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SUMMARY: “Sogno di una notte di mezza estate” al Teatro Anfitrione
DESCRIPTION:’attrice romana Caterina Boccardi sarà protagonista al Teatro Anfitrione di Roma\, dall’11 al 17 marzo 2026\, in “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare\, con la regia di Gianfranco Teodoro. \n\n\n\nNella nota commedia shakespeariana\, l’attrice romana Caterina Boccardi interpreterà un doppio ruolo quello di Ippolita e di Titania\, due personaggi chiave della pièce: la storia\, infatti\, ambientata tra Atene ed un bosco magico\, intreccia le vicende amorose di quattro giovani\, i preparativi nuziali di Teseo e Ippolita\, e gli scherzi di fate ed elfi come Oberon\, Titania e Puck.  \n\n\n\nLa Boccardi da una parte interpreterà l’indomita Ippolita: la regina delle Amazzoni\, promessa sposa di Teseo\, Duca di Atene. Sconfitta in guerra e conquistata da Teseo con la forza\, rappresenta una figura femminile forte ma sottomessa\, la cui unione col Duca fa da cornice regale all’intera commedia. \n\n\n\nIn netta contrapposizione\, interpreterà anche Titania\, la fiera ed orgogliosa Regina delle Fate\, sposa di Oberon\, che\, a causa di una lite col marito per un paggio indiano\, viene incantata da Puck col succo di un fiore\, facendola innamorare follemente dell’artigiano Bottom\, trasformato in asino. \n\n\n\nI due personaggi interpretati dall’attrice creano un parallelismo tra il mondo umano ordinato e quello magico e caotico\, esplorando l’irrazionalità dell’amore\, la natura illusoria della realtà e il potere della fantasia. \n\n\n\nLa commedia pone\, infatti\, l’accento su come l’innamoramento\, paragonato ad un sogno o ad un incantesimo\, stravolga i sensi e la logica\, portando infine alla riconciliazione e all’armonia. \n\n\n\nCaterina Boccardi non è nuova a questo doppio ruolo che l’ha già vista protagonista\, sullo stesso palco\, nel 2023. \n\n\n\nAd interpretare i vari personaggi ci saranno\, oltre alla Boccardi (in mero ordine  all’alfabetico): Naomi Altomare\, Virginia Barelli\, Leonardo Catania\, Davide Coppini\, Alessio Curzi\, Damiano Di Tizio\, Luca Gaveglia\, Claudio Piano\, Irene Roccalto\, Gabriele Sabellico\, Gianfranco Teodoro. \n\n\n\nBreve bio di Caterina Boccardi \n\n\n\nCaterina Boccardi romana\, è una professionista poliedrica che spazia dal nuoto (suo primo amore)\, alla scrittura\, alla recitazione. \n\n\n\nDal teatro\, alla televisione\, al cinema vivendo tutto con entusiasmo e passione. \n\n\n\nIstruttrice professionista di nuoto sincronizzato e di nuoto\, che sono la sua passione sin da bambina\, perché lo sport per la Boccardi è qualcosa di immenso\, un elisir della felicità\, qualcosa di cui non potrebbe farne a meno\, una vera e propria passione\, perché “quando nuoto non penso\, mi rilasso”. \n\n\n\nDopo la laurea in Scienze della Comunicazione ha conseguito un Master in PNL (Programmazione neuro Linguistica). Ha sempre fatto della comunicazione uno stile di vita\, comunicare è un bisogno primario\, sia per l’uomo che per gli animali. \n\n\n\nScrittrice di successo\, autrice di diversi romanzi e racconti: “E Quindi?!” edizioni Alter-Ego\, “Verde Pallido” edizioni Scatole Parlanti\, “Roma città chiusa”\, edizioni Albatros; “Realtà nascoste” edizioni Dialoghi; il racconto “Aria-Soffio” edito da Book Sprint Edizioni\, “Complici” edito da Cantera Edizioni. \n\n\n\nHa ricevuto proprio per Complici e per “Aria-Soffio” la menzione speciale di merito dalla Presidente del Concorso Nazionale CASASANREMO Writers Laura Delli Colli. \n\n\n\nVincitrice del Premio Vincenzo Crocitti 2021 come attrice e scrittrice. \n\n\n\nProtagonista sul grande schermo in “Havana Kyrie” regia Paolo Consorti\, “All the money in the world” regia di Ridley\, “Rabbia Furiosa” regia Sergio Stivaletti\, in teatro in “La Bellezza salverà il mondo” regia di Margarita Smirnova; performance alla mostra “the Dark Side” a cura di Danilo Eccher. Da ultimo è una delle protagoniste della webserie con Alessandro Haber “Lo psicologo” ed è stata una delle protagoniste dello spettacolo teatrale “Tutto è possibile”\, con Maurizio Battista al Teatro Orione di Roma \n\n\n\nSarà protagonista del prossimo film in uscita “The Gift”\, regia e sceneggiatura di Gianfranco Confessore\, produttore Ermanno Reda\, ed è in uscita il suo nuovo romanzo “Fabrizio e Maria”. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nSogno di una notte di mezza estate regia di Gianfranco Teodoro \n\n\n\nDa MERCOLEDÌ 11 a MARTEDÌ 17 MARZO 2026 SERALI ore 21:00 \n\n\n\nPOMERIDIANE: sabato 14 marzo h 17:00 e domenica 15 marzo ore 18:00. \n\n\n\nMatinée per scuole: mercoledì 11\, giovedì 12\, venerdì 13\, lunedì 16 e martedì 17 marzo\, sempre ore 10:30 \n\n\n\nProgramma completo sul sito www.goccediarte.it \n\n\n\nInfo e prenotazioni: \n\n\n\nGocce di arte 3389513125 goccediarte@gmail.com \n\n\n\nTeatro Anfitrione 065750827 laplautina@gmail.com
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SUMMARY:"Cortile di donna" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Antonella Morea è la protagonista dello spettacolo Cortile di donna\, scritto e diretto da Renato Giordano\, che debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo mercoledì 11 marzo alle ore 21.00. La consulenza musicale e le musiche eseguite dal vivo sono di Cristina Vetrone\, i costumi di Benedetta Palomba. Repliche fino al 22 marzo. \n\n\n\nProdotto dal Teatro Biondo in collaborazione con l’Associazione Sipario Rosso Sipario\, Cortile di donna è una favola visionaria nella quale sogno e realtà si intrecciano come avviene spesso anche nella vita\, impedendoci di distinguere cosa sia frutto dell’immaginazione e cosa sia veritiero: «Viviamo una realtà immaginaria – spiega Renato Giordano – una verità illusoria\, fatta di preconcetti e suggestioni\, risultando vittime e carnefici di noi stessi\, come la protagonista di questa pièce ispirata a Luisella Viviani\, sorella del grande Raffaele\, che con la sua forza e la sua debolezza\, la caparbietà e la remissività\, la fantasia e la pragmaticità\, racconta la storia di un grande uomo dal punto di vista di una grande donna». \n\n\n\nLo spettacolo rievoca il legame tra Luisella e Raffaele\, li seguiamo con tenerezza lungo il percorso della loro vita. Quante sono le donne vissute da Luisella? Chi sono gli uomini di Raffaele? E perché siamo così attratti dal loro modo di essere? Da queste domande nasce il desiderio di portare in scena Cortile di donna\, un lavoro sulle parole\, sulle suggestioni e sulle sonorità della lingua di Viviani\, con radici che affondano in un tempo lontano. Ma è soprattutto un omaggio alle donne\, a tutte le incantevoli sfumature di donna. \n\n\n\nAntonella Morea\, talentuosa interprete di numerosi spettacoli legati al repertorio napoletano\, tra cui La gatta Cenerentola di Roberto De Simone e diverse opere di Eduardo De Filippo\, dà voce a tantissimi personaggi prendendo a prestito le parole\, le musiche\, i suoni di Viviani. Realtà e fantasia si rincorrono continuamente\, così come la vita e il teatro\, rendendo difficile distinguere tra immaginazione e realtà\, proprio come sul palcoscenico\, dove tutto è finto ma nulla è falso. \n\n\n\n____________________ \n\n\n\nCortile di donna \n\n\n\ndi Renato Giordano \n\n\n\ncon Antonella Morea \n\n\n\nconsulenza musicale e musiche eseguite dal vivo Cristina Vetrone \n\n\n\nregia e scene Renato Giordano \n\n\n\ncostumi Benedetta Palomba \n\n\n\naiuto regia Renato Coppola \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nin collaborazione con Associazione Sipario Rosso Sipario \n\n\n\ndurata: 60 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmercoledì 11 marzo ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 12 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 13 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 14 marzo ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 15 marzo ore 20.00 \n\n\n\nmartedì 17 marzo ore 17.00 \n\n\n\nmercoledì 18 marzo ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 19 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 20 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 21 marzo ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 22 marzo ore 20.00
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SUMMARY:" Diario di Lina" all'Argot Studio
DESCRIPTION:A tre anni dal debutto proprio all’Argot Studio\, torna in una nuova veste dal 12 al 15 marzo 2026\, Diario di Lina scritto e diretto da Francesco Lagi\, con Anna Bellato e Francesco Colella\, uno spettacolo di Teatrodilina prodotto dalla Compagnia Lombardi-Tiezzi.  Una nuova versione di un testo che è cambiato negli anni e si è modificato mettendo a fuoco nuovi temi e nuove parole di un racconto intimo\, che affonda sui temi della perdita e la crisi di un amore. Un piccolo cantiere che ha definito un nuovo spettacolo che ha al centro una coppia\, un uomo e una donna\, e il loro spaesamento\, confuso doloroso e ironico\, di fronte alla morte del loro cane. Testimone di tutto il loro amore\, infatti\, è sempre stata Lina\, la cagnetta che ormai non c’è più\, evocata dai due protagonisti Anna Bellato e Francesco Colella in un dialogo serrato fatto di complicità ed emozione\, inquietudine e malinconia. In quell’attimo di sospensione dal quotidiano che così efficacemente riesce a disegnare Francesco Lagi nel suo teatro.  \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nGli ultimi giorni di Lina\, la nostra cagnetta\, sono passati. C’è un breve saluto parlando di cose\, a ridere e a piangere un po’. La perdita\, il senza\, il lasciare\, il malgrado. C’è il sogno di un cane\, la vita e la morte di alcuni robot\, un ballo di coppia\, ci siamo noi due. Gli attimi\, i giorni\, gli anni trascorsi\, la Lina da cucciola che si fa grande poi vecchia\, testimone di tutto di noi\, che tutto sapeva e che tutto sa. E ora? Che è\, che succede? Ci si orienta di nuovo nelle piccole cose ogni giorno\, il guinzaglio\, la cuccia\, dei peli rimasti per casa. E poi arriva il vento che\, come l’amore\, soffia improvviso e poi se ne va.  \n\n\n\nMaggiori informazioni su: www.teatroargotstudio.com \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\ndal giovedì al venerdì ore 20:30 \n\n\n\nsabato ore 19:30 \n\n\n\ndomenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\n15€ intero \n\n\n\ntessera associativa 5€
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SUMMARY:“L’amica delle mogli” allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Da giovedì 12 a domenica 15 marzo la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania ospita “L’amica delle mogli” di Luigi Pirandello\, con riduzione teatrale di Gianni Garrera e la regia di Nicola Alberto Orofino.  \n\n\n\nLo spettacolo\, nuova produzione del TSC\, è interpretato da Gianmarco Arcadipane (Fausto Viani)\, Giorgia Boscarino (Elena)\, Giovanni Carta (Francesco Venzi)\, Lydia Giordano (Anna) e Carmen Panarello (Marta). \n\n\n\nLe scene e i costumi sono di Vincenzo La Mendola.Nelle note di regia\, Orofino presenta così lo spettacolo: “Scritta nel 1926\, la commedia si muove sullo sfondo della borghesia romana\, un mondo fatto di apparenze e ipocrisie che però comincia lentamente ad aprirsi alle trasformazioni della modernità. Sono gli anni della nascita del cinema sonoro\, dell’emancipazione femminile\, delle gonne che si accorciano e dei capelli alla garçonne: segni di un cambiamento sociale e culturale che attraversa anche i rapporti tra uomini e donne. Al centro della vicenda c’è Marta\, donna nubile\, affascinante e desiderata\, che decide di aiutare le giovani mogli degli amici a gestire il complesso ménage familiare. Consigliando loro come arredare la casa\, come curare la propria immagine e come interpretare i dettami della moda e delle nuove tendenze\, Marta diventa presto una figura di riferimento\, quasi una sacerdotessa del gusto e della modernità”.“Ma il suo ruolo di amica delle mogli finisce per soddisfare soprattutto i desideri dei mariti\, conquistati dal suo stile e dalla sua sicurezza. Il risultato è un progressivo e inesorabile declino del ruolo delle mogli\, che arrivano perfino a rinunciare alla propria voce nelle decisioni domestiche. Attorno a Marta ruotano così desideri\, gelosie e rivalità\, fino a generare conseguenze inattese. Pirandello costruisce un ritratto modernissimo di donna \n\n\n\n emancipata\, sacerdotessa della moda\, dell’arredamento\, della roba\, del capitale. Donna libera\, mai civetta\, che ripugna il genere maschile (per lo meno quello che le si presenta). Pirandello dona a L’amica delle mogli una forte e autentica consapevolezza femminista inserendo quest’opera all’interno del dibattito sulla dicotomia maschile/femminile mai così attuale.”\, conclude il regista. \n\n\n\nCalendario rappresentazioni – Sala Futuragiovedì 12 marzo 2026 ore 20:45venerdì 13 marzo 2026 ore 17:30venerdì 13 marzo 2026 ore 20:45sabato 14 marzo 2026 ore 20:45domenica 15 marzo 2026 ore 18:00 \n\n\n\n“L’amica delle mogli” di Luigi Pirandelloriduzione teatrale Gianni Garreraregia Nicola Alberto Orofinoscene e costumi Vincenzo La Mendolacon:Gianmarco Arcadipane (Fausto Viani)Giorgia Boscarino (Elena)Giovanni Carta (Francesco Venzi)Lydia Giordano (Anna)Carmen Panarello (Marta)foto di scena Antonio Parrinellodurata 1h30′produzione Teatro Stabile di Catania
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SUMMARY:"Definisci Antigone" al Teatro Elicantropo di Napoli
DESCRIPTION:grande richiesta ritorna in scena\, da giovedì 12 marzo 2026 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 22) al Teatro Elicantropo di Napoli\, Definisci Antigone\, l’ultima creazione scenica di Carlo Cerciello che riporta in scena il mito di Antigone come atto politico urgente e necessario.  \n\n\n\nL’allestimento\, presentato da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo\, intesse testi di Sofocle\, Hasenclever\, Brecht\, Anouilh\, Ritsos e le testimonianze del medico palestinese Ezzideen Shehab\, costruendo una drammaturgia stratificata che connette il mito di Antigone alla realtà del genocidio del popolo palestinese.  \n\n\n\nIl risultato è un teatro che non consola né pacifica\, ma\, lacerando la cortina di silenzio e indifferenza\, interroga lo spettatore nella sua responsabilità di essere umano e soggetto politico. \n\n\n\nIn scena\, Cecilia Lupoli è Antigone\, corpo e voce di una ribellione che non ha nulla di eroico\, perché nasce da un gesto elementare e irriducibile: riconoscere l’altro come umano. Accanto a lei\, Serena Mazzei (Ismene)\, Imma Villa (Creonte) e Mariachiara Falcone (Guardia) incarnano i diversi volti del conflitto tra legge e coscienza\, obbedienza e dissenso\, paura e responsabilità.  \n\n\n\nAntigone è “colei che è nata contro”\, contro la legge ingiusta\, contro l’arbitrio del potere\, contro la disumanizzazione dell’altro. Da questa definizione originaria che prende forma uno spettacolo che non si limita a rimettere in scena la tragedia sofoclea\, ma la attraversa\, la contamina\, la espone al trauma del nostro tempo.  \n\n\n\nIl titolo dello spettacolo nasce\, infatti\, da una frase reale\, pronunciata nel dibattito pubblico contemporaneo\, “Definisci bambino”. Un’affermazione che\, nel tentativo di giustificare l’orrore\, rivela il meccanismo più crudele del potere\, ovvero negare l’umanità per legittimare la violenza. \n\n\n\nDefinisci Antigone nasce dal bisogno di non tacere\, di non restare immobili\, di restituire al teatro la sua funzione più antica e necessaria: essere spazio di conflitto\, di presa di posizione\, di umanità condivisa. \n\n\n\nIn un tempo che chiede continuamente di “definire” per escludere\, questo spettacolo rivendica il diritto di non accettare definizioni che uccidono. Antigone\, ancora una volta\, ci insegna che scegliere di seppellire un corpo\, di nominare un morto\, di riconoscere un bambino\, può essere l’atto più semplice e insieme il più rivoluzionario. \n\n\n\nSpettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato)\, ore 18.00 (domenica) \n\n\n\nInfo e prenotazioni wa 3491925942\, 3470552551\, 081296640 web www.teatroelicantropo.com
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SUMMARY:"Matrimoni e altri catastrofi" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Approda al Teatro de’ Servi\, dal 12 al 15 marzo\, la nuova commedia firmata da N.L. White\, diretta e interpretata da Alessandra Mortelliti e Luca Ferrini. \n\n\n\nUna casa\, una suocera\, un party\, una moglie stravagante e un marito annoiato. La solita routine matrimoniale di una coppia ormai lontana dalla passione\, sembra all’improvviso implodere e contemporaneamente esplodere davanti ad una piccola svista. Una svista\, forse non così piccola\, che diventerà la scintilla di accensione di una macchina comica che travolgerà a colpi di battute esilaranti e ritmi frenetici un ménage matrimoniale usurato ed in fin vita\, ma ancora tenace. Una vera e propria slavina che\, trascinando con sé i due protagonisti\, non risparmierà nemmeno il pubblico che\, assistendo a questo spassoso “delirio a due”\, potrà fare similitudini con le proprie “faccende private” e probabilmente nessuno si troverà nuovo a situazioni di questo tipo.
