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SUMMARY:“Nel nome del Padel” al Teatro delle Muse
DESCRIPTION:Il Teatro delle Muse di Roma\, ospiterà dal 13 al 15 febbraio 2026 l’evento-spettacolo charity “Nel nome del Padel”\, con la direzione artistica e la produzione di Angelo Terenzio e la regia di Danilo De Santis\, dedicato alla raccolta fondi a favore della Comunità di Sant’Egidio e dell’Associazione Le Ali dei Pesci. \n\n\n\nGiunto alla sua quarta edizione\, l’evento ogni anno ha sostenuto varie Associazioni (Ail\, LILT\, Mondo Bambino) e ha contribuito all’acquisto di un BILIRUBINOMETRO per il reparto Pediatrico dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma. \n\n\n\n“Nel Nome del Padel” è un viaggio emotivo e profondo e fonde la dimensione sportiva e quella teatrale. \n\n\n\nLa trama ruota attorno a una giovane promessa del tennis e ai suoi genitori\, esplorando le dinamiche familiari e le aspettative riposte su di lei. \n\n\n\nNella quotidianità ci troviamo spesso imprigionati in fraintendimenti e schemi mentali che limitano la nostra espressione autentica. \n\n\n\nLo spettacolo\, con delicatezza e profondità\, ricorda che solo accogliendo con rispetto e sincerità l’unicità di ogni persona possiamo liberarci dai condizionamenti e vivere relazioni vere\, senza paura né maschere. Questo cammino di apertura è un invito a guardare dentro di sé e a trasformare i conflitti interiori imparando ad accogliere ciò che arriva e a lasciar andare ciò che non serve più. \n\n\n\n“Nel nome del Padel” diventa così molto più di uno spettacolo: è un’esperienza che unisce corpo\, mente ed emozione\, mostrando come sport e teatro possano insieme raccontare la complessità e la bellezza delle relazioni umane. \n\n\n\nSul palco con Angelo Terenzio\, Claudia Nissi\, Luca Intoppa\, Eleonora Summa\, Chiara Bruno\, Guido Padrono (Padronicus)\, narratrici Lucilla Muciaccia e Roberta Corradini\, le voci fuori campo sono affidate a Lucia Ocone e Francesca Milani. \n\n\n\nLe tre serate sono dedicate alla raccolta fondi per la Comunità di Sant’Egidio e per l’Associazione Le Ali dei Pesci. \n\n\n\nAssociazione Le Ali dei Pesci \n\n\n\n“LE ALI DEI PESCI” ONLUS nasce in collaborazione con l’Università di Roma – La Sapienza e in particolare con il Dipartimento di Neuroscienze Umane\, Sezione di Neuropsichiatria infantile allo scopo di promuovere e sostenere lo studio e la ricerca scientifica per le patologie neuropsichiatriche dello sviluppo\, con particolare riguardo ai disturbi dello spettro autistico\, e mira a favorire l’inclusione\, l’integrazione e la solidarietà sociale. \n\n\n\nSoci fondatori e Soci dell’Associazione sono medici ed operatori del settore\, genitori di figli colpiti dalle disabilità e professionisti della società civile tutti uniti al fine di promuovere iniziative che accompagnino i soggetti colpiti dalle patologie neuropsichiatriche dello sviluppo in tutta la loro crescita. \n\n\n\nComunità di Sant’Egidio \n\n\n\nSant’Egidio è nata nel 1968\, all’indomani del Concilio Vaticano II\, per iniziativa di Andrea Riccardi\, in un liceo del centro di Roma. Con gli anni è divenuta una rete di comunità che\, in più di 70 paesi del mondo\, con una particolare attenzione alle periferie e ai periferici\, raccoglie uomini e donne di ogni età e condizione\, uniti da un legame di fraternità nell’ascolto del Vangelo e nell’impegno volontario e gratuito per i poveri e per la pace. \n\n\n\nPreghiera\, poveri e pace sono i suoi riferimenti fondamentali. \n\n\n\nDal 1989 la Comunità è riconosciuta dalla Santa Sede come Associazione Pubblica Laicale della Chiesa. \n\n\n\nBiglietti dai 16 ai 23 Euro\, omaggio per i bambini fino a 8 anni \n\n\n\nE’ possibile acquistare i biglietti con le seguenti modalità: \n\n\n\n1) compilare il form https://forms.gle/anynTG7dHC7Ypu3D8\,  \n\n\n\n2) fare il pagamento alle seguenti coordinate bancarie  \n\n\n\nIBAN: IBAN IT92P0623003316000035721469  \n\n\n\nintestato a “Associazione LE ALI DEI PESCI ONLUS” \n\n\n\ncausale “Biglietto spettacolo”. \n\n\n\n*I biglietti potranno essere ritirati direttamente presso il teatro prima dello spettacolo* \n\n\n\n3) info\, prevendite & prenotazioni 3473715841  \n\n\n\nOrganizzatore e produttore A. Terenzio \n\n\n\nLuci e fonica Mario Del Giacco \n\n\n\nFoto e Cartoline d’Autore Pietro Nissi
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LOCATION:Teatro delle Muse\, Via Forlì\, 43\, Roma\, 00161\, Italia
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SUMMARY:"Grazie dei fiori"al Piccolo Teatro San Paolo
DESCRIPTION:Quanta parte delle nostre strutture identitarie siamo disposti a sacrificare per risolvere un innocente conflitto? \n\n\n\nUn apologo moderno\, in cui la vicenda teatrale\, che si consuma all’interno di un appartamento romano\, assume un valore simbolico e accusa\, con ironia sottile\, i limiti della civiltà borghese\, del perbenismo di maniera e dell’autocontrollo forzato\, maschere posticce buone per dissimulare gli istinti primitivi. \n\n\n\nNonostante le intenzioni iniziali\, i personaggi regrediscono a comportamenti infantili e distruttivi\, rivelando l’inadeguatezza dei codici sociali nel contenere la natura umana.  \n\n\n\nCosì il luogo in cui si dipana l’azione diventa una metafora della società moderna: il conflitto\, la comunicazione fallita e l’aggressività repressa sono problemi universali\, non solo legati alla piccola vicenda. \n\n\n\nDa un testo di Daniela Coppola e Fabio Salvati con: Elena Salvati\, Daniele Di Nezza\, Simona Rossi\, Fabrizio Di Nezza\, Graziella Rissone – Regia di Daniela Coppola \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 329.78.12.476
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LOCATION:Piccolo Teatro San Paolo\, Via Ostiense\, 190\, Roma\, 00146\, Italia
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SUMMARY:"PAROLE BURLEVOLI E FATTI SOLLAZZEVOLI" al Teatro Porta Portese
DESCRIPTION:Il recital PAROLE BURLEVOLI E FATTI SOLLAZZEVOLI è un viaggio inconsueto\, leggero e dalla delicata ironia\, tra testi e canzoni contemporanei e d’un tempo.  \n\n\n\nAlle prime due edizioni\, quelle del 2015 e del 2019\, si sono aggiunti ulteriori testi\, privilegiando autori del ‘900. Un amorevole e fulmineo sguardo a monologhi e dialoghi pieni di brio e di spirito. Alcuni di questi testi non sono stati volutamente “attualizzati”\, per poter apprezzare e conoscere lievi sfumature di scrittura di un recente passato. \n\n\n\nSpazio dunque ad autori come Aldo Palazzeschi\, con “La fontana malata” (1909) e Luigi Arnaldo Vassallo\, detto Gandolin\, con i due monologhi “La voce” e “Un signore che pranza in trattoria” (1909).  Seguono autori come Max Aub\, Ennio Flaiano\, Oscar Wilde\, Eugène Ionesco\, Pablo Neruda e Dorothy Parker\, sapientemente adattati per la scena da Alma Daddario. \n\n\n\nInfine autori contemporanei come Alma Daddario e lo stesso Massimo Napoli. \n\n\n\nAl recital si aggiungono canzoni remote e insolite come “Senti mio caro Adolfo”\, canzone satirica e anticlericale da “Canti dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra”; “Entre le bœuf et l’âne gris”\, canzone medioevale popolare tradizionale di origini pirenee e infine “Le chant des adieux”. \n\n\n\nVenerdì 13 Febbraio 2026 ore 21:00 \n\n\n\n Sabato 14 Febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\n Domenica 15 Febbraio 2026 ore 18:00 \n\n\n\nInfo e Prenotazioni – Tel. 06 5812395 – 333 606746 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15\,00 Euro Ridotto 12\,00 Euro
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SUMMARY:"L’oro di San Berillo " a Teatrocittà
DESCRIPTION:«San Berillo ha avuto grande importanza nella mia gioventù catanese. A metà degli anni ’50 tutta la città passeggiava riversandosi in via etnea e\, per noi diciottenni\, c’era una deviazione obbligatoria verso il quartiere dove\, in case compiacenti e autorizzate\, si dava libero e poco costoso sfogo ai nostri bollenti spiriti. Erano tante le case chiuse\, visitate da maschi di ogni tipo e censo…». Pulsa di vita e di memoria\, l’incipit della prefazione scritta da Pippo Baudo all’atto unico L’oro di San Berillo dello scrittore Domenico Trischitta che\, nell’adattamento drammaturgico e con la regia di Gisella Calì\, va in scena da venerdì 13 a domenica 15 febbraio (venerdì e sabato ore 21\, domenica ore 18) al Piccolo Teatro della Città. Lo spettacolo musicale\, prodotto da Associazione Città Teatro in collaborazione con Fiat Lux 2.0\,vede in scena Cosimo Coltraro e Carmela Buffa Calleo\, affiancati da Axel Torrisi\, Giorgia Morana\, Alessandro Chiaramonte\, Daniele Caruso. La direzione musicale è di Elisa Giunta\, le coreografie sono di Erika Spagnolo\, i costumi di Rosy Bellomia\, le scenografie di Rosario Di Paola. Il racconto di Domenico Trischitta è una denuncia contro la mafia dilagante e la speculazione edilizia ma anche un modo per fare rivivere una Catania che non c’è più. «Due\, mi appaiono le strade da seguire per non perdermi nell’intricato mondo dell’Oro di san Berillo»\, spiega la regista Gisella Calì. «Due\, le linee che mi fanno da guida\, tenendomi prudentemente per mano. La prima\, il mio Virgilio\, è Don Saro\, che in quel quartiere c’è nato\, cresciuto e lo ha amato di quell’amore puro ed esclusivo dell’infanzia. Non giudica\, non condanna\, non aggiunge particolari\, ma semplicemente racconta. L’altro elemento è la “Canzone Italiana”\, quella cantata a squarciagola\, anche nei momenti più tragici\, quasi un mantra per esorcizzare\, che riecheggia armoniosa dalle finestre dei vicoli del quartiere\, fino a noi\, oggi.  Qui la Musica è Tempo che scorre\, scandisce\, lenisce e purifica. Come un Carosello televisivo\, tanto caro agli italiani tra gli anni ’50 e ’70\, scorrono cartoline in movimento. Fotografie che finiranno per ammucchiarsi\, ingiallite\, in un cassetto di una credenza a Nesima\, “il quartiere residenziale”\, mentre il negativo  rimarrà\, come un modellino incompleto\, abbandonato sotto il cielo di Catania\, tra la Stazione e piazza Stesicoro». \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLIvenerdì 13 febbraio\, ore 21sabato 14 febbraio\,  ore 21domenica 15 febbraio\, ore 18  \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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LOCATION:TEATROCITTA’\, Via Guido Figliolini\, 18\, Roma\, 00173\, Italia
