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SUMMARY:"GIN GAME" al Teatro Ciak di Roma
DESCRIPTION:Due solitudini che si incontrano in un crescendo di menzogne e confessioni\, in una commedia divertente e poetica. In anteprima nazionale Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi  saranno sul palco del Teatro Ciak di Roma con GIN GAME di Donald L. Coburn\, per la regia di Gianpiero Francese\, sabato 18 ottobre alle ore 21.00 e domenica 19 ottobre alle ore 17.30.    \n\n\n\nI due anziani Weller Martin e Fonsia Dorsey si incontrano\, nel giorno delle visite\, nella casa di riposo dove sono ospiti. Entrambi sembrano non avere altri amici e cominciano a frequentarsi. Weller\, burbero e tenero\, si offre di insegnare a Fonsia a giocare a gin rummy. Fonsia impara velocemente tanto che Weller non riesce a vincere una singola partita\, fatto che lo irrita non poco. \n\n\n\nMentre la posta in gioco sale le emozioni aumentano. I due parlano delle proprie vite e la conversazione si trasforma in un pretesto per umiliare l’altro ed esporlo alle proprie debolezze e fallimenti. Nella vita giochiamo le carte che ci vengono date e\, come Fonsia e Weller\, ci sono vincitori e vinti. \n\n\n\nPremio Pulitzer per la drammaturgia nel 1978\, In Italia lo spettacolo è stato rappresentato da Paolo Stoppa e Franca Valeri con la regia di Giorgio de Lullo nel 1978\, Paolo Ferrari e Valeria Valeri con la regia di Gianfranco Brosio nel 1990\, Massimo De Francovich e Valeria Moriconi per la regia di Piero Maccarinelli nel 2002.  \n\n\n\nTempo unico\, durata 80 minuti.  \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nsabato ore 21.00 – Domenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 – Ridotto € 25\,00 (under 20\, over 65\, gruppi 10+ e disabili) \n\n\n\nPromozioni per le famiglie
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SUMMARY:"IDILLIO LEOPARDI E LA LUNA" tra il Teatro della Dodicesima e il Tordinona
DESCRIPTION:Arriva a Roma\, al Teatro della Dodicesima\, il 18 e 19 ottobre e al Teatro Tordinona\, dal 21 al 26 ottobre\, IDILLIO LEOPARDI E LA LUNA\, spettacolo di e con Luigi Moretti che ci propone Giacomo Leopardi da un punto di vista inedito. \n\n\n\nLa figura che può̀ dirsi\, senza alcun dubbio\, componente essenziale dell’immaginario leopardiano è la luna. La luna e\, naturalmente\, il paesaggio che la circonda. \n\n\n\nItalo Calvino nelle sue Lezioni americane ci ricorda che Giacomo Leopardi a quindici anni scrive una storia dell’astronomia di straordinaria erudizione. La contemplazione del cielo notturno che ispirerà a Leopardi i suoi versi più̀ belli non era solo un motivo lirico; quando parlava della luna Leopardi sapeva esattamente di cosa parlava. \n\n\n\nLa contemplazione del cielo stellato\, degli spazi cosmici\, il colloquio con la luna\, sua muta e solinga interlocutrice\, rappresentano un motivo che attraversa la sua opera. La luna\, appena s’affaccia nei versi dei poeti\, ha avuto sempre il potere di comunicare una sensazione di levità\, di sospensione\, di silenzioso e calmo incantesimo. Calvino in un primo momento avrebbe voluto dedicare la lezione sulla leggerezza tutta alla luna: seguire le apparizioni della luna nelle letterature d’ogni tempo e paese. Poi decide che la luna andava lasciata tutta a Leopardi. Perché il miracolo di Leopardi è stato di togliere al linguaggio ogni peso fino a farlo assomigliare alla luce lunare. Le numerose apparizioni della luna nelle sue poesie occupano pochi versi ma bastano a illuminare tutto il componimento di quella luce o a proiettarvi l’ombra della sua assenza. \n\n\n\nProvate ad osservarla e ascoltarla non solo come parola\, certo componente fondamentale della poesia\, ma come un magico emblema\, una figura mitica\, un’interlocutrice simbolica. Come vetta più elevata della poesia che attraverso la sua potenza\, si impone nella vita dell’uomo. Nostra e del Poeta. Un’immagine quella della luna\, malinconica e dolce. E come dice Leopardi\, la malinconia è dolce perché immerge l’anima in pensieri indefiniti\, senza contorni. La luna è misteriosa\, sconosciuta. L’anima si immagina quello che non vede e non conosce. \n\n\n\n Così lo spettacolo parla di Giacomino\, un uomo semplice\, non particolarmente erudito ma di animo sensibile\, che scopre la poesia del Poeta\, con tanta fatica prova a comprenderla e piano piano si appassiona. Ci si rispecchia\, ci si confronta e scopre che parla di lui\, della sua vita. Si racconta attraverso brevi storie\, aneddoti della sua infanzia\, insoddisfazioni giovanili\, gioie vissute\, solitudine e dolori profondi. La passione aumenta in un gioco di doppi alternati proprio quando scopre il tema della Luna: l’Idillio del Poeta con la Luna amica confidente e l’Idillio dell’Uomo con ciò che il Poeta prova e scrive\, la Luna specchio in cui il Poeta si riflette e la Poesia del Poeta in cui si specchia l’Uomo. \n\n\n\nPer info  \n\n\n\n18 e 19 ottobre \n\n\n\nSabato ore 21; domenica ore 17:30 \n\n\n\nTeatro della Dodicesima_ Via Carlo Avolio\, 60 Roma \n\n\n\ninfo e prenotazioni 065073074 / info@teatrodelladodicesima.it \n\n\n\nDal 21 al 26 ottobre \n\n\n\nDal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18 \n\n\n\nTeatro Tordinona: Via degli Acquasparta\, 16 Roma \n\n\n\ninfo e prenotazioni 067004932 – 3283998552 / tordinonateatro1@gmail.com – info@compagniadelsole.com \n\n\n\nBiglietti: Intero: €13 + €3 tessera \n\n\n\nRidotto (studenti e over 65): €10 + €3 tessera \n\n\n\nOperatore: €7 + €3 tessera \n\n\n\nGiornalisti accreditati: ingresso gratuito (senza tessera) \n\n\n\nPer maggiori info sullo spettacolo https://www.compagniadelsole.com/idillio-leopardi-e-la-luna
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SUMMARY:"Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology" al Maxxi
DESCRIPTION:Dal 19 ottobre al 27 novembre 2025 gli spazi del Corner MAXXI\, ospitano per la prima volta Chris Soal\, uno dei più influenti artisti sudafricani della scena contemporanea\, con la sua Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology una raccolta inedita di opere site-specific che intrecciano scultura\, biologia ed ecologia. Un flusso di forme\, materiali e percezioni per un viaggio nel cuore della materia\, dove il quotidiano e lo scartato si trasformano in visioni complesse e vitali.  \n\n\n\nStuzzicadenti\, tappi di bottiglia di birra\, cemento e carta vetrata diventano\, nelle mani di Soal\, organismi visivi che travalicano la loro funzione originaria\, evocando proliferazioni cellulari\, stratificazioni geologiche\, nuove architetture del vivente. Ogni opera dell’artista è il risultato di un gesto di accumulazione e stratificazione che porta la materia a generare altre possibilità di sé\, mutando in entità inattese sul filo di una ricerca e di una poetica che non si limitano al riuso\, ma si spingono verso una riflessione sulla trasformazione biologica e sull’interconnessione dei sistemi\, mettendo in scena un’ecologia percettiva che riguarda la vita stessa. \n\n\n\nLa mostra\, a cura di Cesare Biasini Selvaggi e prodotta dalla Fondazione D’ARC in collaborazione con Piero Atchugarry Gallery (Miami-Pueblo Garzón) e Montoro12 Gallery (Bruxelles-Roma)\, accompagna così il visitatore all’interno di un processo creativo che si definisce attraverso il concetto di spillover\, termine che indica il fenomeno della “tracimazione”. Tracimano i materiali\, che oltrepassano la loro funzione originaria e diventano altro. Tracima la percezione\, chiamata a superare categorie e confini. Tracima l’immaginario\, che dall’inorganico si sposta verso il biologico\, evocando forme cellulari in proliferazione\, strati geologici che si accumulano nel tempo\, organismi che si moltiplicano nello spazio. \n\n\n\nL’opera di Soal costruisce così un ecosistema in miniatura: un laboratorio in cui\, rigore formale e immaginazione poetica\, la materia inerte si fa organismo e la scultura si espande in uno spazio di possibilità. Il livello materiale si intreccia con quello biologico ed ecologico\, fino a generare una fenomenologia del riuso che mette in crisi le categorie del consumo\, invitando a una riflessione sulla ciclicità vita-morte-rinascita.  \n\n\n\nLa mostra sarà accompagnata da una monografia che ripercorrerà tutto il percorso di ricerca di Chris Soal con testi di Giuliana Benassi\, Cesare Biasini Selvaggi e Alessandro Romanini. \n\n\n\nChris Soal (n. 1994) è un artista sudafricano la cui pratica scultorea\, acclamata dalla critica — influenzata dalla sua formazione a Johannesburg e attualmente con base a Città del Capo — ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale. \n\n\n\nHa ricevuto numerosi premi\, tra cui il Claire & Edoardo Villa Will Trust Grant (2020)\, il SEED Award della South African Foundation for Contemporary Art (2019) e il PPC Imaginarium Award (2018). Ha partecipato a residenze artistiche presso la South African Foundation for Contemporary Art (Knysna\, Sudafrica e Bruxelles\, Belgio)\, la Nirox Foundation (Cradle of Humankind\, Sudafrica) e la Ampersand Foundation (New York). Inoltre\, è fellow della African Leadership Initiative – Young Leaders 5th Class (2024) e ha preso parte alla RAW Academie presso il RAW Material Company (Dakar\, Senegal) (2018). Nel 2020 è stato selezionato tra dieci artisti contemporanei per collaborare alla 5ª edizione del progetto Christian Dior Lady Art. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato presentato in mostre collettive presso istituzioni quali il Brooklyn Museum\, New York (2025)\, la Norval Foundation\, Città del Capo (2025)\, il Singer Laren\, Laren (2024)\, il CENTRALE\, Bruxelles (2023)\, il Nirox Sculpture Park\, Johannesburg (2021)\, l’Iziko National Museum\, Città del Capo (2020) e il FRAC MECA\, Bordeaux (2019). \n\n\n\nLe sue opere fanno parte di importanti collezioni museali\, tra cui il Brooklyn Museum\, New York; il De Young Museum\, Fine Arts Museums of San Francisco; il LAM Museum\, Lisse; il MACAAL Museum\, Marrakech; e il Museum of Old and New Art (MONA)\, Tasmania.
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SUMMARY:MAMMA SEI SEMPRE NEI MIEI PENIERI\, SPOSTATI! al Teatro Hamlet
DESCRIPTION:Domenica 19 ottobre salirà sul palco del Teatro Hamlet Cinzia Leone con MAMMA SEI SEMPRE NEI MIEI PENIERI\, SPOSTATI!. Un’autentica “animale da palcoscenico”\, guiderà il pubblico in un viaggio divertente e toccante alla scoperta della “mammità” \, esplorando con leggerezza e profondità il distacco dal cordone ombelicale\, l’influenza delle madri sulle proprie figlie e il circolo che si perpetua di generazione in generazione.  \n\n\n\nLo spettacolo offre uno spunto comico su come una madre\, nel bene e nel male\, condiziona i pensieri e i comportamenti della figlia\, trasmettendo un’impronta che si ripercuote sulle generazioni future. \n\n\n\nIl pubblico vivrà un’ esperienza unica\, dove Cinzia Leone\, con la sua energia e il suo linguaggio senza filtri\, esplorerà tematiche universali e talvolta imbarazzanti\, come il rapporto tra madre e figlia\, la complicità e le difficoltà del legame. \n\n\n\nUn mix di riflessioni sul cordone ombelicale\, simbolo di un amore profondo\, ma anche di un legame che spesso crea insicurezze e conflitti interiori. La spettacolarità del monologo è arricchita dalla presenza di una “suggeritrice vivente”\, una curiosa forma meta-teatrale che aggiunge un elemento di spontaneità e imprevedibilità allo spettacolo.
