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SUMMARY:"La Tempesta" allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Da venerdì 7 a domenica 16 novembre\, il Teatro Stabile di Catania presenta La Tempesta di William Shakespeare\, nella traduzione di Agostino Lombardo e con l’adattamento e la regia del Maestro Alfredo Arias. \n\n\n\nLo spettacolo\, che inaugura la stagione teatrale 2025/2026 “Il potere dei sogni”\, è una nuova produzione del Teatro Stabile di Catania\, insieme a Marche Teatro\, Tieffe Teatro\, TPE – Teatro Piemonte Europa\, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. \n\n\n\nAl centro dell’allestimento\, la figura di Prospero\, mago e sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta da lui stesso evocata. A interpretarlo è Graziano Piazza\, attore di grande intensità\, capace di incarnare la complessità e la “forza magica” di un personaggio che domina e riflette sul potere\, sul perdono e sull’illusione del controllo. \n\n\n\nAccanto a lui\, un cast numeroso e affiatato formato da: Federico Fiorenza\, Fabrizio Indagati\, Franco Mirabella\, Marcello Montalto\, Luigi Nicotra\, Lorenzo Parrotto\, Alessandro Romano\, Rita Fuoco Salonia\, Rosaria Salvatico. \n\n\n\nIl ruolo di Ariel\, lo spirito dell’aria\, è interpretato da Guia Jelo. \n\n\n\nLe scene di Giovanni Licheri e Alida Cappellini\, i costumi di Daniele Gelsi e le luci di Gaetano La Mela contribuiscono a creare un’isola-palcoscenico sospesa tra sogno e realtà\, dove lo spettatore è chiamato a perdersi per ritrovarsi\, come i protagonisti di questo capolavoro senza tempo. \n\n\n\nPer Alfredo Arias\, regista argentino di fama internazionale\, si tratta di un ritorno a un testo che aveva già diretto nel 1986 al Festival di Avignone\, nei primi anni della sua importante carriera. \n\n\n\nCon il suo linguaggio teatrale universale\, Arias restituisce a La Tempesta la sua potenza simbolica e il suo fascino misterioso\, in un allestimento che coniuga poesia visiva\, introspezione e leggerezza.  \n\n\n\nIn allegato tre foto di scena realizzate da Tommaso Le Pera. \n\n\n\nCALENDARIO RAPPRESENTAZIONI \n\n\n\nVenerdì 7 novembre 2025 ore 20:45Sabato 8 novembre 2025 ore 20:45Domenica 9 novembre 2025 ore 17:30Martedì 11 novembre 2025 ore 11:00 e ore 17:30Mercoledì 12 novembre 2025 ore 17:30Giovedì 13 novembre 2025 ore 11:00 e ore 20:45Venerdì 14 novembre 2025 ore 17:30Sabato 15 novembre 2025 ore 17:30Domenica 16 novembre 2025 ore 17:30
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:"Signorina Giulia" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da venerdì 7 a domenica 16 novembre la tragedia che portò alla fama mondiale August Strindberg\, Signorina Giulia\, diretta da Gianni Leonetti\, con\, Camillo Ciorciaro\, Serena Cino\, Francesca Di Meglio. In una notte di mezza estate\, nell’euforia dei festeggiamenti\, in cui miserie e nobiltà potranno mescolarsi\, la signorina Giulia cerca di sedurre l’ambizioso e affascinante servo Jean\, che già intrattiene una relazione con Kristin. Jean\, segretamente innamorato di Giulia sin dai tempi dell’infanzia\, cerca inizialmente\, vista la sua condizione\, di resisterle; ma il suo negarsi non fa altro che esaltare Giulia\, spingendola ad offrirsi a lui   in modo sfrontato. Lusingato dalle sempre più insistite attenzioni\, in Jean iniziano ad emergere dall’ombra pulsioni bivalenti: la voglia di rivincita sociale e la mentalità di “servo” nella quale è confinato. Intrecciato a provocazioni perverse e al rapporto servo-padrone\, fra Giulia e Jean nasce uno scabroso gioco erotico a tratti degradante\, che li condurrà alla “trasgressione”. Entrambi hanno intercettato la follia dell’altro e l’IO\, che non dispone delle passioni\, collassa\, lasciando campo aperto alla feroce lotta degli impulsi. Due anime ribelli\, sedotte dal rischio\, si scambiano continuamente il ruolo di dominante e dominato mentre tentano disperatamente di uscire dalle loro insoddisfacenti vite. La “vibrazione/frequenza” tra Jean e Giulia è rivoluzionaria\, fuori norma\, quindi pericolosa per il quieto vivere di una società ubbidiente e razionale in grado soltanto di giudicare e nascondersi dietro concetti moralistici. Giulia\, in quel darsi via\, in quello strapparsi da sé\, irradia energia fino a morire come una stella\, mentre per Jean\, quella luce abbagliante\, simboleggia il canto del cigno\, il tramonto del suo sogno segreto. Testimone della spietata sfida tra eros e sopraffazione\, la quieta e realista Kristin consapevole di non poter pretendere altro dalla vita se non quello che la sua condizione sociale può concederle. Il testo\, scritto nel 1888 ci offre la possibilità di sperimentare una narrazione emotiva\, carica di fisicità\, per far emergere dall’ombra passioni autodistruttive\, paure ancestrali\, desideri proibiti. In quella magica notte d’inizio estate\, Giulia e Jean\, anime strappate\, consumano per intero il loro autentico desiderio di vivere.
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SUMMARY:Al Teatro Furio Camillo la XII edizione di "Battiti"
DESCRIPTION:l Teatro Furio Camillo ospita per il dodicesimo anno consecutivo BATTITI\, la rassegna di teatro di contaminazione\, frutto dell’incontro tra le più alte tecniche circensi ed il lavoro d’attore. \n\n\n\nDal 7 al 30 novembre la rassegna accoglierà spettacoli di compagnie\, italiane ed estere\, che utilizzano tecniche circensi differenti\, raccontando una nuova realtà scenica contemporanea\, per un totale di 12 giornate\, 16 spettacoli\, 40 artisti. \n\n\n\nFiore all’occhiello è poi la sezione Piccoli Battiti\, in cui vengono proposti spettacoli di circo teatro dedicati ai più piccoli. Sempre grande spazio è dedicato\, inoltre\, all’attività di formazione\, con workshop di acrobatica aerea\, yoga\, tap\, danza verticale e corda molle.  \n\n\n\nIl 7 novembre (ore 21) apre la rassegna la “lacompagniadellasettimana dopo” con il C.A.B.A.R.È. Calderone Artistico Burlesco Anarchico Rigorosamente Eclettico\, uno spettacolo di arte varia\, sempre in divenire e con una buona dose di imprevedibilità\, condito da artisti di stagione\, rigorosamente biologici e a kilometro zero. Un varietà-laboratorio aperto a tutti gli artisti che abbiano voglia di sperimentare nuovi numeri\, rispolverare vecchi cavalli di battaglia assopiti nel baule\, o semplicemente passare una serata a giocare a contatto con il pubblico.  \n\n\n\nSabato 8 novembre (ore 21) la Compagnia Circo Puntino in scena DA COSA NASCE COSA Uno spettacolo semplice ma insolito\, che mescola i virtuosismi su ruota acrobatica al teatro di strada: una tecnica circense di sicuro effetto scenico unito al divertimento dell’improvvisazione col pubblico. \n\n\n\nSegue\, domenica 9 novembre (ore 18)\, Psycho Chicken\, ultimo lavoro di Fausto Giori. Uno spettacolo adatto a tutti i tipi di pubblico. L’atmosfera del bizzarro mondo di Demenzio è carica di meraviglia ed eccentricità.Funambolo dell’improvvisazione\, acrobata dell’illusione\, clown e moderno ciarlatano. Questo folle e muto mattatore vi farà fluttuare assieme a lui in un comico e originale spettacolo dove realtà e logica cambiano i propri connotati fino a trasformarsi in un girotondo nel quale apparenza\, ingegno e creatività si rincorrono incessantemente ruotando attorno all’essenza stessa del gioco. \n\n\n\nApre il secondo fine settimana di programmazione\, venerdì 14 novembre (ore 21) la Compagnia blucinQue con DansCirque – Tre movimenti sull’identità\, in cui si alternano tre estratti di spettacoli diretti da Caterina Mochi Sismondi\, accompagnati da violoncello ed elettronica. Solo Due\, Coppelia Project e Why Solo si susseguono\, presentati dallo speaker Ivan Ieri che\, come in un programma radiofonico\, introduce agli spettatori ciò che stanno per vedere e ascoltare. \n\n\n\nIl primo\, Solo Due\, è una ricerca sull’identità in un corpo unico e frammentato\, doppio\, in cui il dialogo speculare tra strumento musicale\, voce e movimento trova un punto d’incontro nello spiazzamento\, nella fragilità\, nel limite\, nell’effimero istante compiuto del momento sonoro. Questo viaggio corporeo prende vita attraverso frammenti musicali di Vertigo – La donna che visse due volte. \n\n\n\nCoppelia Project\, invece\, si ispira al celebre balletto Coppelia – La ragazza dagli occhi di smalto e fonde tecniche di danza e contorsione con la sospensione capillare\, per raccontare il tema della donna come bambola-oggetto e il suo processo di liberazione. \n\n\n\nWhy Solo presenta estratti dello spettacolo Hereos\, in cui l’icona del clown diventa il punto di partenza per una riflessione sulla maschera che ciascuno di noi indossa. Sabato 15 novembre (ore 21) è la volta della Compagnia MateriaViva con STORIE DI VIAGGIO\, di Alessandra Lanciotti.  \n\n\n\nA volte la storia è chiusa in un baule\, a volte si intreccia tra le corde\, a volte la illumina la luna\, o scivola come acqua e la culla il mare\, come fa con le sirene. Aerea\, magia\, contact juggling e racconto sono gli ingredienti di un viaggio surreale e magico. \n\n\n\nSegue\, domenica 16 novembre (ore 18) CAPUT della Compagnia Ditta Polletti\, una commedia surreale di circo-teatro che percorre il sottile confine tra il comico e il tragico\, distorcendo la realtà e giocandola con ironia\, in un’atmosfera in cui il tempo sembra scorrere in modo imprevedibile. I due protagonisti\, intenti nei preparativi di festa prima dello scoccare della mezzanotte\, si trovano in un limbo temporale\, dove ogni secondo è sospeso tra l’attesa di qualcosa che potrebbe verificarsi o non accadere affatto. È un gioco di aspettative in cui oggetti quotidiani\, trasformati in attrezzi di circo non convenzionali\, diventano strumenti di una narrazione che sfida la logica. Il contesto è minimalista\, un tavolo\, una lampada e una porta che apre sul vuoto\, in questo spazio contemporaneamente definito ma vacuo agiscono due personaggi eleganti e polverosi\, dal sapore cinematografico clownesco\, in un’atmosfera beckettiana in bilico tra il comico e il tragico. e Càput è\, in fondo\, un gioco: un gioco di attese\, di incertezze e di improbabili possibilità. Ogni istante è carico di potenziale\, come una sorpresa che potrebbe sbucare da una scatola di cartone o\, forse\, da un palloncino. L’assurdo qui non è uno stile ma il modo più divertente per esplorare il mistero del tempo. E così\, i protagonisti si trovano a navigare in un mondo dove il tempo stesso sembra al confine\, sospeso tra il possibile e l’impossibile\, tra l’ordinario e il paradossale.  \n\n\n\nLa terza settimana di rassegna si apre venerdì 21 novembre (ore 21) con lo spettacolo Cosas pequeñas della Compagnia PSIRC. Nel silenzio opprimente di un seminterrato pieno di schermi e telecamere nascoste\, un uomo di poco più di quarant’anni\, cameraman fallito e giocoliere di liquidi\, osserva il mondo attraverso lenti digitali e analogiche. Di fronte all’avanzata inarrestabile delle macchine\, egli non propone resistenza\, ma reinvenzione. Eppure\, le sue idee si scontrano con l’incomprensione di chi lo ascolta. “Posso spiegarti ogni dettaglio\, di mia nonna o di ciò che vuoi tu… fino alla creazione dell’umanità”\, dice\, anche se in fondo sa che nessuno gli chiede nulla. La sua voce è un sussurro tra algoritmi\, un discorso da boomer smarrito nell’era dei meme. In questo labirinto di connessioni e isolamento\, la verità si dissolve come uno specchio appannato: riflette imperi che non esistono più\, guerre che nessuno ricorda e un futuro che nessuno sa pronunciare.  \n\n\n\nA seguire sabato 22 novembre (ore 21) LI(E)N\, uno spettacolo di circo contemporaneo unico\, in cui il lino – mai utilizzato prima nelle arti circensi – diventa filo di sospensione\, materia scultorea e compagno di scena. Tra acrobatica aerea\, danza e installazione vivente\, tre artiste esplorano la forza e la fragilità di questa fibra naturale. Il pubblico è invitato a una traversata poetica e sensoriale\, dove corpo e materia si intrecciano e si trasformano. Un viaggio inedito\, al confine tra natura e arte. \n\n\n\n Domenica 23 novembre (ore 18) è la volta della Compagnia Teatro dei Colori e del loro La Sinfonia dei Giocattoli\, un sogno di campanelli\, trenini e pupazzi a molla\, ballerine nel carillon\, palloncini e robot. Ma anche il diario segreto dei colori e delle forme di una grande artista\, Sonia Terk\, che nei suoi “Libri Neri” ha inventato un linguaggio che funziona proprio come un set di costruzioni da tavolo. Costruendo e smontando\, inventando piccole fiabe giocose e strampalate\, in un mondo accogliente e colorato\, come la coperta patchwork tessuta per il figlioletto Charles. In questa lingua fatta di colori in movimento che si trasformano in marionette cinetiche\, o in paesaggi astratti e ritmici\, vivono i sogni\, i ricordi\, le scoperte dell’infanzia. Qui trovano casa\, un po’ alla rinfusa\, come nel baule dei giochi\, gli schizzi e le campiture di tanti altri artisti\, così la Ballerina di Man Ray danza sui cerchi di Vasarely\, i quadrati di Albers diventano un Robot pasticcione e romantico\, i cerchi di Mirò rimbalzano sui rettangoli di Mondrian… quanti giochi possiamo inventare\, ma infiniti! Con la magia aerea del teatro su nero\, che ci aiuta a danzare\, a volare\, ad immaginare. Ricordando Munari e Winnicot\, con tante tantissime risate. \n\n\n\nSegue sabato 29 novembre (ore 21) il Gala di Aerea\, una carrellata di performer di molte le discipline aeree\, un panorama di quello che succede in Italia e oltralpe con artisti affermati e giovani proposte. In scena: Lisa Di Cerruti\,Sara Frediani\,Fabiana Gargia\, Gianluca Gentiluomo\, Aurora  Morano\, Elisa Oliva\, Agostino Solagna\, Chiara Zubiani e le musiche dal vivo eseguite da Serena Sansoni. \n\n\n\nChiude la rassegna il 30 novembre (ore 18) Équilibrée di e con Chiara Zubiani\, Progetto vincitore del bando BATTITI OFF. \n\n\n\nÉQUILIBRÉE è uno spettacolo di trapezio\, movimento e espressione corporale. Ripercorrendo vari episodi vissuti si parla delle dinamiche di potere all’interno di una relazione tossica\, di resilienza e di libertà. Della necessità di trovare un equilibrio per poter andare avanti. Diversi stati d’animo sono il punto di partenza della ricerca tecnica sul trapezio. La verticalità viene concepita come spinta verso l’altro dando luogo a uno spazio pieno che crea tensione e intimità. Emozioni e sensazioni sono guidate dall’introspezione e dalla volontà di condividere con il pubblico ciò che è accaduto. Il vero amore viene vissuto solo grazie all’incontro con il trapezio. Le porte del mondo si aprono e mostrano nuove strade possibili. Si crea un universo che riflette su dinamiche comuni e ci guida verso la consapevolezza del come l’amore verso sé stessi sia un cammino che intraprendiamo per tutta la vita! \n\n\n\nPICCOLI BATTITI  \n\n\n\nLa sezione Piccoli Battiti è dedicata ai bambini e alle loro famiglie con spettacoli che\, attraverso le tecniche di circo\, entusiasmino i bimbi e gli raccontino loro un mondo teatrale dinamico e gioioso.  \n\n\n\nTutte le mattine alle ore 11:00 il Teatro Furio Camillo offre\, durante tutto l’anno\, una programmazione di spettacoli per bambini. Nel mese della rassegna Battiti\, la proposta si fa ancora più ricca e con ospiti straordinari provenienti dall’Italia e dall’estero.  \n\n\n\nDomenica 9 novembre si parte con lo spettacolo Silenzio Nicolino della Compagnia “Il Giardino dei Pupazzi”. Il prologo si sviluppa all’esterno della baracca con i due attori che raccontano sulle note dell’organetto la vicenda di Arturo\, un piccolo struzzo marionetta nato in mezzo al Silenzio. La narrazione si sposta poi sulla baracca. Qui il piccolo Nicolino\, amante della musica\, in lotta ogni giorno contro la madre per riuscire a suonare\, viene derubato della propria chitarra. È stato un orco\, che si nutre della musica perché proviene dall’anima\, e quindi ha più energia. Preso dal terrore e dallo sconforto\, Nicolino decide comunque di mettersi alla ricerca del rapitore. Durante il viaggio verrà aiutato da personaggi strampalati e soprattutto dai bambini del pubblico\, che lo metteranno sulle tracce del rapitore per ritrovare il suo tesoro. \n\n\n\n La mattina del 16 novembre va in scena Pìnolo della Compagnia “Ruotalibera Teatro” con Laura Nardinocchi\, Niccolò Matcovich\, Noemi Piva. Pìnolo è uno spettacolo di teatro e danza che vuole parlare ai bambini e alle bambine dell’importanza di essere liberi\, di poter scegliere. Pìnolo unisce l’esperienza autobiografica dei due attori al racconto di una fiaba: quella di Pina\, una bambina esclusa da amici e genitori che non riescono a capirla\, semplicemente perché le piace giocare più a Star Wars che con le bambole e al rosa preferisce l’azzurro. Pina si rifugia così sotto il grande albero\, pensa finalmente di aver trovato il suo spazio di libertà\, ma continua a sentirsi sola. Pian piano\, grazie all’amicizia con una pigna\, ai saggi consigli del pino e all’incontro con una lumaca\, Pina riesce a capire come tornare dai propri simili\, senza dover rinunciare a fare ciò che desidera. \n\n\n\nIl 24 novembre è la volta della Compagnia “Il giardino dei pupazzi” con Pulcinella e il regalo\, spettacolo di burattini con musica dal vivo di e con Anna Cisternino. \n\n\n\n Il prologo si sviluppa all’esterno della baracca dove la burattinaia suonando un organetto diatonico accompagnerà simbolicamente i bambini nella storia raccontando una fiaba. \n\n\n\nIl re ritrova in una vecchia rocca il forziere contenente le chiavi per la felicità\, così\, pronto per la sorpresa\, nasconde scrupolosamente il regalo destinato alla principessa al riparo da occhi indiscreti\, ma come accade spesso\, intorno al castello si aggirano un lupo perfido ed una strega malvagia\, che\, scoperto il segreto cercheranno di trovarlo e impossessarsene. \n\n\n\nQuale valoroso eroe\, cavaliere\, o principe riuscirà ad aiutare il re a ritrovare il prezioso regalo? Nessuno di loro ma solo il buon Pulcinella aiutato da tutti i bambini. \n\n\n\nQuesta però non è una storia come le altre perché ben presto si scoprirà che il lupo e la strega non fanno poi così paura ma che al contrario possono apparire davvero molto buffi \n\n\n\nInfine\, la rassegna piccoli battiti si conclude il 30 novembre con Black Smilzo dellaCompagnia “3DiDané”. Con quale unità di misura si quantificano le risate? Ancora non lo sappiamo\, ma è certo che 55kg di pelle e ossa coperti da un elegante abito giallo e nero renderanno la tua vita più leggera a colpi di gag e virtuosismi di giocoleria. \n\n\n\nBlack Smilzo è uno spettacolo adatto a tutta la famiglia. \n\n\n\nPer tutta la durata della rassegna si terrà la mostra di illustrazione a cura di Simone Colongo\, Chiara Guidi. Equilibriste ”La figura femminile nel circo moderno” \n\n\n\nFin dall’antichità si trovano raffigurazioni di donne impegnate in attività circensi. Nell’antico Egitto\, le pitture tombali mostrano giocoliere. I vasi greci raffigurano contorsioniste\, mentre i vasi romani presentano acrobate. Quando iniziò il circo moderno\, circa 250 anni fa\, le donne però si vedevano raramente. Era un business prevalentemente maschile. \n\n\n\nAlcune donne hanno scoperto che il circo poteva essere un mezzo per avere autonomia sui propri corpi e sulle proprie azioni. Potevano trovare una libertà di espressione che sfidava la percezione della femminilità promulgata dagli uomini. Questa piccola mostra è dedicata ad alcune di queste pioniere. \n\n\n\nNelle illustrazioni di Chiara Guidi sfilano donne pioniere di tempi e arti diverse\, raccontate con uno sguardo ironico e vivace. I suoi colori\, audaci e vibranti\, e il tratto essenziale ma pieno di energia\, sanno restituire l’anima e il carattere delle protagoniste\, trasformando ogni ritratto illustrato in una piccola storia di forza e bellezza.
