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SUMMARY:"Abracadabra" al Teatro India
DESCRIPTION:La compagnia Babilonia Teatri\, fondata da Enrico Castellani e Valeria Raimondi\, torna al Teatro India dal 18 al 22 marzo\, con la loro nuova creazione Abracadabra\, uno spettacolo in cui la magia si fa portavoce ed espressione di ciò che spesso le parole non riescono a dire. Per raccontare alcuni eventi della vita a teatro c’è bisogno a volte di un atto magico\, un rito che trasforma il palco in un ponte che connette la vita alla morte grazie a un gioco di prestigio e a grandi illusioni. \n\n\n\nAbracadabra è una parola magica\, fiabesca e arcana\, un incantesimo che può far apparire quello che non c’è; è uno spettacolo di magia che ci prende per mano e ci accompagna in territori da cui spesso scappiamo e si interroga su che forma si possa dare al dolore. Si chiede come sia possibile venire a patti con la malattia\, se un lutto vada elaborato e se i morti possano parlare. \n\n\n\nIl sipario si apre con un vero mago in scena che si connette con l’aldilà permettendo di nominare l’indicibile e di toccare l’impossibile attraverso la voce di Francesco Scimemi\, prestigiatore di professione da trent’anni\, che sta in mezzo al guado\, che evoca la moglie scomparsa con tutti i colori del tragico\, del grottesco e del poetico. \n\n\n\n«Abracadabra è uno spettacolo di magia. È uno spettacolo che nasce dal nostro innamoramento per la magia – afferma il duo Castellani-Raimondi – Ci siamo immersi nel mondo magico e un passo dopo l’altro ci siamo addentrati in tutti i suoi meandri\, senza mai finire di fare nuove scoperte\, di stupirci e di entusiasmarci. Abbiamo immediatamente avvertito l’immenso potenziale narrativo della magia e abbiamo deciso di dare vita ad uno spettacolo dove triks e illusioni diventino parte integrante del racconto. Uno spettacolo dove le magie non esauriscano il loro valore nell’esecuzione\, ma assumano significato in relazione a quello che accade sul palco. Ad accompagnarci in questo percorso iniziatico di scoperta e di conoscenza\, nostro mentore e Virgilio\, è stato Francesco Scimemi\, prestigiatore di professione da trent’anni\, che ha fatto della magia comica la sua specialità. Quando ci siamo conosciuti ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che avremmo dovuto creare uno spettacolo insieme: uno spettacolo che raccontasse la storia della magia. La vita\, come spesso accade\, ha deviato il corso delle cose. Francesco ha vissuto il lutto della propria compagna e abbiamo pensato che il nostro spettacolo potesse diventare un rito. Un rito magico e teatrale. Un rito funebre e un rito vitale. La magia qui è una lingua che ci permette di nominare l’indicibile e di toccare l’impossibile. La magia smette di essere spettacolo per farsi corpo. La magia smette di essere numero per farsi racconto. La magia smette di essere trucco per divenire sintassi. La magia qui non è esibizione di una tecnica ma assume su di sé il compito di traghettarci con crudeltà e con dolcezza attraverso la tempesta della malattia e della perdita. Per raccontare questo attraversamento\, la voce di chi sta in mezzo al guado utilizza tutti i colori: il tragico\, il grottesco\, il poetico. L’ironico\, il cinico\, il metafisico. La rabbia\, la pace\, la depressione. Il realistico e l’onirico. Sono strade e sentieri ed emozioni e pensieri che si intrecciano e si rincorrono. A cui non è semplice e\, forse\, non è nemmeno corretto\, mettere ordine.” \n\n\n\nLa magia diventa\, dunque\, evocazione. strumento di collegamento\, di connessione\, di congiunzione\, depone le sue armi davanti alla vita che si spegne e allo stesso tempo ci sorprende ancora una volta e ci accompagna oltre la soglia. Dichiara la sua finitezza\, ma non rinuncia ai suoi segreti per scavare più a fondo nell’incomprensibile ovvietà che separa vita e morte.
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese al Palladium
DESCRIPTION:Dal 18 al 20 marzo 2026 al Teatro Palladium arriva Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese\, un attraversamento di suoni\, parole\, immagini e memorie che mette in dialogo Brasile\, Portogallo\, Africa lusofona e Mediterraneo. Tre giorni per immergersi nelle molte anime della lingua portoghese\, nei suoi ritmi e nelle sue storie\, tra poesia\, cinema\, teatro e musica. \n\n\n\nCurato da Giorgio de Marchis e Maddalena Pennacchia\, docenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre\, il festival nasce con l’intento di mostrare al pubblico italiano la varietà e la ricchezza delle culture che\, in quattro continenti\, si esprimono in lingua portoghese. Lusofonie non è solo un’area linguistica\, ma uno spazio culturale plurale\, attraversato da memorie coloniali\, diaspore\, scambi e trasformazioni. \n\n\n\nUn viaggio sulle traiettorie poetiche di Tatiana Faia con le note di Chrysanthi Gkika e Alessandro Luccioli\, attraverso le canzoni di Chico Buarque interpretate da Susanna Stivali\, in quartetto con Alessandro Gwis\, Marco Siniscalco e Alessandro Marzi negli adattamenti di Max De Tomassi\, seguendo i percorsi della chitarra di Julio Lemos\,  e accompagnati dalle immagini cinematografiche di Lusomovies e dalle fotografie di Paola Agosti che prendono vita nell’interpretazione teatrale delle studentesse e degli studenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere di Roma Tre. \n\n\n\nCompletano il percorso la presentazione del volume di Maristella Petti dedicato a Fabrizio de André e Chico Buarque (18 marzo) e l’incontro con la scrittrice brasiliana Aline Bei\, che il 20 marzo dialogherà con il pubblico a partire dal suo recente romanzo Una delicata collezione di assenze (La Nuova Frontiera\, 2026). \n\n\n\nSi parte il 18 marzo con una carrellata che è già viaggio: alle 20.00 il concerto “Brasil Acústico” del chitarrista brasiliano Julio Lemos\, virtuoso della chitarra a sette corde\, che attraversa samba\, bossa nova\, choro-jazz\, valsa-choro e frevo in un equilibrio raffinato tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIl 19 marzo la parola poetica incontra la musica. Alle 17.00 l’incontro con la poetessa portoghese Tatiana Faia introduce il pubblico alla sua scrittura\, tra dialogo con il mondo classico e inquietudini contemporanee. A seguire il reading “Parole atlantiche\, note mediterranee”\, in cui la voce poetica si intreccia alla lira di Istanbul di Chrysanthi Gkika e al daf di Alessandro Luccioli. \n\n\n\nAlle 19.00 spazio al cinema con la V edizione di “Lusomovies”\, festival del cortometraggio in lingua portoghese diretto da Gian Luigi De Rosa\, che porta sullo schermo opere provenienti da Brasile\, Portogallo\, Angola\, Mozambico e Capo Verde\, in versione originale con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nIl 20 marzo il festival entra nel cuore della memoria europea. Alle 17.00 la lettura drammatizzata “Lisbona\, la notte è finita!”\, prima assoluta\, racconta la Rivoluzione dei Garofani attraverso le fotografie di Paola Agosti. Il testo di Giorgio de Marchis\, la messa in scena e regia di Sara Altoni e Ilaria Diotallevi\, e l’interpretazione degli studenti del Dipartimento costruiscono un dialogo tra immagini\, parole e musica con la partecipazione del coro “Inni e canti di lotta – Giovanna Marini”\, diretto da Sandra Alos Cotronei. \n\n\n\nAlle 20.30 il festival si chiude sulle note di “Caro Chico”\, il progetto discografico di Susanna Stivali dedicato a Chico Buarque. \n\n\n\nIl patrocinio del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e delle Ambasciate di Brasile e Portogallo conferma l’importanza di un appuntamento culturale che l’Università Roma Tre propone alla città nel suo teatro d’ateneo. \n\n\n\nLUSOFONIE – Festival delle culture di lingua portoghese \n\n\n\nBiglietti: 10 euro (giornaliero) – 20 euro (abbonamento) \n\n\n\nRiduzioni studenti Università Roma Tre disponibili
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:"Sette canti contro lo Scontento"\, presentazione al Ridotto del Verga
DESCRIPTION:Il Teatro Stabile di Catania\, in collaborazione con il Centro di Poesia Contemporanea Catania\, ospita mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 18\,00 al Ridotto del Teatro Verga la presentazione del nuovo libro di Davide Rondoni\, “Sette canti contro lo Scontento” (Garzanti\, 2026). \n\n\n\nA dieci anni dalla sua ultima raccolta di versi\, Rondoni torna con un libro che affronta uno dei sentimenti più diffusi del nostro tempo: lo scontento\, forza sotterranea che attraversa la società contemporanea\, apparentemente appagata ma spesso svuotata di gioia e slancio vitale. \n\n\n\nCon “Sette canti contro lo Scontento”\, il poeta intraprende un viaggio ideale attraverso diverse città del mondo\, interrogando la realtà e la coscienza contemporanea con una poesia intensa\, ritmica e ricca di immagini. Nei suoi versi la bellezza e il dolore convivono\, mentre il poeta invita il lettore a guardarsi allo specchio e a chiedersi: perché è così diffusa la mancanza di gioia? Come resistere allo scontento che ci assale?L’incontro sarà accompagnato da interventi musicali di Chiara Abbate\, Sara Castrogiovanni e Giuseppe Puglisi\, in un dialogo tra poesia e musica che amplifica la forza evocativa dei testi. \n\n\n\nDurante l’appuntamento sarà presente l’autore\, che dialogherà con il pubblico intorno ai temi del libro e al ruolo della poesia nel nostro tempo. \n\n\n\nBio Davide Rondoni (Forlì\, 1964): poeta\, scrittore e saggista. Tra le sue raccolte di poesia ricordiamo La frontiera delle ginestre (1984)\, Il bar del tempo (1999)\, Avrebbe amato chiunque (2003)\, Apocalisse\, amore (2008; nuova edizione 2020)\, Si tira avanti solo con lo schianto (2013) e La natura del bastardo (2016). Ha pubblicato poesie e romanzi per ragazzi e raccolto scritti sull’arte e sugli artisti in Rispondimi\, bellezza (2023). Autore di saggi sui rapporti tra poesia e altre arti e di studi dedicati a Leopardi e a san Francesco d’Assisi\, è fondatore del Centro di poesia dell’Università di Bologna e della rivista «clanDestino». È inoltre autore di docufiction\, romanzi e testi teatrali. \n\n\n\nPresentazione del libroSette canti contro lo Scontento di Davide Rondoni (Garzanti\, 2026)Interventi musicaliChiara AbbateSara CastrogiovanniGiuseppe Puglisi \n\n\n\nEvento promosso dal Teatro Stabile di Catania e dal Centro di Poesia Contemporanea Catania.
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SUMMARY:"VI AMO DA MORIRE" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta al Teatro de’ Servi\, dal 17 al 29 marzo\, VI AMO DA MORIRE\, la nuova commedia firmata da Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi\, con la regia di Andrea Palotto. \n\n\n\nProtagonisti sono Lucrezia\, Giulio\, Dario e Paolo che si immergono in strani intrecci sentimentali\, misteri da sciogliere e una comunicazione intermittente con l’aldilà.  \n\n\n\nChi ha mentito a chi? Chi nasconde cosa? Chi sopravviverà? Tutti ingannano tutti\, tutti celano un segreto\, tutti sono vivi…o forse no!  \n\n\n\nUna commedia che ci svelerà che non tutto è come sembra: tra tradimenti\, bugie e colpi di scena scopriremo che tra Paradiso ed Inferno non c’è tutta questa differenza. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrari spettacoli: \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21; sabato ore 17:30 e 21; domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: 25 euro
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SUMMARY:"La Tempesta" al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Il regista Alfredo Arias\, con il suo stile unico e inconfondibile\, mette in scena La Tempesta di William Shakespeare nella nuova coproduzione del Teatro Stabile di Catania\, Marche Teatro\, Tieﬀe Teatro\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. Per Arias è un ritorno alla direzione di quest’opera\, tra le più complesse e ricche di simbolismi scritta dal grande autore inglese\, che ha rappresentato nei primi decenni della sua carriera nell’ambito del Festival di Avignone del 1986. \n\n\n\nSull’isola-palcoscenico il regista argentino realizza un allestimento poetico e originale\, capace di coinvolgere il pubblico\, facendolo immergere nel suo mondo costruito con un linguaggio universalmente riconoscibile. Il protagonista è Graziano Piazza che interpreta Prospero: mago\, demiurgo\, sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta che egli stesso ha scatenato. Piazza\, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato in ruoli da protagonista con i più grandi registi della scena nazionale e internazionale\, ne La Tempesta incarna perfettamente la “forza magica” di questo testo immortale\, reso unico dalla direzione di Arias. \n\n\n\n“Temiamo che un mostro appaia nelle nostre vite\, senza sapere che forse quel mostro siamo noi.” Alfredo Arias
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LOCATION:TPE Teatro Astra\, Via Rosolino Pilo\, 9\, Torino\, ITA\, 10143\, Italia
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SUMMARY:"L'Arte della Truffa" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:La comicità travolgente e inconfondibile di BIAGIO IZZO approda in Sicilia con L’ARTE DELLA TRUFFA di Toni Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli e Augusto Fornari che firma anche la regia. Prodotta da AG Spettacoli\, si alza il sipario su una commedia piena di equivoci\, colpi di scena e situazioni esilaranti\, in un crescendo di puro divertimento. Dal 17 al 19 marzo 2026\, la messinscena verrà ospitata dal Teatro Golden di Palermo\, nell’ambito della nella nuova stagione Turi Ferro. Biglietti disponibili al link https://www.vivaticket.com/it/ticket/biagio-izzo-l-arte-della-truffa/283663. \n\n\n\nTra momenti paradossali\, comici ed emozionanti si assisterà alla consumazione di una truffa… “a fin di bene”. Sul palco\, con BIAGIO IZZO\, un formidabile cast di attori formato da Carla Ferrara\, Roberto Giordano\, Ciro Pauciullo\, Arduino Speranza e Adele Vitale. \n\n\n\nAlla vigilia della risposta di un importante appalto per il restauro del Duomo di Napoli\, Gianmario\, imprenditore edile da tre generazioni\, gentiluomo del Papa\, è costretto a ricevere in casa il fratello di sua moglie\, Francesco\, un truffatore esperto\, che ha scelto l’appartamento del cognato come dimora per gli arresti domiciliari. La notizia lo sconvolge\, preoccupato com’è per la reputazione sua e dell’azienda che dirige. Ma il mondo gli crolla addosso quando ben altri guai gli cadono fra capo e collo\, e sarà proprio la presenza provvidenziale di Francesco ad aiutarlo a uscire indenne da un raggiro colossale. \n\n\n\n«Adoro sia la commedia che la farsa\,» spiega Augusto Fornari nelle note di regia «ma ciò che più mi dà gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far sì che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia\, perché è attore\, non solo di istinto comico ma anche di grande intelligenza scenica e la sua compagnia\, composta da attori straordinari\, mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi e le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurato».
