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SUMMARY:FAG/STAG\,  Amici di genere allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Ludo e Giammy sono migliori amici. Le loro vite sono piene di Tinder\, Grindr\, piccole bugie\, grandi nottate e molte\, troppe\, birre. Giocare a Super Mario\, pulire il vomito nella doccia\, sms mai risposti\, brutto sesso\, tornare a vivere con mamma e papà. \n\n\n\nNel mese che precede il matrimonio dell’ex-ragazza di Ludo\, i due amici faticano a tenere le loro vite sui binari\, alla ricerca di un minimo di equilibrio che gli permetta quanto meno di affittare un completo per il grande Giorno. Fag/Stag si interroga su cosa significa avere un migliore amico quando sei bloccato nella palude della peggiore versione di te stesso. \n\n\n\nCon una scrittura graffiante e sorprendente\, la storia è raccontata simultaneamente da due punti di vista diversi\, da due narratori decisamente poco affidabili. \n\n\n\nFag/Stag è un viaggio fedele e comico alla scoperta di ciò che si nasconde nella testa di due giovani uomini moderni. \n\n\n\nGiovedì e venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a TeatroBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:"Palma Bucarelli e l’altra resistenza" al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Storia e arte si intrecciano in Palma Bucarelli e l’altra resistenza\, spettacolo scritto e interpretato da Cinzia Spanò\, che porta in scena al Teatro Torlonia\, dal 26 al 29 marzo\, la vita della celebre direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Roma\, Palma Bucarelli\, donna libera e volitiva. \n\n\n\nUna storia ancora troppo poco conosciuta\, ricostruita grazie all’intreccio di vari documenti\, testimonianze e diari. Lo spettacolo racconta del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Il giorno in cui Hitler invade la Polonia\, il Ministro dell’educazione nazionale Giuseppe Bottai manda un ispettore in giro per l’Italia per valutare quale sia il grado di sicurezza dei musei. La relazione dell’ispettore è di poche parole: se dovesse scoppiare la guerra\, nessun posto\, nessun museo\, nessuna galleria sarebbe in grado di mettere in salvo in pochi giorni il proprio patrimonio artistico. Si decide quindi di spostare tutte le opere più preziose dai musei e nasconderle in posti sicuri in cui possano trovare riparo perché “la guerra è orribile dappertutto ma in Italia quando si combatte è come se si combattesse in un museo”. \n\n\n\nDipinti\, sculture e opere d’arte dei maggiori artisti di ogni epoca\, da Botticelli a Michelangelo\, da Leonardo a Caravaggio\, e poi ancora Rembrandt\, Raffaello\, Tiepolo\, Parmigianino\, Donatello\, Rubens\, Velasquez\, Dürer\, Lippi\, Pollaiolo e tanti altri vengono spostati dalle loro sedi e nascosti. Mentre gli scenari dopo l’entrata in guerra pian piano cambiano e a minacciare le opere d’arte non saranno più solo i bombardamenti degli alleati ma anche le razzie dei tedeschi\, soprintendenti\, direttrici e direttori di musei\, storiche e storici dell’arte rischiano la loro incolumità per mettere in salvo i capolavori dell’arte italiana.  È grazie al loro coraggio se quelle opere d’arte sono arrivate fino a noi.  \n\n\n\nLa storia del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale è una storia corale e sorprendente\, che lo spettacolo racconta dal punto di vista di una grande protagonista\, che nascose le opere d’arte nei sotterranei di Palazzo Farnese a Caprarola. E nell’attesa infinita che la guerra finisse i diari di
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LOCATION:Teatro Torlonia\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1A\, Roma\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"Noi e la grande ambizione” al Cinema Lux di Messina
DESCRIPTION:Il Cinema Lux di Messina\, nell’ambito della programmazione del Cineforum Orione\, ospita l’incontro con il regista Andrea Segre in occasione della proiezione del documentario “Noi e la grande ambizione”\, opera che racconta l’eco generazionale e civile suscitata dal film dedicato a Enrico Berlinguer. \n\n\n\nGiovedì 26 marzo il pubblico avrà l’opportunità di dialogare direttamente con l’autore al termine delle proiezioni delle ore 18.30 e 20.30\, in un momento di confronto aperto sui temi del film e sul significato della figura di Berlinguer per le nuove generazioni. \n\n\n\nDiretto da uno dei più importanti cineasti contemporanei italiani\, il film segue il percorso del precedente lavoro di Segre tra sale cinematografiche\, università e luoghi dell’impegno civile\, mostrando come la storia del leader del PCI abbia riacceso interesse\, partecipazione e riflessione politica soprattutto tra i più giovani. \n\n\n\nQuesta iniziativa conferma l’attenzione del Cineforum Orione verso il  cinema d’autore e al dialogo tra pubblico e protagonisti del mondo cinematografico. \n\n\n\nScheda filmTitolo: Noi e la grande ambizioneRegia: Andrea SegreAnno: 2025 – ItaliaDurata: 70 minutiProduzione: Vivo Film\, Lucky Red\, Rai CinemaDistribuzione: ZaLabInformazioniCinema Lux – MessinaGiovedì 26 marzo 2026 \n\n\n\nProiezioni con incontro con il regista: ore 18.30 e 20.30Biglietti: intero €7 — ridotto €5Sarà data precedenza agli abbonati del Cineforum Orione
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LOCATION:Cinema Lux\, Largo Seggiola\, is. 168\, Messina\, ITA\, 98123\, Italy
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SUMMARY:La Storia dietro al Museo Civico di Zoologia di Roma
DESCRIPTION:Al Museo Civico di Zoologia\, dal 26 marzo al 14 maggio 2026 è in programma un ciclo di conferenze tenuto da studiosi ed esperti\, dedicato ad approfondire figure storiche di ricercatori\, come il biospeleologo\, l’entomologo e l’ornitologo\, insieme alla storia della collezione osteologica e della collezione malacologica del museo. \n\n\n\nTutti gli incontri\, in programma di giovedì il 26 marzo; 2\, 16\, 23 aprile; 7 e 14 maggio\, si terranno dalle ore 17.00 alle 18.30 nella Sala Scheletri del museo. La partecipazione è a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. \n\n\n\nIl Museo Civico di Zoologia è un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della biodiversità\, con importanti collezioni scientifiche e un’intensa attività di ricerca e didattica. Le sue raccolte\, che comprendono milioni di esemplari\, documentano la varietà del mondo animale e rappresentano una risorsa fondamentale per studiosi e cittadini. Il museo promuove iniziative educative\, mostre e attività rivolte al pubblico\, con l’obiettivo di avvicinare le persone alla conoscenza e alla tutela della natura. \n\n\n\nIl ciclo di appuntamenti è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nGiovedì 26 marzo ore 17.00 \n\n\n\nSaverio Patrizi: da esploratore a biospeleologo \n\n\n\ndi Leonardo Latella \n\n\n\n(Conservatore Museo di Storia Naturale di Verona) \n\n\n\nGiovedì 2 aprile ore 17.00 \n\n\n\nUn fisico entomologo: Franco Rasetti \n\n\n\ndi Roberto Casalini \n\n\n\n(Conservatore Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 16 aprile ore 17.00 \n\n\n\nFrancesco Chigi della Rovere: ornitologo e pioniere della conservazione \n\n\n\ndi Spartaco Gippoliti \n\n\n\n(Società Italiana per la Storia della Fauna) \n\n\n\nGiovedì 23 aprile ore 17.00 \n\n\n\nScheletri al Museo: osservazioni sulla collezione osteologica del Museo \n\n\n\ndi Fabio Pesci \n\n\n\n(Conservatore Osteologia del Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 7 maggio ore 17.00 \n\n\n\nStoria della collezione Malacologica \n\n\n\ndi Massimo Appolloni \n\n\n\n(Conservatore Malacologia Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 14 maggio ore 17.00 \n\n\n\nPaolo Luigioni: conservatore del Museo e pioniere dell’Entomologia romana \n\n\n\ndi Alberto Zilli \n\n\n\n(già Museo Civico di Zoologia di Roma)
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LOCATION:Museo Civico di Zoologia\, Via Ulisse Aldrovandi 18\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Le Partite e le Sonate per Violino di J. S. Bach
DESCRIPTION:Un concerto unico: le Tre Sonate e tre Partite per violino solo di J.S. Bach\, altresì detti Sei Solo interpretate da Alessandro Perpich al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara\, giovedì 26 marzo alle 17.00. \n\n\n\nIl concerto è il secondo appuntamento di un breve ciclo di lezioni-concerto organizzato dalla Scuola di Teologia “Laura Vincenzi” dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio in collaborazione con il Conservatorio G. Frescobaldi\, finalizzato a esplorare il rapporto tra la teologia e la musica.  \n\n\n\nProtagonista del concerto\, il violinista Alessandro Perpich che eseguirà l’intera opera di Johann Sebastian Bach dal titolo Sei solo\, la raccolta delle Tre Sonate e Tre Partite per violino solo (BWV 1001-1006) di Johann Sebastian Bach\, vertice indiscusso della letteratura violinistica di tutti i tempi che costituisce un banco di prova\, una sfida ardua per i violinisti di ieri come di oggi. \n\n\n\nLa raccolta fu probabilmente composta nel periodo di Köthen\, dove Bach lavorò tra gli anni 1717-1722 in qualità di Kapellmeister presso il principe Leopold\, e dove si dedicò soprattutto alla composizione di musica strumentale. L’autografo riporta infatti la data del 1720\, ma questa potrebbe indicare solo il momento in cui i vari brani furono riuniti insieme\, probabilmente per una eventuale pubblicazione. Certo è che nel corso del XVIII secolo la raccolta circolò largamente in numerosi manoscritti\, per poi essere finalmente pubblicata nel 1802 a Bonn da Nikolaus Simrock. La complessa scrittura polifonica e la tecnica altamente virtuosistica di queste pagine lasciano immaginare che furono pensate per uno strumentista dotato di grandi capacità esecutive; molti studiosi hanno ipotizzato che il destinatario potesse essere Johann Georg Pisendel\, uno dei più autorevoli violinisti tedeschi dell’epoca. \n\n\n\nLa raccolta include e alterna due forme differenti\, sonata e partita\, espressione di due aspetti del gusto dell’epoca: da una parte la severità della sonata da chiesa organizzata nei canonici quattro movimenti\, dall’altra la partita intesa come suite\, successione di danze di andamento e ritmo differente. In entrambe le forme il violinista è chiamato a dialogare con sé stesso\, svolgendo al contempo il ruolo di solista e di accompagnatore. Questi brani richiedono grande perizia tecnica nella resa armonica da parte di uno strumento monodico\, notevoli capacità di comprensione della complessa scrittura contrappuntistica\, oltre a sapienza e gusto nell’affrontare ritmo\, ornamentazione\, colpi d’arco e diteggiatura. \n\n\n\nAlessandro Perpich si cimenta nell’interpretazione di questa complessa raccolta bachiana destreggiandosi tra forme austere e coreutiche\, tra contrappunto\, cantabilità e virtuosismo\, aderendo agli stili e alla sensibilità del tempo ed esprimendo in maniera puntuale l’alternanza dei diversi affetti contenuti in queste pagine. \n\n\n\nSul concerto si esprime Giorgio Maghini – responsabile dell’area culturale dell’Istituto di Cultura “Casa Cini”: “Quello tra la teologia e la musica di Bach è un incontro che non deriva solo dal fatto che gran parte dell’opera bachiana ha carattere religioso e liturgico. Bach è “teologo” anche nei caratteri formali della sua musica: elevazione\, rigore\, essenzialità\, simmetrie\, simbolismi nello spartito e nel suono… sono questi aspetti che entrano in dialogo col pensiero teologico e\, analogicamente\, lo riprendono e lo ampliano.” \n\n\n\nAlessandro Perpich  è nato a Firenze\, ha intrapreso giovanissimo lo studio della musica sotto la guida del padre e si è diplomato a pieni voti e lode sia in violino presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia\, sia in viola presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Con Corrado Romano ha continuato gli studi al Conservatorio di Ginevra sino a ottenere nel 1992 il “Premier Prix de Virtuosité”. Ha tenuto concerti in USA\, Sudamerica\, Asia\, Europa (Festival di Salisburgo\, Salle Pleyel e Opera Garnier di Parigi\, Avery Fisher Hall di New York\, Ravinia Festival di Chicago\, Tanglewood-Boston\, Musikverein di Vienna\, Coliseum di Buenos Aires\, Teresa Carreno di Caracas\, Suntory Hall di Tokio\, Scala di Milano). E’ titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi” di Ferrara. Incide per  Bongiovanni\, EPR. Suona un violino Carlo Ferdinando Landolfi del 1750. \n\n\n\nIl concerto inizia alle 17.00 presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara in Via XX Settembre 122\, per assistere al concerto è necessario acquistare il biglietto di ingresso secondo le tariffe vigenti\, la prenotazione è sempre consigliata inviando un messaggio Whatsapp al numero 3338043626 (Conservatorio di Ferrara) entro il 25 marzo 2026. Intero € 6\,00\, Ridotto € 2\,00 (cittadini EU di età compresa tra i 18 e i 25 anni). Gratuità: visitatori di età inferiore a 18 anni; giornalisti con tesserino; studenti delle facoltà di Architettura\, Conservazione dei Beni Culturali\, Scienze della Formazione o Lettere e Filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico; visitatori con disabilità (con accompagnatore).
