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SUMMARY:Romeo & Juliet a Verona tra il Teatro Camploy e il Satiro Off
DESCRIPTION:Shakespeare 2026 presenta lo spettacolo più conosciuto della compagnia teatrale d’ispirazione internazionale Casa Shakespeare. \n\n\n\nRomeo & Juliet è una rivisitazione contemporanea in costume elisabettiano dell’amore eterno\, dove la passione travolgente si scontra con le tensioni e le contraddizioni della società moderna. \n\n\n\nAmbientato nella Verona dei Capuleti e dei Montecchi\, lo spettacolo attraversa i momenti iconici della tragedia\, dalla festa al primo bacio\, dal balcone all’esilio\, fino all’epilogo tragico\, restituendo una storia senza tempo\, raccontata con un linguaggio diretto ed emotivo\, vicino alle nuove generazioni. \n\n\n\nL’opera di William Shakespeare prende nuova vita nell’adattamento bilingue di Andrea de Manincor\, in cui l’anima di Giulietta\, interpretata da Sabrina Modenini\, diventa guida silenziosa e profonda del racconto\, accompagnando lo spettatore attraverso gli eventi e le scelte dei personaggi. \n\n\n\nIl rapporto tra Giulietta e Padre Capuleti mette in luce un potere patriarcale che pretende di governare scelte\, corpo e destino\, trasformando l’amore in ribellione e la libertà in tragedia. \n\n\n\nPensato per un pubblico internazionale e per giovani spettatori abituati a un inglese quotidiano\, fluido e contemporaneo\, lo spettacolo utilizza l’alternanza delle lingue non come semplice scelta stilistica\, ma come parte integrante dell’esperienza\, un teatro che parla al presente\, senza barriere. \n\n\n\nNella visione di Casa Shakespeare\, Romeo & Juliet diventa un’esperienza intensa\, capace di coinvolgere giovani e adulti\, e di trasformare San Valentino in un incontro autentico con il teatro e con una delle storie d’amore più celebri di sempre. \n\n\n\nShakespeare 2026 è la rassegna annuale di teatro\, incontri e cultura che mette in luce la città di Verona attraverso gli occhi di Shakespeare\, creando un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Il calendario è su shakespeare2026.com \n\n\n\nL’iniziativa è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma che promuove i valori olimpici attraverso cultura\, patrimonio e sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026. \n\n\n\n Teatro Camploy13 febbraio – ore 20:45 \n\n\n\nTeatro Satiro Off12 febbraio – ore 10:0014 febbraio – ore 19:4515 febbraio – ore 17:00 \n\n\n\nPARTNER – Main sponsor Magis. – Con il sostegno di Confartigianato Imprese Verona – Con il patrocinio della Camera di Commercio di Verona\, della Regione del Veneto\, della Provincia di Verona e del Comune di Verona. \n\n\n\nShakespeare 2026 sarà un anno di teatro\, formazione e innovazione\, pensato per mettere in dialogo la tradizione shakespeariana con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nRegia: Solimano PontarolloAdattamento testi: Andrea de ManincorProduzione: Casa Shakespeare  \n\n\n\nCast:Juliet: Kelly Negro \n\n\n\nRomeo: Francesco D’Ippolito \n\n\n\nPapà Capuleti: Solimano Pontarollo \n\n\n\nAnima di Giulietta: Sabrina Modenini \n\n\n\nDurata: 70 minuti \n\n\n\nSpettacolo in costume elisabettianoLingua: dialoghi in inglese con accompagnamento in italiano \n\n\n\nBIGLIETTI E INFO \n\n\n\nUnder 12: ingresso omaggio (accompagnati\, prenotazione obbligatoria)Accrediti per giornalisti e blogger \n\n\n\nPer avvicinare i giovani al teatro e renderli parte attiva della memoria\, sono previsti biglietti a 5 euro per studenti delle scuole superiori di Verona e provincia\, presentando il badge scolastico la sera dello spettacolo. \n\n\n\nPrenotazioni veloci:https://bit.ly/42mDzfo \n\n\n\nBiglietteria ufficiale e online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/tour/shakespeare-2026/4620 \n\n\n\nContatti e accessibilità scrivere a:info@casashakespeare.it
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LOCATION:Teatro Satiro Off\, Vicolo Satiro\, 8\, Verona\, 37121\, Italia
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SUMMARY:"BOILER ROOM – Generazione Y" a Fertili Terreni Teatri
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro\, giovedì 12 febbraio per la prima volta a Torino\, andrà in scena a OFF Topic lo spettacolo BOILER ROOM – Generazione Y\, creazione e ideazione di Ksenija Martinovic anche in scena con i performer Federica D’Angelo\, Alessio Genchi\, Matteo Prosperi e Margherita Varricchio. \n\n\n\nLo spettacolo presenta luci stroboscopiche\, non adatte a un pubblico fotosensibile\, ed è adatto ad un pubblico maggiore di 14 anni \n\n\n\nNon spettacolo teatrale\, ma esperienza sensoriale a tutto tondo\, BOILER ROOM – Generazione Y è un’opera site-specific\, installazione sonora alimentata da luci fluorescenti e stroboscopiche che pulsano a ritmo di musica invitando il pubblico a seguirne l’ininterrotto movimento: performance che travalica l’idea stessa di teatro\, richiedendo allo spettatore di vivere in prima persona la ricerca di altri immaginari\, di spazi altrove\, dove poter dar corso ad un riconoscimento culturale con al centro l’idea di cittadinanza e fragilità delle nuove generazioni.  \n\n\n\nIl tutto trae ispirazione da un preciso interrogativo: quale potrebbe essere il punto di rottura della musica in una determinata zona di confine e di guerra\, di solitudine e di resistenza? Partendo dalla storia personale della Dj palestinese Sama Abdulhadi\, che grazie alla Boiler Room diventa virale e conosciuta in tutto il mondo come “The Palestinian Techno Queen”\, performer e pubblico saranno protagonisti di un viaggio di musica\, luci e colori confrontandosi su domande relative un’intera generazione. \n\n\n\nPrima ci sono stati i “Baby Boomers”\, nati dopo la seconda guerra mondiale\, poi è arrivata la “Generazione X” degli anni Sessanta e Ottanta\, da ultimo è stato il turno degli appartenenti la “Generazione Y”\, meglio noti come “Millenials”\, nati tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni del Duemila: ragazzi e ragazze facenti parte un’umanità definita dai sociologi come pigra e narcisista\, superficiale\, individualista e concentrata su di sé\, definizione poco ottimista per lo meno “raddrizzata” dalla riconosciuta capacità di adattarsi molto rapidamente a un mondo che altrettanto rapidamente si modifica.  \n\n\n\nDigitali per definizione\, nati con telefonini e tablet in tasca\, i “Millennials” sono da decenni oggetto di studi sociologici: prima generazione globale del World Wide Web con abitudini e modi di pensare condivisi\, indipendentemente dalla parte del mondo in cui vivono\, risultano però essere anche i soggetti più colpiti dalla crisi economica.  \n\n\n\nMettendo al centro della propria indagine le teorie di Mark Fisher\, il filosofo prematuramente scomparso nel 2016 che nel libro Realismo Capitalista analizza i giovani millenials suggerendo plausibili risposte alla perenne precarietà della generazione dei trentenni di oggi\, il progetto BOILER ROOM-Generazione Y si sviluppa intorno quello che Fischer definisce edonismo depressivo\, risultando metafora perfetta di una società sempre più tecnologica dove tutto è “a portata di un solo clic”. \n\n\n\nCreazione e ideazione Ksenija Martinovic  – coreografia e drammaturgia della danza Matilde Ceron  – performer Federica D’Angelo\, Alessio Genchi\, Matteo Prosperi\, Ksenija Martinovic e Margherita Varricchio – sound design Andrea Peluso ed Emanuele Pertoldi  – video Sonia Veronelli – disegno luci Alice Colla  – foto di scena Marcella Foccardi – produzione C.S.S. Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia – spettacolo vincitore della Menzione speciale del Premio Scenario 2021 \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. Fondazione Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore.  \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:"GIULIETTA E ROMEO - stai leggero nel salto" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica\, dal 12 al 14 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 15 febbraio alle ore 16.30\, va in scena GIULIETTA E ROMEO – stai leggero nel salto\, drammaturgia e regia di Roberto Latini\, con Federica Carra e Roberto Latini. Un concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare che si concentra esclusivamente sulle scene dell’incontro\, quando l’amore accade prima di diventare destino. Cinque quadri come movimenti di una suite\, costruiti nella parola detta e ascoltata\, nel tempo che si apre e subito si sottrae: non la tragedia intera\, ma l’occasione dell’amore\, il futuro intravisto e mancato\, quel salto che chiede di essere compiuto restando\, oggi come allora\, leggeri. \n\n\n\nUn concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare\, costruito attraversando le poche scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme. Cinque quadri suonati nelle parole che Romeo dice a Giulietta e quelle che Giulietta dice a Romeo. Loro due soli. \n\n\n\nUna suite composta nei capitoli: \n\n\n\nl’incontro: “esaudisci” \n\n\n\nil balcone: “cento parole nella tua voce” il matrimonio: “aria all’aria” \n\n\n\nall’alba: “te ne vuoi andare?” nella cripta: “sulle tue labbra” \n\n\n\nQuella di Romeo e Giulietta è anche la tragedia dell’occasione dell’amore\, la tragedia del futuro mancato\, di quello che sarebbe stato consolante anche se fosse rimasto indefinito\, o soltanto accennato\, raccontato da altri\, lasciato immaginare\, come una porta socchiusa attraverso cui intravedere luce e tempo. Romeo e Giulietta si portano dietro\, da sempre\, quella nostalgia che certe volte la vita riserva a se stessa\, in qualche sfumatura\, un pensiero improvviso\, un ricordo; quella sensazione di sapere già quale sia la delusione che si accomoda sull’altro piatto della bilancia quando valutiamo le grandi occasioni. Alla fine\, ci dispiace sempre che vada così; ci dispiace che la loro storia sia incapace di un’invenzione che ci regali un lieto fine; ci dispiace che somigli così tanto alla verità quando è brutale\, ingenerosa\, quando la si sapeva già; ci dispiace \n\n\n\ndi averlo conosciuto già quel dispiacere\, quando siamo stati lontani dal poterci rinnovare\, dal poterci provare\, quando uno dei nostri sentimenti preferiti è restato in un vuoto desolante\, tanto più grande quanta più gioia s’era tuffata nella vita. Abbiamo in testa e addosso\, con chiarezza\, i pensieri che abbiamo pensato \n\n\n\nquando avevamo la stessa età\, quando avevamo gli stessi pensieri anche in età diverse; quando eravamo sicuri di esser pronti\, quando non essere pronti era tutto il resto; allora può sembrarci vero che romeo e giulietta siamo noi\, e l’unica tragedia è il tempo che passa e che ci allontana dai ragazzi che siamo stati\, quando eravamo uno o l’altra o entrambi\, in qualche slancio di vita e di cuore\, quando la bellezza dell’amore poteva intercettarci pure nel disincanto\, quando ci chiedeva di saltare e l’unica condizione\, adesso come allora\, è di stare leggeri. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY:“Vita da bionda” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Impegnata tra cinema\, teatro e stand-up\, Miriam Galanti debutta in prima nazionale all’OffOff Theatre\, da giovedì 12 adomenica 15 febbraio\, con il suo “Vita da bionda”\, scritto insieme a Giorgia Ciotola\, che ne cura anche la regia. \n\n\n\nVita da bionda nasce da un’idea dell’attrice Miriam Galanti\, che decide di raccontare la propria esperienza di bionda in una società dove l’apparenza può aprire alcune porte ma chiuderne altre. Essere bionda e bella\, può non solo attirareattenzioni non richieste\, ma soprattutto fare i conti con pregiudizi e stereotipi e\, non a caso\, nel testo viene ironicamente coniato il termine “biondoshaming”. \n\n\n\nLo spettacolo esplora le difficoltà quotidiane di una ragazza che fatica ad essere presa sul serio in un mondo che ama le etichette facili. Perché\, come scrivono Galanti e Ciotola: “se sei bionda e carina\, o sei stupida o sei mignotta\, se in più seipure allegra e sorridente\, allora sei sicuramente sia stupida che mignotta.” \n\n\n\nNel monologo\, con un occhio alla stand-up\, Miriam racconta quanto sia difficile essere presa sul serio anche nel proprio lavoro di attrice\, in particolare nell’ambiente del cinema “impegnato”\, dove le more “un po’ smunte e con le occhiaie” sonole vere attrici drammatiche. Lei invece\, complice una somiglianza fisica con Chiara Ferragni\, viene sistematicamenteignorata. Miriam descrive gli approcci degli uomini\, non solo ai party esclusivi del famigerato mondo dello spettacolo\, ma anche mentre cerca di racimolare qualche spicciolo facendo la cameriera e la modella. Approcci superficiali e maschilisti\, dove il suo sorriso e la sua apparente ingenuità sono interpretati come un invito a portarsela a letto. \n\n\n\nIn un turbinio di serrate battute\, trova spazio anche l’emotività del dramma personale\, con la confessione di perdite che hanno segnato la storia della sua famiglia per sempre e di come\, proprio quella sua leggerezza\, in fondo l’abbia anche un po’ salvata dal dolore\, ma non dal pregiudizio. \n\n\n\nLo spettacolo è un viaggio che tocca temi profondi con leggerezza\, portando il pubblico a ridere\, e forse a rivedere il proprio sguardo su ciò che è solo apparenza. \n\n\n\nDal martedì al sabato h. 21.00 – domenica h. 17.00 \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20  \n\n\n\nTel. + 39. 06. 89239515 \n\n\n\n biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticke
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SUMMARY:Il Calamaro Gigante al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Nella Stagione Teatrale 2025–2026 del Teatro Parioli Costanzo di Roma\, dal 12 al 15 febbraio 2026\, approda Il Calamaro Gigante\, adattamento scenico dell’omonimo romanzo di Fabio Genovesi\, con Angela Finocchiaro e Bruno Stori\, protagonisti di un attraversamento poetico e visionario che interroga il senso stesso dell’esistere. Un’opera che\, sotto la regia di Carlo Sciaccaluga\, si configura come racconto iniziatico\, parabola contemporanea e dichiarazione d’amore per il rischio\, per il desiderio\, per quella parte sommersa dell’essere umano che chiede ascolto e spazio. A partire da una vicenda individuale\, lo spettacolo si espande in una costellazione di storie\, figure e apparizioni che compongono un atlante emotivo sul coraggio di scegliere\, sull’urgenza di disobbedire alla rassegnazione\, sulla possibilità – sempre aperta – di una felicità non addomesticata. \n\n\n\nLa vita di Angela\, costretta dai rigidi binari della società\, è insoddisfacente. Quando rientra a Milano per la cena dell’ufficio rimane bloccata nel traffico dei vacanzieri di ritorno dal mare. Allora Angela maledice tutta quella gente\, e maledice pure il mare finché un’onda la porta via\, travolgendo e stravolgendo la sua vita. In un vortice fuori dal tempo e dallo spazio\, dove trova un tipo strano e antiquato\, Montfort\, Angela inizia questo viaggio assurdo\, dove ogni onda porterà i due protagonisti a vivere le avventure di donne e uomini che invece hanno avuto il coraggio di abbracciare il mare e la vita come un’unica\, strabiliante meraviglia. \n\n\n\n“Il Calamaro Gigante propone insomma un approccio vitalistico\, appassionato e coraggioso alla vita\, la nostra e quella del pianeta intorno a noi. È un’ode al tuffarsi\, al credere nei nostri sogni\, alle scelte coraggiose e originali\, quelle in cui si rischia qualcosa\, ma proprio in questo modo rischiamo di essere felici.” Fabio Genovesi \n\n\n\nOrari Repliche \n\n\n\nGio12/02/202621:00Ven13/02/202621:00Sab14/02/202619:00Dom15/02/202617:00\n\n\n\nORARIO DI APERTURA BIGLIETTERIA \n\n\n\nDal 6 ottobre dal martedì al sabato 14.30 – 19.30 \n\n\n\ndomenica 14.30 – 18.30lunedì chiuso \n\n\n\nLa biglietteria nei giorni di spettacolo serale (ore 21.00) resterà aperta dalle 19.30 alle 21.30 solo per le operazioni riguardanti lo spettacolo in corso \n\n\n\nBIGLIETTI STAGIONE TEATRALE* \n\n\n\nScopri gli spettacoli \n\n\n\nSpettacoli: Life is Life – episodio 1\, Life is Life – episodio 2\, La playlist più bella del mondo\, Life is Life – episodio 3\, Il calamaro gigante\, Tutto per bene\, Life is Life – episodio 4\, Più vera del vero. \n\n\n\nINFRASETTIMANALESETTOREINTERIRIDOTTIPOLTRONISSIMA platea€ 32\,00€ 29\,00POLTRONA platea€ 30\,00€ 27\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 28\,00€ 25\,00GALLERIA€ 25\,00€ 23\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 22\,00€ 20\,00\n\n\n\nWEEKEND E FESTIVISETTOREINTERIPOLTRONISSIMA platea€ 34\,00
