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SUMMARY:“Ho rapito Paolo Mieli” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Apre la Stagione Teatrale 2025-26 “Poetica” di Fortezza Est Diego Frisina con lo spettacolo “Ho rapito Paolo Mieli”\, che dopo il successo dello scorso anno torna in scena dal 6 all’8 novembre con il suo esilarante e surreale monologo da lui scritto e interpretato\, diretto insieme a Mario Pizzuti. Una satira irriverente e geniale che la scorsa stagione ha conquistato l’entusiasmo di pubblico e critica attraverso una performance unica e brillante capace di accendere riflessioni sull’attualità dei nostri tempi.  \n\n\n\nDiego Frisina è un giovane uomo dall’acuto senso critico che cerca costantemente di ampliare e    integrare la sua visione del mondo. Un giorno\, sopraffatto dal senso di impotenza di fronte alla faziosità dei mezzi di informazione e spaventato dalla prospettiva di una nuova guerra mondiale\, decide di compiere un gesto estremo: rapire il noto giornalista Paolo Mieli. Le difficoltà che      incontrerà come novello terrorista saranno diverse e impreviste: dal trovare un modo di far           pervenire le sue ragioni ai mezzi di informazione\, a come preparare un cappuccino alla soia per far fronte all’intolleranza al lattosio di Paolo Mieli. \n\n\n\nLe cose prenderanno una piega imprevista quando\, a seguito di una incontrollata reazione geopolitica\, il rapimento di Paolo Mieli porterà il mondo sulle soglie di un conflitto mondiale. Diego\, nel tentativo di arrestare l’escalation militare da lui accidentalmente innescata\, scoprirà il sordido intreccio che lega la stampa al potere politico e finanziario. \n\n\n\nLa spaccatura è specialmente evidente nei mezzi di informazione\, siano essi giornali o trasmissioni televisive. In reazione a questo sistema\, che non è così improprio definire corrotto\, è stato pensato e scritto questo spettacolo. Anche se pensato non è la parola adatta: il testo si è formato nell’organismo del suo autore come una reazione immunitaria ad un corpo estraneo; un corpo estraneo che i più non faticheranno ad identificare anche dentro sé: un profondo senso di sfiducia\, di assenza di prospettive e rappresentanza\, la disarmante sensazione di essere costantemente manipolati\, dirottati\, ingannati\, mentre il mondo galoppa verso un disfacimento che sembra inarrestabile. \n\n\n\n“Paolo Mieli mi guarda\, io lo guardo. Mi chiede cosa voglio\, gli rispondo -Giustizia-. Mi chiede se sono pazzo\, gli rispondo che non sono mai stato così lucido. Mi dice che ha paura\, gli dico che fa bene\, la paura è una reazione adeguata. Lui si mette a singhiozzare e io sento una fitta al cuore\, evidentemente non l’ho indurito abbastanza\, avrei dovuto guardare più episodi di “Piazza Pulita””. \n\n\n\nCome si intuisce lo spettacolo è una satira oraziana\, dove il crescendo di assurdità delle vicende che vive il protagonista ha sempre lo scopo di smascherare alcuni aspetti della società occidentale contemporanea. Un one-man show che strizza l’occhio alla stand up comedy\, pur non rinunciando mai allo storytelling e ai diversi mezzi espressivi che il teatro offre per riuscire a veicolare contenuti ed esperienze. \n\n\n\nLo spettacolo è uno dei vincitori del bando “Pillole #tuttoin12minuti” 2024 di Fortezza Est
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LOCATION:Fortezza Est\, via Francesco Laparelli\, 62\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Il fu Mattia Pascal" al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Il Teatro Ghione\, presenta\, da giovedì 6 a domenica 9 novembre\, Giorgio Marchesi in ” Il fu Mattia Pascal”\, dal romanzo di Luigi Pirandello\, musiche scritte e eseguite dal vivo da Raffaele Toninelli\, regia di Giorgio Marchesi e Simonetta Solder. Tratto dal romanzo di Luigi Pirandello\, lo spettacolo con Giorgio Marchesi e le musiche dal vivo di Raffaele Toninelli restituisce la vicenda di Mattia Pascal con leggerezza e ironia\, smentendo la presunta “pesantezza” dei classici. Lontano da una ricostruzione realistica\, il racconto attraversa il Novecento fino a oggi\, per mostrare quanto i temi dell’identità\, della rinascita e del desiderio di vivere più vite restino attuali\, soprattutto in un’epoca di profili e maschere sociali. Un gioco teatrale che conserva lo stile pirandelliano ma invita il pubblico a guardarlo con freschezza ed energia\, trasformando un capolavoro in un dialogo vivo e contemporaneo. \n\n\n\n “Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e di ogni mio tormento.” Leggendo queste parole che Pirandello stesso fa dire al suo protagonista\, da subito abbiamo pensato di raccontare le vicende di Mattia Pascal sottolineando l’ironia presente nel testo\, sperimentando un linguaggio che potesse essere accessibile a tutti\, anche e soprattutto alle nuove generazioni\, affinchè la “pesantezza” che spesso viene erroneamente associata ad alcuni capolavori letterari possa essere smentita da un racconto energico e divertito di un “caso davvero strano”. Insieme a Raffaele Toninelli e alla sua creatività musicale\, abbiamo cercato di dare vita a un’atmosfera non realistica;  abbiamo traslato e trascinato il testo lungo il ‘900 per assecondarne la contemporaneità dei temi trattati: il rapporto con la propria identità\, prima di tutto\, dato che i tanti “profili” di cui ormai ci serviamo quotidianamente per comunicare sui social ne sono l’estremizzazione. Ma anche la rinascita\, dopo lo sconvolgimento delle nostre vite negli ultimi due anni. “Mi trasformerò con paziente studio sicché\, alla fine\, io possa dire non solo di aver vissuto due volte\, ma di essere stato due uomini diversi.”Pascal sembra chiedere quindi non solo un’altra possibilità\, come spesso sogniamo tutti\, magari di ricominciare da capo o di correggere gli errori del passato. Vuole proprio abitare un’altra persona\, nuova\, diversa\, sconosciuta. Da queste due frasi\, da questi due spunti è nata l’idea di raccontare la storia di Mattia Pascal e Adriano Meis con libertà e ironia\, non prendendolo troppo sul serio\, o meglio\, permettendoci di giocare con lui\, pur lasciando intatto lo stile e il linguaggio originali. Perché un testo\, anche se un classico\, rimane un pretesto per comunicare col pubblico. E visto il periodo… meglio farlo con leggerezza.” \n\n\n\nOrario spettacoli:  \n\n\n\ngiovedì 6 novembre ore 19:30venerdì 7 Novembre ore 20:30sabato 8 Novembre ore 17:30 e ore 20:30domenica 9 Novembre ore 16:00 e 18:00 \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nPoltronissima Gold Platea (32\,00€ – 34\,00€)Poltrona Numerata Platea (29\,00€ – 32\,00€)Galleria Centrale (25\,00€ – 28\,00€)Galleria Numerata(22\,00€ – 25\,00€)
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LOCATION:Teatro Ghione\, Via delle Fornaci\, 37\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Abili in amore” al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta in prima a assoluta\, dal 6 al 9 novembre al Teatro de’ Servi\, “Abili in amore”\, commedia teatrale scritta da Vita Rosati e Gabriele Granito che affronta con coraggio\, ironia e una punta di cinismo uno dei grandi tabù della nostra società: la sessualità delle persone con disabilità.  \n\n\n\nAttraverso una narrazione vivace e profonda\, lo spettacolo diretto da Luca Ferrini e Vanessa Gasbarri\, racconta la storia di Dora\, una donna di quarant’anni affetta da una malattia degenerativa che affronta le sue progressive limitazioni fisiche con intelligenza e sarcasmo. La sua è una vita piena di contraddizioni: brillante\, laureata in Scienze Politiche\, impegnata in università nell’organizzazione di seminari sui diritti delle donne\, Dora è socialmente inserita e circondata da amici\, ma dentro di sé nasconde un profondo senso di solitudine e un desiderio mai espresso. \n\n\n\nAccompagnata da Sophia\, la sua badante bulgara\, presenza materna e ironica\, Dora vive un rapporto complesso con la sorella Marilena\, segnato da gelosia e rancore. \n\n\n\nUna sera\, spinta dalla curiosità e da un bisogno inespresso di contatto\, Dora comincia a frequentare una chat erotica. È lì che incontra Lupo78\, con cui nasce un’intensa relazione virtuale. Ma quando lui le propone di vedersi\, Dora si rifugia dietro mille scuse\, incapace di rivelargli la propria condizione. \n\n\n\nDecisa a superare le proprie paure\, Dora si rivolge a Jonathan\, suo caro amico di fiducia\, per affrontare finalmente la sua prima esperienza fisica. Da un legame inizialmente semplice e amichevole\, nasce un rapporto profondo\, intimo e sorprendentemente tenero. Jonathan\, con la sua empatia e delicatezza\, riuscirà a scalfire il muro di cinismo di Dora\, aiutandola a riscoprire la sua femminilità e a guardarsi con occhi nuovi. Alla fine del loro percorso\, sarà proprio lui\, con tenerezza e una sottile malinconia\, a guidarla verso l’appuntamento con Lupo78\, confermando quanto il loro legame sia profondo e speciale. \n\n\n\nTra sarcasmo\, desiderio\, rabbia e dolcezza\, “Abili in amore” racconta la fragilità e il coraggio di una donna che si riappropria del diritto di desiderare\, di essere amata e di amare.Una commedia ironica e delicata\, che invita lo spettatore a guardare la disabilità in una prospettiva diversa\, non come limite\, ma come parte viva e autentica dell’esperienza umana. \n\n\n\nNOTE \n\n\n\n“Abili in amore” è uno spettacolo che nasce dal desiderio di raccontare\, senza filtri né retorica\, la complessità dell’essere umano di fronte al corpo\, al desiderio e alla fragilità. \n\n\n\nNon è una storia “sulla disabilità”\, ma una storia sulla libertà — quella di scegliere\, di desiderare\, di mostrarsi per ciò che si è\, anche quando il corpo diventa un confine. \n\n\n\nAbbiamo scelto di affrontare il tema con un linguaggio che alterna ironia e poesia\, facendo convivere la leggerezza della commedia con la verità cruda delle emozioni. Dora è una protagonista forte\, intelligente\, sarcastica\, ma anche profondamente vulnerabile. Attraverso di lei si racconta il coraggio di chi rifiuta di essere definito dalla malattia e rivendica il diritto di essere donna\, amante e persona. \n\n\n\n“Abili in amore” invita a ridere\, a commuoversi e a riflettere. \n\n\n\nÈ un inno alla tenerezza e al coraggio\, ma soprattutto alla possibilità di amare – e di sentirsi amati – senza limiti e senza vergogna.    