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SUMMARY:Don Chisciotte il nuovo film di Fabio Segatori con Alessio Boni
DESCRIPTION:Uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo Don Chisciotte\, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale. \n\n\n\nIl nuovo film di Fabio Segatori\, in concorso alla 17ª edizione del BIF&ST di Bari International Film&Tv Festival\, inizia con le sequenze ambientate nel 1571\, realizzate a Messina con la collaborazione del produttore messinese Gigi Spedale e con il patrocinio del Comune di Messina. \n\n\n\nAlessio Boni interpreta con straordinaria verosimiglianza e sincerità “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu\, che conferisce al suo Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela Molina\, Marcello Fonte\, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri\, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco nel ruolo di Dulcinea e Martina Molinaro in quello di Altisidora. Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello\, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto e Mauro Failla nel ruolo del medico che lo ebbe in cura e Davide Colnaghi\, portantino che lo accudisce. \n\n\n\n«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» osserva il regista Fabio Segatori\, che aggiunge: «Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto\, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi\, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo\, non ci siamo ancora abituati”». \n\n\n\nRealizzato al di fuori delle logiche industriali dominanti\, il film punta sulla potenza del testo classico\, sul lavoro degli attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale\, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio\, tra Basilicata e Calabria\, il film attraversa calanchi scavati dal vento\, castelli medievali a picco sul mare\, fiumare\, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.  \n\n\n\nÈ un film fisico\, materico. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale\, delle immagini finte\, è stato costruito un mulino a vento funzionante alto 12 metri\, sul quale Alessio Boni\, ripreso con una telecamera\, è volato nel cielo a testa in giù.  Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston\, il nemico della Giustizia e della Libertà. \n\n\n\nLa vicenda prende inizio nel 1571\, con Miguel de Cervantes\, ferito nella battaglia di Lepanto\, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata negli ambienti del cinquecentesco Forte Gonzaga\, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film\, e nel Forte S. Salvatore suggestive messo a disposizione dalla Marina Militare.  \n\n\n\nTra febbre e allucinazioni\, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano\, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia\, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza\, sedotto dalla promessa di un castello da governare. \n\n\n\nIl cavaliere cerca di difendere i più deboli\, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato\, umiliato e infine sconfitto\, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia\, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana\, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore\, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte\, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera. \n\n\n\nL’opera\, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo\, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission e in collaborazione con Rai Cinema\, sarà presentata in anteprima nazionale il 22 marzo alle ore 16:30 presso il Multicinema Galleria. Dal 26 marzo in distribuzione nelle sale di tutta Italia e\, nei prossimi mesi\, sarà presentato a Messina e nelle altre città siciliane.
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SUMMARY:Sotto una buona stella alla Casina delle Civette a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 27 marzo al 27 settembre 2026 la Dipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia\, in occasione dell’80mo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente (1946-2026)\, presenta l’esposizione Sotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto\, dedicata alla storia del simbolo nazionale realizzato da Paolo Paschetto (Torre Pellice\, 1885-1963)\, artista poliedrico e tra i più rappresentativi nel patrimonio culturale della Casina delle Civette. \n\n\n\nL’esposizione\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è ideata dall’Ufficio Archivio Storico e Beni culturali della Tavola valdese\, curata daSara Rivoira\, Federica Tammarazio e Gaia Dammacco\, e realizzata in collaborazione con il Museo della Casina delle Civette. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra illustra il percorso che ha portato alla scelta della creazione di Paschetto\, a partire dal 19 giugno 1946\, quando con decreto legislativo del Presidente del Consiglio dei Ministri si invita l’Assemblea Costituente a scegliere l’Emblema distintivo della Repubblica Italiana. La Commissione incaricata\, presieduta dall’Onorevole Ivanoe Bonomi\, indice un concorso rivolto ad artisti e tecnici\, fornendo l’indicazione di rispondere a criteri di semplicità e intelligibilità\, e di introdurre tra i simboli la stella d’Italia. All’appello rispondono ben 341 candidati\, tra i quali viene prescelto il bozzetto di Paschetto in una prima versione che tuttavia non convince\, portando all’indizione di un secondo concorso dal quale emerge nuovamente vincitore l’artista piemontese. Il 5 maggio 1948\, l’Italia acquista il suo simbolo\, che da allora è rimasto immutato nei suoi elementi costitutivi: la stella\, la ruota dentata\, i rami di ulivo e di quercia. \n\n\n\nLa partecipazione dell’artista al concorso pubblico e le varie fasi in cui lo stesso si articolò sono raccontate in mostra attraverso documenti originali provenienti dall’Archivio Paschetto della Tavola valdese e documenti in copia anastatica\, conservati presso l’Archivio di Stato di Torino\, ritagli a stampa dell’epoca e materiale illustrativo più recente\, in aggiunta a una serie di approfondimenti multimediali. \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola in quattro sezioni. Nella prima\, gli Italiani al voto\, vengono presentati alcuni bozzetti di cartoline per il voto. Seguono lefasi dei concorsi per l’Emblema\, illustrate dai disegni presentati alla Commissione da Paschetto e dagli altri finalisti (Lalia\, Luperini\, Morbiducci\, Retrosi)\, fino al disegno vincitore commentato dalla rassegna stampa dell’epoca. La terza sezione presenta una serie di bozzetti per la realizzazione di francobolli celebrativi dell’Italia Democratica e della rivista Italia Filatelica. \n\n\n\nSono esposti numerosi strumenti di lavoro dell’artista tra cui: colori\, compasso\, squadrette e i materiali per le incisioni. Nella quarta sezione\, una mappa della città indica i luoghi per ammirare le opere che Paschetto realizza a Roma. \n\n\n\nCompleta la mostra la visione di un video conintervista allo storico Daniele Jalla\, fruibile anche online. \n\n\n\nL’emblema \n\n\n\nL’emblema della Repubblica è caratterizzato da tre elementi. La stella\, uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia\, sul cui capo splende raggiante. \n\n\n\nLa ruota dentata\, simbolo dell’attività lavorativa\, traduce il primo articolo della Carta costituzionale:“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.  \n\n\n\nInfine\, i rami di ulivo e di quercia dei quali il primo simboleggia la volontà di pace della nazione\, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale\, mentre il secondo incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi\, inoltre\, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo. \n\n\n\nInfo \n\n\n\nSotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto \n\n\n\nDal 27 marzo al 27 settembre 2026 \n\n\n\nDipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia\, via Nomentana 70\, Roma \n\n\n\nOrari: dal martedì alla domenica ore 9.00-19.00. Chiuso il lunedì \n\n\n\nInfo: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)  \n\n\n\nwww.museivillatorlonia.it; www.museiincomuneroma.it
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SUMMARY:“La cerimonia dell’assenzio” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La cerimonia dell’assenzio”\, testo di Antonio Mocciola e Roberto Schena\, con la regia di Giuseppe Brandi che dirige Emanuele Di Simone e Francesco Petrillo accanto a cui recita anche in veste di attore\, sarà sul palco dell’OFF/OFF Theatre da mercoledì 25 a domenica 29 marzo. Le musiche originali di Andrea Casapruna immergeranno il pubblico di via Giulia nei meandri reconditi dell’essere umano\, offuscati da quell’oblio di droghe e rituali proibiti a cui erano dediti i poeti maledetti nella Parigi di fine ‘800. \n\n\n\nL’assenzio\, l’amarissimo liquore divenuto simbolo dei bohémiens parigini tra fine 800 e inizio 900 e chiamato\, per il suo colore e per gli effetti stupefacenti\, “la fata verde”\, irrora la perdizione e la creatività di Verlaine e dei giovanissimi Rimbaud e Lautréamont\, tutti destinati a una triste e precoce fine. In un’epoca di raro genio e di squisita degenerazione\, si sviluppano amori tossici e tentati omicidi\, poesie oscene e dolorosi processi\, provocazioni ardite e goffi pentimenti\, nella cornice di una Parigi mai più così incandescente. L’amore folle e clandestino tra lo sposato ultratrentenne Verlaine (Giuseppe Brandi) e il giovanissimo Rimbaud (Emanuele Di Simone) si consuma tra oppio\, alcol\, sesso sfrenato e sangue\, mentre l’inquietante poeta dark Lautréamont (Francesco Petrillo) – che nell’indifferenza generale crea il primo archetipo del surrealismo – si consuma in una disperata\, incompresa solitudine. La sua fine prematura s’intreccia alla scalata dei “poeti maledetti”\, in un abbraccio tenero e mortale tra una vita che finisce e molte altre che decollano\, pronte però a schiantarsi presto contro i muri borghesi del tempo. \n\n\n\nRicostruendo uno spaccato d’epoca che ha lasciato per sempre il segno\, Antonio Mocciola e Roberto Schena affidano a tre giovani attori di talento una storia di gioia creativa\, sesso disinvolto e scomposto dolore\, mettendo in vetrina eros e thanatos\, splendore e squallore\, fremiti giovanili e precoci senili malinconie. \n\n\n\nQuanto somigliano quei giovani persi nel tempo ai nostri? Cosa rimane di un’epoca di trasgressione e feroci ritorsioni? Forse\, soltanto l’amarissimo sapore dell’assenzio. \n\n\n\nINFOFF \n\n\n\nOFF/OFF THEATRE Via Giulia 19\,20\,21 00186 Roma – INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:"The Black Cat" al Teatro Petrolini
DESCRIPTION:Al Teatro Petrolini di Roma\, mercoledì 25 marzo\, The Black Cat\, da un racconto di Edgar Allan Poe\, regia e voce narrante\, Cesare Felici\, musiche dal vivo\, Roberto Quattrini\, sax. Introduce lo spettacolo Annabelle Lee\, una delle ultime poesie dal ritmo ipnotico di Edgar Allan Poe\, che narra di un’unione che va oltre la morte\, ambientata in un gotico regno vicino al mare: un abisso oscuro\, ma anche il luogo dove l’amore trova rifugio per l’eternità. Segue il celebre racconto del caposcuola dell’horror The Black Cat (1942–1943). Le suggestive musiche originali del maestro Roberto Quattrini e del suo sax alto sottolineano l’atmosfera inquietante e fanno da contrappunto alla voce narrante di Cesare Felici\, che\, tra lo stupore e l’ironia\, descrive la discesa di un uomo mite negli inferi della follia e dell’alcolismo. L’uomo si macchierà di crimini orrendi\, venendo condannato proprio dalle sue vittime\, senza possibilità o intento di redenzione. \n\n\n\nTelefono: 06 5757488 \n\n\n\nE-mail: info@teatropetrolini
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SUMMARY:"HIKIKOMORI" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Arriva a Roma il 25 marzo alle h. 20:00\, allo Spazio Rossellini\, HIKIKOMORI\, performance di danza contemporanea della AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica\, con regia e coreografia di Vito Alfarano. Lo spettacolo è inserito nel programma della rassegna “Le Ali della Libertà”\, dedicata alle pratiche artistiche che lavorano sull’inclusione sociale come atto politico e culturale\, ideata da Giovanni Anversa – Presidente ATCL e Isabella Di Cola – Direttrice Artistica ATCL\, promossa da ATCL\, in programma dal 23 al 27 marzo alle ore 20.00 presso lo Spazio Rossellini di Roma.  \n\n\n\nLa rassegna\, articolata in cinque giornate\, propone un percorso tra teatro e danza in cui la diversità diventa linguaggio espressivo e occasione di dialogo. Ispirata al celebre titolo cinematografico\, “Le Ali della Libertà” accoglie esperienze artistiche che attraversano i temi della disabilità\, della migrazione e della reclusione\, invitando il pubblico a confrontarsi con le fragilità del presente. \n\n\n\nIn questo contesto si inserisce HIKIKOMORI\, una creazione che affronta uno dei fenomeni più complessi e diffusi tra i giovani: l’isolamento sociale volontario. Il termine giapponese indica la condizione di chi sceglie di ritirarsi dalla realtà\, chiudendosi nella propria stanza e interrompendo ogni relazione con il mondo esterno. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio coreografico intenso ed evocativo\, lo spettacolo traduce questa condizione in movimento\, trasformando la scena in uno spazio sospeso tra astrazione e realtà. Il pubblico è invitato a entrare simbolicamente in quella stanza\, a condividere un isolamento che diventa esperienza collettiva e occasione di riflessione. \n\n\n\nÈ una solitudine scelta o una prigione invisibile? Comprensione o condanna?La performance non offre risposte definitive\, ma apre interrogativi urgenti sul valore delle relazioni umane e sulle dinamiche di esclusione che attraversano la contemporaneità. \n\n\n\nIl lavoro di Vito Alfarano\, fondatore della compagnia AlphaZTL\, nasce dal desiderio di dare voce\, attraverso la danza\, a realtà spesso marginalizzate\, costruendo percorsi artistici capaci di abbattere i pregiudizi e generare conoscenza attraverso l’esperienza diretta. In questa prospettiva si inserisce anche HIKIKOMORI\, che porta in scena una fragilità contemporanea trasformandola in esperienza condivisa. \n\n\n\nLa regia e la coreografia sono firmate da Vito Alfarano\, l’idea e la ricerca musicale di Marcello Biscosi. In scena i danzatori Cassandra Bianco e Francesco Biasi. Nel 2024 Cassandra Bianco ha ricevuto il premio Best Dancer al Movement\, Physical and Dance Theatre International Festival di Tbilisi. \n\n\n\nAlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica è una realtà riconosciuta a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro che unisce danza contemporanea e impegno sociale. Le sue creazioni nascono dall’incontro tra arte e contesti di marginalità – come il carcere e le fragilità sociali – con l’obiettivo di costruire ponti tra scena e società\, trasformando il linguaggio coreografico in uno strumento di inclusione e riflessione.