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SUMMARY:"Errore 404. Ripeti per favore" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Comandi vocali gridati nel vuoto seminano il caos nella galassia. Tra glitch sintattici\, bug grammaticali\, emoji solitarie e vocali strascicate\, tre assistenti vocali avanzano verso il loro ultimo aggiornamento alla ricerca di un baluardo di logica\, prima che il senso delle parole scompaia per sempre. Ultimo logo vocale: 27.03.2193. L’umanità ha dimenticato come si parla. E nessuno ha aggiornato il firmware. Che la comprensione sia con voi. \n\n\n\nUna commedia tech-filosofica futuristica che alterna tensione visiva\, ironia e suggestioni da space opera contemporanea. Una riflessione lucida e comica sulla disumanizzazione\, l’obsolescenza del linguaggio\, l’illusione del controllo tecnologico per raccontare la paura di essere sostituiti e l’ansia di essere necessari. La solitudine mascherata da efficienza. \n\n\n\nUna battaglia ipergalattica contro il collasso del linguaggio dove anche gli aggiornamenti più assurdi risultano inefficaci. Tre assistenti vocali\, eroine improbabili\, nate per rispondere\, si trovano incapaci di comprendere la domanda\, diventando specchio della fragilità umana. Su tutto aleggia il Sistema. È il creatore-programmatore\, autorità inappellabile che osserva\, gestisce\, risolve – o forse no. È l’uomo stesso. \n\n\n\nLa regia intreccia tensione e rottura\, trauma e comicità portando il pubblico\, spettatore e “utente” a riconoscersi neicomandi senza senso\, nei bisogni travestiti da funzioni\, nel vuoto che cerca una risposta. Con un ritmo sincopato\, fatto di improvvise accelerazioni\, silenzi\, sospensioni\, dialoghi serrati\, interferenze sonore e atmosfere rarefatte\, si mette in scena la crisi esistenziale digitale.  \n\n\n\nErrore 404 non è solo un guasto tecnico\, è la condizione dell’uomo moderno.  \n\n\n\nUn errore sistemico che rivela il nostro bisogno inascoltato di contatto autentico e invita alla domanda: cosa ci rende effettivamente esseri umani? \n\n\n\nCuriosità: scene e costumi \n\n\n\nLa scenografia minimalista evoca una zona di interferenza\, spazio astratto di transizione\, a metà tra il cuore di un server e una navicella spaziale\, dove le azioni riflettono con amara ironia il collasso di senso e la lotta per l’efficienza. \n\n\n\nI costumi\, uniformi di un futuro prossimo\, così come gli elementi scenici creano un contrasto netto tra minimalismo quotidiano e monumentalità futuristica. Un’estetica high-tech che trasforma il corpo in interfaccia: non semplici personaggi\, ma dispositivi viventi\, identità algoritmiche\, entità ibride tra umano e macchina. \n\n\n\nErrore 404. Ripeti per favore – Di: Alessandra Silipo – Regia di: Alessandra Silipo\, Susanna Lauletta – Con: Giulia De Luca\, Susanna Lauletta\, Alessio Sapienza\, Alessandra Silipo e con la partecipazione di Antonio Starrantino.
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SUMMARY:"ASHES" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Si può viaggiare nel tempo attraverso il suono? \n\n\n\nSi può costruire un racconto sonoro che prenda forma soltanto nella mente degli/delle spettatori/spettatrici?Ashes è un aleph di suoni che scorrono paralleli\, un flusso di attimi che si sovrappongono\, si fanno sentire per un istante prima di scomparire. Un concerto per voci e musica eseguita dal vivo\, un viaggio sonoro immersivo: una riflessione sul potere immaginifico del suono e della parola\, sull’importanza dell’“ora” e sulle sue caratteristiche di impermanenza\, così affascinanti e disturbanti allo stesso tempo. \n\n\n\nUna sequenza di accadimenti si svolge senza soluzione di continuità: brevi frammenti di vite private\, compleanni\, feste\, morti\, cadute\, uccisioni\, animali\, alberi di natale\, dinosauri\, microbiologia\, geologia\, tutto quello che passa e non resta\, ma che definisce e conferisce un significato preciso alla vita di noi esseri umani. I quattro performer parlano\, giocano\, urlano\, lottano\, confessano segreti e fanno dichiarazioni d’amore. Voci che generano dinosauri e lupi\, funghi e balenottere\, madri\, padri\, figli e figlie\, che solo per un attimo si trovano in quel tempo e in quello spazio\, pronti a scomparire con l’evanescenza del fiato che si dissolve. È solo la voce che avvera la presenza\, crea mondi\, tesse relazioni\, genera visioni. \n\n\n\nIn scena pochi elementi fissi: un tappeto\, dei microfoni: uno spazio che non cambia mai\, mentre il tempo e il suono si muovono in continuazione. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo alle ore 22 è in programma il talk dopo spettacolo a cura della redazione di Teatro&Critica. Muta Imago e la compagnia incontrano il pubblico per riflettere insieme sul potere immaginifico del suono e della parola. Modera Simone Nebbia\, giornalista e critico teatrale. \n\n\n\nDa martedì a venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:"MIN EL DJAZAÏR" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la stagione 2025/2026 con uno sguardo rivolto al teatro di figura.  Sarà in scena il 17 marzo alle 20\,30\, la Compagnia Hékau (Francia/Algeria) con lo spettcolo MIN EL DJAZAÏR \n\n\n\nAlgeri\, inizio degli anni Cinquanta: Babeth e Simone sono due sorelle di una famiglia di mercanti di tessuti da cinque generazioni. Le loro giornate scorrono tranquille\, ma quando iniziano ad affrontare le responsabilità dell’età adulta\, il mondo attorno a loro è destinato a cambiare per sempre. Ebree per nascita ma di nazionalità francese e algerine per tradizione e cultura\, fanno parte di una comunità originaria destinata a frantumarsi e scomparire per colpa della guerra che si abbatterà su di loro. \n\n\n\nPer costruire Min el Djazaïr – che significa “Dopo l’Algeria” – Nicole Ayach\, responsabile della compagnia Hékau\, si è associata a Sarah Melloul\, autrice\, drammaturga e specializzata nella storia del Nord Africa. Le autrici si sono ispirate a testi d’archivio e ai ricordi dei loro nonni per raccontare un episodio spesso dimenticato della storia collettiva: la partenza forzata degli ebrei algerini. I documenti storici raccolti ci permettono di navigare tra passato e presente tra proiezioni\, canzoni d’epoca\, ombre e figure.  Immagini fragili supportate dalla potenza emotiva dei brani musicali arabi ed ebraici eseguite in diretta. Un racconto d’esilio che ci tocca tutti. \n\n\n\nSpettacolo in lingua originale con sopratitoli \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nTra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo\, attraversando lingue\, memorie e tradizioni sceniche.  Il 24 marzo Kohlhaas restituisce la forza epica della narrazione di Marco Baliani\, rilettura personale del racconto di Heinrich von Kleist sulla giustizia e il suo limite umano. Il 27 marzo la danza di Jiddu di Marco Berrettini trasforma una vicenda grottesca di appropriazione culturale in una riflessione ironica e inquieta sull’identità. Il 31 marzo Uproar\, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham\, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempestadi Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza\, intrecciando parole\, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi\, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/min-el-djazair/291812 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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SUMMARY:"Letizia va alla guerra" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Tre donne attraversano il Novecento tra memoria\, musica e ironiaTre Letizie attraversano la guerra: memoria e ironia sul palcoMartedì 17 marzo 2026 al Teatro Giuditta Pasta lo spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo: un racconto tra dialetti\, musica dal vivo e storie di donne che hanno attraversato le guerre del Novecento \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 alle ore 20.45\, sul palco del Teatro Giuditta Pasta\, arriva Letizia va alla guerra. La suora\, la sposa\, la puttana\, spettacolo scritto e interpretato da Agnese Fallongo insieme a Tiziano Caputo\, una delle produzioni più apprezzate degli ultimi anni nel panorama del teatro di narrazione italiano. \n\n\n\nCi sono spettacoli che non si limitano a raccontare storie\, ma restituiscono voce e dignità a chi la Storia l’ha attraversata senza lasciare tracce nei manuali. Letizia va alla guerra appartiene a questa rara categoria: un lavoro teatrale che guarda alle vite delle persone comuni per illuminare\, con delicatezza e ironia\, uno dei periodi più drammatici del Novecento. \n\n\n\nTre donne. Tre destini. Due conflitti mondiali. \n\n\n\nE un unico nome — Letizia — a unirle come un filo sottile che attraversa il tempo. \n\n\n\nLa prima Letizia è una giovane sposa siciliana che\, durante la Prima Guerra Mondiale\, decide di partire verso il fronte carnico alla ricerca del marito Michele. Un viaggio che nasce dall’amore e dall’ostinazione\, ma che diventa presto il ritratto di una generazione di donne costrette a reinventare la propria esistenza mentre il mondo crolla intorno. \n\n\n\nLa seconda Letizia cresce invece in un orfanotrofio religioso a Littoria\, l’attuale Latina. Arriva a Roma proprio nel momento in cui l’Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale. Nella capitale segnata dal conflitto la sua vita prenderà una direzione imprevista\, portandola a lavorare in una casa di tolleranza nel cuore della città\, tra illusioni infrante e inattese possibilità di riscatto. \n\n\n\nInfine\, c’è Suor Letizia\, anziana religiosa veneta dai modi bruschi e dallo sguardo lucido sul mondo. Entrata in convento in tarda età\, si rivelerà essere il sorprendente punto di incontro tra queste storie lontane. \n\n\n\nIl dispositivo teatrale è essenziale e insieme virtuosistico: solo due attori in scena\, capaci di dare vita a oltre dieci personaggi. Cambiano voce\, postura\, ritmo\, dialetto. E in pochi istanti la scena si popola di figure: soldati\, parenti\, clienti\, preti\, passanti\, testimoni di un’Italia che cambia. \n\n\n\nIl racconto procede con un ritmo serrato che mescola comicità e malinconia\, tradizione popolare e teatro di narrazione. Grammelot\, canzoni\, avanspettacolo\, richiami alla commedia dell’arte e persino al cunto siciliano convivono in un impasto linguistico vivace e sorprendente. \n\n\n\nFondamentale è anche la musica dal vivo di Caputo\, che accompagna lo spettacolo con la chitarra e con canti popolari che diventano vera materia drammaturgica. Non semplice accompagnamento\, ma un dialogo continuo con la parola scenica. \n\n\n\nLa critica ha accolto lo spettacolo con entusiasmo\, sottolineandone la maturità artistica e la capacità di alternare leggerezza e profondità. \n\n\n\n«Classe 1987\, la Fallongo già dimostra grande maturità artistica nell’intensa interpretazione delle protagoniste e dei tanti volti di donne che hanno combattuto per rivendicare diritti e autonomia nel riappropriarsi del proprio destino»— Periodico Italiano Magazine \n\n\n\n«Una regia ferma e millimetrica\, che dà un respiro profondo allo spettacolo. Alternando con sapienza comico\, tragico e farsesco\, tra grammelot\, avanspettacolo e richiami alla commedia dell’arte\, il testo anima sulla scena la dolceamara giostra dell’esistenza»— Il Dubbio \n\n\n\n«La poetica commuove. La chitarra crea una simbiosi con la protagonista: il suono segue la recitazione e si fonde al canto finale in un dialogo intenso tra musica e parola»— Modulazioni Temporali \n\n\n\nIl cuore del progetto è la memoria delle persone comuni. La drammaturgia nasce infatti da una ricerca fatta di fonti storiche\, testimonianze dirette e racconti orali\, poi rielaborati in forma teatrale. \n\n\n\nAnche la scelta dei dialetti — siciliano\, romano e veneto — non è casuale: rappresenta la lingua emotiva dei personaggi\, quella che restituisce autenticità e radici a un’Italia fatta di territori\, identità e storie locali. \n\n\n\nNe emerge un teatro che guarda al passato per interrogare il presente. Raccontare le storie dei nostri nonni\, suggerisce implicitamente lo spettacolo\, significa comprendere meglio il mondo in cui viviamo oggi. \n\n\n\nTra risate improvvise e momenti di intensa commozione\, Letizia va alla guerra accompagna lo spettatore in un viaggio dentro un’Italia popolare\, resistente e sorprendentemente viva. \n\n\n\nPerché spesso la Storia\, quella con la S maiuscola\, si costruisce proprio così: attraverso i gesti invisibili di chi non ha mai pensato di farla. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nLetizia va alla guerra. La suora\, la sposa\, la puttanaDrammaturgia: Agnese FallongoCon: Agnese Fallongo e Tiziano CaputoMusica dal vivo: Tiziano CaputoProduzione: Teatro degli Incamminati \n\n\n\nLo spettacolo è inserito nella rassegna Contemporanea\, parte dell’iniziativa VareseCultura2030\, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il coordinamento della Provincia di Varese. Il progetto promuove gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile\, con particolare attenzione alla parità di genere e all’istruzione di qualità.
