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SUMMARY:“Napoli nel cuore” all'Auditorium Parco della Musica festeggia la XIV edizione.
DESCRIPTION:Torna a grande richiesta all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone “Napoli nel cuore”\, l’appuntamento che da tredici edizioni porta sul palco la musica\, il teatro\, la cultura e l’ironia di una città capace di parlare a tutti. La quattordicesima edizione è in programma domenica 20 settembre 2026 \n\n\n\nNel corso degli anni sono stati oltre cento i grandi protagonisti che hanno preso parte alla manifestazione\, da Renzo Arbore a Edoardo Bennato a tanti altri artisti. Anche quest’anno il cast si arricchisce di presenze capaci di raccontare Napoli attraverso linguaggi diversi. A cominciare dall’atteso ritorno di Teresa De Sio che verrà celebrata per i suoi 50 anni di carriera\, un lungo viaggio iniziato nella tradizione popolare napoletana e diventato nel tempo uno dei percorsi più originali e riconoscibili della musica italiana. \n\n\n\nSarà poi un momento particolarmente intenso la prima partecipazione a “Napoli nel cuore” di Mauro Di Domenico\, figura di primo piano della musica\, chiamato a portare sul palco il proprio personale legame con la città e con la sua tradizione musicale. Un altro esordio particolarmente atteso è quello di Stefano Fresi e Cristiana Polegri: lui\, tra gli attori più amati del cinema\, del teatro e della televisione italiana; lei\, musicista e interprete di grande sensibilità. Insieme proporranno il loro personale omaggio a Napoli. \n\n\n\nNon mancheranno poi le presenze che nel tempo sono diventate parte dell’identità della manifestazione. Tornano infatti le due colonne portanti Pino Ammendola e Vittorio Viviani\, insieme a Lorenzo Hengeller\, cantautore e pianista dalla particolare vena ironica molto apprezzato anche lo scorso anno\, e a Michele Simonelli\, reduce dall’esperienza di Pino Daniele Opera. Atteso sul palco anche  Amedeo Colella\, scrittore\, storico e umorista napoletano\, molto seguito per il suo modo brillante di raccontare la cultura partenopea. \n\n\n\nSpazio\, in questa edizione\, anche a due giovani talenti napoletani della musica e della comicità. Dopo i consensi ottenuti al Premio Tenco 2026 insieme ad Alessandro D’Alessandro con l’album “Dduje paravise”\, salirà sul palco Gnut\, cantautore napoletano di rara sensibilità. Reduce dai successi di Zelig\, debutterà poi a “Napoli nel cuore” Vincenzo Comunale\, tra i giovani comici napoletani più seguiti e apprezzati. \n\n\n\nUn momento della serata sarà dedicato anche al ricordo di Roberto De Simone\, figura fondamentale della cultura napoletana\, attraverso la testimonianza del nipote Alessandro. E questo è solo l’inizio. Altri importanti nomi si stanno aggiungendo al cast di un’edizione che promette musica\, teatro\, racconti e sorprese. \n\n\n\nAnche quest’anno l’intero ricavato dello spettacolo\, ideato e condotto da Fabrizio Finamore\, sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio di Napoli\, per sostenere concretamente\, come documentato gli scorsi anni\, chi ha più bisogno. Info sul sito www.napoli-nel-cuore.it. \n\n\n\nDopo le tante richieste del pubblico\, torna all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone “Napoli nel cuore”\, l’appuntamento che da tredici edizioni porta sul palco la musica\, il teatro\, la cultura e l’ironia di una città capace di parlare a tutti. La quattordicesima edizione è in programma domenica 20 settembre 2026 \n\n\n\nNel corso degli anni sono stati oltre cento i grandi protagonisti che hanno preso parte alla manifestazione\, da Renzo Arbore a Edoardo Bennato a tanti altri artisti. Anche quest’anno il cast si arricchisce di presenze capaci di raccontare Napoli attraverso linguaggi diversi. A cominciare dall’atteso ritorno di Teresa De Sio che verrà celebrata per i suoi 50 anni di carriera\, un lungo viaggio iniziato nella tradizione popolare napoletana e diventato nel tempo uno dei percorsi più originali e riconoscibili della musica italiana. \n\n\n\nSarà poi un momento particolarmente intenso la prima partecipazione a “Napoli nel cuore” di Mauro Di Domenico\, figura di primo piano della musica\, chiamato a portare sul palco il proprio personale legame con la città e con la sua tradizione musicale. Un altro esordio particolarmente atteso è quello di Stefano Fresi e Cristiana Polegri: lui\, tra gli attori più amati del cinema\, del teatro e della televisione italiana; lei\, musicista e interprete di grande sensibilità. Insieme proporranno il loro personale omaggio a Napoli. \n\n\n\nNon mancheranno poi le presenze che nel tempo sono diventate parte dell’identità della manifestazione. Tornano infatti le due colonne portanti Pino Ammendola e Vittorio Viviani\, insieme a Lorenzo Hengeller\, cantautore e pianista dalla particolare vena ironica molto apprezzato anche lo scorso anno\, e a Michele Simonelli\, reduce dall’esperienza di Pino Daniele Opera. Atteso sul palco anche  Amedeo Colella\, scrittore\, storico e umorista napoletano\, molto seguito per il suo modo brillante di raccontare la cultura partenopea. \n\n\n\nSpazio\, in questa edizione\, anche a due giovani talenti napoletani della musica e della comicità. Dopo i consensi ottenuti al Premio Tenco 2026 insieme ad Alessandro D’Alessandro con l’album “Dduje paravise”\, salirà sul palco Gnut\, cantautore napoletano di rara sensibilità. 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SUMMARY:Dominio Pubblico – Across The Arts 2026
DESCRIPTION:Roma si prepara ad accogliere Dominio Pubblico – Across The Arts 2026\, la seconda annualità del programma formativo biennale promosso da Dominio Pubblico ETS per offrire a giovani artisti\, operatori e cittadini uno spazio di formazione\, confronto e sperimentazione sui linguaggi della cultura contemporanea. Realizzato in collaborazione con Argot Studio\, Theatron 2.0 e Centro Giovani I Municipio\, il percorso attraversa teatro\, comunicazione culturale\, podcasting\, fumetto ed editoria\, unendo pratica artistica e strumenti professionali. \n\n\n\nIl programma si apre il 21 e 22 settembre con Teatro e sport\, laboratorio condotto da Francesca Macrì e Andrea Trapani della Compagnia Biancofango\, realtà fondata nel 2006 e attiva nella ricerca sui linguaggi della scena contemporanea. Il percorso intreccia scrittura\, corpo\, spazio e relazione con il pubblico\, con attenzione alla creazione condivisa e alla centralità dell’attore. \n\n\n\nSegue dall’8 al 10 ottobre Dentro il sistema dello spettacolo\, a cura di Theatron 2.0\, realtà editoriale e formativa dedicata alle arti performative. Il laboratorio offrirà strumenti per comprendere progettazione\, organizzazione\, comunicazione\, distribuzione e sostenibilità dei progetti culturali. \n\n\n\nL’Open Day Across The Arts\, condotto da Tiziano Panici il 14 ottobre presso il Centro Giovani I Municipio\, sarà un’occasione di incontro e confronto in itinere\, per presentare le attività successive e creare un primo momento di scambio tra i partecipanti. A seguire\, il 26 ottobre\, il 2 e il 9 novembre\, La voce dopo lo sguardo\, laboratorio di podcasting a cura di Margherita Schirmacher\, autrice\, conduttrice radiofonica e curatrice di eventi culturali. Fondatrice di Ticket to Read\, Schirmacher lavora tra libri\, musica\, podcast e reportage audio\, collaborando con importanti realtà e manifestazioni culturali\, tra cui Più libri più liberi e il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il laboratorio esplorerà il rapporto tra voce\, narrazione e percezione\, offrendo ai partecipanti strumenti per costruire contenuti audio e podcast. \n\n\n\nIl falso specchio – Leggere e comprendere lo spettacolo teatrale\, a cura di Sergio Lo Gatto e in programma il 13 e 14 novembre\, proporrà invece strumenti per osservare e interpretare i linguaggi del teatro e della danza contemporanei. Critico teatrale\, ricercatore\, docente all’Università degli Studi Link di Roma e autore per Teatro e Critica\, Lo Gatto si occupa di critica\, pedagogia teatrale e formazione dello spettatore. Attraverso esercizi di visione e scrittura\, il workshop costruirà uno spazio condiviso di analisi e pensiero critico intorno all’esperienza dello spettacolo dal vivo. \n\n\n\nSul versante della comunicazione digitale\, il 16 novembre Matteo Fantozzi condurrà la masterclass Generazione Magazine – Comunicare la cultura digitale: informazione\, social e community. Communication strategist\, giornalista pubblicista e fondatore di Generazione\, Fantozzi guiderà i giovani Under 25 nella progettazione di contenuti digitali per raccontare e promuovere un evento culturale\, affrontando temi come linea editoriale\, social media\, informazione e costruzione di community. \n\n\n\nIl programma dedica inoltre spazio al fumetto e all’editoria con Dal segno alla pubblicazione: orientarsi nel mondo del fumetto(25 novembre) e Dentro la pagina – Laboratorio pratico di fumetto (26 novembre)\, entrambi condotti da Stefano Piccolipresso il Circolo Culturale Argot Studio. Le attività accompagneranno il gruppo dalla conoscenza del settore alla sperimentazione del linguaggio del fumetto\, fino alla riflessione sui processi di pubblicazione. \n\n\n\nIl percorso si inserisce inoltre nell’ecosistema di ARF! Festival\, importante manifestazione romana dedicata al fumetto\, all’illustrazione e alla narrazione per immagini diretta dallo stesso Piccoli. Nato come festival di autori\, ARF! propone incontri\, mostre\, workshop\, portfolio review e momenti di confronto con professionistə dell’editoria e del settore creativo\, offrendo uno spazio di approfondimento sui linguaggi del fumetto e sulle diverse fasi della produzione\, dalla progettazione alla pubblicazione. Il collegamento con ARF! amplia così la riflessione sul fumetto come forma d’arte\, strumento narrativo e possibile ambito professionale. \n\n\n\nCon Across The Arts\, Dominio Pubblico prosegue il proprio impegno nella formazione e nella partecipazione giovanile\, mettendo in relazione pratica artistica\, competenze professionali e capacità di raccontare la cultura. \n\n\n\nIl programma intende offrire uno spazio di sperimentazione e confronto\, in cui acquisire strumenti per partecipare attivamente alla vita culturale della città. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono gratuiti con prenotazione obbligatoria e si svolgeranno tra il Circolo Culturale Argot Studio e il Centro Giovani I Municipio. \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI: \n\n\n\nInfo e Prenotazioni: info@dominiopubblicoteatro.it \n\n\n\nSito Web: https://dominio-pubblico-teatro.it/ \n\n\n\nFacebook:  https://www.facebook.com/dominio.teatro/   \n\n\n\nInstagram:https://www.instagram.com/dominiopubblico/ \n\n\n\nMEZZI PUBBLICI PER ARRIVARE NEI LUOGHI DEL PROGETTO: \n\n\n\nLinee autobus: 23\, 44\, 75\, 115\, 280\, 870\, H\, 8BUS\, N3D\, N3S; Tram: 3\, 8; Metro: Linea A; Treno: FL3\, FL5
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SUMMARY:Paolo Poli. La gioia del teatro. Serata evento al Teatro Argentina
DESCRIPTION:A dieci anni dalla scomparsa di uno degli artisti più geniali\, liberi e ineguagliabili del Novecento italiano\, il Teatro di Roma ospita lunedì 21 settembre (ore 20) sul palcoscenico del Teatro Argentina la serata evento Paolo Poli. La gioia del teatro. \n\n\n\nL’iniziativa è una produzione di Best Live\, finanziata come “Progetto Speciale” dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo\, con il supporto del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, organizzata in collaborazione con laFondazione Teatro di Roma\, con il patrocinio di Roma Capitale e il contributo di Nuovo IMAIE. \n\n\n\nIl progetto rappresenta la fondamentale iniziativa teatrale delle celebrazioni per il decennale\, completando il percorso avviato a maggio dal convegno di studi promosso dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia (Paolo Poli. Sessanta e più anni di diavolerie teatrali) e dalla programmazione speciale di Rai Radio 3 (Un lupo in pelle d’agnello). \n\n\n\nPadrone di casa sarà Pino Strabioli — legato a Poli da un profondo sodalizio artistico e umano\, autore del libro e dello spettacolo Sempre fiori\, mai un fioraio — che condurrà il pubblico in un viaggio appassionato attraverso la vita e l’arte del grande artista fiorentino. Al suo fianco sul palco Lucia Poli\, Milena Vukotic\, Arturo Brachetti\, Leonardo Brizzi\, Maria Cassi\, Marco Cavalcoli\, Stefano Gragnani\, compagni di strada e artisti che hanno condiviso con lui la via impervia di un teatro coraggioso\, irriverente e “diverso”.  \n\n\n\nLa serata proporrà un ricco mosaico di rari e preziosi materiali audiovisivi: dalle prime storiche apparizioni nella TV in bianco e nero degli anni ’60 e ’70\, fino alle canzoni\, le poesie e i brani in prosa tratti dai suoi spettacoli più iconici. Il percorso visivo e narrativo si avvarrà del contributo del giornalista e critico teatrale de la Repubblica Rodolfo di Giammarco\, tra i primi storici studiosi dell’opera di Poli che negli anni ’80 gli dedicò un celebre volume definendolo attraverso oltre 500 aggettivi in ordine alfabetico\, da “adorabile” fino a “zitellesco”. Un ringraziamento speciale alla Rai per la proiezione in anteprima durante la serata di un estratto della puntata speciale di Blob dal titolo MEGALOPOLI\, realizzata da Fabio Masi e interamente dedicata al Maestro\, in onda domenica 27 settembre su Rai 3. \n\n\n\nCon questa serata evento\, il teatro restituisce a Paolo Poli il suo luogo prediletto — il palcoscenico — e ne celebra una carriera durata oltre sessant’anni di profonda grazia e arguzia intellettuale: la storia d’amore indissolubile tra un artista unico e il suo pubblico. «Dieci anni senza Paolo Poli – racconta Lucia Poli\, attrice e sorella dell’artista – Nel mese di maggio scorso\, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia\, che ne conserva l’Archivio personale\, ha organizzato un convegno di studi\, con la partecipazione di docenti delle maggiori Università italiane\, per approfondire aspetti inediti di una originale e longeva attività: “Paolo Poli. Sessanta e più anni di diavolerie teatrali”. Molti studiosi\, esperti di discipline dello spettacolo\, hanno ricostruito gli anni della formazione\, e poi quelli della maturità\, hanno precisato le particolarità dello stile\, le invenzioni\, i trasformismi\, le affabulazioni\, il flusso narrativo dalla letteratura alle canzonette\, la grazia e l’irriverenza\, la carezza e il graffio\, il peso della censura e le gioie di una lunga carriera. Anche se Paolo non l’ha mai chiamata “carriera”\, bensì una “educazione sentimentale alla Flaubert”. In questa due giorni veneziana\, è stato ricostruito il profilo di un artista libero\, emancipato e generoso\, determinato nelle sue scelte\, e originale nella formulazione di uno stile tutto suo\, che coniuga profondità intellettuale e gioco infantile. Anche Radio Rai\, la terza rete radiofonica\, ha voluto ricordare l’artista con una serata a lui dedicata\, alla fine dello stesso mese di maggio. D’altra parte\, la radio è sempre stata nel cuore di Paolo\, fin dagli esordi a Radio-Firenze\, poi a Roma dove\, nel corso degli anni\, ha registrato testi memorabili come “Le avventure di Pinocchio” e “I promessi sposi”\, entrambi in versione integrale. La serata radiofonica: “Un lupo in pelle d’agnello” (definizione di Natalia Ginzburg) è stata condotta da Lorenzo Pavolini\, con agilità e competenza\, e ha accolto numerosi ospiti. Mancava un evento di palcoscenico\, quando proprio il palcoscenico era il luogo prediletto di Paolo\, mancava che il teatro ricordasse questo attore teatrale\, così geniale e “unico”. Come scrisse Tullio Kezich “Poli era un artista inclassificabile\, unico\, come un quadro\, che\, proprio perché unico\, in casa non sai dove mettere: non lega con nulla!” Ma legava con il suo pubblico\, infatti quella di Paolo può essere definita una lunga storia d’amore con il pubblico.»
