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SUMMARY:Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Al Teatro V. Colonna il 22 febbraio 2026 alle ore 18\,00 andrà in scena “Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” commedia di e con Daniela Mei e Daniela Sistopaolo\, ovvero “Mejo sole che co du sòle”. \n\n\n\nDue donne\, due pianeti lontanissimi che orbitano attorno allo stesso tema: il mondo maschile. \n\n\n\nUna è meditativa\, calma\, quasi zen: analizza\, respira\, riflette. \n\n\n\nL’altra è modaiola\, impulsiva\, brillante e un po’ superficiale: vive di istinto\, di glitter e di colpi di scena. \n\n\n\nInsieme formano una coppia esplosiva\, pronta a raccontare – tra confessioni\, risate e inevitabili battibecchi – le loro tragicomiche avventure con l’universo degli uomini. \n\n\n\nLe differenze tra loro diventano il motore dello spettacolo: mentre una cerca il senso profondo dei comportamenti maschili\, l’altra si perde nei dettagli più frivoli; mentre una cerca armonia\, l’altra cerca l’outfit giusto. \n\n\n\nEppure\, proprio da questo contrasto nasce un dialogo irresistibile\, un ping-pong di punti di vista che mette in scena l’eterna distanza tra maschile e femminile. \n\n\n\nTra ironia\, autoironia e momenti di sorprendente verità\, le due protagoniste mostrano come uomini e donne sembrino davvero provenire da pianeti diversi… e come\, nonostante tutto\, continuino a cercarsi. \n\n\n\nPerché l’Amore – quello che fa ridere\, sospirare e litigare – vuole così da sempre. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria Colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00 \n\n\n\nMarino\,19 febbraio 2026           
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SUMMARY:"L'incidente Perfetto" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Paola vive in una bella casa di periferia con il marito Giacomo. Quando una sera riceve la visita inattesa di Franco\, vecchio socio d’affari del marito\, la situazione che sembrava normale si trasforma rapidamente in un gioco psicologico pericoloso.Franco\, affascinante e inquietante allo stesso tempo\, le rivela di conoscere la sua relazione con Marco\, un giovane amico di famiglia\, e insinua che Giacomo potrebbe scoprirlo da un momento all’altro. Con un tono ambiguo\, le suggerisce che esiste un modo per evitare che il marito soffra: “un incidente perfetto” che risolverebbe tutto. L’arrivo di Marco e poi di Giacomo aumenta la tensione: i segreti diventano più difficili da nascondere\, le menzogne più complicate da sostenere. Nel crescendo di paura\, desiderio e sospetto\, Paola è costretta a interrogarsi su quanto sia disposta a spingersi per proteggere la sua vita\, la sua reputazione e il lusso che ama.Una commedia-thriller raffinata\, ambientata in un unico salotto\, dove l’ironia di Tremblay si mescola a un’atmosfera di suspense crescente\, tenendo il pubblico col fiato sospeso fino all’ultima battuta. Ma per non dare ulteriori anticipazioni la Compagnia degli Audaci invita il suo calorosissimo pubblico a chiamare il numero 06 94376057 e prenotare il e prenotare il posto in prima fila per lo spettacolo “L’incidente prefetto” che sarà in scena al Teatro degli Audaci dal 5 fino al 22 marzo 2026! \n\n\n\n Dal lunedì al venerdì e la domenica 16:00 – 20:00 – Il  sabato 10:00 – 13:30 e 16:00 – 20:00 \n\n\n\nPER PRENOTAZIONI E INFO \n\n\n\nDal lunedì al sabato 10:00 – 13:30 – Domenica 16:00 – 20:00 \n\n\n\n                                            Telefono 06 94376057                                       
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:Luca Trapanese\,  Antimo Casertano e Daniela Ioia al Teatro Karol
DESCRIPTION:Due giornate all’insegna della cultura\, della memoria e dell’impegno civile al Teatro Karol di Castellammare di Stabia\, che il 19 e 20 febbraio ospita un doppio appuntamento tra letteratura e teatro. \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio (ore 18:30)\, nella sala teatrale di via Allende\, la rassegna PLATEALMENTE – dal libro alla scena\, promossa da Casa del Contemporaneo\, accoglie Luca Trapanese\, autore di Storia di una famiglia imperfetta (Salani Le Stanze). A dialogare con lui saranno il giornalista Pierluigi Fiorenza e la professoressa Eliana Bianco. Sul palco anche l’attore Luigi D’Oriano\, che interpreterà alcuni brani del libro. \n\n\n\nCon una scrittura limpida e profonda\, Trapanese racconta la propria esperienza di padre e di figlio\, riaffermando che l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico e che i legami veri sopravvivono anche all’assenza. Il racconto prende avvio dalla morte della nonna Florinda\, quando Luca e sua figlia Alba si ritrovano nella casa di famiglia per riordinarla. Tra oggetti e ricordi emerge la figura di una donna che ha fatto dell’amore una scelta consapevole: Florinda ha adottato Luca quando era già adulto\, proprio negli stessi anni in cui lui adottava Alba. E prima ancora\, negli anni Ottanta\, dopo il terremoto dell’Irpinia\, aveva accolto Francesco\, un bambino con lieve ritardo cognitivo\, dedicandogli la vita. Una storia di legami scelti e costruiti\, nella convinzione che “tutte le famiglie sono imperfette e ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. Trapanese continua così a condividere la sua esperienza di padre single e queer\, evidenziando le difficoltà legate al mancato riconoscimento giuridico e la necessità di ridefinire il concetto di genitorialità. L’“imperfezione” diventa unicità\, fondata su cura\, sostegno reciproco e inclusione\, soprattutto nel confronto con la disabilità.L’incontro è a ingresso gratuito. La rassegna è sponsorizzata da Hotel Stabia e Taverna Mafalda\, con la partecipazione della Libreria Ubik di Castellammare di Stabia\, presente nel foyer con un punto vendita. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 20:30 per la rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo il Teatro Karol ospita MARE DI RUGGINE. La favola dell’Ilva 2.0\, scritto e diretto da Antimo Casertano. Una favola che favola non è\, ma racconto potente e necessario che accende i riflettori sulla vicenda dello stabilimento ex Ilva (poi Italsider) di Bagnoli\, simbolo di una ferita ancora aperta e di un’area industriale da anni in stato di abbandono. \n\n\n\nAttraverso cinque generazioni\, Casertano intreccia la memoria familiare con quella della fabbrica\, per decenni promessa di riscatto sociale. In scena\, insieme al regista\, Daniela Ioia\, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais. Lo spettacolo\, nato da un progetto della Compagnia Teatro Insania con la produzione esecutiva della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, ha ottenuto importanti riconoscimenti\, tra cui il Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica)\, il Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, il Premio Fersen\, ilPremio Antonio Conti di Pesaro e il Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio. \n\n\n\n“È la storia di un padre raccontata al figlio – dichiara Casertano nelle note di regia – ma anche il racconto di ciò che ‘o cantiere ha rappresentato per tante famiglie a Napoli come a Taranto\, a Genova come a Piombino. È la volontà di parlare dell’identità operaia\, delle lotte\, delle conquiste e della loro fine\, con la speranza che i nostri figli possano narrare una realtà nuova e libera da mostri”. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE affronta il tema del diritto al lavoro\, della perdita di identità industriale e della necessità di riappropriarsi del bene comune. Un atto d’amore verso le radici sociali del Paese\, tra memoria\, denuncia e speranza di rinascita. \n\n\n\nIl biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Il botteghino è aperto il lunedì e il giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.it \n\n\n\nNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’’e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE \n\n\n\nLa favola dell’Ilva 2.0 \n\n\n\ntesto e regia Antimo Casertano \n\n\n\ncon Daniela Ioia\, Luigi Credendino\, Francesca De Nicolais\, Antimo Casertano \n\n\n\ndisegno luci Paco Summonte \n\n\n\ncostumi Pina Sorrentino \n\n\n\nscenografie Flaviano Barbarisi \n\n\n\nlaboratorio scene Giovanni Sanniola \n\n\n\ncomunicazione web Rosa Lo Monte \n\n\n\nproduzione esecutiva Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini  \n\n\n\nun progetto Compagnia Teatro Insania \n\n\n\nSpettacolo vincitore diPremio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica) \n\n\n\nPremio Nuove Sensibilità 2.0 2022 \n\n\n\nPremio Fersen \n\n\n\nPremio Antonio Conti di Pesaro \n\n\n\nPremio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio \n\n\n\ndata e orario spettacolo \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 20.30 \n\n\n\nPosto unicointero 12 € | ridotto 10 € (under 25\, over 65\, enti convenzionati) \n\n\n\nAnche con Carta Docenti e Carta Cultura Giovani  \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 08118247921 (anche whatsapp) \n\n\n\nteatrokarol@casadelcontemporaneo.it
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SUMMARY:"Otello nella tempesta" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Il 19 febbraio alle ore 19.30 al Teatro Palladium di Roma debutta in prima assoluta Otello nella tempesta\, spettacolo che – con la regia di Loredana Scaramella e la drammaturgia musicale di Mimosa Campironi – segna il ritorno nel 2026 di Shakespeare Encore\, il progetto a cura di Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese e specialista in studi shakespeariani presso l’Università Roma Tre. Una serie di appuntamenti che\, nella storica cornice del teatro della Garbatella\, riportano Shakespeare al centro del dialogo culturale cittadino\, in un viaggio di andata e ritorno tra Italia e Inghilterra\, nel tempo e nello spazio\, per rileggere sotto nuove prospettive l’opera di un autore che ha saputo “inventare l’umano”. \n\n\n\nOtello nella tempesta ribalta radicalmente il punto di vista del capolavoro shakespeariano: Otello non è più il generale maturo\, ma un ragazzo. Un adolescente che naviga nella tempesta – non solo quella emotiva e ormonale\, ma quella più profonda dell’incertezza\, della non identificazione\, della crisi. Uno sguardo giovane che osserva un mondo di privilegi antichi\, che non gli appartengono\, e affronta un orizzonte vuoto\, segnato dalla fragilità e dalla mancanza di riferimenti. È da questa crisi che prende forma la riscrittura scenica\, capace di interrogare il presente attraverso Shakespeare\, rivelandone ancora una volta la sorprendente attualità. \n\n\n\n“Shakespeare è da sempre una guida preziosa nel mondo delle passioni. Ce le mostra\, ne articola percorsi e sfumature\, ne illumina gli aspetti più intricati e nascosti. E noi pensiamo a Otello\, immenso trattato sulla gelosia e sulla manipolazione\, che ci viene consegnato da un passato remoto\, e ci chiediamo: se invece che un maturo generale fosse un ragazzo? In una serie di appuntamenti con giovanissimi interpreti abbiamo esplorato questo interrogativo\, costruendo lo spettacolo. Con le parole di Shakespeare abbiamo dato vita in questo vuoto alle tempeste che scuotono e animano un circo delle emozioni\, scandito da musica e movimento. Gli interpreti ventenni si specchiano nei personaggi incarnando le passioni che li muovono\, tessendo nello spazio una rete di rapporti che disegnano un tentativo di confrontarsi e comprendere i vecchi modelli di genere rappresentati nel racconto. All’alternanza degli sguardi corrisponde una diversa sfumatura dei fatti. Alle diverse forme di tempesta corrispondono diversi modi di affrontare il disagio. È tempesta il dolore per la perdita di una condizione. È tempesta il susseguirsi di manifestazioni d’affetto squilibrate. È tempesta il doloroso confrontarsi di sentimenti e passioni che comporta uno sconvolgimento morale” spiega la regista Loredana Scaramella. \n\n\n\nNato da un’idea della professoressa Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese presso l’Università Roma Tre\, Shakespeare Encore prende forma come progetto culturale che riporta il teatro shakespeariano al centro della scena romana\, creando un luogo di confronto vivo tra ricerca accademica\, pratica teatrale e pubblico. Un percorso che invita studenti\, studiosi e spettatori ad attraversare la modernità e il valore universale dell’opera di Shakespeare\, esplorandone le zone più esposte\, fragili e irrisolte. Otello nella tempesta inaugura questo cammino come spazio di incontro e sperimentazione\, ribadendo la capacità di Shakespeare di parlare\, ancora oggi\, alle fratture profonde dell’esperienza contemporanea. \n\n\n\nLa drammaturgia e la regia sono firmate da Loredana Scaramella\, con gli attori e le attrici dello Shakespeare Factory\, laboratorio permanente di formazione e sperimentazione teatrale. Le musiche originali sono di Mimosa Campironi\, i movimenti di scena di Alberto Bellandi e Laura Ruocco\, con la consulenza di Alessandro Fortunato (Sapienza Università di Roma). La produzione è di Goldenstar AM Srl. Lo spettacolo ha una durata di 80 minuti.Biglietti 10 euro\, ridotto per studenti.Prevendite: https://teatropalladium.uniroma3.it 