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LOCATION:Teatro Hamlet\, Via Alberto da Giussano\, 13\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Il progetto "La Città Visibile" continua ad animare il Municipio VIII con eventi\, arte e partecipazione
DESCRIPTION:Prosegue con entusiasmo e grande partecipazione Città Visibile\, il progetto ideato e curato da Marte 2010\, promosso da Roma Capitale e vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nDallo scorso 24 settembre\, il Centro Culturale del Polo Civico di Viale Aldo Ballarin\, nel cuore del Municipio VIII\, è diventato un vero e proprio laboratorio urbano di idee\, incontri e creatività. Gli spazi interni ed esterni dell’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis si sono trasformati in un crocevia di esperienze condivise\, dove arte\, teatro\, musica e formazione dialogano con la cittadinanza per costruire una città più aperta\, accogliente e consapevole. \n\n\n\nIl progetto\, che si articolerà fino a dicembre 2025\, intende valorizzare il territorio attraverso un ricco calendario di appuntamenti che intrecciano linguaggi e discipline: spettacoli dal vivo\, laboratori partecipativi\, mostre fotografiche\, incontri con artisti e autori\, proiezioni e attività educative per bambini e famiglie. Ogni iniziativa è pensata per favorire il dialogo tra generazioni e culture\, restituendo alla comunità uno spazio civico vissuto\, in cui riconoscersi e ritrovarsi. \n\n\n\nCon Città Visibile\, Marte 2010 rinnova il proprio impegno nel promuovere una cultura della partecipazione e della bellezza condivisa\, restituendo alla città luoghi di incontro che diventano motori di rigenerazione sociale e culturale. Un progetto che guarda al futuro con la consapevolezza che rendere visibile la città significa\, prima di tutto\, rendere visibili le persone che la abitano. \n\n\n\nSintesi delle Attività \n\n\n\nSETTEMBRE – DICEMBRE 2025 \n\n\n\nEventi di spettacolo dal vivo\, tra cui teatro\, musica\, poesia\, danza\, cabaret e 2 serate di proiezione di corti cinematografici \n\n\n\nLaboratori artistici (dal 24 settembre al 19 dicembre 2025) \n\n\n\n1 Laboratorio di adattamento drammaturgico; 2 Laboratori di recitazione per principianti; 2 Laboratori di recitazione per chi ha avuto già esperienze di laboratorio teatrale; 2 Laboratori di canto per principianti e non. A dicembre è prevista una restituzione pubblica attraverso Lezioni Aperte/Performance conclusive\, (nella settimana 15–19 Dicembre 2025) \n\n\n\nRedazione partecipata con momenti di formazione e produzione di contenuti multimediali.  \n\n\n\nI Prossimi appuntamenti \n\n\n\nAuditorium Municipale Pasquale de Angelis – Ingresso Gratuito \n\n\n\nDomenica 19 ottobre ore 18.30  \n\n\n\nA noi piacciono Corti selezione cortometraggi a cura di Associack distribuzione  \n\n\n\nGenere: cinema \n\n\n\nPrimo appuntamento dedicato al cinema breve\, con una selezione di cortometraggi curata dal regista Cristiano Anania di Associack distribuzione. Un’occasione per scoprire nuove voci del panorama cinematografico internazionale. \n\n\n\nSabato 25 ottobre ore 21.00 \n\n\n\nLa Supplente di Giuseppe Manfridi\, regia C. Boccaccini\, con Silvia Brogi \n\n\n\ngenere: monologo \n\n\n\nUna supplente irrompe in scena per raccontare\, con ironia e amarezza\, la scuola di ieri e di oggi\, i sogni e le disillusioni del mondo educativo. \n\n\n\nDomenica 26 ottobre ore 18.30 \n\n\n\ndal Principio all’Altrove recital per piano solo di Theo Allegretti  \n\n\n\nGenere: recital\, viaggio musicale \n\n\n\nCome in una guida all’ascolto\, Theo Allegretti accompagna il pubblico in un viaggio che unisce musica e racconto\, fonde improvvisazione pianistica e testi filosofici\, amalgama pensiero ed emozione. \n\n\n\nVenerdì 31 ottobre ore 21.00 \n\n\n\nLa valigia della Libertà di e con Valentina Petrini\, Pasquale Filastò (violoncello)\, Alessio Podestà(fisarmonica)\, Fabia Salvucci (voce) \n\n\n\nGenere: teatro civile \n\n\n\nUno spettacolo teatrale che intreccia storie di lotta per la libertà e riflessioni sui diritti civili\, in un viaggio tra parola e testimonianza. \n\n\n\nVenerdì 7 novembre ore 21.00 \n\n\n\nA noi piacciono Corti selezione cortometraggi a cura di Associack distribuzione  \n\n\n\nGenere: cinema \n\n\n\nSecondo appuntamento con il cinema breve\, selezione di cortometraggi curata dal regista Cristiano Anania di Associack distribuzione. Un’occasione per scoprire nuove voci del panorama cinematografico nazionale.  \n\n\n\nVenerdì 14 novembre ore 21.00 \n\n\n\nRicomincio da Uno di e con Paolo de Giorgio \n\n\n\ngenere: monologo \n\n\n\nUn viaggio introspettivo fatto di parole\, emozioni e immagini. Il recital affronta temi di rinascita\, fragilità e speranza. \n\n\n\nSabato 15 novembre ore 21.00 \n\n\n\nNessuno dopo di te scritto e diretto da Guido Lomoro\, coreografie e movimenti scenici Maria Borgese\, con Tiziano Di Sora e Bruno Petrosino \n\n\n\nGenere: teatro\, danza\, musica\, poesia \n\n\n\nUna storia d’amore\, un viaggio interiore alla ricerca di quello che l’apparenza poco rivela.  Amore come unico strumento di salvezza. Anche quando finisce. Anche quando deve finire. Che si sia donne o uomini non fa alcuna differenza. \n\n\n\nDomenica 16 novembre ore 18.30 \n\n\n\nHerbarie – le chiamavano streghe regia Ivan Vincenzo Cozzi\, con Silvia Mazzotta\, Brunella Petrini\, Elena Stabile.  \n\n\n\nGenere: teatro \n\n\n\nUn dialogo vivo tra parola\, memoria e natura. “Herbarie” restituisce voce alle antiche sapienze dell’erboristeria\, tramandate dalle donne\, custodi di saperi silenziosi ma potenti. \n\n\n\nVenerdì 28 novembre ore 21.00 \n\n\n\nPiedi nudi e Parole crude di Antonio Veneziani\, diretto e interpretato da Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro\, Gea Lucetti (danza)\, Theo Allegretti (tastiere) \n\n\n\ngenere: teatro\, danza\, musica\, poesia \n\n\n\nUna performance intensa e poetica dove la danza si intreccia con la parola\, esplorando la fragilità e la forza dell’esistenza umana. \n\n\n\nSabato 29 novembre ore 21.00 \n\n\n\nOgnuno merita una Vita Straordinaria di e con Roberto Vaino\,  \n\n\n\nregia Maria Teresa Pintus \n\n\n\ngenere: racconto autobiografico\, Storytelling  \n\n\n\nUn racconto autobiografico di trasformazione\, resilienza e riscoperta di sé. Uno storytelling motivazionale che parla all’animo umano e invita al cambiamento. \n\n\n\nSabato 6 dicembre ore 21.00 \n\n\n\nDaimon 4.0 – identità in download di e con Tiziana Sensi e Maria Grazia Aurilio \n\n\n\ngenere: Storytelling  \n\n\n\nUno storytelling teatrale che riflette sull’identità dei giovani nell’era digitale\, tra costruzione del sé e iperconnessione. Una proposta attuale e coinvolgente per adolescenti e adulti. \n\n\n\nLunedì 8 dicembre ore 18.30 \n\n\n\nIl Cervello Complice scritto e diretto da Giuseppe Gandini\, con Silvia Mazzotta\, Valentina Bruscoli\, Marta Iacopini\, Francesca D’Urso\, Sofia Fusciani\, Valeria Paternesi  \n\n\n\nGenere: commedia musicale – teatro scientifico/divulgativo  \n\n\n\nUna commedia musicale che porta in scena i meccanismi neurologici dell’empatia e della relazione. Attraverso il linguaggio scenico e l’espressività femminile\, lo spettacolo esplora come cervello ed emozione si influenzano reciprocamente. \n\n\n\nINFO E CONTATTI  \n\n\n\n● Ingresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti  \n\n\n\n● Sede: Auditorium Municipale Pasquale de Angelis – Polo Civico di Viale Aldo Ballarin\, Municipio Roma VIII  \n\n\n\n● Accessibilità: la sede è accessibile anche a persone con disabilità motoria e in carrozzina ● Come arrivare: raggiungibile con le linee bus ATAC 716 e 772 – capolinea Viale Ballarin /  Cesarini  \n\n\n\n● Iscrizioni ai laboratori: produzione@marte201.net  \n\n\n\n      ● Programmi completi e aggiornamenti:  www.cittavisibile.com \n\n\n\n      ● info@lacittavisibile.com \n\n\n\n      ● 334.20.22.448 (whatsapp)
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SUMMARY:La futura classe dirigente al Mattatoio di Roma
DESCRIPTION:La futura classe dirigente di Caterina Marino è uno spettacolo che dà voce ai bambini\, tra i 6 e i 13 anni\, invitandoli a riflettere su un futuro che sembra sempre più incerto. Interpellati su temi legati al cambiamento climatico e alle grandi sfide del nostro tempo\, i piccoli raccontano la loro visione del domani\, mettendo in luce la distanza e la difficoltà di comprendere il mondo che gli adulti stanno costruendo. Lontano dalla retorica e dal senso di colpa\, lo spettacolo si concentra sulle possibilità di cambiamento\, osservando le azioni del presente con un approccio nuovo\, più aperto e senza giudizi. Un atto d’amore\, crudo e complesso verso le generazioni future\, chiamate a vivere in un mondo plasmato dalle scelte di oggi. \n\n\n\nNovità teatrale della stagione autunnale 2025\, lo spettacolo debutta in prima nazionale il 21 ottobre (replica il 22) al Mattatoio di Roma\, nell’ambito del Romaeuropa Festival\, in una coproduzione tra Cranpi\, 369gradi\, La Corte Ospitale con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, la residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t\, Humus artistə nel terriorio/IAC Centro Arti Integrate\, Teatro Biblioteca Quarticciolo e con il sostegno di ATCL Circuito multidisciplinare della Regione Lazio.  \n\n\n\nIl testo si compone di due elementi: le battute trascritte letteralmente dalle interviste raccolte e gli interventi autoriali\, dichiarati al pubblico per poterli distinguere. Le parole di bambini e bambine non vengono mai manomesse o cambiate ma contestualizzate drammaturgicamente. La raccolta del materiale è durata più di un anno e ha riguardato un ampio bacino di ricerca. Tra le macro tematiche affrontate – sia proposte che emerse spontaneamente da loro – ci sono l’ecologia\, il razzismo\, le differenze di genere\, il rapporto con gli adulti e le domande da porre loro\, le regole che farebbero in quanto classe dirigente\, i soldi\, il concetto di potere\, la paura del futuro e come lo immaginano. \n\n\n\nIn scena due performer maschili e due femminili agiscono in un contesto che richiama – senza mai dichiararlo apertamente – una Conferenza per il Clima o delle Nazioni Unite. La recitazione non richiama l’infanzia\, ma si radica nella fisicità dei performer e nella situazione rappresentata\, generando un contrasto dato proprio da questa contrapposizione. Il pubblico è al tempo stesso spettatore della Conferenza e interlocutore diretto\, ma anche l’insieme degli adulti a cui i bambini si rivolgono e a cui parla l’autrice. \n\n\n\nCome i bambini e le bambine di oggi che\, per loro stessa ammissione\, perdono spesso la concentrazione\, si distraggono e hanno bisogno ogni tanto di “farsi una passeggiata”\, anche la futura classe dirigente perde ogni tanto il focus rispetto agli obiettivi della Conferenza\, creando interferenze sceniche e aprendosi in immagini altre. \n\n\n\n«La futura classe dirigente non sa che il mondo che dovrà governare è sull’orlo del collasso – commenta Caterina Marino – Impara la grammatica\, l’inglese e nomi di città che tra qualche anno non esisteranno più. La futura classe dirigente con molta probabilità non conosce telefoni che abbiano fili o tasti\, è salita su diversi aerei nei primi anni di vita e ancora non sa di essere cruciale per il sistema pensionistico. O\, chissà\, forse qualcosa l’ha intuito. La futura classe dirigente è un esercizio di immaginazione su un futuro che non si prospetta roseo e un interrogativo aperto sulle nostre azioni del presente. Non vuole essere accusatorio\, ma anzi saltare oltre il senso di colpa\, raggirare la retorica e guardare più a fondo\, verso le possibilità ancora aperte di prenderci la responsabilità del pianeta e di quello che succede nel mondo. Nonostante le difficoltà di comprenderlo\, o la paralizzante sensazione di non poter cambiare le cose. Spostando lo sguardo da quello che ci è stato lasciato a quello che potremmo fare invece noi. Fulcro del lavoro\, difatti\, è la responsabilità generazionale e la possibilità di tornare a essere soggetti politici in un contesto sociale\, fuori dall’individualismo e l’isolamento virtuale e fisico. È uno spettacolo che vuole essere un atto di amore (un amore non rassicurante\, ferino e complesso\, ma comunque amore) verso esseri umani che non conosciamo\, che devono ancora nascere\, che abitano in altri continenti. Che un giorno ci chiederanno dove eravamo\, o cosa abbiamo fatto per cambiare le cose. Che prima o poi decideranno anche per noi. Ha qualcosa a che fare con un famoso proverbio di un albero piantato\, e un’ombra sotto la quale non avremo mai modo di sederci. Anche perché\, dicono loro\, gli alberi non esisteranno più». \n\n\n\nCATERINA MARINO si diploma come attrice nel 2014 presso la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone. Studia inoltre con Mario Perrotta\, Michele Monetta\, i Familie Floz\, Andrea Baracco\, Michele Sinisi\, Lisa Ferlazzo Natoli. Tra il 2015 e il 2016 è interprete in Le mille e una notte con la regia di Andrea Baracco e in Odissea–da Omero a Walcott con la regia di Vincenzo Manna. Tra il 2016 e il 2017 lavora con Riccardo Caporossi nello spettacolo Forme con Riccardo Vannuccini e la compagnia ArteStudio nello spettacolo No Hamlet\, please\, entrambi prodotti dal Teatro di Roma\, e nuovamente con Vincenzo Manna nello spettacolo CANI. Nel 2017 si laurea a Roma in Arti e Scienze dello Spettacolo con una tesi di Drammaturgia su Gerardo Guerrieri e la sua prima traduzione italiana di Un tram che si chiama desiderio. Nel 2018 è co-fondatrice insieme a Giulia Canali e Marco Fasciana della compagnia Binario1310\, con la quale partecipa al Premio Scenario Infanzia 2018\, arrivando in finale con il progetto Come quando è primavera sul fenomeno afgano delle bacha posh e le disparità di genere. Lo spettacolo debutta poi nel 2019 e prosegue la distribuzione fino al 2023. Sempre nel 2018 traduce\, insieme a Beth McCreton\, il testo inglese Pramkicker di Sadie Hasler\, di cui è anche interprete. Lo spettacolo debutta con la regia di Federico Brugnone nel luglio 2019 presso il Teatro Sociale di Gualtieri. Nel 2021 vince la Segnalazione Speciale al Premio Scenario con Still Alive\, primo testo interamente scritto\, diretto e interpretato da lei. Lo spettacolo debutta nella primavera 2022\, nel 2023 è finalista In-Box e vince la Menzione Speciale della In-Box Generation ed è attualmente in distribuzione. Sempre nel 2022 è impegnata in una tournée nazionale nel ruolo di Maisa nello spettacolo La classe\, con la regia di Giuseppe Marini. \n\n\n\nLA FUTURA CLASSE DIRIGENTE altri crediti \n\n\n\ndrammaturgia e regia Caterina Marino \n\n\n\ncon Federico Brugnone\, Sara Mafodda\, Caterina Marino\, Daniele Paoloni \n\n\n\naiuto regia e luci Marco Fascianafoto di scena Manuela Giusto \n\n\n\nSi ringrazia Accademia italiana \n\n\n\nRomaeuropa Festival 2025/ Mattatoio\, Roma  \n\n\n\n21 ottobre h 21:30  \n\n\n\n22 ottobre h 19:00 \n\n\n\nRomaeuropa.net/ Festival 2025/La futura classe dirigente \n\n\n\nINFO E BIGLIETTERIA \n\n\n\npromozione@romaeuropa.net | 06 45553050 \n\n\n\nVia Dei Magazzini Generali 20/A\, 00154\, Roma \n\n\n\nDate successive25 ottobre 2025 h. 20.30 Teatro Herberia\, Rubiera (RE) \n\n\n\nDurata 75′
