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SUMMARY:"SGUARDI" di Roberto Di Costanzo alla Galleria Pavart
DESCRIPTION:Continua la programmazione autunnale di Pavart gallery con la mostra personale “SGUARDI” di Roberto Di Costanzo curata da Velia Littera\, che inaugura a Roma il 12 novembre 2025\, Sarà un percorso espositivo che esplora lo sguardo\, il primo linguaggio dell’anima. \n\n\n\nPrima ancora della parola\, prima del gesto\, gli occhi custodiscono e rivelano il mistero dell’essere umano\, la sua fragilità\, la sua forza\, i segreti più taciuti e le emozioni più improvvise. \n\n\n\nNella ricerca artistica di Roberto Di Costanzo\, lo sguardo non è un dettaglio anatomico\, ma un varco. È l’apertura verso l’altro\, il punto in cui l’osservatore incontra non soltanto il ritratto\, ma anche sé stesso. Le pupille e le iridi che popolano queste tele e questi disegni sembrano vibrare di vita propria\, ci seguono\, ci interrogano\, ci accolgono o ci respingono. \n\n\n\nIn questo percorso l’artista si è anche ispirato all’arte statuaria classica\, recuperandone la solennità e l’intensità. Come nei volti marmorei della tradizione greco-romana\, dove lo sguardo apparentemente assente si accende di vita interiore\, così nelle sue opere lo sguardo diventa presenza\, un ponte tra il silenzio della forma e la profondità dello spirito. \n\n\n\nOgni opera è diversa\, eppure tutte dialogano in un’unica sinfonia visiva\, gli sguardi più intensi ci avvolgono con una forza magnetica\, altri si rivelano enigmatici\, sospesi tra dolcezza e inquietudine. Alcuni portano la leggerezza del sogno\, altri la gravità della memoria\, una galleria di emozioni silenziose\, che non hanno bisogno di voce perché già parlano al cuore. \n\n\n\nIl tratto di Di Costanzo\, deciso ma al tempo stesso intimo\, calibrato tra rigore classico e sensibilità contemporanea\, costruisce volti che non sono ritratti soltanto di persone\, ma specchi dell’umanità intera. Attraverso la cura minuziosa della luce\, il dettaglio delle ciglia\, la profondità delle ombre\, l’artista restituisce non semplici occhi\, ma vere e proprie presenze. \n\n\n\nIn questi sguardi si cela un dialogo silenzioso\, tra l’artista e il soggetto\, tra l’opera e chi la osserva\, è il momento in cui l’arte smette di essere immagine e diventa relazione. Perché guardare significa anche essere guardati\, e in questo scambio reciproco risiede la forza universale di queste opere\, ci ricordano che\, nel profondo\, siamo tutti occhi che cercano altri occhi. \n\n\n\nRoberto Di Costanzo\, illustratore\, ritrattista e pittore\, si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma e al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida del Maestro Piero Tosi. Collabora con case editrici italiane ed estere\, tra cui Azimut ed Editions Nomades. Espone in Italia e in Francia\, presentando le sue opere all’Espace Cardin su invito di Pierre Cardin e in sedi prestigiose come la Casa dell’Architettura di Roma\, l’Institut Français\, il Salone del libro di Parigi e la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia\, dove omaggia Federico Fellini. \n\n\n\nNel 2019 inaugura il suo atelier in Via Giulia a Roma\, seguito nel 2022 dalla Home Gallery a Monteverde Vecchio. Nello stesso anno dona un ritratto di Papa Giovanni Paolo I alla Basilica di San Marco Evangelista in Campidoglio. Nel 2023 presenta con grande successo la mostra Aeterni. Le gerarchie celesti alla Camera dei deputati. È docente presso diverse accademie italiane e conduce masterclass e seminari in Italia e all’estero. Nel 2024 trasferisce il suo atelier a Bracciano. 
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LOCATION:Galleria Pavart\, Via Giuseppe Dezza 6b\, Roma\, Italia
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SUMMARY: "Il sipario delle meraviglie\, New Generation"\, tra Palermo e Catania
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu prosegue la programmazione della stagione con tanti appuntamenti inseriti nelle diverse rassegne Il sipario delle meraviglie\, New Generation e Favolandia\, un ricchissimo calendario di spettacoli\, dedicati a grandi e piccini\, che si svolgeranno in diverse sedi tra Palermo e Catania. \n\n\n\nCalendario rassegna Il sipario delle meraviglie \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 ai Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n13 e 14 novembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nIl piccolo Shakespeare \n\n\n\nTesti e regia  Carlo Di Vita; con Yara Baruffato\, Margherita Scrima\, Sofia Fragiglio\, Carlo Di Vita\, Federico Crimaudo\, Alessandro Prestimonaco \n\n\n\nEsiste una tesi secondo la quale il celebre autore William Shakespeare non fosse che tale Michelangelo Florio\, figlio di Giovanni Florio e della nobile messinese Guglielmo Scrollalancia (o Crollalancia). Shakespeare quindi… era siciliano? Ce lo racconterà il nostro Piccolo Shakespeare insieme a Yaya e Carletto e agli strampalati personaggi fuori dal comune della compagnia “Errabonda”\, svelando trucchi e misteri del genio inglese\, considerato il più importante drammaturgo della cultura occidentale\, attraverso alcune delle sue opere più celebri. \n\n\n\nCatania – Teatro del Canovaccio (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 novembre2025\, ore 17.30 \n\n\n\n30 novembre 2025\, ore 11.30  \n\n\n\nMamma Draga \n\n\n\nDi Piero Tutone\, con Chiara Bologna\, Giulia Fragiglio\, Giulia Pino; in coproduzione con Teatro del Misfatto\, Siracusa. \n\n\n\nLo spettacolo\, liberamente ispirato alla fiaba Bianca come neve rossa come fuoco di Giuseppe Pitrè\, racconta le vicende di un giovane Reuccio costretto da una maledizione di una vecchia strega a cercare l’amore della sua vita\, che troverà rinchiusa su di una torre e sorvegliata da una Mamma Draga. Riusciranno i due giovani a scappare da quella torre e liberarsi dalle grinfie del drago per vivere liberamente il loro amore? \n\n\n\nTeatro Apparte (biglietto 12 euro\, ridotto 10)                       \n\n\n\n6 e 7 dicembre  2025\, ore 17.30               \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia \n\n\n\nTesto e regia Elisa Parrinello\, con Adele Balsamo\, Francesco Stabile\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Marco Li Vigni\, Elisa Parrinello; costumi Elisa Parrinello\, videomapping Peppe Scozzola\, coreografie Piero Tutone. Assistenti:Patrizia Aiello\, Maria Sole Rinaudo\, Daniela Signorino\, Sofia Fragilio\, con la partecipazione del corso Over del DITIRAMMU Lab; in coproduzione con Teatro Apparte. \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia racconta la storia di un principe superbo ed egoista che\, per punizione\, viene trasformato in una bestia da una fata\, proprio come nella celebre fiaba de La Bella e la Bestia. Lo spettacolo si ispira alla versione Disney ma Nicù\, come sempre\, rielabora la fiaba a suo modo\, riscrivendola con uno sguardo moderno e attuale. Pur mantenendo la morale originale Nicù aggiunge la propria visione\, più vicina alla sensibilità di oggi\, per coinvolgere ancora di più bambine\, bambini e giovani spettatori\, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’amore\, della gentilezza e della capacità di guardare oltre le apparenze. \n\n\n\nLa narrazione segue l’incantesimo lanciato dalla fata che potrà spezzarsi solo quando una fanciulla saprà innamorarsi sinceramente del principe. Il destino intreccia così le vite di Belle e della Bestia\, in un racconto corale popolato da tanti personaggi: il padre di Belle\, il vanitoso Gaston\, e molti altri che animano questa fiaba senza tempo. Sarà proprio Belle\, con la sua bontà e il suo coraggio\, a far rinascere il principe e a ricordarci che solo l’amore vero può trasformare ogni cosa. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n11 e 12  dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nRumore bianco – Sentire una fiaba – Nuova produzionedi Marco Savatteri\, con Giulia Tarantino e Davide Incandela \n\n\n\nUno spettacolo originale dedicato alla percezione. Rumore bianco attraverso una mini storia emozionante mette in scena il mondo percepito dal punto di vista di chi non sente i suoni della nostra quotidianità. Un mondo che non è fatto di parole ma di magnifici segni. Una danza continua del corpo e delle immagini con due attori dalle “mani bianche”\, che vivono prestando attenzione allo sguardo e rompono la “bolla del non suono” riuscendo a comunicare tutto a tutti. Basterà solo sapere… ascoltare. Rumore bianco ci insegna a combattere i muri che ci separano dagli altri e lo fa incoraggiandoci a non avere limiti per esprimere se stessi e i propri sentimenti\, anche se inizialmente ci si sente non compresi o non inclusi. Rumore bianco esplora il mondo dei sordi per inventare un mondo colorato in cui la musica\, partendo dal silenzio\, diventa totale\, personale e universale\, come un rumore bianco che permette di rilassarsi e sognare qualsiasi cosa.  Attraverso uno studio tratto dal Coro delle mani bianche\, questo spettacolo renderà tutta la poesia del teatro vista dal punto di vista di chi non sente\, permettendo a tutti di sentire ma in un modo diverso e speciale. Ogni poltrona del teatro avrà un palloncino che il pubblico dei bambini dovrà stringere tra le mani per sentire i suoni bassi che saranno emessi in questo spettacolo muto e tuttavia pieno di assordante bellezza. Rumore bianco è dedicato a tutti i bambini sordi ma sarà visto e fruito da tutti\, un’unica platea che unirà udenti e non udenti nella percezione di un’emozione bianca\, da colorare insieme. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n14 – 21 dicembre 2025\, ore 11.00  \n\n\n\nIl pianeta delle stelle – Nuova produzione \n\n\n\nRegia e scrittura scenica Pietro Tutone; con Carlo Di Vita\, Giulia Tomasino e Pietro Tutone \n\n\n\nNel silenzio del cielo Zeus ha spento tutte le stelle\, deluso dagli uomini che hanno dimenticato di guardare verso l’alto. Solo una luce resta viva: Astra\, giovane ninfa danzante\, ultimo battito luminoso dell’universo. Ermes\, il messaggero degli dei\, tenta di convincere Zeus a ridare al mondo la luce ma il sovrano dell’Olimpo pone una condizione: se esiste ancora una scintilla di umanità capace di meravigliarsi\, dovranno trovarla e portargliela prima che sorga il nuovo giorno. Astra ed Ermes viaggiano tra i pianeti spenti e infine scendono sulla Terra\, dove scoprono che la luce può sopravvivere anche nel cuore di un bambino che sogna. Tornati sull’Olimpo\, mostrano a Zeus quella piccola scintilla. Il dio\, commosso\, comprende che la forza degli uomini non sta nella potenza\, ma nella capacità di sognare. Con un gesto dunque Zeus riaccende le stelle: il cielo torna vivo e il mondo ritrova la sua luce. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 – 30 dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nEra Natale quando… \n\n\n\ndi e con Alessandro Accardi e Silvia Trigona \n\n\n\nLo spettacolo ha lo scopo di restituire ai bambini la magia e la dolcezza del Natale con una serie di racconti in cui gli attori\, attraverso la tecnica dell’impersonificazione e del ricordo\, si caleranno nei panni dei simpatici protagonisti di tre favole: L’amnesia di Babbo Natale\, La Renna Rudolph e I ricordi di Ale e Sisì. Attraverso l’utilizzo di costumi\, marionette e filastrocche il pubblico verrà trasportato in un mondo incantato e colorato\, per ricordare insieme l’importanza dell’amicizia e della famiglia. Buffe gag e musiche natalizie incorniceranno storie che parlano di coraggio\, armonia\, ma soprattutto… di desideri! Per ricordare a grandi e piccini che non è mai troppo tardi per far posto nel nostro piccolo cassetto dei sogni.  \n\n\n\nCalendario rassegna New Generation \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa  \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)       \n\n\n\n22 novembre  2025\, ore 21.00            \n\n\n\n23 novembre  2025\, ore 18.30  \n\n\n\nHeart Race \n\n\n\nTesto e regia Davide Nebbia\, con Davide Incandela e Giulia Tarantino \n\n\n\nHeart Race è uno spettacolo teatrale che fonde tre racconti distinti\, immergendosi nei delicati intrecci delle relazioni umane e dell’identità. \n\n\n\n A Galway Girl\, una commovente odissea attraverso le fasi di una coppia\, dal loro incontro negli anni ’50 alla struggente conclusione. Seguendo questa narrazione ci si addentra nel complesso equilibrio di Tavolo per Due\, un racconto sull’amore tra una stella di Broadway e un pilota di linea\, tra la realizzazione personale e il desiderio di una vita familiare\, riflettendo sul sacrificio e sulle scelte difficili che entrambi hanno dovuto fare. \n\n\n\nInfine Io\, Tu\, Tu\, Io solleva il sipario su un incontro casuale durante una riunione di ex compagni di scuola\, rivelando profonde riflessioni sull’identità e sul percorso personale di ciascun individuo\, offrendo una prospettiva ricca di umorismo\, empatia e intelligenza emotiva che sfida i pregiudizi celebrando l’autenticità e l’amore al di là delle convenzioni \n\n\n\nQuesti tre corti\, seppur distinti\, si fondono esplorando il tema dell’amore come forza trasformativa e universale\, capace di superare il tempo\, le distanze e le aspettative sociali\, invitando lo spettatore a riflettere sulla bellezza e sulla complessità delle relazioni umane. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa   \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n4 e 5 dicembre 2025\, ore 21.00  \n\n\n\nMenti – Nuova produzione \n\n\n\nDrammaturgia e regia Luigi Maria Rausa\, con Maria Elena Iozza\, Natale Moncada\, Samuele Sciacca  \n\n\n\nIn un’epoca di relazioni fluide\, ghosting e doppie vite online\, le vite dei nostri personaggi rispecchiano perfettamente le incertezze\, i silenzi e le dissimulazioni dei legami contemporanei. \n\n\n\nLa pièce esplora non solo il tradimento amoroso\, ma anche quello dell’amicizia\, della fiducia e dell’identità. Ricca di silenzi\, si concentra molto di più su quello che non viene detto\, nonostante il ritmo serrato dei dialoghi tra i personaggi ci riveli come l’essere umano sia ormai incapace di abitare davvero le situazioni\, scegliendo invece di perdersi in parole\, spiegazioni e sproloqui che ne anestetizzano il senso.  \n\n\n\nParole che dissimulano\, che smentiscono\, che mentono. La sua struttura a ritroso costringe il pubblico a rivedere continuamente ciò che credeva di aver capito\, proprio come accade nella nostra vita quando\, col senno di poi\, rileggiamo i segnali che avevamo ignorato. È un invito a riflettere su come costruiamo e riscriviamo le nostre narrazioni personali. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa    \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n13 dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, ore 18.30     \n\n\n\nVia Malfatti 26 – Nuova produzione \n\n\n\nscritto e diretto da Simone Ruvolo\, con Simone Ruvolo\, Alessandro Russo\, Yara Baruffato \n\n\n\nMario e Claudio sono due studenti fuori sede intrappolati in un presente che scorre inesorabile e l’incertezza del futuro. Tra loro\, al centro\, una Scacchiera.  \n\n\n\nL’apparente monotonia della loro convivenza subisce una scossa con l’arrivo di Eva. Come una mossa inaspettata la sua presenza stravolge gli equilibri riducendo Mario e Claudio a due “Re sotto lo scacco di una sola Regina”.  \n\n\n\nVia Malfatti 26 ha già debuttato in una versione ridotta di 30 minuti come testo vincitore alla Finale del Premio Aldo Amoroso 2025\, indetto dal Teatro Instabile di Genova.  \n\n\n\nLa travolgente reazione del pubblico presente alla finale del premio ha acceso il desiderio di esplorare ulteriormente le potenzialità di questa storia portandola ad una versione estesa della durata di 90 minuti\, mantenendo intatta la struttura essenziale del testo originale.  \n\n\n\nIn linea con lo spirito del teatro Off-Broadway\, Via Malfatti 26 presenta una scenografia volutamente scarna: un tavolo\, due sedie\, una scacchiera e una radio. Questa scelta pone l’accento sulla forza della narrazione\, sui personaggi\, utilizzando il gioco degli scacchi non come tema centrale bensì come catalizzatore silente ma potente dei conflitti. \n\n\n\nSpazio Franco – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 5 euro) \n\n\n\n15 -16  dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\nMomo – Match \n\n\n\nTesto e regia Pietro Tutone\, coreografie Patrizia Veneziano\, con gli allievi del laboratorio teatrale permanente DitirammuLab \n\n\n\nQuando il tempo ha cominciato a perdere il suo profumo e le ore sono diventate oggetti da contare invece che da vivere\, il mondo si è trasformato in una corsa continua. Le persone hanno smesso di guardarsi negli occhi\, i bambini non sanno più giocare\, gli adulti non ricordano cosa vuol dire aspettare\, sognare\, amare. \n\n\n\nIn una qualsiasi città\, viveva una bambina riccia e ribelle\, Momo era il suo nome\, non aveva niente\, neanche un parente e non si sapeva da dove venisse eppure presto la gente si affezionò a lei\, per il suo modo di fare. Momo era proprio speciale\, perché sapeva ascoltare. E sapeva farlo talmente bene da far tornare alla memoria cose dimenticate\, da guarire silenzi troppo lunghi\, da fermare\, per un momento\, anche il tempo. \n\n\n\nMa non era sola. C’era Cassiopea\, la tartaruga che vedeva un po’ avanti nel tempo. E poi\, molto più lontano\, c’era qualcuno che custodiva il mistero delle ore\, il Maestro Hora\, il guardiano del tempo vero. Un giorno\, forse in sogno\, forse nei pensieri profondi che solo i bambini sanno fare\, Momo iniziò a viaggiare. Non a piedi\, ma con il cuore. Attraversò mondi strani che sembravano piccoli pianeti sospesi nel vuoto\, abitati da personaggi curiosi e malinconici. \n\n\n\nTutti diversi eppure tutti simili: mondi dove il tempo era stato dimenticato\, nascosto\, rubato. \n\n\n\nAlla fine del suo viaggio Momo tornò in città. Ma la trovò ingrigita e triste\, la gente non aveva più il tempo neanche di parlarsi\, andavano tutti di fretta e pensavano soltanto a lavorare. Degli strani Uomini Grigi erano ovunque\, invisibili ma presenti. Rubavano il tempo alla gente promettendo efficienza e successo e in cambio lasciavano solo ansia\, solitudine\, superficialità e tristezza.  \n\n\n\nCon Cassiopea al suo fianco\, Momo si incamminò verso la Casa di Nessun Luogo\, dove Maestro Hora le mostrò il segreto: il tempo non ci appartiene\, ma si dona. È come l’amore\, come l’amicizia\, come l’attesa. Invisibile agli occhi\, ma indispensabile per vivere davvero a pieno. Entrata in possesso di questo segreto prezioso\, la piccola Momo riuscì a scovare la “banca” dove i Signori Grigi avevano accumulato tutto il tempo rubato agli uomini… \n\n\n\nCalendario rassegna Favolandia \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 5 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30  \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il presepe raccontato da Pietrino e Nenè\, di e con Elisa Parrinello\, Giovanni Parrinello\, Piero Tutone\, Noa Flandina e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il Presepe raccontato è molto più di una semplice rappresentazione: è un rito teatrale che intreccia tradizione popolare\, spiritualità e poesia. Scritto da Vito Parrinello e Rosa Mistretta dopo approfonditi studi e ricerche etnografiche\, lo spettacolo racconta attraverso parole\, musiche e canti\, la storia di Gesù\, ripercorrendo i nove giorni della novena\, ognuno scandito dall’accensione di una candela. Momento centrale è la suggestiva rievocazione del viaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme\, raccontata con la delicatezza e la magia del teatro delle ombre\, fino al miracolo della nascita e all’arrivo dei Re Magi alla stalla. A concludere lo spettacolo\, dopo i festeggiamenti\, una dolce ninna nanna della tradizione popolare intonata per celebrare la vita che nasce. A guidarci in questo racconto saranno Pietrino e Nenè\, amatissimi dai bambini e veri e propri pazzi de La Centouno\, nati dalla fantasia di Elisa Parrinello\, accompagnati dal coro degli allievi dei laboratori del DitirammuLab. Un’esperienza teatrale intensa e coinvolgente\, pensata per emozionare grandi e piccini nel segno della memoria\, della cultura e della condivisione.  \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nIl 23 dicembre la rassegna si chiude con La vera storia della Befana\, di Elisa Parrinello\, con Noa Flandina\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Virginia Maiorana\, Giulia Fragiglio e Mattia Lanfranca. Protagonista è la celeberrima vecchina che vola su di una scopa che\, stanca di ricoprire sempre il suo ruolo\, decide di cercare una sostituta. Tra impostori e befane improbabili\, la missione si rivela più difficile del previsto. Ma\, in fondo\, si sa… certe magie hanno radici troppo profonde per sparire del tutto. \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n23 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nLa vera storia della Befana \n\n\n\nregia di Elisa Parrinello\, con Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Noa Flandina\, Giulia Fragiglio\, Mattia Lanfranca e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nLa storia della Befana affonda le sue radici nella notte dei tempi tra antiche tradizioni magiche e riti precristiane. La vecchina simboleggiava l’anno appena trascorso: un anno vecchio proprio come lei\, che portava con sé doni carichi di significato e di buoni auspici per quello nuovo. Ma questa volta… qualcosa è cambiato. La nostra vecchina si è stancata di fare sempre la Befana! Così\, con un pizzico di malinconia\, annuncia a Pierino e Carletto che quella sarebbe stata la sua ultima Epifania. \n\n\n\nI due narratori\, sconvolti\, si mettono alla ricerca di una sostituta. Ma tra impostori\, robot e befane cibernetiche\, la missione fallisce: nessuno è all’altezza. E allora? Col cuore colmo d’affetto la vera Befana ritorna. Si ricomincia con i due narratori… e perfino con il futuro dispettoso a patto che  \n\n\n\ni bambini e le bambine imparino ad accontentarsi un po’ di più\, a custodire la magia delle piccole cose. \n\n\n\nÈ possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli online sul sito del Ditirammu al link www.teatroditirammu.it oppure direttamente al botteghino dei teatri. \n\n\n\nLa stagione è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura (MIC) – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
