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SUMMARY:"ANNA – RACCONTO DI UNA STORIA VERA" al Teatro IF
DESCRIPTION:La vita di una donna giunta al termine; arrivata a destinazione quando quel traguardo\, quella striscia bianca da tagliare\, risultava ancora lontana. Ancora quasi non visibile. \n\n\n\nIl tempo che le rimane è scandito da un lento progredirsi di un male che combatte\, come un avversario potente\, con una partita a scacchi che scandisce i momenti della sua vita personale e della sua carriera.  \n\n\n\nI ricordi ancora vivi e tangibili si intersecano con il presente\, fino all’ultima decisiva mossa. \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/anna–racconto-di-una-storia-vera.aspx
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SUMMARY:"La Favola nera del boia in tutù" a Teatrocittà
DESCRIPTION:In scena il Boia e l’Attore. Due universi lontani con uno stesso marchio sociale. A manovrare i fili di queste marionette c’è il Demiurgo\, un Dio/Mefisto ambiguo\, un regista lunatico\, che crea i primi attori sulla terra. Tre guitti che parlano in rima e agiscono in coro. \n\n\n\nBoia è una ragazza che lavora come carnefice ma sogna il palco! Un giorno sotto la sua lama capita Natalia Topova\, un’artista di strada che la convince a scappare: ne farà una diva! Finiranno a fare giocoleria vegana. Ma Boia sogna ancora di uccidere. Una favola nera che unisce il pianto e il riso\, la morte e la vita. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nIl nostro desiderio è quello di raccontare una storia universale\, con tante complessità\, in maniera semplice. Una storia che è magica\, surreale\, ironica\, persino divertente e tragica. Boia è la regina del patibolo\, Natalia Topova la regina del teatro di strada\, entrambe hanno una storia disperata alle spalle. E su queste anime che si arrabattano tra il sogno dell’arte (Boia) e la concretezza dell’arte (Topova) Dio in persona\, coadiuvato da Mefisto\, tesse una trama di inevitabili fallimenti\, cadute e morte. Questi elementi sono affrontati col sorriso sulle labbra facendo uso della rima. La tragedia dei reietti in un continuo scambio tra favola e morte\, tra arte e impossibilità della stessa\, fino a quando la favola combacia con il suo finale ineluttabile. Sopra Boia e Topova agiscono le forze del destino. I loro sogni di cartapesta non possono avere la meglio sui burattinai dietro la cartapesta. Figurine agitate dal soffio di vita e morte che spira dalla commedia dell’arte. Figurine che vorrebbero salvarsi dal loro ruolo. Ma non ne sono capaci.
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SUMMARY:"La cantautrice fantasma" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 15 febbraio alle ore 11.30\, ospita Ivan Talarico\, autore e interprete de La cantautrice fantasma. \n\n\n\nIn un momento storico in cui l’uso dell’intelligenza artificiale ha aperto un’ampia discussione sul ruolo dell’autore e della creatività\, questo spettacolo è un’indagine patafisica (“scienza” creata dallo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry) sull’autorialità. \n\n\n\nChi è veramente l’autore di un’opera? La risposta\, che forse non c’è\, viene cercata attraverso la biografia di una misteriosa cantautrice\, A. F.\, veneta\, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969. \n\n\n\nLa storia parte dal ritrovamento casuale di un libro raro: una lunga intervista ad A. F.\, indicata come la vera autrice di canzoni di grandissimo successo. Attraverso quell’intervista\, Talarico ne ripercorre la vicenda\, gli spostamenti tra Roma\, Genova e Milano\, il rapporto con molti cantautori famosi (Modugno\, Paoli\, De André\, Conte…) che avrebbero plagiato le sue canzoni\, fino al ritiro dalle scene e alla sparizione di questa figura gigantesca ma dimenticata. \n\n\n\nCome è stata possibile la sua sparizione? E ancora: come funzionano i meccanismi creativi\, cos’è un’idea\, chi può dirsi veramente autore di qualcosa? \n\n\n\nTra coincidenze sospette e grandi nomi della cultura e della musica – dai Beatles a Borges\, da Shakespeare ai cantautori italiani – La cantautrice fantasma diventa una storia possibile\, sorprendente e inafferrabile. \n\n\n\nIvan Talarico da anni scrive e interpreta spettacoli teatrali\, reading e concerti. È stato ospite al Premio Tenco 2016 e ha vinto il premio come miglior testo a Musicultura 2015. Ha pubblicato due libri di poesie\, uno di racconti e un disco di canzoni. Conduce laboratori di scrittura creativa in diverse città italiane\, collaborando con associazioni culturali\, scuole\, accademie\, istituti carcerari. È tra i fondatori del format teatrale “Sgombro” e co-autore e co-conduttore del programma di Radio Rai3 “Le ripetizioni”. In televisione è stato più volte ospite di Fiorello a “Viva Rai2” e di Valentina Cenni e Stefano Bollani a “Via dei matti n.0” \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com
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LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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SUMMARY:Belle Toaste al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma) va in scena la nuova produzione di Ruotalibera Teatro: Belle Toaste a cura di Valentina Greco e Ygramul Teatro. L’appuntamento è domenica 15 febbraio alle 16.30\, sul palco ci sono Cinzia Antifona e Valentina Greco con la regia di Vania Castelfranchi.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato al racconto “La battaglia del burro” di Dr. Seuss\, uno tra i più geniali scrittori per l’infanzia del Novecento. In Belle Toaste il pane imburrato diventa metafora giocosa e pretesto per raccontare ai bambini\, e non solo a loro\, la spaventosa realtà della guerra fra popoli. Le due protagoniste sono Ziga e Zaga che abitano in due paesi confinanti divisi da un grosso muro costruito tanto tempo fa. I due popoli\, infatti\, si detestano da quando hanno scoperto che gli uni sono soliti imburrare le fette di pane sopra\, gli altri invece le imburrano sotto. Da allora si sono dichiarati guerra per incompatibilità di merende\, a colpi di marmellate e panini conditi di diffidenza\, paura e disgusto reciproco. Ziga e Zaga si ritrovano un giorno presso il muro\, curiose e spaventate\, e lì scopriranno quanto strampalata e illogica può essere la battaglia in nome del burro.  \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nBelle Toaste \n\n\n\nIdeato e scritto da Valentina Greco / Ygramul Teatro \n\n\n\nRegia Vania Castelfranchi  \n\n\n\nCon Cinzia Antifona e Valentina Greco \n\n\n\nVoce fuori campo Gabriele Tacchi  \n\n\n\nScene Francesco Persico \n\n\n\nCostumi Valentina Conti \n\n\n\nDisegno luci David Barittoni  \n\n\n\nTecnica di sala Chiara Saiella \n\n\n\nFoto Eugenio Persico \n\n\n\nUna produzione Ruotalibera Teatro \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Il conte che non conta" al Teatro dei 3 Mestieri di Messina
DESCRIPTION:Domenica 15 febbraio il Teatro dei 3 Mestieri di Messina ospita il secondo appuntamento della rassegna dedicata alle famiglie con lo spettacolo “Il conte che non conta”\, di Davide Lo Coco.  \n\n\n\nIn scena Davide Lo Coco\, Francesco Gulizzi\, Enrica Volponi Spena\, per la regia di Santi Cicardo (OTqA/Casa Teatro). \n\n\n\nLa storia prende il via con la morte del vecchio Conte di Albafiorita: il figlio Ferdinando eredita ricchezze e titolo nobiliare\, ma porta con sé un grande limite\, non sa contare. Presuntuoso e convinto che la matematica sia inutile\, conosce solo i primi tre numeri e finisce continuamente raggirato dai commercianti\, perdendo denaro senza rendersene conto.Deriso dagli abitanti della Contea e ostacolato da chi mira a impossessarsi del suo castello\, Ferdinando non coglie mai l’occasione per imparare e salvare così il proprio futuro. Rimasto con soli tre ducati in mano\, non gli resterà che chiedere aiuto alla famigerata Gremilde\, la strega del villaggio capace di esaudire i desideri altrui. Ma nulla andrà come previsto e al povero Ferdinando ne capiteranno di tutti i colori. \n\n\n\nUno spettacolo originale che\, attraverso i meccanismi della fiaba classica\, racconta il valore dei numeri e di come la matematica\, anche quando non ce ne accorgiamo\, sia sempre intorno a noi. \n\n\n\nOrari: Domenica 15 febbraio – ore 16.30Replica – ore 18.30Prezzo: 8 euroIngresso accanto al distributore Esso Info e prenotazioni: 090 622505 – 349 8947473 (anche WhatsApp)
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LOCATION:Teatro dei 3 Mestieri\, Esso\, s.s 114 km 5\,600\, Messina\, ITA\, 98128\, Italia
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SUMMARY:"Il Filo Rosso" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:È ormai giunta a metà la stagione teatrale del Teatro Comunale Veroli che procede senza sosta grazie ad un pubblico affezionato e partecipe per il quale il teatro è un appuntamento fisso irrinunciabile. Una nuova storia andrà in scena domenica 15 febbraio\, con la compagnia INstabile\, che porterà a riflettere su un’antica tradizione diventata modo di dire. \n\n\n\nSiamo all’interno di una sala d’aspetto. Un uomo e una donna\, in attesa d’essere chiamati dall’avvocato\, iniziano lentamente a conoscersi. Il dialogo tra i due\, a tratti surreale\, diventa il pretesto per scoprire altre storie\, apparentemente distanti l’una dall’altra ma unite da un filo\, il filo rosso del destino. Questa è una leggenda popolare di origine cinese\, diffusasi poi in Giappone\, secondo la quale ogni persona porta\, fin dalla nascita\, un invisibile filo rosso annodato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. È proprio questo ciò che accade alle storie che i due personaggi raccontano sulla scena sotto la sapiente regia di Alessandro Calamunci Manitta. \n\n\n\nNon perdete questo appuntamento col destino domenica 15 febbraio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY: “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri….spostati!” al Teatro Comunale Fulvio
DESCRIPTION: “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri….spostati!”\, l’esilarante spettacolo che unisce comicità\, riflessione e un’analisi ironica del legame madre-figlia\, scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu e interpretato dalla stessa Cinzia Leone\, sarà in scena a grande richiesta a Guglionesi (Campobasso)\,  domenica 15 febbraio 2026 ore 18.00\, al Teatro Comunale Fulvio Via Usconio\, Guglionesi (CB) \n\n\n\nCon la sua inconfondibile ironia\, Cinzia Leone accompagnerà il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso toccante alla scoperta della “mammità”: un percorso che affronta con leggerezza e profondità il distacco dal cordone ombelicale\, l’influenza delle madri sulle figlie e quel circolo affettivo e comportamentale che si rinnova di generazione in generazione.  \n\n\n\nLo spettacolo offre una prospettiva comica e acuta su come la figura materna\, nel bene e nel male\, condizioni pensieri e azioni della figlia\, lasciando un’impronta che si proietta nel futuro delle famiglie. Durante il monologo\, Cinzia sarà continuamente interrotta dalle telefonate della madre\, spunto narrativo che la porterà a interrogarsi sulle origini della vita\, dal protozoico fino ai giorni nostri. L’ironia pungente si intreccia così a momenti di autentico coinvolgimento\, in un racconto che parte dai primi passi dell’umanità per arrivare alle piccole grandi nevrosi quotidiane\, come gastrite e colite. Il pubblico sarà trascinato in un’esperienza unica\, dove la Leone\, con il suo linguaggio diretto e la sua energia travolgente\, esplorerà temi universali e a volte imbarazzanti: il rapporto tra madre e figlia\, la complicità e le tensioni\, l’amore e i conflitti di un legame profondo e indissolubile.
