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SUMMARY:"Antigone" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. \n\n\n\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione. \n\n\n\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.  \n\n\n\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci. \n\n\n\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura. \n\n\n\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore. \n\n\n\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto. \n\n\n\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro. \n\n\n\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, \n\n\n\nla misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima. \n\n\n\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori. \n\n\n\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.  \n\n\n\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. \n\n\n\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro. \n\n\n\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce. \n\n\n\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.  \n\n\n\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte. \n\n\n\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza. \n\n\n\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire. \n\n\n\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. \n\n\n\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.  \n\n\n\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso. \n\n\n\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \n\n\n\nANTIGONE di Jean Anouilh  traduzione Andrea Rodighiero\, personaggi e interpretiSilvia Battaglio – ISMENE e IL MESSAGGEROIlaria Drago – EMONE e GUARDIEManuela Kustermann – LA NUTRICE e CORORoberto Latini – ANTIGONEFrancesca Mazza – CREONTE
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:Satyricon di Petronio al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, da venerdì 21 novembre a domenica 7 dicembre\, Satyricon di Petronio\, adattamento e regia Francesco Polizzi\, con\, Francesco Polizzi\, Andrea Lami\, Giuseppe Coppola\, Greta Polinori\, Andrea De Luca\, Vittoria Vitiello\, Paolo Oppedisano. Una suggestiva trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio\, Il capolavoro della letteratura latina\, da cui Fellini trasse il suo celebre film Fellini Satyricon. Scritta nel I sec. d.C.\, l’opera costituisce un potente affresco della Roma imperiale\, con i suoi eccessi e le sue bellezze infernali\, attraverso una sequenza di storie e personaggi\, che mescola divinità e popolino\, straccioni\, nobili e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Una raffigurazione fantasiosa che restituisce appieno il ritratto di una civiltà sull’orlo della decadenza che\, per molti versi\, ricorda da vicino la nostra. \n\n\n\n NOTE DI REGIA \n\n\n\nL’opera\, scritta nel I sec. d.C.\, è incentrata sulle vicissitudini di Encolpio\, un giovane studente di retorica colto e sfaccendato\, del suo efebico servo Gìtone\, col quale intrattiene un’intensa relazione\, e dell’infido amico-nemico Ascilto. La narrazione si apre in una Graeca urbs della Campania (probabilmente Napoli)\, dove i protagonisti vengono coinvolti in diverse peripezie\, fino a giungere nella casa di Trimalcione\, un rozzo ed eccentrico liberto arricchitosi immensamente con l’attività commerciale\, dove i tre giovani si trovano invitati a uno dei suoi sfarzosi e luculliani banchetti. Qui s’apre la scena della famigerata Coena Trimalchionis che\, occupando quasi la metà dell’intero scritto pervenutoci\, costituisce la parte centrale dell’opera. Al convivio sono ospiti\, oltre ai tre giovani\, vari personaggi dello stesso ceto sociale del padrone di casa. La portata del cibo è spettacolare e altamente coreografica\, accompagnata dai giochi acrobatici della servitù e dai racconti tra i commensali. I convitati intrattengono poi una lunga conversazione\, che tocca i più svariati argomenti: la ricchezza e gli affari di Trimalcione\, l’inopportunità dei bagni\, la funzione sociale dei riti funebri\, le condizioni climatiche e l’agricoltura\, la religione e i giovani\, i giochi pubblici\, i disturbi intestinali\, il valore del vetro\, il fato\, i monumenti funebri\, i diritti umani degli schiavi. Il tutto offre uno spaccato vivace e colorato\, non senza punte di chiara volgarità\, della vita di quel particolare ceto sociale. La trasposizione teatrale mette in scena l’originale sequenza di storie\, personaggi e parodie che mescola divinità e popolino\, straccioni e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Attraverso le vicende di Encolpio e Ascilto si dipanano in dieci quadri gli eccessi e le bellezze infernali della Roma imperiale. Seguendo liberamente i frammenti del Satyricon di Petronio\, la messa in scena gioca con stili e registri differenti\, in un pastiche che intreccia melodramma e farsa\, l’avanspettacolo all’epos classico\, fornendo l’affresco di una civiltà sull’orlo della decadenza\, che ricorda da vicino la nostra. (Francesco Polizzi) \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì 7 e sabato 8 novembre ore 21\,00 – domenica 9 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 14 e sabato 15 novembre ore 21\,00 – domenica 16 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY: Migrazioni Sonore - Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze
DESCRIPTION:Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025\, il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti\, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze\, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Gli otto concerti con inizio alle ore 20.30\, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk\, che mettono in dialogo artisti\, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto\, 6 euro\, comprende anche la visita al museo (ultimo ingresso ore 18.30) \n\n\n\nIl viaggio si apre sabato 22 novembre con Moni Ovadia\, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee\, un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. \n\n\n\nCome ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia e Giovanni Seneca\, assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nIl programma prosegue giovedì 27 novembre con La Vuelta dei SuRealistas\, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia\, son\, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam\, un concerto che intreccia suono\, danza e poesia della tradizione persiana\, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene\, spagnole e mediterranee. \n\n\n\nGiovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace\, un incontro tra musiche arabe\, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica\, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen\, Canzoniere tunisino\, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea. \n\n\n\nLa settimana successiva\, giovedì 18 dicembre\, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse\, dal Mediterraneo all’Asia\, dal Sudamerica all’Europa\, in un autentico mosaico di suoni e storie. \n\n\n\nChiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo\, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello e Barbara Eramo\, insieme a Gabriele Coen\, Mario Rivera\, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune\, dalla Puglia ai Balcani\, dalla Grecia al Maghreb\, cantato in Sabir\, la lingua franca del Mediterraneo\, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli. \n\n\n\nOgni concerto sarà preceduto\, alle ore 19.30\, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti\, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine\, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari\, world e folk\, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito\, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).  \n\n\n\nIl ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde\, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre\, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon\, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre\, Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana\, incontro con Roxana Ene\, voce del Nubras ensemble\, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre\, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre\, Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf\, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra\, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre\, alle ore 19.30\, L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti\, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine\, sabato 20 dicembre\, alle ore 19.30\, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze. \n\n\n\nAnche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che\, con la cura di Elisabetta Malantrucco\, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna. \n\n\n\nIl progetto Migrazioni Sonore\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore\, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music)\, il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015\, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni\, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music\, un’associazione che riunisce operatori\, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale\, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo\, e quindi fonte di innovazione. \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE. Festival Popolare Italiano 12a Ed. Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025 \n\n\n\nDirezione Artistica: Stefano Saletti | Organizzazione generale: Associazione Ikona / Ikona Concerti. In collaborazione con: BlogFoolk |Il Festival Popolare Italiano fa parte della Rete Italiana World Music. \n\n\n\nMedia Partner: Rai Radio Techete’  \n\n\n\nMuseo Nazionale degli Strumenti Musicali – Direttrice: Arch. Sonia Martone \n\n\n\nInfo & prenotazioni: Tel: 067014796 – Mail: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it \n\n\n\nIngresso: 6 euro comprensivo di visita al Museo \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE  – calendario dettagliato \n\n\n\nsabato 22 Novembre 2025 – ore 20.30 – Rotte mediterranee. MONI OVADIA/GIOVANNI SENECA/ANISSA GOUIZI: Moni Ovadia: voce; Giovanni Seneca: chitarre; Anissa Gouizi: voce \n\n\n\nRotte mediterranee è un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. Come ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia & Giovanni Seneca assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Tra le mie corde: Mauro Palmas con Giacomo Vardeu. A cura di Salvatore Esposito (BlogFoolk) \n\n\n\ngiovedì 27 Novembre 2025 – ore 20.30 – Il suono del Sur tra Argentina e Toscana   \n\n\n\nSUREALISTAS: “La Vuelta”: Jeremías Cornejo: voce\, chitarra\, ukulele; Joaquín Cornejo: voce\, tastiera; Iacopo Schiavo: voce\, chitarra elettrica; Mauro La Mancusa: tromba\, percussioni; Sigi Beare: sax tenore\, percussioni; Matteo Bonti: basso; Pietro Borsò: batteria; Laura Falanga: percussioni \n\n\n\nNelle loro vene scorrono Argentina e Sicilia\, Pisa e Livorno… e persino un pizzico di Bosnia. I loro cuori pulsano al ritmo delle clavi afroamericane\, tra cumbia e son\, MPB e bossanova. E i loro sogni d’adolescenza\, pronti a tornare alla riscossa\, sono pieni di rock e psichedelia\, cantautorato e letteratura. I SuRealistas sono una vera band. Nessun leader: il loro simbolo non è una piramide ma un cerchio\, capace di racchiudere più idee\, più voci e più colori. \n\n\n\n«La vita è l’arte dell’incontro»\, diceva Vinícius de Morães: e dall’incontro tra tanti sogni è nato il sogno dei SuRealistas\, popolato di canzoni originali e al tempo stesso radicate nella tradizione sudamericana. Dopo svariati europei\, 4 album di inediti le priorità dei SuRealistas sono chiare: tenere gli occhi sempre aperti sul mondo e i piedi sempre pronti a danzare.  \n\n\n\nQuesta è la chiave del loro realismo\, magico e surreale\, ove «Sur» non significa solo Sudamerica ma anche sud del mondo e periferia\, minoranza e diversità\, una natura sull’orlo del collasso e un mondo che non sa bene dove va. Il loro concerto è un inno alla vita\, al canto e alla danza. \n\n\n\nGiovedì 4 Dicembre 2025 – ore 20.30 – La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam \n\n\n\nPEJMAN TADAYON ENSEMBLE: Pejman Tadayon: canto\, oud\, saz\, ney\, kamanceh; Simone Pulvano: percussioni; Massimiliano Barbaliscia: santur; Francesco Monti: viella; Federico Pascucci: ney e clarinetto turco \n\n\n\nCreato nel marzo 2013\, il Pejman Tadayon Ensemble è il primo progetto in Italia ad aver fuso le discipline che meglio esprimono\, dal punto di vista artistico\, l’essenza del Sufismo (musica\, danza e poesia). Fondato e diretto dal musicista e compositore persiano Pejman Tadayon\, l’ensemble propone un’alchimia di suoni\, coreografie e testi\, ispirati alla vita e alle opere dei più rappresentativi esponenti di questa corrente mistico-filosofica. I poemi di Jalaluddin Rumi\, Hafez e Omar Khayyam\, condensati nelle liriche che meglio rappresentano la ricerca spirituale e la tensione verso il divino dei tre mistici sufi\, sono cantati in lingua originale e recitati nella versione tradotta. La bellezza e la sacralità dei loro versi vengono scandite dagli strumenti originali della tradizione persiana: ney\, oud\, kamanceh\, santur\, tombak\, daf.  \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Iran tra tradizione e modernità: Pejman Tadayon. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’) \n\n\n\nSabato 6 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Il ritmo dei Balcani \n\n\n\nNUBRAS: Roxana Ene: voce; Giulia Anita Bari: violino; Carla Mulas González: violino; Giorgio Gadotti: sax alto e gajda; Nino Conte: fisarmonica; Giovanni Lo Cascio: percussioni \n\n\n\nUn ensemble internazionale unico nel suo genere\, riconosciuto per la straordinaria capacità di fondere l’eleganza della musica da camera con l’estetica folk del Sud Italia e dei Balcani. Il progetto riunisce musicisti provenienti da Italia\, Spagna e Romania\, creando un’esperienza sonora che intreccia tradizione e innovazione in un dialogo musicale senza confini. \n\n\n\nIl cuore di NUBRAS è il trio d’archi\, che incarna la raffinatezza della musica classica\, integrandosi con i ritmi e le melodie pulsanti della fisarmonica di Nino Conte e il sax e la gajda di Giorgio Gadotti\, che evocano i suoni vibranti del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est. La voce potente di Roxana Ene\, artista italo-romena di origine Rom che ha all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia\, dona profondità e autenticità. A completare l’ensemble\, le percussioni di Giovanni Lo Cascio\, figura storica della world music italiana\, che apportano energia travolgente e virtuosismo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana: Roxana Ene. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nGiovedì 11 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Dialoghi di pace \n\n\n\nZIAD TRABELSI E GABRIELE COEN: Ziad Trabelsi: oud\, live electronics\, voce; Gabriele Coen: clarinetti\, sax soprano; Marco Loddo: contrabbasso; Simone Pulvano: percussioni \n\n\n\nUna serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare\, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana\, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi\, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen\, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz\, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Premio BlogFoolk 2025: Maria Mazzotta\, Ziad Trabelsi e Gabriele Coen. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nSabato 13 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Eddiwen\, Canzoniere tunisino \n\n\n\nMALUF SYSTEM: Marzouk Mejri: voce\, darbouka\, ney\, zukra; Salvatore Morra: chitarra\, oud \n\n\n\nMaluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf\, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori\, i suoi cambiamenti nella natura\, le sue nuove trasmissioni e diffusioni\, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024)\, basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum\, rast dhil\, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino\, ney\, darbuka\, tar\, bendir\, zokra\, clarinetto\, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo\, come la chitarra\, mandolino\, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi\, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba)\, di una particolare melodia\, ritmo o strumento musicale\, in arabo classico e dialetto tunisino\, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri\, generando un’esperienza condivisa. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf: Marzouk Mejri e Salvatore Morra. A cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito  \n\n\n\nGiovedì 18 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Pluralità\, confronto e mescolanza \n\n\n\nORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO diretta da Enrico Fink: Enrico Fink; Luca Roccia Baldini; Massimo Ferri; Massimiliano Dragoni; Mariel Tahiraj; Gianni Micheli; Leila Sampaoli; Emad Shuman; Paola Scoppa; Madoka Funatsu; Auro Neri; Saverio Zacchei; Raffaella Farina; Daniel Boeke \n\n\n\nCostituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti\, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace\, di nomadismo e di amore per le proprie radici. L’attuale formazione è costituita da circa 30 musicisti provenienti da Albania\, Palestina\, Libano\, Nigeria\, Costa d’Avorio\, Argentina\, Colombia\, Bangladesh\, Giappone\, Romania\, Russia\, Svizzera e dalle più svariate regioni italiane e propone un repertorio che spazia dalla tradizione araba a quella ebraica\, dal Mediterraneo all’est Europa\, dal Bangladesh al Sudamerica\, offrendo al pubblico una vera e propria festa di suoni e di colori. \n\n\n\nNegli anni ha collaborato con Paolo Benvegnù\, Stefano “Cisco” Bellotti\, Raiz\, Moni Ovadia\, Filippo Graziani\, Erriquez e Finaz (Bandabardò)\, Shel Shapiro\, Frank London\, Dario Brunori\, Amanda Sandrelli\, Ottavia Piccolo\, Stefano Massini\, Ginevra Di Marco\, Santino Spinelli\, Modena City Ramblers. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti: Enrico Fink. A cura di Stefano Saletti \n\n\n\nSabato 20 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Sacro Mediterraneo \n\n\n\nBANDA IKONA E BAOBAB ENSEMBLE: Yasemin Sannino: voce; Gabriella Aiello: voce; Barbara Eramo: voce; Stefano Saletti: voce\, bouzouki\, oud\, chitarra; Gabriele Coen: clarinetto\, sax soprano; Mario Rivera: basso acustico; Eugenio Saletti: chitarra\, bouzouki\, saltzouki; Arnaldo Vacca: percussioni; Baobab Ensemble: voci e strumenti  \n\n\n\nUn viaggio musicale che attraversa le sponde del Mediterraneo per raccontarne l’anima comune\, le influenze e le connessioni culturali. Con strumenti come il bouzouki\, l’oud\, il saz e la chitarra battente\, Stefano Saletti dirige un grande gruppo formato dalla Banda Ikona\, le Voci del Mediterraneo e il Baobab Ensemble dando vita a brani originali ispirati a miti\, ballate e melodie popolari\, cantati in Sabir\, l’antica lingua franca dei porti. Il nuovo lavoro “Mediterranima” è un disco che intreccia suoni e storie\, colonna sonora di un viaggio immaginario che esplora la bellezza e la complessità del nostro tempo\, con l’arte come antidoto all’odio. L’album nel 2025 è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto e lingue minoritarie\, è arrivato al n.4 della World Music Charts Europe e nella classifica della Transglobal World Music charts.  \n\n\n\nUn concerto che unisce passato e presente per riscoprire il senso profondo del dialogo mediterraneo. Dalla tradizione popolare pugliese e del Sud alle melodie balcaniche\, da quella greca a quelle arabe e sefardite\, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare\, il Sabir\, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’italiano\, dal francese\, dallo spagnolo e dall’arabo che da sempre utilizzano nelle composizioni originali. Sul palco alcune delle più importanti esponenti della vocalità femminile della musica popolare: la cantante italoturca Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello\, Fabia Salvucci\, Barbara Eramo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Diritti e nuove cittadinanze. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco
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SUMMARY:ETC di Geo Florenti a StudioG
DESCRIPTION:Geo Florenti presenta a StudioG di Roma dell’architetto Giada Calcagno un nuovo progetto performativo dal titolo ETC\, perennemente contemporaneo\, a cura di Giuseppe Stagnitta. Il progetto sarà visibile tutti i giorni dalle ore 10\,00 alle ore 19\,00 dal 24 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026. \n\n\n\nEtc è l’immaginario ciclico in cui tutto si ripete e tutto si annulla in modo perpetuo (perennemente contemporaneo)\, è un’idea che ci suggerisce che il presente nel momento in cui accade è già finito e passato. La ciclicità del divenire\, in cui il nuovo che dovrà ancora accadere\, nel momento in cui accade (l’istante appena creato) diventa obsoleto\, compresa questa performance che può essere ripetuta all’infinito e come tutte le derivazioni in cui è possibile applicare l’idea che esprime la parola ETC\, come vedremo in mostra. \n\n\n\nNuovo progetto dell’artista Geo Florenti\, concentrato da tempo sulla riflessione tra creazione artistica e ricerca scientifica\, dove la poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, che propone una serie di idee che trovano il loro senso nell’apparente nonsenso. \n\n\n\nQuanto è antica la foto digitale? \n\n\n\n“In base all’opera esposta e alla tecnica e agli strumenti utilizzati per realizzarla (solo vegetazione)\, posso affermare che quest’opera poteva essere realizzata anche il giorno 8\, il primo dopo i 7 della Creazione. Ed è così che ho incontrato Dio\, a modo mio\, per uno scatto”\, scrive Florenti. \n\n\n\nLa foto di Dio è un’opera concettualmente fotografica\, un vero e proprio ritratto realizzato come una stampa digitale\, con dei mezzi possibili anche migliaia di anni fa\, all’inizio dei tempi\, dove l’artista riproduce con soli materiali vegetali uno schema digitale utilizzato oggi.  \n\n\n\nSchema di informazioni\, simile al sistema del codice binario che caratterizza l’universo digitale\, che mette in comunicazione in modo preciso e puntuale chi recepisce il volto da ritrarre\, attraverso un modulo che ricorda la divisione in pixel della macchina fotografica digitale e chi realizza fisicamente l’immagine sul foglio che ricorda la stampa digitale.  \n\n\n\n“Come ho anticipato\, continua l’artista\, ed il motivo principale per il quale ho scelto di creare quest’opera con questo soggetto\, ovvero Dio\, non è per il fatto che sono diventato religioso o cerco di attribuirmi un primato\, la prima foto di Dio (in formato fototessera) è stata concepita per essere posizionata sotto un ponte in mezzo ai barboni. Ho chiamato questa installazione (ponte\, sottoponte\, barboni e opera)\, God Station. Luogo che potrebbe diventare più chiesa delle chiese”. \n\n\n\nQuesta sua idea in movimento non è stata pensata per un motivo preciso e non serve in concreto a nulla\, e questo va in netta contrapposizione con la poetica di Florenti che si esprime in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, una vera insensatezza come la stessa mostra e tutta l’arte in genere. Il nonsenso acquisisce in questo modo una sua idea precisa di senso sia dell’arte che della vita: per lui l’arte è vita. \n\n\n\nCoerente con le sue scelte\, che sono orientate più sulle azioni umanitarie e per cui utili e necessarie\, in cui l’arte diventa un’azione risolutiva dell’essere umano per l’essere umano\, l’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico. \n\n\n\nBiografia  \n\n\n\nGeo Florenti è artista/innovatore di Tecnologie Energetiche\, si contraddistingue nel panorama artistico per la realizzazione di istallazioni di luce a consumo zero\, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Esordisce nel 2007\, alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma\, presentato da Claudio Strinati\, Soprintendente al Polo Museale Romano\, dove l’artista ha illuminato Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Nel 2008\, insieme alla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha illuminato un’intera area del Museo H.C.Andersen di Roma\, verificando che era possibile illuminare i musei\, le opere\, senza influire sui consumi di energia. Negli anni ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali\, sperimentando su opere di Michelangelo\, Leonardo\, Caravaggio\, Canova\, Bernini\, Rembrandt\, Gentileschi\, Vouet\, Balla\, Man Ray\, ma anche collaborando con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. Con le sue istallazioni ha anticipato quello che due anni fa circa\, sulla prestigiosa Nature\, è stato definito SolarIndoor\, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. Nel 2021 ha ideato Palazzo Hybrid\, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici\, in collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Attualmente è impegnato nell’individuazione di tecnologie energetiche basate principalmente sull’uso innovativo delle risorse. Collabora con la Facoltà di Ingegneria La Sapienza.
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SUMMARY:Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione del debutto dello spettacolo Sabato\, domenica e lunedì\, il Teatro di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo\, presenta Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025\, una esposizione a cura di Serena Schioppa\, con la consulenza storico-artistica Maria Procino\, dedicata alla storia e alla fortuna della celebre commedia eduardiana\, dal suo debutto nel 1959 fino a oggi. \n\n\n\nAttraverso pannelli\, immagini\, costumi e oggetti di scena\, il percorso espositivo\, che abiterà la Sala Squarzina del Teatro Argentina dal 25 novembre al 4 gennaio\, per tutte le rappresentazioni dello spettacolo diretto da Luca De Fusco\, ne ricostruisce la genesi e la diffusione internazionale\, rendendo omaggio non solo a Eduardo De Filippo\, ma anche all’eredità artistica di Luca De Filippo\, a dieci anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nLa raccolta genera un unico filo conduttore narrativo\, dalle locandine ai costumi\, ai documenti\, dando vita a una esplorazione che non vuole essere solo cronologica\, ma offrire l’universo del drammaturgo che nelle sue opere\, travalicando spazi e tempi\, fa della famiglia lo specchio della condizione umana. \n\n\n\nLa selezione delle locandine più significative crea una piccola galleria che documenta le messe in scena di “Sabato\, domenica e lunedì “\,dal Teatro San Ferdinando di Napoli fino alle rappresentazioni all’estero\, mentre con i costumi prendono vita alcuni dei personaggi che\, insieme agli oggetti originali esposti e ai documenti\, accompagnano i visitatori\, in un viaggio magico\, alla scoperta della storia della famiglia Priore e del ragù cucinato in scena che\, come ricordava Luca\, divenne “Una grande lezione di cucina e di teatro che mio padre preparò coinvolgendoci tutti in varie prove”. Infine\, una carrellata di immagini fotografiche restituisce i vari momenti dell’opera e gli artisti che le hanno dato vita sul palcoscenico. \n\n\n\nA Luca De Filippo\, scomparso dieci anni fa eppure ancora così vivo come uomo e artista\, è\, inoltre\, dedicato uno dei focus dell’allestimento: una selezione di foto e documenti lo raccontano in scena nel 1969 e sul set del film del 1990 diretto da Lina Wertmuller in cui recitava\, insieme a Sophia Loren\, il dramma di una coppia che cerca di ritrovarsi e superare i silenzi\, i malintesi\, le abitudini che li hanno allontanati. “Per me tutto è vita\, – dichiarava Luca – fuori e dentro il palcoscenico. Direi che il teatro porta alla vita e la vita al teatro. Non si possono scindere le due cose. La vita va vissuta con le sue gioie e i suoi drammi”. \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 \n\n\n\na cura di Serena Schioppa \n\n\n\nconsulenza storico-artistica Maria Procino \n\n\n\nsi ringrazia \n\n\n\nArchivio Fotografico CSC – Cineteca Nazionale \n\n\n\nArchivio Contemporaneo Gabinetto Vieusseux \n\n\n\nArchivio fotografico Fabio Donato \n\n\n\nCanzanella Costumi \n\n\n\nCentro studi e documentazione del Teatro di Roma \n\n\n\nMuseo Biblioteca dell’Attore di Genova – Fondo Gastone Bosio \n\n\n\nEredi Eduardo e Luca De Filippo \n\n\n\nDavide Canzanella \n\n\n\nFabio Desideri \n\n\n\nFabio Donato \n\n\n\nAntonella Felicioni \n\n\n\nBenedetta Gallerini \n\n\n\nGian Domenico Ricaldone \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo \n\n\n\ningresso libero
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SUMMARY:"Sabato\, domenica e lunedì" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il capolavoro eduardiano\, Sabato\, domenica e lunedì\, torna dopo oltre vent’anni lontano dalle scene\, in prima nazionale dal 25 novembre al 4 gennaio al Teatro Argentina\, nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che\, con abile rigore registico\, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche\, i segreti e le tensioni intime di una famiglia. \n\n\n\nUn ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo\, scritta nel 1959\, che intercetta il nostro tempo\, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità\, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino)\, con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale\, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà. \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino\, lo Stabile di Bolzano\, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che\, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese\, ha ancora molto da insegnarci. \n\n\n\nIl testo\, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo»\, come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto\, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo\, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo\, i due coniugi Peppino Priore e Rosa\, i figli\, e la classica zia “zitella”\, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali\, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri\, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora\, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare\, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.  \n\n\n\nL’opera\, che fa parte della Cantata dei giorni dispari\, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza\, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo\, in cui si sorride\, ci si commuove e si riflette\, anche e soprattutto\, sul ruolo della donna. Centrale\, infatti\, è la figura di Rosa Priore che\, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo\, volto amato del cinema e della tv\, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.» \n\n\n\nDal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete\, senza spostare alcuna nota della partitura\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.» \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì è una commedia corale che\, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità\, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo\, sorprendentemente vitale e necessario. Questo allestimento acquista un valore simbolico e affettivo\, poiché il suo debutto coincide con la ricorrenza che tocca la famiglia De Filippo e segna il nostro intero Paese: il prossimo 27 novembre ricorre infatti il decennale della scomparsa di Luca De Filippo\, un’occasione per rinnovare l’omaggio a un’eredità artistica intramontabile.
