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SUMMARY:“Stoc ddò - Io sto qua!” al Teatro Karol di Castellammare
DESCRIPTION:Non fugge\, e nemmeno chiude la porta di casa: “Stoc ddò – Io sto qua!” sono le parole di Lella\, madre di Michele Fazio\, ucciso per errore a soli sedici anni a Bari durante un regolamento di conti tra clan. Parole pronunciate a gran voce\, guardando negli occhi chi vorrebbe imporre il silenzio. Parole che diventano denuncia. \n\n\n\nVenerdì 6 marzo alle ore 20.30\, al Teatro Karol di Castellammare di Stabia lo spettacolo è ospite della rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo\, prodotto da Meridiani Perduti\, scritto e interpretato da Sara Bevilacqua. Sono previste repliche mattutine riservate alle scuole secondarie di secondo grado giovedì 5 (ore 11) e venerdì 6 marzo (ore 9.30). \n\n\n\nLa storiaÈ il luglio 2001 quando la vita di Lella Fazio e della sua famiglia cambia per sempre. Uno sparo rompe il quotidiano delle mura domestiche\, tra le strade di Bari vecchia. Il sangue sull’asfalto non è quello dei clan Capriati o Strisciuglio. È quello di Michele\, ragazzo pieno di sogni\, cresciuto con cura lontano dalle dinamiche criminali del quartiere.Una ferita che non si rimargina. Una morte assurda da cui nasce però una scelta radicale: essere testimonianza viva e costante. Finestre aperte e mai più chiuse per non voltarsi dall’altra parte. Perché la mafia non è un problema di pochi\, ma una responsabilità collettiva. La testimonianza di Lella diventa così un atto civile e un impegno educativo: chiedere giustizia e contribuire a salvare le nuove generazioni dalla violenza criminale. \n\n\n\nLo spettacoloStoc ddò – Io sto qua! è un teatro di narrazione intenso e necessario\, purtroppo ancora drammaticamente attuale.Attraverso un’approfondita ricerca sul territorio\, Sara Bevilacqua accoglie la storia di Lella e Pinuccio Fazio assumendosi la responsabilità di esserne testimone. Ne nasce un’esperienza teatrale capace\, con una sola voce femminile\, di restituire la forza di un lutto vivo e inciso nella memoria collettiva.Lo spettacolo ha ricevuto il Premio del Festival Le Voci dell’Anima 2022 con la seguente motivazione: “Attraverso una sola voce\, femminile\, bella\, profonda e reale\, riesce a restituire le immagini di un lutto doloroso e vivo che resta inciso nella memoria del pubblico. Un lavoro sincero\, che arriva dentro e che fa riflettere su quanta verità possa raccontare\, oggi\, il teatro”.Il biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Ultimo appuntamento in abbonamento. Il botteghino è aperto giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.itNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’ ‘e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe.ì
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SUMMARY:“Parlami Orlando" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Wolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e altri scritti della scrittrice\, nasce “Parlami Orlando”spettacolo firmato da Giuseppe Bucci ((già regista di “Tom a là ferme”\, “In casa con Claude”)\, che dirigerà l’attore Salvatore Langella sul palco dell’OFF/OFF Theatre\, in scena da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo. \n\n\n\nLe musiche di Pericle Odierna\, l’installazione scenografica di Andrea Maresca (Spiff) il disegno luci di Umberto Fiore\, le foto di Manuela Giusto e i costumi e la direzione creativa a cura di KB Project firmato Karma B\, daranno valore a un testo prezioso e di parola come quello che Bucci ha adattato per il teatro dalla lettura di Wolf.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nVirginia Woolf\, rifugiata nella sua “stanza tutta per sé” rilegge un’ultima volta il suo romanzo prima di darlo alle stampe\, rivivendone tutti i personaggi.   \n\n\n\nElla si cala nei panni di un immaginario biografo (un uomo\, appunto) prendendosi teneramente gioco del suo Orlando\, che\, giovane uomo nel ‘600 Shakespeariano attraversa i secoli fino a diventare una consapevole e splendida donna dei primi del ‘900\, sempre alla ricerca di quella intuizione di poesia pura (l’oca selvaggia) che gli scrittori eternamente inseguono. \n\n\n\n“Orlando” è una delle opere più affascinanti\, ironiche\, profonde della letteratura inglese. Un’avventura che attraversa i secoli e temi suggestivi come la sessualità\, il ruolo della donna nella storia\, il patriarcato e l’omosessualità.  \n\n\n\n NOTE DI REGIA  \n\n\n\n“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Woolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e da suoi altri scritti nasce “Parlami\, Orlando”. “Innamorato della scrittura della Woolf“\, precisa il regista\, “ho ideato una messa in scena che (a differenza del noto film) permette di godere appieno della meraviglia di queste pagine\, della sua scrittura poetica\, finemente ironica\, incantevole”.  \n\n\n\nSalvatore Langella (in “Skianto” con Filippo Timi e protagonista di “Tom a là ferme”) è perfetto nell’incarnare Virginia e il suo spirito\, il passaggio da uomo a donna di Orlando con la sua fluidità interpretativa\, la sua passione e la sua sagacia. Lo spettacolo è impreziosito dai costumi e la direzione creativa di KB Project (la geniale coppia di drag Karma B) le incantevoli musiche di Pericle Odierna (globo d’oro per “Picciridda”)\, un’installazione scenografica (lunghe pergamene/tenda scritte da pagine e pagine del romanzo) di Andrea Maresca (Spiff Creation\, creatore del manifesto 40′ Lovers Film Festival) e il disegno luci di Umberto Fiore.  \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Polvere - dialogo tra uomo e donna”.  al Palacultura di Messina
DESCRIPTION:Rete Latitudini\, in collaborazione con la Compagnia Scena Verticale\, organizza per mercoledì 4 marzo alle 21:00\, al Palacultura Antonello da Messina\, lo spettacolo teatrale “Polvere – dialogo tra uomo e donna”.  \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nel contesto dell’evento di sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza di genere\, promossa dal CESV Messina ETS con le associazioni ACISIF Messina Terre Solidali ODV\, CEDAV Centro Donne Antiviolenza APS\, C.I.R.S. Casa Famiglia ETS\, Evaluna APS\, La Clessidra ODV\, Una di noi APS\, Centro Antiviolenza “Al tuo fianco” di Furci Siculo e con la CGIL e Posto Occupato\, in collaborazione con il Comune di Messina e con Latitudini. \n\n\n\nLa giornata di eventi del 4 marzo nasce dalla consapevolezza che il femminicidio rappresenta spesso l’atto finale di una violenza che si costruisce nel tempo\, attraverso forme meno evidenti ma non per questo meno gravi: il controllo\, il disprezzo\, la svalutazione\, la negazione dell’altro\, fino alla perdita progressiva di libertà e identità. È su queste dinamiche che occorre promuovere consapevolezza\, in particolare tra i più giovani. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nCuore della giornata sarà la messa in scena dello spettacolo “Polvere – dialogo tra uomo e donna” di Saverio La Ruina e Cecilia Foti\, opera di grande impatto emotivo ed educativo\, capace di raccontare il processo di annientamento della donna e\, al tempo stesso\, di stimolare una riflessione profonda sulle relazioni tossiche\, sull’amore possessivo\, sulla violenza invisibile e sui rapporti di potere tra uomo e donna.  \n\n\n\nLo spettacolo\, riconosciuto e premiato a livello nazionale ed europeo\, sarà accompagnato da un momento di confronto diretto con gli artisti\, favorendo il dialogo e il coinvolgimento attivo degli studenti. \n\n\n\nGli eventi della mattinata\, a cui parteciperanno oltre 700 studenti\, provenienti dagli istituti di istruzione superiore Archimede\, Bisazza\, Minutoli\, Antonello\, Maurolico e Ainis di Messina\, l’istituto comprensivo Pascoli di Messina e l’istituto superiore Fermi di Barcellona Pozzo di Gotto\, saranno condotti dalla giornalista Alessandra Mammoliti (The Messineser) – assumendo un forte valore simbolico\, collocandosi nel percorso di avvicinamento alla celebrazione dell’8 marzo\, e propongono una riflessione autentica sul tema del femminile\, dei diritti\, del rispetto e della responsabilità nelle relazioni.  \n\n\n\nPer il CESV Messina\, l’appuntamento della mattina si inserisce tra le iniziative dedicate ai 25 anni di attività dell’ente\, come tappa significativa di un percorso che guarda a EsserCi Festival 2026\, riaffermando il ruolo del volontariato come presidio culturale ed educativo capace di leggere il presente e costruire futuro. \n\n\n\nIl programma \n\n\n\n\nOre 9.00 – 9.30: accoglienza delle scuole e dei partecipanti;\n\n\n\nOre 9.30 – 10.30: presentazione delle organizzazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere che saranno presenti anche con banchetti informativi;\n\n\n\nOre 10.30 – 11.50: replica per gli studenti di “Polvere”;\n\n\n\nOre 11.50 – 12.30: dibattito e confronto con il regista Saverio La Ruina e l’attrice Cecilia Foti\, con il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti.\n\n\n\nore 21:00\, spettacolo teatrale POLVERE – DIALOGO TRA UOMO E DONNA (qui il link per la prevendita) Intero € 10\,00 – ridotto under 18 € 5\,00 (apertura botteghino ore 20.00).\n\n\n\n\nCosì le note di regia: “Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva.” \n\n\n\n  “Ma c’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.”  “Una polvere opaca che confonde\, fatta di parole che umiliano e feriscono
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LOCATION:Palacultura Antonello da Messina\, Viale Boccetta\, 373\, Messina\, ITA\, 98122\, Italy
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SUMMARY:ROTTA. Cinque barche in mare\, il confine liquido a Palazzo Vecchio a Firenze
DESCRIPTION:C’è chi\, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane\, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attraversano il mare senza lasciare traccia\, fuori da ogni statistica\, inghiottite da un confine che spesso non riconosce i corpi\, i nomi\, le storie. È da questa frattura\, e dall’esperienza diretta dell’artista Giuseppe Lo Schiavo\, che a Palazzo Vecchio di Firenze\, dal 4 al 29 marzo 2026\, arriva Rotta\, mostra immersiva e opera video installativa che esplora il Mediterraneo come spazio di confine\, memoria e ascolto\,  trasformando il mare in un luogo sospeso tra oblio e testimonianza attraverso immagini\, suono e rito. \n\n\n\nUn’opera d’arte site specific a cura di Serena Tabacchi – nata come performance in presa diretta – che nelle immagini di un attraversamento in mare aperto\, chiama a raccolta e interroga le coscienze. Un’esperienza sensoriale immersiva che coinvolge lo spettatore non come osservatore esterno\, ma come presenza attiva all’interno di uno spazio di ascolto e riflessione\, dove l’arte non si limita a rappresentare\, ma chiede una presa di posizione: una processione laica in mare\, in cui cinque imbarcazioni avanzano insieme come un unico corpo\, fino a un gesto finale di forte impatto simbolico. \n\n\n\nÈ così che Rotta si colloca consapevolmente all’interno di quello che era lo spazio deputato alla difesa della “fortezza” cittadina\, e che Giuseppe Lo Schiavo trasforma in un luogo di riflessione sul concetto contemporaneo di difesa e di confine. Confini che non sono più mura né bastioni\, ma superfici liquide\, instabili\, spesso invisibili. Rotte marittime trasformate in linee di separazione\, in spazi di controllo e di attesa\, dove la tutela di un territorio coincide spesso con l’esclusione dell’altro.  \n\n\n\nNei 350 metri quadrati della Sala d’Arme\, proiezioni perimetrali sincronizzate e un sistema audio immersivo costruiscono un ambiente che agisce sul corpo e sulla percezione: le immagini scorrono come frammenti di una memoria collettiva che non trova archivi ufficiali\, mentre il suono avvolge lo spazio e guida l’esperienza in un attraversamento emotivo e sensoriale che sollecita domande\, responsabilità\, partecipazione. \n\n\n\nNon solo dispositivo immersivo: nella Sala d’Arme trovano posto sculture di delfini a grandezza naturale. Spiriti guida per eccellenza\, i delfini assumono un valore ambivalente: simboli di salvezza e di mito\, ma anche presenze silenziose che accompagnano e interrogano. Un’estensione che amplia il respiro del progetto e rafforza il dialogo tra interno ed esterno\, tra esperienza individuale e dimensione collettiva. \n\n\n\nLa colonna sonora originale\, composta da Marco Guazzone\, dialoga con l’esecuzione di una banda musicale di Pizzo Calabro\, coinvolta direttamente nel progetto\, trasformando il viaggio in un atto corale\, intimo e collettivo al tempo stesso. \n\n\n\nGiuseppe Lo Schiavo\, in arte GLOS\, è visual artist e researcher attivo tra Milano e Londra. La sua ricerca si muove all’intersezione tra tecnologia\, scienze e storia dell’arte attraverso il concetto di Synthetic Photography\, sviluppato a partire dal 2022 dopo la collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento su progetti di biologia sintetica. Il suo lavoro indaga temi come evolutionary biology\, transhumanism ed ecocentrism\, attraverso installazioni immersive\, proiezioni 3D e ambienti audiovisivi complessi. Tra i principali riconoscimenti figurano l’European BioArt Challenge 2021\, il Premio Cairo 2024 e la selezione su Domus nel 2023. Le sue opere sono state presentate in musei\, fondazioni e collezioni pubbliche e private in ambito nazionale e internazionale. \n\n\n\nRotta è promossa dai Musei Civici Fiorentini con il Patrocinio del Comune di Firenze e con la collaborazione della Fondazione MUS.E
