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SUMMARY:Baci\, maschere e musica per le famiglie al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Un fine settimana all’insegna dell’amore\, della fantasia e dell’allegria attende il pubblico del Teatro dei Piccoli\, che sabato 14 febbraio e domenica 15 febbraio propone due appuntamenti speciali che celebrano l’amore e il Carnevale per un’esperienza ludica e formativa che unisce musica\, movimento e partecipazione di tutta la famiglia. \n\n\n\nSabato 14 febbraio alle ore 11 va in scena “KISS. Storia di un bacio perduto e ritrovato”\, produzione di Fondazione Toscana Spettacolo – Pisa\, ispirata all’albo illustrato Kiss di Serena Guardone\, con illustrazioni di Irene Menchini. Scritto e interpretato da Serena Guardone\, lo spettacolo racconta la storia di un bacio della buonanotte che\, invece di arrivare a destinazione\, intraprende un viaggio lungo un’intera vita. Luigi\, ormai cresciuto\, lo ritroverà tra gli oggetti dimenticati di un mercatino dell’antiquariato\, in cui prendono forma personaggi e mondi evocati da cianfrusaglie e oggetti apparentemente senza valore. E così da puntino in un cielo stellato a un filo di perle che danza sulle note di un pianoforte jazz\, il bacio\, trasformandosi continuamente\, stimola l’immaginazione e le emozioni negli spettatori e invita a riflettere sul valore dei legami affettivi\, sul tempo che passa e sulla memoria. \n\n\n\nDomenica 15 febbraio sempre alle ore 11 è la volta de “Il Concerto di Carnevale – Tutti in maschera”\, uno dei concerti per l’infanzia di Progetto Sonora. Per l’occasione è obbligatorio presentarsi mascherati: bambini e musicisti condivideranno un’esperienza festosa ispirata al celebre Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns.Dopo l’accoglienza nel foyer\, il pubblico verrà accompagnato in sala per un concerto-ballo che attraversa musiche e danze di tutto il mondo. I bambini\, divisi in piccoli gruppi\, saranno coinvolti in semplici coreografie guidate da esperti di didattica musicale\, mentre l’ascolto si intreccia al movimento e al gioco. Il percorso culminerà in travolgenti tarantelle e in una piccola sfilata finale delle mascherine verso il palcoscenico\, con la partecipazione attiva anche dei genitori.Un’esperienza interattiva che unisce laboratorio e concerto\, pensata per rispettare i tempi di attenzione del giovane pubblico e per condividere\, a ogni età\, la gioia della musica. \n\n\n\nGli spettacoli rientrano nella rassegna “È grande essere piccoli”\, organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo\, I Teatrini e Progetto Sonora\, con la collaborazione della Direzione della Mostra d’Oltremare.  \n\n\n\nBiglietto unico: euro 9. Card a 5/10 ingressi a prezzo agevolato con preacquisto. Ingresso al Teatro da Viale Usodimare (pedonale) o da Via Terracina (consigliato nei festivi\, Quick Parking convenzionato). Prenotazioni allo 08118903126 e 3270795871 (entrambi anche whatsapp) o per email a info@teatrodeipiccoli.it. Info: FB/ teatrodeipiccolinapoli o www.teatrodeipiccoli.it  
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SUMMARY:"Pop Beat"\, concerto spettacolo all'Auditorium Due Pini
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 15.00 l’Auditorium Due Pini ospita PopBeat\, il concerto-spettacolo ideato e diretto da Daniele Antonini\, pensato per un pubblico di tutte le età e capace di unire musica dal vivo\, immaginazione e partecipazione collettiva.Il giorno in cui ricorrono insieme San Valentino e il Carnevale\, PopBeat si trasforma in una festa condivisa per tutta la famiglia: un’occasione dedicata ai genitori e\, allo stesso tempo\, un momento di gioco e travestimento per i bambini\, che potranno partecipare allo spettacolo in maschera. \n\n\n\nPopBeat nasce infatti come un invito a riscoprire il gioco\, il sogno e la leggerezza attraverso il linguaggio universale della musica e del nuovo circo contemporaneo. Musicisti e artisti sul palco\, tecnici e operatori in platea\, bambini\, genitori e “ex-bambini” sono coinvolti in un unico grande racconto sonoro e visivo\, dove l’ascolto si trasforma in incontro e la partecipazione diventa festa.La musica pop e rock è eseguita interamente dal vivo dalla PopBeat Band\,accompagnata da un vivace intrattenimento scenico fatto di proiezioni video\, palloni lanciati in platea\, bolle di sapone\, neve artificiale\, fontane di fuoco ed effetti visivi capaci di amplificare l’esperienza emotiva dello spettacolo. \n\n\n\nIl repertorio attraversa generi ed epoche con libertà e ironia: dallo Stornello romano a “Whisky il ragnetto” reinterpretata in chiave rock\, dalla poetica “L’Isola che non c’è” fino a “Nothing Else Matters” dei Metallica\, passando per “Let It Go” proposta in una sorprendente versione hard rock.  \n\n\n\nPopBeat è un gesto spettacolare e relazionale che invita gli adulti a tornare a giocare insieme ai bambini\, condividendo uno spazio di immaginazione e ascolto. “E quando l’anima prese il volo\, ricordai di essere stato un bambino…” è il filo poetico che attraversa l’intero progetto\, restituendo alla musica la sua funzione primaria di legame e meraviglia. \n\n\n\nL’evento ha finalità benefiche: i proventi saranno in parte destinati al sostegno dei senzatetto di Roma e in parte a supporto delle attività umanitarie di Emergency\, da anni impegnata nella tutela dei diritti umani e nell’assistenza alle vittime di guerra e povertà. \n\n\n\nPopBeat è una produzione di Animazioni Pedagogiche – Daniele Antonini. Ideatore\, regista\, cantante e presentatore è Daniele Antonini\, artista romano noto per il suo costante impegno sul territorio attraverso progetti ludico-pedagogici\, educativi e culturali. Lo spettacolo vede inoltre il contributo di Daniel Antonini e della PopBeat Band; il progetto musicale di Giuseppe Inì; le luci e la tecnica curate da Stefano Germani; le video-proiezioni di Ian Tognon.
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SUMMARY:Elena Andreoli e il clarinettista Paolo Tomelleri in concerto al Castello di San Gaudenzio
DESCRIPTION:È in programma sabato 14 febbraio al Castello di San Gaudenzio\, in località San Gaudenzio\, nelle vicinanze di Cervesina\, nel cuore dell’Oltrepò Pavese\, il concerto del sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri (con Stefano Pennini al pianoforte\, Raffaele Romano al contrabbasso\, Davide Parisi alla chitarra e Alberto Traverso alla batteria). Prima dello show\, alle ore 18.30\, è previsto un aperitivo (welcome drink + concerto 40 euro; concerto + cena 140 euro). \n\n\n\nNello splendido relais guidato da Massimo e Dario Bergaglio\, che torna ad accogliere i suoi ospiti con una veste rinnovata e due nuovi menu firmati dagli chef Federico Sgorbini e Alessio Spinelli\, i musicisti proporranno alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri\, uscito lo scorso autunno e presentato al Teatro degli Arcimboldi di Milano durante il festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing\, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. \n\n\n\nNon mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore\, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli\, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing\, blues\, ragtime\, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato\, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo\, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà\, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati». \n\n\n\nLa collaborazione tra Paolo Tomelleri\, figura storica della scena italiana (nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi jazzisti internazionali come Clark Terry\, Tony Scott\, Joe Venuti\, Jimmy McPartland\, Phil Woods\, Bill Coleman\, Red Mitchell\, Bud Freeman e con grandi nomi della musica leggera italiana come Enzo Jannacci\, Ornella Vanoni\, Giorgio Gaber\, Adriano Celentano e Luigi Tenco) ed Elena Andreoli\, che vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini\, Bruno Martino\, Antonio Faraò\, Sergio Fanni e Michele Bozza\, è sempre più stretta: «La nostra sintonia e la nostra affinità artistica sono sempre più profonde – afferma Elena – È bello confrontarci\, studiare insieme nuovi arrangiamenti e riflettere sulla direzione sonora da prendere. Il tutto rimanendo fedeli alla nostra idea di jazz\, che vuole essere raffinato\, coinvolgente e divertente al tempo stesso. Al Castello di San Gaudenzio\, oltre all’album Beautiful Love\, che sta facendo ottimi ascolti in streaming e che è stato inserito in molte playlist\, presenteremo in anteprima anche un paio di pezzi in italiano e francese». \n\n\n\nPer quanto riguarda i prossimi impegni\, Elena Andreoli sarà in scena allo Spirit de Milan domenica 15 febbraio e poi al festival Dolomiti Ski Jazz\, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota\, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme\, Cembra e Fassa. Qui Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt\, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi\, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade\, al Passo S. Pellegrino\, in Val di Fassa\, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina\, in località Pampeago-Tesero\, in Val di Fiemme. Il mese successivo\, inoltre\, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama\, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka. \n\n\n\nNon solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli\, jazzista di grande talento\, la  vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Proprio con lui e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato\, come autrice\, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante)\, presto sul grande schermo. Da segnalare\, infine\, che un altro disco di standard\, sempre con Paolo Tomelleri\, è in fase di preparazione. \n\n\n\nSito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it