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SUMMARY:"CIRCO PARADISO" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Le lucciole sono sempre più rare\, non c’è più spazio per loro in quest’epoca di plastica tutta Serie TV on demand. Eppure\, se avete avuto la fortuna – magari da bambini – di acciuffarne una e di tenerla chiusa per qualche istante fra le dita – prima di lasciarla volare via – se lo avete fatto almeno una volta e avete visto quella luce palpitare fra le mani\, allora questa storia è per voi.  Agnese Fallongo \n\n\n\nUn inno allo spettacolo dal vivo e a tutti gli artisti del circo che\, proprio come i teatranti\, scrivono sull’acqua e nel cuore del pubblico. Al Teatro Manzoni di Roma arriva CIRCO PARADISO\, il nuovo atteso spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo\, per la regia di Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata\, in scena da giovedì 13 a domenica 30 novembre.  \n\n\n\nNelle scorse stagioni la compagnia ha conquistato pubblico e critica con la trilogia degli ultimi\, ovvero Letizia va alla guerra\, …Fino alle stelle!\, I Mezzalira\, attraverso uno stile originalissimo\, che mescola modernità e sapore antico. Gli spettacoli si caratterizzano per una grande maestria in tutte le parti della creazione teatrale\, dai testi\, alle musiche e alla realizzazione in scena\, e con una poetica che rilancia urgenze del cuore\, tratte dalla tradizione orale passata\, che si confermano oggi universali umani. \n\n\n\nIl nuovo spettacolo riprende queste linee\, rinnovando ancora temi e stili e trasportando il pubblico nell’universo circense. Circo Paradiso è una commedia musicale tragicomica con un’eco onirica\, che conferma uno stile oggi unico nel panorama nazionale. È una produzione Teatro De Gli Incamminati eTeatro Metastasio.  \n\n\n\nThe fireflies of the Circus (Le lucciole del circo). È così che nel ’69 uno dei settimanali internazionali di spettacolo più famosi del secolo scorso\, Variety\, aveva definito i due trapezisti Cesare e Attilina\, “due stelle cadenti che si librano nell’aria e lasciano la scia\, sfidando il buio della gravità ed illuminando gli occhi di chi li guarda con doppio e triplo salto mortale…senza rete sotto”.  \n\n\n\nOrmai in pensione\, Cesare e Attilina\, un tempo compagni di vita e di palcoscenico\, vengono chiamati per esibirsi in una “serata d’onore” e ricevere il premio più ambito da tutti i circensi\, il trapezio d’oro. Non si vedono da oltre trent’anni\, dal giorno in cui il destino li ha divisi per sempre. Viaggiando a ritroso nel tempo attraverso l’escamotage dei flashback\, le due “lucciole del circo” si raccontano al pubblico\, accarezzando tutti i capitoli più significativi della loro relazione: dal primo incontro da bambini\, allo sbocciare del loro amore fanciullesco\, fino all’apice del loro percorso artistico in età adulta\, che – “coup de théatre” – coincide esattamente con il loro distacco. Ma cosa rivelerà davvero questo premio?  \n\n\n\nIn pista si avvicenderanno anche altri personaggi che gravitano dentro e fuori lo chapiteau\, come Dimitri il lanciatore di coltelli\, Fortuna la veggente\, Betta la domatrice di leoni\, Mariuccio bello bello il clown. \n\n\n\nUna commedia musicale tragicomica che si fa metafora di un’arte\, come quella circense che\, oggi più che mai\, ci appare come un “tramonto straordinario” per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra\, il palco e la quotidianità\, fra la realtà e la fantasia.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nIn un momento storico come quello che stiamo vivendo\, caratterizzato da una tecnologizzazione massiva\, anche della creatività\, la nostra personalissima risposta è che\, oggi più che mai\, si avverta la necessità di salvaguardare almeno una forma di intelligenza imprescindibilmente umana e della quale vorremmo continuare a poter disporre\, ovvero “l’intelligenza sentimentale” che\, nel nostro lavoro\, si sposa con una creazione artigianale\, sorretta dai saperi antichi d’artista\, in ogni dettaglio.  \n\n\n\nQuesta storia è figlia di un’urgenza creativa genuina e onesta che\, alla fin fine\, risponde solo alle regole del cuore\, poiché “Il futuro non è sempre avanti\, a volte bisogna fermarsi e tornare indietro per raggiungerlo”. \n\n\n\nLA COMPAGNIA \n\n\n\nAgnese Fallongo – Tiziano Caputo – Adriano Evangelisti – Raffaele Latagliata \n\n\n\nL’incontro tra Agnese Fallongo (1987)\, attrice-cantante e autrice teatrale\, e Tiziano Caputo (1999)\, attore-cantante e musicista poli-strumentista\, avviene nel 2017\, in occasione della realizzazione di “LETIZIA VA ALLA GUERRA – la suora\, la sposa e la puttana”\, spettacolo ideato e diretto da Adriano Evangelisti e scritto dalla stessa Fallongo. Successivamente questa compagine artistica si arricchisce di un quarto elemento grazie al coinvolgimento di Raffaele Latagliata che firma la regia dei due spettacoli successivi: “…FINO ALLE STELLE! – scalata in musica lungo lo stivale”\, nel 2019\, scritto a quattro mani da Fallongo e Caputo con il coordinamento creativo di Evangelisti\, e “I MEZZALIRA – panni sporchi fritti in casa”\, nel 2022\, scritto dalla Fallongo\, impreziosito dalle musiche originali composte appositamente da Caputo e arricchito dalla presenza di Evangelisti anche in veste di attore. L’insieme di questi tre spettacoli dà origine alla “Trilogia degli ultimi”\, che li porta presto a distinguersi sul panorama nazionale per una poetica tesa a sfiorare il presente attraverso il passato attraverso un “teatro di narrazione” a più voci e riletto in chiave moderna – ma costruito con sapienza artigianale -\, che corrisponde anche alla modalità di raccolta del materiale\, attraverso ricerche vere\, interviste e racconti\, che puntano al recupero della tradizione orale e della memoria. Dal punto di vista linguistico\, ricorre frequentemente la scelta del dialetto\, inteso come lingua del cuore\, ed espressione di verità. La musica\, ideata appositamente per tutti gli spettacoli e suonata rigorosamente dal vivo\, è parte integrante della drammaturgia\, con l’intento di accompagnare lo spettatore\, cullandolo\, in un intenso spaccato della storia d’Italia. La compagnia dal 2023 è prodotto e distribuita da Teatro De Gli Incamminati. www.incamminati.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it \n\n\n\nPrezzi biglietti: \n\n\n\nIntero € 30\,00; Ridotto € 25\,00 \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\ngiovedì 13 novembre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 14 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 15 novembre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 16 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 18 novembre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 19 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 20 novembre  ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 21 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 22 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 23 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 25 novembre ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 26 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 27  novembre ore 17:30 \n\n\n\nvenerdì 28 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 29 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 30 novembre ore 17:30
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SUMMARY:"PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto speciale\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori. Nasce il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.   \n\n\n\nIl progetto prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. “In un’epoca dominata dai profili digitali e dalle identità performative dei social –  spiega Ottavio Cappellani – Pirandello si manifesta in tutta la sua classica contemporaneità. Studiare le sue novelle offre agli allievi un terreno vivo su cui esercitare la scrittura scenica: brevi storie dense di ironia\, dolore\, smarrimento\, che si prestano a diventare corti teatrali. Gli allievi non solo reinterpretano Pirandello\, ma si scoprono\, come lui\, autori di sé. Perché al centro del mondo drammaturgico sta ciò di cui tutti andiamo in cerca: il motore della storia”.  \n\n\n\nI lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nCon il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL – spiega Roberta Torre\, Direttore artistico del Teatro Pirandello – la città di Agrigento diventa palcoscenico\, in una rilettura teatrale di luoghi iconici di bellezza assoluta”. “Il Pirandello Fringe Festival – aggiunge Alessandro Patti\, Presidente Fondazione Teatro Pirandello – con l’imprinting della nostra direttrice Roberta Torre\, si inserisce nel solco già tracciato da questa governance\, che non è nuova a collaborazioni con prestigiose istituzioni culturali. Il Teatro che esce dalle sue mura per entrare sempre più in simbiosi con la città\, vera protagonista del progetto\, così come della stragrande maggioranza dell’opera del nostro illustre drammaturgo”. \n\n\n\n“L’Università – continua Giovanni Francesco Tuzzolino\, Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento – ha attivato un’interessante collaborazione con il Teatro Pirandello\, che porterà alla realizzazione di iniziative finalizzate alla crescita culturale della città. In tal senso alcuni luoghi\, scelti per riattivarne i significati spaziali e narrativi\, diventeranno la scenografia ideale per l’attualizzazione del teatro di Pirandello”.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. \n\n\n\nI testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. \n\n\n\nIl progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nCONTATTI E INFO \n\n\n\nPer mandare la propria candidatura  \n\n\n\ncon cv dettagliato e video motivazionale durata massima di UN MINUTO scrivere a pirandellofringefest@gmail.com \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: 352. 0506683
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SUMMARY:"Metamorfosi del Sacro" al  Complesso museale Santa Maria della Scala
DESCRIPTION:Il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena ospita dal 14 novembre 2025 al 11 gennaio 2026 la mostra Metamorfosi del Sacro \, la prima personale istituzionale di Teodora Axente \, artista rumena tra le voci più intense della pittura europea contemporanea. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, radicalmente  site-specific \, nasce da un’idea del Presidente della Fondazione Cristiano Leone \, nella volontà non soltanto di affiancare il contemporaneo al patrimonio storico\, ma di valorizzare quest’ultimo attraverso operazioni concepite in modo specifico per il Complesso museale. La mostra\, realizzata in collaborazione con la Galleria Rosenfeld di Londra\, è curata da Riccardo Freddo e Michela Eremita . \n\n\n\nMetamorfosi del Sacro è un progetto artistico di 25 opere pensato interamente per il Santa Maria della Scala: un attraversamento che unisce secoli e sensibilità\, in cui le reliquie diventano presenze evocate e la dimensione spirituale si rinnova attraverso immagini ibride. \n\n\n\nUn tempo Ospedale e luogo di accoglienza per i pellegrini\, il Santa Maria della Scala custodisce tesori unici come gli affreschi del Vecchietta (Lorenzo Di Pietro\, 1410-1480\, Siena)\, il velo della Vergine\, il chiodo della Croce e le reliquie da Costantinopoli. È in questo tessuto di segni che si innesta la ricerca di Teodora Axente\, capace di trasformare l’eredità spirituale e materiale del Santa Maria in un atlante immaginifico. \n\n\n\nIn ascolto di questo luogo – dove l’artista ha trascorso del tempo studiando e ammirandone le meraviglie – nascono le sue tele installazioni\, le memorie si intrecciano agli affreschi\, ai simboli e agli oggetti liturgici per trasformarli in un linguaggio pittorico visionario. Al centro\, il tema della metamorfosi: nascita\, dissoluzione\, elevazione in cui il corpo diventa luogo fragile e sacro\, incubatore dell’anima e strumento di guarigione\, mentre tutto è traccia di un passaggio dal terreno al divino. Le nature morte accolgono oggetti un tempo utilizzati all’interno dell’Ospedale\, come ciotole e bende\, contenitori e strumenti medici\, che diventano reliquie laiche e tracce di una cura fisica e spirituale. L’insetto\, il bozzolo\, il giglio\, la scala\, il calice divengono archetipo di trasformazione\, un richiamo alla possibilità di trasfigurazione. Accanto a questi motivi l’artista integra elementi specifici come le architetture dipinte nei grandi cicli ad affresco. Le reliquie sono presenze simboliche all’interno delle sue composizioni e la sacralità del luogo si tesse con la sua funzione originaria di accoglienza e cura. \n\n\n\nNell’opera intitolata Natura morta con gigli (2025) una natura morta di reliquie sacre acquistate dall’Imperatrice di Costantinopoli si organizza attorno al Chiodo della Croce di Cristo\, trasformato in fulcro luminoso della composizione; nella Scala (2025) l’artista rielabora gli affreschi del Vecchietta\, ricomponendoli in una scala sospesa tra la terra e il cielo; in Restoring the World (2025) una fanciulla angelica custodisce una boccetta col sangue di Cristo\, fragile e potente al tempo stesso\, come promessa di rinascita. \n\n\n\nL’inaugurazione della mostra (13 novembre 2025 ore 18.00) sarà accompagnata dalla performance Nello sguardo di Teodora Axente con Alessandra Cristiani \, Jacopo Giarda e musica dal vivo con il trio jazz diretto da Silvia Bolognesi e due studenti dell’ Accademia Siena Jazz \, nell’ambito di XENOS festival di performance (Siena\, Santa Maria della Scala\, 13\, 14\, 15\, 16 novembre 2025) con la direzione artistica di Anna Lea Antolini . \n\n\n\nTeodora Axente (1984\, Sibiu)Vincitrice del Grand Prize al 3rd Frissiras Award for European Painting e dell’Essl Art Award\, è stata selezionata da Uwe Goldenstein per il catalogo Preparing for Darkness. Un nuovo movimento nella pittura contemporanea . Già riconosciuta a livello internazionale con mostre al MoCA di Boulder (Colorado)\, al Museum of Art di Cluj-Napoca e all’Hugo Voeten Art Center\, la poetica di Teodora Axente arriva a Siena offrendo un esempio di come l’arte contemporanea sappia aprire varchi temporali nel cuore della storia e del patrimonio italiano. \n\n\n\nInfo: www.santamariadellascala.com – Costo del biglietto 5 euro 
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SUMMARY:La stagione 25/26 del Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto innovativo\, che combina teatro\, musica\, cinema\, arti visive\, promuovendo nuove drammaturgie. Un viaggio attraverso la creatività e la sperimentazione\, dove Il teatro diventa luogo d’incontro tra comunità locali\, artisti emergenti e pubblico internazionale. Una riscoperta e reinterpretazione dell’opera pirandelliana\, integrata con multimedialità\, periferie culturali e voci marginali. Con questi presupposti il Teatro Pirandello di Agrigento dà il via alla stagione 2025/2026 che vede per la prima volta la Direzione Artistica di Roberta Torre. \n\n\n\n“Ho iniziato a pensare alla stagione per il Pirandello nel luglio scorso – racconta Roberta Torre – e quando sono arrivata ad Agrigento ho scoperto un teatro meraviglioso. Mi sono poi accorta che raccontando la mia nuova direzione artistica ad amici e colleghi\, attori\, registi o semplicemente amanti del teatro\, in tanti mi dicevano che non erano mai stati ad Agrigento e avrebbero voluto venirci\, non solo a teatro ma proprio per conoscere la città. La stagione è ricca\, con spettacoli molto importanti. Come PRIMA FACIE\, lo spettacolo di apertura”.  Sarà infatti l’opera teatrale firmata dalla drammaturga australiana Suzie Miller\, pluripremiata in tutto il mondo e già vincitrice di due Laurence Olivier Award\, lo spettacolo che inaugurerà il calendario della Prosa il 15 e 16 novembre 2025. Prima Facie porta in scena un intenso monologo interpretato dall’attrice italo-brasiliana Melissa Vettore\, per la regia di Daniele Finzi Pasca che mette al centro la violenza di genere\, il linguaggio del potere e il tema del consenso come fondamento della giustizia.  \n\n\n\nA seguire\, Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani saliranno sul palco con IL VEDOVO\, regia di Ennio Coltorti\, tratto dal celebre film di Dino Risi\, capolavoro del cinema italiano con Alberto Sordi e Franca Valeri (27 e 28 novembre) A dicembre andrà in scena A CHRISTMAS CAROL – Musical\, Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano (autrice e regista) con oltre 20 artisti in scena\, grandi effetti\, musiche originali e 150 costumi\, pronto a far sognare adulti e bambini. Nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo (10 e 11 dicembre). Marisa Laurito ed Enzo Gragnaniellosaranno protagonisti di VASAME – L’AMORE È RIVOLUZIONARIO\, spettacolo che ha come filo conduttore la musica del grande cantautore Enzo Gragnaniello e la spumeggiante presenza di Marisa Laurito che canta e recita l’amore nelle sue tenere\, struggenti e divertenti sfaccettature (13 e 14 gennaio). Il 31 gennaio e 1 febbraio si cambia registro con OTELLO di Shakespeare\, in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasottie con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini\, con Giacomo Giorgio\, Giorgio Pasotti\, Claudia Tosoni.  \n\n\n\nAltro appuntamento da non perdere è I RAGAZZI IRRESISTIBILI diretto da Massimo Popolizio che vedrà sul palco Umberto Orsini e Franco Branciaroli in un testo scritto da Neil Simon nel 1972\, divenuto un classico della commedia brillante e un film di notevole successo (18 e 19 febbraio)\, mentre Donatella Finocchiaro sarà protagonista di ROSA CUNTA E CANTA\, canto-racconto su Rosa Balistreri\, dalla povertà e dalla violenza subita alla rinascita nell’arte\, voce arcaica capace di sublimare il dolore di un popolo (28 febbraio e 1 marzo). Il 7 e 8 marzo sarà la volta dello spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella Hicksoncon Elena Russo Arman\, Maria Caggianelli Villani\, Enzo Curcurù\, Cristian Giammarini\, per la regia diCristina Crippa e Elio De Capitani\, una Elisabetta I “pop” e contemporanea in una commedia noir dal grande impatto visivo tra storia e presente. Nel mese di marzo andrà in scena anche VICINI DI CASA\, commedia libera e provocatoria che esplora la sessualità e le relazioni di coppia con Amanda Sandrelli\, Gigio Alberti\, Alessandra Acciai\, Alberto Giusta\, per la regia di Antonio Zavatteri (21-22 marzo). A seguire\, un omaggio a Pirandello con Pippo Pattavina ne IL PIACERE DELL’ONESTÀ\, con la regia di Guglielmo Ferro\, che esplora i temi dell’identità\, della verità e della menzogna. Un testo che mette in discussione le convenzioni sociali e le ipocrisie della società borghese\, proponendo una riflessione profonda sulla natura umana. A maggio Gianfranco Jannuzzo porterà in scena FATA MORGANA\, un viaggio teatrale tra miraggio\, musica e ironia\, accompagnato da quattro musicisti in scena. Il mito della Fata Morgana diventa racconto di illusioni\, speranze e memorie (9 e 10 maggio).  \n\n\n\nLa stagione si concluderà il 27 e 28 giugno con lo spettacolo in anteprima nazionale assoluta LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE\, interpretato da Giampiero Ingrassia e Stefano Fresi e diretto da Roberta Torre\, adattamento contemporaneo del testo pirandelliano in cui una comunità siciliana\, tra religione popolare e potere\, svela superstizioni e conflitti durante una sagra che diventa rito collettivo. “Pirandello è un genio che non smette mai di regalare visioni”\, conclude Roberta Torre. “Questo è il Pirandello popolare\, meno conosciuto di quello borghese e metafisico\, ma non meno affascinante”. \n\n\n\nPIRANDELLO FRINGE FESTIVAL | CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO \n\n\n\nUn progetto speciale di questa stagione sarà il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.  L’iniziativa prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. I lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. I testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. Il progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nPASSO A DUE – Il Teatro al Cinema\, il Cinema in Teatro  \n\n\n\nA cura di Gianluca Arnone e Roberta Torre \n\n\n\nAltra importante iniziativa in programma sarà Passo a due\, un progetto che nasce da un’intuizione semplice ma fertile: accostare film che raccontano il teatro – nelle sue forme\, nei suoi fantasmi\, nelle sue memorie e reinvenzioni – a conversazioni vive con coloro che\, dentro questi film\, hanno dato corpo\, voce e visione a quella rappresentazione. Perché il teatro\, più di ogni altra arte\, esiste nella relazione\, nell’incontro; e il cinema\, specchio moltiplicato del reale\, ne raccoglie spesso le tracce\, le ombre\, le riscritture. Prende forma così una piccola stagione di dialoghi e visioni\, un itinerario tra film che del teatro fanno memoria\, scena\, ossessione\, carne. “Un progetto – spiega il curatore Gianluca Arnone – nato per restituire al cinema la sua natura più autentica: quella dell’esperienza condivisa. E al tempo stesso per riconsegnare al teatro la sua vocazione originaria: il luogo della presenza\, dell’ascolto e dell’incontro dal vivo. Scegliere un teatro storico\, il Teatro Pirandello di Agrigento\, che porta il nome di uno dei massimi autori della nostra tradizione significa affidare a una cornice autorevole e solenne il compito di ridare vita a film indimenticabili e\, insieme\, di riattivare il rito scenico: una platea che respira\, la parola che risuona\, una comunità che si ritrova davanti alla magia della rappresentazione”.  \n\n\n\nIl calendario degli appuntamenti sarà annunciato prossimamente. \n\n\n\nRoberta Torre nasce a Milano\, ha studiato filosofia\, recitazione e regia all’Accademia Paolo Grassi e alla Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” a Milano.  Ha scelto la Sicilia come casa d’elezione: vive a Siena\, ma la Sicilia continua a nutrire la sua ispirazione artistica e identitaria.  \n\n\n\nUna donna dalle straordinarie capacità artistiche\, che le sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui: Nastro d’Argento e David di Donatello come Miglior Regista Esordiente\, Leone del Futuro – opera prima (Venezia)\, premi FEDIC e Kodak\, per il film d’esordio che fu un caso eclatante: Tano da morire\, il primo musical sulla mafia\, girato a Palermo nella Vucciria\, che ha girato il mondo facendo conoscere il talento portentoso di Nino D’Angelo\, autore della colonna sonora.  \n\n\n\nTutti i suoi film sono stati presentati nei maggiori Festival Internazionali\, dalla Quinzaine di Cannes alla Mostra Internazionale di Venezia\, dalle Giornate degli Autori al Sundance Film Festival\, dall’IDFA al Locarno Film Festival\, Festa di Roma e Torino Film Festival. \n\n\n\nOpere sempre contaminate nei generi\, come Sud Side Stori del 2000\, riflessione contemporanea su Romeo e Giulietta\, ambientata tra immigrati africani in Sicilia. Ancora Sicilia con Angela nel 2002\, con cui la Torre scopre il talento di Donatella Finocchiaro\, dramma intenso tra amore e mafia\, candidato ai David e Nastri. Mare nero del 2006\, noir esistenziale sulle ossessioni umane con protagonista Luigi Lo Cascio. Riccardo va all’inferno del 2017\, protagonista un inedito Massimo Ranieri\, musical noir tratto da Shakespeare: opere che confermano la sua poliedricità narrativa\, cinematografica e teatrale. \n\n\n\nCortometraggi come La notte quando è morto Pasolini\, Spioni\, Anime Corte esplorano la marginalità\, la memoria e l’identità con stile innovativo e poetico\, mentre Le favolose (nel 2022) viaggia nel mondo della trans-identità con un inno alla libertà e alla riconquista\, presentato alle Giornate degli Autori\, per poi ottenere molti riconoscimenti internazionali: Miglior Regia alla sezione Envision dell’IDFA 2022\, unico film italiano in concorso\, vincitore del Gran Premio della Giuria per la migliore opera narrativa internazionale all’Outfest di Los Angeles.  \n\n\n\nIl suo ultimo lungometraggio Mi fanno male i capelli viene presentato in concorso nel 2023 alla Festa del Cinema di Roma\, dove la protagonista Alba Rohrwacher vince il premio Monica Vitti come Migliore Attrice. \n\n\n\nNel teatro\, Roberta Torre è stata la prima donna a dirigere uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa(Gli Uccelli\, 2012)\, vincendo il Premio Ombra di Dioniso. Autrice di pièce innovative come Insanamente Riccardo III (2013)\, con pazienti psichiatrici e attori professionisti\, sovvertendo i codici shakespeariani. Il colore è una variabile dell’infinito (2014)\, prodotto da CRT Milano e Triennale Design Museum\, poetico\, coraggioso e fantasioso omaggio a Pierluigi Torre\, inventore della Lambretta. Co-direttore di festival\, docente a livello internazionale negli USA e Italia (Mills College\, Ca’ Foscari\, Centro Sperimentale di Palermo). Cerca sempre il genius loci: ogni progetto nasce da un luogo\, una memoria\, un territorio ‒ da Palermo all’Agrigento contemporanea.