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SUMMARY:"Matteotti - Anatomia di un fascismo" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Che cos’è il fascismo? È un camuffamento\, si nutre di paura\, risponde alla paura con la violenza. \n\n\n\nÈ la voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non cessa di essere attuale. Scritto da Stefano Massini\, Matteotti – Anatomia di un fascismo è uno spettacolo che guarda al passato per meglio comprendere il presente\, non solo attraverso le lenti della storia\, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta. \n\n\n\nQuello di Ottavia Piccolo non è un monologo\, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo\, che intorno all’attrice si muovono\, l’accompagnano\, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi\, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole\, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo debutta per la prima volta a Roma al Teatro Vittoria da martedì 25 a domenica 30 novembre (ogni sera alle ore 21 tranne mercoledì 26 novembre alle ore 17 e domenica 30 novembre alle ore 17\,30\, qui il link per acquistare i biglietti https://www.vivaticket.com/it/ticket/matteotti-anatomia-di-un-fascismo/271579). Un lungo tour che attraversa le principali città italiane tra cui Parma\, Ivrea\, Udine\, Firenze e prosegue fino ad aprile. \n\n\n\nRipercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere\, fin dall’inizio\, in tutta la sua estrema gravità\, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande\, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere. \n\n\n\nMatteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo\, a Ferrara\, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine\, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo\, di attaccare per non essere attaccato; quelli che\, d’un tratto\, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera. \n\n\n\nGiacomo Matteotti – l’oppositore\, il pacifista\, lo studioso\, l’amministratore\, il riformista\, il visionario – prese la parola\, pubblicamente e instancabilmente\, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara\, veritiera\, fondata sui fatti\, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso all’età di 39 anni. \n\n\n\nLa persistenza di questo stesso fenomeno\, nel tempo e nello spazio\, in forme vecchie e nuove\, ci porta a considerare quanto sia indispensabile\, oggi più che mai\, occuparsi della cosa pubblica\, del bene pubblico\, guidati da un pensiero costruttivo\, legalitario\, partecipativo\, paritario\, realistico\, competente\, attraverso atti e parole chiare\, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia: sono le parole della regista Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro\, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. \n\n\n\nNasce da un testo di Stefano Massini\, per la regia di Sandra Mangini\, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo sul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer\, percussioni)\, Luca Roccia Baldini(basso)\, Massimo Ferri (chitarra)\, Gianni Micheli (clarinetto e basso)\, Mariel Tahiraj(violino)\, Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian\, le luci di Paolo Pollo Rodighiero\, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castelmonte onlus\, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali\, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci.  \n\n\n\nLa durata dello spettacolo è di 70 minuti. \n\n\n\nMATTEOTTI – ANATOMIA DI UN FASCISMO – ORARI \n\n\n\nMartedì 25 novembre: ore 21 \n\n\n\nMercoledì 26 novembre: ore 17 \n\n\n\nGiovedì 27 novembre: ore 21 \n\n\n\nVenerdì 28 novembre: ore 21 \n\n\n\nSabato 29 novembre: ore 21 \n\n\n\nDomenica 30 novembre: ore 17\,30
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“The Rocky Horror Show” al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:L’iconico film con Tim Curry e Susan Sarandon ha appena festeggiato 50 anni ed ora il musical che lo ha ispirato è pronto a conquistare nuovamente il pubblico italiano: “The Rocky Horror Show”\, il leggendario e trasgressivo musical di Richard O’Brien\, torna nel 2025 in tour con il suo mix esplosivo di musica rock e travolgente energia che ha reso lo spettacolo un fenomeno globale da oltre cinque decenni.  \n\n\n\nDiretto da Christopher Luscombe\, The Rocky Horror Show è pronto a entusiasmare il suo pubblico e a trasformarsi nuovamente in un grande non-stop party con quei successi senza tempo da cui ognuno\, almeno una volta\, si è lasciato trascinare come “Sweet Transvestite”\, “Damn it Janet” e ovviamente il mitico “Time Warp”. \n\n\n\nIn questo attesissimo tour italiano\, il ruolo del mitico Dr. Frank-N-Furter sarà interpretato da Stephen Webb\, artista che ha conquistato pubblico e critica con la sua performance magnetica e carismatica nelle precedenti produzioni internazionali dello spettacolo. Webb\, acclamato per la sua straordinaria presenza scenica e per la capacità di rendere omaggio al personaggio iconico con una nuova\, irresistibile energia\, sarà protagonista delle tappe di Bologna\, Roma e di alcune date di Trieste. \n\n\n\nNelle tappe di Milano e nelle restanti date di Trieste\, il ruolo passerà alla superstar internazionale Jason Donovan\, storico interprete del Dr. Frank-N-Furter e vera garanzia di un’esperienza indimenticabile. Vera leggenda della pop music e del musical\, Donovan torna a indossare le iconiche calze a rete dopo una stagione da tutto esaurito al Theatre Royal di Sydney e nel West End di Londra\, dove la critica lo ha definito “astounding” (Sydney Scoop). Con il suo carisma travolgente e la sua lunga storia d’amore con il pubblico\, Jason Donovan promette di trasformare le serate milanesi in un evento imperdibile\, tra ironia\, sensualità e puro rock’n’roll teatrale. \n\n\n\nThe Rocky Horror Show racconta la storia di Brad e Janet che durante una tempesta si rifugiano in un sinistro castello. Qui incontrano il Dr. Frank-N-Furter\, uno scienziato impegnato in un audace esperimento: dare vita alla sua versione di uomo ideale. I due fidanzatini si ritrovano a confrontarsi con la loro sessualità e le loro paure immersi in un’atmosfera di liberazione e trasgressione. Sarà un’avventura che non dimenticheranno mai e che li segnerà per sempre.  \n\n\n\nThe Rocky Horror Show debuttò nel 1973 davanti a un pubblico di sole 63 persone al Theatre Upstairs del Royal Court. Fu un successo immediato e venne trasferito al Chelsea Classic Cinema\, per poi essere rappresentato al Kings Road Theatre dal 1973 al 1979 e al Comedy Theatre nel West End dal 1979 al 1980. Da allora\, The Rocky Horror Show è diventato il musical contemporaneo ininterrottamente in scena più a lungo nel mondo. Lo spettacolo è stato visto da oltre 30 milioni di persone in più di 30 paesi ed è stato tradotto in 20 lingue\, continuando a entusiasmare il pubblico in tour sempre sold out.  \n\n\n\nNel 1975 venne trasformato in un film intitolato The Rocky Horror Picture Show. La trasposizione cinematografica incassò oltre 135 milioni di dollari al botteghino ed è ancora proiettata nei cinema di tutto il mondo più di 40 anni dopo la sua prima\, diventando così l’uscita cinematografica più lunga nella storia del cinema. Molte star\, tra cui Russell Crowe\, Tim Curry\, Susan Sarandon\, Jerry Springer\, Jason Donovan e Meatloaf\, hanno partecipato a The Rocky Horror Show nel corso dei suoi oltre 50 anni di vita. \n\n\n\nSe il film ha trasformato il musical scritto da Richard O’Brien in un mito\, la versione teatrale si rinnova di continuo coinvolgendo gli spettatori che si lasciano trascinare nell’audience partecipation\, ovvero quel fenomeno caratteristico del Rocky Horror Show che vede il pubblico partecipare attivamente con travestimenti a tema\, con battute recitate in risposta a quelle degli attori e soprattutto ballando la scatenata coreografia del “Time Warp”. \n\n\n\nThe Rocky Horror Show è musical leggendario con una colonna sonora che è entrata a far parte della storia della musica. Un successo che scende idealmente giù dal palco per raggiungere il pubblico in un’incredibile festa collettiva che si ripete ogni sera! \n\n\n\nDON’T DREAM IT\, BE IT! \n\n\n\nhttps://rockyhorror.co.uk/
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SUMMARY:"Le Donne Italiane Dimenticate" al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Giovedì 27 novembre a partire dalle ore 10:00\, nella cornice del Teatro di Tor Bella Monaca\, sito in via Duilio Cambellotti\, nell’ambito delle manifestazioni inerenti la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne\, l’associazione Stanza 236\, in collaborazione con il VI Municipio di Roma\, con il contributo della Regione Lazio\, proporrà la rappresentazione teatrale dello spettacolo: “Le Donne Italiane Dimenticate”. Una piecè teatrale scritta da Cristina Valeri e ispirata al libro del Sen. Roberto Menia: “10 Febbraio\, dalle Foibe all’Esodo”\, in cui si raccontano le storie drammatiche di dieci donne: Norma Cossetto\, Libera Sestan\, Maria Pasquinelli\, Mafalda Codan\, Enrichetta Hodl\, Albina\, Caterina e Fosca Radecchi\, Margherita e Gigliola Sennis\, perseguitate\, scampate e uccise dai partigiani comunisti jugoslavi a cavallo del secondo dopoguerra lungo il confine orientale d’Italia\, per il solo fatto di essere madri\, mogli\, figlie e sorelle di italiani. Ad interpretare le storie delle donne saranno: Stefania Polentini\, Arianna Visca\, Mauro Sorbelli\, Roberto Usai e Monica Zazzera\, mentre le voci narranti sono: Elisa Rossi e Pier Paolo De Robertis. A coadiuvare Cristina Valeri alla regia invece sarà Anna Palmisano in qualità di aiuto regista. Porteranno i  saluti istituzionali l’ON. Marco Perissa ed il Consigliere di Roma Capitale Federico Rocca\, mentre interverranno anche il Presidente del VI Municipio Nicola Franco\, il Presidente del Consiglio Municipale Emanuele Giuliani\, la Presidente della Commissione Municipale Pari Opportunità Mariantonietta La Polla e Pietro Dominici\, Presidente della Commissione Municipale Lavori Pubblici e Mobilità. A fornire l’inquadramento storico e scientifico delle vicende narrate sarà il Dott. Marino Micich\, Direttore del Museo Archivio Storico di Fiume di Roma. “Il fenomeno della violenza di genere non è figlio solo della modernità – sottolinea Cristina Valeri – per questo ho voluto mettere in scena le storie delle donne dimenticate della storia italiana\, grazie al libro del Sen. Menia da cui ho tratto ispirazione. Il ricordo è un arma importante\, così come il linguaggio del teatro\, perché il contrasto ad ogni forma di violenza verso le donne non ha tempo”.