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SUMMARY:"NELLO SPAZIO PICCOLO C’È IL TEATRO BUONO"\, la nuova stagione dell'Altrove
DESCRIPTION:In cartellone 21 spettacoli\, tra nuova drammaturgia\, debutti assoluti\, grandi ritorni\, concerti e un ampio spazio alla formazione \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio\, nel cuore del quartiere Prati\, si riconferma isola felice in cui tenere in vita il sentimento della meraviglia con una inedita stagione proiettata verso la qualità e il confronto tra generazioni diverse di artisti\, tutti uniti sotto il segno della nuova drammaturgia. La bellezza artistica\, il talento\, il confronto\, la ricerca e la sperimentazione trovano modo di esistere e vivere in scena anche e soprattutto in una realtà “piccola”\, ma in continuo dialogo con il pubblico; un “Altrove “che si pone come riferimento ormai noto nel panorama teatrale romano.   \n\n\n\n“Nello spazio piccolo c’è il teatro buono” è\, infatti\, il claim della nuova programmazione 2025-2026\, che prevede un cartellone che riconferma l’eccellenza dell’offerta artistica\, dando voce  non solo ai nuovi talenti della scena contemporanea ma anche a interpreti dalla grande esperienza.  Tutti insieme sono impegnati in progetti attuali che parlano del nostro tempo\, della nostra società\, con le sue ansie\, preoccupazioni\, gioie e storie; tra prosa\, musica\, drammaturgia contemporanea e formazione. Artisti che si riconoscono nell’anima e nello spirito creativo di questo “piccolo-grande” luogo\, abitato proprio come una “casa” da chi il teatro lo fa\, lo studia\, lo vede. \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio\, fin dalla sua fondazione nel 2017\, ha voluto essere\, per il pubblico romano\, un’occasione di cambiamento. Nel nome dell’eccellenza artistica\, della qualità degli spettacoli offerti e della didattica accademica\, i direttori Ottavia Bianchi e Giorgio Latini hanno fatto sì che i migliori artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale riconoscessero “Altrove” come riferimento imprescindibile nel panorama teatrale romano. Questo spazio ha visto fiorire\, negli anni\, la nascita di splendidi spettacoli che hanno poi dipanato i loro percorsi in vari modi e con riconosciuto successo. L’obiettivo raggiunto in questi anni\, e che si intende confermare\, è che l’ Altrove sia per il pubblico\, ancora di più: una casa da abitare\, tutto il giorno\, tutti i giorni. Uno spazio aperto ai giovanissimi\, non solo per l’ottima offerta didattica che di anno in anno si rinnova\, ma come spazio pulito\, dedicato allo studio\, al piacere della lettura (attraverso la biblioteca a disposizione dei soci) e un’oasi del confronto reciproco\, in nome del benessere dell’anima. Di conseguenza gli spettatori hanno confermato\, con partecipazione crescente\, il patto di fiducia stretto con il teatro che è stato\, inoltre\, il luogo prescelto dai più giovani per dare uno schiaffo alle lusinghe dei social\, in favore della scoperta del sé e dello studio serio e appassionato di una professione. Altrove è\, infine\, lo spazio privilegiato dove coltivare le passioni che rendono la vita meno dolente\, dove incontrare anime affini seppur nella diversità di ognuno\, tutti uniti\, adulti e giovanissimi\, artisti e spettatori\, nel desiderio di trovare una consolazione e forse\, talvolta\, persino un rimedio\, alla terribile ansia\, dovuta a questi tristi tempi. \n\n\n\n“Attraverso il sentimento condiviso della gioia che\, come una scarica di elettrica esaltazione\, attraversa l’animo di chi varca la soglia di questo luogo magico\, il teatro ci insegna che la sofferenza del vivere ci accompagna ogni giorno\, tranne che in alcuni brevi momenti nei quali riusciamo a mettere in pausa l’inquietudine\, occupandoci d’altro o di altre persone\, agendo fuori dalla nostra realtà che è poi\, nel bene e nel male\, la nostra zona di comfort. In questi momenti possiamo ritrovarci uniti in una comunità che non si riconosce nella “vacuità della fuffa” o in un teatro autoriferito e incurante dei bisogni del pubblico. Gli abitanti dell’Altrove non si lasciano abbindolare dall’inganno del nometto televisivo ma fanno una scelta in favore del talento attoriale e di temi innovativi perché sanno che “nello spazio piccolo c’è il teatro buono” _ annotano i direttori artistici Ottavia Bianchi e Giorgio Latini.   \n\n\n\nVentuno spettacoli\, tra debutti assoluti\, progetti inediti\, prosa\, musica\, con un’attenzione particolare rivolta alla drammaturgia contemporanea\, alle nuove scritture\, a tematiche fortemente attuali\, alle nuove voci e ai nuovi volti della scena teatrale\, e non solo. \n\n\n\nUn’offerta che punta alla qualità\, più che alla quantità\, con l’obiettivo di sorprendere e stimolare il pubblico più diversificato e soddisfare i più svariati gusti\, sottolineando come lo spettacolo dal vivo sia un punto fermo per la crescita e il benessere sociale\, e il teatro un luogo da vivere nella sua totalità\, in cui poter crescere\, divertirsi\, imparare\, confrontarsi. \n\n\n\nTanti i nomi in cartellone\, tra interpreti e registi\,  volti noti del panorama teatrale italiano e giovani promesse: Ottavia Bianchi\, Giorgio Latini\, Martina Paiano\, Roberto Fedele\, Valentina Illuminati\, Andrea Trovato\, Marco Di Stefano\, Daniel Dwerryhouse\, Federico Giaime Nonnis\, Fabio Pisano\, Maria Assunta Calvisi\, Francesco Stella\, Nicola Pistoia\, Federico Malvaldi\, Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi\, Gianluigi Fogacci\, Carlo Valli\, Natalia Pina\, Gabriele D’Angelo\, Giacomo Ronconi\, Gino Binchi\, Stefano Poeta\, Giovanni Conti\, Andrea De Luca\, Gabriele Enrico\, Michele Montironi\, Gianluca Scaccia\, Luca Zaffanella\, Cristina Aubry\, Alessia Sambrini\, Franco Mannella\, Mario Massari\, Piera Russo\, Nicola Maiello\, Domenico De Meo\, Francesca Florio\, Diego Giangrasso\, Chiara Boscaro\, Chiara Claudi\, Marcello Seregni\, Dimitri D’Urbano\, Riccardo Maggi\, Sara Roscetti\, Andrea Balzola\, Beatrice Schiaffino\, Carmen Di Marzo\, Federico Caprarese\, Chiara Colangelo\, Claudio Pisicchio\, Alessandro Rapattoni\, Cristina Zoccolante\, Lisa Colosimo\, Francesca Stocchi\, Antonio Bianchi. \n\n\n\n“Nello spazio piccolo c’è il teatro buono” è una missione\, un obiettivo diventato realtà\, un microcosmo pronto ad offrire al pubblico una stagione piena di bellezza.  \n\n\n\nLA STAGIONE \n\n\n\nInaugura la stagione\, dal 7 al 9 novembre\, L’AMORE\, LA MORTE E LE TASSE di Ottavia Bianchi\, liberamente tratto dal soggetto di Zach Helm\, con la regia di Giorgio Latini. Come un basso continuo\, il ticchettio rapido e insistente di una macchina da scrivere\, una voce di donna che racconta la storia di un uomo implicato in una vita apparentemente banale. Un’esistenza scandita soltanto da numeri\, infiniti calcoli e da una profonda solitudine. Harold potrebbe trascorrere tutta la sua esistenza in questo limbo senza colore\, se un giorno questa voce non cominciasse a perseguitarlo per annunciare la sua imminente morte. Così inizia il viaggio più importante della vita di questo stralunato agente delle tasse\, alla ricerca spasmodica di una salvezza.  \n\n\n\nA seguire\, dal 14 al 16 novembre\, DAVID Come quando eravamo felici\, testo e regia di Marco Di Stefano\, con Andrea Trovato e la voce di Miro Baldini. Lo spettacolo prende spunto dai vari fatti di cronaca che ogni anno avvengono tra Stati Uniti ed Europa. È la storia di un ragazzino di 13 anni\, di buona famiglia borghese\, figlio di un medico e un’avvocatessa\, che prende una pistola dalla cassaforte e compie una strage a scuola. David è la storia di un padre che ci racconta del rapporto con il suo bambino\, un rapporto felice fino al giorno della strage.  \n\n\n\nIl 23 novembre è la volta di WET FLOOR\, testo del pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano\, che pone l’attualissima questione dell’informazione e della veridicità delle notizie che\, non solo nel giornalismo ma specialmente nei social\, vengono amplificate\, spesso senza una verifica seria\, generando\, talvolta\, drammi irreparabili. Ben è un giornalista rampante\, sicuro di sé; Ruth è un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Con la scusa del pavimento bagnato\, Ruth costringerà Ben ad uno strano confronto fino a mostrare le sue vere intenzioni: sequestrarlo e punirlo per aver diffuso informazioni scorrette sul suo conto che hanno causato il crollo della sua vita (licenziamento\, divorzio).  \n\n\n\nDal 28 al 30 novembre appuntamento con UOMINI O CAPORALI di e con Francesco Stella e la regia di Nicola Pistoia. Un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino\, attraverso lo sguardo di Jasnoor\, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia\, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022\, porta in scena il viaggio di Jasnoor\, partendo dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia fino alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore\, speranza e coraggio\, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor con quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane.  \n\n\n\nSi continua\, dal 5 al 7 dicembre con QUANDO ARRIVA BRISEIDE di Federico Malvaldi\, con Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi. Un ristorante in una piccola città universitaria. Tre ragazzi immobilizzati nel loro presente. Un tempo fatto di attese\, sogni infranti e amori complicati: tutto avvolto dall’incertezza per un futuro che non promette punti di riferimento o ancore di salvezza.  Lo spettacolo narra la storia di chi non ha capito nulla di questa vita\, perché tutto sembra andare nel verso contrario. E allora restiamo lì\, immobilizzati in qualcosa che non ci appartiene ma che ci facciamo andare bene\, cercando comunque di trovare un sorriso\, almeno ogni tanto\, in un modo o nell’altro. \n\n\n\nAppuntamento unico il 13 dicembre con TABÙ di Nicola Manzari con Carlo Valli e Natalìa Pina diretti da Gianluigi Fogacci. Carlo Valli\, attore\, doppiatore e voce storica dei grandi attori americani tra cui quella di Robin Williams\, è un magistrato molto dedito al suo lavoro che viene avvicinato\, per non dire adescato\, da una giovanissima e avvenente donna. Questo rapporto trascinerà l’uomo in un misterioso e manipolatorio gioco di identità fino ad investirlo di una paternità di elezione\, in una dinamica ai limiti della patologia. L’epilogo sarà tragico e romantico allo stesso tempo\, portando lo spettatore in un gioco di identificazione molto profondo e inquietante.  \n\n\n\nTornano per il consueto concerto natalizio\, il 20 e il 21 dicembre\, LE MANI AVANTI ilcoro diretto da Gabriele D’Angelo con il loro repertorio e ovviamente grandi classici natalizi\, da White Christmas a Happy Xmas (War Is Over)\, passando per rivisitazioni originali come Jingle Bells in minore e una Carol of the bells al cardiopalma. Molti i brani in italiano\, con grandi nomi del nostro cantautorato come Fossati\, il duo Gazzé – Fabi\, fino ad arrivare ai 99 Posse e La rappresentante di lista. \n\n\n\nApre il nuovo anno\, l’11 gennaio\, in prima assoluta\, NERA A METÀ\, di Ottavia Bianchi\, anche in scena accompagnata dalla chitarra di Giacomo Ronconi e dalle percussioni di Gino Binchi. \n\n\n\nIl trio Bianchi\, Ronconi\, Binchi\, ormai consolidatissimo dopo anni di concerti e spettacoli insieme e dopo la collaborazione per l’album “Ecco il mio cuore”\, si ricongiunge stavolta per un viaggio musicale diversissimo dai precedenti. “Nera a metà” non è solo un omaggio alla grande musica di Pino Daniele\, attraverso una voce femminile ma è anche il racconto di un ringraziamento\, in grande parte autobiografico\, e di una scoperta avvenuta in un tempo lontano\, quello dell’infanzia\, continuata poi per tutta la vita\, fino alla sera della morte del grande chitarrista. \n\n\n\nDal 16 al 18 gennaio debutta PORNOGRAFICO VAUDVILLE O manifesto sul nulla\, scritto e diretto da Stefano Poeta. Due amici vengono invitati a cena da un loro conoscente per incontrare la sua nuova ragazza; il pupazzo di un ventriloquo va al suo primo appuntamento; un uomo ha il sospetto che il suo compagno non lo ami più. Ma questo è solo l’inizio di qualcosa di molto più assurdo\, qualcosa di molto più malato e\, forse\, di irrecuperabile. Tre quadri si intervalleranno l’uno con l’altro\, portando avanti un’escalation di assurdità e violenza. \n\n\n\nIl 24 e il 25 gennaio\, Cristina Aubry\, diretta da Alessia Sambrini\, porta in scena GIOCONDA\, una storia profondamente vera. Il racconto di una donna che\, guardando suo padre invecchiare e perdere contatto con la realtà\, comincia a rimettere insieme i pezzi di una memoria familiare frantumata. Lo spettacolo\, pur attraversando temi profondi e dolorosi\, è pieno di leggerezza. Non mancano i momenti divertenti\, paradossali\, persino comici – perché è proprio nel contrasto tra tragedia e quotidianità\, che si rivela la verità più umana.  \n\n\n\nSpazio poi\, dal 30 gennaio al 1° febbraio\, a DESTINATARIO SCONOSCIUTO\, liberamente tratto dal romanzo di Katherine Kressmann Taylor\, con Franco Mannella e Mario Massari e la \n\n\n\nregia di Mario Massari. Novembre 1932. L’ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse\, soci in affari a San Francisco e amici fraterni\, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l’ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall’ideologia nazista. Un viaggio alle radici dell’odio razziale nazista che\, pubblicato per la prima volta in America nel 1938\, rappresentò con lucida chiaroveggenza il clima di spietato razzismo in cui maturarono gli orrori dell’Olocausto. \n\n\n\nDomenica 8 febbraio è la volta di RESPIRO PIANO di e con Piera Russo: il viaggio catartico nei ricordi di una donna. Attraverso l’utilizzo creativo del corpo e della voce\, vengono evocati luoghi fisici e della memoria\, all’interno dei quali prendono vita i vari personaggi della storia familiare della protagonista. Siamo in Campania\, alla fine degli anni ’50. Mentre Matilde svuota la casa d’origine\, ogni oggetto le riporta alla mente ricordi lontani. \n\n\n\nIn particolare\, è il vecchio armadio a custodire la chiave di una verità rimasta nell’ombra: Matilde\, a sua insaputa\, incarnava il “diverso” in un sistema familiare che pretendeva conformità. Matilde è il frutto dell’eros\, di un rapporto extraconiugale tenuto nascosto per non macchiare l’onore della famiglia. La verità celata si intravede nei non detti e si manifesta nella violenza che Matilde\, bambina ignara\, subisce. Matilde è il simbolo della rivoluzione\, intesa come la ricerca coraggiosa dell’autenticità. \n\n\n\nLa stagione continua dal 20 al 22 febbraio\, con UN GIORNO DIVERSO\, spettacolo scritto e diretto da Domenico De Meo. Uomo e donna si trascinano nel loro tempo immutabile e vuoto. Un giorno trovano un sacco con dei vecchi vestiti\, i quali costringono i protagonisti a intraprendere un viaggio nelle profondità del loro passato. I secondi iniziano a scorrere e così la solitudine\, l’innamoramento\, l’inadeguatezza\, la noia\, il senso di colpa diventano il combustibile che muove donna e uomo alla ricerca di ciò che sembra essere libertà. Un giorno diverso è uno spettacolo per due attori che rappresentano l’immobilità della negazione e l’esplosività emotiva del ricordo.  \n\n\n\nIl 28 febbraio e il 1° marzo\, appuntamento con BABY BLUES\, scritto e diretto da Chiara Boscaro\, un monologo\, o forse un dialogo muto\, o forse un dialogo vero e proprio. \n\n\n\nBaby Blues è un concerto\, o forse la ricerca di un posto dove cantare\, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una notte insonne\, in una Roma un po’ noir un po’ vintage\, tra velluti e mozziconi di sigarette. C’è una cantante che cerca un lavoro\, ci sono un sacco di porte \n\n\n\nsbattute in faccia\, ci sono uomini che non dicono niente e c’è una baby sitter a casa con la bambina\, o forse no. \n\n\n\nSuccessivamente\, dal 13 al 15 marzo debutta BASTAVA LEGGERE di Ottavia Bianchi con la regia di Giorgio Latini. Un sabato di un inverno qualunque di questi anni ingrati\, in un teatro di provincia. Una coppia di teatranti in crisi\, Marisa e Carlo\, apparentemente fermi all’ultimo giro di boa della loro carriera e forse anche del loro matrimonio\, si ritrovano rinchiusi per un intero fine settimana in un teatro destinato a chiudere. Con loro due sgraditi ospiti inattesi: il sindaco del paese incaricato di sequestrare loro lo spazio e il suo tirapiedi addetto alla comunicazione. I quattro personaggi saranno costretti a dividere gli spazi tra ostilità\, infuocate discussioni\, minacce e tentativi di corruzione. I due mondi\, quello degli artisti e quello dei burocrati\, sembrano apparentemente lonta­nissimi ma le maglie della realtà del nostro tempo sono sfilacciate a tal punto da mischiare le carte fino a mostrare gli aspetti più miserevoli del­l’animo umano\, lasciandone in bella mostra il lato più comico. \n\n\n\nDal 20 al 22 marzo\, Dimitri D’Urbano e Riccardo Maggi dirigono AH.AH.AH o l’innocenza della follia. Peter Pringle era un uomo “normale”\, tranquillo e responsabile che\, di professione\, faceva il clown. Alla fine di uno spettacolo\, sul retro di un teatro\, Peter sta fumando una sigaretta col volto ancora mezzo truccato. Una fatalità oppure uno scherzetto del destino fanno sì che egli si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato: un uomo uccide due persone in sua presenza e fugge. Peter viene arrestato e condannato all’ergastolo per un duplice omicidio. Un errore giudiziario. Egli è innocente. Ma la condanna diventa esecutiva. Passano quasi dieci anni e l’uomo si trova ancora in carcere. Completamente solo\, egli stesso ha smesso di credere alla sua innocenza e si è creato una nuova verità\, nella quale invece è colpevole. \n\n\n\nSpazio poi\, dal 27 al 29 marzo\, a MIS SMARCO di e con Valentina Illuminati. Dopo una vita costantemente impegnata nei disparati ruoli della brava\, divertente\, saggia\, cazzuta\, umile\, educata\, figlia\, sorella\, nipote\, compagna\, sulla soglia degli -anta e ormai donna\, Mis Smarco decide di smarcarsi dalle sue ingombranti personalità per “Essere” solo e semplicemente se stessa. In scena un’attrice\, molte personalità e altrettanti personaggi. Alternando narrazione\, dialoghi e monologhi\, la protagonista condivide un percorso\, una sfida\, una trasformazione. Mis Smarco nasce in una piccola cittadina marchigiana\, utilizzando a volte il dialetto d’origine (reso comprensibile a tutti) e trova ispirazione per dipingere la società e al tempo stesso sondare con schiettezza le problematiche di un essere umano alla ricerca di sé.  \n\n\n\nLA PAPESSA\, un potente inno all’emancipazione femminile interpretato da Beatrice Schiaffino con la regia di Carmen Di Marzo\, va in scena dal 10 al 12 aprile. un viaggio iniziatico che intreccia storia\, leggenda e spiritualità. Un racconto epico e senza tempo\, ispirato a uno degli arcani più enigmatici dei Tarocchi: simbolo di conoscenza profonda\, audacia e potere. Per affermare che il diritto alla conoscenza non ha genere\, e la fede non conosce confini. Per non tradire se stessa. Simbolo di libertà e disobbedienza\, unica Papessa donna della storia\, Johanna diventa leggenda – poi carta\, archetipo\, icona. \n\n\n\nLe atmosfere del VARIETÀ ‘900 ovvero TINGELTANGEL Intrattenimento di infimo ordine e a basso costo\, con la regia di Franco Mannella\, scaldano l’Altrove Teatro Studio dal 17 al 19 aprile. Tingeltangel è un termine associato a Karl Valentin\, famoso autore e comico tedesco vissuto esattamente un secolo fa\, negli anni venti del Novecento. Ma nelle trame del nostro “Tingeltangel Varietà” non c’è soltanto Karl Valentin. Una VARIETÀ di situazioni paradossali e grottesche\, nelle quali tutti possiamo riconoscere le nostre debolezze\, i nostri difetti\, le nostre miserie umane e riderne senza paura e giudizio\, perché è questo il potere della comicità! Di qui nasce un mondo surreale e divertente\, in cui cinque attori\, coadiuvati da un regista “disturbatore” e “disturbato”\, daranno vita a una serie di situazioni al limite dell’umana stoltezza. Un’esperienza comica e raffinata in cui il passato incontra il presente e la pancia e le mandibole… perdono il controllo. \n\n\n\nDopo il successo della prima edizione\, torna in scena il 9 e 10 maggio BLU di Francesca Stocchi con la regia di Lisa Colosimo. Il blu è il colore che\, nell’immaginario comune\, meno si accosterebbe al Flamenco. Ed è questa\, forse\, la prima “sfida comunicativa” dello spettacolo. Magari il rosso lo richiamerebbe di più\, così com’è anche per il Teatro… ma questi sono solo cliché. In tanti anni dedicati allo studio e alla diffusione del Flamenco\, si può dire che sia un baile contemporaneamente noto e sconosciuto.  \n\n\n\nIn BLU\, Francesca Stocchi bailaora e coreografa\, Lisa Colosimo attrice e regista\, esplorano e ricercano il dialogo appassionato che scaturisce dai loro mestieri. La parola serve il gesto\, il gesto serve la parola\, ed insieme varcano nuovi confini: si trasformano\, si mescolano e si colorano nel “rosso” delle loro passioni… ora dipinte di BLU.  \n\n\n\nChiude la stagione\, il 15 maggio\, PATETICA MA NON TROPPO Viaggio semiserio nella vita\, nella musica e nei malumori di Ludwig van Beethoven di e con Martina Paiano accompagnata al pianoforte da Antonio Bianchi. Tra aneddoti storici\, momenti musicali e spunti comici\, “Patetica ma non troppo” racconta la vita di Ludwig van Beethoven\, genio incompreso e rivoluzionario della musica occidentale\, attraverso le note della celebre Sonata n. 8 in do minore Op. 13\, detta “Patetica”. Con tono ironico e coinvolgente\, lo spettacolo guida il pubblico tra padri alcolizzati e principi mecenati\, amori falliti e sinfonie immortali\, svelando il lato più umano\, contraddittorio e appassionato di un artista che ha cambiato per sempre il modo di ascoltare\, e di sentire\, la musica.  \n\n\n\nL’Altrove Teatro Studio è\, infine\, attento alla formazione con l’Accademia di Arte Scenica\, i corsi di teatro professionale\, i corsi di teatro adulti\, corsi di canto\, di dizione e linguaggio para verbale e pianoforte. \n\n\n\nBiglietti: Intero 15 euro – Ridotto 10 euro – Tessera 3 euro \n\n\n\nAbbonamenti: \n\n\n\nMUSICA E DANZA 54 euro (6 spettacoli) \n\n\n\nPROSA 144 euro (18 spettacoli) \n\n\n\nSTAGIONALE 168 euro (21 spettacoli) \n\n\n\nCARNET 90 euro (10 ingressi) \n\n\n\nALTROVE TEATRO STUDIOVia Giorgio Scalìa\, 53ipensieridellaltrove@gmail.comMP 351 8700413www.altroveteatrostudio.it
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SUMMARY:"Silvia Scaringella. Deus sive natura" all'Aranciera di Villa Borghese
DESCRIPTION:Il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese ospita dall’8 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 la mostra Silvia Scaringella. Deus sive natura.  \n\n\n\nL’esposizione\, a cura di Maila Buglioni\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, prodotta e organizzata da Lamaro Arte\, con il sostegno di Yourban2030\, il patrocinio di Carrara City of Crafts and Folk Art\, con il supporto tecnico di Tabularasa e in media partnership con HF4 comunicazione. Servizi museali Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra intende indagare la possibile relazione e convivenza tra l’essere umano e gli altri esseri viventi\, vegetali e animali\, da sempre presenti sul pianeta. Se fino all’epoca preindustriale tale coabitazione non generava alcuna problematica\, dall’Ottocento in poi l’evoluzione tecnologica ha comportato importanti cambiamenti. A partire dagli anni Duemila l’accelerazione del progresso\, sempre più convulso/spasmodico\, ha fatto registrare le prime conseguenze negative visibili in primis con i cambiamenti climatici.  \n\n\n\nIn un’epoca in cui l’artificio umano sta prevaricando sulla sfera vegetale e animale\, l’artista Silvia Scaringella\, partendo dalla riflessione di Spinoza Deus Sive Naturae (Dio ossia la natura)\, ha sentito l’esigenza di esplorare le correlazioni mimetiche ancora esistenti tra i comportamenti dell’umana collettività e gli esseri naturali\, il rapporto albero-casa ovvero la casa ancestrale e il bisogno di costruzione umano\, la relazione tra la morfologia dei fiori e lo scheletro umano\, l’organizzazione societaria e\, infine\, l’attuale impossibile ipotesi di convivenza tra esseri appartenenti a diverse specie nello stesso spazio.  \n\n\n\nVilla Borghese\, con la sua ricca vegetazione composta da alberi e arbusti che prosperano da secoli\, è la fonte ispiratrice della mostra. Da questo ambiente naturale l’artista ha tratto i suoi primi studi\, dedicati alla raffigurazione del mondo naturale. \n\n\n\nLa mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Poligrafiche San Marco. \n\n\n\nNote biografiche. Nata a Roma nel 1986\, Silvia Scaringella si diploma in scultura all’Accademia Belle arti di Carrara e si forma in numerosi atelier tecnici e artistici\, tra cui quello di Renato Mambor. Nel 2014 si trasferisce e studia presso l’Iwate University\, in Giappone\, esperienza che ha influenzato il suo linguaggio e pensiero. Partecipa a simposi di pietra nazionali e internazionali\, collocando tre opere pubbliche a Palombara Sabina (RM)\, Morioka (JP) e Sera- vezza (LU). Mostre principali: Istituto di Cultura Ichinoseki e Iwate University\, Japan; collaterale Manifesta 12\, Palermo; Fondazione Cassa di Risparmio\, Carrara; Centro Arti Plastiche\, Carrara; Forme nel verde San Quirico d’Orcia\, Siena\, mostra personale Museo Belmonte Riso\, Palermo\, mostra personale Parco archeologico di Segesta\, Trapani\, Biennale Off di Dakar\, Senegal\, Museo Tubla-Nives\, Val Gardena. Vive tra Roma e Carrara\, dove ha il suo studio. Nel 2019 vince il concorso “Leonardo e il Volo”\, realizzando una scultura permanente per gli Aeroporti di Roma Fiumicino. Nel 2020 vince il concorso “Love-eyes” realizzando una scultura per la città di Tsingtao in Cina. Nel 2021 colloca una scultura al Circolo Ministero Affari Esteri in Roma. Nel 2022 realizza la parte scultorea del murales multimediale a Carrara a cura di Yourban2030\, 2024 scultura e installazione permanente presso Catania a cura di Fondazione Fiumara D’arte\, 2025 scultura in collezione Vaticana\, 2025 scultura pubblica a San Cipriano Piacentino (Sa) a cura di Yourban2030. La sua scultura parte da interessi antropologici e sociologici\, dalla ricerca di corrispondenze nei comportamenti collettivi e singoli\, del mondo animale e umano\, che diventano nelle sue opere moltitudini di esseri relazionati\, sistemi olistici rivelati\, indicatori di dinamismo ed entropia dell’epoca contemporanea\, simbologia di ricercata correlazione esistenziale. \n\n\n\nINFO MOSTRASilvia Scaringella. Deus sive natura Dall’8 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa BorgheseVia Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera\, 4 – 00197 RomaOrari: dal martedì al venerdì ore 10.00-16.00\, sabato e domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura). Chiuso il lunedì.Ingresso gratuito alla mostra e al MuseoInfo: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)www.museiincomuneroma.it / www.museocarlobilotti.it  \n\n\n\nGalleria Lamaro ArteEmail: info@lamaroarte.itWebsite: https://lamaroarte.it