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SUMMARY:“Gli amici degli amici” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:“SperimentArti” continua a configurarsi come luogo di attraversamento dei linguaggi teatrali contemporanei\, accogliendo progetti che interrogano il confine tra realtà e percezione\, tra memoria e desiderio. La rassegna del Centro Culturale Artemia conferma così la propria vocazione a una scena che mette in dialogo la tradizione letteraria con una scrittura scenica capace di riattivarne le zone d’ombra\, restituendole al presente. \n\n\n\nIn scena venerdì 13 e sabato 14 febbraio alle ore 21 e domenica 15 febbraio alle ore 18\, “Gli amici degli amici” conduce lo spettatore in un tempo sospeso\, tra il 1895 e il 1908\, dove l’esperienza amorosa e quella fantasmatica si sovrappongono fino a diventare indistinguibili.  \n\n\n\nOlivia e Bernard si incontrano durante una festa di Capodanno nel 1895 e si innamorano\, ma il loro legame è da subito attraversato da un’inquietante coincidenza: Bernard racconta un’esperienza soprannaturale identica a quella vissuta da April\, la migliore amica di Olivia. Con il passare del tempo\, le somiglianze tra Bernard e April diventano per Olivia un’ossessione\, alimentata da incontri mancati\, incomprensioni e da una presenza sempre più ambigua che sembra ostacolare le nozze. \n\n\n\nTredici anni dopo\, perseguitata dai fantasmi del passato\, Olivia si rivolge a uno psicoanalista per comprendere quanto accaduto. Ma il tentativo di fare luce sulla memoria e sul trauma apre uno spazio incerto in cui realtà e soprannaturale si confondono\, dando forma a una riflessione sul desiderio\, sulla perdita e sul sottile confine tra vivi e morti. \n\n\n\nUno spettacolo che\, tra visioni\, presenze e partiture musicali anacronistiche\, riflette sul rapporto tra vivi e morti\, sulla potenza dell’immaginazione e sulla difficoltà di abitare il proprio tempo. In “Gli amici degli amici” i fantasmi non spaventano: sono essi stessi turbati dai vivi che li evocano\, in una tensione costante tra perdita e possibilità\, tra memoria e speranza. \n\n\n\nArtInAtto \n\n\n\nAccompagna gli spettacoli: \n\n\n\nDal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi \n\n\n\n• PER UN PUGNO DI FILMMOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI \n\n\n\n50 anni di cinema e fotogiornalismo \n\n\n\nIngresso spettacolo: € 15Ingresso mostra: OMAGGIOTessera associativa 2026 nuovi soci: € 3PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo.
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Ascanio Celestini in "Poveri Cristi" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:<<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori\, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa\, ma anche senza futuro\, eccetera. \n\n\n\nE se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti. \n\n\n\nL’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. \n\n\n\nE invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. \n\n\n\nCi sono tanti modi per raccontare questa classe sociale\, ma la più rispettosa\, per me\, è quella che usa le loro parole. Così\, in questi ultimi 10 anni\, sono andato intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma\, il becchino del cimitero di Lampedusa\, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013\, ecc. \n\n\n\nPoi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle. Quando mi sembra che ci riesco\, le vado a raccontare al musicista Gianluca Casadei\, e lui inizia a scrivere la musica sul mio racconto. Tra noi usiamo la tecnica dell’interplay. Nei testi sul jazz è indicata come ‘capacità di interagire all’istante\, anche e soprattutto durante le parti improvvisate\, tra i diversi musicisti\, pronti a ascoltare e reagire cogliendo i suggerimenti impliciti nel suono degli altri membri del gruppo’. Da questo nostro lavoro\, di ascolto e interazione tra musica e racconti\, nasce lo spettacolo. E questa tecnica di interazione si ripete sempre\, ogni sera\, in ogni replica col pubblico\, come un’improvvisazione su uno standard jazz. \n\n\n\nMa c’è un motivo per il quale racconto\, le mie storie. Me lo ha detto Sisto Quaranta\, rastrellato il 17 aprile del ’44 al Quadraro. Quando gli ho chiesto “Perché non avete mai raccontato la vostra storia?” Lui mi ha risposto “io l’ho sempre raccontata\, ma tra noi non c’erano gli scrittori\, i registi del cinema”. \n\n\n\nCioè non è vero che la Storia la scrivono i vincitori. La Storia la scrive chi la sa raccontare. Perciò è compito nostro\, di noi scrittori\, di noi autori\, scrivere la storia di tutti. Soprattutto di quelli che non la sanno scrivere come Sisto che non era poeta\, ma era un bravo elettricista. Qui per me c’è la vera contaminazione culturale\, quella tra lo scrittore e l’elettricista\, tra l’autore e i facchini eritrei\, tra il musicista e il becchino del cimitero di Lampedusa. \n\n\n\nQuando penso allo spettacolo non penso al “pubblico”. Il “pubblico” è già una comunità. Io penso allo “spettatore”. \n\n\n\nCioè a quello che arriva da solo. Il mio spettatore non è il letterato colto che ha letto la Recherche di Proust e cita Pasolini perché il padre è stato menato nel marzo del ’68. \n\n\n\nIl mio spettatore si è fatto una doccia veloce e ha parcheggiato in seconda fila per vedere il mio spettacolo in uno spazio raffazzonato in periferia. Magari è autunno e mi porta le castagne che ha raccolto tra i boschi dei Castelli Romani o mi dice che lo zio esodato dell’Autovox è morto depresso in una RSA o perché non gli hanno cambiato il catetere e c’ha avuto le vie urinarie in setticemia. E magari mi porta un disco che ha registrato con la parrocchia dove canta un’ave Maria stonata\, ma bella. \n\n\n\nE allora cosa mi aspetto di comunicare al pubblico? Di fargli sentire che sono intonato alle sue canzoni. Che parliamo la stessa lingua\, che usiamo le stesse parole\, che cantiamo le stesse canzoni. \n\n\n\nLo spettatore che sceglie di venire in teatro è sempre preparato. Se sceglie uno spettacolo è perché ha un’aspettativa precisa. Il problema nasce quando non viene risarcito del suo investimento emotivo\, cioè se ci resta male. Se si aspettava di ridere e invece ha pianto\, viene risarcito lo stesso. Se voleva stupirsi e invece si è addormentato significa che l’artista s’è spiegato male. \n\n\n\nIo cerco di scrivere in una lingua comprensibile per tutti. Ma non è una lingua che parlo io. È quella che “trascrivo” dalle interviste che faccio e ho fatto in questi anni. \n\n\n\nScrivere e raccontare con la lingua degli altri (vorrei dire del popolo) questo faccio. \n\n\n\nQuesta\, per me\, è una lingua nuova che scaccia vie tutte le altre lingue. È nuova perché è comprensibile. Le altre sono vecchie perché non si capiscono più. \n\n\n\nQuesto spettacolo sarà un racconto e il racconto è sempre multidisciplinare. Per raccontare una storia ci infiliamo in tanti linguaggi. \n\n\n\n1- Il gesto racconta l’oggetto. Lo indica. \n\n\n\n2- Lo sguardo racconta l’immagine (guardo in quella direzione perché sto raccontando che qualcosa arriva da quel punto\, per esempio). \n\n\n\n3- La parola è suono\, ma anche ritmo. \n\n\n\nEccetera. \n\n\n\nC’è una multidisciplinarità ricchissima che passa di continuo tra parola-immagine-suono-oggetto. Cioè passa attraverso il tempo senza fermarsi su un’epoca precisa. Come scrisse Vincenzo Cerami delle mie “fiabe moderne\, che comunque hanno il potere di dipingere paesaggi senza tempo (come il nostro tempo)”. \n\n\n\nPoveri Cristi è anche un romanzo pubblicato nel 2025 con Einaudi. Il romanzo ‘Poveri Cristi’ comincia così: “Cristo non è sceso dal cielo\, ma è salito dalla terra. Questa è la prima frase\, ma potrebbe finire qui”. \n\n\n\nDavvero il racconto potrebbe finire dopo questa frase perché i personaggi della mia storia sembra che non abbiano nessun rapporto con tutto ciò che sta in alto. Né col potere politico\, economico\, militare o religioso; né con le vette della letteratura\, della scienza o con le aspettative\, i sogni di chi aspira a diventare famoso; né coi quartieri alti\, le ricche città coi grattacieli; e probabilmente nemmeno con le terrazze fiorite dalla quali vedere un bel panorama. Ma forse è proprio questa loro vita da ultimi che\, come nella parabola di Gesù\, dopo aver subito torti li porterà ad essere primi.>> \n\n\n\nAscanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali\, Laika (2015)\, Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi\, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia\, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010)\, in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia\, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005)\, La pecora nera (2006)\, Lotta di classe (2009)\, Io cammino in fila indiana (2011)\, Pro patria (2012)\, Barzellette (2019)\, Radio clandestina (2020)\, I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY:Silvia Ziche ospite degli Amici del Fumetto di Città di Castello