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SUMMARY:Al via la quarta edizione del Premio di Drammaturgia il Canotto Parlante
DESCRIPTION:Premio drammaturgia \n\n\n\n«IL CANOTTO PARLANTE» \n\n\n\nQuarta edizione “Spiragli” \n\n\n\nComunicato stampa n.1 \n\n\n\nAl via con la pubblicazione del bando\, la quarta edizione del “Concorso di drammaturgia” legato alla Rassegna “Il Canotto parlante” manifestazione organizzata dall’Associazione la Ciambella APS\, in collaborazione con la UILT nazionale che ha l’obiettivo di stimolare autori a produrre testi drammaturgici con caratteri di originalità contenutistica e innovazione dei linguaggi e degli stili narrativi. \n\n\n\nL’iniziativa si concluderà con il Festival teatrale “Il Canotto parlante” che si svolgerà al Teatro Porta Portese di Roma dal 21 al 26 ottobre 2025 e vedrà in competizione i 5 testi finalisti che saranno selezionati dalla Giuria tecnica del Concorso di drammaturgia. \n\n\n\nPer l’occasione dell’anno del Giubileo il tema proposto per la quarta edizione del Concorso di drammaturgia è Spiragli “la difficoltà\, l’inevitabilità e il coraggio di affrontare il cambiamento nelle scelte di vita”. \n\n\n\nIl concorso è riservato a testi teatrali originali inediti ovvero testi mai rappresentati. \n\n\n\nI testi e le opere dovranno essere inviati entro il 30 aprile 2025. \n\n\n\nIl link per scaricare il bando sul sito dell’Associazione La Ciambella APS https://www.laciambella.com \n\n\n\nPer informazioni sul premio scrivere a: associazioneciambella@gmail.com
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SUMMARY:"Le cose che t’ho imparato" al Cometa Off
DESCRIPTION:Approda sul palcoscenico del Teatro Cometa Off\, dal 21 al 26 ottobre\, “Le cose che t’ho imparato” del drammaturgo Carlo Picchiotti\, una storia parossistica\, in cui si ride molto\, ci si commuove\, si impara tanto e si “assapora”… dal vivo una straordinaria gricia!L’adattamento e la regia sono di Siddhartha Prestinari\, che traccia la narrazione scenica sulle note di un noir\, ma con i toni della commedia.  \n\n\n\nProtagonisti\, Stefano Ambrogi\, attore di cinema e teatro che ha lavorato con registi come Carlo Verdone\, Carlo Vanzina e Pierfrancesco Pingitore\, ed Ermenegildo Marciante\, giovane attore con un importante curriculum artistico all’attivo.Come annota la regista Siddartha Prestinari : “nello stereotipo di una cella di 16 mq che opprime\, indurisce\, incattivisce l’anima\, si muovono un galeotto ed un imputato che danzano la classica dinamica di vittima e carnefice in un’assenza di tempo in cui realismo e simbolismo teatrale si fondono in un codice dove oltre la paura si parla di vita”.Ed infatti la storia si svolge in una squallida cella di un carcere di massima sicurezza\, dove un giovane pregiudicato dall’aspetto innocuo ed alla sua prima esperienza di detenzione\, entra in contatto con un anziano galeotto.Due mondi opposti: l’apparente ingenuità del giovane\, si scontra con la feroce durezza del vecchio maturata daranno vita ad un confronto in cui entrambi hanno tanto da imparare. \n\n\n\nINFO: \n\n\n\nData e Ora Spettacolo \n\n\n\nDa Martedì 21 a Domenica 26 Ottobre 2025  \n\n\n\nDa Martedì a Venerdì ore 21:00 – Sabato ore 19:00 – Domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nBiglietto Intero:  € 19\,00 \n\n\n\ncompresi diritti di prevendita \n\n\n\nTel. 06.57284637
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SUMMARY:"VA TUTTO QUASI BENE" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Si sorride al Teatro de’ Servi\, dal 21 ottobre al 2 novembre con VA TUTTO QUASI BENE\, la nuova commedia scritta e diretta da Andrea Bizzarri. \n\n\n\nUn gran caos avvolge il palcoscenico quando Teo\, regista e autore dello spettacolo ancora in fase di preparazione\, annuncia a Susy e Gian\, bizzosi attori della compagnia\, che di lì a poco farà il suo ingresso Goccia\, un impresario molto influente\, interessato a vedere lo spettacolo per valutarne un’immediata produzione. La notizia sconvolge il già precario equilibrio e mentre le prove continuano fra capricci e dispetti\, Goccia raggiunge la compagnia\, dando avvio alla messinscena. A far precipitare gli eventi ci pensa Susy quando\, al momento del suo ingresso\, indossa un abito completamente diverso da quello concordato. Il risultato è una serie di nuovi intrecci\, scambi di personaggi\, modifiche improvvise che farà virare lo spettacolo verso una direzione inaspettata e grottesca\, lasciando scoprire dettagli nascosti che ribalteranno le carte in tavola. \n\n\n\nUna commedia che si rigenera in continuazione\, con i personaggi impegnati a seguire i febbrili e imprevedibili cambi di percorso\, nel tentativo disperato e comicissimo di far andare tutto per il verso giusto. O quasi. \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21 \n\n\n\nsabato ore 17.30 e ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"La futura classe dirigente"  al Mattatoio
DESCRIPTION:La futura classe dirigente di Caterina Marino è uno spettacolo che dà voce ai bambini\, tra i 6 e i 13 anni\, invitandoli a riflettere su un futuro che sembra sempre più incerto. Interpellati su temi legati al cambiamento climatico e alle grandi sfide del nostro tempo\, i piccoli raccontano la loro visione del domani\, mettendo in luce la distanza e la difficoltà di comprendere il mondo che gli adulti stanno costruendo. Lontano dalla retorica e dal senso di colpa\, lo spettacolo si concentra sulle possibilità di cambiamento\, osservando le azioni del presente con un approccio nuovo\, più aperto e senza giudizi. Un atto d’amore\, crudo e complesso verso le generazioni future\, chiamate a vivere in un mondo plasmato dalle scelte di oggi. \n\n\n\nNovità teatrale della stagione autunnale 2025\, lo spettacolo debutta in prima nazionale il 21 ottobre (replica il 22) al Mattatoio di Roma\, nell’ambito del Romaeuropa Festival\, in una coproduzione tra Cranpi\, 369gradi\, La Corte Ospitale con il contributo di MiC – Ministero della Cultura\, la residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t\, Humus artistə nel terriorio/IAC Centro Arti Integrate\, TeatroBiblioteca Quarticciolo e con il sostegno di ATCL Circuito multidisciplinare della Regione Lazio.  \n\n\n\nIl testo si compone di due elementi: le battute trascritte letteralmente dalle interviste raccolte e gli interventi autoriali\, dichiarati al pubblico per poterli distinguere. Le parole di bambini e bambine non vengono mai manomesse o cambiate ma contestualizzate drammaturgicamente. La raccolta del materiale è durata più di un anno e ha riguardato un ampio bacino di ricerca. Tra le macro tematiche affrontate – sia proposte che emerse spontaneamente da loro – ci sono l’ecologia\, il razzismo\, le differenze di genere\, il rapporto con gli adulti e le domande da porre loro\, le regole che farebbero in quanto classe dirigente\, i soldi\, il concetto di potere\, la paura del futuro e come lo immaginano. \n\n\n\nIn scena due performer maschili e due femminili agiscono in un contesto che richiama – senza mai dichiararlo apertamente – una Conferenza per il Clima o delle Nazioni Unite. La recitazione non richiama l’infanzia\, ma si radica nella fisicità dei performer e nella situazione rappresentata\, generando un contrasto dato proprio da questa contrapposizione. 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O\, chissà\, forse qualcosa l’ha intuito. La futura classe dirigente è un esercizio di immaginazione su un futuro che non si prospetta roseo e un interrogativo aperto sulle nostre azioni del presente. Non vuole essere accusatorio\, ma anzi saltare oltre il senso di colpa\, raggirare la retorica e guardare più a fondo\, verso le possibilità ancora aperte di prenderci la responsabilità del pianeta e di quello che succede nel mondo. Nonostante le difficoltà di comprenderlo\, o la paralizzante sensazione di non poter cambiare le cose. Spostando lo sguardo da quello che ci è stato lasciato a quello che potremmo fare invece noi. Fulcro del lavoro\, difatti\, è la responsabilità generazionale e la possibilità di tornare a essere soggetti politici in un contesto sociale\, fuori dall’individualismo e l’isolamento virtuale e fisico. È uno spettacolo che vuole essere un atto di amore (un amore non rassicurante\, ferino e complesso\, ma comunque amore) verso esseri umani che non conosciamo\, che devono ancora nascere\, che abitano in altri continenti. Che un giorno ci chiederanno dove eravamo\, o cosa abbiamo fatto per cambiare le cose. Che prima o poi decideranno anche per noi. Ha qualcosa a che fare con un famoso proverbio di un albero piantato\, e un’ombra sotto la quale non avremo mai modo di sederci. Anche perché\, dicono loro\, gli alberi non esisteranno più». \n\n\n\nCATERINA MARINO si diploma come attrice nel 2014 presso la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone. Studia inoltre con Mario Perrotta\, Michele Monetta\, i Familie Floz\, Andrea Baracco\, Michele Sinisi\, Lisa Ferlazzo Natoli. Tra il 2015 e il 2016 è interprete in Le mille e una notte con la regia di Andrea Baracco e in Odissea–da Omero a Walcott con la regia di Vincenzo Manna. Tra il 2016 e il 2017 lavora con Riccardo Caporossi nello spettacolo Forme con Riccardo Vannuccini e la compagnia ArteStudio nello spettacolo No Hamlet\, please\, entrambi prodotti dal Teatro di Roma\, e nuovamente con Vincenzo Manna nello spettacolo CANI. Nel 2017 si laurea a Roma in Arti e Scienze dello Spettacolo con una tesi di Drammaturgia su Gerardo Guerrieri e la sua prima traduzione italiana di Un tram che si chiama desiderio. Nel 2018 è co-fondatrice insieme a Giulia Canali e Marco Fasciana della compagnia Binario1310\, con la quale partecipa al Premio Scenario Infanzia 2018\, arrivando in finale con il progetto Come quando è primavera sul fenomeno afgano delle bacha posh e le disparità di genere. Lo spettacolo debutta poi nel 2019 e prosegue la distribuzione fino al 2023. Sempre nel 2018 traduce\, insieme a Beth McCreton\, il testo inglese Pramkicker di Sadie Hasler\, di cui è anche interprete. Lo spettacolo debutta con la regia di Federico Brugnone nel luglio 2019 presso il Teatro Sociale di Gualtieri. Nel 2021 vince la Segnalazione Speciale al Premio Scenario con Still Alive\, primo testo interamente scritto\, diretto e interpretato da lei. Lo spettacolo debutta nella primavera 2022\, nel 2023 è finalista In-Box e vince la Menzione Speciale della In-Box Generation ed è attualmente in distribuzione. Sempre nel 2022 è impegnata in una tournée nazionale nel ruolo di Maisa nello spettacolo La classe\, con la regia di Giuseppe Marini. \n\n\n\nLA FUTURA CLASSE DIRIGENTE altri crediti \n\n\n\ndrammaturgia e regia Caterina Marino \n\n\n\ncon Federico Brugnone\, Sara Mafodda\, Caterina Marino\, Daniele Paoloni \n\n\n\naiuto regia e luci Marco Fasciana \n\n\n\nfoto di scena Manuela Giusto \n\n\n\nSi ringrazia Accademia italiana \n\n\n\nRomaeuropa Festival 2025/ Mattatoio\, Roma  \n\n\n\n21 ottobre h 21:30  \n\n\n\n22 ottobre h 19:00 \n\n\n\nRomaeuropa.net/ Festival 2025/La futura classe dirigente \n\n\n\nINFO E BIGLIETTERIA \n\n\n\npromozione@romaeuropa.net | 06 45553050 \n\n\n\nVia Dei Magazzini Generali 20/A\, 00154\, Roma \n\n\n\nDate successive25 ottobre 2025 h. 20.30 Teatro Herberia\, Rubiera (RE) \n\n\n\nDurata 75′