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SUMMARY:“Portami Fuori!"\, tra il VII e il XIV Municipio di Roma
DESCRIPTION:Arriva a Roma\, Portami Fuori! progetto\, con la direzione artistica e organizzativa dell’Ass. Carmentalia a cura di Giulio Forges Davanzati\, Alessia Sorbello e Andrea Trovato\, articolato in laboratori teatrali\, proiezioni\, incontri\, realizzazione di podcast e performance audioguidate\, con l’obiettivo di sostenere l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio di periferia.  \n\n\n\nDopo una serie di laboratori di teatro e di scrittura aperti a tutti/e e realizzati nel quartiere Primavalle\, l’8 novembre (ore 17) si terrà l’appuntamento “Per così poco”\, la presentazione del podcast che dà voce a chi resiste\, ricreando uno spazio di narrazione consapevole\, di ascolto\, memoria e dignità. Attraverso storie di disagio e fragilità si restituisce parola e presenza a chi spesso resta ai margini. “Per così poco” è un progetto di comunicazione sociale\, che usa la forza del teatro\, dell’autonarrazione e dell’audio per abbattere barriere\, rompere il silenzio e costruire empatia. Un’occasione per chi racconta\, perché ogni voce pronunciata è un atto di liberazione\, e per chi ascolta\, in quanto ogni storia può trasformare lo sguardo. A cura del Maestro Riccardo Ballerini e della Dott.ssa Azzurra Fiume Garelli in collaborazione con il Dott. G. Peana\, psichiatra\, la Dott.ssa Daniela Giannini\, psicoterapeuta e antropologa\, con Enas\, Ente Nazionale Arte Spettacolo\, e SRP San Valentino di Roma.  \n\n\n\nIl 9 novembre (ore 11)\, è la volta di “Primavalle Trasmette – audio tour”\, restituzione del laboratorio “Primavalle Trasmette” diretto da Riccardo Tabilio: una performance audio guidata per il quartiere di Primavalle. Un atto di intercettazione e di trasmissione collettiva: un’antenna poetica che capta le frequenze del quartiere e le rilancia sotto forma di storytelling e audionarrazione. Il titolo richiama le trasmissioni radiofoniche pirata\, le voci che si fanno sentire nonostante tutto\, e l’idea di un passaggio di memoria\, da un abitante all’altro\, da una generazione all’altra. I partecipanti saranno invitati a percorrere le strade del quartiere in modo creativo e interattivo.  \n\n\n\nInfine\, il 19 novembre (ore 20) si terrà al Cinema Atlantic\, la proiezione del documentario “Come una vera coppia” seguito dall’incontro con il regista Christian Angeli e con AIPD Nazionale.Per superare una paura a volte è necessario mettersi alla prova\, poiché sfidare i propri limiti e darsi una possibilità può riservare grandi sorprese. Il documentario racconta la storia di alcune coppie di ragazzi con la sindrome di Down che trascorrono la loro prima vacanza insieme\, lontani dalle famiglie di origine\, mettendo alla prova la possibilità di una convivenza\, tra intimità e incomprensioni\, entusiasmi per un possibile futuro e meditate disillusioni\, leggerezza e senso di responsabilità.  \n\n\n\nIl documentario e l’incontro con il regista e l’AIPD sono un’occasione per affrontare con sensibilità e rispetto la diversità attraverso un tema che accomuna tutti: riuscire a vivere autonomamente la propria esistenza e i propri affetti anche lontano dalla famiglia di origine. Si affronta\, così\, un tema comune a tutti i ragazzi da un diverso punto di vista\, grazie ad un ritratto intimo\, profondo ma anche leggero e spensierato.  \n\n\n\n\n8 novembre alle ore 17 “Per così poco” presentazione del podcast che dà voce a chi resiste _QuindiLab – Via A. Patti\, 5 (cap 00167 – XIV Municipio) \n\n\n\n9 novembre alle ore 11 “Primavalle Trasmette – audio tour”_Quartiere Primavalle\, partenza da QuindiLab – Via A. Patti\, 5 (cap 00167 – XIV Municipio) \n\n\n\n19 novembre alle ore 20 proiezione “Come una vera coppia” seguito dall’incontro con il regista Christian Angeli e con AIPD Nazionale_Cinema Atlantic – Via Tuscolana\, 745 (cap 00174 – VII Municipio ) \n\n\n\n\nINFO PER IL PUBBLICO:Prenotazioni: https://www.carmentalia.com/portami-fuori-2025/ Telefono: 351.5327740 – email: organizzazione.spettacoli@gmail.com Sito web: www.carmentalia.com \n\n\n\nAltri contatti  \n\n\n\nFacebook – https://www.facebook.com/Carmentalia.Teatro Instagram –https://www.instagram.com/compagniacarmentalia/ \n\n\n\nMobilità Sostenibile  \n\n\n\n• Mezzi PubbliciQuindiLAB – Metro A: fermata Battistini (5 min a piedi). Autobus: linee 146 – 985 – 49 – 46 Cinema Atlantic – Metro A: tra Numidio Quadrato e Lucio Sestio. Autobus: linee 558 – 590  \n\n\n\n• Mezzi CollettiviQuindiLAB – A piedi: pochi minuti dalla metro e fermate bus. In bici o monopattino: raggiungibile con la pista ciclabile di via Battistini.Cinema Atlantic – A piedi: pochi minuti dalla metro e fermate bus. In bici o monopattino: raggiungibile con la pista ciclabile di Via Tuscolana.  \n\n\n\nIl progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
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SUMMARY: Enigma al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Peppino Mazzotta è il protagonista di Enigma di Hugh Whitemore\, che debutta in prima nazionale sabato 8 novembre alle 19.00 al Teatro Biondo di Palermo nella traduzione di Antonia Brancati e con la regia di Giovanni Anfuso. \n\n\n\nLe scene sono di Alessandro Chiti\, i costumi di Dora Argento\, le luci di Antonio Rinaldi\, le musiche di Paolo Daniele\, intervento al violino di Leo Gadaleta. \n\n\n\nRepliche al Biondo fino al 16 novembre e poi in tournée: il 18 al Regina Margherita di Caltanissetta\, dal 20 al 23 al Vittorio Emanuele di Messina\, dal 7 all’11 gennaio al Morlacchi di Perugia\, dal 15 al 18 gennaio al Dante Alighieri di Ravenna\, dal 20 al 25 gennaio al Teatro Menotti di Milano\, dal 30 gennaio all’1 febbraio al Comunale di Siracusa. \n\n\n\nProdotto dal Teatro Biondo insieme al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e Tieffe Teatro di Milano\, lo spettacolo è una drammatica e commovente commedia che Whitemore scrisse nel 1986 basandosi sul libro Alan Turing\, The Enigma di Andrew Hodges\, da cui fu tratto il film The Imitation Game. \n\n\n\nAl centro della vicenda è la storia del grande\, e fino a qualche tempo fa semi-sconosciuto\, scienziato che ha decrittato i messaggi prodotti dalla macchina Enigma utilizzata dai sommergibilisti tedeschi per le loro comunicazioni in tempo di guerra. Qualche anno dopo la guerra\, Turing\, suo malgrado\, smaschera un altro codice\, quello dell’ipocrita e perbenista società inglese del tempo\, che lo processa nel 1952 per la sua omosessualità. \n\n\n\nIl testo di Whitemore non è solo un ritratto biografico\, perché attraverso la storia esemplare di Turing\, si articola una riflessione approfondita e controversa sulla società e gli stereotipi che ancora oggi si insinuano nei comportamenti di tutti i giorni. Ambientata nel cuore del Novecento\, la vicenda è collocata dal regista Anfuso in uno spazio della memoria\, quasi un territorio metafisico\, dove il rigore scientifico convive con la fragilità dell’umano. \n\n\n\nLa storia prende il via con l’interrogatorio che Turing subisce da parte dell’ufficiale Ron Miller per aver denunciato un furto. Tramite domande sibilline\, l’ufficiale mette in difficoltà il matematico\, che in realtà era stato derubato dal suo compagno\, ma essendo l’omosessualità non tollerata dal governo inglese di quegli anni\, non vuole rivelare la tutta la verità.  \n\n\n\nDa questo interrogatorio hanno origine diversi flashback della vita di Turing: la sua passione per la matematica fin dai tempi della giovinezza\, il periodo a Bletchley al tempo della seconda guerra mondiale\, il lavoro finalizzato a decrittare i messaggi codificati dell’esercito tedesco con la macchina Enigma. Il suo ingegno\, tuttavia\, non è sufficiente a salvarlo dai pregiudizi e dalla giustizia inglese. \n\n\n\n«Turing – spiega Anfuso – lontano dal mito del genio\, è ritratto umano e inquieto\, vicino alla sua fragilità. Intorno a lui\, l’orchestra degli altri personaggi: la madre\, gli amici\, i colleghi\, gli amanti; figure che si alternano come frammenti di una stessa voce. Ne nasce uno spettacolo corale\, dove la biografia individuale si intreccia alla riflessione collettiva e la memoria è tutt’altro che archivio e commemorazione. Perché ricordare non significa celebrare\, ma decifrare: leggere ciò che resta nascosto nel linguaggio della Storia. Il teatro\, in questo senso\, si fa “macchina di decrittazione”\, un dispositivo poetico e politico capace di restituire senso all’enigma della verità». \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nAlan Turing fu un matematico inglese\, noto per aver decifrato il codice Enigma\, contribuendo\, così\, alla sconfitta del nazismo. La vicenda scenica\, ambientata nel cuore del Novecento\, è collocata non cronologicamente in uno spazio della memoria: quasi un territorio metafisico\, dove la precisione scientifica convive con la fragilità dell’umano. La guerra e il dopoguerra\, l’amore giovanile e le tribolazioni\, la logica pura e l’irrazionalità del giudizio sociale\, raccontano il tempo come una dimensione mai chiusa in cui luci fredde\, echi metallici\, proiezioni e relè meccanici\, rievocano la macchina Enigma come metafora del pensiero umano. Pensiero che può\, allo stesso tempo\, generare e distruggere\, svelare e occultare. \n\n\n\nLo spettacolo tramuta il racconto di un evento in strumento di indagine etica e conoscitiva e pone al centro della propria riflessione il dilemma dell’uomo davanti al potere: fino a che punto la conoscenza può restare libera? Quale prezzo paga chi la difende? C’è un momento in cui la razionalità diventa solitudine e l’intelligenza diventa condanna? \n\n\n\nTuring\, lontano dal mito del genio\, è ritratto umano e inquieto\, vicino alla sua fragilità. Intorno a lui\, l’orchestra degli altri personaggi: la madre\, gli amici\, i colleghi\, gli amanti; figure che si alternano come frammenti di una stessa voce. Ne nasce uno spettacolo corale\, dove la biografia individuale si intreccia alla riflessione collettiva e la memoria è tutt’altro che archivio e commemorazione. Perché ricordare non significa celebrare\, ma decifrare: leggere ciò che resta nascosto nel linguaggio della Storia. Il teatro\, in questo senso\, si fa “macchina di decrittazione”\, un dispositivo poetico e politico capace di restituire senso all’enigma della verità. Giovanni Anfuso
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY:“L’avaro” di Molière al Teatro Abe di Catania
DESCRIPTION:Prodotto dall’associazione culturale Progetto Teatrando\, nell’ambito della nuova stagione teatrale Turi Ferro 2025-2026\, il palcoscenico di Sicilia è lieto di ospitare “L’avaro” di Molière. Dall’8 al 23 novembre 2025 lo spettacolo sarà al Teatro Abc di Catania. Protagonista assoluto è un istrionico e brillante ENRICO GUARNERI\, diretto magistralmente da Guglielmo Ferro che firma una regia raffinata\, rispettosa della tradizione ma attenta alla contemporaneità. \n\n\n\nPortare in scena “L’avaro” significa attraversare con ironia tagliente un testo immortale che racconta vizi e debolezze dell’animo umano con una lucidità ancora sorprendentemente attuale. L’opera di Molière\, pur affondando le radici nel Seicento\, continua a parlarci con uno sguardo vivo\, corrosivo\, spietatamente comico. La regia di Guglielmo Ferro sceglie di restituire questa vitalità senza forzature\, puntando sull’essenza di quelle pagine: un meccanismo teatrale perfetto dove ogni battuta è un ingranaggio calibrato\, ogni personaggio una maschera lucida delle nostre ossessioni. In questo contesto brilla la figura di ENRICO GUARNERI\, attore istrionico\, capace di dominare la scena con naturalezza e presenza magnetica. La sua interpretazione di Arpagone è sì una caricatura irresistibilmente comica\, ma anche una figura reale profondamente umana\, ossessionata\, fragile\, grottesca. \n\n\n\nSi muove con la maestria del mattatore\, attraversando con disinvoltura registri diversi: dal paradosso alla farsa\, dalla satira al dramma interiore. È una prova attoriale – la sua – che coniuga esperienza e spontaneità\, tecnica e istinto\, facendo vibrare ogni parola con autenticità. Con lui sul palco un cast formidabile: Rosario Marco Amato\, Liborio Natali\, Nadia De Luca\, Emanuela Muni\, Plinio Milazzo\, Mario Opinato\, Loredana Marino\, Diana D’Amico\, Gianni Fontanarosa e Ruggero Rizzuti. La messinscena non cerca di attualizzare forzatamente\, ma si concentra sulla verità dei caratteri e sul ritmo della parola\, lasciando che sia il testo a fare da guida. Il risultato è un “Avaro” che si muove fra tradizione e vivacità teatrale\, restituendo non solo una gustosissima commedia\, ma un riflesso acuto e divertito delle nostre manie più profonde. \n\n\n\nLo spettacolo\, inserito nella stagione teatrale Turi Ferro\, verrà rappresentato dall’8 al 23 novembre 2025 al Teatro Abc di Catania e dal 23 gennaio 2026 al 25 gennaio 2026 al Teatro Golden di Palermo. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che venerdì 14 novembre alle ore 18.30 Enrico Guarneri avrà il piacere di incontrare il pubblico presso il Teatro Abc di Catania. \n\n\n\nInfo: 095 538188 / 333 7781632 \n\n\n\nOrari biglietteria: da lunedì a sabato dalle 16 alle 20 – giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 \n\n\n\nLink per acquisto spettacoli: https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=616264
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SUMMARY:Stagione 2025/2026 del Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:“Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita.” \n\n\n\nCosì Eduardo De Filippo definisce il teatro che\, attraverso le maschere\, gli attori\, la musica e le storie che vengono raccontate\, porta a riflettere sull’esistenza umana e sul significato della vita aprendo anche nuove prospettive e nuovi immaginari mai considerati prima. \n\n\n\nProprio con questo nobile intento riapre il sipario del Teatro Comunale Veroli per una nuova ed entusiasmante stagione per l’anno 2025/26. Dopo il grande successo della scorsa stagione che ha registrato tutti sold-out\, uno straordinario risultato per un teatro che in pochi anni è riuscito a diventare un riferimento per tutto il territorio della provincia di Frosinone; la direzione artistica della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS è pronta a stupirvi con tante novità ma anche tante conferme. Sono 23 gli spettacoli previsti dal nuovo cartellone e 3 concerti già in programma\, senza dimenticare i quattro spettacoli della stagione teatrale dei più piccoli “Andiamo ragazzi” giunta alla terza edizione: l’intento\, infatti\, è sempre quello di ricambiare l’affetto del pubblico\, che ormai da anni ha trovato nel Teatro Comunale Veroli un punto di riferimento culturale\, ma anche cercare di avvicinare al teatro i bambini\, che sono il futuro del nostro territorio\, e i più scettici. Gli spettacoli in cartellone sono scelti per incontrare le esigenze di tutti\, dal comico al drammatico\, dal teatro amatoriale a quello professionale\, dalle storie fantastiche alla quotidianità di tutti noi\, compresi argomenti di attualità come il fine settimana dedicato alle donne con due spettacoli in scena il 7 e l’8 marzo: ogni storia messa in scena è scelta per un motivo e per appassionare i cuori di ogni spettatore. Continuano anche per quest’anno le collaborazioni con il Teatro Tor Bella Monaca di Roma\, con il Teatro Bertolt Brecht di Formia e con il media partner Quartapareteteatro\, alle quali si aggiungono quella con il Museo dell’Operetta Sandro Massimini e con il Teatro Comunale Milco Paravani di Cave\, perché ogni collaborazione porta una ricchezza in più ad una realtà che negli anni è cresciuta tantissimo e che non vuole fermarsi\, ma migliorare sempre di più. \n\n\n\nTutto questo è reso possibile non solo grazie a tutto lo staff della DUECENTO22 – ARTI E SPETTACOLO APS guidata da Enrico Quadrozzi e Fabrizio Bellacosa\, coadiuvati da Zoe Cocco ed Eliana Schietroma\, e dall’addetta stampa Vanessa Pallagrosi\, ma anche grazie al sindaco del comune di Veroli Germano Caperna\, la vicesindaca e assessora al commercio\, cultura e turismo Francesca Cerquozzi\, tutta l’amministrazione comunale e la Proloco che\, con costanza\, stima e affetto sostengono tutte le attività del Teatro Comunale Veroli assicurando supporto costante e piena fiducia nel lavoro della direzione artistica\, e consolidando un rapporto professionale che opera per il bene della comunità\, non solo del comune di Veroli ma di tutto il territorio. Tutti\, infatti\, lavorano con lo stesso obiettivo: rendere Veroli un punto fermo nella mappa culturale della provincia di Frosinone e del Lazio anche e soprattutto attraverso il teatro\, e il lavoro di squadra viene apprezzato e riconosciuto dal pubblico che ha dimostrato negli anni di essere presente e di essere affamato di bellezza; perciò\, il Teatro Comunale Veroli vi aspetta\, la magia sta per cominciare! \n\n\n\nGli appuntamenti della stagione teatrale 2025/26 saranno sempre di domenica alle 18 con apertura botteghino alle 17.30 e anche quest’anno sarà possibile scegliere tra diverse tipologie di abbonamento. \n\n\n\nSignore e signori si riapre il sipario! \n\n\n\nPer info: 3513917931 \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com
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SUMMARY:INTeRAMUNDI nel territorio del IV Municipio
DESCRIPTION:Prosegue INTeRAMUNDI\, il progetto artistico e culturale ideato e promosso da Causa Aps con la direzione artistica di Laura Nardi nel IV Municipio di Roma Capitale. Un percorso che si avvia verso la conclusione proponendo uno dei suoi appuntamenti più intensi e significativi: la Human Library. La Human Library è una biblioteca speciale in cui in prestito non ci sono libri ma persone con le loro storie di vita personale. I “lettori” possono ascoltare i libri viventi\, fare domande e dialogare liberamente\, in un ambiente sicuro e rispettoso. Questo format è riconosciuto dal Consiglio d’Europa come buona prassi per lo scambio interculturale e per la promozione dei diritti umani. \n\n\n\nI temi trattati nelle Human Libraries proposte all’interno di INTeRAMUNDI sono il diritto alla casa\, il conflitto\, i diritti delle donne e storie libere. In programma ci sono quattro appuntamenti\, il 10\, il 13\, il 17 e il 20 novembre\, che si svolgono all’interno di Villa Ipazia di Alessandria (Viale Rousseau\, 90)\, della Biblioteca Vaccheria Nardi (via Grotta di Gregna\, 3) e della Biblioteca Fabrizio Giovenale (via Fermo Corni SNC) a Roma. \n\n\n\nQuattro giornate per quattro temi in cui i “libri” sono persone reali\, disposte a raccontare in un ambiente sicuro e inclusivo le proprie esperienze di discriminazione\, stigma\, abusi e pregiudizi. I partecipanti\, in qualità di “lettori”\, avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con i “libri umani”\, in un momento di racconto vero e profondo. \n\n\n\nIl primo appuntamento è lunedì 10 novembre a Villa Ipazia di Alessandria\, dalle 15.00 alle 19.00\, con la human library: la casa. Partecipano gli ospiti -ex senza fissa dimora- del Centro di accoglienza di “Maria Teresa di Calcutta” gestito dalla Cooperativa Il Cigno. Il quesito che questa Human pone è: quali sono le cause che portano una persona fuori dal sistema\, senza più lavoro e casa? Dove comincia la caduta: fuori\, nella società\, o dentro di noi? Come ricominciare? \n\n\n\nGiovedì 13 novembre\, sempre dalle 15.00 alle 19.00\, ma nella Biblioteca Fabrizio Giovenale è la volta della human library: i diritti delle donne con il sostegno della Cooperativa Be Free\, attiva nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere. Parteciperanno avvocate\, psicologhe\, donne vittime di violenza. Sappiamo riconoscere i segnali di pericolo che precedono l’abuso? Le Istituzioni hanno e attuano tutti gli strumenti per tutelare le donne? Le comunità sono pronte a sostenere senza giudicare? \n\n\n\nAppuntamento alla Biblioteca Vaccheria Nardi lunedì 17 novembre per la human library: il conflitto con il sostegno di Neda Project-il diritto di parlare\, rete di donne afgane rifugiate. I temi legati al conflitto saranno molteplici e aperti a vari punti di vista: la guerra\, l’oppressione\, la discriminazione ma anche il conflitto dentro di sé.  \n\n\n\nInfine giovedì 20 novembre è in programma un nuovo appuntamento alla Biblioteca Fabrizio Giovenale con la human library: storie libere\, aperta a tutta la cittadinanza e realizzata con il sostegno della Comunità Educante de’ Pazzi.  \n\n\n\nLa durata massima di ogni incontro libro/lettore è di 20 minuti.  \n\n\n\nLe attività\, tranne quelle del 10 e del 13 novembre\, sono accessibili alle persone sorde\, interprete LIS su prenotazione.  \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso libero con prenotazione. Per informazioni si può scrivere alla mail teatrocausa@gmail.com o telefonare al numero 3881557130.  \n\n\n\nHuman Library è un progetto di Laura Nardi con Sonia Barbadoro\, Maria Luisa Celani\, Sabina De Tommasi e Lia Donati ed è realizzata in collaborazione con il Centro di accoglienza “Maria Teresa di Calcutta”\, gestito dalla Cooperativa Il Cigno e con il sostegno di Neda Project-il diritto di parlare\, rete di donne afgane rifugiate\, della Cooperativa Be Free\, che si occupa di contrastare la violenza di genere\, la tratta di esseri umani e le discriminazioni\, e con il sostegno della della Comunità Educante de’ Pazzi\, comunità educativa partecipativa\, che coinvolge scuola\, famiglie\, associazioni\, enti locali e cittadini.  \n\n\n\nUn progetto di Causa APS in collaborazione con il Municipio IV di Roma Capitale\, con Biblioteche Di Roma\, Biblioteca Vaccheria Nardi e Biblioteca Fabrizio Giovenale. \n\n\n\nINTeRAMUNDI prosegue fino al 30 novembre 2025\, il programma completo su www.teatrocausa.org/ \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025\, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento 4.3 – Caput Mundi – ed è realizzato in collaborazione con SIAE. \n\n\n\nINTeRAMUNDI \n\n\n\nDal 15 settembre al 30 novembre 2025 \n\n\n\nIV Municipio di Roma Capitale (vari luoghi e sedi) \n\n\n\nIl programma completo con date\, location e percorsi sostenibili è su www.teatrocausa.org \n\n\n\nINGRESSO LIBERO
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SUMMARY:"Art d’Égypte – Forever Is Now" alla piana di Giza
DESCRIPTION:In Egitto\, ai piedi delle Piramidi\, dove il tempo si ferma e la sabbia conserva la memoria del mondo\, dall’11 novembre al 6 dicembre\, torna Art d’Égypte – Forever Is Now\, il grande appuntamento internazionale che ogni anno trasforma la piana di Giza in un paesaggio di visioni. Dieci artisti provenienti da tutto il mondo — Michelangelo Pistoletto\, Alexandre Farto (Vhils)\, Mert Ege\, Recycle Group\, J. Park\, Alex Proba e SolidNature\, Nadim Karam\, Ana Ferrari\, King Houndekpinkou e Salha Al-Masry — danno forma allapropria idea di eternità attraverso opere e installazioni che dialogano con la potenza immobile del deserto e la luce del presente. \n\n\n\nRealizzata sotto l’alto patrocinio dei Ministeri degli Esteri\, della Cultura\, del Turismo e delle Antichità d’Egitto\, in collaborazione con l’UNESCO\, la quinta edizione della mostra\, organizzata da Art D’Égypte by Culturvator\, riafferma la forza dell’arte come linguaggio capace di unire epoche e culture\, trasformando il mito in contemporaneità e il silenzio in spazio di relazione. \n\n\n\n«Davanti alle Piramidi ci ricordiamo del nostro obiettivo principale: connettere l’eredità antica con l’arte contemporanea»\, afferma Nadine Abdel Ghaffar\, fondatrice di Art D’Égypte\, che cinque anni fa aveva solo immaginato questa visione. Oggi Forever Is Now è un dialogo globale: un incontro tra la materia del tempo e la fragilità dell’uomo\, dove l’arte si fa ponte tra memoria e futuro. \n\n\n\nLe Piramidi\, simbolo universale dell’eternità\, accolgono linguaggi che si muovono tra scultura\, installazione e spazio. Pistoletto intreccia nel Terzo Paradiso passato\, presente e futuro come un unico atto creativo. Vhils scava nei portoni del Cairo le soglie che uniscono civiltà e generazioni. Mert Ege costruisce un anello di metallo che cattura la luce e lascia al vento il compito di raccontare il resto della storia. \n\n\n\nIl duo Recycle Group (Francia e Russia) propone Null\, una riflessione sulla rinascita nell’era digitale\, dove fede e dati si intrecciano in una nuova spiritualità. J. Park (Corea del Sud) costruisce un ponte simbolico tra Egitto e Corea con Code of the Eternal\, un messaggio cifrato che immagina un dialogo impossibile tra faraoni e antichi sovrani. Alex Proba e SolidNature (USA e Paesi Bassi) danno vita a Infinity Echoes\, un tributo alla terra e ai suoi colori\, dove la materia racconta la continuità del tempo. \n\n\n\nNadim Karam fa nascere dal metallo riciclato i suoi Desert Flowers\, fiori che emergono dalla sabbia come simboli di resilienza e rinascita. Ana Ferrari trasforma l’invisibile in musica con The Winds\, un canto di flauti che intreccia arte\, scienza e spiritualità. King Houndekpinkou (Benin/Francia) espone The White Statue Totem\, un gesto intimo su scala monumentale\, in dialogo con la vastità del deserto e l’atemporalità delle Piramidi. Chiude Salha Al-Masry (Egitto) con Ma’at\, che trasforma un antico gioiello regale in uno spazio condiviso\, evocando il senso di equilibrio e giustizia che unisce caos e ordine\, passato e presente. \n\n\n\nForever Is Now conferma il ruolo di Art D’Égypte come piattaforma che intreccia patrimonio e innovazione\, trasformando l’altopiano di Giza in un laboratorio di contemporaneità. La quinta edizione è resa possibile grazie alla collaborazione di numerosi partner e sponsor internazionali\, tra cui LMD Real Estate (main sponsor)\, BMW\, Abu Ghaly Motors\, Iram Jewelry\, Pepsi\, Orascom Pyramids for Entertainment\, Alumil\, Giza Palace\, Nestlé\, Vodafone\, Spotify\, Suez Canal Bank e altri. Partner media: MO4 Network\, Scoop Empire e TV5 Monde. Partner PR: PS Agency e HF4 Communication. \n\n\n\nFondata nel 2017 da Nadine Abdel Ghaffar\, Art D’Égypte by Culturvator è una piattaforma culturale che promuove l’arte egiziana nel mondo attraverso progetti che intrecciano patrimonio e contemporaneità\, come Eternal Light al Museo Egizio\, Nothing Vanishes\, Everything Transforms al Palazzo Manial e Reimagined Narratives nella città storica del Cairo. Dal 2021\, Forever Is Now porta ogni anno l’arte contemporanea ai piedi delle Piramidi\, trasformando Giza in un luogo dove tempo\, cultura e innovazione si incontrano in un dialogo senza confini.