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:Programmazione marzo 2026 a Officine Pasolini
DESCRIPTION:Lunedì 16 il mese di marzo a Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, inizia con la presentazione del PREMIO BIANCA D’APONTE 2026\, il concorso che accende i riflettori sul cantautorato femminile emergente. Sul palco saliranno tre protagoniste della storia del premio: la vincitrice dell’ultima edizione Micaela Tempesta\, Valentina Lupi\, vincitrice nel 2024\, e Beo\, finalista del 2024. In veste di ospite si esibirà Bungaro\, con Ferruccio Spinetti. A condurre Enrico Deregibus. \n\n\n\nMercoledì 18 si prosegue con FEDERICO BALDI che presenta in anteprima live L’unica alternativa al cappio\, concerto che intreccia canzoni e monologhi in un racconto sospeso tra tensione espressiva e autoparodia. Sul palco con lui la band che ha preso parte alla registrazione in studio dell’omonimo disco: Stefano Coco\, Filippo Cornaglia\, Luca Giannotti\, Cristiano Loschiavo\, Diletta Marzano\, Martina Primavera\, Alessandro Ragazzo. Cantautore e autore\, Baldi ha concluso il biennio di alta formazione in Canzone con il tutoraggio artistico di Niccolò Fabi. Ha partecipato a Il dominio della luce\, disco-libro di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo\, firmando il testo di L’amore al buio. Si è esibito in diversi festival\, aprendo tra gli altri i concerti di Joan Thiele e Lodo Guenzi\, e ha affiancato Filippo Timi come aiuto regia di Scopate Sentimentali\, concerto-omaggio a Pasolini con Rodrigo D’Erasmo e Mario Conte. Decisivo anche l’incontro con il pianista e filosofo Marco Palmisano\, con cui ha definito il percorso confluito nell’album. La versione dal vivo ne riprende la struttura\, alternando brani e parti narrative in un impianto unitario che affronta temi come politica\, fragilità affettive\, questioni di genere e paura di invecchiare e di morire. \n\n\n\nSabato 21 il giovane talento della chitarra classica GIAN MARCO CIAMPA presenta il suo EP Nuna. In islandese significa “ora”\, inteso non solo come tempo ma anche come spazio: un insolito luogo in cui in cui sentirsi a casa tra atmosfere rarefatte\, gusto nordico e fredda malinconia. Il progetto nasce come istantanea di un momento di evoluzione personale e artistica\, alla ricerca di nuovi territori espressivi sulla chitarra classica e non solo. I brani sono proposti in versioni inedite dedicate alle sei corde: chitarra classica\, talvolta accompagnata dall’elettronica del producer e special guest della serata BRAIL (Madame\, Mannarino\, Aiello)\, e chitarra elettrica. In Nuna convivono capisaldi della musica contemporanea come l’estone Arvo Pärt e Luciano Berio\, accanto a compositori vicini alla scena elettronica come Jon Hopkins e Michael Nyman\, fino all’astro nascente islandese Ólafur Arnalds\, che spazia tra neo-classicismo\, ambient\, minimalismo e pop americano. Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti\, lode e Menzione d’Onore\, Ciampa ha vinto oltre 40 premi internazionali e si è esibito in quattro continenti. È stato protagonista di un TEDxTalk dedicato alla chitarra\, è docente presso il Conservatorio di Salerno e chitarrista del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. \n\n\n\nSabato 21 Officina Pasolini ospita la proiezione del film AMLETO È MIO FRATELLO di Francesco Giuffrè con un cast che affianca attori con disabilità a volti del cinema e della televisione come Claudia Gerini\, Vincenzo Salemme\, Francesco Paolantoni\, Margherita Buy\, Nino Frassica. Il lungometraggio nasce dall’esperienza diretta del regista\, impegnato da cinque anni nella teatroterapia per persone disabili\, con l’intento di portare la loro “bellezza” oltre il contesto laboratoriale\, nel mondo esterno. Uscito nelle sale nell’agosto del 2023 e trasmesso per la prima volta dalla Rai lo scorso novembre\, il film affronta un tema spesso marginalizzato e percepito come: il disagio psichico. «Il film non vuole insegnare né giudicare – spiega Giuffrè – ma raccontare il mondo e i sogni di quattro ragazzi speciali\, cercando di smontare i preconcetti sulla malattia mentale. L’inclusione e il rispetto della diversità sono il motore del progetto: il cambiamento di una società passa dall’accettazione di ciò che ci appare lontano e questo film vuole essere un piccolo ma significativo passo in quella direzione». Al termine della proiezione il pubblico incontrerà i quattro protagonisti; Francesco Giuffrè\, insieme a Pier Belloni\, co-sceneggiatore del film\, dialogherà con gli spettatori sul tema trattato\, aprendo un confronto diretto e partecipato. \n\n\n\nMercoledì 25 il giornalista e critico musicale Andrea Silenzi incontra Felice Liperi\, critico musicale\, conduttore e curatore per Radio RAI\, docente al DAMS in vari atenei e all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini\, in occasione dell’uscita per Treccani Editori del suo ultimo libro LA CANZONE ITALIANA Storia\, storie\, protagonisti. Come e quando nasce la canzone italiana? Come si definisce\, attraverso quali trasformazioni è passata e quali sono stati e sono oggi i suoi protagonisti? E quale futuro si intravede all’orizzonte? Il libro ripercorre l’evoluzione della più “leggera” e popolare delle nostre arti nazionali: dalla romanza alla canzone\, dai canti sociali e patriottici alla canzone napoletana\, dai caffè concerto ai varietà\, dal ruolo della radio nel fascismo alle influenze americane e alle grandi orchestre. Dalle melodie del dopoguerra alla rivoluzione degli anni Sessanta-Settanta e alle grandi scuole cantautorali\, dal rock al pop\, dal folk fino ai linguaggi musicali oggi imperanti\, come il rap e la trap\,  il viaggio attraversa anche il mercato discografico\, lo star system e l’impatto della Rete\, delle piattaforme digitali e delle strategie promozionali dei talent\, offrendo uno sguardo che intreccia storia musicale e storia della società italiana. \n\n\n\nVenerdì 27 torna SUPERFICIE LIVE SHOW – attori sul palco a portata di video\, format ideato e condotto da Matteo Santilli. Un susseguirsi di monologhi\, anteprime\, brevi video\, lezioni e tante ‘rubriche’ create ad hocper questo show con la partecipazione di artisti e musicisti che sono annunciati soltanto a ridosso della data. Uno sguardo sul teatro contemporaneo\, fra proposte ed esperimenti scenici e piccole anticipazioni sui principali spettacoli in scena nelle settimane successive nei teatri della capitale. Superficie Live Show racconta il mondoteatrale a 360 gradi e che puntualmente cerca di rinforzare il dialogo fra il pubblico e l’artista. \n\n\n\nSabato 21 il giornalista e conduttore radiofonico Patrizio Ruviglioni ripercorre con il protagonista della serata\, STEFANO FRESI\, le tappe di una carriera eclettica tra musica\, teatro\, cinema e televisione. Compositore e musicista prima ancora che attore\, Fresi viene notato da Michele Placido e debutta al cinema in Romanzo Criminale. Inizia così un’inarrestabile carriera con film di successo come la fortunata saga Smetto quando voglio\, che gli vale la candidatura ai David di Donatello\, fino al Nastro d’Argento 2019 come miglior attore di commedia per la versatilità dimostrata nei film: C’è tempo\, L’uomo che comprò la luna e Ma cosa ci dice il cervello. Parallelamente continua il percorso teatrale e televisivo\, cimentandosi nel doppiaggio di Il re leone accanto a Marco Mengoni\, Elisa e Edoardo Leo\, alla conduzione con Roberto Bolle su Rai1\, fino alla serie di successo Kostas\, dove interpreta il famoso commissario greco nato dalla penna di Petros Markarïs. Un’occasione per attraversare\, attraverso la sua voce\, oltre vent’anni di spettacolo italiano\, tra palcoscenico e grande schermo. \n\n\n\nMartedì 31 è Tosca a condurre l’intervista spettacolo Due cuori e una caparra con CORRADO NUZZO e MARIA DI BIASE. In contrasto tra di loro\, in disaccordo con il mondo\, felicemente inadattabili\, Nuzzo e Di Biase sembrano smentire sia il detto “chi si somiglia si piglia” sia “gli opposti si attraggono”: nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure\, nonostante questo\, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena. Perché? La risposta a questa domanda – e a molte altre – emergerà nel dialogo guidato da Tosca. Un confronto vivo e imprevedibile\, in cui confessioni\, contraddizioni e improvvisazioni si intrecceranno davanti al pubblico del Teatro Eduardo De Filippo\, che avrà la fortuna di assistere (e forse di intervenire) in questo gioco teatrale sospeso tra realtà e finzione.
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SUMMARY: Monza Music Meetings
DESCRIPTION:Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti\, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi\, in collaborazione con il Comune di Monza\, la manifestazione\, giunta alla quarta edizione\, si rivolge a pubblici differenti per età\, competenze e sensibilità\, dai bambini agli adulti\, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi\, con un’offerta di proposte articolate e diversificate. \n\n\n\nLa nuova edizione approfondisce\, in particolare\, il rapporto tra musica\, comunità e trasformazione\, esplorando il suono come strumento di relazione\, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole\, appuntamenti concertistici di rilievo\, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. \n\n\n\nIl tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nNello spirito stesso dell’incontro\, motivo propulsore della rassegna\, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che\, lunedì 16 marzo (ore 21\, ingresso libero con libera donazione)\, ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il baritono Giacomo Nanni\, la violista Maria Cecilia Villani el’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte)\, John Dowland\, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli\, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596)\, celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae\, op. 48 di Benjamin Britten (1950)\, variazioni per viola e archi sul tema di Dowland\, ponte tra Rinascimento e modernità\, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug\, BWV 82 di J.S. Bach\, cantata per basso\, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente. \n\n\n\nSempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto\, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza)\, intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea. \n\n\n\nQuindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza\, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro)\, con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta\, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita\, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta\, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco\, decidono di viaggiare con il loro cassonetto\, trasformato in forziere\, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha\, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21\, ingresso 10-15 euro)\, i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità\, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore\, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche\, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico. \n\n\n\nSabato 21 marzo\, sempre al Teatro di Corte\, in occasione dell’International Early Music Day\, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20\, ingresso 10-15 euro)\, protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino)\, Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova\, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima\, venerdì 20 marzo\, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12). \n\n\n\nIl Teatro di Corte vedrà infine esibirsi\, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30\, ingresso 10-15 euro)\,i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo\, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano. \n\n\n\nSabato 28 marzo\, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo. Infine\, domenica 29\, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings\, un accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\nAfferma Arianna Bettin\, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale\, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica\, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi\, con Monza Music Meetings\, al concorso Rina Sala Gallo\, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026». \n\n\n\nLe fa eco Annamaria Di Ruscio\, vicepresidente di Acinque\, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti\, rendez-vous\, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio\, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità». \n\n\n\n \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it  \n\n\n\n 
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SUMMARY:BeatleStory tour 2026 al Teatro Olimpico di Roma
DESCRIPTION:Per il tour 2026\, BeatleStory presenta con orgoglio una nuova produzione dedicata alle iconiche raccolte Red (1962–1966) e Blue (1967–1970): un emozionante viaggio musicale attraverso i brani che hanno segnato un’intera generazione e che ancora oggi rappresentano l’essenza della storia dei Beatles. \n\n\n\nIl 16 marzo 2026\, BeatleStory torna a Roma nello splendido scenario del Teatro Olimpico\, con uno spettacolo completamente rinnovato che ripercorre l’evoluzione artistica dei Fab Four\, dagli esordi nei club di Liverpool fino alla maturità musicale degli ultimi capolavori in studio.  \n\n\n\nBeatleStory è un live show multimediale che racconta\, attraverso musica\, immagini e narrazione\, l’intera parabola dei Beatles dal 1962 al 1970. In scena da oltre dieci anni in Italia\, Europa e America\, lo spettacolo è diventato un punto di riferimento nel panorama dei grandi show-tributo internazionali.  \n\n\n\nCo-prodotto con LSD Edizioni di Claudio Gregori (Greg)\, lo spettacolo porta sul palco una formazione che\, con rigore musicale e grande cura scenica\, restituisce il suono\, l’energia e l’evoluzione artistica dei Beatles.  \n\n\n\nLa scaletta propone oltre 30 brani\, molti dei quali presenti nelle celebri raccolte Red & Blue: da She Loves You a Hey Jude\, passando per Yesterday\, Let It Be\, Come Together e Here Comes The Sun\, con perle imperdibili come Taxman\, Across The Universe e Free As A Bird.  \n\n\n\nLo spettacolo\, scritto e diretto da Roberto Angelelli e Patrizio Angeletti\, con la supervisione di Tonino Tosto\, ha una durata di circa 2 ore ed è suddiviso in 6 set tematici: Cavern Club – Beatlemania – Revolver – Summer Of Love – White Album – Abbey Road. \n\n\n\nNon un semplice concerto\, ma un live show multimediale curato nei minimi dettagli; uno spettacolo originale\, coinvolgente ed emozionante che\, come dichiarò Paolo Bonolis all’Arena di Verona: «Lo show sui Beatles che mi ha aperto gli occhi sul mondo delle Tribute Band». \n\n\n\ninfo & Biglietti biglietti@teatroolimpico.it – 3492378200 \n\n\n\nprezzo biglietti da 31\,00 € a 22\,00 € disponibili su  www.ticketone.it_
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SUMMARY:"Oh mio Dio" allo Spazio Officine CreAttive di Zagarolo
DESCRIPTION:Marzo è il mese del teatro anche “Fuori Porta” allo Spazio Officine CreAttive di Zagarolo! \n\n\n\nNel 2020\, nell’ambito del progetto Non Solo Roma – Italian culure and lifestyle in the amazing roman surrounding\, a Zagarolo\, nasce lo Spazio Officine CreAttive\, inserito nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi\, Dimora Storica del Lazio. \n\n\n\nVale la pena prendere in considerazione questo Spazio per l’incessante lavoro creativo prodotto negli anni\, infatti lo spazio si configura come luogo di co – working per molti artisti e creativi\, dalla produzione alla formazione multidisciplinare\, dal teatro al cinema e alla danza\, con un focus preciso sugli eventi Site Specific\, sulla Scena Contemporanea nazionale e internazionale anche grazie al progetto “Les Voix InPopulaires”. \n\n\n\nSiamo andati a trovarli nel mese di marzo per un’intervista al Direttore Artistico\, che pubblicheremo prossimamente\,  dato che è il cuore pulsante della stagione teatrale invernale proposta in attesa che i lavori si trasferiscano\, per l’estate\, al Giardino Pensile dello stesso Palazzo per  la stagione estiva che va avanti oramai dal 2015. \n\n\n\nSiamo rimasti sorpresi della qualità e quantità dei lavori presentati\, da poco è andato in scena “Frullato Fegato e Fiori”\, di e con Raffaella Mancini e Sofia Pasquali\, testo originale e avvincente capace di “vomitare e digerire” molti temi del nostro presente; siamo curiosi di vedere cosa succederà il 27 marzo per la Giornata Mondiale del Teatro nell’ambito del seminario Vana Gloria “da Plauto a Pasolini” e vi aspettiamo domani\, domenica 15 marzo con l’anteprima di “Oh Dio Mio” \, adattamento e riduzione dal testo di Anat Gov\, in scena due interpreti di razza\, Andrea Tidona e Michetta Farinelli per una mise en space che presenta uno spettacolo intenso e coinvolgente\, capace di unire profondità e ironia\, portando sul palco un dialogo originale e sorprendente che invita alla riflessione su temi universali e profondamente umani. \n\n\n\nDietro questo incessante lavoro c’è il gruppo dei giovani artisti della Off Rome Company e tanti partner dei settori Off Cinema\, Off Factory\, ecc. Coordinati e diretti da Igor Geat che ha curato anche la regia dello spettacolo di domani. \n\n\n\nNon mancate!
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SUMMARY: "Cecità" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il 15 marzo il Teatro Comunale Veroli ospiterà uno spettacolo teatrale ispirato all’opera Cecità di José Saramago\, un lavoro che nasce come esercizio drammaturgico e come indagine scenica sui temi centrali del celebre romanzo. \n\n\n\nConsapevole della complessità di tradurre in linguaggio teatrale la potente e vischiosa identità dell’opera di Saramago\, il regista\, Ivano Capocciama\, sceglie di non riprodurre la trama del romanzo\, ma di attraversarne il cuore tematico. La scena diventa così uno spazio di ricerca e di tensione drammatica\, in cui la narrazione si dissolve per lasciare emergere le domande profonde che attraversano l’opera dello scrittore portoghese. \n\n\n\nI personaggi\, sospesi tra cecità e visione\, abitano un mondo al limite della sopportazione umana. In un continuo movimento fisico ed emotivo\, essi danno forma a un’umanità smarrita\, che danza il proprio disagio\, la propria angoscia e l’attesa di una catastrofe inevitabile e multiforme. La dimensione scenica amplifica e dilata i nuclei tematici del romanzo\, trasformando il palcoscenico in un luogo di confronto con le fragilità\, le paure e le derive della società contemporanea. \n\n\n\nNe emerge un’esperienza teatrale intensa e immersiva\, che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra visione e cecità\, responsabilità individuale e destino collettivo\, in un viaggio emotivo che riflette sul presente e sulle sue possibili derive. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 15 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 8.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) al Teatro di Documenti
DESCRIPTION:Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?) è un testo dell’autrice e regista Stefania Porrino pensato per l’affiatata Compagnia del Mutamento. \n\n\n\nLa storia si muove su due piani paralleli: uno più realistico\, con atmosfere noir e atmosfere del giallo\, l’altro più filosofico e metateatrale.  \n\n\n\nDa una parte c’è la storia di Virgilio e Beatrice\, due maturi coniugi senza figli\, che cercano di esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte pianificando nel miglior modo possibile\, grazie a un’eredità ricevuta da un cugino di lui\, l’ultima fase della loro vita.  \n\n\n\nDall’altra si muovono Vir e Bea\, i veri autori della storia di Virgilio e Beatrice: la loro stessa coscienza immateriale che agisce fuori dal tempo. Un “teatro nel teatro”\, un “giallo nel giallo”.  \n\n\n\nAccanto a Virgilio e Beatrice si muove Pia\, ambigua figura dal passato complesso e dai repressi desideri di revanches esistenziali\, la cui presenza sembra essere tutt’uno con la casa ereditata. Pia sarà elemento essenziale allo sviluppo del “giallo”\, fino al suo paradossale epilogo. \n\n\n\nLa vicenda si snoda a partire dal testamento del cugino di Virgilio che lascia in eredità a lui e Beatrice un casale nella campagna toscana\, ma sarà il rapporto che lega i protagonisti della storia con i loro “doppi” astratti\, il vero nodo drammaturgico della storia.  \n\n\n\nHo scritto questo testo con l’intento di lanciare al pubblico alcuni quesiti su cui interrogarsi: che legame c’è tra le due coppie di personaggi? Tra Virgilio e Vir o tra Beatrice e Bea chi è il vero protagonista della sua storia? E in generale: ciascuno di noi è davvero padrone della sua vita? E può esistere un’altra modalità di vita\, oltre quella che conosciamo? \n\n\n\nL’autrice e regista Stefania Porrino \n\n\n\nIl suggestivo spazio del Teatro di Documenti è il luogo perfetto per questo affascinante testo per la sua unica conformazione che permetterà di suggerire la presenza di una casa a due piani in cui da quello sottostante emergeranno gli elementi più inquietanti della vicenda. \n\n\n\nDicono di noi: \n\n\n\n‘Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?)’ attraversa più linguaggi: dal realistico al filosofico\, dal metateatrale al noir\, affrontando un tema estremamente intimo\, complesso e profondo\, quello della terza età\, in un modo e un’atmosfera tutt’altro che pesanti e impegnativi. Dunque\, c’è spazio anche per qualche sorriso e per qualche lacrima. Una penna che ama scrivere quella di Stefania Porrino\, la quale la sa usare con grande maestria e ci dona un’opera a cui si assiste con grande piacere. Brainstorming Culturale\, magazine di arte e cultura\, Luisella Polidori\, 17 marzo 2025 \n\n\n\n[…] C’è ancora speranza che testi validi\, che fanno riflettere\, possano non soltanto interessare il pubblico ma soprattutto produrre quel sano passa parola che riporta la fila di spettatori al botteghino. […]  Stefania Porrino affronta un argomento molto profondo come la possibilità data ad ognuno di noi di ritornare\, dopo la morte\, ad unirci in un’entità universale in attesa di riprendere ancora abiti  umani in una continua rinascita. I greci la chiamavano metempsicosi\, per noi reincarnazione. […]  Gli attori hanno confermato con la loro interpretazione la polivalenza del testo\, oscillando tra realismo e surrealismo. Evelina Nazzari ha vestito i panni dell’Autrice confrontandosi efficacemente con l’Autore Rosario Tronnolone\, entrambi non enfatici ma riferendo le battute in tono non retorico\, naturale pur rappresentando\, con i loro personaggi\, proprio il soprannaturale. In quanto ai “vivi” Beatrice e Virgilio\, interpretati da Nunzia Greco e Giulio Farnese\, la loro recitazione ha suscitato nel pubblico una gamma di emozioni\, dalla compassione all’ilarità\, poiché sono riusciti a cambiare registro in dialoghi ora descrittivi di situazioni ora introspettivi e poetici. Pia è stata interpretata con efficacia da Carla K.Carretti\, fino alla scena conclusiva in cui sciogliersi i capelli lasciando la pettinatura raccolta dell’apertura\, palesa perfettamente la sua vera natura di amante e assassina. […] Portale letterario\, Neria De Giovanni\, 28 marzo 2025 \n\n\n\n[…] La scenografia\, essenziale ed evocativa\, è composta da scatole che custodiscono ricordi sepolti\, verità mai sospettate e frammenti di un passato che si riflette in un futuro incerto. Libri accatastati rievocano memorie e prefigurano sviluppi inattesi. I quadri della pittrice Màlgari Onnis\, uniti alle musiche di Johann Sebastian Bach e Giuseppe Verdi\, rielaborate da Tancredi Rossi Porrino\, creano un’atmosfera in bilico tra il reale e l’irreale. Il sapiente uso delle luci guida lo spettatore nella distinzione tra i due piani narrativi: una predominanza di toni freddi\, con sfumature di blu\, avvolge Bea e Vir\, collocandoli in una dimensione astratta e fuori dal tempo. Al contrario\, i colori caldi dello spettro del rosso avvolgono Virgilio e Beatrice\, ancorandoli saldamente alla dimensione terrena e al presente tangibile. […] Quarta Parete\, Grazia Menna\, 13 marzo 2025 \n\n\n\nLa Compagnia del Mutamento \n\n\n\nNata nel 2017 la Compagnia del Mutamento va in scena con lo spettacolo Comunismo\, addio? per due stagioni consecutive al Teatro di Documenti dove\, affascinata dal suggestivo e insolito spazio teatrale creato da Luciano Damiani\, decide di continuare a lavorare anche negli anni seguenti. Nella stagione 2019/20 infatti produce un nuovo spettacolo\, intitolato Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo\, scritto appositamente per gli attori della Compagnia. Le ultime battute dello spettacolo  sembravano presagire – considerate con il senno di poi – quel doloroso “mutamento” causato dalla pandemia che a pochi giorni dalla fine dello spettacolo portò\, tra le tante chiusure\, anche quella dei teatri. Dopo la forzata interruzione durata più di un anno\, la Compagnia torna al Teatro di Documenti nel 2022 con una mise en espace di un altro testo di Stefania Porrino: Il Rondò del Caffè Ristoro e nel 2023 ripropone Il Mutamento – in viaggio da Atlantide all’Universo.  \n\n\n\nDomenica 15 marzo alle ore 16.30\, prima della replica pomeridiana\, si terrà un imperdibile incontro tra l’autrice e regista Stefania Porrino e la scrittrice Dacia Maraini dal titolo  \n\n\n\n“La vecchiaia non è una malattia”.  \n\n\n\nUn dialogo tra due donne\, un’occasione per parlare con leggerezza di vecchiaia e  anzianità. Introduce Elisa Fantinel. Ingresso Libero.  \n\n\n\nPorrino e Maraini hanno da poco partecipato assieme ad altre prestigiose scrittrici alla realizzazione del volume “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” edito da Il Mulino e uscito ad ottobre 2025. \n\n\n\nBIGLIETTI: mercoledì\, giovedì e venerdì: intero € 15\, ridotto € 9\, tessera € 3sabato e domenica: intero € 18\, ridotto € 12\, tessera € 3 \n\n\n\n teatrodidocumenti@libero.it \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI  tel. 06.45548578 – 328.8475891