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SUMMARY: "Il funerale di mia madre – The show" a Fertili Teatro di Torino
DESCRIPTION:Drammaturga inglese dalla scrittura incisiva e tagliente\, Kelly Jones è l’autrice de Il funerale di mia madre – The show\, commedia agrodolce infarcita di humor nero molto “british style” in cui si affrontano temi di grande attualità come la disuguaglianza sociale\, ma anche la fragilità di legami familiari alimentati da segreti mai confessati e bugie dette a voce alta: partendo da un pretesto trattato in modalità grottesca\, per quanto molto legato alla quotidianità\, si sviluppa un meccanismo teatrale che parla di lutto\, donandoci un meraviglioso vademecum per chi resta\, per chi sopravvive. \n\n\n\nProtagonista della pièce è la giovane Abigail che\, appresa la notizia del decesso della madre\, si rende subito conto come non possa permettersi le spese di un funerale degno di questo nome: morire costa caro\, sembra da subito evidente nella drammaticità del momento\, se è vero che al di là della Manica un rito funebre può arrivare a costare più di 4000 sterline\, mal contati cinquemila euro\, senza considerare l’extra dei fiori. A giochi fatti\, per permettersi il funerale di sua madre\, Abigail deve in poco tempo inventarsi qualcosa: drammaturga di professione\, quale altra soluzione se non rifugiarsi nella scrittura di un nuovo testo teatrale\, qualcosa che colpisca subito\, che abbia successo\, che sia crudo e pungente\, una storia di vita nella classe operaia? Fissando sulla carta un’istantanea della realtà con protagonista la sua stessa madre defunta\, solo così (forse) Abigail potrà racimolare la somma necessaria per quella degna cerimonia a questo punto prossima a diventare a tutti gli effetti un inaspettato show… \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nL’incontro con questo testo è stato un colpo di fulmine\, inaspettato come tutti gli incontri dovrebbero essere. Quando ci siamo imbattuti in questo titolo nel gigantesco programma dell’Edinburgh Fringe Festival (che propone ogni giorno decine di migliaia di eventi)\, siamo entrati in sala convinti di assistere ad una stand-up comedy\, magari caustica\, tagliente e ironica\, in pieno stile britannico. Non innocua forse\, ma pur sempre una commedia\, che giocasse con i generi senza disturbare noi spettatori\, senza scomodarci dalla nostra zona di comfort. \n\n\n\nMa una volta raccolti a cerchio tra gli spalti del RoundAbout\, teatro mobile che ricorda così tanto la O di legno elisabettiana\, abbiamo assistito al più magico dei trucchi teatrali: quello di chi gioca con il realismo\, per rivelarne tutta la finzione\, e lasciarti alla fine spogliato di ogni pregiudizio o pretesa\, in compagnia di quella verità\, così vera perché si presenta diversamente in ognuno di noi\, come un pugno nello stomaco\, un pianto inaspettato\, una risata dal cuore\, pensieri che riaffiorano a giorni di distanza. Quell’esperienza di verità insomma\, che può nascere solo da un sapiente gioco di finzione. \n\n\n\nMa forse è proprio nella difficoltà della creazione artistica\, in quel suo ‘tradire’ la vita reale\, per farla più vera\, che risiede il senso di questo lavoro. O forse no\, non solo… (Francesca Montanino) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e alcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:"Riccardo III" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il carisma interpretativo di Maria Paiato incontra il fascino oscuro del Riccardo III di Shakespeare\, in scena al Teatro Argentinadal 3 al 15 marzo\, nell’adattamento di Angela Demattè\, diretto da Andrea Chiodi e prodotto dal Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. \n\n\n\nL’attrice veneta veste i panni maschili di Re Riccardo l’usurpatore\, il genio cattivo\, il tipo di uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano\, conferendogli un’immagine il più vicina possibile a quella originale shakespeariana. La tragedia in cinque atti del Bardo\, tra le opere più celebri\, racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Scritta intorno al 1592\, drammatizza gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi\, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485\, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare\, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena.  Al centro dell’opera si erige la figura di Riccardo: in un fisico deforme\, racchiude un’indomabile forza negativa\, e la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile carisma. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – dichiara il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa.» \n\n\n\nUna dramma storico immerso in affari di guerra e di famiglia\, in affari tribali come li definisce Angela Demattè\, che ne ha curato l’adattamento per la scena. «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale – afferma Demattè – Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. “L’Amore mi ha rinnegato nell’utero di mia madre”\, dice Riccardo nell’Enrico VI. Qui\, nella pièce che porta il suo nome\, Riccardo ritorna nell’utero e si fa madre (matrigna diremmo) di se stesso reclamando il diritto di “essere”: “Mi sono deciso a provarmi nella parte dell’infame”. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi per sopravvivere\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama? Quando il linguaggio ha esplorato tutto il suo potere manipolatorio\, quando il potere si ottiene cosa rimane dell’uomo? Un bambino ferito può mai amare e sentirsi amato? Riccardo/Shakespeare sa che esiste una madre reale\, che ancora vive. La Duchessa di York precipita il protagonista nel ventre\, lo rinomina aborto. E così Margherita\, unico personaggio che\, conoscendo il mondo arcaico\, può davvero evocarlo\, guardarlo\, sfuggirgli\, rifugiarsi in un mondo ancora più antico (o futuro). Sono salvatrici e carnefici\, come tutte le Grandi Madri. Conoscono altre leggi\, ben più sapienti e crudeli di quelle che Riccardo crede di governare. Lì la parola non funziona più\, il pensiero si disarticola\, il bene vince il male vince il bene vince il male. E così\, finalmente\, precipitato nel caos\, il deforme Riccardo soccombe\, come deve essere. Splende il Sole e le ombre si diradano\, la parola non ha più ambiguità: il brutto è brutto e il bello è bello. L’ordine ritorna\, come il popolo desidera.» \n\n\n\nDistribuzione dei ruoli: \n\n\n\nRICCARDO – Maria Paiato \n\n\n\nBUCKINGHAM – Giovanni Franzoni \n\n\n\nREGINA ELISABETTA – Francesca Ciocchetti \n\n\n\nDUCHESSA DI YORK – Giovanna Di Rauso \n\n\n\nREGINA MARGHERITA – Carlotta Viscovo \n\n\n\nCLARENCE – Emiliano Masala \n\n\n\nRE EDOARDO IV – Igor Horvat \n\n\n\nRIVERS – Tommaso Cardarelli \n\n\n\nLORD HASTINGS – Riccardo Bocci \n\n\n\nLADY ANNA – Ludovica D’Auria \n\n\n\nPRIMO ASSASSINO / CATESBY / RAGAZZO – Cristiano Moioli \n\n\n\nSECONDO ASSASSINO / RATCLIFFE / PRINCIPE – Lorenzo Vio \n\n\n\nLa tournée: lo spettacolo è stato a Brescia\, Ancona\, Genova\, Thiene\, Mestre\, Rovigo\, Palermo\, Catania. Dopo le date da voi sarà a Cagliari – Teatro Massimo / 18-23 marzo\, Bergamo – Teatro Donizetti / 9-17 maggio. \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari spettacolo: martedì\, giovedì 5 marzo e venerdì ore 20; mercoledì e sabato ore 19;  \n\n\n\ndomenica e giovedì 12 marzo ore 17 _ Durata spettacolo: Primo atto 1h30’; Intervallo 15’; Secondo atto 1h05’
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SUMMARY:"Charlotte e Theodore" al Cometa Off
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta in Italia\, dal 3 all’8 marzo al Teatro Cometa Off\,”Charlotte e Theodore”\, commedia brillante e audace scritta dal drammaturgo Ryan Craig e con la regia di Massimiliano Farau. \n\n\n\n La storia segue le vicende di una coppia di accademici: Charlotte e Theodore\, filosofi e insegnanti universitari. In questo contesto intellettualmente stimolante\, l’autore affronta tematiche estremamente attuali\, come la “cancel culture”\, gli estremismi della “woke culture”\, i limiti di un politicamente corretto estremo e gli effetti collaterali di un’interpretazione distorta del concetto di “libertà di espressione”\, che porta a una società in cui i confini tra opinione e sapienza tendono a confondersi.  \n\n\n\nUna grande storia d’amore che si dipana nell’arco di dieci anni e racconta\, con delicatezza e grazia ma senza facili sentimentalismi\, la metamorfosi\, le crisi\, le asperità ma anche la resilienza e la toccante tenerezza di un sentimento che dall’ incondizionato slancio iniziale si trasforma e matura attraverso gli inevitabili compromessi che la vita e il desiderio di auto-affermazione individuale gli impongono.  \n\n\n\nAl centro della trama c’è una competizione professionale tra i due: entrambi lottano per ottenere un ambito posto di lavoro ai vertici dell’università. Questo scontro porterà a galla le loro differenze ideologiche e personali\, rivelando le dinamiche complesse che si instaurano all’interno della coppia. Tra rivalità\, ambizioni e fragilità\, emergeranno le contraddizioni di due intellettuali che si trovano a dover fronteggiare le nuove sfide di un sistema accademico e culturale in rapida evoluzione.Con un finale struggente e screziato di malinconia in cui torna l’idillio iniziale (e anche il primo seme delle crisi a venire) accompagnato da una singolare colonna sonora che unisce un Bach rivisitato dal compositore Stefano Switala e il canto notturno di uno stormo di uccelli.  \n\n\n\nCiò che rende “Charlotte e Theodore” davvero unico è il suo approccio irriverente e assolutamente NON politicamente corretto. Lo spettacolo si distingue per un’ironia britannica affilata\, pungente e a tratti controversa\, che non ha paura di mettere in discussione le convenzioni sociali e le ideologie dominanti.  \n\n\n\nDa Martedì 3 a Domenica 8 Marzo 2026 \n\n\n\nDal Martedì al Venerdì ore 21:00 – Sabato ore 19:00 – Domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nBiglietto ONLINE :  € 19\,00 \n\n\n\nhttps://www.ciaotickets.com/it/biglietti/charlotte-e-theodore-roma
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SUMMARY:"Orlando" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Il 9 ottobre del 1927\, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae\, accettando di diventare oggetto\, musa\, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore\, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice\, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia\, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo\, vissuto per più di quattrocento anni\, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga\, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.  \n\n\n\n“Oltre che un classico di sconvolgente attualità\, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura\, alla libertà\, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo\, il piacere\, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.”  \n\n\n\nNadia Fusini  \n\n\n\n“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci come esseri umani adulti\, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma\, per fortuna o per avventura\, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando\, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo\, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità\, del maschile\, del femminile\, e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo.”  \n\n\n\nAndrea De Rosa  \n\n\n\n“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito\, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita\, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce\, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi\, delle identità\, perfino della morte.”  \n\n\n\nFabrizio Sinisi / drammaturgia  \n\n\n\n“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere\, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma\, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando\, Virginia\, Anna ed il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta\, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io chiamo realtà.” (Virginia Woolf – Diari)”  \n\n\n\nPasquale Mari / luce  \n\n\n\n“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da Virginia Woolf per Orlando\, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che\, tra le altre cose\, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la natura\, la bellezza. Alla fine\, tutto confluiva qui\, nella ricerca di un connubio\, di un punto d’incontro tra natura e letteratura\, tra la bellezza di un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato\, un albero la cui chioma è fatta da luci\, tralicci\, americane: una fetta di realtà trasportata in uno spazio teatrale\, quel luogo magico dove da un albero\, al posto di una foglia\, può cadere un foglio bianco…”  \n\n\n\nGiuseppe Stellato / spazio scenico  \n\n\n\n“Il suono\, lontano e intimo\, di una campana scandisce un tempo indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali; è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.”  \n\n\n\nG.U.P. Alcaro / musica  \n\n\n\n“Un abito veste e spesso determina\, un costume teatrale veste e crea mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse\, ma anche un blu polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche\, una seta impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500\, un cinturone maschile e una gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono\, senza troppo definire e chiudere\, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste – magnificamente – e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.”  \n\n\n\nIlaria Ariemme / costumi  \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/orlando/268574   \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19