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SUMMARY:“La capoccia; il bello e il brutto dell’incidente” al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:È tornata\, dopo tutto e nonostante tutto\, promettendo che questa volta sarà l’ultima; come ogni millantaTrice che si rispetti. L’importante è che sia tornata. \n\n\n\nClaudia D’Angelo si denuda a teatro\, come solo lei sa fare\, ma stavolta ancor di più\, a suon di emozioni senza tempo e battute senza memoria. “La capoccia; il bello e il brutto dell’incidente” è uno spettacolo che esalta il coraggio dell’artista che pone in essere ciò che sostiene di non avere più: memoria\, controllo e corretta deambulazione. Incredibile? Si\, ma non impossibile. \n\n\n\nTutto questo Claudia lo mostrerà e lo dimostrerà nel suo spettacolo; un inno alla vita\, una sfida alla morte e l’ennesimo pretesto di Claudia per fare ridere\, muovere e commuovere. \n\n\n\nil bello e il brutto dell’incidente – Scritto e vissuto da Claudia D’Angelo – Regia e anima di Giovanni Del Grillo – con la partecipazione straordinaria di AveMaria Gazzi – Sonorizzazione dal vivo: Giovanni Del Grillo e Lorenzo Maria Morelli – Tecnico del suono: Lorenzo Maria Morelli – Aiuto e grazia: Floriana Rocca – Responsabile dell’illuminazione Giuseppe Salaris – Foto: Claudio Donati – Progetto Grafico: Paolo D’Angelo – Produzione artistica: Incoerenze.net \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 prevista tessera associativa \n\n\n\ngiorni feriali h.21:00; domenica h.17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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SUMMARY:"TI SCOCCIA SE TI CHIAMO AMORE?" al Teatro Roma
DESCRIPTION:Approda al Teatro Roma diretto da Pietro Longhi\, “TI SCOCCIA SE TI CHIAMO AMORE?”\, una commedia degli equivoci irresistibile scritta e diretta da Luca Giacomozzi\, costruita secondo la miglior tradizione della Comédie française\, ma tradotta nei ritmi\, nei linguaggi e nelle nevrosi della nostra epoca. Un tourbillon di sette personaggi che entrano ed escono di scena in un crescendo di malintesi\, travestimenti\, telefonate sbagliate e scambi di persona\, fino all’inevitabile e travolgente catastrofe finale. In scena un cast esplosivo con: Luigi Ferraro\, Emiliano Reggente\, Giulia Zadra\, Francesca Pausilli\, Camilla Bianchini\, Claudio Scaramuzzino\, Michele Mancuso e Claudia Spedaliere. \n\n\n\nUna macchina comica perfettamente oliata\, dove tempo\, parola e gesto si fondono in un ritmo vorticoso\, capace di restituire tutta la fragilità\, l’assurdo e la tenera follia delle nostre vite contemporanee. \n\n\n\nMetti una giornata cruciale per la tua carriera. Hai finalmente un appuntamento con la responsabile della più prestigiosa casa editrice\, e il tuo romanzo quello su cui hai investito sogni\, notti insonni e una buona dose di disperazione potrebbe finalmente vedere la luce. Tutto deve essere perfetto\, o almeno così credi. \n\n\n\nMa proprio quel giorno\, come attratti da una calamita invisibile\, amici invadenti\, conoscenti petulanti e veri e propri disturbatori bussano alla tua porta\, ciascuno con la propria urgenza\, la propria mania\, il proprio piccolo dramma quotidiano da risolvere. \n\n\n\nScene: Michele Funghi – Audio e luci: Gianluca Mariozzi – Costumi: Cinzia De Rossi – Assistente alla regia: Barbara Ninetti \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI: \n\n\n\n1° settimana: \n\n\n\ngiovedì ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\n2°settimana: \n\n\n\ngiovedì ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietto: Intero € 27\,00 (comprensivo di prevendita) \n\n\n\n Parcheggio custodito – Via Umbertide\, 27 \n\n\n\nOrari botteghino: dal lunedì al sabato dalle ore 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nInfo & prenotazioni:Tel. 06 78 50 626  – Whatsapp 324 54 98 051
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SUMMARY:"ll Teatro di Franco Scaldati" alla Sala Squarzina del Teatro Argentina
DESCRIPTION:ll Teatro di Roma omaggia la figura dello scrittore-attore palermitano Franco Scaldati\, che ha contribuito ad arricchire l’identità culturale del secondo Novecento\, venerdì 7 novembre (ore 17)\, con la presentazione\, in Sala Squarzina\, dell’opera omnia in otto volumi edita per Marsilio Editori\, IL TEATRO DI FRANCO SCALDATI\, curata da Valentina Valentini e Viviana Raciti. \n\n\n\nL’opera teatrale di Franco Scaldati (1943-2013) è stata un punto di riferimento per la città di Palermo\, e non solo\, elevando l’uso del dialetto ad una lingua poetica incardinata nel corpo-voce\, nella quale si percepisce un respiro europeo contemporaneo. Un percorso artistico esemplare per molti giovani che nel tempo si sono dedicati al teatro\, alla letteratura\, all’arte. \n\n\n\nDurante la serata\, gli interventi di Maria Ida Biggi e Cosimo Scordato\, assieme alla partecipazione delle curatriciValentini e Raciti\, contribuiranno a ricordare un “attore che scrive” una drammaturgia che si fa partitura di corpo-voce-tempo\, unendo alto e basso\, paradiso e inferno. L’evento sarà arricchito dalle letture di Daria Deflorian\, che darà voce alla lingua unica e struggente di Scaldati. \n\n\n\nIl progetto editoriale\, vincitore nel 2023 del Premio Speciale Ubu\, è stato realizzato con il contributo dell’Assessorato e Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana\, Marsilio Editori\, Centro regionale per l’inventario\, la catalogazione e la documentazione grafica\, fotografica\, aerofotogrammetrica e audiovisiva – CRIcd\, l’Istituto per il Teatro e il Melodramma- Fondazione Giorgio Cini\, l’Associazione Compagnia Franco Scaldati.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"L’AMORE\, LA MORTE E LE TASSE" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Apre la stagione dell’Altrove Teatro Studio\, dal 7 al 9 novembre\, L’AMORE\, LA MORTE E LE TASSE\, spettacolo liberamente tratto dal soggetto di Zach Helm\, con la regia di Giorgio Latini. \n\n\n\nCome un basso continuo\, il ticchettio rapido e insistente di una macchina da scrivere\, una voce di donna che racconta la storia di un uomo implicato in una vita apparentemente banale. Un’esistenza scandita soltanto da numeri\, infiniti calcoli e da una profonda solitudine. Harold potrebbe trascorrere tutta la sua esistenza in questo limbo senza colore\, se un giorno questa voce non cominciasse a perseguitarlo per annunciare la sua imminente morte. Così inizia il viaggio più importante della vita di questo stralunato agente delle tasse\, alla ricerca spasmodica di una salvezza. Si imbatterà in vari personaggi che concorreranno\, tutti\, ognuno a proprio modo\, a dipanare la trama della sua vita: uno psicologo delle risorse umane\, un eccentrico professore di letteratura\, un’affascinante fornaia. Riuscirà\, forse\, a scoprire a chi appartiene la voce che sembra giocare col suo destino\, domandandosi\, fino all’ultimo respiro\, quale sarà il finale tanto atteso della sua storia: commedia o tragedia? \n\n\n\n“L’amore\, la morte e le tasse è stato un testo che il nostro pubblico ha molto amato nella sua passata edizione\, e anche io amo molto” _ annota Giorgio Latini. “ I dialoghi sono scritti con grande acume e la premessa del testo è sicuramente originale. In questa nuova versione ho cercato di mettermi al servizio di questo materiale di partenza\, esaltando il ritmo naturale del testo ed evitando l’aggiunta di orpelli che avrebbero tentato un’inutile rincorsa e competizione col mezzo cinematografico. Lo scopo però era anche rendere spiccatamente teatrale un soggetto pensato inizialmente per il cinema e questo ha reso necessaria la riscrittura di alcune parti di testo e la creazione di un nuovo impianto registico. \n\n\n\nCi troviamo nello studio della scrittrice Karen Eiffel\, una donna col blocco dello scrittore. La scena rispecchia lo stato della sua mente\, da un lato un angolo studio\, ordinato e desolatamente vuoto\, e dall’altro una poltrona\, circondata dal caos e piena di idee scartate rappresentate da fogli gettati a terra. Karen non ha il coraggio di affrontare quel vuoto\, l’insormontabile ostacolo della pagina bianca\, e si rifugia\, quasi tumulandosi\, nel suo caos. L’arrivo di Penny Escher\, assistente inviata dalla sua casa editrice per costringerla a terminare il romanzo\, porta Karen ad essere costretta a scontrarsi col suo blocco\, ed ecco emergere dalla sua immaginazione Harold\, una buffa figura a metà tra la marionetta ed il cartone animato. Ma quando un evento imprevisto porterà un briciolo di realtà nella vita di Harold\, ecco che la creatura\, ora consapevole dell’esistenza del suo creatore\, come Adamo dopo aver mangiato la mela\, cerca di salvarsi dal suo destino creando un proprio deus ex machina\, un professore di letteratura. Lo scontro tra la dimensione della realtà e della pagina scritta crea un conflitto in cui l’immaginazione assume tratti sempre più realistici e in cui anche lo spettatore\, prima portato a ridere delle disgrazie di Harold\, empatizza sempre di più con il protagonista fino a vivere il suo dramma. Si rimane così col fiato sospeso fino all’ultima pagina per scoprire che alla fine commedia e tragedia sono le due facce della stessa medaglia\, l’amore e la morte. E ci si può stupire infine del fatto che non tutti i drammi sono capolavori e non tutte le commedie sono barzellette.” \n\n\n\nSPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì e Sabato ore 20 – Domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email 
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"La Tempesta" allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Da venerdì 7 a domenica 16 novembre\, il Teatro Stabile di Catania presenta La Tempesta di William Shakespeare\, nella traduzione di Agostino Lombardo e con l’adattamento e la regia del Maestro Alfredo Arias. \n\n\n\nLo spettacolo\, che inaugura la stagione teatrale 2025/2026 “Il potere dei sogni”\, è una nuova produzione del Teatro Stabile di Catania\, insieme a Marche Teatro\, Tieffe Teatro\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. \n\n\n\nAl centro dell’allestimento\, la figura di Prospero\, mago e sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta da lui stesso evocata. A interpretarlo è Graziano Piazza\, attore di grande intensità\, capace di incarnare la complessità e la “forza magica” di un personaggio che domina e riflette sul potere\, sul perdono e sull’illusione del controllo. \n\n\n\nAccanto a lui\, un cast numeroso e affiatato formato da: Federico Fiorenza\, Fabrizio Indagati\, Franco Mirabella\, Marcello Montalto\, Luigi Nicotra\, Lorenzo Parrotto\, Alessandro Romano\, Rita Fuoco Salonia\, Rosaria Salvatico. \n\n\n\nIl ruolo di Ariel\, lo spirito dell’aria\, è interpretato da Guia Jelo. \n\n\n\nLe scene di Giovanni Licheri e Alida Cappellini\, i costumi di Daniele Gelsi e le luci di Gaetano La Mela contribuiscono a creare un’isola-palcoscenico sospesa tra sogno e realtà\, dove lo spettatore è chiamato a perdersi per ritrovarsi\, come i protagonisti di questo capolavoro senza tempo. \n\n\n\nPer Alfredo Arias\, regista argentino di fama internazionale\, si tratta di un ritorno a un testo che aveva già diretto nel 1986 al Festival di Avignone\, nei primi anni della sua importante carriera. \n\n\n\nCon il suo linguaggio teatrale universale\, Arias restituisce a La Tempesta la sua potenza simbolica e il suo fascino misterioso\, in un allestimento che coniuga poesia visiva\, introspezione e leggerezza.  \n\n\n\nIn allegato tre foto di scena realizzate da Tommaso Le Pera. \n\n\n\nCALENDARIO RAPPRESENTAZIONI \n\n\n\nVenerdì 7 novembre 2025 ore 20:45Sabato 8 novembre 2025 ore 20:45Domenica 9 novembre 2025 ore 17:30Martedì 11 novembre 2025 ore 11:00 e ore 17:30Mercoledì 12 novembre 2025 ore 17:30Giovedì 13 novembre 2025 ore 11:00 e ore 20:45Venerdì 14 novembre 2025 ore 17:30Sabato 15 novembre 2025 ore 17:30Domenica 16 novembre 2025 ore 17:30
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:"Stelle e suoni” con Vera Torrero al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 7 novembre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in programma il concerto “Stelle e suoni” con la cantautrice Vera Torrero accompagnata dalla chitarra di Luca Borriello. Dopo il successo dello spettacolo quest’estate al Forte Santa Tecla nell’ambito della rassegna “Ridere d’agosto ma anche prima”\, i due artisti lo ripropongono alla Sala Diana con nuovi brani e con canzoni inedite. \n\n\n\nLo spettacolo conduce il pubblico in un viaggio musicale nelle emozioni\, dalla canzone d’autore italiana a quella internazionale\, rivisitata in chiave acustica e intima dalla voce di Vera Torrero e dall’accompagnamento musicale del chitarrista Luca Borriello\, artista che nella sua carriera ha condiviso il palco con Mogol\, Omar Pedrini\, Giuseppe Scarpato\, Ronnie Jones\, Ricky Porterà\, Finaz e molti altri.        \n\n\n\nVera Torrero si divide tra la professione di avvocato e l’amore per la musica\, passione che l’ha portata a collaborare con il maestro Armando Corsi nel disco “In Punta di Piedi” e nella stesura del libro autobiografico del chitarrista “Corsi ripercorsi”. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447
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SUMMARY:RICORDANDO ANTONIO E CLEOPATRA
DESCRIPTION:Dopo il successo di ISO\, la rassegna ARTEMIA+ continua il suo percorso tra storie di identità\, fragilità e libertà con RICORDANDO ANTONIO E CLEOPATRA\, un raffinato lavoro firmato da Stefano Napoli\, che reinterpreta il mito shakespeariano trasformandolo in una riflessione poetica sul potere\, sull’amore e sulla memoria. \n\n\n\nIn una scena essenziale\, animata solo da luci sapienti e da pochi arredi\, i corpi degli attori diventano strumenti di racconto\, evocando per frammenti la grande vicenda di Antonio e Cleopatra. Napoli costruisce un corto circuito tra alto e basso\, antico e contemporaneo: frammenti colti si mescolano a materiali popolari\, la musica raffinata si intreccia a canzonette\, e il mito si fa materia viva\, intima\, condivisa. \n\n\n\nNe emerge un affresco teatrale che parla del desiderio e del potere\, ma anche della condizione di chi – come Cleopatra – è donna\, straniera e regina\, intrappolata tra l’amore e la politica\, tra la forza e la vulnerabilità. \n\n\n\nRegia di Stefano Napoli: Con Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Paolo Bielli e Luigi Paolo Patano – Disegno luci Mirco Maria Coletti – Consulenza musicale Federico Capranica \n\n\n\nUn nuovo capitolo di ARTEMIA+\, la rassegna che il Centro Culturale Artemia dedica ogni anno alle minoranze\, ai diritti negati e alle storie invisibili. \n\n\n\nVenerdì 7 novembre alle ore 19:30\, nella Sala Lydia Biondi\, si terrà il VERNISSAGE della mostra d’arte ASSEMBLAGGI NAIF di Rosario Schibeci (SchiroArt)\, un viaggio visivo tra materiali\, colori e immaginazione. \n\n\n\nIngresso mostra: GRATUITO \n\n\n\nSpettacolo: €12 \n\n\n\nTessera nuovi soci: €3 \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria: 3341598407 (anche via SMS o WhatsApp) \n\n\n\nSi prega di arrivare almeno 15 minuti prima per non perdere la prenotazione. \n\n\n\nINFO UTILI: \n\n\n\nInfo e prenotazioni: +39 334 159 8407 (anche via SMS e/o WhatsApp) \n\n\n\n Media Partner: Kirolandia & CulturSocialArt \n\n\n\n Come arrivare: Metro B fermata “San Paolo” + Bus 128\, 710\, 775\, 780\, 781 (fermata “Santa Passera” o “Piazza Piero Puricelli”)
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Il TURNO DI NOTTE" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Un lavoro inedito scritto e diretto da Gianpiero Francese per la storica compagnia Opera in scena dal 7 al 9 novembre al Teatro Vittoria. Scritto e diretto da Giampiero Francese. \n\n\n\nSette attori in scena: Dino Paradiso\, Peppe Centola\, Erminio Truncellito\, Giuseppe Ranoia\, Manola Rotunno\, Simona lanigro\, Gabriele Grano. \n\n\n\nIl TURNO DI NOTTE\, questo il titolo di un’opera dedicata al difficile momento che la classe operaia\, nel caso specifico quella metalmeccanica\, vive in Italia. \n\n\n\nUn episodio fatale li rinchiude in uno spogliatoio dove inizia un lungo e duro confronto fra sei operai prima e un dirigente francese dopo. \n\n\n\nUn efficace equilibrio tra l’approccio realistico alla dimensione popolare e la distorsione grottesca delle figure in campo\, rende IL TURNO DI NOTTE\, un lavoro che fa “ridere e pensare”. \n\n\n\nUna riflessione profonda e intelligente sul futuro della classe operaia che\, mai come in questo periodo\, vive una profonda crisi identitaria. \n\n\n\nUno spettacolo originale e appassionante dove il profondo coinvolgimento emotivo di certe situazioni\, sconfina in momenti di intelligente ilarità.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"UNO SGUARDO DENTRO" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 7 al 9 novembre al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo UNO SGUARDO DENTRO di Emiliano Sciullo\, con Emanuele Cecconi\, Salvatore Cuomo\, Valerio Palozza e con Viviana Renzi voce\, Eugenio Causaranochitarra e piano\, Federico Di Maio percussioni e batteria\, Yevhen Ryabchicovsax\, Chiara Baldini violino\, regia Emiliano Sciullo\, Valerio Palozza. \n\n\n\nUno sguardo dentro è un viaggio teatrale nelle profondità della vita carceraria\, esplorando le sfide della libertà e le ingiustizie sociali. Parole e musica per storie toccanti e riflessioni amare\, che mostrano le contraddizioni della società attraverso gli occhi di detenuti\, poliziotti penitenziari e infermieri. Uno sguardo dentro non sarà solo uno spettacolo\, ma un’esperienza che invita a riflettere sulla libertà e l’oppressione\, sfidando le percezioni comuni e offrendo una visione allargata della condizione di chi si è posto contro la legge. Un viaggio teatrale per guardare oltre le apparenze\, mettendo a confronto la vita del carcere con quella di chi è “libero”\, e a interrogarsi su temi di potere\, controllo e umanità.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Signorina Giulia" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da venerdì 7 a domenica 16 novembre la tragedia che portò alla fama mondiale August Strindberg\, Signorina Giulia\, diretta da Gianni Leonetti\, con\, Camillo Ciorciaro\, Serena Cino\, Francesca Di Meglio. In una notte di mezza estate\, nell’euforia dei festeggiamenti\, in cui miserie e nobiltà potranno mescolarsi\, la signorina Giulia cerca di sedurre l’ambizioso e affascinante servo Jean\, che già intrattiene una relazione con Kristin. Jean\, segretamente innamorato di Giulia sin dai tempi dell’infanzia\, cerca inizialmente\, vista la sua condizione\, di resisterle; ma il suo negarsi non fa altro che esaltare Giulia\, spingendola ad offrirsi a lui   in modo sfrontato. Lusingato dalle sempre più insistite attenzioni\, in Jean iniziano ad emergere dall’ombra pulsioni bivalenti: la voglia di rivincita sociale e la mentalità di “servo” nella quale è confinato. Intrecciato a provocazioni perverse e al rapporto servo-padrone\, fra Giulia e Jean nasce uno scabroso gioco erotico a tratti degradante\, che li condurrà alla “trasgressione”. Entrambi hanno intercettato la follia dell’altro e l’IO\, che non dispone delle passioni\, collassa\, lasciando campo aperto alla feroce lotta degli impulsi. Due anime ribelli\, sedotte dal rischio\, si scambiano continuamente il ruolo di dominante e dominato mentre tentano disperatamente di uscire dalle loro insoddisfacenti vite. La “vibrazione/frequenza” tra Jean e Giulia è rivoluzionaria\, fuori norma\, quindi pericolosa per il quieto vivere di una società ubbidiente e razionale in grado soltanto di giudicare e nascondersi dietro concetti moralistici. Giulia\, in quel darsi via\, in quello strapparsi da sé\, irradia energia fino a morire come una stella\, mentre per Jean\, quella luce abbagliante\, simboleggia il canto del cigno\, il tramonto del suo sogno segreto. Testimone della spietata sfida tra eros e sopraffazione\, la quieta e realista Kristin consapevole di non poter pretendere altro dalla vita se non quello che la sua condizione sociale può concederle. Il testo\, scritto nel 1888 ci offre la possibilità di sperimentare una narrazione emotiva\, carica di fisicità\, per far emergere dall’ombra passioni autodistruttive\, paure ancestrali\, desideri proibiti. In quella magica notte d’inizio estate\, Giulia e Jean\, anime strappate\, consumano per intero il loro autentico desiderio di vivere.