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SUMMARY:"HYDRON³" al Teatro Franco Parenti di Milano
DESCRIPTION:Oltre l’arte\, oltre la performance\, oltre l’happening: dal 26 marzo al 12 aprile\, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano\, arriva HYDRON³\, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta – tra i 12 artisti digitali selezionati per il VDA Award 2025 e protagonista della Triennale di Milano. Un nuovo appuntamento nel capoluogo lombardo\, dopo Lost Paradise\, che innesca lo sguardo su un presente provocatorio\, visionario\, disturbante\, dando forma a un evento immersivo originale\, un gioco spiazzante e iper-lucido sulla società contemporanea\, che si fa faro acceso di un immaginario distopico. \n\n\n\nProtagonista è JonnyBoy\, il personaggio creato da Motta e presente nel suo universo da oltre vent’anni\, che in questa occasione si scontra e confronta con un futuribile nuovo prodotto: HYDRON³\, una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza e che viene intercettata\, trasformata\, brandizzata. Un’idea assoluta che scivola dal mito al mercato\, dalla purezza all’appropriazione\, dalla natura al desiderio. Il tutto in un grande gioco immersivo in cui lo spettatore si trova coinvolto e catturato tra lupi\, feste sfrenate\, bar\, tentazioni continue e improvvisi slanci di purezza\, in un provocatorio gioco performativo che lo catapulta in una dimensione iper-contemporanea e lo mette alla prova con la realtà. \n\n\n\nHYDRON³ – Time is over. Drink eternity si configura come una mostra-evento e un’esperienza a tempo\, concepita come il lancio pubblicitario di una sostanza impossibile: una bevanda immaginaria\, estratta da un monolite di ghiaccio\, capace di promettere l’eterna giovinezza. Un’idea seducente e pericolosa che diventa racconto\, rito collettivo e simulazione estrema del desiderio contemporaneo. Motta utilizza i codici dell’advertising\, della spettacolarizzazione e del consumo per portarli al limite\, mettendone in luce le contraddizioni e spingendoli fino al paradosso. \n\n\n\nIl percorso si apre come una soglia: un corridoio presidiato da uomini-lupo\, figure ibride e perturbanti che custodiscono un frammento del monolite. La sostanza\, originariamente donata da Madre Natura all’umanità\, viene intercettata dall’uomo e trasformata in prodotto. È qui che compare Question Mark\, imprenditore immaginario dal volto coperto e dall’identità sospesa\, che filtra la fonte e ne costruisce il brand globale HYDRON³\, distribuendone non l’origine ma un’eco\, non la verità ma un’esperienza controllata. \n\n\n\nAccanto all’installazione\, le opere pittoriche e le sagome dipinte di Motta mettono in scena JonnyBoy come astrazione della giovinezza: non un alter ego\, ma un principio. Immerso in una natura rigogliosa fatta di fiori\, foglie dai colori saturi\, il personaggio abita un tempo altro\, non misurabile\, dove l’innocenza dell’età – come la natura – non si possiede\, ma esiste come valore puro\, intoccabile\, autosufficiente. \n\n\n\nTra giochi e provocazioni\, HYDRON³ si configura come un’esperienza totale\, sospesa tra installazione\, performance e rituale condiviso\, capace di mescolare immaginario pop\, estetica pubblicitaria e tensione simbolica. Un’esperienza da attraversare e condividere\, più che da comprendere\, dove arte e intrattenimento si contaminano e l’estetica diventa linguaggio immediato per raccontare il nostro rapporto con il tempo\, con l’immagine e con l’idea stessa di eternità. \n\n\n\nGiovanni Motta è un pittore e artista digitale della corrente del Neo-Pop Surrealismo. La sua ricerca insiste sul rapporto tra memoria e materia: l’oggetto quotidiano\, caricato di risonanze affettive\, diventa un vettore simbolico capace di far emergere ciò che normalmente resta in ombra — non come nostalgia\, ma come energia latente\, pronta a diventare immagine. Al centro del suo universo si trova JonnyBoy\, figura cartoon concepita come astrazione della giovinezza: un’icona essenziale e perturbante\, con un’espressione sospesa tra meraviglia e paura. JonnyBoy non rappresenta un’identità\, ma un principio: la persistenza dello stupore come forza critica\, la vulnerabilità come potenza\, la leggerezza come strategia di sopravvivenza. Il suo volto\, ridotto a pochi elementi invariabili\, agisce come un dispositivo quasi liturgico: ripetuto\, riemerge ogni volta come presenza\, formula\, testimonianza. La pratica di Motta attraversa pittura\, scultura e installazione\, costruendo ambienti in cui la cultura pop occidentale e l’immaginario anime convivono senza gerarchie\, orchestrati in un “caos ordinato” che rifiuta la semplice decorazione e punta alla messa in scena di un’epica intima. Le sagome dipinte su legno\, le composizioni pittoriche e le installazioni narrative diventano strutture di esperienza: luoghi in cui l’arte smette di essere soltanto visione e assume la forma dell’attraversamento. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie e musei\, tra cui il K11 Museum (Shanghai)\, il Museo della Permanente (Milano)\, La Triennale (Milano)\, W1 Curates (Londra)\, il Mart Museum (Galleria Civica Trento)\, il CAFA Museum (Pechino)\, Palazzo Giustinian (Venezia)\, il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” (Cortina d’Ampezzo).  \n\n\n\nHYDRON³di Giovanni Mottaa cura di Ivan Quaronimostra-evento + installazione immersiva + performance Bagni Misteriosi del Teatro Franco ParentiVia Carlo Botta 18 – Milanodal 26 marzo al 12 aprile 2026Opening: 25 marzo 2026\, ore 19.00Biglietti / Accesso: dal 26 marzo – €5www.teatrofrancoparenti.it
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SUMMARY:“Da d’Annunzio a Marinetti: gli Inimitabili del ’900” al Ridotto del Verga
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl Teatro Stabile di Catania dedica due straordinari appuntamenti alla figura di Gabriele d’Annunzio e al Novecento italiano con la presenza di Edoardo Sylos Labini\, protagonista di un incontro pubblico e di uno spettacolo teatrale alla Sala Futura. \n\n\n\nMercoledì 25 marzo alle ore 18.30\, al Ridotto del Teatro Verga\, si terrà l’incontro “Da d’Annunzio a Marinetti: gli Inimitabili del ’900” (ingresso libero fino a esaurimento posti). Ospiti del direttore Marco Giorgetti saranno il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri e l’attore Edoardo Sylos Labini\, impegnati in un dialogo dedicato a due figure centrali della cultura italiana del Novecento. Guerri\, autore di importanti studi e biografie su Gabriele d’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti\, e Sylos Labini\, che negli anni ha portato in scena la vita di questi protagonisti trasformando i suoi spettacoli nella serie televisiva “Inimitabili” prodotta da Rai Cultura per Rai 3\, offriranno al pubblico un approfondimento su storia\, letteratura e immaginario di un’epoca decisiva per il Paese. \n\n\n\nDa venerdì 27 a domenica 29 marzo\, alla Sala Futura andrà in scena “Gabriele d’Annunzio\, una vita inimitabile”\, scritto\, diretto e interpretato da Edoardo Sylos Labini con la drammaturgia di Angelo Crespi. Lo spettacolo\, tratto dalla serie televisiva “Inimitabili”\, ripercorre la vita del Vate attraverso parole\, musica e installazioni visive\, restituendo il ritratto di uno dei personaggi più discussi e influenti della cultura italiana. \n\n\n\nIn scena Sylos Labini è accompagnato dalle musiche originali del maestro Sergio Colicchio\, con contributo vocale di Stella Gasparri e installazioni di Marco Lodola. La narrazione segue l’ascesa di d’Annunzio dagli esordi romani al successo letterario\, dall’esperienza bellica alla presa di Fiume\, fino agli anni del Vittoriale\, intrecciando dimensione pubblica e privata: gli amori\, la politica\, la poesia e la costruzione di un mito personale che ha segnato profondamente l’immaginario del Novecento. Lo spettacolo è una produzione RG produzioni e Teatro Stabile di Catania. \n\n\n\nA margine della replica di domenica 29 marzo è previsto\, inoltre\, l’incontro “Le ardite amicizie del d’Annunzio esoterico”\, durante il quale il pubblico potrà dialogare con la scrittrice Laura Curtale\, autrice del volume “L’enigma d’Annunzio”\, e con il conte Giovanni Martines Augusti\, depositario di un importante archivio familiare legato al poeta-soldato\, per approfondire aspetti meno noti del suo pensiero e delle sue relazioni. \n\n\n\nCALENDARIORidotto del Teatro VergaDa d’Annunzio a Marinetti: gli Inimitabili del ’900Mercoledì 25 marzo 2026\, ore 18.30Ingresso libero fino a esaurimento posti \n\n\n\nSala FuturaGabriele d’Annunzio\, una vita inimitabileVenerdì 27 marzo 2026\, ore 20.45Sabato 28 marzo 2026\, ore 20.45Domenica 29 marzo 2026\, ore 18.00 Biglietti per lo spettacolo disponibili al botteghino del Teatro Verga e su TicketOne:https://www.ticketone.it/eventseries/4116043⁠ \n\n\n\nInformazioni su www.teatrostabilecatania.it⁠
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SUMMARY:Classico e Neoclassico” al Palazzo Roverella di Ferrara
DESCRIPTION:Nuovo concerto della rassegna Ferrara Cameristica mercoledì 25 marzo alle 17.30 nella splendida cornice di Palazzo Roverella\, a cura degli studenti dei Conservatori Frescobaldi di Ferrara e del Venezze di Rovigo\, che anche quest’anno collaborano nella rassegna di musica da camera\, ospitata in gran parte dal Circolo dei Negozianti di Ferrara. \n\n\n\nIl programma del concerto dal titolo “Classico e Neoclassico” attraversa epoche e linguaggi differenti\, offrendo un affascinante percorso nella musica da camera tra Novecento e classicismo\, in cui la varietà degli organici e delle scritture mette in luce molteplici possibilità espressive. Ad aprire il concerto è il Trio per clarinetto\, fagotto e pianoforte di Nino Rota\, compositore noto al grande pubblico soprattutto per le sue celebri colonne sonore\, ma autore anche di un vasto catalogo cameristico di grande raffinatezza. In questo Trio emerge una scrittura elegante e comunicativa\, capace di fondere suggestioni neoclassiche con una vena melodica immediata e riconoscibile. I tre movimenti delineano un percorso ricco di contrasti: l’Allegro iniziale si distingue per vivacità e brillantezza dialogica tra gli strumenti; l’Andante centrale rivela un carattere più lirico e cantabile\, mentre l’Allegrissimo conclusivo chiude con slancio\, leggerezza e spirito giocoso. \n\n\n\nIl programma prosegue con una pagina di Wolfgang Amadeus Mozart\, “Giovinette che fate all’amore”\, proposta in una versione per contrabbassi che ne esalta il carattere ironico e teatrale. Questo brano\, tratto dal repertorio operistico mozartiano\, testimonia la straordinaria capacità del compositore di unire eleganza formale e immediatezza espressiva\, offrendo al tempo stesso un momento di freschezza e leggerezza all’interno del programma. \n\n\n\nSegue l’Adagio e Fuga in do minore K. 546\, sempre di Mozart\, pagina intensa e di grande rigore contrappuntistico. Originariamente concepita per organo e successivamente trascritta per quartetto d’archi\, l’opera rappresenta uno degli esempi più significativi dell’interesse mozartiano per lo stile severo. L’Adagio iniziale\, dal carattere drammatico e solenne\, introduce la Fuga\, costruita su un tema incisivo e sviluppata con grande maestria\, in un equilibrio perfetto tra tensione espressiva e chiarezza formale. \n\n\n\nIl concerto si conclude con il Quintetto per pianoforte e archi op. 57 di Dmitrij Šostakovič\, uno dei capolavori della musica cameristica del Novecento. Composto nel 1940\, il Quintetto riflette la complessità del linguaggio del compositore russo\, in bilico tra tradizione e modernità. I cinque movimenti offrono un’ampia gamma di atmosfere: dal Preludio\, introspettivo e sospeso\, alla Fuga\, di rigorosa costruzione contrappuntistica; dallo Scherzo\, vivace e ironico\, all’Intermezzo\, profondamente lirico\, fino al Finale\, che alterna leggerezza e ambiguità espressiva. Nel suo insieme\, il programma costruisce un dialogo tra epoche e stili\, mettendo in relazione la chiarezza formale del classicismo\, la cantabilità novecentesca di Rota e la profondità espressiva di Šostakovič\, offrendo al pubblico un’esperienza ricca e articolata nel segno della grande musica da camera.  \n\n\n\nProtagonisti gli studenti: Filippo Arato clarinetto\, Marina Martelli fagotto\, Matteo Carnuccio pianoforte\, Danny Vommaro e Yi Kexin contrabbassi\, Sofia Vespignani e Ludovica Borghese violini\, Costanza Bellagamba viola\, Filippo Garcia violoncello\,  Ilaria Scopigno e Francesca Biondi violini\, Elisa Facchini viola\, Luca Talassi violoncello\, Ye Zhenbo pianoforte. \n\n\n\nIl concerto si terrà presso Palazzo Roverella con inizio alle 17.30\,introduzine con guida all’ascolto alle 17.15\, in via della Giovecca 47 a Ferrara\, presso il Circolo dei Negozianti di Ferrara (entrando al portone a sinistra al primo piano; ascensore disponibile). Ingresso libero con prenotazione consigliata al numero 333 8043626 (solo via WhatsApp).
