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SUMMARY:Crossroads 2026 - Jazz e altro in Emilia-Romagna
DESCRIPTION:La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio\, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna\, facendo tappa in oltre venti comuni. \n\n\n\nIn un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star\, talenti emergenti\, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava\, Hamid Drake…)\, astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier\, Lakecia Benjamin\, Amaro Freitas\, Makaya McCraven…)\, nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi\, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses\, Rachel Z\, Simona Molinari\, Petra Magoni\, Karima\, Eleonora Strino…) \n\n\n\nCrossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna\, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. \n\n\n\nArtisti residenti \n\n\n\nCrossroads è come una ‘prima casa’ per alcuni dei più noti solisti del jazz italiano\, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival sempre con progetti e gruppi diversi. \n\n\n\nFabrizio Bosso\, con le sue acrobatiche volate sulla tromba\, si esibirà con tre diversi progetti: come solista ospite del quartetto di sassofoni crossover Saxofollia (20 marzo\, Modena\, La Tenda); con il suo Spiritual Trio\, il cui groove carico di soul risuonerà a Meldola (7 aprile\, Teatro Comunale Dragoni); con il suo inossidabile quartetto che eseguirà il gagliardo omaggio alle musiche di Stevie Wonder aumentato dalla presenza di Nico Gori a clarinetto e sax (29 maggio\, Correggio\, Teatro Asioli). \n\n\n\nTre presenze anche per Petra Magoni\, vocalist dalle mille anime: assieme a Mauro Ottolini proporrà un viaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi (4 marzo\, Casalgrande\, Teatro Fabrizio De André); seguirà lo spettacolo ‘sovversivo’ assieme all’Arkè String Quartet (6 maggio\, Piangipane\, Teatro Socjale); infine in duo con la liutista Ilaria Fantin\, in un poetico equilibrio tra antico e moderno (9 giugno\, Parma\, Casa della Musica). \n\n\n\nBen quattro saranno le occasioni per ascoltare la voce di Karima: in duo con il pianista e cantante Walter Ricci per l’inaugurazione del festival (3 marzo\, Casalgrande); in quartetto per il suo ormai celebre progetto dedicato alle musiche di Burt Bacharach (30 aprile\, Russi\, Teatro Comunale); con altri due diversi quartetti per un omaggio alla canzone italiana (20 giugno\, Medicina\, Parco Ca’ Nova) e un affondo nel repertorio soul (23 giugno\, Nespoli\, Poderi dal Nespoli). \n\n\n\nAncora più numerose saranno le presenze di Mauro Ottolini\, ormai trombone di riferimento per il jazz italiano più creativo. Addirittura cinque\, partendo dal già citato concerto in cui condivide la leadership con Petra Magoni e proseguendo con una serie di live assai caratteristici: la sonorizzazione dal vivo con il Trio Osaki del capolavoro del cinema muto Io e la vacca di Buster Keaton (3 aprile\, Fusignano\, Auditorium Corelli); l’omaggio a Fred Buscaglione eseguito con l’ampio e policromo organico dell’Orchestra Ottovolante (23 aprile\, Russi); il rigoglioso melodismo orchestrale di “Nada Màs Fuerte”\, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke (2 maggio\, Piangipane); la partecipazione come solista\, al fianco del direttore Tommaso Vittorini\, il beatboxer Alien Dee\, il sassofonista Mauro Negri e una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti\, alla produzione originale “Pazzi di Jazz” dedicata a Ray Charles (3 maggio\, Ravenna\, Teatro Alighieri). \n\n\n\nRavenna Jazz \n\n\n\nNel cartellone di Crossroads confluisce il programma di Ravenna Jazz\, che quest’anno oltre all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio\, avrà una ripresa estiva l’1\, 3 e 9 luglio. \n\n\n\nLe tre serate estive vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio: l’attesissimo ritorno del chitarrista Pat Metheny (3 luglio); il doppio programma del 9 con le band di due musicisti giovanissimi eppure già di culto come il chitarrista Matteo Mancuso e la bassista Nik West; l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini\, il bandoneonista Daniele di Bonaventura\, il vibrafonista Daniele Di Gregorio e Massimo Recalcati impegnati in un tributo ad Astor Piazzolla (1 luglio\, in collaborazione con Ravenna Festival). \n\n\n\nOltre alle già citate presenze degli artisti residenti di Crossroads (Mauro Ottolini e Petra Magoni)\, la programmazione di maggio ospiterà anche la produzione originale dedicata alle musiche di Nat King Cole con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti e gli interventi solistici del trombettista Flavio Boltro e il cantante Walter Ricci (il 10\, Teatro Alighieri); l’omaggio a Chico Buarque della cantante Maria Pia De Vito (l’8\, Piangipane); tre serate al Cisim di Lido Adriano con il pianista Bill Laurance in solo (il 5)\, il quintetto Nuova Forma Army del cantautore-rapper Davide Shorty (il 7) e il maelstrom sonoro del quintetto Sinnerman (il 9); le impennate sassofonistiche di Alessandro Scala e Fabio Petretti in quintetto (il 4\, Mama’s Club). \n\n\n\nLa modernità dell’American (jazz) dream \n\n\n\nCulla del jazz e ancora oggi suo cuore pulsante: dagli Stati Uniti provengono le forme più veraci delle musiche di ispirazione afroamericana oltre che le più audaci e attuali ricombinazioni stilistiche. Lo si nota chiaramente nella vigorosa impronta coltraniana\, proiettata verso il futuro\, di sassofonisti come Lakecia Benjamin (il 14 luglio con il progetto “Phoenix” a Rimini\, Corte degli Agostiniani) e Isaiah Collier (il 20 maggio in quartetto a Correggio). E poi ancora nella prorompente vocalità di China Moses (26 maggio\, Correggio)\, nella miscela rock-jazz-world del trio guidato dalla pianista Rachel Ze il batterista Omar Hakim (15 maggio\, Correggio)\, nella scienza del beat del batterista Makaya McCraven (14 maggio\, Correggio). Con il pianista Greg Burk si torna in territori più legati all’eredità post-boppistica (in trio il 21 marzo a Bologna\, Camera Jazz&Music Club)\, mentre si raggiungono vette sofisticate con il trio del contrabbassistacaliforniano Billy Mohler (24 aprile\, Ferrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni) e il quartetto del bassista elettrico Chris Morrissey (25 aprile\, Ferrara). \n\n\n\nJazz tricolore \n\n\n\nCrossroads significa artisti e musiche da ogni parte del globo ma anche e soprattutto tantissimo jazz italiano\, con la sua specificità di inglobare gli influssi sonori della nostra tradizione musicale. \n\n\n\nUn capitolo specifico è quello delle voci\, da sempre un terreno esplorato in ogni sua estensione dal festival emiliano-romagnolo. Quello della giovanissima cantante e pianista Frida Bollani Magoni è un talento già affermato ma ancora in continua evoluzione (8 marzo\, Massa Lombarda\, Sala del Carmine). Sono invece nella loro più aurea maturità vocalist come Raphael Gualazzi\, in un solo voce-pianoforte (10 giugno\, Parma); Peppe Servillo\, impegnato sia in trio con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (omaggio a Lucio Dalla\, 22 aprile\, Medolla\, Teatro Facchini) che in duo con il pianista Danilo Rea(omaggio alla canzone napoletana in jazz\, 23 luglio\, Nespoli); John De Leo\, in duo col suo fidato chitarrista Fabrizio Tarroni (19 giugno\, Bagnacavallo\, Chiostro del Complesso di San Francesco); GeGè Telesforo\, celebrità anche radio-televisiva\, che proprio alla radio rende omaggio in sestetto (29 aprile\, Medolla); Joe Barbieri\, col suo affondo nella canzone tradizionale napoletana (8 giugno\, Parma). Con la brillante Simona Molinari si raggiungerà un apice di eloquenza sonora: assieme all’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti sarà protagonista di una produzione originale che rende omaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop (28 luglio\, Rimini). Legate al territorio regionale sono le voci del trio Le Scat Noir (18 aprile\, Dozza\, Teatro Comunale)\, di Anna Ghetti\, in duo col contrabbassista Paolo Ghetti (20 aprile\, Mordano\, Teatro Comunale) e dell’audace duo Wrong Sisters (28 aprile\, Mordano). \n\n\n\nNon meno abbondante e trasversale è l’esplorazione del jazz italiano puramente strumentale\, a partire dalla presenza di nomi altamente rappresentativi come Enrico Rava\, il trombettista simbolo del jazz nostrano\, che per l’ennesima volta quest’anno si è aggiudicato il Top Jazz come “Miglior musicista” e che sarà ospite d’onore in due serate a Correggio (il 21 maggio con il trio Guano Padano e il 23 con l’Artchipel Orchestra); ancora il pianista Danilo Rea affiancato dall’elettronica di Martux_m (30 maggio\, Correggio); Antonio Faraò (in piano solo\, 2 aprile\, Modena\, Teatro delle Passioni); Roberto Gatto\, che si ascolterà sia alla guida del suo quartetto con ospite aggiunto il sassofonista Pietro Tonolo (8 aprile\, Guastalla\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri) che come componente di un trio all leaders con il pianista Francesco Maccianti e il contrabbassista Ares Tavolazzi (13 marzo\, Castel San Pietro Terme\, Cassero Teatro Comunale). Ritroviamo Pietro Tonolo in un trio all stars con Dario Deidda al basso e Jorge Rossy alla batteria (9 aprile\, Fusignano). \n\n\n\nCi sono poi ancora ascolti sfiziosi con artisti di varia notorietà: il sassofonista Daniele Sepe\, nome emblematico del jazz dai toni più libertari (con il suo omaggio alle colonne sonore dei film di Totò il 24 marzo a Guastalla); Valerio Corzani\, celebre voce radiofonica qui in veste di narratore per raccontare la parabola di Pannonica de Koenigswarter\, accompagnato dal polistrumentista Giorgio Li Calzi e il visual artistAndrea Daddi (26 marzo\, Fusignano); l’incontro sulle musiche di Morricone e Legrand tra il contrabbasso di Ferruccio Spinetti e le tastiere di Giovanni Ceccarelli\, con in più la voce di Cristina Renzetti (17 aprile\, Fusignano); il quartetto della chitarrista e cantante Eleonora Strino\, che aggiunge una sensuale spanish tinge alla sua solida impostazione post-boppistica (17 marzo\, Fusignano); il trio Accordi Disaccordi\, che rinnova la tradizione del jazz gitano (12 marzo\, Solarolo\, Oratorio dell’Annunziata); la Tower Jazz Composers Orchestra\, le cui stratificate e moderne sonorità sono affidate alla direzione di Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon (26 aprile\, Ferrara). \n\n\n\nL’On Time Contest permetterà di ascoltare alcune delle più promettenti band del giovane jazz italiano: il 17 maggio a Correggio si assisterà all’esibizione in concerto dei finalisti del concorso\, seguita dalla rivelazione del vincitore\, mentre il 16 maggio sempre a Correggio si esibiranno i Quinto Elemento\, gruppo che si è aggiudicato l’On Time Contest 2025. \n\n\n\nLa comunità europea del jazz \n\n\n\nNumerose nazioni europee contribuiscono coi loro artisti al cartellone di Crossroads: Francia\, Gran Bretagna\, Olanda\, Spagna\, Germania. Da tutto il continente giungono idee musicali che esibiscono chiari legami con la loro provenienza geografica sapendo contemporaneamente accogliere il linguaggio internazionale del jazz. \n\n\n\nDalla Francia arriva il puro concentrato di pariginità del duo Fontamar Consort\, formato da Laurianne Langevin e Jean Fontamar (6 marzo\, Fusignano). \n\n\n\nL’Olanda ci consegna il superbo e visionario violoncellista Ernst Reijseger\, in duo col violinista Mario Forte (14 marzo\, Fusignano). \n\n\n\nIn rappresentanza della Spagna\, con le sue caratteristiche tinte folkloriche\, giungono la cantante Magalí Sare e il contrabbassista Manel Fortià (27 marzo\, Modena\, La Tenda). \n\n\n\nMade in Germany è il quintetto del batterista Jens Düppe\, la cui solida musica sarà intensificata dalla presenza di Francesco Bearzatti come solista al sax (10 aprile\, Castel San Pietro Terme). \n\n\n\nSolidamente jazzistiche le importazioni musicali dalla Gran Bretagna: il cantante e pianista Anthony Strong accompagnato dalla Colours Jazz Orchestra eseguirà un omaggio da Cole Porter a Frank Sinatra (22 marzo\, Imola\, Teatro Ebe Stignani); il cantante e sassofonista Ray Gelato\, il ‘padrino’ dello swing anglosassone\, porterà i suoi Giants a Rimini (31 luglio). \n\n\n\nTinte esotiche \n\n\n\nMolta America Latina e un pizzico d’Africa: i suoni esotici sono da sempre una specialità di Crossroads. \n\n\n\nLasciandoci alle spalle la musica afroamericana\, si veleggia verso quella afrocubana: il Grupo Compay Segundo\, ovvero i più accreditati eredi del mitico Buena Vista Social Club\, travolgerà il Teatro Ebe Stignani di Imola coi suoi ritmi sovreccitati (18 marzo). \n\n\n\nCi si sposta invece sulle sponde musicali del Brasile in ben tre occasioni: il piano solo di Amaro Freitas\, col suo jazz carico di echi folklorici emerso dalle favelas di Recife (12 aprile\, Piacenza\, Milestone); la cantante Ivete Souzah\, che in duo con il tastierista Maurizio Degasperi rivisita in chiave moderna le memorie ancestrali della sua terra (13 aprile\, Mordano); il duo As Madalenas\, il cui omaggio a Ornella Vanoni si muove tra Italia e Brasile (19 aprile\, Dozza). \n\n\n\nIl trio che allinea il suonatore di balafon Aly Keita\, il batterista Hamid Drake e il vibrafonista Pasquale Mirra garantisce un tripudio di pulsazioni ritmiche tra Africa\, USA e Italia (27 maggio\, Correggio). \n\n\n\nPROGRAMMA \n\n\n\n(non completo) \n\n\n\nMartedì 3 marzo \n\n\n\nCasalgrande (RE)\, Teatro Fabrizio De André\, ore 21:15 \n\n\n\nKARIMA & WALTER RICCI \n\n\n\nKarima – voce; Walter Ricci – pianoforte\, voce \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMercoledì 4 marzo \n\n\n\nCasalgrande (RE)\, Teatro Fabrizio De André\, ore 21:15 \n\n\n\nPETRA MAGONI & MAURO OTTOLINI \n\n\n\n“Gira Dischi” \n\n\n\nViaggio inusuale nella musica cantautorale italiana di tutti i tempi \n\n\n\nPetra Magoni – voce\, chitarra; Mauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie\, voce; Thomas Sinigaglia – fisarmonica\, looper; Michele Cusato – chitarra acustica \n\n\n\nPetra Magoni e Mauro Ottolini artists in residence \n\n\n\nVenerdì 6 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nFONTAMAR CONSORT \n\n\n\n“Paris Lullaby” \n\n\n\nLaurianne Langevin – voce; Jean Fontamar – pianoforte \n\n\n\nDomenica 8 marzo\n\n\n\nMassa Lombarda (RA)\, Sala del Carmine\, ore 21:00 \n\n\n\nFRIDA LIVE \n\n\n\nFrida Bollani Magoni – pianoforte\, voce; Mark Glentworth – vibrafono \n\n\n\nGiovedì 12 marzo\n\n\n\nSolarolo (RA)\, Oratorio dell’Annunziata\, ore 21:00 \n\n\n\nACCORDI DISACCORDI \n\n\n\nAlessandro Di Virgilio – chitarra solista; Dario Berlucchi – chitarra ritmica;  Dario Scopesi – contrabbasso \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 13 marzo \n\n\n\nCastel San Pietro Terme (BO)\, Cassero Teatro Comunale\, ore 21:15 \n\n\n\n“Cassero Jazz”\n\n\n\nMACCIANTI / TAVOLAZZI / GATTO TRIO \n\n\n\n“Playing Standards” \n\n\n\nFrancesco Maccianti – pianoforte; Ares Tavolazzi – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria \n\n\n\nSabato 14 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nERNST REIJSEGER & MARIO FORTE \n\n\n\nErnst Reijseger – violoncello; Mario Forte – violino  \n\n\n\nMartedì 17 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nELEONORA STRINO QUARTET \n\n\n\n“Matilde” \n\n\n\nEleonora Strino – chitarra\, voce; Giulio Corini – contrabbasso; Claudio Vignali – pianoforte; Zeno De Rossi – batteria  \n\n\n\nMercoledì 18 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Ridotto del Teatro Ebe Stignani\, ore 18:00 \n\n\n\nPresentazione della nuova edizione del libro  \n\n\n\n“Il Suono del Nord. La Norvegia protagonista della scena jazz europea” (Auditorium\, 2026) \n\n\n\ndi Luca Vitali \n\n\n\ninterverranno l’autore Luca Vitali e Franco Minganti \n\n\n\nin collaborazione con Combo Jazz Club  \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nMercoledì 18 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Teatro Ebe Stignani\, ore 21:00 \n\n\n\nGRUPO COMPAY SEGUNDO de Buena Vista Social Club \n\n\n\n“Vívelo Tour” \n\n\n\nSalvador Repilado Labrada – direzione\, contrabbasso; Hugo Garzón Bargalló – prima voce\, maracas; Nilso Arias Fernández – seconda voce\, chitarra; \n\n\n\nRafael Inciarte Rodríguez – direzione musicale\, cori; Haskell Armenteros Pons – clarinetto\, cori; Rafael Inciarte Cordero – clarinetto basso;  \n\n\n\nRafael Dairon Mejias Chang – percussioni\, cori; Omar Perez Rodríguez – chitarra; Yoel Matos Rodriguez – armonico  \n\n\n\nVenerdì 20 marzo\n\n\n\nModena\, La Tenda\, ore 21:30 \n\n\n\nQUARTETTO SAXOFOLLIA feat. FABRIZIO BOSSO \n\n\n\nFabrizio Benevelli – sax soprano; Lorenzo Simoni – sax alto; Marco Ferri – sax tenore; Giovanni Contri – sax baritono;  \n\n\n\nspecial guest Fabrizio Bosso – tromba \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\nSabato 21 marzo \n\n\n\nBologna\, Camera Jazz&Music Club\, ore 22:00 \n\n\n\nGREG BURK TRIO \n\n\n\n“Played Twice”  \n\n\n\nReimagining the classics \n\n\n\nGreg Burk – pianoforte; Paolo Benedettini – contrabbasso; Adam Pache – batteria \n\n\n\nDomenica 22 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Ridotto del Teatro Ebe Stignani\, ore 18:00 \n\n\n\nPresentazione del libro  \n\n\n\n“Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura” (Shake Ed.