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SUMMARY:“D’amore e altre schifezze” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Una tragicommedia che parla d’amore arriva all’OFF/OFF Theatre da mercoledì 11 a domenica 15 marzo: è “D’amore e altre schifezze” che indaga con ironia e lucidità\, le contraddizioni del sentimento nella sua contemporaneità. Scritto e diretto da Armando Quaranta che sarà anche in scena con Alessandro Di Marco\, Lucilla Lupaioli\, Nicola Civinini\, Martina Montini e Sarah Nicolucci. Costumi e scenografie firmate da Nicola Civinini\, con spazio scenico e direzione luci di Umberto Fiore. \n\n\n\nLa storia di cinque personaggi\, persone comuni e profondamente riconoscibili\, che attraversano relazioni finite\, tradimenti\, illusioni romantiche e dipendenze affettive\, guidati da una voce interiore che osserva\, commenta e accompagna il loro percorso emotivo. Lo spettacolo affronta l’amore non come ideale romantico\, ma come esperienza concreta\, fragile e spesso contraddittoria\, che coinvolge la mente\, le emozioni e il corpo. Tra confessioni intime\, momenti grotteschi e slanci poetici\, i protagonisti si confrontano con il bisogno di essere amati\, con la paura della solitudine e con i propri autoinganni sentimentali. Con un linguaggio diretto e una forte componente fisica ed emotiva\, “D’amore e altre schifezze” costruisce un viaggio tragicomico in cui il pubblico è invitato a riconoscersi nei drammi\, talvolta buffi e talvolta dolorosi\, dei personaggi. Uno spettacolo che fa ridere e\, allo stesso tempo\, mette a nudo il lato più viscerale e umano dell’amore\, senza moralismi e senza offrire soluzioni\, ma restituendo con sincerità le sue fragilità e le sue inevitabili contraddizioni. \n\n\n\nNote di regia\, a cura di Armando Quaranta \n\n\n\nDove si trova\, esattamente\, l’amore? Grazie a quali corde risuona? Attraverso quali istanze\, liriche o psicosomatiche\, ficcherà le unghie in noi mentre prenderà possesso della nostra carne e della nostra anima? E quando arriverà l’inesorabile fine – perché sì\, arriverà – su quale punto più vulnerabile si (ri)vendicherà? L’amore è una voce che parla dentro di noi\, che ci guida e ci fa deragliare\, più Saw l’enigmista che Jacques Prévert\, una voce che ci consegna l’implacabile referto della comica patologia che non crediamo di essere. Anatomia delle occorrenze amorose\, “D’amore e altre schifezze” è un viaggio tragicomico nel delirio sentimentale\, tra gioie che esplodono\, dubbi che divampano e dolori che\, a pensarci bene\, non fanno poi così male. \n\n\n\nINFOFF \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nTel. + 39. 06. 89239515  \n\n\n\nbiglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it 
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SUMMARY:"Non dirlo ad alta voce" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Dicembre 1899. PEPPE\, ORESTE e COSIMO sopravvivono in una Roma oscura e misteriosa. Il ‘900 è ormai alle porte\, carico di nuove speranze\, ma anche di vecchie paure. L’emblema di questi tempi incerti è BARTOLO\, “Er Più de Roma”\, l’ultimo guascone di un secolo ormai al tramonto; un’ombra che tesse le trame e le scompiglia a suo piacimento. Peppe ha un sogno che brucia dentro. Ma sognare è un lusso che in pochi possono permettersi. Parlarne\, dunque? O tacerne? Il destino è sempre dietro l’angolo\, pronto ad origliare i nostri segreti più nascosti\, perciò un vecchio “detto” Romano raccomanda di “non dire ad alta voce i propri desideri” – “non dicere ille secrita a bboce”. \n\n\n\nNon dirlo ad alta voce è il primo capitolo che comporrà la Trilogia della Miseria. La commedia è un inno alla scanzonata malinconia di una vita semplice. I “miserabili” interpreti di queste vicende\, pur sporchi di terra e sangue\, si infilano\, quasi a forza\, sotto le calde coperte della fiaba. Tutti hanno il diritto di sperare in un altro finale. Anche loro. Il respiro dell’opera\, seppur ambientato in un’epoca ormai lontana\, è più che mai attuale. La domanda che ognuno dei protagonisti si chiede è: è possibile sognare? Si può aspirare a qualcosa di migliore rispetto al proprio stato di vita\, o il destino è già scritto e ineluttabile? Dietro al coraggio di superare le paure\, si nascondono le storie più belle. \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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SUMMARY:“Eroina – non solo stand up comedy show”
DESCRIPTION:Penelope che attende e disfa. Circe che trasforma. Medea che si vendica. Arianna che salva e poi viene dimenticata. E se quei miti\, quei disastri filosofici\, quelle narrazioni fondative dell’immaginario occidentale fossero stati concepiti e raccontati da donne? Se quegli archetipi non fossero il riflesso di uno sguardo maschile ma la riscrittura di un’esperienza vissuta? \n\n\n\nDa questa domanda prende forma “Eroina – non solo stand up comedy show”\, il nuovo spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Chiara Becchimanzi\, in debutto l’11 marzo al Teatro Martinitt di Milano\, prima tappa di una tournée che toccherà il 14 marzo Terni\, il 20 marzo Pordenone\, il 21 marzo Genova\, il 2 aprile Bari\, il 12 aprile Bologna\, il 13 aprile la Sala Umberto di Roma\, il 15 aprile Torino\, l’11 maggio Foligno\, il 29 maggio Verona e il 5 giugno Cagliari. \n\n\n\nReduce da decine di sold out in tutta Italia con la sua trilogia delle terapie (“Terapia di gruppo”\, “Terapia d’urto”\, “Terapia intensiva”)\, Chiara Becchimanzi torna in scena con un format inedito che mescola teatro\, stand up comedy\, burlesque e conferenza buffa. Un dispositivo scenico ibrido e stratificato che attraversa linguaggi e registri per indagare tutti i momenti in cui\, suo malgrado\, si è comportata come un’eroina classica\, replicando inconsapevolmente schemi\, sindromi\, complessi ellenizzanti e copioni emotivi che affondano le radici nella mitologia e nella storia della psicanalisi. \n\n\n\n“Eroina” non è soltanto uno show comico\, ma un gioco serio – e seriamente esilarante – in cui epoche e percezioni si sovrappongono\, le figure mitiche dialogano con le nevrosi contemporanee e il palco diventa spazio di analisi collettiva. Un’indagine ironica e spietata sugli archetipi che ancora ci abitano\, sulle aspettative di genere\, sulle narrazioni che abbiamo interiorizzato senza accorgercene. E una domanda che attraversa tutto lo spettacolo: se quei miti fossero stati scritti da donne\, saremmo diverse? Saremmo diversi? \n\n\n\nChiara Becchimanzi è un’artista che sulla scena italiana si colloca oltre la performance e oltre il teatro\, coniugando istanze contemporanee e pluralità di linguaggi. Attrice\, autrice\, regista\, stand up comédienne\, romanziera\, attivista e content creator\, è dal 2024 ospite fissa a “DiMartedì” su La7\, voce di Radio 2 con “Matti da legare” e influencer con una community di quasi 200.000 follower su Instagram. \n\n\n\nLa sua carriera teatrale ultraventennale nasce nel solco del teatro di Eduardo De Filippo e si apre alla stand up comedy nel 2019. Tra i riconoscimenti: Premio Comedy Roma Fringe 2016\, Coppa Solinas Roma Comic Off 2017\, Eccellenze del Lazio 2018\, Premio Giovani Festival La Giovane Scena delle Donne 2019. In televisione ha partecipato\, tra gli altri\, a “Battute” (Rai2)\, “Zelig C-Lab”\, “Stand up Comedy” (Comedy Central)\, “Audiscion” (Rai2)\, ed è stata autrice per “Boomerissima” e “Comedy Match”. \n\n\n\nAccanto alla tournée serale\, porta avanti un intenso lavoro di divulgazione con il progetto “Rigenerazioni”\, un tour di matinée negli istituti superiori di tutta Italia che intreccia stand up comedy ed educazione sessuo-affettiva\, in collaborazione con la psicoterapeuta Francesca Macciocca\, coinvolgendo studenti e studentesse in un confronto diretto sugli stereotipi di genere. Collabora inoltre con università come UniRoma3 e l’Istituto Orientale di Napoli e con associazioni attive sui temi della parità\, della pace e del contrasto alla violenza. \n\n\n\n“Eroina – non solo stand up comedy show” segna così una nuova tappa di un percorso artistico e civile che fa della scena un luogo di riflessione\, ribaltamento e possibilità. Un attraversamento ironico e politico dei miti fondativi\, per riscrivere – ridendo – le storie che ci hanno insegnato a raccontarci. \n\n\n\nLo spettacolo debutta l’11 marzo a Milano al Teatro Martinitt e prosegue il suo tour nelle seguenti date: il 14 marzo a Terni\, il 20 marzo a Pordenone\, il 21 marzo a Genova\, il 2 aprile a Bari\, il 12 aprile a Bologna\, il 13 aprile a Roma alla Sala Umberto\, il 15 aprile a Torino\, l’11 maggio a Foligno\, il 29 maggio a Verona e il 5 giugno a Cagliari. \n\n\n\nEroina – non solo stand up comedy showdi e con Chiara Becchimanziproduzione Altrascenacostumi KB Projectvocal coaching Gabriella AielloBiglietti su https://linktr.ee/chiarabecchimanzi
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SUMMARY:"Sbandate" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:L’11 marzo alle ore 20.30\, la Sala Black dello Spazio Diamante ospiterà “Sbandate“\, una produzione Altra Scena con la regia di Loredana Scaramella. Lo spettacolo si presenta come un concerto teatrale che unisce parola e musica dal vivo per raccontare una storia rimossa: quella delle ragazze rinchiuse nei riformatori franchisti fino alla metà degli anni Ottanta\, nel cuore della transizione democratica spagnola. \n\n\n\nIn scena l’eclettica compositrice\, performer e attrice Mimosa Campironi (voce\, pianoforte\, chitarra) incarna Paloma attraverso una presenza scenica viscerale\, in cui l’attrice e la musicista diventano una cosa sola. Accanto a lei il valente batterista Alessandro Luccioli. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo previsto il talk con la psicologa Rosalba Taddeini dell’Associazione Differenza Donna e il Professore Simone Trecca (Università Roma Tre) insieme alla compagnia. Un confronto sul divario tra libertà riconosciuta e libertà vissuta nel corpo\, tra autodeterminazione dichiarata ed esperienza reale.  \n\n\n\nIL PROGETTO E LA STORIA \n\n\n\nNato in stretta sinergia con l’Università Roma Tre – a conferma di un percorso artistico che unisce la forza della scena all’approfondimento storico – lo spettacolo esplora le zone d’ombra\, il controllo e la repressione che hanno attraversato una transizione spesso celebrata come modello politico.  \n\n\n\nAl centro della narrazione c’è Paloma\, una giovane donna in fuga dalla violenza domestica\, arrestata e internata.  \n\n\n\nScritta da Laila Ripoll (con la traduzione di Veronica Orazi)\, la vicenda di Paloma è fittizia\, ma si fa specchio realistico di migliaia di ragazze. Ispirandosi a testimonianze reali raccolte dall’autrice\, la sua storia diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla condizione femminile\, sul controllo dei corpi\, sulle maternità negate e sulle cicatrici lasciate da un sistema oppressivo. \n\n\n\nLA MESSA IN SCENA: ROCK\, CORPO E VISIONE \n\n\n\nQuello proposto non è un monologo tradizionale\, ma un coinvolgente live set teatrale costruito come una scaletta d’album: quadri emozionali che si susseguono come tracce musicali. Il suono è amplificato\, il ritmo incalzante\, il corpo è strumento narrativo. Il palco diventa campo di battaglia. \n\n\n\n«Il mio lavoro – spiega Mimosa Campironi – attraversa teatro e musica dal vivo cercando una propria coerenza: rock\, corpo\, visione. \n\n\n\nRock come energia e linguaggio; corpo come presenza e atto performativo; visione come tentativo di guardare il presente senza interrompere il dialogo con la memoria e con le tensioni del nostro tempo. \n\n\n\nIn scena provo ad aprire uno spazio di sperimentazione\, un terreno vivo in cui parola e musica possano convivere in una dimensione contemporanea\, fisica e necessaria. La musica non accompagna\, ma costruisce l’architettura dell’azione; la parola non illustr\,a ma si espone\, assumendosi il rischio del confronto».  \n\n\n\nLa partitura sonora intreccia brani originali a rielaborazioni della scena rock degli anni ’80 — da Patti Smith all’eco di “Naranjito”\, simbolo dei Mondiali di Spagna ’82 — trasformando la memoria in energia scenica. \n\n\n\nGuidata dalla regia di Loredana Scaramella – e supportata dalle animazioni di Giulia Oddi\, dai video e aiuto regia di Mattia Ranaldo e dagli elementi di costume di Giulio Benvenuti – l’opera evita ogni retorica punitiva: la memoria non è un monumento\, ma materia viva. Lo spettacolo non schiaccia sotto il peso della storia\, ma lascia lo spettatore attraversato da un desiderio di giustizia e pluralità.  \n\n\n\n“Sbandate” utilizza il linguaggio viscerale e diretto del rock per sottrarre la storia all’oblio e restituirla come atto vivo\, interrogando il nostro presente sui diritti fragili e la memoria rimossa. Non un racconto consolatorio\, ma un attraversamento. \n\n\n\nMimosa Campironi (Interprete): Musicista e attrice trasversale tra teatro\, cinema e composizione musicale\, formatasi al Conservatorio G. Verdi di Milano e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha pubblicato due album ed è vincitrice del Premio della Critica a Musicultura e del Premio SIAE per la Miglior Musica. A teatro\, tra l’altro\, è stata protagonista in Romeo e Giulietta diretto da Gigi Proietti.  \n\n\n\nIn Sbandate la sua presenza è totale: canta\, suona e narra in un’intensa performance multidisciplinare. \n\n\n\nLaila Ripoll (Autrice): Nata a Madrid nel 1964\, è tra le voci centrali del teatro spagnolo contemporaneo e dal 2025 dirige la Compañía Nacional de Teatro Clásico.  \n\n\n\nPer scrivere “Sbandate” (titolo originale Descarriadas) ha condotto un’ampia ricerca documentale\, raccogliendo studi\, dossier e interviste a superstiti dei riformatori franchisti. \n\n\n\nLoredana Scaramella (regista) alterna all’attività di regista quella nel campo della didattica e della scrittura. È casting director e acting coach. Dal 2003\, per il Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti di Roma\, ha curato come traduttrice e regista l’allestimento di testi shakespeariani. Dal 2017 ad oggi\, con il Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere  dell’Università Roma Tre\, collabora a progetti nazionali legati al teatro\, e in particolare a Shakespeare Encore\, rassegna di riscritture drammaturgiche ispirate al teatro shakespeariano\, e ad Herencias\, rassegna di testi contemporanei nata con l’intento di rintracciare le orme identitarie del mondo ispanico attraverso le scritture della memoria. \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a TeatroBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12 \n\n\n\nDurata: 90 minuti
