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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"DIETRO L’OBIETTIVO" allo SpazioArte Teatro
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta\, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio\, presso SpazioArte Teatro a Roma\, DIETRO L’OBIETTIVO\, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande\, che racconta la vita di Lee Miller\, figura centrale del Novecento\, interpretata da Valentina Corti.Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30\, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate\, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva\, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. \n\n\n\nLo spettacolo porta il pubblico in una trincea\, alle porte di Monaco\, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa\, tra silenzi e confessioni\, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine\, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso\, fino alla decisione di testimoniare la guerra. \n\n\n\nÈ in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza\, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere\, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato\, ma tornano\, sotto altri nomi e in altri luoghi\, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito\, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere\, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. \n\n\n\nTra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale\, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo\, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. \n\n\n\nUno spazio essenziale\, pochi elementi materiali. Il teatro diventa una camera oscura della memoria\, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. \n\n\n\nIn scena Valentina Corti dà corpo e voce a Lee Miller\, accompagnata da Alessandro Giova nel ruolo del fotografo di guerra David E. Sherman e da Antonio Starrantino\, che interpreta i molti uomini che hanno attraversato e segnato la vita della protagonista: artisti\, amanti\, mentori\, compagni di viaggio. Attraverso una drammaturgia intima e visiva\, lo spettacolo ripercorre il passaggio di Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole\, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. \n\n\n\nLa regia è di Riccardo Riande\, autore del testo\, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Riande porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia\, forte di un’esperienza maturata tra ritratti\, set cinematografici e produzioni audiovisive\, costruendo uno spazio scenico essenziale ma altamente evocativo\, dove parola e immagine dialogano costantemente. \n\n\n\nDietro l’obiettivo non è solo un racconto biografico\, ma un invito a fermarsi\, osservare e interrogarsi sul potere delle immagini\, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo. Uno spettacolo che promette una serata di teatro raccolta e profonda\, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di lasciare una traccia\, trasformando la visione in un’esperienza di riflessione condivisa. La storia di Lee Miller diventa un monito: ciò che è accaduto può accadere ancora\, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma. \n\n\n\nDurata: 1h 20’ circaQuando: dal 19 al 22 Febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026\, ore 20:30Info e prenotazioni: +39 3278906775
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LOCATION:Spazioarte Teatro\, Via Sergio De Vitis\, 100\, Roma\, ITA\, 00128\, Italia
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SUMMARY:Elena di Euripide al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da giovedì 19 febbraio a domenica 1° marzo\, Elena\, di Euripide\, adattamento e Regia Nicasio Anzelmo\, con Mariano Rigillo\, Anna Teresa Rossini\, Silvia Siravo\, Ruben Rigillo\, Alessandro D’Ambrosi e con Anna Lisa Amodio\, Chiara Barbagallo\, Emilio Lumastro\, Alessandro Parise. Tra tutte le tragedie euripidee\, quella dedicata a Elena è la più trasgressiva e innovativa: rovescia il mito di Elena. Euripide mette in scena la personificazione della traditrice per eccellenza e ne fa una donna ideale\, fedele a Menelao e madre piena di rimpianti per aver abbandonato la figlia Ermione. Spogliata dal mito e dalla tradizione\, la vera Elena per Euripide è stata condotta per volere degli dèi in Egitto\, dove protetta dal re Proteo è rimasta fedele al marito\, mentre a Troia\, con Paride\, vive un fantasma\, fabbricato d’aria\, in tutto e per tutto identico ad Elena. Euripide si diverte a complicare la trama\, già di per sé sorprendente nell’incostante oscillazione delle responsabilità divine e umane\, creando un crescendo di situazioni al limite del surreale\, fino ad un imbroglio che permette ad Elena e Menelao\, nel frattempo entrato anche lui nel vortice della trama\, di lasciare l’Egitto. L’impossibilità di distinguere tra apparenza e realtà e di conoscere la verità che emerge dal prologo si rivelerà un vero e proprio leitmotiv della tragedia. Menelao è suo malgrado il protagonista di una delle scene più umoristiche e allo stesso tempo riflessive della tragedia: quella del riconoscimento con Elena. E’ una tragedia anomala dato che la sua struttura drammaturgica l’allontana dalle altre tragedie sia per contenuti che per forma. Di satira e di scene brillanti ne sono piene le pagine di questa Elena euripidea. Il lieto fine imposto dal deus ex machina\, ricompone la tragedia tra le fila del Mito\, presagendo l’immortalità di Elena e la vita sull’isola dei Beati di Menelao. \n\n\n\n Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\norario spettacoli: giovedì\, venerdì e sabato ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY:"Una ladra per amica" al Teatro delle Muse di Roma
DESCRIPTION:Dopo sei anni di assenza\, cresce l’attesa per il ritorno di Luciana Frazzetto nella sua Roma Il Teatro delle Muse la accoglierà insieme a Elisa Torri in uno spettacolo ironico\, divertente ed emozionante che promette di coinvolgere il pubblico sin dalle prime battute  \n\n\n\nLa commedia racconta l’incontro tra due donne dai mestieri e dai mondi completamente opposti unite soltanto da un passato segnato da relazioni sentimentali complesse e tutt’altro che serene Teresa e Pia si scontrano in un vortice di dispute non solo verbali ma anche fisiche che\, passo dopo passo\, lascia spazio a un percorso di confronto e di crescita fino alla nascita di un’amicizia leale e sincera. \n\n\n\nDiretta da Massimo Milazzo la pièce sorprende con un inatteso colpo di scena che svela il vero senso della storia entrando nel gioco sottile tra teatro e follia L’immagine finale ribalta la prospettiva dell’intera commedia ciò che fino a quel momento appariva “strano” si rivela profondamente umano mentre ciò che sembrava “normale” viene messo in discussione lasciando allo spettatore una domanda aperta e provocatoria: chi stabilisce davvero il confine tra normalità e follia? \n\n\n\nOrari: giovedì e venerdì ore 21:00 – sabato ore 17.00 / ore 21:00 – domenica ore 18:00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: Tel. 06.44.23.36.49 – 06.44.11.91.85 – cell.  348.929.43 68
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SUMMARY:"Bobo e la Valle dei Segni"\, omaggio a Sergio Staino alla Galleria La Pigna
DESCRIPTION:il Centro Culturale Teatro Camuno è lieto di segnalarvi – e invitarvi all’inaugurazione – della mostra Bobo e la Valle dei Segni\, omaggio a Sergio Staino che si terrà venerdì 20 febbraio 2026 alle 18.00 presso la Galleria La Pigna – Palazzo Maffei Marescotti\, a Roma. \n\n\n\nLa mostra\, multimediale e multidisciplinare\, intreccia satira\, arte\, memoria e attualità\, mettendo in dialogo l’opera di Sergio Staino e il suo personaggio più iconico\, Bobo\, con la Valle Camonica – la Valle dei Segni\, primo sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1979 per il suo straordinario patrimonio di incisioni rupestri. Un progetto nato in Valle Camonica che approda a Roma con l’obiettivo di raccontare\, attraverso il linguaggio universale del disegno e della vignetta\, un’eredità culturale capace di parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni. \n\n\n\nDurante il vernissage è prevista anche un’anteprima musicale del concerto Un Tango per Bobo\, organizzato alle 21.30 presso la sede dell’Associazione Settimo Continente (in Via Adelaide Bono Cairoli 55). Sul palco Alessio Lega (voce e chitarra)\, Michele Staino (contrabbasso)\, Guido Baldoni (fisarmonica\, voce) omaggio alla grande passione di Staino per la musica e la canzone d’autore. \n\n\n\n“Non tutti sanno che Sergio Staino\, oltre a essere fumettista e autore satirico\, è stato un grande appassionato di musica. Una lunga militanza al Premio Tenco\, fino alla direzione\, e l’inserto satirico Tango ne sono la prova. Proseguire la sua attività culturale è il minimo che gli dobbiamo.” \n\n\n\nLa mostra sarà aperta e visitabile presso la Galleria La Pigna a Palazzo Maffei Marescotti (Via della Pigna\, 13) fino a martedì 3 marzo\, dal lunedì al venerdì\, dalle ore 15.00 alle 19.00.
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SUMMARY:“It’s Wonderful - Musica a Teatro” al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto
DESCRIPTION:L’Associazione Concerti Città di Noto presenta la 4° edizione della rassegna “It’s Wonderful – Musica a Teatro”\, in programma al Teatro Tina Di Lorenzo dal 21 febbraio al 14 giugno. \n\n\n\nSono quattro i concerti che compongono il cartellone che sarà inaugurato sabato 21 febbraio alle 20.30 da Vita… le strade di Lucio Dalla che vedrà sul palco protagonista la voce Angela Nobile accompagnata dal Faro Ensemble composto da Alessandro Faro (chitarra)\, Santi Romano (contrabbasso)\, Corrado Genovese (violino) e Cristian Bianca (violino). Il concerto non è un vero e proprio tributo al grande Lucio Dalla\, ma è un elogio alla poesia della musica che diventa letteratura\, attualità\, confronto e messaggio potente. \n\n\n\nIl secondo appuntamento in programma è domenica 19 aprile con il concerto “20th Century Sax… Musica e cinema” del Duae Siciliae Sax Ensemble: un’orchestra composta da giovani saxofonisti\, tutti allievi dei corsi accademici di primo e secondo livello del Maestro Gianfranco Brundo presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. I musicisti\, diretti da Lorenzo Giuseppe Lima\, proporranno arrangiamenti dedicati a elaborazioni originali delle più celebri colonne sonore del cinema mondiale. \n\n\n\nSabato 23 maggio sarà la volta dei Virtuosi Ensemble che porteranno sul palco “Le quattro stagioni di Vivaldi”. La formazione è composta da Dario Militano & Martina Ferlito (violini)\, Matteo Briganti (viola)\, Vincenzo Di Silvestro (violoncello)\, Davide Galaverna (contrabbasso)\, Enrico Dibennardo (clavicembalo) e Enzo Ligresti (violino solista). \n\n\n\nL’ultimo appuntamento\, in programma domenica 14 giugno\, sarà “Mediterrango” di Gauche Tognola Tango Quartet composta da Nicolas Tognola (bandoneon)\, Alessandro Blanco (chitarra)\, Antonino Cicero (fagotto) e Damiano Vitrano(contrabbasso): una formazione capace di attraversare paesaggi sonori inediti\, sospesi tra le rive del Mediterraneo e le atmosfere del tango nuevo argentino. \n\n\n\nRina Rossitto\, Presidente dell’Associazione Concerti Città di Noto\, dichiara: “Sono particolarmente orgogliosa di dare il via\, dal prossimo 21 febbraio\, alla quarta edizione della rassegna musicale It’s wonderful – Musica a Teatro\, una manifestazione che\, con il tempo\, è diventata un appuntamento molto atteso. Quattro concerti imperdibili\, con un programma variegato che spazia dalla musica d’autore a quella classica\, dalle sonorità mediterranee alle melodie intense del tango argentino. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere  un pubblico ampio e trasversale\, attraverso la sempre incantevole bellezza della musica dal vivo”. \n\n\n\nLa rassegna prevede 4 concerti e il costo del biglietto è di 15 euro\, con riduzione a 10 euro per giovani e studenti.  \n\n\n\nÈ\, inoltre\, disponibile un abbonamento per tutti e quattro i concerti al prezzo speciale di 50 euro. \n\n\n\nn. 4 concertiIngresso: € 15\,00Ridotto giovani e studenti: € 10\,00Abbonamento (4 concerti): € 50\,00
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LOCATION:Teatro Tina Di Lorenzo\, Piazza XVI Maggio\, 7\, Noto\, ITA\, 96017\, Italy
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SUMMARY:"Il raggio bianco" al Teatro Gustavo Modena di Genova
