirrotta\, Nicola Rubertelli e Manuel Agnelli. Percorsi e sensibilità differenti che compongono il racconto di un teatro capace di attraversare generazioni\, forme espressive e territori artistici diversi. \n\n\n\nA rendere lo show-evento del 3 settembre irripetibile sarà soprattutto ciò che ciascun protagonista sceglierà di portare sul palco. Accanto ai momenti di talk\, ogni premiato offrirà infatti al pubblico un proprio “dono”\, un contributo scelto personalmente per quella sera. Interventi diversi che prenderanno forma al Teatro Antico\, trasformando la consegna dei riconoscimenti in uno spettacolo costruito attraverso le voci e le scelte dei suoi protagonisti. \n\n\n\nSul palcoscenico del Teatro Antico\, Simona Celi – direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte Sicilia – accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio tra memoria e contemporaneità\, esplorando le molteplici sfumature della scena artistica di oggi. \n\n\n\nIl 2026 segna il cinquantesimo anniversario da quel 1976 in cui Rocco Familiari e il Living Theatre diedero inizio alla vocazione internazionale del Teatro a Taormina\, facendolo diventare\, nel tempo\, uno dei luoghi simbolo in cui celebrare spettacoli di alto livello artistico. Un traguardo che oggi risuona inevitabilmente con il ricordo di Ninni Panzera\, che con il suo instancabile impegno\, ha contribuito a portare il grande teatro sul palcoscenico del Teatro Antico\, ha reso il Festival multidisciplinare Taormina Arte un’eccellenza assoluta nel panorama siciliano e internazionale. \n\n\n\nLa Fondazione Taormina Arte Sicilia sceglie così di celebrare una grande eredità culturale guardando al futuro\, rimettendo al centro la qualità e l’identità di un festival che ha fatto la storia dello spettacolo dal vivo. \n\n\n\nAlla serata sarà legato anche uno speciale annullo filatelico dedicato al Premio\, destinato a lasciare un ulteriore segno di questa edizione.
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SUMMARY:Il Jazz Italiano per le terre del sisma a L'Aquila
DESCRIPTION:Dodici anni di musica\, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila\, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione\, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival\, ma un progetto collettivo che\, dal 2015\, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma\, trasformando la musica in occasione di dialogo\, condivisione e futuro. \n\n\n\nSabato 5 e domenica 6 settembre\, torna Il jazz italiano per le terre del sisma\, appuntamento ormai unico nel panorama culturale nazionale\, capace di riunire ogni anno centinaia di musiciste e musicisti provenienti da tutta Italia in un grande laboratorio artistico diffuso che coinvolge istituzioni\, associazioni\, operatori culturali e cittadini. Un’edizione che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026\, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di incontro\, sperimentazione e produzione culturale. La manifestazione\, infatti\, si inserisce all’interno del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed è finanziato dal Comune dell’Aquila.  \n\n\n\nSaranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione\, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico: saranno oltre 20 le location tra piazze\, cortili\, palazzi storici\, chiese\, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti\, produzioni originali\, incontri\, laboratori e progetti multidisciplinari\, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea. \n\n\n\nResta l’ingresso gratuito per la maggioranza dei concerti; sarà previsto il pagamento del biglietto solo per i live in programma al main stage di San Bernardino e ai palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello: l’abbonamento per il singolo palco giornaliero (tre concerti per palco) avrà il costo di 5 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Parco del Castello (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Piazza Santa Margherita (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p. \n\n\n\nIL TEMA: RIFLESSI \n\n\n\nAd accompagnare questa edizione è “Riflessi”\, una parola semplice solo in apparenza\, scelta dalla direzione artistica come chiave di lettura dell’intera manifestazione. \n\n\n\nI riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse\, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione\, tra memoria e presente\, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono\, ancora\, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi\, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione. \n\n\n\nÈ una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione\, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito\, Paola Martini e Nicola Pisani\, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto\, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente\, favorire relazioni e generare nuove prospettive. \n\n\n\nCome scrivono gli stessi direttori artistici\, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano»\, capace di dare spazio alla libertà espressiva\, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche\, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale\, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA\, TRA PRODUZIONI ORIGINALI E NUOVI LUOGHI \n\n\n\nLa dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila\, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano\, ma un luogo di creazione artistica. \n\n\n\nTra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria\, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto. \n\n\n\nL’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio\, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi\, esperienze e tradizioni musicali. \n\n\n\nLa produzione\, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri\, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento. \n\n\n\nCome da tradizione\, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione\, nel quale memoria civile\, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa\, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita. \n\n\n\nIl programma prenderà il via sabato 5 settembre con il concerto inaugurale al Teatro San Filippo\, affidato all’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori\, con la partecipazione di Ada Montellanico\, Rosario Giuliani e le composizioni e direzione di Roberto Spadoni e Corrado Guarino. Al tramonto\, sul sagrato della Chiesa del Crocifissonel Parco del Castello\, il progetto DJeP\, realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, con Gianna Montecalvo\, Stefano Luigi Mangia e l’ONMC Vocal Ensemble. \n\n\n\nDalle ore 15 alle 18 Largo Tunisia ospiterà Humans of L’Aquila\, progetto coordinato da Carlo Cimino con Samuele Cinelli e Agostino Tatulli. In Piazza Santa Margherita si alterneranno il Federico Campanello Quartet\, vincitore del Premio Conad Jazz Contest – Umbria Jazz\, Beatrice Arrigoni – Terrestre\, vincitrice di Nuova Generazione Jazz\, Doronzo/Minafra – Fabulae e\, in chiusura di serata\, lo Spazio Jazz Club\, a cura dell’Alexanderplatz Jazz Club\, con la Pellini Orchestra Redcats e la partecipazione straordinaria di Max Paiella. \n\n\n\nIl Parco del Castello ospiterà MORA\, Alessandrini & 9PM Quartet e Il medico dei pazzi\, progetto di Dino Massa Trio con Marco Sannini. All’Auditorium di Palazzo Spaventa saranno protagonisti il Francesco Caligiuri Trio con Portrait of Colors\, Hayalet di Flavia Massimo e Caterina Palazzi e Fiore Selvatico. \n\n\n\nAl Teatro San Filippo\, nel pomeriggio\, spazio al NICA 6tet\, al vincitore del Premio Massimo Urbani 2026\, Leo Dalla Cort\, e all’Art Ensemble of Casella\, diretto da Walter Gaeta. \n\n\n\nNel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni si esibiranno Raffaele Casarano\, il duo Carlo Maver/Giuseppe Franchellucci e In vago spirito\, con Ludovica Manzo e Ruggiero Fornari. Nel Piano Corner\, allestito nel Cortile di Palazzo Di Paola\, saranno protagonisti Dino Massa\, Nicola Puccetti e Giovanni Guidi\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà gli assoli di Alberto La Neve\, Massimo Garritano e Rosario Giuliani. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo sfilerà la Crazy Dixie Band\, mentre la Corte del MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo accoglierà Michele Rabbia e il duo Francesca Corrias/Mauro Laconi. Al MUNDA\, nella Sala Mammut del Bastione Est del Castello Cinquecentesco\, si esibiranno Eugenio Colombo e Vincenzo Mastropirro con Assoli (per l’ingresso nella giornata del sabato sarà necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo\, dove\, in contemporanea\, sarà esposta la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello E Pontormo”\, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra”; costo: 12 euro intero\, 2 euro ridotto). \n\n\n\nIl Main Stage sulla Scalinata di San Bernardino proporrà tre grandi concerti serali: Rita Marcotulli 7tet con ospite Luca Aquino\, Opus Magnum di Ettore Fioravanti 6et e Raffaele Casarano 5tet\, mentre la notte proseguirà in Piazza Chiarino con il DJ Set di Andrea Passenger. \n\n\n\nIl programma culturale comprenderà inoltre gli incontri alla Libreria Polarville\, con Marcello Piras dedicato al volume Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti\, e al Bistrot Liberamia\, con Tullio Visioli e Ada Montellanico\, autori del volume I Bambini e la musica – Crescere con i suoni. Per tutta la giornata il Cortile di Palazzo Margherita ospiterà gli spazi educational per bambini da 0 a 6 anni\, a cura dell’Associazione Nati nelle Note; il MAXXI i workshop educational di AFIJ; mentre a Palazzo Margherita sarà visitabile la mostra fotografica di AFIJ\, “Il jazz e l’energia del sorriso”. \n\n\n\nDomenica 6 settembre si aprirà con il tradizionale Concerto istituzionale al Parco della Memoria\, che vedrà il ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese insieme a Gaia Mattiuzzi\, con musiche di Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri. \n\n\n\nNel pomeriggio Largo Tunisia tornerà ad accogliere Humans of L’Aquila\, mentre in Piazza Santa Margherita si alterneranno il VMV Trio\, TAURN\, vincitore di Nuova Generazione Jazz\, e West Riviera\, vincitore del Premio Nuovo IMAIE. \n\n\n\nSul Main Stage del Parco del Castello saliranno il Luca Dell’Anna Quartet con Shojin\, Il cielo è pieno di stelle\, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello\, e il concerto conclusivo de I Patagarri. \n\n\n\nAll’Auditorium di Palazzo Spaventa si esibiranno gli Eagles Swing Ensemble\, mentre AFIJ e MIDJ presenteranno i progetti Fiume lento – Rapsodia del grande fiume\, Puccini e il lago\, Atmosfere cittadine e paesaggi marini e (R)Evolution. \n\n\n\nIl Teatro San Filippo ospiterà l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila\, diretta da Emanuele Parrini\, il Parrilla-Manna 4et e il Falzone 5et. Nel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni saranno protagonisti Landscapes\, il Rinaldi/Mastropirro Duo & Poetry e il Colombo/Caligiuri Duo. \n\n\n\nNel Piano Corner si alterneranno Massimiliano Cameroni\, Livio Minafra e Luca Dell’Anna\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà ICARO con Luca Aquino\, Folkways con Costanza Alegiani\, Marcello Allulli ed Edoardo Ferri\, e il duo DOIS. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo si esibirà la Bandao Percussion Street Band. Nella Corte del MAXXI L’Aquila saranno protagonisti Disorienti\, con Anais Drago e Peppe Frana\, e il duo formato da Roberto Taufic e Fausto Beccalossi; al MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut) gli assoli di Carlo Maver e Giuseppe Franchellucci (ad ingresso gratuito). \n\n\n\nIl programma culturale proseguirà alla Libreria Colacchi con Narrativa in Jazz\, dialogo con Dino Massa e Antonio Petralia; alla Libreria Polarville con Stefano Zenni e il suo volume Giant Steps\, la musica di John Coltrane; al Bistrot Liberamia con Massimo Garritano e il libro Come un funambolo in equilibrio – Solo Performance e Improvvisazione. Proseguiranno inoltre gli spazi educational dell’Associazione Nati nelle Note\, i workshop di AFIJ\, la mostra fotografica nella Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa\, mentre il Cortile di Palazzo Dragonetti ospiterà Crazy Stompin’ Club\, Paolo Conte Tribute Band e Gran Sasso Swing Band\, e il Cortile di Palazzo de Nardis gli assoli di Clara Gizzi\, Emanuele Parrini e Antonio Marinelli. \n\n\n\nDa segnalare anche la nuova collaborazione con il Centro Studi Danza L’Arabesque\, che organizzerà delle performance creative nell’occasione di alcuni dei concerti previsti in programma sabato a Palazzo Benedetti (Alberto La Neve\, Massimo Garritano) e nella Sala Mammut del MUNDA (Eugenio Colombo\, Vincenzo Mastropirro); mentre domenica saranno a Palazzo Lucentini Bonanni (Rinaldi/Mastropirro; Colombo/Caligiuri)\, Palazzo de Nardis (Emanuele Parrini) e nella Sala Mammut (Giuseppe Franchellucci). \n\n\n\nLe location scelte: Teatro San Filippo\, Parco della Memoria\, Sagrato della Chiesa del Crocifisso\, Largo Tunisia\, Piazza Santa Margherita\, Parco del Castello (main stage della domenica)\, Scalinata di San Bernardino (main stage del sabato)\, Auditorium e Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa (via Bafile)\, Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni (Piazza Regina Margherita)\, Cortile di Palazzo Di Paola (Corso Vittorio Emanuele II)\, Cortile di Palazzo Benedetti (via Sassa)\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (corte)\, MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut)\, Corso Vittorio Emanuele – Piazza del Palazzo – Piazza del Teatro – Piazza Duomo (street band)\, Piazza Chiarino\, Cortile di Palazzo Dragonetti (via Santa Giusta)\, Cortile di Palazzo de Nardis (via San Marciano)\, Libreria Colacchi\, Libreria Polarville\, Bistrot Liberamia\, Palazzo Margherita. \n\n\n\nDurante le due serate verranno inoltre conferiti i premi curati dalla Federazione Nazionale Il Jazz italiano e dalle sue associazioni\, nello specifico: Premio alla Carriera ad Ares Tavolazzi\, Premio “Nuove Direzioni” ad Alessandro Gambo (direttore artistico di Jazz is Dead)\, Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia\, Premio Formazione a Vincenzo Caporaletti. \n\n\n\nLE COLLABORAZIONI \n\n\n\nDa sottolineare anche l’importante lavoro delle associazioni che fanno parte della Federazione\, presieduta da Paolo Damiani\, per apportare un arricchimento alla manifestazione\, con la realizzazione di eventi collaterali\, laboratori\, concerti\, incontri\, progetti multimediali\, supporto organizzativo. In particolare: l’associazione dei festival\, I-Jazz (Angelo Valori il presidente)\, storica organizzatrice della manifestazione ed ente promotore in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune dell’Aquila\, Jazz all’Aquila e Federazione IJI\, conferma la propria partecipazione nel coadiuvare e gestire i palchi durante le due giornate della manifestazione grazie ai numerosi direttori artistici associati che saranno presenti\, figure storiche da anni al fianco dell’organizzazione; I-Jazz inoltre sostiene due band scelte all’interno del progetto “Nuova Generazione Jazz”\, Beatrice Arrigoni “Terrestre” e TAURN; l’associazione MIDJ-Musicisti Italiani di Jazz (presidente Susanna Stivali) sarà al fianco non solo dei musicisti soci selezionati dai direttori artistici attraverso la nostra CALL L’ AQUILA\, ma di tutti i musicisti partecipanti alla manifestazione\, promuovendo momenti di confronto. L’associazione coglierà l’occasione per raccontare le azioni portate avanti\, i nostri progetti\, il supporto e per ascoltare le suggestioni dei colleghi\, con l’idea di creare una rete sempre più forte e coesa a sostegno dei musicisti italiani di jazz; l’associazione dei fotografi AFIJ(presidente Maurizio Magnetta) sarà presente per IJI con un reportage fotografico completo dell’intera manifestazione\, grazie all’impegno dei fotografi soci dell’associazione. In programma anche il quarto laboratorio di fotografia per immagini\, rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. Inoltre\, in collaborazione con MIDJ\, AFIJ proporrà speciali performance multimediali che coinvolgeranno tre fotografi soci selezionati. A Palazzo Margherita verrà esposta la mostra collettiva dei soci “Il jazz e l’energia del sorriso”; infine segnaliamo che in occasione della XII edizione torna l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori di Musica\, nella seconda fase del progetto ideato da DJeP-AFAM. Dal 3 al 5 settembre\, un ensemble vocale formato da studentesse e studenti dei Conservatori italiani\, diretto da Gianna Montecalvo e Stefano Luigi Mangia\, sarà protagonista di una residenza dedicata all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici. \n\n\n\n“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura\, si inserisce all’interno del programma dell’Aquila Capitale della Cultura 2026 ed è finanziato dal Comune dell’Aquila; è promosso da Regione Abruzzo\, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori\, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila\, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srle dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento\, inoltre\, vede la collaborazione dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori e la collaborazione con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo\, il Conservatorio Alfredo Casella\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo\, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese)\, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, Centro Studi L’Arabesque\, Associazione Teatro Opera Project. \n\n\n\nIl programma generale è completo; tuttavia\, per esigenze organizzative\, potrà essere soggetto a eventuali variazioni. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI: \n\n\n\ninfo@jazzallaquila.it
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SUMMARY:Prosegue la programmazione della IX edizione di Onde Musicali sul Lago d'Iseo
DESCRIPTION:Entra nel terzo mese di programmazione la nona edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Luigi Tadini e dall’ente di promozione turistica Visit Lake Iseo \n\n\n\nLa musica\, sul Sebino\, non va mai in vacanza: dopo il notevole successo dei tanti appuntamenti andati in scena nei mesi di giugno e luglio\, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo\, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo\, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo\, proseguirà per tutto agosto\, fino all’evento speciale di chiusura del 5 settembre sull’isola di Loreto. Anche questo mese sarà ricco\, infatti\, di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del lagoe di alcune località limitrofe delle province di Bergamo e Brescia. \n\n\n\nIl mese di agosto sì è aperto sabato 1 con l’applaudita performance del Rapsodia Saxophone Quartet a Costa Volpino (Bg). Un altro appuntamento che ha incuriosito e appassionato gli spettatori è stata l’esibizione\, venerdì 7 agosto a Zone(Bs)\, del duo Hélios Vagabond\, formato da Élise Chemla al violoncello e Camilla Finardi al mandolino\, al liuto cantabile e alla chitarra\, tra musiche tradizionali e composizioni contemporanee.  \n\n\n\nVenerdì 14 agosto il festival farà tappa aLovere (Bg)\, presso Villa Milesi\, sede del concerto del quartetto di clarinetti Marsyas (ore 21\, ingresso libero): Francesco Carasi\, Gabriele Faustini\, Andrea Marenghi e Serena Pattacini sono i componenti di questo ensemble\, nato nel 2023 al Conservatorio Peri di Reggio Emilia. Il quartetto\, che utilizza la famiglia completa del clarinetto (dal basso al piccolo\, con l’impiego occasionale del corno di bassetto)\, presenterà Folk Songs Suite\, un viaggio musicale attraverso le danze popolari provenienti da diverse regioni del mondo\, riunite in un percorso che richiama la forma classica della suite. Il programma spazia dalla Gran Bretagna all’Europa centro-orientale\, dall’Argentina al Messico\, mostrando come la danza – elemento universale e identitario – sia diventata fonte di ispirazione per i compositori del Novecento e per quelli contemporanei. Il concerto si aprirà con Molly on the Shore di Percy Grainger\, nella trascrizione per quartetto di clarinetti realizzata dallo stesso ensemble\, per poi passare alle Antiche danze ungheresi di Ferenc Farkas e alle Danze rumene di Béla Bartók\, fino a una suite di brani del compositore inglese Gordon Jacob e a un brano tratto dalla celebre Histoire du Tango di Astor Piazzolla\, per chiudere infine con una danzón cubana di Arturo Márquez e con la Rumba di Gaspare Tirincanti.  \n\n\n\nSi continuerà\, sempre a passo di danza e in particolare di tango\, sabato 22 agosto a Pisogne (Bs) nella chiesa di Santa Maria della Neve (ore 21\, ingresso libero) con lo spettacolo AT-Traverso il TangoovveroPassioni\, virtuosismo\, emozioni tra  Vecchio e Nuovo Continente. Eseguendo brani di Piazzolla\, Cardoso\, Gardel\, Girotto e altri\, il quartetto composto da Giovanni Mareggini (flauto)\, Riccardo Bontempelli (percussioni)\, Enrico Lazzarini (contrabbasso) e Massimo Tagliata (pianoforte e arrangiamenti) condurrà il pubblico in un viaggio musicale che partirà dall’Ottocento\, quando l’habanera cubana lasciò spazio alle milonghe\, e proseguirà con i brani struggenti dei grandi cantanti argentini\, fino alla diffusione del tango nel mondo come forma musicale universale\, grazie all’opera infaticabile del compositore Astor Piazzolla. Qui il tango argentino si confronterà con la Bossa Nova ed i Choros brasiliani: brani vocali e strumentali in cui il virtuosismo si fonde con la malinconia\, il carnevale con la saudade. Giovanni Mareggini si è esibito nei più importanti festival e teatri internazionali. Vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini\, Lucio Dalla e Jan Anderson dei Jethro Tull. Esperto anche di musica sacra\, è stato incaricato da Papa Francesco della direzione musicale del Sinodo dei giovani nel 2018 e nel 2022. Enrico Lazzarini ha collaborato con alcuni dei jazzisti più noti della scena italiana e internazionale (tra cui Fresu\, Marcotulli\, Bosso\, Ribot e Odorici)\, con il cantautore Vinicio Capossela e con artisti del calibro di Paolo Rossi. Massimo Tagliata ha iniziato ad approfondire il linguaggio del tango argentino quand’era adolescente. Grazie alla sua spiccata versatilità\, spazia dal jazz alla musica italiana d’autore\, dal pop al folk\, collaborando con numerosi musicisti del panorama nazionale e internazionale\, tra cui Biagio Antonacci\, Antonella Ruggiero\, Elisa\, Sal Da Vinci\, Javier Girotto e molti altri. Riccardo Bontempelli si è diplomato in batteria al CPM di Milano ed è attivo in ambito jazz e pop/rock. \n\n\n\n  \n\n\n\nOnde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia\, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo\, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno\, Comisa\, Bertoni antinfortunistica industriale\, Gfelti\, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre\, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero\, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due sull’isola di Loreto. \n\n\n\nProgramma completo del festival\, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info \n\n\n\n 
