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SUMMARY:"Camicette bianche" al Teatro Trianon
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo\, alle 21\, va in scena Camicette bianche\, un musical originale fortemente corale che celebra il ricordo dei nostri emigranti e si ispira all’omonimo libro di Ester Rizzo\, raccontando un vero fatto di cronaca. Si replica domenica 8\, alle 18. \n\n\n\nUn viaggio dalla Sicilia all’America nei primi anni del ‘900 che lega\, come un filo di spago intorno alla valigia di cartone\, le vite dei nostri emigrati con i migranti di ogni tempo. Uno spettacolo che unisce le musiche della tradizione popolare con alcune canzoni italiane riadattate in chiave teatrale e quelle antiche dei primi italo americani\, per raccontare la storia vera di Clotilde Terranova\, una giovane sartina coinvolta nel tragico incendio della fabbrica di camicette bianche a New York nel 1911. \n\n\n\nEster Rizzo ha cercato i nomi delle sartine vittime dell’incendio\, scoprendo che molte fossero siciliane e ha iniziato a ricostruire\, incrociando documenti del tempo e a oggi sono state identificate quasi tue le città di provenienza delle giovani migranti. Marco Savatteri\, che firma il testo teatrale\, l’adattamento musicale e la regia\, ha composto una drammaturgia in memoria di questa storia\, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione. \n\n\n\nLa trama si svolge inizialmente nella Sicilia del 1907. La protagonista Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro\, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri\, sogni\, desideri\, speranze. \n\n\n\nGiunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist company\, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore cade invece nella trappola della malavita italoamericana. \n\n\n\nClotilde partecipa a uno sciopero per i diritti delle donne e\, nel poco tempo libero\, frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo\, ma sarà scoperto da Clotilde. Ne seguirà una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà così Salvatore al proprio destino. Lei\, intrappolata nell’incendio che divampa nella fabbrica\, in preda al panico\, si lancia dal decimo piano. \n\n\n\nIl rogo è quello che nel marzo del 1911 causò la morte di 146 persone\, di cui 123 donne\, per la maggior parte giovani immigrate italiane ed ebree\, il tragico avvenimento che ha quindi ispirato l’istituzione della Giornata internazionale dell’8 marzo. \n\n\n\nIn scena Ilaria Conte (Rosa)\, Sharon Costanza (Michelina)\, Martina Maria Di Caro (Gegè)\, Francesco Farinella (Migrante fisarmonicista)\, Giovanni Geraci (Gianni)\, Toti Maria Geraci (Salvatore Spadaro)\, Gioele Rosario Incandela (Saro)\, Davide Maria Incandela (Banditore)\, Andrea Lo Piccolo (Carmelo)\, Andrea Marchetta(Migrante Chitarrista)\, Giulia Marciante (Anna)\, Cristina Mazzaccaro (Filomena)\, Chiara Ketty Sardo Cardalano(Concetta)\, Chiara Scalici (Clotilde Terranova)\, Giovanni Strano (Isaac Harris)\, Giulia Tarantino (Fannie Lansner) e Franco Bruno (Angelo). \n\n\n\nGli arrangiamenti e la direzione corale sono a cura di Giulia Marciante\, le orchestrazioni di Enrico M. R. Fallea\, le coreografie di Giovanni Geraci\, i costumi di Valentina Pollicino e le scenografie di Valerio Vella e Paolo Tuzzè. Completano la locandina\, il light designer Antonio Colaruotolo\, il fonico Salvatore Barone\, il service Arka service e le grafiche Studio Proclama. \n\n\n\nLa produzione esecutiva è di Niccolò Petitto\, con la direzione di produzione di Giuditta Bonelli. \n\n\n\nCARD DI ABBONAMENTO\, BIGLIETTI E INFORMAZIONI \n\n\n\nPer questa seconda parte del cartellone\, che si conclude a maggio\, è ancòra possibile regalarsi e regalare una card di abbonamento. Il Trianon Viviani ha predisposto due tipologie di card\, Gold e Silver\, che prevedono un pacchetto di quattro spettacoli a partire da 40 euro\, sottoscrivibili solo presso il botteghino del teatro. \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili presso i consueti canali di vendita: botteghino\, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net. \n\n\n\nIl botteghino è aperto dal lunedì al sabato\, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi\, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663\, email boxoffice@teatrotrianon.org \n\n\n\nSito istituzionale teatrotrianon.org\, social media Facebook\, Instagram e YouTube. \n\n\n\nSTANZA DELLE MERAVIGLIE E STANZA DELLA MEMORIA \n\n\n\nÈ ripresa l’attività della Stanza delle Meraviglie e della neonata Stanza della Memoria\, due realizzazioni innovative che\, adottando le moderne tecnologie digitali\, consentono una fruizione emozionale del ricco e variegato patrimonio della Canzone napoletana. Le Stanze fanno parte dell’Ecosistema digitale per la Cultura\, il programma di digitalizzazione dei beni culturali\, materiali e immateriali\, finanziato e promosso dalla Regione Campania e attuato da Scabec. Sono visitabili dal martedì al sabato\, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:30; la domenica\, dalle 10 alle 13\, con prenotazione obbligatoria tramite email a prenotazioni.trianon@scabec.it. \n\n\n\nIl Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania\, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura\, con il patrocinio di Rai Campania.
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SUMMARY:"I corpi di Elizabeth" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un cast perfetto per un testo incalzante e sorprendente\, scritto per parlare al pubblico di oggi attraverso la lente di una vita unica nel suo genere\, di un potere al femminile che ha dovuto sublimarsi nella condizione di Regina Vergine. Al Teatro Pirandello di Agrigento approda il maestoso spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hickson con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani. Nei panni della regina Elizabeth Elena Russo Arman (che interpreta anche Catherine Seymour e Mary Tudor)\, mentre Maria Caggianelli Villani sarà la principessa Elizabeth e anche la giovane Kathrine Grey. L’intrigante Cecil è Cristian Giammarini\, mentre Enzo Curcurù interpreta sia Thomas Seymour che Robert Dudley. In scena Sabato 7 marzo alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.30. \n\n\n\nLa drammaturgia contemporanea in lingua inglese\, ormai da decenni\, è per il Teatro dell’Elfo un territorio di folgoranti scoperte\, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo\, sia quando gli autori guardano alla cronaca\, sia quando scandagliano le pieghe della storia.  Ne è un esempio emblematico I corpi di Elizabeth (in originale Swive [Elizabeth])\, che ha debuttato nel gennaio 2024; un’opera inedita in Italia dell’autrice britannica Ella Hickson (1985)\, già applauditissima e premiata in patria.  \n\n\n\nCuore del testo (tradotto da Monica Capuani) è la carnalità di Elizabeth I\, il suo corpo\, o meglio i suoi corpi\, come sottolinea il titolo italiano: un corpo politico con cui la regina d’Inghilterra costruisce il proprio potere e uno sensuale privato. In un’ambientazione ‘storica’ e al tempo stesso ‘pop’ (basti pensare ai tanti film e alle serie di successo dedicate alla vita di questa sovrana) si muovono personaggi radicalmente contemporanei. A renderli così attuali è la scrittura rapida e tagliente della Hickson e la sua capacità di indagare una rete di relazioni di potere intrisa di desiderio. Ed è la regia a quattro mani di Cristina Crippa e Elio De Capitani a riuscire a illuminare in profondità i contrasti tra maschile e femminile\, quelli di ieri come quelli di oggi. \n\n\n\nElisabetta I\, l’unica donna non sposata a governare l’Inghilterra\, regnò per quarantaquattro anni con astuzia\, seduzione e intelligenza. Questa commedia ci porta nel cuore della sua ascesa al potere in una società fortemente patriarcale\, nella quale comprese ben presto di non potersi permettere sentimenti che la rendessero debole\, assoggettandola a un amante o\, men che meno\, a un marito.   Tre cose possedeva: una mente fuori dal comune\, una passione carnale fuori dal comune\, una capacità di autocontrollo fuori dal comune\, che le permise di sopravvivere a pericoli inimmaginabili.  \n\n\n\nCristina Crippa ed Elio De Capitani ambientano lo spettacolo nella scenografia di Carlo Sala\, dove il trono e gli arredi essenziali sono ambientati tra preziosi velari\, ricamati con grandi motivi floreali (tralci di cardo\, simbolo dei Tudor\, insieme alle rose e al trifoglio). Ugualmente preziosi sono i costumi disegnati da Ferdinando Bruni e realizzati dalla sartoria dell’Elfo.  \n\n\n\nIl testo è costruito sullo sdoppiamento del ruolo di Elizabeth nei corpi di due diverse attrici\, interpreti della giovane principessa e della regina\, donne nelle quali cresce la consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare nel viaggio verso il trono.   \n\n\n\nLe prime scene vedono protagonisti Elisabetta principessa e accanto a lei la sua matrigna e tutrice Catherine Parr (ultima moglie di Enrico VIII) con il suo amante Thomas Seymour\, fratello di Edward Seymour\, Lord protettore del giovanissimo re Edoardo VI. È una sensuale convivenza a tre che si nutre di rapporti ambigui\, tra seduzione e calcolo politico.  Quando Elizabeth deve scegliere\, a soli quindici anni\, tra un amore passionale e un destino regale\, sa fare la scelta\, dolorosa ma essenziale che le garantisce per salva la vita e la reputazione.  Ma non ha tempo di gioirne. Muore il fratello\, la sorella Mary – Maria la sanguinaria – cattolica intransigente\, diventa regina. Il pericolo nuovamente incombe: Elizabeth è nuovamente confinata nella Torre e a rischio di decapitazione. Anche questa volta se la cava\, recitando la sua parte con astuzia e maestria.  \n\n\n\nMaria muore ed Elizabeth principessa cede il passo ad Elizabeth regina\, con il suo fido consigliere Cecil e il suo amante\, Lord Robert Dudley\, per cui ha una passione travolgente. Ma la sua corona e la sua vita sono in bilico: da un lato Mary Stuard trama contro di lei con i nobili di parte cattolica\, dall’altro Cecil e il parlamento premono affinché accetti di sposarsi tessendo attraverso il matrimonio un’alleanza con una potenza continentale e dando al regno un erede\, possibilmente maschio. È ancora il suo corpo al centro del gioco politico. \n\n\n\nCome riuscirà a uscire da tutto questo Elizabeth? Il modo in cui Ella Hickson ha saputo renderlo in forma teatrale è il segreto di questo copione. \n\n\n\nElla Hickson\, drammaturga premiata e applaudita in Gran Bretagna\, negli Usa e in molto paesi europei\, è nata nel 1985\, cresciuta nel Surrey e vive attualmente a Londra. È membro della Royal Society of Literature\, insegna all’Università di Oxford ed è artista associata dell’Old Vic Theatre. \n\n\n\nSwive [Elizabeth] ha debuttato al Sam Wanamaker Playhouse (commissionato dal Globe di Londra) nel dicembre 2019\, diretto da Natalie Abrahami. Tra i lavori firmati dalla Hickson:  Anna\, progetto con il sound designer Ben and Max Ringham\, in scena nel 2019 al National Theatre;  The Writer\, debuttato all’Almeida Theatre nel 2018 (regia di Carrie Crackel\, protagonista Anne-Marie Duff)\, che in un raffinato gioco meta-teatrale fa emergere i temi centrali di questa autrice\, in particolare il ruolo della donna nel teatro e nella società;  Oil (Almeida Theatre\, Londra\, 2016); Wendy & Peter Pan (Royal Shakespeare Company\, 2013); Riot Girls (Radio 4); Boys (Nuffield Theatre\, Southampton/Headlong Theatre/HighTide Festival Theatre\, 2012); The Authorised Kate Bane (Grid Iron/Traverse Theatre\, 2012); Rightfully Mine(Radio 4); Precious Little Talent (Trafalgar Studios/Tantrums Productions\, 2011)\, Hot Mess (Arcola Tent/Tantrums Productions\, 2010) ed Eight (Trafalgar Studios/Bedlam Theatre\, Edinburgo\, 2008/9). \n\n\n\nIl testo The Writer è in uscita per l’editore Nowhere Books\, a cura di Jacopo Giacomoni per la traduzione di Monica Capuani. \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nSabato 7 Marzo Ore 21.00 – Domenica 8 Marzo Ore 17.30
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SUMMARY:“Alda. Parole al Vento” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Nel segno della poesia e della storia di Alda Merini\, l’OFF/OFF Theatre accoglie lo spettacolo “Alda. Parole al Vento”\, in scena sabato 7 alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.00\, con la regia e drammaturgia di Donatella Massimilla. Insieme a lei sul palco Gilberta Crispino e Yousi Cuba al pianoforte\, con le voci delle donne recluse a San Vittore e I componimenti originali della poetessa\, sulle musiche di Giovanni Nuti. \n\n\n\nDopo il debutto al Piccolo Teatro di Milano\, va in scena per la prima volta a Roma\, Alda. Parole al vento\, realizzato in collaborazione con la Fondazione Fo Rame e la Fondazione Barba Varley. Con Donatella Massimilla in veste di narratrice c’è Gilberta Crispino\, attrice e cantante co-fondatrice di CETEC. La pièce ha debuttato al Todi Festival dove ha raccolto il calore del pubblico registrando un tutto esaurito e tanta emozione. Il nuovo allestimento previsto per la sala teatrale romana\, valorizza e celebra donne e artiste che hanno portato alta la bandiera dei diritti e dell’emancipazione\, con versi e note che vanno da Alda Merini a Franca Rame\, da Rosa Balistreri a Gabriella Ferri. \n\n\n\n«Lo spettacolo – spiega la regista – è una drammaturgia teatrale e musicale che punta alla leggerezza e alla poesia\, all’amicizia e alla sorellanza. Gli oggetti emblematici di Alda Merini\, dalla sua macchina da scrivere al famoso Muro degli Angeli\, volano\, si animano\, prendono vita all’interno di una cornice drammaturgica che rende omaggio alla Casa Museo della Poetessa dei Navigli\, Spazio diretto da cinque anni dalla compagnia del CETEC. Le parole e gli sguardi\, i suoni e le risate\, le note al pianoforte e le “Voci di Dentro” delle donne recluse di San Vittore\, diventano gesti ed azioni\, visioni e ispirazioni di testimonianza. CETEC è una compagnia che ha sempre lavorato in luoghi di confine\, promuovendo teatri delle diversità\, anche in Europa\, con Edge Festival\, lavorando nelle carceri in Italia e all’estero\, portando avanti un Teatro d’Arte Sociale\, annoverando collaborazioni e presenze con Maestri e artisti del teatro contemporaneo e impegnandosi in modo particolare nella trasmissione di esperienza alle giovani generazioni».ì \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515  \n\n\n\nbiglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Sputo” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Sputo”\, una produzione di Agave Teatro\, scritto e diretto da Manuela Cherubini e interpretato da Elena De Carolis.          \n\n\n\nIl titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\nLo spettacolo è arrivato finalista al Premio Dante Cappelletti Tuttoteatro.com 2022. \n\n\n\n“Sputo” è la fiaba oscura e necessaria di una giovane donna che lotta per liberarsi dal peso della violenza subita. È la storia di Nina\, una sopravvissuta che cerca disperatamente di riconquistare il proprio corpo e la propria voce\, strumenti che l’orrore ha tentato di soffocare. \n\n\n\nNina si trova di fronte a un percorso di guarigione feroce e ribelle\, un apprendistato all’arte di sputare. Perché sputare? Per rigettare quell’ educazione millenaria delle donne a mandar giù\, a ingoiare per quieto vivere o paura.             \n\n\n\nLo spettacolo esplora il tema della violenza di genere e delle dinamiche oppressive della nostra società\, ancora profondamente patriarcale\, che ingabbia e zittisce le donne. “Sputo” è un atto di resistenza e di disobbedienza: un elogio dell’inciviltà necessaria\, della ribellione contro un mondo che\, sotto una patina di civiltà\, perpetua abusi e silenzi. \n\n\n\nNina sa che per sopravvivere deve ritrovare il movimento liberatore\, un gesto composto da due tempi. Del primo tempo si ricorda bene: il grido\, la sua voce finalmente libera\, la richiesta d’aiuto che l’ha strappata alla solitudine. Ma c’è un altro movimento che deve ancora ritrovare: lo sputo\, la capacità di respingere ciò che l’ha schiacciata\, di scardinare l’ingiustizia e l’oppressione che troppo spesso restano invisibili. \n\n\n\n“Sputo” nasce dall’incontro di diverse donne in carne e ossa\, di carta\, in pellicola.Sputo è un anti-monologo: le voci al suo interno non sempre parlano la stessa lingua e a volte non vanno molto d’accordo fra loro. Uno spettacolo tutto nel corpo dell’attrice che le traduce infedelmente in scena mescolando tutte le voci alla sua. \n\n\n\nUna denuncia cruda e poetica\, un viaggio necessario verso la liberazione fisica\, emotiva e simbolica. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY: “La vita non sbaglia mai una faccia” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è orgoglioso di annunciare un appuntamento intenso e ricco di significato: “La vita non sbaglia mai una faccia”\, promosso da Sirius Entertainment e realizzato dalla compagnia Futura Teatro\, sotto la guida visionaria del regista Filippo Maria Cardillo. Con questo spettacolo\, Cardillo conferma la sua cifra artistica inconfondibile: uno sguardo potente\, lucido e profondamente umano capace di trasformare il teatro in un atto necessario. La sua regia non si limita a dirigere\, ma scolpisce le emozioni\, orchestra i silenzi\, plasma i corpi e le parole fino a farli vibrare all’unisono con il pubblico. È una firma autoriale che attraversa l’intero impianto scenico con eleganza e determinazione\, restituendo uno spettacolo di rara intensità. \n\n\n\n“La vita non sbaglia mai una faccia” nasce con l’obiettivo di sperimentare nuove metodologie sceniche e recitative per affrontare in modo autentico e consapevole tematiche sociali di grande rilevanza\, come la violenza maschile sulle donne. Ma è proprio nella visione registica che questo progetto trova la sua massima espressione: un teatro che non rappresenta soltanto\, ma rivela; che non denuncia soltanto\, ma trasforma. \n\n\n\nLo spettacolo è un esempio alto e concreto di teatro sociale\, dedicato in particolare a giovani ragazze che hanno avuto l’opportunità di diventare attrici e di trasformare la propria esperienza personale in materia teatrale viva. In scena\, le attrici si ritrovano come amiche\, unite in un immaginario cerchio di reciproca condivisione. La struttura è composta da cinque monologhi\, ciascuno scritto su misura per la protagonista e legato a uno specifico stato d’animo. Un filo rosso di parole condivise\, ripetute come massime universali\, accompagna la narrazione\, mentre momenti musicali di forte impatto fondono canto e danza in un linguaggio scenico totale. Ad ogni personaggio è associato un brano musicale\, scelto per ampliare e intensificare la tematica attraverso un linguaggio artistico più profondo: la musica e il corpo in movimento della ballerina. \n\n\n\nIl percorso culmina in un finale sorprendente\, un colpo di scena potente e incisivo che sigilla l’opera con la forza delle grandi regie: un epilogo capace di lasciare il pubblico sospeso\, colpito\, profondamente trasformato. \n\n\n\nCon “La vita non sbaglia mai una faccia”\, si dimostra\, ancora una volta\, come il teatro possa essere non solo arte\, ma atto di coraggio\, visione e responsabilità.  \n\n\n\nVi aspettiamo per questo evento straordinario\, che unisce eccellenza artistica e impegno civile in un’esperienza scenica di altissimo profilo\, sabato 7 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:“Soli” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Fortezza Est\, dal 5 al 7 marzo 2026\, “Soli”\, una commedia scritta da Sarah Sammartino e diretto da Riccardo Sinibaldi\, entrambi in scena insieme a Paolo Giovannucci\, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey\, protagonisti di un racconto sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi. \n\n\n\nIn un luogo futuribile\, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. Lui è convinto che possano\, così facendo\, cambiare il destino dell’umanità̀. Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica\, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio\, Carezze o Testa sulle ginocchia. Si possono facilmente ordinare sul menù\, come nei ristoranti all-you-can-eat. \n\n\n\nL’affetto a pagamento\, infatti\, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione\, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone\, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali\, per aiutarle a ritrovarsi\, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta\, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto\, e l’individualismo è venduto come saggezza. \n\n\n\nAbbiamo un uomo\, Andrea\, che crede fermamente in ciò che fa\, da un punto di vista teorico\, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti\, e una donna\, Donna\, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione\, come il Signor Chiari che sta divorziando\, la Signora Falk a cui è morto il marito e Antonio\, un ragazzo\, che – nella nostra epoca ipertecnologica – non è a suo agio con il proprio corpo. Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano. \n\n\n\nViviamo in un mondo in cui tutto è mercificabile e le relazioni interpersonali si perdono dentro i nuovi mezzi di comunicazione\, distruggendo e alterando non solo il nostro modo di vivere\, ma anche la nostra idea di ciò che è “umano”. L’analisi di questo processo di modificazione del reale viene affrontata in Soli con una base di ironia e delicatezza che evita qualsiasi giudizio\, ma allo stesso tempo riesce a porci delle domande a cui dobbiamo trovare delle risposte\, perché le categorie che applichiamo alla nostra vita devono cambiare\, se vogliamo capire cosa ci sta accadendo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:“Trilogia dell’Avanguardia” al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:La Compagnia Hangar Duchamp presenta al Teatro Hamlet di Roma nei giorni sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 il progetto “Trilogia dell’Avanguardia”\, spettacolo/performance che rappresenta la sintesi e la realizzazione della sua ricerca dal 2017 ad oggi. Tre avanguardie\, tre spettacoli nello stesso giorno\, con lo stesso cast\, nello stesso luogo e per lo stesso pubblico. In accoglienza e negli intervalli gli spazi comuni del teatro sono abitati da una serie di performance e letture dedicate al capitolo successivo\, animate dalla sezione under 30 della compagnia\, l’Hangar Lab.  \n\n\n\nAlle ore 18:00 il primo movimento di questa sinfonia teatrale\, il capolavoro dada “Il Cuore a Gas” di Tristan Tzara. Alle ore 19:30 il secondo movimento\, con la commedia surrealista “Le Mammelle di Tiresia”\, di Guillaume Apollinaire.  \n\n\n\nAlle ore 21:00 il terzo e conclusivo movimento con la metafisica di Alberto Savinio e il suo “Capitano Ulisse”.  \n\n\n\nLa linea che collega Dadaismo\, Surrealismo e Metafisica è una delle più marcate della storia dell’arte e la connessione meno conosciuta tra queste meravigliose esperienze è proprio il teatro. Conosciamo queste avanguardie per quello che vediamo nei musei\, Hangar Duchamp vuole portare a conoscenza un altro aspetto di queste realtà\, fornire uno sguardo diverso ed alternativo attraverso una mini maratona teatrale\, un’esperienza di intrattenimento totale\, un percorso nella storia e nell’arte del novecento alla riscoperta di contenuti e concetti che sono decisamente attuali\, dalla ribellione ai limiti imposti dalla società all’affermazione dell’identità di genere\, dal valore della memoria e del ricordo alla rivolta contro qualunque convenzione e accademismo. I sottotitoli di ogni movimento (potere all’oggetto\, potere all’azione\, potere al corpo) rimarcano la ricerca registica ed attoriale che ha ispirato il relativo capitolo.   \n\n\n\nMovimento 1. Dada. IL CUORE A GAS | potere all’oggetto Rumore bianco teatrale\, così è stato definito questo folle copione di Tristan Tzara rappresentato per la prima volta\, in pieno contrasto con le convenzioni e gli accademismi del suo tempo\, nel 1921 a Parigi. Occhio\, Bocca\, Orecchio\, Naso\, Sopracciglio e Collo vivono\, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo irreale\, fuori dal tempo e dallo spazio. L’autore stesso descrive la sua opera come una commedia ed in effetti ne ha gran parte delle caratteristiche\, da una discreta ed intelligente comicità all’immancabile lieto fine\, se non fosse che il testo non ha una narrazione chiara\, che la storia\, di fondo\, sembrerebbe non esistere e che i dialoghi sono apparentemente sconnessi e privi di qualunque logica. L’interpretazione di Hangar Duchamp prevede l’aggiunta ai personaggi originari di Didascalia\, una personificazione delle geniali note a margine dell’autore. I protagonisti vengono interpretati come esseri privati della funzionalità legata al proprio nome\, per autodifesa ma forse anche come una forma di timida autoaffermazione. Tutto sembra destinato alla noia\, alla ripetitività\, in questo strano mondo\, a meno che non ci sia chi decida di ribellarsi\, ad esempio innamorandosi\, mostrando come spesso\, la propria infelicità sia causata da costrizioni e limiti masochisticamente autoimposti. “Si tratta dell’unica e della più grande truffa del secolo in tre atti.”  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo. LE MAMMELLE DI TIRESIA | potere all’azione A Zanzibar\, rappresentazione della Francia di inizio Novecento\, Teresa abbandona il marito\, uomo greve e prepotente\, per assumere un’identità maschile\, lasciando volar via le proprie mammelle: si chiamerà Tiresia. Il marito\, solo e abbandonato\, si troverà costretto ad assumere un’identità femminile per sobbarcarsi i compiti dovuti al ruolo di moglie e donna\, compresa la maternità. Metterà al mondo\, in un sol giorno\, 49.051 bambini. L’uomo diventerà una madre ambiziosa\, tanto da far innamorare un autoritario e virile Gendarme e da attrarre le attenzioni della stampa. “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo\, la stessa parola “surrealista” fu infatti un neologismo coniato da Apollinaire per descrivere questa opera\, caratterizzata da sorprese linguistiche\, tra mitologia e innovazione. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido\, spingendo sul pedale della comicità\, eleggendo a filo conduttore il mondo infantile\, così presente nel testo originale. \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica. CAPITANO ULISSE | potere al corpo Scritta nel 1925 per l’effimero Teatro d’Arte di Pirandello e rappresentata per la prima volta solo nel 1938\, in un clima definito “ostile”\, questa visione di Ulisse filtrata dalla lente deformante di un grande artista ed intellettuale del Novecento ha conosciuto\, fino ad oggi\, un quasi totale oblio.  Ulisse è per Savinio un uomo sfinito\, svuotato\, un anti-eroe che non è in grado di prendere in mano la sua vita\, soprattutto quella sentimentale\, diviso com’è nel rapporto con tre donne che sembrano a lui la stessa persona.  Andrea Martella opera una riduzione dal testo originale\, isolando il nucleo relativo al rapporto tra Ulisse e le tre donne della sua vita\, epicentro emotivo di tutta la sua avventura. La sua regia proietta l’azione dentro la mente del protagonista\, rappresentata come un carcere di massima sicurezza all’interno del quale Circe\, Calipso e Penelope sono incatenate\, prigioniere dell’incubo ricorrente di un uomo disturbato e confuso\, recluso lui stesso nel proprio caos psicologico\, alimentato anche da altre presenze che si aggirano in modo poco nitido nei suoi ricordi\, dalla dea Minerva ai marinai della sua nave. Il contatto col pubblico avviene attraverso un personaggio fulminante e geniale\, lo spettatore\, portatore sano di una sottile ed inaspettata comicità. \n\n\n\nNegli intervalli performance a cura di Hangar Lab \n\n\n\nSCHEDA TECNICA \n\n\n\nTITOLO: TRILOGIA DELL’AVANGUARDIA   \n\n\n\nLUOGO E INFO: TEATRO HAMLET  \n\n\n\nDATE: Sabato 7 e Domenica 8 marzo dalle ore 18:00 alle ore 22:00  \n\n\n\nPer partecipare: https://www.teatrohamlet.it/Spettacoli/duchamp.html  \n\n\n\nMovimento 1. Dada: Ore 18:00 IL CUORE A GAS di Tristan Tzara  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo: Ore 19:30 LE MAMMELLE DI TIRESIA di Guillaume Apollinaire  \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica: Ore 21:00 CAPITANO ULISSE di Alberto Savinio   \n\n\n\nCon: Giorgia Coppi\, Flavio Favale\, Vania Lai\, Simona Mazzanti\, Walter Montevidoni\, Leonardo Pio Nardone\, Vlad Silter  \n\n\n\nScena: Mattia Urso  \n\n\n\nLuci: Marco Linari   \n\n\n\nAmbiente Sonoro: Attila Mona  \n\n\n\nProblem solving: Alessia Cottone  \n\n\n\nStaff: Chiara Petragnani  \n\n\n\nConsulenza tecnica: Claudio Masci  \n\n\n\nFoto: Manuela Giusto  \n\n\n\nRegia e direzione artistica: Andrea Martella \n\n\n\nHangar Lab: Aurora Matarazzo\, Eleonora Montevidoni\, Laura Proietti
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LOCATION:Teatro Hamlet\, Via Alberto da Giussano\, 13\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Casta Diva" al Conservatorio di Alessandria
