BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Quarta Parete Roma - ECPv6.17.5//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://quartapareteroma.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Quarta Parete Roma
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260303T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260731T170000
DTSTAMP:20260204T181930Z
CREATED:20260204T181731Z
LAST-MODIFIED:20260204T181930Z
UID:177579-1772571600-1785517200@quartapareteroma.it
SUMMARY:Crossroads 2026 - Jazz e altro in Emilia-Romagna
DESCRIPTION:La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio\, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna\, facendo tappa in oltre venti comuni. \n\n\n\nIn un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star\, talenti emergenti\, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava\, Hamid Drake…)\, astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier\, Lakecia Benjamin\, Amaro Freitas\, Makaya McCraven…)\, nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi\, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses\, Rachel Z\, Simona Molinari\, Petra Magoni\, Karima\, Eleonora Strino…) \n\n\n\nCrossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna\, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. \n\n\n\nArtisti residenti \n\n\n\nCrossroads è come una ‘prima casa’ per alcuni dei più noti solisti del jazz italiano\, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival sempre con progetti e gruppi diversi. \n\n\n\nFabrizio Bosso\, con le sue acrobatiche volate sulla tromba\, si esibirà con tre diversi progetti: come solista ospite del quartetto di sassofoni crossover Saxofollia (20 marzo\, Modena\, La Tenda); con il suo Spiritual Trio\, il cui groove carico di soul risuonerà a Meldola (7 aprile\, Teatro Comunale Dragoni); con il suo inossidabile quartetto che eseguirà il gagliardo omaggio alle musiche di Stevie Wonder aumentato dalla presenza di Nico Gori a clarinetto e sax (29 maggio\, Correggio\, Teatro Asioli). \n\n\n\nTre presenze anche per Petra Magoni\, vocalist dalle mille anime: assieme a Mauro Ottolini proporrà un viaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi (4 marzo\, Casalgrande\, Teatro Fabrizio De André); seguirà lo spettacolo ‘sovversivo’ assieme all’Arkè String Quartet (6 maggio\, Piangipane\, Teatro Socjale); infine in duo con la liutista Ilaria Fantin\, in un poetico equilibrio tra antico e moderno (9 giugno\, Parma\, Casa della Musica). \n\n\n\nBen quattro saranno le occasioni per ascoltare la voce di Karima: in duo con il pianista e cantante Walter Ricci per l’inaugurazione del festival (3 marzo\, Casalgrande); in quartetto per il suo ormai celebre progetto dedicato alle musiche di Burt Bacharach (30 aprile\, Russi\, Teatro Comunale); con altri due diversi quartetti per un omaggio alla canzone italiana (20 giugno\, Medicina\, Parco Ca’ Nova) e un affondo nel repertorio soul (23 giugno\, Nespoli\, Poderi dal Nespoli). \n\n\n\nAncora più numerose saranno le presenze di Mauro Ottolini\, ormai trombone di riferimento per il jazz italiano più creativo. Addirittura cinque\, partendo dal già citato concerto in cui condivide la leadership con Petra Magoni e proseguendo con una serie di live assai caratteristici: la sonorizzazione dal vivo con il Trio Osaki del capolavoro del cinema muto Io e la vacca di Buster Keaton (3 aprile\, Fusignano\, Auditorium Corelli); l’omaggio a Fred Buscaglione eseguito con l’ampio e policromo organico dell’Orchestra Ottovolante (23 aprile\, Russi); il rigoglioso melodismo orchestrale di “Nada Màs Fuerte”\, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke (2 maggio\, Piangipane); la partecipazione come solista\, al fianco del direttore Tommaso Vittorini\, il beatboxer Alien Dee\, il sassofonista Mauro Negri e una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti\, alla produzione originale “Pazzi di Jazz” dedicata a Ray Charles (3 maggio\, Ravenna\, Teatro Alighieri). \n\n\n\nRavenna Jazz \n\n\n\nNel cartellone di Crossroads confluisce il programma di Ravenna Jazz\, che quest’anno oltre all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio\, avrà una ripresa estiva l’1\, 3 e 9 luglio. \n\n\n\nLe tre serate estive vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio: l’attesissimo ritorno del chitarrista Pat Metheny (3 luglio); il doppio programma del 9 con le band di due musicisti giovanissimi eppure già di culto come il chitarrista Matteo Mancuso e la bassista Nik West; l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini\, il bandoneonista Daniele di Bonaventura\, il vibrafonista Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati impegnati in un tributo ad Astor Piazzolla (1 luglio\, in collaborazione con Ravenna Festival). \n\n\n\nOltre alle già citate presenze degli artisti residenti di Crossroads (Mauro Ottolini e Petra Magoni)\, la programmazione di maggio ospiterà anche la produzione originale dedicata alle musiche di Nat King Cole con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti e gli interventi solistici del trombettista Flavio Boltro e il cantante Walter Ricci (il 10\, Teatro Alighieri); l’omaggio a Chico Buarque della cantante Maria Pia De Vito (l’8\, Piangipane); tre serate al Cisim di Lido Adriano con il pianista Bill Laurance in solo (il 5)\, il quintetto Nuova Forma Army del cantautore-rapper Davide Shorty (il 7) e il maelstrom sonoro del quintetto Sinnerman (il 9); le impennate sassofonistiche di Alessandro Scala e Fabio Petretti in quintetto (il 4\, Mama’s Club). \n\n\n\nLa modernità dell’American (jazz) dream \n\n\n\nCulla del jazz e ancora oggi suo cuore pulsante: dagli Stati Uniti provengono le forme più veraci delle musiche di ispirazione afroamericana oltre che le più audaci e attuali ricombinazioni stilistiche. Lo si nota chiaramente nella vigorosa impronta coltraniana\, proiettata verso il futuro\, di sassofonisti come Lakecia Benjamin (il 14 luglio con il progetto “Phoenix” a Rimini\, Corte degli Agostiniani) e Isaiah Collier (il 20 maggio in quartetto a Correggio). E poi ancora nella prorompente vocalità di China Moses (26 maggio\, Correggio)\, nella miscela rock-jazz-world del trio guidato dalla pianista Rachel Ze il batterista Omar Hakim (15 maggio\, Correggio)\, nella scienza del beat del batterista Makaya McCraven (14 maggio\, Correggio). Con il pianista Greg Burk si torna in territori più legati all’eredità post-boppistica (in trio il 21 marzo a Bologna\, Camera Jazz&Music Club)\, mentre si raggiungono vette sofisticate con il trio del contrabbassistacaliforniano Billy Mohler (24 aprile\, Ferrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni) e il quartetto del bassista elettrico Chris Morrissey (25 aprile\, Ferrara). \n\n\n\nJazz tricolore \n\n\n\nCrossroads significa artisti e musiche da ogni parte del globo ma anche e soprattutto tantissimo jazz italiano\, con la sua specificità di inglobare gli influssi sonori della nostra tradizione musicale. \n\n\n\nUn capitolo specifico è quello delle voci\, da sempre un terreno esplorato in ogni sua estensione dal festival emiliano-romagnolo. Quello della giovanissima cantante e pianista Frida Bollani Magoni è un talento già affermato ma ancora in continua evoluzione (8 marzo\, Massa Lombarda\, Sala del Carmine). Sono invece nella loro più aurea maturità vocalist come Raphael Gualazzi\, in un solo voce-pianoforte (10 giugno\, Parma); Peppe Servillo\, impegnato sia in trio con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (omaggio a Lucio Dalla\, 22 aprile\, Medolla\, Teatro Facchini) che in duo con il pianista Danilo Rea(omaggio alla canzone napoletana in jazz\, 23 luglio\, Nespoli); John De Leo\, in duo col suo fidato chitarrista Fabrizio Tarroni (19 giugno\, Bagnacavallo\, Chiostro del Complesso di San Francesco); GeGè Telesforo\, celebrità anche radio-televisiva\, che proprio alla radio rende omaggio in sestetto (29 aprile\, Medolla); Joe Barbieri\, col suo affondo nella canzone tradizionale napoletana (8 giugno\, Parma). Con la brillante Simona Molinari si raggiungerà un apice di eloquenza sonora: assieme all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti sarà protagonista di una produzione originale che rende omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop (28 luglio\, Rimini). Legate al territorio regionale sono le voci del trio Le Scat Noir (18 aprile\, Dozza\, Teatro Comunale)\, di Anna Ghetti\, in duo col contrabbassista Paolo Ghetti (20 aprile\, Mordano\, Teatro Comunale) e dell’audace duo Wrong Sisters (28 aprile\, Mordano). \n\n\n\nNon meno abbondante e trasversale è l’esplorazione del jazz italiano puramente strumentale\, a partire dalla presenza di nomi altamente rappresentativi come Enrico Rava\, il trombettista simbolo del jazz nostrano\, che per l’ennesima volta quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz come “Miglior musicista” e che sarà ospite d’onore in due serate a Correggio (il 21 maggio con il trio Guano Padano e il 23 con l’Artchipel Orchestra); ancora il pianista Danilo Rea affiancato dall’elettronica di Martux_m (30 maggio\, Correggio); Antonio Faraò (in piano solo\, 2 aprile\, Modena\, Teatro delle Passioni); Roberto Gatto\, che si ascolterà sia alla guida del suo quartetto con ospite aggiunto il sassofonista Pietro Tonolo (8 aprile\, Guastalla\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri) che come componente di un trio all leaders con il pianista Francesco Maccianti e il contrabbassista Ares Tavolazzi (13 marzo\, Castel San Pietro Terme\, Cassero Teatro Comunale). Ritroviamo Pietro Tonolo in un trio all stars con Dario Deidda al basso e Jorge Rossy alla batteria (9 aprile\, Fusignano). \n\n\n\nCi sono poi ancora ascolti sfiziosi con artisti di varia notorietà: il sassofonista Daniele Sepe\, nome emblematico del jazz dai toni più libertari (con il suo omaggio alle colonne sonore dei film di Totò il 24 marzo a Guastalla); Valerio Corzani\, celebre voce radiofonica qui in veste di narratore per raccontare la parabola di Pannonica de Koenigswarter\, accompagnato dal polistrumentista Giorgio Li Calzi e il visual artistAndrea Daddi (26 marzo\, Fusignano); l’incontro sulle musiche di Morricone e Legrand tra il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e le tastiere di Giovanni Ceccarelli\, con in più la voce di Cristina Renzetti (17 aprile\, Fusignano); il quartetto della chitarrista e cantante Eleonora Strino\, che aggiunge una sensuale spanish tinge alla sua solida impostazione post-boppistica (17 marzo\, Fusignano); il trio Accordi Disaccordi\, che rinnova la tradizione del jazz gitano (12 marzo\, Solarolo\, Oratorio dell’Annunziata); la Tower Jazz Composers Orchestra\, le cui stratificate e moderne sonorità sono affidate alla direzione di Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon (26 aprile\, Ferrara). \n\n\n\nL’On Time Contest permetterà di ascoltare alcune delle più promettenti band del giovane jazz italiano: il 17 maggio a Correggio si assisterà all’esibizione in concerto dei finalisti del concorso\, seguita dalla rivelazione del vincitore\, mentre il 16 maggio sempre a Correggio si esibiranno i Quinto Elemento\, gruppo che si è aggiudicato l’On Time Contest 2025. \n\n\n\nLa comunità europea del jazz \n\n\n\nNumerose nazioni europee contribuiscono coi loro artisti al cartellone di Crossroads: Francia\, Gran Bretagna\, Olanda\, Spagna\, Germania. Da tutto il continente giungono idee musicali che esibiscono chiari legami con la loro provenienza geografica sapendo contemporaneamente accogliere il linguaggio internazionale del jazz. \n\n\n\nDalla Francia arriva il puro concentrato di pariginità del duo Fontamar Consort\, formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar (6 marzo\, Fusignano). \n\n\n\nL’Olanda ci consegna il superbo e visionario violoncellista Ernst Reijseger\, in duo col violinista Mario Forte (14 marzo\, Fusignano). \n\n\n\nIn rappresentanza della Spagna\, con le sue caratteristiche tinte folkloriche\, giungono la cantante Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià (27 marzo\, Modena\, La Tenda). \n\n\n\nMade in Germany è il quintetto del batterista Jens Düppe\, la cui solida musica sarà intensificata dalla presenza di Francesco Bearzatti come solista al sax (10 aprile\, Castel San Pietro Terme). \n\n\n\nSolidamente jazzistiche le importazioni musicali dalla Gran Bretagna: il cantante e pianista Anthony Strong accompagnato dalla Colours Jazz Orchestra eseguirà un omaggio da Cole Porter a Frank Sinatra (22 marzo\, Imola\, Teatro Ebe Stignani); il cantante e sassofonista Ray Gelato\, il ‘padrino’ dello swing anglosassone\, porterà i suoi Giants a Rimini (31 luglio). \n\n\n\nTinte esotiche \n\n\n\nMolta America Latina e un pizzico d’Africa: i suoni esotici sono da sempre una specialità di Crossroads. \n\n\n\nLasciandoci alle spalle la musica afroamericana\, si veleggia verso quella afrocubana: il Grupo Compay Segundo\, ovvero i più accreditati eredi del mitico Buena Vista Social Club\, travolgerà il Teatro Ebe Stignani di Imola coi suoi ritmi sovreccitati (18 marzo). \n\n\n\nCi si sposta invece sulle sponde musicali del Brasile in ben tre occasioni: il piano solo di Amaro Freitas\, col suo jazz carico di echi folklorici emerso dalle favelas di Recife (12 aprile\, Piacenza\, Milestone); la cantante Ivete Souzah\, che in duo con il tastierista Maurizio Degasperi rivisita in chiave moderna le memorie ancestrali della sua terra (13 aprile\, Mordano); il duo As Madalenas\, il cui omaggio a Ornella Vanoni si muove tra Italia e Brasile (19 aprile\, Dozza). \n\n\n\nIl trio che allinea il suonatore di balafon Aly Keita\, il batterista Hamid Drake e il vibrafonista Pasquale Mirra garantisce un tripudio di pulsazioni ritmiche tra Africa\, USA e Italia (27 maggio\, Correggio). \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\n(non completo) \n\n\n\nMartedì 3 marzo \n\n\n\nCasalgrande (RE)\, Teatro Fabrizio De André\, ore 21:15 \n\n\n\nKARIMA & WALTER RICCI \n\n\n\nKarima – voce; Walter Ricci – pianoforte\, voce \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMercoledì 4 marzo \n\n\n\nCasalgrande (RE)\, Teatro Fabrizio De André\, ore 21:15 \n\n\n\nPETRA MAGONI & MAURO OTTOLINI \n\n\n\n“Gira Dischi” \n\n\n\nViaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi \n\n\n\nPetra Magoni – voce\, chitarra; Mauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie\, voce; Thomas Sinigaglia – fisarmonica\, looper; Michele Cusato – chitarra acustica \n\n\n\nPetra Magoni e Mauro Ottolini artists in residence \n\n\n\nVenerdì 6 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nFONTAMAR CONSORT \n\n\n\n“Paris Lullaby” \n\n\n\nLaurianne Langevin – voce; Jean Fontamar – pianoforte \n\n\n\nDomenica 8 marzo\n\n\n\nMassa Lombarda (RA)\, Sala del Carmine\, ore 21:00 \n\n\n\nFRIDA LIVE \n\n\n\nFrida Bollani Magoni – pianoforte\, voce; Mark Glentworth – vibrafono \n\n\n\nGiovedì 12 marzo\n\n\n\nSolarolo (RA)\, Oratorio dell’Annunziata\, ore 21:00 \n\n\n\nACCORDI DISACCORDI \n\n\n\nAlessandro Di Virgilio – chitarra solista; Dario Berlucchi – chitarra ritmica;  Dario Scopesi – contrabbasso \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 13 marzo \n\n\n\nCastel San Pietro Terme (BO)\, Cassero Teatro Comunale\, ore 21:15 \n\n\n\n“Cassero Jazz”\n\n\n\nMACCIANTI / TAVOLAZZI / GATTO TRIO \n\n\n\n“Playing Standards” \n\n\n\nFrancesco Maccianti – pianoforte; Ares Tavolazzi – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria \n\n\n\nSabato 14 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nERNST REIJSEGER & MARIO FORTE \n\n\n\nErnst Reijseger – violoncello; Mario Forte – violino  \n\n\n\nMartedì 17 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nELEONORA STRINO QUARTET \n\n\n\n“Matilde” \n\n\n\nEleonora Strino – chitarra\, voce; Giulio Corini – contrabbasso; Claudio Vignali – pianoforte; Zeno De Rossi – batteria  \n\n\n\nMercoledì 18 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Ridotto del Teatro Ebe Stignani\, ore 18:00 \n\n\n\nPresentazione della nuova edizione del libro  \n\n\n\n“Il Suono del Nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea” (Auditorium\, 2026) \n\n\n\ndi Luca Vitali \n\n\n\ninterverranno l’autore Luca Vitali e Franco Minganti \n\n\n\nin collaborazione con Combo Jazz Club  \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nMercoledì 18 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Teatro Ebe Stignani\, ore 21:00 \n\n\n\nGRUPO COMPAY SEGUNDO de Buena Vista Social Club \n\n\n\n“Vívelo Tour” \n\n\n\nSalvador Repilado Labrada – direzione\, contrabbasso; Hugo Garzón Bargalló – prima voce\, maracas; Nilso Arias Fernández – seconda voce\, chitarra; \n\n\n\nRafael Inciarte Rodríguez – direzione musicale\, cori; Haskell Armenteros Pons – clarinetto\, cori; Rafael Inciarte Cordero – clarinetto basso;  \n\n\n\nRafael Dairon Mejias Chang – percussioni\, cori; Omar Perez Rodríguez – chitarra; Yoel Matos Rodriguez – armonico  \n\n\n\nVenerdì 20 marzo\n\n\n\nModena\, La Tenda\, ore 21:30 \n\n\n\nQUARTETTO SAXOFOLLIA feat. FABRIZIO BOSSO \n\n\n\nFabrizio Benevelli – sax soprano; Lorenzo Simoni – sax alto; Marco Ferri – sax tenore; Giovanni Contri – sax baritono;  \n\n\n\nspecial guest Fabrizio Bosso – tromba \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\nSabato 21 marzo \n\n\n\nBologna\, Camera Jazz&Music Club\, ore 22:00 \n\n\n\nGREG BURK TRIO \n\n\n\n“Played Twice”  \n\n\n\nReimagining the classics \n\n\n\nGreg Burk – pianoforte; Paolo Benedettini – contrabbasso; Adam Pache – batteria \n\n\n\nDomenica 22 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Ridotto del Teatro Ebe Stignani\, ore 18:00 \n\n\n\nPresentazione del libro  \n\n\n\n“Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura” (Shake Ed.