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SUMMARY:"Il Jazz italiano per le terre del sisma" a L'Aquila
DESCRIPTION:Dodici anni di musica\, di incontri e di comunità. Dodici anni in cui il jazz italiano ha scelto di ritrovarsi all’Aquila\, facendo della cultura uno strumento concreto di ricostruzione\, relazione e partecipazione. Non soltanto un festival\, ma un progetto collettivo che\, dal 2015\, accompagna il percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma\, trasformando la musica in occasione di dialogo\, condivisione e futuro. \n\n\n\nSabato 5 e domenica 6 settembre torna Il jazz italiano per le terre del sisma\, appuntamento ormai unico nel panorama culturale nazionale\, capace di riunire ogni anno centinaia di musiciste e musicisti provenienti da tutta Italia in un grande laboratorio artistico diffuso che coinvolge istituzioni\, associazioni\, operatori culturali e cittadini. Un’edizione che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026\, confermando il ruolo della città come luogo privilegiato di incontro\, sperimentazione e produzione culturale. \n\n\n\nSaranno oltre 300 gli artisti protagonisti della dodicesima edizione\, distribuiti nei luoghi simbolo del centro storico: saranno oltre 20 le location tra piazze\, cortili\, palazzi storici\, chiese\, musei e spazi della cultura che torneranno ad accogliere concerti\, produzioni originali\, incontri\, laboratori e progetti multidisciplinari\, costruendo un percorso che mette in relazione il patrimonio storico della città con la vitalità della scena jazzistica contemporanea. \n\n\n\nResta l’ingresso gratuito per la maggioranza dei concerti; sarà previsto il pagamento del biglietto solo per i live in programma al main stage di San Bernardino e ai palchi di Piazza Santa Margherita e Parco del Castello: l’abbonamento per il singolo palco giornaliero (tre concerti per palco) avrà il costo di 5 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Parco del Castello (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p.; l’abbonamento per Piazza Santa Margherita (programma delle due giornate) avrà il costo di 8 euro + 1 euro d.p. \n\n\n\nIL TEMA: RIFLESSI \n\n\n\nAd accompagnare questa edizione è “Riflessi”\, una parola semplice solo in apparenza\, scelta dalla direzione artistica come chiave di lettura dell’intera manifestazione. \n\n\n\nI riflessi sono quelli che si generano tra musiciste e musicisti appartenenti a generazioni diverse\, quando l’ascolto reciproco diventa occasione di crescita e trasformazione. Sono quelli tra composizione e improvvisazione\, tra memoria e presente\, tra i luoghi della città e le persone che li abitano. Sono\, ancora\, i riflessi di un territorio che continua a reinventarsi\, dove il ricordo non rimane immobile ma alimenta nuove possibilità di incontro e di creazione. \n\n\n\nÈ una visione che attraversa tutto il programma della XII edizione\, affidata alla direzione artistica di Maria Pia De Vito\, Paola Martini e Nicola Pisani\, che hanno immaginato il festival come uno spazio aperto di confronto\, nel quale il jazz diventa linguaggio capace di interpretare il presente\, favorire relazioni e generare nuove prospettive. \n\n\n\nCome scrivono gli stessi direttori artistici\, l’obiettivo è stato quello di costruire un festival che fosse «un insieme di riflessi della grande creatività e vitalità del jazz italiano»\, capace di dare spazio alla libertà espressiva\, alle produzioni originali e all’incontro tra musiche\, discipline e sensibilità differenti. Un percorso nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto una pratica musicale\, ma un modo di leggere la realtà e di immaginare il futuro. \n\n\n\nIL PROGRAMMA\, TRA PRODUZIONI ORIGINALI E NUOVI LUOGHI \n\n\n\nLa dodicesima edizione si distingue per un programma costruito intorno a numerose produzioni originali e progetti pensati appositamente per L’Aquila\, confermando la vocazione della manifestazione a essere non soltanto una vetrina del jazz italiano\, ma un luogo di creazione artistica. \n\n\n\nTra gli appuntamenti simbolo dell’intera manifestazione si conferma quello della domenica mattina al Parco della Memoria\, luogo nel quale il festival rinnova il proprio legame con la città e con la storia delle comunità colpite dal terremoto. \n\n\n\nL’edizione 2026 assume un significato particolare grazie al ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, protagonista di una nuova produzione originale realizzata appositamente per il festival. Una presenza di grande valore artistico e simbolico che rafforza il dialogo tra il jazz italiano e una delle più autorevoli istituzioni musicali del territorio\, riaffermando il ruolo della manifestazione come luogo di incontro tra linguaggi\, esperienze e tradizioni musicali. \n\n\n\nLa produzione\, diretta da Marco Moresco (musicista e docente del Conservatorio dell’Aquila) vedrà la partecipazione della cantante Gaia Mattiuzzi insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese e sarà costruita intorno a nuove composizioni firmate da Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri\, dando vita a un progetto inedito concepito espressamente per questo appuntamento. \n\n\n\nCome da tradizione\, il concerto del Parco della Memoria rappresenterà uno dei momenti più intensi della manifestazione\, nel quale memoria civile\, musica e partecipazione collettiva si fondono in un’unica esperienza condivisa\, rinnovando il senso profondo che accompagna la manifestazione sin dalla sua nascita. \n\n\n\nIl programma prenderà il via sabato 5 settembre con il concerto inaugurale al Teatro San Filippo\, affidato all’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori\, con la partecipazione di Ada Montellanico\, Rosario Giulianie le composizioni e direzione di Roberto Spadoni e Corrado Guarino. Al tramonto\, sul sagrato della Chiesa del Crocifisso nel Parco del Castello\, il progetto DJeP\, realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, con Gianna Montecalvo\, Stefano Luigi Mangia e l’ONMC Vocal Ensemble. \n\n\n\nDalle ore 15 alle 18 Largo Tunisia ospiterà Humans of L’Aquila\, progetto coordinato da Carlo Cimino con Samuele Cinelli e Agostino Tatulli. In Piazza Santa Margherita si alterneranno il Federico Campanello Quartet\, vincitore del Premio Conad Jazz Contest – Umbria Jazz\, Beatrice Arrigoni – Terrestre\, vincitrice di Nuova Generazione Jazz\, Doronzo/Minafra – Fabulae e\, in chiusura di serata\, lo Spazio Jazz Club\, a cura dell’Alexanderplatz Jazz Club\, con la Pellini Orchestra Redcats e la partecipazione straordinaria di Max Paiella. \n\n\n\nIl Parco del Castello ospiterà MORA\, Alessandrini & 9PM Quartet e Il medico dei pazzi\, progetto di Dino Massa Trio con Marco Sannini. All’Auditorium di Palazzo Spaventa saranno protagonisti il Francesco Caligiuri Trio con Portrait of Colors\, Hayalet di Flavia Massimo e Caterina Palazzi e Fiore Selvatico. \n\n\n\nAl Teatro San Filippo\, nel pomeriggio\, spazio al NICA 6tet\, al vincitore del Premio Massimo Urbani 2026\, Leo Dalla Cort\, e all’Art Ensemble of Casella\, diretto da Walter Gaeta. \n\n\n\nNel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni si esibiranno Raffaele Casarano\, il duo Carlo Maver/Giuseppe Franchellucci e In vago spirito\, con Ludovica Manzo e Ruggiero Fornari. Nel Piano Corner\, allestito nel Cortile di Palazzo Di Paola\, saranno protagonisti Dino Massa\, Nicola Puccetti e Giovanni Guidi\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà gli assoli di Alberto La Neve\, Massimo Garritano e Rosario Giuliani. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo sfilerà la Crazy Dixie Band\, mentre la Corte del MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo accoglierà Michele Rabbia e il duo Francesca Corrias/Mauro Laconi. Al MUNDA\, nella Sala Mammut del Bastione Est del Castello Cinquecentesco\, si esibiranno Eugenio Colombo e Vincenzo Mastropirro con Assoli (per l’ingresso nella giornata del sabato sarà necessario acquistare il biglietto di ingresso al museo\, dove\, in contemporanea\, sarà esposta la mostra “La Visitazione all’Aquila. Raffaello E Pontormo”\, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra”; costo: 12 euro intero\, 2 euro ridotto). \n\n\n\nIl Main Stage sulla Scalinata di San Bernardino proporrà tre grandi concerti serali: Rita Marcotulli 7tet con ospite Luca Aquino\, Opus Magnum di Ettore Fioravanti 6et e Raffaele Casarano 5tet\, mentre la notte proseguirà in Piazza Chiarino con il DJ Set di Andrea Passenger. \n\n\n\nIl programma culturale comprenderà inoltre gli incontri alla Libreria Polarville\, con Marcello Piras dedicato al volume Il jazz in Italia di Adriano Mazzoletti\, e al Bistrot Liberamia\, con Tullio Visioli e Ada Montellanico\, autori del volume I Bambini e la musica – Crescere con i suoni. Per tutta la giornata il Cortile di Palazzo Margherita ospiterà gli spazi educational per bambini da 0 a 6 anni\, a cura dell’Associazione Nati nelle Note; il MAXXI i workshop educational di AFIJ; mentre a Palazzo Margherita sarà visitabile la mostra fotografica di AFIJ\, “Il jazz e l’energia del sorriso”. \n\n\n\nDomenica 6 settembre si aprirà con il tradizionale Concerto istituzionale al Parco della Memoria\, che vedrà il ritorno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese insieme a Gaia Mattiuzzi\, con musiche di Roberto Martinelli\, Bruno Luise e Alessandro Fabbri. \n\n\n\nNel pomeriggio Largo Tunisia tornerà ad accogliere Humans of L’Aquila\, mentre in Piazza Santa Margheritasi alterneranno il VMV Trio\, TAURN\, vincitore di Nuova Generazione Jazz\, e West Riviera\, vincitore del Premio Nuovo IMAIE. \n\n\n\nSul Main Stage del Parco del Castello saliranno il Luca Dell’Anna Quartet con Shojin\, Il cielo è pieno di stelle\, omaggio a Pino Daniele con Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello\, e il concerto conclusivo de I Patagarri. \n\n\n\nAll’Auditorium di Palazzo Spaventa si esibiranno gli Eagles Swing Ensemble\, mentre AFIJ e MIDJpresenteranno i progetti Fiume lento – Rapsodia del grande fiume\, Puccini e il lago\, Atmosfere cittadine e paesaggi marini e (R)Evolution. \n\n\n\nIl Teatro San Filippo ospiterà l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila\, diretta da Emanuele Parrini\, il Parrilla-Manna 4et e il Falzone 5et. Nel Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni saranno protagonisti Landscapes\, il Rinaldi/Mastropirro Duo & Poetry e il Colombo/Caligiuri Duo. \n\n\n\nNel Piano Corner si alterneranno Massimiliano Cameroni\, Livio Minafra e Luca Dell’Anna\, mentre il Cortile di Palazzo Benedetti ospiterà ICARO con Luca Aquino\, Folkways con Costanza Alegiani\, Marcello Allullied Edoardo Ferri\, e il duo DOIS. \n\n\n\nTra Corso Vittorio Emanuele\, Piazza del Palazzo\, Piazza del Teatro e Piazza Duomo si esibirà la Bandao Percussion Street Band. Nella Corte del MAXXI L’Aquila saranno protagonisti Disorienti\, con Anais Dragoe Peppe Frana\, e il duo formato da Roberto Taufic e Fausto Beccalossi; al MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut) gli assoli di Carlo Maver e Giuseppe Franchellucci (ad ingresso gratuito). \n\n\n\nIl programma culturale proseguirà alla Libreria Colacchi con Narrativa in Jazz\, dialogo con Dino Massa e Antonio Petralia; alla Libreria Polarville con Stefano Zenni e il suo volume Giant Steps\, la musica di John Coltrane; al Bistrot Liberamia con Massimo Garritano e il libro Come un funambolo in equilibrio – Solo Performance e Improvvisazione. Proseguiranno inoltre gli spazi educational dell’Associazione Nati nelle Note\, i workshop di AFIJ\, la mostra fotografica nella Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa\, mentre il Cortile di Palazzo Dragonetti ospiterà Crazy Stompin’ Club\, Paolo Conte Tribute Band e Gran Sasso Swing Band\, e il Cortile di Palazzo de Nardis gli assoli di Clara Gizzi\, Emanuele Parrini e Antonio Marinelli. \n\n\n\nDa segnalare anche la nuova collaborazione con il Centro Studi Danza L’Arabesque\, che organizzerà delle performance creative nell’occasione di alcuni dei concerti previsti in programma sabato a Palazzo Benedetti (Alberto La Neve\, Massimo Garritano) e nella Sala Mammut del MUNDA (Eugenio Colombo\, Vincenzo Mastropirro); mentre domenica saranno a Palazzo Lucentini Bonanni (Rinaldi/Mastropirro; Colombo/Caligiuri)\, Palazzo de Nardis (Emanuele Parrini) e nella Sala Mammut (Giuseppe Franchellucci). \n\n\n\nLe location scelte: Teatro San Filippo\, Parco della Memoria\, Sagrato della Chiesa del Crocifisso\, Largo Tunisia\, Piazza Santa Margherita\, Parco del Castello (main stage della domenica)\, Scalinata di San Bernardino (main stage del sabato)\, Auditorium e Sala degli Affreschi di Palazzo Spaventa (via Bafile)\, Cortile di Palazzo Lucentini Bonanni (Piazza Regina Margherita)\, Cortile di Palazzo Di Paola (Corso Vittorio Emanuele II)\, Cortile di Palazzo Benedetti (via Sassa)\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (corte)\, MUNDA – Bastione Est del Castello Cinquecentesco (Sala Mammut)\, Corso Vittorio Emanuele – Piazza del Palazzo – Piazza del Teatro – Piazza Duomo (street band)\, Piazza Chiarino\, Cortile di Palazzo Dragonetti (via Santa Giusta)\, Cortile di Palazzo de Nardis (via San Marciano)\, Libreria Colacchi\, Libreria Polarville\, Bistrot Liberamia\, Palazzo Margherita. \n\n\n\nDurante le due serate verranno inoltre conferiti i premi curati dalla Federazione Nazionale Il Jazz italiano e dalle sue associazioni\, nello specifico: Premio alla Carriera ad Ares Tavolazzi\, Premio “Nuove Direzioni” ad Alessandro Gambo (direttore artistico di Jazz is Dead)\, Premio “Giovani Visionari” a Vincenzo Di Gioia\, Premio Formazione a Vincenzo Caporaletti. \n\n\n\nLE COLLABORAZIONI \n\n\n\nDa sottolineare anche l’importante lavoro delle associazioni che fanno parte della Federazione\, presieduta da Paolo Damiani\, per apportare un arricchimento alla manifestazione\, con la realizzazione di eventi collaterali\, laboratori\, concerti\, incontri\, progetti multimediali\, supporto organizzativo. In particolare: l’associazione dei festival\, I-Jazz (Angelo Valori il presidente)\, storica organizzatrice della manifestazione ed ente promotore in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune dell’Aquila\, Jazz all’Aquila e Federazione IJI\, conferma la propria partecipazione nel coadiuvare e gestire i palchi durante le due giornate della manifestazione grazie ai numerosi direttori artistici associati che saranno presenti\, figure storiche da anni al fianco dell’organizzazione; I-Jazz inoltre sostiene due band scelte all’interno del progetto “Nuova Generazione Jazz”\, Beatrice Arrigoni “Terrestre” e TAURN; l’associazione MIDJ-Musicisti Italiani di Jazz (presidente Susanna Stivali) sarà al fianco non solo dei musicisti soci selezionati dai direttori artistici attraverso la nostra CALL L’ AQUILA\, ma di tutti i musicisti partecipanti alla manifestazione\, promuovendo momenti di confronto. L’associazione coglierà l’occasione per raccontare le azioni portate avanti\, i nostri progetti\, il supporto e per ascoltare le suggestioni dei colleghi\, con l’idea di creare una rete sempre più forte e coesa a sostegno dei musicisti italiani di jazz; l’associazione dei fotografi AFIJ (presidente Maurizio Magnetta) sarà presente per IJI con un reportage fotografico completo dell’intera manifestazione\, grazie all’impegno dei fotografi soci dell’associazione. In programma anche il quarto laboratorio di fotografia per immagini\, rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni. Inoltre\, in collaborazione con MIDJ\, AFIJ proporrà speciali performance multimediali che coinvolgeranno tre fotografi soci selezionati. A Palazzo Margherita verrà esposta la mostra collettiva dei soci “Il jazz e l’energia del sorriso”; infine segnaliamo che in occasione della XII edizione torna l’Orchestra Nazionale di Musica Creativa dei Conservatori di Musica\, nella seconda fase del progetto ideato da DJeP-AFAM. Dal 3 al 5 settembre\, un ensemble vocale formato da studentesse e studenti dei Conservatori italiani\, diretto da Gianna Montecalvo e Stefano Luigi Mangia\, sarà protagonista di una residenza dedicata all’improvvisazione e alla contaminazione tra linguaggi artistici. \n\n\n\n“Il jazz italiano per le terre del sisma” è organizzato dall’associazione Jazz all’Aquila; è promosso e sostenuto dal Ministero della cultura\, il Comune dell’Aquila\, fa parte del programma L’Aquila 2026 Capitale Italiana della cultura; è promosso da Regione Abruzzo\, con il sostegno dei Main Sponsor SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, e NUOVO IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori\, il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila\, dello sponsor tecnico Montarbo AEB industriale srl e dei molti partner tecnici coinvolti; è organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano e vede la partecipazione attiva di tutte le realtà ad essa associate. L’evento\, inoltre\, vede la collaborazione dell’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori e la collaborazione con alcuni dei più importanti enti culturali del territorio come il MUNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo\, il Conservatorio Alfredo Casella\, MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo\, il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede abruzzese)\, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese\, l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila\, Centro Studi L’Arabesque\, Associazione Teatro Opera Project. \n\n\n\nMateriale fotografico realizzato dall’Associazione dei Fotografi Italiani di Jazz \n\n\n\nIl programma generale è completo; tuttavia\, per esigenze organizzative\, potrà essere soggetto a eventuali variazioni. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI: \n\n\n\ninfo@jazzallaquila.it
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SUMMARY:XX edizione MITO SettembreMusica