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SUMMARY:"La valigia di cartone" all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:Anno 1908 o giù di lì. \n\n\n\nLa vita stentata nelle campagne e nei borghi del centro di un’Italia in lento ma inesorabile avvicinamento alla guerra. La crescente fatica a tirare avanti di una comunità che dolorosamente vede la propria terra trasformarsi in una madre smunta che promette solo miseria.  \n\n\n\nLa speranza di cambiare vita passa per una scommessa: il sogno americano\, potenziale faccia lucente che nasconde amare illusioni\, spinge a buttare il cuore al di là dell’ostacolo\, inseguendo il mito di “quelli che ce l’hanno fatta”. \n\n\n\nI nostri scalcinati (anti)eroi che non hanno mai visto Roma\, né l’immensità del mare\, attraversano l’Oceano con la valigia di cartone e il nodo in gola\, per raggiungere Nuova Yorke su bastimenti dal nome dolce. Ma\, allora come oggi\, il comitato d’accoglienza non brilla per umanità: Ellis Island umilia e seleziona\, l’agognata America si rivela matrigna senza scrupoli. \n\n\n\nTra estenuanti lavori in fabbrica e interminabili rosari\, tra amori impossibili e rotocalchi con attricette smaglianti\, tra mafiosi e barbieri che “nun se tengono un cecio”\, tra arroganza“yankee” e nascenti fermenti sociali\, si dipana una storia che potremmo definire di quotidiana resistenza. \n\n\n\nCon i toni della commedia dolceamara un invito a riconoscere analogie con un passato che ritorna\, costante\, finchè fare fortuna o addirittura sopravvivere significherà bussare alla porta di qualcun’altro. \n\n\n\nQuando ad emigrare eravamo noi…corsi e ricorsi storici. \n\n\n\nLA VALIGIA DI CARTONE \n\n\n\ntesto e regia di Claudia Clementi \n\n\n\ncon ordine di apparizione \n\n\n\nNannarella: Francesca Calisti \n\n\n\nCrocifissa: Stefania Gambardella \n\n\n\nCettina: Vilma Fuccelli \n\n\n\nAddolorata: Federica Graziani \n\n\n\nMariuccia: Simona Scelza \n\n\n\nVittorio: Marco Principi \n\n\n\nAntonio: Matteo Francardi \n\n\n\nsabato 8 novembre ore 21 \n\n\n\ndomenica 9 novembre ore 18 \n\n\n\ninfo e prenotazioni: 0651964061 \n\n\n\ne mail: infoarmateatro@gmail.com
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SUMMARY:MOVIE ICONS al Wegil di Roma
DESCRIPTION:Oggetti originali dai set di Hollywood”\, mostra degli oggetti iconici dei film. Da Star Wars agli Avengers\, più di cento pezzi originali di scena\, costumi e memorabilia\, provenienti dai set cinematografici hollywoodiani \n\n\n\nPiù di 100 oggetti originali di scena\, costumi e memorabilia\, provenienti dai set cinematografici hollywoodiani\, sono i protagonisti della mostra MOVIE ICONS\, promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea\, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Theatrum Mundi.  \n\n\n\nIn programma dal 22 ottobre 2025 al 3 Maggio 2026\, l’esposizione di oggetti autentici dai set di Hollywood è stata allestita al WeGil\, polo culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea nel cuore di Trastevere\, a Roma.  \n\n\n\nCon MOVIE ICONS un viaggio nella storia del cinema\, nell’evoluzione dei mestieri e della produzione cinematografica e del costume\, si trasforma in una mostra di collezionismo dal carattere intramontabile. \n\n\n\nLa mostra sbarca nella Capitale\, dopo lo straordinario successo ottenuto a Torino\, dove quasi 500mila visitatori hanno affollato per mesi il Museo Nazionale del Cinema\, alla Mole Antonelliana. \n\n\n\nMOVIE ICONS è un itinerario che percorre e attraversa il cinema; dalla piuma di Forrest Gump alla bacchetta magica di Harry Potter\, dal casco degli Stormtrooper di Guerre stellari fino alla pallottola di Matrix: sono questi solo alcuni degli oggetti di scena originali che si potranno ammirare al WeGil e che hanno plasmato l’immaginario cinematografico negli ultimi 40 anni.  \n\n\n\nMOVIE ICONS è un tragitto che passa attraverso il cinema hollywoodiano\, fatto di oggetti di scena utilizzati e provenienti dai set di alcuni fra i più grandi e popolari successi\, la cui forza evocativa\, l’iconicità\, sono in grado di suscitare quelle emozioni come solo i film sanno trasmettere.  \n\n\n\nDal caschetto di Jurassic Park\, al leggendario costume di Leonardo delle Tartarughe Ninja\, a quelli di Batman e dei tanti supereroi Marvel\, alle futuribili spade laser della saga di Guerre Stellari\, al temibile guanto di Freddy Krueger\, ai costumi di Man in black\, La Cosa\, Armageddon\, Robocop e Io Robot\, passando per le maschere di film horror o per i caschi degli Avengers\, i guantoni di Rocky\, il martello di Thor\, la pallottola di “Matrix”\, il visore VR di “Ready Player One”.  \n\n\n\nE\, ancora\, il sogno di Hugo Cabret\, la magia della bacchetta di Harry Potter\, la paura con “Lo squalo”.  \n\n\n\nLo spettatore si ritrova catapultato dall’altra parte del grande schermo\, al cospetto di autentici memorabilia ammantati di un’aura mitica\, divenuti oggetti del desiderio di pochi fortunati collezionisti\, o vere e proprie opere d’arte esposte in musei internazionali\, per il culto e l’ammirazione degli appassionati della settima arte.  \n\n\n\nMOVIE ICONS non è una semplice catalogazione di oggetti dei principali cult movie degli ultimi decenni\, ma è un’escursione tra i generi cinematografici\, attraverso pezzi originali iconici e costumi\, per dare vita a una stratificazione di racconti: dalla semplice memoria del film e della sua storia\, fino al backstage e alle diverse professioni del cinema.  \n\n\n\nDi qui l’importanza di tornare agli oggetti tangibili e a una riflessione sul collezionismo e sulla sua evoluzione. Come è cambiato\, dunque\, l’intero settore con lo sviluppo della tecnologia e l’introduzione del virtuale e del digitale\, e quanto diventa rilevante studiare questo cammino\, per comprendere l’importanza di riappropriarci della fisicità dell’oggetto\, della sua realizzazione\, perché divenga parte concreta di un immaginario: la finalità di MOVIE ICONS è di sostenere questo viaggio\, attraverso gli oggetti e i costumi originali di scena\, per conservare e attrarre\, nello stesso tempo\, le giovani generazioni e consentire loro di entrare in questo mondo e nella sua storia.  \n\n\n\nL’iconicità\, la visione reale\, per appropriarsi di un universo magico: questo l’obiettivo della mostra.  \n\n\n\nDurante la sua durata\, saranno previste attività per il pubblico\, incontri tematici e visite guidate per le scuole. \n\n\n\nLa mostra è resa accessibile grazie ai pannelli multisensoriali disposti lungo il percorso espositivo\, con una selezione di oggetti di scena realizzati in rappresentazioni visivo-tattili in rilievo trasparente\, completi di didascalie in Braille. La descrizione audio è in italiano/inglese e font easy reading ad alta leggibilità.  \n\n\n\nIl progetto per la mostra accessibile è a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino e di Tactile Vision Lab (Torino). \n\n\n\nOrari: la mostra sarà aperta tutti i giorni\, dalle 10:00 alle 19:00 \n\n\n\nServizio Audioguide \n\n\n\nAperture straordinarieLa mostra sarà aperta con gli stessi orari (dalle 10\,00 alle 19\,00) anche i giorni 25 dicembre 2025 e 1° gennaio 2025 e nel giorno di Pasqua 2026 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero: 15 euro \n\n\n\nRidotto: 13 euro \n\n\n\nPer informazioni \n\n\n\nwww.wegil.itinfo@wegil.it  +39 334 6841506
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SUMMARY:"Black Mountains" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Il 22 e 23 ottobre 2025 alle ore 21:00 al TeatroBasilica va in scena Black Mountains\, nuova creazione del collettivo Teatro Ebasko\, con ideazione\, regia e drammaturgia di Simone Bevilacqua. \n\n\n\nCon questo lavoro la compagnia prosegue la propria ricerca artistica sulle possibilità di dialogo tra corpo\, suono e immagine\, intrecciando la materia teatrale con dispositivi digitali e scenografie immersive. Black Mountains nasce come un’esperienza sensoriale e visiva\, in cui la costruzione sonora\, la luce e lo spazio diventano elementi drammaturgici al pari della parola e del gesto. \n\n\n\nLe scenografie digitali firmate da L4R\, il sound design realizzato da Teatro Ebasko e Domenico Pizzulo\, insieme al lavoro su costumi\, oggetti e luci\, delineano un paesaggio scenico fluido e suggestivo\, dove realtà e astrazione si fondono in una dimensione poetica e inquieta. \n\n\n\nUna produzione Teatro Ebasko APS [2024]\, realizzata con il sostegno di Regione Calabria\, Comune di Melissa (KR) e Regione Emilia-Romagna. \n\n\n\nIdeazione\, regia e drammaturgia Simone Bevilacqua \n\n\n\nCon Domenico Pizzulo\, Flavio Bossalini\, Marzia D’Angeli \n\n\n\nSound Design Teatro Ebasko e Domenico Pizzulo \n\n\n\nScenografie digitali  L4R \n\n\n\nLight design Teatro Ebasko e L4R \n\n\n\nScenografie Teatro Ebasko e Spazio MET di Bologna \n\n\n\nCostumi e oggetti Teatro Ebasko \n\n\n\nProduzione Teatro Ebasko APS [2024] \n\n\n\nSostegno alla produzione Regione Calabria\, Comune di Melissa (KR)\, Regione Emilia-Romagna \n\n\n\nBlack Mountains intreccia mito\, storia e memoria per raccontare il legame tra uomo e terra. Guidato da Mnemosine\, dea della memoria\, lo spettatore attraversa tre epoche: dalla fondazione mitica di Kroton al sangue versato nelle rivolte contadine del 1949\, fino alla ferita ambientale lasciata dalla fabbrica Pertusola Sud.  \n\n\n\nAttraverso un linguaggio fisico e visivo\, lo spettacolo interroga il pubblico su una domanda fondamentale: quando l’uomo ha iniziato a considerare la terra come un suo possesso? In un’epoca in cui la crisi ambientale ci costringe a ripensare il nostro rapporto con il pianeta. \n\n\n\nTeatroBasilica e Gruppo della Creta \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, nato nel 2019 e situato nel cuore di Roma in Piazza San Giovanni\, si è imposto come punto di riferimento per il teatro contemporaneo\, programmando nuove drammaturgie e accogliendo giovani compagnie accanto ad artisti affermati. La direzione artistica è affidata ad Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti\, con la consulenza artistica di Antonio Calenda. \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia under 35 riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del Basilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti. Negli anni\, ha costruito produzioni originali che hanno trovato riconoscimento nazionale\, come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nCon questa nuova produzione\, il Gruppo della Creta si conferma una delle realtà più vitali e innovative della scena teatrale italiana\, capace di coniugare riflessione politica\, ironia e immaginazione scenica. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY: Frankenstein_diptych (love story + history of hate) al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Dal 22 al 26 ottobre debutta in prima assoluta al Romaeuropa Festival\, in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore\, presso il Teatro Vascello di Roma\, la nuova creatura di Motus\, Frankenstein_diptych (love story + history of hate)\, ideato e diretto da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande. \n\n\n\nPer la prima volta riuniti in forma di dittico\, i due capitoli del progetto dedicato alla figura di Frankenstein affrontano le polarità dell’esistenza umana – amore e odio\, creazione e distruzione\, desiderio e rifiuto – e interrogano le fragilità che definiscono la nostra condizione contemporanea\, affondando su cosa significa sentirsi fuori dal mondo. \n\n\n\nNel comporre e de-comporre l’opera di Mary Shelley\, Frankenstein\, or The Modern Prometheus (1818)\, Motus trasforma il mito romantico in grido di allarme e richiesta di empatia in questa “nuova era oscura” e compie un’indagine sulle relazioni che fondano o distruggono la possibilità stessa di vivere insieme. \n\n\n\nFrankenstein_diptych non si limita a rievocare un mito letterario\, ma lo rilancia come specchio politico della contemporaneità: cosa accade quando non troviamo ascolto e quando l’alterità viene percepita come minaccia e non come possibilità? Il progetto affronta le dinamiche di vulnerabilità e rigetto portando in scena un’opera che è allo stesso tempo riflessione critica e immersione poetica. \n\n\n\nIn love story (2023)\, prima parte dello spettacolo\, ci si addentra nella solitudine abissale di Mary Shelley e delle sue creature: corpi ibridi\, marginali\, inquieti\, alla ricerca di amore e di relazioni che si rivelano impossibili\, affetti non normati\, riconoscimenti mai concessi. Qui Motus esplora il confine fragile tra umano e non-umano\, tra cura e abbandono\, tra desiderio e paura\, attraverso i tre personaggi in scena: la creatrice\, il creatore e la creatura che sono simbioticamente una sola figura. \n\n\n\nhistory of hate (2025) è il contraccolpo\, la conseguenza del rifiuto\, dell’incapacità della società di gestire la relazione con l’altro: è ciò che accade quando l’amore – negato e umiliato – si spezza\, quando l’incontro fallisce e si trasforma in rigetto e rabbia. Qui la tenerezza implode\, la benevolenza si deforma\, e il mostro appare tra le fiamme\, nel vuoto dell’ascolto\, nella ferita della solitudine. Non è nato cattivo: è stato reso tale dalla sofferenza e dall’incomprensione\, si è trasformato attraverso lo sguardo altrui. \n\n\n\nFrankenstein_diptych (love story + history of hate) è un’indagine politica e viscerale: il mostro non nasce\, ma viene fatto nascere da una comunità incapace di riconoscerlo. In questo specchio oscuro si riflette l’attualità di un mondo che respinge\, discrimina e produce nuove marginalità\, mentre le creature di Motus continuano a cercare\, ostinatamente\, un posto nel mondo\, perché è sui confini che i mostri proliferano\, tra i mondi. \n\n\n\nFrankenstein_diptych (love story + history of hate) proseguirà la sua tournée al Festival delle Colline Torinesi (Torino 1-2/11/2025)\, al Teatro Nazionale di Genova (4-9/11/2025)\, al Festival TeatrOltre (Pesaro\, Teatro Sperimentale 6/2/2026)\, a Viernulvier (Gent\, Belgio 26/2/2026)\, all’Arena del Sole (Bologna marzo 2026). \n\n\n\nCREDITS \n\n\n\nideazione e regia di Daniela Nicolò & Enrico Casagrande con Silvia Calderoni\, Alexia Sarantopoulou\, ed Enrico Casagrande drammaturgia Ilenia Caleo adattamento e cura dei sottotitoli Daniela Nicolò traduzione Ilaria Patano assistenza alla regia Eduard Popescu scena e costumi Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande disegno luci Theo Longuemare ambienti sonori Enrico Casagrande fonica Martina Ciavatta estratti musicali di Demetrio Cecchitelli\, Dario Moroldo\, David Lynch\, Wovenhand\, Bon Iver\, Djrum\, Jon Hopkins\, Arvo Part\, Burial\, Fontaines D.C.\, Dans Dans\, Mechanical Cabaret\, Bones\, Jessica Moss grafica Federico Magli video Vladimir Bertozzi \n\n\n\nproduzione Francesca Raimondi organizzazione e logistica Shaila Chene promozione Ilaria Depari comunicazione Dea Vodopi distribuzione internazionale Lisa Gilardino ufficio stampa comunicattive.it \n\n\n\nuna produzione Motus con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, TPE – Festival delle Colline Torinesi\, Kunstencentrum VIERNULVIER (BE) e Kampnagel (DE)\, residenze artistiche ospitate da AMAT & Comune di Fabriano\, Santarcangelo Festival\, Teatro Galli-Rimini\, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”\, Rimi-Imir (NO) e Berner Fachhochschule (CH)\, con il sostegno di MiC\, Regione Emilia-Romagna. \n\n\n\nL’abito di Mary Shelley fu disegnato e indossato da Fiorenza Menni nello spettacolo “L’Idealista Magico”