\, 2025) \n\n\n\ndi Pierpaolo Martino \n\n\n\ninterverranno l’autore Pierpaolo Martino e Franco Minganti \n\n\n\nin collaborazione con Combo Jazz Club  \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nDomenica 22 marzo\n\n\n\nImola (BO)\, Teatro Ebe Stignani\, ore 21:00 \n\n\n\nANTHONY STRONG & COLOURS JAZZ ORCHESTRA \n\n\n\nDa Cole Porter a Frank Sinatra \n\n\n\nAnthony Strong – voce\, pianoforte;  \n\n\n\nMassimo Morganti – direzione\, trombone solista; \n\n\n\nCOLOURS JAZZ ORCHESTRA: Fabio Petretti\, Nicola Cecchetto\, Filippo Sebastianelli\, Antonangelo Giudice\, Marco Postacchini – sassofoni;  \n\n\n\nGiorgio Caselli\, Riccardo Catria\, Luca Giardini\, Samuele Garofoli\, Michele Samory – trombe; \n\n\n\nCarlo Piermartire\, Paolo Mancini\, Andrea Angeloni\, Paolo Del Papa\, Pierluigi Bastioli – tromboni;  \n\n\n\nLuca Pecchia – chitarra; Paolo Ghetti – contrabbasso; Luke Tomlinson – batteria  \n\n\n\nMartedì 24 marzo  \n\n\n\nGuastalla (RE)\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Guastalla Jazz Festival”\n\n\n\nDANIELE SEPE \n\n\n\n“Sepè le Mokò” \n\n\n\nDaniele Sepe – sax tenore\, flauti; Paolo Zamuner – pianoforte\, tastiere; Alessandro Morlando – chitarra;  \n\n\n\nGianluca Capurro – basso elettrico; Massimo Del Pezzo – batteria; Antonello Iannotta – percussioni \n\n\n\n \n\n\n\nGiovedì 26 marzo\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nCORZANI / LI CALZI / DADDI \n\n\n\n“Nica’s Dream. I musicisti di jazz e i loro tre desideri” \n\n\n\nValerio Corzani – narratore; Giorgio Li Calzi – tromba\, tastiere\, voce\, electronics; Andrea Daddi – visual  \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 27 marzo\n\n\n\nModena\, La Tenda\, ore 21:30 \n\n\n\nMAGALÍ SARE & MANEL FORTIÀ \n\n\n\nMagalí Sare – voce; Manel Fortià – contrabbasso \n\n\n\nGiovedì 2 aprile\n\n\n\nModena\, Teatro delle Passioni\, ore 21:00 \n\n\n\nANTONIO FARAÒ PIANO SOLO \n\n\n\n“Kind of…” \n\n\n\nAntonio Faraò – pianoforte \n\n\n\nVenerdì 3 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nMAURO OTTOLINI TRIO OSAKI in \n\n\n\n“GO WEST (Io e la vacca)” di BUSTER KEATON \n\n\n\nMauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie; Thomas Sinigaglia – fisarmonica; Marco Bianchi – chitarra classica\, chitarra baritona\, Haitian guitar \n\n\n\nSonorizzazione dal vivo sulle immagini del film “Go West” di Buster Keaton (1925) \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nMartedì 7 aprile\n\n\n\nMeldola (FC)\, Teatro Comunale Dragoni\, ore 21:00 \n\n\n\nFABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO \n\n\n\n“Welcome Back” \n\n\n\nFabrizio Bosso – tromba; Alberto Marsico – organo Hammond; Alessandro Minetto – batteria \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\n \n\n\n\nMercoledì 8 aprile  \n\n\n\nGuastalla (RE)\, Teatro Comunale Ruggero Ruggeri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Guastalla Jazz Festival”\n\n\n\nROBERTO GATTO QUARTET feat. PIETRO TONOLO \n\n\n\n“Around Miles & Trane” \n\n\n\nPietro Tonolo – sassofoni; Alessandro Presti – tromba; Alfonso Santimone – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria  \n\n\n\nGiovedì 9 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nTONOLO / DEIDDA / ROSSY DJP TRIO \n\n\n\n“Somewhere” \n\n\n\nPietro Tonolo – sax tenore\, sax soprano\, flauto contralto; Dario Deidda – basso; Jorge Rossy – batteria\, vibrafono  \n\n\n\n \n\n\n\n\nVenerdì 10 aprile \n\n\n\nCastel San Pietro Terme (BO)\, Cassero Teatro Comunale\, ore 21:15 \n\n\n\n\n“Cassero Jazz”\n\n\n\nJENS DÜPPE QUINTET feat. FRANCESCO BEARZATTI \n\n\n\n“ism” \n\n\n\nFrancesco Bearzatti – sax tenore; Frederik Köster – tromba; Lars Duppler – pianoforte; Christian Ramond – contrabbasso; Jens Düppe – batteria \n\n\n\n \n\n\n\nDomenica 12 aprile\n\n\n\nPiacenza\, Milestone\, ore 21:45 \n\n\n\n“Piacenza Jazz Fest”\n\n\n\nAMARO FREITAS SOLO \n\n\n\nAmaro Freitas – pianoforte \n\n\n\nUna collaborazione Crossroads-Piacenza Jazz Club \n\n\n\nLunedì 13 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nIVETE SOUZAH & MAURIZIO DEGASPERI DUO \n\n\n\n“Brazil. Echi di libertà” \n\n\n\nIvete Souzah – voce; Maurizio Degasperi – tastiere  \n\n\n\nVenerdì 17 aprile\n\n\n\nFusignano (RA)\, Auditorium Corelli\, ore 21:00 \n\n\n\nGIOVANNI CECCARELLI & FERRUCCIO SPINETTI  \n\n\n\n+ special guest CRISTINA RENZETTI \n\n\n\n“LeGrand Morricone” \n\n\n\nCristina Renzetti – voce; Giovanni Ceccarelli – pianoforte\, tastiere\, clavietta; Ferruccio Spinetti – contrabbasso \n\n\n\n \n\n\n\nSabato 18 aprile\n\n\n\nDozza (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nLE SCAT NOIR \n\n\n\nNatalia Abbascià – voce\, violino; Sara Tinti – voce\, tastiere; Ginevra Benedetti – voce \n\n\n\nDomenica 19 aprile\n\n\n\nDozza (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nAS MADALENAS \n\n\n\n“Dettagli” \n\n\n\nUn omaggio a Ornella Vanoni tra Italia e Brasile \n\n\n\nCristina Renzetti – voce\, chitarra\, percussioni; Tati Valle – voce\, chitarra\, percussioni \n\n\n\nLunedì 20 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nANNA GHETTI & PAOLO GHETTI DUO \n\n\n\n“Swinging Memories” \n\n\n\nAnna Ghetti – voce; Paolo Ghetti – contrabbasso  \n\n\n\nMercoledì 22 aprile \n\n\n\nMedolla (MO)\, Teatro Facchini\, ore 21:00 \n\n\n\nSERVILLO / GIROTTO / MANGALAVITE \n\n\n\n“L’anno che verrà” \n\n\n\nCanzoni di Lucio Dalla \n\n\n\nPeppe Servillo – voce; Javier Girotto – sax soprano\, sax baritono\, percussioni; Natalio Mangalavite – pianoforte\, tastiere\, voce \n\n\n\nGiovedì 23 aprile\n\n\n\nRussi (RA)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nMAURO OTTOLINI & ORCHESTRA OTTOVOLANTE \n\n\n\n“A qualcuno piace Fred” \n\n\n\nOmaggio a Buscaglione \n\n\n\nMauro Ottolini – voce\, trombone\, conchiglie; Andrea Lagi – tromba; Paolo Malacarne – tromba;  \n\n\n\nEmiliano Vernizzi – sax alto; Stefano Menato – sax tenore; Corrado Terzi – sax baritono; \n\n\n\nLino Bragantini – trombone; Matteo Del Miglio – trombone basso; Enrico Trevisanato – pianoforte; Giulio Corini – contrabbasso; Luca Colussi – batteria\n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nVenerdì 24 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nBILLY MOHLER TRIO \n\n\n\nFrancesco Bigoni – sax tenore\, clarinetto; Billy Mohler – contrabbasso; Jonathan Pinson – batteria  \n\n\n\nSabato 25 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nCHRIS MORRISSEY QUARTET \n\n\n\nCharlotte Greve – sax alto\, voce; Marco Bolfelli – chitarra; Chris Morrissey – basso elettrico\, voce; Bill Campbell – batteria \n\n\n\nDomenica 26 aprile \n\n\n\nFerrara\, Jazz Club Torrione San Giovanni\, ore 21:30 \n\n\n\nTOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA \n\n\n\nAlfonso Santimone – pianoforte\, direzione; Piero Bittolo Bon – sax alto\, flauto\, clarinetto\, direzione; Sandro Tognazzo – flauto; \n\n\n\nPaolo Malacarne\, Michele Tedesco\, Pasquale Paterra\, Francesco Assini – trombe; \n\n\n\nFederico Pierantoni\, Lorenzo Manfredini\, Giulio Tullio\, Valentino Spaggiari – tromboni; \n\n\n\nDaniele D’Alessandro – clarinetti; Tobia Bondesan – sax alto; Filippo Orefice – sax tenore\, clarinetto; Giulia Barba – sax baritono\, clarinetto basso; \n\n\n\nGlauco Benedetti – tuba; Federico Rubin – pianoforte; Luca Chiari – chitarra; Stefano Dallaporta – contrabbasso; Simone Sferruzza\, Andrea Grillini – batteria \n\n\n\nMartedì 28 aprile \n\n\n\nMordano (BO)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\n“Local Heroes” \n\n\n\nWRONG SISTERS\n\n\n\nBeatrice Lenzini – tastiere\, voce; Francesca Alinovi – contrabbasso\, voce  \n\n\n\nMercoledì 29 aprile \n\n\n\nMedolla (MO)\, Teatro Facchini\, ore 21:00 \n\n\n\nGEGÈ TELESFORO \n\n\n\n“Jazz Radio” \n\n\n\nGeGè Telesforo – voce\, percussioni; Vittorio Solimene – pianoforte; Francesco Fratini – tromba; \n\n\n\nLorenzo Simoni – sax alto; Giulio Scianatico – contrabbasso; Valerio Vantaggio – batteria  \n\n\n\nGiovedì 30 aprile\n\n\n\nRussi (RA)\, Teatro Comunale\, ore 21:00 \n\n\n\nKARIMA \n\n\n\n“Bacharach Forever” \n\n\n\nKarima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Francesco Ponticelli – basso elettrico\, contrabbasso; Andrea Beninati – batteria\, violoncello \n\n\n\nin occasione della Giornata Internazionale UNESCO del Jazz \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nSabato 2 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nMAURO OTTOLINI & VANESSA TAGLIABUE YORKE  \n\n\n\n“Nada Màs Fuerte” \n\n\n\nMauro Ottolini – trombone\, tromba bassa\, conchiglie; Vanessa Tagliabue Yorke – voce; Thomas Sinigaglia – fisarmonica; \n\n\n\nMarco Bianchi – chitarre; Giulio Corini – contrabbasso; Valerio Galla – percussioni; Gaetano Alfonsi – batteria \n\n\n\n& Quartetto d’archi \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nDomenica 3 maggio \n\n\n\nRavenna\, Teatro Alighieri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Pazzi di Jazz” \n\n\n\nORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI\, \n\n\n\nCORO SWING KIDS & TEEN VOICES \n\n\n\ndiretti da TOMMASO VITTORINI \n\n\n\nspecial guests MAURO NEGRI – sax alto\, clarinetto\, \n\n\n\nMAURO OTTOLINI – trombone & ALIEN DEE – beatbox \n\n\n\ncon la partecipazione di Marco Pierfederici – pianoforte\, tastiere; Vito Bassi – basso elettrico; Mattia Zoli – batteria; Lorenzo Mercuriali – percussioni \n\n\n\n“A Song For You” \n\n\n\nOmaggio a Ray Charles \n\n\n\nSerata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani \n\n\n\nCon il sostegno del Comune di Ravenna \n\n\n\nproduzione originale – ingresso libero \n\n\n\nMauro Ottolini artist in residence \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nLunedì 4 maggio \n\n\n\nRavenna\, Mama’s Club\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nALESSANDRO SCALA & FABIO PETRETTI QUINTET \n\n\n\n“Tenor Legacy” \n\n\n\nAlessandro Scala – sax tenore; Fabio Petretti – sax tenore; Fabrizio Puglisi – pianoforte; Paolo Ghetti – contrabbasso; Stefano Paolini – batteria \n\n\n\nMartedì 5 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nBILL LAURANCE PIANO SOLO \n\n\n\n“Lumen” \n\n\n\nBill Laurance – pianoforti \n\n\n\nMercoledì 6 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nPETRA MAGONI & ARKÈ STRING QUARTET \n\n\n\n“Subversion” \n\n\n\nPetra Magoni – voce; \n\n\n\nArkè String Quartet: Carlo Cantini – violino elettrico; Valentino Corvino – violino\, oud\, live electronics; Matteo Del Soldà – viola; Stefano Dall’Ora – contrabbasso \n\n\n\nPetra Magoni artist in residence \n\n\n\nGiovedì 7 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nDAVIDE SHORTY & NUOVA FORMA ARMY \n\n\n\nDavide Sciortino – voce; Roberto Iadanza – tastiere; Christopher Padilla Billa – chitarra; Maria Vittoria Benigni – basso elettrico; Giuseppe Allotta – batteria \n\n\n\nVenerdì 8 maggio \n\n\n\nPiangipane (RA)\, Teatro Socjale\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nMARIA PIA DE VITO \n\n\n\n“Buarqueana” \n\n\n\nOmaggio a Chico Buarque \n\n\n\nMaria Pia De Vito – voce; Huw Warren – pianoforte; Roberto Taufic – chitarra; Roberto Rossi – batteria \n\n\n\nSabato 9 maggio \n\n\n\nRavenna\, Centro Mousiké\, Ore 10-13\, 14:30-16:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Mister Jazz” \n\n\n\nWORKSHOP di canto  \n\n\n\ncon MARIA PIA DE VITO \n\n\n\n“Suono\, corpo\, presenza\, spontaneità” \n\n\n\naperto a tutti gli strumenti \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nSabato 9 maggio \n\n\n\nLido Adriano (RA)\, Cisim\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“Ravenna 53° Jazz Club” \n\n\n\nSINNERMAN \n\n\n\n“Atay” \n\n\n\nFederico D’Angelo – sax baritono\, tuba\, flauti; Piero Conte – chitarra; Giulio Previ – contrabbasso\, synth bass;  \n\n\n\nFrancesco Sprovieri – batteria; Dario Castelli – synth\, electronics\, producer \n\n\n\nDomenica 10 maggio \n\n\n\nRavenna\, Teatro Alighieri\, ore 21:00 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\n“UNFORGETTABLE” \n\n\n\nOmaggio a Nat King Cole \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA \n\n\n\n+ special guests FLAVIO BOLTRO & WALTER RICCI \n\n\n\nDirettore FABIO PETRETTI \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA: \n\n\n\nDavide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone\, arrangiamenti; Achille Succi – sax alto\, clarinetto\, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono\, flauto\, arrangiamenti; \n\n\n\nMichele Francesconi – pianoforte\, arrangiamenti; Paolo Ghetti – basso elettrico\, contrabbasso; Stefano Paolini – batteria. \n\n\n\nARCHI. Violini: Cesare Carretta\, Elisa Tremamunno\, Ximena Jaime\, Aldo Capicchioni\, Silvia Maffeis\, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. \n\n\n\nVioloncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini. \n\n\n\n+ special guests: FLAVIO BOLTRO – tromba; WALTER RICCI – voce. \n\n\n\nFabio Petretti – direzione\, arrangiamenti \n\n\n\nNat King Cole video collage: immagini\, concerti\, special TV\, interviste \n\n\n\nproduzione originale \n\n\n\nMercoledì 13 maggio  \n\n\n\nCesena (FC)\, Conservatorio Statale di Musica Bruno Maderna\, ore 15:30-17:30 \n\n\n\nForlì (FC)\, Cosascuola Music Academy\, ore 20:15-22:15 \n\n\n\n“Love Songs\, la canzone d’amore tra jazz e pop” \n\n\n\nincontri con gli allievi del Conservatorio Maderna di Cesena \n\n\n\ne con gli studenti della Cosascuola Music Academy di Forlì \n\n\n\na cura di Francesco Martinelli\, docente di storia del jazz alla Siena Jazz University \n\n\n\npartecipa Fabio Petretti\, direttore Italian Jazz Orchestra e curatore arrangiamenti della produzione  \n\n\n\noriginale “Love Songs”\, in programma il 28 luglio alla Corte degli Agostiniani di Rimini \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nGiovedì 14 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nMAKAYA McCRAVEN \n\n\n\nMarquis Hill – tromba; Matt Gold – chitarra; Junius Paul – basso elettrico; Makaya McCraven – batteria \n\n\n\nVenerdì 15 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nRACHEL Z & OMAR HAKIM TRIO \n\n\n\nRachel Z – pianoforte\, tastiere; Omar Hakim – batteria; Jonathan Toscano – contrabbasso\n\n\n\nSabato 16 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nQUINTO ELEMENTO \n\n\n\n“Oscar’s Fables” \n\n\n\nAngelo Rainone – sax tenore; Niccolò Monté Rizzi – tromba; Ariel Tricomi – pianoforte; Francesco Maggi – contrabbasso; Oscar Martin Del Rio – batteria\, composizione \n\n\n\nVincitori del concorso On Time Plus 2025 \n\n\n\ningresso gratuito \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nDomenica 17 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 17:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nON TIME CONTEST \n\n\n\nConcerto dei gruppi finalisti del concorso Correggio On Time Plus  \n\n\n\ne nomina del vincitore \n\n\n\ningresso libero \n\n\n\nJazz Route 26 \n\n\n\nMercoledì 20 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nISAIAH COLLIER Plays COLTRANE \n\n\n\nIsaiah Collier – sassofoni; Davis Whitfield – pianoforte; Conway Campbell – contrabbasso; Tim Regis – batteria \n\n\n\n \n\n\n\nGiovedì 21 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nGUANO PADANO plays with ENRICO RAVA \n\n\n\n“La Giostra” \n\n\n\nEnrico Rava – tromba\, flicorno; Alessandro “Asso” Stefana – chitarra\, lap steel\, armonica; Danilo Gallo – basso elettrico; Zeno De Rossi – batteria \n\n\n\nSabato 23 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nARTCHIPEL ORCHESTRA meets ENRICO RAVA \n\n\n\nARTCHIPEL ORCHESTRA: Marco Fior\, Marco Mariani – tromba; Alberto Bolettieri – trombone; Alessandro Castelli – trombone basso;  \n\n\n\nRudi Manzoli – sax soprano; Andrea Ciceri – sax alto; Germano Zenga – sax tenore; Rosarita Crisafi – sax baritono; Alberto Zappalà – clarinetto basso;  \n\n\n\nCarlo Nicita – flauto; Paola Tezzon – violino; Luca Pedeferri – pianoforte\, fisarmonica; Luca Gusella – vibrafono; Gianluca Alberti – basso elettrico; \n\n\n\nStefano Lecchi – batteria; Naima Faraò\, Serena Ferrara\, Francesca Sabatino – voci \n\n\n\nFerdinando Faraò – direzione  \n\n\n\nspecial guest Enrico Rava – tromba\, flicorno \n\n\n\nMartedì 26 maggio \n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nCHINA MOSES \n\n\n\n“It’s complicated” \n\n\n\nChina Moses – voce; Insxght – tastiere; Jerome Cornelis – chitarra; Lawrence Insula – basso elettrico; Lox – batteria \n\n\n\nMercoledì 27 maggio \n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nHAMID DRAKE / PASQUALE MIRRA / ALY KEITA \n\n\n\nHamid Drake – batteria; Pasquale Mirra – vibrafono; Aly Keita – balafon \n\n\n\n \n\n\n\nVenerdì 29 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nFABRIZIO BOSSO QUARTET + special guest NICO GORI \n\n\n\n“We Wonder” \n\n\n\nFabrizio Bosso – tromba; Julian Oliver Mazzariello – pianoforte\, Fender Rhodes; Jacopo Ferrazza – contrabbasso\, basso elettrico; Nicola Angelucci – batteria \n\n\n\n+ special guest Nico Gori – clarinetto\, sax tenore \n\n\n\nFabrizio Bosso artist in residence \n\n\n\nSabato 30 maggio\n\n\n\nCorreggio (RE)\, Teatro Asioli\, ore 21:00 \n\n\n\n“Correggio Jazz”\n\n\n\nDANILO REA + special guest MARTUX_M \n\n\n\n“Sakamoto & Me” \n\n\n\nDanilo Rea – pianoforte;  \n\n\n\nspecial guest Martux_m – elettronica \n\n\n\nMauro Cosenza – visual \n\n\n\nLunedì 8 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nJOE BARBIERI “VULÍO” \n\n\n\nJoe Barbieri – chitarra classica\, voce; Nico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche \n\n\n\nMartedì 9 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nPETRA MAGONI & ILARIA FANTIN \n\n\n\n“Cosa sono le nuvole?” \n\n\n\nPetra Magoni – voce\, narrazione; Ilaria Fantin – arciliuto\, voce\, percussioni \n\n\n\nPetra Magoni artist in residence \n\n\n\nMercoledì 10 giugno\n\n\n\nParma\, Casa della Musica – Cortile d’Onore\, ore 21:00 \n\n\n\n“Voices” \n\n\n\nRAPHAEL GUALAZZI SOLO \n\n\n\nRaphael Gualazzi – pianoforte\, voce \n\n\n\nVenerdì 19 giugno \n\n\n\nBAGNACAVALLO (RA)\, CHIOSTRO – COMPLESSO DI SAN FRANCESCO\, ORE 21:00 \n\n\n\nJOHN DE LEO & FABRIZIO TARRONI \n\n\n\nJohn De Leo – voce; Fabrizio Tarroni – chitarra \n\n\n\nSabato 20 giugno\n\n\n\nMedicina (BO)\, Parco Ca’ Nova\, ore 21:00 \n\n\n\nKARIMA \n\n\n\n“Canta Autori” \n\n\n\nDedicato alla canzone italiana \n\n\n\nKarima – voce; Piero Frassi – pianoforte; Gabriele Evangelista – contrabbasso; Bernardo Guerra – batteria \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMartedì 23 