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SUMMARY:Giornata internazionale della Donna\, gli appuntamenti culturali a Roma
DESCRIPTION:In occasione della Giornata internazionale della Donna\, il fine settimana prevede un fitto calendario di appuntamenti nei Musei e nei luoghi della città per celebrare le figure femminili protagoniste della storia e dell’arte. Venerdì 6 marzole iniziative coinvolgono il Museo delle Mura\, dove si leggeranno poesie scritte da autrici donne\, e i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dove ci si soffermerà sull’essenza femminile espressa dalle sculture di Constantin Brâncuși\, fino a includere un itinerario urbano tra le opere di Street art a San Lorenzo. Sabato 7 marzo il programma comprende un percorso tra artiste e muse della Galleria d’Arte Moderna di via Crispi e un dibattito multidisciplinare al Museo di Casal de’ Pazzi per indagare le radici degli stereotipi di genere. Dall’intervista “impossibile” ad Annia Regilla a Villa di Massenzio fino al mito di Apollo e Dafne al Museo di Roma a Palazzo Braschi – arricchito dalla proiezione di un video di Umberto Mojmir Ježek e dalla lettura di brani di Ovidio –\, la giornata di domenica 8 marzo prosegue alla riscoperta delle protagoniste del Risorgimento romano al Mausoleo Ossario Garibaldino e Passeggiata del Gianicolo\, delle donne immortalate nelle fotografie della collezione Valerio De Paolis al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese e della figura di Maria Barosso\, artista e archeologa\, ai Musei Capitolini Centrale Montemartini.  \n\n\n\nhttps://www.museiincomuneroma.it/; https://www.sovraintendenzaroma.it/ \n\n\n\nEd è dedicata alle donne anche la rassegna cinematografica Lei e altre alla Casa del Cinema a corredo della mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis\, in corso al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese. Sabato 7 marzo\, alle 20.30\, è in programma la proiezione del film Her di Spike Jonze (Stati Uniti\, 2013)\, melodramma fantascientifico che al tempo stesso è una riflessione struggente sul tema dell’isolamento sociale (biglietti acquistabili presso la biglietteria in largo Marcello Mastroianni 1\, oppure online attraverso il sito www.casadelcinema.ito www.boxol.it/casadelcinema).  \n\n\n\nhttps://www.museocarlobilotti.it/it/notizie/alla-casa-del-cinema-un-ciclo-di-proiezioni-la-mostra-lanterne-magiche \n\n\n\nLa letteratura al femminile è invece protagonista della rassegna Le parole delle scrittrici\, che giovedì 12 marzo alle 17.00 torna al Museo di Roma in Trastevere con un appuntamento dedicato a Virginia Woolf. L’incontro\, guidato daIolanda Plescia (Sapienza Università di Roma)\, esplorerà l’ultimo romanzo della scrittrice londinese\, Between the Acts\, un testo singolare che intreccia teatro e narrazione\, storia collettiva e vicende individuali. A partire da una nuova esperienza di traduzione\, la conferenza permetterà di addentrarsi in questo scritto\, pubblicato postumo\, che rappresenta al tempo stesso un addio e una consegna intellettuale (ingresso libero nella sola Sala Multimediale\, sede dell’incontro). \n\n\n\nhttps://www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/virginia-woolf-between-acts \n\n\n\nTra le altre iniziative della settimana\, sabato 7 marzo alle 11.00 al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina si terrà la visita Roma\, Repubblica: Venite! Mazzini e la Repubblica Romana. L’incontro ripercorre le vicende vissute da Giuseppe Mazzini nei mesi trascorsi a Roma insieme ai padri della Costituzione del luglio 1849\, raccontando anche le sue esperienze personali e le relazioni più intime (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/roma-repubblica-venite-mazzini-e-la-repubblica-romana \n\n\n\nDalla Risorgimento ai capolavori dell’arte classica\, domenica 8 marzo proseguono le visite guidate gratuite in italiano (alle 11.30) e in inglese (alle 16.30) alla mostra La Grecia a Roma ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli. Attraverso un percorso guidato di 75 minuti\, l’iniziativa offre a cittadini\, turisti e residenti stranieri l’opportunità di approfondire l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Il racconto è arricchito da un apparato multimediale con videoproiezioni immersive che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nSi rinnova l’appuntamento con il ciclo di conferenze Roma Racconta…\, che questa settimana prevede due incontri. Il primo\, Archeologia a Lugdunum\, “lo specchio di Roma” in Gallia\, in calendario martedì 10 marzo alle 16.30 al Museo di Roma a Palazzo Braschi\, vede protagonista Il Nettuno di Lione\, grande statua bronzea della Gallia romana esposta fino al 7 giugno al Museo di scultura antica Giovanni Barracco. Insieme a Delphine Cano (Lugdunum-Musée et théâtres romains\, Métropole de Lyon) e Anna Maria Rossetti (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)\, si esploreranno gli aspetti storico-artistici\, tecnici e iconografici dell’opera approfondendone il contesto di provenienza e di conservazione (ingresso libero nella sola Sala Tenerani\, sede dell’incontro).  \n\n\n\nhttps://www.museodiroma.it/it/didattica/il-nettuno-di-lione-archeologia-lugdunum-lo-specchio-di-roma-gallia \n\n\n\nGiovedì 12 marzo\, sempre alle 16.30\, ci si sposta nel Salone da Ballo del Casino Nobile di Villa Torlonia dove Federica Pirani\, Antonia Rita Arconti e Andrea Pesce Delfino (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) illustreranno il Nuovo allestimento per il Museo della Scuola Romana a Villa Torlonia. \n\n\n\nhttps://www.museivillatorlonia.it/it/didattica/un-nuovo-allestimento-il-museo-della-scuola-romana-villa-torlonia \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale\, il programma di visite\, incontri e formazione \n\n\n\nPer il ciclo aMICi\, attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card\, venerdì 6 marzo alle 12.00 si terrà la visita A tu per tu con i Fori Imperiali\, lungo un percorso privo di barriere architettoniche che dal Foro di Traiano arriva fino al Foro di Cesare passando all’interno delle cantine del quartiere Alessandrino\, sotto via dei Fori Imperiali. Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica\, in piazza Madonna di Loreto (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.sovraintendenzaroma.it/content/amici-tu-tu-con-i-fori-imperiali-8 \n\n\n\nTra gli altri appuntamenti del ciclo aMICi\, due sono in programma nel pomeriggio di giovedì 12 marzo (entrambi con interprete LIS e prenotazione obbligatoria allo 060608). Alle 17.00\, ai Musei Capitolini Centrale Montemartini\, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso tra gli acquerelli di Maria Barosso in dialogo con le opere della collezione permanente del museo\, alcune delle quali sono venute alla luce proprio durante i cantieri che l’artista e archeologa aveva contribuito a documentare negli anni Venti-Trenta del Novecento (massimo 25 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-lo-sguardo-di-maria-barosso-nella-centrale-montemartini \n\n\n\nIn contemporanea\, nelle sale di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini\, si terrà una visita alla mostra La Grecia a Romaper scoprire i capolavori dell’arte greca realizzati per il sofisticato mercato romano (massimo 20 partecipanti).https://www.museicapitolini.org/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-la-grecia-roma-0  \n\n\n\nPer il ciclo Archeologia in Comune\, invece\, domenica 8 marzo\, appuntamento alle 11.30 in via Campania\, fronte civico 31\, per una Visita teatralizzata alle Mura Aureliane nel tratto che va da Porta Pinciana a via Marche. La struttura\, risalente al V secolo\, è stata utilizzata come muro di confine della Villa Boncompagni-Ludovisi e poi come sede di studi d’artista nei primi decenni del Novecento (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). https://www.sovraintendenzaroma.it/content/visita-teatralizzata-alle-mura-aureliane-2 \n\n\n\nAl Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: Ritorno alle Stelle(venerdì 6 marzo alle 16.00 e alle 18.00; sabato 7 marzo alle 10.00; domenica 8 e martedì 10 marzo alle 17.00; mercoledì 11 marzo alle 16.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 6 e mercoledì 11 marzo alle 17.00; sabato 7 marzo alle 12.00; martedì 10 e giovedì 12 marzo alle 18.00); La notte stellata (sabato 7 marzo alle 11.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 7 marzo alle 17.00; domenica 8 marzo alle 11.00); Il cielo degli innamorati (sabato 7 marzo alle 18.00); Space Opera (domenica 8 marzo alle 10.00; martedì 10 marzo alle 16.00; giovedì 12 marzo alle 17.00); Ecologia Cosmica: Figli delle Stelle\, Custodi della Terra (domenica 8 marzo alle 16.00); Una dorata cupola di stelle (domenica 8 marzo alle 18.00); From Earth to the Universe (in inglese – mercoledì 11 marzo alle 18.00; giovedì 12 marzo alle 16.00). Per i più piccoli e le loro famiglie\, sabato 7 marzo alle 16.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle\, mentre domenica 8 marzo alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti. Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 –www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su https://www.museiincomuneroma.it;https://www.sovraintendenzaro
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SUMMARY: Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista\, uno spettacolo scritto e interpretato da Christian Raimo\, in scena per due differenti date\, il 5 marzo 2026 e il 20 aprile 2026\, sempre alle ore 21:00. La creazione porta la firma del Gruppo della Creta – con la cura artistica di Alessandro Di Murro; il disegno luci è affidato a Matteo Ziglio. Produzione del Gruppo della Creta. Un progetto scenico che intreccia riflessione\, immaginario e presenza attorale in una proposta teatrale dal forte impianto autoriale. \n\n\n\nQual è il gol più bello della storia del calcio? Molti forse risponderebbero quello di Diego Armando Maradona durante i mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Maradona scarta mezza squadra e infila in rete\, raddoppiando il vantaggio dopo il gol con “la mano di Dio”. \n\n\n\nMa quel gol non è solo un gesto atletico e artistico\, è anche una grande lezione sull’origine del talento e sul senso dell’educazione. È Maradona stesso a spiegarlo. E siamo noi a poter seguire il suo commento\, ripercorrendo la storia dell’Argentina\, prima e durante e dopo la dittatura\, e capendo insieme quanto ogni capolavoro come ogni riscatto nasca dalla dedizione e dal coraggio. \n\n\n\n𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗺𝗶𝗰𝗼 / 𝗠𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 non è una celebrazione nostalgica del pallone. È una domanda aperta su talento\, educazione e riscatto. In scena Christian Raimo prende quel gol leggendario – dopo la “mano de Dios”\, dopo la corsa che dribbla mezza squadra – e lo trasforma in un gesto politico. Perché quel capolavoro nasce in un’Argentina segnata dalla dittatura\, dalla povertà\, dalla rabbia e dal desiderio di riscrivere il proprio destino. Un monologo che parla di calcio senza fermarsi al calcio. Di educazione senza fare prediche.Di talento come costruzione collettiva. Se pensate che Maradona sia solo un mito sportivo\, forse è il momento di rivedere la partita da un’altra angolazione. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY:MARILYN MONROE\, Troppo bionda per essere creduta