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via Francesco Redi\, 1\, Roma\, RM\, 00161\, Italia
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SUMMARY:Al Teatro Furio Camillo la XII edizione di "Battiti"
DESCRIPTION:l Teatro Furio Camillo ospita per il dodicesimo anno consecutivo BATTITI\, la rassegna di teatro di contaminazione\, frutto dell’incontro tra le più alte tecniche circensi ed il lavoro d’attore. \n\n\n\nDal 7 al 30 novembre la rassegna accoglierà spettacoli di compagnie\, italiane ed estere\, che utilizzano tecniche circensi differenti\, raccontando una nuova realtà scenica contemporanea\, per un totale di 12 giornate\, 16 spettacoli\, 40 artisti. \n\n\n\nFiore all’occhiello è poi la sezione Piccoli Battiti\, in cui vengono proposti spettacoli di circo teatro dedicati ai più piccoli. Sempre grande spazio è dedicato\, inoltre\, all’attività di formazione\, con workshop di acrobatica aerea\, yoga\, tap\, danza verticale e corda molle.  \n\n\n\nIl 7 novembre (ore 21) apre la rassegna la “lacompagniadellasettimana dopo” con il C.A.B.A.R.È. Calderone Artistico Burlesco Anarchico Rigorosamente Eclettico\, uno spettacolo di arte varia\, sempre in divenire e con una buona dose di imprevedibilità\, condito da artisti di stagione\, rigorosamente biologici e a kilometro zero. Un varietà-laboratorio aperto a tutti gli artisti che abbiano voglia di sperimentare nuovi numeri\, rispolverare vecchi cavalli di battaglia assopiti nel baule\, o semplicemente passare una serata a giocare a contatto con il pubblico.  \n\n\n\nSabato 8 novembre (ore 21) la Compagnia Circo Puntino in scena DA COSA NASCE COSA Uno spettacolo semplice ma insolito\, che mescola i virtuosismi su ruota acrobatica al teatro di strada: una tecnica circense di sicuro effetto scenico unito al divertimento dell’improvvisazione col pubblico. \n\n\n\nSegue\, domenica 9 novembre (ore 18)\, Psycho Chicken\, ultimo lavoro di Fausto Giori. Uno spettacolo adatto a tutti i tipi di pubblico. L’atmosfera del bizzarro mondo di Demenzio è carica di meraviglia ed eccentricità.Funambolo dell’improvvisazione\, acrobata dell’illusione\, clown e moderno ciarlatano. Questo folle e muto mattatore vi farà fluttuare assieme a lui in un comico e originale spettacolo dove realtà e logica cambiano i propri connotati fino a trasformarsi in un girotondo nel quale apparenza\, ingegno e creatività si rincorrono incessantemente ruotando attorno all’essenza stessa del gioco. \n\n\n\nApre il secondo fine settimana di programmazione\, venerdì 14 novembre (ore 21) la Compagnia blucinQue con DansCirque – Tre movimenti sull’identità\, in cui si alternano tre estratti di spettacoli diretti da Caterina Mochi Sismondi\, accompagnati da violoncello ed elettronica. Solo Due\, Coppelia Project e Why Solo si susseguono\, presentati dallo speaker Ivan Ieri che\, come in un programma radiofonico\, introduce agli spettatori ciò che stanno per vedere e ascoltare. \n\n\n\nIl primo\, Solo Due\, è una ricerca sull’identità in un corpo unico e frammentato\, doppio\, in cui il dialogo speculare tra strumento musicale\, voce e movimento trova un punto d’incontro nello spiazzamento\, nella fragilità\, nel limite\, nell’effimero istante compiuto del momento sonoro. Questo viaggio corporeo prende vita attraverso frammenti musicali di Vertigo – La donna che visse due volte. \n\n\n\nCoppelia Project\, invece\, si ispira al celebre balletto Coppelia – La ragazza dagli occhi di smalto e fonde tecniche di danza e contorsione con la sospensione capillare\, per raccontare il tema della donna come bambola-oggetto e il suo processo di liberazione. \n\n\n\nWhy Solo presenta estratti dello spettacolo Hereos\, in cui l’icona del clown diventa il punto di partenza per una riflessione sulla maschera che ciascuno di noi indossa. Sabato 15 novembre (ore 21) è la volta della Compagnia MateriaViva con STORIE DI VIAGGIO\, di Alessandra Lanciotti.  \n\n\n\nA volte la storia è chiusa in un baule\, a volte si intreccia tra le corde\, a volte la illumina la luna\, o scivola come acqua e la culla il mare\, come fa con le sirene. Aerea\, magia\, contact juggling e racconto sono gli ingredienti di un viaggio surreale e magico. \n\n\n\nSegue\, domenica 16 novembre (ore 18) CAPUT della Compagnia Ditta Polletti\, una commedia surreale di circo-teatro che percorre il sottile confine tra il comico e il tragico\, distorcendo la realtà e giocandola con ironia\, in un’atmosfera in cui il tempo sembra scorrere in modo imprevedibile. I due protagonisti\, intenti nei preparativi di festa prima dello scoccare della mezzanotte\, si trovano in un limbo temporale\, dove ogni secondo è sospeso tra l’attesa di qualcosa che potrebbe verificarsi o non accadere affatto. È un gioco di aspettative in cui oggetti quotidiani\, trasformati in attrezzi di circo non convenzionali\, diventano strumenti di una narrazione che sfida la logica. Il contesto è minimalista\, un tavolo\, una lampada e una porta che apre sul vuoto\, in questo spazio contemporaneamente definito ma vacuo agiscono due personaggi eleganti e polverosi\, dal sapore cinematografico clownesco\, in un’atmosfera beckettiana in bilico tra il comico e il tragico. e Càput è\, in fondo\, un gioco: un gioco di attese\, di incertezze e di improbabili possibilità. Ogni istante è carico di potenziale\, come una sorpresa che potrebbe sbucare da una scatola di cartone o\, forse\, da un palloncino. L’assurdo qui non è uno stile ma il modo più divertente per esplorare il mistero del tempo. E così\, i protagonisti si trovano a navigare in un mondo dove il tempo stesso sembra al confine\, sospeso tra il possibile e l’impossibile\, tra l’ordinario e il paradossale.  \n\n\n\nLa terza settimana di rassegna si apre venerdì 21 novembre (ore 21) con lo spettacolo Cosas pequeñas della Compagnia PSIRC. Nel silenzio opprimente di un seminterrato pieno di schermi e telecamere nascoste\, un uomo di poco più di quarant’anni\, cameraman fallito e giocoliere di liquidi\, osserva il mondo attraverso lenti digitali e analogiche. Di fronte all’avanzata inarrestabile delle macchine\, egli non propone resistenza\, ma reinvenzione. Eppure\, le sue idee si scontrano con l’incomprensione di chi lo ascolta. “Posso spiegarti ogni dettaglio\, di mia nonna o di ciò che vuoi tu… fino alla creazione dell’umanità”\, dice\, anche se in fondo sa che nessuno gli chiede nulla. La sua voce è un sussurro tra algoritmi\, un discorso da boomer smarrito nell’era dei meme. In questo labirinto di connessioni e isolamento\, la verità si dissolve come uno specchio appannato: riflette imperi che non esistono più\, guerre che nessuno ricorda e un futuro che nessuno sa pronunciare.  \n\n\n\nA seguire sabato 22 novembre (ore 21) LI(E)N\, uno spettacolo di circo contemporaneo unico\, in cui il lino – mai utilizzato prima nelle arti circensi – diventa filo di sospensione\, materia scultorea e compagno di scena. Tra acrobatica aerea\, danza e installazione vivente\, tre artiste esplorano la forza e la fragilità di questa fibra naturale. Il pubblico è invitato a una traversata poetica e sensoriale\, dove corpo e materia si intrecciano e si trasformano. Un viaggio inedito\, al confine tra natura e arte. \n\n\n\n Domenica 23 novembre (ore 18) è la volta della Compagnia Teatro dei Colori e del loro La Sinfonia dei Giocattoli\, un sogno di campanelli\, trenini e pupazzi a molla\, ballerine nel carillon\, palloncini e robot. Ma anche il diario segreto dei colori e delle forme di una grande artista\, Sonia Terk\, che nei suoi “Libri Neri” ha inventato un linguaggio che funziona proprio come un set di costruzioni da tavolo. Costruendo e smontando\, inventando piccole fiabe giocose e strampalate\, in un mondo accogliente e colorato\, come la coperta patchwork tessuta per il figlioletto Charles. In questa lingua fatta di colori in movimento che si trasformano in marionette cinetiche\, o in paesaggi astratti e ritmici\, vivono i sogni\, i ricordi\, le scoperte dell’infanzia. Qui trovano casa\, un po’ alla rinfusa\, come nel baule dei giochi\, gli schizzi e le campiture di tanti altri artisti\, così la Ballerina di Man Ray danza sui cerchi di Vasarely\, i quadrati di Albers diventano un Robot pasticcione e romantico\, i cerchi di Mirò rimbalzano sui rettangoli di Mondrian… quanti giochi possiamo inventare\, ma infiniti! Con la magia aerea del teatro su nero\, che ci aiuta a danzare\, a volare\, ad immaginare. Ricordando Munari e Winnicot\, con tante tantissime risate. \n\n\n\nSegue sabato 29 novembre (ore 21) il Gala di Aerea\, una carrellata di performer di molte le discipline aeree\, un panorama di quello che succede in Italia e oltralpe con artisti affermati e giovani proposte. In scena: Lisa Di Cerruti\,Sara Frediani\,Fabiana Gargia\, Gianluca Gentiluomo\, Aurora  Morano\, Elisa Oliva\, Agostino Solagna\, Chiara Zubiani e le musiche dal vivo eseguite da Serena Sansoni. \n\n\n\nChiude la rassegna il 30 novembre (ore 18) Équilibrée di e con Chiara Zubiani\, Progetto vincitore del bando BATTITI OFF. \n\n\n\nÉQUILIBRÉE è uno spettacolo di trapezio\, movimento e espressione corporale. Ripercorrendo vari episodi vissuti si parla delle dinamiche di potere all’interno di una relazione tossica\, di resilienza e di libertà. Della necessità di trovare un equilibrio per poter andare avanti. Diversi stati d’animo sono il punto di partenza della ricerca tecnica sul trapezio. La verticalità viene concepita come spinta verso l’altro dando luogo a uno spazio pieno che crea tensione e intimità. Emozioni e sensazioni sono guidate dall’introspezione e dalla volontà di condividere con il pubblico ciò che è accaduto. Il vero amore viene vissuto solo grazie all’incontro con il trapezio. Le porte del mondo si aprono e mostrano nuove strade possibili. Si crea un universo che riflette su dinamiche comuni e ci guida verso la consapevolezza del come l’amore verso sé stessi sia un cammino che intraprendiamo per tutta la vita! \n\n\n\nPICCOLI BATTITI  \n\n\n\nLa sezione Piccoli Battiti è dedicata ai bambini e alle loro famiglie con spettacoli che\, attraverso le tecniche di circo\, entusiasmino i bimbi e gli raccontino loro un mondo teatrale dinamico e gioioso.  \n\n\n\nTutte le mattine alle ore 11:00 il Teatro Furio Camillo offre\, durante tutto l’anno\, una programmazione di spettacoli per bambini. Nel mese della rassegna Battiti\, la proposta si fa ancora più ricca e con ospiti straordinari provenienti dall’Italia e dall’estero.  \n\n\n\nDomenica 9 novembre si parte con lo spettacolo Silenzio Nicolino della Compagnia “Il Giardino dei Pupazzi”. Il prologo si sviluppa all’esterno della baracca con i due attori che raccontano sulle note dell’organetto la vicenda di Arturo\, un piccolo struzzo marionetta nato in mezzo al Silenzio. La narrazione si sposta poi sulla baracca. Qui il piccolo Nicolino\, amante della musica\, in lotta ogni giorno contro la madre per riuscire a suonare\, viene derubato della propria chitarra. È stato un orco\, che si nutre della musica perché proviene dall’anima\, e quindi ha più energia. Preso dal terrore e dallo sconforto\, Nicolino decide comunque di mettersi alla ricerca del rapitore. Durante il viaggio verrà aiutato da personaggi strampalati e soprattutto dai bambini del pubblico\, che lo metteranno sulle tracce del rapitore per ritrovare il suo tesoro. \n\n\n\n La mattina del 16 novembre va in scena Pìnolo della Compagnia “Ruotalibera Teatro” con Laura Nardinocchi\, Niccolò Matcovich\, Noemi Piva. Pìnolo è uno spettacolo di teatro e danza che vuole parlare ai bambini e alle bambine dell’importanza di essere liberi\, di poter scegliere. Pìnolo unisce l’esperienza autobiografica dei due attori al racconto di una fiaba: quella di Pina\, una bambina esclusa da amici e genitori che non riescono a capirla\, semplicemente perché le piace giocare più a Star Wars che con le bambole e al rosa preferisce l’azzurro. Pina si rifugia così sotto il grande albero\, pensa finalmente di aver trovato il suo spazio di libertà\, ma continua a sentirsi sola. Pian piano\, grazie all’amicizia con una pigna\, ai saggi consigli del pino e all’incontro con una lumaca\, Pina riesce a capire come tornare dai propri simili\, senza dover rinunciare a fare ciò che desidera. \n\n\n\nIl 24 novembre è la volta della Compagnia “Il giardino dei pupazzi” con Pulcinella e il regalo\, spettacolo di burattini con musica dal vivo di e con Anna Cisternino. \n\n\n\n Il prologo si sviluppa all’esterno della baracca dove la burattinaia suonando un organetto diatonico accompagnerà simbolicamente i bambini nella storia raccontando una fiaba. \n\n\n\nIl re ritrova in una vecchia rocca il forziere contenente le chiavi per la felicità\, così\, pronto per la sorpresa\, nasconde scrupolosamente il regalo destinato alla principessa al riparo da occhi indiscreti\, ma come accade spesso\, intorno al castello si aggirano un lupo perfido ed una strega malvagia\, che\, scoperto il segreto cercheranno di trovarlo e impossessarsene. \n\n\n\nQuale valoroso eroe\, cavaliere\, o principe riuscirà ad aiutare il re a ritrovare il prezioso regalo? Nessuno di loro ma solo il buon Pulcinella aiutato da tutti i bambini. \n\n\n\nQuesta però non è una storia come le altre perché ben presto si scoprirà che il lupo e la strega non fanno poi così paura ma che al contrario possono apparire davvero molto buffi \n\n\n\nInfine\, la rassegna piccoli battiti si conclude il 30 novembre con Black Smilzo dellaCompagnia “3DiDané”. Con quale unità di misura si quantificano le risate? Ancora non lo sappiamo\, ma è certo che 55kg di pelle e ossa coperti da un elegante abito giallo e nero renderanno la tua vita più leggera a colpi di gag e virtuosismi di giocoleria. \n\n\n\nBlack Smilzo è uno spettacolo adatto a tutta la famiglia. \n\n\n\nPer tutta la durata della rassegna si terrà la mostra di illustrazione a cura di Simone Colongo\, Chiara Guidi. Equilibriste ”La figura femminile nel circo moderno” \n\n\n\nFin dall’antichità si trovano raffigurazioni di donne impegnate in attività circensi. Nell’antico Egitto\, le pitture tombali mostrano giocoliere. I vasi greci raffigurano contorsioniste\, mentre i vasi romani presentano acrobate. Quando iniziò il circo moderno\, circa 250 anni fa\, le donne però si vedevano raramente. Era un business prevalentemente maschile. \n\n\n\nAlcune donne hanno scoperto che il circo poteva essere un mezzo per avere autonomia sui propri corpi e sulle proprie azioni. Potevano trovare una libertà di espressione che sfidava la percezione della femminilità promulgata dagli uomini. Questa piccola mostra è dedicata ad alcune di queste pioniere. \n\n\n\nNelle illustrazioni di Chiara Guidi sfilano donne pioniere di tempi e arti diverse\, raccontate con uno sguardo ironico e vivace. I suoi colori\, audaci e vibranti\, e il tratto essenziale ma pieno di energia\, sanno restituire l’anima e il carattere delle protagoniste\, trasformando ogni ritratto illustrato in una piccola storia di forza e bellezza.