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SUMMARY:La stagione 2026/27 del Teatro del Lido di Ostia
DESCRIPTION:Cuori Sconfina(n)ti è il claim della stagione 2026/2027 del Teatro del Lido di Ostia\,al via il 21 settembre con una programmazione che attraversa teatro\, danza\, musica\, poesia\, arti sonore\, proposte per le nuove generazioni\, laboratori\, incontri e progetti partecipativi. Un percorso che intreccia ricerca\, formazione e partecipazione\, confermando il Teatro del Lido come spazio pubblico di produzione culturale\, aperto alla città e profondamente radicato nel territorio. La programmazione del Teatro del Lido nasce da un modello di progettazione collettiva che coinvolge la comunità e trova sintesi nel Comitato Artistico dell’Associazione TDL. Il Teatro del Lido è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nAd aprire la stagione\, dal 21 al 25 settembre\, sono Marco Martinelli ed Ermanna Montanari\, fondatori del Teatro delle Albe\, che guidano Purgatorio dei Poeti\, azione corale (nell’ambito della Scuola d’Arte Poetica e di Comunità) che\, a partire dal Purgatorio dantesco\, coinvolge artisti e cittadini in un’esperienza collettiva di poesia e partecipazione. Il percorso si conclude il 25 settembre con una restituzione aperta al pubblico. \n\n\n\nMUSICA E DANZA \n\n\n\nLa programmazione musicale si apre il 27 settembre con Micol Arpa Rock\, affiancata da Vittorio Longobardi al basso e Simone Bravi alla batteria\, in un concerto di grande energia che porta l’arpa elettrica al centro di un repertorio tra grandi classici internazionali\, dai Genesis ai Coldplay\, e composizioni originali\, tra rock\, pop e dance. \n\n\n\nDal 2 al 4 ottobre torna il tradizionale appuntamento con Le Giornate Sarde a Ostia\, a cura del Circolo Quattro Mori; tre giorni tra danze\, costumi\, artigianato e sapori dell’isola. \n\n\n\nIl 10 ottobre Rozenn Corbel e Associazione TdL presentano la decima edizione diCosiDanzi\, serata conclusiva della Residenza Monitorata per la Giovane Danza d’Autore\, in cui i gruppi selezionati presentano a pubblico e operatori gli studi coreografici nati durante la residenza presso il Teatro del Lido. \n\n\n\nL’11 ottobre va in scena Bailaora ⋆ in a Room di Zebra Cultural Zoo\, con Giorgia Celli. Una performance\, ideata e diretta da Chiara Frigo\, con la drammaturgia di Riccardo de Torrebruna\, pensata per un numero limitato di spettatori\, che indaga le radici fisiche\, culturali e sociali del flamenco\, restituendone la forza viscerale come atto di rivolta civile e culturale\, oltre gli stereotipi di genere. \n\n\n\nIl 17 ottobre Kigaidaiko presenta Il respiro del tamburo\, restituzione della masterclass condotta da Leonard Eto e Iori Tadokoro; un evento in cui il taiko\, tamburo della tradizione giapponese\, incontra la danza in un lavoro su ritmo\, gesto e presenza scenica\, tra tradizione e sensibilità contemporanea. \n\n\n\nIl 23 ottobre l’Orchestra FanfarOne del TdL\, diretta da Pino Cangialosi\, presentaI magnifici anni ’80\, un concerto che spazia tra funk\, soul\, progressive e grande pop internazionale. \n\n\n\nIl 21 novembre torna Voglio vederti danzare\, la rassegna curata da Giorgia Celli e dedicata alle scuole di danza del Municipio Roma X\, giunta alla quarta edizione\, si conferma un’occasione di incontro e confronto tra linguaggi e discipline\, libera da logiche competitive. \n\n\n\nIl 29 novembre Ialsax Quartet\, quartetto di sassofoni formato da Gianni Oddi\, storico solista di Ennio Morricone\, assieme a Filiberto Palermini\, Massimiliano Filosi e Marco Guidolotti\, presenta Jazz\, Classica e Altro\, un percorso musicale da Gershwin e Bernstein alle grandi colonne sonore italiane\, fino al nuevo tango e al jazz contemporaneo \n\n\n\nTEATRO \n\n\n\nLa programmazione di prosa dà voce ad alcune delle tensioni più vive del presente\, con spettacoli e interpreti che si sono affermati sulla scena nazionale per qualità artistica\, ricerca e importanti riconoscimenti. Il 18 ottobre Sardegna Teatro presenta Apocalisse Tascabile\, ideato\, scritto e diretto da Niccolò Fettarappa Sandri\, in scena insieme a Lorenzo Guerrieri. Vincitore del Premio In-BOX 2021\, del Premio della Critica Nolo Fringe 2021\, del Premio Italia dei Visionari 2021 e del Premio delle Giurie Unite Direction Under 30/2020\, lo spettacolo racconta con ironia e visionarietà la rabbia di una generazione ai margini\, sullo sfondo di una surreale fine del mondo annunciata da Dio… in un supermercato romano. Il 25 ottobre è la volta di Still Alive\, scritto e diretto da Caterina Marino\, in scena assieme a Lorenzo Bruno. Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2021 e finalista a In-Box 2023 con Menzione Speciale In-Box Generation\, il lavoro indaga il tema della depressione e dell’impossibilità di immaginare il futuro con ironia e black humor. \n\n\n\nIl 29 e 30 ottobre Valdrada Teatro presenta la sua nuova produzione Transfert\, con drammaturgia di Chiara Becchimanzi e regia di Gianni Aureli. In scena Chiara Becchimanzi\, Fabio Stirlani (Stirlo)\, Giorgia Conteduca\, Monika Fabrizi\, Giulia Vanni e Claudio Vanni\, protagonisti di una commedia in cui satira sociale\, comedy e dramma si intrecciano intorno alle vicende di una psicoterapeuta e dei suoi pazienti\, trasformando la salute mentale da tabù a spazio di confronto e risata. \n\n\n\nIl 14 novembre Pallaksch presenta Io sono verticale\, di e con Francesca Astrei\, Premio Ubu 2025 come Miglior attrice/performer under 35. Vincitore del Premio della Giuria e del Premio Internazionale YARTS Project all’XI edizione di Direction Under30 – Teatro Sociale di Gualtieri\, il monologo racconta\, ricorrendo alla metafora di Lazzaro\, con ironia e delicatezza l’isolamento della depressione e la fatica di tornare alla vita. Il 20 novembre il Teatro Metastasio di Prato presenta La costanza della mia vita\, di e con Pietro Giannini\, Menzione speciale al Premio Scenario 2023 e Premio Ubu 2025 come Miglior attore/performer under 35; attraverso lo sguardo immaginifico di un bambino\, il monologo racconta il progressivo sfaldarsi di una famiglia\, tra favola\, memoria e bisogno di protezione. \n\n\n\nIl 19 dicembre la Compagnia Sunny Side presenta Equitalia\, scritto e diretto daMassimiliano Aceti\, in scena insieme a Chiara Mancuso. Vincitore del Premio per il miglior testo al Festival Indivenire 2019 e del Premio per il miglior testo alFestival Velletrama 2021\, nonché finalista a Intransito 2021\, lo spettacolo si muove nel solco della Commedia all’italiana\, raccontando con ironia e amarezza la rocambolesca ribellione di una coppia di anziani ristoratori alle prese con un debito ingiusto e con la burocrazia italiana. \n\n\n\nPASOLINI: CORPO\, MEMORIA\, TERRITORIO \n\n\n\nProfondamente legato alla memoria del territorio di Ostia\, il pensiero di Pier Paolo Pasolini è al centro di un percorso che intreccia formazione\, performance e danza. \n\n\n\nDal 6 ottobre al 3 novembre Pasoliniana Lab\, a cura di Elisabetta di Terlizzi(nell’ambito della Scuola d’Arte Poetica e di Comunità)\, sviluppa in cinque incontri una ricerca tra gesto\, parola\, teatrodanza e comunità. Il 1° novembre l’Associazione dello Scompiglio presenta Pasoliniana\, performance urbana site-specific ideata e curata dalla stessa Elisabetta di Terlizzi\, che esplora i luoghi e l’immaginario della cultura popolare pasoliniana attraverso corpi\, azioni e tableau vivant. La performance coinvolge i partecipanti selezionati attraverso il workshop di teatro-danza del 30 e 31 ottobre. \n\n\n\nIl 12 dicembre la Compagnia Enzo Cosimi presenta Bastard Sunday\, dedicato a Pier Paolo Pasolini\, con regia\, coreografia\, video e progetto visivo di Enzo Cosimi. In scena Alice Raffaelli e Luca Della Corte danno vita a un lavoro visionario che esplora l’universo poetico pasoliniano attraverso corpo\, immagine e musica elettronica\, tra inquietudine\, memoria e un inatteso presagio di speranza. \n\n\n\nTEATRO E APPUNTAMENTI PER LE NUOVE GENERAZIONI \n\n\n\nIl Teatro del Lido conferma il proprio impegno verso le nuove generazioni con un programma che intreccia spettacoli\, laboratori e percorsi di partecipazione\, rivolti a bambine\, bambini\, adolescenti e famiglie. \n\n\n\nDal 12 ottobre al 22 dicembre Affabulazione ETS presenta SomministrArte\, rassegna e progetto di inclusione vincitore dell’avviso pubblico “Lo Spettacolo dal vivo fuori dal centro – anno 2026”\, con eventi gratuiti per un pubblico dai 3 ai 18 anni. \n\n\n\nTra gli spettacoli\, l’8 novembre\, con replica in matinée per le scuole il 9 novembre\, Teatro Verde presenta Chi ha paura del buio? La storia di Toporagno e Sedanorapa\, testo e regia di Cristiano Petretto\, vincitore del Premio Maria Signorelli 2015\, del Festival Titania 2009 e dei premi per miglior spettacolo e miglior scenografia al Festival Ribalta 2009. Teatro d’attore e ombre\, dai 6 anni\, per raccontare la paura e la possibilità di superarla. \n\n\n\nIl 15 novembre (e matinée scolastica il 16)\, la Compagnia Arione de Falco porta in scena Una festa bellissima\, spettacolo di teatro d’attore per bambine e bambini dai 3 agli 8 anni\, dedicato al gioco\, all’amicizia e alla gioia del presente. Il 17 e 18 novembre\, in matinée per le scuole\, la stessa compagnia presenta Storia di un No\, rivolto agli adolescenti dai 12 ai 18 anni e vincitore dell’Eolo Awards 2022 come miglior spettacolo per adolescenti\, sul primo amore\, il consenso e il confine tra affettività e possesso. Il 23 e 24 novembre\, ancora in matinée per le scuole\, Manifatture Teatrali Milanesi presenta Odissea. Errare è umano\, di Valeria Cavalli\, con la regia e il disegno luci di Claudio Intropido\, per ragazze e ragazzi dagli 11 ai 13 anni\, una rilettura del viaggio di Ulisse come metafora della crescita e della possibilità di sbagliare. A chiudere la rassegna\, il 22 dicembre\, in matinée per le scuole\, Il bosco delle storie di Natale di Drogheria Rebelot\, produzione Fondazione TRG / La Piccionaia\, uno spettacolo di teatro di figura e teatro d’attore per bambini dai 4 anni\, in una fiaba nordica di neve\, attesa e meraviglia. \n\n\n\nAccanto agli spettacoli\, SomministrArte propone le Merende Poetiche\, a cura diFlavia Gallo\, l’8 e 15 novembre\, rivolte a bambine e bambini dai 3 anni in su\, con momenti di gioco\, ascolto e convivialità pensati per accompagnare i più piccoli alla visione. Completano il progetto Il Teatro incontra le scuole\, dal 26 ottobre al 19 dicembre\, con incontri nelle classi condotti da artisti\, curatori e una psicologa\, e due Residenze di Teatro per le nuove generazioni\, dal 19 al 22 ottobre\, dedicate al sostegno di compagnie emergenti. \n\n\n\nA completare il percorso dedicato alle nuove generazioni\, il 22 novembre\, nell’ambito del Progetto Miaohaus\, Dipingere l’essenziale\, laboratorio di Luisa Montalto rivolto a bambine/i dagli 8 anni in su\, per avvicinarsi all’illustrazione attraverso la pittura cinese a inchiostro. \n\n\n\nSONODRAMMA E RICERCA SONORA \n\n\n\nGiunge alla quarta edizione Sonodramma\, la rassegna dedicata al suono\, all’ascolto e all’audionarrazione\, a cura di Irene Dani\, Chiara De Angelis e Arianna Scarnecchia\, in collaborazione con Magazzino dei Semi. L’edizione 2026\, dal titolo AURA(L)\, concentra la propria ricerca sulle forme della parola poetica attraverso l’ascolto. Da ottobre a dicembre ospita la residenza multidisciplinare e site-specificLe lingue dei muri_records di Spartenza Teatro\, a cura di Sofia Abbati e Andrea Milano\, in collaborazione con Sonodramma e Teatri di Vetro: un cantiere di ricerca tra corpo\, ascolto\, fotografia e memoria del territorio. Il 7 novembre Isidoro Concas cura una giornata dedicata alla spoken word\, con il laboratorio di scrittura e messa in voce Come il canto per gli uccelli e\, in serata\, il dj set A Spoken Word Selecta\, tra parole e suoni dell’underground italiano. Dal 10 al 12 novembre\, in collaborazione con Area06\, Versiliadanza presenta Pornodrama\, di Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello\, laboratorio sull’ascolto tra danza e drammaturgia\, aperto anche a persone cieche e ipovedenti\, che si conclude il 12 novembre con una restituzione pubblica. \n\n\n\nFESTIVAL \n\n\n\nRitornano anche quest’anno due festival di rilievo nazionale ed europeo. Il 27 e 28 novembre ONDADURTOTEATRO presenta Drag Me Up – Queer Art Festival\, due giornate tra performance\, cabaret e stand-up comedy dedicate alle arti performative queer contemporanee e ai temi dell’inclusione e della non discriminazione di genere\, con la direzione artistica di Karma B e Margó Paciotti. Dal 30 novembre al 6 dicembre Il Triangolo Scaleno presenta Composizioni\, sezione della ventesima edizione di Teatri di Vetro – 20 anni di pratiche e di pensiero\, che torna per il decimo anno al Teatro del Lido con la direzione artistica diRoberta Nicolai. \n\n\n\nLABORATORI\, INCONTRI E MOSTRE \n\n\n\nDa settembre a giugno torna il tradizionale appuntamento settimanale con il laboratorio gratuito di musica d’insieme dell’Orchestra FanfarOne\, a cura di Pino Cangialosi. \n\n\n\nNel foyer del teatro\, tre mostre a ingresso gratuito accompagnano la prima parte della stagione. \n\n\n\nDal 16 ottobre al 15 novembre Su questa terra\, fotoreportage dalla Palestina occupata di Giulio Avarello\, restituisce frammenti di quotidianità raccolti durante la campagna internazionale di solidarietà Faz3a; il vernissage del 16 ottobre ospita un incontro con Assopace Palestina. \n\n\n\nDal 20 novembre al 13 dicembre Spartenza Teatro presenta Le lingue dei muri_visual\, mostra fotografica di Sofia Abbati in collaborazione con Teatri di Vetro\, un archivio fotografico di muri consumati dal tempo\, tra immagini\, frammenti e ricordi. \n\n\n\nInfine\, dal 18 dicembre al 10 gennaio\, Burattinmusica presenta Teatri Minuti\, mostra-installazione ideata e realizzata da Paola Campanini\, con sonorizzazione di Roberta Vacca\, in cui piccoli teatrini di marionette e brevi composizioni musicali accessibili tramite QR code compongono un percorso tra archetipi e suggestioni dadaiste. \n\n\n\nNell’ambito della Scuola d’Arte Poetica e di Comunità prende il via Spritzalibro – i giovedì della Letteratura al TdL\, novità di questa stagione a cura di Cristina Cau e Lavinia Polzella\, con tre appuntamenti il 22 ottobre\, 19 novembre e 17 dicembre dedicati a lettura\, dialogo e condivisione. \n\n\n\nTeatro del Lido di Ostia | Via delle Sirene\, 22 – 00121 Ostia (Roma)Info: 060608 | 06.5646962 | promozione@teatrodellido.itwww.teatrodellido.it | www.teatriincomune.roma.itBiglietti: intero 10 € | ridotto 8 € | teatro ragazzi intero 8 € | ridotto under 12 6 € | matinée per le scuole 6 €Biglietteria online: vivaticket.comOrario di biglietteria: da venerdì a domenica ore 17-20 e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Tutte le mostre sono a ingresso libero e gratuito e visitabili in orario di biglietteria.
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SUMMARY:"Rapsodia di Terre"\, mostra allo spazio I Love Ceramica
DESCRIPTION: Il 22 settembre 2026 alle ore 18.00\, I Love Ceramica presenta\, nel nuovo spazio I Love Ceramica Gallery\, la mostra Rapsodia di Terre con le opere di Elettra Cipriani\, Franco Ciuti\, Pirjo Eronen\, Riccardo Paolucci\, a cura di Maria Grazia Morsella.  \n\n\n\nLa rapsodia è un componimento che raccoglie elementi diversi tra loro in forma libera. Nella totale libertà di espressione ogni opera in mostra si esprime con il proprio carattere: le forme organiche di Pirjo Eronen\, le porcellane di Elettra Cipriani\, le onde concettuali di Franco Ciuti\, le linee di Riccardo Paolucci.  \n\n\n\nCon cotture a legna\, sperimentazioni con gli ossidi\, astrazione delle forme\, attenzione ai dettagli\, ogni artista esprime la propria ricerca personale: come in un coro\, ogni voce si confronta con le altre\, evidenziando gli elementi di connessione e differenza. 
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DESCRIPTION:Il giorno 22 settembre 2026 alle ore 18.00\, I Love Ceramica presenta\, nel nuovo spazio I Love Ceramica Gallery\, la mostra Rapsodia di Terre con le opere di Elettra Cipriani\, Franco Ciuti\, Pirjo Eronen\, Riccardo Paolucci\, a cura di Maria Grazia Morsella.  \n\n\n\nLa rapsodia è un componimento che raccoglie elementi diversi tra loro in forma libera. Nella totale libertà di espressione ogni opera in mostra si esprime con il proprio carattere: le forme organiche di Pirjo Eronen\, le porcellane di Elettra Cipriani\, le onde concettuali di Franco Ciuti\, le linee di Riccardo Paolucci.  \n\n\n\nCon cotture a legna\, sperimentazioni con gli ossidi\, astrazione delle forme\, attenzione ai dettagli\, ogni artista esprime la propria ricerca personale: come in un coro\, ogni voce si confronta con le altre\, evidenziando gli elementi di connessione e differenza.   \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nElettra Cipriani nasce a Firenze in una famiglia di musicisti. Durante gli anni dell’adolescenza si trasferisce a Roma dove frequenta il Liceo Artistico senza mai abbandonare la musica che sarà fondamentale nello sviluppo della sua sensibilità e creatività nonché stimolante fonte di ispirazione. Matura presto un vivo interesse per la ceramica che la porta a farne una scelta professionale. Nel 1978 avvia la sua attività di ceramista.  La consapevolezza di una scarsa attenzione dell’Arte Ceramica in Italia\, la spinge a trasmettere le sue competenze attraverso l’insegnamento\, costituendo l’Associazione Culturale L’albero di Terracotta. Numerose sono le mostre personali e le sue partecipazioni a mostre collettive: tra le più degne di nota la partecipazione alla mostra La scultura ceramica contemporanea in Italia alla Galleria Nazionale D’arte Moderna di Roma.  \n\n\n\nFranco Ciuti (Roma\, 1938)\, ha frequentato l’Istituto d’Arte avendo per maestri Pericle Fazzini e Leoncillo. L’influenza di Leoncillo ha segnato le sue prime opere esposte al Palazo delle Esposizioni in Roma nel 1961\, alla terza Mostra Nazionale d’Arte dei giovani. Seguono una serie di mostre collettive a Teroli e ad Avezzano\, dove è in compagnia di artisti come Pascali e Kounellis. La sua prima grande mostra personale\, presso la Galleria Lo Scorpio in Roma è del 1964. Seguono anni di intenso lavoro: nel 1975 espone alla Galleria I Due Mondi\, alla Galleria Ada Zunino\, alla Galleria Argentario di Trento e alla Biennale di Campione d’Italia. Nel novembre del 1985 espone a Palazzo Barberini in Roma e nel 1986 viene invitato ad esporre all’Istituto di Cultura di S. Francisco\, Ca. Rimarrà negli Stati Uniti con una serie di mostre in gallerie private e in Musei pubblici. Ritornato in Italia espone una personale all’Associazione Culturale Progetto in Roma (1995) e in una personale alla Galleria Nader di Santo Domingo. Nel 1996 espone una serie di grandi bronzi alla Galleria Framart Studio in Napoli e nello stesso anno alla Galleria Luckman Fine Art di Los Angeles. Nel 1999 espone alla galleria Varart di Firenze. Le sue ultime opere degli anni ’90 si possono definire come ” architetture imponderabili ” in cui il peso materiale tende allo stato di leggerezza o levitazione.  \n\n\n\nPirjo Eronen\, nata in Finlandia\, laureata presso l’Università di Tecnologia nella Facoltà di Arti Grafiche di Otaniemi e l’Università di Arte e design nella facoltà di design grafica in Helsinki. Negli anni Novanta ha studiato alla scuola di ceramica di Posio in Finlandia e ha proseguito gli studi presso l’istituto d’Arte per la ceramica in Faenza. Dal 1998 vive a Tolfa (Roma). Dal 2000 è membro dell’associazione Finlandese per l’arte e il design Ornamo.  Ha creato una rete di contatti fra ceramisti provenienti da Finlandia\, Norvegia e Italia e dal 2013\, in collaborazione con il Polo culturale di Tolfa e centro studi Itali-Norvegese\, ha dato la vita a manifestazioni di ceramica. La cottura a legna e il viaggio di studi in Giappone nel 2018 e la partecipazione al festival di ceramica di Sasama in Giappone nel 2019 hanno avuto un profondo impatto sulle sue opere recenti. Ha partecipato a numerose mostre in Finlandia\, Italia\, Norvegia\, Austria\, Stati Uniti\, Giappone\, Taiwan e Spagna e sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche: MIC di Faenza\, Museo della ceramica Yingko di Taipei\, Collezione permanente nella Prefettura di Miyagi in Giappone\, Museo della ceramica di Manises in Spagna.  \n\n\n\nRiccardo Paolucci (Busto Arsizio\, 1958)\, scultore ceramista di formazione faentina\, ha prestato la propria opera per le ceramiche “Demode’”\, la “Nova Arretina Ars” e diverse scenografie cinematografiche. Attualmente gestisce un laboratorio a Velletri dove esegue sculture e rivestimenti per committenti pubblici e privati\, offrendo la sua professionalità in consulenze e corsi di ceramica. 