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:“Deaf Awards” al Teatro Centrale di Roma
DESCRIPTION:La prima edizione dei “Deaf Awards”\, i riconoscimenti dedicati all’universo “sordo”\, si svolgerà il prossimo 19 febbraio 2026\, alle ore 20.00\,  al Teatro Centrale di Roma\, nel cuore del centro storico della Capitale.  \n\n\n\nUn evento inclusivo ideato e fortemente voluto da Giovanna Giambruno\, anch’essa non udente\, fondatrice dei noti marchi tecnologici per l’acustica Udisky a Roma e Audiocon a Milano\, per confermare che la sordità è normalità.  \n\n\n\nUn evento che vuole essere un “occhio di bue” su un universo spesso dimenticato che nel mondo conta 70 milioni di persone sorde e che\, solo in Italia\, ne annovera ben 40.000. \n\n\n\nL’impegno costante negli anni della Giambruno è stato premiato nel 2024\, con un Oscar speciale in oro\, durante il Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, per la sua profonda sensibilità e per la sua grande forza di volontà. \n\n\n\nIn questa prima edizione l’universo sordo invita gli udenti per condividere un momento di vera inclusione sociale: in sala infatti saranno presenti 150 sordi\, grazie all’organizzazione capillare della Giambruno\, coadiuvata da uno staff di non udenti da Patrizia Rossi\, a  Boryana Georgieva e Michele Vitale – che condurranno la serata. \n\n\n\nL’evento vedrà la partecipazione\, dal lato istituzioni\,  del presidente del IV Municipio di Roma Capitale Massimiliano Umberti e della Vice presidente Dottoressa Annarita Leobruni\, assessore con deleghe a scuola\, servizi educativi\, politiche giovanili\, pari opportunità e famiglia\, mentre per la scuola sarà presente l’Istituto Aniene di Roma\, nella persona della Vicepreside Federica Olivadese\, per confermare la valenza inclusiva della moda.  \n\n\n\nGli studenti del terzo\, quarto e quinto anno dell’indirizzo Moda dell’Istituto Aniene\, presenteranno una collezione omaggio alle Sorelle Fontana\, hairstyling e make up\, a cura del team capitanato da Pietro  Ciuccio e Federico Donnarumma. \n\n\n\nLa serata vedrà come Special Guest la conduttrice televisiva e attrice Veronica Maya\, che condurrà una parte della serata\, l’attore e autore Antonio Zequila che omaggerà gli ospiti con una poesia dedicata a tutte le mamme\, e Steven G. Torrisi\, Direttore Artistico del Premio Europeo St. Oscar della moda e di Rome Fashion Show #HauteCouture. \n\n\n\nA ricevere gli awards saranno: \n\n\n\n– Manfred Mertz il celebre regista sordo ci presenterà il trailer del suo film di ben 190 minuti e ci racconterà la sua esperienza e la nascita del suo progetto; \n\n\n\n– l’attore VV DMK\, noto per il suo VV davvero particolare; \n\n\n\n– Con Mehlum\, noto regista norvegese sordo\, che presenterà il trailer del suo ultimo film; \n\n\n\n– Giuseppe Giuranna ospite d’eccezione il maestro di VV\, con una carriera di oltre 38 anni e tantissimi spettacoli alle spalle; \n\n\n\n– Eugenio Scarlato celebre imitatore che si esibirà insieme a Tetyana\, il trucco per lo spettacolo “the Mask” sarà affidato ad Emma Morier.
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LOCATION:Teatro Centrale\, Via Celsa\, 6\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui" a Fertili Terreni Teatro a Torino
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro\, giovedì 19  febbraio andrà in scena a San Pietro in Vincoli lo spettacolo A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui\, ideazione e direzione di Giovanni Onorato con Giovanni Onorato e Mario Russo. \n\n\n\nSpettacolo selezionato dal progetto Visionari 24.25 \n\n\n\nPerformance di musica e parole\, A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui è spettacolo teatrale dall’ambientazione elementare e spoglia in cui un attore e un musicista dialogano di fronte ad una serie di quaderni sparsi per terra: in bilico linguaggio tra teatro di narrazione e performance\, i due interpreti si muovono in un contesto da slam poetry con i brani musicali eseguiti live punteggiare la storia di un’adolescenza\, o della sua fine. La forza del progetto risiede proprio in questo particolare approccio\, nella volontà di reinterpretare in una chiave originale un linguaggio ormai diffuso come la slam poetry\, creando una sorta di ibrido al tempo stesso intimo e teatrale.  \n\n\n\nIl nucleo narrativo ruota intorno all’originale rapporto di amicizia fra un poeta\, Arduino\, e il narratore che\, lungi dal voler realizzare una serata commemorativa in cui si leggono poesie\, lentamente costruisce parola dopo parola un qualchecosa che ha tutto l’aspetto di una vendetta: una relazione a metà fra un’affinità elettiva e una maledizione\, rapporto amicale che non può non far pensare a Jack Keruac e Dean Moriarty\, ad Arturo Belano e Ulises Lima nei “Detective selvaggi” o\, rivolgendo lo sguardo a tempi più recenti\, alle due protagoniste de “L’amica geniale”. \n\n\n\nSinossi: Arduino Luca Degli Esposti era un nostro amico. Diciamo “era” perché una serie di circostanze hanno fatto sì che si gettasse contro un treno in corsa fra le fermate di Fidene e Montelibretti\, sulla linea del treno regionale RV18322 diretto a Fara Sabina\, nel Lazio. Di Arduino sono rimaste le cose a cui teneva di più\, forse le uniche cose che voleva sopravvivessero: i suoi quaderni. \n\n\n\nArduino non faceva che dire di essere un poeta. Si presentava così\, scriveva durante le feste\, con la musica alta\, seduto sul divano; ti fermava mentre gli stavi parlando perché gli era venuta un’idea e si metteva a scrivere. Una volta che non trovava una penna l’ho visto abbrustolire un bastone sul fuoco e usarlo come carboncino. Arduino era un poeta. Voleva esserlo a tutti i costi e probabilmente era l’unica cosa che lo facesse sentire al sicuro\, che lo facesse sentire reale. In uno dei suoi quaderni ha appuntato questa frase: “La vita non è quella che si è vissuta\, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” \n\n\n\nIl progetto: È difficile dire quando cominci un progetto. Tuttavia\, se devo stabilire un inizio\, direi che questo progetto è nato durante la prima quarantena\, leggendo Roberto Bolaño\, in particolare “I detective selvaggi”. Mi colpisce profondamente il modo in cui\, nella sua scrittura\, la poesia diventi un pretesto per parlare di tutt’altro. In quasi 700 pagine di romanzo in cui si parla quasi esclusivamente di poeti non compare neanche una poesia\, anzi\, ne compare una. Una poesia di Arthur Rimbaud in cui probabilmente viene raccontato uno stupro\, da lui subìto. Se le cose stanno così\, il fatto che Arthur\, appena quindicenne\, abbia mandato questo componimento a tutte le persone a cui voleva bene suonerebbe come una richiesta d’aiuto più che un “cosa ne pensate?” e il fatto che non abbia più parlato al suo maestro\, Monsieur Izambard\, dopo la sua risposta in cui lo accusava di essere volgare\, racconterebbe una tragica storia di incomprensione. Ecco\, con molto cinismo\, questo è un esempio di come una poesia può diventare una narrazione: le poesie si pongono sempre come enigmi\, a volte sembra quasi che riguardino solo chi le scrive\, eppure le storie che ci sono dietro si rivelano sempre “umane” nel senso più ampio del termine. Raccontare\, o inventare\, le storie che ci sono dietro agli scritti apre le porte ad una visione labirintica e stratificata della realtà\, in cui tutto è vita\, e tutto rappresentazione della stessa. \n\n\n\nNel frattempo ho conosciuto Lorenzo Minozzi\, musicista di ritorno da Los Angeles e\, insieme a lui\, ho cominciato a mettere in musica una grande mole di poesie\, messe insieme fra i 18 e i 25 anni. Più o meno nello stesso periodo\, un amico ci ha chiesto di fare una performance durante una mostra da lui organizzata. Io\, imbarazzato all’idea di leggere dai miei quaderni in pubblico\, ho detto che questi erano in realtà di un nostro amico\, morto suicida qualche mese prima: Arduino Luca Degli Esposti. Questa breve dichiarazione ha aperto le porte ad una situazione surreale e sorprendente\, un requiem dadaista in cui la solennità della commemorazione si dava continuamente il cambio col sospetto di essere presi in giro (e\, per alcuni gioiosi istanti\, con la semplice contemplazione del racconto\, nell’accettazione di quello spazio sospeso fra realtà ed immaginazione). I due aspetti della ricerca\, performance musicale e drammaturgia contemporanea\, si erano ricongiunti: in questa piccola bugia\, il contenitore ideale” (Giovanni Onorato) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. Fondazione Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore. Enti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino. La programmazione beneficia del  patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7. \n\n\n\nideazione e direzione di Giovanni Onorato – con Giovanni Onorato e Mario Russo – musiche di Mario Russo e Lorenzo Minozzi – disegno luci Fabrizio Cicero – costumi Chiara Corradini  – consulenza alla drammaturgia Claudio Larena e Giulia Scotti – si ringrazia Daria Deflorian per il prezioso sguardo – prodotto da Index Muta Imago e Romaeuropa Festival con il sostegno di Angelo Mai Occupato\, Ex-Mercato di Torre Spaccata\, Fienile Fluò\, Settimo Cielo e Teatro Biblioteca Quarticciolo
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SUMMARY:TROGLODYTE_ZAUNGAST  al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Nel solco di una stagione che interroga il presente come stratificazione di memorie e possibilità\, il Nuovo Teatro Ateneo accoglie il 19 e 20 febbraio 2026 TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG di Thomas Hauert\, un assolo che fa del corpo un campo di risonanza psichica e culturale\, luogo dell’alterità\, della soglia e dell’inquietudine contemporanea. \n\n\n\nNel suo nuovo assolo\, Thomas Hauert approfondisce un processo creativo già presente nelle sue ultime due creazioni: fare della psicologia\, della vita interiore\, delle emozioni e dell’inconscio una forza motrice del movimento. Il punto di partenza di Troglodyte è una sorta di enigma psicologico complesso\, espresso nel titolo e nel sottotitolo del solo Zaungast/Zaunkönig\, che mette a fuoco l’esperienza della posizione dell’outsider\, di chi non fa parte del gruppo\, di chi osserva dall’esterno. \n\n\n\nZaungast è una parola tedesca che descrive qualcuno che assiste a un evento al quale non è stato invitato\, rimanendo dietro la recinzione (letteralmente: “ospite della recinzione”). Zaunkönig\, letteralmente “re della recinzione”\, è il nome tedesco dello scricciolo\, un piccolo uccello canoro. Minuscolo e regale allo stesso tempo\, viene immaginato posato sulla recinzione\, “in bilico sulla recinzione”\, nel senso figurato di chi non prende posizione\, non si decide e non si impegna di conseguenza. \n\n\n\nLa parola troglodyte si riferisce originariamente a un essere vivente che abita una grotta o una dimora scavata nel terreno\, come il piccolo uccello Zaunkönig/troglodyte. Il termine Troglodyte ha anche una risonanza insultante\, associata all’immagine dell’“uomo delle caverne”\, dell’uomo