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SUMMARY:“Sotto Sopra Show – Gran festa del papà” alla Casa Circondariale di Ragusa
DESCRIPTION:Ci sono legami che nessuna distanza può spezzare\, ma che hanno bisogno di tempo\, spazio e umanità per continuare a vivere. In uno spazio – quello delle carceri – scandito da ritmi lenti ma precisi\, quando le occasioni di relazione entrano\, si crea qualcosa di unico ed eccezionale. \n\n\n\nMercoledì 25 marzo\, dalle ore 10 alle 12\, presso la Casa Circondariale di Ragusa\, si terrà l’evento “Sotto Sopra Show – Gran festa del papà”\, promosso dal progetto Labirinti\, grazie al quale i padri detenuti potranno incontrare i loro figli in un contesto diverso – fatto di sorrisi\, gioco e condivisione – andando oltre le barriere del colloquio tradizionale. La mattinata sarà animata dallo spettacolo dell’artista di strada Giuseppe Buggea\, che coinvolgerà grandi e piccoli con esibizioni di giocoleria\, giochi di palline\, monociclo e numeri su trave. A seguire\, padri e figli potranno partecipare attivamente\, giocando insieme e vivendo un momento autentico di vicinanza e leggerezza. \n\n\n\nGuidato dall’ente capofila APS Officina SocialMeccanica e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile\, il progetto Labirinti ha l’obiettivo di realizzare interventi socio-educativi a sostegno dei figli minori di persone detenute in diversi territori della Sicilia. Oltre a Ragusa\, il progetto è attivo anche a Catania\, Palermo e Sciacca. \n\n\n\nLe attività realizzate a Ragusa sono state rese possibili grazie alla sinergia tra i Clown Dottori di Ci Ridiamo Sù APS\, Crisci Ranni APS e Facciamo Scuola ASD. «Con Labirinti vogliamo creare occasioni concrete di incontro che restituiscano dignità e umanità alle relazioni familiari\, anche in contesti complessi come quello detentivo – spiegano i portavoce delle associazioni coinvolte nell’iniziativa – Questo evento rappresenta un passo importante: permettere ai padri e ai figli di condividere momenti di gioia e normalità significa rafforzare legami fondamentali per il benessere di entrambi e per il futuro della comunità». \n\n\n\nAll’evento sarà presente il Comune di Ragusa\, partner di progetto\, con le assessore ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione\, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione verso iniziative che promuovono inclusione e legami familiari. «Eventi come questo hanno un grande valore umano\, perché rafforzano il legame tra padri detenuti e figli – dichiara l’assessora ai Servizi Sociali Elvira Adamo – Il progetto Labirinti dimostra l’importanza di offrire ai minori opportunità educative ed emotive. Come amministrazione\, sosteniamo iniziative che promuovono inclusione\, diritti e nuove prospettive di futuro per bambini e famiglie». Le fa eco l’assessora alla Pubblica Istruzione e allo Sviluppo Economico Catia Pasta: «questa giornata sarà un momento speciale per celebrare l’amore familiare e offrire ai bambini un’occasione di vicinanza. Spero che questo giorno possa portare un po’ di gioia e speranza a tutti i papà che sono lontani dalle loro famiglie. Ringrazio gli organizzatori che mi rendono partecipe di questi momenti\, per me molto importanti». \n\n\n\nA sostenere le iniziative del progetto Labirinti\, la capo area trattamentale Maria Stella. «L’evento vuole essere un momento di svago ma anche di riflessione: l’artista Giuseppe Buggea si esibirà con numeri di abilità e creatività\, offrendo uno spettacolo veramente coinvolgente\, ma non mancheranno momenti volti a sottolineare l’importanza delle relazioni familiari anche in contesti difficili\, come può essere quello detentivo». \n\n\n\nAll’evento parteciperanno anche la direttrice dell’UEPE (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna) Rosaria Ruggieri e la referente dell’USSM (Ufficio Servizio Sociale per Minorenni) Mariuccia Licitra. Un ringraziamento sempre per la preziosa disponibilità al direttore dell’istituto Santo Mortillaro e al comandante della polizia penitenziaria Claudio Iacobelli. \n\n\n\nIl progetto Labirinti è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri\, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica\, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo\, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini\, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org
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SUMMARY:IV edizione dei Monza Music Meetings
DESCRIPTION:È in pieno svolgimento la quarta edizione dei Monza Music Meetings\, la manifestazione progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi in collaborazione con il Comune di Monza\, che propone nel capoluogo della Brianza – fino al prossimo 29 marzo – appuntamenti concertistici di rilievo\, progetti per le scuole e l’infanzia\, esperienze immersive\, conferenze e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo i luoghi simbolici della città\, dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e ai negozi del centro storico. \n\n\n\nDal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni di interpreti\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nL’evento centrale della quarta edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena\, è il concerto in programma mercoledì 25 marzo nel Duomo di Monza\, intitolato Notre Dame di Monza\, protagonista il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza).  \n\n\n\nIl programma che verrà eseguito da Escaich è un percorso musicale che mette in dialogo repertorio storico e pratica improvvisativa contemporanea\, evidenziando come l’arte dell’improvvisazione sia da sempre parte integrante della tradizione organistica. Dalla monumentalità della Passacaglia e fuga in do minore di Johann Sebastian Bach\, esempio emblematico di elaborazione tematica e architettura formale\, si passa alle eleganti danze rinascimentali di Claude Gervaise\, che offrono un modello stilistico su cui si innestano le danceries improvvisate di Thierry Escaich. La Sonata in fa minore di Felix Mendelssohn richiama la tradizione romantica tedesca\, profondamente legata all’eredità bachiana\, mentre le composizioni dello stesso Escaich\, tra cui Évocation n°1 – Poème n°3 “Vers l’Espérance”\, mostrano come il linguaggio contemporaneo possa rinnovare la spiritualità e la libertà espressiva dell’organo. Il programma si conclude con la forza visionaria di Jehan Alain\, dalle Variations sur un thème de Clément Jannequin alle celebri Litanies\, fino a culminare in un’improvvisazione finale su tema dato\, momento in cui tradizione\, memoria stilistica e creazione estemporanea si fondono pienamente. \n\n\n\nDal 2025 Thierry Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine sullo “spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music dell’Unione Europea grazie al programma Creative Europe: il progetto Spiritual Music”\, realizzato dalla rete di partner culturali Musicamorfosi (per l’Italia)\, Taller de Músics (per la Spagna) e Jazz Festivals & Events (per la Romania)\, promuove la ricerca\, la creazione e la divulgazione della musica spirituale contemporanea\, con particolare attenzione al dialogo tra tradizione e nuovi linguaggi. All’interno di questo quadro è stata indetta una call (che resterà aperta fino al 19 aprile; info: www.musicamorfosi.it/european-call-for-organists/) per la selezione di organisti creativi\, finalizzata allo sviluppo a livello europeo di pratiche artistiche innovative legate alla musica per organo e alla sperimentazione\, al di là dei tradizionali confini dei generi musicali. In particolare\, la call è rivolta a organisti creativi interessati a esplorare il rapporto tra organo\, musica spirituale\, vocalità e contemporaneità attraverso un approccio aperto\, inclusivo e potenzialmente interdisciplinare. La selezione mira a individuare profili artistici capaci di interpretare l’organo come strumento vivo e attuale\, dialogare con repertori e linguaggi differenti e dimostrare una propensione alla divulgazione\, all’improvvisazione e alle contaminazioni artistiche. \n\n\n\nDa segnalare\, infine\, che la quarta edizione dei Monza Music Meetingssi concluderà nell’ultimo weekend di marzo: sabato 28 marzo\, il salotto della città – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi. Shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata\, inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo con il concerto del Quartetto Goldberg (ore 11\, ingresso su invito). Infine\, domenica 29\, il Moderno\, accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città\, ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\n  \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it 
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SUMMARY:"Changing the Sheets" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Changing the Sheets è un testo dell’autore irlandese Harry Butler\, che ha debuttato con successo al Fringe Festival di Edimburgo nel 2022. Lo spettacolo racconta la storia di due giovani che si incontrano su un’app di incontri e vivono quattro fine settimana di passione e conflitti emotivi.Attraverso dialoghi serrati e momenti di intimità\, la pièce esplora le difficoltà relazionali della generazione contemporanea\, condizionata dalla comunicazione digitale e da un bisogno costante di connessione che non trova mai pieno appagamento. \n\n\n\nChanging the sheets ci offre la possibilità di riflettere sulla capacità di relazione dell’uomo contemporaneo\, su quanto essa sia influenzata dai nuovi sistemi di comunicazione e su quanto la stessa società\, che ci vuole iperconnessi e sempre performanti\, ci condiziona in maniera negativa nella ricerca di una relazione affettiva stabile. I due protagonisti diventano così specchio di una generazione che fatica a comunicare davvero\, intrappolata in una continua oscillazione tra desiderio di intimità e paura del coinvolgimento. \n\n\n\nL’adattamento italiano\, curato da Francesco Ferrara e diretto da Vincenzo Nemolato\, mantiene l’ironia e l’intensità del testo originale\, arricchendolo di riferimenti culturali italiani e di una messa in scena che esalta l’umorismo e il ritmo serrato dei dialoghi. La rappresentazione si sviluppa come una giostra emotiva e comica\, alternando momenti di intimità e confronto a scene esilaranti\, dove la fragilità dei personaggi diventa fonte di ironia e leggerezza. Tra battute taglienti\, malintesi comici e slanci romantici\, lo spettacolo diverte e coinvolge\, senza mai perdere la sua riflessione critica sulle relazioni moderne. \n\n\n\nChanging the Sheets è pensato per un pubblico dinamico e moderno\, soprattutto per giovani adulti alla ricerca di spettacoli che sfidano le convenzioni e affrontano temi contemporanei. Lo spettacolo offre un’esperienza coinvolgente e divertente\, in cui la comicità e la leggerezza dei dialoghi si intrecciano con riflessioni più profonde sulle relazioni e sull’amore. Attraverso battute taglienti e situazioni esilaranti\, gli spettatori sono invitati a esplorare le proprie idee sulla relazione e sull’amore in un mondo sempre più liquido e complesso\, che è disposto ad accantonare l’altro e i suoi bisogni con la stessa frequenza con la quale si cambiano le lenzuola\, per avere qualcosa di fresco\, ogni settimana\, che inevitabilmente ci stancherà presto. \n\n\n\nDa martedì a venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:“Cecilia e le leggende di mare” al Verga e alla Sala Futura di Catania