DESCRIPTION:Ph.Luigi_Bloise\n\n\n\nSabato 7 marzo alle ore 14:30\, presso l’Auditorium del Conservatorio “Antonio Vivaldi”(via Parma\, 1 – Alessandria)\, avrà luogo il convegno aperto al pubblico “Casta Diva: Voci\, ruoli e saperi femminili nel teatro musicale italiano”\, che si propone di condividere le attività e i principali risultati del progetto biennale di respiro internazionale “Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre”\, nato nel 2024 dalla collaborazione tra dodici istituzioni italiane di alta formazione da Alessandria a Roma\, da Napoli a Torino. \n\n\n\nIl progetto ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere a livello internazionale le figure femminili che hanno segnato la storia del teatro musicale italiano: non solo le grandi dive e protagoniste sulla scena (come Maria Callas e Renata Tebaldi)\, ma anche compositrici\, impresarie\, costumiste e molte altre presenze fondamentali che hanno contribuito\, spesso senza adeguato riconoscimento\, dietro le quinte. Le attività hanno previsto programmi formativi\, convegni\, produzioni artistiche\, ricerche musicologiche e percorsi innovativi di musicoterapia. I risultati sono stati raccolti in un digital hub “digital library”— www.progettocastadiva.it — che sarà presentato durante l’evento. \n\n\n\nQui ad esempio i bozzetti di tutte le protagoniste femminili delle grandi operehttps://progettocastadiva-staging.medialibrary.it/home/index.aspx \n\n\n\nIl progetto Casta Diva è coordinato dal Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, istituzione capofila\, e coinvolge una rete nazionale composta da altri undici Conservatori di musica\, Accademie di Belle Arti e Università impegnati in attività di ricerca artistica\, produzione musicale e innovazione digitale. In particolare\, prendono parte al progetto i Conservatori “B. Maderna – G. Lettimi” di Cesena e Rimini\, “Giuseppe Verdi” di Como\, “Giacomo Puccini” della Spezia\, “Alessandro Scarlatti” di Palermo\, “Franco Vittadini” di Pavia\, “Giuseppe Nicolini” di Piacenza\, “Giulio Briccialdi” di Terni\, insieme alle Accademie di Belle Arti di Napoli e “Albertina” di Torino e al Dipartimento di Pianificazione\, Design\, Tecnologia dell’Architettura della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\n «Questo progetto ci ha ricordato che il teatro musicale non è fatto solo di nomi celebri\, ma di tante storie sorprendenti ancora da scoprire. Un percorso capace di aprire prospettive inedite: proposte artistiche originali\, nuove occasioni di conoscenza e un continuo scambio tra ricerca\, didattica e produzione. Portare queste esperienze sul palco\, in classe e online significa offrire nuove chiavi di lettura e contribuire\, in modo concreto\, a una cultura più consapevole\, inclusiva e condivisa»\, afferma Giovanni Albini\, responsabile scientifico del progetto. \n\n\n\nGrazie al sostegno dell’Unione Europea attraverso i fondi NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza\, il progetto ha promosso un modello di cooperazione tra istituzioni AFAM e università\, favorendo nuove prospettive di ricerca artistica e scientifica e contribuendo alla costruzione di una rete internazionale dedicata allo studio e alla diffusione del ruolo femminile nel teatro musicale. L’incontro del 7 marzo si configura quindi come tappa conclusiva di un percorso condiviso che\, attraverso il dialogo tra musica\, arti visive\, studi di genere e innovazione tecnologica\, intende lasciare un’eredità duratura nel panorama della formazione e della produzione culturale contemporanea. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nIl pomeriggio si aprirà alle ore 14:30 con i saluti istituzionali\, introdotti dal Presidente e dal Direttore del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria.  \n\n\n\nA seguire\, dalle 15:00 alle 17:00\, è prevista una tavola rotonda dedicata alle attività del progetto “Casta Diva”\, durante la quale interverranno i responsabili scientifici delle dodici istituzioni coinvolte per presentare i risultati raggiunti e le prospettive future delle azioni di ricerca\, produzione artistica e formazione sviluppate nel biennio. \n\n\n\nIl programma riprenderà alle 17:15 con la presentazione delle attività progettuali dedicate alla musicoterapia\, ambito che ha rappresentato uno dei nuclei più innovativi del progetto\, mettendo in relazione ricerca artistica\, benessere e inclusione sociale. \n\n\n\n Alle 18:00 seguirà la presentazione ufficiale del digital hub del progetto – a cura della Prof.ssa Bertolone e del Dott. Paduano della Sapienza Università di Roma – piattaforma internazionale pensata come archivio digitale e ambiente di condivisione dei contenuti scientifici e artistici prodotti dalle istituzioni partner. \n\n\n\nLa giornata si concluderà alle ore 19:00 con il momento musicale dal titolo “Virtuose all’opera nel ’700”\, a cura della classe di canto rinascimentale e barocco del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, guidata dal Prof. Mirko Guadagnini. Protagoniste dell’esecuzione saranno le studentesse Sofia Mammone e Giada Ghiglino Amiri\, accompagnate da Francesco Silvestri al clavicembalo\, che interpreteranno musiche esito del progetto di ricerca avviato presso il Vivaldi dal Prof. Giovanni Polin e dalla ricercatrice Ingrid Schraffl su arie di figure femminili di rilievo nei teatri musicali italiani dell’età dell’Illuminismo\, offrendo al pubblico una restituzione artistica concreta dei risultati ottenuti.
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LOCATION:Conservatorio di Alessandria\, Via Parma\, 1\,\, Alessandria\, ITA\, 15121\, Italy
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SUMMARY:"CONFINI" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Boaz e George si conoscono sull’applicazione Grindr. Sono solo a 20 km di distanza eppure non possono incontrarsi. Il primo\, infatti\, è israeliano mentre il secondo è libanese: vivono in paesi nemici separati da una recinzione sulla linea di confine. Nonostante l’impossibilità della relazione i due ragazzi continuano a parlare in chat e i loro incontri virtuali creano in un’area liminale che non tiene conto della politica\, della guerra e della diversità delle culture. Sono entrambi attratti l’uno dall’altro e per questo decidono di incontrarsi a Berlino\, vista come “un’isola di pace” in un mondo di guerre. La tensione tra i due paesi\, tuttavia\, si accende ed i due ragazzi saranno costretti a prendere decisioni molto difficili. \n\n\n\nNIMROD DANISHMANRegista teatrale\, drammaturgo e insegnante\, cofondatore e direttore esecutivo dell’Ha’Meshulash Theatre – il teatro LGBTQ di Tel Aviv – e vincitore del Premio Shulamit Aloni del 2021. Dopo essersi laureato con lode ha scritto e diretto la sua prima opera “BORDERS” al Teatro Tzavta (2018). Lo spettacolo è stato prodotto a New York\, Londra e Würzburg e ha ricevuto la nomination come migliore opera teatrale al New York Summer Festival. Ha diretto il cortometraggio “Woman to Woman” di Roey Maliach Rashef al Playwrights Project (2018)\, co-regista dello spettacolo “More than that we are not” di Gal Chepsky a Tzavta (2019) ed è ideatore dello spettacolo documentario “For Real – Podcast teatrale” al Tamune Theatre (2019). Nel 2021\, ha scritto e diretto la sua seconda opera\, “A Last Night in Rome” al Teatro Ha’Meshulash\, e ha diretto la tragedia “The Child Dream” di Hanoch Levin alla Goodman\, la scuola di recitazione nel Negevl. \n\n\n\nDi Nimrod Danishman – Con: Daniele Alan Carter e Claudio Cammisa –  – Musiche originali eseguite dal vivo Luigi Mas– Video Emanuelcarlo Mas – Titoli e progetto grafico Augusto Casella – regia ENRICO MARIA LAMANNA
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SUMMARY:“Cani e Gatti” al Teatro Prati
DESCRIPTION:A distanza di un secolo il grande ritorno di una commedia che continua a fotografare con spietata ironia le dinamiche della vita di coppia. Dal 6 marzo al 19 aprile 2026 al Teatro Prati sarà l’attore figlio d’arte Corrado Taranto\, figlio di Carlo e nipote di Nino\, a portare sul palco “Cani e Gatti”\, il classico di Eduardo Scarpetta che\, dopo 56 anni dall’ultima messa in scena al Teatro Eliseo ad opera di Eduardo De Filippo\, si prepara a dispensare un pieno di risate nel nuovo adattamento di Fabio Gravina\, anche direttore artistico dello spazio culturale situato nel cuore di Roma. La grande farsa napoletana è una vera e propria “macchina per ridere”  pronta a raccontare una pagina di storia senza tempo\, nella quale una coppia di sposi freschi di matrimonio\, Ninetta (Sara Scotto di Luzio) e Ciccillo (Rocco Tedeschi)\, si trovano alle prese con la folle gelosia di lui che arriva trasformare le mura domestiche in un campo di battaglia. Per salvare l’unione dei giovani\, intervengono i genitori di lei\,  Don Raffaele (Corrado Taranto) e Rosina (Marina Vitolo)\, con una strategia  paradossale: fingersi a loro volta “cani e gatti”. In un gioco di specchi esilarante\, i genitori iniziano a litigare senza tregua per mostrare alla figlia quanto sia rischioso vivere in un costante stato di agitazione e di “guerra”. Nel gioco a quattro\, tra equivoci e risse verbali vere o fasulle\, si inseriscono gli altri personaggi\, caricature di spiccata vivacità partenopea: la vedova del direttore d’orchestra Lauretta Fresella (Irma Ciaramella)\, l’avvocato Michele Esposito (Eduardo Ricciardelli)\, Antonino Savarese (Luca Cardillo) e l’immancabile cameriera Bettina(Sara Guardascione) e l’inaspettata paesana Carmela (Irma Ciaramella). In un momento come quello che viviamo\, nel quale  il matrimonio  fra i giovani è in profonda crisi\, a causa di varie dinamiche\, questa commedia diventa una lezione sull’armonia impartita a suon di battute folgoranti. \n\n\n\nTelefono06/39740503
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SUMMARY:“Truculentus” al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Da venerdì 6 a domenica 29 marzo\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, la Compagnia Castalia\, considerata una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale\, porta in scena il capolavoro della commedia classica “Truculentus”\,  di T. M. Plauto\, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro\, con Annalena Lombardi\, Piero Sarpa\, Giovanni Ribò\, Rocco Militano\, Fabrizio Passerini\, Laura De Angelis\,Maurizio Castè\, Paolo Oppedisano. Pur considerato da Plauto uno dei suoi capolavori\, “Truculentus” è una commedia raramente rappresentata. La storia narra di una bellissima prostituta che abilmente tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa: tipici caratteri della comicità plautina\, che gareggiano fra loro per acquisire i favori della donna. La toccante e originale riscrittura di Vincenzo Zingaro trasferisce la vicenda alla fine degli anni ’30\, in Sicilia\, dando vita ad un affresco storico di grande impatto emotivo. Un “Amarcord” dagli echi felliniani\, che ci trasporta in un’onirica e scoppiettante vita di provincia\, dove i personaggi plautini si trasformano in ritratti familiari\, a dimostrazione di quanto il teatro latino abbia un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Una rappresentazione di Plauto davvero unica\, divertente e commovente\, che ci fa scoprire quanto il commediografo latino sia veramente un nostro “contemporaneo”.  \n\n\n\nLo spettacolo segna una tappa significativa nell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro\, alla guida della Compagnia Castalia\, porta avanti da 34 anni\, con grande successo di pubblico e di critica\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival (Ostia Antica\, Taormina\, Paestum\, Pompei\, Segesta\, Ferento\, Teatro di Pietra\, Leuciana\, Venosa\, Sarsina\, Formia\, Volterra\, Anagni\, Alba Fucens e tanti altri). Un progetto culturale unico in Italia\, che ha coinvolto ed entusiasmato centinaia di migliaia di giovani e che da anni è oggetto di Studio e di Tesi di Laurea presso prestigiose Università italiane ed europee.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nCicerone testimonia che Truculentus era considerata da Plauto una delle sue opere migliori. Nonostante ciò\, la commedia è stata raramente rappresentata in tempi moderni\, pur contenendo diversi caratteri tipici della comicità plautina\, dalla prostituta al giovane innamorato\, al soldato fanfarone\, al servo rozzo. In realtà\, i motivi dell’assenza dalle scene di questa commedia sono comprensibili: primo fra tutti\, l’estrema debolezza della trama\, piena di omissioni e di contraddizioni\, che oltrepassano il limite consueto a cui Plauto ci ha abituati.  Ciò è in parte da attribuire a una compromessa trasmissione del testo. Pertanto\, a una prima lettura\, l’opera desta sicuramente diverse perplessità. Ma prestando maggiore attenzione\, mi sono accorto che essa contiene degli spunti di eccezionale modernità e degli elementi di inaspettata crudezza che prevaricano il semplice gioco e ci proiettano in una dimensione di inquietante “realismo”. Salta subito all’occhio\, innanzitutto\, che a costituire il motore dell’azione\, a tessere l’ordito della trama\, non è più il servus\, ma una donna\, fatto inconsueto in una commedia plautina: una donna estremamente sofisticata nell’esercitare il proprio mercimonio\, capace di giocare abilmente su diversi piani. Ma il suo è un gioco amaro\, che introduce una nota dissonante nell’universo armonico e apparentemente spensierato di Plauto. Nel Truculentus\, il mondo femminile sembra fagocitare ineluttabilmente il maschile\, trascinandolo in una deriva dei sensi\, in una “battaglia dei sessi” che non lascia scampo. Non è da trascurare il fatto che l’opera appartiene all’età avanzata di Plauto; periodo in cui gli studiosi tendono a ravvisare nel Sarsinate una maggiore sensibilità ai problemi sociali\, dettati da una società in grande trasformazione. Nel 189 a. C.\, infatti\, anno in cui è datata la commedia\, Roma è attraversata da grandi cambiamenti\, il cui filo rosso è rintracciabile nella guerra\, la seconda guerra punica\, che si concluse faticosamente con la sconfitta di Cartagine. Tra i cambiamenti\, la condizione di maggiore autonomia e indipendenza in cui le donne vennero a trovarsi\, a causa delle nuove norme successorie e dei patrimoni acquisiti in seguito alla perdita dei mariti e dei padri\, caduti in battaglia. Nel 195 a. C.\, fece scalpore l’insurrezione pubblica femminile che portò all’abrogazione della Lex Oppia\, promulgata nel 215 a. C.\, che limitava l’ostentazione del lusso da parte delle donne\, proprio per la necessità di far fronte allo sforzo bellico. Si determinò uno sbilanciamento nell’equilibrio dei ruoli sociali\, per il quale gli uomini si sentirono minacciati. Da questo tessuto sociale nasce in Plauto l’ispirazione del personaggio di Prhonesium\, la bellissima e astuta meretrice\, protagonista della commedia\, che tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa. D’altro canto\, la stessa atmosfera licenziosa che pervade il Truculentus trova un suo fondamento in un fenomeno sociale molto diffuso\, come quello dei culti bacchici\, la cui crescente promiscuità determinò\, nel 186 a. C.