DESCRIPTION:L’incanto senza tempo di Marilyn\, con le sue maschere\, le sue fragilità e contraddizioni. Nell’anno che celebra il centenario della sua nascita in tutto il mondo arriva in Prima nazionale assoluta al Teatro Manzoni di Roma MARILYN MONROE\, Troppo bionda per essere creduta\, un racconto intenso e coinvolgente sulla leggendaria stella del cinema\, narrato da una prospettiva inedita\, in scena da giovedì 5 a domenica 22 marzo. Sul palco nel ruolo della protagonista Melania Giglio\, anche autrice del testo\, affiancata da Danny Bignotti (Joe Di Maggio) e Sebastian Gimelli Morosini (Milton Greene)\, per la regia di Daniele Salvo.  \n\n\n\nHollywood\, 1962. Un uomo siede al tavolo di un bar. Fuma\, bevendo il suo caffè. È Joe Di Maggio\, il grande campione\, la leggenda del baseball americano. Si lascia cullare dai suoi ricordi\, accarezzare dalle ossessioni e dai suoi fantasmi. C’è uno spirito che in particolare lo tormenta. È quello di una donna bionda che gli sussurra parole di miele nelle orecchie e nella mente. È Marilyn. Marilyn che non c’è più\, che se ne è andata\, che lo ha lasciato solo.  \n\n\n\nA strapparlo dai suoi melanconici pensieri è un bell’uomo sui 40 anni. È il famoso fotografo Milton Greene. È venuto a portare delle foto\, le più belle che siano mai scattate alla grande diva. Sono le immagini che più di tutte hanno raccontato la sua anima. Milton Greene è stato il fotografo che ha lavorato con Marilyn durante alcuni dei periodi più intensi e creativi della sua vita. Non solo un fotografo\, ma anche un amico e confidente\, l’unica figura che abbia mai saputo vedere Marilyn per quello che era veramente\, al di là della sua immagine di diva.  \n\n\n\nEd è come se dai suoi ritratti Marilyn risorgesse: Marilyn e Norma Jeane\, due anime sempre in lotta\, due donne in un unico corpo. L’anima dolce\, profonda e tormentata che deve mandare in scena l’altra\, l’oca bionda che piace tanto agli uomini\, che piace a tutti.  I suoi diari\, le poesie segrete che non faceva leggere a nessuno. Le innumerevoli gravidanze perdute\, il corpo che non risponde più. E poi pillole. Pillole di ogni genere\, che i medici e gli psichiatri le prescrivono in quantità\, quelle stesse pillole che la uccideranno. E che lasceranno un deserto nel cuore degli unici due uomini che\, seppur in chiave diversa\, l’hanno davvero amata e conosciuta. Che l’hanno accettata per quello che era né più né meno “una farfalla\, una bambina che cammina su di un filo sospeso sull’abisso”. (Antonio Tabucchi) \n\n\n\n“Lo spettacolo – spiega l’autrice Melania Giglio – intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe\, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita\, Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami\, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni\, saranno al centro della nostra narrazione\, come riflessi di un’epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn\, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore.  \n\n\n\n“La Marilyn che vogliamo raccontare – continua il regista Daniele Salvo –  non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità\, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione”. \n\n\n\nCon: Melania Gilio (Marilyn)\, Danny Bignotti (Joe Di Maggio)\, Sebastian Gimelli Morosini (Milton Green) – Regia DANIELE SALVO – Costumi Daniele Gelsi – Scene Alessandro Chiti – Produzione Bis Tremila -Assistente alla regia Matteo Fiori – Arrangiamenti originali Heron Borelli – Grafica Mario Toccafondi \n\n\n\nTutte le canzoni di Marilyn saranno rigorosamente eseguite dal vivo. \n\n\n\nDiamonds are a girl’s best friend \n\n\n\nI wanna be loved by you \n\n\n\nRiver of no return \n\n\n\nBye\, Bye Baby \n\n\n\nCandle in the Wind
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SUMMARY:"Figlio di famiglia" al Teatro delle Muse
DESCRIPTION:Cosa rende una famiglia una vera famiglia? Il documento rilasciato dall’ufficio Anagrafe che attesta lo stato di convivenza oppure l’insieme di sentimenti che uniscono e creano legami\, spesso indissolubili? Da una parte ci sono le leggi\, i cavilli burocratici\, e dall’altra c’è il cuore\, ma ci sono anche le emozioni e i desideri che stabiliscono  le “leggi” della vita\, quelle che non hanno bisogno di decreti\, ma che viaggiano sull’onda della genuinità. Al Teatro delle Muse di Roma\, storico spazio culturale legato alla tradizione legata non solo all’intrattenimento ma anche all’origine del teatro come strumento sociale\, dal 5 al 22 marzo 2026\, arriva lo spettacolo “Figlio di Famiglia”\, quando l’ironia smaschera i pregiudizi e l’amore diventa l’unico e indiscutibile diritto universale. Scritta e diretta da Geppi di Stasio\, direttore della Compagnia Stabile\, la commedia non ha timore di scherzare col fuoco dei tabù sociali per dare voci a verità spesso ritenute “scomode” e per questo lasciate nell’ombra\, oltre le definizioni e le risoluzioni europee ancora non uscite allo scoperto. L’autore e regista è fondatore del gruppo Facebook “Etero per i diritti gay”. Da qui l’idea di raccogliere le voci\, le sensazioni\, le testimonianze\, e portarle sul palco al fine di trattare temi complessi – dalle adozioni alle unioni civili –  senza la pesantezza del dogma\, ma con la velocità della satira. Naturalmente Di Stasio è anche protagonista della commedia con Roberta Sanzò. Sul palco insieme a loro anche Patrizia Tapparelli\, Giorgia Lepore Martinelli\, Antonio Lubrano. “Usiamo l’ironia perché è lo strumento che arriva prima al bersaglio”\, dichiara l’autore\, “ma il nostro bersaglio non è colpire qualcuno\, bensì abbattere il muro dell’indifferenza.”  Nell’Italia che arranca nel riconoscimento dei diritti civili\, “Figlio di Famiglia” si pone una domanda provocatoria: se il matrimonio è “maternità”\, e le altre sono “unioni civili”\, allora l’amore ha bisogno di un dizionario per essere legittimo? Lo spettacolo dà voce a tutte le posizioni e lo fa portando in scena anche lo stesso pubblico in forma anonima. La platea\, infatti\,  è chiamata a riflettere su un punto cardine: un bambino ha bisogno di cure o di etichette? Per rafforzare il messaggio ogni settimana sul palco sarà consegnato un premio: “Figli di un Arcobaleno”\, assegnato a tutti coloro che ogni giorno lottano per affermare i diritti del cuore.   \n\n\n\n Info 06 4423 3649
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SUMMARY:"LA DONNA IMPERFETTA... E I SUOI GUAI" alla Sala Lysistrata
DESCRIPTION:Una donna “imperfetta”\, schiacciata da aspettative\, panni da stirare e sogni messi in pausa\, decide di raccontarsi senza filtri. Tra risate e ironia\, partendo da alcuni monologhi di Francesca Nunzi\, svela le piccole tragedie quotidiane di ogni donna “normale”. Un viaggio comico tra frustrazioni\, desideri repressi e improbabili rivincite. Perchè ridere\, a volte\, è l’unico modo per sopravvivere. E magari sentirsi finalmente libera… o forse no? Staremo a vedere. \n\n\n\nGiovedì e venerdì alle ore 21 – Sabato alle ore 19 – Domenica alle ore 18
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SUMMARY:"The Taming of the Shrew" al Satiro Off di Verona
DESCRIPTION:La bisbetica domata torna con Casa Shakespeare e questa volta sceglie la controffensiva. Un nuovo cast e una nuova ripresa di regia con Lucia Messina. Il suo sguardo femminile e contemporaneo\, raccoglie e riprende l’impianto registico di Solimano Pontarollo. Non in difesa del testo\, ma un attraversamento critico.  \n\n\n\nIn un’epoca\, quella dell’Inghilterra di Elisabetta I\, in cui il rapporto uomo/donna era regolato da gerarchie rigide e socialmente codificate\, Shakespeare costruisce una commedia che ancora oggi fa discutere. La “domatura” di Caterina continua a far storcere il naso alle sensibilità contemporanee. Ed è proprio lì che Casa Shakespeare interviene\, distaccandosi dalla piena immedesimazione\, per osservare il gioco di ruolo. \n\n\n\nLa nuova ripresa infatti punta a proporre una domanda a tutti noi: quanto siamo noi stessi nelle relazioni e quanto spesso invece ci capita di indossare maschere\, rivestire ruoli?  \n\n\n\nL’opera shakespeariana punge proprio su questo punto\, nel mettere in scena un duello di relazione senza mezzi termini che vede i due protagonisti\, ma non solo\, avvicendarsi tra giochi di finzione\, travestimenti e tentativi di dominazione. \n\n\n\nUn gioco a volte spietato\, ma che rivela quanto\, a prescindere da vincitori o sconfitti\, tutti ci ritroviamo attori nel palcoscenico della vita. \n\n\n\nE allora la domanda finale non è più un’imposizione\, ma un riconoscimento: \n\n\n\n«Vuoi baciarmi\, Caterina?» \n\n\n\nNon c’è nome più bello del tuo nome completo. Caterina\, baciami\, se vuoi. \n\n\n\nUna storia antica per una questione attuale\n\n\n\nLa trama è nota: Battista Minola\, padre di due figlie dal carattere opposto\, impone che la primogenita Caterina venga maritata prima della dolce Bianca. Tra travestimenti\, corteggiamenti e strategie\, entra in scena Petruccio\, deciso a sposare la “bisbetica” nonostante il suo “temperamento”. \n\n\n\nCasa Shakespeare firma uno spettacolo con i giovani della compagnia e invita il pubblico ad un nuovo sguardo più contemporaneo. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali 2026. \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia di Solimano Pontarollo ripresa da Lucia MessinaAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare e On View Experiences di Ornella Naccari \n\n\n\nCast:ATTORI:Viola Rizzardi Penalosa – CATERINASolimano Pontarollo – PETRUCCIOFrancesco D’Ippolito – BATTISTA\, SARTO E ORTENSIORiccardo Caserta – LUCENZIOKelly Negro – BIANCA \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nPromo per la festa delle donne direttamente online\, Carta Docenti e Carte Culture accettate. \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva dell’esperienza\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti delle scuole superiori di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale è online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620 \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a: info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:" La Firma" al PiccoloTeatro della Città di Catania
DESCRIPTION:Nel parlatorio di un carcere\, ai due lati di un tavolo che li dividerà irrimediabilmente per tutto il tempo\, un uomo e una donna si confrontano sul passato che è riaffiorato e sul tragico segreto che li ha messi inaspettatamente l’una contro l’altro. E’ così che ha inizio La Firma\, pièce tratta da “Non ti fidare” di Claudio Fava che ne cura anche la regia e che vede protagonisti l’attore siciliano Ninni Bruschetta (appena visto\, tra l’altro nella serie Rai L’Invisibile e attualmente anche in Don Matteo) e l’attrice romana Federica De Benedittis (già volto de Il paradiso delle Signore e che vedremo presto nella fiction Mediaset Alex Bravo). Dopo il debutto nazionale del 26 febbraio al Teatro Sperimentale di Ancona\,  lo spettacolo\, coprodotto da Teatro della Città – CPT di Catania e MARCHE TEATRO\, arriva ora in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania dal 5 al 7 marzo\, ore 21.  \n\n\n\nIl testo narra l’intenso confronto tra un uomo e una donna legati da un passato distorto. L’uomo è il padre della donna: o almeno\, così lei ha creduto per tutta la sua vita. Falso. Quell’uomo\, militare di carriera\, l’aveva presa con sé al momento della nascita: la vera madre della ragazza\, arrestata per reati politici e costretta a partorire nel luogo di prigionia\, era stata poi eliminata come tutti gli altri suoi compagni di detenzione. Un segreto e una violenza che riemergono improvvisamente dal passato e che mettono “padre” e figlia di fronte alla necessità di riscrivere il senso del loro rapporto. Proveranno a farlo nel carcere in cui l’uomo è stato rinchiuso in attesa del processo\, e dove la donna va a trovarlo per un ultimo\, definitivo dialogo. Ed è qui che la storia inizia. Di fronte a quel tavolo saltano i ruoli\, il carnefice si fa accusatore\, la vittima diventa imputata\, il rancore si fa pena\, ogni prevedibilità è azzerata da un continuo scambio dei ruoli. Perché la vita\, anche nei suoi momenti più osceni\, fatica ad essere addomesticata\, ridotta allo schematico gioco del confronto tra il bene e il male: in questo caso\, tra la colpa di un finto padre che ha ingannato e la rabbia di una figlia che è stata tradita. Per arrivare ad un finale aperto che ribalta ogni premessa\, ogni logica\, ogni facile soluzione. \n\n\n\nProduzione Teatro della Città – Centro Di Produzione Teatrale\, MARCHE TEATRO (diretto da Giuseppe Dipasquale)\, scene e costumi Vincenzo La Mendola\,assistente alla regia Massimo Blandini\,capo macchinista costruttore Claudio Cutispoto\, macchinista Vincenzo Caniglia\, luci Andrea Chiavaro\, fonica Salvo Arnò\,sartoria Sorelle Rinaldi\, assistente costumista Giuseppe Adorno.