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SUMMARY:TRADIMENTI di Harold Pinter al Teatro San Leonardo di Viterbo
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta dal 22 al 25 settembre al Teatro San Leonardo di Viterbo\, TRADIMENTI di Harold Pinter con la regia di Pierpaolo Sepe. \n\n\n\n Un amore\, di solito\, viene raccontato da quando ha inizio. Harold Pinter no: sceglie di raccontarlo dalla fine. Era il 1978 quando debuttava a Londra questo testo\, oggi considerato tra i più intensi e riusciti della sua produzione\, capace di ribaltare il tempo della narrazione e restituirci una storia che si racconta all’indietro\, dal momento in cui tutto è già finito fino all’istante in cui tutto ha avuto inizio. Al centro\, una relazione clandestina. Lei\, lui e l’altro. Non sono due\, gli amanti coinvolti: c’è anche il marito\, che è insieme la persona tradita e il migliore amico dell’amante. Un triangolo\, dunque\, nella sua forma più classica\, eppure raccontato con un meccanismo che lo rende tutt’altro che scontato. Perché seguendo gli eventi a ritroso\, ciò che emerge non è tanto la trama quanto la trama sotterranea: quella fatta di sguardi trattenuti\, parole rimandate\, verità che si preferisce non dire. Il segreto\, qui\, non è un dettaglio della vicenda: ne è la sostanza. \n\n\n\nPinter costruisce così un’opera che parla d’altro pur restando fedele alla sua storia: parla di noi\, delle cose non dette\, dei silenzi che a volte pesano più di un vero tradimento. Perché forse non esiste dolore più sottile di quello che si prova ripensando a una parola mai pronunciata\, a una stanza in cui avremmo potuto dire qualcosa e non lo abbiamo fatto. \n\n\n\n“La memoria è il medesimo che la fantasia.» Giambattista Vico affida a questa intuizione una delle idee più sorprendenti della sua filosofia. Non oppone il ricordo all’invenzione. Li riconosce come appartenenti allo stesso gesto. La memoria non è un archivio. È una forza creatrice. Ogni volta che ricordiamo\, ricominciamo a immaginare. Forse è da qui che bisogna entrare in Tradimenti. Per anni questo testo è stato raccontato come una commedia sull’adulterio. Un triangolo amoroso. Un raffinato gioco borghese costruito sulla cronologia invertita. È una definizione corretta\, ma insufficiente. Pinter non racconta un tradimento. Racconta ciò che accade ai fatti quando cessano di appartenere al presente. Il passato non rimane mai fermo. Si muove insieme a noi. Ogni esperienza modifica tutte quelle che l’hanno preceduta. Ogni perdita riscrive gli anni della felicità. Ogni scoperta altera il significato di una parola pronunciata molto tempo prima. La memoria non conserva gli avvenimenti; conserva il bisogno che abbiamo di dare loro un senso. Per questo Tradimenti procede all’indietro.”– annota il regista Pierpaolo Sepe. \n\n\n\n“Non è un artificio. Non è un esercizio di stile. È il solo tempo possibile della memoria. È la fine a illuminare ciò che è stato. È la separazione a scegliere i dettagli che meritano di sopravvivere. È il rimpianto a decidere quali gesti diventeranno essenziali e quali\, invece\, scompariranno per sempre. La memoria è un montaggio. Taglia. Accorcia. Dilata. Cancella. Aggiunge. Nessun ricordo coincide con ciò che è accaduto. Ogni ricordo coincide soltanto con ciò che siamo diventati. È questa la vertigine che Pinter consegna agli attori. Emma\, Jerry e Robert non rivivono il passato. Lo ricreano. Ogni scena sembra avvicinarci alla verità\, ma accade esattamente il contrario. Più ci spostiamo verso l’origine della vicenda\, più comprendiamo che un’origine non esiste. Esistono soltanto versioni. Esistono sguardi. Esistono silenzi. Il silenzio\, in Pinter\, non è mai una pausa. È il luogo dove le parole continuano a lavorare senza essere pronunciate. È lo spazio in cui la memoria cambia forma. È lì che il ricordo diventa immaginazione. Per questo non ho mai pensato ai personaggi come a dei bugiardi. Mentono\, certo. Ma non è questo il punto. La menzogna appartiene ancora alla verità. Per mentire bisogna conoscere con precisione ciò che si vuole nascondere. I personaggi di Tradimenti\, invece\, sembrano smarrire progressivamente la possibilità stessa di distinguere ciò che è stato da ciò che avrebbero desiderato fosse stato. Il loro vero tradimento non riguarda il matrimonio. Riguarda il ricordo. Tradiscono continuamente la propria memoria per poter continuare a vivere. Ogni essere umano lo fa. Nessuno attraversa la propria esistenza portando con sé un archivio intatto. Vivere significa modificare incessantemente il racconto della propria vita. Alcuni episodi vengono dimenticati. Altri acquistano un peso che non avevano. Alcuni volti ritornano con una nitidezza inspiegabile\, mentre interi anni precipitano nell’ombra. La memoria è selettiva. Ma soprattutto è poetica. Sceglie ciò che ci serve. Non ciò che è accaduto. È qui che il teatro incontra Vico. Il teatro non è il luogo dove si ricostruiscono i fatti. È il luogo dove i fatti vengono nuovamente immaginati davanti a una comunità. Ogni sera gli attori prestano il proprio corpo a una memoria che non appartiene soltanto ai personaggi. Appartiene anche agli spettatori. Chi guarda Tradimenti non assiste al passato di Emma\, Jerry e Robert. Assiste al proprio. Ognuno riconosce un gesto dimenticato. Una telefonata mancata. Una parola detta troppo tardi. Un amore che continua a vivere soltanto perché il tempo gli ha sottratto la possibilità di essere contraddetto. Restituendo agli esseri umani ciò che credevano di avere perduto. In questa regia non mi interessa stabilire chi abbia ragione. Non mi interessa cercare il colpevole. Non credo che Pinter scriva processi morali. La sua scrittura non condanna. Espone. Lascia che siano i silenzi a completare il giudizio. Per questo anche la scena dovrà rinunciare a ogni psicologismo. Non cercherà di spiegare. Non accompagnerà il pubblico verso una conclusione. Proverà\, piuttosto\, a costruire uno spazio in cui il tempo perda la propria sicurezza. Uno spazio dove il passato continui a trasformarsi davanti ai nostri occhi. Vorrei che ogni scena avesse la consistenza di un ricordo. Nitida e insieme incompleta. Concreta e insieme irraggiungibile.” \n\n\n\nTradimenti non è solo uno spettacolo: è la prima grande produzione del Teatro San Leonardo\, realizzata grazie al sostegno della Regione Lazio. Un debutto che apre una strada nuova\, quella di una produzione all’anno pensata per affrontare tournée di respiro nazionale. \n\n\n\nLo spettacolo toccherà intanto Roma\, Acquapendente\, Narni e Capranica. In corso la definizione di molti altri teatri italiani. Un progetto che dimostra come il Teatro San Leonardo\, con la sua organizzazione\, sia pronto a misurarsi con produzioni ambiziose\, chiamando a raccolta grandi attori e grandi registi. Ma non solo: le prossime produzioni diventeranno anche occasioni di scrittura per gli allievi della scuola del teatro stesso\, che potranno così mettersi alla prova su progetti destinati a un pubblico nazionale. Un debutto che guarda già oltre sé stesso. \n\n\n\nBiglietti: tel. 3923018175 \n\n\n\n20 EURO INTERO \n\n\n\n17 EURO RIDOTTO
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SUMMARY:“Shall We Dance!” al Teatro Sistina
DESCRIPTION:Dopo il successo nelle principali arene estive italiane\, “Shall We Dance!”\, il nuovo spettacolo di Giovanni Pernice\, si prepara a inaugurare il prossimo 23 settembre la nuova Stagione del Teatro Sistina. Tra i ballerini professionisti più amati e riconosciuti della televisione italiana e noto al grande pubblico per la sua partecipazione a “Ballando con le Stelle”\, Pernice è pronto a raccontarsi sul palcoscenico con uno spettacolo celebrativo che ripercorre la sua vita e la sua carriera\, svelando anche il percorso che lo ha portato a diventare una star della televisione e del teatro inglese. \n\n\n\nAl suo fianco\, tra gli altri\, anche gli acclamati ballerini dell’amatissimo varietà di Rai1\, Nikita Perotti\, Sophia Berto\, Erica Martinelli\, che daranno vita a una reinterpretazione contemporanea dei balli latino-americani e standard\, tra i più amati dal pubblico di ogni generazione. A fare da colonna sonora\, musica dal vivo e vocalist con una selezione di grandi successi\, per un coinvolgente “jukebox” danzante capace di trasformare il racconto in un’esperienza emozionante\, dinamica e spettacolare. \n\n\n\nCon la direzione artistica di Massimo Romeo Piparo –storico autore e ideatore dell’amatissimo Ballando con le Stelle italiano–\, le coreografie Arduino Bertoncello\, la Direzione Musicale Emanuele Friello\, le scene Teresa Caruso\, i costumi Cecilia Betona\, lo spettacolo si preannuncia come un’esperienza coinvolgente capace di unire narrazione\, danza e grande intrattenimento. \n\n\n\nOriginario di Palermo\, Giovanni Pernice ha conquistato milioni di spettatori grazie al suo straordinario talento\, alla tecnica impeccabile e a un carisma unico. Nel corso della sua carriera si è affermato come uno dei volti simbolo del celebre programma di Rai1\, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di danza e un vero idolo per il pubblico. Parallelamente alla televisione\, Pernice ha costruito un solido percorso internazionale nel mondo della danza competitiva e dello spettacolo\, collaborando con numerose celebrità e ottenendo prestigiosi riconoscimenti artistici. \n\n\n\nGIOVANNI PERNICE SHALL WE DANCE! \n\n\n\n“Ballando da Palermo a Londra” \n\n\n\nCoreografie Arduino Bertoncello \n\n\n\nDirezione Musicale Emanuele Friello \n\n\n\nScene Teresa Caruso \n\n\n\nCostumi Cecilia Betona \n\n\n\nDirezione Artistica Massimo Romeo Piparo \n\n\n\ncon \n\n\n\nGiovanni Pernice \n\n\n\nErica Martinelli \n\n\n\nNikita Perotti \n\n\n\nSophia Berto \n\n\n\nSimone Lucchese \n\n\n\nSienna Osborne \n\n\n\nDanilo Minafra \n\n\n\nElisa Crocchianti \n\n\n\ne con i vocalist \n\n\n\nValeria Cozzolino \n\n\n\nCostanza Scalia \n\n\n\nEnnio Zanini \n\n\n\nOrchestra \n\n\n\nEnrico Scopa – Tastiera \n\n\n\nSimone Gianlorenzi – Chitarre e mandolino \n\n\n\nGuerino Rondolone – Basso \n\n\n\nAlessandro Luccioli – Batteria
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SUMMARY:Ombre d'oro»\, mostra personale di Enrica Salvadori a Torino
DESCRIPTION:Dal 24 settembre al 31 ottobre 2026 la Galleria Elena Salamon apre la stagione autunnale con «Ombre d’oro»\, mostra personale di Enrica Salvadori. \n\n\n\nUn percorso costruito su un unico\, essenziale contrasto: il bianco della terracotta\, del gesso e del marmo e l’oro lucido dell’ottone\, attraverso cui l’artista dà forma alla sua ricerca sull’ombra. \n\n\n\n«Ogni fine estate mi piace aprire la stagione della galleria con un’incursione nel contemporaneo – dichiara Elena Salamon –. È una scelta che ripeto ogni anno\, selezionando un artista sulla base di una ricerca che privilegi l’autenticità espressiva e la capacità di generare nuove connessioni visive. Per l’edizione 2026 la mia attenzione si è rivolta al lavoro di Enrica Salvadori. La sua opera si distingue per la forza immediata del linguaggio materico: la dialettica tra la purezza della terracotta\, del gesso e del marmo e la luminosità dell’ottone dà vita a una tensione formale che assume il valore di una vera e propria epifania estetica. Centrale nella sua ricerca è la poetica dell’ombra\, intesa come essenza nascosta delle cose\, che qui trova una traduzione diretta e priva di mediazioni. Presentare Salvadori in galleria rappresenta per me l’opportunità di condividere con il pubblico una visione artistica autentica e significativa\, al di là di ogni logica di settore». \n\n\n\nEnrica Salvadori nasce a Torino\, dove si forma all’Accademia Albertina di Belle Arti. Da diversi anni la sua vita si intreccia tra il capoluogo piemontese e Buenos Aires\, un continuo andirivieni che risuona profondamente in tutto il suo lavoro. \n\n\n\nLa sua ricerca parte da una riflessione sull’architettura come spazio vitale\, come racconto dei limiti e della bellezza che portiamo dentro e fuori di noi: i palazzi diventano\, nel suo immaginario\, un collage di parti di noi stessi\, contenitori affettivi e protettivi e\, allo stesso tempo\, fonte di instabilità. Al centro di tutto\, fin dagli esordi\, c’è l’ombra. Non come effetto ottico\, ma come proiezione dell’essenza di un oggetto\, un reperto archeologico\, un dettaglio architettonico\, un uovo\, una sfera\, che nell’ombra trova una nuova identità\, una nuova possibilità di esistere. \n\n\n\nIn mostra questa idea prende forma attraverso due linguaggi che dialogano tra loro. Da una parte le sculture: architetture in miniatura realizzate in terracotta bianca\, gesso resinato o marmo\, scale che salgono verso il vuoto\, archi\, finestre affacciate sul nulla e muri superstiti come frammenti di edifici sospesi tra memoria e rovina. Accanto a queste compaiono alcune forme enigmatiche\, quasi primordiali\, e volumi essenziali come l’uovo e la sfera. \n\n\n\nDa ciascuna opera si stacca una sagoma in ottone lucidato\, adagiata a terra o proiettata sul piano: un’ombra tangibile\, dorata perché preziosa\, specchiante perché riflette chi la guarda e lo spazio intorno\, capace di restituire il profilo dell’oggetto ribaltato\, moltiplicato\, reso instabile. \n\n\n\nDall’altra parte ci sono i collage su carta\, dove la stessa proiezione si fa leggera e impalpabile\, disegnata con la foglia d’oro: la scala\, l’arco\, la finestra\, l’uovo ritornano come pure silhouette luminose\, sospese nel bianco del foglio. L’oro\, per Enrica\, rappresenta luce e ombra insieme\, e cambia volto a seconda del punto di vista: acceso e brillante quando viene colpito dalla luce\, profondo e quasi bruno nella penombra. \n\n\n\n«Ombre d’oro» è proprio questo doppio movimento: la materia che si fa leggera sulla carta\, la luce che si fa peso e forma nell’ottone. Bianco e oro\, e nient’altro. \n\n\n\n«La scultura e l’installazione esercitano su di me una fortissima attrazione – spiega Enrica Salvadori – mentre la carta ha rappresentato a lungo uno strumento di passaggio\, utile alla costruzione di modellini e prototipi. La svolta è avvenuta nel settembre del 2024\, durante la residenza artistica per Germinale Monferrato: dopo aver concluso la scultura dedicata al rudere della torre di Tonco\, nello studio allestito all’interno di una chiesetta sconsacrata\, una calda luce riflessa dall’ottone si è proiettata su un foglio di carta. La presenza sul tavolo di alcuni residui di foglia d’oro usati in precedenza ha fatto il resto. In modo del tutto spontaneo la scultura ha preso la forma di una sagoma dorata sul foglio. Fin dai tempi dell’accademia amo ritrarre l’opera dopo averla modellata\, accompagnando il passaggio dalla materia viva della scultura alla dimensione riflessiva del disegno. Questa serie nasce esattamente in quel punto di incontro: nature morte di ombre e\, allo stesso tempo\, nature vive di luce». \n\n\n\nLa mostra «Ombre d’oro» si inaugurerà giovedì 24 settembre alle ore 17.30alla presenza dell’artista.
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SUMMARY:"Cadenze letterarie" torna a Fiumicino
DESCRIPTION:Cadenze Letterarie ha concluso il 9 settembre ai Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio il ciclo romano 2026 ospitato nell’ambito di Notti di Cinema. Quattro appuntamenti estivi nei quali il libro è stato il punto di partenza per mettere in dialogo letteratura\, musica\, psicologia\, arti visive e pubblico. Il progetto tornerà il 24 settembre alle ore 19 a Fiumicino\, a L’Orto Stiloso Bistrot\, con La verità che resta di Giulio Trenta\, Aletheia Editore. \n\n\n\nLa serata conclusiva romana è stata costruita intorno a Ombre e Luci di un Cammino di Dino Tropea\,volume scelto anche per ricordare Cristoforo Russo\, artista\, collega e amico dell’autore\, nel secondo anno dalla sua scomparsa. A lui è dedicata la poesia Cristoforo Russo: Un’Eterna Sinfonia\, interpretata da Francesca Stajano Briganti. \n\n\n\nA condurre il dialogo sono stati Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo\, accompagnando i diversi passaggi tra letture\, riflessioni\, musica e arte. La psicologa Sonia Buscemi ha affrontato alcuni dei nuclei emotivi presenti nel libro\, dal ricordo di Cristoforo Russo alla resilienza evocata in Odissea di Espatriati\, fino alla possibilità di ritrovarsi raccontata in Sotto il Cielo di Stelle. \n\n\n\nFrancesca Stajano Briganti ha interpretato Cristoforo Russo: Un’Eterna Sinfonia e Odissea di Espatriati\, con l’accompagnamento delle musiche di Ludovico Einaudi. Immacolata Savarese\, Alice\, musa dell’autore\, ha affidato alla propria voce Sotto il Cielo di Stelle\, accompagnata da una versione orchestrale e pianistica de La cura di Franco Battiato. Francesca Stajano Briganti ha inoltre interpretato Je ne regrette rien\, in omaggio a Édith Piaf. \n\n\n\nLa componente musicale ha visto protagoniste anche le Nasti Girls\, Melissa Nasti e la mamma Roberta. Melissa ha interpretato Sola e At Last\, mentre insieme a Roberta ha cantato La cura per me e Million Reasons. \n\n\n\nL’arte visiva ha completato il percorso attraverso il lavoro del maestro Salvatore Fazio. Valentina Spagnolo\, direttrice di Nuovaera Magazine\, ha accompagnato il dialogo intorno all’opera Ombre e Luci di un Cammino\, realizzata da Fazio a partire dal libro di Tropea. L’artista ha inoltre presentato tre vignette dedicate a protagonisti e momenti della storia recente di Cadenze Letterarie: Francesca Stajano Briganti; Valentina Spagnolo ed Ezio Natale; Dino Tropea e Immacolata Savarese\, con Salvatore Fazio e Sonia Buscemi rappresentati all’interno dell’opera. \n\n\n\nTra il pubblico erano presenti anche Riccardo Antinori\, direttore di ViviRoma\, e Giulia Massarelli\, fondatrice e direttrice artistica di Lunatika Factory. \n\n\n\nLa tappa di Piazza Vittorio ha concluso un percorso romano iniziato il 20 luglio al Parco Tevere Marconicon Fellini Metafisico\, proseguito il 7 agosto con Lasciato Indietro e il 21 agosto con Diego Del Cerchio nel Settimo Universo di Nicoletta Caiazzo. \n\n\n\nUn ringraziamento va ad ANEC Lazio\, Notti di Cinema Roma e al regista Riccardo Ferrero\, che hanno accolto Cadenze Letterarie nelle diverse serate del ciclo estivo romano\, offrendo al progetto uno spazio di incontro con il pubblico. \n\n\n\nIl lavoro dietro la serata ha coinvolto anche Giorgio Algherini\, autore delle fotografie che hanno documentato l’appuntamento di Piazza Vittorio\, e Ugo Mangini\, che ha curato audio e fonia. \n\n\n\nConclusa la stagione romana\, Cadenze Letterarie torna ora nel territorio in cui il progetto è nato. Giovedì 24 settembre alle ore 19\, a L’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino\, sarà presentato La verità che resta di Giulio Trenta\, Aletheia Editore. \n\n\n\nCon l’autore saranno presenti Francesca Stajano Briganti\, Merysse Acoustic Duo\, Salvatore Fazio\, Sonia Buscemi\, Maria Grazia Imbimbo\, Sergio Mingrone e Valore Sociale ONLUS ETS. Letture\, musica\, psicologia e arte visiva accompagneranno così l’apertura della stagione autunno-inverno di Cadenze Letterarie.
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SUMMARY:“Letture in terrazza” a Villa Sciarra a Roma
DESCRIPTION:Torna l’appuntamento con “Letture in terrazza”\, il format ideato dall’Istituto Italiano di Studi Germanici e realizzato da Zip Zone APS che celebra la grande letteratura. Giovedì 24 e venerdì 25 settembre\, alle ore 19.30\, la suggestiva terrazza dell’Istituto\, all’interno di Villa Sciarra a Roma\, ospita due serate dedicate a “Ifigenìa in Tauride” di Johann Wolfgang Goethe nella traduzione di Cesare Lievi. Le letture sono affidate agli interpreti Barbara Giordano\, Giovanni Coppola e Riccardo Floris\, la regia è di Roberto Di Maio. \n\n\n\nL’ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili\, ma è necessaria la prenotazione via mail all’indirizzo comunicazionezipzone@gmail.com \n\n\n\nLa tragedia di Goethe era stata scritta inizialmente in prosa e poi trasformata in versi per rappresentare gli ideali del classicismo. L’opera si ispira a quella di Euripide\, ma presenta importanti differenze: Ifigenia ritrova il fratello Oreste e l’amico Pilade venuti a salvarla ma\, invece di ingannare il re Toante\, dice la verità. Questi\, colpito dall’onestà della fanciulla\, li lascia tornare in patria. Ifigenìa in Tauride di Goethe celebra i valori della sincerità\, della morale e dell’umanità. \n\n\n\nLa serata di giovedì 24 settembre si apre con i saluti del Dr. Gregor H. Lersch\, Direttore della Casa di Goethe di Roma\, seguiti dall’introduzione della Prof.ssa Gabriella Catalano. Venerdì 25 settembre le letture sono introdotte dalla Prof.ssa Elisabeth Galvan. \n\n\n\nIn apertura di entrambe le serate è prevista la lettura del Prologo all’Ifigenia in Tauride\, nella traduzione di Alessandro Poeriorecentemente riportata alla luce dalla Dr.ssa Francesca Fabbri. \n\n\n\n“Letture in terrazza” è in programma il 24 e 25 settembre alle ore 19.30 presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici a Villa Sciarra (Viale Delle Mura Gianicolensi\, 11)\, ingresso gratuito con prenotazione alla mail comunicazionezipzone@gmail.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nel programma di LEAF per la Settimana della Scienza – Notte Europea dei Ricercatori 2026. Il progetto LEAF è un evento associato all’iniziativa MSCA and Citizens dell’Unione Europea\, finanziata nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (HORIZON-MSCA-2025-CITIZENS-01). \n\n\n\nPer info: 3474528761 – comunicazionezipzone@gmail.com –www.zipzone.it \n\n\n\nFB www.facebook.com/zonedintersezionepositiva \n\n\n\nIG www.instagram.com/zipzoneroma/