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SUMMARY:"NELLO SPAZIO PICCOLO C’È IL TEATRO BUONO"\, la nuova stagione dell'Altrove
DESCRIPTION:In cartellone 21 spettacoli\, tra nuova drammaturgia\, debutti assoluti\, grandi ritorni\, concerti e un ampio spazio alla formazione \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio\, nel cuore del quartiere Prati\, si riconferma isola felice in cui tenere in vita il sentimento della meraviglia con una inedita stagione proiettata verso la qualità e il confronto tra generazioni diverse di artisti\, tutti uniti sotto il segno della nuova drammaturgia. La bellezza artistica\, il talento\, il confronto\, la ricerca e la sperimentazione trovano modo di esistere e vivere in scena anche e soprattutto in una realtà “piccola”\, ma in continuo dialogo con il pubblico; un “Altrove “che si pone come riferimento ormai noto nel panorama teatrale romano.   \n\n\n\n“Nello spazio piccolo c’è il teatro buono” è\, infatti\, il claim della nuova programmazione 2025-2026\, che prevede un cartellone che riconferma l’eccellenza dell’offerta artistica\, dando voce  non solo ai nuovi talenti della scena contemporanea ma anche a interpreti dalla grande esperienza.  Tutti insieme sono impegnati in progetti attuali che parlano del nostro tempo\, della nostra società\, con le sue ansie\, preoccupazioni\, gioie e storie; tra prosa\, musica\, drammaturgia contemporanea e formazione. Artisti che si riconoscono nell’anima e nello spirito creativo di questo “piccolo-grande” luogo\, abitato proprio come una “casa” da chi il teatro lo fa\, lo studia\, lo vede. \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio\, fin dalla sua fondazione nel 2017\, ha voluto essere\, per il pubblico romano\, un’occasione di cambiamento. Nel nome dell’eccellenza artistica\, della qualità degli spettacoli offerti e della didattica accademica\, i direttori Ottavia Bianchi e Giorgio Latini hanno fatto sì che i migliori artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale riconoscessero “Altrove” come riferimento imprescindibile nel panorama teatrale romano. Questo spazio ha visto fiorire\, negli anni\, la nascita di splendidi spettacoli che hanno poi dipanato i loro percorsi in vari modi e con riconosciuto successo. L’obiettivo raggiunto in questi anni\, e che si intende confermare\, è che l’ Altrove sia per il pubblico\, ancora di più: una casa da abitare\, tutto il giorno\, tutti i giorni. Uno spazio aperto ai giovanissimi\, non solo per l’ottima offerta didattica che di anno in anno si rinnova\, ma come spazio pulito\, dedicato allo studio\, al piacere della lettura (attraverso la biblioteca a disposizione dei soci) e un’oasi del confronto reciproco\, in nome del benessere dell’anima. Di conseguenza gli spettatori hanno confermato\, con partecipazione crescente\, il patto di fiducia stretto con il teatro che è stato\, inoltre\, il luogo prescelto dai più giovani per dare uno schiaffo alle lusinghe dei social\, in favore della scoperta del sé e dello studio serio e appassionato di una professione. Altrove è\, infine\, lo spazio privilegiato dove coltivare le passioni che rendono la vita meno dolente\, dove incontrare anime affini seppur nella diversità di ognuno\, tutti uniti\, adulti e giovanissimi\, artisti e spettatori\, nel desiderio di trovare una consolazione e forse\, talvolta\, persino un rimedio\, alla terribile ansia\, dovuta a questi tristi tempi. \n\n\n\n“Attraverso il sentimento condiviso della gioia che\, come una scarica di elettrica esaltazione\, attraversa l’animo di chi varca la soglia di questo luogo magico\, il teatro ci insegna che la sofferenza del vivere ci accompagna ogni giorno\, tranne che in alcuni brevi momenti nei quali riusciamo a mettere in pausa l’inquietudine\, occupandoci d’altro o di altre persone\, agendo fuori dalla nostra realtà che è poi\, nel bene e nel male\, la nostra zona di comfort. In questi momenti possiamo ritrovarci uniti in una comunità che non si riconosce nella “vacuità della fuffa” o in un teatro autoriferito e incurante dei bisogni del pubblico. Gli abitanti dell’Altrove non si lasciano abbindolare dall’inganno del nometto televisivo ma fanno una scelta in favore del talento attoriale e di temi innovativi perché sanno che “nello spazio piccolo c’è il teatro buono” _ annotano i direttori artistici Ottavia Bianchi e Giorgio Latini.   \n\n\n\nVentuno spettacoli\, tra debutti assoluti\, progetti inediti\, prosa\, musica\, con un’attenzione particolare rivolta alla drammaturgia contemporanea\, alle nuove scritture\, a tematiche fortemente attuali\, alle nuove voci e ai nuovi volti della scena teatrale\, e non solo. \n\n\n\nUn’offerta che punta alla qualità\, più che alla quantità\, con l’obiettivo di sorprendere e stimolare il pubblico più diversificato e soddisfare i più svariati gusti\, sottolineando come lo spettacolo dal vivo sia un punto fermo per la crescita e il benessere sociale\, e il teatro un luogo da vivere nella sua totalità\, in cui poter crescere\, divertirsi\, imparare\, confrontarsi. \n\n\n\nTanti i nomi in cartellone\, tra interpreti e registi\,  volti noti del panorama teatrale italiano e giovani promesse: Ottavia Bianchi\, Giorgio Latini\, Martina Paiano\, Roberto Fedele\, Valentina Illuminati\, Andrea Trovato\, Marco Di Stefano\, Daniel Dwerryhouse\, Federico Giaime Nonnis\, Fabio Pisano\, Maria Assunta Calvisi\, Francesco Stella\, Nicola Pistoia\, Federico Malvaldi\, Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi\, Gianluigi Fogacci\, Carlo Valli\, Natalia Pina\, Gabriele D’Angelo\, Giacomo Ronconi\, Gino Binchi\, Stefano Poeta\, Giovanni Conti\, Andrea De Luca\, Gabriele Enrico\, Michele Montironi\, Gianluca Scaccia\, Luca Zaffanella\, Cristina Aubry\, Alessia Sambrini\, Franco Mannella\, Mario Massari\, Piera Russo\, Nicola Maiello\, Domenico De Meo\, Francesca Florio\, Diego Giangrasso\, Chiara Boscaro\, Chiara Claudi\, Marcello Seregni\, Dimitri D’Urbano\, Riccardo Maggi\, Sara Roscetti\, Andrea Balzola\, Beatrice Schiaffino\, Carmen Di Marzo\, Federico Caprarese\, Chiara Colangelo\, Claudio Pisicchio\, Alessandro Rapattoni\, Cristina Zoccolante\, Lisa Colosimo\, Francesca Stocchi\, Antonio Bianchi. \n\n\n\n“Nello spazio piccolo c’è il teatro buono” è una missione\, un obiettivo diventato realtà\, un microcosmo pronto ad offrire al pubblico una stagione piena di bellezza.  \n\n\n\nLA STAGIONE \n\n\n\nInaugura la stagione\, dal 7 al 9 novembre\, L’AMORE\, LA MORTE E LE TASSE di Ottavia Bianchi\, liberamente tratto dal soggetto di Zach Helm\, con la regia di Giorgio Latini. Come un basso continuo\, il ticchettio rapido e insistente di una macchina da scrivere\, una voce di donna che racconta la storia di un uomo implicato in una vita apparentemente banale. Un’esistenza scandita soltanto da numeri\, infiniti calcoli e da una profonda solitudine. Harold potrebbe trascorrere tutta la sua esistenza in questo limbo senza colore\, se un giorno questa voce non cominciasse a perseguitarlo per annunciare la sua imminente morte. Così inizia il viaggio più importante della vita di questo stralunato agente delle tasse\, alla ricerca spasmodica di una salvezza.  \n\n\n\nA seguire\, dal 14 al 16 novembre\, DAVID Come quando eravamo felici\, testo e regia di Marco Di Stefano\, con Andrea Trovato e la voce di Miro Baldini. Lo spettacolo prende spunto dai vari fatti di cronaca che ogni anno avvengono tra Stati Uniti ed Europa. È la storia di un ragazzino di 13 anni\, di buona famiglia borghese\, figlio di un medico e un’avvocatessa\, che prende una pistola dalla cassaforte e compie una strage a scuola. David è la storia di un padre che ci racconta del rapporto con il suo bambino\, un rapporto felice fino al giorno della strage.  \n\n\n\nIl 23 novembre è la volta di WET FLOOR\, testo del pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, che pone l’attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. Ben è un giornalista rampante\, sicuro di sé; Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio).  \n\n\n\nDal 28 al 30 novembre appuntamento con UOMINI O CAPORALI di e con Francesco Stella e la regia di Nicola Pistoia. Un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino\, attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, partendo dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia fino alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor con quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane.  \n\n\n\nSi continua\, dal 5 al 7 dicembre con QUANDO ARRIVA BRISEIDE di Federico Malvaldi\, con Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi. Un ristorante in una piccola città universitaria. Tre ragazzi immobilizzati nel loro presente. Un tempo fatto di attese\, sogni infranti e amori complicati: tutto avvolto dall’incertezza per un futuro che non promette punti di riferimento o ancore di salvezza.  Lo spettacolo narra la storia di chi non ha capito nulla di questa vita\, perché tutto sembra andare nel verso contrario. E allora restiamo lì\, immobilizzati in qualcosa che non ci appartiene ma che ci facciamo andare bene\, cercando comunque di trovare un sorriso\, almeno ogni tanto\, in un modo o nell’altro. \n\n\n\nAppuntamento unico il 13 dicembre con TABÙ di Nicola Manzari con Carlo Valli e Natalìa Pina diretti da Gianluigi Fogacci. Carlo Valli\, attore\, doppiatore e voce storica dei grandi attori americani tra cui quella di Robin Williams\, è un magistrato molto dedito al suo lavoro che viene avvicinato\, per non dire adescato\, da una giovanissima e avvenente donna. Questo rapporto trascinerà l’uomo in un misterioso e manipolatorio gioco di identità fino ad investirlo di una paternità di elezione\, in una dinamica ai limiti della patologia. L’epilogo sarà tragico e romantico allo stesso tempo\, portando lo spettatore in un gioco di identificazione molto profondo e inquietante.  \n\n\n\nTornano per il consueto concerto natalizio\, il 20 e il 21 dicembre\, LE MANI AVANTI ilcoro diretto da Gabriele D’Angelo con il loro repertorio e ovviamente grandi classici natalizi\, da White Christmas a Happy Xmas (War Is Over)\, passando per rivisitazioni originali come Jingle Bells in minore e una Carol of the bells al cardiopalma. Molti i brani in italiano\, con grandi nomi del nostro cantautorato come Fossati\, il duo Gazzé – Fabi\, fino ad arrivare ai 99 Posse e La rappresentante di lista. \n\n\n\nApre il nuovo anno\, l’11 gennaio\, in prima assoluta\, NERA A METÀ\, di Ottavia Bianchi\, anche in scena accompagnata dalla chitarra di Giacomo Ronconi e dalle percussioni di Gino Binchi. \n\n\n\nIl trio Bianchi\, Ronconi\, Binchi\, ormai consolidatissimo dopo anni di concerti e spettacoli insieme e dopo la collaborazione per l’album “Ecco il mio cuore”\, si ricongiunge stavolta per un viaggio musicale diversissimo dai precedenti. “Nera a metà” non è solo un omaggio alla grande musica di Pino Daniele\, attraverso una voce femminile ma è anche il racconto di un ringraziamento\, in grande parte autobiografico\, e di una scoperta avvenuta in un tempo lontano\, quello dell’infanzia\, continuata poi per tutta la vita\, fino alla sera della morte del grande chitarrista. \n\n\n\nDal 16 al 18 gennaio debutta PORNOGRAFICO VAUDVILLE O manifesto sul nulla\, scritto e diretto da Stefano Poeta. Due amici vengono invitati a cena da un loro conoscente per incontrare la sua nuova ragazza; il pupazzo di un ventriloquo va al suo primo appuntamento; un uomo ha il sospetto che il suo compagno non lo ami più. Ma questo è solo l’inizio di qualcosa di molto più assurdo\, qualcosa di molto più malato e\, forse\, di irrecuperabile. Tre quadri si intervalleranno l’uno con l’altro\, portando avanti un’escalation di assurdità e violenza. \n\n\n\nIl 24 e il 25 gennaio\, Cristina Aubry\, diretta da Alessia Sambrini\, porta in scena GIOCONDA\, una storia profondamente vera. Il racconto di una donna che\, guardando suo padre invecchiare e perdere contatto con la realtà\, comincia a rimettere insieme i pezzi di una memoria familiare frantumata. Lo spettacolo\, pur attraversando temi profondi e dolorosi\, è pieno di leggerezza. Non mancano i momenti divertenti\, paradossali\, persino comici – perché è proprio nel contrasto tra tragedia e quotidianità\, che si rivela la verità più umana.  \n\n\n\nSpazio poi\, dal 30 gennaio al 1° febbraio\, a DESTINATARIO SCONOSCIUTO\, liberamente tratto dal romanzo di Katherine Kressmann Taylor\, con Franco Mannella e Mario Massari e la \n\n\n\nregia di Mario Massari. Novembre 1932. L’ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse\, soci in affari a San Francisco e amici fraterni\, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l’ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall’ideologia nazista. Un viaggio alle radici dell’odio razziale nazista che\, pubblicato per la prima volta in America nel 1938\, rappresentò con lucida chiaroveggenza il clima di spietato razzismo in cui maturarono gli orrori dell’Olocausto. \n\n\n\nDomenica 8 febbraio è la volta di RESPIRO PIANO di e con Piera Russo: il viaggio catartico nei ricordi di una donna. Attraverso l’utilizzo creativo del corpo e della voce\, vengono evocati luoghi fisici e della memoria\, all’interno dei quali prendono vita i vari personaggi della storia familiare della protagonista. Siamo in Campania\, alla fine degli anni ’50. Mentre Matilde svuota la casa d’origine\, ogni oggetto le riporta alla mente ricordi lontani. \n\n\n\nIn particolare\, è il vecchio armadio a custodire la chiave di una verità rimasta nell’ombra: Matilde\, a sua insaputa\, incarnava il “diverso” in un sistema familiare che pretendeva conformità. Matilde è il frutto dell’eros\, di un rapporto extraconiugale tenuto nascosto per non macchiare l’onore della famiglia. La verità celata si intravede nei non detti e si manifesta nella violenza che Matilde\, bambina ignara\, subisce. Matilde è il simbolo della rivoluzione\, intesa come la ricerca coraggiosa dell’autenticità. \n\n\n\nLa stagione continua dal 20 al 22 febbraio\, con UN GIORNO DIVERSO\, spettacolo scritto e diretto da Domenico De Meo. Uomo e donna si trascinano nel loro tempo immutabile e vuoto. Un giorno trovano un sacco con dei vecchi vestiti\, i quali costringono i protagonisti a intraprendere un viaggio nelle profondità del loro passato. I secondi iniziano a scorrere e così la solitudine\, l’innamoramento\, l’inadeguatezza\, la noia\, il senso di colpa diventano il combustibile che muove donna e uomo alla ricerca di ciò che sembra essere libertà. Un giorno diverso è uno spettacolo per due attori che rappresentano l’immobilità della negazione e l’esplosività emotiva del ricordo.  \n\n\n\nIl 28 febbraio e il 1° marzo\, appuntamento con BABY BLUES\, scritto e diretto da Chiara Boscaro\, un monologo\, o forse un dialogo muto\, o forse un dialogo vero e proprio. \n\n\n\nBaby Blues è un concerto\, o forse la ricerca di un posto dove cantare\, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una notte insonne\, in una Roma un po’ noir un po’ vintage\, tra velluti e mozziconi di sigarette. C’è una cantante che cerca un lavoro\, ci sono un sacco di porte \n\n\n\nsbattute in faccia\, ci sono uomini che non dicono niente e c’è una baby sitter a casa con la bambina\, o forse no. \n\n\n\nSuccessivamente\, dal 13 al 15 marzo debutta BASTAVA LEGGERE di Ottavia Bianchi con la regia di Giorgio Latini. Un sabato di un inverno qualunque di questi anni ingrati\, in un teatro di provincia. Una coppia di teatranti in crisi\, Marisa e Carlo\, apparentemente fermi all’ultimo giro di boa della loro carriera e forse anche del loro matrimonio\, si ritrovano rinchiusi per un intero fine settimana in un teatro destinato a chiudere. Con loro due sgraditi ospiti inattesi: il sindaco del paese incaricato di sequestrare loro lo spazio e il suo tirapiedi addetto alla comunicazione. I quattro personaggi saranno costretti a dividere gli spazi tra ostilità\, infuocate discussioni\, minacce e tentativi di corruzione. I due mondi\, quello degli artisti e quello dei burocrati\, sembrano apparentemente lonta­nissimi ma le maglie della realtà del nostro tempo sono sfilacciate a tal punto da mischiare le carte fino a mostrare gli aspetti più miserevoli del­l’animo umano\, lasciandone in bella mostra il lato più comico. \n\n\n\nDal 20 al 22 marzo\, Dimitri D’Urbano e Riccardo Maggi dirigono AH.AH.AH o l’innocenza della follia. Peter Pringle era un uomo “normale”\, tranquillo e responsabile che\, di professione\, faceva il clown. Alla fine di uno spettacolo\, sul retro di un teatro\, Peter sta fumando una sigaretta col volto ancora mezzo truccato. Una fatalità oppure uno scherzetto del destino fanno sì che egli si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato: un uomo uccide due persone in sua presenza e fugge. Peter viene arrestato e condannato all’ergastolo per un duplice omicidio. Un errore giudiziario. Egli è innocente. Ma la condanna diventa esecutiva. Passano quasi dieci anni e l’uomo si trova ancora in carcere. Completamente solo\, egli stesso ha smesso di credere alla sua innocenza e si è creato una nuova verità\, nella quale invece è colpevole. \n\n\n\nSpazio poi\, dal 27 al 29 marzo\, a MIS SMARCO di e con Valentina Illuminati. Dopo una vita costantemente impegnata nei disparati ruoli della brava\, divertente\, saggia\, cazzuta\, umile\, educata\, figlia\, sorella\, nipote\, compagna\, sulla soglia degli -anta e ormai donna\, Mis Smarco decide di smarcarsi dalle sue ingombranti personalità per “Essere” solo e semplicemente se stessa. In scena un’attrice\, molte personalità e altrettanti personaggi. Alternando narrazione\, dialoghi e monologhi\, la protagonista condivide un percorso\, una sfida\, una trasformazione. Mis Smarco nasce in una piccola cittadina marchigiana\, utilizzando a volte il dialetto d’origine (reso comprensibile a tutti) e trova ispirazione per dipingere la società e al tempo stesso sondare con schiettezza le problematiche di un essere umano alla ricerca di sé.  \n\n\n\nLA PAPESSA\, un potente inno all’emancipazione femminile interpretato da Beatrice Schiaffino con la regia di Carmen Di Marzo\, va in scena dal 10 al 12 aprile. un viaggio iniziatico che intreccia storia\, leggenda e spiritualità. Un racconto epico e senza tempo\, ispirato a uno degli arcani più enigmatici dei Tarocchi: simbolo di conoscenza profonda\, audacia e potere. Per affermare che il diritto alla conoscenza non ha genere\, e la fede non conosce confini. Per non tradire se stessa. Simbolo di libertà e disobbedienza\, unica Papessa donna della storia\, Johanna diventa leggenda – poi carta\, archetipo\, icona. \n\n\n\nLe atmosfere del VARIETÀ ‘900 ovvero TINGELTANGEL Intrattenimento di infimo ordine e a basso costo\, con la regia di Franco Mannella\, scaldano l’Altrove Teatro Studio dal 17 al 19 aprile. Tingeltangel è un termine associato a Karl Valentin\, famoso autore e comico tedesco vissuto esattamente un secolo fa\, negli anni venti del Novecento. Ma nelle trame del nostro “Tingeltangel Varietà” non c’è soltanto Karl Valentin. Una VARIETÀ di situazioni paradossali e grottesche\, nelle quali tutti possiamo riconoscere le nostre debolezze\, i nostri difetti\, le nostre miserie umane e riderne senza paura e giudizio\, perché è questo il potere della comicità! Di qui nasce un mondo surreale e divertente\, in cui cinque attori\, coadiuvati da un regista “disturbatore” e “disturbato”\, daranno vita a una serie di situazioni al limite dell’umana stoltezza. Un’esperienza comica e raffinata in cui il passato incontra il presente e la pancia e le mandibole… perdono il controllo. \n\n\n\nDopo il successo della prima edizione\, torna in scena il 9 e 10 maggio BLU di Francesca Stocchi con la regia di Lisa Colosimo. Il blu è il colore che\, nell’immaginario comune\, meno si accosterebbe al Flamenco. Ed è questa\, forse\, la prima “sfida comunicativa” dello spettacolo. Magari il rosso lo richiamerebbe di più\, così com’è anche per il Teatro… ma questi sono solo cliché. In tanti anni dedicati allo studio e alla diffusione del Flamenco\, si può dire che sia un baile contemporaneamente noto e sconosciuto.  \n\n\n\nIn BLU\, Francesca Stocchi bailaora e coreografa\, Lisa Colosimo attrice e regista\, esplorano e ricercano il dialogo appassionato che scaturisce dai loro mestieri. La parola serve il gesto\, il gesto serve la parola\, ed insieme varcano nuovi confini: si trasformano\, si mescolano e si colorano nel “rosso” delle loro passioni… ora dipinte di BLU.  \n\n\n\nChiude la stagione\, il 15 maggio\, PATETICA MA NON TROPPO Viaggio semiserio nella vita\, nella musica e nei malumori di Ludwig van Beethoven di e con Martina Paiano accompagnata al pianoforte da Antonio Bianchi. Tra aneddoti storici\, momenti musicali e spunti comici\, “Patetica ma non troppo” racconta la vita di Ludwig van Beethoven\, genio incompreso e rivoluzionario della musica occidentale\, attraverso le note della celebre Sonata n. 8 in do minore Op. 13\, detta “Patetica”. Con tono ironico e coinvolgente\, lo spettacolo guida il pubblico tra padri alcolizzati e principi mecenati\, amori falliti e sinfonie immortali\, svelando il lato più umano\, contraddittorio e appassionato di un artista che ha cambiato per sempre il modo di ascoltare\, e di sentire\, la musica.  \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio è\, infine\, attento alla formazione con l’Accademia di Arte Scenica\, i corsi di teatro professionale\, i corsi di teatro adulti\, corsi di canto\, di dizione e linguaggio para verbale e pianoforte. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15 euro – Ridotto 10 euro – Tessera 3 euro \n\n\n\nAbbonamenti: \n\n\n\nMUSICA E DANZA 54 euro (6 spettacoli) \n\n\n\nPROSA 144 euro (18 spettacoli) \n\n\n\nSTAGIONALE 168 euro (21 spettacoli) \n\n\n\nCARNET 90 euro (10 ingressi) \n\n\n\nALTROVE TEATRO STUDIOVia Giorgio Scalìa\, 53ipensieridellaltrove@gmail.comMP 351 8700413www.altroveteatrostudio.it
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SUMMARY:"CHI HA PAURA DI GRETA GARBO?" al Teatro Il Cantiere
DESCRIPTION:Venerdì 7 e sabato 8 novembre va in scena al Teatro Il Cantiere “CHI HA PAURA DI GRETA GARBO?” con Mario Borgioni\, Angela Zampetti e Federica Bassetti che cura anche la regia. \n\n\n\n1962  A Venezia viene avvistata Greta Garbo. \n\n\n\nLa divina ha lasciato il cinema da circa 20 anni ma è ancora spiata dai reporter di tutto il mondo e inseguita dai fans. La Garbo é nota per il suo assoluto riserbo e vive nascosta\, trasformata da attrice in collezionista d’arte. \n\n\n\nDue giornalisti in crisi\, Franco\, esperto d’arte\, e Diana\, reduce dalla cronaca\, tentano l’impresa impossibile. Intervistare la inavvicinabile Greta Garbo e realizzare lo scoop del secolo.