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SUMMARY:“Fratello Sole Sorella Luna” al Teatro Lyrick
DESCRIPTION:Un classico della nostra memoria visiva approda a una nuova drammaturgia scenica: “Fratello Sole Sorella Luna”debutta in prima Nazionale al Teatro Lyrick il 5\, 6 e 7 marzo 2026\, alle ore 21.15\, segnando una nuova tappa nel dialogo tra linguaggio cinematografico e scena dal vivo. \n\n\n\nLa celebre opera di Franco Zeffirelli trova infatti una nuova forma nella versione teatrale firmata da Angela Demattè\, che rilegge la sceneggiatura originale scritta da Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. \n\n\n\nLa regia è di Piero Maccarinelli\, che restituisce la dimensione umana della storia attraverso un cast di forte intensità: Giulio Pranno nel ruolo di Francesco\, Ksenia Borzak in quello di Chiara\, con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi\, affiancati da Gabriele Cicirello\, Antonio Iorio\, Edoardo Raiola\, Giovanni Conti ed Edoardo Sacchi. \n\n\n\nLe musiche originali di Riz Ortolani\, insieme alle composizioni e agli arrangiamenti di Alessandro Nidi\, accompagnano e amplificano l’immaginario del racconto. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226–2026\, Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi\, e nasce da una co–produzione International Music and Arts\, Agidi\, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro\, Oliver and Friends. \n\n\n\nCon questa prima nazionale\, “Fratello Sole Sorella Luna” restituisce al pubblico un viaggio teatrale di rara intensità\, sospeso tra memoria\, visione e spiritualità\, realizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Uno spettacolo che intreccia recitazione e canto\, in un racconto corale e poetico\, ispirato al celebre film di Franco Zeffirelli del 1972\, che ottenne un enorme successo internazionale (David di Donatello nel 1972 e candidatura all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia)\, lasciando un segno indelebile per la forza poetica delle immagini e per le indimenticabili musiche di Donovan\, adattate nella versione italiana da Riz Ortolani\, lo spettacolo porta in scena\, con un linguaggio teatrale contemporaneo\, la storia di Francesco e del suo messaggio universale di fraternità e pace. \n\n\n\nDopo la prima nazionale di Assisi\, lo spettacolo tornerà in tournée a partire da ottobre 2026 nelle città di Milano\, Torino\, Bologna\, Firenze e Roma\, per poi proseguire in numerose altre piazze italiane. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nLo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi\, figlio di una ricca famiglia di mercanti\, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali\, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia\, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità. \n\n\n\nAccanto a lui si schiera solamente Chiara\, giovane della stessa estrazione sociale\, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati. \n\n\n\nCon i piedi nudi e un saio addosso\, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti\, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati\, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato\, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita\, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo. \n\n\n\nIl viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma\, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia. \n\n\n\nNote di Regia di Piero Maccarinelli \n\n\n\nIl testo adattato da Angela Demattè per il teatro dalla sceneggiatura del film di Franco Zeffirelli si concentra sugli esordi della storia di Francesco da figlio di ricco mercante. giovane soldato in guerra alla scoperta della sua spiritualità\, ai conflitti che questa provoca nei genitori e negli amici. \n\n\n\nParallelo sarà il percorso di Chiara che accompagna Francesco nella costruzione della povera chiesa di San Damiano. \n\n\n\nPercorso difficile per entrambi sia per la posizione delle ricche famiglie\, del potente clero e il progressivo allentamento delle diffidenze degli amici fino alla adesione degli stessi al dettato francescano. \n\n\n\nDubbi e ansie assalgono Francesco osteggiato fino alla fine dall’amico di gioventù Paolo. \n\n\n\nDecisivo sarà l’incontro con il Papa a Roma dove troverà conforto e perfino l’adesione di Paolo. \n\n\n\nÈ una storia di giovani alla ricerca di valori alternativi ai valori dei genitori e della loro classe sociale È la storia della conquista di una serena felicità \n\n\n\nIl nostro non sarà un tentativo di ricostruzione filologica ma un complesso atto d’amore per questa storia.  \n\n\n\nBIGLIETTERIALun – Ven: 18.00 – 20.00 | Sab. 16.00 – 20.00075 80 44 359 \n\n\n\nOrari Botteghino: La Biglietteria del Teatro è aperta tutti i pomeriggi: dal lunedì al venerdì dalle ore 18.00 alle ore 20.00il sabato dalle ore 16.30 alle ore 20.00 \n\n\n\nEmail: cristina@zonafrancaspettacolo.it \n\n\n\nCosto del biglietto \n\n\n\nPrimo Settore – intero: 40\,00 €Primo Settore – ridotto: 37\,50 € \n\n\n\nSecondo Settore – intero: 35\,00 €Secondo Settore – ridotto: 32\,50 € \n\n\n\nTerzo Settore – intero: 30\,00 €Terzo Settore – ridotto: 27\,50 € \n\n\n\nla Biglietteria del Teatro è aperta esclusivamente di pomeriggio\, dal lunedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00. * I prezzi indicati si riferiscono ai biglietti acquistati presso la biglietteria del Teatro Lyrick; se acquistati on line o nei punti vendita esterni verranno aggiunte le relative commissioni di vendita. \n\n\n\nInfo per disabiliPer i diversamente abili (certificati 100%)\, posti su richiesta in appositi spazi riservati (posti limitati). Per ulteriori info o prenotazioni si prega di contattare la Biglietteria ai recapiti e negli orari indicati sopra.
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SUMMARY: La traiettoria calante al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, giovedì 5 marzo alle ore 21.00\, La traiettoria calante di e con Pietro Giannini\, premio Ubu 2025 come migliore attore under 35. Repliche il 6 e 7 marzo. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova\, è un omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova\, avvenuto il 14 agosto 2018. Un toccante monologo realizzato dal genovese Giannini con laconsulenza drammaturgica del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi e la consulenza artistica di Enrica Carini e Dario Manera\, nel quale si intrecciano ricordi personali\, interviste\, ricostruzione dei fatti\, pezzi di una città travolta da quella tragedia ma in grado di affrontarla con la dignità\, la coscienza e la forza tipica dei genovesi.  \n\n\n\nCon queste parole il venticinquenne Pietro Giannini presenta il suo lavoro: «Ho diciassette anni. Devo andare con mio padre in campagna. Piove a dirotto. Stiamo caricando i bagagli in macchina. Il suono di un tuono lontano ci fa sobbalzare. Una nuvola di polvere\, in mezzo alle case\, si alza dalla terra per andare ad abbracciare le sue sorelle. Rumore di sirene e antifurti. Il Ponte Morandi si è appena sgretolato. Squilla il telefono. Mia madre dall’altro lato urla. Pensa che si stia solo immaginando la mia voce e che io in realtà sia morto…».  \n\n\n\nFigura emergente della scena italiana\, attore e autore diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Giannini\, da genovese che ha sentito sulla propria pelle l’eco di quella tragedia\, sulla scena è unico testimone inerme\, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi non c’è più. In una bolla temporale definita dal vuoto\, quest’unico superstite cerca di sfuggire al buio del dramma attraverso la testimonianza\, qualunque essa sia. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nLa traiettoria calante \n\n\n\ndi e con Pietro Giannini \n\n\n\nconsulenza drammaturgica Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi \n\n\n\nregia Pietro Giannini \n\n\n\nvisual artist Loredana Antonelli \n\n\n\nluci Aldo Mantovani \n\n\n\nconsulenza artistica Enrica Carini\, Dario Manera \n\n\n\nproduzione Teatro Nazionale di Genova \n\n\n\ndurata dello spettacolo: 80 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 17.00
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SUMMARY:Voglio le Olimpiadi al Teatro Bruno Munari di Milano
DESCRIPTION:Voglio le Olimpiadi\, dal 5 all’8 marzo 2026\, al Teatro Bruno Munari di Milano\, è uno spettacolo intenso e toccante prodotto dal Teatro del Buratto che racconta la straordinaria vicenda di Alessandro Carvani Minetti\, paratleta della Nazionale italiana che sarà anche protagonista sul palco per narrare in prima persona la sua esperienza. L’opera\, tratta dal libro omonimo\, scritto e pubblicato nel 2021 con l’amico Armando Barone\, edito da Blonk per la collana Storie Contemporanee. \n\n\n\nLa storia prende avvio da un evento drammatico: a 25 anni\, Alessandro perde l’uso delle braccia a seguito di un incidente in moto. Dopo un periodo di sconforto e difficoltà\, riesce a trasformare la sua vita grazie alla forza di volontà e alla passione per lo sport. Il suo percorso lo porta a conquistare risultati straordinari nel paraduathlon\, tra cui un titolo mondiale e due europei\, fino a stabilire il record dell’ora di paraciclismo su pista. \n\n\n\nSotto la regia di Renata Coluccini\, lo spettacolo si configura come un viaggio emozionante verso l’autonomia e la riscoperta di sé stessi. Attraverso un racconto autentico\, fatto di cadute e risalite\, successi e delusioni\, “Voglio le Olimpiadi” esplora temi universali come il superamento dei limiti\, l’accettazione personale e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. \n\n\n\nLa rappresentazione non è solo una celebrazione dello sport\, ma anche una riflessione profonda sulla resilienza umana\, sul coraggio di affrontare le proprie sfide e inseguire i propri sogni\, indipendentemente dagli ostacoli. \n\n\n\nCon la sua interpretazione\, Alessandro Carvani Minetti coinvolgerà il pubblico in una narrazione che non lascia indifferenti\, offrendo uno sguardo autentico su ciò che significa vivere con determinazione. \n\n\n\nAlle 20.30 dal 5 all’8 marzo 2026 per il pubblico. Alle 10 dall’11 al 13 marzo per le scuole \n\n\n\n www.teatrodelburatto.it \n\n\n\nPrenotazioni: prenotazioni@teatrodelburatto.it | T. 02.27002476
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SUMMARY:"Gertrude. Regina\, sposa\, madre" al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Alla madre\, vedova e nuova sposa\, personaggio chiave dell’Amleto di Shakespeare è dedicato Gertrude. Regina\, sposa\, madre\, nella riscrittura originale firmata da Annalisa De Simone e diretta da Mario Scandale. Un debutto assoluto\, prodotto dal Teatro di Roma\, che vede in scena protagonista Mascia Musy\, nel ruolo di Gertrude\, affiancata da Jonathan Lazzini\, Domenico Pincerno e Arianna Pozzi\, sul palco del Teatro Torlonia dal 5 al 15 marzo. \n\n\n\nIn questa nuova drammaturgia\, la tragedia di Shakespeare viene osservata attraverso un ribaltamento prospettico: non è più la ferita del figlio Amleto a condurre il gioco\, ma il corpo e la voce della madre. Gertrude guadagna il centro della scena in una piscina vuota — un luogo che ha conosciuto la felicità e ora ne conserva solo la cavità — per raccontare la storia di una donna che prova a restare viva in un mondo che pretende da lei purezza e sacrificio. \n\n\n\nNel dramma shakespeariano\, Gertrude emerge come una figura intrappolata in una complessità tanto intrigante e magnetica\, quanto sospesa tra interpretazioni contrastanti. È una madre che nutre un affetto autentico per Amleto\, eppure la sua scelta di unirsi al cognato a pochi mesi dal lutto proietta ombre indelebili sulla sua moralità. In lei convivono la donna di Stato — fiera\, sensuale e padrona delle proprie decisioni — e la madre rifiutata\, nuda nelle sue paure e nelle sue debolezze. Maliarda e struggente\, feroce e a tratti fanciullesca\, Gertrude abita il confine sottile tra la connivenza nel delitto e l’incoscienza tragica. Coinvolta in un attrito logorante con il figlio\, la Regina smette i panni della comparsa: compie un passo decisivo verso il centro della scena\, rivendicando la propria necessaria centralità. \n\n\n\nAttorno alla Regina si muove un caleidoscopio di figure maschili e sguardi inquisitori: «Amleto è dietro le quinte\, ma non scompare: è una presenza magnetica e persecutoria\, come lo sono i figli nella vita di una madre\, come lo è il desiderio\, o il senso di colpa\, la memoria e l’ossessione\, il nodo edipico che non smette di stringere. Ofelia\, educata alla prudenza\, luogo fragile in cui si inscrivono le aspettative della famiglia e del potere maschile. Laerte\, a incarnare l’urgenza della vendetta come unico linguaggio del lutto. E Claudio\, non solo un usurpatore\, ma un amante\, un uomo che prova a razionalizzare il peccato\, a trasformare il delitto in amministrazione e l’amore in strategia – annota l’autrice Annalisa De Simone – Sono loro i protagonisti di un dramma che non si apre alle possibilità – essere o non essere? – ma al contrario si chiude dietro alle conseguenze delle proprie azioni\, lì dove le decisioni sono già state prese: il desiderio\, se iscritto nel reale\, non è mai innocente. Risiede in questo il fascino delle riscritture: nell’occasione di un ribaltamento. La tragedia non è più osservata dalla ferita del figlio\, ma dal corpo e dalla voce della madre. Indagando Gertrude senza la volontà di ridurla o di assolverla. Provando a gettare un lumicino sulle ombre che la regina\, sposa e madre\, dissipa lungo l’arco della tragedia\, mentre oscilla tra lucidità e abbandono\, ferocia e tenerezza\, paura e seduzione». \n\n\n\nLo spettacolo non intende dare risposte\, bensì dare luce a questo personaggio e alle sue ombre\, erigendola finalmente a protagonista indiscussa con in mano un potere immenso: sul regno\, sul palazzo\, su Amleto. “Gertrude\, svelati. Sei una regina. Una madre. Sei un’ipotesi”: in queste sfaccettature risiede la riflessione su uno dei drammi più ambigui della classicità\, in cui è un’impresa enigmatica risolvere incongruenze così ricche di grana umana e di mistero. L’intento della messa in scena non è assolvere\, ma indagare\, provando a esplorare quelle zone oscure che la Regina dissipa lungo l’arco della tragedia. \n\n\n\nQuesta indagine poetica si muove in un perimetro fisico e simbolico molto preciso\, come sottolinea il regista Mario Scandale: «Questo spazio ha contenuto acqua. Ora contiene corpi\, memorie\, colpe. Gertrude. Regina\, sposa\, madre si svolge dentro una piscina vuota: un luogo che ha conosciuto l’acqua\, il gioco\, la felicità\, e ora ne conserva soltanto la forma. L’acqua non c’è\, ma pesa: è liquido amniotico\, è origine e perdita. È la vita che ha riempito questo spazio e lo ha poi abbandonato\, lasciando una cavità in cui ogni parola e ogni gesto risuonano più forte. La scrittura di Annalisa De Simone attraversa registri diversi: lirica e crudele\, erotica e gelida\, letteraria e grottesca. Una lingua che non cerca armonia\, ma frizione\, e costringe i personaggi a restare dentro le proprie contraddizioni. Gli attori abitano questo vuoto senza difese. I loro corpi cercano un equilibrio impossibile\, come se l’acqua potesse tornare da un momento all’altro. Ma non torna. Nel finale\, il dramma non trova compimento e resta sospeso. Una presenza assente attraversa la scena: Amleto\, come un’Erinni\, vibra nei corpi e nelle coscienze\, trasformandosi in minaccia\, senso di colpa\, attesa della punizione. Ma la punizione non arriva. Il vino prende il posto del sangue: non fonda un nuovo ordine\, non chiude la ferita. È un bere stanco\, ripetuto\, fuori tempo\, che somiglia a un simulacro di rito.  Una piscina svuotata. E il tentativo ostinato\, umano\, di restare a galla anche quando l’acqua non c’è più.». \n\n\n\nAnnalisa De Simone è nata a L’Aquila nel 1983\, ma vive a Roma. È stata presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo\, consigliera d’amministrazione di Cinecittà\, ed è oggi consulente e producer di Rai Fiction. Scrive per Linkiesta e Il Riformista. Ha esordito nella narrativa con Solo Andata\, Baldini&Castoldi; con Marsilio ha pubblicato Non adesso\, per favore (2016)\, Le mie ragioni te le ho dette (2017)\, Le amiche di Jane (2019)\, Sempre soli con qualcuno (2021). Il suo ultimo romanzo è Ingrata (2025)\, Nutrimenti. Gertrude è il suo primo testo per il teatro. \n\n\n\nMario Scandale è regista teatrale\, assistente alla regia e docente. Ha lavorato con figure di rilievo come Massimo Popolizio\, Arturo Cirillo e Umberto Orsini\, e con istituzioni quali il Piccolo Teatro di Milano\, Marche Teatro e la Corte Ospitale. Firma regie per festival e teatri nazionali con testi contemporanei e riscritture\, fra cui Narciso e Boccadoro (da Hesse)\, Incendi e La Gloria\, quest’ultimo finalista agli UBU 2021. Come assistente\, affianca grandi produzioni di prosa\, da M. Il figlio del secolo a Don Giovanni. È docente presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Ha ricevuto premi come il Bando Forever Young e il Premio Abbado. Cura anche progetti video e docu-spettacoli. Vive e lavora tra le Marche\, Milano e Roma.