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:VDA Award 2025 a Rimini
DESCRIPTION:Dodici artisti e artiste per raccontare l’arte digitale in Italia oggi. Dodici visioni creative per un racconto collettivo. Quiet Ensemble\, Manuel Gardina\, Auriea Harvey\, Matteo Mauro\, Giovanni Motta\, Fabio Giampietro\, Martina Menegon\, The Cool Couple\, Nino Perrone\, Lorenza Liguori\, Daniele Di Donato e Pascal Greco sono loro le voci protagoniste della seconda edizione del VDA Award\, il riconoscimento interamente dedicato al rapporto tra arte e tecnologia digitale\, che anche quest’anno si prepara a disegnare una mappa attuale e sfaccettata delle visioni che interrogano il presente attraverso il digitale. \n\n\n\nDall’identità che si frantuma nei corpi glitchati alla memoria emotiva dell’infanzia perduta\, dai paesaggi sinteticiche evocano sogni futuri alle tensioni tra umano e artificiale\, fino alle urgenze ambientali e sociali che attraversano il nostro tempo: l’edizione 2025 del VDA Award si presenta come un dispositivo di interrogazione della realtà attraverso le molteplici forme dell’arte digitale. Un’arte radicalmente contemporanea capace di generare mondi verosimili in cui la tecnologia dà vita a immaginari che pongono quesiti tra dimensione fisica e virtuale. \n\n\n\nAttraverso estetiche divergenti\, interattività digitale\, linguaggi ibridi e tecnologie in continua evoluzione – dalla VR al 3D\, dalle tecnologie immersive\, al gaming\, all’AI – il VDA Award permette di restituire una narrazione complessa e stratificata della contemporaneità.  \n\n\n\nOgni opera è al tempo stesso visione\, strumento analitico e atto critico\, perché oggi l’arte digitale non è più soltanto una pratica espressiva: è una lente di ingrandimento sul nostro tempo\, un linguaggio duttile e metamorfico capace di abitare la complessità. \n\n\n\nSi va dalle visioni astratte e oniriche di Daniele Di Donato\, che lavora sulla potenza simbolica della grafica 3D creando forme sospese tra sogno e riflessione sociale\, alla fusione di sostanza e forma della visual artist Lorenza Liguori\, con i suoi sguardi feriti come cicatrici di una mappa emotiva. \n\n\n\nNino Perrone\, con un passato nella musica elettronica\, attinge alla propria quotidianità e alla cronaca per costruire narrazioni surreali e dissacranti\, che hanno conquistato testate internazionali come The New York Times e artisti come Ozzy Osbourne. Il duo The Cool Couple\, fondato da Niccolò Benetton e Simone Santilli\, riflette invece sulle interconnessioni tra le attività legate alla tecnologia e il disastro climatico con un approccio multidisciplinare e critico. \n\n\n\nPascal Greco\, regista e fotografo\, esplora l’intersezione tra fotografia\, estetica dei videogiochi e sperimentazione digitale\, mentre Martina Menegon – artista\, curatrice e docente – lavora tra Vienna e il cyberspazio realizzando esperienze interattive che interrogano identità e presenza attraverso corpi glitchati e ambienti digitali immersivi. \n\n\n\nFabio Giampietro\, tra i precursori dell’arte immersiva in Italia\, unisce pittura e VR per dissolvere i confini tra percezione e materia\, costruendo ambienti visivi in cui il tempo e lo spazio si fondono. Giovanni Motta\, con il suo alter ego JonnyBoy\, esplora invece l’universo emozionale del bambino interiore\, mescolando pittura iperrealista e arte digitale in un’estetica neopop e onirica. \n\n\n\nMatteo Mauro\, artista siciliano di base a Londra\, ibrida incisione classica e algoritmi generativi\, dando vita a opere che reinterpretano la tradizione con strumenti contemporanei\, sperimentando anche con la blockchain. Auriea Harvey\, pioniera della Net Art\, realizza installazioni in cui sculture digitali e interattive si intrecciano in un dialogo continuo con la storia dell’arte\, tra presenza fisica e ambienti virtuali abitati da figure mitiche e archetipiche. \n\n\n\nManuel Gardina\, artista dalla formazione internazionale\, che integra l’arte visiva tradizionale con le tecnologie digitali\, la programmazione e gli effetti speciali. Infine\, Quiet Ensemble\, duo romano fondato da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli\, che lavora tra natura e tecnologia\, trasformando il movimento di una mosca o il suono degli alberi in sinfonie audiovisive immersive\, celebrando i “concerti invisibili” che ci circondano ogni giorno. \n\n\n\nLe 12 opere saranno visibili al pubblico dal 9 luglio sul canale YouTube di Var Digital Art e sulla pagina web di VDA Award 2025 dedicata al premio. Solo quattro di loro saranno selezionati per la finale che si svolgerà al Palazzo dei Congressi di Rimini nelle giornate del 23 e 24 ottobre\, all’interno di Z!ng – Zone of Innovation and Growth: l’evento Var Group\, che ogni anno accende la scena dell’innovazione digitale. \n\n\n\nInsieme al direttore artistico e curatore del premio Davide Sarchioni e al responsabile di Var Digital Art by Var Group\, Alex Tiezzi\, il comitato scientifico è composto da quattro esperti ed esperte che\, con generazioni\, ruoli\, formazioni e traiettorie differenti\, incarnano un approccio plurale e stratificato alla contemporaneità: Cesare Biasini Selvaggi\, Ivan Quaroni\, Gemma Fantacci e Serena Tabacchi. Quattro personalità del contesto artistico contemporaneo che rappresentano la volontà di VDA by Var Group di abbracciare l’eterogeneità delle pratiche digitali contemporanee.  \n\n\n\nIl 23 e 24 ottobre\, al Palacongressi di Rimini\, Z!ng torna con un format rinnovato e una missione ancora più ambiziosa: stimolare una riflessione profonda su come trasformare l’impresa integrando intelligenze diverse — artificiale\, umana\, collettiva e organizzativa — per dare vita a un nuovo paradigma evolutivo. \n\n\n\nAttraverso la testimonianza di speaker internazionali e una combinazione unica di visione strategica\, esperienze concrete e momenti di confronto\, Z!ng si propone di ispirare e mettere in dialogo queste intelligenze\, accompagnando le aziende verso nuovi modelli organizzativi\, più agili\, efficienti e sostenibili. \n\n\n\nInfo su: https://landing.vargroup.com/zing/vda-award-2025https://www.youtube.com/@vardigitalart/videos
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SUMMARY:You Can’t Stop This Train!  al MUM di Brescia
DESCRIPTION:sette mesi dall’inaugurazione\, il MUM – Metro Urban Museum di Brescia\, primo museo urbano metropolitano d’Italia\, continua a espandersi come un organismo vivo che cresce insieme alla città. Un museo in movimento\, senza pareti né biglietti\, che abita gli spazi della metropolitana e li trasforma in un osservatorio aperto sull’arte contemporanea. \n\n\n\nNel cuore di una città dal grande patrimonio UNESCO\, la metropolitana si apre al territorio e diventa narrazione collettiva\, attraversata da nuove visioni e linguaggi. Dal 23 ottobre\, dopo Luca Font\, J. Demsky\, Joys e Peeta\, lo fa accogliendo l’intervento di Valentina Picozzi\, artista e ricercatrice che porta a Brescia la sua cifra cyberpunk\, intrecciando arte urbana\, tecnologia e libertà d’espressione in un racconto che parla di controllo\, indipendenza e futuro. \n\n\n\nCon You Can’t Stop This Train! Valentina Picozzi firma un’opera site-specific che nasce dal movimento stesso della città: un convoglio decorato e un grande murale che dialogano tra loro negli spazi del deposito metro di Via Magnolini. \n\n\n\nSulle superfici del treno e sulle pareti del museo\, l’artista costruisce un paesaggio visivo in cui il celebre Dollar Sign di Andy Warhol diventa una “B”: Bcome Brescia\, ma anche come Bitcoin – simbolo di una rivoluzione economica invisibile\, intangibile\, decentralizzata. \n\n\n\nIl suo intervento al MUM compie un salto simbolico e geografico: dal Bronx dei graffiti alle architetture industriali di Brescia\, You Can’t Stop This Train!unisce mondi e linguaggi\, rendendo visibile ciò che si muove sottotraccia. Il treno diventa un dispositivo culturale in movimento\, portatore di un messaggio di libertà ed evoluzione. \n\n\n\nSullo sfondo dell’opera\, il Satoshi Code\, rappresentazione grafica dell’algoritmo che regola il protocollo Bitcoin\, disegna la trama di un linguaggio fatto di segni e numeri. Tra questi\, il motto You Can’t Stop This Train si imprime come un mantra urbano: un richiamo al cambiamento inarrestabile\, al ritmo di un mondo che si muove tra materia e digitale\, tra spazio pubblico e immaginario collettivo. \n\n\n\nValentina Picozzi da oltre dieci anni porta in dialogo estetica pop\, temi economici e linguaggi sociali\, costruendo una pratica artistica che è insieme visione e attivismo. Con Satoshi Gallery\, collettivo internazionale che ha fondato e dirige\, esplora la cultura della blockchain e la filosofia cyberpunk\, promuovendo valori di libertà\, privacy e partecipazione dal basso. “Le immagini creano cultura\, la cultura forma i valori\, i valori determinano il futuro” – dichiara l’artista\, sintetizzando la sua visione di un’arte capace di generare consapevolezza e cambiamento. \n\n\n\nLa sua ricerca si muove tra strade\, codici e comunità. Con la fondazione Custom Made Stories\, attiva dal 2023 in El Salvador\, ha ideato il Proyecto Zacamil\, un intervento di rigenerazione urbana partecipata che trasforma un quartiere segnato dalla violenza in un luogo di appartenenza e rinascita. Arte come gesto civile\, come strumento di riscrittura del reale. \n\n\n\nÈ con Valentina Picozzi che\, il MUM prosegue la sua espansione come laboratorio di ricerca e museo diffuso\, segnando un ulteriore passaggio nella costruzione di un luogo che fonde patrimonio e innovazione\, arte e infrastruttura\, territorio e futuro.  \n\n\n\nMUM – Metro Urban Museum. Avviato nel 2023 in occasione del decennale della metropolitana e dell’anno di Brescia Bergamo Capitale della Cultura\, il MUM è il primo metro urban museum d’Italia. Con oltre 2.000 metri quadrati di arte urbana tra pareti e treni\, il museo si configura come un osservatorio aperto sulle nuove forme di arte pubblica\, promuovendo un dialogo continuo tra mobilità\, sostenibilità e linguaggi contemporanei. \n\n\n\nArtista. Valentina Picozzi (1987) è artista e ricercatrice. Attraverso la Satoshi Gallery esplora le intersezioni tra arte\, economia e tecnologia\, utilizzando l’immagine come strumento di indagine e trasformazione. Vive e lavora tra Italia ed El Salvador. \n\n\n\nIl Metro Urban Museum è aperto a ingresso gratuito.Visite su prenotazione per gruppi (minimo 15 persone – massimo 50 persone).Durata della visita 45 minuti circa. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: comunicazione@bresciamobilita.it
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LOCATION:Metro Urban Musem di Brescia\, Via Leonida Magnolini n. 3\, Brescia\, ITA\, 25124\, Italy
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SUMMARY:"Fuori Posto - Dialoghi sull’orlo di una crisi generazionale" al Monk