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SUMMARY:Stagione 2026/2027 al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Oltre 50 spettacoli disegnano la nuova architettura del Teatro Olimpico per renderla sempre più la “casa di tutti”: luogo abituale di incontro e confronto\, spazio ideale per ridere\, sorridere\, riflettere e sorprendersi\, un palcoscenico vivo dove ritrovare gli artisti più amati e lasciarsi incuriosire da nuove energie creative. \n\n\n\nLa stagione 2026/2027 inizia il 24 settembre e svela un cartellone intenso ed eclettico: 16 titoli in stagione e più di 40 appuntamenti unici scelti per consolidare quel profondo legame di fiducia che trasforma la sala in un punto di riferimento\, tanto per il pubblico quanto per i suoi artisti. \n\n\n\nTra comicità d’autore e satira contemporanea\, tornano a casa i nomi che ne hanno caratterizzato la storia recente: in prima assoluta Maurizio Battista\, sul palco quasi tutto il mese di novembre con un inedito one-man show e per una serata speciale la notte di Capodanno. Ancora\, riabbracciano il pubblico Lillo e Greg\, Riccardo Rossi con il nuovo debutto\, Giorgia Fumo\, Dado\, i PanPers e Chiara Francini\, questa volta con Alessandro Federico. Accanto a loro\, le novità di quest’anno: Alessandro Cattelan e Maccio Capatonda\, gli spettacoli di Angelo Pintus\, Alessandro Bergonzoni e il re del politicamente scorretto Angelo Duro; mentre Le Colichefesteggiano in sala il primo decennale di attività e Fabio De Luigi calca nuovamente le scene dopo ben venticinque anni di assenza. \n\n\n\nProgetti di grande impatto visivo caratterizzano la danza internazionale e le arti visive\, sostenuti dalla consolidata collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana. In cartellone spicca la natura visionaria dei Momix in Botanica – Season 2\, la poesia acrobatica della Compagnia Finzi Pasca con Titizé – A Venetian Dream\, e la ricerca onirica del No Gravity Theatre\, accanto alla solida tradizione del Balletto di Roma e del Balletto di Milano. \n\n\n\nPer la musica\, l’Olimpico compone uno spartito che unisce cantautorato\, rock sinfonico e omaggi d’autore. Vinicio Capossela con l’inedito E Morte non avrà dominio\, inedita Ballad Opera con Pierpaolo Capovilla nell’ambito di Romaeuropa Festival\, affiancato dalla potenza rock-sinfonica di Queen at the Opera\, l’autorevole omaggio a Lucio Dalla e l’esplosivo tributo a Tina Turner\, fino ai Pink Floyd Legend di ritorno a Roma con Guy Pratt\, storico bassista del gruppo nell’era post-Waters. \n\n\n\nUn percorso pensato per incantare gli spettatori di tutte le età con spettacoli per famiglie e grandi illusioni: Slava’s Snowshow\, il capolavoro che fa tornare il mondo bambino; l’elegante viaggio cinematografico di CineMagic firmato dai Disguidoe ancora lo show dedicato alla cultura pop degli anni Ottanta con Back to Hawkins – Stranger Things Fan Tribute. \n\n\n\nProsa d’Autore\, lezioni civili e crescita personalecon il raffinato progetto teatrale di Fratello Sole\, Sorella Luna\, il racconto sportivo di Federico Buffadedicato a Michael Jordan\, i talk di Gianluca Gottoe le attese lezioni magistrali di Umberto Galimberti\, Gianrico Carofiglio e Roberta Bruzzone. \n\n\n\nLa nostra stagione si conferma un cartellone estremamente vario\, pensato come un grande mosaico artistico in cui ciascun spettatore può comporre liberamente le tessere del proprio puzzle teatrale: spiega il Direttore Artistico Lucia Bocca Montefoschi. Una proposta culturale intensa e per certi versi vertiginosa\, un’esperienza concepita per arricchire con leggerezza chi siede in platea. \n\n\n\nLa nuova stagione è stata pensata con l’intento di emozionare il pubblico: dichiara l’Amministratore Delegato del Teatro Olimpico Andrea Posi. In un mondo sempre più virtuale e “intelligente artificialmente”\, il nostro teatro rivendica la sua natura e rimane un fondamentale presidio di socialità ed emozioni autenticamente umane. \n\n\n\nÈ Maurizio Battista ad aprire gli spettacoli stagionali con Se non vinco… imparo. Dal 4 al 29 novembre l’artista è in scena per quasi un mese consecutivo e ancora per una serata speciale la notte di Capodanno: una vera e propria maratona dell’ironia che vede il comico romano tornare all’Olimpico con un autentico rito collettivo per esorcizzare le cadute della vita. \n\n\n\nI mesi di dicembre e gennaio vedono protagonisti quattro appuntamenti realizzati in collaborazionecon l’Accademia Filarmonica Romana. Dal 4 al 6 dicembre è in scena Fratello Sole\, Sorella Luna\, il progetto teatrale di Piero Maccarinelli ispirato al film cult di Franco Zeffirelli con Giulio Pranno e Ksenia Borzak che intreccia recitazione e canto in un poetico racconto corale dedicato alla vicenda umana e spirituale del Santo di Assisi nelle celebrazioni degli 800 anni dalla morte. \n\n\n\nDal 9 al 13 dicembre spazio alla ricerca scenica dei No Gravity Theatre con il nuovo Avantgarde\, viaggio immaginifico ispirato alle avanguardie del Novecento dove l’armonia si fa vertigine. A guidare il pubblico verso il Natale è poi il Balletto di Roma con Lo Schiaccianoci dal 17 al 20 dicembre con la partecipazione speciale di Tommaso Stanzani: a 20 anni dal debutto\, una lettura contemporanea tra suggestioni tecnologiche e intelligenza artificiale. \n\n\n\nIl nuovo anno si apre all’insegna dell’incanto e dello stupore: dall’8 al 10 gennaio la Compagnia Finzi Pasca ridisegna l’universo visivo veneziano di Titizé – A Venetian Dream attraverso uno spettacolo di pura meraviglia che intreccia clownerie\, acrobazie\, magia\, musica e macchine sceniche. \n\n\n\nA metà gennaio esplode la comicità con l’atteso show di Angelo Pintus\, in scena dal 14 al 17 (per poi replicare dal 11 al 14 febbraio) con l’inedito Loro non sanno niente\, seguito dal poliedrico Riccardo Rossi che esplora con la sua acuta e dissacrante ironia le fatiche del maschio contemporaneo in Non ho l’età! dal 19 al 24 gennaio in prima assoluta. \n\n\n\nDal 27 gennaio al 7 febbraio in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana torna all’Olimpico Slava’s Snowshow. Sognante\, universale e senza tempo\, riunisce i numeri più belli del repertorio del russo Slava Polunin\, il clown più famoso al mondo. \n\n\n\nDagli Stati Uniti arrivano i Momix\, pronti a trasformare il palco in un terrario vivente con Botanica – Season 2: dal 23 febbraio al 7 marzo\, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana\, uno spettacolo arricchito da sorprese e nuove proiezioni in cui si alza il sipario sull’energia del mondo naturale. \n\n\n\nDal 12 al 14 marzo Chiara Francini e Alessandro Federico salgono sul palco con Coppia Aperta Quasi Spalancata\, la celebre favola tragicomica sulla vita a due scritta da Dario Fo e Franca Rame. Dal 18 al 21 marzo\, l’energia del rock travolge il teatro con The Queen of Rock – A tribute to Tina Turner\, un omaggio alla voce indomita di un’icona di rivalsa e libertà con la straordinaria Roberta Bonanno. \n\n\n\nLa primavera si apre con la danza del Balletto di Milano – sempre in collaborazione con l’AccademiaFilarmonica Romana – sul palco dal 2 al 4 aprile con il successo internazionale La vie en rose… Bolerodedicato ai miti musicali della canzone francese. \n\n\n\nDal 7 all’11 aprile spazio all’elegante illusionismo del pluripremiato duo Disguido con CineMagic\, un’esperienza magica travolgente nel mondo del cinema\, seguiti dal 15 al 18 aprile da Ti Dirò… di Dado\, che tra parodie e canzoni fotografa vizi e tic del nostro tempo. \n\n\n\nGli spettacoli proseguono a maggio all’insegna dell’ironia e del sarcasmo: dal 7 al 15 maggio l’imperdibile campione d’incassi MOVIe ERCULeO con gli irriverenti Lillo e Greg\, sul palco con Carlotta Proietti\, Vania Della Bidia\, Marco Fiorini\, Attilio Di Giovanni. Il re del politicamente scorretto Angelo Duro è pronto a scuotere la platea il 24 maggio con il nuovissimo – e sicuramente provocatorio – Chiedo scusa a tutti. \n\n\n\nPer gli eventi unici\, ancora una fitta e articolata programmazione che include le prestigiose collaborazioni con la Festa del Cinema di Romadal 13 al 25 ottobre e con la produzione Politeama per lo spettacolo Hamlet. \n\n\n\nSi parte a settembre con la doppia data di Gianluca Gotto\, sul palco il 24 e 25 settembre con Questione di Karma e il 26 settembre con Le tre vie del ben-essere. Dal 30 settembre al 2 ottobre\, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana\, il Balletto di Roma celebra Piazzolla con il sensualissimo ASTOR. un secolo di Tango\, passando il testimone il 3 e 4 ottobre a Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla con l’inedita E Morte non avrà dominio\, inedita Ballad Opera in programma con il Romaeuropa Festival. \n\n\n\nLa comicità di Paolo Cevoli rilegge l’Eneide il 10 ottobre con Figli di Troia\, anticipando l’esplosivo K-POP MANIA dell’11 ottobre\, una serata all’insegna delle più famose hit mondiali del fenomeno K-Pop. \n\n\n\nDal 29 ottobre al 1 novembre la Fondazione Romaeuropa porta in scena la performance poetica del Collectif XY con Le Pas du Monde\, mentre il 2 novembre arriva Fabio De Luigi in BIOL – In carne ed ossa tour con il suo originalissimo registro comico. \n\n\n\nLo scrittore Igor Sibaldi sale in cattedra il 10 novembre per esplorare il desiderio nel talk Vuoi? Come ottenere più di quello che aspetti\, mentre il 16 e 17 novembre torna la stand-up comedy di Giorgia Fumo con l’acclamato show OUT OF OFFICE\,imperdibile per la generazione dei millenial e non solo. \n\n\n\nLa musica internazionale torna in teatro il 30 novembre e il 1 dicembre con l’impersonator Wendel Gama e la leggendaria chitarrista di Michael Jackson Jennifer Batten in LEGEND THE SHOW in Orchestra – Michael Jackson Tribute Experience. \n\n\n\nIl mese di dicembre si apre il 2 con la lectio del filosofo Umberto Galimberti sul tema Il Bene e il Male – Educare le nuove generazioni\, seguita il 3 dall’attore\, stand-up\, comico e cabarettista Maurizio Lastrico in Sul Lastrico. Il 7 dicembreAlessandro Cattelan riflette sulle fragilità contemporanee con l’esilarante Benvenuto nell’AI!\, lasciando poi spazio il 14 dicembre\, con l’Accademia Filarmonica Romana\, a Prima Facie\, diretto da Daniele Finzi Pasca e interpretato da Melissa Vettore\, che mette in scena una profonda riflessione sul concetto di giustizia e sulla violenza di genere. \n\n\n\nIl 15 dicembre in programma La Sera dei Miracoli\, il sentito omaggio a Lucio Dalla di Lorenzo Campani\, che cede il passo il 21 e 22 dicembre alla commedia surreale e metateatrale di Maccio Capatonda nel suo attesissimo Spettacolo teatrale. \n\n\n\nIl nuovo anno riparte dall’11 al 13 gennaio con la potenza rock e sinfonica di Queen at the Opera – The Great Return. Il 25 gennaio approdano al Teatro Olimpico Paolo Mieli con i Solisti Veneti in La Geografia dei Suoni. \n\n\n\nA febbraio\, Gianrico Carofiglio conduce una conversazione teatrale su Il mistero della stupidità l’8\, seguita il 9 dallo spettacolare giro di giostra di Raul Cremona intitolato Bravissssssimo! Il 10 febbraiol’eleganza della regina della TV italiana rivive nello show Raffaella! Sognando la Carrà\, il 15 Lodo Guenziinterpreta Morte accidentale di un anarchico tratto dall’opera del Premio Nobel Dario Fo nel centenario della nascita. Il 16 febbraio si apre il percorso ipnotico e rituale di Selene Calloni Williams in Tu sei la Foresta. Il 17 febbraio la nostalgia degli anni ‘80 prende vita con Back to Hawkins – Stranger Things Fan Tribute\, dalle atmosfere misteriose di dimensioni parallele ai momenti più iconici che hanno conquistato milioni di spettatori. \n\n\n\nIl 18 e il 19 febbraio i Pink Floyd Legend tornano sul palco con PINK FLOYD LEGEND & GUY PRATT – Remembering Richard Wright per due serate dedicate alla memoria di Richard Wright. Il 20 e 21 febbraio Alessandro Bergonzoni è in cartellone con lo spiazzante spettacolo Arrivano i Dunque\, un universo fatto di ironia\, poesia e sorprendenti giochi di linguaggio; l‘8 e 9 marzo lo storytelling sportivo di Federico Buffa ripercorre il mito del basket in Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan\, mentre il 10 marzo la complicità di Federica Camba e Gianluca “Scintilla” Fubelli anima lo show comico Io Marte Tu Mercole R-evolution.  \n\n\n\nAncora taglienti risate il 16 e 17 marzo\, con gli acclamati PanPers in Terapia di Coppia. Il 22 marzotorna il pianoforte del M° Marco Arcieri che omaggia Chopin e Beethoven insieme all’Orchestra Mavra. \n\n\n\nIl 23 e 24 marzo arriva la strampalata coppia formata da Marta Zoboli e Gianluca De Angelis in Io e Gianlu. Il 25 marzo il duo romano Le Colichefesteggia il primo decennale con 10 anni di Coliche e siamo ancora vivi. \n\n\n\nLa stagione prosegue con la musica dal vivo della talentuosa Giordana Angi\, sul palco il 12 aprile con il suo Piano Piano Live Tour… continua e il 13 aprilecon una serata speciale a cura della Fondazione Carla Mercurio tra arte\, formazione e scienza. Il 14 aprile è la volta dell’Orchestra Roma Sinfonietta condotta dal M° Luigi Lanzillotta con gli ipnotici Carmina Burana di Orff. \n\n\n\nIl 26 aprile in scena il rigore forense ad alto impatto emotivo di Roberta Bruzzone in Menti in trappola\, a cui segue il musical tratto dall’incantevole favola senza tempo de La Sirenetta il 30 aprile\, 1 e 2 maggio. Per concludere\, il 4 e 5 maggio il surreale e attesissimo ritorno di Massimo Bagnato in Io mi chiamo Massimo Bagnato e il 17 maggio il caleidoscopico concerto immersivo in omaggio ai Fab Four dei Beastlestory. \n\n\n\nPer i grandi appassionati dello spettacolo dal vivo\, anche quest’anno il Teatro Olimpico propone una campagna abbonamenti ricca di opzioni e vantaggi: doppia soluzione per l’Abbonamento Open a 5 o 7 spettacoli a scelta. \n\n\n\nOfficial partner del Teatro Olimpico per la quarta stagione consecutiva è Castel Romano Designer Outlet. Da più di vent’anni\, Il Centro McArthurGlen della Capitale\, a soli 30 minuti dal centro città\, è una destinazione per lo shopping di qualità a prezzi scontati con oltre 160 brand prestigiosi\, ma è anche una piacevole location all’aria aperta per tutta la famiglia\, arricchita dalla adiacente Oasi Affiliata WWF di Castel Romano. \n\n\n\nQuello tra il Teatro Olimpico e Castel Romano è un sodalizio che conferma il comune amore per il pubblico che nel tempo libero favorisce la fruizione dal vivo a quella virtuale. Durante l’intera stagione\, gli spettatori del Teatro Olimpico godranno di vantaggi riservati presso il Centro McArthurGlen per un’esperienza di shopping ancora più piacevole e vantaggiosa. I clienti di Castel Romano iscritti al McArthurGlen Club potranno invece scegliere tra i più suggestivi spettacoli del teatro usufruendo di speciali promozioni dedicate.  \n\n\n\nSi ringraziano la Orsolini S.p.A. per il rinnovo della partnership tecnica per la stagione 2026/2027 e Aeroporti di Roma. \n\n\n\nIl Teatro Olimpico viaggia con Italo Treno.
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SUMMARY:AQVA: in mostra alla Biblioteca Apostolica Vaticana
DESCRIPTION:Dal 25 settembre 2026 la Biblioteca Apostolica Vaticana apre al pubblico AQVA\, primo capitolo di Catastrofe e Meraviglia\, il nuovo ciclo espositivo quinquennale che mette in dialogo il patrimonio custodito nei secoli con i linguaggi della contemporaneità. Protagonisti della mostra sono tre creativi contemporanei – l’artista JR\, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini – chiamati a confrontarsi con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca intorno all’acqua\, osservata nella sua duplice natura di minaccia e risorsa. Un progetto che segna un nuovo capitolo della centenaria missione di conservazione e divulgazione della Biblioteca Vaticana e propone una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità. La mostra è realizzata in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. \n\n\n\nConcepito come un viaggio attraverso le minacce che da sempre insidiano il patrimonio librario – dall’acqua al fuoco\, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano – il ciclo pluriennale invita il pubblico a superare la dimensione della paura per scoprire nuove possibilità di lettura e di creazione. Gli stessi elementi che rappresentano una minaccia per la memoria collettiva diventano quindi allegoria universale delle grandi inquietudini dell’uomo di fronte a tutto ciò che sfugge al suo controllo. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, AQVA\, si concentra sull’ambivalenza dell’acqua: elemento generatore di vita e\, al contempo\, forza distruttrice. Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva che intreccia storia\, scienza e linguaggi contemporanei\, guidando il visitatore da una percezione iniziale di minaccia verso una progressiva riconciliazione con l’elemento naturale\, tema quanto mai centrale nel contesto della crisi climatica globale che il pianeta sta attraversando. L’apertura del percorso è affidata all’installazione monumentale Diluvium dell’artista JR\, allestita sulla facciata cinquecentesca\, potente evocazione della vulnerabilità del sapere e della memoria. Il visitatore esplora poi i legami tra il patrimonio plurisecolare della Vaticana\, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini\, fino alla suggestiva Sala Barberini\, trasformata in spazio di contemplazione. \n\n\n\nCuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (1557)\, capolavoro che unisce sapere scientifico\, arte calcografica e cultura gastronomica\, presentato in due esemplari di straordinario pregio. «La mostra AQVA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione\, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana\, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani\, finito di stampare a Roma nel 1557» afferma don Giacomo Cardinali\, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive. \n\n\n\nAl suo fianco\, una selezione eccezionale di manoscritti\, libri a stampa\, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane racconta il rapporto millenario tra acqua e conoscenza: dal De re coquinaria di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio\, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico. \n\n\n\n«Nella convinzione che\, di fronte alle paure\, sia più saggio fermarsi e affrontarle\, ci siamo affidati a tre creativi dall’ingegno straordinario\, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce»\, continua don Giacomo Cardinali. \n\n\n\nA dialogare con questo patrimonio sono stati quindi chiamati tre protagonisti della scena contemporanea: JR firma due installazioni site-specific dal forte impatto visivo ed emotivo che interrogano il rapporto tra natura e cultura. «C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo; trasportano voci\, storie e conoscenze attraverso i secoli. La loro forza è immensa\, così come la loro vulnerabilità: la carta non oppone resistenza agli elementi. Portando un’onda nella Biblioteca Vaticana\, DILUVIUM e UNDAE mettono a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e che cosa scegliamo di preservare?» afferma JR. \n\n\n\nBill Moran attraverso i suoi LetterfFish trasforma la tipografia in linguaggio visivo\, dando vita a creature marine composte da lettere\, numeri e segni paragrafematici. «Il privilegio di realizzare un’opera per la Biblioteca Vaticana mi ha permesso di unire il passato al presente\, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d’epoca per creare nuovi LetterFish originali.» sostiene Bill Moran. \n\n\n\nFulvio Pierangelini esplora il legame tra acqua\, cucina e memoria attraverso racconti gastronomici inediti – vere e proprie dichiarazioni d’amore per la materia prima\, osservata e trattata con rispetto e dedizione\, e condita con un filo di sofisticata ironia. «Sono molto felice di essere parte di questo progetto e dell’agenda ad esso collegata – spiega lo chef Fulvio Pierangelini – Nell’una e nell’altra racconterò storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo che questa preziosa biblioteca custodisce con infinita cura e saggezza.» \n\n\n\nUn’ulteriore sezione\, dedicata al Laboratorio di Restauro della Biblioteca Vaticana\, chiude il percorso espositivo. L’acqua rivela ancora una volta la sua duplice natura: causa di degrado\, ma anche strumento fondamentale per la conservazione e la rigenerazione dei materiali librari. \n\n\n\nAQVA\, curata da don Giacomo Cardinali\, Simona De Crescenzo\, Francesca Giannetto e Delio Proverbio\, si configura così non solo come una mostra\, ma come la prima tappa di un progetto culturale capace di connettere discipline\, epoche e sensibilità diverse\, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul fragile equilibrio tra catastrofe e meraviglia\, e un contributo importante alla consapevolezza del nostro rapporto con la natura\, tanto più attuale e urgente quanto è critico il momento che stiamo vivendo. \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027\, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario. Seguiranno presto maggiori informazioni. \n\n\n\nAlcune informazioni sulla Biblioteca Apostolica Vaticana \n\n\n\nLa Biblioteca Apostolica Vaticana è un’istituzione antica\, luogo di conservazione e di ricerca appartenente al Papa e in stretto rapporto con il governo e il ministero della Sede Apostolica. \n\n\n\nDallo Scrinium attestato fin dal sec. IV\, la Vaticana inizia la sua storia moderna con Niccolò V\, che intorno alla metà del ‘400 decise di aprire le collezioni librarie papali agli uomini dotti (“pro communi doctorum virorum commodo”\, Breve del 30 aprile 1451)\, e con Sisto IV\, che diede un assetto più stabile all’organizzazione della Biblioteca con la Bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475. \n\n\n\nDa sempre le sue ingenti collezioni costituite da manoscritti\, materiale d’archivio\, volumi a stampa antichi e moderni\, monete e medaglie\, stampe e disegni\, materiale cartografico e fotografico sono aperte a studiosi qualificati di tutto il mondo senza distinzione di razza\, religione\, provenienza e cultura. La Biblioteca è specializzata nell’ambito delle discipline filologiche e storiche e\, retrospettivamente\, anche teologiche\, giuridiche e scientifiche. \n\n\n\nIl progetto espositivo Catastrofe e Meraviglia e la mostra inaugurale AQVA sono resi possibili grazie alla collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e al sostegno di Intesa Sanpaolo\, partner strategici delle iniziative culturali della Biblioteca Apostolica Vaticana. \n\n\n\nIn particolare\, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fondazione Roma hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che sancisce l’avvio di un gemellaggio triennale tra le due istituzioni\, fondato su una visione condivisa e su una comune missione di valorizzazione\, tutela e divulgazione del patrimonio culturale e artistico. Un sentito ringraziamento va al Presidente della Fondazione Roma\, Franco Parasassi\, per la sensibilità dimostrata nel sostenere il progetto e nel rafforzare il dialogo tra le istituzioni. \n\n\n\n«Collaborare con una istituzione culturale così prestigiosa è per noi motivo di profondo orgoglio\, ma soprattutto un atto di responsabilità verso la collettività – afferma Franco Parasassi\, Presidente di Fondazione Roma – Il gemellaggio triennale con la Biblioteca Apostolica Vaticana non rappresenta solo un sodalizio d’eccellenza\, ma la realizzazione di una visione comune: rendere il patrimonio artistico e culturale una risorsa disponibile\, capace di ispirare\, dialogare con il presente e stimolare una profonda riflessione sul nostro futuro. Con iniziative straordinarie come “AQVA. Catastrofe e Meraviglia” contribuiamo con convinzione a promuovere la nostra comune missione di custodi e divulgatori di cultura\, affinché continui ad essere sempre un bene accessibile per tutti.» \n\n\n\nLa mostra AQVA rinnova inoltre la consolidata partnership con Intesa Sanpaolo\, già protagonista del progetto giubilare e confermata come partner fondamentale per lo sviluppo delle iniziative espositive della Biblioteca Apostolica Vaticana. \n\n\n\nStefano Lucchini afferma: «Sostenere un progetto come “AQVA” è per Intesa Sanpaolo un grande onore: significa contribuire a rendere vivo e accessibile un patrimonio straordinario\, favorendo il dialogo tra la memoria custodita dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e i linguaggi della contemporaneità. È una collaborazione che esprime pienamente il nostro impegno per la cultura\, il sociale\, l’ambiente\, come strumenti di conoscenza. Sono le grandi sfide del presente per accompagnare i giovani a guardare con consapevolezza il futuro.» \n\n\n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 settembre al 14 maggio\, solo nei giorni di venerdì e sabato\, secondo orari e calendario specifici consultabili sul sito ufficiale della mostra. Il venerdì vengono effettuate le visite speciali: un tour serale privato guidato dal personale della Biblioteca\, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. Il sabato la mostra sarà aperta al pubblico con visite ordinarie con audioguida e organizzate in slot orari contingentati. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata almeno 48 ore prima della visita. (I biglietti saranno acquistabili su ticket.it \n\n\n\nInfo e dettagli: www.catastrofeemeraviglia.it 
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SUMMARY:"UN’ALTRA PARTE" al Cometa Off con Lucio Patanè
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 25 al 27 Settembre al Teatro Cometa Off lo spettacolo UN’ALTRA PARTE scritto e interpretato da Lucio Patanè\, che ne ha curato anche le musiche\, arrangiamento ed esecuzione di Francesco Marino\, luci e direzione tecnica di Ruggero Scambia\, regia di Mario Pizzuti. \n\n\n\nUna sedia su una spiaggia\, il tempo indefinito della nostalgia\, le atrocità di una guerra\, l’infanzia rubata\, un orsacchiotto\, un bar e i suoi avventori\, i ricordi scambiati per vita quotidiana. E’ la vita di un uomo qualsiasi\, vittima di una guerra qualsiasi. \n\n\n\nUn uomo senza nome che si racconta abbattendo le barriere temporali. Perché il passato\, per quanto doloroso\, non è una pietra da rimuovere\, ma si può metabolizzarne le ferite solo lasciandolo confluire nel presente. \n\n\n\nE’ la “follia” di un adulto che guarda gli altri\, le cose\, con gli occhi di un bambino: non con rassegnazione\, ma con un incantato distacco; “giudice” imparziale delle proprie e altrui debolezze\, ma proprio per questo capace di accogliere dentro di sé il policromo mondo che lo circonda con umana compassione e comprensione.  \n\n\n\nUn’altra parte è il luogo di chi si è dovuto sradicare abbandonando luoghi e affetti\, un’altra parte è il luogo interiore di chi è rimasto \,ma si è visto portare via tutto. \n\n\n\nPer sua naturale concezione questo atto unico non fa riferimenti precisi a luoghi e periodi storici. Qui\, il peso del passato\, galleggia e si riverbera nel racconto dell’adulto bambino e nei personaggi da lui evocati.