\, la soppressione degli stessi da parte del Senato. Scopriamo allora che il mondo di Plauto\, con i suoi personaggi\, fino ad ora considerati delle maschere\, assume un sapore più vero\, che ha stimolato la mia fantasia a trasferire la vicenda in un contesto e in un periodo storico più vicino a noi\, a dimostrazione di quanto i caratteri del teatro latino abbiano un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Lo spaccato sociale raccontato\, la presenza di caratteri spinti nella dimensione del grottesco\, i toni a tratti scoppiettanti e a tratti crepuscolari\, mi hanno riportato alla mente paesaggi e figure del cinema felliniano. Una sorta di “Amarcord”\, che ci trasporta in un’onirica e desolante vita di provincia\, dove signorotti\, militari\, donne procaci e giovani ossessionati da un prepotente desiderio sessuale\, intersecano geometrie di esistenze un po’ grigie\, con quel loro patteggiare spasmodicamente il prezzo dei favori\, anche se apparentemente briose. Così\, ho deciso di ambientare la mia messinscena del Truculentus nella seconda metà degli anni ‘30\, in un’Italia attraversata anch’essa da numerosi cambiamenti e profonde contraddizioni: tra il disagio per una condizione di arretratezza da una parte e l’euforia di espansionismo e di modernizzazione dall’altra. L’inaugurazione degli stabilimenti di Cinecittà nel ’37\, rappresentò uno straordinario crogiuolo\, che determinò un nuovo fenomeno culturale capace di coinvolgere trasversalmente le masse\, paragonabile a quanto il teatro di Plauto aveva rappresentato nella Roma cosmopolita del III sec. a. C.; l‘espansione coloniale in Africa\, realizzata dal regime fascista\, in nome di una gloriosa “romanità”\, non può non rimandare al periodo delle guerre puniche\, in cui Plauto visse e del cui humus le sue commedie risentono; il fenomeno delle case di tolleranza\, così diffuso in Italia prima della sua abrogazione nel 1958\, ad opera della legge Merlin\, richiama i lupanari della Roma antica\, offrendo nell’immaginario un sovrapporsi di suggestioni fra l’antico e il moderno. Così\, per una curiosa alchimia\, attraverso la vicenda immaginata da Plauto\, prende vita l’affresco di una provincia del sud\, una storia ambientata in una moderna Magna Grecia\, in cui sogni e passioni si scontrano con la spietatezza della realtà.  I personaggi si trasformano in ritratti di vita familiari\, più vicini di quanto potessimo immaginare\, che scopriamo mai scomparsi\, ma solo trasfigurati\, da cui l’anima cerca di prendere le distanze con un’amara risata\, perché non può non riconoscersi davanti al suo specchio. E l’appellativo Truculentus\, che dà il nome all’opera\, sul quale i critici hanno tanto dibattuto\, perché ispirato immotivatamente a un personaggio secondario\, trova in questa direzione il suo senso se lo consideriamo come definizione di un destino capace di imporci una condizione avvilente\, in grado di mortificare la nostra esistenza\, a cui è difficile ribellarsi. E’ quello che succede ai protagonisti di questa storia\, vittime di una condizione più forte di loro\, di un destino tragico che li accomunerà: la Seconda guerra mondiale. Nel confrontarmi con questa opera\, ho sentito la profonda esigenza di cogliere l’opportunità che mi offriva: di raccontare quanto ho fortemente e sinceramente percepito fra le sue righe\, lasciandomi trasportare dalle sue più recondite vibrazioni\, con tutta la passione e l’amore con i quali ho sempre affrontato il mio viaggio nel meraviglioso e straordinario mondo della Commedia Classica Antica. (Vincenzo Zingaro)  \n\n\n\n  Orario spettacoli: \n\n\n\nvenerdì 6 e sabato 7 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17\,30 \n\n\n\n  venerdì 13 e sabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 15 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 20 e sabato 21 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 22 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 27 e sabato 28 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 29 marzo ore 17\,30 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00 (fino a 26 anni)
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SUMMARY:"Scomode" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:C’è un punto preciso in cui la risata si strozza e la commozione si traveste da sarcasmo. Quel punto è il palcoscenico di SCOMODE\, ultimo lavoro di Massimiliano Vado: una confessione corale\, un affondo vertiginoso nelle crepe dell’identità femminile contemporanea. \n\n\n\nLa storia della sua vita recente\, attraverso lo svelamento femminile. Tre voci. Tre donne. Tre monologhi che si cercano e si interrompono\, si accavallano e si graffiano\, come le unghie protagoniste del sottotitolo: “talmente lunghe che il pollice non è più opponibile”. \n\n\n\nÈ un teatro scomodo\, appunto: disturbante\, irriverente\, lucido. Più scomodo per gli uomini che per le donne. Certamente per l’autore. Un catalogo emotivo che alterna nevrosi e lucidità\, ironia chirurgica e disperazione domestica. \n\n\n\nSi ride – sì – ma si ride male\, perché il riso è sporco\, ubriaco\, nervoso. E nel frattempo\, dentro\, qualcosa si è rotto per sempre. Vado scrive come chi conosce il corpo e le sue menzogne: i desideri non detti\, la sessualità goffa\, le relazioni tossiche travestite da normalità\, il dolore emotivo persistente. \n\n\n\nLe protagoniste parlano come si beve vino dopo una giornata assurda: con urgenza\, con troppa sincerità\, con lo sguardo perso e unghie sempre laccate. Hanno spasmi di lucidità. Non c’è psicologismo\, non c’è pedagogia. Solo un fiume di parole vere quanto crudeli. E dietro ogni battuta – anche la più spietata – un frammento d’amore\, un’eco di solitudine. La regia\, essenziale e precisa\, non consola. Non addolcisce. Espone. E lascia che siano loro – le scomode – a diventare lo specchio: per le donne che conosciamo\, per quelle che siamo stati\, per quelle che non abbiamo saputo ascoltare. \n\n\n\nUno spettacolo che non cerca consensi ma condivisione. Semmai. Una drammaturgia che brucia. E che\, proprio perché brucia\, rimane. Auspicabilmente. Sotto la pelle. Dentro le vene. Indelebile. Lì dove le parole – anche quelle dette a bassa voce – diventano necessarie. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nTre donne. Una tavola\, molti bicchieri e infinite confessioni. SCOMODE è un’esplorazione teatrale tagliente\, ironica e profonda della femminilità urbana\, fragile e indistruttibile.Tra racconti intimi\, sogni spezzati e memorie condivise\, le protagoniste portano in scena i disastri sentimentali\, le derive sessuali\, le contraddizioni sociali e il disagio sottopelle dell’essere donna oggi. Frammenti di vita\, pensieri a voce alta\, liste di ansie\, paure e confessioni che si trasformano in veri e propri atti d’accusa – a volte contro gli uomini\, a volte contro se stesse. Il testo alterna ironia feroce e struggente vulnerabilità\, con un linguaggio diretto\, libero e spietato. Il filo conduttore è l’amicizia: rifugio\, specchio\, tribunale. Ma anche luogo di cura\, complicità e sopravvivenza. Lo spettacolo scava\, non compiace. Per scelta. E lascia emergere una realtà scomoda\, fatta di donne brillanti e stanche\, ironiche e ferite. Donne vive. E per questo\, imprescindibili. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nLa messa in scena di SCOMODE sarà volutamente essenziale. Uno spazio vuoto\, nero\, definito solo da luci decise: colori netti che commentano gli stati d’animo\, virando dal fucsia all’ambra\, dal blu petrolio al rosso fuoco. Le tre protagoniste saranno vestite come dei peluche: abiti morbidi\, quasi infantili\, ma \n\n\n\nsempre sopra tacchi importanti – una contraddizione visiva che espone la fragilità e l’ostentazione\, la dolcezza e il desiderio. Al centro\, un semplice tavolino da bar: simbolo di un’intimità condivisa\, rifugio notturno dove ci si dice la verità\, si ride e si sanguina con dignità. Il vino – ovviamente – sarà vero\, bevuto in scena\, come fosse sangue travestito da piacere. Tutto ciò che non serve sarà tagliato. \n\n\n\nLa parola – viva\, ironica\, cruda – sarà protagonista assoluta. Un teatro che non finge\, ma si dichiara. Una dichiarazione d’amore al disagio e al dolore. Come le sue protagoniste: scomode\, quindi indispensabili. In tutto quello che scriviamo\, produciamo\, soprattutto recitiamo\, c’è sempre qualcosa di intimamente nostro. Diventa produttivo e originale quando non somiglia a noi\, quando ogni storia parte dalla nostra pancia e arriva in un punto qualsiasi dell’universo ogni cosa che ci capita\, ogni fantasia\, ogni innamoramento\, ogni profonda delusione\, ogni relazione\, ogni incontro\, viene rimescolato all’interno della nostra sensibilità e proposto su un palco o davanti a una macchina da presa. Credo sia l’apice più alto del lavoro che sono contento di fare. Capita anche di trasformare così tanto quello che ci è accaduto da farlo diventare un intreccio a tre voci\, per tre attrici completamenti diverse ma ugualmente raffinate. Il compito primo è quello di produrre un’autobiografia minima ma estremamente fedele\, dapoter far rappresentare da qualcuno che palesemente non sono io. È così che nasce il testo “Scomode”\, una recensione tassonometrica di alcuni periodi ingarbugliati quanto infinitamente produttivi della mia vita\, in cui si mischiano sensazioni e impedimenti\, alti innalzamenti dello spirito ed ironia. Scritto per tre voci\, prodotto per tre anime. Una necessità. \n\n\n\nScomodo – scritto e diretto da Massimiliano Vado – Con: Elena Biagetti\, Alessia Ferrero e Emanuela Panzarino
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Edipo re di Sofocle a Galleria Toledo
DESCRIPTION:Venerdì 6 marzo alle ore 19.00 (in replica sabato 7 marzo ore 20.30 e domenica 8 marzo ore 18.00) la compagnia archiviozeta presenta un nuovo attraversamento di Edipo re di Sofocle\, traduzione di Federico Condello\, drammaturgia\, scenografia\, regia\, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti\, musica di Patrizio Barontini.  \n\n\n\nA distanza di qualche anno dalla sua ultima ripresa nel 2022\, lo spettacolo torna in scena come terreno di ricerca sulle tracce metateatrali del testo mettendo in evidenza la postura poetica e formale della compagnia.  \n\n\n\nIl luogo del delitto è sotto gli occhi di tutti. La versione di Edipo di archiviozeta cammina sul filo dei contrasti\, degli interrogatori e delle indagini alla ricerca ossessiva del colpevole: in scena due figure istruiscono il procedimento ineluttabile che porta alla conoscenza e quindi al dolore. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nColui che cerca è l’oggetto della ricerca \n\n\n\nchi non sa è colui a proposito del quale si tratta di sapere \n\n\n\ncolui che ha sguinzagliato i cani è egli stesso la preda \n\n\n\nla pista in cui li ha lanciati li riconduce al punto in cui li attende. \n\n\n\nMichel Foucault – Lezioni sulla volontà di sapere/Il sapere di Edipo \n\n\n\nUna lunga storia… Abbiamo iniziato a girare intorno a Edipo Re nel 2011 quando decidemmo di metterlo in scena a Fiesole\, a cento anni di distanza dall’inaugurazione del Teatro Romano che – primo in Italia – nel 1911 ospitò un Edipo in un sito archeologico. Lo spettacolo era all’ora del tramonto e senza nessuna amplificazione\, la musica era suonata dal vivo\, in scena eravamo in quattro. Ma non si fa Edipo senza una lingua e senza una profonda conoscenza del greco antico\, dei giochi di parole\, dei lapsus\, dei tranelli e delle false piste. Decidemmo di mettere in scena Edipo perché ci colpì profondamente la ricerca filologica attenta e la contemporaneità della nuova e ancora mai rappresentata traduzione di Federico Condello dell’Università di Bologna. Qualche tempo dopo facemmo un nuovo allestimento in due capannoni dismessi dai lavori dell’Alta Velocità nella Valle del Santerno\, tra Imola e Firenzuola. Era un altro spettacolo. Eravamo al chiuso ma quando sul finale si aprivano i portelloni\, il pubblico\, da quello spazio industriale\, poteva vedere il verde dei boschi intorno: il nostro Citerone era là a due passi! \n\n\n\nNel 2015 ci venne offerta la possibilità di riallestirlo in occasione delle serate in Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna\, preceduto da una lezione di Massimo Recalcati. Decidemmo di ripensare tutto lo spettacolo per farne una cosa completamente diversa: tutto in due attori\, doveva essere uno scontro dialettico fino all’ultimo respiro\, un tentativo di far emergere al massimo le tracce metateatrali e di far risaltare uno straniamento che portasse ancora più in luce la lacerazione profonda della contemporaneità. \n\n\n\nMa come lavorare su un personaggio come Edipo\, vittima e colpevole allo stesso tempo\, come rappresentare la complessità dei diversi personaggi che si attorcigliano a lui per salvarlo o annientarlo?Pensare Edipo come un dialogo aumenta la complessità: il protagonista lo conosciamo. Ma chi è questa deuteragonista che in sequenza si trasforma in Sfinge\, Tiresia\, Giocasta\, Messaggero\, Pastore? Uno spettroche tenta di sviare il colpevole dalla verità pur dicendola apertamente\, che sembra l’artefice del suo destino\, che lo obbliga a vivere sul luogo del delitto e che lo precipita in un incubo oscuro dal quale non può uscire? È forse questo suo doppio ossessivo il responsabile di tutto? \n\n\n\nL’importante è non rispondere a questa domanda\, lasciare che il dubbio rimanga come un tarlo nella mente\, come una lotta tra saperi. \n\n\n\nDa questo naufragio nell’abisso è nata la partitura musicale e sonora di Patrizio Barontini ed è emerso il segno scenografico: una Y disegnata sul palcoscenico\, una Lambda maiuscola – la lettera greca – lettera zoppa\, simbolo della stirpe di Edipo\, lettera genetica contenuta nel nome stesso dei Labdacidi\, quasi un cromosoma di luce\, abbiamo sotto gli occhi il crocevia di tre cammini\, spazio sospeso\, indefinito o iperdefinito\, passaggio dalla visibile oscurità alla luce accecante. \n\n\n\nCosì è nato un nuovo Edipo\, tragedia immensa e immensamente tragica: la storia di un bambino preso nella trappola genetica e abbandonato al suo destino. \n\n\n\nGianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
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LOCATION:Galleria Toledo\, Vicolo I Porta Piccola a Montecalvario\, 34\, Napoli\, ITA\, 80134\, Italy
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SUMMARY:"VERNICE FRESCA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 6 all’ 8 marzo al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo VERNICE FRESCA drammaturgia e regia di Giovanni Sicurello\, con Maria Lomurno\, Giovanni Sicurello\, Fabio Versaci\, Gianluca Guizzardi. \n\n\n\nVernice Fresca -un testo scritto e interpretato da giovani attori- mette in scena il confronto tra individui agli antipodi della società: un giovane in crisi lavorativa e una clocharde provocatoria e irriverente.  Attraverso dialoghi sferzanti e situazioni surreali\, lo spettacolo esplora temi dell’alienazione\, frustrazione e ricerca di autenticità in un mondo che spesso sacrifica l’umanità per il successo\, e riflette su cosa significhi realmente essere liberi.  \n\n\n\nAlla fermata dell’autobus Davide incontra Mirella\, una clochrad fuori dagli schemi che vive in un camper senza ruote. I due avviano una conversazione che\, tra battute pungenti e provocazioni\, si trasforma in uno specchio delle loro vite. Mirella rappresenta la libertà estrema\, distaccata dalle convenzioni sociali; Davide è frustrato da un lavoro che lo sfrutta e non gli dà alcun senso di realizzazione\, oppresso dalle aspettative e dal bisogno di sicurezza. \n\n\n\nNe deriva un confronto sulla ricerca della libertà e il prezzo che si è disposti a pagare per conformarsi o ribellarsi alle regole della società. \n\n\n\nQuello che i personaggi non sanno è che a innescare le loro confessioni è la panchina stessa sulla quale sono seduti; infatti chiunque vi si sieda è costretto a rivelare ciò che davvero pensa o desidera. A loro si uniscono altri personaggi; un misterioso assassino\, un Prete che metterà in dubbio con ironia le sue stesse convinzioni religiose. La panchina non risparmia nessuno\, mettendo a nudo fragilità\, segreti e desideri repressi\, obbligando i personaggi a fare i conti con la loro vera natura.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Beauséjour" al Teatro Comunale di Bologna