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SUMMARY:"Lungo viaggio verso la notte" al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Gabriele Lavia e Federica Di Martino sono i protagonisti di Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, che debutta martedì 3 marzo alle ore 21.00 al Teatro Biondo di Palermo nella messa in scena diretta dallo stesso Lavia e coprodotta da Effimera e Fondazione Teatro della Toscana. Lavia e Di Martino interpretano i ruoli di James e Mary Tyrone\, mentre Jacopo Venturiero e Ian Gualdani sono rispettivamente i figli Jamie ed Edmund\, completa il cast Beatrice Ceccherini nel ruolo di Cathleen. \n\n\n\nLe scene dello spettacolo sono di Alessandro Camera\, i costumi di Andrea Viotti\, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Giuseppe Filipponio. Repliche fino a domenica 8 marzo. \n\n\n\nAmbientato nel 1912\, il dramma racconta una giornata della famiglia Tyrone in lotta con i propri demoni\, tra conflitti\, dipendenze e segreti dolorosi: James è un attore famoso ma ormai in declino\, Mary una moglie vittima della dipendenza da oppiacei\, mentre i figli Jamie ed Edmund sono condizionati dall’ambiente tossico. L’opera mette a nudo i fallimenti\, le dipendenze e i risentimenti reciproci dei membri della famiglia\, in una lenta ma inesorabile discesa verso l’oscurità interiore. \n\n\n\nScritto tra il 1941 e il 1942\, Lungo viaggio verso la notte è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense\, l’opera più dolorosamente autobiografica. Rappresentato per la prima volta a Stoccolma nel 1956\, vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo\, dopo la morte dell’autore. Sidney Lumet ne diresse il primo adattamento cinematografico nel 1962\, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson.  \n\n\n\nScrive Lavia nelle note di regia: «Lungo viaggio verso la notte è il titolo che Eugene O’Neill dà alla sua opera centrale\, alla sua opera-confessione: il padre di O’Neill era stato un attore di grande successo\, come il protagonista della sua opera teatrale. La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta\, in fondo\, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera\, davvero amara\, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza\, di amore e disprezzo\, comprensione e rigetto\, di famiglia e della sua rovina». \n\n\n\nLungo viaggio verso la notte \n\n\n\ndi Eugene O’Neill \n\n\n\ntraduzione Bruno Fonzi \n\n\n\nadattamento Chiara De Marchi  \n\n\n\nregia Gabriele Lavia \n\n\n\npersonaggi e interpreti: \n\n\n\nJames Tyrone Gabriele Lavia \n\n\n\nMary Tyrone Federica Di Martino \n\n\n\nJamie Tyrone Jacopo Venturiero \n\n\n\nEdmund Tyrone Ian Gualdani \n\n\n\n Cathleen Beatrice Ceccherini  \n\n\n\nscene Alessandro Camera \n\n\n\ncostumi Andrea Viotti  \n\n\n\nmusiche Andrea Nicolini \n\n\n\nluci Giuseppe Filipponio \n\n\n\nsuono Riccardo Benassi \n\n\n\naiuto regia Mattia Spedicato \n\n\n\nproduzione Effimera / Fondazione Teatro della Toscana  \n\n\n\ndurata: 2 ore e 45 minuti incluso un intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmartedì 3 marzo ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 4 marzo ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 21.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17.00
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SUMMARY:"Marcinelle \, Storie di Minatori" allo Spazio Diamant
DESCRIPTION:L’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier\, a Marcinelle\, nel Belgio meridionale\, 262 minatori morirono a causa di un incendio e dei fumi tossici. Tra le vittime\, 136 erano lavoratori italiani immigrati in Belgio grazie a un accordo tra il governo italiano e quello belga (volto a fornire manodopera al Belgio in cambio di carbone inviato in Italia). \n\n\n\nLo spettacolo\, a settant’anni di distanza\, ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di quattro minatori\, dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera in quello che fu l’incidente sul lavoro più drammatico in Europa dal dopo guerra ad oggi.  \n\n\n\nNel dopoguerra si è verificata la terza grande ondata migratoria di nostri connazionali in cerca di fortuna all’estero\, coinvolgendo migliaia di persone che erano obbligati a lasciare le loro case stretti dalla morsa della povertà. Lo spettacolo è il frutto di un accurato studio dell’autore dei fatti avvenuti e del contesto sociale dell’epoca\, attraverso fonti scritte\, filmiche e orali. \n\n\n\nQuando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era chi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie – chiamate mine – di mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique (un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori). \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nLa mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nScritto e diretto da Ariele Vincenti – Con: Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,  Giacomo Rasetti\,  Vincenzo Tosetto\,  Ariele Vincenti – Scenografia Alessandro Chiti –  Composizioni Musicali Tiziano Gialloreto – Disegno Luci e Fonica Stefano Pierucci – Costumi Agostina Imperi – Aiuto Regia Nicolò Marabini| –  Foto Francesco Nannarelli| – Grafica Marco Animobono
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY: “Il ballo dei Manichini” alle Salette di Roma
DESCRIPTION:Andrà in scena al Teatro Le Salette di Roma dal 3 all’8 marzo 2026\, l’opera futurista di Bruno Jasienski “Il ballo dei Manichini”\, adattamento di Francesca e Natale Barreca\, regia di Stefano Maria Palmitessa. \n\n\n\nL’opera scritta nel 1931 da Jasienski\, drammaturgo e leader del movimento futurista polacco e rappresentata da E.F. Burian al D 34 Theatre di Praga nel 1933 è nota per la sua atmosfera sospesa\, simile per certi versi a quella dei manichini metafisici.  \n\n\n\nBallo di carnevale\, musica e danze\, una sola notte per assaporare la libertà\, la gioia\, l’emozione di potersi muovere\, di ballare\, di sentirsi vivi. Sogni e speranze dei manichini che si intrecciano con il ballo degli esseri umani\, uomini e donne anche loro bloccati tra artificiosità\, indifferenza\, egoismi. Una testa\, aspirazione di umanità che non vale la pena di essere portata sul collo. Il copione rappresenta un esempio di teatro totale come suggerisce Giovanni Pampiglione “dove musica\, movimento e recitazione avrebbero permesso agli attori di sviluppare un alto tasso di teatralità”. Si tratta di un racconto fiabesco e surreale che guarda alla natura semplice degli esseri candidi che vengono identificati dall’autore nei manichini. Lo stile di Jasienski appartiene alla tradizione dell’avanguardia russa\, quella che sfiora il grottesco\, il carnevalesco. \n\n\n\nIl Teatro Palmitessa \n\n\n\nStefano Maria Palmitessa è un regista teatrale che ama e realizza un teatro diverso e originale con una profonda e attenta analisi dei testi teatrali. Palmitessa ha diretto molti spettacoli teatrali con acume e senso del teatro che lo distinguono e lo rendono unico nel suo genere. Le caratteristiche della sua regia possono essere individuate in note che lo rendono interprete di un teatro personale pur avendo sempre scelto testi complessi di autori classici. Le caratteristiche della sua regia possono essere identificate in tre elementi essenziali che costituiscono il perno del suo modo di fare teatro. \n\n\n\nLa Contemporaneità \n\n\n\nVi è sempre una ristrutturazione della scrittura teatrale in chiave contemporanea pur nella fedeltà al testo classico. La scelta della vicenda rappresentata è orientata a conseguenze inevitabili. Non vi é alcuna apertura alla pietà e alla speranza. Palmitessa sceglie testi estremamente complessi e drammatici dove l’ombra della violenza e della morte dettano il finale. Non però come fa la tragedia greca che ha lo scopo di dirigere gli spettatori alla catarsi\, a una purificazione\, perché fato e destino dominano l‘uomo. L’uomo nel suo agire è destinato a soccombere alle sue scelte\, ma il regista orienta la vicenda a nuovi motivi dove l’attualità dell’agire umano emerge in tutto il suo significato anche se irreversibile. Lo spettatore non rimane soddisfatto come nella tragedia greca\, ma disorientato perché la vita non dà alternative\, anche nella scelta dove a volte si nasconde dolore e delusione. \n\n\n\nLo Spazio \n\n\n\nE’ una scenografia fuori dal tempo quella voluta dal regista\, ma confinata come se i personaggi fossero imprigionati in uno spazio limitato. Gli elementi che costituiscono la scenografia\, nei quali si muovono gli attori\, possono essere cornici\, finestre\, siparietti. Luoghi stretti dove l’attore è costretto a muoversi in una gestualità ben calcolata.  \n\n\n\nIl palcoscenico si trasforma e diventa magicamente un teatrino di burattini\, in cui gli esseri viventi si muovono come marionette della vita\, rimanendo uomini nei loro desideri\, nelle loro passioni\, nei sentimenti\, ma che meccanicamente mostrano\, quasi a nascondere\, il loro dolore nella formalità della vita. Quando il regista spiega come si deve affrontare la vicenda\, chiede di non immergersi nella situazione\, ma di uscirne totalmente come se l’attore guardasse sé stesso mentre interpreta il suo ruolo. L’emozione è lasciata al pubblico che rimane abbagliato dall’abilità della recitazione degli attori che danno vita ai personaggi come il bambino che mentre gioca dà vita ai suoi giochi.  \n\n\n\nE’ questa l’originalità del teatro di Palmitessa la totale estraneità alla vicenda\, perché soltanto in questa estraneità si può entrare nel mondo dell’altro. La Staticità dell’impianto scenico è stravolta da un dinamismo insito e si può assaporare un teatro estremamente espressionista. Diventa naturale per il regista il rifiuto di un teatro realista. Cadere o “scadere” nel quotidiano per il regista Palmitessa e inutile. Il quotidiano lo viviamo tutti i giorni il teatro è altro. (cit. Vincenza Salvatore) \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIl Ballo dei manichini di Bruno Jasienski – Serata Futurista \n\n\n\nAdattamento di Francesca e Natale Barreca \n\n\n\nInterpreti: Davide Spena\,  Luigi Zanni\, Mary Fotia\, Maria Adelaide Terribili\, Viola Creti\, Simone Proietti\, Alessandro Laureti\, Giovanna Castorina\, Ivo Bevilacqua \n\n\n\nMusiche e Assistenza alla Regia: Giovanna Castorina \n\n\n\nCostumi: Mary Fotia \n\n\n\nRegia: Stefano Maria Palmitessa \n\n\n\nMartedì 3 – Mercoledì 4 – Venerdì 6 ore 20:00 \n\n\n\nGiovedì 5 – Sabato 7 – Domenica 8 ore 17:30 \n\n\n\nInfo e prenotazione biglietti 347 422 2594 \n\n\n\nIllustrazione della locandina a cura di Ivo Bevilacqua
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SUMMARY:ITALIANESI - Proiezione del film e spettacolo teatrale al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Una serata evento dedicata a Saverio La Ruina al TeatroBasilica: ITALIANESI – Proiezione del film e spettacolo teatrale sarà in scena il 2 marzo 2026\, ore 19:00 proiezione | ore 21:00 spettacolo. La drammaturgia\, regia e interpretazione sono di Saverio La Ruina\, musiche originali Roberto Cherillo\, contributo alla drammaturgia Monica De Simone; disegno luci Dario De Luca \n\n\n\nUna pagina sconosciuta della Storia italiana ed europea. Alla fine della seconda guerra mondiale\, circa 25.000 italiani tra soldati e civili rimangono intrappolati in Albania con l’avvento della dittatura\, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di violente persecuzioni. La maggior parte di loro viene rimpatriata fino al 1955\, ma diverse centinaia vi resteranno bloccati\, i più nella società civile\, alcuni internati\, come il nostro protagonista\, uno dei tanti figli di genitori italiani e albanesi. Vive in un alloggio circondato da filo spinato\, controllato dalla polizia segreta del regime\, sottoposto a interrogatori\, appelli quotidiani e lavori forzati. Solo alla caduta del regime nel 1991\, dopo quarant’anni vissuti nel sogno del padre e dell’Italia\, conosce la libertà e raggiunge l’Italia alla ricerca del padre. Come lui\, circa quattrocento cittadini italiani e loro discendenti vengono rimpatriati nello stesso anno dal Governo italiano\, convinti di essere accolti come eroi ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia. \n\n\n\nIspirato a storie vere. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nwww.teatrobasilica.com \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30. \n\n\n\nPrezzo \n\n\n\n✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€