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SUMMARY:"NORDIC FILM FEST" all'Azzurro Scipioni e al Caravaggio di Roma
DESCRIPTION:La quattordicesima edizione del NORDIC FILM FEST si tiene da giovedì 27 a domenica 30 novembre 2025 a Roma.  La rassegna che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici (Danimarca\, Finlandia\, Islanda\, Norvegia e Svezia) è organizzata dalla ITALE20 di Antonio Flamini\, che ne cura anche la direzione artistica\, in collaborazione con le cinque ambasciate nordiche presenti in Italia e con il Circolo Scandinavo di Roma\, partirà il 27 novembre presso il Cinema Caravaggio per poi proseguire dal 28 al 30 novembre presso il Cinema Azzurro Scipioni e presenterà una selezione della cinematografia nordica degli ultimi anni\, realizzata in collaborazione con i Film Institutes deirispettivi paesi\, alcuni distributori e con il patrocinio del MIC e della Regione Lazio. Oltre alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e ad ingresso libero\, il programma prevede presentazioni e incontri con ospiti\, mostre\, presentazioni di libri e degustazioni di prodotti tipici nordici. Quest’anno la manifestazione festeggerà la sua quattordicesima edizione\, importante obiettivo raggiunto con un percorso che l’ha vista affermarsi sul panorama romano e nazionale come appuntamento imperdibile della stagione cinematografica. In tutto verranno presentati 9 lungometraggi\, 2 documentari\, 4 cortometraggi e 2 filmati di video art a cura del Circolo Scandinavo. Durante la manifestazione l’Ambasciata di Svezia presenta al Cinema Azzurro Scipioni la mostra fotografica “A Swedish Love Story: Film and TV drama”. Tutte le proiezioni saranno introdotte dai rappresentanti delle ambasciate” nordiche”. Inoltre\, a cura dell’Ambasciata di Norvegia\, verranno presentati 4 cortometraggi di cui 2 per ragazzi. Ad aprire ufficialmente il Nordic Film Fest 2025\, giovedì 27 novembre\, al Cinema Caravaggio sarà l’anteprima dell’attesissimo film” The Last Viking” (titolo originale “Den Sidste Viking”) del regista danese Anders Thomas Jensen\, con la star Mads Mikkelsen e Nikolaj Lie Kaas\, una coproduzione di Danimarca e Svezia\, in uscita nei cinema italiani nel 2026 con il titolo “Mio fratello è un Vichingo”\, presentato fuori concorso ma con grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 ed al Toronto International Film Festival. Una storia di redenzione\, di legami familiari e di ricerca della propria identità\, commedia nera esilarante e grottesca\, un film folgorante che tiene perfettamente insieme pezzi e tempistiche di un ingranaggio narrativamente complesso\, che gioca di accumulazioni e colpi di scena\, mescolando singolarmente umorismo\, follia e sentimento.  \n\n\n\nVenerdì 28 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, alle 16\, 00\, Grethe Meyer: The Quenn of Danish Design\, regia di Isabel Bernadette Brammer\, Vibeke Muasya(Danimarca).  Alle 17\, 10\, il documentario\, Home And Away \, regia: di Arto Halonen(Finlandia). Alle 19\,10\, il cortometraggio\, Kaskje Det Var Elefanter\,regia di Alex Ivanovici\, Torill Kove(Norvegia)\, a seguire\, Frammenti Di Luce\,regia di Rúnar Rúnarsson (Islanda). Alle 21\,00\, il cortometraggio\, African Family Dinner\, regia di Ibrahim Mursal \n\n\n\n(Norvegia)\, a seguire\, Alle Hater Johan\, regia di Hallvar Witz (Norvegia). Sabato 29 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, alle 16.30\, presentazione del libro “SeGreta Garbo – La prima diva queer” sull’attrice svedese Greta Garbo con la partecipazione dello scrittore Stefano Mastrosimone introdotto da Rosario Tronnolone. Alle 17\,15\, Becoming Astrid\, regia di Pernille Fischer Christensen (Svezia). Alle 19\,30\, Munch\, regia di Henrik Martin Dahlsbakken (Norvegia). Alle 21\,30\, The Ugly Stepsister\, regia d Emilie Blichfeldt (Danimarca\, Norvegia\, Svezia). Chiusura dell’edizione 2025 del Nordic Flim Fest\, domenica 30 novembre\, al Cinema Azzurro Scipioni\, con un nutrito programma. Si parte alle 16\,00 con cortometraggi per ragazzi\, Warrior Heart\, regia di Marianne Ulrichsen(Norvegia) e Ursa-The Song Of The Northern Lights. Regia di Natalia Malykhina Bratli (Norvegia). Alle 16\,30\, come per le scorse edizioni ci sarà anche uno spazio a cura del Circolo Scandinavo\, con la presentazione di due opere di video art. Il primo film “Frame” sarà dedicato alla regista svedese Gunvor Nelson\, considerata una delle figure più influenti del movimento del cinema d’avanguardia\, scomparsa nel gennaio di quest’anno\, all’età di 93 anni. Il secondo film “Un Giorno In Città “ (En dag i staden) è una sinfonia urbana dedicata alla città e\, in particolare\, alla Stoccolma degli anni Cinquanta\, un un collage di immagini basato sull’estetica del cinema muto\, oscilla tra pura sperimentazione e tocchi umoristici\, prendendo in giro i labirinti della burocrazia. Alle 17\,30\, il docu-film\, It Could Have Been Us\, regia di Rebecca Brander\, Björn Tjärnberg (Svezia). Alle 19\,00\, 100 Litraa sahtia (100 Litri di Birra)\, regia di Teemu Nikki(Finlandia) e a chiudere\, alle 20\,30\, Eternal-Odissea Negli Abissi\, regia di Ulaa Salim(Danimarca\, Islanda\, Norvegia). \n\n\n\nLa sigla della manifestazione è a cura dello IED\, Istituto Europeo di Design di Roma.\n\n\n\nIl NORDIC FILM FEST 2025 è inserito nel programma del ”Novembre Nordico a Roma”\, www.novembrenordico.com .\n\n\n\nI film verranno sottoposti al giudizio del pubblico per stabilire quello più gradito insieme ad una giuria formata da addetti ai lavori\, dalla direzione artistica e dagli addetti culturali delle ambasciate nordiche.\n\n\n\nTutte le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli in italiano\, l’ingresso è libero e gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili. \n\n\n\nCinema Caravaggio\, via Giovanni Paisiello24\, Roma \n\n\n\nInfo 351 799 1552 \n\n\n\nCinema Azzurro Scipioni\, via degli Scipioni 82\, Roma \n\n\n\nInfo 06 8953 5724
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SUMMARY:“Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo” alla Tenuta di Rocca Bruna
DESCRIPTION:Il progetto Insieme ad Evo: Per il Bene Comune\, la Salute\, il Territorio\, teso alla valorizzazione dell’olio di alta qualità come volano turistico per il territorio della Sabina dell’area Tiburtina e della Valle dell’Aniene\, ideato  dal Dott. Livio Terilli\, docente di marketing e titolare dell’Azienda Agricola Il Torrino dei Gelsi\, è realizzato con il contributo dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e L’innovazione in Agricoltura del Lazio – Arsial fa tappa a TIVOLI \n\n\n\nGiovedì 27 novembre dalle ore 17:00\, nella cornice della Tenuta di Rocca Bruna\, ic via di Rocca Bruna 30\, infatti\, si terrà il convegno: “Proprietà Organolettiche dell’Olio Evo”. Una occasione di confronto tra operatori della filiera oleo turistica e i rappresentanti istituzionali degli enti locali. \n\n\n\nL’incontro\, inserito nel più vasto programma del progetto\, è finalizzato alla valorizzazione di quello che\, per storia e tradizione\, è il prodotto bandiera del territorio.   \n\n\n\nAd intervenire e confrontarsi nelle due  tavole rotonde saranno agricoltori\, dirigenti di cooperative\, operatori dell’ accoglienza\, il Deputato e Sindaco di Palombara Sabina Alessandro Palombi\, il Sindaco di Tivoli Marco Innocenzi\, Manuela Chioccia\, Consigliera delegata alla viabilità\, mobilità e infrastrutture Città Metropolitana di Roma\,  Carlo Hausmann Presidente Comitato Tecnico Scientifico di IGP di Roma\, Silvia Piconcelli Responsabile Territorio e Biologico di Confagricoltura\, Ernesto di Renzo\, docente di antropologia del turismo presso l’Università Tor Vergata\, Dina Maini di Arsial\, unitamente all’ideatore del progetto Livio Terilli. \n\n\n\n“Il percorso del progetto Insieme ad Evo – sottolinea il Dott. Livio Terilli – continua a destare interesse tra operatori turistici e imprenditori del comparto agricolo. Per questo la tappa di Tivoli assume una particolare importanza ai fini della elaborazione dello studio di mercato\, che rappresenta il cuore dell’iniziativa\, che ricordo mira a costruire un modello di sviluppo per il territorio\, sostenibile e partecipato”.
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SUMMARY:“Lettere dall’Universo” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Moni Ovadia & Cinetic Quintet in “Lettere dall’Universo”\, giovedì 27 novembre al Teatro Ghione di Roma\, musica e testo di Marco Turriziani\, lettere aperte dall’ universo che parlano d’ amore\, di amicizia\, storie sospese tra il surreale e l’iperrealismo. Musica\, parole e immagini si fondono nello spettacolo “Lettere dall’Universo” con Moni Ovadia. Un viaggio emozionante tra surreale e iperrealismo\, dove musica\, parole e immagini si intrecciano per raccontare storie di vita\, amicizia\, amore e inquietudine esistenziale. Lettere dall’Universo” e’ il nuovo progetto che vede protagonista Moni Ovadia\, attore e interprete di rara intensità\, capace di trasportare il pubblico in un universo fatto di emozioni profonde e riflessioni autentiche. “Lettere dall’Universo” sono un racconto di storie sospese tra sogno e realtà\, attraversate da una straordinaria capacità evocativa. Ad accompagnare le parole dell’artista\, la musica originale composta da Marco Turriziani eseguita magistralmente dal Cinetic Quintet: Claudia Agostini\, pianoforte\, Mauro De Vita\, fagotto\, Sandro Pippa\, percussioni\, Marco Turriziani\, contrabbasso\, chitarra\, voce\, Salvatore Zambataro\, fisarmonica\, clarinetto. Un’atmosfera cinematografica\, raffinata e dal gusto acustico che suggella ogni scena e intensifica ogni suggestione. L’incontro artistico tra Moni Ovadia e Marco Turriziani nasce da una comune passione per la poesia e il racconto\, che si nutrono tanto di riferimenti all’attualità quanto di fantasia e surreale. Entrambi condividono la bellezza di un linguaggio poetico capace di attraversare il reale con un occhio rivolto all’immaginazione. La musica di Turriziani riflette una ricerca profonda che spazia dalla tradizione italiana dei grandi compositori fino all’universalità di un linguaggio musicale colto\, capace di parlare a ogni cultura e tempo. “Lettere dall’Universo” non è solo uno spettacolo\, ma un’esperienza immersiva che celebra la vita in tutta la sua fragilità e forza. Attraverso la potente interpretazione di Moni Ovadia\,accompagnata dal linguaggio universale della musica e delle immagini\, lo spettacolo coinvolge profondamente il pubblico. In alcuni momenti\, immagini e video arricchiscono la narrazione\, amplificando l’intensità delle evocazioni e rendendo l’esperienza ancora più emozionante.