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SUMMARY:Una Striscia Di Terra Feconda Festival
DESCRIPTION:Il festival Una Striscia Di Terra Feconda si terrà dal 25 settembre al 25 ottobre\, alla Casa del Jazz\, al Museo Macro e al Teatro Tor Bella Monaca\, a Roma. \n\n\n\nIl festival di jazz e musiche improvvisate Una Striscia di Terra Feconda\, fondato e diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan\, è nato nel 1998 per promuovere innovazione e ricerca\, valorizzando la diversità musicale e coinvolgendo non solo artisti assai noti ma anche nuovi talenti\,   invitati ad esibirsi in contesti di notevole prestigio \, grazie al Premio Siae e alle residenze: 4-5 artisti- spesso senza mai essersi incontrati prima \, provano per 3-4 giorni le loro composizioni\, creando così’ nuovi gruppi e repertori\, a volte registrati su disco e diffusi grazie a Radio3; l’obiettivo è sostenere forme e linguaggi musicali contemporanei\, sperimentali\, ibridi\, che vadano oltre i generi tradizionali\, promuovendo anche l’incontro tra musica e altre discipline- letteratura\, video\, danza- verso l’interdisciplinarietà.  \n\n\n\n Il festival esiste quindi per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz più sperimentale\, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta qualità.   Attraverso una serie di azioni mirate\, intende sviluppare una proposta culturale che coinvolga il pubblico più vario e al tempo stesso sia in grado di attrarre nuove generazioni\, promuovendo il jazz contemporaneo e le musiche improvvisate come patrimonio culturale vivo e dinamico. La manifestazione rappresenta da decenni un modello di approccio artigianale all’azione culturale\, ogni concerto e’ un pezzo unico\, progettato in piccola scala e che deve poter esistere accanto ai grandi eventi. Incarniamo una diversità molto piu’ ricca di quella promessa da algoritmi che ne ignorano spessore e poetica\, privilegiando i tempi medio-lunghi della creazione artistica e oltre le logiche dello sbigliettamento\, dei grandi numeri\, delle visualizzazioni su Spotify.  \n\n\n\nNel 2026 i concerti si svolgeranno a Roma presso la Casa del Jazz\, il Museo Macro\, il Teatro Tor Bella Monaca\, ma anche nel Lazio\, a Santa Marinella\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri e al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. \n\n\n\nDopo le due anteprime di Santa Marinella\, con l’Anno che verrà\, presentato dal trio Servillo\, Girotto\, Mangalavite e Canto Conte con Ilaria Pilar Potassini & Angelo Valori & Medit Orchestra\, il festival prende il via ufficialmente\, venerdì 25 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz di Roma con il trio Riessler\, Melozzi e Riessler. Il trio riunisce tre voci distintive della musica europea contemporanea: Enrico Melozzi (violoncello)\, Michael Riessler (clarinetto basso) e Lorenzo Riessler (batteria). All’inizio della sua carriera\, Melozzi ha lavorato a stretto contatto con Riessler come suo assistente\, in un periodo in cui Michael Riessler era già una figura artistica affermata. Questa storia condivisa ha creato una profonda intesa musicale e un’interazione altamente intuitiva. Radicato nel jazz\, nella musica contemporanea e nell’improvvisazione\, il trio si muove con naturalezza tra composizione e spontaneità. La combinazione di violoncello\, clarinetto basso e batteria apre un ampio spettro espressivo\, da trame liriche a passaggi ritmicamente intensi\, riflettendo anche il percorso artistico di Melozzi come direttore musicale\, dal Festival di Sanremo fino a dirigere al Teatro alla Scala. Sabato 26 settembre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Roberto Gatto Trio con Marco Molendini in Around Miles and Trane. Miles Davis e John Coltrane: due geni della musica\, due inventori immaginifici\, due simboli di un’America creativa\, due amici legati da una storia profondamente connessa. Per rievocare la loro forza contagiosa\, tutt’ora fortemente evocativa\, Roberto Gatto e Marco Molendini uniscono musica e parole\, suoni e storie in un viaggio libero\, costruito per rendere omaggio a quei due maestri del jazz con gli occhi e le orecchie di oggi. Una produzione originale per questa edizione di Una Striscia di Terra Feconda. Un doppio appuntamento per domenica 27 settembre: in mattinata. Alle 11\,00\, alla Casa del Jazz\, Ludus Gradus\, Cerchi Concentrici. Indagini disegnate e partiture musicali dialogano nell’architettura del qui e ora. Ludus Gravis è un ensemble di soli contrabbassi dedito alla ricerca e all’esplorazione di nuova musica. È nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato e fin dal suo debutto nel 2010 ha rappresentato un’autentica novità nel panorama musicale contemporaneo\, attirando l’attenzione dei maggiori compositori e ricevendo inviti dai più prestigiosi festival musicali europei. Alle 18\,00\, sempre alla Casa del Jazz\, Lorenzo Simoni Quartet con Javier Girotto. Lorenzo Simoni\, Vittorio Solimene\, Giulio Scianatico e Fabrizio Doberti incontrano Javier Girotto\, sassofonista argentino di fama internazionale\, dando vita ad un quintetto inedito. Non si tratta di un semplice quartetto con ospite bensì di un vero e proprio gruppo con un suo repertorio ed una sua identità. Il sassofonista argentino è affiancato da un quartetto pluripremiato\, attivo dal 2022 e formato da alcuni dei migliori musicisti del panorama nazionale. In repertorio saranno presenti composizioni edite ed inedite di Girotto e Simoni. Doppio appuntamento\, venerdì 2 ottobre\, alla Casa del Jazz\, alle 19\,30\, Sarah Chaksad Quartet. Da oltre dieci anni Sarah Chaksad è una delle voci più interessanti del jazz europeo\, distinguendosi con i suoi ensemble di medie e grandi dimensioni. Sassofonista e compositrice svizzera\, ha conquistato il pubblico e la critica internazionale grazie a produzioni originali e concerti di grande impatto. Con il suo nuovo quartetto\, Sarah Chaksad apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico\, presentando composizioni e arrangiamenti inediti. A seguire\, A forza di essere vento con Maria Laura Baccarini\, voce e Hélène Labarrière\, contrabbasso.Fabrizio De André non ha avuto modo di attraversare il confine verso il terzo millennio\, se n’è andato poco prima. E chissà cosa avrebbe scritto se avesse potuto osservare le trasformazioni di questo mondo… il concerto e’ interamente basato su canzoni di Fabrizio De André. Un duo: contrabbasso e voce umana. Solo corde\, per lasciare alla profondità delle parole tutto il suo spazio. Ancora un doppio appuntamento\, sabato 3 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 19\,30\, Residenza “Una Striscia di Insulae Mediterranee” (bando di concorso nazionale) Gruppo Under 35: vincitore VMV Trio feat. Laurent Dehors. Il VMV Trio nasce dall’incontro di tre giovani musicisti pugliesi: Vincenzo Di Gioia (‘03) al sax alto\, Marco Cutillo (’01) alla chitarra e Vito Tenzone (‘99) alla batteria\, fra i più talentuosi e promettenti musicisti pugliesi della loro generazione. Il Trio si concentra sulla ricerca\, attraverso perlopiù composizioni originali\, di sonorità personali e identificative\, vicine al mondo del jazz contemporaneo e della musica da film. Ospite del trio il clarinettista Laurent Dehors. A seguire\, Jacky Molard Quartet. Dopo oltre trent’anni trascorsi a rinnovare profondamente la musica popolare bretone\, aprendola alle infinite suggestioni delle musiche del mondo\, il violinista Jacky Molard ha dato vita a un quartetto insieme a Hélène Labarrière (contrabbasso)\, Yannick Jory (sassofoni) e Janick Martin (fisarmonica). I quattro musicisti provengono da percorsi artistici molto diversi e continuano a sviluppare la propria attività in ambiti eterogenei\, dal jazz alla musica tradizionale\, dalla classica alla danza contemporanea. Proprio dall’incontro tra queste esperienze nasce un linguaggio musicale originale\, in cui ciascuno accoglie e trasforma il mondo sonoro dell’altro\, contribuendo a un’identità collettiva unica. Nuovo doppio appuntamento\, domenica 4 ottobre\, alla Casa del Jazz. Alle 18\,00\, Thomas Lasca Quartet ospite Javier Girotto “Prime Parole”. Prime Parole è il primo progetto da solista del giovane chitarrista marchigiano Thomas Lasca\, affiancato da Emilio Marinelli (pianoforte e synth) e da Andrea Elisei (batteria e drumpad). Dopo diversi lavori discografici come co-leader e sideman\, Lasca decide di dare forma ad un sound che negli anni si è plasmato attraverso tutte sue composizioni originali ed inedite. Per fare ciò si avvale di una formazione piuttosto particolare dove il ruolo del basso viene diviso tra la chitarra e il piano\, con la batteria che fa da collante e da motore ritmico del gruppo. Per impreziosire la vena melodica dei brani Lasca si affida al sax soprano e baritono di Javier Girotto\, ovvero una delle personalità più importanti e forti del panorama jazzistico e non solo nazionale ed internazionale. A seguire\, Canto Conte Trio\, Ilaria Pilar Patassini interpreta le canzoni di Paolo Conte.Canto Conte è il nuovo progetto di Ilaria Pilar Patassini\, qui in veste di interprete e ideatrice\, dedicato a una rilettura del mondo delle canzoni Paolo Conte e che ha avuto un grande riscontro a livello di critica tanto da risultare finalista della cinquina del Premio Tenco 2025 nella categoria Miglior Interprete. Nella versione in trio\, Pilar presenta il progetto Canto Conte in una veste essenziale e intensa\, accompagnata da Simone Sansonetti alla chitarra e da Andrea Colella al contrabbasso. Un live che restituisce la ricchezza di sfumature\, l’ironia sottile e la profondità poetica dell’universo di Paolo Conte. Mercoledì 7 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro di Tor Bella Monaca\, il duo Javier Girotto e Vince Abbracciante. Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso\, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica\, strumento popolare (se si puo dire)\, che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo\, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo tradizionale. Ma l’italiano Vince Abbracciante (giovane nuovo talento della fisarmonica) e l’argentino Javier Girotto\, lirici e molto melodici\, cercando sempre conversazioni intimiste\, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di «stile» al suo grado più alto di compimento estetico e di poesia sentimentale. Insieme i due artisti propongono una musica originale\, regalando «nuovi ponti tra il jazz\, il folclore\, il tango»\, Improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo. Giovedì 8 ottobre\, alle 19\,30\, ritorno alla Casa del Jazz\, con un doppio appuntamento\, Il Premio SIAE Top Jazz\, un riconoscimento nato dalla collaborazione tra la SIAE e il prestigioso mensile Musica Jazz per valorizzare i migliori talenti e i vincitori del celebre referendum Top Jazz. Il trombettista toscano Jacopo Fagioli\, vincitore del premio “Nuovo Talento” al Top Jazz 2025\, presenterà Dialogue \, il suo secondo album da leader. Alla guida di un quartetto con Davide Strangio (chitarra)\, Amedeo Verniani (contrabbasso) e Mattia Galeotti (batteria)\, Fagioli propone un suono contemporaneo con incursioni elettroniche\, dove la scrittura rigorosa si fonde all’improvvisazione pura. Il progetto esplora il concetto di dialogo come confronto su temi complessi quali potere\, crisi climatica e identità. A seguire\, Ambrosetti\, Angeleri\, Esposito trio. Il sodalizio tra il pianista Claudio Angeleri\, il flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito nasce negli anni Novanta come colonna sonora di diversi progetti multidisciplinari in cui l’improvvisazione si intreccia con la letteratura\, il teatro e la luce grazie al contributo di diversi artisti. Le musiche originali\, a firma di Angeleri e Ambrosetti\, insieme ad una selezione di alcune composizioni di Thelonious Monk e standards del jazz costituiscono il repertorio. Sabato 10 ottobre\, alle 19\,30\, alla Casa del Jazz\, Franco D’Andrea\, piano solo. Con oltre 160 dischi incisi in Italia e all’estero e 20 premi Top Jazz vinti nella sua carriera\, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni.  L’iridescente arte di Franco D’Andrea è un poliedro tendente alla sfera. L’oceanica immensità della sua costante ricerca di un linguaggio personale all’interno della tradizione jazzistica trova in questa quasi un’ora di musica in piano solo una rappresentazione adamantina. Una straordinaria panoramica sul suo pensiero musicale libero da manierismi di sorta e costantemente alla ricerca di un’espressività autentica e profonda. Musica di una caparbietà gentile\, appuntita\, magmatica\, scattante e raffinata. Travolgente e coerente allo stesso tempo. Mirabilmente in bilico tra Apollo e Dioniso. Intensamente personale\, completamente jazz. ll piano solo rappresenta nel jazz – afferma Franco D’Andrea – una delle occasioni più adatte per ricercare\, improvvisando\, nuove combinazioni musicali\, con esiti imprevedibili. In un’epoca in cui nella maggior parte dei casi si maneggiano forme\, estetica e arte con i guanti dell’anatomopatologo a proteggersi dalla formalina\, Franco e la sua musica sono una delle luci più forti in una notte buia. Un faro da seguire per superare un mare scuro e viscoso in bonaccia. Domenica 11 ottobre\, alle 18\,00\, alla Casa del Jazz\, Alta Formazione Jazz\, tre progetti nati dalla collaborazione con importanti istituzioni formative. Nel corso della serata si avvicenderanno tre formazioni. In apertura\, il debutto di “Wildflowers”\, un prestigioso ensemble nato dalla collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno\, con\,Elena Paparusso voce\, Mario Sacchettino voce\, Pasquale Geremia sassofono tenore\, Giada De Priscochitarra\, Carmine Storzillo pianoforte\, Christian Trotta basso elettrico e Riccardo Leone batteria. Il nome evocativo\, oltre a richiamare la spontaneità dei fiori selvatici\, rende omaggio a uno dei brani manifesto di Wayne Shorter\, tra i più grandi e rivoluzionari compositori della storia del jazz. Questo tributo ideale si lega profondamente al cuore del progetto\, formato da alcuni dei migliori talenti dell’Istituto: musicisti in parte già avviati alla professione che\, pur condividendo una solida radice accademica comune\, hanno saputo intraprendere e coltivare direzioni stilistiche uniche e personali. Il repertorio della serata sarà interamente costruito sulle composizioni originali scritte dagli stessi studenti\, scelta volta a valorizzare la ricerca espressiva e l’originalità di ciascun componente. “Wildflowers” diventa così l’espressione di una cornice ampia e inclusiva: un linguaggio artistico capace di accogliere\, valorizzare e far fiorire le sfumature irripetibili di ogni singola identità\, valorizzando il talento creativo delle nuove generazioni di musicisti formate dal Conservatorio di Musica “G. Martucci” di Salerno. A seguire\, Roberto Ottaviano Chansons en trois couleurs\, in collaborazione con il Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari. Chanson en trois couleurs nasce dall’idea che esista una sottile linea transalpina capace di unire\, al di là dei confini geografici\, lo spirito di alcuni fra i più grandi musicisti francesi e italiani. È una terra comune fatta di lirismo\, di eleganza e di una naturale vocazione cinematografica della scrittura musicale: composizioni che raccontano storie\, evocano paesaggi\, custodiscono memorie e aprono nuovi orizzonti. Attraverso le musiche di Henri Texier\, Enrico Rava\, Aldo Romano\, Roberto Gatto\, Michel Portal\, Enrico Pieranunzi ed altri autori che hanno segnato questo percorso\, il progetto rende omaggio a una tradizione musicale che ha saputo intrecciare il jazz europeo con la cultura mediterranea. A chiudere la serata\, Rosario Giuliani Hammond Jazz trio\, in collaborazione con Saint Louis College of Music. Un progetto che nasce tra le aule del Saint Louis College of Music e prende vita sul palco grazie all’incontro tra esperienza\, formazione e creatività. Il Rosario Giuliani “Organ Trio” rappresenta il risultato di un percorso artistico sviluppato sotto la guida di Rosario Giuliani\, tra i più autorevoli sassofonisti del panorama jazz italiano e internazionale. Il concerto propone un repertorio che alterna composizioni originali di Rosario Giuliani a una selezione di standard della tradizione jazz\, rivisitati attraverso arrangiamenti originali pensati per una formazione che valorizza il timbro caldo e inconfondibile dell’organo Hammond\, strumento simbolo della storia del jazz\, del soul e del blues. Martedì 13 ottobre\, alle 21\,00\, al Teatro Tor Bella Monaca\, Gabriele Coen/ Donatella Patino Quintet “Respiro”. Il concerto ripercorre\, insieme alla rilettura coreografica di Donatella Patino “Respiro\, musica e danza in dialogo” le tappe più importanti della attività compositiva di Gabriele Coen\, ma anche le musiche per il teatro e la danza. In questa formazione la musica si arricchisce dell’interpretazione improvvisativa e coreografica che esplora i simbolismi legati all’atto del respiro. Un dialogo continuo in cui suono e movimento si scambiano costantemente il ruolo di guida creando suggestioni e paesaggi sonori coinvolgenti.  Ogni respiro è un tempo. Ogni suono è spazio d’ascolto. Donatella Patino collabora da tempo con Gabriele Coen\, interessato al lavoro sull’intercodice con particolare attenzione all’Incontro tra suono e gesto. Domenica 18 ottobre\,alle 18\,00\, all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri\, Note di Piacere\, tratto da Il Piacere\, di Gabriele D’Annunzio\, con Barbara Bovoli. voce narrante e Paolo Damiani contrabbasso\, e composizioni. Lo spettacolo vuole fuggire la canonica forma del reading\, fa propria l’improvvisazione tipica della jam session jazz\, diventa un dialogo tra voce e note\, un happening ogni sera diverso\, ogni concerto\, un’esperienza unica. Sabato 24 ottobre\, alle 18\,00\, ingresso gratuito\, al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone\, Paolo Damiani “Last Land Band”. Il nuovo progetto di Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone\, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus (Good bye pork pie hat)\, Rodriguez (Rabo de nube)\, Ramirez (Alfonsina y el mar)\, Jony Mitchell (A case of you)\, Haden (Song for Che) \, nonché brani dei Beatles e di De Andre’. Paolo Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta\, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo\, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali\, il chitarrista ha elaborato la grande lezione del miglior Rock (Cream\, Hendrix\, Beck…) attraverso la conoscenza e la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo progetto hanno coinvolto Elena Paparusso\, tra le più emozionanti voci del jazz italiano\, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così come della sperimentazione. Chiusura di Una Striscia Di Terra Feconda\, domenica 25 ottobre\, alle 17\,00\, con un doppio appuntamento\, a ingresso gratuito\, al Museo Macro. Ad aprire il duo composto da Mederic Collignon\, tromba e Christophe Monniot\, sassofono. L’uno sembra avere lo strumento più malinconico e introspettivo\, l’altro apparentemente l’utensile più brillante e dall’espressione più solare\, ma sono tutto tranne che due artisti “classici” e ben ordinati nei cassetti del suono e dell’espressione: possono mutare aspetto in piena libertà̀\, con agilità e flessibilità. La loro complicità dura da diversi decenni\, attraverso ogni sfumatura del jazz e delle musiche elettriche o sinfoniche. Il loro vocabolario è prolisso e consente una libertà totale\, delineando contorni interiorizzati di una riservatezza marcata o i raggi di un’espressività traboccante. Libertà\, libertà e ancora libertà! Ma con il legame che li unisce come le ali di un uccello\, senza mai mollare la tensione tra loro. Talvolta una campana indiana\, talvolta un flauto armonico (overtone)\, certi suoni appariranno come foto di viaggi in mezzo alle impennate di energia. A seguire\, Eric Sèva e Daniel Zimmerman\, due solisti d’eccezione che hanno deciso di prolungare la loro esperienza comune esplorando una formula intimista e del tutto inedita: il duo sax baritono / trombone\, una combinazione di suoni che sprigiona una vibrazione calda\, profonda e potente… Il repertorio attinge a un folklore immaginario comune\, dove si intrecciano composizioni originali e molteplici musiche popolari del XX secolo e soprattutto di tutto il mondo.  \n\n\n\nLa manifestazione è ritenuta dalla critica specializzata tra le più originali e innovative in Europa\, nella graduatoria nazionale relativa alla Qualità’ Artistica dei 19 Festival storici\, stilata dal Ministero della Cultura\, Una striscia di terra feconda risulta al secondo posto in Italia. Nel 2022 il festival ha vinto il Premio Gender Equality assegnato dalla Federazione nazionale del jazz italiano\, per la consistente presenza di artiste donne nel programma.  \n\n\n\nLa rassegna fa parte delle più importanti reti europee di jazz\, EJN e I-JAZZ. \n\n\n\nDiverse prestigiose istituzioni italiane sostengono il festival: il Ministero della Cultura \, la la Regione Lazio\, il Comune di Roma (Municipio II)\, Zetema\, la SIAE (main sponsor)\, la Fondazione Musica per Roma – Auditorium Parco della Musica\, la Casa del Jazz\, Institut Français in Italia- Ambasciata Francese a Roma\, la Fondazione Nuovi Mecenati\, Goethe Institut\, il Museo Macro\, RAI Radio 3 (media partner)\, il Centro di Produzione Insulae Lab\, MIDJ\, Puglia Sounds\, Azienda Speciale PalaEXPO\, Promu\, Musica Jazz\, il Teatro di Tor Bella Monaca\, I-jazz\, il Conservatorio di Salerno\, il Conservatorio di Bari\, il Conservatorio di Frosinone\, la Scuola Saint Louis\, i Comuni di Santa Marinella e Velletri \n\n\n\nINFO: 349 2643452
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SUMMARY:A Ravenna\, "Le forme del jazz a venire"
DESCRIPTION:Torna in scena a Ravenna la manifestazione musicale Le forme del jazz a venire\,organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”\, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. La seconda edizione dell’iniziativa\, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (25-26 settembre e 2-3 ottobre)\, darà visibilità a gruppi jazz composti da giovanissimi musicisti emergenti il cui talento è tale da poter aprire loro le porte della scena professionale più elevata. \n\n\n\nL’età media degli artisti coinvolti in “Le forme del jazz a venire” è di 29 anni. E a mettere in ulteriore risalto l’elemento anagrafico contribuisce anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano\, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile. \n\n\n\nI gruppi in cartellone sono tutti trii\, guidati da giovani leader dagli orientamenti musicali già ben delineati: le cantanti Lisa Manara e Ada Flocco\, il chitarrista Francesco Merli e il pianista Vincenzo Bosco. Il loro approccio al jazz è consapevole e informato delle vicende storiche della musica afroamericana ma contemporaneamente è aperto all’ispirazione che proviene dalle musiche di altri continenti oltre che dai linguaggi popolari. \n\n\n\n“Le forme del jazz a venire” esordisce venerdì 25 settembre con il trio della cantanteLisa Manara. Sostenuta da una strumentazione inconsueta (la chitarra di Fabio Mazzini e la batteria di Paolo Rubboli)\, la vocalist imolese proporrà “Capo Verde\, canta l’incontro”\, progetto che si ispira alle musiche interpretate da Cesária Évora\, elegante ambasciatrice della musica di Capo Verde nel mondo. Nella scaletta trovano spazio anche brani di cantautori contemporanei quali Mayra Andrade e Bonga. Un viaggio sonoro che è un crogiolo di esperienze e culture differenti\, fra tradizione latino-europea e antiche radici africane. \n\n\n\nLa programmazione del primo fine settimana sarà completata\, sabato 26 settembre\, dall’esibizione del chitarrista Francesco Merli. Il trio del musicista imolese\, come le altre formazioni da lui create\, evidenzia una sconfinata passione per le sonorità afroamericane\, spaziando dallo swing al funk. \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre\, con il concerto di Ada Flocco\, prenderà il via il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire”. Assieme alla Flocco\, nel suo trio “Trame”\, troviamo il contrabbassista Andrea Esperti e il chitarrista Saverio Zura\, che è una presenza musicale assidua al fianco della cantante abruzzese in diversi contesti. \n\n\n\nIl trio del pianista Vincenzo Bosco salirà sul palco per la serata conclusiva\, sabato 3 ottobre. Bosco è attratto dai materiali musicali che hanno una storia da raccontare\, e così è anche nel progetto “Loom” che eseguirà in questa occasione. Tramite l’improvvisazione\, il pianista infonde la propria personalità nelle varie estetiche musicali che lo ispirano. \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 25 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nLISA MANARA TRIO \n\n\n\n“Capo Verde\, canta l’incontro” \n\n\n\nLisa Manara – voce; Fabio Mazzini – chitarra; Paolo Rubboli – batteria \n\n\n\nSabato 26 settembre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nFRANCESCO MERLI TRIO \n\n\n\n“Zughé” \n\n\n\nFrancesco Merli – chitarra; Sergio Mariotti – contrabbasso; Tommaso Stanghellini – batteria \n\n\n\nVenerdì 2 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nADA FLOCCO TRIO \n\n\n\n“Trame” \n\n\n\nAda Flocco – voce\, effetti; Saverio Zura – chitarra\, effetti; Andrea Esperti – contrabbasso\, effetti \n\n\n\nSabato 3 ottobre \n\n\n\nRavenna\, Cisim di Lido Adriano\, ore 21:30 \n\n\n\nVINCENZO BOSCO TRIO \n\n\n\n“Loom” \n\n\n\nVincenzo Bosco – pianoforte; Raffaele Guandalini – contrabbasso; Francesco Benizio – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it\,  \n\n\n\nwebsite: www.leformedeljazzavenire.it \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nCisim: Viale G. Parini 48\, Lido Adriano (Ravenna).