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SUMMARY:"Scintille" al Teatro Ambra Jovinelli
DESCRIPTION:Continua con un nuovo appuntamento lunedì 2 marzo alle ore 20.30 al Teatro Ambra Jovinelli\, dove si è inaugurata con Viriglio Sieni lo scorso mese di gennaio\, Scintille\, la stagione 2026 del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini. Lunedì 2 marzo alle ore 20.30 la rassegna presenta in prima romana un doppio programma che affianca Rhapsody in Blue\, coreografia firmata dalla coppia d’arte e di vita composta dalla basca Iratxe Ansa e dall’italiano di origini slave Igor Bacovich e Holy Shift\, creazione eseguita da Spellbound Contemporary Ballet e firmata dal suo fondatore\, il coreografo Mauro Astolfi. \n\n\n\nNella prima parte della serata la coppia Ansa Bacovich\, dal 2013 riunita nel progetto artistico Metamorphosis Dance che ha realizzato più 20 coreografie per compagnie e istituzioni importanti di tutto il mondo\,  con Rhapsody in Blue\, insieme ai 16 danzatori del  Centro Coreografico Nazionale Aterballetto\, traduce in coreografia la partitura della più celebre composizione di George Gershwin\, trascinando lo spettatore attraverso questo mondo fantastico\, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro in cui tutto è possibile\, e da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e sorprendenti che aprono al sogno e a nuovi mondi. \n\n\n\nA seguire Spellbound Contemporary Ballet\, realtà di punta della danza contemporanea italiana attiva da oltre trent’anni sotto la guida dei due fondatori\, la direttrice generale Valentina Marini e il coreografo residente e direttore artistico Mauro Astolfi\, e riconosciuta dal MiC come Centro di Produzione Nazionale della Danza dal 2022\, presenta Holy shift\, una delle ultime creazioni di Astolfi con le musiche originali del danzatore e sound designer Davidson Jaconello. Una rottura del paradigma e la fine di un sogno lineare\, la definisce l’artista. Una crepa nell’ordine delle cose\, un cambiamento che agita il centro di noi stessi. Il coreografo conduce il pubblico in un territorio dove è necessario abbandonare i modelli noti e coltivare una diversa disponibilità all’incertezza. Qui il “sacro” si può nascondere nella rovina\, nella fine delle certezze\, nell’ascolto di ciò che ancora non ha forma. Holy Shift è una coreografia che non dà risposte\, ma apre spazi. Un lavoro poetico e radicale\, che invita a riconoscere nel vuoto la grammatica nascosta di un’altra possibilità. \n\n\n\n*** \n\n\n\nIratxe Ansa e Igor Bacovich\, coppia d’arte e vita. Iratxe è basca\, Igor\, italiano di origini slave. Si sono conosciuti nei Paesi Bassi. Lei danzatrice al Nederlands Dans Theater\, compagnia che ha raggiunto dopo gli studi alla John Cranko Schule di Stoccarda e molte esperienze in Europa in prestigiosissime compagnie\, danzando creazioni di William Forsythe\, Jiří Kylián\, Nacho Duato\, Mats Ek\, Ohad Naharin\, Wayne McGregor e Crystal Pite; lui interprete tra gli altri di Krisztina de Châtel e Nanine Linning dopo la formazione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e all’Università CODARTS di Rotterdam. Dal 2013 insieme guidano\, creano\, danzano per Metamorphosis Dance\, progetto artistico dove le loro esperienze trovano un’idilliaca sintesi in un linguaggio rigoroso\, estremamente fisico\, astratto eppure lirico\, costruito attraverso un movimento sempre sorprendente e impeccabile. La coppia ha messo in scena più di 20 coreografie per compagnie e istituzioni importanti come Lines Youth Ballet negli Stati Uniti\, Le Ballet de l’Opéra de Lyon\, la Hong Kong Academy of Performing Arts\, Arts Umbrella in Canada\, la Compañía Nacional de Danza spagnola. \n\n\n\nSpellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 per volontà del coreografo Mauro Astolfi cui si è aggiunta alla guida due anni dopo Valentina Marini con cui la compagnia ha avviato una intensa attività di internazionalizzazione. Compagnia leader della scena europea e non solo grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Astolfi e le eccellenze tecniche dei danzatori\, Spellbound ha solidificato negli anni una visione progettuale fortemente agganciata a una apertura internazionale che mira a creare un modello di alto profilo focalizzato sulla qualità dei progetti e sulla relazione in rete. La Compagnia ha presentato le proprie opere in quattro continenti  in contesti di prestigio come  Biennale di Venezia\, Schricttmaker Festival\, Houston Dance Salad Festival\, Bangkok International Dance and Music festival\, Seoul Modafee Festival\, Sidance Seoul\, International Spring Festival a Tel Aviv\, Santa Lucia Festival a Monterrey\, Madrid en Danza\, Valencia Temporada Festival\, Prisma International Dance Festival\, Vitebsk International Festival of Modern Choreography\, Fabbrica Europa\, Oriente Occidente\, Invito alla Danza\, Milano Oltre\, Transart\, La Merce\, Guangdong Dance Festival\, Chutzpah Dance Festival\, Tokyo Dance New Air\, Biarritz Le tempes D’Aimer\, City Contemporary Dance Festival\, Arcachon Dance Festival\, Bangkok Italian Festival\, Ankara Music Festival\, Tblisi Ballet Festival\, Hong Kong City Contemporary Dance Festival\, Frei Art Festival\, Copenaghen Dance Festival\, Dap Festival\, Mosca Dance Inversion Festival. Le attività della compagnia oltre alla centralità del coreografo Mauro Astolfi\, autore residente\, abbracciano una serie di progetti in rete anche con altri artisti e istituzioni su scala internazionale\, come Jean Guillaume Weis\, Sang Jijia\, Marcos Morau\, Dunja Jocic\, Tomoko Mukayiama\, Marco Goecke e Jacopo Godani che firmerà una creazione originale in occasione del trentennale della Compagnia nel 2024 all’interno di Pesaro Capitale della Cultura. \n\n\n\nMauro Astolfi\, dopo un lungo periodo passato negli USA\, fonda Spellbound Contemporary Ballet nel 1994. La compagnia continua a ispirare molti coreografi emergenti\, ed è leader della scena internazionale grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Astolfi\, le eccellenze tecniche dei danzatori\, e la visione progettuale fortemente agganciata a una apertura internazionale che mira a creare un modello di alto profilo focalizzato sulla qualità dei progetti e sulla relazione in rete. Per Spellbound Astolfi firma in ventisette anni di attività della compagnia oltre trenta creazioni. Astolfi è inoltre molto attivo come coreografo freelance: crea per Magdeburg Theater\, Augsburg Ballet\, Ballet Trier\, Israel Ballet in Israele\, Incolballet Colombia\, Konzert und Theater St Gallen\, Ballet Bern\, Kitonb Extreme Theatre Company\, Amsterdam Thatreschool\, Balletto di Roma\, Szegedi Kortárs Balett\, Liepziger Ballet\, Gärtnerplatztheater\, River North Dance Chicago\, Ballet Ex\, Arts Umbrella\, Backhaus Dance Company\, Proartedanza oltre che per l’opera musicale I Promessi Sposi di M. Guardì e per progetto speciale “Danza e/è Cultura” assieme ad Adi Salant. Assieme all’attività di coreografo Astolfi è costantemente impegnato come didatta: dall’ottobre 2009 è Direttore Artistico di D.a.f. Dance Arts Faculty a Roma. Dal 2016 al 2018 è stato docente ospite presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. \n\n\n\nScintille è una produzione ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il sostegno del MIC e della Regione Lazio\, in collaborazione con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, Spazio Rossellini\, Teatro Ambra Jovinelli\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. \n\n\n\nFino al 15 maggio\, 4 mesi di programmazione in 4 luoghi diversi – Teatro Ambra Jovinelli\, Spazio Rossellini\, Teatro Biblitoteca Quarticciolo e Teatro Palladium – per l’unica stagione della Capitale interamente dedicata alla danza contemporanea\, tra grandi maestri ed esponenti del nuovo panorama coreutico\, riallestimenti di spettacoli ormai storici e nuove creazioni\, protagonisti della scena italiana e ospiti internazionali \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRhapsody in blue \n\n\n\nCoreografia: Iratxe Ansa e Igor Bacovich  \n\n\n\nMusica: George Gershwin\, Rhapsody in blue; Bessie Jones\, Beggin’ the blues  \n\n\n\nScene e costumi: Fabio Cherstich  \n\n\n\nLuci: Eric Soyer  \n\n\n\nDanzatori: Ana Patrícia Alves Tavares\, Elias Boersma\, Estelle Bovay\, Emiliana Campo\, Albert Carol Perdiguer\, Luigi Civitarese\, Leonardo Farina\, Matteo Fiorani\, Matteo Fogli\, Arianna Ganassi\, Arianna Kob\, Gador Lago Benito\, Federica Lamonaca\, Giovanni Leone\, Gaia Mentoglio\, Nolan Millioud \n\n\n\nProduzione: Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto  \n\n\n\nCoproduzione: Fondazione Teatro Regio di Parma  \n\n\n\nCon il contributo di Etxepare Euskal Institutua   \n\n\n\nHoly shiftCoreografia e Regia: Mauro AstolfiCon: Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, LorenzoBeneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana MeleDisegno luci: Marco PolicastroMusiche originali: Davidson JaconelloCostumi: Anna ColucciaAssistente alle Coreografie: Elena FurlanUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Festival MilanOltre \n\n\n\nINFO & PRENOTAZIONI \n\n\n\nbiglietteria@orbitaspellbound.com+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16) \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/orbita_spellboundhttps://www.facebook.com/orbitaspellboundhttps://orbitaspellbound.com/stagione-2026/
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SUMMARY:“In Nova Azione – L’immutabile forza del Teatro”\, al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è lieto di presentare “In Nova Azione – L’immutabile forza del Teatro”\, un’esperienza scenica intensa che attraversa i secoli per interrogare il presente attraverso la voce eterna del palcoscenico. \n\n\n\nLa società è in continuo e costante cambiamento\, così come l’uomo e la sua storia. Mutano i linguaggi\, le tecnologie\, le abitudini; si trasformano le relazioni\, le paure e le speranze. Ma il Teatro cambia davvero? Oppure custodisce\, immutabile\, il cuore pulsante dell’essere umano? \n\n\n\n“In Nova Azione” invita lo spettatore a scoprirlo in un viaggio millenario che parte dalle tragedie di Eschilo\, attraversa l’universo poetico di William Shakespeare e approda alle inquietudini moderne di Luigi Pirandello. Cinque quadri scenici compongono un percorso emozionale e culturale in cui l’Io ruggisce ancora con la stessa forza primordiale delle tragedie greche e la coscienza continua\, instancabile\, la sua ricerca d’Amore\, verità e identità. \n\n\n\nDalla lotta contro il destino alla frantumazione dell’io\, dalla parola solenne del mito al dubbio esistenziale dell’uomo contemporaneo\, lo spettacolo mette in dialogo epoche diverse per rivelare un’unica\, potente verità: il Teatro è lo specchio più autentico dell’animo umano. \n\n\n\nLa regia di Bruno Basile non propone una semplice rilettura dei classici\, ma un atto scenico vivo\, vibrante\, che restituisce al pubblico il Teatro allo stato puro — essenziale\, necessario\, universale. La scena diventa spazio sacro\, luogo di trasformazione e di confronto\, dove passato e presente si fondono in una nuova azione: “nova”\, appunto\, perché ogni volta che il sipario si alza\, il Teatro rinasce. \n\n\n\nVi invitiamo domenica 1 marzo alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per farvi guidare in questo percorso senza tempo\, dove ogni parola è azione e ogni azione è memoria viva\, teatro allo stato puro. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"ROSA CUNTA E CANTA" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Donatella Finocchiaro sarà grande protagonista al Teatro Pirandello di Agrigento con ROSA CUNTA E CANTA\, uno spettacolo emozionante e unico da lei diretto e interpretato\, un omaggio a una delle artiste più amate e rappresentative della cultura siciliana\, Rosa Balestrieri\, replica unica in scena domenica 1 marzo alle 17.30.  \n\n\n\nCantautrice di talento e donna dalla grande forza\, nella sua vita Rosa Balestrieri ha attraversato momenti di sconforto e disperazione\, dovuti dapprima alla povertà da bambina e poi a rapporti con uomini violenti. Sarà addirittura\, incarcerata per aver aggredito il marito dopo aver scoperto che si era giocato il corredo della loro figlia a carte.  \n\n\n\nDopo varie vicissitudini e rapporti sbagliati si traferisce a Firenze dove riesce a dedicarsi alla musica. Nel 1966 partecipa allo spettacolo di canzoni popolari portato sulle scene da Dario Fo\, dal titolo Ci ragiono e canto. Ha quarant’anni\, il volto segnato da una vita tanto intensa e faticosa\, gli occhi limpidi e sicuri di chi porta fino in fondo le proprie battaglie. La sua voce ha un timbro arcaico e diretto\, la sua presenza drammatica rimane ben impressa negli spettatori\, come le canzoni popolari siciliane che interpreta\, nelle quali si racconta non solo la miseria ma anche l’orgoglio e lo sdegno del popolo. Rosa rappresenta il sogno siciliano\, con il canto riesce a sublimare il suo dolore e quello del suo popolo\, quello degli emarginati\, degli oppressi diventando l’eroina della nostra tradizione e del canto popolare. \n\n\n\nDonatella Finocchiaro\, in perfetta simbiosi con il personaggio\, fa emozionare il pubblico e lo trasporta in questa forte storia che è la vita di Rosa\, interpretando\, con grande passione\, i brani più toccanti e raccontando la forza di questa donna ribattezzata L’Edith Piaff siciliana. Ad affiancarla sul palco il chitarrista Vincenzo Ganci.  \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nDomenica 1 marzo Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:“Strega Bistrega” al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco in programma a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma) domenica 1 marzo alle 16.30 va in scena lo spettacolo “Strega Bistrega” della Compagnia Ruotalibera Teatro\, liberamente ispirato alla fiaba “Il bambino nel sacco” dalla raccolta di fiabe popolari di Italo Calvino. Il testo è di Fabio Traversa\, la regia di Fabio Traversa con la collaborazione di Tiziana Lucattini\, l’interpretazione è affidata a Valentina Greco e Fabio Traversa e\, in video\, a Dawid J. W. Rocca. La protagonista dello spettacolo è Strega Bistrega\, una strega ostinatamente ignorante\, una sopravvissuta di una tradizione stregonesca antica e superata. Deve trovare da mangiare e non è facile. C’è una figlia\, Margherita Margheritone\, ignorante anche lei\, ma curiosa. Esistono altri esseri al mondo? Bambini? E come sono fatti? Forse possono diventare un pasto invitante. Ma se già il bambino in tutte le fiabe è preda inafferrabile\, in questa storia lo è ancora di più. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nStrega Bistrega \n\n\n\ndi Ruotalibera Teatro \n\n\n\nTesto e regia Fabio Traversa \n\n\n\nCon Valentina Greco nella parte di Margherita Margheritone\, Dawid J. W. Rocca in video nella parte di Pierino Pierone e Fabio Traversa nella parte della Strega Bistrega \n\n\n\nCollaborazione alla regia Tiziana Lucattini \n\n\n\nScene Francesco Persico \n\n\n\nCostumi Valentina Bazzucchi \n\n\n\nDisegno luci Martin Beeretz \n\n\n\nRiprese e regia video Fabio Traversa \n\n\n\nPostproduzione Lucia De Amicis \n\n\n\nOrganizzazione e promozione Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nGrazie a Nicoletta Stefanini che ci ha fatto scoprire la fiaba “Il bambino nel sacco” dalla raccolta di fiabe popolari di Italo Calvino\, a cui questa storia si ispira. Grazie a Monica Wasiulevska e ad Erminio Angeloni per la loro collaborativa presenza sul set. \n\n\n\nDomenica 1 marzo 2026 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro \n\n\n\nVia Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00
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SUMMARY:"Radio Killers" al Piccolo Teatro Città di Catania
DESCRIPTION:Il 28 febbraio e l’1 marzo\, al Piccolo Teatro della Città di Catania va in scena la pièce di Valeria La Bua che esplora episodi di cronaca nera dal punto di vista dell’assassino. Protagonisti Gianmarco Arcadipane e Marta Cirello \n\n\n\nUn’indagine teatrale sulla violenza umana\, alimentata da una domanda inquietante: cosa spinge un uomo a uccidere un altro uomo? Ecco cos’è Radio Killers\, spettacolo scritto da Valeria La Bua\, che firma anche la regia insieme con Davide A. Toscano\, e interpretato da Gianmarco Arcadipane e Marta Cirello. Prodotta da Associazione Città Teatro\, in collaborazione con Bottega del Pane e Teras Teatro\, la pièce approda al Piccolo Teatro di Catania sabato 28 febbraio ore 21 e domenica 1 marzo ore 18 nell’ambito del cartellone di Nuovoteatro impaginato dal Teatro della Città.  \n\n\n\nArticolato in tre quadri\, lo spettacolo prende spunto dalla filosofia di Hannah Arendt e dalla sua celebre opera La banalità del male\, interrogandosi sui meccanismi che portano all’atto estremo e sul confine tra responsabilità individuale e sistema sociale. Un’opera che esplora episodi di cronaca nera da un punto di vista sconcertante: quello dell’assassino. Le scene\, realizzate da Mariella Beltempo e Rosalba Cannella\, contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa\, in cui il tempo appare circolare e imprigionante. La radio\, elemento ricorrente\, diventa l’unico contatto con un mondo distante\, un oggetto magico che collega realtà diverse e amplifica la percezione del dramma. \n\n\n\nI tre quadri raccontano storie diverse\, dal pubblico al privato. Nel primo\, Marianne Mathieu\, ufficiale della gendarmeria francese\, provoca la morte di una migrante nigeriana. Il secondo quadro affronta la tragedia di una coppia che\, come Rosa e Olindo\, uccide i propri vicini di casa. Nel terzo\, un personaggio misterioso ci accompagna attraverso una radiocassetta che svelerà solo alla fine il suo intento: vendicare il figlio travolto in un incidente stradale causato dal suo cantante preferito.
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SUMMARY:"Elegia/Vivaldi Umane Passioni" al Teatro Nuovo di Napoli
DESCRIPTION:Il desiderio di raccontare l’essere umano nel suo attraversare il presente\, con le sue vertigini\, le sue memorie e le sue passioni è il filo sottile che unisce le due creazioni Elegia/Vivaldi Umane Passioni\, che MM Contemporary Dance Company porterà in scena da sabato 28 febbraio 2026 alle ore 19.00 (in replica domenica 1 marzo) al Teatro Nuovo di Napoli.  \n\n\n\nLa compagine coreutica\, guidata da Michele Merola\, presenta un dittico che mette in dialogo due sguardi diversi ma complementari: Elegia di Enrico Morelli (in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena) e Vivaldi Umane Passioni dello stesso Merola (con il Teatro Ristori di Verona)\, entrambe interpretate dalla MM Contemporary Dance Company\, compagnia tra le più riconosciute nel panorama coreografico italiano. \n\n\n\nIl progetto è un invito a osservare\, a farsi toccare dalla delicatezza della cura e dalla forza delle passioni\, a riconoscere nella danza uno specchio del presente. La compagnia conferma così la sua capacità di parlare a un pubblico ampio senza rinunciare a scelte estetiche coraggiose e a una scrittura coreografica contemporanea e raffinata \n\n\n\nIn Elegia\, Enrico Morelli affronta il tema dello smarrimento contemporaneo attraverso una scrittura coreografica che alterna caos e quiete\, tensione e abbandono. I danzatori sono figure in cerca di una direzione possibile\, immerse in un tempo che disorienta e costringe a ripensare la propria identità. \n\n\n\nIl lavoro si sviluppa come un viaggio onirico tra memorie\, relazioni perdute e immagini interiori\, sostenuto dalle parole tratte dalle poesie di Mariangela Gualtieri\, che amplificano il tema della cura e dell’attenzione verso l’altro. \n\n\n\nCon Vivaldi Umane Passioni\, Michele Merola prosegue la sua ricerca sul rapporto tra musica e movimento\, scegliendo alcuni dei più celebri concerti per violino di Antonio Vivaldi – La Follia\, L’Inquietudine\, L’Estro Armonico\, Il Favorito – come struttura emotiva e drammaturgica. \n\n\n\nLa coreografia\, ispirata anche ai dipinti di Marc Chagall\, esplora le passioni umane in un dialogo serrato tra corpi e partitura\, in un gioco di inseguimenti\, contrasti e sovrapposizioni che restituisce la vitalità e la complessità dell’esperienza emotiva. \n\n\n\nElegia/Vivaldi Umane Passioni offrirà al pubblico un’esperienza articolata e coinvolgente\, capace di interrogare il presente attraverso la forza evocativa della danza\, e di restituire\, nel dialogo tra musica e movimento\, un’immagine complessa e vibrante dell’umano. \n\n\n\nInizio rappresentazioni ore 19.00 (sabato) e ore 18.30 (domenica) \n\n\n\ninfo 0814976267 –  email botteghino@teatronuovonapoli.it
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SUMMARY:"TOC TOC" al Teatro Karol di Castellammare di Stabia
DESCRIPTION:Sabato 28 febbraio alle ore 17\, arriva al Teatro Karol di Castellammare di Stabia TOC TOC nuova produzione de La luna nel letto\, compagnia di Ruvo di Puglia\, dedicata ai bambini e alle bambine dai 3 anni d’età inserita in Young\, rassegna teatrale per le nuove generazioni a cura di Casa del Contemporaneo e Le Nuvole.In una notte silenziosa\, dai colori chiari e pieni di luce\, due bimbe iniziano un viaggio\, astronaute alla scoperta di nuovi mondi da conoscere. Deda – interpretata da Deianira Dragone – è un’accanita esploratrice e colleziona pezzetti di mondo nelle sue scatole matrioska. Piccoli tesori per imparare e nominare il mondo. Li raccoglie e conserva con cura per giocarci ogni volta che vuole\, da sola. Nella stanza accanto si è appena affacciata la nuova arrivata\, Nana\, interpretata da Anna Moscatelli. Del mondo non sa nulla\, sa ciò che può vedere e può toccare ma ancora non ha parole per dire ciò che pian piano scopre. Nessuna vuole con-cedere l’amore della loro mamma. Finchè in quella notte\, tra tempeste e cavalli\, altalene e barche\, si incontrano\, si scontrano\, inciampano nella paura di crescere\, si spaventano\, si scoprono e\, nel coraggio di andare\, si riconoscono… sorelle.Rossella Marchi\, della rivista Eolo\, così parla dello spettacolo “In un panorama teatrale che spesso racconta la relazione tra figli dal punto di vista della madre\, con la mediazione quindi sempre genitoriale\, questo spettacolo stupisce perchè ha il coraggio di spostare il fuoco: qui si osserva la relazione tra sorelle come un campo capace di autonomia ed invenzione. E in quel passaggio segreto\, da figlia a compagna di crescita\, le due performer incarnano con grazia e precisione la grammatica sottile della sorellanza con la guida della regia di Raffaella Giancipoli che le dirige con grande sensibilità. Parlano con il corpo e il corpo parla chiaro. Un piccolo viaggio dentro la relazione\, raccontato con delicatezza\, intelligenza e grande rispetto per il sentire dei bambini”. \n\n\n\nScene\, costumi\, voce fuori campo sono di Maria Pascale; cura della produzione Giulia Gaudimundo e Katia Scarimbolo. \n\n\n\nBiglietto unico euro 9. Botteghino aperto lunedì e giovedì ore 15>18:30 e da un’ora prima dell’inizio. Anche online biglietti e card famiglie (5 ingressi €40 o 10 ingressi a €70) anche con Carta Docenti e Carta Giovani e del Merito. Prenotazioni allo 08118247921 (anche whatsapp). Il Teatro Karol è in via Allende 4\, Castellammare di Stabia\, con Garage Italia in convenzione. \n\n\n\nPiù informazioni online su teatrokarol.it e pagine social
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SUMMARY:"Japan Days" all'Atlantico Live
DESCRIPTION:l Giappone arriva nella capitale con i Japan Days\, il festival  che celebra tutte le sfumature della cultura del Sol Levante. Per  due giorni\, sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo\,  l’Atlantico Live – Eur si trasformerà in un vero e proprio viaggio tra sapori\, arti tradizionali\, sport\, giochi e divertimento per  grandi e piccini. \n\n\n\nUn evento inclusivo\, con tantissimi provenienti da tutta la penisola. Il festival propone anche una ricca gamma di workshop creativi e culturali\, aperti a tutte le età. Tra le novità di questa edizione c’è il workshop Semamori\, con Michela Martire\, esperta di ricamo sashiko\, dove i partecipanti realizzeranno un talismano ASANOHA puntaspilli\, tradizionalmente cucito dalle mamme giapponesi dietro i kimoni dei loro bambini per proteggerli dal Male. Non mancheranno i laboratori di kintsugi\, shodō (calligrafia)\, origami\, bonsai\, kokedama\, ikebana\, disegnare manga\, oltre a corsi di lingua e cultura giapponese. \n\n\n\nOspite speciale: Yosuke Aikawa\, moderno samurai giapponese\, maestro di katana\, volto noto della tv\, che si esibirà in alcune emozionanti performance live.  \n\n\n\nInoltre\, IncanTales organizzerà un Cosplay Contest\, un concorso-spettacolo nel quale i cosplayer mostreranno le loro creazioni. Madrina ufficiale e giudice dell’evento sarà la celebre scrittrice Licia Troisi\, considerata una delle voci più importanti del fantasy italiano contemporaneo. Licia Troisi sarà anche presente ai Japan Days per un Meet & Greet (talk e firmacopie del suo ultimo libro Saving Lucca edito da Mondadori). \n\n\n\nGli appassionati di cibo giapponese\, potranno incontrare il food influencer Sam Nazionale (@Pranzoakonoha) e il content creator Stefano Guglielmetti(@AmicoJeko)\, pronti a guidarli nella preparazione di piatti tradizionali come il tonjiru e lo yakisoba\, raccontando curiosità e segreti della cucina giapponese. La sushi chef Micaela Giambanco (Mikachan) porterà tutta la sua esperienza nel mondo del sushi (chirashizushi) e terrà un live cooking dedicato ai dorayaki con crema di patate dolci\, con tanto di assaggio incluso. In sua compagnia ci sarà anche Yoshiihisa Ito (Presidente di Glo-Berry Japan)\, per un incontro tra gusto e cultura giapponese. Infine\, Mikachan curerà anche due laboratori gastronomici sul temarizushi\, simbolo della raffinatezza della cucina nipponica. \n\n\n\nTra gli altri laboratori gastronomici da non perdere ci sono quelli organizzati da Annalena De Bortoli\, coordinatrice AIRG (Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi)\, che guiderà i visitatori alla scoperta dei noodles e sull’ohitashi. \n\n\n\nTra le performance: Taiko Drums dove potrete assistere all’energia\, alla potenza\, ma anche l’eleganza dei tamburi tradizionali giapponesi con un suggestivo spettacolo delle Taiko Trio\, unica formazione tutta al femminile in Italia\, Kimono Tales con la Maestra Fumiko Oh\, il concerto Ghibli World con le musiche ispirate ai film dello Studio Ghibli\, il Kyogen\, il teatro comico dei samurai e Flow Art Performance a cura di Grace Karmatek che porterà in scena lo spettacolo Yuki-onna\, liberamente ispirato alle leggende sulla “donna delle nevi”\, una creatura spettrale del folklore giapponese Yurei e il live show Hannya ispirato al teatro Nō e alla storia del famoso demone Inoltre\, Il campione Davide Leonardi vi farà vedere i suoi trick di Kendama. Kpop Roma e Dintorni\, la community ufficiale del Kpop a Roma\, proporrà uno showcase sul palco e due random dance. Tanti gli showcase in programma tra cui segnaliamo quelli sulle antiche tradizioni giapponesi come l’Ikebana\, il Bonsai e lo Shodō. \n\n\n\nGli amanti delle arti marziali potranno assistere a performance sportive spettacolari con dimostrazioni di karate\, jujitsu\, kendo e kumiken\, vivendo la disciplina e la precisione delle arti giapponesi in prima persona. \n\n\n\nIn collaborazione con la Scuola di Fumetto e Illustrazione Pencil ART di Roma\, potrete visitare la Mostra Manga Expo\, una rassegna di tavole e illustrazioni degli allievi del corso in Tecniche e Narrazione Manga di Paolo Zeccardo. Non mancheranno sessioni di disegno dal vivo ispirate alle Kitsune\, con la modella O-ren Ishii\, e la partecipazione speciale di Dalila De Ascaniis\, modella d’arte e fumetto. \n\n\n\nPer i più piccoli: pesca giapponese\, trucca bimbi\, kapla playground\, ecc. Nell’area ludica da sperimentare è il Go\, il celebre gioco di strategia\, che affascina da secoli per la sua elegante semplicità e la sua profondità tattica\, ma anche tutti i tornei organizzati da Il Castello di Mezzo. \n\n\n\nInfine\, nell’Area Food troverete il vero street food dei Matsuri giapponesi: onigiri\,\, takoyaki\, gyoza\,il karē (curry giapponese)\, karage\, dorayaki\, dango\, mochi ecc.. Presente anche un Konbini minimarket con un corner ispirato ai mitici negozi di quartiere giapponesi aperti 24h. Inoltre\, ci saranno degustazioni di matcha e una Sake Class guidata dalla sake sommelier Kana Cappelli di Shibataya. \n\n\n\nI Japan Days sono l’occasione perfetta per vivere un weekend immersi nella bellezza\, nella creatività e nell’energia del Giappone\, tra tradizione e modernità\, sapori autentici\, esibizioni e intrattenimento. Una festa per tutta la famiglia e per tutti gli appassionati di J-Culture. \n\n\n\nPer scoprire tutte le attività e prenotare i laboratori: www.japandays.it \n\n\n\nNon solo mercato ma una esperienza a 360 gradi sul mondo del Giappone. \n\n\n\nArigatou! ありがとう
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SUMMARY:Campagna nazionale di sensibilizzazione “Gustiamo Insieme la Vita”
DESCRIPTION:È stata presentata il 18 febbraio scorso presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati\, la campagna nazionale di sensibilizzazione “Gustiamo Insieme la Vita”\, promossa da Donna Donna APS e ideata dalla fondatrice Nadia Accetti\, con il lancio del concorso partecipato rivolto alle scuole di ogni ordine e grado. \n\n\n\nDavanti alla platea degli studenti del Liceo Pantaleoni di Frascati e a numerosi rappresentanti delle istituzioni\, del mondo sanitario\, scolastico e associativo\, è stato illustrato un progetto che da oltre quindici anni si impegna nella prevenzione dei disturbi alimentari\, del disagio giovanile\, del bullismo e della violenza di genere\, promuovendo un rapporto sano ed equilibrato con cibo\, corpo ed emozioni. \n\n\n\n“L’iniziativa nasce per conoscere\, affrontare e vincere i disturbi alimentari. È un percorso educativo che coinvolge studenti e docenti in un concorso partecipato dove vincono tutti\, perché la vera vittoria è mettersi in gioco”\, ha dichiarato Nadia Accetti\, testimone diretta della malattia e fondatrice dell’associazione.  \n\n\n\nA portare sostegno all’iniziativa anche l’On. Paolo Trancassini\, Questore della Camera dei Deputati\, che ha evidenziato il ruolo fondamentale dell’informazione per la comunità\, e la Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna\, attraverso un videomessaggio di incoraggiamento\, mentre un indirizzo di saluto è stato inviato dall’Assessore alla Scuola della Regione Lazio Giuseppe Schiboni. \n\n\n\nImportante e qualificata la presenza istituzionale. L’On. Gimmi Cangiano\, componente della Commissione Istruzione\, ha sottolineato il valore educativo del progetto nel promuovere buone abitudini e accettazione di sé tra i giovani. \n\n\n\nIl Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti ha ribadito l’impegno del Ministero nella prevenzione\, ricevendo un sentito ringraziamento dall’associazione\, insieme al suo staff e al Dott. Giovanni Russo\, per la vicinanza e il costante supporto al progetto. \n\n\n\nDeterminante il contributo del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma\, sostenitore storico del progetto\, che ha ricordato quanto il Consiglio Regionale sia attivo perchè informare con passione e testimonianza diretta rappresenti una delle armi più efficaci nella lotta ai disturbi alimentari: “Non sono solo una questione medica\, ma rappresentano un grido d’aiuto che nasce da un disagio profondo\, spesso alimentato da modelli sociali distorti. Come Istituzioni\, abbiamo il dovere di rompere il silenzio e fornire ai giovani gli strumenti critici per valorizzare la propria unicità e prendersi cura del proprio equilibrio psicofisico”. Ha rimarcato. \n\n\n\nSignificativa la presenza del Ministero della Salute\, rappresentato dal Direttore Generale per i corretti stili di vita Alessio Nardini\, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di prevenzione svolto da Donna Donna APS\,  e ha illustrato il grande piano triennale che il Ministero della Salute sta portando avanti per la prevenzione sui Disturbi Alimentari\, annunciando la loro partecipazione a Didacta con uno spazio dedicato proprio all’informazione e prevenzione dei Disturbi Alimentari.  \n\n\n\nParticolarmente preziosa è inoltre la nuova alleanza avviata con INPS\, rappresentato dai dirigenti Ciro Toma e Virginia Fiore\, che collaborerà attivamente alla diffusione del manifesto e dei materiali informativi della campagna\, contribuendo a raggiungere capillarmente famiglie\, lavoratori e giovani su tutto il territorio nazionale. Una sinergia strategica che rafforza la dimensione sociale e istituzionale del progetto. \n\n\n\nA confermare la dimensione territoriale e istituzionale dell’iniziativa è intervenuto a nome del Presidente ANCI Lazio Daniele Sinibaldi\, il Segretario Generale dell’Associazione Nazionale dei Comuni del Lazio Luca Masi\, sottolineando il valore dei territori e del progetto enogastronomico “Origine Comune” che\, con Donna Donna\, vuole stimolare ancora di piu quanto il cibo debba essere fonte di gioia e unità. \n\n\n\nEssenziale la partecipazione del mondo scolastico e scientifico con il Prof. Mario Rusconi\, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Mariagrazia Dardanelli\, in rappresentanza della Rete Nazionale Licei Artistici. Il ruolo della scuola è fondamentale e va ben oltre la didattica\, abbracciando gli ambiti formativi relativi all’educazione ai corretti stili di vita\, alla salute\, alla cittadinanza ed al benessere emotivo e psicologico. Rilevante anche il supporto di Marinella Di Stani\, Presidente SIRIDAP; Patrizia Todisco\, Presidente SISDCA; Alfredo D’Antimi\, Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Lazio; e le docenti Adriana Aniceto e Anna Pina Guglielmi dell’Istituto Pantaleone Buonarroti di Frascati. \n\n\n\nPresente anche il Console Francesco Varriale\,  vicino alla missione di Donna Donna\, che sarà tra i protagonisti\, insieme al Vicepresidente Sberna\, del convegno europeo in programma a marzo in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla. Nell’occasione è stato inoltre anticipato che la mostra fotografica di Donna Donna uscirà per la prima volta dai confini nazionali\, con la donazione delle opere all’Istituto Italiano di Cultura\, al Consolato d’Italia a Bruxelles e all’Ambasciata d’Italia a Bruxelles. \n\n\n\nUn ringraziamento speciale è stato indirizzato da Nadia Accetti a chi da anni crede e sostiene questa missione: Ancos Confartigianato e alle tante realtà che sono vicine ANIR\, ASSOGIOCATTOLI\, ARSIAL\, CREA\, MAESTRI DEL LAVORO. \n\n\n\nIl cuore dell’iniziativa è il concorso nazionale che invita gli studenti a esprimersi attraverso elaborati artistici\, creativi e multimediali. Le classi meritevoli saranno premiate in primavera presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito e i giardini del Consiglio Regionale del Lazio alla Pisana. \n\n\n\n“Gustiamo Insieme la Vita unisce scuola\, istituzioni\, sanità e associazioni in un grande percorso di rete. Ogni vita salvata rappresenta una vittoria per tutti”\, ha concluso Nadia Accetti\, rivolgendo un ringraziamento speciale a tutte le istituzioni\, ai relatori e alle persone che\, anche dietro le quinte\, hanno contribuito con impegno e dedizione alla realizzazione dell’evento.
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SUMMARY:"COSTELLAZIONI" al Teatro Abarico
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta dal 27 febbraio al 7 marzo al Teatro Abarico di Roma COSTELLAZIONI di Nick Pane con la regia di Alessia Tona. \n\n\n\nMarianne (Chiara Caporali) è una fisica teorica. Roland (Carlo Farconetti) è un apicoltore. Si incontrano per caso. O forse no. Da quel primo dialogo prende vita una storia d’amore che si sviluppa in modi sempre diversi: in un universo si innamorano\, in un altro si feriscono\, in un altro ancora si allontanano. Ogni parola apre una possibilità\, ogni silenzio cambia il corso degli eventi. \n\n\n\nLo spettacolo attraversa il desiderio di essere ascoltati\, la paura di perdersi e la forza di accettare l’altro per ciò che è. Costellazioni è un viaggio emozionante tra amore e destino. Qui il tempo racconta e trasforma le relazioni mettendole alla prova. È il viaggio di due persone imperfette che cercano di capirsi\, scegliersi\, restare. Grazie a Roland e Marianne scopriremo che\, anche nell’infinito\, certe scelte sembrano inevitabili. \n\n\n\n“In Costellazioni l’infinito non è una teoria: è una vibrazione emotiva.  Non è lo spazio cosmico a moltiplicarsi\, ma le possibilità dell’amore” _ annota la regista Alessia Tona.“La scena si offre nuda\, priva di riferimenti realistici. Nessuna casa\, nessun paesaggio\, nessuna protezione narrativa.  Al centro\, una sola presenza: il tempo.  Non lineare\, non morale\, non benevolo. Il tempo che scorre in ogni universo possibile\, indifferente alle scelte\, agli errori\, ai ritorni. Ogni variazione è un’increspatura minima: una pausa trattenuta\, uno sguardo che devia\, una distanza che si fa improvvisamente fisica prima ancora che emotiva. Gli attori restano sempre gli stessi\, eppure ogni possibilità li attraversa in modo differente. Non interpretano versioni alternative dei personaggi\, ma sfumature diverse della stessa verità. Ogni ripartenza non cancella ciò che è accaduto\, ma lo mette in relazione con ciò che avrebbe potuto essere. In questo spazio rarefatto\, l’amore non è romantico né idealizzato: è fragile\, imperfetto\, esposto.  È ascolto. È scontro. È accettazione dell’altro nella sua irriducibile alterità.  Ogni universo offre una variante\, ma non una fuga. Lì dove le parole non possono più moltiplicare le possibilità\, resta soltanto la presenza.  E nella presenza si concentra tutto: il tempo\, il dolore e la scelta.Costellazioni diventa così un’esperienza di riconoscimento. Non invita a comprendere il multiverso\, ma a sentirlo. Ogni spettatore potrà intravedere la propria storia in una delle infinite variazioni\, riflettendo una costellazione di sé. Perché\, anche nell’infinito delle possibilità\, esistono incontri che ritornano.  E forse il mistero non è quante vite potremmo vivere\, ma perché\, tra tutte\, continuiamo a scegliere la stessa.” \n\n\n\nL’AUTORE \n\n\n\nNick Payne è un drammaturgo e sceneggiatore britannico noto per il suo lavoro sui palcoscenici del West End e di Broadway\, nonché per il cinema e la televisione. Ha ricevuto candidature al Laurence Olivier Award e al Tony Award e nel 2012 ha debuttato a Broadway con Costellazioni. \n\n\n\nIn allegato\, comunicato stampa con cortese richiesta di diffusione\, e foto. \n\n\n\nResto a disposizione per qualsiasi informazione e accrediti stampa. \n\n\n\nCordiali Saluti  \n\n\n\nUfficio Stampa \n\n\n\nMaresa Palmacci tel. 3480803972; palmaccimaresa@gmail.com \n\n\n\nTEATRO ABARICO \n\n\n\nVIA DEI SABELLI 116\, ROMA \n\n\n\nORARI E GIORNI SPETTACOLO \n\n\n\n27- 28 FEBBRAIO ore 21:00 \n\n\n\n01-08 MARZO ore 19:00 \n\n\n\n06- 07 MARZO ORE 21:00 \n\n\n\nPer Info e Prenotazioni \n\n\n\ninfo@teatroabarico.it \n\n\n\nniketeatro@gmail.com \n\n\n\n06/98932488
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SUMMARY:"QUELLI CHE RESTANO" al Teatro Belli
DESCRIPTION:In occasione della Rassegna di drammaturgia italiana contemporanea EXPO- Teatro Italiano Contemporaneo\, torna in scena da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo\, questa volta al Teatro Belli di Roma\, QUELLI CHE RESTANO\, il progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti.