DESCRIPTION:È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica\, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival\, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica\, agente per la pacificazione\, ideale di bellezza\, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci\, generazioni\, repertori\, città\, luoghi\, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente\, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival\, presieduto da Alberto Meomartini\, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo\, repertorio classico e nuove creazioni\, Novecento e musica barocca\, musica sinfonica e teatro musicale\, formazioni internazionali e giovani interpreti\, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti. «“Harmonia” è una parola simbolica\, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città\, di pubblici\, di repertori\, di luoghi\, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni\, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari\, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica\, infatti\, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse\, è equilibrio costruito attraverso ascolto\, attrito\, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite\, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia\, dunque\, non è eliminare il conflitto\, ma trasformarlo in possibilità di ascolto». «Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che\, anno dopo anno\, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme\, di ascolto\, di dialogo fra luoghi\, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato\, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci\, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro». «Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni\, fratture e conflitti\, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini\, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace\, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica\, né cancella le difficoltà del presente\, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso». «Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci\, per guardare quello che è stato costruito e\, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori\, ha abitato teatri\, auditorium\, chiese\, spazi urbani e luoghi meno consueti\, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine». «Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica\, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori\, commenta Paola Musso\, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano\, al Teatro alla Scala\, con il War Requiem di Benjamin Britten\, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai\, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino\, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva\, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino\, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry\, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale\, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia. Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte\, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms\, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2\, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari\, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten\, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione\, con capolavori come il citato War Requiem\, i Four Sea Interludes da Peter Grimes\, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze\, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel\, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival\, e al percorso verso il 2027\, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven\, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala. Riprendendo la scansione cronologica del programma\, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme)\, grazie al presenting partnerIntesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie\, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese\, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix\, che unisce musica\, teatro\, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants\, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto\, e La descente d’Orphée aux Enfers\, che rilegge il mito di Orfeo\, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza. La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro\, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale\, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi\, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre\, a ribadire la forte presenza della voce nel festival\, strumento di memoria\, racconto\, teatro identità. In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten\, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano\, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten\, con Matthew Swensen (tenore)\, Kelsey Lauritano (mezzosoprano)\, Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte)\, e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre). Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino\, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano)\, José Maria Lo Monaco (mezzosoprano)\, Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma\, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini\, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre\, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana\, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti\, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale. Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica\, nel 2026 a Paola Prestini\, compositrice italiana naturalizzata statunitense\, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello\, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore\, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn. La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano\, diretta da Natalia Ponomarchuk\, con Simonide Braconi viola solista. Il programma\, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre\, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner\, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi\, la Romanzadi Bruch\, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi\, composto durante la pandemia del 2020\, e quello di Stankovych\, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento\, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore\, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana. La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme)\, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot\, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet\, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolasdi Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal\, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre\, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet\, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini\, Falla\, Granados\, Albéniz\, Debussy ed Escaich\, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin\, chitarra e fisarmonica\, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre). Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven\, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini\, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren\, che si svilupperà in due edizioni\, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno\, tra le due città\, diversi appuntamenti tra Milano e Torino\, con quartetti giovanili\, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127\, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”. La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano 8 e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn\, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025\, Yifan Wu\, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte\, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach\, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre\, appuntamento che chiude cronologicamente il festival. Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre)\, “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”\, che mettono in relazione repertorio classico\, trascrizione\, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith\, Piatti\, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein\, Takemitsu\, Henze e Šostakovič. Tra tango\, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre\, Torino 11 e 12 settembre)\, con programmi dedicati a Piazzolla\, Morricone\, Nino Rota\, John Williams\, Gardel\, ma anche a De Gregori\, Battiato\, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta. Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026. Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl\, che racconta lo zio\, la persona\, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani\, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico\, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget\, intelligenze artificiali e smartphone\, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina\, per quanto perfetta\, può sostituire la bellezza della natura\, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte\, tecnologia\, ascolto e autenticità. MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala\, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini\, il Teatro Dal Verme\, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri\, chiese\, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze\, ampliare la partecipazione\, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto. MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano\, con il contributo del Ministero della Cultura\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali\, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo\, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT\, degli sponsor Iren\, Pirelli\, Fiera Milano\, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica. www.mitosettembremusica.it  Costo dei biglietticoncerti a Milano > da euro 5 a euro 50concerti a Torino > da euro 1 a euro 40Sono previsti carnet e varie tipologie di pass Biglietteria onlineticketone.it (concerti a Milano)vivaticket.it (concerti a Torino) MilanoBiglietteria TicketOne – Teatro Dal Vermevia San Giovanni sul Muro\, 2 – MilanoTel. +39 02 87905 201biglietteriamito@ipomeriggi.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 / Chiusura: da 25 luglio al 31 agosto TorinoNuova sede piazza Palazzo di Città 5/A+39 011 4249144biglietteria@fpct.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10.30 – 18 (da martedì 1 settembre tutti i giorni – chiusura dall’1 al 24 agosto) Se ancora disponibili\, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto\, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere 1 euro a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival edizione 2026
DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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LOCATION:Casa Vuota\, via Maia 12\, Roma\, Italia
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SUMMARY: Premio Fabrizio De André parlare musica a Villa Bonelli
DESCRIPTION:Il 18 e il 19 settembre si terrà\, eccezionalmente\, nel parco di Villa Bonelli a Roma (Via Camillo Montalcini\, 1) la finale della 25ª edizione del PREMIO FABRIZIO DE ANDRÉ PARLARE MUSICA\, riconoscimento patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS e organizzato da iCompany\, con la direzione artistica di Luisa Melis\, che da anni promuove la creatività e l’originalità delle nuove produzioni artistiche italiane nella musica\, nella poesia e nella pittura. \n\n\n\nIn attesa di restituire a cittadine e cittadini la storica sede di Piazza Fabrizio De André alla Magliana – dove la fase finale del Premio è tornata negli ultimi due anni e oggi oggetto di lavori di riqualificazione – la manifestazione si sposta per quest’anno nella vicina Villa Bonelli. Una scelta che garantisce piena continuità e vicinanza alla comunità locale\, proseguendo nel solco della valorizzazione del territorio e del forte legame con il quartiere. \n\n\n\nAlla finale\, a ingresso libero e gratuito\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale\, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura\, saranno presenti i vincitori della Targa Faber e della Targa Quelli che cantano Fabrizio (il premio per le reinterpretazioni delle opere di De André)\, oltre ai vincitori della sezione poesia e della sezione pittura e i finalisti della sezione musica. \n\n\n\nNelle edizioni precedenti sono stati premiati per la Targa Faber e la Targa Quelli che cantano Fabrizio: Ariete\, Bandabardò\, Bobo Rondelli\, Bresh\, Brunori Sas\, Clementino\, Cristina Donà\, Daniele Silvestri\, Diodato\, Enrico Ruggeri\, Enzo Avitabile\, Eugenio Finardi\, Ex-Otago\, Fiorella Mannoia\, Luca Marinelli\, Madame\, Mannarino\, Mauro Ermanno Giovanardi\, Mauro Pagani\, Morgan\, Motta\, Musica Nuda\, Negrita\, NeriMarcorè\, Niccolò Fabi\, Paola Turci\, Peppe Barra\, Perturbazione\, Piero Pelù\, Roberto Vecchioni\, Ron\, Samuele Bersani\, Simone Cristicchi\, The Andre\, Vinicio Capossela. \n\n\n\nI finalisti della sezione poesia saranno selezionati da Vincenzo Costantino Cinaski; tra loro verrà decretato il vincitore che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI finalisti della sezione pittura saranno selezionati da Roberto Sironi; tra loro verrà decretato il vincitore\, che sarà presente alle serate finali del Premio a Roma. \n\n\n\nI semifinalisti della sezione musica si esibiranno il 26\, 27 e 28 agosto all’ex Convento delle Clarisse di Caramanico Terme (Pescara) e\, tra loro\, verranno selezionati i finalisti che saliranno sul palco del giardino di Villa Bonelli a Roma il 18 e 19 settembre. \n\n\n\nDieci dei semifinalisti saranno selezionati attraverso il tour nazionale di scouting “E ti piace lasciarti ascoltare”\, ideato da Teresa Mariano e progettato insieme a Luisa Melis\, giunto alla sua terza edizione e organizzato da Borghi Artistici. I restanti venti semifinalisti saranno invece individuati da Luisa Melis attraverso il contest nazionale. \n\n\n\nIl progetto-format “E ti piace lasciarti ascoltare” è dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi talenti e coinvolge promotori e produttori culturali partner del Premio\, attivi in Centri Culturali di Produzione e Formazione\, Teatri\, Live Club\, Festival e Rassegne Musicali. Attraverso una rete di appuntamenti e concerti organizzati in diverse regioni italiane\, il progetto offre l’opportunità di incontrare\, ascoltare e far emergere gli artisti del territorio. \n\n\n\nDal 27 giugno al 21 agosto\, il tour attraversa Emilia-Romagna (27 giugno)\, Toscana (11 luglio)\, Piemonte (18 luglio)\, Liguria (24 luglio)\, Abruzzo (31 luglio)\, Molise (2 agosto)\, Puglia (4 agosto)\, Lazio (6 agosto)\, Sardegna (9 agosto)\, Calabria (21 agosto)\, coinvolgendo cantautori e artisti emergenti provenienti da tutta Italia. Al termine di ogni tappa live sarà selezionato un artista che accederà direttamente alle semifinali\, in programma a Caramanico Terme (Pescara) e organizzate dall’Associazione Centro Adriatico Produzione Musica ETS. \n\n\n\nOgni anno il Premio De André registra oltre mille iscritti al contest online\, confermando il forte interesse verso spazi di ascolto\, confronto e valorizzazione dedicati alle nuove generazioni di artisti. Un dato che testimonia come l’eredità artistica e culturale di Fabrizio De André continui a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi sceglie la canzone d’autore come forma di espressione. \n\n\n\nLa 25ª edizione del “Premio Fabrizio De André – Parlare Musica” è patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André ETS\, promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali\, in collaborazione con il Municipio Roma XI\, la produzione esecutiva di iCompany\, la direzione artistica di Luisa Melis\, il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nIl Premio Fabrizio De André\, istituito nel 2002\, nasce con l’obiettivo di valorizzare nuovi talenti che si distinguono per l’originalità delle loro creazioni artistiche. Mira a incentivare la creatività di autori\, compositori\, interpreti ed esecutori emergenti della musica italiana. L’intento è quello di promuovere una creatività libera\, svincolata da mode\, generi e logiche commerciali\, per incoraggiare l’innovazione e la freschezza delle nuove opere artistiche. Riconosciuto come uno degli eventi di riferimento per gli artisti che esplorano nuove vie nella musica d’autore\, il Premio si avvale di una giuria composta da musicisti\, scrittori\, giornalisti\, critici musicali e professionisti del settore\, presieduta da Dori Ghezzi. \n\n\n\nPremio Fabrizio De Andréhttps://www.premiofabriziodeandre.itInstagram: https://www.instagram.com/premiofabriziodeandre_/Facebook: https://www.facebook.com/premiodeandreYouTube: https://www.youtube.com/PremioDeAndre \n\n\n\niCompanyhttps://www.icompany.it/Instagram: https://www.instagram.com/icompanymusic/Facebook: https://www.facebook.com/iCompanymusicYouTube: https://www.youtube.com/IcompanyItalia
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SUMMARY:Torna  "Paesaggi del Corpo - Festival Internazionale Danza Contemporanea"
DESCRIPTION:Una piazza smette di essere soltanto uno spazio urbano; un cortile storico rivela nuove prospettive; un teatro si apre alla città; un palazzo restituisce dettagli che lo sguardo quotidiano ha smesso di cogliere: quando la danza attraversa un luogo\, ne modifica la percezione e il modo di abitarlo. Da questa idea nasce Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea diretto da Patrizia Cavola\, in programma dal 18 settembre al 17 novembre 2026 tra Velletri e Genzano di Roma. Un’edizione che mette in relazione corpi\, paesaggi e comunità\, trasformando lo spazio in esperienza condivisa ed elemento attivo della creazione scenica. \n\n\n\nLegami è il titolo dell’edizione 2026. Un filo conduttore che attraversa l’intero festival e ne orienta lo sguardo: ogni edizione prende forma dall’incontro tra artisti\, luoghi e comunità. La danza diventa il linguaggio attraverso cui il paesaggio si trasforma\, rivelando nuove possibilità di relazione e offrendo al pubblico uno sguardo inedito sugli spazi che abita. \n\n\n\nPer due mesi il festival abita Velletri e Genzano di Roma con 30 recite affidate a 21 compagnie italiane e internazionali\, alternando spettacoli\, performance site specific\, residenze artistiche\, incontri e attività formative. Una programmazione che sceglie il tempo della continuità\, accompagnando il territorio lungo due mesi di ricerca e condivisione. Partecipano Compagnia Atacama\, Cie Irene K\, Balletto Civile\, Motus\, Enclave Danza\, Naturalis Labor\, Ersilia Danza\, Compagnia Francesca Selva\, Balletto Teatro di Torino\, Mandala Dance Company\, Compagnia degli Istanti / Simona Bucci\, Cie Vialuni\, Kinesis CDC\, AIEP Ariella Vidach\, ARB Dance Company / Arabesque\, Asmed – Balletto di Sardegna\, Larumbe Danza\, Borderline Danza\, Megakles Ballet / Petranuradanza\, Silvia Gribaudi / Zebra Cultural Zoo ed EgriBiancoDanza\, accanto a una nuova generazione di autrici e autori. \n\n\n\nIl dialogo con i luoghi continua a definire l’identità di Paesaggi del Corpo: Piazza Cairoli\, la Casa delle Culture e della Musica e il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri\, insieme a Palazzo Sforza Cesarini e Piazza Frasconi di Genzano\, non sono semplici sedi di spettacolo: diventano parte della drammaturgia\, contribuendo a orientare la relazione tra corpi\, spazio e pubblico. La coreografia incontra così l’architettura\, il paesaggio urbano e quello naturale\, trasformando luoghi familiari in spazi di esperienza e di scoperta. Accanto alla programmazione di spettacolo\, il festival conferma il proprio impegno a sostegno della ricerca artistica attraverso residenze\, percorsi formativi e occasioni di confronto. Musica\, arti visive\, cinema\, letteratura e nuove tecnologie dialogano con la danza contemporanea\, ampliandone i linguaggi e offrendo uno spazio di crescita alle nuove generazioni di autrici e autori. \n\n\n\nDal 13 al 17 novembre Paesaggi del Corpo amplia la propria programmazione dedicata alle nuove generazioni con la sezione Kids\, proponendo matinée rivolte alle scuole e percorsi di avvicinamento alla danza e alle arti performative. Nello stesso ambito\, La Scatola dell’Arte realizzerà il Progetto Speciale Danza del MIC – Ministero della Cultura dal titolo L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio\, un omaggio allo scrittore Carlo Collodi nel bicentenario della nascita\, sostenuto dal Ministero della Cultura. Il progetto prevede un articolato percorso formativo rivolto alle scuole primarie\, attraverso attività laboratoriali e momenti di approfondimento ispirati all’universo di Pinocchio e alla sua capacità di parlare ancora oggi a bambine e bambini.Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea\, è un progetto de La Scatola dell’Arte ETS realizzato con il contributo di Regione Lazio \, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Velletri e del Comune di Genzano di Roma.Il programma completo con date\, orari e modalità di partecipazione sarà presentato nelle prossime settimane. \n\n\n\nMaggiori informazioni sul sito: https://paesaggidelcorpo.it/
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SUMMARY:Premio Achille Campanile | aperto il bando della IX edizione
DESCRIPTION:L’umorismo è una cosa seria. Anzi\, serissima». Con questa dichiarazione d’intenti prende avvio la nona edizione del Premio dedicato all’umorismo che si svolgerà anche quest’anno a Roma con il sostegno della SIAE\, confermandosi punto di riferimento imprescindibile per chi sa maneggiare l’umorismo con una rara miscela di eleganza e paradosso. \n\n\n\nLa nona edizione si articola in quattro sezioni — Romanzo edito\, Romanzo inedito\, Racconto breve inedito e Testo teatrale inedito — tutte di genere umoristico. Dallo scorso anno si è aggiunta la prima edizione del riconoscimento speciale dedicato alle eccellenze dell’umorismo italiano del mondo dello spettacolo\, che ha visto premiato Nino Frassica: una sorta di “premio nel premio”\, destinato a diventare un appuntamento fisso anche per questa e per le prossime edizioni. \n\n\n\nA sostenere con vigore questa missione è Gaetano Campanile\, figlio dello scrittore e presidente dell’associazione dedicata allo scrittore\, che commenta così il lancio del nuovo bando: «Mio padre sosteneva che l’umorismo non è che un modo diverso di guardare la realtà\, spesso più lucido della serietà stessa. Con questo Premio\, e specialmente con il riconoscimento inaugurato lo scorso anno\, vogliamo premiare quegli autori e quegli artisti che\, oggi come allora\, sanno proteggere la purezza del riso. Non cerchiamo la risata facile\, ma quella scintilla di intelligenza che sopravvive al tempo e alla volgarità». \n\n\n\nIl concorso cerca dunque autrici e autori capaci di restituire quello che il critico Pietro Pancrazi definiva il “riso scemo” di Achille Campanile: un umorismo elegante applicato a una visione surreale della quotidianità. \n\n\n\nFanno parte della giuria di questa edizione Pino Imperatore\, Anthony Caruana\, Dani Maura\, Michele La Ginestra\, Giuseppe Rispoli\, Silvio Moretti\, Luigi Annibaldi e Angelo Simone Cannatà; a presiedere i lavori sarà Paolo Restuccia\, storico regista de Il Ruggito del Coniglio (Rai Radio2). \n\n\n\nQuesto nuovo capitolo rappresenta il primo passo verso il 2027\, anno in cui ricorrerà il cinquantenario della scomparsa di Achille Campanile\, un traguardo che celebrerà l’attualità di un umorismo senza tempo. \n\n\n\nLa serata finale di premiazione si terrà il 19 settembre 2026 (il luogo sarà comunicato a breve). \n\n\n\n\n\n\n\nINFO E INVIO OPERETutti i dettagli per la partecipazione sono disponibili sul portale ufficiale: \n\n\n\nSegreteria: 329 0080786 / 347 0856798 \n\n\n\nSito: www.premioachillecampanile.it \n\n\n\nEmail: info@premioachillecampanile.it