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SUMMARY:"Le serve" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Capolavoro di Jean Genet\, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica francese negli anni Trenta\, Le serve è un perfetto congegno di teatro nel teatro che mette a nudo la menzogna della scena — «uno straordinario esempio di continuo ribaltamento tra essere e apparire\, tra immaginario e realtà»\, nelle parole di Jean-Paul Sartre. Dopo tre stagioni di tournée in tutta Italia\, segnate da un consenso ampio e costante da parte di pubblico e critica\, lo spettacolo approda. In scena allo Spazio Diamante\, Sala Black\, dal 12 al 15 marzo 2026\, lo spettacolo vede Eva Robin’s nel ruolo di Madame\, Beatrice Vecchione in quello di Claire e Matilde Vigna in quello di Solange\, con la regia di Veronica Cruciani\, che firma anche l’adattamento del testo nella traduzione di Monica Capuani\, proseguendo un percorso sempre più orientato verso una regia autoriale in cui la scrittura scenica diventa parte integrante della messinscena. Le scene sono di Paola Villani\, i costumi di Erika Carretta\, la drammaturgia sonora di John Cascone. Una coproduzione CMC/Nidodiragno\, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. \n\n\n\nLa storia scritta da Genet è quella di due cameriere che allo stesso tempo amano e odiano la loro padrona\, Madame. Le serve hanno denunciato il suo amante con delle lettere anonime. Venendo a sapere che l’amante sarà rilasciato per mancanza di prove\, e che il loro tradimento sarà scoperto\, tentano di assassinare Madame\, falliscono\, vogliono uccidersi a vicenda; una di esse si dà la morte. \n\n\n\nGenet presenta le due sorelle\, Solange e Claire\, nella loro vita quotidiana\, nell’alternarsi fra fantasia e realtà\, fra gioco del delirio e delirio reale. A turno le due cameriere recitano la parte di Madame\, esprimendo così il loro desiderio di essere “la Signora” ed ognuna di loro\, a turno\, interpreta la parte dell’altra cameriera\, cambiando lentamente atteggiamento\, dall’adorazione al servilismo\, dagli insulti alla violenza. La rivolta delle serve contro la padrona – spiega la regista Veronica Cruciani\, che firma anche l’adattamento del testo nella traduzione di Monica Capuani\, concepito come una vera e propria riscrittura scenica coerente con la sua visione registica – non è un gesto sociale\, un’azione rivoluzionaria\, è un rituale. Questo rituale è l’incarnazione della frustrazione\, l’azione di uccidere l’oggetto amato ed invidiato non potrà essere portata a compimento nella vita di tutti i giorni\, viene ripetuta all’infinito come un gioco. Tuttavia questo gioco non raggiunge mai il suo apice\, la messa in scena che le due sorelle compiono viene continuamente interrotta dall’arrivo della padrona. Secondo Sartre questo fallimento è inconsciamente insito nel cerimoniale stesso che le serve mettono in scena; il tempo sprecato nei preliminari non porterà al compimento del rituale. Anzi questo rituale diventa un atto assurdo\, è il desiderio di compiere un’azione che non potrà mai superare la distanza che separa il sogno dalla realtà. Una fallimentare ripetizione magica\, il riflesso deformato del mondo dei padroni\, che le serve adorano\, imitano\, disprezzano. \n\n\n\nIl ruolo di Madame è affidato a Eva Robin’s\, icona pop del transgender dall’originale percorso teatrale (ha recitato\, fra gli altri\, Cocteau e Beckett ed è stata candidata all’Ubu per Tutto su mia madre). A interpretare le bonnes\, due giovani attrici cresciute alla Scuola dello Stabile di Torino: Beatrice Vecchione – già diretta da Malosti\, Martone e Muscato\, finalista ai Premi Ubu come Migliore attrice Under 35 proprio per questo spettacolo – e Matilde Vigna\, Premio Ubu come Migliore attrice Under 35 e finalista 2022 per il Miglior nuovo testo italiano. Con Le serve\, Veronica Cruciani consolida un percorso verso una regia sempre più autoriale\, firmando anche l’adattamento del testo come parte integrante della propria visione artistica. \n\n\n\nNote di regia di Veronica Cruciani \n\n\n\nHo scelto Le serve di Jean Genet perché mi offriva la possibilità di tenere insieme diversi temi che attraversano datempo il mio lavoro e che oggi sento urgenti – il teatro come dispositivo\, il desiderio\, il potere\, il capitalismo\, la disparità sociale – ma anche perché questo testo mi permetteva di interrogarmi sul linguaggio teatrale mentre lo agivo\, rendendo esplicita una riflessione sul teatro stesso attraverso la pratica della scena. In questo senso\, la scelta di Le serve è stata fin dall’inizio anche una scelta di linguaggio registico. \n\n\n\nLe serve è prima di tutto un testo sul teatro\, e questo aspetto è stato per me centrale. Travestimento\, gioco dei ruoli\, continui passaggi tra finzione e realtà ne costituiscono l’ossatura. Nello spettacolo questa dimensione viene resa visibile e praticata\, Clare e Solange si presentano anche come attrici\, interrompono la messa in scena\, escono dai personaggi e dichiarano apertamente la finzione\, esponendo il dispositivo teatrale come parte attiva della scena. Mostrano appunti\, cartelli\, riflessioni di regia – come frasi annotate ai margini di un libro durante la lettura. Non si tratta di commenti né di spiegazioni\, ma di segni laterali che accompagnano lo spettacolo\, incrinano la continuità narrativa e ne rivelano il funzionamento. \n\n\n\nLe tre frasi che attraversano la scena – “Proteggimi da ciò che desidero”\, “Nel deserto del reale”\, “Saremo libere” – non hanno una funzione esplicativa. Sono appunti\, tracce\, pensieri a margine che aprono cortocircuiti tra desiderio\, rappresentazione e realtà. Rimandano a un desiderio costruito su modelli imposti\, a una realtà percepita come progressivamente svuotata\, a un’idea di libertà che nel mondo capitalistico appare spesso possibile solo come immaginazione estrema. È nella dimensione dell’irrealtà e della fantasia che le serve trovano vitalità; la realtà\, al contrario\, si presenta come uno spazio impoverito\, in cui non riescono ad amare sé stesse né l’altra. \n\n\n\nIl desiderio che attraversa Le serve è un desiderio colonizzato\, ed è su questa forma del desiderio che ho costruito il lavoro registico. Le due protagoniste aspirano a essere ciò che non sono e non saranno mai\, desiderano un modello di femminilità e di potere prodotto da rappresentazioni che vanno dalla Hollywood degli anni Quaranta fino ai giorni nostri. Madame non viene affrontata come un personaggio psicologico\, ma come un principio\, unpotere astratto\, insieme simbolico ed economico\, incarnato da una figura che attraversa maschile e femminile\, spostando l’attenzione dal personaggio al meccanismo e mostrando come il potere non sia un’identità\, ma un modo di agire e di pensare\, spesso interiorizzato anche da chi lo subisce. \n\n\n\nAllo stesso modo\, il capitalismo e la disparità sociale non sono per me temi solo da rappresentare\, ma condizioni da far agire nella struttura dello spettacolo. Il desiderio degli oggetti del potere – denaro\, abiti\, gioielli – diventa il motore di un movimento che conduce inevitabilmente al fallimento. La disparità non è trattata come sfondo ideologico\, ma come gabbia interiorizzata\, capace di rendere impensabile persino la ribellione. Anche l’esperienza personale entra qui non come autobiografia\, ma come conoscenza concreta di questo meccanismo\, quando la disuguaglianza smette di essere soltanto una condizione materiale e diventa una forma del pensiero. \n\n\n\nCon Le serve ho sentito la necessità di rendere più esplicita una direzione già presente nel mio lavoro\, orientando la regia verso una forma sempre più autoriale. In questo spettacolo l’intervento sul testo attraverso l’adattamento diventa parte strutturale della messa in scena\, orientando la regia verso una pratica sempre più strutturale. In questo spettacolo l’attenzione si concentra in modo più consapevole sul funzionamento interno dell’opera. La ripetizione\, il rito che non si compie\, lo slittamento continuo tra ruolo e identità vengono assunti come principi compositivi della scena. È il primo lavoro in cui questa scelta diventa pienamente visibile nella forma stessa dello spettacolo\, segnando un punto di messa a fuoco nel mio percorso\, il momento in cui una pratica già in atto trova una formulazione più chiara e riconoscibile. \n\n\n\nDa qui\, il rapporto tra regia e scrittura si fa più diretto e consapevole\, come parte integrante di una pratica autoriale che tiene insieme adattamento\, composizione scenica e visione poetica\, nel modo in cui desiderio\, potere e immaginazione prendono forma sulla scena. \n\n\n\nBotteghino \n\n\n\nEMAIL botteghino@spaziodiamante.itTEL. 06. 27858101WHATSAPP +39 345 1474533 \n\n\n\nOrari Spettacolo \n\n\n\ngiovedì12/3/2026ore: 20:30venerdì13/3/2026ore: 20:30sabato14/3/2026ore: 19:00domenica15/3/2026ore: 17:00\n\n\n\nPrezzi Biglietti \n\n\n\nTariffa BigliettoInterobiglietto supporter€ 19\,00biglietto standard€ 15\,00biglietto agevolato€ 12\,00
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SUMMARY:“7 Minuti” al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:“7 Minuti” trae spunto da un fatto realmente accaduto in una fabbrica tessile francese\, dove alle operaie fu proposto il taglio di 7 minuti di intervallo su un totale di 15. \n\n\n\nPartendo da questa vicenda Stefano Massini\, autore ormai di fama mondiale e recente vincitore del Tony Award\, dà voce a undici personaggi femminili che costituiscono la rappresentanza sindacale della fabbrica. Donne diverse per età\, cultura\, provenienza\, che poste di fronte a una scelta si confrontano e scontrano con le compagne in un dialogo aspro e serrato in cui ciascuna porta il proprio vissuto\, la propria personalità\, le proprie convinzioni. \n\n\n\nPerché mai rifiutare l’accordo\, e quindi rischiare il licenziamento\, quando in fondo la nuova dirigenza chiede solo 7 minuti? Così\, all’inizio\, si interrogano le operaie\, disponibili ad accettare quasi con sollievo il sacrificio apparentemente minimo richiesto dell’azienda. Ma poi\, grazie soprattutto a Bianca\, la più anziana nonché portavoce del gruppo\, cominciano a farsi strada altre considerazioni e istanze. \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:"BUONI DA MORIRE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Essere buoni non è poi così difficile. Ma avere il coraggio di esserlo è tutta un’altra storia. \n\n\n\nCon un testo intenso che mescola commedia\, emozione e riflessione scritto da Gianni Clementi\, che ne firma anche la regia\, sul palco del Teatro Manzoni di Roma approdano Patrizia Pellegrino\, Bruno Maccallini e Blas Roca Rey con BUONI DA MORIRE\, in scena da giovedì 12 febbraio a domenica 1 marzo. \n\n\n\nIn una sera di Natale apparentemente come tante\, una coppia borghese — lui cardiochirurgo di successo\, lei madre ansiosa di un figlio irraggiungibile — decide di rompere la routine patinata della loro esistenza. Una scelta insolita: unirsi a un gruppo di volontari per portare cibo caldo e parole gentili ai senzatetto della città. È l’inizio di un viaggio notturno che cambia tutto. Tra marciapiedi gelati e colonnati spazzati dal vento\, Emilio e Barbara si ritrovano a fare i conti con se stessi\, riscoprendo il valore della compassione\, della solidarietà\, della fratellanza. Parole dimenticate\, sepolte sotto il peso delle ambizioni e delle corse quotidiane verso successi che svaniscono all’alba. \n\n\n\nUn sorriso sporco\, uno sguardo dolente\, e qualcosa si incrina. O forse si risveglia. Per una notte\, la coppia ritrova una connessione che sembrava perduta. E quella magia sospesa tra disillusione e speranza li accompagna fino al mattino di Natale\, quando un campanello suona e bussa alla porta la realtà vera\, quella che non chiede permesso. \n\n\n\nDavanti a loro\, Ivano: ex compagno di classe\, ora uomo alla deriva\, con i dreadlocks\, l’alito pesante e la vita addosso. È lui l’inaspettato catalizzatore di una scelta. È lui la domanda che non si può più evitare. Cosa succede quando la bontà smette di essere un’esperienza a termine e diventa una sfida permanente? \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce con ironia e profondità nel cuore pulsante delle contraddizioni borghesi\, smascherando le nostre ipocrisie quotidiane e interrogando lo spettatore su quanto davvero siamo disposti a cambiare. A donare. A lasciarci toccare. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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LOCATION:Teatro Manzoni di Roma\, Via Monte Zebio\, 14C\, Roma\, RM\, 00195\, Italia
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SUMMARY:Tutti i numeri dell’oleoturismo: a Tivoli presentati i risultati dell’indagine di mercato del progetto Insieme ad Evo
DESCRIPTION:A testimoniare l’interesse istituzionale verso il percorso progettuale\, la partecipazione al convegno di numerosi rappresentanti delle istituzioni\, a partire dall’on. Alessandro Palombi\, deputato della Repubblica e sindaco di Palombara Sabina. A portare il saluto dell’assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura Giancarlo Righini è stato il consigliere regionale e presidente della Commissione Affari Istituzionali della Pisana\, Flavio Cera\, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Tivoli e al presidente del Parco Regionale dei Monti Lucretili\, Marco Piergotti\, tra i primi sostenitori dell’iniziativa. Giancarlo Righini è stato il consigliere regionale e presidente della Commissione Affari Istituzionali della Pisana\, Flavio Cera\, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Tivoli e al presidente del Parco Regionale dei Monti Lucretili\, Marco Piergotti\, tra i primi sostenitori dell’iniziativa. \n\n\n\nLo studio di mercato ha coinvolto complessivamente 50 aziende del territorio attraverso interviste dirette\, mentre oltre 100 imprenditori della filiera olivicola hanno preso parte alle attività in programma. I dati delineano un comparto caratterizzato da una solida tradizione produttiva: il 75% delle imprese è attivo da oltre dieci anni e l’82% impiega da uno a cinque addetti\, prevalentemente in ambito familiare. Un radicamento che è un punto di forza\, ma che pone al contempo la sfida dell’attrazione di flussi turistici strutturati. \n\n\n\nTra le principali criticità segnalate dagli imprenditori infatti emergono la promozione e il marketing\, la carenza di personale\, l’eccessiva burocrazia\, la limitata conoscenza del pubblico di riferimento e le difficoltà legate al deficit infrastrutturale. Significativo in particolare il dato relativo alla comunicazione: il21% delle aziende non è presente su alcuna piattaforma digitale\, mentre il passaparola rappresenta ancora il principale canale promozionale per il 74% degli intervistati. \n\n\n\nLo studio si conclude con una serie di indicazioni operative per rafforzare la competitività del settore: potenziamento della presenza digitale\, partecipazione a eventi e fiere specializzate\, diversificazione dell’offerta e consolidamento delle filiere attraverso accordi specifici\, reti di impresa e strumenti condivisi.  \n\n\n\nNel corso della tavola rotonda sono intervenuti dirigenti delle associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali\, tra cui il presidente di Confagricoltura Roma Aurelio Ferrazza\, Francesco Baldesarra in sostituzione del presidente Unaprol David Granieri\, il presidente di ISMEA Livio Proietti e l’avv. Manuela Traldi\, presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana. Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio\, Alfredo D’Antimi. \n\n\n\n“Dallo studio emerge un comparto solido e pronto a fare il salto di qualità – ha dichiarato il dott. Livio Terilli –. L’interesse manifestato dalle istituzioni e dagli operatori conferma il potenziale dell’oleoturismo come nuova frontiera dell’internazionalizzazione\, capace di intercettare una domanda crescente di turismo esperienziale\, sostenibile\, lento e legato alle tradizioni locali\, anche su mercati internazionali come il Nord America e l’Oriente. Sottolineo con particolare soddisfazione il positivo ruolo svolto dai sindaci in qualità di facilitatori del processo”.
