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SUMMARY:“7 Minuti” al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:“7 Minuti” trae spunto da un fatto realmente accaduto in una fabbrica tessile francese\, dove alle operaie fu proposto il taglio di 7 minuti di intervallo su un totale di 15. \n\n\n\nPartendo da questa vicenda Stefano Massini\, autore ormai di fama mondiale e recente vincitore del Tony Award\, dà voce a undici personaggi femminili che costituiscono la rappresentanza sindacale della fabbrica. Donne diverse per età\, cultura\, provenienza\, che poste di fronte a una scelta si confrontano e scontrano con le compagne in un dialogo aspro e serrato in cui ciascuna porta il proprio vissuto\, la propria personalità\, le proprie convinzioni. \n\n\n\nPerché mai rifiutare l’accordo\, e quindi rischiare il licenziamento\, quando in fondo la nuova dirigenza chiede solo 7 minuti? Così\, all’inizio\, si interrogano le operaie\, disponibili ad accettare quasi con sollievo il sacrificio apparentemente minimo richiesto dell’azienda. Ma poi\, grazie soprattutto a Bianca\, la più anziana nonché portavoce del gruppo\, cominciano a farsi strada altre considerazioni e istanze. \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:"BUONI DA MORIRE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Essere buoni non è poi così difficile. Ma avere il coraggio di esserlo è tutta un’altra storia. \n\n\n\nCon un testo intenso che mescola commedia\, emozione e riflessione scritto da Gianni Clementi\, che ne firma anche la regia\, sul palco del Teatro Manzoni di Roma approdano Patrizia Pellegrino\, Bruno Maccallini e Blas Roca Rey con BUONI DA MORIRE\, in scena da giovedì 12 febbraio a domenica 1 marzo. \n\n\n\nIn una sera di Natale apparentemente come tante\, una coppia borghese — lui cardiochirurgo di successo\, lei madre ansiosa di un figlio irraggiungibile — decide di rompere la routine patinata della loro esistenza. Una scelta insolita: unirsi a un gruppo di volontari per portare cibo caldo e parole gentili ai senzatetto della città. È l’inizio di un viaggio notturno che cambia tutto. Tra marciapiedi gelati e colonnati spazzati dal vento\, Emilio e Barbara si ritrovano a fare i conti con se stessi\, riscoprendo il valore della compassione\, della solidarietà\, della fratellanza. Parole dimenticate\, sepolte sotto il peso delle ambizioni e delle corse quotidiane verso successi che svaniscono all’alba. \n\n\n\nUn sorriso sporco\, uno sguardo dolente\, e qualcosa si incrina. O forse si risveglia. Per una notte\, la coppia ritrova una connessione che sembrava perduta. E quella magia sospesa tra disillusione e speranza li accompagna fino al mattino di Natale\, quando un campanello suona e bussa alla porta la realtà vera\, quella che non chiede permesso. \n\n\n\nDavanti a loro\, Ivano: ex compagno di classe\, ora uomo alla deriva\, con i dreadlocks\, l’alito pesante e la vita addosso. È lui l’inaspettato catalizzatore di una scelta. È lui la domanda che non si può più evitare. Cosa succede quando la bontà smette di essere un’esperienza a termine e diventa una sfida permanente? \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce con ironia e profondità nel cuore pulsante delle contraddizioni borghesi\, smascherando le nostre ipocrisie quotidiane e interrogando lo spettatore su quanto davvero siamo disposti a cambiare. A donare. A lasciarci toccare. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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SUMMARY:Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, appuntamenti dal 13 al 19 febbraio 2026
DESCRIPTION:Mostre\, incontri\, visite e tante attività per tutti. E in occasione di San Valentino\, un fine settimana ricco di proposte culturali per celebrare l’amore nei Musei civici e nei luoghi della città. Ecco alcune delle iniziative promosse da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, in calendario dal 13 al 19 febbraio. \n\n\n\nDal 14 febbraio la programmazione espositiva romana si arricchisce della nuova mostra Lanterne Magiche. Fotografie dalla collezione di Valerio de Paolis\, al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese: una serie di itinerari visivi all’interno della ricca collezione De Paolis\, che per la prima volta presenta al pubblico una selezione di capolavori della fotografia italiana e internazionale. Visitabile fino al 6 settembre 2026.  \n\n\n\nwww.museocarlobilotti.it/it/mostra-evento/lanterne-magiche-fotografie-dalla-collezione-valerio-de-paolis \n\n\n\nDagli sguardi della contemporaneità ai capolavori dell’arte greca\, domenica 15 febbraio prosegue il ciclo di visite guidate gratuite in italiano (alle ore 11.30) e in inglese (alle ore 16.30) alla grande mostra La Grecia a Roma ai Musei Capitolini\, Palazzo Caffarelli\, oltre 150 tra sculture\, rilievi\, ceramiche\, bronzi e reperti inediti che fecero splendere la Roma antica. Il percorso è inoltre arricchito da contenuti multimediali che guidano il visitatore in un viaggio coinvolgente tra archeologia e tecnologie digitali (prenotazione obbligatoria allo 060608 fino a esaurimento posti). \n\n\n\nwww.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nIn occasione della festa di San Valentino torna l’appuntamento con RomAmor\, il programma di visite e itinerari sul tema dell’amore nei Musei civici e nei luoghi della città. Il fine settimana prende il via venerdì 13 febbraio\, alle 10.00\, con una visita speciale per due coppie di innamorati al Museo delle Mura\, in contemporanea con un itinerario urbano tra le opere di Street art lungo le vie del quartiere Pigneto. La giornata di sabato 14 febbraio si apre alle 11.00\, tra amore e resistenza\, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina con lettura di testimonianze\, memorie e corrispondenze autobiografiche di alcuni protagonisti del Risorgimento; a seguire\, alle 16.00\, miti e antichi amori saranno raccontati al Museo di Roma attraverso le decorazioni pittoriche che adornano le stanze del settecentesco Palazzo Braschi\, mentre alle 16.30 la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi apre la sua collezione per celebrare cent’anni d’amore e d’arte. La programmazione prosegue domenica 15 febbraioalle 11.00 con un itinerario storico-archeologico alla Villa di Massenzio\, accompagnato dalla lettura di alcune lettere di un carteggio d’amore degli anni Venti del Novecento\, ritrovato sull’antica via Appia. Alla stessa ora\, al Museo di Casal de’ Pazzi si potrà invece assistere a un approfondimento tematico sulle più recenti scoperte riguardanti gli scambi tra specie umane nel Pleistocene. Tutte le attività sono gratuite con pagamento del biglietto d’ingresso a tariffazione vigente (gratuito per i possessori di Roma MIC Card e per i residenti a Roma) e prenotazione obbligatoria allo 060608. \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/romamor-2026; www.museiincomuneroma.it/it/didattica/romamor-2026 \n\n\n\nLo stesso sabato 14 febbraio\, come ogni secondo sabato del mese\, alle 10.00 e alle 11.00 tornano le visite alla Casa Museo Alberto Moravia\, il grande attico affacciato sul Lungotevere della Vittoria ricco di libri e opere d’arte dove lo scrittore ha trascorso la seconda parte della vita\, dal 1963 al 1990. La visita avvicinerà i partecipanti al lato pubblico di Moravia ma anche quello privato\, attraversando i diversi ambienti che conservano tracce dei suoi viaggi e delle sue frequentazioni. Attività gratuita con prenotazione obbligatoria allo 060608 (massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.casaalbertomoravia.it/it/didattica/visita-alla-casa-museo-alberto-moravia-febbraio-2026 \n\n\n\nMartedì 17 febbraio\, alle 16.30\, si torna al Museo di Roma a Palazzo Braschi per un nuovo appuntamento con Roma Racconta…\, ciclo di conferenze aperte a tutte e tutti e rivolte in particolare a docenti e studenti universitari. Con Maria Rosaria lo Muzio e Isidoro Parodi (Ministero della Cultura\, Direzione generale Musei) si parlerà di accessibilità nei luoghi della cultura attraverso il caso della mostraLe fiabe sono vere… Storia popolare italiana\, in corso al Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari del MUCIV\, Museo delle Civiltà di Roma (ingresso libero nella sola Sala Tenerani).  \n\n\n\nwww.museodiroma.it/it/didattica/le-fiabe-sono-verestoria-popolare-italiana \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale\, il programma di visite\, incontri e formazione\, propone anche questa settimana un’ampia scelta di appuntamenti. Si parte venerdì 13 febbraio alle 11.30\, per il ciclo Archeologia in Comune\, con una visita ai Sepolcri di via Statilia\, cinque strutture funerarie di età repubblicana la più antica delle quali\, databile al 100 a.C.\, apparteneva al libraio Publio Quinzio. Appuntamento in via Statilia\, angolo via di S. Croce in Gerusalemme (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 10 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/visita-ai-sepolcri-di-statilia-1 \n\n\n\nDall’Esquilino al Celio\, gli itinerari urbani proseguono domenica 15 febbraio alle 11.30 con una visita con interprete LIS al Sepolcro degli Scipioni\, area archeologica lungo il tratto urbano della via Appia Antica scoperta nel 1780 e divenuta meta per molti studiosi e visitatori che compivano il “grand tour” di Roma. Appuntamento in via di Porta San Sebastiano 9 (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 12 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/visita-al-sepolcro-degli-scipioni-7 \n\n\n\nPer il ciclo aMICi\, attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card\, la visita in programmavenerdì 13 febbraio alle 16.00 ai Musei Capitolini Centrale Montemartini invita a scoprire la Roma del primo Novecento attraverso i disegni e gli acquerelli di Maria Barosso\, artista e archeologa(prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-maria-barosso-artista-e-archeologa-1 \n\n\n\nMartedì 17 febbraio alle 14.00 e alle 15.00\, invece\, per le Passeggiate Romane\, una visita al Palazzo dell’Anagrafe di via Luigi Petroselli 50 farà scoprire il Carnevale Romano\, grande affresco realizzato da Orfeo Tamburi nel 1939 nel seminterrato dell’edificio (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/il-carnevale-romano-di-orfeo-tamburi-al-palazzo-dell%E2%80%99anagrafe-6 \n\n\n\nE non mancano gli appuntamenti pensati per i più piccoli e le loro famiglie. Per il ciclo aMICi Kids\, domenica 15 febbraio alle 10.00\, in occasione del Carnevale\, al Museo di Casal de’ Pazzi si terrà Una caccia al tesoro preistorica in maschera con visita guidata al giacimento musealizzato (prenotazione consigliata allo 060608\, massimo 35 partecipanti tra adulti e bambine e bambini dai 4 anni)www.museocasaldepazzi.it/it/didattica/amici-kids-una-caccia-al-tesoro-preistorica-maschera \n\n\n\nLo stesso giorno\, alle 11.00 e alle 12.30\, il Museo di scultura antica Giovanni Barracco propone la visita Come osservare l’arte antica e riconoscere i suoi messaggi\, un viaggio nei linguaggi dell’arte nel mondo antico attraverso l’osservazione e il disegno (prenotazione consigliata allo 060608\, massimo 20 partecipanti tra adulti e bambine e bambini 7-12 anni). www.museobarracco.it/it/didattica/amici-kids-come-osservare-l-arte-antica-e-riconoscere-i-suoi-messaggi \n\n\n\nAi Musei Capitolini Centrale Montemartini\, martedì 17 febbraio alle 17.00\, bambine e bambini dai 7 ai 10 anni potranno invece partecipare a Chi ha paura del gorgoneion?\, storytelling di immagini e letture legate al mito di Perseo e Medusa\, a seguire laboratorio creativo (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 26 partecipanti in tutto). www.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-kids-chi-ha-paura-del-gorgoneion \n\n\n\nAl Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 13\, mercoledì 18\, febbraio alle 16.00); Ritorno alla Stelle (venerdì 13\, mercoledì 18 febbraio alle 17.00; sabato 14 febbraio alle 11.00 e alle 18.00; domenica 15 febbraio alle 10.00 e alle 12.00; martedì 17 febbraio alle 16.00 e alle 18.00); Il cielo degli innamorati(venerdì 13\, domenica 15 febbraio alle 18.00); Space Opera (sabato 14 febbraio alle 10.00; giovedì 19 febbraio alle 16.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 14 febbraio alle 16.00; domenica 15 febbraioalle 17.00); La notte stellata (sabato 14 febbraio alle 17.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (domenica 15 febbraio alle 11.00; martedì 17 febbraio alle 17.00; mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio alle 18.00). \n\n\n\nPer i più piccoli\, sabato 14 alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti\, mentre domenica 15 febbraio alle 16.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle. \n\n\n\nAcquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su \n\n\n\n www.museiincomuneroma.it;www.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:“Teatro degli assaggi” al Teatro Furio Camillo