rozzo\, incolto\, grossolano. \n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nLa stagione del Nuovo Teatro Ateneo riprende dopo una breve pausa invernale dedicata ai lavori di ristrutturazione che hanno ulteriormente rifunzionalizzato lo spazio teatrale\, rafforzandone la vocazione come luogo di attraversamento\, ricerca e ascolto del presente. \n\n\n\nIl nuovo segmento di stagione del Nuovo Teatro Ateneo si dispiega come un attraversamento del presente inteso non come superficie\, ma come stratificazione: di memorie\, traumi\, miti\, genealogie e possibilità. Un percorso in cui il corpo\, la parola e il suono diventano archivi sensibili\, luoghi in cui la storia individuale e quella collettiva si toccano e si interrogano reciprocamente. \n\n\n\nDalla danza di Losing It di Samaa Wakim\, che trasforma il trauma intergenerazionale in paesaggio corporeo\, al teatro di figura di Min el Djazaïr\, che restituisce voce a una comunità sradicata e a una memoria rimossa\, fino alla narrazione di Kohlhaas\, in cui la domanda di giustizia si fa racconto incarnato\, emerge un teatro che assume la fragilità come campo politico. \n\n\n\nJiddu e Uproar interrogano\, ciascuno a proprio modo\, l’idea di appartenenza e di tradizione\, rivelandone la natura instabile e conflittuale\, mentre Mi madre y el dinero porta in scena l’economia della sopravvivenza come esperienza esistenziale prima ancora che sociale. \n\n\n\nCon Parvati Viraham il mito diventa spazio di riscrittura poetica e di affermazione di uno sguardo femminile\, mentre Il figlio della tempesta riafferma il teatro come pratica di trasformazione reale\, capace di nascere anche nei luoghi della reclusione. \n\n\n\nChiude il percorso L’ombra lunga di Alois Brunner\, che intreccia storia europea e presente mediorientale in un’indagine sulla responsabilità e sulla persistenza del male. \n\n\n\nNe emerge una stagione come campo di tensione etica e poetica\, in cui ogni opera è parte di un unico discorso: il teatro come luogo necessario di coscienza\, di ascolto e di immaginazione. \n\n\n\nConcept\, direzione\, coreografia\, danza  Thomas HauertMusiche Mauro Lanza; Discorso di Gagarin attorno alla terra\, Salvatore Sciarrino; Frantumi; Jonny Greenwood; Popcorn Superhet Receiver: Pt. 2A\, 2B; Gustav Mahler\, Symphony No. 9\, IV. Adagio (Sehr langsam); Talk langa\, I believe in you; Salvatore Sciarrino\, Autoritratto nella notte; Duval Timothy & Rosie Lowe\, Gonna Be \n\n\n\nCostumi Chevalier-MassonLuci Bert Van DijckScenografia Thomas Hauert\, Bert Van DijckSuono Bart CelisVideo Lukas Pich/ArtGrid\, Lawrence Chatton \n\n\n\nProduzione ZOO/Thomas HauertProduction manager Caroline VermeulenAmministrazione Régis RemigyDiffusione Alessandra Simeoni \n\n\n\nCoproduzione La Bâtie – Festival de Genève (CH)\, Le Grütli – Centre de production et de diffusion des Arts vivants (CH)\, Mercat de les Flors (ES)\, Fondazione Teatro Grande di Brescia (IT)\, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni (IT) \n\n\n\nResidenza Studio Thor\, Charleroi danse \n\n\n\nCon il sostegno di Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la danse / Pro Helvetia – Fondation suisse pour les arts / Ein Kulturengagement des Lotterie-Fonds des Kantons Solothurn \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nEdificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/troglodyte-zaungast-zaunk%c3%b6nig/291754?culture=it-it \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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SUMMARY:" Le notti bianche" a Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione al Teatro Litta di Milano\, Le notti bianche arriva a Roma: dal 19 al 22 febbraio sarà in scena allo Spazio Diamante. Un classico capace di conquistare il pubblico con la sua profondità e una bellezza senza tempo. \n\n\n\nIl celebre racconto di Fëdor Dostoevskij\, che ha ispirato molteplici adattamenti teatrali e cinematografici\, è un viaggio nell’animo umano\, nel desiderio\, nella solitudine e nelle possibilità di redenzione attraverso l’amore. \n\n\n\nNel racconto\, un giovane uomo vive una serie di notti insonni durante le quali si intrecciano sogno e realtà\, e incontra una donna\, Nastas’ja\, con cui condivide il suo tormentato desiderio d’amore\, ma anche la paura di affrontare la verità.  \n\n\n\nPortare in scena Le notti bianche offre una straordinaria opportunità per esplorare temi universali come la solitudine esistenziale\, la fragilità dell’animo umano e il sogno dell’amore perfetto.  \n\n\n\n———————————————– \n\n\n\nIl sognatore è un fantasma che si aggira nelle vite degli altri\, prende dalla realtà e la trasforma\, crea e disfa storie nella sua testa. Perso nei suoi viaggi mentali\, spesso si dimentica del mondo reale.  \n\n\n\nLa solitudine è il motore della sua immaginazione che lo porta a vagare di notte\, cercando incontri che possano nutrire la sua fantasia. Lui conosce tutti ma nessuno conosce lui\, bloccato tra l’attesa della vita e la paura stessa di vivere. Vive così intensamente le sue allucinazioni da non riuscire ad aprirsi agli altri\, terrorizzato dallo scontro con la realtà. Gli unici dialoghi sono con le case e gli edifici che lo circondano.  \n\n\n\nDà vita agli oggetti inanimati pur di non confrontarsi con la vita vera delle persone. Si sente inadeguato\, inadatto alla quotidianità e alle dinamiche relazionali che lo obbligherebbero a mettere in discussione il suo mondo immaginario.  \n\n\n\n“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale\, perchè mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità\, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perchè\, infine\, ho maledetto me stesso; perché\, dopo le mie fantastiche notti\, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”. \n\n\n\n—————————————– \n\n\n\nL’incontro con Nasten’ka arriva per caso\, in una notte bianca in cui il giorno si confonde con la notte. Riesce ad avvicinarla solo perché scorge in lei un momento di fragilità. \n\n\n\nNonostante le raccomandazioni della ragazza\, il sognatore s’innamora e di fronte a questo sentimento autentico anche il più vivido dei sogni si offusca\, la timida fantasia si mostra per quello che è: “schiava di un’ombra\, di un’idea”. E invano il sognatore fruga nei suoi vecchi sogni\, cercandone uno che possa scaldarlo come l’emozione che sta provando nell’incontro con Nasten’ka.  \n\n\n\nPerché anche la più elaborata delle allucinazioni non può competere con la vita che esplode.  \n\n\n\nIn questo modo\, il posto dei sogni verrà rapidamente sostituito dai rimpianti: “Come veloci volano gli anni! E ancora ti chiedi: che ne hai fatto di quei tuoi anni? Dove hai seppellito il tuo tempo migliore? Sei vissuto oppure no? Guarda\, dici a te stesso\, guarda come il mondo diventa freddo! Passeranno ancora degli anni e dopo di essi verrà la cupa solitudine\, verrà\, appoggiata alle stampelle\, la tremante vecchiaia\, e poi angoscia e desolazione… Impallidirà il tuo fantastico mondo\, appassiranno e moriranno i sogni tuoi e cadranno come le foglie gialle dagli alberi… Oh\, Nasten’ka! Sarà triste restar solo\, completamente solo\, e non avere neppur nulla da rimpiangere\, nulla\, proprio nulla… perché tutto quanto perderò\, non è stato che nulla\, uno stupido\, tondo zero\, nient’altro che sogno!“ \n\n\n\nTra la nostalgia per quello che non ha mai vissuto e\, la malinconia per le occasioni sprecate\, il sognatore trascorre quattro notti con Nasten’ka assaporando per la prima volta nella sua vita la consistenza della realtà\, l’adrenalina del presente e la possibile costruzione di un futuro.   \n\n\n\nIl sognatore non riesce ad accettare la limitatezza della quotidianità. A suo modo si ribella all’apatia dilagante e non trovando soddisfazione e spazio nella realtà\, sogna. Da qualche parte dentro di sè desidera una vita normale\, ma non gli appartiene. Tanto che quando gli si presenta la possibilità di vivere una relazione con un’altra persona non riesce ad accontentarsi dell’incontro e si innamora. Ha bisogno di vivere all’estremo e non è in grado di misurare le sue emozioni. Nei sogni può ottenere quello che vuole (pagandone poi il prezzo nel momento del risveglio e del disincanto) ma l’impatto che l’incontro con Nastenka ha in lui è devastante perché intravede la possibilità di vivere un sogno reale\, ad occhi aperti\, attraverso un incontro tra corpi che non è mai riuscito a concedersi. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevsky per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.  \n\n\n\nLo spazio scenico ha pochi elementi essenziali che mettono gli attori nella condizione di lavorare principalmente sulla relazione\, sul bisogno estremo che hanno i personaggi di essere visti e riconosciuti. E’ l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita\, aiutandosi reciprocamente.  \n\n\n\nNotti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza.  \n\n\n\nLe luci e la musica\, suonata live dagli attori con una tastiera elettronica\, avranno un ruolo molto importante nel raccontare il rapporto tra sogno e realtà\, che in questo testo vede un ribaltamento di segno: la difficoltà di stare nel presente è il grande tema dei protagonisti\, i quali\, per sopravvivere\, si rifugiano nei sogni e nell’ immaginazione fino alle estreme conseguenze.  \n\n\n\nIl Sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite\, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un’istante di autentica felicità.  \n\n\n\n“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo? Stefano Cordella \n\n\n\nNote alla drammaturgia  \n\n\n\nCi coglie sempre impreparati la domanda: quanto è reale quello che viviamo? Le situazioni che abitiamo\, tutte le cose che ci circondano\, esistono davvero? Il protagonista del racconto Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij si autodenuncia sognatore e attraversa e narra la sua non-storia con una parabola feroce che lo conduce dall’incanto all’inferno. Dal vagheggiamento al risveglio. Una creatura sola\, fantasma tra i fantasmi\, che soffre e al tempo stesso difende la sua condizione di estrema solitudine. Un luogo mentale\, quello raccontato – quello scoperto – dove tutto accade mentre non accade niente. Dove ogni incontro e ogni parola\, dove ogni emozione (anch’essa immaginaria?)\, dove tutto viene vissuto fino all’eccesso senza obiettivi e durata\, ma solo per assecondare il proprio inestinguibile destino di apparizione e poi – silenziosa\, misera\, umana – scomparsa. Il lavoro di riscrittura si è sviluppato a partire da una volontà di conservare l’essenza dell’opera. Due protagonisti fragili\, improbabili\, un incontro inatteso\, un susseguirsi di notti\, una fine. Ed è stato nel tentativo di restare fedeli che il tradimento si è fatto urgente\, quasi necessario. I personaggi si sono reinventati e calati in un incerto e desolante contemporaneo. La struttura ha ceduto dove incapace di sopportare il peso dell’oggi. Perché a distanza di quasi 200 anni\, gli interrogativi esistenziali proposti da Dostoevskij sembrano intatti. Stiamo davvero vivendo? Che fine fanno i nostri sogni? È sbagliato\, o pericoloso\, affidarsi alla nostra fantasia\, dimenticando di abitare il quotidiano con le sue piccole concrete presenze? Elena C. Patacchini  \n\n\n\nORARI \n\n\n\nGiovedì19/2/2026Ore:20:30Venerdì20/2/2026Ore:20:30Sabato21/2/2026Ore:19:00Domenica22/2/2026Ore:17:00\n\n\n\n \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:"DIETRO L’OBIETTIVO" allo SpazioArte Teatro