DESCRIPTION:Debutto di stagione per una delle produzioni del teatro Nazionale di Genova. In scena da sabato 21 febbraio a domenica 1° marzo\, al teatro Gustavo Modena.  \n\n\n\nArturo Cirillo cura la regia de Il raggio bianco di Sergio Pierattini\, testo dalle tante sfumature e tonalità\, sospeso tra la commedia nera\, il giallo sociale e il thriller psicologico. \n\n\n\nIl teatro di Sergio Pierattini è soprattutto un “teatro d’attori” e Il raggio bianco (premio Flaiano – 2006) è stato scritto pensando appositamente a Milvia Marigliano (nel ruolo della madre Anna) a cui aveva già dedicato Ombretta Calco e Un mondo perfetto.  \n\n\n\nIn scena due donne – madre e figlia (Milvia Marigliano e Linda Gennari) – in lotta reciproca e dialettica tra battibecchi e ricordi del passato\, una contro l’altra\, che restituiscono un interno familiare abitato da due solitudini che si fanno compagnia da anni: due vite piccole i cui dialoghi serrati\, taglienti e amari fanno emergere\, sospetti e non detti e anche la miseria economica e umana di questi ultimi decenni.  \n\n\n\nIl percorso di attrice di Milvia Marigliano si è arricchito negli ultimi anni\, di un profilo cinematografico autoriale ed eccentrico. Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino La Grazia\, il ruolo di Coco Valori sembra ritagliato sulla sua personalità. Oltre che con Pierattini\, ha creato un sodalizio anche con Arturo Cirillo: da La trilogia americana (Lo zoo di vetro di Tennessee Williams\, Chi ha paura di Viriginia Woolf? di Edward Albee\, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill) a Miseria e Nobiltà di Scarpetta e Liolà di Pirandello. Nel 2017 è premiata con le Maschere (per Lunga giornata verso la notte)\, nel 2025 vince il premio “Eleonora Duse”.  \n\n\n\nNel ruolo della figlia Giulia c’è Linda Gennari che\, con il Teatro Nazionale di Genova ha collezionato una serie di intense interpretazioni: dal monologo Grounded di George Brant (Premio ANCT 2022\, miglior attrice) a Maria Stuardadi Schiller\, Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos e Il giro di vite di Henry James\, fino a Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill\, tutti con la regia di Davide Livermore. \n\n\n\nRaffaele Barca (Matteo)\, diplomato alla scuola di teatro “Mariangela Melato” del TNG e finalista al Premio Hystrio alla Vocazione nel 2022 e ’23\, ha lavorato con produzioni del Teatro Nazionale di Genova e del teatro della Tosse. La sua presenza è un segno di continuità di sguardo sui nuovi talenti in crescita.  \n\n\n\nLe scene di Dario Gessati e i costumi di Gianluca Falaschi e Anna Missaglia\, restituiscono l’atmosfera notturna di un tipico interno volutamente squallido. Le musiche di Paolo Coletta punteggiano l’intero spettacolo e sottolineano le atmosfere da thriller psicologico.  \n\n\n\nnote di Arturo Cirillo \n\n\n\nPerché “Il raggio bianco”? Cos’è? Un segno\, una speranza\, un’utopia?  \n\n\n\nIn un mondo\, quello che Pierattini tratteggia con lucido e sapiente cinismo\, fatto di mediocrità di sentimenti ed aspirazioni\, l’aspetto trascendentale mi appare come un contro canto necessario rispetto allo stillicidio dei giorni che lui descrive.Nella città simbolo dell’economia e del lavoro\, Milano\, una madre e una figlia vivono dentro un mondo fatto di piccole e miserevoli azioni\, ma in loro sembrerebbe esserci qualcos’altro\, una devianza\, qualcosa che non torna: sono due ladre\, ma non come i ladri maledetti di Jean Genet\, sono due ladre in fondo comuni\, come certi personaggi scialbi\, provinciali ed ossessivi di Simenon: rubano per necessità\, le meschine necessità del vivere di tutti i giorni. Rubano perché la madre Anna\, per sue frustrazioni ed ignoranza\, non sa fare altro (…) ma è soprattutto una donna irrealizzata\, con una storia matrimoniale senza soddisfazioni e un rapporto con la figlia anaffettivo oltre che malsano\, o forse malsano perché anaffettivo. Questo piccolo mondo di medietà viene visitato da un anelito quasi metafisico\, che non per forza bisogna comprendere: sia Anna che Giulia\, la figlia\, parlano di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni e aspettative. Il raggio bianco è anche quella luce che inonda le due all’arrivo del terzo personaggio\, luce che abbiamo messo volutamente in scena nello spettacolo. Sì\, il raggio bianco potrebbe essere anche Matteo. La sua apparizione è l’incidente\, la novità\, che fa crollare il fragilissimo ma fortemente abitudinario equilibrio.  Matteoche\, da subito si è inserito nella loro casa e nella loro vita\, esce dalla casa e dalla storia\, come un perdente\, un povero ragazzo senza talenti o aspirazioni\, senza la forza di cercarli che si approfitta delle fragilità altrui. \n\n\n\nMi viene da pensare a certe tristi e desolate storie di Giovanni Testori. Solo che qui c’è il teatro\, che grazie alla bravura degli attori e alla felice scrittura drammaturgica\, fa vivere questa vicenda tra squallore e sogno\, infelicità e ridicolo\, dramma e beffa. [estratto dalla postfazione al volume: “Sergio Pierattini\, Il raggio bianco”] \n\n\n\nArturo Cirillo si è avvicinato al teatro attraverso lo studio della danza\, sia classica che contemporanea. Si diploma\, come attore\, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 1992. Ha lavorato con Carlo Cecchi\, restando nella sua compagnia dal 1993 al 2002. Tra i riconoscimenti vinti ricordiamo: diversi premi Ubu sia come regista che\, come interprete\, premio Coppola-Prati\, premio Hystryo\, premio Vittorio Gassman\, premio Vittorio Mezzoggiorno\, Premio Annibale Ruccello e il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro in più occasioni. Successivamente si dedica anche alla regia teatrale\, tra cui ricordiamo Lunga giornata verso la notte di Lars Norén\, Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta\, Le cinque rose di Jennifer\, L’ereditiera e Ferdinando di Annibale Ruccello\, La piramide di Copi\, Otello di William Shakespeare\, La morsa e Liolà di Luigi Pirandello\, Il vantone di Plauto/Pasolini\, Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee\, Zoo di Vetro di Tennessee Willians\, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill\, Orgoglio e pregiudizio da Jane Austen\, Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi\, Le intellettuali\, L’avaro\, La scuola delle mogli e Don Giovanni di Molière\, Il raggio bianco di Sergio Pierattini. \n\n\n\nPer la lirica\, Cirillo firma le regie di L’Alidoro di Leonardo Leo; Napoli milionaria! di Nino Rota da Eduardo De Filippo; La donna serpente di Alfredo Casella; La Cenerentola di Gioachino Rossini. \n\n\n\nInsegna in diverse scuole pubbliche: Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma\, Accademia “Nico Pepe” di Udine e\, in passato\, alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e attualmente è il direttore della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli. Nel cinema ha lavorato come attore con Mario Martone\, Silvio Soldini\, Wilma Labate\, Tonino De Bernardi\, Francesco Suriano. \n\n\n\nnote di Sergio Pierattini \n\n\n\n«Due\, o tre\, umanissime belve. \n\n\n\n… sì\, perché sono umanissimi i personaggi che appaiono in questa commedia» \n\n\n\nUna madre vocata fin dall’infanzia all’arte della rapina e una figlia che ne ha seguito le tracce come farebbe chi eredita una salumeria ben avviata o uno studio notarile.  \n\n\n\nEd è alla fine di una giornata di duro lavoro\, dopo aver varcato la soglia del loro appartamentino milanese\, che la loro umanità si mostra accecante come il lampione che illumina la strada e dolorosa come la penombra delle loro notti. C’è affetto\, preoccupazione e intimità. Ci sono persino le cotolette che la madre si appresta a preparare alla figlia. Ci sono i ricordi\, i piccoli progetti entro i quali la madre cerca di confinare presente e futuro della figlia e i premi per il lavoro svolto: un gioiellino\, un tailleur nuovo\, un paio di scarpe rigorosamente di marca. Ma infine l’aspetto più umano e dolente è il desiderio di Anna di ricostruire il rapporto con l’amata sorella\, interrotto dall’accusa ingiusta di un presunto furto compiuto anni prima.  \n\n\n\nUn giorno suona il campanello di casa e appare l’amatissimo nipote\, il figlio di quella sorella: finalmente le preghiere di Anna sono state accolte. Più umano degli umani\, il giovane è arrivato in città per affrontare un concorso in Polizia. E per madre e figlia è finalmente arrivata l’occasione che hanno sempre aspettato.  \n\n\n\nSergio Pierattini è drammaturgo\, attore\, regista. Diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma\, da anni affianca l’attività di attore a quella di autore peri il teatro\, la radio e il cinema. Dal 2005 insegna sceneggiatura per la radio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia- Scuola Nazionale di Cinema. Dal 2012 è insegnante dei Master di Drammaturgia e Sceneggiatura dell’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”.  Per il teatro ha scritto: Pietra d’inciampo\, Regalo di Natale\, riduzione teatrale dall’omonimo film di Pupi Avati. Seguono lavori che hanno ottenuto molti riconoscimenti  da Ombretta Calco (2015; spettacolo con Milvia Marigliano; regia di Peppino Mazzotta) a Il ritorno (premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di teatro – miglior testo della stagione 2007/08 e finalista ai premi Ubu 2009; spettacolo con Milvia Marigliano\, regia di Veronica Cruciani); Un mondo perfetto (premio Riccione 2007; spettacolo con Milvia Marigliano e Sergio Pierattini\, regia di Sergio Pierattini); La Maria Zanella (premio Ubu 2005 per l’interpretazione a Maria Paiato). In radio è stato autore di “Teatrogiornale”\, trasmissione radiofonica di Radio3 (2001 < 2003); ha scritto e diretto circa 300 radiodrammi sempre per Radio3.  \n\n\n\nIl raggio bianco ha debuttato in prima assoluta al Festival di Borgio Verezzi\, lo scorso agosto 2025   \n\n\n\n\nil volume: “Sergio Pierattini\, Il raggio bianco” è pubblicato da Palingenia edizioni (2026)\n\n\n\n\nDopo le date a Genova lo spettacolo sarà in tournée a: Torino – Teatro Gobetti\, dal 17 al 22 marzo; Parma – Sala Bignardi\, dal 26 al 29 marzo; Milano – Teatro dell’Elfo – sala Fassbinder\, dal 7 al 12 aprile \n\n\n\n\ndomenica 22 febbraio – replica NO LIMITS – accessibile agli ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura del Centro Diego Fabbri\n\n\n\nMercoledì 25 febbraio alle 17h30 – incontro con la compagnia – a cura degli Amici del Teatro Nazionale\, condotto da Paolo Borio  \n\n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:“È questa la vita che sognavo da bambino?” al Comunale di Latina
DESCRIPTION:Comune di Latina e ATCL\, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio\, in collaborazione con Ventidieci\, presentano\, al Teatro Comunale G. D’Annunzio\, per la Stagione 2025-26 \n\n\n\n“Liberi di scegliere” il 24 maggio\, Luca Argentero in “È questa la vita che sognavo da bambino?”\, scritto da Gianni Corsi\, Luca Argentero e Edoardo Leo\, che ne cura anche la regia\, musiche di Davide Cavuti prodotto da Stefano Francioni Produzioni e organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. \n\n\n\nLuca Argentero racconta le storie di tre grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società\, nella storia e nella loro disciplina. Raccontati sia dal punto di vista umano che sociale\, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto. \n\n\n\nLuisin Malabrocca\, Walter Bonatti e Alberto Tomba\, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare\, tifare\, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.  \n\n\n\nLuisin Malabrocca\, “l’inventore” della Maglia Nera\, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo\, in una Italia devastata come quella del ‘46\, faceva simpatia alla gente: riceveva salami\, formaggi e olio come regali di solidarietà.  \n\n\n\nAutomaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor\, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità.  \n\n\n\nIn lui le persone hanno riconosciuto l’antieroe che è nel cuore di ogni italiano\, ma\, insieme alla popolarità\, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.  \n\n\n\nWalter Bonatti\, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia\, il clima e la montagna\, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza\, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo\, il K2\, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso.  \n\n\n\nEppure\, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria\, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: se stesso.  \n\n\n\nAlberto Tomba\, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione\, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.  \n\n\n\nTre storie completamente diverse l’una dall’altra\, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica\, essere diventati\, ognuno a modo proprio\, degli eroi.  \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT VENERDI 6 FEBBRAIO ORE 11\,00 \n\n\n\nBotteghino del teatro:  \n\n\n\nmartedì e giovedì: 14.30 – 18.30 \n\n\n\nmercoledì e venerdì: 9.30 – 13.30 I sabato: 16.00 – 19.00 \n\n\n\nnei giorni di spettacolo: 10.00 – 13.00 e da due ore prima dell’evento \n\n\n\nBiglietti online su ticketone.it \n\n\n\nInfo: 0773 652642; teatrodannunziolatina@gmail.com