DESCRIPTION:Inaugura al Teatro Furio Camillo\, dal 13 al 23 febbraio\, “Teatro degli assaggi”\, rassegna di teatro multidisciplinare per tutte le età e tutti i generi teatrali. Una programmazione variegata che spazia dalla comicità\, al racconto al circo contemporaneo\, la musica.  Ancora spettacoli\, illustrazioni\, racconti per bambini\, presentazioni di libri\, acrobatica aerea\, racconto di storie di donne e uomini straordinari. Una rassegna per rinnamorarsi del teatro\, un luogo magico dove ogni cosa ha un gusto unico\, magico\, tanto intimo quanto universale. \n\n\n\nIl teatro degli assaggi è una rassegna tutta da scoprire\, per tutti i gusti!  \n\n\n\nLa rassegna si apre venerdì 13 febbraio (ore 17:00) con la mostra “Il Circo Sfigato” dell’artista Alessia Muntoni. Le sue opere raggruppate nella mostra “IL CIRCO SFIGATO sembrano chiedersi “Cosa accade alle relazioni quando le differenze invece di creare condivisione creano distanza e conflitto?” Le illustrazioni affrontano in chiave ironica il tema delle relazioni\, amicizie\, famiglia\, lavoro\, guerre\, dispute\, amori e punti di vista da vari sguardi sotto il fantastico tendone del Circo Sfigato. Per ogni illustrazione un racconto che dal conflitto e dal disagio si trasforma in armonia. Dalle differenze nasce qualcosa di più bello\, che da soli non saremmo in grado di fare\, questo il tema ricorrente di tutti i racconti per ritornare ad una comunità di condivisione\, accettazione del diverso e la bellezza di ognuno di noi.  La mostra resterà aperta fino al 23 febbraio \n\n\n\nA seguire venerdì 13 febbraio (ore 18 e ore 21) va in scena lo spettacolo “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski. Con la sua personalità affascinante e accattivante e una visione sognante del mondo\, Momo conquista il suo pubblico in men che non si dica in una physical comedy poetica e senza età. Narratore poetico e spiritoso\, sorprende non solo gli spettatori\, ma a volte persino se stesso! Sempre all’altezza del suo pubblico\, Momo delizia con umorismo\, magia e una fantasia sconfinata. Le sue espressioni facciali e i suoi gesti ricordano i grandi clown di un tempo\, conferendo alle sue performance una comicità visiva unica. Che si tratti di affrontare i propri demoni interiori\, di interagire giocosamente con un membro del pubblico o di aggiungere un tocco di magia\, Momo incanta con il suo stile fresco e impertinente.Noto per il suo speciale legame con il pubblico\, è sempre una garanzia di lacrime di risate indimenticabili. \n\n\n\nSabato 14 febbraio (17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi” \n\n\n\nSempre nella stessa giornata alle ore 18 e alle ore 21 va in scena “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi. un viaggio nella danza irlandese e nelle sue evoluzioni\, attraverso la storia dei suoi spazi tipici: le public houses\, ovvero quei luoghi di incontro che siamo soliti chiamare pub. Lo spettacolo racconta con parole e suggestioni le varie specialità di danza irlandese fino ai suoi sviluppi dovuti alle migrazioni oltreoceano del popolo irlandese. Un’affascinante esperienza nella cultura dell’Isola Verde! Uno spettacolo energico adatto a tutte le età. Inoltre\, sabato 14 febbraio alle ore 19:00 si terrrà la presentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” di Maria Vittoria Vittori incollaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni. Lo speciale\, che indaga sulle ragioni e gli sviluppi di una realtà sempre più estesa e coinvolgente come quella delle clown\, è costituito in massima parte dai loro racconti intorno alle proprie esperienze in campo sociale e artistico. Si viene così delineando un universo estremamente ricco e articolato\, in cui le arti del circo-clownesche e acrobatiche-dimostrano tutta la loro efficacia terapeutica all’interno di contesti relazionali e sociali problematici; in cui le artiste fanno rete tra loro\, aprendosi a nuove opportunità\, e costruendo -come dimostra l’esperienza di Virginia Imaz- nuove aree di consapevolezza e pratica femministe. L’incontro è mediato da Adolfo Rossomando\, direttore del periodico Jugglin Magazine\, e presidente dell’Associazione Giocolieri e Dintorni\, realtà attiva nel settore del circo contemporaneo con progetti nazionale e internazionali di formazione\, divulgazione\, networking\, ricerca\, edutainment\, coinvolgimento del pubblico. La presentazione è tradotta in LIS \n\n\n\nSi continua\, domenica 15 febbraio (ore 11.00 – ore 12\,30) con “Connessione Radio” della Compagnia I Musicullanti\, uno spettacolo musicale per bambini\, un concerto interattivo tra le frequenze di una radio dispettosa con l’Ensemble Musicullanti 2.0 della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia. Una Radio che prima non si trova\, poi non si accende\, anzi che si accende soltanto con la partecipazione sonora e ritmica delle bambine e dei bambini. \n\n\n\nSu che stazione si fermerà? Dove ci porterà? Quale musica racconterà? La narrazione di un viaggio che si trasforma e si sintonizza su stazioni diverse\, musiche\, giochi\, generi che cambiano di volta in volta accompagnando le bambine e i bambini alla scoperta di contesti\, sonorità e repertori sempre differenti in un’alternanza di musica pop\, classica\, jazz\, colonne sonore e canzoni di benvenuto. Un viaggio musicale da fare insieme e da scoprire per offrire alle bambine e ai bambini tante esperienze diverse\, sempre caratterizzate da qualità\, coinvolgimento e spirito di comunità nella musica.  \n\n\n\nAlle ore 18 va in scena\, invece\, “Madri d’Europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni. \n\n\n\nUn reading teatrale che intreccia voce\, memoria e musica per dare parola alle grandi donne che hanno costruito l’Europa e che fino ad oggi sono state troppo spesso dimenticate. “Madri d’Europa” è un viaggio emozionante attraverso le biografie di cinque figure femminili che\, con coraggio e determinazione\, hanno segnato il cammino verso un’Europa più giusta\, libera e unita. Sophie Scholl\, Ursula Hirschmann\, Eliane Vogel-Polsky\, Louise Weiss\, Simone Veil: donne visionarie\, ribelli\, resistenti. Le loro storie si intrecciano in un racconto corale che restituisce profondità e anima alla narrazione storica del Novecento europeo. Ogni monologo rappresenta la voce di una di queste donne in un momento cruciale della propria vita. Raccontare le loro vita ci fa capire da dove nasce il loro impegno fondato sui valori della pace\, della libertà\, della giustizia e della solidarietà. La performance dà vita a questi personaggi complessi e straordinari\, restituendo loro una dignità che va oltre la loro singola esistenza\, elevandole a icone di una storia collettiva che ha segnato l’evoluzione dell’Europa. La scelta musicale\, che spazia da Tracy Chapman a David Bowie\, dai canti delle suffragette americane a suoni contemporanei\, contribuisce a rendere la performance contemporanea\, mantenendo un tono pop capace di coinvolgere un pubblico trasversale per età e sensibilità. \n\n\n\nLa rassegna riprende poi venerdì 20 febbraio alle ore 17:00 con la presentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis. Zazel\, la prima donna-proiettile della Storia\, ha ispirato l’amata canzone di Francesco De Gregori\, ma anche poesie\, racconti e\, in generale\, tutto un immaginario su chi potesse essere quella donna così coraggiosa e spericolata da farsi sparare in aria da un cannone per svariati metri\, indossando abiti succinti\, in epoca vittoriana! Era una donna che amava la libertà e che non si sarebbe fermata davanti a niente pur di inseguire il sogno di fare l’acrobata per il circo e di vivere a modo proprio. Quest’albo la racconta con una lingua semplice e vivida e con ricche tavole a matita e pennello\, e senza trascurare George\, quel bambino che la capiva e che lei avrebbe amato per tutta la vita. Questa è una storia stupefacente e avventurosa\, quella di Rosa Maria Richter\, in arte Zazel\, la prima vera “donna cannone”. La presentazione del libro sarà un momento dedicato a famiglie con bambini con la possibilità di per genitori e bambini di trascorrere insieme un momento per ascoltare una storia straordinaria. \n\n\n\nL’incontro sarà realizzato in collaborazione con la libreria per ragazzi L’ora di Libertà\, una realtà storica romana che si occupa di formazione e sensibilizzazione dei giovanissimi alla lettura con attività stabili quali laboratori per bambini e famiglie ed incontri di sensibilizzazione alla lettura.  \n\n\n\nA seguire\, alle ore 18 e ore 21\, ci si immerge in “Storie di Viaggio”\, spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia Materiaviva con la regia di Alessandra Lanciotti. Acrobatica aerea\, magia\, contact juggling\, contorsionismo e racconto\, sono gli ingredienti di un viaggio surreale e magico. Attraverso un racconto delicato che ricorda i toni delle fiabe\, e attraverso la metafora del viaggio\, si affrontano i temi del senso di non appartenenza\, della solitudine\, della migrazione e della violenza sulle donne. Uno spettacolo adatto a tutte le età\, una sequenza di storie che incantano e lasciano sognare e riflettere\, senza mai appesantire\, senza mai perdere la patina fiabesca e poetica. Ogni piccola storia racchiude un mondo\, si apre e si chiude sfiorando il pubblico con poche parole tradotte in scena in LIS \n\n\n\nSabato 21 febbraio (ore 17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi”. L’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme ai genitori. Alle ore 18:00 e 21:00 si prosegue con “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa\, uno spettacolo di circo teatro che intreccia la storia personale alla riflessione sul contemporaneo. Le artiste in scena si chiedono il senso dell’arte nel mondo del lavoro\, si affacciano davanti al baratro del “voler essere” e portano nei loro corpi acrobatici il contrasto tra il sentire e il volere. Uno spettacolo che unisce acrobatica e parola\, danza e sapiente uso della luce come parte di un racconto emotivo. Un racconto che intreccia via via la storia personale a quella di una generazione. Acrobatica aerea\, contorsionismo\, contact juggling e racconto\, sono le tecniche con cui le cinque artiste raccontano un mondo interiore e magico \n\n\n\nInfine\, domenica 22 febbraio (ore 11:00 e 12:30) va in scena Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame\, spettacolo poetico e coinvolgente che segue il viaggio di un serpente curioso attraverso gli ecosistemi del brasile. In cerca di un luogo da chiamare casa\, Safira attraversa paesaggi diversi\, incontra amici sorprendenti e affronta sfide inaspettate\, finché non si accorge che il mondo intorno a lei sta cambiando\, e anche dentro di sé qualcosa si trasforma. Una narrazione per riflettere su appartenenza\, cambiamenti climatici e responsabilità del vivere come parte della natura \n\n\n\nAlle ore 18 è la volta dello spettacolo La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente. Analizzando la vita di un personaggio leggendario della periferia romana\, il Gobbo del Quarticciolo\, ho ripercorso le vicende di una Roma sotto assedio\, invasa dai Tedeschi\, bombardata dagli Americani\, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’otto settembre del 1943\, fino al 4 giugno 1944\, Roma vive nove mesi di dominazione tedesca\, nove mesi di repressione\, disperazione\, fame; nove mesi di stragi e massacri: 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine\, più di 900 deportati dal Quadraro. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo\, che uomini e donne\, combattono contro l’ingiustizia e l’oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia: sora Cettina\, Giggetto\, zio Franchino\, Er Pigna\, Neganè\, Er Carota……uomini e bambini di borgata\, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Una storia narrata in prima persona. Il linguaggio scelto è la lingua di borgata; chi le racconta\, è un ragazzetto\, uno strillone soprannominato Riccetto\, un ragazzo ingenuo a cui tutto sembra un po’ accadere per caso. Riccetto viene arruolato nella banda del gobbo e racconta quello che lui\, dodicenne\, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione\, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto\, la vita del Riccetto è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra. \n\n\n\nNon mancheranno\, inoltre\, gli incontri-laboratori come – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello\, lunedì 16 e 23 febbraio alle ore 18:00. Prendere un the insieme e parlare dell’arte negli allestimenti teatrali. Gli allestimenti e gli studi per la scenografia\, sono di fatto delle opere che vengono studiate e create spesso da artisti che attraverso il loro contributo hanno nei secoli trasformato il nostro stesso modo di concepire lo spazio scenico. In collaborazione con gli studenti dell’Accademia delle belle arti si realizzeranno incontri dedicati ai giovanissimi per stimolare alla riflessione su un aspetto del lavoro teatrale in equilibrio tra maestranze ed arte\, uno spaccato che darà impulso ad una nuova visione di un ambito professionale ancora troppo poco conosciuto.  \n\n\n\nL’incontro è dedicato in particolare ai giovani di scuole medie e superiori ma è aperto a chiunque voglia curiosare sul tema davvero affascinante. L’incontro verrà moderato da Giorgia Ricciardello\, Illustratrice e grafica\, lavora sulle tecniche del disegno\, della pittura\, scultoree e modellato \n\n\n\nProgramma: \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\ninaugurazione mostra “Il Circo Sfigato” – opere dell’artista Alessia Muntoni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nL’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme \n\n\n\nai genitori \n\n\n\nsabato 14 febbraio ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\npresentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” \n\n\n\ndi Maria Vittoria Vittori \n\n\n\nin collaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione – Con interprete Lis \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 11.00 – ore 12\,30 \n\n\n\nSPETTACOLO “Connessione Radio” – Compagnia I Musicullanti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 15 febbraio 2026 ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO “Madri d’europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni – Compagnia il \n\n\n\ngiardino delle parole \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 16 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nPresentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Storie di Viaggio” Spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia \n\n\n\nMateriaviva \n\n\n\nRegia e autorialità Alessandra Lanciotti \n\n\n\ncon Roberta Castelluzzo – Fabiana Gargia – Alessandra Lanciotti – Filippo Porcari \n\n\n\nAttrice in LIS Benedetta Paris \n\n\n\nCura della scena Giulia Simonetti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 21 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 18:00 e 21:00 \n\n\n\nSPETTACOLO “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 11:00 e 12:30 \n\n\n\nSPETTACOLO Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 23 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione
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SUMMARY:Ascanio Celestini in "Poveri Cristi" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:<<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori\, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa\, ma anche senza futuro\, eccetera. \n\n\n\nE se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti. \n\n\n\nL’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. \n\n\n\nE invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. \n\n\n\nCi sono tanti modi per raccontare questa classe sociale\, ma la più rispettosa\, per me\, è quella che usa le loro parole. Così\, in questi ultimi 10 anni\, sono andato intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma\, il becchino del cimitero di Lampedusa\, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013\, ecc. \n\n\n\nPoi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle. Quando mi sembra che ci riesco\, le vado a raccontare al musicista Gianluca Casadei\, e lui inizia a scrivere la musica sul mio racconto. Tra noi usiamo la tecnica dell’interplay. Nei testi sul jazz è indicata come ‘capacità di interagire all’istante\, anche e soprattutto durante le parti improvvisate\, tra i diversi musicisti\, pronti a ascoltare e reagire cogliendo i suggerimenti impliciti nel suono degli altri membri del gruppo’. Da questo nostro lavoro\, di ascolto e interazione tra musica e racconti\, nasce lo spettacolo. E questa tecnica di interazione si ripete sempre\, ogni sera\, in ogni replica col pubblico\, come un’improvvisazione su uno standard jazz. \n\n\n\nMa c’è un motivo per il quale racconto\, le mie storie. Me lo ha detto Sisto Quaranta\, rastrellato il 17 aprile del ’44 al Quadraro. Quando gli ho chiesto “Perché non avete mai raccontato la vostra storia?” Lui mi ha risposto “io l’ho sempre raccontata\, ma tra noi non c’erano gli scrittori\, i registi del cinema”. \n\n\n\nCioè non è vero che la Storia la scrivono i vincitori. La Storia la scrive chi la sa raccontare. Perciò è compito nostro\, di noi scrittori\, di noi autori\, scrivere la storia di tutti. Soprattutto di quelli che non la sanno scrivere come Sisto che non era poeta\, ma era un bravo elettricista. Qui per me c’è la vera contaminazione culturale\, quella tra lo scrittore e l’elettricista\, tra l’autore e i facchini eritrei\, tra il musicista e il becchino del cimitero di Lampedusa. \n\n\n\nQuando penso allo spettacolo non penso al “pubblico”. Il “pubblico” è già una comunità. Io penso allo “spettatore”. \n\n\n\nCioè a quello che arriva da solo. Il mio spettatore non è il letterato colto che ha letto la Recherche di Proust e cita Pasolini perché il padre è stato menato nel marzo del ’68. \n\n\n\nIl mio spettatore si è fatto una doccia veloce e ha parcheggiato in seconda fila per vedere il mio spettacolo in uno spazio raffazzonato in periferia. Magari è autunno e mi porta le castagne che ha raccolto tra i boschi dei Castelli Romani o mi dice che lo zio esodato dell’Autovox è morto depresso in una RSA o perché non gli hanno cambiato il catetere e c’ha avuto le vie urinarie in setticemia. E magari mi porta un disco che ha registrato con la parrocchia dove canta un’ave Maria stonata\, ma bella. \n\n\n\nE allora cosa mi aspetto di comunicare al pubblico? Di fargli sentire che sono intonato alle sue canzoni. Che parliamo la stessa lingua\, che usiamo le stesse parole\, che cantiamo le stesse canzoni. \n\n\n\nLo spettatore che sceglie di venire in teatro è sempre preparato. Se sceglie uno spettacolo è perché ha un’aspettativa precisa. Il problema nasce quando non viene risarcito del suo investimento emotivo\, cioè se ci resta male. Se si aspettava di ridere e invece ha pianto\, viene risarcito lo stesso. Se voleva stupirsi e invece si è addormentato significa che l’artista s’è spiegato male. \n\n\n\nIo cerco di scrivere in una lingua comprensibile per tutti. Ma non è una lingua che parlo io. È quella che “trascrivo” dalle interviste che faccio e ho fatto in questi anni. \n\n\n\nScrivere e raccontare con la lingua degli altri (vorrei dire del popolo) questo faccio. \n\n\n\nQuesta\, per me\, è una lingua nuova che scaccia vie tutte le altre lingue. È nuova perché è comprensibile. Le altre sono vecchie perché non si capiscono più. \n\n\n\nQuesto spettacolo sarà un racconto e il racconto è sempre multidisciplinare. Per raccontare una storia ci infiliamo in tanti linguaggi. \n\n\n\n1- Il gesto racconta l’oggetto. Lo indica. \n\n\n\n2- Lo sguardo racconta l’immagine (guardo in quella direzione perché sto raccontando che qualcosa arriva da quel punto\, per esempio). \n\n\n\n3- La parola è suono\, ma anche ritmo. \n\n\n\nEccetera. \n\n\n\nC’è una multidisciplinarità ricchissima che passa di continuo tra parola-immagine-suono-oggetto. Cioè passa attraverso il tempo senza fermarsi su un’epoca precisa. Come scrisse Vincenzo Cerami delle mie “fiabe moderne\, che comunque hanno il potere di dipingere paesaggi senza tempo (come il nostro tempo)”. \n\n\n\nPoveri Cristi è anche un romanzo pubblicato nel 2025 con Einaudi. Il romanzo ‘Poveri Cristi’ comincia così: “Cristo non è sceso dal cielo\, ma è salito dalla terra. Questa è la prima frase\, ma potrebbe finire qui”. \n\n\n\nDavvero il racconto potrebbe finire dopo questa frase perché i personaggi della mia storia sembra che non abbiano nessun rapporto con tutto ciò che sta in alto. Né col potere politico\, economico\, militare o religioso; né con le vette della letteratura\, della scienza o con le aspettative\, i sogni di chi aspira a diventare famoso; né coi quartieri alti\, le ricche città coi grattacieli; e probabilmente nemmeno con le terrazze fiorite dalla quali vedere un bel panorama. Ma forse è proprio questa loro vita da ultimi che\, come nella parabola di Gesù\, dopo aver subito torti li porterà ad essere primi.>> \n\n\n\nAscanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali\, Laika (2015)\, Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi\, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia\, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010)\, in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia\, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005)\, La pecora nera (2006)\, Lotta di classe (2009)\, Io cammino in fila indiana (2011)\, Pro patria (2012)\, Barzellette (2019)\, Radio clandestina (2020)\, I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY: Riccardo III al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Maria Paiato è Riccardo III nell’adattamento che Angela Dematté ha realizzato della celebre tragedia storica di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProdotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Nazionale di Genova\, al Teatro Biondo di Palermo e al Teatro di Roma\, lo spettacolo va in scena al Biondo di Palermo dal 14 al 22 febbraio.  \n\n\n\nAl fianco di Maria Paiato recitano Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni. \n\n\n\nTutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice\, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi. Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore\, il genio cattivo\, l’uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – Paiato punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale. \n\n\n\n«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia\, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con Enrico IV. Il Bardo la scrisse intorno al 1592\, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando in Inghilterra\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti fu sostituito dalla dinastia Tudor\, eventi drammatici culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485. \n\n\n\nAl centro dell’opera sta la figura di Riccardo\, il cui fisico deforme racchiude un’indomabile forza negativa\, ma la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile fascino. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – spiega il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa». \n\n\n\nPer Angela Dematté\, che ha tradotto e adattato il testo: «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?» \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nRiccardo III \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\nriduzione e adattamento Angela Dematté \n\n\n\nregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiato \n\n\n\ne con \n\n\n\nRiccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, \n\n\n\nGiovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, \n\n\n\nCristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganza \n\n\n\ncostumi Ilaria Ariemme \n\n\n\nmusiche Daniele D’Angelo \n\n\n\nluci Cesare Agoni \n\n\n\ntrucco e parrucco Bruna Calvaresi \n\n\n\nassistente alla regia Francesco Biagetti \n\n\n\nassistente ai costumi Valentina Volpi \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,  \n\n\n\nTeatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ndurata: 2 ore e 30 minuti più intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: sabato 14 febbraio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17.00\n\n\n\nmartedì 17 febbraio ore 21.00\n\n\n\nmercoledì 18 febbraio ore 17.00\n\n\n\ngiovedì 19 febbraio ore 17.00\n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 21.00\n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 19.00\n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:"Azzurro" al Teatro Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:ANTONIO CATANIA / AZZURRO\n\n\n\nUna cavalcata densa di immagini\, musica\, gesti e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni\, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano\, 30 marzo 1959 – Roma\, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro”\, uno spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina\, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio. \n\n\n\nLa storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom\, un Paese ancora ingenuo\, rivolto al futuro\, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa\, il profumo di Mariangela Melato\, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza\, il 12 dicembre 1969\, con la bomba che scoppia a piazza Fontana\, la lotta di classe al parco Lambro\, il liceo negli anni di piombo\, e le risate degli anni ’70\, con Beppe Viola\, Dario Fo\, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie\, la politica\, il giornalismo\, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.” \n\n\n\nDopo gli esordi nel giornalismo sportivo\, Curzio Maltese arriva a Repubblica\, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite\, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare\, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre\, della scomparsa della sorella Cinzia\, del grande amore per la moglie e il figlio\, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski\, Renzo Piano\, Paolo Conte\, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria\, e diventa salvifica nei momenti più difficili. \n\n\n\n«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista\, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti possiamo ritrovarci.» \n\n\n\nwww.elfo.org \n\n\n\nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:I love Brahms e Tchaikovsky al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con Roma Sinfonietta martedì 17 febbraio con il concerto I love Brahms e Tchaikovsky a cura del Sestetto di Roma formato da tre docenti e da tre talentuosi allievi del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Marco Fiorini e Marco Morbidelli ai violini\, Luca Sanzò e Marta Mastrullo alle viole\, Michele Chiapperino e Marco Osbat ai violoncelli. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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SUMMARY:“Stanno arrivando” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Martedì 17 e mercoledì 18 febbraio in via Giulia sbarca Guglielmo Poggi\, un gradito ritorno per un giovane di talento\, che l’OFF/OFF Theatre e Silvano Spada hanno accolto sempre con gioia. Questa volta\, Poggi è al centro di uno spettacolo singolare\, nato dall’idea di Umberto Marino che lo dirige in “Stanno arrivando”\, per una produzione a cura di LVF – Teatro Manini di Narni. Ma cosa succede quando la paura diventa un linguaggio quotidiano\, quando l’allarme è costante e l’attesa si trasforma in una forma di controllo? Da queste domande nasce il testo a firma di Marino\, in cui Guglielmo dà corpo e voce a un racconto fatto a più registri\, dall’ironia alla tensione e alla riflessione\, muovendosi tra comandi perentori\, colpi improvvisi\, teorie del complotto e la comparsa inattesa di un eroe da videogame. Un flusso narrativo che coinvolge lo spettatore e lo costringe a interrogarsi sulle scelte\, sulle responsabilità individuali e sulla capacità – o incapacità – di affrontare davvero la realtà che ci circonda. \n\n\n\n“Stanno arrivando” è uno spettacolo che gioca con i meccanismi della comunicazione contemporanea e con il modo in cui il linguaggio del pericolo e dell’emergenza condiziona il nostro immaginario. Senza mai rinunciare a leggerezza e ritmo\, la scena diventa uno spazio di osservazione critica\, in cui il pubblico è chiamato a riconoscersi e a mettersi in discussione.