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta\, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio\, presso SpazioArte Teatro a Roma\, DIETRO L’OBIETTIVO\, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande\, che racconta la vita di Lee Miller\, figura centrale del Novecento\, interpretata da Valentina Corti.Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30\, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate\, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva\, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. \n\n\n\nLo spettacolo porta il pubblico in una trincea\, alle porte di Monaco\, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa\, tra silenzi e confessioni\, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine\, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso\, fino alla decisione di testimoniare la guerra. \n\n\n\nÈ in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza\, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere\, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato\, ma tornano\, sotto altri nomi e in altri luoghi\, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito\, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere\, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. \n\n\n\nTra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale\, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo\, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. \n\n\n\nUno spazio essenziale\, pochi elementi materiali. Il teatro diventa una camera oscura della memoria\, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. \n\n\n\nIn scena Valentina Corti dà corpo e voce a Lee Miller\, accompagnata da Alessandro Giova nel ruolo del fotografo di guerra David E. Sherman e da Antonio Starrantino\, che interpreta i molti uomini che hanno attraversato e segnato la vita della protagonista: artisti\, amanti\, mentori\, compagni di viaggio. Attraverso una drammaturgia intima e visiva\, lo spettacolo ripercorre il passaggio di Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole\, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. \n\n\n\nLa regia è di Riccardo Riande\, autore del testo\, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Riande porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia\, forte di un’esperienza maturata tra ritratti\, set cinematografici e produzioni audiovisive\, costruendo uno spazio scenico essenziale ma altamente evocativo\, dove parola e immagine dialogano costantemente. \n\n\n\nDietro l’obiettivo non è solo un racconto biografico\, ma un invito a fermarsi\, osservare e interrogarsi sul potere delle immagini\, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo. Uno spettacolo che promette una serata di teatro raccolta e profonda\, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di lasciare una traccia\, trasformando la visione in un’esperienza di riflessione condivisa. La storia di Lee Miller diventa un monito: ciò che è accaduto può accadere ancora\, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma. \n\n\n\nDurata: 1h 20’ circaQuando: dal 19 al 22 Febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026\, ore 20:30Info e prenotazioni: +39 3278906775
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SUMMARY:Uno nessuno e centomila al Teatro Ambasciatori di Catania
DESCRIPTION:Il 19 e 20 febbraio\, al Teatro Ambasciatori di Catania\, per la Stagione del Teatro Brancati\, va in scena la pièce diretta da Nicasio Anzelmo. Protagonisti Primo Reggiani\, Francesca Valtorta\, Jane Alexander\, Fabrizio Bordignon\, Enrico Ottaviano \n\n\n\nIronico\, grottesco\, capace di mettere in crisi la società borghese del Primo Novecento. La forza di Uno nessuno e centomila risiede da sempre in queste caratteristiche. Denso di enigmi\, lʼultimo dei romanzi di Luigi Pirandello\, definito dallo stesso autore: «sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò»\, arriva in scena al Teatro Ambasciatori di Catania\,  giovedì 19 febbraio\, ore 17.30 e venerdì 20 febbraio\, ore 20 nell’ambito della Stagione del Teatro Vitaliano Brancati di Catania. Nell’adattamento e con la regia di Nicasio Anzelmo\, lo spettacolo vede protagonisti Primo Reggiani\, Francesca Valtorta\, Jane Alexander\, Fabrizio Bordignon\, Enrico Ottaviano\, cinque straordinari attori che\, con un impianto scenografico in movimento e lʼumorismo tipico in Pirandello\, racconteranno questa storia ancora oggi di grandissima attualità. La pièce\, prodotta dal Teatro Ghione\, vanta le scene e i costumi di Annamaria Porcelli e Sergio Maria Minelli\, le musiche di Giovanni Zappalorto\, i movimenti di Barbara Cacciato.  \n\n\n\nUn testo che nella sua modernità sorprende\, soprattutto oggi\, nellʼanalisi dellʼistituto bancario e dellʼimpatto che lo stesso ha sul tessuto sociale. Il protagonista Vitangelo Moscarda è forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana: prima impacciato e prigioniero delle opinioni altrui\, poi sempre più consapevole e determinato a cercare lʼautenticità spirituale dellʼesistenza\, fino allʼaffrancamento finale da tutte “le rabbie del mondo”. Un giorno\, accorgendosi casualmente che il suo naso pende verso destra\, incomincia a percorrere un viaggio scoprendo ogni giorno che passa di non essere\, per gli altri\, quello che crede di essere. Il protagonista\, incontrando e confrontandosi con una miriade di personaggi\, cercherà di distruggere le molte immagini che gli altri vedono di lui\, fino a diventare aria\, vento\, puro spirito. Un lavoro rivoluzionario\, soprattutto per i tempi in cui fu scritto\, che tocca temi estremamente attuali come il rapporto con la natura\, con una spiritualità negata dalla società e dalla convenienza\, la ricerca spasmodica di se stessi.  \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLIgiovedì 19 febbraio\, ore 17:30  venerdì 20 febbraio\, ore 20 \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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LOCATION:Teatro Ambasciatori\, Via Eleonora D'Angiò\, 17\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:CHI HA UCCISO MIO PADRE al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 19 al 21 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 22 febbraio alle ore 16.30\, al TeatroBasilica\, va in scena CHI HA UCCISO MIO PADRE\, dal testo di Édouard Louis\, con la regia di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e in scena Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35.Lo spettacolo porta sul palcoscenico uno dei testi più radicali e necessari della letteratura contemporanea europea\, trasformando il racconto intimo di un rapporto padre-figlio in una potente interrogazione politica sulle responsabilità del potere\, sulle diseguaglianze sociali e sulle vite esposte a una violenza sistemica spesso invisibile. \n\n\n\nIl ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo\, nelle pagine di un testo dettato\, sono parole dello stesso Édouard Louis\, non dalle esigenze della letteratura\, ma da quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti\, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare\, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto\, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere\, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia\, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo). \n\n\n\nMa è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo racconta\, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno\, in autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria\, i quaderni\, le cartelle. Eri pazzo di gioia\, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare\, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica\, perché la politica per loro non cambia quasi nulla». \n\n\n\nLa vera differenza\, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura\, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato\, un dominato\, un perdente\, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare\, gli arabi\, le donne\, gli effeminati. C’è una premessa\, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura». \n\n\n\nÈ una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a rilascio lento\, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare\, ma dalle leggi e dalle regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo. \n\n\n\nScrittore che visibilmente guarda al teatro\, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare\, ovviamente\, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo\, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico\, ma nella possibilità\, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo. \n\n\n\ntesto Edouard Louis – regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – con Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 – traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A. – adattamento italiano Francesco Alberici\, Daria Deflorian\, Antonio Tagliarini – collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini – costumi Metella Raboni – assistenza alla regia Chiara Boitani – collaborazione artistica Andrea Pizzalis – per INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\, Silvia Parlani – una produzione INDEX\, A.D.\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Emilia Romagna Teatro Fondazione\, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi\, FOG Triennale Milano Performing Arts – con il supporto di MiC – Ministero della Cultura – Qui a tué mon pére\, © 2018\, Edouard Louis All rights reverved Edouard LouisChi ha ucciso mio padre\, © 2019\, traduzione di Annalisa Romani\, Giunti Editore S.p.A./Bompiani \n\n\n\nINFORMAZIONI: Il “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY: “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale”  al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Dopo i successi nelle repliche al teatro Gioiello di Torino\, al Dehon di Bologna e in molti altri teatri italiani approda a Roma al Teatro degli Audaci dal 19 al 22 febbraio 2026 la divertentissima commedia gialla\, ricca di colpi di scenc “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale” di Valerio Di Piramo & Cristian Messina.  \n\n\n\nMargherita Fumero\, Mario Bois e Mauro Villata sono i protagonisti di questa pièce abilmente diretta da Cristian Messina\, le musiche sono di Angelo Chionna. Accanto ai protagonisti sul palco Cristian Messina\, Anna Cuculo\, Maria Occhiogrosso e con Gina Perrucci\, Giorgio Serra\, Sergio Catania\, Valentina Gabriele\, Federico Messina\, Federico Sereno\, Rebecca Rosso.  \n\n\n\nI tre protagonisti in un susseguirsi di situazioni esilaranti  salveranno il sigillo reale da un misterioso ladro e non risparmieranno al pubblico tanto divertimento. Questa è la rivisitazione teatrale\, in chiave fortemente umoristica\, del personaggio di Sir Arthur Conan Doyle in una storia avvincente e non scontata\, dove l’intuizione viene sommersa dalle risate e quello che sembra non è\, quello che è non sembra… Perché questa è la vera forza del teatro: l’imprevisto\, la sorpresa\, soddisfare le menti con una scena\, e la scena successiva farle ripiombare di nuovo nell’incertezza fino allo sbalorditivo finale. \n\n\n\nVentidue gennaio 1901\, Londra. Muore la Regina Vittoria\, dopo aver regnato ininterrottamente per quasi 64 anni. Accanto a sé ha voluto Lady Margaret\, famosissima attrice e sua cara amica da moltissimo tempo: sarà proprio lei a ricevere dalle mani della Sovrana il Sigillo Reale\, che dovrà costudire fino all’ascesa di Edoardo VII\, legittimo pretendente al trono. \n\n\n\nTutta la vicenda si svolge a Old Artist\, casa di riposo per vecchie glorie dello spettacolo\, dove alloggia\, insieme ad altri tre ospiti\, anche Lady Margaret. \n\n\n\nSherlock Holmes ed il suo braccio destro Dottor Watson vengono chiamati dalla direttrice dell’ istituto\, Miss Elisabeth Barret\, per vegliare sul Sigillo Reale\, in quanto la sua custodia è un onere troppo gravoso da sostenere per Lady Margaret; ma il grande investigatore ha perso molto del suo smalto\, e si trova spesso in situazioni a dir poco imbarazzanti. \n\n\n\nNonostante questo\, sembra che tutto proceda per il meglio: ma non hanno ancora fatto i conti con Velina\, una strana giornalista che si presenta a Old Artist per intervistare Lady Margaret… \n\n\n\nIl Sigillo Reale verrà trafugato\, e da questo momento in poi una girandola di avvenimenti sconcertanti segnerà il corso della commedia\, che troverà un epilogo sorprendente anche grazie ad una misteriosa lettera che la Regina Vittoria aveva consegnato a Lady Margaret insieme al sigillo; saranno dunque i nostri amati investigatori che riusciranno a risolvere il caso\, districandosi tra situazioni paradossali e continui colpi di scena.