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SUMMARY:"Marina Bindella. Cosmografie" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:L’esposizione raccoglie circa quaranta opere — tra dipinti\, xilografie\, acquerelli e grandi installazioni polittiche — che documentano gli sviluppi più recenti della ricerca di Marina Bindella. \n\n\n\nFondata sull’indagine del segno come principio generativo della forma\, della luce e dello spazio\, la mostra presentalavori realizzati dal 2020 a oggi\, accanto ad alcuni significativi affondi in periodi precedenti\, includendo anche una selezione di libri d’artista. Il percorso attraversa serie e nuclei tematici legati alle origini della materia\, alla struttura dell’universo\, alla percezione del tempo e alle potenzialità generative del segno.
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LOCATION:Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese\, Via Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4\, Roma\, ITA\, 00197\, Italia
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SUMMARY:"La materia della vita"\, personale di Antonio Barbieri a Certaldo
DESCRIPTION:Dal 26 settembre all’8 febbraio le sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo (FI) saranno abitate dalla nuova personale di Antonio Barbieri La materia della vita\, a cura di Davide Sarchioni.  \n\n\n\nQuando la tèchne incontra il logos\, la tecnologia torna a essere ciò che era all’origine: uno strumento nelle mani dell’uomo\, capace di trasformare la materia in pensiero e il gesto in poesia. È nelle mani dello scultore Antonio Barbieri che questa origine si riattiva – tra forme naturali\, macchine evolute e immaginazione – nel nuovo progetto espositivo negli spazi medioevali di uno dei palazzi storici della Toscana\, oggi casa del contemporaneo\, tra le architetture e gli affreschi della ex sede del Vicariato fiorentino.  \n\n\n\nCosa accadrebbe se fosse possibile vedere ciò che i nostri occhi non possono percepire? Se i dati\, gli algoritmi e le relazioni invisibili che governano la crescita di una pianta\, l’evoluzione delle specie o l’organizzazione della materia potessero assumere una forma fisica? È da questa domanda che prende avvio la ricerca di Antonio Barbieri\, una delle più originali nel panorama artistico italiano della sua generazione\, che nel tempo ha sviluppato un linguaggio autonomo e riconoscibile\, in un territorio di confine nel quale scultura\, scienza e tecnologia convivono e si alimentano reciprocamente. \n\n\n\nScanner e sistemi di acquisizione dati\, fotogrammetrie e algoritmi\, modellazione e stampa 3D sono strumenti e processi attraverso cui l’artista amplia le proprie capacità di osservazione\, acquisendo e interpretando informazioni che sfuggirebbero all’esperienza diretta. È l’artista che crea l’algoritmo e poi attraverso il gesto creativo lo interpreta\, lo scompone e lo trasforma. La tecnologia torna così ad essere subordinata al fare artistico\, riaprendo a Palazzo Pretorio il secolare dialogo tra tecnica e creazione. Attraverso la sua sapiente manualità\, ciò che appartiene alla dimensione invisibile acquista corpo e viene tradotto in forme vibranti e poetiche. Barbieri modella\, assembla e dipinge a mano le proprie sculture in un confronto diretto con le qualità fisiche dei materiali: la centralità del fare si estende fino alla progettazione di alcuni degli stessi strumenti impiegati nella ricerca\, ideati o modificati dall’artista in funzione delle specifiche esigenze del lavoro.  \n\n\n\nDa questi processi nascono presenze complesse\, sospese tra naturale e artificiale\, realtà biologica e potenzialità immaginativa\, che evocano ramificazioni vegetali\, coralli\, microrganismi\, fossili o creature sconosciute quasi provenissero da un passato lontano e primigenio e\, nello stesso tempo\, appartenere a una dimensione futuribile. Esse non riproducono la natura ma ne interpretano le regole profonde e ne esplorano le potenzialità formali\, poiché ogni opera nasce da un processo creativo irripetibile durante il quale l’artista\, durante il suo operare\, accoglie lo stupore e il senso di meraviglia suscitati dalla continua scoperta. \n\n\n\nInnestandosi negli spazi di Palazzo Pretorio\, La materia della vita attraversa differenti livelli di organizzazione del vivente: dagli alberi filogenetici alle strutture generate dall’elaborazione di dataset biologici\, dalle Chimere\, nate dalla fusione di elementi appartenenti a organismi differenti\, fino alle opere che integrano sistemi robotici e processi generativi. La mostra presenta un corpus di lavori inediti e site-specific pensati per i diversi ambienti del Palazzo\, che non restituiscono l’immagine di una natura immobile\, ma di un universo in continuo divenire\, nel quale forme\, relazioni e trasformazioni rendono percepibili le connessioni profonde che attraversano il mondo vivente e trovano nella materia nuove formulazioni plastiche.  \n\n\n\nNel confronto continuo tra uomo e macchina\, tra innovazione e tradizione\, tra precisione scientifica e sensibilità artistica\, il lavoro di Barbieri ruota attorno alla possibilità di un rinnovamento della scultura nell’era tecnologica e digitale\, dove l’innovazione non coincide con l’abbandono della manualità\, ma con l’ampliamento delle modalità attraverso cui la materia può essere pensata e trasformata. Come la prospettiva nel Quattrocento contribuì a ridefinire la rappresentazione dello spazio\, le tecnologie contemporanee estendono oggi il campo del visibile e\, con esso\, gli strumenti attraverso cui l’artista può interrogare la forma. Non si tratta di sovrapporre due rivoluzioni lontane\, ma di osservare come il mutamento degli strumenti della conoscenza abbia continuamente aperto\, nella storia dell’arte\, nuovi territori per l’immagine e per la scultura.  \n\n\n\nIl progetto\, concepito appositamente per gli ambienti del Palazzo che negli ultimi anni ha aperto un’importante finestra sull’arte contemporanea con le mostre di Vincenzo Marsiglia\, Thomas Lange\, Valentina Palazzari\, Oliviero Rainaldi e Alfredo Rapetti Mogol\, è organizzato da Exponent in collaborazione con la galleria NM Contemporary – Monaco con il patrocinio del Comune di Certaldo e del Consiglio Regionale della Regione Toscana. \n\n\n\nOrario:Da settembre a ottobre: 10:00-13:00 e 14:30-19:00Da novembre a febbraio: 10:00-13:00 e 14:30-16:30Martedì: chiusuraSabato e domenica: 10:00-13:00 e 14:30-17:30Info: 0571 661219Mostra a cura di: Davide SarchioniCoordinamento e progetto di allestimento: Exponent S.r.l.
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SUMMARY:KPOP IDOL SHOW - Tributo Live e Meet & Greet al Teatro Orione
DESCRIPTION:Il ritmo travolgente\, l’energia e i colori del pop coreano sono pronti a conquistare il cuore della Capitale. Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20:30\, il Nuovo Teatro Orione aprirà le sue porte a un appuntamento unico nel suo genere: debutta infatti il KPOP IDOL SHOW – Tributo Live e Meet & Greet\, un evento speciale nato dalla collaborazione tra il Nuovo Teatro Orione\, Never Seen SRL e Feste Spettacolo. \n\n\n\nConcepito come un vero e proprio viaggio nell’universo visivo e musicale che sta spopolando a livello globale\, lo spettacolo si propone come un tributo artistico interamente ispirato alle atmosfere del celebre successo internazionale “K-Pop: Demon Hunters”.  \n\n\n\nA dare vita a questa magica avventura sarà un gruppo di straordinari talenti del panorama artistico\, pronti a ricreare l’inconfondibile dinamismo delle iconiche performance coreane. Le potenti voci protagoniste di Eleonora Segaluscio\, Simona Foschetti ed Emanuela Saccardi guideranno la narrazione musicale\, impreziosita dalla partecipazione straordinaria di Claudia Portale. Ad assicurare la spettacolarità visiva dello show ci penserà un cast di performer d’eccezione composto Salvatore Iavarone\, Andrei De Guia\, Austin De Guia\, Alessio Petrolati e Luca Caraffa. \n\n\n\nMa le sorprese non si esauriranno con il calare del sipario. Al termine dello spettacolo\, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare di persona gli artisti. Grandi e piccini potranno così scattare una foto ricordo insieme ai protagonisti direttamente sul posto\, immortalando l’energia e le emozioni di una serata indimenticabile pensata per far sognare tutta la famiglia. \n\n\n\nI biglietti per l’evento sono già disponibili in formato E-Ticket sulla piattaforma ufficiale Vivaticket e presso tutti i rivenditori autorizzati.  \n\n\n\nInfo:  \n\n\n\nDettagli dell’evento: \n\n\n\nBiglietti online: Vivaticket
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SUMMARY:Al via la nuova stagione del Piccolo Teatro di Prova della Compagnia della Farsa
DESCRIPTION:Riapre i battenti il Piccolo Teatro di Prova\, uno dei teatri più piccoli d’Italia che\, dopo aver fatto molto parlare di sé per essere nato all’interno di una vecchia falegnameria all’Alessandrino\, si prepara a una stagione ricca di novità. Dalla pialla al palcoscenico: lo spazio culturale ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ripartire con entusiasmo e lancia il suo nuovo cartellone\, firmato dalla Compagnia della Farsa. I due giovani fondatori\, gli attori Luca Pennacchioni e Claudia Spedaliere\, che fin dal primo momento hanno scommesso sulla rigenerazione della periferia attraverso l’arte scenica\, inaugurano la stagione con una speciale iniziativa solidale: “Sedia per due”\, un patto di generosità dedicato a tutta la comunità. Ispirata al celebre cult cinematografico Una poltrona per due\, l’iniziativa permette a chiunque di acquistare una poltrona “simbolica”\, apponendovi il proprio nome ma lasciandola a disposizione di chi vorrebbe assistere a uno spettacolo ma non può permettersi il costo del biglietto. Una sedia che diventa così «metà tua e metà del quartiere»\, simbolo concreto di riscatto sociale\, appartenenza alle radici di una comunità che si muove\, si sostiene. Sulla seduta prescelta verrà incisa una targhetta con il nome del donatore: quel posto accoglierà giovani\, anziani o residenti in difficoltà\, trasformando ogni sostenitore in un vero e proprio custode della cultura.  \n\n\n\nLa rassegna: “Comici al Piccolo”  \n\n\n\nIl cartellone dei prossimi mesi vedrà alternarsi sul palco commedie brillanti\, monologhi d’autore e serate di satira in una dimensione raccolta e suggestiva\, capace di annullare la barriera tra attore e pubblico\, dove risate e respiri risuonano vicini come nel salotto di casa. La rassegna\, intitolata “Comici al Piccolo”\, partirà il 26 e 27 settembre con la stessa Compagnia della Farsa in “Sfratto d’amore”\, per la regia di Vittorio Rombolà. Un appartamento che è insieme casa e palcoscenico. Tra terapie di coppia a pagamento e liti mai davvero risolte\, il pubblico scopre che ciò che succede in scena è quello che succede ogni giorno. È il primo testo originale scritto e portato in scena dalla Compagnia della Farsa\, dopo anni di regie e interpretazioni di altri autori. Il 4\, 18 ottobre e 22 novembre e 20 dicembre sarà sul palco il comico Dani Bra. Quattro serate all’insegna della grande comicità romana. Il 10 ottobre\, il 14 novembre e il 6 dicembre sarà la volta della cantante Giò di Sarno\, che intreccia la grande tradizione musicale napoletana e romana con momenti di intensa recitazione. Il 25 ottobre e il 21 marzo arriva l’energia del comico Claudio Sciara\, tra battute taglienti e uno sguardo acuto e dissacrante sul quotidiano. Il 7 e 8 novembre l’attrice Alessandra Merico\, in un mix esplosivo di alto e basso\, cultura\, trash e stereotipi di genere. Il 15 novembre l’attore Giorgio Gori con un tributo ai grandi “Giorgio racconta Walter e Chiari si offende”. Il 29 novembre il duo comico I Sequestrattori\, Christian Generosi e Barbara Boscolo\, una delle coppie comiche più amate della scena italiana\, con un passato da protagonisti a Zelig\, Zelig Off e Sabato Italiano su Rai 1. La prima parte della stagione si chiude con Gaspare di Stefano\, 12 e 13 dicembre\, in un esilarante e surreale viaggio tra note rubate e colpi di scena con “Gigi\, ma che jazz fai?!”. Da novembre a febbraio arriva anche il teatro per bambini a cura di Giovanna Cappuccio. Nel 2027 sul palco\, invece\, si avvicenderanno Mago Auro\, Welcomedy\, Roberto Ranelli\, Trio Vita\, Morte e Miracoli\, Marco Capretti e Beba Albanesi\, Salvatore Mazza\, Enzo Casertano e Alessandra Merico\, Marina Vitolo e il ritorno della Compagnia della Farsa. 
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LOCATION:Piccolo Teatro di Prova della compagnia della Farsa\, Via del Campo\, 16\, Roma\, ITA\, 00172\, Italy
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SUMMARY:ASTOR - Un secolo di tango al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:La nuova stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre mercoledì 30 settembre (ore 20.30) al Teatro Olimpico\, con l’allestimento rinnovato\, intenso e coinvolgente\, di ASTOR – Un secolo di tango\, spettacolo del Balletto di Roma dedicato ad Astor Piazzolla\, in scena fino a venerdì 2 ottobre. \n\n\n\nProssimo allo straordinario traguardo delle 100 recite tra Italia e l’estero\, lo spettacolo si presenta in una versione originale che attraversa la vita e l’universo artistico del maestro: la sua musica\, gli incontri e le esperienze che ne hanno alimentato la straordinaria creatività\, contribuendo a trasformarlo in una leggenda e nel simbolo di una nuova idea di musica. \n\n\n\nA guidare questo percorso\, nato dal concept di Luciano Carratoni e con la regia dell’argentinoCarlos Branca\, sono la musica dal vivo di Mario Stefano Pietrodarchi\, al bandoneón e alla fisarmonica\, la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli e la presenza di Leonardo e Cristina Elias\, interpreti della tradizione più autentica del tango\, insieme agli otto Solisti del Balletto di Roma. \n\n\n\nNato nel 2021 in occasione del centenario della nascita di Piazzolla\, ASTORracconta un viaggio. Ambientato simbolicamente in un porto\, un luogo sospeso tra partenze e approdi\, tra onde e vento\, dove chi parte porta con sé il desiderio di trovare una nuova terra e una nuova possibilità di rinascita. È il viaggio compiuto dai genitori di Piazzolla dall’Italia nei primi del Novecento\, ma anche quello\, universale\, di tutti coloro che nel viaggio hanno cercato e continuano a cercare una nuova speranza. \n\n\n\nIl vento e il mare diventano così la musica invisibile che accompagna Piazzolla per tutta la vita\, sospingendone la ricerca dall’Argentina agli Stati Uniti fino all’Europa\, attraverso l’esplorazione e la contaminazione di linguaggi musicali differenti. Da questo incessante processo di ricerca nasce ilTango Nuevo\, una rivoluzione capace di fondere tradizione e innovazione\, memoria e libertà. \n\n\n\nFiglio di migranti italiani\, Piazzolla reinterpreta la tradizione trasformandola in ricerca\, sperimentazione e modernità\, lasciando alla storia un’idea di libertà di cui l’arte\, da sempre\, si nutre. Una creatività inizialmente ostacolata nella sua Argentina\, ma destinata a essere riconosciuta e celebrata in ogni parte del mondo. \n\n\n\nÈ da questa visione che nasce il nuovo allestimento del Balletto di Roma\, da sempre impegnato nell’esplorazione e nella contaminazione dei linguaggi della danza. La coreografia di Valerio Longo mette in relazione la tradizione del tango con la danza contemporanea non attraverso la riproduzione delle sue forme iconiche\, ma lasciandosi guidare dalla musica di Piazzolla e dagli arrangiamenti originali di Luca Salvadori.Il suo linguaggio coreografico diventa così il punto d’incontro tra due mondi: il gesto della tradizione si apre alla libertà del movimento\, mentre la contemporaneità ritrova nella tradizione una materia viva da trasformare. \n\n\n\nI costumi di Silvia Califano e le luci di Carlo Cerri accompagnano il pubblico in una dimensione scenica senza tempo e senza confini\, dove musica\, danza e teatro si incontrano e gli abbracci del Tango Nuevo diventano il simbolo di nuovi incontri\, nuove speranze e nuove visioni\, verso un possibile Nuevo Mundo. \n\n\n\nASTOR – Un secolo di Tango\, dopo il debutto a Roma\, sarà in scenail 30 ottobre al Teatro San Domenico di Crema e in tournée in altri teatri italiani. \n\n\n\nLa produzione Astor – Un secolo di Tango gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.
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LOCATION:Teatro Olimpico\, Piazza Gentile da Fabriano\, 17\, Roma\, 00196\, Italia
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SUMMARY:"WONDERFUL” di Moreno Bond ala SIArt Gallery
DESCRIPTION:In un Palazzo di fine Ottocento\, incastonato tra antichi archi romani e la rigogliosa efflorescenza di Piazza Cairoli\, si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIArt Gallery\, destinata alla scoperta\, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. \n\n\n\nIn Via di S. Maria de’ Calderari\, 22-23 nel cuore della capitale\, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture\, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro\, produzione\, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal\, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIArt Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre\, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. Mostra inaugurale d’eccezione “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi. Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23 \n\n\n\nAlla protagonista assoluta di questa iniziativa\, la dottoressa Sylvia Irrazabal\, chiediamo: \n\n\n\nCosa ha motivato la location del progetto creativo SIArt Gallery? \n\n\n\nL’idea di uno spazio autonomo dove poter estrinsecare in piena libertà tutte le potenzialità creative\, organizzative e propositive ci è sempre stata molto cara. Ora grazie all’ospitalità offerta da questo Spazio Culturale e Artistico d’eccezione nel Palazzo ottocentesco di Via Arenula 21 a due passi da via Giulia e da Campo dei Fiori e nell’immediate vicinanze de Ghetto Ebraico di Roma\, la sede di Via Santa Maria de’ Calderari 22 – 23 ci è apparsa subito una occasione unica e preziosa per realizzare questa idea; una idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panorama italiano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale\, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione\, resistenza e dialogo. \n\n\n\nCosa accadrà martedì 29 settembre in Via S Maria de’ Calderari?  \n\n\n\nDue eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArt Gallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol\, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo “WONDERFUL” del grande Maestro Moreno Bondi\, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea. Moreno Bondi nato a Carrara\, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA\, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci\, Claudio Strinati\, Bert Treffers\, Marco Bussagli\, Giovanni Faccenda\, Rossella Vodret\, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’ Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio\, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra\, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi\, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità\, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica\, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto “WONDERFUL”. \n\n\n\nAl di là di questo evento d’eccezione\, come vede la proiezione futura del suo progetto SIArt ? \n\n\n\nL’Associazione Culturale SIArt nasce come network internazionale d’eccellenza con l’obiettivo di proporsi come un centro dinamico di produzione\, esposizione e dialogo artistico\, con sede a Roma ma con respiro internazionale. La nuova sede operativa offertaci di Via Santa Maria de’ Calderari 22 e 23 rappresenta per tutti noi una sfida ma anche una grande opportunità importante per sviluppare spazi di dialogo e libertà e porsi come un ponte tra Roma e il mondo\, tra artisti affermati ed emergenti\, tra tradizione e sperimentazione in campo artistico\, culturale e letterario. Spetta ora a tutti noi il compito di unire le forze per rendere concreti ed efficaci gli impegni che già ci si profilano all’orizzonte con un percorso serio e professionale in grado di rendere questa realtà operativa un punto di riferimento d’eccellenza a Roma e nel panorama italiano e internazionale.