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SUMMARY:"Tre donne" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 15 marzo dalle ore 11 alle ore 14\, ospita Tre donne\, tre letture sonoredi Monica Demuru\, con la cura di Daria Deflorian e con la collaborazione artistica di Andrea Pizzalis\, dedicate a Katherine Mansfield\, Ingeborg Bachmann e Alice Munro. \n\n\n\nTre autrici\, lontane per collocazione geografica ed esiti stilistici ma massima espressione letteraria di uno sguardo e una voce sull’universo femminile\, impostisi faticosamente durante il secolo scorso e oggi risonanti e vive. Ogni lettura – Katherine Mansfield\, Pura felicità (1918)\, nella omonima raccolta; Ingeborg Bachmann\, Occhi felici\, in “Tre sentieri per il lago” (1972); Alice Munro\, Le bambine restano\, in “Il sogno di mia madre” (1998) – ha la durata di 45 minuti\, con un intervallo di 15 minuti. \n\n\n\nL’ingresso è di 10 euro. Consigliata la prenotazione allo 065814176 o inviando una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n———————————– \n\n\n\nMonica Demuru\, con la cura di Daria Deflorian e la collaborazione di Andrea Pizzalis\, legge e sonorizza i racconti\, a voce alta\, o con l’aiuto di qualche oggetto sonoro\, restituendo la molteplicità di voci e paesaggi nei quali si muovono imprevedibilmente i protagonisti. La relazione tra mondo interiore e l’esterno sonorizzato – oggetto di indagine da lungo tempo nella collaborazione tra le due artiste – si snoda tra controtempi letterari e musicali in una struttura avvincente da thriller esistenziale e con una canzone diversa per ogni racconto – come leit-motiv emotivo – ad affacciarsi di tanto in tanto.  \n\n\n\nKatherine Mansfield\, Pura felicità (1918)\, nella omonima raccolta\, Ingeborg Bachmann\, Occhi felici\, in “Tre sentieri per il lago” (1972)\, Alice Munro\, Le bambine restano\, in “Il sogno di mia madre” (1998). Tre figure femminili in primo piano\, di cui vogliamo restituire l’eternità del loro fluire tra vita sociale e anima\, tra condizionamenti e spirito libero. Al centro di ognuna di queste storie c’è infatti una donna – Bertha\, Miranda\, Pauline – colta in una piccola o grande crisi\, un’incrinatura dello scorrere del tempo che ne illumina luci ed ombre. Realizzazione personale\, eros\, rapporto con gli uomini\, tradimenti e prezzi da pagare. \n\n\n\n“Un sentimento di pura felicità – felicità assoluta! – come se uno\, di colpo\, avesse inghiottito un frammento di quel sole.” Ci sono scritture che corrono al margine dell’esistenza\, e ne costituiscono l’essenza. Scritture cosparse di scorie di vita che brucia. Scritture che del dolore del vivere colgono la fiamma abbagliante. E bruciano chi legge. Così ha scritto Nadia Fusini\, parlando di Katherine Mansfield\, magnifica narratrice\, di cui solo in tempi recenti è iniziata una vera riscoperta in Italia. \n\n\n\nMezzo secolo dopo la sua tragica morte a Roma all’età di 47 anni\, l’influenza di Ingeborg Bachmann rimane immensa. Diventata famosa fin da giovanissima per le sue poesie\, è stata anche una grande scrittrice di romanzi e soprattutto di racconti brevi. Il premio Nobel per la letteratura Elfriede Jelinek ha detto parlando di lei: “ha descritto con mezzi radicalmente poetici la continuazione della guerra\, della tortura\, dell’annientamento nella società\, all’interno delle relazioni tra uomini e donne”. \n\n\n\nAlice Munro\, la grande scrittrice canadese\, Premio Nobel per la letteratura\, “è interessata sia al tessuto delle normalità sia al colpo di forbici che lo taglia di netto”\, come ha scritto Antonia Byatt\, ma forse va detto più precisamente che il colpo di forbici\, nella visione di Munro\, è parte della normalità. Nelle storie di Munro è spesso presente un “costi quel che costi”\, che ha per prezzo la solitudine\, dopo che le sue protagoniste hanno patito l’umanissima e straziante illusione dell’amore e del sesso. \n\n\n\nMonica Demuru. Attiva sulla scena teatrale come attrice\, cantante e autrice\, ha sviluppato un percorso di ricerca sulla vocalità tra musicalità pura e attenzione drammaturgica. Lavora in teatro con Societas Raffaello Sanzio\, Massimiliano Civica\, Deflorian/ Tagliarini\, Joris Lacoste-Encyclopedie de la Parole\, Muta Imago\, Claudio Morganti\, Emanuele Valenti e Giorgina Pi. Stabilmente in duo con Cristiano Calcagnile in Blastula.scarnoduo e con Natalio Mangalavite in Madera Balza\, con cui realizza operine e concerti drammatici. Ha inoltre al suo attivo i concerti narrativi con Barbara Casini e Gabriele Mirabassi; con Stefano Bollani e Ares Tavolazzi; con Paolo Benvegnù\, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti; con Raffaello Pareti e Alessandro Marzi; con Luca Tilli e gli allievi e le allieve dell’Accademia Silvio D’Amico. Collabora in qualità di lettrice a Rai Radio3. \n\n\n\nSvolge attività didattica su vocalità e pratica scenica per varie istituzioni e scuole tra cui LʼAccademia Nazionale dʼArte Drammatica Silvio DʼAmico\, la Bellini Factory e la scuola del Teatro Mercadante di Napoli. \n\n\n\nNel 2013 vince il Premio “Maria Carta”. Candidata in finale al Premio Ubu 2017\, sia come attrice che per il miglior progetto musicale (“Il Cielo Non È Un Fondale” di Deflorian-Tagliarini) e al Premio Ubu come migliore attrice 2018 (“Belve” diretta da Massimiliano Civica). Nel 2019 vince il premio Archivio Mario Cervo per il CD Madera Balza. Candidatura ai Premi UBU come miglior spettacolo 2021 per Antigone\, diretto da Massimiliano Civica. Riceve il premio Ubu 2021 per il Progetto Speciale In quanto parte del gruppo artistico GLA. Secondo posto al Premio Ubu 2022 come migliore attrice per “giorni felici” di Beckett diretta da Massimiliano Civica. \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\n Il Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.
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LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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SUMMARY:“Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”
DESCRIPTION:Dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026\, il Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini ospiterà la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”. Questa è la prima volta che il Palazzo Nuovo ospita una mostra temporanea. Le creazioni della Maison Cartier\, per lo più provenienti dall’heritage Cartier Collection\, saranno in dialogo con le sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani – nucleo originario della collezione museale di Palazzo Nuovo – e con una selezione di preziosi reperti antichi provenienti dalla Sovrintendenza Capitolina\, da prestigiose istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private. \n\n\n\nLa mostra\, curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello\, dall’archeologo Stéphane Verger\, dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce e promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Maison Cartier e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Il progetto di allestimento è a cura di Sylvain Roca\, con uno straordinario contributo creativo del Maestro Dante Ferretti.   \n\n\n\nDalla metà del XIX secolo ad oggi\, Cartier ha studiato\, tratto ispirazione e reinterpretato il repertorio estetico e simbolico dell’antica Grecia e di Roma\, trasformando motivi millenari in gioielli dal carattere unico e moderno. “Cartier e il mito ai Musei Capitolini” è un viaggio affascinante alla scoperta dell’universo estetico e formale della Maison Cartier\, in continuo dialogo con l’eccezionale collezione di sculture antiche dei Musei Capitolini. La mostra esplora il modo in cui l’antichità classica ha mutevolmente ispirato le sue creazioni più iconiche ricostruendo atmosfere intellettuali e culturali\, ed evocando l’evoluzione dell’immaginario legato alla Grecia e a Roma nel corso dell’Ottocento e del Novecento. \n\n\n\nParticolare attenzione è posta sul profondo legame tra Cartier e l’Italia\, specialmente Roma.  \n\n\n\nLe collezioni permanenti del Palazzo Nuovo in Campidoglio – l’originario Museo Capitolino istituito nel dicembre del 1733 da Clemente XII Corsini – si compongono in modo quasi esclusivo di sculture in marmo\, in gran parte acquisite dalla collezione del cardinale Alessandro Albani. Molte di queste sculture antiche hanno costituito modelli imprescindibili per la formazione del linguaggio artistico europeo. La mostra offre una prospettiva originale su un aspetto particolare e importante di questo tema: dell’uso \n\n\n\ndel repertorio antico in gioielleria\, dai “pastiches” dei grandi collezionisti e orafi del XIX secolo\, come i Castellani a Roma\, stile Neoclassico Garland\, fino alle opere successive ispirate a Jean Cocteau nel secondo dopoguerra\, arrivando infine alle creazioni odierne e a un nuovo approccio all’Antichità. \n\n\n\nL’esposizione mette in luce l’uso del repertorio classico greco-romano nelle creazioni Cartier e le trasformazioni della prima metà del Novecento\, quando maturò una nuova concezione dell’antichità classica. Una sezione è dedicata alle tecniche e ai processi di lavorazione dei gioielli\, con riferimenti all’età romana. La mostra esplora inoltre le ispirazioni mitologiche che hanno nutrito l’immaginario Cartier dall’inizio del XX secolo\, confrontando le creazioni della Maison con le antiche divinità di Palazzo Nuovo – Afrodite e Dioniso\, Apollo ed Eracle\, Zeus e Demetra – e invitando i visitatori a riscoprire all’interno della collezione permanente i modelli antichi che le hanno ispirate.  \n\n\n\nCartier ha tratto ispirazione dall’Arte Classica in vari modi\, sia in modo diretto che attraverso il filtro di periodi storici evocativi profondamente influenzati dall’antichità\, come il Rinascimento\, la corte di Versailles e il Neoclassicismo.  La storia di Cartier si sviluppa attraverso epoche in cui l’estetica classica funge da grammatica stilistica: dai revival storicisti della metà del XIX secolo allo stile a ghirlanda svolazzante della Belle Époque; dalla reinterpretazione delle forme antiche nello stile moderno dei primi delXX secolo\, al ritorno dell’oro giallo negli anni Quaranta insieme alla libertà d’espressione femminile; dalla giocosa rivisitazione dei miti negli anni Settanta fino a un approccio contemporaneo all’antichità. I canoni classici rimangono una pietra angolare dell’eccellenza estetica grazie al loro vocabolario formale universalmente riconosciuto. \n\n\n\nAd introdurre la mostra “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini”\, una spettacolare scalinata cinematografica opera del Maestro Dante Ferretti\, scenografo premio Oscar. \n\n\n\nDal labirinto verticale de Il nome della Rosa (1986) alle rovine nostalgiche del Grand Tour nella scenografia di Cenerentola (2015)\, il suo lavoro ci eleva verso un mondo di Antichi\, eroi e dei\, che permea il nostro modo di vedere e di vivere l’universo. Riferimenti malinconici all’antichità classica costellano l’atmosfera onirica e burlesca di Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam (1988). Con Pasolini\, Ferretti fa rivivere la maga Medea sotto le sembianze di Maria Callas (1968)\, una delle donne più moderne della mitologia antica\, che ci appare con un’imponente parure d’oro e ambra\, degna della sua discendenza dal Sole. \n\n\n\n Una mitologia costantemente rivisitata\, gioiosa e piena di sorprese\, che parla al mondo di oggi: questo è ciò che Dante Ferretti riesce a creare nelle sue opere. È anche ciò che la Maison Cartier è riuscita a fare fin dalle sue origini attraverso il mito\, reinterpretando costantemente un’antichità classica vivente\, sempre rinnovata e pronta a fondersi con la modernità. \n\n\n\nLa mostra\, concepita come un’esperienza immersiva arricchita da elementi audiovisivi\, si caratterizza per le installazioni olfattive create dalla profumiera della Maison Cartier\, Mathilde Laurent\, e per l’esposizione di pietre dure provenienti dall’atelier di glittica di Cartier che incarnano le divinità e i miti esposti.  \n\n\n\nFin dall’inizio del XX secolo\, i disegnatori di Cartier si sono progressivamente allontanati dai riferimenti diretti all’antichità classica\, che seguivano i fondamenti della geometria e della matematica dei filosofi greci\, basandosi sul principio della sezione aurea. I miti greci compaiono in modo più indiretto e\, al tempo stesso\, più fedele allo spirito dell’ornamento antico\, così come presentato dagli studiosi della religione greca. I gioielli fanno parte di ciò che i Greci chiamano kosmos\, una parola che indica sia la disposizione corretta degli abiti e dei gioielli\, sia l’ordine imperscrutabile dell’universo. Nelle creazioni di Cartier\, come nei miti antichi\, i gioielli si presentano come riproduzioni in miniatura dell’universo e delle sue forze primordiali: la terra e i suoi minerali\, l’oceano e le sue creature marine\, il cielo stellato e il fuoco del sole. Efesto\, il dio artigiano\, riunisce questi elementi attraverso l’arte\, proprio come fanno gli artigiani della Maison Cartier nei loro atelier\, ispirati dal potere evocativo delle gemme. Il gioiello diventa così un discorso metafisico\, oltre che un ornamento di prestigio.  \n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO  \n\n\n\nCartier e il mito ai Musei Capitolini        \n\n\n\nMusei Capitolini – Palazzo Nuovo\, Sale al primo piano  \n\n\n\nPiazza del Campidoglio\, 1 – 00186 Roma  \n\n\n\nTariffe: \n\n\n\nBiglietto “solo mostra”: intero € 8\,00; ridotto € 7\,00.                                                                     \n\n\n\nBiglietto cumulativo musei capitolini + mostra: intero non residente € 20\,00; \n\n\n\nridotto non residente € 13\,50; intero residente € 15\,50; ridotto residente € 12\,50. \n\n\n\nOrari: Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura  \n\n\n\n24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00; 1° gennaio 2025 dalle 11.00 alle 20.00Ultimo ingresso un’ora prima della chiusuraGiorni di chiusura: 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nPer maggiori informazioni: \n\n\n\ntel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museicapitolini.org  \n\n\n\nLa Collection Cartier  \n\n\n\nNegli anni Settanta\, Cartier iniziò a riunire pezzi prodotti nei suoi primi anni: gioielli\, orologi e altri preziosi accessori furono così raccolti per la conservazione\, portando alla fondazione della Cartier Collection nel 1983.  \n\n\n\nOggi\, la Cartier Collection comprende pezzi datati già dagli anni Sessanta dell’Ottocento fino agli anni Duemila. Questi pezzi agiscono come testimonianze materiali della storia di oltre 170 anni di stile e creatività di Cartier e forniscono anche un resoconto storico più ampio delle evoluzioni delle arti decorative così come della società dalla fine del XIX secolo.   \n\n\n\nCon circa 3.500 pezzi\, in continua crescita\, la Cartier Collection ha attirato l’attenzione dei musei di tutto il mondo. Dalla prima grande mostra nel 1989 al Petit Palais di Parigi\, la Cartier Collection è stata presentata in alcune delle più rinomate istituzioni del mondo in 44 mostre monografiche.  “Cartier e il Mito ai Musei Capitolini” è la seconda mostra monografica dedicata a Cartier in Italia\, dopo “Il design Cartier visto da Ettore Sottsass”\, tenutasi a Palazzo Reale a Milano nel 2002. 