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SUMMARY:Le interviste impossibili al Teatro di Tordinona
DESCRIPTION:Olivia si presenta in una veste nuova\, non più la fragile\, urlante donzella sempre in cerca della protezione del rozzo marinaio Braccio di Ferro avido di spinaci\, ma pronta a offrire una lettura totalmente alternativa della sua femminilità\, nonché consapevole del ruolo storico che le spericolate avventure di tutta la sua banda svolsero in anni difficili per l’America e per il mondo intero.  \n\n\n\nIl “divo” Mandrake è pronto a svelare aneddoti poco noti della sua storia di mago\, come ad esempio la vicenda dei suoi due padri\, o particolari che coinvolgono nomi importanti del cinema italiano e non solo. Oltre a mostrarsi particolarmente critico nei confronti di certi ambigui “superpoteri” contemporanei… \n\n\n\nGLI INTERPRETI \n\n\n\nARIANNA NINCHI  (Roma\, 1978) Figlia e nipote d’arte\, segue presto le orme di famiglia. Studia recitazione presso il DAMS di Bologna e nel 2000 debutta al Teatro di Leo con lo spettacolo di teatro-danza Le stanze di Penelope di Anna Redi\, con cui negli anni continua a collaborare. A teatro è diretta\, tra gli altri\, dal padre Arnaldo Ninchi\, da Piero Maccarinelli\, Antonio Calenda\, Ennio Coltorti\, Luca Archibugi\, Gianfranco Calligarich\, Monica Nappo. Al cinema ha lavorato per Francesco Falaschi\, Gianfranco Pannone\, Daniele Misischia\, Filippo Bologna\, Leonardo Pieraccioni\, Stefano Mordini. In collaborazione con la Cineteca Nazionale ha curato le rassegne “Un vizio di famiglia: i Ninchi e il cinema” e “Ave Ninchi\, la più amata dagli italiani”. Ha adattato e tradotto per il teatro\, e pubblicato testi sulla tradizione attoriale della sua famiglia. Nel 2021 per la casa editrice  Ponte alle Grazie ha curato l’antologia al femminile Musa e getta – Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate). \n\n\n\nGAETANO LIZZIO  (Catania\, 1966) Formatosi presso la scuola dello Stabile di Catania\, debutta nel 1989 al Teatro Musco in Il cappello di paglia di Firenze di Labiche; ha lavorato presso vari gruppi teatrali\, è poi passato attraverso l’esperienza della fondazione di una propria compagnia\, con cui ha messo in scena una rivisitazione del Macbeth\, con le musiche di Paolo Buonvino\, e Interrogatorio a Maria di Giovanni Testori. Ha lavorato con Turi Ferro\, Giulio Brogi\, Valeria Moriconi\, Giorgio Albertazzi\, Remo Girone\, Massimo Popolizio\, Anna Bonaiuto. E’ stato diretto da Dario Fo\, Krystoff Zanussi\, Giancarlo Cobelli\, Lorenzo Salveti. \n\n\n\nGLI AUTORI \n\n\n\nGIOVANNI FEDERICO (Napoli\, 1957). Narratore\, ha firmato diverse raccolte di racconti\, l’ultima per Edizioni Armando (De)Relitti\, dedicata agli ultimi della nostra società. Per il teatro ha scritto L’abbraccio di Giuseppe (Roma – Teatro Ennio Flaiano 2015)\, Matilde\, la donna che non vorrei essere\, (Sovana in Arte 2015)\, Belle di carta (Festival della Piana del Cavaliere 2018)\, Poetando tango (Sovana in Arte 2021). Collabora con il blog di attualità e politica ”Il Domani d’Italia”.  \n\n\n\nLUCA RAFFAELLI (Roma\, 1959). Giornalista\, saggista e scrittore\, ha iniziato come critico di fumetto a meno di vent’anni\, curando poi serie di interviste televisive con vari autori e scrivendo a tuttoggi di animazione e fumetti su La Repubblica. Vicedirettore del Salone di Lucca nel 1986\, è stato anche direttore artistico di Castelli Animati\, il festival internazionale del cinema d’animazione di Genzano\, e\, dal 2001 al 2011 di Romics\, il festival romano da lui fondato. Curatore di varie mostre\, ha firmato numerosi saggi e romanzi\, per ragazzi e adulti. Dal 2024 è Direttore Artistico del Palazzo del Fumetto di Pordenone. \n\n\n\nPer prenotazioni : tordinonateatro1@gmail.com – tel. 06 7004932
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Azzurro" al Teatro Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:ANTONIO CATANIA / AZZURRO\n\n\n\nUna cavalcata densa di immagini\, musica\, gesti e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni\, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano\, 30 marzo 1959 – Roma\, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro”\, uno spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina\, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio. \n\n\n\nLa storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom\, un Paese ancora ingenuo\, rivolto al futuro\, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa\, il profumo di Mariangela Melato\, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza\, il 12 dicembre 1969\, con la bomba che scoppia a piazza Fontana\, la lotta di classe al parco Lambro\, il liceo negli anni di piombo\, e le risate degli anni ’70\, con Beppe Viola\, Dario Fo\, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie\, la politica\, il giornalismo\, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.” \n\n\n\nDopo gli esordi nel giornalismo sportivo\, Curzio Maltese arriva a Repubblica\, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite\, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare\, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre\, della scomparsa della sorella Cinzia\, del grande amore per la moglie e il figlio\, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski\, Renzo Piano\, Paolo Conte\, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria\, e diventa salvifica nei momenti più difficili. \n\n\n\n«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista\, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti possiamo ritrovarci.» \n\n\n\nwww.elfo.org \n\n\n\nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:I love Brahms e Tchaikovsky al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con Roma Sinfonietta martedì 17 febbraio con il concerto I love Brahms e Tchaikovsky a cura del Sestetto di Roma formato da tre docenti e da tre talentuosi allievi del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Marco Fiorini e Marco Morbidelli ai violini\, Luca Sanzò e Marta Mastrullo alle viole\, Michele Chiapperino e Marco Osbat ai violoncelli. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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SUMMARY:“Stanno arrivando” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio in via Giulia sbarca Guglielmo Poggi\, un gradito ritorno per un giovane di talento\, che l’OFF/OFF Theatre e Silvano Spada hanno accolto sempre con gioia. Questa volta\, Poggi è al centro di uno spettacolo singolare\, nato dall’idea di Umberto Marino che lo dirige in “Stanno arrivando”\, per una produzione a cura di LVF – Teatro Manini di Narni. Ma cosa succede quando la paura diventa un linguaggio quotidiano\, quando l’allarme è costante e l’attesa si trasforma in una forma di controllo? Da queste domande nasce il testo a firma di Marino\, in cui Guglielmo dà corpo e voce a un racconto fatto a più registri\, dall’ironia alla tensione e alla riflessione\, muovendosi tra comandi perentori\, colpi improvvisi\, teorie del complotto e la comparsa inattesa di un eroe da videogame. Un flusso narrativo che coinvolge lo spettatore e lo costringe a interrogarsi sulle scelte\, sulle responsabilità individuali e sulla capacità – o incapacità – di affrontare davvero la realtà che ci circonda. \n\n\n\n“Stanno arrivando” è uno spettacolo che gioca con i meccanismi della comunicazione contemporanea e con il modo in cui il linguaggio del pericolo e dell’emergenza condiziona il nostro immaginario. Senza mai rinunciare a leggerezza e ritmo\, la scena diventa uno spazio di osservazione critica\, in cui il pubblico è chiamato a riconoscersi e a mettersi in discussione.