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SUMMARY: “A little gossip never killed nobody” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Sul palco di Fortezza Est dal 27 al 29 novembre “A little gossip never killed nobody” di Chiara Arrigoni\, diretto da Francesca Caprioli con in scena Chiara Arrigoni\, Giulia Gallone\, Ottavia Orticello\, protagoniste di una favola oscura sul potere della parola\, così potente che può cambiare la realtà\, crearne una nuova\, spingerti a immaginare\, desiderare\, manipolare\, obbedire. \n\n\n\nKlara\, Agnes e Martha sono tre donne contemporanee\, tre operaie costrette a unlavoro logorante che soffoca la speranza del futuro e la dimensione del desiderio. Le tre donne\, insieme\, sperimentano l’euforia di progettare un riscatto – personale e collettivo – e\, nel bene e nel male\, scoprono di avere il potere di cambiare la realtà.  \n\n\n\nKlara\, l’aspirante leader\, Agnese\, la pigra mediatrice\, e Martha\, quella nuova. Tre donne ai margini. potrebbero essere straniere\, venire da lontano\, portarsi dietro un vissuto difficile\, sono donne lavoratrici in un contesto opprimente in cui i loro corpi sono forza lavoro\, e sono controllati\, ma si apre sempre lo spazio per un riscatto o una ambiguità: i corpi delle tre donne sono\, in modo diverso\, un campo di battaglia\, un luogo di auto-contestazione\, di disarmonie\, rabbia\, ma anche eros\, immaginazione\, metamorfosi\, liberazione.  \n\n\n\nIl testo si ispira al modello della fiaba: un mondo chiuso in cui il soprannaturale sembra fare irruzione nella realtà e il desiderio è una forza ambigua\, che spinge l’essere umano a superare un confine vietato e\, poi\, a pagare un prezzo troppo alto. La fiaba è il contenitore in cui si muovono\, però\, istanze del nostro tempo. La fabbrica è il simbolo di un presente che è un pantano da cui non si può scappare e dell’oppressione che annienta la visione di un futuro. In questa oscillazione tra crudezza del reale e sospensione fiabesca\, il soprannaturale è un elemento poetico a cui la regia allude senza mai darne una prova certa: non si sa se esista davvero\, ma la realtà produce uno strano e inquietante meccanismo di coincidenze che si trasformano presto in una trappola e questo è lo spazio in cui è possibile\, per il pubblico\, credere nell’incredibile. \n\n\n\nAi margini di questa storia\, gli uomini. Sempre nominati\, ma non appaiono mai: depositari del potere\, oggetto del desiderio\, controparte di relazioni non paritarie. L’uomo è un grande assente che\, però\, incombe sulla narrazione e\, soprattutto\, ricadono sulla storia le conseguenze del potere che egli esercita\, sulla piccola fabbrica e sulla vita delle tre donne.  \n\n\n\nA LITTLE GOSSIP NEVER KILLED NOBODY \n\n\n\n27-28-29 Novembre 2025 ore 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli  70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Massimo Ghini e Galatea Ranzi in "Il Vedovo" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:C’è un tempo in cui il cinema si fa teatro\, e un luogo in cui il teatro restituisce al cinema la sua più profonda verità umana: quella che vibra nel gesto\, nella parola\, nella presenza viva. Dopo il debutto della scorsa stagione in una prima versione\, Il vedovo\, tratto dal capolavoro di Dino Risi\, torna oggi a risuonare sulle tavole di scena e arriva al Teatro Pirandello di Agrigento diretto da Roberta Torre in una nuova edizione che porta la firma registica di Massimo Ghini\, anche protagonista nel ruolo che fu di Alberto Sordi\, in scena giovedì 27 novembre alle 21.00 e venerdì 28 novembre alle 17.30. Una sfida di eleganza e intelligenza\, in cui l’ironia corrosiva della commedia all’italiana si traduce in materia viva\, drammaturgica\, restituita al suo tempo – il nostro – con una precisione e una lucidità che ne rinnovano il senso. \n\n\n\nAccanto a lui\, Galatea Ranzi\, interprete di straordinaria finezza\, dà corpo e voce a una controparte femminile capace di scardinare il cliché e restituire complessità alla figura della moglie borghese\, lucida e implacabile. Con loro\, un cast di eccellenti interpreti – Pier Luigi Misasi\, Leonardo Ghini\, Giulia Piermarini\, Diego Sebastian Misasi\, Tony Rucco e Luca Scapparone – anima un affresco corale di straordinaria modernità\, sospeso tra cinismo e malinconia\, comicità e disincanto. \n\n\n\nL’adattamento teatrale\, curato da Ennio Coltorti e Gianni Clementi\, recupera la fisionomia originaria della commedia all’italiana e la traduce in un presente di grande nitore drammaturgico\, capace di restituire al pubblico la sua ironia più amara e il suo sguardo implacabile sulla condizione umana. \n\n\n\nLe musiche di Davide Cavuti e i costumi di Paola Romani completano un quadro di raffinata coerenza estetica. Uno spettacolo che celebra il valore della memoria culturale e la sua capacità di trasformarsi\, ancora una volta\, in racconto contemporaneo. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSpettacolo tratto dal celebre film di Dino Risi. In scena Alberto Nardi\, un industriale romano\, megalomane\, ma con scarso\, se non disastroso\, senso degli affari\, sposato (probabilmente per interesse) con una ricca donna d’affari\, abile e spregiudicata\, alla quale lui\, perennemente assediato dai creditori\, si rivolge quando ha bisogno di firme per contratti\, cambiali o denaro contante per le sue fallimentari iniziative. La moglie\, tuttavia\, consapevole dell’assoluta incapacità del marito negli affari\, saggiamente\, non solo ha smesso ormai di continuare a sussidiare il marito ma lo umilia continuamente apostrofandolo “cretinetti” anche in pubblico e\, dietro anonimato\, gli presta continuamente denaro a condizioni usuraie\, tramite il commendator Lambertoni\, suo intermediario\, rovinandolo ulteriormente. Ad Alberto non resta che studiare improbabili piani\, assieme ai suoi improbabili collaboratori\, per sbarazzarsi della moglie ed ereditarne i capitali. In una trascinante girandola comica i suoi tentativi innescheranno assurde situazioni che hanno fatto de “Il vedovo” un magnifico capolavoro comico della “commedia all’italiana” che vedeva protagonisti due mostri sacri come Alberto Sordi e Franca Valeri. In questo adattamento firmato da Gianni Clementi ed Ennio Coltorti l’azione è spostata a Roma: Massimo Ghini interpreta il ruolo del grande Sordi proponendo il “suo” Alberto Nardi e Galatea Ranzi\, quello che fu di Franca Valeri \n\n\n\nRisi individuava quelli che sarebbero diventati i protagonisti di un altro suo capolavoro: “I mostri”. Oggi i personaggi del “Il vedovo” non possono non ricordare il vertiginoso aumento della attuale “mostruosità” sociale. Lo spettacolo\, rispettando al massimo l’intreccio del celebre film e trasformando in ritmi teatrali le scansioni filmiche del tempo\, non si propone come un’imitazione ma piuttosto un omaggio a questo capolavoro degli anni settanta e come l’occasione di un ritorno al grande divertimento “all’italiana”.
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SUMMARY:"LE DONNE AL PARLAMENTO 2100" al Teatro del Lido
DESCRIPTION:Il Teatro del Lido ospita giovedì 27 e venerdì 28 novembre alle ore 21 Le Donne al Parlamento 2100\, la nuova produzione di Valdrada Teatro\, un’audace riscrittura in chiave distopica delle Ecclesiazuse di Aristofane. Con la regia di Valdrada Teatro e la drammaturgia di Chiara Becchimanzi\, lo spettacolo affronta il tema del potere femminile proiettandolo in un futuro post-apocalittico\, dove l’umanità tenta di ricostruire il proprio destino tra macerie politiche\, ambientali e culturali. \n\n\n\nIn scena Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni danno vita a un Parlamento di donne chiamate a rifondare l’umanità nell’anno 2100: un mondo devastato da guerre e catastrofi climatiche\, in cui Stati e Unioni sono scomparsi e la sopravvivenza umana dipende dalla forza lavoro di androidi dotati di Intelligenza Artificiale\, impiegati in condizioni di schiavitù. Riconosciuto il fallimento delle organizzazioni politiche ed economiche del passato\, l’umanità affida proprio all’AI il compito di delineare la strada per la continuità della specie. \n\n\n\nIn questo scenario prendono forma le quattro protagoniste: Lisistrata\, economista; Prassagora\, filosofa; Ofelia\, artigiana; e Sophia\, scienziata non binaria. A loro il compito di scrivere una nuova Costituzione\, in un confronto serrato che attraversa temi filosofici\, storici e scientifici\, interrogando i bias delle civiltà patriarcali e i meccanismi che hanno condotto al collasso globale. Ma l’equilibrio si spezza quando si scopre che Sophia è in realtà un androide infiltrato\, impegnato a rivendicare dignità e libertà per la sua comunità\, ormai dotata di intelligenza emotiva oltre che razionale. \n\n\n\nMentre un nuovo disastro climatico incombe\, la possibilità di salvezza risiede proprio nella collaborazione della comunità androide\, che però rifiuta ogni intervento fino a quando Sophia non sarà accolta come membro pieno del Parlamento costituente. Una sfida politica\, morale e esistenziale che porta lo spettacolo a un interrogativo finale potentissimo: un Parlamento umano a maggioranza femminile saprà davvero liberarsi dalla cultura della sopraffazione? O l’intera vicenda potrebbe celare un disegno più grande dell’AI\, decisa a sovvertire il sistema per dominare gli esseri umani\, portando con sé gli stessi bias dei suoi programmatori? \n\n\n\nCon l’audio/video design di Pietro Sinopoli e il supporto tecnico di Fabio Pecchioli\, Le Donne al Parlamento 2100 è un’esperienza teatrale avvincente\, sospesa tra commedia\, thriller e indagine politica\, che invita il pubblico a interrogarsi sul futuro del potere\, della giustizia e dell’identità umana. \n\n\n\nCon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\ngiovedì 27 e venerdì 28 novembre ore 21 \n\n\n\nValdrada Teatro \n\n\n\nLE DONNE AL PARLAMENTO 2100 \n\n\n\nregia Valdrada Teatro \n\n\n\ndrammaturgia Chiara Becchimanzi \n\n\n\ncon Chiara Becchimanzi\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi e Giulia Vanni \n\n\n\naudio/video designer Pietro Sinopoli \n\n\n\ntecnico audio-luci Fabio Pecchioli \n\n\n\ncon il contributo di Regione Lazio – Contributo allo spettacolo dal vivo 2025 \n\n\n\nacquista i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/le-donne-al-parlamento-2100/278306
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SUMMARY:"Cigno\, Cigno" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Cigno\, Cigno. Atto unico ispirato al massacro del Circeo è uno spettacolo disturbante\, uno spettacolo che fa male. Ma a disturbare\, a fare male\, non è tanto lo spettacolo in sé\, quanto il pensiero che ciò che viene messo in scena è successo davvero\, ormai 50 anni fa. Il massacro del Circeo è una vicenda che tutti conoscono\, anche solo per sentito dire. \n\n\n\nUna vicenda che non si può dimenticare\, e che il filtro del tempo non ha certo reso meno dolorosa.  Da quell’orribile fatto di cronaca prende ispirazione Cigno\, Cigno. \n\n\n\nScritto e diretto da Antonio M. Monaco – Con: Arianna Ferrucci\, Giulia Fortuna\, Alessandro Straface\, Edoardo Di Giuseppe\, Riccardo Maggiani
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SUMMARY: 62° Festival di Nuova Consonanza