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SUMMARY:Mercurio Festival  2026 – VIII edizione a Palermo
DESCRIPTION:Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival\, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare\, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro\, danza\, musica\, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa\, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico\, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente. \n\n\n\nFuturo possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti\, trasformazioni tecnologiche\, crisi ambientali\, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico. In un presente spesso schiacciato sull’urgenza\, Mercurio rivendica la responsabilità dell’immaginazione e il ruolo della ricerca artistica come spazio di libertà\, complessità e scoperta.  \n\n\n\n«In un tempo che restringe gli orizzonti\, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale\, li consideriamo necessari»\, dichiara Giuseppe Provinzano\, fondatore e curatore di Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà\, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio\, vogliamo ribadirne il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi\, ma costruisce comunità\, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario». \n\n\n\nSu questa scia Mercurio 2026 conferma la Direzione Artistica Condivisa che coinvolge gli artisti protagonisti dell’edizione precedente nella scelta dei colleghi invitati\, attraverso un passaggio di testimone che pone al centro i percorsi artistici\, lo scambio e l’intreccio tra processi culturali\, politici e sociali.  \n\n\n\nAd aprire l’ottava edizione di Mercurio\, il 19 settembre è Crescere la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi\, lospettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente\, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza. \n\n\n\nTra protagonisti di questa edizione la storica compagniadi teatro danza Abbondanza/Bertoni; Fabiana Iacozzilli\, regista e autrice Premio Ubu tra le voci più originali della scena italiana;  Nicola Borghesi con Kepler-452 (Premio Ubu Speciale); Antonio Tagliarini\, performer\, autore e regista che dal 2008 al 2022 ha condiviso con Daria Deflorian uno dei percorsi di ricerca più riconosciuti del teatro contemporaneo Italiano\,  Tino Caspanello\, drammaturgo\, regista\, attore e scenografo messinese\, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro. Il duo Giacopini/Vacis.  \n\n\n\nE ancora tra gli ospiti stranieri\, Leo Bassi\, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico\, erede di una tradizione circense lunga sei generazioni; Nassim Baddag\, danzatore\, coreografo\, videomaker e direttore artistico francese che ha collaborato con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker; László Sándig\, danzatore e coreografo attivo a Berlino\, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests e Vincent Giampino\, coreografo e performer formatosi tra Italia\, Germania e Paesi Bassi\,  \n\n\n\nAttraversa i territori della danza\, del teatro di figura e della performance anche Amalia Franco\, artista indipendente che costruisce personalmente marionette ibride e maschere espressive\, facendo dialogare corpo\, materia e immaginazione. Dalla Spagna arrivano invece Celia e Julia Pírez\, sorelle\, danzatrici e autrici\,  \n\n\n\nLe arti visive entrano nel programma con Fabio Giorgi Alberti\, artista la cui ricerca attraversa scultura\, video\, pittura\, disegno e poesia\, interrogando il linguaggio\, la percezione della realtà e la relazione tra opera\, spazio e pubblico. \n\n\n\nAmpio anche il paesaggio musicale a cominciare dalla cantautrice italiana di origini palestinesi Laila Al Habash\, che unisce scrittura pop\, groove e influenze mediterranee; Psyché\, trio formato da Marcello Giannini\, Andrea De Fazio e Paolo Petrella\, musicisti legati alla scena della nuova musica napoletana e alla formazione live dei Nu Genea; Manifesto Disappunto\, presenza eclettica della scena club e della ricerca sonora contemporanea\, insieme ad Asino e Rares. \n\n\n\nCompletano questo primo annuncio Fabio Giorgi Alberti\, Vincent Giampino\, Laila Al Habash\, Manifesto Disappunto\, Celia e Julia Pírez\, Psyché\, Rabes e László Sándig\, in un cartellone ancora in evoluzione al quale si aggiungeranno nuovi artisti e nuovi progetti. \n\n\n\nMercurio 2026 è curato da  Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco\, e con Babel\, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa\, Crowd Fo(u)ndation\, Fat Sounds e Latitudini. è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027. \n\n\n\nIl calendario completo\, gli spettacoli\, le sedi e i nuovi artisti saranno annunciati nelle prossime settimane. \n\n\n\nmercuriofestival.it \n\n\n\nFacebook e Instagram: mercuriofestival
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LOCATION:Cantieri Culturali alla Zisa\, Via Paolo Gili\, 4\, Palermo\, ITA\, 90138\, Italia
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SUMMARY:TromBusto 2026: la New Project Funk Orchestra con Marco Pierobon e Fabrizio Bosso
DESCRIPTION:Una giornata interamente dedicata al mondo della tromba\, tra prove aperte\, passione\, memoria e musica d’eccellenza che quest’anno vedrà la partecipazione straordinaria della New Project Funk Orchestra\, ensemble che negli anni ha costruito una propria identità fondendo il linguaggio delle grandi big band americane con il funk\, lo swing e sonorità contemporanee. Sul palco con l’orchestra uno tra i più rappresentativi della tromba italiana: Marco Pierobon. Assieme daranno vita nel pomeriggio a un concerto sul piazzale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ad ingresso libero. Angelo Pinciroli\, famoso costruttore di trombe\, anime dell’iniziativa spiega: «Verranno suonate colonne sonore dei telefilm più famosi degli anni ’70 e ’80»\, da Star Trek a Spazio 1999\, Love Boat\, Happy Days\, Dallas\, Chips\, Starsky e Hutch e tutte le altre che riemergono nella memoria di un tempo passato ma ancora vicino.  \n\n\n\nApriranno il concerto i partecipanti alle prove aperte previste per tutta la giornata\, alle quali potranno partecipare trombettisti di ogni livello. Suoneranno con Fabrizio Bosso e Marco Pierobon\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. «Sarà una fanfara di trombe quanto più numerosa possibile»\, continua Angelo Pinciroli. Durante tutta la giornata\, parallelamente alle prove aperte e al concerto si svolgerà una fiera dei produttori di trombe e del mondo ad esso legato\, che vedrà anche espositori internazionali. \n\n\n\nDomenica 20 settembre\, a partire dalle ore 9.00\, torna TromBusto\, il raduno trombettisti giunto alla terza edizione in memoria di Ezio Pinciroli e «di tutti i volontari di qualsiasi associazione locale che ci hanno lasciato\, per il lavoro fatto\, per l’impegno gratuito donato\, perché sia chiaro che restano nei nostro cuori»\, spiega Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo. \n\n\n\nL’evento avrà luogo presso l’area esterna della sede Bcc in via Manzoni 50. E’organizzato dalla Pro Loco di Busto Garolfo con il supporto del produttore di trombe Angelo Pinciroli con il patrocinio della Regione Lombardia\, del Comune di Busto Garolfo\, con la collaborazione straordinaria del maestro Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano\, e con il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insime Ets\, braccio operativo della banca che gestisce la muta di comunità dei soci della banca. \n\n\n\nProtagonisti assoluti saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con l’esibizione di apertura del concerto della New Project Funk Orchestra con Fabrizio Bosso.  \n\n\n\nPer tutta la giornata sarà possibile partecipare alle prove aperte\, previa iscrizione\, con Fabrizio Bosso e Francesco Marsigliese\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. Il maestro Tiziano Codoro trascriverà i brani per cinque voci in base ai livelli di preparazione\, in modo che tutti possano partecipare\, dai principianti\, dai bambini o dai ragazzi alle prime armi\, fino ai professionisti.  \n\n\n\n«Abbiamo costruito un programma che coinvolge i trombettisti fin dal mattino»\, racconta con entusiasmo Angelo Zanzottera\, presidente della Pro Loco di Busto Garolfo e anima dell’evento\, assieme ad Angelo Pinciroli noto produttore di trombe al quale si deve la presenza delle star della manifestazione. «Dalle 9 del mattino fino alle 16\, i trombettisti iscritti avranno la possibilità di provare insieme i brani scritti appositamente per loro. In base al livello musicale\, ognuno riceverà una parte adeguata per suonare in gruppo accanto a grandi nomi\, come Bosso stesso. Quest’anno contiamo di avere almeno un centinaio di trombettisti\, lo scorso anno erano 70. Sarà una giornata straordinaria\, sia per chi suona sia per chi ascolta». \n\n\n\nProtagonisti assoluti della terza edizione saranno i trombettisti\, attesi da tutta Italia per una giornata di condivisione e studio\, che culminerà alle 17:00 con un concerto gratuito e aperto al pubblico. Ad aprire il concerto saranno Fabrizio Bosso e Marco Pierobon con la fanfara di trombe dei partecipanti\, diretti da Francesco Marsigliese\, 1° LGT e responsabile della big band dell’esercito italiano. La giornata terminerà con l’esibizione della New Project Funk Orchestra e Marco Pierobon. \n\n\n\nMarco Pierobon è considerato uno dei maggiori trombettisti europei. Già prima tromba del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Antonio Pappano\, ha collaborato con la Chicago Symphony Orchestra e con la Filarmonica della Scala\, esibendosi come solista nei principali teatri internazionali. Alla carriera concertistica ha affiancato quella di direttore d’orchestra\, mantenendo un’intensa attività discografica e didattica che ne ha fatto un punto di riferimento per il mondo degli ottoni. \n\n\n\nAccanto a lui si esibirà Fabrizio Bosso\, tra i musicisti italiani più apprezzati sulla scena jazz internazionale. Interprete di straordinaria sensibilità e tecnica\, nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e stranieri\, imponendosi come una delle figure più autorevoli della tromba contemporanea. \n\n\n\nIl Memorial Ezio Pinciroli\, oltre ad essere un omaggio a una figura importante per la comunità\, si conferma anche come un momento formativo e aggregativo\, capace di unire musicisti di ogni età e livello. Le attività musicali si svolgeranno all’interno della Sala Don Besana\, mentre il concerto serale avverrà all’aperto\, come lo scorso anno\, sul piazzale della Bcc\, trasformato per l’occasione in un grande palcoscenico sotto le stelle. \n\n\n\n«Portare a Busto Garolfo artisti di fama nazionale e internazionale e un’orchestra di questo livello rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per gli appassionati di musica\, ma per l’intera comunità. Siamo orgogliosi di affiancare una manifestazione che\, anno dopo anno\, dimostra di saper coniugare qualità artistica\, formazione e attenzione ai valori della comunità\, nel ricordo di Ezio Pinciroli e di tutti coloro che hanno dedicato il proprio impegno al bene comune – dichiara Roberto Scazzosi\, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – La nostra banca è da sempre al fianco delle realtà che promuovono la crescita culturale e la partecipazione attiva della comunità: TromBusto ne è un esempio perfetto». \n\n\n\nCcr Insieme Ets\, braccio operativo della banca\, che gestisce anche la mutua di comunità dei soci\, anche quest’anno è al fianco di Trombusto. «Abbiamo creduto in Trombusto fin dalla sua prima edizione\, riconoscendone il valore culturale e sociale ancora prima che diventasse un appuntamento di riferimento – spiega Maria Carla Ceriotti\, presidente di Ccr Insieme Ets. – Vedere un’iniziativa nata sul territorio crescere anno dopo anno\, fino ad attrarre artisti di livello internazionale e musicisti provenienti da tutta Italia\, è motivo di grande soddisfazione. Come Ccr Insieme Ets continueremo a essere al fianco di eventi che valorizzano il nostro territorio e rafforzano il legame tra cultura\, partecipazione e comunità». \n\n\n\nLa partecipazione attiva alle prove musicali è riservata ai trombettisti\, che possono iscriversi scrivendo a info@trombusto.it. Il pubblico\, invece\, è invitato ad assistere liberamente al concerto finale e alla fiera della tromba.  \n\n\n\nTromBusto 2025 si conferma così come un punto di riferimento per tutti gli amanti della tromba e della musica jazz\, un appuntamento capace di fondere emozione\, didattica e spettacolo in una cornice di grande qualità.
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SUMMARY:"Le dimensioni dell'equilibrio"\, personale di Guastavo Vélez a Pietrasanta (LU)
DESCRIPTION:Fino al 20 settembre 2026\, Pietrasanta (LU) ospita “Le dimensioni dell’equilibrio”\, mostra diffusa a opera di Gustavo Vélez e a cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt\, per i trent’anni di attività di Vélez attraverso le opere monumentali dell’artista\, che ruotano su un perno invisibile sfidando le leggi della fisica\, con un invito a essere attraversate e abitate.  \n\n\n\nDa Piazza del Duomo al Complesso di Sant’Agostino fino Piazza Carducci\, Piazza dello Statuto\, Piazza XXIV Maggio e il Pontile di Marina di Pietrasanta\, le opere sono diffuse su tutto il territorio della città\, dialogando con l’ambiente esterno. \n\n\n\nGustavo Vélez\, scultore colombiano che da trent’anni ha scelto Pietrasanta come propria patria elettiva\, condivide l’ossessione per la massa monumentale che sfida la gravità e la persegue con un approccio poetico e strutturale del tutto originale. Dove l’arte cinetica affida il movimento a motori e ingranaggi\, Vélez lo affida alla materia stessa\, al dialogo silenzioso tra peso e vuoto\, tra la persona che guarda e l’opera che sembra rispondere al suo sguardo. È qui che nasce quella che l’artista chiama “arte relazionale”\, una scultura che non si limita a essere ammirata\, ma si offre di essere attraversata e abitata. \n\n\n\nLe opere di Vélez si innalzano da basi sorprendentemente strette\, torcendosi verso il cielo lungo linee fluide e geometriche. Marmo di Carrara\, bronzo e acciaio sono materiali che nella loro natura più intima sono sinonimo di peso\, ma nelle mani dell’artista diventano invece forme che ruotano sul proprio asse in un’illusione di leggerezza costruita con estremo rigore. \n\n\n\nL’opera d’arte si compie nel rapporto con lo spettatore a cui affida questa leggerezza. Vélez scava attivamente il blocco di marmo\, aprendo fenditure\, tunnel di luce\, varchi geometrici\, un invito esplicito a guardare attraverso la scultura\, a scoprire nuovi scorci del paesaggio circostante che l’opera stessa incornicia e trasforma.  \n\n\n\n“Celebrare trent’anni di vita artistica a Pietrasanta con questa esposizione significa riaffermare il mio impegno verso l’atto creativo ed esprimere la mia gratitudine a questa terra\, che continua a essere lo spazio in cui il rigore della geometria si trasforma in una costante ricerca di libertà e poesia visiva. Il mio desiderio è che\, attraverso il rigore di angoli e simmetrie\, ogni singola scultura possa instaurare un proprio dialogo con lo spazio che la circonda e con chiunque si troverà ad attraversarlo. Sarà questa natura geometrica il filo conduttore che proporrò a Pietrasanta\, partendo dal mare e arrivando in Piazza del Duomo\, nel Complesso di Sant’Agostino e in Piazza Carducci: la geometria si incaricherà di legare\, in armonia\, le nuove opere a quelle già presenti.” Gustavo Vélez.Biografia Gustavo Vélez nasce a Medellín\, in Colombia\, nel 1975. Vive e lavora tra Medellín e Pietrasanta\, dove realizza la maggior parte della sua produzione scultorea in marmo e bronzo. La sua passione per la scultura si manifesta sin dalla giovane età. All’età di diciannove anni si trasferisce a Firenze per proseguire la formazione alla Scuola Lorenzo de’ Medici. Infine\, nel 1996 approda a Pietrasanta\, dove approfondisce le tecniche di lavorazione del marmo. Dopo una prima fase di matrice figurativa\, il linguaggio di Vélez abbraccia l’universo astratto dando vita a forme geometriche pure realizzate in marmo\, bronzo o acciaio che sembrano fluttuare nello spazio\, giocando con la luce e la prospettiva. Sculture dalle linee essenziali capaci di restituire il dinamismo e l’armonia della forma\, in un’estrema sintesi tra equilibrio\, movimento e astrazione. Negli ultimi vent’anni\, Vélez ha esposto a livello internazionale in America (Stati Uniti\, Messico\, Perù\, Panama\, Venezuela\, Ecuador\, Repubblica Dominicana e Colombia)\, Asia ed Europa\, consolidando una presenza internazionale nel panorama della scultura contemporanea.  L’opera di Gustavo Vélez è presente anche in Cina\, Giappone\, Corea\, Emirati Arabi Uniti e Singapore. Alcune sue sculture monumentali sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di città come Shenzhen e Nanjing\, a testimonianza di una presenza ormai consolidata nel contesto asiatico. Nel 2013 la città di Pietrasanta lo invita ad esporre nell’iconica Piazza del Duomo e nel Complesso di Sant’Agostino. In Toscana\, sue opere monumentali sono state esposte anche nel Parco della Versiliana e a Marina di Pietrasanta\, mentre il bozzetto dell’opera monumentale Hipercúbicos è parte della collezione permanente del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Altre esposizioni in Italia hanno interessato le città di Lucca\, Forte dei Marmi\, Viareggio\, il Museo Marino Marini di Pistoia. Nel 2024\, Gustavo Vélez riceve in Italia il Premio Fratelli Rosselli\, prestigioso riconoscimento assegnato all’artista che\, attraverso le sue creazioni\, rappresenta la città di Pietrasanta nel mondo. \n\n\n\nScheda tecnicaLe dimensioni dell’equilibrio di GUSTAVO VÉLEZa cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike SchmidtOrari:Fino al 28 giugno e dal 30 agosto al 20 settembre:Dal martedì al venerdì\, 18.00 – 23.00Sabato e domenica\, 10.00 -13.00 / 18.00 -23.00Dal 29 giugno al 30 agostoTutti i giorni\, 19.00 – 24.00Sabato\, domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 19.00 – 24.00 \n\n\n\nLuoghi mostra: \n\n\n\nPietrasanta: Piazza MatteottiPiazza dello StatutoSagrato del Duomo di San Martino\, lato via Garibaldi Piazzetta e campanile di San Martino\,Piazza Carducci\,Piazza del Duomo\,Chiesa e chiostro di Sant’Agostino. \n\n\n\nMarina di Pietrasanta: Piazza XXIV Maggio e rotonda del Pontile. \n\n\n\nInfo: Centro Culturale “Luigi Russo”\, Via Sant’Agostino 1\, PietrasantaTel. 0584-795500\, www.museodeibozzetti.it
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SUMMARY: Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia viene presentata la mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo\, un’ampia rassegna che testimonia l’intero arco del lavoro dell’artista nata a Genova nel 1931. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, firmato dalla stessa Montessori con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani\, è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Galleria Monitor. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiù vicino all’autobiografia – come lo definisce la Montessori – che a un metodo espositivo cronologico\, il percorso che accompagna il visitatore lungo le sale è immaginato dall’artista come una sorta di autoritratto\, un’opera totale che si snoda attraverso ricostruzioni\, installazioni e i passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca\, avvicinando e mettendo a confronto opere diverse per tecnica\, data e dimensioni ma unite da sottili connessioni linguistiche\, artistiche\, scientifiche\, poetiche. \n\n\n\nA presentare questi complessi aspetti saranno oltre un centinaio di opere tra olii\, disegni\, libri; alcuni importanti prestiti da collezioni pubbliche e private; interventi site specific dell’artista. \n\n\n\nA corredo\, inoltre\, vengono riproposti: il film documentario Montessori (2004)\, girato da Francesco Vaccaro che documenta il metodo di lavoro dell’artista; il video documentarioElisa Montessori (2020)\, presentato da Monitor\, con l’intervista a cura di Davide Ferri e la regia di Mario Poeta; la videointervista Gli amici di Titina Maselli | Elisa Montessori (2025) a cura di Federica Pirani e Claudio Crescentini\, realizzata in occasione della grande antologica su Titina Maselli tenutasi lo scorso anno a Roma. \n\n\n\nUn viaggio\, dunque\, all’interno della articolata ed elaborata produzione di Elisa Montessori\, iniziata a Roma nell’immediato dopoguerra e cresciuta nel corso del tempo in dialogo con tutte le ricerche visive contemporanee\, ma sempre in totale autonomia di pensiero\, linguaggio e tecnica. L’amore per la letteratura\, lo studio della filosofia\, l’interesse per la cultura orientale e gli approfondimenti scientifici\, uniti a una versatile sperimentazione tecnica che va dalla ceramica al mosaico\, dal classico olio su tela all’uso di ogni tipo di carta e pigmento\, rendono Elisa Montessori una testimone complessa e completa del suo tempo. Un tempo che occupa oltre settanta anni di carriera e una immensa ed eclettica produzione di lavori. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata dalla pubblicazione\, a cura di Silvana Editoriale\, del primo catalogo scientifico dedicato a Elisa Montessori\, con un’ampia intervista biografica\, saggi di studiosi di diverse discipline a testimonianza della complessità culturale del lavoro dell’artista\, apparati bio-bibliografici e una nutrita antologia critica.