DESCRIPTION:Silvia Ziche\, una delle autrici più amate e influenti del panorama fumettistico italiano\, sarà ospite per la prima volta a Città di Castello il prossimo sabato 14 febbraio alle ore 10:00\, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Franchetti-Salviani. \n\n\n\nL’autrice di storie di personaggi di culto come Lucrezia\, sul magazine “Donna Moderna”\, ma anche di tante amate storie della Disney\, e inoltreCuore\, Smemoranda\, Topolino\, Comix\, Diabolik\, solo per citarne alcuni\, incontrerà il pubblico in un evento speciale\, in dialogo con Rita Petruccioli\, sul tema “Come si diventa autori di fumetti”: cosa significa inventare una storia\, lavorare con la propria creatività e trasformare le idee in vignette e tavole che parlano a tutti. \n\n\n\nL’incontro\, della durata di circa due ore\, sarà arricchito dalla proiezione di vignette e tavole rappresentative del lavoro di Silvia Ziche\, per offrire gli studenti e al pubblico un’immersione diretta nel suo universo creativo. \n\n\n\nLa presenza dell’autrice in città sarà anche l’occasione per un vero e proprio sopralluogo artistico. La visita servirà infatti come fonte di ispirazione per la realizzazione della locandina ufficiale della mostra 2026. La scenografia che abbraccerà i suoi celebri personaggi sarà ambientata proprio tra i palazzi storici e i suggestivi scorci del centro tifernate\, creando un dialogo unico tra il linguaggio del fumetto e il patrimonio artistico-architettonico della città. \n\n\n\nUn appuntamento imperdibile per scoprire da vicino il processo creativo di una grande maestra del fumetto e per iniziare a immaginare come i suoi personaggi prenderanno vita tra le mura di Città di Castello e dentro le stanze di Palazzo Facchinetti\, nei prossimi mesi. \n\n\n\nAssociazione amici del fumetto di Città di Castello. \n\n\n\n3661894049 \n\n\n\nwww.tifernocomics.it
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LOCATION:Aula Magna dell’Istituto Tecnico Franchetti-Salviani.\, Via S. Francesco\, Città di Castello (PG)\, ITA\, 06012\, Italy
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SUMMARY:Carnevale a Zoomarine con il K-Pop
DESCRIPTION:Non più solo un fenomeno per teenager: la musica coreana irrompe nel Carnevale ed ecco che anche il parco Zoomarine si veste a festa per unire le diverse generazioni sotto lo stesso cielo. Il focus per questo 2026 sarà fedele ai valori del “riuso e riciclo”. Le famiglie\, infatti\, sono  invitate a sprigionare la propria fantasia e partecipare  con costumi realizzati in modalità “fai da te” con ago\, filo e vecchi indumenti non più utilizzati. Che siano a tema K-Pop\, idoli del passato o del presente è importante perseguire il concetto di combattere gli sprechi e il relativo inquinamento. Per chi non avesse il dono della creatività ecco i laboratori allestiti nel parco per costruire insieme la maschera perfetta e dare vita alla magia più grande: fare in modo che  l’opera di artigianato domestico  diventi un atto di amore verso l’ambiente e un momento di condivisione artigianale tra adulti e bambini. Come sempre nel parco sarà possibile divertirsi tra le varie attrazioni\, esplorare i percorsi educativi\, seguire le parate\, ma il 14 e 15 febbraio  c’è grande attesa per il il format “K-Pop Idol Day”\, iniziativa speciale per trasformare la famiglia in una vera “band” tra lezioni di canto e danza all’insegna del divertimento. Il K-Pop non è solo un genere musicale\, è una scarica di energia che sta conquistando il mondo e\, per la prima volta\, il parco alle porte di Roma lancia un’esperienza immersiva di 4 ore pensata per chi vuole passare dal guardare i video su YouTube al protagonismo assoluto. Mamma\, papà e figli potranno\, infatti\, partecipare alle lezioni  extra guidate da Francesca De Filippis (punto di riferimento della K-Pop Dance in Italia). L’occasione ideale per i figli di mostrare il proprio talento e per i genitori di mettersi in gioco\, imparando coordinazione e passi coreografici in un’atmosfera di allegria e complicità. Il percorso si conclude con la consegna di un certificato di partecipazione. Il 14 e 15 febbraio i bambini entrano gratuitamente fino a 16 anni solo prenotando sul sito www.zoomarine.it
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LOCATION:Zoomarine\, via dei Romagnoli\, Torvajanica(RM)\, Italia
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SUMMARY:Baci\, maschere e musica per le famiglie al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Un fine settimana all’insegna dell’amore\, della fantasia e dell’allegria attende il pubblico del Teatro dei Piccoli\, che sabato 14 febbraio e domenica 15 febbraio propone due appuntamenti speciali che celebrano l’amore e il Carnevale per un’esperienza ludica e formativa che unisce musica\, movimento e partecipazione di tutta la famiglia. \n\n\n\nSabato 14 febbraio alle ore 11 va in scena “KISS. Storia di un bacio perduto e ritrovato”\, produzione di Fondazione Toscana Spettacolo – Pisa\, ispirata all’albo illustrato Kiss di Serena Guardone\, con illustrazioni di Irene Menchini. Scritto e interpretato da Serena Guardone\, lo spettacolo racconta la storia di un bacio della buonanotte che\, invece di arrivare a destinazione\, intraprende un viaggio lungo un’intera vita. Luigi\, ormai cresciuto\, lo ritroverà tra gli oggetti dimenticati di un mercatino dell’antiquariato\, in cui prendono forma personaggi e mondi evocati da cianfrusaglie e oggetti apparentemente senza valore. E così da puntino in un cielo stellato a un filo di perle che danza sulle note di un pianoforte jazz\, il bacio\, trasformandosi continuamente\, stimola l’immaginazione e le emozioni negli spettatori e invita a riflettere sul valore dei legami affettivi\, sul tempo che passa e sulla memoria. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio sempre alle ore 11 è la volta de “Il Concerto di Carnevale – Tutti in maschera”\, uno dei concerti per l’infanzia di Progetto Sonora. Per l’occasione è obbligatorio presentarsi mascherati: bambini e musicisti condivideranno un’esperienza festosa ispirata al celebre Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns.Dopo l’accoglienza nel foyer\, il pubblico verrà accompagnato in sala per un concerto-ballo che attraversa musiche e danze di tutto il mondo. I bambini\, divisi in piccoli gruppi\, saranno coinvolti in semplici coreografie guidate da esperti di didattica musicale\, mentre l’ascolto si intreccia al movimento e al gioco. Il percorso culminerà in travolgenti tarantelle e in una piccola sfilata finale delle mascherine verso il palcoscenico\, con la partecipazione attiva anche dei genitori.Un’esperienza interattiva che unisce laboratorio e concerto\, pensata per rispettare i tempi di attenzione del giovane pubblico e per condividere\, a ogni età\, la gioia della musica. \n\n\n\nGli spettacoli rientrano nella rassegna “È grande essere piccoli”\, organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo\, I Teatrini e Progetto Sonora\, con la collaborazione della Direzione della Mostra d’Oltremare.  \n\n\n\nBiglietto unico: euro 9. Card a 5/10 ingressi a prezzo agevolato con preacquisto. Ingresso al Teatro da Viale Usodimare (pedonale) o da Via Terracina (consigliato nei festivi\, Quick Parking convenzionato). Prenotazioni allo 08118903126 e 3270795871 (entrambi anche whatsapp) o per email a info@teatrodeipiccoli.it. Info: FB/ teatrodeipiccolinapoli o www.teatrodeipiccoli.it  
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LOCATION:Teatro dei Piccoli di Napoli\, Via Antoniotto Usodimare\, 200\, Napoli\, ITA\, 80125\, Italy
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SUMMARY:"Pop Beat"\, concerto spettacolo all'Auditorium Due Pini
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 15.00 l’Auditorium Due Pini ospita PopBeat\, il concerto-spettacolo ideato e diretto da Daniele Antonini\, pensato per un pubblico di tutte le età e capace di unire musica dal vivo\, immaginazione e partecipazione collettiva.Il giorno in cui ricorrono insieme San Valentino e il Carnevale\, PopBeat si trasforma in una festa condivisa per tutta la famiglia: un’occasione dedicata ai genitori e\, allo stesso tempo\, un momento di gioco e travestimento per i bambini\, che potranno partecipare allo spettacolo in maschera. \n\n\n\nPopBeat nasce infatti come un invito a riscoprire il gioco\, il sogno e la leggerezza attraverso il linguaggio universale della musica e del nuovo circo contemporaneo. Musicisti e artisti sul palco\, tecnici e operatori in platea\, bambini\, genitori e “ex-bambini” sono coinvolti in un unico grande racconto sonoro e visivo\, dove l’ascolto si trasforma in incontro e la partecipazione diventa festa.La musica pop e rock è eseguita interamente dal vivo dalla PopBeat Band\,accompagnata da un vivace intrattenimento scenico fatto di proiezioni video\, palloni lanciati in platea\, bolle di sapone\, neve artificiale\, fontane di fuoco ed effetti visivi capaci di amplificare l’esperienza emotiva dello spettacolo. \n\n\n\nIl repertorio attraversa generi ed epoche con libertà e ironia: dallo Stornello romano a “Whisky il ragnetto” reinterpretata in chiave rock\, dalla poetica “L’Isola che non c’è” fino a “Nothing Else Matters” dei Metallica\, passando per “Let It Go” proposta in una sorprendente versione hard rock.  \n\n\n\nPopBeat è un gesto spettacolare e relazionale che invita gli adulti a tornare a giocare insieme ai bambini\, condividendo uno spazio di immaginazione e ascolto. “E quando l’anima prese il volo\, ricordai di essere stato un bambino…” è il filo poetico che attraversa l’intero progetto\, restituendo alla musica la sua funzione primaria di legame e meraviglia. \n\n\n\nL’evento ha finalità benefiche: i proventi saranno in parte destinati al sostegno dei senzatetto di Roma e in parte a supporto delle attività umanitarie di Emergency\, da anni impegnata nella tutela dei diritti umani e nell’assistenza alle vittime di guerra e povertà. \n\n\n\nPopBeat è una produzione di Animazioni Pedagogiche – Daniele Antonini. Ideatore\, regista\, cantante e presentatore è Daniele Antonini\, artista romano noto per il suo costante impegno sul territorio attraverso progetti ludico-pedagogici\, educativi e culturali. Lo spettacolo vede inoltre il contributo di Daniel Antonini e della PopBeat Band; il progetto musicale di Giuseppe Inì; le luci e la tecnica curate da Stefano Germani; le video-proiezioni di Ian Tognon.
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SUMMARY:Elena Andreoli e il clarinettista Paolo Tomelleri in concerto al Castello di San Gaudenzio
DESCRIPTION:È in programma sabato 14 febbraio al Castello di San Gaudenzio\, in località San Gaudenzio\, nelle vicinanze di Cervesina\, nel cuore dell’Oltrepò Pavese\, il concerto del sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri (con Stefano Pennini al pianoforte\, Raffaele Romano al contrabbasso\, Davide Parisi alla chitarra e Alberto Traverso alla batteria). Prima dello show\, alle ore 18.30\, è previsto un aperitivo (welcome drink + concerto 40 euro; concerto + cena 140 euro). \n\n\n\nNello splendido relais guidato da Massimo e Dario Bergaglio\, che torna ad accogliere i suoi ospiti con una veste rinnovata e due nuovi menu firmati dagli chef Federico Sgorbini e Alessio Spinelli\, i musicisti proporranno alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri\, uscito lo scorso autunno e presentato al Teatro degli Arcimboldi di Milano durante il festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing\, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. \n\n\n\nNon mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore\, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli\, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing\, blues\, ragtime\, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato\, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo\, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà\, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati». \n\n\n\nLa collaborazione tra Paolo Tomelleri\, figura storica della scena italiana (nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi jazzisti internazionali come Clark Terry\, Tony Scott\, Joe Venuti\, Jimmy McPartland\, Phil Woods\, Bill Coleman\, Red Mitchell\, Bud Freeman e con grandi nomi della musica leggera italiana come Enzo Jannacci\, Ornella Vanoni\, Giorgio Gaber\, Adriano Celentano e Luigi Tenco) ed Elena Andreoli\, che vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini\, Bruno Martino\, Antonio Faraò\, Sergio Fanni e Michele Bozza\, è sempre più stretta: «La nostra sintonia e la nostra affinità artistica sono sempre più profonde – afferma Elena – È bello confrontarci\, studiare insieme nuovi arrangiamenti e riflettere sulla direzione sonora da prendere. Il tutto rimanendo fedeli alla nostra idea di jazz\, che vuole essere raffinato\, coinvolgente e divertente al tempo stesso. Al Castello di San Gaudenzio\, oltre all’album Beautiful Love\, che sta facendo ottimi ascolti in streaming e che è stato inserito in molte playlist\, presenteremo in anteprima anche un paio di pezzi in italiano e francese». \n\n\n\nPer quanto riguarda i prossimi impegni\, Elena Andreoli sarà in scena allo Spirit de Milan domenica 15 febbraio e poi al festival Dolomiti Ski Jazz\, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota\, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme\, Cembra e Fassa. Qui Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt\, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi\, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade\, al Passo S. Pellegrino\, in Val di Fassa\, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina\, in località Pampeago-Tesero\, in Val di Fiemme. Il mese successivo\, inoltre\, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama\, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka. \n\n\n\nNon solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli\, jazzista di grande talento\, la  vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Proprio con lui e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato\, come autrice\, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante)\, presto sul grande schermo. Da segnalare\, infine\, che un altro disco di standard\, sempre con Paolo Tomelleri\, è in fase di preparazione. \n\n\n\nSito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it
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SUMMARY:"Le Volpi” al Teatro Area Nord
DESCRIPTION:Al Teatro Area Nord il 14 febbraio alle 19.00 e il 15 febbraio alle 18.00 lo spettacolo “Le Volpi” di CapoTrave con Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato dà il via a una stagione-cantiere che guarda al futuro. Confini Aperti – Arena Circus 2026: questo il titolo scelto dal Teatro Area Nord per la nuova stagione teatrale diretta da Hilenia De Falco e Lello Serao\, coadiuvati per la danza da Antonello Tudisco. Un anno speciale\, di transizione e insieme di rilancio. Infatti\, è previsto a breve l’inizio dei lavori di ristrutturazione della struttura che porteranno alla realizzazione di una seconda sala/auditorium da 350 posti. Ma Il Teatro Area Nord non si ferma e abita temporaneamente un grande tendone da circo nello spazio esterno su Via Nuova dietro la vigna. Uno spazio simbolico e concreto\, nomade e accogliente\, che diventa luogo di attraversamento\, incontro e ricerca. Una scelta poetica e politica: il teatro esce dalle mura per riaffermare la propria funzione di presidio culturale vivo e punto di riferimento per la periferia Nord di Napoli. Confini Aperti – Arena Circus apre\, dunque\, il 14 e 15 febbraio\, ancora nella sala teatrale interna\, con Le Volpi di Lucia Franchi e Luca Ricci della compagnia CapoTrave\, interpretato da Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato finalista Premi Ubu 2024 nella categoria nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica. La pièce è ambientata in una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, dove si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Si prosegue il 14 e 15 marzo con Gretel\, che inaugura il tendone\, scritto e interpretato da Clara Storti per la compagnia Quattrox4 uno spettacolo per spettatori di ogni età. Un quadrato\, tanti piccoli oggetti: un vassoio\, una teiera\, un prato all’inglese\, un comodino. E poi Fritz e Oscar\, silenziosi coinquilini in una minuscola casa. Gretel si muove nel suo microcosmo di piccole cose\, sbadata e rigorosa\, caotica e attentissima a tenere vivo l’ordine bizzarro dei suoi oggetti fuori scala e fuori posto. Poi\, a un tratto\, la catastrofe. Cosa vuol dire casa? Con l’immediatezza di narrazione della fiaba\, Gretel percorre sola i sentieri dell’esistenza\, tra circo contemporaneo\, danza e manipolazione di oggetti. Venerdì 20 marzo va in scena Davide Pascarella con Assetati di Wajdi Mouawad\, spettacolo vincitore Premio Leo de Berardinis per artisti e compagnie under 35 promosso e sostenuto dal Teatro Pubblico Campano e prodotto da Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Assetati è un testo del 2007. Racconta come sia sentirsi dilaniati dal dolore che sentiamo\, della bruttezza che mangia vivi gli esseri umani e della bellezza che li salva. Si smette di credere ai propri sogni finché quei sogni non ti vengono a cercare e ti chiedono il conto di non averli sognati abbastanza forte. Scrive il regista: «È il 1991. C’è un ragazzo che una mattina si sveglia parlando e non smette più. C’è una ragazza che piange di orrore e si è chiusa in camera perché ha un mostro nella pancia. C’è un uomo che si chiama Boon\, è un antropologo forense\, ha appena trovato due cadaveri congelati sul fondo di un fiume e uno di questi non corrisponde ad alcun essere umano mai scomparso. Questi personaggi si alternano senza mai esistere insieme sulla scena. I loro racconti sono in tempi e in spazi diversi. Corrono paralleli scappando l’uno dall’altro. Sono come raggi di luce che si sprigionano nello spazio. Al centro c’è una bomba atomica. È la prima volta che viene messo in scena in Italia. L’ha scritto un autore meraviglioso\, che dal Libano\, passando dal Canada e dalla Francia\, oggi è messo in scena in tutto il mondo e si chiama Wajdi Mouawad». Sabato 28 marzo ore 19.00 Cie les 3 plumes presenta QUINTETTO di e con Marco Augusto Chenevier. Uno spettacolo che festeggerà proprio sotto il tendone i 10 anni dal suo debutto\, uno spettacolo di forte interazione con il pubblico\, performance costruita attorno al numero 5: Il “5”\, nell’esoterismo\, è il numero che simboleggia la vita universale\, l’individualità umana\, la volontà\, l’intelligenza\, l’ispirazione e il genio. Simboleggia anche l’evoluzione verticale\, il movimento progressivo ascendente. Per l’esoterismo il “5” è il numero dell’uomo come punto mediano tra terra e cielo. Il 5 aprile del 2016 Brian Logan del Guardian lo recensiva così: “[…] Quintetto potrebbe essere lo spettacolo più divertente che abbia visto in tutto l’anno. E’ l’esecuzione che fa la differenza\, in Quintetto. […] L’incertezza che queste performance generano rispetto a ciò che stiamo guardando – quello stato dell’arte che è capace di toglierci il tappeto da sotto i piedi\, di cambiare forma – permette di stimolare e intensificare il tipo di risata che nasce quando qualcosa di divertente ti arriva completamente fuori contesto. 11 e 12 aprile IL NEMICO AL MIO FIANCO con la regia Niko Mucci anche interprete con Nello Provenzano “Tutto comincia nella sala d’attesa di una stazione ferroviaria – dichiara Niko Mucci- non poteva essere altri che lui\, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse. Tutto finisce nella sala d’attesa ferroviaria. Va detto comunque che il caso non esiste. Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell’uomo\, la crudeltà\, la bellezza e la bruttezza\, la ferocia. Con questo testo estremamente psicoanalitico e complesso\, scommetto sul mio ritorno in scena non solo come regista ma anche come coprotagonista a fianco di un bravissimo Nello Provenzano\, che condivide l’entusiasmo per una storia molto contemporanea. Lo spettacolo si avvale delle scene di Tonino di Ronza e di scenografi della Accademia di Napoli\, dei costumi di Federica del Pirone e del sostegno organizzativo del Teatro Area Nord nonchè della visuale originale di Mario Autore come aiuto regista” 18 e 19 aprile il Teatro Bottega degli Apocrifi andrà in scena con SOTTOSOPRA la città salvata dalle donne e altri scherzi simili con la drammaturgia di Stefania Marrone e Cosimo Severo che ne cura anche la regia in scena Beatrice Cassandra\, Rosalba Mondelli\, Giovanni Antonio Salvemini\, Bakary Diaby/Mamadou Diakite\, Nunzia Zoccano\, Rosa Merlino e un coro di 40 donne della Città. Una ferita aperta e un conflitto irrisolto: la vicenda Enichem di Manfredonia\, che nel 1988 ha spaccato la città sotto il peso del nodo salute/lavoro. Del racconto di questa storia sono chiamate a essere Coro le donne di ogni età della città\, partecipando al laboratorio inSubbuglio e mettendo voce e corpo in scena accanto agli astisti della compagnia. Sottosopra la terra\, sottosopra le sedie\, sottosopra i giornali\, sottosopra una città\, sottosopra il potere. Un respiro. Succede a Manfredonia nel 1988\, quando un movimento di 3000 donne protesta contro una fabbrica chimica che da 20 anni minaccia la città con ripetuti incidenti. 9 e 10 maggio MARI scritto e diretto da Tino Caspanello\, con Cinzia Muscolino e Tino Caspanello. Un uomo e una donna\, il mare; una lingua\, quella siciliana\, che non permette di esprimere tutte le profondità di un sentire\, una lingua fatta di necessità quotidiane\, che possiede solo il presente\, dilatato nel testo sulla linea che separa mare e terra\, su questo limite mutevole che attrae l’uno e respinge l’altra. “Mari” è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. E’ proprio per scoprire di quale materia siamo fatti che l’uomo invita la compagna a toccare il mare\, quell’acqua scura che fa orrore e affascina allo stesso tempo\, quell’elemento che ha permesso loro di parlarsi. Il 17 maggio doppia performance conNAPOLI. CORPO. LUCE | Per un racconto corsaro. “Capitolo I Chiaroscuro” e a seguire “capitolo II Misericordia” di Antonello Tudisco – produzione Interno 5 che vede In scena i performers Antonio Del Core\, Gerardo Di Pietro\, Linus Jansner\, Maria Rosaria Napolano\, Gerardo Pastore\, Martina Persico\, e i partecipanti al laboratorio Napoli.Corpo.Luce. Il lavoro ha debuttato nel novembre scorso nella sezione Extra Fringe del Napoli Fringe Festival per le celebrazioni di Napoli 2500 con la direzione artistica di Laura Valente. Si tratta di un progetto performativo che interpreta Napoli attraverso tre sguardi rivoluzionari. Un dialogo tra luce e ombra\, tra corpi e città. NAPOLI. CORPO. LUCE | Per un racconto corsaro è un progetto ideato da Antonello Tudisco e prodotto da Interno5. Un incontro tra arti visive e performative\, che intreccia la memoria viva di Napoli con tre visioni — Caravaggio\, Mapplethorpe\, Pasolini — per esplorare i temi della luce\, dell’identità e della disobbedienza. Come spiega Antonello Tudisco: «Nel corpo di Napoli c’è una luce che resiste\, che attraversa secoli e visioni. È la stessa che accende i chiaroscuri di Caravaggio\, lo sguardo radicale di Mapplethorpe\, la poesia corsara e il cinema di Pasolini. In questo lavoro abbiamo cercato quella luce — fragile\, disobbediente\, necessaria». Misericordia è il secondo capitolo del progetto Napoli.Corpo.Luce per extrafringe Napoli 2500 e prende avvio dalla tela di Caravaggio Le Sette Opere di Misericordia con il concept e la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino. “Il dipinto è per noi un punto di riferimento centrale\, una sorta di immagine-guida attraverso cui riflettere sul significato della pietà e della solidarietà – dichiarano Ambrosino e Tudisco – Le sette opere di misericordia corporali vengono intese come un valore universale e laico capace di attraversare il tempo. Ci siamo chiesti cosa accade a questi gesti oggi\, in una società in cui la pietà e la cura dell’altro sembrano sempre più fragili. Da qui nasce l’idea di un “dipinto” vivente\, composto dai corpi dei performer\, che nel corso della performance non resta mai immobile ma cambia\, si rompe\, si frantuma. La composizione iniziale\, ispirata all’unità della tela caravaggesca\, si trasforma progressivamente: ciascuna delle sette opere viene evocata ma anche ostacolata\, come un gesto che prova a compiersi senza riuscirci del tutto. Il corpo diventa così il luogo in cui si manifesta questa tensione tra desiderio di aiuto e difficoltà ad agire. Da questo primo spazio il pubblico attraversa un corridoio che conduce alle due stanze successive\, altro spunto per la performance è il cortometraggio di Pier Paolo Pasolini “La ricotta”\, episodio del film Ro.Go.Pa.G. Il film introduce un ulteriore livello di riflessione\, mettendo in luce la distanza tra l’immagine sacra della pietà e la realtà concreta dei corpi e delle relazioni. Nel finale emerge il tentativo di rimettere insieme i frammenti di quel dipinto-corpo ormai spezzato. Un tentativo che non riesce pienamente\, ma che resta necessario: uno sforzo che afferma l’importanza di continuare a cercare quel senso di umanità\, anche quando sembra difficile o impossibile.” Il 24 maggio Balletto Civile presenta ELISABETH I – SORRY FOR WHAT?  ideazione e regia Giulia Spattini danzato e creato da Paolo Rosini e Giulia Spattini. La scena è il campo di battaglia\, un ring contemporaneo dove si svolge uno sferzante allenamento alla vita\, che parla di crescita e di responsabilità. La regina Elisabetta I diviene così emblema di uno scontro interiore: quello fra la propria identità e la responsabilità del governo del paese. La sfida è prendere posizione. Scegliere\, costruire. Senza scuse. senza alibi. Schivando i colpi\, costruendo nuove tattiche e abbandonando tutto il conosciuto. La lotta è del sè contro sè\, il corpo è veicolo di cambiamento\, costruisce continuamente con l’esigenza di trovare un nuovo sè. Il cambiamento è circolare\, non ci sono fini che non contemplino nuovi inizi. Il precipizio\, il rischio\, la meraviglia. Elisabetta I nel corso della sua vita è stata artefice della propria rinascita diventando la vergine Regina\, una contraddizione che segna profondamente la lotta interna che fece con se stessa e il mondo politico costituito da uomini con il quale si è ritrovata a combattere. La stagione è realizzata con il contributo della Regione Campania\, del Ministero della Cultura\, del Comune di Napoli – Città Metropolitana. Previsto come ogni anno il servizio navetta “Polibus” dal centro della città con il sostegno del Comune di Napoli. \n\n\n\n \n\n\n\nInfo utili: \n\n\n\nOrari: sabato ore 19.00 – domenica ore 18.00 feriali ore 20.30 \n\n\n\nBiglietti: intero euro 15 – ridotto (u30 e over 65) euro 12 \n\n\n\nAbbonamenti: da 3 spettacoli euro 30 da 5 spettacoli euro 50 \n\n\n\nInfo biglietteria e prenotazione navetta gratuita: \n\n\n\n0815851096 – teatriassociatinapoli@gmail.com \n\n\n\nwww.teatriassociatinapoli.it
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SUMMARY: Riccardo III al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Maria Paiato è Riccardo III nell’adattamento che Angela Dematté ha realizzato della celebre tragedia storica di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProdotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Nazionale di Genova\, al Teatro Biondo di Palermo e al Teatro di Roma\, lo spettacolo va in scena al Biondo di Palermo dal 14 al 22 febbraio.  \n\n\n\nAl fianco di Maria Paiato recitano Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni. \n\n\n\nTutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice\, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi. Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore\, il genio cattivo\, l’uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – Paiato punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale. \n\n\n\n«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia\, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con Enrico IV. Il Bardo la scrisse intorno al 1592\, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando in Inghilterra\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti fu sostituito dalla dinastia Tudor\, eventi drammatici culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485. \n\n\n\nAl centro dell’opera sta la figura di Riccardo\, il cui fisico deforme racchiude un’indomabile forza negativa\, ma la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile fascino. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – spiega il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa». \n\n\n\nPer Angela Dematté\, che ha tradotto e adattato il testo: «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?» \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nRiccardo III \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\nriduzione e adattamento Angela Dematté \n\n\n\nregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiato \n\n\n\ne con \n\n\n\nRiccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, \n\n\n\nGiovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, \n\n\n\nCristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganza \n\n\n\ncostumi Ilaria Ariemme \n\n\n\nmusiche Daniele D’Angelo \n\n\n\nluci Cesare Agoni \n\n\n\ntrucco e parrucco Bruna Calvaresi \n\n\n\nassistente alla regia Francesco Biagetti \n\n\n\nassistente ai costumi Valentina Volpi \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,  \n\n\n\nTeatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ndurata: 2 ore e 30 minuti più intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: sabato 14 febbraio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17.00\n\n\n\nmartedì 17 febbraio ore 21.00\n\n\n\nmercoledì 18 febbraio ore 17.00\n\n\n\ngiovedì 19 febbraio ore 17.00\n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 21.00\n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 19.00\n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:AHMEN a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026\, alle ore 21.00\, Spazio Rossellini ospita AHMEN\, produzione di Cromo Collettivo Artistico con la regia di Tommaso Burbuglini e in scena Andrea Perotti e Valerio Sprecacè\, uno spettacolo che attraversa con sguardo lucido e visionario le zone meno visibili dell’esperienza migratoria contemporanea\, restituendo alla scena la dimensione intima\, burocratica e psichica dell’attesa. AHMEN rientra in Emergenze Drammaturgiche – I Edizione\, progetto di ATCL dedicato alle nuove scritture del presente\, pensato come spazio di emersione e ascolto per le voci della drammaturgia contemporanea che interrogano\, attraverso forme sperimentali\, le urgenze politiche ed esistenziali del nostro tempo. \n\n\n\nAhmen è un giovane immigrato che tenta di ricongiungersi alla moglie lontana. Il mare che li divide è fatto di carte\, documenti e marche da bollo. Alle prese con una routine sfiancante\, ambientata in un surreale autolavaggio e un ufficio immigrazione dove il tempo sembra essersi fermato\, tra clienti incontentabili\, operatori telefonici e burocrati sfuggenti\, Ahmen si affida alla saggezza di un dio che si fa teschio che lo condurrà nell’antro del suo inconscio. \n\n\n\nIl progetto Ahmen è nato traendo ispirazione dalla storia di Asim Javed. Arrivato in Italia dodici anni fa dal Pakistan\, dal 2021 è ancora oggi alle prese con un intricato ed esasperante iter burocratico indispensabile per ricongiungersi alla moglie lontana. L’immigrazione viene spesso narrata soltanto attraverso numeri e logiche securitarie\, raramente si parla delle battaglie quotidiane di chi è già regolarmente inserito nel nostro sistema. Questo spettacolo vuole spostare lo sguardo proprio su questa dimensione\, provando a raccontare la storia di chi\, seppur in regola\, deve lottare ogni giorno per il proprio diritto ad esistere. \n\n\n\nCromo Collettivo Artistico è una compagnia indipendente under 35 nata in Sabina nel 2020 dall’incontro di sette attrici/attori e un regista\, uniti dalla necessità di dare corpo e voce alle proprie istanze attraverso un’impronta autoriale. Con lo spettacolo Ahmen vince il premio della critica del festival Direction Under 30 ed è finalista a Forever Young 2024 de La Corte Ospitale e Powered by REF 2023. Nel 2024 è finalista del Premio Scenario Adolescenza con lo spettacolo “Maìo”. \n\n\n\nLo spettacolo AHMEN si inscrive all’interno di Emergenze Drammaturgiche\, progetto curatoriale dedicato alla ricognizione\, all’ascolto e alla valorizzazione delle nuove scritture del contemporaneo\, con l’obiettivo di intercettare e sostenere le voci emergenti della drammaturgia di oggi. Il programma di Emergenze Drammaturgiche si articola come un trittico di spettacoli nati dalla scrittura di giovani drammaturghe e drammaturghi\, ciascuno portatore di una traiettoria autonoma e riconoscibile\, ma tutti accomunati da un’interrogazione radicale sui nodi urgenti del nostro tempo: il conflitto\, l’intimità\, la salute mentale\, le fratture del vivere contemporaneo. \n\n\n\nAccanto ad AHMEN (in scena il 14 febbraio 2026)\, il progetto comprende Still Alive — in programma il 6 marzo 2026— e Tre liriche — in scena il 17 aprile 2026 — componendo così un percorso plurale che attraversa linguaggi\, sensibilità e dispositivi scenici differenti. Questa articolazione\, che attraversa il ritmo temporale della stagione\, mette in relazione pratiche drammaturgiche eterogenee nel segno di una sperimentazione consapevole e necessaria\, capace di restituire al teatro la sua funzione di spazio critico\, di ascolto e di visione.  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"Nuove Tribù Zulu" in concerto al Boogie Club
DESCRIPTION:Dopo l’uscita del videoclip di “C’è solo amore” delle Nuove Tribù Zulu\, girato da Artigiani Digitali sui tetti del centro storico di Roma e pubblicato in occasione della celebrazione dei 25 anni di “Sulla Strada”\, la band pioniera dell’etno-rock italiano arriva sul palco del Boogie Club\, locale che da dieci anni porta in scena il meglio della musica dal vivo\, per un San Valentino decisamente fuori dal comune\, all’insegna di un sound multietnico e super energico. \n\n\n\nData perfetta\, quella del 14 febbraio\, per presentare al pubblico il brano “C’è solo amore”\, una dedica alla bellezza e unicità di “AmoR”\, ovvero Roma e il suo misterioso nome segreto: una canzone gioiosa\, solare e ritmata\, con influenze rock-ska. Un invito al viaggio\, al cammino verso il cambiamento\, un buon auspicio verso l’orizzonte di una rinascita dell’umanità presente e futura. Dalla deriva attuale dei nuovi fronti di guerra che stanno mettendo a rischio la stabilità e la pace\, “C’è solo amore” desidera essere un inno di speranza e unione per un altro mondo possibile. \n\n\n\nNegli ultimi concerti in Italia e all’estero le Nuove Tribù Zulu hanno festeggiato i 25 anni di “Sulla Strada”\, il loro primo fortunato album uscito con Manifesto Dischi nel 2000: il repertorio ripercorrerà le tappe più importanti della storia della band\, dall’iconico brano “Zingara” al travolgente “Mi sto librando nell’aria”. \n\n\n\nSul palco del Boogie Club accanto ad Andrea Camerini alla voce e al flauto traverso\, Paolo Camerini al contrabbasso e Ludovica Valori al pianoforte\, fisarmonica e trombone\, ci saranno Marco Massino alle chitarre e il batterista storico delle Tribù\, Roberto Berini. 
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SUMMARY:"ANNA – RACCONTO DI UNA STORIA VERA" al Teatro IF
DESCRIPTION:La vita di una donna giunta al termine; arrivata a destinazione quando quel traguardo\, quella striscia bianca da tagliare\, risultava ancora lontana. Ancora quasi non visibile. \n\n\n\nIl tempo che le rimane è scandito da un lento progredirsi di un male che combatte\, come un avversario potente\, con una partita a scacchi che scandisce i momenti della sua vita personale e della sua carriera.  \n\n\n\nI ricordi ancora vivi e tangibili si intersecano con il presente\, fino all’ultima decisiva mossa. \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/anna–racconto-di-una-storia-vera.aspx
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SUMMARY:"La Favola nera del boia in tutù" a Teatrocittà
DESCRIPTION:In scena il Boia e l’Attore. Due universi lontani con uno stesso marchio sociale. A manovrare i fili di queste marionette c’è il Demiurgo\, un Dio/Mefisto ambiguo\, un regista lunatico\, che crea i primi attori sulla terra. Tre guitti che parlano in rima e agiscono in coro. \n\n\n\nBoia è una ragazza che lavora come carnefice ma sogna il palco! Un giorno sotto la sua lama capita Natalia Topova\, un’artista di strada che la convince a scappare: ne farà una diva! Finiranno a fare giocoleria vegana. Ma Boia sogna ancora di uccidere. Una favola nera che unisce il pianto e il riso\, la morte e la vita. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nIl nostro desiderio è quello di raccontare una storia universale\, con tante complessità\, in maniera semplice. Una storia che è magica\, surreale\, ironica\, persino divertente e tragica. Boia è la regina del patibolo\, Natalia Topova la regina del teatro di strada\, entrambe hanno una storia disperata alle spalle. E su queste anime che si arrabattano tra il sogno dell’arte (Boia) e la concretezza dell’arte (Topova) Dio in persona\, coadiuvato da Mefisto\, tesse una trama di inevitabili fallimenti\, cadute e morte. Questi elementi sono affrontati col sorriso sulle labbra facendo uso della rima. La tragedia dei reietti in un continuo scambio tra favola e morte\, tra arte e impossibilità della stessa\, fino a quando la favola combacia con il suo finale ineluttabile. Sopra Boia e Topova agiscono le forze del destino. I loro sogni di cartapesta non possono avere la meglio sui burattinai dietro la cartapesta. Figurine agitate dal soffio di vita e morte che spira dalla commedia dell’arte. Figurine che vorrebbero salvarsi dal loro ruolo. Ma non ne sono capaci.
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SUMMARY:"La cantautrice fantasma" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 15 febbraio alle ore 11.30\, ospita Ivan Talarico\, autore e interprete de La cantautrice fantasma. \n\n\n\nIn un momento storico in cui l’uso dell’intelligenza artificiale ha aperto un’ampia discussione sul ruolo dell’autore e della creatività\, questo spettacolo è un’indagine patafisica (“scienza” creata dallo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry) sull’autorialità. \n\n\n\nChi è veramente l’autore di un’opera? La risposta\, che forse non c’è\, viene cercata attraverso la biografia di una misteriosa cantautrice\, A. F.\, veneta\, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969. \n\n\n\nLa storia parte dal ritrovamento casuale di un libro raro: una lunga intervista ad A. F.\, indicata come la vera autrice di canzoni di grandissimo successo. Attraverso quell’intervista\, Talarico ne ripercorre la vicenda\, gli spostamenti tra Roma\, Genova e Milano\, il rapporto con molti cantautori famosi (Modugno\, Paoli\, De André\, Conte…) che avrebbero plagiato le sue canzoni\, fino al ritiro dalle scene e alla sparizione di questa figura gigantesca ma dimenticata. \n\n\n\nCome è stata possibile la sua sparizione? E ancora: come funzionano i meccanismi creativi\, cos’è un’idea\, chi può dirsi veramente autore di qualcosa? \n\n\n\nTra coincidenze sospette e grandi nomi della cultura e della musica – dai Beatles a Borges\, da Shakespeare ai cantautori italiani – La cantautrice fantasma diventa una storia possibile\, sorprendente e inafferrabile. \n\n\n\nIvan Talarico da anni scrive e interpreta spettacoli teatrali\, reading e concerti. È stato ospite al Premio Tenco 2016 e ha vinto il premio come miglior testo a Musicultura 2015. Ha pubblicato due libri di poesie\, uno di racconti e un disco di canzoni. Conduce laboratori di scrittura creativa in diverse città italiane\, collaborando con associazioni culturali\, scuole\, accademie\, istituti carcerari. È tra i fondatori del format teatrale “Sgombro” e co-autore e co-conduttore del programma di Radio Rai3 “Le ripetizioni”. In televisione è stato più volte ospite di Fiorello a “Viva Rai2” e di Valentina Cenni e Stefano Bollani a “Via dei matti n.0” \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com
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LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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SUMMARY:Belle Toaste al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma) va in scena la nuova produzione di Ruotalibera Teatro: Belle Toaste a cura di Valentina Greco e Ygramul Teatro. L’appuntamento è domenica 15 febbraio alle 16.30\, sul palco ci sono Cinzia Antifona e Valentina Greco con la regia di Vania Castelfranchi.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato al racconto “La battaglia del burro” di Dr. Seuss\, uno tra i più geniali scrittori per l’infanzia del Novecento. In Belle Toaste il pane imburrato diventa metafora giocosa e pretesto per raccontare ai bambini\, e non solo a loro\, la spaventosa realtà della guerra fra popoli. Le due protagoniste sono Ziga e Zaga che abitano in due paesi confinanti divisi da un grosso muro costruito tanto tempo fa. I due popoli\, infatti\, si detestano da quando hanno scoperto che gli uni sono soliti imburrare le fette di pane sopra\, gli altri invece le imburrano sotto. Da allora si sono dichiarati guerra per incompatibilità di merende\, a colpi di marmellate e panini conditi di diffidenza\, paura e disgusto reciproco. Ziga e Zaga si ritrovano un giorno presso il muro\, curiose e spaventate\, e lì scopriranno quanto strampalata e illogica può essere la battaglia in nome del burro.  \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nBelle Toaste \n\n\n\nIdeato e scritto da Valentina Greco / Ygramul Teatro \n\n\n\nRegia Vania Castelfranchi  \n\n\n\nCon Cinzia Antifona e Valentina Greco \n\n\n\nVoce fuori campo Gabriele Tacchi  \n\n\n\nScene Francesco Persico \n\n\n\nCostumi Valentina Conti \n\n\n\nDisegno luci David Barittoni  \n\n\n\nTecnica di sala Chiara Saiella \n\n\n\nFoto Eugenio Persico \n\n\n\nUna produzione Ruotalibera Teatro \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Il conte che non conta" al Teatro dei 3 Mestieri di Messina
DESCRIPTION:Domenica 15 febbraio il Teatro dei 3 Mestieri di Messina ospita il secondo appuntamento della rassegna dedicata alle famiglie con lo spettacolo “Il conte che non conta”\, di Davide Lo Coco.  \n\n\n\nIn scena Davide Lo Coco\, Francesco Gulizzi\, Enrica Volponi Spena\, per la regia di Santi Cicardo (OTqA/Casa Teatro). \n\n\n\nLa storia prende il via con la morte del vecchio Conte di Albafiorita: il figlio Ferdinando eredita ricchezze e titolo nobiliare\, ma porta con sé un grande limite\, non sa contare. Presuntuoso e convinto che la matematica sia inutile\, conosce solo i primi tre numeri e finisce continuamente raggirato dai commercianti\, perdendo denaro senza rendersene conto.Deriso dagli abitanti della Contea e ostacolato da chi mira a impossessarsi del suo castello\, Ferdinando non coglie mai l’occasione per imparare e salvare così il proprio futuro. Rimasto con soli tre ducati in mano\, non gli resterà che chiedere aiuto alla famigerata Gremilde\, la strega del villaggio capace di esaudire i desideri altrui. Ma nulla andrà come previsto e al povero Ferdinando ne capiteranno di tutti i colori. \n\n\n\nUno spettacolo originale che\, attraverso i meccanismi della fiaba classica\, racconta il valore dei numeri e di come la matematica\, anche quando non ce ne accorgiamo\, sia sempre intorno a noi. \n\n\n\nOrari: Domenica 15 febbraio – ore 16.30Replica – ore 18.30Prezzo: 8 euroIngresso accanto al distributore Esso Info e prenotazioni: 090 622505 – 349 8947473 (anche WhatsApp)
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SUMMARY:"Il Filo Rosso" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:È ormai giunta a metà la stagione teatrale del Teatro Comunale Veroli che procede senza sosta grazie ad un pubblico affezionato e partecipe per il quale il teatro è un appuntamento fisso irrinunciabile. Una nuova storia andrà in scena domenica 15 febbraio\, con la compagnia INstabile\, che porterà a riflettere su un’antica tradizione diventata modo di dire. \n\n\n\nSiamo all’interno di una sala d’aspetto. Un uomo e una donna\, in attesa d’essere chiamati dall’avvocato\, iniziano lentamente a conoscersi. Il dialogo tra i due\, a tratti surreale\, diventa il pretesto per scoprire altre storie\, apparentemente distanti l’una dall’altra ma unite da un filo\, il filo rosso del destino. Questa è una leggenda popolare di origine cinese\, diffusasi poi in Giappone\, secondo la quale ogni persona porta\, fin dalla nascita\, un invisibile filo rosso annodato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. È proprio questo ciò che accade alle storie che i due personaggi raccontano sulla scena sotto la sapiente regia di Alessandro Calamunci Manitta. \n\n\n\nNon perdete questo appuntamento col destino domenica 15 febbraio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY: “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri….spostati!” al Teatro Comunale Fulvio
DESCRIPTION: “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri….spostati!”\, l’esilarante spettacolo che unisce comicità\, riflessione e un’analisi ironica del legame madre-figlia\, scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu e interpretato dalla stessa Cinzia Leone\, sarà in scena a grande richiesta a Guglionesi (Campobasso)\,  domenica 15 febbraio 2026 ore 18.00\, al Teatro Comunale Fulvio Via Usconio\, Guglionesi (CB) \n\n\n\nCon la sua inconfondibile ironia\, Cinzia Leone accompagnerà il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso toccante alla scoperta della “mammità”: un percorso che affronta con leggerezza e profondità il distacco dal cordone ombelicale\, l’influenza delle madri sulle figlie e quel circolo affettivo e comportamentale che si rinnova di generazione in generazione.  \n\n\n\nLo spettacolo offre una prospettiva comica e acuta su come la figura materna\, nel bene e nel male\, condizioni pensieri e azioni della figlia\, lasciando un’impronta che si proietta nel futuro delle famiglie. Durante il monologo\, Cinzia sarà continuamente interrotta dalle telefonate della madre\, spunto narrativo che la porterà a interrogarsi sulle origini della vita\, dal protozoico fino ai giorni nostri. L’ironia pungente si intreccia così a momenti di autentico coinvolgimento\, in un racconto che parte dai primi passi dell’umanità per arrivare alle piccole grandi nevrosi quotidiane\, come gastrite e colite. Il pubblico sarà trascinato in un’esperienza unica\, dove la Leone\, con il suo linguaggio diretto e la sua energia travolgente\, esplorerà temi universali e a volte imbarazzanti: il rapporto tra madre e figlia\, la complicità e le tensioni\, l’amore e i conflitti di un legame profondo e indissolubile.