\, 2025) \n\n\n\ndi Pierpaolo Martino \n\n\n\ninterverranno l’autore Pierpaolo Martino e Franco Minganti \n\n\n\nin collaborazione con Combo Jazz Club  \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nDomenica 22 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Teatro Ebe Stignani\, ore 21:00 \n\n\n\nANTHONY STRONG & COLOURS JAZZ ORCHESTRA \n\n\n\nDa Cole Porter a Frank Sinatra \n\n\n\nAnthony Strong – voce\, pianoforte;  \n\n\n\nMassimo Morganti – direzione\, trombone solista; \n\n\n\nCOLOURS JAZZ ORCHESTRA: Fabio Petretti\, Nicola Cecchetto\, Filippo Sebastianelli\, Antonangelo Giudice\, Marco Postacchini – sassofoni;  \n\n\n\nGiorgio Caselli\, Riccardo Catria\, Luca Giardini\, Samuele Garofoli\, Michele Samory – trombe; \n\n\n\nCarlo Piermartire\, Paolo Mancini\, Andrea Angeloni\, Paolo Del Papa\, Pierluigi Bastioli – tromboni;  \n\n\n\nLuca Pecchia – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso; Luke Tomlinson – batteria  \n\n\n\nMartedì 24 marzo  \n\n\n\nGuastalla (RE)\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Guastalla Jazz Festival”\n\n\n\nDANIELE SEPE \n\n\n\n“Sepè le Mokò” \n\n\n\nDaniele Sepe – sax tenore\, flauti; Paolo Zamuner – pianoforte\, tastiere; Alessandro Morlando – chitarra;  \n\n\n\nGianluca Capurro – basso elettrico; Massimo Del Pezzo – batteria; Antonello Iannotta – percussioni \n\n\n\n \n\n\n\nGiovedì 26 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nCORZANI / LI CALZI / DADDI \n\n\n\n“Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri” \n\n\n\nValerio Corzani – narratore; Giorgio Li Calzi – tromba\, tastiere\, voce\, electronics; Andrea Daddi – visual  \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 27 marzo\n\n\n\nModena\, La Tenda\, ore 21:30 \n\n\n\nMAGALÍ SARE & MANEL FORTIÀ \n\n\n\nMagalí Sare – voce; Manel Fortià – contrabbasso \n\n\n\nGiovedì 2 aprile\n\n\n\nModena\, Teatro delle Passioni\, ore 21:00 \n\n\n\nANTONIO FARAÒ PIANO SOLO \n\n\n\n“Kind of…” \n\n\n\nAntonio Faraò – pianoforte \n\n\n\nVenerdì 3 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nMAURO OTTOLINI TRIO OSAKI in \n\n\n\n“GO WEST (Io e la vacca)” di BUSTER KEATON \n\n\n\nMauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie; Thomas Sinigaglia – fisarmonica; Marco Bianchi – chitarra classica\, chitarra baritona\, Haitian guitar \n\n\n\nSonorizzazione dal vivo sulle immagini del film “Go West” di Buster Keaton (1925) \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nMartedì 7 aprile\n\n\n\nMeldola (FC)\, Teatro Comunale Dragoni\, ore 21:00 \n\n\n\nFABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO \n\n\n\n“Welcome Back” \n\n\n\nFabrizio Bosso – tromba; Alberto Marsico – organo Hammond; Alessandro Minetto – batteria \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\n \n\n\n\nMercoledì 8 aprile  \n\n\n\nGuastalla (RE)\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Guastalla Jazz Festival”\n\n\n\nROBERTO GATTO QUARTET feat. PIETRO TONOLO \n\n\n\n“Around Miles & Trane” \n\n\n\nPietro Tonolo – sassofoni; Alessandro Presti – tromba; Alfonso Santimone – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria  \n\n\n\nGiovedì 9 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nTONOLO / DEIDDA / ROSSY DJP TRIO \n\n\n\n“Somewhere” \n\n\n\nPietro Tonolo – sax tenore\, sax soprano\, flauto contralto; Dario Deidda – basso; Jorge Rossy – batteria\, vibrafono  \n\n\n\n \n\n\n\n\nVenerdì 10 aprile \n\n\n\nCastel San Pietro Terme (BO)\, Cassero Teatro Comunale\, ore 21:15 \n\n\n\n\n“Cassero Jazz”\n\n\n\nJENS DÜPPE QUINTET feat. FRANCESCO BEARZATTI \n\n\n\n“ism” \n\n\n\nFrancesco Bearzatti – sax tenore; Frederik Köster – tromba; Lars Duppler – pianoforte; Christian Ramond – contrabbasso; Jens Düppe – batteria \n\n\n\n \n\n\n\nDomenica 12 aprile\n\n\n\nPiacenza\, Milestone\, ore 21:45 \n\n\n\n“Piacenza Jazz Fest”\n\n\n\nAMARO FREITAS SOLO \n\n\n\nAmaro Freitas – pianoforte \n\n\n\nUna collaborazione Crossroads-Piacenza Jazz Club \n\n\n\nLunedì 13 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nIVETE SOUZAH & MAURIZIO DEGASPERI DUO \n\n\n\n“Brazil. Echi di libertà” \n\n\n\nIvete Souzah – voce; Maurizio Degasperi – tastiere  \n\n\n\nVenerdì 17 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nGIOVANNI CECCARELLI & FERRUCCIO SPINETTI  \n\n\n\n+ special guest CRISTINA RENZETTI \n\n\n\n“LeGrand Morricone” \n\n\n\nCristina Renzetti – voce; Giovanni Ceccarelli – pianoforte\, tastiere\, clavietta; Ferruccio Spinetti – contrabbasso \n\n\n\n \n\n\n\nSabato 18 aprile\n\n\n\nDozza (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nLE SCAT NOIR \n\n\n\nNatalia Abbascià – voce\, violino; Sara Tinti – voce\, tastiere; Ginevra Benedetti – voce \n\n\n\nDomenica 19 aprile\n\n\n\nDozza (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nAS MADALENAS \n\n\n\n“Dettagli” \n\n\n\nUn omaggio a Ornella Vanoni tra Italia e Brasile \n\n\n\nCristina Renzetti – voce\, chitarra\, percussioni; Tati Valle – voce\, chitarra\, percussioni \n\n\n\nLunedì 20 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nANNA GHETTI & PAOLO GHETTI DUO \n\n\n\n“Swinging Memories” \n\n\n\nAnna Ghetti – voce; Paolo Ghetti – contrabbasso  \n\n\n\nMercoledì 22 aprile \n\n\n\nMedolla (MO)\, Teatro Facchini\, ore 21:00 \n\n\n\nSERVILLO / GIROTTO / MANGALAVITE \n\n\n\n“L’anno che verrà” \n\n\n\nCanzoni di Lucio Dalla \n\n\n\nPeppe Servillo – voce; Javier Girotto – sax soprano\, sax baritono\, percussioni; Natalio Mangalavite – pianoforte\, tastiere\, voce \n\n\n\nGiovedì 23 aprile\n\n\n\nRussi (RA)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nMAURO OTTOLINI & ORCHESTRA OTTOVOLANTE \n\n\n\n“A qualcuno piace Fred” \n\n\n\nOmaggio a Buscaglione \n\n\n\nMauro Ottolini – voce\, trombone\, conchiglie; Andrea Lagi – tromba; Paolo Malacarne – tromba;  \n\n\n\nEmiliano Vernizzi – sax alto; Stefano Menato – sax tenore; Corrado Terzi – sax baritono; \n\n\n\nLino Bragantini – trombone; Matteo Del Miglio – trombone basso; Enrico Trevisanato – pianoforte; Giulio Corini – contrabbasso; Luca Colussi – batteria\n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nVenerdì 24 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nBILLY MOHLER TRIO \n\n\n\nFrancesco Bigoni – sax tenore\, clarinetto; Billy Mohler – contrabbasso; Jonathan Pinson – batteria  \n\n\n\nSabato 25 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nCHRIS MORRISSEY QUARTET \n\n\n\nCharlotte Greve – sax alto\, voce; Marco Bolfelli – chitarra; Chris Morrissey – basso elettrico\, voce; Bill Campbell – batteria \n\n\n\nDomenica 26 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nTOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA \n\n\n\nAlfonso Santimone – pianoforte\, direzione; Piero Bittolo Bon – sax alto\, flauto\, clarinetto\, direzione; Sandro Tognazzo – flauto; \n\n\n\nPaolo Malacarne\, Michele Tedesco\, Pasquale Paterra\, Francesco Assini – trombe; \n\n\n\nFederico Pierantoni\, Lorenzo Manfredini\, Giulio Tullio\, Valentino Spaggiari – tromboni; \n\n\n\nDaniele D’Alessandro – clarinetti; Tobia Bondesan – sax alto; Filippo Orefice – sax tenore\, clarinetto; Giulia Barba – sax baritono\, clarinetto basso; \n\n\n\nGlauco Benedetti – tuba; Federico Rubin – pianoforte; Luca Chiari – chitarra; Stefano Dallaporta – contrabbasso; Simone Sferruzza\, Andrea Grillini – batteria \n\n\n\nMartedì 28 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nWRONG SISTERS\n\n\n\nBeatrice Lenzini – tastiere\, voce; Francesca Alinovi – contrabbasso\, voce  \n\n\n\nMercoledì 29 aprile \n\n\n\nMedolla (MO)\, Teatro Facchini\, ore 21:00 \n\n\n\nGEGÈ TELESFORO \n\n\n\n“Jazz Radio” \n\n\n\nGeGè Telesforo – voce\, percussioni; Vittorio Solimene – pianoforte; Francesco Fratini – tromba; \n\n\n\nLorenzo Simoni – sax alto; Giulio Scianatico – contrabbasso; Valerio Vantaggio – batteria  \n\n\n\nGiovedì 30 aprile\n\n\n\nRussi (RA)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nKARIMA \n\n\n\n“Bacharach Forever” \n\n\n\nKarima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Francesco Ponticelli – basso elettrico\, contrabbasso; Andrea Beninati – batteria\, violoncello \n\n\n\nin occasione della Giornata Internazionale UNESCO del Jazz \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nSabato 2 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nMAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE  \n\n\n\n“Nada Màs Fuerte” \n\n\n\nMauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie; Vanessa Tagliabue Yorke – voce; Thomas Sinigaglia – fisarmonica; \n\n\n\nMarco Bianchi – chitarre; Giulio Corini – contrabbasso; Valerio Galla – percussioni; Gaetano Alfonsi – batteria \n\n\n\n& Quartetto d’archi \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nDomenica 3 maggio \n\n\n\nRavenna\, Teatro Alighieri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Pazzi di Jazz” \n\n\n\nORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI\, \n\n\n\nCORO SWING KIDS & TEEN VOICES \n\n\n\ndiretti da TOMMASO VITTORINI \n\n\n\nspecial guests MAURO NEGRI – sax alto\, clarinetto\, \n\n\n\nMAURO OTTOLINI – trombone & ALIEN DEE – beatbox \n\n\n\ncon la partecipazione di Marco Pierfederici – pianoforte\, tastiere; Vito Bassi – basso elettrico; Mattia Zoli – batteria; Lorenzo Mercuriali – percussioni \n\n\n\n“A Song For You” \n\n\n\nOmaggio a Ray Charles \n\n\n\nSerata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani \n\n\n\nCon il sostegno del Comune di Ravenna \n\n\n\nproduzione originale – ingresso libero \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nLunedì 4 maggio \n\n\n\nRavenna\, Mama’s Club\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nALESSANDRO SCALA & FABIO PETRETTI QUINTET \n\n\n\n“Tenor Legacy” \n\n\n\nAlessandro Scala – sax tenore; Fabio Petretti – sax tenore; Fabrizio Puglisi – pianoforte; Paolo Ghetti – contrabbasso; Stefano Paolini – batteria \n\n\n\nMartedì 5 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nBILL LAURANCE PIANO SOLO \n\n\n\n“Lumen” \n\n\n\nBill Laurance – pianoforti \n\n\n\nMercoledì 6 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nPETRA MAGONI & ARKÈ STRING QUARTET \n\n\n\n“Subversion” \n\n\n\nPetra Magoni – voce; \n\n\n\nArkè String Quartet: Carlo Cantini – violino elettrico; Valentino Corvino – violino\, oud\, live electronics; Matteo Del Soldà – viola; Stefano Dall’Ora – contrabbasso \n\n\n\nPetra Magoni artist in residence \n\n\n\nGiovedì 7 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nDAVIDE SHORTY & NUOVA FORMA ARMY \n\n\n\nDavide Sciortino – voce; Roberto Iadanza – tastiere; Christopher Padilla Billa – chitarra; Maria Vittoria Benigni – basso elettrico; Giuseppe Allotta – batteria \n\n\n\nVenerdì 8 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nMARIA PIA DE VITO \n\n\n\n“Buarqueana” \n\n\n\nOmaggio a Chico Buarque \n\n\n\nMaria Pia De Vito – voce; Huw Warren – pianoforte; Roberto Taufic – chitarra; Roberto Rossi – batteria \n\n\n\nSabato 9 maggio \n\n\n\nRavenna\, Centro Mousiké\, Ore 10-13\, 14:30-16:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Mister Jazz” \n\n\n\nWORKSHOP di canto  \n\n\n\ncon MARIA PIA DE VITO \n\n\n\n“Suono\, corpo\, presenza\, spontaneità” \n\n\n\naperto a tutti gli strumenti \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nSabato 9 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nSINNERMAN \n\n\n\n“Atay” \n\n\n\nFederico D’Angelo – sax baritono\, tuba\, flauti; Piero Conte – chitarra; Giulio Previ – contrabbasso\, synth bass;  \n\n\n\nFrancesco Sprovieri – batteria; Dario Castelli – synth\, electronics\, producer \n\n\n\nDomenica 10 maggio \n\n\n\nRavenna\, Teatro Alighieri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“UNFORGETTABLE” \n\n\n\nOmaggio a Nat King Cole \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA \n\n\n\n+ special guests FLAVIO BOLTRO & WALTER RICCI \n\n\n\nDirettore FABIO PETRETTI \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA: \n\n\n\nDavide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone\, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto\, clarinetto\, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono\, flauto\, arrangiamenti; \n\n\n\nMichele Francesconi – pianoforte\, arrangiamenti; Paolo Ghetti – basso elettrico\, contrabbasso; Stefano Paolini – batteria. \n\n\n\nARCHI. Violini: Cesare Carretta\, Elisa Tremamunno\, Ximena Jaime\, Aldo Capicchioni\, Silvia Maffeis\, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. \n\n\n\nVioloncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini. \n\n\n\n+ special guests: FLAVIO BOLTRO – tromba; WALTER RICCI – voce. \n\n\n\nFabio Petretti – direzione\, arrangiamenti \n\n\n\nNat King Cole video collage: immagini\, concerti\, special TV\, interviste \n\n\n\nproduzione originale \n\n\n\nMercoledì 13 maggio  \n\n\n\nCesena (FC)\, Conservatorio Statale di Musica Bruno Maderna\, ore 15:30-17:30 \n\n\n\nForlì (FC)\, Cosascuola Music Academy\, ore 20:15-22:15 \n\n\n\n“Love Songs\, la canzone d’amore tra jazz e pop” \n\n\n\nincontri con gli allievi del Conservatorio Maderna di Cesena \n\n\n\ne con gli studenti della Cosascuola Music Academy di Forlì \n\n\n\na cura di Francesco Martinelli\, docente di storia del jazz alla Siena Jazz University \n\n\n\npartecipa Fabio Petretti\, direttore Italian Jazz Orchestra e curatore arrangiamenti della produzione  \n\n\n\noriginale “Love Songs”\, in programma il 28 luglio alla Corte degli Agostiniani di Rimini \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nGiovedì 14 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nMAKAYA McCRAVEN \n\n\n\nMarquis Hill – tromba; Matt Gold – chitarra; Junius Paul – basso elettrico; Makaya McCraven – batteria \n\n\n\nVenerdì 15 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nRACHEL Z & OMAR HAKIM TRIO \n\n\n\nRachel Z – pianoforte\, tastiere; Omar Hakim – batteria; Jonathan Toscano – contrabbasso\n\n\n\nSabato 16 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nQUINTO ELEMENTO \n\n\n\n“Oscar’s Fables” \n\n\n\nAngelo Rainone – sax tenore; Niccolò Monté Rizzi – tromba; Ariel Tricomi – pianoforte; Francesco Maggi – contrabbasso; Oscar Martin Del Rio – batteria\, composizione \n\n\n\nVincitori del concorso On Time Plus 2025 \n\n\n\ningresso gratuito \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nDomenica 17 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 17:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nON TIME CONTEST \n\n\n\nConcerto dei gruppi finalisti del concorso Correggio On Time Plus  \n\n\n\ne nomina del vincitore \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nMercoledì 20 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nISAIAH COLLIER Plays COLTRANE \n\n\n\nIsaiah Collier – sassofoni; Davis Whitfield – pianoforte; Conway Campbell – contrabbasso; Tim Regis – batteria \n\n\n\n \n\n\n\nGiovedì 21 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nGUANO PADANO plays with ENRICO RAVA \n\n\n\n“La Giostra” \n\n\n\nEnrico Rava – tromba\, flicorno; Alessandro “Asso” Stefana – chitarra\, lap steel\, armonica; Danilo Gallo – basso elettrico; Zeno De Rossi – batteria \n\n\n\nSabato 23 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nARTCHIPEL ORCHESTRA meets ENRICO RAVA \n\n\n\nARTCHIPEL ORCHESTRA: Marco Fior\, Marco Mariani – tromba; Alberto Bolettieri – trombone; Alessandro Castelli – trombone basso;  \n\n\n\nRudi Manzoli – sax soprano; Andrea Ciceri – sax alto; Germano Zenga – sax tenore; Rosarita Crisafi – sax baritono; Alberto Zappalà – clarinetto basso;  \n\n\n\nCarlo Nicita – flauto; Paola Tezzon – violino; Luca Pedeferri – pianoforte\, fisarmonica; Luca Gusella – vibrafono; Gianluca Alberti – basso elettrico; \n\n\n\nStefano Lecchi – batteria; Naima Faraò\, Serena Ferrara\, Francesca Sabatino – voci \n\n\n\nFerdinando Faraò – direzione  \n\n\n\nspecial guest Enrico Rava – tromba\, flicorno \n\n\n\nMartedì 26 maggio \n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nCHINA MOSES \n\n\n\n“It’s complicated” \n\n\n\nChina Moses – voce; Insxght – tastiere; Jerome Cornelis – chitarra; Lawrence Insula – basso elettrico; Lox – batteria \n\n\n\nMercoledì 27 maggio \n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nHAMID DRAKE / PASQUALE MIRRA / ALY KEITA \n\n\n\nHamid Drake – batteria; Pasquale Mirra – vibrafono; Aly Keita – balafon \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 29 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nFABRIZIO BOSSO QUARTET + special guest NICO GORI \n\n\n\n“We Wonder” \n\n\n\nFabrizio Bosso – tromba; Julian Oliver Mazzariello – pianoforte\, Fender Rhodes; Jacopo Ferrazza – contrabbasso\, basso elettrico; Nicola Angelucci – batteria \n\n\n\n+ special guest Nico Gori – clarinetto\, sax tenore \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\nSabato 30 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nDANILO REA + special guest MARTUX_M \n\n\n\n“Sakamoto & Me” \n\n\n\nDanilo Rea – pianoforte;  \n\n\n\nspecial guest Martux_m – elettronica \n\n\n\nMauro Cosenza – visual \n\n\n\nLunedì 8 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nJOE BARBIERI “VULÍO” \n\n\n\nJoe Barbieri – chitarra classica\, voce; Nico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche \n\n\n\nMartedì 9 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nPETRA MAGONI & ILARIA FANTIN \n\n\n\n“Cosa sono le nuvole?” \n\n\n\nPetra Magoni – voce\, narrazione; Ilaria Fantin – arciliuto\, voce\, percussioni \n\n\n\nPetra Magoni artist in residence \n\n\n\nMercoledì 10 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nRAPHAEL GUALAZZI SOLO \n\n\n\nRaphael Gualazzi – pianoforte\, voce \n\n\n\nVenerdì 19 giugno \n\n\n\nBAGNACAVALLO (RA)\, CHIOSTRO – COMPLESSO DI SAN FRANCESCO\, ORE 21:00 \n\n\n\nJOHN DE LEO & FABRIZIO TARRONI \n\n\n\nJohn De Leo – voce; Fabrizio Tarroni – chitarra \n\n\n\nSabato 20 giugno\n\n\n\nMedicina (BO)\, Parco Ca’ Nova\, ore 21:00 \n\n\n\nKARIMA \n\n\n\n“Canta Autori” \n\n\n\nDedicato alla canzone italiana \n\n\n\nKarima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Bernardo Guerra – batteria \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMartedì 23 giugno \n\n\n\nNespoli (FC)\, Poderi dal Nespoli\, ore 21:30 \n\n\n\nKARIMA SOULVILLE \n\n\n\nKarima – voce; Diego Borotti – sax\, clarinetto; Alberto Marsico – organo Hammond; Luca Guarino – batteria \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMercoledì 1 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 20:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nMASSIMO RECALCATI \n\n\n\nORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI \n\n\n\nDANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon\, direzione) \n\n\n\n& DANIELE DI GREGORIO (vibrafono\, marimba) \n\n\n\nTributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton \n\n\n\nnel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986” \n\n\n\nin collaborazione con Ravenna Festival \n\n\n\nVenerdì 3 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nPAT METHENY \n\n\n\nSide-Eye III+ \n\n\n\nPat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte\, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce\, percussioni \n\n\n\nGiovedì 9 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nMATTEO MANCUSO \n\n\n\nRoute96 Tour \n\n\n\nMatteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria \n\n\n\nNIK WEST \n\n\n\n“Moody” \n\n\n\nNik West – basso elettrico\, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori \n\n\n\nMartedì 14 luglio \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\nLAKECIA BENJAMIN ‘PHOENIX’ \n\n\n\nLakecia Benjamin – sax alto; Oscar Perez – pianoforte\, tastiere; Elias Bailey – contrabbasso; Quentin Baxter – batteria \n\n\n\nGiovedì 23 luglio \n\n\n\nNespoli (FC)\, Poderi dal Nespoli\, ore 21:30 \n\n\n\nPEPPE SERVILLO & DANILO REA \n\n\n\n“Napoli e Jazz” \n\n\n\nPeppe Servillo – voce; Danilo Rea – pianoforte \n\n\n\nMartedì 28 luglio  \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\n “LOVE SONGS” \n\n\n\nOmaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA + special guest SIMONA MOLINARI \n\n\n\nDirettore FABIO PETRETTI \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA: \n\n\n\nDavide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone\, euphonium\, arrangiamenti;  \n\n\n\nAchille Succi – sax alto\, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono\, flauto\, arrangiamenti; \n\n\n\nMax Rocchetta – pianoforte\, tastiere\, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra;  \n\n\n\nPaolo Ghetti – contrabbasso\, basso el.; Matteo Salvatori – percussioni; Stefano Paolini – batteria. \n\n\n\nARCHI. Violini: Cesare Carretta\, Elisa Tremamunno\, Ximena Jaime\, Aldo Capicchioni\, Silvia Maffeis\, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni. \n\n\n\n+ special guest: SIMONA MOLINARI – voce \n\n\n\nFabio Petretti – direzione\, arrangiamenti \n\n\n\nVideo collage: immagini\, concerti\, frammenti di film\, special TV \n\n\n\nproduzione originale \n\n\n\nVenerdì 31 luglio \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\nRAY GELATO & THE GIANTS \n\n\n\nThe Godfather of swing \n\n\n\nRay Gelato – voce\, sax tenore; Danny Marsden – tromba; Andy Rogers – trombone; Olly Wilby – sax alto\, sax tenore;  \n\n\n\nGunther Kurmayr – pianoforte; Manuel Alvarez – contrabbasso; Ed Richardson – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it \n\n\n\nwebsite: www.crossroads-it.org – www.jazznetwork.it \n\n\n\nDirezione Artistica \n\n\n\nSandra Costantini
URL:https://quartapareteroma.it/event/crossroads-2026-jazz-e-altro-in-emilia-romagna/
LOCATION:ITA
CATEGORIES:Musica
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/02/Grupo-Compay-Segundo-di-David-Rodriguez.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260304T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260329T100000
DTSTAMP:20260217T093157Z
CREATED:20260217T092916Z
LAST-MODIFIED:20260217T093157Z
UID:178510-1772618400-1774778400@quartapareteroma.it
SUMMARY:ROTTA. Cinque barche in mare\, il confine liquido a Palazzo Vecchio a Firenze
DESCRIPTION:C’è chi\, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane\, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attraversano il mare senza lasciare traccia\, fuori da ogni statistica\, inghiottite da un confine che spesso non riconosce i corpi\, i nomi\, le storie. È da questa frattura\, e dall’esperienza diretta dell’artista Giuseppe Lo Schiavo\, che a Palazzo Vecchio di Firenze\, dal 4 al 29 marzo 2026\, arriva Rotta\, mostra immersiva e opera video installativa che esplora il Mediterraneo come spazio di confine\, memoria e ascolto\,  trasformando il mare in un luogo sospeso tra oblio e testimonianza attraverso immagini\, suono e rito. \n\n\n\nUn’opera d’arte site specific a cura di Serena Tabacchi – nata come performance in presa diretta – che nelle immagini di un attraversamento in mare aperto\, chiama a raccolta e interroga le coscienze. Un’esperienza sensoriale immersiva che coinvolge lo spettatore non come osservatore esterno\, ma come presenza attiva all’interno di uno spazio di ascolto e riflessione\, dove l’arte non si limita a rappresentare\, ma chiede una presa di posizione: una processione laica in mare\, in cui cinque imbarcazioni avanzano insieme come un unico corpo\, fino a un gesto finale di forte impatto simbolico. \n\n\n\nÈ così che Rotta si colloca consapevolmente all’interno di quello che era lo spazio deputato alla difesa della “fortezza” cittadina\, e che Giuseppe Lo Schiavo trasforma in un luogo di riflessione sul concetto contemporaneo di difesa e di confine. Confini che non sono più mura né bastioni\, ma superfici liquide\, instabili\, spesso invisibili. Rotte marittime trasformate in linee di separazione\, in spazi di controllo e di attesa\, dove la tutela di un territorio coincide spesso con l’esclusione dell’altro.  \n\n\n\nNei 350 metri quadrati della Sala d’Arme\, proiezioni perimetrali sincronizzate e un sistema audio immersivo costruiscono un ambiente che agisce sul corpo e sulla percezione: le immagini scorrono come frammenti di una memoria collettiva che non trova archivi ufficiali\, mentre il suono avvolge lo spazio e guida l’esperienza in un attraversamento emotivo e sensoriale che sollecita domande\, responsabilità\, partecipazione. \n\n\n\nNon solo dispositivo immersivo: nella Sala d’Arme trovano posto sculture di delfini a grandezza naturale. Spiriti guida per eccellenza\, i delfini assumono un valore ambivalente: simboli di salvezza e di mito\, ma anche presenze silenziose che accompagnano e interrogano. Un’estensione che amplia il respiro del progetto e rafforza il dialogo tra interno ed esterno\, tra esperienza individuale e dimensione collettiva. \n\n\n\nLa colonna sonora originale\, composta da Marco Guazzone\, dialoga con l’esecuzione di una banda musicale di Pizzo Calabro\, coinvolta direttamente nel progetto\, trasformando il viaggio in un atto corale\, intimo e collettivo al tempo stesso. \n\n\n\nGiuseppe Lo Schiavo\, in arte GLOS\, è visual artist e researcher attivo tra Milano e Londra. La sua ricerca si muove all’intersezione tra tecnologia\, scienze e storia dell’arte attraverso il concetto di Synthetic Photography\, sviluppato a partire dal 2022 dopo la collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento su progetti di biologia sintetica. Il suo lavoro indaga temi come evolutionary biology\, transhumanism ed ecocentrism\, attraverso installazioni immersive\, proiezioni 3D e ambienti audiovisivi complessi. Tra i principali riconoscimenti figurano l’European BioArt Challenge 2021\, il Premio Cairo 2024 e la selezione su Domus nel 2023. Le sue opere sono state presentate in musei\, fondazioni e collezioni pubbliche e private in ambito nazionale e internazionale. \n\n\n\nRotta è promossa dai Musei Civici Fiorentini con il Patrocinio del Comune di Firenze e con la collaborazione della Fondazione MUS.E
