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SUMMARY:Elsinore Carnival all'Area xx1
DESCRIPTION:Un’esperienza immersiva ispirata alle opere di William Shakespeare\, Tom Stoppard\, Heiner Müller e Sarah Kane. Una festa in maschera per inoltrarsi nei meandri della mente\, dell’assurdo\, della vita e della morte. Un percorso narrativo\, scenografico e sensoriale\, un invito a entrare in un mondo che pulsa\, che racconta\, che reagisce alla presenza del pubblico. Un percorso dentro se stessi\, una danza folle\, una performance unica in Italia.  \n\n\n\nIn questo nuovo allestimento firmato Project xx1 il pubblico vivrà un’inedita esperienza di teatro immersivo\, in cui gli spettatori\, liberi di spostarsi nello spazio e di interagire con attori e ambienti\, entreranno a far parte della narrazione. L’esperienza di ogni spettatore sarà il frutto delle sue scelte e delle occasioni che sarà pronto a cogliere.  \n\n\n\nPer chi è questo Carnevale? \n\n\n\nPer chi è lacerato dall’odio e dalla necessità di vendetta? \n\n\n\nPer chi è intrappolata in una tragedia più grande di lei? \n\n\n\nPer chi è pedina incastrata in un destino che la vuole già morta? \n\n\n\nPer assaporare la libertà che solo la follia può donare? \n\n\n\nPer chi vuole sbilanciarsi e sprofondare? \n\n\n\nPer affrontare la verità? \n\n\n\nVieni a scoprirlo. Dietro ad ogni maschera\, ci sei tu. \n\n\n\nMisterioso\, interattivo e onirico\, Elsinore Carnival è un evento che si rivolge non solo agli amanti del teatro e delle arti performative\, ma a tutti coloro che amano esplorare esperienze artistiche nuove e sorprendenti.  \n\n\n\nPROJECT xx1 \n\n\n\npresenta \n\n\n\nELSINORE CARNIVAL \n\n\n\nTragedia della Follia \n\n\n\nVuoi guardare negli occhi la verità? \n\n\n\nDi Riccardo Brunetti\, Alessandro D’Ambrosi  \n\n\n\ncollaborazione ai testi di Silvia Ferrante \n\n\n\nRegia Riccardo Brunetti e Alessandro D’Ambrosi \n\n\n\nAiuto regia Anna Maria AvellaCon Sara Adami\, Sandra Albanese\, Anna Maria Avella\, Antonio Bandiera\, Chiara Barbagallo\, Camilla Benvenuto\, Marco Benvenuto\, Dario Biancone\, Riccardo Brunetti\, Vittorio Carotenuto\, Leonardo Catania\, Eny Cassia Corvo\, Alessandro D’Ambrosi\, Stefano De Majo\, Santa De Santis\, Eugenia Elifani\, Alessandro Fabiani\, Alessandro Giova\, Grazia La Ferla\, Alessandro Londei\, Pietro Marone\, Matteo Minno\, Alessio Pedica\, Malvina Ruggiano\, Alfonso Strumolo\, Desiree Tortorici\, Ludovica Valentini\, Massimiliano Viola\, Francesca Visicaro\, Marco  \n\n\n\nEsperienza Classic Venerdì e Sabato ore 21.00  – Domenica ore 18.00  \n\n\n\nEsperienza Premium Venerdì e Sabato ore 20.15 – Domenica ore 17.15  \n\n\n\nPrenotazioni Tel. e WhatsApp 351 327 6843 
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SUMMARY:"Gettoni" di Fabiana Dantinelli al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Centocelle\, Roma\, l’ultima cabina telefonica del quartiere. La storia di tutte le parole\, i sentimenti\, le notizie passate oltre quella cornetta\, sta per finire\, un cartello indica data e ora in cui quell’ultimo baluardo analogico verrà smantellato. Matteo\, nato e cresciuto alle case popolari\, fra quattro tiri a un vecchio pallone\, figurine\, pomeriggi al cinema e domeniche da chierichetto\, non ci sta. Mette dunque in atto la sua bizzarra protesta: un presidio attorno a quella cabina\, deciso a difenderla con ogni mezzo. \n\n\n\nInizia un viaggio nei ricordi di un millennial tenero e impacciato\, che con quella cabina ha un rapporto molto speciale\, il sofferto legame con suo fratello Valerio. Gettoni è il racconto di una perdita\, di un mondo che sta scomparendo\, quello delle cabine telefoniche\, delle vecchie osterie\, delle cassette postali\, sostituite da eredi più chic e moderni\, ma forse meno autentici. \n\n\n\nMatteo non vuole lasciar andare quel passato\, il suo\, la cabina diventa allora ostinato rifugio a cui affidare il racconto tragicomico di una vita passata in periferia\, fra santi sfigati\, ex brigatisti\, mondiali persi e la forsennata caccia a tutti i gettoni rimasti solo per fare quella chiamata… «Perché tutti c’avemo ancora quarcosa da dì a quarcuno che se n’è annato.» \n\n\n\nGettoni è il progetto vincitore di Germogli – Residenze artistiche 2025 del Teatro Trastevere. Il testo è di Fabiana Dantinelli\, autrice di Nina\, spettacolo vincitore della VII ediz. del premio di drammaturgia Artigogolo 2021 “Scrittori per il teatro” e della XXX edizione del Festival Patologico\, menzione speciale della giuria del Premio Teatro Aurelio 2022\, finalista del Premio Conti 2022 e Semifinalista del Premio Scenario Periferie 2019.  \n\n\n\nLa regia è di Alessandro De Feo\, finalista nel 2016 al Premio Attilio Corsini e finalista nel 2015 al Roma Fringe Festival per La vera vita del Cavaliere Mascherato\, omaggio a Bertolt Brecht. Torna al Trastevere dopo aver diretto nel 2024 Leviatano di Riccardo Tabilio\, con Diego Migeni\, Stefano Patti\, e Gioele Rotini.  \n\n\n\nIn scena Riccardo Ferrauti (Matteo) e Fabio Pallini (Valerio)\, già selezionati con AZzione immediata(Teatro Roget) nell’ambito di “Vestiti della vostra pelle 2024”\, l’atelier creativo guidato da Andrea Cosentino al Nuovo Teatro Ateneo e in scena a dicembre 2025 per “I Volti dell’Arte Performativa” a cura di Abraxa Teatro allo Spazio Rossellini.  \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it/
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SUMMARY:" QUATTRO REGINE E QUATTRO RE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Un viaggio intenso ed affascinante attraverso le canzoni della musica italiana che più ci hanno fatto emozionare. Con QUATTRO REGINE E QUATTRO RE Rita Forte torna sul palco del Teatro Manzoni di Roma accompagnata da Alberto Laurenti per una serata speciale\, un percorso musicale coinvolgente attraverso melodie che ci hanno fatto sognare e vibrare l’anima\, venerdì 27 marzo alle ore 20.30. \n\n\n\nAttraverso aneddoti\, racconti ma soprattutto tante canzoni QUATTRO REGINE E QUATTRO RE vuole essere un omaggio ad artisti che con il loro talento\, carisma e innovazione hanno attraversato generazioni\, lasciando un’impronta fondamentale nel panorama della musica italiana. In una sorta di gioco musicale\, Rita e Alberto si passeranno le carte delle emozioni\, celebrando i grandi artisti italiani con canzoni senza tempo da sognare\, ricordare e cantare insieme. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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SUMMARY:"JIDDU" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Al Nuovo Teatro Ateneo\, il 27 marzo 2026 alle ore 20\,30\, la scena si apre alla danza con JIDDU\, creazione di Marco Berrettini per Melk Prod. (Svizzera)\, un lavoro che intreccia dimensione coreografica e riflessione critica. \n\n\n\nInterpretato da Sébastien Chatellier\, Kevin Fay\, Tristan Ihne\, Manuella Renard ed Emma Terno\, lo spettacolo prende avvio dalla vicenda di una compagnia di danza popolare bavarese che\, incapace di ottenere riconoscimento\, decide di appropriarsi di danze provenienti da altri paesi e culture. Una scelta che introduce una frattura profonda all’interno del gruppo\, generando un conflitto che investe non solo la pratica artistica\, ma anche le sue implicazioni etiche. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio che alterna ironia e rigore\, JIDDU mette in tensione i concetti di autenticità\, appartenenza e trasformazione\, aprendo interrogativi che restano sospesi: i danzatori riusciranno a ricomporsi come comunità? E quale prezzo sarà necessario pagare perché la danza possa continuare a esistere come spazio condiviso? \n\n\n\nNote di Marco Berrettini \n\n\n\nJiddu è la storia di una compagnia di danza popolare bavarese. In mancanza di successo\, ha deciso di diversificare e diventare globale. A poco a poco\, la troupe inizia a prendere in prestito\, o addirittura a rubare\, passi di danza da altri paesi e culture diverse. Ma questo cambiamento artistico\, eticamente parlando\, non è ben vissuto da tutti i ballerini. I loro problemi di coscienza vengono espressi e si trasformano rapidamente in contenzioso. Nel bel mezzo di una danza scoppia una discussione accesa e le danze si interrompono. Riusciranno i nostri bavaresi a fare la pace e a riprendere da dove avevano lasciato? Oppure è davvero giunto il momento che ogni persona abbia il proprio percorso e il proprio destino?  \n\n\n\nJiddu\, il nuovo spettacolo della compagnia *Melk Prod.\, è una creazione che dedico al tema e alla forma del cerchio. Ho sperimentato il cerchio nella mia infanzia\, all’asilo e a scuola. Più tardi\, ho sperimentato il cerchio alle feste di paese e l’ho ballato in spettacoli folcloristici. Penso anche al cerchio delle cerimonie spirituali\, ai diversi e variegati cerchi delle celebrazioni familiari come i matrimoni o i compleanni. Penso\, infine\, ai cerchi di attivisti politici\, come quelli guidati da Jill Sigman\, insegnante di danza e attivista newyorkese\, e da cui poi si è ispirato il cerchio infinito degli ostinati\, che nel 2009 ha riunito attivisti impegnati contro la riforma del sistema ricerca su una marcia permanente sui centri nevralgici francesi. Quello che mi colpisce in particolare del cerchio\, e che si oppone a tutti i conflitti attuali nel mondo\, e alle difficoltà degli esseri umani di essere felici e di “trovare” un senso alla propria vita\, è che il cerchio\, grazie al suo aspetto universale\, sembra mettere tutti d’accordo\, cancellando differenze culturali\, politiche\, economiche e identitarie. Ma d’accordo su cosa\, esattamente? Per me c’è qualcosa di misterioso nell’atmosfera che si respira quando balliamo in tondo\, quando siamo in cerchio. L’individuo si avvicina allo spazio in cui si svolge il giro. Una parte di lui svanisce\, come se si dovesse chiudere una porta per aprirne temporaneamente un’altra. Questa nuova porta è quella della comunità\, della condivisione dello stesso movimento\, dello stesso entusiasmo\, della stessa ricerca della gioia. Ciò che è misterioso non è tanto il fatto che ci muoviamo da uno spazio geografico e psicologico all’altro\, ma il fatto che questa danza in cerchio sia priva di negatività\, contraddizioni\, conflitti e giudizi. Da dove viene questo modo di mettere tutti d’accordo\, questo candore? Non viene dagli esseri umani che danzano\, perché rimangono coscienti\, nel profondo\, di ciò che sono e del fatto che il cerchio sarà solo un breve intervallo tra il loro “stato” individuale e il loro “stato collettivo”. Appare la sensazione di una “terza entità”. Mi sembra che questa “entità” o “atmosfera” sia qualcosa di simile ad un profumo. La ricerca di questo profumo è la storia profonda di Jiddu. \n\n\n\nIl titolo Jiddu rende omaggio al pensatore indiano Jiddu Krishnamurti\, il cui pensiero influenza da molti anni le mie creazioni. Nel 1929 dichiarò: “la verità è una terra senza sentiero. Cerchiamo sempre di costruire un ponte tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere; e attraverso questo diamo vita ad uno stato di contraddizione e conflitto in cui tutte le energie vengono perse.” Il cerchio rappresenterebbe quindi non solo una forma di luce comune che trascende le differenze tra gli esseri umani\, ma anche\, come in un circolo vizioso\, lo spazio di una nuova fonte di conflitto? Jiddu è uno spettacolo principalmente danzato\, che gioca con lo spazio rotondo\, con musica\, video e luci. Ma di tanto in tanto gli interpreti parleranno in dialetto bavarese. Quanto detto verrà immediatamente tradotto nella lingua parlata del Paese in cui avrà luogo l’esibizione da uno degli interpreti. Spero che questo crei una certa complicità tra i ballerini e il pubblico. E aggiungerà un tocco di realismo allo spettacolo. Ogni volta che la tensione sale in superficie\, ogni volta che i ballerini interrompono la danza per discutere\, lo fanno in dialetto bavarese. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nTra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo\, attraversando lingue\, memorie e tradizioni sceniche. Il 31 marzo Uproar\, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham\, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza\, intrecciando parole\, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi\, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nPiazzale Aldo Moro 5\, 00185 Roma – Edificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/jiddu/291766 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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SUMMARY:"MIS SMARCO" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Approda all’Altrove Teatro Studio dal 27 al 29 marzo MIS SMARCO\, spettacolo scritto e interpretato da Valentina Illuminati. \n\n\n\nDopo una vita costantemente impegnata nei disparati ruoli della brava\, divertente\, saggia\, cazzuta\, umile\, educata\, figlia\, sorella\, nipote\, compagna\, sulla soglia degli -anta e ormai donna\, Mis Smarco decide di smarcarsi dalle sue ingombranti personalità per “Essere” solo e semplicemente se stessa. In scena un’attrice\, molte personalità e altrettanti personaggi. Alternando narrazione\, dialoghi e monologhi\, la protagonista condivide un percorso\, una sfida\, una trasformazione. \n\n\n\nMis Smarco nasce in una piccola cittadina marchigiana\, utilizzando a volte il dialetto d’origine (reso comprensibile a tutti) e trova ispirazione per dipingere la società e al tempo stesso sondare con schiettezza le problematiche di un essere umano alla ricerca di sé. Il racconto presta particolare attenzione a “quei piccoli avvenimenti quotidiani” che inconsapevolmente diventano così grandi da condizionare la personalità e la storia di ciascuno. Lo spettacolo Mis Smarco è leggero\, ironico e irriverente ma offre al contempo spunti di riflessione. \n\n\n\n“Mis Smarco” è uno spettacolo SEMPLICE\, là dove la semplicità è stata una conquista. L’allestimento di Mis Smarco è di base un allestimento Povero\, là dove la povertà di un allestimento indipendente si trasforma in opportunità\, lo spazio scenico infatti ritorna alla sua originaria funzione e attrice e spettatori saranno chiamati a far accadere ciò che accadrà utilizzando il potente mezzo dell’IMMAGINAZIONE. In scena un’attrice\, una storia\, tanti costumi e altrettanti personaggi. Pochi e significativi simboli sosterranno uno spettacolo che diviene un rito di “Smarcamento” individuale e collettivo. La narrazione inizia con un classico “c’era una volta” \, durante lo svolgimento si aggiungono al percorso della protagonista marchi ed etichette dettati dalla famiglia e dalla società\, grazie al gioco dell’interpretazione prendono vita diversi personaggi che dialogano fra loro e insieme al pubblico. Guardare MIS SMARCO è un po’ come spiare una bambina che gioca libera nella sua camera\, capace di creare mondi attraverso se stessa e il suo modo di vivere ciò che le accade\, una bambina che si è persa crescendo e che si ritroverà grazie allo spettacolo stesso. Lo scopo delle scelte drammaturgiche e registiche di Mis Smarco è quello di narrare una vita qualunque in maniera Spettacolare e far sì che ognuno possa riconoscere un po’ di sé. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nSpettacoli: venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“L'arte per la storia. Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine” all'Hub Culturale Moby Dick
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative di Roma Capitale per l’ottantaduesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine\, il testimone della memoria passa anche attraverso l’analisi del valore civile dell’arte e del suo ruolo pubblico. Il 27 marzo alle ore 17.30\, presso l’Hub Culturale Moby Dick (via E. Ferrati 3)\, è in programma la presentazione del volume “L’arte per la storia. Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine” (Ed. Forum\, 2025) con testi di Andrea Zannini (professore di Storia Moderna presso l’Università di Udine) e fotografie di Luca Laureati. La pubblicazione restituisce il valore artistico ed emotivo del primo monumento italiano dedicato alle vittime del nazifascismo. L’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da FARE srl\, con il sostegno del Comune di Udine. \n\n\n\nIl libro intreccia le parole dello storico Zannini con gli scatti di Laureati per raccontare come la cancellata delle Fosse Ardeatine realizzata dallo scultore friulano Mirko Basaldellariesca a tradurre la tragedia in simboli spaziali\, trasformando la trama dei fatti in movimenti delle forme e risolvendo in una composizione di volumi e colori il vuoto lasciato dalle 335 persone trucidate dalle SS il 24 marzo 1944\, in rappresaglia all’attacco partigiano di via Rasella. L’opera di Basaldella\, dopo oltre tre quarti di secolo\, continua adare voce a quella moltitudine di famiglie che ancora oggi a Roma e in tutta Italia porta il peso di quel sacrificio. \n\n\n\n“La cancellata di Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine è il primo monumento italiano dedicato alle vittime del nazifascismo\, 335 persone trucidate dalle SS il 24 marzo 1944\, tra queste c’era anche il mio bisnonno\, un richiamo intimo ed emotivo” dichiara Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. “La memoria storica su quel massacro è stata labile\, a volte scivola via come i granelli di sabbia tra le mani. L’opera scultorea di Basaldella ci consente\, anche grazie a questo volume che raccoglie fotografie e testi\, di parlare del feroce eccidio che ha interessato non un singolo\, non un’unica famiglia\, ma la memoria collettiva di questa città. Presentare ‘L’arte per la storia’ è quindi un atto di resistenza a maggior ragione in questi tempi di guerra\, un modo per accrescere la memoria storica\, scuoterci dall’assuefazione ai conflitti di questi anni e aggiungere un altro tassello alla comunità e all’identità collettiva delle romane e dei romani”.  \n\n\n\n“Udine\, con la sua medaglia d’oro per la Resistenza\, porta la responsabilità di tutto il Friuli che combatté per la Liberazione dal nazifascismo” aggiunge Federico Angelo Pirone\, Assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Udine. “Questo libro\, per il quale ringraziamo il comune di Roma\, ci ricorda che la memoria delle Fosse Ardeatine non appartiene soltanto al passato\, ma continua a interrogare il nostro presente. Attraverso l’opera dell’udinese Mirko Basaldella\, l’arte diventa linguaggio civile\, capace di custodire il dolore della storia e di trasmettere\, soprattutto alle nuove generazioni\, il valore profondo della libertà\, della democrazia e del prezzo che i nostri concittadini di allora furono disposti a pagare”. \n\n\n\nAll’incontro\, interverranno: Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale;Federico Angelo Pirone\, Assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Udine;Federica Pirani\, Direttrice della Direzione Patrimonio artistico delle ville storiche e Archivio Storico capitolino; Amedeo Ciaccheri\, Presidente del Municipio Roma VIII; Francesco Albertelli\, Presidente di Anfim; l’autore Andrea Zannini\, professore di Storia Moderna presso l’Università di Udine; il Presidente di DiSCo – Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza.     \n\n\n\nLa presentazione è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Info su https://culture.roma.it.
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SUMMARY:L’acqua\, il mare e i naufragi nel teatro di Shakespeare al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale del Teatro\, il 27 marzo (ore 17) il Teatro di Roma accoglie nella Sala Squarzina del Teatro Argentina L’acqua\, il mare e i naufragi nel teatro di Shakespeare conferenza/spettacolo a cura di Giuseppe Manfridi. \n\n\n\nL’evento\, patrocinato dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CENDIC e dalla Federazione AUT – Autori\, è ispirato a uno dei capitoli del libro Shakespeare sul Titanic dello stesso Manfridi – pubblicato da Efesto Editore\, ora riproposto in versione economica – e si avvale della partecipazione in video di Pamela Villoresi.  \n\n\n\nL’artista entrerà nelle temperie dei flutti\, rovinosi ma pure spesso salvifici\, che percorrono in vari modi l’universo shakespeariano. Quell’intenso ‘sapore d’alghe’ che Eliot diceva di avvertire ogni qualvolta apriva le pagine di Pericle\, principe di Tiro lo si respira ovunque nelle opere del Bardo di Stratford\, sino a permeare di sé la cronaca tradotta ormai in mito del più celebre fra i naufragi della modernità\, quello del Titanic.  \n\n\n\nShakespeare sul Titanic è un’opera dall’apparenza monumentale\, ma di grande trasparenza\, addirittura leggibile aprendola a qualsiasi punto\, e può essere considerata un compendio del lungo percorso artistico del suo autore. Il libro si irradia all’interno dell’intero universo shakespeariano\, e ha per temi portanti l’amore\, la giovinezza\, gli scontri generazionali\, la contaminazione dell’arte e la sua continua trasformazione.  \n\n\n\nAssieme all’edizione cartacea (in doppio volume con cofanetto) verrà offerto anche l’e-book\, in cui ogni capitolo è introdotto da un file video esplicativo dell’autore. I due volumi sono corredati di 64 raffinatissime tavole a colori originali rielaborate da Antonella Rebecchini\, scenografa e art director\, su disegni dello stesso Manfridi.
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SUMMARY:Una Rete in Viaggio. Storie\, Idee\, Progetti\, a Cairo Montenotte
DESCRIPTION:Prende il via il 27 marzo al Ferrania Film Museum di Cairo Montenotte (SV) la quinta edizione di Una Rete in Viaggio. Storie\, Idee\, Progetti\, promossa da Rete Fotografia. L’iniziativa nasce nel 2022 con l’obiettivo di mettere in dialogo i soci di Rete Fotografia con altre istituzioni\, promuovendo collaborazioni e prospettive condivise sul ruolo della fotografia nel panorama culturale contemporaneo. Nel corso degli anni il progetto si è consolidato come un’importante occasione per intrecciare patrimoni fotografici\, approfondire la conoscenza delle collezioni conservate dai diversi enti coinvolti\, stimolando un confronto aperto non solo tra studiosi e professionisti ma anche appassionati del settore. \n\n\n\nIl programma di quest’anno propone tre appuntamenti\, distribuiti tra marzo e maggio\, ospitati nelle bellissime sedi del Ferrania Film Museum\, dell’Archivio Progetti dell’Università IUAV di Venezia e della Fondazione Alinari per la Fotografia.  \n\n\n\nIl tema scelto\, RITRATTI DI FOTOGRAFIA\, pone al centro della discussione il genere del ritrattoper intrecciare diverse narrazioni\, dalla questione dell’intenzionalità dello sguardo\, ai rapporti con l’arte figurativa\, fino al legame profondo con l’identità nazionale\, in attesa della nuova edizione di Archivi Aperti (16-25 ottobre 2026)\, che porrà il tema dell’identità e dell’uguaglianza al centro delle proprie riflessioni. \n\n\n\nIl primo appuntamento è in calendario venerdì 27 marzo 2026 alle ore 17 al Ferrania Film Museum\, un museo di cultura industriale e territoriale\, sito nel centro storico di Cairo Montenotte (Savona).  Un luogo vitale e dinamico dedicato alla storica fabbrica di pellicole a colori per cinema e fotografia\, nata nel 1917 nella località di Ferrania\, frazione del comune cairese\, il cui nome\, adottato dall’azienda dal 1937\, è diventato famoso in tutto il mondo. L’incontro dal titolo RITRATTO UFFICIALE/NON UFFICIALE è dedicato al confronto tra raffigurazioni fotografiche istituzionali e non: ritratti di gruppo\, autoritratti e scatti rubati\, all’interno di archivi d’impresa\, musei e centri di documentazione.   Gli interventi saranno curati da Serena Berno (Archivio Storico Intesa Sanpaolo)\, Gabriele Mina (Ferrania Film Museum)\, Ilaria Calamera (Fondazione AEM)\, Daniela Scala(Fondazione CDEC) e Silvia Giugno (Fondazione Dalmine). Modera Fabrizio Trisoglio\, Presidente di Rete Fotografia. \n\n\n\nGli altri incontri: Venezia e Firenze \n\n\n\nIl 28 aprile\, l’Archivio Progetti dell’Università IUAV ospiterà L’Estetica del Ritratto\, un’occasione per esplorare il dialogo tra fotografia e arte figurativa. Il 14 maggio\, Villa Fabbricotti\, sede della Fondazione Alinari per la Fotografia\, accoglierà l’incontro Ritratto e Identità Nazionale\, dedicato al ruolo del ritratto nella costruzione dell’immaginario collettivo italiano.