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SUMMARY:"Il piacere dell'onestà" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:Un monumento del teatro siciliano per un capolavoro di Pirandello. PIPPO PATTAVINA interpreta IL PIACERE DELL’ONESTÀ per la regia di Guglielmo Ferro. Prodotto dall’Associazione culturale Abc\, nell’ambito della nuova stagione Turi Ferro\, lo spettacolo andrà in scena al Golden di Palermo dal 17 al 19 febbraio 2026.  \n\n\n\nAperto il sipario\, la rappresentazione di una delle opere più emblematiche del geniale drammaturgo agrigentino. Un cast eccellente capitanato dal Maestro PIPPO PATTAVINA\, interprete poliedrico e di grande levatura artistica\, supportato da una superba Francesca Ferro con Debora Bernardi\, Riccardo Maria Tarci\, Aldo Toscano\, Giuseppe Parisi\, Anastasia Caputo e Giampaolo Romania che collabora anche alla regia. \n\n\n\nLa visione di Guglielmo Ferro spoglia il testo di ogni elemento datato per calarlo in uno spazio scenico essenziale\, dove alti monoliti si ergono sui personaggi a materializzare la rigidità delle convenzioni che li imprigionano. È in questa gabbia visiva e morale che si accende la vicenda. \n\n\n\nLa storia ruota intorno ad Angelo Baldovino (Pippo Pattavina)\, uomo marginale che accetta di sposare per denaro Agata (Francesca Ferro)\, una donna incinta di un marchese già sposato\, in un matrimonio formalmente onesto ma privo di sostanza. Tuttavia Baldovino prende l’impegno con serietà e le sue azioni\, mosse da un ideale di rettitudine\, portano alla luce le contraddizioni e l’ipocrisia dell’alta borghesia. Il contrasto tra l’essere e l’apparire\, tratto distintivo della riflessione pirandelliana\, emerge potentemente nell’esito del dramma: Baldovino\, invece di farsi corrompere\, difende con fermezza la sua integrità\, fino a offrire sé stesso al sacrificio pur di proteggere l’onore della famiglia e il benessere del bambino. \n\n\n\nIn un mondo ossessionato dall’immagine\, IL PIACERE DELL’ONESTÀ si rivela così uno specchio spietato. Non un classico da rispolverare\, ma un’indagine affilata sull’ipocrisia. Un gioco delle parti che scardina ogni certezza. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella stagione Turi Ferro\, verrà rappresentato dal 17 al 19 febbraio 2026 al Golden di Palermo. \n\n\n\nInfo: 091 6264702 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 19 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.vivaticket.com/it/ticket/il-piacere-dell-onesta/293772
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SUMMARY:“Titoli di testa” con Francesca Reggiani al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani “Titoli di testa” declina le sue riflessioni sull’universo di oggi con un punto di vista ironico\, uno sguardo lucido e spietato che osserva la realtà che ci circonda. \n\n\n\nUno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private\, tra crisi di coppia e crisi istituzionali. E infine la confusione universale tra amore e sesso\, tra mariti e amanti\, tra single e “bingle”; e poi ancora politici\, imprenditori\, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite. \n\n\n\nSatira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale\, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione. \n\n\n\nLo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati\, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:IL CAOS. ANTICHI VIP ALLO SBARAGLIO al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Ironico e pungente\, nella parola. Astratto ma radicato\, nel corpo. Parola e corpo che vivono delle figure dei Poemi epici di Omero e Virgilio. Passioni e ambizioni di personaggi che\, spogliati del loro più aulico canto ed immersi nella nostra chiave contemporanea\, sussurrano la loro vicinanza ai colpi di scena della vita umana odierna. \n\n\n\nDagli scritti di Mariangela Galatea Vaglio\, ho raccolto\, per le loro particolari sfumature\, alcune di queste figure portandole in scena con l’utilizzo di un duplice linguaggio: il linguaggio corporeo e il linguaggio verbale inteso come vortice riparatore. Il primo apre lo spettacolo\, sintetizza\, attraverso una partitura astratta di mimodramma\, il nucleo del lavoro: ovvero l’avanzare di ere\, pensieri\, accadimenti che non possono fare a meno di nascere in una continua oscillazione tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nAstrazione corporea e suo\, però\, radicamento\, che trasla all’interno del secondo linguaggio\, quello verbale\, vorticoso e terreno a delineare il caos. Questo\, in cui si snoda lo spettacolo\, prende vita da pagine come strumento di interpretazione più viva che guarda oltre. Per questo la regia spoglia il palco e lo riempie di corpo\, parola ed immaginazione. \n\n\n\nScritto\, diretto e interpretato da Susanna Lauletta \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
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SUMMARY:Gli Avion Travel al Teatro Agricantus di Palermo
DESCRIPTION:Mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio il teatro palermitano ospita\, in esclusiva\, due concerti dell’Opplà Tour degli Avion Travel\, la formazione casertana che dal “lontano” 1980 si è ritagliata uno spazio importante sulla scena della canzone d’autore italiana. Una festa dal vivo\, sempre coniugata nell’incontro “vivo” con il pubblico. Due concerti nati dal forte sodalizio del cantante Peppe Servillo con il direttore del teatro Vito Meccio. Servillo: «Un rapporto privilegiato con un luogo storico della musica a Palermo\, che ripropone un’atmosfera così intima\, dove l’artista che si esibisce è quasi sotto una lente di ingrandimento»
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SUMMARY:"RAGAZZI IRRESISTIBILI" al Teatro Pirandello
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Pirandello di Agrigento con grandi Maestri del Teatro italiano. Mercoledì 18 Febbraio alle ore 21.00 e giovedì 19 febbraio alle ore 17.30 andrà in scena I RAGAZZI IRRESISTIBILI di Neil Simon\, con la traduzione di Masolino D’Amico e la regia Massimo Popolizio. Sul palco i grandissimi Umberto Orsini e Franco Branciaroli con Flavio Francucci\, Sara Zoia\, Giorgio Sales\, Emanuela Saccardi.  \n\n\n\nE al termine della replica pomeridiana\, si riaprirà il sipario per l’ormai consueto faccia a faccia tra gli artisti e il pubblico condotto da Domenico Vecchio. Un momento speciale\, fortemente voluto dal Direttore Artistico del Teatro Pirandello\, Roberta Torre per scoprire retroscena\, aneddoti ed emozioni che si celano dietro ogni spettacolo\, raccontati dalla viva voce dei protagonisti. \n\n\n\nI due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano.  \n\n\n\nIn scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni.  \n\n\n\nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk.       \n\n\n\nuna produzione \n\n\n\nTeatro de Gli Incamminati    Compagnia Orsini    Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nIn collaborazione con  CTB Centro Teatrale Bresciano \n\n\n\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \n\n\n\nDURATA DELLO SPETTACOLO: 2 ORE COMPRESO INTERVALLO \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nMercoledì 18 febbraio Ore 21.00 \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:"Torna fra nove mesi" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Due donne si muovono su una scena interamente coperta di fogli stracciati\, stropicciati come le loro esistenze di madri in perdita. È uno spazio fragile\, instabile\, che diventa immediatamente riflesso di una vita spezzata\, di un senso che non c’è più. In questo paesaggio di carta\, le due protagoniste si affaccendano in una ricerca ostinata e dolorosa: rovistano nel passato\, ne riaprono le ferite\, raccontano i moti del loro dolore mentre tentano\, con fatica\, di immaginare un futuro possibile. \n\n\n\nTra le carte bianche emergono ricordi\, frammenti di vita\, oggetti che sembrano formarsi dal nulla\, come se la memoria stessa prendesse corpo davanti agli occhi dello spettatore. Tutto è carta: sottile\, vulnerabile\, corruttibile. Un materiale che diventa metafora evidente della precarietà dell’esistenza e della fragilità di ogni equilibrio umano. \n\n\n\nNella messa in scena di Angelo Libri non c’è spazio per il compiacimento emotivo o per il sentimentalismo. Il dolore arriva netto\, graffiante\, sostenuto da un fondo di rabbia e sarcasmo che ne amplifica la forza. Evelina Nazzari e Maddalena Recino attraversano lo spazio scenico con una fisicità tesa e mobile\, seguendo una dinamica che richiama i passaggi mentali del pensiero e della memoria. Entrano ed escono da una grande cassa di legno e corde\, struttura simbolica che si trasforma di volta in volta in grembo\, rifugio\, prigione\, luogo di nascita e di morte\, generando immagini sempre nuove e cariche di significato. \n\n\n\nA più riprese\, durante lo spettacolo\, lo sguardo diretto e privo di mediazioni delle attrici si posa sul pubblico. Non c’è distanza\, né protezione: lo spettatore è chiamato a essere “soggetto guardante”\, parte attiva dell’esperienza\, al di fuori di qualsiasi voyeurismo. Perché il dolore della perdita di un figlio un dolore che porta con sé quello di tutto il mondo non può essere spiegato o raccontato\, ma soltanto condiviso. \n\n\n\nEd è in un lungo momento di silenzio\, spoglio da ogni residuo di rabbia\, che le due donne restituiscono a chi è disposto ad ascoltare la verità più profonda della loro condizione: una verità fragile\, essenziale\, che non cerca consolazione ma presenza\, e che chiede allo spettatore di restare\, semplicemente\, dentro il dolore. \n\n\n\nTrailer: https://youtu.be/EOS2cL5jcIk \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: mercoledì\, giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.aspInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682ì