URL:https://quartapareteroma.it/event/178510/
LOCATION:Palazzo Vecchio\, P.za della Signoria\, Firenze\, ITA\, 50122\, Italy
CATEGORIES:Eventi
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/02/GiuseppeLoSchiavo_backstage_04_Rotta2026.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260305T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T173000
DTSTAMP:20260219T150029Z
CREATED:20260219T145951Z
LAST-MODIFIED:20260219T150029Z
UID:178615-1772744400-1774200600@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Figlio di famiglia" al Teatro delle Muse
DESCRIPTION:Cosa rende una famiglia una vera famiglia? Il documento rilasciato dall’ufficio Anagrafe che attesta lo stato di convivenza oppure l’insieme di sentimenti che uniscono e creano legami\, spesso indissolubili? Da una parte ci sono le leggi\, i cavilli burocratici\, e dall’altra c’è il cuore\, ma ci sono anche le emozioni e i desideri che stabiliscono  le “leggi” della vita\, quelle che non hanno bisogno di decreti\, ma che viaggiano sull’onda della genuinità. Al Teatro delle Muse di Roma\, storico spazio culturale legato alla tradizione legata non solo all’intrattenimento ma anche all’origine del teatro come strumento sociale\, dal 5 al 22 marzo 2026\, arriva lo spettacolo “Figlio di Famiglia”\, quando l’ironia smaschera i pregiudizi e l’amore diventa l’unico e indiscutibile diritto universale. Scritta e diretta da Geppi di Stasio\, direttore della Compagnia Stabile\, la commedia non ha timore di scherzare col fuoco dei tabù sociali per dare voci a verità spesso ritenute “scomode” e per questo lasciate nell’ombra\, oltre le definizioni e le risoluzioni europee ancora non uscite allo scoperto. L’autore e regista è fondatore del gruppo Facebook “Etero per i diritti gay”. Da qui l’idea di raccogliere le voci\, le sensazioni\, le testimonianze\, e portarle sul palco al fine di trattare temi complessi – dalle adozioni alle unioni civili –  senza la pesantezza del dogma\, ma con la velocità della satira. Naturalmente Di Stasio è anche protagonista della commedia con Roberta Sanzò. Sul palco insieme a loro anche Patrizia Tapparelli\, Giorgia Lepore Martinelli\, Antonio Lubrano. “Usiamo l’ironia perché è lo strumento che arriva prima al bersaglio”\, dichiara l’autore\, “ma il nostro bersaglio non è colpire qualcuno\, bensì abbattere il muro dell’indifferenza.”  Nell’Italia che arranca nel riconoscimento dei diritti civili\, “Figlio di Famiglia” si pone una domanda provocatoria: se il matrimonio è “maternità”\, e le altre sono “unioni civili”\, allora l’amore ha bisogno di un dizionario per essere legittimo? Lo spettacolo dà voce a tutte le posizioni e lo fa portando in scena anche lo stesso pubblico in forma anonima. La platea\, infatti\,  è chiamata a riflettere su un punto cardine: un bambino ha bisogno di cure o di etichette? Per rafforzare il messaggio ogni settimana sul palco sarà consegnato un premio: “Figli di un Arcobaleno”\, assegnato a tutti coloro che ogni giorno lottano per affermare i diritti del cuore.   \n\n\n\n Info 06 4423 3649
URL:https://quartapareteroma.it/event/figlio-di-famiglia-al-teatro-delle-muse/
LOCATION:Teatro delle Muse\, Via Forlì\, 43\, Roma\, 00161\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG-20260217-WA0216.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260305T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T173000
DTSTAMP:20260223T181919Z
CREATED:20260223T181833Z
LAST-MODIFIED:20260223T181919Z
UID:178991-1772744400-1774200600@quartapareteroma.it
SUMMARY:MARILYN MONROE\, Troppo bionda per essere creduta
DESCRIPTION:L’incanto senza tempo di Marilyn\, con le sue maschere\, le sue fragilità e contraddizioni. Nell’anno che celebra il centenario della sua nascita in tutto il mondo arriva in Prima nazionale assoluta al Teatro Manzoni di Roma MARILYN MONROE\, Troppo bionda per essere creduta\, un racconto intenso e coinvolgente sulla leggendaria stella del cinema\, narrato da una prospettiva inedita\, in scena da giovedì 5 a domenica 22 marzo. Sul palco nel ruolo della protagonista Melania Giglio\, anche autrice del testo\, affiancata da Danny Bignotti (Joe Di Maggio) e Sebastian Gimelli Morosini (Milton Greene)\, per la regia di Daniele Salvo.  \n\n\n\nHollywood\, 1962. Un uomo siede al tavolo di un bar. Fuma\, bevendo il suo caffè. È Joe Di Maggio\, il grande campione\, la leggenda del baseball americano. Si lascia cullare dai suoi ricordi\, accarezzare dalle ossessioni e dai suoi fantasmi. C’è uno spirito che in particolare lo tormenta. È quello di una donna bionda che gli sussurra parole di miele nelle orecchie e nella mente. È Marilyn. Marilyn che non c’è più\, che se ne è andata\, che lo ha lasciato solo.  \n\n\n\nA strapparlo dai suoi melanconici pensieri è un bell’uomo sui 40 anni. È il famoso fotografo Milton Greene. È venuto a portare delle foto\, le più belle che siano mai scattate alla grande diva. Sono le immagini che più di tutte hanno raccontato la sua anima. Milton Greene è stato il fotografo che ha lavorato con Marilyn durante alcuni dei periodi più intensi e creativi della sua vita. Non solo un fotografo\, ma anche un amico e confidente\, l’unica figura che abbia mai saputo vedere Marilyn per quello che era veramente\, al di là della sua immagine di diva.  \n\n\n\nEd è come se dai suoi ritratti Marilyn risorgesse: Marilyn e Norma Jeane\, due anime sempre in lotta\, due donne in un unico corpo. L’anima dolce\, profonda e tormentata che deve mandare in scena l’altra\, l’oca bionda che piace tanto agli uomini\, che piace a tutti.  I suoi diari\, le poesie segrete che non faceva leggere a nessuno. Le innumerevoli gravidanze perdute\, il corpo che non risponde più. E poi pillole. Pillole di ogni genere\, che i medici e gli psichiatri le prescrivono in quantità\, quelle stesse pillole che la uccideranno. E che lasceranno un deserto nel cuore degli unici due uomini che\, seppur in chiave diversa\, l’hanno davvero amata e conosciuta. Che l’hanno accettata per quello che era né più né meno “una farfalla\, una bambina che cammina su di un filo sospeso sull’abisso”. (Antonio Tabucchi) \n\n\n\n“Lo spettacolo – spiega l’autrice Melania Giglio – intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe\, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita\, Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami\, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni\, saranno al centro della nostra narrazione\, come riflessi di un’epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn\, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore.  \n\n\n\n“La Marilyn che vogliamo raccontare – continua il regista Daniele Salvo –  non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità\, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione”. \n\n\n\nCon: Melania Gilio (Marilyn)\, Danny Bignotti (Joe Di Maggio)\, Sebastian Gimelli Morosini (Milton Green) – Regia DANIELE SALVO – Costumi Daniele Gelsi – Scene Alessandro Chiti – Produzione Bis Tremila -Assistente alla regia Matteo Fiori – Arrangiamenti originali Heron Borelli – Grafica Mario Toccafondi \n\n\n\nTutte le canzoni di Marilyn saranno rigorosamente eseguite dal vivo. \n\n\n\nDiamonds are a girl’s best friend \n\n\n\nI wanna be loved by you \n\n\n\nRiver of no return \n\n\n\nBye\, Bye Baby \n\n\n\nCandle in the Wind
URL:https://quartapareteroma.it/event/marilyn-monroe-troppo-bionda-per-essere-creduta/
LOCATION:Teatro Manzoni di Roma\, Via Monte Zebio\, 14C\, Roma\, RM\, 00195\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/02/image-1.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260305T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260420T210000
DTSTAMP:20260303T210213Z
CREATED:20260303T210211Z
LAST-MODIFIED:20260303T210213Z
UID:179536-1772744400-1776718800@quartapareteroma.it
SUMMARY: Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista\, uno spettacolo scritto e interpretato da Christian Raimo\, in scena per due differenti date\, il 5 marzo 2026 e il 20 aprile 2026\, sempre alle ore 21:00. La creazione porta la firma del Gruppo della Creta – con la cura artistica di Alessandro Di Murro; il disegno luci è affidato a Matteo Ziglio. Produzione del Gruppo della Creta. Un progetto scenico che intreccia riflessione\, immaginario e presenza attorale in una proposta teatrale dal forte impianto autoriale. \n\n\n\nQual è il gol più bello della storia del calcio? Molti forse risponderebbero quello di Diego Armando Maradona durante i mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Maradona scarta mezza squadra e infila in rete\, raddoppiando il vantaggio dopo il gol con “la mano di Dio”. \n\n\n\nMa quel gol non è solo un gesto atletico e artistico\, è anche una grande lezione sull’origine del talento e sul senso dell’educazione. È Maradona stesso a spiegarlo. E siamo noi a poter seguire il suo commento\, ripercorrendo la storia dell’Argentina\, prima e durante e dopo la dittatura\, e capendo insieme quanto ogni capolavoro come ogni riscatto nasca dalla dedizione e dal coraggio. \n\n\n\n𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗺𝗶𝗰𝗼 / 𝗠𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 non è una celebrazione nostalgica del pallone. È una domanda aperta su talento\, educazione e riscatto. In scena Christian Raimo prende quel gol leggendario – dopo la “mano de Dios”\, dopo la corsa che dribbla mezza squadra – e lo trasforma in un gesto politico. Perché quel capolavoro nasce in un’Argentina segnata dalla dittatura\, dalla povertà\, dalla rabbia e dal desiderio di riscrivere il proprio destino. Un monologo che parla di calcio senza fermarsi al calcio. Di educazione senza fare prediche.Di talento come costruzione collettiva. Se pensate che Maradona sia solo un mito sportivo\, forse è il momento di rivedere la partita da un’altra angolazione. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
URL:https://quartapareteroma.it/event/barrilete-cosmico-maradona-pedagogista-al-teatro-basilica/
LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/christian-raimo.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260306T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260329T173000
DTSTAMP:20260303T082920Z
CREATED:20260303T082918Z
LAST-MODIFIED:20260303T082920Z
UID:179480-1772830800-1774805400@quartapareteroma.it
SUMMARY:“Truculentus” al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Da venerdì 6 a domenica 29 marzo\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, la Compagnia Castalia\, considerata una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale\, porta in scena il capolavoro della commedia classica “Truculentus”\,  di T. M. Plauto\, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro\, con Annalena Lombardi\, Piero Sarpa\, Giovanni Ribò\, Rocco Militano\, Fabrizio Passerini\, Laura De Angelis\,Maurizio Castè\, Paolo Oppedisano. Pur considerato da Plauto uno dei suoi capolavori\, “Truculentus” è una commedia raramente rappresentata. La storia narra di una bellissima prostituta che abilmente tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa: tipici caratteri della comicità plautina\, che gareggiano fra loro per acquisire i favori della donna. La toccante e originale riscrittura di Vincenzo Zingaro trasferisce la vicenda alla fine degli anni ’30\, in Sicilia\, dando vita ad un affresco storico di grande impatto emotivo. Un “Amarcord” dagli echi felliniani\, che ci trasporta in un’onirica e scoppiettante vita di provincia\, dove i personaggi plautini si trasformano in ritratti familiari\, a dimostrazione di quanto il teatro latino abbia un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Una rappresentazione di Plauto davvero unica\, divertente e commovente\, che ci fa scoprire quanto il commediografo latino sia veramente un nostro “contemporaneo”.  \n\n\n\nLo spettacolo segna una tappa significativa nell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro\, alla guida della Compagnia Castalia\, porta avanti da 34 anni\, con grande successo di pubblico e di critica\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival (Ostia Antica\, Taormina\, Paestum\, Pompei\, Segesta\, Ferento\, Teatro di Pietra\, Leuciana\, Venosa\, Sarsina\, Formia\, Volterra\, Anagni\, Alba Fucens e tanti altri). Un progetto culturale unico in Italia\, che ha coinvolto ed entusiasmato centinaia di migliaia di giovani e che da anni è oggetto di Studio e di Tesi di Laurea presso prestigiose Università italiane ed europee.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nCicerone testimonia che Truculentus era considerata da Plauto una delle sue opere migliori. Nonostante ciò\, la commedia è stata raramente rappresentata in tempi moderni\, pur contenendo diversi caratteri tipici della comicità plautina\, dalla prostituta al giovane innamorato\, al soldato fanfarone\, al servo rozzo. In realtà\, i motivi dell’assenza dalle scene di questa commedia sono comprensibili: primo fra tutti\, l’estrema debolezza della trama\, piena di omissioni e di contraddizioni\, che oltrepassano il limite consueto a cui Plauto ci ha abituati.  Ciò è in parte da attribuire a una compromessa trasmissione del testo. Pertanto\, a una prima lettura\, l’opera desta sicuramente diverse perplessità. Ma prestando maggiore attenzione\, mi sono accorto che essa contiene degli spunti di eccezionale modernità e degli elementi di inaspettata crudezza che prevaricano il semplice gioco e ci proiettano in una dimensione di inquietante “realismo”. Salta subito all’occhio\, innanzitutto\, che a costituire il motore dell’azione\, a tessere l’ordito della trama\, non è più il servus\, ma una donna\, fatto inconsueto in una commedia plautina: una donna estremamente sofisticata nell’esercitare il proprio mercimonio\, capace di giocare abilmente su diversi piani. Ma il suo è un gioco amaro\, che introduce una nota dissonante nell’universo armonico e apparentemente spensierato di Plauto. Nel Truculentus\, il mondo femminile sembra fagocitare ineluttabilmente il maschile\, trascinandolo in una deriva dei sensi\, in una “battaglia dei sessi” che non lascia scampo. Non è da trascurare il fatto che l’opera appartiene all’età avanzata di Plauto; periodo in cui gli studiosi tendono a ravvisare nel Sarsinate una maggiore sensibilità ai problemi sociali\, dettati da una società in grande trasformazione. Nel 189 a. C.\, infatti\, anno in cui è datata la commedia\, Roma è attraversata da grandi cambiamenti\, il cui filo rosso è rintracciabile nella guerra\, la seconda guerra punica\, che si concluse faticosamente con la sconfitta di Cartagine. Tra i cambiamenti\, la condizione di maggiore autonomia e indipendenza in cui le donne vennero a trovarsi\, a causa delle nuove norme successorie e dei patrimoni acquisiti in seguito alla perdita dei mariti e dei padri\, caduti in battaglia. Nel 195 a. C.\, fece scalpore l’insurrezione pubblica femminile che portò all’abrogazione della Lex Oppia\, promulgata nel 215 a. C.\, che limitava l’ostentazione del lusso da parte delle donne\, proprio per la necessità di far fronte allo sforzo bellico. Si determinò uno sbilanciamento nell’equilibrio dei ruoli sociali\, per il quale gli uomini si sentirono minacciati. Da questo tessuto sociale nasce in Plauto l’ispirazione del personaggio di Prhonesium\, la bellissima e astuta meretrice\, protagonista della commedia\, che tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa. D’altro canto\, la stessa atmosfera licenziosa che pervade il Truculentus trova un suo fondamento in un fenomeno sociale molto diffuso\, come quello dei culti bacchici\, la cui crescente promiscuità determinò\, nel 186 a. C.\, la soppressione degli stessi da parte del Senato. Scopriamo allora che il mondo di Plauto\, con i suoi personaggi\, fino ad ora considerati delle maschere\, assume un sapore più vero\, che ha stimolato la mia fantasia a trasferire la vicenda in un contesto e in un periodo storico più vicino a noi\, a dimostrazione di quanto i caratteri del teatro latino abbiano un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Lo spaccato sociale raccontato\, la presenza di caratteri spinti nella dimensione del grottesco\, i toni a tratti scoppiettanti e a tratti crepuscolari\, mi hanno riportato alla mente paesaggi e figure del cinema felliniano. Una sorta di “Amarcord”\, che ci trasporta in un’onirica e desolante vita di provincia\, dove signorotti\, militari\, donne procaci e giovani ossessionati da un prepotente desiderio sessuale\, intersecano geometrie di esistenze un po’ grigie\, con quel loro patteggiare spasmodicamente il prezzo dei favori\, anche se apparentemente briose. Così\, ho deciso di ambientare la mia messinscena del Truculentus nella seconda metà degli anni ‘30\, in un’Italia attraversata anch’essa da numerosi cambiamenti e profonde contraddizioni: tra il disagio per una condizione di arretratezza da una parte e l’euforia di espansionismo e di modernizzazione dall’altra. L’inaugurazione degli stabilimenti di Cinecittà nel ’37\, rappresentò uno straordinario crogiuolo\, che determinò un nuovo fenomeno culturale capace di coinvolgere trasversalmente le masse\, paragonabile a quanto il teatro di Plauto aveva rappresentato nella Roma cosmopolita del III sec. a. C.; l‘espansione coloniale in Africa\, realizzata dal regime fascista\, in nome di una gloriosa “romanità”\, non può non rimandare al periodo delle guerre puniche\, in cui Plauto visse e del cui humus le sue commedie risentono; il fenomeno delle case di tolleranza\, così diffuso in Italia prima della sua abrogazione nel 1958\, ad opera della legge Merlin\, richiama i lupanari della Roma antica\, offrendo nell’immaginario un sovrapporsi di suggestioni fra l’antico e il moderno. Così\, per una curiosa alchimia\, attraverso la vicenda immaginata da Plauto\, prende vita l’affresco di una provincia del sud\, una storia ambientata in una moderna Magna Grecia\, in cui sogni e passioni si scontrano con la spietatezza della realtà.  I personaggi si trasformano in ritratti di vita familiari\, più vicini di quanto potessimo immaginare\, che scopriamo mai scomparsi\, ma solo trasfigurati\, da cui l’anima cerca di prendere le distanze con un’amara risata\, perché non può non riconoscersi davanti al suo specchio. E l’appellativo Truculentus\, che dà il nome all’opera\, sul quale i critici hanno tanto dibattuto\, perché ispirato immotivatamente a un personaggio secondario\, trova in questa direzione il suo senso se lo consideriamo come definizione di un destino capace di imporci una condizione avvilente\, in grado di mortificare la nostra esistenza\, a cui è difficile ribellarsi. E’ quello che succede ai protagonisti di questa storia\, vittime di una condizione più forte di loro\, di un destino tragico che li accomunerà: la Seconda guerra mondiale. Nel confrontarmi con questa opera\, ho sentito la profonda esigenza di cogliere l’opportunità che mi offriva: di raccontare quanto ho fortemente e sinceramente percepito fra le sue righe\, lasciandomi trasportare dalle sue più recondite vibrazioni\, con tutta la passione e l’amore con i quali ho sempre affrontato il mio viaggio nel meraviglioso e straordinario mondo della Commedia Classica Antica. (Vincenzo Zingaro)  \n\n\n\n  Orario spettacoli: \n\n\n\nvenerdì 6 e sabato 7 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17\,30 \n\n\n\n  venerdì 13 e sabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 15 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 20 e sabato 21 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 22 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 27 e sabato 28 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 29 marzo ore 17\,30 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00 (fino a 26 anni)