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Hanno ucciso Baudelaire" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Ha inaugurato la stagione con uno straordinario recital dedicato a Jacques Brel e Sergio Endrigo\, accolto con grande successo. Ora torna nel nuovo cartellone con un progetto completamente inedito\, in cui è ancora una volta assoluto protagonista: Gianni De Feo ci conduce alla scoperta di uno dei più grandi poeti della storia\, Charles Baudelaire grazie al testo di Marco Buzzi Maresca. \n\n\n\nUn lungotevere di sogno e degrado\, di trasfigurazione e violenza. Reale e immaginario. Lontano comunque dalla poesia della Senna e dalle seduzioni della “Ville lumière”.  \n\n\n\nUn espulso dalla società\, un esule\, un derelitto\, un relitto sublime malato di malinconia d’assoluto si aggira sulle rive del fiume come su quelle di un dantesco aldilà. In questo palcoscenico solitario\, l’uomo\, scivolato dall’alto nella discarica umana\, trova la sua unica àncora di salvezza nei versi del poeta “maledetto”\, fino a una sottile identificazione con la sua essenza. Fino a farlo rivivere. E i compagni di sottoponte lo chiamano “Baudelaire”. \n\n\n\nÈ Baudelaire perché Baudelaire è un clochard dell’anima. Un gabbiano senza cielo\, un cigno nel deserto\, “Su un rigagnolo prosciugato la bestia aprendo il becco / bagnava nervosamente le ali nella polvere”.  L’uomo e il poeta si prestano così l’anima a vicenda. Si fanno specchio uno dell’altro tra verità e menzogna\, entrambi scrutando il cielo da cui furono cacciati. “Je tombais dans l’abîme”.  \n\n\n\nSpleen e Ideale. Angoscia e Sogno. Eros e paradisi artificiali sono il sogno impossibile.  \n\n\n\nCosì\, come in un vortice\, eros e morte si rincorrono senza possedersi. Come un malato in un’ambulanza\, come un pazzo abbandonato in una stanza. Come il fiume che placido si porta il cadavere dell’annegata nella Ballata di Bertolt Brecht. Brutalità della realtà e incandescenza del sogno si affrontano in un duello all’ultimo sangue\, incarnandosi a tratti negli allucinati versi del poeta francese. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: Giovedì e venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: +393533925682 
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SUMMARY:"La Storia" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:La Storia è stato spesso tacciato di essere un romanzo cupo\, negativo\, persino disperato nella sua denuncia dello scandalo che dura da diecimila anni. A ben vedere questo capolavoro è invece un’opera straordinariamente vitale e commovente\, venata anche di comicità̀ e leggerezza\, della “vita nonostante tutto”. La storia è\, infatti\, innervata di una potente sottotrama che si può̀ sintetizzare con le parole del giovane Nino: “Loro nun lo sanno\, a mà\, quant’è bella la vita”. Da queste riflessioni e da un profondo comune amore verso il romanzo scaturisce il sodalizio artistico che vede Fausto Cabra\, attore e regista tra i più̀ talentuosi del teatro italiano\, scrivere a quattro mani con Marco Archetti una drammaturgia liberamente ispirata all’opera morantiana\, e dirigere tre attori di grandissima bravura – Franca Penone\, Francesco Sferrazza Papa e Alberto Onofrietti – in un progetto che vuole attraversare e riscoprire la vicenda di Ida\, Nino e del piccolo Useppe. Lo spettacolo non ha la pretesa di sostituirsi o esaurire l’immensa ricchezza del romanzo; vorrebbe invece – con delicatezza ed umiltà̀ – mettersi in ascolto assieme agli spettatori delle molteplici meraviglie che quest’opera custodisce\, suddividendo la sua complessa e umanissima materia in due parti\, una “in tempo di guerra” e una “in tempo di pace”. Per provare a tracciare le coordinate di un’opera necessaria nel suo rivelare le forze motrici e distruttrici delle cose\, e immensamente coraggiosa nel celebrare la vita quando racconta la morte\, e la morte quando racconta la vita. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLa Storia è quella narrazione collettiva che si scrive sulla carne degli ultimi. Una grande Macchina Artificiale determinata dagli uomini – ma allo stesso tempo sovra-umana e dis-umana – di cui gli uomini hanno perso il controllo\, facendola assurgere a surrogato del Fato o del Destino.  \n\n\n\nLe penne della Storia scrivono implacabilmente e senza sosta\, determinando il corso delle piccole storie dalla “s” minuscola\, fragili traiettorie di quella brulicante umanità che si agita ai suoi piedi. La Storia ne indirizza il corso e\, spesso\, ne stritola la sostanza viva tra i suoi spietati ingranaggi. \n\n\n\nDa questa dialettica nasce il nostro spettacolo\, che usa come assi generatori proprio la Scrittura\, da un lato\, e la Lettura\, dall’altro. La Storia scrive\, si\, con le sue penne meccaniche sulla carne viva degli ultimi\, ma scrive anche Elsa Morante la piccola storia di Nino\, Useppe e Ida. E\, in scena\, una donna di oggi\, rileggendo il romanzo – capolavoro assoluto del ‘900 europeo – ricrea nella mente il suo personale attraversamento di quelle vicende. Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro\, anzi: sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro. Il nostro lavoro\, infatti\, non può che offrirsi\, onestamente\, come uno dei mille viaggi possibili all’interno di questo inesauribile scrigno di umanità. Così\, nello spettacolo\, il romanzo stesso è protagonista\, perché abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge. Abbiamo cioè provato a rendere tridimensionale la lettura\, con la sua libertà e coesistenza di piani e punti di vista\, con l’agilità di cambi spaziali e temporali. Insomma\, abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura.  \n\n\n\nL’altra via d’accesso che abbiamo utilizzato nell’allestimento vuole mettere a contatto una dimensione estremamente macchinosa e razionale con l’immensa umanità e fragilità delle creature raccontate dalla Morante. In questo senso\, lo spettacolo vuole anche essere un omaggio a due Maestri della scena italiana: Luca Ronconi con le sue lucide architetture e vivisezioni analitiche\, e Carlo Cecchi con la sua caotica e turbinosa umanità imbevuta di qui e ora. \n\n\n\nAbbiamo voluto dunque che la Macchina Teatrale fosse esplicitata e ben riconoscibile. Il complesso disegno luci e il progetto sonoro danno vita a un impianto scenico che diventa vero co-protagonista\, perché la grande Storia è un enorme marchingegno artificiale\, contemporaneamente scritto e subìto dagli uomini\, deus ex machina auto-proclamato che fa di noi ciò che vuole. Salvo poi essere continuamente relativizzato – quasi ridicolizzato – da una Sfera Naturale ad esso ancora superiore\, un colossale involucro vivente fatto di piante\, animali e meccaniche celesti tanto immani da far impallidire la misera Storia degli Uomini.  \n\n\n\nIl romanzo di Elsa Morante rivela questo paradossale gioco di scatole cinesi: le piccole storie degli individui sono contenute nella Grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta è contenuta nella Grande Sfera Naturale\, Atemporale e Universale. E tutto ciò è ri-contenuto in un bimbetto di nome Useppe\, finito in quanto infinito\, infinitesimale in quanto divino\, vittima in quanto supremo creatore. Un “essere minimo” che sente e comprende il linguaggio misterico di uccellini\, cani\, gatti\, alberi\, radure e cicli solari.  \n\n\n\nAl romanzo\, scomodo ieri come oggi\, si è rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare una via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. Non c’è modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima. L’oscuro è mischiato continuamente con il luminoso\, e la vita è celebrata proprio nel momento in cui più ci si immerge nella sua fine. Questa suprema contraddizione è il grande “scandalo” che Morante svela implacabile. ln questo noi riconosciamo il supremo valore politico di questo testo\, che ci pone continuamente davanti alla complessità del reale. Non c’è semplificazione possibile. Sembra dire: ecco la Storia nuda per quello che è. Non c’è l’auspicata “fine della Storia”\, non ci sono vie d’uscita\, né personali\, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibile – vien da pensare leggendo – è proprio quella commozione\, quella cruda com-passione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario\, mai compiaciuto\, che rivela – nonostante l’orrore – l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità.  \n\n\n\n“Loro nun lo sanno\, a Ma’\, quant’è bella la vita“. Questo seme di comunione che il romanzo pianta in noi non so cosa sia\, ma probabilmente è un fiore\, e non un’erbaccia. Fausto Cabra \n\n\n\nLA STORIA \n\n\n\nUno scandalo che dura da diecimila anni \n\n\n\nliberamente ispirato a La storia di Elsa Morante\, edito in Italia da Giulio Einaudi EditoreBy arrangement with The Italian Literary Agency \n\n\n\ndrammaturgia Marco Archettiregia Fausto Cabracon Franca Penone\, Alberto Onofrietti\, Francesco Sferrazza Papascene e costumi Roberta Monopolidrammaturgia del suono Mimosa Campironiluci Marco Renica\, Fausto Cabravideo Giulio Cavalliniregista assistente Anna Leopaldoconsulenza movimenti scenici Marco Angelilli \n\n\n\nproduzione Teatro Franco Parenti\, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival\, Centro Teatrale Bresciano \n\n\n\nPresentazione di Fausto Cabra spettacolo LA STORIA https://youtu.be/AJwRfdfDXBM \n\n\n\n IL TRAILER dello spettacolo LA STORIA https://www.youtube.com/shorts/AQx4qCrQMpc \n\n\n\nDurata 1 h e 50 \n\n\n\n                                                    __________________________________ \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, Biglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria  acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849 oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/la-storia/268564 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\n \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal martedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16 \n\n\n\nCard Antologia Danco 3 spettacoli € 45 acquista on line dEVERSIVO (22-23-24/4 h. 21)SABBIA (25/4 h.19 e 26/4 ore 17)INTRATTENIMENTO VIOLENTO (28-29-30/4 h.21)3 \n\n\n\nle card libere a 6 spettacoli e le card love sono valide fino al 24 maggio 2026\, ultima replica dell’ultimo spettacolo in cartellone. Gli abbonamenti e le card sono nominativi ma cedibili \n\n\n\nCard libera (6 spettacoli a scelta su tutta la programmazione) € 108 acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840 \n\n\n\nCard love (2 spettacoli a scelta su tutta la programmazione per 2 persone -4 ingressi) € 72 \n\n\n\nAcquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-ingressi/268841
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SUMMARY:20 anni della Casina di Raffaello
DESCRIPTION:Proprio venti anni fa\, il 10 marzo 2006\, la ludoteca all’interno di Villa Borghese apriva al pubblico e avviava le sue attività ludico-creative dedicate ai più piccoli e alle famiglie. \n\n\n\nPer festeggiare tutti insieme i 20 anni di attività e il raggiungimento di questo magnifico traguardo\, il13\, 14 e 15 marzo a Casina di Raffaello si terranno tre giornate speciali animate da laboratori\, incontri\, mostre e conversazioni con la presenza e in collaborazione con i tanti “amici” che in questi anni hanno condiviso visioni\, esperienze e pratiche educative al servizio di tutti i cittadini\, dai piccoli agli adulti. Ai festeggiamenti è invitata tutta la città\, dalle famiglie con i loro piccoli\, ai tanti\, professionisti del settore e non solo\, che hanno a cuore il tema dell’educazione. \n\n\n\nL’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, l’Ambasciata di Svezia a Roma\, l’Associazione Italiana per l’arte naturalistica AIPAN\,Cinecittà\, la casa editrice Fatatrac con l’Associazione Scosse\, l’Istituto Giapponese di Cultura. Si ringrazia la Federazione Italiana Sport Equestri e Ludic – Game for active mind. \n\n\n\nParteciperanno ai festeggiamenti Silvana Sperati\, allieva diretta di Bruno Munari e presidente ABM\, formatrice\, scrittrice\, lab designer; l’autrice Sveva Sagramola e l’illustratore Cristiano Sagramola; l’archeologa Cristiana Mele e il naturalista Francesco Petretti. \n\n\n\nI festeggiamenti si apriranno venerdì 13 marzo alle 17.30 con una conversazione condotta da Silvana Sperati e rivolta a insegnanti\, educatori\, operatori culturali e dedicata a Bruno Munari\, che da sempre ha ispirato l’offerta educativa di Casina di Raffaello. \n\n\n\nSi continua sabato 14 marzo con un programma pensato per grandi e piccoli con laboratori e incontri dedicati alla storia di Casina di Raffaello e di Villa Borghese. Dopo i saluti istituzionali\, tra gli eventi della giornata alle 10.15 verrà inaugurata la mostra Aquiloni e Trottole dal Giappone in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma\, mentre alle 11.30 Silvana Sperati presenterà in esclusiva“Il laboratorio delle casette” di Bruno Munari. Dalle 10.00 alle 13.30\, inoltre\, la Federazione Italiana Sport Equestri con la “mascotte “Tony il Pony” accoglierà il pubblico all’ingresso della ludoteca. \n\n\n\n La giornata di domenica 15 marzo prenderà avvio alle ore 10.00 con il video messaggio di auguri di Francesco Petretti\, ornitologo e naturalista\, mentre alle 11.30 verrà presentato il libro Storia di Topino(Mondadori\, 2025) di Sveva Sagramola. La giornata continuerà all’insegna dell’offerta educativa con i contributi della casa editrice Fatatrac\, di Cinecittà e dell’Ambasciata di Svezia di Roma con un omaggio a Pippi Calzelunghe.  \n\n\n\nTutte le attività sono coordinate e condotte dallo Staff educativo di Casina di Raffaello. \n\n\n\nLa prenotazione e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Info e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sito www.