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SUMMARY:Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Al Teatro V. Colonna il 22 febbraio 2026 alle ore 18\,00 andrà in scena “Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” commedia di e con Daniela Mei e Daniela Sistopaolo\, ovvero “Mejo sole che co du sòle”. \n\n\n\nDue donne\, due pianeti lontanissimi che orbitano attorno allo stesso tema: il mondo maschile. \n\n\n\nUna è meditativa\, calma\, quasi zen: analizza\, respira\, riflette. \n\n\n\nL’altra è modaiola\, impulsiva\, brillante e un po’ superficiale: vive di istinto\, di glitter e di colpi di scena. \n\n\n\nInsieme formano una coppia esplosiva\, pronta a raccontare – tra confessioni\, risate e inevitabili battibecchi – le loro tragicomiche avventure con l’universo degli uomini. \n\n\n\nLe differenze tra loro diventano il motore dello spettacolo: mentre una cerca il senso profondo dei comportamenti maschili\, l’altra si perde nei dettagli più frivoli; mentre una cerca armonia\, l’altra cerca l’outfit giusto. \n\n\n\nEppure\, proprio da questo contrasto nasce un dialogo irresistibile\, un ping-pong di punti di vista che mette in scena l’eterna distanza tra maschile e femminile. \n\n\n\nTra ironia\, autoironia e momenti di sorprendente verità\, le due protagoniste mostrano come uomini e donne sembrino davvero provenire da pianeti diversi… e come\, nonostante tutto\, continuino a cercarsi. \n\n\n\nPerché l’Amore – quello che fa ridere\, sospirare e litigare – vuole così da sempre. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria Colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00 \n\n\n\nMarino\,19 febbraio 2026           
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LOCATION:Teatro Vittorio Colonna\, Corso Vittorio Colonna\, 59\, Marino (RM)\, 00047\, Italy
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SUMMARY:"L'incidente Perfetto" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Paola vive in una bella casa di periferia con il marito Giacomo. Quando una sera riceve la visita inattesa di Franco\, vecchio socio d’affari del marito\, la situazione che sembrava normale si trasforma rapidamente in un gioco psicologico pericoloso.Franco\, affascinante e inquietante allo stesso tempo\, le rivela di conoscere la sua relazione con Marco\, un giovane amico di famiglia\, e insinua che Giacomo potrebbe scoprirlo da un momento all’altro. Con un tono ambiguo\, le suggerisce che esiste un modo per evitare che il marito soffra: “un incidente perfetto” che risolverebbe tutto. L’arrivo di Marco e poi di Giacomo aumenta la tensione: i segreti diventano più difficili da nascondere\, le menzogne più complicate da sostenere. Nel crescendo di paura\, desiderio e sospetto\, Paola è costretta a interrogarsi su quanto sia disposta a spingersi per proteggere la sua vita\, la sua reputazione e il lusso che ama.Una commedia-thriller raffinata\, ambientata in un unico salotto\, dove l’ironia di Tremblay si mescola a un’atmosfera di suspense crescente\, tenendo il pubblico col fiato sospeso fino all’ultima battuta. Ma per non dare ulteriori anticipazioni la Compagnia degli Audaci invita il suo calorosissimo pubblico a chiamare il numero 06 94376057 e prenotare il e prenotare il posto in prima fila per lo spettacolo “L’incidente prefetto” che sarà in scena al Teatro degli Audaci dal 5 fino al 22 marzo 2026! \n\n\n\n Dal lunedì al venerdì e la domenica 16:00 – 20:00 – Il  sabato 10:00 – 13:30 e 16:00 – 20:00 \n\n\n\nPER PRENOTAZIONI E INFO \n\n\n\nDal lunedì al sabato 10:00 – 13:30 – Domenica 16:00 – 20:00 \n\n\n\n                                            Telefono 06 94376057                                       
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:Luca Trapanese\,  Antimo Casertano e Daniela Ioia al Teatro Karol
DESCRIPTION:Due giornate all’insegna della cultura\, della memoria e dell’impegno civile al Teatro Karol di Castellammare di Stabia\, che il 19 e 20 febbraio ospita un doppio appuntamento tra letteratura e teatro. \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio (ore 18:30)\, nella sala teatrale di via Allende\, la rassegna PLATEALMENTE – dal libro alla scena\, promossa da Casa del Contemporaneo\, accoglie Luca Trapanese\, autore di Storia di una famiglia imperfetta (Salani Le Stanze). A dialogare con lui saranno il giornalista Pierluigi Fiorenza e la professoressa Eliana Bianco. Sul palco anche l’attore Luigi D’Oriano\, che interpreterà alcuni brani del libro. \n\n\n\nCon una scrittura limpida e profonda\, Trapanese racconta la propria esperienza di padre e di figlio\, riaffermando che l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico e che i legami veri sopravvivono anche all’assenza. Il racconto prende avvio dalla morte della nonna Florinda\, quando Luca e sua figlia Alba si ritrovano nella casa di famiglia per riordinarla. Tra oggetti e ricordi emerge la figura di una donna che ha fatto dell’amore una scelta consapevole: Florinda ha adottato Luca quando era già adulto\, proprio negli stessi anni in cui lui adottava Alba. E prima ancora\, negli anni Ottanta\, dopo il terremoto dell’Irpinia\, aveva accolto Francesco\, un bambino con lieve ritardo cognitivo\, dedicandogli la vita. Una storia di legami scelti e costruiti\, nella convinzione che “tutte le famiglie sono imperfette e ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. Trapanese continua così a condividere la sua esperienza di padre single e queer\, evidenziando le difficoltà legate al mancato riconoscimento giuridico e la necessità di ridefinire il concetto di genitorialità. L’“imperfezione” diventa unicità\, fondata su cura\, sostegno reciproco e inclusione\, soprattutto nel confronto con la disabilità.L’incontro è a ingresso gratuito. La rassegna è sponsorizzata da Hotel Stabia e Taverna Mafalda\, con la partecipazione della Libreria Ubik di Castellammare di Stabia\, presente nel foyer con un punto vendita. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 20:30 per la rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo il Teatro Karol ospita MARE DI RUGGINE. La favola dell’Ilva 2.0\, scritto e diretto da Antimo Casertano. Una favola che favola non è\, ma racconto potente e necessario che accende i riflettori sulla vicenda dello stabilimento ex Ilva (poi Italsider) di Bagnoli\, simbolo di una ferita ancora aperta e di un’area industriale da anni in stato di abbandono. \n\n\n\nAttraverso cinque generazioni\, Casertano intreccia la memoria familiare con quella della fabbrica\, per decenni promessa di riscatto sociale. In scena\, insieme al regista\, Daniela Ioia\, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais. Lo spettacolo\, nato da un progetto della Compagnia Teatro Insania con la produzione esecutiva della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, ha ottenuto importanti riconoscimenti\, tra cui il Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica)\, il Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, il Premio Fersen\, ilPremio Antonio Conti di Pesaro e il Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio. \n\n\n\n“È la storia di un padre raccontata al figlio – dichiara Casertano nelle note di regia – ma anche il racconto di ciò che ‘o cantiere ha rappresentato per tante famiglie a Napoli come a Taranto\, a Genova come a Piombino. È la volontà di parlare dell’identità operaia\, delle lotte\, delle conquiste e della loro fine\, con la speranza che i nostri figli possano narrare una realtà nuova e libera da mostri”. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE affronta il tema del diritto al lavoro\, della perdita di identità industriale e della necessità di riappropriarsi del bene comune. Un atto d’amore verso le radici sociali del Paese\, tra memoria\, denuncia e speranza di rinascita. \n\n\n\nIl biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Il botteghino è aperto il lunedì e il giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.it \n\n\n\nNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’’e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE \n\n\n\nLa favola dell’Ilva 2.0 \n\n\n\ntesto e regia Antimo Casertano \n\n\n\ncon Daniela Ioia\, Luigi Credendino\, Francesca De Nicolais\, Antimo Casertano \n\n\n\ndisegno luci Paco Summonte \n\n\n\ncostumi Pina Sorrentino \n\n\n\nscenografie Flaviano Barbarisi \n\n\n\nlaboratorio scene Giovanni Sanniola \n\n\n\ncomunicazione web Rosa Lo Monte \n\n\n\nproduzione esecutiva Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini  \n\n\n\nun progetto Compagnia Teatro Insania \n\n\n\nSpettacolo vincitore diPremio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica) \n\n\n\nPremio Nuove Sensibilità 2.0 2022 \n\n\n\nPremio Fersen \n\n\n\nPremio Antonio Conti di Pesaro \n\n\n\nPremio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio \n\n\n\ndata e orario spettacolo \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 20.30 \n\n\n\nPosto unicointero 12 € | ridotto 10 € (under 25\, over 65\, enti convenzionati) \n\n\n\nAnche con Carta Docenti e Carta Cultura Giovani  \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 08118247921 (anche whatsapp) \n\n\n\nteatrokarol@casadelcontemporaneo.it
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LOCATION:Teatro Karol\, via Allende 4\,\, Castellamare di Stabia\, 80053
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SUMMARY:"Otello nella tempesta" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Il 19 febbraio alle ore 19.30 al Teatro Palladium di Roma debutta in prima assoluta Otello nella tempesta\, spettacolo che – con la regia di Loredana Scaramella e la drammaturgia musicale di Mimosa Campironi – segna il ritorno nel 2026 di Shakespeare Encore\, il progetto a cura di Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese e specialista in studi shakespeariani presso l’Università Roma Tre. Una serie di appuntamenti che\, nella storica cornice del teatro della Garbatella\, riportano Shakespeare al centro del dialogo culturale cittadino\, in un viaggio di andata e ritorno tra Italia e Inghilterra\, nel tempo e nello spazio\, per rileggere sotto nuove prospettive l’opera di un autore che ha saputo “inventare l’umano”. \n\n\n\nOtello nella tempesta ribalta radicalmente il punto di vista del capolavoro shakespeariano: Otello non è più il generale maturo\, ma un ragazzo. Un adolescente che naviga nella tempesta – non solo quella emotiva e ormonale\, ma quella più profonda dell’incertezza\, della non identificazione\, della crisi. Uno sguardo giovane che osserva un mondo di privilegi antichi\, che non gli appartengono\, e affronta un orizzonte vuoto\, segnato dalla fragilità e dalla mancanza di riferimenti. È da questa crisi che prende forma la riscrittura scenica\, capace di interrogare il presente attraverso Shakespeare\, rivelandone ancora una volta la sorprendente attualità. \n\n\n\n“Shakespeare è da sempre una guida preziosa nel mondo delle passioni. Ce le mostra\, ne articola percorsi e sfumature\, ne illumina gli aspetti più intricati e nascosti. E noi pensiamo a Otello\, immenso trattato sulla gelosia e sulla manipolazione\, che ci viene consegnato da un passato remoto\, e ci chiediamo: se invece che un maturo generale fosse un ragazzo? In una serie di appuntamenti con giovanissimi interpreti abbiamo esplorato questo interrogativo\, costruendo lo spettacolo. Con le parole di Shakespeare abbiamo dato vita in questo vuoto alle tempeste che scuotono e animano un circo delle emozioni\, scandito da musica e movimento. Gli interpreti ventenni si specchiano nei personaggi incarnando le passioni che li muovono\, tessendo nello spazio una rete di rapporti che disegnano un tentativo di confrontarsi e comprendere i vecchi modelli di genere rappresentati nel racconto. All’alternanza degli sguardi corrisponde una diversa sfumatura dei fatti. Alle diverse forme di tempesta corrispondono diversi modi di affrontare il disagio. È tempesta il dolore per la perdita di una condizione. È tempesta il susseguirsi di manifestazioni d’affetto squilibrate. È tempesta il doloroso confrontarsi di sentimenti e passioni che comporta uno sconvolgimento morale” spiega la regista Loredana Scaramella. \n\n\n\nNato da un’idea della professoressa Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese presso l’Università Roma Tre\, Shakespeare Encore prende forma come progetto culturale che riporta il teatro shakespeariano al centro della scena romana\, creando un luogo di confronto vivo tra ricerca accademica\, pratica teatrale e pubblico. Un percorso che invita studenti\, studiosi e spettatori ad attraversare la modernità e il valore universale dell’opera di Shakespeare\, esplorandone le zone più esposte\, fragili e irrisolte. Otello nella tempesta inaugura questo cammino come spazio di incontro e sperimentazione\, ribadendo la capacità di Shakespeare di parlare\, ancora oggi\, alle fratture profonde dell’esperienza contemporanea. \n\n\n\nLa drammaturgia e la regia sono firmate da Loredana Scaramella\, con gli attori e le attrici dello Shakespeare Factory\, laboratorio permanente di formazione e sperimentazione teatrale. Le musiche originali sono di Mimosa Campironi\, i movimenti di scena di Alberto Bellandi e Laura Ruocco\, con la consulenza di Alessandro Fortunato (Sapienza Università di Roma). La produzione è di Goldenstar AM Srl. Lo spettacolo ha una durata di 80 minuti.Biglietti 10 euro\, ridotto per studenti.Prevendite: https://teatropalladium.uniroma3.it 
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:“Deaf Awards” al Teatro Centrale di Roma
DESCRIPTION:La prima edizione dei “Deaf Awards”\, i riconoscimenti dedicati all’universo “sordo”\, si svolgerà il prossimo 19 febbraio 2026\, alle ore 20.00\,  al Teatro Centrale di Roma\, nel cuore del centro storico della Capitale.  \n\n\n\nUn evento inclusivo ideato e fortemente voluto da Giovanna Giambruno\, anch’essa non udente\, fondatrice dei noti marchi tecnologici per l’acustica Udisky a Roma e Audiocon a Milano\, per confermare che la sordità è normalità.  \n\n\n\nUn evento che vuole essere un “occhio di bue” su un universo spesso dimenticato che nel mondo conta 70 milioni di persone sorde e che\, solo in Italia\, ne annovera ben 40.000. \n\n\n\nL’impegno costante negli anni della Giambruno è stato premiato nel 2024\, con un Oscar speciale in oro\, durante il Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, per la sua profonda sensibilità e per la sua grande forza di volontà. \n\n\n\nIn questa prima edizione l’universo sordo invita gli udenti per condividere un momento di vera inclusione sociale: in sala infatti saranno presenti 150 sordi\, grazie all’organizzazione capillare della Giambruno\, coadiuvata da uno staff di non udenti da Patrizia Rossi\, a  Boryana Georgieva e Michele Vitale – che condurranno la serata. \n\n\n\nL’evento vedrà la partecipazione\, dal lato istituzioni\,  del presidente del IV Municipio di Roma Capitale Massimiliano Umberti e della Vice presidente Dottoressa Annarita Leobruni\, assessore con deleghe a scuola\, servizi educativi\, politiche giovanili\, pari opportunità e famiglia\, mentre per la scuola sarà presente l’Istituto Aniene di Roma\, nella persona della Vicepreside Federica Olivadese\, per confermare la valenza inclusiva della moda.  \n\n\n\nGli studenti del terzo\, quarto e quinto anno dell’indirizzo Moda dell’Istituto Aniene\, presenteranno una collezione omaggio alle Sorelle Fontana\, hairstyling e make up\, a cura del team capitanato da Pietro  Ciuccio e Federico Donnarumma. \n\n\n\nLa serata vedrà come Special Guest la conduttrice televisiva e attrice Veronica Maya\, che condurrà una parte della serata\, l’attore e autore Antonio Zequila che omaggerà gli ospiti con una poesia dedicata a tutte le mamme\, e Steven G. Torrisi\, Direttore Artistico del Premio Europeo St. Oscar della moda e di Rome Fashion Show #HauteCouture. \n\n\n\nA ricevere gli awards saranno: \n\n\n\n– Manfred Mertz il celebre regista sordo ci presenterà il trailer del suo film di ben 190 minuti e ci racconterà la sua esperienza e la nascita del suo progetto; \n\n\n\n– l’attore VV DMK\, noto per il suo VV davvero particolare; \n\n\n\n– Con Mehlum\, noto regista norvegese sordo\, che presenterà il trailer del suo ultimo film; \n\n\n\n– Giuseppe Giuranna ospite d’eccezione il maestro di VV\, con una carriera di oltre 38 anni e tantissimi spettacoli alle spalle; \n\n\n\n– Eugenio Scarlato celebre imitatore che si esibirà insieme a Tetyana\, il trucco per lo spettacolo “the Mask” sarà affidato ad Emma Morier.