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SUMMARY:Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, appuntamenti dal 13 al 19 febbraio 2026
DESCRIPTION:Mostre\, incontri\, visite e tante attività per tutti. E in occasione di San Valentino\, un fine settimana ricco di proposte culturali per celebrare l’amore nei Musei civici e nei luoghi della città. Ecco alcune delle iniziative promosse da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in calendario dal 13 al 19 febbraio. \n\n\n\nDal 14 febbraio la programmazione espositiva romana si arricchisce della nuova mostra Lanterne Magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio de Paolis\, al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese: una serie di itinerari visivi all’interno della ricca collezione De Paolis\, che per la prima volta presenta al pubblico una selezione di capolavori della fotografia italiana e internazionale. Visitabile fino al 6 settembre 2026.  \n\n\n\nwww.museocarlobilotti.it/it/mostra-evento/lanterne-magiche-fotografie-dalla-collezione-valerio-de-paolis \n\n\n\nDagli sguardi della contemporaneità ai capolavori dell’arte greca\, domenica 15 febbraio prosegue il ciclo di visite guidate gratuite in italiano (alle ore 11.30) e in inglese (alle ore 16.30) alla grande mostra La Grecia a Roma ai Musei Capitolini\, Palazzo Caffarelli\, oltre 150 tra sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi e reperti inediti che fecero splendere la Roma antica. Il percorso è inoltre arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio coinvolgente tra archeologia e tecnologie digitali (prenotazione obbligatoria allo 060608 fino a esaurimento posti). \n\n\n\nwww.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nIn occasione della festa di San Valentino torna l’appuntamento con RomAmor\, il programma di visite e itinerari sul tema dell’amore nei Musei civici e nei luoghi della città. Il fine settimana prende il via venerdì 13 febbraio\, alle 10.00\, con una visita speciale per due coppie di innamorati al Museo delle Mura\, in contemporanea con un itinerario urbano tra le opere di Street art lungo le vie del quartiere Pigneto. La giornata di sabato 14 febbraio si apre alle 11.00\, tra amore e resistenza\, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina con lettura di testimonianze\, memorie e corrispondenze autobiografiche di alcuni protagonisti del Risorgimento; a seguire\, alle 16.00\, miti e antichi amori saranno raccontati al Museo di Roma attraverso le decorazioni pittoriche che adornano le stanze del settecentesco Palazzo Braschi\, mentre alle 16.30 la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi apre la sua collezione per celebrare cent’anni d’amore e d’arte. La programmazione prosegue domenica 15 febbraioalle 11.00 con un itinerario storico-archeologico alla Villa di Massenzio\, accompagnato dalla lettura di alcune lettere di un carteggio d’amore degli anni Venti del Novecento\, ritrovato sull’antica via Appia. Alla stessa ora\, al Museo di Casal de’ Pazzi si potrà invece assistere a un approfondimento tematico sulle più recenti scoperte riguardanti gli scambi tra specie umane nel Pleistocene. Tutte le attività sono gratuite con pagamento del biglietto d’ingresso a tariffazione vigente (gratuito per i possessori di Roma MIC Card e per i residenti a Roma) e prenotazione obbligatoria allo 060608. \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/romamor-2026; www.museiincomuneroma.it/it/didattica/romamor-2026 \n\n\n\nLo stesso sabato 14 febbraio\, come ogni secondo sabato del mese\, alle 10.00 e alle 11.00 tornano le visite alla Casa Museo Alberto Moravia\, il grande attico affacciato sul Lungotevere della Vittoria ricco di libri e opere d’arte dove lo scrittore ha trascorso la seconda parte della vita\, dal 1963 al 1990. La visita avvicinerà i partecipanti al lato pubblico di Moravia ma anche quello privato\, attraversando i diversi ambienti che conservano tracce dei suoi viaggi e delle sue frequentazioni. Attività gratuita con prenotazione obbligatoria allo 060608 (massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.casaalbertomoravia.it/it/didattica/visita-alla-casa-museo-alberto-moravia-febbraio-2026 \n\n\n\nMartedì 17 febbraio\, alle 16.30\, si torna al Museo di Roma a Palazzo Braschi per un nuovo appuntamento con Roma Racconta…\, ciclo di conferenze aperte a tutte e tutti e rivolte in particolare a docenti e studenti universitari. Con Maria Rosaria lo Muzio e Isidoro Parodi (Ministero della Cultura\, Direzione generale Musei) si parlerà di accessibilità nei luoghi della cultura attraverso il caso della mostraLe fiabe sono vere… Storia popolare italiana\, in corso al Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari del MUCIV\, Museo delle Civiltà di Roma (ingresso libero nella sola Sala Tenerani).  \n\n\n\nwww.museodiroma.it/it/didattica/le-fiabe-sono-verestoria-popolare-italiana \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale\, il programma di visite\, incontri e formazione\, propone anche questa settimana un’ampia scelta di appuntamenti. Si parte venerdì 13 febbraio alle 11.30\, per il ciclo Archeologia in Comune\, con una visita ai Sepolcri di via Statilia\, cinque strutture funerarie di età repubblicana la più antica delle quali\, databile al 100 a.C.\, apparteneva al libraio Publio Quinzio. Appuntamento in via Statilia\, angolo via di S. Croce in Gerusalemme (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 10 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/visita-ai-sepolcri-di-statilia-1 \n\n\n\nDall’Esquilino al Celio\, gli itinerari urbani proseguono domenica 15 febbraio alle 11.30 con una visita con interprete LIS al Sepolcro degli Scipioni\, area archeologica lungo il tratto urbano della via Appia Antica scoperta nel 1780 e divenuta meta per molti studiosi e visitatori che compivano il “grand tour” di Roma. Appuntamento in via di Porta San Sebastiano 9 (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 12 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/visita-al-sepolcro-degli-scipioni-7 \n\n\n\nPer il ciclo aMICi\, attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card\, la visita in programmavenerdì 13 febbraio alle 16.00 ai Musei Capitolini Centrale Montemartini invita a scoprire la Roma del primo Novecento attraverso i disegni e gli acquerelli di Maria Barosso\, artista e archeologa(prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-maria-barosso-artista-e-archeologa-1 \n\n\n\nMartedì 17 febbraio alle 14.00 e alle 15.00\, invece\, per le Passeggiate Romane\, una visita al Palazzo dell’Anagrafe di via Luigi Petroselli 50 farà scoprire il Carnevale Romano\, grande affresco realizzato da Orfeo Tamburi nel 1939 nel seminterrato dell’edificio (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/il-carnevale-romano-di-orfeo-tamburi-al-palazzo-dell%E2%80%99anagrafe-6 \n\n\n\nE non mancano gli appuntamenti pensati per i più piccoli e le loro famiglie. Per il ciclo aMICi Kids\, domenica 15 febbraio alle 10.00\, in occasione del Carnevale\, al Museo di Casal de’ Pazzi si terrà Una caccia al tesoro preistorica in maschera con visita guidata al giacimento musealizzato (prenotazione consigliata allo 060608\, massimo 35 partecipanti tra adulti e bambine e bambini dai 4 anni)www.museocasaldepazzi.it/it/didattica/amici-kids-una-caccia-al-tesoro-preistorica-maschera \n\n\n\nLo stesso giorno\, alle 11.00 e alle 12.30\, il Museo di scultura antica Giovanni Barracco propone la visita Come osservare l’arte antica e riconoscere i suoi messaggi\, un viaggio nei linguaggi dell’arte nel mondo antico attraverso l’osservazione e il disegno (prenotazione consigliata allo 060608\, massimo 20 partecipanti tra adulti e bambine e bambini 7-12 anni). www.museobarracco.it/it/didattica/amici-kids-come-osservare-l-arte-antica-e-riconoscere-i-suoi-messaggi \n\n\n\nAi Musei Capitolini Centrale Montemartini\, martedì 17 febbraio alle 17.00\, bambine e bambini dai 7 ai 10 anni potranno invece partecipare a Chi ha paura del gorgoneion?\, storytelling di immagini e letture legate al mito di Perseo e Medusa\, a seguire laboratorio creativo (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 26 partecipanti in tutto). www.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-kids-chi-ha-paura-del-gorgoneion \n\n\n\nAl Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 13\, mercoledì 18\, febbraio alle 16.00); Ritorno alla Stelle (venerdì 13\, mercoledì 18 febbraio alle 17.00; sabato 14 febbraio alle 11.00 e alle 18.00; domenica 15 febbraio alle 10.00 e alle 12.00; martedì 17 febbraio alle 16.00 e alle 18.00); Il cielo degli innamorati(venerdì 13\, domenica 15 febbraio alle 18.00); Space Opera (sabato 14 febbraio alle 10.00; giovedì 19 febbraio alle 16.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 14 febbraio alle 16.00; domenica 15 febbraioalle 17.00); La notte stellata (sabato 14 febbraio alle 17.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (domenica 15 febbraio alle 11.00; martedì 17 febbraio alle 17.00; mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio alle 18.00). \n\n\n\nPer i più piccoli\, sabato 14 alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti\, mentre domenica 15 febbraio alle 16.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle. \n\n\n\nAcquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su \n\n\n\n www.museiincomuneroma.it;www.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:“Teatro degli assaggi” al Teatro Furio Camillo
DESCRIPTION:Inaugura al Teatro Furio Camillo\, dal 13 al 23 febbraio\, “Teatro degli assaggi”\, rassegna di teatro multidisciplinare per tutte le età e tutti i generi teatrali. Una programmazione variegata che spazia dalla comicità\, al racconto al circo contemporaneo\, la musica.  Ancora spettacoli\, illustrazioni\, racconti per bambini\, presentazioni di libri\, acrobatica aerea\, racconto di storie di donne e uomini straordinari. Una rassegna per rinnamorarsi del teatro\, un luogo magico dove ogni cosa ha un gusto unico\, magico\, tanto intimo quanto universale. \n\n\n\nIl teatro degli assaggi è una rassegna tutta da scoprire\, per tutti i gusti!  \n\n\n\nLa rassegna si apre venerdì 13 febbraio (ore 17:00) con la mostra “Il Circo Sfigato” dell’artista Alessia Muntoni. Le sue opere raggruppate nella mostra “IL CIRCO SFIGATO sembrano chiedersi “Cosa accade alle relazioni quando le differenze invece di creare condivisione creano distanza e conflitto?” Le illustrazioni affrontano in chiave ironica il tema delle relazioni\, amicizie\, famiglia\, lavoro\, guerre\, dispute\, amori e punti di vista da vari sguardi sotto il fantastico tendone del Circo Sfigato. Per ogni illustrazione un racconto che dal conflitto e dal disagio si trasforma in armonia. Dalle differenze nasce qualcosa di più bello\, che da soli non saremmo in grado di fare\, questo il tema ricorrente di tutti i racconti per ritornare ad una comunità di condivisione\, accettazione del diverso e la bellezza di ognuno di noi.  La mostra resterà aperta fino al 23 febbraio \n\n\n\nA seguire venerdì 13 febbraio (ore 18 e ore 21) va in scena lo spettacolo “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski. Con la sua personalità affascinante e accattivante e una visione sognante del mondo\, Momo conquista il suo pubblico in men che non si dica in una physical comedy poetica e senza età. Narratore poetico e spiritoso\, sorprende non solo gli spettatori\, ma a volte persino se stesso! Sempre all’altezza del suo pubblico\, Momo delizia con umorismo\, magia e una fantasia sconfinata. Le sue espressioni facciali e i suoi gesti ricordano i grandi clown di un tempo\, conferendo alle sue performance una comicità visiva unica. Che si tratti di affrontare i propri demoni interiori\, di interagire giocosamente con un membro del pubblico o di aggiungere un tocco di magia\, Momo incanta con il suo stile fresco e impertinente.Noto per il suo speciale legame con il pubblico\, è sempre una garanzia di lacrime di risate indimenticabili. \n\n\n\nSabato 14 febbraio (17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi” \n\n\n\nSempre nella stessa giornata alle ore 18 e alle ore 21 va in scena “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi. un viaggio nella danza irlandese e nelle sue evoluzioni\, attraverso la storia dei suoi spazi tipici: le public houses\, ovvero quei luoghi di incontro che siamo soliti chiamare pub. Lo spettacolo racconta con parole e suggestioni le varie specialità di danza irlandese fino ai suoi sviluppi dovuti alle migrazioni oltreoceano del popolo irlandese. Un’affascinante esperienza nella cultura dell’Isola Verde! Uno spettacolo energico adatto a tutte le età. Inoltre\, sabato 14 febbraio alle ore 19:00 si terrrà la presentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” di Maria Vittoria Vittori incollaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni. Lo speciale\, che indaga sulle ragioni e gli sviluppi di una realtà sempre più estesa e coinvolgente come quella delle clown\, è costituito in massima parte dai loro racconti intorno alle proprie esperienze in campo sociale e artistico. Si viene così delineando un universo estremamente ricco e articolato\, in cui le arti del circo-clownesche e acrobatiche-dimostrano tutta la loro efficacia terapeutica all’interno di contesti relazionali e sociali problematici; in cui le artiste fanno rete tra loro\, aprendosi a nuove opportunità\, e costruendo -come dimostra l’esperienza di Virginia Imaz- nuove aree di consapevolezza e pratica femministe. L’incontro è mediato da Adolfo Rossomando\, direttore del periodico Jugglin Magazine\, e presidente dell’Associazione Giocolieri e Dintorni\, realtà attiva nel settore del circo contemporaneo con progetti nazionale e internazionali di formazione\, divulgazione\, networking\, ricerca\, edutainment\, coinvolgimento del pubblico. La presentazione è tradotta in LIS \n\n\n\nSi continua\, domenica 15 febbraio (ore 11.00 – ore 12\,30) con “Connessione Radio” della Compagnia I Musicullanti\, uno spettacolo musicale per bambini\, un concerto interattivo tra le frequenze di una radio dispettosa con l’Ensemble Musicullanti 2.0 della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia. Una Radio che prima non si trova\, poi non si accende\, anzi che si accende soltanto con la partecipazione sonora e ritmica delle bambine e dei bambini. \n\n\n\nSu che stazione si fermerà? Dove ci porterà? Quale musica racconterà? La narrazione di un viaggio che si trasforma e si sintonizza su stazioni diverse\, musiche\, giochi\, generi che cambiano di volta in volta accompagnando le bambine e i bambini alla scoperta di contesti\, sonorità e repertori sempre differenti in un’alternanza di musica pop\, classica\, jazz\, colonne sonore e canzoni di benvenuto. Un viaggio musicale da fare insieme e da scoprire per offrire alle bambine e ai bambini tante esperienze diverse\, sempre caratterizzate da qualità\, coinvolgimento e spirito di comunità nella musica.  \n\n\n\nAlle ore 18 va in scena\, invece\, “Madri d’Europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni. \n\n\n\nUn reading teatrale che intreccia voce\, memoria e musica per dare parola alle grandi donne che hanno costruito l’Europa e che fino ad oggi sono state troppo spesso dimenticate. “Madri d’Europa” è un viaggio emozionante attraverso le biografie di cinque figure femminili che\, con coraggio e determinazione\, hanno segnato il cammino verso un’Europa più giusta\, libera e unita. Sophie Scholl\, Ursula Hirschmann\, Eliane Vogel-Polsky\, Louise Weiss\, Simone Veil: donne visionarie\, ribelli\, resistenti. Le loro storie si intrecciano in un racconto corale che restituisce profondità e anima alla narrazione storica del Novecento europeo. Ogni monologo rappresenta la voce di una di queste donne in un momento cruciale della propria vita. Raccontare le loro vita ci fa capire da dove nasce il loro impegno fondato sui valori della pace\, della libertà\, della giustizia e della solidarietà. La performance dà vita a questi personaggi complessi e straordinari\, restituendo loro una dignità che va oltre la loro singola esistenza\, elevandole a icone di una storia collettiva che ha segnato l’evoluzione dell’Europa. La scelta musicale\, che spazia da Tracy Chapman a David Bowie\, dai canti delle suffragette americane a suoni contemporanei\, contribuisce a rendere la performance contemporanea\, mantenendo un tono pop capace di coinvolgere un pubblico trasversale per età e sensibilità. \n\n\n\nLa rassegna riprende poi venerdì 20 febbraio alle ore 17:00 con la presentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis. Zazel\, la prima donna-proiettile della Storia\, ha ispirato l’amata canzone di Francesco De Gregori\, ma anche poesie\, racconti e\, in generale\, tutto un immaginario su chi potesse essere quella donna così coraggiosa e spericolata da farsi sparare in aria da un cannone per svariati metri\, indossando abiti succinti\, in epoca vittoriana! Era una donna che amava la libertà e che non si sarebbe fermata davanti a niente pur di inseguire il sogno di fare l’acrobata per il circo e di vivere a modo proprio. Quest’albo la racconta con una lingua semplice e vivida e con ricche tavole a matita e pennello\, e senza trascurare George\, quel bambino che la capiva e che lei avrebbe amato per tutta la vita. Questa è una storia stupefacente e avventurosa\, quella di Rosa Maria Richter\, in arte Zazel\, la prima vera “donna cannone”. La presentazione del libro sarà un momento dedicato a famiglie con bambini con la possibilità di per genitori e bambini di trascorrere insieme un momento per ascoltare una storia straordinaria. \n\n\n\nL’incontro sarà realizzato in collaborazione con la libreria per ragazzi L’ora di Libertà\, una realtà storica romana che si occupa di formazione e sensibilizzazione dei giovanissimi alla lettura con attività stabili quali laboratori per bambini e famiglie ed incontri di sensibilizzazione alla lettura.  \n\n\n\nA seguire\, alle ore 18 e ore 21\, ci si immerge in “Storie di Viaggio”\, spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia Materiaviva con la regia di Alessandra Lanciotti. Acrobatica aerea\, magia\, contact juggling\, contorsionismo e racconto\, sono gli ingredienti di un viaggio surreale e magico. Attraverso un racconto delicato che ricorda i toni delle fiabe\, e attraverso la metafora del viaggio\, si affrontano i temi del senso di non appartenenza\, della solitudine\, della migrazione e della violenza sulle donne. Uno spettacolo adatto a tutte le età\, una sequenza di storie che incantano e lasciano sognare e riflettere\, senza mai appesantire\, senza mai perdere la patina fiabesca e poetica. Ogni piccola storia racchiude un mondo\, si apre e si chiude sfiorando il pubblico con poche parole tradotte in scena in LIS \n\n\n\nSabato 21 febbraio (ore 17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi”. L’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme ai genitori. Alle ore 18:00 e 21:00 si prosegue con “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa\, uno spettacolo di circo teatro che intreccia la storia personale alla riflessione sul contemporaneo. Le artiste in scena si chiedono il senso dell’arte nel mondo del lavoro\, si affacciano davanti al baratro del “voler essere” e portano nei loro corpi acrobatici il contrasto tra il sentire e il volere. Uno spettacolo che unisce acrobatica e parola\, danza e sapiente uso della luce come parte di un racconto emotivo. Un racconto che intreccia via via la storia personale a quella di una generazione. Acrobatica aerea\, contorsionismo\, contact juggling e racconto\, sono le tecniche con cui le cinque artiste raccontano un mondo interiore e magico \n\n\n\nInfine\, domenica 22 febbraio (ore 11:00 e 12:30) va in scena Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame\, spettacolo poetico e coinvolgente che segue il viaggio di un serpente curioso attraverso gli ecosistemi del brasile. In cerca di un luogo da chiamare casa\, Safira attraversa paesaggi diversi\, incontra amici sorprendenti e affronta sfide inaspettate\, finché non si accorge che il mondo intorno a lei sta cambiando\, e anche dentro di sé qualcosa si trasforma. Una narrazione per riflettere su appartenenza\, cambiamenti climatici e responsabilità del vivere come parte della natura \n\n\n\nAlle ore 18 è la volta dello spettacolo La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente. Analizzando la vita di un personaggio leggendario della periferia romana\, il Gobbo del Quarticciolo\, ho ripercorso le vicende di una Roma sotto assedio\, invasa dai Tedeschi\, bombardata dagli Americani\, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’otto settembre del 1943\, fino al 4 giugno 1944\, Roma vive nove mesi di dominazione tedesca\, nove mesi di repressione\, disperazione\, fame; nove mesi di stragi e massacri: 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine\, più di 900 deportati dal Quadraro. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo\, che uomini e donne\, combattono contro l’ingiustizia e l’oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia: sora Cettina\, Giggetto\, zio Franchino\, Er Pigna\, Neganè\, Er Carota……uomini e bambini di borgata\, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Una storia narrata in prima persona. Il linguaggio scelto è la lingua di borgata; chi le racconta\, è un ragazzetto\, uno strillone soprannominato Riccetto\, un ragazzo ingenuo a cui tutto sembra un po’ accadere per caso. Riccetto viene arruolato nella banda del gobbo e racconta quello che lui\, dodicenne\, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione\, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto\, la vita del Riccetto è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra. \n\n\n\nNon mancheranno\, inoltre\, gli incontri-laboratori come – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello\, lunedì 16 e 23 febbraio alle ore 18:00. Prendere un the insieme e parlare dell’arte negli allestimenti teatrali. Gli allestimenti e gli studi per la scenografia\, sono di fatto delle opere che vengono studiate e create spesso da artisti che attraverso il loro contributo hanno nei secoli trasformato il nostro stesso modo di concepire lo spazio scenico. In collaborazione con gli studenti dell’Accademia delle belle arti si realizzeranno incontri dedicati ai giovanissimi per stimolare alla riflessione su un aspetto del lavoro teatrale in equilibrio tra maestranze ed arte\, uno spaccato che darà impulso ad una nuova visione di un ambito professionale ancora troppo poco conosciuto.  \n\n\n\nL’incontro è dedicato in particolare ai giovani di scuole medie e superiori ma è aperto a chiunque voglia curiosare sul tema davvero affascinante. L’incontro verrà moderato da Giorgia Ricciardello\, Illustratrice e grafica\, lavora sulle tecniche del disegno\, della pittura\, scultoree e modellato \n\n\n\nProgramma: \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\ninaugurazione mostra “Il Circo Sfigato” – opere dell’artista Alessia Muntoni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nL’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme \n\n\n\nai genitori \n\n\n\nsabato 14 febbraio ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\npresentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” \n\n\n\ndi Maria Vittoria Vittori \n\n\n\nin collaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione – Con interprete Lis \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 11.00 – ore 12\,30 \n\n\n\nSPETTACOLO “Connessione Radio” – Compagnia I Musicullanti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 15 febbraio 2026 ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO “Madri d’europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni – Compagnia il \n\n\n\ngiardino delle parole \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 16 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nPresentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Storie di Viaggio” Spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia \n\n\n\nMateriaviva \n\n\n\nRegia e autorialità Alessandra Lanciotti \n\n\n\ncon Roberta Castelluzzo – Fabiana Gargia – Alessandra Lanciotti – Filippo Porcari \n\n\n\nAttrice in LIS Benedetta Paris \n\n\n\nCura della scena Giulia Simonetti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 21 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 18:00 e 21:00 \n\n\n\nSPETTACOLO “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 11:00 e 12:30 \n\n\n\nSPETTACOLO Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 23 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione
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SUMMARY: “Vite binarie - Dove il destino ci porta” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 13 febbraio 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, per la prima volta a Genova\, è in scena lo spettacolo “Vite binarie – Dove il destino ci porta” della Compagnia Dis Equilibre\, ideato e interpretato da Aurora Dario e Stefano Dattrino\, con regia di Wilfried Bernard.  \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. \n\n\n\nIn una stazione ferroviaria\, dove il tempo scorre inesorabile\, due anime smarrite tornano ogni giorno\, sperando in un ritorno che forse non arriverà mai. Lui stringe tra le mani una lettera\, un messaggio lasciato prima di una partenza senza ritorno. Lei sfoglia un libro\, un dono prezioso di qualcuno che ha preso un altro treno. Due percorsi paralleli\, due solitudini unite dall’attesa e dall’eco degli addii. Ma un giorno\, si ritrovano sulla stessa panchina. I loro silenzi si intrecciano\, i loro corpi parlano dove le parole falliscono. Con un linguaggio poetico\, senza uso della parola\, attraverso acrobazie e delicati equilibri si aprono al dubbio e imparano a conoscersi. Il treno che aspettavano potrebbe non tornare mai\, ma forse c’è un’altra destinazione. \n\n\n\n«La sfida era quella di creare uno spettacolo con diverse influenze\, acrobatica\, circo e danza\, attingendo ai nostri background – racconta il regista Wilfried Bernard – Il desiderio era quello di non starcene seduti comodi\, ma di scomodare diversi stili per trovarne uno tutto nostro. L’abbiamo fatto raccontando la storia di due sconosciuti\, con due vite separate\, come i binari di un treno. Siamo spinti a pensare che siano sempre i treni presi a cambiarci la vita\, ad essere un punto di svolta\, un’epifania. Il treno è per eccellenza la metafora dell’occasione\, che passa una volta sola\, e non va sprecata. E se invece questa occasione la perdiamo? Se il treno non arriva\, e ci costringe ad aspettare a tal punto che quello che stavamo aspettando perde importanza? Se spostiamo il focus dal nostro treno che schizza via alla velocità della luce\, e invece guardiamo due buffi sconosciuti che cercano in tutti i modi di ingannare l’attesa? Si annoiano\, leggono\, suonano\, si addormentano\, tutto su quell’unica panchina che li spingerà a conoscersi. E alla fine forse\, lì\, fermi in quella stazione\, senza mai prendere nessun treno\, hanno vissuto il miglior viaggio della loro vita». \n\n\n\nLa Compagnia Dis Equilibre nasce dall’incontro di Aurora Dario\, attrice e acrobata\, e Stefano Dattrino\, attore e circense. La cifra stilistica della compagnia è la costruzione di spettacoli acrobatici\, circensi e di danza. “Vite binarie” è la prima produzione della compagnia. Lo spettacolo è vincitore del premio “Miglior Regia” al Fringe Roma Festival 2024 e vincitore del premio “Selezione Thessaloniki Fringe Festival 2025”. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447. \n\n\n\nInoltre\, per il ciclo di appuntamenti “La penna nel G.E.T – scrivere per il teatro”\, organizzato dall’Associazione La Chascona in occasione della quinta edizione della rassegna G.E.T\, giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 17.30 al Circolo Zenzero (via G. Torti 35 Genova) si tiene un incontro con l’autrice e attrice Silvia Pallotti\, protagonista nella rassegna G.E.T nel 2025 al Teatro Garage con lo spettacolo “FragileResistente”. L’incontro\, condotto dalla giornalista Emanuela Mortari\, è a ingresso gratuito ma è consigliata la prenotazione via mail a lachascona2010@libero.it.​
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:"Sarò o non sarò me stesso?" al Teatro IF
DESCRIPTION:Uno spettacolo di Stand Up Comedy autobiografico dell’autore\, regista e interprete Federico Anastasìa. In questo spettacolo si parla del suo rapporto col sesso\, coi suoi genitori\, con la ricerca dell’indipendenza ma anche su cose che\, almeno secondo il sottoscritto\, non gli hanno ben insegnato (Dalla scuola\, al lavoro\, per finire con l’ecologia). \n\n\n\nSi parla pure di sport e della particolarità nel farlo\, ma soprattutto\, farlo fare\, dentro il carcere. \n\n\n\nBiglietti: Intero € 13 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/saro-o-non-saro-me-stesso.aspx
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SUMMARY:" È asciuto pazzo ‘o parrucchiano" al Teatro Trianon di Napoli