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SUMMARY:"Avevamo un appuntamento" al Piccolo Teatro della Città
DESCRIPTION:Una commedia tenera e surreale che si muove con leggerezza intorno a uno dei grandi tabù della nostra cultura: la morte. Al Piccolo Teatro della Città\, sabato 14 (ore 21) e domenica 15 marzo (ore 18)\, va in scena lo spettacolo Avevamo un appuntamento di Giovanna Criscuolo che lo interpreta insieme con Vincenzo Volo. La regia è di Angelo Tosto\, le musiche originali di Aldo Giordano\, le scene e costumi di Martina Ciresi e Stefano Privitera. La commedia originale\, prodotta da IN ARTE in collaborazione con Babel\, affronta il tema della morte con ironia e una sorprendente vitalità\, restituendo al pubblico uno sguardo originale\, profondo e allo stesso tempo divertente. La storia racconta di Giacomo che è in cerca della tomba della madre\, per portarle dei fiori e nel suo vagare si imbatte in Anna\, una donna sui generis che sembra vivere proprio lì\, tra tombe e ricordi\, circondata da presenze che per lei non sono affatto mute.  \n\n\n\nPur disorientato dalla stravaganza di Anna\, Giacomo si ritrova a confidarsi\, raccontando pezzi della propria storia. Dal loro scambio nascono momenti esilaranti\, a volte teneri\, legati ai ricordi\, ai dolori familiari\, alle piccole assurdità della vita. Una storia solo in apparenza semplice\, sospesa tra realtà e invenzione\, in cui i confini tra vivi e morti si sfumano per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l’ascolto\, la memoria\, la possibilità di capirsi. \n\n\n\nInfo 095530153
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SUMMARY:"10 ANNI. UNA SERATA A SORPRESA" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sabato 14 e domenica 15 marzo la Compagnia Uscite d’Emergenza presenta 10 ANNI. UNA SERATA A SORPRESA\, coreografie e regia di Davide Romeo. \n\n\n\nIn occasione dei suoi dieci anni di attività\, “Uscite di Emergenza Dance Company” celebra il proprio percorso con una serata unica e imprevedibile\, tipica del suo stile. Il pubblico non saprà quale spettacolo andrà in scena fino all’inizio della performance. Dieci anni – Una serata a sorpresa rappresenta un atto di fiducia reciproca tra compagnia e pubblico\, invitando gli spettatori a vivere l’esperienza teatrale nell’autenticità del momento presente. È una celebrazione del legame costruito in dieci anni di attività\, attraverso il tempo condiviso sul palco e in platea\, in un dialogo vivo che si rinnova ad ogni incontro. L’evento è pensato non solo per il pubblico affezionato\, ma anche per chi si avvicina per la prima volta a “Uscite di Emergenza Dance Company”\, offrendo un’occasione unica per scoprire il repertorio della Compagnia.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"AI AID" al Teatro IF
DESCRIPTION:L’amore è un algoritmo.Le amicizie sono automatizzate.Le emozioni? Ottimizzate.In un mondo governato dalle Intelligenze Artificiali\, esiste ancora qualcuno che prova a difendere il contatto umano.Social Help. Un call center dove a rispondere… sono persone vere.Ma nell’Ufficio 2 qualcosa si incrina.Un’IA che controlla il benessere.Un CEO che osserva.Tre giovani operatori pieni di fragilità\, desideri\, nevrosi.Crampi. Appuntamenti disastrosi. Madri invadenti. Sogni che non vogliono essere archiviati.Tra ironia tagliente e momenti di intimità profonda\, uno spettacolo che si chiede: “Cosa significa essere umani quando anche le emozioni possono essere automatizzate?” \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/ai-aid.aspx
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SUMMARY:Dorian Gray e Fedra in scena  al Nuovo Piccolo Garbatella
DESCRIPTION:La Realtà Teatrale Skenexodia\, nell’ambito della mini rassegna DESIDERIOKDIVORA\, in programma sabato 14 e domenica 15 marzo presso il Teatro Nuovo Piccolo Garbatella\, porterà in scena due spettacoli dedicati a due grandi figure tragiche\, accomunate da una profonda conflittualità interiore: Dorian Gray\, protagonista del romanzo di Oscar Wilde\, e Fedra\, eroina della mitologia greca. Due personaggi lontani nel tempo ma uniti dalla stessa tensione drammatica: il conflitto tra desiderio e morale\, tra apparenza e verità. Due epoche lontane\, ma un medesimo destino: la bellezza e la passione\, quando si separano dall’etica\, diventano forze distruttive. \n\n\n\nSabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\nDORIAN GRAY \n\n\n\ncon  \n\n\n\nLuca Fioretti (Dorian)\, Simone De Rose (Basil)\, Simone Tisi (Lord Henry)\, Marta Longo (Sybill) \n\n\n\nAdattamento originale e regiadi \n\n\n\nLuca Guerini \n\n\n\n————————— \n\n\n\nDomenica 15 marzo ore 17 \n\n\n\nFEDRA \n\n\n\ncon \n\n\n\nRoberta Sarti (Fedra)\, Fabrizio Giacomozzi (Teseo)\, Vincenzo Filice (Ippolito)\, Eleonora Bucci (Nutrice) \n\n\n\nAdattamento originale e regiadi \n\n\n\nLuca Guerini \n\n\n\nProduzione \n\n\n\n Realtà teatrale Skenexodia \n\n\n\n                    Realizzati in collaborazione con il Centro Sperimentale Artistico delle Marche \n\n\n\nAvvertenza: \n\n\n\nEntrambi gli spettacoli contengono scene di nudo integrale non volgare  \n\n\n\n \n\n\n\nDORIAN GRAY \n\n\n\nLa storia ruota attorno a Dorian Gray\, un giovane e affascinante uomo di Londra\, la cui bellezza esteriore è straordinaria. Dorian diventa il soggetto di un dipinto realizzato dal pittore Basil Hallward\, che è affascinato dalla sua bellezza. Durante il processo di pittura\, Dorian esprime il desiderio di rimanere giovane e bello per sempre\, mentre il ritratto invecchierà al suo posto. Nel corso della storia\, Dorian vive una vita di eccessi\, corruzione e immoralità\, influenzato da Lord Henry Wotton\, un aristocratico cinico che lo spinge a vivere senza scrupoli. La sua bellezza esteriore rimane intatta\, ma il ritratto diventa sempre più deformato e oscuro\, riflettendo i suoi peccati e il deteriorarsi della sua anima. Col passare del tempo\, Dorian si rende conto che il quadro è una rappresentazione dei suoi vizi e delle sue azioni\, e questo lo porta alla rovina. \n\n\n\nCITAZIONE: \n\n\n\n«Basil Hallward è quello che credo di essere\, Henry Wotton è come il mondo mi dipinge e Dorian Gray è quello che mi piacerebbe essere».  ​NOTE DI REGIA: \n\n\n\nHo scelto di ambientare questa storia universalmente nota negli anni Trenta\, ispirandomi alle atmosfere pittoriche di Jack Vettriano. Un’epoca segnata dalla Grande Depressione e da profonde incertezze economiche e politiche\, in cui il bisogno di evasione\, lusso e piaceri fugaci si amplifica. È proprio in questo contesto\, sospeso tra eleganza e inquietudine\, che il contrasto tra bellezza e vuoto interiore\, centrale nel Ritratto di Dorian Gray\, trova una cornice ideale. Come nel romanzo di Wilde\, anche nei suoi quadri l’estetica diventa maschera di un’inquietudine più profonda\, rivelando l’illusione della bellezza eterna e il prezzo nascosto del desiderio. \n\n\n\nFEDRA \n\n\n\nUna donna è attraversata da un desiderio che non riesce a controllare\, un sentimento che sa essere proibito e distruttivo. Vive questo conflitto in silenzio\, combattuta tra il senso di colpa e l’urgenza di dare una forma a ciò che la consuma. L’uomo verso cui è diretta la sua passione rifiuta ogni legame sentimentale e reagisce con durezza quando il sentimento viene rivelato\, ribadendo la propria distanza e il proprio rifiuto. Dopo questo rifiuto\, la donna trasforma il proprio tormento in accusa\, innescando una catena di eventi irreversibili. L’accusa viene creduta e provoca una punizione violenta e ingiusta nei confronti dell’uomo\, che ne subisce le conseguenze. Solo quando il danno è ormai compiuto emerge la verità\, lasciando spazio a una consapevolezza amara: l’incapacità di governare le passioni e le parole può distruggere le relazioni e travolgere le vite di tutti i personaggi coinvolti. \n\n\n\nCITAZIONE \n\n\n\n«Un delitto nasconda un altro delitto. Quando sei in pericolo\, l’attacco è la difesa più sicura. Se siamo colpevoli o vittime chi potrà testimoniarlo» \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nAmbientare Fedra nel 1968 significa collocare la tragedia in un tempo di frattura generazionale e di crisi dell’autorità\, in cui l’ordine costituito viene messo in discussione e i legami familiari si incrinano. In questo contesto\, il conflitto centrale del mito lo scontro tra desiderio e legge trova una risonanza immediata. \n\n\n\nIngresso: € 18\,00 \n\n\n\nInfo & Prenotazioni: officinemac.aps@gmail.com –  cell. 338.411.6671
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LOCATION:Nuovo Piccolo Garbatella\, Via Ignazio Persico\, 80\, Roma\, ITA\, 00154\, Italia
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SUMMARY:Cibate (ovvero\, io poco prima che scappo) al Teatro dei 3 Mestieri di Messina
DESCRIPTION:Sabato 14 e domenica 15 marzo nuovo appuntamento con la stagione “10” del Teatro dei 3 Mestieri con Cibate (ovvero\, io poco prima che scappo)\, spettacolo scritto\, diretto e ideato da Rosario Palazzolo\, con in scena  Francesca Garofalo e Chiara Peritore (produzione Teatro Sant’Eugenio). \n\n\n\nUn lavoro intenso e visionario che si interroga sul rapporto tra artista e mondo\, tra creazione e fuga\, tra fallimento e sopravvivenza. Al centro della scena l’idea di un testamento artistico lasciato a due giovani attrici\, mentre l’autore immagina di sottrarsi alla relazione con il pubblico\, con la società\, con la realtà stessa. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come un flusso di pensiero caustico e poetico\, in cui parole\, immagini e tensioni emotive si alternano tra ironia e disincanto. Restano due giovani donne alle prese con un’eredità scomoda\, esposte allo sguardo del pubblico e alle contraddizioni del presente\, in un circo che continua anche quando la battaglia sembra finita. \n\n\n\nUn’opera che mescola sarcasmo\, fragilità e lucidità\, interrogando il senso stesso del fare teatro oggi e il bisogno di rappresentarsi per esistere.