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SUMMARY:"Il piacere dell'onestà" al Golden di Palermo
DESCRIPTION:Un monumento del teatro siciliano per un capolavoro di Pirandello. PIPPO PATTAVINA interpreta IL PIACERE DELL’ONESTÀ per la regia di Guglielmo Ferro. Prodotto dall’Associazione culturale Abc\, nell’ambito della nuova stagione Turi Ferro\, lo spettacolo andrà in scena al Golden di Palermo dal 17 al 19 febbraio 2026.  \n\n\n\nAperto il sipario\, la rappresentazione di una delle opere più emblematiche del geniale drammaturgo agrigentino. Un cast eccellente capitanato dal Maestro PIPPO PATTAVINA\, interprete poliedrico e di grande levatura artistica\, supportato da una superba Francesca Ferro con Debora Bernardi\, Riccardo Maria Tarci\, Aldo Toscano\, Giuseppe Parisi\, Anastasia Caputo e Giampaolo Romania che collabora anche alla regia. \n\n\n\nLa visione di Guglielmo Ferro spoglia il testo di ogni elemento datato per calarlo in uno spazio scenico essenziale\, dove alti monoliti si ergono sui personaggi a materializzare la rigidità delle convenzioni che li imprigionano. È in questa gabbia visiva e morale che si accende la vicenda. \n\n\n\nLa storia ruota intorno ad Angelo Baldovino (Pippo Pattavina)\, uomo marginale che accetta di sposare per denaro Agata (Francesca Ferro)\, una donna incinta di un marchese già sposato\, in un matrimonio formalmente onesto ma privo di sostanza. Tuttavia Baldovino prende l’impegno con serietà e le sue azioni\, mosse da un ideale di rettitudine\, portano alla luce le contraddizioni e l’ipocrisia dell’alta borghesia. Il contrasto tra l’essere e l’apparire\, tratto distintivo della riflessione pirandelliana\, emerge potentemente nell’esito del dramma: Baldovino\, invece di farsi corrompere\, difende con fermezza la sua integrità\, fino a offrire sé stesso al sacrificio pur di proteggere l’onore della famiglia e il benessere del bambino. \n\n\n\nIn un mondo ossessionato dall’immagine\, IL PIACERE DELL’ONESTÀ si rivela così uno specchio spietato. Non un classico da rispolverare\, ma un’indagine affilata sull’ipocrisia. Un gioco delle parti che scardina ogni certezza. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella stagione Turi Ferro\, verrà rappresentato dal 17 al 19 febbraio 2026 al Golden di Palermo. \n\n\n\nInfo: 091 6264702 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 19 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.vivaticket.com/it/ticket/il-piacere-dell-onesta/293772
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SUMMARY:“Titoli di testa” con Francesca Reggiani al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani “Titoli di testa” declina le sue riflessioni sull’universo di oggi con un punto di vista ironico\, uno sguardo lucido e spietato che osserva la realtà che ci circonda. \n\n\n\nUno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private\, tra crisi di coppia e crisi istituzionali. E infine la confusione universale tra amore e sesso\, tra mariti e amanti\, tra single e “bingle”; e poi ancora politici\, imprenditori\, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite. \n\n\n\nSatira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale\, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione. \n\n\n\nLo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati\, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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LOCATION:Teatro Belli di Antonio Salines\, piazza Santa Apollonia\, 11a\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:IL CAOS. ANTICHI VIP ALLO SBARAGLIO al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Ironico e pungente\, nella parola. Astratto ma radicato\, nel corpo. Parola e corpo che vivono delle figure dei Poemi epici di Omero e Virgilio. Passioni e ambizioni di personaggi che\, spogliati del loro più aulico canto ed immersi nella nostra chiave contemporanea\, sussurrano la loro vicinanza ai colpi di scena della vita umana odierna. \n\n\n\nDagli scritti di Mariangela Galatea Vaglio\, ho raccolto\, per le loro particolari sfumature\, alcune di queste figure portandole in scena con l’utilizzo di un duplice linguaggio: il linguaggio corporeo e il linguaggio verbale inteso come vortice riparatore. Il primo apre lo spettacolo\, sintetizza\, attraverso una partitura astratta di mimodramma\, il nucleo del lavoro: ovvero l’avanzare di ere\, pensieri\, accadimenti che non possono fare a meno di nascere in una continua oscillazione tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nAstrazione corporea e suo\, però\, radicamento\, che trasla all’interno del secondo linguaggio\, quello verbale\, vorticoso e terreno a delineare il caos. Questo\, in cui si snoda lo spettacolo\, prende vita da pagine come strumento di interpretazione più viva che guarda oltre. Per questo la regia spoglia il palco e lo riempie di corpo\, parola ed immaginazione. \n\n\n\nScritto\, diretto e interpretato da Susanna Lauletta \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
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SUMMARY:Gli Avion Travel al Teatro Agricantus di Palermo
DESCRIPTION:Mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio il teatro palermitano ospita\, in esclusiva\, due concerti dell’Opplà Tour degli Avion Travel\, la formazione casertana che dal “lontano” 1980 si è ritagliata uno spazio importante sulla scena della canzone d’autore italiana. Una festa dal vivo\, sempre coniugata nell’incontro “vivo” con il pubblico. Due concerti nati dal forte sodalizio del cantante Peppe Servillo con il direttore del teatro Vito Meccio. Servillo: «Un rapporto privilegiato con un luogo storico della musica a Palermo\, che ripropone un’atmosfera così intima\, dove l’artista che si esibisce è quasi sotto una lente di ingrandimento»
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SUMMARY:"RAGAZZI IRRESISTIBILI" al Teatro Pirandello
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Pirandello di Agrigento con grandi Maestri del Teatro italiano. Mercoledì 18 Febbraio alle ore 21.00 e giovedì 19 febbraio alle ore 17.30 andrà in scena I RAGAZZI IRRESISTIBILI di Neil Simon\, con la traduzione di Masolino D’Amico e la regia Massimo Popolizio. Sul palco i grandissimi Umberto Orsini e Franco Branciaroli con Flavio Francucci\, Sara Zoia\, Giorgio Sales\, Emanuela Saccardi.  \n\n\n\nE al termine della replica pomeridiana\, si riaprirà il sipario per l’ormai consueto faccia a faccia tra gli artisti e il pubblico condotto da Domenico Vecchio. Un momento speciale\, fortemente voluto dal Direttore Artistico del Teatro Pirandello\, Roberta Torre per scoprire retroscena\, aneddoti ed emozioni che si celano dietro ogni spettacolo\, raccontati dalla viva voce dei protagonisti. \n\n\n\nI due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano.  \n\n\n\nIn scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni.  \n\n\n\nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk.       \n\n\n\nuna produzione \n\n\n\nTeatro de Gli Incamminati    Compagnia Orsini    Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nIn collaborazione con  CTB Centro Teatrale Bresciano \n\n\n\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \n\n\n\nDURATA DELLO SPETTACOLO: 2 ORE COMPRESO INTERVALLO \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nMercoledì 18 febbraio Ore 21.00 \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:"Torna fra nove mesi" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Due donne si muovono su una scena interamente coperta di fogli stracciati\, stropicciati come le loro esistenze di madri in perdita. È uno spazio fragile\, instabile\, che diventa immediatamente riflesso di una vita spezzata\, di un senso che non c’è più. In questo paesaggio di carta\, le due protagoniste si affaccendano in una ricerca ostinata e dolorosa: rovistano nel passato\, ne riaprono le ferite\, raccontano i moti del loro dolore mentre tentano\, con fatica\, di immaginare un futuro possibile. \n\n\n\nTra le carte bianche emergono ricordi\, frammenti di vita\, oggetti che sembrano formarsi dal nulla\, come se la memoria stessa prendesse corpo davanti agli occhi dello spettatore. Tutto è carta: sottile\, vulnerabile\, corruttibile. Un materiale che diventa metafora evidente della precarietà dell’esistenza e della fragilità di ogni equilibrio umano. \n\n\n\nNella messa in scena di Angelo Libri non c’è spazio per il compiacimento emotivo o per il sentimentalismo. Il dolore arriva netto\, graffiante\, sostenuto da un fondo di rabbia e sarcasmo che ne amplifica la forza. Evelina Nazzari e Maddalena Recino attraversano lo spazio scenico con una fisicità tesa e mobile\, seguendo una dinamica che richiama i passaggi mentali del pensiero e della memoria. Entrano ed escono da una grande cassa di legno e corde\, struttura simbolica che si trasforma di volta in volta in grembo\, rifugio\, prigione\, luogo di nascita e di morte\, generando immagini sempre nuove e cariche di significato. \n\n\n\nA più riprese\, durante lo spettacolo\, lo sguardo diretto e privo di mediazioni delle attrici si posa sul pubblico. Non c’è distanza\, né protezione: lo spettatore è chiamato a essere “soggetto guardante”\, parte attiva dell’esperienza\, al di fuori di qualsiasi voyeurismo. Perché il dolore della perdita di un figlio un dolore che porta con sé quello di tutto il mondo non può essere spiegato o raccontato\, ma soltanto condiviso. \n\n\n\nEd è in un lungo momento di silenzio\, spoglio da ogni residuo di rabbia\, che le due donne restituiscono a chi è disposto ad ascoltare la verità più profonda della loro condizione: una verità fragile\, essenziale\, che non cerca consolazione ma presenza\, e che chiede allo spettatore di restare\, semplicemente\, dentro il dolore. \n\n\n\nTrailer: https://youtu.be/EOS2cL5jcIk \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: mercoledì\, giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.aspInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682ì
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SUMMARY:Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Al Teatro V. Colonna il 22 febbraio 2026 alle ore 18\,00 andrà in scena “Una mela al giorno toglie gli uomini di torno” commedia di e con Daniela Mei e Daniela Sistopaolo\, ovvero “Mejo sole che co du sòle”. \n\n\n\nDue donne\, due pianeti lontanissimi che orbitano attorno allo stesso tema: il mondo maschile. \n\n\n\nUna è meditativa\, calma\, quasi zen: analizza\, respira\, riflette. \n\n\n\nL’altra è modaiola\, impulsiva\, brillante e un po’ superficiale: vive di istinto\, di glitter e di colpi di scena. \n\n\n\nInsieme formano una coppia esplosiva\, pronta a raccontare – tra confessioni\, risate e inevitabili battibecchi – le loro tragicomiche avventure con l’universo degli uomini. \n\n\n\nLe differenze tra loro diventano il motore dello spettacolo: mentre una cerca il senso profondo dei comportamenti maschili\, l’altra si perde nei dettagli più frivoli; mentre una cerca armonia\, l’altra cerca l’outfit giusto. \n\n\n\nEppure\, proprio da questo contrasto nasce un dialogo irresistibile\, un ping-pong di punti di vista che mette in scena l’eterna distanza tra maschile e femminile. \n\n\n\nTra ironia\, autoironia e momenti di sorprendente verità\, le due protagoniste mostrano come uomini e donne sembrino davvero provenire da pianeti diversi… e come\, nonostante tutto\, continuino a cercarsi. \n\n\n\nPerché l’Amore – quello che fa ridere\, sospirare e litigare – vuole così da sempre. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria Colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00 \n\n\n\nMarino\,19 febbraio 2026           
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LOCATION:Teatro Vittorio Colonna\, Corso Vittorio Colonna\, 59\, Marino (RM)\, 00047\, Italy