DESCRIPTION:Al Trianon Viviani\, venerdì 13 e sabato 14 febbraio\, alle 21\, è di scena il grande teatro popolare comico dei Di Maio. \n\n\n\nOscar Di Maio – quarta generazione della famiglia teatrale fondata da Crescenzo Di Maionel 1875 – è il protagonista e il regista dc È asciuto pazzo ‘o parrucchiano\, una commedia classica scritta dagli zii Gaetano e Olimpia. \n\n\n\nL’azione si svolge in un paesino contadino diviso tra religione\, credenze popolari e superstizioni\, nella casa di don Sandro\, parroco del paese\, della sua indomabile perpetua donna Rosa e del sacrestano Modestino. \n\n\n\nIl parroco\, con ogni mezzo\, combatte scaramucce\, litigi e difficoltà dei fedeli\, provando a consolidare la loro fede e operando spesso con ingenui sotterfugi e finti miracoli. I contrasti e le mezze verità di tutti i personaggi porteranno quasi alla pazzia don Sandro\, facendo smuovere tuttavia le coscienze di tutti\, con l’emersione dei “peccati” commessi dai paesani. L’intervento del Vescovo\, per indagare sul “miracolo”\, arricchirà un finale che farà sorridere\, riflettere\, ma anche sperare. \n\n\n\nCon Oscar Di Maio e Alessandra Borrelli\, sono in scena (in ordine alfabetico) Marcello Borsa\, Francesco Cozzolino\, Anna Damasco\, Marzia Di Maio (quinta generazione della famiglia teatrale)\, Carmela Falciola\, Rodolfo Fornario\, Aurelio Magnetti\, Francesco Petrillo\, Antonella Quaranta\, Ciro Scherma\, Selenia Scognamiglio\, Ambra Valva\, con la partecipazione straordinaria di Oscarino Di Maio (cugino dell’attore-regista). \n\n\n\nLe scene sono di Max Malavolta\, il disegno luci di Ciro Salemi e i costumi di Luisa Pane\, con l’assistenza alla regia di Ciro Scherma. \n\n\n\nIntanto al Trianon Viviani è ripresa l’attività della Stanza delle Meraviglie e della neonata Stanza della Memoria\, due realizzazioni innovative che\, adottando le moderne tecnologie digitali\, consentono una fruizione emozionale del ricco e variegato patrimonio della Canzone napoletana. Le Stanze fanno parte dell’Ecosistema digitale per la Cultura\, il programma di digitalizzazione dei beni culturali\, materiali e immateriali\, finanziato e promosso dalla Regione Campania e attuato da Scabec. Sono visitabili dal martedì al sabato\, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:30; la domenica\, dalle 10 alle 13\, con prenotazione obbligatoria tramite email a prenotazioni.trianon@scabec.it. \n\n\n\nPROMOZIONE\, CARD DI ABBONAMENTO\, BIGLIETTI E INFORMAZIONI \n\n\n\nIn occasione di San Valentino\, il Trianon Viviani offre una promozione particolare per le coppie di innamorati: nei giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio è possibile acquistare – esclusivamente al botteghino del teatro – uno speciale biglietto per due persone\, al prezzo speciale di 20 euro\, valido per assistere a uno spettacolo a scelta di febbraio. \n\n\n\nIntanto\, per questa seconda parte del cartellone\, che si conclude a maggio\, ancòra è possibile regalarsi e regalare una card di abbonamento. Il Trianon Viviani ha predisposto due tipologie di card\, Gold e Silver\, che prevedono un pacchetto di quattro spettacoli a partire da 40 euro\, sottoscrivibili solo presso il botteghino del teatro. \n\n\n\nI biglietti sono acquistabili presso i consueti canali di vendita: botteghino\, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net. \n\n\n\nIl botteghino è aperto dal lunedì al sabato\, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi\, dalle 10 alle 13:30. Telefono 081 0128663\, email boxoffice@teatrotrianon.org \n\n\n\nSito istituzionale teatrotrianon.org\, social media Facebook\, Instagram e YouTube. \n\n\n\nIl Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania\, la Città metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura\, con il patrocinio di Rai Campania.
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LOCATION:Teatro Trianon\, Piazza Vincenzo Calenda\, 9\, Napoli\, 80139\, Italia
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SUMMARY:“Nel nome del Padel” al Teatro delle Muse
DESCRIPTION:Il Teatro delle Muse di Roma\, ospiterà dal 13 al 15 febbraio 2026 l’evento-spettacolo charity “Nel nome del Padel”\, con la direzione artistica e la produzione di Angelo Terenzio e la regia di Danilo De Santis\, dedicato alla raccolta fondi a favore della Comunità di Sant’Egidio e dell’Associazione Le Ali dei Pesci. \n\n\n\nGiunto alla sua quarta edizione\, l’evento ogni anno ha sostenuto varie Associazioni (Ail\, LILT\, Mondo Bambino) e ha contribuito all’acquisto di un BILIRUBINOMETRO per il reparto Pediatrico dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma. \n\n\n\n“Nel Nome del Padel” è un viaggio emotivo e profondo e fonde la dimensione sportiva e quella teatrale. \n\n\n\nLa trama ruota attorno a una giovane promessa del tennis e ai suoi genitori\, esplorando le dinamiche familiari e le aspettative riposte su di lei. \n\n\n\nNella quotidianità ci troviamo spesso imprigionati in fraintendimenti e schemi mentali che limitano la nostra espressione autentica. \n\n\n\nLo spettacolo\, con delicatezza e profondità\, ricorda che solo accogliendo con rispetto e sincerità l’unicità di ogni persona possiamo liberarci dai condizionamenti e vivere relazioni vere\, senza paura né maschere. Questo cammino di apertura è un invito a guardare dentro di sé e a trasformare i conflitti interiori imparando ad accogliere ciò che arriva e a lasciar andare ciò che non serve più. \n\n\n\n“Nel nome del Padel” diventa così molto più di uno spettacolo: è un’esperienza che unisce corpo\, mente ed emozione\, mostrando come sport e teatro possano insieme raccontare la complessità e la bellezza delle relazioni umane. \n\n\n\nSul palco con Angelo Terenzio\, Claudia Nissi\, Luca Intoppa\, Eleonora Summa\, Chiara Bruno\, Guido Padrono (Padronicus)\, narratrici Lucilla Muciaccia e Roberta Corradini\, le voci fuori campo sono affidate a Lucia Ocone e Francesca Milani. \n\n\n\nLe tre serate sono dedicate alla raccolta fondi per la Comunità di Sant’Egidio e per l’Associazione Le Ali dei Pesci. \n\n\n\nAssociazione Le Ali dei Pesci \n\n\n\n“LE ALI DEI PESCI” ONLUS nasce in collaborazione con l’Università di Roma – La Sapienza e in particolare con il Dipartimento di Neuroscienze Umane\, Sezione di Neuropsichiatria infantile allo scopo di promuovere e sostenere lo studio e la ricerca scientifica per le patologie neuropsichiatriche dello sviluppo\, con particolare riguardo ai disturbi dello spettro autistico\, e mira a favorire l’inclusione\, l’integrazione e la solidarietà sociale. \n\n\n\nSoci fondatori e Soci dell’Associazione sono medici ed operatori del settore\, genitori di figli colpiti dalle disabilità e professionisti della società civile tutti uniti al fine di promuovere iniziative che accompagnino i soggetti colpiti dalle patologie neuropsichiatriche dello sviluppo in tutta la loro crescita. \n\n\n\nComunità di Sant’Egidio \n\n\n\nSant’Egidio è nata nel 1968\, all’indomani del Concilio Vaticano II\, per iniziativa di Andrea Riccardi\, in un liceo del centro di Roma. Con gli anni è divenuta una rete di comunità che\, in più di 70 paesi del mondo\, con una particolare attenzione alle periferie e ai periferici\, raccoglie uomini e donne di ogni età e condizione\, uniti da un legame di fraternità nell’ascolto del Vangelo e nell’impegno volontario e gratuito per i poveri e per la pace. \n\n\n\nPreghiera\, poveri e pace sono i suoi riferimenti fondamentali. \n\n\n\nDal 1989 la Comunità è riconosciuta dalla Santa Sede come Associazione Pubblica Laicale della Chiesa. \n\n\n\nBiglietti dai 16 ai 23 Euro\, omaggio per i bambini fino a 8 anni \n\n\n\nE’ possibile acquistare i biglietti con le seguenti modalità: \n\n\n\n1) compilare il form https://forms.gle/anynTG7dHC7Ypu3D8\,  \n\n\n\n2) fare il pagamento alle seguenti coordinate bancarie  \n\n\n\nIBAN: IBAN IT92P0623003316000035721469  \n\n\n\nintestato a “Associazione LE ALI DEI PESCI ONLUS” \n\n\n\ncausale “Biglietto spettacolo”. \n\n\n\n*I biglietti potranno essere ritirati direttamente presso il teatro prima dello spettacolo* \n\n\n\n3) info\, prevendite & prenotazioni 3473715841  \n\n\n\nOrganizzatore e produttore A. Terenzio \n\n\n\nLuci e fonica Mario Del Giacco \n\n\n\nFoto e Cartoline d’Autore Pietro Nissi
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LOCATION:Teatro delle Muse\, Via Forlì\, 43\, Roma\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"Grazie dei fiori"al Piccolo Teatro San Paolo
DESCRIPTION:Quanta parte delle nostre strutture identitarie siamo disposti a sacrificare per risolvere un innocente conflitto? \n\n\n\nUn apologo moderno\, in cui la vicenda teatrale\, che si consuma all’interno di un appartamento romano\, assume un valore simbolico e accusa\, con ironia sottile\, i limiti della civiltà borghese\, del perbenismo di maniera e dell’autocontrollo forzato\, maschere posticce buone per dissimulare gli istinti primitivi. \n\n\n\nNonostante le intenzioni iniziali\, i personaggi regrediscono a comportamenti infantili e distruttivi\, rivelando l’inadeguatezza dei codici sociali nel contenere la natura umana.  \n\n\n\nCosì il luogo in cui si dipana l’azione diventa una metafora della società moderna: il conflitto\, la comunicazione fallita e l’aggressività repressa sono problemi universali\, non solo legati alla piccola vicenda. \n\n\n\nDa un testo di Daniela Coppola e Fabio Salvati con: Elena Salvati\, Daniele Di Nezza\, Simona Rossi\, Fabrizio Di Nezza\, Graziella Rissone – Regia di Daniela Coppola \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 329.78.12.476
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LOCATION:Piccolo Teatro San Paolo\, Via Ostiense\, 190\, Roma\, 00146\, Italia
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SUMMARY:"PAROLE BURLEVOLI E FATTI SOLLAZZEVOLI" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Il recital PAROLE BURLEVOLI E FATTI SOLLAZZEVOLI è un viaggio inconsueto\, leggero e dalla delicata ironia\, tra testi e canzoni contemporanei e d’un tempo.  \n\n\n\nAlle prime due edizioni\, quelle del 2015 e del 2019\, si sono aggiunti ulteriori testi\, privilegiando autori del ‘900. Un amorevole e fulmineo sguardo a monologhi e dialoghi pieni di brio e di spirito. Alcuni di questi testi non sono stati volutamente “attualizzati”\, per poter apprezzare e conoscere lievi sfumature di scrittura di un recente passato. \n\n\n\nSpazio dunque ad autori come Aldo Palazzeschi\, con “La fontana malata” (1909) e Luigi Arnaldo Vassallo\, detto Gandolin\, con i due monologhi “La voce” e “Un signore che pranza in trattoria” (1909).  Seguono autori come Max Aub\, Ennio Flaiano\, Oscar Wilde\, Eugène Ionesco\, Pablo Neruda e Dorothy Parker\, sapientemente adattati per la scena da Alma Daddario. \n\n\n\nInfine autori contemporanei come Alma Daddario e lo stesso Massimo Napoli. \n\n\n\nAl recital si aggiungono canzoni remote e insolite come “Senti mio caro Adolfo”\, canzone satirica e anticlericale da “Canti dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra”; “Entre le bœuf et l’âne gris”\, canzone medioevale popolare tradizionale di origini pirenee e infine “Le chant des adieux”. \n\n\n\nVenerdì 13 Febbraio 2026 ore 21:00 \n\n\n\n Sabato 14 Febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\n Domenica 15 Febbraio 2026 ore 18:00 \n\n\n\nInfo e Prenotazioni – Tel. 06 5812395 – 333 606746 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15\,00 Euro Ridotto 12\,00 Euro
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SUMMARY:"L’oro di San Berillo " a Teatrocittà
DESCRIPTION:«San Berillo ha avuto grande importanza nella mia gioventù catanese. A metà degli anni ’50 tutta la città passeggiava riversandosi in via etnea e\, per noi diciottenni\, c’era una deviazione obbligatoria verso il quartiere dove\, in case compiacenti e autorizzate\, si dava libero e poco costoso sfogo ai nostri bollenti spiriti. Erano tante le case chiuse\, visitate da maschi di ogni tipo e censo…». Pulsa di vita e di memoria\, l’incipit della prefazione scritta da Pippo Baudo all’atto unico L’oro di San Berillo dello scrittore Domenico Trischitta che\, nell’adattamento drammaturgico e con la regia di Gisella Calì\, va in scena da venerdì 13 a domenica 15 febbraio (venerdì e sabato ore 21\, domenica ore 18) al Piccolo Teatro della Città. Lo spettacolo musicale\, prodotto da Associazione Città Teatro in collaborazione con Fiat Lux 2.0\,vede in scena Cosimo Coltraro e Carmela Buffa Calleo\, affiancati da Axel Torrisi\, Giorgia Morana\, Alessandro Chiaramonte\, Daniele Caruso. La direzione musicale è di Elisa Giunta\, le coreografie sono di Erika Spagnolo\, i costumi di Rosy Bellomia\, le scenografie di Rosario Di Paola. Il racconto di Domenico Trischitta è una denuncia contro la mafia dilagante e la speculazione edilizia ma anche un modo per fare rivivere una Catania che non c’è più. «Due\, mi appaiono le strade da seguire per non perdermi nell’intricato mondo dell’Oro di san Berillo»\, spiega la regista Gisella Calì. «Due\, le linee che mi fanno da guida\, tenendomi prudentemente per mano. La prima\, il mio Virgilio\, è Don Saro\, che in quel quartiere c’è nato\, cresciuto e lo ha amato di quell’amore puro ed esclusivo dell’infanzia. Non giudica\, non condanna\, non aggiunge particolari\, ma semplicemente racconta. L’altro elemento è la “Canzone Italiana”\, quella cantata a squarciagola\, anche nei momenti più tragici\, quasi un mantra per esorcizzare\, che riecheggia armoniosa dalle finestre dei vicoli del quartiere\, fino a noi\, oggi.  Qui la Musica è Tempo che scorre\, scandisce\, lenisce e purifica. Come un Carosello televisivo\, tanto caro agli italiani tra gli anni ’50 e ’70\, scorrono cartoline in movimento. Fotografie che finiranno per ammucchiarsi\, ingiallite\, in un cassetto di una credenza a Nesima\, “il quartiere residenziale”\, mentre il negativo  rimarrà\, come un modellino incompleto\, abbandonato sotto il cielo di Catania\, tra la Stazione e piazza Stesicoro». \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLIvenerdì 13 febbraio\, ore 21sabato 14 febbraio\,  ore 21domenica 15 febbraio\, ore 18  \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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SUMMARY:“Gli amici degli amici” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:“SperimentArti” continua a configurarsi come luogo di attraversamento dei linguaggi teatrali contemporanei\, accogliendo progetti che interrogano il confine tra realtà e percezione\, tra memoria e desiderio. La rassegna del Centro Culturale Artemia conferma così la propria vocazione a una scena che mette in dialogo la tradizione letteraria con una scrittura scenica capace di riattivarne le zone d’ombra\, restituendole al presente. \n\n\n\nIn scena venerdì 13 e sabato 14 febbraio alle ore 21 e domenica 15 febbraio alle ore 18\, “Gli amici degli amici” conduce lo spettatore in un tempo sospeso\, tra il 1895 e il 1908\, dove l’esperienza amorosa e quella fantasmatica si sovrappongono fino a diventare indistinguibili.  \n\n\n\nOlivia e Bernard si incontrano durante una festa di Capodanno nel 1895 e si innamorano\, ma il loro legame è da subito attraversato da un’inquietante coincidenza: Bernard racconta un’esperienza soprannaturale identica a quella vissuta da April\, la migliore amica di Olivia. Con il passare del tempo\, le somiglianze tra Bernard e April diventano per Olivia un’ossessione\, alimentata da incontri mancati\, incomprensioni e da una presenza sempre più ambigua che sembra ostacolare le nozze. \n\n\n\nTredici anni dopo\, perseguitata dai fantasmi del passato\, Olivia si rivolge a uno psicoanalista per comprendere quanto accaduto. Ma il tentativo di fare luce sulla memoria e sul trauma apre uno spazio incerto in cui realtà e soprannaturale si confondono\, dando forma a una riflessione sul desiderio\, sulla perdita e sul sottile confine tra vivi e morti. \n\n\n\nUno spettacolo che\, tra visioni\, presenze e partiture musicali anacronistiche\, riflette sul rapporto tra vivi e morti\, sulla potenza dell’immaginazione e sulla difficoltà di abitare il proprio tempo. In “Gli amici degli amici” i fantasmi non spaventano: sono essi stessi turbati dai vivi che li evocano\, in una tensione costante tra perdita e possibilità\, tra memoria e speranza. \n\n\n\nArtInAtto \n\n\n\nAccompagna gli spettacoli: \n\n\n\nDal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi \n\n\n\n• PER UN PUGNO DI FILMMOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI \n\n\n\n50 anni di cinema e fotogiornalismo \n\n\n\nIngresso spettacolo: € 15Ingresso mostra: OMAGGIOTessera associativa 2026 nuovi soci: € 3PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo.