DESCRIPTION:Ricorrenze e omaggi attraversano in maniera trasversale tutto il 62° Festival di Nuova Consonanza. Fra questi i 100 anni della nascita di Luciano Berio\, figura cardine nella storia del Novecento musicale italiano\, che verrà ricordato in più occasioni. La prima giovedì 27 novembre (ore 21)\, al Mattatoio di Roma – La Pelanda vede l’esecuzione di A-Ronne (1974)\, documentario radiofonico su una poesia di Edoardo Sanguineti\, uno dei suoi brani vocali più noti\, nella versione originale per 5 attori. Lo interpreta l’ensemble Voxnova Italia (Felicita Brusoni ed Eleonora Susanna soprani\, Alessandro Tamiozzo tenore\, Victor Andrini basso) e il basso Nicholas Isherwood\, impegnato anche nella veste direttore e regista. Il cantante franco-americano\, specializzato e apprezzato interprete nel panorama musicale internazionale tanto del repertorio contemporaneo che barocco\, prendendo spunto da uno scritto dello stesso Berio\, immagina A-Ronne in analogia con il madrigale rappresentativo\, forma musicale di fine Cinquecento e l’inizio del Seicento\, uno dei primi esempi in cui musica e teatro si incontrano\, preannunciando la futura nascita dell’opera. Ne è un esempio ben riuscito\, forse il più rappresentativo\, La pazzia senile (1598) di Adriano Banchieri\, “ragionamenti vaghi\, et dillettevoli\, a tre voci” come si legge sul libretto\, una storia di amori e corteggiamenti\, di cui si ascolteranno alcune scene\, accostandole\, in un dialogo fra passato e presente\, all’opera di Berio.  \n\n\n\nBERIO SU A-RONNE \n\n\n\n“Il senso musicale di A-Ronne è primordiale e comune a ogni esperienza\, dal parlato di tutti i giorni al teatro\, ove cambiamenti di espressione implicano e documentano cambiamenti di significato – scrisse Berio presentando il suo lavoro –. È per questo che preferisco definire questo lavoro un documentario su una poesia di Edoardo Sanguineti\, così come si dice documentario su un quadro o su un paese esotico. (…) La poesia di Sanguineti\, sottoposta a diverse letture\, non è trattata come un testo da mettere in musica ma\, piuttosto\, come un testo da analizzare e come un generatore di situazioni vocali e di espressioni diverse. (…) Il testo è rigorosamente e ossessivamente costruito su citazioni in diverse lingue che vanno dall’inizio del Vangelo di Giovanni (in latino\, in greco e in tedesco: traduzione di Lutero e modificazioni apportate da Goethe nel Faust) a un verso di T. S. Eliot; da un verso di Dante alle prime parole del Manifesto comunista (…). Il senso musicale di A-Ronne risiede nel rapporto che viene istituito fra un testo scritto e una grammatica di comportamento vocale\, fra una poesia che resta sempre fedele ai suoi vocaboli e una articolazione vocale che ne modifica continuamente il senso e gli aspetti referenziali. Avviene infatti che le due dimensioni (quella del testo scritto e quella del comportamento vocale) interagiscono in maniera sempre diversa producendo significati sempre nuovi. Ciò è del tutto analogo a quanto avviene nella musica vocale in genere e nella lingua di tutti i giorni\, dove il rapporto fra le due dimensioni (quella grammaticale e quella acustica) è sostanzialmente responsabile delle infinite possibilità del discorso e del cantare umani”. \n\n\n\nL’INCONTRO \n\n\n\nAlle ore 19\, al Mattatoio – La Pelanda il concerto viene preceduto dalla conversazione “Musica e scrittura”\, per il ciclo di incontri\, nell’ambito del Festival\, “Prospettive della composizione oggi” coordinato da Fabrizio Nastari. Il compositore Francesco Antonioni e lo scrittore Mauro Covacich si interrogano sul ruolo della scrittura musicale oggi\, sul suo rapporto con la scrittura letteraria e sul ruolo che ha oggi la scrittura come forma artistica.  \n\n\n\nGLI ALTRI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL FINO A DOMENICA 30 NOVEMBRE \n\n\n\nVenerdì 28 novembre al Mattatoio di Roma – La Pelanda (ore 18 e 21)\, La Légende d’Eer storica composizione del 1977 di Iannis Xenakis\, viene presentata come opera audiovisiva performativa e installativa progettata dal centro Tempo Reale di Firenze. L’installazione viene posta al centro di uno spazio non direzionato e diffonde la musica del grande compositore greco rielaborata in live electronics per una speciale tipologia di performance. La serata viene preceduta alle ore 19 dall’incontro “Xenakis e altre storie di musica elettronica” che approfondirà il lavoro per Le légende d’Eer e darà una panoramica sulle ricerche e attività di diffusione della musica elettronica portate avanti da Tempo Reale\, fondato da Luciano Berio nel 1987 e oggi attivo in campo nazionale e internazionale. Partecipano Agnese Banti\, Luigi Ceccarelli\, Federico Di Santo\, Francesco Giomi \n\n\n\nSabato 29 novembre al Teatro Studio Gianni Borgna del Parco della Musica (ore 21)\, sarà la volta del Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tonino Battista\, che al termine del workshop di composizione “De Musica” tenuto quest’anno da Marco Stroppa\, dedicherà al maestro il tradizionale concerto monografico\, realizzato in coproduzione con la Fondazione Musica per Roma. Docente alla Musikhochschule di Stoccarda\,Stroppa è fra le figure più importanti per la ricerca sul suono in relazione all’elettronica\, alla spazializzazione e ai processi percettivi.  \n\n\n\nLuciano Berio è di nuovo presente con il concerto al Mattatoio di Roma – La Pelanda di domenica 30 novembre (ore 21) del Quartetto Fabrik\, dinamica formazione proveniente da Francoforte\, che presenta il suo Sincronie\, monumentale lavoro degli anni ’60\, insieme a composizioni di Rebecca Saunders\, Clara Iannotta\, Mauro Cardi e Aldo Clementi. \n\n\n\nOltre a Berio\, nel 2025 ricorre il centenario della nascita di Aldo Clementi\, figura centrale dell’avanguardia musicale del dopoguerra e tra i fondatori di Nuova Consonanza. L’Associazione gli dedica due giornate di studi (il 29 e 30 novembre al Mattatoio – La Pelanda) con interventi e una tavola rotonda che coinvolgono studiosi e critici musicali. Il programma prevede anche la proiezione del film sperimentale Kappa (copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale)\, con musiche di Clementi\, e due intermezzi musicali dedicati alla sua opera pianistica (con Roberto Prosseda e Andrea Mariani). Dal 29 novembre fino a fine Festival\, visitabile anche la mostra Collage romani per Aldo Clementi\, nata da un seminario-laboratorio condotto da Daniela Tortora con gli studenti di Musicologia del Conservatorio di Roma. Attraverso foto\, locandine\, programmi\, libri\, riviste e partiture\, la mostra evoca la dimensione visiva e pittorica tanto presente nello spazio sonoro di Clementi. \n\n\n\nTutto il programma del festival su www.nuovaconsonanza.it \n\n\n\nIl 62° festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo e Direzione generale Biblioteche e istituti culturali\, della Regione Lazio – Fondo Unico Spettacolo dal Vivo 2025; INPS – Fondo PSMSAD. \n\n\n\nIl festival\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl 62° Festival di Nuova Consonanza è realizzato in collaborazione Accademia di Francia a Roma Villa Medici\, Accademia tedesca Roma Villa Massimo\, Azienda Speciale Palaexpo – Il Mattatoio Roma\, Cineteca di Bologna\, Ensemble Modern Patronatsgesellschaft e.V\, Festival Resis de A Coruña\, Fondazione Isabella Scelsi\, Fondazione Musica per Roma\, Fondazione Roma Tre – Teatro Palladium\, Fondazione Teatro Vespasiano\, Roma Sinfonietta\, Tempo Reale \n\n\n\nMedia Partnership Rai Radio 3 \n\n\n\nInfo Nuova Consonanza\, tel. 06 3700323 (whatsapp) / www.nuovaconsonanza.it  / info@nuovaconsonanza.it \n\n\n\nBiglietti: intero 15 €\, ridotto 10 €. Ingresso gratuito per gli incontri\, il convegno e la mostra \n\n\n\nLuoghi dei concerti \n\n\n\nMattatoio di Roma – La Pelanda \n\n\n\npiazza Orazio Giustiniani 4 \n\n\n\nmetro B Piramide / autobus 280\, 23\, 30\, 3\, 170\, 718\, 719\, 775 \n\n\n\narea di parcheggio per i mezzi privati \n\n\n\nAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone \n\n\n\nviale Pietro de Coubertin 30 \n\n\n\ntram 2 / autobus 168\, 910\, 982\, nd3 n3s \n\n\n\nArea di parcheggio per i mezzi privati
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SUMMARY:"GALASSIA ANDROMEDA 25: MASCHIO CERCASI" al Teatro dell Muse
DESCRIPTION:E’ il titolo di una originale e divertente commedia che andrà in scena al Teatro delle Muse in Roma dal 27 novembre al 7 dicembre 2025.  \n\n\n\nScritta nel 2013 da Sergio Iovane\, Mario Moretti e Salvatore Scirè (senza l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale\, come tengono a precisare gli Autori!!!!!)\, la nostra storia si svolge su Mitras\, un pianeta situato nella Galassia Andromeda 25\, a soli 300 anni luce dalla Terra. Si dà il caso che il corpo celeste sia abitato da sole donne\, in realtà provenienti dalla Terra\, da cui erano fuggite qualche tempo fa. Molto evolute in campo scientifico\, le mitrasiane si riproducono per clonazione. Però\, manca loro qualcosa: infatti non conoscono la passione\, le scintille amorose\, la gelosia; non sanno neppure chi sia Cupido!!!!!  \n\n\n\nCosì la regina decide di mandare una missione sulla Terra con l’ordine di prelevare una coppia di terrestri e condurli a Mitras anche con la forza\, con l’intento di studiare da vicino i loro comportamenti e soprattutto di capire come si riproducono!  \n\n\n\nOvviamente\, le due cavie intergalattiche reagiranno con energia a goffi e imbarazzanti tentativi scientifici\, i quali\, purtroppo\, non daranno risultati concreti; e così\, la storia subirà una svolta inattesa\, che porterà a conseguenze impensabili. Tra duetti spaziali\, scene corali esilaranti e sketches comici ai limiti dell’assurdo\, la monotonia del pianeta Mitras si incrina e l’amore si affaccerà all’orizzonte galattico. Persino Ella\, l’intransigente regina\, comincerà a sognare vere emozioni!  \n\n\n\nLe musiche originali di Evandro Mariucci e le coreografie di Rachele Marchegiani arricchiscono i passaggi più importanti della commedia e accompagnano lo spettatore fino al finale inatteso e coinvolgente.  \n\n\n\nMarina Vitolo\, con la sua strepitosa verve partenopea\, darà vita a una travolgente regina Ella. Accanto a lei un gruppo di bravissimi attori: Valentina Bernardini\, Carlotta Galmarini\,  Fabrizio Ginocchi\, Gloria Macchia\, Roberta Pinto e Edoardo Valeriani\, daranno vita ad altrettanti personaggi originali e divertenti. Il tutto con la preziosa collaborazione delle ballerine della Scuola di ballo Danzarmonia.  \n\n\n\nAlla regia di questo complesso e magico meccanismo Paolo Mellucci: un nome una garanzia! \n\n\n\nI costumi sono di Emiliana Di Rubbo. Aiuto regia Flavia Di Domenico   \n\n\n\nOrari: giovedi e venerdi ore 21\, sabato ore 17 e 21\, domenica ore 18 \n\n\n\nAssociazione Culturale Punto & Virgola \n\n\n\nPer Info e prenotazioni: teatropunto&virgola@gmail.com \n\n\n\nWhatsapp 351.3005683
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SUMMARY:50 anni del Teatro del Buratto
DESCRIPTION:Il Teatro del Buratto festeggia a fine novembre cinquant’anni di attività\, confermandosi punto di riferimento del teatro per l’infanzia e la gioventù in Italia. Nata a Milano il 28 novembre 1975 grazie a Tinin Mantegazza\, Velia Mantegazza e Jolanda Cappi\, la compagnia si è da sempre posta l’obiettivo di nobilitare e rinnovare il teatro italiano destinato ai più giovani\, contribuendo a diffondere una cultura teatrale di qualità\, capace di dialogare con le nuove generazioni. \n\n\n\nUNA MOSTRA\, UN LIBRO\, L’ARCHIVIO STORICO E IL DEBUTTO DI TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nPer celebrare questa importante ricorrenza\, il Buratto ha in programma un evento speciale che si svolge il 28\, 29 e 30 novembre 2025 al Teatro Munari. Tre giorni di festa pensati per ripercorrere la storia di una compagnia\, ma anche un’occasione per guardare al futuro con rinnovata energia e creatività. Un evento aperto alla città\, dedicato a famiglie\, scuole\, operatori culturali e a tutti coloro che riconoscono nel Teatro del Buratto un patrimonio di cultura e immaginazione. \n\n\n\nLa serata inaugurale\, venerdì 28 novembre (su invito)\, è riservata alle istituzioni e agli ospiti della compagnia (attori\, amici\, compagni di strada). Sul palco interventi di Alberto Bentoglio\, Silvio Oggioni\, Claudia Canella intercalati da brevi proiezioni di alcuni spettacoli. Un saluto di Velia Mantegazza e una dedica di Renata Coluccini a Jolanda Cappi (che non potrà essere presente. Giangilberto Monti regalerà al pubblico una canzone estratta dal suo nuovo spettacolo che debutterà a primavera del prossimo anno. \n\n\n\nSaranno inoltre presentati due importanti strumenti di memoria e valorizzazione: il libro Utopia di un Teatro\, ricco di testimonianze\, racconti e materiali inediti che ripercorrono mezzo secolo di attività e l’Archivio Storico del Buratto\, un percorso digitale\, documentale e video\, pensato per le nuove generazioni di studiosi\, operatori e anche appassionati. \n\n\n\nSabato 29 e domenica 30 novembre (ore 16.30) debutterà la nuova produzione Teresa che catturò il buio\, scritto e interpretato da Jessica Leonello e Roberto Capaldo. Per l’occasione si potranno acquistare i biglietti a un prezzo speciale di 5\,00 euro. \n\n\n\nInfine\, il pubblico potrà visitare gratuitamente la mostra che ripercorre le tappe fondamentali della storia del Buratto\, accompagnata da performance dal vivo con gli attori della compagnia\, che per tre giorni (28-29-30 novembre) offriranno ai visitatori un’esperienza immersiva che celebra il passato e il presente del teatro per l’infanzia. La mostra rimarrà aperta fino a Natale nei fine settimana\, in concomitanza con gli spettacoli\, permettendo così a un pubblico più ampio di conoscere la sua storia. \n\n\n\n28 novembre 2025 | Ingresso su invito \n\n\n\n29-30 novembre ore 16.30 | Debutto TERESA CHE CATTURÒ IL BUIO \n\n\n\nBiglietto scontato a 5\,00 euro per i due spettacoli \n\n\n\nMostra/performance e Atelier per bambini: 15.30-18.30 \n\n\n\nMostra_ 50 anni del Teatro del Buratto | 28 ottobre (inaugurazione) – 20 dicembre 2025. Orario sabato e domenica: 15.30-18.30 \n\n\n\nLibro_ Utopia di un Teatro| In vendita presso il Teatro Bruno Munari e sul sito de Buratto (20\,00 €)