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVENERDÌ 13 MARZO \n\n\n\nOre 17.30 – Un aperitivo con Munari a cura di Silvana Sperati allieva diretta di Bruno Munari e presidente ABM\, formatrice\, scrittrice\, lab designer. \n\n\n\nUna breve conversazione dedicata agli insegnanti\, educatori\, animatori\, genitori che\, ripercorrendo le esperienze realizzate a Roma – a partire dalle iniziative per il centenario della nascita dell’artista – vuole evidenziare gli elementi essenziali di tale approccio metodologico\, sottolineando il valore del pensiero creativo nella realtà odierna. Un’occasione d’ incontro per chi è curioso e vuole saperne di più e allo stesso tempo un’occasione per rivedere docenti ed operatori con i quali si sono già condivise esperienze. \n\n\n\nDove: Sala Teatro  \n\n\n\nDestinatari: educatori\, insegnanti\, operatori culturali \n\n\n\nPartecipanti: massimo 25 partecipanti \n\n\n\nDurata: 60 minuti  \n\n\n\nCosti: 15 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608  \n\n\n\nSABATO 14 MARZO \n\n\n\nOre 10.00 – Saluti istituzionali \n\n\n\nOre 10.15 – Inaugurazione della mostra Aquiloni e Trottole dal Giappone \n\n\n\nA cura dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. \n\n\n\nAquiloni e trottole roteano e volano in Giappone da più di 1200 anni; ancora oggi se ne costruiscono migliaia di esemplari artigianali\, utilizzando design e colori della tradizione o caratteristici delle diverse regioni di produzione. I pezzi in mostra\, provenienti dall’intero territorio nazionale\, forniscono preziose informazioni etnografiche sul Giappone\, con le varianti locali e i richiami alle ricorrenze stagionali. Tecniche ancestrali\, materiali non artefatti come legno e carta e colori vivi incontrano levità e gioco in un’espressione che in Giappone è ancora sorprendentemente attuale e tramandata. \n\n\n\nDove: Sala Natura  \n\n\n\nPartecipazione: gratuita senza prenotazione \n\n\n\nOre 11.30 – Laboratorio L’aquilone giapponese \n\n\n\nA cura dello Staff educativo di Casina di Raffaello in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. \n\n\n\nIspirati dagli aquiloni originali presenti in mostra a Casina di Raffaello\, bambine e bambini realizzeranno un vero aquilone giapponese con le tecniche\, i materiali e gli ideogrammi degli antichi maestri. \n\n\n\nDove: Sala Natura  \n\n\n\nEtà: 7 – 11 anni  \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine e bambini  \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608  \n\n\n\nOre 11.30 – La Casina di Raffaello. Dalla “Palazzina dell’Arboreto di Gelsi alla Ludoteca di Villa Borghese” \n\n\n\nA cura di Sandro Santolini\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali \n\n\n\nUna lectio magistralis in cui Sandro Santolini ripercorre le complesse trasformazioni della Casina di Raffaello a partire dal XVII secolo\, attraverso un articolato racconto di vicende umane\, artistiche ed architettoniche\, strettamente connesso alla storia e all’evoluzione di Villa Borghese. \n\n\n\nDove: Sala Teatro \n\n\n\nDestinatari: adulti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 40 partecipanti \n\n\n\nDurata: 45 minuti \n\n\n\nCosti: 6 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608  \n\n\n\nOre 11.30 – Il laboratorio delle casette di Bruno Munari \n\n\n\nA cura di Silvana Sperati allieva diretta di Bruno Munari e presidente ABM\, formatrice\, scrittrice\, lab designer. \n\n\n\nBruno Munari\, a partire dall’esperienza dei laboratori per bambini proposti nel 1977 presso l’Accademia d’arte di Brera in Milano\, ci stimola a sperimentare le tecniche dell’arte. Con quello che definiva “Il laboratorio delle casette” l’artista suggerisce un’esperienza che ci porta a superare lo stereotipo tipico nella rappresentazione della casa\, che di solito si struttura nella forma del quadrato sormontata da un triangolo come tetto\, per costruire tante case tutte diverse\, semplicemente cambiamo il segno e lo strumento grafico. Un’esperienza stimolante\, divertente e creativa. \n\n\n\nDove: Sala Pittura \n\n\n\nEtà: 5 – 99 anni \n\n\n\nPartecipanti: massimo 20 partecipanti \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 14.30 – Laboratorio Pippi a colori \n\n\n\nA cura dello Staff educativo di Casina di Raffaello con l’Ambasciata di Svezia a Roma. \n\n\n\nUn’avventura creativa pensata per i bambini insieme ai loro genitori. Partendo da sagome pretagliate di Pippi Calzelunghe e del suo inseparabile cavallo Zietto\, i piccoli artisti potranno dare libero sfogo alla fantasia\, dipingendo e vestendo i personaggi con tempere per le mani e strumenti colorati. Un momento di gioco condiviso dove tutto è possibile… perché\, come direbbe Pippi\, “non sono mai stata grande\, quindi non so come si fa!” \n\n\n\nDove: Sala Pittura \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con adulto accompagnatore \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i e 12 adulti accompagnatori \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante (1 bambino/a + 1 adulto) \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 15.30 – Laboratorio Il taccuino del disegnatore naturalistico \n\n\n\nA cura di Alessandro Troisi con AIPAN – Associazione Italiana per l’Arte Naturalistica. \n\n\n\nCon l’aiuto dell’illustratore naturalistico Alessandro Troisi\, scopriremo le varie specie di piante e animali che vivono a stretto contatto con l’uomo per poi dipingerle e raffigurarle tramite acquerelli\, matite e colori. In questo modo realizzeremo insieme un taccuino di studi e schizzi ispirati alla natura urbana e a Villa Borghese. \n\n\n\nDove: Sala Natura \n\n\n\nEtà: 7 – 11 anni \n\n\n\nPartecipanti: massimo 15 bambine e bambini \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 17.00 – Laboratorio Alleniamo la mente \n\n\n\nA cura dello Staff educativo di Casina di Raffaello. \n\n\n\nUn laboratorio per allenare la mente\, esercitarsi a trovare soluzioni attraverso il gioco e la collaborazione: attività ludiche e sessioni di giochi per ragazzi\, famiglie e adulti consentiranno ai partecipanti di vivere un’esperienza partecipata. \n\n\n\nDove: Sala Teatro \n\n\n\nEtà: 7-11 anni \n\n\n\nPartecipanti: massimo 20 bambine e bambini \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nDOMENICA 15 MARZO \n\n\n\nOre 10.00 – Visita guidata Villa Borghese tra storia\, arte e natura \n\n\n\nA cura di Angela Napoletano\, Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali \n\n\n\nUna passeggiata nell’area di Piazza di Siena per conoscere\, attraverso i suoi edifici\, templi e fontane\, la storia di Villa Borghese\, realizzata dal Cardinale Scipione Borghese nel primo decennio del XVII secolo e diventata pubblica nel 1903. L’itinerario inizierà dalla Casina di Raffaello\, l’antico Casino dell’arboreto dei gelsi\, per proseguire in direzione del Tempio di Diana\, appena restaurato; percorrendo lo storico viale dei Pupazzi si arriverà alla Fontana omonima\, anch’essa recentemente restaurata\, da cui si potrà ammirare il complesso monumentale di Piazza di Siena. Continuando il viale si raggiungerà la Fontana dei Cavalli Marini e infine\, il Casino dell’Orologio\, l’antica abitazione del giardiniere. L’itinerario si concluderà con la visita del deposito di sculture all’interno del Museo Pietro Canonica. \n\n\n\nDove: Casina di Raffaello (punto di ritrovo) e Museo Pietro Canonica \n\n\n\nEtà: 6-99 anni \n\n\n\nPartecipanti: massimo 25 partecipanti \n\n\n\nDurata: 75 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 10.30 – Laboratorio Pippi a colori \n\n\n\nA cura dello Staff educativo di Casina di Raffaello con l’Ambasciata di Svezia a Roma. \n\n\n\nUn’avventura creativa pensata per bambini insieme ai loro genitori. Partendo da sagome pretagliate di Pippi Calzelunghe e del suo inseparabile cavallo Zietto\, i piccoli artisti potranno dare libero sfogo alla fantasia\, dipingendo e vestendo i personaggi con tempere per le mani e strumenti colorati. Un momento di gioco condiviso dove tutto è possibile… perché\, come direbbe Pippi\, “non sono mai stata grande\, quindi non so come si fa!” \n\n\n\nDove: Sala Pittura  \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con adulto accompagnatore \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i e 12 adulti accompagnatori \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante (1 bambino/a + 1 adulto) \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 11.30 – Presentazione del libro “Storia di Topino” di Sveva Sagramola con le illustrazioni di Cristiano Sagramola \n\n\n\nUna tenera fiaba sul crescere e sulla forza magica e insostituibile degli amici di stoffa che ci stanno vicini nel percorso per diventare grandi. Topino ha le orecchie lunghe come quelle di un coniglietto e un mantello vellutato a forma di carota. Incontra Petra per la prima volta nella culla\, e da quel momento i due diventano inseparabili. Topino la accompagna al parco e nei lunghi viaggi; è con lei la notte quando sogna e al mattino sui banchi di scuola; sono insieme quando Petra saluta il ciuccio\, perde i primi dentini\, cambia abitudini e interessi. E anche ora\, che Petra è cresciuta\, la pelliccia di Topino è sbiadita e la carota consumata dalle carezze\, lui conserva il profumo della sua inseparabile amica. Il libro “Storia di Topino” è edito da Mondadori (2025). \n\n\n\nDove: Sala Felice Giani \n\n\n\nPartecipazione gratuita senza prenotazione \n\n\n\nOre 11.30 – Laboratorio L’aquilone giapponese \n\n\n\nA cura dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma con lo Staff educativo di Casina di Raffaello.Ispirati dagli aquiloni originali presenti in mostra a Casina di Raffaello\, bambine e bambini realizzeranno un vero aquilone giapponese con le tecniche\, i materiali e gli ideogrammi degli antichi maestri. \n\n\n\nDove: Sala Natura \n\n\n\nEtà: 7 – 11 anni  \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine e bambini  \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 15.00 – Laboratorio Nei panni di Pippi \n\n\n\nA cura dello Staff educativo di Casina di Raffaello con l’Ambasciata di Svezia a Roma \n\n\n\nDopo aver sfogliato insieme il libro di Astrid Lindgren e osservato i dettagli di Pippi e del suo cavallo a pois\, i piccoli partecipanti potranno creare la propria Pippi con stoffe\, bottoni e materiali colorati. Il laboratorio si conclude con la realizzazione di una stanza di Villa Villacolle da personalizzare con fantasia e creatività. \n\n\n\nDove: Sala Pittura \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni con accompagnatore \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i e 12 adulti accompagnatori \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 15.00 – Saluti e baci\, lettura e laboratorio dal fumetto “Gisèle. 10 avventure di una piccola femminista” di Sandrine Bonini e Annick Cojean  \n\n\n\nA cura di Fatatrac edizioni e l’Associazione Scosse. \n\n\n\nUn laboratorio di fumetto sul consenso\, ispirato dal libro Gisèle. 10 avventure di una piccola femminista\, in cui ci si interrogherà su come reagire alle richieste di baci e abbracci da parte delle persone adulte. \n\n\n\nDove: Sala Natura \n\n\n\nEtà: 7 – 11 anni \n\n\n\nPartecipanti: massimo 20 bambine e bambini \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 16.00 Laboratorio Cinecittà Story \n\n\n\nA cura di Barbara Goretti\, Responsabile Cinecittà si Mostra\, MIAC e Dipartimento educativo. \n\n\n\nUn racconto animato per scoprire Cinecittà e i suoi segreti con un’attività creativa dedicata ai mestieri del cinema. L’invenzione di una storia\, la sua scrittura\, il disegno dello storyboard\, degli abiti di scena e della scenografia tutto da sperimentare in un pomeriggio da “film”. \n\n\n\nDove: Sala Teatro \n\n\n\nEtà: dai 6 ai 99 anni  \n\n\n\nPartecipanti: massimo 20 partecipanti \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nOre 17.30 Laboratorio Per fare un mito ci vuole un albero \n\n\n\nA cura di Cristiana Mele\, archeologa.  \n\n\n\nSe gli alberi di Roma potessero parlare ci racconterebbero delle storie incredibili e bizzarre\, legate alla nascita della città e alle divinità che abitavano i suoi boschi\, le sue radure e i suoi i giardini. Dopo una piccola esplorazione di Villa Borghese nell’area intorno alla Casina\, faremo la conoscenza degli dèi che legarono il loro destino al regno di Flora e ascolteremo le loro storie: Dioniso salvato dall’edera\, Atena e l’ulivo\, Persefone e Ade per sempre legati dai chicchi di una melagrana\, Dafne trasformata in alloro\, Romolo e Remo protetti da un fico. Man mano che i racconti prenderanno forma ogni partecipante realizzerà un piccolo erbario rielaborando creativamente le suggestioni che queste storie avranno saputo suscitare. \n\n\n\nDove: appuntamento all’ingresso di Casina di Raffaello \n\n\n\nEtà: 6-10 anni \n\n\n\nPartecipanti: massimo 20 bambine e bambini \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nCosti: 8 euro a partecipante \n\n\n\nPrenotazione: contact center 060608 \n\n\n\nCASINA DI RAFFAELLO \n\n\n\nSpazio arte e creatività dell’Assessorato alla Scuola\, Formazione e Lavoro di Roma Capitale\, \n\n\n\ngestito in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nViale della Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) \n\n\n\nOrari di apertura \n\n\n\nDal martedì al venerdì: ore 10.00–18.00; sabato\, domenica e giorni festivi: ore 10.00–19.00; \n\n\n\nchiusa tutti i lunedì \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nwww.casinadiraffaello.it \n\n\n\nFB: @CasinadiRaffaello-LudotecaaVilla Borghese – IG: @casinadiraffaello
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SUMMARY:"HAIKU MON AMOUR" al Museo della Stampa di Lecce
DESCRIPTION:HAIKU MON AMOUR: a Lecce la prima nazionale della trilogia poetica edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno a cura di Diego Martina \n\n\n\nVenerdì 13 marzo 2026\, presso il Museo della Stampa (Biblioteca Bernardini)\, un evento esclusivo per presentare le opere di Tanikawa Shuntarō\, Nomura Ryō e Toni Piccini. Un viaggio tra surrealismo nipponico\, amore eterno e impegno civile. \n\n\n\nLECCE – Il capoluogo salentino si conferma crocevia internazionale della grande letteratura. Venerdì 13 marzo 2026\, alle ore 18:00\, la suggestiva cornice del Museo della Stampa\, all’interno della Biblioteca Bernardini (Piazzetta Carducci)\, ospiterà la prima presentazione nazionale di tre volumi di assoluto rilievo pubblicati da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. \n\n\n\nL’evento\, di alto profilo istituzionale e culturale\, è promosso e organizzato da Regione Puglia\, Provincia di Lecce\, Polo Biblio-Museale di Lecce\, Puglia Culture e Biblioteca Bernardini. La serata vedrà il curatore e traduttore Diego Martina dialogare con la scrittrice e giornalista Luisa Ruggio. Ad aprire i lavori sarà l’editore Stefano Donno. \n\n\n\nLe Opere: Tre Sguardi sul Mondo in forma di haiku \n\n\n\nLa presentazione (dopo un’introduzione dedicata allo haiku\, questa forma tradizionale di poesia giapponese che ha conquistato il mondo)\, si focalizzerà su tre pilastri editoriali che spaziano dalla lirica del più importante poeta giapponese moderno alla denuncia sociale in forma di haiku: \n\n\n\n\n“Alla donna” di Tanikawa Shuntarō: Una raccolta che mette a nudo la sfera privata e sentimentale del poeta (1931-2024) e del suo legame indissolubile con la moglie Sano Yoko. Trentasei poesie che celebrano l’amore oltre i confini fisici\, abbracciando il concetto giapponese di kairōdōketsu: vivere\, invecchiare e restare uniti oltre la morte.\n\n\n\n“Sogni impossibili” di Nomura Ryō: Quarta raccolta del poeta giapponese contemporaneo (1967)\, vincitore del Premio Poeta Emergente Eureka. Il volume è un viaggio onirico intriso di surrealismo\, dove immagini fluide simili all’acqua si fondono in vortici di parole che esplorano l’inconscio.\n\n\n\n“MIA” di Toni Piccini: Una raccolta di haiku moderni dedicata a temi di bruciante attualità: il femminicidio e la violenza di genere. Suddivisa in sette parti\, l’opera racconta il dramma quotidiano delle relazioni violente\, ma apre alla speranza del supporto dei Centri Antiviolenza e della rinascita di sé.\n\n\n\n\nL’Approfondimento Critico \n\n\n\nLa presenza di Diego Martina\, figura centrale per la mediazione culturale tra Italia e Giappone\, garantisce un approfondimento filologico unico. Come sottolineato nella prefazione a Sogni impossibili\, il lavoro di traduzione e cura permette di accedere a una “geografia lessicale” fatta di miraggi\, vapori e sussurri\, dove il tempo si ferma in un infinito presente. In Alla donna\, Martina mette in luce la capacità di Tanikawa di trasformare i fatti ordinari del quotidiano in racconti fiabeschi\, dove l’uomo rinasce “principe” attraverso lo sguardo dell’amata. \n\n\n\nGli Autori e il Curatore \n\n\n\n\nTanikawa Shuntarō (1931-2024): Considerato il maggiore esponente della poesia giapponese moderna\, ha vinto premi prestigiosi come lo Yomiuri e l’American Book Award\, con opere tradotte in tutto il mondo.\n\n\n\nNomura Ryō (1967): Poeta d’avanguardia nato a Tōkyō\, si è distinto per una produzione raffinata e rarefatta\, tornando sulla scena editoriale con questo volume dopo dodici anni di silenzio.\n\n\n\nToni Piccini: Poeta triestino di haiku\, insignito dell’Award of Excellence e del titolo di Master Haiga Artist dalla World Haiku Association in Giappone.\n\n\n\nDiego Martina (1986): Traduttore e studioso\, insegna presso l’Università di Tōkyō. Discepolo della celebre haijin Kuroda Momoko\, è tra i vincitori del concorso in lingua giapponese Bashō-ō ken’ei haiku.\n\n\n\n\nSCHEDA DELL’EVENTO \n\n\n\n\nData: 13 marzo 2026\n\n\n\nOra: 18:00\n\n\n\nLuogo: Museo della Stampa – Biblioteca Bernardini\, Piazzetta Carducci\, Lecce\n\n\n\nInterventi: Stefano Donno (Editore)\, Diego Martina (Curatore)\, Luisa Ruggio (Giornalista)\n\n\n\n\nINFO EDITORIALI I volumi sono disponibili sul sito ufficiale della casa editrice: www.quadernidelbardoedizionilecce.it \n\n\n\nContatti Mail: iquadernidelbardoed@libero.it