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SUMMARY:Doppio appuntamento al Museo Napoleonico di Roma
DESCRIPTION:Il Museo Napoleonico ospita due conferenze dedicate ad alcune novità emerse nel campo della storia dell’arte di inizi Ottocento. Attraverso recenti studi e ritrovamenti\, gli incontri approfondiscono aspetti inediti del collezionismo e della produzione figurativa legata ai Bonaparte\, facendo emergere importanti testimonianze artistiche e cerimoniali considerate perdute. \n\n\n\nL’iniziativa è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIl primo appuntamento\, dal titolo Novità per la collezione del cardinale Fesch. Sulle tracce di un affresco raffaellesco (venerdì 27 marzo alle 16.30)\, è dedicato alle recenti scoperte sulla raccolta del cardinale Joseph Fesch (1763-1839)\, tra le più rilevanti collezioni d’arte nella Roma di primo Ottocento. La conferenza\, tenuta daClaudia Bertling Biaggini\, approfondirà la figura del porporato\, zio di Napoleone Bonaparte da parte materna\, e il suo ruolo nel quadro dei complessi rapporti che legavano il papato e l’impero napoleonico\, concentrandosi in particolare su un dipinto murale raffigurante una coppia di divinità con Nettuno. La studiosa illustrerà l’ipotesi\, argomentata nel suo recente libro Raffaels Metamorphosen in der Stufetta Bibbiena (Schnell & Steiner\, Regensburg 2025)\, secondo cui l’affresco proverrebbe dalla cosiddetta “Stufetta Bibbiena” nel Palazzo Apostolico Vaticano\, ambiente affrescato da Raffaello e dai suoi collaboratori nel 1516 e noto come la “sala da bagno più bella del Rinascimento”. \n\n\n\nIl secondo incontro\, Il trono dell’incoronazione di Napoleone a Re d’Italia (1805) tra Milano e Roma (giovedì 14 maggio alle 16.30)\, è a cura di Marina Rosa ed è focalizzato su un evento di capitale importanza pratica e simbolica per la storia politica italiana: la cerimonia del 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano con la quale Napoleone fu incoronato Re d’Italia con la Corona Ferrea. L’apparato realizzato per l’occasione\, descritto da alcune fonti ma a lungo ritenuto perduto\, è oggetto di un recente ritrovamento. La conferenza illustrerà il recupero delle sculture lignee del trono – di eccellente fattura – individuate tra i beni del Quirinale\, che gettano una nuova luce sullo speciale rapporto di Napoleone con l’Italia. \n\n\n\nClaudia Bertling Biaggini\, studiosa svizzera specialista del Rinascimento italiano\, è autrice di diversi volumi e monografie sui pittori veneti del XVI secolo. Ha inoltre curato\, con Claudia Cieri Via\, il convegno L’amore divino e profano. Uno sguardo diverso su Raffaello(Città del Vaticano\, Campo Santo Teutonico\, 17 ottobre 2021; atti pubblicati da Schnell & Steiner\, Regensburg 2023) e\, con Claudio Strinati\, il convegno Tiziano a Roma. Roma vista da Venezia(Accademia Nazionale di San Luca\, 11 ottobre 2025; atti in corso di stampa). \n\n\n\nMarina Rosa\, architetta e già Direttrice della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano e della Reggia di Monza\, attualmente dirige il Centro documentazione Residenze Reali Lombarde\, da lei fondato nel 2008\, un Istituto Culturale riconosciuto dal MiC e partecipato dallo stesso Ministero\, dalla Provincia di Monza e Brianza e dai Comuni di Milano e Monza. Studiosa dell’età napoleonica in Italia\, è autrice di numerose pubblicazioni sull’argomento. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nNovità per la collezione del cardinale Fesch. Sulle tracce di un affresco raffaellesco \n\n\n\nVenerdì 27 marzo\, ore 16.30 \n\n\n\nIntroduce: Marco Pupillo (Sovrintendenza Capitolina) \n\n\n\nInterviene: Claudia Bertling Biaggini    \n\n\n\nIl trono dell’incoronazione di Napoleone a Re d’Italia (1805) tra Milano e Roma \n\n\n\nGiovedì 14 maggio\, ore 16.30 \n\n\n\nIntroduce: Marco Pupillo (Sovrintendenza Capitolina) \n\n\n\nInterviene: Marina Rosa \n\n\n\nIngresso libero fino a esaurimento posti disponibili \n\n\n\nInfo: 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19-00) \n\n\n\nwww.museonapoleonico.it – www.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:Gli appuntamenti dal 27 marzo al 2 aprile
DESCRIPTION:La primavera a Roma si accende con un nuovo calendario di appuntamenti culturali per tutti\, nel segno dell’accessibilità e della partecipazione. Ecco alcune iniziative promosse da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali dal 27 marzo al 2 aprile. \n\n\n\nIl programma si apre venerdì 27 marzo presso la Dipendenza della Casina delle Civette (Musei di Villa Torlonia) dove\, in occasione dell’80° anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente\, apre al pubblico la mostra Sotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto. L’esposizione\, visitabile fino al 27 settembre\, ripercorre la storia del simbolo nazionale realizzato dall’artista fra il 1946 e il 1948.www.museivillatorlonia.it/it/mostra-evento/sotto-una-buona-stella \n\n\n\nLo stesso venerdì 27 marzo\, alle 16.30\, il Museo Napoleonico ospita l’incontro Novità per la collezione del cardinale Fesch. Sulle tracce di un affresco raffaellesco. Al centro della conferenza\, tenuta da Claudia Bertling Biaggini\, i risultati di una nuova ricerca sulla raccolta d’arte del cardinale Joseph Fesch\, zio di Napoleone\, focalizzata su un dipinto murale raffigurante divinità marine che proverrebbe dalla cosiddetta “Stufetta Bibbiena” in Vaticano (ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nwww.museonapoleonico.it/it/mostra-evento/novit-la-collezione-del-cardinale-fesch-sulle-tracce-di-un-affresco-raffaellesco \n\n\n\nSempre da venerdì 27 marzo al Museo dell’Ara Pacis prende il via L’Ara si rivela\, il nuovo progetto multimediale che offre un’affascinante esperienza alla scoperta del celebre monumento augusteo. Attraverso la tecnica del videomapping per ricreare le policromie originali\, il racconto è accompagnato da una narrazione in cuffia (in italiano e in inglese) e arricchito da musiche e suggestioni sonore. La visita sarà fruibile ogni venerdì\, sabato e domenica (in tre turni di visita dalle 20.00 alle 23.00\, massimo 25 partecipanti a turno). Biglietti suwww.arapacis.it. www.arapacis.it/it/mostra-evento/l-ara-si-rivela \n\n\n\nIl fine settimana prosegue ai Musei Capitolini dove\, domenica 29 marzo\, tornano le visite guidate gratuite alla mostra La Grecia a Roma\, allestita negli spazi di Villa Caffarelli. Il percorso\, disponibile in italiano (alle 11.30) e in inglese (alle 16.30)\, illustra l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe attraverso la magnificenza dei capolavori originali esposti e una narrazione immersiva (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti). \n\n\n\nwww.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nAl Museo di Roma a Palazzo Braschi proseguono gli appuntamenti di Roma Racconta… Martedì 31 marzo alle 16.30\, Martina Isernia (Accademia di Belle Arti di Roma) e Franco Ripa di Meana (Fateci Posto Aps) terranno l’incontro Abitare il museo. Percorsi di accessibilità per il diritto alla bellezza\, focalizzato su metodi e strumenti che facilitano la fruizione museale da parte delle persone con autismo (ingresso libero nella sola Sala Tenerani\, sede dell’incontro). www.museodiroma.it/it/didattica/abitare-il-museo-percorsi-di-accessibilit-il-diritto-alla-bellezza \n\n\n\nSempre martedì 31 marzo\, ma alle 18.00\, la Casa Museo Alberto Moravia ospita la presentazione del volume Questa è la nostra città. Storia per un film mai girato: un testo inedito di Alberto Moravia\, nato come soggetto cinematografico per una pellicola che avrebbe dovuto essere diretta da Roberto Rossellini nel 75° anniversario della Pirelli. All’incontro interverranno la curatrice Alessandra Grandelis e Massimo Raffaeli (info e prenotazioni all’indirizzo e-mailinfo@fondoalbertomoravia.it). www.casaalbertomoravia.it/it/mostra-evento/questa-la-nostra-citt \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale – il programma di visite\, incontri e formazione – prosegue con un ampio calendario di iniziative. \n\n\n\nIl fine settimana si apre con le proposte di Archeologia in Comune. Sabato 28 marzo\, alle 9.30\, una visita al Mitreo del Circo Massimo approfondirà la figura del dio Mitra e la diffusione a Roma del suo culto misterico (ingresso in piazza Bocca della Verità 16; prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 5 partecipanti: www.sovraintendenzaroma.it/content/mitra-e-il-suo-culto-misterico-10). Domenica 29 marzo\, alle 11.30\, è invece in programma una visita al Sepolcreto Ostiense\, parte di una vasta necropoli romana scoperta nel 1917 nell’area compresa tra la Rupe di San Paolo e l’ansa del Tevere (ingresso da Parco Schuster\, presso la Basilica di San Paolo fuori le mura; prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti:www.sovraintendenzaroma.it/content/visita-al-sepolcreto-ostiense-8). \n\n\n\nDiversi gli appuntamenti del ciclo aMICi (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) in calendario martedì 31 marzo. Alle 11.30\, al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese\, la visita (con interprete LIS) Dante e Canonica: versi in scultura approfondisce alcune delle opere più affascinanti dello scultore attraverso il dialogo con l’immaginario dantesco (prenotazione consigliata allo 060608\, massimo 15 partecipanti; www.museocanonica.it/it/didattica/amici-dante-e-canonica-versi-scultura). \n\n\n\nSegue\, alle 15.30\, un incontro al Museo di scultura antica Giovanni Barraccodedicato al Nettuno di Lione\, grande statua bronzea dalla Gallia romana in prestito dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti:www.museobarracco.it/it/didattica/amici-il-dio-del-mare-venuto-dal-fiume-il-nettuno-di-lione-1). \n\n\n\nAlle 17.00\, al Museo dell’Ara Pacis\, la visita (con interprete LIS) Dall’oblio alla ricomposizione. Il lungo viaggio dell’Ara Pacis ripercorre la storia del recupero del monumento augusteo\, dai primi rinvenimenti nel Rinascimento alle campagne di scavo e conservazione del XX secolo (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti: www.arapacis.it/it/didattica/amici-dall-oblio-alla-ricomposizione-il-lungo-viaggio-dell-ara-pacis). \n\n\n\nÈ in programma alle 17.15\, invece\, una visita (con interprete LIS) al Museo del Teatro Argentina dove Tutto ebbe inizio il 13 gennaio del 1732\, data di fondazione della prestigiosa istituzione teatrale tra le più antiche d’Italia (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti: www.sovraintendenzaroma.it/content/amici-tutto-ebbe-inizio-il-13-gennaio-del-1732-4). \n\n\n\nGli appuntamenti di aMICi riprendono giovedì 2 aprile alle 11.00 al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese dove i curatori Alessandra Mauro\, Roberto Koch e Suleima Autore illustreranno il percorso della mostra Lanterne magiche. Opera dalla collezione Valerio De Paolis\, che riunisce circa cento scatti firmati da importanti protagonisti della scena internazionale contemporanea (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti). \n\n\n\nwww.museocarlobilotti.it/it/didattica/amici-lanterne-magiche-opera-dalla-collezione-valerio-de-paolis-0 \n\n\n\nIl fine settimana si arricchisce con gli spettacoli a tema astronomico alPlanetario di Roma. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 27 marzo alle 16.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 27 marzo alle 17.00; sabato 28 e domenica 29 marzo alle 11.00); Space Opera (venerdì 27 marzo alle 18.00; sabato 28 marzo alle 10.00); La notte stellata (sabato 28 marzo alle 16.00); Ritorno alle Stelle (sabato 28 marzo alle 17.00; domenica 29 marzo alle 10.00 e alle 12.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 28 marzo alle 18.00); Ecologia Cosmica: Figli delle Stelle\, Custodi della Terra (domenica 29 marzo alle 16.00); Quando cadono le stelle (domenica 29 marzo alle 18.00). Per i più piccoli\, sabato 28 marzo alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti\, mentre domenica 29 marzo alle 17.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Vita da stella.  \n\n\n\nAcquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:Head. Sognogrammi d’Inchiostro fossile allo spazio AMIGDALAB
DESCRIPTION:Apre a Roma lo spazio espositivo AMIGDALAB\, nato come laboratorio creativo dove unire idee ed emozioni\, capsula performativa che accoglie Arte e Talk\, mostre e incontri culturali in Via Tirso 76. \n\n\n\nIn questo spazio aperto alle nuove idee e alla sperimentazione Luigi Bellinzoni presenta\, a cura di Gianluca Marziani\, la sua mostra personale dal titolo HEAD. Sognogrammi d’Inchiostro fossile\, dal 27 marzo al 3 maggio 2026.  \n\n\n\nLa rassegna è incentrata su un’ampia serie di opere su carta e inchiostro che hanno tutte come soggetto la testa umana. Una testa immaginata e riprodotta come geografia polimorfa e infinita\, come summa di una fisiognomica inglobata in un apparato semantico visionario e onirico. \n\n\n\nLa testa\, soggetto quasi ossessivo di tutte le opere in mostra\, come dice il curatore Gianluca Marziani\, è un nucleo concentrato e irradiante\, motore del pensiero e dei sensi\, faro di vigilanza dinamica sul mondo. La testa viene sviscerata da Luigi Bellinzoni come soggetto geologico e non solo biologico\, come orizzonte filosofico che supera il limite organico e indaga codici sconosciuti.