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SUMMARY: Giulia Bigioni in concerto all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Secondo appuntamento giovedì 5 marzo in Sala Casella (via Flaminia 118\, ore 20) con il concerto dell’arpista romana Giulia Bigioni per la decima edizione di Assoli\, la rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo. \n\n\n\nArpista che collabora con diverse orchestre sinfoniche e di fondazioni liriche\, con una particolare attenzione alla musica contemporanea sia in formazione cameristica che da solista\, la Bigioni presenta un programma che attraversa quasi mezzo secolo di scrittura per arpa\, spaziando dalle sperimentazioni della seconda metà del Novecento (Pennisi\, Carter\, Fedele\, Mantovani) alle più recenti esplorazioni timbriche e formali\, con la prima esecuzione assoluta della Sonatina per arpa di Gabriele Mercanti.  \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nIl programma prende avvio con Madame Recamier (1978) di Francesco Pennisi\, con una dimensione intima e contemplativa del suono. Altra tappa significativa per la tecnica strumentale degli ultimi decenni è Bariolage (1992) di Elliott Carter\, scritto grazie all’interesse e ammirazione per Carlos Salzedo\, arpista\, compositore e figura chiave nel rinnovamento del linguaggio dell’arpa contemporanea. La Suite francese per arpa (2011) di Ivan Fedele esplora le possibilità timbriche dello strumento secondo una concezione della forma intesa come processo plastico e scultoreo. Anche Tocar (2007) di Bruno Mantovani valorizza l’ampio potenziale timbrico ed espressivo dell’arpa: la sua ricerca si sviluppa attraverso una scrittura virtuosistica\, che esplora in profondità le possibilità tecniche e ne mette in luce i regi­stri inusuali e contrastanti. Infine la novità della Sonatina per arpa (2025) di Gabriele Mercanti: tre brevi movimenti\, ciascuno contraddistinto da un diverso carattere\, che coniugano il linguaggio contemporaneo con una particolare attenzione al lirismo e alla costruzione del materiale tematico. \n\n\n\nNel concerto il direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana Domenico Turidialogherà con l’arpista per introdurre e presentare al pubblico il programma. \n\n\n\nBiglietti: Sala Casella posto unico 11 euro (comprensivo di prevendita).  \n\n\n\nInfo: filarmonicaromana.org\, tel. 342 9550100 \n\n\n\n promozione@filarmonicaromana.org  \n\n\n\n biglietti on line su filarmonicaromana.org \n\n\n\nSALA CASELLA \n\n\n\nVia Flaminia 118 \n\n\n\nASSOLI  \n\n\n\n29 gennaio – 4 giugno 2026 \n\n\n\nX edizione \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 20 \n\n\n\nL’ARPA \n\n\n\nGiulia Bigioni arpa  \n\n\n\nFrancesco Pennisi\, Madame Recamier \n\n\n\nElliott Carter\, Bariolage \n\n\n\nIvan Fedele\, Suite francese per arpa \n\n\n\nBruno Mantovani\, Tocar pour harpe \n\n\n\nGabriele Mercanti\, Sonatina per arpa*  \n\n\n\nGiulia Bigioni Nata a Roma\, nel 2021 consegue la laurea in Arpa con il massimo dei voti e menzione d’onore presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia\, mentre nel 2024 termina il corso di perfezionamento presso la Scuola di Musica di Fiesole e consegue il master in Interpretazione della Musica contemporanea. Attualmente si sta perfezionando presso la Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf. Ha partecipato alle masterclass di arpisti internazionali\, fra cui Fabrice Pierre\, Irina Zingg\, Ieuan Jones\, Magdalena Hoffmann. Sin da giovane si dedica alla formazione orchestrale\, facendo parte dell’Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Orchestra Giovanile Italiana (OGI) di Fiesole. Attualmente collabora con diverse orchestre\, fra cui Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari\, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf\, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. In qualità di camerista suona con i Cameristi dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, il ClusterEnsemble e con la Kammerorchester di Düsseldorf.
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SUMMARY:"Lili/Darwin" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 5 marzo alle ore 19 lo spettacolo Lili/Darwin di Darwin Del Fabro con la regia di Meghan Finn nell’ambito di On Stage! Il primo festival di teatro americano in Italia organizzato da KIT Italia\, The International Theatre e Kairos Italy Theater\, in collaborazione con Music Theater International e con Istituzioni italiane e americane.  \n\n\n\nLo spettacolo è un monologo poetico che esplora i percorsi intimi e intrecciati di Lili Elbe (la pioniera transessuale degli anni ’20 Lili Elbe\, protagonista del film The Danish Girl) e Darwin Del Fabro\, autrice ed attrice brasiliana transessuale\, portando il pubblico in un mondo crudo e senza compromessi\, fatto di identità\, memoria e trasformazione.Attraverso la voce\, le proiezioni e un linguaggio potente\, Darwin dà vita ai confini sfumati tra sé e la propria storia\, tra passato e presente. Un percorso intimo\, doloroso e poetico\, che in un’intensa ora di monologo attraversa una storia autobiografica di profonda trasformazione fisica\, mentale ed emotiva. Il delicato ritratto di una personalità fragile lungo il percorso alla ricerca di sé e la difficile ricerca dell’accettazione che si compie nella metaforica morte e rinascita del corpo della protagonista. \n\n\n\nLili/Darwin ha debuttato al The Tank NYC nell’estate del 2025 e viene presentato in Italia in versione originale (inglese americano) con sopra titoli in italiano\, seguito dall’incontro con l’autrice e interprete Darwin Del Fabro e con la regista Meghan Finn.Un evento in collaborazione con OnStage! festival\, Università Roma Tre. Teatro del Lido\, The Tank NYC. \n\n\n\nIl Teatro del Lido di Ostia è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo ore 19 \n\n\n\nOn stage! Festival \n\n\n\nKIT Italia e The International Theatre \n\n\n\nin partenariato con Kairos Italy Theater e MThI presentano \n\n\n\nLILI/DARWIN \n\n\n\nuna potente storia di trasformazione \n\n\n\ndi e con Darwin Del Fabro \n\n\n\nregia Meghan Finn \n\n\n\nin inglese con sopra titoli in italiano \n\n\n\nacquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/lili-darwin/291294
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SUMMARY: La resistenza delle donne argentine all'ultima dittatura (1976-1983) all'Istituto Cervantes di Palermo
DESCRIPTION:L’Instituto Cervantes di Palermo celebra la Giornata internazionale della donna con due attività dal carattere storico e artistico che pongono al centro la forza delle donne argentine\, dimostrata con fatti storici anche durante i cinquant’anni di dittatura che hanno segnato il Paese. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo alle ore 17:30 nei locali della Chiesa Sant’Eulalia dei Catalani(via Argenteria\, 33)\, Eduardo Gabriel Taleti\, professore di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Nazionale del Rosario (UNR)\, ospitato per l’occasione\, terrà la conferenza La resistenza delle donne argentine all’ultima dittatura (1976-1983). Modererà l’incontro la professoressa Giovanna Minardi. \n\n\n\nLa notte del 24 marzo 1976 le forze armate argentine rovesciarono il fragile governo di Estela Martínez de Perón (prima donna presidente del Paese)\, la quale subì gravi violazioni dei propri diritti e una lunga detenzione. Questo regime aveva come obiettivo una ristrutturazione economica\, sociale e culturale\, la disciplina della società e lo sterminio del terrorismo apolide (quando in realtà erano già stati sconfitti militarmente e politicamente). Inoltre\, si inserisce nei colpi di Stato militari del Cono Sud a partire dal 1964 nell’ambito di quella che era la Dottrina della Sicurezza Nazionale. La conferenza\, realizzata in collaborazione con la cattedra di Letterature ispano-americane dell’Università degli Studi di Palermo\, si concentrerà su tre temi principali: il colpo di Stato del 1976\, le violazioni dei diritti umani e il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella resistenza a tale regime\, attraverso la testimonianza delle Madri di Plaza de Mayo\, le Nonne di Plaza de Mayo e altre istituzioni.  \n\n\n\nA seguire l’attrice argentina Monica Scapparone intratterrà il pubblico con una lettura drammatizzata tratta dalla testimonianza di Adriana Calvo\, ex detenuta desaparecida nella dittatura militare. \n\n\n\nL’ingresso è libero fino ad esaurimenti dei posti disponibili. 