giugno \n\n\n\nNespoli (FC)\, Poderi dal Nespoli\, ore 21:30 \n\n\n\nKARIMA SOULVILLE \n\n\n\nKarima – voce; Diego Borotti – sax\, clarinetto; Alberto Marsico – organo Hammond; Luca Guarino – batteria \n\n\n\nKarima artist in residence \n\n\n\nMercoledì 1 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 20:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nMASSIMO RECALCATI \n\n\n\nORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI \n\n\n\nDANIELE DI BONAVENTURA (bandoneon\, direzione) \n\n\n\n& DANIELE DI GREGORIO (vibrafono\, marimba) \n\n\n\nTributo ad Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton \n\n\n\nnel quarantennale dello storico concerto di “Ravenna Jazz 1986” \n\n\n\nin collaborazione con Ravenna Festival \n\n\n\nVenerdì 3 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nPAT METHENY \n\n\n\nSide-Eye III+ \n\n\n\nPat Metheny – chitarre; Chris Fishman – pianoforte\, tastiere; Jermaine Paul – basso; Joe Dyson – batteria; Leonard Patton – voce\, percussioni \n\n\n\nGiovedì 9 luglio \n\n\n\nRavenna\, Rocca Brancaleone\, ore 21:30 \n\n\n\n“Ravenna Jazz”\n\n\n\nMATTEO MANCUSO \n\n\n\nRoute96 Tour \n\n\n\nMatteo Mancuso – chitarre; Riccardo Oliva – basso elettrico; Gianluca Pellerito – batteria \n\n\n\nNIK WEST \n\n\n\n“Moody” \n\n\n\nNik West – basso elettrico\, voce; Lorenzo Campese – tastiere; Simone Cesarini – chitarra; Stanley Randolph – batteria; Amber Sauer – cori \n\n\n\nMartedì 14 luglio \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\nLAKECIA BENJAMIN ‘PHOENIX’ \n\n\n\nLakecia Benjamin – sax alto; Oscar Perez – pianoforte\, tastiere; Elias Bailey – contrabbasso; Quentin Baxter – batteria \n\n\n\nGiovedì 23 luglio \n\n\n\nNespoli (FC)\, Poderi dal Nespoli\, ore 21:30 \n\n\n\nPEPPE SERVILLO & DANILO REA \n\n\n\n“Napoli e Jazz” \n\n\n\nPeppe Servillo – voce; Danilo Rea – pianoforte \n\n\n\nMartedì 28 luglio  \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\n “LOVE SONGS” \n\n\n\nOmaggio alla canzone d’amore tra jazz e pop \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA + special guest SIMONA MOLINARI \n\n\n\nDirettore FABIO PETRETTI \n\n\n\nITALIAN JAZZ ORCHESTRA: \n\n\n\nDavide Ghidoni – tromba; Massimo Morganti – trombone\, euphonium\, arrangiamenti;  \n\n\n\nAchille Succi – sax alto\, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono\, flauto\, arrangiamenti; \n\n\n\nMax Rocchetta – pianoforte\, tastiere\, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra;  \n\n\n\nPaolo Ghetti – contrabbasso\, basso el.; Matteo Salvatori – percussioni; Stefano Paolini – batteria. \n\n\n\nARCHI. Violini: Cesare Carretta\, Elisa Tremamunno\, Ximena Jaime\, Aldo Capicchioni\, Silvia Maffeis\, Gioele Sindona. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni. \n\n\n\n+ special guest: SIMONA MOLINARI – voce \n\n\n\nFabio Petretti – direzione\, arrangiamenti \n\n\n\nVideo collage: immagini\, concerti\, frammenti di film\, special TV \n\n\n\nproduzione originale \n\n\n\nVenerdì 31 luglio \n\n\n\nRimini\, Corte degli Agostiniani\, ore 21:15 \n\n\n\nRAY GELATO & THE GIANTS \n\n\n\nThe Godfather of swing \n\n\n\nRay Gelato – voce\, sax tenore; Danny Marsden – tromba; Andy Rogers – trombone; Olly Wilby – sax alto\, sax tenore;  \n\n\n\nGunther Kurmayr – pianoforte; Manuel Alvarez – contrabbasso; Ed Richardson – batteria \n\n\n\nInformazioni\n\n\n\nJazz Network\, tel. 0544 405666\, e-mail: info@jazznetwork.it \n\n\n\nwebsite: www.crossroads-it.org – www.jazznetwork.it \n\n\n\nDirezione Artistica \n\n\n\nSandra Costantini
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SUMMARY:ROTTA. Cinque barche in mare\, il confine liquido a Palazzo Vecchio a Firenze
DESCRIPTION:C’è chi\, nel viaggio dalle rotte del Mediterraneo centrale a quelle italiane\, non ha neppure la dignità di diventare numero. Vite che attraversano il mare senza lasciare traccia\, fuori da ogni statistica\, inghiottite da un confine che spesso non riconosce i corpi\, i nomi\, le storie. È da questa frattura\, e dall’esperienza diretta dell’artista Giuseppe Lo Schiavo\, che a Palazzo Vecchio di Firenze\, dal 4 al 29 marzo 2026\, arriva Rotta\, mostra immersiva e opera video installativa che esplora il Mediterraneo come spazio di confine\, memoria e ascolto\,  trasformando il mare in un luogo sospeso tra oblio e testimonianza attraverso immagini\, suono e rito. \n\n\n\nUn’opera d’arte site specific a cura di Serena Tabacchi – nata come performance in presa diretta – che nelle immagini di un attraversamento in mare aperto\, chiama a raccolta e interroga le coscienze. Un’esperienza sensoriale immersiva che coinvolge lo spettatore non come osservatore esterno\, ma come presenza attiva all’interno di uno spazio di ascolto e riflessione\, dove l’arte non si limita a rappresentare\, ma chiede una presa di posizione: una processione laica in mare\, in cui cinque imbarcazioni avanzano insieme come un unico corpo\, fino a un gesto finale di forte impatto simbolico. \n\n\n\nÈ così che Rotta si colloca consapevolmente all’interno di quello che era lo spazio deputato alla difesa della “fortezza” cittadina\, e che Giuseppe Lo Schiavo trasforma in un luogo di riflessione sul concetto contemporaneo di difesa e di confine. Confini che non sono più mura né bastioni\, ma superfici liquide\, instabili\, spesso invisibili. Rotte marittime trasformate in linee di separazione\, in spazi di controllo e di attesa\, dove la tutela di un territorio coincide spesso con l’esclusione dell’altro.  \n\n\n\nNei 350 metri quadrati della Sala d’Arme\, proiezioni perimetrali sincronizzate e un sistema audio immersivo costruiscono un ambiente che agisce sul corpo e sulla percezione: le immagini scorrono come frammenti di una memoria collettiva che non trova archivi ufficiali\, mentre il suono avvolge lo spazio e guida l’esperienza in un attraversamento emotivo e sensoriale che sollecita domande\, responsabilità\, partecipazione. \n\n\n\nNon solo dispositivo immersivo: nella Sala d’Arme trovano posto sculture di delfini a grandezza naturale. Spiriti guida per eccellenza\, i delfini assumono un valore ambivalente: simboli di salvezza e di mito\, ma anche presenze silenziose che accompagnano e interrogano. Un’estensione che amplia il respiro del progetto e rafforza il dialogo tra interno ed esterno\, tra esperienza individuale e dimensione collettiva. \n\n\n\nLa colonna sonora originale\, composta da Marco Guazzone\, dialoga con l’esecuzione di una banda musicale di Pizzo Calabro\, coinvolta direttamente nel progetto\, trasformando il viaggio in un atto corale\, intimo e collettivo al tempo stesso. \n\n\n\nGiuseppe Lo Schiavo\, in arte GLOS\, è visual artist e researcher attivo tra Milano e Londra. La sua ricerca si muove all’intersezione tra tecnologia\, scienze e storia dell’arte attraverso il concetto di Synthetic Photography\, sviluppato a partire dal 2022 dopo la collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento su progetti di biologia sintetica. Il suo lavoro indaga temi come evolutionary biology\, transhumanism ed ecocentrism\, attraverso installazioni immersive\, proiezioni 3D e ambienti audiovisivi complessi. Tra i principali riconoscimenti figurano l’European BioArt Challenge 2021\, il Premio Cairo 2024 e la selezione su Domus nel 2023. Le sue opere sono state presentate in musei\, fondazioni e collezioni pubbliche e private in ambito nazionale e internazionale. \n\n\n\nRotta è promossa dai Musei Civici Fiorentini con il Patrocinio del Comune di Firenze e con la collaborazione della Fondazione MUS.E
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SUMMARY: Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista al Teatro Basilica
DESCRIPTION:TeatroBasilica presenta Barrilete Cosmico/Maradona Pedagogista\, uno spettacolo scritto e interpretato da Christian Raimo\, in scena per due differenti date\, il 5 marzo 2026 e il 20 aprile 2026\, sempre alle ore 21:00. La creazione porta la firma del Gruppo della Creta – con la cura artistica di Alessandro Di Murro; il disegno luci è affidato a Matteo Ziglio. Produzione del Gruppo della Creta. Un progetto scenico che intreccia riflessione\, immaginario e presenza attorale in una proposta teatrale dal forte impianto autoriale. \n\n\n\nQual è il gol più bello della storia del calcio? Molti forse risponderebbero quello di Diego Armando Maradona durante i mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Maradona scarta mezza squadra e infila in rete\, raddoppiando il vantaggio dopo il gol con “la mano di Dio”. \n\n\n\nMa quel gol non è solo un gesto atletico e artistico\, è anche una grande lezione sull’origine del talento e sul senso dell’educazione. È Maradona stesso a spiegarlo. E siamo noi a poter seguire il suo commento\, ripercorrendo la storia dell’Argentina\, prima e durante e dopo la dittatura\, e capendo insieme quanto ogni capolavoro come ogni riscatto nasca dalla dedizione e dal coraggio. \n\n\n\n𝗕𝗮𝗿𝗿𝗶𝗹𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗺𝗶𝗰𝗼 / 𝗠𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 non è una celebrazione nostalgica del pallone. È una domanda aperta su talento\, educazione e riscatto. In scena Christian Raimo prende quel gol leggendario – dopo la “mano de Dios”\, dopo la corsa che dribbla mezza squadra – e lo trasforma in un gesto politico. Perché quel capolavoro nasce in un’Argentina segnata dalla dittatura\, dalla povertà\, dalla rabbia e dal desiderio di riscrivere il proprio destino. Un monologo che parla di calcio senza fermarsi al calcio. Di educazione senza fare prediche.Di talento come costruzione collettiva. Se pensate che Maradona sia solo un mito sportivo\, forse è il momento di rivedere la partita da un’altra angolazione. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY:“Truculentus” al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Da venerdì 6 a domenica 29 marzo\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, la Compagnia Castalia\, considerata una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale\, porta in scena il capolavoro della commedia classica “Truculentus”\,  di T. M. Plauto\, con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro\, con Annalena Lombardi\, Piero Sarpa\, Giovanni Ribò\, Rocco Militano\, Fabrizio Passerini\, Laura De Angelis\,Maurizio Castè\, Paolo Oppedisano. Pur considerato da Plauto uno dei suoi capolavori\, “Truculentus” è una commedia raramente rappresentata. La storia narra di una bellissima prostituta che abilmente tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa: tipici caratteri della comicità plautina\, che gareggiano fra loro per acquisire i favori della donna. La toccante e originale riscrittura di Vincenzo Zingaro trasferisce la vicenda alla fine degli anni ’30\, in Sicilia\, dando vita ad un affresco storico di grande impatto emotivo. Un “Amarcord” dagli echi felliniani\, che ci trasporta in un’onirica e scoppiettante vita di provincia\, dove i personaggi plautini si trasformano in ritratti familiari\, a dimostrazione di quanto il teatro latino abbia un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Una rappresentazione di Plauto davvero unica\, divertente e commovente\, che ci fa scoprire quanto il commediografo latino sia veramente un nostro “contemporaneo”.  \n\n\n\nLo spettacolo segna una tappa significativa nell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro\, alla guida della Compagnia Castalia\, porta avanti da 34 anni\, con grande successo di pubblico e di critica\, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival (Ostia Antica\, Taormina\, Paestum\, Pompei\, Segesta\, Ferento\, Teatro di Pietra\, Leuciana\, Venosa\, Sarsina\, Formia\, Volterra\, Anagni\, Alba Fucens e tanti altri). Un progetto culturale unico in Italia\, che ha coinvolto ed entusiasmato centinaia di migliaia di giovani e che da anni è oggetto di Studio e di Tesi di Laurea presso prestigiose Università italiane ed europee.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nCicerone testimonia che Truculentus era considerata da Plauto una delle sue opere migliori. Nonostante ciò\, la commedia è stata raramente rappresentata in tempi moderni\, pur contenendo diversi caratteri tipici della comicità plautina\, dalla prostituta al giovane innamorato\, al soldato fanfarone\, al servo rozzo. In realtà\, i motivi dell’assenza dalle scene di questa commedia sono comprensibili: primo fra tutti\, l’estrema debolezza della trama\, piena di omissioni e di contraddizioni\, che oltrepassano il limite consueto a cui Plauto ci ha abituati.  Ciò è in parte da attribuire a una compromessa trasmissione del testo. Pertanto\, a una prima lettura\, l’opera desta sicuramente diverse perplessità. Ma prestando maggiore attenzione\, mi sono accorto che essa contiene degli spunti di eccezionale modernità e degli elementi di inaspettata crudezza che prevaricano il semplice gioco e ci proiettano in una dimensione di inquietante “realismo”. Salta subito all’occhio\, innanzitutto\, che a costituire il motore dell’azione\, a tessere l’ordito della trama\, non è più il servus\, ma una donna\, fatto inconsueto in una commedia plautina: una donna estremamente sofisticata nell’esercitare il proprio mercimonio\, capace di giocare abilmente su diversi piani. Ma il suo è un gioco amaro\, che introduce una nota dissonante nell’universo armonico e apparentemente spensierato di Plauto. Nel Truculentus\, il mondo femminile sembra fagocitare ineluttabilmente il maschile\, trascinandolo in una deriva dei sensi\, in una “battaglia dei sessi” che non lascia scampo. Non è da trascurare il fatto che l’opera appartiene all’età avanzata di Plauto; periodo in cui gli studiosi tendono a ravvisare nel Sarsinate una maggiore sensibilità ai problemi sociali\, dettati da una società in grande trasformazione. Nel 189 a. C.\, infatti\, anno in cui è datata la commedia\, Roma è attraversata da grandi cambiamenti\, il cui filo rosso è rintracciabile nella guerra\, la seconda guerra punica\, che si concluse faticosamente con la sconfitta di Cartagine. Tra i cambiamenti\, la condizione di maggiore autonomia e indipendenza in cui le donne vennero a trovarsi\, a causa delle nuove norme successorie e dei patrimoni acquisiti in seguito alla perdita dei mariti e dei padri\, caduti in battaglia. Nel 195 a. C.\, fece scalpore l’insurrezione pubblica femminile che portò all’abrogazione della Lex Oppia\, promulgata nel 215 a. C.\, che limitava l’ostentazione del lusso da parte delle donne\, proprio per la necessità di far fronte allo sforzo bellico. Si determinò uno sbilanciamento nell’equilibrio dei ruoli sociali\, per il quale gli uomini si sentirono minacciati. Da questo tessuto sociale nasce in Plauto l’ispirazione del personaggio di Prhonesium\, la bellissima e astuta meretrice\, protagonista della commedia\, che tiene in pugno le sorti di tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa. D’altro canto\, la stessa atmosfera licenziosa che pervade il Truculentus trova un suo fondamento in un fenomeno sociale molto diffuso\, come quello dei culti bacchici\, la cui crescente promiscuità determinò\, nel 186 a. C.\, la soppressione degli stessi da parte del Senato. Scopriamo allora che il mondo di Plauto\, con i suoi personaggi\, fino ad ora considerati delle maschere\, assume un sapore più vero\, che ha stimolato la mia fantasia a trasferire la vicenda in un contesto e in un periodo storico più vicino a noi\, a dimostrazione di quanto i caratteri del teatro latino abbiano un radicato fondamento nella vita del nostro Paese. Lo spaccato sociale raccontato\, la presenza di caratteri spinti nella dimensione del grottesco\, i toni a tratti scoppiettanti e a tratti crepuscolari\, mi hanno riportato alla mente paesaggi e figure del cinema felliniano. Una sorta di “Amarcord”\, che ci trasporta in un’onirica e desolante vita di provincia\, dove signorotti\, militari\, donne procaci e giovani ossessionati da un prepotente desiderio sessuale\, intersecano geometrie di esistenze un po’ grigie\, con quel loro patteggiare spasmodicamente il prezzo dei favori\, anche se apparentemente briose. Così\, ho deciso di ambientare la mia messinscena del Truculentus nella seconda metà degli anni ‘30\, in un’Italia attraversata anch’essa da numerosi cambiamenti e profonde contraddizioni: tra il disagio per una condizione di arretratezza da una parte e l’euforia di espansionismo e di modernizzazione dall’altra. L’inaugurazione degli stabilimenti di Cinecittà nel ’37\, rappresentò uno straordinario crogiuolo\, che determinò un nuovo fenomeno culturale capace di coinvolgere trasversalmente le masse\, paragonabile a quanto il teatro di Plauto aveva rappresentato nella Roma cosmopolita del III sec. a. C.; l‘espansione coloniale in Africa\, realizzata dal regime fascista\, in nome di una gloriosa “romanità”\, non può non rimandare al periodo delle guerre puniche\, in cui Plauto visse e del cui humus le sue commedie risentono; il fenomeno delle case di tolleranza\, così diffuso in Italia prima della sua abrogazione nel 1958\, ad opera della legge Merlin\, richiama i lupanari della Roma antica\, offrendo nell’immaginario un sovrapporsi di suggestioni fra l’antico e il moderno. Così\, per una curiosa alchimia\, attraverso la vicenda immaginata da Plauto\, prende vita l’affresco di una provincia del sud\, una storia ambientata in una moderna Magna Grecia\, in cui sogni e passioni si scontrano con la spietatezza della realtà.  I personaggi si trasformano in ritratti di vita familiari\, più vicini di quanto potessimo immaginare\, che scopriamo mai scomparsi\, ma solo trasfigurati\, da cui l’anima cerca di prendere le distanze con un’amara risata\, perché non può non riconoscersi davanti al suo specchio. E l’appellativo Truculentus\, che dà il nome all’opera\, sul quale i critici hanno tanto dibattuto\, perché ispirato immotivatamente a un personaggio secondario\, trova in questa direzione il suo senso se lo consideriamo come definizione di un destino capace di imporci una condizione avvilente\, in grado di mortificare la nostra esistenza\, a cui è difficile ribellarsi. E’ quello che succede ai protagonisti di questa storia\, vittime di una condizione più forte di loro\, di un destino tragico che li accomunerà: la Seconda guerra mondiale. Nel confrontarmi con questa opera\, ho sentito la profonda esigenza di cogliere l’opportunità che mi offriva: di raccontare quanto ho fortemente e sinceramente percepito fra le sue righe\, lasciandomi trasportare dalle sue più recondite vibrazioni\, con tutta la passione e l’amore con i quali ho sempre affrontato il mio viaggio nel meraviglioso e straordinario mondo della Commedia Classica Antica. (Vincenzo Zingaro)  \n\n\n\n  Orario spettacoli: \n\n\n\nvenerdì 6 e sabato 7 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 8 marzo ore 17\,30 \n\n\n\n  venerdì 13 e sabato 14 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 15 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 20 e sabato 21 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 22 marzo ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 27 e sabato 28 marzo ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 29 marzo ore 17\,30 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00 (fino a 26 anni)