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SUMMARY:"Silvia Scaringella. Deus sive natura" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:Il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese ospita dall’8 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 la mostra Silvia Scaringella. Deus sive natura.  \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Maila Buglioni\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, prodotta e organizzata da Lamaro Arte\, con il sostegno di Yourban2030\, il patrocinio di Carrara City of Crafts and Folk Art\, con il supporto tecnico di Tabularasa e in media partnership con HF4 comunicazione. Servizi museali Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra intende indagare la possibile relazione e convivenza tra l’essere umano e gli altri esseri viventi\, vegetali e animali\, da sempre presenti sul pianeta. Se fino all’epoca preindustriale tale coabitazione non generava alcuna problematica\, dall’Ottocento in poi l’evoluzione tecnologica ha comportato importanti cambiamenti. A partire dagli anni Duemila l’accelerazione del progresso\, sempre più convulso/spasmodico\, ha fatto registrare le prime conseguenze negative visibili in primis con i cambiamenti climatici.  \n\n\n\nIn un’epoca in cui l’artificio umano sta prevaricando sulla sfera vegetale e animale\, l’artista Silvia Scaringella\, partendo dalla riflessione di Spinoza Deus Sive Naturae (Dio ossia la natura)\, ha sentito l’esigenza di esplorare le correlazioni mimetiche ancora esistenti tra i comportamenti dell’umana collettività e gli esseri naturali\, il rapporto albero-casa ovvero la casa ancestrale e il bisogno di costruzione umano\, la relazione tra la morfologia dei fiori e lo scheletro umano\, l’organizzazione societaria e\, infine\, l’attuale impossibile ipotesi di convivenza tra esseri appartenenti a diverse specie nello stesso spazio.  \n\n\n\nVilla Borghese\, con la sua ricca vegetazione composta da alberi e arbusti che prosperano da secoli\, è la fonte ispiratrice della mostra. Da questo ambiente naturale l’artista ha tratto i suoi primi studi\, dedicati alla raffigurazione del mondo naturale. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Poligrafiche San Marco. \n\n\n\nNote biografiche. Nata a Roma nel 1986\, Silvia Scaringella si diploma in scultura all’Accademia Belle arti di Carrara e si forma in numerosi atelier tecnici e artistici\, tra cui quello di Renato Mambor. Nel 2014 si trasferisce e studia presso l’Iwate University\, in Giappone\, esperienza che ha influenzato il suo linguaggio e pensiero. Partecipa a simposi di pietra nazionali e internazionali\, collocando tre opere pubbliche a Palombara Sabina (RM)\, Morioka (JP) e Sera- vezza (LU). Mostre principali: Istituto di Cultura Ichinoseki e Iwate University\, Japan; collaterale Manifesta 12\, Palermo; Fondazione Cassa di Risparmio\, Carrara; Centro Arti Plastiche\, Carrara; Forme nel verde San Quirico d’Orcia\, Siena\, mostra personale Museo Belmonte Riso\, Palermo\, mostra personale Parco archeologico di Segesta\, Trapani\, Biennale Off di Dakar\, Senegal\, Museo Tubla-Nives\, Val Gardena. Vive tra Roma e Carrara\, dove ha il suo studio. Nel 2019 vince il concorso “Leonardo e il Volo”\, realizzando una scultura permanente per gli Aeroporti di Roma Fiumicino. Nel 2020 vince il concorso “Love-eyes” realizzando una scultura per la città di Tsingtao in Cina. Nel 2021 colloca una scultura al Circolo Ministero Affari Esteri in Roma. Nel 2022 realizza la parte scultorea del murales multimediale a Carrara a cura di Yourban2030\, 2024 scultura e installazione permanente presso Catania a cura di Fondazione Fiumara D’arte\, 2025 scultura in collezione Vaticana\, 2025 scultura pubblica a San Cipriano Piacentino (Sa) a cura di Yourban2030. La sua scultura parte da interessi antropologici e sociologici\, dalla ricerca di corrispondenze nei comportamenti collettivi e singoli\, del mondo animale e umano\, che diventano nelle sue opere moltitudini di esseri relazionati\, sistemi olistici rivelati\, indicatori di dinamismo ed entropia dell’epoca contemporanea\, simbologia di ricercata correlazione esistenziale. \n\n\n\nINFO MOSTRASilvia Scaringella. Deus sive natura Dall’8 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa BorgheseVia Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4 – 00197 RomaOrari: dal martedì al venerdì ore 10.00-16.00\, sabato e domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura). Chiuso il lunedì.Ingresso gratuito alla mostra e al MuseoInfo: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)www.museiincomuneroma.it / www.museocarlobilotti.it  \n\n\n\nGalleria Lamaro ArteEmail: info@lamaroarte.itWebsite: https://lamaroarte.it
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SUMMARY:“Portami Fuori!"\, tra il VII e il XIV Municipio di Roma
DESCRIPTION:Arriva a Roma\, Portami Fuori! progetto\, con la direzione artistica e organizzativa dell’Ass. Carmentalia a cura di Giulio Forges Davanzati\, Alessia Sorbello e Andrea Trovato\, articolato in laboratori teatrali\, proiezioni\, incontri\, realizzazione di podcast e performance audioguidate\, con l’obiettivo di sostenere l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio di periferia.  \n\n\n\nDopo una serie di laboratori di teatro e di scrittura aperti a tutti/e e realizzati nel quartiere Primavalle\, l’8 novembre (ore 17) si terrà l’appuntamento “Per così poco”\, la presentazione del podcast che dà voce a chi resiste\, ricreando uno spazio di narrazione consapevole\, di ascolto\, memoria e dignità. Attraverso storie di disagio e fragilità si restituisce parola e presenza a chi spesso resta ai margini. “Per così poco” è un progetto di comunicazione sociale\, che usa la forza del teatro\, dell’autonarrazione e dell’audio per abbattere barriere\, rompere il silenzio e costruire empatia. Un’occasione per chi racconta\, perché ogni voce pronunciata è un atto di liberazione\, e per chi ascolta\, in quanto ogni storia può trasformare lo sguardo. A cura del Maestro Riccardo Ballerini e della Dott.ssa Azzurra Fiume Garelli in collaborazione con il Dott. G. Peana\, psichiatra\, la Dott.ssa Daniela Giannini\, psicoterapeuta e antropologa\, con Enas\, Ente Nazionale Arte Spettacolo\, e SRP San Valentino di Roma.  \n\n\n\nIl 9 novembre (ore 11)\, è la volta di “Primavalle Trasmette – audio tour”\, restituzione del laboratorio “Primavalle Trasmette” diretto da Riccardo Tabilio: una performance audio guidata per il quartiere di Primavalle. Un atto di intercettazione e di trasmissione collettiva: un’antenna poetica che capta le frequenze del quartiere e le rilancia sotto forma di storytelling e audionarrazione. Il titolo richiama le trasmissioni radiofoniche pirata\, le voci che si fanno sentire nonostante tutto\, e l’idea di un passaggio di memoria\, da un abitante all’altro\, da una generazione all’altra. I partecipanti saranno invitati a percorrere le strade del quartiere in modo creativo e interattivo.  \n\n\n\nInfine\, il 19 novembre (ore 20) si terrà al Cinema Atlantic\, la proiezione del documentario “Come una vera coppia” seguito dall’incontro con il regista Christian Angeli e con AIPD Nazionale.Per superare una paura a volte è necessario mettersi alla prova\, poiché sfidare i propri limiti e darsi una possibilità può riservare grandi sorprese. Il documentario racconta la storia di alcune coppie di ragazzi con la sindrome di Down che trascorrono la loro prima vacanza insieme\, lontani dalle famiglie di origine\, mettendo alla prova la possibilità di una convivenza\, tra intimità e incomprensioni\, entusiasmi per un possibile futuro e meditate disillusioni\, leggerezza e senso di responsabilità.  \n\n\n\nIl documentario e l’incontro con il regista e l’AIPD sono un’occasione per affrontare con sensibilità e rispetto la diversità attraverso un tema che accomuna tutti: riuscire a vivere autonomamente la propria esistenza e i propri affetti anche lontano dalla famiglia di origine. Si affronta\, così\, un tema comune a tutti i ragazzi da un diverso punto di vista\, grazie ad un ritratto intimo\, profondo ma anche leggero e spensierato.  \n\n\n\n\n8 novembre alle ore 17 “Per così poco” presentazione del podcast che dà voce a chi resiste _QuindiLab – Via A. Patti\, 5 (cap 00167 – XIV Municipio) \n\n\n\n9 novembre alle ore 11 “Primavalle Trasmette – audio tour”_Quartiere Primavalle\, partenza da QuindiLab – Via A. Patti\, 5 (cap 00167 – XIV Municipio) \n\n\n\n19 novembre alle ore 20 proiezione “Come una vera coppia” seguito dall’incontro con il regista Christian Angeli e con AIPD Nazionale_Cinema Atlantic – Via Tuscolana\, 745 (cap 00174 – VII Municipio ) \n\n\n\n\nINFO PER IL PUBBLICO:Prenotazioni: https://www.carmentalia.com/portami-fuori-2025/ Telefono: 351.5327740 – email: organizzazione.spettacoli@gmail.com Sito web: www.carmentalia.com \n\n\n\nAltri contatti  \n\n\n\nFacebook – https://www.facebook.com/Carmentalia.Teatro Instagram –https://www.instagram.com/compagniacarmentalia/ \n\n\n\nMobilità Sostenibile  \n\n\n\n• Mezzi PubbliciQuindiLAB – Metro A: fermata Battistini (5 min a piedi). Autobus: linee 146 – 985 – 49 – 46 Cinema Atlantic – Metro A: tra Numidio Quadrato e Lucio Sestio. Autobus: linee 558 – 590  \n\n\n\n• Mezzi CollettiviQuindiLAB – A piedi: pochi minuti dalla metro e fermate bus. In bici o monopattino: raggiungibile con la pista ciclabile di via Battistini.Cinema Atlantic – A piedi: pochi minuti dalla metro e fermate bus. In bici o monopattino: raggiungibile con la pista ciclabile di Via Tuscolana.  \n\n\n\nIl progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY:Per questo mi chiamo Giovanni\, da un padre a un figlio\, la storia di Giovanni Falcone al Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno il padre gli regala una giornata molto speciale: una gita attraverso la città\, per spiegargli come mai per lui è stato scelto proprio il nome Giovanni. Per questo mi chiamo Giovanni\, da un padre a un figlio\, la storia di Giovanni Falcone è l’opera teatrale di Stefano Messina\, sabato 8 novembre alle 19 in prima assoluta al Teatro del Lido \n\n\n\nUn racconto teatrale\, tratto dal romanzo di Luigi Garlando\, che ripercorre\, attraverso lo sguardo di un bambino e la voce di un padre\, la vita e l’eredità morale di Giovanni Falcone. Un’opera di teatro civile che spiega con linguaggio semplice ed efficace cos’è la mafia e come la si può combattere nella vita di tutti i giorni. \n\n\n\nTappa dopo tappa\, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone\, il suo impegno\, le vittorie\, le sconfitte\, il tragico epilogo. Giovanni scopre che il padre non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola\, è nel ragazzino prepotente che tormenta gli altri\, è nel silenzio di complicità che ne avvolge le malefatte. La mafia è una nemica da combattere subito\, senza aspettare di diventare grandi\, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. \n\n\n\nIl Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa programmazione dei Teatri in Comune 2025-2026 è finanziata dall’Unione Europea\, Next Generation EU nell’ambito del PNRR\, e rientra tra gli Interventi “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma\, dal centro alla periferia\, al fine di favorire la fruizione turistica nel periodo giubilare” (PNRR – M1C3-Inv.4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici). \n\n\n\nPER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNIda un padre a un figlio\, la storia di Giovanni Falconeliberamente ispirato al romanzo di Luigi Garlandodi Gianni Clementiregia Stefano Messinacon Stefano Messina e Giacomo Messinaproduzione Attori & Tecniciacquista i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/per-questo-mi-chiamo-giovanni/278302
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SUMMARY:"Me la Canto e me la Sogno" al Teatro Moderno di Latina
DESCRIPTION:“Me la Canto e me la Sogno” è uno show musicale che prende forma dall’intraprendenza e dalla versatilità della sua protagonista\, Flora Canto\, attrice\, cantante\, showgirl ma anche mamma affaticata\, moglie incompresa e donna alle prese con i grandi cambiamenti della nostra epoca. \n\n\n\nPrendendo spunto dalla sua quotidianità e dai trend social del momento\, Flora racconta in chiave ironica\, attraverso monologhi\, gag\, personaggi esilaranti e canzoni\, uno spaccato quanto mai contemporaneo della nostra società in cui la donna mostra la sua simpatica irriverenza. \n\n\n\nDal sogno di bambina di calcare i grandi palcoscenici fino ad arrivare alle porte del successo. \n\n\n\nLe troverà aperte? Scopriamolo insieme!Informazioni e prenotazioni Tel. 0773 66 05 50 opzione 1 \n\n\n\ninfo@modernolatina.itBiglietti acquistabili online cliccando  qui
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LOCATION:Teatro Moderno\, Via Sisto V/ Piazza San Marco\, Latina\, IT\, Italia