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SUMMARY:“Stoc ddò - Io sto qua!” al Teatro Karol di Castellammare
DESCRIPTION:Non fugge\, e nemmeno chiude la porta di casa: “Stoc ddò – Io sto qua!” sono le parole di Lella\, madre di Michele Fazio\, ucciso per errore a soli sedici anni a Bari durante un regolamento di conti tra clan. Parole pronunciate a gran voce\, guardando negli occhi chi vorrebbe imporre il silenzio. Parole che diventano denuncia. \n\n\n\nVenerdì 6 marzo alle ore 20.30\, al Teatro Karol di Castellammare di Stabia lo spettacolo è ospite della rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo\, prodotto da Meridiani Perduti\, scritto e interpretato da Sara Bevilacqua. Sono previste repliche mattutine riservate alle scuole secondarie di secondo grado giovedì 5 (ore 11) e venerdì 6 marzo (ore 9.30). \n\n\n\nLa storiaÈ il luglio 2001 quando la vita di Lella Fazio e della sua famiglia cambia per sempre. Uno sparo rompe il quotidiano delle mura domestiche\, tra le strade di Bari vecchia. Il sangue sull’asfalto non è quello dei clan Capriati o Strisciuglio. È quello di Michele\, ragazzo pieno di sogni\, cresciuto con cura lontano dalle dinamiche criminali del quartiere.Una ferita che non si rimargina. Una morte assurda da cui nasce però una scelta radicale: essere testimonianza viva e costante. Finestre aperte e mai più chiuse per non voltarsi dall’altra parte. Perché la mafia non è un problema di pochi\, ma una responsabilità collettiva. La testimonianza di Lella diventa così un atto civile e un impegno educativo: chiedere giustizia e contribuire a salvare le nuove generazioni dalla violenza criminale. \n\n\n\nLo spettacoloStoc ddò – Io sto qua! è un teatro di narrazione intenso e necessario\, purtroppo ancora drammaticamente attuale.Attraverso un’approfondita ricerca sul territorio\, Sara Bevilacqua accoglie la storia di Lella e Pinuccio Fazio assumendosi la responsabilità di esserne testimone. Ne nasce un’esperienza teatrale capace\, con una sola voce femminile\, di restituire la forza di un lutto vivo e inciso nella memoria collettiva.Lo spettacolo ha ricevuto il Premio del Festival Le Voci dell’Anima 2022 con la seguente motivazione: “Attraverso una sola voce\, femminile\, bella\, profonda e reale\, riesce a restituire le immagini di un lutto doloroso e vivo che resta inciso nella memoria del pubblico. Un lavoro sincero\, che arriva dentro e che fa riflettere su quanta verità possa raccontare\, oggi\, il teatro”.Il biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Ultimo appuntamento in abbonamento. Il botteghino è aperto giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.itNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’ ‘e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe.ì
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LOCATION:Teatro Karol\, via Allende 4\,\, Castellamare di Stabia\, 80053
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SUMMARY:“Parlami Orlando" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Wolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e altri scritti della scrittrice\, nasce “Parlami Orlando”spettacolo firmato da Giuseppe Bucci ((già regista di “Tom a là ferme”\, “In casa con Claude”)\, che dirigerà l’attore Salvatore Langella sul palco dell’OFF/OFF Theatre\, in scena da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo. \n\n\n\nLe musiche di Pericle Odierna\, l’installazione scenografica di Andrea Maresca (Spiff) il disegno luci di Umberto Fiore\, le foto di Manuela Giusto e i costumi e la direzione creativa a cura di KB Project firmato Karma B\, daranno valore a un testo prezioso e di parola come quello che Bucci ha adattato per il teatro dalla lettura di Wolf.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nVirginia Woolf\, rifugiata nella sua “stanza tutta per sé” rilegge un’ultima volta il suo romanzo prima di darlo alle stampe\, rivivendone tutti i personaggi.   \n\n\n\nElla si cala nei panni di un immaginario biografo (un uomo\, appunto) prendendosi teneramente gioco del suo Orlando\, che\, giovane uomo nel ‘600 Shakespeariano attraversa i secoli fino a diventare una consapevole e splendida donna dei primi del ‘900\, sempre alla ricerca di quella intuizione di poesia pura (l’oca selvaggia) che gli scrittori eternamente inseguono. \n\n\n\n“Orlando” è una delle opere più affascinanti\, ironiche\, profonde della letteratura inglese. Un’avventura che attraversa i secoli e temi suggestivi come la sessualità\, il ruolo della donna nella storia\, il patriarcato e l’omosessualità.  \n\n\n\n NOTE DI REGIA  \n\n\n\n“La più lunga storia d’amore mai scritta” è una delle definizioni di “Orlando”\, dedicato a Vita Sackville West con cui Virginia Woolf ebbe una lunga relazione amorosa. Da questo e da suoi altri scritti nasce “Parlami\, Orlando”. “Innamorato della scrittura della Woolf“\, precisa il regista\, “ho ideato una messa in scena che (a differenza del noto film) permette di godere appieno della meraviglia di queste pagine\, della sua scrittura poetica\, finemente ironica\, incantevole”.  \n\n\n\nSalvatore Langella (in “Skianto” con Filippo Timi e protagonista di “Tom a là ferme”) è perfetto nell’incarnare Virginia e il suo spirito\, il passaggio da uomo a donna di Orlando con la sua fluidità interpretativa\, la sua passione e la sua sagacia. Lo spettacolo è impreziosito dai costumi e la direzione creativa di KB Project (la geniale coppia di drag Karma B) le incantevoli musiche di Pericle Odierna (globo d’oro per “Picciridda”)\, un’installazione scenografica (lunghe pergamene/tenda scritte da pagine e pagine del romanzo) di Andrea Maresca (Spiff Creation\, creatore del manifesto 40′ Lovers Film Festival) e il disegno luci di Umberto Fiore.  \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Polvere - dialogo tra uomo e donna”.  al Palacultura di Messina
DESCRIPTION:Rete Latitudini\, in collaborazione con la Compagnia Scena Verticale\, organizza per mercoledì 4 marzo alle 21:00\, al Palacultura Antonello da Messina\, lo spettacolo teatrale “Polvere – dialogo tra uomo e donna”.  \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nel contesto dell’evento di sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza di genere\, promossa dal CESV Messina ETS con le associazioni ACISIF Messina Terre Solidali ODV\, CEDAV Centro Donne Antiviolenza APS\, C.I.R.S. Casa Famiglia ETS\, Evaluna APS\, La Clessidra ODV\, Una di noi APS\, Centro Antiviolenza “Al tuo fianco” di Furci Siculo e con la CGIL e Posto Occupato\, in collaborazione con il Comune di Messina e con Latitudini. \n\n\n\nLa giornata di eventi del 4 marzo nasce dalla consapevolezza che il femminicidio rappresenta spesso l’atto finale di una violenza che si costruisce nel tempo\, attraverso forme meno evidenti ma non per questo meno gravi: il controllo\, il disprezzo\, la svalutazione\, la negazione dell’altro\, fino alla perdita progressiva di libertà e identità. È su queste dinamiche che occorre promuovere consapevolezza\, in particolare tra i più giovani. \n\n\n\nLo spettacolo \n\n\n\nCuore della giornata sarà la messa in scena dello spettacolo “Polvere – dialogo tra uomo e donna” di Saverio La Ruina e Cecilia Foti\, opera di grande impatto emotivo ed educativo\, capace di raccontare il processo di annientamento della donna e\, al tempo stesso\, di stimolare una riflessione profonda sulle relazioni tossiche\, sull’amore possessivo\, sulla violenza invisibile e sui rapporti di potere tra uomo e donna.  \n\n\n\nLo spettacolo\, riconosciuto e premiato a livello nazionale ed europeo\, sarà accompagnato da un momento di confronto diretto con gli artisti\, favorendo il dialogo e il coinvolgimento attivo degli studenti. \n\n\n\nGli eventi della mattinata\, a cui parteciperanno oltre 700 studenti\, provenienti dagli istituti di istruzione superiore Archimede\, Bisazza\, Minutoli\, Antonello\, Maurolico e Ainis di Messina\, l’istituto comprensivo Pascoli di Messina e l’istituto superiore Fermi di Barcellona Pozzo di Gotto\, saranno condotti dalla giornalista Alessandra Mammoliti (The Messineser) – assumendo un forte valore simbolico\, collocandosi nel percorso di avvicinamento alla celebrazione dell’8 marzo\, e propongono una riflessione autentica sul tema del femminile\, dei diritti\, del rispetto e della responsabilità nelle relazioni.  \n\n\n\nPer il CESV Messina\, l’appuntamento della mattina si inserisce tra le iniziative dedicate ai 25 anni di attività dell’ente\, come tappa significativa di un percorso che guarda a EsserCi Festival 2026\, riaffermando il ruolo del volontariato come presidio culturale ed educativo capace di leggere il presente e costruire futuro. \n\n\n\nIl programma \n\n\n\n\nOre 9.00 – 9.30: accoglienza delle scuole e dei partecipanti;\n\n\n\nOre 9.30 – 10.30: presentazione delle organizzazioni che si occupano di contrasto alla violenza di genere che saranno presenti anche con banchetti informativi;\n\n\n\nOre 10.30 – 11.50: replica per gli studenti di “Polvere”;\n\n\n\nOre 11.50 – 12.30: dibattito e confronto con il regista Saverio La Ruina e l’attrice Cecilia Foti\, con il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti.\n\n\n\nore 21:00\, spettacolo teatrale POLVERE – DIALOGO TRA UOMO E DONNA (qui il link per la prevendita) Intero € 10\,00 – ridotto under 18 € 5\,00 (apertura botteghino ore 20.00).\n\n\n\n\nCosì le note di regia: “Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva.” \n\n\n\n  “Ma c’è un prima\, immateriale\, impalpabile\, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna\, la circonda\, la avvolge\, ne mina le certezze\, ne annienta la forza\, il coraggio\, spegne il sorriso e la capacità di sognare.”  “Una polvere opaca che confonde\, fatta di parole che umiliano e feriscono
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LOCATION:Palacultura Antonello da Messina\, Viale Boccetta\, 373\, Messina\, ITA\, 98122\, Italy
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SUMMARY:ROTTA. Cinque barche in mare\, il confine liquido a Palazzo Vecchio a Firenze
DESCRIPTION:C’è chi\, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane\, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attraversano il mare senza lasciare traccia\, fuori da ogni statistica\, inghiottite da un confine che spesso non riconosce i corpi\, i nomi\, le storie. È da questa frattura\, e dall’esperienza diretta dell’artista Giuseppe Lo Schiavo\, che a Palazzo Vecchio di Firenze\, dal 4 al 29 marzo 2026\, arriva Rotta\, mostra immersiva e opera video installativa che esplora il Mediterraneo come spazio di confine\, memoria e ascolto\,  trasformando il mare in un luogo sospeso tra oblio e testimonianza attraverso immagini\, suono e rito. \n\n\n\nUn’opera d’arte site specific a cura di Serena Tabacchi – nata come performance in presa diretta – che nelle immagini di un attraversamento in mare aperto\, chiama a raccolta e interroga le coscienze. Un’esperienza sensoriale immersiva che coinvolge lo spettatore non come osservatore esterno\, ma come presenza attiva all’interno di uno spazio di ascolto e riflessione\, dove l’arte non si limita a rappresentare\, ma chiede una presa di posizione: una processione laica in mare\, in cui cinque imbarcazioni avanzano insieme come un unico corpo\, fino a un gesto finale di forte impatto simbolico. \n\n\n\nÈ così che Rotta si colloca consapevolmente all’interno di quello che era lo spazio deputato alla difesa della “fortezza” cittadina\, e che Giuseppe Lo Schiavo trasforma in un luogo di riflessione sul concetto contemporaneo di difesa e di confine. Confini che non sono più mura né bastioni\, ma superfici liquide\, instabili\, spesso invisibili. Rotte marittime trasformate in linee di separazione\, in spazi di controllo e di attesa\, dove la tutela di un territorio coincide spesso con l’esclusione dell’altro.  \n\n\n\nNei 350 metri quadrati della Sala d’Arme\, proiezioni perimetrali sincronizzate e un sistema audio immersivo costruiscono un ambiente che agisce sul corpo e sulla percezione: le immagini scorrono come frammenti di una memoria collettiva che non trova archivi ufficiali\, mentre il suono avvolge lo spazio e guida l’esperienza in un attraversamento emotivo e sensoriale che sollecita domande\, responsabilità\, partecipazione. \n\n\n\nNon solo dispositivo immersivo: nella Sala d’Arme trovano posto sculture di delfini a grandezza naturale. Spiriti guida per eccellenza\, i delfini assumono un valore ambivalente: simboli di salvezza e di mito\, ma anche presenze silenziose che accompagnano e interrogano. Un’estensione che amplia il respiro del progetto e rafforza il dialogo tra interno ed esterno\, tra esperienza individuale e dimensione collettiva. \n\n\n\nLa colonna sonora originale\, composta da Marco Guazzone\, dialoga con l’esecuzione di una banda musicale di Pizzo Calabro\, coinvolta direttamente nel progetto\, trasformando il viaggio in un atto corale\, intimo e collettivo al tempo stesso. \n\n\n\nGiuseppe Lo Schiavo\, in arte GLOS\, è visual artist e researcher attivo tra Milano e Londra. La sua ricerca si muove all’intersezione tra tecnologia\, scienze e storia dell’arte attraverso il concetto di Synthetic Photography\, sviluppato a partire dal 2022 dopo la collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento su progetti di biologia sintetica. Il suo lavoro indaga temi come evolutionary biology\, transhumanism ed ecocentrism\, attraverso installazioni immersive\, proiezioni 3D e ambienti audiovisivi complessi. Tra i principali riconoscimenti figurano l’European BioArt Challenge 2021\, il Premio Cairo 2024 e la selezione su Domus nel 2023. Le sue opere sono state presentate in musei\, fondazioni e collezioni pubbliche e private in ambito nazionale e internazionale. \n\n\n\nRotta è promossa dai Musei Civici Fiorentini con il Patrocinio del Comune di Firenze e con la collaborazione della Fondazione MUS.E