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SUMMARY:XVII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli
DESCRIPTION:Terre che erano promesse e oggi sono rubate. Terre che portano con sé la memoria di popoli che vedono negata la loro identità\, eppure resistono per mostrare che il futuro del pianeta è di chi saprà resistere all’annientamento e accettare l’altro\, pur difendendo la propria memoria. È intorno a questa idea che prende forma il XVII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli\, in programma dall’11 al 21 novembre 2025\, con una serata conclusiva speciale il 29 novembre a Piazza Forcella dedicata all’anteprima nazionale del film “Sniper Alley – To My Brother”\, coprodotto dal Festival e firmato da Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani\, con cui saranno celebrati i 20 anni dell’Associazione Cinema e Diritti. \n\n\n\nIl tema scelto per l’edizione 2025\, “Terre promesse\, terre rubate. Popoli senza pace”\, attraversa le grandi contraddizioni del presente e mette a confronto le storie di tre popoli perseguitati (sahrawi\, curdi e palestinesi) che “resistono ai loro oppressori e dimostrano di saper vivere in promiscuità e in condizioni anche estreme”.     \n\n\n\n«I racconti dei popoli senza pace – spiega Maurizio Del Bufalo\, coordinatore del Festival – illustrano la condizione dell’umanità di domani\, in cui la condivisione degli spazi e delle risorse fondamentali\, ovvero la convivenza pacifica tra i popoli\, sarà sempre più urgente. La loro capacità di adattamento è la risorsa più preziosa con cui si preparano ad un futuro in cui i nuovi equilibri sociopolitici metteranno alla prova tutto il genere umano. Per questo\, la Peace School Mario Paciolla\, anteprima della XVII edizione del nostro Festival\, è un esempio concreto di come si possa educare alla Pace i nostri giovani\, formandoli all’ascolto di queste nuove esperienze e alla collaborazione tra le comunità del mondo\, al rispetto dei Diritti universali\, preparandosi a un lavoro altamente professionale e orientandoli verso i centri di formazione più qualificati». \n\n\n\nCome ogni anno\, il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli\, organizzato dall’Associazione Cinema e Diritti\, propone una serie di eventi internazionali\, dibattiti e anteprime che affiancano il concorso cinematografico. Partner primario\, insieme alla Regione Campania e al Comune di Napoli è\, da tre anni\, l’Università L’Orientale di Napoli\, antico e prestigioso ateneo di fama internazionale. \n\n\n\nDal 11 al 21 novembre\, lo Spazio Comunale Piazza Forcella\, il Palazzo Corigliano sede dell’Università L’Orientale e il Cinema Vittoria accoglieranno testimoni\, studiosi\, giornalisti\, attivisti e studenti in un percorso che attraversa i racconti del Cinema dei Diritti Umani e i luoghi simbolo dei conflitti contemporanei. \n\n\n\nDa diciassette anni il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli è un punto di riferimento per il cinema civile e per la promozione dei diritti umani nel Mezzogiorno. Promosso dall’Associazione Cinema e Diritti\, con il contributo di Regione Campania\, Film Commission Regione Campania\, Comune di Napoli\, Università L’Orientale\, e il patrocinio della Confederazione Elvetica e dell’Ambasciata di Svizzera in Italia\, il Festival aderisce allo Human Rights Film Network patrocinato da Amnesty International ed è sostenuto da Banca Etica\, Un Ponte Per\, FICC e Assopace Palestina. \n\n\n\n«Napoli è una città di frontiera – conclude Del Bufalo – e noi l’abbiamo eletta\, sin dal 2005\, Capitale dei Diritti Umani per la sua vocazione di città di mare e di scambi. Qui si incontrano popoli\, lingue e storie che il nostro Cinema riesce a descrivere bene. In un tempo in cui la guerra sembra essere la via d’uscita obbligata di ogni controversia\, noi ribadiamo il valore della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo\, indicando la strada della Pace\, dei Diritti e dell’Eguaglianza. Perché il nostro Cinema è da sempre la voce dei popoli oppressi in cerca di liberazione\, popoli a cui offriamo la nostra solidarietà e di cui ammiriamo la tenace resistenza». \n\n\n\nIL PROGRAMMA COMPLETO\n\n\n\nMartedì 11 novembre è prevista la Serata di apertura.  La cerimonia di apertura\, in programma alle 18.00 nell’Aula delle Mura Greche di palazzo Corigliano\, una delle sedi dell’Università L’Orientale\, sarà dedicata al bilancio della Peace School Mario Paciolla\, progetto formativo nato in seno al Festival e realizzato in collaborazione con numerose organizzazioni che si occupano di formare i futuri operatori di Pace. La prima edizione della Peace School\, tenuta tra l’8 e l’11 ottobre scorsi a Napoli\, ha coinvolto decine di giovani universitari in un percorso multidisciplinare sui temi della cooperazione\, del disarmo e dei Diritti Umani. \n\n\n\nA seguire\, la proiezione del trailer di animazione che introduce l’edizione del Festival di quest’anno e la presentazione ufficiale del programma 2025\, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali\, delle associazioni promotrici e dei corsisti della Peace School. Ospite d’onore Ivan Grozny Compasso\, reporter e documentarista che ha seguito diversi conflitti in varie regioni del mondo\, componente della Global Sumud Flotilla che ha sfidato pochi mesi fa il blocco navale israeliano che circonda Gaza. Ivan è anche componente della Giuria Esperti del XVII Festival. Alle 20.30 cominceranno\, nella stessa sala\, le prime proiezioni del concorso cinematografico che si ripeteranno qui per tutte le sere del Festival\, fino al 20 novembre. \n\n\n\nMercoledì 12 novembre alle 19.00\, presso Palazzo Corigliano (Università L’Orientale)\, continueranno le proiezioni del concorso cinematografico. \n\n\n\nGiovedì 13 novembre è la giornata del Premio per la Pace. Alle 19.00\, a Palazzo Corigliano\, la serata sarà dedicata all’Assegnazione del Premio per la Pace\, conferito dall’Ambasciata di Svizzera in Italia\, che\, per l’occasione\, sarà rappresentata da una delegazione guidata dalla Vice Ambasciatrice Anna Russo Mattei. \n\n\n\nL’evento\, oltre ad essere un’occasione per consolidare l’amicizia del Festival con uno dei Paesi simbolicamente più vicini ai Diritti Umani\, offrirà anche un momento di riflessione sul ruolo della diplomazia culturale e del Cinema nella difesa dei Diritti Umani. \n\n\n\nVenerdì 14 novembre sarà dedicato al Premio Human Rights Youth. La mattina (ore 9.30–12.30\, Piazza Forcella) sarà dedicata alla proiezione dei film che concorrono all’assegnazione del Premio Human Rights Youth\, che valorizza i lavori audiovisivi prodotti da studenti e giovani registi italiani e stranieri. La platea sarà composta da numerosi studenti napoletani provenienti da istituti superiori cittadini e da organizzazioni specializzate nell’accoglienza. Il premio rappresenta da anni uno spazio aperto alle esigenze delle scuole\, delle associazioni di accoglienza di ragazzi stranieri e delle università del territorio\, e incoraggia le nuove generazioni a utilizzare il linguaggio del cinema come strumento di educazione civile. Alle 19.00\, presso Palazzo Corigliano (Università L’Orientale)\, continueranno le proiezioni del concorso cinematografico \n\n\n\nSabato 15 novembre è la giornata “Cinema e Memoria”. Dalle 19.00 alle 23.00\, le proiezioni del concorso a Palazzo Corigliano offriranno una panoramica sulle lotte per la giustizia ambientale e sociale: film provenienti da Asia\, America Latina e Medio Oriente metteranno a confronto esperienze di resilienza e comunità in ricostruzione.Gli studenti tirocinanti de L’Orientale introdurranno i lavori\, in dialogo con i registi presenti o collegati da remoto. \n\n\n\nLunedì 17 novembre è la Giornata dedicata al popolo Sahrawi. Alle 10.00\, al Cinema Vittoria sito nel quartiere Arenella\, si terrà l’incontro “Un popolo in esilio”\, con Fatima Mahfud\, rappresentante del Fronte Polisario in Italia\, Mohammed Dihani\, ex prigioniero politico\, il fotografo Patrizio Esposito e il regista Mario Fusco Martone. \n\n\n\nSarà proiettato il film Una storia Sahrawi di Mario Martone\, girato nel 1996 nei campi profughi del Tindouf.Nel pomeriggio (ore 18.00\, Piazza Forcella)\, l’incontro “Sahrawi\, vedere l’occupazione” proporrà un confronto sulla situazione del Sahara Occidentale\, ancora sotto controllo coloniale marocchino\, con interventi di artisti e attivisti impegnati nei territori occupati. \n\n\n\nMartedì 18 novembre è la prima delle due giornate dedicate al popolo curdo. La mattina (ore 10.00\, Cinema Vittoria) previsto il panel “Il popolo delle montagne”\, con il regista Veysi Altay\, l’attivista Alfonso Di Vito e il ricercatore Alessandro Tinti. Proiezione de “La memoria di Sur” di Azad Altay (TUR\, 2025\, 36 min). \n\n\n\nAlle 18.00\, a Piazza Forcella\, l’incontro “Il genocidio curdo” ripercorrerà gli esiti del processo aperto dal Tribunale Permanente dei Popoli che ha riconosciuto il genocidio culturale e politico subito dal popolo Curdo. A guidare la serata\, Gianni Tognoni\, Segretario generale del Tribunale Permanente. Accompagnato da Alfio Nicotra e Angelica Romano di Un Ponte Per\, la giornalista Emanuela Irace e Yilmaz Orkan\, coordinatore del Kurdistan National Congress in Italia. Proiezione di “La memoria di Sur” di Azad Altay (TUR\, 2025\, 36 min). \n\n\n\nMercoledì 19 novembre si bissa con la seconda giornata dedicata al popolo curdo. Alle 10.00–12.30\, a Palazzo Mediterraneo (sede de L’Orientale)\, la tavola rotonda “Oltre il conflitto: le sfide della Pace Curda” approfondirà\, coordinata dalla prof.ssa Lea Nocera il tema dell’autogoverno democratico nel Rojava e delle esperienze di confederalismo comunitario. Partecipano Gianni Tognoni\, Ylmaz Orkan\, Alfio Nicotra\, il ricercatore Alessandro Tinti e Veysi Altay. Proiezione de “La memoria di Sur” di Azad Altay (TUR\, 2025\, 36 min). \n\n\n\nNel pomeriggio\, alle 18.00\, “Rojava\, il Confederalismo Democratico è qui” incontro a Piazza Forcella. Sarà proiettato “Naharina – Resistenza comunitaria nel Kurdistan siriano” di F.D. Tona (51 min)\, seguito da un confronto con Zilan Diyar\, attivista femminile curda\,Tiziano Saccucci dell’Ufficio UIKI di Roma\, Alessandro Tinti e Yilmaz Orkan sulla realtà curda del Rojava dove il Confederalismo Democratico è orami una realtà. \n\n\n\nGiovedì 20 novembre è dedicato alla questione palestinese. L’appuntamento delle 18.00 a Piazza Forcella vedrà la partecipazione di Luisa Morgantini\, Francesca Albanese (Relatrice ONU per i diritti umani nei Territori Palestinesi\, in collegamento)\, Luigi de Magistris (già Sindaco di Napoli) e Luigi Daniele\, giurista dell’(Univ. del Molise). \n\n\n\nL’incontro\, dal titolo “La crisi dell’ordine mondiale e il futuro della Palestina”\, offrirà una riflessione ampia sul nuovo assetto geopolitico del Medio Oriente e sulle conseguenze umanitarie delle guerre a Gaza e in Cisgiordania. Il monologo di Nino Racco\, cantastorie calabrese\, “Una Storia palestinese” chiuderà la serata proponendo una storia di amicizia israelo-palestinese tra due giovani. \n\n\n\nVenerdì 21 novembre c’è l’evento conclusivo. Alle 18.00\, nello Spazio Comunale Piazza Forcella\, si terrà la cerimonia di chiusura con la presentazione delle giurie\, la proiezione dei trailer dei film vincitori e le interviste ai registi premiati. \n\n\n\nSeguirà la consegna dei riconoscimenti e delle menzioni speciali. La serata si concluderà alle 20.30 con il concerto “…nostro mare è il mondo intero” di Alessio Lega\, cantautore che unisce poesia e impegno civile\, accompagnato da Federico Marchi al basso e alle percussioni. \n\n\n\nSabato 29 novembre serata speciale di chiusura. A Piazza Forcella\, dalle 18.00 alle 21.00\, sarà presentato in anteprima nazionale “Sniper Alley – To My Brother”\, coprodotto dal Festival in occasione dei vent’anni dell’Associazione Cinema e Diritti. \n\n\n\nIl film\, diretto da Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani\, racconta la storia di un ragazzo sopravvissuto al massacro dei bambini di Sarajevo e oggi fondatore di un museo della memoria.Interverranno gli autori\, il protagonista e il fotografo Mario Boccia\, che documentò la guerra nei Balcani.In apertura\, una performance musicale di Max Fuschetto\, autore della colonna sonora. \n\n\n\nIL CONCORSO CINEMATOGRAFICO\n\n\n\nSono 38 i film in competizione\, scelti tra oltre 320 candidature provenienti da più di 50 Paesi.Le proiezioni si terranno dall’ 11 al 20 novembre\, ogni sera dalle 19.00 alle 23.00\, presso la Sala delle Mura Greche dell’Università L’Orientale – Palazzo Corigliano\, e saranno introdotte dagli studenti tirocinanti del corso di Mediazione Linguistica e Culturale. \n\n\n\nLe sezioni del concorso: \n\n\n\n\nHuman Rights Doc – lungometraggi documentari dedicati a diritti\, migrazioni e conflitti;\n\n\n\nHuman Rights Short – cortometraggi che raccontano la resistenza civile nel mondo;\n\n\n\nHuman Rights Youth – opere di giovani autori e scuole;\n\n\n\nPremio per la Pace dell’Ambasciata Svizzera in Italia;\n\n\n\nPremio Mario Paciolla per la Pace\, istituito in memoria del cooperante napoletano\, assegnato all’opera che meglio rappresenta i valori della solidarietà internazionale.\n\n\n\n\nCALENDARIO DELLE PROIEZIONI\n\n\n\nTutte le proiezioni si terranno a Palazzo Corigliano\, sede dell’Università Orientale. \n\n\n\n11 Novembre – ore 20:30 \n\n\n\nCARPENTERdi Xelîl Sehragerd – Iran\, 13’REFUGIUMdi Valerio Vittorio Garaffa – Italia\, 20’EKSI BIRdi Ömer Ferhat Özmen – Turchia\, 15’ \n\n\n\n12 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nCODE REDdi Minoo Taheri\, Majid Azizi – Iran\, 5’MARTYRION\, STORIA DI ISABELLEdi Luca Ciriello\, Teresa Antignani – Italia\, Malta\, 20’HOME GAMEdi Lidija Zelovic – Olanda\, 98’ \n\n\n\n14 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nTHE UNSEENdi Milou Rientjes\, Niek Pennings – Olanda\, 74’HATCHdi Alireza Kazemipour\, Panta Mosleh – Canada\, 10’GAZA: A STOLEN CHILDHOODdi Moamen Ghonem – Qatar\, 50’ \n\n\n\n15 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nLOST SONGS OF SUNDARIdi Sudarshan Sarjerao Sawant – India\, 9’MARIEMdi Javier Corcuera – Spagna\, 16’FAREWELL PARISdi Mohammad Ebrahim Shahbazi – Iran\, 19’YALLA PARKOURdi Areeb Zuaiter – Palestina\, Qatar\, Arabia Saudita\, Svezia\, 89’ \n\n\n\n17 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nADAS FALASTEENdi Hamdi Khalil Elhusseini\, Samar Taher Lulu – Palestina\, 8’’48 | RESISTING THE BIG SETTLEMENTdi 218 Film Team – Grecia\, 77’BEYOND THE SKINdi Alessandra Usai – Italia\, 52’ \n\n\n\n18 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nTRACE OF EARTHdi Gülben Eşberk\, Mert Eşberk – Turchia\, 15’CHOICEdi Marko Crnogorski – Macedonia\, 17’THE ANGEL OF BUENOS AIRESdi Enrico Blatti – Italia\, 100’ \n\n\n\n19 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nNO WAY OUTdi Shekh AL Mamun – Corea del Sud\, 62’SHOT THE VOICE OF FREEDOMdi Zainab Entezar – Afghanistan\, 70’ \n\n\n\n20 Novembre – ore 19:00 \n\n\n\nWITH GRACEdi Dina Mwende\, Julia Dahr – Kenya\, Norvegia\, 30’ELEA – LA RINASCITAdi Luigi Marmo – Italia\, 19’THE FIRST FILMdi Piyush Thakur – India\, 20’MY SEXTORTION DIARYdi Patricia Franquesa – Spagna\, 64’
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SUMMARY:"Seconda Classe" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Seconda Classe è il nuovo spettacolo di Controcanto Collettivo\, compagnia romana nata nel 2011 come prosecuzione di un percorso laboratoriale guidato da Clara Sancricca e che\, anno dopo anno\, sta conquistando la scena teatrale italiana portando in scena\, con un linguaggio essenziale e raffinato\, narrazioni originali e profonde sull’umanità. \n\n\n\nSeconda classe è un’indagine sul tema della ricchezza\, del lusso e della sua esclusività. Che alcuni abbiano tanto e altri pochissimo o anche niente è un paradosso nel quale viviamo immersi al punto che saremmo pronti ad allibirci (taluni persino ad allarmarsi) di una sua possibile scomparsa. Questa secolare abitudine all’ingiustizia ha fatto sì che allo sforzo di sradicarla (che pure storicamente è esistito in buone teorie e spesso cattive pratiche) si sia preferito il tentativo di abitarla e\, possibilmente\, cavalcarla\, ciascuno secondo i propri mezzi\, gradini e possibilità. \n\n\n\nIn quest’ottica\, la desiderabilità di un bene non è legata solo alla sua natura\, estetica o utilità\, ma al desiderio e alla garanzia che quel bene resti privilegio di pochi\, e l’allargamento ad altri della possibilità di goderne va a detrimento della sua desiderabilità. Il privilegio\, insomma\, per restare tale\, deve essere “esclusivo” – ovvero escludente – e pertanto riservato a pochi. \n\n\n\nLa prima classe esiste in funzione della seconda e senza la seconda non avrebbe un parametro per la propria ricchezza\, perché il vero contenuto della ricchezza sembra essere prima di tutto la certezza – e l’inspiegabile sollievo che ne deriva – che altri abbiano meno. \n\n\n\nIL COLLETTIVO \n\n\n\n\n\n\n\nControcanto Collettivo nasce nel 2011 e la prima produzione è NO – una giostra sui limiti dei limiti imposti che debutta nel 2013 e vince il premio della critica al Roma Fringe Festival 2014. Nel 2016 vede la luce Sempre Domenica\, vincitore di In-Box 2017 e miglior spettacolo al festival Dominio Pubblico 2018. Ispirato al tema del lavoro\, in due anni ha maturato oltre novanta repliche ed è stato ospitato in festival e rassegne quali: “70/30” del Teatro Biondo di Palermo\, “Direction Under 30” del Teatro Sociale di Gualtieri\, “Festival 20 30” di Bologna\, “Nuove storie” del Teatro Elfo Puccini di Milano. Dal 2017 il Collettivo lavora alla creazione di Settanta volte sette\, grazie al sostegno di Verdecoprente Re.Te. e in co-produzione e residenza presso Murmuris\, Straligut e ACS Abruzzo Circuito Spettacolo. Lo spettacolo debutta nel 2019\, come vincitore della sesta edizione de “I Teatri del Sacro”. Nello stesso anno la compagnia vince il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici Teatrali) come migliore compagnia emergente e Settanta Volte Sette riceve numerose voti per le candidature ai Premi Ubu come migliore spettacolo e migliore drammaturgia. Nel 2023 debutta al Kilowatt Festival “Salto di specie”\, spettacolo che affronta il tema del rapporto che l’umanità ha con le diverse specie animali. Sempre nel 2023 Controcanto Collettivo vince il premio Hystrio come migliore compagnia emergente italiana. Controcanto Collettivo è animato da Federico Cianciaruso\, Riccardo Finocchio\, Martina Giovanetti\, Andrea Mammarella\, Emanuele Pilonero e Clara Sancricca.  \n\n\n\nIL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=zzo8tcWLCho
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SUMMARY:USCIRÒ DALLA TUA VITA IN TAXI" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Metti una bugia creata per aiutare un’amica a vedersi con il suo uomo\, \n\n\n\n metti che questa bugia serva anche a vendicarsi del tradimento del marito \n\n\n\ne metti che sia il marito sia l’uomo dell’amica non sappiano nulla della bugia… \n\n\n\nla commedia è servita! \n\n\n\nUna commedia della pungente ironia. Imprevisti colpi di scena in continua evoluzione e incandescenti soprattutto grazie alle capacità istrioniche di Marco Cavallaro\, uno dei maggiori mattatori teatrali di oggi. \n\n\n\nTradimenti coniugali\, veri e presunti\, a mascherare le paure in amore\, l’incapacità di essere sinceri\, della solitudine nella quale si rischia sempre di cadere. \n\n\n\nCommedia di K. Waterhouse e W. Hall\,  con la traduzione di Roberta Conti\, diretta da Filippo D’Alessio\, che porta in scena l’amore e le sue diverse sfaccettature e tutto ciò che avviene per paura. \n\n\n\nUn turbinìo di nuove scoperte\, dove il tradimento tocca tutti e quattro i personaggi perché assume forme diverse\, specchi di come è visto e vissuto l’amore da ciascuno di loro. \n\n\n\nBugie e stravaganti verità. Equivoci e spassosi fraintendimenti. \n\n\n\nNessuno dei personaggi vive la vita che vorrebbe\, nessuno ha il coraggio di dirlo all’altro\, nessuno si svela per quello che è veramente. Personaggi che tra bugie ed equivoci provano a ritrovare loro stessi. \n\n\n\nCon: Marco Cavallaro\, Maddalena Rizzi\, Alessandra Cavallari e  Bruno Governale \n\n\n\nDall’11 al 23 novembre 2025 (h 21.00\, domenica 16 e 23 h 17.30\, mercoledì 19 h 17.00) \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21\n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17\n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11
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SUMMARY:"Bene\, Bravi\, Bis" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Approda sul palcoscenico del Teatro de’ Servi\, dall’11 al 30 novembre\, BENE\, BRAVI\, BIS\, commedia metateatrale di Gianni Clementi\, diretta da Matteo Vacca. \n\n\n\n“Bene Bravi Bis” è lo spettacolo di “Rivista” che la Compagnia di Varieta’ del Commendatore Diotallevi sta per portare in scena. La storia si sviluppa in un vecchio teatro trasformato in rifugio\, nella Roma del ’43\, dove\, fra un bombardamento e l’altro\, la “pregiata” Compagnia di Varietà\, è costretta a preparare il nuovo spettacolo.  \n\n\n\nLe gelosie\, le invidie\, ma anche la tenerezza e l’amore sono amplificati dalla claustrofobia del luogo\, e questo sprigiona momenti di irrefrenabile comicità e struggente commozione. Andare in scena a tutti i costi è la loro missione. E solo una missione è in grado di cementare l’unione fra persone e caratteri tanto diversi.  \n\n\n\nInfatti\, tra ballerine rivali\, un impresario incapace\, un operaio improvvisato artista e un carismatico attore\, il caos è assicurato. \n\n\n\nIn allegato\, comunicato stampa con cortese richiesta di diffusione\, e foto. \n\n\n\nResto a disposizione per qualsiasi informazione e accrediti stampa. \n\n\n\nCordiali Saluti \n\n\n\nUfficio Stampa \n\n\n\nMaresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com \n\n\n\nINFORMAZIONI GENERALI \n\n\n\nTeatro de’ Servi \n\n\n\nVia del Mortaro\, 22 | 00187 Roma \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21 \n\n\n\nsabato ore 17.30 e ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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SUMMARY:"RO.ME – Museum Exhibition" a Borgo Santo Spirito