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SUMMARY:"Visioni temporanee" alla White Gallery
DESCRIPTION:Dal 15 al 30 novembre 2025 in occasione della White Gallery. Temporary Art Space a Roma\, Myra Bonifazi presenta la sua nuova produzione fotografica. La mostra\, il cui titolo è Visioni temporanee è inserita nel progetto espositivo curato da Valentina Ciarallo. \n\n\n\nIl cielo e le nuvole sono elementi ricorrenti e centrali nelle rappresentazioni artistiche\, dal cielo blu con le nuvole “ingessate” del Mantegna ai cieli vorticosi e soavi del Tiepolo\, dal cielo come pensiero romantico alla volta celeste come spazio per la raffigurazione simbolica e religiosa\, fino a giungere alla sublimazione raffigurativa di John Constable\, il più devoto pittore di nuvole della storia dell’arte\, e del suo contemporaneo J. M. William Turner\, per cui le nuvole e i cieli non sono più un elemento dell’opera ma il protagonista attraverso cui esprimere la forza simbolica della natura\, la sua capacità di mutare costantemente e di rappresentare il sublime. \n\n\n\nMyra Bonifazi da oltre vent’anni ha fatto sua questa significativa visione artistica e attraverso la fotografia ha osservato\, interpretato ed elaborato le infinite metamorfosi di cielo e nuvole cogliendo quell’attimo che solo l’obiettivo consente di catturare. \n\n\n\nElemento costante e dominante della sua ricerca è il dialogo tra cielo\, terra e mare: uno spazio visivo e poetico in cui le nuvole si fanno protagoniste di un racconto senza fine. Leggere come aquiloni o gravide di pioggia\, esse incarnano l’eterno mutamento\, diventando specchio degli stati d’animo e metafora del continuo fluire della vita. \n\n\n\nPerduta ora l’illusione che gelosa un tempo custodivo dentro me\, guardo da quest’angolo di terra\, quel cielo lontano\, proibita vanità – Myra Bonifazi da “Il cielo sopra di me”\, 1985. \n\n\n\nAffascinata fin dall’infanzia dai colori cangianti del firmamento\, l’artista trasforma oggi quello stupore originario in un linguaggio maturo e personale. Dopo anni di osservazione e migliaia di scatti\, l’artista intraprende una nuova fase di sperimentazione: decostruisce le immagini\, ne isola frammenti e ne ricompone la forma\, dando origine a un processo di astrazione che porta la fotografia verso una dimensione metafisica e contemplativa. \n\n\n\nIl fotogramma si riflette\, si duplica\, si trasforma in un mandala visivo: uno spazio simbolico e spirituale che invita lo spettatore a perdersi e a ritrovarsi. In questo nuovo orizzonte tra naturalezza e artificio\, tra sogno e realtà\, le opere di Myra Bonifazi rivelano un “originale perduto” che rimanda al profondo mistero dell’universo infinito. \n\n\n\nCome scriveva Luigi Ghirri\, “Il desiderio d’infinito è in ognuno di noi”\, e questo è un sentimento che attraversa l’intera produzione di Myra Bonifazi\, capace di coniugare la precisione dello sguardo fotografico con la leggerezza della visione poetica mostrando una nuova prospettiva\, un nuovo modo di guardare l’universo ma anche di interrogare noi stessi. \n\n\n\nLa mostra Visioni temporanee concepita per questo spazio si presenta tra immagini macro e raffinate tavole fotografiche\, e offre un’originale rilettura del visibile e del non visibile\, del tempo e del non-tempo. Tra le opere esposte Steam\, un’esplosione di nubi in cieli plumbei\, Gemma\, un acceso tramonto doppiato dove l’albero da elemento reale diviene oggetto immaginario\, Mouth in the lake\, Future e Feathers\, immagini dove cielo\, terra e nuvole si fondono per restituire una caleidoscopica visione dei paesaggi ritratti e rielaborati da Myra Bonifazi\, opere che regalano una visione fantastica e reale al contempo. \n\n\n\nMyra Bonifazi ha da sempre affiancato alla formazione umanistica una profonda passione per le arti visive. La sua ricerca artistica si è sviluppata nel tempo attraverso una costante sperimentazione di tecniche e materiali\, dalle pitture su tela e carta fino all’elaborazione di forme su porcellana\, linguaggio che ha esplorato con originalità e rigore formale. \n\n\n\nDopo un intenso periodo di lavoro sotto la guida della maestra Loredana Pagan\, Bonifazi presenta nel 1996 la sua prima mostra personale\, Elogio dell’arte. Porcellane dal sapore antico\, al Chiostro del Bramante di Roma\, seguita nel 1999 da Gattoneria al Chiostro di San Salvatore in Lauro. \n\n\n\nNegli anni successivi la sua attenzione si concentra sempre più sulla natura e sul cielo\, temi che diventano il fulcro della sua ricerca espressiva. Il passaggio alla fotografia segna un’evoluzione decisiva: il mezzo fotografico le consente di catturare la luce e la mutevolezza del paesaggio con una sensibilità nuova e immediata. \n\n\n\nNel 2014 espone a Roma\, presso il Palazzo della Cancelleria\, la mostra MyraLeNuvole\, seguita nel 2016 da TraLeNuvole nel borgo di Castelfalfi e nel 2018 da Nuvolario presso la sede romana di IWBank. \n\n\n\nNell’ultimo periodo l’artista approda a una dimensione più metafisica e astratta: le sue immagini si moltiplicano\, si riflettono e si ricompongono in nuove forme\, assumendo profondi valori evocativi e dando vita a spazi interiori tra naturalezza e artificio\, sogno e realtà. \n\n\n\nOrari: dal mercoledì al sabato dalle 15.00 alle 18.00 e su appuntamento. \n\n\n\nIl 20-21-22-23 novembre dalle 11.00 alle 20.00 \n\n\n\nLuogo: Lungotevere di Pietra Papa\, 105 – Roma
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SUMMARY:Continua a Roma il progetto “Prove Aperte di Civiltà”
DESCRIPTION:Continuano gli appuntamenti di “Prove Aperte di Civiltà”\, il progetto diffuso di teatro\, memoria e partecipazione attiva che ha preso il via il 18 ottobre. Tutto pronto per gli ultimi spettacoli dal 15 al 30 novembre 2025 a cura de Il NaufragarMèDolce con la direzione artistica di Chiara Casarico. \n\n\n\nIn un tempo attraversato da fratture sociali e bisogno di senso condiviso\, Prove Aperte di Civiltà sceglie il teatro come gesto civile\, linguaggio collettivo\, spazio di bellezza\, condivisione ed ascolto che  animerà i Municipi IV\, VII\, X\, XI e XIV di Roma con spettacoli teatrali\, performance itineranti\, letture\, laboratori e attività per tutte le generazioni\, trasformando scuole\, teatri\, strade\, musei e centri anziani in luoghi vivi di riflessione e comunità. Tra i luoghi istituzionali coinvolti Teatro Furio Camillo\, Teatro del Lido di Ostia\, Centro Culturale Artemia e Museo di Casal de Pazzi.  \n\n\n\nSabato 15 novembre alle ore 16.00\, presso Museo Casal de Pazzi “A via Giovanni Tagliere\, 3” con Chiara Casarico\, Tiziana Scrocca\, Emanuela Bolco\, Luciano Pastori\, Rita Superbi\, Catia Castagna. Spettacolo itinerante dedicato a Pier Paolo Pasolini\, che si snoda tra memoria e territorio. Il percorso parte dal Museo di Casal de’ Pazzi e conduce fino alla casa di via Giovanni Tagliere 3\, un tempo abitata dal poeta. Lungo il tragitto – e nel ritorno al museo – attrici e attori della compagnia Il NaufragarMèDolce daranno voce agli scritti pasoliniani\, trasformando il paesaggio urbano in palcoscenico e restituendo\, attraverso parole e presenza\, lo sguardo lucido e visionario del poeta corsaro. \n\n\n\nLunedì 17 novembre alle ore 11.30  “Solo l’amare e solo il conoscere” presso il CPIA1 del IV Municipio. Prendendo spunto dal primo verso del “Pianto della scavatrice” di Pier Paolo Pasolini\, abbiamo deciso di stimolare il racconto autobiografico dei ragazzi migranti iscritti al CPIA1\, per creare successivamente una lettura collettiva in cui il pubblico possa assistere ad una narrazione autobiografica: storie di vita vissuta\, migranti che si raccontano come se fossero libri. \n\n\n\nDal 21 al 23 novembre alle ore 21:00 “La Scelta della Gioia” presso il Centro Culturale Artemia con Chiara Casarico\, Tiziana Scrocca per la regia Giovanna Mori. La Scelta della Gioia è uno spettacolo che esplora il tema della diversità come possibilità e scelta consapevole. Attraverso un linguaggio intimo e ironico\, le due attrici mettono in scena se stesse – corpi\, ricordi\, desideri – interrogandosi su cosa significhi oggi essere autenticamente sé\, e se il personale possa ancora dirsi politico. Un racconto sincero e vibrante di paure\, conquiste e piccole rivoluzioni quotidiane\, alla ricerca della propria unicità e della propria gioia. \n\n\n\nMartedì 25 novembre 11:30 “Figlie di Sherazade” presso il Teatro del Lido di Ostia con Chiara Casarico e Tiziana Scrocca. Lo spettacolo racconta le storie vere di due giovani donne: una ragazza nata in Germania da genitori turchi\, costretta a fuggire per evitare un matrimonio imposto\, e una bambina afghana rifugiata in Pakistan\, accolta in una scuola femminile clandestina. Attraverso un intreccio di narrazione\, canto e immagini\, le due protagoniste condividono esperienze di oppressione e resistenza\, evidenziando la forza del racconto come strumento di salvezza e consapevolezza. Lo spettacolo è stato finalista al Premio Ustica per il Teatro nel 2007 e ha ricevuto il Premio RadioRAI Microfono di Cristallo\, oltre a una lettera di encomio dal Presidente della Repubblica. \n\n\n\nGiovedì 27 novembre alle 10.30 presso Museo Casa de Pazzi “Brillastella” con Emanuela Bolco ed Eva Gaudenzi. La storia segue il viaggio di una giovane stella che lascia la sua nube madre\, Coccon\, per esplorare l’universo. Durante il suo cammino\, incontra personaggi celesti come costellazioni\, la stella supergigante Rossa\, le Pleiadi\, il Re Sole e i misteriosi buchi neri. Attraverso un linguaggio ironico e interattivo\, lo spettacolo trasforma concetti astronomici complessi in un racconto affascinante e accessibile\, stimolando la fantasia e l’interesse dei più piccoli per le meraviglie del cosmo. \n\n\n\nDomenica 30 novembre alle 10.30 “Sillabario Pasolini” a cura di Chiara Casarico e Tiziana Scrocca uno spettacolo realizzato in occasione dei cinquant’anni della morte di Pier Paolo Pasolini\, lo spettacolo intreccia poesie e profezie dell’autore\, a una personale elaborazione degli studenti dei Licei Anco Marzio e Labriola di Ostia\, frutto di un laboratorio teatrale che ha coinvolto i ragazzi nella riscoperta del pensiero pasoliniano. In scena da lungomare Duca degli Abruzzi a Parco Pier Paolo Pasolini\, Municipio X. \n\n\n\nPROVE APERTE DI CIVILTÀDal 18 ottobre al 30 novembre 2025 \n\n\n\nDirezione artistica: Chiara CasaricoDirezione organizzativa: Luciano PastoriSocial media manager: Maria PlateoComunicazione grafica\, video e foto: Artigiani Digitali Comunicazione SensibileUfficio stampa: Rocchina Ceglia e Maresa PalmacciPREZZIIngresso libero  \n\n\n\n(tranne cinque eventi\, espressamente indicato) \n\n\n\nCOME RAGGIUNGERE L’EVENTO \n\n\n\n\nBus: 30 – 69 – 913 – 120F – 150F – 163 – 213 – 409 – 451 – 545 – A60N – 409 – A06 – N041\n\n\n\nTreno: FC1 – FL1 – FL2 – FL3\n\n\n\nMetro: A – B – C\n\n\n\n\nPER INFO: 351 9073887e-mail: info@ilnaufragarmedolce.itsito: www.ilnaufragarmedolce.itFacebook www.facebook.com/ilnaufragarmedolce \n\n\n\nInstagram www.instagram.com/ilnaufragarmedolce \n\n\n\n@ilnaufragarmedolce
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SUMMARY:Doppio appuntamento con Aurora Piaggesi e con il suo romanzo "NEL CORPO DI ME"
DESCRIPTION:Dopo il successo delle presentazioni di Roma\, alla Libreria ELI\, e di Pisa\, alla Libreria Feltrinelli\, Aurora Piaggesi torna nella Capitale con il suo libro “Nel corpo di me”. \n\n\n\nDue nuovi appuntamenti per incontrare l’autrice e il suo intenso racconto: \n\n\n\n·       Sabato 15 novembre\, ore 17.30 – Gelateria Splash\, Via Eurialo 102 \n\n\n\n·       Sabato 29 novembre\, ore 18.00 – Libreria Mangiaparole\, Via Manlio Capitolino 7/9 \n\n\n\nDue occasioni per riscoprire\, attraverso la parola e la sensibilità di Aurora Piaggesi\, la forza di un corpo che diventa racconto\, visione\, rinascita. \n\n\n\nUn racconto che unisce realismo e visione\, corpo e metafora\, per interrogarsi su cosa significhi davvero “dare la vita” e su quanto siamo disposti a comprendere ciò che sfugge alla logica. \n\n\n\nL’appuntamento di sabato 15 novembre sarà moderato dal drammaturgo Stefano Terrabuoni \n\n\n\nAll’’incontro del 29 novembre saranno presenti le attrici Graziana Allegra  e Raffaella Castelli che curerà anche le letture \n\n\n\nCome è possibile che Silvia\, la donna con la quale Giada ha condiviso solo poche settimane di passione e che non riesce a dimenticare\, si scopra improvvisamente incinta\, senza mai essere stata con un uomo in tutta la sua vita? Tutto ha inizio durante un misterioso incidente nautico che vede entrambe coinvolte e\, da quel momento\, le vite delle due donne tornano loro malgrado a intrecciarsi\, portandole a mettere in discussione ciò che le aveva un tempo allontanate. Mentre Silvia cerca di dare un senso alla propria gravidanza impossibile\, Giada è chiamata ad affrontare paure\, desideri e contraddizioni che credeva sopite. Intorno a loro\, un mondo brulicante di opinioni — scienziati\, media\, curiosi — trasforma l’intimità in spettacolo collettivo\, amplificando la tensione tra mistero e giudizio\, amore e identità. \n\n\n\nll romanzo\, finalista al Premio Clara Sereni 2022 per la letteratura al femminile con il titolo In umana concezione\, affronta il tema della maternità queer attraverso una prospettiva surreale e profondamente simbolica. L’autrice ne fa occasione per un dialogo aperto sul rapporto tra l’identità e il generare vita\, ma anche sulla violenza sottile che nasce dall’incomprensione e dalla spettacolarizzazione di un’esperienza intima come la maternità. \n\n\n\nBio \n\n\n\nAurora Piaggesi\, nata a Pisa nel 1989\, vive a Roma dove lavora come autrice e regista presso la Comunicazione della Rai e come Direttrice Artistica della rassegna di radiodrammi dal vivo per il teatro Radio Play Live\, per la quale ha scritto e diretto sette progetti teatrali. \n\n\n\nIl suo ultimo cortometraggio\, Mer(r)y Xmas! (2016)\, vincitore del premio Infinity Crowdemand\, è stato distribuito da Mediaset Infinity.  \n\n\n\nNel 2017 ha vinto il Premio di Formazione “Mattador” al Miglior Soggetto per Lungometraggio con il suo progetto In Umana Concezione\, da cui nel 2019 ha tratto un romanzo\, edito per Ignazio Pappalardo Editore con il titolo Nel corpo di me.  \n\n\n\nIl suo secondo lungometraggio\, Detective per caso (2018)\, diretto da Giorgio Romano e prodotto da Addictive Ideas è distribuito da Medusa Film sulla piattaforma Amazon Prime Video. Nel 2021 ha scritto un secondo romanzo dal titolo Dove vivono le fate\, attualmente inedito. \n\n\n\nNel 2022 è stata finalista al Premio Nazionale Drammaturgico “Antonio Conti” con la commedia I giorni della falena\, al Premio Letterario Nazionale “Clara Sereni” con il romanzo In Umana Concezione e al Premio Letterario Nazionale “Streghe\, Vampiri e co” con Dove vivono le fate. \n\n\n\nNel 2024\, lo spettacolo I giorni della Falena\, da lei scritto e diretto\, ha vinto sette premi\, tra cui Migliore Opera e Miglior Regia\, al Festival Il Canotto Parlante 2024. \n\n\n\nhttps://www.ibs.it/nel-corpo-di-me-libro-aurora-piaggesi/e/9791281658141?srsltid=AfmBOoqVlk9_6EspY1NdJLA1qYgelGn-yksTedcH93t1r4P6VqTSRwt3
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SUMMARY:“Accardi meets Dalì” a New York
DESCRIPTION:Nel cuore di New York\, all’EDEN House of Art di Soho\, dal 17 novembre al 17 dicembre\, l’artista italiano Angelo Accardi torna protagonista con “Accardi meets Dalì”\, una nuova personale a cura di Nino Florenzano\, che intreccia il primo surrealismo e le derive visionarie del nuovo pop surrealismo. Dopo aver mostrato la sua reinterpretazione del Rinascimento a Londra\, aver dialogato con Raffaello accanto al cartone preparatorio della Scuola di Atene\, Accardi sceglie gli Stati Uniti per esporre un imprevedibile confronto tra epoche e linguaggi: un ponte immaginario che unisce Salvador Dalí\, padre del surrealismo e Accardi\, che del pop surrealismo (Lowbrow) ha fatto la propria forma di libertà e cifra stilistica.Nell’estate 2025\, a Porto Cervo\, Accardi in collaborazione con “Dalí Universe” ha presentato il primo dei “mash-up” in cui le sue opere dialogavano con le sculture monumentali del genio catalano\, segnando una prima tappa di questo percorsoideale tra memoria e contemporaneità. Questa anticipazione prosegue ora a New York\, nel simbolico quartiere di Soho\, con “Accardi meets Dalì”\, un paesaggio mentale che travalica i confini del tempo. \n\n\n\n“In un mondo dominato dall’ossessione per l’immagine e dal gusto per l’iperbole\, la figura di Salvador Dalí appare oggi incredibilmente attuale”\, scrive il curatore Nino Florenzano nella presentazione.  “Nella sua lunga carriera\, l’artista catalano ha anticipato il concetto di brand artistico: la costruzione consapevole di un’immagine pubblica spettacolare\, teatrale e immediatamente riconoscibile. All’Eden House of Art\, le grandi tele di Angelo Accardi si aprono come varchi in uno scenario daliniano\, ricostruito con un trompe-l’œil che avvolge le pareti dello spazio. L’artista dà vita a un racconto che si muove tra ironia e vertigine visiva\, dove l’omaggio si intreccia alla dissacrazione.”  \n\n\n\nTra  tele e nuove opere\, un grande trittico diventa simbolo della mostra: Rendez-Vous\, opera di grande formato (180×540 cm) che mette in scena il dialogo tra le icone accardiane e le presenze inquietanti del maestro catalano\, in un palcoscenico che restituisce la leggerezza e la potenza visionaria del sogno.  \n\n\n\nAngelo Accardi\, firma inconfondibile del panorama contemporaneo\, è oggi uno degli artisti più attivi sulla scena internazionale. La sua ricerca\, capace di fondere ironia\, cultura visiva e memoria iconica del nostro tempo\, lo porta ad esporre nelle grandi gallerie internazionali.  \n\n\n\nAngelo Accardi è uno dei massimi esponenti del Pop Surrealism. Negli anni ’90 avvia la sua ricerca sulla nuova figurazione\, sperimentando tecniche e materiali. Nei primi anni 2000 dà vita alla serie Misplaced\, in cui introduce la figura dello struzzo come metafora della paura indefinita della società liquida\, concetto teorizzato da Zygmunt Bauman. Nel 2006 espone a Shanghai con il gruppo d’avanguardia TantArte e nel 2011 viene selezionato da Marco Vallora per la 54ª Biennale di Venezia. Dal 2017 collabora con Eden Gallery\, esponendo a New York\, Miami\, Mykonos e Tel Aviv. Nel 2022 realizza il progetto di arte pubblica Poetry\, con installazioni simultanee a Milano\, Palermo e Venezia\, chiudendo idealmente la trilogia avviata da Robert Indiana con LOVE e HOPE. Nel 2024 partecipa alla 60ª Biennale d’Arte di Venezia. Nello stesso anno\, l’opera Violet viene scelta per la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti)\, edizione curata dal Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di New York. Il 2025 si apre con una grande mostra istituzionale all’Ambrosiana di Milano\, Art Crimes: installazione che ripropone in formato originale il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello\, conservato nella stessa Biblioteca Ambrosiana. \n\n\n\nInfo mostra: Data: 17 novembre – 17 dicembre 2025 Luogo: EDEN House of Art New York\, 645 Fifth Ave\, New York\, NY\, USA  Accesso: gratuito Artista: Angelo Accardi Curatore: Nino Florenzano Art advisor: Luca Carniato General Manager: Gennaro Verdoliva  Visual Designer: Federica Barletta 