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Quindi Metri Quadri" al Teatro IF
DESCRIPTION:Una stanza di pochi metri quadri. Tre persone. Troppo rumore. Troppa esposizione. Alice\, orfana\, con un passato di abusi e prostituzione e profonde cicatrici che le impediscono trovare il suo posto nel mondo. Tommi\, nato da una famiglia ricca e cresciuto con l’ideale dell’uomo che nasconde il proprio dolore. Elisa\, bloccata in una vita priva di scopo\, osserva\, si fa piccola e necessaria pur di farsi accettare\, non si scompone mai e poi raccoglie i cocci lasciati dagli altri\, ama in silenzio. \n\n\n\nA rompere i delicati equilibri della convivenza dei coinquilini: Matteo\, attratto\, come falena della luce\, si immerge nella claustrofobica atmosfera che permea le esistenze dei tre. Matteo è unico personaggio che vive la vita che ha sempre voluto e sarà la miccia che fa esplodere il tutto in un ciclo distruttivo tra temi di attualità\, desiderio\, amori tossici e vulnerabilità. \n\n\n\nRaccontiamo della rabbia di chi non è mai stato ascoltato davvero\, di vuole amare e non sa come farlo senza farsi del male. \n\n\n\nIl Collettivo Teatro Instabile ti aspetta al Teatro IF\, via Nomentana 1018 il 27 e 28 febbraio e 1° marzo 2026.  \n\n\n\nQUINDICI METRI QUADRI \n\n\n\nVenerdì 27 febbraio 2026 ore 21:00Sabato 28 febbraio 2026 ore 21:00Domenica 1° marzo 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/quindici-metri-quadri.aspx
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SUMMARY:“Il Piccolo Principe” al Tetro Augusteo
DESCRIPTION:“Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry\, sarà in scena al teatro Augusteo di Napoli\, Piazzetta duca d’Aosta 263\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. Lo spettacolo torna a teatro in una versione rinnovata e ancora più spettacolare\, dopo aver venduto oltre 150mila biglietti in tutta Italia\, incantando il pubblico di tutte le età.  \n\n\n\nLo show\, firmato Razmataz Live è una rappresentazione unica nel suo genere\, che si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione\, la musica\, il canto\, la scenografia e la performance offrono. In equilibrio tra prosa\, musical\, nouveau cirque e installazione\, ogni significato\, ogni personaggio\, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore. \n\n\n\nIl cast creativo è di prim’ordine: Stefano Genovese (Regia)\, Carmelo Giammello (Scene)\, Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi). \n\n\n\nFedele allo stile dell’opera originale\, il regista Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale\, ma di affidare il racconto all’immaginazione\, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro\, per sua stessa natura\, è in grado di restituire. \n\n\n\nAd interpretare il Piccolo Principe è il talentoso Nicholas Ori\, che nonostante la giovanissima età (9 anni) vanta già un curriculum di rispetto. \n\n\n\nCon lui in scena: Davide Paciolla (Aviatore)\, Claudia Portale (Rosa)\, Diego Savastano (Re/Prim’attore/Geografo)\, Giulio Lanfranco (Uomo d’affari/Ubriacone)\, Paolo Locci (Lampionaio)\, Edoardo Pallanca (Volpe). \n\n\n\nBiglietti a partire da Euro 30\, disponibili al botteghino del teatro\, presso le rivendite e online su Bigliettoveloce e Ticketone \n\n\n\nhttps://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=7684
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SUMMARY:"INVENZIONI" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Arriva a Roma allo Spazio Diamante dal 27 febbraio al 1° marzo (venerdì ore 20:30\, sabato ore 19:00\, domenica ore 17:00) l’attrice Viola Graziosi che porta in scena INVENZIONI\, lo spettacolo tratto da L’invenzione occasionale di Elena Ferrante\, pubblicato da Edizioni E/O. \n\n\n\nIl testo nasce dagli articoli che la scrittrice ha scritto per il quotidiano inglese The Guardian\, in cui riflette su temi universali – l’amore\, l’arte\, la libertà\, il cambiamento\, il rapporto con se stessi – componendo un mosaico di pensieri che\, pagina dopo pagina\, si trasformano in un autoritratto intimo e potentissimo. \n\n\n\nIn palcoscenico la voce e la sensibilità di Ferrante è Viola Graziosi\, attrice di grande versatilità e intensità interpretativa\, diretta da Andrea Giannoni\, che cura anche l’adattamento. In scena\, dodici quadri scandiscono il tempo e i temi dello spettacolo\, come i mesi dell’anno\, accompagnati dalle scene e costumi di Stefania Cempini e dal disegno luci di Mauro Marasà. \n\n\n\nCon Invenzioni\, MARCHE TEATRO e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo presentano un viaggio teatrale che intreccia parola e movimento per dare corpo al pensiero di una delle autrici più iconiche della letteratura contemporanea. \n\n\n\nLo spettacolo ha debuttato ad Ancona poi ha toccato L’Aquila e diverse altre città. Dopo Roma sarà in scena il 16 aprile 2026 a San Lorenzo al Mare alla Sala Beckett. \n\n\n\nVIOLA GRAZIOSI attrice \n\n\n\nAttrice poliedrica tra le più apprezzate del panorama italiano\, debutta a 17 anni con Ofelia nell’Amleto di Shakespeare\, diretta da Carlo Cecchi. Bilingue francese\, consegue il diploma di recitazione nel prestigioso Conservatoire d’Art Dramatique di Parigi. E la laurea specialistica in studi teatrali all’Università Sorbonne Nouvelle di Parigi. \n\n\n\nNel 2013 vince il premio Adelaide Ristori come miglior attrice per Intervista diretta da Graziano Piazza. Con Piazza porta avanti una ricerca sul femminile attraverso diversi spettacoli: Misura x Misura di William Shakespeare\, Aiace di Ghiannis Ritsos\, Offelia Suite (premio Actress of Europe 2020) e Elena tradita di Luca Cedrola e Arturo Annecchino\, Orfeo ed Euridice – _dal mito ai nostri giorni\, tratto da Claudio Magris e Gluck. \n\n\n\nLavora con importanti registi del panorama italiano e internazionale\, tra cui Alain Françon\, Marcel Maréchal\, Gabriele Lavia\, Federico Tiezzi\, Piero Maccarinelli\, Daniele Salvo\, Paolo Magelli\, Franco Però\, Veronica Cruciani\, Manuel Giliberti\, Cristina Comencini\, Giuseppe Dipasquale. È Elena al Teatro Greco di Siracusa nelle Troiane di Euripide diretta da Muriel Mayette-Holtz\, Fedra al Teatro Antico di Segesta e al Teatro Nazionale di Genova\, Didone nel Viaggio di Enea con la regia di Pietro Maccarinelli\, Sibilla Aleramo in Amo dunque sono con la regia di Consuelo Barilari\, l’Ancella nello spettacolo tratto da “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood\, con la regia di Graziano Piazza. Dal 2022 e negli anni successivi incarna le eroine del mito nella scrittura visionaria di Luciano Violante con la regia di Giuseppe Dipasquale: Clitemnestra (candidata miglior interprete di monologo Premio Le Maschere 2022)\, Medea e Circe (Premio Enriquez 2024). Nel cinema esordisce giovanissima con Francesca Comencini in Le parole di mio padre (Cannes 2001).  È diretta da Pupi Avati\, Alessio Liguori e Alberto Bennati in film italiani e internazionali. Vince il premio miglior attrice non protagonista al San Benedetto Film Fest per The fragile friend di Salvatore Vitiello (2020).  Partecipa a varie fiction tv\, tra cui Distretto di polizia\, Un passo dal cielo\, L’isola\, Nero Wolfe\, L’allieva 2\, Nero a metà\, Chiara Lubitch. È tra le voci femminili più amate di Audiolibri in Italia (Certificato di eccellenza Audible Studios) e tra le voci femminili più seguite di Rai Radio3. Nel marzo 2024 viene insignita dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.  \n\n\n\nANDREA GIANNONI regista \n\n\n\nFiorentino\, classe 1968\, attore e regista teatrale italiano. Ha studiato presso il Centro per la sperimentazione e la ricerca teatrale di Pontedera\, con Jerzy Grotowsky\, Thierry Salmon\, Eugenio Barba\, Andrei Serban\, Yoshi Oida e altri. Si è diplomato nel 1996 e ha debuttato come attore\, prendendo parte a diverse produzioni\, fino all’incontro con Carlo Cecchi\, che lo ha scelto come assistente su testi di Beckett\, Goldoni\, Shakespeare\, Buchner\, Molière e Pinter. Si è laureato in Sociologia delle Comunicazioni all’Università di Pisa (relatore il regista Roberto Faenza) con una tesi di ricerca sul teatro shakespeariano di Carlo Cecchi. Nel 1998 conosce Ellen Stewart\, e da allora condivide idee e progetti presso La Mama Umbria di Spoleto e il Cafè La Mama di New York. Ad oggi cura la regia di spettacoli di autori contemporanei e rivisitazioni di testi classici. Il teatro povero di Grotowsky\, l’attenzione per il dettaglio di Faenza\, la visione internazionale di Ellen Stewart e la genialità di Cecchi\, influenzano il suo modo originale di dirigere gli attori.