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SUMMARY:"Jackie" all Off Off Theatre
DESCRIPTION:Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio rivive il mito di Jackie\, protagonista dello spettacolo omonimo al suo debutto nazionale\, diretto da Luca Gaeta e tratto dal testo di Elfriede Jelinek. Sul palco nei panni di Jacqueline Kennedy\, c’è Patrizia Bellucci\, unica interprete di un sentito monologo impreziosito dalle musiche di Fabio Lombardi\, omaggio alla vita (e alla tragedia) della first lady statunitense.  \n\n\n\nL’approccio di Elfriede Jelinek al mito di Jacqueline Kennedy è tutt’altro che scontato. Lungi dall’indulgere in una biografia edulcorata\, l’autrice usa il profilo di Jackie per riflettere sul rapporto tra potere e femminilità\, rivelando la piena potenza espressiva della sua scrittura. La storia di Jackie è filtrata: non è la donna reale a parlare\, ma il suo involucro\, la forma destinata (forse involontariamente) dall’immaginario collettivo all’eternità. Jackie rappresenta il prototipo di un nuovo tipo di donna: la moglie\, la madre e la vedova perfetta\, imprigionata nel suo tailleur Chanel macchiato di sangue\, segnato dalla materia cerebrale.  \n\n\n\nNon sappiamo veramente chi fosse Jackie\, così come forse non conosciamo noi stessi. E così\, Jackie pianta il seme del dubbio: dietro l’immagine si cela una dura verità\, e la vera esistenza potrebbe risiedere altrove. In un monologo virtuoso e incessante\, gli episodi più famosi della vita di Jacqueline Kennedy si dipanano sul palco come le stazioni di un dramma personale che si rivela gradualmente come la grandiosa costruzione di un mito contemporaneo. A Jackie si contrappone Marilyn Monroe: l’incarnazione della sensualità e della radiosità\, una vittima predestinata e sacrificale. Tutto è iconografico. Tutto parla della deludente grandiosità degli Stati Uniti. Perché l’immagine – una buona immagine – è tutto ciò che conta. È dal volto di Jackie che l’America diventa l’icona moderna di una democrazia da esportare a tutti i costi. Una vera e propria invasione di plastica. \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:Elena di Euripide al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da giovedì 19 febbraio a domenica 1° marzo\, Elena\, di Euripide\, adattamento e Regia Nicasio Anzelmo\, con Mariano Rigillo\, Anna Teresa Rossini\, Silvia Siravo\, Ruben Rigillo\, Alessandro D’Ambrosi e con Anna Lisa Amodio\, Chiara Barbagallo\, Emilio Lumastro\, Alessandro Parise. Tra tutte le tragedie euripidee\, quella dedicata a Elena è la più trasgressiva e innovativa: rovescia il mito di Elena. Euripide mette in scena la personificazione della traditrice per eccellenza e ne fa una donna ideale\, fedele a Menelao e madre piena di rimpianti per aver abbandonato la figlia Ermione. Spogliata dal mito e dalla tradizione\, la vera Elena per Euripide è stata condotta per volere degli dèi in Egitto\, dove protetta dal re Proteo è rimasta fedele al marito\, mentre a Troia\, con Paride\, vive un fantasma\, fabbricato d’aria\, in tutto e per tutto identico ad Elena. Euripide si diverte a complicare la trama\, già di per sé sorprendente nell’incostante oscillazione delle responsabilità divine e umane\, creando un crescendo di situazioni al limite del surreale\, fino ad un imbroglio che permette ad Elena e Menelao\, nel frattempo entrato anche lui nel vortice della trama\, di lasciare l’Egitto. L’impossibilità di distinguere tra apparenza e realtà e di conoscere la verità che emerge dal prologo si rivelerà un vero e proprio leitmotiv della tragedia. Menelao è suo malgrado il protagonista di una delle scene più umoristiche e allo stesso tempo riflessive della tragedia: quella del riconoscimento con Elena. E’ una tragedia anomala dato che la sua struttura drammaturgica l’allontana dalle altre tragedie sia per contenuti che per forma. Di satira e di scene brillanti ne sono piene le pagine di questa Elena euripidea. Il lieto fine imposto dal deus ex machina\, ricompone la tragedia tra le fila del Mito\, presagendo l’immortalità di Elena e la vita sull’isola dei Beati di Menelao. \n\n\n\n Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\norario spettacoli: giovedì\, venerdì e sabato ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY:"Una ladra per amica" al Teatro delle Muse di Roma
DESCRIPTION:Dopo sei anni di assenza\, cresce l’attesa per il ritorno di Luciana Frazzetto nella sua Roma Il Teatro delle Muse la accoglierà insieme a Elisa Torri in uno spettacolo ironico\, divertente ed emozionante che promette di coinvolgere il pubblico sin dalle prime battute  \n\n\n\nLa commedia racconta l’incontro tra due donne dai mestieri e dai mondi completamente opposti unite soltanto da un passato segnato da relazioni sentimentali complesse e tutt’altro che serene Teresa e Pia si scontrano in un vortice di dispute non solo verbali ma anche fisiche che\, passo dopo passo\, lascia spazio a un percorso di confronto e di crescita fino alla nascita di un’amicizia leale e sincera. \n\n\n\nDiretta da Massimo Milazzo la pièce sorprende con un inatteso colpo di scena che svela il vero senso della storia entrando nel gioco sottile tra teatro e follia L’immagine finale ribalta la prospettiva dell’intera commedia ciò che fino a quel momento appariva “strano” si rivela profondamente umano mentre ciò che sembrava “normale” viene messo in discussione lasciando allo spettatore una domanda aperta e provocatoria: chi stabilisce davvero il confine tra normalità e follia? \n\n\n\nOrari: giovedì e venerdì ore 21:00 – sabato ore 17.00 / ore 21:00 – domenica ore 18:00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: Tel. 06.44.23.36.49 – 06.44.11.91.85 – cell.  348.929.43 68
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SUMMARY:"Bobo e la Valle dei Segni"\, omaggio a Sergio Staino alla Galleria La Pigna
DESCRIPTION:il Centro Culturale Teatro Camuno è lieto di segnalarvi – e invitarvi all’inaugurazione – della mostra Bobo e la Valle dei Segni\, omaggio a Sergio Staino che si terrà venerdì 20 febbraio 2026 alle 18.00 presso la Galleria La Pigna – Palazzo Maffei Marescotti\, a Roma. \n\n\n\nLa mostra\, multimediale e multidisciplinare\, intreccia satira\, arte\, memoria e attualità\, mettendo in dialogo l’opera di Sergio Staino e il suo personaggio più iconico\, Bobo\, con la Valle Camonica – la Valle dei Segni\, primo sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1979 per il suo straordinario patrimonio di incisioni rupestri. Un progetto nato in Valle Camonica che approda a Roma con l’obiettivo di raccontare\, attraverso il linguaggio universale del disegno e della vignetta\, un’eredità culturale capace di parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni. \n\n\n\nDurante il vernissage è prevista anche un’anteprima musicale del concerto Un Tango per Bobo\, organizzato alle 21.30 presso la sede dell’Associazione Settimo Continente (in Via Adelaide Bono Cairoli 55). Sul palco Alessio Lega (voce e chitarra)\, Michele Staino (contrabbasso)\, Guido Baldoni (fisarmonica\, voce) omaggio alla grande passione di Staino per la musica e la canzone d’autore. \n\n\n\n“Non tutti sanno che Sergio Staino\, oltre a essere fumettista e autore satirico\, è stato un grande appassionato di musica. Una lunga militanza al Premio Tenco\, fino alla direzione\, e l’inserto satirico Tango ne sono la prova. Proseguire la sua attività culturale è il minimo che gli dobbiamo.” \n\n\n\nLa mostra sarà aperta e visitabile presso la Galleria La Pigna a Palazzo Maffei Marescotti (Via della Pigna\, 13) fino a martedì 3 marzo\, dal lunedì al venerdì\, dalle ore 15.00 alle 19.00.
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SUMMARY:" UN GIORNO DIVERSO" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Il palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio accoglie dal 20 al 22 febbraio UN GIORNO DIVERSO\, spettacolo scritto e diretto da Domenico De Meo. \n\n\n\nProtagonisti sono un uomo e donna che si trascinano nel loro tempo immutabile e vuoto. Un giorno trovano un sacco con dei vecchi vestiti\, i quali costringono i protagonisti a intraprendere un viaggio nelle profondità del loro passato. I secondi iniziano a scorrere e così la solitudine\, l’innamoramento\, l’inadeguatezza\, la noia\, il senso di colpa diventano il combustibile che muove donna e uomo alla ricerca di ciò che sembra essere libertà. Un giorno diverso è uno spettacolo per due attori che rappresentano l’immobilità della negazione e l’esplosività emotiva del ricordo. La concretezza del rapporto nelle scene si scontra con l’astrattismo delle proiezioni video dei flussi di coscienza\, in una resa grottesca\, emotiva\, dinamica e poetica. Uno spettacolo fragile\, fatto di cartone\, di domande e mancate risposte\, di contraddizioni\, di bolle di sapone. L’auspicio è che dopo aver partecipato tutti insieme a “Un giorno diverso” ci si possa sentire meno soli. \n\n\n\n“Il progetto “Un giorno diverso”\, muove le basi a maggio 2023\, periodo in cui ho sentito la necessità di comprendere emotivamente e razionalmente l’ambiente sociale in cui vivo. A maggio 2024 è nata la drammaturgia\, e con essa il gruppo di lavoro”_ annota Domenico De Meo. “ A maggio scorso abbiamo vinto il bando spaccature 2024 grazie al quale abbiamo avuto il privilegio di fare una residenza di una settimana nella città incantata di Civita di Bagnoregio in seguito alla quale siamo andati in scena ad agosto 2024 nell’ambito del festival spaccature. Il progetto ha vinto anche il bando “pillolein12minuti”\, organizzato dal teatro fortezza est a Roma\, grazie al quale “Un giorno diverso” ha avuto la possibilità di dialogare nuovamente con il pubblico per tre repliche nei giorni 6-7-8 febbraio 2025 al teatro Fortezza Est.” \n\n\n\nSpettacoli: Venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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SUMMARY:“A Beatles’ Orchestra” al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Roma si prepara a vivere una serata indimenticabile: I Beatles a Roma\, una delle realtà musicali e teatrali ispirate ai Beatles più dinamiche ed originali e l’Orchestra Arios presentano “A Beatles’ Orchestra”\, un evento unico che fonde la potenza del rock con l’eleganza di una grande orchestra sinfonica\, il 20 febbraio (ore 20:30) al Teatro Ghione (già sold out). \n\n\n\nUn viaggio musicale tra i capolavori intramontabili dei Beatles\, arrangiate per band dal vivo e grande orchestra.Un’esperienza sonora e teatrale imperdibile che unisce rock\, emozione e potenza sinfonica. \n\n\n\nSul palco\, i capolavori intramontabili dei Beatles prenderanno vita grazie alla band composta da Simone Mariani\, Francesco Luz\, Manuel Murgano\, Matteo Palladini e Francesco Pradella\, che si fonderà musicalmente con l’’Orchestra Arios diretta dal M° Daniele Viri.Un itinerario musicale che diventa esperienza teatrale\, grazie alla regia di Matteo Ziglio\, e di grande attrazione per gli appassionati e collezionisti\, con la mostra di rarità beatlesiane curata da Giampietro D’Ercole. \n\n\n\nPer seguire le novità: https://linktr.ee/abeatlesorchestra e suhttps://www.facebook.com/beatlesaroma?locale=it_IT \n\n\n\n🎟Biglietti su Ticketone:https://www.ticketone.it/artist/a-beatles-orchestra/info@teatroghione.it | ☎ 06 6372294https://www.teatroghione.it/spettacoli/beatles2025
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SUMMARY:"Le Volpi" allo Stabile di Catania