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SUMMARY: "Il funerale di mia madre – The show" a Fertili Teatro di Torino
DESCRIPTION:Drammaturga inglese dalla scrittura incisiva e tagliente\, Kelly Jones è l’autrice de Il funerale di mia madre – The show\, commedia agrodolce infarcita di humor nero molto “british style” in cui si affrontano temi di grande attualità come la disuguaglianza sociale\, ma anche la fragilità di legami familiari alimentati da segreti mai confessati e bugie dette a voce alta: partendo da un pretesto trattato in modalità grottesca\, per quanto molto legato alla quotidianità\, si sviluppa un meccanismo teatrale che parla di lutto\, donandoci un meraviglioso vademecum per chi resta\, per chi sopravvive. \n\n\n\nProtagonista della pièce è la giovane Abigail che\, appresa la notizia del decesso della madre\, si rende subito conto come non possa permettersi le spese di un funerale degno di questo nome: morire costa caro\, sembra da subito evidente nella drammaticità del momento\, se è vero che al di là della Manica un rito funebre può arrivare a costare più di 4000 sterline\, mal contati cinquemila euro\, senza considerare l’extra dei fiori. A giochi fatti\, per permettersi il funerale di sua madre\, Abigail deve in poco tempo inventarsi qualcosa: drammaturga di professione\, quale altra soluzione se non rifugiarsi nella scrittura di un nuovo testo teatrale\, qualcosa che colpisca subito\, che abbia successo\, che sia crudo e pungente\, una storia di vita nella classe operaia? Fissando sulla carta un’istantanea della realtà con protagonista la sua stessa madre defunta\, solo così (forse) Abigail potrà racimolare la somma necessaria per quella degna cerimonia a questo punto prossima a diventare a tutti gli effetti un inaspettato show… \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nL’incontro con questo testo è stato un colpo di fulmine\, inaspettato come tutti gli incontri dovrebbero essere. Quando ci siamo imbattuti in questo titolo nel gigantesco programma dell’Edinburgh Fringe Festival (che propone ogni giorno decine di migliaia di eventi)\, siamo entrati in sala convinti di assistere ad una stand-up comedy\, magari caustica\, tagliente e ironica\, in pieno stile britannico. Non innocua forse\, ma pur sempre una commedia\, che giocasse con i generi senza disturbare noi spettatori\, senza scomodarci dalla nostra zona di comfort. \n\n\n\nMa una volta raccolti a cerchio tra gli spalti del RoundAbout\, teatro mobile che ricorda così tanto la O di legno elisabettiana\, abbiamo assistito al più magico dei trucchi teatrali: quello di chi gioca con il realismo\, per rivelarne tutta la finzione\, e lasciarti alla fine spogliato di ogni pregiudizio o pretesa\, in compagnia di quella verità\, così vera perché si presenta diversamente in ognuno di noi\, come un pugno nello stomaco\, un pianto inaspettato\, una risata dal cuore\, pensieri che riaffiorano a giorni di distanza. Quell’esperienza di verità insomma\, che può nascere solo da un sapiente gioco di finzione. \n\n\n\nMa forse è proprio nella difficoltà della creazione artistica\, in quel suo ‘tradire’ la vita reale\, per farla più vera\, che risiede il senso di questo lavoro. O forse no\, non solo… (Francesca Montanino) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e alcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:"Riccardo III" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il carisma interpretativo di Maria Paiato incontra il fascino oscuro del Riccardo III di Shakespeare\, in scena al Teatro Argentinadal 3 al 15 marzo\, nell’adattamento di Angela Demattè\, diretto da Andrea Chiodi e prodotto dal Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. \n\n\n\nL’attrice veneta veste i panni maschili di Re Riccardo l’usurpatore\, il genio cattivo\, il tipo di uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano\, conferendogli un’immagine il più vicina possibile a quella originale shakespeariana. La tragedia in cinque atti del Bardo\, tra le opere più celebri\, racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Scritta intorno al 1592\, drammatizza gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi\, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485\, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare\, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena.  Al centro dell’opera si erige la figura di Riccardo: in un fisico deforme\, racchiude un’indomabile forza negativa\, e la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile carisma. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – dichiara il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa.» \n\n\n\nUna dramma storico immerso in affari di guerra e di famiglia\, in affari tribali come li definisce Angela Demattè\, che ne ha curato l’adattamento per la scena. «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale – afferma Demattè – Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. “L’Amore mi ha rinnegato nell’utero di mia madre”\, dice Riccardo nell’Enrico VI. Qui\, nella pièce che porta il suo nome\, Riccardo ritorna nell’utero e si fa madre (matrigna diremmo) di se stesso reclamando il diritto di “essere”: “Mi sono deciso a provarmi nella parte dell’infame”. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi per sopravvivere\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama? Quando il linguaggio ha esplorato tutto il suo potere manipolatorio\, quando il potere si ottiene cosa rimane dell’uomo? Un bambino ferito può mai amare e sentirsi amato? Riccardo/Shakespeare sa che esiste una madre reale\, che ancora vive. La Duchessa di York precipita il protagonista nel ventre\, lo rinomina aborto. E così Margherita\, unico personaggio che\, conoscendo il mondo arcaico\, può davvero evocarlo\, guardarlo\, sfuggirgli\, rifugiarsi in un mondo ancora più antico (o futuro). Sono salvatrici e carnefici\, come tutte le Grandi Madri. Conoscono altre leggi\, ben più sapienti e crudeli di quelle che Riccardo crede di governare. Lì la parola non funziona più\, il pensiero si disarticola\, il bene vince il male vince il bene vince il male. E così\, finalmente\, precipitato nel caos\, il deforme Riccardo soccombe\, come deve essere. Splende il Sole e le ombre si diradano\, la parola non ha più ambiguità: il brutto è brutto e il bello è bello. L’ordine ritorna\, come il popolo desidera.» \n\n\n\nDistribuzione dei ruoli: \n\n\n\nRICCARDO – Maria Paiato \n\n\n\nBUCKINGHAM – Giovanni Franzoni \n\n\n\nREGINA ELISABETTA – Francesca Ciocchetti \n\n\n\nDUCHESSA DI YORK – Giovanna Di Rauso \n\n\n\nREGINA MARGHERITA – Carlotta Viscovo \n\n\n\nCLARENCE – Emiliano Masala \n\n\n\nRE EDOARDO IV – Igor Horvat \n\n\n\nRIVERS – Tommaso Cardarelli \n\n\n\nLORD HASTINGS – Riccardo Bocci \n\n\n\nLADY ANNA – Ludovica D’Auria \n\n\n\nPRIMO ASSASSINO / CATESBY / RAGAZZO – Cristiano Moioli \n\n\n\nSECONDO ASSASSINO / RATCLIFFE / PRINCIPE – Lorenzo Vio \n\n\n\nLa tournée: lo spettacolo è stato a Brescia\, Ancona\, Genova\, Thiene\, Mestre\, Rovigo\, Palermo\, Catania. Dopo le date da voi sarà a Cagliari – Teatro Massimo / 18-23 marzo\, Bergamo – Teatro Donizetti / 9-17 maggio. \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari spettacolo: martedì\, giovedì 5 marzo e venerdì ore 20; mercoledì e sabato ore 19;  \n\n\n\ndomenica e giovedì 12 marzo ore 17 _ Durata spettacolo: Primo atto 1h30’; Intervallo 15’; Secondo atto 1h05’
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SUMMARY:"Charlotte e Theodore" al Cometa Off
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta in Italia\, dal 3 all’8 marzo al Teatro Cometa Off\,”Charlotte e Theodore”\, commedia brillante e audace scritta dal drammaturgo Ryan Craig e con la regia di Massimiliano Farau. \n\n\n\n La storia segue le vicende di una coppia di accademici: Charlotte e Theodore\, filosofi e insegnanti universitari. In questo contesto intellettualmente stimolante\, l’autore affronta tematiche estremamente attuali\, come la “cancel culture”\, gli estremismi della “woke culture”\, i limiti di un politicamente corretto estremo e gli effetti collaterali di un’interpretazione distorta del concetto di “libertà di espressione”\, che porta a una società in cui i confini tra opinione e sapienza tendono a confondersi.  \n\n\n\nUna grande storia d’amore che si dipana nell’arco di dieci anni e racconta\, con delicatezza e grazia ma senza facili sentimentalismi\, la metamorfosi\, le crisi\, le asperità ma anche la resilienza e la toccante tenerezza di un sentimento che dall’ incondizionato slancio iniziale si trasforma e matura attraverso gli inevitabili compromessi che la vita e il desiderio di auto-affermazione individuale gli impongono.  \n\n\n\nAl centro della trama c’è una competizione professionale tra i due: entrambi lottano per ottenere un ambito posto di lavoro ai vertici dell’università. Questo scontro porterà a galla le loro differenze ideologiche e personali\, rivelando le dinamiche complesse che si instaurano all’interno della coppia. Tra rivalità\, ambizioni e fragilità\, emergeranno le contraddizioni di due intellettuali che si trovano a dover fronteggiare le nuove sfide di un sistema accademico e culturale in rapida evoluzione.Con un finale struggente e screziato di malinconia in cui torna l’idillio iniziale (e anche il primo seme delle crisi a venire) accompagnato da una singolare colonna sonora che unisce un Bach rivisitato dal compositore Stefano Switala e il canto notturno di uno stormo di uccelli.  \n\n\n\nCiò che rende “Charlotte e Theodore” davvero unico è il suo approccio irriverente e assolutamente NON politicamente corretto. Lo spettacolo si distingue per un’ironia britannica affilata\, pungente e a tratti controversa\, che non ha paura di mettere in discussione le convenzioni sociali e le ideologie dominanti.  \n\n\n\nDa Martedì 3 a Domenica 8 Marzo 2026 \n\n\n\nDal Martedì al Venerdì ore 21:00 – Sabato ore 19:00 – Domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nBiglietto ONLINE :  € 19\,00 \n\n\n\nhttps://www.ciaotickets.com/it/biglietti/charlotte-e-theodore-roma
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SUMMARY:"Orlando" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Il 9 ottobre del 1927\, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”. Vita non si sottrae\, accettando di diventare oggetto\, musa\, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore\, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice\, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia\, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo\, vissuto per più di quattrocento anni\, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga\, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo.  \n\n\n\n“Oltre che un classico di sconvolgente attualità\, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura\, alla libertà\, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo\, il piacere\, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.”  \n\n\n\nNadia Fusini  \n\n\n\n“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci come esseri umani adulti\, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma\, per fortuna o per avventura\, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando\, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo\, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità\, del maschile\, del femminile\, e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo.”  \n\n\n\nAndrea De Rosa  \n\n\n\n“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito\, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita\, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce\, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi\, delle identità\, perfino della morte.”  \n\n\n\nFabrizio Sinisi / drammaturgia  \n\n\n\n“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere\, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma\, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando\, Virginia\, Anna ed il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta\, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io chiamo realtà.” (Virginia Woolf – Diari)”  \n\n\n\nPasquale Mari / luce  \n\n\n\n“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da Virginia Woolf per Orlando\, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che\, tra le altre cose\, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la natura\, la bellezza. Alla fine\, tutto confluiva qui\, nella ricerca di un connubio\, di un punto d’incontro tra natura e letteratura\, tra la bellezza di un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato\, un albero la cui chioma è fatta da luci\, tralicci\, americane: una fetta di realtà trasportata in uno spazio teatrale\, quel luogo magico dove da un albero\, al posto di una foglia\, può cadere un foglio bianco…”  \n\n\n\nGiuseppe Stellato / spazio scenico  \n\n\n\n“Il suono\, lontano e intimo\, di una campana scandisce un tempo indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali; è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.”  \n\n\n\nG.U.P. Alcaro / musica  \n\n\n\n“Un abito veste e spesso determina\, un costume teatrale veste e crea mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse\, ma anche un blu polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche\, una seta impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500\, un cinturone maschile e una gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono\, senza troppo definire e chiudere\, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste – magnificamente – e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.”  \n\n\n\nIlaria Ariemme / costumi  \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\,acquista direttamente alla biglietteria acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/orlando/268574   \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19