DESCRIPTION:Doppio appuntamento al Teatro Stabile di Catania con due spettacoli in programma nei prossimi giorni negli spazi della Sala Futura e  del Verga\, tra nuova drammaturgia e grande repertorio.Alla Sala Futura “Cecilia e le leggende di mare” (fuori abbonamento). Scritto da Ephraim Pepe e diretto da Tanya Shelepko ed Ephraim Pepe\, lo spettacolo  \n\n\n\nprodotto da I Leggendari – Il Cerchio e vincitore del Fringe Italia Off 2023\, sarà in scena martedì 24 e mercoledì 25 marzo (entrambe le repliche alle ore 20.45). Il costo del biglietto è di 5 euro.Ambientato nella Livorno del Settecento\, in un periodo di intensa crescita del porto\, lo spettacolo intreccia storia e suggestione onirica attraverso la figura di Cecilia\, giovane figlia di un mercante francese. La sua vicenda si lega a racconti e leggende che attraversano la città e il Mediterraneo. In scena Alessandra Donati nei panni di Cecilia ed Edoardo Bacchelli in quelli dello Scrittore. La narrazione\, definita dalla critica “pirandelliana”\, vede il personaggio rivolgersi direttamente al pubblico\, in un percorso che attraversa memoria\, miti e tradizioni legate al mare. La presenza della musica dal vivo contribuisce a costruire un’atmosfera immersiva che accompagna lo spettatore tra storia e leggenda. \n\n\n\nDal 24 al 29 marzo il Teatro Verga ospiterà\, invece\, “Gli innamorati” di Carlo Goldoni\, in un allestimento contemporaneo diretto da Roberto Valerio.Scritta nel 1759\, la commedia racconta la relazione tra Eugenia e Fulgenzio\, segnata da gelosie\, riconciliazioni\, litigi e fragilità. Attorno ai due protagonisti si muove una galleria di personaggi che contribuiscono allo sviluppo degli equivoci e delle situazioni della vicenda\, tra cui lo zio Fabrizio\, figura centrale nell’intreccio. Lo spettacolo mette in evidenza la vitalità della scrittura goldoniana e il ritratto dei rapporti amorosi che ne emerge.In scena Massimo Cimaglia\, Loredana Giordano\, Valentina Carli\, Leone Tarchiani\, Maria Lauria\, Lorenzo Carpinelli\, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo. Scene e costumi sono di Guido Fiorato\, musiche di Paolo Coletta. Lo spettacolo è una produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri\, La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana\, in collaborazione con il Comune di Verona – Estate Teatrale.Sala FuturaCecilia e le leggende di mare (fuori abbonamento – biglietto 5 €)Martedì 24 marzo 2026\, ore 20.45Mercoledì 25 marzo 2026\, ore 20.45 \n\n\n\nTeatro VergaGli innamoratiMartedì 24 marzo 2026\, ore 20.45Mercoledì 25 marzo 2026\, ore 17.30Giovedì 26 marzo 2026\, ore 20.45Venerdì 27 marzo 2026\, ore 17.30Sabato 28 marzo 2026\, ore 20.45Domenica 29 marzo 2026\, ore 17.30 \n\n\n\nPrezzi biglietti Sala Verga \n\n\n\nprime\, sabato sera\, domenica\, festivi:                                    \n\n\n\nintero 25 euro \n\n\n\nridotto 20 euro \n\n\n\nrepliche: \n\n\n\nintero 20 euro              \n\n\n\nridotto 18 euro \n\n\n\nunder 30 e universitari: \n\n\n\n12 euro \n\n\n\nBotteghino Teatro Verga \n\n\n\nOrari: lunedì dalle 15.00 alle 19.00 dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 domenica e festivi chiuso. tel. +39 095 7310856 abbonati@teatrostabilecatania.it Informazioni e biglietti su www.teatrostabilecatania.it\, sul circuito TicketOne e al botteghino del Teatro Verga
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SUMMARY:" KOHLHAAS" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Il  24 marzo 2026 alle ore 20.30 va in scena KOHLHAAS\, di Marco Baliani e Remo Rostagno\, tratto da Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleist\, con lo stesso Baliani in qualità di attore narrante e la regia di Maria Maglietta. \n\n\n\nAl centro\, la vicenda di un uomo comune che\, a partire da un’ingiustizia subita\, innesca una spirale inarrestabile che interroga radicalmente il rapporto tra diritto e vendetta\, tra individuo e potere. Nella riscrittura scenica di Baliani\, il racconto si configura come un organismo vivo\, in continua trasformazione\, in cui la parola si fa azione e attraversa il tempo per restituire allo spettatore tutta l’ambiguità e la forza di una domanda irrisolta: cosa è giustizia\, e fino a che punto è lecito esercitarla? \n\n\n\nUno spettacolo essenziale e incisivo\, che riafferma la centralità della narrazione come esperienza condivisa e spazio critico di riflessione. \n\n\n\nKOHLHAASdi Marco Baliani e Remo Rostagnotratto da Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleistattore narrante Marco Balianiregia Maria Maglietta
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SUMMARY:Tra Psiche e Mito: dialoghi sull’Essere al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Dopo il successo della prima edizione\, torna al Teatro Argentina Tra Psiche e Mito: dialoghi sull’Essere\, un ciclo dicinque conferenze tra psicoanalisi e filosofia che\, a partire da domenica 29 marzo e fino a domenica 24 maggio\, offre un’occasione unica di riflessione e confronto sulla condizione esistenziale. \n\n\n\nLa rassegna ideata e prodotta dal Teatro di Roma intreccia etica\, medicina e società attraverso lo sguardo della psicoanalisi e della letteratura in cinque appuntamenti domenicali alle ore 11\, che offriranno al pubblico uno spunto di riflessione e dialogo su grandi temi dell’esistenza come l’amore\, il perdono\, la morte\, il lutto\, la gioia e la pietà. \n\n\n\nPsicoanalisti\, scrittori e intellettuali si confronteranno in un dialogo profondo condividendo pensieri e visioni sulle fragilità dell’essere umano e sui nodi centrali dell’esperienza umana\, in un tempo che chiede nuove parole per comprendere sé stessi e gli altri. Gli incontri\, condotti con un approccio teorico-divulgativo\, sono introdotti dallo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo\, inserendosi nel solco della tradizione del Teatro Argentina come luogo di scambio culturale e di incontro tra diverse discipline\, dove la psicoanalisi e la filosofia si confrontano con la letteratura\, proponendo una visione sfaccettata dell’esperienza umana e un’occasione di approfondimento su temi di rilevanza cruciale. \n\n\n\nSi inizia domenica 29 marzo con la riflessione sull’amore dello psicanalista e scrittore Fabio Castriota\, e con l’approfondimento su “Dante e Amore\, Dante e l’amore” a cura di Giuseppe Patota storico della lingua italiana\, Università di Siena\, accompagnato dalle letture dell’attrice Giulia Sucapane. \n\n\n\nDomenica 19 aprile P. Juan Antonio Cabrera Montero\, preside del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum\, con “Quando perdonare diventa vita” e Anna Maria Nicolò\, neuropsichiatra infantile\, presidente dell’International Association for Couple and family Psychoanalysis\, e Presidente della Società Psicoanalitica Italiana\, con “L’illusione del perdono”\, si confrontano sulla capacità e necessità di perdonarsi. Le letture saranno a cura dell’attore Giuliano Bruzzese. \n\n\n\nSi prosegue domenica 26 aprile con il filologo musicale\, traduttore e drammaturgo Gianni Garrera con “Esercizi per la resurrezione” e la psichiatra\, psicoanalista\, membro AFT della Società Psicoanalitica Italiana\, membro del Board dell’IPA\, Gabriella Giustino\, con “Il lavoro del lutto”\, i quali analizzano il tema della perdita e del lutto attraverso il ricordo e la profezia della risurrezione. \n\n\n\nDomenica 17 maggio è la volta della scrittrice Valeria Parrella con “La gioia: fiore nel deserto”\, e della psichiatra\, psicoanalista\, membro didatta della Società Psicoanalitica italiana\, Matilde Vigneri\, con “La Gioia: dono o conquista?” in una dissertazione sulla preziosità e rarità del sentimento della gioia intesa come esperienza spesso indicibile\, con le letture di Francesca Piccolo.  \n\n\n\nChiude la rassegna\, domenica 24 maggio\, la scrittrice Ritanna Armeni con “Pietà l’è morta”\, e la psicanalistaCristiana Fanelli con “Il luogo vuoto dell’amore”\, analizzando il sentimento della cura\, dell’attenzione e dell’amore nei confronti dell’altro\, dell’umanità. Letture a cura di Francesca Piccolo. \n\n\n\nProgramma degli incontri TRA PSICHE E MITO \n\n\n\nDomenica 29 marzo \n\n\n\nFabio Castriota “Parlami d’amore” \n\n\n\npsichiatra\, psicoanalista\, scrittore \n\n\n\nGiuseppe Patota “Dante e Amore\, Dante e l’amore” \n\n\n\nstorico della lingua italiana\, Università di Siena \n\n\n\nletture Giulia Sucapane \n\n\n\nDomenica 19 aprile \n\n\n\nP. Juan Antonio Cabrera Montero “Quando perdonare diventa vita” \n\n\n\npreside del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum \n\n\n\nAnna Maria Nicolò “L’illusione del perdono” \n\n\n\nneuropsichiatra infantile\, presidente dell’International Association for Couple and family Psychoanalysis\, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana \n\n\n\nletture Giuliano Bruzzese \n\n\n\nDomenica 26 aprile \n\n\n\nGianni Garrera “Esercizi per la resurrezione” \n\n\n\nfilologo musicale\, traduttore e drammaturgo \n\n\n\nGabriella Giustino “Il lavoro del lutto” \n\n\n\npsichiatra\, psicoanalista\, membro AFT della Società Psicoanalitica Italiana\, membro del Board dell’IPA \n\n\n\nletture Giuliano Bruzzese \n\n\n\nDomenica 17 maggio \n\n\n\nValeria Parrella “La gioia: fiore nel deserto” \n\n\n\nscrittrice \n\n\n\nMatilde Vigneri “La Gioia: dono o conquista?” \n\n\n\npsichiatra\, psicoanalista\, membro didatta della Società Psicoanalitica italiana \n\n\n\nletture Francesca Piccolo \n\n\n\nDomenica 24 maggio \n\n\n\nRitanna Armeni “Pietà l’è morta” \n\n\n\nscrittrice \n\n\n\nCristiana Fanelli “Il luogo vuoto dell’amore” \n\n\n\nPsicoanalista \n\n\n\nletture Francesca Piccolo \n\n\n\nInfo e orari \n\n\n\nore 11.00 \n\n\n\nincontri 29 marzo\, 19 aprile e 26 aprile\, 17 e 24 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e card \n\n\n\nsingolo incontro ingresso 10\,00€ \n\n\n\nTdr Card Tra Psiche e Mito \n\n\n\n5 incontri 35\,00€
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno l’ormai consueto appuntamento con AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra\, giunta alla sua 51a edizione\, che dal 24 aprile al 3 maggio 2026 sarà ospitata presso gli spazi del Polo fieristico Umbria Fiere. \n\n\n\nRealizzata con il patrocinio della Regione Umbria\, organizzata da Società Eventi Arte con la direzione di Emo Antinori Petrini e di Leonardo Antinori Petrini\, Vicepresidente AMAB e con la presidenza di Andrea Tattini\, la fiera vede la partecipazione di circa 90 gallerie e si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più attesi del centro Italia. \n\n\n\nAntiquariato\, arte moderna e contemporanea\, design\, grafica e l’arte in tutte le sue espressioni\, saranno protagonisti di un’edizione che porta avanti il progetto di rinnovamento iniziato nel 2023\, dando vita ad una fiera in cui le più diverse forme d’arte dialogano tra loro. \n\n\n\nIn occasione delle celebrazioni per la ricorrenza dell’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco di Assisi\, AMAB ha scelto per l’edizione 2026 di rinnovare la sua identità nel segno dell’accoglienza e del dialogo tra le varie epoche. Come sottolinea Emo Antinori Petrini\, Direttore di AMAB – L’Umbria\, terra di Medioevo e di spiritualità\, diventa il punto di partenza di una visione aperta: dall’Arte antica alle espressioni contemporanee\, AMAB si apre a tutte le forme d’arte\, riconoscendo nella pluralità dei linguaggi una continuità naturale. Ispirandosi allo spirito del francescanesimo come apertura al nuovo\, la manifestazione custodisce la tradizione e\, al tempo stesso\, accoglie la ricerca artistica del presente\, in un dialogo vivo e continuo. L’edizione di quest’anno segna così un passaggio consapevole: un percorso che dal Medioevo arriva al contemporaneo\, fedele allo spirito di Assisi e alla sua vocazione universale.
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SUMMARY:Doppio appuntamento al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Doppio appuntamento con lo show al Teatro de Servi il 31 marzo con MATTEO NICOLETTA e il suo RAPPORTI PROTETTI e l’1 aprile con IO MORTAH di e con Laura Formenti . \n\n\n\nRapporti protetti è un consiglio sincero di prevenzione dalle rocambolesche dinamiche della vita\, è la perdita della verginità di Matteo Nicoletta nel mondo della stand up. \n\n\n\nCi sono nature morte\, mani morte\, binari morti. Ci sono parti di noi che muoiono col passare del tempo per farci vivere nuove vite. Ci sono persone che muoiono di noia\, di sonno\, di paura. Altre si chiedono se la h in fondo a mortah è un errore ortografico\, scuotono la testa e dicono: “l’italiano è morto”. E poi ci sono spettacoli vivi che sarebbero morti senza il pubblico ed è un peccato non vederli dal vivo finché si è vivi…perché si ride molto. Moltissimo. Da morireh Style del Corriere ha definito la sua comicità “un mix di battute intelligenti e allo stesso tempo divertenti”. Come tutte le brave bambine debutta a quattro anni nel presepe scolastico con un ruolo perfetto\, che fa ridere ma anche riflettere: il muschio. È un successo. Si monta la testa e vorrebbe già fare video su Tik Tok ma non è ancora stato inventato. Lavora come comica per Colorado\, Stand up\, Natural Born Comedian\, Domenica 5\, Le Iene.  \n\n\n\nNel 2021 esplode sul web e in tv con la performance di Italia’s got Talent “Io se fossi un uomo” che le vale la finale e milioni di visualizzazioni su tutti i social del globo terraqueo. Ma decide comunque di restare una donna. Nel 2023 si sente finalmente una diva intellettuale e lancia il podcast autoprodotto“che nel primo mese arriva fino alla decima posizione Spotify e nel 2024 viene nominato ai“Diversity Media Award” ed è secondo classificato nella categoria Indie Intrattenimento. Segnalato da newsletter di settore ma anche da Elle e Il foglio tra i podcast più interessanti della stagione. Dal 2023 è testimonial delle campagne italiane di Medici del Mondo e nel 2024 esce il suo primo special per Comedy Central. È stata nominata ai Factanza Awards come creator web satirica che fa “ridere ma anche riflettere”. Miss Italia sarà per il prossimo anno.