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SUMMARY:Pink Floyd Legend all'Auditorium della Conciliazione
DESCRIPTION:Dopo otto anni i Pink Floyd Legend tornano all’Auditorium Conciliazione di Roma con il Pink Floyd Legend Day\, in programma il 24 febbraio 2026: un evento speciale che riporta la band in una delle sedi che hanno segnato momenti importanti del loro percorso live. \n\n\n\nOltre due ore di concerto che attraverseranno cinquant’anni di musica dei Pink Floyd\, per offrire uno sguardo ampio sulle diverse stagioni artistiche della formazione britannica\, punto di riferimento della storia del rock. \n\n\n\nI Pink Floyd Legend – Fabio Castaldi (voce e basso)\, Alessandro Errichetti (voce e chitarre)\, Simone Temporali (voce e tastiere)\, Paul Enjoy (chitarre\, basso e voce) ed Emanuele Esposito (batteria) – con oltre 200.000 spettatori negli ultimi cinque anni\, sono riconosciuti da pubblico e critica come la formazione più rappresentativa del panorama floydiano\, grazie alla qualità\, all’intensità e alla fedeltà delle loro interpretazioni.Ad affiancarli sul palco dell’Auditorium Conciliazione saranno Giorgia Zaccagni\, Daphne Nisi Mete e Claudia Marss alle voci e Maurizio Leoni al sax. \n\n\n\nNegli anni\, oltre al Pink Floyd Legend Day – l’ultimo dei quali ha registrato il tutto esaurito agli Arcimboldi di Milano nel 2024 – la band ha portato in scena grandi produzioni\, tutte firmate Gilda Petronelli / Menti Associate\, come Atom Heart Mother con coro e orchestra\, The Dark Side of the Moon – 50th Anniversary Tour\, Animals con la Battersea Power Station in mapping 3D e\, più recentemente\, l’opera rock The Wall. \n\n\n\nL’evento vedrà anche la partecipazione di una rappresentanza dei giovanissimi performer di Musical Weekend\, preparati dal team di professionisti di Pianeta Cipriani. \n\n\n\nI biglietti (da €39 + d.p.) sono disponibili sui circuiti di prevendita abituali. \n\n\n\nBiglietti (da 39€) disponibili sui circuiti di prevendita abituali
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SUMMARY:"Pinocchio. Che cos’è una persona? " al TPE Astra
DESCRIPTION:Davide Iodice nelle sue note spiega che Pinocchio pone la questione del rapporto con la genitorialità; l’ispirazione è connessa al momento in cui Pinocchio ritrova suo padre nella pancia della balena. Geppetto gli dice che tra un po’ la candela si spegnerà e rimarranno al buio. Pinocchio risponde: “E dopo?” e Geppetto non riesce a trovare la risposta\, la soluzione la troverà Pinocchio. Questo “dopo” è un po’ la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo ‘straordinario’ come preferisco dire\, scrive Davide Iodice nelle note\, nel senso di extra-ordinario\, cioè fuori dall’ordinario. La risposta non spetta solo alla famiglia\, ma anche alla società\, alla comunità\, a chi si occupa di assistenza. Geppetto è un genitore che ha un figlio generato da un pezzo di legno e vuole a tutti i costi renderlo “normale”. Noi che lavoriamo con la diversità e la fragilità\, sappiamo come il concetto di normalità sia molto malinteso e pericoloso. Sento l’esigenza\, dopo anni\, di fare un vero e proprio manifesto per e sulla disabilità. Spesso c’è tanta retorica\, tanta carità un po’ penosa. Quello della disabilità è un mondo molto complesso e ricco\, c’è una volontà di espressione da parte di questi ragazzi\, di essere visti per quello che sono. Ai ragazzi spiego che la “normalità” è il diritto ad avere momenti di felicità\, di espressione\, di condivisione”. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nIl lavoro di ridefinizione delle identità attraverso lo strumento dell’Arte\, la centralità della persona e delle sue fragilità\, sono i principi alla base della pedagogia della Scuola Elementare del Teatro\, conservatorio popolare per le arti della scena. «Più volte in questi dieci anni la figura del burattino Pinocchio ci è stato di ispirazione. Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo\, o Williams\, o Asperger che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Come pure appartiene alla stessa famiglia di quei ragazzi “miracolosamente” sottratti al crimine o in pieno percorso di ridefinizione della propria esistenza all’uscita del carcere che non hanno potuto (?) o saputo (?) evitare. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile\, incompresa\, nel cui tormento a tratti gioiosamente furioso\, a tratti cupo e irredimibile\, si specchia una società di adulti da macchietta o in rovina. Pinocchio è il diverso\, è tutti i diversi\, con la loro carica anarchica e dirompente ma è pure il legno “stuprato” come diceva Bene\, dalla perversione “dell’immagine e somiglianza” aggiungo io di un Padre\, di tutta una Società normalizzante per la quale il concetto di Persona ha canoni rigidi\, di convenzione\, borghesi. Pinocchio\, in una prima stesura\, finiva con l’impiccagione del burattino\, come a segnare un’impossibilità di uscita\, poi corretta da Collodi con una definitiva\, conciliante\, benevola trasformazione in bambino\, in Persona. Si\, ma che cos’è una Persona?» Davide Iodice \n\n\n\nScuola Elementare Del Teatro – Conservatorio popolare per le arti della scena \n\n\n\nLa SCUOLA ELEMENTARE DEL TEATRO nasce nel 2013 dall’incontro tra il regista e pedagogista Davide Iodice e il dott. Giuseppe Cafarella\, presidente dell’associazione FORGAT ODV\, che condividono il bisogno di realizzare un progetto di pedagogia sociale in grado di offrire opportunità di inclusione e di crescita personale a fasce svantaggiate. \n\n\n\nNel 2020 le allieve e gli allievi storici della Scuola si sono costituite/i in Associazione di Promozione Sociale assumendosi la responsabilità diretta della cura e degli sviluppi dell’intero progetto e della titolarità della metodologia su cui si sono formate/i. \n\n\n\nSostenuta e accolta dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale\, Teatro Trianon Viviani\, Forgat ODV\, l’Asilo-Comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte\, della cultura e dello spettacolo e da Interno 5\, si sviluppa in diversi luoghi della città moltiplicando le sue pratiche di formazione\, creatività\, cooperazione\, socialità. \n\n\n\nLa SCUOLA ELEMENTARE DEL TEATRO è un progetto di arte e condivisione a partecipazione gratuita\, un luogo di ricerca e formazione permanente\, un laboratorio produttivo\, una rete di cooperazione. La platea privilegiata è quella con disagio economico e sociale e con disabilità fisica e intellettiva. È articolata in cicli laboratoriali interdipendenti nei quali ci si allena all’autonomia creativa e si viene progressivamente chiamati/e a partecipare al processo pedagogico. \n\n\n\nArrivata al decimo anno di attività\, la Scuola ha sentito la necessità di aprirsi a nuove presenze senza perdere la relazione con chi frequenta da tanto tempo e desidera ancora far parte del processo comunitario. Per questo motivo è nata “Compagnia”\, un progetto speciale finalizzato alla messinscena\, che coinvolge allieve e allievi storici e le persone più presenti nel percorso della Scuola. \n\n\n\nCon Pinocchio / che cos’è una Persona? per la regia di Davide Iodice e la produzione di Interno5 e del Teatro Nazionale di Napoli\, la Compagnia ha intrapreso un significativo percorso che ha fin qui ottenuto importanti riconoscimenti come il Premio Anct e il Premio Speciale Ubu 2024.
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LOCATION:TPE Teatro Astra\, Via Rosolino Pilo\, 9\, Torino\, ITA\, 10143\, Italia
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SUMMARY:4 5 6 di Mattia Torre al Teatro Vascello
DESCRIPTION:456 è la storia comica e violenta di una famiglia che\, isolata e chiusa\, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre\, madre e figlio sono ignoranti\, diffidenti\, nervosi. Si lanciano accuse\, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima\, litigano\, pregano\, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. \n\n\n\nE tuttavia occorre una tregua\, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo\, che può e deve cambiare il loro futuro. \n\n\n\nTutto è pronto\, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.  \n\n\n\n4 5 6 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese\, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale\, morale\, politica\, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà\, incertezza\, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante\, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori\, incoraggiando la diffidenza\, l’ostilità\, il cinismo\, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale. \n\n\n\nDallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo\, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini\, e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”\, edito da Dalai. 456 fa parte de progetto televisivo “Sei pezzi facili – tutto il teatro di Mattia Torre” ripresi con la regia televisiva di Paolo Sorrentino per Rai3. Le pièce teatrali dell’autore\, dalle quali sono stati tratti i film\, sono: ‘Migliore’\, ‘Gola’\, ‘Perfetta’\, ‘Qui e ora’\, ‘465’ e ‘In mezzo al mare’. Tutti i Sei pezzi facili saranno tradotti in inglese all’interno del Progetto Italian and American Playwrights Project curato da Valeria Orani e Frank Hentschker con 369gradi\, Martin E. Segal Theatre Center / Graduate Center CUNY e il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. \n\n\n\n Mattia Torre\, sceneggiatore\, autore teatrale e regista. Insieme a Giacomo Ciarrapico è autore\, negli anni ‘90\, delle prime commedie teatrali “Io non c’entro” “Tutto a posto” “Piccole anime” e “L’ufficio”. Nel 2000 pubblica il libro “Faleminderit Aprile ‘99 in Albania durante la guerra”. È co-sceneggiatore del film “Piovono Mucche” di Luca Vendruscolo. Nel 2003 il suo monologo “In mezzo al mare” con Valerio Aprea vince al Teatro Valle di Roma la rassegna Attori in cerca d’autore. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale “Migliore”\, con Valerio Mastandrea. È autore del monologo breve “Gola” e dei corti teatrali “Il figurante” e “Sopra di noi”. È stato tra gli autori del programma “Parla con me” di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie TV “Buttafuori” e\, dal 2007\, la prima\, la seconda e la terza stagione di “Boris”\, per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori\, scrive e dirige “Boris – il film”.  \n\n\n\nNel 2011 scrive “456” che andrà in scena al teatro Piccolo Eliseo\, interpreti Cristina Pellegrino\, Carlo De Ruggieri\, Massimo De Lorenzo e Franco Ravera. Lo spettacolo è prodotto da Pietro Sermonti e Ninni Bruschetta. Negli anni successivi sarà prodotto da Velia Papa per Marche Teatro. Traendo spunto da questo spettacolo Mattia scrive e dirige un sequel televisivo che va in onda all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini su LA7. Nel 2012 pubblica con Dalai editore la raccolta di tutti i monologhi teatrali nel libro “In mezzo al mare” e il libro “456” che contiene il testo teatrale e le sceneggiature del sequel televisivo. \n\n\n\nNel 2013 scrive e dirige “Qui e ora”. Il debutto ha come interpreti Valerio Aprea e Valerio Mastandrea\, poi nel 2017\, al posto di quest’ultimo ci sarà Paolo Calabresi.  \n\n\n\nNel 2014\, con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo scrivono e dirigono “Ogni maledetto Natale”\, prodotto da Lorenzo Mieli.  \n\n\n\nNel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie Sky “Dov’è Mario?” che andrà in onda nel 2016. In quello stesso anno\, scrive e dirige “La linea verticale”\, il racconto della sua esperienza in ospedale in seguito ad un importante intervento chirurgico. La serie andrà in onda su Raitre nel 2018 prodotta Lorenzo Mieli. Dalla serie verrà tratto il romanzo “La linea verticale”\, edito da Baldini&Castoldi nello stesso anno. Nel 2017 scrive e dirige il monologo “Perfetta” con Geppi Cucciari. Nel Gennaio 2017 al teatro Ambra Jovinelli va in scena una rassegna dedicata al teatro di Mattia con la messa in scena di Qui e ora\, 456 e Migliore. Nel 2018 scrive la sceneggiatura di “Figli”. Nel 2019 inizia la preparazione del film ma la regia sarà poi firmata da Giuseppe Bonito ed uscirà nel 2020.Nel 2019 pubblica per Mondadori una riedizione della raccolta “In mezzo al mare” integrata dal monologo “Perfetta”.  \n\n\n\nMattia muore a Roma il 19 Luglio 2019.  \n\n\n\nNel 2021 viene pubblicato da Mondadori “A questo poi ci pensiamo”\, una raccolta di racconti e monologhi inediti. Ottobre 2022 esce Boris 4 su Disneyplus\, scritta senza Mattia ma dedicata a lui.  \n\n\n\nNel 2022\, Lorenzo Mieli produce per Raitre “Sei pezzi facili – tutto il teatro di Mattia Torre” per la regia televisiva di Paolo Sorrentino. Gli spettacoli vengono girati nel Teatro Ambra Jovinelli e vanno in onda su tra novembre e dicembre 2022 sul Raitre e Raiplay. \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria  \n\n\n\nAcquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/456/268553 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16