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SUMMARY:Mandala Dance Company: selezioni stagione artistica 2026
DESCRIPTION:Mandala Dance Company\, compagnia di danza contemporanea diretta dalla coreografa Paola Sorressa\, apre ufficialmente le selezioni su invito per la stagione artistica 2026. \n\n\n\nLa compagnia è alla ricerca di danzatori e danzatrici con solida formazione nella danza contemporanea e con comprovata esperienza professionale\, da inserire nel proprio organico per i progetti della nuova stagione. \n\n\n\nPer candidarsi è necessario inviare entro il 15 aprile 2026 il proprio materiale artistico all’indirizzo email info@mandaladancecompany.com\, allegando: \n\n\n\n– curriculum artistico completo di dati anagrafici;– indicazione di altezza\, peso e taglie;– fotografia in primo piano;– showreel che includa sia repertorio di scena sia materiali di improvvisazione. \n\n\n\nI danzatori e le danzatrici selezionati saranno invitati a partecipare all’audizione in presenza\, in programma martedì 28 aprile 2026\, dalle ore 11.00 alle ore 19.00\, presso la sede della Mandala Dance Company in Via Nevada 5 – Ladispoli (RM). \n\n\n\nTra i requisiti richiesti: almeno tre anni di esperienza professionale documentabile nella danza contemporanea\, una forte componente tecnica e competenze nel floorwork e acrofloor\, nel contact e nell’improvvisazione. È preferibile la residenza o il domicilio a Roma o provincia. \n\n\n\nPer ulteriori informazioni:info@mandaladancecompany.comwww.mandaladancecompany.com
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SUMMARY:HYDRON³ al Franco Parenti di Milano
DESCRIPTION:Oltre l’arte\, oltre la performance\, oltre l’happening: dal 26 marzo al 12 aprile\, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano\, arriva HYDRON³\, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta – tra i 12 artisti digitali selezionati per il VDA Award 2025 e protagonista della Triennale di Milano. Un nuovo appuntamento nel capoluogo lombardo\, dopo Lost Paradise\, che innesca lo sguardo su un presente provocatorio\, visionario\, disturbante\, dando forma a un evento immersivo originale\, un gioco spiazzante e iper-lucido sulla società contemporanea\, che si fa faro acceso di un immaginario distopico. \n\n\n\nProtagonista è JonnyBoy\, il personaggio creato da Motta e presente nel suo universo da oltre vent’anni\, che in questa occasione si scontra e confronta con un futuribile nuovo prodotto: HYDRON³\, una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza e che viene intercettata\, trasformata\, brandizzata. Un’idea assoluta che scivola dal mito al mercato\, dalla purezza all’appropriazione\, dalla natura al desiderio. Il tutto in un grande gioco immersivo in cui lo spettatore si trova coinvolto e catturato tra lupi\, feste sfrenate\, bar\, tentazioni continue e improvvisi slanci di purezza\, in un provocatorio gioco performativo che lo catapulta in una dimensione iper-contemporanea e lo mette alla prova con la realtà. \n\n\n\nHYDRON³ – Time is over. Drink eternity si configura come una mostra-evento e un’esperienza a tempo\, concepita come il lancio pubblicitario di una sostanza impossibile: una bevanda immaginaria\, estratta da un monolite di ghiaccio\, capace di promettere l’eterna giovinezza. Un’idea seducente e pericolosa che diventa racconto\, rito collettivo e simulazione estrema del desiderio contemporaneo. Motta utilizza i codici dell’advertising\, della spettacolarizzazione e del consumo per portarli al limite\, mettendone in luce le contraddizioni e spingendoli fino al paradosso. \n\n\n\nIl percorso si apre come una soglia: un corridoio presidiato da uomini-lupo\, figure ibride e perturbanti che custodiscono un frammento del monolite. La sostanza\, originariamente donata da Madre Natura all’umanità\, viene intercettata dall’uomo e trasformata in prodotto. È qui che compare Question Mark\, imprenditore immaginario dal volto coperto e dall’identità sospesa\, che filtra la fonte e ne costruisce il brand globale HYDRON³\, distribuendone non l’origine ma un’eco\, non la verità ma un’esperienza controllata. \n\n\n\nAccanto all’installazione\, le opere pittoriche e le sagome dipinte di Motta mettono in scena JonnyBoy come astrazione della giovinezza: non un alter ego\, ma un principio. Immerso in una natura rigogliosa fatta di fiori\, foglie dai colori saturi\, il personaggio abita un tempo altro\, non misurabile\, dove l’innocenza dell’età – come la natura – non si possiede\, ma esiste come valore puro\, intoccabile\, autosufficiente. \n\n\n\nTra giochi e provocazioni\, HYDRON³ si configura come un’esperienza totale\, sospesa tra installazione\, performance e rituale condiviso\, capace di mescolare immaginario pop\, estetica pubblicitaria e tensione simbolica. Un’esperienza da attraversare e condividere\, più che da comprendere\, dove arte e intrattenimento si contaminano e l’estetica diventa linguaggio immediato per raccontare il nostro rapporto con il tempo\, con l’immagine e con l’idea stessa di eternità. \n\n\n\nGiovanni Motta è un pittore e artista digitale della corrente del Neo-Pop Surrealismo. La sua ricerca insiste sul rapporto tra memoria e materia: l’oggetto quotidiano\, caricato di risonanze affettive\, diventa un vettore simbolico capace di far emergere ciò che normalmente resta in ombra — non come nostalgia\, ma come energia latente\, pronta a diventare immagine. Al centro del suo universo si trova JonnyBoy\, figura cartoon concepita come astrazione della giovinezza: un’icona essenziale e perturbante\, con un’espressione sospesa tra meraviglia e paura. JonnyBoy non rappresenta un’identità\, ma un principio: la persistenza dello stupore come forza critica\, la vulnerabilità come potenza\, la leggerezza come strategia di sopravvivenza. Il suo volto\, ridotto a pochi elementi invariabili\, agisce come un dispositivo quasi liturgico: ripetuto\, riemerge ogni volta come presenza\, formula\, testimonianza. La pratica di Motta attraversa pittura\, scultura e installazione\, costruendo ambienti in cui la cultura pop occidentale e l’immaginario anime convivono senza gerarchie\, orchestrati in un “caos ordinato” che rifiuta la semplice decorazione e punta alla messa in scena di un’epica intima. Le sagome dipinte su legno\, le composizioni pittoriche e le installazioni narrative diventano strutture di esperienza: luoghi in cui l’arte smette di essere soltanto visione e assume la forma dell’attraversamento. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie e musei\, tra cui il K11 Museum (Shanghai)\, il Museo della Permanente (Milano)\, La Triennale (Milano)\, W1 Curates (Londra)\, il Mart Museum (Galleria Civica Trento)\, il CAFA Museum (Pechino)\, Palazzo Giustinian (Venezia)\, il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” (Cortina d’Ampezzo).  \n\n\n\nHYDRON³di Giovanni Mottaa cura di Ivan Quaronimostra-evento + installazione immersiva + performance Bagni Misteriosi del Teatro Franco ParentiVia Carlo Botta 18 – Milanodal 26 marzo al 12 aprile 2026Opening: 25 marzo 2026\, ore 19.00Biglietti / Accesso: dal 26 marzo – €5www.teatrofrancoparenti.it
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SUMMARY: La signora delle camelie" al Teatro Nuovo di Napoli
DESCRIPTION:Tutti ricordano La Traviata come una storia d’amore\, ma ne La signora delle camelie\, in scena da giovedì 26 marzo 2026 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 29) al Teatro Nuovo di Napoli\, quella storia rivela il suo volto più nascosto\, una legge silenziosa e feroce\, quella di una società che prima accoglie e poi respinge. \n\n\n\nGiovanni Ortoleva\, che firma drammaturgia e regia affiancato dal dramaturg Federico Bellini\, conclude così la sua trilogia sui miti dell’amore romantico con una rilettura radicale e perturbante del capolavoro di Giuseppe Verdi\, liberamente tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio. \n\n\n\nPresentato da Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse\, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale\, TPE – Teatro Piemonte Europa e Arca Azzurra Associazione Culturale\, l’allestimento vede interpreti in scena Gabriele Benedetti\, Anna Manella\, Alberto Marcello\, Nika Perrone\, Vito Vicino. \n\n\n\nUn mito fondativo dell’immaginario occidentale viene qui smontato e restituito nella sua forma più cruda\, quella di un dispositivo sociale che punisce chi tenta di sottrarvisi. Dopo aver attraversato il romanzo di Lancillotto e La Dodicesima notte\, Ortoleva sceglie di confrontarsi con una delle storie d’amore più celebri di sempre\, per metterne in luce la natura profondamente contraddittoria. \n\n\n\nAlla base dell’opera verdiana\, il romanzo di Dumas figlio\, viene qui riletto non come una semplice tragedia sentimentale\, ma come una spietata cronaca di esclusione. La figura di Margherita Gautier – Violetta sulla scena – emerge come il simbolo di una contraddizione insanabile\, tollerata finché incarna il desiderio e il lusso\, condannata nel momento in cui aspira a una vita “normale”\, affettiva\, riconosciuta. \n\n\n\nUna prospettiva critica che ribalta la narrazione tradizionale: non più il sacrificio d’amore come gesto sublime\, ma un vero e proprio “omicidio sociale”. La protagonista non soccombe soltanto alla malattia\, ma a un sistema che la respinge\, la isola e infine la distrugge\, mentre maschera questa violenza sotto le forme rassicuranti del romanticismo. \n\n\n\nCon uno sguardo lucido e privo di indulgenze\, Giovanni Ortoleva invita il pubblico contemporaneo a interrogarsi su quanto di questa dinamica sia ancora presente oggi. Perché la storia di Violetta continua a commuoverci\, e forse a inquietarci\, non solo per la sua intensità emotiva\, ma per la sua disturbante attualità. \n\n\n\nUna storia che racconta una collettività disgustosa\, ispirata ad un caso di cronaca dell’epoca\, e che continua a toccarci ancora oggi più di quanto vorremmo. \n\n\n\nInizio spettacoli ore 21.00 (giov)\, ore 18.30 (ven e dom)\, ore 19.00 (sab) \n\n\n\ninfo 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it
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SUMMARY:"Non è uno sport acquatico" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica\, dal 26 al 28 marzo 2026 alle ore 21:00 e il 29 marzo alle ore 16:30\, debutta Non è uno sport acquatico\, spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Daniele Parisi. \n\n\n\nLa nuova creazione — prodotta da Altrascena in collaborazione con Fortezza Est — si configura come un monologo corale che\, attraverso un impianto grottesco e tragicomico\, indaga le derive del pensiero comune e le fragilità individuali\, mettendo in scena una comunità sospesa tra panico\, giudizio e bisogno di senso. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nUn monologo a più voci. Un attore parlato a più voci. Una commedia tragica e grottesca. \n\n\n\nUn fatto\, non molto consueto a dire il vero\, finisce per sconvolgere l’ordine naturale delle cose. \n\n\n\nE così\, per nascondere la propria miseria\, i personaggi di questa vicenda finiscono per scomodare i massimi sistemi. \n\n\n\nSenza alcun addestramento o competenza. \n\n\n\nCon filosofia da accatto e psicologia da bancone frigo\, si fa a gara a chi la spara più grossa. \n\n\n\nSfiorando il ridicolo\, perlopiù. \n\n\n\nIn minima parte\, rompendocisi la testa. \n\n\n\nIn un tardo pomeriggio d’estate\, in bilico sul cornicione di una palazzina di quattro piani\, appare l’avvocato Fideli. \n\n\n\nFermo\, immobile. \n\n\n\nSembra volersi gettare di sotto\, a quanto pare. \n\n\n\nUna stasi insostenibile che getta nel panico Antonio\, il portiere del palazzo\, e tutti quei condomini sfuggiti al dovere delle ferie d’agosto per godersi la serenità della città svuotata. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nCome nei lavori precedenti\, Parisi affronta la scrittura scenica e la drammaturgia musicale avvalendosi di una loop-station\, incidendo dal vivo e con la propria voce i suoni di questa incapacità di stare al mondo\, dando corpo sonoro all’inabilità alla vita. Stavolta scarnificando del tutto lo spazio\, rendendolo privo di ogni orpello. Nell’epoca contemporanea dell’immagine\, la necessità in questo spettacolo sembra essere quella di tornare ad un lavoro artigianale dell’attore\, dove la voce diviene segno e scenografia sonora con cui dialogare. \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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SUMMARY:FAG/STAG\,  Amici di genere allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Ludo e Giammy sono migliori amici. Le loro vite sono piene di Tinder\, Grindr\, piccole bugie\, grandi nottate e molte\, troppe\, birre. Giocare a Super Mario\, pulire il vomito nella doccia\, sms mai risposti\, brutto sesso\, tornare a vivere con mamma e papà. \n\n\n\nNel mese che precede il matrimonio dell’ex-ragazza di Ludo\, i due amici faticano a tenere le loro vite sui binari\, alla ricerca di un minimo di equilibrio che gli permetta quanto meno di affittare un completo per il grande Giorno. Fag/Stag si interroga su cosa significa avere un migliore amico quando sei bloccato nella palude della peggiore versione di te stesso. \n\n\n\nCon una scrittura graffiante e sorprendente\, la storia è raccontata simultaneamente da due punti di vista diversi\, da due narratori decisamente poco affidabili. \n\n\n\nFag/Stag è un viaggio fedele e comico alla scoperta di ciò che si nasconde nella testa di due giovani uomini moderni. \n\n\n\nGiovedì e venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a TeatroBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"Palma Bucarelli e l’altra resistenza" al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Storia e arte si intrecciano in Palma Bucarelli e l’altra resistenza\, spettacolo scritto e interpretato da Cinzia Spanò\, che porta in scena al Teatro Torlonia\, dal 26 al 29 marzo\, la vita della celebre direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Roma\, Palma Bucarelli\, donna libera e volitiva. \n\n\n\nUna storia ancora troppo poco conosciuta\, ricostruita grazie all’intreccio di vari documenti\, testimonianze e diari. Lo spettacolo racconta del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Il giorno in cui Hitler invade la Polonia\, il Ministro dell’educazione nazionale Giuseppe Bottai manda un ispettore in giro per l’Italia per valutare quale sia il grado di sicurezza dei musei. La relazione dell’ispettore è di poche parole: se dovesse scoppiare la guerra\, nessun posto\, nessun museo\, nessuna galleria sarebbe in grado di mettere in salvo in pochi giorni il proprio patrimonio artistico. Si decide quindi di spostare tutte le opere più preziose dai musei e nasconderle in posti sicuri in cui possano trovare riparo perché “la guerra è orribile dappertutto ma in Italia quando si combatte è come se si combattesse in un museo”. \n\n\n\nDipinti\, sculture e opere d’arte dei maggiori artisti di ogni epoca\, da Botticelli a Michelangelo\, da Leonardo a Caravaggio\, e poi ancora Rembrandt\, Raffaello\, Tiepolo\, Parmigianino\, Donatello\, Rubens\, Velasquez\, Dürer\, Lippi\, Pollaiolo e tanti altri vengono spostati dalle loro sedi e nascosti. Mentre gli scenari dopo l’entrata in guerra pian piano cambiano e a minacciare le opere d’arte non saranno più solo i bombardamenti degli alleati ma anche le razzie dei tedeschi\, soprintendenti\, direttrici e direttori di musei\, storiche e storici dell’arte rischiano la loro incolumità per mettere in salvo i capolavori dell’arte italiana.  È grazie al loro coraggio se quelle opere d’arte sono arrivate fino a noi.  \n\n\n\nLa storia del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale è una storia corale e sorprendente\, che lo spettacolo racconta dal punto di vista di una grande protagonista\, che nascose le opere d’arte nei sotterranei di Palazzo Farnese a Caprarola. E nell’attesa infinita che la guerra finisse i diari di
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LOCATION:Teatro Torlonia\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1A\, Roma\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"Noi e la grande ambizione” al Cinema Lux di Messina
DESCRIPTION:Il Cinema Lux di Messina\, nell’ambito della programmazione del Cineforum Orione\, ospita l’incontro con il regista Andrea Segre in occasione della proiezione del documentario “Noi e la grande ambizione”\, opera che racconta l’eco generazionale e civile suscitata dal film dedicato a Enrico Berlinguer. \n\n\n\nGiovedì 26 marzo il pubblico avrà l’opportunità di dialogare direttamente con l’autore al termine delle proiezioni delle ore 18.30 e 20.30\, in un momento di confronto aperto sui temi del film e sul significato della figura di Berlinguer per le nuove generazioni. \n\n\n\nDiretto da uno dei più importanti cineasti contemporanei italiani\, il film segue il percorso del precedente lavoro di Segre tra sale cinematografiche\, università e luoghi dell’impegno civile\, mostrando come la storia del leader del PCI abbia riacceso interesse\, partecipazione e riflessione politica soprattutto tra i più giovani. \n\n\n\nQuesta iniziativa conferma l’attenzione del Cineforum Orione verso il  cinema d’autore e al dialogo tra pubblico e protagonisti del mondo cinematografico. \n\n\n\nScheda filmTitolo: Noi e la grande ambizioneRegia: Andrea SegreAnno: 2025 – ItaliaDurata: 70 minutiProduzione: Vivo Film\, Lucky Red\, Rai CinemaDistribuzione: ZaLabInformazioniCinema Lux – MessinaGiovedì 26 marzo 2026 \n\n\n\nProiezioni con incontro con il regista: ore 18.30 e 20.30Biglietti: intero €7 — ridotto €5Sarà data precedenza agli abbonati del Cineforum Orione
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LOCATION:Cinema Lux\, Largo Seggiola\, is. 168\, Messina\, ITA\, 98123\, Italy
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SUMMARY:La Storia dietro al Museo Civico di Zoologia di Roma
DESCRIPTION:Al Museo Civico di Zoologia\, dal 26 marzo al 14 maggio 2026 è in programma un ciclo di conferenze tenuto da studiosi ed esperti\, dedicato ad approfondire figure storiche di ricercatori\, come il biospeleologo\, l’entomologo e l’ornitologo\, insieme alla storia della collezione osteologica e della collezione malacologica del museo. \n\n\n\nTutti gli incontri\, in programma di giovedì il 26 marzo; 2\, 16\, 23 aprile; 7 e 14 maggio\, si terranno dalle ore 17.00 alle 18.30 nella Sala Scheletri del museo. La partecipazione è a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. \n\n\n\nIl Museo Civico di Zoologia è un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della biodiversità\, con importanti collezioni scientifiche e un’intensa attività di ricerca e didattica. Le sue raccolte\, che comprendono milioni di esemplari\, documentano la varietà del mondo animale e rappresentano una risorsa fondamentale per studiosi e cittadini. Il museo promuove iniziative educative\, mostre e attività rivolte al pubblico\, con l’obiettivo di avvicinare le persone alla conoscenza e alla tutela della natura. \n\n\n\nIl ciclo di appuntamenti è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nGiovedì 26 marzo ore 17.00 \n\n\n\nSaverio Patrizi: da esploratore a biospeleologo \n\n\n\ndi Leonardo Latella \n\n\n\n(Conservatore Museo di Storia Naturale di Verona) \n\n\n\nGiovedì 2 aprile ore 17.00 \n\n\n\nUn fisico entomologo: Franco Rasetti \n\n\n\ndi Roberto Casalini \n\n\n\n(Conservatore Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 16 aprile ore 17.00 \n\n\n\nFrancesco Chigi della Rovere: ornitologo e pioniere della conservazione \n\n\n\ndi Spartaco Gippoliti \n\n\n\n(Società Italiana per la Storia della Fauna) \n\n\n\nGiovedì 23 aprile ore 17.00 \n\n\n\nScheletri al Museo: osservazioni sulla collezione osteologica del Museo \n\n\n\ndi Fabio Pesci \n\n\n\n(Conservatore Osteologia del Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 7 maggio ore 17.00 \n\n\n\nStoria della collezione Malacologica \n\n\n\ndi Massimo Appolloni \n\n\n\n(Conservatore Malacologia Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 14 maggio ore 17.00 \n\n\n\nPaolo Luigioni: conservatore del Museo e pioniere dell’Entomologia romana \n\n\n\ndi Alberto Zilli \n\n\n\n(già Museo Civico di Zoologia di Roma)
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SUMMARY:Le Partite e le Sonate per Violino di J. S. Bach
DESCRIPTION:Un concerto unico: le Tre Sonate e tre Partite per violino solo di J.S. Bach\, altresì detti Sei Solo interpretate da Alessandro Perpich al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara\, giovedì 26 marzo alle 17.00. \n\n\n\nIl concerto è il secondo appuntamento di un breve ciclo di lezioni-concerto organizzato dalla Scuola di Teologia “Laura Vincenzi” dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio in collaborazione con il Conservatorio G. Frescobaldi\, finalizzato a esplorare il rapporto tra la teologia e la musica.  \n\n\n\nProtagonista del concerto\, il violinista Alessandro Perpich che eseguirà l’intera opera di Johann Sebastian Bach dal titolo Sei solo\, la raccolta delle Tre Sonate e Tre Partite per violino solo (BWV 1001-1006) di Johann Sebastian Bach\, vertice indiscusso della letteratura violinistica di tutti i tempi che costituisce un banco di prova\, una sfida ardua per i violinisti di ieri come di oggi. \n\n\n\nLa raccolta fu probabilmente composta nel periodo di Köthen\, dove Bach lavorò tra gli anni 1717-1722 in qualità di Kapellmeister presso il principe Leopold\, e dove si dedicò soprattutto alla composizione di musica strumentale. L’autografo riporta infatti la data del 1720\, ma questa potrebbe indicare solo il momento in cui i vari brani furono riuniti insieme\, probabilmente per una eventuale pubblicazione. Certo è che nel corso del XVIII secolo la raccolta circolò largamente in numerosi manoscritti\, per poi essere finalmente pubblicata nel 1802 a Bonn da Nikolaus Simrock. La complessa scrittura polifonica e la tecnica altamente virtuosistica di queste pagine lasciano immaginare che furono pensate per uno strumentista dotato di grandi capacità esecutive; molti studiosi hanno ipotizzato che il destinatario potesse essere Johann Georg Pisendel\, uno dei più autorevoli violinisti tedeschi dell’epoca. \n\n\n\nLa raccolta include e alterna due forme differenti\, sonata e partita\, espressione di due aspetti del gusto dell’epoca: da una parte la severità della sonata da chiesa organizzata nei canonici quattro movimenti\, dall’altra la partita intesa come suite\, successione di danze di andamento e ritmo differente. In entrambe le forme il violinista è chiamato a dialogare con sé stesso\, svolgendo al contempo il ruolo di solista e di accompagnatore. Questi brani richiedono grande perizia tecnica nella resa armonica da parte di uno strumento monodico\, notevoli capacità di comprensione della complessa scrittura contrappuntistica\, oltre a sapienza e gusto nell’affrontare ritmo\, ornamentazione\, colpi d’arco e diteggiatura. \n\n\n\nAlessandro Perpich si cimenta nell’interpretazione di questa complessa raccolta bachiana destreggiandosi tra forme austere e coreutiche\, tra contrappunto\, cantabilità e virtuosismo\, aderendo agli stili e alla sensibilità del tempo ed esprimendo in maniera puntuale l’alternanza dei diversi affetti contenuti in queste pagine. \n\n\n\nSul concerto si esprime Giorgio Maghini – responsabile dell’area culturale dell’Istituto di Cultura “Casa Cini”: “Quello tra la teologia e la musica di Bach è un incontro che non deriva solo dal fatto che gran parte dell’opera bachiana ha carattere religioso e liturgico. Bach è “teologo” anche nei caratteri formali della sua musica: elevazione\, rigore\, essenzialità\, simmetrie\, simbolismi nello spartito e nel suono… sono questi aspetti che entrano in dialogo col pensiero teologico e\, analogicamente\, lo riprendono e lo ampliano.” \n\n\n\nAlessandro Perpich  è nato a Firenze\, ha intrapreso giovanissimo lo studio della musica sotto la guida del padre e si è diplomato a pieni voti e lode sia in violino presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia\, sia in viola presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Con Corrado Romano ha continuato gli studi al Conservatorio di Ginevra sino a ottenere nel 1992 il “Premier Prix de Virtuosité”. Ha tenuto concerti in USA\, Sudamerica\, Asia\, Europa (Festival di Salisburgo\, Salle Pleyel e Opera Garnier di Parigi\, Avery Fisher Hall di New York\, Ravinia Festival di Chicago\, Tanglewood-Boston\, Musikverein di Vienna\, Coliseum di Buenos Aires\, Teresa Carreno di Caracas\, Suntory Hall di Tokio\, Scala di Milano). E’ titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi” di Ferrara. Incide per  Bongiovanni\, EPR. Suona un violino Carlo Ferdinando Landolfi del 1750. \n\n\n\nIl concerto inizia alle 17.00 presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara in Via XX Settembre 122\, per assistere al concerto è necessario acquistare il biglietto di ingresso secondo le tariffe vigenti\, la prenotazione è sempre consigliata inviando un messaggio Whatsapp al numero 3338043626 (Conservatorio di Ferrara) entro il 25 marzo 2026. Intero € 6\,00\, Ridotto € 2\,00 (cittadini EU di età compresa tra i 18 e i 25 anni). Gratuità: visitatori di età inferiore a 18 anni; giornalisti con tesserino; studenti delle facoltà di Architettura\, Conservazione dei Beni Culturali\, Scienze della Formazione o Lettere e Filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico; visitatori con disabilità (con accompagnatore).