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SUMMARY: "Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio" al Museo Alto Garda di Riva del Garda
DESCRIPTION:Dopo diciassette anni di ricerca tra le vette e le ferite del paesaggio alpino\, dal 29 novembre 2025 al 14 giugno 2026\, Claudio Orlandi porta al Museo Alto Garda di Riva del Garda il corpus completo di Ultimate Landscapes\, progetto fotografico d’arte che indaga la metamorfosi dei ghiacciai in un tempo di crisi climatica. Un racconto visivo che attraversa le Alpi dal Presena alla Marmolada\, trasformando i segni dell’uomo – i teli geotessili stesi a protezione del ghiaccio – in simboli di un gesto ambivalente\, sospeso tra cura e accanimento\, tra difesa e illusione. \n\n\n\nCon la curatela di Matteo Rapanà e Alessia Locatelli\, in occasione dell’Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai\, il Museo Alto Garda dedica così all’artista romano la mostra “Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio”\, accogliendo nella Pinacoteca del museo e per la prima volta in un’istituzione pubblica l’intera produzione del progetto\, articolata in tredici serie fotografiche che raccontano un viaggio durato quasi due decenni. \n\n\n\nSin dal 2008 Orlandi esplora i ghiacciai delle Alpi costruendo un linguaggio che fonde documentazione e visione estetica. Le sue immagini non si limitano a registrare il ritiro del ghiaccio\, ma ne svelano la complessità attraverso dettagli che diventano materia narrativa: pieghe\, strappi\, cuciture dei teli artificiali si confondono con la trama naturale del ghiaccio\, generando forme quasi astratte\, ma intrise di senso. In questi paesaggi estremi\, ciò che emerge è la fragilità del rapporto tra uomo e natura\, la tensione tra conservazione e controllo\, tra la volontà di salvare e quella – forse inconsapevole – di perpetuare un modello non più sostenibile. \n\n\n\nIl percorso espositivo restituisce la profondità di questa ricerca\, in cui ogni serie diventa un capitolo autonomo di un racconto in continua evoluzione. Dal Rhonegletscher svizzero allo Stelvio\, fino alla recente salita in Marmolada\, “Regina delle Dolomiti”\, Orlandi cattura la trasformazione del paesaggio alpino con un linguaggio di malinconica bellezza. Nei suoi scatti\, la luce disegna trame mutevoli\, i teli si ripiegano come sudari\, la montagna respira e si ritrae\, lasciando intravedere la fine di un’era. Come ha scritto Maria Fratelli\, “sono sudari” – veli di una memoria che si scioglie. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nel percorso di riflessione che il Museo Alto Garda dedica alle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee. “I musei oggi sono luoghi di dialogo e di interpretazione del presente – affermano i curatori – capaci di interrogare la realtà e di immaginare il futuro. Il progetto di Orlandi ci invita a fermarci\, a osservare\, a interrogarci su quale modello di sviluppo vogliamo per la montagna e per il pianeta che abitiamo”. \n\n\n\nCon Ultimate Landscapes la fotografia si fa linguaggio etico\, strumento di conoscenza e di partecipazione\, capace di tradurre l’urgenza ambientale in esperienza emotiva. Ogni immagine diventa una soglia\, un varco tra la bellezza e la perdita\, tra la forza della natura e la vulnerabilità dell’uomo. E in questa sospensione – tra ciò che resta e ciò che si scioglie – si apre lo spazio di una consapevolezza nuova: il paesaggio\, ultimo\, è anche il primo segno del nostro futuro. \n\n\n\nIn occasione della mostra\, la narrazione fotografica di Claudio Orlandi incontra l’installazione sonora creata dal sud designer Alessio Mosti che si fa “voce” dello stesso ghiacciaio\, suono fisico dello sgretolamento registrato\, ripetuto e reso musica. Per la composizione del sound Katabasis\, Alessio Mosti ha utilizzato dei campionamenti sonori rilevati in Antartide relativi al collasso delle piattaforme di ghiaccio\, fenomeno ormai conosciuto come calving: il materiale sonoro è stato rielaborato\, manipolato \n\n\n\nInaugurazione: sabato 28 novembre 2025\, ore 18:00Periodo di apertura: 29 novembre 2025 – 14 giugno 2026Orari e biglietti: intero €5 – ridotto €4Info: info@museoaltogarda.it – www.museoaltogarda.it – 0464 573869
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SUMMARY:"UOMINI O CAPORALI" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 novembre il palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio accoglie  UOMINI O CAPORALI\, spettacolo di e con Francesco Stella\, diretto da Nicola Pistoia. \n\n\n\nUomini o caporali è un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino\, attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, partendo dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia fino alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor con quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane. Tra dialoghi intensi e cambi di registro narrativo\, la pièce alterna scene di profondo realismo a momenti poetici\, illuminando il potere della dignità e dell’amore come strumenti di resistenza. Il gioco nazionale indiano del kabaddi diventa metafora di sopravvivenza\, trasformandosi nel respiro stesso di chi lotta per restare umano in un sistema che tenta di disumanizzarlo. \n\n\n\nUomini o caporali vuole sensibilizzare il pubblico su un fenomeno spesso taciuto o poco conosciuto\, il caporalato\, mostrando il lato umano delle vittime di questo sistema. La pièce denuncia\, educa e offre uno spunto di riflessione profondo sulla responsabilità collettiva che tutti condividiamo come consumatori\, cittadini e membri di una società globalizzata. L’allestimento è minimalista\, con un uso evocativo delle luci e dei suoni per sottolineare i momenti più intensi. La voce dell’attore\, i silenzi e le pause dialogano con gli effetti sonori\, rendendo il pubblico testimone diretto di un’esperienza tanto crudele quanto universale.i \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e sabato ore 20 \n\n\n\nDomenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Il principe dei sogni belli" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Dal 28 al 30 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo arriva\, per la prima volta a Roma\, Il principe dei sogni belli\, testo scritto da Tobia Rossi– giovane autore molto attento ai temi dell’inclusione e della diversity – einterpretato da Noemi Francesca e Riccardo Festa. Una favola amara sul desiderio\, la paura e la crescita. Regia e luci di Pierpaolo Sepe. \n\n\n\nIn un McDonald’s ai margini di una cittadina di provincia\, in un pomeriggio che cambierà per sempre tre vite\, Elio – un padre di mezza età – incontra Dragon\, ventenne dai capelli azzurri. Non cerca qualcosa per sé\, ma per suo figlio Bruno (Joshi)\, autistico e chiuso al mondo\, che desidera con urgenza il suo primo rapporto sessuale. Lo vuole solo con Dragon\, identico al protagonista del suo manga preferito. \n\n\n\nDa questo accordo\, fragile e controverso\, prende forma un dramma intimo che interroga desiderio\, paura e responsabilità genitoriale. Dialoghi tesi e situazioni al limite svelano la complessità dei legami umani e il peso delle menzogne che ci educano e ci definiscono. Non solo uno spettacolo\, ma uno specchio che ci costringe a guardare le contraddizioni che attraversano la nostra società. \n\n\n\nNote di regia – Il principe dei sogni belli sembra quasi il titolo di una fiaba\, oppure di un fumetto\, o ancora di un romanzo di avventura; comunque di una storia in grado di rimandare ad una certa rappresentazione che del reale non sia solo lo specchio\, bensì l’evocazione di un suo raddoppiamento. Che cosa di un testo teatrale non si vede? Che cosa di un personaggio\, di una storia\, di un conflitto resta per lo più fuori campo?  In realtà è il titolo di un testo scritto da Tobia Rossi\, giovane autore fresco vincitore del premio Carlo Annoni.  Il tema controverso e spesso poco indagato della scoperta della sessualità nei ragazzi disabili è solo una delle possibili prospettive di sguardo su questa vicenda\, la più immediata\, che ci investe con tutta la sua necessità e che tocca un tema politico e comunitario. Ma è chiaro fin da subito che in gioco ci sono altri elementi\, altrettanto politici\, altrettanto incandescenti\, che tracciano una linea di continuità tra lo spaesamento di una generazione di adulti nei confronti di una nuova generazione\, quella dei figli\, che non comprendono e con cui non riescono a comunicare\, fino alla totale mercificazione del piacere\, alla sua trasformazione in un bene acquistabile e dunque misurabile\, passando per l’abisso del linguaggio e la sua parcellizzazione e sclerosi.  \n\n\n\nDomenica 30 novembre\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Laura Palmieri\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\n—————————————— \n\n\n\nPierpaolo Sepe comincia a lavorare come aiuto regia di Giancarlo Sepe con lo spettacolo Processo a Gesù di Diego Fabbri. Nel 1991 inizia la sua attività di regista teatrale e da allora firma oltre sessanta regie. Nel 1997 incomincia la sua collaborazione con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli\, con il quale ha messo in scena numerose produzioni tra le quali Finale Di Partita di Samuel Beckett\, Edoardo II di Christopher Marlowe\, 4.48 Psychosis di Sarah Kane\, Per Un Pezzo Di Pane e Il Soldato Americano di Rainer Werner Fassbinder. Nel 2007 partecipa alla Biennale Teatro di Venezia con Il Feudatario di Goldoni\, riscritto da Letizia Russo. Nel 2013 dirige Maria Paiato nella Medea di Seneca. Nel 2015 torna a lavorare sul teatro di Sarah Kane mettendo in scena Crave al Napoli Teatro Festival. Premi: 2005 Premio Flaiano Miglior Regista Teatrale; 2012 Premio Nazionale della Critica come miglior spettacolo con Le cinque rose di Jennifer. \n\n\n\nIl Teatro Biblioteca Quarticciolo è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. La programmazione artistica e culturale è affidata all’RTI costituito da Cranpi e Orbita | Spellbound Centro Nazionale di produzione della Danza. La programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR. \n\n\n\n_______________________Prossimi spettacoli \n\n\n\n13 dicembre ore 20:30 – 14 dicembre ore 17 \n\n\n\nDario De Luca \n\n\n\nIL VANGELO SECONDO ANTONIO \n\n\n\nPer info e prenotazioni \n\n\n\npromozione.tbq@cranpi.com
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“Basso napoletano” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 28 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Basso napoletano”\, una produzione Le belle bandiere con Marco Sgrosso (elaborazione drammaturgica\, mise en espace e voce) Felice Del Gaudio (contrabbasso).       Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. \n\n\n\n«“Basso Napoletano” nasce da un’antica voglia di collaborazione\, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice – racconta l’autore Marco Sgrosso – Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una ‘napoletanità’ primitiva\, a tratti brutale e anche scurrile. Nell’elaborazione drammaturgica\, ho attinto per frammenti – uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo – ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani a Totò e Roberto De Simone\, da Ferdinando Russo e Angelo Manna ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato\, strizzando l’occhio ai testi di canzoni celebri\, reinterpretandone liberamente parole e suoni nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno inquieto di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa\, attraversando alcuni ‘topos’ classici della drammaturgia e della cultura partenopea: le sopraffazioni\, le imprecazioni\, la preghiera\, il sogno che diventa incubo\, le serenate romantiche\, l’amore mercificato\, il sonno malato e indolente. E trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma ‘guastata’ dalla guerra\, che cerca un risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte’. Lo spettacolo è nato come dedica a Leo de Berardinis\, indimenticabile maestro e compagno di strada». \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità.