URL:https://quartapareteroma.it/event/truculentus-al-teatro-arcobaleno/
LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/TRUCULENTUS-Laura-De-Angelis-Fab-rizio-Passerini-Giovanni-Ribo-.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260306T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260419T173000
DTSTAMP:20260219T150950Z
CREATED:20260219T150912Z
LAST-MODIFIED:20260219T150950Z
UID:178619-1772830800-1776619800@quartapareteroma.it
SUMMARY:“Cani e Gatti” al Teatro Prati
DESCRIPTION:A distanza di un secolo il grande ritorno di una commedia che continua a fotografare con spietata ironia le dinamiche della vita di coppia. Dal 6 marzo al 19 aprile 2026 al Teatro Prati sarà l’attore figlio d’arte Corrado Taranto\, figlio di Carlo e nipote di Nino\, a portare sul palco “Cani e Gatti”\, il classico di Eduardo Scarpetta che\, dopo 56 anni dall’ultima messa in scena al Teatro Eliseo ad opera di Eduardo De Filippo\, si prepara a dispensare un pieno di risate nel nuovo adattamento di Fabio Gravina\, anche direttore artistico dello spazio culturale situato nel cuore di Roma. La grande farsa napoletana è una vera e propria “macchina per ridere”  pronta a raccontare una pagina di storia senza tempo\, nella quale una coppia di sposi freschi di matrimonio\, Ninetta (Sara Scotto di Luzio) e Ciccillo (Rocco Tedeschi)\, si trovano alle prese con la folle gelosia di lui che arriva trasformare le mura domestiche in un campo di battaglia. Per salvare l’unione dei giovani\, intervengono i genitori di lei\,  Don Raffaele (Corrado Taranto) e Rosina (Marina Vitolo)\, con una strategia  paradossale: fingersi a loro volta “cani e gatti”. In un gioco di specchi esilarante\, i genitori iniziano a litigare senza tregua per mostrare alla figlia quanto sia rischioso vivere in un costante stato di agitazione e di “guerra”. Nel gioco a quattro\, tra equivoci e risse verbali vere o fasulle\, si inseriscono gli altri personaggi\, caricature di spiccata vivacità partenopea: la vedova del direttore d’orchestra Lauretta Fresella (Irma Ciaramella)\, l’avvocato Michele Esposito (Eduardo Ricciardelli)\, Antonino Savarese (Luca Cardillo) e l’immancabile cameriera Bettina(Sara Guardascione) e l’inaspettata paesana Carmela (Irma Ciaramella). In un momento come quello che viviamo\, nel quale  il matrimonio  fra i giovani è in profonda crisi\, a causa di varie dinamiche\, questa commedia diventa una lezione sull’armonia impartita a suon di battute folgoranti. \n\n\n\nTelefono06/39740503
URL:https://quartapareteroma.it/event/cani-e-gatti-al-teatro-prati/
LOCATION:Teatro Prati\, Via degli Scipioni\, 98\, Roma\, 00192\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/02/APF02506-3-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260310T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260321T210000
DTSTAMP:20260307T112612Z
CREATED:20260307T112515Z
LAST-MODIFIED:20260307T112612Z
UID:179821-1773176400-1774126800@quartapareteroma.it
SUMMARY:“Musiche Mediterranee” al Teatro Agricantus
DESCRIPTION:Raccontare il Mediterraneo come spazio vivo di relazione\, in un tra dialogo tradizione e contemporaneità\, scrittura e improvvisazione\, identità locali e visioni transnazionali. Al Teatro Agricantus di Palermo dal 10 marzo al 21 aprile tornano gli appuntamenti di “Musiche Mediterranee”\, la rassegna musicale organizzata dal teatro diretto da Vito Meccio in sinergia con l’Associazione culturale Formedonda di Palermo grazie al contributo del Nuovo Imaie\, che restituisce alla musica mediterranea la sua natura di spazio comune\, di incontro e di dialogo tra popoli\, portando sul palco artisti che intrecciano linguaggi e identità differenti. Curata dal  musicista Mario Crispi\, la rassegna mette insieme quattro progetti artistici che quest’anno non seguono una linea stilistica univoca\, ma disegnano una mappa emotiva e sonora: quattro attraversamenti\, quattro modi diversi di abitare lo stesso mare. \n\n\n\nIl via martedì 10 marzo alle ore 21 è  affidato a Stefano Saletti & Banda Ikona. Polistrumentista\, compositore e studioso delle culture musicali del Mare Nostrum\, Stefano Saletti è da oltre vent’anni una delle voci più originali e riconoscibili della world music italiana. Fondatore di Banda Ikona\, direttore di orchestre internazionali e collaboratore di numerosi progetti interculturali\, ha costruito un linguaggio musicale in cui si intrecciano tradizione e contemporaneità\, strumenti antichi e sonorità moderne. \n\n\n\nSul palco di via XX Settembre presenteranno Mediterranima (Materiali Sonori\, 2025)\, un viaggio sonoro nelle culture del Mediterraneo: nove brani originali nei quali Saletti alterna oud\, bouzuki\, saz\, tzouras e chitarre\, intrecciando timbri e ritmi che spaziano dalla sponda araba a quella greca\, dal Sud Italia fino al Medio Oriente\, accogliendo il pubblico in uno spazio sonoro sospeso tra radici e utopia. \n\n\n\nIl progetto di Stefano Saletti (voce\, bouzouki\, oud e chitarra) – sul palco con Gabriella Aiello voce\, Yasemin Sannino voce\, Gabriele Coen clarinetto e sax soprano\, Eugenio Saletti voce\, chitarra\, bouzouki e saltzouki\, Mario Rivera contrabbasso e basso acustico\, Arnaldo Vacca percussioni – attraversa le sponde del Mare Nostrum come un viaggio sonoro e umano\, costruito attraverso strumenti\, lingue e memorie condivise. Il canto in Sabir\, lingua dei porti e dei marinai\, diventa metafora di una comunicazione che precede i confini e li supera. Durante il concerto le musiche diventano racconto corale: miti\, leggende\, ballate popolari e composizioni originali si intrecciano in una trama sonora densa e stratificata. Mediterranima afferma che esiste ancora un’anima mediterranea comune\, riconoscibile. In un’epoca segnata da divisioni e conflitti\, la proposta di Saletti si configura come un canto di fratellanza e appartenenza capace di restituire al pubblico la percezione di un’identità condivisa che unisce popoli e tradizioni. Mediterranima è dunque più di un concerto\, ma un’esperienza di ascolto che trasforma la musica in luogo di incontro\, dialogo e speranza. \n\n\n\nMartedì 24 marzo saliranno sul palco di via XX Settembre I Brancaleone (Giuseppe Spedicato basso tuba e basso acustico\, Giorgio Distante tromba e Rocco Nigro fisarmonica) con Gradisca Tour: un sogno a occhi aperti\, un cinema senza immagini\, dove la musica diventa racconto. La formazione pugliese omaggia i grandi maestri del cinema italiano creando un mondo sonoro poetico\, visionario e a tratti onirico ispirato alle pellicole di Federico Fellini e alla musica da cinema di Nino Rota. Le composizioni\, tutte originali\, sono ispirate da scene di film immaginarie e anche il nome del trio è un riferimento esplicito alla rocambolesca “armata Brancaleone” di monicelliana memoria. \n\n\n\nMartedì 7 aprile sarà la volta dell‘Alkantara MediOrkestra\, formazione nata ai piedi dell’Etna e in continuo movimento che riunisce musicisti provenienti da diverse aree del Mediterraneo in un progetto che fonde tradizioni musicali antiche e linguaggi contemporanei\, guidato dallo spirito dell’improvvisazione. La scrittura orchestrale e l’improvvisazione danno vita a un paesaggio sonoro fluido e meticcio. Strumenti\, timbri e pratiche musicali differenti si incontrano senza gerarchie\, costruendo una musica che riflette il Mediterraneo come spazio di transito\, migrazione e trasformazione continua. Un’esperienza di ascolto immersiva\, in cui la diversità diventa metodo creativo. \n\n\n\nSul palco\, diretti da Giuseppe Privitera\, suoneranno Enzo Rao (violino\, saz e oud)\, Josè Mobilia (percussioni)\, Mario Gulisano(percussioni e marranzano)\, Roberto Fiore (contrabbasso)\, Fabio Sodano (duduk\, sax e flauti)\, Bronagh Slevin (violoncello)\, Alexandra Dimitrova (violino)\, Denise Di Maria (percussioni e charango) e Mahmoud Hamad (oud e darbouka). \n\n\n\nMartedì 21 aprile conclude la rassegna  La Banda del Sud con Tracce Mediterranee\, un rito laico e contemporaneo\, una festa collettiva che restituisce alla musica la sua funzione originaria: creare comunità. La Banda del Sud è un corpo sonoro plurale che riunisce musicisti\, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia\, affiancati da ospiti dell’area mediterranea. Progetto di Gigi Di Luca con la direzione musicale di Mario Crispi\, unisce tradizione orale e scrittura contemporanea in una musica fisica\, pulsante\, profondamente partecipata. Sul palco  Giulia Campana (voce\, tamburi a cornice e percussioni)\, Antonio Smiriglia (voce\, tamburi a cornice e percussioni)\, Raffaele Califano (voce\, tammorra e castagnette)\, Mario Crispi (direzione musicale\, fiati etnici e voce)\, Stefano Saletti (bouzouki\, oud e voce)\, Gabbrio Bevilacqua (contrabbasso epercussioni) ed Emy Vaccari (danza\, lira calabrese\, percussioni e voce) intoneranno canti di lavoro\, invocazioni rituali\, danze arcaiche e nuove composizioni. Ne verrà fuori un’esperienza immersiva che coinvolge il pubblico e lo rende parte attiva di un rito collettivo che afferma la vitalità delle culture mediterranee nel tempo contemporaneo. \n\n\n\nPerché il Mediterraneo è una dimensione dello spirito\, un mare che conserva memorie millenarie e allo stesso tempo continua a generare nuove forme\, nuovi suoni\, nuove possibilità di incontro. Un luogo instabile\, attraversato da lingue\, riti\, conflitti\, migrazioni\, scambi. Un mare che non separa ma connette\, che non definisce confini ma li mette costantemente in discussione.  \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\ntel. 091309636\, da martedì a sabato ore 11-13.30 e 17-20; domenica ore 17–20.  \n\n\n\nBiglietti: intero € 10; ridotto ingresso coppia € 15  \n\n\n\nBiglietteria on line: www.agricantus.cloud
URL:https://quartapareteroma.it/event/musiche-mediterranee-al-teatro-agricantus/
LOCATION:Teatro Agricantus\, Via XX Settembre\, 82\, Via Nicolò Garzilli\, 89\,\, Palermo\, ITA\, 90141\, Italy
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/La-BANDA-DEL-SUD.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260311T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T200000
DTSTAMP:20260309T152646Z
CREATED:20260309T152608Z
LAST-MODIFIED:20260309T152646Z
UID:179936-1773262800-1774209600@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Cortile di donna" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Antonella Morea è la protagonista dello spettacolo Cortile di donna\, scritto e diretto da Renato Giordano\, che debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo mercoledì 11 marzo alle ore 21.00. La consulenza musicale e le musiche eseguite dal vivo sono di Cristina Vetrone\, i costumi di Benedetta Palomba. Repliche fino al 22 marzo. \n\n\n\nProdotto dal Teatro Biondo in collaborazione con l’Associazione Sipario Rosso Sipario\, Cortile di donna è una favola visionaria nella quale sogno e realtà si intrecciano come avviene spesso anche nella vita\, impedendoci di distinguere cosa sia frutto dell’immaginazione e cosa sia veritiero: «Viviamo una realtà immaginaria – spiega Renato Giordano – una verità illusoria\, fatta di preconcetti e suggestioni\, risultando vittime e carnefici di noi stessi\, come la protagonista di questa pièce ispirata a Luisella Viviani\, sorella del grande Raffaele\, che con la sua forza e la sua debolezza\, la caparbietà e la remissività\, la fantasia e la pragmaticità\, racconta la storia di un grande uomo dal punto di vista di una grande donna». \n\n\n\nLo spettacolo rievoca il legame tra Luisella e Raffaele\, li seguiamo con tenerezza lungo il percorso della loro vita. Quante sono le donne vissute da Luisella? Chi sono gli uomini di Raffaele? E perché siamo così attratti dal loro modo di essere? Da queste domande nasce il desiderio di portare in scena Cortile di donna\, un lavoro sulle parole\, sulle suggestioni e sulle sonorità della lingua di Viviani\, con radici che affondano in un tempo lontano. Ma è soprattutto un omaggio alle donne\, a tutte le incantevoli sfumature di donna. \n\n\n\nAntonella Morea\, talentuosa interprete di numerosi spettacoli legati al repertorio napoletano\, tra cui La gatta Cenerentola di Roberto De Simone e diverse opere di Eduardo De Filippo\, dà voce a tantissimi personaggi prendendo a prestito le parole\, le musiche\, i suoni di Viviani. Realtà e fantasia si rincorrono continuamente\, così come la vita e il teatro\, rendendo difficile distinguere tra immaginazione e realtà\, proprio come sul palcoscenico\, dove tutto è finto ma nulla è falso. \n\n\n\n____________________ \n\n\n\nCortile di donna \n\n\n\ndi Renato Giordano \n\n\n\ncon Antonella Morea \n\n\n\nconsulenza musicale e musiche eseguite dal vivo Cristina Vetrone \n\n\n\nregia e scene Renato Giordano \n\n\n\ncostumi Benedetta Palomba \n\n\n\naiuto regia Renato Coppola \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nin collaborazione con Associazione Sipario Rosso Sipario \n\n\n\ndurata: 60 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\nmercoledì 11 marzo ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 12 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 13 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 14 marzo ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 15 marzo ore 20.00 \n\n\n\nmartedì 17 marzo ore 17.00 \n\n\n\nmercoledì 18 marzo ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 19 marzo ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 20 marzo ore 17.00 \n\n\n\nsabato 21 marzo ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 22 marzo ore 20.00
URL:https://quartapareteroma.it/event/cortile-di-donna-al-teatro-biondo-di-palermo/
LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Cortile-di-Donna_Antonella-Morea-Cristina-Vetrone-3©-rosellina-garbo-2026_F3A0831.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260312T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T180000
DTSTAMP:20260309T151619Z
CREATED:20260309T151150Z
LAST-MODIFIED:20260309T151619Z
UID:179923-1773347400-1774202400@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Definisci Antigone" al Teatro Elicantropo di Napoli
DESCRIPTION:grande richiesta ritorna in scena\, da giovedì 12 marzo 2026 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 22) al Teatro Elicantropo di Napoli\, Definisci Antigone\, l’ultima creazione scenica di Carlo Cerciello che riporta in scena il mito di Antigone come atto politico urgente e necessario.  \n\n\n\nL’allestimento\, presentato da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo\, intesse testi di Sofocle\, Hasenclever\, Brecht\, Anouilh\, Ritsos e le testimonianze del medico palestinese Ezzideen Shehab\, costruendo una drammaturgia stratificata che connette il mito di Antigone alla realtà del genocidio del popolo palestinese.  \n\n\n\nIl risultato è un teatro che non consola né pacifica\, ma\, lacerando la cortina di silenzio e indifferenza\, interroga lo spettatore nella sua responsabilità di essere umano e soggetto politico. \n\n\n\nIn scena\, Cecilia Lupoli è Antigone\, corpo e voce di una ribellione che non ha nulla di eroico\, perché nasce da un gesto elementare e irriducibile: riconoscere l’altro come umano. Accanto a lei\, Serena Mazzei (Ismene)\, Imma Villa (Creonte) e Mariachiara Falcone (Guardia) incarnano i diversi volti del conflitto tra legge e coscienza\, obbedienza e dissenso\, paura e responsabilità.  \n\n\n\nAntigone è “colei che è nata contro”\, contro la legge ingiusta\, contro l’arbitrio del potere\, contro la disumanizzazione dell’altro. Da questa definizione originaria che prende forma uno spettacolo che non si limita a rimettere in scena la tragedia sofoclea\, ma la attraversa\, la contamina\, la espone al trauma del nostro tempo.  \n\n\n\nIl titolo dello spettacolo nasce\, infatti\, da una frase reale\, pronunciata nel dibattito pubblico contemporaneo\, “Definisci bambino”. Un’affermazione che\, nel tentativo di giustificare l’orrore\, rivela il meccanismo più crudele del potere\, ovvero negare l’umanità per legittimare la violenza. \n\n\n\nDefinisci Antigone nasce dal bisogno di non tacere\, di non restare immobili\, di restituire al teatro la sua funzione più antica e necessaria: essere spazio di conflitto\, di presa di posizione\, di umanità condivisa. \n\n\n\nIn un tempo che chiede continuamente di “definire” per escludere\, questo spettacolo rivendica il diritto di non accettare definizioni che uccidono. Antigone\, ancora una volta\, ci insegna che scegliere di seppellire un corpo\, di nominare un morto\, di riconoscere un bambino\, può essere l’atto più semplice e insieme il più rivoluzionario. \n\n\n\nSpettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato)\, ore 18.00 (domenica) \n\n\n\nInfo e prenotazioni wa 3491925942\, 3470552551\, 081296640 web www.teatroelicantropo.com
URL:https://quartapareteroma.it/event/definisci-antigone-al-teatro-elicantropo-di-napoli/
LOCATION:Teatro Elicantropo Napoli\, Vico Gerolomini\, 3\, Napoli\, ITA\, 80138\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Definisci-Antigone_regia_Carlo_Cerciello_ph_AnnaCamerlingo_01.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260312T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T173000
DTSTAMP:20260305T140804Z
CREATED:20260305T140537Z
LAST-MODIFIED:20260305T140804Z
UID:179724-1773349200-1774200600@quartapareteroma.it