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SUMMARY:Vokalfest a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Sabato 8 novembre e domenica 9 novembre 2025 allo Spazio Rossellini di Roma\, la voce — il primo strumento musicale\, quello che accomuna popoli e latitudini dalla notte dei tempi — diventa protagonista di una maratona sonora che attraversa generi\, culture e tempi\, il Vokalfest: festival ormai alla sua tredicesima edizione\, diretto da Dodo Versino (Decanto) e ideato e organizzato insieme a Davide Dose(Do7 Factory). Antico\, naturale e istintivo\, il canto è nato insieme alla capacità umana di esprimersi e comunicare: prima ancora di produrre parole\, l’uomo cantava\, imitava suoni\, dialogava con il mondo. Dal battito delle mani ai colpi sul petto\, il corpo stesso diventava strumento ritmico\, tracciando le prime forme musicali della storia. \n\n\n\nDa questa radice comune nasce il VokalFest\, che in questa edizione 2025 presenta ospiti di assoluto rilievo come Neri per Caso e Oblivion\, e che celebra la polifonia vocale e la musica a cappella come linguaggio universale\, capace di unire differenze e generare armonie condivise. Due giornate di concerti\, ma anche talk e laboratori aperti al pubblicoper esplorare la voce nelle sue molteplici declinazioni: il respiro profondo del gospel\, che nasce come preghiera collettiva e si trasforma in energia liberatoria; la precisione e la coralità della polifonia\, che intreccia le voci in architetture perfette; la libertà istintiva del beatboxing\, che trasforma la bocca in uno strumento percussivo; la spiritualità sospesa dei canti gregoriani; la vitalità contaminata del pop e del rock\, dove la voce diventa racconto\, emozione\, corpo. \n\n\n\nOgni linguaggio vocale è una storia di appartenenza\, una forma di comunità sonora che supera le barriere del tempo e della lingua: VokalFest le mette in dialogo\, costruendo un’unica partitura corale che si alimenta di differenze\, come un respiro collettivo che attraversa generazioni e territori. \n\n\n\nProtagonisti di questa edizione saranno alcune tra le formazioni più rappresentative della scena vocale nostrana. Si parte l’8 novembre con i Neri per Caso\, il gruppo a cappella più noto in Italia\, con celebri varie partecipazioni Sanremesi e televisive (tra cui l’ultima fortunata avventura con il Gialappa’s Show su LA8) icone di un modo di fare musica in cui la voce sostituisce ogni strumento. Nella stessa giornata l’Anonima Armonisti\, con la loro ironia e raffinatezza armonica guidano da annia la musica vocale capitolina. \n\n\n\nIl 9 novembre sarà invece la giornata della celebrazione collettiva\, con le incursioni teatrali e vocali degli Oblivion e la ricerca ritmica e urbana dei Rebel Bit\, che uniscono voce ed elettronica. \n\n\n\nMa non solo: tra le varie formazioni ci sarà il gospel dei Tibur Community Gospel Choir diretto da Gianluigi Zucchi\, e la musica popolare delle varie regioni italiane del Coro Cantering diretto da Dodo Versino\, il coro dei giovanissimi 4Joy di Savigliano da Cuneo diretti da Dario Piumatti\, il Coro Musicanova – vincitore di numerosi concorsi internazionali di polifonia sacra diretti da Fabrizio Barchi\, l’Har(d)Coro – il coro di Zalib\, centro culturale gestito da giovani\, molto attivo nel primo Municipio della Capitale\, diretto da Nadya Borzak\, fino al dodicetto vocale del Minuscolo Spazio Vocale diretto da Filippo Stefanelli. \n\n\n\nDue giornate per ascoltare\, partecipare\, sperimentare: VokalFest 2025 invita il pubblico non solo ad assistere\, ma a ritrovare la propria voce\, riconoscendo in essa il punto d’origine di ogni suono\, di ogni emozione\, di ogni linguaggio. \n\n\n\nVokalFest 2025 è realizzato nell’ambito del progetto Vokal Jubilee\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025\, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EUper grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR – M1C3\, Investimento 4.3 – Caput Mundi\, e realizzato in collaborazione con SIAE.📍 Come raggiungerci – Spazio Rossellini (Via della Vasca Navale 58)    •    Bus: linee 170\, 669\, 766\, 792 (fermate come Pincherle/Parravano\, Marconi/Bortolotti)    •    Metro: metro B (stazione Marconi\, San Paolo)    •    🚲 In bici: breve tratto di ciclabile diramato da via Cristoforo Colombo verso viale Marconi \n\n\n\nBiglietto 12-25 euro\, disponibili online su Ticketone.www.vokalfest.com \n\n\n\nPer info e riduzioni: assdecanto@gmail.com
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SUMMARY: Enigma al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Peppino Mazzotta è il protagonista di Enigma di Hugh Whitemore\, che debutta in prima nazionale sabato 8 novembre alle 19.00 al Teatro Biondo di Palermo nella traduzione di Antonia Brancati e con la regia di Giovanni Anfuso. \n\n\n\nLe scene sono di Alessandro Chiti\, i costumi di Dora Argento\, le luci di Antonio Rinaldi\, le musiche di Paolo Daniele\, intervento al violino di Leo Gadaleta. \n\n\n\nRepliche al Biondo fino al 16 novembre e poi in tournée: il 18 al Regina Margherita di Caltanissetta\, dal 20 al 23 al Vittorio Emanuele di Messina\, dal 7 all’11 gennaio al Morlacchi di Perugia\, dal 15 al 18 gennaio al Dante Alighieri di Ravenna\, dal 20 al 25 gennaio al Teatro Menotti di Milano\, dal 30 gennaio all’1 febbraio al Comunale di Siracusa. \n\n\n\nProdotto dal Teatro Biondo insieme al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e Tieffe Teatro di Milano\, lo spettacolo è una drammatica e commovente commedia che Whitemore scrisse nel 1986 basandosi sul libro Alan Turing\, The Enigma di Andrew Hodges\, da cui fu tratto il film The Imitation Game. \n\n\n\nAl centro della vicenda è la storia del grande\, e fino a qualche tempo fa semi-sconosciuto\, scienziato che ha decrittato i messaggi prodotti dalla macchina Enigma utilizzata dai sommergibilisti tedeschi per le loro comunicazioni in tempo di guerra. Qualche anno dopo la guerra\, Turing\, suo malgrado\, smaschera un altro codice\, quello dell’ipocrita e perbenista società inglese del tempo\, che lo processa nel 1952 per la sua omosessualità. \n\n\n\nIl testo di Whitemore non è solo un ritratto biografico\, perché attraverso la storia esemplare di Turing\, si articola una riflessione approfondita e controversa sulla società e gli stereotipi che ancora oggi si insinuano nei comportamenti di tutti i giorni. Ambientata nel cuore del Novecento\, la vicenda è collocata dal regista Anfuso in uno spazio della memoria\, quasi un territorio metafisico\, dove il rigore scientifico convive con la fragilità dell’umano. \n\n\n\nLa storia prende il via con l’interrogatorio che Turing subisce da parte dell’ufficiale Ron Miller per aver denunciato un furto. Tramite domande sibilline\, l’ufficiale mette in difficoltà il matematico\, che in realtà era stato derubato dal suo compagno\, ma essendo l’omosessualità non tollerata dal governo inglese di quegli anni\, non vuole rivelare la tutta la verità.  \n\n\n\nDa questo interrogatorio hanno origine diversi flashback della vita di Turing: la sua passione per la matematica fin dai tempi della giovinezza\, il periodo a Bletchley al tempo della seconda guerra mondiale\, il lavoro finalizzato a decrittare i messaggi codificati dell’esercito tedesco con la macchina Enigma. Il suo ingegno\, tuttavia\, non è sufficiente a salvarlo dai pregiudizi e dalla giustizia inglese. \n\n\n\n«Turing – spiega Anfuso – lontano dal mito del genio\, è ritratto umano e inquieto\, vicino alla sua fragilità. Intorno a lui\, l’orchestra degli altri personaggi: la madre\, gli amici\, i colleghi\, gli amanti; figure che si alternano come frammenti di una stessa voce. Ne nasce uno spettacolo corale\, dove la biografia individuale si intreccia alla riflessione collettiva e la memoria è tutt’altro che archivio e commemorazione. Perché ricordare non significa celebrare\, ma decifrare: leggere ciò che resta nascosto nel linguaggio della Storia. Il teatro\, in questo senso\, si fa “macchina di decrittazione”\, un dispositivo poetico e politico capace di restituire senso all’enigma della verità». \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nAlan Turing fu un matematico inglese\, noto per aver decifrato il codice Enigma\, contribuendo\, così\, alla sconfitta del nazismo. La vicenda scenica\, ambientata nel cuore del Novecento\, è collocata non cronologicamente in uno spazio della memoria: quasi un territorio metafisico\, dove la precisione scientifica convive con la fragilità dell’umano. La guerra e il dopoguerra\, l’amore giovanile e le tribolazioni\, la logica pura e l’irrazionalità del giudizio sociale\, raccontano il tempo come una dimensione mai chiusa in cui luci fredde\, echi metallici\, proiezioni e relè meccanici\, rievocano la macchina Enigma come metafora del pensiero umano. Pensiero che può\, allo stesso tempo\, generare e distruggere\, svelare e occultare. \n\n\n\nLo spettacolo tramuta il racconto di un evento in strumento di indagine etica e conoscitiva e pone al centro della propria riflessione il dilemma dell’uomo davanti al potere: fino a che punto la conoscenza può restare libera? Quale prezzo paga chi la difende? C’è un momento in cui la razionalità diventa solitudine e l’intelligenza diventa condanna? \n\n\n\nTuring\, lontano dal mito del genio\, è ritratto umano e inquieto\, vicino alla sua fragilità. Intorno a lui\, l’orchestra degli altri personaggi: la madre\, gli amici\, i colleghi\, gli amanti; figure che si alternano come frammenti di una stessa voce. Ne nasce uno spettacolo corale\, dove la biografia individuale si intreccia alla riflessione collettiva e la memoria è tutt’altro che archivio e commemorazione. Perché ricordare non significa celebrare\, ma decifrare: leggere ciò che resta nascosto nel linguaggio della Storia. Il teatro\, in questo senso\, si fa “macchina di decrittazione”\, un dispositivo poetico e politico capace di restituire senso all’enigma della verità. Giovanni Anfuso
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:“L’avaro” di Molière al Teatro Abe di Catania
DESCRIPTION:Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, nell’ambito della nuova stagione teatrale Turi Ferro 2025-2026\, il palcoscenico di Sicilia è lieto di ospitare “L’avaro” di Molière. Dall’8 al 23 novembre 2025 lo spettacolo sarà al Teatro Abc di Catania. Protagonista assoluto è un istrionico e brillante ENRICO GUARNERI\, diretto magistralmente da Guglielmo Ferro che firma una regia raffinata\, rispettosa della tradizione ma attenta alla contemporaneità. \n\n\n\nPortare in scena “L’avaro” significa attraversare con ironia tagliente un testo immortale che racconta vizi e debolezze dell’animo umano con una lucidità ancora sorprendentemente attuale. L’opera di Molière\, pur affondando le radici nel Seicento\, continua a parlarci con uno sguardo vivo\, corrosivo\, spietatamente comico. La regia di Guglielmo Ferro sceglie di restituire questa vitalità senza forzature\, puntando sull’essenza di quelle pagine: un meccanismo teatrale perfetto dove ogni battuta è un ingranaggio calibrato\, ogni personaggio una maschera lucida delle nostre ossessioni. In questo contesto brilla la figura di ENRICO GUARNERI\, attore istrionico\, capace di dominare la scena con naturalezza e presenza magnetica. La sua interpretazione di Arpagone è sì una caricatura irresistibilmente comica\, ma anche una figura reale profondamente umana\, ossessionata\, fragile\, grottesca. \n\n\n\nSi muove con la maestria del mattatore\, attraversando con disinvoltura registri diversi: dal paradosso alla farsa\, dalla satira al dramma interiore. È una prova attoriale – la sua – che coniuga esperienza e spontaneità\, tecnica e istinto\, facendo vibrare ogni parola con autenticità. Con lui sul palco un cast formidabile: Rosario Marco Amato\, Liborio Natali\, Nadia De Luca\, Emanuela Muni\, Plinio Milazzo\, Mario Opinato\, Loredana Marino\, Diana D’Amico\, Gianni Fontanarosa e Ruggero Rizzuti. La messinscena non cerca di attualizzare forzatamente\, ma si concentra sulla verità dei caratteri e sul ritmo della parola\, lasciando che sia il testo a fare da guida. Il risultato è un “Avaro” che si muove fra tradizione e vivacità teatrale\, restituendo non solo una gustosissima commedia\, ma un riflesso acuto e divertito delle nostre manie più profonde. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella stagione teatrale Turi Ferro\, verrà rappresentato dall’8 al 23 novembre 2025 al Teatro Abc di Catania e dal 23 gennaio 2026 al 25 gennaio 2026 al Teatro Golden di Palermo. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che venerdì 14 novembre alle ore 18.30 Enrico Guarneri avrà il piacere di incontrare il pubblico presso il Teatro Abc di Catania. \n\n\n\nInfo: 095 538188 / 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=616264
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SUMMARY:Dal Mito alla Scena: L’antichità di Roma tra arte\, antropologia e teatro al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Evento speciale domenica 9 novembre (ore 11.00) al Teatro Argentina per una mattinata di riflessione che unisce antropologia\, storia dell’arte\, drammaturgia e teatro in un simposio multidisciplinare alle radici culturali della romanità. \n\n\n\nLa mattinata offrirà al pubblico una profonda immersione nell’antico\, un tempo senza tempo che dialoga ancora con l’oggi\, per esplorare come storie e miti millenari continuino a plasmare il nostro presente. \n\n\n\nIl cuore tematico dell’incontro è infatti dedicato all’analisi del mito fondativo romano e della sua persistenza nella coscienza collettiva\, approfonditi e ripercorsi dagli interventi di Maurizio Bettini (professore all’Università di Siena e Direttore del Centro di Antropologia e Mondo Antico) sul tema I Romani e i loro mito e di Graziana Brescia (professoressa all’Università di Bari) che esplorerà Il suicidio di Lucrezia: un mito fondativo nella memoria culturale dei Romani. \n\n\n\nL’appuntamento sottolinea anche il legame intrinseco tra l’antichità e l’arte scenica. Così dal mito alla scena\, la riflessione si sposta sull’esplorazione dell’animo umano e delle dinamiche relazionali\, elemento fondativi anche della cultura romana. Sul versante drammaturgico interverrà il direttore artistico del Teatro di Roma\, Luca De Fusco\, che offrirà un focus sul capolavoro eduardiano\, Sabato\, domenica e lunedì\, in vista del nuovo allestimento che debutterà in prima nazionale il 25 novembre proprio al Teatro Argentina. Alla sua analisi si connette la riflessione di Marcantonio Lucidi\, critico teatrale e giornalista\, che discuterà l’Inferno di un interno\, intrecciando l’analisi teatrale con le tematiche esistenziali ereditate dalla storia. \n\n\n\nA completare la mattinata si affiancherà la prospettiva sull’iconografia e la storia dell’arte con Claudio Strinati\, Storico dell’arte\, e le affascinanti “anteprime del passato” raccontate da Andreas M. Steiner\, Direttore responsabile delle riviste Archeo e Medioevo. Mentre l’introduzione della mattinata sarà affidata a Massimiliano Ghilardi\, Archeologo e Direttore Associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani\, che aprirà il percorso di indagine. \n\n\n\nL’evento del 9 novembre costituisce l’anteprima esclusiva della prossima edizione di Luce sull’Archeologia – Roma Madre del mondo. Epica\, potere\, humanitas\, il ciclo di incontri\, dedicato al pubblico e ai temi che faranno da filo conduttore ai sette appuntamenti domenicali (ore 11.00) a partire da gennaio 2026\, che ormai da anni è riconosciuto come un successo di pubblico e critica.