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SUMMARY:" Riccardo III" allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Il Teatro Stabile di Catania ospita al Teatro Verga\, da martedì 24 febbraio a domenica 1 marzo 2026\, lo spettacolo Riccardo III di William Shakespeare\, nella riduzione e adattamento di Angela Dematté\, con la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProtagonista assoluta è la grande Maria Paiato\, interprete tra le più autorevoli del teatro italiano contemporaneo\, chiamata a dare corpo e voce a uno dei personaggi più celebri e inquietanti della storia del teatro: Riccardo\, duca di Gloucester\, usurpatore spietato\, stratega lucido e seduttore implacabile\, figura tragica che incarna il lato oscuro del potere. \n\n\n\n“Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: così si apre la tragedia shakespeariana\, tra le opere più note del Bardo\, divisa in cinque atti\, che racconta l’ascesa e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, in un vortice di complotti\, tradimenti e violenza politica. \n\n\n\nAmbientata sullo sfondo della Guerra delle due Rose\, l’opera conclude la tetralogia minore di Shakespeare e attraversa un passaggio cruciale della storia inglese\, segnato dal tramonto dei Plantageneti e dall’ascesa della dinastia Tudor. \n\n\n\nAl centro della vicenda si staglia la figura magnetica di Re Riccardo: un uomo animato da una forza negativa inarrestabile\, capace di trasformare la parola in arma e la seduzione in strumento di dominio. Un personaggio crudele e ironico\, che esercita un fascino disturbante e irresistibile. \n\n\n\nNelle note di regia\, Andrea Chiodi descrive Riccardo come una figura “affascinante\, ironica\, seducente\, ma spaventosamente lucida”\, manifestazione di un’anomalia dell’anima. Il regista sceglie di non soffermarsi sulla deformità fisica del protagonista\, ma di indagarne la mente e il cuore\, concentrandosi sulla sua capacità di seduzione e manipolazione: perché\, come suggerisce Chiodi\, “il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati”. Da queste domande nasce una lettura che interroga l’origine del male\, il rapporto con l’infanzia e la fame di potere\, restituendo uno Shakespeare fedele e profondamente contemporaneo. \n\n\n\nAccanto a Maria Paiato\, completano il cast Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Biondo di Palermo e Teatro di Roma – Teatro Nazionale. \n\n\n\nDurata dello spettacolo: 2h30’ (intervallo incluso). \n\n\n\nRICCARDO IIIdi William Shakespeareriduzione e adattamento Angela Demattéregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiatoe con Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\,Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\,Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganzacostumi Ilaria Ariemmemusiche Daniele D’Angeloluci Cesare Agonitrucco e parrucco Bruna Calvaresifoto di scena Laila Pozzo \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,Teatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nCalendario rappresentazioni\n\n\n\nMartedì 24 febbraio 2026 – ore 20:45 \n\n\n\nMercoledì 25 febbraio 2026 – ore 17:30 \n\n\n\nGiovedì 26 febbraio 2026 – ore 20:45 \n\n\n\nVenerdì 27 febbraio 2026 – ore 17:30 \n\n\n\nSabato 28 febbraio 2026 – ore 20:45 \n\n\n\nDomenica 1 marzo 2026 – ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti disponibili su TicketOne: \n\n\n\n https://www.ticketone.it/eventseries/riccardo-iii-1310821/ \n\n\n\nPrezzi biglietti Sala Verga \n\n\n\nprime\, sabato sera\, domenica\, festivi:                                    \n\n\n\nintero 25 euro \n\n\n\nridotto 20 euro \n\n\n\nrepliche: \n\n\n\nintero 20 euro              \n\n\n\nridotto 18 euro \n\n\n\nunder 30 e universitari: \n\n\n\n12 euro \n\n\n\nBotteghino Teatro Verga \n\n\n\nOrari: lunedì dalle 15.00 alle 19.00 dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 domenica e festivi chiuso.  \n\n\n\ntel. +39 095 7310856  \n\n\n\nabbonati@teatrostabilecatania.it http://www.teatrostabilecatania.it/
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:"La morte e la fanciulla" al Teatro Mina Mezzadri di Brescia
DESCRIPTION:Dopo il debutto nazionale milanese\, approda a Brescia\, nella rassegna Nello spazio e nel tempo. Palestra di teatro contemporaneo\, La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman\, produzione del Centro Teatrale Bresciano inserita nella 52ª stagione L’equilibrio degli opposti\, in scena al Teatro Mina Mezzadri dal 24 febbraio all’8 marzo 2026 (ore 20.30\, domenica ore 15.30\, lunedì riposo). \n\n\n\nIl progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso — in scena con Gaetano Colella — attraversa con lucidità tragica i territori di trauma\, giustizia\, vendetta e perdono\, restituendo al testo di Dorfman una risonanza pienamente contemporanea. La regia è di Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso; traduzione di Alessandra Serra. Produzione Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Le belle bandiere. \n\n\n\nIl 26 febbraio alle ore 17.00 è inoltre previsto l’incontro pubblico “Afferrare l’angelo della Storia”.
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SUMMARY:"SCAPPATI DI CASA" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta al Teatro de’ Servi\, dal 24 febbraio all’8 marzo\, SCAPPATI DI CASA\, commedia scritta da Cinzia Berni e Giudo Polito\, e diretta da Nicola Pistoia\, sequel del fortunato spettacolo “Casalinghi disperati”. \n\n\n\n“Casalinghi Disperati” è una commedia che viene rappresentata con successo dal 2008.  \n\n\n\nI protagonisti sono quattro uomini che\, per un periodo della loro vita\, hanno vissuto insieme in una casa offerta dal comune per uomini indigenti. Hanno condiviso con ironia e disincanto\, momenti felici e momenti cupi delle loro esistenze\, poi ognuno\, in modi diversi\, ha cominciato una nuova vita. La nostra storia comincia quando\, alcuni anni dopo\, un evento inaspettato li fa rincontrare: La moglie di uno è scomparsa in circostanze misteriose. I nostri protagonisti si ritrovano a casa del presunto e disperato vedovo. Qualcosa da mangiare e molto da bere\, sono presto tutti ubriachi e decidono di fermarsi a dormire a casa di uno di loro. Quello che sembrava dovesse essere la soluzione di una notte\, per una serie di inaspettate e sconcertanti rivelazioni dei nostri quattro\, si trasforma in una forzata convivenza. Ritornano le dinamiche dei vecchi “Casalinghi disperati”: dai problemi economici\, alla gestione della casa: la spesa\, le pulizie\, la preparazione dei pasti e gli inevitabili problemi personali. Piccanti confessioni\, vecchi rancori\, nuovi avvenimenti\, in una girandola di situazioni di grande comicità\, per una storia tutta al maschile dove le donne sono protagoniste anche quando non ci sono!
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:" Il fuoco era la cura" al Teatro India
DESCRIPTION:Liberamente ispirata al celebre Fahrenheit 451 di Ray Bradbury\, Il fuoco era la cura\, la distopica creazione del collettivo Sotterraneo\, che approda dal 25 febbraio al 1° marzo sul palcoscenico del Teatro India. Il romanzo descrive un futuro in cui è vietato leggere\, schermi costantemente accesi alienano il tempo libero delle persone e il tentativo di pensare causa malessere fisico. Ironicamente\, il corpo dei pompieri non è più impiegato per spegnere gli incendi\, bensì per bruciare i libri e se necessario i loro possessori. \n\n\n\n«Il libro è uscito circa 70 anni fa\, nel 1953\, ma è ambientato nel futuro\, cioè negli anni ‘20 del XXI secolo\, vale a dire oggi_ affermano gli artisti di Sotterraneo. Tu però ti trovi nel XXI secolo e stai leggendo questo testo\, quindi Bradbury si è sbagliato? Dipende come intendiamo la distopia: una previsione sul futuro che a un certo punto viene confermata/smentita oppure un allarme sul presente che continua a rinnovarsi? Il fuoco era la cura che attraversa e rilegge liberamente Fahrenheit 451\, lo consuma come si fa con un libro amato\, letto mille volte e trascinato in mille luoghi\, lo sporca\, lo dimentica da qualche parte e poi lo ritrova\, mentre la copertina sbiadisce\, la carta si scolla e le pagine si riempiono di appunti\, biglietti\, segnalibri e ricordi.” \n\n\n\nIn scena cinque performer – Flavia Comi\, Davide Fasano\, Fabio Mascagni\, Radu Murarasu\, Cristiana Tramparulo – ripercorrono la storia del romanzo\, si identificano coi personaggi\, si muovono in senso orizzontale mappando i coni d’ombra\, le cose che Bradbury non spiega o non racconta\, creando linee narrative parallele\, deviazioni teoriche\, costruendo anche le cronache di un tempo intermedio fra il nostro presente e un futuro anticulturale in cui l’istupidimento ci salva dal fardello del pensiero complesso. Un lavoro originale\, che trae ispirazione da un romanzo per pensarlo\, comporlo e riscriverlo pensando ai nostri giorni\, al presente che ci circonda\, tenendo conto degli spunti di riflessione che continua a generare. \n\n\n\nBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _ \n\n\n\nBiglietti: €18\, ridotto €12 _  \n\n\n\nData e orari spettacolo: da martedì a sabato ore 20; domenica ore 18 _ durata: 90 minuti 
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"12 sedie" al Teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Mercoledi 25 febbraio alle ore 21\, il palcoscenico del Teatro Tor Bella Monaca di Roma ospita il monologo 12 sedie\, spettacolo pluripremiato al Roma Comic Off 2025\, diretto da Donato di Stasi\, con Domenico Surace.  Dodici sedie è un corpo unico composto da frammenti.  La regia firmata di Stasi sceglie di evocare la voce di chi migra\, di chi resta invisibile\, di chi resiste al buio e al silenzio. Ogni monologo è una scheggia emotiva che contribuisce a costruire un affresco che racconta l’emarginazione\, la perdita e l’ostinazione di esistere. Alla fine\, lo spettatore si trova di fronte a dodici sedie occupate da abiti vuoti: un coro muto di presenze assenti.Lo spazio scenico è un terreno di precarietà e memoria: dodici sedie disposte alla rinfusa\, due quadri appoggiati in modo instabile\, libri e quaderni aperti per  terra\, foglie secche che scricchiolano sotto i passi. L’ambiente non è mai ordinato\, ma sempre in bilico\, come la condizione di chi ha perso la propria casa e cerca un approdo che non esiste. \n\n\n\nIl personaggio. magistralmente interpretato da Domenico Surace\, entra avvolto in un lungo telo di plastica nera\, la testa coperta di fango. La plastica è un involucro ingombrante\, simbolo di rifiuto e di sopravvivenza\, mentre il fango è la traccia del naufragio\, della terra e dell’acqua che si mescolano nella sua identità. Nel corso dei dodici monologhi\, il telo e gli abiti vengono progressivamente abbandonati sulle sedie\, fino a lasciare il protagonista sempre più spoglio\, vulnerabile\, esposto. Ogni sedia diventa così il deposito di un frammento di vita\, di una storia spezzata\, di un’assenza. \n\n\n\nLa voce alterna registri contrastanti: urla spezzate\, sussurri intimi\, invocazioni\, ironia amara\, confessioni liriche. Alcune ripetizioni – come refrain ossessivi –risuonano come colpi\, altre come litanie\, come un canto che torna da lontano. In certi momenti il personaggio legge da un libro\, per poi scivolare nella sua voce viva\, mescolando la memoria scritta alla testimonianza diretta. \n\n\n\n12 SEDIE è un viaggio senza approdo\, un canto di voci invisibili che parlano di esilio\, di mare\, di frontiere\, di amore improvviso e di utopia. Un corpo solo che si fa moltitudine\, un coro muto che interroga lo spettatore: quanto tempo serve per cancellare una vita?