SUMMARY:"La Storia" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:La Storia è stato spesso tacciato di essere un romanzo cupo\, negativo\, persino disperato nella sua denuncia dello scandalo che dura da diecimila anni. A ben vedere questo capolavoro è invece un’opera straordinariamente vitale e commovente\, venata anche di comicità̀ e leggerezza\, della “vita nonostante tutto”. La storia è\, infatti\, innervata di una potente sottotrama che si può̀ sintetizzare con le parole del giovane Nino: “Loro nun lo sanno\, a mà\, quant’è bella la vita”. Da queste riflessioni e da un profondo comune amore verso il romanzo scaturisce il sodalizio artistico che vede Fausto Cabra\, attore e regista tra i più̀ talentuosi del teatro italiano\, scrivere a quattro mani con Marco Archetti una drammaturgia liberamente ispirata all’opera morantiana\, e dirigere tre attori di grandissima bravura – Franca Penone\, Francesco Sferrazza Papa e Alberto Onofrietti – in un progetto che vuole attraversare e riscoprire la vicenda di Ida\, Nino e del piccolo Useppe. Lo spettacolo non ha la pretesa di sostituirsi o esaurire l’immensa ricchezza del romanzo; vorrebbe invece – con delicatezza ed umiltà̀ – mettersi in ascolto assieme agli spettatori delle molteplici meraviglie che quest’opera custodisce\, suddividendo la sua complessa e umanissima materia in due parti\, una “in tempo di guerra” e una “in tempo di pace”. Per provare a tracciare le coordinate di un’opera necessaria nel suo rivelare le forze motrici e distruttrici delle cose\, e immensamente coraggiosa nel celebrare la vita quando racconta la morte\, e la morte quando racconta la vita. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLa Storia è quella narrazione collettiva che si scrive sulla carne degli ultimi. Una grande Macchina Artificiale determinata dagli uomini – ma allo stesso tempo sovra-umana e dis-umana – di cui gli uomini hanno perso il controllo\, facendola assurgere a surrogato del Fato o del Destino.  \n\n\n\nLe penne della Storia scrivono implacabilmente e senza sosta\, determinando il corso delle piccole storie dalla “s” minuscola\, fragili traiettorie di quella brulicante umanità che si agita ai suoi piedi. La Storia ne indirizza il corso e\, spesso\, ne stritola la sostanza viva tra i suoi spietati ingranaggi. \n\n\n\nDa questa dialettica nasce il nostro spettacolo\, che usa come assi generatori proprio la Scrittura\, da un lato\, e la Lettura\, dall’altro. La Storia scrive\, si\, con le sue penne meccaniche sulla carne viva degli ultimi\, ma scrive anche Elsa Morante la piccola storia di Nino\, Useppe e Ida. E\, in scena\, una donna di oggi\, rileggendo il romanzo – capolavoro assoluto del ‘900 europeo – ricrea nella mente il suo personale attraversamento di quelle vicende. Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro\, anzi: sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro. Il nostro lavoro\, infatti\, non può che offrirsi\, onestamente\, come uno dei mille viaggi possibili all’interno di questo inesauribile scrigno di umanità. Così\, nello spettacolo\, il romanzo stesso è protagonista\, perché abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge. Abbiamo cioè provato a rendere tridimensionale la lettura\, con la sua libertà e coesistenza di piani e punti di vista\, con l’agilità di cambi spaziali e temporali. Insomma\, abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura.  \n\n\n\nL’altra via d’accesso che abbiamo utilizzato nell’allestimento vuole mettere a contatto una dimensione estremamente macchinosa e razionale con l’immensa umanità e fragilità delle creature raccontate dalla Morante. In questo senso\, lo spettacolo vuole anche essere un omaggio a due Maestri della scena italiana: Luca Ronconi con le sue lucide architetture e vivisezioni analitiche\, e Carlo Cecchi con la sua caotica e turbinosa umanità imbevuta di qui e ora. \n\n\n\nAbbiamo voluto dunque che la Macchina Teatrale fosse esplicitata e ben riconoscibile. Il complesso disegno luci e il progetto sonoro danno vita a un impianto scenico che diventa vero co-protagonista\, perché la grande Storia è un enorme marchingegno artificiale\, contemporaneamente scritto e subìto dagli uomini\, deus ex machina auto-proclamato che fa di noi ciò che vuole. Salvo poi essere continuamente relativizzato – quasi ridicolizzato – da una Sfera Naturale ad esso ancora superiore\, un colossale involucro vivente fatto di piante\, animali e meccaniche celesti tanto immani da far impallidire la misera Storia degli Uomini.  \n\n\n\nIl romanzo di Elsa Morante rivela questo paradossale gioco di scatole cinesi: le piccole storie degli individui sono contenute nella Grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta è contenuta nella Grande Sfera Naturale\, Atemporale e Universale. E tutto ciò è ri-contenuto in un bimbetto di nome Useppe\, finito in quanto infinito\, infinitesimale in quanto divino\, vittima in quanto supremo creatore. Un “essere minimo” che sente e comprende il linguaggio misterico di uccellini\, cani\, gatti\, alberi\, radure e cicli solari.  \n\n\n\nAl romanzo\, scomodo ieri come oggi\, si è rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare una via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. Non c’è modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima. L’oscuro è mischiato continuamente con il luminoso\, e la vita è celebrata proprio nel momento in cui più ci si immerge nella sua fine. Questa suprema contraddizione è il grande “scandalo” che Morante svela implacabile. ln questo noi riconosciamo il supremo valore politico di questo testo\, che ci pone continuamente davanti alla complessità del reale. Non c’è semplificazione possibile. Sembra dire: ecco la Storia nuda per quello che è. Non c’è l’auspicata “fine della Storia”\, non ci sono vie d’uscita\, né personali\, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibile – vien da pensare leggendo – è proprio quella commozione\, quella cruda com-passione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario\, mai compiaciuto\, che rivela – nonostante l’orrore – l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità.  \n\n\n\n“Loro nun lo sanno\, a Ma’\, quant’è bella la vita“. Questo seme di comunione che il romanzo pianta in noi non so cosa sia\, ma probabilmente è un fiore\, e non un’erbaccia. Fausto Cabra \n\n\n\nLA STORIA \n\n\n\nUno scandalo che dura da diecimila anni \n\n\n\nliberamente ispirato a La storia di Elsa Morante\, edito in Italia da Giulio Einaudi EditoreBy arrangement with The Italian Literary Agency \n\n\n\ndrammaturgia Marco Archettiregia Fausto Cabracon Franca Penone\, Alberto Onofrietti\, Francesco Sferrazza Papascene e costumi Roberta Monopolidrammaturgia del suono Mimosa Campironiluci Marco Renica\, Fausto Cabravideo Giulio Cavalliniregista assistente Anna Leopaldoconsulenza movimenti scenici Marco Angelilli \n\n\n\nproduzione Teatro Franco Parenti\, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival\, Centro Teatrale Bresciano \n\n\n\nPresentazione di Fausto Cabra spettacolo LA STORIA https://youtu.be/AJwRfdfDXBM \n\n\n\n IL TRAILER dello spettacolo LA STORIA https://www.youtube.com/shorts/AQx4qCrQMpc \n\n\n\nDurata 1 h e 50 \n\n\n\n                                                    __________________________________ \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, Biglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria  acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849 oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/la-storia/268564 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\n \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal martedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16 \n\n\n\nCard Antologia Danco 3 spettacoli € 45 acquista on line dEVERSIVO (22-23-24/4 h. 21)SABBIA (25/4 h.19 e 26/4 ore 17)INTRATTENIMENTO VIOLENTO (28-29-30/4 h.21)3 \n\n\n\nle card libere a 6 spettacoli e le card love sono valide fino al 24 maggio 2026\, ultima replica dell’ultimo spettacolo in cartellone. Gli abbonamenti e le card sono nominativi ma cedibili \n\n\n\nCard libera (6 spettacoli a scelta su tutta la programmazione) € 108 acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840 \n\n\n\nCard love (2 spettacoli a scelta su tutta la programmazione per 2 persone -4 ingressi) € 72 \n\n\n\nAcquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-ingressi/268841
URL:https://quartapareteroma.it/event/la-storia-al-teatro-vascello/
LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/la-storia-locandina.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260314T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260328T100000
DTSTAMP:20260224T173822Z
CREATED:20260224T173615Z
LAST-MODIFIED:20260224T173822Z
UID:179053-1773514800-1774692000@quartapareteroma.it
SUMMARY:7ª Edizione della Call for Artists a Spazio Nucleika di Catania
DESCRIPTION:Il collettivo NucleikArt presenta la 7ª Edizione della Call for Artists\, che si concluderà con una mostra collettiva a ingresso gratuito in programma dal 14 al 28 marzo 2026 presso lo spazio Nucleika a Catania \n\n\n\nL’esposizione riunirà opere di pittura\, fotografia\, illustrazione\, scultura\, design e arte digitale\, offrendo uno sguardo plurale sui linguaggi dell’arte contemporanea.  \n\n\n\nIl vernissage è previsto sabato 14 marzo 2026 alle 19:00.  \n\n\n\nGiunta alla settima edizione\, l’iniziativa rappresenta un omaggio alla città di Catania e all’arte contemporanea\, confermando l’impegno del collettivo nel sostenere artisti emergenti e indipendenti e nel promuovere un’offerta culturale accessibile. Ogni anno la Call registra una straordinaria partecipazione di talenti provenienti da diverse realtà e territori\, segno di una risposta viva e condivisa che arricchisce il panorama culturale locale.  \n\n\n\nLe opere selezionate confluiranno in un catalogo digitale pensato come strumento di documentazione e diffusione del progetto.  \n\n\n\nContatti  \n\n\n\nEmail: nucleika@gmail.com  \n\n\n\nInstagram: @nucleikart  \n\n\n\nSito: www.nucleikart.it 
URL:https://quartapareteroma.it/event/7a-edizione-della-call-for-artists-a-spazio-nucleika-di-catania/
LOCATION:Spazio Nucleika\, Via Umberto I n.145\, Catania\, ITA\, 95129\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-22-at-10.31.24.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260316T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260329T110000
DTSTAMP:20260310T104106Z
CREATED:20260310T104020Z
LAST-MODIFIED:20260310T104106Z
UID:180043-1773694800-1774782000@quartapareteroma.it
SUMMARY: Monza Music Meetings
DESCRIPTION:Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti\, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi\, in collaborazione con il Comune di Monza\, la manifestazione\, giunta alla quarta edizione\, si rivolge a pubblici differenti per età\, competenze e sensibilità\, dai bambini agli adulti\, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi\, con un’offerta di proposte articolate e diversificate. \n\n\n\nLa nuova edizione approfondisce\, in particolare\, il rapporto tra musica\, comunità e trasformazione\, esplorando il suono come strumento di relazione\, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole\, appuntamenti concertistici di rilievo\, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. \n\n\n\nIl tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nNello spirito stesso dell’incontro\, motivo propulsore della rassegna\, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che\, lunedì 16 marzo (ore 21\, ingresso libero con libera donazione)\, ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il baritono Giacomo Nanni\, la violista Maria Cecilia Villani el’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte)\, John Dowland\, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli\, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596)\, celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae\, op. 48 di Benjamin Britten (1950)\, variazioni per viola e archi sul tema di Dowland\, ponte tra Rinascimento e modernità\, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug\, BWV 82 di J.S. Bach\, cantata per basso\, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente. \n\n\n\nSempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto\, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza)\, intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea. \n\n\n\nQuindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza\, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro)\, con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta\, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita\, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta\, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco\, decidono di viaggiare con il loro cassonetto\, trasformato in forziere\, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha\, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21\, ingresso 10-15 euro)\, i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità\, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore\, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche\, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico. \n\n\n\nSabato 21 marzo\, sempre al Teatro di Corte\, in occasione dell’International Early Music Day\, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20\, ingresso 10-15 euro)\, protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino)\, Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova\, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima\, venerdì 20 marzo\, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12). \n\n\n\nIl Teatro di Corte vedrà infine esibirsi\, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30\, ingresso 10-15 euro)\,i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo\, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano. \n\n\n\nSabato 28 marzo\, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo. Infine\, domenica 29\, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings\, un accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\nAfferma Arianna Bettin\, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale\, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica\, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi\, con Monza Music Meetings\, al concorso Rina Sala Gallo\, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026». \n\n\n\nLe fa eco Annamaria Di Ruscio\, vicepresidente di Acinque\, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti\, rendez-vous\, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio\, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità». \n\n\n\n \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it  \n\n\n\n 
URL:https://quartapareteroma.it/event/monza-music-meetings/
LOCATION:ITA
CATEGORIES:Musica
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Monza-Music-Meetings-small.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260316T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260331T210000
DTSTAMP:20260311T115005Z
CREATED:20260311T114855Z
LAST-MODIFIED:20260311T115005Z
UID:180140-1773694800-1774990800@quartapareteroma.it
SUMMARY:Programmazione marzo 2026 a Officine Pasolini
DESCRIPTION:Lunedì 16 il mese di marzo a Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, inizia con la presentazione del PREMIO BIANCA D’APONTE 2026\, il concorso che accende i riflettori sul cantautorato femminile emergente. Sul palco saliranno tre protagoniste della storia del premio: la vincitrice dell’ultima edizione Micaela Tempesta\, Valentina Lupi\, vincitrice nel 2024\, e Beo\, finalista del 2024. In veste di ospite si esibirà Bungaro\, con Ferruccio Spinetti. A condurre Enrico Deregibus. \n\n\n\nMercoledì 18 si prosegue con FEDERICO BALDI che presenta in anteprima live L’unica alternativa al cappio\, concerto che intreccia canzoni e monologhi in un racconto sospeso tra tensione espressiva e autoparodia. Sul palco con lui la band che ha preso parte alla registrazione in studio dell’omonimo disco: Stefano Coco\, Filippo Cornaglia\, Luca Giannotti\, Cristiano Loschiavo\, Diletta Marzano\, Martina Primavera\, Alessandro Ragazzo. Cantautore e autore\, Baldi ha concluso il biennio di alta formazione in Canzone con il tutoraggio artistico di Niccolò Fabi. Ha partecipato a Il dominio della luce\, disco-libro di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo\, firmando il testo di L’amore al buio. Si è esibito in diversi festival\, aprendo tra gli altri i concerti di Joan Thiele e Lodo Guenzi\, e ha affiancato Filippo Timi come aiuto regia di Scopate Sentimentali\, concerto-omaggio a Pasolini con Rodrigo D’Erasmo e Mario Conte. Decisivo anche l’incontro con il pianista e filosofo Marco Palmisano\, con cui ha definito il percorso confluito nell’album. La versione dal vivo ne riprende la struttura\, alternando brani e parti narrative in un impianto unitario che affronta temi come politica\, fragilità affettive\, questioni di genere e paura di invecchiare e di morire. \n\n\n\nSabato 21 il giovane talento della chitarra classica GIAN MARCO CIAMPA presenta il suo EP Nuna. In islandese significa “ora”\, inteso non solo come tempo ma anche come spazio: un insolito luogo in cui in cui sentirsi a casa tra atmosfere rarefatte\, gusto nordico e fredda malinconia. Il progetto nasce come istantanea di un momento di evoluzione personale e artistica\, alla ricerca di nuovi territori espressivi sulla chitarra classica e non solo. I brani sono proposti in versioni inedite dedicate alle sei corde: chitarra classica\, talvolta accompagnata dall’elettronica del producer e special guest della serata BRAIL (Madame\, Mannarino\, Aiello)\, e chitarra elettrica. In Nuna convivono capisaldi della musica contemporanea come l’estone Arvo Pärt e Luciano Berio\, accanto a compositori vicini alla scena elettronica come Jon Hopkins e Michael Nyman\, fino all’astro nascente islandese Ólafur Arnalds\, che spazia tra neo-classicismo\, ambient\, minimalismo e pop americano. Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti\, lode e Menzione d’Onore\, Ciampa ha vinto oltre 40 premi internazionali e si è esibito in quattro continenti. È stato protagonista di un TEDxTalk dedicato alla chitarra\, è docente presso il Conservatorio di Salerno e chitarrista del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. \n\n\n\nSabato 21 Officina Pasolini ospita la proiezione del film AMLETO È MIO FRATELLO di Francesco Giuffrè con un cast che affianca attori con disabilità a volti del cinema e della televisione come Claudia Gerini\, Vincenzo Salemme\, Francesco Paolantoni\, Margherita Buy\, Nino Frassica. Il lungometraggio nasce dall’esperienza diretta del regista\, impegnato da cinque anni nella teatroterapia per persone disabili\, con l’intento di portare la loro “bellezza” oltre il contesto laboratoriale\, nel mondo esterno. Uscito nelle sale nell’agosto del 2023 e trasmesso per la prima volta dalla Rai lo scorso novembre\, il film affronta un tema spesso marginalizzato e percepito come: il disagio psichico. «Il film non vuole insegnare né giudicare – spiega Giuffrè – ma raccontare il mondo e i sogni di quattro ragazzi speciali\, cercando di smontare i preconcetti sulla malattia mentale. L’inclusione e il rispetto della diversità sono il motore del progetto: il cambiamento di una società passa dall’accettazione di ciò che ci appare lontano e questo film vuole essere un piccolo ma significativo passo in quella direzione». Al termine della proiezione il pubblico incontrerà i quattro protagonisti; Francesco Giuffrè\, insieme a Pier Belloni\, co-sceneggiatore del film\, dialogherà con gli spettatori sul tema trattato\, aprendo un confronto diretto e partecipato. \n\n\n\nMercoledì 25 il giornalista e critico musicale Andrea Silenzi incontra Felice Liperi\, critico musicale\, conduttore e curatore per Radio RAI\, docente al DAMS in vari atenei e all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini\, in occasione dell’uscita per Treccani Editori del suo ultimo libro LA CANZONE ITALIANA Storia\, storie\, protagonisti. Come e quando nasce la canzone italiana? Come si definisce\, attraverso quali trasformazioni è passata e quali sono stati e sono oggi i suoi protagonisti? E quale futuro si intravede all’orizzonte? Il libro ripercorre l’evoluzione della più “leggera” e popolare delle nostre arti nazionali: dalla romanza alla canzone\, dai canti sociali e patriottici alla canzone napoletana\, dai caffè concerto ai varietà\, dal ruolo della radio nel fascismo alle influenze americane e alle grandi orchestre. Dalle melodie del dopoguerra alla rivoluzione degli anni Sessanta-Settanta e alle grandi scuole cantautorali\, dal rock al pop\, dal folk fino ai linguaggi musicali oggi imperanti\, come il rap e la trap\,  il viaggio attraversa anche il mercato discografico\, lo star system e l’impatto della Rete\, delle piattaforme digitali e delle strategie promozionali dei talent\, offrendo uno sguardo che intreccia storia musicale e storia della società italiana. \n\n\n\nVenerdì 27 torna SUPERFICIE LIVE SHOW – attori sul palco a portata di video\, format ideato e condotto da Matteo Santilli. Un susseguirsi di monologhi\, anteprime\, brevi video\, lezioni e tante ‘rubriche’ create ad hocper questo show con la partecipazione di artisti e musicisti che sono annunciati soltanto a ridosso della data. Uno sguardo sul teatro contemporaneo\, fra proposte ed esperimenti scenici e piccole anticipazioni sui principali spettacoli in scena nelle settimane successive nei teatri della capitale. Superficie Live Show racconta il mondoteatrale a 360 gradi e che puntualmente cerca di rinforzare il dialogo fra il pubblico e l’artista. \n\n\n\nSabato 21 il giornalista e conduttore radiofonico Patrizio Ruviglioni ripercorre con il protagonista della serata\, STEFANO FRESI\, le tappe di una carriera eclettica tra musica\, teatro\, cinema e televisione. Compositore e musicista prima ancora che attore\, Fresi viene notato da Michele Placido e debutta al cinema in Romanzo Criminale. Inizia così un’inarrestabile carriera con film di successo come la fortunata saga Smetto quando voglio\, che gli vale la candidatura ai David di Donatello\, fino al Nastro d’Argento 2019 come miglior attore di commedia per la versatilità dimostrata nei film: C’è tempo\, L’uomo che comprò la luna e Ma cosa ci dice il cervello. Parallelamente continua il percorso teatrale e televisivo\, cimentandosi nel doppiaggio di Il re leone accanto a Marco Mengoni\, Elisa e Edoardo Leo\, alla conduzione con Roberto Bolle su Rai1\, fino alla serie di successo Kostas\, dove interpreta il famoso commissario greco nato dalla penna di Petros Markarïs. Un’occasione per attraversare\, attraverso la sua voce\, oltre vent’anni di spettacolo italiano\, tra palcoscenico e grande schermo. \n\n\n\nMartedì 31 è Tosca a condurre l’intervista spettacolo Due cuori e una caparra con CORRADO NUZZO e MARIA DI BIASE. In contrasto tra di loro\, in disaccordo con il mondo\, felicemente inadattabili\, Nuzzo e Di Biase sembrano smentire sia il detto “chi si somiglia si piglia” sia “gli opposti si attraggono”: nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure\, nonostante questo\, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena. Perché? La risposta a questa domanda – e a molte altre – emergerà nel dialogo guidato da Tosca. Un confronto vivo e imprevedibile\, in cui confessioni\, contraddizioni e improvvisazioni si intrecceranno davanti al pubblico del Teatro Eduardo De Filippo\, che avrà la fortuna di assistere (e forse di intervenire) in questo gioco teatrale sospeso tra realtà e finzione.