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SUMMARY:Romics d’Oro a Simone Legno
DESCRIPTION:Simone Legno\, artista romano conosciuto a livello internazionale\, co-fondatore e direttore creativo di tokidoki\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNel 2005 Simone Legno fonda tokidoki\, brand internazionale diventato un fenomeno globale della cultura pop contemporanea. Profondamente legato alla cultura giapponese\, Legno sceglie per il progetto il nome tokidoki\, che significa “a volte”\, ispirandosi all’idea che incontri e coincidenze possano cambiare il corso della vita. Nato dalla visione condivisa di Legno insieme agli imprenditori Pooneh Mohajer e Ivan Arnold\, tokidoki ha conquistato negli anni una vasta comunità di appassionati in tutto il mondo grazie ai suoi personaggi iconici\, al suo immaginario colorato e riconoscibile e a una straordinaria capacità di dialogare con mondi e pubblici diversi. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato celebrato attraverso rassegne culturali e mostre museali in diverse località del mondo\, tra cui l’iconica “Kawaiimpressionism Solo Art Exhibition by Simone Legno” a Singapore\, che hanno messo in luce l’impatto del lavoro dell’artista sull’arte contemporanea\, sul design e sulla cultura popolare. Simone Legno ha creato personaggi divenuti simboli della cultura pop e sviluppato collaborazioni con alcuni dei più importanti brand internazionali\, tra cui Karl Lagerfeld\, Barbie\, Marvel\, Hello Kitty\, McDonald’s\, Uniqlo\, Levi’s\, Xbox e Sephora. Nel tempo\, ha ampliato il proprio universo creativo attraverso un’ampia gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori\, dal toy design al lifestyle. \n\n\n\nLa sua capacità di creare personaggi in grado di superare confini culturali e generazionali è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni internazionali. Tra i progetti più recenti figurano Luce\, mascotte ufficiale del Giubileo 2025 realizzata in collaborazione con il Vaticano\, Nipponina\, mascotte realizzata per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone e Italia-chan\, mascotte ufficiale italiana per Expo 2025 Osaka. \n\n\n\nNel settore dell’animazione con la serie Mermicorno: Starfall\, Simone Legno ha contribuito allo sviluppo del concept\, dei personaggi e della narrazione. Ospite di musei\, università e conferenze internazionali\, è oggi considerato una delle figure più influenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione\, del character design e della cultura pop internazionale. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Simone Legno incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera e alla nascita del suo universo narrativo\, raccontando il percorso che lo ha portato da Roma ai palcoscenici internazionali.
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SUMMARY:Premio a Paola Barbato alla 37^ edizione di Romics
DESCRIPTION:Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNata a Milano nel 1971\, bresciana d’adozione e residente a Verona\, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore\, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti\, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi\, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa\, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano. \n\n\n\nScrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità\, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi\, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini\, ragazzi e adulti\, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti\, affrontando temi complessi con sensibilità\, profondità e originalità. \n\n\n\nParallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico\, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude\, vincitore del Premio Scerbanenco\, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini\, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente\, la trilogia composta da Io so chi sei\, Zoo e Vengo a prenderti\, seguita da L’ultimo ospite\, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio\, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto. \n\n\n\nDal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky. \n\n\n\nDurante la 37^ edizione di Romics\, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera\, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller\, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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SUMMARY:"262 vestiti appesi" di Alessandro Idonea in tournée in Belgio e Francia
DESCRIPTION:Vincitore del Bando SIAE “Per chi crea 2025” e sostenuto dal Ministero della Cultura\, in occasione del 70° anniversario della Catastrofe di Marcinelle (Belgio)\, lo spettacolo teatrale “262 vestiti appesi“\, prodotto dal 2014 dalla compagnia teatrale G.A.G.S. di Alessandro Idonea\, il prossimo ottobre sarà in tournée in Belgio e in Francia. Prima tappa\, il 1° ottobre\, sarà l’auditorium del Bois du Cazier\, la miniera di carbone dove la mattina dell’8 agosto 1956 un violento incendio scoppiato da una scintilla a quasi mille metri sotto terra causò la morte di 262 minatori\, 136 dei quali italiani provenienti da Abruzzo\, Calabria\, Campania\, Sicilia\, Veneto e altre regioni d’Italia.  \n\n\n\nIdeata e diretta da Alessandro Idonea\, la drammaturgia scritta da Maria Elisa Corsaro\, “262 vestiti appesi” si è rivelata da subito una toccante pièce di teatro civile e documentario che la compagnia porta in giro con successo in Italia e in Europa dal 2014. Alla riuscita dello spettacolo\, il cui linguaggio intreccia sapientemente italiano\, siciliano e francese maccheronico\, contribuiscono le musiche del compositore Mario Incudine e le coreografie di Donatella Capraro. Dal 2024 si completa con i sottotitoli in francese\, grazie all’intervento del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro\, docente emerito dell’Università di Lilla.  \n\n\n\nIl cast. Per questa produzione 2026\, insieme all’attore e regista Alessandro Idonea\, sul palco saranno Luciano Fioretto\, Luigi Nicotra e Federica Fischetti “Sono tre apprezzati giovani attori – spiega Idonea – della scena teatrale italiana contemporanea\, subentrano ai precedenti cast secondo le direttive del bando “Per Chi Crea”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura gestita da SIAE che sostiene i giovani artisti under 35residenti in Italia. Una scelta che\, per noi – sottolinea il regista – assume un forte valore etico: il passaggio del testimone da una generazione all’altra nel segno della memoria”. \n\n\n\nIl copione. Nota a parte merita il testo teatrale ispirato dal libro “… per un sacco di carbone” di Maria Laura Franciosi\, per anni giornalista della sede di Bruxelles dell’agenzia Ansa e autrice nel 1997 di una monumentale indagine fra i minatori superstiti e i familiari delle vittime della catastrofe di Marcinelle\, considerata\, dopo Courrières (Francia\, 10 marzo 1906)\, la più grande strage europea sul lavoro del Novecento e sicuramente la più importante per le conseguenze sociali\, economiche e geopolitiche che seguirono fra le comunità dei vari Paesi coinvolti.  \n\n\n\nLa riedizione del libro è stata voluta dalle ACLI internazionali e pubblicata dalle Edizioni San Paolo\, 2024 per aggiornare la prima edizione del 1997. Contiene anche documenti storici dell’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra e vi si sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori anche in relazione al ruolo delle ACLI\, le associazioni cristiane dei lavoratori.  \n\n\n\nIl Bois du Cazier. Il progetto della tournée in Belgio e Francia gode del patrocinio del Bois du Cazier\, ex sito minerario oggi luogo di storia e di memoria riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Mondiale dell’umanità”. E’ divenuto nel tempo un complesso museale che ricostruisce la storia delle principali attività della rivoluzione industriale di cui fu protagonista la città di Charleroi\, la storia della miniera e dei suoi umilissimi lavoratori. Fra loro moltissimi stranieri che\, partiti alla volta del Belgio per sfuggire alla fame e alla povertà\, si ritrovarono a scavare nelle viscere della terra tonnellate di carbone necessarie a sostenere lo sviluppo industriale post bellico.  \n\n\n\nIl complesso museale include il suggestivo “Memoriale”\, una sala di raccoglimento dove sono esposte le foto e incisi i nomi di tutte le 262 vittime della tragedia dell’8 agosto 1956\, provenienti da 12 Paesi europei. Fra questi l’Italia\, che col Belgio aveva siglato il 23 giugno del 1946 un accordo bilaterale che garantiva allo Stato italiano 2.500 tonnellate di carbone al mese ogni 1.000 minatori inviati in Belgio\, paese che aveva carenza di manodopera ma abbondanza di materia prima. Dall’Italia arrivarono circa 140.000 lavoratori nelle sole miniere della Vallonia. \n\n\n\nLe date della tournée \n\n\n\nLa speciale tournée franco-belga\, dedicata nell’occasione all’area transfrontaliera tra il Passo di Calais (Francia) e la Vallonia (Belgio)\, uno dei più importanti bacini carboniferi d’Europa divenuti sito UNESCO e meta del turismo sostenibile. Le tappe toccheranno tre rinomati ex siti minerari della Vallonia e ad alcune città storiche dell’Alta Francia\, importanti destinazioni dei migranti italiani\, a partire dal secondo dopoguerra del Novecento.  \n\n\n\nIl debutto è fissato per il primo ottobre 2026 nell’Auditorium del Bois du Cazier (Marcinelle) per concludersi sempre in Belgio\, l’8 ottobre presso il Bois-du-Luc Musée de la Mine et du Développement Durable (La Louvière)\, entrambi fra i maggiori siti minerari della Vallonia iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2012. \n\n\n\nDi seguito il calendario completo: \n\n\n\n·       Giovedì 1 ottobre 2026\, Le Bois du Cazier (Marcinelle\, Belgio); \n\n\n\n·       Venerdì 2 ottobre\, Blegny-Mine (Belgio); \n\n\n\n·       Lunedì 5 ottobre\, Città di Valenciennes\, Auditorium Conservatoire Eugène Bozza (Francia); \n\n\n\n·       Martedì 6 ottobre\, Divina Commedia\, Amiens (Francia); \n\n\n\n·       Mercoledì 7 ottobre\, Teatro “The Globe”\, campus Pont-de-Bois Université de Lille\, Faculté des Langues\, Cultures et Sociétés (Francia); \n\n\n\n·       Giovedì 8 ottobre\, MMDD Musée de la Mine et du Développement Durable\, Bois du Luc (c/o Salle des fêtes\, La Louvière\, Belgio). \n\n\n\nIl progetto 2026 \n\n\n\n“262 vestiti appesi. Inside Septante” \n\n\n\nLo spettacolo nell’occasione fa parte del più ampio progetto “262 vestiti appesi. Inside Septante”\, ideato per accompagnare questa tournée speciale con una serie di attività satellite di animazione e di formazione destinate ad un ampio pubblico\, per favorire momenti di socializzazione\, di approfondimento tematico e teatrale strettamente legati alla pièce. “Inside Septante”\, mira a far rivivere\, insieme allo spettacolo\, i ricordi nei luoghi della memoria\, gettando un ponte tra le generazioni. \n\n\n\nAl di là delle messe in scena\, i siti minerari e i principali luoghi della Vallonia e del Nord Passo di Calais\, molti dei quali oggi inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO\, diventeranno spazi di esperienza immersiva e partecipativa\, dove il pubblico – in particolare i giovani – sarà coinvolto in visite\, incontri\, workshop\, atelier itineranti\, al fianco della compagnia artistica\, in un percorso che unisce arte\, memoria e identità condivisa.