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SUMMARY:"Quadra" personale di Leonardo D’Amico
DESCRIPTION:Il giorno 27 febbraio 2026 alle ore 18.30 PROSA_contemporanea presenta l’esposizione personale Quadra di Leonardo D’Amico a cura di Alberto Dambruoso e Rosanna Rago: un nucleo di dieci opere\, realizzate tra il 2023 e il 2025\, definiscono una mostra\, il cui titolo rientra nell’uso di calembour linguistici come li definisce il curatore Alberto Dambruoso\, che invita lo spettatore a una riflessione più profonda sull’opera\, lasciando innumerevoli possibilità all’interpretazione individuale. \n\n\n\n«Quadra è innanzitutto un rimando alla forma geometrica\, al suo perimetro e allo spazio contenuto al suo interno.»\, spiega nel suo testo di presentazione Rosanna Rago. «Allo stesso tempo\, il termine richiama il quadro come oggetto e la tela come luogo della pittura\, introducendo un ulteriore livello di lettura legato al linguaggio comune: mi quadra / non mi quadra. Un’espressione che apre a una dimensione di interrogazione critica rispetto a ciò che vediamo e a ciò che riconosciamo come coerente o ammissibile. In questo senso\, QUADRA non è soltanto una forma né un titolo\, ma un criterio di lettura. Ciò che “quadra” coincide con ciò che tiene\, che convince\, che trova una propria necessità interna; allo stesso tempo\, ciò che appare formalmente risolto può generare inquietudine o resistenza.  \n\n\n\nNelle opere di D’Amico\, la pittura non aspira a far quadrare le immagini secondo un ordine rassicurante\, ma espone apertamente le incongruenze e le tensioni che abitano lo spazio pittorico. È proprio in questa soluzione che il lavoro trova la propria forza e la propria coerenza critica\, oltre a una bellezza estetica raffinata e rara. Il non quadrare apparente\, diventa così una condizione generativa\, un meccanismo di interrogazione che investe tanto la percezione quanto l’identità\, chiamando lo spettatore a misurarsi con ciò che comprende e con ciò che gli sfugge\, con ciò che accetta e con ciò che mette in discussione.  \n\n\n\nRiflessioni spontanee nascono dall’osservazione delle opere: cosa accade dentro lo spazio pittorico? Distanze prossemiche determinano percezioni visive sorprendenti; lo spazio che intercorre tra opera e spettatore è decisivo affinché le opere si manifestino agli occhi di chi osserva. […] L’alternanza tra opere in cui macchie in tinte scure occupano l’intera superficie – come i volti e la mano\, simboli di riconoscimento e identità – e lavori nei quali\, al contrario\, lo spazio si apre a vuoti e sospensioni\, rafforza la riflessione sul concetto di prossemica come condizione ambivalente: saturazione e compressione da un lato\, distanza e isolamento dall’altro.» \n\n\n\nScrive invece Alberto Dambruoso nel testo Leonardo D’Amico. La vita nella pittura: «Protagonista assoluto delle sue opere è il segno. Un segno che assume differenti valenze a seconda della forma che intende rappresentare. A volte si fa archetipo come la sedia\, la testa o la silhouette umane\, o ancora la città\, tutti elementi appena accennati ma in grado di favorire una riconoscibilità immediata della cosa rappresentata. In altre opere il segno diventa pura astrazione\, una sorta di sismografo che registra sul supporto utilizzato i battiti della natura. Il segno funge anche come linea di contorno\, decisamente marcata\, come nell’uso tipico espressionista. A volte il segno si presenta tremulo\, incerto\, a significare la fragilità della cosa o del momento rappresentato o vissuto. Il segno si fa anche parola\, scritta\, si impone come affermazione personale o storica ma allo stesso tempo diventa negazione stessa\, cancellazione. Questo collocarsi a metà strada tra la rappresentazione e la sua negazione\, tra astratto e figurativo costituisce l’elemento principe per comprendere appieno tutta la ricerca. […] L’aspetto della sua pittura\, tendente verso l’evanescenza del reale\, appare riflettere l’odierna società in cui viviamo dove sembra essere tutto provvisorio ed incerto. L’instabilità della forma nelle sue opere diventa allora la metafora esistenziale di tante persone che vivono costantemente la precarietà del quotidiano. La cancellazione che ricorre spesso nelle sue opere si può leggere anche come il tentativo messo in opera dall’artista di eliminare il superfluo dalla vita di tutti i giorni al fine di trattenere ciò che ha più rilevanza.» \n\n\n\nBIOGRAFIELeonardo D’Amico (Cosenza\, 1967). Fin dagli esordi\, il suo lavoro si caratterizza per un’attenzione costante alla dimensione formale e segnica sviluppata attraverso una pratica pittorica coerente e in continua evoluzione. La sua prima mostra personale risale al 1998 presso l’Università della Calabria. Negli anni successivi seguono mostre personali e collettive in Italia e all’estero\, esponendo in contesti nazionali e internazionali tra cui Amburgo\, Londra\, Firenze e Roma. Tra i progetti più significativi si annoverano importanti collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali\, tra cui la mostra I Luoghi della Pittura\, progetto promosso dall’Istituzione Biblioteche di Roma e la personale del 2010 Dekompozim al Museo Nazionale di Tirana\, che rappresenta un momento di particolare rilievo nel suo percorso. Seguono una serie di mostre personali in sedi di prestigio\, tra cui il MACK (Museo d’Arte Contemporanea di Crotone)\, il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro a Roma\, Azimut (Roma)\, Palazzo Lucarini Contemporary a Trevi e la Fondazione Museo Umberto Mastroianni di Arpino. Queste esperienze contribuiscono a delineare un percorso artistico maturo\, riconosciuto per la coerenza stilistica e la ricerca continua della sintesi. Vive e lavora a Roma. \n\n\n\nPROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab ideato da Valeria Palermo\, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi. Nato dal recupero di una ex pasticceria\, PROSA ospita uno studio di architettura\, un luogo di lavoro condiviso\, uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design. \n\n\n\nINFO  \n\n\n\nLEONARDO D’AMICO \n\n\n\nQUADRA \n\n\n\nA cura di Alberto Dambruoso e Rosanna Rago \n\n\n\nInaugurazione 27 febbraio ore 18.30 \n\n\n\nFino al 27 marzo 2026 \n\n\n\nOrari: Dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30; sabato su appuntamento – ingresso libero. 
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SUMMARY:III edizione Premio ADUIM a Palazzo Raimondi a Cremona
DESCRIPTION:Il 27 febbraio\, nella cornice del quattrocentesco Palazzo Raimondi a Cremona\, arriva alla sua terza edizione il Premio ADUIM\, un momento di raccolta e di ascolto\, un punto di convergenza in cui la musica d’arte italiana viene osservata\, interrogata e restituita come patrimonio vivo.  \n\n\n\nNato per iniziativa dell’Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica\, il Premio ADUIM rappresenta dal 2024 un riconoscimento conferito dai docenti di musica delle università italiane alle produzioni di valore in cui ricerca\, analisi e riflessione critica si traducono in strumenti di conoscenza condivisa. Un progetto che si inserisce nel più ampio impegno dell’associazione\, attiva dal 1994 nella promozione e nello sviluppo delle discipline musicali all’interno dell’università italiana e nel dialogo con le altre aree del sapere. \n\n\n\nA partire da quest’anno\, il Premio “raddoppia”\, inaugurando una nuova categoria: non più soltanto le produzioni musicali caratterizzate da un nesso diretto con la ricerca musicologica\, ma anche le migliori pubblicazioni scientifiche del biennio precedente l’anno della premiazione. I due riconoscimenti si alterneranno con cadenza annuale\, confermando la volontà di ADUIM di valorizzare\, di volta in volta\, le diverse forme attraverso cui la ricerca musicale prende forma e voce. \n\n\n\nPer l’edizione 2025\, il Premio ADUIM è stato dunque assegnato a due pubblicazioni scientifiche che si sono distinte per originalità\, qualità metodologica e rilevanza nel dibattito musicologico internazionale. La monografia Recording Voices. Archeologia fonografica dell’Opera (1887–1948) di Daniele Palma è stata premiata per la capacità di ridefinire lo studio della voce registrata attraverso un approccio innovativo che intreccia vocologia\, studi sulla fonografia e archeologia mediale\, offrendo un contributo finora mancante nel panorama degli studi musicologici. Il saggio di Francesco Fontanelli The Movement Plans for the Quartet Op. 127 and the “Backstage” of Beethoven’s Late Style\, pubblicato su The Beethoven Journal\, è stato invece riconosciuto per l’ampiezza e la profondità di una ricerca che apre nuovi orizzonti interpretativi sulla fase tarda della produzione beethoveniana\, mettendo in luce i processi creativi e le strategie compositive alla base di una delle opere più complesse del compositore. \n\n\n\nA fare gli onori di casa e a moderare la cerimonia di premiazione\, che avrà inizio alle ore 18.30\, saranno il Presidente ADUIM Luca Aversano (Università Roma Tre) e la Vicepresidente Donatella Restani (Università di Bologna)\, cui spetterà anche la consegna dei premi. La cerimonia conclude un pomeriggio di lavori che si apre alle 14.30 con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università di Pavia Alessandro Reali\, del Direttore del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali Daniele Sabaino e dello stesso Luca Aversano\, e prosegue con una prima tavola rotonda dedicata allo stato e alle prospettive della ricerca musicologica italiana nel contesto internazionale. Moderato da Michela Garda e Maria Rosa De Luca\, il confronto mette in dialogo esperienze e progetti in corso\, interrogando il ruolo della ricerca italiana in una dimensione sempre più interconnessa e globale. Nel corso del pomeriggio\, una seconda tavola rotonda affronta il tema dei dottorati in discipline musicali nell’odierno panorama della ricerca\, aprendo uno spazio di riflessione sui modelli formativi\, sulle traiettorie accademiche e sulle trasformazioni in atto nei percorsi di alta formazione\, sotto la moderazione di Pietro Cavallotti e Anna Tedesco. \n\n\n\nAl termine della premiazione si esibirà il Quartetto Goldberg\, costituito da giovani strumentisti allievi della Fondazione Stauffer (Jingzhi Zhang\, Giacomo Lucato\, violini; Matilde Simionato\, viola; Martino Simionato\, violoncello)\, che eseguirà un programma dal titolo “Equilibri in Metamorfosi”\, composto da musiche di F.J. Haydn (Quartetto op. 76 n. 2 detto “Le Quinte”)\, E. Schulhoff (Cinque pezzi per quartetto d’archi)\, F. Mendelssohn (Quartetto op. 44 n. 2). \n\n\n\nIl Premio ADUIM costituisce un osservatorio privilegiato sulle forme più avanzate della ricerca musicologica\, capace di intercettare le trasformazioni del pensiero musicale contemporaneo e di valorizzare quei contributi che rinnovano le modalità di studio\, interpretazione e trasmissione del patrimonio musicale. \n\n\n\nLa giuria del Premio ADUIM è composta da Dinko Fabris (Università della Basilicata); Serena Facci (Università di Roma Tor Vergata); Michela Garda (Università di Pavia-Cremona); Giovanni Giuriati (Sapienza Università di Roma\, presidente); Nicoletta Guidobaldi (Università di Bologna); Raffaele Mellace (Università di Genova); Graziella Seminara (Università di Catania). \n\n\n\nIl bando\, il regolamento del premio e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell’ADUIM: https://www.aduim.eu/premio-aduim/ \n\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti.
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SUMMARY:"Una tarantella per Nora" alle Officine Pasolini
DESCRIPTION:Venerdì 27 e sabato 28 febbraio a Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, sale sul palco la sezione Teatro coordinata da Massimo Venturiello con lo spettacolo liberamente ispirato al testo Casa di bambola di Henrik Ibsen: Una tarantella per Nora. La regia è firmata da Walter Pagliaro\, regista e docente della sezione teatrale del Laboratorio di Officina Pasolini. \n\n\n\nUn dramma teatrale che racconta la vita apparentemente serena di Nora Helmer\, moglie e madre\, intrappolata in un matrimonio borghese fatto di regole\, ruoli rigidi e convenzioni sociali.  Protagonisti gli allievi e le allieve del biennio teatrale in corso:  Arthuro Baetscher\, Sofia Belcastro\, Antonio Belmonte\, Ilaria Borgese\, Diego Bressan\, Lorenzo Caccamo\, Adriana Ciancio\, Greta Cosa\, Luca Dei Bardi\, Filippo Dell’Arte\, Gabriel Durastanti\, Lorenzo Ferrara\, Emiliano Galli\, Rita Igibinomwanhia\, Gaia Andrea Liberti\, Matilde Macera\, Luca Mandara\, Alice Martelli\, Paola Nastrelli\, Matilde Passera\, Pietro Penitenti\, Sofía Quintavalli\, Carlotta Regazzo\, Alessandro Rocca\, Francesca Romagnoli\, Chiara Romano\, Giulia Sarti\, Andrea Taronna\, Valeria Torre\, Maria Grazia Zingariello. \n\n\n\nL’esercitazione scenica è costruita\, come uno stationen-drama\, in quindici sequenze: altrettante giovani attrici interpretano le tappe di un percorso di conoscenza che la protagonista ibseniana compie alla ricerca della propria verità. Ibsen scrisse Casa di bambola ad Amalfi e pare\, secondo alcuni studiosi\, che fosse molto impressionato da racconti e studi sulla tarantella come terapia contro le nevrosi femminili. “La nostra multiforme Nora – spiega Walter Pagliaro – sente il richiamo di un ballo liberatorio che la spinge fuori dal salotto borghese\, attratta da una cultura\, forse distante da lei\, ma fascinosamente liberatoria”. \n\n\n\nwww.officinapasolini.it \n\n\n\nConsulenza alla programmazione Valentina Romano \n\n\n\nIngresso Teatro Eduardo De Filippo: Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, a pochi passi da Ponte Milvio. \n\n\n\nTutti gli eventi sono gratuiti\, con prenotazione obbligatoria sul profilo Eventbrite di Officina Pasolini al seguente link http://officina-pasolini.eventbrite.com
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LOCATION:Officine delle Arti Pier Paolo Pasolini\, Viale del Ministero degli Affari Esteri\, 6\, Roma\, Italia\, Italia
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SUMMARY:L’IMBARAZZO DELLA SCELTA
DESCRIPTION:Nel giorno del suo compleanno Max si rende conto di stare vivendo solo a metà. Vorrebbe cambiare il corso del suo destino\, ma è paralizzato dalla paura di fare la scelta sbagliata e così decide di chiedere consiglio ai suoi più cari amici: il pubblico! Amore\, lavoro\, amicizia\, famiglia… Max ha veramente bisogno di aiuto! Lo spettacolo si rinnova ogni sera con gli attori pronti a rappresentare in tempo reale tutte le 8 trame possibili più una ventina di altre variabili decise rigorosamente in tempo reale dal pubblico in sala in un coinvolgente confronto con Max che darà origine a momenti di grande comicità ma anche di riflessione perché non sarà sempre facile decidere\, capiterà spesso di trovarsi di fronte a… L’imbarazzo della scelta! \n\n\n\nDi Sébastien Azzopardi e Sacha Danino . Con: Stefano Messina\, Carlo Lizzani – Chiara Bonome\, Chiara David\, Raffaele De Vita – traduzione e regia di – Virginia Acqua – scene Fabiana Di Marco – costumi Isabella Rizza – disegno luci Umile Vainieri – aiuto regia Virginia Bonacini – Produzione Attori & Tecnici \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21\n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17\n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11\n\n\n\n\nDal 26 febbraio al 15 marzo 2026 (h 21.00\, domenica 1°\, 8 e 15 h 17.30\, mercoledì 4 h 17.00) \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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