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Ascanio Celestini in "Poveri Cristi" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:<<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori\, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa\, ma anche senza futuro\, eccetera. \n\n\n\nE se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti. \n\n\n\nL’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. \n\n\n\nE invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. \n\n\n\nCi sono tanti modi per raccontare questa classe sociale\, ma la più rispettosa\, per me\, è quella che usa le loro parole. Così\, in questi ultimi 10 anni\, sono andato intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma\, il becchino del cimitero di Lampedusa\, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013\, ecc. \n\n\n\nPoi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle. Quando mi sembra che ci riesco\, le vado a raccontare al musicista Gianluca Casadei\, e lui inizia a scrivere la musica sul mio racconto. Tra noi usiamo la tecnica dell’interplay. Nei testi sul jazz è indicata come ‘capacità di interagire all’istante\, anche e soprattutto durante le parti improvvisate\, tra i diversi musicisti\, pronti a ascoltare e reagire cogliendo i suggerimenti impliciti nel suono degli altri membri del gruppo’. Da questo nostro lavoro\, di ascolto e interazione tra musica e racconti\, nasce lo spettacolo. E questa tecnica di interazione si ripete sempre\, ogni sera\, in ogni replica col pubblico\, come un’improvvisazione su uno standard jazz. \n\n\n\nMa c’è un motivo per il quale racconto\, le mie storie. Me lo ha detto Sisto Quaranta\, rastrellato il 17 aprile del ’44 al Quadraro. Quando gli ho chiesto “Perché non avete mai raccontato la vostra storia?” Lui mi ha risposto “io l’ho sempre raccontata\, ma tra noi non c’erano gli scrittori\, i registi del cinema”. \n\n\n\nCioè non è vero che la Storia la scrivono i vincitori. La Storia la scrive chi la sa raccontare. Perciò è compito nostro\, di noi scrittori\, di noi autori\, scrivere la storia di tutti. Soprattutto di quelli che non la sanno scrivere come Sisto che non era poeta\, ma era un bravo elettricista. Qui per me c’è la vera contaminazione culturale\, quella tra lo scrittore e l’elettricista\, tra l’autore e i facchini eritrei\, tra il musicista e il becchino del cimitero di Lampedusa. \n\n\n\nQuando penso allo spettacolo non penso al “pubblico”. Il “pubblico” è già una comunità. Io penso allo “spettatore”. \n\n\n\nCioè a quello che arriva da solo. Il mio spettatore non è il letterato colto che ha letto la Recherche di Proust e cita Pasolini perché il padre è stato menato nel marzo del ’68. \n\n\n\nIl mio spettatore si è fatto una doccia veloce e ha parcheggiato in seconda fila per vedere il mio spettacolo in uno spazio raffazzonato in periferia. Magari è autunno e mi porta le castagne che ha raccolto tra i boschi dei Castelli Romani o mi dice che lo zio esodato dell’Autovox è morto depresso in una RSA o perché non gli hanno cambiato il catetere e c’ha avuto le vie urinarie in setticemia. E magari mi porta un disco che ha registrato con la parrocchia dove canta un’ave Maria stonata\, ma bella. \n\n\n\nE allora cosa mi aspetto di comunicare al pubblico? Di fargli sentire che sono intonato alle sue canzoni. Che parliamo la stessa lingua\, che usiamo le stesse parole\, che cantiamo le stesse canzoni. \n\n\n\nLo spettatore che sceglie di venire in teatro è sempre preparato. Se sceglie uno spettacolo è perché ha un’aspettativa precisa. Il problema nasce quando non viene risarcito del suo investimento emotivo\, cioè se ci resta male. Se si aspettava di ridere e invece ha pianto\, viene risarcito lo stesso. Se voleva stupirsi e invece si è addormentato significa che l’artista s’è spiegato male. \n\n\n\nIo cerco di scrivere in una lingua comprensibile per tutti. Ma non è una lingua che parlo io. È quella che “trascrivo” dalle interviste che faccio e ho fatto in questi anni. \n\n\n\nScrivere e raccontare con la lingua degli altri (vorrei dire del popolo) questo faccio. \n\n\n\nQuesta\, per me\, è una lingua nuova che scaccia vie tutte le altre lingue. È nuova perché è comprensibile. Le altre sono vecchie perché non si capiscono più. \n\n\n\nQuesto spettacolo sarà un racconto e il racconto è sempre multidisciplinare. Per raccontare una storia ci infiliamo in tanti linguaggi. \n\n\n\n1- Il gesto racconta l’oggetto. Lo indica. \n\n\n\n2- Lo sguardo racconta l’immagine (guardo in quella direzione perché sto raccontando che qualcosa arriva da quel punto\, per esempio). \n\n\n\n3- La parola è suono\, ma anche ritmo. \n\n\n\nEccetera. \n\n\n\nC’è una multidisciplinarità ricchissima che passa di continuo tra parola-immagine-suono-oggetto. Cioè passa attraverso il tempo senza fermarsi su un’epoca precisa. Come scrisse Vincenzo Cerami delle mie “fiabe moderne\, che comunque hanno il potere di dipingere paesaggi senza tempo (come il nostro tempo)”. \n\n\n\nPoveri Cristi è anche un romanzo pubblicato nel 2025 con Einaudi. Il romanzo ‘Poveri Cristi’ comincia così: “Cristo non è sceso dal cielo\, ma è salito dalla terra. Questa è la prima frase\, ma potrebbe finire qui”. \n\n\n\nDavvero il racconto potrebbe finire dopo questa frase perché i personaggi della mia storia sembra che non abbiano nessun rapporto con tutto ciò che sta in alto. Né col potere politico\, economico\, militare o religioso; né con le vette della letteratura\, della scienza o con le aspettative\, i sogni di chi aspira a diventare famoso; né coi quartieri alti\, le ricche città coi grattacieli; e probabilmente nemmeno con le terrazze fiorite dalla quali vedere un bel panorama. Ma forse è proprio questa loro vita da ultimi che\, come nella parabola di Gesù\, dopo aver subito torti li porterà ad essere primi.>> \n\n\n\nAscanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali\, Laika (2015)\, Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi\, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia\, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010)\, in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia\, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005)\, La pecora nera (2006)\, Lotta di classe (2009)\, Io cammino in fila indiana (2011)\, Pro patria (2012)\, Barzellette (2019)\, Radio clandestina (2020)\, I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY:Silvia Ziche ospite degli Amici del Fumetto di Città di Castello
DESCRIPTION:Silvia Ziche\, una delle autrici più amate e influenti del panorama fumettistico italiano\, sarà ospite per la prima volta a Città di Castello il prossimo sabato 14 febbraio alle ore 10:00\, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Franchetti-Salviani. \n\n\n\nL’autrice di storie di personaggi di culto come Lucrezia\, sul magazine “Donna Moderna”\, ma anche di tante amate storie della Disney\, e inoltreCuore\, Smemoranda\, Topolino\, Comix\, Diabolik\, solo per citarne alcuni\, incontrerà il pubblico in un evento speciale\, in dialogo con Rita Petruccioli\, sul tema “Come si diventa autori di fumetti”: cosa significa inventare una storia\, lavorare con la propria creatività e trasformare le idee in vignette e tavole che parlano a tutti. \n\n\n\nL’incontro\, della durata di circa due ore\, sarà arricchito dalla proiezione di vignette e tavole rappresentative del lavoro di Silvia Ziche\, per offrire gli studenti e al pubblico un’immersione diretta nel suo universo creativo. \n\n\n\nLa presenza dell’autrice in città sarà anche l’occasione per un vero e proprio sopralluogo artistico. La visita servirà infatti come fonte di ispirazione per la realizzazione della locandina ufficiale della mostra 2026. La scenografia che abbraccerà i suoi celebri personaggi sarà ambientata proprio tra i palazzi storici e i suggestivi scorci del centro tifernate\, creando un dialogo unico tra il linguaggio del fumetto e il patrimonio artistico-architettonico della città. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per scoprire da vicino il processo creativo di una grande maestra del fumetto e per iniziare a immaginare come i suoi personaggi prenderanno vita tra le mura di Città di Castello e dentro le stanze di Palazzo Facchinetti\, nei prossimi mesi. \n\n\n\nAssociazione amici del fumetto di Città di Castello. \n\n\n\n3661894049 \n\n\n\nwww.tifernocomics.it
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SUMMARY:Carnevale a Zoomarine con il K-Pop
DESCRIPTION:Non più solo un fenomeno per teenager: la musica coreana irrompe nel Carnevale ed ecco che anche il parco Zoomarine si veste a festa per unire le diverse generazioni sotto lo stesso cielo. Il focus per questo 2026 sarà fedele ai valori del “riuso e riciclo”. Le famiglie\, infatti\, sono  invitate a sprigionare la propria fantasia e partecipare  con costumi realizzati in modalità “fai da te” con ago\, filo e vecchi indumenti non più utilizzati. Che siano a tema K-Pop\, idoli del passato o del presente è importante perseguire il concetto di combattere gli sprechi e il relativo inquinamento. Per chi non avesse il dono della creatività ecco i laboratori allestiti nel parco per costruire insieme la maschera perfetta e dare vita alla magia più grande: fare in modo che  l’opera di artigianato domestico  diventi un atto di amore verso l’ambiente e un momento di condivisione artigianale tra adulti e bambini. Come sempre nel parco sarà possibile divertirsi tra le varie attrazioni\, esplorare i percorsi educativi\, seguire le parate\, ma il 14 e 15 febbraio  c’è grande attesa per il il format “K-Pop Idol Day”\, iniziativa speciale per trasformare la famiglia in una vera “band” tra lezioni di canto e danza all’insegna del divertimento. Il K-Pop non è solo un genere musicale\, è una scarica di energia che sta conquistando il mondo e\, per la prima volta\, il parco alle porte di Roma lancia un’esperienza immersiva di 4 ore pensata per chi vuole passare dal guardare i video su YouTube al protagonismo assoluto. Mamma\, papà e figli potranno\, infatti\, partecipare alle lezioni  extra guidate da Francesca De Filippis (punto di riferimento della K-Pop Dance in Italia). L’occasione ideale per i figli di mostrare il proprio talento e per i genitori di mettersi in gioco\, imparando coordinazione e passi coreografici in un’atmosfera di allegria e complicità. Il percorso si conclude con la consegna di un certificato di partecipazione. Il 14 e 15 febbraio i bambini entrano gratuitamente fino a 16 anni solo prenotando sul sito www.zoomarine.it
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SUMMARY:Baci\, maschere e musica per le famiglie al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Un fine settimana all’insegna dell’amore\, della fantasia e dell’allegria attende il pubblico del Teatro dei Piccoli\, che sabato 14 febbraio e domenica 15 febbraio propone due appuntamenti speciali che celebrano l’amore e il Carnevale per un’esperienza ludica e formativa che unisce musica\, movimento e partecipazione di tutta la famiglia. \n\n\n\nSabato 14 febbraio alle ore 11 va in scena “KISS. Storia di un bacio perduto e ritrovato”\, produzione di Fondazione Toscana Spettacolo – Pisa\, ispirata all’albo illustrato Kiss di Serena Guardone\, con illustrazioni di Irene Menchini. Scritto e interpretato da Serena Guardone\, lo spettacolo racconta la storia di un bacio della buonanotte che\, invece di arrivare a destinazione\, intraprende un viaggio lungo un’intera vita. Luigi\, ormai cresciuto\, lo ritroverà tra gli oggetti dimenticati di un mercatino dell’antiquariato\, in cui prendono forma personaggi e mondi evocati da cianfrusaglie e oggetti apparentemente senza valore. E così da puntino in un cielo stellato a un filo di perle che danza sulle note di un pianoforte jazz\, il bacio\, trasformandosi continuamente\, stimola l’immaginazione e le emozioni negli spettatori e invita a riflettere sul valore dei legami affettivi\, sul tempo che passa e sulla memoria. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio sempre alle ore 11 è la volta de “Il Concerto di Carnevale – Tutti in maschera”\, uno dei concerti per l’infanzia di Progetto Sonora. Per l’occasione è obbligatorio presentarsi mascherati: bambini e musicisti condivideranno un’esperienza festosa ispirata al celebre Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns.Dopo l’accoglienza nel foyer\, il pubblico verrà accompagnato in sala per un concerto-ballo che attraversa musiche e danze di tutto il mondo. I bambini\, divisi in piccoli gruppi\, saranno coinvolti in semplici coreografie guidate da esperti di didattica musicale\, mentre l’ascolto si intreccia al movimento e al gioco. Il percorso culminerà in travolgenti tarantelle e in una piccola sfilata finale delle mascherine verso il palcoscenico\, con la partecipazione attiva anche dei genitori.Un’esperienza interattiva che unisce laboratorio e concerto\, pensata per rispettare i tempi di attenzione del giovane pubblico e per condividere\, a ogni età\, la gioia della musica. \n\n\n\nGli spettacoli rientrano nella rassegna “È grande essere piccoli”\, organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo\, I Teatrini e Progetto Sonora\, con la collaborazione della Direzione della Mostra d’Oltremare.  \n\n\n\nBiglietto unico: euro 9. Card a 5/10 ingressi a prezzo agevolato con preacquisto. Ingresso al Teatro da Viale Usodimare (pedonale) o da Via Terracina (consigliato nei festivi\, Quick Parking convenzionato). Prenotazioni allo 08118903126 e 3270795871 (entrambi anche whatsapp) o per email a info@teatrodeipiccoli.it. Info: FB/ teatrodeipiccolinapoli o www.teatrodeipiccoli.it  
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LOCATION:Teatro dei Piccoli di Napoli\, Via Antoniotto Usodimare\, 200\, Napoli\, ITA\, 80125\, Italy
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SUMMARY:"Pop Beat"\, concerto spettacolo all'Auditorium Due Pini