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SUMMARY:"L'incidente Perfetto" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Paola vive in una bella casa di periferia con il marito Giacomo. Quando una sera riceve la visita inattesa di Franco\, vecchio socio d’affari del marito\, la situazione che sembrava normale si trasforma rapidamente in un gioco psicologico pericoloso.Franco\, affascinante e inquietante allo stesso tempo\, le rivela di conoscere la sua relazione con Marco\, un giovane amico di famiglia\, e insinua che Giacomo potrebbe scoprirlo da un momento all’altro. Con un tono ambiguo\, le suggerisce che esiste un modo per evitare che il marito soffra: “un incidente perfetto” che risolverebbe tutto. L’arrivo di Marco e poi di Giacomo aumenta la tensione: i segreti diventano più difficili da nascondere\, le menzogne più complicate da sostenere. Nel crescendo di paura\, desiderio e sospetto\, Paola è costretta a interrogarsi su quanto sia disposta a spingersi per proteggere la sua vita\, la sua reputazione e il lusso che ama.Una commedia-thriller raffinata\, ambientata in un unico salotto\, dove l’ironia di Tremblay si mescola a un’atmosfera di suspense crescente\, tenendo il pubblico col fiato sospeso fino all’ultima battuta. Ma per non dare ulteriori anticipazioni la Compagnia degli Audaci invita il suo calorosissimo pubblico a chiamare il numero 06 94376057 e prenotare il e prenotare il posto in prima fila per lo spettacolo “L’incidente prefetto” che sarà in scena al Teatro degli Audaci dal 5 fino al 22 marzo 2026! \n\n\n\n Dal lunedì al venerdì e la domenica 16:00 – 20:00 – Il  sabato 10:00 – 13:30 e 16:00 – 20:00 \n\n\n\nPER PRENOTAZIONI E INFO \n\n\n\nDal lunedì al sabato 10:00 – 13:30 – Domenica 16:00 – 20:00 \n\n\n\n                                            Telefono 06 94376057                                       
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:Luca Trapanese\,  Antimo Casertano e Daniela Ioia al Teatro Karol
DESCRIPTION:Due giornate all’insegna della cultura\, della memoria e dell’impegno civile al Teatro Karol di Castellammare di Stabia\, che il 19 e 20 febbraio ospita un doppio appuntamento tra letteratura e teatro. \n\n\n\nGiovedì 19 febbraio (ore 18:30)\, nella sala teatrale di via Allende\, la rassegna PLATEALMENTE – dal libro alla scena\, promossa da Casa del Contemporaneo\, accoglie Luca Trapanese\, autore di Storia di una famiglia imperfetta (Salani Le Stanze). A dialogare con lui saranno il giornalista Pierluigi Fiorenza e la professoressa Eliana Bianco. Sul palco anche l’attore Luigi D’Oriano\, che interpreterà alcuni brani del libro. \n\n\n\nCon una scrittura limpida e profonda\, Trapanese racconta la propria esperienza di padre e di figlio\, riaffermando che l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico e che i legami veri sopravvivono anche all’assenza. Il racconto prende avvio dalla morte della nonna Florinda\, quando Luca e sua figlia Alba si ritrovano nella casa di famiglia per riordinarla. Tra oggetti e ricordi emerge la figura di una donna che ha fatto dell’amore una scelta consapevole: Florinda ha adottato Luca quando era già adulto\, proprio negli stessi anni in cui lui adottava Alba. E prima ancora\, negli anni Ottanta\, dopo il terremoto dell’Irpinia\, aveva accolto Francesco\, un bambino con lieve ritardo cognitivo\, dedicandogli la vita. Una storia di legami scelti e costruiti\, nella convinzione che “tutte le famiglie sono imperfette e ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. Trapanese continua così a condividere la sua esperienza di padre single e queer\, evidenziando le difficoltà legate al mancato riconoscimento giuridico e la necessità di ridefinire il concetto di genitorialità. L’“imperfezione” diventa unicità\, fondata su cura\, sostegno reciproco e inclusione\, soprattutto nel confronto con la disabilità.L’incontro è a ingresso gratuito. La rassegna è sponsorizzata da Hotel Stabia e Taverna Mafalda\, con la partecipazione della Libreria Ubik di Castellammare di Stabia\, presente nel foyer con un punto vendita. \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio alle ore 20:30 per la rassegna Sempre per Amore di Casa del Contemporaneo il Teatro Karol ospita MARE DI RUGGINE. La favola dell’Ilva 2.0\, scritto e diretto da Antimo Casertano. Una favola che favola non è\, ma racconto potente e necessario che accende i riflettori sulla vicenda dello stabilimento ex Ilva (poi Italsider) di Bagnoli\, simbolo di una ferita ancora aperta e di un’area industriale da anni in stato di abbandono. \n\n\n\nAttraverso cinque generazioni\, Casertano intreccia la memoria familiare con quella della fabbrica\, per decenni promessa di riscatto sociale. In scena\, insieme al regista\, Daniela Ioia\, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais. Lo spettacolo\, nato da un progetto della Compagnia Teatro Insania con la produzione esecutiva della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, ha ottenuto importanti riconoscimenti\, tra cui il Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica)\, il Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022\, il Premio Fersen\, ilPremio Antonio Conti di Pesaro e il Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio. \n\n\n\n“È la storia di un padre raccontata al figlio – dichiara Casertano nelle note di regia – ma anche il racconto di ciò che ‘o cantiere ha rappresentato per tante famiglie a Napoli come a Taranto\, a Genova come a Piombino. È la volontà di parlare dell’identità operaia\, delle lotte\, delle conquiste e della loro fine\, con la speranza che i nostri figli possano narrare una realtà nuova e libera da mostri”. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE affronta il tema del diritto al lavoro\, della perdita di identità industriale e della necessità di riappropriarsi del bene comune. Un atto d’amore verso le radici sociali del Paese\, tra memoria\, denuncia e speranza di rinascita. \n\n\n\nIl biglietto d’ingresso ha un costo di 12 euro. Il botteghino è aperto il lunedì e il giovedì dalle 15:00 alle 18:30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Prenotazioni allo 08118247921 oppure online su www.teatrokarol.it \n\n\n\nNello Spazio Arte del foyer del teatro\, inoltre\, ancora visitabile gratuitamente l’allestimento ‘O vico d’’e guagliune a cura dell’Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe. \n\n\n\nMARE DI RUGGINE \n\n\n\nLa favola dell’Ilva 2.0 \n\n\n\ntesto e regia Antimo Casertano \n\n\n\ncon Daniela Ioia\, Luigi Credendino\, Francesca De Nicolais\, Antimo Casertano \n\n\n\ndisegno luci Paco Summonte \n\n\n\ncostumi Pina Sorrentino \n\n\n\nscenografie Flaviano Barbarisi \n\n\n\nlaboratorio scene Giovanni Sanniola \n\n\n\ncomunicazione web Rosa Lo Monte \n\n\n\nproduzione esecutiva Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini  \n\n\n\nun progetto Compagnia Teatro Insania \n\n\n\nSpettacolo vincitore diPremio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica) \n\n\n\nPremio Nuove Sensibilità 2.0 2022 \n\n\n\nPremio Fersen \n\n\n\nPremio Antonio Conti di Pesaro \n\n\n\nPremio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio \n\n\n\ndata e orario spettacolo \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 20.30 \n\n\n\nPosto unicointero 12 € | ridotto 10 € (under 25\, over 65\, enti convenzionati) \n\n\n\nAnche con Carta Docenti e Carta Cultura Giovani  \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 08118247921 (anche whatsapp) \n\n\n\nteatrokarol@casadelcontemporaneo.it
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LOCATION:Teatro Karol\, via Allende 4\,\, Castellamare di Stabia\, 80053
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SUMMARY:"Otello nella tempesta" al Teatro Palladium
DESCRIPTION:Il 19 febbraio alle ore 19.30 al Teatro Palladium di Roma debutta in prima assoluta Otello nella tempesta\, spettacolo che – con la regia di Loredana Scaramella e la drammaturgia musicale di Mimosa Campironi – segna il ritorno nel 2026 di Shakespeare Encore\, il progetto a cura di Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese e specialista in studi shakespeariani presso l’Università Roma Tre. Una serie di appuntamenti che\, nella storica cornice del teatro della Garbatella\, riportano Shakespeare al centro del dialogo culturale cittadino\, in un viaggio di andata e ritorno tra Italia e Inghilterra\, nel tempo e nello spazio\, per rileggere sotto nuove prospettive l’opera di un autore che ha saputo “inventare l’umano”. \n\n\n\nOtello nella tempesta ribalta radicalmente il punto di vista del capolavoro shakespeariano: Otello non è più il generale maturo\, ma un ragazzo. Un adolescente che naviga nella tempesta – non solo quella emotiva e ormonale\, ma quella più profonda dell’incertezza\, della non identificazione\, della crisi. Uno sguardo giovane che osserva un mondo di privilegi antichi\, che non gli appartengono\, e affronta un orizzonte vuoto\, segnato dalla fragilità e dalla mancanza di riferimenti. È da questa crisi che prende forma la riscrittura scenica\, capace di interrogare il presente attraverso Shakespeare\, rivelandone ancora una volta la sorprendente attualità. \n\n\n\n“Shakespeare è da sempre una guida preziosa nel mondo delle passioni. Ce le mostra\, ne articola percorsi e sfumature\, ne illumina gli aspetti più intricati e nascosti. E noi pensiamo a Otello\, immenso trattato sulla gelosia e sulla manipolazione\, che ci viene consegnato da un passato remoto\, e ci chiediamo: se invece che un maturo generale fosse un ragazzo? In una serie di appuntamenti con giovanissimi interpreti abbiamo esplorato questo interrogativo\, costruendo lo spettacolo. Con le parole di Shakespeare abbiamo dato vita in questo vuoto alle tempeste che scuotono e animano un circo delle emozioni\, scandito da musica e movimento. Gli interpreti ventenni si specchiano nei personaggi incarnando le passioni che li muovono\, tessendo nello spazio una rete di rapporti che disegnano un tentativo di confrontarsi e comprendere i vecchi modelli di genere rappresentati nel racconto. All’alternanza degli sguardi corrisponde una diversa sfumatura dei fatti. Alle diverse forme di tempesta corrispondono diversi modi di affrontare il disagio. È tempesta il dolore per la perdita di una condizione. È tempesta il susseguirsi di manifestazioni d’affetto squilibrate. È tempesta il doloroso confrontarsi di sentimenti e passioni che comporta uno sconvolgimento morale” spiega la regista Loredana Scaramella. \n\n\n\nNato da un’idea della professoressa Maddalena Pennacchia\, docente di letteratura inglese presso l’Università Roma Tre\, Shakespeare Encore prende forma come progetto culturale che riporta il teatro shakespeariano al centro della scena romana\, creando un luogo di confronto vivo tra ricerca accademica\, pratica teatrale e pubblico. Un percorso che invita studenti\, studiosi e spettatori ad attraversare la modernità e il valore universale dell’opera di Shakespeare\, esplorandone le zone più esposte\, fragili e irrisolte. Otello nella tempesta inaugura questo cammino come spazio di incontro e sperimentazione\, ribadendo la capacità di Shakespeare di parlare\, ancora oggi\, alle fratture profonde dell’esperienza contemporanea. \n\n\n\nLa drammaturgia e la regia sono firmate da Loredana Scaramella\, con gli attori e le attrici dello Shakespeare Factory\, laboratorio permanente di formazione e sperimentazione teatrale. Le musiche originali sono di Mimosa Campironi\, i movimenti di scena di Alberto Bellandi e Laura Ruocco\, con la consulenza di Alessandro Fortunato (Sapienza Università di Roma). La produzione è di Goldenstar AM Srl. Lo spettacolo ha una durata di 80 minuti.Biglietti 10 euro\, ridotto per studenti.Prevendite: https://teatropalladium.uniroma3.it 
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LOCATION:Teatro Palladium\, Piazza Benedetto Romano\, 8\, Roma\, 00154\, Italia
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SUMMARY:“Deaf Awards” al Teatro Centrale di Roma
DESCRIPTION:La prima edizione dei “Deaf Awards”\, i riconoscimenti dedicati all’universo “sordo”\, si svolgerà il prossimo 19 febbraio 2026\, alle ore 20.00\,  al Teatro Centrale di Roma\, nel cuore del centro storico della Capitale.  \n\n\n\nUn evento inclusivo ideato e fortemente voluto da Giovanna Giambruno\, anch’essa non udente\, fondatrice dei noti marchi tecnologici per l’acustica Udisky a Roma e Audiocon a Milano\, per confermare che la sordità è normalità.  \n\n\n\nUn evento che vuole essere un “occhio di bue” su un universo spesso dimenticato che nel mondo conta 70 milioni di persone sorde e che\, solo in Italia\, ne annovera ben 40.000. \n\n\n\nL’impegno costante negli anni della Giambruno è stato premiato nel 2024\, con un Oscar speciale in oro\, durante il Premio Europeo ST. Oscar della Moda\, per la sua profonda sensibilità e per la sua grande forza di volontà. \n\n\n\nIn questa prima edizione l’universo sordo invita gli udenti per condividere un momento di vera inclusione sociale: in sala infatti saranno presenti 150 sordi\, grazie all’organizzazione capillare della Giambruno\, coadiuvata da uno staff di non udenti da Patrizia Rossi\, a  Boryana Georgieva e Michele Vitale – che condurranno la serata. \n\n\n\nL’evento vedrà la partecipazione\, dal lato istituzioni\,  del presidente del IV Municipio di Roma Capitale Massimiliano Umberti e della Vice presidente Dottoressa Annarita Leobruni\, assessore con deleghe a scuola\, servizi educativi\, politiche giovanili\, pari opportunità e famiglia\, mentre per la scuola sarà presente l’Istituto Aniene di Roma\, nella persona della Vicepreside Federica Olivadese\, per confermare la valenza inclusiva della moda.  \n\n\n\nGli studenti del terzo\, quarto e quinto anno dell’indirizzo Moda dell’Istituto Aniene\, presenteranno una collezione omaggio alle Sorelle Fontana\, hairstyling e make up\, a cura del team capitanato da Pietro  Ciuccio e Federico Donnarumma. \n\n\n\nLa serata vedrà come Special Guest la conduttrice televisiva e attrice Veronica Maya\, che condurrà una parte della serata\, l’attore e autore Antonio Zequila che omaggerà gli ospiti con una poesia dedicata a tutte le mamme\, e Steven G. Torrisi\, Direttore Artistico del Premio Europeo St. Oscar della moda e di Rome Fashion Show #HauteCouture. \n\n\n\nA ricevere gli awards saranno: \n\n\n\n– Manfred Mertz il celebre regista sordo ci presenterà il trailer del suo film di ben 190 minuti e ci racconterà la sua esperienza e la nascita del suo progetto; \n\n\n\n– l’attore VV DMK\, noto per il suo VV davvero particolare; \n\n\n\n– Con Mehlum\, noto regista norvegese sordo\, che presenterà il trailer del suo ultimo film; \n\n\n\n– Giuseppe Giuranna ospite d’eccezione il maestro di VV\, con una carriera di oltre 38 anni e tantissimi spettacoli alle spalle; \n\n\n\n– Eugenio Scarlato celebre imitatore che si esibirà insieme a Tetyana\, il trucco per lo spettacolo “the Mask” sarà affidato ad Emma Morier.
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SUMMARY:"A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui" a Fertili Terreni Teatro a Torino
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro\, giovedì 19  febbraio andrà in scena a San Pietro in Vincoli lo spettacolo A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui\, ideazione e direzione di Giovanni Onorato con Giovanni Onorato e Mario Russo. \n\n\n\nSpettacolo selezionato dal progetto Visionari 24.25 \n\n\n\nPerformance di musica e parole\, A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui è spettacolo teatrale dall’ambientazione elementare e spoglia in cui un attore e un musicista dialogano di fronte ad una serie di quaderni sparsi per terra: in bilico linguaggio tra teatro di narrazione e performance\, i due interpreti si muovono in un contesto da slam poetry con i brani musicali eseguiti live punteggiare la storia di un’adolescenza\, o della sua fine. La forza del progetto risiede proprio in questo particolare approccio\, nella volontà di reinterpretare in una chiave originale un linguaggio ormai diffuso come la slam poetry\, creando una sorta di ibrido al tempo stesso intimo e teatrale.  \n\n\n\nIl nucleo narrativo ruota intorno all’originale rapporto di amicizia fra un poeta\, Arduino\, e il narratore che\, lungi dal voler realizzare una serata commemorativa in cui si leggono poesie\, lentamente costruisce parola dopo parola un qualchecosa che ha tutto l’aspetto di una vendetta: una relazione a metà fra un’affinità elettiva e una maledizione\, rapporto amicale che non può non far pensare a Jack Keruac e Dean Moriarty\, ad Arturo Belano e Ulises Lima nei “Detective selvaggi” o\, rivolgendo lo sguardo a tempi più recenti\, alle due protagoniste de “L’amica geniale”. \n\n\n\nSinossi: Arduino Luca Degli Esposti era un nostro amico. Diciamo “era” perché una serie di circostanze hanno fatto sì che si gettasse contro un treno in corsa fra le fermate di Fidene e Montelibretti\, sulla linea del treno regionale RV18322 diretto a Fara Sabina\, nel Lazio. Di Arduino sono rimaste le cose a cui teneva di più\, forse le uniche cose che voleva sopravvivessero: i suoi quaderni. \n\n\n\nArduino non faceva che dire di essere un poeta. Si presentava così\, scriveva durante le feste\, con la musica alta\, seduto sul divano; ti fermava mentre gli stavi parlando perché gli era venuta un’idea e si metteva a scrivere. Una volta che non trovava una penna l’ho visto abbrustolire un bastone sul fuoco e usarlo come carboncino. Arduino era un poeta. Voleva esserlo a tutti i costi e probabilmente era l’unica cosa che lo facesse sentire al sicuro\, che lo facesse sentire reale. In uno dei suoi quaderni ha appuntato questa frase: “La vita non è quella che si è vissuta\, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” \n\n\n\nIl progetto: È difficile dire quando cominci un progetto. Tuttavia\, se devo stabilire un inizio\, direi che questo progetto è nato durante la prima quarantena\, leggendo Roberto Bolaño\, in particolare “I detective selvaggi”. Mi colpisce profondamente il modo in cui\, nella sua scrittura\, la poesia diventi un pretesto per parlare di tutt’altro. In quasi 700 pagine di romanzo in cui si parla quasi esclusivamente di poeti non compare neanche una poesia\, anzi\, ne compare una. Una poesia di Arthur Rimbaud in cui probabilmente viene raccontato uno stupro\, da lui subìto. Se le cose stanno così\, il fatto che Arthur\, appena quindicenne\, abbia mandato questo componimento a tutte le persone a cui voleva bene suonerebbe come una richiesta d’aiuto più che un “cosa ne pensate?” e il fatto che non abbia più parlato al suo maestro\, Monsieur Izambard\, dopo la sua risposta in cui lo accusava di essere volgare\, racconterebbe una tragica storia di incomprensione. Ecco\, con molto cinismo\, questo è un esempio di come una poesia può diventare una narrazione: le poesie si pongono sempre come enigmi\, a volte sembra quasi che riguardino solo chi le scrive\, eppure le storie che ci sono dietro si rivelano sempre “umane” nel senso più ampio del termine. Raccontare\, o inventare\, le storie che ci sono dietro agli scritti apre le porte ad una visione labirintica e stratificata della realtà\, in cui tutto è vita\, e tutto rappresentazione della stessa. \n\n\n\nNel frattempo ho conosciuto Lorenzo Minozzi\, musicista di ritorno da Los Angeles e\, insieme a lui\, ho cominciato a mettere in musica una grande mole di poesie\, messe insieme fra i 18 e i 25 anni. Più o meno nello stesso periodo\, un amico ci ha chiesto di fare una performance durante una mostra da lui organizzata. Io\, imbarazzato all’idea di leggere dai miei quaderni in pubblico\, ho detto che questi erano in realtà di un nostro amico\, morto suicida qualche mese prima: Arduino Luca Degli Esposti. Questa breve dichiarazione ha aperto le porte ad una situazione surreale e sorprendente\, un requiem dadaista in cui la solennità della commemorazione si dava continuamente il cambio col sospetto di essere presi in giro (e\, per alcuni gioiosi istanti\, con la semplice contemplazione del racconto\, nell’accettazione di quello spazio sospeso fra realtà ed immaginazione). I due aspetti della ricerca\, performance musicale e drammaturgia contemporanea\, si erano ricongiunti: in questa piccola bugia\, il contenitore ideale” (Giovanni Onorato) \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. Fondazione Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore. Enti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino. La programmazione beneficia del  patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7. \n\n\n\nideazione e direzione di Giovanni Onorato – con Giovanni Onorato e Mario Russo – musiche di Mario Russo e Lorenzo Minozzi – disegno luci Fabrizio Cicero – costumi Chiara Corradini  – consulenza alla drammaturgia Claudio Larena e Giulia Scotti – si ringrazia Daria Deflorian per il prezioso sguardo – prodotto da Index Muta Imago e Romaeuropa Festival con il sostegno di Angelo Mai Occupato\, Ex-Mercato di Torre Spaccata\, Fienile Fluò\, Settimo Cielo e Teatro Biblioteca Quarticciolo
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:TROGLODYTE_ZAUNGAST  al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Nel solco di una stagione che interroga il presente come stratificazione di memorie e possibilità\, il Nuovo Teatro Ateneo accoglie il 19 e 20 febbraio 2026 TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG di Thomas Hauert\, un assolo che fa del corpo un campo di risonanza psichica e culturale\, luogo dell’alterità\, della soglia e dell’inquietudine contemporanea. \n\n\n\nNel suo nuovo assolo\, Thomas Hauert approfondisce un processo creativo già presente nelle sue ultime due creazioni: fare della psicologia\, della vita interiore\, delle emozioni e dell’inconscio una forza motrice del movimento. Il punto di partenza di Troglodyte è una sorta di enigma psicologico complesso\, espresso nel titolo e nel sottotitolo del solo Zaungast/Zaunkönig\, che mette a fuoco l’esperienza della posizione dell’outsider\, di chi non fa parte del gruppo\, di chi osserva dall’esterno. \n\n\n\nZaungast è una parola tedesca che descrive qualcuno che assiste a un evento al quale non è stato invitato\, rimanendo dietro la recinzione (letteralmente: “ospite della recinzione”). Zaunkönig\, letteralmente “re della recinzione”\, è il nome tedesco dello scricciolo\, un piccolo uccello canoro. Minuscolo e regale allo stesso tempo\, viene immaginato posato sulla recinzione\, “in bilico sulla recinzione”\, nel senso figurato di chi non prende posizione\, non si decide e non si impegna di conseguenza. \n\n\n\nLa parola troglodyte si riferisce originariamente a un essere vivente che abita una grotta o una dimora scavata nel terreno\, come il piccolo uccello Zaunkönig/troglodyte. Il termine Troglodyte ha anche una risonanza insultante\, associata all’immagine dell’“uomo delle caverne”\, dell’uomo rozzo\, incolto\, grossolano. \n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nLa stagione del Nuovo Teatro Ateneo riprende dopo una breve pausa invernale dedicata ai lavori di ristrutturazione che hanno ulteriormente rifunzionalizzato lo spazio teatrale\, rafforzandone la vocazione come luogo di attraversamento\, ricerca e ascolto del presente. \n\n\n\nIl nuovo segmento di stagione del Nuovo Teatro Ateneo si dispiega come un attraversamento del presente inteso non come superficie\, ma come stratificazione: di memorie\, traumi\, miti\, genealogie e possibilità. Un percorso in cui il corpo\, la parola e il suono diventano archivi sensibili\, luoghi in cui la storia individuale e quella collettiva si toccano e si interrogano reciprocamente. \n\n\n\nDalla danza di Losing It di Samaa Wakim\, che trasforma il trauma intergenerazionale in paesaggio corporeo\, al teatro di figura di Min el Djazaïr\, che restituisce voce a una comunità sradicata e a una memoria rimossa\, fino alla narrazione di Kohlhaas\, in cui la domanda di giustizia si fa racconto incarnato\, emerge un teatro che assume la fragilità come campo politico. \n\n\n\nJiddu e Uproar interrogano\, ciascuno a proprio modo\, l’idea di appartenenza e di tradizione\, rivelandone la natura instabile e conflittuale\, mentre Mi madre y el dinero porta in scena l’economia della sopravvivenza come esperienza esistenziale prima ancora che sociale. \n\n\n\nCon Parvati Viraham il mito diventa spazio di riscrittura poetica e di affermazione di uno sguardo femminile\, mentre Il figlio della tempesta riafferma il teatro come pratica di trasformazione reale\, capace di nascere anche nei luoghi della reclusione. \n\n\n\nChiude il percorso L’ombra lunga di Alois Brunner\, che intreccia storia europea e presente mediorientale in un’indagine sulla responsabilità e sulla persistenza del male. \n\n\n\nNe emerge una stagione come campo di tensione etica e poetica\, in cui ogni opera è parte di un unico discorso: il teatro come luogo necessario di coscienza\, di ascolto e di immaginazione. \n\n\n\nConcept\, direzione\, coreografia\, danza  Thomas HauertMusiche Mauro Lanza; Discorso di Gagarin attorno alla terra\, Salvatore Sciarrino; Frantumi; Jonny Greenwood; Popcorn Superhet Receiver: Pt. 2A\, 2B; Gustav Mahler\, Symphony No. 9\, IV. Adagio (Sehr langsam); Talk langa\, I believe in you; Salvatore Sciarrino\, Autoritratto nella notte; Duval Timothy & Rosie Lowe\, Gonna Be \n\n\n\nCostumi Chevalier-MassonLuci Bert Van DijckScenografia Thomas Hauert\, Bert Van DijckSuono Bart CelisVideo Lukas Pich/ArtGrid\, Lawrence Chatton \n\n\n\nProduzione ZOO/Thomas HauertProduction manager Caroline VermeulenAmministrazione Régis RemigyDiffusione Alessandra Simeoni \n\n\n\nCoproduzione La Bâtie – Festival de Genève (CH)\, Le Grütli – Centre de production et de diffusion des Arts vivants (CH)\, Mercat de les Flors (ES)\, Fondazione Teatro Grande di Brescia (IT)\, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni (IT) \n\n\n\nResidenza Studio Thor\, Charleroi danse \n\n\n\nCon il sostegno di Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la danse / Pro Helvetia – Fondation suisse pour les arts / Ein Kulturengagement des Lotterie-Fonds des Kantons Solothurn \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nEdificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/troglodyte-zaungast-zaunk%c3%b6nig/291754?culture=it-it \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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LOCATION:Nuovo Teatro Ateneo\, Piazzale Aldo Moro\, 5\, Roma\, IT\, 00185\, Italia