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SUMMARY:"A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui" a Fertili Terreni Teatro a Torino
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro\, giovedì 19  febbraio andrà in scena a San Pietro in Vincoli lo spettacolo A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui\, ideazione e direzione di Giovanni Onorato con Giovanni Onorato e Mario Russo. \n\n\n\nSpettacolo selezionato dal progetto Visionari 24.25 \n\n\n\nPerformance di musica e parole\, A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui è spettacolo teatrale dall’ambientazione elementare e spoglia in cui un attore e un musicista dialogano di fronte ad una serie di quaderni sparsi per terra: in bilico linguaggio tra teatro di narrazione e performance\, i due interpreti si muovono in un contesto da slam poetry con i brani musicali eseguiti live punteggiare la storia di un’adolescenza\, o della sua fine. La forza del progetto risiede proprio in questo particolare approccio\, nella volontà di reinterpretare in una chiave originale un linguaggio ormai diffuso come la slam poetry\, creando una sorta di ibrido al tempo stesso intimo e teatrale.  \n\n\n\nIl nucleo narrativo ruota intorno all’originale rapporto di amicizia fra un poeta\, Arduino\, e il narratore che\, lungi dal voler realizzare una serata commemorativa in cui si leggono poesie\, lentamente costruisce parola dopo parola un qualchecosa che ha tutto l’aspetto di una vendetta: una relazione a metà fra un’affinità elettiva e una maledizione\, rapporto amicale che non può non far pensare a Jack Keruac e Dean Moriarty\, ad Arturo Belano e Ulises Lima nei “Detective selvaggi” o\, rivolgendo lo sguardo a tempi più recenti\, alle due protagoniste de “L’amica geniale”. \n\n\n\nSinossi: Arduino Luca Degli Esposti era un nostro amico. Diciamo “era” perché una serie di circostanze hanno fatto sì che si gettasse contro un treno in corsa fra le fermate di Fidene e Montelibretti\, sulla linea del treno regionale RV18322 diretto a Fara Sabina\, nel Lazio. Di Arduino sono rimaste le cose a cui teneva di più\, forse le uniche cose che voleva sopravvivessero: i suoi quaderni. \n\n\n\nArduino non faceva che dire di essere un poeta. Si presentava così\, scriveva durante le feste\, con la musica alta\, seduto sul divano; ti fermava mentre gli stavi parlando perché gli era venuta un’idea e si metteva a scrivere. Una volta che non trovava una penna l’ho visto abbrustolire un bastone sul fuoco e usarlo come carboncino. Arduino era un poeta. Voleva esserlo a tutti i costi e probabilmente era l’unica cosa che lo facesse sentire al sicuro\, che lo facesse sentire reale. In uno dei suoi quaderni ha appuntato questa frase: “La vita non è quella che si è vissuta\, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” \n\n\n\nIl progetto: È difficile dire quando cominci un progetto. Tuttavia\, se devo stabilire un inizio\, direi che questo progetto è nato durante la prima quarantena\, leggendo Roberto Bolaño\, in particolare “I detective selvaggi”. Mi colpisce profondamente il modo in cui\, nella sua scrittura\, la poesia diventi un pretesto per parlare di tutt’altro. In quasi 700 pagine di romanzo in cui si parla quasi esclusivamente di poeti non compare neanche una poesia\, anzi\, ne compare una. Una poesia di Arthur Rimbaud in cui probabilmente viene raccontato uno stupro\, da lui subìto. Se le cose stanno così\, il fatto che Arthur\, appena quindicenne\, abbia mandato questo componimento a tutte le persone a cui voleva bene suonerebbe come una richiesta d’aiuto più che un “cosa ne pensate?” e il fatto che non abbia più parlato al suo maestro\, Monsieur Izambard\, dopo la sua risposta in cui lo accusava di essere volgare\, racconterebbe una tragica storia di incomprensione. Ecco\, con molto cinismo\, questo è un esempio di come una poesia può diventare una narrazione: le poesie si pongono sempre come enigmi\, a volte sembra quasi che riguardino solo chi le scrive\, eppure le storie che ci sono dietro si rivelano sempre “umane” nel senso più ampio del termine. Raccontare\, o inventare\, le storie che ci sono dietro agli scritti apre le porte ad una visione labirintica e stratificata della realtà\, in cui tutto è vita\, e tutto rappresentazione della stessa. \n\n\n\nNel frattempo ho conosciuto Lorenzo Minozzi\, musicista di ritorno da Los Angeles e\, insieme a lui\, ho cominciato a mettere in musica una grande mole di poesie\, messe insieme fra i 18 e i 25 anni. Più o meno nello stesso periodo\, un amico ci ha chiesto di fare una performance durante una mostra da lui organizzata. Io\, imbarazzato all’idea di leggere dai miei quaderni in pubblico\, ho detto che questi erano in realtà di un nostro amico\, morto suicida qualche mese prima: Arduino Luca Degli Esposti. Questa breve dichiarazione ha aperto le porte ad una situazione surreale e sorprendente\, un requiem dadaista in cui la solennità della commemorazione si dava continuamente il cambio col sospetto di essere presi in giro (e\, per alcuni gioiosi istanti\, con la semplice contemplazione del racconto\, nell’accettazione di quello spazio sospeso fra realtà ed immaginazione). I due aspetti della ricerca\, performance musicale e drammaturgia contemporanea\, si erano ricongiunti: in questa piccola bugia\, il contenitore ideale” (Giovanni Onorato) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. Fondazione Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore. Enti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino. La programmazione beneficia del  patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7. \n\n\n\nideazione e direzione di Giovanni Onorato – con Giovanni Onorato e Mario Russo – musiche di Mario Russo e Lorenzo Minozzi – disegno luci Fabrizio Cicero – costumi Chiara Corradini  – consulenza alla drammaturgia Claudio Larena e Giulia Scotti – si ringrazia Daria Deflorian per il prezioso sguardo – prodotto da Index Muta Imago e Romaeuropa Festival con il sostegno di Angelo Mai Occupato\, Ex-Mercato di Torre Spaccata\, Fienile Fluò\, Settimo Cielo e Teatro Biblioteca Quarticciolo
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:TROGLODYTE_ZAUNGAST  al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Nel solco di una stagione che interroga il presente come stratificazione di memorie e possibilità\, il Nuovo Teatro Ateneo accoglie il 19 e 20 febbraio 2026 TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG di Thomas Hauert\, un assolo che fa del corpo un campo di risonanza psichica e culturale\, luogo dell’alterità\, della soglia e dell’inquietudine contemporanea. \n\n\n\nNel suo nuovo assolo\, Thomas Hauert approfondisce un processo creativo già presente nelle sue ultime due creazioni: fare della psicologia\, della vita interiore\, delle emozioni e dell’inconscio una forza motrice del movimento. Il punto di partenza di Troglodyte è una sorta di enigma psicologico complesso\, espresso nel titolo e nel sottotitolo del solo Zaungast/Zaunkönig\, che mette a fuoco l’esperienza della posizione dell’outsider\, di chi non fa parte del gruppo\, di chi osserva dall’esterno. \n\n\n\nZaungast è una parola tedesca che descrive qualcuno che assiste a un evento al quale non è stato invitato\, rimanendo dietro la recinzione (letteralmente: “ospite della recinzione”). Zaunkönig\, letteralmente “re della recinzione”\, è il nome tedesco dello scricciolo\, un piccolo uccello canoro. Minuscolo e regale allo stesso tempo\, viene immaginato posato sulla recinzione\, “in bilico sulla recinzione”\, nel senso figurato di chi non prende posizione\, non si decide e non si impegna di conseguenza. \n\n\n\nLa parola troglodyte si riferisce originariamente a un essere vivente che abita una grotta o una dimora scavata nel terreno\, come il piccolo uccello Zaunkönig/troglodyte. Il termine Troglodyte ha anche una risonanza insultante\, associata all’immagine dell’“uomo delle caverne”\, dell’uomo rozzo\, incolto\, grossolano. \n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nLa stagione del Nuovo Teatro Ateneo riprende dopo una breve pausa invernale dedicata ai lavori di ristrutturazione che hanno ulteriormente rifunzionalizzato lo spazio teatrale\, rafforzandone la vocazione come luogo di attraversamento\, ricerca e ascolto del presente. \n\n\n\nIl nuovo segmento di stagione del Nuovo Teatro Ateneo si dispiega come un attraversamento del presente inteso non come superficie\, ma come stratificazione: di memorie\, traumi\, miti\, genealogie e possibilità. Un percorso in cui il corpo\, la parola e il suono diventano archivi sensibili\, luoghi in cui la storia individuale e quella collettiva si toccano e si interrogano reciprocamente. \n\n\n\nDalla danza di Losing It di Samaa Wakim\, che trasforma il trauma intergenerazionale in paesaggio corporeo\, al teatro di figura di Min el Djazaïr\, che restituisce voce a una comunità sradicata e a una memoria rimossa\, fino alla narrazione di Kohlhaas\, in cui la domanda di giustizia si fa racconto incarnato\, emerge un teatro che assume la fragilità come campo politico. \n\n\n\nJiddu e Uproar interrogano\, ciascuno a proprio modo\, l’idea di appartenenza e di tradizione\, rivelandone la natura instabile e conflittuale\, mentre Mi madre y el dinero porta in scena l’economia della sopravvivenza come esperienza esistenziale prima ancora che sociale. \n\n\n\nCon Parvati Viraham il mito diventa spazio di riscrittura poetica e di affermazione di uno sguardo femminile\, mentre Il figlio della tempesta riafferma il teatro come pratica di trasformazione reale\, capace di nascere anche nei luoghi della reclusione. \n\n\n\nChiude il percorso L’ombra lunga di Alois Brunner\, che intreccia storia europea e presente mediorientale in un’indagine sulla responsabilità e sulla persistenza del male. \n\n\n\nNe emerge una stagione