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SUMMARY:“Cani e Gatti” al Teatro Prati
DESCRIPTION:A distanza di un secolo il grande ritorno di una commedia che continua a fotografare con spietata ironia le dinamiche della vita di coppia. Dal 6 marzo al 19 aprile 2026 al Teatro Prati sarà l’attore figlio d’arte Corrado Taranto\, figlio di Carlo e nipote di Nino\, a portare sul palco “Cani e Gatti”\, il classico di Eduardo Scarpetta che\, dopo 56 anni dall’ultima messa in scena al Teatro Eliseo ad opera di Eduardo De Filippo\, si prepara a dispensare un pieno di risate nel nuovo adattamento di Fabio Gravina\, anche direttore artistico dello spazio culturale situato nel cuore di Roma. La grande farsa napoletana è una vera e propria “macchina per ridere”  pronta a raccontare una pagina di storia senza tempo\, nella quale una coppia di sposi freschi di matrimonio\, Ninetta (Sara Scotto di Luzio) e Ciccillo (Rocco Tedeschi)\, si trovano alle prese con la folle gelosia di lui che arriva trasformare le mura domestiche in un campo di battaglia. Per salvare l’unione dei giovani\, intervengono i genitori di lei\,  Don Raffaele (Corrado Taranto) e Rosina (Marina Vitolo)\, con una strategia  paradossale: fingersi a loro volta “cani e gatti”. In un gioco di specchi esilarante\, i genitori iniziano a litigare senza tregua per mostrare alla figlia quanto sia rischioso vivere in un costante stato di agitazione e di “guerra”. Nel gioco a quattro\, tra equivoci e risse verbali vere o fasulle\, si inseriscono gli altri personaggi\, caricature di spiccata vivacità partenopea: la vedova del direttore d’orchestra Lauretta Fresella (Irma Ciaramella)\, l’avvocato Michele Esposito (Eduardo Ricciardelli)\, Antonino Savarese (Luca Cardillo) e l’immancabile cameriera Bettina(Sara Guardascione) e l’inaspettata paesana Carmela (Irma Ciaramella). In un momento come quello che viviamo\, nel quale  il matrimonio  fra i giovani è in profonda crisi\, a causa di varie dinamiche\, questa commedia diventa una lezione sull’armonia impartita a suon di battute folgoranti. \n\n\n\nTelefono06/39740503
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SUMMARY:7ª Edizione della Call for Artists a Spazio Nucleika di Catania
DESCRIPTION:Il collettivo NucleikArt presenta la 7ª Edizione della Call for Artists\, che si concluderà con una mostra collettiva a ingresso gratuito in programma dal 14 al 28 marzo 2026 presso lo spazio Nucleika a Catania \n\n\n\nL’esposizione riunirà opere di pittura\, fotografia\, illustrazione\, scultura\, design e arte digitale\, offrendo uno sguardo plurale sui linguaggi dell’arte contemporanea.  \n\n\n\nIl vernissage è previsto sabato 14 marzo 2026 alle 19:00.  \n\n\n\nGiunta alla settima edizione\, l’iniziativa rappresenta un omaggio alla città di Catania e all’arte contemporanea\, confermando l’impegno del collettivo nel sostenere artisti emergenti e indipendenti e nel promuovere un’offerta culturale accessibile. Ogni anno la Call registra una straordinaria partecipazione di talenti provenienti da diverse realtà e territori\, segno di una risposta viva e condivisa che arricchisce il panorama culturale locale.  \n\n\n\nLe opere selezionate confluiranno in un catalogo digitale pensato come strumento di documentazione e diffusione del progetto.  \n\n\n\nContatti  \n\n\n\nEmail: nucleika@gmail.com  \n\n\n\nInstagram: @nucleikart  \n\n\n\nSito: www.nucleikart.it 
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SUMMARY: Monza Music Meetings
DESCRIPTION:Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti\, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi\, in collaborazione con il Comune di Monza\, la manifestazione\, giunta alla quarta edizione\, si rivolge a pubblici differenti per età\, competenze e sensibilità\, dai bambini agli adulti\, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi\, con un’offerta di proposte articolate e diversificate. \n\n\n\nLa nuova edizione approfondisce\, in particolare\, il rapporto tra musica\, comunità e trasformazione\, esplorando il suono come strumento di relazione\, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole\, appuntamenti concertistici di rilievo\, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. \n\n\n\nIl tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nNello spirito stesso dell’incontro\, motivo propulsore della rassegna\, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che\, lunedì 16 marzo (ore 21\, ingresso libero con libera donazione)\, ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano\, il baritono Giacomo Nanni\, la violista Maria Cecilia Villani el’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte)\, John Dowland\, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli\, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596)\, celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae\, op. 48 di Benjamin Britten (1950)\, variazioni per viola e archi sul tema di Dowland\, ponte tra Rinascimento e modernità\, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug\, BWV 82 di J.S. Bach\, cantata per basso\, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente. \n\n\n\nSempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto\, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza)\, intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea. \n\n\n\nQuindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza\, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro)\, con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta\, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita\, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta\, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco\, decidono di viaggiare con il loro cassonetto\, trasformato in forziere\, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza. \n\n\n\nVenerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha\, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21\, ingresso 10-15 euro)\, i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità\, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore\, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche\, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico. \n\n\n\nSabato 21 marzo\, sempre al Teatro di Corte\, in occasione dell’International Early Music Day\, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20\, ingresso 10-15 euro)\, protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino)\, Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova\, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima\, venerdì 20 marzo\, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12). \n\n\n\nIl Teatro di Corte vedrà infine esibirsi\, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30\, ingresso 10-15 euro)\,i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo\, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano. \n\n\n\nSabato 28 marzo\, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo. Infine\, domenica 29\, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings\, un accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\nAfferma Arianna Bettin\, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale\, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica\, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi\, con Monza Music Meetings\, al concorso Rina Sala Gallo\, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026». \n\n\n\nLe fa eco Annamaria Di Ruscio\, vicepresidente di Acinque\, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti\, rendez-vous\, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio\, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità». \n\n\n\n \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it  \n\n\n\n 
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SUMMARY:Programmazione marzo 2026 a Officine Pasolini
DESCRIPTION:Lunedì 16 il mese di marzo a Officina Pasolini\, il Laboratorio di Alta formazione artistica e HUB culturale della Regione Lazio diretto da Tosca\, inizia con la presentazione del PREMIO BIANCA D’APONTE 2026\, il concorso che accende i riflettori sul cantautorato femminile emergente. Sul palco saliranno tre protagoniste della storia del premio: la vincitrice dell’ultima edizione Micaela Tempesta\, Valentina Lupi\, vincitrice nel 2024\, e Beo\, finalista del 2024. In veste di ospite si esibirà Bungaro\, con Ferruccio Spinetti. A condurre Enrico Deregibus. \n\n\n\nMercoledì 18 si prosegue con FEDERICO BALDI che presenta in anteprima live L’unica alternativa al cappio\, concerto che intreccia canzoni e monologhi in un racconto sospeso tra tensione espressiva e autoparodia. Sul palco con lui la band che ha preso parte alla registrazione in studio dell’omonimo disco: Stefano Coco\, Filippo Cornaglia\, Luca Giannotti\, Cristiano Loschiavo\, Diletta Marzano\, Martina Primavera\, Alessandro Ragazzo. Cantautore e autore\, Baldi ha concluso il biennio di alta formazione in Canzone con il tutoraggio artistico di Niccolò Fabi. Ha partecipato a Il dominio della luce\, disco-libro di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo\, firmando il testo di L’amore al buio. Si è esibito in diversi festival\, aprendo tra gli altri i concerti di Joan Thiele e Lodo Guenzi\, e ha affiancato Filippo Timi come aiuto regia di Scopate Sentimentali\, concerto-omaggio a Pasolini con Rodrigo D’Erasmo e Mario Conte. Decisivo anche l’incontro con il pianista e filosofo Marco Palmisano\, con cui ha definito il percorso confluito nell’album. La versione dal vivo ne riprende la struttura\, alternando brani e parti narrative in un impianto unitario che affronta temi come politica\, fragilità affettive\, questioni di genere e paura di invecchiare e di morire. \n\n\n\nSabato 21 il giovane talento della chitarra classica GIAN MARCO CIAMPA presenta il suo EP Nuna. In islandese significa “ora”\, inteso non solo come tempo ma anche come spazio: un insolito luogo in cui in cui sentirsi a casa tra atmosfere rarefatte\, gusto nordico e fredda malinconia. Il progetto nasce come istantanea di un momento di evoluzione personale e artistica\, alla ricerca di nuovi territori espressivi sulla chitarra classica e non solo. I brani sono proposti in versioni inedite dedicate alle sei corde: chitarra classica\, talvolta accompagnata dall’elettronica del producer e special guest della serata BRAIL (Madame\, Mannarino\, Aiello)\, e chitarra elettrica. In Nuna convivono capisaldi della musica contemporanea come l’estone Arvo Pärt e Luciano Berio\, accanto a compositori vicini alla scena elettronica come Jon Hopkins e Michael Nyman\, fino all’astro nascente islandese Ólafur Arnalds\, che spazia tra neo-classicismo\, ambient\, minimalismo e pop americano. Diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti\, lode e Menzione d’Onore\, Ciampa ha vinto oltre 40 premi internazionali e si è esibito in quattro continenti. È stato protagonista di un TEDxTalk dedicato alla chitarra\, è docente presso il Conservatorio di Salerno e chitarrista del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. \n\n\n\nSabato 21 Officina Pasolini ospita la proiezione del film AMLETO È MIO FRATELLO di Francesco Giuffrè con un cast che affianca attori con disabilità a volti del cinema e della televisione come Claudia Gerini\, Vincenzo Salemme\, Francesco Paolantoni\, Margherita Buy\, Nino Frassica. Il lungometraggio nasce dall’esperienza diretta del regista\, impegnato da cinque anni nella teatroterapia per persone disabili\, con l’intento di portare la loro “bellezza” oltre il contesto laboratoriale\, nel mondo esterno. Uscito nelle sale nell’agosto del 2023 e trasmesso per la prima volta dalla Rai lo scorso novembre\, il film affronta un tema spesso marginalizzato e percepito come: il disagio psichico. «Il film non vuole insegnare né giudicare – spiega Giuffrè – ma raccontare il mondo e i sogni di quattro ragazzi speciali\, cercando di smontare i preconcetti sulla malattia mentale. L’inclusione e il rispetto della diversità sono il motore del progetto: il cambiamento di una società passa dall’accettazione di ciò che ci appare lontano e questo film vuole essere un piccolo ma significativo passo in quella direzione». Al termine della proiezione il pubblico incontrerà i quattro protagonisti; Francesco Giuffrè\, insieme a Pier Belloni\, co-sceneggiatore del film\, dialogherà con gli spettatori sul tema trattato\, aprendo un confronto diretto e partecipato. \n\n\n\nMercoledì 25 il giornalista e critico musicale Andrea Silenzi incontra Felice Liperi\, critico musicale\, conduttore e curatore per Radio RAI\, docente al DAMS in vari atenei e all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini\, in occasione dell’uscita per Treccani Editori del suo ultimo libro LA CANZONE ITALIANA Storia\, storie\, protagonisti. Come e quando nasce la canzone italiana? Come si definisce\, attraverso quali trasformazioni è passata e quali sono stati e sono oggi i suoi protagonisti? E quale futuro si intravede all’orizzonte? Il libro ripercorre l’evoluzione della più “leggera” e popolare delle nostre arti nazionali: dalla romanza alla canzone\, dai canti sociali e patriottici alla canzone napoletana\, dai caffè concerto ai varietà\, dal ruolo della radio nel fascismo alle influenze americane e alle grandi orchestre. Dalle melodie del dopoguerra alla rivoluzione degli anni Sessanta-Settanta e alle grandi scuole cantautorali\, dal rock al pop\, dal folk fino ai linguaggi musicali oggi imperanti\, come il rap e la trap\,  il viaggio attraversa anche il mercato discografico\, lo star system e l’impatto della Rete\, delle piattaforme digitali e delle strategie promozionali dei talent\, offrendo uno sguardo che intreccia storia musicale e storia della società italiana. \n\n\n\nVenerdì 27 torna SUPERFICIE LIVE SHOW – attori sul palco a portata di video\, format ideato e condotto da Matteo Santilli. Un susseguirsi di monologhi\, anteprime\, brevi video\, lezioni e tante ‘rubriche’ create ad hocper questo show con la partecipazione di artisti e musicisti che sono annunciati soltanto a ridosso della data. Uno sguardo sul teatro contemporaneo\, fra proposte ed esperimenti scenici e piccole anticipazioni sui principali spettacoli in scena nelle settimane successive nei teatri della capitale. Superficie Live Show racconta il mondoteatrale a 360 gradi e che puntualmente cerca di rinforzare il dialogo fra il pubblico e l’artista. \n\n\n\nSabato 21 il giornalista e conduttore radiofonico Patrizio Ruviglioni ripercorre con il protagonista della serata\, STEFANO FRESI\, le tappe di una carriera eclettica tra musica\, teatro\, cinema e televisione. Compositore e musicista prima ancora che attore\, Fresi viene notato da Michele Placido e debutta al cinema in Romanzo Criminale. Inizia così un’inarrestabile carriera con film di successo come la fortunata saga Smetto quando voglio\, che gli vale la candidatura ai David di Donatello\, fino al Nastro d’Argento 2019 come miglior attore di commedia per la versatilità dimostrata nei film: C’è tempo\, L’uomo che comprò la luna e Ma cosa ci dice il cervello. Parallelamente continua il percorso teatrale e televisivo\, cimentandosi nel doppiaggio di Il re leone accanto a Marco Mengoni\, Elisa e Edoardo Leo\, alla conduzione con Roberto Bolle su Rai1\, fino alla serie di successo Kostas\, dove interpreta il famoso commissario greco nato dalla penna di Petros Markarïs. Un’occasione per attraversare\, attraverso la sua voce\, oltre vent’anni di spettacolo italiano\, tra palcoscenico e grande schermo. \n\n\n\nMartedì 31 è Tosca a condurre l’intervista spettacolo Due cuori e una caparra con CORRADO NUZZO e MARIA DI BIASE. In contrasto tra di loro\, in disaccordo con il mondo\, felicemente inadattabili\, Nuzzo e Di Biase sembrano smentire sia il detto “chi si somiglia si piglia” sia “gli opposti si attraggono”: nulla li accomuna e tutto li allontana. Eppure\, nonostante questo\, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena. Perché? La risposta a questa domanda – e a molte altre – emergerà nel dialogo guidato da Tosca. Un confronto vivo e imprevedibile\, in cui confessioni\, contraddizioni e improvvisazioni si intrecceranno davanti al pubblico del Teatro Eduardo De Filippo\, che avrà la fortuna di assistere (e forse di intervenire) in questo gioco teatrale sospeso tra realtà e finzione.