DESCRIPTION: Il Teatro Stabile di Catania ospita alla Sala Futura\, da venerdì 20 a domenica 22 febbraio 2026\, lo spettacolo Le Volpi scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci\, con la regia di Luca Ricci (produzione CapoTrave – Infinito SRL). \n\n\n\nIn scena Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato\, protagonisti di un testo che è stato nella terna dei finalisti ai Premi Ubu 2024 nella categoria “nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica”. \n\n\n\nAmbientato nell’ombra di una sala da pranzo\, in una domenica di agosto assolata e immobile\, Le Volpi mette a fuoco un incontro apparentemente ordinario: due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro si ritrovano all’ora del caffè\, mentre tutto intorno il pensiero corre già al mare e alle vacanze. Ma restano ancora da sistemare alcune faccende\, accordi da stringere e favori da distribuire. \n\n\n\nDavanti a un vassoio di biscotti vegani\, tra parole misurate e sottintesi\, emergono appetiti legittimi\, interessi privati e strategie di potere: incarichi\, concessioni\, piccoli compromessi che lentamente compongono la trama di una corruzione quotidiana\, fatta di eccezioni minime e autoassoluzioni silenziose. \n\n\n\nLa provincia italiana diventa così protagonista assoluta: un microcosmo in cui osservare\, con ironia e precisione chirurgica\, le dinamiche del potere e i desideri che lo alimentano. Le Volpi racconta quel meccanismo sottile per cui è sempre possibile concedersi un vantaggio personale\, dopo essersi tanto spesi nella gestione della cosa pubblica. Come scrive Leonardo Sciascia in Todo modo:“I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. \n\n\n\nBIO INTERPRETI: \n\n\n\nGiorgio Colangeli\, è uno degli attori più richiesti e amati del cinema d’autore italiano: ha vinto il Nastro d’Argento nel 1999 per “La cena” di Ettore Sola e il David di Donatello nel 2007 per “L’aria salata” di Alessandro Angelini. Sempre sullo schermo ha interpretato Salvo Lima ne “Il divo” di Paolo Sorrentino e ha lavorato con Rubini\, Muccino\, Luchetti\, Genovese\, tra i moltissimi altri. Partecipa al film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi\, nel ruolo di Sor Ottorino Santucci. In teatro ha recentemente interpretato Papa Ratzinger ne “I due papi” di Anthony McCarten. \n\n\n\nManuela Mandracchia è una delle interpreti più affermate del teatro italiano\, attrice per storici allestimenti di Luca Ronconi e Massimo Castri\, vincitrice del Premio Ubu (2 volte)\, del Premio ANCT dell’Associazione dei Critici di Teatro e del Premio Le Maschere del Teatro Italiano\, sempre per il suo lavoro di attrice. Per il cinema ha lavorato in “Habemus Papam” di Nanni Moretti\, oltre che con Cristina Comencini\, Francesca Archibugi\, Marco Bellocchio e\, di recente\, con Pietro Castellitto. Per Radio Tre ha letto numerosissimi classici della letteratura nella trasmissione Ad alta voce. \n\n\n\nFederica Ombrato si diploma attrice\, nel 2011\, all’Accademia Nico Pepe di Udine e si perfeziona con la Compagnia Atir e S. Sinigaglia. Esordisce con “La Mosca\, almeno un milione di scale” di C. Tessiore\, per la regia di Jean-Paul Denizon. Ha lavorato\, tra gli altri\, con C. Rifici\, L. Lidi\, M.Maccieri\, A. Ruozzi\, G. Dall’Aglio e G. Cărbunariu. Debutta in ambito cinematografico\, diretta da Marco Bellocchio\, in “Se posso permettermi”\, selezionato dal 74° Festival di Locarno Corti d’autore. \n\n\n\nCalendario Rappresentazioni – Sala Futura  \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio 2026 – ore 20:45Sabato 21 febbraio 2026 – ore 20:45Domenica 22 febbraio 2026 – ore 18:00 \n\n\n\nLe volpidi Lucia Franchi e Luca Ricci \n\n\n\nregia e scena Luca Ricci \n\n\n\ncompagnia CapoTrave \n\n\n\ncon Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia\, Federica Ombrato \n\n\n\ncostumi Marina Schindlersuono Michele Boreggi\, Lorenzo Danesinluci Stefan Schweitzer \n\n\n\nfoto Luca Del Pia\, Elisa Nocentini \n\n\n\nproduzione Infinito srlcon il supporto di Regione Toscana\, Ministero della Cultura\, Argot Studio Roma\, Biblioteca Al Cortile Roma \n\n\n\ndurata 70’ \n\n\n\nPrezzi biglietti Sala Futura: \n\n\n\nintero 12 euro \n\n\n\nridotto 10 euro (under 25 – universitari e abbonati)
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SUMMARY:“Storia del cinema con la s minuscola" al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 20 febbraio 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo“Storia del cinema con la s minuscola” di e con Alberto Basaluzzo. Il titolo fa parte della sezione “Progetto da Salotto”\, un ciclo di spettacoli con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come\, appunto\, un salotto\, nato da un’idea di Alessandra Frabetti.            \n\n\n\nLo spettacolo nasce dall’omonimo podcast\, giunto alla seconda stagione\, in cuiBasaluzzo intreccia la storia del cinema con quella intima e personale\, fatta di ricordi legati proprio alla settima arte. Sul palco ne riprende la struttura rivisitandola in modo più dinamico e mostrando al pubblico quale grande e magico strumento sia stato il cinema per chi è cresciuto accanto a esso. \n\n\n\n«L’idea del podcast e\, successivamente\, dello spettacolo teatrale nasce un paio di anni fa – racconta l’autore – sono stato chiamato dal mio ex liceo di Novi Ligure per tenere una lezione ad alcuni studenti che seguivano un laboratorio pomeridiano di cinema. Non mi piaceva il termine “lezione”\, che presuppone la presenza di un maestro\, e io maestro non mi ci sento proprio. Quindi la mia prima reazione è stata quella di declinare l’offerta. Ma il cinema è la mia passione e l’idea di poterne parlare a dei ragazzi nati dopo il 2004 mi stuzzicava parecchio. Così ho suggerito di cambiare la parola lezione con la parola incontro e ho trovato il modo per raccontare loro non tanto la storia del cinema ufficiale\, “quella con la S maiuscola”per capirci\, fatta di date nomi e titoli che nemmeno io conosco poi così bene\, ma una storia più personale\, intima\, fatta di ricordi e di film che in qualche modo hanno segnato la mia vita e che sono stati\, in parte\, responsabili delle mie scelte professionali. Una storia\, appunto “con la s minuscola”. Ho aperto la mia Moleskine e ho cominciato a riempire pagine e pagine di ricordi\, emozioni\, personaggi\, battute\, titoli: film che hanno accompagnato la mia formazione e quella della mia generazione\, costruendo una specie di linguaggio comune\, fatto delle stesse paure\, delle stesse risate del medesimo immaginario erotico\, romantico. Di modi di dire\, di vestire\, di atteggiarsi\, di guardare al presente e di immaginare il futuro. Poi\, siccome sono un nerd sotto mentite spoglie\, mi sono lanciato in un’impresa ancora più folle\, e ho messo insieme in un montaggio di una quindicina di minuti quasi settecento film le cui scene hanno avuto per me un significato fondamentale. Alla fine dell’incontro gliel’ho mostrato e mi sono goduto le loro reazioni. Gli incontri sono stati così apprezzati dai ragazzi che ho pensato\, una volta finiti\, che cosa avrei potuto fare di tutto questo materiale. Da qui è nato prima il podcast e\, a seguire\, lo spettacolo teatrale che ha debuttato la scorsa estate al Festival di Castellazzo Bormida (AL) e che in questi mesi sto portando in tour». \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447
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SUMMARY:“Storia del cinema con la s minuscola” al Teatro Garage di Genova
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SUMMARY:“Ecce Robot. Cronaca di un’invasione” al Teatro delle Spiagge di Firenze
DESCRIPTION:Dal 20 al 22 febbraio Elvira Frosini e Daniele Timpano sbarcano alle Spiagge di Firenze.  \n\n\n\nIn scena\, “Ecce Robot. Cronaca di un’invasione” (venerdì 20 febbraio ore 21.00): il divertito racconto di una generazione che\, ignara di vivere negli anni di piombo\, cresceva tra i robot d’acciaio dei cartoon giapponesi. Lo spettacolo sarà seguito da due giornate di laboratorio intensivo intitolato “Questa elegante dignitosa impotenza” (sabato 21 e domenica 22 febbraio)  \n\n\n\nIspirato liberamente all’opera di Go Nagai (autore\, tra gli altri\, di Jeeg Robot\, Goldrake\, Mazinga) lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla TV nell’Italia delle stragi\, del rapimento di Aldo Moro\, delle Brigate Rosse\, dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni. Tra il resoconto delle trame dei singoli episodi dei cartoni giapponesi (con particolare attenzione per la sceneggiatura di Mazinga Z) e la ricostruzione storica di un’invasione (quella dei serial nipponici nei palinsesti pubblici e privati\, ma anche quella della televisione dentro le nostre teste)\, Ecce robot racconta uno spaccato di storia personale e collettiva. “Ero bambino\, tra gli anni ’70 e gli anni ’80\, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. – racconta Daniele Timpano – “Era l’Italia delle stragi\, del rapimento di Aldo Moro\, delle Brigate Rosse e dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni\, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo\, vivevo l’infanzia tra robot d’acciaio.” \n\n\n\nSabato 21 (ore 10/18) e domenica 22  febbraio (ore 10/13) \n\n\n\n“Questa elegante dignitosa impotenza”  \n\n\n\nElvira Frosini e Daniele Timpano terranno al Teatro delle Spiagge due giornate di laboratorio intensivo per attorƏ\, scrittorƏ\,  ed artistƏ. \n\n\n\nPer candidarsi e chiedere informazioni scrivere a +39 331 8809427.
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SUMMARY:"Mi vuoi sposare?" al Teatro IF
DESCRIPTION:Uno spettacolo dove la comicità incontra il dramma\, e lo Storytelling abbraccia il rumorismo. \n\n\n\nDal balcone di una terrazza sul mare\, Aurora cerca il coraggio di chiedere a Giulia di sposarla. Nel farlo\, ripercorre la loro storia passata e futura\, realizzando quanto ufficializzare la loro unione segnerà uno spartiacque nella sua vita\, un passaggio da una giovinezza sopita fatta di silenzi e compromessi a un’identità adulta pronta ad affrontare battaglie interiori ed esteriori\, fino al confronto definitivo con l’ingombrante figura della Madre. \n\n\n\nA intrecciarsi con il racconto di Aurora sono i suoni prodotti dalla sua compagna rumorista che\, dal balcone al suo fianco\, crea un vero e proprio sound design narrativo ed emotivo tanto digitale quanto fisico usando gli oggetti e gli effetti a sua disposizione. \n\n\n\nAurora e Giulia ti aspettano al Teatro IF\, via Nomentana 1018 venerdì 20\, sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026.  \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio 2026 ore 21:00Sabato 21 febbraio 2026 ore 21:00Domenica 22 febbraio 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/mi-vuoi-sposare.aspx
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SUMMARY:"Omicron o la cipolla” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:“SperimentArti” continua a configurarsi come spazio di attraversamento e osservazione dei linguaggi teatrali contemporanei\, accogliendo creazioni che interrogano il presente attraverso dispositivi scenici capaci di spostare lo sguardo e ridefinire le coordinate della narrazione. La rassegna del Centro Culturale Artemia conferma così la propria vocazione a una scena che sperimenta forme e registri espressivi\, aprendo varchi tra dimensione simbolica\, riflessione esistenziale e tensione poetica. \n\n\n\nIn scena venerdì 20 e sabato 21 febbraio alle ore 21 e domenica 22 febbraio alle ore 18\, “Omicron o la cipolla”\,  un testo di Viola Provenzano con regia di Lorenzo Bitetti con Marta Dell’Atti\, Virginia Isernia\, Lavinia Mazzucchi  della Compagnia ArtinAtto\, accompagna lo spettatore in un universo sospeso tra ironia e vertigine\, dove il paradosso diventa chiave di lettura del reale. A volte siamo noi a mettere fine alle cose\, altre volte sono le cose a finire da sole: in entrambi i casi resta l’urgenza di confrontarsi con il concetto di fine\, con le sue domande senza risposta e le sue reazioni imprevedibili\, talvolta sproporzionate\, talvolta inspiegabilmente comiche. \n\n\n\nTutto prende avvio da un evento minimo e apparentemente casuale: una cipolla. Da questo dettaglio quotidiano si sviluppa una partitura scenica che\, strato dopo strato\, scava nella complessità dei mondi interiori delle tre protagoniste\, accompagnate da una voce fuori campo che ne attraversa pensieri\, paure e desideri. Il dispositivo drammaturgico costruisce così una traiettoria narrativa in cui il confine tra logica e assurdo si assottiglia progressivamente\, lasciando emergere una dimensione teatrale sospesa tra straniamento e rivelazione. \n\n\n\nLo spettacolo si configura come una commedia dell’assurdo attraversata da momenti di raccolta emotiva\, in cui il registro comico e quello introspettivo convivono e si rilanciano a vicenda. Attraverso situazioni paradossali\, slittamenti di senso e immagini simboliche\, “Omicron o la cipolla” riflette sulla fragilità delle certezze\, sulla casualità degli eventi e sulla necessità umana di attribuire significato anche a ciò che sembra sfuggire a ogni logica.