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SUMMARY:" Le notti bianche" a Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione al Teatro Litta di Milano\, Le notti bianche arriva a Roma: dal 19 al 22 febbraio sarà in scena allo Spazio Diamante. Un classico capace di conquistare il pubblico con la sua profondità e una bellezza senza tempo. \n\n\n\nIl celebre racconto di Fëdor Dostoevskij\, che ha ispirato molteplici adattamenti teatrali e cinematografici\, è un viaggio nell’animo umano\, nel desiderio\, nella solitudine e nelle possibilità di redenzione attraverso l’amore. \n\n\n\nNel racconto\, un giovane uomo vive una serie di notti insonni durante le quali si intrecciano sogno e realtà\, e incontra una donna\, Nastas’ja\, con cui condivide il suo tormentato desiderio d’amore\, ma anche la paura di affrontare la verità.  \n\n\n\nPortare in scena Le notti bianche offre una straordinaria opportunità per esplorare temi universali come la solitudine esistenziale\, la fragilità dell’animo umano e il sogno dell’amore perfetto.  \n\n\n\n———————————————– \n\n\n\nIl sognatore è un fantasma che si aggira nelle vite degli altri\, prende dalla realtà e la trasforma\, crea e disfa storie nella sua testa. Perso nei suoi viaggi mentali\, spesso si dimentica del mondo reale.  \n\n\n\nLa solitudine è il motore della sua immaginazione che lo porta a vagare di notte\, cercando incontri che possano nutrire la sua fantasia. Lui conosce tutti ma nessuno conosce lui\, bloccato tra l’attesa della vita e la paura stessa di vivere. Vive così intensamente le sue allucinazioni da non riuscire ad aprirsi agli altri\, terrorizzato dallo scontro con la realtà. Gli unici dialoghi sono con le case e gli edifici che lo circondano.  \n\n\n\nDà vita agli oggetti inanimati pur di non confrontarsi con la vita vera delle persone. Si sente inadeguato\, inadatto alla quotidianità e alle dinamiche relazionali che lo obbligherebbero a mettere in discussione il suo mondo immaginario.  \n\n\n\n“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale\, perchè mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità\, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perchè\, infine\, ho maledetto me stesso; perché\, dopo le mie fantastiche notti\, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”. \n\n\n\n—————————————– \n\n\n\nL’incontro con Nasten’ka arriva per caso\, in una notte bianca in cui il giorno si confonde con la notte. Riesce ad avvicinarla solo perché scorge in lei un momento di fragilità. \n\n\n\nNonostante le raccomandazioni della ragazza\, il sognatore s’innamora e di fronte a questo sentimento autentico anche il più vivido dei sogni si offusca\, la timida fantasia si mostra per quello che è: “schiava di un’ombra\, di un’idea”. E invano il sognatore fruga nei suoi vecchi sogni\, cercandone uno che possa scaldarlo come l’emozione che sta provando nell’incontro con Nasten’ka.  \n\n\n\nPerché anche la più elaborata delle allucinazioni non può competere con la vita che esplode.  \n\n\n\nIn questo modo\, il posto dei sogni verrà rapidamente sostituito dai rimpianti: “Come veloci volano gli anni! E ancora ti chiedi: che ne hai fatto di quei tuoi anni? Dove hai seppellito il tuo tempo migliore? Sei vissuto oppure no? Guarda\, dici a te stesso\, guarda come il mondo diventa freddo! Passeranno ancora degli anni e dopo di essi verrà la cupa solitudine\, verrà\, appoggiata alle stampelle\, la tremante vecchiaia\, e poi angoscia e desolazione… Impallidirà il tuo fantastico mondo\, appassiranno e moriranno i sogni tuoi e cadranno come le foglie gialle dagli alberi… Oh\, Nasten’ka! Sarà triste restar solo\, completamente solo\, e non avere neppur nulla da rimpiangere\, nulla\, proprio nulla… perché tutto quanto perderò\, non è stato che nulla\, uno stupido\, tondo zero\, nient’altro che sogno!“ \n\n\n\nTra la nostalgia per quello che non ha mai vissuto e\, la malinconia per le occasioni sprecate\, il sognatore trascorre quattro notti con Nasten’ka assaporando per la prima volta nella sua vita la consistenza della realtà\, l’adrenalina del presente e la possibile costruzione di un futuro.   \n\n\n\nIl sognatore non riesce ad accettare la limitatezza della quotidianità. A suo modo si ribella all’apatia dilagante e non trovando soddisfazione e spazio nella realtà\, sogna. Da qualche parte dentro di sè desidera una vita normale\, ma non gli appartiene. Tanto che quando gli si presenta la possibilità di vivere una relazione con un’altra persona non riesce ad accontentarsi dell’incontro e si innamora. Ha bisogno di vivere all’estremo e non è in grado di misurare le sue emozioni. Nei sogni può ottenere quello che vuole (pagandone poi il prezzo nel momento del risveglio e del disincanto) ma l’impatto che l’incontro con Nastenka ha in lui è devastante perché intravede la possibilità di vivere un sogno reale\, ad occhi aperti\, attraverso un incontro tra corpi che non è mai riuscito a concedersi. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevsky per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.  \n\n\n\nLo spazio scenico ha pochi elementi essenziali che mettono gli attori nella condizione di lavorare principalmente sulla relazione\, sul bisogno estremo che hanno i personaggi di essere visti e riconosciuti. E’ l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita\, aiutandosi reciprocamente.  \n\n\n\nNotti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza.  \n\n\n\nLe luci e la musica\, suonata live dagli attori con una tastiera elettronica\, avranno un ruolo molto importante nel raccontare il rapporto tra sogno e realtà\, che in questo testo vede un ribaltamento di segno: la difficoltà di stare nel presente è il grande tema dei protagonisti\, i quali\, per sopravvivere\, si rifugiano nei sogni e nell’ immaginazione fino alle estreme conseguenze.  \n\n\n\nIl Sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite\, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un’istante di autentica felicità.  \n\n\n\n“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo? Stefano Cordella \n\n\n\nNote alla drammaturgia  \n\n\n\nCi coglie sempre impreparati la domanda: quanto è reale quello che viviamo? Le situazioni che abitiamo\, tutte le cose che ci circondano\, esistono davvero? Il protagonista del racconto Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij si autodenuncia sognatore e attraversa e narra la sua non-storia con una parabola feroce che lo conduce dall’incanto all’inferno. Dal vagheggiamento al risveglio. Una creatura sola\, fantasma tra i fantasmi\, che soffre e al tempo stesso difende la sua condizione di estrema solitudine. Un luogo mentale\, quello raccontato – quello scoperto – dove tutto accade mentre non accade niente. Dove ogni incontro e ogni parola\, dove ogni emozione (anch’essa immaginaria?)\, dove tutto viene vissuto fino all’eccesso senza obiettivi e durata\, ma solo per assecondare il proprio inestinguibile destino di apparizione e poi – silenziosa\, misera\, umana – scomparsa. Il lavoro di riscrittura si è sviluppato a partire da una volontà di conservare l’essenza dell’opera. Due protagonisti fragili\, improbabili\, un incontro inatteso\, un susseguirsi di notti\, una fine. Ed è stato nel tentativo di restare fedeli che il tradimento si è fatto urgente\, quasi necessario. I personaggi si sono reinventati e calati in un incerto e desolante contemporaneo. La struttura ha ceduto dove incapace di sopportare il peso dell’oggi. Perché a distanza di quasi 200 anni\, gli interrogativi esistenziali proposti da Dostoevskij sembrano intatti. Stiamo davvero vivendo? Che fine fanno i nostri sogni? È sbagliato\, o pericoloso\, affidarsi alla nostra fantasia\, dimenticando di abitare il quotidiano con le sue piccole concrete presenze? Elena C. Patacchini  \n\n\n\nORARI \n\n\n\nGiovedì19/2/2026Ore:20:30Venerdì20/2/2026Ore:20:30Sabato21/2/2026Ore:19:00Domenica22/2/2026Ore:17:00\n\n\n\n \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"DIETRO L’OBIETTIVO" allo SpazioArte Teatro
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta\, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio\, presso SpazioArte Teatro a Roma\, DIETRO L’OBIETTIVO\, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande\, che racconta la vita di Lee Miller\, figura centrale del Novecento\, interpretata da Valentina Corti.Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30\, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate\, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva\, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. \n\n\n\nLo spettacolo porta il pubblico in una trincea\, alle porte di Monaco\, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa\, tra silenzi e confessioni\, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine\, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso\, fino alla decisione di testimoniare la guerra. \n\n\n\nÈ in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza\, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere\, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato\, ma tornano\, sotto altri nomi e in altri luoghi\, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito\, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere\, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. \n\n\n\nTra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale\, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo\, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. \n\n\n\nUno spazio essenziale\, pochi elementi materiali. Il teatro diventa una camera oscura della memoria\, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. \n\n\n\nIn scena Valentina Corti dà corpo e voce a Lee Miller\, accompagnata da Alessandro Giova nel ruolo del fotografo di guerra David E. Sherman e da Antonio Starrantino\, che interpreta i molti uomini che hanno attraversato e segnato la vita della protagonista: artisti\, amanti\, mentori\, compagni di viaggio. Attraverso una drammaturgia intima e visiva\, lo spettacolo ripercorre il passaggio di Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole\, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. \n\n\n\nLa regia è di Riccardo Riande\, autore del testo\, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Riande porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia\, forte di un’esperienza maturata tra ritratti\, set cinematografici e produzioni audiovisive\, costruendo uno spazio scenico essenziale ma altamente evocativo\, dove parola e immagine dialogano costantemente. \n\n\n\nDietro l’obiettivo non è solo un racconto biografico\, ma un invito a fermarsi\, osservare e interrogarsi sul potere delle immagini\, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo. Uno spettacolo che promette una serata di teatro raccolta e profonda\, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di lasciare una traccia\, trasformando la visione in un’esperienza di riflessione condivisa. La storia di Lee Miller diventa un monito: ciò che è accaduto può accadere ancora\, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma. \n\n\n\nDurata: 1h 20’ circaQuando: dal 19 al 22 Febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026\, ore 20:30Info e prenotazioni: +39 3278906775