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SUMMARY:"BASTAVA LEGGERE" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta all’Altrove Teatro Studio dal 13 al 15 marzo\, BASTAVA LEGGERE\, spettacolo scritto da Ottavia Bianchi e diretto da Giorgio Latini\, che fonde arte e politica sul palcoscenico. \n\n\n\nUna commedia “vera”\, interpretata dagli stessi Ottavia Bianchi e Giorgio Latini con Gianni Ferreri e Luca Macolo. \n\n\n\nUn sabato di un inverno qualunque di questi anni ingrati\, in un teatro di provincia. Una coppia di teatranti in crisi\, Marisa e Carlo\, apparentemente fermi all’ultimo giro di boa della loro carriera e forse anche del loro matrimonio\, si ritrovano rinchiusi per un intero fine settimana in un teatro destinato a chiudere. Con loro due sgraditi ospiti inattesi: l’assessore alla cultura di un paese incaricato di sequestrare loro lo spazio e il suo tirapiedi addetto alla comunicazione. Questi ultimi\, introdottisi di soppiatto nel teatro\, rimangono\, loro malgrado\, faccia a faccia con i due attori. Nell’impossibilità di lasciare lo stabile fino al lunedì seguente\, giorno dello sgombero\, saranno costretti a dividere gli spazi per due giorni e due notti tra ostilità\, infuocate discussioni\, minacce e tentativi di corruzione. I due mondi\, quello degli artisti e quello dei burocrati\, sembrano apparentemente lontanissimi ma le maglie della realtà del nostro tempo sono sfilacciate a tal punto da mischiare le carte fino a mostrare gli aspetti più miserevoli dell’animo umano\, lasciandone in bella mostra il lato più comico. Il tutto è ripreso dal telefonino del personaggio di Michele Marra\, ex bambino prodigio\, ex sognatore\, ex nel senso di persona che è fuori da tutto perché fuori da se stesso\, un bimbo divenuto adulto senza né arte né parte e datosi in pasto alla politica\, vista non più come luogo riservato alle migliori menti e ai migliori ideali\, ma come isola ecologica in cui chi una volta sarebbe stato solo un rifiuto della società\, ora sa di potersi riciclare senza nemmeno passare dalla fase della ripulitura e di potersi rivendere come prodotto di prima qualità. Lo spettacolo indaga proprio questo aspetto e si chiede: nella nostra società\, devota solo all’apparire e alla vacuità del successo\, c’è ancora qualcosa di incorruttibile\, esiste qualcuno sulla faccia della terra che non ambisca ad essere comprato al prezzo più alto? Oppure il concetto di arte è solo un luogo comune\, romantico e superato\, buono solo per esaltare chi in realtà ha già fatto il suo prezzo? \n\n\n\n“Dicono che le donne\, a differenza degli uomini\, scrivano solo del piccolo mondo che conoscono e quasi mai di grandi temi universali.”_ dichiara Ottavia Bianchi. “Questo fatto mi è tornato alla mente quando ho visto che stavo scrivendo di un universo molto limitato e che conosco molto bene\, quello dei teatranti\, seppur raccontando di una circostanza contraria (per fortuna) a quella vissuta sulla mia pelle ma tragicamente frequente nella nostra società: lo sgombero di uno spazio culturale. Ho quindi cominciato a far comparire personaggi totalmente immaginari\, un assessore alla cultura e il suo addetto alla comunicazione\, con caratteristiche apparentemente assurde per il ruolo a loro dedicato; ma più andavo aggiungendo particolari\, più mi accorgevo che la verità della vita veniva fuori sulla carta\, con irruenza e senza il minimo pudore di sembrare esagerata o grottesca. E questo perché dal parlarsi di questi personaggi sono inevitabilmente usciti discorsi che tutti\, in qualche modo\, abbiamo sentito in questi anni nelle tv e sui social\, a proposito dell’inutilità dell’arte nella vita della gente (dichiarata in modo più o meno velato\, a seconda dei governi)\, del calo vertiginoso delle nascite\, ma anche dell’importanza del lavoro\, tanto sbandierata dalla stessa società che incita i giovani a sbrigarsi a trovarsi un posto qualsiasi che li tenga a riparo dalla disoccupazione\, anche a costo di ignorare i loro sogni\, o\, per citare uno dei personaggi\, il loro daimon. Questi e molti altri temi scaturiti dall’assurdo incontro tra due emisferi lontanissimi\, quello dei burocrati e quello degli artisti\, sono diventati metafora del mondo distorto nel quale viviamo: un mondo in cui nutrire la propria vocazione può essere motivo di vergogna sociale\, in cui avere il desiderio sacrosanto di essere governati da qualcuno che ne sappia più di noi e che non ci inganni con la manipolazione delle notizie\, ci possa far apparire ridicoli e poco in contatto con la realtà. E\, mentre mi avvicinavo a grandi passi alla fine della vicenda\, mi accorgevo che queste quattro anime\, alle prese con una trama apparentemente troppo chiusa nel particolare per poter interessare tutti\, avrebbero invece potuto aspirare all’universale\, perché la realtà della vita è sempre talmente tragica da far morire dal ridere tutti quelli che la ascoltano. E\, se il tormentone a cui tutti i teatranti del mondo devono sottostare da sempre\, quando propongono un loro lavoro ai direttori dei teatri e agli assessorati alla cultura\, è “bello che faccia pensare\, ma fa anche ridere?” allora ce la siamo cavata tutti quanti\, attori\, autori e personaggi\, in barba ai luoghi comuni sul fatto che l’arte e la cultura siano questioni noiose e che le donne scrivano solo di piccole cose.” \n\n\n\nINFO \n\n\n\nSpettacoli: venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"CARMEN" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Spazio alla danza al Teatro di Villa Lazzaroni. Si parte venerdì 13 marzo con lo spettacolo CARMEN della Sinopia Dance Company\, coreografia e regia di Francesco Asselta \n\n\n\nUn’audace decostruzione del mito di Carmen\, interamente interpretata da donne. La coreografia celebra l’indipendenza\, la forza e la complessità della donna contemporanea\, esaminando come l’amore ossessivo e la dinamica del possesso possano sfociare nella violenza di genere (anche tra donne)\, superando gli stereotipi classici. \n\n\n\nUn’indagine sul femminicidio e sulla resilienza femminile. In questa versione\, Carmen è un’Artista che si confronta con le altre quattro figure archetipiche (Don José\, Escamillo\, Micaela\, Zuniga)\, tutte interpretate da ballerine. Il pezzo indaga le sfaccettature della forza e dell’indipendenza raggiunte attraverso il sacrificio\, ma soprattutto\, racconta la storia di un futuro\, vissuto nella quotidianità\, in cui due donne sono soffocate da una relazione amorosa divenuta tossica.
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SUMMARY:Stretto Vinyl Fest a Messina
DESCRIPTION:Torna lo Stretto Vinyl Fest\, seconda edizione dell’appuntamento dedicato al collezionismo musicale e alla cultura del disco\, a cura dell’Associazione Culturale Vinyl Fest. Un evento che si conferma tra i più attesi del Sud Italia e che\, grazie alla posizione strategica della location\, guarda con particolare attenzione anche al pubblico calabrese. \n\n\n\nLa manifestazione\, che è ad ingresso gratuito con donazione libera a favore dell’associazione\, si terrà sabato 14 e domenica 15 marzo\, dalle 10:00 alle 20:00\, presso la prestigiosa Sala Borsa della Camera di Commercio di Messina (Piazza Felice Cavallotti 3). Una sede facilmente raggiungibile non solo dalla Sicilia\, ma anche dalla Calabria: la struttura si trova\, infatti\, a poca distanza dal porto e dal terminal degli aliscafi\, con collegamenti rapidi e frequenti verso Reggio Calabria e Villa San Giovanni\, particolarmente comodi anche per la provincia di Messina\, vista la vicinanza alla stazione ferroviaria e degli autobus. Un’opportunità concreta per i collezionisti e gli appassionati calabresi e della provincia messinese di vivere l’evento senza necessità di automobile\, approfittando della traversata veloce sullo Stretto. \n\n\n\nProtagonisti assoluti saranno gli stand del vinile: espositori provenienti da tutto il Sud Italia porteranno oltre 70 metri lineari di spazi espositivi con rarità\, prime stampe e dischi introvabili. Non mancheranno stand dedicati a libri e fumetti\, DJ set d’ascolto e una speciale sala hi-end curata da Teorema Acustico e Letteraemme\, che offrirà un’esperienza sonora immersiva per riscoprire il piacere dell’ascolto in alta fedeltà.Sabato 14 marzo\, dalle 20:30\, spazio anche all’After Party presso il Morg/Voltapagina (Strada San Giacomo accanto al Duomo)\, per proseguire la festa tra musica e allegria. \n\n\n\nCon un’offerta pensata per il collezionista più esigente ma aperta anche ai curiosi e ai nuovi appassionati\, lo Stretto Vinyl Fest si conferma come un ponte culturale tra Sicilia e Calabria\, nel segno della musica e della condivisione.Lo Stretto Vinyl Fest è organizzato dall’associazione promotrice con il patrocinio della Città di Messina. \n\n\n\nPartner dell’evento: Italia Vinyl Market\, LetteraEmme\, Messinacon\,Morg\, The Messineser\, Teorema Acustico \n\n\n\nSponsor: ioStampo\, Bar i Mori. \n\n\n\nDate: sabato 14 e domenica 15 marzoOrari: 10:00 – 20:00After Party: sabato 14 marzo\, ore 20:30 – MessinaLuogo: Camera di Commercio di Messina\, Piazza Felice Cavallotti 3 – MessinaOrganizzazione: Ass. Cult. Vinyl FestIngresso gratuito con donazione libera a favore dell’associazione
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SUMMARY:Archivi Sonori a Palazzo Malagola a Ravenna
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo delle due grandi mostre su Demetrio Stratos\, Malagola – il centro di ricerca vocale e sonora fondato e diretto a Ravenna da Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi\, che accoglie in sé la scuola di vocalità\, i seminari del Collegio Superiore di Estetica della Scena\, le pubblicazioni della Collana Malagola e già sede dell’Archivio Demetrio Stratos – inaugura sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 gli Archivi Sonori: un prezioso patrimonio multimediale che documenta alcune fra le migliori esperienze di artisti performativi nazionali e internazionali nel campo della ricerca vocale e sonora. \n\n\n\nIn mostra\, per due giorni\, tra ambienti immersivi e ascolti in cuffia\, gli estratti audiovisivi dagli archivi degli artisti che\, dalla sua fondazione a oggi\, hanno fatto da docenti per i corsi di alta formazione del centro: compositori e compositrici\, attori e attrici\, coreografi e coreografe\, sperimentatori e sperimentatrici che lavorano sulla voce e sul suono in scena. \n\n\n\nSi tratta\, nello specifico\, di Alvin Curran\, Ermanna Montanari\, Mariangela Gualtieri\, Luigi Ceccarelli\, Roberto Latini\, Scott Gibbons\, Chiara Guidi\, Joan La Barbara\, Demetrio Stratos\, Roberto Paci Dalò\, Moni Ovadia\, Sandro Lombardi\, Mirella Mastronardi\, Masque Teatro\, Simona Bertozzi\, Francesca della Monica\, Sonia Bergamasco\, Maddalena Crippa\, Francesco Giomi\, Claron McFadden\, Marco Olivieri\, Scanner (Robin Rimbaud)\, Myriam Gourfink\, Kasper T. Toeplitz\, Valter Malosti\, Chiara Michelini\, Andrea Veneri\, Anna Bonaiuto\, Daniele Roccato\, Francesca Proia\, Diego Schiavo\, Luigi Agostini\, Kassel Jaeger (François J. Bonnet).  \n\n\n\nIn particolare\, l’esposizione sarà strutturata in quattro ambienti differenti\, al piano terra di Palazzo Malagola\, che restituiscono altrettante modalità di fruizione\, accomunate da una dimensione al tempo stesso intima e collettiva: \n\n\n\n–        due  sale dotate di schermi touch e cuffie per ascolti e visioni\, ravvicinate e individuali\, di materiali audio e video; \n\n\n\n–        una sala per ascolti immersivi\, in cui sarà possibile fare esperienza di contributi sonori nati per la spazializzazione a 360° o di proposte di spazializzazione di materiali nati per la stereofonia; \n\n\n\n–        una sala cinema\, con l’opportunità di visionare riprese video di interi lavori teatralio\, comunque\, materiali dalla durata più lunga. \n\n\n\nL’apertura degli Archivi Sonori rappresenta un ulteriore movimento di sviluppo di quella idea di trasmissione che fonda Malagola\, nella direzione di essere sempre di più un punto di riferimento per cittadini\, studiosi\, ricercatori e artisti\, cui viene proposta una via maestra all’ascolto. “Archiviare il suono\, oggi\, significa dunque restituirlo alla sua originaria tridimensionalità. Archiviare la voce\, in modo analogo\, significa custodire la traccia di una presenza in assenza del corpo che l’ha emessa. Due diverse forme di spazio. Due modi della risonanza. A partire da questo principio che orienta le nostre scelte\, dare forma all’archivio implica necessariamente un nuovo approccio all’ascolto. Ciò è stato reso possibile\, in particolare\, grazie alla progettazione di una camera immersiva in cui la voce e il suono degli artisti e delle artiste qui convocati/e creano ambienti emotivi a geometria variabile. Ascoltare è abitare uno spazio in cui il corpo dell’ascoltatore e dell’ascoltatrice si fa timpano\, risuonatore: anatomia dell’esperienza” sottolineano Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi\, fondatori e direttori di Malagola. Un concetto ribadito da Marco Sciotto\, responsabile degli Archivi\, secondo cui la custodia “non è che il requisito di partenza: una simile archiviazione non può che equivalere\, soprattutto\, alla responsabilità di individuare e realizzare le condizioni ideali per restituire loro un corpo differente\, ma altrettanto capace di affidarli nuovamente all’ascolto come pratica al contempo estetica e critica”. \n\n\n\nL’inaugurazione sarà preceduta\, nella mattina del 14 marzo\, da una tavola rotonda presso la Sala Dantesca della Biblioteca Classense\, partner del progetto. Con Marco Sciotto dialogheranno la scrittrice\, drammaturga e docente Renata Molinari\, il critico teatrale Antonio Audino\, il giornalista Luca Valtorta e il compositore Francesco Giomi. \n\n\n\nDopo l’inaugurazione\, gli Archivi Sonori – che si espanderanno ulteriormente nel corso del tempo – saranno fruibili a ingresso gratuito e in modo permanente: ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00. \n\n\n\nInfine\, come segno che corre lungo le sale di Malagola a cucire poeticamente il percorso espositivo\, i disegni di Stefano Ricci\, il cui tratto segna Malagola fin dalla sua fondazione; e due elementi da uno degli archivi storico-artistici più originali della città di Ravenna: quello di Elisabetta Gulli Grigioni\, che da quasi sessant’anni colleziona migliaia di cuori di ogni tipo – da ex-voto a oggetti devozionali e gioielli – che vanno dal ’600 al ’900. \n\n\n\nMALAGOLA \n\n\n\nIdeato e diretto da Ermanna Montanari (fondatrice e direzione artistica delle Albe) e da Enrico Pitozzi (docente dell’Università di Bologna e Coordinatore del CdLM in “Discipline della Musica e del Teatro”)\, è il Centro internazionale di ricerca vocale e sonora che ha sede a Palazzo MALAGOLA – edificio storico di proprietà della Provincia concesso in uso dal Comune di Ravenna. Il Centro sviluppa attività di ampio respiro tra loro connesse: una scuola di vocalità e di studi sul suono\, archivi sonori e audiovisivi\, il “Collegio Superiore di Estetica della Scena” che promuove partnership editoriali\, incontri\, seminari\, performance\, concerti.  \n\n\n\nNella sua breve vita\, Malagola è già divenuta punto di riferimento di studiosi e artisti che l’hanno attraversata anche come docenti dei corsi di alta formazione o come protagonisti dei seminari che vi si sono svolti\, tra i quali Meredith Monk\, Chiara Guidi\, Mariangela Gualtieri\, Roberto Latini\, Sonia Bergamasco\, Joan La Barbara\, Roberto Paci Dalò\, Sandro Lombardi\, Alvin Curran\, Valentina Valentini\, Moni Ovadia\, Luigi Ceccarelli\, Piersandra Di Matteo\, Silvia Ronchey e molti altri. \n\n\n\nMalagola ha ricevuto il Premio Ubu 2022 come progetto speciale e il Premio Radicondoli 2023 \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\ndirezione Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi \n\n\n\nresponsabile archivi Marco Sciotto \n\n\n\narchivista senior Dario Taraborrelli \n\n\n\narchivista Marco Valenti \n\n\n\ndirezione tecnica Luca Pagliano \n\n\n\nsound design Andrea Veneri \n\n\n\nrealizzazione allestimento squadra tecnica delle Albe/Ravenna Teatro: Fabio Ceroni\, Gilberto Bonzi\, Paolo Baldini\, Fagio\, Enrico Isola in collaborazione con Danilo Maniscalco (costruzioni e decori)\, Filippo Ianiero e Lorenzo Parisi (audio e video) \n\n\n\ndirezione organizzativa Silvia Pagliano\, Paola Ricci \n\n\n\norganizzazione Chiara Maroncelli\, Stefania Nanni\, Roberta Staffa \n\n\n\nconsulenza diritto d’autore Avvocata Emidia Di Sabatino \n\n\n\ncomunicazione social Marco Sciotto \n\n\n\nIl disegno del cuore è di Stefano Ricci. I cuori esposti provengono dall’archivio – collezione privata di Elisabetta Gulli Grigioni\, per gentile concessione \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nsabato 14 marzo \n\n\n\n–        ore 10.30 | Biblioteca Classense\, Sala Dantescatavola rotonda a cura di Marco Sciotto con Renata Molinari\, Antonio Audino\, Luca Valtorta\, Francesco Giomi \n\n\n\n–        ore 15.30 – 19.00 | Palazzo Malagolaopening Archivi Sonori \n\n\n\ndomenica 15 marzoore 10.00 – 18.00 | Palazzo Malagolaopening Archivi Sonori \n\n\n\nDopo l’inaugurazione\, gli Archivi Sonori saranno fruibili gratuitamente per tutti ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00 \n\n\n\nINFO \n\n\n\nMALAGOLA Scuola di vocalità e centro studi internazionale sulla voce e sul suono via di Roma 118 | Ravenna \n\n\n\n333 8996348 info@malagola.eu \n\n\n\nravennateatro.comteatrodellealbe.com