DESCRIPTION:RO.ME – Museum Exhibition\, giunta alla ottava edizione\, rappresenta un evento unico nel panorama italiano. Una piattaforma di approfondimento e networking professionale\, un marketplace internazionale per le istituzioni\, le aziende e i professionisti che operano nei musei\, nei luoghi e nelle destinazioni culturali.  \n\n\n\nNell’Anno Giubilare\, RO.ME – Museum Exhibition apre i battenti\, tra il Tevere e il Vaticano\, a pochi metri dalla Basilica di San Pietro\, nel rione Borgo\, nell’iconica location delle Corsie Sistine del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia. In tale cornice\, RO.ME – Museum Exhibition propone come di consueto\, un fitto calendario di incontri e approfondimenti con autorevoli ospiti e le più importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali.  \n\n\n\nL’edizione 2025 è dedicata al tema “Better together”\, in un contesto in cui musei e destinazioni culturali affrontano cambiamenti profondi\, nuove esigenze di pubblico\, inclusione\, sostenibilità e risorse economiche sempre più limitate. Le istituzioni sono chiamate a ripensare strategie\, innovare\, rafforzare il fundraising e valorizzare la collaborazione. L’ottava edizione di RO.ME – Museum Exhibition vuole offrire un’occasione di dialogo tra professionisti\, mettendo al centro partnership tra pubblico e privato\, trasformazione digitale e partecipazione dei cittadini\, per potenziare resilienza organizzativa\, offerta culturale ed esperienza dei visitatori. “Better together” sottolinea il valore del lavorare insieme per affrontare il cambiamento con visione e creatività\, immaginando il futuro dei luoghi della cultura attraverso un confronto aperto e multidisciplinare. \n\n\n\nLa manifestazione\, si svolge in presenza\, con un programma denso di incontri\, approfondimenti e insight specialistici. Oltre 35 incontri sui temi più innovativi del settore\, tra cui eventi speciali\, presentazioni e panel a cui interverranno\, nelle tre giornate di lavori\, oltre 80 speaker nazionali e internazionali.  \n\n\n\nLa manifestazione rinnova la collaborazione con la Scuola di Fundraising di Roma\, Patrimonio Cultura e Fundraising Lab che promuoveranno all’interno della manifestazione\, l’edizione 2025 di Più Fundraising Più Cultura\, programma dedicato al fundraising culturale del futuro\, a partire dalle esperienze di istituzioni e organizzazioni culturali\, aziende\, fondazioni e amministrazioni pubbliche. Il fundraising è la funzione per creare valore aggiunto condiviso in un’ottica di partnership tra pubblico\, privato e comunità e che consente di sviluppare la sostenibilità economico-finanziaria per i progetti e le organizzazioni culturali. Nell’edizione 2025\, l’evento si pone come obiettivo di comprendere meglio le motivazioni che spingono al dono presentando esempi virtuosi di fundraising come motore di partecipazione alla gestione del patrimonio materiale e immateriale per lo sviluppo a base culturale. \n\n\n\nCirca 80 le aziende nazionali e internazionali che saranno presenti in fiera con desk e allestimenti in cui mostrare prodotti e soluzioni innovative: dal merchandise e artigianato museale agli allestimenti e all’illuminotecnica\, dai progetti immersivi attraverso la mixed reality alle app per i visitatori.  \n\n\n\nSarà aperto ai visitatori\, il RO.ME Museum Store\, una vera e propria boutique in cui saranno esposti accessori di moda\, tessuti\, gioielli\, articoli di carta\, ceramica e pelletteria di aziende che in una cornice originale\, promuoveranno i loro prodotti ai buyer di musei nazionali e internazionali.  \n\n\n\nLe imprese del settore di Roma e Lazio saranno presenti grazie al supporto di Regione Lazio\, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale\, Sviluppo e Territorio). Oltre 600 gli incontri b2b in agenda con 30 buyer individuati in collaborazione con ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane. Tra i buyer presenti\, i responsabili degli acquisti di importanti musei e luoghi culturali degli USA quali: New York Historical Society\, The Huntington Library\, Columbus Museum of Art\, Chrysler Museum of Art; di importanti musei europei\, quali: Victoria and Albert Museum di Londra\, Imma-Irish Museum of Modern Art di Dublino e Natural History Museum of Denmark; l’Hangzhou Winland Center dalla Cina e importanti società di exhibition design e di mixed reality quali: Lumsden Design dal Regno Unito\, Knowliom – società subsidairy del Cultural Assets Group dall’Arabia Saudita\, Expologydalla Svezia\, Citès Immersives dalla Francia. Come di consueto\, folta la lista dei buyer italiani tra cui Civita Mostre e Musei\,Coopculture\, Artefatto\, Zetema\, Opera Laboratori Fiorentini\, Artem\, e Azienda Palazzo Expo. \n\n\n\nLa manifestazione apre i battenti con due eventi speciali. Il primo\, il Convegno inaugurale organizzato in collaborazione col Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. In linea con l’Atto di Indirizzo del Ministro Alessandro Giuli per il 2025-2027\, il convegno proverà a sviluppare e condividere riflessioni su uno dei temi di maggiore interesse tra gli obiettivi indicati dal Ministro: il Piano Olivetti per la cultura. Il Piano approfondisce in particolare\, come noto\, i temi della rigenerazione delle periferie e delle aree marginali\, lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità nel rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale\, la rigenerazione culturale delle aree interne e svantaggiate quali strumenti di educazione intellettuale e civica\, di connessione sociale e di promozione della filiera dell’editoria libraria. I siti della cultura\, quali custodi della storia e della memoria della nazione\, vengono analizzati pertanto come strumenti strategici a servizio della comunità. Gli interventi dei relatori\, provenienti da contesti eterogenei ma accomunati da un approccio sperimentale alla valorizzazione del patrimonio\, punteranno a mettere in luce pratiche e modelli di governance capaci di connettere comunità locali\, paesaggio e identità culturale. Il Convegno è incentrato sul tema ‘Il museo come strumento di rigenerazione culturale dei territori’. Al Convegno inaugurale prenderanno parte: Marianna BRESSAN\, Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei Friuli-Venezia Giulia; Giorgio DE FINIS\, MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz; Federica RINALDI\, Museo Nazionale Romano; Daniela TISI\, Alte Marche Creative “Cuore accogliente dell’Appennino”. \n\n\n\nIl secondo evento speciale è la Conferenza internazionale “Deep surfaces. Architecture to enhance the visitor experience of unesco sites” promossa da UNESCO e da Royal Commission for AlUla in collaborazione con Fondazione Santagata for the Economics of Culture. A conclusione della mostra realizzata dall’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa presso Palazzo Zorzi a Venezia\, nell’ambito della diciannovesima Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia\, la conferenza riunirà istituzioni culturali e rappresentanti della comunità museale\, e i responsabili di visitor centre dalla Germania\, Italia\, Romania\, Arabia Saudita e Cina\, per condividere prospettive e individuare nuove opportunità di collaborazione nella gestione dei visitatori e nell’interpretazione del patrimonio. Nella sessione istituzionale porteranno il loro contributo: Magdalena LANDRY\, UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe\, Silvia BARBONE\, Royal Commission for AlUla. \n\n\n\nL’edizione 2025 di RO.ME – Museum Exhibition prevede due rilevanti keynote speeches: \n\n\n\nIl primo keynote sarà affidato a Georgia HASELDINE\, senior curator del V&A East Storehouse\, sul tema “I depositi museali come nuova frontiera delle visitor experience”. Il progetto sperimenta un modello innovativo di accesso “dietro le quinte” ai depositi museali\, valorizzando patrimonio\, professioni e cultura materiale attraverso percorsi curatoriali\, co-progettazione con le comunità ed esperienze dinamiche di consultazione delle collezioni. \n\n\n\nIl secondo keynote sarà tenuto da James DWYER\, CEO e Direttore Creativo di Lumsden Design\, sul tema “Disegnare spazi commerciali e attrazioni per i visitatori all’interno dei musei”. L’intervento approfondirà il ruolo strategico di retail\, hospitality e servizi al pubblico nella visitor experience\, evidenziando come progettazione\, storytelling e collaborazioni creative possano generare nuove opportunità di sostenibilità economica. Case-study internazionali mostreranno pratiche e modelli adottati da musei di riferimento. A seguire\, conversazione tra James DWYER e Renata Cristina MAZZANTINI\, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma \n\n\n\nNella cornice della manifestazione sono previsti due appuntamenti istituzionali: \n\n\n\n– Il primo\, propone una conversazione con Massimiliano SMERIGLIO\, Assessore alla Cultura di Roma Capitale\, per approfondire le strategie\, le progettualità e le visioni legate alla valorizzazione del Sistema Museale di Roma Capitale. Al centro del dialogo\, gli interventi realizzati\, i progetti in corso\, le politiche di promozione e valorizzazione dei luoghi culturali e siti archeologici della Capitale nell’anno Giubilare\, e in attuazione delle misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  \n\n\n\n-Il secondo\, propone una conversazione con Federico MOLLICONE\, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati\, sul disegno di legge “Modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio\, e altre disposizioni concernenti la valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e l’istituzione del circuito “Italia in scena”\, attualmente in discussione in Parlamento che ha un duplice obiettivo: garantire una gestione più efficace\, efficiente e sostenibile degli istituti\, dei luoghi della cultura e dei beni culturali di pertinenza pubblica; e promuovere la partecipazione dei soggetti privati\, singoli o associati\, alla valorizzazione del patrimonio culturale secondo il principio di sussidiarietà per «ravvivare» situazioni di uso o di valorizzazione insufficiente di piccoli borghi\, aree interne\, comuni montani e beni culturali non gestiti in modo adeguato. \n\n\n\nInoltre\, la manifestazione propone sette approfondimenti tematici:  \n\n\n\n-I MUSEI ECCLESIASTICI E L’INNOVAZIONE DIGITALE. L’iniziativa è promossa da Confesercenti Roma e Camera di Commercio di Roma e realizzata in collaborazione con AMEI – Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani\, è articolata in unconvegno in cui esplorare il ruolo dell’innovazione digitale come leva di valorizzazione e accessibilità del patrimonio ecclesiastico e come risorsa strategica per lo sviluppo territoriale. Attraverso esperienze realizzate in diversi musei diocesani italiani\, l’incontro mostra come tecnologie digitali\, realtà aumentata\, intelligenza artificiale e storytelling multimediale stiano trasformando la relazione tra patrimonio\, comunità e visitatori\, ampliando conoscenza\, inclusione e partecipazione. I musei ecclesiastici emergono così come luoghi di innovazione e presidî culturali\, capaci di coniugare identità\, fede e contemporaneità e di contribuire allo sviluppo dei territori. Tra i musei ecclesiastici presenti: il Museo Diocesano Agrigento e l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici ed Edilizia di Culto – Arcidiocesi di Agrigento\, il Museo Diocesano di Genova\, il Museo Diocesano di Bari-Bitonto; il Museo Diocesano di Cuneo-Fossano e il Museo Diocesano di Jesi. \n\n\n\n– LA PROGETTAZIONE DI SPAZI MUSEALI ED ESPOSITIVI. Si intende riflettere su cosa comporti oggi progettare un allestimento museale o espositivo\, in un momento di evoluzione nel rapporto tra istituzioni\, pubblico e territorio. Tra le criticità più frequenti emergono l’uso non strategico delle tecnologie\, la scarsa attenzione alla storia e alle caratteristiche degli spazi\, un dialogo interdisciplinare insufficiente e valutazioni inadeguate su investimenti\, manutenzione e sostenibilità nel medio-lungo periodo. \n\n\n\nIl programma affronta questi temi attraverso due iniziative. La prima analizza il case study “Abitare la memoria. Una casa sostenibile in viaggio per l’Europa” (Remembr-House / Case di memoria)\, mostra itinerante realizzata in cartone alveolare nell’ambito del programma europeo CERV. Il progetto\, sviluppato dalla Fondazione 1563 in collaborazione con il MEIS\, coinvolge studenti nello studio di archivi e documenti sulle confische ai danni delle comunità ebraiche\, trasformando memorie di spoliazione in percorsi di consapevolezza civile. L’allestimento\, modulare e riciclabile\, viaggia in diverse città europee promuovendo sostenibilità\, partecipazione e memoria condivisa\, ed è visitabile per tutta la durata della fiera. La seconda iniziativa prevede la presentazione di due progetti di allestimento museale ed espositivo selezionati tramite Call for Proposals di RO.ME – Museum Exhibition\, illustrati nel corso della manifestazione. \n\n\n\n– “IL PATRIMONIO CREA VALORE”: ESPLORARE L’IMPATTO DELLE ICC SULLA FILIERA DEI MUSEI E LUOGHI DELLA CULTURA. Il workshop\, realizzato in collaborazione con Fondazione CRT e con Fondazione Cariplo\, Cariplo Factory e Regione Lombardia\, si propone di costruire connessioni tra attori\, strumenti e filiere\, mettendo a sistema competenze\, tecnologie e relazioni affinché il patrimonio culturale diventi una leva concreta di innovazione\, lavoro e crescita inclusiva per i territori. Nel quadro della transizione digitale e green\, trovano spazio ambiti come l’imaging e la virtualizzazione del patrimonio\, esperienze immersive e AR/VR\, piattaforme per il coinvolgimento dei pubblici\, tracciabilità e gestione dei beni\, tecnologie per la conservazione e applicazioni per la fruizione diffusa dei luoghi della cultura. L’appuntamento sarà articolato in una sessione introduttiva incentrata su visioni e politiche delle fondazioni e delle istituzioni pubbliche alla quale interverrà anche la Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia\, e in una sessione dedicata alla presentazione di progetti realizzati da imprese ed altri enti.  \n\n\n\n– L’IMPATTO DELLE VISITOR EXPERIENCES NEI MUSEI ATTRAVERSO LE TECNOLOGIE DIGITALI. Il panel intende approfondire come le tecnologie digitali e le strategie di storytelling immersivo possano valorizzare l’esperienza di visita museale\, rafforzandone le dimensioni di conoscenza\, emozione e partecipazione attiva. Attraverso il confronto tra istituzioni culturali\, professionisti e imprese del settore tecnologico\, verranno presentati progetti che coniugano innovazione e narrazione\, favorendo un dialogo nuovo tra pubblico\, opere e spazi. Dalla realtà aumentata alle esperienze interattive personalizzate\, dall’uso dell’intelligenza artificiale alle piattaforme digitali per il coinvolgimento dei visitatori\, l’incontro metterà in luce come le soluzioni creative possano amplificare l’impatto educativo e culturale dei musei\, potenziandone l’identità e la capacità di ispirare. Al panel\, coordinato da Antonio SCUDERI\, Capitale Cultura\, interverranno\, tra gli altri: Michela CASCASI\, Direzione generale Musei – MiC\, Francesco MUSCOLINO\, Direzione regionale Musei nazionali Sardegna; Sara OLIVIERO\, Direzione generale Musei – MiC. \n\n\n\n–L’AI E I MUSEI. Il tema sarà articolato in due panel: il primo\, realizzato in collaborazione con Cultur-e\, offrirà un focus su come l’intelligenza artificiale generativa sta mutando lo scenario imponendo rinnovate strategie di promozione nel settore dei beni culturali\, a partire dall’AI proprietaria per il controllo dei dati. Al panel interverrà Pietro LANZA\, Direttore Generale e Consigliere delegato di SB Italia\, gruppo leader in Italia nella Digital Innovation\, che supporta le aziende nella trasformazione digitale; il secondo\, affronterà gli effetti della rivoluzione dell’AI nelle visite multilingua dei musei\, esplorando il suo potenziale nel rendere i luoghi della cultura sempre più accessibili e inclusivi\, superando le barriere linguistiche che ancora limitano la piena fruizione del patrimonio da parte del pubblico internazionale. All’incontro interverranno: amuseapp\, CoopCulture – Società Cooperativa Culture; Galleria nazionale delle Marche e Giuliano ROMALLI\, direttore dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library. \n\n\n\n– IL RUOLO DEI MUSEI NELL’EDUCAZIONE E NELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI GIOVANI. L’incontro intende indagare su come i musei possano assumere un ruolo sempre più centrale nei processi educativi e di coinvolgimento delle nuove generazioni\, favorendo inclusione\, partecipazione e crescita culturale. Attraverso la presentazione di progetti e pratiche attivate sul territorio\, il panel esplorerà modelli innovativi di dialogo tra istituzioni museali\, scuole e comunità. Barbara ROSSI\, direttore del Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale di Roma\, presenterà l’esperienza del Drugstore Museum della Soprintendenza Speciale di Roma\, con un progetto dedicato all’educazione civica al patrimonio\, sviluppato per avvicinare gli studenti al valore sociale e culturale dei beni comuni. Axel HÉMERY\, direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena\, illustrerà i laboratori Body Speaking e Be Different\, percorsi in cui danza\, movimento creativo\, educazione visiva e rielaborazione cognitiva si intrecciano per promuovere espressione personale\, consapevolezza e dialogo.  \n\n\n\n– ORGANIZZAZIONI CULTURALI E DECARBONIZZAZIONE. Il panel approfondisce il tema della decarbonizzazione nel settore culturale e creativo\, ponendo l’accento sul passaggio dalla ricerca all’azione. L’incontro valorizzerà i risultati dell’Osservatorio 4C – deCarbonizzazione in Campo Culturale e Creativo\, promosso da Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura\, che tra il 2024 e il 2025 ha coinvolto circa mille organizzazioni culturali italiane\, restituendo un quadro articolato delle pratiche di riduzione delle emissioni nel comparto culturale\, e evidenziando una crescente consapevolezza\, ma anche la necessità di strumenti concreti per accelerare la transizione.  \n\n\n\nSarà conferito il  PREMIO RO.ME – MUSEUM EXHIBITION ‘LIBRERIA MUSEALE ITALIANA 2025’\, riconoscimento attribuito\, annualmente\, alle librerie museali permanenti che in Italia in ragione della qualità dell’offerta libraria\, di merchandising e dell’assortimento di prodotti\, dell’attenzione rivolta in particolare alle fasce più giovani dei frequentatori dei Musei\, della funzionalità\, innovatività e bellezza estetica dell’allestimento del singolo punto vendita\, non ultimo dell’attenzione nei confronti del visitatore e della preparazione e professionalità degli addetti ai bookshop. I bookshop a cui la Fiera ha attribuito un riconoscimento sono: Arena Sferisterio Macerata; Castello di Miramare\, Trieste; Castello Volante di Corigliano d’Otranto; Libreria Infopoint Mausoleo di Augusto\, Piazza Augusto Imperatore\, Roma; MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo; Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci\, Milano. \n\n\n\nDa ultimo\, sarà presentato il primo approfondimento monografico prodotto dall’osservatorio di ricerca “Big data e luoghi della cultura” di Mida Ticket Srl con il supporto di analisi di Formules Srl\, sul fenomeno no-show nei luoghi della cultura. Tale fenomeno non è un’anomalia statistica\, ma un fattore che incide concretamente sull’organizzazione dei flussi di visita\, sulla pianificazione delle capacità\, sull’esperienza del visitatore e sull’equilibrio economico dei luoghi della cultura. Il panel offrirà spunti di riflessione e porrà le basi per un confronto sulle possibili strategie di mitigazione del no-show\, mostrando come l’uso intelligente dei dati e delle tecnologie possa contribuire a rendere più efficienti e sostenibili i nostri luoghi della cultura. Al panel interverranno\, tra gli altri: Maria Alessandra MASUCCI – Direttrice\, Museo Cappella Sansevero\, Roberto FERRARI – Direttore Esecutivo¸ Museo Galilei\, e Simone QUILICI – Direttore\, Parco Archeologico del Colosseo. \n\n\n\nRO.ME – Museum Exhibition\, è un evento ideato e realizzato da Fiera Roma e ISI.Urb. \n\n\n\nCon il patrocinio: Ministero della Cultura\, Roma Capitale.  \n\n\n\nCon il supporto di Regione Lazio\, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale\, Sviluppo e Territorio) e ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane.  \n\n\n\nPatrocinano e partecipano alla manifestazione: Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco\, ICOM Italia\, Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura\, Scuola Fundraising Roma\, Patrimonio Cultura\, Fundraising Lab\, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo\, Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale\, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani\, Associazione Italiana Educatori Museali\, Associazione Nazionale Musei Scientifici\, Federculture\, Borghi Autentici d’Italia\, Museimpresa\, Associazione Città dell’Arte e della Cultura\, ANA-Associazione Nazionale Archeologi\, Confesercenti\, The Art Ways\, Capitale Cultura Group\, Eureka – Fiera Nazionale della Cultura e della Creatività\,  \n\n\n\nMedia partner: AgCult. Techincal partner: Kosmos – traduzioni senza confini. \n\n\n\nRO.ME Museum Exhibition è una Fiera internazionale certificata da ISFCERT – Istituto Certificazione Dati Statistici Fieristici\, ente ufficiale riconosciuto da Accredia.  \n\n\n\nOrganizzatori: Fiera Roma e ISI.Urb  \n\n\n\nIngresso: ingresso gratuito previa registrazione su www.romemuseumexhibition.com.
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SUMMARY:"SGUARDI" di Roberto Di Costanzo alla Galleria Pavart
DESCRIPTION:Continua la programmazione autunnale di Pavart gallery con la mostra personale “SGUARDI” di Roberto Di Costanzo curata da Velia Littera\, che inaugura a Roma il 12 novembre 2025\, Sarà un percorso espositivo che esplora lo sguardo\, il primo linguaggio dell’anima. \n\n\n\nPrima ancora della parola\, prima del gesto\, gli occhi custodiscono e rivelano il mistero dell’essere umano\, la sua fragilità\, la sua forza\, i segreti più taciuti e le emozioni più improvvise. \n\n\n\nNella ricerca artistica di Roberto Di Costanzo\, lo sguardo non è un dettaglio anatomico\, ma un varco. È l’apertura verso l’altro\, il punto in cui l’osservatore incontra non soltanto il ritratto\, ma anche sé stesso. Le pupille e le iridi che popolano queste tele e questi disegni sembrano vibrare di vita propria\, ci seguono\, ci interrogano\, ci accolgono o ci respingono. \n\n\n\nIn questo percorso l’artista si è anche ispirato all’arte statuaria classica\, recuperandone la solennità e l’intensità. Come nei volti marmorei della tradizione greco-romana\, dove lo sguardo apparentemente assente si accende di vita interiore\, così nelle sue opere lo sguardo diventa presenza\, un ponte tra il silenzio della forma e la profondità dello spirito. \n\n\n\nOgni opera è diversa\, eppure tutte dialogano in un’unica sinfonia visiva\, gli sguardi più intensi ci avvolgono con una forza magnetica\, altri si rivelano enigmatici\, sospesi tra dolcezza e inquietudine. Alcuni portano la leggerezza del sogno\, altri la gravità della memoria\, una galleria di emozioni silenziose\, che non hanno bisogno di voce perché già parlano al cuore. \n\n\n\nIl tratto di Di Costanzo\, deciso ma al tempo stesso intimo\, calibrato tra rigore classico e sensibilità contemporanea\, costruisce volti che non sono ritratti soltanto di persone\, ma specchi dell’umanità intera. Attraverso la cura minuziosa della luce\, il dettaglio delle ciglia\, la profondità delle ombre\, l’artista restituisce non semplici occhi\, ma vere e proprie presenze. \n\n\n\nIn questi sguardi si cela un dialogo silenzioso\, tra l’artista e il soggetto\, tra l’opera e chi la osserva\, è il momento in cui l’arte smette di essere immagine e diventa relazione. Perché guardare significa anche essere guardati\, e in questo scambio reciproco risiede la forza universale di queste opere\, ci ricordano che\, nel profondo\, siamo tutti occhi che cercano altri occhi. \n\n\n\nRoberto Di Costanzo\, illustratore\, ritrattista e pittore\, si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma e al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida del Maestro Piero Tosi. Collabora con case editrici italiane ed estere\, tra cui Azimut ed Editions Nomades. Espone in Italia e in Francia\, presentando le sue opere all’Espace Cardin su invito di Pierre Cardin e in sedi prestigiose come la Casa dell’Architettura di Roma\, l’Institut Français\, il Salone del libro di Parigi e la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia\, dove omaggia Federico Fellini. \n\n\n\nNel 2019 inaugura il suo atelier in Via Giulia a Roma\, seguito nel 2022 dalla Home Gallery a Monteverde Vecchio. Nello stesso anno dona un ritratto di Papa Giovanni Paolo I alla Basilica di San Marco Evangelista in Campidoglio. Nel 2023 presenta con grande successo la mostra Aeterni. Le gerarchie celesti alla Camera dei deputati. È docente presso diverse accademie italiane e conduce masterclass e seminari in Italia e all’estero. Nel 2024 trasferisce il suo atelier a Bracciano. 