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SUMMARY:Wonderful di Moreno Bondi dal 29 settembre alla Galleria Siart di Roma
DESCRIPTION:Si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIART Gallery\, destinata alla scoperta\, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali. \n\n\n\nIn Via di S. Maria de’ Calderari\, 22-23 nel cuore della capitale\, l’associazione culturale SIArt Cultural Network – da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture\, generazioni e visioni – ha trovato il suo centro operativo di incontro\, produzione\, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza. Nasce così – dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal\, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIART Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre\, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. \n\n\n\nDottoressa Irrazabal come è avvenuta la scelta delle opere del Maestro Moreno Bondi per inaugurare la sua nuova galleria? \n\n\n\nDa sempre abbiamo privilegiato – assieme al professor Alfio Borghese – il dialogo e il confronto sull’arte contemporanea nella loro articolazione diversificata e poliedrica con caratteristiche concettuali e tecniche d’espressione differenti dalla pittura alla scultura alla digital art e  alle tecniche più innovative attraverso le quali il contenuto culturale\, sociale\, politico ed esistenziale si esprime con una maggiore comprensibilità dell’opera. In questa Mostra di Moreno Bondi si compie la parabola di  immergersi in quello che è stato definito “iperrealismo metafisico neo caravaggesco” per stupirsi di fronte a qualcosa che è inedito\, sconvolgente ma mai dissacrante\, raffinato senza indulgere nella leziosità. Nessun lavoro di Bondi si ripete in un vacuo compiacimento anche se tutti portano la sua inconfondibile cifra stilistica. Un florilegio di opere Un’esposizione imperdibile  che speriamo possa soddisfare la voglia di successo conclamato per il pubblico di collezionisti nazionali e internazionali e per opere straordinarie di grande attrazione per grandi critici come Vittorio Sgarbi che le ha volute alla Biennale di Venezia\, mentre le pubblicazioni dedicate alle opera di Moreno portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci\, Claudio Strinati\, Bert Treffers\,\, Marco Bussagli\, Giovanni Faccenda\, Rossella Vodret\, Janus. \n\n\n\nQuale l’opera simbolo di questo discorso? \n\n\n\nCome sottolinea il critico d’arte professor Alfio BORGHESE “Bondi riesce a spogliare la scultura classica dalla sacralità e la tatua come corpo moderno e vivo\, nel quale pulsa vita e colore naturale e poi la veste di contemporaneo con i  jeans provocando stupore\, disappunto e anche approvazione mettendo in discussione l’attuale concetto di bellezza e identità”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica\, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. In questa nuova fase pittorica\, Moreno Bondi\, ispirandosi alla corrente pop\, culmina in una ricerca innovativa del colore\, sempre vibrante e dinamico in ogni suo dipinto e dove il contrasto e la saturazione dei toni diventano protagonisti indiscussi non senza una sottile dose di ironia. \n\n\n\n         Ma oltre alla Venere POP quali son le opere più attrattive di questa Mostra WONDERFUL? \n\n\n\nOltre alle bellezze greco-romane\, trascinate dentro a una nuova mitologia\, sicuramente è nella Serie CARAVAGGIO Pop che si ritrova l’intensità emotiva caravaggesca con l’allegria e il dinamismo dei toni pop. Ma è nella Serie WONDERFUL che da titolo alla Mostra\, che Moreno\, fonde liberamente elementi astratti e rappresentazione antropomorfa o oggettuale\, trattando mirabilmente la “figura” non come specchio fedele della realtà\, ma come un codice o un’idea visuale. Il  Maestro utilizza la pittura in modo autocosciente: il quadro non simula una finestra sul mondo\, ma riflette sui meccanismi stessi della visione\, sull’uso della tecnologia e sulla manipolazione delle immagini digitali\, evocando dinamiche psicologiche complesse. Bondi  incarna così alla perfezione l’evoluzione dell’arte post-figurativa contemporanea attraverso un dialogo simbiotico tra memoria classica ed elementi di forte rottura concettuale. Il nostro critico Alfio BORGHESE recita in proposito ”Bondi osa interrogare\, rappresentare e provocare con eleganza\, stile e gusto raffinato proprio di chi non si accontenta solo di dipingere ma con maestria artigianale e lavorio geniale si ferma e miscela il colore per capacitare l’arte in linguaggio artistico”. \n\n\n\nLa SIArt Cultural Network oltre alla parte espositiva della SIART Gallery\, ha altri eventi già in preparazione? \n\n\n\nLa SIART Cultural Network ha già in programma un incontro mercoledì 14 ottobre prossimo dedicato all’arte di rinascere dopo le ferite delle violenze di genere: un Incontro che vedrà impegnati artisti\, imprenditori e autorevoli esperti legali\, L’incontro sarà coordinato dall’Avvocato Monica Caruso\, Responsabile Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense\, Componente dell’Associazione Giuriste di Genere per la Tutela della Violenza e Consulente Scientifico su tali aspetti al Parlamento Europeo. Interverranno l’Arch. Fiona Sartoretto Verna\, imprenditrice ed artista plastico\, ed  l’Artist Manager Diego Stella\, docente e formatore\, pittore ed artista poliedrico.
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SUMMARY:Praemium  Imperiale 2026
DESCRIPTION:La Japan Art Association ha annunciato in contemporanea a Tokyo\, Parigi\, Roma\, Berlino\, New York e Londra i vincitori della trentasettesima edizione del Praemium Imperiale: Jenny Holzer (Stati Uniti d’America) per la pittura\, Andy Goldsworthy(Regno Unito) per la scultura\, Daniel Libeskind (Stati Uniti d’America\, nato in Polonia) per l’architettura\, Herbert Blomstedt (Svezia\, nato negli Stati Uniti d’America) per la musica e Cate Blanchett (Australia) per il teatro/cinema. \n\n\n\nQuesti cinque straordinari artisti sono premiati per i risultati conseguiti\, per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività. \n\n\n\nL’artista statunitense Jenny Holzer ha fatto del linguaggio nello spazio pubblico il fulcro della sua ricerca\, attraverso manifesti\, proiezioni luminose\, insegne elettroniche\, incisioni e installazioni. Le sue opere\, presentate in luoghi come Times Square\, la Biennale di Venezia\, il Guggenheim e il Louvre Abu Dhabi\, affrontano potere\, guerra\, violenza\, memoria e diritti umani.  \n\n\n\nTra i protagonisti della scultura contemporanea\, il britannico Andy Goldsworthy realizza installazioni e opere effimere e monumentali\, esplorando il rapporto tra uomo\, natura\, territorio e scorrere del tempo; le sue opere permanenti sono presenti in importanti istituzioni internazionali\, dalla National Gallery of Art di Washington allo Storm King Art Center.Architetto polacco naturalizzato statunitense\, Daniel Libeskind è una figura di riferimento dell’architettura contemporanea\, noto per la sua capacità di esprimere la memoria storica attraverso architetture dai tratti inconfondibili\, caratterizzate da angolazioni distintive e composizioni spaziali innovative. I suoi progetti gli sono valsi riconoscimenti di prestigio\, tra cui la Medaglia Goethe\, l’Hiroshima Art Prize e il Premio Dresda per la pace. \n\n\n\nHerbert Blomstedt\, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti\, è apprezzato per la sua capacità di coniugare rigore analitico\, fedeltà alla partitura\, appassionata intensità espressiva e profonda umanità. Dal debutto nel 1954 con la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra\, ha guidato prestigiose formazioni\, tra cui la Staatskapelle di Dresda\, la San Francisco Symphony e la Gewandhausorchester di Lipsia.  \n\n\n\nAttrice australiana di straordinaria versatilità\, Cate Blanchett – ambasciatrice globale dell’UNHCR – ha raggiunto la fama internazionale con Elizabeth (1998) e ha costruito una carriera tra cinema\, teatro e televisione che le ha portato due Oscar e numerosi altri importanti premi. \n\n\n\nCiascuno dei vincitori nelle cinque categorie riceverà un premio di 15 milioni di yen (circa 81.000 euro)\, un diploma e una medaglia. La cerimonia di premiazione si terrà a Tokyo il prossimo 28 ottobre\, presieduta dal Principe Hitachi\, Patrono onorario della Japan Art Association.Istituito nel 1988 per celebrare il centenario della Japan Art Association\, il Praemium Imperialeonora la memoria del compianto Principe Takamatsu\, che ha ricoperto il ruolo di Patrono onorario dell’Associazione per 58 anni. Spesso definito come il ‘Nobel per le Arti’\, il riconoscimento premia individui o gruppi i cui risultati hanno avuto una profonda influenza internazionale nei rispettivi campi. Sono cinque i premi che ogni anno\, come riconoscimento tangibile al valore universale dell’arte\, rendono il dovuto onore alle personalità di maggior rilievo internazionale nella pittura\, nella scultura\, nell’architettura\, nella musica e nel teatro/cinema.  I vincitori del 2026 andranno ad aggiungersi ai 185 artisti già insigniti del Premio\, tra i quali gli italiani Umberto Mastroianni\, Federico Fellini\, Arnaldo Pomodoro\, Gae Aulenti\, Renzo Piano\, Luciano Berio\, Giuliano Vangi\, Mario Merz\, Claudio Abbado\, Enrico Castellani\, Maurizio Pollini\, Sophia Loren\, Cecco Bonanotte\, Michelangelo Pistoletto\, Giuseppe Penone\, Riccardo Muti e Giulio Paolini. \n\n\n\nLa Japan Art Association è la più antica fondazione culturale del Giappone. Costituita nel 1887\, organizza mostre d’arte e gestisce l’Ueno Royal Museum\, situato nel Parco di Ueno a Tokyo. La carica di Patrono onorario della Japan Art Association è sempre stata ricoperta da membri della Casa Imperiale: prima dal Principe Arisugawa e\, dal 1987\, dal Principe Hitachi\, fratello minore dell’Imperatore emerito Akihito. Il Praemium Imperiale fu istituito nel 1988\, per celebrare il centenario della Japan Art Association\, realizzando il desiderio del compianto Principe Takamatsu (1905-1987) “di contribuire a valorizzare e promuovere le culture e le arti del mondo”. Ogni anno\, appositi Comitati di nomina presieduti dai Consiglieri internazionali del Premio presentano le liste dei candidati nelle cinque discipline. La scelta finale spetta ai Comitati di selezione della Japan Art Association\, che per ogni categoria selezionano un vincitore\, il quale riceve l’approvazione dal Consiglio di amministrazione dell’Associazione. Gli attuali Consiglieri internazionali sono: Lamberto Dini (ex Presidente del Consiglio\, per l’Italia)\, Klaus-Dieter Lehmann (ex Presidente del Goethe-Institut\, per la Germania)\, Lord Patten of Barnes (ex Cancelliere dell’Università di Oxford\, per il Regno Unito)\, Jean-Pierre Raffarin (ex Primo Ministro\, per la Francia) e Hillary Rodham Clinton (ex Segretario di Stato\, per gli Stati Uniti d’America). Nella conferenza stampa dell’8 settembre Lamberto Dini e Jean-Pierre Raffarin hanno annunciato che concluderanno ufficialmente il loro mandato come Consiglieri internazionali e presentato i nuovi Consiglieri internazionali: Paolo Gentiloni (ex Presidente del Consiglio) per l’Italia e Patricia Barbizet (Presidente dell’Afep) per la Francia. I Consiglieri dimissionari François Pinault (Presidente della Pinault Foundation of Contemporary Art) e David Rockefeller Jr. (imprenditore e filantropo) sostengono il Praemium Imperiale come Consiglieri onorari. La solenne Cerimonia di premiazione\, sotto l’egida del Principe e della Principessa Hitachi\, è uno degli eventi culminanti del calendario culturale del Giappone.  \n\n\n\nLa Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti è stata assegnata a La Source Garouste (Francia). L’annuncio e il conferimento della Borsa hanno avuto luogo l’8 settembre a Parigi\, nel corso della conferenza stampa presieduta dal Consigliere internazionale uscente Jean-Pierre Raffarin e dalla nuova Consigliera internazionale Patricia Barbizet. L’associazione La Source Garouste ha ricevuto un diploma e un contributo di 5 milioni di yen (circa 27.000 euro).  La Borsa di Studio del Praemium Imperiale è stata istituita nel 1997 per sostenere e incoraggiare i giovani artisti\, in linea con gli obiettivi delle attività della Japan Art Association. Sono eleggibili giovani promettenti artisti o organizzazioni che contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi talenti. Gli artisti devono essere professionisti o in formazione. A rotazione ciascun Consigliere internazionale\, consultandosi con il proprio comitato\, seleziona il destinatario della Borsa di studio e lo comunica alla Japan Art Association\, che lo approva. Il premio è conferito contestualmente all’annuncio del Praemium Imperiale nel Paese del Consigliere cui spetta la segnalazione.  Tra i precedenti vincitori della Borsa di Studio del Praemium Imperiale per Giovani Artisti figurano organizzazioni del Vietnam\, di Cuba\, del Venezuela\, del Benin\, del Myanmar\, della Malesia\, del Libano e dell’Indonesia. Tra gli altri sono state premiate le italiane Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro\, JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia\, Orchestra Giovanile Italiana e De Sono Associazione per la Musica. \n\n\n\nInfo: www.praemiumimperiale.org\,  \n\n\n\nwww.instagram.com/praemiumimperiale/\, www.facebook.com/praemiumimperiale/ 
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SUMMARY: Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia viene presentata la mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo\, un’ampia rassegna che testimonia l’intero arco del lavoro dell’artista nata a Genova nel 1931. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, firmato dalla stessa Montessori con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani\, è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in collaborazione con la Galleria Monitor. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nPiù vicino all’autobiografia – come lo definisce la Montessori – che a un metodo espositivo cronologico\, il percorso che accompagna il visitatore lungo le sale è immaginato dall’artista come una sorta di autoritratto\, un’opera totale che si snoda attraverso ricostruzioni\, installazioni e i passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca\, avvicinando e mettendo a confronto opere diverse per tecnica\, data e dimensioni ma unite da sottili connessioni linguistiche\, artistiche\, scientifiche\, poetiche. \n\n\n\nA presentare questi complessi aspetti saranno oltre un centinaio di opere tra olii\, disegni\, libri; alcuni importanti prestiti da collezioni pubbliche e private; interventi site specific dell’artista. \n\n\n\nA corredo\, inoltre\, vengono riproposti: il film documentario Montessori (2004)\, girato da Francesco Vaccaro che documenta il metodo di lavoro dell’artista; il video documentarioElisa Montessori (2020)\, presentato da Monitor\, con l’intervista a cura di Davide Ferri e la regia di Mario Poeta; la videointervista Gli amici di Titina Maselli | Elisa Montessori (2025) a cura di Federica Pirani e Claudio Crescentini\, realizzata in occasione della grande antologica su Titina Maselli tenutasi lo scorso anno a Roma. \n\n\n\nUn viaggio\, dunque\, all’interno della articolata ed elaborata produzione di Elisa Montessori\, iniziata a Roma nell’immediato dopoguerra e cresciuta nel corso del tempo in dialogo con tutte le ricerche visive contemporanee\, ma sempre in totale autonomia di pensiero\, linguaggio e tecnica. L’amore per la letteratura\, lo studio della filosofia\, l’interesse per la cultura orientale e gli approfondimenti scientifici\, uniti a una versatile sperimentazione tecnica che va dalla ceramica al mosaico\, dal classico olio su tela all’uso di ogni tipo di carta e pigmento\, rendono Elisa Montessori una testimone complessa e completa del suo tempo. Un tempo che occupa oltre settanta anni di carriera e una immensa ed eclettica produzione di lavori. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata dalla pubblicazione\, a cura di Silvana Editoriale\, del primo catalogo scientifico dedicato a Elisa Montessori\, con un’ampia intervista biografica\, saggi di studiosi di diverse discipline a testimonianza della complessità culturale del lavoro dell’artista\, apparati bio-bibliografici e una nutrita antologia critica.
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SUMMARY:Romics d’Oro a Simone Legno
DESCRIPTION:Simone Legno\, artista romano conosciuto a livello internazionale\, co-fondatore e direttore creativo di tokidoki\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNel 2005 Simone Legno fonda tokidoki\, brand internazionale diventato un fenomeno globale della cultura pop contemporanea. Profondamente legato alla cultura giapponese\, Legno sceglie per il progetto il nome tokidoki\, che significa “a volte”\, ispirandosi all’idea che incontri e coincidenze possano cambiare il corso della vita. Nato dalla visione condivisa di Legno insieme agli imprenditori Pooneh Mohajer e Ivan Arnold\, tokidoki ha conquistato negli anni una vasta comunità di appassionati in tutto il mondo grazie ai suoi personaggi iconici\, al suo immaginario colorato e riconoscibile e a una straordinaria capacità di dialogare con mondi e pubblici diversi. \n\n\n\nIl suo lavoro è stato celebrato attraverso rassegne culturali e mostre museali in diverse località del mondo\, tra cui l’iconica “Kawaiimpressionism Solo Art Exhibition by Simone Legno” a Singapore\, che hanno messo in luce l’impatto del lavoro dell’artista sull’arte contemporanea\, sul design e sulla cultura popolare. Simone Legno ha creato personaggi divenuti simboli della cultura pop e sviluppato collaborazioni con alcuni dei più importanti brand internazionali\, tra cui Karl Lagerfeld\, Barbie\, Marvel\, Hello Kitty\, McDonald’s\, Uniqlo\, Levi’s\, Xbox e Sephora. Nel tempo\, ha ampliato il proprio universo creativo attraverso un’ampia gamma di prodotti che spaziano dall’abbigliamento agli accessori\, dal toy design al lifestyle. \n\n\n\nLa sua capacità di creare personaggi in grado di superare confini culturali e generazionali è stata riconosciuta anche da importanti istituzioni internazionali. Tra i progetti più recenti figurano Luce\, mascotte ufficiale del Giubileo 2025 realizzata in collaborazione con il Vaticano\, Nipponina\, mascotte realizzata per il 160° anniversario dei rapporti tra Italia e Giappone e Italia-chan\, mascotte ufficiale italiana per Expo 2025 Osaka. \n\n\n\nNel settore dell’animazione con la serie Mermicorno: Starfall\, Simone Legno ha contribuito allo sviluppo del concept\, dei personaggi e della narrazione. Ospite di musei\, università e conferenze internazionali\, è oggi considerato una delle figure più influenti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione\, del character design e della cultura pop internazionale. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Simone Legno incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera e alla nascita del suo universo narrativo\, raccontando il percorso che lo ha portato da Roma ai palcoscenici internazionali.
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SUMMARY:Premio a Paola Barbato alla 37^ edizione di Romics
DESCRIPTION:Paola Barbato sarà celebrata con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nNata a Milano nel 1971\, bresciana d’adozione e residente a Verona\, Barbato è scrittrice e sceneggiatrice. Dal 1999 firma le storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore\, contribuendo all’evoluzione di uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi altri progetti\, tra cui la serie 10 ottobre e la miniserie Ut disegnata da Corrado Roi\, affermandosi per una scrittura capace di unire tensione narrativa\, introspezione psicologica e indagine sulle zone più oscure dell’animo umano. \n\n\n\nScrittrice e sceneggiatrice di rara versatilità\, il suo percorso artistico attraversa con successo linguaggi\, pubblici e forme narrative diverse. Dalle sceneggiature per il fumetto alle opere di narrativa per bambini\, ragazzi e adulti\, fino ai progetti per cinema e teatro con la straordinaria capacità di dare vita a storie coinvolgenti\, affrontando temi complessi con sensibilità\, profondità e originalità. \n\n\n\nParallelamente al fumetto ha sviluppato un intenso percorso nella narrativa. Per Rizzoli ha pubblicato Bilico\, Mani nude e Il filo rosso. Mani nude\, vincitore del Premio Scerbanenco\, è stato adattato nell’omonimo film diretto da Mauro Mancini\, con Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi. Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente\, la trilogia composta da Io so chi sei\, Zoo e Vengo a prenderti\, seguita da L’ultimo ospite\, La cattiva strada e Il dono. Nel 2024 entra nel catalogo Neri Pozza con La Torre d’Avorio\, a cui segue nel 2025 Cuore capovolto. \n\n\n\nDal 2019 scrive inoltre per bambini e ragazzi con Il Battello a Vapore e dal 2025 è autrice della serie Villa Ombrosa. La sua attività si estende anche alla televisione: nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky. \n\n\n\nDurante la 37^ edizione di Romics\, Paola Barbato incontrerà il pubblico e ripercorrerà la sua carriera\, dagli oltre venticinque anni di lavoro su Dylan Dog alla narrativa thriller\, fino alle più recenti esperienze nella letteratura per ragazzi.
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SUMMARY:Sir Ian Livingstone ospite della 37a edizione di Comics
DESCRIPTION:Sir Ian Livingstone\, tra le figure più influenti nella storia del gioco e dell’intrattenimento interattivo\, sarà celebrato con l’assegnazione del Romics d’Oro nel corso della 37^ edizione di Romics\, in programma dall’1 al 4 ottobre 2026 presso Fiera Roma. \n\n\n\nCo-fondatore di Games Workshop nel 1975 insieme a Steve Jackson\, Livingstone ha contribuito alla diffusione del gioco di ruolo in Europa\, portando Dungeons & Dragons nel Regno Unito e dando vita a realtà come Warhammer\, White Dwarf e Citadel Miniatures\, destinate a diventare punti di riferimento nel panorama del gioco da tavolo. \n\n\n\nNel 1982 ha rivoluzionato il mondo dei libri-game con The Warlock of Firetop Mountain\, primo volume della leggendaria collana Fighting Fantasy\, che ha venduto oltre 21 milioni di copie nel mondo. Autore di alcuni dei titoli più celebri della serie\, tra cui Deathtrap Dungeon\, City of Thieves e Freeway Fighter\, continua ancora oggi a innovare la narrazione interattiva. Proprio Freeway Fighter diventerà nel 2027 il primo Fighting Fantasy adattato come “Smart Book” in realtà aumentata\, un formato che unisce libro cartaceo e tecnologia AR. \n\n\n\nDopo l’esperienza in Games Workshop è stato tra i protagonisti della nascita di Eidos Interactive\, contribuendo al lancio di franchise che hanno fatto la storia dei videogiochi\, come Tomb Raider\, Hitman e Deus Ex. \n\n\n\nNel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali\, tra cui il BAFTA Special Award\, l’ingresso nella UK Video Games Hall of Fame e\, nel 2022\, la nomina a Cavaliere della Corona Britannica per il suo contributo all’industria dei videogiochi. \n\n\n\nIn occasione della 37^ edizione di Romics\, Ian Livingstone incontrerà il pubblico in un appuntamento dedicato alla sua carriera\, ripercorrendo le tappe di un percorso che ha contribuito a trasformare il mondo del gioco\, dai libri-game ai videogiochi\, fino alle più recenti sperimentazioni nel campo della narrazione interattiva. Un’occasione unica per incontrare uno dei grandi protagonisti che hanno definito l’immaginario ludico contemporaneo e continuano ancora oggi a ispirare autori\, sviluppatori e appassionati in tutto il mondo. \n\n\n\nLa partecipazione di Sir Ian Livingstone è resa possibile grazie alla collaborazione con Structura.