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SUMMARY:"Belle Toaste" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Domenica 9 novembre alle 16.30 per Infanzie in gioco va in scena una nuova produzione Ruotalibera Teatro: Belle Toaste a cura di Valentina Greco e Ygramul Teatro. Sul palco di Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma) ci sono Cinzia Antifona e Valentina Greco con la regia di Vania Castelfranchi.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato al racconto “La battaglia del burro” di Dr. Seuss\, uno tra i più geniali scrittori per l’infanzia del Novecento. In Belle Toaste il pane imburrato diventa metafora giocosa e pretesto geniale per raccontare ai bambini\, e non solo a loro\, la spaventosa realtà della guerra fra popoli. Le due protagoniste sono Ziga e Zaga che abitano in due paesi confinanti divisi da un grosso muro costruito tanto tempo fa. I due popoli\, infatti\, si detestano da quando hanno scoperto che gli uni sono soliti imburrare le fette di pane sopra\, gli altri invece le imburrano sotto. Da allora si sono dichiarati guerra per incompatibilità di merende\, a colpi di marmellate e panini conditi di diffidenza\, paura e disgusto reciproco. Ziga e Zaga si ritrovano un giorno presso il muro\, curiose e spaventate\, e lì scopriranno quanto strampalata e illogica può essere la battaglia in nome del burro.  \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nBelle Toaste \n\n\n\nIdeato e scritto da Valentina Greco / Ygramul Teatro \n\n\n\nRegia Vania Castelfranchi  \n\n\n\nCon Cinzia Antifona e Valentina Greco \n\n\n\nVoce fuori campo Gabriele Tacchi  \n\n\n\nScene Francesco Persico \n\n\n\nCostumi Valentina Conti \n\n\n\nDisegno luci David Barittoni  \n\n\n\nTecnica di sala Chiara Saiella \n\n\n\nFoto Eugenio Persico \n\n\n\nUna produzione Ruotalibera Teatro
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SUMMARY:"L’uomo\, la bestia e la virtù" al Teatro di Vejano
DESCRIPTION:Il Teatro di Vejano\, diretto da Fausto Costantini\, apre la stagione 2025/26 con due appuntamenti che promettono di far ridere\, riflettere e\, soprattutto\, emozionare.  \n\n\n\nLa prima parte della stagione è un viaggio nel mondo di Luigi Pirandello\, maestro nel raccontare l’animo umano con ironia\, grottesco e profondità. \n\n\n\nSi comincia  domenica 9 novembre alle 17.30 con L’uomo\, la bestia e la virtù\, una commedia nera scritta da Pirandello nel 1919 che smaschera le ipocrisie della società e mette a nudo le contraddizioni dei nostri comportamenti. Sul palco tre personaggi emblematici: il Professore Paolino\, apparentemente moralmente irreprensibile; il Capitano Perella\, marito brutale e assente; e la Signora Perella\, fragile e costretta a ingannare per sopravvivere. Tra relazioni segrete\, inganni e paradossi\, i personaggi si muovono come burattini in un gioco crudele che li obbliga a recitare ruoli prestabiliti\, oscillando tra comicità farsesca e riflessione esistenziale. La messa in scena\, intensa e vivace\, porta in scena Antonia Di Francesco\, Simone Sabìa\, Alessandro Moser\, Nicholas Blasi\, Noemi Bordi\, Andrea Ciamei\, Mirko Lorusso\, Rachele Sarti e Roberto Fazioli\, in una performance che unisce risate e profondità. La regia è firmata da Alessandro Moser. \n\n\n\nSi prosegue domenica 7 dicembre alle 17.30 con Il berretto a sonagli\, uno dei capolavori di Pirandello. L’opera racconta la storia di Beatrice Fiorica\, donna che scopre il tradimento del marito e tenta di smascherarlo\, ma si trova immersa in una rete di equivoci\, inganni e convenzioni sociali che mettono alla prova il suo onore e la sua dignità. La regia di Gino Auriuso\, le scene e i costumi di Francesca Serpe e le luci di Roberto Di Lorenzo danno vita a una messa in scena raffinata e coinvolgente\, in cui ciascun gesto e ogni sguardo raccontano tensione\, ironia e dramma. In scena Irma Ciaramella\, Ivano Falco\, Gino Auriuso\, Marina Zanchi\, Ottavia Orticello e Gioele Rotini. \n\n\n\nCon questi due spettacoli\, il Teatro di Vejano invita il pubblico a immergersi in storie dove il grottesco e l’umanità si intrecciano\, dove la comicità diventa riflessione e la realtà si trasforma in teatro. Una stagione che celebra il genio di Pirandello e la sua capacità unica di parlare dell’uomo e della società con leggerezza e profondità insieme. \n\n\n\nBiglietti e informazioni: \n\n\n\nTeatro di Vejano – villa comunale di Vejano (VT) \n\n\n\nTel. 333.8537695 \n\n\n\nEmail: teatrovejano@gmail.com \n\n\n\nSito web: www.teatrovejano.it \n\n\n\nFacebook/Instagram: @teatrocomunalevejano
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SUMMARY:"Dal Vesuvio al Cupolone" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è pronto ad alzare il sipario su una straordinaria stagione teatrale che si presenta ancor più ricca di sorprese della precedente. La direzione artistica della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS\, infatti\, cerca sempre di stupire il pubblico affezionato e di attirare sempre più spettatori scegliendo spettacoli che possano incontrare il gusto di tutti. Oltre ai 23 spettacoli in cartellone ci saranno 3 concerti\, altri fuori cartellone\, eventi per bambini e adulti\, la stagione dedicata ai più piccoli “Andiamo ragazzi” giunta alla terza edizione\, ma anche tanti laboratori teatrali per avvicinare giovani e adulti al mondo del teatro e per creare un terreno sempre più fertile in un territorio che ha dimostrato di apprezzare l’arte del teatro e la sua bellezza. Negli anni\, infatti\, il Teatro Comunale Veroli ha visto una crescita senza eguali\, dimostrando di poter essere un faro nel territorio della provincia di Frosinone e aprendosi anche all’esterno con numerose collaborazioni fuori provincia\, ribadendo così quanto sia importante la coesione e il sostegno reciproco tra gli addetti ai lavori. \n\n\n\nTutto è pronto\, dunque\, per l’apertura di stagione il 9 novembre con lo spettacolo “Dal Vesuvio al Cupolone” della compagnia Artenova\, che si presenta come un vero e proprio viaggio teatrale\, per aprire una stagione che accompagnerà\, come ogni anno\, gli spettatori in un percorso catartico che solo il teatro può offrire. \n\n\n\nGino Auriuso e Sandro Scapicchio ci guideranno\, dunque\, in un itinerario tra Napoli e Roma\, due città\, due anime\, una sola passione: il teatro. Ironia\, musica e poesia sono gli ingredienti fondamentali che i due straordinari interpreti\, Gino Auriuso e Sandro Scapicchio\, portano in scena attingendo dal repertorio di Petrolini\, Fabrizi\, Toto’\, De Filippo\, Belli\, Bovio\, Trilussa\, Di Giacomo e altri grandi della tradizione teatrale italiana. Con la loro esperienza e il loro talento\, i due attori danno vita a un racconto che intreccia aneddoti\, storia\, comicità e tradizione\, facendo emergere le affinità e le differenze tra queste due città simbolo della cultura italiana. La musica\, il dialetto e la poesia diventano strumenti per narrare la vivacità partenopea e il sarcasmo romanesco\, in un susseguirsi di momenti esilaranti e riflessivi che sono un omaggio alla tradizione che sa coinvolgere\, emozionare e divertire il pubblico. \n\n\n\nVi aspettiamo numerosi\, dunque\, per questo emozionante e imperdibile inizio di stagione domenica 9 novembre alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. Non mancate! \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:"Colazioni d’autore" al Teatro Biondo di Palermo nei 100 anni della nascita di Andrea Camilleri
DESCRIPTION:In occasione del centenario della nascita di Andrea Camilleri\, il Teatro Biondo di Palermo\, in collaborazione con Sellerio editore\, dedica le consuete Colazioni d’autore della domenica\, curate da Vincenzo Pirrotta\, allo scrittore siciliano. L’iniziativa si inserisce nel programma del “Centenario Camilleri” promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale “Camilleri 100”. \n\n\n\nA partire dal 9 novembre\, per cinque settimane\, Pirrotta interpreterà alcuni brani tratti dal vasto repertorio di Camilleri: dai romanzi al teatro\, dalle lettere agli articoli giornalistici\, avremo modo di scoprire l’universo sfaccettato e a volte sorprendente dello scrittore\, la cui attività comincia molto prima dell’invenzione di Montalbano. \n\n\n\nAndrea Camilleri è stato infatti attore\, regista di teatro (il primo a mettere in scena in Italia Samuel Beckett) e televisione\, autore radiofonico\, sceneggiatore\, giornalista\, insegnante. Pirrotta cercherà di mettere in risalto tutte le sfumature di questo multiforme ingegno\, attraverso le letture commentate e in dialogo con il pubblico.  \n\n\n\nCome ogni anno\, a partire dalle 10.15 sarà possibile intrattenersi nel foyer della Sala Strehler sorseggiando un caffè o un the e dialogando con lo stesso Pirrotta\, che alle 11.00 in punto darà il via alle letture. \n\n\n\nSi comincia domenica 9 novembre con un evento speciale in Sala Grande\, nel corso del quale Pirrotta leggerà alcuni brani dalla nuova antologia La filosofia di Montalbano\, in uscita i primi di novembre e che Sellerio presenta al Biondo in anteprima. Partecipano il regista Giuseppe Dipasquale\, il curatore dell’antologia Filippo Lupo\, il semiologo e scrittore Gianfranco Marrone\, gli attori Peppino Mazzottae Alessio Vassallo. \n\n\n\nDa domenica 16 le Colazioni d’autore tornano in Sala Strehler con Storie di Vigàta\, che prevede brani daLa regina Pomerania e La guerra privata di Samuele. \n\n\n\nIl 23 novembre Pirrotta proporrà La rivoluzione della luna\, ovvero Camilleri e il romanzo storico; domenica 30\, Trilogia delle metamorfosi prevede testi tratti da Maruzza Musumeci\, Il casellante e Il sonaglio; infine\, domenica 7 dicembre sarà la volta de Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta. \n\n\n\nIngresso alle colazioni a partire dalle 10.15. Il biglietto\, comprensivo di colazione e letture\, costa 10 euro\, è prevista una card per 4 ingressi al costo di 35 euro. \n\n\n\nPrevendite al Botteghino del Teatro Biondo e su www.vivaticket.com. \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo \n\n\n\ndal 9 novembre al 7 dicembre 2025 \n\n\n\nColazioni d’autore \n\n\n\nCinque domeniche con Andrea Camilleri \n\n\n\na cura di Vincenzo Pirrotta \n\n\n\nin collaborazione con Sellerio  \n\n\n\nSala Grande\, domenica 9 novembre ore 11.00 \n\n\n\nLa filosofia di Montalbano \n\n\n\nLa nuova antologia di scritti di Andrea Camilleri\, curata da Filippo Lupo\, pubblicata da Sellerio \n\n\n\npartecipano Giuseppe Dipasquale\, Filippo Lupo\, Gianfranco Marrone\, Peppino Mazzotta\, Alessio Vassallo \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 16 novembre ore 11.00 \n\n\n\nStorie di Vigàta \n\n\n\nda La regina Pomerania e La guerra privata di Samuele \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 23 novembre ore 11.00 \n\n\n\nLa rivoluzione della luna \n\n\n\nCamilleri e il romanzo storico \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 30 novembre ore 11.00 \n\n\n\nTrilogia delle metamorfosi \n\n\n\ntesti tratti da Maruzza Musumeci\, Il casellante\, Il sonaglio \n\n\n\nSala Strehler\, domenica 7 dicembre ore 11.00 \n\n\n\nLe vichinghe volanti \n\n\n\ne altre storie d’amore a Vigàta \n\n\n\ningresso colazioni a partite dalle ore 10.15 \n\n\n\nposto unico colazione + lettura 10 euro \n\n\n\ncard per 4 ingressi 35 euro \n\n\n\nbiscotti artigianali offerti da Tumminello
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SUMMARY:Stagione 2025/2026 del Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita.” \n\n\n\nCosì Eduardo De Filippo definisce il teatro che\, attraverso le maschere\, gli attori\, la musica e le storie che vengono raccontate\, porta a riflettere sull’esistenza umana e sul significato della vita aprendo anche nuove prospettive e nuovi immaginari mai considerati prima. \n\n\n\nProprio con questo nobile intento riapre il sipario del Teatro Comunale Veroli per una nuova ed entusiasmante stagione per l’anno 2025/26. Dopo il grande successo della scorsa stagione che ha registrato tutti sold-out\, uno straordinario risultato per un teatro che in pochi anni è riuscito a diventare un riferimento per tutto il territorio della provincia di Frosinone; la direzione artistica della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS è pronta a stupirvi con tante novità ma anche tante conferme. Sono 23 gli spettacoli previsti dal nuovo cartellone e 3 concerti già in programma\, senza dimenticare i quattro spettacoli della stagione teatrale dei più piccoli “Andiamo ragazzi” giunta alla terza edizione: l’intento\, infatti\, è sempre quello di ricambiare l’affetto del pubblico\, che ormai da anni ha trovato nel Teatro Comunale Veroli un punto di riferimento culturale\, ma anche cercare di avvicinare al teatro i bambini\, che sono il futuro del nostro territorio\, e i più scettici. Gli spettacoli in cartellone sono scelti per incontrare le esigenze di tutti\, dal comico al drammatico\, dal teatro amatoriale a quello professionale\, dalle storie fantastiche alla quotidianità di tutti noi\, compresi argomenti di attualità come il fine settimana dedicato alle donne con due spettacoli in scena il 7 e l’8 marzo: ogni storia messa in scena è scelta per un motivo e per appassionare i cuori di ogni spettatore. Continuano anche per quest’anno le collaborazioni con il Teatro Tor Bella Monaca di Roma\, con il Teatro Bertolt Brecht di Formia e con il media partner Quartapareteteatro\, alle quali si aggiungono quella con il Museo dell’Operetta Sandro Massimini e con il Teatro Comunale Milco Paravani di Cave\, perché ogni collaborazione porta una ricchezza in più ad una realtà che negli anni è cresciuta tantissimo e che non vuole fermarsi\, ma migliorare sempre di più. \n\n\n\nTutto questo è reso possibile non solo grazie a tutto lo staff della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS guidata da Enrico Quadrozzi e Fabrizio Bellacosa\, coadiuvati da Zoe Cocco ed Eliana Schietroma\, e dall’addetta stampa Vanessa Pallagrosi\, ma anche grazie al sindaco del comune di Veroli Germano Caperna\, la vicesindaca e assessora al commercio\, cultura e turismo Francesca Cerquozzi\, tutta l’amministrazione comunale e la Proloco che\, con costanza\, stima e affetto sostengono tutte le attività del Teatro Comunale Veroli assicurando supporto costante e piena fiducia nel lavoro della direzione artistica\, e consolidando un rapporto professionale che opera per il bene della comunità\, non solo del comune di Veroli ma di tutto il territorio. Tutti\, infatti\, lavorano con lo stesso obiettivo: rendere Veroli un punto fermo nella mappa culturale della provincia di Frosinone e del Lazio anche e soprattutto attraverso il teatro\, e il lavoro di squadra viene apprezzato e riconosciuto dal pubblico che ha dimostrato negli anni di essere presente e di essere affamato di bellezza; perciò\, il Teatro Comunale Veroli vi aspetta\, la magia sta per cominciare! \n\n\n\nGli appuntamenti della stagione teatrale 2025/26 saranno sempre di domenica alle 18 con apertura botteghino alle 17.30 e anche quest’anno sarà possibile scegliere tra diverse tipologie di abbonamento. \n\n\n\nSignore e signori si riapre il sipario! \n\n\n\nPer info: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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