DESCRIPTION:Dal 23 ottobre al 27 novembre 2025 ogni giovedì al Monk\, ore 19\, si parla di diritti civili\, attivismo politico\, salute mentale\, inclusività e scambio interculturale: questo è Fuori Posto – Dialoghi sull’orlo di una crisi generazionale\, rassegna performativa contemporanea a cura di Dominio Pubblico ETS. \n\n\n\nCinque appuntamenti nei quali\, attraverso il doppio formato dialogico e performativo\, si cercherà di restituire un ritratto autentico e spassionato della Gen Z: a coordinare gli incontri i ragazzi e le ragazze della redazione U25 di Dominio Pubblico\,  nell’ambito del percorso di Audience Development e Community Engagement che da anni contraddistingue le attività dell’associazione. \n\n\n\nTra gli artisti e i professionisti che saliranno sul palco Annachiara Vispi\, giovane regista e drammaturga romana\, autrice degli spettacoli Persona Metropolitana e Sei la fine del mondo (letteralmente); Sofia Russotto\, autrice e regista di Gente spaesata\, spettacolo che riflette sul disorientamento giovanile; ed Eleonora Cuccu\, attrice e psicologa\, autrice della raccolta poetica Grida di anima\, che esplora il legame tra arte e terapia.  \n\n\n\nAccanto a loro il duo musicale I Manifesto\, formato da Alessandro Orfini e Valerio Imperiale\, autori dell’EP Analisi di fase\, e Marcello Caporiccio\, responsabile editoriale di Anomalia Media e direttore artistico di BeiRicordi Show. \n\n\n\nSul fronte dell’attivismo e dell’impegno civile saranno presenti Giuliano Logos\, poeta\, rapper e attore\, campione mondiale di Slam Poetry e fondatore del collettivo WOW – Incendi Spontanei\, LOTTA (Carlotta Satina)\, artivista climatica e musicista\, membro del movimento Ultima Generazione\, impegnata nella promozione di pratiche non violente per la giustizia ecoclimatica; e Lorenzo Giardinetti\, consigliere del Municipio Roma VIII attivo in progetti di educazione civica e politiche giovanili. \n\n\n\nIl tema della salute mentale e della pressione sociale sarà affrontato insieme a Giovanna Silvestri\, psicologa\, psicoterapeuta e regista del gruppo di ricerca teatrale I Selvaggi\, e a Giacomo Keison Bevilacqua\, fumettista e autore di opere come A Panda Piace… capirsi e Il suono del mondo a memoria\, capace di coniugare leggerezza e introspezione generazionale.  \n\n\n\nModera l’incontro il giornalista e founder e direttore artistico di ARF! Festival del fumetto Stefano Piccoli. \n\n\n\nSpazio anche alla riflessione sulla libertà di espressione\, la sessualità e la queerness con Giulia Ananìa\, cantautrice\, poeta\, paroliera e illustratrice\, e Flavia De Muro\, fotografa e vincitrice del Premio Roma per i Giovani – Visioni future per la Capitale con il progetto Pelle di città. Le loro visioni si intrecceranno con la ricerca sonora del duo Playgirls From Caracas\, protagoniste della scena queer romana e internazionale. \n\n\n\nInfine\, il tema dell’inclusione e delle seconde generazioni sarà al centro dell’incontro con Aleksandros Memetaj\, attore\, regista e autore di Albania casa mia\, e Hallyx (Alessandra Arcangeli)\, cantautrice romano-cubana diplomata all’Accademia “Silvio d’Amico”\, in dialogo con il giornalista e docente Luca Lotano\, impegnato nei progetti interculturali dell’associazione Asinitas. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti saranno raccontati e trasmessi radiofonicamente grazie alla collaborazione con UnderPark Radio\, stazione web del Pigneto dedicata al dialogo tra artisti e pubblico\, e realizzati con il contributo di Anomalia Media – BeiRicordi Show. \n\n\n\nFuori posto si propone come un laboratorio di pensiero collettivo\, uno spazio di confronto e creazione condivisa che unisce linguaggi e generazioni diverse per interrogare il presente e immaginare nuove possibilità di futuro. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nMAGGIORI INFORMAZIONI: \n\nInfo: info@dominiopubblicoteatro.it \nSito Web: https://dominio-pubblico-teatro.it/\nFacebook:  https://www.facebook.com/dominio.teatro/  \nInstagram:https://www.instagram.com/dominiopubblico/ \n\n\n\nMOBILITA’ SOSTENIBILE: \n\n\n\nLinee autobus: 409\, 545\, 448\, 163\, 309\, 211\, 309\, N23; Metro: Linea B (fermata Tiburtina); Treno: FL1\, FL2\, FL3 (Stazione Tiburtina)
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SUMMARY:Giovanna D'Arco al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Il Teatro Torlonia inaugura la nuova Stagione dal 23 ottobre al 2 novembre con il ritorno in scena di Giovanna d’Arco\, il poema-romanzo in endecasillabi della poetessa e studiosa Maria Luisa Spaziani. Un ritratto audace e anticonformista della pulzella d’Orléans\, avvolta dalla regia intima e antieroica di Luca De Fusco.  \n\n\n\nLe date romane dello spettacolo sono state precedute da una suggestiva messa in scena tenutasi dal 26 al 28 settembre aPanarea\, nella splendida scenografia naturale dell’Hotel Raya. Un preludio siciliano che si è presentato come un’occasione speciale per omaggiare\, a poco più di dieci anni dalla scomparsa\, la figura della poetessa Maria Luisa Spaziani e il suo profondo legame con la Sicilia\, dove insegnò a Messina e trasse ispirazione per numerosi libri\, tra cui L’occhio del ciclone. Questa scelta di portare lo spettacolo in un luogo non convenzionale incarna la visione di Luca De Fusco\, regista e direttore artistico del Teatro di Roma\, di creare nuovi “sconfinamenti” artistici\, riflettendo la sua esperienza passata nel portare il teatro in location d’eccezione. \n\n\n\nLa Giovanna d’Arco che si vedrà a Torlonia appare “dissidente” e “femminista”. La poetessa rimase affascinata sin dall’infanzia dalla pulzella d’Orleans e dai racconti che la circondano\, così la ritrae nel poema-romanzo in endecasillabi – scritto nel 1990 e la cui ideazione ha occupato cinquant’anni della sua vita – come un personaggio femminile moderno\, completamente affidato alla voce della poesia\, che rinnegando il suo destino conosce il rimorso e l’umiliazione\, per poi liberarsi dai mali gettandosi volontariamente nel fuoco. Per Maria Luisa Spaziani\, Giovanna d’Arco è lirismo\, un mito che continua ad affascinare e a parlare ancora oggi grazie all’intricato mistero che porta con sé. Ne ripercorre\, quindi\, le vicende biografiche abbracciando l’ipotesi che “la moderna eroina” non sia stata arsa sul rogo nel 1431\, bensì sia riuscita a scampare alla condanna grazie alle nozze con Robert des Armoises\, per poi vivere nel Castello di Jaulny. \n\n\n\nA interpretarla è la giovane e talentuosa Mersila Sokoli (Premio le Maschere del Teatro Italiano 2025 – Miglior Emergente).  Un monologo\, prodotto dal Teatro di Roma con il Teatro Stabile di Catania\, che offre al pubblico l’opportunità di vivere un’esperienza teatrale profonda e suggestiva per riscoprire\, attraverso la poetica sensibilità di Maria Luisa Spaziani\, la figura rivoluzionaria di una donna che si ribella alle norme del tempo attuando una battaglia contro la superstizione\, la misoginia\, la prevaricazione\, la violenza di genere. \n\n\n\nLuca De Fusco\, nelle sue note di regia\, riflette sul legame personale e professionale con il testo di Spaziani: «Questa Giovanna d’Arco di Maria Luisa Spaziani accompagna quasi tutta la mia carriera di direttore di teatro pubblico. Lo spettacolo fu inventato in un bellissimo castello di Vittorio Veneto nel 2004 per il Teatro Stabile del Veneto e aveva protagonista Gaia Aprea. Maria Luisa non lo aveva scritto per il teatro\, ma accettò con entusiasmo l’idea che si mettesse in scena questo suo gioiello. Lo pensammo come un colloquio intimo\, quasi sommesso\, antiretorico. Quasi come se alcune decine di persone si ritrovassero attorno ad un fuoco ad ascoltare una storia.» \n\n\n\nInoltre\, De Fusco racconta di aver lasciato ambigua volutamente l’identità di chi narra la storia: «Chi è colei che ci parla? Una pazza che si crede Giovanna d’Arco? Il fantasma della pulzella? Lasciammo volutamente nell’ambiguità la risposta. Una volta andati in scena posi più volte la domanda alla Spaziani\, che ci seguì al debutto\, poi a Venezia\, poi a Napoli. All’inizio non mi rispose poi un giorno mi disse semplicemente che ‘è Giovanna’. Nel rimetterlo in scena vent’anni dopo il suo debutto con una nuova giovane attrice Mersila Sokoli\, ho ripensato a quella semplice risposta e attenuato quindi ancora di più i toni\, cercando di far emergere i versi nella sua purezza e pensando\, con Maria Luisa\, che chi ci parla non è né una folle né un fantasma inquietante ma ‘semplicemente Giovanna’».
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SUMMARY:TITANS di Euripides Laskaridis al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:GIOUNANLI\n\n\n\nDopo il successo della stagione inaugurale\, il Nuovo Teatro Ateneo prosegue il suo percorso di ricerca e dialogo con la scena internazionale con TITANS di Euripides Laskaridis\, in programma il 23 ottobre 2025. L’artista greco\, tra le voci più originali e riconosciute del teatro performativo europeo\, arriva per la prima volta a Roma con uno spettacolo che ha conquistato i principali festival internazionali. \n\n\n\nIspirato alla mitologia greca\, TITANS è una favola visionaria e grottesca che intreccia performance\, danza e teatro visivo in un linguaggio inconfondibile\, fatto di ironia\, metamorfosi e deformazioni poetiche. Laskaridis\, autore e interprete\, esplora il rapporto tra umano e divino\, tra fragilità e potere\, tra il desiderio di perfezione e il fallimento che accompagna ogni tentativo di incarnarla. \n\n\n\nPrima degli dèi dell’Olimpo\, prima ancora del tempo\, regnavano i Titani: le prime creature concepite dall’immaginazione umana. Da questa visione arcaica nasce un viaggio che ci parla del presente. Perché tornare così indietro\, fino alle origini? Forse per capire meglio chi siamo e perché agiamo come agiamo.In tutte le società si tende a credere e a lottare per ideali più grandi di noi\, ma qual è la distanza tra l’ideale e il reale? È in quello spazio di frizione che TITANS colloca il suo sguardo\, rivelando la vulnerabilità dell’essere umano\, la sua tensione verso un ordine etico e\, insieme\, la sua inesorabile caduta. \n\n\n\nLo spettacolo si presenta come un rito teatrale di grande potenza visiva\, dove ogni gesto e ogni oggetto raccontano il desiderio\, mai compiuto\, di un’armonia originaria. Un racconto che parla del nostro tempo con la lingua dei miti\, unendo comicità e inquietudine\, leggerezza e abisso. \n\n\n\nCon TITANS\, il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la sua esplorazione di quelle “voci dal mondo e corpi del reale” che danno titolo alla stagione 2025/2026\, la prima sotto la direzione tecnico-artistica di Velia Papa. Una stagione che intreccia mito e attualità\, memoria e sociale\, rinnovando la vocazione del teatro universitario come luogo di confronto civile e di apertura internazionale. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione 2025/2026 \n\n\n\nLa seconda stagione del Nuovo Teatro Ateneo costruisce un percorso attraverso le esperienze e i linguaggi del teatro contemporaneo\, intrecciando la memoria dei miti con la realtà del nostro tempo. \n\n\n\nLa programmazione accoglie la ricerca tra letteratura e dittatura del Colectivo Pierre Menard\, l’esperienza partecipativa di Ontroerend Goed e Nathan Ellis\, la tessitura transculturale della coreografa e cantante Sunny Kim\, le coreografie di Thomas Hauert\, Emio Greco | Pieter C. Scholten\, Samaa Wakim e Marco Berrettini\, che fanno del corpo un linguaggio universale. \n\n\n\nLa memoria storica e le ferite del Novecento rivivono nella potenza del racconto con Marco Baliani\, la Compagnia Hékau\, Rieckhof / Silva\, Anacarsis Ramos e Mudar Alhaggi\, mentre la tradizione più antica e rituale trova spazio nel Nāṅgīār Kūthu di Kapila Venu\, interprete di una delle forme teatrali più raffinate della cultura indiana. \n\n\n\nCompletano il cartellone la Compagnia della Fortezza\, con la sua testimonianza nata dentro le istituzioni totali\, e la compagnia franco-algerina Min el Djazaïr\, che intreccia teatro di figura e memoria postcoloniale.Un viaggio che attraversa popoli\, storie e linguaggi\, restituendo al teatro il suo ruolo originario di specchio critico e luogo di partecipazione attiva.
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SUMMARY:NewBorn alla Casa del Jazz
DESCRIPTION:Il festival di jazz e musiche improvvisate\, Una striscia di terra feconda\, presenta\, giovedì 23 ottobre\, alla Casa del Jazz\, produzione originale\, la Residenza Artistica con Newborn. Roberto Negro prosegue la sua “carta bianca” riunendo due musicisti che conosce bene e con i quali ha già incrociato il cammino a Le Triton: l’estroso percussionista italiano Michele Rabbia e il contrabbassista dell’Ensemble Intercontemporain Nicolas Crosse.Si tratta di un lavoro sviluppato attraverso l’approccio empirico\, uno stile di scrittura alimentato dall’improvvisazione e dalla musica aleatoria\, alla ricerca di nuove alleanze sonore. Si tratta di illusione indotta dal trattamento elettronico degli strumenti acustici sul palco. Un gioco di echi e sovrapposizioni\, di messaggi in codice e segnali da interpretare. Si tratta di frammenti di percorsi e di una narrazione senza meta. Si tratta di un bosco\, un ambiente tanto accogliente quanto inquietante. \n\n\n\n“L’iniziativa è promossa dal Teatro dell’Ascolto e con il sostegno di Zètema Progetto Cultura.” \n\n\n\nIl Festival è una coproduzione di Teatro dell’Ascolto e Fondazione Musica per Roma. Con il contributo di Mic\, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, Zetema Progetto Cultura Municipio II di Roma\, Comune di Civitavecchia. Media partner Radio3. Con il sostegno di Nuovi Mecenati\, Insulae Lab. In collaborazione con Casa del Jazz\, I-Jazz\, Musica Jazz\, Cittadella della Musica\, ATCL\, Radio/Altri Suoni. \n\n\n\nINFO: 349 2643452 \n\n\n\nINGRESSO: 10 euro
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SUMMARY: Filippo Timi Live – Non sarò mai Elvis Presley all'Argot
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione\, Filippo Timi torna a Roma con il suo spettacolo cult Filippo Timi Live – Non sarò mai Elvis Presley\, in scena dal 23 al 26 ottobre 2025 all’Argot Studio: un ritorno attesissimo per uno degli artisti più liberi\, sorprendenti e visionari del panorama teatrale italiano. \n\n\n\nNon sarò mai Elvis Presley è una lucida\, folle e coloratissima sinfonia dell’anima\, dove 13 canzoni e 13 monologhi si intrecciano in un viaggio vertiginoso tra musica\, confessione e teatro. Scritto e interpretato da Filippo Timi\, accompagnato dal musicista Lorenzo Minozzi\, lo spettacolo è un diario aperto\, un collage di canzoni e parole che rimbalzano tra ironia e vulnerabilità\, tra desiderio e disincanto. Timi mette a nudo la propria identità con disarmante sincerità\, scavando nel fallimento e nella rinascita\, nella fame d’amore e nella paura di non essere “abbastanza”. \n\n\n\nOgni “autoscatto” diventa così un atto di coraggio e accettazione\, un piccolo miracolo di autoironia e poesia. La scena si trasforma in uno spazio mentale\, popolato da fantasmi pop e icone culturali: da Goethe a Peter Griffin\, da Iva Zanicchi a Michelangelo\, in un continuo cortocircuito tra alto e basso\, sacro e profano\, intimo e spettacolare. Timi canta\, racconta\, si traveste e si denuda. Alterna lampi di comicità irresistibile a momenti di struggente verità\, componendo un mosaico teatrale che ha il ritmo di una playlist e la densità di un romanzo interiore.Non sarò mai Elvis Presley è un rito laico sulla possibilità di essere sé stessi\, anche quando il mondo chiede di essere qualcun altro. Ogni nota\, ogni parola\, ogni gesto sembra dire: l’imperfezione è bellezza\, e la fragilità è la nostra unica forza.