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 15.00 l’Auditorium Due Pini ospita PopBeat\, il concerto-spettacolo ideato e diretto da Daniele Antonini\, pensato per un pubblico di tutte le età e capace di unire musica dal vivo\, immaginazione e partecipazione collettiva.Il giorno in cui ricorrono insieme San Valentino e il Carnevale\, PopBeat si trasforma in una festa condivisa per tutta la famiglia: un’occasione dedicata ai genitori e\, allo stesso tempo\, un momento di gioco e travestimento per i bambini\, che potranno partecipare allo spettacolo in maschera. \n\n\n\nPopBeat nasce infatti come un invito a riscoprire il gioco\, il sogno e la leggerezza attraverso il linguaggio universale della musica e del nuovo circo contemporaneo. Musicisti e artisti sul palco\, tecnici e operatori in platea\, bambini\, genitori e “ex-bambini” sono coinvolti in un unico grande racconto sonoro e visivo\, dove l’ascolto si trasforma in incontro e la partecipazione diventa festa.La musica pop e rock è eseguita interamente dal vivo dalla PopBeat Band\,accompagnata da un vivace intrattenimento scenico fatto di proiezioni video\, palloni lanciati in platea\, bolle di sapone\, neve artificiale\, fontane di fuoco ed effetti visivi capaci di amplificare l’esperienza emotiva dello spettacolo. \n\n\n\nIl repertorio attraversa generi ed epoche con libertà e ironia: dallo Stornello romano a “Whisky il ragnetto” reinterpretata in chiave rock\, dalla poetica “L’Isola che non c’è” fino a “Nothing Else Matters” dei Metallica\, passando per “Let It Go” proposta in una sorprendente versione hard rock.  \n\n\n\nPopBeat è un gesto spettacolare e relazionale che invita gli adulti a tornare a giocare insieme ai bambini\, condividendo uno spazio di immaginazione e ascolto. “E quando l’anima prese il volo\, ricordai di essere stato un bambino…” è il filo poetico che attraversa l’intero progetto\, restituendo alla musica la sua funzione primaria di legame e meraviglia. \n\n\n\nL’evento ha finalità benefiche: i proventi saranno in parte destinati al sostegno dei senzatetto di Roma e in parte a supporto delle attività umanitarie di Emergency\, da anni impegnata nella tutela dei diritti umani e nell’assistenza alle vittime di guerra e povertà. \n\n\n\nPopBeat è una produzione di Animazioni Pedagogiche – Daniele Antonini. Ideatore\, regista\, cantante e presentatore è Daniele Antonini\, artista romano noto per il suo costante impegno sul territorio attraverso progetti ludico-pedagogici\, educativi e culturali. Lo spettacolo vede inoltre il contributo di Daniel Antonini e della PopBeat Band; il progetto musicale di Giuseppe Inì; le luci e la tecnica curate da Stefano Germani; le video-proiezioni di Ian Tognon.
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SUMMARY:Elena Andreoli e il clarinettista Paolo Tomelleri in concerto al Castello di San Gaudenzio
DESCRIPTION:È in programma sabato 14 febbraio al Castello di San Gaudenzio\, in località San Gaudenzio\, nelle vicinanze di Cervesina\, nel cuore dell’Oltrepò Pavese\, il concerto del sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri (con Stefano Pennini al pianoforte\, Raffaele Romano al contrabbasso\, Davide Parisi alla chitarra e Alberto Traverso alla batteria). Prima dello show\, alle ore 18.30\, è previsto un aperitivo (welcome drink + concerto 40 euro; concerto + cena 140 euro). \n\n\n\nNello splendido relais guidato da Massimo e Dario Bergaglio\, che torna ad accogliere i suoi ospiti con una veste rinnovata e due nuovi menu firmati dagli chef Federico Sgorbini e Alessio Spinelli\, i musicisti proporranno alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri\, uscito lo scorso autunno e presentato al Teatro degli Arcimboldi di Milano durante il festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing\, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. \n\n\n\nNon mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore\, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli\, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing\, blues\, ragtime\, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato\, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo\, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà\, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati». \n\n\n\nLa collaborazione tra Paolo Tomelleri\, figura storica della scena italiana (nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi jazzisti internazionali come Clark Terry\, Tony Scott\, Joe Venuti\, Jimmy McPartland\, Phil Woods\, Bill Coleman\, Red Mitchell\, Bud Freeman e con grandi nomi della musica leggera italiana come Enzo Jannacci\, Ornella Vanoni\, Giorgio Gaber\, Adriano Celentano e Luigi Tenco) ed Elena Andreoli\, che vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini\, Bruno Martino\, Antonio Faraò\, Sergio Fanni e Michele Bozza\, è sempre più stretta: «La nostra sintonia e la nostra affinità artistica sono sempre più profonde – afferma Elena – È bello confrontarci\, studiare insieme nuovi arrangiamenti e riflettere sulla direzione sonora da prendere. Il tutto rimanendo fedeli alla nostra idea di jazz\, che vuole essere raffinato\, coinvolgente e divertente al tempo stesso. Al Castello di San Gaudenzio\, oltre all’album Beautiful Love\, che sta facendo ottimi ascolti in streaming e che è stato inserito in molte playlist\, presenteremo in anteprima anche un paio di pezzi in italiano e francese». \n\n\n\nPer quanto riguarda i prossimi impegni\, Elena Andreoli sarà in scena allo Spirit de Milan domenica 15 febbraio e poi al festival Dolomiti Ski Jazz\, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota\, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme\, Cembra e Fassa. Qui Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt\, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi\, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade\, al Passo S. Pellegrino\, in Val di Fassa\, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina\, in località Pampeago-Tesero\, in Val di Fiemme. Il mese successivo\, inoltre\, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama\, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka. \n\n\n\nNon solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli\, jazzista di grande talento\, la  vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Proprio con lui e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato\, come autrice\, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante)\, presto sul grande schermo. Da segnalare\, infine\, che un altro disco di standard\, sempre con Paolo Tomelleri\, è in fase di preparazione. \n\n\n\nSito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it
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SUMMARY:"Le Volpi” al Teatro Area Nord
DESCRIPTION:Al Teatro Area Nord il 14 febbraio alle 19.00 e il 15 febbraio alle 18.00 lo spettacolo “Le Volpi” di CapoTrave con Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato dà il via a una stagione-cantiere che guarda al futuro. Confini Aperti – Arena Circus 2026: questo il titolo scelto dal Teatro Area Nord per la nuova stagione teatrale diretta da Hilenia De Falco e Lello Serao\, coadiuvati per la danza da Antonello Tudisco. Un anno speciale\, di transizione e insieme di rilancio. Infatti\, è previsto a breve l’inizio dei lavori di ristrutturazione della struttura che porteranno alla realizzazione di una seconda sala/auditorium da 350 posti. Ma Il Teatro Area Nord non si ferma e abita temporaneamente un grande tendone da circo nello spazio esterno su Via Nuova dietro la vigna. Uno spazio simbolico e concreto\, nomade e accogliente\, che diventa luogo di attraversamento\, incontro e ricerca. Una scelta poetica e politica: il teatro esce dalle mura per riaffermare la propria funzione di presidio culturale vivo e punto di riferimento per la periferia Nord di Napoli. Confini Aperti – Arena Circus apre\, dunque\, il 14 e 15 febbraio\, ancora nella sala teatrale interna\, con Le Volpi di Lucia Franchi e Luca Ricci della compagnia CapoTrave\, interpretato da Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato finalista Premi Ubu 2024 nella categoria nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica. La pièce è ambientata in una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, dove si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Si prosegue il 14 e 15 marzo con Gretel\, che inaugura il tendone\, scritto e interpretato da Clara Storti per la compagnia Quattrox4 uno spettacolo per spettatori di ogni età. Un quadrato\, tanti piccoli oggetti: un vassoio\, una teiera\, un prato all’inglese\, un comodino. E poi Fritz e Oscar\, silenziosi coinquilini in una minuscola casa. Gretel si muove nel suo microcosmo di piccole cose\, sbadata e rigorosa\, caotica e attentissima a tenere vivo l’ordine bizzarro dei suoi oggetti fuori scala e fuori posto. Poi\, a un tratto\, la catastrofe. Cosa vuol dire casa? Con l’immediatezza di narrazione della fiaba\, Gretel percorre sola i sentieri dell’esistenza\, tra circo contemporaneo\, danza e manipolazione di oggetti. Venerdì 20 marzo va in scena Davide Pascarella con Assetati di Wajdi Mouawad\, spettacolo vincitore Premio Leo de Berardinis per artisti e compagnie under 35 promosso e sostenuto dal Teatro Pubblico Campano e prodotto da Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Assetati è un testo del 2007. Racconta come sia sentirsi dilaniati dal dolore che sentiamo\, della bruttezza che mangia vivi gli esseri umani e della bellezza che li salva. Si smette di credere ai propri sogni finché quei sogni non ti vengono a cercare e ti chiedono il conto di non averli sognati abbastanza forte. Scrive il regista: «È il 1991. C’è un ragazzo che una mattina si sveglia parlando e non smette più. C’è una ragazza che piange di orrore e si è chiusa in camera perché ha un mostro nella pancia. C’è un uomo che si chiama Boon\, è un antropologo forense\, ha appena trovato due cadaveri congelati sul fondo di un fiume e uno di questi non corrisponde ad alcun essere umano mai scomparso. Questi personaggi si alternano senza mai esistere insieme sulla scena. I loro racconti sono in tempi e in spazi diversi. Corrono paralleli scappando l’uno dall’altro. Sono come raggi di luce che si sprigionano nello spazio. Al centro c’è una bomba atomica. È la prima volta che viene messo in scena in Italia. L’ha scritto un autore meraviglioso\, che dal Libano\, passando dal Canada e dalla Francia\, oggi è messo in scena in tutto il mondo e si chiama Wajdi Mouawad». Sabato 28 marzo ore 19.00 Cie les 3 plumes presenta QUINTETTO di e con Marco Augusto Chenevier. Uno spettacolo che festeggerà proprio sotto il tendone i 10 anni dal suo debutto\, uno spettacolo di forte interazione con il pubblico\, performance costruita attorno al numero 5: Il “5”\, nell’esoterismo\, è il numero che simboleggia la vita universale\, l’individualità umana\, la volontà\, l’intelligenza\, l’ispirazione e il genio. Simboleggia anche l’evoluzione verticale\, il movimento progressivo ascendente. Per l’esoterismo il “5” è il numero dell’uomo come punto mediano tra terra e cielo. Il 5 aprile del 2016 Brian Logan del Guardian lo recensiva così: “[…] Quintetto potrebbe essere lo spettacolo più divertente che abbia visto in tutto l’anno. E’ l’esecuzione che fa la differenza\, in Quintetto. […] L’incertezza che queste performance generano rispetto a ciò che stiamo guardando – quello stato dell’arte che è capace di toglierci il tappeto da sotto i piedi\, di cambiare forma – permette di stimolare e intensificare il tipo di risata che nasce quando qualcosa di divertente ti arriva completamente fuori contesto. 11 e 12 aprile IL NEMICO AL MIO FIANCO con la regia Niko Mucci anche interprete con Nello Provenzano “Tutto comincia nella sala d’attesa di una stazione ferroviaria – dichiara Niko Mucci- non poteva essere altri che lui\, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse. Tutto finisce nella sala d’attesa ferroviaria. Va detto comunque che il caso non esiste. Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell’uomo\, la crudeltà\, la bellezza e la bruttezza\, la ferocia. Con questo testo estremamente psicoanalitico e complesso\, scommetto sul mio ritorno in scena non solo come regista ma anche come coprotagonista a fianco di un bravissimo Nello Provenzano\, che condivide l’entusiasmo per una storia molto contemporanea. Lo spettacolo si avvale delle scene di Tonino di Ronza e di scenografi della Accademia di Napoli\, dei costumi di Federica del Pirone e del sostegno organizzativo del Teatro Area Nord nonchè della visuale originale di Mario Autore come aiuto regista” 18 e 19 aprile il Teatro Bottega degli Apocrifi andrà in scena con SOTTOSOPRA la città salvata dalle donne e altri scherzi simili con la drammaturgia di Stefania Marrone e Cosimo Severo che ne cura anche la regia in scena Beatrice Cassandra\, Rosalba Mondelli\, Giovanni Antonio Salvemini\, Bakary Diaby/Mamadou Diakite\, Nunzia Zoccano\, Rosa Merlino e un coro di 40 donne della Città. Una ferita aperta e un conflitto irrisolto: la vicenda Enichem di Manfredonia\, che nel 1988 ha spaccato la città sotto il peso del nodo salute/lavoro. Del racconto di questa storia sono chiamate a essere Coro le donne di ogni età della città\, partecipando al laboratorio inSubbuglio e mettendo voce e corpo in scena accanto agli astisti della compagnia. Sottosopra la terra\, sottosopra le sedie\, sottosopra i giornali\, sottosopra una città\, sottosopra il potere. Un respiro. Succede a Manfredonia nel 1988\, quando un movimento di 3000 donne protesta contro una fabbrica chimica che da 20 anni minaccia la città con ripetuti incidenti. 