come campo di tensione etica e poetica\, in cui ogni opera è parte di un unico discorso: il teatro come luogo necessario di coscienza\, di ascolto e di immaginazione. \n\n\n\nConcept\, direzione\, coreografia\, danza  Thomas HauertMusiche Mauro Lanza; Discorso di Gagarin attorno alla terra\, Salvatore Sciarrino; Frantumi; Jonny Greenwood; Popcorn Superhet Receiver: Pt. 2A\, 2B; Gustav Mahler\, Symphony No. 9\, IV. Adagio (Sehr langsam); Talk langa\, I believe in you; Salvatore Sciarrino\, Autoritratto nella notte; Duval Timothy & Rosie Lowe\, Gonna Be \n\n\n\nCostumi Chevalier-MassonLuci Bert Van DijckScenografia Thomas Hauert\, Bert Van DijckSuono Bart CelisVideo Lukas Pich/ArtGrid\, Lawrence Chatton \n\n\n\nProduzione ZOO/Thomas HauertProduction manager Caroline VermeulenAmministrazione Régis RemigyDiffusione Alessandra Simeoni \n\n\n\nCoproduzione La Bâtie – Festival de Genève (CH)\, Le Grütli – Centre de production et de diffusion des Arts vivants (CH)\, Mercat de les Flors (ES)\, Fondazione Teatro Grande di Brescia (IT)\, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni (IT) \n\n\n\nResidenza Studio Thor\, Charleroi danse \n\n\n\nCon il sostegno di Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la danse / Pro Helvetia – Fondation suisse pour les arts / Ein Kulturengagement des Lotterie-Fonds des Kantons Solothurn \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nEdificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/troglodyte-zaungast-zaunk%c3%b6nig/291754?culture=it-it \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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LOCATION:Nuovo Teatro Ateneo\, Piazzale Aldo Moro\, 5\, Roma\, IT\, 00185\, Italia
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SUMMARY:" Le notti bianche" a Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione al Teatro Litta di Milano\, Le notti bianche arriva a Roma: dal 19 al 22 febbraio sarà in scena allo Spazio Diamante. Un classico capace di conquistare il pubblico con la sua profondità e una bellezza senza tempo. \n\n\n\nIl celebre racconto di Fëdor Dostoevskij\, che ha ispirato molteplici adattamenti teatrali e cinematografici\, è un viaggio nell’animo umano\, nel desiderio\, nella solitudine e nelle possibilità di redenzione attraverso l’amore. \n\n\n\nNel racconto\, un giovane uomo vive una serie di notti insonni durante le quali si intrecciano sogno e realtà\, e incontra una donna\, Nastas’ja\, con cui condivide il suo tormentato desiderio d’amore\, ma anche la paura di affrontare la verità.  \n\n\n\nPortare in scena Le notti bianche offre una straordinaria opportunità per esplorare temi universali come la solitudine esistenziale\, la fragilità dell’animo umano e il sogno dell’amore perfetto.  \n\n\n\n———————————————– \n\n\n\nIl sognatore è un fantasma che si aggira nelle vite degli altri\, prende dalla realtà e la trasforma\, crea e disfa storie nella sua testa. Perso nei suoi viaggi mentali\, spesso si dimentica del mondo reale.  \n\n\n\nLa solitudine è il motore della sua immaginazione che lo porta a vagare di notte\, cercando incontri che possano nutrire la sua fantasia. Lui conosce tutti ma nessuno conosce lui\, bloccato tra l’attesa della vita e la paura stessa di vivere. Vive così intensamente le sue allucinazioni da non riuscire ad aprirsi agli altri\, terrorizzato dallo scontro con la realtà. Gli unici dialoghi sono con le case e gli edifici che lo circondano.  \n\n\n\nDà vita agli oggetti inanimati pur di non confrontarsi con la vita vera delle persone. Si sente inadeguato\, inadatto alla quotidianità e alle dinamiche relazionali che lo obbligherebbero a mettere in discussione il suo mondo immaginario.  \n\n\n\n“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale\, perchè mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità\, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perchè\, infine\, ho maledetto me stesso; perché\, dopo le mie fantastiche notti\, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”. \n\n\n\n—————————————– \n\n\n\nL’incontro con Nasten’ka arriva per caso\, in una notte bianca in cui il giorno si confonde con la notte. Riesce ad avvicinarla solo perché scorge in lei un momento di fragilità. \n\n\n\nNonostante le raccomandazioni della ragazza\, il sognatore s’innamora e di fronte a questo sentimento autentico anche il più vivido dei sogni si offusca\, la timida fantasia si mostra per quello che è: “schiava di un’ombra\, di un’idea”. E invano il sognatore fruga nei suoi vecchi sogni\, cercandone uno che possa scaldarlo come l’emozione che sta provando nell’incontro con Nasten’ka.  \n\n\n\nPerché anche la più elaborata delle allucinazioni non può competere con la vita che esplode.  \n\n\n\nIn questo modo\, il posto dei sogni verrà rapidamente sostituito dai rimpianti: “Come veloci volano gli anni! E ancora ti chiedi: che ne hai fatto di quei tuoi anni? Dove hai seppellito il tuo tempo migliore? Sei vissuto oppure no? Guarda\, dici a te stesso\, guarda come il mondo diventa freddo! Passeranno ancora degli anni e dopo di essi verrà la cupa solitudine\, verrà\, appoggiata alle stampelle\, la tremante vecchiaia\, e poi angoscia e desolazione… Impallidirà il tuo fantastico mondo\, appassiranno e moriranno i sogni tuoi e cadranno come le foglie gialle dagli alberi… Oh\, Nasten’ka! Sarà triste restar solo\, completamente solo\, e non avere neppur nulla da rimpiangere\, nulla\, proprio nulla… perché tutto quanto perderò\, non è stato che nulla\, uno stupido\, tondo zero\, nient’altro che sogno!“ \n\n\n\nTra la nostalgia per quello che non ha mai vissuto e\, la malinconia per le occasioni sprecate\, il sognatore trascorre quattro notti con Nasten’ka assaporando per la prima volta nella sua vita la consistenza della realtà\, l’adrenalina del presente e la possibile costruzione di un futuro.   \n\n\n\nIl sognatore non riesce ad accettare la limitatezza della quotidianità. A suo modo si ribella all’apatia dilagante e non trovando soddisfazione e spazio nella realtà\, sogna. Da qualche parte dentro di sè desidera una vita normale\, ma non gli appartiene. Tanto che quando gli si presenta la possibilità di vivere una relazione con un’altra persona non riesce ad accontentarsi dell’incontro e si innamora. Ha bisogno di vivere all’estremo e non è in grado di misurare le sue emozioni. Nei sogni può ottenere quello che vuole (pagandone poi il prezzo nel momento del risveglio e del disincanto) ma l’impatto che l’incontro con Nastenka ha in lui è devastante perché intravede la possibilità di vivere un sogno reale\, ad occhi aperti\, attraverso un incontro tra corpi che non è mai riuscito a concedersi. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevsky per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.  \n\n\n\nLo spazio scenico ha pochi elementi essenziali che mettono gli attori nella condizione di lavorare principalmente sulla relazione\, sul bisogno estremo che hanno i personaggi di essere visti e riconosciuti. E’ l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita\, aiutandosi reciprocamente.  \n\n\n\nNotti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza.  \n\n\n\nLe luci e la musica\, suonata live dagli attori con una tastiera elettronica\, avranno un ruolo molto importante nel raccontare il rapporto tra sogno e realtà\, che in questo testo vede un ribaltamento di segno: la difficoltà di stare nel presente è il grande tema dei protagonisti\, i quali\, per sopravvivere\, si rifugiano nei sogni e nell’ immaginazione fino alle estreme conseguenze.  \n\n\n\nIl Sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite\, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un’istante di autentica felicità.  \n\n\n\n“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo? Stefano Cordella \n\n\n\nNote alla drammaturgia  \n\n\n\nCi coglie sempre impreparati la domanda: quanto è reale quello che viviamo? Le situazioni che abitiamo\, tutte le cose che ci circondano\, esistono davvero? Il protagonista del racconto Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij si autodenuncia sognatore e attraversa e narra la sua non-storia con una parabola feroce che lo conduce dall’incanto all’inferno. Dal vagheggiamento al risveglio. Una creatura sola\, fantasma tra i fantasmi\, che soffre e al tempo stesso difende la sua condizione di estrema solitudine. Un luogo mentale\, quello raccontato – quello scoperto – dove tutto accade mentre non accade niente. Dove ogni incontro e ogni parola\, dove ogni emozione (anch’essa immaginaria?)\, dove tutto viene vissuto fino all’eccesso senza obiettivi e durata\, ma solo per assecondare il proprio inestinguibile destino di apparizione e poi – silenziosa\, misera\, umana – scomparsa. Il lavoro di riscrittura si è sviluppato a partire da una volontà di conservare l’essenza dell’opera. Due protagonisti fragili\, improbabili\, un incontro inatteso\, un susseguirsi di notti\, una fine. Ed è stato nel tentativo di restare fedeli che il tradimento si è fatto urgente\, quasi necessario. I personaggi si sono reinventati e calati in un incerto e desolante contemporaneo. La struttura ha ceduto dove incapace di sopportare il peso dell’oggi. Perché a distanza di quasi 200 anni\, gli interrogativi esistenziali proposti da Dostoevskij sembrano intatti. Stiamo davvero vivendo? Che fine fanno i nostri sogni? È sbagliato\, o pericoloso\, affidarsi alla nostra fantasia\, dimenticando di abitare il quotidiano con le sue piccole concrete presenze? Elena C. Patacchini  \n\n\n\nORARI \n\n\n\nGiovedì19/2/2026Ore:20:30Venerdì20/2/2026Ore:20:30Sabato21/2/2026Ore:19:00Domenica22/2/2026Ore:17:00\n\n\n\n \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"DIETRO L’OBIETTIVO" allo SpazioArte Teatro