URL:https://quartapareteroma.it/event/programmazione-marzo-2026-a-officine-pasolini/
LOCATION:Officinea delle Arti Pier Paolo Pasolini\, Viale del Ministero degli Affari Esteri\, 6\, Roma\, 00135\, Italia
CATEGORIES:Eventi
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/STEFANO-FRESI-Foto-di-Jasmine-Bertusi-2017-bs.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260317T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T170000
DTSTAMP:20260316T161022Z
CREATED:20260316T160940Z
LAST-MODIFIED:20260316T161022Z
UID:180583-1773779400-1774198800@quartapareteroma.it
SUMMARY:"ASHES" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Si può viaggiare nel tempo attraverso il suono? \n\n\n\nSi può costruire un racconto sonoro che prenda forma soltanto nella mente degli/delle spettatori/spettatrici?Ashes è un aleph di suoni che scorrono paralleli\, un flusso di attimi che si sovrappongono\, si fanno sentire per un istante prima di scomparire. Un concerto per voci e musica eseguita dal vivo\, un viaggio sonoro immersivo: una riflessione sul potere immaginifico del suono e della parola\, sull’importanza dell’“ora” e sulle sue caratteristiche di impermanenza\, così affascinanti e disturbanti allo stesso tempo. \n\n\n\nUna sequenza di accadimenti si svolge senza soluzione di continuità: brevi frammenti di vite private\, compleanni\, feste\, morti\, cadute\, uccisioni\, animali\, alberi di natale\, dinosauri\, microbiologia\, geologia\, tutto quello che passa e non resta\, ma che definisce e conferisce un significato preciso alla vita di noi esseri umani. I quattro performer parlano\, giocano\, urlano\, lottano\, confessano segreti e fanno dichiarazioni d’amore. Voci che generano dinosauri e lupi\, funghi e balenottere\, madri\, padri\, figli e figlie\, che solo per un attimo si trovano in quel tempo e in quello spazio\, pronti a scomparire con l’evanescenza del fiato che si dissolve. È solo la voce che avvera la presenza\, crea mondi\, tesse relazioni\, genera visioni. \n\n\n\nIn scena pochi elementi fissi: un tappeto\, dei microfoni: uno spazio che non cambia mai\, mentre il tempo e il suono si muovono in continuazione. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo alle ore 22 è in programma il talk dopo spettacolo a cura della redazione di Teatro&Critica. Muta Imago e la compagnia incontrano il pubblico per riflettere insieme sul potere immaginifico del suono e della parola. Modera Simone Nebbia\, giornalista e critico teatrale. \n\n\n\nDa martedì a venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
URL:https://quartapareteroma.it/event/ashes-allo-spazio-diamante/
LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/image-12.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260317T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260318T210000
DTSTAMP:20260304T142327Z
CREATED:20260304T142237Z
LAST-MODIFIED:20260304T142327Z
UID:179577-1773781200-1773867600@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Errore 404. Ripeti per favore" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Comandi vocali gridati nel vuoto seminano il caos nella galassia. Tra glitch sintattici\, bug grammaticali\, emoji solitarie e vocali strascicate\, tre assistenti vocali avanzano verso il loro ultimo aggiornamento alla ricerca di un baluardo di logica\, prima che il senso delle parole scompaia per sempre. Ultimo logo vocale: 27.03.2193. L’umanità ha dimenticato come si parla. E nessuno ha aggiornato il firmware. Che la comprensione sia con voi. \n\n\n\nUna commedia tech-filosofica futuristica che alterna tensione visiva\, ironia e suggestioni da space opera contemporanea. Una riflessione lucida e comica sulla disumanizzazione\, l’obsolescenza del linguaggio\, l’illusione del controllo tecnologico per raccontare la paura di essere sostituiti e l’ansia di essere necessari. La solitudine mascherata da efficienza. \n\n\n\nUna battaglia ipergalattica contro il collasso del linguaggio dove anche gli aggiornamenti più assurdi risultano inefficaci. Tre assistenti vocali\, eroine improbabili\, nate per rispondere\, si trovano incapaci di comprendere la domanda\, diventando specchio della fragilità umana. Su tutto aleggia il Sistema. È il creatore-programmatore\, autorità inappellabile che osserva\, gestisce\, risolve – o forse no. È l’uomo stesso. \n\n\n\nLa regia intreccia tensione e rottura\, trauma e comicità portando il pubblico\, spettatore e “utente” a riconoscersi neicomandi senza senso\, nei bisogni travestiti da funzioni\, nel vuoto che cerca una risposta. Con un ritmo sincopato\, fatto di improvvise accelerazioni\, silenzi\, sospensioni\, dialoghi serrati\, interferenze sonore e atmosfere rarefatte\, si mette in scena la crisi esistenziale digitale.  \n\n\n\nErrore 404 non è solo un guasto tecnico\, è la condizione dell’uomo moderno.  \n\n\n\nUn errore sistemico che rivela il nostro bisogno inascoltato di contatto autentico e invita alla domanda: cosa ci rende effettivamente esseri umani? \n\n\n\nCuriosità: scene e costumi \n\n\n\nLa scenografia minimalista evoca una zona di interferenza\, spazio astratto di transizione\, a metà tra il cuore di un server e una navicella spaziale\, dove le azioni riflettono con amara ironia il collasso di senso e la lotta per l’efficienza. \n\n\n\nI costumi\, uniformi di un futuro prossimo\, così come gli elementi scenici creano un contrasto netto tra minimalismo quotidiano e monumentalità futuristica. Un’estetica high-tech che trasforma il corpo in interfaccia: non semplici personaggi\, ma dispositivi viventi\, identità algoritmiche\, entità ibride tra umano e macchina. \n\n\n\nErrore 404. Ripeti per favore – Di: Alessandra Silipo – Regia di: Alessandra Silipo\, Susanna Lauletta – Con: Giulia De Luca\, Susanna Lauletta\, Alessio Sapienza\, Alessandra Silipo e con la partecipazione di Antonio Starrantino.
URL:https://quartapareteroma.it/event/errore-404-ripeti-per-favore-al-teatro-trastevere/
LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/LOCANDINA-2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260317T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260319T180000
DTSTAMP:20260311T114344Z
CREATED:20260311T114154Z
LAST-MODIFIED:20260311T114344Z
UID:180136-1773781200-1773943200@quartapareteroma.it
SUMMARY:"L'Arte della Truffa" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:La comicità travolgente e inconfondibile di BIAGIO IZZO approda in Sicilia con L’ARTE DELLA TRUFFA di Toni Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli e Augusto Fornari che firma anche la regia. Prodotta da AG Spettacoli\, si alza il sipario su una commedia piena di equivoci\, colpi di scena e situazioni esilaranti\, in un crescendo di puro divertimento. Dal 17 al 19 marzo 2026\, la messinscena verrà ospitata dal Teatro Golden di Palermo\, nell’ambito della nella nuova stagione Turi Ferro. Biglietti disponibili al link https://www.vivaticket.com/it/ticket/biagio-izzo-l-arte-della-truffa/283663. \n\n\n\nTra momenti paradossali\, comici ed emozionanti si assisterà alla consumazione di una truffa… “a fin di bene”. Sul palco\, con BIAGIO IZZO\, un formidabile cast di attori formato da Carla Ferrara\, Roberto Giordano\, Ciro Pauciullo\, Arduino Speranza e Adele Vitale. \n\n\n\nAlla vigilia della risposta di un importante appalto per il restauro del Duomo di Napoli\, Gianmario\, imprenditore edile da tre generazioni\, gentiluomo del Papa\, è costretto a ricevere in casa il fratello di sua moglie\, Francesco\, un truffatore esperto\, che ha scelto l’appartamento del cognato come dimora per gli arresti domiciliari. La notizia lo sconvolge\, preoccupato com’è per la reputazione sua e dell’azienda che dirige. Ma il mondo gli crolla addosso quando ben altri guai gli cadono fra capo e collo\, e sarà proprio la presenza provvidenziale di Francesco ad aiutarlo a uscire indenne da un raggiro colossale. \n\n\n\n«Adoro sia la commedia che la farsa\,» spiega Augusto Fornari nelle note di regia «ma ciò che più mi dà gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far sì che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia\, perché è attore\, non solo di istinto comico ma anche di grande intelligenza scenica e la sua compagnia\, composta da attori straordinari\, mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi e le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurato».
URL:https://quartapareteroma.it/event/180136/
LOCATION:Teatro Golden di Palermo\, Via Terrasanta\, 60\, Palermo\, ITA\, 90141\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Biagio-Izzo-locandina.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260317T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T170000
DTSTAMP:20260311T150856Z
CREATED:20260311T150814Z
LAST-MODIFIED:20260311T150856Z
UID:180178-1773781200-1774198800@quartapareteroma.it
SUMMARY:"La Tempesta" al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Il regista Alfredo Arias\, con il suo stile unico e inconfondibile\, mette in scena La Tempesta di William Shakespeare nella nuova coproduzione del Teatro Stabile di Catania\, Marche Teatro\, Tieﬀe Teatro\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. Per Arias è un ritorno alla direzione di quest’opera\, tra le più complesse e ricche di simbolismi scritta dal grande autore inglese\, che ha rappresentato nei primi decenni della sua carriera nell’ambito del Festival di Avignone del 1986. \n\n\n\nSull’isola-palcoscenico il regista argentino realizza un allestimento poetico e originale\, capace di coinvolgere il pubblico\, facendolo immergere nel suo mondo costruito con un linguaggio universalmente riconoscibile. Il protagonista è Graziano Piazza che interpreta Prospero: mago\, demiurgo\, sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta che egli stesso ha scatenato. Piazza\, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato in ruoli da protagonista con i più grandi registi della scena nazionale e internazionale\, ne La Tempesta incarna perfettamente la “forza magica” di questo testo immortale\, reso unico dalla direzione di Arias. \n\n\n\n“Temiamo che un mostro appaia nelle nostre vite\, senza sapere che forse quel mostro siamo noi.” Alfredo Arias
URL:https://quartapareteroma.it/event/la-tempesta-al-teatro-astra-di-torino/
LOCATION:TPE Teatro Astra\, Via Rosolino Pilo\, 9\, Torino\, ITA\, 10143\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/image-3.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260317T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260329T173000
DTSTAMP:20260310T105529Z
CREATED:20260310T105444Z
LAST-MODIFIED:20260310T105529Z
UID:180055-1773781200-1774805400@quartapareteroma.it
SUMMARY:"VI AMO DA MORIRE" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta al Teatro de’ Servi\, dal 17 al 29 marzo\, VI AMO DA MORIRE\, la nuova commedia firmata da Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi\, con la regia di Andrea Palotto. \n\n\n\nProtagonisti sono Lucrezia\, Giulio\, Dario e Paolo che si immergono in strani intrecci sentimentali\, misteri da sciogliere e una comunicazione intermittente con l’aldilà.  \n\n\n\nChi ha mentito a chi? Chi nasconde cosa? Chi sopravviverà? Tutti ingannano tutti\, tutti celano un segreto\, tutti sono vivi…o forse no!  \n\n\n\nUna commedia che ci svelerà che non tutto è come sembra: tra tradimenti\, bugie e colpi di scena scopriremo che tra Paradiso ed Inferno non c’è tutta questa differenza. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrari spettacoli: \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21; sabato ore 17:30 e 21; domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: 25 euro
URL:https://quartapareteroma.it/event/vi-amo-da-morire-al-teatro-de-servi/
LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/VI-AMO-DA-MORIRE-LOC.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260318T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260318T193000
DTSTAMP:20260309T152309Z
CREATED:20260309T152208Z
LAST-MODIFIED:20260309T152309Z
UID:179930-1773856800-1773862200@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Sette canti contro lo Scontento"\, presentazione al Ridotto del Verga
DESCRIPTION:Il Teatro Stabile di Catania\, in collaborazione con il Centro di Poesia Contemporanea Catania\, ospita mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 18\,00 al Ridotto del Teatro Verga la presentazione del nuovo libro di Davide Rondoni\, “Sette canti contro lo Scontento” (Garzanti\, 2026). \n\n\n\nA dieci anni dalla sua ultima raccolta di versi\, Rondoni torna con un libro che affronta uno dei sentimenti più diffusi del nostro tempo: lo scontento\, forza sotterranea che attraversa la società contemporanea\, apparentemente appagata ma spesso svuotata di gioia e slancio vitale. \n\n\n\nCon “Sette canti contro lo Scontento”\, il poeta intraprende un viaggio ideale attraverso diverse città del mondo\, interrogando la realtà e la coscienza contemporanea con una poesia intensa\, ritmica e ricca di immagini. Nei suoi versi la bellezza e il dolore convivono\, mentre il poeta invita il lettore a guardarsi allo specchio e a chiedersi: perché è così diffusa la mancanza di gioia? Come resistere allo scontento che ci assale?L’incontro sarà accompagnato da interventi musicali di Chiara Abbate\, Sara Castrogiovanni e Giuseppe Puglisi\, in un dialogo tra poesia e musica che amplifica la forza evocativa dei testi. \n\n\n\nDurante l’appuntamento sarà presente l’autore\, che dialogherà con il pubblico intorno ai temi del libro e al ruolo della poesia nel nostro tempo. \n\n\n\nBio Davide Rondoni (Forlì\, 1964): poeta\, scrittore e saggista. Tra le sue raccolte di poesia ricordiamo La frontiera delle ginestre (1984)\, Il bar del tempo (1999)\, Avrebbe amato chiunque (2003)\, Apocalisse\, amore (2008; nuova edizione 2020)\, Si tira avanti solo con lo schianto (2013) e La natura del bastardo (2016). Ha pubblicato poesie e romanzi per ragazzi e raccolto scritti sull’arte e sugli artisti in Rispondimi\, bellezza (2023). Autore di saggi sui rapporti tra poesia e altre arti e di studi dedicati a Leopardi e a san Francesco d’Assisi\, è fondatore del Centro di poesia dell’Università di Bologna e della rivista «clanDestino». È inoltre autore di docufiction\, romanzi e testi teatrali. \n\n\n\nPresentazione del libroSette canti contro lo Scontento di Davide Rondoni (Garzanti\, 2026)Interventi musicaliChiara AbbateSara CastrogiovanniGiuseppe Puglisi \n\n\n\nEvento promosso dal Teatro Stabile di Catania e dal Centro di Poesia Contemporanea Catania.