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SUMMARY:"VI AMO DA MORIRE" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta al Teatro de’ Servi\, dal 17 al 29 marzo\, VI AMO DA MORIRE\, la nuova commedia firmata da Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi\, con la regia di Andrea Palotto. \n\n\n\nProtagonisti sono Lucrezia\, Giulio\, Dario e Paolo che si immergono in strani intrecci sentimentali\, misteri da sciogliere e una comunicazione intermittente con l’aldilà.  \n\n\n\nChi ha mentito a chi? Chi nasconde cosa? Chi sopravviverà? Tutti ingannano tutti\, tutti celano un segreto\, tutti sono vivi…o forse no!  \n\n\n\nUna commedia che ci svelerà che non tutto è come sembra: tra tradimenti\, bugie e colpi di scena scopriremo che tra Paradiso ed Inferno non c’è tutta questa differenza. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrari spettacoli: \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21; sabato ore 17:30 e 21; domenica ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: 25 euro
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SUMMARY:"Furore" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Dopo aver conquistato il pubblico fin dal suo debutto nel 2019\, Massimo Popolizio torna a incarnare con vibrante intensità i personaggi immortali di Furore di John Steinbeck\, dal 19 al 29 marzo sul palcoscenico del Teatro Argentina.  \n\n\n\nIl potente capolavoro della narrativa americana\, scritto nel 1939 e subito divenuto un best-seller premiato con il Pulitzer nel 1940\, rivive ancora una volta nell’adattamento per la scena di Emanuele Trevi\, emozionando e scuotendo il pubblico con la sua cruda attualità. \n\n\n\nLo spettacolo continua ad affascinare per la sua capacità di raccontare la dignità umana di fronte alle avversità\, la lotta per la sopravvivenza e il bisogno di giustizia sociale\, attraverso l’arte sapiente di Massimo Popolizio\, cuore pulsante dell’opera\, che dà voce alle sofferenze e alle speranze della famiglia Joad\, restituendone una lettura che risuona oggi con una urgenza sconcertante. Steinbeck\, infatti\, è stato tra i primi a narrare gli effetti devastanti di quello che chiamiamo cambiamento climatico: la siccità e le tempeste di sabbia che spinsero migliaia di persone verso una California che\, anziché accoglierle\, le travolse con alluvioni e cinismo. Una parabola che richiama a sua volta la spirale di violenza\, diffidenza e cattiveria che attraversa tuttora la nostra società contemporanea\, evocando in modo inquietante le tensioni che stanno lacerando gli Stati Uniti. \n\n\n\nIn questa coproduzione Teatro di Roma e Compagnia Umberto Orsini\, Massimo Popolizio lascia riscoprire un classico che\, parlando del passato\, ci costringe a guardare in faccia il nostro presente\, attraverso un one-man show epico e liricoche condurrà il pubblico all’interno della dolorosa crisi agricola\, economica e sociale che colpì gli Stati Uniti tra il 1929 e l’attacco a Pearl Harbor. \n\n\n\nIl romanzo\, consacrato anche dal cinema con il film di John Ford interpretato da Henry Fonda\, nasce da un’inchiesta giornalistica che Steinbeck condusse nell’estate del 1936\, quando il San Francisco News gli chiese di indagare sulle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti\, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas\, a causa delle tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che avevano reso sterili quelle terre coltivate a cotone. Il risultato di quell’indagine fu una serie di articoli da cui l’autore americano generò\, tre anni dopo\, il romanzoFurore\, trasformando quella decisiva esperienza giornalistica\, umana e politica in grande letteratura. \n\n\n\nRaccontando le sventure dei Joad e i motivi di una delle più devastanti migrazioni della storia moderna\, Massimo Popolizio porta in scena un affresco realista e visionario: «E un’operina sonora – racconta l’attore – in cui leggo\, recito\, dico Furore all’interno di immagini\, suoni\, voci dal vivo. Gli articoli che furono scritti da Steinbeck sul San Francisco news denunciavano la drammatica situazione della crisi agraria. E io in scena do quindi voce a un cronista che osserva l’epopea epica della migrazione di migliaia di persone verso la California\, sperando di trovare una terra che le accolga\, che possa dare loro lavoro e una condizione di vita dignitosa. Invece\, questi poveretti appena arrivavano venivano sistemati in tendopoli\, in campi di assistenza\, con tutto ciò che comportava. Oltretutto loro fuggivano dalla polvere\, dalla siccità che rovinava i raccolti\, ma in California trovano le alluvioni e morivano affogati! Steinbeck è stato il primo a parlare di cambiamento climatico… Ed è inutile negare che la parabola dei migranti di quell’epoca fa venire in mente ciò che avviene oggi. Per di più\, il cinismo\, la diffidenza e la cattiveria che alcuni cittadini americani di allora\, in particolar modo californiani\, nutrivano verso i connazionali meno fortunati che arrivavano dagli stati depressi dell’est ricorda in modo spaventoso la spirale di violenza che attraversa oggi gli Stati Uniti. Il Paese che ha insegnato al mondo la libertà\, la tolleranza e l’inclusione oggi come allora protegge e tutela chi si accanisce contro i più fragili che dovrebbero invece essere accuditi e soccorsi». \n\n\n\nA connettere questa visione con la struttura drammaturgica è Emanuele Trevi\, che sottolinea la modernità di questa figura di narratore: «E forse non c’è un attore\, nel panorama teatrale italiano\, più in grado di Massimo Popolizio di prestare a questo potentissimo\, indimenticabile “story-teller” un corpo e una voce adeguati alla grandezza letteraria del modello. Leggendo Furore\, impariamo ben presto a conoscerlo\, questo personaggio senza nome che muove le fila della storia. Nulla gli è estraneo: conosce il cuore umano e la disperazione dei derelitti come fosse uno di loro\, ma a differenza di loro conosce anche le cause del loro destino\, le dinamiche ineluttabili dell’ingiustizia sociale\, le relazioni che legano le storie dei singoli al paesaggio naturale\, agli sconvolgimenti tecnologici\, alle incertezze del clima. Tutto\, nel suo lungo racconto\, sembra prendere vita con i contorni più esatti e la forza d’urto di una verità pronunciata con esattezza e compassione. Più che a una «riduzione»\, riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck\, rendendole ancora più evidenti ed efficaci che durante la lettura. Raccontando la più devastante migrazione di contadini della storia moderna\, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico\, realista e visionario\, sempre sorprendente per la sua dolorosa\, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio.» \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari spettacolo: martedì\, venerdì e giovedì 26 marzo ore 20; mercoledì e sabato ore 19; giovedì 19 marzo e domenica ore 17 I  \n\n\n\nDurata spettacolo: 1 ore e 20 senza intervallo          
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SUMMARY:"Oltre lo specchio" a Teatrosophia ritorna la Compagnia Australe
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione con Nevischio\, la Compagnia Australe torna in scena a Teatrosophia con una nuova drammaturgia che indaga uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il potere dell’apparenza. Protagonisti dal 19 al 29 marzo (giovedì/domenica di Oltre lo specchio: Carmelita Luciani\, Nunzia Ambrosio\, Antonio Buonocunto e Lorenzo Martinelli diretti da Matteo Fasanella. \n\n\n\nUna lunga notte di lavoro in un’agenzia di comunicazione alla vigilia di una campagna pubblicitaria decisiva. Marco\, il direttore\, Chiara\, art director\, Giulia\, responsabile marketing\, e Lorenzo\, un giovane stagista al suo primo giorno\, sono costretti a collaborare sotto una pressione crescente. \n\n\n\nTra scadenze imminenti\, tensioni professionali e rivalità personali\, il lavoro si trasforma presto in un campo di battaglia emotivo. Al centro della scena uno specchio osserva silenziosamente i personaggi\, diventando il simbolo di un confronto inevitabile con se stessi: con le proprie fragilità\, con il bisogno di riconoscimento e con l’immagine che si costruisce per piacere agli altri. \n\n\n\nNel corso della notte\, tra ironia e scontri sempre più intensi\, emergono verità scomode che mettono in discussione il confine tra identità e rappresentazione. Oltre lo specchio è una riflessione contemporanea sul potere dell’apparenza e sul prezzo che siamo disposti a pagare per essere visti. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: Giovedì e venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.com  \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: +393533925682
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LOCATION:Teatrosophia\, Via della Vetrina\, 7\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Ballast – Officine Creative a Pisa
DESCRIPTION:A Pisa nasce Ballast – Officine Creative\, uno spazio dedicato alle arti performative e alla ricerca\, pensato come luogo di incontro tra la scena contemporanea e le urgenze del presente.Situato in via Giunta Pisano 14\, a pochi passi da Piazza dei Miracoli\, Ballast nasce dalla trasformazione di un ex magazzino industriale in un ambiente culturale aperto\, flessibile e riconfigurabile\, pensato per accogliere pratiche artistiche contemporanee e diventare un luogo di incontro e aggregazione per la cittadinanza. \n\n\n\nAfferente al Teatro Nuovo di Pisa\, Ballast rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso che da anni attraversa la nuova drammaturgia e i linguaggi della scena contemporanea\, attenti a interrogare il presente. Non un teatro tradizionale\, ma un’officina creativa: uno spazio intenzionalmente aperto e non rigidamente connotato\, privo di una scena fissa o di una platea stabile\, capace di configurarsi di volta in volta in relazione alle esigenze degli artisti e delle pratiche ospitate. \n\n\n\nLa nascita di Ballast risponde a un bisogno condiviso: restituire alla città un luogo dismesso\, riattivandolo attraverso la cultura\, in cui l’attività artistica e la dimensione sociale siano interconnessi. Un presidio culturale che sceglie di abitare una zona fortemente segnata dal turismo per radicarsi nel quotidiano\, dialogare con il quartiere e generare comunità. \n\n\n\nBallast accoglierà spettacoli di teatro contemporaneo\, performance\, concerti\, residenze artistiche\, laboratori di alta formazione e progetti a forte impatto sociale\, con un’attenzione particolare all’accessibilità culturale e alla partecipazione delle fasce di pubblico che più difficilmente accedono all’offerta culturale. \n\n\n\nL’inaugurazione dello spazio coincide con l’avvio della prima rassegna teatrale\, Spazio Tempo Presente – scritture teatrali per il contemporaneo\, un titolo che dichiara fin da subito l’intenzione curatoriale: mettere al centro opere e artisti che lavorano sul qui e ora\, interrogando il nostro tempo attraverso scritture sceniche\, dispositivi performativi e sguardi critici sul reale. \n\n\n\nSpazio Tempo PresenteScritture teatrali per il contemporaneo \n\n\n\nBallast – Officine Creative inaugura con la rassegna Spazio Tempo Presente – scritture teatrali per il contemporaneo\, nata dalla collaborazione tra il Teatro Nuovo di Pisa\, la Compagnia Remuda Teatro e Omissis – Osservatorio drammaturgico\, che ne firma la direzione artistica. \n\n\n\nUna programmazione dedicata alla nuova drammaturgia italiana che rappresenta il primo gesto programmatico di Ballast: una dichiarazione d’intenti che mette al centro la scrittura per la scena\, il rapporto con il presente e il sostegno concreto ai percorsi artistici emergenti. La selezione degli spettacoli di Spazio Tempo Presente\, che si svolgerà tra marzo e maggio 2026\, è stata curata da Omissis\, a partire dalle produzioni di autrici e autori under 40\, tra i più rappresentativi della scena italiana contemporanea. Sono state individuate opere che si distinguono per la capacità di interrogare il presente attraverso linguaggi innovativi\, costruire un dialogo autentico con il pubblico e di aprire spazi di riflessione critica sul presente. \n\n\n\nUn mosaico di scritture che riflette la varietà e la complessità delle voci che oggi abitano la scena. \n\n\n\nGli spettacoli\n\n\n\nLa rassegna Spazio Tempo Presente prende avvio il 12 marzo con Lexicon di Eliana Rotella\, della Compagnia Corpora\, produzione Pallaksch.Lo spettacolo nasce da una riflessione sul linguaggio come campo di tensione\, come spazio in cui si depositano potere\, memoria e identità. In scena\, parola e corpo si intrecciano per mettere in crisi l’idea di un linguaggio neutro\, interrogando ciò che diciamo e\, soprattutto\, ciò che il linguaggio ci permette – o ci impedisce – di essere. Lexicon si muove sul confine tra gesto e voce\, restituendo una drammaturgia che fa del linguaggio stesso il proprio terreno di scontro. \n\n\n\nIl 19 marzo è la volta de La più grande tragedia dell’umanità di Jacopo Giacomoni\, uno spettacolo della Compagnia Malmadur\, produzione Evoè.Con uno sguardo ironico e spietato\, il lavoro affronta il nostro tempo attraverso il paradosso e la disillusione\, mettendo in discussione la retorica del successo\, del fallimento e della realizzazione personale. La scrittura attraversa il comico e il tragico per raccontare una condizione esistenziale diffusa\, in cui la responsabilità individuale si scontra con l’impotenza collettiva\, restituendo un ritratto lucido e inquieto della contemporaneità. \n\n\n\nIl 9 aprile la rassegna prosegue al Teatro Nuovo di Pisa con Affogo di Dino Lopardo\, produzione Gommalacca\, un lavoro intenso e diretto che indaga il tema del soffocamento emotivo\, sociale e generazionale. Affogo mette in scena corpi e parole in tensione\, raccontando il senso di oppressione che attraversa le vite contemporanee\, schiacciate tra aspettative\, urgenze e desideri irrealizzati. La drammaturgia costruisce un percorso che alterna fragilità e resistenza\, dando forma a un’esperienza teatrale che colpisce per la sua urgenza e necessità. \n\n\n\nIl 16 aprile si torna a Spazio Ballast per lo spettacolo Il principe dei sogni belli di Tobia Rossi. Una favola amara che parla di crescita e cura\, di paura e responsabilità\, di padri e di figli. Il racconto di un pomeriggio incandescente che procede a spirale fino a stringersi sul concetto di menzogna\, inossidabile caposaldo della nostra educazione e identità.Il 6 maggio la rassegna prosegue con Il chiasso delle cose di Federico Malvaldi\, produzione Guascone Teatro in collaborazione con Remuda Teatro.Un racconto di formazione e amicizia che attraversa più epoche\, dal 1999 a oggi\, seguendo le vite intrecciate di due ragazzi. Lo spettacolo indaga le distorsioni della cultura maschile contemporanea\, cresciuta dentro un modello che esalta la forza\, la competizione e il controllo\, ma non insegna a riconoscere la paura\, il dolore e la fragilità.  \n\n\n\nA chiudere la rassegna\, il 13 maggio\, è Vita di San Genesio di Alessandro Paschitto\, della compagnia CTRL+ALT+CANC.Ispirandosi alla figura del santo patrono degli attori\, lo spettacolo attraversa con ironia e consapevolezza il mito e il mestiere del teatro\, riflettendo sulla vocazione artistica\, sulla precarietà del lavoro culturale e sul senso del fare scena oggi. Tra sacro e profano\, Vita di San Genesio si configura come una dichiarazione d’amore critica e appassionata al teatro\, inteso come spazio di resistenza\, rito collettivo e atto necessario.Con la rassegna Spazio Tempo Presente\, Ballast – Officine Creative si propone come uno spazio di incontro tra artisti e pubblico\, un luogo dove la drammaturgia contemporanea può trovare ascolto\, visibilità e riconoscimento. Un gesto inaugurale che traccia una direzione precisa: costruire un dialogo continuo con le scritture del presente\, sostenendo chi del teatro fa strumento di indagine e trasformazione. \n\n\n\nCosto Biglietto singolo spettacolo: 10 euro \n\n\n\nPrevendite su Ciaotickets \n\n\n\nSito web: www.teatronuovopisa.it/rassegna-spazio-tempo-presente \n\n\n\nPer info e prenotazioni: ballastofficinecreative@gmail.com \n\n\n\nPer informazioni telefoniche: 3923233535
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SUMMARY:"IO E MAGRITTE – VIAGGIO DI RITORNO DAL SURREALE" al Teatro IF