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta\, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio\, presso SpazioArte Teatro a Roma\, DIETRO L’OBIETTIVO\, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande\, che racconta la vita di Lee Miller\, figura centrale del Novecento\, interpretata da Valentina Corti.Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30\, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate\, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva\, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. \n\n\n\nLo spettacolo porta il pubblico in una trincea\, alle porte di Monaco\, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa\, tra silenzi e confessioni\, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine\, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso\, fino alla decisione di testimoniare la guerra. \n\n\n\nÈ in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza\, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere\, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato\, ma tornano\, sotto altri nomi e in altri luoghi\, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito\, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere\, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. \n\n\n\nTra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale\, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo\, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. \n\n\n\nUno spazio essenziale\, pochi elementi materiali. Il teatro diventa una camera oscura della memoria\, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. \n\n\n\nIn scena Valentina Corti dà corpo e voce a Lee Miller\, accompagnata da Alessandro Giova nel ruolo del fotografo di guerra David E. Sherman e da Antonio Starrantino\, che interpreta i molti uomini che hanno attraversato e segnato la vita della protagonista: artisti\, amanti\, mentori\, compagni di viaggio. Attraverso una drammaturgia intima e visiva\, lo spettacolo ripercorre il passaggio di Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole\, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. \n\n\n\nLa regia è di Riccardo Riande\, autore del testo\, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Riande porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia\, forte di un’esperienza maturata tra ritratti\, set cinematografici e produzioni audiovisive\, costruendo uno spazio scenico essenziale ma altamente evocativo\, dove parola e immagine dialogano costantemente. \n\n\n\nDietro l’obiettivo non è solo un racconto biografico\, ma un invito a fermarsi\, osservare e interrogarsi sul potere delle immagini\, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo. Uno spettacolo che promette una serata di teatro raccolta e profonda\, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di lasciare una traccia\, trasformando la visione in un’esperienza di riflessione condivisa. La storia di Lee Miller diventa un monito: ciò che è accaduto può accadere ancora\, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma. \n\n\n\nDurata: 1h 20’ circaQuando: dal 19 al 22 Febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026\, ore 20:30Info e prenotazioni: +39 3278906775
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LOCATION:Spazioarte Teatro\, Via Sergio De Vitis\, 100\, Roma\, ITA\, 00128\, Italia
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SUMMARY:Uno nessuno e centomila al Teatro Ambasciatori di Catania
DESCRIPTION:Il 19 e 20 febbraio\, al Teatro Ambasciatori di Catania\, per la Stagione del Teatro Brancati\, va in scena la pièce diretta da Nicasio Anzelmo. Protagonisti Primo Reggiani\, Francesca Valtorta\, Jane Alexander\, Fabrizio Bordignon\, Enrico Ottaviano \n\n\n\nIronico\, grottesco\, capace di mettere in crisi la società borghese del Primo Novecento. La forza di Uno nessuno e centomila risiede da sempre in queste caratteristiche. Denso di enigmi\, lʼultimo dei romanzi di Luigi Pirandello\, definito dallo stesso autore: «sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò»\, arriva in scena al Teatro Ambasciatori di Catania\,  giovedì 19 febbraio\, ore 17.30 e venerdì 20 febbraio\, ore 20 nell’ambito della Stagione del Teatro Vitaliano Brancati di Catania. Nell’adattamento e con la regia di Nicasio Anzelmo\, lo spettacolo vede protagonisti Primo Reggiani\, Francesca Valtorta\, Jane Alexander\, Fabrizio Bordignon\, Enrico Ottaviano\, cinque straordinari attori che\, con un impianto scenografico in movimento e lʼumorismo tipico in Pirandello\, racconteranno questa storia ancora oggi di grandissima attualità. La pièce\, prodotta dal Teatro Ghione\, vanta le scene e i costumi di Annamaria Porcelli e Sergio Maria Minelli\, le musiche di Giovanni Zappalorto\, i movimenti di Barbara Cacciato.  \n\n\n\nUn testo che nella sua modernità sorprende\, soprattutto oggi\, nellʼanalisi dellʼistituto bancario e dellʼimpatto che lo stesso ha sul tessuto sociale. Il protagonista Vitangelo Moscarda è forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana: prima impacciato e prigioniero delle opinioni altrui\, poi sempre più consapevole e determinato a cercare lʼautenticità spirituale dellʼesistenza\, fino allʼaffrancamento finale da tutte “le rabbie del mondo”. Un giorno\, accorgendosi casualmente che il suo naso pende verso destra\, incomincia a percorrere un viaggio scoprendo ogni giorno che passa di non essere\, per gli altri\, quello che crede di essere. Il protagonista\, incontrando e confrontandosi con una miriade di personaggi\, cercherà di distruggere le molte immagini che gli altri vedono di lui\, fino a diventare aria\, vento\, puro spirito. Un lavoro rivoluzionario\, soprattutto per i tempi in cui fu scritto\, che tocca temi estremamente attuali come il rapporto con la natura\, con una spiritualità negata dalla società e dalla convenienza\, la ricerca spasmodica di se stessi.  \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLIgiovedì 19 febbraio\, ore 17:30  venerdì 20 febbraio\, ore 20 \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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LOCATION:Teatro Ambasciatori\, Via Eleonora D'Angiò\, 17\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:CHI HA UCCISO MIO PADRE al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 19 al 21 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 22 febbraio alle ore 16.30\, al TeatroBasilica\, va in scena CHI HA UCCISO MIO PADRE\, dal testo di Édouard Louis\, con la regia di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e in scena Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35.Lo spettacolo porta sul palcoscenico uno dei testi più radicali e necessari della letteratura contemporanea europea\, trasformando il racconto intimo di un rapporto padre-figlio in una potente interrogazione politica sulle responsabilità del potere\, sulle diseguaglianze sociali e sulle vite esposte a una violenza sistemica spesso invisibile. \n\n\n\nIl ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo\, nelle pagine di un testo dettato\, sono parole dello stesso Édouard Louis\, non dalle esigenze della letteratura\, ma da quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti\, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare\, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto\, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere\, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia\, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo). \n\n\n\nMa è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo racconta\, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno\, in autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria\, i quaderni\, le cartelle. Eri pazzo di gioia\, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare\, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica\, perché la politica per loro non cambia quasi nulla». \n\n\n\nLa vera differenza\, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura\, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato\, un dominato\, un perdente\, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare\, gli arabi\, le donne\, gli effeminati. C’è una premessa\, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura». \n\n\n\nÈ una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a rilascio lento\, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare\, ma dalle leggi e dalle regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo. \n\n\n\nScrittore che visibilmente guarda al teatro\, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare\, ovviamente\, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo\, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico\, ma nella possibilità\, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo. \n\n\n\ntesto Edouard Louis – regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – con Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 – traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A. – adattamento italiano Francesco Alberici\, Daria Deflorian\, Antonio Tagliarini – collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini – costumi Metella Raboni – assistenza alla regia Chiara Boitani – collaborazione artistica Andrea Pizzalis – per INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\, Silvia Parlani – una produzione INDEX\, A.D.\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Emilia Romagna Teatro Fondazione\, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi\, FOG Triennale Milano Performing Arts – con il supporto di MiC – Ministero della Cultura – Qui a tué mon pére\, © 2018\, Edouard Louis All rights reverved Edouard LouisChi ha ucciso mio padre\, © 2019\, traduzione di Annalisa Romani\, Giunti Editore S.p.A./Bompiani \n\n\n\nINFORMAZIONI: Il “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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