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LOCATION:Teatro dei 3 Mestieri\, Esso\, s.s 114 km 5\,600\, Messina\, ITA\, 98128\, Italia
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SUMMARY:7ª Edizione della Call for Artists a Spazio Nucleika di Catania
DESCRIPTION:Il collettivo NucleikArt presenta la 7ª Edizione della Call for Artists\, che si concluderà con una mostra collettiva a ingresso gratuito in programma dal 14 al 28 marzo 2026 presso lo spazio Nucleika a Catania \n\n\n\nL’esposizione riunirà opere di pittura\, fotografia\, illustrazione\, scultura\, design e arte digitale\, offrendo uno sguardo plurale sui linguaggi dell’arte contemporanea.  \n\n\n\nIl vernissage è previsto sabato 14 marzo 2026 alle 19:00.  \n\n\n\nGiunta alla settima edizione\, l’iniziativa rappresenta un omaggio alla città di Catania e all’arte contemporanea\, confermando l’impegno del collettivo nel sostenere artisti emergenti e indipendenti e nel promuovere un’offerta culturale accessibile. Ogni anno la Call registra una straordinaria partecipazione di talenti provenienti da diverse realtà e territori\, segno di una risposta viva e condivisa che arricchisce il panorama culturale locale.  \n\n\n\nLe opere selezionate confluiranno in un catalogo digitale pensato come strumento di documentazione e diffusione del progetto.  \n\n\n\nContatti  \n\n\n\nEmail: nucleika@gmail.com  \n\n\n\nInstagram: @nucleikart  \n\n\n\nSito: www.nucleikart.it 
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SUMMARY:“MUSICAL & OPERETTA SHOW” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli si prepara ad accogliere “MUSICAL & OPERETTA SHOW”\, uno concerto brillante e coinvolgente pensato per divertire\, incantare e sorprendere il pubblico con un mix travolgente di musica\, prosa\, danza e comicità. \n\n\n\nLo spettacolo porta la firma del Soprano Graciela Dorbessan\, che cura regia e direzione musicale\, guidando sul palco un cast di 10 artisti pronti a trascinare gli spettatori in una serata frizzante e spensierata. Un viaggio tra atmosfere eleganti e momenti di brillante ironia\, in cui l’operetta incontra il musical dando vita a uno show dinamico\, ricco di ritmo e di emozioni. \n\n\n\nL’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Museo Sandro Massimini – Mostra dell’Operetta\, Teatrini e Marionette di Fiuggi\, con l’obiettivo di rafforzare le partnership culturali del territorio e valorizzare tutte le forme artistiche e storiche legate al mondo del teatro. Un dialogo tra spettacolo dal vivo e patrimonio culturale che arricchisce ulteriormente il significato dell’evento. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per chi desidera trascorrere una serata all’insegna della leggerezza\, della musica e del divertimento. \n\n\n\nVi aspettiamo sabato 14 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Il creato e l’uomo nel desiderio dell’invisibile"\, personale di Luigi Salvatori
DESCRIPTION:Roma accoglie\, dal 14 al 22 marzo 2026\, un evento artistico di alto profilo culturale: la mostra “Il creato e l’uomo nel desiderio dell’invisibile”\, personale di Luigi Salvatori\, ospitata negli spazi della Fondazione Amedeo Modigliani\, nel cuore di Trastevere. \n\n\n\nLa conferenza e inaugurazione ufficiale si terranno sabato 14 marzo alle ore 16:30\, con ingresso libero\, alla presenza dell’artista e di autorevoli rappresentanti istituzionali e del mondo culturale. L’evento sarà allietato con un momento musicale con il pianista e Direttore d’orchestra Ymar Caguing. \n\n\n\nInterverranno:• l’On.le Federico Mollicone\, Presidente della Commissione Arte e Cultura della Camera Deputati Parlamento Italiano;• Antonello Aurigemma\, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio;• Fabrizio Checchi\, Presidente della Fondazione Amedeo Modigliani;• Silvia Guerra\, Direttrice consiglio di amministrazione della Fondazione Amedeo Modigliani;• Roberto Luciani\, Curatore della mostra;• Elena Gradini\, Storica dell’Arte;• Andrea Salvati\, in rappresentanza dell’Archivio Paolo Salvati;con la presenza dell’artista Luigi Salvatori. \n\n\n\nNato a Palestrina nel 1951\, Luigi Salvatori è una figura di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea italiana. Architetto di formazione\, ha sviluppato una poetica pittorica in cui il paesaggio non è mera rappresentazione naturalistica\, ma luogo interiore\, spazio simbolico in cui si riflettono memoria\, spiritualità e tensione metafisica. \n\n\n\nLa sua ricerca si muove lungo un crinale sottile: quello tra materia e trascendenza. Il colore diventa vibrazione emotiva\, la luce un varco verso dimensioni non immediatamente percepibili. Nei suoi lavori il creato non è semplice scenario\, ma presenza viva\, interlocutore silenzioso dell’uomo nel suo desiderio di infinito. \n\n\n\nL’esposizione romana propone un itinerario visivo che invita lo spettatore a interrogarsi sul rapporto tra natura e coscienza\, tra limite umano e aspirazione all’assoluto. Ogni tela è un dialogo aperto\, una soglia che conduce oltre il visibile. L’importante rete di patrocini testimonia il valore culturale dell’iniziativa\, che connotandosi come un evento di alta caratura istituzionale\, si inserisce nel solco delle attività promosse dalla Fondazione Amedeo Modigliani per la valorizzazione dell’arte contemporanea e del patrimonio artistico italiano. \n\n\n\nTre le sezioni tematiche in cui si snoda un racconto etico e spirituale che strutturano un percorso narrativo coerente e profondamente simbolico: \n\n\n\n• Inno alla Natura – una celebrazione lirica del creato\, in cui il paesaggio diventa canto visivo\, armonia cromatica e contemplazione silenziosa; Il Maestro Salvatori insegue una Bellezza che non si lascia possedere né definire\, ma si rivela solo a chi la contempla con purezza e ascolto interiore. Le opere diventano così un dialogo con il mistero\, un cammino tra fatica ed estasi verso quell’unità profonda che restituisce all’uomo il senso della propria rinascita. \n\n\n\n• L’Uomo Custode e costruttore – sezione dedicata alla responsabilità umana\, alla capacità di edificare\, proteggere e trasformare il mondo con consapevolezza; ritrae Roma — dai tetti alle antichità\, dalle chiese alle architetture contemporanee — come testimonianza viva della responsabilità umana nel plasmare e preservare la bellezza. Attraverso una pittura dal vero\, nutrita di viaggio e memoria\, l’artista trasfigura scorci e monumenti in visioni sospese\, dove studio\, contemplazione e reinterpretazione si fondono in atmosfere luminose e meditate. \n\n\n\n• La Rottura del patto di custodia – riflessione intensa sulle fratture contemporanee\, sul disequilibrio tra progresso e tutela\, tra desiderio e limite. Il M° dà voce alla frattura tra uomo e creato attraverso immagini di forte tensione simbolica: l’albero agonizzante che grida contro la guerra\, i volti segnati dalla violenza\, le interminabili migrazioni nel deserto. Le opere denunciano la perdita di responsabilità verso la terra e verso l’altro\, intrecciando memoria rinascimentale e dramma contemporaneo in una pittura essenziale e intensa\, attraversata da accenti monocromi e struggenti campiture azzurre. Attraverso queste tre tappe\, Salvatori propone un itinerario che supera la dimensione puramente estetica per farsi meditazione civile e spirituale. La natura non è semplice scenario\, ma interlocutrice viva; l’uomo non è spettatore passivo\, bensì protagonista chiamato alla responsabilità. \n\n\n\nIl M° ovunque esprime la tensione dell’uomo verso l’infinito e la spiritualità\, trasformando dolore e solitudine in forza creativa. Le opere evocano una trasfigurazione assoluta\, dove l’arte diventa dialogo tra umanità e divino. \n\n\n\nUn percorso ben calibrato conduce il visitatore tra visibile e invisibile. La mostra si configura così come un momento di riflessione condivisa tra istituzioni\, mondo accademico e pubblico\, in un contesto di prestigio che esalta il dialogo tra tradizione e contemporaneità. \n\n\n\nIn collaborazione con Archivio Paolo Salvati \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo \n\n\n\nCon il patrocinio di ICAS\, Consiglio Regionale del Lazio\, Presidente Commissione Cultura Camera dei  \n\n\n\nDeputati\, Assessorato alla Cultura di Roma Capitale\, Fondazione Amedeo Modigliani.
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LOCATION:Fondazione Amedeo Modigliani\, Via di San Crisogono 45\, Roma\, ITA\, 00153\, Italy
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SUMMARY:Archivi Sonori a Palazzo Malagola a Ravenna
DESCRIPTION:Dopo lo straordinario successo delle due grandi mostre su Demetrio Stratos\, Malagola – il centro di ricerca vocale e sonora fondato e diretto a Ravenna da Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi\, che accoglie in sé la scuola di vocalità\, i seminari del Collegio Superiore di Estetica della Scena\, le pubblicazioni della Collana Malagola e già sede dell’Archivio Demetrio Stratos – inaugura sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 gli Archivi Sonori: un prezioso patrimonio multimediale che documenta alcune fra le migliori esperienze di artisti performativi nazionali e internazionali nel campo della ricerca vocale e sonora. \n\n\n\nIn mostra\, per due giorni\, tra ambienti immersivi e ascolti in cuffia\, gli estratti audiovisivi dagli archivi degli artisti che\, dalla sua fondazione a oggi\, hanno fatto da docenti per i corsi di alta formazione del centro: compositori e compositrici\, attori e attrici\, coreografi e coreografe\, sperimentatori e sperimentatrici che lavorano sulla voce e sul suono in scena. \n\n\n\nSi tratta\, nello specifico\, di Alvin Curran\, Ermanna Montanari\, Mariangela Gualtieri\, Luigi Ceccarelli\, Roberto Latini\, Scott Gibbons\, Chiara Guidi\, Joan La Barbara\, Demetrio Stratos\, Roberto Paci Dalò\, Moni Ovadia\, Sandro Lombardi\, Mirella Mastronardi\, Masque Teatro\, Simona Bertozzi\, Francesca della Monica\, Sonia Bergamasco\, Maddalena Crippa\, Francesco Giomi\, Claron McFadden\, Marco Olivieri\, Scanner (Robin Rimbaud)\, Myriam Gourfink\, Kasper T. Toeplitz\, Valter Malosti\, Chiara Michelini\, Andrea Veneri\, Anna Bonaiuto\, Daniele Roccato\, Francesca Proia\, Diego Schiavo\, Luigi Agostini\, Kassel Jaeger (François J. Bonnet).  \n\n\n\nIn particolare\, l’esposizione sarà strutturata in quattro ambienti differenti\, al piano terra di Palazzo Malagola\, che restituiscono altrettante modalità di fruizione\, accomunate da una dimensione al tempo stesso intima e collettiva: \n\n\n\n–        due  sale dotate di schermi touch e cuffie per ascolti e visioni\, ravvicinate e individuali\, di materiali audio e video; \n\n\n\n–        una sala per ascolti immersivi\, in cui sarà possibile fare esperienza di contributi sonori nati per la spazializzazione a 360° o di proposte di spazializzazione di materiali nati per la stereofonia; \n\n\n\n–        una sala cinema\, con l’opportunità di visionare riprese video di interi lavori teatralio\, comunque\, materiali dalla durata più lunga. \n\n\n\nL’apertura degli Archivi Sonori rappresenta un ulteriore movimento di sviluppo di quella idea di trasmissione che fonda Malagola\, nella direzione di essere sempre di più un punto di riferimento per cittadini\, studiosi\, ricercatori e artisti\, cui viene proposta una via maestra all’ascolto. “Archiviare il suono\, oggi\, significa dunque restituirlo alla sua originaria tridimensionalità. Archiviare la voce\, in modo analogo\, significa custodire la traccia di una presenza in assenza del corpo che l’ha emessa. Due diverse forme di spazio. Due modi della risonanza. A partire da questo principio che orienta le nostre scelte\, dare forma all’archivio implica necessariamente un nuovo approccio all’ascolto. Ciò è stato reso possibile\, in particolare\, grazie alla progettazione di una camera immersiva in cui la voce e il suono degli artisti e delle artiste qui convocati/e creano ambienti emotivi a geometria variabile. Ascoltare è abitare uno spazio in cui il corpo dell’ascoltatore e dell’ascoltatrice si fa timpano\, risuonatore: anatomia dell’esperienza” sottolineano Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi\, fondatori e direttori di Malagola. Un concetto ribadito da Marco Sciotto\, responsabile degli Archivi\, secondo cui la custodia “non è che il requisito di partenza: una simile archiviazione non può che equivalere\, soprattutto\, alla responsabilità di individuare e realizzare le condizioni ideali per restituire loro un corpo differente\, ma altrettanto capace di affidarli nuovamente all’ascolto come pratica al contempo estetica e critica”. \n\n\n\nL’inaugurazione sarà preceduta\, nella mattina del 14 marzo\, da una tavola rotonda presso la Sala Dantesca della Biblioteca Classense\, partner del progetto. Con Marco Sciotto dialogheranno la scrittrice\, drammaturga e docente Renata Molinari\, il critico teatrale Antonio Audino\, il giornalista Luca Valtorta e il compositore Francesco Giomi. \n\n\n\nDopo l’inaugurazione\, gli Archivi Sonori – che si espanderanno ulteriormente nel corso del tempo – saranno fruibili a ingresso gratuito e in modo permanente: ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00. \n\n\n\nInfine\, come segno che corre lungo le sale di Malagola a cucire poeticamente il percorso espositivo\, i disegni di Stefano Ricci\, il cui tratto segna Malagola fin dalla sua fondazione; e due elementi da uno degli archivi storico-artistici più originali della città di Ravenna: quello di Elisabetta Gulli Grigioni\, che da quasi sessant’anni colleziona migliaia di cuori di ogni tipo – da ex-voto a oggetti devozionali e gioielli – che vanno dal ’600 al ’900. \n\n\n\nMALAGOLA \n\n\n\nIdeato e diretto da Ermanna Montanari (fondatrice e direzione artistica delle Albe) e da Enrico Pitozzi (docente dell’Università di Bologna e Coordinatore del CdLM in “Discipline della Musica e del Teatro”)\, è il Centro internazionale di ricerca vocale e sonora che ha sede a Palazzo MALAGOLA – edificio storico di proprietà della Provincia concesso in uso dal Comune di Ravenna. Il Centro sviluppa attività di ampio respiro tra loro connesse: una scuola di vocalità e di studi sul suono\, archivi sonori e audiovisivi\, il “Collegio Superiore di Estetica della Scena” che promuove partnership editoriali\, incontri\, seminari\, performance\, concerti.  \n\n\n\nNella sua breve vita\, Malagola è già divenuta punto di riferimento di studiosi e artisti che l’hanno attraversata anche come docenti dei corsi di alta formazione o come protagonisti dei seminari che vi si sono svolti\, tra i quali Meredith Monk\, Chiara Guidi\, Mariangela Gualtieri\, Roberto Latini\, Sonia Bergamasco\, Joan La Barbara\, Roberto Paci Dalò\, Sandro Lombardi\, Alvin Curran\, Valentina Valentini\, Moni Ovadia\, Luigi Ceccarelli\, Piersandra Di Matteo\, Silvia Ronchey e molti altri. \n\n\n\nMalagola ha ricevuto il Premio Ubu 2022 come progetto speciale e il Premio Radicondoli 2023 \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\ndirezione Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi \n\n\n\nresponsabile archivi Marco Sciotto \n\n\n\narchivista senior Dario Taraborrelli \n\n\n\narchivista Marco Valenti \n\n\n\ndirezione tecnica Luca Pagliano \n\n\n\nsound design Andrea Veneri \n\n\n\nrealizzazione allestimento squadra tecnica delle Albe/Ravenna Teatro: Fabio Ceroni\, Gilberto Bonzi\, Paolo Baldini\, Fagio\, Enrico Isola in collaborazione con Danilo Maniscalco (costruzioni e decori)\, Filippo Ianiero e Lorenzo Parisi (audio e video) \n\n\n\ndirezione organizzativa Silvia Pagliano\, Paola Ricci \n\n\n\norganizzazione Chiara Maroncelli\, Stefania Nanni\, Roberta Staffa \n\n\n\nconsulenza diritto d’autore Avvocata Emidia Di Sabatino \n\n\n\ncomunicazione social Marco Sciotto \n\n\n\nIl disegno del cuore è di Stefano Ricci. I cuori esposti provengono dall’archivio – collezione privata di Elisabetta Gulli Grigioni\, per gentile concessione \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nsabato 14 marzo \n\n\n\n–        ore 10.30 | Biblioteca Classense\, Sala Dantescatavola rotonda a cura di Marco Sciotto con Renata Molinari\, Antonio Audino\, Luca Valtorta\, Francesco Giomi \n\n\n\n–        ore 15.30 – 19.00 | Palazzo Malagolaopening Archivi Sonori \n\n\n\ndomenica 15 marzoore 10.00 – 18.00 | Palazzo Malagolaopening Archivi Sonori \n\n\n\nDopo l’inaugurazione\, gli Archivi Sonori saranno fruibili gratuitamente per tutti ogni venerdì e il primo sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 18.00 \n\n\n\nINFO \n\n\n\nMALAGOLA Scuola di vocalità e centro studi internazionale sulla voce e sul suono via di Roma 118 | Ravenna \n\n\n\n333 8996348 info@malagola.eu \n\n\n\nravennateatro.comteatrodellealbe.com
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SUMMARY:Stretto Vinyl Fest a Messina
DESCRIPTION:Torna lo Stretto Vinyl Fest\, seconda edizione dell’appuntamento dedicato al collezionismo musicale e alla cultura del disco\, a cura dell’Associazione Culturale Vinyl Fest. Un evento che si conferma tra i più attesi del Sud Italia e che\, grazie alla posizione strategica della location\, guarda con particolare attenzione anche al pubblico calabrese. \n\n\n\nLa manifestazione\, che è ad ingresso gratuito con donazione libera a favore dell’associazione\, si terrà sabato 14 e domenica 15 marzo\, dalle 10:00 alle 20:00\, presso la prestigiosa Sala Borsa della Camera di Commercio di Messina (Piazza Felice Cavallotti 3). Una sede facilmente raggiungibile non solo dalla Sicilia\, ma anche dalla Calabria: la struttura si trova\, infatti\, a poca distanza dal porto e dal terminal degli aliscafi\, con collegamenti rapidi e frequenti verso Reggio Calabria e Villa San Giovanni\, particolarmente comodi anche per la provincia di Messina\, vista la vicinanza alla stazione ferroviaria e degli autobus. Un’opportunità concreta per i collezionisti e gli appassionati calabresi e della provincia messinese di vivere l’evento senza necessità di automobile\, approfittando della traversata veloce sullo Stretto. \n\n\n\nProtagonisti assoluti saranno gli stand del vinile: espositori provenienti da tutto il Sud Italia porteranno oltre 70 metri lineari di spazi espositivi con rarità\, prime stampe e dischi introvabili. Non mancheranno stand dedicati a libri e fumetti\, DJ set d’ascolto e una speciale sala hi-end curata da Teorema Acustico e Letteraemme\, che offrirà un’esperienza sonora immersiva per riscoprire il piacere dell’ascolto in alta fedeltà.Sabato 14 marzo\, dalle 20:30\, spazio anche all’After Party presso il Morg/Voltapagina (Strada San Giacomo accanto al Duomo)\, per proseguire la festa tra musica e allegria. \n\n\n\nCon un’offerta pensata per il collezionista più esigente ma aperta anche ai curiosi e ai nuovi appassionati\, lo Stretto Vinyl Fest si conferma come un ponte culturale tra Sicilia e Calabria\, nel segno della musica e della condivisione.Lo Stretto Vinyl Fest è organizzato dall’associazione promotrice con il patrocinio della Città di Messina. \n\n\n\nPartner dell’evento: Italia Vinyl Market\, LetteraEmme\, Messinacon\,Morg\, The Messineser\, Teorema Acustico \n\n\n\nSponsor: ioStampo\, Bar i Mori. \n\n\n\nDate: sabato 14 e domenica 15 marzoOrari: 10:00 – 20:00After Party: sabato 14 marzo\, ore 20:30 – MessinaLuogo: Camera di Commercio di Messina\, Piazza Felice Cavallotti 3 – MessinaOrganizzazione: Ass. Cult. Vinyl FestIngresso gratuito con donazione libera a favore dell’associazione
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SUMMARY:"CARMEN" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Spazio alla danza al Teatro di Villa Lazzaroni. Si parte venerdì 13 marzo con lo spettacolo CARMEN della Sinopia Dance Company\, coreografia e regia di Francesco Asselta \n\n\n\nUn’audace decostruzione del mito di Carmen\, interamente interpretata da donne. La coreografia celebra l’indipendenza\, la forza e la complessità della donna contemporanea\, esaminando come l’amore ossessivo e la dinamica del possesso possano sfociare nella violenza di genere (anche tra donne)\, superando gli stereotipi classici. \n\n\n\nUn’indagine sul femminicidio e sulla resilienza femminile. In questa versione\, Carmen è un’Artista che si confronta con le altre quattro figure archetipiche (Don José\, Escamillo\, Micaela\, Zuniga)\, tutte interpretate da ballerine. Il pezzo indaga le sfaccettature della forza e dell’indipendenza raggiunte attraverso il sacrificio\, ma soprattutto\, racconta la storia di un futuro\, vissuto nella quotidianità\, in cui due donne sono soffocate da una relazione amorosa divenuta tossica.
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SUMMARY:SperimentArti Donna al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Il progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico\, curato dal Dipartimento Attività Culturali\, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma\, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/2026 \n\n\n\nSperimentArti Donna ha lo scopo di valorizzare i lavori focalizzati sulla ricerca di nuove e diverse forme drammaturgiche lontane dalla scena teatrale tradizionale e celebrare “l’Universo Femminile” con eventi che riguardano tematiche femminili o che siano stati realizzati per la maggior parte da donne.  \n\n\n\nIl Centro Culturale Artemia attraverso il progetto “SperimentArti Donna” si propone di presentare una rassegna di 5 spettacoli teatrali\, 1 mostra d’arte ed 1 concerto acustico\, creati da artisti con formazioni\, età\, traiettorie e competenze diverse\, che coinvolgeranno e sorprenderanno il pubblico di tutte le fasce di età\, valorizzando i lavori di ricerca di nuove forme drammaturgiche\, lontane dalla scena teatrale mainstream. \n\n\n\nLa rassegna si sviluppa dal 2 al 30 marzo 2026 ed ha come filo conduttore la sperimentazione al femminile. \n\n\n\nIl 13 e 14 marzo alle ore 21 e 15 marzo 2026 alle ore 18 in scena un altro debutto al femminile: LE ZIAZIN. Una produzione Malerba Teatro in collaborazione con la pluripremiata compagnia Lidi Precari\, per la regia di Flavia Martino ed interpretato da Silvia Violante e Sara Younes. Una piece di teatro contemporaneo e commedia amara. \n\n\n\nDue donne. Lavano\, stendono e piegano il bucato. Sempre bianco\, sempre lo stesso. \n\n\n\nIl gesto si ripete\, condiviso\, appreso\, tramandato.  \n\n\n\nLa lingua barese\, come una cantilena\, è il suono costante del loro legame: una musicalità che unisce e separa. \n\n\n\nIn questo universo sospeso\, una voce apre una possibile via d’uscita\, un varco fragile che mette in crisi le loro abitudini. Ma la fuga è reale o solo un’illusione? “Le ziazin” restano bloccate tra attesa e ripetizione\, interrogandosi su ciò che le tiene lì e se sia ancora possibile immaginare un altrove. \n\n\n\nAppuntamenti previsti in rassegna: \n\n\n\nDal 2 al 30 marzo 2026 \n\n\n\nIL BUIO NELL’ANIMA: GUERRA! \n\n\n\nMostra d’arte personale di Paola Alviano Glaviano \n\n\n\nLa mostra sarà esposta nella “Sala Lydia Biondi” (foyer) del Centro Culturale Artemia e sarà visibile a partire da 1 ora prima e fino ad 1 ora dopo dal culmine di ogni evento programmato in rassegna. \n\n\n\n13\, 14 marzo 2026 ore 21 e 15 marzo 2026 ore 18 \n\n\n\nLE ZIAZIN \n\n\n\nSpettacolo teatrale. Teatro contemporaneo – commedia amara. Prima volta in scena \n\n\n\nUna produzione Malerba Teatro in collaborazione con la pluripremiata compagnia Lidi Precari\, la regia di Flavia Martino ed interpretato da Silvia Violante e Sara Younes. \n\n\n\n. \n\n\n\nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 334 1598407 (anche via WhatsApp e/o SMS) \n\n\n\nCENTRO CULTURALE ARTEMIA \n\n\n\nDirettrice Artistica: Maria Paola Canepa \n\n\n\n \n\n\n\nMedia Partner: Kirolandia e CulturSocialArt \n\n\n\nInfo line: +39 334 159 8407 \n\n\n\nwww.centroculturaleartemia.org \n\n\n\nwww.facebook.com/centroculturaleartemia \n\n\n\nwww.istagram.com/centroculturaleartemia \n\n\n\nCome arrivare: Metro B fermata “San Paolo” + Bus 128 fermata “Santa Passera” – Bus 710 fermata “Piazza Piero Puricelli” – Bus 775\, 781 e 780 fermata “Santa Passera” 
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