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SUMMARY:"Aspettando Godot" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Diretto dal direttore artistico Flavio De Paola\, dopo il grande successo ottenuto dalla critica e definito “uno dei migliori spettacoli del 2017” ritorna in scena al teatro degli Audaci “Aspettando Godot” dal 23 ottobre al 2 novembre 2025!Aspettando Godot è senza dubbio la più celebre opera teatrale di Samuel Beckett nonché uno dei testi più noti del teatro del Novecento.Ritroveremo Flavio De Paola nei panni sia di attore che di regista affiancato da Gianluca Delle Fontane\, Ilario Crudetti ed Emiliano Ottaviani nella famosissima rappresentazione teatrale.Due uomini\, Estragone e Vladimiro\, vestiti come vagabondi\, si ritrovano sotto un salice piangente spoglio\, lungo una strada desolata di campagna. Aspettano un certo Godot\, che ha promesso di incontrarli… ma nessuno sa quando\, né chi sia davvero. Sognano che\, al suo arrivo\, li accoglierà nella sua casa\, offrirà loro cibo caldo e un rifugio sicuro.La loro lunga attesa è interrotta dall’arrivo di due personaggi singolari: Pozzo\, un proprietario terriero dall’atteggiamento teatrale e autoritario\, e Lucky\, il suo servitore sottomesso e legato al guinzaglio. Il loro passaggio dà vita a una serie di dialoghi surreali\, monologhi intensi e momenti comici che alternano ironia\, riflessione e malinconia.Quando cala la sera\, Godot ancora non si è visto. Arriva invece un ragazzo\, messaggero enigmatico\, che annuncia che l’uomo non verrà quella sera\, ma sicuramente domani.Resteranno Vladimiro ed Estragone ad aspettarlo? O sceglieranno di andare via?Considerata una delle opere più significative del teatro del Novecento\, “Aspettando Godot” è il capolavoro con cui Samuel Beckett mette in scena la condizione umana: l’attesa di un cambiamento che non arriva mai\, la tensione costante tra speranza e immobilità\, il bisogno di dare un senso al tempo che scorre. Con linguaggio poetico\, ironico e spiazzante\, Beckett racconta l’assurdo della vita moderna e la profonda fragilità dell’uomo di fronte al vuoto dell’esistenza.Un’opera teatrale molto divertente\, dove la parola “Godot” composta dalle parole “go” e “dot” significa\, appunto\, rispettivamente “va” e “fermo” e dove Samuel Beckett sottolinea la frustrazione dell’uomo nel suo tentativo fallimentare di “muoversi”\, procedere e cambiare la sua posizione. \n\n\n\nL’opera è divisa in due atti\, dove\, apparentemente\, sembra tutto fermo\, ma\, al contrario\, “tutto è in movimento”. \n\n\n\nMa senza dare ulteriori anticipazioni vi invitiamo al Teatro degli Audaci per assistere ad uno spettacolo che farà ridere ma allo stesso tempo riflettere!Link – http://www.teatrodegliaudaci.it/ \n\n\n\nInfoOrari botteghino: dal lunedì al sabato 10:00 – 13:00 / 15:00 – 20:00 domenica: 15:00 -18:00
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SUMMARY:"TUTTA DA AGGIUSTARE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Una donna in scena. Anzi\, una bambola\, sola in scena. Forse neppure sola: dentro di lei ci sono almeno altre tre voci. Quella dell’adulta che tenta di essere all’altezza\, quella della bambina che non si applicava\, e quella della madre che la voleva “in ordine”. Insieme a una Maestra delle elementari\, a una Fata Madrina e alla voce di una cattiva coscienza. \n\n\n\nTutta da aggiustare è il nuovo spettacolo di Michela Andreozzi\, scritto con Giorgio Scarselli\, in scena a lTeatro Manzoni di Roma in prima nazionale assoluta da giovedì 23 ottobre a domenica 9 novembre.  Un monologo a più voci\, ironico e commovente\, di una che\, come tante\, non si è mai sentita a posto. Né a scuola\, né a casa\, né nella vita. Sbagliata ma senza diagnosi\, sensibile senza permesso\, creativa fuori tempo massimo. \n\n\n\nC’era qualcosa\, ma non si sapeva cosa. Le dicevano: “È intelligente\, ma non si impegna”\, “Non sta attenta”\, “Si distrae con niente”. \n\n\n\nTra pagelle stropicciate e finocchi gratinati\, la protagonista attraversa un’infanzia disallineata per finire in una età adulta fatta di bollette\, ginecologi che danno del lei e sogni lasciati sottochiave. Fino a un punto in cui tutto si rompe e poi si ricompone\, non perché si aggiusta\, ma perché finalmente ci si abbraccia. \n\n\n\nSul palco\, come una bambola a grandezza naturale\, Michela diventa il simbolo del mondo perfetto dal quale liberarsi per ritrovare la propria autenticità — stropicciata\, ironica\, e luminosa. Accompagnata come sempre dalla musica del fidato Maestro Greggia\, Michela porta in scena una serie di temi contemporanei affrontati con leggerezza e intelligenza: la lotta con sé stessi\, la cultura woke e il labirinto dei pronomi corretti\, la dislessia emotiva dei rapporti moderni\, le diagnosi affrettate dei social\, i ricordi personali e l’AI ma soprattutto la battaglia quotidiana per accettarsi\, anche quando non si è “in ordine”. \n\n\n\nTutta da aggiustare è un racconto comico e sincero sulla libertà di essere inadatte\, storte\, emotive\, sbagliate bene. E sul coraggio di salire su un palco e dirlo\, con la voce di chi ce l’ha sempre avuta. Anche quando non la ascoltava nessuno. \n\n\n\n“Da vicino nessuno è normale” \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it \n\n\n\nPrezzi biglietti: \n\n\n\nIntero € 30\,00; Ridotto € 25\,00 \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\ngiovedì 23 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 24 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 25 ottobre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 26 ottobre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 28 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 29 ottobre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 30  ottobre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 31 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 1 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 2 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 4 novembre ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 5 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 6  novembre ore 17:30 \n\n\n\nvenerdì 7 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 8 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 9 novembre ore 17:30
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SUMMARY:L'Oreste (Quando i morti uccidono i vivi) allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Uno spettacolo originalissimo\, di struggente poesia e forza\, scritto da Francesco Niccolini e diretto da Giuseppe Marini\, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza\, visiva e drammaturgica\, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile\, affrontando con grande sensibilità attoriale il tema importante e delicato della malattia mentale. \n\n\n\nL’Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.  \n\n\n\nÈ stato abbandonato quando era bambino\, e da un orfanotrofio a un riformatorio\, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale\, è finito lì dentro perché\, semplicemente\, in Italia\, un tempo andava così. \n\n\n\nDopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste\, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso\, ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita\, la partenza del padre per la guerra\, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza\, di nuovo per la Russia\, per una fantastica carriera come cosmonauta\, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre\, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.  \n\n\n\nEppure\, l’Oreste è sempre allegro\, canta\, disegna\, non dorme mai\, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca)\, parla sempre. Parla con i dottori\, con gli infermieri\, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo\, ma soprattutto parla con l’Ermes\, il suo compagno di stanza\, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.  \n\n\n\nl’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come\, a volte\, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.  \n\n\n\nNOTE DELL’AUTORE  \n\n\n\nA prima vista L’Oreste può sembrare un monologo\, dato che in scena c’è un solo attore in carne e ossa. Ma quel che attende lo spettatore è ben altro: grazie alla mano di Andrea Bruno\, uno dei migliori illustratori italiani\, e alla collaborazione con il Festival Lucca Comics\, lo spettacolo funziona con l’interazione continua tra teatro e fumetto animato: l’Oreste riceve costantemente visita dai suoi fantasmi\, dalle visioni dei mondi disperati che coltiva dentro di sé\, oltre che da medici e infermieri. \n\n\n\nI sogni dell’Oreste\, i suoi incubi\, i suoi desideri e gli errori di una vita tutta sbagliata trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del “Graphic Novel Theater” rendono realizzabile: un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino e che non si è più ritrovato. \n\n\n\nvenerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni (Supporter\, Standard e Agevolato) \n\n\n\nper permettere a chiunque di venire a Teatro. \n\n\n\nTra 18 e 10 euro
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:SANFRANCISCO LIVE al Teatro IF
DESCRIPTION:Un comico salentino\, ingegnere per hobby\, parte per un Erasmus a Los Angeles con un sogno: diventare un comedian internazionale.Con il misero contributo economico dell’Europa si districa tra la difficoltà con la lingua e l’ambiente comico americano ed è così che nasce questo spettacolo.Come sarà̀ andata questa trasferta? Spoiler: non bene\, ma tanto erano i vostri soldi.Federico Sanfrancesco vi aspetta venerdì 24 ottobre al Teatro IF di via Nomentana 1018.  \n\n\n\nVenerdì 24 ottobre 2025 ore 21:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 13 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/sanfrancisco-live-.aspx
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SUMMARY:“Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 24 ottobre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici”\, una produzione di Matrice Teatro\, con drammaturgia e regia di Virginia Cimmino e con gli attori Claudia Perossini e Giuseppe Armillotta. \n\n\n\nUna coppia in crisi\, un pianeta in crisi\, la volontà dell’uomo di controllo. Questi i protagonisti de “Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici”\, uno spettacolo che porta in scena due crisi speculari: la fine di un amore e la fine di un mondo. «Viviamo un periodo di stress psicologico rispetto ai problemi ambientali\, accumuliamo paura e frustrazione di fronte l’impossibilità di azioni concrete e incisive – racconta l’autrice Virginia Cimmino – È stato inevitabile chiedermi quale fosse la mia personale responsabilità rispetto alla questione\, almeno nella narrazione di quest’ultima. Per far presa su tante persone si ricorre alla retorica della fine del mondo: scegliamo ogni giorno quale sarà la nostra fine\, un’inondazione\, un virus\, una migrazione verso Marte… ma arriverà il momento in cui riusciremo ad accettare di poter finire\, senza controllare tutto fino all’ultimo? Quanto risulterebbe difficile da accettare per noi\, occidentali capitalisti\, non essere il centro di tutto? Quanto farebbe male? È utopico pensare di attuare una decentrazione? Alla fine di una relazione\, l’altra persona continua a vivere senza il suo partner; allo stesso modo\, alla “fine del mondo”\, la natura continua a vivere senza la specie umana». \n\n\n\nNella scenografia\, la serra diventa uno spazio domestico e fragile\, rifugio e gabbia\, metafora del controllo umano sulla natura. I due personaggi vivono questo ecosistema instabile: cercano di trattenersi a vicenda\, ma ogni gesto rivela la precarietà del legame e della loro condizione. Le proiezioni mostrano una natura che resiste e si rigenera\, penetrando nello spazio interno fino a prenderne possesso quando l’uomo si ritira. \n\n\n\nEmerge il contrasto tra resistenza e abbandono. La voce alterna confessione e grido\, intimità e dichiarazione pubblica; gli oggetti diventano simboli concreti della frattura: la coperta termica\, i microfoni\, la serra che lentamente si chiude. Non si cercano soluzioni\, ma si espone un dilemma: rimanere o lasciar andare\, trattenere o scomparire\, mostrando il confine fragile tra ciò che è umano e ciò che viene dopo l’uomo. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:Bacco\, Tabacco… E Cenere! Poco Diritto e Molto Rovescio