DESCRIPTION:Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”\, accolto dal pubblico come una vera rock star\, il coreografo francese Mourad Merzouki\, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico\, arriva in Italia per presentare Beauséjour\, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau ore 20:30. \n\n\n\nCinquantaduenne originario di Saint-Priest\, nella periferia di Lione\, con genitori di origini algerine\, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata\, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta\, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Käfig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 Paesi. \n\n\n\nBeauséjour è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare\, quindi\, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo\, l’energia\, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – afferma – la nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età\, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.  \n\n\n\nLe sonorità electro-latine create ad hoc da Müller & Makaroff\, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango\, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera)\, un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia\, primi amori e momenti condivisi con gli amici\, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton\, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse:  quattordici interpreti\, giovani e anziani\, non per contrapporsi\, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi\, perché la bella danza è universale e transgenerazionale. \n\n\n\n«In questa nuova creazione\, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a comecambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale\, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure\, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance\, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche\, ma un’estetica diversa\, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza\, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour\, guardoal corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi\, sia di un presente vissuto da corpi prominenti\, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop\, che devono appropriarsi di nuovi movimenti\, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali. Questi personaggi accattivanti\, che abbracciano la loro originalità\, danno vita a una visione rinnovata della bellezza. Il corpo che invecchia può essere il luogo felice in cui risiede la bellezza! Una bellezza che sfida il tempo\, che resiste ed esiste in mododiverso. Trasportato dai ritmi electro-tango di Müller & Makaroff\, lo spirito della “ginguette” riappare sotto gli occhi delpubblico. La danza\, più che mai\, è una vetrina per la vita e la condivisione». \n\n\n\nMOURAD MERZOUKI\, direttore artistico e coreografo \n\n\n\n«L’incontro con Mourad Merzouki su quello che sarebbe diventato lo spettacolo Beauséjour ha fatto nascere un desiderio: riprendere da dove avevamo lasciato il “progetto Antropoceno”\, arricchendolo e portandolo ancora più lontano\, verso altri territori musicali dell’America Latina\, dalle marimbe e dai ritmi ternari della costa pacifica colombiana ai flauti e ai charango delle vette più alte delle Ande! Proprio come abbiamo fatto con il Gotan Project\, unendo il tango argentino alla musica elettronica. Uno dei vantaggi della musica elettronica è che l’orchestra sta tutta in un laptop! Così abbiamo potuto entrare nello spazio-tempo coreografico e adattare la musica alle esigenze della danza in tempo reale\, garantendo una perfetta sincronizzazione tra le due. Questo modo di lavorare ricorda i primi tempi del cinema\, quando le orchestre erano presenti durante le riprese e tutto veniva fatto contemporaneamente. Questo ampliamento degli orizzonti musicali e la ricerca di nuovi limiti completano l’approccio creativo del coreografo». \n\n\n\nMÜLLER & MAKAROFF\, creazione musicale  \n\n\n\nBEAUSÉJOUR Compagnie Käfig \n\n\n\ncreazione 2024 Les Nuits de Fourvière – Festival international de la Métropole de Lyon\, Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Cie Käfig\, Scène de Bayssan – Domaine Départemental de l’Hérault (Béziers)\, Sport dans la Ville con il supporto di Pôle en Scènes (Bron)\, Théâtre Théo Argence (Saint-Priest) \n\n\n\nCompagnie Käfig è in residenza presso il  Théâtre Théo Argence – Ville de Saint-Priest\, supportata dal Ministero Francese della Cultura\, dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes e da Pôle en Scènes \n\n\n\nDurata 60 minuti\, atto unico \n\n\n\nGuarda i video QUI e QUI \n\n\n\nAcquista biglietti su vivaticket
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LOCATION:Teatro Comunale di Bologna\, Largo Respighi 1\, Bologna\, 40126\, Italy
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SUMMARY:Giornata internazionale della Donna\, gli appuntamenti culturali a Roma
DESCRIPTION:In occasione della Giornata internazionale della Donna\, il fine settimana prevede un fitto calendario di appuntamenti nei Musei e nei luoghi della città per celebrare le figure femminili protagoniste della storia e dell’arte. Venerdì 6 marzole iniziative coinvolgono il Museo delle Mura\, dove si leggeranno poesie scritte da autrici donne\, e i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dove ci si soffermerà sull’essenza femminile espressa dalle sculture di Constantin Brâncuși\, fino a includere un itinerario urbano tra le opere di Street art a San Lorenzo. Sabato 7 marzo il programma comprende un percorso tra artiste e muse della Galleria d’Arte Moderna di via Crispi e un dibattito multidisciplinare al Museo di Casal de’ Pazzi per indagare le radici degli stereotipi di genere. Dall’intervista “impossibile” ad Annia Regilla a Villa di Massenzio fino al mito di Apollo e Dafne al Museo di Roma a Palazzo Braschi – arricchito dalla proiezione di un video di Umberto Mojmir Ježek e dalla lettura di brani di Ovidio –\, la giornata di domenica 8 marzo prosegue alla riscoperta delle protagoniste del Risorgimento romano al Mausoleo Ossario Garibaldino e Passeggiata del Gianicolo\, delle donne immortalate nelle fotografie della collezione Valerio De Paolis al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese e della figura di Maria Barosso\, artista e archeologa\, ai Musei Capitolini Centrale Montemartini.  \n\n\n\nhttps://www.museiincomuneroma.it/; https://www.sovraintendenzaroma.it/ \n\n\n\nEd è dedicata alle donne anche la rassegna cinematografica Lei e altre alla Casa del Cinema a corredo della mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis\, in corso al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese. Sabato 7 marzo\, alle 20.30\, è in programma la proiezione del film Her di Spike Jonze (Stati Uniti\, 2013)\, melodramma fantascientifico che al tempo stesso è una riflessione struggente sul tema dell’isolamento sociale (biglietti acquistabili presso la biglietteria in largo Marcello Mastroianni 1\, oppure online attraverso il sito www.casadelcinema.ito www.boxol.it/casadelcinema).  \n\n\n\nhttps://www.museocarlobilotti.it/it/notizie/alla-casa-del-cinema-un-ciclo-di-proiezioni-la-mostra-lanterne-magiche \n\n\n\nLa letteratura al femminile è invece protagonista della rassegna Le parole delle scrittrici\, che giovedì 12 marzo alle 17.00 torna al Museo di Roma in Trastevere con un appuntamento dedicato a Virginia Woolf. L’incontro\, guidato daIolanda Plescia (Sapienza Università di Roma)\, esplorerà l’ultimo romanzo della scrittrice londinese\, Between the Acts\, un testo singolare che intreccia teatro e narrazione\, storia collettiva e vicende individuali. A partire da una nuova esperienza di traduzione\, la conferenza permetterà di addentrarsi in questo scritto\, pubblicato postumo\, che rappresenta al tempo stesso un addio e una consegna intellettuale (ingresso libero nella sola Sala Multimediale\, sede dell’incontro). \n\n\n\nhttps://www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/virginia-woolf-between-acts \n\n\n\nTra le altre iniziative della settimana\, sabato 7 marzo alle 11.00 al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina si terrà la visita Roma\, Repubblica: Venite! Mazzini e la Repubblica Romana. L’incontro ripercorre le vicende vissute da Giuseppe Mazzini nei mesi trascorsi a Roma insieme ai padri della Costituzione del luglio 1849\, raccontando anche le sue esperienze personali e le relazioni più intime (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/roma-repubblica-venite-mazzini-e-la-repubblica-romana \n\n\n\nDalla Risorgimento ai capolavori dell’arte classica\, domenica 8 marzo proseguono le visite guidate gratuite in italiano (alle 11.30) e in inglese (alle 16.30) alla mostra La Grecia a Roma ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli. Attraverso un percorso guidato di 75 minuti\, l’iniziativa offre a cittadini\, turisti e residenti stranieri l’opportunità di approfondire l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Il racconto è arricchito da un apparato multimediale con videoproiezioni immersive che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nSi rinnova l’appuntamento con il ciclo di conferenze Roma Racconta…\, che questa settimana prevede due incontri. Il primo\, Archeologia a Lugdunum\, “lo specchio di Roma” in Gallia\, in calendario martedì 10 marzo alle 16.30 al Museo di Roma a Palazzo Braschi\, vede protagonista Il Nettuno di Lione\, grande statua bronzea della Gallia romana esposta fino al 7 giugno al Museo di scultura antica Giovanni Barracco. Insieme a Delphine Cano (Lugdunum-Musée et théâtres romains\, Métropole de Lyon) e Anna Maria Rossetti (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)\, si esploreranno gli aspetti storico-artistici\, tecnici e iconografici dell’opera approfondendone il contesto di provenienza e di conservazione (ingresso libero nella sola Sala Tenerani\, sede dell’incontro).  \n\n\n\nhttps://www.museodiroma.it/it/didattica/il-nettuno-di-lione-archeologia-lugdunum-lo-specchio-di-roma-gallia \n\n\n\nGiovedì 12 marzo\, sempre alle 16.30\, ci si sposta nel Salone da Ballo del Casino Nobile di Villa Torlonia dove Federica Pirani\, Antonia Rita Arconti e Andrea Pesce Delfino (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) illustreranno il Nuovo allestimento per il Museo della Scuola Romana a Villa Torlonia. \n\n\n\nhttps://www.museivillatorlonia.it/it/didattica/un-nuovo-allestimento-il-museo-della-scuola-romana-villa-torlonia \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale\, il programma di visite\, incontri e formazione \n\n\n\nPer il ciclo aMICi\, attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card\, venerdì 6 marzo alle 12.00 si terrà la visita A tu per tu con i Fori Imperiali\, lungo un percorso privo di barriere architettoniche che dal Foro di Traiano arriva fino al Foro di Cesare passando all’interno delle cantine del quartiere Alessandrino\, sotto via dei Fori Imperiali. Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica\, in piazza Madonna di Loreto (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.sovraintendenzaroma.it/content/amici-tu-tu-con-i-fori-imperiali-8 \n\n\n\nTra gli altri appuntamenti del ciclo aMICi\, due sono in programma nel pomeriggio di giovedì 12 marzo (entrambi con interprete LIS e prenotazione obbligatoria allo 060608). Alle 17.00\, ai Musei Capitolini Centrale Montemartini\, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso tra gli acquerelli di Maria Barosso in dialogo con le opere della collezione permanente del museo\, alcune delle quali sono venute alla luce proprio durante i cantieri che l’artista e archeologa aveva contribuito a documentare negli anni Venti-Trenta del Novecento (massimo 25 partecipanti). \n\n\n\nhttps://www.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-lo-sguardo-di-maria-barosso-nella-centrale-montemartini \n\n\n\nIn contemporanea\, nelle sale di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini\, si terrà una visita alla mostra La Grecia a Romaper scoprire i capolavori dell’arte greca realizzati per il sofisticato mercato romano (massimo 20 partecipanti).https://www.museicapitolini.org/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-la-grecia-roma-0  \n\n\n\nPer il ciclo Archeologia in Comune\, invece\, domenica 8 marzo\, appuntamento alle 11.30 in via Campania\, fronte civico 31\, per una Visita teatralizzata alle Mura Aureliane nel tratto che va da Porta Pinciana a via Marche. La struttura\, risalente al V secolo\, è stata utilizzata come muro di confine della Villa Boncompagni-Ludovisi e poi come sede di studi d’artista nei primi decenni del Novecento (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). https://www.sovraintendenzaroma.it/content/visita-teatralizzata-alle-mura-aureliane-2 \n\n\n\nAl Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: Ritorno alle Stelle(venerdì 6 marzo alle 16.00 e alle 18.00; sabato 7 marzo alle 10.00; domenica 8 e martedì 10 marzo alle 17.00; mercoledì 11 marzo alle 16.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 6 e mercoledì 11 marzo alle 17.00; sabato 7 marzo alle 12.00; martedì 10 e giovedì 12 marzo alle 18.00); La notte stellata (sabato 7 marzo alle 11.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 7 marzo alle 17.00; domenica 8 marzo alle 11.00); Il cielo degli innamorati (sabato 7 marzo alle 18.00); Space Opera (domenica 8 marzo alle 10.00; martedì 10 marzo alle 16.00; giovedì 12 marzo alle 17.00); Ecologia Cosmica: Figli delle Stelle\, Custodi della Terra (domenica 8 marzo alle 16.00); Una dorata cupola di stelle (domenica 8 marzo alle 18.00); From Earth to the Universe (in inglese – mercoledì 11 marzo alle 18.00; giovedì 12 marzo alle 16.00). Per i più piccoli e le loro famiglie\, sabato 7 marzo alle 16.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle\, mentre domenica 8 marzo alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti. Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 –www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su https://www.museiincomuneroma.it;https://www.sovraintendenzaro