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SUMMARY:" La lezione di Falstaff" al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta al Teatro Torlonia\, dal 18 al 30 novembre\, La lezione di Falstaff\, spettacolo scritto dalla sensibile penna di Matilde D’Accardi e diretto da un altro giovane di ingegno e visione scenica come Tommaso Capodanno.  \n\n\n\nUna produzione del Teatro di Roma\, a sostegno della creatività e delle espressività di una nuova generazione di talenti\, per indagare il rapporto sul potere di Millennials e Gen Zattraverso la finzione\, lo scherzo e la confessione\, ispirandosi al percorso di formazione politica di Hal nell’Enrico IV di Shakespeare. \n\n\n\nL’opera ci catapulta in un regno sconvolto dalla guerra civile\, dove un Principe si ribella ai suoi doveri di palazzo per intraprendere una formazione nera che lo porterà a diventare un sovrano illuminato. Figlio di un Re illegittimo\, il giovane erede al trono sceglie come padre elettivo un geniale fuorilegge\, Falstaff\, che lo guiderà in un percorso iniziatico alla ricerca di una terza via tra uccidere i padri e non crescere mai. \n\n\n\nCon un cast di giovani interpreti – Andrea Basile\, Federico Gariglio\, Eleonora Lausdei\, Federica Quartana\, Giulia Sucapane – La lezione di Falstaff porta in scena una istantanea collettiva sulle nuove generazioni\, spingendo a una riflessione su quale sia la grammatica della loro partecipazione politica e in che cosa consista il vero valore della loro diversità. Il tutto a partire dalla storia di Hal\, protagonista di Enrico IV\, dramma storico in due parti con cui Shakespeare immagina la formazione politica di Enrico V\, figura tra le più importanti del medioevo inglese ed europeo. Il suo arco di trasformazione non è solo un percorso di crescita\, ma un vero e proprio rito di legittimazione del potere ereditato\, un’opera alchemica universale e senza tempo\, in grado di aprirsi a numerosi piani di interpretazione e di accogliere le istanze della contemporaneità. \n\n\n\nLa cornice elisabettiana del Teatro Torlonia diviene palcoscenico naturale per ricreare uno scenario suggestivo che avvolge uno spettacolo coinvolgente\, divertente\, costellato di slarghi emotivi\, in cui il linguaggio recitativo si destreggia tra la poesia shakespeariana e il nostro tempo\, veicolando una drammaturgia originale che si fa spazio tra le righe del dramma per dare voce a una prospettiva politica sull’eredità dei padri molto diversa a quella a cui siamo abituati. Inoltre\, inevitabili ma calibrati\, il riferimento al tema della guerra e la presenza dei nuovi media\, che influenzano drasticamente sia la nostra fruizione della politica sia la nostra attuale percezione del mondo\, poiché\, come ricorda il genio shakespeariano\, il potere consiste innanzitutto nella rappresentazione pubblica che esso fa di sé stesso. \n\n\n\n«Sul giovane erede al trono\, infatti\, pesa la reputazione di fannullone\, un po’ come accade all’attivismo politico delle nuove generazioni contemporanee – ribattezzato non a caso slacktivism. Eppure\, dietro al comportamento disimpegnato e sregolato di Hal\, non c’è il semplice rifiuto dei doveri reali\, ma una strategia ben congegnata\, che egli mette in atto per poter riscattare il potere illegittimo che dovrà ereditare da suo padre\, Re Usurpatore – commentano insieme la drammaturga Matilde D’Accardi e il regista Tommaso Capodanno – Il suo intento finale è legittimare un nuovo paradigma di potere\, basato sulla comunicazione e sulla vicinanza con l’umano\, piuttosto che sulla forza e sul sospetto. Per questa ragione\, sceglie come suo mentore Falstaff\, re della truffa e predicatore visionario\, trickster e retore sopraffino\, che Harold Bloom definisce affettuosamente “Socrate comico”. Il fuorilegge\, personaggio tra i più riusciti del Bardo – per molti\, superiore addirittura ad Amleto -\, è ispirato a una figura realmente esistita: Sir John Oldcastle\, cavaliere eretico che fu amico del giovane Enrico V ma che\, per mano dello stesso\, finì sul rogo. Enrico IV rappresenta\, in un certo senso\, quei padri che sposando un modello di potere violento hanno tradito la propria giusta causa\, provocando da soli la propria fine; Falstaff\, invece\, porta in scena quei padri che\, col loro esempio\, mostrano la via del cambiamento\, ma che allo stesso modo sono vittime della corruzione di ideali che accompagna il desiderio di ricchezza e potere. Seguendo le orme di Hal\, a partire dal classico shakespeariano\, questa libera riscrittura indaga la formazione politica delle nuove generazioni italiane (Millennials e Gen Z)\, il loro rapporto col potere\, e il peso di un mondo e una società lasciata dai loro “padri»
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SUMMARY:45a edizione Fantafestival
DESCRIPTION:Giunto al traguardo della 45ª edizione\, il FANTAFESTIVAL con la direzione artistica di Marcello Rossi e Luca Ruocco\, è pronto a offrire al pubblico di appassionati una ricca selezione di film e cortometraggi italiani e internazionali; la seconda edizione del FantaPitch\, l’unico pitch italiano dedicato al genere fantastico; le masterclass del compositore Fabio Frizzi (autore di colonne sonore cult che hanno contribuito a far entrare tanti film nella storia del cinema italiano e internazionale)\, del maestro Lamberto Bava (autore del film Dèmoni\, prodotto da Dario Argento\, di cui il festival celebra i 40 anni) e del regista Richard Stanley (regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico sudafricano\, autore di film come Hardware – Metallo letale e Demoniaca); una rassegna curata dall’effettista Sergio Stivaletti con un focus sull’evoluzione degli effetti speciali nel cinema fantastico e molto altro ancora. \n\n\n\nFantafestival ospita\, inoltre\, la mostra Famous Weirdos di Mauro “Manthomex” Antonini. \n\n\n\nA Lamberto Bava sarà assegnato il prestigioso Pipistrello d’Oro alla carriera. \n\n\n\nAl via dal 21 al 30 novembre la 45ª edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico)\, prodotto da Velvet Movie srl in collaborazione con Sfera sas e InGenereCinema.com\, con la direzione artistica di Marcello Rossi e Luca Ruocco. Un festival ricco di proiezioni in anteprima\, eventi\, retrospettive e ospiti speciali. \n\n\n\nLe celebrazioni dell’importante anniversario cominciano già dal 20 novembre\, con un imperdibile evento di preapertura: il Frizzi 2 Fulci – Zombie Immersive Concert\, che porta il maestro Fabio Frizzi e la sua F2F Orchestra a Roma dopo anni di lunghe tournée e grandi successi in tutto il mondo. Fantafestivalpresenta un’esperienza unica nella sala immersiva dei Forum Studios\, con proiezioni a 360°\, musiche leggendarie e atmosfere horror ispirate al cult Zombi 2 di Lucio Fulci; il tutto nella cornice mozzafiato dei Forum Studios\, luogo iconico dove hanno suonato i più grandi artisti italiani\, nascosto nei sotterranei della Basilica di Piazza Euclide. \n\n\n\nFantafestival\, lo storico festival romano dedicato al cinema e alla cultura del fantastico\, conferma per il secondo anno la location di Spazio Scena (Spazio Cinema Eventi e Nuove Arti della Regione Lazio)\, in via degli Orti d’Alibert 1/c\, a Roma e raddoppia la durata. \n\n\n\nPer festeggiare i 45 anni\, infatti\, la kermesse promette 10 imperdibili giorni di cinema\, libri\, fumetti e cultura del fantastico che vedranno l’assegnazione\, durante la serata di chiusura\, degli ambiti Pipistrelli d’Oro al Miglior Cortometraggio Internazionale e al Miglior Lungometraggio Internazionale. \n\n\n\nL’artwork del poster del Fantafestival 45 nasce\, come ormai da tradizione\, dalla partnership con Bugs Comics\, casa editrice di fumetti fondata da Gianmarco Fumasoli\, che proprio nel 2025 festeggia i suoi primi 10 anni di attività con l’uscita del suo terzo titolo da edicola (Toni Bellasalma\, che si affianca ai già conosciuti Samuel Stern e Kalya)  \n\n\n\nL’autore dell’artwork è Federico Perrone\, disegnatore che aveva già realizzato la locandina dello scorso anno e che torna a prestare la sua arte alla Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico per creare un riuscito omaggio a Dèmoni\, l’horror meta-cinematografico di Lamberto Bava di cui Fantafestival celebra il quarantennale. Perrone rielabora i demoni baviani che fuoriescono dallo schermo per aggredire gli spettatori in sala\, per riproporli in una versione nuova e personale\, che aggiunge ai segni dell’infezione infernale che caratterizza le creature realizzate da Sergio Stivaletti per il film\, una nota extraterrestre\, che mostra ancora una volta la felice convivenza di due anime (una horror e una sci-fi) all’interno del festival. \n\n\n\nMa quella con Bugs non è l’unica partnership di questa edizione: anche Unitelma Sapienza\, la più importante università telematica italiana\, torna ad affiancare il festival del pipistrello con in più il supporto della neonata Radio UnitelmaSapienza \n\n\n\nIl film d’apertura dell’edizione 2025 è la nuova pellicola di Johannes Roberts\, Ben – Rabbia animale. \n\n\n\nCon Ben – Rabbia Animale\, Johannes Roberts firma un horror inquietante che trascinerà lo spettatore in un crescendo di tensione\, dove l’orrore diventerà sempre più reale e la sopravvivenza sarà l’unica via d’uscita.  \n\n\n\nBen – Rabbia Animale è una produzione Paramount Pictures\, in collaborazione con Domain Entertainment e 18Hz Production\, prodotto da Walter Hamada\, John Hodges e Bradley Pilz\, scritto da Johannes Roberts & Ernest Riera. Il film sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures. \n\n\n\nTanti gli incontri da non perdere\, a cominciare da quelli con gli ospiti speciali di questa edizione. Ad aprire le danze sarà il regista\, sceneggiatore e produttore cinematografico sudafricano Richard Stanley\, autore\, nel 1990\, del suo primo lungometraggio divenuto oggi un cult: Hardware – Metallo letale\, un horror fantascientifico basato sul fumetto Shok! di Steve MacManus e Kevin O’Neill. Dopo il suo secondo horror\, Demoniaca del 1992\, che al Fantafestival sarà proiettato per la prima volta in Italia nella sua versione Director’s Cut\, Stanley si è dedicato maggiormente a documentari\, progetti brevi e sceneggiature\, per poi tornare al genere fantastico nel 2019\, con la regia de Il colore venuto dallo spazio\, tratto da uno dei racconti più famosi di Howard Phillips Lovecraft\, con protagonista Nicholas Cage. \n\n\n\nDopo l’evento di pre-apertura della kermesse\, Fabio Frizzi sarà protagonista anche di una masterclass musicata\, accompagnato alla chitarra dal musicista Riccardo Rocchi\, in cui il compositore ripercorrerà la sua carriera\, tra racconti\, ricordi e musica. Frizzi è legato al mondo dell’horror soprattutto per le celebri colonne sonore composte per i film di Lucio Fulci\, a partire dalla trilogia Zombi 2 / Paura nella città dei morti viventi / …E tu vivrai nel terrore! L’Aldilà\, e proprio a questa lunga collaborazione dedicherà un focus particolare. \n\n\n\nLa terza masterclass dell’edizione 45 del Fantafestival vedrà protagonista Lamberto Bava\, uno dei maestri italiani del cinema fantastico più apprezzati al mondo. Figlio d’arte\, collabora già da giovanissimo con il padre Mario e diventa poi aiuto regista di altri importanti autori come Ruggero Deodato e Dario Argento. Nel 1985\, con il film Dèmoni segna il punto di massimo splendore della sua carriera e firma uno dei più amati film della golden age dell’horror made in Italy. Il regista ha anche il merito di aver traghettato il genere fantastico dal cinema in televisione creando\, tra le altre\, la serie Fantaghirò\, in onda con cinque stagioni dal 1991 al 1996. \n\n\n\nA Lamberto Bava andrà il prestigioso Pipistrello d’Oro alla carriera assegnato dalla direzione artistica e del comitato organizzativo del festival. \n\n\n\nIl Fantafestival\, in collaborazione con Titanus\, chiuderà la sua edizione 2025 con una proiezione  evento dedicata ai quarant’anni di Dèmoni. A presentare in sala il film\, proprio Bava insieme al produttore Dario Argento\, all’effettista Sergio Stivaletti e ad altri illustri collaboratori. \n\n\n\nAltro ospite internazionale della 45ª edizione è il regista e sceneggiatore Adam Mason\, autore di oltre 300 video musicali e di film come Blood River e The Devil’s Chair.  Il regista presenterà al pubblico romano due pellicole: Pesce d’Aprile (prodotto da Blumhouse/Hulu) e Songbird (prodotto da Michael Bay e STX film).  \n\n\n\nFantafestival include all’interno del suo programma ufficiale\, in collaborazione con Fantastic Forge & Stivaletti Studio\, la rassegna Prima del Computer: 5 capolavori\, Effetti artigianali\, curata da Sergio Stivaletti\, indiscusso maestro degli effetti speciali made in Italy e storico collaboratore di Dario Argento\, a partire da Phenomena\, e di Lamberto Bava\, fin da Dèmoni e Dèmoni 2 – L’incubo ritorna. Il suo sodalizio con entrambi i registi è stato lungo e duraturo e ha portato Stivaletti a firmare gli effetti di film davvero iconici. Da autore di special fx ha collaborato\, fra gli altri\, con Michele Soavi\, Gabriele Salvatores e Sergio Martino\, e ha prestato la sua arte e la sua professionalità a tanti dei nostri giovani registi indipendenti di genere\, oltre che formare tanti dei suoi attuali colleghi effettisti. Nel 1997 firma la sua prima opera da regista\, l’horror M.D.C. – Maschera di cera\, a cui sono seguiti I tre volti del terrore e Rabbia furiosa. \n\n\n\nSergio Stivaletti presenterà al pubblico della kermesse romana cinque film che racchiudono al loro interno momenti fondamentali dell’evoluzione e della storia degli special effects cinematografici: Un lupo mannaro americano a Londra\, Terminator\, Scontro di Titani\, Stati di allucinazione e I tre volti del terrore. La rassegna si chiuderà con una masterclass del maestro degli effetti speciali. \n\n\n\nLa giuria chiamata ad assegnare i due Pipistrelli d’Oro dell’edizione 2024 è presieduta da Alda Teodorani\, scrittrice\, traduttrice e poetessa\, che ha spaziato con i suoi scritti tra vari generi letterari: dall’horror al giallo\, dall’erotico al noir. Stimata da autori come Dario Argento che ha dichiarato quanto gli incubi letterari della scrittrice siano in sintonia con le sue angoscianti opere cinematografiche\, Teodorani ha collaborato con autori come Carlo Lucarelli\, Marcello Fois\, Fabio Giovannini e Antonio Tentori\, contribuendo alla nascita della corrente del Neo-Noir. \n\n\n\nAl suo fianco\, l’effettista Leonardo Cruciano\, fondatore di Imaginari Factory\, nuova casa di produzione di effetti speciali e visivi\, e vincitore nel 2015 di due David di Donatello\, per gli Effetti Digitali e per il Trucco\, con Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone; e il regista\, sceneggiatore e romanziere Roberto De Feo\, noto al pubblico per film come The Nest – Il Nido e A Classic Horror Story. \n\n\n\nIl ricco programma del festival prevede anche la seconda edizione del FantaPitch: un incontro in cui gli autori dei migliori quindici lavori selezionati avranno la possibilità di essere presentanti di fronte a una platea di società di produzione interessate al genere fantastico. \n\n\n\nAnche per l’edizione 45 il cinema d’animazione sarà protagonista di una prima serata che comprende la proiezione del lungometraggio in concorso Sanatorium – Under The Sign of the Horglass di Stephen e Timothy Quay e i cortometraggi The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski\, Les bêtes di Michael Granberry e Geometrie del tempo – Lo scarafaggio di Francesca Ferrario. \n\n\n\n14 lungometraggi e 29 cortometraggi in concorso\, con il ritorno della sezione Panoramica Italia\, importante finestra sulle produzioni fantastiche made in Italy\, che quest’anno prevede anche due proiezioni in anteprima\, senza contare i 18 incontri con autrici e autori di romanzi\, fumetti\, saggi e progetti multimediali. \n\n\n\nTra i film in concorso: il documentario Chain Reactions di Alexandre O. Philippe (USA\, 2024)\, sulla storia dell’horror cult Non aprite quella porta; Mother of Flies di John & Zelda Adams e Toby Poser(USA\, 2025)\, che mescola la drammaticità di una malattia incurabile alla stregoneria; Deathstalker di Steven Kostanski (Canada\, USA\, 2025)\, sword and sorcery pieno di mostri e combattimenti remake dell’omonimo film del 1983; e Daddy’s Head di Benjamin Barfoot (UK\, 2024)\, horror britannico proposto in anteprima in collaborazione con Plaion Pictures. \n\n\n\nTra le produzioni italiane: Kopis di Lorenzo Lepori; Lenskeeper – Alle Porte dell’Inferno di Luca Canale B.; Esistenza Zero di Matteo Scarfò e la co-produzione con Spagna e Usa The Krampus Rises diAndrea Dalfino. \n\n\n\nFra le riscoperte\, in collaborazione con Rai Teche\, l’originale televisivo di fantascienza “Il computer”\, secondo episodio della sceneggiato sci-fi “Oltre il 2000”\, andato in onda nel luglio del 1971 e mai più replicato da allora\, vedrà la luce della sala. Diretto da Piero Nelli\, soggetto e sceneggiatura di IniseroCremaschi\, l’episodio è ambientato in un’ipotetica società del futuro dove è il computer a dettare il destino e quindi le scelte di coloro che lo consultano quasi come fosse un oracolo. Ad arricchire la proiezione\, un dibattito moderato all’epoca dal giornalista Piergiorgio Branzi con alcuni esperti informatici e ricercatori scientifici sul ruolo del computer nella società degli anni ’70\, su timori\, vantaggi\, dubbi e provocazioni. \n\n\n\nFantafestival è lieto di ospitare all’interno di Spazio Scena la mostra Famous Weirdos dell’artista Mauro “Manthomex” Antonini\, cartoonist fortemente attivo sul web su portali quali Patreon\, FurAffintye DeviantArt\, dove la sua pagina personale ha superato 2 milioni e 500mila visualizzazioni. A inizio carriera ha collaborato con lo studio del maestro Sergio Stivaletti. La sua serie di vignette umoristiche Piccioncinema ha avuto una raccolta in volume – The Horror Piccion Show – per Weird Book. Sue illustrazioni sono apparse in varie pubblicazioni in Italia\, USA e Belgio e come materiale promozionale ufficiale di franchise quali Teenage Mutant Ninja Turtles\, Warcraft\, Evil Dead e The Howling.  \n\n\n\nFamous Weirdos è il progetto che Manthomex porta avanti da alcuni anni: una galleria di ritratti Pop Art di icone dell’immaginario\, provenienti da cinema\, tv\, fumetto\, letteratura e videogames\, come elogio allo strano e all’inusuale.   \n\n\n\nFantafestival ospita anche quest’anno il Vespertilio Awards: durante la cerimonia di premiazione sarà assegnato anche uno speciale premio Vespertilino a un cortometraggio o a un film di produzione italiana tra quelli selezionati in concorso. Il premio sarà assegnato dai curatori di Ore d’Orrore. \n\n\n\nIn collaborazione con Bizzarro Bazar e con Institute for Weird Culture\, Fantafestival 45 ospita il panel The Weird Zone – Folli visioni dal cinema di confine. Il weird è un concetto sfuggente: indica qualcosa che è strano\, fuori posto\, inquietante\, bizzarro\, perturbante. A proposito del fascino che suscita in noi l’incontro con il weird\, Mark Fisher parlava di un’attrazione “per l’esterno\, per ciò che sta al di là della percezione\, della conoscenza e dell’esperienza comune”. \n\n\n\nAnche in ambito cinematografico esiste una componente trasversale che\, a prescindere dal genere\, rende alcuni film particolarmente inusuali e spiazzanti. Ivan Cenzi (creatore del portale Bizzarro Bazar) accompagnerà il pubblico in una esplorazione delle molteplici sfaccettature del weird su grande e piccolo schermo. Dalle scene più esilaranti dei film di serie Z ai momenti inaspettati nelle visioni “d’essai”: la chiacchierata sarà un affezionato tributo a quegli autori e quelle pellicole che osano proporre un altro cinema. \n\n\n\nInfine Fantafestival rinnova la sua partnership anche con UNINT\, Università degli Studi Internazionali di Roma\, che collabora alla realizzazione dei sottotitoli di alcune delle opere in programma. In particolare gli studenti del Master di Traduzione e Adattamento formeranno una giuria che assegnerà un premio UNINT al miglior cortometraggio. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura s.r.l.