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SUMMARY:"Le Volpi” al Teatro Area Nord
DESCRIPTION:Al Teatro Area Nord il 14 febbraio alle 19.00 e il 15 febbraio alle 18.00 lo spettacolo “Le Volpi” di CapoTrave con Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato dà il via a una stagione-cantiere che guarda al futuro. Confini Aperti – Arena Circus 2026: questo il titolo scelto dal Teatro Area Nord per la nuova stagione teatrale diretta da Hilenia De Falco e Lello Serao\, coadiuvati per la danza da Antonello Tudisco. Un anno speciale\, di transizione e insieme di rilancio. Infatti\, è previsto a breve l’inizio dei lavori di ristrutturazione della struttura che porteranno alla realizzazione di una seconda sala/auditorium da 350 posti. Ma Il Teatro Area Nord non si ferma e abita temporaneamente un grande tendone da circo nello spazio esterno su Via Nuova dietro la vigna. Uno spazio simbolico e concreto\, nomade e accogliente\, che diventa luogo di attraversamento\, incontro e ricerca. Una scelta poetica e politica: il teatro esce dalle mura per riaffermare la propria funzione di presidio culturale vivo e punto di riferimento per la periferia Nord di Napoli. Confini Aperti – Arena Circus apre\, dunque\, il 14 e 15 febbraio\, ancora nella sala teatrale interna\, con Le Volpi di Lucia Franchi e Luca Ricci della compagnia CapoTrave\, interpretato da Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato finalista Premi Ubu 2024 nella categoria nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica. La pièce è ambientata in una sala da pranzo\, all’ora del caffè\, in un’assolata domenica di agosto\, dove si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze\, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani\, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali\, si stringono e si sciolgono accordi\, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni\, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda\, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere\, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Si prosegue il 14 e 15 marzo con Gretel\, che inaugura il tendone\, scritto e interpretato da Clara Storti per la compagnia Quattrox4 uno spettacolo per spettatori di ogni età. Un quadrato\, tanti piccoli oggetti: un vassoio\, una teiera\, un prato all’inglese\, un comodino. E poi Fritz e Oscar\, silenziosi coinquilini in una minuscola casa. Gretel si muove nel suo microcosmo di piccole cose\, sbadata e rigorosa\, caotica e attentissima a tenere vivo l’ordine bizzarro dei suoi oggetti fuori scala e fuori posto. Poi\, a un tratto\, la catastrofe. Cosa vuol dire casa? Con l’immediatezza di narrazione della fiaba\, Gretel percorre sola i sentieri dell’esistenza\, tra circo contemporaneo\, danza e manipolazione di oggetti. Venerdì 20 marzo va in scena Davide Pascarella con Assetati di Wajdi Mouawad\, spettacolo vincitore Premio Leo de Berardinis per artisti e compagnie under 35 promosso e sostenuto dal Teatro Pubblico Campano e prodotto da Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Assetati è un testo del 2007. Racconta come sia sentirsi dilaniati dal dolore che sentiamo\, della bruttezza che mangia vivi gli esseri umani e della bellezza che li salva. Si smette di credere ai propri sogni finché quei sogni non ti vengono a cercare e ti chiedono il conto di non averli sognati abbastanza forte. Scrive il regista: «È il 1991. C’è un ragazzo che una mattina si sveglia parlando e non smette più. C’è una ragazza che piange di orrore e si è chiusa in camera perché ha un mostro nella pancia. C’è un uomo che si chiama Boon\, è un antropologo forense\, ha appena trovato due cadaveri congelati sul fondo di un fiume e uno di questi non corrisponde ad alcun essere umano mai scomparso. Questi personaggi si alternano senza mai esistere insieme sulla scena. I loro racconti sono in tempi e in spazi diversi. Corrono paralleli scappando l’uno dall’altro. Sono come raggi di luce che si sprigionano nello spazio. Al centro c’è una bomba atomica. È la prima volta che viene messo in scena in Italia. L’ha scritto un autore meraviglioso\, che dal Libano\, passando dal Canada e dalla Francia\, oggi è messo in scena in tutto il mondo e si chiama Wajdi Mouawad». Sabato 28 marzo ore 19.00 Cie les 3 plumes presenta QUINTETTO di e con Marco Augusto Chenevier. Uno spettacolo che festeggerà proprio sotto il tendone i 10 anni dal suo debutto\, uno spettacolo di forte interazione con il pubblico\, performance costruita attorno al numero 5: Il “5”\, nell’esoterismo\, è il numero che simboleggia la vita universale\, l’individualità umana\, la volontà\, l’intelligenza\, l’ispirazione e il genio. Simboleggia anche l’evoluzione verticale\, il movimento progressivo ascendente. Per l’esoterismo il “5” è il numero dell’uomo come punto mediano tra terra e cielo. Il 5 aprile del 2016 Brian Logan del Guardian lo recensiva così: “[…] Quintetto potrebbe essere lo spettacolo più divertente che abbia visto in tutto l’anno. E’ l’esecuzione che fa la differenza\, in Quintetto. […] L’incertezza che queste performance generano rispetto a ciò che stiamo guardando – quello stato dell’arte che è capace di toglierci il tappeto da sotto i piedi\, di cambiare forma – permette di stimolare e intensificare il tipo di risata che nasce quando qualcosa di divertente ti arriva completamente fuori contesto. 11 e 12 aprile IL NEMICO AL MIO FIANCO con la regia Niko Mucci anche interprete con Nello Provenzano “Tutto comincia nella sala d’attesa di una stazione ferroviaria – dichiara Niko Mucci- non poteva essere altri che lui\, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse. Tutto finisce nella sala d’attesa ferroviaria. Va detto comunque che il caso non esiste. Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell’uomo\, la crudeltà\, la bellezza e la bruttezza\, la ferocia. Con questo testo estremamente psicoanalitico e complesso\, scommetto sul mio ritorno in scena non solo come regista ma anche come coprotagonista a fianco di un bravissimo Nello Provenzano\, che condivide l’entusiasmo per una storia molto contemporanea. Lo spettacolo si avvale delle scene di Tonino di Ronza e di scenografi della Accademia di Napoli\, dei costumi di Federica del Pirone e del sostegno organizzativo del Teatro Area Nord nonchè della visuale originale di Mario Autore come aiuto regista” 18 e 19 aprile il Teatro Bottega degli Apocrifi andrà in scena con SOTTOSOPRA la città salvata dalle donne e altri scherzi simili con la drammaturgia di Stefania Marrone e Cosimo Severo che ne cura anche la regia in scena Beatrice Cassandra\, Rosalba Mondelli\, Giovanni Antonio Salvemini\, Bakary Diaby/Mamadou Diakite\, Nunzia Zoccano\, Rosa Merlino e un coro di 40 donne della Città. Una ferita aperta e un conflitto irrisolto: la vicenda Enichem di Manfredonia\, che nel 1988 ha spaccato la città sotto il peso del nodo salute/lavoro. Del racconto di questa storia sono chiamate a essere Coro le donne di ogni età della città\, partecipando al laboratorio inSubbuglio e mettendo voce e corpo in scena accanto agli astisti della compagnia. Sottosopra la terra\, sottosopra le sedie\, sottosopra i giornali\, sottosopra una città\, sottosopra il potere. Un respiro. Succede a Manfredonia nel 1988\, quando un movimento di 3000 donne protesta contro una fabbrica chimica che da 20 anni minaccia la città con ripetuti incidenti. 9 e 10 maggio MARI scritto e diretto da Tino Caspanello\, con Cinzia Muscolino e Tino Caspanello. Un uomo e una donna\, il mare; una lingua\, quella siciliana\, che non permette di esprimere tutte le profondità di un sentire\, una lingua fatta di necessità quotidiane\, che possiede solo il presente\, dilatato nel testo sulla linea che separa mare e terra\, su questo limite mutevole che attrae l’uno e respinge l’altra. “Mari” è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. E’ proprio per scoprire di quale materia siamo fatti che l’uomo invita la compagna a toccare il mare\, quell’acqua scura che fa orrore e affascina allo stesso tempo\, quell’elemento che ha permesso loro di parlarsi. Il 17 maggio doppia performance conNAPOLI. CORPO. LUCE | Per un racconto corsaro. “Capitolo I Chiaroscuro” e a seguire “capitolo II Misericordia” di Antonello Tudisco – produzione Interno 5 che vede In scena i performers Antonio Del Core\, Gerardo Di Pietro\, Linus Jansner\, Maria Rosaria Napolano\, Gerardo Pastore\, Martina Persico\, e i partecipanti al laboratorio Napoli.Corpo.Luce. Il lavoro ha debuttato nel novembre scorso nella sezione Extra Fringe del Napoli Fringe Festival per le celebrazioni di Napoli 2500 con la direzione artistica di Laura Valente. Si tratta di un progetto performativo che interpreta Napoli attraverso tre sguardi rivoluzionari. Un dialogo tra luce e ombra\, tra corpi e città. NAPOLI. CORPO. LUCE | Per un racconto corsaro è un progetto ideato da Antonello Tudisco e prodotto da Interno5. Un incontro tra arti visive e performative\, che intreccia la memoria viva di Napoli con tre visioni — Caravaggio\, Mapplethorpe\, Pasolini — per esplorare i temi della luce\, dell’identità e della disobbedienza. Come spiega Antonello Tudisco: «Nel corpo di Napoli c’è una luce che resiste\, che attraversa secoli e visioni. È la stessa che accende i chiaroscuri di Caravaggio\, lo sguardo radicale di Mapplethorpe\, la poesia corsara e il cinema di Pasolini. In questo lavoro abbiamo cercato quella luce — fragile\, disobbediente\, necessaria». Misericordia è il secondo capitolo del progetto Napoli.Corpo.Luce per extrafringe Napoli 2500 e prende avvio dalla tela di Caravaggio Le Sette Opere di Misericordia con il concept e la drammaturgia di Vincenzo Ambrosino. “Il dipinto è per noi un punto di riferimento centrale\, una sorta di immagine-guida attraverso cui riflettere sul significato della pietà e della solidarietà – dichiarano Ambrosino e Tudisco – Le sette opere di misericordia corporali vengono intese come un valore universale e laico capace di attraversare il tempo. Ci siamo chiesti cosa accade a questi gesti oggi\, in una società in cui la pietà e la cura dell’altro sembrano sempre più fragili. Da qui nasce l’idea di un “dipinto” vivente\, composto dai corpi dei performer\, che nel corso della performance non resta mai immobile ma cambia\, si rompe\, si frantuma. La composizione iniziale\, ispirata all’unità della tela caravaggesca\, si trasforma progressivamente: ciascuna delle sette opere viene evocata ma anche ostacolata\, come un gesto che prova a compiersi senza riuscirci del tutto. Il corpo diventa così il luogo in cui si manifesta questa tensione tra desiderio di aiuto e difficoltà ad agire. Da questo primo spazio il pubblico attraversa un corridoio che conduce alle due stanze successive\, altro spunto per la performance è il cortometraggio di Pier Paolo Pasolini “La ricotta”\, episodio del film Ro.Go.Pa.G. Il film introduce un ulteriore livello di riflessione\, mettendo in luce la distanza tra l’immagine sacra della pietà e la realtà concreta dei corpi e delle relazioni. Nel finale emerge il tentativo di rimettere insieme i frammenti di quel dipinto-corpo ormai spezzato. Un tentativo che non riesce pienamente\, ma che resta necessario: uno sforzo che afferma l’importanza di continuare a cercare quel senso di umanità\, anche quando sembra difficile o impossibile.” Il 24 maggio Balletto Civile presenta ELISABETH I – SORRY FOR WHAT?  ideazione e regia Giulia Spattini danzato e creato da Paolo Rosini e Giulia Spattini. La scena è il campo di battaglia\, un ring contemporaneo dove si svolge uno sferzante allenamento alla vita\, che parla di crescita e di responsabilità. La regina Elisabetta I diviene così emblema di uno scontro interiore: quello fra la propria identità e la responsabilità del governo del paese. La sfida è prendere posizione. Scegliere\, costruire. Senza scuse. senza alibi. Schivando i colpi\, costruendo nuove tattiche e abbandonando tutto il conosciuto. La lotta è del sè contro sè\, il corpo è veicolo di cambiamento\, costruisce continuamente con l’esigenza di trovare un nuovo sè. Il cambiamento è circolare\, non ci sono fini che non contemplino nuovi inizi. Il precipizio\, il rischio\, la meraviglia. Elisabetta I nel corso della sua vita è stata artefice della propria rinascita diventando la vergine Regina\, una contraddizione che segna profondamente la lotta interna che fece con se stessa e il mondo politico costituito da uomini con il quale si è ritrovata a combattere. La stagione è realizzata con il contributo della Regione Campania\, del Ministero della Cultura\, del Comune di Napoli – Città Metropolitana. Previsto come ogni anno il servizio navetta “Polibus” dal centro della città con il sostegno del Comune di Napoli. \n\n\n\n \n\n\n\nInfo utili: \n\n\n\nOrari: sabato ore 19.00 – domenica ore 18.00 feriali ore 20.30 \n\n\n\nBiglietti: intero euro 15 – ridotto (u30 e over 65) euro 12 \n\n\n\nAbbonamenti: da 3 spettacoli euro 30 da 5 spettacoli euro 50 \n\n\n\nInfo biglietteria e prenotazione navetta gratuita: \n\n\n\n0815851096 – teatriassociatinapoli@gmail.com \n\n\n\nwww.teatriassociatinapoli.it
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SUMMARY: Riccardo III al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Maria Paiato è Riccardo III nell’adattamento che Angela Dematté ha realizzato della celebre tragedia storica di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProdotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Nazionale di Genova\, al Teatro Biondo di Palermo e al Teatro di Roma\, lo spettacolo va in scena al Biondo di Palermo dal 14 al 22 febbraio.  \n\n\n\nAl fianco di Maria Paiato recitano Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni. \n\n\n\nTutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice\, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi. Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore\, il genio cattivo\, l’uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – Paiato punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale. \n\n\n\n«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia\, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con Enrico IV. Il Bardo la scrisse intorno al 1592\, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando in Inghilterra\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti fu sostituito dalla dinastia Tudor\, eventi drammatici culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485. \n\n\n\nAl centro dell’opera sta la figura di Riccardo\, il cui fisico deforme racchiude un’indomabile forza negativa\, ma la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile fascino. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – spiega il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa». \n\n\n\nPer Angela Dematté\, che ha tradotto e adattato il testo: «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?» \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nRiccardo III \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\nriduzione e adattamento Angela Dematté \n\n\n\nregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiato \n\n\n\ne con \n\n\n\nRiccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, \n\n\n\nGiovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, \n\n\n\nCristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganza \n\n\n\ncostumi Ilaria Ariemme \n\n\n\nmusiche Daniele D’Angelo \n\n\n\nluci Cesare Agoni \n\n\n\ntrucco e parrucco Bruna Calvaresi \n\n\n\nassistente alla regia Francesco Biagetti \n\n\n\nassistente ai costumi Valentina Volpi \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,  \n\n\n\nTeatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ndurata: 2 ore e 30 minuti più intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: sabato 14 febbraio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17.00\n\n\n\nmartedì 17 febbraio ore 21.00\n\n\n\nmercoledì 18 febbraio ore 17.00\n\n\n\ngiovedì 19 febbraio ore 17.00\n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 21.00\n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 19.00\n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:AHMEN a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026\, alle ore 21.00\, Spazio Rossellini ospita AHMEN\, produzione di Cromo Collettivo Artistico con la regia di Tommaso Burbuglini e in scena Andrea Perotti e Valerio Sprecacè\, uno spettacolo che attraversa con sguardo lucido e visionario le zone meno visibili dell’esperienza migratoria contemporanea\, restituendo alla scena la dimensione intima\, burocratica e psichica dell’attesa. AHMEN rientra in Emergenze Drammaturgiche – I Edizione\, progetto di ATCL dedicato alle nuove scritture del presente\, pensato come spazio di emersione e ascolto per le voci della drammaturgia contemporanea che interrogano\, attraverso forme sperimentali\, le urgenze politiche ed esistenziali del nostro tempo. \n\n\n\nAhmen è un giovane immigrato che tenta di ricongiungersi alla moglie lontana. Il mare che li divide è fatto di carte\, documenti e marche da bollo. Alle prese con una routine sfiancante\, ambientata in un surreale autolavaggio e un ufficio immigrazione dove il tempo sembra essersi fermato\, tra clienti incontentabili\, operatori telefonici e burocrati sfuggenti\, Ahmen si affida alla saggezza di un dio che si fa teschio che lo condurrà nell’antro del suo inconscio. \n\n\n\nIl progetto Ahmen è nato traendo ispirazione dalla storia di Asim Javed. Arrivato in Italia dodici anni fa dal Pakistan\, dal 2021 è ancora oggi alle prese con un intricato ed esasperante iter burocratico indispensabile per ricongiungersi alla moglie lontana. L’immigrazione viene spesso narrata soltanto attraverso numeri e logiche securitarie\, raramente si parla delle battaglie quotidiane di chi è già regolarmente inserito nel nostro sistema. Questo spettacolo vuole spostare lo sguardo proprio su questa dimensione\, provando a raccontare la storia di chi\, seppur in regola\, deve lottare ogni giorno per il proprio diritto ad esistere. \n\n\n\nCromo Collettivo Artistico è una compagnia indipendente under 35 nata in Sabina nel 2020 dall’incontro di sette attrici/attori e un regista\, uniti dalla