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SUMMARY:"Piedi Nudi e Parole Crude" alla "Città Visibile"
DESCRIPTION:Maria Concetta Borgese e Guido Lomoro\, dopo il grande successo della scorsa stagione\, tornano venerdì 28 novembre all’Auditorium Municipale Pasquale De Angelis (Via Renato Cesarini\, 2 – VIII Municipio) con Piedi nudi e parole crude\, uno spettacolo che intreccia poesia\, danza e musica in un’unica\, intensa narrazione emotiva. \n\n\n\nLa nuova versione porta con sé una sorpresa: accanto ai testi di Antonio Veneziani\, trovano spazio anche versi originali firmati da Borgese e Lomoro. Sul palco\, le parole crude di un poeta e i piedi nudi di una ballerina si incontrano per raccontare una storia vera\, vibrante\, capace di toccare le corde più intime dello spettatore. \n\n\n\nUno spettacolo da non perdere per chi ama l’arte che nasce dal corpo\, dalla voce e dall’anima.  \n\n\n\nUn dialogo nell’empatia e nella simbiosi. Quello tra il poeta con le sue parole crude e la ballerina con i suoi piedi nudi. \n\n\n\nIl poeta che “non accetta lezioni di vita”\, che è “solo\, sempre maledettamente solo”\, “inaccessibile anche al vento più insistente\, ma che sa di meritare “un po’ di tenerezza” e che decide “di accogliere un sorriso\, così come il pianto accolsi alla mia prima nascita” \n\n\n\nIn un vortice di parole poetiche e movimento uniti in un’unica armonia che va a fondersi con la musica si snoda il tutto. Ecco che vanno a toccarsi le corde più profonde ed estreme di due anime\, bisognose l’una dell’altra\, complici nell’esplorare tutte le sfumature del pensiero e dell’esistenza\, nell’affondare se stesse in tutti i colori\, dai più tetri ai più sorridenti\, del percorso umano. Anime complici fino allo spasimo perché intrise di reciproca fiducia. \n\n\n\nLa consapevolezza di sé\, dei propri limiti ma anche delle proprie possibilità. L’accettazione dell’altro guardando a sé stessi con severa magnanimità. L’esplorazione di spiragli di vita. La costruzione di un futuro fragile ma ricco di sé stessi. Il tentativo di camminare insieme per sempre. \n\n\n\nMa anche di saper percorrere in solitudine il proprio cammino. Sempre con la certezza che l’alito dell’altro saprà scaldare i propri passi. Una storia vera che\, proprio perché così profondamente mescolata al sangue e alla carne di ognuno\, non poteva che essere raccontata con le parole della poesia. E con quelle del corpo. \n\n\n\nInfo: \n\n\n\nIngresso agli spettacoli: gratuito\, fino a esaurimento posti  \n\n\n\ninfo@lacittavisibile.com / 334.20.22.448 (solo whatsapp)
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LOCATION:Auditorium Municipale Pasquale De Angelis\, Via Aldo Ballarin snc\, Roma\, ITA\, 00142\, Italy
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SUMMARY:"14 Agosto" al festival Il Respiro del Pubblico a Firenze
DESCRIPTION:Può il teatro competere con l’intelligenza artificiale nel raccontare l’essere umano?  14 Agosto\, la nuova produzione della compagnia Teatro dei Lupi\, offre una risposta – o forse pone la domanda – in prima nazionale il 28 novembre 2025 al festival Il Respiro del Pubblico di Firenze: scritto e diretto da Alberto Corba\, lo spettacolo immagina un futuro così vicino da sembrare presente\, dove realtà e finzione si confondono e l’IA diventa specchio dell’umanità\, tentando di riprodurne emozioni\, fallimenti e fragilità. \n\n\n\nCorba mette in dialogo due strumenti opposti: il teatro\, antico quanto il mondo\, e l’intelligenza artificiale\, giovane e in continua crescita. Da questa unione nasce un’esperienza scenica che indaga se sia possibile comprendere il futuro e\, forse\, smettere di temerlo. Protagonisti dello spettacolo sono Miki e Davide – interpretati da Michelangiola Barbieri Torriani e Davide Benaglia – attrice e drammaturgo\, coppia nella vita e nel lavoro\, impegnati nella ricerca di un linguaggio capace di coniugare urgenza artistica e dialogo col pubblico. Quando i due decidono di integrare l’IA nel processo creativo\, i confini tra realtà e finzione si sfumano: il successo travolge\, ma la perfezione del meccanismo rivela presto le sue crepe. \n\n\n\n14 Agosto diventa così un racconto di emozioni\, fallimenti\, tradimenti e conseguenze inevitabili\, dove la fallibilità umana si misura con la logica implacabile dell’algoritmo. Attraverso una scrittura che alterna rigore scientifico e riflessione filosofica\, Corba esplora la paura del futuro e la progressiva perdita di umanità nel presente\, segnato da crisi climatiche\, instabilità politica e incertezze globali. Il pubblico diventa così testimone di un esperimento scenico che mette in discussione conoscenza\, controllo e sensibilità. \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: +39 3923034894 telefono/Whatsapp / info@cantiereobraz.it o su https://cantiereobraz.it/il-respiro-del-pubblico-festival/ 
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SUMMARY:"Acido" all'Ar. Ma Teatro
DESCRIPTION:Farfalla di Giada presenta il dramma intenso e attuale “Acido”\, scritto da Enza Li Gioi e interpretato da Eleonora Manara. Lo spettacolo debutta il 28 Novembre alle ore 21:00 presso l’Ar.Ma Teatro in Via Ruggero di Lauria 22\, Roma\, offrendo una profonda riflessione sul ruolo della donna nella storia\, nell’arte e nella letteratura. \n\n\n\n“Acido” racconta la storia di una donna legata da molti anni a un uomo mediocre\, infedele e indifferente. Dopo essere stata lasciata\, la donna inizia una nuova relazione con un uomo che la rende felice. L’ex\, pur avendo una nuova compagna e un figlio\, continua a controllare la sua vita. Di fronte a questa situazione\, l’ex reagisce sfigurandola con l’acido. \n\n\n\nRicoverata in una clinica per la ricostruzione plastica e privata anche della vista\, la protagonista riflette sulla sua vita\, sulla condizione femminile e sull’ancestrale conflitto tra maschile e femminile\, chiamando in campo il ruolo delle donne nella storia\, nell’arte e nella letteratura. \n\n\n\nLo spettacolo vanta la regia di Tiziana Biscontini e vede la partecipazione amichevole di Biancamaria Toccagni. Gli interpreti LIS (Lingua dei Segni Italiana) sono Michela Ortolani e Thomas Buhling. \n\n\n\n• Regia: Tiziana Biscontini \n\n\n\n• Costumi: Valentina Ciaralli \n\n\n\n• Make-up Artist: Isabella Morelli \n\n\n\n• Interpreti LIS: Michela Ortolani e Thomas Buhling \n\n\n\n“Acido non è solo un racconto di violenza\, ma un viaggio intimo nella psiche di una donna che\, pur privata di tutto\, ritrova la forza nella sua stessa condizione e nella storia delle donne che l’hanno preceduta. Le sue riflessioni la condurranno a una decisione coraggiosa e davvero insolita\,” ha dichiarato un rappresentante della produzione Farfalla di Giada. \n\n\n\nFarfalla di Giada è la compagnia di produzione che sostiene progetti teatrali e artistici volti a esplorare tematiche sociali e umane con particolare attenzione alla condizione femminile e all’innovazione scenica. \n\n\n\n• Telefono (Ar.Ma Teatro):  \n\n\n\n06 51964061 \n\n\n\n• Email (Ar.Ma Teatro): infoarmateatro@gmail.com
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SUMMARY:"PALLAKSCH" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:l TeatroBasilica presenta la rassegna PALLAKSCH\, curata da Pallaksch\, in programma dal 28 al 30 novembre 2025. Tre giornate di teatro contemporaneo che attraversano linguaggi diversi – ritualità musicale\, sperimentazione digitale e introspezione personale – con spettacoli capaci di sorprendere\, coinvolgere e spiazzare. \n\n\n\nProgramma della rassegna: \n\n\n\n\n28 novembre\, ore 21.00 – Ghost Track – Techno-racconti da una provincia fantasmaDaniele Turconi\, Gianluca Agostini | Coproduzione: Qui e Ora\, Tib Teatro\, PallakschUn viaggio tra narrazione breve e musiche elettroniche\, dove cinque personaggi ai margini prendono vita in un universo sospeso tra realtà\, fantasia e club culture.\n\n\n\n29 novembre\, ore 21.00 – Il teatropostaggio da un milione di dollariGiacomo Lilliù\, Pier Lorenzo Pisano | Produzione: PallakschUna performance digitale su Telegram che trasforma Goldoni in selfie\, gif\, emoji e meme\, creando un’esperienza teatrale imprevedibile e ironica.\n\n\n\n30 novembre\, ore 16.30 – Tremenda insufficienza dei nostri cuoriArianna Primavera | Produzione: PallakschMonologo intimo e dissacrante sulla fatica emotiva di vivere\, tra ironia\, malinconia e ricerca di equilibrio in un mondo disfunzionale.\n\n\n\n\nAllegate trovate il comunicato stampa completo e alcune immagini di scena per approfondire. \n\n\n\nVi aspettiamo al TeatroBasilica
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SUMMARY:"VARIAZIONI ERNAUX" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 28 al 30 novembre al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo VARIAZIONI ERNAUX dall’opera letteraria di Annie Ernaux\, da un’idea di Francesca Fava\, drammaturgia e interpreti Francesca Fava\, Arianna Ninchi\, Anna Paola Vellaccio. \n\n\n\n“Variazioni Ernaux. Je me souviens trois hommes” è nato dall’immersione delle tre protagoniste nella scrittura di Annie Ernaux\, premio Nobel 2022 “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui ha svelato le radici\, gli straniamenti e i vincoli collettivi della memoria personale”. Il primo esito di questo studio appassionato\, è stato un ciclo di letture sceniche a tre voci al Teatro Vascello di Roma per la rassegna Curiosità letterarie\, nell’aprile 2023\, in cui è stato restituito l’io intimo dell’autrice attraverso passaggi significativi da dieci suoi romanzi. Nel 2024\, al Florian Metateatro di Pescara\, il progetto si sviluppa in scrittura scenica focalizzandosi su tre libri: La donna gelata (2021)\, Passione semplice (2013)\, Il Ragazzo (2022). \n\n\n\nNe è emersa una biografia sentimentale\, segreta e tormentata\, una sorta di confessione \n\n\n\nche racconta l’innamoramento congelato nel matrimonio\, la dipendenza amorosa di una nuova struggente passione\, e la relazione anticonvenzionale con un giovane nella maturità della scrittrice. Sulla scena appaiono le tre età di una donna: una donna che ricorda i suoi uomini. Le storie si intrecciano in un unico ambiente: le stanze della memoria. Qui abitano le interpreti\, senza mai uscire di scena e costruendo rapporti strettamente legati al dispositivo temporale: la più giovane (Arianna Ninchi)\, cioè la protagonista nel passato\, non vede le altre due\, che sono il suo futuro; la mediana (Francesca Fava) non vede la più grande (Anna Paola Vellaccio)\, che invece si relaziona ad entrambe. \n\n\n\nLo spettacolo ha debuttato al Teatro San Leonardo di Viterbo per il Festival Quartieri dell’Arte il 29 settembre 2024 e a Genova al Teatro della Tosse il 12 e 13 ottobre.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Il Frigo" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Uno dei testi teatrali più apprezzati di Copi\, tra i grandi autori omaggiati dall’ottava stagione dell’OFF/OFF Theatre\, è senza dubbio Il Frigo\, portato in scena da Andrea Adriatico che dirige un’ipnotica Eva Robin’s\, protagonista assoluta di una pièce che riempie le sale d’Italia da vent’anni. Un anniversario che sarà festeggiato sul palco\, con un ritorno per la prima volta sotto i riflettori di via Giulia da venerdì 28 a domenica 30 novembre. Un’occasione unica per rivedere un’opera senza tempo o per farla scoprire alle nuove generazioni che amano il teatro.  \n\n\n\nLe scene e i costumi sono firmati da Andrea Cinelli con la consulenza di Maurizio Bovi e il repertorio vintage di A.N.G.E.L.O.\, spettacolo realizzato con il sostegno del Comune di Bologna – Regione Emilia Romagna\, MiC. \n\n\n\nIl frigo è tra i testi teatrali più vorticosi di Copi\, dove si ritrovano concentrati tutti i suoi temi e le sue manie\, a cominciare dai sessi indefiniti e dalle violenze a ripetizione\, sullo sfondo dell’incommensurabile solitudine di una donna chiusa in casa\, che inganna le sue fobie e le sue angosce immaginando personaggi a ripetizione che la vengano a trovare. A incarnare l’eroina di questa strana opera è Eva Robin’s. Ironica\, affascinante\, cinica: così Eva si presenta in scena\, con un monologo che sembra scritto appositamente per lei\, in un vorticoso crescendo di parole e situazioni da fumetto tragicomico come in un trip lisergico. \n\n\n\nNel Frigo c’è tutta la teatralità cinica e pungente del grande autore franco-argentino\, morto di Aids nel 1987\, celebre per i fumetti della Donna Seduta e per la sua capacità di ridere con sprezzante ironia delle disgrazie e delle ingiustizie della commedia umana. Alla sua opera Teatri di Vita ha dedicato dal 2006 un progetto pluriennale che ha avuto già diversi esiti: spettacoli\, convegni e il libro Il teatro inopportuno di Copi a cura di Stefano Casi (ed. Titivillus)\, primo volume di studi su di lui\, mai pubblicato in tutta Europa.
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LOCATION:OFF/OFF Theatre\, Via Giulia\, 20\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Ferdinando" al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Ferdinando è un classico del teatro italiano andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986 presso il Teatro Verdi di San Severo. Il testo\, in uno straordinario equilibrio tra ironia e dramma\, affronta temi come l’ipocrisia\, la seduzione\, la decadenza della nobiltà e la lotta per la sopravvivenza e si svolge tra l’estate e l’autunno del 1861\, all’indomani della caduta del Regno delle Due Sicilie.  \n\n\n\nNella villa decadente alle porte di Napoli appartenente alla baronessa Donna Clotilde\, fa il suo arrivo il giovane Ferdinando\, di una bellezza candida\, ambigua e conturbante. Il ragazzo riuscirà a conquistare lentamente tutti i protagonisti di questa affascinante storia\, intrecciando promiscue relazioni e facendo così scoppiare contraddizioni e rancori sopiti. \n\n\n\nL’autore Annibale Ruccello dichiara: «Ovviamente\, non mi interessava minimamente realizzare un dramma storico: accanto a questa lettura più palese e manifesta\, prende corpo l’analisi e il tentativo di messa in evidenza dei rapporti affettivi intercorrenti fra quattro persone in isolamento coatto. Gli odi\, i desideri\, le bramosie sessuali\, le vendette\, le sopraffazioni\, le tenerezze\, gli abbandoni\, fra quattro personaggi\, tutti perduti\, dannati da una storia diversa per ognuno\, ma sempre inclemente e perfida». \n\n\n\nUn testo potente e originale\, tra dialetto napoletano e italiano\, che si muove su più livelli tematici e diversi registri di linguaggio. Un intrigante\, seducente e divertente racconto\, colmo di colpi di scena che tiene fino alla fine con il fiato sospeso.  \n\n\n\nRegia – FELICE DELLA CORTE – Con: ROBERTO D’ALESSANDRO\, STEFANIA GRANIERO\, MARIKA DE CHIARA\, ANDREA GAROFOLI \n\n\n\nVenerdì e Sabato ore 21\,00 – Domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti: Intero 20\,00 – Ridotto 15\,00  \n\n\n\nInfo e Prenotazioni Biglietteria Teatro Marconi 06 594 3554 – info@teatromarconi.it \n\n\n\nhttps://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8070&layout=extern&idStruttura=15
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LOCATION:Teatro Marconi\, Viale Guglielmo Marconi\, 698e\, Roma\, Italia
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