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LOCATION:Teatro Tor Bella Monaca\, Via Bruno Cirino\, Roma\, 00133\, Italia
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SUMMARY:"Magnificat" alla Chiesa di San Fedele di Milano
DESCRIPTION:Piano Olimpico è il fitto programma di eventi (concerti di classica\, jazz e world music\, spettacoli di danza\, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova\, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù\, il centro nazionale di produzione della danza\, in occasione di Milano Cortina 2026\, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima\, durante e dopo i Giochi invernali\, Piano Olimpico farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: mercoledì 25 febbraio\, infatti\, la chiesa di San Fedele\, in piazza San Fedele ospiterà il Magnificat\, concerto-preghiera che vedrà in scena la cantante Badrya Razem\, il trombettista Giovanni Falzone (autore degli arrangiamenti) e l’organista Roberto Olzer. L’appuntamento è alle ore 21 e l’ingresso è libero con libera donazione. \n\n\n\nCom’è noto\, il Magnificat è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché si è benignamente degnato di liberare il suo popolo. Per questo è conosciuto anche come cantico di Maria. Nella produzione originale di Musicamorfosi\, il Magnificat è una sorta di implorazione in musica per la salvezza dei popoli del mondo\, la pace e la fratellanza delle genti. Il tutto suonato\, cantato e parlato in tre lingue: italiano\, inglese e arabo\, lingua madre della strepitosa cantante Badrya Razem\, italiana (di Bari) di origine algerina. Il trio si completa con il co-protagonismo di due eccezionali interpreti\, da anni “angeli custodi” delle nuove generazioni di jazzisti: Giovanni Falzone\, nome di punta della scena italiana ed europea\, e Roberto Olzer\, musicista di formazione classica ma anche arrangiatore\, organista e pianista eclettico (milita in numerose formazioni jazz e pop). A Badrya Razem è affidato il compito di “trovare” la voce di Maria\, di cantare e invocare la pace\, quella dell’anima\, ma anche quella dei popoli. Magnificat si snoda da Pergolesi a Philip Glass\, dalle parole del Vangelo musicate da monsignor Marco Frisina a quelle che Allen Ginsberg scrisse nel 1966\, ai tempi della guerra in Vietnam\, e che risuonano ancora così fortemente attuali\, fino all’inno di Pace di Alice Coltrane. \n\n\n\n  \n\n\n\nIl concerto è a sostegno delle attività dell’Associazione San Fedele Odv\, ente del terzo settore che opera da molti anni in ambito sociosanitario per accogliere e assistere le persone più fragili\, garantendo terapie a chi non può curarsi\, sostenendo le persone senza dimora con un progetto sperimentale e cercando di promuovere per tutti piena integrazione ed autonomia.  \n\n\n\n  \n\n\n\nDa segnalare\, infine\, l’evento-clou di Piano Olimpico\, in programma venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano con un appuntamento davvero imperdibile: il concerto Manga Mozart\, protagonisti il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria)\, i Munedaiko\, trio di tamburi sacri giapponesi formato da Mugen\, Naomitsu e Tokinari Yahiro\, e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project. \n\n\n\nPiù di un concerto\, Manga Mozart (inizio live ore 20.45\, ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721) è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima\, il “manga di Mozart”\, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito. \n\n\n\nMaggiori info online qui: www.musicamorfosi.it e assistenzasanitariasf.org
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SUMMARY:"Nessuno - Le Avventure di Ulisse" con Stefano Accorsi all'ABC di Catania
DESCRIPTION:Dopo il successo di “Giocando con Orlando” e “Decamerone. Vizi\, virtù e passioni” di Marco Baliani\, e di “Azul” scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca\, STEFANO ACCORSI si immerge in un nuovo e ambizioso progetto: una rilettura teatrale del mito di Ulisse: una metafora del desiderio di esplorazione e di conoscenza dell’ignoto che accomuna tutti gli uomini. \n\n\n\n«Nella maggior parte delle storie Ulisse è il narratore di sé stesso e questo mi ha fatto riflettere sul potere della narrazione che lo ha reso immortale» spiega l’attore. «È un personaggio molto affascinante e contradditorio. In realtà\, è solo un uomo che voleva tornare a casa\, che non voleva andare in guerra e per questo si era finto pazzo». \n\n\n\nAggiunge il regista: «Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo\, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori. Ritrovare Stefano mi fa tanto piacere\, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” ed ora affrontando “Nessuno” affineremo la nostra complicità». \n\n\n\nDappoi Daniele Finzi Pasca conclude: «Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona\, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile\, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi\, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni. Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione\, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie? Nessuno risponderà». \n\n\n\nIl palco diventa spazio dell’anima\, dove mito e quotidianità si fondono tra poesia\, ironia e stupore. ACCORSI dà corpo a un Ulisse che è ognuno di noi: smarrito e resiliente\, sognatore e ferito\, sempre in cerca. Con immagini evocative e una drammaturgia originale\, NESSUNO è un’esperienza teatrale che commuove e incanta. Un appuntamento imperdibile per chi ama le grandi storie raccontate con anima e bellezza. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella nuova stagione Turi Ferro\, verrà rappresentato dal 25 febbraio all’8 marzo 2026 al Teatro Abc di Catania. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che Stefano Accorsi\, accompagnato dalla musicista Francesca Del Duca\, avrà il piacere di incontrare il pubblico presso l’Abc di Catania. I posti sono limitati e\, per prenotarsi\, ci sarà un forum sui social della pagina del Teatro. \n\n\n\nInfo: 095 538188 / 333 7781632 – Orari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=620625
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SUMMARY:"Ciò che resta" - Materiali per un archivio sensibile intorno alla natura del fiume di Antonio Di Cecco
DESCRIPTION:Giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 18.30\, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra Ciò che resta – Materiali per un archivio sensibile intorno alla natura del fiume di Antonio Di Cecco\, a cura della Fondazione e di RVM Hub.  \n\n\n\nCiò che resta è un percorso visivo lungo i margini del fiume Aterno e dei suoi affluenti\, un’indagine che si costruisce attraverso fotografie in bianco e nero e cianografie per interrogare ciò che l’acqua trattiene\, disegna\, cancella o lascia emergere. Il progetto è accompagnato da un volume\, prodotto dalla Fondazione de Marchis e da RVM Hub\, con il coordinamento editoriale di Agnese Porto e Giammaria De Gasperis e un testo di Antonello Frongia\, professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre.  \n\n\n\nDurante la serata inaugurale interverranno l’artista\, i curatori\, gli editori nonché il Prof. Antonello Frongia.  \n\n\n\nCome scrive Diana Di Berardino\, direttrice della Fondazione Giorgio de Marchis\, «Antonio Di Cecco\, attraverso le sue fotografie e le sue cianografie\, indaga il territorio aquilano e il sistema fluviale dell’Aterno come patrimonio naturale e culturale e ne offre una lettura originale: un archivio visivo che restituisce una lettura non documentaria\, ma in divenire\, dell’itinerario fluviale. Il percorso espositivo allestito negli spazi della Fondazione de Marchis conduce il visitatore alla scoperta della ricerca artistica di Di Cecco\, che si trasforma in uno sviluppo dell’animo umano narrato attraverso l’occhio/obiettivo dell’artista/fotografo e che va oltre il linguaggio documentario\, per aprirsi a una visione del tutto intimistica.» \n\n\n\n«Antonio Di Cecco non osserva semplicemente un paesaggio: lo lascia affiorare attraverso i suoi processi.»\, scrive RVM Hub. «Il lavoro è un’indagine sul fiume\, come elemento naturale inserito in un paesaggio più ampio\, animato da piante\, fiori e architetture naturali\, generate dal loro intreccio. Il fiume\, dunque\, è perennemente presente anche quando l’acqua scompare\, lasciando spazio ai rovi e agli elementi naturali che abitano i suoi margini. Potremmo quasi dire che si tratta di una narrazione del fiume “in assenza” o attraverso una presenza fugace e in rapido movimento\, evidenziata dalla lunga esposizione. \n\n\n\nUna narrazione del tempo\, anzi\, dei tempi che operano sull’acqua e sulla vegetazione: veloce e inafferrabile il primo\, lento e per questo impercettibile il secondo. La scelta del bianco e nero è una chiara volontà di restare focalizzato sull’essenziale\, sulle forme e sulle linee create dalle piante di fiume. Un’evocazione di stati d’animo\, più che un racconto del visibile e del reale. \n\n\n\nAlle immagini fotografiche sono affiancate delle cianografie\, nelle quali l’immagine appare attraverso un meccanismo chimico che rende la carta fotosensibile. La cianografia è\, dunque\, una traccia\, emblema di un evento che si è inscritto nella materia\, come il fiume lascia segni sulle rive\, del proprio passaggio. Se le fotografie mostrano ciò che l’acqua alimenta nel mondo\, le cianografie mostrano ciò che l’acqua scrive direttamente sulla superficie sensibile.» \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nAntonio Di Cecco vive a L’Aquila\, dove gestisce lo studio ContrastiUrbani. Sviluppa progetti sui processi di modificazione dei luoghi e sul rapporto tra essere umano\, ambiente e tempo\, oltre a occuparsi di fotografia di architettura e di paesaggio. È rappresentato dall’agenzia Contrasto. \n\n\n\nLa Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare\, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti\, locandine\, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre\, monografie e saggi\, che popolano la biblioteca\, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico\, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi\, mostre e collaborazioni con artisti ed enti. \n\n\n\nRvm Hub è una casa editrice indipendente e uno studio editoriale: si occupa di fotografia e lavora principalmente per scoprire progetti fotografici che siano capaci di creare nuovi terreni artistici con altre forme di narrazione. Racconta storie attraverso progetti a lungo termine\, curando ogni pubblicazione con attenzione e cercando di dare il proprio contributo per educare le persone alla fruizione consapevole dell’arte visiva\, anche con mostre\, workshop e comunicazione culturale. Le pubblicazioni sono curate nel minimo dettaglio\, sempre diverse e sempre su misura al progetto: affini al movimento dello slow journalism e slow publishing. RVM segue tutta la filiera del libro\, dal progetto alla distribuzione\, accompagnando i propri autori per tutto il percorso. Rvm Hub è composta da Agnese Porto e Giammaria De Gasperis\, co-fondatori ed editori\, e ha sede all’Aquila. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nAntonio Di CeccoCiò che restaMateriali per un archivio sensibile intorno alla natura del fiume \n\n\n\nA cura della Fondazione Giorgio De Marchis e RVM Hub \n\n\n\nInaugurazione 26 febbraio 2026 ore 18.30 \n\n\n\nFino al 27 marzo 2026 \n\n\n\nOrari: giovedì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30; venerdì\, sabato e domenica 17.00 – 19.30 – Ingresso libero \n\n\n\n \n\n\n\nContattiDiana Di Berardino tel. 3384581985Barbara Olivieri tel. 3498832591fondazione.demarchis@gmail.com \n\n\n\nValentina EquiziGraphic designer e social media manager \n\n\n\nvalentina.equizi88@gmail.com – tel. 3497500772
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SUMMARY:"We will rock you - Il Musical" al Teatro Olimpico di Roma
DESCRIPTION:We Will Rock You – il Musical torna a Roma\, al Teatro Olimpico\, dal 26 febbraio al 1 marzo 2026. La tappa fa parte dell’attesa tournée che porterà l’energia e la magia dei Queen nei teatri delle principali città italiane fino alla primavera del 2026. \n\n\n\nScritto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Brian May\, We Will Rock You è ormai un cult del teatro musicale contemporaneo: una storia che racconta la conquista della libertà attraverso le canzoni immortali dei Queen\, cantate in lingua originale e suonate rigorosamente dal vivo\, che diventano colonna sonora e anima di un allestimento travolgente che unisce spettacolarità\, sogno\, potenza e ironia. Ambientato in un futuro distopico dove l’omologazione ha soffocato ogni forma di creatività\, la musica\, e con essa la libertà di essere sé stessi\, è stata cancellata\, un gruppo di ribelli\, i Bohemians\, è pronto a sfidare il sistema per riportare in vita il rock e la libertà di espressione al grido di We will Rock You. \n\n\n\nLa storia e le canzoni dei Queen si fondono in un racconto potente e attuale\, un inno alla musica come forza rivoluzionaria e simbolo di una visione condivisa\, capace di aprire la strada a un futuro più umano e autentico. I fili conduttori che attraversano We Will Rock You\, ribellione\, sogno\, coraggio\, identità\, trovano nella forza della musica il loro motore trainante. \n\n\n\nIl cast\n\n\n\nIl nuovo tour vedrà un cast rinnovato di grandi interpreti. L’irrequieto e tormentato Galileo\, affamato di verità\, sarà interpretato da Giorgio Adamo; Asia Retico vestirà i panni della spumeggiante Scaramouche; Giada Maragno sarà la spietata Killer Queen\, mentre Davide Bonafini e Francesco Cazzolla daranno vita rispettivamente al sadico Khashoggi e al determinato capo dei ribelli Brit. Tornerà sul palco Alessandra Ferrari\, già protagonista nelle precedenti edizioni\, ora di nuovo nei panni della carismatica Oz\, mentre Massimiliano Colonna\, presente nello spettacolo sin dal 2008\, interpreterà ancora una volta l’iconico Pop. \n\n\n\nIl grintoso ensemble\, che alterna i ruoli dei Yesmen e Yeswomen di Killer Queen e dei ribelli Bohemians\, sarà composto da Monica Ruggeri\, Davide Tagliento\, Giulia Gerola\, Erica Mariniello\, Emily Riva\, Mirco Di Santo\, Alessandro Savino e Gian Maria Picciau.