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SUMMARY:"Lungo viaggio verso la notte" al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Gabriele Lavia e Federica Di Martino sono i protagonisti di Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill\, che debutta martedì 3 marzo alle ore 21.00 al Teatro Biondo di Palermo nella messa in scena diretta dallo stesso Lavia e coprodotta da Effimera e Fondazione Teatro della Toscana. Lavia e Di Martino interpretano i ruoli di James e Mary Tyrone\, mentre Jacopo Venturiero e Ian Gualdani sono rispettivamente i figli Jamie ed Edmund\, completa il cast Beatrice Ceccherini nel ruolo di Cathleen. \n\n\n\nLe scene dello spettacolo sono di Alessandro Camera\, i costumi di Andrea Viotti\, le musiche di Andrea Nicolini e le luci di Giuseppe Filipponio. Repliche fino a domenica 8 marzo. \n\n\n\nAmbientato nel 1912\, il dramma racconta una giornata della famiglia Tyrone in lotta con i propri demoni\, tra conflitti\, dipendenze e segreti dolorosi: James è un attore famoso ma ormai in declino\, Mary una moglie vittima della dipendenza da oppiacei\, mentre i figli Jamie ed Edmund sono condizionati dall’ambiente tossico. L’opera mette a nudo i fallimenti\, le dipendenze e i risentimenti reciproci dei membri della famiglia\, in una lenta ma inesorabile discesa verso l’oscurità interiore. \n\n\n\nScritto tra il 1941 e il 1942\, Lungo viaggio verso la notte è considerato il capolavoro del drammaturgo statunitense\, l’opera più dolorosamente autobiografica. Rappresentato per la prima volta a Stoccolma nel 1956\, vinse il Premio Pulitzer l’anno successivo\, dopo la morte dell’autore. Sidney Lumet ne diresse il primo adattamento cinematografico nel 1962\, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson.  \n\n\n\nScrive Lavia nelle note di regia: «Lungo viaggio verso la notte è il titolo che Eugene O’Neill dà alla sua opera centrale\, alla sua opera-confessione: il padre di O’Neill era stato un attore di grande successo\, come il protagonista della sua opera teatrale. La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta\, in fondo\, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera\, davvero amara\, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza\, di amore e disprezzo\, comprensione e rigetto\, di famiglia e della sua rovina». \n\n\n\nLungo viaggio verso la notte \n\n\n\ndi Eugene O’Neill \n\n\n\ntraduzione Bruno Fonzi \n\n\n\nadattamento Chiara De Marchi  \n\n\n\nregia Gabriele Lavia \n\n\n\npersonaggi e interpreti: \n\n\n\nJames Tyrone Gabriele Lavia \n\n\n\nMary Tyrone Federica Di Martino \n\n\n\nJamie Tyrone Jacopo Venturiero \n\n\n\nEdmund Tyrone Ian Gualdani \n\n\n\n Cathleen Beatrice Ceccherini  \n\n\n\nscene Alessandro Camera \n\n\n\ncostumi Andrea Viotti  \n\n\n\nmusiche Andrea Nicolini \n\n\n\nluci Giuseppe Filipponio \n\n\n\nsuono Riccardo Benassi \n\n\n\naiuto regia Mattia Spedicato \n\n\n\nproduzione Effimera / Fondazione Teatro della Toscana  \n\n\n\ndurata: 2 ore e 45 minuti incluso un intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmartedì 3 marzo ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 4 marzo ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 21.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17.00
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SUMMARY:"Marcinelle \, Storie di Minatori" allo Spazio Diamant
DESCRIPTION:L’8 agosto 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier\, a Marcinelle\, nel Belgio meridionale\, 262 minatori morirono a causa di un incendio e dei fumi tossici. Tra le vittime\, 136 erano lavoratori italiani immigrati in Belgio grazie a un accordo tra il governo italiano e quello belga (volto a fornire manodopera al Belgio in cambio di carbone inviato in Italia). \n\n\n\nLo spettacolo\, a settant’anni di distanza\, ripercorre minuziosamente la cronologia temporale di quattro minatori\, dalla partenza dai propri paesi d’origine\, alla morte nella miniera in quello che fu l’incidente sul lavoro più drammatico in Europa dal dopo guerra ad oggi.  \n\n\n\nNel dopoguerra si è verificata la terza grande ondata migratoria di nostri connazionali in cerca di fortuna all’estero\, coinvolgendo migliaia di persone che erano obbligati a lasciare le loro case stretti dalla morsa della povertà. Lo spettacolo è il frutto di un accurato studio dell’autore dei fatti avvenuti e del contesto sociale dell’epoca\, attraverso fonti scritte\, filmiche e orali. \n\n\n\nQuando i minatori partivano\, le piccole stazioni dei loro paesi si riempivano di mamme\, fidanzate\, amici e parenti che li salutavano. C’era chi era felice per loro\, come amici o conoscenti e c’era chi invece si disperava\, come le mamme e le fidanzate. Con le valigie di cartone i minatori viaggiarono in treno fino a Marcinelle. Gli erano state assicurate 28 ore di viaggio. In realtà furono 5 giorni in condizioni disumane a livello logistico e sanitario. Il primo impatto con Marcinelle non fu dei più positivi. Gli alloggi che gli erano stati promessi\, caldi e confortevoli erano al contrario scomodi e freddi. Le loro stanze si trovavano all’interno di ex campi di concentramento che i Tedeschi usavano durante la Seconda guerra mondiale. Disumane le loro condizioni di lavoro: turni lunghi e faticosi\, i pagamenti a cottimo; più carbone recuperavano\, più la paga si alzava. I pasti erano scarsi. Se qualcuno chiedeva spiegazione di quelle condizioni ad un superiore\, veniva aspramente criticato e minacciato. Nella miniera\, il loro lavoro a mille metri di profondità era estenuante: per ore stavano sdraiati in piccole gallerie – chiamate mine – di mezzo metro. Scavavano con uno scalpello percosso da un martello di ferro o con il Motor Pique (un piccolo martello pneumatico dell’epoca in dotazione ai minatori). \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nLa mancanza d’aria. La polvere. Il rumore assordante\, i carrelli carichi di carbone\, i nitriti dei cavalli\, gli ascensori e altri suoni diventeranno una musica di accompagnamento per le azioni sceniche. Racconteremo anche come passavano il tempo libero. Un giorno andarono a Liegi per seguire l’arrivo vincente di Coppi e scoprirono che nei bar era vietato l’ingresso agli italiani. Da una partita a scopa alle telefonate a casa fino al momento della tragedia: tutti i minatori smettono di parlare. Rimarrà in sottofondo “la musica della miniera”\, così la chiamavano! \n\n\n\nScritto e diretto da Ariele Vincenti – Con: Francesco Cassibba\, Sarah Nicolucci\,  Giacomo Rasetti\,  Vincenzo Tosetto\,  Ariele Vincenti – Scenografia Alessandro Chiti –  Composizioni Musicali Tiziano Gialloreto – Disegno Luci e Fonica Stefano Pierucci – Costumi Agostina Imperi – Aiuto Regia Nicolò Marabini| –  Foto Francesco Nannarelli| – Grafica Marco Animobono
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SUMMARY: “Il ballo dei Manichini” alle Salette di Roma
DESCRIPTION:Andrà in scena al Teatro Le Salette di Roma dal 3 all’8 marzo 2026\, l’opera futurista di Bruno Jasienski “Il ballo dei Manichini”\, adattamento di Francesca e Natale Barreca\, regia di Stefano Maria Palmitessa. \n\n\n\nL’opera scritta nel 1931 da Jasienski\, drammaturgo e leader del movimento futurista polacco e rappresentata da E.F. Burian al D 34 Theatre di Praga nel 1933 è nota per la sua atmosfera sospesa\, simile per certi versi a quella dei manichini metafisici.  \n\n\n\nBallo di carnevale\, musica e danze\, una sola notte per assaporare la libertà\, la gioia\, l’emozione di potersi muovere\, di ballare\, di sentirsi vivi. Sogni e speranze dei manichini che si intrecciano con il ballo degli esseri umani\, uomini e donne anche loro bloccati tra artificiosità\, indifferenza\, egoismi. Una testa\, aspirazione di umanità che non vale la pena di essere portata sul collo. Il copione rappresenta un esempio di teatro totale come suggerisce Giovanni Pampiglione “dove musica\, movimento e recitazione avrebbero permesso agli attori di sviluppare un alto tasso di teatralità”. Si tratta di un racconto fiabesco e surreale che guarda alla natura semplice degli esseri candidi che vengono identificati dall’autore nei manichini. Lo stile di Jasienski appartiene alla tradizione dell’avanguardia russa\, quella che sfiora il grottesco\, il carnevalesco. \n\n\n\nIl Teatro Palmitessa \n\n\n\nStefano Maria Palmitessa è un regista teatrale che ama e realizza un teatro diverso e originale con una profonda e attenta analisi dei testi teatrali. Palmitessa ha diretto molti spettacoli teatrali con acume e senso del teatro che lo distinguono e lo rendono unico nel suo genere. Le caratteristiche della sua regia possono essere individuate in note che lo rendono interprete di un teatro personale pur avendo sempre scelto testi complessi di autori classici. Le caratteristiche della sua regia possono essere identificate in tre elementi essenziali che costituiscono il perno del suo modo di fare teatro. \n\n\n\nLa Contemporaneità \n\n\n\nVi è sempre una ristrutturazione della scrittura teatrale in chiave contemporanea pur nella fedeltà al testo classico. La scelta della vicenda rappresentata è orientata a conseguenze inevitabili. Non vi é alcuna apertura alla pietà e alla speranza. Palmitessa sceglie testi estremamente complessi e drammatici dove l’ombra della violenza e della morte dettano il finale. Non però come fa la tragedia greca che ha lo scopo di dirigere gli spettatori alla catarsi\, a una purificazione\, perché fato e destino dominano l‘uomo. L’uomo nel suo agire è destinato a soccombere alle sue scelte\, ma il regista orienta la vicenda a nuovi motivi dove l’attualità dell’agire umano emerge in tutto il suo significato anche se irreversibile. Lo spettatore non rimane soddisfatto come nella tragedia greca\, ma disorientato perché la vita non dà alternative\, anche nella scelta dove a volte si nasconde dolore e delusione. \n\n\n\nLo Spazio \n\n\n\nE’ una scenografia fuori dal tempo quella voluta dal regista\, ma confinata come se i personaggi fossero imprigionati in uno spazio limitato. Gli elementi che costituiscono la scenografia\, nei quali si muovono gli attori\, possono essere cornici\, finestre\, siparietti. Luoghi stretti dove l’attore è costretto a muoversi in una gestualità ben calcolata.  \n\n\n\nIl palcoscenico si trasforma e diventa magicamente un teatrino di burattini\, in cui gli esseri viventi si muovono come marionette della vita\, rimanendo uomini nei loro desideri\, nelle loro passioni\, nei sentimenti\, ma che meccanicamente mostrano\, quasi a nascondere\, il loro dolore nella formalità della vita. Quando il regista spiega come si deve affrontare la vicenda\, chiede di non immergersi nella situazione\, ma di uscirne totalmente come se l’attore guardasse sé stesso mentre interpreta il suo ruolo. L’emozione è lasciata al pubblico che rimane abbagliato dall’abilità della recitazione degli attori che danno vita ai personaggi come il bambino che mentre gioca dà vita ai suoi giochi.  \n\n\n\nE’ questa l’originalità del teatro di Palmitessa la totale estraneità alla vicenda\, perché soltanto in questa estraneità si può entrare nel mondo dell’altro. La Staticità dell’impianto scenico è stravolta da un dinamismo insito e si può assaporare un teatro estremamente espressionista. Diventa naturale per il regista il rifiuto di un teatro realista. Cadere o “scadere” nel quotidiano per il regista Palmitessa e inutile. Il quotidiano lo viviamo tutti i giorni il teatro è altro. (cit. Vincenza Salvatore) \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIl Ballo dei manichini di Bruno Jasienski – Serata Futurista \n\n\n\nAdattamento di Francesca e Natale Barreca \n\n\n\nInterpreti: Davide Spena\,  Luigi Zanni\, Mary Fotia\, Maria Adelaide Terribili\, Viola Creti\, Simone Proietti\, Alessandro Laureti\, Giovanna Castorina\, Ivo Bevilacqua \n\n\n\nMusiche e Assistenza alla Regia: Giovanna Castorina \n\n\n\nCostumi: Mary Fotia \n\n\n\nRegia: Stefano Maria Palmitessa \n\n\n\nMartedì 3 – Mercoledì 4 – Venerdì 6 ore 20:00 \n\n\n\nGiovedì 5 – Sabato 7 – Domenica 8 ore 17:30 \n\n\n\nInfo e prenotazione biglietti 347 422 2594 \n\n\n\nIllustrazione della locandina a cura di Ivo Bevilacqua
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LOCATION:Teatro Le Salette\, Via del Campanile\, 14\, Roma\, 00193\, Italia
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SUMMARY:ITALIANESI - Proiezione del film e spettacolo teatrale al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Una serata evento dedicata a Saverio La Ruina al TeatroBasilica: ITALIANESI – Proiezione del film e spettacolo teatrale sarà in scena il 2 marzo 2026\, ore 19:00 proiezione | ore 21:00 spettacolo. La drammaturgia\, regia e interpretazione sono di Saverio La Ruina\, musiche originali Roberto Cherillo\, contributo alla drammaturgia Monica De Simone; disegno luci Dario De Luca \n\n\n\nUna pagina sconosciuta della Storia italiana ed europea. Alla fine della seconda guerra mondiale\, circa 25.000 italiani tra soldati e civili rimangono intrappolati in Albania con l’avvento della dittatura\, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di violente persecuzioni. La maggior parte di loro viene rimpatriata fino al 1955\, ma diverse centinaia vi resteranno bloccati\, i più nella società civile\, alcuni internati\, come il nostro protagonista\, uno dei tanti figli di genitori italiani e albanesi. Vive in un alloggio circondato da filo spinato\, controllato dalla polizia segreta del regime\, sottoposto a interrogatori\, appelli quotidiani e lavori forzati. Solo alla caduta del regime nel 1991\, dopo quarant’anni vissuti nel sogno del padre e dell’Italia\, conosce la libertà e raggiunge l’Italia alla ricerca del padre. Come lui\, circa quattrocento cittadini italiani e loro discendenti vengono rimpatriati nello stesso anno dal Governo italiano\, convinti di essere accolti come eroi ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia. \n\n\n\nIspirato a storie vere. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nwww.teatrobasilica.com \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30. \n\n\n\nPrezzo \n\n\n\n✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€