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LOCATION:Galleria Pavart\, Via Giuseppe Dezza 6b\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Matteotti - Anatomia di un fascismo" al Teatro Morlacchi di Perugia
DESCRIPTION:Che cos’è il fascismo? È un camuffamento\, si nutre di paura\, risponde alla paura con la violenza. \n\n\n\nÈ la voce e l’intensa interpretazione di Ottavia Piccolo a ripercorrere la vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti e con lei l’ascesa di un fenomeno che non cessa di essere attuale. Scritto da Stefano Massini\,cMatteotti – Anatomia di un fascismo è uno spettacolo che guarda al passato per meglio comprendere il presente\, non solo attraverso le lenti della storia\, ma con un appassionato ritratto di un uomo dal sangue caldo che qualcuno aveva soprannominato Tempesta. \n\n\n\nQuello di Ottavia Piccolo non è un monologo\, ma un dialogo costante con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo\, che intorno all’attrice si muovono\, l’accompagnano\, l’abbracciano. E ancora i video realizzati da Raffaella Rivi\, che danno luce e consistenza alle frasi più significative. Un abile intreccio di musica (firmata da Enrico Fink) e parole\, costruito e guidato dalla regia di Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo debutta dal 12 al 16 novembre al Teatro Morlacchi di Perugia\, prosegue il 21 al Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio e arriva al Teatro Vittoria di Romadal 25 al 30 novembre\, in un lungo tour che attraversa le principali città italiane tra cui Parma\, Ivrea\, Udine\, Firenze  (qui tutte le date e gli orari https://www.officinedellacultura.org/produzioni/matteotti-anatomia-un-fascismo/) e prosegue fino ad aprile. \n\n\n\nRipercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere\, fin dall’inizio\, in tutta la sua estrema gravità\, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Il pericolo più grande\, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere. \n\n\n\nMatteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo\, a Ferrara\, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine\, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo\, di attaccare per non essere attaccato; quelli che\, d’un tratto\, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera. \n\n\n\nGiacomo Matteotti – l’oppositore\, il pacifista\, lo studioso\, l’amministratore\, il riformista\, il visionario – prese la parola\, pubblicamente e instancabilmente\, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara\, veritiera\, fondata sui fatti\, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso all’età di 39 anni. \n\n\n\nLa persistenza di questo stesso fenomeno\, nel tempo e nello spazio\, in forme vecchie e nuove\, ci porta a considerare quanto sia indispensabile\, oggi più che mai\, occuparsi della cosa pubblica\, del bene pubblico\, guidati da un pensiero costruttivo\, legalitario\, partecipativo\, paritario\, realistico\, competente\, attraverso atti e parole chiare\, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia: sono le parole della regista Sandra Mangini. \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Argot Produzioni e Officine della Cultura in coproduzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro\, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti e Teatro Stabile dell’Umbriacon il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. \n\n\n\nNasce da un testo di Stefano Massini\, per la regia di Sandra Mangini\, con i video di Raffaella Rivi e le musiche di Enrico Fink. I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzosul palco sono: Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer\, percussioni)\, Luca Roccia Baldini (basso)\, Massimo Ferri(chitarra)\, Gianni Micheli (clarinetto e basso)\, Mariel Tahiraj (violino)\, Enrico Fink flauto (ewi). La scena è di Federico Pian\, le luci di Paolo Pollo Rodighiero\, i costumi sono a cura di Lauretta Salvagnin. Il vestito di Ottavia Piccolo è realizzato da La sartoria – Castelmonte onlus\, il tecnico delle luci è Emilio Bucci. Il coordinamento tecnico è di Paolo Bracciali\, l’organizzazione di Stefania Sandroni e in amministrazione c’è Rossana Zurli. Il fonico è Vanni Bartolini e il macchinista Lucia Baricci.  \n\n\n\nLa durata dello spettacolo è di 70 minuti. \n\n\n\nMATTEOTTI – ANATOMIA DI UN FASCISMO – IL TOUR 2025 \n\n\n\nDal 12 al 16 novembre Perugia – Teatro Morlacchi | 21 novembre Gubbio – Teatro Comunale Luca Ronconi | Dal 25 al 30 novembre Roma – Teatro Vittoria |3 dicembre Gallarate – Centro Culturale del Teatro delle Arti | 4 dicembre Varzo – Teatro Alveare | 5 dicembre Concordia – Teatro del Popolo |6 dicembre Modigliana – Teatro dei Sozofili | 8 dicembre Parma – Teatro del Cerchio | 9 dicembre Mondovì – Teatro Baretti | 10 dicembre Ciriè – Teatro Magnetti| 13    gennaio   Tortona – Teatro Civico| 14 gennaio Omegna – Teatro Sociale| 15 gennaio Ivrea – Teatro G. Giacosa | 16 gennaio Savigliano – Teatro Milanollo | 27 gennaio    Ferrara – Teatro Comunale | 28 gennaio Stradella – Teatro Sociale | 29 gennaio Pinerolo – Teatro Sociale | 4 febbraio Alghero – Teatro Civico | 5 febbraio Tempio Pausania – Teatro del Carmine | 4 marzo Udine – Teatro Nuovo Giovanni da Udine | 5 marzo Camponogara (Venezia) – Teatro Comunale Dario Fo | 6 marzo Mercato Saraceno – Teatro Dolcini | 21 marzo Polistena – Auditorium Comunale| 22 marzo Filadelfia – Auditorium Comunale Filadelfia | 25 marzo Livorno – Teatro Goldoni | Dal 26 al 29 marzo Ravenna – Teatro di Tradizione Dante Alighieri | 15 aprile Rosignano – Teatro Solvay |Dal 16 al 18 aprile Firenze – Teatro della Pergola | 19 aprile Narni – Teatro Comunale Giuseppe Manini | 23 aprile San Stino di Livenza – Teatro R. Pascutto.
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SUMMARY:"OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande"
DESCRIPTION:Le corealizzazioni tra la quarantesima edizione del Romaeuropa Festival e la Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello proseguono con OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande\, il nuovo spettacolo di Fabiana Iacozzilli\, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria\, in coproduzione con Cranpi\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e con il sostegno Romaeuropa Festival\, che debutta in prima nazionale al Romaeuropa Festival il 12 novembre al Teatro Vascello.  \n\n\n\nAutrice e regista teatrale riconosciuta per la sua capacità di fondere narrazione scenica\, linguaggi visivi e ricerca documentaria in opere che esplorano l’esperienza umana nel profondo\, con OLTRE Fabiana Iacozzilli– attraverso la drammaturgia di Linda Dalisi\, sette performer e i puppets progettati da Paola Villani- racconta una potentissima storia di sopravvivenza\, metamorfosi e rinascita oltre ogni comprensione.  \n\n\n\nDopo il debutto lo spettacolo andrà in scena anche il 13 e il 14 novembre alle ore 21\, il 15 novembre alle ore 19 e il 16 novembre alle ore 17.  \n\n\n\nNote di regia – Il 13 ottobre 1972 il volo 571 dell’aeronautica militare uruguaiana si schiantò sulle Ande con quarantacinque persone a bordo. Il volo trasportava i membri della squadra di rugby Old Christians Club insieme ad alcuni amici e familiari. I ragazzi avrebbero dovuto affrontare una partita\, la rotta era da Montevideo\, in Uruguay\, a Santiago\, in Cile. Solo un passeggero non aveva alcun legame con la squadra. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi. Il 22 dicembre 1972 il mondo venne a sapere che sulla Cordigliera delle Ande i passeggeri erano sopravvissuti cibandosi dei corpi dei loro amici. \n\n\n\nAlla fine del mese di febbraio 2025 Linda Dalisi e io siamo partite per Montevideo per incontrare alcuni tra i sopravvissuti al disastro aereo – oggi uomini di età comprese tra i 70 e i 75 anni – e alcune tra le sorelle\, i fratelli e i figli degli uomini e le donne che non sono tornati dalle montagne. Siamo entrate nelle loro case\, nei loro posti di lavoro\, siamo andate a visitare il campo da rugby in cui erano soliti allenarsi\, abbiamo scoperto che ci sono gruppi di fan della storia e dei loro protagonisti sparsi in tutto il mondo\, siamo andate a visitare un museo dove al suo interno è contenuta una cella frigorifera che consente ai visitatori di sentire per settantadue secondi il freddo che hanno provato quei ragazzi per settantadue giorni.  \n\n\n\nMa cosa cercano le persone in questa storia? Cosa vogliamo io e Linda da questa storia?  \n\n\n\nSiamo partite con tante domande\, le nostre e quelle dei nostri collaboratori\, e siamo tornate con la consapevolezza che questa è una vicenda “prismatica” come la definisce Linda Dalisi\, in cui non ci sono né vincitori né eroi e che un pezzo centrale di essa si svolge dall’altro lato della montagna in quella Montevideo in cui le famiglie dei giovani scomparsi – allo stesso modo e con la stessa intensità – interpellavano indovini e pregavano dio\, affittavano aerei privati per sorvolare la cordigliera e chiedevano di parlare con Allende pur di ritrovare i propri figli.  \n\n\n\nE quindi “fin dove è disposto a spingersi l’essere umano?” Nando Parrado\, è forse il personaggio più carismatico di questa vicenda: un ragazzo di vent’anni che decide di intraprendere insieme a Roberto Canessa il viaggio per cercare i soccorsi e lo fa con ai piedi dei mocassini e nello zaino otto calzettoni da rugby pieni di carne umana. Ma cosa lo muove? Aveva la sorella e la madre interrate a quattro metri dalla fusoliera\, sarebbe arrivato il momento in cui sarebbero stati gli ultimi due corpi di cui cibarsi e\, soprattutto\, aveva un padre a cui andare a dire “papà sono vivo\, non devi piangere tre corpi ma solo due”. È dunque uno spazio tragico quello in cui ci muoviamo\, uno spazio in cui i corpi si depauperano fino a diventare quasi nulla e in cui troneggia il rottame di una fusoliera che ricorda gli echi dell’incidente e\, al tempo stesso\, è luogo di salvezza e unico ventre materno. \n\n\n\nNella scelta della lingua scenica risiede la volontà di mettere al centro della narrazione le questioni legate al corpo\, utilizzando delle marionette ispirate alle opere di Giacometti come mezzo per consentire ai corpi di diventare scheletrici davanti agli occhi del pubblico; per consentire a questi corpi di entrare uno dentro l’altro. Il mondo della figura posiziona la vicenda su un piano metafisico e i puppets\, per loro natura punti di contatto con il mistero e il perturbante\, ci fanno sprofondare nella dimensione spirituale di cui la vicenda è intrisa. Centrale all’interno di questo lavoro è\, come già accaduto nei miei precedenti spettacoli\, la contaminazione del teatro di figura con le voci delle testimonianze.  \n\n\n\nPerché raccontiamo oggi questa storia?  \n\n\n\nPerché è una storia piena d’amore\, in cui ci sono dei figli che cercano di tornare dai loro padri e che come Amleto si interrogano sull’essere o il non essere\, perché ci sono dei padri che decidono di salire in groppa a un cavallo per andare a riprendere ciò che resta del corpo di un figlio e che ci ricordano Priamo in ginocchio che rivuole il corpo di Ettore\, perché è la storia tragica di famiglie che si spezzano e che sono costrette a ricercare nei corpi dei sopravvissuti dei pezzettini dei propri cari. E come possono guardare gli occhi di una madre tutto questo? Ma anche perché come dice Ana Ines Lamas\, sorella di una delle vittime\, è una storia di ignoranza e di immaginazione: i ragazzi non conoscevano la neve e il ghiaccio e proprio per questo sono riusciti ad andare oltre\, immaginandosi un modo per sopravvivere e inventandosi una strada da percorrere per tornare a casa. Fabiana Iacozzilli \n\n\n\n \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nOLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande \n\n\n\nideazione e regia Fabiana Iacozzilli \n\n\n\ncon Andrei Balan\, Francesco Meloni\, Marta Meneghetti\, Giselda Ranieri\, Evelina Rosselli\, Isacco Venturini\, Simone Zambelli \n\n\n\ndramaturg Linda Dalisi \n\n\n\nscene Paola Villani \n\n\n\nmusiche e suono Franco Visioli \n\n\n\nluci Raffaella Vitiello \n\n\n\ncura dell’animazione Michela Aiello \n\n\n\naiuto regia Cesare Del Beato \n\n\n\nassistenti alla regia volontari Matilde Re e Francesco  Savino \n\n\n\nproduzione Teatro Stabile dell’Umbria  \n\n\n\nin coproduzione con Cranpi\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello \n\n\n\ncon il sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival  \n\n\n\ncon il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale\, Teatro Biblioteca Quarticciolo; con il contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo;  un ringraziamento a Fivizzano27 \n\n\n\nTournée 2025/2026  \n\n\n\nTeatro Vascello Roma – Dal 12 al 16 novembre 2025 (debutto nazionale) \n\n\n\nTeatro Gustavo Modena Genova – 18 e 19 novembre 2025 \n\n\n\nNuovo Rifredi Scena Aperta Firenze – 21 e 22 novembre 2025 \n\n\n\nTeatro Nuovo Gian Carlo Menotti Spoleto – 24 novembre 2025 \n\n\n\nTeatro Morlacchi Perugia – Dal 26 al 30 novembre 2025 \n\n\n\nLAC Lugano – 2 e 3 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Goldoni Bagnacavallo (RA) – 5 e 6 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Masini Faenza – 8 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Secci Terni – Dal 10 al 14 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Manini Narni – 15 e 16 dicembre 2025 \n\n\n\nPoliteama Clarici Foligno – 17 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Comunale Luca Ronconi Gubbio – 19 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Comunale Todi – 20 dicembre 2025 \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo – Dal 20 al 25 gennaio 2026 \n\n\n\nTeatro Studio Melato Milano – dal 28 gennaio al 1 febbraio 2026
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:"SILVIO" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Silvio Berlusconi\, protagonista della storia Italiana degli ultimi decenni\, incontra i personaggi della sua vita con i quali elabora il bilancio morale\, sentimentale e politico della sua esistenza. \n\n\n\nE se non fosse morto? Se Silvio Berlusconi avesse ancora 24 ore per guardarsi indietro e guardare negli occhi alcune delle persone che lo hanno accompagnato verso gli ultimi istanti della sua vita\, che cosa accadrebbe? Il già discusso quanto atteso ‘Silvio’\, nuovo testo scritto dal drammaturgo Giovanni Franci che ha abituato il suo pubblico alla cronaca in scena\, sarà all’OFF/OFF Theatre da mercoledì 12 a domenica 16 novembre. Un nuovo capitolo della più recente storia italiana e dei suoi protagonisti\, irrompe sul palcoscenico di via Giulia come un’ulteriore vicenda che Franci guarda dal suo punto di vista – come ha già osservato con altre storie\, tra cui l’omicidio di Luca Varani e la vita di Pietro Orlandi -\, senza dare giudizio ma attraverso la lente teatrale\, per ricostruire un giorno speciale\, forse l’ultimo di Silvio Berlusconi.  \n\n\n\nSarà proprio in quel giorno\, come in un racconto dal sapore dickensiano\, che Silvio riceverà la visita di tre personaggi – Veronica Lario\, l’infermiera che lo ha accudito e uno scrittore -\, con i quali elaborerà un bilancio morale\, sentimentale e politico della sua esistenza. \n\n\n\n‘Silvio’ è una commedia liberamente ispirata al più importante uomo politico e imprenditore degli ultimi quarant’anni di storia del nostro Paese. Una commedia sul potere\, dissacrante al punto giusto\, amara quanto basta\, può contenere tracce di pietas ma è naturalmente priva di qualunque tipo di compromesso e derivati.  \n\n\n\nAd interpretarlo Gabriele Guerra\, accompagnato in scena da Priscilla Micol Marino e Riccardo Pieretti nei ruoli dell’infermiera e dello scrittore\, mentre Tiziana Sensi veste i panni di Veronica Lario. Elaborazioni digitali a cura di Nuvole Rapide Produzioni\, assistente Fabio Del Frate e direzione tecnica firmata da Umberto Fiore. \n\n\n\nSenza alcun dubbio\, Berlusconi è stato un personaggio straordinario\, un precursore\, un unicum\, capace di restituire con precisione e irriverenza i costumi recenti di un intero Paese\, estremamente fantasioso nei vizi privati\, meno prodigo di pubbliche virtù. Insomma\, se Shakespeare\, Aristofane\, Pirandello o Cechov lo avessero conosciuto\, avrebbero sicuramente pensato di trasfigurarlo in teatro.  \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nDal martedì al sabato h. 21.00 – domenica h. 17.00 \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/ \n\n\n\nFB: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/ – IG: https://instagram.com/offoff.theatre?igshid=MzRlODBiNWFlZA==
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SUMMARY:"NUOVI ORIZZONTI" al Teatro Comunale di Montevarchi
DESCRIPTION:Presentata questa mattina presso il Comune di Monterchi NUOVI ORIZZONTI\, la rassegna di teatro contemporaneo che giunge alla sua quarta edizione e si strutturerà al Teatro Comunale di Monterchi dal 13 novembre 2025 sino al 22 febbraio 2026\, offrendo al pubblico appuntamenti diversificati dedicati a bambini e famiglie. \n\n\n\nCome spiega Manuela Malatesta\, Assessore alle politiche culturali di Monterchi «La stagione 2025/2026 della rassegna teatrale “Nuovi Orizzonti” segna un nuovo capitolo di un percorso artistico e culturale che da anni arricchisce la vita della comunità\, offrendo occasioni di incontro\, riflessione e crescita attraverso il linguaggio universale del teatro. \n\n\n\nIl programma\, ideato e curato con la consueta sensibilità dalla Direttrice Artistica di Laboratori Permanenti\, Caterina Casini\, propone un cartellone ricco e diversificato\, capace di coniugare qualità\, innovazione e attenzione ai temi del presente. Le produzioni in programma testimoniano una visione culturale aperta e inclusiva\, che vede il teatro come luogo di dialogo e partecipazione. \n\n\n\nDa sempre\, Laboratori Permanenti si distingue per l’impegno nella formazione del pubblico e la collaborazione con le scuole\, costruendo percorsi dedicati ai bambini e ragazzi come protagonisti di un futuro in cui la cultura resta strumento di consapevolezza e libertà. Il legame con la comunità di Monterchi e con l’intera vallata è il cuore pulsante di un progetto che mette al centro le persone e il desiderio di condividere esperienze significative. \n\n\n\nGrazie a chi\, con passione e visione\, rende possibile “Nuovi Orizzonti”: una rassegna che rinnova l’impegno del Comune di Monterchi e di Laboratori Permanenti nel promuovere cultura\, bellezza e partecipazione». \n\n\n\nProsegue Caterina Casini\, Direttrice Artistica di Laboratori Permanenti «Una stagione varia e per diversi pubblici quella che proponiamo per il 2025/26 al Teatro Comunale di Monterchi\, in sinergia con l’Assessorato alla Cultura. \n\n\n\nPartecipano artisti e drammaturgie molto differenti per pubblici amanti del teatro e famiglie\, per chi ama la storia della Toscana e quella contemporanea \n\n\n\nUna stagione legata alla grande letteratura\, dove riproponiamo la modernità di Čechov in un monologo di bravura sulle fragilità umane\, accanto allo sguardo lucido della Fallaci in colloquio ideale con Pier Paolo Pasolini. \n\n\n\nLa nostra attenzione è sempre anche rivolta ai bambini\, nostro futuro\, con uno spettacolo di teatro/danza su un tema comportamentale attraversato con grazia   \n\n\n\nInfine per il pubblico tutto\, attivo e lettore\, l’appuntamento della Pagina più bella del mondo\, davanti alla Madonna del Parto\, ci vedrà riflettere insieme sul tema della violenza sulle donne\, che con forza dobbiamo tutti combattere culturalmente e fattivamente. Vi aspettiamo!»