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SUMMARY:Angeli in biblioteca al Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta giovedì 26 febbraio\, alle ore 21.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo Angeli in biblioteca di Claudio Collovà interpretato dagli allievi e dalle allieve della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo: Emilia Bruno\, Simona Adele Buscemi\, Giulia Candiloro\, Alessandro Caporali\, Andrea Castronovo\, Martina Frazzetta\, Antonella Galati\, Francesca Gennuso\, Gabriele Greco\, Noemi Migliaccio\, Simone Mignosi\, Carlotta Pernicone\, Giuseppina Perrotta\, Riccardo Romeo\, Riccardo Sangiorgi\, Maria Laura Turturici\, Manuela Tuzzolino. \n\n\n\nLe scene sono state realizzate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo – Sarah Radicello\, Francesco Troia\, Luana Trupiano\, Alessia Zappulla – coordinati dalla professoressa Antonella Conte\, mentre i costumi sono stati curati dagli allievi Andrea Amato e Elisabetta Arnone coordinati dalla professoressa Francesca Pipi e le luci dall’allieva Elena Madia seguita dalla professoressa Liliana Iadeluca. \n\n\n\nLe coreografie sono di Alessandra Luberti e il canto di Serena Ganci. \n\n\n\nSi tratta dunque di uno spettacolo corale\, grazie al quale il Teatro Biondo coniuga formazione e pratica della scena. \n\n\n\nClaudio Collovà si è ispirato al romanzo I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke e al film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders\, in particolare all’immagine degli angeli riuniti in una biblioteca\, che ricorda quella londinese di Holland House bombardata nel 1940 e immortalata in una celebre foto. Angeli che parlano di morte\, esistenza\, divenire\, storia e immaginazione attraverso parole di rara bellezza e potenza. \n\n\n\nUna comunità di uomini e donne trova rifugio in una biblioteca speciale e metafisica\, come quella descritta\, appunto\, da Peter Handke e mirabilmente ripresa da Wim Wenders nel suo film. Una piccola porzione di umanità\, assorta nella lettura silenziosa di libri bianchi\, ci trasmettono un clima e un’atmosfera che risalgono alla scrittura di Rilke\, che testimonia il passaggio epocale tra il XIX e il XX secolo. \n\n\n\nSpiega Collovà: «Dalle parole de I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rilke\, unico romanzo del poeta tedesco\, dalla forza poetica delle sue visioni e dai nostri numerosi riferimenti fotografici\, a partire dalla biblioteca di Londra bombardata nel 1940\, è nato Angeli in biblioteca\, in un luogo visionario abitato da anime che qui si sono riunite con l’illusione che la poesia sia ancora un forte antidoto alla realtà\, oggi tragicamente in guerra».  \n\n\n\nI frammenti del romanzo e le immagini del film diventano azioni e gli interpreti\, come fossero poeti che vivono in un luogo inteso come rifugio ed eremo\, sviluppano un loro mondo concreto fatto di conflitti\, amicizia e relazioni umane attraverso dialoghi e azioni molto vicine all’esperienza umana. Uomini e donne che\, nella loro forma angelica\, hanno imparato a vedere. \n\n\n\nRepliche fino a domenica 1 marzo. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nRilke ha interrogato gli Angeli\, e le sue domande non hanno avuto risposte\, perché le trovassimo noi. Wim Wenders ce li ha mostrati gli angeli\, e dal Cielo sopra Berlino in poi non li abbiamo più immaginati in altro modo\, se non con lo sguardo e il cappotto nero di Bruno Ganz. \n\n\n\nDalle parole de I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rilke\, unico romanzo del poeta tedesco\, dalla forza poetica delle sue visioni e dai nostri numerosi riferimenti fotografici\, a partire dalla biblioteca di Londra bombardata nel 1940\, è nato Angeli in biblioteca\, in un luogo visionario abitato da anime che qui si sono riunite con l’illusione che la poesia sia ancora un forte antidoto alla realtà\, oggi tragicamente in guerra.  \n\n\n\nI libri ridotti in macerie\, oggetti spesso violentati\, bruciati\, seppelliti dalla follia degli uomini\, la loro esplosione in fogli indistinti nei cieli tragici della storia\, trovano qui una resurrezione proprio grazie all’intervento degli Angeli. \n\n\n\nÈ proprio il dolore per questo eccessivo distacco dalla Storia che ci ha portato a ricercare un’unità fondamentale dimenticata\, una sorta di strada sotterranea che possa ricondurre alla luce una vita altra\, illuminando anche gli angoli oscuri della nostra natura umana.  \n\n\n\nDa questo immaginario siamo partiti con i nostri allievi della scuola del Teatro Biondo\, e con gli allievi di scenografia\, costume e illuminotecnica dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo in una collaborazione ideale e reale tra le due istituzioni culturali.  \n\n\n\nUn processo di formazione che ha generato un livello di ideazione e di realizzazione al servizio di una esperienza teatrale totale.  \n\n\n\nCome sempre ci siamo allontanati dal dato naturalistico e dalla visione oggettiva della realtà\, abbiamo imparato a vedere come vedono gli Angeli e i poeti. Abbiamo accettato la vaghezza del sogno e la dismisura del mondo. Gli uomini possono essere anche così\, pieni di paura per quella trasparenza angelica che comunque è impossibile\, e direi inutile\, negare. \n\n\n\nA tutto questo gli attori e le attrici della Scuola di recitazione del Teatro Biondo hanno dato voce\, corpo e anima\, mutando spesso natura. Angeli ed Esseri Umani insieme come i due lati della stessa figura\, e spesso nel silenzio\, “un silenzio non come lo intendiamo noi\, ma come lo intende Dio”\, per dirla con le parole di Rilke. Claudio Collovà \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo\, Sala Strehler – dal 26 febbraio all’1 marzo 2026 \n\n\n\nAngeli in biblioteca  \n\n\n\nda I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke \n\n\n\ne Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders \n\n\n\nadattamento e regia Claudio Collovà \n\n\n\ncon gli allievi del corso di “Recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo di Palermo: Emilia Bruno\, Simona Adele Buscemi\, Giulia Candiloro\, Alessandro Caporali\, Andrea Castronovo\, Martina Frazzetta\, Antonella Galati\, Francesca Gennuso\, Gabriele Greco\, Noemi Migliaccio\, Simone Mignosi\, Carlotta Pernicone\, Giuseppina Perrotta\, Riccardo Romeo\, Riccardo Sangiorgi\, Maria Laura Turturici\, Manuela Tuzzolino \n\n\n\nscene degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Sarah Radicello\, Francesco Troia\, Luana Trupiano\, Alessia Zappulla coordinati dalla professoressa Antonella Conte \n\n\n\ncostumi degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Andrea Amato\, Elisabetta Arnone coordinati dalla professoressa Francesca Pipi  \n\n\n\nluci dell’allieva dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Elena Madia coordinata dalla professoressa Liliana Iadeluca \n\n\n\nmovimenti coreografici Alessandra Luberti  \n\n\n\ncanto Serena Ganci  \n\n\n\nprimo assistente alla regia Riccardo Romeo \n\n\n\nsecondo assistente alla regia Giuseppe Castelli  \n\n\n\nassistenti scene e costumi Lucrezia Bonanno\, Cetty Faraone\, Erika Fenech\, Sofia Morana \n\n\n\nassistente luci Luca Alioto  \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nin collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo \n\n\n\ndurata: 80 minuti \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 26 febbraio ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 27 febbraio ore 17.00 \n\n\n\nsabato 28 febbraio ore 21.00 \n\n\n\ndomenica 1 marzo ore 20.00
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SUMMARY:"Ho imparato a sognare" al Teatro Roma
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione con Si vede che era destino\, Luca Giacomozzi torna a firmare testo e regia di una nuova\, intensa commedia interpretata da Attilio Fontana\, Claudia Ferri\, Francesca Pausilli ed Emiliano Reggente.  \n\n\n\nHo imparato a sognare è un racconto vibrante di ironia e umanità che attraversa le vite di Mirko\, Bruno\, Michela e Asia\, quattro anime agli antipodi\, unite da fragilità\, errori e desideri mai del tutto spenti. Tra cadute\, sorrisi e piccole conquiste quotidiane\, i protagonisti imparano a fare pace con il passato e a riscoprire il coraggio di guardare avanti. Uno spettacolo che emoziona\, fa sorridere e ricorda quanto sia necessario — oggi più che mai — continuare a sognare. \n\n\n\nHo imparato a sognare è una commedia brillante\, emotiva e profondamente umana\, capace di alternare risate e commozione\, mostrando come le vite più ordinarie possano contenere rivoluzioni silenziose. Una storia di amicizia\, amore\, perdita e rinascita\, dove ognuno impara che il coraggio non sta nel non cadere\, ma nel continuare a rialzarsi.Da giovedi 26 febbraio al Teatro Roma \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI: \n\n\n\n1° settimana: \n\n\n\ngiovedì ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\n2°settimana: \n\n\n\ngiovedì ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietto: Intero € 27\,00 (comprensivo di prevendita) \n\n\n\n Parcheggio custodito – Via Umbertide\, 27 \n\n\n\nTeatro Roma – Via Umbertide\, 3 – 00181 Roma \n\n\n\nOrari botteghino: dal lunedì al sabato dalle ore 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nInfo & prenotazioni:Tel. 06 78 50 626  – Whatsapp 324 54 98 051
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SUMMARY:L’IMBARAZZO DELLA SCELTA
DESCRIPTION:Nel giorno del suo compleanno Max si rende conto di stare vivendo solo a metà. Vorrebbe cambiare il corso del suo destino\, ma è paralizzato dalla paura di fare la scelta sbagliata e così decide di chiedere consiglio ai suoi più cari amici: il pubblico! Amore\, lavoro\, amicizia\, famiglia… Max ha veramente bisogno di aiuto! Lo spettacolo si rinnova ogni sera con gli attori pronti a rappresentare in tempo reale tutte le 8 trame possibili più una ventina di altre variabili decise rigorosamente in tempo reale dal pubblico in sala in un coinvolgente confronto con Max che darà origine a momenti di grande comicità ma anche di riflessione perché non sarà sempre facile decidere\, capiterà spesso di trovarsi di fronte a… L’imbarazzo della scelta! \n\n\n\nDi Sébastien Azzopardi e Sacha Danino . Con: Stefano Messina\, Carlo Lizzani – Chiara Bonome\, Chiara David\, Raffaele De Vita – traduzione e regia di – Virginia Acqua – scene Fabiana Di Marco – costumi Isabella Rizza – disegno luci Umile Vainieri – aiuto regia Virginia Bonacini – Produzione Attori & Tecnici \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21\n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17\n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11\n\n\n\n\nDal 26 febbraio al 15 marzo 2026 (h 21.00\, domenica 1°\, 8 e 15 h 17.30\, mercoledì 4 h 17.00) \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:"Una tarantella per Nora" alle Officine Pasolini
DESCRIPTION:Venerdì 27 e sabato 28 febbraio a Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, sale sul palco la sezione Teatro coordinata da Massimo Venturiello con lo spettacolo liberamente ispirato al testo Casa di bambola di Henrik Ibsen: Una tarantella per Nora. La regia è firmata da Walter Pagliaro\, regista e docente della sezione teatrale del Laboratorio di Officina Pasolini. \n\n\n\nUn dramma teatrale che racconta la vita apparentemente serena di Nora Helmer\, moglie e madre\, intrappolata in un matrimonio borghese fatto di regole\, ruoli rigidi e convenzioni sociali.  Protagonisti gli allievi e le allieve del biennio teatrale in corso:  Arthuro Baetscher\, Sofia Belcastro\, Antonio Belmonte\, Ilaria Borgese\, Diego Bressan\, Lorenzo Caccamo\, Adriana Ciancio\, Greta Cosa\, Luca Dei Bardi\, Filippo Dell’Arte\, Gabriel Durastanti\, Lorenzo Ferrara\, Emiliano Galli\, Rita Igibinomwanhia\, Gaia Andrea Liberti\, Matilde Macera\, Luca Mandara\, Alice Martelli\, Paola Nastrelli\, Matilde Passera\, Pietro Penitenti\, Sofía Quintavalli\, Carlotta Regazzo\, Alessandro Rocca\, Francesca Romagnoli\, Chiara Romano\, Giulia Sarti\, Andrea Taronna\, Valeria Torre\, Maria Grazia Zingariello. \n\n\n\nL’esercitazione scenica è costruita\, come uno stationen-drama\, in quindici sequenze: altrettante giovani attrici interpretano le tappe di un percorso di conoscenza che la protagonista ibseniana compie alla ricerca della propria verità. Ibsen scrisse Casa di bambola ad Amalfi e pare\, secondo alcuni studiosi\, che fosse molto impressionato da racconti e studi sulla tarantella come terapia contro le nevrosi femminili. “La nostra multiforme Nora – spiega Walter Pagliaro – sente il richiamo di un ballo liberatorio che la spinge fuori dal salotto borghese\, attratta da una cultura\, forse distante da lei\, ma fascinosamente liberatoria”. \n\n\n\nwww.officinapasolini.it \n\n\n\nConsulenza alla programmazione Valentina Romano \n\n\n\nIngresso Teatro Eduardo De Filippo: Viale Antonino di San Giuliano 782/angolo Via Mario Toscano\, a pochi passi da Ponte Milvio. \n\n\n\nTutti gli eventi sono gratuiti\, con prenotazione obbligatoria sul profilo Eventbrite di Officina Pasolini al seguente link http://officina-pasolini.eventbrite.com