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LOCATION:Spazioarte Teatro\, Via Sergio De Vitis\, 100\, Roma\, ITA\, 00128\, Italia
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SUMMARY:Uno nessuno e centomila al Teatro Ambasciatori di Catania
DESCRIPTION:Il 19 e 20 febbraio\, al Teatro Ambasciatori di Catania\, per la Stagione del Teatro Brancati\, va in scena la pièce diretta da Nicasio Anzelmo. Protagonisti Primo Reggiani\, Francesca Valtorta\, Jane Alexander\, Fabrizio Bordignon\, Enrico Ottaviano \n\n\n\nIronico\, grottesco\, capace di mettere in crisi la società borghese del Primo Novecento. La forza di Uno nessuno e centomila risiede da sempre in queste caratteristiche. Denso di enigmi\, lʼultimo dei romanzi di Luigi Pirandello\, definito dallo stesso autore: «sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò»\, arriva in scena al Teatro Ambasciatori di Catania\,  giovedì 19 febbraio\, ore 17.30 e venerdì 20 febbraio\, ore 20 nell’ambito della Stagione del Teatro Vitaliano Brancati di Catania. Nell’adattamento e con la regia di Nicasio Anzelmo\, lo spettacolo vede protagonisti Primo Reggiani\, Francesca Valtorta\, Jane Alexander\, Fabrizio Bordignon\, Enrico Ottaviano\, cinque straordinari attori che\, con un impianto scenografico in movimento e lʼumorismo tipico in Pirandello\, racconteranno questa storia ancora oggi di grandissima attualità. La pièce\, prodotta dal Teatro Ghione\, vanta le scene e i costumi di Annamaria Porcelli e Sergio Maria Minelli\, le musiche di Giovanni Zappalorto\, i movimenti di Barbara Cacciato.  \n\n\n\nUn testo che nella sua modernità sorprende\, soprattutto oggi\, nellʼanalisi dellʼistituto bancario e dellʼimpatto che lo stesso ha sul tessuto sociale. Il protagonista Vitangelo Moscarda è forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana: prima impacciato e prigioniero delle opinioni altrui\, poi sempre più consapevole e determinato a cercare lʼautenticità spirituale dellʼesistenza\, fino allʼaffrancamento finale da tutte “le rabbie del mondo”. Un giorno\, accorgendosi casualmente che il suo naso pende verso destra\, incomincia a percorrere un viaggio scoprendo ogni giorno che passa di non essere\, per gli altri\, quello che crede di essere. Il protagonista\, incontrando e confrontandosi con una miriade di personaggi\, cercherà di distruggere le molte immagini che gli altri vedono di lui\, fino a diventare aria\, vento\, puro spirito. Un lavoro rivoluzionario\, soprattutto per i tempi in cui fu scritto\, che tocca temi estremamente attuali come il rapporto con la natura\, con una spiritualità negata dalla società e dalla convenienza\, la ricerca spasmodica di se stessi.  \n\n\n\nCALENDARIO SPETTACOLIgiovedì 19 febbraio\, ore 17:30  venerdì 20 febbraio\, ore 20 \n\n\n\nINFO E BIGLIETTItel.: 095 530153 – 334 5683715 (whatsapp)
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LOCATION:Teatro Ambasciatori\, Via Eleonora D'Angiò\, 17\, Catania\, ITA\, 95125\, Italy
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SUMMARY:CHI HA UCCISO MIO PADRE al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 19 al 21 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 22 febbraio alle ore 16.30\, al TeatroBasilica\, va in scena CHI HA UCCISO MIO PADRE\, dal testo di Édouard Louis\, con la regia di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e in scena Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35.Lo spettacolo porta sul palcoscenico uno dei testi più radicali e necessari della letteratura contemporanea europea\, trasformando il racconto intimo di un rapporto padre-figlio in una potente interrogazione politica sulle responsabilità del potere\, sulle diseguaglianze sociali e sulle vite esposte a una violenza sistemica spesso invisibile. \n\n\n\nIl ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo\, nelle pagine di un testo dettato\, sono parole dello stesso Édouard Louis\, non dalle esigenze della letteratura\, ma da quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti\, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare\, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto\, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere\, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia\, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo). \n\n\n\nMa è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo racconta\, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno\, in autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria\, i quaderni\, le cartelle. Eri pazzo di gioia\, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare\, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica\, perché la politica per loro non cambia quasi nulla». \n\n\n\nLa vera differenza\, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura\, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato\, un dominato\, un perdente\, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare\, gli arabi\, le donne\, gli effeminati. C’è una premessa\, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura». \n\n\n\nÈ una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a rilascio lento\, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare\, ma dalle leggi e dalle regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo. \n\n\n\nScrittore che visibilmente guarda al teatro\, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare\, ovviamente\, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo\, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico\, ma nella possibilità\, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo. \n\n\n\ntesto Edouard Louis – regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – con Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 – traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A. – adattamento italiano Francesco Alberici\, Daria Deflorian\, Antonio Tagliarini – collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini – costumi Metella Raboni – assistenza alla regia Chiara Boitani – collaborazione artistica Andrea Pizzalis – per INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\, Silvia Parlani – una produzione INDEX\, A.D.\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Emilia Romagna Teatro Fondazione\, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi\, FOG Triennale Milano Performing Arts – con il supporto di MiC – Ministero della Cultura – Qui a tué mon pére\, © 2018\, Edouard Louis All rights reverved Edouard LouisChi ha ucciso mio padre\, © 2019\, traduzione di Annalisa Romani\, Giunti Editore S.p.A./Bompiani \n\n\n\nINFORMAZIONI: Il “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY: “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale”  al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Dopo i successi nelle repliche al teatro Gioiello di Torino\, al Dehon di Bologna e in molti altri teatri italiani approda a Roma al Teatro degli Audaci dal 19 al 22 febbraio 2026 la divertentissima commedia gialla\, ricca di colpi di scenc “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale” di Valerio Di Piramo & Cristian Messina.  \n\n\n\nMargherita Fumero\, Mario Bois e Mauro Villata sono i protagonisti di questa pièce abilmente diretta da Cristian Messina\, le musiche sono di Angelo Chionna. Accanto ai protagonisti sul palco Cristian Messina\, Anna Cuculo\, Maria Occhiogrosso e con Gina Perrucci\, Giorgio Serra\, Sergio Catania\, Valentina Gabriele\, Federico Messina\, Federico Sereno\, Rebecca Rosso.  \n\n\n\nI tre protagonisti in un susseguirsi di situazioni esilaranti  salveranno il sigillo reale da un misterioso ladro e non risparmieranno al pubblico tanto divertimento. Questa è la rivisitazione teatrale\, in chiave fortemente umoristica\, del personaggio di Sir Arthur Conan Doyle in una storia avvincente e non scontata\, dove l’intuizione viene sommersa dalle risate e quello che sembra non è\, quello che è non sembra… Perché questa è la vera forza del teatro: l’imprevisto\, la sorpresa\, soddisfare le menti con una scena\, e la scena successiva farle ripiombare di nuovo nell’incertezza fino allo sbalorditivo finale. \n\n\n\nVentidue gennaio 1901\, Londra. Muore la Regina Vittoria\, dopo aver regnato ininterrottamente per quasi 64 anni. Accanto a sé ha voluto Lady Margaret\, famosissima attrice e sua cara amica da moltissimo tempo: sarà proprio lei a ricevere dalle mani della Sovrana il Sigillo Reale\, che dovrà costudire fino all’ascesa di Edoardo VII\, legittimo pretendente al trono. \n\n\n\nTutta la vicenda si svolge a Old Artist\, casa di riposo per vecchie glorie dello spettacolo\, dove alloggia\, insieme ad altri tre ospiti\, anche Lady Margaret. \n\n\n\nSherlock Holmes ed il suo braccio destro Dottor Watson vengono chiamati dalla direttrice dell’ istituto\, Miss Elisabeth Barret\, per vegliare sul Sigillo Reale\, in quanto la sua custodia è un onere troppo gravoso da sostenere per Lady Margaret; ma il grande investigatore ha perso molto del suo smalto\, e si trova spesso in situazioni a dir poco imbarazzanti. \n\n\n\nNonostante questo\, sembra che tutto proceda per il meglio: ma non hanno ancora fatto i conti con Velina\, una strana giornalista che si presenta a Old Artist per intervistare Lady Margaret… \n\n\n\nIl Sigillo Reale verrà trafugato\, e da questo momento in poi una girandola di avvenimenti sconcertanti segnerà il corso della commedia\, che troverà un epilogo sorprendente anche grazie ad una misteriosa lettera che la Regina Vittoria aveva consegnato a Lady Margaret insieme al sigillo; saranno dunque i nostri amati investigatori che riusciranno a risolvere il caso\, districandosi tra situazioni paradossali e continui colpi di scena.
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SUMMARY:"Jackie" all Off Off Theatre
DESCRIPTION:Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio rivive il mito di Jackie\, protagonista dello spettacolo omonimo al suo debutto nazionale\, diretto da Luca Gaeta e tratto dal testo di Elfriede Jelinek. Sul palco nei panni di Jacqueline Kennedy\, c’è Patrizia Bellucci\, unica interprete di un sentito monologo impreziosito dalle musiche di Fabio Lombardi\, omaggio alla vita (e alla tragedia) della first lady statunitense.  \n\n\n\nL’approccio di Elfriede Jelinek al mito di Jacqueline Kennedy è tutt’altro che scontato. Lungi dall’indulgere in una biografia edulcorata\, l’autrice usa il profilo di Jackie per riflettere sul rapporto tra potere e femminilità\, rivelando la piena potenza espressiva della sua scrittura. La storia di Jackie è filtrata: non è la donna reale a parlare\, ma il suo involucro\, la forma destinata (forse involontariamente) dall’immaginario collettivo all’eternità. Jackie rappresenta il prototipo di un nuovo tipo di donna: la moglie\, la madre e la vedova perfetta\, imprigionata nel suo tailleur Chanel macchiato di sangue\, segnato dalla materia cerebrale.  \n\n\n\nNon sappiamo veramente chi fosse Jackie\, così come forse non conosciamo noi stessi. E così\, Jackie pianta il seme del dubbio: dietro l’immagine si cela una dura verità\, e la vera esistenza potrebbe risiedere altrove. In un monologo virtuoso e incessante\, gli episodi più famosi della vita di Jacqueline Kennedy si dipanano sul palco come le stazioni di un dramma personale che si rivela gradualmente come la grandiosa costruzione di un mito contemporaneo. A Jackie si contrappone Marilyn Monroe: l’incarnazione della sensualità e della radiosità\, una vittima predestinata e sacrificale. Tutto è iconografico. Tutto parla della deludente grandiosità degli Stati Uniti. Perché l’immagine – una buona immagine – è tutto ciò che conta. È dal volto di Jackie che l’America diventa l’icona moderna di una democrazia da esportare a tutti i costi. Una vera e propria invasione di plastica. \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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