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SUMMARY: Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista\, uno spettacolo scritto e interpretato da Christian Raimo\, in scena per due differenti date\, il 5 marzo 2026 e il 20 aprile 2026\, sempre alle ore 21:00. La creazione porta la firma del Gruppo della Creta – con la cura artistica di Alessandro Di Murro; il disegno luci è affidato a Matteo Ziglio. Produzione del Gruppo della Creta. Un progetto scenico che intreccia riflessione\, immaginario e presenza attorale in una proposta teatrale dal forte impianto autoriale. \n\n\n\nQual è il gol più bello della storia del calcio? Molti forse risponderebbero quello di Diego Armando Maradona durante i mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Maradona scarta mezza squadra e infila in rete\, raddoppiando il vantaggio dopo il gol con “la mano di Dio”. \n\n\n\nMa quel gol non è solo un gesto atletico e artistico\, è anche una grande lezione sull’origine del talento e sul senso dell’educazione. È Maradona stesso a spiegarlo. E siamo noi a poter seguire il suo commento\, ripercorrendo la storia dell’Argentina\, prima e durante e dopo la dittatura\, e capendo insieme quanto ogni capolavoro come ogni riscatto nasca dalla dedizione e dal coraggio. \n\n\n\n𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗺𝗶𝗰𝗼 / 𝗠𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 non è una celebrazione nostalgica del pallone. È una domanda aperta su talento\, educazione e riscatto. In scena Christian Raimo prende quel gol leggendario – dopo la “mano de Dios”\, dopo la corsa che dribbla mezza squadra – e lo trasforma in un gesto politico. Perché quel capolavoro nasce in un’Argentina segnata dalla dittatura\, dalla povertà\, dalla rabbia e dal desiderio di riscrivere il proprio destino. Un monologo che parla di calcio senza fermarsi al calcio. Di educazione senza fare prediche.Di talento come costruzione collettiva. Se pensate che Maradona sia solo un mito sportivo\, forse è il momento di rivedere la partita da un’altra angolazione. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY:MARILYN MONROE\, Troppo bionda per essere creduta
DESCRIPTION:L’incanto senza tempo di Marilyn\, con le sue maschere\, le sue fragilità e contraddizioni. Nell’anno che celebra il centenario della sua nascita in tutto il mondo arriva in Prima nazionale assoluta al Teatro Manzoni di Roma MARILYN MONROE\, Troppo bionda per essere creduta\, un racconto intenso e coinvolgente sulla leggendaria stella del cinema\, narrato da una prospettiva inedita\, in scena da giovedì 5 a domenica 22 marzo. Sul palco nel ruolo della protagonista Melania Giglio\, anche autrice del testo\, affiancata da Danny Bignotti (Joe Di Maggio) e Sebastian Gimelli Morosini (Milton Greene)\, per la regia di Daniele Salvo.  \n\n\n\nHollywood\, 1962. Un uomo siede al tavolo di un bar. Fuma\, bevendo il suo caffè. È Joe Di Maggio\, il grande campione\, la leggenda del baseball americano. Si lascia cullare dai suoi ricordi\, accarezzare dalle ossessioni e dai suoi fantasmi. C’è uno spirito che in particolare lo tormenta. È quello di una donna bionda che gli sussurra parole di miele nelle orecchie e nella mente. È Marilyn. Marilyn che non c’è più\, che se ne è andata\, che lo ha lasciato solo.  \n\n\n\nA strapparlo dai suoi melanconici pensieri è un bell’uomo sui 40 anni. È il famoso fotografo Milton Greene. È venuto a portare delle foto\, le più belle che siano mai scattate alla grande diva. Sono le immagini che più di tutte hanno raccontato la sua anima. Milton Greene è stato il fotografo che ha lavorato con Marilyn durante alcuni dei periodi più intensi e creativi della sua vita. Non solo un fotografo\, ma anche un amico e confidente\, l’unica figura che abbia mai saputo vedere Marilyn per quello che era veramente\, al di là della sua immagine di diva.  \n\n\n\nEd è come se dai suoi ritratti Marilyn risorgesse: Marilyn e Norma Jeane\, due anime sempre in lotta\, due donne in un unico corpo. L’anima dolce\, profonda e tormentata che deve mandare in scena l’altra\, l’oca bionda che piace tanto agli uomini\, che piace a tutti.  I suoi diari\, le poesie segrete che non faceva leggere a nessuno. Le innumerevoli gravidanze perdute\, il corpo che non risponde più. E poi pillole. Pillole di ogni genere\, che i medici e gli psichiatri le prescrivono in quantità\, quelle stesse pillole che la uccideranno. E che lasceranno un deserto nel cuore degli unici due uomini che\, seppur in chiave diversa\, l’hanno davvero amata e conosciuta. Che l’hanno accettata per quello che era né più né meno “una farfalla\, una bambina che cammina su di un filo sospeso sull’abisso”. (Antonio Tabucchi) \n\n\n\n“Lo spettacolo – spiega l’autrice Melania Giglio – intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe\, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita\, Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami\, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni\, saranno al centro della nostra narrazione\, come riflessi di un’epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn\, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore.  \n\n\n\n“La Marilyn che vogliamo raccontare – continua il regista Daniele Salvo –  non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità\, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione”. \n\n\n\nCon: Melania Gilio (Marilyn)\, Danny Bignotti (Joe Di Maggio)\, Sebastian Gimelli Morosini (Milton Green) – Regia DANIELE SALVO – Costumi Daniele Gelsi – Scene Alessandro Chiti – Produzione Bis Tremila -Assistente alla regia Matteo Fiori – Arrangiamenti originali Heron Borelli – Grafica Mario Toccafondi \n\n\n\nTutte le canzoni di Marilyn saranno rigorosamente eseguite dal vivo. \n\n\n\nDiamonds are a girl’s best friend \n\n\n\nI wanna be loved by you \n\n\n\nRiver of no return \n\n\n\nBye\, Bye Baby \n\n\n\nCandle in the Wind
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LOCATION:Teatro Manzoni di Roma\, Via Monte Zebio\, 14C\, Roma\, RM\, 00195\, Italia
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SUMMARY:"Figlio di famiglia" al Teatro delle Muse
DESCRIPTION:Cosa rende una famiglia una vera famiglia? Il documento rilasciato dall’ufficio Anagrafe che attesta lo stato di convivenza oppure l’insieme di sentimenti che uniscono e creano legami\, spesso indissolubili? Da una parte ci sono le leggi\, i cavilli burocratici\, e dall’altra c’è il cuore\, ma ci sono anche le emozioni e i desideri che stabiliscono  le “leggi” della vita\, quelle che non hanno bisogno di decreti\, ma che viaggiano sull’onda della genuinità. Al Teatro delle Muse di Roma\, storico spazio culturale legato alla tradizione legata non solo all’intrattenimento ma anche all’origine del teatro come strumento sociale\, dal 5 al 22 marzo 2026\, arriva lo spettacolo “Figlio di Famiglia”\, quando l’ironia smaschera i pregiudizi e l’amore diventa l’unico e indiscutibile diritto universale. Scritta e diretta da Geppi di Stasio\, direttore della Compagnia Stabile\, la commedia non ha timore di scherzare col fuoco dei tabù sociali per dare voci a verità spesso ritenute “scomode” e per questo lasciate nell’ombra\, oltre le definizioni e le risoluzioni europee ancora non uscite allo scoperto. L’autore e regista è fondatore del gruppo Facebook “Etero per i diritti gay”. Da qui l’idea di raccogliere le voci\, le sensazioni\, le testimonianze\, e portarle sul palco al fine di trattare temi complessi – dalle adozioni alle unioni civili –  senza la pesantezza del dogma\, ma con la velocità della satira. Naturalmente Di Stasio è anche protagonista della commedia con Roberta Sanzò. Sul palco insieme a loro anche Patrizia Tapparelli\, Giorgia Lepore Martinelli\, Antonio Lubrano. “Usiamo l’ironia perché è lo strumento che arriva prima al bersaglio”\, dichiara l’autore\, “ma il nostro bersaglio non è colpire qualcuno\, bensì abbattere il muro dell’indifferenza.”  Nell’Italia che arranca nel riconoscimento dei diritti civili\, “Figlio di Famiglia” si pone una domanda provocatoria: se il matrimonio è “maternità”\, e le altre sono “unioni civili”\, allora l’amore ha bisogno di un dizionario per essere legittimo? Lo spettacolo dà voce a tutte le posizioni e lo fa portando in scena anche lo stesso pubblico in forma anonima. La platea\, infatti\,  è chiamata a riflettere su un punto cardine: un bambino ha bisogno di cure o di etichette? Per rafforzare il messaggio ogni settimana sul palco sarà consegnato un premio: “Figli di un Arcobaleno”\, assegnato a tutti coloro che ogni giorno lottano per affermare i diritti del cuore.   \n\n\n\n Info 06 4423 3649
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SUMMARY:"LA DONNA IMPERFETTA... E I SUOI GUAI" alla Sala Lysistrata
DESCRIPTION:Una donna “imperfetta”\, schiacciata da aspettative\, panni da stirare e sogni messi in pausa\, decide di raccontarsi senza filtri. Tra risate e ironia\, partendo da alcuni monologhi di Francesca Nunzi\, svela le piccole tragedie quotidiane di ogni donna “normale”. Un viaggio comico tra frustrazioni\, desideri repressi e improbabili rivincite. Perchè ridere\, a volte\, è l’unico modo per sopravvivere. E magari sentirsi finalmente libera… o forse no? Staremo a vedere. \n\n\n\nGiovedì e venerdì alle ore 21 – Sabato alle ore 19 – Domenica alle ore 18
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SUMMARY:"The Taming of the Shrew" al Satiro Off di Verona
DESCRIPTION:La bisbetica domata torna con Casa Shakespeare e questa volta sceglie la controffensiva. Un nuovo cast e una nuova ripresa di regia con Lucia Messina. Il suo sguardo femminile e contemporaneo\, raccoglie e riprende l’impianto registico di Solimano Pontarollo. Non in difesa del testo\, ma un attraversamento critico.  \n\n\n\nIn un’epoca\, quella dell’Inghilterra di Elisabetta I\, in cui il rapporto uomo/donna era regolato da gerarchie rigide e socialmente codificate\, Shakespeare costruisce una commedia che ancora oggi fa discutere. La “domatura” di Caterina continua a far storcere il naso alle sensibilità contemporanee. Ed è proprio lì che Casa Shakespeare interviene\, distaccandosi dalla piena immedesimazione\, per osservare il gioco di ruolo. \n\n\n\nLa nuova ripresa infatti punta a proporre una domanda a tutti noi: quanto siamo noi stessi nelle relazioni e quanto spesso invece ci capita di indossare maschere\, rivestire ruoli?  \n\n\n\nL’opera shakespeariana punge proprio su questo punto\, nel mettere in scena un duello di relazione senza mezzi termini che vede i due protagonisti\, ma non solo\, avvicendarsi tra giochi di finzione\, travestimenti e tentativi di dominazione. \n\n\n\nUn gioco a volte spietato\, ma che rivela quanto\, a prescindere da vincitori o sconfitti\, tutti ci ritroviamo attori nel palcoscenico della vita. \n\n\n\nE allora la domanda finale non è più un’imposizione\, ma un riconoscimento: \n\n\n\n«Vuoi baciarmi\, Caterina?» \n\n\n\nNon c’è nome più bello del tuo nome completo. Caterina\, baciami\, se vuoi. \n\n\n\nUna storia antica per una questione attuale\n\n\n\nLa trama è nota: Battista Minola\, padre di due figlie dal carattere opposto\, impone che la primogenita Caterina venga maritata prima della dolce Bianca. Tra travestimenti\, corteggiamenti e strategie\, entra in scena Petruccio\, deciso a sposare la “bisbetica” nonostante il suo “temperamento”. \n\n\n\nCasa Shakespeare firma uno spettacolo con i giovani della compagnia e invita il pubblico ad un nuovo sguardo più contemporaneo. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali 2026. \n\n\n\nPARTNER \n\n\n\nMain sponsor Magis.Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona.Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia di Solimano Pontarollo ripresa da Lucia MessinaAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare e On View Experiences di Ornella Naccari \n\n\n\nCast:ATTORI:Viola Rizzardi Penalosa – CATERINASolimano Pontarollo – PETRUCCIOFrancesco D’Ippolito – BATTISTA\, SARTO E ORTENSIORiccardo Caserta – LUCENZIOKelly Negro – BIANCA \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nPromo per la festa delle donne direttamente online\, Carta Docenti e Carte Culture accettate. \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva dell’esperienza\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti delle scuole superiori di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale è online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620 \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a: info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:" La Firma" al PiccoloTeatro della Città di Catania
DESCRIPTION:Nel parlatorio di un carcere\, ai due lati di un tavolo che li dividerà irrimediabilmente per tutto il tempo\, un uomo e una donna si confrontano sul passato che è riaffiorato e sul tragico segreto che li ha messi inaspettatamente l’una contro l’altro. E’ così che ha inizio La Firma\, pièce tratta da “Non ti fidare” di Claudio Fava che ne cura anche la regia e che vede protagonisti l’attore siciliano Ninni Bruschetta (appena visto\, tra l’altro nella serie Rai L’Invisibile e attualmente anche in Don Matteo) e l’attrice romana Federica De Benedittis (già volto de Il paradiso delle Signore e che vedremo presto nella fiction Mediaset Alex Bravo). Dopo il debutto nazionale del 26 febbraio al Teatro Sperimentale di Ancona\,  lo spettacolo\, coprodotto da Teatro della Città – CPT di Catania e MARCHE TEATRO\, arriva ora in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania dal 5 al 7 marzo\, ore 21.  \n\n\n\nIl testo narra l’intenso confronto tra un uomo e una donna legati da un passato distorto. L’uomo è il padre della donna: o almeno\, così lei ha creduto per tutta la sua vita. Falso. Quell’uomo\, militare di carriera\, l’aveva presa con sé al momento della nascita: la vera madre della ragazza\, arrestata per reati politici e costretta a partorire nel luogo di prigionia\, era stata poi eliminata come tutti gli altri suoi compagni di detenzione. Un segreto e una violenza che riemergono improvvisamente dal passato e che mettono “padre” e figlia di fronte alla necessità di riscrivere il senso del loro rapporto. Proveranno a farlo nel carcere in cui l’uomo è stato rinchiuso in attesa del processo\, e dove la donna va a trovarlo per un ultimo\, definitivo dialogo. Ed è qui che la storia inizia. Di fronte a quel tavolo saltano i ruoli\, il carnefice si fa accusatore\, la vittima diventa imputata\, il rancore si fa pena\, ogni prevedibilità è azzerata da un continuo scambio dei ruoli. Perché la vita\, anche nei suoi momenti più osceni\, fatica ad essere addomesticata\, ridotta allo schematico gioco del confronto tra il bene e il male: in questo caso\, tra la colpa di un finto padre che ha ingannato e la rabbia di una figlia che è stata tradita. Per arrivare ad un finale aperto che ribalta ogni premessa\, ogni logica\, ogni facile soluzione. \n\n\n\nProduzione Teatro della Città – Centro Di Produzione Teatrale\, MARCHE TEATRO (diretto da Giuseppe Dipasquale)\, scene e costumi Vincenzo La Mendola\,assistente alla regia Massimo Blandini\,capo macchinista costruttore Claudio Cutispoto\, macchinista Vincenzo Caniglia\, luci Andrea Chiavaro\, fonica Salvo Arnò\,sartoria Sorelle Rinaldi\, assistente costumista Giuseppe Adorno.
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SUMMARY:“Fratello Sole Sorella Luna” al Teatro Lyrick
DESCRIPTION:Un classico della nostra memoria visiva approda a una nuova drammaturgia scenica: “Fratello Sole Sorella Luna”debutta in prima Nazionale al Teatro Lyrick il 5\, 6 e 7 marzo 2026\, alle ore 21.15\, segnando una nuova tappa nel dialogo tra linguaggio cinematografico e scena dal vivo. \n\n\n\nLa celebre opera di Franco Zeffirelli trova infatti una nuova forma nella versione teatrale firmata da Angela Demattè\, che rilegge la sceneggiatura originale scritta da Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller. \n\n\n\nLa regia è di Piero Maccarinelli\, che restituisce la dimensione umana della storia attraverso un cast di forte intensità: Giulio Pranno nel ruolo di Francesco\, Ksenia Borzak in quello di Chiara\, con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi\, affiancati da Gabriele Cicirello\, Antonio Iorio\, Edoardo Raiola\, Giovanni Conti ed Edoardo Sacchi. \n\n\n\nLe musiche originali di Riz Ortolani\, insieme alle composizioni e agli arrangiamenti di Alessandro Nidi\, accompagnano e amplificano l’immaginario del racconto. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226–2026\, Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi\, e nasce da una co–produzione International Music and Arts\, Agidi\, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro\, Oliver and Friends. \n\n\n\nCon questa prima nazionale\, “Fratello Sole Sorella Luna” restituisce al pubblico un viaggio teatrale di rara intensità\, sospeso tra memoria\, visione e spiritualità\, realizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Uno spettacolo che intreccia recitazione e canto\, in un racconto corale e poetico\, ispirato al celebre film di Franco Zeffirelli del 1972\, che ottenne un enorme successo internazionale (David di Donatello nel 1972 e candidatura all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia)\, lasciando un segno indelebile per la forza poetica delle immagini e per le indimenticabili musiche di Donovan\, adattate nella versione italiana da Riz Ortolani\, lo spettacolo porta in scena\, con un linguaggio teatrale contemporaneo\, la storia di Francesco e del suo messaggio universale di fraternità e pace. \n\n\n\nDopo la prima nazionale di Assisi\, lo spettacolo tornerà in tournée a partire da ottobre 2026 nelle città di Milano\, Torino\, Bologna\, Firenze e Roma\, per poi proseguire in numerose altre piazze italiane. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nLo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi\, figlio di una ricca famiglia di mercanti\, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali\, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia\, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità. \n\n\n\nAccanto a lui si schiera solamente Chiara\, giovane della stessa estrazione sociale\, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati. \n\n\n\nCon i piedi nudi e un saio addosso\, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti\, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati\, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato\, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita\, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo. \n\n\n\nIl viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma\, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia. \n\n\n\nNote di Regia di Piero Maccarinelli \n\n\n\nIl testo adattato da Angela Demattè per il teatro dalla sceneggiatura del film di Franco Zeffirelli si concentra sugli esordi della storia di Francesco da figlio di ricco mercante. giovane soldato in guerra alla scoperta della sua spiritualità\, ai conflitti che questa provoca nei genitori e negli amici. \n\n\n\nParallelo sarà il percorso di Chiara che accompagna Francesco nella costruzione della povera chiesa di San Damiano. \n\n\n\nPercorso difficile per entrambi sia per la posizione delle ricche famiglie\, del potente clero e il progressivo allentamento delle diffidenze degli amici fino alla adesione degli stessi al dettato francescano. \n\n\n\nDubbi e ansie assalgono Francesco osteggiato fino alla fine dall’amico di gioventù Paolo. \n\n\n\nDecisivo sarà l’incontro con il Papa a Roma dove troverà conforto e perfino l’adesione di Paolo. \n\n\n\nÈ una storia di giovani alla ricerca di valori alternativi ai valori dei genitori e della loro classe sociale È la storia della conquista di una serena felicità \n\n\n\nIl nostro non sarà un tentativo di ricostruzione filologica ma un complesso atto d’amore per questa storia.  \n\n\n\nBIGLIETTERIALun – Ven: 18.00 – 20.00 | Sab. 16.00 – 20.00075 80 44 359 \n\n\n\nOrari Botteghino: La Biglietteria del Teatro è aperta tutti i pomeriggi: dal lunedì al venerdì dalle ore 18.00 alle ore 20.00il sabato dalle ore 16.30 alle ore 20.00 \n\n\n\nEmail: cristina@zonafrancaspettacolo.it \n\n\n\nCosto del biglietto \n\n\n\nPrimo Settore – intero: 40\,00 €Primo Settore – ridotto: 37\,50 € \n\n\n\nSecondo Settore – intero: 35\,00 €Secondo Settore – ridotto: 32\,50 € \n\n\n\nTerzo Settore – intero: 30\,00 €Terzo Settore – ridotto: 27\,50 € \n\n\n\nla Biglietteria del Teatro è aperta esclusivamente di pomeriggio\, dal lunedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00. * I prezzi indicati si riferiscono ai biglietti acquistati presso la biglietteria del Teatro Lyrick; se acquistati on line o nei punti vendita esterni verranno aggiunte le relative commissioni di vendita. \n\n\n\nInfo per disabiliPer i diversamente abili (certificati 100%)\, posti su richiesta in appositi spazi riservati (posti limitati). Per ulteriori info o prenotazioni si prega di contattare la Biglietteria ai recapiti e negli orari indicati sopra.
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SUMMARY: La traiettoria calante al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, giovedì 5 marzo alle ore 21.00\, La traiettoria calante di e con Pietro Giannini\, premio Ubu 2025 come migliore attore under 35. Repliche il 6 e 7 marzo. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova\, è un omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova\, avvenuto il 14 agosto 2018. Un toccante monologo realizzato dal genovese Giannini con laconsulenza drammaturgica del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi e la consulenza artistica di Enrica Carini e Dario Manera\, nel quale si intrecciano ricordi personali\, interviste\, ricostruzione dei fatti\, pezzi di una città travolta da quella tragedia ma in grado di affrontarla con la dignità\, la coscienza e la forza tipica dei genovesi.  \n\n\n\nCon queste parole il venticinquenne Pietro Giannini presenta il suo lavoro: «Ho diciassette anni. Devo andare con mio padre in campagna. Piove a dirotto. Stiamo caricando i bagagli in macchina. Il suono di un tuono lontano ci fa sobbalzare. Una nuvola di polvere\, in mezzo alle case\, si alza dalla terra per andare ad abbracciare le sue sorelle. Rumore di sirene e antifurti. Il Ponte Morandi si è appena sgretolato. Squilla il telefono. Mia madre dall’altro lato urla. Pensa che si stia solo immaginando la mia voce e che io in realtà sia morto…».  \n\n\n\nFigura emergente della scena italiana\, attore e autore diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, Giannini\, da genovese che ha sentito sulla propria pelle l’eco di quella tragedia\, sulla scena è unico testimone inerme\, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi non c’è più. In una bolla temporale definita dal vuoto\, quest’unico superstite cerca di sfuggire al buio del dramma attraverso la testimonianza\, qualunque essa sia. \n\n\n\n_________________ \n\n\n\nLa traiettoria calante \n\n\n\ndi e con Pietro Giannini \n\n\n\nconsulenza drammaturgica Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi \n\n\n\nregia Pietro Giannini \n\n\n\nvisual artist Loredana Antonelli \n\n\n\nluci Aldo Mantovani \n\n\n\nconsulenza artistica Enrica Carini\, Dario Manera \n\n\n\nproduzione Teatro Nazionale di Genova \n\n\n\ndurata dello spettacolo: 80 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 6 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 7 marzo ore 17.00
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SUMMARY:Voglio le Olimpiadi al Teatro Bruno Munari di Milano
DESCRIPTION:Voglio le Olimpiadi\, dal 5 all’8 marzo 2026\, al Teatro Bruno Munari di Milano\, è uno spettacolo intenso e toccante prodotto dal Teatro del Buratto che racconta la straordinaria vicenda di Alessandro Carvani Minetti\, paratleta della Nazionale italiana che sarà anche protagonista sul palco per narrare in prima persona la sua esperienza. L’opera\, tratta dal libro omonimo\, scritto e pubblicato nel 2021 con l’amico Armando Barone\, edito da Blonk per la collana Storie Contemporanee. \n\n\n\nLa storia prende avvio da un evento drammatico: a 25 anni\, Alessandro perde l’uso delle braccia a seguito di un incidente in moto. Dopo un periodo di sconforto e difficoltà\, riesce a trasformare la sua vita grazie alla forza di volontà e alla passione per lo sport. Il suo percorso lo porta a conquistare risultati straordinari nel paraduathlon\, tra cui un titolo mondiale e due europei\, fino a stabilire il record dell’ora di paraciclismo su pista. \n\n\n\nSotto la regia di Renata Coluccini\, lo spettacolo si configura come un viaggio emozionante verso l’autonomia e la riscoperta di sé stessi. Attraverso un racconto autentico\, fatto di cadute e risalite\, successi e delusioni\, “Voglio le Olimpiadi” esplora temi universali come il superamento dei limiti\, l’accettazione personale e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. \n\n\n\nLa rappresentazione non è solo una celebrazione dello sport\, ma anche una riflessione profonda sulla resilienza umana\, sul coraggio di affrontare le proprie sfide e inseguire i propri sogni\, indipendentemente dagli ostacoli. \n\n\n\nCon la sua interpretazione\, Alessandro Carvani Minetti coinvolgerà il pubblico in una narrazione che non lascia indifferenti\, offrendo uno sguardo autentico su ciò che significa vivere con determinazione. \n\n\n\nAlle 20.30 dal 5 all’8 marzo 2026 per il pubblico. Alle 10 dall’11 al 13 marzo per le scuole \n\n\n\n www.teatrodelburatto.it \n\n\n\nPrenotazioni: prenotazioni@teatrodelburatto.it | T. 02.27002476
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SUMMARY:"Gertrude. Regina\, sposa\, madre" al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Alla madre\, vedova e nuova sposa\, personaggio chiave dell’Amleto di Shakespeare è dedicato Gertrude. Regina\, sposa\, madre\, nella riscrittura originale firmata da Annalisa De Simone e diretta da Mario Scandale. Un debutto assoluto\, prodotto dal Teatro di Roma\, che vede in scena protagonista Mascia Musy\, nel ruolo di Gertrude\, affiancata da Jonathan Lazzini\, Domenico Pincerno e Arianna Pozzi\, sul palco del Teatro Torlonia dal 5 al 15 marzo. \n\n\n\nIn questa nuova drammaturgia\, la tragedia di Shakespeare viene osservata attraverso un ribaltamento prospettico: non è più la ferita del figlio Amleto a condurre il gioco\, ma il corpo e la voce della madre. Gertrude guadagna il centro della scena in una piscina vuota — un luogo che ha conosciuto la felicità e ora ne conserva solo la cavità — per raccontare la storia di una donna che prova a restare viva in un mondo che pretende da lei purezza e sacrificio. \n\n\n\nNel dramma shakespeariano\, Gertrude emerge come una figura intrappolata in una complessità tanto intrigante e magnetica\, quanto sospesa tra interpretazioni contrastanti. È una madre che nutre un affetto autentico per Amleto\, eppure la sua scelta di unirsi al cognato a pochi mesi dal lutto proietta ombre indelebili sulla sua moralità. In lei convivono la donna di Stato — fiera\, sensuale e padrona delle proprie decisioni — e la madre rifiutata\, nuda nelle sue paure e nelle sue debolezze. Maliarda e struggente\, feroce e a tratti fanciullesca\, Gertrude abita il confine sottile tra la connivenza nel delitto e l’incoscienza tragica. Coinvolta in un attrito logorante con il figlio\, la Regina smette i panni della comparsa: compie un passo decisivo verso il centro della scena\, rivendicando la propria necessaria centralità. \n\n\n\nAttorno alla Regina si muove un caleidoscopio di figure maschili e sguardi inquisitori: «Amleto è dietro le quinte\, ma non scompare: è una presenza magnetica e persecutoria\, come lo sono i figli nella vita di una madre\, come lo è il desiderio\, o il senso di colpa\, la memoria e l’ossessione\, il nodo edipico che non smette di stringere. Ofelia\, educata alla prudenza\, luogo fragile in cui si inscrivono le aspettative della famiglia e del potere maschile. Laerte\, a incarnare l’urgenza della vendetta come unico linguaggio del lutto. E Claudio\, non solo un usurpatore\, ma un amante\, un uomo che prova a razionalizzare il peccato\, a trasformare il delitto in amministrazione