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SUMMARY:Tesori dei Faraoni raccontati da Zahi Hawass"  al Teatro Argentina
DESCRIPTION:La mostra Tesori dei Faraoni\, in corso alle Scuderie del Quirinale\, continua a registrare risultati straordinari:oltre 250.000 visitatori nei primi quattro mesi di apertura\, e una proroga fino alla domenica 14 Giugno 2026. Un dato che colloca Tesori dei Faraoni come l’evento culturale più seguito della stagione romana e conferma il fascino senza tempo dell’antico Egitto alle Scuderie. \n\n\n\nLunedì 23 marzo 2026 alle ore 19.00 il Teatro Argentina ospiterà Tesori dei Faraoni raccontati da Zahi Hawass\, un incontro speciale con uno dei più celebri archeologi al mondo. \n\n\n\nLa serata\, introdotta da Roberto Giacobbo\, rappresenta un approfondimento ideale del percorso espositivo: se la mostra consente di ammirare da vicino capolavori e reperti millenari\, l’appuntamento al Teatro Argentina offrirà al pubblico la possibilità di ascoltare le storie che si celano dietro quei tesori\, raccontate da chi ha contribuito in prima persona a riportarli alla luce. \n\n\n\nZahi Hawass è una delle figure più note e riconoscibili dell’archeologia internazionale. Egittologo di fama mondiale\, già Ministro delle Antichità d’Egitto\, ha diretto scavi in siti simbolo come Giza\, Saqqara e la Valle dei Re\, legando il proprio nome ad alcune delle scoperte più importanti degli ultimi decenni come laCittà d’Oro. Con il suo stile diretto e carismatico\, capace di unire rigore scientifico e grande capacità narrativa\, Hawass ha saputo avvicinare milioni di persone alla storia dell’antico Egitto. \n\n\n\nNel corso dell’incontro racconterà in prima persona missioni\, ritrovamenti e retroscena delle sue ricerche: dalle tombe reali alle città perdute\, dalle nuove tecnologie applicate agli scavi alle indagini sulle dinastie faraoniche. Un viaggio tra scoperte\, oro e immortalità che amplia e completa l’esperienza della mostra alle Scuderie del Quirinale\, offrendo uno sguardo privilegiato sui contesti\, sulle emozioni e sulle sfide che accompagnano ogni ritrovamento archeologico. \n\n\n\nL’incontro si svolgerà in lingua inglese con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nACQUISTO BIGLIETTI SPETTACOLO \n\n\n\nI biglietti sono in vendita online su https://www.teatrodiroma.net/spettacoli/stagione-2025-2026/teatro-argentina/tesori-dei-faraoni-raccontati-da-zahi-hawass/ \n\n\n\nL’acquisto è inoltre possibile presso il botteghino del Teatro Argentina: \n\n\n\nlunedì – sabato dalle ore 11.00 alle ore 19.00 e la domenica tre ore prima dell’inizio dello spettacolo. \n\n\n\nLa prevendita è già attiva e si consiglia l’acquisto anticipato\, considerato l’interesse suscitato dalla mostra e il prestigio internazionale dell’ospite. \n\n\n\nCosto dei biglietti: \n\n\n\nIntero 8€ \n\n\n\nRidotto 6€ (riduzioni di legge\, più possessori di Archeo Card del Teatro di Roma) \n\n\n\nSi ricorda che l’acquisto online prevede 10% di commissione \n\n\n\nPresentando il biglietto dell’incontro con Zahi Hawass alla cassa delle Scuderie del Quirinale sarà possibile acquistare il biglietto della mostra Tesori dei Faraoni al prezzo speciale di 12€ (anziché 18€). Promozione valida dal 24 marzo al 14 giugno 2026. \n\n\n\nINFORMAZIONI UTILI PER IL PUBBLICO \n\n\n\nLa mostra “Tesori dei Faraoni” è prorogata al 14 giugno 2026. Si consiglia vivamente la prenotazione anticipata\, in particolare per i fine settimana.  \n\n\n\nSito Web Ufficiale: www.scuderiequirinale.it \n\n\n\nOrari della Mostra: Le Scuderie del Quirinale sono aperte tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 19:00). Sabato\, domenica e festivi apertura anticipata alle ore 9.00. \n\n\n\nPrenotazioni Scuole e Gruppi: È possibile prenotare i turni dedicati ai gruppi e alle scuole scrivendo all’indirizzo gruppi@scuderiequirinale.it o chiamando il call center al numero 02-92897722\, indicando le proprie preferenze di giorno e orario.
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SUMMARY:“LA CASA DI PAPÀ” tra i finalisti di Cortinametraggio 2026
DESCRIPTION:“LA CASA DI PAPÀ” DI MARIA ROSARIA RUSSO TRA I FINALISTI DI CORTINAMETRAGGIO 2026Il cortometraggio già premiato ad Afrodite Shorts continua il suo percorso di riconoscimentiIl cortometraggio La Casa di Papà\, diretto da Maria Rosaria Russo\, conquista un nuovo importante traguardo: è tra i finalisti della 21ª edizione di Cortinametraggio\, il festival del cinema breve che si terrà a Cortina d’Ampezzo dal 23 al 29 marzo 2026. \n\n\n\nSelezionato dai direttori artistici Niccolò Gentili e Aldo Iuliano\, il film conferma il suo valore e la sua capacità di raccontare con delicatezza il tema della genitorialità separata\, seguendo Francesco\, un padre che trasforma ogni momento con il figlio Mattia in piccole avventure quotidiane\, prima di confrontarsi con la solitudine e le difficoltà della vita reale. \n\n\n\nLa Casa di Papà era già approdato alla decima edizione di Afrodite Shorts 2025\, dove ha conquistato il Premio Miglior Tematica e il Premio del Pubblico\, confermando Maria Rosaria Russo come una delle voci più significative del nuovo cinema breve al femminile. Il corto\, prodotto da Inthelfilm\, Tadàn Produzioni\, La Casa dell’Attore in collaborazione con Rai Cinema\, vede come protagonisti Francesco Montanari e Mattia Manfredonia. \n\n\n\nSINOSSIFrancesco è un padre separato che trasforma ogni gesto quotidiano in un momento speciale con il figlio Mattia: fughe improvvisate\, incontri surreali\, timidi consigli sulle prime cotte e sogni di una casa futura. La leggerezza di questi momenti\, tuttavia\, nasconde la realtà: Francesco vive in auto\, lavora facendo consegne e affronta con dignità le difficoltà della vita per proteggere il figlio. \n\n\n\nNOTE DI REGIA – Maria Rosaria Russo“La Casa di Papà nasce dal desiderio di raccontare l’eroismo quotidiano silenzioso: genitori che affrontano difficoltà profonde per non far pesare il dolore ai figli. Il film osserva la doppia verità di Francesco: quella luminosa che offre al figlio\, fatta di leggerezza e piccole magie\, e quella nascosta\, fatta di precarietà e solitudine. La leggerezza non è evasione: è il suo gesto d’amore quotidiano.” \n\n\n\nRICONOSCIMENTI E IMPATTOIl doppio riconoscimento di Afrodite Shorts e ora la finale a Cortinametraggio testimoniano la forza narrativa e l’universalità della storia raccontata. Il film si distingue per sensibilità\, profondità e capacità di toccare temi universali come la genitorialità\, la fragilità adulta e il valore dei legami familiari. \n\n\n\nSCHEDA FILM • Titolo: La Casa di Papà • Genere: Dramedy – Impegno civile • Durata: 19’59’’ • Lingua: Italiano • Regia: Maria Rosaria Russo • Cast: Francesco Montanari\, Mattia Manfredonia • Produzione: Inthelfilm\, Tadàn Produzioni\, La Casa dell’Attore • In collaborazione con: Rai CinemaLA REGISTA – MARIA ROSARIA RUSSO  Attrice\, regista e formatrice\, Maria Rosaria Russo nasce a Termoli e si forma tra Bologna e Roma\, dove vive e lavora da vent’anni. Ha collaborato con registi come Dario Argento (Occhiali neri\, 2022) e Giulio Manfredonia (Si può fare\, Tutto tutto niente niente\, La nostra terra). Parallelamente\, da anni guida la Casa dell’Attore\, di cui è direttrice\, e quest’anno debutterà anche alla regia con il suo primo spettacolo teatrale.  \n\n\n\nDal 23 febbraio l’attrice sarà sul set di “MAMMA NON MAMMA”\, nuova serie di Rai 1 prodotta da Endemol Shine Italy e diretta da Giulio Manfredonia.La Casa di Papà rappresenta una nuova tappa della sua ricerca artistica\, sempre attenta alle relazioni umane e alle storie che meritano ascolto \n\n\n\n.
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SUMMARY:LE ALI DELLA LIBERTÀ — quando il teatro libera e include a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Cosa accade quando il teatro smette di limitarsi a rappresentare il reale e diventa esso stesso spazio di liberazione? Nasce da questa urgenza LE ALI DELLA LIBERTÀ — quando il teatro libera e include\, la rassegna ideata da Giovanni Anversa e Isabella Di Cola\, promossa da ATCL\, in programma dal 23 al 27 marzo alle ore 20.00 presso lo Spazio Rossellini di Roma. Cinque serate consecutive\, cinque esperienze sceniche diverse per linguaggio e poetica ma unite da un medesimo orizzonte: restituire voce\, presenza e dignità artistica a chi troppo spesso resta ai margini dello sguardo sociale — persone con disabilità\, individui segnati dalla detenzione\, vite sospese tra identità\, migrazione e isolamento. \n\n\n\nIl titolo\, evocato da uno dei film più celebri della storia del cinema\, diventa qui dichiarazione programmatica: raccontare esperienze esemplari di inclusione sociale attraverso le arti performative. In questo percorso\, ATCL con Spazio Rossellini si è affermato come punto di riferimento e motore di progettualità che riconoscono nel teatro\, nella danza e nella musica strumenti concreti di espressione\, consapevolezza e relazione per soggetti fragili o marginalizzati. Salire su un palcoscenico aperto al pubblico non è soltanto un atto artistico ma un gesto di libertà reale\, capace di mettere simbolicamente “le ali” a chi sceglie di esporsi con la propria unicità per parlare a tutte e tutti. \n\n\n\nLa rassegna si propone inoltre di intessere relazioni vive con il territorio\, coinvolgendo associazioni\, istituzioni culturali e realtà accademiche — tra cui Università Roma Tre\, Sapienza Università di Roma\, Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli\, Fondazione Teatro di Roma. \n\n\n\nAll’interno di questo orizzonte si inserisce\, il 24 marzo\, La comprensione della diversità — Trent’anni di ricerca teatrale integrata\, progetto che restituisce al pubblico un passaggio significativo del lavoro del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli\, una delle esperienze più solide e longeve nel campo del teatro inclusivo in Italia. I testi sono di Roberto Gandini e Roberto Scarpetti\, regia Roberto Gandini\, elementi di scena Tiziano Juno\, musica Federico Pappalardo; con Maura Ceccarelli\, Flavio Corradini\, Rebecca Gentile\, Alessandro Giorgi. Alexia Giulioli\, Samuel Kowalik\, Edoardo Maria Lombardo\, Andres Lucas\, Matteo Marcelli\, Anita Marziali\, Laura Mastrangeli\, Andra Maria Murgu\, Aurora Orazi\, Ettore Pettinelli\, Fabio Piperno\, Edoardo Ricotta\, Marcello Selvatino\, Elena Sili\, Lucia Zorzoli. Assistente alla regia Davide Marinacci\, suggeritrice Irene Falaschi\, coordinamento pedagogico Anna Leo\, coordinamento specialistico Roberta Penge\, segreteria L.T.I. Piero Gabrielli Giorgio Lourier\, ufficio attività culturali Ilaria Iuozzo\, Gaia Polidori\, responsabile Silvia Cabasino\, staff tecnico della Fondazione Teatro di Roma; si ringrazia Lea Giamattei\, dottoranda XL ciclo Conservatorio di Brescia e Accademia di Danza\, produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli \n\n\n\nNel 2026 il Laboratorio Gabrielli sarà al trentunesimo anno di attività in questo tempo\, l’approccio alla creazione inclusiva si è arricchito di esperienza laboratoriale e di tecniche interpretative. Questa performance attraversa alcuni passaggi chiave del percorso artistico del Laboratorio e offre al pubblico un’anticipazione del saggio/spettacolo “Pinocchia\, adolescente di legno” che debutterà al Teatro Elsa Morante il 30 maggio 2026. Il personaggio che più di ogni altro ha segnato la drammaturgia del Laboratorio Gabrielli\, oltre alle figure nate dalla fantasia di Gianni Rodari\, è stato Pinocchio: il diverso per antonomasia. Nel bicentenario dalla nascita del suo autore\, Carlo Collodi\, ci siamo chiesti: cosa accadrebbe se dal famoso “ciocco di legno” nascesse una burattina? Una prima risposta la daremo con La comprensione della diversità\, insieme a 19 attrici e attori\, con e senza disabilità\, in scena con musica dal vivo. Definire in anticipo ciò che verrà presentato al pubblico non è semplice – scrive Roberto Gandini – Il processo teatrale\, per sua natura\, procede per ipotesi\, revisioni e scarti: quel ragazzo a cui è stata affidata la parte è più bravo del previsto\, quella ragazza con disabilità fa venire fuori un aspetto della storia a cui non si era pensato…  \n\n\n\nLe prove diventano così uno spazio di ricerca in cui il senso dello spettacolo prende forma progressivamente\, attraverso un’elaborazione condivisa. L’adolescenza è una patologia dalla quale i più guariscono. Ma a che prezzo e con quali passaggi? Pinocchia non vuole andare a scuola\, non vuole lavorare\, vuole stare con gli amici\, vuole scappare. È “umana troppo umana” anche se è fatta di legno ed è alla ricerca disperata di un’altra identità. Pinocchia vuole essere come gli altri\, ma chi sono gli altri? I suoi simili sono i burattini che l’accolgono e le vogliono bene. Anche lei ama quei “diversi”\, ma non le basta. Allora corre incontro all’amore che scopre con Lucignolo\, e corre verso esperienze che l’abbrutiscono e la rendono un’asina! Pinocchia\, attraverso questa sofferenza\, acquisirà l’identità tanto desiderata. E vissero felici e contenti? No\, perché la ricerca dell’identità è una trama con molti sequel. \n\n\n\nI prossimi appuntamenti della rassegna \n\n\n\n25 marzo ore 20.00 \n\n\n\nHIKIKOMORIcoreografo Vito Alfarano \n\n\n\nidea e progettazione Vito Alfarano e Marcello Biscosi \n\n\n\nregia e coreografia Vito Alfarano \n\n\n\nricerca musicale Marcello Biscosi \n\n\n\ndanzatori Cassandra Bianco e Francesco Biasi \n\n\n\nproduzione AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica \n\n\n\nco-produzione: Fabula Saltica \n\n\n\nHikikomori è un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte”; lo spettacolo invita il pubblico ad aprire una stanza simbolica e ad attraversare un universo fatto di silenzi\, ritratti e gesti sospesi. Lo spettacolo nasce dall’osservazione di un fenomeno sempre più diffuso: quello delle giovani e dei giovani che scelgono di ritirarsi dalla vita sociale\, isolandosi nella propria stanza. Il termine