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SUMMARY:"Scintille" al Teatro Ambra Jovinelli
DESCRIPTION:Continua con un nuovo appuntamento lunedì 2 marzo alle ore 20.30 al Teatro Ambra Jovinelli\, dove si è inaugurata con Viriglio Sieni lo scorso mese di gennaio\, Scintille\, la stagione 2026 del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini. Lunedì 2 marzo alle ore 20.30 la rassegna presenta in prima romana un doppio programma che affianca Rhapsody in Blue\, coreografia firmata dalla coppia d’arte e di vita composta dalla basca Iratxe Ansa e dall’italiano di origini slave Igor Bacovich e Holy Shift\, creazione eseguita da Spellbound Contemporary Ballet e firmata dal suo fondatore\, il coreografo Mauro Astolfi. \n\n\n\nNella prima parte della serata la coppia Ansa Bacovich\, dal 2013 riunita nel progetto artistico Metamorphosis Dance che ha realizzato più 20 coreografie per compagnie e istituzioni importanti di tutto il mondo\,  con Rhapsody in Blue\, insieme ai 16 danzatori del  Centro Coreografico Nazionale Aterballetto\, traduce in coreografia la partitura della più celebre composizione di George Gershwin\, trascinando lo spettatore attraverso questo mondo fantastico\, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro in cui tutto è possibile\, e da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e sorprendenti che aprono al sogno e a nuovi mondi. \n\n\n\nA seguire Spellbound Contemporary Ballet\, realtà di punta della danza contemporanea italiana attiva da oltre trent’anni sotto la guida dei due fondatori\, la direttrice generale Valentina Marini e il coreografo residente e direttore artistico Mauro Astolfi\, e riconosciuta dal MiC come Centro di Produzione Nazionale della Danza dal 2022\, presenta Holy shift\, una delle ultime creazioni di Astolfi con le musiche originali del danzatore e sound designer Davidson Jaconello. Una rottura del paradigma e la fine di un sogno lineare\, la definisce l’artista. Una crepa nell’ordine delle cose\, un cambiamento che agita il centro di noi stessi. Il coreografo conduce il pubblico in un territorio dove è necessario abbandonare i modelli noti e coltivare una diversa disponibilità all’incertezza. Qui il “sacro” si può nascondere nella rovina\, nella fine delle certezze\, nell’ascolto di ciò che ancora non ha forma. Holy Shift è una coreografia che non dà risposte\, ma apre spazi. Un lavoro poetico e radicale\, che invita a riconoscere nel vuoto la grammatica nascosta di un’altra possibilità. \n\n\n\n*** \n\n\n\nIratxe Ansa e Igor Bacovich\, coppia d’arte e vita. Iratxe è basca\, Igor\, italiano di origini slave. Si sono conosciuti nei Paesi Bassi. Lei danzatrice al Nederlands Dans Theater\, compagnia che ha raggiunto dopo gli studi alla John Cranko Schule di Stoccarda e molte esperienze in Europa in prestigiosissime compagnie\, danzando creazioni di William Forsythe\, Jiří Kylián\, Nacho Duato\, Mats Ek\, Ohad Naharin\, Wayne McGregor e Crystal Pite; lui interprete tra gli altri di Krisztina de Châtel e Nanine Linning dopo la formazione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e all’Università CODARTS di Rotterdam. Dal 2013 insieme guidano\, creano\, danzano per Metamorphosis Dance\, progetto artistico dove le loro esperienze trovano un’idilliaca sintesi in un linguaggio rigoroso\, estremamente fisico\, astratto eppure lirico\, costruito attraverso un movimento sempre sorprendente e impeccabile. La coppia ha messo in scena più di 20 coreografie per compagnie e istituzioni importanti come Lines Youth Ballet negli Stati Uniti\, Le Ballet de l’Opéra de Lyon\, la Hong Kong Academy of Performing Arts\, Arts Umbrella in Canada\, la Compañía Nacional de Danza spagnola. \n\n\n\nSpellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 per volontà del coreografo Mauro Astolfi cui si è aggiunta alla guida due anni dopo Valentina Marini con cui la compagnia ha avviato una intensa attività di internazionalizzazione. Compagnia leader della scena europea e non solo grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Astolfi e le eccellenze tecniche dei danzatori\, Spellbound ha solidificato negli anni una visione progettuale fortemente agganciata a una apertura internazionale che mira a creare un modello di alto profilo focalizzato sulla qualità dei progetti e sulla relazione in rete. La Compagnia ha presentato le proprie opere in quattro continenti  in contesti di prestigio come  Biennale di Venezia\, Schricttmaker Festival\, Houston Dance Salad Festival\, Bangkok International Dance and Music festival\, Seoul Modafee Festival\, Sidance Seoul\, International Spring Festival a Tel Aviv\, Santa Lucia Festival a Monterrey\, Madrid en Danza\, Valencia Temporada Festival\, Prisma International Dance Festival\, Vitebsk International Festival of Modern Choreography\, Fabbrica Europa\, Oriente Occidente\, Invito alla Danza\, Milano Oltre\, Transart\, La Merce\, Guangdong Dance Festival\, Chutzpah Dance Festival\, Tokyo Dance New Air\, Biarritz Le tempes D’Aimer\, City Contemporary Dance Festival\, Arcachon Dance Festival\, Bangkok Italian Festival\, Ankara Music Festival\, Tblisi Ballet Festival\, Hong Kong City Contemporary Dance Festival\, Frei Art Festival\, Copenaghen Dance Festival\, Dap Festival\, Mosca Dance Inversion Festival. Le attività della compagnia oltre alla centralità del coreografo Mauro Astolfi\, autore residente\, abbracciano una serie di progetti in rete anche con altri artisti e istituzioni su scala internazionale\, come Jean Guillaume Weis\, Sang Jijia\, Marcos Morau\, Dunja Jocic\, Tomoko Mukayiama\, Marco Goecke e Jacopo Godani che firmerà una creazione originale in occasione del trentennale della Compagnia nel 2024 all’interno di Pesaro Capitale della Cultura. \n\n\n\nMauro Astolfi\, dopo un lungo periodo passato negli USA\, fonda Spellbound Contemporary Ballet nel 1994. La compagnia continua a ispirare molti coreografi emergenti\, ed è leader della scena internazionale grazie alla combinazione tra il portfolio personale di Astolfi\, le eccellenze tecniche dei danzatori\, e la visione progettuale fortemente agganciata a una apertura internazionale che mira a creare un modello di alto profilo focalizzato sulla qualità dei progetti e sulla relazione in rete. Per Spellbound Astolfi firma in ventisette anni di attività della compagnia oltre trenta creazioni. Astolfi è inoltre molto attivo come coreografo freelance: crea per Magdeburg Theater\, Augsburg Ballet\, Ballet Trier\, Israel Ballet in Israele\, Incolballet Colombia\, Konzert und Theater St Gallen\, Ballet Bern\, Kitonb Extreme Theatre Company\, Amsterdam Thatreschool\, Balletto di Roma\, Szegedi Kortárs Balett\, Liepziger Ballet\, Gärtnerplatztheater\, River North Dance Chicago\, Ballet Ex\, Arts Umbrella\, Backhaus Dance Company\, Proartedanza oltre che per l’opera musicale I Promessi Sposi di M. Guardì e per progetto speciale “Danza e/è Cultura” assieme ad Adi Salant. Assieme all’attività di coreografo Astolfi è costantemente impegnato come didatta: dall’ottobre 2009 è Direttore Artistico di D.a.f. Dance Arts Faculty a Roma. Dal 2016 al 2018 è stato docente ospite presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. \n\n\n\nScintille è una produzione ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il sostegno del MIC e della Regione Lazio\, in collaborazione con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, Spazio Rossellini\, Teatro Ambra Jovinelli\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. \n\n\n\nFino al 15 maggio\, 4 mesi di programmazione in 4 luoghi diversi – Teatro Ambra Jovinelli\, Spazio Rossellini\, Teatro Biblitoteca Quarticciolo e Teatro Palladium – per l’unica stagione della Capitale interamente dedicata alla danza contemporanea\, tra grandi maestri ed esponenti del nuovo panorama coreutico\, riallestimenti di spettacoli ormai storici e nuove creazioni\, protagonisti della scena italiana e ospiti internazionali \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRhapsody in blue \n\n\n\nCoreografia: Iratxe Ansa e Igor Bacovich  \n\n\n\nMusica: George Gershwin\, Rhapsody in blue; Bessie Jones\, Beggin’ the blues  \n\n\n\nScene e costumi: Fabio Cherstich  \n\n\n\nLuci: Eric Soyer  \n\n\n\nDanzatori: Ana Patrícia Alves Tavares\, Elias Boersma\, Estelle Bovay\, Emiliana Campo\, Albert Carol Perdiguer\, Luigi Civitarese\, Leonardo Farina\, Matteo Fiorani\, Matteo Fogli\, Arianna Ganassi\, Arianna Kob\, Gador Lago Benito\, Federica Lamonaca\, Giovanni Leone\, Gaia Mentoglio\, Nolan Millioud \n\n\n\nProduzione: Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto  \n\n\n\nCoproduzione: Fondazione Teatro Regio di Parma  \n\n\n\nCon il contributo di Etxepare Euskal Institutua   \n\n\n\nHoly shiftCoreografia e Regia: Mauro AstolfiCon: Maria Cossu\, Marco Prete\, Martina Staltari\, Miriam Raffone\, Filippo Arlenghi\, LorenzoBeneventano\, Alessandro Piergentili\, Anita Bonavida\, Giuliana MeleDisegno luci: Marco PolicastroMusiche originali: Davidson JaconelloCostumi: Anna ColucciaAssistente alle Coreografie: Elena FurlanUna produzione Spellbound con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Lazio in collaborazione con Festival MilanOltre \n\n\n\nINFO & PRENOTAZIONI \n\n\n\nbiglietteria@orbitaspellbound.com+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16) \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/orbita_spellboundhttps://www.facebook.com/orbitaspellboundhttps://orbitaspellbound.com/stagione-2026/
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SUMMARY:“In Nova Azione – L’immutabile forza del Teatro”\, al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è lieto di presentare “In Nova Azione – L’immutabile forza del Teatro”\, un’esperienza scenica intensa che attraversa i secoli per interrogare il presente attraverso la voce eterna del palcoscenico. \n\n\n\nLa società è in continuo e costante cambiamento\, così come l’uomo e la sua storia. Mutano i linguaggi\, le tecnologie\, le abitudini; si trasformano le relazioni\, le paure e le speranze. Ma il Teatro cambia davvero? Oppure custodisce\, immutabile\, il cuore pulsante dell’essere umano? \n\n\n\n“In Nova Azione” invita lo spettatore a scoprirlo in un viaggio millenario che parte dalle tragedie di Eschilo\, attraversa l’universo poetico di William Shakespeare e approda alle inquietudini moderne di Luigi Pirandello. Cinque quadri scenici compongono un percorso emozionale e culturale in cui l’Io ruggisce ancora con la stessa forza primordiale delle tragedie greche e la coscienza continua\, instancabile\, la sua ricerca d’Amore\, verità e identità. \n\n\n\nDalla lotta contro il destino alla frantumazione dell’io\, dalla parola solenne del mito al dubbio esistenziale dell’uomo contemporaneo\, lo spettacolo mette in dialogo epoche diverse per rivelare un’unica\, potente verità: il Teatro è lo specchio più autentico dell’animo umano. \n\n\n\nLa regia di Bruno Basile non propone una semplice rilettura dei classici\, ma un atto scenico vivo\, vibrante\, che restituisce al pubblico il Teatro allo stato puro — essenziale\, necessario\, universale. La scena diventa spazio sacro\, luogo di trasformazione e di confronto\, dove passato e presente si fondono in una nuova azione: “nova”\, appunto\, perché ogni volta che il sipario si alza\, il Teatro rinasce. \n\n\n\nVi invitiamo domenica 1 marzo alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle 17.30\, per farvi guidare in questo percorso senza tempo\, dove ogni parola è azione e ogni azione è memoria viva\, teatro allo stato puro. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"ROSA CUNTA E CANTA" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Donatella Finocchiaro sarà grande protagonista al Teatro Pirandello di Agrigento con ROSA CUNTA E CANTA\, uno spettacolo emozionante e unico da lei diretto e interpretato\, un omaggio a una delle artiste più amate e rappresentative della cultura siciliana\, Rosa Balestrieri\, replica unica in scena domenica 1 marzo alle 17.30.  \n\n\n\nCantautrice di talento e donna dalla grande forza\, nella sua vita Rosa Balestrieri ha attraversato momenti di sconforto e disperazione\, dovuti dapprima alla povertà da bambina e poi a rapporti con uomini violenti. Sarà addirittura\, incarcerata per aver aggredito il marito dopo aver scoperto che si era giocato il corredo della loro figlia a carte.  \n\n\n\nDopo varie vicissitudini e rapporti sbagliati si traferisce a Firenze dove riesce a dedicarsi alla musica. Nel 1966 partecipa allo spettacolo di canzoni popolari portato sulle scene da Dario Fo\, dal titolo Ci ragiono e canto. Ha quarant’anni\, il volto segnato da una vita tanto intensa e faticosa\, gli occhi limpidi e sicuri di chi porta fino in fondo le proprie battaglie. La sua voce ha un timbro arcaico e diretto\, la sua presenza drammatica rimane ben impressa negli spettatori\, come le canzoni popolari siciliane che interpreta\, nelle quali si racconta non solo la miseria ma anche l’orgoglio e lo sdegno del popolo. Rosa rappresenta il sogno siciliano\, con il canto riesce a sublimare il suo dolore e quello del suo popolo\, quello degli emarginati\, degli oppressi diventando l’eroina della nostra tradizione e del canto popolare. \n\n\n\nDonatella Finocchiaro\, in perfetta simbiosi con il personaggio\, fa emozionare il pubblico e lo trasporta in questa forte storia che è la vita di Rosa\, interpretando\, con grande passione\, i brani più toccanti e raccontando la forza di questa donna ribattezzata L’Edith Piaff siciliana. Ad affiancarla sul palco il chitarrista Vincenzo Ganci.  \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nDomenica 1 marzo Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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