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LOCATION:Officine delle Arti Pier Paolo Pasolini\, Viale del Ministero degli Affari Esteri\, 6\, Roma\, Italia\, Italia
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SUMMARY:III edizione Premio ADUIM a Palazzo Raimondi a Cremona
DESCRIPTION:Il 27 febbraio\, nella cornice del quattrocentesco Palazzo Raimondi a Cremona\, arriva alla sua terza edizione il Premio ADUIM\, un momento di raccolta e di ascolto\, un punto di convergenza in cui la musica d’arte italiana viene osservata\, interrogata e restituita come patrimonio vivo.  \n\n\n\nNato per iniziativa dell’Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica\, il Premio ADUIM rappresenta dal 2024 un riconoscimento conferito dai docenti di musica delle università italiane alle produzioni di valore in cui ricerca\, analisi e riflessione critica si traducono in strumenti di conoscenza condivisa. Un progetto che si inserisce nel più ampio impegno dell’associazione\, attiva dal 1994 nella promozione e nello sviluppo delle discipline musicali all’interno dell’università italiana e nel dialogo con le altre aree del sapere. \n\n\n\nA partire da quest’anno\, il Premio “raddoppia”\, inaugurando una nuova categoria: non più soltanto le produzioni musicali caratterizzate da un nesso diretto con la ricerca musicologica\, ma anche le migliori pubblicazioni scientifiche del biennio precedente l’anno della premiazione. I due riconoscimenti si alterneranno con cadenza annuale\, confermando la volontà di ADUIM di valorizzare\, di volta in volta\, le diverse forme attraverso cui la ricerca musicale prende forma e voce. \n\n\n\nPer l’edizione 2025\, il Premio ADUIM è stato dunque assegnato a due pubblicazioni scientifiche che si sono distinte per originalità\, qualità metodologica e rilevanza nel dibattito musicologico internazionale. La monografia Recording Voices. Archeologia fonografica dell’Opera (1887–1948) di Daniele Palma è stata premiata per la capacità di ridefinire lo studio della voce registrata attraverso un approccio innovativo che intreccia vocologia\, studi sulla fonografia e archeologia mediale\, offrendo un contributo finora mancante nel panorama degli studi musicologici. Il saggio di Francesco Fontanelli The Movement Plans for the Quartet Op. 127 and the “Backstage” of Beethoven’s Late Style\, pubblicato su The Beethoven Journal\, è stato invece riconosciuto per l’ampiezza e la profondità di una ricerca che apre nuovi orizzonti interpretativi sulla fase tarda della produzione beethoveniana\, mettendo in luce i processi creativi e le strategie compositive alla base di una delle opere più complesse del compositore. \n\n\n\nA fare gli onori di casa e a moderare la cerimonia di premiazione\, che avrà inizio alle ore 18.30\, saranno il Presidente ADUIM Luca Aversano (Università Roma Tre) e la Vicepresidente Donatella Restani (Università di Bologna)\, cui spetterà anche la consegna dei premi. La cerimonia conclude un pomeriggio di lavori che si apre alle 14.30 con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università di Pavia Alessandro Reali\, del Direttore del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali Daniele Sabaino e dello stesso Luca Aversano\, e prosegue con una prima tavola rotonda dedicata allo stato e alle prospettive della ricerca musicologica italiana nel contesto internazionale. Moderato da Michela Garda e Maria Rosa De Luca\, il confronto mette in dialogo esperienze e progetti in corso\, interrogando il ruolo della ricerca italiana in una dimensione sempre più interconnessa e globale. Nel corso del pomeriggio\, una seconda tavola rotonda affronta il tema dei dottorati in discipline musicali nell’odierno panorama della ricerca\, aprendo uno spazio di riflessione sui modelli formativi\, sulle traiettorie accademiche e sulle trasformazioni in atto nei percorsi di alta formazione\, sotto la moderazione di Pietro Cavallotti e Anna Tedesco. \n\n\n\nAl termine della premiazione si esibirà il Quartetto Goldberg\, costituito da giovani strumentisti allievi della Fondazione Stauffer (Jingzhi Zhang\, Giacomo Lucato\, violini; Matilde Simionato\, viola; Martino Simionato\, violoncello)\, che eseguirà un programma dal titolo “Equilibri in Metamorfosi”\, composto da musiche di F.J. Haydn (Quartetto op. 76 n. 2 detto “Le Quinte”)\, E. Schulhoff (Cinque pezzi per quartetto d’archi)\, F. Mendelssohn (Quartetto op. 44 n. 2). \n\n\n\nIl Premio ADUIM costituisce un osservatorio privilegiato sulle forme più avanzate della ricerca musicologica\, capace di intercettare le trasformazioni del pensiero musicale contemporaneo e di valorizzare quei contributi che rinnovano le modalità di studio\, interpretazione e trasmissione del patrimonio musicale. \n\n\n\nLa giuria del Premio ADUIM è composta da Dinko Fabris (Università della Basilicata); Serena Facci (Università di Roma Tor Vergata); Michela Garda (Università di Pavia-Cremona); Giovanni Giuriati (Sapienza Università di Roma\, presidente); Nicoletta Guidobaldi (Università di Bologna); Raffaele Mellace (Università di Genova); Graziella Seminara (Università di Catania). \n\n\n\nIl bando\, il regolamento del premio e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell’ADUIM: https://www.aduim.eu/premio-aduim/ \n\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti.
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SUMMARY:"Quadra" personale di Leonardo D’Amico
DESCRIPTION:Il giorno 27 febbraio 2026 alle ore 18.30 PROSA_contemporanea presenta l’esposizione personale Quadra di Leonardo D’Amico a cura di Alberto Dambruoso e Rosanna Rago: un nucleo di dieci opere\, realizzate tra il 2023 e il 2025\, definiscono una mostra\, il cui titolo rientra nell’uso di calembour linguistici come li definisce il curatore Alberto Dambruoso\, che invita lo spettatore a una riflessione più profonda sull’opera\, lasciando innumerevoli possibilità all’interpretazione individuale. \n\n\n\n«Quadra è innanzitutto un rimando alla forma geometrica\, al suo perimetro e allo spazio contenuto al suo interno.»\, spiega nel suo testo di presentazione Rosanna Rago. «Allo stesso tempo\, il termine richiama il quadro come oggetto e la tela come luogo della pittura\, introducendo un ulteriore livello di lettura legato al linguaggio comune: mi quadra / non mi quadra. Un’espressione che apre a una dimensione di interrogazione critica rispetto a ciò che vediamo e a ciò che riconosciamo come coerente o ammissibile. In questo senso\, QUADRA non è soltanto una forma né un titolo\, ma un criterio di lettura. Ciò che “quadra” coincide con ciò che tiene\, che convince\, che trova una propria necessità interna; allo stesso tempo\, ciò che appare formalmente risolto può generare inquietudine o resistenza.  \n\n\n\nNelle opere di D’Amico\, la pittura non aspira a far quadrare le immagini secondo un ordine rassicurante\, ma espone apertamente le incongruenze e le tensioni che abitano lo spazio pittorico. È proprio in questa soluzione che il lavoro trova la propria forza e la propria coerenza critica\, oltre a una bellezza estetica raffinata e rara. Il non quadrare apparente\, diventa così una condizione generativa\, un meccanismo di interrogazione che investe tanto la percezione quanto l’identità\, chiamando lo spettatore a misurarsi con ciò che comprende e con ciò che gli sfugge\, con ciò che accetta e con ciò che mette in discussione.  \n\n\n\nRiflessioni spontanee nascono dall’osservazione delle opere: cosa accade dentro lo spazio pittorico? Distanze prossemiche determinano percezioni visive sorprendenti; lo spazio che intercorre tra opera e spettatore è decisivo affinché le opere si manifestino agli occhi di chi osserva. […] L’alternanza tra opere in cui macchie in tinte scure occupano l’intera superficie – come i volti e la mano\, simboli di riconoscimento e identità – e lavori nei quali\, al contrario\, lo spazio si apre a vuoti e sospensioni\, rafforza la riflessione sul concetto di prossemica come condizione ambivalente: saturazione e compressione da un lato\, distanza e isolamento dall’altro.» \n\n\n\nScrive invece Alberto Dambruoso nel testo Leonardo D’Amico. La vita nella pittura: «Protagonista assoluto delle sue opere è il segno. Un segno che assume differenti valenze a seconda della forma che intende rappresentare. A volte si fa archetipo come la sedia\, la testa o la silhouette umane\, o ancora la città\, tutti elementi appena accennati ma in grado di favorire una riconoscibilità immediata della cosa rappresentata. In altre opere il segno diventa pura astrazione\, una sorta di sismografo che registra sul supporto utilizzato i battiti della natura. Il segno funge anche come linea di contorno\, decisamente marcata\, come nell’uso tipico espressionista. A volte il segno si presenta tremulo\, incerto\, a significare la fragilità della cosa o del momento rappresentato o vissuto. Il segno si fa anche parola\, scritta\, si impone come affermazione personale o storica ma allo stesso tempo diventa negazione stessa\, cancellazione. Questo collocarsi a metà strada tra la rappresentazione e la sua negazione\, tra astratto e figurativo costituisce l’elemento principe per comprendere appieno tutta la ricerca. […] L’aspetto della sua pittura\, tendente verso l’evanescenza del reale\, appare riflettere l’odierna società in cui viviamo dove sembra essere tutto provvisorio ed incerto. L’instabilità della forma nelle sue opere diventa allora la metafora esistenziale di tante persone che vivono costantemente la precarietà del quotidiano. La cancellazione che ricorre spesso nelle sue opere si può leggere anche come il tentativo messo in opera dall’artista di eliminare il superfluo dalla vita di tutti i giorni al fine di trattenere ciò che ha più rilevanza.» \n\n\n\nBIOGRAFIELeonardo D’Amico (Cosenza\, 1967). Fin dagli esordi\, il suo lavoro si caratterizza per un’attenzione costante alla dimensione formale e segnica sviluppata attraverso una pratica pittorica coerente e in continua evoluzione. La sua prima mostra personale risale al 1998 presso l’Università della Calabria. Negli anni successivi seguono mostre personali e collettive in Italia e all’estero\, esponendo in contesti nazionali e internazionali tra cui Amburgo\, Londra\, Firenze e Roma. Tra i progetti più significativi si annoverano importanti collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali\, tra cui la mostra I Luoghi della Pittura\, progetto promosso dall’Istituzione Biblioteche di Roma e la personale del 2010 Dekompozim al Museo Nazionale di Tirana\, che rappresenta un momento di particolare rilievo nel suo percorso. Seguono una serie di mostre personali in sedi di prestigio\, tra cui il MACK (Museo d’Arte Contemporanea di Crotone)\, il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro a Roma\, Azimut (Roma)\, Palazzo Lucarini Contemporary a Trevi e la Fondazione Museo Umberto Mastroianni di Arpino. Queste esperienze contribuiscono a delineare un percorso artistico maturo\, riconosciuto per la coerenza stilistica e la ricerca continua della sintesi. Vive e lavora a Roma. \n\n\n\nPROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab ideato da Valeria Palermo\, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi. Nato dal recupero di una ex pasticceria\, PROSA ospita uno studio di architettura\, un luogo di lavoro condiviso\, uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design. \n\n\n\nINFO  \n\n\n\nLEONARDO D’AMICO \n\n\n\nQUADRA \n\n\n\nA cura di Alberto Dambruoso e Rosanna Rago \n\n\n\nInaugurazione 27 febbraio ore 18.30 \n\n\n\nFino al 27 marzo 2026 \n\n\n\nOrari: Dal lunedì al venerdì 16.00 – 19.30; sabato su appuntamento – ingresso libero. 