URL:https://quartapareteroma.it/event/sette-canti-contro-lo-scontento-presentazione-al-ridotto-del-verga/
LOCATION:Ridotto Teatro Verga\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italy
CATEGORIES:Libri
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-15.36.38.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260318T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260320T170000
DTSTAMP:20260310T093952Z
CREATED:20260310T093906Z
LAST-MODIFIED:20260310T093952Z
UID:180013-1773864000-1774026000@quartapareteroma.it
SUMMARY:Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese al Palladium
DESCRIPTION:Dal 18 al 20 marzo 2026 al Teatro Palladium arriva Lusofonie – Festival delle culture di lingua portoghese\, un attraversamento di suoni\, parole\, immagini e memorie che mette in dialogo Brasile\, Portogallo\, Africa lusofona e Mediterraneo. Tre giorni per immergersi nelle molte anime della lingua portoghese\, nei suoi ritmi e nelle sue storie\, tra poesia\, cinema\, teatro e musica. \n\n\n\nCurato da Giorgio de Marchis e Maddalena Pennacchia\, docenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre\, il festival nasce con l’intento di mostrare al pubblico italiano la varietà e la ricchezza delle culture che\, in quattro continenti\, si esprimono in lingua portoghese. Lusofonie non è solo un’area linguistica\, ma uno spazio culturale plurale\, attraversato da memorie coloniali\, diaspore\, scambi e trasformazioni. \n\n\n\nUn viaggio sulle traiettorie poetiche di Tatiana Faia con le note di Chrysanthi Gkika e Alessandro Luccioli\, attraverso le canzoni di Chico Buarque interpretate da Susanna Stivali\, in quartetto con Alessandro Gwis\, Marco Siniscalco e Alessandro Marzi negli adattamenti di Max De Tomassi\, seguendo i percorsi della chitarra di Julio Lemos\,  e accompagnati dalle immagini cinematografiche di Lusomovies e dalle fotografie di Paola Agosti che prendono vita nell’interpretazione teatrale delle studentesse e degli studenti del Dipartimento di Lingue\, Letterature e Culture Straniere di Roma Tre. \n\n\n\nCompletano il percorso la presentazione del volume di Maristella Petti dedicato a Fabrizio de André e Chico Buarque (18 marzo) e l’incontro con la scrittrice brasiliana Aline Bei\, che il 20 marzo dialogherà con il pubblico a partire dal suo recente romanzo Una delicata collezione di assenze (La Nuova Frontiera\, 2026). \n\n\n\nSi parte il 18 marzo con una carrellata che è già viaggio: alle 20.00 il concerto “Brasil Acústico” del chitarrista brasiliano Julio Lemos\, virtuoso della chitarra a sette corde\, che attraversa samba\, bossa nova\, choro-jazz\, valsa-choro e frevo in un equilibrio raffinato tra tradizione e innovazione. \n\n\n\nIl 19 marzo la parola poetica incontra la musica. Alle 17.00 l’incontro con la poetessa portoghese Tatiana Faia introduce il pubblico alla sua scrittura\, tra dialogo con il mondo classico e inquietudini contemporanee. A seguire il reading “Parole atlantiche\, note mediterranee”\, in cui la voce poetica si intreccia alla lira di Istanbul di Chrysanthi Gkika e al daf di Alessandro Luccioli. \n\n\n\nAlle 19.00 spazio al cinema con la V edizione di “Lusomovies”\, festival del cortometraggio in lingua portoghese diretto da Gian Luigi De Rosa\, che porta sullo schermo opere provenienti da Brasile\, Portogallo\, Angola\, Mozambico e Capo Verde\, in versione originale con sottotitoli in italiano. \n\n\n\nIl 20 marzo il festival entra nel cuore della memoria europea. Alle 17.00 la lettura drammatizzata “Lisbona\, la notte è finita!”\, prima assoluta\, racconta la Rivoluzione dei Garofani attraverso le fotografie di Paola Agosti. Il testo di Giorgio de Marchis\, la messa in scena e regia di Sara Altoni e Ilaria Diotallevi\, e l’interpretazione degli studenti del Dipartimento costruiscono un dialogo tra immagini\, parole e musica con la partecipazione del coro “Inni e canti di lotta – Giovanna Marini”\, diretto da Sandra Alos Cotronei. \n\n\n\nAlle 20.30 il festival si chiude sulle note di “Caro Chico”\, il progetto discografico di Susanna Stivali dedicato a Chico Buarque. \n\n\n\nIl patrocinio del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e delle Ambasciate di Brasile e Portogallo conferma l’importanza di un appuntamento culturale che l’Università Roma Tre propone alla città nel suo teatro d’ateneo. \n\n\n\nLUSOFONIE – Festival delle culture di lingua portoghese \n\n\n\nBiglietti: 10 euro (giornaliero) – 20 euro (abbonamento) \n\n\n\nRiduzioni studenti Università Roma Tre disponibili
URL:https://quartapareteroma.it/event/lusofonie-festival-delle-culture-di-lingua-portoghese-al-palladium/
LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
CATEGORIES:Eventi
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Aline-Bei-Foto-2-Isa-Arruda-.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260318T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T180000
DTSTAMP:20260311T120851Z
CREATED:20260311T120749Z
LAST-MODIFIED:20260311T120851Z
UID:180150-1773864000-1774202400@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Abracadabra" al Teatro India
DESCRIPTION:La compagnia Babilonia Teatri\, fondata da Enrico Castellani e Valeria Raimondi\, torna al Teatro India dal 18 al 22 marzo\, con la loro nuova creazione Abracadabra\, uno spettacolo in cui la magia si fa portavoce ed espressione di ciò che spesso le parole non riescono a dire. Per raccontare alcuni eventi della vita a teatro c’è bisogno a volte di un atto magico\, un rito che trasforma il palco in un ponte che connette la vita alla morte grazie a un gioco di prestigio e a grandi illusioni. \n\n\n\nAbracadabra è una parola magica\, fiabesca e arcana\, un incantesimo che può far apparire quello che non c’è; è uno spettacolo di magia che ci prende per mano e ci accompagna in territori da cui spesso scappiamo e si interroga su che forma si possa dare al dolore. Si chiede come sia possibile venire a patti con la malattia\, se un lutto vada elaborato e se i morti possano parlare. \n\n\n\nIl sipario si apre con un vero mago in scena che si connette con l’aldilà permettendo di nominare l’indicibile e di toccare l’impossibile attraverso la voce di Francesco Scimemi\, prestigiatore di professione da trent’anni\, che sta in mezzo al guado\, che evoca la moglie scomparsa con tutti i colori del tragico\, del grottesco e del poetico. \n\n\n\n«Abracadabra è uno spettacolo di magia. È uno spettacolo che nasce dal nostro innamoramento per la magia – afferma il duo Castellani-Raimondi – Ci siamo immersi nel mondo magico e un passo dopo l’altro ci siamo addentrati in tutti i suoi meandri\, senza mai finire di fare nuove scoperte\, di stupirci e di entusiasmarci. Abbiamo immediatamente avvertito l’immenso potenziale narrativo della magia e abbiamo deciso di dare vita ad uno spettacolo dove triks e illusioni diventino parte integrante del racconto. Uno spettacolo dove le magie non esauriscano il loro valore nell’esecuzione\, ma assumano significato in relazione a quello che accade sul palco. Ad accompagnarci in questo percorso iniziatico di scoperta e di conoscenza\, nostro mentore e Virgilio\, è stato Francesco Scimemi\, prestigiatore di professione da trent’anni\, che ha fatto della magia comica la sua specialità. Quando ci siamo conosciuti ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che avremmo dovuto creare uno spettacolo insieme: uno spettacolo che raccontasse la storia della magia. La vita\, come spesso accade\, ha deviato il corso delle cose. Francesco ha vissuto il lutto della propria compagna e abbiamo pensato che il nostro spettacolo potesse diventare un rito. Un rito magico e teatrale. Un rito funebre e un rito vitale. La magia qui è una lingua che ci permette di nominare l’indicibile e di toccare l’impossibile. La magia smette di essere spettacolo per farsi corpo. La magia smette di essere numero per farsi racconto. La magia smette di essere trucco per divenire sintassi. La magia qui non è esibizione di una tecnica ma assume su di sé il compito di traghettarci con crudeltà e con dolcezza attraverso la tempesta della malattia e della perdita. Per raccontare questo attraversamento\, la voce di chi sta in mezzo al guado utilizza tutti i colori: il tragico\, il grottesco\, il poetico. L’ironico\, il cinico\, il metafisico. La rabbia\, la pace\, la depressione. Il realistico e l’onirico. Sono strade e sentieri ed emozioni e pensieri che si intrecciano e si rincorrono. A cui non è semplice e\, forse\, non è nemmeno corretto\, mettere ordine.” \n\n\n\nLa magia diventa\, dunque\, evocazione. strumento di collegamento\, di connessione\, di congiunzione\, depone le sue armi davanti alla vita che si spegne e allo stesso tempo ci sorprende ancora una volta e ci accompagna oltre la soglia. Dichiara la sua finitezza\, ma non rinuncia ai suoi segreti per scavare più a fondo nell’incomprensibile ovvietà che separa vita e morte.
URL:https://quartapareteroma.it/event/abracadabra-al-teatro-india/
LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Abracadabra_Una-foto-della-compagnia_phEleonora-Cavallo.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260318T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260318T230000
DTSTAMP:20260316T161805Z
CREATED:20260316T161731Z
LAST-MODIFIED:20260316T161805Z
UID:180587-1773867600-1773874800@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Hospitality Suite" al Teatro Brancati
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, mercoledì 18 marzo\, ore 21\, al Teatro Vitaliano Brancati di Catania\, lo spettacolo Hospitality Suite di Roger Rueff con la regia e l’interpretazione dell’attore palermitano Francesco Scianna che è affiancato da Sergio Romano\, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano.  \n\n\n\nLa pièce è tradotta in italiano da Paola Ponti e Paola Ermenegildo in accordo con Arcadia & Ricono Ldt per gentile concessione di Roger Rueff. Completano il team creativo Angelo Linzalata (scene e luci)\, Stefania Cempini (costumi)\, Paolo Spaccamonti (musiche) e Luca Bargagna (regista assistente). Prodotto da Marche Teatro\, Goldenart Production\, Teatro Biondo Palermo\, La Fabbrica dell’Attore–Teatro Vascello di Roma\, lo spettacolo sarà in scena al Teatro Brancati di Catania fino a domenica 22 marzo (giovedì\, venerdì e domenica ore 17\,30; sabato ore 17\,30 e 21) per poi cominciare la tournée nazionale. \n\n\n\nIl testo concentra l’azione nel microcosmo di una stanza d’albergo\, dove si incontrano Larry\, Phil e Bob – tre uomini in momenti cruciali della propria vita – insieme a un misterioso “Uomo”. In questo spazio chiuso si confrontano ambizioni\, fragilità e conflitti interiori\, mentre sullo sfondo prende forma una riflessione sulla società del profitto e sulla progressiva marginalizzazione dell’essere umano in un mondo dominato dalla tecnica. Ambientata durante una convention aziendale\, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda. Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità\, ambizioni e illusioni. \n\n\n\n“Sono giunto all’opera “Hospitality Suite” di Roger Rueff dopo una lunga ricerca di testi teatrali del panorama classico e contemporaneo”\, spiega Francesco Scianna. “Mi hanno conquistato\, in maniera potente\, sia la scrittura che i temi che vengono affrontati al suo interno. Nell’opera riscontro solidità tra forma e contenuto. Ed anche un certo mistero rispetto alle sue possibilità di lettura. E questo mi attrae molto. La potenza del testo\, a mio avviso\, risiede nella sua capacità di esplorare in maniera tridimensionale vari temi: il tempo\, la società e l’essere umano che si muove oggi nel mondo. È una lente d’ingrandimento sulla “società del profitto” dove l’essere “umani” passa in secondo piano\, e il suo sviluppo\, sostenuto dalla tecnica\, vede l’uomo stesso avviarsi verso il diventar superfluo perché sostituibile dai robot”. \n\n\n\n“Dal punto di vista registico – conclude Scianna – \, la sfida più grande è esplorare tutte le possibilità del testo. Tentare una lettura non lineare. Una messa in scena che sostenga la tridimensionalità dell’essere per scoprire i sensi più profondi del dramma. Esplorare i linguaggi e lo spazio per aprire nuovi piani di espressione e comunicazione”. \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLImercoledì 18 marzo\, ore 21  giovedì 19 marzo\, ore 17:30  venerdì 20 marzo\, ore 17:30  sabato 21 marzo\, ore 17:30  e ore 21domenica 22 marzo\, ore 17:30  \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
URL:https://quartapareteroma.it/event/hospitality-suite-al-teatro-brancati/
LOCATION:Teatro Vitaliano Brancati\, Via Sabotino\, 4\, Catania\, ITA\, 95129\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Hospitality-Suite_Sergio-Romano-e-Francesco-Scianna-_Ph-Giuseppe-Distefano44.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260318T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260319T210000
DTSTAMP:20260313T173602Z
CREATED:20260313T173242Z
LAST-MODIFIED:20260313T173602Z
UID:180362-1773867600-1773954000@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Isabel – tratto da una storia vera" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta\, il 18 e 19 marzo 2026 alle ore 21.00\, Isabel – tratto da una storia vera\, uno spettacolo di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo\, prodotto da Anonima Teatri. In scena Caroline Loiseau\, accompagnata dalla musica dal vivo di Marco Memetaj\, che attraversa e sostiene il racconto. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una vicenda reale e prende forma come un viaggio nella memoria e nell’identità. Attraverso la voce e il corpo dell’interprete\, la storia di Isabel si dispiega come un racconto intimo e necessario\, in cui il ricordo personale diventa materia teatrale e spazio di riflessione collettiva. Parole\, presenza scenica e musica si intrecciano in una narrazione essenziale e potente\, capace di restituire al pubblico la forza umana di una storia che chiede di essere ascoltata. \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice\, era tutta la vita che volevo andarci… Gli argentini non avevano ancora smesso di festeggiare. Ogni quartiere\, ogni Barrio di Buenos Aires aveva la sua gigantografia\, il suo santo calcistico preferito.  In uno trovavi Lionel Messi\, poi Angel di Maria\, e poi in quasi tutte c’era Diego Armando Maradona… Ho continuato a camminare e alla fine mi sono ritrovato davanti Plaza de Mayo\, una piazza che non è facile da raccontare… È dispersiva\, non si capisce dove inizi e   dove finisca… c’è un muro\, un vecchio muro. Li sopra ci sono foto\, manifesti\, cartelloni\, testimonianze delle Madri di Plaza de Mayo\, testimonianze dei desaparecidos argentini. Su quel muro ci sono i segni della storia moderna dell’Argentina. È lì che ho incontrato Isabel. Stava seduta su una panchina. Fissava un punto della piazza e sorrideva. Poi si è girata\, mi ha visto\, mi ha sorriso. Si è alzata e mi è venuta incontro. Io non so come sia successo\, ma in quel momento ho capito che non ero in Argentina per la “fiesta del mondial”\, ero lì per un altro motivo\, per ascoltare la sua storia. La storia di una famiglia qualsiasi. Una storia racchiusa in 50 anni di Argentina. Ecco… di questo parla quest’intervista\, di Isabel\, di sua madre Corita\, di suo padre Paulo e di suo zio Raul… E pensare che io ero lì per documentare la festa dei mondiali.” \n\n\n\n“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro\, danza\, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta\, è la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie\, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica. \n\n\n\nLo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nSINOSSI VERSIONE BREVE: \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale. Ero molto felice\, era tutta la vita che volevo andarci… È lì che ho incontrato Isabel.” \n\n\n\n“Isabel – tratto da una storia vera” è uno spettacolo che si muove tra teatro\, danza\, e narrazione; lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra il 1963 ed il 2022.  Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta\, è la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti. Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie\, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica. \n\n\n\nLo spettacolo e i fatti raccontati all’interno sono ispirati alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nSINOSSI VERSIONE BREVISSIMA: \n\n\n\n“Ero stato mandato a Buenos Aires\, in Argentina\, dal mio capo redattore nel dicembre 2022. Dovevo documentare l’entusiasmo del popolo argentino dopo la vittoria del mondiale… È lì che ho incontrato Isabel.” \n\n\n\nMuovendosi tra teatro\, danza\, e narrazione\, lo spettacolo racconta la vita di una donna e della sua famiglia\, attraversando le vicende sociali e politiche dell’Argentina tra 1963 e 2022. Isabel è una donna\, molte donne\, è figlia\, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano\, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole\, è la costante ricerca della quotidianità perduta\, la speranza che fatica a soccombere\, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti.  \n\n\n\nLo spettacolo è ispirato alla storia vera di Victoria Donda: prima figlia di “desaparecidos” ad essere eletta alla Camera dei deputati argentina.  \n\n\n\nLINK TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=BgFHTvCWrechttps://vimeo.com/674113577
URL:https://quartapareteroma.it/event/isabel-tratto-da-una-storia-vera-al-teatro-basilica/
LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/foto-di-Lietta-Granato-DSC02087-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260319T190000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260319T210000
DTSTAMP:20260312T123556Z
CREATED:20260312T123514Z
LAST-MODIFIED:20260312T123556Z
UID:180239-1773946800-1773954000@quartapareteroma.it
SUMMARY:Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli
DESCRIPTION:In attesa della prossima riapertura del Teatro Valle\, il Teatro di Roma prosegue il viaggio nella memoria storica di uno dei palcoscenici più antichi d’Europa. \n\n\n\nIl nuovo appuntamento del ciclo di incontri Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli\, previsto per giovedì 19 marzo alle ore 19.00 presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina\, è dedicato a un’epoca irripetibile: quella della Rivista\, per ricordare e festeggiare i quasi tre secoli di attività del Teatro Valle inaugurato nel gennaio del 1727. L’incontro\, dal titolo Lo specchio della Rivista. Il Teatro Valle dal ’35 al ‘50\, esplora una stagione gloriosa che ha popolato il palcoscenico del Valle di nomi leggendari e atmosfere sfavillanti\, trasformando il teatro in uno specchio della società italiana tra gli anni del regime e il dopoguerra. \n\n\n\nDal debutto di Renato Rascel al mito della “Wandissima”: il racconto prende il via dal 1937\, anno dell’esordio di un giovanissimo Rascel\, per proseguire con la consacrazione di Wanda Osiris\, la “Wandissima”\, guidata dai testi di Michele Galdieri – architetto assoluto del genere che definì al Valle uno stile inimitabile fatto di piogge di rose e scale monumentali. Accanto a lei\, l’incontro ricorderà giganti del calibro di Carlo Dapporto\, Enrico Viarisio ed Erminio Macario.  \n\n\n\nUn approfondimento sarà dedicato a un momento cruciale per lo storico teatro capitolino\, grazie al sodalizio tra Totò e Anna Magnani\, con celebri spettacoli come Volumineide\, Che ti sei messo in testa? o Con un palmo di naso. Altre figure illustri che calcheranno il palcoscenico in quegli anni sono Sergio Tofano\, Paola Boroni e Aldo Fabrizi. In quel periodo il Valle divenne lo spazio in cui la risata si faceva sberleffo al potere\, sfidando apertamente il clima di censura e creando reazioni del regime fascista e nazista; un’ironia necessaria per decodificare la realtà della guerra. L’incontro metterà in luca la doppia anima della Rivista al Valle: non solo un momento di evasione fatto di canzoni spensierate dai mille doppi sensi\, battute fulminanti e ballerine in abiti succinti\, ma uno spazio di riflessione civile creato attraverso il sarcasmo. \n\n\n\nA rievocare queste atmosfere saranno Donatella Orecchia (Professoressa ordinaria in Discipline dello Spettacolo all’Università Roma Due) e Pino Strabioli (attore\, regista e conduttore televisivo)\, a colloquio con il giornalista e critico teatrale Antonio Audino. L’attrice Giulia Sucapane darà voce ai ricordi di Federico Fellini\, Marisa Merlini\, Ennio Flaiano e di altri protagonisti che hanno vissuto e narrato la magia del Valle. \n\n\n\nIl ciclo di incontri Il Teatro Valle: trecento anni di spettacoli fa parte del più ampio progetto dedicato ai quasi tre secoli di attività del Teatro Valle che\, oltre agli appuntamenti\, offrirà al pubblico l’occasione di visitare presso la Sala Squarzina e i salottini del Teatro Argentina le sezioni espositive dedicate agli artisti e gli spettacoli che hanno fatto la storia del Teatro Valle. Infatti\, è aperta al pubblico la terza sezione della mostra dedicata a Eduardo Scarpetta\, De Filippo e alla celebre opera Sei personaggi in cerca d’autore. È ancora visitabile la sezione dedicata a Cimarosa\, Rossini e Donizetti\, un’esposizione che ricorda i maestri dell’Opera Buffa del primo Ottocento con illustrazioni\, approfondimenti e curiosità. È inoltre aperta al pubblico la sezione dedicata alle due grandi attrici che nella seconda metà dell’Ottocento accompagnarono con la loro arte il passaggio dalla lirica alla prosa: Adelaide Ristori e Eleonora Duse.