DESCRIPTION:In attesa dell’inaugurazione ufficiale della Stagione Teatrale del Teatro Parioli Costanzo che si terrà il 13 novembre\, il Teatro Parioli propone il primo atteso appuntamento extra-stagione. \n\n\n\nSarà in scena al Teatro Parioli Costanzo la brillante commedia “Bacco\, Tabacco… E Cenere! Poco Diritto e Molto Rovescio“\, dal 24 al 26 ottobre 2025. \n\n\n\nScritto da Patrizio Pacioni e diretto dal maestro Claudio Insegno\, lo spettacolo promette un vortice di risate grazie a un cast d’eccezione che vede protagonisti Patrizia Pellegrino\, Salvo Buccafusca e Angela Melillo. \n\n\n\nLa trama ruota attorno ad Anselmo Martellone\, un irreprensibile magistrato in pensione\, vedovo e nostalgico degli anni ’70\, la cui vita scorre metodica tra codici giuridici e una tranquilla routine. Tutto cambia con l’arrivo nel suo palazzo di due nuove\, seducenti e stravaganti vicine di casa: Anastasia\, una fanatica religiosa convinta di essere in missione divina\, e Genoveffa (Genny)\, una spumeggiante adepta dell’occulto\, schietta e senza filtri. \n\n\n\nUna volta scoperto il cospicuo conto in banca del giudice\, le due sorelle mettono in atto un diabolico e divertentissimo piano: conquistare l’anziano scapolo per poi… spartirsi l’eredità! \n\n\n\nNe scaturisce un’esilarante gara a colpi di seduzione\, incantesimi\, preghiere e strategie al limite dell’assurdo\, dove ogni mossa è lecita pur di accalappiare l’ambito Martellone. Tra equivoci\, battibecchi e situazioni grottesche\, lo spettacolo regala una scatenata sequenza di risate che accompagna il pubblico fino a un finale sorprendente che nessuno\, ma proprio nessuno\, può immaginare. \n\n\n\n\n\n\n\nCrediti \n\n\n\n\nTesto di: Patrizio Pacioni\n\n\n\nRegia di: Claudio Insegno\n\n\n\nCon: Patrizia Pellegrino\, Salvo Buccafusca e Angela Melillo\n\n\n\nProgetto luci e audio: Fabrizio D’Eletto\n\n\n\nCostumi: Pia di Fiore\n\n\n\nScenografia: Clara Surro\n\n\n\nMusiche originali: Jacopo Fiastri\n\n\n\nProduzione di: Associazione delle Ombre di Platone e CDB Produzioni\n\n\n\n\n– 18 e 19 ottobre 2025\, Teatro Savio\, Palermo \n\n\n\n– dal 24 al 26 ottobre 2025\, Teatro Parioli Costanzo\, Roma \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO \n\n\n\nQUANDO (Orari Repliche): \n\n\n\nVenerdì 24 Ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nSabato 25 Ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 26 Ottobre 2025\, ore 17:00 \n\n\n\nPREZZI DEI BIGLIETTI \n\n\n\nSettoreTipologiaInteroRidottoPLATEAPoltronissima€ 27\,00€ 24\,00PLATEAPoltrona€ 25\,00€ 23\,00PLATEAPoltrona Visibilità Ridotta€ 23\,00€ 21\,00GALLERIAGalleria€ 22\,00€ 20\,00GALLERIAGalleria Visibilità Ridotta€ 20\,00€ 18\,00\n\n\n\nTeatro Parioli Costanzo \n\n\n\nbiglietteriaVia Giosuè Borsi\, 20TELEFONO 06 5434851E-MAIL: biglietteria@ilparioli.itServizio Whatsapp 3517211283 \n\n\n\nORARIO DI APERTURA BIGLIETTERIA \n\n\n\nDal 2 giugno al 3 ottobre dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.30 / 14.30 – 18.30Sabato e domenica chiusoChiusura estiva dal 1 al 31 agostoLunedì chiuso \n\n\n\nLa biglietteria nei giorni di spettacolo resterà aperta dalle 19.30 alle 21.30 solo per le operazioni riguardanti lo spettacolo in corso \n\n\n\nBIGLIETTI STAGIONE TEATRALE*  \n\n\n\nScopri gli spettacoli  \n\n\n\nSpettacoli: Life is Life – episodio 1\, Life is Life – episodio 2\, La playlist più bella del mondo\, Life is Life – episodio 3\, Il calamaro gigante\, Tutto per bene\, Life is Life – episodio 4\, Più vera del vero. \n\n\n\nINFRASETTIMANALESETTOREINTERIRIDOTTIPOLTRONISSIMA platea€ 32\,00€ 29\,00POLTRONA platea€ 30\,00€ 27\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 28\,00€ 25\,00GALLERIA€ 25\,00€ 23\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 22\,00€ 20\,00\n\n\n\nWEEKEND E FESTIVISETTOREINTERIPOLTRONISSIMA platea€ 34\,00POLTRONA platea€ 32\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 30\,00GALLERIA€ 27\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 24\,00\n\n\n\n*I prezzi sono comprensivi di prevendita*Le riduzioni sono riservate a over 65 e under 26\, non sono valide nei festivi e nei weekend*I biglietti non sono validi per la recita del 31 dicembre \n\n\n\nRIDUZIONILe riduzioni sono riservate agli under 26\, over 65\, ad esclusione del weekend e dei giorni festivi e prefestivi. Sono previste ulteriori  \n\n\n\nriduzioni su abbonamenti e biglietti per Cral\, Scuole\, Gruppi\, Associazioni convenzionate\, contattando l’Ufficio Promozione del Teatro. La direzione si riserva il diritto di sospendere le riduzioni.
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LOCATION:Teatro Parioli\, Via Giosuè Borsi\, 20\, Roma\, 00197\, Italia
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SUMMARY: "Sotto Questo Crollo" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Dal 24 al 26 ottobre\, al Teatro Trastevere debutta a Roma Sotto Questo Crollo. Dopo il successo di pubblico e critica de La favola nera del boia in tutù il Collettivo Lubitsch torna con Sotto questo crollo. Sotto questo crollo\, dramma di Adriano Marenco\, ha vinto Il Premio Letterario Nazionale La Clessidra e il Premio Internazionale Città di Castrovillari. È stato inoltre pubblicato per la collana teatrale Scena Muta. \n\n\n\nIn scena solo il crollo in un tempo sospeso fatto di relitti umani e non\, un tempo pericolosamente vicino. Tre personaggi tragici e buffoneschi lottano per conquistare il potere sul niente. Sono Il Re del Crollo\, Pep\, e Coro\, i sopravvissuti al crollo. Il crollo della civiltà\, delle aspettative\, delle ideologie. La farsa si fa storia. Fino al prossimo ingaggio dei guitti del crollo. \n\n\n\nUna messa in scena scabra\, quasi scabrosa. Un albero di pezzi di legno secco rattoppati\, vestiti pomposi e laceri\, tutine ridicole. Cambi luce pochi\, musiche desuete\, peti poderosi e oggetti kantoraniamente dopo morti. Il linguaggio\, asciutto ed essenziale\, è devastante nei suoi concetti. Una tragedia scanzonata\, ironica\, quasi Rappresentazione Medievale\, inscenata dai Giullari con maschere spaventose e ridicole\, nei tempi di peste. Noi non meritiamo di essere narrati in una Tragedia con catarsi. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\nprevista tessera associativa \n\n\n\ngiorni feriali h.21:00; domenica h.17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“Antiche civiltà del Turkmenistan” al Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini
DESCRIPTION:Per la prima volta per un pubblico internazionale\, la grande mostra archeologica “Antiche civiltà del Turkmenistan” è ospitata nelle sale di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini dal 25 ottobre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nPromossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale\, la mostra è realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura del Turkmenistan\, l’ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente\, il CRAST (Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia) e l’Università degli Studi di Torino. A cura di Claudio Parisi Presicce\, Barbara Cerasetti\, Carlo Lippolis\, Mukhametdurdy Mamedov. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nCrocevia di antiche civiltà\, il Turkmenistan è un Paese ricco di significati storici e archeologici\, tra i più complessi ed espressivi dell’Asia Centrale. Grazie alla sua posizione strategica tra la Mesopotamia\, l’altopiano iranico e la Valle dell’Indo\, fin dal III-II millennio a.C. il Turkmenistan ha rappresentato un nodo cruciale lungo le principali rotte commerciali che collegavano Oriente e Occidente. Questi scambi non riguardavano solo il trasporto di beni di prestigio\, ma anche la circolazione di idee e conoscenze tecniche. \n\n\n\nIn mostra oltre 150 capolavori archeologici provenienti dalla Margiana protostorica (III–II millennio a.C.) — corrispondente all’odierno delta interno del fiume Murghab nel sud-est del Turkmenistan — e dall’antica Partia\, in particolare dal sito di Nisa (II secolo a.C. – I secolo d.C.)\, un importante centro urbano e cerimoniale situato ai piedi della catena montuosa del Kopet-dagh nel Turkmenistan centro-meridionale. Per i visitatori quest’esposizione ai Musei Capitolini rappresenta dunque un’occasione unica per ammirare alcuni preziosi capolavori mai esposti fuori dal Turkmenistan\, come le collane in oro e pietre semipreziose da Gonur (III-II millennio a.C.)\, i ritratti in argilla cruda di sovrani e guerrieri\, e i rhyta (corni per bere e per versare) in avorio riccamente decorati (II secolo a.C. – I secolo d.C.) da Nisa. \n\n\n\nLa prima sezione è dedicata alla Margiana dell’età del Bronzo\, cuore del complesso culturale della Greater Khorasan Civilization\, che interessò gran parte dell’Asia Centrale e delle regioni adiacenti durante il III e il II millennio a.C. I villaggi erano dotati di complessi sistemi d’irrigazione\, che garantivano raccolti abbondanti in un ambiente sempre più arido. La popolazione abitava in strutture in argilla cruda e le imponenti architetture palaziali\, come quelle di Gonur e Togolok\, ancora oggi dominano il paesaggio. La vita quotidiana ruotava attorno all’agricoltura\, alla pastorizia e alla pesca lungo i canali e la dieta comprendeva cereali e legumi\, latte\, formaggi e carne. Nella produzione artigianale si distinguevano gli oggetti in metallo\, dalle prime leghe di rame e arsenico fino ai raffinati oggetti in bronzo\, oro e argento. In questo periodo\, una comune base politica\, economica\, sociale e culturale unificava questi territori\, da cui scaturì una cultura materiale raffinata che rappresenta una delle espressioni più rilevanti di questo complesso. \n\n\n\nLa cultura materiale della Margiana si distingue per il suo sviluppo artistico. In questa sezione della mostra sono esposti reperti eccezionali\, tra cui le figurine in terracotta che rappresentano il mondo spirituale degli antichi allevatori e agricoltori della regione. Questi artefatti\, in miniatura ma di grande espressività\, includono statuette femminili con forme anatomiche accentuate\, simboli di abbondanza e fertilità\, e immagini zoomorfe. \n\n\n\nNella Margiana protostorica\, la morte non costituiva una cesura\, ma un passaggio fatto di rituali complessi. Sepolture plurime e deposizioni parziali\, banchetti funebri con sacrifici animali raccontano di un rapporto con i defunti dopo la morte\, rappresentato negli splendidi manufatti dei ricchi corredi funerari. Nei sigilli battriano-margiani\, animali fantastici\, eroi possenti e semidei accompagnano l’individuo nella vita e nella morte. Tra le figure antropomorfe\, divinità sedute su troni o animali; la “Signora degli Animali”\, donna alata che domina rapaci o felini; eroi che afferrano o combattono serpenti e draghi. \n\n\n\nL’arte orafa e l’estetica dei gioielli della Margiana si caratterizza per la semplicità e la raffinatezza. Beni di prestigio\, nei sontuosi corredi\, legittimavano la detenzione del potere: asce e scettri cerimoniali\, gioielli in oro e pietre semipreziose\, oggetti per la cura del corpo. Materiali esotici come lapislazzuli\, turchese e conchiglie erano frutto di intensi scambi commerciali con l’Iran\, l’Afghanistan\, la Valle dell’Indo e il Golfo Persico. \n\n\n\nLa seconda sezione ripercorre un altro importante capitolo della storia antica turkmena: quello del Regno\, poi divenuto Impero\, dei Parti (o Arsacidi\, dal nome del loro capostipite). I capolavori qui esposti provengono da Nisa-Mithradatkert\, un complesso monumentale e santuario dinastico dedicato ai re arsacidi. Fondato per celebrare le imprese di una dinastia che creò un vasto impero esteso dall’Eufrate alla Battriana\, il sito testimonia una delle più durature formazioni statali dell’antichità e formidabile rivale di Roma. \n\n\n\nSono esposti\, per la prima volta fuori dal Turkmenistan\, i rhyta (corni per versare riccamente decorati) da Nisa\, che costituiscono un ritrovamento unico per la produzione artistica del periodo partico e rappresentano veri e propri capolavori dell’arte dell’intaglio su avorio. Oggi appaiono “monocromi” ma in origine essi potevano riportare rivestimenti in argento e bronzo dorato\, intarsi di pietre semipreziose\, pigmenti. Questi straordinari manufatti evidenziamo l’ampia gamma di relazioni dell’arte arsacide con i mondi ellenistico\, iranico-centoasiatico e delle steppe. \n\n\n\nDa Nisa provengono anche sculture in argilla cruda e in marmo\, le prime raffiguranti guerrieri\, eroi e antenati della famiglia arsacide; tecnicamente queste sculture erano realizzate in parti distinte\, a mano o con matrici\, e poi assemblate prima di stendere la pittura. Le due statue femminili in marmo più note sono\, una figura divina arcaicizzante stante e con vesti tipicamente greche e la statua di un’altra divinità (interpretabile come una Afrodite al bagno (Afrodite Anadyomene). \n\n\n\nIl “filellenismo” dell’arte di corte arsacide traspare anche da alcune statuette in metallo destinate ad ornare recipienti o suppellettili come l’Erote vendemmiante\, la sfinge\, la sirena e l’Atena\, realizzate in argento impreziosito da dorature. Tali figurine non esauriscono l’eterogeneo panorama della toreutica nisena: oltre alle armi – fra cui la splendida ascia da parata in argento dorato – sono attestati esemplari di ispirazione orientale\, come il grifone\, ed elementi riferibili al mondo nomadico delle steppe eurasiatiche. \n\n\n\nA corredo dell’esposizione delle opere\, la mostra propone anche contenuti multimediali: oltre a pannelli esplicativi e video (inclusi ricostruzioni 3D)\, ai visitatori viene offerta una ricostruzione immersiva e scientificamente documentata del sito di Nisa Vecchia com’è oggi\, attraverso un’installazione centrale di video mapping proiettata su un modello in scala\, basata su una scansione 3D effettuata nel 2024 da parte del Politecnico di Torino.
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LOCATION:Musei Capitolini\, Roma\, Italia
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