DESCRIPTION:Un viaggio dove la magia incontra l’assurdo e la realtà si piega allo sguardo visionario di René Magritte. \n\n\n\nSe il grande maestro del surrealismo fosse vissuto cent’anni dopo\, quali meraviglie avrebbe immaginato nel nostro tempo? \n\n\n\nAndrea Romanzi\, moderno interprete del suo universo\, accompagna il pubblico tra illusioni\, sogni e metamorfosi sorprendenti: quadri che prendono vita\, elementi ordinari in contesti straordinari creano una tensione tra ciò che vediamo e ciò che percepiamo\, spingendoci a mettere in discussione la nostra interpretazione del mondo. \n\n\n\nTra poesia visiva\, umorismo e colpi di scena inattesi\, ogni numero diventa un invito a guardare oltre le apparenze e a scoprire il potere nascosto dell’immaginazione. \n\n\n\n“Questo non è uno spettacolo… o non solo.” \n\n\n\nIo e Magritte è un’esperienza teatrale unica\, dove magia\, arte e filosofia si intrecciano per regalare un momento di meraviglia che resta impresso come un sogno. \n\n\n\nBiglietti: Intero € 18 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/io-e-magritte.aspx
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SUMMARY:Al via Oper'Arte 2026 a Palermo
DESCRIPTION:Il Teatro Ditirammu presenta la prima parte della stagione Oper’Arte 2026 dal titolo emblematico Cu mancia fa muddichi\, un ricco cartellone pensato dalla direttrice artistica Elisa Parrinello con l’intento di lasciare tracce\, briciole di bellezza\, di memoria e di futuro attraverso la rappresentazione dal vivo. \n\n\n\nDal 21 marzo al 20 giugno saranno tre le sedi\, Teatro Ditirammu alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa (via Paolo Gili\, 4)\, Teatro Apparte (via Antonio Furitano\, 5a) e Teatro Libero (salita Partanna\, 4)\, che ospiteranno di volta in volta le attività rivolte ad un pubblico di famiglie\, piccolissimi e giovani spettatori con spettacoli della tradizione\, rassegne a tema e l’imperdibile appuntamento per la settimana Santa con il tradizionale Martorio\, in scena da venticinque anni.  \n\n\n\n«Il titolo di questa stagione\, Cu mancia fa muddiche\, nasce da un’idea semplice e potente che ci accompagna ogni giorno – dichiara Elisa Parrinello. Crescere significa lasciare tracce\, fare esperienza\, sporcarsi le mani con l’arte per scoprire chi siamo. \n\n\n\nStiamo raccogliendo risultati che ci emozionano profondamente. Progetti come “Che me ne faccio io del Teatro” stanno vivendo un riscontro straordinario nelle scuole\, coinvolgendo bambini e ragazzi non solo nell’andare a teatro ma nel fare teatro\, nel sentirlo come uno spazio proprio\, necessario\, vivo. Questo per noi è il traguardo più importante: trasformare il pubblico in una comunità attiva\, curiosa\, partecipe. Insieme all’Associazione Ditirammu\, da oltre trent’anni impegnata nella valorizzazione delle tradizioni popolari siciliane attraverso canto\, musica\, danza e narrazione\, continuiamo a portare avanti una visione che unisce tradizione e innovazione\, radici e contemporaneità». \n\n\n\nMantenendo saldo il timone che vede il passato non come memoria immobile ma come materia viva che parla ai giovani con linguaggi nuovi\, Parrinello aggiunge: «Il teatro per bambini e ragazzi non è solo spettacolo\, è spazio protetto\, luogo di socializzazione\, laboratorio emotivo. È gioco che diventa scoperta\, esperienza che diventa consapevolezza. Nei nostri percorsi ogni giovane può trovare la propria voce: nella recitazione\, nel canto\, nella musica\, nella danza\, nella scenografia\, nelle arti artigianali. Non formiamo soltanto attori o spettatori\, ma persone più sicure\, sensibili e capaci di ascolto». \n\n\n\nA tutto ciò si aggiunge la potenza della lingua siciliana: «Il nostro lavoro restituisce dignità e forza alla cultura di quest’Isola\, grazie alla fusione con forme sceniche attuali\, inclusive e accessibili alle nuove generazioni. Continueremo a seminare arte perché siamo convinti che il teatro sappia ancora parlare ai giovani con autenticità e forza\, offrendo loro uno spazio in cui sognare\, creare e riconoscersi». \n\n\n\nDiciassette gli spettacoli\, di cui sei nuove produzioni\, che confermano il Teatro Ditirammu come unica impresa di produzione del teatro per l’infanzia e la gioventù in Sicilia\, riconoscimento conferito dal Fondo nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) per il triennio 2025/2027. \n\n\n\nLa rassegna comincia sabato 21 marzo alle ore 17.30 (con replica il 22 alla stessa ora) alla Bottega 5 dei Cantieri Culturali della Zisa\, con Kirit\, scimmietta gentile di Mauro Li Vigni\, adattamento e regia Marzia Molinelli\, con Livia Modica\, Brigida Petruso\, Sofia Lupo\, Dalila Galati\, Flavio Modica. \n\n\n\nNel cuore dell’India\, tra i templi sacri di Galta-Ji\, vive Kirit\, un giovane macaco vivace e irrequieto\, soprannominato il “terremoto dei templi”. Dispettoso\, curioso e sempre in cerca di attenzioni\, Kirit mette a dura prova la pazienza dei pellegrini\, dei bramini e soprattutto di sua madre Jita. Il suo più grande desiderio è diventare forte\, ricco e rispettato\, convinto che solo così potrà essere ammirato da tutti. \n\n\n\nSabato 28 alle ore 17.30 (con replica il 29 alla stessa ora)\, segue Clowns in viaggiocon Virginia Viviano\, Vinicius Ibanez\, Violeta Ibanez. Lo spettacolo mette in primo piano la mimica\, il corpo e la manipolazione di oggetti nel raccontare di un viaggio o meglio\, della sua attesa\, nella quale sogni e desideri si intrecciano con la noia\, generando invenzioni e piccoli stratagemmi per superarla. Un percorso scenico che parla d’amore per il mondo e per le sue infinite sorprese. \n\n\n\nIn occasione della Pasqua torna in scena sabato 4 aprile alle ore 21.00 e domenica 5 aprile alle ore 18.30 Martorio – Parti di La Simana Santa\, scritto da Vito Parrinello\, Rosa Mistretta e Fabrizio Lupo\, interpretato da Filippo Luna\, Elisa Parrinello\, Giovanni Parrinello\, Nico Podix\, Massimo Vella\, Rosalia Raffa\, Serena Cosentino\, Gabrio Bevilacqua. La pièce è una rappresentazione che la Compagnia del Teatro Ditirammu porta in scena come rito collettivo di memoria e devozione. Lo spettacolo rilegge con intensa forza poetica gli ultimi istanti della vita di Gesù\, mettendo al centro il dolore straziante della madre Maria. \n\n\n\nMartorio non è solo teatro\, è un atto di fede laica\, un momento di condivisione comunitaria in cui il sacro si fa carne\, voce e memoria. \n\n\n\nIl terzo weekend di aprile appuntamento il 17 e 18 alle ore 21.00\, domenica 19 alle ore 18.30\, con Liberi di ridere scritto e interpretato da Marco Li Vigni. Nello spettacolo si alternano monologhi comici a momenti pratici di Yoga della Risata\, ponendo al centro della performance il potere della risata e del respiro consapevole. Il pubblico non è semplice spettatore ma parte attiva di un percorso ludico e coinvolgente. \n\n\n\nUn vero e proprio Cultural show in cui il racconto dei benefici della risata si fonde con le situazioni quotidiane e i momenti di comicità leggera. \n\n\n\nDomenica 26 aprile alle ore 17.30 prende il via la rassegna Ta Dà…\, un ciclo di spettacoli a data secca le domeniche rivolto ai più piccoli. \n\n\n\nApre Il Pianeta delle stelle scritto e diretto da Piero Tutone che lo interpreta anche\, insieme a Carlo Di Vita e Giulia Tomasino. \n\n\n\nNel silenzio del cielo Zeus ha spento tutte le stelle\, deluso dagli uomini che hanno dimenticato di guardare verso l’alto. Solo una luce resta viva: Astra\, giovane ninfa danzante\, ultimo battito luminoso dell’universo. Ermes\, il messaggero degli dei\, tenta di convincere Zeus a ridare al mondo la luce ma il sovrano dell’Olimpo pone una condizione: se esiste ancora una scintilla di umanità capace di meravigliarsi\, dovranno trovarla e portargliela prima che sorga il nuovo giorno. \n\n\n\nSegue domenica 3 maggio alle ore 17.30 Il piccolo Shakespeare di Carlo Di Vita\, in scena anche insieme a Margherita Scrima\, con la partecipazione di Yara Baruffato\, Federico Grimaudo e Alessandro Prestimonaco. \n\n\n\nEsiste una tesi secondo la quale il celebre autore William Shakespeare fosse tale Michelangelo Florio\, figlio di Giovanni Florio e della nobile messinese Guglielma Scrollalancia (o Crollalancia). Shakespeare quindi… era siciliano? Lo racconterà il nostro “piccolo Shakespeare” insieme Yaya e Carletto e agli strampalati personaggi fuori dal comune della compagnia “Errabonda”. \n\n\n\nDomenica 10 maggio alle ore 11.30 è in scena la nuova produzione Rita e la pianta dei cappelli di Francesca Picciurro che lo interpreta insieme a Laura Geraci\, Laura Faraone; aiuto regia Teri Demma.  \n\n\n\nRita è una bambina molto intelligente e studiosa\, a causa della sua fisicità non corrispondente ai canoni imposti dalla società viene bullizzata dai suoi compagni di scuola. Rimane spesso a casa e dedica il suo tempo alle piante\, sue uniche amiche. Un giorno da sola a casa si trova al cospetto della bellissima farfalla Virginia che le regalerà la pianta dei cappelli per aiutarla a superare i problemi legati alla socialità e all’accettazione di se stessa. Ogni cappello ha un significato. Raccogliendo i vari cappelli dalla pianta si imbatterà in vari personaggi che le consegneranno qualcosa che la condurrà alla conquista del cappello multicolore\, grazie al quale potrà affrontare i suoi compagni. \n\n\n\nIl  15 e 16 maggio (rispettivamente alle ore 21.00 e alle ore 17.30) la programmazione si sposta al Teatro Apparte con Nicù e la Bella e la bestia di Elisa Parrinello. In scena insieme a Parrinello Piero Tutone\, Adele Balsamo\, Carlo Di Vita\, Marco Li Vigni\, Francesco Maria Stabile e gli allievi del Ditirammu Lab; video mapping Peppe Scozzola\, scene e costumi Elisa Parrinello. \n\n\n\nLo spettacolo racconta la storia di un principe superbo ed egoista che\, per punizione\, viene trasformato in una bestia da una fata\, proprio come nella celebre fiaba de La Bella e la Bestia. \n\n\n\nNicù\, come sempre\, rielabora la fiaba a suo modo riscrivendola con uno sguardo moderno e attuale\, più vicina alla sensibilità di oggi\, per coinvolgere ancora di più bambine\, bambini e giovani spettatori\, invitandoli a riflettere sull’importanza dell’amore\, della gentilezza e della capacità di guardare oltre le apparenze. \n\n\n\nDomenica 17 maggio alle ore 17.30 riprende la rassegna Ta Dà… alla Bottega 5 dei Cantieri culturali della Zisa con Chiovi\, chiovi\, chiovi\, scritto e diretto da Elisa Parrinello\, con Noa Flandina\, Giulia Pino\, Simone Ruvolo\, Serena Sabatino. \n\n\n\nLa Sicilia è una terra ricca di miti e leggende ma soprattutto di luoghi che hanno ispirato la nascita di affascinanti racconti: principesse\, paladini\, divinità greche e ninfe sono i protagonisti principali dei racconti di questo spettacolo musicale dedicato ai bambini. \n\n\n\nNel penultimo weekend di maggio\, sabato 23 alle ore 21.00 e domenica 24 alle ore 18.30\, va in scena Nel nome di Maria\, regia di Chiara Gambino che lo interpreta insieme a Giada Baiamonte. \n\n\n\nLo spettacolo rielabora un fatto di cronaca legato alla mafia avvenuto a Palermo il 14 novembre del 1982. La domanda che ha preceduto la stesura drammaturgica è stata: “Sarebbe potuto andare diversamente?”. Maria Lo Bello protagonista del racconto risponde inconsapevole a questa domanda per tutto lo spettacolo con un flusso di coscienza autentico e ironico\, fragile e disincantato raccontando l’incontro\, e in seguito l’amore\, con Calogero Zucchetto (Lillo)\, poliziotto della Squadra Mobile di Palermo. \n\n\n\nDal 29 maggio ci si sposta al Teatro Libero dove va in scena alle 18.30 Momo match finale (replica il 30 alla stessa ora)\, scritto e diretto da Pietro Tutone\, con gli allievi del laboratorio teatrale permanente DitirammuLab; coreografie Patrizia Veneziano. \n\n\n\nIn una città indefinita viveva una bambina riccia e ribelle\, Momo era il suo nome. Non aveva niente\, neanche un parente e non si sapeva da dove venisse\, eppure presto la gente si affezionò a lei\, per il suo modo di fare. Momo era proprio speciale perché sapeva ascoltare. E sapeva farlo talmente bene da far tornare alla memoria cose dimenticate\, guarire silenzi troppo lunghi\, fermare per un momento anche il tempo. Ma non era sola. C’era Cassiopea\, la tartaruga che vedeva un po’ avanti nel tempo…. \n\n\n\nIl 18 giugno\, sempre sul palcoscenico del Teatro Libero\, doppio appuntamento: alle 18.30 con la nuova produzione Jolla Folk\, regia di Elisa Parrinello; con Elisa Parrinello\, Virginia Maiorana\, Nino Nobile e gli allievi del DitirammuLab. \n\n\n\nAttraverso brevi cunti\, giochi ritmici\, piccole danze e cori semplici\, i bambini raccontano il ciclo delle quattro stagioni secondo un antico almanacco di usi e ritualità. Il repertorio musicale comprende adattamenti vocali e strumentali tratti da canti di lavoro\, filastrocche\, preghiere e serenate\, selezionati e rielaborati in forma accessibile. \n\n\n\nAlle ore 21.00 debutta un’altra nuova produzione La storia di Palermo con la regia di Elisa Parrinello; con Antonio Adamo Vella\, Virginia Maiorana\, Nino Nobile e gli allievi del Ditirammu Lab. \n\n\n\nLo spettacolo è un viaggio teatrale e musicale che attraversa i secoli della città\, dalle origini mitiche fino ai giorni nostri. Attraverso canti della tradizione popolare\, narrazione\, movimento scenico e quadri corali prende vita una Palermo fatta di dominazioni\, incontri di culture\, lotte\, speranze e contraddizioni. \n\n\n\nIl 19 giugno ancora un doppio appuntamento al Libero. \n\n\n\nAlle ore 18.30 debutta la nuova produzione Fellini for Ever con la regia di Elisa Parrinello\, che lo interpreta anche insieme ad Antonio Adamo Vella gli allievi del Ditirammu Lab. \n\n\n\nFellini For Ever è una commedia teatrale comica e visionaria che mette in scena il delirio creativo di un regista\, Achille\, schiacciato dal proprio ruolo di autore\, maestro\, genio e bersaglio umano.  \n\n\n\nAlle ore 20.00 appuntamento con Fasola Folk\, regia di Elisa Parrinello\, con Virginia Maiorana\, Nino Nobile\, Piero Tutone e gli allievi del Ditirammu Lab. \n\n\n\nSpettacolo sulle tradizioni popolari delle quattro stagioni\, secondo un antico almanacco di usi\, costumi e ritualità popolari; un repertorio musicale che si arricchisce di danze tipiche siciliane come la Fasola\, la Contraddanza\, le tarantelle insieme ai canti\, i racconti\, le leggende popolari trascritte tra l’’800 e il ‘900\, di raccolte e di catalogazioni effettuate dalla famiglia Parrinello che includono canti di lavoro\, di preghiera\, di scongiuri\, di note d’amore per la donna amata\, di serenate e matinate\, le Cialome della mattanza\, canti dei pescatori di corallo e altre espressioni della cultura popolare siciliana. \n\n\n\nGli appuntamenti del 20 giugno\, sempre ospitati dal teatro Libero\, chiudono la prima parte della  stagione 2026. \n\n\n\nAlle ore 18.30 debutta la nuova produzione Tirichitolla Folk con la regia di Elisa Parrinello; in scena Virginia Maiorana\, Nino Nobile\, Carlo Di Vita e gli allievi del Ditirammu Lab. \n\n\n\nPerformance dedicata al patrimonio orale e coreutico siciliano\, articolata come un racconto per stagioni che segue un antico almanacco di pratiche e ritualità. Gli interpreti adulti affrontano un repertorio completo\, includendo cunti di tradizione\, canti di lavoro\, preghiere\, scongiuri e serenate\, con attenzione alle fonti documentate tra Ottocento e Novecento.  \n\n\n\nAlle 20.30 ancora un debutto con OverLisistrata\, regia di Dario Muratore che lo interpreta anche insieme gli allievi del Ditirammu Lab. \n\n\n\nIn un mondo lacerato dai conflitti dove il potere maschile\, impulsivo e bellico\, coltiva solamente odio e competizione Lisistrata\, personaggio audace e imprevedibile\, chiama a raccolta le donne di tutte le città greche. Con astuzia e determinazione propone uno sciopero del sesso: nessun piacere finché gli uomini non depongano le armi. In OverLisistrata il comico si intreccia al tragico della guerra per mostrarci come la vera rivoluzione nasca dal coraggio di non fermarsi\, andare avanti\, nell’accettazione di se stessi\, nel rifiuto di ogni violenza. OverLisistrata è una ribellione ironica e potente dove la carne diventa strumento di lotta e il corpo arma di pace\, un inno al femminile oltre qualsiasi età. \n\n\n\nI biglietti degli spettacoli (da euro 5 a 12\, con riduzioni sul secondo acquisto in alcuni casi) si possono acquistare online attraverso il sito www.teatroditirammu.it oppure ai botteghini sul posto. \n\n\n\nLa Stagione “Cu mancia fa muddichi” è realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura (MIC) Direzione Generale Spettacolo dal Vivo\, dell’Assessorato regionale al Turismo\, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana. \n\n\n\nIn allegato la stagione 2026 con calendario e sinossi complete\, costo biglietti e riduzioni\, foto degli spettacoli.