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SUMMARY:"Mi manca Van Gogh" al Teatro India
DESCRIPTION:La creatività emergente di Francesca Astrei\, artista cresciuta nel vivaio del Teatro di Roma\, invade le tavole del Teatro India\, dal 20 al 30 novembre con il suo Mi manca Van Gogh\, monologo in cui la tormentata esistenza del pittore si intreccia con la storia drammatica di una vittima di revenge porn. \n\n\n\nProdotto dal Teatro di Roma\, lo spettacolo è ambientato in un museo\, dove il commento a un quadro di Van Gogh da parte di una guida turistica si trasforma in un flusso di coscienza che tesse un legame tra la vita dell’artista\, e quella di un’amica di infanzia della narratrice\, Michela. Due storie all’apparenza distanti e differenti\, accomunate dalla violenza del giudizio che la società ha irreparabilmente espresso su di loro\, condannandoli al dolore e alla morte. Entrambi definiti “pazzi” dal mondo circostante\, entrambi troppo fragili per contrapporsi a un’opinione feroce. Entrambi vittime\, suicidate emotivamente da una società famelica di odio e violenza\, di cui sentono di fare parte. \n\n\n\nLa narratrice diviene\, così\, portavoce di quel senso di impotenza che spesso ci pervade di fronte a situazioni che percepiamo come più grandi di noi\, della costante ricerca de “la cosa giusta da fare al momento giusto”\, e della difficoltà nell’affrontare il dolore di una perdita di cui\, in parte\, ci sentiamo responsabili. \n\n\n\nLa vicenda di Michela\, infatti\, è ispirata a un fatto realmente accaduto in Italia nel 2017: è una delle tante vittime di revenge porn\, reato che coinvolge la diffusione di immagini o video sessualmente espliciti senza consenso. Un fenomeno dall’impatto emotivo devastante\, che causa gravissimi danni psicologici\, scatenando vergogna\, ansia\, depressione\, isolamento sociale\, e talvolta porta all’autolesionismo o al suicidio. Il revenge porn riguarda spesso anche minorenni e non può essere ignorato nel suo tremendo effetto sulle vittime. «Non si può non prendere in considerazione l’impatto emotivo che tale diffusione non consensuale arreca alle sue vittime – dichiara Francesca Astrei – Nel 2019 è entrata in vigore in Italia la legge contro il revenge porn: nonostante questo\, si tratta ancora di una tematica riconosciuta ma troppo spesso sottovalutata\, sia dai cittadini che dalle autorità competenti. Le statistiche dimostrano infatti che la maggior parte delle donne vittime di revenge porn\, non ha denunciato per timore che il caso giudiziario portasse esclusivamente ad un’ulteriore diffusione del materiale intimo e ad un maggiore\, insopportabile\, senso di vergogna\, senza che la violenza subita venisse riconosciuta. L’introduzione di una legge a tutela delle vittime di questo reato è stato un fondamentale passo avanti\, ma purtroppo insufficiente se guardiamo al processo di cambiamento necessario sul tema.» \n\n\n\nFrancesca Astrei costruisce uno spettacolo socialmente necessario\, di denuncia\, creando un sensibilissimo ponte tra passato e presente\, ponendo un accento sul tema del suicidio\, sul dolore\, il senso di colpa\, e di responsabilità. Sulla nostalgia di chi resta\, scandagliando i vuoti\, le mancanze\, e i tentativi\, consci o inconsci\, di tenere in vita nell’ordinarietà dello scorrere del tempo che inesorabilmente prosegue\, l’amata persona scomparsa. \n\n\n\nFrancesca Astrei \n\n\n\nFrancesca Astrei\, nata a Roma nel 1995\, si diploma nel 2018 presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Il debutto sul palco è con Paolo Rossi\, nello spettacolo “Il Re Anarchico e i Fuorilegge di Versailles”. Parallelamente incontra Armando Punzo e La Compagnia della Fortezza con cui collabora per lo spettacolo “Naturae – La Valle dell’Innocenza”\, presso il Carcere di Volterra. Nel 2020 debutta al Napoli Teatro Festival con lo spettacolo “Vaudeville! Atti unici da Eugène Labiche” diretto da Roberto Rustioni\, e interpreta Ofelia nel cortometraggio “Hamletmaschine”\, ispirato all’opera di H. Muller\, diretta da Tommaso Capodanno presso il Teatro Argentina. Con brevi monologhi da lei scritti e diretti\, prende parte a “Metamorfosi Cabaret”\, appuntamento di teatro online del Teatro di Roma diretto da Giorgio Barberio Corsetti\, che la dirigerà nello spettacolo “La Metamorfosi” di Kafka lo stesso anno. All’interno di Short Theatre 2021\, è interprete del monologo “Et cetera Et cetera” di Mariana Ferreira\, all’interno dell’Ecole des Maitres\, con la regia di Andrea Dante Benazzo. Nel 2021 inizia la sua collaborazione con la Compagnia Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli (compagnia che unisce attori professionisti a ragazzi/e con disabilità) diretta da Roberto Gandini\, con cui\, oltre alla conduzione di laboratori teatrali nelle scuole\, realizza diversi spettacoli di teatro per l’infanzia che da diversi anni vengono riproposti all’interno del cartellone del Teatro di Roma\, tra cui Lo Scrittojo di Pirandello\, Clorofilla (di Roberto Gandini e Roberto Scarpetti) presso il Teatro India e Storie di Natale presso il Teatro Argentina\, dove è in scena anche l’anno seguente con lo spettacolo “Strade di Roma” a cura di Graziano Graziani. A dicembre 2023 debutterà lo spettacolo Il Cavaliere Inesistente\, di I. Calvino\, con la regia di Tommaso Capodanno\, presso il Teatro India\, spettacolo grazie al quale riceve la candidatura come Miglior Attrice Emergente nel Premio Le Maschere del Teatro 2024.  Nel 2024 prende parte a “Relazioni pericolose”\, con la regia di Giuseppe Argirò\, debuttando al Festival teatrale di Borgio Verezzi\, e a “DejaVu”\, progetto di Alessandro Businaro\, all’interno del Festival Teatro In Quota. Ad aprile 2022 debutta a Roma\, al teatro Fortezza Est\, Mi manca Van Gogh\, monologo vincitore del FringeMI 2023 di Milano\, in scena poi al Tealtro Elfo Puccini e in diversi teatri e festival italiani.
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SUMMARY:Mash-Up Altman al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:Il Cinema di Palazzo Esposizioni Roma festeggia il centesimo anniversario dalla nascita di un gigante della storia del cinema\, Robert Altman\, con un’ampia selezione della sua straordinaria produzione registica. \n\n\n\nIl leggendario concertatore di quel cinema corale – capace di tenere in piedi decine di storie e personaggi nella stessa pellicola – che il pubblico e la critica mondiali hanno amato in capolavori quali Mash\, Nashville\, I protagonisti\, America oggi\, Gosford Park\, Radio America. \n\n\n\nLo sperimentatore analitico che\, anche quando lasciava il caos della società\, sapeva scendere con la cinepresa nelle profondità di singole esistenze\, mettendo in scena con originalità visionaria la frammentazione dell’identità\, soprattutto femminile. Si pensi all’ideale trilogia sulle donne\, rappresentata da Quel freddo giorno nel parco\, Images\, Tre donne\, Jimmy Dean\, Jimmy Dean. L’innovatore onnivoro che attraversava i generi classici sancendo la fine dei loro miti ed eroi fondanti\, pensiamo\, ad esempio\, al western nebbioso di pioggia e fumi d’oppio de I compari\,al noir de Il lungo addio\, con un Marlowe che smarrisce il senso dell’indagine e perfino il gatto\, alle istantanee di vita quotidiana dei rapinatori in Gang. \n\n\n\nLa riflessione critica sul mondo contemporaneo che Altman propone è spietata\, registra una società irreversibilmente smarrita tra profitto e consumo. Il suo rapporto con il pubblico è senza compromessi ed esige un approccio non convenzionale. Non vuole un automa imbambolato davanti alla tv\, lo spettatore deve porsi domande e cercare connessioni nelle sue narrazioni\, sempre imprevedibili\, episodiche\, irriverenti\, ricche di dialoghi irrilevanti e immagini frammentarie. \n\n\n\nAltman ci invita a trovare autonomamente un senso\, a bucare la superficie della vita – carnevale grottesco e rumorosissimo – e rintracciare il filo dell’esistenza. Non concede un epilogo rassicurante\, dobbiamo trovarlo da soli\, usciti dalla sala\, nelle nostre vite. \n\n\n\nIl titolo della rassegna è un gioco tra il suo capolavoro intramontabile – caricatura spietata della guerra – e la tecnica di composizione musicale utilizzata oggi\, che unisce due o più canzoni preesistenti. In un momento spaventoso come quello attuale\, nel mix tragico e assordante di slogan bellici\, voci sovrapposte\, cantilene pubblicitarie\, suonerie di cellulari e notifiche dei social\, questo grande maestro ci ammonisce ancora di non perderci e restare umani. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nPalazzo Esposizioni Roma – Sala Cinema \n\n\n\nscalinata di via Milano 9 a\, Roma \n\n\n\nINGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI CON PRENOTAZIONE CONSIGLIATA \n\n\n\nÈ possibile prenotare su www.palazzoesposizioniroma.it dalle ore 9.00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
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SUMMARY:"Ville e giardini di Roma: una corona di delizie" a Palazzo Braschi
DESCRIPTION:Roma vanta un patrimonio di giardini storici ineguagliabile\, che comprende ben quaranta complessi\, tra antiche ville nobiliari divenute pubbliche\, passeggiate e giardini eclettici di inizi Novecento. A ripercorrere per la prima volta lo sviluppo dell’arte dei giardini\, dal XVI alla seconda metà del XX secolo\, la mostra Ville e giardini di Roma: una corona di delizie\, dal 21 novembre al 12 aprile 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi. \n\n\n\nI giardini storici erano uno status symbol di potere\, di cultura e di raffinatezza e anche strumento di propaganda di pontefici\, principi e cardinali proprietari di questi complessi. La mostra ne ripercorre la storia fino alla loro trasformazione in giardini pubblici “per i piaceri del popolo”. Attraverso 190 opere\, tra dipinti e vedute\, in molti casi inedite\, sarà possibile conoscere l’aspetto originario di ville e giardini oggi scomparsi o totalmente rimaneggiati. Le opere esposte mostrano la fortuna dei giardini romani nell’immaginario pittorico\, il loro utilizzo come fondale scenografico per feste\, per celebrazioni e per esibizioni del potere. \n\n\n\nTra le opere più significative si citano le molte rappresentazioni di Villa Borghese\, certamente la più amata e frequentata dagli artisti\, o di Villa Medici\, che i pensionnaires predilegevano come soggetto. Interessante è anche la selezione di dipinti dedicati a ville scomparse\, come Villa Ludovisi o Villa Montalto Peretti\, che permettono al visitatore di comprendere l’enorme perdita di un patrimonio di arte e natura. \n\n\n\nIn mostra\, oltre a numerose opere dalle collezioni capitoline\, sono esposti prestiti da prestigiosi musei italiani e internazionali\, tra i quali il Musée d’Orsay di Parigi\, il Musée national du Château de Fontainebleau\, lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen\, la Národní Galerie di Praga\, il Musée cantonal des Beaux-Artsdi Losanna\, i Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxelles\, i Musei e la Biblioteca Vaticani\, la Galleria degli Uffizi di Firenze\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli\, l’Archivio di Stato di Roma\, l’Accademia dei Lincei\, l’Accademia di San Luca e altre collezioni pubbliche e private. \n\n\n\nL’esposizione è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. A cura di Alberta Campitelli\, Alessandro Cremona\, Federica Pirani\, Sandro Santolinicon il supporto di un Comitato scientifico internazionale composto da Vincenzo Cazzato\, Barbara Jatta\, Sabine Frommel\, Denis Ribouillault\, Claudio Strinati. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Con il contributo di Euphorbia Srl Cultura del Paesaggio. Catalogo edito da L’Erma di Bretschneider.
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SUMMARY:Rassegna Musique Royale alla Reggia di Monza
DESCRIPTION:Proseguiranno nelle prossime settimane gli appuntamenti della rassegna Musique Royale\, ciclo di eventi a misura di grandi e bambini organizzati nei meravigliosi spazi della Reggia di Monza dall’associazione culturale Musicamorfosi e dall’Orchestra Canova\, con il contributo di Regione Lombardia e del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza\, il supporto di Acinque e Banco Desio\, il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e il patrocinio del Comune di Monza. \n\n\n\nVenerdì 21 novembre (doppio set alle ore 19 e 21\, ingresso 10/15 euro\, prevendita on line su www.mailticket.it/spettacolo/39018/momi-maiga-inno-alla-pace) il Teatro di Corte della Reggia di Monza ospiterà l’esibizione del Momi Maiga Quartet\, formazione composta da Momi Maiga (kora\, voce)\, Carlos Montfort (violino\, voce)\, Aleix Tobias (batteria\, percussioni) e Marçal Ayats violoncello\, voce). Musicista\, compositore e cantante senegalese (da anni residente in Spagna)\, Momi Maiga è una delle voci più originali della nuova generazione di artisti dell’Africa occidentale. Cresciuto in una rinomata famiglia di griot\, ha iniziato a suonare la kora (l’arpa africana) all’età di sei anni e da allora ha sviluppato un linguaggio musicale unico che fonde le tradizioni Mandé con il jazz\, il flamenco e la musica classica. Dotato di una notevole presenza scenica e di una grande capacità comunicativa\, ha girato l’Europa in tournée e ha collaborato con artisti come Youssou N’Dour\, Jordi Savall\, Seckou Keita e Amaro Freitas. Kairo\, il suo ultimo lavoro discografico (uscito nel 2024)\, che significa pace\, è stato premiato come miglior album non catalano agli Enderrock Awards 2025.  \n\n\n\nMartedì 25 novembre\, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne\, il Salone da Ballo della Reggia di Monza sarà la suggestiva cornice del laboratorio “Coro a coro” per sole voci femminili curato dalla cantautrice e polistrumentista salentina Rachele Andrioli (ore 20.30\, ingresso con libera donazione\, prenotazione su www.eventbrite.it/e/biglietti-voce-olimpica-rachele-andrioli-1851991629819): le partecipanti al workshop apprenderanno nozioni di tecnica vocale e scopriranno la forza terapeutica del canto e il fascino della polifonia. Il tutto all’insegna della condivisione\, dell’inclusione e della tolleranza\, nel rispetto di lingue e tradizioni sonore distanti dalle nostre. In un’epoca come quella attuale\, caratterizzata da timori\, incertezze\, paure\, diffidenza e apatia\, “Coro a coro” vuole essere un piccolo argine dove la musica costruisce ponti\, accoglie e lenisce. \n\n\n\nRachele Andrioli è uno dei talenti emergenti della nuova scena italiana: si esibisce\, in Italia e all’estero\, con progetti in solo e con diverse formazioni (di world music\, jazz e classica)\, collaborando con importanti artisti internazionali quali Arto Lindsay\, Piers Faccini\, Rocco Nigro\, Baba Sissoko e Roopa Mahadevan.  \n\n\n\nSi cambierà decisamente registro sabato 29 novembre con Palandrana e Zamberlucco\, intermezzo comico del compositore Alessandro Scarlatti\, protagonisti l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il tenore Luca Cervoni e il baritono Giacomo Nanni\, in programma al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 20.30\, ingresso 10 euro; prevendita on line su www.mailticket.it/spettacolo/39007/un-cappotto-per-due-palandrana-e-zamberlucco). Travestimenti\, equivoci\, imbrogli e ingenuità con la regia di Andrea Taddei: in occasione del 300° anniversario dalla morte di Alessandro Scarlatti\, l’Orchestra Canova porterà in scena le vicende della vecchia vedova Palandrana\, che seduce il giovane aitante Zamberlucco\, secondo i topoi della commedia settecentesca. Il ruolo di Palandrana sarà interpretato en travesti dal tenore Luca Cervoni\, apprezzato interprete di ruoli comici barocchi\, mentre il baritono Giacomo Nanni\, recente vincitore del concorso AsLiCo per Dulcamara ne L’Elisir d’amore\, sarà Zamberlucco. Una curiosità: le scene e i costumi dello spettacolo (che verrà replicato sabato 6 dicembre alle ore 17) saranno curati dagli allievi dell’indirizzo di scenografia del liceo artistico della Villa Reale “Nanni Valentini” di Monza (il 26 e il 27 novembre lo spettacolo andrà in scena per gli studenti delle scuole).  \n\n\n\nQuest’anno\, il concerto di Natale\, intitolato Luce d’inverno\, è in agenda sabato 20 dicembre nel Teatro di Corte (ore 18.30\, ingresso 10/15 euro\, prevendita su www.mailticket.it/evento/49915/luce-dinverno)\, ancora con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano. Il programma ruota intorno alla musica di Georg Friedrich Händel e ai suoi Concerti Grossi\, di cui verrà eseguita una selezione nella versione con oboi\, in equilibrio tra slancio e compostezza. È in questo paesaggio sonoro\, segnato da trasparenze e contrasti\, che si inserisce la prima assoluta del Concerto per violoncello e orchestra del giovane (classe 2000) e pluripremiato compositore piacentino Davide Tramontano: una pagina nuova che\, come la luce invernale\, scava nel dettaglio e invita a un ascolto più attento.                                   \n\n\n\nInfine\, per l’ultimo appuntamento dell’anno di Musique Royale e nell’ambito della seguitissima rassegna per l’infanzia Teatrino Piccino\, domenica 21 dicembre (ore 11\, 15 e 16.30\, ingresso 5/7 euro\, prevendita inclusa)\, il Teatro di Corte ospiterà lo spettacolo C’era una volta Natale…\, indicato per bambini a partire dai tre anni di età e portato in scena da Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce della Compagnia Equivochi. Stressato a causa dei preparativi in vista delle feste\, Babbo Natale vorrebbe fuggire lontano\, prendendosi una vacanza\, ma il suo fedele Folletto riuscirà a convincerlo a restare\, ricordandogli la vera essenza del Natale… \n\n\n\nMaggiori info: www.musicamorfosi.it/musique-royale; reggiadimonza.it
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SUMMARY:"Antigone" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. \n\n\n\nÈ uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia\, cultura\, religione\, visione. \n\n\n\nÈ filosofia scesa intorno a noi\, che ci cammina accanto\, che ci chiede\, che ci ascolta.  \n\n\n\nÈ una delle prove del nostro essere umani\, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli\, per affermarci e riconoscerci. \n\n\n\nPer consolarci\, promettendo a noi stessi di averne cura. \n\n\n\nL’abbiamo evocata\, immaginata\, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta\, pregata\, liberata nel cuore. \n\n\n\nL’abbiamo raccontata\, ogni volta che abbiamo potuto. \n\n\n\nL’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo\, morendo nel quotidiano fallire\, sapendo che ogni variazione è già Teatro. \n\n\n\nCome quando lo spettacolo incontra un altro palcoscenico oltre quello del debutto\, \n\n\n\nla misura\, l’accordo\, la messa in voce di suoni e corpi\, si conclamano dallo spazio successivo a quello della prima. \n\n\n\nLe parole sono in movimento\, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori. \n\n\n\nCome quando lo spettacolo incontra un’altra platea oltre quella del debutto.  \n\n\n\nIl dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. \n\n\n\nLa sentiamo dire di noi in tutte le lingue\, e capiamo tutto\, ogni sfumatura\, silenzio\, respiro. \n\n\n\nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce. \n\n\n\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni.  \n\n\n\nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte. \n\n\n\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza. \n\n\n\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire. \n\n\n\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. \n\n\n\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari.  \n\n\n\nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso. \n\n\n\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. \n\n\n\nANTIGONE di Jean Anouilh  traduzione Andrea Rodighiero\, personaggi e interpretiSilvia Battaglio – ISMENE e IL MESSAGGEROIlaria Drago – EMONE e GUARDIEManuela Kustermann – LA NUTRICE e CORORoberto Latini – ANTIGONEFrancesca Mazza – CREONTE
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:Satyricon di Petronio al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, da venerdì 21 novembre a domenica 7 dicembre\, Satyricon di Petronio\, adattamento e regia Francesco Polizzi\, con\, Francesco Polizzi\, Andrea Lami\, Giuseppe Coppola\, Greta Polinori\, Andrea De Luca\, Vittoria Vitiello\, Paolo Oppedisano. Una suggestiva trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio\, Il capolavoro della letteratura latina\, da cui Fellini trasse il suo celebre film Fellini Satyricon. Scritta nel I sec. d.C.\, l’opera costituisce un potente affresco della Roma imperiale\, con i suoi eccessi e le sue bellezze infernali\, attraverso una sequenza di storie e personaggi\, che mescola divinità e popolino\, straccioni\, nobili e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Una raffigurazione fantasiosa che restituisce appieno il ritratto di una civiltà sull’orlo della decadenza che\, per molti versi\, ricorda da vicino la nostra. \n\n\n\n NOTE DI REGIA \n\n\n\nL’opera\, scritta nel I sec. d.C.\, è incentrata sulle vicissitudini di Encolpio\, un giovane studente di retorica colto e sfaccendato\, del suo efebico servo Gìtone\, col quale intrattiene un’intensa relazione\, e dell’infido amico-nemico Ascilto. La narrazione si apre in una Graeca urbs della Campania (probabilmente Napoli)\, dove i protagonisti vengono coinvolti in diverse peripezie\, fino a giungere nella casa di Trimalcione\, un rozzo ed eccentrico liberto arricchitosi immensamente con l’attività commerciale\, dove i tre giovani si trovano invitati a uno dei suoi sfarzosi e luculliani banchetti. Qui s’apre la scena della famigerata Coena Trimalchionis che\, occupando quasi la metà dell’intero scritto pervenutoci\, costituisce la parte centrale dell’opera. Al convivio sono ospiti\, oltre ai tre giovani\, vari personaggi dello stesso ceto sociale del padrone di casa. La portata del cibo è spettacolare e altamente coreografica\, accompagnata dai giochi acrobatici della servitù e dai racconti tra i commensali. I convitati intrattengono poi una lunga conversazione\, che tocca i più svariati argomenti: la ricchezza e gli affari di Trimalcione\, l’inopportunità dei bagni\, la funzione sociale dei riti funebri\, le condizioni climatiche e l’agricoltura\, la religione e i giovani\, i giochi pubblici\, i disturbi intestinali\, il valore del vetro\, il fato\, i monumenti funebri\, i diritti umani degli schiavi. Il tutto offre uno spaccato vivace e colorato\, non senza punte di chiara volgarità\, della vita di quel particolare ceto sociale. La trasposizione teatrale mette in scena l’originale sequenza di storie\, personaggi e parodie che mescola divinità e popolino\, straccioni e arricchiti\, filosofi\, prostitute e raffinati poeti. Attraverso le vicende di Encolpio e Ascilto si dipanano in dieci quadri gli eccessi e le bellezze infernali della Roma imperiale. Seguendo liberamente i frammenti del Satyricon di Petronio\, la messa in scena gioca con stili e registri differenti\, in un pastiche che intreccia melodramma e farsa\, l’avanspettacolo all’epos classico\, fornendo l’affresco di una civiltà sull’orlo della decadenza\, che ricorda da vicino la nostra. (Francesco Polizzi) \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nVenerdì 7 e sabato 8 novembre ore 21\,00 – domenica 9 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nVenerdì 14 e sabato 15 novembre ore 21\,00 – domenica 16 novembre ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY: Migrazioni Sonore - Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze
DESCRIPTION:Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025\, il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti\, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze\, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. Gli otto concerti con inizio alle ore 20.30\, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk\, che mettono in dialogo artisti\, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto\, 6 euro\, comprende anche la visita al museo (ultimo ingresso ore 18.30) \n\n\n\nIl viaggio si apre sabato 22 novembre con Moni Ovadia\, Giovanni Seneca e Anissa Gouizi in Rotte mediterranee\, un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. \n\n\n\nCome ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia e Giovanni Seneca\, assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nIl programma prosegue giovedì 27 novembre con La Vuelta dei SuRealistas\, un’esplosione di ritmi sudamericani e mediterranei in cui la band argentina-toscana fonde cumbia\, son\, rock e poesia in un inno alla vita e alla diversità. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre il Pejman Tadayon Ensemble propone La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam\, un concerto che intreccia suono\, danza e poesia della tradizione persiana\, mentre sabato 6 dicembre il gruppo internazionale Nubras porta sul palco l’energia dell’intreccio di sonorità romene\, spagnole e mediterranee. \n\n\n\nGiovedì 11 dicembre è la volta di Ziad Trabelsi & Gabriele Coen: Dialoghi di pace\, un incontro tra musiche arabe\, ebraiche e cristiane nel segno del dialogo e dell’improvvisazione jazzistica\, seguito sabato 13 dicembre da Maluf System: Eddiwen\, Canzoniere tunisino\, progetto di Marzouk Mejri e Salvatore Morra che reinterpreta le antiche suite urbane del maluf tunisino in chiave contemporanea. \n\n\n\nLa settimana successiva\, giovedì 18 dicembre\, protagonista è l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink in un concerto-corale con trenta musicisti di provenienze diverse\, dal Mediterraneo all’Asia\, dal Sudamerica all’Europa\, in un autentico mosaico di suoni e storie. \n\n\n\nChiude sabato 20 dicembre Banda Ikona e Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo\, diretti da Stefano Saletti con le voci di Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello e Barbara Eramo\, insieme a Gabriele Coen\, Mario Rivera\, Eugenio Saletti e Arnaldo Vacca e le voci e gli strumenti del Baobab Ensemble. Un viaggio spirituale tra le sponde del mare comune\, dalla Puglia ai Balcani\, dalla Grecia al Maghreb\, cantato in Sabir\, la lingua franca del Mediterraneo\, per riscoprire il senso profondo del dialogo tra i popoli. \n\n\n\nOgni concerto sarà preceduto\, alle ore 19.30\, dalle Conversazioni in musica (incontri di giornalisti\, studiosi e musicisti con gli artisti del festival) a cura di Blogfoolk Magazine\, autorevole settimanale dedicato alle musiche popolari\, world e folk\, curate dal direttore editoriale Salvatore Esposito\, da Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’).  \n\n\n\nIl ciclo si apre sabato 22 novembre con Tra le mie corde\, incontro/concerto di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu. \n\n\n\nGiovedì 4 dicembre\, la conversazione Iran tra tradizione e modernità vedrà protagonista Pejman Tadayon\, che racconterà la sua esperienza artistica tra Oriente e Occidente. Sabato 6 dicembre\, Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana\, incontro con Roxana Ene\, voce del Nubras ensemble\, per esplorare le radici e le contaminazioni tra le culture attraverso la musica. Giovedì 11 dicembre\, si terrà il Premio BlogFoolk 2025 quest’anno assegnato a “Onde” di Maria Mazzotta. Sabato 13 dicembre\, Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf\, con Marzouk Mejri e Salvatore Morra\, offrirà un approfondimento sulla musica tunisina e i suoi linguaggi modali. Giovedì 18 dicembre\, alle ore 19.30\, L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti\, con Enrico Fink sarà un momento di confronto sui temi del dialogo e dell’inclusione attraverso la musica. Infine\, sabato 20 dicembre\, alle ore 19.30\, Diritti e nuove cittadinanze concluderà il ciclo con una riflessione sul ruolo della cultura e dell’arte nella costruzione di nuove cittadinanze. \n\n\n\nAnche questa edizione gode della media partnership di Rai Radio Techete’ che\, con la cura di Elisabetta Malantrucco\, realizzerà una serie di puntate dedicate ai concerti e agli artisti protagonisti della rassegna. \n\n\n\nIl progetto Migrazioni Sonore\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nIL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore\, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music)\, il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015\, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni\, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Nelle edizioni precedenti ha visto la partecipazione dei più rappresentativi esponenti della musica popolare non solo italiana. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music\, un’associazione che riunisce operatori\, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale\, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo\, e quindi fonte di innovazione. \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE. Festival Popolare Italiano 12a Ed. Da sabato 22 novembre a sabato 20 dicembre 2025 \n\n\n\nDirezione Artistica: Stefano Saletti | Organizzazione generale: Associazione Ikona / Ikona Concerti. In collaborazione con: BlogFoolk |Il Festival Popolare Italiano fa parte della Rete Italiana World Music. \n\n\n\nMedia Partner: Rai Radio Techete’  \n\n\n\nMuseo Nazionale degli Strumenti Musicali – Direttrice: Arch. Sonia Martone \n\n\n\nInfo & prenotazioni: Tel: 067014796 – Mail: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it \n\n\n\nIngresso: 6 euro comprensivo di visita al Museo \n\n\n\nMIGRAZIONI SONORE  – calendario dettagliato \n\n\n\nsabato 22 Novembre 2025 – ore 20.30 – Rotte mediterranee. MONI OVADIA/GIOVANNI SENECA/ANISSA GOUIZI: Moni Ovadia: voce; Giovanni Seneca: chitarre; Anissa Gouizi: voce \n\n\n\nRotte mediterranee è un recital basato sull’intreccio di racconti e canzoni popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca. Il Mare torna a essere un ponte tra le sue sponde\, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto\, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Il Mediterraneo non è solo un luogo geografico\, è un’atmosfera\, un paesaggio. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro\, serbo\, greco\, ladino\, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue\, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse\, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Musiche e canti ispirati alle diverse culture del mediterraneo e al dialogo tra i popoli; partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna\, Nord Africa\, Grecia e arriva fino ai Balcani. Come ad aprire finestre sul mediterraneo Moni Ovadia & Giovanni Seneca assieme alla cantante e percussionista italo-algerina Anissa Gouizi\, fondono musica\, canto e parole in una originale forma di concerto teatrale. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Tra le mie corde: Mauro Palmas con Giacomo Vardeu. A cura di Salvatore Esposito (BlogFoolk) \n\n\n\ngiovedì 27 Novembre 2025 – ore 20.30 – Il suono del Sur tra Argentina e Toscana   \n\n\n\nSUREALISTAS: “La Vuelta”: Jeremías Cornejo: voce\, chitarra\, ukulele; Joaquín Cornejo: voce\, tastiera; Iacopo Schiavo: voce\, chitarra elettrica; Mauro La Mancusa: tromba\, percussioni; Sigi Beare: sax tenore\, percussioni; Matteo Bonti: basso; Pietro Borsò: batteria; Laura Falanga: percussioni \n\n\n\nNelle loro vene scorrono Argentina e Sicilia\, Pisa e Livorno… e persino un pizzico di Bosnia. I loro cuori pulsano al ritmo delle clavi afroamericane\, tra cumbia e son\, MPB e bossanova. E i loro sogni d’adolescenza\, pronti a tornare alla riscossa\, sono pieni di rock e psichedelia\, cantautorato e letteratura. I SuRealistas sono una vera band. Nessun leader: il loro simbolo non è una piramide ma un cerchio\, capace di racchiudere più idee\, più voci e più colori. \n\n\n\n«La vita è l’arte dell’incontro»\, diceva Vinícius de Morães: e dall’incontro tra tanti sogni è nato il sogno dei SuRealistas\, popolato di canzoni originali e al tempo stesso radicate nella tradizione sudamericana. Dopo svariati europei\, 4 album di inediti le priorità dei SuRealistas sono chiare: tenere gli occhi sempre aperti sul mondo e i piedi sempre pronti a danzare.  \n\n\n\nQuesta è la chiave del loro realismo\, magico e surreale\, ove «Sur» non significa solo Sudamerica ma anche sud del mondo e periferia\, minoranza e diversità\, una natura sull’orlo del collasso e un mondo che non sa bene dove va. Il loro concerto è un inno alla vita\, al canto e alla danza. \n\n\n\nGiovedì 4 Dicembre 2025 – ore 20.30 – La musica e la poetica dei mistici Sufi: da Rumi a Omar Khayyam \n\n\n\nPEJMAN TADAYON ENSEMBLE: Pejman Tadayon: canto\, oud\, saz\, ney\, kamanceh; Simone Pulvano: percussioni; Massimiliano Barbaliscia: santur; Francesco Monti: viella; Federico Pascucci: ney e clarinetto turco \n\n\n\nCreato nel marzo 2013\, il Pejman Tadayon Ensemble è il primo progetto in Italia ad aver fuso le discipline che meglio esprimono\, dal punto di vista artistico\, l’essenza del Sufismo (musica\, danza e poesia). Fondato e diretto dal musicista e compositore persiano Pejman Tadayon\, l’ensemble propone un’alchimia di suoni\, coreografie e testi\, ispirati alla vita e alle opere dei più rappresentativi esponenti di questa corrente mistico-filosofica. I poemi di Jalaluddin Rumi\, Hafez e Omar Khayyam\, condensati nelle liriche che meglio rappresentano la ricerca spirituale e la tensione verso il divino dei tre mistici sufi\, sono cantati in lingua originale e recitati nella versione tradotta. La bellezza e la sacralità dei loro versi vengono scandite dagli strumenti originali della tradizione persiana: ney\, oud\, kamanceh\, santur\, tombak\, daf.  \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Iran tra tradizione e modernità: Pejman Tadayon. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techete’) \n\n\n\nSabato 6 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Il ritmo dei Balcani \n\n\n\nNUBRAS: Roxana Ene: voce; Giulia Anita Bari: violino; Carla Mulas González: violino; Giorgio Gadotti: sax alto e gajda; Nino Conte: fisarmonica; Giovanni Lo Cascio: percussioni \n\n\n\nUn ensemble internazionale unico nel suo genere\, riconosciuto per la straordinaria capacità di fondere l’eleganza della musica da camera con l’estetica folk del Sud Italia e dei Balcani. Il progetto riunisce musicisti provenienti da Italia\, Spagna e Romania\, creando un’esperienza sonora che intreccia tradizione e innovazione in un dialogo musicale senza confini. \n\n\n\nIl cuore di NUBRAS è il trio d’archi\, che incarna la raffinatezza della musica classica\, integrandosi con i ritmi e le melodie pulsanti della fisarmonica di Nino Conte e il sax e la gajda di Giorgio Gadotti\, che evocano i suoni vibranti del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est. La voce potente di Roxana Ene\, artista italo-romena di origine Rom che ha all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia\, dona profondità e autenticità. A completare l’ensemble\, le percussioni di Giovanni Lo Cascio\, figura storica della world music italiana\, che apportano energia travolgente e virtuosismo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le tre R: Rom\, Rumena\, Romana: Roxana Ene. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nGiovedì 11 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Dialoghi di pace \n\n\n\nZIAD TRABELSI E GABRIELE COEN: Ziad Trabelsi: oud\, live electronics\, voce; Gabriele Coen: clarinetti\, sax soprano; Marco Loddo: contrabbasso; Simone Pulvano: percussioni \n\n\n\nUna serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare\, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana\, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi\, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen\, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz\, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Premio BlogFoolk 2025: Maria Mazzotta\, Ziad Trabelsi e Gabriele Coen. A cura di Salvatore Esposito \n\n\n\nSabato 13 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Eddiwen\, Canzoniere tunisino \n\n\n\nMALUF SYSTEM: Marzouk Mejri: voce\, darbouka\, ney\, zukra; Salvatore Morra: chitarra\, oud \n\n\n\nMaluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf\, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori\, i suoi cambiamenti nella natura\, le sue nuove trasmissioni e diffusioni\, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024)\, basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum\, rast dhil\, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino\, ney\, darbuka\, tar\, bendir\, zokra\, clarinetto\, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo\, come la chitarra\, mandolino\, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi\, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba)\, di una particolare melodia\, ritmo o strumento musicale\, in arabo classico e dialetto tunisino\, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri\, generando un’esperienza condivisa. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Le scale\, gli strumenti e gli stili del Maluf: Marzouk Mejri e Salvatore Morra. A cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito  \n\n\n\nGiovedì 18 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Pluralità\, confronto e mescolanza \n\n\n\nORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO diretta da Enrico Fink: Enrico Fink; Luca Roccia Baldini; Massimo Ferri; Massimiliano Dragoni; Mariel Tahiraj; Gianni Micheli; Leila Sampaoli; Emad Shuman; Paola Scoppa; Madoka Funatsu; Auro Neri; Saverio Zacchei; Raffaella Farina; Daniel Boeke \n\n\n\nCostituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti\, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace\, di nomadismo e di amore per le proprie radici. L’attuale formazione è costituita da circa 30 musicisti provenienti da Albania\, Palestina\, Libano\, Nigeria\, Costa d’Avorio\, Argentina\, Colombia\, Bangladesh\, Giappone\, Romania\, Russia\, Svizzera e dalle più svariate regioni italiane e propone un repertorio che spazia dalla tradizione araba a quella ebraica\, dal Mediterraneo all’est Europa\, dal Bangladesh al Sudamerica\, offrendo al pubblico una vera e propria festa di suoni e di colori. \n\n\n\nNegli anni ha collaborato con Paolo Benvegnù\, Stefano “Cisco” Bellotti\, Raiz\, Moni Ovadia\, Filippo Graziani\, Erriquez e Finaz (Bandabardò)\, Shel Shapiro\, Frank London\, Dario Brunori\, Amanda Sandrelli\, Ottavia Piccolo\, Stefano Massini\, Ginevra Di Marco\, Santino Spinelli\, Modena City Ramblers. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – L’incontro possibile tra culture\, religioni e tradizioni differenti: Enrico Fink. A cura di Stefano Saletti \n\n\n\nSabato 20 Dicembre 2025 – ore 20.30 – Sacro Mediterraneo \n\n\n\nBANDA IKONA E BAOBAB ENSEMBLE: Yasemin Sannino: voce; Gabriella Aiello: voce; Barbara Eramo: voce; Stefano Saletti: voce\, bouzouki\, oud\, chitarra; Gabriele Coen: clarinetto\, sax soprano; Mario Rivera: basso acustico; Eugenio Saletti: chitarra\, bouzouki\, saltzouki; Arnaldo Vacca: percussioni; Baobab Ensemble: voci e strumenti  \n\n\n\nUn viaggio musicale che attraversa le sponde del Mediterraneo per raccontarne l’anima comune\, le influenze e le connessioni culturali. Con strumenti come il bouzouki\, l’oud\, il saz e la chitarra battente\, Stefano Saletti dirige un grande gruppo formato dalla Banda Ikona\, le Voci del Mediterraneo e il Baobab Ensemble dando vita a brani originali ispirati a miti\, ballate e melodie popolari\, cantati in Sabir\, l’antica lingua franca dei porti. Il nuovo lavoro “Mediterranima” è un disco che intreccia suoni e storie\, colonna sonora di un viaggio immaginario che esplora la bellezza e la complessità del nostro tempo\, con l’arte come antidoto all’odio. L’album nel 2025 è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior album in dialetto e lingue minoritarie\, è arrivato al n.4 della World Music Charts Europe e nella classifica della Transglobal World Music charts.  \n\n\n\nUn concerto che unisce passato e presente per riscoprire il senso profondo del dialogo mediterraneo. Dalla tradizione popolare pugliese e del Sud alle melodie balcaniche\, da quella greca a quelle arabe e sefardite\, fino ad arrivare al recupero dell’antica lingua del mare\, il Sabir\, la lingua dei pescatori e dei marinai che unisce parole dall’italiano\, dal francese\, dallo spagnolo e dall’arabo che da sempre utilizzano nelle composizioni originali. Sul palco alcune delle più importanti esponenti della vocalità femminile della musica popolare: la cantante italoturca Yasemin Sannino\, Gabriella Aiello\, Fabia Salvucci\, Barbara Eramo. \n\n\n\nConversazioni in musica: ore 19.30 – Diritti e nuove cittadinanze. A cura di Stefano Saletti ed Elisabetta Malantrucco
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SUMMARY:ETC di Geo Florenti a StudioG
DESCRIPTION:Geo Florenti presenta a StudioG di Roma dell’architetto Giada Calcagno un nuovo progetto performativo dal titolo ETC\, perennemente contemporaneo\, a cura di Giuseppe Stagnitta. Il progetto sarà visibile tutti i giorni dalle ore 10\,00 alle ore 19\,00 dal 24 ottobre 2025 al 7 gennaio 2026. \n\n\n\nEtc è l’immaginario ciclico in cui tutto si ripete e tutto si annulla in modo perpetuo (perennemente contemporaneo)\, è un’idea che ci suggerisce che il presente nel momento in cui accade è già finito e passato. La ciclicità del divenire\, in cui il nuovo che dovrà ancora accadere\, nel momento in cui accade (l’istante appena creato) diventa obsoleto\, compresa questa performance che può essere ripetuta all’infinito e come tutte le derivazioni in cui è possibile applicare l’idea che esprime la parola ETC\, come vedremo in mostra. \n\n\n\nNuovo progetto dell’artista Geo Florenti\, concentrato da tempo sulla riflessione tra creazione artistica e ricerca scientifica\, dove la poetica con la sua azione si evolve in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, che propone una serie di idee che trovano il loro senso nell’apparente nonsenso. \n\n\n\nQuanto è antica la foto digitale? \n\n\n\n“In base all’opera esposta e alla tecnica e agli strumenti utilizzati per realizzarla (solo vegetazione)\, posso affermare che quest’opera poteva essere realizzata anche il giorno 8\, il primo dopo i 7 della Creazione. Ed è così che ho incontrato Dio\, a modo mio\, per uno scatto”\, scrive Florenti. \n\n\n\nLa foto di Dio è un’opera concettualmente fotografica\, un vero e proprio ritratto realizzato come una stampa digitale\, con dei mezzi possibili anche migliaia di anni fa\, all’inizio dei tempi\, dove l’artista riproduce con soli materiali vegetali uno schema digitale utilizzato oggi.  \n\n\n\nSchema di informazioni\, simile al sistema del codice binario che caratterizza l’universo digitale\, che mette in comunicazione in modo preciso e puntuale chi recepisce il volto da ritrarre\, attraverso un modulo che ricorda la divisione in pixel della macchina fotografica digitale e chi realizza fisicamente l’immagine sul foglio che ricorda la stampa digitale.  \n\n\n\n“Come ho anticipato\, continua l’artista\, ed il motivo principale per il quale ho scelto di creare quest’opera con questo soggetto\, ovvero Dio\, non è per il fatto che sono diventato religioso o cerco di attribuirmi un primato\, la prima foto di Dio (in formato fototessera) è stata concepita per essere posizionata sotto un ponte in mezzo ai barboni. Ho chiamato questa installazione (ponte\, sottoponte\, barboni e opera)\, God Station. Luogo che potrebbe diventare più chiesa delle chiese”. \n\n\n\nQuesta sua idea in movimento non è stata pensata per un motivo preciso e non serve in concreto a nulla\, e questo va in netta contrapposizione con la poetica di Florenti che si esprime in poetica dell’utilità dando soluzioni pratiche e reali\, una vera insensatezza come la stessa mostra e tutta l’arte in genere. Il nonsenso acquisisce in questo modo una sua idea precisa di senso sia dell’arte che della vita: per lui l’arte è vita. \n\n\n\nCoerente con le sue scelte\, che sono orientate più sulle azioni umanitarie e per cui utili e necessarie\, in cui l’arte diventa un’azione risolutiva dell’essere umano per l’essere umano\, l’azione artistica diventa un contributo reale allo sviluppo tecnologico e umanitario dando uno spiraglio di luce all’oscurantismo generalizzato che caratterizza il nostro momento storico. \n\n\n\nBiografia  \n\n\n\nGeo Florenti è artista/innovatore di Tecnologie Energetiche\, si contraddistingue nel panorama artistico per la realizzazione di istallazioni di luce a consumo zero\, applicate ad illuminare le opere d’arte nei musei. Esordisce nel 2007\, alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma\, presentato da Claudio Strinati\, Soprintendente al Polo Museale Romano\, dove l’artista ha illuminato Giovanni Battista del Caravaggio e La Danzatrice del Canova. Nel 2008\, insieme alla Soprintendenza alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea ha illuminato un’intera area del Museo H.C.Andersen di Roma\, verificando che era possibile illuminare i musei\, le opere\, senza influire sui consumi di energia. Negli anni ha illuminato principalmente opere in spazi istituzionali\, sperimentando su opere di Michelangelo\, Leonardo\, Caravaggio\, Canova\, Bernini\, Rembrandt\, Gentileschi\, Vouet\, Balla\, Man Ray\, ma anche collaborando con artisti contemporanei come Michelangelo Pistoletto. Con le sue istallazioni ha anticipato quello che due anni fa circa\, sulla prestigiosa Nature\, è stato definito SolarIndoor\, ovvero il fotovoltaico applicato alla luce artificiale per generare energia. Nel 2021 ha ideato Palazzo Hybrid\, un progetto per la conversione dei sistemi e delle tecnologie energetiche negli edifici\, in collaborazione con la Divisione Smart Energy di ENEA e la Scuola del Design del Politecnico di Milano. 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SUMMARY:"Marco Giunio Bruto: eroe o traditore?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Dopo il grande successo del processo a Sergio Marchionne andato in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano nell’ottobre scorso\, una nuova “provocazione” apre la stagione romana de La Storia a Processo\, il format ideato e curato da a Elisa Greco\, in scena lunedì 24 novembre alle ore 20.30 al Teatro Parioli Costanzo di Roma. \n\n\n\nProtagonista della serata un personaggio storico diventato icona perché incarna una delle tensioni più universali e drammatiche della storia umana: quella tra lealtà personale e dovere politico\, tra amicizia e ideali. La celebre frase “Tu quoque\, fili mi”\, pronunciata da Giulio Cesare in punto di morte\, sebbene non storicamente certa\, è diventata una delle più potenti della cultura occidentale\, facendo entrare Marco Giunio nell’immaginario collettivo come emblema del tradimento e del rimorso.  \n\n\n\nMarco Giunio Bruto: eroe o traditore? \n\n\n\n“Una scelta insolita rivolta ad un personaggio che potremo dire già condannato dalla Storia–commenta l’autrice Elisa Greco – e per questo è ancora più interessante portarne alla luce non solo le gesta ma le più profonde motivazioni Cosa possono rappresentare ancora oggi   le 23 coltellate dei cesaricidi guidati da Bruto al grido di “sic semper tyrannis”?   Soprattutto quale sarà il verdetto del pubblico chiamato ad esprimersi con la serenità e la lucidità del distacco del Tempo.   \n\n\n\nNonostante i fatti risalgano a oltre 2mila anni fa è difficile decidere se Bruto sia un eroe o un traditore. Tale ambiguità ha però avuto la forza di renderlo eterno: ogni epoca\, ogni potere\, può proiettare sul suo gesto politico estremo le proprie domande su libertà\, tirannia e legittimità. Nel tempo Bruto è diventato simbolo della ribellione contro l’autorità assoluta; dal Rinascimento in poi\, è stato reinterpretato come simbolo del cittadino che antepone la repubblica al tiranno. Ma il dilemma che lo rende ancora una figura attuale è la domanda che ogni epoca si pone: fino a che punto è giusto sacrificare i legami personali per un ideale politico o morale? \n\n\n\nAttraverso un dibattimento intenso e appassionato\, le ragioni di Accusa e Difesa si scontreranno facendo emergere l’avvincente complessità del protagonista. In equilibrio tra rigore e leggerezza\, ironia e serietà\, le parti si sfideranno a colpi di provocazioni\, trascinando il pubblico ora nell’adesione alla condanna\, ora all’assoluzione.  \n\n\n\nIntrodotti da Elisa Greco\, ideatrice e curatrice del format sul palco del Teatro Parioli Costanzo trasformato in aula di Tribunale\, si confronteranno\, con la guida della Presidente della Corte Paola Roja\, attuale Presidente Corte di Assise di Roma il Pubblico Ministero Fabrizio Gandini\, Consigliere Corte Suprema di Cassazione e l’Avvocato difensore il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. \n\n\n\nMarco Giunio Bruto sarà interpretato da Roberto Giacobbo\, giornalista\, divulgatore e grande appassionato di storia antica. \n\n\n\nLe tesi a confronto saranno rispettivamente avvalorate dai testimoni: per l’accusa saranno sul palco Antonio Punzi\, Professore di Filosofia del diritto alla Luiss Guido Carli e Flavia Fratello\, giornalista del TgLa7\, mentre la difesa sarà affidata alle testimonianze di Giancarlo Loquenzi\, giornalista e conduttore di Zapping su Rai Radio 1 e Giulia Silvia Ghia storica dell’Arte\, Assessore alla cultura del I° Municipio Roma.  A completare il quadro degli interventi l ci sarà la partecipazione dell’avvocato Gaetano Mungari \n\n\n\nColpevole o innocente? \n\n\n\nAl pubblico\, come sempre\, il compito di esprimere con una propria votazione il verdetto a cui si aggiungerà la giuria social espressa da Radio Luiss. \n\n\n\nSi ringrazia per il prezioso sostegno DATASTAMPA. \n\n\n\nLa Storia a Processo!  Il format che cambia la Storia. \n\n\n\nIl format\, ideato e curato da Elisa Greco (tutelato da copy)\, giunto alla sua diciannovesima edizione\, Premio Gibaldone 2024\, con varie programmazioni – tra cui quelle di Roma e Milano – incontra di anno in anno un interesse sempre vivo nel pubblico. \n\n\n\nIn teatro\, sul palcoscenico trasformato in aula di tribunale\, sono chiamati a processo Personaggi che\, per le loro luci e le loro ombre\, hanno segnato la Storia\, perché siano giudicati dal pubblico attraverso un “processo”. Sono magistrati\, avvocati\, politici e giornalisti\, che assumono i ruoli di accusatori\, legali della Difesa e testimoni\, dando vita\, a braccio\, a un dibattimento che si delinea tra l’ironico e il serio\, tra il divertente e l’approfondimento\, tra il leggero e l’arguto\, senza mai diventare né banale né pesante. Al termine del dibattimento è il pubblico\, nel ruolo di giuria popolare\, a esprimere con una propria votazione il verdetto. È una circolarità di tesi contrapposte\, idee e suggestioni tra palcoscenico e platea\, che\, come sottolinea la curatrice\, in passato ha portato spesso a verdetti al di fuori dei pronostici.
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SUMMARY:"Quelli che restano" al Cometa Off
DESCRIPTION:Cosa resta\, quando qualcuno se ne va? È da questa domanda che prende corpo QUELLI CHE RESTANO\, il nuovo progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci\, uno spettacolo che indaga il lutto\, il branco\, le famiglie e le assenze. Lo spettacolo\, con la regia di Davide Celona\, vede in scena Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari ed Emanuela Vinci. La supervisione drammaturgica è di Giovanni Bonacci. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Cometa il 24 e 25 novembre 2025.  \n\n\n\nSINOSSI \n\n\n\nUn gruppo di quattro amici – Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro quinto\, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa un’esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n\n\n\n\nORIGINE \n\n\n\nNoi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre. \n\n\n\nIl progetto nasce infatti dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie\, dei padri e delle madri\, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza. \n\n\n\nCosa significa quindi essere figli? Qual è l’eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società? \n\n\n\nLo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando “Labor Work” di DiscoLazio\, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\n\n\n\n\nNOTE DI MARTA FERRARINI ED EMANUELA VINCI \n\n\n\nI quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico\, un evento traumatico che li costringe\, in qualche modo\, a dover stare nel dolore. \n\n\n\nStare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio\, e nel caso di Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo\, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo. \n\n\n\nIl linguaggio sperimentale ricerca questa complessità\, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente\, in cui si vedranno i personaggi vivere\, passo per passo\, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione\, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti. \n\n\n\nI personaggi si muovono\, quindi\, dentro ferite ereditarie\, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo\, in cui imparano a sopravvivere. \n\n\n\nQui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani\, contraddittori\, sono quelli che restano. \n\n\n\nNonostante i temi trattati\, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi\, in modo da indagare sfumature diverse. \n\n\n\nUn gruppo di ragazzi\, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta\, perché andarsene non è concesso a tutti. \n\n\n\nBIO DEL COLLETTIVO \n\n\n\nEmanuela Vinci e Marta Ferrarini si conoscono durante il biennio di formazione teatrale presso Officina delle Arti Pier Pasolini\, dove stringono una forte amicizia da cui poi nasce un sodalizio artistico fondato su una comunione di intenti. Condividono una visione affine su cosa significhi fare arte\, sull’uso di un linguaggio teatrale aperto a diverse contaminazioni e sulla necessità di trattare temi intimi\, ma anche collettivi e politici. \n\n\n\nMarta Ferrarini\, Milano classe 2000. Si avvicina al mondo dello spettacolo grazie alla danza e al musical\, dal 2015 studia canto e pianoforte. Comincia a formarsi nella recitazione presso STM a Novara con Elena Ferrari\, dal 2021 studia drammaturgia antica e frequenta il Laboratorio di Alta Formazione teatrale dell’università Cattolica di Milano con Christian Poggioni ed Ermelinda Cakalli. Entra a far parte della compagnia Kerìs\, portando in scena testi di teatro antico in vari teatri di Milano e nel carcere di Opera. Frequenta poi vari workshop tra cui un corso intensivo di regia e un seminario di schiera con Gabriele Vacis. Nel dicembre 2024 si diploma nel biennio della sezione teatro di “Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini” a Roma\, dopo aver lavorato con professionisti quali Massimo Venturiello\, Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Armando Pugliese\, Maria Letizia Gorga e tanti altri. Nel 2025 vince il bando “Labor Work” indetto dalla stessa scuola\, e scrive un testo che porterà in scena a fine 2025. \n\n\n\nEmanuela Vinci nasce a Palermo nella Pasqua del 1999. Da bambina ha studiato danza per diversi anni. Durante il primo anno di liceo ha iniziato a studiare canto e ha continuato anche dopo la fine delle superiori\, avvenuta nel 2018\, quando si è diplomata al liceo artistico in scenografia. Una volta terminato il liceo\, oltre a continuare lo studio del canto\, ha iniziato a fare diverse masterclass e ha frequentato il laboratorio del Teatro Mediterraneo Occupato\, diretto da Maurizio Spicuzza. Durante quegli anni ha portato in scena spettacoli di vari autori\, da Pinter a Massini. Successivamente ha anche studiato con Filippo Luna e Virginia Alba\, due attori palermitani a cui deve molto. Nel 2022 si presenta al Premio Hystrio e arriva in finale. Lo stesso anno è entrata a Officina Pasolini\, a Roma. Durante gli anni di Officina Pasolini ha avuto l’onore di essere diretta da professionisti come Walter Pagliaro\, Daniele Salvo\, Massimo Venturiello\, Paolo Coletta\, Francesco Giuffrè e di lavorare con altrettanti professionisti come Maria Letizia Gorga\, Francesco Brandi e Armando Pugliese. Nel 2024 ha preso il diploma e successivamente ha vinto un bando indetto dalla Regione Lazio per Officina Pasolini\, insieme alla sua collega\, con la quale ha scritto un progetto che nasce da una comune necessità\, nell’ottica di riuscire a parlare ai giovani e alle giovani come loro. \n\n\n\n\n\n\n\nREGIA DAVIDE CELONA \n\n\n\nAttore\, danzatore\, cantante e performer. Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale di Milano e successivamente alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi. \n\n\n\nDurante il suo percorso di formazione ha incontrato registi come Emma Dante\, Societas Raffaello Sanzio\, Ricci/Forte\, Claudio Tolcachir\, Gabriele Vacis\, Mariangela Gualtieri\, Davide Enia\, Roberta Carreri\, John Strasberg. \n\n\n\nDal 2010 entra a far parte della Compagnia SudCostaOccidentale diretta da Emma Dante portando nella scena nazionale ed internazionale spettacoli quali “Anastasia\, Genoveffa e Cenerentola”\, “Gli alti e bassi di Biancaneve”\, “Tre favole per un addio”\, “Fable pour un adieu”\, “Scarpette rotte”\, “Il canto della sirena”\, “Verso Medea”\, “La Trilogia degli occhiali -Il castello della Zisa”\, “Le sorelle Macaluso”\, spettacolo vincitore del premio UBU nel 2014\, “Bestie di scena”\, “Re Chicchinella” attualmente in scena. \n\n\n\nNel 2023 prende parte al progetto “VajontS23” regia di Marco Paolini. È coreografo per “Operetta Burlesca”\, “Extramoenia”\, “La bella Rosaspina addormentata” regia di Emma Dante. \n\n\n\nConduce workshop e masterclass di formazione per attori\, danzatori e cantanti in diversi spazi quali la Vicaria a Palermo\, l’Atelier del Teatro e delle Arti\, MTS Scuola di Musical e Campo Teatrale a Milano\, La Comédie de Geneve in Svizzera. \n\n\n\nINTERPRETI \n\n\n\nLeonardo Alberto Lutrario attore classe 1998. Dopo aver mosso i primi passi al Teatro 7 con Marco Zadra\, ha completato un triennio di recitazione presso l’ASC Teatro della Dodicesima\, sotto la direzione di Marco Tempèra e Alberto Bellandi. Ha arricchito il suo percorso partecipando a numerosi workshop intensivi (Scaletta e Carrozzerie N.O.T.) con figure di spicco della scena contemporanea\, tra cui Fabiana Iacozzilli\, Rafael Spregelburd (Novoli\, Lecce)\, Franco Mannella\, Federica Santoro\, Stefano Patti e Daniele Parisi.Ha calcato le scene di teatri romani come il Teatro Palladium con Il circo dell’apparenza (da Il Berretto a Sonagli\, regia di Marco Tempèra)\, il Teatro Cometa Off con Nelle due mani di Roberto Staglianò\, e Villa Torlonia con la lettura Lavanderia Calzino Perso diretta da Mauro Santopietro per l’Onstage Festival. Ha inoltre preso parte allo spettacolo L’Italia questo bel paese\, tratto dai monologhi di Mattia Torre\, presentato sia a Roma che al Teatro Rossini di Gioia del Colle. \n\n\n\nLuca Molinari nasce a Roma il 20 luglio del 1993. Si diploma presso l’Accademia d’Arte Drammatica Link Academy nel 2015. Debutta a teatro sempre nel 2015 con L’Odissea con la regia di Vincenzo Manna e Andrea Baracco. Da lì in avanti avrà occasione di essere protagonista di numerose rappresentazioni teatrali quali: DNA di Dennis Kelly\, Mary Stuart\, Antigone\, La Tempesta di W. Shakespeare solo per citarne alcuni.  Nel 2017 prende il ruolo da protagonista di Manuel nel film Le grida del silenzio\, nel 2018 collabora da protagonista di puntata in Don Matteo 11. Calca i palchi d’Italia in veste anche di musicista classificandosi finalista al concorso Sanremo Trend nel 2021 in band\, sul palco dell’Ariston. Dal 2022 ha prestato la sua voce per alcuni film debuttando di fatto come doppiatore.
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SUMMARY:Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 al Teatro Argentina
DESCRIPTION:In occasione del debutto dello spettacolo Sabato\, domenica e lunedì\, il Teatro di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo\, presenta Sabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025\, una esposizione a cura di Serena Schioppa\, con la consulenza storico-artistica Maria Procino\, dedicata alla storia e alla fortuna della celebre commedia eduardiana\, dal suo debutto nel 1959 fino a oggi. \n\n\n\nAttraverso pannelli\, immagini\, costumi e oggetti di scena\, il percorso espositivo\, che abiterà la Sala Squarzina del Teatro Argentina dal 25 novembre al 4 gennaio\, per tutte le rappresentazioni dello spettacolo diretto da Luca De Fusco\, ne ricostruisce la genesi e la diffusione internazionale\, rendendo omaggio non solo a Eduardo De Filippo\, ma anche all’eredità artistica di Luca De Filippo\, a dieci anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nLa raccolta genera un unico filo conduttore narrativo\, dalle locandine ai costumi\, ai documenti\, dando vita a una esplorazione che non vuole essere solo cronologica\, ma offrire l’universo del drammaturgo che nelle sue opere\, travalicando spazi e tempi\, fa della famiglia lo specchio della condizione umana. \n\n\n\nLa selezione delle locandine più significative crea una piccola galleria che documenta le messe in scena di “Sabato\, domenica e lunedì “\,dal Teatro San Ferdinando di Napoli fino alle rappresentazioni all’estero\, mentre con i costumi prendono vita alcuni dei personaggi che\, insieme agli oggetti originali esposti e ai documenti\, accompagnano i visitatori\, in un viaggio magico\, alla scoperta della storia della famiglia Priore e del ragù cucinato in scena che\, come ricordava Luca\, divenne “Una grande lezione di cucina e di teatro che mio padre preparò coinvolgendoci tutti in varie prove”. Infine\, una carrellata di immagini fotografiche restituisce i vari momenti dell’opera e gli artisti che le hanno dato vita sul palcoscenico. \n\n\n\nA Luca De Filippo\, scomparso dieci anni fa eppure ancora così vivo come uomo e artista\, è\, inoltre\, dedicato uno dei focus dell’allestimento: una selezione di foto e documenti lo raccontano in scena nel 1969 e sul set del film del 1990 diretto da Lina Wertmuller in cui recitava\, insieme a Sophia Loren\, il dramma di una coppia che cerca di ritrovarsi e superare i silenzi\, i malintesi\, le abitudini che li hanno allontanati. “Per me tutto è vita\, – dichiarava Luca – fuori e dentro il palcoscenico. Direi che il teatro porta alla vita e la vita al teatro. Non si possono scindere le due cose. La vita va vissuta con le sue gioie e i suoi drammi”. \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì. La mostra 1959-2025 \n\n\n\na cura di Serena Schioppa \n\n\n\nconsulenza storico-artistica Maria Procino \n\n\n\nsi ringrazia \n\n\n\nArchivio Fotografico CSC – Cineteca Nazionale \n\n\n\nArchivio Contemporaneo Gabinetto Vieusseux \n\n\n\nArchivio fotografico Fabio Donato \n\n\n\nCanzanella Costumi \n\n\n\nCentro studi e documentazione del Teatro di Roma \n\n\n\nMuseo Biblioteca dell’Attore di Genova – Fondo Gastone Bosio \n\n\n\nEredi Eduardo e Luca De Filippo \n\n\n\nDavide Canzanella \n\n\n\nFabio Desideri \n\n\n\nFabio Donato \n\n\n\nAntonella Felicioni \n\n\n\nBenedetta Gallerini \n\n\n\nGian Domenico Ricaldone \n\n\n\nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\nin collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo \n\n\n\ningresso libero
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:"Sabato\, domenica e lunedì" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Il capolavoro eduardiano\, Sabato\, domenica e lunedì\, torna dopo oltre vent’anni lontano dalle scene\, in prima nazionale dal 25 novembre al 4 gennaio al Teatro Argentina\, nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che\, con abile rigore registico\, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche\, i segreti e le tensioni intime di una famiglia. \n\n\n\nUn ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo\, scritta nel 1959\, che intercetta il nostro tempo\, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità\, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino)\, con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale\, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà. \n\n\n\nLo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino\, lo Stabile di Bolzano\, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che\, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese\, ha ancora molto da insegnarci. \n\n\n\nIl testo\, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo»\, come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto\, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo\, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo\, i due coniugi Peppino Priore e Rosa\, i figli\, e la classica zia “zitella”\, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali\, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri\, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora\, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare\, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.  \n\n\n\nL’opera\, che fa parte della Cantata dei giorni dispari\, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza\, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo\, in cui si sorride\, ci si commuove e si riflette\, anche e soprattutto\, sul ruolo della donna. Centrale\, infatti\, è la figura di Rosa Priore che\, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo\, volto amato del cinema e della tv\, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.» \n\n\n\nDal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete\, senza spostare alcuna nota della partitura\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent’anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.» \n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì è una commedia corale che\, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità\, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo\, sorprendentemente vitale e necessario. Questo allestimento acquista un valore simbolico e affettivo\, poiché il suo debutto coincide con la ricorrenza che tocca la famiglia De Filippo e segna il nostro intero Paese: il prossimo 27 novembre ricorre infatti il decennale della scomparsa di Luca De Filippo\, un’occasione per rinnovare l’omaggio a un’eredità artistica intramontabile.
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SUMMARY:"Casa Dolce Casa" all'Auditorium Spin Time di Roma
DESCRIPTION:Dopo il successo al Fringe di Edimburgo\, lo spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Miriam cappa arriva con la sua prima data italiana. Un monologo tragicomico che racconta la crisi abitativa e la ricerca di un posto che possa davvero diventare “casa”. \n\n\n\nIn bilico tra sogno e realtà\, lo spettacolo affronta con umorismo e malinconia le contraddizioni del “trovare casa” in un mondo in cui anche solo avere un tetto sopra la testa è diventato un lusso. Al centro della scena\, una donna dà voce al desiderio semplice di avere un luogo dachiamare “casa” – con un letto morbido\, un salotto accogliente e la dignità che ogni essere umano merita. Invece\, si scontra con affitti assurdi\, micro‐abitazioni e un sistema che misura il valore delle persone in base ai contratti a tempo indeterminato. \n\n\n\nL’ingresso è a offerta libera.  \n\n\n\nPer info e prenotazioni scrivere a casadolcecasaprenotazioni@gmail.com
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SUMMARY:" L’estasi della lotta" al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne\, il palcoscenico del Teatro Giuditta Pasta di Saronno accoglie uno degli spettacoli più attesi e potenti della nuova scena contemporanea: L’estasi della lotta\, progetto di e con Carlotta Viscovo\, con drammaturgia di Angela Dematté. \n\n\n\nUn appuntamento che non è solo teatro\, ma un invito profondo a condividere un’esperienza di consapevolezza e bellezza\, un viaggio nella forza creativa delle donne e nel loro diritto di esistere\, creare\, resistere. \n\n\n\nUn racconto necessario: Camille e Carlotta\, due vite che lottano \n\n\n\nL’estasi della lotta nasce dall’urgenza di Carlotta Viscovo di raccontare Camille Claudel non come vittima\, ma come artista radicale\, luminosa\, ingiusta­mente soffocata. Nel suo corpo\, nelle sue parole\, nella materia viva della scena\, Carlotta intreccia la biografia della scultrice con la propria\, segnata dall’impegno sindacale e dal peso politico e personale della parola “lotta”. \n\n\n\nNe emerge un personaggio terzo\, vibrante e indomabile: un’anima che attraversa epoche\, che interroga la relazione fra corpo e protesta\, ambizione e autosabotaggio\, arte e mercato\, intimità e responsabilità pubblica. \n\n\n\nUno spettacolo che plasma il corpo come scultura \n\n\n\nLa scena è un organismo vivo\, un luogo poetico dove il corpo dell’attrice diventa materia da scolpire.Lo sguardo coreografico di Alessandra Cristiani\, il disegno luci di Luigi Biondi\, le musiche di Marco Mantovani\, la presenza scenografica di Ettore Greco\, il progetto video di Ivonne Capece: ogni elemento compone un paesaggio sensoriale che respira e pulsa insieme al pubblico. \n\n\n\nÈ un teatro che si fa corpo\, un corpo che si fa lotta\, una lotta che si fa estasi. \n\n\n\nPerché venire il 25 novembre \n\n\n\nPerché questo spettacolo non chiede solo di essere guardato: chiede di essere attraversato. \n\n\n\nIn una giornata dedicata alla memoria\, alla denuncia e al cambiamento\, L’estasi della lotta invita gli spettatori a un gesto collettivo: abitare insieme un atto d’arte che restituisce dignità alle voci che la storia ha soffocato.Una celebrazione della forza femminile\, dell’atto creativo come resistenza\, della possibilità di rinascere nella fragilità e nella rabbia\, nella bellezza e nel dissenso. \n\n\n\nÈ un’esperienza che commuove\, scuote e lascia un segno. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nprogetto di e con: Carlotta Viscovodrammaturgia: Angela Demattésupervisione dei movimenti: Alessandra Cristianidramaturg: Alice Sinigagliadisegno luci: Luigi Biondimusiche e progetto sonoro: Marco Mantovanisupervisione ai costumi: Margherita Baldoniinstallazione scenografica/scultorea: Ettore Grecoassistente allo scultore: Anna Velludovideo artist: Ivonne Capecearchivio video biografico: Lorenzo Ponte\, Margherita OrsiniProduzione: LAC Lugano Arte e Cultura\, TrentoSpettacoli\, Elsinor Centro di Produzione TeatraleCon il sostegno di Qui e Ora Residenza Teatrale\, Campsirago Residenza\, Festival Il Giardino delle EsperidiPartner di produzione: Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica 
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SUMMARY:"Esagerate!" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini di Roma\, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL\, martedì 25 novembre\, Esagerate! Torna a Roma\, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne\, Esagerate! scritto\, diretto ed interpretato da Cinzia Spanò che da molti anni si distingue per il suo impegno nel contrasto alla violenza di genere\, sia sulla scena\, sia nel sociale in primo luogo con la co-fondazione di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo e della quale è presidente. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Onu nel 1999\, in ricordo delle tre sorelle Mirabal\, deportate\, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. \n\n\n\nEsagerate! fa parte di una trilogia di testi dell’autrice che include Tutto quello che volevo\, storia di una sentenza (2019)\, dedicato alla Giudice Paola Di Nicola Travaglini e il nuovo Dentro la tela che debutterà in prima assoluta nel maggio 2026. \n\n\n\nEsagerate! È uno spettacolo\, una Stand Up Comedy (ma anche un po’ Tragedy)\, un corso per tutte e tutti finalizzato a raggiungere importanti traguardi in termini di parità di genere e il superamento degli stereotipi. \n\n\n\nChi meglio di Cinzia Spanò\, che da anni opta per il buon umore come scelta consapevole e l’attivismo femminista come missione di vita\, può smascherare tanti (tutti?) i pregiudizi figli di una cultura maschilista e patriarcale lunga 3000 anni. Alzi la mano chi\, almeno una volta nella vita\, non si è sentita dire: “esagerata!”.  \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto da Effimera Produzioni\, si avvale per le scene delle illustrazioni di Ginevra Rapisardi che crea per ogni capitolo dello spettacolo un’immagine di accompagnamento al testo di Cinzia Spanò. Il costume di scena è disegnato dalla stilista Adriana Morandi per Molce Atelier – la sartoria che cura\, Associazione che sostiene donne vittime di violenza sotto il duplice aspetto della formazione professionale e del sostegno psicologico. \n\n\n\nL’Italia si trova agli ultimi posti in Europa nella classifica delle pari opportunità redatta ogni anno dal World Economic Forum\, se andiamo avanti di questo passo la parità verrà raggiunta fra circa 130 anni. Ma questa previsione non è fissa\, a volte si avvicina\, a volte – come è stato per esempio a causa dell’impatto del Covid- si allontana (come sappiamo durante il periodo di Covid il 98% di chi ha perso il lavoro è risultato essere una donna).  \n\n\n\nL’andamento di questa proiezione dipende da molti fattori\, non tutti prevedibili. Uno però è certo\, ce lo ha insegnato la storia; per ottenere diritti bisogna lottare\, chiedere\, protestare\, manifestare.  \n\n\n\nPer farlo però bisogna conoscere\, vedere le trappole degli stereotipi e dei pregiudizi\, anche quelli che abbiamo introiettato\, e costruire alleanze. E soprattutto liberarsi della gabbia delle parole:  \n\n\n\n“Le vie dedicate alle donne sono solo il 4%. Ne vogliamo di più.” Esagerate! \n\n\n\n“I tassi di occupazioni femminili nel nostro Paese sono i più bassi \n\n\n\nd’Europa. Vogliamo investimenti e riforme strutturali” Esagerate! \n\n\n\n“Le donne muoiono di alcune note patologie molto più degli uomini. Ma questo non si sa… perché gli studi medici sono fatti solo su uomini. Vogliamo più dati raccolti in una prospettiva di genere.” Esagerate! \n\n\n\n“Il costo della virilità secondo le economiste ammonta a 98 millardi di euro all’anno\, pari al 5% del PIL italiano. Vogliamo si tenga conto di questo dato.” Esagerate! \n\n\n\nOgni lecita richiesta o analisi del reale da parte delle donne si scontra contro questa parola\, e le parole lo sappiamo\, possono trasformarsi in gabbie. Occorre quindi prima di tutto liberarsi da questo bisogno di piacere e compiacere con cui noi donne siamo state cresciute. Se ad ogni lecita richiesta ci danno delle esagerate\, allora esageriamo! \n\n\n\nUn corso di esageranza quindi\, una stand up che intrecciando numeri\, dati\, storia\, sacro e profano intende divertire\, indignare e soprattutto mettere i puntini sulla i. Anzi sulla ǝ! \n\n\n\nCinzia Spanò vive a Milano\, è attrice\, drammaturga e attivista. \n\n\n\nNel 2020 il Corriere della Sera l’ha inserita fra le 100 donne dell’anno da ricordare. \n\n\n\nÈ socia fondatrice e presidente di Amleta\, associazione per il contrasto alle disparità e alla violenza nel mondo dello spettacolo\, Premio Amnesty International Arte e diritti umani 2021.  \n\n\n\nCome attrice ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione\, il Premio Imola\, il Premio Anteprima ed è stata nominata agli Ubu per il teatro.  \n\n\n\nI suoi testi sono prodotti dal teatro dell’Elfo di Milano: La Moglie\, vincitore del Premio Donne e Teatro 2017\, Tutto quello che volevo\, vincitore del Premio Milano Donna 2019. Palma Bucarelli e l’altra Resistenza dedicato al salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2022 e 2023 porta in scena con il patrocinio di Amnesty International il romanzo Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi\, primo episodio di serie sulla libertà intitolato primo Letteratura e Libertà – I Reading Concerts. Leggere Lolita a Teheran. \n\n\n\nGinevra Rapisardi è illustratrice e vive a Milano. Ha lavorato come architetta fino al 2020.  Da sempre appassionata di arte dal gennaio 2021 decide di perseguire il suo sogno e si diploma al Mimaster di Milano. Attualmente lavora come illustratrice editoriale e designer di copertine di libri. \n\n\n\nÈ incuriosita da un approccio multidisciplinare sperimentando stili e tecniche diverse. \n\n\n\nper info: 3452978091 – info@spaziorossellini.it \n\n\n\nwww.spaziorossellini.it \n\n\n\nintero online: €14\,50 + d.p. \n\n\n\nintero botteghino: €15\,00 \n\n\n\nridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. L’ingresso del parcheggio è in via della Vasca Navale 70.
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LOCATION:Spazio Rossellini\, Via della Vasca Navale 58\, Roma\, 00146\, Italia
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SUMMARY:Ultimo episodio di "NELLE PUNTATE PRECEDENTI" – A te\, fra venticinque anni al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica ospita il Quinto e ultimo episodio di NELLE PUNTATE PRECEDENTI – A te\, fra venticinque anni\, la saga familiare ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano. \n\n\n\nEp. 5 – A te\, fra venticinque annidi Rebecca RighettiCon: Shadi Romeo\, Elena VanniRegia: Pier Lorenzo Pisano e Alessandro Di Murro \n\n\n\nUn epilogo intenso e atteso\, che chiude un percorso settimanale costruito con cura e passione\, dove il pubblico diventa custode dei volti\, delle voci e delle ferite di una storia familiare che attraversa generazioni. Un capitolo che guarda al futuro\, a chi resta\, a chi eredita\, e che invita a immaginare cosa sarà “fra venticinque anni”. \n\n\n\nIl lavoro drammaturgico di Rebecca Righetti\, protagoniste  Shadi Romeo\, Elena Vanni\, le musiche di Amedeo Monda\, le luci di Matteo Ziglio\, le scenografie di Paola Castrignanò e i costumi di Raffaella Toni rendono questo ultimo episodio un’esperienza teatrale intensa\, corale e condivisa.
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SUMMARY:"La Milonga del Fùtbol" al Cineteatro Italia di Eboli
DESCRIPTION:A 5 anni esatti dalla sua scomparsa\, Diego Armando Maradona\, “el pibe de oro”\, il più grande calciatore di tutti i tempi\, icona pop mondiale e idolo di quel popolo argentino che usciva dai problemi della recessione e della dittatura del Generale Videla\, torna idealmente nella regione d’Italia che lo accolse trionfalmente negli anni’80\, quando fu acquistato dal Napoli di Ferlaino.  \n\n\n\nIl 25 novembre al Cineteatro Italia di Eboli\, in provincia di Salerno\, andrà in scena La Milonga del Fùtbol\, uno spettacolo ideato e diretto da Pierluigi Iorio\, tratto dall’omonimo libro del giornalista sportivo Federico Buffa\, e prodotto da IMARTS – International Music and Arts. \n\n\n\nIn scena lo stesso Buffa\, definito da Aldo Grasso un “narratore straordinario\, capace di fare vera cultura\, cioè di stabilire collegamenti\, creare connessioni\, aprire digressioni”. Ad accompagnarlo\, la musiche originali di Alessandro Nidi eseguite dal vivo e la voce intensa di Mascia Foschi. \n\n\n\nNarratore raffinato e affabulatore d’eccezione\, Federico Buffa ci accompagna in un viaggio che attraversa cento anni di storia argentina\, un secolo di passioni\, sogni e rivoluzioni. Dal funambolo del goal Renato Cesarini al genio irriverente di Omar Sivori che incantava l’Argentina degli anni ‘50\, fino all’inarrivabile Diego Armando Maradona\, un racconto epico e struggente\, dove sport\, musica\, Storia e memoria si intrecciano in un Tango che vibra di emozioni. \n\n\n\nTra atmosfere tanghere a suggestioni contemporanee\, un omaggio al Paese sudamericano e al suo popolo\, alla sua cultura fatta di ballo\, fede e sogno; ma anche un tributo all’arte del racconto che Federico Buffa continua a elevare con eleganza e maestria. Come afferma il regista Pierluigi Iorio\, Buffa “nel toccare le corde dell’anima e del cuore\, ci racconta la vita che diventa letteratura”. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nProduzione: International Music and Arts (IMARTS)Organizzazione: Barezzi Festival/Giovanni SparanoRegia: Pierluigi IorioCon: Federico Buffa\, Alessandro Nidi (pianoforte)\, Mascia Foschi (voce)Light design: Francesco AdinolfiMusiche originali: Alessandro Nidi \n\n\n\nPrevendite \n\n\n\nhttps://ticket.cinebot.it/italia2/evento/2819_la-milonga-del-f-tbo
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LOCATION:Cineteatro Italia\, Via Umberto Nobile\, 46\, Eboli (SA)\, ITA\, 84025\, Italy
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