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SUMMARY:"INVENZIONI" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Arriva a Roma allo Spazio Diamante dal 27 febbraio al 1° marzo (venerdì ore 20:30\, sabato ore 19:00\, domenica ore 17:00) l’attrice Viola Graziosi che porta in scena INVENZIONI\, lo spettacolo tratto da L’invenzione occasionale di Elena Ferrante\, pubblicato da Edizioni E/O. \n\n\n\nIl testo nasce dagli articoli che la scrittrice ha scritto per il quotidiano inglese The Guardian\, in cui riflette su temi universali – l’amore\, l’arte\, la libertà\, il cambiamento\, il rapporto con se stessi – componendo un mosaico di pensieri che\, pagina dopo pagina\, si trasformano in un autoritratto intimo e potentissimo. \n\n\n\nIn palcoscenico la voce e la sensibilità di Ferrante è Viola Graziosi\, attrice di grande versatilità e intensità interpretativa\, diretta da Andrea Giannoni\, che cura anche l’adattamento. In scena\, dodici quadri scandiscono il tempo e i temi dello spettacolo\, come i mesi dell’anno\, accompagnati dalle scene e costumi di Stefania Cempini e dal disegno luci di Mauro Marasà. \n\n\n\nCon Invenzioni\, MARCHE TEATRO e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo presentano un viaggio teatrale che intreccia parola e movimento per dare corpo al pensiero di una delle autrici più iconiche della letteratura contemporanea. \n\n\n\nLo spettacolo ha debuttato ad Ancona poi ha toccato L’Aquila e diverse altre città. Dopo Roma sarà in scena il 16 aprile 2026 a San Lorenzo al Mare alla Sala Beckett. \n\n\n\nVIOLA GRAZIOSI attrice \n\n\n\nAttrice poliedrica tra le più apprezzate del panorama italiano\, debutta a 17 anni con Ofelia nell’Amleto di Shakespeare\, diretta da Carlo Cecchi. Bilingue francese\, consegue il diploma di recitazione nel prestigioso Conservatoire d’Art Dramatique di Parigi. E la laurea specialistica in studi teatrali all’Università Sorbonne Nouvelle di Parigi. \n\n\n\nNel 2013 vince il premio Adelaide Ristori come miglior attrice per Intervista diretta da Graziano Piazza. Con Piazza porta avanti una ricerca sul femminile attraverso diversi spettacoli: Misura x Misura di William Shakespeare\, Aiace di Ghiannis Ritsos\, Offelia Suite (premio Actress of Europe 2020) e Elena tradita di Luca Cedrola e Arturo Annecchino\, Orfeo ed Euridice – _dal mito ai nostri giorni\, tratto da Claudio Magris e Gluck. \n\n\n\nLavora con importanti registi del panorama italiano e internazionale\, tra cui Alain Françon\, Marcel Maréchal\, Gabriele Lavia\, Federico Tiezzi\, Piero Maccarinelli\, Daniele Salvo\, Paolo Magelli\, Franco Però\, Veronica Cruciani\, Manuel Giliberti\, Cristina Comencini\, Giuseppe Dipasquale. È Elena al Teatro Greco di Siracusa nelle Troiane di Euripide diretta da Muriel Mayette-Holtz\, Fedra al Teatro Antico di Segesta e al Teatro Nazionale di Genova\, Didone nel Viaggio di Enea con la regia di Pietro Maccarinelli\, Sibilla Aleramo in Amo dunque sono con la regia di Consuelo Barilari\, l’Ancella nello spettacolo tratto da “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood\, con la regia di Graziano Piazza. Dal 2022 e negli anni successivi incarna le eroine del mito nella scrittura visionaria di Luciano Violante con la regia di Giuseppe Dipasquale: Clitemnestra (candidata miglior interprete di monologo Premio Le Maschere 2022)\, Medea e Circe (Premio Enriquez 2024). Nel cinema esordisce giovanissima con Francesca Comencini in Le parole di mio padre (Cannes 2001).  È diretta da Pupi Avati\, Alessio Liguori e Alberto Bennati in film italiani e internazionali. Vince il premio miglior attrice non protagonista al San Benedetto Film Fest per The fragile friend di Salvatore Vitiello (2020).  Partecipa a varie fiction tv\, tra cui Distretto di polizia\, Un passo dal cielo\, L’isola\, Nero Wolfe\, L’allieva 2\, Nero a metà\, Chiara Lubitch. È tra le voci femminili più amate di Audiolibri in Italia (Certificato di eccellenza Audible Studios) e tra le voci femminili più seguite di Rai Radio3. Nel marzo 2024 viene insignita dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.  \n\n\n\nANDREA GIANNONI regista \n\n\n\nFiorentino\, classe 1968\, attore e regista teatrale italiano. Ha studiato presso il Centro per la sperimentazione e la ricerca teatrale di Pontedera\, con Jerzy Grotowsky\, Thierry Salmon\, Eugenio Barba\, Andrei Serban\, Yoshi Oida e altri. Si è diplomato nel 1996 e ha debuttato come attore\, prendendo parte a diverse produzioni\, fino all’incontro con Carlo Cecchi\, che lo ha scelto come assistente su testi di Beckett\, Goldoni\, Shakespeare\, Buchner\, Molière e Pinter. Si è laureato in Sociologia delle Comunicazioni all’Università di Pisa (relatore il regista Roberto Faenza) con una tesi di ricerca sul teatro shakespeariano di Carlo Cecchi. Nel 1998 conosce Ellen Stewart\, e da allora condivide idee e progetti presso La Mama Umbria di Spoleto e il Cafè La Mama di New York. Ad oggi cura la regia di spettacoli di autori contemporanei e rivisitazioni di testi classici. Il teatro povero di Grotowsky\, l’attenzione per il dettaglio di Faenza\, la visione internazionale di Ellen Stewart e la genialità di Cecchi\, influenzano il suo modo originale di dirigere gli attori.
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:“Il Piccolo Principe” al Tetro Augusteo
DESCRIPTION:“Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry\, sarà in scena al teatro Augusteo di Napoli\, Piazzetta duca d’Aosta 263\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. Lo spettacolo torna a teatro in una versione rinnovata e ancora più spettacolare\, dopo aver venduto oltre 150mila biglietti in tutta Italia\, incantando il pubblico di tutte le età.  \n\n\n\nLo show\, firmato Razmataz Live è una rappresentazione unica nel suo genere\, che si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione\, la musica\, il canto\, la scenografia e la performance offrono. In equilibrio tra prosa\, musical\, nouveau cirque e installazione\, ogni significato\, ogni personaggio\, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore. \n\n\n\nIl cast creativo è di prim’ordine: Stefano Genovese (Regia)\, Carmelo Giammello (Scene)\, Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi). \n\n\n\nFedele allo stile dell’opera originale\, il regista Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale\, ma di affidare il racconto all’immaginazione\, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro\, per sua stessa natura\, è in grado di restituire. \n\n\n\nAd interpretare il Piccolo Principe è il talentoso Nicholas Ori\, che nonostante la giovanissima età (9 anni) vanta già un curriculum di rispetto. \n\n\n\nCon lui in scena: Davide Paciolla (Aviatore)\, Claudia Portale (Rosa)\, Diego Savastano (Re/Prim’attore/Geografo)\, Giulio Lanfranco (Uomo d’affari/Ubriacone)\, Paolo Locci (Lampionaio)\, Edoardo Pallanca (Volpe). \n\n\n\nBiglietti a partire da Euro 30\, disponibili al botteghino del teatro\, presso le rivendite e online su Bigliettoveloce e Ticketone \n\n\n\nhttps://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=7684
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SUMMARY:"Quindi Metri Quadri" al Teatro IF
DESCRIPTION:Una stanza di pochi metri quadri. Tre persone. Troppo rumore. Troppa esposizione. Alice\, orfana\, con un passato di abusi e prostituzione e profonde cicatrici che le impediscono trovare il suo posto nel mondo. Tommi\, nato da una famiglia ricca e cresciuto con l’ideale dell’uomo che nasconde il proprio dolore. Elisa\, bloccata in una vita priva di scopo\, osserva\, si fa piccola e necessaria pur di farsi accettare\, non si scompone mai e poi raccoglie i cocci lasciati dagli altri\, ama in silenzio. \n\n\n\nA rompere i delicati equilibri della convivenza dei coinquilini: Matteo\, attratto\, come falena della luce\, si immerge nella claustrofobica atmosfera che permea le esistenze dei tre. Matteo è unico personaggio che vive la vita che ha sempre voluto e sarà la miccia che fa esplodere il tutto in un ciclo distruttivo tra temi di attualità\, desiderio\, amori tossici e vulnerabilità. \n\n\n\nRaccontiamo della rabbia di chi non è mai stato ascoltato davvero\, di vuole amare e non sa come farlo senza farsi del male. \n\n\n\nIl Collettivo Teatro Instabile ti aspetta al Teatro IF\, via Nomentana 1018 il 27 e 28 febbraio e 1° marzo 2026.  \n\n\n\nQUINDICI METRI QUADRI \n\n\n\nVenerdì 27 febbraio 2026 ore 21:00Sabato 28 febbraio 2026 ore 21:00Domenica 1° marzo 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/quindici-metri-quadri.aspx
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