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SUMMARY:“Musiche Mediterranee” al Teatro Agricantus
DESCRIPTION:Raccontare il Mediterraneo come spazio vivo di relazione\, in un tra dialogo tradizione e contemporaneità\, scrittura e improvvisazione\, identità locali e visioni transnazionali. Al Teatro Agricantus di Palermo dal 10 marzo al 21 aprile tornano gli appuntamenti di “Musiche Mediterranee”\, la rassegna musicale organizzata dal teatro diretto da Vito Meccio in sinergia con l’Associazione culturale Formedonda di Palermo grazie al contributo del Nuovo Imaie\, che restituisce alla musica mediterranea la sua natura di spazio comune\, di incontro e di dialogo tra popoli\, portando sul palco artisti che intrecciano linguaggi e identità differenti. Curata dal  musicista Mario Crispi\, la rassegna mette insieme quattro progetti artistici che quest’anno non seguono una linea stilistica univoca\, ma disegnano una mappa emotiva e sonora: quattro attraversamenti\, quattro modi diversi di abitare lo stesso mare. \n\n\n\nIl via martedì 10 marzo alle ore 21 è  affidato a Stefano Saletti & Banda Ikona. Polistrumentista\, compositore e studioso delle culture musicali del Mare Nostrum\, Stefano Saletti è da oltre vent’anni una delle voci più originali e riconoscibili della world music italiana. Fondatore di Banda Ikona\, direttore di orchestre internazionali e collaboratore di numerosi progetti interculturali\, ha costruito un linguaggio musicale in cui si intrecciano tradizione e contemporaneità\, strumenti antichi e sonorità moderne. \n\n\n\nSul palco di via XX Settembre presenteranno Mediterranima (Materiali Sonori\, 2025)\, un viaggio sonoro nelle culture del Mediterraneo: nove brani originali nei quali Saletti alterna oud\, bouzuki\, saz\, tzouras e chitarre\, intrecciando timbri e ritmi che spaziano dalla sponda araba a quella greca\, dal Sud Italia fino al Medio Oriente\, accogliendo il pubblico in uno spazio sonoro sospeso tra radici e utopia. \n\n\n\nIl progetto di Stefano Saletti (voce\, bouzouki\, oud e chitarra) – sul palco con Gabriella Aiello voce\, Yasemin Sannino voce\, Gabriele Coen clarinetto e sax soprano\, Eugenio Saletti voce\, chitarra\, bouzouki e saltzouki\, Mario Rivera contrabbasso e basso acustico\, Arnaldo Vacca percussioni – attraversa le sponde del Mare Nostrum come un viaggio sonoro e umano\, costruito attraverso strumenti\, lingue e memorie condivise. Il canto in Sabir\, lingua dei porti e dei marinai\, diventa metafora di una comunicazione che precede i confini e li supera. Durante il concerto le musiche diventano racconto corale: miti\, leggende\, ballate popolari e composizioni originali si intrecciano in una trama sonora densa e stratificata. Mediterranima afferma che esiste ancora un’anima mediterranea comune\, riconoscibile. In un’epoca segnata da divisioni e conflitti\, la proposta di Saletti si configura come un canto di fratellanza e appartenenza capace di restituire al pubblico la percezione di un’identità condivisa che unisce popoli e tradizioni. Mediterranima è dunque più di un concerto\, ma un’esperienza di ascolto che trasforma la musica in luogo di incontro\, dialogo e speranza. \n\n\n\nMartedì 24 marzo saliranno sul palco di via XX Settembre I Brancaleone (Giuseppe Spedicato basso tuba e basso acustico\, Giorgio Distante tromba e Rocco Nigro fisarmonica) con Gradisca Tour: un sogno a occhi aperti\, un cinema senza immagini\, dove la musica diventa racconto. La formazione pugliese omaggia i grandi maestri del cinema italiano creando un mondo sonoro poetico\, visionario e a tratti onirico ispirato alle pellicole di Federico Fellini e alla musica da cinema di Nino Rota. Le composizioni\, tutte originali\, sono ispirate da scene di film immaginarie e anche il nome del trio è un riferimento esplicito alla rocambolesca “armata Brancaleone” di monicelliana memoria. \n\n\n\nMartedì 7 aprile sarà la volta dell‘Alkantara MediOrkestra\, formazione nata ai piedi dell’Etna e in continuo movimento che riunisce musicisti provenienti da diverse aree del Mediterraneo in un progetto che fonde tradizioni musicali antiche e linguaggi contemporanei\, guidato dallo spirito dell’improvvisazione. La scrittura orchestrale e l’improvvisazione danno vita a un paesaggio sonoro fluido e meticcio. Strumenti\, timbri e pratiche musicali differenti si incontrano senza gerarchie\, costruendo una musica che riflette il Mediterraneo come spazio di transito\, migrazione e trasformazione continua. Un’esperienza di ascolto immersiva\, in cui la diversità diventa metodo creativo. \n\n\n\nSul palco\, diretti da Giuseppe Privitera\, suoneranno Enzo Rao (violino\, saz e oud)\, Josè Mobilia (percussioni)\, Mario Gulisano(percussioni e marranzano)\, Roberto Fiore (contrabbasso)\, Fabio Sodano (duduk\, sax e flauti)\, Bronagh Slevin (violoncello)\, Alexandra Dimitrova (violino)\, Denise Di Maria (percussioni e charango) e Mahmoud Hamad (oud e darbouka). \n\n\n\nMartedì 21 aprile conclude la rassegna  La Banda del Sud con Tracce Mediterranee\, un rito laico e contemporaneo\, una festa collettiva che restituisce alla musica la sua funzione originaria: creare comunità. La Banda del Sud è un corpo sonoro plurale che riunisce musicisti\, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia\, affiancati da ospiti dell’area mediterranea. Progetto di Gigi Di Luca con la direzione musicale di Mario Crispi\, unisce tradizione orale e scrittura contemporanea in una musica fisica\, pulsante\, profondamente partecipata. Sul palco  Giulia Campana (voce\, tamburi a cornice e percussioni)\, Antonio Smiriglia (voce\, tamburi a cornice e percussioni)\, Raffaele Califano (voce\, tammorra e castagnette)\, Mario Crispi (direzione musicale\, fiati etnici e voce)\, Stefano Saletti (bouzouki\, oud e voce)\, Gabbrio Bevilacqua (contrabbasso epercussioni) ed Emy Vaccari (danza\, lira calabrese\, percussioni e voce) intoneranno canti di lavoro\, invocazioni rituali\, danze arcaiche e nuove composizioni. Ne verrà fuori un’esperienza immersiva che coinvolge il pubblico e lo rende parte attiva di un rito collettivo che afferma la vitalità delle culture mediterranee nel tempo contemporaneo. \n\n\n\nPerché il Mediterraneo è una dimensione dello spirito\, un mare che conserva memorie millenarie e allo stesso tempo continua a generare nuove forme\, nuovi suoni\, nuove possibilità di incontro. Un luogo instabile\, attraversato da lingue\, riti\, conflitti\, migrazioni\, scambi. Un mare che non separa ma connette\, che non definisce confini ma li mette costantemente in discussione.  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\ntel. 091309636\, da martedì a sabato ore 11-13.30 e 17-20; domenica ore 17–20.  \n\n\n\nBiglietti: intero € 10; ridotto ingresso coppia € 15  \n\n\n\nBiglietteria on line: www.agricantus.cloud
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SUMMARY:"FUORI" al Cometa Off
DESCRIPTION:FUORI è una commedia distopica ma attuale\, surreale ma tangibile. Una follia? Assolutamente sì. I due senzatetto Odo e Ninì sopravvivono nel loro microcosmo al centro della città: condividono\, litigano\, non possono fare a meno l’uno dell’altra. La precarietà ha un suo ordine\, il mondo che li circonda sembra invece lo stia perdendo. \n\n\n\nL’arrivo assurdo e inatteso di una donna sconosciuta e spaesata spezza la loro routine come un fulmine a ciel sereno. Si chiama Anna e non sa perché è lì. Dopo qualche istante arriva anche Marco\, che conosce Anna ma che\, come lei\, non sa perché si sia ritrovato lì. \n\n\n\nNascono così scambi tragicomici e surreali\, e il forte senso di smarrimento che accomuna i personaggi amplifica il desiderio di tuttu di scappare. Qualcosa però impedisce a ciascuno di loro di andar via… \n\n\n\nSpiazzante\, divertente\, il testo di Elettra Zeppi e Francesco Imundi interroga il senso stesso del “fuori”: fuori dalla società\, fuori dalle regole\, fuori da sé stessi\, fuori di testa. \n\n\n\n“Fuori” è il secondo testo teatrale che scrivo con Francesco dopo “402”\, un thriller adrenalinico che vede in scena due sconosciuti in antitesi sociale. “Fuori” ne è lo spin off\, ma è una commedia e ha una storia a sé. I due senzatetto e l’atmosfera hanno un’ispirazione chiaramente beckettiana e una certa magia che verrà contaminata dall’ingresso dei due protagonisti dello spettacolo precedente\, catapultati in una situazione parallela\, appena fuori eppure lontanissima\, verosimile e sconcertante\, perché la realtà stavolta ha una connotazione che sfiora l’assurdo\, respira di mistico e paradossale. Ed è qui che sorprende\, e poi diverte\, e poi spiazza\, commuove e ancora diverte. “Fuori” è una commedia che sovverte le regole\, è una follia autentica\, esattamente come la vita.  – L’autrice e attrice Elettra Zeppi \n\n\n\nQuando abbiamo cominciato a scrivere con Elettra ci siamo chiesti: cosa abbiamo bisogno di dire in questo testo? “Fuori” nasce dall’esigenza di raccontare qualcosa di non tangibile ma che condiziona l’essere umano. La nostra benzina è stata la voglia di far ridere e turbare\, allo stesso tempo\, il pubblico. \n\n\n\nQuesta commedia\, che poi tanto commedia non è\, ribadisce ciò che da sempre penso e sostengo: che la poesia\, in qualunque sua forma\, sarà l’unica fonte di sostentamento dell’umanità intera.  \n\n\n\n“Fuori” è tremendamente attuale\, è ironico\, spirituale. È fuori in tutti i sensi. Sono assolutamente convinto che il pubblico uscirà da teatro con qualcosa in più. – L’autore Francesco Imundi \n\n\n\nInfo e prenotazioni 06.57284637 \n\n\n\nOrario Botteghino dal Martedì alla Domenica dalle ore 15.30 a inizio spettacolo \n\n\n\nOrario spettacolo: martedì/venerdì ore 21.00 sabato ore 19.00 domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti  € 20.00 
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SUMMARY:"Notte Morricone" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Arriva al Teatro Biondo di Palermo\, il 10 marzo alle 21.00\, uno degli spettacoli di maggiore successo degli ultimi due anni: Notte Morricone di Marcos Morau\, vincitore del Premio “Danza & Danza” come migliore spettacolo nel 2024.  \n\n\n\nIl Centro Coreografico Nazionale Aterballetto omaggia Ennio Morricone attraverso un immaginifico spettacolo di teatrodanza firmato dall’artista spagnolo Marcos Morau\, tra i registi e coreografi più ricercati del panorama contemporaneo. \n\n\n\nLa direzione e l’adattamento musicale delle celebri colonne sonore di Morricone sono di Maurizio Billi. In scena i danzatori e le danzatrici di Aterballetto: Ana Patrícia Alves Tavares\, Elias Boersma\, Estelle Bovay\, Emiliana Campo\, Albert Carol Perdiguer\, Luigi Civitarese\, Leonardo Farina\, Matteo Fiorani\, Matteo Fogli\, Arianna Ganassi\, Arianna Kob\, Gador Lago Benito\, Federica Lamonaca\, Giovanni Leone\, Gaia Mentoglio\, Nolan Millioud. \n\n\n\nI testi sono di Carmina S. Belda\, set e luci di Marc Salicrù e costumi di Silvia Delagneau. \n\n\n\nRepliche fino al 15 marzo. \n\n\n\nCon la sua potenza visionaria e la capacità di trasfigurare universi musicali\, Morau presenta una creazione unica che intreccia le musiche di Ennio Morricone con la danza\, le arti visive e le suggestioni cinematografiche. \n\n\n\nMarcos Morau\, ad oggi il più giovane coreografo ad aver ottenuto il “Premio Nazionale di Danza”\, il più alto riconoscimento in Spagna\, costruisce mondi immaginari e paesaggi dove immagine\, testo\, movimento\, musica e spazio costituiscono un universo unico che viene costantemente nutrito dal cinema\, dalla fotografia e dalla letteratura. \n\n\n\nPer la sua prima collaborazione con il CCN/Aterballetto\, ha proposto di rivolgersi a composizioni iconiche del paesaggio cinematografico degli ultimi settant’anni. Dice il regista: «di formazione classica e vocazione avanguardistica\, Morricone è sempre stato al di là delle tendenze del momento. La sua musica appartiene ad un intero secolo e ha fatto rivivere molti dei nostri grandi maestri e per questa serata vorrei costruire un universo basato sulla sua sensibilità per confermare che la sua eredità è ancora più viva che mai e che\, come direbbe lui stesso\, la mia musica ha una vita propria\, che può vivere lontano dai film per cui è stata creata». \n\n\n\nNato a Valencia nel 1982\, Marcos Morau si è formato tra Barcellona e New York in fotografia\, coreografia e teoria teatrale e drammaturgia. Nei suoi spettacoli – tra gli altri Pasionaria\, Sonoma\, Opening Night\, Firmamento\, Afanador – si colgono riferimenti al cinema\, alla fotografia\, alla letteratura. Negli anni\, sue fonti di ispirazione sono state\, tra le altre\, i film di Luis Buñuel\, Pier Paolo Pasolini e John Cassavetes\, il teatro di Romeo Castellucci\, i romanzi di Virginia Woolf e Mercè Rodoreda\, la pittura di Francis Bacon\, la fotografia di Ruven Afanador. \n\n\n\nDal 2004\, Morau dirige la compagnia La Veronal\, che ha sede a Barcellona; è artista associato presso lo Staatsballett Berlin e\, in Italia\, presso il Centro Coreografico Nazionale Aterballetto\, la Triennale di Milano e il Festival Oriente Occidente di Rovereto. \n\n\n\nnote di regia \n\n\n\nNotte Morricone si svolge in una notte ordinaria nella vita di un creatore\, che davanti ai suoi fogli prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora\, facendo vivere le storie nell’aria rarefatta della sua stanza. La notte sarà piena di visitatori\, alcuni musicisti\, che risponderanno alla sua chiamata creativa per registrare le sue fuggevoli idee in uno studio di registrazione improvvisato\, fino a trasformare la sua casa in un cinema\, dove arriveranno ospiti di ogni genere per vedere i suoi film e passare la notte con lui. E ogni notte sarà una nuova opportunità per dare vita al sogno di tutti loro\, i musicisti\, i bambini\, i fidanzati o coloro che vanno al cinema da soli. \n\n\n\nC’è uno spazio di malinconia in noi che si riempie di immagini e di una musica che ha la capacità di trasformare il presente nel passato e il passato nella necessità di essere ogni giorno persone migliori; e questo è già un motivo sufficiente perché la vita abbia un significato. Marcos Morau \n\n\n\n______________ \n\n\n\nNotte Morricone  \n\n\n\nregia e coreografia Marcos Morau \n\n\n\nmusica Ennio Morricone \n\n\n\ndirezione e adattamento musicale Maurizio Billi \n\n\n\nsound design Alex Röser Vatiché\, Ben Meerwein \n\n\n\ndanzatori Ana Patrícia Alves Tavares\, Elias Boersma\, Estelle Bovay\, Emiliana Campo\,  \n\n\n\nAlbert Carol Perdiguer\, Luigi Civitarese\, Leonardo Farina\, Matteo Fiorani\,  \n\n\n\nMatteo Fogli\, Arianna Ganassi\, Arianna Kob\, Gador Lago Benito\, \n\n\n\nFederica Lamonaca\, Giovanni Leone\, Gaia Mentoglio\, Nolan Millioud \n\n\n\ndirettore Gigi Cristoforetti \n\n\n\ndirettrice di compagnia Sveva Berti \n\n\n\nmaitre de ballet Giuseppe Calanni\, Ivana Mastroviti \n\n\n\ntesti Carmina S. Belda \n\n\n\nset e luci Marc Salicrù \n\n\n\ncostumi Silvia Delagneau \n\n\n\nassistenti alla coreografia Shay Partush\, Marina Rodrìguez \n\n\n\nproduzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto \n\n\n\ncommissione\, coproduzione\, prima rappresentazione outdoor Macerata Opera Festival \n\n\n\ncoproduzione\, prima rappresentazione indoor Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ncoproduzioni Fondazione I Teatri di Reggio Emilia\, Centro Servizi Culturali Santa Chiara Trento\, Centro Teatrale Bresciano \n\n\n\ncoproduzione Ravenna Festival | Orchestra Giovanile Luigi Cherubini  \n\n\n\ndurata: 90 minuti
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SUMMARY:“Camicette Bianche – il musical” al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:Un musical per risvegliare le coscienze arriva a Roma\, al Teatro Brancaccio diretto da Alessandro Longobardi\, in scena martedì 10 marzo alle ore 21.00\, a ridosso di una data molto significativa come la Giornata Internazionale della Donna. Una storia tutta italiana di primo Novecento\, “Camicette Bianche – il musical” con testo\, adattamento musicale e regiasono a firma di Marco Savatteri. Un’opera originale e fortemente corale\, che omaggia gli albori del percorso di lotta per i diritti delle donne e che celebra il ricordo dei nostri emigrati\, raccontati dalla vicenda di cronaca realmente accaduta a Clotilde Terranova\, una delle tante storie raccolte nel saggio di Ester Rizzo per Navarra Editore. La tragedia moderna delle sartine siciliane morte in fabbrica – ma anche delle tante donne italiane scomparse nell’incendio -\, oggi diventa il cuore della narrazione scenica fatta dal regista\, a cura di Savatteri Produzioni e Teatro Pirandello\, con la produzione esecutiva di ENPI Entertainment. \n\n\n\n“Il tour nazionale di Camicette Bianche parte dal teatro Pirandello\, e non è un caso perché il Teatro Pirandello all’unanimità ha deciso di riconoscere il giusto tributo alla qualità della compagnia di Marco Savatteri e di compartecipare nella produzione di questo spettacolo”\, dice Alessandro Patti\, presidente della Fondazione Teatro Pirandello. \n\n\n\nLa tournée nazionale ha avuto inizio ad Agrigento passando per Palermo\, Marsala e Napoli e proseguirà per Roma (10 mar.\, Teatro Brancaccio\, dove sarà partner l’associazione “Donne al Centro”)\, poi Ascoli Piceno (12 mar.\, Teatro Ventidio Basso)\, Caltanissetta (15 mar.\, Teatro Rosso di San Secondo)\, L’Aquila (17 mar.\, Ridotto del Teatro Comunale) e infine Catania (31 mar.\, Teatro Metropolitan). \n\n\n\nUn’occasione unica per conoscere una delle vicende che hanno dato luogo nel mondo alle celebrazioni per l’8 marzo. Il tutto sulle note di brani della tradizione popolare italiana riadattati in chiave teatrale\, uniti alle canzoni più antiche\, canticchiate dagli italo americani per “sentirsi a casa”\, che divengono colonna sonora della vita di Clotilde. La donna\, fu coinvolta nel famoso incendio della fabbrica di camicette bianche “Triangle Shirtwaist Company”\, a New York. Era il 25 marzo del 1911\, giorno in cui morirono 147 persone\, quasi tutte donne\, 38 delle quali erano sartine emigrate dalla Sicilia e dall’Italia. \n\n\n\nLa storia: dal fatto di cronaca al libro\, fino al premiato musical \n\n\n\nLa vicenda al centro dello spettacolo\, un dramma made in Sicily\, inizia pochi anni prima all’alba del 1907\, con un viaggio dalla Sicilia a La Merica. Era un destino che coinvolse molta gente\, quello di una partenza compiuta da migliaia di italiani\, carichi di speranza per raggiungere vittoriosi le coste di Ellis Island e registrarsi per iniziare una nuova vita con cui dimenticare la miseria. Come un filo di spago intorno alla valigia di cartone\, le vite dei nostri emigrati sono così legate alle vite dei migranti di ogni tempo. Così Clotilde s’imbarca\, per raggiungere sua sorella Rosa che era già partita prima di lei.  \n\n\n\nL’autrice del libro\, il titolo è “Camicette Bianche – oltre l’8 marzo”\, aveva ricercato i nomi delle sartine che furono vittime dell’incendio\, cercando di dare dignità alle tante operaie italiane dimenticate che perirono nella fabbrica. Rizzo scoprì che molte di quelle donne erano siciliane e iniziò a ricostruire per non dimenticare il passato. Documenti del tempo incrociati a quelli personali delle operaie\, per scoprire le città di provenienza di ognuna e far loro intitolare vie\, strade e piazze. Così Savatteri inizia a scrivere una drammaturgia in memoria di questa storia\, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione. Lo spettacolo ha ricevuto negli anni diversi riconoscimenti\, tra questi il Premio Eccellenza Italiana di Massimo Lucidi a Washington D.C. nel 2025\, presso il National Press Club. \n\n\n\n“Camicette bianche” è anche la storia di una compagnia teatrale\, di artisti siciliani che Savatteri ha aggregato per raccontare sul palco il Patrimonio Culturale dell’Italia nel mondo\, attraverso una coinvolgente esperienza teatrale: “Questo progetto teatrale è una scommessa che punta sui giovani e sul Sud e vuole invertire la forza centrifuga che spinge i talenti e i cervelli a fuggire dal meridione\, per produrre teatro e arte in Sicilia da esportare con orgoglio e fierezza. Tanti teatri italiani stanno rispondendo a questo appello\, come il Teatro Pirandello di Agrigento e la realtà Enpi Entertainment\, ma anche i prestigiosi\, Teatro Al Massimo di Palermo\, Teatro Brancaccio di Roma o lo storico Trianon Viviani di Napoli che hanno creduto in questa operazione”\, racconta l’autore e regista Savatteri. \n\n\n\nTrama \n\n\n\nSicilia 1907. Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro\, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri\, sogni\, desideri\, speranze. Giunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist Company\, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore\, come molti suoi conterranei\, cade invece nella trappola della malavita italoamericana. Clotilde partecipa ad uno sciopero per i diritti delle donne e nel poco tempo libero frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo\, ma sarà scoperto da Clotilde. Ne segue una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà Salvatore al proprio destino e il 25 marzo del 1911\, nei locali della fabbrica\, scoppierà il famoso incendio in cui morirono centinaia di operaie (uno dei motivi per cui si celebra l’8 marzo nel mondo): Clotilde\, intrappolata dal fuoco e in preda al panico\, si lancerà dal decimo piano. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nArrangiamenti e direzione corale – Giulia Marciante \n\n\n\nOrchestrazioni – Enrico M. R. Fallea \n\n\n\nCoreografie – Giovanni Geraci \n\n\n\nCostumi – Valentina Pollicino \n\n\n\nSarta di scena – Silvia Benedetta Ippolito \n\n\n\nScenografie – Valerio Vella e Paolo Tuzzè \n\n\n\nAssistente di scena – Anna Maria Rindone \n\n\n\nLight Designer – Antonio Colaruotolo \n\n\n\nFonico – Salvatore Barone \n\n\n\nService – Arka Service \n\n\n\nGrafiche – Studio Proclama \n\n\n\nProduzione esecutiva – Niccolò Petitto \n\n\n\nCoordinatore di produzione – Andrea Sembiante \n\n\n\nDirezione di produzione – Giuditta Bonelli \n\n\n\nTesti\, adattamento musicale e regia – Marco Savatteri \n\n\n\nCast Artistico e Personaggi \n\n\n\nIlaria Conte – Rosa  \n\n\n\nSharon Costanza – Michelina \n\n\n\nMartina Maria Di Caro – Gegè \n\n\n\nFrancesco Farinella – Migrante fisarmonicista \n\n\n\nGiovanni Geraci – Gianni \n\n\n\nToti Maria Geraci – Salvatore Spadaro \n\n\n\nGioele Rosario Incandela – Saro \n\n\n\nDavide Maria Incandela – Banditore  \n\n\n\nAndrea Lo Piccolo – Carmelo \n\n\n\nAndrea Marchetta – Migrante Chitarrista  \n\n\n\nGiulia Marciante – Anna \n\n\n\nCristina Mazzaccaro – Filomena \n\n\n\nChiara Ketty Sardo Cardalano – Concetta \n\n\n\nChiara Scalici – Clotilde Terranova  \n\n\n\nGiovanni Strano – Isaac Harris \n\n\n\nGiulia Tarantino – Fannie Lansner \n\n\n\nFranco Bruno – Angelo  \n\n\n\nTournée \n\n\n\n7-8 febbraio 2026\, Teatro Pirandello di Agrigento \n\n\n\n19 febbraio\, Teatro Al Massimo di Palermo \n\n\n\n6 marzo\, Teatro Impero di Marsala\, ore 21.00 \n\n\n\n7 e 8 marzo\, Teatro Trianon Viviani di Napoli\, sabato ore 21.00 e domenica ore 18.00 \n\n\n\n10 marzo\, Teatro Brancaccio di Roma\, ore 21.00 \n\n\n\n12 marzo\, Teatro Ventidio Basso ad Ascoli Piceno\, ore 20.30 \n\n\n\n15 marzo\, Teatro Rosso di San Secondo a Caltanissetta\, ore 18.30 \n\n\n\n17 marzo\, Ridotto del Comunale a L’Aquila\, ore 20.30 \n\n\n\n31 marzo\, Teatro Metropolitan di Catania\, ore 21.00 \n\n\n\nSavatteri Produzioni: realizza Opere teatrali originali\, ispirate al Patrimonio culturale materiale e immateriale della Sicilia e del Mediterraneo\, costruendo formatteatrali site specific capaci di intrecciare le più diverse arti performative. La Compagnia ha aggregato e composto un esclusivo team creativo di Artisti professionisti\, maestranze e attori performer\, musicisti\, acrobati\, principalmente under 35 provenienti da diverse parti d’Italia e soprattutto dalla Sicilia stessa. La Compagnia si esibisce anche all’estero\, raccontando la Sicilia e le nostre Culture nel mondo. Il teatro di Savatteri Produzioni spazia dal mondo classico e mitologico al linguaggio contemporaneo\, dal musical a performance sperimentali. Tra i vari titoli in attivo: “Il Risveglio degli Dei”\, Opera Teatrale per la Valle dei Templi di Agrigento; “Camicette Bianche – il musical” sull’emigrazione dei siciliani in Usa; “Caravaggio – La Fuga”; “Picciotti Show”; “Bianca Lancia – La Bella della Torre”; “Il BoscoIncantato”; “Nella Magia delle Fiabe” – musical per bambini e famiglie.  \n\n\n\nMarco Savatteri: è un drammaturgo\, compositore e regista teatrale. Ha fondato la Savatteri Produzioni\, aggregando eccellenze artistiche per produrre spettacoli ispirati dal patrimonio culturale del Mediterraneo. Savatteri dirige opere spesso site-specific e immersive\, in Italia e all’estero. “Il Risveglio degli Dei” (rappresentato stabilmente nella Valle dei Templi di Agrigento dal 2017) è uno spettacolo immersivo che si svolge all’alba e richiama spettatori da tutto il mondo. Tra gli altri suoi lavori\, oltre a Camicette Bianche\, anche un’opera su “Caravaggio”\, “Icaro” e il “Treno Storico Experience”\, a bordo di un treno antico del 1930. Per l’opera lirica ha firmato una Cavalleria Rusticana con il Coro Lirico Siciliano presso il Teatro Antico di Taormina nel 2025. Savatteri è fondatore della scuola La Casa del Musical\, scuola di arti performative ed è direttore artistico del Concorso Internazionale Uno Nessuno Centomila dedicato a Luigi Pirandello. Dal 2024 è Coordinatore delle Produzioni innovative del Teatro Pirandello con il quale realizza eventi per la crescita culturale di Agrigento.
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LOCATION:Teatro Brancaccio\, Via Merulana\, 244\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:"Rebibbia: la Città invisibile" all'Auditorium Parco della Musica
DESCRIPTION:Il 10 marzo alle ore 20.00\, nella Sala “Goffredo Petrassi” dell’Auditorium Parco della Musica – Ennio Morricone\, debutta Rebibbia: la Città invisibile\, esperimento di docu-teatro ispirato all’opera di Italo Calvino e interpretato da detenuti\, ex detenuti e personale della Polizia Penitenziaria di Rebibbia\, con regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe. \n\n\n\nIl progetto nasce dai Laboratori d’Arte in carcere e si configura come dispositivo scenico e civile insieme: memoria biografica\, linguaggio poetico e testimonianza diretta si intrecciano per restituire la geografia interiore di chi vive o ha vissuto la detenzione. Sul palco gli interpreti del Teatro Libero di Rebibbia; sullo schermo i volti e le voci di chi è ancora recluso. Partecipano Cinzia Silvano e Alessandro Marverti. \n\n\n\nProduzione Ottava Arte con la direzione di Fabio Cavalli.
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SUMMARY:"Salmoni" al Teatro Belli di Roma
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta al Teatro Belli di Roma il 20\, 21 e 22 marzo\, nell’ambito di Expo. Teatro Italiano Contemporaneo – la Rassegna di drammaturgia italiana contemporanea – Salmoni di e con Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca. \n\n\n\nSALMONI ci porta dentro Top Games\, un reality distopico in cui un algoritmo accoppia due concorrenti promettendo successo e riscatto. LEI\, wedding planner ambiziosa\, e LUI\, fioraio disilluso\, si ritrovano in uno spazio chiuso e sorvegliato\, guidati da un’Intelligenza Artificiale. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante. I due concorrenti sono messi di fronte a prove che non misurano solo la resistenza fisica o psicologica\, ma soprattutto la capacità di aderire a un modello: di relazione\, identità\, normalità.  \n\n\n\nIl gioco li osserva\, li analizza\, li valuta\, mentre il linguaggio con cui li interpella continua a mascherare la violenza del processo sotto la forma del divertimento\, della partecipazione e del consenso. La relazione che si crea tra i due è instabile. La coppia diventa così il luogo in cui il sistema sperimenta la sua pressione più efficace: non imponendo dall’esterno\, ma inducendo scelte\, responsabilità e fratture dall’interno. A poco a poco\, Top Games rivela la propria natura di dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti.   \n\n\n\nTra ironia\, satira e momenti di forte tensione\, SALMONI attraversa la normalizzazione del linguaggio violento\, il controllo dei corpi e dei desideri attraverso la retorica della scelta. Una riflessione cruda e lucida su un sistema che promette libertà restringendo le possibilità\, su quanto sia difficile distinguere tra ciò che vogliamo e ciò che ci viene chiesto di volere. La risalita dei salmoni è un istinto programmato: un viaggio straordinario e faticoso verso il fiume natale. Affrontano rapide\, cascate e dighe\, risalendo controcorrente per chilometri. La loro resilienza li spinge a superare sfide estreme. Una volta raggiunta la sorgente\, si riproducono e spesso muoiono per la fatica. \n\n\n\nValdrada Teatro \n\n\n\nValdrada è attiva dal 2010 e si occupa di produzione di spettacoli dal vivo per adulti (Salmoni\,Da fuori tutto bene – Il can can del cancro\, Le Intellettuali di Piazza Vittorio\, Epic Fail – trilogia della contemp-umanità\, Dionisiaca – opera buffonesca\, Principesse e sfumature\, Quanto sei bella Roma) e teatro-ragazzi (Sogno di un mattino d’inverno\, Marco non c’è perché Laura se n’è andata e Rigenerazioni). Valdrada lavora da sempre alla costruzione di nuovi immaginari e modelli alternativi\, per una cultura libera\, accessibile\, partecipata e viva\, anche attraverso la progettazione e realizzazione di eventi culturali come “Dal Mare fino al Mare”\, “Teatri d’Arrembaggio”\, “Le Città Possibili”\, “Extrafestival” finanziati dal Comune di Roma. Inoltre\, Valdrada fa parte dell’Associazione di Associazioni che si occupa della programmazione del Teatro del Lido pubblico e partecipato di Ostia. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo ore 21.00 \n\n\n\nSabato 21 marzo ore 19.00 \n\n\n\nDomenica 22 marzo ore 17.00 \n\n\n\nBiglietti: 20\,00 € \n\n\n\nCONTATTI: \n\n\n\ngiorgiaconteduca@gmail.com; +39 328 6973543 / +39 339 2493367
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"OrchiDea\, storia di un fiore malato" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Torna in scena dal 9 all’11 marzo a Roma presso il Teatro Tordinona “OrchiDea\, storia di un fiore malato” lo spettacolo con protagonista Laura Rinaldoni e diretto da Mariaelena Masetti Zannini\, con la collaborazione alla regia di Emanuela Bolco.  \n\n\n\nUn progetto di teatro di verità\, dove il confine tra rappresentazione e vita si assottiglia fino quasi a scomparire. \n\n\n\nOrchidea nasce come racconto biografico\, sulla vita di Laura\, che ha scelto di mettere a nudo la sua esistenza in un dispositivo scenico complesso\, in cui la materia personale diventa linguaggio universale. In scena non ci sono semplici attori che “interpretano”\, ma i veri protagonisti della storia sono presenti\, visibili\, esposti. La loro presenza reale costituisce il cuore etico e poetico dello spettacolo\, trasformando il palco in uno spazio di testimonianza priva di censure. \n\n\n\n“Ad un certo punto della mia vita mi sono ammalata del morbo di Parkinson. E’ un mostro che è cresciuto dentro di me e pian piano si è preso la mia vita.” afferma la protagonista Laura Rinaldoni. “Con me in scena mio marito che nonostante tutto\, nonostante i miei eccessi ci abbiano portato alla separazione\, mi è rimasto sempre accanto\, e mia sorella che non ha mai smesso di tenermi per mano.” \n\n\n\nOrchidea rifugge dall’empatia facile e cerca una partecipazione critica\, invitando lo spettatore a confrontarsi con ciò che normalmente resta ai margini della narrazione. \n\n\n\n“La nuova messa in scena si presenta con un cast completamente rinnovato\, scelta che non risponde a un’esigenza di aggiornamento formale\, ma a una precisa necessità drammaturgica: ogni nuova presenza modifica il racconto\, lo riscrive dall’interno\, lo rende nuovamente vivo”. Sottolinea la regista Mariaelena Masetti Zannini. Il teatro\, qui non ha una funzione consolatoria. Al centro del progetto infatti c’è la volontà di aprire uno spazio di consapevolezza su una condizione spesso ridotta a stereotipo o invisibilità.   \n\n\n\nOrchidea\, storia di un fiore malato\, scritto e diretto da Mariaelena Masetti Zannini\, con la collaborazione alla regia di Emanuela Bolco.   \n\n\n\nCon: Laura Rinaldoni\, Daniela Rinaldoni\, Emanuela Bolco\, Cristina Bevilacqua\, Andrea Vangelisti\, Mariaelena Masetti Zannini\, Valentina Formisano\, Anthony Rosa\, Marco Fioramanti\,  Niko Marinelli. Valentina Russo. \n\n\n\nPerformance art e oggetti di scena Marco Fioramanti – Arte rituale di pittura sul corpo Niko Marinelli.Coreografia Anthony Rosa  \n\n\n\nCosto biglietto: euro 15\, con prevendita ridotto 12 \n\n\n\nPer info e prenotazioni : \n\n\n\n3512292605  orchideateatro2026@libero.it
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:II edizione di Nafafe’ al cinema America Hall di Napoli
DESCRIPTION:Oltre mille ragazzi delle scuole superiori di Napoli protagonisti alla seconda edizione di Nafafe’\, il Festival napoletano del corto e del documentario\, in programma al cinema America Hall dal 9 al 12 marzo prossimi.  \n\n\n\nDuecentocinquanta alunni del Liceo Scientifico “Arturo Labriola”\, di Via Terracina\, guidati dall’insegnante Nunzia Mallozzi\, saranno al centro della prima giornata del Festival\, il 9 marzo\, con la proiezione di un documentario prodotto da una classe dell’Istituto stesso. Altri cento studenti della stessa scuola faranno parte\, poi\, nei giorni successivi della giuria che assegnerà a uno dei dieci corti in concorso il Premio Nafafe’.  \n\n\n\nFaranno parte della giuria anche i ragazzi dell’Istituto “Augusto Righi”\, di Viale Kennedy\, guidati dalla dirigente Giovanna Martano\,  dell’Istituto “Vittorio Emanuele II”\, di Via Barbagallo\, guidati dalla dirigente Rosa Baffa\, del Liceo Artistico Statale di Napoli\, di Largo Santi Apostoli\, guidati dalla dirigente Simona Sessa\, del Liceo Classico “Adolfo Pansini”\, di Piazza Quattro Giornate\, guidati dalla dirigente Albina Arpaia\, e dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Gioacchino Rossini”\, di Via Terracina\, guidati dalla dirigente Teresa Martino. Quest’ultima scuola fornirà anche una collaborazione organizzativa con un gruppo operativo di accoglienza. \n\n\n\n“Anche quest’anno puntiamo sui ragazzi – dicono gli organizzatori del Festival – perché Nafafe’ nasce per dare voce\, corpo e spazio ai linguaggi giovanili\, a quelle tensioni culturali e a quelle reti di costruzione del futuro”. \n\n\n\nLo scorso anno\, alla sua prima edizione\, Nafafe’(Napoli Film & Audiovision Festival)\, organizzato da Camella Srls\, in partnership con Connessioni Aps\, Run Film e Radio Giornale Italia (media partner)\, vide oltre mille presenze\, con un calendario di eventi molto apprezzato: dieci opere in concorso\, proiezioni speciali fuori concorso\, incontri\, interviste\, masterclass. \n\n\n\nIntervennero\, tra gli altri\, Alessandro e Andrea Cannavale\, Giuseppe Nuzzo\, Raffaele Savonardo\, Massimiliano Pacifico\, gli attori Mariano Bruno\, Ernesto Lama e Giacomo Rizzo\, l’attrice Yuliya Mayarchuk\, il produttore Rino Pinto.  \n\n\n\nIl primo premio della giuria dei ragazzi fu vinto dal cortometraggio “Vincenza Birillo”\, diretto da Biagio Manna\, regista e attore noto per “E’ stata la mano di Dio”\, di Paolo Sorrentino\, e la serie tv “Mare fuori”.  Il premio per il corto più originale andò\, invece\, a “Zona Cesarini” di Simona Cocozza. Premio della giuria tecnica\, infine\, a”Fucking Boobs e mani a terra” di Paolo Cipolletta. \n\n\n\nIn questi giorni\, la direzione artistica\, condotta da Raffaele Riccio\, sta selezionando tra le centinaia di candidature arrivate\, i corti che saranno proiettati in concorso durante il Festival. La giuria dei ragazzi sceglierà il vincitore. Una giuria tecnica assegnerà altri riconoscimenti. Ai premiati\, le bellissime opere in ceramica artistica prodotte dai ragazzi detenuti nell’Ipm di Nisida\, che sono già la lavoro nel laboratorio della cooperativa sociale Nesis – Gli amici di Nisida. \n\n\n\nDopo il successo della prima edizione\, Nafafe’ torna per diventare un appuntamento fisso e imperdibile per gli amanti del cinema e dell’audiovisivo. \n\n\n\nwww.nafafe.it
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LOCATION:Cinema America Hall\, Via Tito Angelini\, 21\, Napoli\, ItA\, 80129\, Italy
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SUMMARY:“I monologhi della vagina” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Un doppio appuntamento il 7 e 8 marzo al Teatro Comunale Veroli\, con due spettacoli diversi\, per celebrare la Giornata Internazionale della Donna. L’8 marzo andrà in scena uno degli spettacoli più potenti e discussi della drammaturgia contemporanea: “I monologhi della vagina” di Eve Ensler. \n\n\n\nScritta nel 1996 e da allora portata alla ribalta nei teatri di tutto il mondo\, l’opera non è soltanto una provocazione né un espediente teatrale volto a trasformare l’organo riproduttivo femminile in simbolo di emancipazione. È un atto di ascolto profondo. È un coro di voci. È un manifesto di consapevolezza. \n\n\n\nNei folgoranti monologhi proposti\, ognuno legato alla storia di una donna diversa\, il testo diventa un inno alla conquista della propria individualità. Attraverso racconti che spaziano dall’amore al sesso\, dallo stupro alle mestruazioni\, dall’orgasmo alla mutilazione\, lo spettacolo attraversa senza filtri esperienze intime e universali\, restituendo dignità\, ironia\, dolore e forza al vissuto femminile. \n\n\n\nL’adattamento corale firmato dal regista Simone Ignagni trasforma la scena in uno spazio di condivisione autentica\, dove la parola si fa testimonianza e denuncia\, ma anche celebrazione dell’importanza universale del Femminino e della Femminilità. Un viaggio teatrale che intreccia emozione e riflessione\, coinvolgendo il pubblico in un confronto diretto con tematiche sociali ancora drammaticamente attuali. \n\n\n\nL’opera\, infatti\, ebbe la forza di generare movimenti internazionali di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne in anni in cui le giornate dedicate erano ancora lontane dall’essere istituite. Il Teatro Comunale Veroli sceglie così di celebrare l’8 marzo non solo come ricorrenza simbolica\, ma come occasione concreta per affrontare tematiche sociali fondamentali\, attraverso la forza diretta e trasformativa del teatro. \n\n\n\nUn doppio appuntamento da non perdere. Per riflettere. Per emozionarsi. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 8 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:La forma dell’acqua al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 8 marzo alle ore 11.30\, ospita La forma dell’acqua di Andrea Camilleri\, a cura di Lisa Ferlazzo Natoli\, con musiche di Gabriele Coen e Alessandro Gwis. In scena\, la voce di Lisa Ferlazzo Natoli dialoga con i clarinetti e il sax soprano di Gabriele Coen e con il pianoforte e le live electronics di Alessandro Gwis\, in una drammaturgia sonora che nasce dal primo romanzo dedicato al commissario Montalbano. Una produzione Una Striscia di Terra Feconda – lacasadargilla. \n\n\n\nLa forma dell’acqua è il primo memorabile romanzo in cui appare il commissario Montalbano. È il 1994. Scrive Michele Serra: «Nella sua scena d’esordio nel mondo della pagina scritta Salvo Montalbano non c’è. O meglio c’è\, ma non è tra noi. Sta dormendo. E sta sognando. Non un sogno ordinario\, un sogno erotico. Viene interrotto bruscamente da una telefonata. Un uomo è morto. Strappato a sé stesso\, il commissario impreca mentre tenta di afferrare “non tanto la cornetta quanto i lembi fluttuanti del sogno che inesorabilmente svaniva”. Una chiamata al mondo improvvisa e traumatica. Da quel momento Salvo Montalbano ci appartiene: è stato consegnato dal suo autore ai lettori e agli spettatori». \n\n\n\nNe La forma dell’acqua c’è anche il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica\, un omicidio eccellente seguito da un altro\, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata. L’omicidio ha la forma dell’acqua. Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza – il colpevole\, il movente\, le circostanze dell’assassinio – è più antica\, più resistente e più appassionante\, a misura di un perfetto racconto poliziesco. Camilleri manovra il romanzo giallo con felice inventiva\, ironia e intelligenza di scrittura\, dove l’alto e il basso si confondono e fanno le capriole. Vivide\, malinconiche e implacabili\, le storie che ci racconta parlano di corruzione\, di connivenze\, di ingiustizie e di povere anime. Favole tinte di un nero inquietante. \n\n\n\nLa drammaturgia sonora de La forma dell’acqua si è costruita come un omaggio a un folklore immaginario della musica mediterranea\, rifacendosi a composizioni originali e brani tradizionali rielaborati in un ambiente contemporaneo. I suoni materici del legno – pianoforte\, clarinetto\, clarinetto basso – e dell’ottone – sassofono – dialogano così con i paesaggi sonori elettronici\, creando un contrappunto narrativo al testo stesso e all’andamento della voce\, sincopato e imprevedibile come la trama\, o sonnolento e quasi ipnotico come i lembi liquidi di un sogno. \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n Il Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:“Big in Korea” a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Domenica 8 marzo alle ore 17.00 lo Spazio Rossellini ospita “Big in Korea”\, spettacolo firmato dalla compagnia Kronoteatro\, con Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti\, su drammaturgia di Francesco D’Amore e Luciana Maniaci. La produzione\, realizzata da Kronoteatro in coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova\, porta in scena un lavoro che indaga con ironia e delicatezza una condizione esistenziale sospesa: quella del “quasi”\, la zona incerta in cui il desiderio di cominciare continua a rimandare il momento dell’azione. Attraverso l’incontro rituale tra un ex allenatore e il suo allievo – due figure che da anni si ritrovano su un campo di provincia senza mai davvero giocare – lo spettacolo riflette sul tempo dell’attesa\, sull’ostinazione dei sogni e sull’idea\, insieme fragile e tenace\, che esista sempre altrove un luogo dove tutto può ancora accadere. \n\n\n\nCon questo lavoro Maniaci d’Amore e Kronoteatro esplorano un momento di soglia della vita\, quello in cui si è quasi pronti. Quasi pronti a spiccare il volo. Quasi pronti a mollare la presa. Quasi pronti ad entrare nella vita\, o a lasciarla. E si chiedono se il territorio del “quasi” possa espandersi all’infinito\, fino a coprire tutta la superficie di un’esistenza. Al centro della drammaturgia c’è una relazione sfuggente: quella tra un giovane e il suo vecchio allenatore di calcio. Da trent’anni i due si trovano ogni domenica al campetto del paese. Ma non si allenano. Il loro è un lungo apprendistato teorico aspettando il momento in cui potranno cominciare a giocare. Non è ancora arrivato quel momento\, sembra non arrivare mai. In quell’ora di studio il mister e l’allievo favoleggiano insieme del posto in cui andranno un giorno: la Korea. Lì\, a quanto pare\, è possibile per un vecchio zoppo e un uomo che ha superato i 35 anni essere considerati ancora idonei per iniziare una carriera. Lì saranno\, finalmente\, grandi. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70Spazio RosselliniVia della Vasca Navale 58 – Roma
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SUMMARY:"Camicette bianche" al Teatro Trianon
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo\, alle 21\, va in scena Camicette bianche\, un musical originale fortemente corale che celebra il ricordo dei nostri emigranti e si ispira all’omonimo libro di Ester Rizzo\, raccontando un vero fatto di cronaca. Si replica domenica 8\, alle 18. \n\n\n\nUn viaggio dalla Sicilia all’America nei primi anni del ‘900 che lega\, come un filo di spago intorno alla valigia di cartone\, le vite dei nostri emigrati con i migranti di ogni tempo. Uno spettacolo che unisce le musiche della tradizione popolare con alcune canzoni italiane riadattate in chiave teatrale e quelle antiche dei primi italo americani\, per raccontare la storia vera di Clotilde Terranova\, una giovane sartina coinvolta nel tragico incendio della fabbrica di camicette bianche a New York nel 1911. \n\n\n\nEster Rizzo ha cercato i nomi delle sartine vittime dell’incendio\, scoprendo che molte fossero siciliane e ha iniziato a ricostruire\, incrociando documenti del tempo e a oggi sono state identificate quasi tue le città di provenienza delle giovani migranti. Marco Savatteri\, che firma il testo teatrale\, l’adattamento musicale e la regia\, ha composto una drammaturgia in memoria di questa storia\, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione. \n\n\n\nLa trama si svolge inizialmente nella Sicilia del 1907. La protagonista Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro\, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri\, sogni\, desideri\, speranze. \n\n\n\nGiunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist company\, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore cade invece nella trappola della malavita italoamericana. \n\n\n\nClotilde partecipa a uno sciopero per i diritti delle donne e\, nel poco tempo libero\, frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo\, ma sarà scoperto da Clotilde. Ne seguirà una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà così Salvatore al proprio destino. Lei\, intrappolata nell’incendio che divampa nella fabbrica\, in preda al panico\, si lancia dal decimo piano. \n\n\n\nIl rogo è quello che nel marzo del 1911 causò la morte di 146 persone\, di cui 123 donne\, per la maggior parte giovani immigrate italiane ed ebree\, il tragico avvenimento che ha quindi ispirato l’istituzione della Giornata internazionale dell’8 marzo. \n\n\n\nIn scena Ilaria Conte (Rosa)\, Sharon Costanza (Michelina)\, Martina Maria Di Caro (Gegè)\, Francesco Farinella (Migrante fisarmonicista)\, Giovanni Geraci (Gianni)\, Toti Maria Geraci (Salvatore Spadaro)\, Gioele Rosario Incandela (Saro)\, Davide Maria Incandela (Banditore)\, Andrea Lo Piccolo (Carmelo)\, Andrea Marchetta(Migrante Chitarrista)\, Giulia Marciante (Anna)\, Cristina Mazzaccaro (Filomena)\, Chiara Ketty Sardo Cardalano(Concetta)\, Chiara Scalici (Clotilde Terranova)\, Giovanni Strano (Isaac Harris)\, Giulia Tarantino (Fannie Lansner) e Franco Bruno (Angelo). \n\n\n\nGli arrangiamenti e la direzione corale sono a cura di Giulia Marciante\, le orchestrazioni di Enrico M. R. Fallea\, le coreografie di Giovanni Geraci\, i costumi di Valentina Pollicino e le scenografie di Valerio Vella e Paolo Tuzzè. Completano la locandina\, il light designer Antonio Colaruotolo\, il fonico Salvatore Barone\, il service Arka service e le grafiche Studio Proclama. \n\n\n\nLa produzione esecutiva è di Niccolò Petitto\, con la direzione di produzione di Giuditta Bonelli. \n\n\n\nCARD DI ABBONAMENTO\, BIGLIETTI E INFORMAZIONI \n\n\n\nPer questa seconda parte del cartellone\, che si conclude a maggio\, è ancòra possibile regalarsi e regalare una card di abbonamento. Il Trianon Viviani ha predisposto due tipologie di card\, Gold e Silver\, che prevedono un pacchetto di quattro spettacoli a partire da 40 euro\, sottoscrivibili solo presso il botteghino del teatro. \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili presso i consueti canali di vendita: botteghino\, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net. \n\n\n\nIl botteghino è aperto dal lunedì al sabato\, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi\, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663\, email boxoffice@teatrotrianon.org \n\n\n\nSito istituzionale teatrotrianon.org\, social media Facebook\, Instagram e YouTube. \n\n\n\nSTANZA DELLE MERAVIGLIE E STANZA DELLA MEMORIA \n\n\n\nÈ ripresa l’attività della Stanza delle Meraviglie e della neonata Stanza della Memoria\, due realizzazioni innovative che\, adottando le moderne tecnologie digitali\, consentono una fruizione emozionale del ricco e variegato patrimonio della Canzone napoletana. Le Stanze fanno parte dell’Ecosistema digitale per la Cultura\, il programma di digitalizzazione dei beni culturali\, materiali e immateriali\, finanziato e promosso dalla Regione Campania e attuato da Scabec. Sono visitabili dal martedì al sabato\, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:30; la domenica\, dalle 10 alle 13\, con prenotazione obbligatoria tramite email a prenotazioni.trianon@scabec.it. \n\n\n\nIl Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania\, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura\, con il patrocinio di Rai Campania.
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LOCATION:Teatro Trianon\, Piazza Vincenzo Calenda\, 9\, Napoli\, 80139\, Italia
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SUMMARY:"I corpi di Elizabeth" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un cast perfetto per un testo incalzante e sorprendente\, scritto per parlare al pubblico di oggi attraverso la lente di una vita unica nel suo genere\, di un potere al femminile che ha dovuto sublimarsi nella condizione di Regina Vergine. Al Teatro Pirandello di Agrigento approda il maestoso spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hickson con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani. Nei panni della regina Elizabeth Elena Russo Arman (che interpreta anche Catherine Seymour e Mary Tudor)\, mentre Maria Caggianelli Villani sarà la principessa Elizabeth e anche la giovane Kathrine Grey. L’intrigante Cecil è Cristian Giammarini\, mentre Enzo Curcurù interpreta sia Thomas Seymour che Robert Dudley. In scena Sabato 7 marzo alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.30. \n\n\n\nLa drammaturgia contemporanea in lingua inglese\, ormai da decenni\, è per il Teatro dell’Elfo un territorio di folgoranti scoperte\, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo\, sia quando gli autori guardano alla cronaca\, sia quando scandagliano le pieghe della storia.  Ne è un esempio emblematico I corpi di Elizabeth (in originale Swive [Elizabeth])\, che ha debuttato nel gennaio 2024; un’opera inedita in Italia dell’autrice britannica Ella Hickson (1985)\, già applauditissima e premiata in patria.  \n\n\n\nCuore del testo (tradotto da Monica Capuani) è la carnalità di Elizabeth I\, il suo corpo\, o meglio i suoi corpi\, come sottolinea il titolo italiano: un corpo politico con cui la regina d’Inghilterra costruisce il proprio potere e uno sensuale privato. In un’ambientazione ‘storica’ e al tempo stesso ‘pop’ (basti pensare ai tanti film e alle serie di successo dedicate alla vita di questa sovrana) si muovono personaggi radicalmente contemporanei. A renderli così attuali è la scrittura rapida e tagliente della Hickson e la sua capacità di indagare una rete di relazioni di potere intrisa di desiderio. Ed è la regia a quattro mani di Cristina Crippa e Elio De Capitani a riuscire a illuminare in profondità i contrasti tra maschile e femminile\, quelli di ieri come quelli di oggi. \n\n\n\nElisabetta I\, l’unica donna non sposata a governare l’Inghilterra\, regnò per quarantaquattro anni con astuzia\, seduzione e intelligenza. Questa commedia ci porta nel cuore della sua ascesa al potere in una società fortemente patriarcale\, nella quale comprese ben presto di non potersi permettere sentimenti che la rendessero debole\, assoggettandola a un amante o\, men che meno\, a un marito.   Tre cose possedeva: una mente fuori dal comune\, una passione carnale fuori dal comune\, una capacità di autocontrollo fuori dal comune\, che le permise di sopravvivere a pericoli inimmaginabili.  \n\n\n\nCristina Crippa ed Elio De Capitani ambientano lo spettacolo nella scenografia di Carlo Sala\, dove il trono e gli arredi essenziali sono ambientati tra preziosi velari\, ricamati con grandi motivi floreali (tralci di cardo\, simbolo dei Tudor\, insieme alle rose e al trifoglio). Ugualmente preziosi sono i costumi disegnati da Ferdinando Bruni e realizzati dalla sartoria dell’Elfo.  \n\n\n\nIl testo è costruito sullo sdoppiamento del ruolo di Elizabeth nei corpi di due diverse attrici\, interpreti della giovane principessa e della regina\, donne nelle quali cresce la consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare nel viaggio verso il trono.   \n\n\n\nLe prime scene vedono protagonisti Elisabetta principessa e accanto a lei la sua matrigna e tutrice Catherine Parr (ultima moglie di Enrico VIII) con il suo amante Thomas Seymour\, fratello di Edward Seymour\, Lord protettore del giovanissimo re Edoardo VI. È una sensuale convivenza a tre che si nutre di rapporti ambigui\, tra seduzione e calcolo politico.  Quando Elizabeth deve scegliere\, a soli quindici anni\, tra un amore passionale e un destino regale\, sa fare la scelta\, dolorosa ma essenziale che le garantisce per salva la vita e la reputazione.  Ma non ha tempo di gioirne. Muore il fratello\, la sorella Mary – Maria la sanguinaria – cattolica intransigente\, diventa regina. Il pericolo nuovamente incombe: Elizabeth è nuovamente confinata nella Torre e a rischio di decapitazione. Anche questa volta se la cava\, recitando la sua parte con astuzia e maestria.  \n\n\n\nMaria muore ed Elizabeth principessa cede il passo ad Elizabeth regina\, con il suo fido consigliere Cecil e il suo amante\, Lord Robert Dudley\, per cui ha una passione travolgente. Ma la sua corona e la sua vita sono in bilico: da un lato Mary Stuard trama contro di lei con i nobili di parte cattolica\, dall’altro Cecil e il parlamento premono affinché accetti di sposarsi tessendo attraverso il matrimonio un’alleanza con una potenza continentale e dando al regno un erede\, possibilmente maschio. È ancora il suo corpo al centro del gioco politico. \n\n\n\nCome riuscirà a uscire da tutto questo Elizabeth? Il modo in cui Ella Hickson ha saputo renderlo in forma teatrale è il segreto di questo copione. \n\n\n\nElla Hickson\, drammaturga premiata e applaudita in Gran Bretagna\, negli Usa e in molto paesi europei\, è nata nel 1985\, cresciuta nel Surrey e vive attualmente a Londra. È membro della Royal Society of Literature\, insegna all’Università di Oxford ed è artista associata dell’Old Vic Theatre. \n\n\n\nSwive [Elizabeth] ha debuttato al Sam Wanamaker Playhouse (commissionato dal Globe di Londra) nel dicembre 2019\, diretto da Natalie Abrahami. Tra i lavori firmati dalla Hickson:  Anna\, progetto con il sound designer Ben and Max Ringham\, in scena nel 2019 al National Theatre;  The Writer\, debuttato all’Almeida Theatre nel 2018 (regia di Carrie Crackel\, protagonista Anne-Marie Duff)\, che in un raffinato gioco meta-teatrale fa emergere i temi centrali di questa autrice\, in particolare il ruolo della donna nel teatro e nella società;  Oil (Almeida Theatre\, Londra\, 2016); Wendy & Peter Pan (Royal Shakespeare Company\, 2013); Riot Girls (Radio 4); Boys (Nuffield Theatre\, Southampton/Headlong Theatre/HighTide Festival Theatre\, 2012); The Authorised Kate Bane (Grid Iron/Traverse Theatre\, 2012); Rightfully Mine(Radio 4); Precious Little Talent (Trafalgar Studios/Tantrums Productions\, 2011)\, Hot Mess (Arcola Tent/Tantrums Productions\, 2010) ed Eight (Trafalgar Studios/Bedlam Theatre\, Edinburgo\, 2008/9). \n\n\n\nIl testo The Writer è in uscita per l’editore Nowhere Books\, a cura di Jacopo Giacomoni per la traduzione di Monica Capuani. \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nSabato 7 Marzo Ore 21.00 – Domenica 8 Marzo Ore 17.30
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SUMMARY:“Alda. Parole al Vento” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Nel segno della poesia e della storia di Alda Merini\, l’OFF/OFF Theatre accoglie lo spettacolo “Alda. Parole al Vento”\, in scena sabato 7 alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.00\, con la regia e drammaturgia di Donatella Massimilla. Insieme a lei sul palco Gilberta Crispino e Yousi Cuba al pianoforte\, con le voci delle donne recluse a San Vittore e I componimenti originali della poetessa\, sulle musiche di Giovanni Nuti. \n\n\n\nDopo il debutto al Piccolo Teatro di Milano\, va in scena per la prima volta a Roma\, Alda. Parole al vento\, realizzato in collaborazione con la Fondazione Fo Rame e la Fondazione Barba Varley. Con Donatella Massimilla in veste di narratrice c’è Gilberta Crispino\, attrice e cantante co-fondatrice di CETEC. La pièce ha debuttato al Todi Festival dove ha raccolto il calore del pubblico registrando un tutto esaurito e tanta emozione. Il nuovo allestimento previsto per la sala teatrale romana\, valorizza e celebra donne e artiste che hanno portato alta la bandiera dei diritti e dell’emancipazione\, con versi e note che vanno da Alda Merini a Franca Rame\, da Rosa Balistreri a Gabriella Ferri. \n\n\n\n«Lo spettacolo – spiega la regista – è una drammaturgia teatrale e musicale che punta alla leggerezza e alla poesia\, all’amicizia e alla sorellanza. Gli oggetti emblematici di Alda Merini\, dalla sua macchina da scrivere al famoso Muro degli Angeli\, volano\, si animano\, prendono vita all’interno di una cornice drammaturgica che rende omaggio alla Casa Museo della Poetessa dei Navigli\, Spazio diretto da cinque anni dalla compagnia del CETEC. Le parole e gli sguardi\, i suoni e le risate\, le note al pianoforte e le “Voci di Dentro” delle donne recluse di San Vittore\, diventano gesti ed azioni\, visioni e ispirazioni di testimonianza. CETEC è una compagnia che ha sempre lavorato in luoghi di confine\, promuovendo teatri delle diversità\, anche in Europa\, con Edge Festival\, lavorando nelle carceri in Italia e all’estero\, portando avanti un Teatro d’Arte Sociale\, annoverando collaborazioni e presenze con Maestri e artisti del teatro contemporaneo e impegnandosi in modo particolare nella trasmissione di esperienza alle giovani generazioni».ì \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515  \n\n\n\nbiglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:“Sputo” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Sputo”\, una produzione di Agave Teatro\, scritto e diretto da Manuela Cherubini e interpretato da Elena De Carolis.          \n\n\n\nIl titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\nLo spettacolo è arrivato finalista al Premio Dante Cappelletti Tuttoteatro.com 2022. \n\n\n\n“Sputo” è la fiaba oscura e necessaria di una giovane donna che lotta per liberarsi dal peso della violenza subita. È la storia di Nina\, una sopravvissuta che cerca disperatamente di riconquistare il proprio corpo e la propria voce\, strumenti che l’orrore ha tentato di soffocare. \n\n\n\nNina si trova di fronte a un percorso di guarigione feroce e ribelle\, un apprendistato all’arte di sputare. Perché sputare? Per rigettare quell’ educazione millenaria delle donne a mandar giù\, a ingoiare per quieto vivere o paura.             \n\n\n\nLo spettacolo esplora il tema della violenza di genere e delle dinamiche oppressive della nostra società\, ancora profondamente patriarcale\, che ingabbia e zittisce le donne. “Sputo” è un atto di resistenza e di disobbedienza: un elogio dell’inciviltà necessaria\, della ribellione contro un mondo che\, sotto una patina di civiltà\, perpetua abusi e silenzi. \n\n\n\nNina sa che per sopravvivere deve ritrovare il movimento liberatore\, un gesto composto da due tempi. Del primo tempo si ricorda bene: il grido\, la sua voce finalmente libera\, la richiesta d’aiuto che l’ha strappata alla solitudine. Ma c’è un altro movimento che deve ancora ritrovare: lo sputo\, la capacità di respingere ciò che l’ha schiacciata\, di scardinare l’ingiustizia e l’oppressione che troppo spesso restano invisibili. \n\n\n\n“Sputo” nasce dall’incontro di diverse donne in carne e ossa\, di carta\, in pellicola.Sputo è un anti-monologo: le voci al suo interno non sempre parlano la stessa lingua e a volte non vanno molto d’accordo fra loro. Uno spettacolo tutto nel corpo dell’attrice che le traduce infedelmente in scena mescolando tutte le voci alla sua. \n\n\n\nUna denuncia cruda e poetica\, un viaggio necessario verso la liberazione fisica\, emotiva e simbolica. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY: “La vita non sbaglia mai una faccia” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è orgoglioso di annunciare un appuntamento intenso e ricco di significato: “La vita non sbaglia mai una faccia”\, promosso da Sirius Entertainment e realizzato dalla compagnia Futura Teatro\, sotto la guida visionaria del regista Filippo Maria Cardillo. Con questo spettacolo\, Cardillo conferma la sua cifra artistica inconfondibile: uno sguardo potente\, lucido e profondamente umano capace di trasformare il teatro in un atto necessario. La sua regia non si limita a dirigere\, ma scolpisce le emozioni\, orchestra i silenzi\, plasma i corpi e le parole fino a farli vibrare all’unisono con il pubblico. È una firma autoriale che attraversa l’intero impianto scenico con eleganza e determinazione\, restituendo uno spettacolo di rara intensità. \n\n\n\n“La vita non sbaglia mai una faccia” nasce con l’obiettivo di sperimentare nuove metodologie sceniche e recitative per affrontare in modo autentico e consapevole tematiche sociali di grande rilevanza\, come la violenza maschile sulle donne. Ma è proprio nella visione registica che questo progetto trova la sua massima espressione: un teatro che non rappresenta soltanto\, ma rivela; che non denuncia soltanto\, ma trasforma. \n\n\n\nLo spettacolo è un esempio alto e concreto di teatro sociale\, dedicato in particolare a giovani ragazze che hanno avuto l’opportunità di diventare attrici e di trasformare la propria esperienza personale in materia teatrale viva. In scena\, le attrici si ritrovano come amiche\, unite in un immaginario cerchio di reciproca condivisione. La struttura è composta da cinque monologhi\, ciascuno scritto su misura per la protagonista e legato a uno specifico stato d’animo. Un filo rosso di parole condivise\, ripetute come massime universali\, accompagna la narrazione\, mentre momenti musicali di forte impatto fondono canto e danza in un linguaggio scenico totale. Ad ogni personaggio è associato un brano musicale\, scelto per ampliare e intensificare la tematica attraverso un linguaggio artistico più profondo: la musica e il corpo in movimento della ballerina. \n\n\n\nIl percorso culmina in un finale sorprendente\, un colpo di scena potente e incisivo che sigilla l’opera con la forza delle grandi regie: un epilogo capace di lasciare il pubblico sospeso\, colpito\, profondamente trasformato. \n\n\n\nCon “La vita non sbaglia mai una faccia”\, si dimostra\, ancora una volta\, come il teatro possa essere non solo arte\, ma atto di coraggio\, visione e responsabilità.  \n\n\n\nVi aspettiamo per questo evento straordinario\, che unisce eccellenza artistica e impegno civile in un’esperienza scenica di altissimo profilo\, sabato 7 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:“Soli” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Fortezza Est\, dal 5 al 7 marzo 2026\, “Soli”\, una commedia scritta da Sarah Sammartino e diretto da Riccardo Sinibaldi\, entrambi in scena insieme a Paolo Giovannucci\, Giuditta Pascucci e Francisco Roca-Rey\, protagonisti di un racconto sulla mercificazione dell’affetto e il distacco sentimentale dei nostri tempi. \n\n\n\nIn un luogo futuribile\, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. Lui è convinto che possano\, così facendo\, cambiare il destino dell’umanità̀. Chi non ha tempo o coraggio per trovare un compagno o per rivedere una vecchia amica\, può scegliere di affittare mezz’ora di Abbraccio\, Carezze o Testa sulle ginocchia. Si possono facilmente ordinare sul menù\, come nei ristoranti all-you-can-eat. \n\n\n\nL’affetto a pagamento\, infatti\, è il più̀ puro che si possa ricevere perché́ non condizionato da alcuna implicazione\, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone\, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali\, per aiutarle a ritrovarsi\, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta\, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto\, e l’individualismo è venduto come saggezza. \n\n\n\nAbbiamo un uomo\, Andrea\, che crede fermamente in ciò che fa\, da un punto di vista teorico\, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti\, e una donna\, Donna\, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione\, come il Signor Chiari che sta divorziando\, la Signora Falk a cui è morto il marito e Antonio\, un ragazzo\, che – nella nostra epoca ipertecnologica – non è a suo agio con il proprio corpo. Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano. \n\n\n\nViviamo in un mondo in cui tutto è mercificabile e le relazioni interpersonali si perdono dentro i nuovi mezzi di comunicazione\, distruggendo e alterando non solo il nostro modo di vivere\, ma anche la nostra idea di ciò che è “umano”. L’analisi di questo processo di modificazione del reale viene affrontata in Soli con una base di ironia e delicatezza che evita qualsiasi giudizio\, ma allo stesso tempo riesce a porci delle domande a cui dobbiamo trovare delle risposte\, perché le categorie che applichiamo alla nostra vita devono cambiare\, se vogliamo capire cosa ci sta accadendo. \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:“Trilogia dell’Avanguardia” al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:La Compagnia Hangar Duchamp presenta al Teatro Hamlet di Roma nei giorni sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 il progetto “Trilogia dell’Avanguardia”\, spettacolo/performance che rappresenta la sintesi e la realizzazione della sua ricerca dal 2017 ad oggi. Tre avanguardie\, tre spettacoli nello stesso giorno\, con lo stesso cast\, nello stesso luogo e per lo stesso pubblico. In accoglienza e negli intervalli gli spazi comuni del teatro sono abitati da una serie di performance e letture dedicate al capitolo successivo\, animate dalla sezione under 30 della compagnia\, l’Hangar Lab.  \n\n\n\nAlle ore 18:00 il primo movimento di questa sinfonia teatrale\, il capolavoro dada “Il Cuore a Gas” di Tristan Tzara. Alle ore 19:30 il secondo movimento\, con la commedia surrealista “Le Mammelle di Tiresia”\, di Guillaume Apollinaire.  \n\n\n\nAlle ore 21:00 il terzo e conclusivo movimento con la metafisica di Alberto Savinio e il suo “Capitano Ulisse”.  \n\n\n\nLa linea che collega Dadaismo\, Surrealismo e Metafisica è una delle più marcate della storia dell’arte e la connessione meno conosciuta tra queste meravigliose esperienze è proprio il teatro. Conosciamo queste avanguardie per quello che vediamo nei musei\, Hangar Duchamp vuole portare a conoscenza un altro aspetto di queste realtà\, fornire uno sguardo diverso ed alternativo attraverso una mini maratona teatrale\, un’esperienza di intrattenimento totale\, un percorso nella storia e nell’arte del novecento alla riscoperta di contenuti e concetti che sono decisamente attuali\, dalla ribellione ai limiti imposti dalla società all’affermazione dell’identità di genere\, dal valore della memoria e del ricordo alla rivolta contro qualunque convenzione e accademismo. I sottotitoli di ogni movimento (potere all’oggetto\, potere all’azione\, potere al corpo) rimarcano la ricerca registica ed attoriale che ha ispirato il relativo capitolo.   \n\n\n\nMovimento 1. Dada. IL CUORE A GAS | potere all’oggetto Rumore bianco teatrale\, così è stato definito questo folle copione di Tristan Tzara rappresentato per la prima volta\, in pieno contrasto con le convenzioni e gli accademismi del suo tempo\, nel 1921 a Parigi. Occhio\, Bocca\, Orecchio\, Naso\, Sopracciglio e Collo vivono\, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo irreale\, fuori dal tempo e dallo spazio. L’autore stesso descrive la sua opera come una commedia ed in effetti ne ha gran parte delle caratteristiche\, da una discreta ed intelligente comicità all’immancabile lieto fine\, se non fosse che il testo non ha una narrazione chiara\, che la storia\, di fondo\, sembrerebbe non esistere e che i dialoghi sono apparentemente sconnessi e privi di qualunque logica. L’interpretazione di Hangar Duchamp prevede l’aggiunta ai personaggi originari di Didascalia\, una personificazione delle geniali note a margine dell’autore. I protagonisti vengono interpretati come esseri privati della funzionalità legata al proprio nome\, per autodifesa ma forse anche come una forma di timida autoaffermazione. Tutto sembra destinato alla noia\, alla ripetitività\, in questo strano mondo\, a meno che non ci sia chi decida di ribellarsi\, ad esempio innamorandosi\, mostrando come spesso\, la propria infelicità sia causata da costrizioni e limiti masochisticamente autoimposti. “Si tratta dell’unica e della più grande truffa del secolo in tre atti.”  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo. LE MAMMELLE DI TIRESIA | potere all’azione A Zanzibar\, rappresentazione della Francia di inizio Novecento\, Teresa abbandona il marito\, uomo greve e prepotente\, per assumere un’identità maschile\, lasciando volar via le proprie mammelle: si chiamerà Tiresia. Il marito\, solo e abbandonato\, si troverà costretto ad assumere un’identità femminile per sobbarcarsi i compiti dovuti al ruolo di moglie e donna\, compresa la maternità. Metterà al mondo\, in un sol giorno\, 49.051 bambini. L’uomo diventerà una madre ambiziosa\, tanto da far innamorare un autoritario e virile Gendarme e da attrarre le attenzioni della stampa. “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo\, la stessa parola “surrealista” fu infatti un neologismo coniato da Apollinaire per descrivere questa opera\, caratterizzata da sorprese linguistiche\, tra mitologia e innovazione. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido\, spingendo sul pedale della comicità\, eleggendo a filo conduttore il mondo infantile\, così presente nel testo originale. \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica. CAPITANO ULISSE | potere al corpo Scritta nel 1925 per l’effimero Teatro d’Arte di Pirandello e rappresentata per la prima volta solo nel 1938\, in un clima definito “ostile”\, questa visione di Ulisse filtrata dalla lente deformante di un grande artista ed intellettuale del Novecento ha conosciuto\, fino ad oggi\, un quasi totale oblio.  Ulisse è per Savinio un uomo sfinito\, svuotato\, un anti-eroe che non è in grado di prendere in mano la sua vita\, soprattutto quella sentimentale\, diviso com’è nel rapporto con tre donne che sembrano a lui la stessa persona.  Andrea Martella opera una riduzione dal testo originale\, isolando il nucleo relativo al rapporto tra Ulisse e le tre donne della sua vita\, epicentro emotivo di tutta la sua avventura. La sua regia proietta l’azione dentro la mente del protagonista\, rappresentata come un carcere di massima sicurezza all’interno del quale Circe\, Calipso e Penelope sono incatenate\, prigioniere dell’incubo ricorrente di un uomo disturbato e confuso\, recluso lui stesso nel proprio caos psicologico\, alimentato anche da altre presenze che si aggirano in modo poco nitido nei suoi ricordi\, dalla dea Minerva ai marinai della sua nave. Il contatto col pubblico avviene attraverso un personaggio fulminante e geniale\, lo spettatore\, portatore sano di una sottile ed inaspettata comicità. \n\n\n\nNegli intervalli performance a cura di Hangar Lab \n\n\n\nSCHEDA TECNICA \n\n\n\nTITOLO: TRILOGIA DELL’AVANGUARDIA   \n\n\n\nLUOGO E INFO: TEATRO HAMLET  \n\n\n\nDATE: Sabato 7 e Domenica 8 marzo dalle ore 18:00 alle ore 22:00  \n\n\n\nPer partecipare: https://www.teatrohamlet.it/Spettacoli/duchamp.html  \n\n\n\nMovimento 1. Dada: Ore 18:00 IL CUORE A GAS di Tristan Tzara  \n\n\n\nMovimento 2. Surrealismo: Ore 19:30 LE MAMMELLE DI TIRESIA di Guillaume Apollinaire  \n\n\n\nMovimento 3. Metafisica: Ore 21:00 CAPITANO ULISSE di Alberto Savinio   \n\n\n\nCon: Giorgia Coppi\, Flavio Favale\, Vania Lai\, Simona Mazzanti\, Walter Montevidoni\, Leonardo Pio Nardone\, Vlad Silter  \n\n\n\nScena: Mattia Urso  \n\n\n\nLuci: Marco Linari   \n\n\n\nAmbiente Sonoro: Attila Mona  \n\n\n\nProblem solving: Alessia Cottone  \n\n\n\nStaff: Chiara Petragnani  \n\n\n\nConsulenza tecnica: Claudio Masci  \n\n\n\nFoto: Manuela Giusto  \n\n\n\nRegia e direzione artistica: Andrea Martella \n\n\n\nHangar Lab: Aurora Matarazzo\, Eleonora Montevidoni\, Laura Proietti
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LOCATION:Teatro Hamlet\, Via Alberto da Giussano\, 13\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Casta Diva" al Conservatorio di Alessandria
DESCRIPTION:Ph.Luigi_Bloise\n\n\n\nSabato 7 marzo alle ore 14:30\, presso l’Auditorium del Conservatorio “Antonio Vivaldi”(via Parma\, 1 – Alessandria)\, avrà luogo il convegno aperto al pubblico “Casta Diva: Voci\, ruoli e saperi femminili nel teatro musicale italiano”\, che si propone di condividere le attività e i principali risultati del progetto biennale di respiro internazionale “Casta Diva: An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre”\, nato nel 2024 dalla collaborazione tra dodici istituzioni italiane di alta formazione da Alessandria a Roma\, da Napoli a Torino. \n\n\n\nIl progetto ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere a livello internazionale le figure femminili che hanno segnato la storia del teatro musicale italiano: non solo le grandi dive e protagoniste sulla scena (come Maria Callas e Renata Tebaldi)\, ma anche compositrici\, impresarie\, costumiste e molte altre presenze fondamentali che hanno contribuito\, spesso senza adeguato riconoscimento\, dietro le quinte. Le attività hanno previsto programmi formativi\, convegni\, produzioni artistiche\, ricerche musicologiche e percorsi innovativi di musicoterapia. I risultati sono stati raccolti in un digital hub “digital library”— www.progettocastadiva.it — che sarà presentato durante l’evento. \n\n\n\nQui ad esempio i bozzetti di tutte le protagoniste femminili delle grandi operehttps://progettocastadiva-staging.medialibrary.it/home/index.aspx \n\n\n\nIl progetto Casta Diva è coordinato dal Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, istituzione capofila\, e coinvolge una rete nazionale composta da altri undici Conservatori di musica\, Accademie di Belle Arti e Università impegnati in attività di ricerca artistica\, produzione musicale e innovazione digitale. In particolare\, prendono parte al progetto i Conservatori “B. Maderna – G. Lettimi” di Cesena e Rimini\, “Giuseppe Verdi” di Como\, “Giacomo Puccini” della Spezia\, “Alessandro Scarlatti” di Palermo\, “Franco Vittadini” di Pavia\, “Giuseppe Nicolini” di Piacenza\, “Giulio Briccialdi” di Terni\, insieme alle Accademie di Belle Arti di Napoli e “Albertina” di Torino e al Dipartimento di Pianificazione\, Design\, Tecnologia dell’Architettura della Sapienza Università di Roma. \n\n\n\n «Questo progetto ci ha ricordato che il teatro musicale non è fatto solo di nomi celebri\, ma di tante storie sorprendenti ancora da scoprire. Un percorso capace di aprire prospettive inedite: proposte artistiche originali\, nuove occasioni di conoscenza e un continuo scambio tra ricerca\, didattica e produzione. Portare queste esperienze sul palco\, in classe e online significa offrire nuove chiavi di lettura e contribuire\, in modo concreto\, a una cultura più consapevole\, inclusiva e condivisa»\, afferma Giovanni Albini\, responsabile scientifico del progetto. \n\n\n\nGrazie al sostegno dell’Unione Europea attraverso i fondi NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza\, il progetto ha promosso un modello di cooperazione tra istituzioni AFAM e università\, favorendo nuove prospettive di ricerca artistica e scientifica e contribuendo alla costruzione di una rete internazionale dedicata allo studio e alla diffusione del ruolo femminile nel teatro musicale. L’incontro del 7 marzo si configura quindi come tappa conclusiva di un percorso condiviso che\, attraverso il dialogo tra musica\, arti visive\, studi di genere e innovazione tecnologica\, intende lasciare un’eredità duratura nel panorama della formazione e della produzione culturale contemporanea. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nIl pomeriggio si aprirà alle ore 14:30 con i saluti istituzionali\, introdotti dal Presidente e dal Direttore del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria.  \n\n\n\nA seguire\, dalle 15:00 alle 17:00\, è prevista una tavola rotonda dedicata alle attività del progetto “Casta Diva”\, durante la quale interverranno i responsabili scientifici delle dodici istituzioni coinvolte per presentare i risultati raggiunti e le prospettive future delle azioni di ricerca\, produzione artistica e formazione sviluppate nel biennio. \n\n\n\nIl programma riprenderà alle 17:15 con la presentazione delle attività progettuali dedicate alla musicoterapia\, ambito che ha rappresentato uno dei nuclei più innovativi del progetto\, mettendo in relazione ricerca artistica\, benessere e inclusione sociale. \n\n\n\n Alle 18:00 seguirà la presentazione ufficiale del digital hub del progetto – a cura della Prof.ssa Bertolone e del Dott. Paduano della Sapienza Università di Roma – piattaforma internazionale pensata come archivio digitale e ambiente di condivisione dei contenuti scientifici e artistici prodotti dalle istituzioni partner. \n\n\n\nLa giornata si concluderà alle ore 19:00 con il momento musicale dal titolo “Virtuose all’opera nel ’700”\, a cura della classe di canto rinascimentale e barocco del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria\, guidata dal Prof. Mirko Guadagnini. Protagoniste dell’esecuzione saranno le studentesse Sofia Mammone e Giada Ghiglino Amiri\, accompagnate da Francesco Silvestri al clavicembalo\, che interpreteranno musiche esito del progetto di ricerca avviato presso il Vivaldi dal Prof. Giovanni Polin e dalla ricercatrice Ingrid Schraffl su arie di figure femminili di rilievo nei teatri musicali italiani dell’età dell’Illuminismo\, offrendo al pubblico una restituzione artistica concreta dei risultati ottenuti.
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SUMMARY:"CONFINI" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Boaz e George si conoscono sull’applicazione Grindr. Sono solo a 20 km di distanza eppure non possono incontrarsi. Il primo\, infatti\, è israeliano mentre il secondo è libanese: vivono in paesi nemici separati da una recinzione sulla linea di confine. Nonostante l’impossibilità della relazione i due ragazzi continuano a parlare in chat e i loro incontri virtuali creano in un’area liminale che non tiene conto della politica\, della guerra e della diversità delle culture. Sono entrambi attratti l’uno dall’altro e per questo decidono di incontrarsi a Berlino\, vista come “un’isola di pace” in un mondo di guerre. La tensione tra i due paesi\, tuttavia\, si accende ed i due ragazzi saranno costretti a prendere decisioni molto difficili. \n\n\n\nNIMROD DANISHMANRegista teatrale\, drammaturgo e insegnante\, cofondatore e direttore esecutivo dell’Ha’Meshulash Theatre – il teatro LGBTQ di Tel Aviv – e vincitore del Premio Shulamit Aloni del 2021. Dopo essersi laureato con lode ha scritto e diretto la sua prima opera “BORDERS” al Teatro Tzavta (2018). Lo spettacolo è stato prodotto a New York\, Londra e Würzburg e ha ricevuto la nomination come migliore opera teatrale al New York Summer Festival. Ha diretto il cortometraggio “Woman to Woman” di Roey Maliach Rashef al Playwrights Project (2018)\, co-regista dello spettacolo “More than that we are not” di Gal Chepsky a Tzavta (2019) ed è ideatore dello spettacolo documentario “For Real – Podcast teatrale” al Tamune Theatre (2019). Nel 2021\, ha scritto e diretto la sua seconda opera\, “A Last Night in Rome” al Teatro Ha’Meshulash\, e ha diretto la tragedia “The Child Dream” di Hanoch Levin alla Goodman\, la scuola di recitazione nel Negevl. \n\n\n\nDi Nimrod Danishman – Con: Daniele Alan Carter e Claudio Cammisa –  – Musiche originali eseguite dal vivo Luigi Mas– Video Emanuelcarlo Mas – Titoli e progetto grafico Augusto Casella – regia ENRICO MARIA LAMANNA
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SUMMARY:“Cani e Gatti” al Teatro Prati
DESCRIPTION:A distanza di un secolo il grande ritorno di una commedia che continua a fotografare con spietata ironia le dinamiche della vita di coppia. Dal 6 marzo al 19 aprile 2026 al Teatro Prati sarà l’attore figlio d’arte Corrado Taranto\, figlio di Carlo e nipote di Nino\, a portare sul palco “Cani e Gatti”\, il classico di Eduardo Scarpetta che\, dopo 56 anni dall’ultima messa in scena al Teatro Eliseo ad opera di Eduardo De Filippo\, si prepara a dispensare un pieno di risate nel nuovo adattamento di Fabio Gravina\, anche direttore artistico dello spazio culturale situato nel cuore di Roma. La grande farsa napoletana è una vera e propria “macchina per ridere”  pronta a raccontare una pagina di storia senza tempo\, nella quale una coppia di sposi freschi di matrimonio\, Ninetta (Sara Scotto di Luzio) e Ciccillo (Rocco Tedeschi)\, si trovano alle prese con la folle gelosia di lui che arriva trasformare le mura domestiche in un campo di battaglia. Per salvare l’unione dei giovani\, intervengono i genitori di lei\,  Don Raffaele (Corrado Taranto) e Rosina (Marina Vitolo)\, con una strategia  paradossale: fingersi a loro volta “cani e gatti”. In un gioco di specchi esilarante\, i genitori iniziano a litigare senza tregua per mostrare alla figlia quanto sia rischioso vivere in un costante stato di agitazione e di “guerra”. Nel gioco a quattro\, tra equivoci e risse verbali vere o fasulle\, si inseriscono gli altri personaggi\, caricature di spiccata vivacità partenopea: la vedova del direttore d’orchestra Lauretta Fresella (Irma Ciaramella)\, l’avvocato Michele Esposito (Eduardo Ricciardelli)\, Antonino Savarese (Luca Cardillo) e l’immancabile cameriera Bettina(Sara Guardascione) e l’inaspettata paesana Carmela (Irma Ciaramella). In un momento come quello che viviamo\, nel quale  il matrimonio  fra i giovani è in profonda crisi\, a causa di varie dinamiche\, questa commedia diventa una lezione sull’armonia impartita a suon di battute folgoranti. \n\n\n\nTelefono06/39740503
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SUMMARY:“Truculentus” al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Da venerdì 6 a domenica 29 marzo\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, la Compagnia Castalia\, considerata una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale\, porta in scena il capolavoro della commedia classica “Truculentus”\,  di T. M. Plauto\, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro\, con Annalena Lombardi\, Piero Sarpa\, Giovanni Ribò\, Rocco Militano\, Fabrizio Passerini\, Laura De Angelis\,Maurizio Castè\, Paolo Oppedisano. Pur considerato da Plauto uno dei suoi capolavori\, “Truculentus” è una commedia raramente rappresentata. La storia narra di una bellissima prostituta che abilmente tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa: tipici caratteri della comicità plautina\, che gareggiano fra loro per acquisire i favori della donna. La toccante e originale riscrittura di Vincenzo Zingaro trasferisce la vicenda alla fine degli anni ’30\, in Sicilia\, dando vita ad un affresco storico di grande impatto emotivo. Un “Amarcord” dagli echi felliniani\, che ci trasporta in un’onirica e scoppiettante vita di provincia\, dove i personaggi plautini si trasformano in ritratti familiari\, a dimostrazione di quanto il teatro latino abbia un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Una rappresentazione di Plauto davvero unica\, divertente e commovente\, che ci fa scoprire quanto il commediografo latino sia veramente un nostro “contemporaneo”.  \n\n\n\nLo spettacolo segna una tappa significativa nell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro\, alla guida della Compagnia Castalia\, porta avanti da 34 anni\, con grande successo di pubblico e di critica\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival (Ostia Antica\, Taormina\, Paestum\, Pompei\, Segesta\, Ferento\, Teatro di Pietra\, Leuciana\, Venosa\, Sarsina\, Formia\, Volterra\, Anagni\, Alba Fucens e tanti altri). Un progetto culturale unico in Italia\, che ha coinvolto ed entusiasmato centinaia di migliaia di giovani e che da anni è oggetto di Studio e di Tesi di Laurea presso prestigiose Università italiane ed europee.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nCicerone testimonia che Truculentus era considerata da Plauto una delle sue opere migliori. Nonostante ciò\, la commedia è stata raramente rappresentata in tempi moderni\, pur contenendo diversi caratteri tipici della comicità plautina\, dalla prostituta al giovane innamorato\, al soldato fanfarone\, al servo rozzo. In realtà\, i motivi dell’assenza dalle scene di questa commedia sono comprensibili: primo fra tutti\, l’estrema debolezza della trama\, piena di omissioni e di contraddizioni\, che oltrepassano il limite consueto a cui Plauto ci ha abituati.  Ciò è in parte da attribuire a una compromessa trasmissione del testo. Pertanto\, a una prima lettura\, l’opera desta sicuramente diverse perplessità. Ma prestando maggiore attenzione\, mi sono accorto che essa contiene degli spunti di eccezionale modernità e degli elementi di inaspettata crudezza che prevaricano il semplice gioco e ci proiettano in una dimensione di inquietante “realismo”. Salta subito all’occhio\, innanzitutto\, che a costituire il motore dell’azione\, a tessere l’ordito della trama\, non è più il servus\, ma una donna\, fatto inconsueto in una commedia plautina: una donna estremamente sofisticata nell’esercitare il proprio mercimonio\, capace di giocare abilmente su diversi piani. Ma il suo è un gioco amaro\, che introduce una nota dissonante nell’universo armonico e apparentemente spensierato di Plauto. Nel Truculentus\, il mondo femminile sembra fagocitare ineluttabilmente il maschile\, trascinandolo in una deriva dei sensi\, in una “battaglia dei sessi” che non lascia scampo. Non è da trascurare il fatto che l’opera appartiene all’età avanzata di Plauto; periodo in cui gli studiosi tendono a ravvisare nel Sarsinate una maggiore sensibilità ai problemi sociali\, dettati da una società in grande trasformazione. Nel 189 a. C.\, infatti\, anno in cui è datata la commedia\, Roma è attraversata da grandi cambiamenti\, il cui filo rosso è rintracciabile nella guerra\, la seconda guerra punica\, che si concluse faticosamente con la sconfitta di Cartagine. Tra i cambiamenti\, la condizione di maggiore autonomia e indipendenza in cui le donne vennero a trovarsi\, a causa delle nuove norme successorie e dei patrimoni acquisiti in seguito alla perdita dei mariti e dei padri\, caduti in battaglia. Nel 195 a. C.\, fece scalpore l’insurrezione pubblica femminile che portò all’abrogazione della Lex Oppia\, promulgata nel 215 a. C.\, che limitava l’ostentazione del lusso da parte delle donne\, proprio per la necessità di far fronte allo sforzo bellico. Si determinò uno sbilanciamento nell’equilibrio dei ruoli sociali\, per il quale gli uomini si sentirono minacciati. Da questo tessuto sociale nasce in Plauto l’ispirazione del personaggio di Prhonesium\, la bellissima e astuta meretrice\, protagonista della commedia\, che tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa. D’altro canto\, la stessa atmosfera licenziosa che pervade il Truculentus trova un suo fondamento in un fenomeno sociale molto diffuso\, come quello dei culti bacchici\, la cui crescente promiscuità determinò\, nel 186 a. C.\, la soppressione degli stessi da parte del Senato. Scopriamo allora che il mondo di Plauto\, con i suoi personaggi\, fino ad ora considerati delle maschere\, assume un sapore più vero\, che ha stimolato la mia fantasia a trasferire la vicenda in un contesto e in un periodo storico più vicino a noi\, a dimostrazione di quanto i caratteri del teatro latino abbiano un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Lo spaccato sociale raccontato\, la presenza di caratteri spinti nella dimensione del grottesco\, i toni a tratti scoppiettanti e a tratti crepuscolari\, mi hanno riportato alla mente paesaggi e figure del cinema felliniano. Una sorta di “Amarcord”\, che ci trasporta in un’onirica e desolante vita di provincia\, dove signorotti\, militari\, donne procaci e giovani ossessionati da un prepotente desiderio sessuale\, intersecano geometrie di esistenze un po’ grigie\, con quel loro patteggiare spasmodicamente il prezzo dei favori\, anche se apparentemente briose. Così\, ho deciso di ambientare la mia messinscena del Truculentus nella seconda metà degli anni ‘30\, in un’Italia attraversata anch’essa da numerosi cambiamenti e profonde contraddizioni: tra il disagio per una condizione di arretratezza da una parte e l’euforia di espansionismo e di modernizzazione dall’altra. L’inaugurazione degli stabilimenti di Cinecittà nel ’37\, rappresentò uno straordinario crogiuolo\, che determinò un nuovo fenomeno culturale capace di coinvolgere trasversalmente le masse\, paragonabile a quanto il teatro di Plauto aveva rappresentato nella Roma cosmopolita del III sec. a. C.; l‘espansione coloniale in Africa\, realizzata dal regime fascista\, in nome di una gloriosa “romanità”\, non può non rimandare al periodo delle guerre puniche\, in cui Plauto visse e del cui humus le sue commedie risentono; il fenomeno delle case di tolleranza\, così diffuso in Italia prima della sua abrogazione nel 1958\, ad opera della legge Merlin\, richiama i lupanari della Roma antica\, offrendo nell’immaginario un sovrapporsi di suggestioni fra l’antico e il moderno. Così\, per una curiosa alchimia\, attraverso la vicenda immaginata da Plauto\, prende vita l’affresco di una provincia del sud\, una storia ambientata in una moderna Magna Grecia\, in cui sogni e passioni si scontrano con la spietatezza della realtà.  I personaggi si trasformano in ritratti di vita familiari\, più vicini di quanto potessimo immaginare\, che scopriamo mai scomparsi\, ma solo trasfigurati\, da cui l’anima cerca di prendere le distanze con un’amara risata\, perché non può non riconoscersi davanti al suo specchio. E l’appellativo Truculentus\, che dà il nome all’opera\, sul quale i critici hanno tanto dibattuto\, perché ispirato immotivatamente a un personaggio secondario\, trova in questa direzione il suo senso se lo consideriamo come definizione di un destino capace di imporci una condizione avvilente\, in grado di mortificare la nostra esistenza\, a cui è difficile ribellarsi. E’ quello che succede ai protagonisti di questa storia\, vittime di una condizione più forte di loro\, di un destino tragico che li accomunerà: la Seconda guerra mondiale. Nel confrontarmi con questa opera\, ho sentito la profonda esigenza di cogliere l’opportunità che mi offriva: di raccontare quanto ho fortemente e sinceramente percepito fra le sue righe\, lasciandomi trasportare dalle sue più recondite vibrazioni\, con tutta la passione e l’amore con i quali ho sempre affrontato il mio viaggio nel meraviglioso e straordinario mondo della Commedia Classica Antica. (Vincenzo Zingaro)  \n\n\n\n  Orario spettacoli: \n\n\n\nvenerdì 6 e sabato 7 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17\,30 \n\n\n\n  venerdì 13 e sabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 15 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 20 e sabato 21 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 22 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 27 e sabato 28 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 29 marzo ore 17\,30 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00 (fino a 26 anni)
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SUMMARY:"Scomode" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:C’è un punto preciso in cui la risata si strozza e la commozione si traveste da sarcasmo. Quel punto è il palcoscenico di SCOMODE\, ultimo lavoro di Massimiliano Vado: una confessione corale\, un affondo vertiginoso nelle crepe dell’identità femminile contemporanea. \n\n\n\nLa storia della sua vita recente\, attraverso lo svelamento femminile. Tre voci. Tre donne. Tre monologhi che si cercano e si interrompono\, si accavallano e si graffiano\, come le unghie protagoniste del sottotitolo: “talmente lunghe che il pollice non è più opponibile”. \n\n\n\nÈ un teatro scomodo\, appunto: disturbante\, irriverente\, lucido. Più scomodo per gli uomini che per le donne. Certamente per l’autore. Un catalogo emotivo che alterna nevrosi e lucidità\, ironia chirurgica e disperazione domestica. \n\n\n\nSi ride – sì – ma si ride male\, perché il riso è sporco\, ubriaco\, nervoso. E nel frattempo\, dentro\, qualcosa si è rotto per sempre. Vado scrive come chi conosce il corpo e le sue menzogne: i desideri non detti\, la sessualità goffa\, le relazioni tossiche travestite da normalità\, il dolore emotivo persistente. \n\n\n\nLe protagoniste parlano come si beve vino dopo una giornata assurda: con urgenza\, con troppa sincerità\, con lo sguardo perso e unghie sempre laccate. Hanno spasmi di lucidità. Non c’è psicologismo\, non c’è pedagogia. Solo un fiume di parole vere quanto crudeli. E dietro ogni battuta – anche la più spietata – un frammento d’amore\, un’eco di solitudine. La regia\, essenziale e precisa\, non consola. Non addolcisce. Espone. E lascia che siano loro – le scomode – a diventare lo specchio: per le donne che conosciamo\, per quelle che siamo stati\, per quelle che non abbiamo saputo ascoltare. \n\n\n\nUno spettacolo che non cerca consensi ma condivisione. Semmai. Una drammaturgia che brucia. E che\, proprio perché brucia\, rimane. Auspicabilmente. Sotto la pelle. Dentro le vene. Indelebile. Lì dove le parole – anche quelle dette a bassa voce – diventano necessarie. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nTre donne. Una tavola\, molti bicchieri e infinite confessioni. SCOMODE è un’esplorazione teatrale tagliente\, ironica e profonda della femminilità urbana\, fragile e indistruttibile.Tra racconti intimi\, sogni spezzati e memorie condivise\, le protagoniste portano in scena i disastri sentimentali\, le derive sessuali\, le contraddizioni sociali e il disagio sottopelle dell’essere donna oggi. Frammenti di vita\, pensieri a voce alta\, liste di ansie\, paure e confessioni che si trasformano in veri e propri atti d’accusa – a volte contro gli uomini\, a volte contro se stesse. Il testo alterna ironia feroce e struggente vulnerabilità\, con un linguaggio diretto\, libero e spietato. Il filo conduttore è l’amicizia: rifugio\, specchio\, tribunale. Ma anche luogo di cura\, complicità e sopravvivenza. Lo spettacolo scava\, non compiace. Per scelta. E lascia emergere una realtà scomoda\, fatta di donne brillanti e stanche\, ironiche e ferite. Donne vive. E per questo\, imprescindibili. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nLa messa in scena di SCOMODE sarà volutamente essenziale. Uno spazio vuoto\, nero\, definito solo da luci decise: colori netti che commentano gli stati d’animo\, virando dal fucsia all’ambra\, dal blu petrolio al rosso fuoco. Le tre protagoniste saranno vestite come dei peluche: abiti morbidi\, quasi infantili\, ma \n\n\n\nsempre sopra tacchi importanti – una contraddizione visiva che espone la fragilità e l’ostentazione\, la dolcezza e il desiderio. Al centro\, un semplice tavolino da bar: simbolo di un’intimità condivisa\, rifugio notturno dove ci si dice la verità\, si ride e si sanguina con dignità. Il vino – ovviamente – sarà vero\, bevuto in scena\, come fosse sangue travestito da piacere. Tutto ciò che non serve sarà tagliato. \n\n\n\nLa parola – viva\, ironica\, cruda – sarà protagonista assoluta. Un teatro che non finge\, ma si dichiara. Una dichiarazione d’amore al disagio e al dolore. Come le sue protagoniste: scomode\, quindi indispensabili. In tutto quello che scriviamo\, produciamo\, soprattutto recitiamo\, c’è sempre qualcosa di intimamente nostro. Diventa produttivo e originale quando non somiglia a noi\, quando ogni storia parte dalla nostra pancia e arriva in un punto qualsiasi dell’universo ogni cosa che ci capita\, ogni fantasia\, ogni innamoramento\, ogni profonda delusione\, ogni relazione\, ogni incontro\, viene rimescolato all’interno della nostra sensibilità e proposto su un palco o davanti a una macchina da presa. Credo sia l’apice più alto del lavoro che sono contento di fare. Capita anche di trasformare così tanto quello che ci è accaduto da farlo diventare un intreccio a tre voci\, per tre attrici completamenti diverse ma ugualmente raffinate. Il compito primo è quello di produrre un’autobiografia minima ma estremamente fedele\, dapoter far rappresentare da qualcuno che palesemente non sono io. È così che nasce il testo “Scomode”\, una recensione tassonometrica di alcuni periodi ingarbugliati quanto infinitamente produttivi della mia vita\, in cui si mischiano sensazioni e impedimenti\, alti innalzamenti dello spirito ed ironia. Scritto per tre voci\, prodotto per tre anime. Una necessità. \n\n\n\nScomodo – scritto e diretto da Massimiliano Vado – Con: Elena Biagetti\, Alessia Ferrero e Emanuela Panzarino
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Edipo re di Sofocle a Galleria Toledo
DESCRIPTION:Venerdì 6 marzo alle ore 19.00 (in replica sabato 7 marzo ore 20.30 e domenica 8 marzo ore 18.00) la compagnia archiviozeta presenta un nuovo attraversamento di Edipo re di Sofocle\, traduzione di Federico Condello\, drammaturgia\, scenografia\, regia\, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti\, musica di Patrizio Barontini.  \n\n\n\nA distanza di qualche anno dalla sua ultima ripresa nel 2022\, lo spettacolo torna in scena come terreno di ricerca sulle tracce metateatrali del testo mettendo in evidenza la postura poetica e formale della compagnia.  \n\n\n\nIl luogo del delitto è sotto gli occhi di tutti. La versione di Edipo di archiviozeta cammina sul filo dei contrasti\, degli interrogatori e delle indagini alla ricerca ossessiva del colpevole: in scena due figure istruiscono il procedimento ineluttabile che porta alla conoscenza e quindi al dolore. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nColui che cerca è l’oggetto della ricerca \n\n\n\nchi non sa è colui a proposito del quale si tratta di sapere \n\n\n\ncolui che ha sguinzagliato i cani è egli stesso la preda \n\n\n\nla pista in cui li ha lanciati li riconduce al punto in cui li attende. \n\n\n\nMichel Foucault – Lezioni sulla volontà di sapere/Il sapere di Edipo \n\n\n\nUna lunga storia… Abbiamo iniziato a girare intorno a Edipo Re nel 2011 quando decidemmo di metterlo in scena a Fiesole\, a cento anni di distanza dall’inaugurazione del Teatro Romano che – primo in Italia – nel 1911 ospitò un Edipo in un sito archeologico. Lo spettacolo era all’ora del tramonto e senza nessuna amplificazione\, la musica era suonata dal vivo\, in scena eravamo in quattro. Ma non si fa Edipo senza una lingua e senza una profonda conoscenza del greco antico\, dei giochi di parole\, dei lapsus\, dei tranelli e delle false piste. Decidemmo di mettere in scena Edipo perché ci colpì profondamente la ricerca filologica attenta e la contemporaneità della nuova e ancora mai rappresentata traduzione di Federico Condello dell’Università di Bologna. Qualche tempo dopo facemmo un nuovo allestimento in due capannoni dismessi dai lavori dell’Alta Velocità nella Valle del Santerno\, tra Imola e Firenzuola. Era un altro spettacolo. Eravamo al chiuso ma quando sul finale si aprivano i portelloni\, il pubblico\, da quello spazio industriale\, poteva vedere il verde dei boschi intorno: il nostro Citerone era là a due passi! \n\n\n\nNel 2015 ci venne offerta la possibilità di riallestirlo in occasione delle serate in Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna\, preceduto da una lezione di Massimo Recalcati. Decidemmo di ripensare tutto lo spettacolo per farne una cosa completamente diversa: tutto in due attori\, doveva essere uno scontro dialettico fino all’ultimo respiro\, un tentativo di far emergere al massimo le tracce metateatrali e di far risaltare uno straniamento che portasse ancora più in luce la lacerazione profonda della contemporaneità. \n\n\n\nMa come lavorare su un personaggio come Edipo\, vittima e colpevole allo stesso tempo\, come rappresentare la complessità dei diversi personaggi che si attorcigliano a lui per salvarlo o annientarlo?Pensare Edipo come un dialogo aumenta la complessità: il protagonista lo conosciamo. Ma chi è questa deuteragonista che in sequenza si trasforma in Sfinge\, Tiresia\, Giocasta\, Messaggero\, Pastore? Uno spettroche tenta di sviare il colpevole dalla verità pur dicendola apertamente\, che sembra l’artefice del suo destino\, che lo obbliga a vivere sul luogo del delitto e che lo precipita in un incubo oscuro dal quale non può uscire? È forse questo suo doppio ossessivo il responsabile di tutto? \n\n\n\nL’importante è non rispondere a questa domanda\, lasciare che il dubbio rimanga come un tarlo nella mente\, come una lotta tra saperi. \n\n\n\nDa questo naufragio nell’abisso è nata la partitura musicale e sonora di Patrizio Barontini ed è emerso il segno scenografico: una Y disegnata sul palcoscenico\, una Lambda maiuscola – la lettera greca – lettera zoppa\, simbolo della stirpe di Edipo\, lettera genetica contenuta nel nome stesso dei Labdacidi\, quasi un cromosoma di luce\, abbiamo sotto gli occhi il crocevia di tre cammini\, spazio sospeso\, indefinito o iperdefinito\, passaggio dalla visibile oscurità alla luce accecante. \n\n\n\nCosì è nato un nuovo Edipo\, tragedia immensa e immensamente tragica: la storia di un bambino preso nella trappola genetica e abbandonato al suo destino. \n\n\n\nGianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
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LOCATION:Galleria Toledo\, Vicolo I Porta Piccola a Montecalvario\, 34\, Napoli\, ITA\, 80134\, Italy
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SUMMARY:"VERNICE FRESCA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 6 all’ 8 marzo al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo VERNICE FRESCA drammaturgia e regia di Giovanni Sicurello\, con Maria Lomurno\, Giovanni Sicurello\, Fabio Versaci\, Gianluca Guizzardi. \n\n\n\nVernice Fresca -un testo scritto e interpretato da giovani attori- mette in scena il confronto tra individui agli antipodi della società: un giovane in crisi lavorativa e una clocharde provocatoria e irriverente.  Attraverso dialoghi sferzanti e situazioni surreali\, lo spettacolo esplora temi dell’alienazione\, frustrazione e ricerca di autenticità in un mondo che spesso sacrifica l’umanità per il successo\, e riflette su cosa significhi realmente essere liberi.  \n\n\n\nAlla fermata dell’autobus Davide incontra Mirella\, una clochrad fuori dagli schemi che vive in un camper senza ruote. I due avviano una conversazione che\, tra battute pungenti e provocazioni\, si trasforma in uno specchio delle loro vite. Mirella rappresenta la libertà estrema\, distaccata dalle convenzioni sociali; Davide è frustrato da un lavoro che lo sfrutta e non gli dà alcun senso di realizzazione\, oppresso dalle aspettative e dal bisogno di sicurezza. \n\n\n\nNe deriva un confronto sulla ricerca della libertà e il prezzo che si è disposti a pagare per conformarsi o ribellarsi alle regole della società. \n\n\n\nQuello che i personaggi non sanno è che a innescare le loro confessioni è la panchina stessa sulla quale sono seduti; infatti chiunque vi si sieda è costretto a rivelare ciò che davvero pensa o desidera. A loro si uniscono altri personaggi; un misterioso assassino\, un Prete che metterà in dubbio con ironia le sue stesse convinzioni religiose. La panchina non risparmia nessuno\, mettendo a nudo fragilità\, segreti e desideri repressi\, obbligando i personaggi a fare i conti con la loro vera natura.
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SUMMARY:"Beauséjour" al Teatro Comunale di Bologna
DESCRIPTION:Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”\, accolto dal pubblico come una vera rock star\, il coreografo francese Mourad Merzouki\, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico\, arriva in Italia per presentare Beauséjour\, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau ore 20:30. \n\n\n\nCinquantaduenne originario di Saint-Priest\, nella periferia di Lione\, con genitori di origini algerine\, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata\, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta\, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Käfig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 Paesi. \n\n\n\nBeauséjour è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare\, quindi\, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo\, l’energia\, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – afferma – la nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età\, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.  \n\n\n\nLe sonorità electro-latine create ad hoc da Müller & Makaroff\, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango\, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera)\, un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia\, primi amori e momenti condivisi con gli amici\, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton\, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse:  quattordici interpreti\, giovani e anziani\, non per contrapporsi\, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi\, perché la bella danza è universale e transgenerazionale. \n\n\n\n«In questa nuova creazione\, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a comecambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale\, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure\, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance\, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche\, ma un’estetica diversa\, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza\, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour\, guardoal corpo consumato\, al corpo che ha vissuto\, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro\, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi\, sia di un presente vissuto da corpi prominenti\, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop\, che devono appropriarsi di nuovi movimenti\, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali. Questi personaggi accattivanti\, che abbracciano la loro originalità\, danno vita a una visione rinnovata della bellezza. Il corpo che invecchia può essere il luogo felice in cui risiede la bellezza! Una bellezza che sfida il tempo\, che resiste ed esiste in mododiverso. Trasportato dai ritmi electro-tango di Müller & Makaroff\, lo spirito della “ginguette” riappare sotto gli occhi delpubblico. La danza\, più che mai\, è una vetrina per la vita e la condivisione». \n\n\n\nMOURAD MERZOUKI\, direttore artistico e coreografo \n\n\n\n«L’incontro con Mourad Merzouki su quello che sarebbe diventato lo spettacolo Beauséjour ha fatto nascere un desiderio: riprendere da dove avevamo lasciato il “progetto Antropoceno”\, arricchendolo e portandolo ancora più lontano\, verso altri territori musicali dell’America Latina\, dalle marimbe e dai ritmi ternari della costa pacifica colombiana ai flauti e ai charango delle vette più alte delle Ande! Proprio come abbiamo fatto con il Gotan Project\, unendo il tango argentino alla musica elettronica. Uno dei vantaggi della musica elettronica è che l’orchestra sta tutta in un laptop! Così abbiamo potuto entrare nello spazio-tempo coreografico e adattare la musica alle esigenze della danza in tempo reale\, garantendo una perfetta sincronizzazione tra le due. Questo modo di lavorare ricorda i primi tempi del cinema\, quando le orchestre erano presenti durante le riprese e tutto veniva fatto contemporaneamente. Questo ampliamento degli orizzonti musicali e la ricerca di nuovi limiti completano l’approccio creativo del coreografo». \n\n\n\nMÜLLER & MAKAROFF\, creazione musicale  \n\n\n\nBEAUSÉJOUR Compagnie Käfig \n\n\n\ncreazione 2024 Les Nuits de Fourvière – Festival international de la Métropole de Lyon\, Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Cie Käfig\, Scène de Bayssan – Domaine Départemental de l’Hérault (Béziers)\, Sport dans la Ville con il supporto di Pôle en Scènes (Bron)\, Théâtre Théo Argence (Saint-Priest) \n\n\n\nCompagnie Käfig è in residenza presso il  Théâtre Théo Argence – Ville de Saint-Priest\, supportata dal Ministero Francese della Cultura\, dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes e da Pôle en Scènes \n\n\n\nDurata 60 minuti\, atto unico \n\n\n\nGuarda i video QUI e QUI \n\n\n\nAcquista biglietti su vivaticket
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LOCATION:Teatro Comunale di Bologna\, Largo Respighi 1\, Bologna\, 40126\, Italy
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