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SUMMARY:Le interviste impossibili al Teatro di Tordinona
DESCRIPTION:Olivia si presenta in una veste nuova\, non più la fragile\, urlante donzella sempre in cerca della protezione del rozzo marinaio Braccio di Ferro avido di spinaci\, ma pronta a offrire una lettura totalmente alternativa della sua femminilità\, nonché consapevole del ruolo storico che le spericolate avventure di tutta la sua banda svolsero in anni difficili per l’America e per il mondo intero.  \n\n\n\nIl “divo” Mandrake è pronto a svelare aneddoti poco noti della sua storia di mago\, come ad esempio la vicenda dei suoi due padri\, o particolari che coinvolgono nomi importanti del cinema italiano e non solo. Oltre a mostrarsi particolarmente critico nei confronti di certi ambigui “superpoteri” contemporanei… \n\n\n\nGLI INTERPRETI \n\n\n\nARIANNA NINCHI  (Roma\, 1978) Figlia e nipote d’arte\, segue presto le orme di famiglia. Studia recitazione presso il DAMS di Bologna e nel 2000 debutta al Teatro di Leo con lo spettacolo di teatro-danza Le stanze di Penelope di Anna Redi\, con cui negli anni continua a collaborare. A teatro è diretta\, tra gli altri\, dal padre Arnaldo Ninchi\, da Piero Maccarinelli\, Antonio Calenda\, Ennio Coltorti\, Luca Archibugi\, Gianfranco Calligarich\, Monica Nappo. Al cinema ha lavorato per Francesco Falaschi\, Gianfranco Pannone\, Daniele Misischia\, Filippo Bologna\, Leonardo Pieraccioni\, Stefano Mordini. In collaborazione con la Cineteca Nazionale ha curato le rassegne “Un vizio di famiglia: i Ninchi e il cinema” e “Ave Ninchi\, la più amata dagli italiani”. Ha adattato e tradotto per il teatro\, e pubblicato testi sulla tradizione attoriale della sua famiglia. Nel 2021 per la casa editrice  Ponte alle Grazie ha curato l’antologia al femminile Musa e getta – Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate). \n\n\n\nGAETANO LIZZIO  (Catania\, 1966) Formatosi presso la scuola dello Stabile di Catania\, debutta nel 1989 al Teatro Musco in Il cappello di paglia di Firenze di Labiche; ha lavorato presso vari gruppi teatrali\, è poi passato attraverso l’esperienza della fondazione di una propria compagnia\, con cui ha messo in scena una rivisitazione del Macbeth\, con le musiche di Paolo Buonvino\, e Interrogatorio a Maria di Giovanni Testori. Ha lavorato con Turi Ferro\, Giulio Brogi\, Valeria Moriconi\, Giorgio Albertazzi\, Remo Girone\, Massimo Popolizio\, Anna Bonaiuto. E’ stato diretto da Dario Fo\, Krystoff Zanussi\, Giancarlo Cobelli\, Lorenzo Salveti. \n\n\n\nGLI AUTORI \n\n\n\nGIOVANNI FEDERICO (Napoli\, 1957). Narratore\, ha firmato diverse raccolte di racconti\, l’ultima per Edizioni Armando (De)Relitti\, dedicata agli ultimi della nostra società. Per il teatro ha scritto L’abbraccio di Giuseppe (Roma – Teatro Ennio Flaiano 2015)\, Matilde\, la donna che non vorrei essere\, (Sovana in Arte 2015)\, Belle di carta (Festival della Piana del Cavaliere 2018)\, Poetando tango (Sovana in Arte 2021). Collabora con il blog di attualità e politica ”Il Domani d’Italia”.  \n\n\n\nLUCA RAFFAELLI (Roma\, 1959). Giornalista\, saggista e scrittore\, ha iniziato come critico di fumetto a meno di vent’anni\, curando poi serie di interviste televisive con vari autori e scrivendo a tuttoggi di animazione e fumetti su La Repubblica. Vicedirettore del Salone di Lucca nel 1986\, è stato anche direttore artistico di Castelli Animati\, il festival internazionale del cinema d’animazione di Genzano\, e\, dal 2001 al 2011 di Romics\, il festival romano da lui fondato. Curatore di varie mostre\, ha firmato numerosi saggi e romanzi\, per ragazzi e adulti. Dal 2024 è Direttore Artistico del Palazzo del Fumetto di Pordenone. \n\n\n\nPer prenotazioni : tordinonateatro1@gmail.com – tel. 06 7004932
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Azzurro" al Teatro Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:ANTONIO CATANIA / AZZURRO\n\n\n\nUna cavalcata densa di immagini\, musica\, gesti e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni\, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano\, 30 marzo 1959 – Roma\, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro”\, uno spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina\, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio. \n\n\n\nLa storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom\, un Paese ancora ingenuo\, rivolto al futuro\, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa\, il profumo di Mariangela Melato\, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza\, il 12 dicembre 1969\, con la bomba che scoppia a piazza Fontana\, la lotta di classe al parco Lambro\, il liceo negli anni di piombo\, e le risate degli anni ’70\, con Beppe Viola\, Dario Fo\, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie\, la politica\, il giornalismo\, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.” \n\n\n\nDopo gli esordi nel giornalismo sportivo\, Curzio Maltese arriva a Repubblica\, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite\, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare\, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre\, della scomparsa della sorella Cinzia\, del grande amore per la moglie e il figlio\, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski\, Renzo Piano\, Paolo Conte\, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria\, e diventa salvifica nei momenti più difficili. \n\n\n\n«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista\, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti possiamo ritrovarci.» \n\n\n\nwww.elfo.org \n\n\n\nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:I love Brahms e Tchaikovsky al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con Roma Sinfonietta martedì 17 febbraio con il concerto I love Brahms e Tchaikovsky a cura del Sestetto di Roma formato da tre docenti e da tre talentuosi allievi del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Marco Fiorini e Marco Morbidelli ai violini\, Luca Sanzò e Marta Mastrullo alle viole\, Michele Chiapperino e Marco Osbat ai violoncelli. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:“Stanno arrivando” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio in via Giulia sbarca Guglielmo Poggi\, un gradito ritorno per un giovane di talento\, che l’OFF/OFF Theatre e Silvano Spada hanno accolto sempre con gioia. Questa volta\, Poggi è al centro di uno spettacolo singolare\, nato dall’idea di Umberto Marino che lo dirige in “Stanno arrivando”\, per una produzione a cura di LVF – Teatro Manini di Narni. Ma cosa succede quando la paura diventa un linguaggio quotidiano\, quando l’allarme è costante e l’attesa si trasforma in una forma di controllo? Da queste domande nasce il testo a firma di Marino\, in cui Guglielmo dà corpo e voce a un racconto fatto a più registri\, dall’ironia alla tensione e alla riflessione\, muovendosi tra comandi perentori\, colpi improvvisi\, teorie del complotto e la comparsa inattesa di un eroe da videogame. Un flusso narrativo che coinvolge lo spettatore e lo costringe a interrogarsi sulle scelte\, sulle responsabilità individuali e sulla capacità – o incapacità – di affrontare davvero la realtà che ci circonda. \n\n\n\n“Stanno arrivando” è uno spettacolo che gioca con i meccanismi della comunicazione contemporanea e con il modo in cui il linguaggio del pericolo e dell’emergenza condiziona il nostro immaginario. Senza mai rinunciare a leggerezza e ritmo\, la scena diventa uno spazio di osservazione critica\, in cui il pubblico è chiamato a riconoscersi e a mettersi in discussione.
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SUMMARY:"Il piacere dell'onestà" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:Un monumento del teatro siciliano per un capolavoro di Pirandello. PIPPO PATTAVINA interpreta IL PIACERE DELL’ONESTÀ per la regia di Guglielmo Ferro. Prodotto dall’Associazione culturale Abc\, nell’ambito della nuova stagione Turi Ferro\, lo spettacolo andrà in scena al Golden di Palermo dal 17 al 19 febbraio 2026.  \n\n\n\nAperto il sipario\, la rappresentazione di una delle opere più emblematiche del geniale drammaturgo agrigentino. Un cast eccellente capitanato dal Maestro PIPPO PATTAVINA\, interprete poliedrico e di grande levatura artistica\, supportato da una superba Francesca Ferro con Debora Bernardi\, Riccardo Maria Tarci\, Aldo Toscano\, Giuseppe Parisi\, Anastasia Caputo e Giampaolo Romania che collabora anche alla regia. \n\n\n\nLa visione di Guglielmo Ferro spoglia il testo di ogni elemento datato per calarlo in uno spazio scenico essenziale\, dove alti monoliti si ergono sui personaggi a materializzare la rigidità delle convenzioni che li imprigionano. È in questa gabbia visiva e morale che si accende la vicenda. \n\n\n\nLa storia ruota intorno ad Angelo Baldovino (Pippo Pattavina)\, uomo marginale che accetta di sposare per denaro Agata (Francesca Ferro)\, una donna incinta di un marchese già sposato\, in un matrimonio formalmente onesto ma privo di sostanza. Tuttavia Baldovino prende l’impegno con serietà e le sue azioni\, mosse da un ideale di rettitudine\, portano alla luce le contraddizioni e l’ipocrisia dell’alta borghesia. Il contrasto tra l’essere e l’apparire\, tratto distintivo della riflessione pirandelliana\, emerge potentemente nell’esito del dramma: Baldovino\, invece di farsi corrompere\, difende con fermezza la sua integrità\, fino a offrire sé stesso al sacrificio pur di proteggere l’onore della famiglia e il benessere del bambino. \n\n\n\nIn un mondo ossessionato dall’immagine\, IL PIACERE DELL’ONESTÀ si rivela così uno specchio spietato. Non un classico da rispolverare\, ma un’indagine affilata sull’ipocrisia. Un gioco delle parti che scardina ogni certezza. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella stagione Turi Ferro\, verrà rappresentato dal 17 al 19 febbraio 2026 al Golden di Palermo. \n\n\n\nInfo: 091 6264702 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 19 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.vivaticket.com/it/ticket/il-piacere-dell-onesta/293772
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SUMMARY:“Titoli di testa” con Francesca Reggiani al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani “Titoli di testa” declina le sue riflessioni sull’universo di oggi con un punto di vista ironico\, uno sguardo lucido e spietato che osserva la realtà che ci circonda. \n\n\n\nUno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private\, tra crisi di coppia e crisi istituzionali. E infine la confusione universale tra amore e sesso\, tra mariti e amanti\, tra single e “bingle”; e poi ancora politici\, imprenditori\, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite. \n\n\n\nSatira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale\, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione. \n\n\n\nLo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati\, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
URL:https://quartapareteroma.it/event/expo-teatro-italiano-contemporaneo-al-teatro-belli-iv-edizione/
LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
CATEGORIES:Teatro
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