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SUMMARY:LE ALI DELLA LIBERTÀ — quando il teatro libera e include a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Cosa accade quando il teatro smette di limitarsi a rappresentare il reale e diventa esso stesso spazio di liberazione? Nasce da questa urgenza LE ALI DELLA LIBERTÀ — quando il teatro libera e include\, la rassegna ideata da Giovanni Anversa e Isabella Di Cola\, promossa da ATCL\, in programma dal 23 al 27 marzo alle ore 20.00 presso lo Spazio Rossellini di Roma. Cinque serate consecutive\, cinque esperienze sceniche diverse per linguaggio e poetica ma unite da un medesimo orizzonte: restituire voce\, presenza e dignità artistica a chi troppo spesso resta ai margini dello sguardo sociale — persone con disabilità\, individui segnati dalla detenzione\, vite sospese tra identità\, migrazione e isolamento. \n\n\n\nIl titolo\, evocato da uno dei film più celebri della storia del cinema\, diventa qui dichiarazione programmatica: raccontare esperienze esemplari di inclusione sociale attraverso le arti performative. In questo percorso\, ATCL con Spazio Rossellini si è affermato come punto di riferimento e motore di progettualità che riconoscono nel teatro\, nella danza e nella musica strumenti concreti di espressione\, consapevolezza e relazione per soggetti fragili o marginalizzati. Salire su un palcoscenico aperto al pubblico non è soltanto un atto artistico ma un gesto di libertà reale\, capace di mettere simbolicamente “le ali” a chi sceglie di esporsi con la propria unicità per parlare a tutte e tutti. \n\n\n\nLa rassegna si propone inoltre di intessere relazioni vive con il territorio\, coinvolgendo associazioni\, istituzioni culturali e realtà accademiche — tra cui Università Roma Tre\, Sapienza Università di Roma\, Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli\, Fondazione Teatro di Roma. \n\n\n\nAll’interno di questo orizzonte si inserisce\, il 24 marzo\, La comprensione della diversità — Trent’anni di ricerca teatrale integrata\, progetto che restituisce al pubblico un passaggio significativo del lavoro del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli\, una delle esperienze più solide e longeve nel campo del teatro inclusivo in Italia. I testi sono di Roberto Gandini e Roberto Scarpetti\, regia Roberto Gandini\, elementi di scena Tiziano Juno\, musica Federico Pappalardo; con Maura Ceccarelli\, Flavio Corradini\, Rebecca Gentile\, Alessandro Giorgi. Alexia Giulioli\, Samuel Kowalik\, Edoardo Maria Lombardo\, Andres Lucas\, Matteo Marcelli\, Anita Marziali\, Laura Mastrangeli\, Andra Maria Murgu\, Aurora Orazi\, Ettore Pettinelli\, Fabio Piperno\, Edoardo Ricotta\, Marcello Selvatino\, Elena Sili\, Lucia Zorzoli. Assistente alla regia Davide Marinacci\, suggeritrice Irene Falaschi\, coordinamento pedagogico Anna Leo\, coordinamento specialistico Roberta Penge\, segreteria L.T.I. Piero Gabrielli Giorgio Lourier\, ufficio attività culturali Ilaria Iuozzo\, Gaia Polidori\, responsabile Silvia Cabasino\, staff tecnico della Fondazione Teatro di Roma; si ringrazia Lea Giamattei\, dottoranda XL ciclo Conservatorio di Brescia e Accademia di Danza\, produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli \n\n\n\nNel 2026 il Laboratorio Gabrielli sarà al trentunesimo anno di attività in questo tempo\, l’approccio alla creazione inclusiva si è arricchito di esperienza laboratoriale e di tecniche interpretative. Questa performance attraversa alcuni passaggi chiave del percorso artistico del Laboratorio e offre al pubblico un’anticipazione del saggio/spettacolo “Pinocchia\, adolescente di legno” che debutterà al Teatro Elsa Morante il 30 maggio 2026. Il personaggio che più di ogni altro ha segnato la drammaturgia del Laboratorio Gabrielli\, oltre alle figure nate dalla fantasia di Gianni Rodari\, è stato Pinocchio: il diverso per antonomasia. Nel bicentenario dalla nascita del suo autore\, Carlo Collodi\, ci siamo chiesti: cosa accadrebbe se dal famoso “ciocco di legno” nascesse una burattina? Una prima risposta la daremo con La comprensione della diversità\, insieme a 19 attrici e attori\, con e senza disabilità\, in scena con musica dal vivo. Definire in anticipo ciò che verrà presentato al pubblico non è semplice – scrive Roberto Gandini – Il processo teatrale\, per sua natura\, procede per ipotesi\, revisioni e scarti: quel ragazzo a cui è stata affidata la parte è più bravo del previsto\, quella ragazza con disabilità fa venire fuori un aspetto della storia a cui non si era pensato…  \n\n\n\nLe prove diventano così uno spazio di ricerca in cui il senso dello spettacolo prende forma progressivamente\, attraverso un’elaborazione condivisa. L’adolescenza è una patologia dalla quale i più guariscono. Ma a che prezzo e con quali passaggi? Pinocchia non vuole andare a scuola\, non vuole lavorare\, vuole stare con gli amici\, vuole scappare. È “umana troppo umana” anche se è fatta di legno ed è alla ricerca disperata di un’altra identità. Pinocchia vuole essere come gli altri\, ma chi sono gli altri? I suoi simili sono i burattini che l’accolgono e le vogliono bene. Anche lei ama quei “diversi”\, ma non le basta. Allora corre incontro all’amore che scopre con Lucignolo\, e corre verso esperienze che l’abbrutiscono e la rendono un’asina! Pinocchia\, attraverso questa sofferenza\, acquisirà l’identità tanto desiderata. E vissero felici e contenti? No\, perché la ricerca dell’identità è una trama con molti sequel. \n\n\n\nI prossimi appuntamenti della rassegna \n\n\n\n25 marzo ore 20.00 \n\n\n\nHIKIKOMORIcoreografo Vito Alfarano \n\n\n\nidea e progettazione Vito Alfarano e Marcello Biscosi \n\n\n\nregia e coreografia Vito Alfarano \n\n\n\nricerca musicale Marcello Biscosi \n\n\n\ndanzatori Cassandra Bianco e Francesco Biasi \n\n\n\nproduzione AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica \n\n\n\nco-produzione: Fabula Saltica \n\n\n\nHikikomori è un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte”; lo spettacolo invita il pubblico ad aprire una stanza simbolica e ad attraversare un universo fatto di silenzi\, ritratti e gesti sospesi. Lo spettacolo nasce dall’osservazione di un fenomeno sempre più diffuso: quello delle giovani e dei giovani che scelgono di ritirarsi dalla vita sociale\, isolandosi nella propria stanza. Il termine giapponese “hikikomori” significa letteralmente “stare in disparte” e descrive chi\, per motivi diversi\, decide di collocare ai margini la realtà esterna. In Italia questa condizione riguarda almeno 200.000 persone tra i 14 e i 30 anni. \n\n\n\nIl lavoro non si limita a raccontare l’isolamento\, ma lo traduce in esperienza sensibile attraverso il corpo\, mostrando il processo che conduce dalla prima pulsione al ritiro fino alla quasi totale separazione dal mondo. Le cause possono essere molteplici: una particolare sensibilità individuale\, difficoltà relazionali\, esperienze scolastiche negative o episodi di bullismo\, oltre alla pressione sociale. La tecnologia non viene considerata origine del fenomeno\, bensì spesso esito e rifugio\, uno spazio sicuro e controllabile nel quale trovare sollievo. \n\n\n\nDurante la performance prende forma progressivamente una stanza\, concepita come spazio simbolico dell’isolamento. La danza segue e rende visibili le fasi del percorso: dall’emergere iniziale di un disagio relazionale ancora compatibile con la vita sociale\, alla scelta consapevole del ritiro che comporta il rifiuto delle uscite\, l’abbandono scolastico e l’inversione dei ritmi quotidiani\, fino alla condizione estrema in cui si interrompono anche i contatti online e aumenta il rischio di sviluppare forme di sofferenza psicologica come depressione o paranoia. \n\n\n\nUn elemento distintivo della performance risiede nell’autonomia tecnica dei due danzatori\, che gestiscono direttamente musica e luci utilizzando cellulari collegati via Bluetooth e faretti autoalimentati spostati e attivati in scena. Questo dispositivo scenico riflette simbolicamente la capacità delle persone hikikomori di controllare il proprio microcosmo\, uno spazio interamente regolato secondo logiche personali. \n\n\n\nHikikomori si configura così come un invito a entrare nella stanza\, osservare\, ascoltare e riflettere. La danza diventa linguaggio capace di rendere percepibile il processo interiore\, le oscillazioni tra desiderio di contatto e impulso al ritiro\, e la possibilità\, sempre latente\, di riaprirsi alla relazione sociale. Anche dietro il silenzio più profondo\, suggerisce lo spettacolo\, esiste un percorso fatto di esperienza\, emozione e potenziale ritorno al mondo. \n\n\n\n26 marzo ore 20.00 \n\n\n\nLA PORTA DELLA VITA \n\n\n\nLa tragedia delle morti in mare e della deprivazione dei diritti sul lungo cammino per Lampedusa \n\n\n\nScritto da Francesco Viviano \n\n\n\nAdattamento teatrale di e con Alessandro Ienzi \n\n\n\nLa Porta della Vita è uno spettacolo teatrale tratto dall’omonimo testo scritto da Francesco Viviano\, giornalista che ha dedicato la propria ricerca e attività professionale all’osservazione e al racconto dei flussi migratori dall’Africa all’Italia. La performance è un adattamento teatrale di Alessandro Ienzi\, che ne è anche interprete. La Porta della Vita è una raccolta di quattro racconti\, quattro differenti punti di vista sul lungo viaggio dall’Africa all’Italia che in molti sono costretti ad affrontare per guadagnarsi migliori condizioni di vita\, una dignità\, un lavoro o per fuggire dalle guerre. Austin un giovane nigeriano\, che lascia il suo villaggio pochi mesi dopo l’assassinio di suo padre e attraversa il deserto per approdare in Libia e poi\, attraversando il mare in tempesta\, a Lampedusa. Asik\, il comandante del mercantile turco Pinar\, che riesce a salvare 144 persone in mare\, perdendone una\, che annega\, una giovane donna\, di 18 anni\, incinta del suo bimbo. Florent\, una ragazza madre\, che ha appena partorito e battezzato a Lampedusa\, la sua bambina frutto di una violenza subito nelle carceri libiche. \n\n\n\nUn militare della Guardia di Finanza italiana\, costretto a operare un respingimento forzato e a riaccompagnare 205 rifugiati in Libia\, e affranto per dover eseguire un ordine che definisce disumano. Sono questi i quattro personaggi che si avvicendano nel corso dello spettacolo\, offrendo diverse prospettive e un’unica domanda: Vivere o morire? \n\n\n\n27 marzo ore 20.00 \n\n\n\nG+R  \n\n\n\nDi muri abbattuti e cuori aperti  \n\n\n\ndi Bartolini/Baronio \n\n\n\nG+R di muri abbattuti e cuori aperti è lo spettacolo che chiude un anno di lavoro a Matemù e unisce tutti i laboratori che lo abitano: teatro\, musica\, canto\, rap e breakdance\, in un viaggio ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare. Abbiamo interrogato l’amore con gioia e libertà\, cercando voci\, gesti e storie nascoste. La domanda “Cos’è amore per te?” ha guidato la nostra ricerca\, tra conflitti\, paure\, sogni\, identità\, ribellioni\, e grazie alle parole della scrittrice e attivista bel hooks abbiamo scoperto che senza giustizia non può esserci amore. Il nostro G+R sogna un mondo senza muri\, dove l’amore è libertà e possibilità. Dentro il testo di Shakespeare tutti i giovani muoiono\, soltanto i vecchi rimangono vivi. Gli adulti di questo testo hanno bisogno di vedere la morte dei loro figli per smettere di farsi la guerra\, così finisce il dramma di Romeo e Giulietta. Ma Amore non è morte\, è il suo contrario\, è vita\, è la possibilità di vivere la vita liberi: “si può ritrovare l’amore solo se si abbandona l’ossessione del potere e del dominio sugli altri. – scrive ancora Bel Hooks – Un’etica d’amore presuppone che tutti abbiano il diritto di essere liberi\, di vivere una vita piena e bella”. Abbiamo scoperto che in ogni persona esiste una Giulietta\, o un Romeo\, pronti a difendere la libertà di scegliere chi essere e chi amare\, pronti a scegliere anche un altro nome per rinascere. Quando Giulietta e Romeo stanno insieme entrano in un altro mondo e parlano un’altra lingua\, cantano la lingua dell’arte. L’arte sembra essere una delle risposte per i due personaggi creati da Shakespeare\, così come per i ragazzi e le ragazze di Matemù. E così le parole di Shakespeare si intrecciano con quelle scritte da loro per immaginare l’amore come atto di resistenza\, arte e verità. In un mondo ancora pieno di ingiustizie sociali ed economiche\, in cui l’odio e la guerra governano\, come nella Verona di Shakespeare\, lo spazio della paura di essere sbagliati\, di non essere accettati\, lo spazio dell’amore che manca diventa lo spazio del possibile: “Un giorno\, qualcuno non avrà paura di macchiarsi le mani nei miei colori\, di stropicciarsi nella mia follia\, e mi amerà per ciò che sono”\, scrive uno dei ragazzi del laboratorio. Anche se questo tempo sembra negarlo\, noi scegliamo di crederci. Perché Amore è un faro che sovrasta la tempesta e non vacilla mai.  \n\n\n\nINFORMAZIONIbiglietto intero online euro 10\,00 + euro 2\,00 dpbiglietto intero botteghino euro 12\,00 \n\n\n\nbiglietto ridotto botteghino euro 5\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 (il parcheggio non sarà disponibile per la sola data del 23 marzo) \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:“LA CASA DI PAPÀ” tra i finalisti di Cortinametraggio 2026
DESCRIPTION:“LA CASA DI PAPÀ” DI MARIA ROSARIA RUSSO TRA I FINALISTI DI CORTINAMETRAGGIO 2026Il cortometraggio già premiato ad Afrodite Shorts continua il suo percorso di riconoscimentiIl cortometraggio La Casa di Papà\, diretto da Maria Rosaria Russo\, conquista un nuovo importante traguardo: è tra i finalisti della 21ª edizione di Cortinametraggio\, il festival del cinema breve che si terrà a Cortina d’Ampezzo dal 23 al 29 marzo 2026. \n\n\n\nSelezionato dai direttori artistici Niccolò Gentili e Aldo Iuliano\, il film conferma il suo valore e la sua capacità di raccontare con delicatezza il tema della genitorialità separata\, seguendo Francesco\, un padre che trasforma ogni momento con il figlio Mattia in piccole avventure quotidiane\, prima di confrontarsi con la solitudine e le difficoltà della vita reale. \n\n\n\nLa Casa di Papà era già approdato alla decima edizione di Afrodite Shorts 2025\, dove ha conquistato il Premio Miglior Tematica e il Premio del Pubblico\, confermando Maria Rosaria Russo come una delle voci più significative del nuovo cinema breve al femminile. Il corto\, prodotto da Inthelfilm\, Tadàn Produzioni\, La Casa dell’Attore in collaborazione con Rai Cinema\, vede come protagonisti Francesco Montanari e Mattia Manfredonia. \n\n\n\nSINOSSIFrancesco è un padre separato che trasforma ogni gesto quotidiano in un momento speciale con il figlio Mattia: fughe improvvisate\, incontri surreali\, timidi consigli sulle prime cotte e sogni di una casa futura. La leggerezza di questi momenti\, tuttavia\, nasconde la realtà: Francesco vive in auto\, lavora facendo consegne e affronta con dignità le difficoltà della vita per proteggere il figlio. \n\n\n\nNOTE DI REGIA – Maria Rosaria Russo“La Casa di Papà nasce dal desiderio di raccontare l’eroismo quotidiano silenzioso: genitori che affrontano difficoltà profonde per non far pesare il dolore ai figli. Il film osserva la doppia verità di Francesco: quella luminosa che offre al figlio\, fatta di leggerezza e piccole magie\, e quella nascosta\, fatta di precarietà e solitudine. La leggerezza non è evasione: è il suo gesto d’amore quotidiano.” \n\n\n\nRICONOSCIMENTI E IMPATTOIl doppio riconoscimento di Afrodite Shorts e ora la finale a Cortinametraggio testimoniano la forza narrativa e l’universalità della storia raccontata. Il film si distingue per sensibilità\, profondità e capacità di toccare temi universali come la genitorialità\, la fragilità adulta e il valore dei legami familiari. \n\n\n\nSCHEDA FILM • Titolo: La Casa di Papà • Genere: Dramedy – Impegno civile • Durata: 19’59’’ • Lingua: Italiano • Regia: Maria Rosaria Russo • Cast: Francesco Montanari\, Mattia Manfredonia • Produzione: Inthelfilm\, Tadàn Produzioni\, La Casa dell’Attore • In collaborazione con: Rai CinemaLA REGISTA – MARIA ROSARIA RUSSO  Attrice\, regista e formatrice\, Maria Rosaria Russo nasce a Termoli e si forma tra Bologna e Roma\, dove vive e lavora da vent’anni. Ha collaborato con registi come Dario Argento (Occhiali neri\, 2022) e Giulio Manfredonia (Si può fare\, Tutto tutto niente niente\, La nostra terra). Parallelamente\, da anni guida la Casa dell’Attore\, di cui è direttrice\, e quest’anno debutterà anche alla regia con il suo primo spettacolo teatrale.  \n\n\n\nDal 23 febbraio l’attrice sarà sul set di “MAMMA NON MAMMA”\, nuova serie di Rai 1 prodotta da Endemol Shine Italy e diretta da Giulio Manfredonia.La Casa di Papà rappresenta una nuova tappa della sua ricerca artistica\, sempre attenta alle relazioni umane e alle storie che meritano ascolto \n\n\n\n.