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SUMMARY:7ª Edizione della Call for Artists a Spazio Nucleika di Catania
DESCRIPTION:Il collettivo NucleikArt presenta la 7ª Edizione della Call for Artists\, che si concluderà con una mostra collettiva a ingresso gratuito in programma dal 14 al 28 marzo 2026 presso lo spazio Nucleika a Catania \n\n\n\nL’esposizione riunirà opere di pittura\, fotografia\, illustrazione\, scultura\, design e arte digitale\, offrendo uno sguardo plurale sui linguaggi dell’arte contemporanea.  \n\n\n\nIl vernissage è previsto sabato 14 marzo 2026 alle 19:00.  \n\n\n\nGiunta alla settima edizione\, l’iniziativa rappresenta un omaggio alla città di Catania e all’arte contemporanea\, confermando l’impegno del collettivo nel sostenere artisti emergenti e indipendenti e nel promuovere un’offerta culturale accessibile. Ogni anno la Call registra una straordinaria partecipazione di talenti provenienti da diverse realtà e territori\, segno di una risposta viva e condivisa che arricchisce il panorama culturale locale.  \n\n\n\nLe opere selezionate confluiranno in un catalogo digitale pensato come strumento di documentazione e diffusione del progetto.  \n\n\n\nContatti  \n\n\n\nEmail: nucleika@gmail.com  \n\n\n\nInstagram: @nucleikart  \n\n\n\nSito: www.nucleikart.it 
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SUMMARY:Cibate (ovvero\, io poco prima che scappo) al Teatro dei 3 Mestieri di Messina
DESCRIPTION:Sabato 14 e domenica 15 marzo nuovo appuntamento con la stagione “10” del Teatro dei 3 Mestieri con Cibate (ovvero\, io poco prima che scappo)\, spettacolo scritto\, diretto e ideato da Rosario Palazzolo\, con in scena  Francesca Garofalo e Chiara Peritore (produzione Teatro Sant’Eugenio). \n\n\n\nUn lavoro intenso e visionario che si interroga sul rapporto tra artista e mondo\, tra creazione e fuga\, tra fallimento e sopravvivenza. Al centro della scena l’idea di un testamento artistico lasciato a due giovani attrici\, mentre l’autore immagina di sottrarsi alla relazione con il pubblico\, con la società\, con la realtà stessa. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come un flusso di pensiero caustico e poetico\, in cui parole\, immagini e tensioni emotive si alternano tra ironia e disincanto. Restano due giovani donne alle prese con un’eredità scomoda\, esposte allo sguardo del pubblico e alle contraddizioni del presente\, in un circo che continua anche quando la battaglia sembra finita. \n\n\n\nUn’opera che mescola sarcasmo\, fragilità e lucidità\, interrogando il senso stesso del fare teatro oggi e il bisogno di rappresentarsi per esistere.
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SUMMARY:Dorian Gray e Fedra in scena  al Nuovo Piccolo Garbatella
DESCRIPTION:La Realtà Teatrale Skenexodia\, nell’ambito della mini rassegna DESIDERIOKDIVORA\, in programma sabato 14 e domenica 15 marzo presso il Teatro Nuovo Piccolo Garbatella\, porterà in scena due spettacoli dedicati a due grandi figure tragiche\, accomunate da una profonda conflittualità interiore: Dorian Gray\, protagonista del romanzo di Oscar Wilde\, e Fedra\, eroina della mitologia greca. Due personaggi lontani nel tempo ma uniti dalla stessa tensione drammatica: il conflitto tra desiderio e morale\, tra apparenza e verità. Due epoche lontane\, ma un medesimo destino: la bellezza e la passione\, quando si separano dall’etica\, diventano forze distruttive. \n\n\n\nSabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\nDORIAN GRAY \n\n\n\ncon  \n\n\n\nLuca Fioretti (Dorian)\, Simone De Rose (Basil)\, Simone Tisi (Lord Henry)\, Marta Longo (Sybill) \n\n\n\nAdattamento originale e regiadi \n\n\n\nLuca Guerini \n\n\n\n————————— \n\n\n\nDomenica 15 marzo ore 17 \n\n\n\nFEDRA \n\n\n\ncon \n\n\n\nRoberta Sarti (Fedra)\, Fabrizio Giacomozzi (Teseo)\, Vincenzo Filice (Ippolito)\, Eleonora Bucci (Nutrice) \n\n\n\nAdattamento originale e regiadi \n\n\n\nLuca Guerini \n\n\n\nProduzione \n\n\n\n Realtà teatrale Skenexodia \n\n\n\n                    Realizzati in collaborazione con il Centro Sperimentale Artistico delle Marche \n\n\n\nAvvertenza: \n\n\n\nEntrambi gli spettacoli contengono scene di nudo integrale non volgare  \n\n\n\n \n\n\n\nDORIAN GRAY \n\n\n\nLa storia ruota attorno a Dorian Gray\, un giovane e affascinante uomo di Londra\, la cui bellezza esteriore è straordinaria. Dorian diventa il soggetto di un dipinto realizzato dal pittore Basil Hallward\, che è affascinato dalla sua bellezza. Durante il processo di pittura\, Dorian esprime il desiderio di rimanere giovane e bello per sempre\, mentre il ritratto invecchierà al suo posto. Nel corso della storia\, Dorian vive una vita di eccessi\, corruzione e immoralità\, influenzato da Lord Henry Wotton\, un aristocratico cinico che lo spinge a vivere senza scrupoli. La sua bellezza esteriore rimane intatta\, ma il ritratto diventa sempre più deformato e oscuro\, riflettendo i suoi peccati e il deteriorarsi della sua anima. Col passare del tempo\, Dorian si rende conto che il quadro è una rappresentazione dei suoi vizi e delle sue azioni\, e questo lo porta alla rovina. \n\n\n\nCITAZIONE: \n\n\n\n«Basil Hallward è quello che credo di essere\, Henry Wotton è come il mondo mi dipinge e Dorian Gray è quello che mi piacerebbe essere».  ​NOTE DI REGIA: \n\n\n\nHo scelto di ambientare questa storia universalmente nota negli anni Trenta\, ispirandomi alle atmosfere pittoriche di Jack Vettriano. Un’epoca segnata dalla Grande Depressione e da profonde incertezze economiche e politiche\, in cui il bisogno di evasione\, lusso e piaceri fugaci si amplifica. È proprio in questo contesto\, sospeso tra eleganza e inquietudine\, che il contrasto tra bellezza e vuoto interiore\, centrale nel Ritratto di Dorian Gray\, trova una cornice ideale. Come nel romanzo di Wilde\, anche nei suoi quadri l’estetica diventa maschera di un’inquietudine più profonda\, rivelando l’illusione della bellezza eterna e il prezzo nascosto del desiderio. \n\n\n\nFEDRA \n\n\n\nUna donna è attraversata da un desiderio che non riesce a controllare\, un sentimento che sa essere proibito e distruttivo. Vive questo conflitto in silenzio\, combattuta tra il senso di colpa e l’urgenza di dare una forma a ciò che la consuma. L’uomo verso cui è diretta la sua passione rifiuta ogni legame sentimentale e reagisce con durezza quando il sentimento viene rivelato\, ribadendo la propria distanza e il proprio rifiuto. Dopo questo rifiuto\, la donna trasforma il proprio tormento in accusa\, innescando una catena di eventi irreversibili. L’accusa viene creduta e provoca una punizione violenta e ingiusta nei confronti dell’uomo\, che ne subisce le conseguenze. Solo quando il danno è ormai compiuto emerge la verità\, lasciando spazio a una consapevolezza amara: l’incapacità di governare le passioni e le parole può distruggere le relazioni e travolgere le vite di tutti i personaggi coinvolti. \n\n\n\nCITAZIONE \n\n\n\n«Un delitto nasconda un altro delitto. Quando sei in pericolo\, l’attacco è la difesa più sicura. Se siamo colpevoli o vittime chi potrà testimoniarlo» \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nAmbientare Fedra nel 1968 significa collocare la tragedia in un tempo di frattura generazionale e di crisi dell’autorità\, in cui l’ordine costituito viene messo in discussione e i legami familiari si incrinano. In questo contesto\, il conflitto centrale del mito lo scontro tra desiderio e legge trova una risonanza immediata. \n\n\n\nIngresso: € 18\,00 \n\n\n\nInfo & Prenotazioni: officinemac.aps@gmail.com –  cell. 338.411.6671
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LOCATION:Nuovo Piccolo Garbatella\, Via Ignazio Persico\, 80\, Roma\, ITA\, 00154\, Italia
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SUMMARY:"AI AID" al Teatro IF
DESCRIPTION:L’amore è un algoritmo.Le amicizie sono automatizzate.Le emozioni? Ottimizzate.In un mondo governato dalle Intelligenze Artificiali\, esiste ancora qualcuno che prova a difendere il contatto umano.Social Help. Un call center dove a rispondere… sono persone vere.Ma nell’Ufficio 2 qualcosa si incrina.Un’IA che controlla il benessere.Un CEO che osserva.Tre giovani operatori pieni di fragilità\, desideri\, nevrosi.Crampi. Appuntamenti disastrosi. Madri invadenti. Sogni che non vogliono essere archiviati.Tra ironia tagliente e momenti di intimità profonda\, uno spettacolo che si chiede: “Cosa significa essere umani quando anche le emozioni possono essere automatizzate?” \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/ai-aid.aspx
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SUMMARY:"10 ANNI. UNA SERATA A SORPRESA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sabato 14 e domenica 15 marzo la Compagnia Uscite d’Emergenza presenta 10 ANNI. UNA SERATA A SORPRESA\, coreografie e regia di Davide Romeo. \n\n\n\nIn occasione dei suoi dieci anni di attività\, “Uscite di Emergenza Dance Company” celebra il proprio percorso con una serata unica e imprevedibile\, tipica del suo stile. Il pubblico non saprà quale spettacolo andrà in scena fino all’inizio della performance. Dieci anni – Una serata a sorpresa rappresenta un atto di fiducia reciproca tra compagnia e pubblico\, invitando gli spettatori a vivere l’esperienza teatrale nell’autenticità del momento presente. È una celebrazione del legame costruito in dieci anni di attività\, attraverso il tempo condiviso sul palco e in platea\, in un dialogo vivo che si rinnova ad ogni incontro. L’evento è pensato non solo per il pubblico affezionato\, ma anche per chi si avvicina per la prima volta a “Uscite di Emergenza Dance Company”\, offrendo un’occasione unica per scoprire il repertorio della Compagnia.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Avevamo un appuntamento" al Piccolo Teatro della Città
DESCRIPTION:Una commedia tenera e surreale che si muove con leggerezza intorno a uno dei grandi tabù della nostra cultura: la morte. Al Piccolo Teatro della Città\, sabato 14 (ore 21) e domenica 15 marzo (ore 18)\, va in scena lo spettacolo Avevamo un appuntamento di Giovanna Criscuolo che lo interpreta insieme con Vincenzo Volo. La regia è di Angelo Tosto\, le musiche originali di Aldo Giordano\, le scene e costumi di Martina Ciresi e Stefano Privitera. La commedia originale\, prodotta da IN ARTE in collaborazione con Babel\, affronta il tema della morte con ironia e una sorprendente vitalità\, restituendo al pubblico uno sguardo originale\, profondo e allo stesso tempo divertente. La storia racconta di Giacomo che è in cerca della tomba della madre\, per portarle dei fiori e nel suo vagare si imbatte in Anna\, una donna sui generis che sembra vivere proprio lì\, tra tombe e ricordi\, circondata da presenze che per lei non sono affatto mute.  \n\n\n\nPur disorientato dalla stravaganza di Anna\, Giacomo si ritrova a confidarsi\, raccontando pezzi della propria storia. Dal loro scambio nascono momenti esilaranti\, a volte teneri\, legati ai ricordi\, ai dolori familiari\, alle piccole assurdità della vita. Una storia solo in apparenza semplice\, sospesa tra realtà e invenzione\, in cui i confini tra vivi e morti si sfumano per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l’ascolto\, la memoria\, la possibilità di capirsi. \n\n\n\nInfo 095530153
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LOCATION:Piccolo Teatro della Città\, Via Federico Ciccaglione\, 29\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:“Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”
DESCRIPTION:Dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026\, il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini ospiterà la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”. Questa è la prima volta che il Palazzo Nuovo ospita una mostra temporanea. Le creazioni della Maison Cartier\, per lo più provenienti dall’heritage Cartier Collection\, saranno in dialogo con le sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani – nucleo originario della collezione museale di Palazzo Nuovo – e con una selezione di preziosi reperti antichi provenienti dalla Sovrintendenza Capitolina\, da prestigiose istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private. \n\n\n\nLa mostra\, curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello\, dall’archeologo Stéphane Verger\, dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce e promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Maison Cartier e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Il progetto di allestimento è a cura di Sylvain Roca\, con uno straordinario contributo creativo del Maestro Dante Ferretti.   \n\n\n\nDalla metà del XIX secolo ad oggi\, Cartier ha studiato\, tratto ispirazione e reinterpretato il repertorio estetico e simbolico dell’antica Grecia e di Roma\, trasformando motivi millenari in gioielli dal carattere unico e moderno. “Cartier e il mito ai Musei Capitolini” è un viaggio affascinante alla scoperta dell’universo estetico e formale della Maison Cartier\, in continuo dialogo con l’eccezionale collezione di sculture antiche dei Musei Capitolini. La mostra esplora il modo in cui l’antichità classica ha mutevolmente ispirato le sue creazioni più iconiche ricostruendo atmosfere intellettuali e culturali\, ed evocando l’evoluzione dell’immaginario legato alla Grecia e a Roma nel corso dell’Ottocento e del Novecento. \n\n\n\nParticolare attenzione è posta sul profondo legame tra Cartier e l’Italia\, specialmente Roma.  \n\n\n\nLe collezioni permanenti del Palazzo Nuovo in Campidoglio – l’originario Museo Capitolino istituito nel dicembre del 1733 da Clemente XII Corsini – si compongono in modo quasi esclusivo di sculture in marmo\, in gran parte acquisite dalla collezione del cardinale Alessandro Albani. Molte di queste sculture antiche hanno costituito modelli imprescindibili per la formazione del linguaggio artistico europeo. La mostra offre una prospettiva originale su un aspetto particolare e importante di questo tema: dell’uso \n\n\n\ndel repertorio antico in gioielleria\, dai “pastiches” dei grandi collezionisti e orafi del XIX secolo\, come i Castellani a Roma\, stile Neoclassico Garland\, fino alle opere successive ispirate a Jean Cocteau nel secondo dopoguerra\, arrivando infine alle creazioni odierne e a un nuovo approccio all’Antichità. \n\n\n\nL’esposizione mette in luce l’uso del repertorio classico greco-romano nelle creazioni Cartier e le trasformazioni della prima metà del Novecento\, quando maturò una nuova concezione dell’antichità classica. Una sezione è dedicata alle tecniche e ai processi di lavorazione dei gioielli\, con riferimenti all’età romana. La mostra esplora inoltre le ispirazioni mitologiche che hanno nutrito l’immaginario Cartier dall’inizio del XX secolo\, confrontando le creazioni della Maison con le antiche divinità di Palazzo Nuovo – Afrodite e Dioniso\, Apollo ed Eracle\, Zeus e Demetra – e invitando i visitatori a riscoprire all’interno della collezione permanente i modelli antichi che le hanno ispirate.  \n\n\n\nCartier ha tratto ispirazione dall’Arte Classica in vari modi\, sia in modo diretto che attraverso il filtro di periodi storici evocativi profondamente influenzati dall’antichità\, come il Rinascimento\, la corte di Versailles e il Neoclassicismo.  La storia di Cartier si sviluppa attraverso epoche in cui l’estetica classica funge da grammatica stilistica: dai revival storicisti della metà del XIX secolo allo stile a ghirlanda svolazzante della Belle Époque; dalla reinterpretazione delle forme antiche nello stile moderno dei primi delXX secolo\, al ritorno dell’oro giallo negli anni Quaranta insieme alla libertà d’espressione femminile; dalla giocosa rivisitazione dei miti negli anni Settanta fino a un approccio contemporaneo all’antichità. I canoni classici rimangono una pietra angolare dell’eccellenza estetica grazie al loro vocabolario formale universalmente riconosciuto. \n\n\n\nAd introdurre la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”\, una spettacolare scalinata cinematografica opera del Maestro Dante Ferretti\, scenografo premio Oscar. \n\n\n\nDal labirinto verticale de Il nome della Rosa (1986) alle rovine nostalgiche del Grand Tour nella scenografia di Cenerentola (2015)\, il suo lavoro ci eleva verso un mondo di Antichi\, eroi e dei\, che permea il nostro modo di vedere e di vivere l’universo. Riferimenti malinconici all’antichità classica costellano l’atmosfera onirica e burlesca di Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam (1988). Con Pasolini\, Ferretti fa rivivere la maga Medea sotto le sembianze di Maria Callas (1968)\, una delle donne più moderne della mitologia antica\, che ci appare con un’imponente parure d’oro e ambra\, degna della sua discendenza dal Sole. \n\n\n\n Una mitologia costantemente rivisitata\, gioiosa e piena di sorprese\, che parla al mondo di oggi: questo è ciò che Dante Ferretti riesce a creare nelle sue opere. È anche ciò che la Maison Cartier è riuscita a fare fin dalle sue origini attraverso il mito\, reinterpretando costantemente un’antichità classica vivente\, sempre rinnovata e pronta a fondersi con la modernità. \n\n\n\nLa mostra\, concepita come un’esperienza immersiva arricchita da elementi audiovisivi\, si caratterizza per le installazioni olfattive create dalla profumiera della Maison Cartier\, Mathilde Laurent\, e per l’esposizione di pietre dure provenienti dall’atelier di glittica di Cartier che incarnano le divinità e i miti esposti.  \n\n\n\nFin dall’inizio del XX secolo\, i disegnatori di Cartier si sono progressivamente allontanati dai riferimenti diretti all’antichità classica\, che seguivano i fondamenti della geometria e della matematica dei filosofi greci\, basandosi sul principio della sezione aurea. I miti greci compaiono in modo più indiretto e\, al tempo stesso\, più fedele allo spirito dell’ornamento antico\, così come presentato dagli studiosi della religione greca. I gioielli fanno parte di ciò che i Greci chiamano kosmos\, una parola che indica sia la disposizione corretta degli abiti e dei gioielli\, sia l’ordine imperscrutabile dell’universo. Nelle creazioni di Cartier\, come nei miti antichi\, i gioielli si presentano come riproduzioni in miniatura dell’universo e delle sue forze primordiali: la terra e i suoi minerali\, l’oceano e le sue creature marine\, il cielo stellato e il fuoco del sole. Efesto\, il dio artigiano\, riunisce questi elementi attraverso l’arte\, proprio come fanno gli artigiani della Maison Cartier nei loro atelier\, ispirati dal potere evocativo delle gemme. Il gioiello diventa così un discorso metafisico\, oltre che un ornamento di prestigio.  \n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO  \n\n\n\nCartier e il mito ai Musei Capitolini        \n\n\n\nMusei Capitolini – Palazzo Nuovo\, Sale al primo piano  \n\n\n\nPiazza del Campidoglio\, 1 – 00186 Roma  \n\n\n\nTariffe: \n\n\n\nBiglietto “solo mostra”: intero € 8\,00; ridotto € 7\,00.                                                                     \n\n\n\nBiglietto cumulativo musei capitolini + mostra: intero non residente € 20\,00; \n\n\n\nridotto non residente € 13\,50; intero residente € 15\,50; ridotto residente € 12\,50. \n\n\n\nOrari: Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura  \n\n\n\n24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00; 1° gennaio 2025 dalle 11.00 alle 20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura: 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nPer maggiori informazioni: \n\n\n\ntel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museicapitolini.org  \n\n\n\nLa Collection Cartier  \n\n\n\nNegli anni Settanta\, Cartier iniziò a riunire pezzi prodotti nei suoi primi anni: gioielli\, orologi e altri preziosi accessori furono così raccolti per la conservazione\, portando alla fondazione della Cartier Collection nel 1983.  \n\n\n\nOggi\, la Cartier Collection comprende pezzi datati già dagli anni Sessanta dell’Ottocento fino agli anni Duemila. Questi pezzi agiscono come testimonianze materiali della storia di oltre 170 anni di stile e creatività di Cartier e forniscono anche un resoconto storico più ampio delle evoluzioni delle arti decorative così come della società dalla fine del XIX secolo.   \n\n\n\nCon circa 3.500 pezzi\, in continua crescita\, la Cartier Collection ha attirato l’attenzione dei musei di tutto il mondo. Dalla prima grande mostra nel 1989 al Petit Palais di Parigi\, la Cartier Collection è stata presentata in alcune delle più rinomate istituzioni del mondo in 44 mostre monografiche.  “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini” è la seconda mostra monografica dedicata a Cartier in Italia\, dopo “Il design Cartier visto da Ettore Sottsass”\, tenutasi a Palazzo Reale a Milano nel 2002. 
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SUMMARY:"Tre donne" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 15 marzo dalle ore 11 alle ore 14\, ospita Tre donne\, tre letture sonoredi Monica Demuru\, con la cura di Daria Deflorian e con la collaborazione artistica di Andrea Pizzalis\, dedicate a Katherine Mansfield\, Ingeborg Bachmann e Alice Munro. \n\n\n\nTre autrici\, lontane per collocazione geografica ed esiti stilistici ma massima espressione letteraria di uno sguardo e una voce sull’universo femminile\, impostisi faticosamente durante il secolo scorso e oggi risonanti e vive. Ogni lettura – Katherine Mansfield\, Pura felicità (1918)\, nella omonima raccolta; Ingeborg Bachmann\, Occhi felici\, in “Tre sentieri per il lago” (1972); Alice Munro\, Le bambine restano\, in “Il sogno di mia madre” (1998) – ha la durata di 45 minuti\, con un intervallo di 15 minuti. \n\n\n\nL’ingresso è di 10 euro. Consigliata la prenotazione allo 065814176 o inviando una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n———————————– \n\n\n\nMonica Demuru\, con la cura di Daria Deflorian e la collaborazione di Andrea Pizzalis\, legge e sonorizza i racconti\, a voce alta\, o con l’aiuto di qualche oggetto sonoro\, restituendo la molteplicità di voci e paesaggi nei quali si muovono imprevedibilmente i protagonisti. La relazione tra mondo interiore e l’esterno sonorizzato – oggetto di indagine da lungo tempo nella collaborazione tra le due artiste – si snoda tra controtempi letterari e musicali in una struttura avvincente da thriller esistenziale e con una canzone diversa per ogni racconto – come leit-motiv emotivo – ad affacciarsi di tanto in tanto.  \n\n\n\nKatherine Mansfield\, Pura felicità (1918)\, nella omonima raccolta\, Ingeborg Bachmann\, Occhi felici\, in “Tre sentieri per il lago” (1972)\, Alice Munro\, Le bambine restano\, in “Il sogno di mia madre” (1998). Tre figure femminili in primo piano\, di cui vogliamo restituire l’eternità del loro fluire tra vita sociale e anima\, tra condizionamenti e spirito libero. Al centro di ognuna di queste storie c’è infatti una donna – Bertha\, Miranda\, Pauline – colta in una piccola o grande crisi\, un’incrinatura dello scorrere del tempo che ne illumina luci ed ombre. Realizzazione personale\, eros\, rapporto con gli uomini\, tradimenti e prezzi da pagare. \n\n\n\n“Un sentimento di pura felicità – felicità assoluta! – come se uno\, di colpo\, avesse inghiottito un frammento di quel sole.” Ci sono scritture che corrono al margine dell’esistenza\, e ne costituiscono l’essenza. Scritture cosparse di scorie di vita che brucia. Scritture che del dolore del vivere colgono la fiamma abbagliante. E bruciano chi legge. Così ha scritto Nadia Fusini\, parlando di Katherine Mansfield\, magnifica narratrice\, di cui solo in tempi recenti è iniziata una vera riscoperta in Italia. \n\n\n\nMezzo secolo dopo la sua tragica morte a Roma all’età di 47 anni\, l’influenza di Ingeborg Bachmann rimane immensa. Diventata famosa fin da giovanissima per le sue poesie\, è stata anche una grande scrittrice di romanzi e soprattutto di racconti brevi. Il premio Nobel per la letteratura Elfriede Jelinek ha detto parlando di lei: “ha descritto con mezzi radicalmente poetici la continuazione della guerra\, della tortura\, dell’annientamento nella società\, all’interno delle relazioni tra uomini e donne”. \n\n\n\nAlice Munro\, la grande scrittrice canadese\, Premio Nobel per la letteratura\, “è interessata sia al tessuto delle normalità sia al colpo di forbici che lo taglia di netto”\, come ha scritto Antonia Byatt\, ma forse va detto più precisamente che il colpo di forbici\, nella visione di Munro\, è parte della normalità. Nelle storie di Munro è spesso presente un “costi quel che costi”\, che ha per prezzo la solitudine\, dopo che le sue protagoniste hanno patito l’umanissima e straziante illusione dell’amore e del sesso. \n\n\n\nMonica Demuru. Attiva sulla scena teatrale come attrice\, cantante e autrice\, ha sviluppato un percorso di ricerca sulla vocalità tra musicalità pura e attenzione drammaturgica. Lavora in teatro con Societas Raffaello Sanzio\, Massimiliano Civica\, Deflorian/ Tagliarini\, Joris Lacoste-Encyclopedie de la Parole\, Muta Imago\, Claudio Morganti\, Emanuele Valenti e Giorgina Pi. Stabilmente in duo con Cristiano Calcagnile in Blastula.scarnoduo e con Natalio Mangalavite in Madera Balza\, con cui realizza operine e concerti drammatici. Ha inoltre al suo attivo i concerti narrativi con Barbara Casini e Gabriele Mirabassi; con Stefano Bollani e Ares Tavolazzi; con Paolo Benvegnù\, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti; con Raffaello Pareti e Alessandro Marzi; con Luca Tilli e gli allievi e le allieve dell’Accademia Silvio D’Amico. Collabora in qualità di lettrice a Rai Radio3. \n\n\n\nSvolge attività didattica su vocalità e pratica scenica per varie istituzioni e scuole tra cui LʼAccademia Nazionale dʼArte Drammatica Silvio DʼAmico\, la Bellini Factory e la scuola del Teatro Mercadante di Napoli. \n\n\n\nNel 2013 vince il Premio “Maria Carta”. Candidata in finale al Premio Ubu 2017\, sia come attrice che per il miglior progetto musicale (“Il Cielo Non È Un Fondale” di Deflorian-Tagliarini) e al Premio Ubu come migliore attrice 2018 (“Belve” diretta da Massimiliano Civica). Nel 2019 vince il premio Archivio Mario Cervo per il CD Madera Balza. Candidatura ai Premi UBU come miglior spettacolo 2021 per Antigone\, diretto da Massimiliano Civica. Riceve il premio Ubu 2021 per il Progetto Speciale In quanto parte del gruppo artistico GLA. Secondo posto al Premio Ubu 2022 come migliore attrice per “giorni felici” di Beckett diretta da Massimiliano Civica. \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n Il Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) al Teatro di Documenti
DESCRIPTION:Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) è un testo dell’autrice e regista Stefania Porrino pensato per l’affiatata Compagnia del Mutamento. \n\n\n\nLa storia si muove su due piani paralleli: uno più realistico\, con atmosfere noir e atmosfere del giallo\, l’altro più filosofico e metateatrale.  \n\n\n\nDa una parte c’è la storia di Virgilio e Beatrice\, due maturi coniugi senza figli\, che cercano di esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte pianificando nel miglior modo possibile\, grazie a un’eredità ricevuta da un cugino di lui\, l’ultima fase della loro vita.  \n\n\n\nDall’altra si muovono Vir e Bea\, i veri autori della storia di Virgilio e Beatrice: la loro stessa coscienza immateriale che agisce fuori dal tempo. Un “teatro nel teatro”\, un “giallo nel giallo”.  \n\n\n\nAccanto a Virgilio e Beatrice si muove Pia\, ambigua figura dal passato complesso e dai repressi desideri di revanches esistenziali\, la cui presenza sembra essere tutt’uno con la casa ereditata. Pia sarà elemento essenziale allo sviluppo del “giallo”\, fino al suo paradossale epilogo. \n\n\n\nLa vicenda si snoda a partire dal testamento del cugino di Virgilio che lascia in eredità a lui e Beatrice un casale nella campagna toscana\, ma sarà il rapporto che lega i protagonisti della storia con i loro “doppi” astratti\, il vero nodo drammaturgico della storia.  \n\n\n\nHo scritto questo testo con l’intento di lanciare al pubblico alcuni quesiti su cui interrogarsi: che legame c’è tra le due coppie di personaggi? Tra Virgilio e Vir o tra Beatrice e Bea chi è il vero protagonista della sua storia? E in generale: ciascuno di noi è davvero padrone della sua vita? E può esistere un’altra modalità di vita\, oltre quella che conosciamo? \n\n\n\nL’autrice e regista Stefania Porrino \n\n\n\nIl suggestivo spazio del Teatro di Documenti è il luogo perfetto per questo affascinante testo per la sua unica conformazione che permetterà di suggerire la presenza di una casa a due piani in cui da quello sottostante emergeranno gli elementi più inquietanti della vicenda. \n\n\n\nDicono di noi: \n\n\n\n‘Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?)’ attraversa più linguaggi: dal realistico al filosofico\, dal metateatrale al noir\, affrontando un tema estremamente intimo\, complesso e profondo\, quello della terza età\, in un modo e un’atmosfera tutt’altro che pesanti e impegnativi. Dunque\, c’è spazio anche per qualche sorriso e per qualche lacrima. Una penna che ama scrivere quella di Stefania Porrino\, la quale la sa usare con grande maestria e ci dona un’opera a cui si assiste con grande piacere. Brainstorming Culturale\, magazine di arte e cultura\, Luisella Polidori\, 17 marzo 2025 \n\n\n\n[…] C’è ancora speranza che testi validi\, che fanno riflettere\, possano non soltanto interessare il pubblico ma soprattutto produrre quel sano passa parola che riporta la fila di spettatori al botteghino. […]  Stefania Porrino affronta un argomento molto profondo come la possibilità data ad ognuno di noi di ritornare\, dopo la morte\, ad unirci in un’entità universale in attesa di riprendere ancora abiti  umani in una continua rinascita. I greci la chiamavano metempsicosi\, per noi reincarnazione. […]  Gli attori hanno confermato con la loro interpretazione la polivalenza del testo\, oscillando tra realismo e surrealismo. Evelina Nazzari ha vestito i panni dell’Autrice confrontandosi efficacemente con l’Autore Rosario Tronnolone\, entrambi non enfatici ma riferendo le battute in tono non retorico\, naturale pur rappresentando\, con i loro personaggi\, proprio il soprannaturale. In quanto ai “vivi” Beatrice e Virgilio\, interpretati da Nunzia Greco e Giulio Farnese\, la loro recitazione ha suscitato nel pubblico una gamma di emozioni\, dalla compassione all’ilarità\, poiché sono riusciti a cambiare registro in dialoghi ora descrittivi di situazioni ora introspettivi e poetici. Pia è stata interpretata con efficacia da Carla K.Carretti\, fino alla scena conclusiva in cui sciogliersi i capelli lasciando la pettinatura raccolta dell’apertura\, palesa perfettamente la sua vera natura di amante e assassina. […] Portale letterario\, Neria De Giovanni\, 28 marzo 2025 \n\n\n\n[…] La scenografia\, essenziale ed evocativa\, è composta da scatole che custodiscono ricordi sepolti\, verità mai sospettate e frammenti di un passato che si riflette in un futuro incerto. Libri accatastati rievocano memorie e prefigurano sviluppi inattesi. I quadri della pittrice Màlgari Onnis\, uniti alle musiche di Johann Sebastian Bach e Giuseppe Verdi\, rielaborate da Tancredi Rossi Porrino\, creano un’atmosfera in bilico tra il reale e l’irreale. Il sapiente uso delle luci guida lo spettatore nella distinzione tra i due piani narrativi: una predominanza di toni freddi\, con sfumature di blu\, avvolge Bea e Vir\, collocandoli in una dimensione astratta e fuori dal tempo. Al contrario\, i colori caldi dello spettro del rosso avvolgono Virgilio e Beatrice\, ancorandoli saldamente alla dimensione terrena e al presente tangibile. […] Quarta Parete\, Grazia Menna\, 13 marzo 2025 \n\n\n\nLa Compagnia del Mutamento \n\n\n\nNata nel 2017 la Compagnia del Mutamento va in scena con lo spettacolo Comunismo\, addio? per due stagioni consecutive al Teatro di Documenti dove\, affascinata dal suggestivo e insolito spazio teatrale creato da Luciano Damiani\, decide di continuare a lavorare anche negli anni seguenti. Nella stagione 2019/20 infatti produce un nuovo spettacolo\, intitolato Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo\, scritto appositamente per gli attori della Compagnia. Le ultime battute dello spettacolo  sembravano presagire – considerate con il senno di poi – quel doloroso “mutamento” causato dalla pandemia che a pochi giorni dalla fine dello spettacolo portò\, tra le tante chiusure\, anche quella dei teatri. Dopo la forzata interruzione durata più di un anno\, la Compagnia torna al Teatro di Documenti nel 2022 con una mise en espace di un altro testo di Stefania Porrino: Il Rondò del Caffè Ristoro e nel 2023 ripropone Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo.  \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle ore 16.30\, prima della replica pomeridiana\, si terrà un imperdibile incontro tra l’autrice e regista Stefania Porrino e la scrittrice Dacia Maraini dal titolo  \n\n\n\n“La vecchiaia non è una malattia”.  \n\n\n\nUn dialogo tra due donne\, un’occasione per parlare con leggerezza di vecchiaia e  anzianità. Introduce Elisa Fantinel. Ingresso Libero.  \n\n\n\nPorrino e Maraini hanno da poco partecipato assieme ad altre prestigiose scrittrici alla realizzazione del volume “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” edito da Il Mulino e uscito ad ottobre 2025. \n\n\n\nBIGLIETTI: mercoledì\, giovedì e venerdì: intero € 15\, ridotto € 9\, tessera € 3sabato e domenica: intero € 18\, ridotto € 12\, tessera € 3 \n\n\n\n teatrodidocumenti@libero.it \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI  tel. 06.45548578 – 328.8475891
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SUMMARY: "Cecità" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il 15 marzo il Teatro Comunale Veroli ospiterà uno spettacolo teatrale ispirato all’opera Cecità di José Saramago\, un lavoro che nasce come esercizio drammaturgico e come indagine scenica sui temi centrali del celebre romanzo. \n\n\n\nConsapevole della complessità di tradurre in linguaggio teatrale la potente e vischiosa identità dell’opera di Saramago\, il regista\, Ivano Capocciama\, sceglie di non riprodurre la trama del romanzo\, ma di attraversarne il cuore tematico. La scena diventa così uno spazio di ricerca e di tensione drammatica\, in cui la narrazione si dissolve per lasciare emergere le domande profonde che attraversano l’opera dello scrittore portoghese. \n\n\n\nI personaggi\, sospesi tra cecità e visione\, abitano un mondo al limite della sopportazione umana. In un continuo movimento fisico ed emotivo\, essi danno forma a un’umanità smarrita\, che danza il proprio disagio\, la propria angoscia e l’attesa di una catastrofe inevitabile e multiforme. La dimensione scenica amplifica e dilata i nuclei tematici del romanzo\, trasformando il palcoscenico in un luogo di confronto con le fragilità\, le paure e le derive della società contemporanea. \n\n\n\nNe emerge un’esperienza teatrale intensa e immersiva\, che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra visione e cecità\, responsabilità individuale e destino collettivo\, in un viaggio emotivo che riflette sul presente e sulle sue possibili derive. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 15 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 8.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Oh mio Dio" allo Spazio Officine CreAttive di Zagarolo
DESCRIPTION:Marzo è il mese del teatro anche “Fuori Porta” allo Spazio Officine CreAttive di Zagarolo! \n\n\n\nNel 2020\, nell’ambito del progetto Non Solo Roma – Italian culure and lifestyle in the amazing roman surrounding\, a Zagarolo\, nasce lo Spazio Officine CreAttive\, inserito nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi\, Dimora Storica del Lazio. \n\n\n\nVale la pena prendere in considerazione questo Spazio per l’incessante lavoro creativo prodotto negli anni\, infatti lo spazio si configura come luogo di co – working per molti artisti e creativi\, dalla produzione alla formazione multidisciplinare\, dal teatro al cinema e alla danza\, con un focus preciso sugli eventi Site Specific\, sulla Scena Contemporanea nazionale e internazionale anche grazie al progetto “Les Voix InPopulaires”. \n\n\n\nSiamo andati a trovarli nel mese di marzo per un’intervista al Direttore Artistico\, che pubblicheremo prossimamente\,  dato che è il cuore pulsante della stagione teatrale invernale proposta in attesa che i lavori si trasferiscano\, per l’estate\, al Giardino Pensile dello stesso Palazzo per  la stagione estiva che va avanti oramai dal 2015. \n\n\n\nSiamo rimasti sorpresi della qualità e quantità dei lavori presentati\, da poco è andato in scena “Frullato Fegato e Fiori”\, di e con Raffaella Mancini e Sofia Pasquali\, testo originale e avvincente capace di “vomitare e digerire” molti temi del nostro presente; siamo curiosi di vedere cosa succederà il 27 marzo per la Giornata Mondiale del Teatro nell’ambito del seminario Vana Gloria “da Plauto a Pasolini” e vi aspettiamo domani\, domenica 15 marzo con l’anteprima di “Oh Dio Mio” \, adattamento e riduzione dal testo di Anat Gov\, in scena due interpreti di razza\, Andrea Tidona e Michetta Farinelli per una mise en space che presenta uno spettacolo intenso e coinvolgente\, capace di unire profondità e ironia\, portando sul palco un dialogo originale e sorprendente che invita alla riflessione su temi universali e profondamente umani. \n\n\n\nDietro questo incessante lavoro c’è il gruppo dei giovani artisti della Off Rome Company e tanti partner dei settori Off Cinema\, Off Factory\, ecc. Coordinati e diretti da Igor Geat che ha curato anche la regia dello spettacolo di domani. \n\n\n\nNon mancate!
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LOCATION:Spazio Officine CreAttive\, Via Marzio Colonna\, Zagarolo\, RM\, 00039\, Italia
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SUMMARY:BeatleStory tour 2026 al Teatro Olimpico di Roma
DESCRIPTION:Per il tour 2026\, BeatleStory presenta con orgoglio una nuova produzione dedicata alle iconiche raccolte Red (1962–1966) e Blue (1967–1970): un emozionante viaggio musicale attraverso i brani che hanno segnato un’intera generazione e che ancora oggi rappresentano l’essenza della storia dei Beatles. \n\n\n\nIl 16 marzo 2026\, BeatleStory torna a Roma nello splendido scenario del Teatro Olimpico\, con uno spettacolo completamente rinnovato che ripercorre l’evoluzione artistica dei Fab Four\, dagli esordi nei club di Liverpool fino alla maturità musicale degli ultimi capolavori in studio.  \n\n\n\nBeatleStory è un live show multimediale che racconta\, attraverso musica\, immagini e narrazione\, l’intera parabola dei Beatles dal 1962 al 1970. In scena da oltre dieci anni in Italia\, Europa e America\, lo spettacolo è diventato un punto di riferimento nel panorama dei grandi show-tributo internazionali.  \n\n\n\nCo-prodotto con LSD Edizioni di Claudio Gregori (Greg)\, lo spettacolo porta sul palco una formazione che\, con rigore musicale e grande cura scenica\, restituisce il suono\, l’energia e l’evoluzione artistica dei Beatles.  \n\n\n\nLa scaletta propone oltre 30 brani\, molti dei quali presenti nelle celebri raccolte Red & Blue: da She Loves You a Hey Jude\, passando per Yesterday\, Let It Be\, Come Together e Here Comes The Sun\, con perle imperdibili come Taxman\, Across The Universe e Free As A Bird.  \n\n\n\nLo spettacolo\, scritto e diretto da Roberto Angelelli e Patrizio Angeletti\, con la supervisione di Tonino Tosto\, ha una durata di circa 2 ore ed è suddiviso in 6 set tematici: Cavern Club – Beatlemania – Revolver – Summer Of Love – White Album – Abbey Road. \n\n\n\nNon un semplice concerto\, ma un live show multimediale curato nei minimi dettagli; uno spettacolo originale\, coinvolgente ed emozionante che\, come dichiarò Paolo Bonolis all’Arena di Verona: «Lo show sui Beatles che mi ha aperto gli occhi sul mondo delle Tribute Band». \n\n\n\ninfo & Biglietti biglietti@teatroolimpico.it – 3492378200 \n\n\n\nprezzo biglietti da 31\,00 € a 22\,00 € disponibili su  www.ticketone.it_
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SUMMARY: Monza Music Meetings
DESCRIPTION:Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti\, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi\, in collaborazione con il Comune di Monza\, la manifestazione\, giunta alla quarta edizione\, si rivolge a pubblici differenti per età\, competenze e sensibilità\, dai bambini agli adulti\, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi\, con un’offerta di proposte articolate e diversificate. \n\n\n\nLa nuova edizione approfondisce\, in particolare\, il rapporto tra musica\, comunità e trasformazione\, esplorando il suono come strumento di relazione\, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole\, appuntamenti concertistici di rilievo\, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. \n\n\n\nIl tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nNello spirito stesso dell’incontro\, motivo propulsore della rassegna\, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che\, lunedì 16 marzo (ore 21\, ingresso libero con libera donazione)\, ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il baritono Giacomo Nanni\, la violista Maria Cecilia Villani el’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte)\, John Dowland\, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli\, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596)\, celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae\, op. 48 di Benjamin Britten (1950)\, variazioni per viola e archi sul tema di Dowland\, ponte tra Rinascimento e modernità\, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug\, BWV 82 di J.S. Bach\, cantata per basso\, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente. \n\n\n\nSempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto\, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza)\, intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea. \n\n\n\nQuindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza\, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro)\, con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta\, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita\, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta\, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco\, decidono di viaggiare con il loro cassonetto\, trasformato in forziere\, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha\, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21\, ingresso 10-15 euro)\, i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità\, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore\, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche\, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico. \n\n\n\nSabato 21 marzo\, sempre al Teatro di Corte\, in occasione dell’International Early Music Day\, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20\, ingresso 10-15 euro)\, protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino)\, Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova\, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima\, venerdì 20 marzo\, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12). \n\n\n\nIl Teatro di Corte vedrà infine esibirsi\, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30\, ingresso 10-15 euro)\,i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo\, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano. \n\n\n\nSabato 28 marzo\, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo. Infine\, domenica 29\, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings\, un accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\nAfferma Arianna Bettin\, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale\, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica\, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi\, con Monza Music Meetings\, al concorso Rina Sala Gallo\, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026». \n\n\n\nLe fa eco Annamaria Di Ruscio\, vicepresidente di Acinque\, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti\, rendez-vous\, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio\, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità». \n\n\n\n \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it  \n\n\n\n 
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SUMMARY:Programmazione marzo 2026 a Officine Pasolini