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SUMMARY: "Il sipario delle meraviglie\, New Generation"\, tra Palermo e Catania
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu prosegue la programmazione della stagione con tanti appuntamenti inseriti nelle diverse rassegne Il sipario delle meraviglie\, New Generation e Favolandia\, un ricchissimo calendario di spettacoli\, dedicati a grandi e piccini\, che si svolgeranno in diverse sedi tra Palermo e Catania. \n\n\n\nCalendario rassegna Il sipario delle meraviglie \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 ai Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n13 e 14 novembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nIl piccolo Shakespeare \n\n\n\nTesti e regia  Carlo Di Vita; con Yara Baruffato\, Margherita Scrima\, Sofia Fragiglio\, Carlo Di Vita\, Federico Crimaudo\, Alessandro Prestimonaco \n\n\n\nEsiste una tesi secondo la quale il celebre autore William Shakespeare non fosse che tale Michelangelo Florio\, figlio di Giovanni Florio e della nobile messinese Guglielmo Scrollalancia (o Crollalancia). Shakespeare quindi… era siciliano? Ce lo racconterà il nostro Piccolo Shakespeare insieme a Yaya e Carletto e agli strampalati personaggi fuori dal comune della compagnia “Errabonda”\, svelando trucchi e misteri del genio inglese\, considerato il più importante drammaturgo della cultura occidentale\, attraverso alcune delle sue opere più celebri. \n\n\n\nCatania – Teatro del Canovaccio (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 novembre2025\, ore 17.30 \n\n\n\n30 novembre 2025\, ore 11.30  \n\n\n\nMamma Draga \n\n\n\nDi Piero Tutone\, con Chiara Bologna\, Giulia Fragiglio\, Giulia Pino; in coproduzione con Teatro del Misfatto\, Siracusa. \n\n\n\nLo spettacolo\, liberamente ispirato alla fiaba Bianca come neve rossa come fuoco di Giuseppe Pitrè\, racconta le vicende di un giovane Reuccio costretto da una maledizione di una vecchia strega a cercare l’amore della sua vita\, che troverà rinchiusa su di una torre e sorvegliata da una Mamma Draga. Riusciranno i due giovani a scappare da quella torre e liberarsi dalle grinfie del drago per vivere liberamente il loro amore? \n\n\n\nTeatro Apparte (biglietto 12 euro\, ridotto 10)                       \n\n\n\n6 e 7 dicembre  2025\, ore 17.30               \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia \n\n\n\nTesto e regia Elisa Parrinello\, con Adele Balsamo\, Francesco Stabile\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Marco Li Vigni\, Elisa Parrinello; costumi Elisa Parrinello\, videomapping Peppe Scozzola\, coreografie Piero Tutone. Assistenti:Patrizia Aiello\, Maria Sole Rinaudo\, Daniela Signorino\, Sofia Fragilio\, con la partecipazione del corso Over del DITIRAMMU Lab; in coproduzione con Teatro Apparte. \n\n\n\nNicù e la Bella e la Bestia racconta la storia di un principe superbo ed egoista che\, per punizione\, viene trasformato in una bestia da una fata\, proprio come nella celebre fiaba de La Bella e la Bestia. Lo spettacolo si ispira alla versione Disney ma Nicù\, come sempre\, rielabora la fiaba a suo modo\, riscrivendola con uno sguardo moderno e attuale. Pur mantenendo la morale originale Nicù aggiunge la propria visione\, più vicina alla sensibilità di oggi\, per coinvolgere ancora di più bambine\, bambini e giovani spettatori\, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’amore\, della gentilezza e della capacità di guardare oltre le apparenze. \n\n\n\nLa narrazione segue l’incantesimo lanciato dalla fata che potrà spezzarsi solo quando una fanciulla saprà innamorarsi sinceramente del principe. Il destino intreccia così le vite di Belle e della Bestia\, in un racconto corale popolato da tanti personaggi: il padre di Belle\, il vanitoso Gaston\, e molti altri che animano questa fiaba senza tempo. Sarà proprio Belle\, con la sua bontà e il suo coraggio\, a far rinascere il principe e a ricordarci che solo l’amore vero può trasformare ogni cosa. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n11 e 12  dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nRumore bianco – Sentire una fiaba – Nuova produzionedi Marco Savatteri\, con Giulia Tarantino e Davide Incandela \n\n\n\nUno spettacolo originale dedicato alla percezione. Rumore bianco attraverso una mini storia emozionante mette in scena il mondo percepito dal punto di vista di chi non sente i suoni della nostra quotidianità. Un mondo che non è fatto di parole ma di magnifici segni. Una danza continua del corpo e delle immagini con due attori dalle “mani bianche”\, che vivono prestando attenzione allo sguardo e rompono la “bolla del non suono” riuscendo a comunicare tutto a tutti. Basterà solo sapere… ascoltare. Rumore bianco ci insegna a combattere i muri che ci separano dagli altri e lo fa incoraggiandoci a non avere limiti per esprimere se stessi e i propri sentimenti\, anche se inizialmente ci si sente non compresi o non inclusi. Rumore bianco esplora il mondo dei sordi per inventare un mondo colorato in cui la musica\, partendo dal silenzio\, diventa totale\, personale e universale\, come un rumore bianco che permette di rilassarsi e sognare qualsiasi cosa.  Attraverso uno studio tratto dal Coro delle mani bianche\, questo spettacolo renderà tutta la poesia del teatro vista dal punto di vista di chi non sente\, permettendo a tutti di sentire ma in un modo diverso e speciale. Ogni poltrona del teatro avrà un palloncino che il pubblico dei bambini dovrà stringere tra le mani per sentire i suoni bassi che saranno emessi in questo spettacolo muto e tuttavia pieno di assordante bellezza. Rumore bianco è dedicato a tutti i bambini sordi ma sarà visto e fruito da tutti\, un’unica platea che unirà udenti e non udenti nella percezione di un’emozione bianca\, da colorare insieme. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n14 – 21 dicembre 2025\, ore 11.00  \n\n\n\nIl pianeta delle stelle – Nuova produzione \n\n\n\nRegia e scrittura scenica Pietro Tutone; con Carlo Di Vita\, Giulia Tomasino e Pietro Tutone \n\n\n\nNel silenzio del cielo Zeus ha spento tutte le stelle\, deluso dagli uomini che hanno dimenticato di guardare verso l’alto. Solo una luce resta viva: Astra\, giovane ninfa danzante\, ultimo battito luminoso dell’universo. Ermes\, il messaggero degli dei\, tenta di convincere Zeus a ridare al mondo la luce ma il sovrano dell’Olimpo pone una condizione: se esiste ancora una scintilla di umanità capace di meravigliarsi\, dovranno trovarla e portargliela prima che sorga il nuovo giorno. Astra ed Ermes viaggiano tra i pianeti spenti e infine scendono sulla Terra\, dove scoprono che la luce può sopravvivere anche nel cuore di un bambino che sogna. Tornati sull’Olimpo\, mostrano a Zeus quella piccola scintilla. Il dio\, commosso\, comprende che la forza degli uomini non sta nella potenza\, ma nella capacità di sognare. Con un gesto dunque Zeus riaccende le stelle: il cielo torna vivo e il mondo ritrova la sua luce. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 8 euro) \n\n\n\n29 – 30 dicembre 2025\, ore 17.30 \n\n\n\nEra Natale quando… \n\n\n\ndi e con Alessandro Accardi e Silvia Trigona \n\n\n\nLo spettacolo ha lo scopo di restituire ai bambini la magia e la dolcezza del Natale con una serie di racconti in cui gli attori\, attraverso la tecnica dell’impersonificazione e del ricordo\, si caleranno nei panni dei simpatici protagonisti di tre favole: L’amnesia di Babbo Natale\, La Renna Rudolph e I ricordi di Ale e Sisì. Attraverso l’utilizzo di costumi\, marionette e filastrocche il pubblico verrà trasportato in un mondo incantato e colorato\, per ricordare insieme l’importanza dell’amicizia e della famiglia. Buffe gag e musiche natalizie incorniceranno storie che parlano di coraggio\, armonia\, ma soprattutto… di desideri! Per ricordare a grandi e piccini che non è mai troppo tardi per far posto nel nostro piccolo cassetto dei sogni.  \n\n\n\nCalendario rassegna New Generation \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa  \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)       \n\n\n\n22 novembre  2025\, ore 21.00            \n\n\n\n23 novembre  2025\, ore 18.30  \n\n\n\nHeart Race \n\n\n\nTesto e regia Davide Nebbia\, con Davide Incandela e Giulia Tarantino \n\n\n\nHeart Race è uno spettacolo teatrale che fonde tre racconti distinti\, immergendosi nei delicati intrecci delle relazioni umane e dell’identità. \n\n\n\n A Galway Girl\, una commovente odissea attraverso le fasi di una coppia\, dal loro incontro negli anni ’50 alla struggente conclusione. Seguendo questa narrazione ci si addentra nel complesso equilibrio di Tavolo per Due\, un racconto sull’amore tra una stella di Broadway e un pilota di linea\, tra la realizzazione personale e il desiderio di una vita familiare\, riflettendo sul sacrificio e sulle scelte difficili che entrambi hanno dovuto fare. \n\n\n\nInfine Io\, Tu\, Tu\, Io solleva il sipario su un incontro casuale durante una riunione di ex compagni di scuola\, rivelando profonde riflessioni sull’identità e sul percorso personale di ciascun individuo\, offrendo una prospettiva ricca di umorismo\, empatia e intelligenza emotiva che sfida i pregiudizi celebrando l’autenticità e l’amore al di là delle convenzioni \n\n\n\nQuesti tre corti\, seppur distinti\, si fondono esplorando il tema dell’amore come forza trasformativa e universale\, capace di superare il tempo\, le distanze e le aspettative sociali\, invitando lo spettatore a riflettere sulla bellezza e sulla complessità delle relazioni umane. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa   \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n4 e 5 dicembre 2025\, ore 21.00  \n\n\n\nMenti – Nuova produzione \n\n\n\nDrammaturgia e regia Luigi Maria Rausa\, con Maria Elena Iozza\, Natale Moncada\, Samuele Sciacca  \n\n\n\nIn un’epoca di relazioni fluide\, ghosting e doppie vite online\, le vite dei nostri personaggi rispecchiano perfettamente le incertezze\, i silenzi e le dissimulazioni dei legami contemporanei. \n\n\n\nLa pièce esplora non solo il tradimento amoroso\, ma anche quello dell’amicizia\, della fiducia e dell’identità. Ricca di silenzi\, si concentra molto di più su quello che non viene detto\, nonostante il ritmo serrato dei dialoghi tra i personaggi ci riveli come l’essere umano sia ormai incapace di abitare davvero le situazioni\, scegliendo invece di perdersi in parole\, spiegazioni e sproloqui che ne anestetizzano il senso.  \n\n\n\nParole che dissimulano\, che smentiscono\, che mentono. La sua struttura a ritroso costringe il pubblico a rivedere continuamente ciò che credeva di aver capito\, proprio come accade nella nostra vita quando\, col senno di poi\, rileggiamo i segnali che avevamo ignorato. È un invito a riflettere su come costruiamo e riscriviamo le nostre narrazioni personali. \n\n\n\nTeatro Ditirammu\, Bottega 5 – Cantieri Culturali alla Zisa    \n\n\n\n(biglietto 10 euro\, under 35 8 euro)   \n\n\n\n13 dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\n14 dicembre 2025\, ore 18.30     \n\n\n\nVia Malfatti 26 – Nuova produzione \n\n\n\nscritto e diretto da Simone Ruvolo\, con Simone Ruvolo\, Alessandro Russo\, Yara Baruffato \n\n\n\nMario e Claudio sono due studenti fuori sede intrappolati in un presente che scorre inesorabile e l’incertezza del futuro. Tra loro\, al centro\, una Scacchiera.  \n\n\n\nL’apparente monotonia della loro convivenza subisce una scossa con l’arrivo di Eva. Come una mossa inaspettata la sua presenza stravolge gli equilibri riducendo Mario e Claudio a due “Re sotto lo scacco di una sola Regina”.  \n\n\n\nVia Malfatti 26 ha già debuttato in una versione ridotta di 30 minuti come testo vincitore alla Finale del Premio Aldo Amoroso 2025\, indetto dal Teatro Instabile di Genova.  \n\n\n\nLa travolgente reazione del pubblico presente alla finale del premio ha acceso il desiderio di esplorare ulteriormente le potenzialità di questa storia portandola ad una versione estesa della durata di 90 minuti\, mantenendo intatta la struttura essenziale del testo originale.  \n\n\n\nIn linea con lo spirito del teatro Off-Broadway\, Via Malfatti 26 presenta una scenografia volutamente scarna: un tavolo\, due sedie\, una scacchiera e una radio. Questa scelta pone l’accento sulla forza della narrazione\, sui personaggi\, utilizzando il gioco degli scacchi non come tema centrale bensì come catalizzatore silente ma potente dei conflitti. \n\n\n\nSpazio Franco – Cantieri Culturali alla Zisa (biglietto 5 euro) \n\n\n\n15 -16  dicembre 2025\, ore 21.00 \n\n\n\nMomo – Match \n\n\n\nTesto e regia Pietro Tutone\, coreografie Patrizia Veneziano\, con gli allievi del laboratorio teatrale permanente DitirammuLab \n\n\n\nQuando il tempo ha cominciato a perdere il suo profumo e le ore sono diventate oggetti da contare invece che da vivere\, il mondo si è trasformato in una corsa continua. Le persone hanno smesso di guardarsi negli occhi\, i bambini non sanno più giocare\, gli adulti non ricordano cosa vuol dire aspettare\, sognare\, amare. \n\n\n\nIn una qualsiasi città\, viveva una bambina riccia e ribelle\, Momo era il suo nome\, non aveva niente\, neanche un parente e non si sapeva da dove venisse eppure presto la gente si affezionò a lei\, per il suo modo di fare. Momo era proprio speciale\, perché sapeva ascoltare. E sapeva farlo talmente bene da far tornare alla memoria cose dimenticate\, da guarire silenzi troppo lunghi\, da fermare\, per un momento\, anche il tempo. \n\n\n\nMa non era sola. C’era Cassiopea\, la tartaruga che vedeva un po’ avanti nel tempo. E poi\, molto più lontano\, c’era qualcuno che custodiva il mistero delle ore\, il Maestro Hora\, il guardiano del tempo vero. Un giorno\, forse in sogno\, forse nei pensieri profondi che solo i bambini sanno fare\, Momo iniziò a viaggiare. Non a piedi\, ma con il cuore. Attraversò mondi strani che sembravano piccoli pianeti sospesi nel vuoto\, abitati da personaggi curiosi e malinconici. \n\n\n\nTutti diversi eppure tutti simili: mondi dove il tempo era stato dimenticato\, nascosto\, rubato. \n\n\n\nAlla fine del suo viaggio Momo tornò in città. Ma la trovò ingrigita e triste\, la gente non aveva più il tempo neanche di parlarsi\, andavano tutti di fretta e pensavano soltanto a lavorare. Degli strani Uomini Grigi erano ovunque\, invisibili ma presenti. Rubavano il tempo alla gente promettendo efficienza e successo e in cambio lasciavano solo ansia\, solitudine\, superficialità e tristezza.  \n\n\n\nCon Cassiopea al suo fianco\, Momo si incamminò verso la Casa di Nessun Luogo\, dove Maestro Hora le mostrò il segreto: il tempo non ci appartiene\, ma si dona. È come l’amore\, come l’amicizia\, come l’attesa. Invisibile agli occhi\, ma indispensabile per vivere davvero a pieno. Entrata in possesso di questo segreto prezioso\, la piccola Momo riuscì a scovare la “banca” dove i Signori Grigi avevano accumulato tutto il tempo rubato agli uomini… \n\n\n\nCalendario rassegna Favolandia \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 5 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30  \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il presepe raccontato da Pietrino e Nenè\, di e con Elisa Parrinello\, Giovanni Parrinello\, Piero Tutone\, Noa Flandina e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nCanto Ninnarò. Il Presepe raccontato è molto più di una semplice rappresentazione: è un rito teatrale che intreccia tradizione popolare\, spiritualità e poesia. Scritto da Vito Parrinello e Rosa Mistretta dopo approfonditi studi e ricerche etnografiche\, lo spettacolo racconta attraverso parole\, musiche e canti\, la storia di Gesù\, ripercorrendo i nove giorni della novena\, ognuno scandito dall’accensione di una candela. Momento centrale è la suggestiva rievocazione del viaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme\, raccontata con la delicatezza e la magia del teatro delle ombre\, fino al miracolo della nascita e all’arrivo dei Re Magi alla stalla. A concludere lo spettacolo\, dopo i festeggiamenti\, una dolce ninna nanna della tradizione popolare intonata per celebrare la vita che nasce. A guidarci in questo racconto saranno Pietrino e Nenè\, amatissimi dai bambini e veri e propri pazzi de La Centouno\, nati dalla fantasia di Elisa Parrinello\, accompagnati dal coro degli allievi dei laboratori del DitirammuLab. Un’esperienza teatrale intensa e coinvolgente\, pensata per emozionare grandi e piccini nel segno della memoria\, della cultura e della condivisione.  \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n22 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nIl 23 dicembre la rassegna si chiude con La vera storia della Befana\, di Elisa Parrinello\, con Noa Flandina\, Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Virginia Maiorana\, Giulia Fragiglio e Mattia Lanfranca. Protagonista è la celeberrima vecchina che vola su di una scopa che\, stanca di ricoprire sempre il suo ruolo\, decide di cercare una sostituta. Tra impostori e befane improbabili\, la missione si rivela più difficile del previsto. Ma\, in fondo\, si sa… certe magie hanno radici troppo profonde per sparire del tutto. \n\n\n\nTeatro Jolly (biglietto 8 euro) \n\n\n\n23 dicembre ore 17.30 \n\n\n\nLa vera storia della Befana \n\n\n\nregia di Elisa Parrinello\, con Piero Tutone\, Carlo Di Vita\, Noa Flandina\, Giulia Fragiglio\, Mattia Lanfranca e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nLa storia della Befana affonda le sue radici nella notte dei tempi tra antiche tradizioni magiche e riti precristiane. La vecchina simboleggiava l’anno appena trascorso: un anno vecchio proprio come lei\, che portava con sé doni carichi di significato e di buoni auspici per quello nuovo. Ma questa volta… qualcosa è cambiato. La nostra vecchina si è stancata di fare sempre la Befana! Così\, con un pizzico di malinconia\, annuncia a Pierino e Carletto che quella sarebbe stata la sua ultima Epifania. \n\n\n\nI due narratori\, sconvolti\, si mettono alla ricerca di una sostituta. Ma tra impostori\, robot e befane cibernetiche\, la missione fallisce: nessuno è all’altezza. E allora? Col cuore colmo d’affetto la vera Befana ritorna. Si ricomincia con i due narratori… e perfino con il futuro dispettoso a patto che  \n\n\n\ni bambini e le bambine imparino ad accontentarsi un po’ di più\, a custodire la magia delle piccole cose. \n\n\n\nÈ possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli online sul sito del Ditirammu al link www.teatroditirammu.it oppure direttamente al botteghino dei teatri. \n\n\n\nLa stagione è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura (MIC) – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
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SUMMARY:“CAR(O) VITA. Fatti la tua rapina prima che lo stato finisca di fare la sua”
DESCRIPTION:In scena a Fortezza Est dal 13 al 15 novembre “CAR(O) VITA. Fatti la tua rapina prima che lo stato finisca di fare la sua” scritto da Roberto Simonte e diretto da Pietro Dattola con in scena Flavia Germana de Lipsis\, Valentina Martino Ghiglia\, Alessandro Blasioli\, protagonisti di un’opera che affronta con sarcasmo e ironia il tema delle difficoltà economiche e delle ingiustizie sociali.  \n\n\n\nVicky e Zaira mascherate\, sudate ed armate sono davanti al supermercato. Al CEP\, il quartiere popolare in cui vivono\, c’è chi si alza alle cinque e non arriva a fine mese\, chi lavora due giorni sì e cinque no\, chi la spesa la fa due volte al mese se va bene\, chi aspetta un assegno che non arriva quando deve\, chi vende frutta all’ingrosso a due lire e poi la ricompra per sé a dieci volte tanto. \n\n\n\nUn tempo al CEP ci si aiutava\, il CEP era un rifugio\, si poteva contare gli uni sugli altri; adesso invece chi ha fatto i soldi se n’è andato e chi lo vede più\, mentre gli altri tutti zitti\, muti e marcia\, perché tanto ci s’abitua a tutto. Specie all’ingiustizia. Vicky e Zaira non ci stanno. Se nessuno fa niente\, faranno loro qualcosa. Prendono i mitra che usavano i ragazzi nel quartiere qualche anno fa\, le maschere dei nonni del quarto piano\, una bottiglia di scotch buono e vanno a fare la più bella rapina del mondo. \n\n\n\nIl piano c’è: prendere solo i prodotti\, riempirci il furgone\, frutta\, verdura\, acqua\, pasta\, pomodoro\, riempirlo come si deve\, svuotarlo al sicuro e rivendere quel ben di dio a tutta la loro palazzina\, ma a prezzi onesti.E se qualcosa va storto? Inutile pensarci su! Stangate sulle famiglie\, rincari sui prezzi\, un milione di persone sotto la soglia di povertà\, i telegiornali tutti così. Che c’è da pensare? Non è giusto e basta! Il mondo non deve andare così\, e Vicky e Zaira\, almeno Vicky e Zaira\, non ce lo faranno andare. \n\n\n\nAntigone incontra Thelma & Louise\, che incontra Quentin Tarantino (ma senza tutto il sangue) -Testo finalista di Drammi di Forza Maggiore 2021\, progetto finalista del Festival InDivenire 2024\, Car(o)vita contrappone l’essere e il dover essere\, arrivando a un fantasmagorico poter essere: Car(o)vita è la rapina che tutti sognano\, quasi nessuno si aspetta\, e\, se continuiamo così\, nessuno farà mai. Car(o)vita è un atto rivoluzionario\, romantico\, sensuale\, spassoso e disperato. Non girarti dall’altra parte; fai una cosa. La tua cosa. Falla. Cambia il tuo mondo\, anche solo per un giorno. Lascia un segno. Capace che qualcuno segua il tuo esempio. 
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SUMMARY:"Le belle notti" al Teatro Marconi
DESCRIPTION:Il 12 dicembre 1969\, in pieno fermento ‘sessantottino’\, diciassette giovani studenti occupano un noto liceo romano. Un reparto della celere\, prontamente allertato dal preside\, circonda l’istituto dove i ragazzi si sono barricati. Le ansie\, le paure\, unite all’eccitazione crescente per l’atto di ribellione che li vede protagonisti\, producono a mano a mano il cementarsi del gruppo. E\, nonostante le evidenti differenze di carattere e di estrazione sociale\, i giovani occupanti matureranno con il passare delle ore un senso di unità e di appartenenza\, che sfocerà in una vera e propria presa di coscienza collettiva che regalerà loro l’emozione indelebile di essersi sentiti artefici e protagonisti di un momento storico. La prima giornata di occupazione volge al termine quando dalla televisione giungerà la notizia terribile della strage di Piazza Fontana.  \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo è sempre lo stesso liceo il teatro dell’azione\, e sempre di un’occupazione si tratta\, ma è passato un po’ di tempo….Siamo negli anni 2000\, e i nuovi protagonisti altri non sono che i figli degli occupanti di quel dicembre del ’69. Stessi palpiti\, stesse problematiche. Ma quanto è cambiato lo scenario sociale che fa da sfondo ad un’azione di dissenso analoga ma molto distante da quella di trenta e passa anni prima.  \n\n\n\nLe Belle notti è una commedia di Gianni Clementi\, diretta da Claudio Boccaccini\, tenera e divertente\, ma anche malinconica e crudele\, che scandaglia senza giudicare un’età della vita\, quella prossima ai vent’anni\, sbirciandola in due epoche diverse e per certi versi lontanissime: quella della ribellione e dell’anticonformismo della fine degli anni ’60 e quella dell’omologazione\, quindi apparentemente immobile e pacificata\, dei giorni nostri.  \n\n\n\nL’utilizzo di brani musicali memorabili nel corso di tutta la pièce segnerà ulteriormente gli evidenti cambiamenti di scenario sociale susseguitisi in questi ultimi trent’anni. \n\n\n\nCon Corinna Angeloro\, Mattia Aquilani\, Niccolò Bambi\,  Iulia Bonagura\, Tommaso Bocconi\, Margherita Cellini\, Chiara Colonna\, Alessia De Simone\, Tonia Garardo\, Luca Materazzo\, Ignazio Martorano\, Leonardo Pandolfi\, Camilla Pujia\, Aramis Reibenspiess\, Manuel Rosati\, Luca Salzarulo\, Chiara Silano. \n\n\n\nGiovedì-Sabato ore 21\,00 – Domenica ore 17.30 – Biglietti: Intero 20\,00 – Ridotto 16\,00  \n\n\n\nInfo e Prenotazioni Biglietteria Teatro Marconi 06 594 3554 – info@teatromarconi.it
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SUMMARY:"Un letto per due" al Teatro Golden
DESCRIPTION:L’amore è il cuore pulsante dell’esistenza\, il motore che alimenta la vita di ogni essere umano. Il Teatro Golden lo celebra con una nuova commedia “Un letto per due”\, con Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi\, che dal 13 al 23 novembre 2025 porteranno in scena uno spettacolo di Tato Russo per la regia di Livio Galassi. L’autore racconta la storia di una coppia dal matrimonio alla fine\, concentrandosi sulle difficoltà\, le tribolazioni\, le risate e i dolori\, le speranze e le delusioni vissute dai due personaggi\, Riccardo e Marina\, durante i 35 anni del loro matrimonio. La scena è essenziale\, ovvero composta esclusivamente dalla loro camera da letto\, con un grande letto a due piazze al centro della stanza. Ed è proprio in questo angolo intimo che si narrano le varie  vicissitudini;  la consumazione del loro matrimonio\, la nascita del loro primo figlio\, il successo di Riccardo come scrittore\, la sua relazione extraconiugale\, il matrimonio felice della loro figlia femmina insieme alle disavventure del loro figlio maschio\, il loro rapporto con una casa che dà luogo di scansione delle loro peripezie amorose presto si trasforma in vorace dimora di sopravvenienti fantasmi. Lo spettacolo teatrale è ricavato da una sceneggiatura dello stesso Tato Russo di un film difficile da realizzare come tale. La riscrittura teatrale di Tato Russo consente di affidare a due attori di grande calibro e prestigio\, come Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi\, già coppia consolidata nella vita reale\, la riproposta in chiave moderna della favola più antica del mondo: la favola e l’aspettativa di chi sogna l’amore senza fine\, che sarebbe invece meglio definire il “matrimonio”. Livio Galassi\, con la collaborazione di Aurelio Gatti e degli “Incorporea Group”\, si abbandona a trovate registiche di gustoso impatto sul pubblico\, riuscendo a trasformare una favola di tutti e per tutti nella storia tragica che tocca vivere a gran parte di noi. Assolutamente da non perdere!  \n\n\n\nOrari spettacoli\n\n\n\ndomenica ore 17.00. \n\n\n\ngiovedì – venerdì ore 21.00 \n\n\n\nsabato ore 17.00 e 21.00
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SUMMARY: "Life Is Life – Episodio 1. Che razza di pianeta è questo?" al Teatro Parioli
DESCRIPTION:Con Life Is Life\, il Teatro Parioli Costanzo apre ufficialmente la sua stagione teatrale 2025–26 con la direzione artistica firmata da Massimiliano Bruno\, confermando la vocazione del Parioli come luogo di incontro tra tradizione e innovazione\, teatro popolare e scrittura contemporanea. \n\n\n\nLa stagione si apre con un progetto inedito e ambizioso: una serie a teatro in quattro episodi\, scritta da Brunoinsieme a Sara Baccarini\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Daniele Locci\, e prodotta dal Nuovo Teatro Parioli.Un format che rinnova e approfondisce il legame tra la serialità e la scena dal vivo: quattro episodi autonomi ma collegati\, distribuiti da novembre a marzo\, con giovani interpreti\, diversa in ogni capitolo.Una struttura narrativa che porta nel teatro lo spirito dell’attesa e della continuità tipico delle grandi storie seriali\, ma restituito alla dimensione unica dell’incontro in sala. \n\n\n\nÈ un modo diverso di abitare il teatro — non più come un evento unico e irripetibile\, ma come un appuntamento da seguire nel tempo\, episodio dopo episodio\, come si segue una grande storia condivisa.In questo senso\, Life Is Life è molto più di uno spettacolo d’apertura: è il manifesto della nuova visione artistica di Bruno\, che intende trasformare il Parioli in una casa accogliente\, viva\, aperta alle giovani generazioni e alle nuove scritture. \n\n\n\nIl progetto: un racconto seriale per il palcoscenico \n\n\n\nCon Life Is Life\, Bruno immagina un teatro che dialoga con la città e con il suo pubblico in modo nuovo: la forma episodica diventa uno strumento per costruire continuità emotiva\, per stimolare la memoria e la curiosità dello spettatore. Ogni episodio ha un proprio tono e un proprio sguardo – ora comico\, ora surreale\, ora malinconico – ma tutti concorrono a formare un unico universo narrativo\, in cui i personaggi cambiano\, crescono e si rivelano nel tempo. \n\n\n\nAl centro della storia c’è Ofelia\, un’aliena precipitata sulla Terra che\, nel tentativo di comprendere la nostra specie\, si iscrive a un’accademia di recitazione. Attraverso il teatro – luogo in cui si finge per essere sinceri – scopre le contraddizioni\, le fragilità e la tenerezza dell’essere umano. Dietro la leggerezza della commedia\, Life Is Life affronta temi universali: la solitudine\, il desiderio di essere compresi\, la ricerca di senso\, il ruolo della donna\, la fede e il bisogno di appartenenza. \n\n\n\nBruno gioca con l’idea della serialità per rovesciare la consuetudine teatrale: non uno spettacolo da consumare\, ma un percorso da seguire\, che cresce insieme a chi lo guarda. La stagione 2025–26 del Parioli inizia così\, con un esperimento coraggioso e affettuoso: un teatro che invita a tornare\, ricordare\, aspettare il prossimo episodio. \n\n\n\nDichiarazioni di Massimiliano Bruno \n\n\n\nIdeatore e regista di “Life Is Life”\, direttore artistico del Teatro Parioli Costanzo \n\n\n\n«Life Is Life è un tentativo di portare a teatro la forma della sitcom\, un genere che solitamente non appartiene al linguaggio teatrale perché siamo abituati a vederlo in televisione da oltre cinquant’anni\, declinato dagli italiani\, dagli americani e un po’ in tutto il mondo. In questo caso\, invece\, si tratta di un esperimento di contaminazione tra teatro e televisione: uno spettacolo che conserva la familiarità e il ritmo di una serie TV — quella sensazione di potersi accomodare sul divano e godersi qualcosa di piacevole — ma che\, al tempo stesso\, invita il pubblico a vivere quell’esperienza dal vivo\, a teatro.» \n\n\n\n«Per farlo mi sono avvalso di un’équipe di autori e registi\, tutti molto giovani\, che mi hanno dato una linfa vitale per poter tirare fuori anche tematiche molto contemporanee\, molto vicine a quello che sta succedendo nel mondo adesso.» \n\n\n\n«L’idea è nata alcuni anni fa: inizialmente era un progetto pensato per la televisione — e chissà\, forse un giorno lo realizzerò anche lì — ma che quest’estate abbiamo deciso di sviluppare per il teatro\, insieme a Baccarini\, Locci\, Emilia Bruno\, Filippo Gentile e Maurizio Lops”. \n\n\n\n«La messa in scena è volutamente al servizio dello spettatore: vogliamo innanzitutto divertire e conquistare il pubblico con la bellezza dei personaggi\, con la loro profondità e\, perché no\, con un po’ di politicamente scorretto\, per dire come la pensiamo sul mondo.» \n\n\n\n«Anche se la protagonista è un’extraterrestre\, Lifesy Life non è un racconto di fantascienza\, ma una commedia pura. Una commedia interpretata da attrici e attori giovanissimi\, già in piena ascesa professionale: volti che lavorano da tempo\, ma con l’energia e l’età giusta per raccontare questa storia ambientata tra la Roma Sud di un palazzo che affaccia sulla Conad e un’accademia di recitazione\, dove i protagonisti cercano di farsi strada e conquistare il proprio spazio nel mondo dello spettacolo.»