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SUMMARY:Don Chisciotte il nuovo film di Fabio Segatori con Alessio Boni
DESCRIPTION:Uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo Don Chisciotte\, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale. \n\n\n\nIl nuovo film di Fabio Segatori\, in concorso alla 17ª edizione del BIF&ST di Bari International Film&Tv Festival\, inizia con le sequenze ambientate nel 1571\, realizzate a Messina con la collaborazione del produttore messinese Gigi Spedale e con il patrocinio del Comune di Messina. \n\n\n\nAlessio Boni interpreta con straordinaria verosimiglianza e sincerità “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu\, che conferisce al suo Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela Molina\, Marcello Fonte\, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri\, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco nel ruolo di Dulcinea e Martina Molinaro in quello di Altisidora. Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello\, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto e Mauro Failla nel ruolo del medico che lo ebbe in cura e Davide Colnaghi\, portantino che lo accudisce. \n\n\n\n«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» osserva il regista Fabio Segatori\, che aggiunge: «Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto\, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi\, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo\, non ci siamo ancora abituati”». \n\n\n\nRealizzato al di fuori delle logiche industriali dominanti\, il film punta sulla potenza del testo classico\, sul lavoro degli attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale\, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio\, tra Basilicata e Calabria\, il film attraversa calanchi scavati dal vento\, castelli medievali a picco sul mare\, fiumare\, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.  \n\n\n\nÈ un film fisico\, materico. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale\, delle immagini finte\, è stato costruito un mulino a vento funzionante alto 12 metri\, sul quale Alessio Boni\, ripreso con una telecamera\, è volato nel cielo a testa in giù.  Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston\, il nemico della Giustizia e della Libertà. \n\n\n\nLa vicenda prende inizio nel 1571\, con Miguel de Cervantes\, ferito nella battaglia di Lepanto\, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata negli ambienti del cinquecentesco Forte Gonzaga\, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film\, e nel Forte S. Salvatore suggestive messo a disposizione dalla Marina Militare.  \n\n\n\nTra febbre e allucinazioni\, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano\, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia\, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza\, sedotto dalla promessa di un castello da governare. \n\n\n\nIl cavaliere cerca di difendere i più deboli\, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato\, umiliato e infine sconfitto\, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia\, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana\, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore\, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte\, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera. \n\n\n\nL’opera\, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo\, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission e in collaborazione con Rai Cinema\, sarà presentata in anteprima nazionale il 22 marzo alle ore 16:30 presso il Multicinema Galleria. Dal 26 marzo in distribuzione nelle sale di tutta Italia e\, nei prossimi mesi\, sarà presentato a Messina e nelle altre città siciliane.
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SUMMARY:Sotto una buona stella alla Casina delle Civette a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 27 marzo al 27 settembre 2026 la Dipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia\, in occasione dell’80mo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente (1946-2026)\, presenta l’esposizione Sotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto\, dedicata alla storia del simbolo nazionale realizzato da Paolo Paschetto (Torre Pellice\, 1885-1963)\, artista poliedrico e tra i più rappresentativi nel patrimonio culturale della Casina delle Civette. \n\n\n\nL’esposizione\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è ideata dall’Ufficio Archivio Storico e Beni culturali della Tavola valdese\, curata daSara Rivoira\, Federica Tammarazio e Gaia Dammacco\, e realizzata in collaborazione con il Museo della Casina delle Civette. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra illustra il percorso che ha portato alla scelta della creazione di Paschetto\, a partire dal 19 giugno 1946\, quando con decreto legislativo del Presidente del Consiglio dei Ministri si invita l’Assemblea Costituente a scegliere l’Emblema distintivo della Repubblica Italiana. La Commissione incaricata\, presieduta dall’Onorevole Ivanoe Bonomi\, indice un concorso rivolto ad artisti e tecnici\, fornendo l’indicazione di rispondere a criteri di semplicità e intelligibilità\, e di introdurre tra i simboli la stella d’Italia. All’appello rispondono ben 341 candidati\, tra i quali viene prescelto il bozzetto di Paschetto in una prima versione che tuttavia non convince\, portando all’indizione di un secondo concorso dal quale emerge nuovamente vincitore l’artista piemontese. Il 5 maggio 1948\, l’Italia acquista il suo simbolo\, che da allora è rimasto immutato nei suoi elementi costitutivi: la stella\, la ruota dentata\, i rami di ulivo e di quercia. \n\n\n\nLa partecipazione dell’artista al concorso pubblico e le varie fasi in cui lo stesso si articolò sono raccontate in mostra attraverso documenti originali provenienti dall’Archivio Paschetto della Tavola valdese e documenti in copia anastatica\, conservati presso l’Archivio di Stato di Torino\, ritagli a stampa dell’epoca e materiale illustrativo più recente\, in aggiunta a una serie di approfondimenti multimediali. \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola in quattro sezioni. Nella prima\, gli Italiani al voto\, vengono presentati alcuni bozzetti di cartoline per il voto. Seguono lefasi dei concorsi per l’Emblema\, illustrate dai disegni presentati alla Commissione da Paschetto e dagli altri finalisti (Lalia\, Luperini\, Morbiducci\, Retrosi)\, fino al disegno vincitore commentato dalla rassegna stampa dell’epoca. La terza sezione presenta una serie di bozzetti per la realizzazione di francobolli celebrativi dell’Italia Democratica e della rivista Italia Filatelica. \n\n\n\nSono esposti numerosi strumenti di lavoro dell’artista tra cui: colori\, compasso\, squadrette e i materiali per le incisioni. Nella quarta sezione\, una mappa della città indica i luoghi per ammirare le opere che Paschetto realizza a Roma. \n\n\n\nCompleta la mostra la visione di un video conintervista allo storico Daniele Jalla\, fruibile anche online. \n\n\n\nL’emblema \n\n\n\nL’emblema della Repubblica è caratterizzato da tre elementi. La stella\, uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia\, sul cui capo splende raggiante. \n\n\n\nLa ruota dentata\, simbolo dell’attività lavorativa\, traduce il primo articolo della Carta costituzionale:“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.  \n\n\n\nInfine\, i rami di ulivo e di quercia dei quali il primo simboleggia la volontà di pace della nazione\, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale\, mentre il secondo incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi\, inoltre\, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo. \n\n\n\nInfo \n\n\n\nSotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto \n\n\n\nDal 27 marzo al 27 settembre 2026 \n\n\n\nDipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia\, via Nomentana 70\, Roma \n\n\n\nOrari: dal martedì alla domenica ore 9.00-19.00. Chiuso il lunedì \n\n\n\nInfo: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)  \n\n\n\nwww.museivillatorlonia.it; www.museiincomuneroma.it
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SUMMARY:“La cerimonia dell’assenzio” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La cerimonia dell’assenzio”\, testo di Antonio Mocciola e Roberto Schena\, con la regia di Giuseppe Brandi che dirige Emanuele Di Simone e Francesco Petrillo accanto a cui recita anche in veste di attore\, sarà sul palco dell’OFF/OFF Theatre da mercoledì 25 a domenica 29 marzo. Le musiche originali di Andrea Casapruna immergeranno il pubblico di via Giulia nei meandri reconditi dell’essere umano\, offuscati da quell’oblio di droghe e rituali proibiti a cui erano dediti i poeti maledetti nella Parigi di fine ‘800. \n\n\n\nL’assenzio\, l’amarissimo liquore divenuto simbolo dei bohémiens parigini tra fine 800 e inizio 900 e chiamato\, per il suo colore e per gli effetti stupefacenti\, “la fata verde”\, irrora la perdizione e la creatività di Verlaine e dei giovanissimi Rimbaud e Lautréamont\, tutti destinati a una triste e precoce fine. In un’epoca di raro genio e di squisita degenerazione\, si sviluppano amori tossici e tentati omicidi\, poesie oscene e dolorosi processi\, provocazioni ardite e goffi pentimenti\, nella cornice di una Parigi mai più così incandescente. L’amore folle e clandestino tra lo sposato ultratrentenne Verlaine (Giuseppe Brandi) e il giovanissimo Rimbaud (Emanuele Di Simone) si consuma tra oppio\, alcol\, sesso sfrenato e sangue\, mentre l’inquietante poeta dark Lautréamont (Francesco Petrillo) – che nell’indifferenza generale crea il primo archetipo del surrealismo – si consuma in una disperata\, incompresa solitudine. La sua fine prematura s’intreccia alla scalata dei “poeti maledetti”\, in un abbraccio tenero e mortale tra una vita che finisce e molte altre che decollano\, pronte però a schiantarsi presto contro i muri borghesi del tempo. \n\n\n\nRicostruendo uno spaccato d’epoca che ha lasciato per sempre il segno\, Antonio Mocciola e Roberto Schena affidano a tre giovani attori di talento una storia di gioia creativa\, sesso disinvolto e scomposto dolore\, mettendo in vetrina eros e thanatos\, splendore e squallore\, fremiti giovanili e precoci senili malinconie. \n\n\n\nQuanto somigliano quei giovani persi nel tempo ai nostri? Cosa rimane di un’epoca di trasgressione e feroci ritorsioni? Forse\, soltanto l’amarissimo sapore dell’assenzio. \n\n\n\nINFOFF \n\n\n\nOFF/OFF THEATRE Via Giulia 19\,20\,21 00186 Roma – INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:"The Black Cat" al Teatro Petrolini
DESCRIPTION:Al Teatro Petrolini di Roma\, mercoledì 25 marzo\, The Black Cat\, da un racconto di Edgar Allan Poe\, regia e voce narrante\, Cesare Felici\, musiche dal vivo\, Roberto Quattrini\, sax. Introduce lo spettacolo Annabelle Lee\, una delle ultime poesie dal ritmo ipnotico di Edgar Allan Poe\, che narra di un’unione che va oltre la morte\, ambientata in un gotico regno vicino al mare: un abisso oscuro\, ma anche il luogo dove l’amore trova rifugio per l’eternità. Segue il celebre racconto del caposcuola dell’horror The Black Cat (1942–1943). Le suggestive musiche originali del maestro Roberto Quattrini e del suo sax alto sottolineano l’atmosfera inquietante e fanno da contrappunto alla voce narrante di Cesare Felici\, che\, tra lo stupore e l’ironia\, descrive la discesa di un uomo mite negli inferi della follia e dell’alcolismo. L’uomo si macchierà di crimini orrendi\, venendo condannato proprio dalle sue vittime\, senza possibilità o intento di redenzione. \n\n\n\nTelefono: 06 5757488 \n\n\n\nE-mail: info@teatropetrolini
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SUMMARY:"HIKIKOMORI" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Arriva a Roma il 25 marzo alle h. 20:00\, allo Spazio Rossellini\, HIKIKOMORI\, performance di danza contemporanea della AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica\, con regia e coreografia di Vito Alfarano. Lo spettacolo è inserito nel programma della rassegna “Le Ali della Libertà”\, dedicata alle pratiche artistiche che lavorano sull’inclusione sociale come atto politico e culturale\, ideata da Giovanni Anversa – Presidente ATCL e Isabella Di Cola – Direttrice Artistica ATCL\, promossa da ATCL\, in programma dal 23 al 27 marzo alle ore 20.00 presso lo Spazio Rossellini di Roma.  \n\n\n\nLa rassegna\, articolata in cinque giornate\, propone un percorso tra teatro e danza in cui la diversità diventa linguaggio espressivo e occasione di dialogo. Ispirata al celebre titolo cinematografico\, “Le Ali della Libertà” accoglie esperienze artistiche che attraversano i temi della disabilità\, della migrazione e della reclusione\, invitando il pubblico a confrontarsi con le fragilità del presente. \n\n\n\nIn questo contesto si inserisce HIKIKOMORI\, una creazione che affronta uno dei fenomeni più complessi e diffusi tra i giovani: l’isolamento sociale volontario. Il termine giapponese indica la condizione di chi sceglie di ritirarsi dalla realtà\, chiudendosi nella propria stanza e interrompendo ogni relazione con il mondo esterno. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio coreografico intenso ed evocativo\, lo spettacolo traduce questa condizione in movimento\, trasformando la scena in uno spazio sospeso tra astrazione e realtà. Il pubblico è invitato a entrare simbolicamente in quella stanza\, a condividere un isolamento che diventa esperienza collettiva e occasione di riflessione. \n\n\n\nÈ una solitudine scelta o una prigione invisibile? Comprensione o condanna?La performance non offre risposte definitive\, ma apre interrogativi urgenti sul valore delle relazioni umane e sulle dinamiche di esclusione che attraversano la contemporaneità. \n\n\n\nIl lavoro di Vito Alfarano\, fondatore della compagnia AlphaZTL\, nasce dal desiderio di dare voce\, attraverso la danza\, a realtà spesso marginalizzate\, costruendo percorsi artistici capaci di abbattere i pregiudizi e generare conoscenza attraverso l’esperienza diretta. In questa prospettiva si inserisce anche HIKIKOMORI\, che porta in scena una fragilità contemporanea trasformandola in esperienza condivisa. \n\n\n\nLa regia e la coreografia sono firmate da Vito Alfarano\, l’idea e la ricerca musicale di Marcello Biscosi. In scena i danzatori Cassandra Bianco e Francesco Biasi. Nel 2024 Cassandra Bianco ha ricevuto il premio Best Dancer al Movement\, Physical and Dance Theatre International Festival di Tbilisi. \n\n\n\nAlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica è una realtà riconosciuta a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro che unisce danza contemporanea e impegno sociale. Le sue creazioni nascono dall’incontro tra arte e contesti di marginalità – come il carcere e le fragilità sociali – con l’obiettivo di costruire ponti tra scena e società\, trasformando il linguaggio coreografico in uno strumento di inclusione e riflessione.
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SUMMARY:"HYDRON³" al Teatro Franco Parenti di Milano
DESCRIPTION:Oltre l’arte\, oltre la performance\, oltre l’happening: dal 26 marzo al 12 aprile\, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano\, arriva HYDRON³\, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta – tra i 12 artisti digitali selezionati per il VDA Award 2025 e protagonista della Triennale di Milano. Un nuovo appuntamento nel capoluogo lombardo\, dopo Lost Paradise\, che innesca lo sguardo su un presente provocatorio\, visionario\, disturbante\, dando forma a un evento immersivo originale\, un gioco spiazzante e iper-lucido sulla società contemporanea\, che si fa faro acceso di un immaginario distopico. \n\n\n\nProtagonista è JonnyBoy\, il personaggio creato da Motta e presente nel suo universo da oltre vent’anni\, che in questa occasione si scontra e confronta con un futuribile nuovo prodotto: HYDRON³\, una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza e che viene intercettata\, trasformata\, brandizzata. Un’idea assoluta che scivola dal mito al mercato\, dalla purezza all’appropriazione\, dalla natura al desiderio. Il tutto in un grande gioco immersivo in cui lo spettatore si trova coinvolto e catturato tra lupi\, feste sfrenate\, bar\, tentazioni continue e improvvisi slanci di purezza\, in un provocatorio gioco performativo che lo catapulta in una dimensione iper-contemporanea e lo mette alla prova con la realtà. \n\n\n\nHYDRON³ – Time is over. Drink eternity si configura come una mostra-evento e un’esperienza a tempo\, concepita come il lancio pubblicitario di una sostanza impossibile: una bevanda immaginaria\, estratta da un monolite di ghiaccio\, capace di promettere l’eterna giovinezza. Un’idea seducente e pericolosa che diventa racconto\, rito collettivo e simulazione estrema del desiderio contemporaneo. Motta utilizza i codici dell’advertising\, della spettacolarizzazione e del consumo per portarli al limite\, mettendone in luce le contraddizioni e spingendoli fino al paradosso. \n\n\n\nIl percorso si apre come una soglia: un corridoio presidiato da uomini-lupo\, figure ibride e perturbanti che custodiscono un frammento del monolite. La sostanza\, originariamente donata da Madre Natura all’umanità\, viene intercettata dall’uomo e trasformata in prodotto. È qui che compare Question Mark\, imprenditore immaginario dal volto coperto e dall’identità sospesa\, che filtra la fonte e ne costruisce il brand globale HYDRON³\, distribuendone non l’origine ma un’eco\, non la verità ma un’esperienza controllata. \n\n\n\nAccanto all’installazione\, le opere pittoriche e le sagome dipinte di Motta mettono in scena JonnyBoy come astrazione della giovinezza: non un alter ego\, ma un principio. Immerso in una natura rigogliosa fatta di fiori\, foglie dai colori saturi\, il personaggio abita un tempo altro\, non misurabile\, dove l’innocenza dell’età – come la natura – non si possiede\, ma esiste come valore puro\, intoccabile\, autosufficiente. \n\n\n\nTra giochi e provocazioni\, HYDRON³ si configura come un’esperienza totale\, sospesa tra installazione\, performance e rituale condiviso\, capace di mescolare immaginario pop\, estetica pubblicitaria e tensione simbolica. Un’esperienza da attraversare e condividere\, più che da comprendere\, dove arte e intrattenimento si contaminano e l’estetica diventa linguaggio immediato per raccontare il nostro rapporto con il tempo\, con l’immagine e con l’idea stessa di eternità. \n\n\n\nGiovanni Motta è un pittore e artista digitale della corrente del Neo-Pop Surrealismo. La sua ricerca insiste sul rapporto tra memoria e materia: l’oggetto quotidiano\, caricato di risonanze affettive\, diventa un vettore simbolico capace di far emergere ciò che normalmente resta in ombra — non come nostalgia\, ma come energia latente\, pronta a diventare immagine. Al centro del suo universo si trova JonnyBoy\, figura cartoon concepita come astrazione della giovinezza: un’icona essenziale e perturbante\, con un’espressione sospesa tra meraviglia e paura. JonnyBoy non rappresenta un’identità\, ma un principio: la persistenza dello stupore come forza critica\, la vulnerabilità come potenza\, la leggerezza come strategia di sopravvivenza. Il suo volto\, ridotto a pochi elementi invariabili\, agisce come un dispositivo quasi liturgico: ripetuto\, riemerge ogni volta come presenza\, formula\, testimonianza. La pratica di Motta attraversa pittura\, scultura e installazione\, costruendo ambienti in cui la cultura pop occidentale e l’immaginario anime convivono senza gerarchie\, orchestrati in un “caos ordinato” che rifiuta la semplice decorazione e punta alla messa in scena di un’epica intima. Le sagome dipinte su legno\, le composizioni pittoriche e le installazioni narrative diventano strutture di esperienza: luoghi in cui l’arte smette di essere soltanto visione e assume la forma dell’attraversamento. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie e musei\, tra cui il K11 Museum (Shanghai)\, il Museo della Permanente (Milano)\, La Triennale (Milano)\, W1 Curates (Londra)\, il Mart Museum (Galleria Civica Trento)\, il CAFA Museum (Pechino)\, Palazzo Giustinian (Venezia)\, il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” (Cortina d’Ampezzo).  \n\n\n\nHYDRON³di Giovanni Mottaa cura di Ivan Quaronimostra-evento + installazione immersiva + performance Bagni Misteriosi del Teatro Franco ParentiVia Carlo Botta 18 – Milanodal 26 marzo al 12 aprile 2026Opening: 25 marzo 2026\, ore 19.00Biglietti / Accesso: dal 26 marzo – €5www.teatrofrancoparenti.it
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LOCATION:Teatro Franco Parenti\, Via Pier Lombardo\, 14\, Milano\, ITA\, 20135\, Italia
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SUMMARY:“Da d’Annunzio a Marinetti: gli Inimitabili del ’900” al Ridotto del Verga
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl Teatro Stabile di Catania dedica due straordinari appuntamenti alla figura di Gabriele d’Annunzio e al Novecento italiano con la presenza di Edoardo Sylos Labini\, protagonista di un incontro pubblico e di uno spettacolo teatrale alla Sala Futura. \n\n\n\nMercoledì 25 marzo alle ore 18.30\, al Ridotto del Teatro Verga\, si terrà l’incontro “Da d’Annunzio a Marinetti: gli Inimitabili del ’900” (ingresso libero fino a esaurimento posti). Ospiti del direttore Marco Giorgetti saranno il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri e l’attore Edoardo Sylos Labini\, impegnati in un dialogo dedicato a due figure centrali della cultura italiana del Novecento. Guerri\, autore di importanti studi e biografie su Gabriele d’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti\, e Sylos Labini\, che negli anni ha portato in scena la vita di questi protagonisti trasformando i suoi spettacoli nella serie televisiva “Inimitabili” prodotta da Rai Cultura per Rai 3\, offriranno al pubblico un approfondimento su storia\, letteratura e immaginario di un’epoca decisiva per il Paese. \n\n\n\nDa venerdì 27 a domenica 29 marzo\, alla Sala Futura andrà in scena “Gabriele d’Annunzio\, una vita inimitabile”\, scritto\, diretto e interpretato da Edoardo Sylos Labini con la drammaturgia di Angelo Crespi. Lo spettacolo\, tratto dalla serie televisiva “Inimitabili”\, ripercorre la vita del Vate attraverso parole\, musica e installazioni visive\, restituendo il ritratto di uno dei personaggi più discussi e influenti della cultura italiana. \n\n\n\nIn scena Sylos Labini è accompagnato dalle musiche originali del maestro Sergio Colicchio\, con contributo vocale di Stella Gasparri e installazioni di Marco Lodola. La narrazione segue l’ascesa di d’Annunzio dagli esordi romani al successo letterario\, dall’esperienza bellica alla presa di Fiume\, fino agli anni del Vittoriale\, intrecciando dimensione pubblica e privata: gli amori\, la politica\, la poesia e la costruzione di un mito personale che ha segnato profondamente l’immaginario del Novecento. Lo spettacolo è una produzione RG produzioni e Teatro Stabile di Catania. \n\n\n\nA margine della replica di domenica 29 marzo è previsto\, inoltre\, l’incontro “Le ardite amicizie del d’Annunzio esoterico”\, durante il quale il pubblico potrà dialogare con la scrittrice Laura Curtale\, autrice del volume “L’enigma d’Annunzio”\, e con il conte Giovanni Martines Augusti\, depositario di un importante archivio familiare legato al poeta-soldato\, per approfondire aspetti meno noti del suo pensiero e delle sue relazioni. \n\n\n\nCALENDARIORidotto del Teatro VergaDa d’Annunzio a Marinetti: gli Inimitabili del ’900Mercoledì 25 marzo 2026\, ore 18.30Ingresso libero fino a esaurimento posti \n\n\n\nSala FuturaGabriele d’Annunzio\, una vita inimitabileVenerdì 27 marzo 2026\, ore 20.45Sabato 28 marzo 2026\, ore 20.45Domenica 29 marzo 2026\, ore 18.00 Biglietti per lo spettacolo disponibili al botteghino del Teatro Verga e su TicketOne:https://www.ticketone.it/eventseries/4116043⁠ \n\n\n\nInformazioni su www.teatrostabilecatania.it⁠
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SUMMARY:Classico e Neoclassico” al Palazzo Roverella di Ferrara
DESCRIPTION:Nuovo concerto della rassegna Ferrara Cameristica mercoledì 25 marzo alle 17.30 nella splendida cornice di Palazzo Roverella\, a cura degli studenti dei Conservatori Frescobaldi di Ferrara e del Venezze di Rovigo\, che anche quest’anno collaborano nella rassegna di musica da camera\, ospitata in gran parte dal Circolo dei Negozianti di Ferrara. \n\n\n\nIl programma del concerto dal titolo “Classico e Neoclassico” attraversa epoche e linguaggi differenti\, offrendo un affascinante percorso nella musica da camera tra Novecento e classicismo\, in cui la varietà degli organici e delle scritture mette in luce molteplici possibilità espressive. Ad aprire il concerto è il Trio per clarinetto\, fagotto e pianoforte di Nino Rota\, compositore noto al grande pubblico soprattutto per le sue celebri colonne sonore\, ma autore anche di un vasto catalogo cameristico di grande raffinatezza. In questo Trio emerge una scrittura elegante e comunicativa\, capace di fondere suggestioni neoclassiche con una vena melodica immediata e riconoscibile. I tre movimenti delineano un percorso ricco di contrasti: l’Allegro iniziale si distingue per vivacità e brillantezza dialogica tra gli strumenti; l’Andante centrale rivela un carattere più lirico e cantabile\, mentre l’Allegrissimo conclusivo chiude con slancio\, leggerezza e spirito giocoso. \n\n\n\nIl programma prosegue con una pagina di Wolfgang Amadeus Mozart\, “Giovinette che fate all’amore”\, proposta in una versione per contrabbassi che ne esalta il carattere ironico e teatrale. Questo brano\, tratto dal repertorio operistico mozartiano\, testimonia la straordinaria capacità del compositore di unire eleganza formale e immediatezza espressiva\, offrendo al tempo stesso un momento di freschezza e leggerezza all’interno del programma. \n\n\n\nSegue l’Adagio e Fuga in do minore K. 546\, sempre di Mozart\, pagina intensa e di grande rigore contrappuntistico. Originariamente concepita per organo e successivamente trascritta per quartetto d’archi\, l’opera rappresenta uno degli esempi più significativi dell’interesse mozartiano per lo stile severo. L’Adagio iniziale\, dal carattere drammatico e solenne\, introduce la Fuga\, costruita su un tema incisivo e sviluppata con grande maestria\, in un equilibrio perfetto tra tensione espressiva e chiarezza formale. \n\n\n\nIl concerto si conclude con il Quintetto per pianoforte e archi op. 57 di Dmitrij Šostakovič\, uno dei capolavori della musica cameristica del Novecento. Composto nel 1940\, il Quintetto riflette la complessità del linguaggio del compositore russo\, in bilico tra tradizione e modernità. I cinque movimenti offrono un’ampia gamma di atmosfere: dal Preludio\, introspettivo e sospeso\, alla Fuga\, di rigorosa costruzione contrappuntistica; dallo Scherzo\, vivace e ironico\, all’Intermezzo\, profondamente lirico\, fino al Finale\, che alterna leggerezza e ambiguità espressiva. Nel suo insieme\, il programma costruisce un dialogo tra epoche e stili\, mettendo in relazione la chiarezza formale del classicismo\, la cantabilità novecentesca di Rota e la profondità espressiva di Šostakovič\, offrendo al pubblico un’esperienza ricca e articolata nel segno della grande musica da camera.  \n\n\n\nProtagonisti gli studenti: Filippo Arato clarinetto\, Marina Martelli fagotto\, Matteo Carnuccio pianoforte\, Danny Vommaro e Yi Kexin contrabbassi\, Sofia Vespignani e Ludovica Borghese violini\, Costanza Bellagamba viola\, Filippo Garcia violoncello\,  Ilaria Scopigno e Francesca Biondi violini\, Elisa Facchini viola\, Luca Talassi violoncello\, Ye Zhenbo pianoforte. \n\n\n\nIl concerto si terrà presso Palazzo Roverella con inizio alle 17.30\,introduzine con guida all’ascolto alle 17.15\, in via della Giovecca 47 a Ferrara\, presso il Circolo dei Negozianti di Ferrara (entrando al portone a sinistra al primo piano; ascensore disponibile). Ingresso libero con prenotazione consigliata al numero 333 8043626 (solo via WhatsApp).
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SUMMARY:“Sotto Sopra Show – Gran festa del papà” alla Casa Circondariale di Ragusa
DESCRIPTION:Ci sono legami che nessuna distanza può spezzare\, ma che hanno bisogno di tempo\, spazio e umanità per continuare a vivere. In uno spazio – quello delle carceri – scandito da ritmi lenti ma precisi\, quando le occasioni di relazione entrano\, si crea qualcosa di unico ed eccezionale. \n\n\n\nMercoledì 25 marzo\, dalle ore 10 alle 12\, presso la Casa Circondariale di Ragusa\, si terrà l’evento “Sotto Sopra Show – Gran festa del papà”\, promosso dal progetto Labirinti\, grazie al quale i padri detenuti potranno incontrare i loro figli in un contesto diverso – fatto di sorrisi\, gioco e condivisione – andando oltre le barriere del colloquio tradizionale. La mattinata sarà animata dallo spettacolo dell’artista di strada Giuseppe Buggea\, che coinvolgerà grandi e piccoli con esibizioni di giocoleria\, giochi di palline\, monociclo e numeri su trave. A seguire\, padri e figli potranno partecipare attivamente\, giocando insieme e vivendo un momento autentico di vicinanza e leggerezza. \n\n\n\nGuidato dall’ente capofila APS Officina SocialMeccanica e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile\, il progetto Labirinti ha l’obiettivo di realizzare interventi socio-educativi a sostegno dei figli minori di persone detenute in diversi territori della Sicilia. Oltre a Ragusa\, il progetto è attivo anche a Catania\, Palermo e Sciacca. \n\n\n\nLe attività realizzate a Ragusa sono state rese possibili grazie alla sinergia tra i Clown Dottori di Ci Ridiamo Sù APS\, Crisci Ranni APS e Facciamo Scuola ASD. «Con Labirinti vogliamo creare occasioni concrete di incontro che restituiscano dignità e umanità alle relazioni familiari\, anche in contesti complessi come quello detentivo – spiegano i portavoce delle associazioni coinvolte nell’iniziativa – Questo evento rappresenta un passo importante: permettere ai padri e ai figli di condividere momenti di gioia e normalità significa rafforzare legami fondamentali per il benessere di entrambi e per il futuro della comunità». \n\n\n\nAll’evento sarà presente il Comune di Ragusa\, partner di progetto\, con le assessore ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione\, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione verso iniziative che promuovono inclusione e legami familiari. «Eventi come questo hanno un grande valore umano\, perché rafforzano il legame tra padri detenuti e figli – dichiara l’assessora ai Servizi Sociali Elvira Adamo – Il progetto Labirinti dimostra l’importanza di offrire ai minori opportunità educative ed emotive. Come amministrazione\, sosteniamo iniziative che promuovono inclusione\, diritti e nuove prospettive di futuro per bambini e famiglie». Le fa eco l’assessora alla Pubblica Istruzione e allo Sviluppo Economico Catia Pasta: «questa giornata sarà un momento speciale per celebrare l’amore familiare e offrire ai bambini un’occasione di vicinanza. Spero che questo giorno possa portare un po’ di gioia e speranza a tutti i papà che sono lontani dalle loro famiglie. Ringrazio gli organizzatori che mi rendono partecipe di questi momenti\, per me molto importanti». \n\n\n\nA sostenere le iniziative del progetto Labirinti\, la capo area trattamentale Maria Stella. «L’evento vuole essere un momento di svago ma anche di riflessione: l’artista Giuseppe Buggea si esibirà con numeri di abilità e creatività\, offrendo uno spettacolo veramente coinvolgente\, ma non mancheranno momenti volti a sottolineare l’importanza delle relazioni familiari anche in contesti difficili\, come può essere quello detentivo». \n\n\n\nAll’evento parteciperanno anche la direttrice dell’UEPE (Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna) Rosaria Ruggieri e la referente dell’USSM (Ufficio Servizio Sociale per Minorenni) Mariuccia Licitra. Un ringraziamento sempre per la preziosa disponibilità al direttore dell’istituto Santo Mortillaro e al comandante della polizia penitenziaria Claudio Iacobelli. \n\n\n\nIl progetto Labirinti è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri\, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica\, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo\, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini\, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org
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SUMMARY:IV edizione dei Monza Music Meetings
DESCRIPTION:È in pieno svolgimento la quarta edizione dei Monza Music Meetings\, la manifestazione progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi in collaborazione con il Comune di Monza\, che propone nel capoluogo della Brianza – fino al prossimo 29 marzo – appuntamenti concertistici di rilievo\, progetti per le scuole e l’infanzia\, esperienze immersive\, conferenze e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo i luoghi simbolici della città\, dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e ai negozi del centro storico. \n\n\n\nDal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni di interpreti\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nL’evento centrale della quarta edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena\, è il concerto in programma mercoledì 25 marzo nel Duomo di Monza\, intitolato Notre Dame di Monza\, protagonista il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza).  \n\n\n\nIl programma che verrà eseguito da Escaich è un percorso musicale che mette in dialogo repertorio storico e pratica improvvisativa contemporanea\, evidenziando come l’arte dell’improvvisazione sia da sempre parte integrante della tradizione organistica. Dalla monumentalità della Passacaglia e fuga in do minore di Johann Sebastian Bach\, esempio emblematico di elaborazione tematica e architettura formale\, si passa alle eleganti danze rinascimentali di Claude Gervaise\, che offrono un modello stilistico su cui si innestano le danceries improvvisate di Thierry Escaich. La Sonata in fa minore di Felix Mendelssohn richiama la tradizione romantica tedesca\, profondamente legata all’eredità bachiana\, mentre le composizioni dello stesso Escaich\, tra cui Évocation n°1 – Poème n°3 “Vers l’Espérance”\, mostrano come il linguaggio contemporaneo possa rinnovare la spiritualità e la libertà espressiva dell’organo. Il programma si conclude con la forza visionaria di Jehan Alain\, dalle Variations sur un thème de Clément Jannequin alle celebri Litanies\, fino a culminare in un’improvvisazione finale su tema dato\, momento in cui tradizione\, memoria stilistica e creazione estemporanea si fondono pienamente. \n\n\n\nDal 2025 Thierry Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine sullo “spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music dell’Unione Europea grazie al programma Creative Europe: il progetto Spiritual Music”\, realizzato dalla rete di partner culturali Musicamorfosi (per l’Italia)\, Taller de Músics (per la Spagna) e Jazz Festivals & Events (per la Romania)\, promuove la ricerca\, la creazione e la divulgazione della musica spirituale contemporanea\, con particolare attenzione al dialogo tra tradizione e nuovi linguaggi. All’interno di questo quadro è stata indetta una call (che resterà aperta fino al 19 aprile; info: www.musicamorfosi.it/european-call-for-organists/) per la selezione di organisti creativi\, finalizzata allo sviluppo a livello europeo di pratiche artistiche innovative legate alla musica per organo e alla sperimentazione\, al di là dei tradizionali confini dei generi musicali. In particolare\, la call è rivolta a organisti creativi interessati a esplorare il rapporto tra organo\, musica spirituale\, vocalità e contemporaneità attraverso un approccio aperto\, inclusivo e potenzialmente interdisciplinare. La selezione mira a individuare profili artistici capaci di interpretare l’organo come strumento vivo e attuale\, dialogare con repertori e linguaggi differenti e dimostrare una propensione alla divulgazione\, all’improvvisazione e alle contaminazioni artistiche. \n\n\n\nDa segnalare\, infine\, che la quarta edizione dei Monza Music Meetingssi concluderà nell’ultimo weekend di marzo: sabato 28 marzo\, il salotto della città – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi. Shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata\, inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo con il concerto del Quartetto Goldberg (ore 11\, ingresso su invito). Infine\, domenica 29\, il Moderno\, accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città\, ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\n  \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it 
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