necessità di dare corpo e voce alle proprie istanze attraverso un’impronta autoriale. Con lo spettacolo Ahmen vince il premio della critica del festival Direction Under 30 ed è finalista a Forever Young 2024 de La Corte Ospitale e Powered by REF 2023. Nel 2024 è finalista del Premio Scenario Adolescenza con lo spettacolo “Maìo”. \n\n\n\nLo spettacolo AHMEN si inscrive all’interno di Emergenze Drammaturgiche\, progetto curatoriale dedicato alla ricognizione\, all’ascolto e alla valorizzazione delle nuove scritture del contemporaneo\, con l’obiettivo di intercettare e sostenere le voci emergenti della drammaturgia di oggi. Il programma di Emergenze Drammaturgiche si articola come un trittico di spettacoli nati dalla scrittura di giovani drammaturghe e drammaturghi\, ciascuno portatore di una traiettoria autonoma e riconoscibile\, ma tutti accomunati da un’interrogazione radicale sui nodi urgenti del nostro tempo: il conflitto\, l’intimità\, la salute mentale\, le fratture del vivere contemporaneo. \n\n\n\nAccanto ad AHMEN (in scena il 14 febbraio 2026)\, il progetto comprende Still Alive — in programma il 6 marzo 2026— e Tre liriche — in scena il 17 aprile 2026 — componendo così un percorso plurale che attraversa linguaggi\, sensibilità e dispositivi scenici differenti. Questa articolazione\, che attraversa il ritmo temporale della stagione\, mette in relazione pratiche drammaturgiche eterogenee nel segno di una sperimentazione consapevole e necessaria\, capace di restituire al teatro la sua funzione di spazio critico\, di ascolto e di visione.  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"Nuove Tribù Zulu" in concerto al Boogie Club
DESCRIPTION:Dopo l’uscita del videoclip di “C’è solo amore” delle Nuove Tribù Zulu\, girato da Artigiani Digitali sui tetti del centro storico di Roma e pubblicato in occasione della celebrazione dei 25 anni di “Sulla Strada”\, la band pioniera dell’etno-rock italiano arriva sul palco del Boogie Club\, locale che da dieci anni porta in scena il meglio della musica dal vivo\, per un San Valentino decisamente fuori dal comune\, all’insegna di un sound multietnico e super energico. \n\n\n\nData perfetta\, quella del 14 febbraio\, per presentare al pubblico il brano “C’è solo amore”\, una dedica alla bellezza e unicità di “AmoR”\, ovvero Roma e il suo misterioso nome segreto: una canzone gioiosa\, solare e ritmata\, con influenze rock-ska. Un invito al viaggio\, al cammino verso il cambiamento\, un buon auspicio verso l’orizzonte di una rinascita dell’umanità presente e futura. Dalla deriva attuale dei nuovi fronti di guerra che stanno mettendo a rischio la stabilità e la pace\, “C’è solo amore” desidera essere un inno di speranza e unione per un altro mondo possibile. \n\n\n\nNegli ultimi concerti in Italia e all’estero le Nuove Tribù Zulu hanno festeggiato i 25 anni di “Sulla Strada”\, il loro primo fortunato album uscito con Manifesto Dischi nel 2000: il repertorio ripercorrerà le tappe più importanti della storia della band\, dall’iconico brano “Zingara” al travolgente “Mi sto librando nell’aria”. \n\n\n\nSul palco del Boogie Club accanto ad Andrea Camerini alla voce e al flauto traverso\, Paolo Camerini al contrabbasso e Ludovica Valori al pianoforte\, fisarmonica e trombone\, ci saranno Marco Massino alle chitarre e il batterista storico delle Tribù\, Roberto Berini. 
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SUMMARY:"ANNA – RACCONTO DI UNA STORIA VERA" al Teatro IF
DESCRIPTION:La vita di una donna giunta al termine; arrivata a destinazione quando quel traguardo\, quella striscia bianca da tagliare\, risultava ancora lontana. Ancora quasi non visibile. \n\n\n\nIl tempo che le rimane è scandito da un lento progredirsi di un male che combatte\, come un avversario potente\, con una partita a scacchi che scandisce i momenti della sua vita personale e della sua carriera.  \n\n\n\nI ricordi ancora vivi e tangibili si intersecano con il presente\, fino all’ultima decisiva mossa. \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/anna–racconto-di-una-storia-vera.aspx
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SUMMARY:"La Favola nera del boia in tutù" a Teatrocittà
DESCRIPTION:In scena il Boia e l’Attore. Due universi lontani con uno stesso marchio sociale. A manovrare i fili di queste marionette c’è il Demiurgo\, un Dio/Mefisto ambiguo\, un regista lunatico\, che crea i primi attori sulla terra. Tre guitti che parlano in rima e agiscono in coro. \n\n\n\nBoia è una ragazza che lavora come carnefice ma sogna il palco! Un giorno sotto la sua lama capita Natalia Topova\, un’artista di strada che la convince a scappare: ne farà una diva! Finiranno a fare giocoleria vegana. Ma Boia sogna ancora di uccidere. Una favola nera che unisce il pianto e il riso\, la morte e la vita. \n\n\n\nNote di Regia \n\n\n\nIl nostro desiderio è quello di raccontare una storia universale\, con tante complessità\, in maniera semplice. Una storia che è magica\, surreale\, ironica\, persino divertente e tragica. Boia è la regina del patibolo\, Natalia Topova la regina del teatro di strada\, entrambe hanno una storia disperata alle spalle. E su queste anime che si arrabattano tra il sogno dell’arte (Boia) e la concretezza dell’arte (Topova) Dio in persona\, coadiuvato da Mefisto\, tesse una trama di inevitabili fallimenti\, cadute e morte. Questi elementi sono affrontati col sorriso sulle labbra facendo uso della rima. La tragedia dei reietti in un continuo scambio tra favola e morte\, tra arte e impossibilità della stessa\, fino a quando la favola combacia con il suo finale ineluttabile. Sopra Boia e Topova agiscono le forze del destino. I loro sogni di cartapesta non possono avere la meglio sui burattinai dietro la cartapesta. Figurine agitate dal soffio di vita e morte che spira dalla commedia dell’arte. Figurine che vorrebbero salvarsi dal loro ruolo. Ma non ne sono capaci.
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SUMMARY:"La cantautrice fantasma" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Il Teatro Villa Pamphilj\, domenica 15 febbraio alle ore 11.30\, ospita Ivan Talarico\, autore e interprete de La cantautrice fantasma. \n\n\n\nIn un momento storico in cui l’uso dell’intelligenza artificiale ha aperto un’ampia discussione sul ruolo dell’autore e della creatività\, questo spettacolo è un’indagine patafisica (“scienza” creata dallo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry) sull’autorialità. \n\n\n\nChi è veramente l’autore di un’opera? La risposta\, che forse non c’è\, viene cercata attraverso la biografia di una misteriosa cantautrice\, A. F.\, veneta\, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969. \n\n\n\nLa storia parte dal ritrovamento casuale di un libro raro: una lunga intervista ad A. F.\, indicata come la vera autrice di canzoni di grandissimo successo. Attraverso quell’intervista\, Talarico ne ripercorre la vicenda\, gli spostamenti tra Roma\, Genova e Milano\, il rapporto con molti cantautori famosi (Modugno\, Paoli\, De André\, Conte…) che avrebbero plagiato le sue canzoni\, fino al ritiro dalle scene e alla sparizione di questa figura gigantesca ma dimenticata. \n\n\n\nCome è stata possibile la sua sparizione? E ancora: come funzionano i meccanismi creativi\, cos’è un’idea\, chi può dirsi veramente autore di qualcosa? \n\n\n\nTra coincidenze sospette e grandi nomi della cultura e della musica – dai Beatles a Borges\, da Shakespeare ai cantautori italiani – La cantautrice fantasma diventa una storia possibile\, sorprendente e inafferrabile. \n\n\n\nIvan Talarico da anni scrive e interpreta spettacoli teatrali\, reading e concerti. È stato ospite al Premio Tenco 2016 e ha vinto il premio come miglior testo a Musicultura 2015. Ha pubblicato due libri di poesie\, uno di racconti e un disco di canzoni. Conduce laboratori di scrittura creativa in diverse città italiane\, collaborando con associazioni culturali\, scuole\, accademie\, istituti carcerari. È tra i fondatori del format teatrale “Sgombro” e co-autore e co-conduttore del programma di Radio Rai3 “Le ripetizioni”. In televisione è stato più volte ospite di Fiorello a “Viva Rai2” e di Valentina Cenni e Stefano Bollani a “Via dei matti n.0” \n\n\n\nIngresso 10 euro. Prenotazioni allo 06 5814176 o scrivendo una mail a scuderieteatrali@gmail.com
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SUMMARY:Belle Toaste al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma) va in scena la nuova produzione di Ruotalibera Teatro: Belle Toaste a cura di Valentina Greco e Ygramul Teatro. L’appuntamento è domenica 15 febbraio alle 16.30\, sul palco ci sono Cinzia Antifona e Valentina Greco con la regia di Vania Castelfranchi.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato al racconto “La battaglia del burro” di Dr. Seuss\, uno tra i più geniali scrittori per l’infanzia del Novecento. In Belle Toaste il pane imburrato diventa metafora giocosa e pretesto per raccontare ai bambini\, e non solo a loro\, la spaventosa realtà della guerra fra popoli. Le due protagoniste sono Ziga e Zaga che abitano in due paesi confinanti divisi da un grosso muro costruito tanto tempo fa. I due popoli\, infatti\, si detestano da quando hanno scoperto che gli uni sono soliti imburrare le fette di pane sopra\, gli altri invece le imburrano sotto. Da allora si sono dichiarati guerra per incompatibilità di merende\, a colpi di marmellate e panini conditi di diffidenza\, paura e disgusto reciproco. Ziga e Zaga si ritrovano un giorno presso il muro\, curiose e spaventate\, e lì scopriranno quanto strampalata e illogica può essere la battaglia in nome del burro.  \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nBelle Toaste \n\n\n\nIdeato e scritto da Valentina Greco / Ygramul Teatro \n\n\n\nRegia Vania Castelfranchi  \n\n\n\nCon Cinzia Antifona e Valentina Greco \n\n\n\nVoce fuori campo Gabriele Tacchi  \n\n\n\nScene Francesco Persico \n\n\n\nCostumi Valentina Conti \n\n\n\nDisegno luci David Barittoni  \n\n\n\nTecnica di sala Chiara Saiella \n\n\n\nFoto Eugenio Persico \n\n\n\nUna produzione Ruotalibera Teatro \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY:"Il conte che non conta" al Teatro dei 3 Mestieri di Messina
DESCRIPTION:Domenica 15 febbraio il Teatro dei 3 Mestieri di Messina ospita il secondo appuntamento della rassegna dedicata alle famiglie con lo spettacolo “Il conte che non conta”\, di Davide Lo Coco.  \n\n\n\nIn scena Davide Lo Coco\, Francesco Gulizzi\, Enrica Volponi Spena\, per la regia di Santi Cicardo (OTqA/Casa Teatro). \n\n\n\nLa storia prende il via con la morte del vecchio Conte di Albafiorita: il figlio Ferdinando eredita ricchezze e titolo nobiliare\, ma porta con sé un grande limite\, non sa contare. Presuntuoso e convinto che la matematica sia inutile\, conosce solo i primi tre numeri e finisce continuamente raggirato dai commercianti\, perdendo denaro senza rendersene conto.Deriso dagli abitanti della Contea e ostacolato da chi mira a impossessarsi del suo castello\, Ferdinando non coglie mai l’occasione per imparare e salvare così il proprio futuro. Rimasto con soli tre ducati in mano\, non gli resterà che chiedere aiuto alla famigerata Gremilde\, la strega del villaggio capace di esaudire i desideri altrui. Ma nulla andrà come previsto e al povero Ferdinando ne capiteranno di tutti i colori. \n\n\n\nUno spettacolo originale che\, attraverso i meccanismi della fiaba classica\, racconta il valore dei numeri e di come la matematica\, anche quando non ce ne accorgiamo\, sia sempre intorno a noi. \n\n\n\nOrari: Domenica 15 febbraio – ore 16.30Replica – ore 18.30Prezzo: 8 euroIngresso accanto al distributore Esso Info e prenotazioni: 090 622505 – 349 8947473 (anche WhatsApp)
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LOCATION:Teatro dei 3 Mestieri\, Esso\, s.s 114 km 5\,600\, Messina\, ITA\, 98128\, Italia
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SUMMARY:"Il Filo Rosso" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:È ormai giunta a metà la stagione teatrale del Teatro Comunale Veroli che procede senza sosta grazie ad un pubblico affezionato e partecipe per il quale il teatro è un appuntamento fisso irrinunciabile. Una nuova storia andrà in scena domenica 15 febbraio\, con la compagnia INstabile\, che porterà a riflettere su un’antica tradizione diventata modo di dire. \n\n\n\nSiamo all’interno di una sala d’aspetto. Un uomo e una donna\, in attesa d’essere chiamati dall’avvocato\, iniziano lentamente a conoscersi. Il dialogo tra i due\, a tratti surreale\, diventa il pretesto per scoprire altre storie\, apparentemente distanti l’una dall’altra ma unite da un filo\, il filo rosso del destino. Questa è una leggenda popolare di origine cinese\, diffusasi poi in Giappone\, secondo la quale ogni persona porta\, fin dalla nascita\, un invisibile filo rosso annodato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. È proprio questo ciò che accade alle storie che i due personaggi raccontano sulla scena sotto la sapiente regia di Alessandro Calamunci Manitta. \n\n\n\nNon perdete questo appuntamento col destino domenica 15 febbraio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle ore 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY: “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri….spostati!” al Teatro Comunale Fulvio
DESCRIPTION: “Mamma\, sei sempre nei miei pensieri….spostati!”\, l’esilarante spettacolo che unisce comicità\, riflessione e un’analisi ironica del legame madre-figlia\, scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu e interpretato dalla stessa Cinzia Leone\, sarà in scena a grande richiesta a Guglionesi (Campobasso)\,  domenica 15 febbraio 2026 ore 18.00\, al Teatro Comunale Fulvio Via Usconio\, Guglionesi (CB) \n\n\n\nCon la sua inconfondibile ironia\, Cinzia Leone accompagnerà il pubblico in un viaggio divertente e al tempo stesso toccante alla scoperta della “mammità”: un percorso che affronta con leggerezza e profondità il distacco dal cordone ombelicale\, l’influenza delle madri sulle figlie e quel circolo affettivo e comportamentale che si rinnova di generazione in generazione.  \n\n\n\nLo spettacolo offre una prospettiva comica e acuta su come la figura materna\, nel bene e nel male\, condizioni pensieri e azioni della figlia\, lasciando un’impronta che si proietta nel futuro delle famiglie. Durante il monologo\, Cinzia sarà continuamente interrotta dalle telefonate della madre\, spunto narrativo che la porterà a interrogarsi sulle origini della vita\, dal protozoico fino ai giorni nostri. L’ironia pungente si intreccia così a momenti di autentico coinvolgimento\, in un racconto che parte dai primi passi dell’umanità per arrivare alle piccole grandi nevrosi quotidiane\, come gastrite e colite. Il pubblico sarà trascinato in un’esperienza unica\, dove la Leone\, con il suo linguaggio diretto e la sua energia travolgente\, esplorerà temi universali e a volte imbarazzanti: il rapporto tra madre e figlia\, la complicità e le tensioni\, l’amore e i conflitti di un legame profondo e indissolubile.
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LOCATION:Teatro Comunale Fulvio\, Via Usconio\, Guglionesi\, Campobasso\, ITA\, 86100\, Italy
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SUMMARY:Le interviste impossibili al Teatro di Tordinona
DESCRIPTION:Olivia si presenta in una veste nuova\, non più la fragile\, urlante donzella sempre in cerca della protezione del rozzo marinaio Braccio di Ferro avido di spinaci\, ma pronta a offrire una lettura totalmente alternativa della sua femminilità\, nonché consapevole del ruolo storico che le spericolate avventure di tutta la sua banda svolsero in anni difficili per l’America e per il mondo intero.  \n\n\n\nIl “divo” Mandrake è pronto a svelare aneddoti poco noti della sua storia di mago\, come ad esempio la vicenda dei suoi due padri\, o particolari che coinvolgono nomi importanti del cinema italiano e non solo. Oltre a mostrarsi particolarmente critico nei confronti di certi ambigui “superpoteri” contemporanei… \n\n\n\nGLI INTERPRETI \n\n\n\nARIANNA NINCHI  (Roma\, 1978) Figlia e nipote d’arte\, segue presto le orme di famiglia. Studia recitazione presso il DAMS di Bologna e nel 2000 debutta al Teatro di Leo con lo spettacolo di teatro-danza Le stanze di Penelope di Anna Redi\, con cui negli anni continua a collaborare. A teatro è diretta\, tra gli altri\, dal padre Arnaldo Ninchi\, da Piero Maccarinelli\, Antonio Calenda\, Ennio Coltorti\, Luca Archibugi\, Gianfranco Calligarich\, Monica Nappo. Al cinema ha lavorato per Francesco Falaschi\, Gianfranco Pannone\, Daniele Misischia\, Filippo Bologna\, Leonardo Pieraccioni\, Stefano Mordini. In collaborazione con la Cineteca Nazionale ha curato le rassegne “Un vizio di famiglia: i Ninchi e il cinema” e “Ave Ninchi\, la più amata dagli italiani”. Ha adattato e tradotto per il teatro\, e pubblicato testi sulla tradizione attoriale della sua famiglia. Nel 2021 per la casa editrice  Ponte alle Grazie ha curato l’antologia al femminile Musa e getta – Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate). \n\n\n\nGAETANO LIZZIO  (Catania\, 1966) Formatosi presso la scuola dello Stabile di Catania\, debutta nel 1989 al Teatro Musco in Il cappello di paglia di Firenze di Labiche; ha lavorato presso vari gruppi teatrali\, è poi passato attraverso l’esperienza della fondazione di una propria compagnia\, con cui ha messo in scena una rivisitazione del Macbeth\, con le musiche di Paolo Buonvino\, e Interrogatorio a Maria di Giovanni Testori. Ha lavorato con Turi Ferro\, Giulio Brogi\, Valeria Moriconi\, Giorgio Albertazzi\, Remo Girone\, Massimo Popolizio\, Anna Bonaiuto. E’ stato diretto da Dario Fo\, Krystoff Zanussi\, Giancarlo Cobelli\, Lorenzo Salveti. \n\n\n\nGLI AUTORI \n\n\n\nGIOVANNI FEDERICO (Napoli\, 1957). Narratore\, ha firmato diverse raccolte di racconti\, l’ultima per Edizioni Armando (De)Relitti\, dedicata agli ultimi della nostra società. Per il teatro ha scritto L’abbraccio di Giuseppe (Roma – Teatro Ennio Flaiano 2015)\, Matilde\, la donna che non vorrei essere\, (Sovana in Arte 2015)\, Belle di carta (Festival della Piana del Cavaliere 2018)\, Poetando tango (Sovana in Arte 2021). Collabora con il blog di attualità e politica ”Il Domani d’Italia”.  \n\n\n\nLUCA RAFFAELLI (Roma\, 1959). Giornalista\, saggista e scrittore\, ha iniziato come critico di fumetto a meno di vent’anni\, curando poi serie di interviste televisive con vari autori e scrivendo a tuttoggi di animazione e fumetti su La Repubblica. Vicedirettore del Salone di Lucca nel 1986\, è stato anche direttore artistico di Castelli Animati\, il festival internazionale del cinema d’animazione di Genzano\, e\, dal 2001 al 2011 di Romics\, il festival romano da lui fondato. Curatore di varie mostre\, ha firmato numerosi saggi e romanzi\, per ragazzi e adulti. Dal 2024 è Direttore Artistico del Palazzo del Fumetto di Pordenone. \n\n\n\nPer prenotazioni : tordinonateatro1@gmail.com – tel. 06 7004932
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LOCATION:Teatro Tordinona\, Via degli Acquasparta 16\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Azzurro" al Teatro Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:ANTONIO CATANIA / AZZURRO\n\n\n\nUna cavalcata densa di immagini\, musica\, gesti e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni\, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano\, 30 marzo 1959 – Roma\, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro”\, uno spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina\, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio. \n\n\n\nLa storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom\, un Paese ancora ingenuo\, rivolto al futuro\, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa\, il profumo di Mariangela Melato\, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza\, il 12 dicembre 1969\, con la bomba che scoppia a piazza Fontana\, la lotta di classe al parco Lambro\, il liceo negli anni di piombo\, e le risate degli anni ’70\, con Beppe Viola\, Dario Fo\, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie\, la politica\, il giornalismo\, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.” \n\n\n\nDopo gli esordi nel giornalismo sportivo\, Curzio Maltese arriva a Repubblica\, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite\, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare\, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre\, della scomparsa della sorella Cinzia\, del grande amore per la moglie e il figlio\, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski\, Renzo Piano\, Paolo Conte\, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria\, e diventa salvifica nei momenti più difficili. \n\n\n\n«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista\, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti possiamo ritrovarci.» \n\n\n\nwww.elfo.org \n\n\n\nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:I love Brahms e Tchaikovsky al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con Roma Sinfonietta martedì 17 febbraio con il concerto I love Brahms e Tchaikovsky a cura del Sestetto di Roma formato da tre docenti e da tre talentuosi allievi del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Marco Fiorini e Marco Morbidelli ai violini\, Luca Sanzò e Marta Mastrullo alle viole\, Michele Chiapperino e Marco Osbat ai violoncelli. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:“Stanno arrivando” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio in via Giulia sbarca Guglielmo Poggi\, un gradito ritorno per un giovane di talento\, che l’OFF/OFF Theatre e Silvano Spada hanno accolto sempre con gioia. Questa volta\, Poggi è al centro di uno spettacolo singolare\, nato dall’idea di Umberto Marino che lo dirige in “Stanno arrivando”\, per una produzione a cura di LVF – Teatro Manini di Narni. Ma cosa succede quando la paura diventa un linguaggio quotidiano\, quando l’allarme è costante e l’attesa si trasforma in una forma di controllo? Da queste domande nasce il testo a firma di Marino\, in cui Guglielmo dà corpo e voce a un racconto fatto a più registri\, dall’ironia alla tensione e alla riflessione\, muovendosi tra comandi perentori\, colpi improvvisi\, teorie del complotto e la comparsa inattesa di un eroe da videogame. Un flusso narrativo che coinvolge lo spettatore e lo costringe a interrogarsi sulle scelte\, sulle responsabilità individuali e sulla capacità – o incapacità – di affrontare davvero la realtà che ci circonda. \n\n\n\n“Stanno arrivando” è uno spettacolo che gioca con i meccanismi della comunicazione contemporanea e con il modo in cui il linguaggio del pericolo e dell’emergenza condiziona il nostro immaginario. Senza mai rinunciare a leggerezza e ritmo\, la scena diventa uno spazio di osservazione critica\, in cui il pubblico è chiamato a riconoscersi e a mettersi in discussione.
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LOCATION:OFF/OFF Theatre\, Via Giulia\, 20\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Il piacere dell'onestà" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:Un monumento del teatro siciliano per un capolavoro di Pirandello. PIPPO PATTAVINA interpreta IL PIACERE DELL’ONESTÀ per la regia di Guglielmo Ferro. Prodotto dall’Associazione culturale Abc\, nell’ambito della nuova stagione Turi Ferro\, lo spettacolo andrà in scena al Golden di Palermo dal 17 al 19 febbraio 2026.  \n\n\n\nAperto il sipario\, la rappresentazione di una delle opere più emblematiche del geniale drammaturgo agrigentino. Un cast eccellente capitanato dal Maestro PIPPO PATTAVINA\, interprete poliedrico e di grande levatura artistica\, supportato da una superba Francesca Ferro con Debora Bernardi\, Riccardo Maria Tarci\, Aldo Toscano\, Giuseppe Parisi\, Anastasia Caputo e Giampaolo Romania che collabora anche alla regia. \n\n\n\nLa visione di Guglielmo Ferro spoglia il testo di ogni elemento datato per calarlo in uno spazio scenico essenziale\, dove alti monoliti si ergono sui personaggi a materializzare la rigidità delle convenzioni che li imprigionano. È in questa gabbia visiva e morale che si accende la vicenda. \n\n\n\nLa storia ruota intorno ad Angelo Baldovino (Pippo Pattavina)\, uomo marginale che accetta di sposare per denaro Agata (Francesca Ferro)\, una donna incinta di un marchese già sposato\, in un matrimonio formalmente onesto ma privo di sostanza. Tuttavia Baldovino prende l’impegno con serietà e le sue azioni\, mosse da un ideale di rettitudine\, portano alla luce le contraddizioni e l’ipocrisia dell’alta borghesia. Il contrasto tra l’essere e l’apparire\, tratto distintivo della riflessione pirandelliana\, emerge potentemente nell’esito del dramma: Baldovino\, invece di farsi corrompere\, difende con fermezza la sua integrità\, fino a offrire sé stesso al sacrificio pur di proteggere l’onore della famiglia e il benessere del bambino. \n\n\n\nIn un mondo ossessionato dall’immagine\, IL PIACERE DELL’ONESTÀ si rivela così uno specchio spietato. Non un classico da rispolverare\, ma un’indagine affilata sull’ipocrisia. Un gioco delle parti che scardina ogni certezza. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella stagione Turi Ferro\, verrà rappresentato dal 17 al 19 febbraio 2026 al Golden di Palermo. \n\n\n\nInfo: 091 6264702 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 19 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.vivaticket.com/it/ticket/il-piacere-dell-onesta/293772
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LOCATION:Teatro Golden di Palermo\, Via Terrasanta\, 60\, Palermo\, ITA\, 90141\, Italy
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SUMMARY:“Titoli di testa” con Francesca Reggiani al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani “Titoli di testa” declina le sue riflessioni sull’universo di oggi con un punto di vista ironico\, uno sguardo lucido e spietato che osserva la realtà che ci circonda. \n\n\n\nUno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private\, tra crisi di coppia e crisi istituzionali. E infine la confusione universale tra amore e sesso\, tra mariti e amanti\, tra single e “bingle”; e poi ancora politici\, imprenditori\, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite. \n\n\n\nSatira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale\, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione. \n\n\n\nLo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati\, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:IL CAOS. ANTICHI VIP ALLO SBARAGLIO al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Ironico e pungente\, nella parola. Astratto ma radicato\, nel corpo. Parola e corpo che vivono delle figure dei Poemi epici di Omero e Virgilio. Passioni e ambizioni di personaggi che\, spogliati del loro più aulico canto ed immersi nella nostra chiave contemporanea\, sussurrano la loro vicinanza ai colpi di scena della vita umana odierna. \n\n\n\nDagli scritti di Mariangela Galatea Vaglio\, ho raccolto\, per le loro particolari sfumature\, alcune di queste figure portandole in scena con l’utilizzo di un duplice linguaggio: il linguaggio corporeo e il linguaggio verbale inteso come vortice riparatore. Il primo apre lo spettacolo\, sintetizza\, attraverso una partitura astratta di mimodramma\, il nucleo del lavoro: ovvero l’avanzare di ere\, pensieri\, accadimenti che non possono fare a meno di nascere in una continua oscillazione tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nAstrazione corporea e suo\, però\, radicamento\, che trasla all’interno del secondo linguaggio\, quello verbale\, vorticoso e terreno a delineare il caos. Questo\, in cui si snoda lo spettacolo\, prende vita da pagine come strumento di interpretazione più viva che guarda oltre. Per questo la regia spoglia il palco e lo riempie di corpo\, parola ed immaginazione. \n\n\n\nScritto\, diretto e interpretato da Susanna Lauletta \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Gli Avion Travel al Teatro Agricantus di Palermo
DESCRIPTION:Mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio il teatro palermitano ospita\, in esclusiva\, due concerti dell’Opplà Tour degli Avion Travel\, la formazione casertana che dal “lontano” 1980 si è ritagliata uno spazio importante sulla scena della canzone d’autore italiana. Una festa dal vivo\, sempre coniugata nell’incontro “vivo” con il pubblico. Due concerti nati dal forte sodalizio del cantante Peppe Servillo con il direttore del teatro Vito Meccio. Servillo: «Un rapporto privilegiato con un luogo storico della musica a Palermo\, che ripropone un’atmosfera così intima\, dove l’artista che si esibisce è quasi sotto una lente di ingrandimento»
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LOCATION:Teatro Agricantus\, Via XX Settembre\, 82\, Via Nicolò Garzilli\, 89\,\, Palermo\, ITA\, 90141\, Italy
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SUMMARY:"RAGAZZI IRRESISTIBILI" al Teatro Pirandello
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Pirandello di Agrigento con grandi Maestri del Teatro italiano. Mercoledì 18 Febbraio alle ore 21.00 e giovedì 19 febbraio alle ore 17.30 andrà in scena I RAGAZZI IRRESISTIBILI di Neil Simon\, con la traduzione di Masolino D’Amico e la regia Massimo Popolizio. Sul palco i grandissimi Umberto Orsini e Franco Branciaroli con Flavio Francucci\, Sara Zoia\, Giorgio Sales\, Emanuela Saccardi.  \n\n\n\nE al termine della replica pomeridiana\, si riaprirà il sipario per l’ormai consueto faccia a faccia tra gli artisti e il pubblico condotto da Domenico Vecchio. Un momento speciale\, fortemente voluto dal Direttore Artistico del Teatro Pirandello\, Roberta Torre per scoprire retroscena\, aneddoti ed emozioni che si celano dietro ogni spettacolo\, raccontati dalla viva voce dei protagonisti. \n\n\n\nI due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano.  \n\n\n\nIn scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni.  \n\n\n\nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk.       \n\n\n\nuna produzione \n\n\n\nTeatro de Gli Incamminati    Compagnia Orsini    Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nIn collaborazione con  CTB Centro Teatrale Bresciano \n\n\n\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \n\n\n\nDURATA DELLO SPETTACOLO: 2 ORE COMPRESO INTERVALLO \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nMercoledì 18 febbraio Ore 21.00 \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio Ore 17.30
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SUMMARY:"Torna fra nove mesi" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Due donne si muovono su una scena interamente coperta di fogli stracciati\, stropicciati come le loro esistenze di madri in perdita. È uno spazio fragile\, instabile\, che diventa immediatamente riflesso di una vita spezzata\, di un senso che non c’è più. In questo paesaggio di carta\, le due protagoniste si affaccendano in una ricerca ostinata e dolorosa: rovistano nel passato\, ne riaprono le ferite\, raccontano i moti del loro dolore mentre tentano\, con fatica\, di immaginare un futuro possibile. \n\n\n\nTra le carte bianche emergono ricordi\, frammenti di vita\, oggetti che sembrano formarsi dal nulla\, come se la memoria stessa prendesse corpo davanti agli occhi dello spettatore. Tutto è carta: sottile\, vulnerabile\, corruttibile. Un materiale che diventa metafora evidente della precarietà dell’esistenza e della fragilità di ogni equilibrio umano. \n\n\n\nNella messa in scena di Angelo Libri non c’è spazio per il compiacimento emotivo o per il sentimentalismo. Il dolore arriva netto\, graffiante\, sostenuto da un fondo di rabbia e sarcasmo che ne amplifica la forza. Evelina Nazzari e Maddalena Recino attraversano lo spazio scenico con una fisicità tesa e mobile\, seguendo una dinamica che richiama i passaggi mentali del pensiero e della memoria. Entrano ed escono da una grande cassa di legno e corde\, struttura simbolica che si trasforma di volta in volta in grembo\, rifugio\, prigione\, luogo di nascita e di morte\, generando immagini sempre nuove e cariche di significato. \n\n\n\nA più riprese\, durante lo spettacolo\, lo sguardo diretto e privo di mediazioni delle attrici si posa sul pubblico. Non c’è distanza\, né protezione: lo spettatore è chiamato a essere “soggetto guardante”\, parte attiva dell’esperienza\, al di fuori di qualsiasi voyeurismo. Perché il dolore della perdita di un figlio un dolore che porta con sé quello di tutto il mondo non può essere spiegato o raccontato\, ma soltanto condiviso. \n\n\n\nEd è in un lungo momento di silenzio\, spoglio da ogni residuo di rabbia\, che le due donne restituiscono a chi è disposto ad ascoltare la verità più profonda della loro condizione: una verità fragile\, essenziale\, che non cerca consolazione ma presenza\, e che chiede allo spettatore di restare\, semplicemente\, dentro il dolore. \n\n\n\nTrailer: https://youtu.be/EOS2cL5jcIk \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: mercoledì\, giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.aspInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682ì
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SUMMARY:Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Al Teatro V. Colonna il 22 febbraio 2026 alle ore 18\,00 andrà in scena “Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” commedia di e con Daniela Mei e Daniela Sistopaolo\, ovvero “Mejo sole che co du sòle”. \n\n\n\nDue donne\, due pianeti lontanissimi che orbitano attorno allo stesso tema: il mondo maschile. \n\n\n\nUna è meditativa\, calma\, quasi zen: analizza\, respira\, riflette. \n\n\n\nL’altra è modaiola\, impulsiva\, brillante e un po’ superficiale: vive di istinto\, di glitter e di colpi di scena. \n\n\n\nInsieme formano una coppia esplosiva\, pronta a raccontare – tra confessioni\, risate e inevitabili battibecchi – le loro tragicomiche avventure con l’universo degli uomini. \n\n\n\nLe differenze tra loro diventano il motore dello spettacolo: mentre una cerca il senso profondo dei comportamenti maschili\, l’altra si perde nei dettagli più frivoli; mentre una cerca armonia\, l’altra cerca l’outfit giusto. \n\n\n\nEppure\, proprio da questo contrasto nasce un dialogo irresistibile\, un ping-pong di punti di vista che mette in scena l’eterna distanza tra maschile e femminile. \n\n\n\nTra ironia\, autoironia e momenti di sorprendente verità\, le due protagoniste mostrano come uomini e donne sembrino davvero provenire da pianeti diversi… e come\, nonostante tutto\, continuino a cercarsi. \n\n\n\nPerché l’Amore – quello che fa ridere\, sospirare e litigare – vuole così da sempre. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria Colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00 \n\n\n\nMarino\,19 febbraio 2026           
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LOCATION:Teatro Vittorio Colonna\, Corso Vittorio Colonna\, 59\, Marino (RM)\, 00047\, Italy
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SUMMARY:"L'incidente Perfetto" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Paola vive in una bella casa di periferia con il marito Giacomo. Quando una sera riceve la visita inattesa di Franco\, vecchio socio d’affari del marito\, la situazione che sembrava normale si trasforma rapidamente in un gioco psicologico pericoloso.Franco\, affascinante e inquietante allo stesso tempo\, le rivela di conoscere la sua relazione con Marco\, un giovane amico di famiglia\, e insinua che Giacomo potrebbe scoprirlo da un momento all’altro. Con un tono ambiguo\, le suggerisce che esiste un modo per evitare che il marito soffra: “un incidente perfetto” che risolverebbe tutto. L’arrivo di Marco e poi di Giacomo aumenta la tensione: i segreti diventano più difficili da nascondere\, le menzogne più complicate da sostenere. Nel crescendo di paura\, desiderio e sospetto\, Paola è costretta a interrogarsi su quanto sia disposta a spingersi per proteggere la sua vita\, la sua reputazione e il lusso che ama.Una commedia-thriller raffinata\, ambientata in un unico salotto\, dove l’ironia di Tremblay si mescola a un’atmosfera di suspense crescente\, tenendo il pubblico col fiato sospeso fino all’ultima battuta. Ma per non dare ulteriori anticipazioni la Compagnia degli Audaci invita il suo calorosissimo pubblico a chiamare il numero 06 94376057 e prenotare il e prenotare il posto in prima fila per lo spettacolo “L’incidente prefetto” che sarà in scena al Teatro degli Audaci dal 5 fino al 22 marzo 2026! \n\n\n\n Dal lunedì al venerdì e la domenica 16:00 – 20:00 – Il  sabato 10:00 – 13:30 e 16:00 – 20:00 \n\n\n\nPER PRENOTAZIONI E INFO \n\n\n\nDal lunedì al sabato 10:00 – 13:30 – Domenica 16:00 – 20:00 \n\n\n\n                                            Telefono 06 94376057                                       
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:Luca Trapanese\,  Antimo Casertano e Daniela Ioia al Teatro Karol
DESCRIPTION:Due giornate all’insegna della cultura\, della memoria e dell’impegno civile al Teatro Karol di Castellammare di Stabia\, che il 19 e 20 febbraio ospita un doppio appuntamento tra letteratura e teatro. \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio (ore 18:30)\, nella sala teatrale di via Allende\, la rassegna PLATEALMENTE – dal libro alla scena\, promossa da Casa del Contemporaneo\, accoglie Luca Trapanese\, autore di Storia di una famiglia imperfetta (Salani Le Stanze). A dialogare con lui saranno il giornalista Pierluigi Fiorenza e la professoressa Eliana Bianco. Sul palco anche l’attore Luigi D’Oriano\, che interpreterà alcuni brani del libro. \n\n\n\nCon una scrittura limpida e profonda\, Trapanese racconta la propria esperienza di padre e di figlio\, riaffermando che l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico e che i legami veri sopravvivono anche all’assenza. Il racconto prende avvio dalla morte della nonna Florinda\, quando Luca e sua figlia Alba si ritrovano nella casa di famiglia per riordinarla. Tra oggetti e ricordi emerge la figura di una donna che ha fatto dell’amore una scelta consapevole: Florinda ha adottato Luca quando era già adulto\, proprio negli stessi anni in cui lui adottava Alba. E prima ancora\, negli anni Ottanta\, dopo il terremoto dell’Irpinia\, aveva accolto Francesco\, un bambino con lieve ritardo cognitivo\, dedicandogli la vita. Una storia di legami scelti e costruiti\, nella convinzione che “tutte le famiglie sono imperfette e ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. Trapanese continua così a condividere la sua esperienza di padre single e queer\, evidenziando le difficoltà legate al mancato riconoscimento giuridico e la necessità di ridefinire il concetto di genitorialità. L’“imperfezione” diventa unicità\, fondata su cura\, sostegno reciproco e inclusione\, soprattutto nel confronto con la disabilità.L’incontro è a ingresso gratuito. La rassegna è sponsorizzata da Hotel Stabia e Taverna Mafalda\, con la partecipazione della Libreria Ubik di Castellammare di Stabia\, presente nel foyer con un punto vendita. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 20:30 per la rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo il Teatro Karol ospita MARE DI RUGGINE. La favola dell’Ilva 2.0\, scritto e diretto da Antimo Casertano. Una favola che favola non è\, ma racconto potente e necessario che accende i riflettori sulla vicenda dello stabilimento ex Ilva (poi Italsider) di Bagnoli\, simbolo di una ferita ancora aperta e di un’area industriale da anni in stato di abbandono. \n\n\n\nAttraverso cinque generazioni\, Casertano intreccia la memoria familiare con quella della fabbrica\, per decenni promessa di riscatto sociale. In scena\, insieme al regista\, Daniela Ioia\, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais. Lo spettacolo\, nato da un progetto della Compagnia Teatro Insania con la produzione esecutiva della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, ha ottenuto importanti riconoscimenti\, tra cui il Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica)\, il Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, il Premio Fersen\, ilPremio Antonio Conti di Pesaro e il Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio. \n\n\n\n“È la storia di un padre raccontata al figlio – dichiara Casertano nelle note di regia – ma anche il racconto di ciò che ‘o cantiere ha rappresentato per tante famiglie a Napoli come a Taranto\, a Genova come a Piombino. È la volontà di parlare dell’identità operaia\, delle lotte\, delle conquiste e della loro fine\, con la speranza che i nostri figli possano narrare una realtà nuova e libera da mostri”. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE affronta il tema del diritto al lavoro\, della perdita di identità industriale e della necessità di riappropriarsi del bene comune. Un atto d’amore verso le radici sociali del Paese\, tra memoria\, denuncia e speranza di rinascita. \n\n\n\nIl biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Il botteghino è aperto il lunedì e il giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.it \n\n\n\nNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’’e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE \n\n\n\nLa favola dell’Ilva 2.0 \n\n\n\ntesto e regia Antimo Casertano \n\n\n\ncon Daniela Ioia\, Luigi Credendino\, Francesca De Nicolais\, Antimo Casertano \n\n\n\ndisegno luci Paco Summonte \n\n\n\ncostumi Pina Sorrentino \n\n\n\nscenografie Flaviano Barbarisi \n\n\n\nlaboratorio scene Giovanni Sanniola \n\n\n\ncomunicazione web Rosa Lo Monte \n\n\n\nproduzione esecutiva Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini  \n\n\n\nun progetto Compagnia Teatro Insania \n\n\n\nSpettacolo vincitore diPremio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica) \n\n\n\nPremio Nuove Sensibilità 2.0 2022 \n\n\n\nPremio Fersen \n\n\n\nPremio Antonio Conti di Pesaro \n\n\n\nPremio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio \n\n\n\ndata e orario spettacolo \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 20.30 \n\n\n\nPosto unicointero 12 € | ridotto 10 € (under 25\, over 65\, enti convenzionati) \n\n\n\nAnche con Carta Docenti e Carta Cultura Giovani  \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 08118247921 (anche whatsapp) \n\n\n\nteatrokarol@casadelcontemporaneo.it
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LOCATION:Teatro Karol\, via Allende 4\,\, Castellamare di Stabia\, 80053
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SUMMARY:"Otello nella tempesta" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Il 19 febbraio alle ore 19.30 al Teatro Palladium di Roma debutta in prima assoluta Otello nella tempesta\, spettacolo che – con la regia di Loredana Scaramella e la drammaturgia musicale di Mimosa Campironi – segna il ritorno nel 2026 di Shakespeare Encore\, il progetto a cura di Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese e specialista in studi shakespeariani presso l’Università Roma Tre. Una serie di appuntamenti che\, nella storica cornice del teatro della Garbatella\, riportano Shakespeare al centro del dialogo culturale cittadino\, in un viaggio di andata e ritorno tra Italia e Inghilterra\, nel tempo e nello spazio\, per rileggere sotto nuove prospettive l’opera di un autore che ha saputo “inventare l’umano”. \n\n\n\nOtello nella tempesta ribalta radicalmente il punto di vista del capolavoro shakespeariano: Otello non è più il generale maturo\, ma un ragazzo. Un adolescente che naviga nella tempesta – non solo quella emotiva e ormonale\, ma quella più profonda dell’incertezza\, della non identificazione\, della crisi. Uno sguardo giovane che osserva un mondo di privilegi antichi\, che non gli appartengono\, e affronta un orizzonte vuoto\, segnato dalla fragilità e dalla mancanza di riferimenti. È da questa crisi che prende forma la riscrittura scenica\, capace di interrogare il presente attraverso Shakespeare\, rivelandone ancora una volta la sorprendente attualità. \n\n\n\n“Shakespeare è da sempre una guida preziosa nel mondo delle passioni. Ce le mostra\, ne articola percorsi e sfumature\, ne illumina gli aspetti più intricati e nascosti. E noi pensiamo a Otello\, immenso trattato sulla gelosia e sulla manipolazione\, che ci viene consegnato da un passato remoto\, e ci chiediamo: se invece che un maturo generale fosse un ragazzo? In una serie di appuntamenti con giovanissimi interpreti abbiamo esplorato questo interrogativo\, costruendo lo spettacolo. Con le parole di Shakespeare abbiamo dato vita in questo vuoto alle tempeste che scuotono e animano un circo delle emozioni\, scandito da musica e movimento. Gli interpreti ventenni si specchiano nei personaggi incarnando le passioni che li muovono\, tessendo nello spazio una rete di rapporti che disegnano un tentativo di confrontarsi e comprendere i vecchi modelli di genere rappresentati nel racconto. All’alternanza degli sguardi corrisponde una diversa sfumatura dei fatti. Alle diverse forme di tempesta corrispondono diversi modi di affrontare il disagio. È tempesta il dolore per la perdita di una condizione. È tempesta il susseguirsi di manifestazioni d’affetto squilibrate. È tempesta il doloroso confrontarsi di sentimenti e passioni che comporta uno sconvolgimento morale” spiega la regista Loredana Scaramella. \n\n\n\nNato da un’idea della professoressa Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese presso l’Università Roma Tre\, Shakespeare Encore prende forma come progetto culturale che riporta il teatro shakespeariano al centro della scena romana\, creando un luogo di confronto vivo tra ricerca accademica\, pratica teatrale e pubblico. Un percorso che invita studenti\, studiosi e spettatori ad attraversare la modernità e il valore universale dell’opera di Shakespeare\, esplorandone le zone più esposte\, fragili e irrisolte. Otello nella tempesta inaugura questo cammino come spazio di incontro e sperimentazione\, ribadendo la capacità di Shakespeare di parlare\, ancora oggi\, alle fratture profonde dell’esperienza contemporanea. \n\n\n\nLa drammaturgia e la regia sono firmate da Loredana Scaramella\, con gli attori e le attrici dello Shakespeare Factory\, laboratorio permanente di formazione e sperimentazione teatrale. Le musiche originali sono di Mimosa Campironi\, i movimenti di scena di Alberto Bellandi e Laura Ruocco\, con la consulenza di Alessandro Fortunato (Sapienza Università di Roma). La produzione è di Goldenstar AM Srl. Lo spettacolo ha una durata di 80 minuti.Biglietti 10 euro\, ridotto per studenti.Prevendite: https://teatropalladium.uniroma3.it 
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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