giapponese “hikikomori” significa letteralmente “stare in disparte” e descrive chi\, per motivi diversi\, decide di collocare ai margini la realtà esterna. In Italia questa condizione riguarda almeno 200.000 persone tra i 14 e i 30 anni. \n\n\n\nIl lavoro non si limita a raccontare l’isolamento\, ma lo traduce in esperienza sensibile attraverso il corpo\, mostrando il processo che conduce dalla prima pulsione al ritiro fino alla quasi totale separazione dal mondo. Le cause possono essere molteplici: una particolare sensibilità individuale\, difficoltà relazionali\, esperienze scolastiche negative o episodi di bullismo\, oltre alla pressione sociale. La tecnologia non viene considerata origine del fenomeno\, bensì spesso esito e rifugio\, uno spazio sicuro e controllabile nel quale trovare sollievo. \n\n\n\nDurante la performance prende forma progressivamente una stanza\, concepita come spazio simbolico dell’isolamento. La danza segue e rende visibili le fasi del percorso: dall’emergere iniziale di un disagio relazionale ancora compatibile con la vita sociale\, alla scelta consapevole del ritiro che comporta il rifiuto delle uscite\, l’abbandono scolastico e l’inversione dei ritmi quotidiani\, fino alla condizione estrema in cui si interrompono anche i contatti online e aumenta il rischio di sviluppare forme di sofferenza psicologica come depressione o paranoia. \n\n\n\nUn elemento distintivo della performance risiede nell’autonomia tecnica dei due danzatori\, che gestiscono direttamente musica e luci utilizzando cellulari collegati via Bluetooth e faretti autoalimentati spostati e attivati in scena. Questo dispositivo scenico riflette simbolicamente la capacità delle persone hikikomori di controllare il proprio microcosmo\, uno spazio interamente regolato secondo logiche personali. \n\n\n\nHikikomori si configura così come un invito a entrare nella stanza\, osservare\, ascoltare e riflettere. La danza diventa linguaggio capace di rendere percepibile il processo interiore\, le oscillazioni tra desiderio di contatto e impulso al ritiro\, e la possibilità\, sempre latente\, di riaprirsi alla relazione sociale. Anche dietro il silenzio più profondo\, suggerisce lo spettacolo\, esiste un percorso fatto di esperienza\, emozione e potenziale ritorno al mondo. \n\n\n\n26 marzo ore 20.00 \n\n\n\nLA PORTA DELLA VITA \n\n\n\nLa tragedia delle morti in mare e della deprivazione dei diritti sul lungo cammino per Lampedusa \n\n\n\nScritto da Francesco Viviano \n\n\n\nAdattamento teatrale di e con Alessandro Ienzi \n\n\n\nLa Porta della Vita è uno spettacolo teatrale tratto dall’omonimo testo scritto da Francesco Viviano\, giornalista che ha dedicato la propria ricerca e attività professionale all’osservazione e al racconto dei flussi migratori dall’Africa all’Italia. La performance è un adattamento teatrale di Alessandro Ienzi\, che ne è anche interprete. La Porta della Vita è una raccolta di quattro racconti\, quattro differenti punti di vista sul lungo viaggio dall’Africa all’Italia che in molti sono costretti ad affrontare per guadagnarsi migliori condizioni di vita\, una dignità\, un lavoro o per fuggire dalle guerre. Austin un giovane nigeriano\, che lascia il suo villaggio pochi mesi dopo l’assassinio di suo padre e attraversa il deserto per approdare in Libia e poi\, attraversando il mare in tempesta\, a Lampedusa. Asik\, il comandante del mercantile turco Pinar\, che riesce a salvare 144 persone in mare\, perdendone una\, che annega\, una giovane donna\, di 18 anni\, incinta del suo bimbo. Florent\, una ragazza madre\, che ha appena partorito e battezzato a Lampedusa\, la sua bambina frutto di una violenza subito nelle carceri libiche. \n\n\n\nUn militare della Guardia di Finanza italiana\, costretto a operare un respingimento forzato e a riaccompagnare 205 rifugiati in Libia\, e affranto per dover eseguire un ordine che definisce disumano. Sono questi i quattro personaggi che si avvicendano nel corso dello spettacolo\, offrendo diverse prospettive e un’unica domanda: Vivere o morire? \n\n\n\n27 marzo ore 20.00 \n\n\n\nG+R  \n\n\n\nDi muri abbattuti e cuori aperti  \n\n\n\ndi Bartolini/Baronio \n\n\n\nG+R di muri abbattuti e cuori aperti è lo spettacolo che chiude un anno di lavoro a Matemù e unisce tutti i laboratori che lo abitano: teatro\, musica\, canto\, rap e breakdance\, in un viaggio ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare. Abbiamo interrogato l’amore con gioia e libertà\, cercando voci\, gesti e storie nascoste. La domanda “Cos’è amore per te?” ha guidato la nostra ricerca\, tra conflitti\, paure\, sogni\, identità\, ribellioni\, e grazie alle parole della scrittrice e attivista bel hooks abbiamo scoperto che senza giustizia non può esserci amore. Il nostro G+R sogna un mondo senza muri\, dove l’amore è libertà e possibilità. Dentro il testo di Shakespeare tutti i giovani muoiono\, soltanto i vecchi rimangono vivi. Gli adulti di questo testo hanno bisogno di vedere la morte dei loro figli per smettere di farsi la guerra\, così finisce il dramma di Romeo e Giulietta. Ma Amore non è morte\, è il suo contrario\, è vita\, è la possibilità di vivere la vita liberi: “si può ritrovare l’amore solo se si abbandona l’ossessione del potere e del dominio sugli altri. – scrive ancora Bel Hooks – Un’etica d’amore presuppone che tutti abbiano il diritto di essere liberi\, di vivere una vita piena e bella”. Abbiamo scoperto che in ogni persona esiste una Giulietta\, o un Romeo\, pronti a difendere la libertà di scegliere chi essere e chi amare\, pronti a scegliere anche un altro nome per rinascere. Quando Giulietta e Romeo stanno insieme entrano in un altro mondo e parlano un’altra lingua\, cantano la lingua dell’arte. L’arte sembra essere una delle risposte per i due personaggi creati da Shakespeare\, così come per i ragazzi e le ragazze di Matemù. E così le parole di Shakespeare si intrecciano con quelle scritte da loro per immaginare l’amore come atto di resistenza\, arte e verità. In un mondo ancora pieno di ingiustizie sociali ed economiche\, in cui l’odio e la guerra governano\, come nella Verona di Shakespeare\, lo spazio della paura di essere sbagliati\, di non essere accettati\, lo spazio dell’amore che manca diventa lo spazio del possibile: “Un giorno\, qualcuno non avrà paura di macchiarsi le mani nei miei colori\, di stropicciarsi nella mia follia\, e mi amerà per ciò che sono”\, scrive uno dei ragazzi del laboratorio. Anche se questo tempo sembra negarlo\, noi scegliamo di crederci. Perché Amore è un faro che sovrasta la tempesta e non vacilla mai.  \n\n\n\nINFORMAZIONIbiglietto intero online euro 10\,00 + euro 2\,00 dpbiglietto intero botteghino euro 12\,00 \n\n\n\nbiglietto ridotto botteghino euro 5\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 (il parcheggio non sarà disponibile per la sola data del 23 marzo) \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:“Bianco su Bianco”  al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo\, al Teatro Comunale Veroli\, va in scena una commedia brillante sull’amicizia\, l’arte e le verità che emergono quando si smette di fingere: lo spettacolo “Bianco su Bianco” è una commedia divertente e sorprendentemente attuale che mette al centro le dinamiche\, le fragilità e le contraddizioni dei rapporti umani. \n\n\n\nLa storia prende avvio da un episodio apparentemente banale: una delle tre protagoniste acquista un quadro d’autore… completamente bianco. Un gesto che scatena una discussione accesa tra tre amiche di lunga data\, abituate da anni a condividere confidenze\, ricordi e complicità. Ma può davvero l’acquisto di una tela diventare il motivo per incrinare un’amicizia? \n\n\n\nAttorno a quel quadro\, nel suo bianco assoluto\, cominciano a emergere tutti i colori di un rapporto costruito nel tempo: fragilità\, rivalità\, segreti e verità mai dette. Il confronto sull’arte diventa così il pretesto per mettere a nudo tensioni profonde e interrogarsi su quanto siamo davvero disposte a tollerare le scelte delle persone che amiamo. \n\n\n\nTra battute pungenti\, momenti di grande ironia e inattesi colpi di scena\, “Bianco su Bianco” conduce il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso intenso nelle pieghe dell’amicizia. Un adattamento teatrale capace di alternare leggerezza e profondità\, in cui il vero spettacolo non è sulla tela\, ma nel riflesso che da quella tela parte per illuminare la vita interiore dei personaggi in scena. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 22 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 6.00 Under18   \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Le stelle di sotto - Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta)\, appuntamento domenica 22 marzo alle 16.30 con “Le stelle di sotto – Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il testo e la regia sono di Tiziana Lucattini\, mentre sulla scena ci sono Fabio Traversa e Alessandro Garramone. \n\n\n\nCucuzzolo è uno gnomo che non vuole fare la vita dei suoi fratelli che lavorano in miniera come da sempre fanno gnomi e nani. Raccogliere pietre preziose\, pulirle\, contarle\, catalogarle\, tornare a casa\, mangiare\, bere e dormire per ricominciare il giorno dopo. La vita è tutta così. Vissuta sotto terra. A testa in giù. Lavorando\, lavorando e accumulando. Le pietre preziose sono belle\, brillano come stelle\, ma stanno sotto terra\, a lui piace invece guardare le stelle vere\, quelle di sopra\, quelle libere\, già pulite e brillanti. Decide così di scappare. Ma ha paura di essere riacciuffato\, vede nemici dappertutto. Alessandro\, invece\, è un musicista che si è licenziato dal lavoro rinunciando alla sicurezza di un posto fisso. Una sera si incontrano e inaspettatamente “si riconoscono”. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nLe stelle di sotto \n\n\n\nUno Gnomo chiamato Cucuzzolo \n\n\n\nCompagnia Ruotalibera Teatro \n\n\n\nTesto e regia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nCollaborazione artistica: Fabio Traversa \n\n\n\nCon: Alessandro Garramone e Fabio Traversa \n\n\n\nMusica dal vivo: Alessandro Garramone \n\n\n\nScene: Francesco Persico e Luisa Frattarelli \n\n\n\nCostumi: Antonia Dilorenzo \n\n\n\nLuci e fonica: Chiara Saiella \n\n\n\nFoto di scena: Patrizia Lucattini \n\n\n\nIllustrazione e grafica: Orsola Damiani \n\n\n\nGrazie a Chiara Saiella per aver giocato con noi \n\n\n\nOrganizzazione e promozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nDomenica 22 marzo 2026 alle 16.30 \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY: Poetiche del resto con Massimo Recalcati al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo (ore 12) il palcoscenico del Teatro Argentina si trasforma in uno spazio di pensiero accogliendo Massimo Recalcati\, una delle voci più autorevoli del panorama intellettuale contemporaneo. Nell’incontro dal titolo Poetiche del resto\, il filosofo e psicanalista condurrà il pubblico in un’esplorazione profonda del legame tra arte e psicanalisi\, intese come potenze di rigenerazione capaci di generare nuove forme di vita. \n\n\n\nL’evento rappresenta un appuntamento d’eccezione all’interno del ciclo Creazioni melanconiche\, promosso dall’Associazione Lacaniana Internazionale di Roma in collaborazione con la Società Milanese di Psicanalisi. \n\n\n\nAl centro della riflessione di Recalcati vi è una domanda fondamentale che ci interroga su cosa significa fare arte lavorando sulle rovine\, sulle macerie\, sui detriti intesi come “resto”. Attraverso una rilettura della “cenere” e della “polvere” – concetti cari al profeta Isaia – il filosofo esplora come l’arte possa trasfigurare ciò che sembra destinato alla fine\, allo scarto\, in un “seme santo”. Nelle Poetiche del resto\, il “resto” non è inteso come semplice sopravvivenza o scarto\, ma come l’annuncio di una trasformazione possibile. Recalcati indica una via possibile dell’arte\, dove non tutto è morte: il resto diventa una forza capace di generare una forma nuova della vita. \n\n\n\nDurante l’incontro il percorso filosofico toccherà le opere di giganti dell’arte contemporanea come Alberto Burri\, Claudio Parmiggiani\, Jannis Kounellis e Anselm Kiefer. Le loro poetiche non invocano un Dio di là da venire\, una trascendenza metafisica tradizionale\, ma celebrano l’immanenza\, la terra\, l’humus umano nella sua gloria. Secondo Recalcati\, ogni cosa è in divenire\, in mutazione\, il compito dell’arte è proprio questo: trasformare lo scarto in resto\, la ferita del trauma in poesia\, dare forma alla forza\, seguendo un’estetica ispirata alla kenosis cristiana. Il resto\, quindi\, non è più soltanto ciò che rimane\, ma è una forza\, una scintilla di luce che non si spegne\, una cenere che continua ad ardere. \n\n\n\nL’incontro si pone come preludio alla seconda edizione del ciclo di incontri Tra Psiche e Mito: dialoghi sull’Essere\, la rassegna del Teatro di Roma che dal 29 marzo al 24 maggio approfondirà i grandi temi dell’esistenza. \n\n\n\nMassimo Recalcati \n\n\n\nFilosofo e saggista\, è lo psicoanalista che più ha contribuito alla trasmissione del pensiero di Jacques Lacan in Italia. È Membro della Società Milanese di Psicoanalisi\, direttore dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e fondatore di Jonas (Centro di Clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato nelle Università di Urbino\, Bergamo\, Losanna\, Pavia\, Verona e attualmente allo IULM e alla Statale di Milano. Nel 2017 gli è stato conferito il Premio Hemingway “Testimone del nostro tempo”. Nel 2018 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della città di Milano. Collabora con “la Repubblica”. Castelvecchi ha pubblicato Il lapsus della lettura. Leggere i libri degli altri (2023)\, Elogio dell’inconscio. Come fare amicizia con il proprio peggio (2024)\, L’ultima cena. Anoressia e bulimia (2024)\, Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica (2024)\, De odio (2025) e Passe-partout (2002-2025) (2025).