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SUMMARY:“I segreti di Roma” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli annuncia con entusiasmo un nuovo appuntamento che segna un passo importante nel percorso di apertura e valorizzazione delle arti: il sipario si alza non solo sulla prosa\, ma anche sulla grande tradizione musicale italiana. Il teatro si conferma così luogo vivo\, dinamico e inclusivo\, pronto ad accogliere linguaggi diversi e a offrire al pubblico esperienze culturali sempre più ricche e trasversali. Protagonista della serata del 21 febbraio sarà “I segreti di Roma”\, un concerto-racconto capace di intrecciare musica\, parole e poesia in un affascinante viaggio alla scoperta dell’anima più autentica della Città Eterna. Quello che andrà in scena\, infatti\, è molto più di uno spettacolo musicale: è un percorso emozionale che attraversa vicoli e piazze\, storie popolari e memorie collettive\, restituendo la voce del popolo romano. Attraverso la tradizione musicale capitolina e la narrazione popolare\, lo spettacolo racconta la Capitale da una prospettiva intima e sincera\, fatta di ironia\, malinconia\, passione e straordinaria umanità\, grazie alla raffinatezza interpretativa del Trio Monti che dà vita a un intreccio continuo di canzoni e aneddoti\, evocando atmosfere senza tempo. Lo spettacolo rende inoltre omaggio ai grandi poeti dialettali che hanno saputo raccontare Roma con sguardo lucido e profondo. I sonetti di Giuseppe Gioachino Belli e di Trilussa prendono nuova voce attraverso letture e interpretazioni intense\, capaci di restituire tutta la forza espressiva e la modernità dei loro versi. Le loro parole\, tra sarcasmo e poesia\, si intrecciano con la musica\, creando un dialogo scenico di grande impatto emotivo. Un appuntamento che celebra la romanità nel suo gusto più verace e popolare e che\, al tempo stesso\, testimonia la volontà del Teatro di ampliare la propria offerta culturale\, aprendosi con decisione anche alla musica dal vivo. \n\n\n\nUna serata imperdibile per chi ama la musica\, la poesia e le storie che sanno parlare al cuore. Vi aspettiamo sabato 21 febbraio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Vibro d’amore" al Teatro del Lido
DESCRIPTION:Collettivo Clochart porta in scena sabato 21 febbraio alle 19 al Teatro del Lido Vibro d’amore\, uno spettacolo teatrale che esplora la sessualità e l’amore nelle persone con disabilità\, sfidando i preconcetti e rompendo i tabù che circondano questo argomento spesso trascurato. \n\n\n\nCollettivo Clochart è da sempre impegnato a fornire formazione ed educazione\, attraverso spettacoli\, danza e laboratori\, a persone diversamente abili o in difficoltà\, per favorire la libera espressione di sé e delle proprie facoltà. La storia segue un gruppo di personaggi diversi\, ognuno con la propria disabilità\, che affrontano le sfide della vita amorosa e sessuale\, esplorano le proprie emozioni e desideri\, si scontrano con la difficoltà di comunicare apertamente con i partner o potenziali partner. Si sfidano stereotipi e pregiudizi mentre cercano di superare le barriere fisiche e sociali.Attraverso la narrazione e le performance\, il pubblico è invitato a esaminare le proprie convinzioni sulla sessualità e la disabilità. \n\n\n\nIl Teatro del Lido di Ostia è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nCollettivo ClochartVIBRO D’AMOREregia e drammaturgia Michele Comitecoreografie Hillary Anghilericon Giorgia Benassi\, Stefania Favero\, Viviana Pacchincostumi Sartoria Clochartcon il sostegno di Comune di Rovereto\, Provincia Autonoma di Trento\, Regione Trentino-Alto Adige\, Fondazione Caritro\, Società Twilo Net ingegnerie SRLacquista i biglietti online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/vibro-d-amore/291291
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SUMMARY:"È solo un lungo tramonto" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Arriva per la prima volta a Roma\, al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 21 e 22 febbraio\, È solo un lungo tramonto\, performance per voce\, sax e ricordi registrati\, scritta\, diretta e interpretata da Jacopo Giacomoni\, autore anche della musica con Alessandro Gambato. \n\n\n\nUn esperimento di hauntology teatrale\, costruito su un meccanismo di distorsione testuale per un teatro della dimenticanza. I ricordi di un padre\, registrati\, trascritti\, riletti e ridettati nuovamente al computer\, perdono gradualmente forma e coerenza\, proprio come la memoria che li ha generati.  \n\n\n\n«Ho registrato i ricordi di mio padre» scrive Jacopo Giacomoni «li ho trascritti e li ho dettati al mio computer che li ha a sua volta trascritti; li ho riletti\, ridettati al computer che li ha nuovamente trascritti\, e così via. Il processo sloga il testo come la memoria di mio padre è slogata dalla demenza. «The time is out of joint». Viviamo un presente che non si può ricordare infestato da un passato che non si può dimenticare. È una lenta disintegrazione verso il silenzio. Non c’è tensione\, non c’è in fondo nessun dramma. È solo un lungo tramonto». \n\n\n\nÈ solo un lungo tramonto ha ottenuto la menzione speciale “Franco Quadri” del Premio Riccione 2023 e la menzione speciale del bando Futuro Passato 2022. \n\n\n\nDomenica 22\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Carlo lei\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\nJacopo Giacomoni\, nato a Trento nel 1987\, laureato in Filosofia con una tesi sull’esistenza dei personaggi fittizi\, lavora come drammaturgo e performer. Nel 2025 vince la 58ª edizione del Premio Riccione con il testo Tacet\, che nel 2024 aveva vinto il Bando Autori di Biennale Teatro. Nel 25/26 è fellow di Scuola Piccola Zattere. Nel 2023 vince la menzione speciale Franco Quadri della 57ª edizione del Premio Riccione con il testo È solo un lungo tramonto. Dal 2024 è dramaturg di Mittelfest. Porta avanti una ricerca strutturalista sulla drammaturgia\, progettando ordigni spettacolari che accolgono la partecipazione del pubblico e il caso\, cercando di costruire esperienze teatrali ludico-rituali che inneschino cortocircuiti con il tempo e lo sguardo di spettatori e performer. Negli ultimi lavori ha creato dei parassiti drammaturgici che aggrediscono organismi testuali già esistenti\, un dispositivo teatrale per eleggere la più grande tragedia dell’umanità\, un ufficio teatrale per la celebrazione di un funerale in scena\, un gioco per rivivere da zero una seconda vita sul palcoscenico\, un esperimento di hauntology teatrale sulla perdita della memoria del padre. Come performer fonde il suo percorso di attore a quello di sassofonista\, in una continua esplorazione nel campo dell’improvvisazione libera e dei suoni non idiomatici.  \n\n\n\n_______________________________ \n\n\n\n È solo un lungo tramonto \n\n\n\ntesto\, regia e performer Jacopo Giacomonisound design Alessandro Gambatovideo e visual Furio Ganzscenografia Arianna Sortinocostumi Ambra Accorsiassistenza e grafica Eleonora Boninomusica Jacopo Giacomoni e Alessandro Gambatoun grazie speciale ad Alessandro Sciarroniproduzione esecutiva Teatro Stabile di Bolzanoin residenza presso Teatri Riflessi/IterCulture\, in partnership con gARTen – festival di teatro nel parco di Fondazione Claudia Lombardi per il teatro (Lugano)\, con il supporto di European Festivals Fund for Emerging Artists – EFFEA\, un’iniziativa della European Festivals Association (EFA)\, co-finanziata dall’Unione Europea.col sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardiae con il sostegno di Operaestate/CSC di Bassano del Grappa \n\n\n\nDurata 60 minuti circa
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“It’s Wonderful - Musica a Teatro” al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto
DESCRIPTION:L’Associazione Concerti Città di Noto presenta la 4° edizione della rassegna “It’s Wonderful – Musica a Teatro”\, in programma al Teatro Tina Di Lorenzo dal 21 febbraio al 14 giugno. \n\n\n\nSono quattro i concerti che compongono il cartellone che sarà inaugurato sabato 21 febbraio alle 20.30 da Vita… le strade di Lucio Dalla che vedrà sul palco protagonista la voce Angela Nobile accompagnata dal Faro Ensemble composto da Alessandro Faro (chitarra)\, Santi Romano (contrabbasso)\, Corrado Genovese (violino) e Cristian Bianca (violino). Il concerto non è un vero e proprio tributo al grande Lucio Dalla\, ma è un elogio alla poesia della musica che diventa letteratura\, attualità\, confronto e messaggio potente. \n\n\n\nIl secondo appuntamento in programma è domenica 19 aprile con il concerto “20th Century Sax… Musica e cinema” del Duae Siciliae Sax Ensemble: un’orchestra composta da giovani saxofonisti\, tutti allievi dei corsi accademici di primo e secondo livello del Maestro Gianfranco Brundo presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. I musicisti\, diretti da Lorenzo Giuseppe Lima\, proporranno arrangiamenti dedicati a elaborazioni originali delle più celebri colonne sonore del cinema mondiale. \n\n\n\nSabato 23 maggio sarà la volta dei Virtuosi Ensemble che porteranno sul palco “Le quattro stagioni di Vivaldi”. La formazione è composta da Dario Militano & Martina Ferlito (violini)\, Matteo Briganti (viola)\, Vincenzo Di Silvestro (violoncello)\, Davide Galaverna (contrabbasso)\, Enrico Dibennardo (clavicembalo) e Enzo Ligresti (violino solista). \n\n\n\nL’ultimo appuntamento\, in programma domenica 14 giugno\, sarà “Mediterrango” di Gauche Tognola Tango Quartet composta da Nicolas Tognola (bandoneon)\, Alessandro Blanco (chitarra)\, Antonino Cicero (fagotto) e Damiano Vitrano(contrabbasso): una formazione capace di attraversare paesaggi sonori inediti\, sospesi tra le rive del Mediterraneo e le atmosfere del tango nuevo argentino. \n\n\n\nRina Rossitto\, Presidente dell’Associazione Concerti Città di Noto\, dichiara: “Sono particolarmente orgogliosa di dare il via\, dal prossimo 21 febbraio\, alla quarta edizione della rassegna musicale It’s wonderful – Musica a Teatro\, una manifestazione che\, con il tempo\, è diventata un appuntamento molto atteso. Quattro concerti imperdibili\, con un programma variegato che spazia dalla musica d’autore a quella classica\, dalle sonorità mediterranee alle melodie intense del tango argentino. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere  un pubblico ampio e trasversale\, attraverso la sempre incantevole bellezza della musica dal vivo”. \n\n\n\nLa rassegna prevede 4 concerti e il costo del biglietto è di 15 euro\, con riduzione a 10 euro per giovani e studenti.  \n\n\n\nÈ\, inoltre\, disponibile un abbonamento per tutti e quattro i concerti al prezzo speciale di 50 euro. \n\n\n\nn. 4 concertiIngresso: € 15\,00Ridotto giovani e studenti: € 10\,00Abbonamento (4 concerti): € 50\,00