DESCRIPTION:Lunedì 16 il mese di marzo a Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, inizia con la presentazione del PREMIO BIANCA D’APONTE 2026\, il concorso che accende i riflettori sul cantautorato femminile emergente. Sul palco saliranno tre protagoniste della storia del premio: la vincitrice dell’ultima edizione Micaela Tempesta\, Valentina Lupi\, vincitrice nel 2024\, e Beo\, finalista del 2024. In veste di ospite si esibirà Bungaro\, con Ferruccio Spinetti. A condurre Enrico Deregibus. \n\n\n\nMercoledì 18 si prosegue con FEDERICO BALDI che presenta in anteprima live L’unica alternativa al cappio\, concerto che intreccia canzoni e monologhi in un racconto sospeso tra tensione espressiva e autoparodia. Sul palco con lui la band che ha preso parte alla registrazione in studio dell’omonimo disco: Stefano Coco\, Filippo Cornaglia\, Luca Giannotti\, Cristiano Loschiavo\, Diletta Marzano\, Martina Primavera\, Alessandro Ragazzo. Cantautore e autore\, Baldi ha concluso il biennio di alta formazione in Canzone con il tutoraggio artistico di Niccolò Fabi. Ha partecipato a Il dominio della luce\, disco-libro di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo\, firmando il testo di L’amore al buio. Si è esibito in diversi festival\, aprendo tra gli altri i concerti di Joan Thiele e Lodo Guenzi\, e ha affiancato Filippo Timi come aiuto regia di Scopate Sentimentali\, concerto-omaggio a Pasolini con Rodrigo D’Erasmo e Mario Conte. Decisivo anche l’incontro con il pianista e filosofo Marco Palmisano\, con cui ha definito il percorso confluito nell’album. La versione dal vivo ne riprende la struttura\, alternando brani e parti narrative in un impianto unitario che affronta temi come politica\, fragilità affettive\, questioni di genere e paura di invecchiare e di morire. \n\n\n\nSabato 21 il giovane talento della chitarra classica GIAN MARCO CIAMPA presenta il suo EP Nuna. In islandese significa “ora”\, inteso non solo come tempo ma anche come spazio: un insolito luogo in cui in cui sentirsi a casa tra atmosfere rarefatte\, gusto nordico e fredda malinconia. Il progetto nasce come istantanea di un momento di evoluzione personale e artistica\, alla ricerca di nuovi territori espressivi sulla chitarra classica e non solo. I brani sono proposti in versioni inedite dedicate alle sei corde: chitarra classica\, talvolta accompagnata dall’elettronica del producer e special guest della serata BRAIL (Madame\, Mannarino\, Aiello)\, e chitarra elettrica. In Nuna convivono capisaldi della musica contemporanea come l’estone Arvo Pärt e Luciano Berio\, accanto a compositori vicini alla scena elettronica come Jon Hopkins e Michael Nyman\, fino all’astro nascente islandese Ólafur Arnalds\, che spazia tra neo-classicismo\, ambient\, minimalismo e pop americano. Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti\, lode e Menzione d’Onore\, Ciampa ha vinto oltre 40 premi internazionali e si è esibito in quattro continenti. È stato protagonista di un TEDxTalk dedicato alla chitarra\, è docente presso il Conservatorio di Salerno e chitarrista del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. \n\n\n\nSabato 21 Officina Pasolini ospita la proiezione del film AMLETO È MIO FRATELLO di Francesco Giuffrè con un cast che affianca attori con disabilità a volti del cinema e della televisione come Claudia Gerini\, Vincenzo Salemme\, Francesco Paolantoni\, Margherita Buy\, Nino Frassica. Il lungometraggio nasce dall’esperienza diretta del regista\, impegnato da cinque anni nella teatroterapia per persone disabili\, con l’intento di portare la loro “bellezza” oltre il contesto laboratoriale\, nel mondo esterno. Uscito nelle sale nell’agosto del 2023 e trasmesso per la prima volta dalla Rai lo scorso novembre\, il film affronta un tema spesso marginalizzato e percepito come: il disagio psichico. «Il film non vuole insegnare né giudicare – spiega Giuffrè – ma raccontare il mondo e i sogni di quattro ragazzi speciali\, cercando di smontare i preconcetti sulla malattia mentale. L’inclusione e il rispetto della diversità sono il motore del progetto: il cambiamento di una società passa dall’accettazione di ciò che ci appare lontano e questo film vuole essere un piccolo ma significativo passo in quella direzione». Al termine della proiezione il pubblico incontrerà i quattro protagonisti; Francesco Giuffrè\, insieme a Pier Belloni\, co-sceneggiatore del film\, dialogherà con gli spettatori sul tema trattato\, aprendo un confronto diretto e partecipato. \n\n\n\nMercoledì 25 il giornalista e critico musicale Andrea Silenzi incontra Felice Liperi\, critico musicale\, conduttore e curatore per Radio RAI\, docente al DAMS in vari atenei e all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini\, in occasione dell’uscita per Treccani Editori del suo ultimo libro LA CANZONE ITALIANA Storia\, storie\, protagonisti. Come e quando nasce la canzone italiana? Come si definisce\, attraverso quali trasformazioni è passata e quali sono stati e sono oggi i suoi protagonisti? E quale futuro si intravede all’orizzonte? Il libro ripercorre l’evoluzione della più “leggera” e popolare delle nostre arti nazionali: dalla romanza alla canzone\, dai canti sociali e patriottici alla canzone napoletana\, dai caffè concerto ai varietà\, dal ruolo della radio nel fascismo alle influenze americane e alle grandi orchestre. Dalle melodie del dopoguerra alla rivoluzione degli anni Sessanta-Settanta e alle grandi scuole cantautorali\, dal rock al pop\, dal folk fino ai linguaggi musicali oggi imperanti\, come il rap e la trap\,  il viaggio attraversa anche il mercato discografico\, lo star system e l’impatto della Rete\, delle piattaforme digitali e delle strategie promozionali dei talent\, offrendo uno sguardo che intreccia storia musicale e storia della società italiana. \n\n\n\nVenerdì 27 torna SUPERFICIE LIVE SHOW – attori sul palco a portata di video\, format ideato e condotto da Matteo Santilli. Un susseguirsi di monologhi\, anteprime\, brevi video\, lezioni e tante ‘rubriche’ create ad hocper questo show con la partecipazione di artisti e musicisti che sono annunciati soltanto a ridosso della data. Uno sguardo sul teatro contemporaneo\, fra proposte ed esperimenti scenici e piccole anticipazioni sui principali spettacoli in scena nelle settimane successive nei teatri della capitale. Superficie Live Show racconta il mondoteatrale a 360 gradi e che puntualmente cerca di rinforzare il dialogo fra il pubblico e l’artista. \n\n\n\nSabato 21 il giornalista e conduttore radiofonico Patrizio Ruviglioni ripercorre con il protagonista della serata\, STEFANO FRESI\, le tappe di una carriera eclettica tra musica\, teatro\, cinema e televisione. Compositore e musicista prima ancora che attore\, Fresi viene notato da Michele Placido e debutta al cinema in Romanzo Criminale. Inizia così un’inarrestabile carriera con film di successo come la fortunata saga Smetto quando voglio\, che gli vale la candidatura ai David di Donatello\, fino al Nastro d’Argento 2019 come miglior attore di commedia per la versatilità dimostrata nei film: C’è tempo\, L’uomo che comprò la luna e Ma cosa ci dice il cervello. Parallelamente continua il percorso teatrale e televisivo\, cimentandosi nel doppiaggio di Il re leone accanto a Marco Mengoni\, Elisa e Edoardo Leo\, alla conduzione con Roberto Bolle su Rai1\, fino alla serie di successo Kostas\, dove interpreta il famoso commissario greco nato dalla penna di Petros Markarïs. Un’occasione per attraversare\, attraverso la sua voce\, oltre vent’anni di spettacolo italiano\, tra palcoscenico e grande schermo. \n\n\n\nMartedì 31 è Tosca a condurre l’intervista spettacolo Due cuori e una caparra con CORRADO NUZZO e MARIA DI BIASE. In contrasto tra di loro\, in disaccordo con il mondo\, felicemente inadattabili\, Nuzzo e Di Biase sembrano smentire sia il detto “chi si somiglia si piglia” sia “gli opposti si attraggono”: nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure\, nonostante questo\, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena. Perché? La risposta a questa domanda – e a molte altre – emergerà nel dialogo guidato da Tosca. Un confronto vivo e imprevedibile\, in cui confessioni\, contraddizioni e improvvisazioni si intrecceranno davanti al pubblico del Teatro Eduardo De Filippo\, che avrà la fortuna di assistere (e forse di intervenire) in questo gioco teatrale sospeso tra realtà e finzione.
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SUMMARY:"Letizia va alla guerra" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Tre donne attraversano il Novecento tra memoria\, musica e ironiaTre Letizie attraversano la guerra: memoria e ironia sul palcoMartedì 17 marzo 2026 al Teatro Giuditta Pasta lo spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo: un racconto tra dialetti\, musica dal vivo e storie di donne che hanno attraversato le guerre del Novecento \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 alle ore 20.45\, sul palco del Teatro Giuditta Pasta\, arriva Letizia va alla guerra. La suora\, la sposa\, la puttana\, spettacolo scritto e interpretato da Agnese Fallongo insieme a Tiziano Caputo\, una delle produzioni più apprezzate degli ultimi anni nel panorama del teatro di narrazione italiano. \n\n\n\nCi sono spettacoli che non si limitano a raccontare storie\, ma restituiscono voce e dignità a chi la Storia l’ha attraversata senza lasciare tracce nei manuali. Letizia va alla guerra appartiene a questa rara categoria: un lavoro teatrale che guarda alle vite delle persone comuni per illuminare\, con delicatezza e ironia\, uno dei periodi più drammatici del Novecento. \n\n\n\nTre donne. Tre destini. Due conflitti mondiali. \n\n\n\nE un unico nome — Letizia — a unirle come un filo sottile che attraversa il tempo. \n\n\n\nLa prima Letizia è una giovane sposa siciliana che\, durante la Prima Guerra Mondiale\, decide di partire verso il fronte carnico alla ricerca del marito Michele. Un viaggio che nasce dall’amore e dall’ostinazione\, ma che diventa presto il ritratto di una generazione di donne costrette a reinventare la propria esistenza mentre il mondo crolla intorno. \n\n\n\nLa seconda Letizia cresce invece in un orfanotrofio religioso a Littoria\, l’attuale Latina. Arriva a Roma proprio nel momento in cui l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale. Nella capitale segnata dal conflitto la sua vita prenderà una direzione imprevista\, portandola a lavorare in una casa di tolleranza nel cuore della città\, tra illusioni infrante e inattese possibilità di riscatto. \n\n\n\nInfine\, c’è Suor Letizia\, anziana religiosa veneta dai modi bruschi e dallo sguardo lucido sul mondo. Entrata in convento in tarda età\, si rivelerà essere il sorprendente punto di incontro tra queste storie lontane. \n\n\n\nIl dispositivo teatrale è essenziale e insieme virtuosistico: solo due attori in scena\, capaci di dare vita a oltre dieci personaggi. Cambiano voce\, postura\, ritmo\, dialetto. E in pochi istanti la scena si popola di figure: soldati\, parenti\, clienti\, preti\, passanti\, testimoni di un’Italia che cambia. \n\n\n\nIl racconto procede con un ritmo serrato che mescola comicità e malinconia\, tradizione popolare e teatro di narrazione. Grammelot\, canzoni\, avanspettacolo\, richiami alla commedia dell’arte e persino al cunto siciliano convivono in un impasto linguistico vivace e sorprendente. \n\n\n\nFondamentale è anche la musica dal vivo di Caputo\, che accompagna lo spettacolo con la chitarra e con canti popolari che diventano vera materia drammaturgica. Non semplice accompagnamento\, ma un dialogo continuo con la parola scenica. \n\n\n\nLa critica ha accolto lo spettacolo con entusiasmo\, sottolineandone la maturità artistica e la capacità di alternare leggerezza e profondità. \n\n\n\n«Classe 1987\, la Fallongo già dimostra grande maturità artistica nell’intensa interpretazione delle protagoniste e dei tanti volti di donne che hanno combattuto per rivendicare diritti e autonomia nel riappropriarsi del proprio destino»— Periodico Italiano Magazine \n\n\n\n«Una regia ferma e millimetrica\, che dà un respiro profondo allo spettacolo. Alternando con sapienza comico\, tragico e farsesco\, tra grammelot\, avanspettacolo e richiami alla commedia dell’arte\, il testo anima sulla scena la dolceamara giostra dell’esistenza»— Il Dubbio \n\n\n\n«La poetica commuove. La chitarra crea una simbiosi con la protagonista: il suono segue la recitazione e si fonde al canto finale in un dialogo intenso tra musica e parola»— Modulazioni Temporali \n\n\n\nIl cuore del progetto è la memoria delle persone comuni. La drammaturgia nasce infatti da una ricerca fatta di fonti storiche\, testimonianze dirette e racconti orali\, poi rielaborati in forma teatrale. \n\n\n\nAnche la scelta dei dialetti — siciliano\, romano e veneto — non è casuale: rappresenta la lingua emotiva dei personaggi\, quella che restituisce autenticità e radici a un’Italia fatta di territori\, identità e storie locali. \n\n\n\nNe emerge un teatro che guarda al passato per interrogare il presente. Raccontare le storie dei nostri nonni\, suggerisce implicitamente lo spettacolo\, significa comprendere meglio il mondo in cui viviamo oggi. \n\n\n\nTra risate improvvise e momenti di intensa commozione\, Letizia va alla guerra accompagna lo spettatore in un viaggio dentro un’Italia popolare\, resistente e sorprendentemente viva. \n\n\n\nPerché spesso la Storia\, quella con la S maiuscola\, si costruisce proprio così: attraverso i gesti invisibili di chi non ha mai pensato di farla. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nLetizia va alla guerra. La suora\, la sposa\, la puttanaDrammaturgia: Agnese FallongoCon: Agnese Fallongo e Tiziano CaputoMusica dal vivo: Tiziano CaputoProduzione: Teatro degli Incamminati \n\n\n\nLo spettacolo è inserito nella rassegna Contemporanea\, parte dell’iniziativa VareseCultura2030\, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il coordinamento della Provincia di Varese. Il progetto promuove gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile\, con particolare attenzione alla parità di genere e all’istruzione di qualità.
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"MIN EL DJAZAÏR" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la stagione 2025/2026 con uno sguardo rivolto al teatro di figura.  Sarà in scena il 17 marzo alle 20\,30\, la Compagnia Hékau (Francia/Algeria) con lo spettcolo MIN EL DJAZAÏR \n\n\n\nAlgeri\, inizio degli anni Cinquanta: Babeth e Simone sono due sorelle di una famiglia di mercanti di tessuti da cinque generazioni. Le loro giornate scorrono tranquille\, ma quando iniziano ad affrontare le responsabilità dell’età adulta\, il mondo attorno a loro è destinato a cambiare per sempre. Ebree per nascita ma di nazionalità francese e algerine per tradizione e cultura\, fanno parte di una comunità originaria destinata a frantumarsi e scomparire per colpa della guerra che si abbatterà su di loro. \n\n\n\nPer costruire Min el Djazaïr – che significa “Dopo l’Algeria” – Nicole Ayach\, responsabile della compagnia Hékau\, si è associata a Sarah Melloul\, autrice\, drammaturga e specializzata nella storia del Nord Africa. Le autrici si sono ispirate a testi d’archivio e ai ricordi dei loro nonni per raccontare un episodio spesso dimenticato della storia collettiva: la partenza forzata degli ebrei algerini. I documenti storici raccolti ci permettono di navigare tra passato e presente tra proiezioni\, canzoni d’epoca\, ombre e figure.  Immagini fragili supportate dalla potenza emotiva dei brani musicali arabi ed ebraici eseguite in diretta. Un racconto d’esilio che ci tocca tutti. \n\n\n\nSpettacolo in lingua originale con sopratitoli \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nTra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo\, attraversando lingue\, memorie e tradizioni sceniche.  Il 24 marzo Kohlhaas restituisce la forza epica della narrazione di Marco Baliani\, rilettura personale del racconto di Heinrich von Kleist sulla giustizia e il suo limite umano. Il 27 marzo la danza di Jiddu di Marco Berrettini trasforma una vicenda grottesca di appropriazione culturale in una riflessione ironica e inquieta sull’identità. Il 31 marzo Uproar\, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham\, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempestadi Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza\, intrecciando parole\, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi\, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/min-el-djazair/291812 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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LOCATION:Nuovo Teatro Ateneo\, Piazzale Aldo Moro\, 5\, Roma\, IT\, 00185\, Italia
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