e l’amore in strategia – annota l’autrice Annalisa De Simone – Sono loro i protagonisti di un dramma che non si apre alle possibilità – essere o non essere? – ma al contrario si chiude dietro alle conseguenze delle proprie azioni\, lì dove le decisioni sono già state prese: il desiderio\, se iscritto nel reale\, non è mai innocente. Risiede in questo il fascino delle riscritture: nell’occasione di un ribaltamento. La tragedia non è più osservata dalla ferita del figlio\, ma dal corpo e dalla voce della madre. Indagando Gertrude senza la volontà di ridurla o di assolverla. Provando a gettare un lumicino sulle ombre che la regina\, sposa e madre\, dissipa lungo l’arco della tragedia\, mentre oscilla tra lucidità e abbandono\, ferocia e tenerezza\, paura e seduzione». \n\n\n\nLo spettacolo non intende dare risposte\, bensì dare luce a questo personaggio e alle sue ombre\, erigendola finalmente a protagonista indiscussa con in mano un potere immenso: sul regno\, sul palazzo\, su Amleto. “Gertrude\, svelati. Sei una regina. Una madre. Sei un’ipotesi”: in queste sfaccettature risiede la riflessione su uno dei drammi più ambigui della classicità\, in cui è un’impresa enigmatica risolvere incongruenze così ricche di grana umana e di mistero. L’intento della messa in scena non è assolvere\, ma indagare\, provando a esplorare quelle zone oscure che la Regina dissipa lungo l’arco della tragedia. \n\n\n\nQuesta indagine poetica si muove in un perimetro fisico e simbolico molto preciso\, come sottolinea il regista Mario Scandale: «Questo spazio ha contenuto acqua. Ora contiene corpi\, memorie\, colpe. Gertrude. Regina\, sposa\, madre si svolge dentro una piscina vuota: un luogo che ha conosciuto l’acqua\, il gioco\, la felicità\, e ora ne conserva soltanto la forma. L’acqua non c’è\, ma pesa: è liquido amniotico\, è origine e perdita. È la vita che ha riempito questo spazio e lo ha poi abbandonato\, lasciando una cavità in cui ogni parola e ogni gesto risuonano più forte. La scrittura di Annalisa De Simone attraversa registri diversi: lirica e crudele\, erotica e gelida\, letteraria e grottesca. Una lingua che non cerca armonia\, ma frizione\, e costringe i personaggi a restare dentro le proprie contraddizioni. Gli attori abitano questo vuoto senza difese. I loro corpi cercano un equilibrio impossibile\, come se l’acqua potesse tornare da un momento all’altro. Ma non torna. Nel finale\, il dramma non trova compimento e resta sospeso. Una presenza assente attraversa la scena: Amleto\, come un’Erinni\, vibra nei corpi e nelle coscienze\, trasformandosi in minaccia\, senso di colpa\, attesa della punizione. Ma la punizione non arriva. Il vino prende il posto del sangue: non fonda un nuovo ordine\, non chiude la ferita. È un bere stanco\, ripetuto\, fuori tempo\, che somiglia a un simulacro di rito.  Una piscina svuotata. E il tentativo ostinato\, umano\, di restare a galla anche quando l’acqua non c’è più.». \n\n\n\nAnnalisa De Simone è nata a L’Aquila nel 1983\, ma vive a Roma. È stata presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo\, consigliera d’amministrazione di Cinecittà\, ed è oggi consulente e producer di Rai Fiction. Scrive per Linkiesta e Il Riformista. Ha esordito nella narrativa con Solo Andata\, Baldini&Castoldi; con Marsilio ha pubblicato Non adesso\, per favore (2016)\, Le mie ragioni te le ho dette (2017)\, Le amiche di Jane (2019)\, Sempre soli con qualcuno (2021). Il suo ultimo romanzo è Ingrata (2025)\, Nutrimenti. Gertrude è il suo primo testo per il teatro. \n\n\n\nMario Scandale è regista teatrale\, assistente alla regia e docente. Ha lavorato con figure di rilievo come Massimo Popolizio\, Arturo Cirillo e Umberto Orsini\, e con istituzioni quali il Piccolo Teatro di Milano\, Marche Teatro e la Corte Ospitale. Firma regie per festival e teatri nazionali con testi contemporanei e riscritture\, fra cui Narciso e Boccadoro (da Hesse)\, Incendi e La Gloria\, quest’ultimo finalista agli UBU 2021. Come assistente\, affianca grandi produzioni di prosa\, da M. Il figlio del secolo a Don Giovanni. È docente presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Ha ricevuto premi come il Bando Forever Young e il Premio Abbado. Cura anche progetti video e docu-spettacoli. Vive e lavora tra le Marche\, Milano e Roma.
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SUMMARY: Giulia Bigioni in concerto all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Secondo appuntamento giovedì 5 marzo in Sala Casella (via Flaminia 118\, ore 20) con il concerto dell’arpista romana Giulia Bigioni per la decima edizione di Assoli\, la rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo. \n\n\n\nArpista che collabora con diverse orchestre sinfoniche e di fondazioni liriche\, con una particolare attenzione alla musica contemporanea sia in formazione cameristica che da solista\, la Bigioni presenta un programma che attraversa quasi mezzo secolo di scrittura per arpa\, spaziando dalle sperimentazioni della seconda metà del Novecento (Pennisi\, Carter\, Fedele\, Mantovani) alle più recenti esplorazioni timbriche e formali\, con la prima esecuzione assoluta della Sonatina per arpa di Gabriele Mercanti.  \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nIl programma prende avvio con Madame Recamier (1978) di Francesco Pennisi\, con una dimensione intima e contemplativa del suono. Altra tappa significativa per la tecnica strumentale degli ultimi decenni è Bariolage (1992) di Elliott Carter\, scritto grazie all’interesse e ammirazione per Carlos Salzedo\, arpista\, compositore e figura chiave nel rinnovamento del linguaggio dell’arpa contemporanea. La Suite francese per arpa (2011) di Ivan Fedele esplora le possibilità timbriche dello strumento secondo una concezione della forma intesa come processo plastico e scultoreo. Anche Tocar (2007) di Bruno Mantovani valorizza l’ampio potenziale timbrico ed espressivo dell’arpa: la sua ricerca si sviluppa attraverso una scrittura virtuosistica\, che esplora in profondità le possibilità tecniche e ne mette in luce i regi­stri inusuali e contrastanti. Infine la novità della Sonatina per arpa (2025) di Gabriele Mercanti: tre brevi movimenti\, ciascuno contraddistinto da un diverso carattere\, che coniugano il linguaggio contemporaneo con una particolare attenzione al lirismo e alla costruzione del materiale tematico. \n\n\n\nNel concerto il direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana Domenico Turidialogherà con l’arpista per introdurre e presentare al pubblico il programma. \n\n\n\nBiglietti: Sala Casella posto unico 11 euro (comprensivo di prevendita).  \n\n\n\nInfo: filarmonicaromana.org\, tel. 342 9550100 \n\n\n\n promozione@filarmonicaromana.org  \n\n\n\n biglietti on line su filarmonicaromana.org \n\n\n\nSALA CASELLA \n\n\n\nVia Flaminia 118 \n\n\n\nASSOLI  \n\n\n\n29 gennaio – 4 giugno 2026 \n\n\n\nX edizione \n\n\n\ngiovedì 5 marzo ore 20 \n\n\n\nL’ARPA \n\n\n\nGiulia Bigioni arpa  \n\n\n\nFrancesco Pennisi\, Madame Recamier \n\n\n\nElliott Carter\, Bariolage \n\n\n\nIvan Fedele\, Suite francese per arpa \n\n\n\nBruno Mantovani\, Tocar pour harpe \n\n\n\nGabriele Mercanti\, Sonatina per arpa*  \n\n\n\nGiulia Bigioni Nata a Roma\, nel 2021 consegue la laurea in Arpa con il massimo dei voti e menzione d’onore presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia\, mentre nel 2024 termina il corso di perfezionamento presso la Scuola di Musica di Fiesole e consegue il master in Interpretazione della Musica contemporanea. Attualmente si sta perfezionando presso la Robert Schumann Hochschule di Düsseldorf. Ha partecipato alle masterclass di arpisti internazionali\, fra cui Fabrice Pierre\, Irina Zingg\, Ieuan Jones\, Magdalena Hoffmann. Sin da giovane si dedica alla formazione orchestrale\, facendo parte dell’Orchestra Giovanile del Teatro dell’Opera di Roma\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Orchestra Giovanile Italiana (OGI) di Fiesole. Attualmente collabora con diverse orchestre\, fra cui Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari\, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf\, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. In qualità di camerista suona con i Cameristi dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, il ClusterEnsemble e con la Kammerorchester di Düsseldorf.
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SUMMARY:"Lili/Darwin" al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 5 marzo alle ore 19 lo spettacolo Lili/Darwin di Darwin Del Fabro con la regia di Meghan Finn nell’ambito di On Stage! Il primo festival di teatro americano in Italia organizzato da KIT Italia\, The International Theatre e Kairos Italy Theater\, in collaborazione con Music Theater International e con Istituzioni italiane e americane.  \n\n\n\nLo spettacolo è un monologo poetico che esplora i percorsi intimi e intrecciati di Lili Elbe (la pioniera transessuale degli anni ’20 Lili Elbe\, protagonista del film The Danish Girl) e Darwin Del Fabro\, autrice ed attrice brasiliana transessuale\, portando il pubblico in un mondo crudo e senza compromessi\, fatto di identità\, memoria e trasformazione.Attraverso la voce\, le proiezioni e un linguaggio potente\, Darwin dà vita ai confini sfumati tra sé e la propria storia\, tra passato e presente. Un percorso intimo\, doloroso e poetico\, che in un’intensa ora di monologo attraversa una storia autobiografica di profonda trasformazione fisica\, mentale ed emotiva. Il delicato ritratto di una personalità fragile lungo il percorso alla ricerca di sé e la difficile ricerca dell’accettazione che si compie nella metaforica morte e rinascita del corpo della protagonista. \n\n\n\nLili/Darwin ha debuttato al The Tank NYC nell’estate del 2025 e viene presentato in Italia in versione originale (inglese americano) con sopra titoli in italiano\, seguito dall’incontro con l’autrice e interprete Darwin Del Fabro e con la regista Meghan Finn.Un evento in collaborazione con OnStage! festival\, Università Roma Tre. Teatro del Lido\, The Tank NYC. \n\n\n\nIl Teatro del Lido di Ostia è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo ore 19 \n\n\n\nOn stage! Festival \n\n\n\nKIT Italia e The International Theatre \n\n\n\nin partenariato con Kairos Italy Theater e MThI presentano \n\n\n\nLILI/DARWIN \n\n\n\nuna potente storia di trasformazione \n\n\n\ndi e con Darwin Del Fabro \n\n\n\nregia Meghan Finn \n\n\n\nin inglese con sopra titoli in italiano \n\n\n\nacquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/lili-darwin/291294
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SUMMARY: La resistenza delle donne argentine all'ultima dittatura (1976-1983) all'Istituto Cervantes di Palermo
DESCRIPTION:L’Instituto Cervantes di Palermo celebra la Giornata internazionale della donna con due attività dal carattere storico e artistico che pongono al centro la forza delle donne argentine\, dimostrata con fatti storici anche durante i cinquant’anni di dittatura che hanno segnato il Paese. \n\n\n\nGiovedì 5 marzo alle ore 17:30 nei locali della Chiesa Sant’Eulalia dei Catalani(via Argenteria\, 33)\, Eduardo Gabriel Taleti\, professore di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Nazionale del Rosario (UNR)\, ospitato per l’occasione\, terrà la conferenza La resistenza delle donne argentine all’ultima dittatura (1976-1983). Modererà l’incontro la professoressa Giovanna Minardi. \n\n\n\nLa notte del 24 marzo 1976 le forze armate argentine rovesciarono il fragile governo di Estela Martínez de Perón (prima donna presidente del Paese)\, la quale subì gravi violazioni dei propri diritti e una lunga detenzione. Questo regime aveva come obiettivo una ristrutturazione economica\, sociale e culturale\, la disciplina della società e lo sterminio del terrorismo apolide (quando in realtà erano già stati sconfitti militarmente e politicamente). Inoltre\, si inserisce nei colpi di Stato militari del Cono Sud a partire dal 1964 nell’ambito di quella che era la Dottrina della Sicurezza Nazionale. La conferenza\, realizzata in collaborazione con la cattedra di Letterature ispano-americane dell’Università degli Studi di Palermo\, si concentrerà su tre temi principali: il colpo di Stato del 1976\, le violazioni dei diritti umani e il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella resistenza a tale regime\, attraverso la testimonianza delle Madri di Plaza de Mayo\, le Nonne di Plaza de Mayo e altre istituzioni.  \n\n\n\nA seguire l’attrice argentina Monica Scapparone intratterrà il pubblico con una lettura drammatizzata tratta dalla testimonianza di Adriana Calvo\, ex detenuta desaparecida nella dittatura militare. \n\n\n\nL’ingresso è libero fino ad esaurimenti dei posti disponibili. 
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LOCATION:Istituto Cervantes\, Piazza Navona 91\, Roma\, ITA\, 00186\, Italia
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