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SUMMARY:La stagione del Teatro Costantino Parravano di Caserta
DESCRIPTION:La stagione teatrale 2026/2027 inaugura una nuova fase nella storia del Teatro Comunale ‘Costantino Parravano’ di Caserta\, che torna a essere un luogo centrale della vita culturale cittadina grazie alla collaborazione tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano\, cui sono affidate la gestione e la programmazione artistica. \n\n\n\nIl percorso condiviso nasce dalla volontà di restituire alla città un teatro vivo\, aperto e partecipato: un presidio culturale permanente capace non solo di ospitare spettacoli\, ma di generare relazioni\, formazione\, confronto e nuove opportunità per il territorio.  \n\n\n\n«La riapertura del Teatro Parravano – spiegano i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caserta\, Antonella Scolamiero\, Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda – costituisce un momento molto significativo per la città\, che si riappropria di uno spazio di fondamentale importanza per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Sin dal nostro insediamento\, abbiamo lavorato con grande impegno per superare tutte le criticità esistenti e finalmente siamo riusciti a riaprire il teatro\, che da ottobre proporrà una stagione di ottimo livello. Ringraziamo gli uffici comunali\, che con impegno e abnegazione hanno permesso di centrare questo risultato\, importante sia dal punto di vista culturale che simbolico». \n\n\n\nLa nuova programmazione accompagnerà la stagione di prosa con rassegne musicali (una particolare attenzione al jazz)\, progetti dedicati alla scena contemporanea\, appuntamenti rivolti alle nuove generazioni\, attività formative e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi\, nella convinzione che un teatro debba essere prima di tutto uno spazio di comunità. \n\n\n\n«L’affidamento del Teatro Parravano – dichiara il Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo – rappresenta per il Teatro Pubblico Campano una responsabilità importante e una straordinaria opportunità. Il nostro impegno sarà quello di costruire un progetto culturale capace di valorizzare l’identità di questo spazio e di rafforzare il rapporto tra il teatro e la città di Caserta. Vogliamo che il Parravano torni a essere un punto di riferimento per gli spettatori\, per gli artisti e per le nuove generazioni\, un luogo aperto alla partecipazione e alla crescita culturale del territorio». \n\n\n\nIl cartellone 2026/2027 è pensato per esprimere tutte le potenzialità del Teatro Comunale Costantino Parravano\, consolidandone il ruolo di spazio dedicato alla cultura\, all’innovazione e all’inclusione.  \n\n\n\nLa sinergia tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano rappresenta il fondamento di un modello di collaborazione istituzionale volto a garantire continuità progettuale\, qualità artistica e un’offerta culturale capace di accompagnare la crescita sociale e culturale della comunità. \n\n\n\nAd inaugurare la stagione\, dal 2 al 4 ottobre\, sarà Non ti pago uno dei testi più amati di Eduardo De Filippo\, affidato all’interpretazione di Salvo Ficarra\, Carolina Rosi\, Nicola Di Pinto e Mario Porfito\, lo spettacolo l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa. Un classico intramontabile che continua a interrogare il rapporto tra superstizione\, destino e rapporti familiari\, aprendo simbolicamente una stagione che sceglie di partire dalle radici della nostra tradizione teatrale.  \n\n\n\nPochi giorni dopo\, dal 16 al 18 ottobre\, il pubblico ritroverà l’universo poetico di Ferzan Ozpetek\, che porta per la prima volta in scena Ruoli secondari. \n\n\n\nIl mese di novembre proseguirà\, dal 13 al 15\, con Jucature\, testo del catalano Pau Miró tradotto e diretto da Enrico Ianniello\, una storia delicata e ironica che racconta la fragilità dei legami umani attraverso quattro personaggi sospesi tra speranza e disincanto.  \n\n\n\nA dicembre il cartellone cambierà ancora registro\, alternando spettacolo musicale\, comicità e sperimentazione. Dall’11 al 13 dicembre salirà sul palco Massimo Lopez con il suo celebre Show accompagnato dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. Il nuovo anno si aprirà\, dal 15 al 17 gennaio\, con Il medico dei maiali\, testo vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, scritto e diretto da Davide Sacco. che vede in scena Luca Bizzarri e Francesco Montanari. \n\n\n\nA febbraio la stagione ritroverà il grande teatro di parola con Molière. L’arte della beffa\,in scena dal 5 al 7 febbraio\, interpretato da Alessio Boni\, che conduce il pubblico dentro la vita e il teatro del grande autore francese. Dal 12 al 14 marzo\, Gabriele Lavia e Federica Di Martino porteranno sul palco Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, uno dei testi più intensi della drammaturgia del Novecento. Ad aprile il cartellone entrerà nella sua fase conclusiva\, dal 2 al 4 aprile\, con Benvenuti in Casa Esposito\, tratto dal successo letterario di Pino Imperatore\, scritto insieme ad Alessandro Siani e Paolo Caiazzo\, con Giovanni Esposito protagonista di una commedia che unisce ironia e sentimento. Ancora ad aprile\, dal 16 al 18\, Biagio Izzo sarà protagonista de L’arte della truffa\, commedia brillante costruita sui meccanismi dell’equivoco e della comicità popolare.  \n\n\n\nA chiudere la stagione di prosa\, dal 30 aprile al 2 maggio\, sarà Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice\, tratto dai romanzi di Diego De Silva\, personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo per la sua ironica umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Ma la stagione del Teatro Comunale Costantino Parravano non si esaurisce con gli appuntamenti con i classici della prosa\, la seconda parte di stagione infatti proporrà alcuni degli appuntamenti più attesi nell’ambito della rassegna Incursioni sabato 27 febbraio sarà in scena Poveri Cristi di e con Ascanio Celestini\, nuova tappa del suo percorso di narrazione civile dedicato agli invisibili della nostra società. Giovedì 4 marzo\, arriverà Anna Cappelli\, il capolavoro di Annibale Ruccello affidato alla regia internazionale di Claudio Tolcachir e all’interpretazione di Valentina Picello. Ultimo appuntamento della rassegna martedì 23 marzo con Valerio Aprea ne Lapocalisse\, scritto a quattro mani dallo stesso Aprea con Makkox. \n\n\n\nLa stagione si arricchirà inoltre di due sezioni musicali\, una che vede protagonisti artisti del nostro territorio quali Lina Sastri che domenica 20 dicembre accompagnerà gli spettatori nelle atmosfere di Natale Napoletano\, intrecciando musica\, poesia e memoria partenopea; Raiz\, accompagnato dai Solis String Quartet\, nello spettacolo Chi tene ‘o mare sabato 13 febbraio farà rivivere la musica di Pino Daniele in un raffinato incontro tra tradizione mediterranea e sonorità contemporanee.  \n\n\n\nA chiudere questa sezione musicale sabato 10 aprile arriverà il Viscardi On Tour\, il concerto dell’artista classe 2000 che si rifà ai grandi classici dell’R&B americano\, fondendosi con la lingua napoletana\, l’hip hop e il neo soul. \n\n\n\nAccanto alla sezione Musica trova spazio una programmazione jazz che vede protagonisti artisti come Paolo Fresu\, Stefano Di Battista\, la Piccola Orchestra Avion Travel e la Jazz Factory 2.0\, confermando la volontà di fare del teatro un luogo aperto ai tanti linguaggi della musica contemporanea.  \n\n\n\nAllo stesso modo continua l’attenzione verso le nuove generazioni attraverso le rassegne dedicate ai bambini e alle famiglie: A Teatro con mamma e papà\, Il Teatro Ingarbugliato\, Il Silenzio delle Sirene e Teatro in Lingua.  \n\n\n\nTornano anche gli appuntamenti de Il Salotto a Teatro\, gli incontri gratuiti del sabato pomeriggio che permetteranno al pubblico di dialogare con artisti\, registi e protagonisti della stagione\, trasformando ogni spettacolo in un’occasione di approfondimento e confronto. \n\n\n\nLa campagna abbonamenti prenderà il via il 16 luglio con la prelazione riservata agli abbonati della passata stagione\, che proseguirà fino al 31 luglio\, riprenderà dall’1 al 5settembre e lascerà spazio\, dall’8 settembre\, ai nuovi abbonati.  \n\n\n\nUn invito a tornare ad abitare il teatro come spazio di relazione\, di pensiero e di emozione condivisa. Ogni nuova stagione non è soltanto una successione di spettacoli\, ma un tempo da vivere insieme\, una comunità che si ritrova e una promessa che\, sera dopo sera\, si rinnova. \n\n\n\nTeatro Comunale “Costantino Parravano” \n\n\n\nStagione Teatrale 2026/2027 \n\n\n\nApertura campagna abbonamenti giovedì 16 luglio 2026 \n\n\n\nInfo e aggiornamenti al numero 0823444051
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SUMMARY:Maradona lo spettacolo al Palapartenope di Napoli
DESCRIPTION:Trenta artisti sul palco\, tra attori\, ballerini\, acrobati e cantanti\, danno vita ad un’opera potente e contemporanea dedicata a Diego Armando Maradona. \n\n\n\nNon un musical\, ma uno spettacolo teatrale senza precedenti con una drammaturgia emozionante\, coreografie spettacolari e scenografie monumentali. \n\n\n\nLe musiche di scena originali di Phil Mer\, la regia di Carolina Fanelli e la partecipazione straordinaria di Marino Bartoletti che offre la sua preziosissima consulenza sulla sceneggiatura e firma il toccante monologo che chiude lo spettacolo\, compongono solo una parte della rosa del team artistico. \n\n\n\nNei prossimi mesi infatti\, la produzione annuncerà i nomi degli artisti coinvolti: attori e cantanti del panorama internazionale\, alcuni dei quali strettamente legati a Napoli\, che conferiranno allo spettacolo un prestigio di alto livello\, rendendolo un evento di grande interesse artistico e culturale.  \n\n\n\nNon soltanto la celebrazione di un campione; questa è una storia di riscatto\, di coraggio e di umanità. Il racconto di un conflitto eterno: quello tra l’uomo e la sua leggenda. \n\n\n\nUna storia che appartiene a Napoli e al calcio\, ma soprattutto all’esperienza umana universale. \n\n\n\nNel quarantennale della storica vittoria del primo scudetto del Napoli (stagione 1986/1987)\, conquistato sotto la guida di Diego Armando Maradona\, lo spettacolo attraversa il mito per arrivare al cuore della sua umanità: le contraddizioni\, la fragilità\, la forza indomabile.Una storia di talento assoluto e caduta\, di ribellione e riscatto\, di amore viscerale e pressione insostenibile. \n\n\n\nLa scelta del Teatro Palapartenope come sede del debutto nazionale non è casuale: luogo iconico della scena partenopea\, diventa lo spazio naturale per accogliere un progetto ambizioso che nasce in dialogo diretto con la città e con il suo pubblico.  \n\n\n\nPer la prima volta\, la figura di Maradona viene raccontata attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo e cinematografico\, capace di unire epicità ed intimità\, potenza visiva e profondità emotiva. \n\n\n\nLa sceneggiatura\, firmata da Carolina Fanelli in collaborazione con Marino Bartoletti\, garantisce solidità narrativa\, profondità culturale e un’attenzione costante al racconto umano\, parlando a pubblici diversi con un linguaggio accessibile e al tempo stesso rigoroso. \n\n\n\nBiglietti di MARADONA Lo Spettacolo già disponibili su Tickteone al link:  \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/eventseries/maradona-lo-spettacolo-4051543 \n\n\n\nSegui il progetto su Instagram: https://www.instagram.com/maradona.show?igsh=MWFtaGVtMG9xdXF3
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LOCATION:Palapartenope\, Via Corrado Barbagallo\, 115/b\, Napoli\, ITA\, 80125\, Italy
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SUMMARY:La nuova stagione del Teatro Basilica -  MINIMA
DESCRIPTION:È il microscopico della quotidianità che farà deragliare l’esistenza. \n\n\n\nUna minima parte di ciò che siamo rimarrà anche dopo la nostra morte. Un qualcosa di immensamente piccolo di ciò che siamo\, anche tra centinaia di migliaia di anni\, abiterà ancora la terra. Quella minima parte è quella che ci interessa\, quella che cerchiamo di curare e preservare. Ci piace immaginare che sia la parte migliore di noi\, quella che sopravviverà.  \n\n\n\nIl teatro oggi appare inutile\, mentre le città vengono bombardate\, anche ridicolo. Ma c’è una parte infinitesimale di ciò che accade quando si fa teatro che è essenziale e rimarrà anche dopo che le città saranno ricostruite e di nuovo bombardate. Quella minima parte ci interessa e si nasconde\, forse\, nell’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma: un omaggio a ciò che non viene considerato\, ma che rimarrà quando tutto ciò che c’è di “massimo” finalmente si consumerà. \n\n\n\nLa Minima è tempo in musica. \n\n\n\nAlla Minima sento la mia pressione. \n\n\n\nIl Minimo comune multiplo è quello che cerchiamo per comprenderci. \n\n\n\nLa Minima è la temperatura più bassa di una giornata difficile. \n\n\n\nIl Minimo storico è un dato statistico ma anche il nostro presente. \n\n\n\nLa dose Minima è quella che non ci basta mai. \n\n\n\nDe minimis non curat praetor. \n\n\n\nIl Minimo consumo è quello che la terra ci richiede. \n\n\n\nMinimo è l’impatto che il teatro ha sul PIL del nostro paese. \n\n\n\nSeiryoku Zenyo (massima efficienza con il minimo sforzo nelle arti marziali giapponesi). \n\n\n\nIl Minimo scarto è un obiettivo industriale ma di frequente diventiamo anche noi. \n\n\n\nMinima moralia è il capolavoro di Adorno (che cita Kant). \n\n\n\nIl Minimo indispensabile è un modo di dire che non ci piace. \n\n\n\nLa Minima è la paga dei teatranti oggi. \n\n\n\nIl minimo è sufficiente ma è anche una presa di posizione. \n\n\n\nMinima è l’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\n“MINIMA” IN BREVE \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, in un momento in cui sempre più spazi teatrali chiudono o vedono ridursi le risorse\, rilancia la propria missione: essere uno spazio aperto per la comunità teatrale romana e nazionale. Le direttrici restano chiare: sostegno alle nuove generazioni e alle proposte più interessanti del panorama contemporaneo italiano\, insieme a un serio e rigoroso approfondimento sul ruolo del teatro nel nostro presente. \n\n\n\nMinima si apre con lo spettacolo della direttrice artistica Daniela Giovanetti\, che affronta il tema della guerra attraverso il mito: Andromaca. Il candore del cigno\, testo di Gianni Guardigli\, amico storico del TeatroBasilica\, e regia di Valeria Almerighi (15|18 ottobre 26). Per la prima volta al Basilica ospitiamo i Motus con Frankenstein (History of hate)\,movimento conclusivo del progetto Frankenstein (23|25 ottobre 26). A novembre una nuova produzione del Gruppo della Creta segna il debutto alla regia di Jacopo Cinque con Volevo solo dormire un altro po’ (5|8 ottobre 26). A seguire\, il ritorno del Teatro delle Albe con un progetto internazionale tra Romagna e Senegal: Il paese dove non si muore mai (12|14 novembre 26). Arriva poi la riscrittura pirandelliana curata da Alfonso Postiglione con la compagnia napoletana Piccola Città Teatro su La ragione degli altri (20|21 novembre). Torniamo quindi alla nuova drammaturgia con La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli\, in scena Daniele Pilli e Claudia Vismara (27|29 novembre 26). Dicembre si apre con i lavori delle giovani compagnie under 35 vincitrici del bando della Sapienza di Roma\, Vestiti della vostra pelle\, a cura di Andrea Cosentino e ideato dal professor Guido Di Palma (9|10 dicembre 26). Chiude la prima parte di stagione Tirannosauro\, provocatorio ed essenziale spettacolo di Filippo Quezel\, prodotto dal Teatro di Sardegna (11|13 dicembre 26). \n\n\n\nA gennaio\, dopo il successo della scorsa stagione\, torna la saga familiare in tre episodi ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano\, Nelle puntate precedenti (12|28 gennaio 27)\, che coinvolge dieci attori e cinque giovanissimi drammaturghi. \n\n\n\nSegue Zazà\, con la banda in testa (330|31 gennaio 27) di Roberta Lidia Di Stefano\, omaggio a Gabriella Ferri tra musica e memoria della straordinaria cantante romana. Febbraio si apre con l’ipnotico monologo della compagnia Kronoteatro\, Un po’ meno fantasma (6|7fennario 27)\, per la prima volta nel nostro cartellone. Tornano poi al Basilica i Biancofango\, che presentano il debutto romano di Macbeth – Vivevamo felici durante la guerra (9|14 febbrsio 27). È quindi il momento di Goodbye Horses (19|21 febbraio 27) di Dalila Desirée Cozzolino e del debutto romano della compagnia MaMiMò con Scorie – L’incredibile storia del nucleare in Italia\, in scena Fabio Banfò\, regia di Andrea Cosentino (27|28 febbraio 27). \n\n\n\nSiamo felici di ospitare due straordinari attori già frequentatori delle nostre stagioni: Paolo Mazzarelli con Lettere a un giovane poeta (5|7 marzo 27) di Rilke e Marco Sgrosso con il dissacrante monologo Emma B. Vedova Giocasta(12|14 marzo 27). Francesca Astrei\, dopo i successi dell’ultimo anno e il premio UBU\, presenta il monologo Io sono verticale (18|21 marzo 27). Un’altra eccellenza under 35 è la compagnia torinese Crack24\, che porta in scena un intelligente e affilato adattamento de Il Borghese gentiluomo di Molière (3|4 aprile 27). \n\n\n\nGrazie al contributo SIAE del bando “Per chi crea”\, ospitiamo il testo di Rebecca Righetti\, Radicchio e noci in caso di morte\, un’epopea nella solitudine al maschile (9|11 aprile 27). Paolo Valerio\, dopo aver giocato con noi a tennis qualche anno fa\, torna al Basilica con un toccante monologo che racconta un capitolo nero della storia della nostra repubblica con La strage di Vergarolla (15|18 aprile). Dopo il successo della scorsa stagione e la tournée in tutta Italia\, Christian Raimo torna a raccontare Maradona e l’Argentina della dittatura in Barrilete cósmico. Maradona pedagogista\, accompagnato alla chitarra da Amedeo Monda (21|24 aprile 27). Lo spettacolo che chiude la stagione è Ammazzare i morti di Giorgio Sales\, con la regia di Leonardo Capuano (14|15 maggio 27). \n\n\n\nA maggio presentiamo anche le due rassegne del TeatroBasilica. La prima è l’autogestione del collettivo Bei Ricordi\, che per sette giorni abiterà il palco del Basilica con proposte che spaziano dalla performance alla musica\, fino alla prosa (3|9 maggio 27). Chiude\, come sempre\, la nostra stagione la rassegna Nel Blu – Orizzonti della danza contemporanea\, a cura di Chiara Marianetti\, che anno dopo anno cresce e si conferma spazio di ricerca e condivisione indispensabile per la città di Roma (17|23 maggio 27). \n\n\n\nUltimo evento da segnalare: il progetto di co-creazione del Gruppo della Creta con la compagnia Frosini/Timpano\, I sogni della ragione. Teatro della rivoluzione\, teatro rivoluzionario\, sulla drammaturgia dimenticata degli anni della Rivoluzione francese\, che avvierà nel 2027 il suo percorso con una prima lettura aperta al pubblico (28 aprile 27). \n\n\n\nDa quest’anno il TeatroBasilica è risultato assegnatario del finanziamento per la programmazione da parte della Regione Lazio che permetterà alla nostra struttura di crescere ma anche di trovare quella stabilità che troppo spesso viene vista come un privilegio e non come un diritto.  \n\n\n\nTEATROBASILICA BREVE DESCRIZIONE  \n\n\n\nIl TeatroBasilica si trova nel cuore di Roma\, in Piazza di Porta San Giovanni. Conta 100 poltroncine rosse e un pubblico affezionato. E’ nato nel 2019 e resiste programmando spettacoli teatrali e proponendosi alla città come spazio di confronto e approfondimento culturale. La direzione artistica è di Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti ed è abitato da un gruppo di artisti e organizzatori che si riconoscono sotto il nome collettivo di Gruppo della Creta. \n\n\n\nIl TeatroBasilica si è distinto per una importante attività di carattere culturale. Come\, ad esempio\, la programmazione di due Progetti Speciali\, uno su Angelo Maria Ripellino\, l’altro su Aristofane e Benedetto Marzullo (di cui è in corso di pubblicazione un libro sugli atti del congresso svolto al Basilica) che hanno visto la partecipazione di studiosi\, teatranti e università. Entrambi i progetti sono stati ispirati e guidati da Antonio Calenda. Altro evento di rilievo è stata la mise en espace del poemetto di Rilke La Ballata sull’amore e sulla morte dell’alfiere Cristoforo Rilke tradotto dal professor Lorenzo Perilli. \n\n\n\nLa programmazione del Basilica propone la nuova drammaturgia italiana\, le proposte dell’ultima generazione di teatranti\, alcuni tra i migliori spettacoli del panorama teatrale contemporaneo e porta avanti una profonda riflessione sul teatro e sul ruolo che ricopre ancora nel presente.  \n\n\n\nIn questi anni sono stati tantissimi i drammaturghi italiani che hanno presentato i propri testi nel nostro spazio. Autori differenti per età e stile\, fautori del nuovo teatro come Niccolò Fettarappa\, Matteo Gatta\, Giovanni Onorato\, Luisa Borini\, Tommaso Emiliani\, Francesco Alberici\, Alice Sinigaglia\, Teodoro Bonci Del Bene\, Livia Rossi\, Gianni Guardigli\, Alberto Bassetti\, Anton Giulio Calenda\, Livia Rossi e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nMolti sono stati gli artisti che in questi anni hanno riconosciuto nel Basilica lo spazio del contemporaneo su Roma con cui negli anni stiamo costruendo un rapporto di continuità come Daria Deflorian\, Roberto Latini\, Vetrano/Randisi\, Marco Sgrosso e Elena Bucci\, Barletti/Waas\, Sista Bramini\, Michele Sinisi\, Frosini/Timpano\, Andrea Cosentino\, Oscar De Summa e Paolo Mazzarelli. \n\n\n\nMa il TeatroBasilica vuole essere soprattutto la bottega del teatro che verrà. In questi anni hanno debuttato da noi moltissimi giovani e talentuosi artisti che stanno costruendo i loro percorsi artistici anche grazie al supporto del nostro spazio teatrale. \n\n\n\nIL GRUPPO DELLA CRETA NEL TEATROBASILICA \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia ministeriale under 35\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del TeatroBasilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti.  \n\n\n\nChi entra al Basilica può incontrare i ragazzi del Gruppo in biglietteria\, in vineria\, nei laboratori e sempre seduti in platea durante gli spettacoli: una presenza viva che custodisce l’energia di questo spazio teatrale non convenzionale.  \n\n\n\nNegli anni hanno avuto l’opportunità di recitare con Roberto Herlitzka in Enrico IV diretto da Antonio Calenda\, dissacrare la scena con I Masnadieri di Michele Sinisi\, hanno sostenuto la nuova drammaturgia con il progetto P.S. Prima Stesura\, hanno costruito e debuttato con le proprie produzioni originali che hanno poi conquistato pubblici diversi in tutta Italia come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nNella stagione Minima il Gruppo della Creta presenta il debutto alla regia di Jacopo Cinque su testo di Tommaso Emiliani Volevo solo dormire un altro po’\, ospita lo spettacolo di Rebecca Righetti Radicchio e noci in caso di morte\,vincitore del bando della SIAE “Per chi crea”\, e riprende lo spettacolo in collaborazione con Christian Raimo Barrilete cósmico. Maradona Pedagogista e la serie teatrale Nelle puntate precedenti\, che dopo il Basilica partirà per una lunga tournée nazionale. \n\n\n\nAttraverso il “sistema Basilica” e un lavoro fondato sui rapporti di collaborazione\, il Gruppo della Creta cerca nuove strade sostenibili per il teatro di oggi e di domani\, in un presente sempre più complesso per le giovani compagnie. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nOrari: \n\n\n\nDal lunedì al venerdì ore 21:00 – sabato ore 19:30 – domenica ore 16:30 \n\n\n\nIl botteghino è aperto un’ora prima dell’inizio di ciascun evento \n\n\n\nPrezzi:  \n\n\n\nBiglietto intero € 18\,00 \n\n\n\nBiglietto online € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto operatori € 15\,00 \n\n\n\nBiglietto ridotto under 26 e convenzioni* € 10\,00 \n\n\n\nCarnet 7 spettacoli € 70\,00 \n\n\n\n*Per attivare una convenzione con il TeatroBasilica e riservare i biglietti ridotti a studenti e studentesse delle accademie/scuole/università\, mandare una richiesta a info@teatrobasilica.com
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SUMMARY:La Nuova Stagione 2026/2027 del Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Il Teatro\, da sempre\, è il salotto per eccellenza\, un luogo in cui incontrarsi\, confrontarsi\, riflettere\, divertirsi\, confidarsi. Un posto in cui lasciarsi travolgere dagli intrecci delle storie e dalle emozioni dei suoi personaggi. IlTeatro de’ Servi\, il tempio romano della commedia\, per la nuova stagione 2026-2027 si prepara ad essere il “Salotto de’ Servi\,  dove la risata e il buon teatro convivono cercando di venire in contro alle esigenze più disparate del pubblico.  \n\n\n\nIl Salotto de’ Servi è\, infatti\, il claim della nuova stagione 2026- 2027 che prevede ben 12 commedie a lunga tenitura e 10 commedie a breve tenitura per un totale di 22 spettacoli\, in cui si alterneranno grandi nomi del teatro e compagnie più giovani. Il Teatro de’ Servi\, da sempre “casa” della commedia per eccellenza\, apre le porte del suo salotto per far divertire e sognare attraverso nuove commedie\, con la loro ironia\, le loro situazioni e personaggi brillanti\, che intrigano e coinvolgono. Non mancheranno poi eventi speciali\, serate di stand-up comedy. \n\n\n\nSTAGIONE 2026/2027 \n\n\n\nPROSA – Commedie in abbonamento fisso \n\n\n\n6 – 18 OTTOBRE 2026 \n\n\n\nSE TI SPOSO MI ROVINO \n\n\n\nScritto e diretto da: Marco CavallaroCon: Marco Cavallaro\, Tonia Garardo\, Francesca Verrelli\, Elena Scuderi\, Francesca Cannizzo\, Riccardo Giacomini \n\n\n\nUn incallito scapolo\, convinto di poter gestire ogni relazione a modo suo\, si ritrova intrappolato nella più grande confusione della sua vita quando propone matrimonio a più donne contemporaneamente. L’arrivo simultaneo delle promesse spose trasforma la sua casa in un campo di battaglia di bugie\, sotterfugi e colpi di scena.  \n\n\n\n27 OTTOBRE – 8 NOVEMBRE 2026 \n\n\n\nDUE CUORI IN CHAT  \n\n\n\nAutore: Ray CooneyRegia: Matteo VaccaCast: Matteo Vacca\, Maurizio Di Carmine\, Marco Fiorini\, Eleonora Santini\, Annalisa Amodio\, Alessandro Bevilacqua\, Martina Iuele \n\n\n\nIl segreto per un matrimonio felice rimane un segreto\, in questo caso un doppio segreto! Tutto sembra andare a gonfie vele per Mario Rossi\, tassista\, sposato da vent’anni con Barbara\, con cui vive a Piazza Irnerio e con Carla\, con cui vive a Piazza Risorgimento\, con le quali Mario ha anche due figli adorabili: Alice avuta da Carla e Giacomo\, avuto da Barbara. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro\, Mario riesce per anni a nascondere la doppia famiglia\, ma la vita ai tempi dei social può essere molto complicata.  Infatti un giorno Alice e Giacomo\, non sapendo di essere fratello e sorella\, si conoscono in chat e decidono di incontrarsi ma questo non puo’\, anzi non deve avvenire\, ed e’ per questo che il povero tassista\, aiutato dall’amico Walter alle prese con il suo vecchio padre\, cercherà con ogni mezzo di mantenere ilsegreto della sua doppia vita. Quel che ne segue è un susseguirsi di equivoci\, coincidenze e bugie che\, con un ritmo infernale\, ci porteranno ad un finale inaspettato. Uno spettacolo pieni di situazioni comiche deliranti in cui il pubblico diventerà partecipe e complice. \n\n\n\n17 – 29 NOVEMBRE 2026 \n\n\n\nIL CLUB DELLE SINGLE  \n\n\n\nScritto e diretto da: Roberto D’AlessandroCon: Alessandra De Pascalis\, Marina Vitolo\, Fulvia Lorenzetti\, Kevin di Sole\, Andrea Garofoli \n\n\n\nTre donne cinquantenni\, amiche inseparabili e accomunate da una lunga serie di delusioni sentimentali\, finiscono per convivere sotto lo stesso tetto per sostenersi… e per odiare insieme il genere maschile. La loro casa diventa una sorta di “zona franca”\, un rifugio anti-uomo. Con loro vive Lelio\, un ragazzo alla pari: timido\, nerd\, remissivo\, costantemente vittima delle loro frustrazioni e dei loro sfoghi. L’arrivo di Abil\, un affascinante ginecologo marocchino\, manda in tilt l’equilibrio della casa. Le tre\, che da anni hanno messo in pausa la femminilità\, riscoprono improvvisamente: depilazioni selvagge\, trucchi dimenticati\, abiti troppo stretti\, rivalità adolescenziali. La casa si trasforma in un campo di battaglia ormonale. La situazione degenera fino a sfiorare un comportamento inappropriato da parte delle tre… Quando accade l’inaspettato… \n\n\n\n8 – 20 DICEMBRE 2026 \n\n\n\nMA CHE BELL’IKEA  \n\n\n\nDi: Gianni ClementiRegia: Nicola PistoiaCon: Danila Stalteri\, Massimiliano Vado \n\n\n\n “Ma che bell’Ikea” – questo il titolo dello spettacolo – è ambientato nella periferia romana\, dove in uno stabile di nuova costruzione si incrociano le vite di due coppie alla ricerca del loro primo appartamento. La prima\, borghese e politically correct\, è ancora incerta sull’acquisto e si perde nell’area destinata al bagno. Pochi istanti dopo\, dallo stesso bagno\, appare un’altra coppia\, impegnata nell’identico sopralluogo. I due non potrebbero essere più diversi dai futuri vicini di casa. Venditore ambulante lui\, ex prostituta rumena lei\, sono i classici coatti della porta accanto. Le due coppie si ritrovano a condividere lo stesso ambiente\, acquistando due appartamenti nello stesso edificio ma su piani diversi. Il loro stupore per questa convivenza aumenta quando scoprono che le rispettive abitazioni non solo sono identiche strutturalmente\, ma hanno anche lo stesso arredamento. Sotto il segno di IKEA\, riconoscono mobili\, quadri e soprammobili. E anche le abitudini di vita non sono poi tanto dissimili. Ma cosa possono avere in comune una vegana e una ex prostituta? Un avvocato progressista e un ultrà tendenzialmente nazista? Inizia così una sorta di frequentazione forzata\, per tentare di scoprire il perché di simili sconcertanti coincidenze. Una commedia tutta da ridere\, in cui non sarà difficile riconoscere anche una piccola parte della propria vita. \n\n\n\n26 DICEMBRE – 10 GENNAIO 2027 \n\n\n\nRIUNIONE CONDOMINIALE  \n\n\n\nDi: N.L. WhiteRegia: Luca FerriniCon: con Riccardo D’Alessandro\, Antonia Di Francesco\, Luca Ferrini\, Andrea Lintozzi\, Alberto Melone\, Elettra Zeppi \n\n\n\nUn fatiscente palazzetto di periferia e un inatteso colpo di fortuna: i pochi condomini superstiti\, grazie al generoso lascito testamentario di un condomino da poco deceduto\, hanno ristrutturato e trasformato l’edificio\, almeno in apparenza\, in un piccolo gioiello immobiliare pronto per essere venduto a un acquirente facoltoso e ignaro. Non resta che una cosa da fare prima di mettere le mani sui soldi\, una semplice riunione condominiale per firmare\, all’unanimità\, l’ultimo verbale insieme all’accordo di vendita. Ma dietro questa semplicità è in agguato il caos e i condomini\, si troveranno a risolvere un imprevisto tanto assurdo quanto esilarante. Un vortice di equivoci\, travestimenti e fughe improbabili\, in cui tutti inizieranno a domandarsi non se riusciranno a vendere il palazzo\, ma se riusciranno a sopravvivere fino all’ora di pranzo. Una commedia corale e frenetica che innesta la comicità delle riunioni condominiali nella migliore ed esilarante tradizione della farsa d’autore \n\n\n\n12 – 24 GENNAIO 2027 \n\n\n\nAMORE CERCASI…GATTO INCLUSO  \n\n\n\nDi: Valeria CavalliRegia: Alberto OlivaCon: Monica Faggiani\, Arturo di Tullio\, Dario Merlini \n\n\n\nGiovanni e Agata\, sposati da quindici anni\, conducono una vita tranquilla fatta di abitudini\, piccoli rituali quotidiani e qualche inevitabile incomprensione. Una sera\, per gioco\, decidono di affacciarsi al mondo dei social e delle app di incontri\, dando il via a una serie di situazioni imprevedibili\, divertenti e sorprendenti. Tra ironia\, segreti e desideri nascosti\, Amore cercasi… Gatto incluso è una commedia brillante che riflette sulle relazioni di coppia\, sulla famiglia e sulla ricerca di sé\, con un finale ricco di colpi di scena. A osservare e commentare tutto\, un testimone d’eccezione: il gatto Ettore. \n\n\n\n2 – 14 FEBBRAIO 2027 \n\n\n\nCOSì È (SE VI PARE)  \n\n\n\nDi: Luigi PirandelloRegia: Luca FerriniCast: Vittorio Carotenuto\, Aurora Cataldi\, Riccardo D’Alessandro\, Alessandra De Pascalis\, Antonia Di Francesco\, Alessandro Moser\, Veronica Stradella\, Andrea Verticchio\, Valeria Monetti\, Luca Ferrini \n\n\n\nUna rilettura contemporanea del capolavoro di Pirandello\, dove tutto ruota attorno a una domanda impossibile: esiste una verità assoluta? In una comunità dominata dalla curiosità e dal sospetto\, il misterioso rapporto tra il signor Ponza\, sua suocera e una donna che nessuno riesce a identificare trascina tutti in un vortice di supposizioni. Una commedia amara e lucidissima che continua a interrogare il presente\, mettendo in scena il fragile confine tra realtà\, percezione e giudizio. \n\n\n\n23 FEBBRAIO – 7 MARZO 2027 \n\n\n\nSE DEVI DIRE UNA BUGIA E’ MEGLIO DIRLA GROSSA  \n\n\n\nAutore: Ray CooneyAdattamento: Matteo VaccaTraduzione: Maria Teresa PetruzziProduzione: Politeama S.r.l.Regia: Matteo VaccaAiuto regia: Giulia PeriniScenografie: Lina e Giovanni ValgimigliCast: Matteo Vacca\, Marco Fiorini\, Alessandro Bevilacqua\, Cristiano Arsi’\, Eleonora Santini\, Serena Ricci\, Elena Pandolfi\, Martina Cervoni \n\n\n\nUn incontro segreto in albergo dovrebbe restare una semplice scappatella. Ma tra intrusioni\, bugie improvvisate\, identità scambiate e porte che si aprono al momento sbagliato\, il piano precipita in un caos esilarante. Una macchina comica perfetta\, dove ogni menzogna genera un disastro ancora più grande. \n\n\n\n16 – 28 MARZO 2027 \n\n\n\nTANA LIBERA TUTTI  \n\n\n\nDi: Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone GiacintiRegia: Andrea Palottocon Valeria Monetti\, Alessandro Tirocchi\, Maurizio Paniconi\, Simone Giacinti \n\n\n\nIn un carcere\, detenuti e personale si confrontano in un susseguirsi di confessioni\, tentativi di fuga e rivelazioni inattese. Una commedia che parla di libertà e cambiamento.  \n\n\n\n6 APRILE – 18 APRILE 2027 \n\n\n\nBAMBOCCIONI  \n\n\n\nDi: Roberto D’AlessandroRegia: Nicola Pistoia\, Roberto D’Alessandro \n\n\n\ncon Giancarlo Fares\, Andrea Catarinozzi\, Valerio Giombetti\, Stefano Tomassini \n\n\n\nTre laureati\, Anton Giulio\, Gianni Alberto e Antonino\,  vivono ancora a casa con le rispettive madri\, incapaci di affrontare la vita adulta nonostante il grande bagaglio culturale. \n\n\n\nIl sindaco\, deciso ad aiutarli a inserirsi finalmente nel mondo del lavoro e nella società\, mette a disposizione alcuni appartamenti cittadini per disoccupati come loro\, chiedendo in cambio soltanto qualche ora di servizio sociale a settimana. Così i tre “bamboccioni” si ritrovano\, loro malgrado\, a convivere sotto lo stesso tetto. \n\n\n\nTra gag\, incomprensioni e goffi tentativi di adattarsi alla quotidianità\, la situazione si complica quando nella loro vita entrano Lucida\, una prostituta alcolizzata\, e Nevio\, un senzatetto per scelta. Il confronto tra le fragilità dei protagonisti — figli eterni incapaci di crescere — e la dura realtà di chi vive ai margini porta a momenti di comicità genuina ma anche una riflessione sulle crepe della nostra società. \n\n\n\nUna commedia alterna ironia e malinconia\, offrendo un ritratto lucido e affettuoso dell’Italia contemporanea: un Paese in cui\, tra precarietà e dipendenza affettiva\, diventare adulti sembra la vera impresa. \n\n\n\n27 APRILE – 9 MAGGIO 2027 \n\n\n\nE PENSARE CHE ERAVAMO COMUNISTI  \n\n\n\nScritto e diretto da: Roberto D’AlessandroCon: Roberto D’Alessandro \n\n\n\nGiulia e Rinaldo\, un tempo uniti dagli ideali delle lotte studentesche degli anni Settanta\, si ritrovano dopo vent’anni a vivere visioni della vita sempre più distanti. Mentre lei continua il suo impegno politico\, lui conduce una vita più moderata\, assistendo con amarezza all’allontanamento della moglie. Intorno a loro ruota una famiglia vivace e contraddittoria\, tra figli in cerca della propria strada\, un domestico filosofo e una zia dal carattere travolgente. Quando il figlio Enrico decide di candidarsi nelle liste del centro-destra\, gli equilibri familiari saltano\, dando vita a scontri\, incomprensioni e situazioni esilaranti. Solo un evento improvviso riuscirà a riportare dialogo e armonia. Una commedia brillante e attuale che\, tra risate e riflessioni\, racconta le divisioni ideologiche e gli affetti che continuano a tenere unite le famiglie. \n\n\n\n18 – 30 MAGGIO 2027 \n\n\n\nDISPERATAMENTE CASALINGHE  \n\n\n\nDi: Cinzia Berni\, Guido PolitoRegia: Cinzia BerniCon: Francesca Nunzi\, Maria Lauria\, Loredana Piedimonte\, Francesca Ceci \n\n\n\nDopo il successo di “Casalinghi Disperati” una nuova\, divertente commedia tutta al femminile. “Disperatamente Casalinghe” è la storia di 4 donne tra i quaranta e i cinquant’anni che si trovano a dover affrontare la vita da divorziate\, in ristrettezze economiche\, alle prese con gli alimenti degli ex mariti\, la difficoltà di trovare lavoro e il ruolo materno. Carla\, Stefy\, Angela e Nadia\, vivono in una casa famiglia data loro dai servizi sociali\, perché non hanno abbastanza soldi per pagare un affitto. Le quattro protagoniste sono lo specchio delle donne di oggi\, di cui si percepisce l’emancipazione voluta o a volte subita. Femmine che devono essere forti\, anche quando sono fragili. Una commedia che affronta\, con ironia\, problematiche sociali attuali\, piccole e grandi storie di comica disperazione quotidiana. \n\n\n\nPROSA – Commedie brevi\, in abbonamento libero \n\n\n\n1 – 4 OTTOBRE 2026 \n\n\n\nBELLISSIME  \n\n\n\nVoci di donne. Racconti di canzoni  \n\n\n\nCon: Syria e Massimo Germini \n\n\n\nUn viaggio musicale e narrativo attraverso le voci femminili che hanno segnato la storia della canzone italiana. Dai grandi classici del dopoguerra fino alla musica contemporanea\, uno spettacolo che intreccia racconti\, ricordi e canzoni\, restituendo il ritratto di artiste che hanno raccontato emozioni\, cambiamenti sociali e intere generazioni.  \n\n\n\n22 – 25 OTTOBRE 2026 \n\n\n\nNIENTE PROGETTI PER IL FUTURO  \n\n\n\nDi: Francesco BrandiRegia: Max PisuCon: Lorenzo Cordara\, Matteo Pisu \n\n\n\nUn gioco teatrale comico e surreale\, vincitore del Premio Flaiano 2009\, che cerca di raccontare con i toni della leggerezza e del paradosso una società in crisi\, dove i valori dell’uomo appaiono lisi e sfilacciati sullo sfondo di un progressivo impoverimento spirituale. Due uomini\, Tobia (Matteo Pisu) ed Ivan (Lorenzo Cordara)\, si incontrano di notte su un ponte della periferia di una grande città. Li accomuna la singolare circostanza che nello stesso momento hanno pensato di compiere il medesimo gesto: suicidarsi gettandosi dal ponte. Tobia è un vip della tv\, opinionista-tuttologo caduto in disgrazia per aver involontariamente offeso un alto papavero della televisione. Dopo aver visto la sua popolarità definitivamente annientata\, decide di farla finita. Ma proprio nel fatidico instante in cui sta per lanciarsi dal ponte\, appare Ivan\, garagista\, uomo semplice ma di una piacevole concretezza che decide di levarsi la vita dopo aver scoperto il tradimento della moglie. Dall’incontro-scontro di questi due personaggi provenienti da mondi così lontani\, con prospettive così diverse\, nasce il dramma o la commedia\, secondo la personale lettura degli avvenimenti. Uno spettacolo brillante\, ma allo stesso tempo riflessivo\, dove lo spettatore sarà continuamente sorpreso da colpi di scena trovandosi lui stesso a pensare chi dei due protagonisti dovrà buttarsi per primo. \n\n\n\n12 – 15 NOVEMBRE 2026 \n\n\n\nACQUA E ZUCCHERO  \n\n\n\nDi: Clio EvansRegia: Riccardo D’AlessandroCon: Clio Evans\, Lele Spedicato \n\n\n\nAcqua e Zucchero\, spettacolo di Clio Evans\, è un viaggio emotivo e visionario nel mondo del diabete di tipo 1. Dalla paura e disorientamento di una famiglia dopo la diagnosi\, passando per momenti ironici e surreali\, la scena si popola di ricordi\, figure simboliche e personificazioni come Diabete e Insulina\, legati da un rapporto inevitabile e conflittuale. Tra realtà e incubo\, emerge infine la voce della protagonista\, che rivela cosa significa davvero convivere con la malattia: un percorso dal disagio alla consapevolezza\, fino a un inaspettato finale. \n\n\n\n3 – 6 DICEMBRE 2026 \n\n\n\nIL CONFINE  \n\n\n\nDi: Kieran LynnRegia: Luca FerriniCon: Nicole Rossi\, Riccardo D’Alessandro\, Andrea Verticchio \n\n\n\n«Quando siamo venuti a fare una passeggiata romantica nel parco non pensavamo di finire in una crisi internazionale». Arthur e Olivia\, una giovane coppia innamorata\, si ritrovano improvvisamente divisi dalla nascita di un nuovo confine che li colloca in due nazioni appena create e già ostili. Sotto lo sguardo impassibile di una guardia di frontiera\, i due scoprono l’assurdità di una linea tracciata con un semplice nastro adesivo\, priva di senso ma sufficiente a mettere in crisi il loro amore. Mentre le tensioni tra i due paesi crescono fino alla minaccia della guerra\, Arthur e Olivia iniziano a dubitare della propria unione. Quando il confine viene strappato\, saranno proprio loro a ricostruirlo\, ormai prigionieri delle proprie divisioni. Tra umorismo nero e comicità surreale\, la commedia riflette sul concetto di confine come linea immaginaria eppure invalicabile\, in un non-tempo che parla delle guerre di ieri\, di oggi e soprattutto di domani. \n\n\n\n28 – 31 GENNAIO 2027 \n\n\n\nUNA COPPIA QUASI PERFETTA  \n\n\n\nDi e con: Rocco Ciarmoli\, Laura De MarchiRegia: Laura De Marchi con la collaborazione di Camillo Ventola \n\n\n\nLo spettacolo parte da una domanda tanto semplice quanto attuale: esiste ancora la coppia? In un mondo fatto di social network\, app di incontri\, relazioni fugaci e nuove forme di amore\, la vita di coppia sembra sempre più fragile e complessa. Attraverso una serie di situazioni ironiche e paradossali\, incontriamo tre coppie di età diverse: due trentenni alla ricerca dell’amore\, due cinquantenni alle prese con le piattaforme di incontri e\, infine\, Luciana e Ubaldo\, settantenni insieme da oltre quarant’anni che\, proprio quando sembrano aver raggiunto un equilibrio perfetto\, si confrontano con un desiderio inatteso: avere un figlio. Tra comicità e riflessione\, lo spettacolo affronta i temi dell’amore\, della genitorialità e delle trasformazioni delle relazioni contemporanee\, senza offrire risposte definitive ma invitando il pubblico a interrogarsi sul significato della coppia oggi. \n\n\n\n18 – 21 FEBBRAIO 2027 \n\n\n\nALGORITMO  \n\n\n\nDi: Raffaello Tullo\, Andrea DelfinoRegia: Marco RampoldiCon: Raffaello Tullo\, Martina Salvatore \n\n\n\nIn un futuro non troppo lontano\, un uomo solo e smarrito si vede recapitare a casa un pacco ina teso. È lo scatolone che contiene Martie: un futuristico robot umanoide\, dalle sembianze incredibilmente umane\, in grado di acquisire\, con sorprendente rapidità\, qualunque tipo di informazione e che\, a traverso un sofisticatissimo algoritmo\, regola il suo comportamento in base agli stimoli ricevuti. Dopo un’iniziale e comprensibile diffidenza\, il protagonista decide di prestarsi al gioco e progressivamente scopre in Martie un’assistente perfe ta\, una compagna di vita e di musica che sarà in grado di risolvere tu ti i suoi problemi e che lo aiuterà persino a tirar fuori vecchi sogni dal casse to. Ciò che ne segue è un mix esilarante di musica\, poesia\, incanto\, magia e…ritmo. A traverso un’ironica e creativa narrazione\, lo spe tacolo invita il pubblico a rifle tere\, ridendo\, su rischi e benefici dell’intelligenza artificiale\, affrontando temi come il progresso\, l’identità\, la solitudine\, il potere umanizzante della musica e quella polvere che troppo spesso lasciamo che si depositi sui sogni. \n\n\n\n11 – 14 MARZO 2027 \n\n\n\nVE NE DICO QUATTRO  \n\n\n\nDi: Pino Strabioli\, Fabio MasiCon: Pino StrabioliUn racconto teatrale fatto di memorie\, immagini e incontri che rende omaggio ad alcuni grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento\, tra affetto\, ironia e nostalgia.  \n\n\n\n1 – 4 APRILE 2027 \n\n\n\nBARBARI\, BARBERINI E BARBITURICI  \n\n\n\nDi: Daniele Falleri\, Urbano BarberiniRegia: Daniele FalleriCon: Urbano Barberini \n\n\n\nTra risate e confessioni\, Urbano Barberini affronta le sfide legate alla sua eredità familiare\, superando i limiti del politically correct. Un viaggio tragicomico tra successi e fragilità. È il percorso a ostacoli di un aristocratico deciso a non farsi sopraffare dai propri antenati. Un one-man-show irriverente\, colto e sorprendentemente autoironico. “Quello che non distrussero i barbari\, lo distrussero i Barberini”. Se tale affermazione popolare vi sembra un’iperbole\, questo spettacolo vi farà ricredere. La spregiudicata coppia artistica Barberini-Falleri torna all’attacco frugando nel movimentato albero genealogico di chi è stato per anni l’inappuntabile partner di Franca Valeri. \n\n\n\n22 -25 APRILE 2027 \n\n\n\nBOOMER- UN PAPA’ SUL SOFA’ \n\n\n\nDi: Paolo Caiazzo\, Daniele CiniglioRegia: Paolo Caiazzocon Paolo Caiazzo\, Nicola Pavese\, Daniele Ciniglio\, Gioia Miale \n\n\n\nQuando Daniele chiede alla sua famiglia di provincia di trasferirsi a Napoli per laurearsi in giurisprudenza papà Paolo\, avvocato sfigato non batte ciglio\, e lo sistema in un suo piccolo appartamento nel centro della città. Attratto e distratto dalla movida il ragazzo si arretra con gli esami\, e per sostenere il suo tenore di vita decide così di fittare una stanza a Nicola\, coetaneo meno fortunato che sbarca il lunario con piccoli lavori occasionali. La loro convivenza è complicata visto i loro caratteri e storie di vita diametralmente opposti. L’unico punto in comune sono le difficoltà amorose. Nicola ha una sua fidanzata immaginaria e Daniele vive un amore non corrisposto con una dirimpettaia. In casa piomba spesso e volentieri Assunta\, madre di Nicola. Troppo presto abbandonata dal marito\, si mostra apprensiva e disponibile ma la sua personalità ambigua nasconde un rilevante scheletro nell’armadio. Il precario equilibrio casalingo viene messo ancora più in pericolo con l’arrivo di Paolo che\, messo alla porta dalla sua seconda compagna\, chiede ospitalità al figlio… in casa sua. Quella che doveva essere però una sola notte di emergenza su un sofà diventa una convivenza a tre generando scontri ed incontri generazionali. Il Boomer\, dopo un primo momento di sconforto\, decide di reagire e di vivere intensamente la sua nuova vita da single. I ragazzi pur di liberarsi di quella presenza scomoda\, le proveranno tutte per fargli trovare una nuova compagna: da escort a siti d’incontro. Tra nuovi equilibri ed amori impossibili c’è forse a portata di mano l’opportunità di creare una nuova famiglia? Chi verrà vedrà! \n\n\n\n13 – 16 MAGGIO 2027 \n\n\n\nLA COLOMBA E L’ELEFANTE   \n\n\n\nUna visita a casa di Frida Kahlo e Diego Rivera \n\n\n\nDi: Roberto D’Alessandro\, Federico FaldiRegia: Roberto D’AlessandroCon: Debora Caprioglio\, Roberto D’Alessandro \n\n\n\nIl teatro ha lo straordinario potere di trasportarci con l’immaginazione ovunque ci serva di essere: eccoci quindi nella Casa Azul dove Frida Kahlo e Diego Rivera\, soprannominati L’Elefante e La Colomba per le loro fattezze fisiche\, hanno vissuto insieme per tantissimi anni. I due stanno dando un ricevimento e Diego accoglie il pubblico in sala come se lo facesse entrare nel salone di casa. Quando tutti gli “ospiti” si saranno accomodati entrerà Frida. Dopo una breve presentazione la coppia decide di fare il gioco della verità: una serie di domande\, anche molto indiscrete\, poste dal pubblico. Frida e Diego risponderanno alle domande litigando\, spalleggiandosi\, e\, senza mai sottrarsi alla verità\, racconteranno la loro arte e le loro vite. Una tra le storie d’amore più celebri e intense del mondo dell’arte\, vissuta sullo sfondo di un Messico attraversato da una delle più grandi rivoluzioni del Novecento. \n\n\n\nEVENTI \n\n\n\n10 NOVEMBRE \n\n\n\nVELIA LALLI \n\n\n\nERA MEGLIO MORIRE DA PICCOLI \n\n\n\nStoria di una crisi di mezza età. La nostra. Storia di amici che: “Basta città\, voglio l’orto”. \n\n\n\n Storia di cambi di paradigma\, di resilienza e altre espressioni vuote. Storia di quelli che allora era meglio Berlusconi. Storia di nuovi\, drammatici\, assetti ormonali. Storia di grandi successi. Degli altri. Storia della fine dei “ragazzi di oggi” di Luis Miguel. Storia di quando ti svegli e realizzi che: invecchiare no. Era meglio morire da piccoli. Velia Lalli è la Santa Patrona della stand-up comedy italiana. Esordisce nella comicità nel 2009 con il gruppo di rivoluzione comica “Satiriasi”\, diventando la prima (e a lungo\, unica) stand up comedian donna italiana. Innova drasticamente le tematiche e il linguaggio comico femminile\, il che le regala censura\, critiche\, indignazione sparsa. Circostanza di cui va molto fiera. La sua relazione più lunga dura da 10 anni\, con Comedy Central\, ma ha intrattenuto relazioni parallele di anni con Rai2 e Rai3\, oltre a diverse relazioni occasionali con Audible\, Radio Globo\, le conferenze TEDx e numerose altre collaborazioni da una botta e via. \n\n\n\n11 NOVEMBRE \n\n\n\nBAZ \n\n\n\nOUTSIDER \n\n\n\nUn outsider è colui che nessuno si aspetta di vedere vincere la maratona. E BAZ\, eterno ragazzino del mondo dello spettacolo\, lo sa bene. Ha fatto di tutto: radio\, libri\, stand-up comedy\, musical… eppure\, in ogni campo\, continua a essere considerato un outsider! Forse è una maledizione\, forse un superpotere\, o forse semplicemente è allergico alle etichette. In questo nuovo show\, BAZ ci trascina nel suo universo di “fuori posto”\, dove sentirsi inadeguati non è solo la norma\, ma anche un’opportunità per spiazzare il mondo. Preparatevi a un’esplosione di energia che demolisce i cliché come un bambino con un castello di sabbia\, con ironia tagliente su ignoranza\, razzismo e l’impero dei social. Si ride\, si canta e\, forse\, ci si commuove un po’. “Outsider” è uno spettacolo per chi ha sempre preferito stare in disparte\, per chi non ha mai capito le regole del gioco… e per chi ha sempre sospettato che il gioco fosse truccato. Venite a ridere delle nostre miserie\, delle nostre bugie e\, soprattutto\, delle assurde convenzioni che ci tengono prigionieri. \n\n\n\n01 DICEMBRE \n\n\n\nDIKELE \n\n\n\nA TEATRO \n\n\n\nAntonio Dikele Distefano annuncia a sorpresa nel giorno del suo compleanno Dikele a Teatro\, un nuovo progetto live che porterà nei teatri italiani uno degli autori e storyteller più influenti e riconoscibili della sua generazione. Quattro appuntamenti\, a partire dal debutto napoletano (29 novembre – Teatro Bolivar)\, per poi proseguire a Roma l’1 dicembre al Teatro de’ Servi\, il 4 dicembre a Milano al Teatro Oscar e a Torino l’11 dicembre al Teatro Cardinal Massaia. Uno spettacolo intimo\, diretto e senza filtri in cui Dikele trasforma il teatro in uno spazio di condivisione autentica\, abbattendo il confine tra palco e pubblico. Attraverso racconti personali\, riflessioni e momenti di dialogo\, Dikele a Teatro diventa un’esperienza collettiva costruita attorno alle emozioni\, alle fragilità e alle storie che accomunano tutti. Una scena scarna con al centro l’unicità di Antonio che ha fatto del racconto in tutte le sue forme\, dall’intervista al romanzo\, dalla regia al podcasting\, fino alle forme di media più contemporanee. \n\n\n\n26 GENNAIO         \n\n\n\nCARLOTTA RONDANA \n\n\n\nFEMMINILE SINGLE(ARE) \n\n\n\nCarlotta Rondana porta in scena una comedy sociologica che indaga con ironia stereotipi\, complicità e difficoltà d’incontro tra i generi. Una ricerca vestita da comedy show\, che con irriverenza guarda nelle difficilissime e tragicomiche dinamiche tra donne e uomini\, generi distinti che tante volte sembrano vivere in mondi lontani e paralleli. La protagonista attraversa stereotipi\, abitudini e convinzioni\, pone l’attenzione sulle difficoltà comunicative e sulle aspettative che condizionano gli incontri. Il femminile di questo spettacolo non esclude il maschile\, ma ne ricerca fortemente la complicità. Propone i rapporti tra i generi senza ricorrere a contrapposizioni nette. Nel corso della rappresentazione l’interprete utilizza cambi di ritmo e variazioni caratteriali per richiamare figure del proprio passato narrativo. Attraverso questi passaggi costruisce un quadro in cui emergono fragilità\, resistenze e tentativi di dialogo tra i due generi. Il lavoro evita soluzioni didascaliche e colloca l’attenzione sulle modalità con cui donne e uomini affrontano il desiderio e la possibilità di costruire relazioni\, con un linguaggio che mantiene un equilibrio tra osservazione personale e dimensione collettiva. Carlotta struttura la storia in episodi che alternano tono leggero\, comico\, intimo e drammatico\, affidando alla trasformazione scenica del suo personaggio il compito di creare un percorso unitario. \n\n\n\n16 FEBBRAIO – 17 FEBBRAIO 2027 \n\n\n\nGUIDO DAMINI \n\n\n\nGuido Damini\, cremonese\, classe ’95\, “storico da bar” specializzato nella narrazione di disfatte epiche\, senza mai abbandonare la leggerezza e l’ironia che lo contraddistinguono. È laureato cum laude in storia moderna. Dal 2021 cura la rubrica “Guido nella storia” in onda con Andrea e Michele su Radio Deejay e conduce il podcast “Le Caporetto degli altri”\, serie prodotta da One Podcast\, dedicata al lato meno trionfante della storia di popoli e condottieri immortalati nel fragore delle loro sconfitte. Attraverso la sua divulgazione Guido coltiva una missione difficile e grandiosa: cambiare per sempre\, in Italia\, il racconto di guerre\, personaggi e imprese del passato. Perché l’idea di storia di Guido è quella di uno show che restituisca il senso generale delle cose\, una materia da aprire alla gente attraverso l’immediatezza e l’ironia. Preferibilmente\, prendendo qualcuno per i fondelli. Una Storia che\, attraverso la leggerezza della comunicazione\, possa fornire a tutti le chiavi per un’analisi intelligente del presente. \n\n\n\n09 MARZO \n\n\n\nFABIAN GRUTT \n\n\n\nGIOVANE \n\n\n\nQuesto spettacolo nasce dagli ultimi due anni. Due anni complicati. Due anni di crescita. Anni in cui la famiglia cambia\, i figli crescono e portano dentro casa i loro veri problemi. Anni in cui non puoi più essere soltanto quello leggero. E proprio mentre tutto si fa più serio\, e qualche ruga ti segna il volto\, scopri una cosa sorprendente: nonostante tutto\, dentro ti senti ancora giovane. \n\n\n\n30 MARZO – 31 MARZO 2027 \n\n\n\nMAURA BLOOM \n\n\n\nLIVE \n\n\n\nÈ una comica\, attrice e scrittrice. Ha creato quello che ama definire il suo “multiverso satirico”\, un universo narrativo in cui i ruoli di genere vengono ribaltati e gli stereotipi diventano materia comica. Attraverso personaggi come il Bambolotto e il Principesso\, unisce ironia e riflessione sociale\, affrontando temi contemporanei con uno stile leggero ma capace di stimolare il pensiero. In pochi mesi ha costruito una community di oltre 90.000 persone\, portando i suoi contenuti dai social al teatro. Il suo primo monologo di un’ora ha già registrato il tutto esaurito e nel 2025 salirà sul palco del TEDx Ischia\, portando la sua visione e il suo linguaggio creativo a un nuovo pubblico. Il suo stile combina la leggerezza della stand-up comedy con il desiderio di aprire spazi di dialogo e nuove prospettive\, sempre accompagnati da autoironia\, libertà creativa e uno sguardo originale sulla realtà. \n\n\n\n20 APRILE \n\n\n\nMIRIAM GALANTI \n\n\n\nVITA DA BIONDA \n\n\n\ndi Miriam Galanti e Giorgia Ciotola \n\n\n\n“Vita da bionda” nasce da un’idea di Miriam Galanti\, che ha deciso di raccontare la propria esperienza di bionda in una società dove l’apparenza può aprire alcune porte ma chiuderne altre. Essere così significa non solo attirare attenzioni non richieste\, ma soprattutto fare i conti con pregiudizi e stereotipi: un fenomeno che nel testo è stato battezzato “biondoshaming”. Giorgia Ciotola\, che ne firma la regia\, è anche co-autrice insieme a Miriam di questo testo che\, tra ironia e sarcasmo\, smonta i luoghi comuni. Lo spettacolo esplora le difficoltà quotidiane di una ragazza bionda e bella che fatica ad essere presa sul serio in un mondo che ama le etichette facili. Perché\, come scrivono Galanti e Ciotola\, “se sei bionda e carina\, o sei stupida o sei mignotta; se in più sei pure allegra e sorridente\, allora sei sicuramente sia stupida che mignotta.”  \n\n\n\n11 MAGGIO \n\n\n\nLAURA FORMENTI \n\n\n\nSKINCARE PER L’APOCALISSE \n\n\n\nscritto con Giuseppe della Misericordia e Gianluca Ettori \n\n\n\nI disturbi mentali sono in aumento\, e non solo quelli dei leader politici\, gli estremismi e i fanatismi dilagano online e nella vita reale. Noi resistiamo diventando sempre più individualisti e soli\, prendendo integratori\, partecipando alle maratone e facendo skincare. La soluzione? Mollo tutto e vendo foto di piedi! E se invece fosse l’umorismo l’ultimo baluardo della nostra sanità fisica e mentale? Lo scrittore Amos Oz sostiene che “fintanto che il il tuo senso dell’umorismo tiene sei almeno in parte immune al fanatismo”. Grazie\, facile dirlo per Oz. Lui è un mago! \n\n\n\n \n\n\n\n \n\n\n\ninfo: 06 6795130 \n\n\n\nwww.teatroservi.it \n\n\n\nPER ABBONAMENTI: https://teatroservi.it/abbonamenti
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