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SUMMARY:"Il Canto del cigno" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sabato 21 e domenica 22 febbraio il Teatro di Villa Lazzaroni presenta Il Canto del cigno di Anton Cechov\, con Ugo Pagliai\, spettacolo a cura di Tommaso Garré\, con la consulenza artistica di Tommaso Pagliai e le musiche a cura di Dario Arcidiacono. \n\n\n\nSvetlovidov\, grande attore “mattatore” protagonista di opere immortali\, vaga smarrito per un teatro di provincia\, vinto dall’ebbrezza e dal bisogno di dimenticanza. Si chiede incessantemente dove siano finiti i giorni gloriosi in cui incantava il pubblico attraverso i suoi memorabili personaggi\, mediante il dono della parola.  \n\n\n\nÈ il logos\, infatti\, a trasmettere linfa antica e modernissima a questa pièce carica di spirito dionisiaco: all’energia nera della morte si contrappone un inequivocabile amore per le scene\, per i tanti ruoli interpretati\, una vocazione quasi sacerdotale per il valore curativo della parola recitata.  \n\n\n\nIn apertura il celebre brano del Fedone di Platone\, dove si narra del reale senso del canto dei cigni\, che non conoscono dolore per la propria dipartita\, ma\, al contrario\, si concedono una manifestazione di gioia nel loro ricongiungersi al dio delle arti\, della medicina\, dell’intelletto e della profezia.  \n\n\n\nUgo Pagliai/ Svetlovidov\, parimenti ai cigni\, si concede qui un grido di giubilo\, ritrovando Amleto e Otello\, Falstaff e Boris Godunov e\, soprattutto\, Lear\, suo grande cavallo di battaglia.  \n\n\n\nCome in una lezione magistrale\, Ugo Pagliai ci conduce nelle pieghe dei suoi sentimenti\, degli amori più grandi\, il Teatro e una donna\, giovane e snella come un pioppo\, rinnegando\, in linea con l’autore\, ogni possibilità di menzogna: “Si può ingannare la gente\, persino Dio: ma nell’Arte non si può mentire”.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:"Il raggio bianco" al Teatro Gustavo Modena di Genova
DESCRIPTION:Debutto di stagione per una delle produzioni del teatro Nazionale di Genova. In scena da sabato 21 febbraio a domenica 1° marzo\, al teatro Gustavo Modena.  \n\n\n\nArturo Cirillo cura la regia de Il raggio bianco di Sergio Pierattini\, testo dalle tante sfumature e tonalità\, sospeso tra la commedia nera\, il giallo sociale e il thriller psicologico. \n\n\n\nIl teatro di Sergio Pierattini è soprattutto un “teatro d’attori” e Il raggio bianco (premio Flaiano – 2006) è stato scritto pensando appositamente a Milvia Marigliano (nel ruolo della madre Anna) a cui aveva già dedicato Ombretta Calco e Un mondo perfetto.  \n\n\n\nIn scena due donne – madre e figlia (Milvia Marigliano e Linda Gennari) – in lotta reciproca e dialettica tra battibecchi e ricordi del passato\, una contro l’altra\, che restituiscono un interno familiare abitato da due solitudini che si fanno compagnia da anni: due vite piccole i cui dialoghi serrati\, taglienti e amari fanno emergere\, sospetti e non detti e anche la miseria economica e umana di questi ultimi decenni.  \n\n\n\nIl percorso di attrice di Milvia Marigliano si è arricchito negli ultimi anni\, di un profilo cinematografico autoriale ed eccentrico. Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino La Grazia\, il ruolo di Coco Valori sembra ritagliato sulla sua personalità. Oltre che con Pierattini\, ha creato un sodalizio anche con Arturo Cirillo: da La trilogia americana (Lo zoo di vetro di Tennessee Williams\, Chi ha paura di Viriginia Woolf? di Edward Albee\, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill) a Miseria e Nobiltà di Scarpetta e Liolà di Pirandello. Nel 2017 è premiata con le Maschere (per Lunga giornata verso la notte)\, nel 2025 vince il premio “Eleonora Duse”.  \n\n\n\nNel ruolo della figlia Giulia c’è Linda Gennari che\, con il Teatro Nazionale di Genova ha collezionato una serie di intense interpretazioni: dal monologo Grounded di George Brant (Premio ANCT 2022\, miglior attrice) a Maria Stuardadi Schiller\, Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos e Il giro di vite di Henry James\, fino a Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill\, tutti con la regia di Davide Livermore. \n\n\n\nRaffaele Barca (Matteo)\, diplomato alla scuola di teatro “Mariangela Melato” del TNG e finalista al Premio Hystrio alla Vocazione nel 2022 e ’23\, ha lavorato con produzioni del Teatro Nazionale di Genova e del teatro della Tosse. La sua presenza è un segno di continuità di sguardo sui nuovi talenti in crescita.  \n\n\n\nLe scene di Dario Gessati e i costumi di Gianluca Falaschi e Anna Missaglia\, restituiscono l’atmosfera notturna di un tipico interno volutamente squallido. Le musiche di Paolo Coletta punteggiano l’intero spettacolo e sottolineano le atmosfere da thriller psicologico.  \n\n\n\nnote di Arturo Cirillo \n\n\n\nPerché “Il raggio bianco”? Cos’è? Un segno\, una speranza\, un’utopia?  \n\n\n\nIn un mondo\, quello che Pierattini tratteggia con lucido e sapiente cinismo\, fatto di mediocrità di sentimenti ed aspirazioni\, l’aspetto trascendentale mi appare come un contro canto necessario rispetto allo stillicidio dei giorni che lui descrive.Nella città simbolo dell’economia e del lavoro\, Milano\, una madre e una figlia vivono dentro un mondo fatto di piccole e miserevoli azioni\, ma in loro sembrerebbe esserci qualcos’altro\, una devianza\, qualcosa che non torna: sono due ladre\, ma non come i ladri maledetti di Jean Genet\, sono due ladre in fondo comuni\, come certi personaggi scialbi\, provinciali ed ossessivi di Simenon: rubano per necessità\, le meschine necessità del vivere di tutti i giorni. Rubano perché la madre Anna\, per sue frustrazioni ed ignoranza\, non sa fare altro (…) ma è soprattutto una donna irrealizzata\, con una storia matrimoniale senza soddisfazioni e un rapporto con la figlia anaffettivo oltre che malsano\, o forse malsano perché anaffettivo. Questo piccolo mondo di medietà viene visitato da un anelito quasi metafisico\, che non per forza bisogna comprendere: sia Anna che Giulia\, la figlia\, parlano di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni e aspettative. Il raggio bianco è anche quella luce che inonda le due all’arrivo del terzo personaggio\, luce che abbiamo messo volutamente in scena nello spettacolo. Sì\, il raggio bianco potrebbe essere anche Matteo. La sua apparizione è l’incidente\, la novità\, che fa crollare il fragilissimo ma fortemente abitudinario equilibrio.  Matteoche\, da subito si è inserito nella loro casa e nella loro vita\, esce dalla casa e dalla storia\, come un perdente\, un povero ragazzo senza talenti o aspirazioni\, senza la forza di cercarli che si approfitta delle fragilità altrui. \n\n\n\nMi viene da pensare a certe tristi e desolate storie di Giovanni Testori. Solo che qui c’è il teatro\, che grazie alla bravura degli attori e alla felice scrittura drammaturgica\, fa vivere questa vicenda tra squallore e sogno\, infelicità e ridicolo\, dramma e beffa. [estratto dalla postfazione al volume: “Sergio Pierattini\, Il raggio bianco”] \n\n\n\nArturo Cirillo si è avvicinato al teatro attraverso lo studio della danza\, sia classica che contemporanea. Si diploma\, come attore\, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 1992. Ha lavorato con Carlo Cecchi\, restando nella sua compagnia dal 1993 al 2002. Tra i riconoscimenti vinti ricordiamo: diversi premi Ubu sia come regista che\, come interprete\, premio Coppola-Prati\, premio Hystryo\, premio Vittorio Gassman\, premio Vittorio Mezzoggiorno\, Premio Annibale Ruccello e il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro in più occasioni. Successivamente si dedica anche alla regia teatrale\, tra cui ricordiamo Lunga giornata verso la notte di Lars Norén\, Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta\, Le cinque rose di Jennifer\, L’ereditiera e Ferdinando di Annibale Ruccello\, La piramide di Copi\, Otello di William Shakespeare\, La morsa e Liolà di Luigi Pirandello\, Il vantone di Plauto/Pasolini\, Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee\, Zoo di Vetro di Tennessee Willians\, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill\, Orgoglio e pregiudizio da Jane Austen\, Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi\, Le intellettuali\, L’avaro\, La scuola delle mogli e Don Giovanni di Molière\, Il raggio bianco di Sergio Pierattini. \n\n\n\nPer la lirica\, Cirillo firma le regie di L’Alidoro di Leonardo Leo; Napoli milionaria! di Nino Rota da Eduardo De Filippo; La donna serpente di Alfredo Casella; La Cenerentola di Gioachino Rossini. \n\n\n\nInsegna in diverse scuole pubbliche: Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma\, Accademia “Nico Pepe” di Udine e\, in passato\, alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e attualmente è il direttore della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli. Nel cinema ha lavorato come attore con Mario Martone\, Silvio Soldini\, Wilma Labate\, Tonino De Bernardi\, Francesco Suriano. \n\n\n\nnote di Sergio Pierattini \n\n\n\n«Due\, o tre\, umanissime belve. \n\n\n\n… sì\, perché sono umanissimi i personaggi che appaiono in questa commedia» \n\n\n\nUna madre vocata fin dall’infanzia all’arte della rapina e una figlia che ne ha seguito le tracce come farebbe chi eredita una salumeria ben avviata o uno studio notarile.  \n\n\n\nEd è alla fine di una giornata di duro lavoro\, dopo aver varcato la soglia del loro appartamentino milanese\, che la loro umanità si mostra accecante come il lampione che illumina la strada e dolorosa come la penombra delle loro notti. C’è affetto\, preoccupazione e intimità. Ci sono persino le cotolette che la madre si appresta a preparare alla figlia. Ci sono i ricordi\, i piccoli progetti entro i quali la madre cerca di confinare presente e futuro della figlia e i premi per il lavoro svolto: un gioiellino\, un tailleur nuovo\, un paio di scarpe rigorosamente di marca. Ma infine l’aspetto più umano e dolente è il desiderio di Anna di ricostruire il rapporto con l’amata sorella\, interrotto dall’accusa ingiusta di un presunto furto compiuto anni prima.  \n\n\n\nUn giorno suona il campanello di casa e appare l’amatissimo nipote\, il figlio di quella sorella: finalmente le preghiere di Anna sono state accolte. Più umano degli umani\, il giovane è arrivato in città per affrontare un concorso in Polizia. E per madre e figlia è finalmente arrivata l’occasione che hanno sempre aspettato.  \n\n\n\nSergio Pierattini è drammaturgo\, attore\, regista. Diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma\, da anni affianca l’attività di attore a quella di autore peri il teatro\, la radio e il cinema. Dal 2005 insegna sceneggiatura per la radio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia- Scuola Nazionale di Cinema. Dal 2012 è insegnante dei Master di Drammaturgia e Sceneggiatura dell’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”.  Per il teatro ha scritto: Pietra d’inciampo\, Regalo di Natale\, riduzione teatrale dall’omonimo film di Pupi Avati. Seguono lavori che hanno ottenuto molti riconoscimenti  da Ombretta Calco (2015; spettacolo con Milvia Marigliano; regia di Peppino Mazzotta) a Il ritorno (premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di teatro – miglior testo della stagione 2007/08 e finalista ai premi Ubu 2009; spettacolo con Milvia Marigliano\, regia di Veronica Cruciani); Un mondo perfetto (premio Riccione 2007; spettacolo con Milvia Marigliano e Sergio Pierattini\, regia di Sergio Pierattini); La Maria Zanella (premio Ubu 2005 per l’interpretazione a Maria Paiato). In radio è stato autore di “Teatrogiornale”\, trasmissione radiofonica di Radio3 (2001 < 2003); ha scritto e diretto circa 300 radiodrammi sempre per Radio3.  \n\n\n\nIl raggio bianco ha debuttato in prima assoluta al Festival di Borgio Verezzi\, lo scorso agosto 2025   \n\n\n\n\nil volume: “Sergio Pierattini\, Il raggio bianco” è pubblicato da Palingenia edizioni (2026)\n\n\n\n\nDopo le date a Genova lo spettacolo sarà in tournée a: Torino – Teatro Gobetti\, dal 17 al 22 marzo; Parma – Sala Bignardi\, dal 26 al 29 marzo; Milano – Teatro dell’Elfo – sala Fassbinder\, dal 7 al 12 aprile \n\n\n\n\ndomenica 22 febbraio – replica NO LIMITS – accessibile agli ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura del Centro Diego Fabbri\n\n\n\nMercoledì 25 febbraio alle 17h30 – incontro con la compagnia – a cura degli Amici del Teatro Nazionale\, condotto da Paolo Borio  \n\n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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LOCATION:Teatro Gustavo Modena\, Piazza Gustavo Modena\, 3\, Genova\, IT\, 16149\, Italia
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