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SUMMARY:" ENTANGLED. Schrödinger aveva ragione" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 22 marzo alle ore 11\,30 ospita Mauro Fanoni e Daniele Miglio in ENTANGLED. Schrödinger aveva ragione\, spettacolo scritto e diretto da Alessandra Flamini\, una produzione Kaos Teatro. L’ingresso è di 10 euro. È consigliata la prenotazione allo 065814176 o inviando una mail a scuderieteatrali@gmail.com \n\n\n\nOggi. Due celle confinanti. In una\, Daniele è impegnato nei suoi esercizi quotidiani. È un delinquente “comune”\, romano\, uno dei tanti che ha cercato al di là delle linee della legge la propria possibilità di vita. Maldestramente. Ha un unico obiettivo: scontare diligentemente la sua pena per poter tornare dal figlio\, accompagnarlo a scuola il primo giorno di liceo. \n\n\n\nNell’altra\, arriva Mauro\, un attivista. Sei mesi dentro per avere ostacolato un cantiere TAV. È un dissidente che\, anche in carcere\, non può tacere di fronte ai soprusi. \n\n\n\nLe due personalità si scontrano in un serrato alternarsi di comicità e discussioni su temi quanto mai attuali\, come l’individualismo\, la lotta comune\, i diritti civili\, i rapporti di forze. \n\n\n\nDell’ordine e del disordine. \n\n\n\nLa prigione li ascolta\, li plasma\, e il loro scontro diventa l’incontro di due mondi lontani che\, giorno dopo giorno\, ispezione dopo ispezione\, non possono che avvicinarsi e tingersi l’uno delle sfumature dell’altro. \n\n\n\nFino a un epilogo struggente che non lascia spazio ad altro che a un desiderio di giustizia e umanità. \n\n\n\nDEFINIZIONE DI ENTANGLEMENT. “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati non possono più essere descritti come due sistemi distinti ma\, in qualche modo\, diventano un unico sistema. In altri termini\, quello che accade a uno di loro continua a influenzare l’altro\, anche se distanti chilometri o anni luce.” – Erwin Schrödinger \n\n\n\nLA PRODUZIONE. Alessandra Flamini\, drammaturga con esperienza ventennale\, con “Entangled”\, dà vita a uno spettacolo che\, seppur con un registro brillante e divertente (ma anche amaro e profondo\, come in tante altre sue opere)\, nell’interpretazione dei personaggi di Mauro Fanoni e Daniele Miglio\, affronta temi che\, in particolar modo nel momento storico che stiamo vivendo\, risultano fortemente attuali e ben più vicini a ciascuno di noi di quanto si potrebbe immaginare. \n\n\n\nLA COMPAGNIA. Dal 2012\, Kaos Teatro\, diretta da Mauro Fanoni e Alessandra Flamini\, produce spettacoli di teatro di prosa classici e contemporanei. \n\n\n\nA partire dal 2014\, l’attività si concentra su produzioni da drammaturgie originali\, riscuotendo indubbio favore da parte del pubblico. La Produzione si è avvalsa\, nel corso degli anni\, anche della partecipazione artistica di numerosi colleghi\, tra i quali spicca Daniele Miglio. “Entangled”\, scritto e diretto da Alessandra Flamini\, è la più recente produzione Kaos Teatro e ha debuttato a Roma nel Dicembre 2024. \n\n\n\n———————————– \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema  \n\n\n\nTeatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria  con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\ndirezione artistica Veronica Olmi \n\n\n\n(ingresso Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a) \n\n\n\nOrari segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 – tel 06 5814176   – scuderieteatrali@gmail.com  
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SUMMARY:"Caccia alle uova – Piccoli esploratori all’Art Forum" di Capena
DESCRIPTION:Nell’ambito delle attività culturali ed educative promosse dall’Art Forum Würth Capena\, domenica 22 marzo è in programma un appuntamento dedicato a bambine e bambini\, pensato per vivere lo spazio espositivo in modo ludico e partecipativo in occasione della Pasqua. \n\n\n\nCaccia alle uova – Piccoli esploratori all’Art Forum propone una caccia alle uova di cioccolato che si sviluppa tra le opere in mostra e gli ambienti del museo. Attraverso indizi\, indovinelli e prove di osservazione\, i partecipanti saranno guidati in un percorso di esplorazione attiva. \n\n\n\nL’incontro sarà arricchito da un laboratorio creativo dedicato al tema della primavera\, ispirato all’arrivo della nuova stagione e al risveglio della natura. \n\n\n\nUn’esperienza pensata per stimolare curiosità\, spirito di esplorazione e collaborazione\, che unisce gioco\, creatività e scoperta\, trasformando la visita alla mostra in un momento di condivisione e festa. \n\n\n\nCosto di partecipazione: 10€. Prenotazione obbligatoria: tel. 06/90103800 | cell: 3317541611 | mail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\n—- \n\n\n\nPathos und Pastos. Christopher Lehmpfuhl nella Collezione Würth \n\n\n\nLa mostra\, che riunisce oltre 40 opere dell’artista tedesco Christopher Lehmpfuhl\, permette di esplorare alcune delle serie più significative del suo lavoro\, dalle scultoree rappresentazioni urbane ai luminosi paesaggi naturali eseguiti in diverse parti del mondo. Christopher Lehmpfuhl (Berlino\, 1972) è noto per la sua capacità di catturare la bellezza e l’essenza dei paesaggi attraverso la pittura en plein air. I suoi viaggi lo portano in tutto il mondo\, dall’Islanda al Giappone\, dall’Italia all’India. Seguendo la tradizione impressionista\, dipinge all’aperto per immergersi completamente nei luoghi che rappresenta\, trasformando la sua pratica artistica in un’esperienza sensoriale completa. Ogni creazione di Lehmpfuhl contiene litri di una vernice pastosa\, grumi di materia stesi manualmente in un’esecuzione organica e magistrale. \n\n\n\nArt Forum Würth Capena \n\n\n\nNato nel 2006\, l’Art Forum Würth Capena fa parte di una rete europea composta da 15 musei\, nei quali le opere della Collezione Würth vengono presentate attraverso un ricco programma di mostre temporanee. Progettato dall’architetto siciliano Vincenzo Melluso insieme alla Società Politecnica Ingegneria e Architettura\, l’Art Forum è stato sviluppato come spazio strettamente connesso alla vita aziendale. La scelta di collocarlo in provincia\, lontano dai grandi flussi turistici\, nasce dalla volontà di avvicinare all’arte innanzitutto i dipendenti e le loro famiglie\, creando un luogo partecipativo dedicato alla riflessione\, all’ispirazione e alla creatività. Allo stesso tempo\, l’Art Forum è una realtà aperta alla collettività e rappresenta un punto di riferimento culturale per il territorio. Le sue attività comprendono visite guidate\, percorsi didattici per scuole di ogni ordine e grado\, laboratori creativi per bambini\, ragazzi e famiglie\, oltre a concerti ed eventi culturali di diversa natura. \n\n\n\nInformazioni e prenotazioni Art Forum Würth Capena \n\n\n\nCapena\, Viale della Buona Fortuna 2 \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611 mail: art.forum@wuerth.it |www.artforumwuerth.it
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SUMMARY:"Prima del temporale" al Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:L’incontro tra due protagonisti assoluti della scena italiana dà vita a uno spettacolo che è insieme riflessione sul mestiere dell’attore e viaggio nella memoria del teatro: Prima del temporale di Massimo Popolizio e l’interpretazione di Umberto Orsini è in scena al Teatro della Società di Lecco sabato 21 e domenica 22 marzo alle 21. \n\n\n\nCon un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni\, un vecchio attore – nella mezz’ora che lo separa dall’entrata in scena per recitare da protagonista nel Temporale di Strindberg – si trova a rivivere\, in un tempo senza fine\, alcuni momenti della propria vita: ogni ricordo ne richiama un altro e la propria biografia finisce per intrecciarsi con la storia del teatro e con quella del Paese. \n\n\n\nLa regia di Massimo Popolizio esplora con delicatezza la vita e l’arte di un grande attore\, Umberto Orsini\, cercando di svelarne i segreti e restituendone un ritratto intenso e umano. Incontri\, amicizie\, passioni\, amori ripercorrono con ironia e commozione la storia di un ragazzo italiano che\, negli anni Cinquanta\, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città\, Roma\, con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica. Settant’anni di un’esistenza passata tra realtà e palcoscenico attraversando la storia del teatro italiano del secondo Novecento. \n\n\n\n“Il titolo Prima del Temporale testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire Temporale di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti\, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid” afferma Orsini. “Massimo allora mi ha spinto a raccontare la mia vita\, prendendo spunto dal mio libro Sold out\, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro\, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale\, la sarta di compagnia e un addetto del teatro”conclude. \n\n\n\nPopolizio e Orsini firmano così un lavoro che attraversa la memoria individuale per restituire al pubblico di oggi il senso di una lunga e appassionata storia di teatro. \n\n\n\nDa un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio \n\n\n\nCon Umberto Orsinie con Flavio Francucci e Diamara Ferrero \n\n\n\nMassimo Popolizio | RegiaMarco Rossi | ScenePaola Rota | Regista assistenteCompagnia Umberto Orsini con Fondazione Teatro della Toscana | Produzione \n\n\n\nInfo e bigliettiInfo sul sito teatrosocietalecco.it
URL:https://quartapareteroma.it/event/prima-del-temporale-al-teatro-della-societa-di-lecco/
LOCATION:Teatro della Società di Lecco\, Piazza Giuseppe Garibaldi\, 10\, Lecco\, ITA\, 23900\, Italy
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