URL:https://quartapareteroma.it/event/il-teatro-valle-trecento-anni-di-spettacoli/
LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Anna-Magnani-Toto-Rascel_-Archivio-Cinecitta-Fondo-Dial-da-sinistra-Anna-Magnani-Renato-Rascel-Toto-Roma.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260319T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260329T170000
DTSTAMP:20260310T092326Z
CREATED:20260310T092118Z
LAST-MODIFIED:20260310T092326Z
UID:180000-1773950400-1774803600@quartapareteroma.it
SUMMARY:"Furore" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Dopo aver conquistato il pubblico fin dal suo debutto nel 2019\, Massimo Popolizio torna a incarnare con vibrante intensità i personaggi immortali di Furore di John Steinbeck\, dal 19 al 29 marzo sul palcoscenico del Teatro Argentina.  \n\n\n\nIl potente capolavoro della narrativa americana\, scritto nel 1939 e subito divenuto un best-seller premiato con il Pulitzer nel 1940\, rivive ancora una volta nell’adattamento per la scena di Emanuele Trevi\, emozionando e scuotendo il pubblico con la sua cruda attualità. \n\n\n\nLo spettacolo continua ad affascinare per la sua capacità di raccontare la dignità umana di fronte alle avversità\, la lotta per la sopravvivenza e il bisogno di giustizia sociale\, attraverso l’arte sapiente di Massimo Popolizio\, cuore pulsante dell’opera\, che dà voce alle sofferenze e alle speranze della famiglia Joad\, restituendone una lettura che risuona oggi con una urgenza sconcertante. Steinbeck\, infatti\, è stato tra i primi a narrare gli effetti devastanti di quello che chiamiamo cambiamento climatico: la siccità e le tempeste di sabbia che spinsero migliaia di persone verso una California che\, anziché accoglierle\, le travolse con alluvioni e cinismo. Una parabola che richiama a sua volta la spirale di violenza\, diffidenza e cattiveria che attraversa tuttora la nostra società contemporanea\, evocando in modo inquietante le tensioni che stanno lacerando gli Stati Uniti. \n\n\n\nIn questa coproduzione Teatro di Roma e Compagnia Umberto Orsini\, Massimo Popolizio lascia riscoprire un classico che\, parlando del passato\, ci costringe a guardare in faccia il nostro presente\, attraverso un one-man show epico e liricoche condurrà il pubblico all’interno della dolorosa crisi agricola\, economica e sociale che colpì gli Stati Uniti tra il 1929 e l’attacco a Pearl Harbor. \n\n\n\nIl romanzo\, consacrato anche dal cinema con il film di John Ford interpretato da Henry Fonda\, nasce da un’inchiesta giornalistica che Steinbeck condusse nell’estate del 1936\, quando il San Francisco News gli chiese di indagare sulle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti\, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas\, a causa delle tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che avevano reso sterili quelle terre coltivate a cotone. Il risultato di quell’indagine fu una serie di articoli da cui l’autore americano generò\, tre anni dopo\, il romanzoFurore\, trasformando quella decisiva esperienza giornalistica\, umana e politica in grande letteratura. \n\n\n\nRaccontando le sventure dei Joad e i motivi di una delle più devastanti migrazioni della storia moderna\, Massimo Popolizio porta in scena un affresco realista e visionario: «E un’operina sonora – racconta l’attore – in cui leggo\, recito\, dico Furore all’interno di immagini\, suoni\, voci dal vivo. Gli articoli che furono scritti da Steinbeck sul San Francisco news denunciavano la drammatica situazione della crisi agraria. E io in scena do quindi voce a un cronista che osserva l’epopea epica della migrazione di migliaia di persone verso la California\, sperando di trovare una terra che le accolga\, che possa dare loro lavoro e una condizione di vita dignitosa. Invece\, questi poveretti appena arrivavano venivano sistemati in tendopoli\, in campi di assistenza\, con tutto ciò che comportava. Oltretutto loro fuggivano dalla polvere\, dalla siccità che rovinava i raccolti\, ma in California trovano le alluvioni e morivano affogati! Steinbeck è stato il primo a parlare di cambiamento climatico… Ed è inutile negare che la parabola dei migranti di quell’epoca fa venire in mente ciò che avviene oggi. Per di più\, il cinismo\, la diffidenza e la cattiveria che alcuni cittadini americani di allora\, in particolar modo californiani\, nutrivano verso i connazionali meno fortunati che arrivavano dagli stati depressi dell’est ricorda in modo spaventoso la spirale di violenza che attraversa oggi gli Stati Uniti. Il Paese che ha insegnato al mondo la libertà\, la tolleranza e l’inclusione oggi come allora protegge e tutela chi si accanisce contro i più fragili che dovrebbero invece essere accuditi e soccorsi». \n\n\n\nA connettere questa visione con la struttura drammaturgica è Emanuele Trevi\, che sottolinea la modernità di questa figura di narratore: «E forse non c’è un attore\, nel panorama teatrale italiano\, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo\, indimenticabile “story-teller” un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore\, impariamo ben presto a conoscerlo\, questo personaggio senza nome che muove le fila della storia. Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro\, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino\, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale\, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale\, agli sconvolgimenti tecnologici\, alle incertezze del clima. Tutto\, nel suo lungo racconto\, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione. Più che a una «riduzione»\, riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck\, rendendole ancora più evidenti ed efficaci che durante la lettura. Raccontando la più devastante migrazione di contadini della storia moderna\, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico\, realista e visionario\, sempre sorprendente per la sua dolorosa\, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio.» \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari spettacolo: martedì\, venerdì e giovedì 26 marzo ore 20; mercoledì e sabato ore 19; giovedì 19 marzo e domenica ore 17 I  \n\n\n\nDurata spettacolo: 1 ore e 20 senza intervallo          
URL:https://quartapareteroma.it/event/furore-al-teatro-argentina/
LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/tiff:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/FURORE_Massimo-Popolizio-_-foto-di-FEDERICO-MASSIMILIANO-MOZZANO-5.tif
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260319T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260321T203000
DTSTAMP:20260314T083518Z
CREATED:20260314T083516Z
LAST-MODIFIED:20260314T083518Z
UID:180400-1773952200-1774125000@quartapareteroma.it
SUMMARY:“Non è una gara” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta a Fortezza Est dal 19 al 21 marzo “Non è una gara” monologo di e con Ilaria Arnone\, diretto da Federico Nardoni\, che partendo da uno spunto autobiografico mette in scena una riflessione sul desiderio\, sulla paura e sulla curiosità di una giovane donna che si affaccia alla vita adulta. \n\n\n\nPunto di partenza del lavoro è il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll che offre l’opportunità di ragionare su una serie di domande: Che cosa significa crescere per una bambina? Come siamo diventate quello che siamo? Ma soprattutto\, siamo cresciute “bene”? Oppure qualcosa è andato storto?  \n\n\n\nQuando e come si diventa quel che si è? La protagonista\, Ilaria\, ancora non lo sa\, per questo ha deciso di mettersi in vendita. Dopotutto\, chi non si è mai sentito incompreso o sottovalutato? Se il mondo non capisce cosa hai da offrirgli\, tanto vale dargli una mano.  \n\n\n\nIl lavoro raccoglie il caos della struttura Carrolliana\, episodica\, spezzettata e delirante per usarlo come propulsore di indagine\, facendo ripercorrere ad Ilaria parte della sua infanzia. In modo più specifico\, per farle ripercorrere le insicurezze\, i disagi ed i turbamenti della sua prima adolescenza. \n\n\n\nScavando nei ricordi\, emerge il racconto di Ilaria dodicenne che frequentava tutti i giorni delle estenuanti lezioni di nuoto. La cosa che turbava di più la sua routine durante quel periodo era il suo allenatore: un uomo sulla cinquantina\, grezzo e con una disturbante propensione per le ragazzine. Tutte le ragazzine del corso\, infatti\, sembravano attrarlo. Tutte\, tranne Ilaria. Come se non bastasse la sofferenza data dalla sensazione di essere invisibile agli occhi del suo allenatore\, Ilaria si sente anche sporca nel provare quello che prova.  \n\n\n\nIl suo senso di colpa la porterà a farsi molte domande ma soprattutto a riceverne altrettante\, affrontando un processo. Il capo d’accusa principale? Quello di aver desiderato le attenzioni del suo insegnante. Al risveglio tutto è finito\, ma la sensazione di dover affrontare il confronto\, il senso di colpa e la vergogna resta.  \n\n\n\nIlaria si perde nel suo io più intimo. Qui ha modo di osservare la sua femminilità e il suo rapporto con essa\, di fare un salto indietro nel passato a quando praticava nuoto nel periodo della sua prima adolescenza. La sua routine viene a mano a mano interrotta e scombussolata dalla scoperta del proprio corpo\, dal confronto con lo sguardo esterno\, dalle difficoltà a emergere sia a livello agonistico che come giovane donna.  \n\n\n\nPartendo da una storia in parte personale\, “Non è una gara” si concentra sulla perdita dell’innocenza. Non c’è la presunzione di rispondere a niente\, bensì il desiderio di indagare un mondo interno\, seppur controverso e complesso\, della vita. \n\n\n\nNON È UNA GARA  \n\n\n\n19-20-21 marzo 2026 | h. 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\nAbbonamenti 3 spettacoli 30€/ 5 spettacoli 45€/ 10 spettacoli 70€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
URL:https://quartapareteroma.it/event/non-e-una-gara-a-fortezza-est/
LOCATION:Fortezza Est\, via Francesco Laparelli\, 62\, Roma\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/Non_e_una-gara_19-20-21_marzo_Fortezza-est_loc.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260319T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T170000
DTSTAMP:20260318T154515Z
CREATED:20260318T153218Z
LAST-MODIFIED:20260318T154515Z
UID:180855-1773952200-1774198800@quartapareteroma.it
SUMMARY:"L’occhio invisibile" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:LEI ha appena subìto un furto in casa. LUI fa l’installatore del più avanguardistico sistema di allarme di tutti i tempi che le garantisce sicurezza\, libertà e salute. Da quel momento la privacy di LEI finisce\, ma comincia una forte attrazione verso LUI. L’amore si infila nelle maglie della sicurezza in cerca di spiragli di umanità\, ma entrambi sono prigionieri\, sotto l’occhio invisibile che tutto vede e controlla e non possono uscirne: chiunque smetta di conformarsi diventa un pericolo per la società. Fuggire è impossibile. Ribellarsi è inutile. Ma vivere così è davvero sicurezza? \n\n\n\nIn un mondo in cui la percezione della sicurezza è la prima preoccupazione di tutti\, in cui i furti\, le rapine e i delitti sono diventati l’incubo di ciascuno\, la cosa più importante è sentirsi protetti. Ma c’è bisogno anche di una sicurezza spirituale e psicologica\, intorno alla quale si costruiscono barriere di linguaggio e di espressione\, per proteggere la sensibilità di ciascuno. È molto più importante la percezione di sicurezza che non la sicurezza effettiva. Se tutto è marketing\, anche la propria incolumità è merce da vendere e comprare. L’insicurezza è il motore per tenere sotto controllo le persone\, attraverso la paura. \n\n\n\nIl progetto nasce dall’incontro tra la società contemporanea\, con i nuovissimi sistemi d’allarme che promettono sicurezza e protezione in cambio della cessione dei dati e del controllo\, e l’utopia distopica di 1984 di George Orwell. \n\n\n\nSuper-Sure è l’Allarme Casa numero 1\, scelto già da oltre un miliardo di clienti nel mondo\, e sempre di più si sta diffondendo con offerte incredibili\, perché è il sistema di sorveglianza definitivo: protegge\, previene\, controlla. Cedi la tua privacy e avrai sicurezza\, libertà e salute. In questo modo Super-Sure può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento\, anche inconsapevole\, che riveli che un individuo abbia pensieri delinquenziali\, prima ancora che possano tradursi anche vagamente in azione. \n\n\n\nLEI (interpretata da Gea Rambelli) ha appena subìto un furto in casa. Non aveva un allarme antifurto\, e quindi decide di installare a casa sua il nuovissimo sistema Super-Sure\, di cui tutti parlano.LUI (interpretato da Gianfilippo Maria Falsina) fa l’installatore del più avanguardistico sistema di allarme di tutti i tempi. \n\n\n\nLUI arriva a casa di LEI\, le installa l’allarme magnificando le incredibili potenzialità del sistema di Super-Sure\, utilizzando parole chiave\, parole d’ordine\, parole che significano valori\, ma che forse nascondono verità diverse. Il linguaggio crea la sicurezza più ancora del sistema di protezione. Lei ascolta incantata e\, da quel momento\, la sua privacy finisce\, ma comincia una forte attrazione. Forzando le maglie del sistema\, che dovrebbe essere impersonale\, tra i due comincia una relazione\, fondata su un sottile e perverso gioco di seduzione e paura\, di induzione di pericolo per creare illusione di sicurezza e protezione. \n\n\n\nL’amore si infila nelle maglie della sicurezza in cerca di spiragli di umanità in un mondo che ha venduto la libertà in nome della libertà. Quando tenta di disinstallare SuperSure\, il sistema si ribella: non è lei a controllare la tecnologia\, è la tecnologia a controllare lei. Chiunque smetta di conformarsi diventa un pericolo per la società. \n\n\n\nOra entrambi sono prigionieri\, sotto l’occhio invisibile che tutto vede. Fuggire è impossibile. Ribellarsi è inutile. \n\n\n\nMa vivere così è davvero sicurezza? \n\n\n\ngiovedì e venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
URL:https://quartapareteroma.it/event/locchio-invisibile-allo-spazio-diamante/
LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/image-13.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260319T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260319T220000
DTSTAMP:20260305T123452Z
CREATED:20260304T150304Z
LAST-MODIFIED:20260305T123452Z
UID:179602-1773954000-1773957600@quartapareteroma.it
SUMMARY:"L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière\, da Napoli a Parigi" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Un itinerario scenico che intreccia filologia teatrale\, memoria storica e invenzione drammaturgica inaugura al Teatro Vittoria una traversata poetica attraverso l’immaginario barocco europeo\, dove la tradizione della Commedia dell’Arte dialoga con la grande architettura del teatro classico. \n\n\n\nDal 19 al 29 marzo\, Enzo Decaro conduce il pubblico in L’Avaro Immaginario – In viaggio verso Molière\, da Napoli a Parigi\, testo da lui scritto e interpretato\, affiancato — in ordine alfabetico — da Luigi Bignone\, Angela De Matteo\, Carlo Di Maio\, Roberto Fiorentino\, Massimo Pagano\, Fabiana Russo e Ingrid Sansone. La regia è dello stesso Decaro\, mentre l’impianto sonoro rielabora le musiche di Nino Rota tratte da Le Molière Immaginarie e suggestioni di villanelle e canti popolari del Seicento napoletano. La produzione è firmata da I Due della Città del Sole. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nSette quadri\, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro\, quello di Molière in primo luogo\, ma non soltanto… Èanche un viaggio nel tempo quello del Seicento\, un secolo pieno di guerre\, epidemie\, grandi tragedie ma anche diprofonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio\, reale e immaginario\, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia\, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola\, discendenti del grande filosofoGiordano Bruno)\, una vera “carretta dei comici” viaggiante\, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. \n\n\n\nÈ il viaggio verso Parigi\, verso il teatro\, verso Molière ma anche una fuga dalla peste\, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno\, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso\, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato\, di un mercato o di un assembramento dipersone\, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e “si fa il Teatro”.E col “teatro” si riesce anche amangiare\, quasi sempre. Infatti\, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale\, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o\, più spesso\, qualche pezzo di animale\, già cucinato\, offerto comecompenso della esibizione sul palco-carretto\, manco a dirlo\, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti\, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri \n\n\n\ndurante il viaggio\, sorprendenti ma non tutti piacevoli\, l’avvicinamento anche fisico a Parigi\, al teatro di Molière\, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”\, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese (con Pulcinella che diventa Scaramouche)\, di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno\, Filippo detto poi Giordano\, scomparso da alcunidecenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno\, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi\, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”\, proprio come la grande commedia del teatro\, dove “tutto è finto\, ma niente è falso”. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nIl progetto nasce soprattutto da una curiosità ‘artistica’\, a sua volta originata dalla costatazione che\, a un certo punto della loro carriera\, i De Filippo (Peppino e Luigi in particolare) hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo\, rimasto forse nel suo genere ancor oggi ineguagliato e vivissimo. A riprova\, il fatto che\, dopo oltre quattro secoli\, in occasione della recente ricorrenza del quattrocentenario dalla nascita\, si son tenute ovunque celebrazioni\, studi e ricerche dedicate al suo teatro e alla sua mai tramontata “comédie humaine”. Inparticolare\, “L’ Avaro”e“Il Malato immaginario” sono stati i due titoli a cui\, una generazione dopo l’altra\, i De Filippo\, padre e figlio\, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione\, sia teatrale che umana\, dal momento che per entrambi\, come del resto per Molière\, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro\, anche vissuto nella realtà quotidiana\, è stato davvero sottile. Enzo Decaro \n\n\n\n>>>TRAILER<<< \n\n\n\nCALENDARIO DELLE REPLICHE MARZODATAORARIOMar1721.00Mer18 21.00Gio19 21.00Ven20 21.00Sab21 21.00Dom22 17.30Lun23 –Mar2421.00Mer25 17.00Gio26 21.00Ven27 21.00Sab28 21.00Dom29 17.30\n\n\n\ninfo: botteghino tel. 065740170 / 065740598 \n\n\n\nTEL. 06 5781960 – FAX 06 5759935 – INFO@TEATROVITTORIA.IT \n\n\n\nPRENOTAZIONE BIGLIETTI SOLO VIA TELEFONO
URL:https://quartapareteroma.it/event/lavaro-immaginario-in-viaggio-verso-moliere-da-napoli-a-parigi-al-teatro-vittoria/
LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/image-4-scaled.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260319T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260319T223000
DTSTAMP:20260310T150504Z
CREATED:20260310T150427Z
LAST-MODIFIED:20260310T150504Z
UID:180088-1773954000-1773959400@quartapareteroma.it
SUMMARY:"BUM HA I PIEDI BRUCIATI" al Teatro Ambra di Velletri
DESCRIPTION:Con grande orgoglio ed emozione il Teatro Ambra di Velletri presenta lo spettacolo  teatrale “BUM HA I PIEDI BRUCIATI”\, programmato per giovedì 19 marzo. Un racconto potente ed intenso sulla vita del Magistrato Giovanni Falcone\, tra ironia\, umanità e coraggio. \n\n\n\nRacconta da un punto di vista intimo\, intenso e giocoso\, senza rinunciare alla drammaticità degli avvenimenti\, la vita di Giovanni Falcone.E’ il risultato di mesi di studi (di testi del Magistrato\, suoi discorsi\, interventi\, interviste\, articoli\, proposte di legge\, trasmissioni tv e radio). E’ patrocinato dalla Fondazione Falcone ed è liberamente tratto dal romanzo “Per questo mi chiamo Giovanni”\, di L. Garlando.Lo spettacolo ha alle spalle 5 stagioni teatrali in 7 anni (due anni di stop per covid) e oltre 140 repliche in Italia e in Europa; è stato anche rappresentato a Novembre 2017 agli Stati Generali della Lotta alle Mafie\, organizzati dal Ministero della Giustizia presso il Palazzo Reale di Milano\, con la partecipazione del Presidente della Repubblica.Nel giorno dell’80esimo compleanno di Giovanni Falcone è stato messo in scena nel teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, presso il Consolato Italiano.E’ stato rappresentato in Italia\, Inghilterra (Londra)\, Spagna (Madrid)\, Germania (Dusseldorf)\, Belgio (3 volte a Bruxelles e a Liegi) e sta continuando il suo tour. E’ stato recensito\, tra gli altri\, dal Frankfurter Allgemeine Zeitung\, uno dei quotidiani più autorevoli del mondo. Uno spettacolo che emoziona e fa riflettere\, senza retorica.Salvatore Borsellino (fratello di Paolo)\, è tornato più volte a vederlo; alla fine della prima replica a cui ha assistito ha voluto rilasciare queste parole: \n\n\n\nPer info e prenotazioni è possibile contattare il Teatro: 06 8678 39 83 – 392 942 8338 – ambracinemavelletri@gmail.com. Biglietti acquistabili anche sulla piattaforma https://www.tickettando.it/ProductDetail/bum-ha-i-piedi-bruciati.
URL:https://quartapareteroma.it/event/bum-ha-i-piedi-bruciati-al-teatro-ambra-di-velletri/
LOCATION:Teatro Ambra\, Via Filippo Turati\, 5\, Velletri (RM)\, ITA\, 00049\, Italy
CATEGORIES:Teatro
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://quartapareteroma.it/wp-content/uploads/2026/03/bum-ha-i-piedi-bruciati-social-con-sponsor.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR