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SUMMARY:"Requiem in Re Minore K626" nella Chiesa di San Paolo entro le Mura
DESCRIPTION:Opera in Roma\, mercoledì 1° aprile\, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, presenta il Requiem in Re Minore K626 di Wolfgang Amadeus Mozart\, con l’Orchestra Sinfonica Città di Roma e i Cori Accademia Vocale Romana e La Fenice. direttore Lorenzo Macri\, Luisa Ciciriello\, soprano\, Beatrice Maccaroni\, mezzo soprano\, Delfo Paone\, tenore\, Ferruccio Finetti\, basso/baritono. Il concerto si aprirà con una raffinata pagina di Leopold Koželuch\, il Concerto per pianoforte a quattro mani\, affidato all’eleganza interpretativa di Barbara Cattabiani e Claudia Agostini.  Figura di spicco del classicismo viennese\, Koželuch fu apprezzato dai contemporanei per lo stile limpido e brillante\, capace di unire la grazia melodica tipica del suo tempo a una scrittura pianistica di grande vitalità.  \n\n\n\nIn questa rara esecuzione su pianoforte a quattro mani\, il dialogo serrato tra le due interpreti offrirà al pubblico un momento di equilibrio e leggerezza\, preparando con luminosità l’ascolto del monumentale Requiem di Mozart nella seconda parte del concerto. La Messa da Requiem K 626 in Re minore\, l’ultima opera incompiuta di Wolfgang Amadeus Mozart\, rappresenta un labirinto di contraddizioni e misteri che nel corso del tempo ha diviso gli storici e i musicologi\, alimentando congetture e accendendo passioni. Mozart portò a termine solo l’Introito: Requiem aeternam\, e scrisse le parti principali dell’opera indicando di tanto in tanto il motivo melodico dell’accompagnamento. In questo stadio sono pervenuti Kyrie\, Sequentia (con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute) e l’Offertorium.  \n\n\n\nDopo la morte di Mozart\, la moglie Constanze delegò il completamento del Requiem a tre allievi del marito\, per meglio avvicinarsi agli intenti originari dell’opera\, ma solamente Franz Xaver Süssmayr continuò il lavoro\, riordinando in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti e completando i brani totalmente mancanti del manoscritto. Sin dalle prime note è presente un senso d’angoscia\, è come se l’autore avesse paura della morte e del giudizio ed è come se essa fosse già presente. \n\n\n\nINGRESSO da 20 a 40 euro \n\n\n\nINFO: 351 505 7608 \n\n\n\nWWW.OPERAINROMA.COM
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SUMMARY:"Greg Celebrity Roast" al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Greg Celebrity Roast è lo spettacolo a cui\, ogni tanto\, bisognerebbe assistere per il proprio spirito:per ridere\, certo\, ma anche per ascoltare musica suonata dal vivo come si deve\, per farsi sorprendere\, per ritrovare il piacere di uno show elegante e irriverente allo stesso tempo.Una serata che intrattiene\, emoziona e lascia il segno. \n\n\n\nSul palco\, Greg apre al pubblico le porte del suo mondo musicale: dall’esplosivo Rock’n’Roll degli anni ’50 alle armonizzazioni vertiginose dei Beach Boys\, dal swing elegante dei grandi crooner come Dean Martin\, Bobby Darin e Frank Sinatra fino alle atmosfere sofisticate e malinconiche di Burt Bacharach. Un viaggio sonoro ricco\, colto ma mai elitario\, attraversato con ironia\, competenza e un piacere contagioso. \n\n\n\nAd accompagnarlo\, una grandiosa orchestra al completo di fiati e archi\, diretta con piglio deciso e brillante da Attilio Di Giovanni\, e il dialogo musicale con la voce intensa e raffinata di Ilaria Della Bidia\, partner ideale per dare corpo ed emozione a un repertorio senza tempo. Il tutto arricchito da ospiti a sorpresa\, chiamati a “roastare” — affettuosamente ma senza sconti — il protagonista della serata. \n\n\n\nGreg si mette in gioco\, si espone\, si prende in giro. Le sue battute caustiche\, il suo umorismo surreale e intelligente\, il continuo scarto tra musica “alta” e comicità dissacrante trasformano lo spettacolo in un’esperienza viva\, imprevedibile\, mai autoreferenziale.
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SUMMARY: Leggere Calvino al Teatro Elsa Morante
DESCRIPTION:Il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli torna in scena mercoledì 1 aprile al Teatro Elsa Morante con una lettura pubblica intitolata Leggere Calvino\, esito finale del laboratorio di lettura ad alta voce condotto da Tiziana Scrocca\, esperta di lettura ad alta voce\, a cura di Roberto Gandini. \n\n\n\nVerranno letti i più bei brani dell’opera di Italo Calvino che i partecipanti al laboratorio hanno avuto modo di esplorare e conoscere\, sperimentando la comprensione del testo e del sottotesto\, l’uso della voce\, il ritmo e il coinvolgimento emotivo di chi legge e di chi ascolta. Le letture saranno accompagnate dalla musica dal vivo di Giacomo Pappalardo.  \n\n\n\n“Ho scelto Calvino perché è una mia grande passione e quindi spero di poter passare per osmosi\, attraverso la lettura ad alta voce\, questa passione anche ai partecipanti del laboratorio_ dichiara Tiziana Scrocca. “Per leggere bene ad alta voce è importante appassionarsi a ciò che si legge\, immergersi con tutti se stessi per poi restituire ad alta voce la singolare bellezza di ciò che leggiamo.  Calvino è il mio primo autore\, ossia il primo libro che ho letto interamente tutta da sola\, intorno ai 9-10 anni\, il libro era “il Cavaliere inesistente” e mi ricordo ancora la meraviglia\, il divertimento\, il piacere di perdermi nelle sue pagine\, da lì in poi è un autore che non ha mai smesso di stupirmi\, con la sua capacità di raccontare in modo sottile e fantasioso pensieri\, stati d’animo\, condizioni esistenziali\, labirinti mentali\, emozioni\, personaggi fantastici con aspetti profondamente umani. La sua produzione letteraria è varia\, ricca\, diversificata eppure l’anima è sempre la stessa: uno sguardo curioso sul mondo\, che pur se cerca di raccontarlo e interpretarlo con chiavi diverse\, pone sempre una domanda\, c’è sempre una tensione nello scoprire ciò che non si riesce a dire se non attraverso un’invenzione letteraria. Calvino sempre attento al suo tempo e ai cambiamenti storici e sociali\, già si poneva il problema dell’intelligenza artificiale\, si domandava se una macchina\, dopo aver rielaborato tanti dati e testi\, poteva divenire capace di comporre romanzi o poesia e ha dato una risposta che per me rappresenta al contempo un desiderio e una rassicurazione\, ossia che la macchina può elaborare quello che fino ad ora è stato codificato nel linguaggio\, ma la letteratura è lo sforzo di uscire fuori dal linguaggio verso ciò che non è dicibile. Così i suoi racconti\, mentre ci portano in mondi leggeri\, impalpabili\, fantastici. Ci fa riflettere sulla nostra condizione esistenziale e quotidiana. E’ una lettura piacevole da fare ad alta voce\, perché spesso giocosa\, agile\, dinamica; è un esercizio di fantasia leggere Calvino\, basta lasciarsi portare da lui ed ecco che la voce si libera\, che si gioca con le immagini e le parole che corrono sempre precise e briose\, a cogliere particolari e immagini nitide…è una lettura in cui la visione è fondamentale\, si sperimentano le qualità che proprio lui racconta nelle sue Lezioni americane”: Leggerezza\, Visibilità\, rapidità\, esattezza\, consistenza-coerenza.” \n\n\n\nDal 2017 il Laboratorio Gabrielli si occupa di lettura ad alta voce. L’idea nasce dalla scrittrice Lidia Ravera\, che in quel periodo era Assessora alla cultura della Regione Lazio.  “Avevamo organizzato un contest al Castello di Santa Severa a cui avevano partecipato alunni provenienti da tutte le province laziali. _ afferma Roberto Gandini. “Ora quell’esperienza si è radicata nella pratica del Gabrielli\, tanto che a fine aprile si terrà al Teatro Argentina\, il contest 2026 dal titolo “la voce delle idee” dove si leggeranno brani de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni”. La pratica della lettura ad alta voce si è trasferita anche al Teatro Elsa Morante; infatti\, il 4 marzo è iniziato il terzo laboratorio di lettura ad alta voce per cittadini. Il percorso si concluderà il primo aprile con la lettura pubblica aperta alla cittadinanza “Leggere Calvino”.
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SUMMARY:"Mercoledì delle Ceneri" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Da martedì 31 marzo a sabato 4 aprile (da martedì a venerdì ore 21\, sabato ore 19)va in scena al Teatro Vascello di Roma lo spettacolo Mercoledì delle Ceneri\, della drammaturga e regista Valentina Esposito\, fondatrice nel 2014 della Compagnia Fort Apache Cinema Teatro\, unica realtà teatrale stabile in Italia e in Europa costituita da attori ex detenuti e detenuti in misura alternativa\, oggi professionisti di cinema e palcoscenico. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dalla Compagnia\, in coproduzione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e con il Patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila\, affronta il tema della violenza di genere e della cultura patriarcale e omertosa che la legittima\, degli abusi sulle donne\, dei corpi feriti fino alla negazione dell’identità. Carnevale\, provincia e riti popolari fanno da cornice alla feroce interpretazione delle attrici e degli attori ex detenuti della Compagnia\, in un allestimento visionario tra maschere della tradizione teatrale rivisitate dalla costumista Mari Caselli\, fantocci in lattice realizzati dai maestri degli effetti speciali Gemelli Magrì e musiche originali di Luca Novelli (Mokadelic). \n\n\n\nMercoledì delle Ceneri è teatro di forte impegno civile\, avamposto della società – come afferma la regista Valentina Esposito – nel quale le attrici e gli attori ex detenuti riflettono collettivamente come uomini e donne sulla violenza\, trovando sul palcoscenico uno spazio di denuncia\, “con la consapevolezza\, come diceva Michela Murgia\, che da questa storia falsa non esce nessuno se non ci decidiamo a uscirne insieme”. \n\n\n\nDurata spettacolo: 1 ora e 30 minuti \n\n\n\nSINOSSI: Nei giorni di martedì grasso e mercoledì delle ceneri un paese di provincia festeggia il Carnevale\, tra sfilate di carri allegorici\, balli e rituali goderecci. Nel divertimento generale\, la parata grottesca di fantocci amatoriali e pupazze date alle fiamme disvela una feroce comunità “in maschera” e il fattaccio che tempo prima ha macchiato il paese\, nella consuetudine di violenze familiari e sociali\, abusi e falsi pentimenti che si ripetono ciclicamente come la festa. \n\n\n\nNOTE DI REGIA: “Mercoledì delle Ceneri è una storia di violenza popolare” – racconta la regista Valentina Esposito – “una di quelle storie che si possono raccontare dappertutto e a tutti quanti\, una di quelle storie che le capiscono anche i bambini\, tanto sono conosciute\, tanto sono familiari\, ma che tutti devono riascoltare perché ogni volta\, come per miracolo\, le dimenticano… tutte le volte le ascoltano\, le riconoscono e poi le dimenticano\, come se non l’avessero mai sentite\, come se non l’avessero mai conosciute. Pure se sono storie di tutti i giorni\, che si ripetono tutti i giorni\, lungo le strade\, dentro le case\, dentro le famiglie. E bisogna ricominciare sempre daccapo”. \n\n\n\nFORT APACHE CINEMA TEATRO è l’unica Compagnia teatrale stabile in Italia ed Europa costituita da attori ex detenuti oggi professionisti di cinema e palcoscenico. È diretta da Valentina Esposito\, autrice e regista impegnata da oltre vent’anni nella conduzione di attività teatrali dentro e fuori le carceri italiane. Realizza produzioni cinematografiche e collabora con Sapienza Università di Roma in Progetti di Ricerca e Formazione. \n\n\n\nCon il sostegno di Ministero della cultura\, Regione Lazio\, Fondi OPM della Chiesa Valdese \n\n\n\nIn collaborazione con Artisti 7607\, CAE – Città dell’Altra Economia di Roma \n\n\n\nRepliche spettacolo Mercoledì delle CeneriTeatro Vascello 31 MARZO – 4 APRILE 2026 (5 repliche)Teatro del Loto di Ferrazzano 12-13 APRILE 2026 (2 repliche)Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno 19 APRILE 2026 (1 replica)Teatro del Grillo di Soverato 25 OTTOBRE 2026 (doppia replica)Teatro Artemisio di Velletri 15-16 NOVEMBRE 2026 (2 repliche)Teatro dell’Arca di Genova 27 NOVEMBRE 2026 (doppia replica)Teatro Manini di Narni 22-23 OPPURE 29-30 NOVEMBRE 2026 (2 repliche)Altre in via di definizione \n\n\n\n———————- \n\n\n\nModalità di accesso allo spettacolo Mercoledì delle Ceneri: \n\n\n\nBiglietti: intero euro 25 – over 65 euro 20 \n\n\n\ncral e convenzioni euro 18 – studenti euro 16 e gruppi di almeno 10 persone \n\n\n\nBiglietti online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/mercoledi-delle-ceneri/268570 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it
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SUMMARY:"IL CALCIO É ROBA DA FEMMINE" al Cometa Off
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 31 Marzo al 3 Aprile al Teatro Cometa Off IL CALCIO É ROBA DA FEMMINE\, drammaturgia di Chiara Garbiero\, regia di Massimiliano Vado\, con Chiara Garbiero\, Alessandra Campo\, Giulia Losi\, Andrea Casanova Moroni\, Raffaele Filipponi\, Alessandro Marasso\, aiuto regia Alessia Setzu\, scenografia Massimo Congiu.  \n\n\n\nIn un’epoca inquieta e attraversata da frizioni profonde\, non poteva mancare l’urgenza di esplorare scenicamente una delle più ostinate manchevolezze del nostro vivere civile: il maschilismo nella sua declinazione tossica e la violenza che ne deriva.  \n\n\n\nIl testo di Chiara Garbiero affronta tale scottante materia con l’arma più sovversiva e antica: la commedia.  La drammaturgia si dispiega in un universo distopico e speculare\, dove i ruoli di genere risultano ribaltati con chirurgica evidenza. Un gioco di specchi che costringe lo spettatore a riconoscere\, quasi per straniamento\, dinamiche fin troppo consuete.  \n\n\n\nÈ una pedagogia dell’empatia che agisce per paradosso\, rendendo visibile ciò che l’assuefazione quotidiana tende a occultare. Un sorriso per comprendere al meglio.  \n\n\n\nSotto la veste di una commedia vivace\, irriverente e deliberatamente esilarante\, lo spettacolo scova le minute crepe della convivenza contemporanea: quelle fenditure impercettibili attraverso cui filtrano comportamenti\, linguaggi e consuetudini capaci di scardinare silenziosamente esistenze\, legami affettivi e intere comunità. Il riso — qui — non è evasione\, ma strumento critico: una risata che diverte\, punge e illumina. O almeno ci prova..  \n\n\n\nÈ teatro nel senso più pieno e artigianale del termine: un artificio dichiarato che invita lo spettatore a partecipare\, a divertirsi e\, quasi senza avvedersene\, a riconsiderare certezze sedimentate.  \n\n\n\nIn questa prospettiva\, la scena diventa spazio di provocazione fertile e di gioiosa sovversione\, dove il divertimento non attenua il pensiero ma lo amplifica.  \n\n\n\nUna commedia che ride\, sì – e proprio per questo riesce a farsi ascoltare. Una necessità teatrale e civile che sceglie la leggerezza come veicolo di profondità. Come faccio succedere\, spesso.  \n\n\n\nIl progetto scenografico nasce dal desiderio di sottrarre la vicenda a un ambiente riconoscibile\, in uno spazio mentale e mutevole. Di conseguenza si costruisce attraverso un equilibrio instabile di colori e traiettorie\, evocando la pittura astratta di Kandinskij\, in cui ogni forma diventa energia in movimento. Il fondale non rappresenta un luogo\, ma una tensione: un paesaggio emotivo che cambia. \n\n\n\nIl calcio è roba da femmine si configura dunque come un congegno teatrale ludico e acuminato\, un dileggio intelligente che cela una riflessione necessaria.
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LOCATION:Cometa OFF\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Brotti! E non ridere che sei come loro” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Un ritorno a casa per Manuela Zero\, all’OFF/OFF Theatre dal 31 marzo al 2 aprile\, autrice e interprete di “Brotti! E non ridere che sei come loro”\, scritto a quattro mani con Davide Santi che ne cura anche la regia e che\, con l’attrice\, ha firmato le musiche e gli arrangiamenti. L’inserimento del violino di Cecilia Drago\, il violoncello di Lucia Libassi e la chitarra di Martino Panna\, danno nuova vita allo spettacolo che ha debuttato proprio in via Giulia\, da cui è partito alla conquista delle sale italiane e degli orizzonti digitali. Atmosfere magiche impreziosite dalle luci di Umberto Fiore\, in cui sono fuse prosa\, musica e danza\, per ricostruire affreschi di uomini\, donne Libertine protagoniste delle loro storie\, persone brutte e rotte\, spesso mal funzionanti e utili solo a strapparci un sorriso ma senza mai scherzarci troppo\, perché in tanti di loro ci si può anche specchiare.  \n\n\n\nUn progetto innovativo\, prodotto da Daniele Lizambri\, che veicola concetti controversi e indaga sulle contemporanee psicosi e falle sociali con cui Manuela Zero si è meritata il Premio Amnesty International 2025 per il personaggio di Marì\, una delle donne raccontate nel suo “Brotti”.  \n\n\n\nIl testo che andrà in scena all’OFF/OFF Theatre è un’edizione straordinaria rivisitata\, che farà tappa per la prima volta anche a Milano\, al Teatro Parenti il 25 e 26 aprile\, in attesa di “Brotti 2”\, secondo atto in lavorazione per la prossima stagione teatrale. \n\n\n\nSINOSSI: “Brotti! E non ridere che sei come loro” è uno spettacolo magico e innovativo che fonde prosa\, musica e danza per raccontare le storie di uomini e donne abitanti di una surreale penisola sorrentina fuori dal tempo. Questi personaggi\, maschere sottili di una tradizione inesistente\, portano i segni degli urti della vita\, che li hanno resi “brutti e rotti”. Attraverso la loro imperfezione\, il viaggio esplora il caos dell’esistenza moderna\, rivelando un legame segreto tra l’antico e il presente. Lo spettacolo celebra la bellezza nascosta nell’imperfezione umana nella sua forma pura e naturale. Questo spettacolo rende sacro ciò che è difettoso\, mettendo in luce le fragilità umane come una forza poetica e universale. Le vite dei protagonisti si snodano su un tessuto musicale raffinato\, rigorosamente dal vivo\, che accompagna i gesti e i pensieri dei protagonisti\, interpretati da Manuela Zero\, creando un ponte tra l’intimo e il collettivo. \n\n\n\nLivio Maschiovero\, racconta gli uomini ed il loro universo\, uomini che devono nascondere il loro lato sensibile per mostrarsi forti ed adatti ad un mondo maschile machista. Marí (vincitrice del Premio Amnesty International) è il racconto di una donna attraverso le parole del suo compagno\, il suo compagno violento\, è una storia che racconta un amore che sembra amore ma non lo è. \n\n\n\n“Con Brotti\, un mondo fantastico racconta la sofferenza e la meraviglia\, racconta alcuni aspetti critici della società\,  filtrato da nessun tipo di pregiudizio\, in una “girandola di vite meravigliosamente sfortunate”. Davide Santi \n\n\n\n – INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:UPROAR\, il progetto di teatro partecipativo al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo alle ore 20.30\, al Nuovo Teatro Ateneo\, sarà presentato UPROAR\, progetto di teatro partecipativo e nuovi formati firmato dalle artiste peruviane Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, in collaborazione con IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana. \n\n\n\nIl lavoro\, nato a Londra nel 2023\, si configura come un dispositivo performativo in divenire che intreccia movimento\, suono e pratiche rituali\, a partire da una riflessione sulle recenti crisi politiche e sociali in Perù e sulle persistenti eredità coloniali. Attraverso un processo di ricerca condivisa\, lo spettacolo apre uno spazio di elaborazione collettiva del dolore e di attivazione di un’empatia politica che coinvolge direttamente il pubblico.
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SUMMARY:Piccolo vocabolario d’Amore\, l'ultimo libro di Claudia Monteiro de Castro
DESCRIPTION:Piccolo vocabolario d’Amore di Claudia Monteiro de Castro\, con le illustrazioni di Mariuccia Roccotelli\, per Alpes Italia Editore\, è un’opera che sfugge a ogni definizione: non è un romanzo\, non è un saggio\, non è una raccolta di poesie. Eppure è tutto questo insieme.  \n\n\n\nDalla A alla Z\, Claudia Monteiro de Castro prende le parole dell’amore\, le osserva da vicino\, le racconta con ironia e tenerezza\, ogni tanto con una risata improvvisa\, dà vita ad un dizionario sentimentale con l’intimo desiderio di “filosofeggiare scherzosamente sull’amore”.  \n\n\n\nPiccolo vocabolario d’Amore è un inedito abbecedario dei sentimenti: inizia con la lettera A di Abbandono\, attraversa le voci classiche di Anima gemella\, Bacio\, Cuore spezzato\, Gelosia e Ti amo e termina con la Z di Zelante. Ogni parola (in tutto 96 voci) si trasforma in un vademecum per viaggiare amorosamente tra citazioni colte -da Shakespeare a Neruda\, da Buzzati a Cortázar-\, aneddoti su coppie celebri come Dalí e Gala\, Sartre e Simone de Beauvoir\, canzoni\, film cult e curiosità linguistiche\, ma anche tra piccoli gesti di ogni giorno\, la cioccolata mangiata da soli sul divano\, i nomignoli ridicoli che ci inventiamo per chi amiamo\, le telefonate lunghissime che non si vorrebbe mai concludere. L’amore in tutte le sue forme: quello platonico e quello adultero\, quello virtuale e quello che invecchia. \n\n\n\nI testi\, brevi\, oscillano tra poesia\, riflessione e narrazione: in essi l’ironia\, spesso sottile e malinconica\, convive con una sensibilità attenta alle fragilità e alle contraddizioni\, mentre il quotidiano diventa uno spazio di rivelazione di dettagli\, incontri\, ricordi. Le voci di Claudia Monteiro de Castro si fondono alle illustrazioni di Mariuccia Roccotelli: cuori spezzati\, fiori\, paesaggi e immagini metaforiche non si limitano ad accompagnare il testo ma lo interpretano e lo amplificano mentre le stesse parole si tramutano in figure e personificazioni immaginifiche.  \n\n\n\nRomantico senza essere sdolcinato\, ironico senza essere cinico\, Piccolo vocabolario d’Amore vuole restituire la complessità e la delicatezza dell’esperienza amorosa\, invitando il lettore a riconoscere nei frammenti narrati qualcosa della propria storia. \n\n\n\nL’amore\, la memoria\, il tempo\, le relazioni sono il cuore della scrittura di Claudia che si muove con naturalezza tra generi differenti: infatti l’autrice coltiva anche la poesia che le permette di esplorare con maggiore libertà la dimensione emotiva\, mantenendo sempre vivo uno sguardo curioso\, ironico e auto-ironico.  \n\n\n\nNegli ultimi testi pubblicati\, come Poesie per il ragazzo dai capelli lunghi (Palombi Editore\, 2023) e Cosa ricorderete (Alpes Italia\, 2019)\, la parola si fa leggera e precisa per catturare l’attimo\, l’emozione\, la “saggia pazzia” dell’amore. \n\n\n\nPiccolo vocabolario d’Amore è in libreria e negli store da febbraio 2026. \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nClaudia Monteiro de Castro\, nata a Rio de Janeiro nel 1970\, vive a Roma da 23 anni. Ha pubblicato quattro libri nel suo paese natale e dieci libri in Italia\, spaziando tra racconti\, guide di viaggio\, poesie e libri per l’infanzia. Da vent’anni cura una rubrica per la rivista brasiliana Comunità Italiana\, parlando degli usi e costumi in Italia. Si autodefinisce una “romantica scettica”. Ama guardare i tramonti\, la luna e le stelle\, cantare\, suonare la chitarra\, camminare senza sosta e contemplare la vita. \n\n\n\nMariuccia Roccotelli\, nata in Puglia nel 1974\, si è diplomata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha esposto in mostre personali in diverse città italiane e anche all’estero. I suoi quadri sono caratterizzati da texture di svariati materiali dal legno alla carta\, dai tessuti ai riciclati\, accostati\, sovrapposti ed incastonati tra le linee morbide e sinuose della sua pittura. Da nove anni insegna arte all’Istituto Penitenziario Minorile Beccaria di Milano. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nTitolo: Piccolo vocabolario d’Amore \n\n\n\nAutore:  Claudia Monteiro De Castro \n\n\n\nIllustrazioni: Mariuccia Roccotelli \n\n\n\nEditore: Alpes Italia \n\n\n\nData di Pubblicazione:23 gennaio 2026 \n\n\n\nISBN: 1256650684 \n\n\n\nPagine: 58 \n\n\n\nFormato: brossura \n\n\n\nwww.alpesitalia.it/autori-660-monteiro_de_castro_claudia
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SUMMARY:Al via il bando per Monologando 2026 al Teatro IF
DESCRIPTION:Al via le candidature per MONOLOGANDO 2026 – Rassegna di monologhi al Teatro IF di Roma \n\n\n\nSono ufficialmente aperte le candidature per Monologando 2026\, rassegna teatrale\, da anni\, dedicata ad attori e attrici in cerca di uno spazio per portare in scena il proprio talento attraverso il linguaggio del monologo. \n\n\n\nLa rassegna\, che si terrà a Roma presso il Teatro IF di Via Nomentana\, nasce con l’obiettivo di offrire un palcoscenico a interpreti emergenti e professionisti desiderosi di confrontarsi con il pubblico e con una giuria di addetti ai lavori. \n\n\n\nLa direzione artistica è affidata ad Alessandro Sena\, mentre l’organizzazione è curata da Mattia Albanese per S.M.ART Produzioni / Teatro IF. \n\n\n\nGli artisti interessati potranno candidarsi presentando un monologo della durata minima di 3 minuti e massima di 8 minuti. Il tema è libero\, ma saranno accettati anche testi di William Shakespeare. \n\n\n\nDurante la rassegna saranno assegnati due riconoscimenti: \n\n\n\n\nPremio Miglior Monologo – Drammaturgia Contemporanea\n\n\n\nPremio Miglior Monologo – ItalianShakespeareFestival\n\n\n\n\nLe performance saranno valutate da una giuria di addetti ai lavori e da una giuria del pubblico\, che ogni sera contribuiranno alla selezione dei migliori monologhi. \n\n\n\nLa rassegna Monologando 2026 si svolgerà nelle seguenti date: 15\, 16\, 17\, 23 e 24 maggio 2026 presso il Teatro IF di Roma. \n\n\n\nLa partecipazione è riservata esclusivamente ad artisti residenti nel Lazio. \n\n\n\nPer candidarsi è necessario inviare CV\, foto e testo del monologo entro il 31 marzo 2026 all’indirizzo e-mail: igiardinidiantares@libero.it \n\n\n\nMonologando si conferma così un appuntamento dedicato alla scoperta di nuovi talenti e alla valorizzazione del monologo teatrale\, uno dei linguaggi più intensi e diretti della scena. \n\n\n\nMONOLOGANDO 2026  \n\n\n\nDate rassegna: 15\, 16\, 17\, 23 e 24 maggio 2026 \n\n\n\nRequisito: partecipazione riservata a residenti nel Lazio \n\n\n\nScadenza candidature: 31 marzo 2026 \n\n\n\nInvio materiali: CV\, foto e testo del monologo \n\n\n\nE-mail: igiardinidiantares@libero.it
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SUMMARY:"Era di Maggio" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Il 30 marzo 2026 il palcoscenico della Sala Umberto di Roma ospita Era di Maggio\, un evento teatrale e musicale che attraversa due secoli di storia\, cultura e identità partenopea\, nato a sostegno della candidatura della canzone classica napoletana a Patrimonio dell’Umanità. \n\n\n\nEra di Maggio non è un semplice concerto ma un percorso scenico in cui musica\, parole e immagini dialogano e raccontano. \n\n\n\nOggi la canzone napoletana conserva la sua capacità di parlare al presente: riflette la cultura urbana\, le tensioni sociali\, la malinconia e la gioia di vivere di una città in continua trasformazione. Il repertorio storico\, reinterpretato con strumenti contemporanei e accompagnato da nuove immagini audiovisive\, rimane vivo e universale. La sua lezione è chiara: la musica può raccontare una comunità\, attraversare il tempo e parlare a chiunque\, ovunque nel mondo. \n\n\n\nAl centro dello spettacolo ci sono il regista Stefano Reali e l’attrice cantante Clotilde Sabatino.  Stefano Reali sarà il pianista e voce narrante della serata. Dal suo pianoforte nasce ogni passaggio dello spettacolo: da lì si avviano le esecuzioni musicali e prende forma il racconto.  Attraverso la sua voce Clotilde Sabatino guida il racconto\, attraversandone epoche\, personaggi e atmosfere. È lei a guidare il pubblico lungo questo percorso\, dando vita a una serie di immortali figure femminili della canzone napoletana. \n\n\n\nAccanto a loro ci saranno Leandro Amato\, attore e performer di prosa e musical\, e l’orchestra dal vivo\, composta da alcuni tra i più noti musicisti italiani dell’area jazz e pop. \n\n\n\nDurante l’esecuzione\, alle spalle degli artisti prendono vita proiezioni visive che supportano e amplificano il racconto. Le immagini attingono sia a materiali di repertorio — fotografie\, filmati e documenti — sia a contenuti visivi generati tramite intelligenza artificiale\, utilizzati in chiave evocativa per ricreare le atmosfere del tempo e trasportare lo spettatore nel contesto storico in cui queste canzoni sono nate. \n\n\n\nEra di Maggio non è soltanto uno spettacolo\, ma un viaggio culturale che intende rafforzare il riconoscimento internazionale della canzone napoletana come patrimonio universale\, sottolineandone la capacità\, ancora oggi intatta\, di attraversare epoche e confini e di parlare a pubblici diversi in tutto il mondo.
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SUMMARY:“Andrà forse tutto bene”\,  mini serie TV
DESCRIPTION:“Andrà forse tutto bene” è una miniserie televisiva ideata\, scritta e diretta da Eleonora Lentini\, composta da quattro episodi. Ciascuna puntata contribuisce ad approfondire i personaggi e le loro dinamiche interiori\, costruendo un racconto che si sviluppa gradualmente. La narrazione procede in modo progressivo\, permettendo a ogni interprete di inserirsi in un mosaico emotivo più ampio e complesso. \n\n\n\nAl centro della serie c’è un cast ampio e variegato\, che dà vita a una dimensione profondamente corale. La storia intreccia le vite di persone comuni\, ognuna portatrice di un vissuto unico e di una storia che merita di essere ascoltata. \n\n\n\nMatilde (Eleonora Lentini) è una donna segnata da un passato che continua a pesare sul presente. Angelica (Stefania Lampo) cerca di ricostruire se stessa mentre affronta un cambiamento che non riesce a condividere. Carmine (Antonio Di Costanzo ) reprime sentimenti che non trova il coraggio di esprimere\, finché il suo percorso emotivo lo conduce verso una nuova possibilità. Clarissa (Gaia Capaldi) infine\, affronta una prova personale che mette in discussione la sua forza e la sua capacità di affidarsi agli altri. \n\n\n\nPromo:  https://youtu.be/obTRFssDk_A?is=yyhBxItOzJ5DBKcE
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SUMMARY:"La Passione Secondo Giovanni di J.S. Bach" alla Chiesa di San Paolo entro le Mura
DESCRIPTION:Opera in Roma\, domenica 29 marzo alle 18\,30\, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, presenta\, La Passione Secondo Giovanni di J.S. Bach con il coro\, Ensemble Vocale Res Altera\, l’orchestra\, John Cabot Chamber Orchestra\, direttore\, Stefano Vasselli\, solisti\, Giulia Manzini\, soprano\, Federico Mauro Marcucci\, controtenore\, Alfio Vacanti\, tenore\, Evangelista\, Andres Montilla-Acurero\, Gesù\, David Maria Gentile. La Passione secondo Giovanni BWV 245 di Johann Sebastian Bach è uno dei vertici assoluti della musica sacra di tutti i tempi. In questa intensa esecuzione\, il racconto evangelico prende vita attraverso un perfetto equilibrio tra drammaticità\, contemplazione e profonda spiritualità. Le arie\, i cori e i recitativi si intrecciano in un affresco musicale di straordinaria potenza espressiva\, capace di coinvolgere il pubblico in un percorso emotivo e spirituale di rara profondità. L’esecuzione\, affidata a interpreti di grande livello e diretta con sensibilità stilistica\, si svolge nella suggestiva cornice della Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, luogo ideale per esaltare la dimensione sacra e meditativa dell’opera bachiana. \n\n\n\nINGRESSO da 20 a 40 euroINFO: 351 505 7608WWW.OPERAINROMA.COM
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SUMMARY:"Il fidanzato di lui” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Andrà in scena domenica 29 marzo 2026 alle ore 18\,00 al Teatro V. Colonna di Marino  la commedia “Il fidanzato di lui” di Enrico Maria Falconi che ne cura anche la regia con Enrico Maria Falconi\, Ramona Gargano\, Simone Luciani\, Matteo Tuscolano\, Sergio Fulvio\, Flavia Pennesi.  \n\n\n\nIl Fidanzato di Lui è una commedia provocatoria che invita il pubblico a riflettere sui pregiudizi e sulle complesse dinamiche familiari e sociali. Un’opera che promette di divertire e far pensare allo stesso tempo. \n\n\n\nIgnazio è felicemente danzato da circa dieci anni con Giulio\, in una relazione omosessuale che è accettata da tutti tranne che dal padre Settimio\, senatore leghista e conservatore. Quest’ultimo\, dopo aver visto un calo nei sondaggi alla sua rielezione\, dovuti principalmente alla nuova relazione sentimentale con una “artista” cubana\, Mercedes\, decide di accettare il figlio omosessuale soprattutto nella speranza di recuperare consensi nel mondo gay. Nel frattempo\, Ignazio si innamora di Yulia\, una donna russa\, e si rende così conto di non essere mai stato realmente omosessuale. Questa scoperta lo lascia confuso anche su come comunicare la nuova situazione al suo compagno Giulio. Inoltre\, quando il padre di Ignazio si auto-invita a trascorrere dei giorni a casa del figlio e del suo compagno\, tutto precipita al punto che Ignazio è costretto a chiedere a Mario\, suo collega\, di fingersi il suo compagno per non deludere il padre e soprattutto la comunità gay\, che avrebbe nel senato un nuovo sostenitore della causa\, seppur con motivazioni egoistiche \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00
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SUMMARY:“Quattro mamme scelte a caso” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è lieto di presentare\, domenica 29 marzo\, lo spettacolo “Quattro mamme scelte a caso”\, una pièce intensa e sorprendente che affonda le sue radici nella poetica di Annibale Ruccello\, autore tra i più significativi e originali del teatro italiano contemporaneo. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una profonda passione per l’universo ruccelliano: un mondo in cui il grottesco si intreccia con il tragico\, dando vita a narrazioni spietate e al tempo stesso incredibilmente umane. Dietro un titolo solo apparentemente leggero\, si cela infatti una riflessione amara e attualissima sulle dinamiche familiari e sull’identità. \n\n\n\n“Quattro mamme scelte a caso”\, una produzione Melanchòlia Teatro\, porta in scena una carrellata di quattro figure materne partenopee che\, una dopo l’altra\, guidano lo spettatore nei loro universi disagiati. Le loro storie sono segnate da un cinico pragmatismo\, da una apparente mancanza di empatia e da rapporti profondamente complessi e dolorosi con i propri figli. Il filo conduttore è un’ossessione straziante che attraversa ogni racconto\, restituendo un ritratto tanto crudo quanto autentico. \n\n\n\nA rendere ancora più incisiva la messa in scena è la scelta registica di affidare i ruoli delle quattro donne a quattro attori uomini. Una decisione che richiama direttamente la visione teatrale di Ruccello\, per il quale l’identità di genere è uno dei molteplici ruoli che l’attore è chiamato a interpretare. Una scelta che amplifica il senso di straniamento e sottolinea la natura profondamente teatrale e simbolica dell’opera. \n\n\n\nIl risultato è un’esilarante e amara apologia di un mondo giunto al capolinea\, dove ogni illusione di redenzione sembra svanita e dove la follia delle protagoniste diventa una forma di tragica e liberatoria consapevolezza. \n\n\n\nUno spettacolo che\, tra risate e inquietudine\, invita il pubblico a confrontarsi con le contraddizioni del presente\, lasciando un segno profondo e duraturo. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 29 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (Under18/Over65)   \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Dioggene" al Teatro Traiano di Civitavecchia
DESCRIPTION:Al Teatro Traiano di Civitavecchia\, nell’ambito della stagione teatrale promossa dal Comune di Civitavecchia e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto dal MIC Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio\, in collaborazione con Ventidieci\, domenica 29 marzo alle 17\,00\, Dioggene\, con Stefano Fresi\, scritto e diretto da Giacomo Battiato. Dioggene\, uno spettacolo che passa dal Medioevo all’attualità\, servendosi di strumenti semplici\, come la variazione linguistica\, indagando l’animo umano di ieri e di oggi. Diviso in tre parti\, tre quadri\, ruota intorno a un unico personaggio\, un attore famoso\, Nemesio Rea. Conosciamo Nemesio sulla scena mentre interpreta un proprio testo\, scritto in autentico volgare duecentesco\, la storia di un contadino toscano che ha partecipato alla tremendissima battaglia di Montaperti in cui Siena e Firenze si sono scontrate; poi lo ritroviamo nel suo camerino\, mentre si preparare per lo spettacolo\, turbato dall’avvenuta rottura violenta con la moglie\, tra pianti\, grida e insulti. Ma è nel terzo quadro che finalmente vediamo Nemesio vivere felice in un bidone dell’immondizia. Ha lasciato tutto\, la sua professione e la sua vecchia vita. Ha deciso\, come il filosofo greco Diogene\, di rifiutare ogni ambizione e possesso per essere libero di parlare del vero senso della vita. \n\n\n\n“Tre lingue italiane diverse per ciascuno dei monologhi (volgare toscano\, lingua corrente del nostro 21° secolo\, romanesco)\, tre atmosfere\, tre toni\, tre stili. Epica e commedia\, sberleffi e crudeltà.In ognuno dei tre quadri\, apparentemente così diversi tra loro\, ci sono gli stessi temi che ruotano: La violenza dei maschi\, l’umana stupidità\, la guerra\, il bisogno di bellezza e di amore.” (Giacomo Battiato) \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT
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LOCATION:Teatro Comunale Traiano\, Corso Centocelle 1\, Civitavecchia (RM)\, 00053\, Italia
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SUMMARY:"Lettere a Bernini" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:incontro con Marco Cacciola (attore)\, Luca Pagliano (light designer)\, Marco Martinelli (drammaturgo e regista) \n\n\n\nUn dialogo sull’alchimia dei linguaggi da cui scaturisce lo spettacolo\, fondamento della poetica delle Albe sin dalle origini. \n\n\n\nPer la compagnia ravennate\, diretta da Martinelli insieme a Ermanna Montanari fin dai primi anni Ottanta\, nel processo creativo non c’è linguaggio che prevalga sugli altri: e la regia ha il compito di mettere in armonia i vari elementi e i diversi protagonisti\, senza gerarchie prefissate\, al fine di una “messa in scena” che sia “messa in vita”. \n\n\n\nLettere a Bernini si svolge interamente in un giorno d’estate dell’anno 1667\, esattamente il 3 agosto. \n\n\n\nIn scena\, nel suo studio di scultore\, pittore e architetto\, il vecchio Gian Lorenzo Bernini\, la massima autorità artistica della Roma barocca\, è infuriato con Francesca Bresciani\, intagliatrice di lapislazzuli che ha lavorato per lui nella Fabbrica di San Pietro e che ora lo accusa\, di fronte ai cardinali\, di non pagarle il giusto prezzo per il suo lavoro.  \n\n\n\nNell’infuriarsi con la donna\, Bernini evoca l’ombra dell’odiato rivale\, Francesco Borromini\, il geniale architetto ticinese. Un’evocazione ‘in absentia’\, al pari di quelle dei suoi allievi\, ai quali Bernini si rivolge\, discutendo con loro\, mettendoli in posa\, facendoli recitare nelle commedie da lui scritte e dirette\, perché imparino a incarnare gli ‘affetti’\, i sentimenti che dovranno trasferire nel marmo. \n\n\n\nQuando\, poi\, giungerà la notizia inaspettata del suicidio di Borromini\, la furia cederà il passo alla pietas: per la tremenda depressione che aveva colpito il rivale in quegli ultimi anni e\, al contempo\, per l’incessante guerra che gli artisti si fanno\, tutti contro tutti\, per il loro ‘sgomitare sotto il cielo’\, come direbbe Thomas Bernhard.  \n\n\n\nTravolto da quella pietas\, Bernini giungerà a riconsiderare l’opera del collega\, riconoscendone l’alto valore.  \n\n\n\nChi può comprendere fino in fondo la grandezza di un artista? Il suo rivale. Il suo avversario. Il suo simile.    \n\n\n\nAttraverso una drammaturgia in cui la voce monologante dell’attore e quella di Bernini si rincorrono e sovrappongono senza soluzione di continuità a generare sulla scena\, come scolpendo nel vuoto\, presenze\, figure e ricordi\, l’opera di Martinelli ci mostra un Seicento che parla di noi\, sospeso tra il secolo della Scienza nuova e l’attuale imbarbarimento\, sempre più incombente. \n\n\n\nRingraziamenti a Valerio Apice\, Assunta di Sante\, Gianfelice Facchetti\, Giovanni Gardini\, Massimo Pellegrinetti\, Martina Pisoni\, Simona Turriziani e a Melania G. Mazzucco per una citazione dal romanzo L’architettrice (Einaudi\, Torino 2019) \n\n\n\n  \n\n\n\nMarco Martinelli è drammaturgo\, regista di teatro e di cinema\, fondatore del Teatro delle Albe (1983) insieme a Ermanna Montanari\, con la quale ne condivide la direzione artistica. Le sue drammaturgie sono pubblicate e messe in scena in Italia e in altre dieci lingue nel mondo. Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti: sette Premi Ubu (l’Oscar del teatro italiano) come regista\, drammaturgo\, pedagogo; il Premio Mess del Festival di Sarajevo\, il Premio Hystrio alla regia\, il Premio alla Carriera assegnato dal Festival “Les Journées Theatrales de Carthage” (Tunisi). Nel 2016 pubblica Aristofane a Scampia (Ponte alle Grazie) in cui racconta l’esperienza della non-scuola\, nata a Ravenna e divenuta un paradigma pedagogico in ambito internazionale. Il libro\, tradotto in francese e pubblicato da Actes Sud\, ha ricevuto il Prix de la Critique come “miglior libro sul teatro” del 2021. Nel campo cinematografico ha realizzato i film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (2017)\, The Sky over Kibera (2019)\, ER (2020)\, fedeli d’Amore (2021 \n\n\n\nMarco Cacciola si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1999 e lo stesso anno vince il premio come miglior attore alla VI Rassegna Nazionale delle Accademie e Scuole di Teatro. Negli anni successivi studia ancora con Danio Manfredini\, Peter Clough\, Monique Arnaud\, Peter Brook\, Bruce Myers\, Sotigui Kouyaté. Come attore il suo percorso artistico è stato legato per più di 10 anni ad Antonio Latella\, sotto la cui direzione ha preso parte a molti spettacoli in Italia e all’estero. Ha lavorato anche con Guido De Monticelli\, Bruno Fornasari\, Andrée Ruth Shammah\, Stefano Tomassini\, Elio De Capitani\, Ferdinando Bruni\, Corrado Accordino\, Sergio Fantoni\, Ottavia Piccolo\, Claudio Autelli\, Giorgio Albertazzi\, Konstantin Bogomolov. Nel 2010 fonda\, insieme a Michelangelo Dalisi e Francesco Villano\, la Compagnia indipendente InBalìa.  \n\n\n\nEdoardo Sanchi Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 1985 al 1990 ha svolto attività in qualità di assistente alla scenografia per allestimenti firmati da Margherita Palli. Come scenografo ha lavorato in moltissimi teatri e festival italiani ed europei collaborando con numerosi registi di teatro\, opera e danza. É stato invitato dal VCA (Università di Melbourne\, Australia) come Professor in Residence a condurre un master di Scenograﬁa. Dal 2003 ha insegnato Scenograﬁa all’Accademia di Belle Arti di Brera\, Accademia di Belle Arti di Venezia e Accademia di Belle Arti di Carrara ed è docente per il biennio magistrale di scenograﬁa all’Accademia di Belle Arti di Brera. \n\n\n\nLuca Pagliano diplomato come tecnico di palcoscenico alla Paolo Grassi e al SAE INSTITUTE di Milano\, ha lavorato come fonico con diversi artisti\, curato la direzione tecnica del festival di Olinda-Milano\, per poi iniziare stabilmente la collaborazione con le Albe come light designer e co-direttore tecnico in particolare di Malagola Centro di ricerca vocale e sonora fondato e diretto da Ermanna Montanari e Enrico Pitozzi. Ha firmato il disegno luci per due lavori della 77esima edizione del Ciclo dei Classici all’Olimpico di Vicenza con la direzione di Montanari e Martinelli: Moltitudine In Cadenza\, Percuotendo di Giovanni Lindo Ferretti e Notte delle voci diretto da Montanari. \n\n\n\nMarco Olivieri sound designer e compositore ha collaborato con musicisti e artisti di fama internazionale sia in live che in studio. Ha ricoperto i ruoli di fonico di palco\, fonico Front of House\, P.A. manager\, recording engineer. mixing engineer\, sound designer\, direttore tecnico di festival ed eventi musicali. Opera anche in ambito teatrale e performativo\, realizzando progetti e ricerche sulla spazializzazione sonora e la sonorizzazione di spazi non convenzionali collaborando anche al centro di ricerca vocale e sonora MALAGOLA. Tra le diverse collaborazioni: Massive Attack\, Lou Reed\, Scott Gibbons\, Bob Wilson\, Stefano Scodanibbio\, Raffaello Sanzio\, Teatro delle Albe e molti altri \n\n\n\n.Info e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, \n\n\n\ninfo promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona. \n\n\n\n È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, \n\n\n\nacquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY:"Il Principe delle tenebre" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco 2025/2026 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) domenica 29 marzo alle ore 16.30 va in scena lo spettacolo “Il Principe delle tenebre” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il testo è di Fabio Traversa\, la regia è di Tiziana Lucattini\, sul palco ci sono Valentina Greco\, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. \n\n\n\nIspirato alla fiaba popolare “Naso d’Argento” e alle atmosfere misteriose di Nosferatu\, capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau del 1922\, lo spettacolo accoglie le suggestioni espressioniste del cinema tedesco nel bianco e nero di scene e costumi\, nel disegno dalle linee distorte\, nelle luci contrastate\, nelle didascalie da cinema muto. Con rimandi al Frankenstein Junior di Mel Brooks e a una certa leggerezza da commedia dell’arte\, nel lavoro è implicito il tema dell’affrancamento femminile dal potere maschile.  \n\n\n\nUn distinto e ricco signore\, anemico e solo\, con uno strano naso d’argento\, attira nel suo castello tre giovani figlie di una povera lavandaia che lo seguono\, una dopo l’altra\, col miraggio di cambiar vita. Ma Lucia\, la minore e la più avveduta delle tre\, farà prendere alla storia una piega imprevista.  \n\n\n\nTeatro d’attore e visual\, lo spettacolo è adatto dai 6 anni.  \n\n\n\nIl costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nIl Principe delle tenebre \n\n\n\nTeatro d’attore e visual \n\n\n\ndi Fabio Traversa \n\n\n\nCon: Valentina Greco\, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nRegia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nScenografia: Francesco Persico \n\n\n\nCostumi: Antonia Dilorenzo \n\n\n\nLight e visual design: Chiara Saiella \n\n\n\nFoto di scena: Federica Di Benedetto \n\n\n\nPromozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nDomenica 29 marzo 2026 alle 16.30 \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY:"Kamikaze– spero vada meglio dell’ultima volta" al Teatro Quarticciolo
DESCRIPTION:Sabato 28 e domenica 29\, il mese di marzo al Teatro Biblioteca Quarticciolo si conclude con una seconda novità teatrale a Roma: Kamikaze– spero vada meglio dell’ultima volta\, spettacolo scritto e diretto da Giulio Santolini\, anche in scena con Daniele Boccardi. Un testo che sovverte le regole del teatro convenzionale\, mettendo al centro il rapporto tra performer e spettatori. In un dispositivo scenico ludico e spietato\, il pubblico diventa giudice attivo: dopo ogni breve performance\, vota e decide se assegnare un premio o infliggere una punizione all’attore. Kamikaze è un’esperienza interattiva e provocatoria che riflette sui concetti di successo\, fallimento\, gusto e giudizio\, sfidando il confine tra cultura e intrattenimento. \n\n\n\nAuguro a questa tragedia un pubblico migliore\, più rozzo\, più immediatamente sincero\, più vicino a godere e soffrire\, un pubblico popolare[Antonio Gramsci l’Avanti 14 novembre 1920]. \n\n\n\nFin dalla sua nascita il teatro ha avuto bisogno di almeno due elementi per esistere: l’attore e lo spettatore. Se inizialmente il confine tra i due ruoli era sfumato\, un mondo in cui i rituali collettivi sfociavano nelle rappresentazioni\, in cui la città si riuniva e tutti contribuivano alla fruizione del mito\, con il passare degli anni e dei secoli la distanza si è fatta sempre più netta. Le abilità richieste per eseguire una partitura sono diventate sempre più complesse\, è stata necessaria una separazione e il pubblico ha iniziato a esigere qualcosa. Più la società si raffinava e più gli spettatori si abituavano a sedere e a ricevere più silenziosamente ciò che il performer aveva da offrire. Se al tempo dei Duchi di Mantova un attore non gradito poteva rischiare la morte\, se durante le prime recite di Moliere il pubblico poteva liberamente abbandonarsi a un piacevole amplesso per scacciare gli sbadigli o persino innescare una rivoluzione\, oggi il teatro e gli spettatori si sono fatti più educati\, rispettosi\, forse meno pericolosi. Cosa è cambiato? Qual è il rapporto che lega una performance alla sua platea? Cosa succederebbe oggi se il pubblico avesse l’opportunità di esprimere un giudizio nell’immediato\, di condannare e punire un attore che non soddisfa il suo gusto? \n\n\n\nIn KAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima volta il patto sarà sancito fin dall’inizio con un prologo che romperà fin da subito ogni barriera\, fornendo un manuale di istruzioni per accedere al dispositivo. Seguiranno una serie di round in cui Giulio Santolini\, insieme a Daniele Boccardi\, sfideranno il gusto\, la morale e la noia creando brevi performance che verranno giudicate e valutate immediatamente dalla platea.  Gli spettatori saranno chiamati a seguire l’istinto e dare la loro sentenza. Al termine di ogni performance ci sarà una votazione: se la maggioranza degli spettatori sarà soddisfatta\, al performer verrà dato un premio\, se sarà delusa\, una punizione. Finita l’esecuzione\, si passerà a un nuovo round\, una nuova creazione\, una nuova sentenza\, un nuovo premio/punizione e così via. \n\n\n\nQuanto sia importante la costruzione di un’esperienza orientata al compiacimento del pubblico\, il confine fra cultura e intrattenimento e tutto ciò che tutto questo ci racconta  della nostra società diventano il pinto di partenza. La pratica dell’arte può opporsi alle rappresentazioni manipolative e offrire un modello di libertà: un modello non governato da pretese di correttezza\, in cui sospendere l’incredulità decostruendo gli stereotipi\, facendo esperienza di ribaltamento e anarchia.  \n\n\n\nKAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima volta  è uno spettacolo che vuole fare comunità abitando senza sovrastrutture una piccola Agorà dove poter dare valore all’esperienza dello sguardo e del giudizio. Un manuale di istruzioni per praticare il disordine e innescare un ribaltamento di ruoli. Un gioco alla ricerca della bellezza nell’errore. Il significato di “fallimento” si apre così a nuove possibilità: ciò che per qualcuno è sbagliato\, per qualcun altro può essere affascinante\, sorprendente\, persino meraviglioso. Allo stesso modo\, il concetto di successo si rivela relativo\, così come i criteri che stabiliscono cosa è bello\, cosa è arte e cosa\, invece\, è solo spazzatura. Ne emerge la possibilità di cambiare punto di vista e di sospendere\, anche solo per un momento\, la preoccupazione per il giudizio degli altri. \n\n\n\nDomenica 29\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagniaAndrea Pocosgnich\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\nGiulio Santolini è un performer\, coreografo e insegnante di performing arts. Dopo aver conseguito il diploma come attore all’Accademia dello Stabile del Veneto collabora come performer per varie compagnie nazionali e internazionali fra cui: CollettivO CineticO\, Enzo Cosimi\, Marcos Morau/La Veronal\, Sharon Fridman e Sotterraneo\, con cui ha vinto 2 premi Ubu per il miglior spettacolo dell’anno (2019/2022) e di cui cura le coreografie degli spettacoli. Ha debuttato nel 2024 con la sua opera prima dal titolo “LE BACCANTI – fare schifo con gloria”. \n\n\n\n_______________________________ \n\n\n\nCrediti KAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima volta \n\n\n\ndi Giulio Santolini \n\n\n\ncon Giulio Santolini e Daniele Boccardi \n\n\n\ndramaturg Lorenza Guerrini \n\n\n\nsound & light designer live Daniele Boccardi \n\n\n\nproduzione La Corte Ospitale \n\n\n\ncon il sostegno di MiC\, Regione Emilia-Romagna \n\n\n\nresidenze artistiche Attodue \n\n\n\nsi ringrazia CollettivO CineticO\, Simone Arganini\, Stefano Tumicelli\, Fabio Novembrini \n\n\n\nDurata 70 minuti circa \n\n\n\nTournée \n\n\n\n12 aprile – Cremona\, A piedi nudi nel parco Festival \n\n\n\n20-21 agosto – Arzo\, Festival di narrazione  \n\n\n\n17 settembre – Parma\, Insolito Festival
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“Io – Una corsa infinita” al Piccolo Teatro Città di Catania
DESCRIPTION:Uno spettacolo che prende le mosse dal mito di Io\, sacerdotessa amata da Zeus\, trasformata in giovenca per essere sottratta all’ira di Era. Costretta a una fuga incessante\, Io attraversa terre e identità in una corsa senza fine che si fa metafora del desiderio di liberazione e affermazione del sé. Sabato 28 (ore 21) e domenica 29 marzo (ore 18) al Piccolo Teatro della Città di Catania va in scena “Io – Una corsa infinita”\, scritta da Costanza Di Quattro\, diretta da Cinzia Maccagnano e interpretata da Alessandra Salamida. La vicenda viene rielaborata in chiave contemporanea\, dando voce a una protagonista che rievoca il mito per raccontare una condizione di disorientamento\, conflitto e rinascita. \n\n\n\nLa regia di Cinzia Maccagnano costruisce un impianto visivo essenziale\, in cui parola e gesto si fondono in un linguaggio scenico asciutto e incisivo. Al centro\, la prova attorale di Alessandra Salamida\, sola in scena\, impegnata in un lavoro che privilegia la fisicità e la modulazione del ritmo narrativo\, accompagnando lo spettatore in un percorso di forte intensità emotiva. Le musiche originali di Mario Incudine contribuiscono a creare una dimensione sonora evocativa\, mentre i costumi di Monica Mancini definiscono con misura e sensibilità l’identità mutevole del personaggio. “Io – Una corsa infinita” intreccia il patrimonio della mitologia classica con le urgenze del presente\, esplorando il conflitto tra volontà e destino e restituendo una riflessione sulla ricerca identitaria. Il titolo evoca una tensione costante verso una meta sfuggente\, rappresentando una condizione universale dell’esistenza contemporanea. \n\n\n\n«Raccontare la forza delle donne è per me un atto politico – afferma la regista – . Il mito di Io è certamente controverso: una donna che\, rapita o innamorata dell’uomo sbagliato\, subisce la trasformazione in giovenca\, perdendo non solo le sue fattezze ma anche la sua identità\, in una denigrazione che tocca la dignità. Eppure Io non si limita a essere resiliente\, ma trasforma questa metamorfosi in una rinascita luminosa. È il segno della straordinaria capacità delle donne di trovare nuove forze\, non solo per risollevarsi\, ma per farsi guida dell’umanità». \n\n\n\nCreditidi Costanza Di Quattro – regia Cinzia Maccagnano – con Alessandra Salamida – musiche Mario Incudinecostumi Monica Mancini – produzione Teatro della Città\, Nutrimenti Terrestri
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LOCATION:Piccolo Teatro Città di Catania\, Via Federico Ciccaglione\, 29\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:Storie di “Manbruche e Antiche Visioni al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:si conclude con la rassegna “SperimentArti Donna”\, in programma dal 2 al 30 marzo 2026 presso il nostro Centro Culturale Artemia. \n\n\n\nIl progetto\, dedicato alla sperimentazione teatrale al femminile\, vincitore del bando promosso da Roma Capitale “Teatri sotto i 100 posti” arriva con l’ultimo  spettacolo in programma ed un concerto acustico a ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria). \n\n\n\nIn chiusura di questo mese di grandissimo successo di pubblico\, vi presentiamo i 2 eventi di grande rilevanza: \n\n\n\n• Sabato 28 marzo alle ore 21 e Domenica 29 marzo alle ore 18\, In scena lo spettacolo di punta della rassegna con la grande attrice\, autrice e regista FRANCESCA LA SCALA che ci presenta in prima visione il suo nuovo spettacolo intitolato Storie di “Manbruche” e Antiche Visioni. \n\n\n\n• Venerdì 27 marzo alle ore 21 e Lunedì 30 marzo alle ore 19 sarà la volta della musica con il concerto acustico di chiusura rassegna Una stanza tutta per noi (ispirato al famoso romanzo di Virginia Wolf “Una stanza tutta per se”) dove le tre grandi artiste romane Annalisa Baldi\, Emanuela Borozan e la cantautrice e pianista di fama internazionale Alice Pelle si uniscono in un ensemble che siamo sicuri risuonerà per molto tempo nel cuore degli spettatori.
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"ESSERE E NON ESSERE – in memoria di Carmelo Bene" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sabato 28 e domenica 29 marzo il Teatro di Villa Lazzaroni ospiterà ESSERE E NON ESSERE – in memoria di Carmelo Bene\, azione scenica di e con Pippo Di Marca e di Giancarlo Dotto.  \n\n\n\nLo spettacolo dedicato alla memoria di Carmelo Bene vuole\, evocare\, raccontare\, testimoniare momenti salienti dell’opera e della vita di Carmelo Bene\, fino agli ultimi anni di malattia e di isolamento. Pippo Di Marca è una figura centrale dell’avanguardia teatrale italiana. Il suo teatro è sempre stato un luogo di sperimentazione linguistica\, vocale e performativa\, e Di Marca\, con diverse iniziative e pubblicazioni\, ha lavorato molto sul tema della memoria dei maestri e sulla necessità di custodire e trasmettere un patrimonio teatrale che rischia di perdersi. \n\n\n\n“Carmelo Bene lo conobbi nel ’66\, – spiega Pippo Di Marca – nel camerino del Teatro delle Muse\, al termine di un memorabile Il rosa e il nero. Un artista debordante\, che imponeva la sua Presenza\, il suo ipertrofico\, straordinario\, carnale. Un’amicizia poi cresciuta e alimentata in decenni di frequentazioni e di spettacoli a specchio\, in una sorta di cammino parallelo\, di empatia\, che ha segnato gran parte della mia storia teatrale. Mi ha lasciato una predisposizione alla libertà creativa assoluta\, ad armeggiare con la furia\, l’euforia e la parodia\, a coltivare l’arbitrio\, a negare\, a dire no ad ogni canone\, a ogni convenzione acquisita. Un gigante del teatro italiano del Novecento\, un Maestro inimitabile e irraggiungibile\, un maestro ‘negato’: poiché il suo ‘magistero’\, come quello dei veri grandi\, è unico e ‘intrasmissibile’\, “un amico con cui e di cui sentiamo il bisogno di continuare a parlare\,- prosegue Pippo Di Marca – raccontarlo\, farne memoria\, presenza viva\, scenica della sua poetica e della sua vita; senza tralasciare la sua ‘umanità’\, la sua fiera ‘fragilità’\, accentuate nei lunghi ultimi anni di malattie e volontario autoesilio. Per me è stato\, insieme a Leo De Berardinis\, come un fratello maggiore. È stato il Gigante del Novecento in grado di sprigionare una potenza primigenia e coltissima\, erudita\, un’energia misteriosa\, e insieme lucida\, consapevole\, articolata su una gamma inesauribile di ‘umori’\, di variazioni della crudeltà suonate ad altezze inarrivabili…Sul piano dell’ironia suprema penso che surclassi persino Artaud!!!” \n\n\n\nQuando nel 2002\, Carmelo Bene mori\, Pippo Di Marca pensò ad un omaggio immediato in memoria dell’artista\, dal titolo “Ora che Carmelo è morto”\, ma la ferita era troppo aperta per aver seguito con dolore gli ultimi mesi orribili di quel calvario finale. Giusto si impose il silenzio. \n\n\n\n“Ma era destino\, o simpatetico stato di necessità\, che quel mancato debutto – spiega Di Marca – diventasse un testo che condivido con Giancarlo Dotto\, che ho messo poi in scena ininterrottamente per decenni. A cominciare dal decennale della morte nel 2012.  \n\n\n\nLo spettacolo\, da allora\, ha preso il titolo di “Essere e Non Essere” a sottolineare da una parte il suo ipertrofico Io Scenico\, la sua Presenza debordante\, carnale/carnascialesca\, il suo ESSERE e dall’altra parte il suo rovinare tutto proteso verso il NON ESSERE\, il suo radicale senso della vanità del tutto\, della sottrazione\, della cancellazione\, dell’assoluta tensione tra vitalismo e abbandono al cupio dissolvi. Da genio assoluto\, nei mesi del calvario finale\, ha scritto e ci ha lasciato come suo impareggiabile\, grandioso testamento artistico\, il poema capolavoro I mal de’ Fiori”.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:“Il circo capovolto” all'Auditorium dell’ex chiesa di San Francesco
DESCRIPTION:La stagione di Obiettivo Creatività – rassegna organizzata da Lunaria Teatro con il sostegno del Comune per la valorizzazione del complesso di Capoborgo – si conclude sabato 28 marzo all’auditorium dell’ex chiesa di San Francesco con “Il circo capovolto”\, spettacolo diretto e interpretato da Andrea Lupo\, ispirato all’omonimo romanzo di Milena Magnani e pluripremiato dalla critica\, alla luce dei riconoscimenti ottenuti negli anni ai Fringe Festival di Roma e Catania\, al Palio Ermo Colle e al Premio Mauro Rostagno. \n\n\n\nLa storia \n\n\n\nAd essere raccontate sono due storie parallele ma strettamente intrecciate\, quella di Branko e quella di suo nonno Nap’apò\, due generazioni di rom in un’Europa in cui le etnie nomadi hanno vissuto e vivono ancora vite separate\, “a parte”. Una generazione è finita nei campi di concentramento\, la successiva nei campi rom alle periferie delle grandi città. Branko Hrabal\, in fuga dall’Ungheria\, si rifugia in Italia\, portando con sé dieci scatoloni contenenti quel che rimane del famoso circo ereditato da suo nonno. \n\n\n\nNonno che ha dovuto bruscamente interrompere la sua attività durante la Seconda Guerra Mondiale\, quando i nazisti hanno prima rinchiuso e poi sterminato tutti gli artisti del circo. Branko non sa che farsene di questa eredità pesante ed ingombrante. Ma nel campo trova un gruppo di bambini curiosi che lo obbligano a raccontare la storia di quel circo\, che è la storia della sua famiglia e che è in sintesi la storia dell’Europa da cui tutti discendiamo. \n\n\n\nBranko si trova così a ripercorrere l’epopea della propria famiglia\, dalla gioia\, dall’incantamento e dallo stupore che il circo di suo nonno sapeva portare in giro per tutta Europa\, fino alla fuga\, alla deportazione\, alla reclusione e allo sterminio. Sette bambini lo ascoltano con occhi pieni di incantamento e trovano finalmente fra un trapezio\, cinque clave e qualche vecchio costume una nuova speranza di riscatto e di felicità. \n\n\n\nFra gente del campo che non è neppure più in grado di immaginare un domani per sé e per la propria famiglia c’è ancora\, invece\, chi riesce a vedere una possibilità di futuro: quei sette bambini che trasformano la storia della famiglia di Branko in energia nuova e voglia di riscatto. Nascosti nelle cantine di un vecchio palazzo abbandonato\, ispirati da Branko lavorano sodo e alla fine riescono a dar vita ad un nuovo circo\, il loro nuovo circo: ed è un circo sotterraneo\, un circo capovolto. \n\n\n\nNote di drammaturgia e regia \n\n\n\nLo spettacolo è il risultato di un percorso iniziato insieme all’autrice\, Milena Magnani\, nel 2008\, anno di pubblicazione del romanzo e dell’elaborazione di una lettura drammatizzata che ha accompagnato in tutta Italia la presentazione del romanzo stesso. \n\n\n\nLo spettacolo nasce\, prima di tutto\, dalla curiosità verso un popolo\, quello Rom\, che pur vivendo all’interno della nostra comunità\, non ne ha mai veramente fatto parte e ha mantenuto nei secoli la propria identità pur mescolandosi e immergendosi in culture diverse\, fra popoli differenti. Le differenze sono il vero filo rosso di questo spettacolo. Differenze come valori aggiunti e non come ostacoli\, non come limiti invalicabili\, non come pretesti per allontanarsi. \n\n\n\nDifferenze come occasioni\, come opportunità\, come incontri. Differenze fra le persone che vivono all’interno dei campi; fra chi vive nei campi e chi vive fuori. Differenze fra chi arriva nei campi e chi nasce già nei campi e da lì non ha nessuna speranza di andarsene. Differenze fra chi non è neppure più in grado di immaginare una differenza per se\, per la propria famiglia\, per la propria gente e chi invece riesce ancora a vedere negli occhi curiosi dei bambini una possibilità di futuro e forse di riscatto. \n\n\n\nIL CIRCO CAPOVOLTO \n\n\n\nliberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani \n\n\n\ndi e con Andrea Lupo \n\n\n\ndiretto da Andrea Paolucci \n\n\n\nmusiche originali David Sarnelli \n\n\n\nproduzione Teatro delle Temperie \n\n\n\nPrezzi \n\n\n\nBiglietto unico 5 euro \n\n\n\nL’incasso verrà devoluto al Comune di Chiavari per azioni di pubblica utilità. \n\n\n\nInfo e Prenotazioni \n\n\n\nLunaria Teatro \n\n\n\nTel. +39 010 2477045 \n\n\n\nwww.lunariateatro.it \n\n\n\ninfo@lunariateatro.it \n\n\n\nwww.comune.chiavari.ge.it
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SUMMARY:"Canzoni\, pernacchie e giullarate" alla Camera del Lavoro di Milano
DESCRIPTION:Nel 2026 si ricordano i cento anni dalla nascita di Dario Fo (24 marzo 1926)\, unitamente al decennale della sua scomparsa (13 ottobre 2016)\, perdita che ha portato un vuoto nella cultura italiana e milanese di cui si sente oggi tutto il peso. In occasione di questa doppia ricorrenza\, la CGIL Milano\, in collaborazione con l’associazione culturale Secondo Maggio e la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS\, ha organizzato un appuntamento speciale che non vuole essere solo un omaggio\, ma un concerto e uno spettacolo inedito dedicato al grande attore e drammaturgo\, intitolato Canzoni\, pernacchie e giullarate\, in programma sabato 28 marzo alla Camera del Lavoro di Milano\, luogo storico nel quale hanno debuttato alcuni degli spettacoli più importanti di Fo e ambito di condivisione ideale di molti suoi lavori (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro; prevendita online su https://www.mailticket.it/evento/51649/milano-per-Fo). L’evento rientra tra le iniziative programmate per il 120° anniversario della CGIL ed è inserito nelle celebrazioni per i cento anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS. \n\n\n\nAlla testa di Canzoni\, pernacchie e giullarate c’è Alessio Lega\, cantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale\, interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato\, che sarà in scena insieme al suo trio (con Guido Baldoni alla fisarmonica e al pianoforte e Rocco Marchi al basso\, alle percussioni e alle tastiere) e a un gruppo di cantori e giovani attori che ripercorreranno non solo l’opera e la vita di Dario Fo e Franca Rame\, ma anche un pezzo della storia di Milano e dell’Italia: in programma la rielaborazione delle forme del teatro medievale che Fo chiamava “giullarate”\, che avranno come protagonista l’attrice Giulia Angeloni\, che con Fo ha studiato\, e la riproposizione delle canzoni scritte dallo stesso Premio Nobel per la letteratura nel 1997\, alcune famosissime (come Vengo anch’io e Ho visto un re) e altre che sono tuttora perle nascoste\, da scoprire insieme. \n\n\n\nTra i protagonisti di questo imperdibile appuntamento ci saranno pure Giulia Mei\, un’altra delle realtà della nuova scena della canzone d’autore italiana (affermatasi a X Factor)\, e Piero Sciotto\, cantautore e organizzatore che ha partecipato a innumerevoli tournée con Fo e Franca Rame e che ha preso parte anche all’occupazione della Palazzina Liberty (oggi intitolata proprio a loro)\, che da luogo abbandonato divenne un centro di cultura importante nella Milano degli anni Settanta. \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026\, ore 17.30 \n\n\n\nMilano per Dario Fo – I cento anni di Dario Fo \n\n\n\nCanzoni\, pernacchie e giullarate \n\n\n\nCon Mattea Fo (in rappresentanza della famiglia e della Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS)\, Giulia Mei (cantautrice)\, Giulia Angeloni (attrice)\, Piero Sciotto (cantautore e storico collaboratore di Dario Fo)\, Alessio Lega (cantastorie)\, Guido Baldoni (fisarmonica e pianoforte) e Rocco Marchi (basso\, percussioni e tastiere). \n\n\n\nIdea e progetto: Alessio Lega. \n\n\n\nCoordinamento: Andrea Minetto. \n\n\n\nOrganizzazione e promozione: CGIL Milano\, associazione culturale Secondo Maggio\, Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS. \n\n\n\nDove: auditorium Di Vittorio\, Camera del Lavoro\, corso di Porta Vittoria 43\, Milano. \n\n\n\nIngresso: 10 euro più diritti di prevendita. \n\n\n\nPrevendita: https://www.mailticket.it/evento/51649/milano-per-fo  \n\n\n\nPer informazioni: www.cgil.milano.it  e secondomaggio@alice.it; cell: 3356616363. \n\n\n\n 
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SUMMARY:Omaggio a Dario Fo alla Camera del Lavoro di Milano
DESCRIPTION:Nel 2026 si ricordano i cento anni dalla nascita di Dario Fo (24 marzo 1926)\, unitamente al decennale della sua scomparsa (13 ottobre 2016)\, perdita che ha portato un vuoto nella cultura italiana e milanese di cui si sente oggi tutto il peso. In occasione di questa doppia ricorrenza\, la CGIL Milano\, in collaborazione con l’associazione culturale Secondo Maggio e la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS\, ha organizzato un appuntamento speciale che non vuole essere solo un omaggio\, ma un concerto e uno spettacolo inedito dedicato al grande attore e drammaturgo\, intitolato Canzoni\, pernacchie e giullarate\, in programma sabato 28 marzo alla Camera del Lavoro di Milano\, luogo storico nel quale hanno debuttato alcuni degli spettacoli più importanti di Fo e ambito di condivisione ideale di molti suoi lavori (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro; prevendita online su https://www.mailticket.it/evento/51649/milano-per-Fo). L’evento rientra tra le iniziative programmate per il 120° anniversario della CGIL ed è inserito nelle celebrazioni per i cento anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS. \n\n\n\nAlla testa di Canzoni\, pernacchie e giullarate c’è Alessio Lega\, cantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale\, interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato\, che sarà in scena insieme al suo trio (con Guido Baldoni alla fisarmonica e al pianoforte e Rocco Marchi al basso\, alle percussioni e alle tastiere) e a un gruppo di cantori e giovani attori che ripercorreranno non solo l’opera e la vita di Dario Fo e Franca Rame\, ma anche un pezzo della storia di Milano e dell’Italia: in programma la rielaborazione delle forme del teatro medievale che Fo chiamava “giullarate”\, che avranno come protagonista l’attrice Giulia Angeloni\, che con Fo ha studiato\, e la riproposizione delle canzoni scritte dallo stesso Premio Nobel per la letteratura nel 1997\, alcune famosissime (come Vengo anch’io e Ho visto un re) e altre che sono tuttora perle nascoste\, da scoprire insieme. \n\n\n\nTra i protagonisti di questo imperdibile appuntamento ci saranno pure Giulia Mei\, un’altra delle realtà della nuova scena della canzone d’autore italiana (affermatasi a X Factor)\, e Piero Sciotto\, cantautore e organizzatore che ha partecipato a innumerevoli tournée con Fo e Franca Rame e che ha preso parte anche all’occupazione della Palazzina Liberty (oggi intitolata proprio a loro)\, che da luogo abbandonato divenne un centro di cultura importante nella Milano degli anni Settanta. \n\n\n\n Con Mattea Fo (in rappresentanza della famiglia e della Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS)\, Giulia Mei (cantautrice)\, Giulia Angeloni (attrice)\, Piero Sciotto (cantautore e storico collaboratore di Dario Fo)\, Alessio Lega (cantastorie)\, Guido Baldoni (fisarmonica e pianoforte) e Rocco Marchi (basso\, percussioni e tastiere). \n\n\n\nIdea e progetto: Alessio Lega – Coordinamento: Andrea Minetto – Organizzazione e promozione: CGIL Milano\, associazione culturale Secondo Maggio\, Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS. \n\n\n\nIngresso: 10 euro più diritti di prevendita. \n\n\n\nPrevendita: https://www.mailticket.it/evento/51649/milano-per-fo  \n\n\n\nPer informazioni: www.cgil.milano.it  e secondomaggio@alice.it; cell: 3356616363.
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SUMMARY:Elsinore Carnival all'Area xx1
DESCRIPTION:Un’esperienza immersiva ispirata alle opere di William Shakespeare\, Tom Stoppard\, Heiner Müller e Sarah Kane. Una festa in maschera per inoltrarsi nei meandri della mente\, dell’assurdo\, della vita e della morte. Un percorso narrativo\, scenografico e sensoriale\, un invito a entrare in un mondo che pulsa\, che racconta\, che reagisce alla presenza del pubblico. Un percorso dentro se stessi\, una danza folle\, una performance unica in Italia.  \n\n\n\nIn questo nuovo allestimento firmato Project xx1 il pubblico vivrà un’inedita esperienza di teatro immersivo\, in cui gli spettatori\, liberi di spostarsi nello spazio e di interagire con attori e ambienti\, entreranno a far parte della narrazione. L’esperienza di ogni spettatore sarà il frutto delle sue scelte e delle occasioni che sarà pronto a cogliere.  \n\n\n\nPer chi è questo Carnevale? \n\n\n\nPer chi è lacerato dall’odio e dalla necessità di vendetta? \n\n\n\nPer chi è intrappolata in una tragedia più grande di lei? \n\n\n\nPer chi è pedina incastrata in un destino che la vuole già morta? \n\n\n\nPer assaporare la libertà che solo la follia può donare? \n\n\n\nPer chi vuole sbilanciarsi e sprofondare? \n\n\n\nPer affrontare la verità? \n\n\n\nVieni a scoprirlo. Dietro ad ogni maschera\, ci sei tu. \n\n\n\nMisterioso\, interattivo e onirico\, Elsinore Carnival è un evento che si rivolge non solo agli amanti del teatro e delle arti performative\, ma a tutti coloro che amano esplorare esperienze artistiche nuove e sorprendenti.  \n\n\n\nPROJECT xx1 \n\n\n\npresenta \n\n\n\nELSINORE CARNIVAL \n\n\n\nTragedia della Follia \n\n\n\nVuoi guardare negli occhi la verità? \n\n\n\nDi Riccardo Brunetti\, Alessandro D’Ambrosi  \n\n\n\ncollaborazione ai testi di Silvia Ferrante \n\n\n\nRegia Riccardo Brunetti e Alessandro D’Ambrosi \n\n\n\nAiuto regia Anna Maria AvellaCon Sara Adami\, Sandra Albanese\, Anna Maria Avella\, Antonio Bandiera\, Chiara Barbagallo\, Camilla Benvenuto\, Marco Benvenuto\, Dario Biancone\, Riccardo Brunetti\, Vittorio Carotenuto\, Leonardo Catania\, Eny Cassia Corvo\, Alessandro D’Ambrosi\, Stefano De Majo\, Santa De Santis\, Eugenia Elifani\, Alessandro Fabiani\, Alessandro Giova\, Grazia La Ferla\, Alessandro Londei\, Pietro Marone\, Matteo Minno\, Alessio Pedica\, Malvina Ruggiano\, Alfonso Strumolo\, Desiree Tortorici\, Ludovica Valentini\, Massimiliano Viola\, Francesca Visicaro\, Marco  \n\n\n\nEsperienza Classic Venerdì e Sabato ore 21.00  – Domenica ore 18.00  \n\n\n\nEsperienza Premium Venerdì e Sabato ore 20.15 – Domenica ore 17.15  \n\n\n\nPrenotazioni Tel. e WhatsApp 351 327 6843 
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SUMMARY:"Gettoni" di Fabiana Dantinelli al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Centocelle\, Roma\, l’ultima cabina telefonica del quartiere. La storia di tutte le parole\, i sentimenti\, le notizie passate oltre quella cornetta\, sta per finire\, un cartello indica data e ora in cui quell’ultimo baluardo analogico verrà smantellato. Matteo\, nato e cresciuto alle case popolari\, fra quattro tiri a un vecchio pallone\, figurine\, pomeriggi al cinema e domeniche da chierichetto\, non ci sta. Mette dunque in atto la sua bizzarra protesta: un presidio attorno a quella cabina\, deciso a difenderla con ogni mezzo. \n\n\n\nInizia un viaggio nei ricordi di un millennial tenero e impacciato\, che con quella cabina ha un rapporto molto speciale\, il sofferto legame con suo fratello Valerio. Gettoni è il racconto di una perdita\, di un mondo che sta scomparendo\, quello delle cabine telefoniche\, delle vecchie osterie\, delle cassette postali\, sostituite da eredi più chic e moderni\, ma forse meno autentici. \n\n\n\nMatteo non vuole lasciar andare quel passato\, il suo\, la cabina diventa allora ostinato rifugio a cui affidare il racconto tragicomico di una vita passata in periferia\, fra santi sfigati\, ex brigatisti\, mondiali persi e la forsennata caccia a tutti i gettoni rimasti solo per fare quella chiamata… «Perché tutti c’avemo ancora quarcosa da dì a quarcuno che se n’è annato.» \n\n\n\nGettoni è il progetto vincitore di Germogli – Residenze artistiche 2025 del Teatro Trastevere. Il testo è di Fabiana Dantinelli\, autrice di Nina\, spettacolo vincitore della VII ediz. del premio di drammaturgia Artigogolo 2021 “Scrittori per il teatro” e della XXX edizione del Festival Patologico\, menzione speciale della giuria del Premio Teatro Aurelio 2022\, finalista del Premio Conti 2022 e Semifinalista del Premio Scenario Periferie 2019.  \n\n\n\nLa regia è di Alessandro De Feo\, finalista nel 2016 al Premio Attilio Corsini e finalista nel 2015 al Roma Fringe Festival per La vera vita del Cavaliere Mascherato\, omaggio a Bertolt Brecht. Torna al Trastevere dopo aver diretto nel 2024 Leviatano di Riccardo Tabilio\, con Diego Migeni\, Stefano Patti\, e Gioele Rotini.  \n\n\n\nIn scena Riccardo Ferrauti (Matteo) e Fabio Pallini (Valerio)\, già selezionati con AZzione immediata(Teatro Roget) nell’ambito di “Vestiti della vostra pelle 2024”\, l’atelier creativo guidato da Andrea Cosentino al Nuovo Teatro Ateneo e in scena a dicembre 2025 per “I Volti dell’Arte Performativa” a cura di Abraxa Teatro allo Spazio Rossellini.  \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it/
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:" QUATTRO REGINE E QUATTRO RE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Un viaggio intenso ed affascinante attraverso le canzoni della musica italiana che più ci hanno fatto emozionare. Con QUATTRO REGINE E QUATTRO RE Rita Forte torna sul palco del Teatro Manzoni di Roma accompagnata da Alberto Laurenti per una serata speciale\, un percorso musicale coinvolgente attraverso melodie che ci hanno fatto sognare e vibrare l’anima\, venerdì 27 marzo alle ore 20.30. \n\n\n\nAttraverso aneddoti\, racconti ma soprattutto tante canzoni QUATTRO REGINE E QUATTRO RE vuole essere un omaggio ad artisti che con il loro talento\, carisma e innovazione hanno attraversato generazioni\, lasciando un’impronta fondamentale nel panorama della musica italiana. In una sorta di gioco musicale\, Rita e Alberto si passeranno le carte delle emozioni\, celebrando i grandi artisti italiani con canzoni senza tempo da sognare\, ricordare e cantare insieme. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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SUMMARY:"JIDDU" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Al Nuovo Teatro Ateneo\, il 27 marzo 2026 alle ore 20\,30\, la scena si apre alla danza con JIDDU\, creazione di Marco Berrettini per Melk Prod. (Svizzera)\, un lavoro che intreccia dimensione coreografica e riflessione critica. \n\n\n\nInterpretato da Sébastien Chatellier\, Kevin Fay\, Tristan Ihne\, Manuella Renard ed Emma Terno\, lo spettacolo prende avvio dalla vicenda di una compagnia di danza popolare bavarese che\, incapace di ottenere riconoscimento\, decide di appropriarsi di danze provenienti da altri paesi e culture. Una scelta che introduce una frattura profonda all’interno del gruppo\, generando un conflitto che investe non solo la pratica artistica\, ma anche le sue implicazioni etiche. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio che alterna ironia e rigore\, JIDDU mette in tensione i concetti di autenticità\, appartenenza e trasformazione\, aprendo interrogativi che restano sospesi: i danzatori riusciranno a ricomporsi come comunità? E quale prezzo sarà necessario pagare perché la danza possa continuare a esistere come spazio condiviso? \n\n\n\nNote di Marco Berrettini \n\n\n\nJiddu è la storia di una compagnia di danza popolare bavarese. In mancanza di successo\, ha deciso di diversificare e diventare globale. A poco a poco\, la troupe inizia a prendere in prestito\, o addirittura a rubare\, passi di danza da altri paesi e culture diverse. Ma questo cambiamento artistico\, eticamente parlando\, non è ben vissuto da tutti i ballerini. I loro problemi di coscienza vengono espressi e si trasformano rapidamente in contenzioso. Nel bel mezzo di una danza scoppia una discussione accesa e le danze si interrompono. Riusciranno i nostri bavaresi a fare la pace e a riprendere da dove avevano lasciato? Oppure è davvero giunto il momento che ogni persona abbia il proprio percorso e il proprio destino?  \n\n\n\nJiddu\, il nuovo spettacolo della compagnia *Melk Prod.\, è una creazione che dedico al tema e alla forma del cerchio. Ho sperimentato il cerchio nella mia infanzia\, all’asilo e a scuola. Più tardi\, ho sperimentato il cerchio alle feste di paese e l’ho ballato in spettacoli folcloristici. Penso anche al cerchio delle cerimonie spirituali\, ai diversi e variegati cerchi delle celebrazioni familiari come i matrimoni o i compleanni. Penso\, infine\, ai cerchi di attivisti politici\, come quelli guidati da Jill Sigman\, insegnante di danza e attivista newyorkese\, e da cui poi si è ispirato il cerchio infinito degli ostinati\, che nel 2009 ha riunito attivisti impegnati contro la riforma del sistema ricerca su una marcia permanente sui centri nevralgici francesi. Quello che mi colpisce in particolare del cerchio\, e che si oppone a tutti i conflitti attuali nel mondo\, e alle difficoltà degli esseri umani di essere felici e di “trovare” un senso alla propria vita\, è che il cerchio\, grazie al suo aspetto universale\, sembra mettere tutti d’accordo\, cancellando differenze culturali\, politiche\, economiche e identitarie. Ma d’accordo su cosa\, esattamente? Per me c’è qualcosa di misterioso nell’atmosfera che si respira quando balliamo in tondo\, quando siamo in cerchio. L’individuo si avvicina allo spazio in cui si svolge il giro. Una parte di lui svanisce\, come se si dovesse chiudere una porta per aprirne temporaneamente un’altra. Questa nuova porta è quella della comunità\, della condivisione dello stesso movimento\, dello stesso entusiasmo\, della stessa ricerca della gioia. Ciò che è misterioso non è tanto il fatto che ci muoviamo da uno spazio geografico e psicologico all’altro\, ma il fatto che questa danza in cerchio sia priva di negatività\, contraddizioni\, conflitti e giudizi. Da dove viene questo modo di mettere tutti d’accordo\, questo candore? Non viene dagli esseri umani che danzano\, perché rimangono coscienti\, nel profondo\, di ciò che sono e del fatto che il cerchio sarà solo un breve intervallo tra il loro “stato” individuale e il loro “stato collettivo”. Appare la sensazione di una “terza entità”. Mi sembra che questa “entità” o “atmosfera” sia qualcosa di simile ad un profumo. La ricerca di questo profumo è la storia profonda di Jiddu. \n\n\n\nIl titolo Jiddu rende omaggio al pensatore indiano Jiddu Krishnamurti\, il cui pensiero influenza da molti anni le mie creazioni. Nel 1929 dichiarò: “la verità è una terra senza sentiero. Cerchiamo sempre di costruire un ponte tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere; e attraverso questo diamo vita ad uno stato di contraddizione e conflitto in cui tutte le energie vengono perse.” Il cerchio rappresenterebbe quindi non solo una forma di luce comune che trascende le differenze tra gli esseri umani\, ma anche\, come in un circolo vizioso\, lo spazio di una nuova fonte di conflitto? Jiddu è uno spettacolo principalmente danzato\, che gioca con lo spazio rotondo\, con musica\, video e luci. Ma di tanto in tanto gli interpreti parleranno in dialetto bavarese. Quanto detto verrà immediatamente tradotto nella lingua parlata del Paese in cui avrà luogo l’esibizione da uno degli interpreti. Spero che questo crei una certa complicità tra i ballerini e il pubblico. E aggiungerà un tocco di realismo allo spettacolo. Ogni volta che la tensione sale in superficie\, ogni volta che i ballerini interrompono la danza per discutere\, lo fanno in dialetto bavarese. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nTra marzo e maggio il cartellone si dispiega come una geografia teatrale del mondo\, attraversando lingue\, memorie e tradizioni sceniche. Il 31 marzo Uproar\, nato dalla collaborazione tra Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, esplora movimento e suono a partire dai saperi ancestrali peruviani e dalla memoria delle proteste represse. Il 12 aprile Mi madre y el dinero di Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati Viraham\, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza\, intrecciando parole\, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi\, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nPiazzale Aldo Moro 5\, 00185 Roma – Edificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/jiddu/291766 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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SUMMARY:"MIS SMARCO" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Approda all’Altrove Teatro Studio dal 27 al 29 marzo MIS SMARCO\, spettacolo scritto e interpretato da Valentina Illuminati. \n\n\n\nDopo una vita costantemente impegnata nei disparati ruoli della brava\, divertente\, saggia\, cazzuta\, umile\, educata\, figlia\, sorella\, nipote\, compagna\, sulla soglia degli -anta e ormai donna\, Mis Smarco decide di smarcarsi dalle sue ingombranti personalità per “Essere” solo e semplicemente se stessa. In scena un’attrice\, molte personalità e altrettanti personaggi. Alternando narrazione\, dialoghi e monologhi\, la protagonista condivide un percorso\, una sfida\, una trasformazione. \n\n\n\nMis Smarco nasce in una piccola cittadina marchigiana\, utilizzando a volte il dialetto d’origine (reso comprensibile a tutti) e trova ispirazione per dipingere la società e al tempo stesso sondare con schiettezza le problematiche di un essere umano alla ricerca di sé. Il racconto presta particolare attenzione a “quei piccoli avvenimenti quotidiani” che inconsapevolmente diventano così grandi da condizionare la personalità e la storia di ciascuno. Lo spettacolo Mis Smarco è leggero\, ironico e irriverente ma offre al contempo spunti di riflessione. \n\n\n\n“Mis Smarco” è uno spettacolo SEMPLICE\, là dove la semplicità è stata una conquista. L’allestimento di Mis Smarco è di base un allestimento Povero\, là dove la povertà di un allestimento indipendente si trasforma in opportunità\, lo spazio scenico infatti ritorna alla sua originaria funzione e attrice e spettatori saranno chiamati a far accadere ciò che accadrà utilizzando il potente mezzo dell’IMMAGINAZIONE. In scena un’attrice\, una storia\, tanti costumi e altrettanti personaggi. Pochi e significativi simboli sosterranno uno spettacolo che diviene un rito di “Smarcamento” individuale e collettivo. La narrazione inizia con un classico “c’era una volta” \, durante lo svolgimento si aggiungono al percorso della protagonista marchi ed etichette dettati dalla famiglia e dalla società\, grazie al gioco dell’interpretazione prendono vita diversi personaggi che dialogano fra loro e insieme al pubblico. Guardare MIS SMARCO è un po’ come spiare una bambina che gioca libera nella sua camera\, capace di creare mondi attraverso se stessa e il suo modo di vivere ciò che le accade\, una bambina che si è persa crescendo e che si ritroverà grazie allo spettacolo stesso. Lo scopo delle scelte drammaturgiche e registiche di Mis Smarco è quello di narrare una vita qualunque in maniera Spettacolare e far sì che ognuno possa riconoscere un po’ di sé. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nSpettacoli: venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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SUMMARY:“L'arte per la storia. Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine” all'Hub Culturale Moby Dick
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative di Roma Capitale per l’ottantaduesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine\, il testimone della memoria passa anche attraverso l’analisi del valore civile dell’arte e del suo ruolo pubblico. Il 27 marzo alle ore 17.30\, presso l’Hub Culturale Moby Dick (via E. Ferrati 3)\, è in programma la presentazione del volume “L’arte per la storia. Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine” (Ed. Forum\, 2025) con testi di Andrea Zannini (professore di Storia Moderna presso l’Università di Udine) e fotografie di Luca Laureati. La pubblicazione restituisce il valore artistico ed emotivo del primo monumento italiano dedicato alle vittime del nazifascismo. L’iniziativa è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è realizzata da FARE srl\, con il sostegno del Comune di Udine. \n\n\n\nIl libro intreccia le parole dello storico Zannini con gli scatti di Laureati per raccontare come la cancellata delle Fosse Ardeatine realizzata dallo scultore friulano Mirko Basaldellariesca a tradurre la tragedia in simboli spaziali\, trasformando la trama dei fatti in movimenti delle forme e risolvendo in una composizione di volumi e colori il vuoto lasciato dalle 335 persone trucidate dalle SS il 24 marzo 1944\, in rappresaglia all’attacco partigiano di via Rasella. L’opera di Basaldella\, dopo oltre tre quarti di secolo\, continua adare voce a quella moltitudine di famiglie che ancora oggi a Roma e in tutta Italia porta il peso di quel sacrificio. \n\n\n\n“La cancellata di Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine è il primo monumento italiano dedicato alle vittime del nazifascismo\, 335 persone trucidate dalle SS il 24 marzo 1944\, tra queste c’era anche il mio bisnonno\, un richiamo intimo ed emotivo” dichiara Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. “La memoria storica su quel massacro è stata labile\, a volte scivola via come i granelli di sabbia tra le mani. L’opera scultorea di Basaldella ci consente\, anche grazie a questo volume che raccoglie fotografie e testi\, di parlare del feroce eccidio che ha interessato non un singolo\, non un’unica famiglia\, ma la memoria collettiva di questa città. Presentare ‘L’arte per la storia’ è quindi un atto di resistenza a maggior ragione in questi tempi di guerra\, un modo per accrescere la memoria storica\, scuoterci dall’assuefazione ai conflitti di questi anni e aggiungere un altro tassello alla comunità e all’identità collettiva delle romane e dei romani”.  \n\n\n\n“Udine\, con la sua medaglia d’oro per la Resistenza\, porta la responsabilità di tutto il Friuli che combatté per la Liberazione dal nazifascismo” aggiunge Federico Angelo Pirone\, Assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Udine. “Questo libro\, per il quale ringraziamo il comune di Roma\, ci ricorda che la memoria delle Fosse Ardeatine non appartiene soltanto al passato\, ma continua a interrogare il nostro presente. Attraverso l’opera dell’udinese Mirko Basaldella\, l’arte diventa linguaggio civile\, capace di custodire il dolore della storia e di trasmettere\, soprattutto alle nuove generazioni\, il valore profondo della libertà\, della democrazia e del prezzo che i nostri concittadini di allora furono disposti a pagare”. \n\n\n\nAll’incontro\, interverranno: Massimiliano Smeriglio\, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale;Federico Angelo Pirone\, Assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Udine;Federica Pirani\, Direttrice della Direzione Patrimonio artistico delle ville storiche e Archivio Storico capitolino; Amedeo Ciaccheri\, Presidente del Municipio Roma VIII; Francesco Albertelli\, Presidente di Anfim; l’autore Andrea Zannini\, professore di Storia Moderna presso l’Università di Udine; il Presidente di DiSCo – Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza.     \n\n\n\nLa presentazione è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Info su https://culture.roma.it.
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