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SUMMARY:“FRIDA OPERA MUSICAL" al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:Dopo aver emozionato il pubblico con produzioni come La Divina Commedia Opera Musical e Van Gogh Café Opera Musical\, la MIC International Company firma ora un nuovo progetto teatrale capace di unire impatto visivo\, potenza musicale e profondità narrativa. \n\n\n\n“FRIDA OPERA MUSICAL” è un viaggio straordinario nella vita e nelle opere di Frida Kahlo in collaborazione con il Museo Frida Kahlo “Casa Azul” e il Museo Diego Rivera Anahuacalli di Città del Messico e con il Patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. \n\n\n\nFRIDA OPERA MUSICAL è un musical potente e visionario che intreccia arte\, rivoluzione e passione. Al centro dell’opera la vita di Frida Kahlo (interpretata da Federica Butera): il suo amore tormentato con Diego Rivera (interpretato da Andrea Ortis)\, la forza del suo corpo ferito\, la resistenza e la voglia di vivere\, la lotta per l’identità e la libertà. Ad accompagnare il suo viaggio\, la Catrina (interpretata da Drusilla Foer)\, protagonista assoluta dell’immaginario e della cultura popolare messicana\, icona della morte e della vita\, della satira e della bellezza eterna; è lei che incarna lo spirito del Messico profondo nel quale convivono\, in un unico grande affresco\, colori\, musica e passione. \n\n\n\n“FRIDA OPERA MUSICAL” racconta la straordinaria esistenza di Frida Kahlo\, artista\, icona del femminile\, anima ribelle di un’epoca in tumulto\, uno spettacolo che dà vita a un ritratto profondo e vibrante della pittrice che ha saputo trasformare il dolore in colore e la fragilità in potenza creativa. L’OPERA si muove tra la potenza del teatro musicale e la forza visiva del mondo pittorico. Lo spettatore viene immerso nel Messico post-rivoluzionario\, tra fermenti ideologici\, arte murale\, influenze europee e figure chiave come Zapata\, Trotsky\, Breton\, Tina Modotti\, solo per citarne alcune. È un viaggio corale nel cuore di un’epoca segnata dal desiderio di cambiamento\, in cui Frida vive con sfrontata autenticità.  \n\n\n\nLa relazione tra Frida e Diego è il nucleo pulsante della narrazione: un amore smisurato\, radicale\, imperfetto\, che si fa alleanza e scontro\, passione e ideologia\, un legame che attraversa infedeltà\, successi e rivoluzioni personali e collettive. A fare da cornice\, il Messico colorato\, allegro e dissacrante della Catrina\, in cui la vita e la morte danzano insieme al ritmo dell’arte\, un Messico dalle radici azteche nel quale la musica avvolge tutto e tutti in un canto continuo alla vita. \n\n\n\nFRIDA OPERA MUSICAL è un inno alla libertà di essere e al coraggio dell’arte. È una \n\n\n\ndichiarazione d’amore alla vita\, anche quando fa male. \n\n\n\nNOTE DI REGIA di Andrea Ortis \n\n\n\n“Ci sono artisti unici\, che risiedono in un “non luogo” diventando parte di un “non tempo”\, artisti trasversali\, che raggiungono la vita di tutti in modo magico e perfettamente reale. \n\n\n\nFrida abita il “per sempre” riuscendo a parlare ogni lingua possibile. Una donna profondamente messicana\, che ogni popolo del mondo sente un po’ sua sentendosi\, a sua volta\, un po’ messicano. \n\n\n\nEcco perché ho scelto Frida\, perché nessuno come lei è riuscito ad attraversare le barriere del dolore diventandone evoluzione\, ponendosi al di fuori della realtà oggettiva\, trascendendola e superando così il limite imposto dell’immanenza. \n\n\n\nLa sua opera va oltre l’esperienza sensibile del vivere e pur rappresentandone la durezza tangibile\, il dolore effettivo\, tutta la fattuale afflizione\, lo travalica diventando\, nella sua arte pittorica\, espressione di valori ultrasensibili. Frida non si contiene\, non si trattiene; Frida è portatrice del valore identitario e libero del popolo messicano\, non è arginabile nei confini di un tratto moderato\, supera gli steccati di una perfetta comprensione assumendo\, piuttosto\, la sembianza del cielo e lo fa\, mettendo a nudo la sua travagliata esistenza che diventa così\, alta\, infinita\, immutabile e potente\, proprio come lo è\, il cielo. Di fronte a ciò\, non rimane che stare\, contemplando lo spazio aperto che Frida ci pone davanti\, così mistico e reale\, così terreno e celestiale\, così splendidamente indomito\, libero ed eterno.” \n\n\n\n–                Dichiarazione dell’Ambasciatore del Messico in Italia\, Carlos García de Alba: \n\n\n\n“Frida Kahlo non è solo una delle più grandi artiste del Messico\, ma un simbolo universale di libertà\, coraggio e autenticità. Questo musical rappresenta un’occasione unica per raccontare al pubblico italiano – con emozione\, musica e immagini – la storia di una donna straordinaria\, profondamente legata all’anima e alla cultura del nostro Paese. Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che porta il cuore del Messico sui palcoscenici italiani.” \n\n\n\n–                Dichiarazione di Perla Labarthe\, Direttrice del Museo Frida Kahlo: \n\n\n\n“Frida Kahlo es una de las artistas más influyentes del siglo XX. Su vida\, su arte y su creatividad siguen inspirando a nuevas generaciones en todo el mundo. Desde la Casa Azul celebramos que producciones como Frida Opera Musical encuentren en su legado una fuente de fuerza creativa. Es un testimonio de cómo su historia sigue viva\, transformando el arte\, la escena y la manera en que comprendemos nuestra identidad.” \n\n\n\n–                Traduzione: – “Frida Kahlo è una delle artiste più influenti del XX secolo. La sua vita\, la sua arte e la sua creatività continuano a ispirare le nuove generazioni in tutto il mondo. A Casa Azul\, celebriamo il fatto che produzioni come Frida Opera Musical trovino nella sua eredità una fonte di forza creativa. È una testimonianza di come la sua storia continui a vivere\, trasformando l’arte\, il palcoscenico e il modo in cui comprendiamo la nostra identità.” \n\n\n\n–                Dichiarazione del Produttore Francesco Gravina: \n\n\n\n“Frida Opera Musical rappresenta per noi un ponte tra culture\, un progetto che unisce Italia e Messico attraverso l’arte\, la bellezza e il linguaggio universale del teatro. \n\n\n\nSostenere iniziative come questa significa investire in ciò che per noi è essenziale: il valore sociale della cultura\, la voce dei giovani\, la forza trasformativa dell’espressione artistica. Crediamo in un teatro che parla al presente\, che coinvolge le nuove generazioni e che crea connessioni reali tra le persone. \n\n\n\nFrida Opera Musical è molto più di uno spettacolo: è un’esperienza che riflette i valori in cui crediamo. Ed è per questo che siamo orgogliosi di portare avanti questo progetto”
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SUMMARY:"CIRCO PARADISO" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Le lucciole sono sempre più rare\, non c’è più spazio per loro in quest’epoca di plastica tutta Serie TV on demand. Eppure\, se avete avuto la fortuna – magari da bambini – di acciuffarne una e di tenerla chiusa per qualche istante fra le dita – prima di lasciarla volare via – se lo avete fatto almeno una volta e avete visto quella luce palpitare fra le mani\, allora questa storia è per voi.  Agnese Fallongo \n\n\n\nUn inno allo spettacolo dal vivo e a tutti gli artisti del circo che\, proprio come i teatranti\, scrivono sull’acqua e nel cuore del pubblico. Al Teatro Manzoni di Roma arriva CIRCO PARADISO\, il nuovo atteso spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo\, per la regia di Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata\, in scena da giovedì 13 a domenica 30 novembre.  \n\n\n\nNelle scorse stagioni la compagnia ha conquistato pubblico e critica con la trilogia degli ultimi\, ovvero Letizia va alla guerra\, …Fino alle stelle!\, I Mezzalira\, attraverso uno stile originalissimo\, che mescola modernità e sapore antico. Gli spettacoli si caratterizzano per una grande maestria in tutte le parti della creazione teatrale\, dai testi\, alle musiche e alla realizzazione in scena\, e con una poetica che rilancia urgenze del cuore\, tratte dalla tradizione orale passata\, che si confermano oggi universali umani. \n\n\n\nIl nuovo spettacolo riprende queste linee\, rinnovando ancora temi e stili e trasportando il pubblico nell’universo circense. Circo Paradiso è una commedia musicale tragicomica con un’eco onirica\, che conferma uno stile oggi unico nel panorama nazionale. È una produzione Teatro De Gli Incamminati eTeatro Metastasio.  \n\n\n\nThe fireflies of the Circus (Le lucciole del circo). È così che nel ’69 uno dei settimanali internazionali di spettacolo più famosi del secolo scorso\, Variety\, aveva definito i due trapezisti Cesare e Attilina\, “due stelle cadenti che si librano nell’aria e lasciano la scia\, sfidando il buio della gravità ed illuminando gli occhi di chi li guarda con doppio e triplo salto mortale…senza rete sotto”.  \n\n\n\nOrmai in pensione\, Cesare e Attilina\, un tempo compagni di vita e di palcoscenico\, vengono chiamati per esibirsi in una “serata d’onore” e ricevere il premio più ambito da tutti i circensi\, il trapezio d’oro. Non si vedono da oltre trent’anni\, dal giorno in cui il destino li ha divisi per sempre. Viaggiando a ritroso nel tempo attraverso l’escamotage dei flashback\, le due “lucciole del circo” si raccontano al pubblico\, accarezzando tutti i capitoli più significativi della loro relazione: dal primo incontro da bambini\, allo sbocciare del loro amore fanciullesco\, fino all’apice del loro percorso artistico in età adulta\, che – “coup de théatre” – coincide esattamente con il loro distacco. Ma cosa rivelerà davvero questo premio?  \n\n\n\nIn pista si avvicenderanno anche altri personaggi che gravitano dentro e fuori lo chapiteau\, come Dimitri il lanciatore di coltelli\, Fortuna la veggente\, Betta la domatrice di leoni\, Mariuccio bello bello il clown. \n\n\n\nUna commedia musicale tragicomica che si fa metafora di un’arte\, come quella circense che\, oggi più che mai\, ci appare come un “tramonto straordinario” per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra\, il palco e la quotidianità\, fra la realtà e la fantasia.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nIn un momento storico come quello che stiamo vivendo\, caratterizzato da una tecnologizzazione massiva\, anche della creatività\, la nostra personalissima risposta è che\, oggi più che mai\, si avverta la necessità di salvaguardare almeno una forma di intelligenza imprescindibilmente umana e della quale vorremmo continuare a poter disporre\, ovvero “l’intelligenza sentimentale” che\, nel nostro lavoro\, si sposa con una creazione artigianale\, sorretta dai saperi antichi d’artista\, in ogni dettaglio.  \n\n\n\nQuesta storia è figlia di un’urgenza creativa genuina e onesta che\, alla fin fine\, risponde solo alle regole del cuore\, poiché “Il futuro non è sempre avanti\, a volte bisogna fermarsi e tornare indietro per raggiungerlo”. \n\n\n\nLA COMPAGNIA \n\n\n\nAgnese Fallongo – Tiziano Caputo – Adriano Evangelisti – Raffaele Latagliata \n\n\n\nL’incontro tra Agnese Fallongo (1987)\, attrice-cantante e autrice teatrale\, e Tiziano Caputo (1999)\, attore-cantante e musicista poli-strumentista\, avviene nel 2017\, in occasione della realizzazione di “LETIZIA VA ALLA GUERRA – la suora\, la sposa e la puttana”\, spettacolo ideato e diretto da Adriano Evangelisti e scritto dalla stessa Fallongo. Successivamente questa compagine artistica si arricchisce di un quarto elemento grazie al coinvolgimento di Raffaele Latagliata che firma la regia dei due spettacoli successivi: “…FINO ALLE STELLE! – scalata in musica lungo lo stivale”\, nel 2019\, scritto a quattro mani da Fallongo e Caputo con il coordinamento creativo di Evangelisti\, e “I MEZZALIRA – panni sporchi fritti in casa”\, nel 2022\, scritto dalla Fallongo\, impreziosito dalle musiche originali composte appositamente da Caputo e arricchito dalla presenza di Evangelisti anche in veste di attore. L’insieme di questi tre spettacoli dà origine alla “Trilogia degli ultimi”\, che li porta presto a distinguersi sul panorama nazionale per una poetica tesa a sfiorare il presente attraverso il passato attraverso un “teatro di narrazione” a più voci e riletto in chiave moderna – ma costruito con sapienza artigianale -\, che corrisponde anche alla modalità di raccolta del materiale\, attraverso ricerche vere\, interviste e racconti\, che puntano al recupero della tradizione orale e della memoria. Dal punto di vista linguistico\, ricorre frequentemente la scelta del dialetto\, inteso come lingua del cuore\, ed espressione di verità. La musica\, ideata appositamente per tutti gli spettacoli e suonata rigorosamente dal vivo\, è parte integrante della drammaturgia\, con l’intento di accompagnare lo spettatore\, cullandolo\, in un intenso spaccato della storia d’Italia. La compagnia dal 2023 è prodotto e distribuita da Teatro De Gli Incamminati. www.incamminati.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it \n\n\n\nPrezzi biglietti: \n\n\n\nIntero € 30\,00; Ridotto € 25\,00 \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\ngiovedì 13 novembre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 14 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 15 novembre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 16 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 18 novembre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 19 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 20 novembre  ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 21 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 22 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 23 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 25 novembre ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 26 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 27  novembre ore 17:30 \n\n\n\nvenerdì 28 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 29 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 30 novembre ore 17:30
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SUMMARY:"PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un progetto speciale\, per far conoscere l’opera del genio pirandelliano in chiave contemporanea ai giovani autori. Nasce il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL\, iniziativa promossa dal Teatro Pirandello di Agrigento in collaborazione con il Polo Universitario UNIPA\, il Teatro Stabile di Catania e il quotidiano La Sicilia\, aperta a 15 partecipanti di età compresa dai 18 ai 30 anni.   \n\n\n\nIl progetto prevede per gli artisti selezionati un laboratorio teatrale di drammaturgia\, a titolo gratuito\, che si svolgerà ad Agrigento nei mesi di marzo e aprile 2026 dal titolo CINQUE PERSONAGGI IN CERCA DI PALCO\, curato dallo scrittore e drammaturgo Ottavio Cappellani. Una masterclass tenuta da professionisti del settore – un regista\, un direttore della fotografia\, un attore\, un costumista e uno scenografo – al termine della quale verranno scelti cinque corti teatrali che i partecipanti realizzeranno durante il corso. “In un’epoca dominata dai profili digitali e dalle identità performative dei social –  spiega Ottavio Cappellani – Pirandello si manifesta in tutta la sua classica contemporaneità. Studiare le sue novelle offre agli allievi un terreno vivo su cui esercitare la scrittura scenica: brevi storie dense di ironia\, dolore\, smarrimento\, che si prestano a diventare corti teatrali. Gli allievi non solo reinterpretano Pirandello\, ma si scoprono\, come lui\, autori di sé. Perché al centro del mondo drammaturgico sta ciò di cui tutti andiamo in cerca: il motore della storia”.  \n\n\n\nI lavori scelti saranno rappresentati tra aprile e maggio 2026 in luoghi importanti della città di Agrigento\, secondo una mappa creata sulle tracce di Pirandello\, ovvero la casa natale dello scrittore\, Il complesso chiaramontano di S. Spirito\, la scala monumentale della Cattedrale\, Piazza Kennedy di Porto Empedocle\, il Palazzo delle Poste.  \n\n\n\nCon il PIRANDELLO FRINGE FESTIVAL – spiega Roberta Torre\, Direttore artistico del Teatro Pirandello – la città di Agrigento diventa palcoscenico\, in una rilettura teatrale di luoghi iconici di bellezza assoluta”. “Il Pirandello Fringe Festival – aggiunge Alessandro Patti\, Presidente Fondazione Teatro Pirandello – con l’imprinting della nostra direttrice Roberta Torre\, si inserisce nel solco già tracciato da questa governance\, che non è nuova a collaborazioni con prestigiose istituzioni culturali. Il Teatro che esce dalle sue mura per entrare sempre più in simbiosi con la città\, vera protagonista del progetto\, così come della stragrande maggioranza dell’opera del nostro illustre drammaturgo”. \n\n\n\n“L’Università – continua Giovanni Francesco Tuzzolino\, Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento – ha attivato un’interessante collaborazione con il Teatro Pirandello\, che porterà alla realizzazione di iniziative finalizzate alla crescita culturale della città. In tal senso alcuni luoghi\, scelti per riattivarne i significati spaziali e narrativi\, diventeranno la scenografia ideale per l’attualizzazione del teatro di Pirandello”.  \n\n\n\nI giovani interessati potranno candidarsi entro il 30 dicembre 2025\, inviando un video della durata massima di un minuto\, in cui dovranno raccontare la motivazione che li spinge a lavorare ad un progetto teatrale su Luigi Pirandello. \n\n\n\nI testi integrali degli spettacoli vincitori verranno pubblicati sul quotidiano La Sicilia. \n\n\n\nIl progetto vincitore\, scelto da una Giuria Popolare\, verrà rappresentato al Teatro Pirandello nel corso della stagione teatrale 2026/2027. \n\n\n\nCONTATTI E INFO \n\n\n\nPer mandare la propria candidatura  \n\n\n\ncon cv dettagliato e video motivazionale durata massima di UN MINUTO scrivere a pirandellofringefest@gmail.com \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: 352. 0506683
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SUMMARY:"Metamorfosi del Sacro" al  Complesso museale Santa Maria della Scala
DESCRIPTION:Il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena ospita dal 14 novembre 2025 al 11 gennaio 2026 la mostra Metamorfosi del Sacro \, la prima personale istituzionale di Teodora Axente \, artista rumena tra le voci più intense della pittura europea contemporanea. \n\n\n\nIl progetto espositivo\, radicalmente  site-specific \, nasce da un’idea del Presidente della Fondazione Cristiano Leone \, nella volontà non soltanto di affiancare il contemporaneo al patrimonio storico\, ma di valorizzare quest’ultimo attraverso operazioni concepite in modo specifico per il Complesso museale. La mostra\, realizzata in collaborazione con la Galleria Rosenfeld di Londra\, è curata da Riccardo Freddo e Michela Eremita . \n\n\n\nMetamorfosi del Sacro è un progetto artistico di 25 opere pensato interamente per il Santa Maria della Scala: un attraversamento che unisce secoli e sensibilità\, in cui le reliquie diventano presenze evocate e la dimensione spirituale si rinnova attraverso immagini ibride. \n\n\n\nUn tempo Ospedale e luogo di accoglienza per i pellegrini\, il Santa Maria della Scala custodisce tesori unici come gli affreschi del Vecchietta (Lorenzo Di Pietro\, 1410-1480\, Siena)\, il velo della Vergine\, il chiodo della Croce e le reliquie da Costantinopoli. È in questo tessuto di segni che si innesta la ricerca di Teodora Axente\, capace di trasformare l’eredità spirituale e materiale del Santa Maria in un atlante immaginifico. \n\n\n\nIn ascolto di questo luogo – dove l’artista ha trascorso del tempo studiando e ammirandone le meraviglie – nascono le sue tele installazioni\, le memorie si intrecciano agli affreschi\, ai simboli e agli oggetti liturgici per trasformarli in un linguaggio pittorico visionario. Al centro\, il tema della metamorfosi: nascita\, dissoluzione\, elevazione in cui il corpo diventa luogo fragile e sacro\, incubatore dell’anima e strumento di guarigione\, mentre tutto è traccia di un passaggio dal terreno al divino. Le nature morte accolgono oggetti un tempo utilizzati all’interno dell’Ospedale\, come ciotole e bende\, contenitori e strumenti medici\, che diventano reliquie laiche e tracce di una cura fisica e spirituale. L’insetto\, il bozzolo\, il giglio\, la scala\, il calice divengono archetipo di trasformazione\, un richiamo alla possibilità di trasfigurazione. Accanto a questi motivi l’artista integra elementi specifici come le architetture dipinte nei grandi cicli ad affresco. Le reliquie sono presenze simboliche all’interno delle sue composizioni e la sacralità del luogo si tesse con la sua funzione originaria di accoglienza e cura. \n\n\n\nNell’opera intitolata Natura morta con gigli (2025) una natura morta di reliquie sacre acquistate dall’Imperatrice di Costantinopoli si organizza attorno al Chiodo della Croce di Cristo\, trasformato in fulcro luminoso della composizione; nella Scala (2025) l’artista rielabora gli affreschi del Vecchietta\, ricomponendoli in una scala sospesa tra la terra e il cielo; in Restoring the World (2025) una fanciulla angelica custodisce una boccetta col sangue di Cristo\, fragile e potente al tempo stesso\, come promessa di rinascita. \n\n\n\nL’inaugurazione della mostra (13 novembre 2025 ore 18.00) sarà accompagnata dalla performance Nello sguardo di Teodora Axente con Alessandra Cristiani \, Jacopo Giarda e musica dal vivo con il trio jazz diretto da Silvia Bolognesi e due studenti dell’ Accademia Siena Jazz \, nell’ambito di XENOS festival di performance (Siena\, Santa Maria della Scala\, 13\, 14\, 15\, 16 novembre 2025) con la direzione artistica di Anna Lea Antolini . \n\n\n\nTeodora Axente (1984\, Sibiu)Vincitrice del Grand Prize al 3rd Frissiras Award for European Painting e dell’Essl Art Award\, è stata selezionata da Uwe Goldenstein per il catalogo Preparing for Darkness. Un nuovo movimento nella pittura contemporanea . Già riconosciuta a livello internazionale con mostre al MoCA di Boulder (Colorado)\, al Museum of Art di Cluj-Napoca e all’Hugo Voeten Art Center\, la poetica di Teodora Axente arriva a Siena offrendo un esempio di come l’arte contemporanea sappia aprire varchi temporali nel cuore della storia e del patrimonio italiano. \n\n\n\nInfo: www.santamariadellascala.com – Costo del biglietto 5 euro 
URL:https://quartapareteroma.it/event/metamorfosi-del-sacro-al-complesso-museale-santa-maria-della-scala/
LOCATION:Complesso Museale Santa Maria della Scala\, Piazza del Duomo\, 1\, Siena\, ITA\, Italy
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