9 e 10 maggio MARI scritto e diretto da Tino Caspanello\, con Cinzia Muscolino e Tino Caspanello. Un uomo e una donna\, il mare; una lingua\, quella siciliana\, che non permette di esprimere tutte le profondità di un sentire\, una lingua fatta di necessità quotidiane\, che possiede solo il presente\, dilatato nel testo sulla linea che separa mare e terra\, su questo limite mutevole che attrae l’uno e respinge l’altra. “Mari” è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. E’ proprio per scoprire di quale materia siamo fatti che l’uomo invita la compagna a toccare il mare\, quell’acqua scura che fa orrore e affascina allo stesso tempo\, quell’elemento che ha permesso loro di parlarsi. Il 17 maggio doppia performance conNAPOLI. CORPO. LUCE | Per un racconto corsaro. “Capitolo I Chiaroscuro” e a seguire “capitolo II Misericordia” di Antonello Tudisco – produzione Interno 5 che vede In scena i performers Antonio Del Core\, Gerardo Di Pietro\, Linus Jansner\, Maria Rosaria Napolano\, Gerardo Pastore\, Martina Persico\, e i partecipanti al laboratorio Napoli.Corpo.Luce. Il lavoro ha debuttato nel novembre scorso nella sezione Extra Fringe del Napoli Fringe Festival per le celebrazioni di Napoli 2500 con la direzione artistica di Laura Valente. Si tratta di un progetto performativo che interpreta Napoli attraverso tre sguardi rivoluzionari. Un dialogo tra luce e ombra\, tra corpi e città. NAPOLI. CORPO. LUCE | Per un racconto corsaro è un progetto ideato da Antonello Tudisco e prodotto da Interno5. Un incontro tra arti visive e performative\, che intreccia la memoria viva di Napoli con tre visioni — Caravaggio\, Mapplethorpe\, Pasolini — per esplorare i temi della luce\, dell’identità e della disobbedienza. Come spiega Antonello Tudisco: «Nel corpo di Napoli c’è una luce che resiste\, che attraversa secoli e visioni. È la stessa che accende i chiaroscuri di Caravaggio\, lo sguardo radicale di Mapplethorpe\, la poesia corsara e il cinema di Pasolini. In questo lavoro abbiamo cercato quella luce — fragile\, disobbediente\, necessaria». Misericordia è il secondo capitolo del progetto Napoli.Corpo.Luce per extrafringe Napoli 2500 e prende avvio dalla tela di Caravaggio Le Sette Opere di Misericordia con il concept e la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino. “Il dipinto è per noi un punto di riferimento centrale\, una sorta di immagine-guida attraverso cui riflettere sul significato della pietà e della solidarietà – dichiarano Ambrosino e Tudisco – Le sette opere di misericordia corporali vengono intese come un valore universale e laico capace di attraversare il tempo. Ci siamo chiesti cosa accade a questi gesti oggi\, in una società in cui la pietà e la cura dell’altro sembrano sempre più fragili. Da qui nasce l’idea di un “dipinto” vivente\, composto dai corpi dei performer\, che nel corso della performance non resta mai immobile ma cambia\, si rompe\, si frantuma. La composizione iniziale\, ispirata all’unità della tela caravaggesca\, si trasforma progressivamente: ciascuna delle sette opere viene evocata ma anche ostacolata\, come un gesto che prova a compiersi senza riuscirci del tutto. Il corpo diventa così il luogo in cui si manifesta questa tensione tra desiderio di aiuto e difficoltà ad agire. Da questo primo spazio il pubblico attraversa un corridoio che conduce alle due stanze successive\, altro spunto per la performance è il cortometraggio di Pier Paolo Pasolini “La ricotta”\, episodio del film Ro.Go.Pa.G. Il film introduce un ulteriore livello di riflessione\, mettendo in luce la distanza tra l’immagine sacra della pietà e la realtà concreta dei corpi e delle relazioni. Nel finale emerge il tentativo di rimettere insieme i frammenti di quel dipinto-corpo ormai spezzato. Un tentativo che non riesce pienamente\, ma che resta necessario: uno sforzo che afferma l’importanza di continuare a cercare quel senso di umanità\, anche quando sembra difficile o impossibile.” Il 24 maggio Balletto Civile presenta ELISABETH I – SORRY FOR WHAT?  ideazione e regia Giulia Spattini danzato e creato da Paolo Rosini e Giulia Spattini. La scena è il campo di battaglia\, un ring contemporaneo dove si svolge uno sferzante allenamento alla vita\, che parla di crescita e di responsabilità. La regina Elisabetta I diviene così emblema di uno scontro interiore: quello fra la propria identità e la responsabilità del governo del paese. La sfida è prendere posizione. Scegliere\, costruire. Senza scuse. senza alibi. Schivando i colpi\, costruendo nuove tattiche e abbandonando tutto il conosciuto. La lotta è del sè contro sè\, il corpo è veicolo di cambiamento\, costruisce continuamente con l’esigenza di trovare un nuovo sè. Il cambiamento è circolare\, non ci sono fini che non contemplino nuovi inizi. Il precipizio\, il rischio\, la meraviglia. Elisabetta I nel corso della sua vita è stata artefice della propria rinascita diventando la vergine Regina\, una contraddizione che segna profondamente la lotta interna che fece con se stessa e il mondo politico costituito da uomini con il quale si è ritrovata a combattere. La stagione è realizzata con il contributo della Regione Campania\, del Ministero della Cultura\, del Comune di Napoli – Città Metropolitana. Previsto come ogni anno il servizio navetta “Polibus” dal centro della città con il sostegno del Comune di Napoli. \n\n\n\n \n\n\n\nInfo utili: \n\n\n\nOrari: sabato ore 19.00 – domenica ore 18.00 feriali ore 20.30 \n\n\n\nBiglietti: intero euro 15 – ridotto (u30 e over 65) euro 12 \n\n\n\nAbbonamenti: da 3 spettacoli euro 30 da 5 spettacoli euro 50 \n\n\n\nInfo biglietteria e prenotazione navetta gratuita: \n\n\n\n0815851096 – teatriassociatinapoli@gmail.com \n\n\n\nwww.teatriassociatinapoli.it
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SUMMARY: Riccardo III al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Maria Paiato è Riccardo III nell’adattamento che Angela Dematté ha realizzato della celebre tragedia storica di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProdotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Nazionale di Genova\, al Teatro Biondo di Palermo e al Teatro di Roma\, lo spettacolo va in scena al Biondo di Palermo dal 14 al 22 febbraio.  \n\n\n\nAl fianco di Maria Paiato recitano Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni. \n\n\n\nTutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice\, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi. Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore\, il genio cattivo\, l’uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – Paiato punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale. \n\n\n\n«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia\, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con Enrico IV. Il Bardo la scrisse intorno al 1592\, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando in Inghilterra\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti fu sostituito dalla dinastia Tudor\, eventi drammatici culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485. \n\n\n\nAl centro dell’opera sta la figura di Riccardo\, il cui fisico deforme racchiude un’indomabile forza negativa\, ma la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile fascino. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – spiega il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa». \n\n\n\nPer Angela Dematté\, che ha tradotto e adattato il testo: «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?» \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nRiccardo III \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\nriduzione e adattamento Angela Dematté \n\n\n\nregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiato \n\n\n\ne con \n\n\n\nRiccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, \n\n\n\nGiovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, \n\n\n\nCristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganza \n\n\n\ncostumi Ilaria Ariemme \n\n\n\nmusiche Daniele D’Angelo \n\n\n\nluci Cesare Agoni \n\n\n\ntrucco e parrucco Bruna Calvaresi \n\n\n\nassistente alla regia Francesco Biagetti \n\n\n\nassistente ai costumi Valentina Volpi \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,  \n\n\n\nTeatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ndurata: 2 ore e 30 minuti più intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: sabato 14 febbraio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17.00\n\n\n\nmartedì 17 febbraio ore 21.00\n\n\n\nmercoledì 18 febbraio ore 17.00\n\n\n\ngiovedì 19 febbraio ore 17.00\n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 21.00\n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 19.00\n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:AHMEN a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026\, alle ore 21.00\, Spazio Rossellini ospita AHMEN\, produzione di Cromo Collettivo Artistico con la regia di Tommaso Burbuglini e in scena Andrea Perotti e Valerio Sprecacè\, uno spettacolo che attraversa con sguardo lucido e visionario le zone meno visibili dell’esperienza migratoria contemporanea\, restituendo alla scena la dimensione intima\, burocratica e psichica dell’attesa. AHMEN rientra in Emergenze Drammaturgiche – I Edizione\, progetto di ATCL dedicato alle nuove scritture del presente\, pensato come spazio di emersione e ascolto per le voci della drammaturgia contemporanea che interrogano\, attraverso forme sperimentali\, le urgenze politiche ed esistenziali del nostro tempo. \n\n\n\nAhmen è un giovane immigrato che tenta di ricongiungersi alla moglie lontana. Il mare che li divide è fatto di carte\, documenti e marche da bollo. Alle prese con una routine sfiancante\, ambientata in un surreale autolavaggio e un ufficio immigrazione dove il tempo sembra essersi fermato\, tra clienti incontentabili\, operatori telefonici e burocrati sfuggenti\, Ahmen si affida alla saggezza di un dio che si fa teschio che lo condurrà nell’antro del suo inconscio. \n\n\n\nIl progetto Ahmen è nato traendo ispirazione dalla storia di Asim Javed. Arrivato in Italia dodici anni fa dal Pakistan\, dal 2021 è ancora oggi alle prese con un intricato ed esasperante iter burocratico indispensabile per ricongiungersi alla moglie lontana. L’immigrazione viene spesso narrata soltanto attraverso numeri e logiche securitarie\, raramente si parla delle battaglie quotidiane di chi è già regolarmente inserito nel nostro sistema. Questo spettacolo vuole spostare lo sguardo proprio su questa dimensione\, provando a raccontare la storia di chi\, seppur in regola\, deve lottare ogni giorno per il proprio diritto ad esistere. \n\n\n\nCromo Collettivo Artistico è una compagnia indipendente under 35 nata in Sabina nel 2020 dall’incontro di sette attrici/attori e un regista\, uniti dalla necessità di dare corpo e voce alle proprie istanze attraverso un’impronta autoriale. Con lo spettacolo Ahmen vince il premio della critica del festival Direction Under 30 ed è finalista a Forever Young 2024 de La Corte Ospitale e Powered by REF 2023. Nel 2024 è finalista del Premio Scenario Adolescenza con lo spettacolo “Maìo”. \n\n\n\nLo spettacolo AHMEN si inscrive all’interno di Emergenze Drammaturgiche\, progetto curatoriale dedicato alla ricognizione\, all’ascolto e alla valorizzazione delle nuove scritture del contemporaneo\, con l’obiettivo di intercettare e sostenere le voci emergenti della drammaturgia di oggi. Il programma di Emergenze Drammaturgiche si articola come un trittico di spettacoli nati dalla scrittura di giovani drammaturghe e drammaturghi\, ciascuno portatore di una traiettoria autonoma e riconoscibile\, ma tutti accomunati da un’interrogazione radicale sui nodi urgenti del nostro tempo: il conflitto\, l’intimità\, la salute mentale\, le fratture del vivere contemporaneo. \n\n\n\nAccanto ad AHMEN (in scena il 14 febbraio 2026)\, il progetto comprende Still Alive — in programma il 6 marzo 2026— e Tre liriche — in scena il 17 aprile 2026 — componendo così un percorso plurale che attraversa linguaggi\, sensibilità e dispositivi scenici differenti. Questa articolazione\, che attraversa il ritmo temporale della stagione\, mette in relazione pratiche drammaturgiche eterogenee nel segno di una sperimentazione consapevole e necessaria\, capace di restituire al teatro la sua funzione di spazio critico\, di ascolto e di visione.  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"Nuove Tribù Zulu" in concerto al Boogie Club
DESCRIPTION:Dopo l’uscita del videoclip di “C’è solo amore” delle Nuove Tribù Zulu\, girato da Artigiani Digitali sui tetti del centro storico di Roma e pubblicato in occasione della celebrazione dei 25 anni di “Sulla Strada”\, la band pioniera dell’etno-rock italiano arriva sul palco del Boogie Club\, locale che da dieci anni porta in scena il meglio della musica dal vivo\, per un San Valentino decisamente fuori dal comune\, all’insegna di un sound multietnico e super energico. \n\n\n\nData perfetta\, quella del 14 febbraio\, per presentare al pubblico il brano “C’è solo amore”\, una dedica alla bellezza e unicità di “AmoR”\, ovvero Roma e il suo misterioso nome segreto: una canzone gioiosa\, solare e ritmata\, con influenze rock-ska. Un invito al viaggio\, al cammino verso il cambiamento\, un buon auspicio verso l’orizzonte di una rinascita dell’umanità presente e futura. Dalla deriva attuale dei nuovi fronti di guerra che stanno mettendo a rischio la stabilità e la pace\, “C’è solo amore” desidera essere un inno di speranza e unione per un altro mondo possibile. \n\n\n\nNegli ultimi concerti in Italia e all’estero le Nuove Tribù Zulu hanno festeggiato i 25 anni di “Sulla Strada”\, il loro primo fortunato album uscito con Manifesto Dischi nel 2000: il repertorio ripercorrerà le tappe più importanti della storia della band\, dall’iconico brano “Zingara” al travolgente “Mi sto librando nell’aria”. \n\n\n\nSul palco del Boogie Club accanto ad Andrea Camerini alla voce e al flauto traverso\, Paolo Camerini al contrabbasso e Ludovica Valori al pianoforte\, fisarmonica e trombone\, ci saranno Marco Massino alle chitarre e il batterista storico delle Tribù\, Roberto Berini. 
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SUMMARY:"ANNA – RACCONTO DI UNA STORIA VERA" al Teatro IF
DESCRIPTION:La vita di una donna giunta al termine; arrivata a destinazione quando quel traguardo\, quella striscia bianca da tagliare\, risultava ancora lontana. Ancora quasi non visibile. \n\n\n\nIl tempo che le rimane è scandito da un lento progredirsi di un male che combatte\, come un avversario potente\, con una partita a scacchi che scandisce i momenti della sua vita personale e della sua carriera.  \n\n\n\nI ricordi ancora vivi e tangibili si intersecano con il presente\, fino all’ultima decisiva mossa. \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/anna–racconto-di-una-storia-vera.aspx
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LOCATION:Teatro IF\, Via Nomentana\, 1018\, Roma\, 00137\, Italia
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