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SUMMARY:"Solo le cose fragili resistono in eterno" a cura della Fondazione Fendi
DESCRIPTION:La fragilità come valore dell’esistenza\, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità\, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore\, la bellezza dell’aprirsi all’altro\, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno“. L’installazione\, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros\, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico\, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes\, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello\, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora\, ripercorrendo quello stesso cammino\, Curi fa un ulteriore passo in avanti\, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza\, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile\, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi\, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana\, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza\, nel rispetto di se stessi e degli altri\, e ricordando la forza del sogno\, dell’immaginazione\, del desiderio e della poesia. I riferimenti\, come in una sequenza ininterrotta\, ritornano: c’è Francis Jammes\, con la profondità delle sue liriche\, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare\, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya. \n\n\n\n“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile\, apparentemente fragile\, forte\, apparentemente forte\, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti\, tutti siamo fragili\, dalla forza viene la fragilità\, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile\, fragilità\, forza\, intuizione. La leggerezza è femmina“\, spiega Raffaele Curi\, “Fragili come Jammes\, le Amalassunte di Osvaldo Licini\, la nebbia di Fujiko Nakaya\, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici\, per contadini\, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini\, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria\, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna\, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“. \n\n\n\nL’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”\, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà\, il richiamo a Francis Jammes\, noto anche come “il poeta dei Pirenei”\, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli\, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia\, ma solo spiritualità e fantasia\, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto\, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”\, tratto dal Siface di Nicola Porpora\, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini\, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno\, dal rosso al violetto\, passando per l’arancio\, il giallo il verde\, l’azzurro e l’indaco\, che si rincorrono come in un ciclo eterno\, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui\, nel contrasto tra luce e colore\, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri\, l’impressione di essere dei commedianti\, perché quando vogliono essere compresi\, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya\, e a chiudere idealmente il percorso\, arricchito da una avvolgente colonna sonora\, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate\, ognuna con la scritta “Pirenei”. \n\n\n\nL’installazione di Curi\, ancora una volta\, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza\, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto\, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza\, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza. \n\n\n\nFondazione Alda Fendi – Esperimenti \n\n\n\n“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO” \n\n\n\ndi Raffaele Curi \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nOrario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19 \n\n\n\n+39 340 6430435 \n\n\n\ngallery@rhinocerosroma.com \n\n\n\nrhinocerosroma.com \n\n\n\nIG: rhinocerosroma
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SUMMARY:Fringe Milano Off International Festival
DESCRIPTION:Si terrà da giovedì 1 a domenica 11 ottobre Fringe Milano Off International Festival\, festival multidisciplinare di teatro\, danza\, clownerie\, musica fondato nel 2016 da Francesca Vitale e Renato Lombardo\, realizzato dalle associazioni “La Memoria del Teatro”  e “Milano Off” con il sostegno di Siae dalla parte di chi crea  e il patrocinio del Comune di Milano\, della Fondazione AEM Gruppo a2a\, dei Municipi 3\, 6\, 8 e 9. \n\n\n\nCaratteristica peculiare del festival\, che prevede 55 spettacoli per 215 repliche\, 84 artisti in scena\, 11 spettacoli internazionali e 36 nazionali ospitati in 20 spazi distribuiti su tutto il territorio cittadino\, è la vocazione inclusiva e internazionale\, con numerose compagnie straniere ospitate provenienti da Regno Unito\, Francia\, USA\, Giappone\, India\, Australia\, Finlandia che portano in scena linguaggi\, estetiche e prospettive artistiche differenti\, in dialogo con quelle provenienti da tutta Italia. Gli spettacoli\, presentati da giovedì 1 a domenica 4 e da giovedì 8 a domenica 11 ottobre\, sono stati selezionati dai direttori delle strutture che li ospitano tra le candidature ricevute. Ogni struttura partner del Fringe ospita 2 o 3 spettacoli al giorno\, alternando le repliche secondo 3 fasce orarie\, il  pomeriggio (16-17)\, al tramonto (18 -19) e la sera (20 – 21). \n\n\n\nNumerose le collaborazioni attivate dalla direzione artistica nel corso degli anni\, che ha portato il festival a diventare parte attiva del World Fringe Network\, la rete internazionale dei Festival Fringe. Si sono così consolidate collaborazioni con partner nazionali come il Piccolo Teatro e Area Zelig di Milano\, il Teatro Comunale di Vicenza\, il Museo Bagatti Valsecchi\, il Teatro Stabile di Catania\, Motus Danza\, Casa Shakespeare\, Teatro Scientifico /Teatro – Laboratorio a Verona\, Lega Internazionale per i diritti dell’uomo erealtà internazionali come il Festival Avignon le Off\, e con i Fringe di New York\, Hollywood\, Praga\, Istanbul\, Stoccolma\, Reykjavik\, Salonicco\, Denver\, Lagos\, Scarborough e Nuova Delhi.  \n\n\n\nGrazie a queste connessioni\, Milano Off si configura sia come vetrina per le compagnie straniere\, sia come piattaforma per la creatività emergente italiana\, grazie alla presenza di programmatori e operatori culturali internazionali. \n\n\n\nOltre alle 45 location nei municipi della città  che ospiteranno tutti gli eventi in programmazione\, il cuore pulsante del festival\, il Village OFF\, quest’anno trova casa allo Spazio Bacca\, luogo dedicato alla biodiversità\, al clima e all’ambiente. Lo Spazio Bacca e il suo giardino ospiteranno l’info point e la biglietteria e  accoglieranno operatori\, artisti e pubblico. Qui in programma molti appuntamenti tra concerti\, mostre\, workshop\, presentazioni\, incontri con artisti e performance dal vivo e la Fringe Academy\, progetto di formazione e aggiornamento professionale dedicata ad artisti e compagnie. Ideata dal festival in sintonia con percorsi simili ideati dagli altri Fringe internazionali\, la Fringe Academy prevede\, per tutta la durata del festival\, appuntamenti mattutini come workshop\, sessioni formative\, pitch e focus incentrati su aspetti amministrativi\, artistici e funzionali del mestiere dello spettacolo. \n\n\n\nParticolare attenzione è dedicata alla scuola con il progetto Lo Studente in Giuria\, giunto alla quarta edizione\, che coinvolge attivamente oltre 300 studenti\, provenienti da Istituti di ogni ordine e grado che ricevono una formazione specifica per valutare gli spettacoli e assegnare un premio a quello ritenuto più meritevole.  \n\n\n\nIl festival attraversa tutte le declinazioni delle arti performative: il circo contemporaneo\, la clownerie\, la drammaturgia contemporanea\,  la commedia dell’arte\, le rielaborazioni in chiave contemporanea dei classici\, la  stand up comedy\, il teatro canzone\, il teatro civile e il teatrodanza\, con particolare attenzione alla sperimentazione dei linguaggi. Accanto al teatro di narrazione\, infatti\, sabato 10 e domenica 11 ospiterà una sezione  dedicata alle esperienze di teatro multimediale e visuale.  \n\n\n\nUn programma ricco e articolato che affronta molte delle questioni più urgenti del presente – dai temi civili alla complessità dei legami affettivi e familiari\, dalle relazioni tossiche alle trasformazioni sociali\, culturali e ambientali\, dal mondo del lavoro alla crisi geopolitica\, dalla resilienza femminile allo stigma della malattia mentale\, offrendo molteplici chiavi di lettura della contemporaneità attraverso linguaggi e prospettive differenti. \n\n\n\nNon mancano gli omaggi a figure che hanno segnato la storia e l’immaginario collettivo come Franca Viola\, Mia Martini\, la papessa Giovanna. \n\n\n\nInaugura il festival\, martedì 29 settembre alle ore 20\,30\,  Milano In\, una serata ad Area Zelig\, un momento di incontro e condivisione in cui la direzione del festival racconta il progetto assieme ai testimonial\, agli artisti e alle compagnie presenti. \n\n\n\nProgramma da giovedì 1 a domenica 4 ottobre \n\n\n\nIl festival inizia giovedì 1 ottobre alle ore 17 con Her raving mind\, spettacolo di drammaturgia contemporanea scritto\, diretto e interpretato da Fenia Gianni (spettacolo in inglese con sottotitoli)\, tragicommedia greco-britannica incentrata sui legami tossici di una donna intrappolata nel narcisismo materno. Alle ore 18 lo Studio Libribianchi ospiterà Awake\, gay and writing a play\, one – man show scritto e interpretato da Richard Dale con la regia di Dominic Weatherby\, un one-man show in inglese\, sottotitolato in italiano\, incentrato sul percorso autobiografico di liberazione dell’autore da un gruppo religioso ad alto controllo. Arriva dall’America Dr Glas\, con Daniel Gerroll\, in scena a Quartaparete alle ore 18\,30\, adattamento del romanzo di Hjalmar Soderberg\, realizzato dal drammaturgo Jeffrey Hatcher. Lo spettacolo\, in inglese sottotitolato in italiano\, è un thriller psicologico in cui l’attore interpreta otto personaggi diversi alle prese con un profondo dilemma etico. Alle 18\,30 presso The Mill\, Elisabetta Dini in Vicks\, si proprio la pomata! un viaggio ironico e nostalgico nella memoria del paese natale durante l’attesa del treno.  \n\n\n\nLa serata proseguirà alle 19 con una ricca offerta in contemporanea. Teatring\, ospiterà Solo gli sfigati lavorano la domenica\, di e con Manuela Fischietti per la regia di Alessio Kogoj\, una divertente e profonda riflessione sul mondo del lavoro al femminile attraverso parole\, musica\, azione e danza. Allo Spazio OIT\, andrà in scenaSchadenfreude – chi sei quando nessuno ti vede? di Martina Marasco e Francesca Notaro dove Orsetta Borghero\, diretta da Ettore Distasio attraverso le storie di Mia Martini e dell’atleta Alex Schwazer\, affronterà quel sentimento complesso che si basa sul godimento del fallimento altrui. Allo spazio Teatro 89\, alle 19\, sarà presentato in anteprima nazionale Due (lessico di un’amicizia)\, di Francesco Bianchi\, con Claudia Bianchi e Annalisa Paladini\, regia di Roberto Assente\, indagine ironica sull’amicizia femminile.  Al Teatro Alfredo Chiesa\, alle ore 19\, Un bravo ragazzo\, scritto da  Valentina Diana e interpretato da Mariagrazia Cerra diretta da  Maurizio Bàbuin\, un toccante dramma interiore che vede in scena una madre che scopre i crimini commessi dal figlio\, da sempre ritenuto fragile e sensibile.  A Isolacasateatro\, infine\, Rispost@Ua\, diretto e interpretato da Anna Bodnarchuk racconta la guerra vista dall’interno\, attraverso la voce di una donna ucraina che dialoga con una russa\, una lunga\, appassionata\, dolente invettiva scritta dalla pluripremiata drammaturga e romanziera ucraina Neda Neždana \n\n\n\nVincitore di 17 premi in 6 Paesi\, Are you lovin’ it? in scena alle 19\,30\, a Teatropolis è uno spettacolo di clownerie del giapponese Theatre Group Gumbo\, che fonde teatro fisico\,  game show giapponesi e anime in una pungente satira  capitalismo da fast food\,  specchio perfetto del mondo contemporaneo (spettacolo in inglese\, sottotitolato in italiano). Alla stessa ora\, a  Noise il cinemino\, Accidental overheards\, commedia scritta diretta e interpretata da Lynn. Frammenti reali di conversazioni\, ascoltate per caso su autobus\, treni\, nei caffè e per strada per uno spettacolo solista dal tono asciutto e impassibile\, accessibile anche a un pubblico internazionale e multilingue. \n\n\n\nLo Studio Libribianchi propone\, alle ore 20\, Nuovo orizzonte\, di e con Alessandra Donati che celebra l’impresa del 6 Agosto 1926\, quando Trudy Ederle attraversò  la Manica\, superando il record di Tiraboschi. La narrazione unisce immagini in movimento e filmati d’epoca grazie al  linguaggio video e di animazione curato da Leonardo Battaglia. Un’altra storia di resilienza al femminile è quella di Alfonsina Strada\, l’unica donna a correre il Giro d’Italia nel 1924\, protagonista alle 20\,30 al The Mill  di Perdifiato\, uno spettacolo di e con Michele Vargiu per la regia di Laura Garau\, vincitore del Premio “Palco Off” – Miglior Attore e Miglior Soggetto Catania Fringe Festival 2023. \n\n\n\nLa programmazione delle ore 21 propone una vasta scelta di appuntamenti.  \n\n\n\nIsolacasateatro  presenta E poi ci siamo sedute a guardare il mare (commedia tragica in un solo giorno) scritto\, diretto e interpretato da Marianna Esposito insieme a Dominique Evoli e Francesca Ricci\, che porta in scena la ballata di tre donne decise a chiudere con la vita alle loro condizioni. Alle Spazio teatro 89 Irene Consonni e Bernardo Casasole scrivono e interpretano Li hanno visti tornare tenendosi per mano scritto\, una storia che usa la Poetry Story\, per raccontare l’intreccio di due anime opposte\, fondendo prosa\, comicità e poesia performativa.. Al Teatro Alfredo Chiesa\, Fabrizio Bianchi è autore e interprete di Una lunga corsa\, incentrato sulla vicenda umana e sportiva del primo maratoneta olimpico del Giappone\, Shizo Kanakuri. La drammaturgia contemporanea indiana trova spazio a Quartaparete con  The chai queens\, basato sul testo originale “So Far” di Vikrant Dhote\, un racconto tenero\, potente\, divertente che celebra l’amore in tutte le sue complessità. (spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano). Teatring propone Cafè western\, spettacolo muto di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi che segue le parodistiche avventure del fuorilegge con la taglia più bassa del West e di uno sceriffo per caso in un tripudio di musica dal vivo\, ideale per un pubblico dai 5 ai 105 anni. Allo Spazio Oit\, sarà in scena Per colpa di Piero di Roberta Crivelli\, con Fabio Buccella\, Daniele Cioni\, Roberta Crivelli\, Alice Gagno e Chiara Malpighi  e la regia di Roberto Assente. In un confronto senza via di fuga quello che inizia come un semplice incontro diventa uno scontro serrato e inarrestabile in un’escalation di risate e inquietudini\, tormenti e assurdità\, tra le contraddizioni della società italiana dei nostri giorni.  \n\n\n\nA Noise il Cinemino\, alle 21\, 30 Mirko Corradini dirige Beatrice Elena Festi in Puttana\, esperimento di narrazione musicale dove l’attrice interpreta 5 personaggi diversi fondendo musica\, suoni e parole in un’atmosfera acustica unica. Conclude la programmazione del primo fine settimana\, a Teatropolis alle 22\,  Dandelions (come il vento) di Manuel Stabile in scena con Cristina Ammendola e Michela Maritato\, diretti da Vincenzo Borrelli che racconta il misterioso viaggio e il risveglia su una spiaggia della quattordicenne Satya accanto all’enigmatico Ayù. \n\n\n\nProgramma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre \n\n\n\nIl programma della seconda settimana del festival si apre giovedì 8 ottobre alle 17 con una serie di appuntamenti in anteprima. Presso la Società Umanitaria debutta Ridicola\, di Annamaria Troisi\, storia che esplora il dolore di una donna di fronte all’indifferenza del mondo\, ispirato a Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij. All’Istituto Carlo Bazzi\,  Alceste Ferrari sarà in scena con una performance che condensa tre secoli di storia della Commedia dell’Arte in un’ora di spettacolo in Zentil omeni mei (da Ruzante ai comici dell’arte)\, mentre presso il Teatro Officine Puecher il pubblico più giovane potrà rivivere la storia de La sirenetta (la vera storia) di Andersencon Mattia Colombo e la regia di Samuel Maverick Zucchiati. A completare la proposta delle ore 17\, all’Istituto Orsoline San Carlo\, Ho visto un poeta (l’incontro con Alda e la poesia che scrisse per me) di Annalisa Asha Esposito che lo dirige e lo interpreta assieme a Stefano Capra\, un racconto autobiografico ricco di toni grotteschi e immagini intime che vivono e si animano dentro i ricordi dell’incontro di una giovane poetessa con la sua mentore.  \n\n\n\nAl Cinema Teatro Wagner alle 18 la compagnia milanese Colibrì mette in scena Scatole vuote\, prosa musicata che\, attraverso la storia della protagonista Chiara\, affronta la difficile realtà dei giovani adulti nella società odierna\, perennemente in bilico tra  sogni e compromessi. \n\n\n\nAppuntamento alle18\,30 presso Quartaparete con lo spettacolo francese Lights on Chaplin (silent show in black and white) di Wahnsinn Compagnie. Scritto\, diretto e interpretato da Alwina Najem-Meyer Lights on Chaplin è uno spettacolo muto\, accompagnato dal pianoforte dal vivo\, basato sulla trama di City Lights. Alla stessa ora\, presso The Mill\, Ecce femina (la credibile storia della donna che divenne papa) scritto e diretto da Luca Zilovichcon Federico Fauro che dà vita e corpo a sette personaggi nel racconto della leggenda della Papessa Giovanna. \n\n\n\nLa serata entra nel vivo alla 19 con un’ampia scelta di proposte. \, Al Teatro Officine Puecher\, Appunti di letteratura\, monologo scritto\, diretto e interpretato da Marco Bisciaio che accompagna il pubblico in un viaggio divertente e appassionato tra le pagine di Dante\, Leopardi e Calvino\, svelando come la scrittura sia\, prima di tutto\, un atto di coraggio. L’Istituto Carlo Bazzi ospita Carlotta Rondana diretta da Francesca Nunza inFemminile single(are) (una storia finta tratta da una favola vera)\, spettacolo che esplora con leggerezza e sensibilità le dinamiche narcisistiche di donne e uomini nel rapporto tragicomico fra sessi. All’Istituto Orsoline San Carlo\, va in scena Castagne matte\, progetto di Denis Fontanari e Candirù che usa voci\, storie e canzoni per ripercorrere il legame tra società e follia\, dal passato a oggi\, con l’obiettivo di scardinare  lo stigma legato alla malattia mentale.  Le tematiche sociali e generazionali trovano spazio anche alla Società umanitaria con Home sweet home (avere una casa o non avere una casa)\, monologo brillante e irriverente di Miriam K. che affronta la crisi abitativa e l’identità precaria della “generazione affitto”\, attraverso lo sguardo di una giovane attrice e cameriera fuorisede a Roma. A chiudere la programmazione delle 19\, al Brenta Studio\, Wunderkammer (la camera delle meraviglie) one woman show di Stefania Carcupino diretta da Demetra Alberti\, sospeso  a metà strada tra il cabaret\, la clownerie e la poesia. \n\n\n\nAlle 20 presso Fondazione la Nuova Musica\, in I ragazzi e Guillaume\, a tavola!\, Alberto Guiscardi dà voce almonologo autobiografico intimo\, sincero ed esilarante dell’autore Guillaume Gallienne\, incentrato sulla complessa ricerca della propria identità sessuale. In contemporanea\, presso il Cinema Teatro Wagner\, Tribuna Distinti\, commedia dai toni grotteschi e spietatamente reali scritta e interpretata da Sebastiano Fumagalli e Mattia Manfroni. Ambientata sugli spalti di un piccolo campo da calcio di provincia durante la partita di due ragazzi\, lo spettacolo mette a nudo i meccanismi tossici della competizione e della prevaricazione genitoriale. \n\n\n\nAlle 20\,30 la scena si sposta al The Mill\, con PequodCompagnia che rievoca\, in La società dei ribelli\, il sogno utopico della Comune di Parigi del 1871\, un’esperienza straordinaria di libertà e uguaglianza\, soffocata nel sangue ma rimasta indelebile nella memoria storica. \n\n\n\nLa fascia delle ore 21 offre una serie di riflessioni profonde e di forte impatto civile. \n\n\n\nIl Brenta Studio  ospita La disfatta (gli ultimi giorni del bunker) testo scritto da Gianni Guardigli e interpretato da Riccardo Leonelli\, che dà voce all’urlo folle e disperato di un uomo comune fedele a un potere ormai in frantumi e che si trasforma in una lucida accusa contro i regimi di ogni epoca. Arriva da Salerno la Compagnia Vitruvio Entertainment che porta in scena all’Istituto Carlo Bazzi Rumore bianco (confessioni di un insospettabile serial killer con un fruscio di sottofondo)\, un monologo tragicomico interpretato da Danilo Napoli che affronta senza filtri il dramma dell’omotransfobia e il suo devastante impatto psicologico e sociale. È una storia di resistenzaDonne di Gaza (strani bagliori nel cielo) del Nuovo Teatro Gamma di Catania\, visibile a Isolacasateatro\,\, uno spettacolo che trasforma la testimonianza di due donne sotto i bombardamenti in un esperienza viva\, capace di interrogare lo spettatore sul significato della sopravvivenza. Per la sezione dedicata alla rivisitazione dei classici è possibile assistere\, presso Quartaparete\, a “Report to an Academy” by Franz Kafka\, spettacolo in inglese senza sottotitoli. Una scimmia evolve fino ad assumere comportamenti umani e a presentare i vili dettagli della sua cattività a un’accademia scientifica nel celebre racconto di Kafka\, adattato per la scena dall’acclamato regista tedesco Gabriele Jakobi  e interpretato da Robert McNamara. La storia di coraggio e resistenza di Franca Viola\, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore con chi l’aveva prima rapita e poi violentata è al centro di Inviolata\, spettacolo interpretato da Maria Barnaba\, Sandra Di Gennaro e Ilenia Sibilio. in scena  a Teatro Officine Puecher. Presso la Società Umanitaria debutta Via dei matti 43 di Francesco Niccolini con Marco Valeri\, racconto poetico sull’infanzia negata e sulla difficoltà di liberarsi dalle violenze domestiche che si consumano nelle mura di casa. Ottavanota ospita Miriam Petruzzelli in Ci vuole orecchia! (questioni di genere nella musica pop) un originale spettacolo di teatro-canzone  che utilizza la musica leggera italiana per riflettere con ironia e leggerezza sugli stereotipi di genere. Arriva dall’Australia We keep everything\, spettacolo di drammaturgia contemporanea di e con Lisa Pellegrino e la regia di Kate Sullan. Attraverso registrazioni e memorie intime\, l’attrice racconta le dolci e divertenti storie della sua famiglia\, emigrata in Australia dall’Italia e dalla Scozia tra gli anni Venti e Cinquanta. Lo spettacolo\, in inglese con sottotitoli\, sarà ospitato da Teatring.. \n\n\n\nLa programmazione del fine settimana si arricchisce con tre appuntamenti speciali\, in replica presso il Parco Center. Primo appuntamento sabato e domenica  (ore 12; ore 15; ore 17\,45 e ore 20\,15) con Inside Monet (a teatro)\, un viaggio teatrale immersivo dove la narrazione dal vivo incontra la Virtual Reality per far vivere allo spettatore l’arte di Monet attraverso i suoi capolavori. Curato da Way Experience per la regia di Libero Stelluti e Marco Pizzoni Inside Monet è un’opera scenica d’avanguardia che fonde narrazione teatrale e tecnologia digitale per svelare l’essenza dell’Impressionismo e di uno dei suoi maggiori artisti. \n\n\n\nSabato e domenica\, alle ore 16\,30 e alle 21\,30 Horsma! dei finlandesi Yxpila Circus Club\, un disastro musicale intenso fatto di anarchia fisica\, che esplora l’infanzia\, la sicurezza e l’intergenerazionalismo\, e la nostra capacità di immaginazione. Non poteva mancare\, sabato e domenica alle 19\, la stand up comedy con Cuore tricolore (un cœur aux trois couleurs) di e con Roberta Cecchin\, umorista italiana residente in Francia che presenta il suo primo spettacolo in italiano. Tra aneddoti esilaranti e riflessioni personali\, Roberta racconta la vita tra due culture per aiutare gli italiani a capire meglio la Francia e il suo cuore a 3 colori. \n\n\n\nINFO E BIGLIETTERIA  \n\n\n\nUfficio prevendita e segreteria  \n\n\n\ninfo@milanooff.com  \n\n\n\nInfo line: +39 391 1418299   \n\n\n\nSito internet: www.milanooff.com Pagina Facebook: @milanoofffestival Instagram: @milanooff_fringe_festival 
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