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SUMMARY:AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra
DESCRIPTION:Torna anche quest’anno l’ormai consueto appuntamento con AMAB – Assisi Mostra Arte Antiquariato Bastia Umbra\, giunta alla sua 51a edizione\, che dal 24 aprile al 3 maggio 2026 sarà ospitata presso gli spazi del Polo fieristico Umbria Fiere. \n\n\n\nRealizzata con il patrocinio della Regione Umbria\, organizzata da Società Eventi Arte con la direzione di Emo Antinori Petrini e di Leonardo Antinori Petrini\, Vicepresidente AMAB e con la presidenza di Andrea Tattini\, la fiera vede la partecipazione di circa 90 gallerie e si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più attesi del centro Italia. \n\n\n\nAntiquariato\, arte moderna e contemporanea\, design\, grafica e l’arte in tutte le sue espressioni\, saranno protagonisti di un’edizione che porta avanti il progetto di rinnovamento iniziato nel 2023\, dando vita ad una fiera in cui le più diverse forme d’arte dialogano tra loro. \n\n\n\nIn occasione delle celebrazioni per la ricorrenza dell’Ottavo Centenario dalla morte di San Francesco di Assisi\, AMAB ha scelto per l’edizione 2026 di rinnovare la sua identità nel segno dell’accoglienza e del dialogo tra le varie epoche. Come sottolinea Emo Antinori Petrini\, Direttore di AMAB – L’Umbria\, terra di Medioevo e di spiritualità\, diventa il punto di partenza di una visione aperta: dall’Arte antica alle espressioni contemporanee\, AMAB si apre a tutte le forme d’arte\, riconoscendo nella pluralità dei linguaggi una continuità naturale. Ispirandosi allo spirito del francescanesimo come apertura al nuovo\, la manifestazione custodisce la tradizione e\, al tempo stesso\, accoglie la ricerca artistica del presente\, in un dialogo vivo e continuo. L’edizione di quest’anno segna così un passaggio consapevole: un percorso che dal Medioevo arriva al contemporaneo\, fedele allo spirito di Assisi e alla sua vocazione universale.
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SUMMARY:Tra Psiche e Mito: dialoghi sull’Essere al Teatro Argentina
DESCRIPTION:Dopo il successo della prima edizione\, torna al Teatro Argentina Tra Psiche e Mito: dialoghi sull’Essere\, un ciclo dicinque conferenze tra psicoanalisi e filosofia che\, a partire da domenica 29 marzo e fino a domenica 24 maggio\, offre un’occasione unica di riflessione e confronto sulla condizione esistenziale. \n\n\n\nLa rassegna ideata e prodotta dal Teatro di Roma intreccia etica\, medicina e società attraverso lo sguardo della psicoanalisi e della letteratura in cinque appuntamenti domenicali alle ore 11\, che offriranno al pubblico uno spunto di riflessione e dialogo su grandi temi dell’esistenza come l’amore\, il perdono\, la morte\, il lutto\, la gioia e la pietà. \n\n\n\nPsicoanalisti\, scrittori e intellettuali si confronteranno in un dialogo profondo condividendo pensieri e visioni sulle fragilità dell’essere umano e sui nodi centrali dell’esperienza umana\, in un tempo che chiede nuove parole per comprendere sé stessi e gli altri. Gli incontri\, condotti con un approccio teorico-divulgativo\, sono introdotti dallo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo\, inserendosi nel solco della tradizione del Teatro Argentina come luogo di scambio culturale e di incontro tra diverse discipline\, dove la psicoanalisi e la filosofia si confrontano con la letteratura\, proponendo una visione sfaccettata dell’esperienza umana e un’occasione di approfondimento su temi di rilevanza cruciale. \n\n\n\nSi inizia domenica 29 marzo con la riflessione sull’amore dello psicanalista e scrittore Fabio Castriota\, e con l’approfondimento su “Dante e Amore\, Dante e l’amore” a cura di Giuseppe Patota storico della lingua italiana\, Università di Siena\, accompagnato dalle letture dell’attrice Giulia Sucapane. \n\n\n\nDomenica 19 aprile P. Juan Antonio Cabrera Montero\, preside del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum\, con “Quando perdonare diventa vita” e Anna Maria Nicolò\, neuropsichiatra infantile\, presidente dell’International Association for Couple and family Psychoanalysis\, e Presidente della Società Psicoanalitica Italiana\, con “L’illusione del perdono”\, si confrontano sulla capacità e necessità di perdonarsi. Le letture saranno a cura dell’attore Giuliano Bruzzese. \n\n\n\nSi prosegue domenica 26 aprile con il filologo musicale\, traduttore e drammaturgo Gianni Garrera con “Esercizi per la resurrezione” e la psichiatra\, psicoanalista\, membro AFT della Società Psicoanalitica Italiana\, membro del Board dell’IPA\, Gabriella Giustino\, con “Il lavoro del lutto”\, i quali analizzano il tema della perdita e del lutto attraverso il ricordo e la profezia della risurrezione. \n\n\n\nDomenica 17 maggio è la volta della scrittrice Valeria Parrella con “La gioia: fiore nel deserto”\, e della psichiatra\, psicoanalista\, membro didatta della Società Psicoanalitica italiana\, Matilde Vigneri\, con “La Gioia: dono o conquista?” in una dissertazione sulla preziosità e rarità del sentimento della gioia intesa come esperienza spesso indicibile\, con le letture di Francesca Piccolo.  \n\n\n\nChiude la rassegna\, domenica 24 maggio\, la scrittrice Ritanna Armeni con “Pietà l’è morta”\, e la psicanalistaCristiana Fanelli con “Il luogo vuoto dell’amore”\, analizzando il sentimento della cura\, dell’attenzione e dell’amore nei confronti dell’altro\, dell’umanità. Letture a cura di Francesca Piccolo. \n\n\n\nProgramma degli incontri TRA PSICHE E MITO \n\n\n\nDomenica 29 marzo \n\n\n\nFabio Castriota “Parlami d’amore” \n\n\n\npsichiatra\, psicoanalista\, scrittore \n\n\n\nGiuseppe Patota “Dante e Amore\, Dante e l’amore” \n\n\n\nstorico della lingua italiana\, Università di Siena \n\n\n\nletture Giulia Sucapane \n\n\n\nDomenica 19 aprile \n\n\n\nP. Juan Antonio Cabrera Montero “Quando perdonare diventa vita” \n\n\n\npreside del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum \n\n\n\nAnna Maria Nicolò “L’illusione del perdono” \n\n\n\nneuropsichiatra infantile\, presidente dell’International Association for Couple and family Psychoanalysis\, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana \n\n\n\nletture Giuliano Bruzzese \n\n\n\nDomenica 26 aprile \n\n\n\nGianni Garrera “Esercizi per la resurrezione” \n\n\n\nfilologo musicale\, traduttore e drammaturgo \n\n\n\nGabriella Giustino “Il lavoro del lutto” \n\n\n\npsichiatra\, psicoanalista\, membro AFT della Società Psicoanalitica Italiana\, membro del Board dell’IPA \n\n\n\nletture Giuliano Bruzzese \n\n\n\nDomenica 17 maggio \n\n\n\nValeria Parrella “La gioia: fiore nel deserto” \n\n\n\nscrittrice \n\n\n\nMatilde Vigneri “La Gioia: dono o conquista?” \n\n\n\npsichiatra\, psicoanalista\, membro didatta della Società Psicoanalitica italiana \n\n\n\nletture Francesca Piccolo \n\n\n\nDomenica 24 maggio \n\n\n\nRitanna Armeni “Pietà l’è morta” \n\n\n\nscrittrice \n\n\n\nCristiana Fanelli “Il luogo vuoto dell’amore” \n\n\n\nPsicoanalista \n\n\n\nletture Francesca Piccolo \n\n\n\nInfo e orari \n\n\n\nore 11.00 \n\n\n\nincontri 29 marzo\, 19 aprile e 26 aprile\, 17 e 24 maggio 2026 \n\n\n\nbiglietti e card \n\n\n\nsingolo incontro ingresso 10\,00€ \n\n\n\nTdr Card Tra Psiche e Mito \n\n\n\n5 incontri 35\,00€
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SUMMARY:"Changing the Sheets" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Changing the Sheets è un testo dell’autore irlandese Harry Butler\, che ha debuttato con successo al Fringe Festival di Edimburgo nel 2022. Lo spettacolo racconta la storia di due giovani che si incontrano su un’app di incontri e vivono quattro fine settimana di passione e conflitti emotivi.Attraverso dialoghi serrati e momenti di intimità\, la pièce esplora le difficoltà relazionali della generazione contemporanea\, condizionata dalla comunicazione digitale e da un bisogno costante di connessione che non trova mai pieno appagamento. \n\n\n\nChanging the sheets ci offre la possibilità di riflettere sulla capacità di relazione dell’uomo contemporaneo\, su quanto essa sia influenzata dai nuovi sistemi di comunicazione e su quanto la stessa società\, che ci vuole iperconnessi e sempre performanti\, ci condiziona in maniera negativa nella ricerca di una relazione affettiva stabile. I due protagonisti diventano così specchio di una generazione che fatica a comunicare davvero\, intrappolata in una continua oscillazione tra desiderio di intimità e paura del coinvolgimento. \n\n\n\nL’adattamento italiano\, curato da Francesco Ferrara e diretto da Vincenzo Nemolato\, mantiene l’ironia e l’intensità del testo originale\, arricchendolo di riferimenti culturali italiani e di una messa in scena che esalta l’umorismo e il ritmo serrato dei dialoghi. La rappresentazione si sviluppa come una giostra emotiva e comica\, alternando momenti di intimità e confronto a scene esilaranti\, dove la fragilità dei personaggi diventa fonte di ironia e leggerezza. Tra battute taglienti\, malintesi comici e slanci romantici\, lo spettacolo diverte e coinvolge\, senza mai perdere la sua riflessione critica sulle relazioni moderne. \n\n\n\nChanging the Sheets è pensato per un pubblico dinamico e moderno\, soprattutto per giovani adulti alla ricerca di spettacoli che sfidano le convenzioni e affrontano temi contemporanei. Lo spettacolo offre un’esperienza coinvolgente e divertente\, in cui la comicità e la leggerezza dei dialoghi si intrecciano con riflessioni più profonde sulle relazioni e sull’amore. Attraverso battute taglienti e situazioni esilaranti\, gli spettatori sono invitati a esplorare le proprie idee sulla relazione e sull’amore in un mondo sempre più liquido e complesso\, che è disposto ad accantonare l’altro e i suoi bisogni con la stessa frequenza con la quale si cambiano le lenzuola\, per avere qualcosa di fresco\, ogni settimana\, che inevitabilmente ci stancherà presto. \n\n\n\nDa martedì a venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:IV edizione dei Monza Music Meetings
DESCRIPTION:È in pieno svolgimento la quarta edizione dei Monza Music Meetings\, la manifestazione progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi in collaborazione con il Comune di Monza\, che propone nel capoluogo della Brianza – fino al prossimo 29 marzo – appuntamenti concertistici di rilievo\, progetti per le scuole e l’infanzia\, esperienze immersive\, conferenze e interventi musicali diffusi nello spazio urbano\, coinvolgendo i luoghi simbolici della città\, dalla Reggia al Duomo\, dagli istituti culturali alle vie e ai negozi del centro storico. \n\n\n\nDal repertorio antico alla creazione contemporanea\, dalla musica sacra alla sperimentazione\, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità\, artisti affermati e nuove generazioni di interpreti\, promuovendo una visione della musica come pratica viva\, capace di interrogare il presente\, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione. Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza\, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia\, il supporto di Acinque\, BrianzAcque\, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza\, l’associazione culturale Novaluna\, il Sistema Carrobiolo\, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza. \n\n\n\nL’evento centrale della quarta edizione\, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena\, è il concerto in programma mercoledì 25 marzo nel Duomo di Monza\, intitolato Notre Dame di Monza\, protagonista il celebre compositore\, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich\, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi\, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea (ore 21\, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza).  \n\n\n\nIl programma che verrà eseguito da Escaich è un percorso musicale che mette in dialogo repertorio storico e pratica improvvisativa contemporanea\, evidenziando come l’arte dell’improvvisazione sia da sempre parte integrante della tradizione organistica. Dalla monumentalità della Passacaglia e fuga in do minore di Johann Sebastian Bach\, esempio emblematico di elaborazione tematica e architettura formale\, si passa alle eleganti danze rinascimentali di Claude Gervaise\, che offrono un modello stilistico su cui si innestano le danceries improvvisate di Thierry Escaich. La Sonata in fa minore di Felix Mendelssohn richiama la tradizione romantica tedesca\, profondamente legata all’eredità bachiana\, mentre le composizioni dello stesso Escaich\, tra cui Évocation n°1 – Poème n°3 “Vers l’Espérance”\, mostrano come il linguaggio contemporaneo possa rinnovare la spiritualità e la libertà espressiva dell’organo. Il programma si conclude con la forza visionaria di Jehan Alain\, dalle Variations sur un thème de Clément Jannequin alle celebri Litanies\, fino a culminare in un’improvvisazione finale su tema dato\, momento in cui tradizione\, memoria stilistica e creazione estemporanea si fondono pienamente. \n\n\n\nDal 2025 Thierry Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita\, dopo oltre vent’anni di assenza\, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce\, dunque\, idealmente in un progetto artistico di ampio respiro\, che intreccia alta formazione\, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria\, resilienza e rinascita\, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea\, emblema del potere imperiale e della storia europea\, con cui fu incoronato Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo\, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli\, mettendo in risonanza Parigi e Monza\, la dimensione sacra e quella civile\, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine sullo “spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza\, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa\, capace di connettere architettura\, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music dell’Unione Europea grazie al programma Creative Europe: il progetto Spiritual Music”\, realizzato dalla rete di partner culturali Musicamorfosi (per l’Italia)\, Taller de Músics (per la Spagna) e Jazz Festivals & Events (per la Romania)\, promuove la ricerca\, la creazione e la divulgazione della musica spirituale contemporanea\, con particolare attenzione al dialogo tra tradizione e nuovi linguaggi. All’interno di questo quadro è stata indetta una call (che resterà aperta fino al 19 aprile; info: www.musicamorfosi.it/european-call-for-organists/) per la selezione di organisti creativi\, finalizzata allo sviluppo a livello europeo di pratiche artistiche innovative legate alla musica per organo e alla sperimentazione\, al di là dei tradizionali confini dei generi musicali. In particolare\, la call è rivolta a organisti creativi interessati a esplorare il rapporto tra organo\, musica spirituale\, vocalità e contemporaneità attraverso un approccio aperto\, inclusivo e potenzialmente interdisciplinare. La selezione mira a individuare profili artistici capaci di interpretare l’organo come strumento vivo e attuale\, dialogare con repertori e linguaggi differenti e dimostrare una propensione alla divulgazione\, all’improvvisazione e alle contaminazioni artistiche. \n\n\n\nDa segnalare\, infine\, che la quarta edizione dei Monza Music Meetingssi concluderà nell’ultimo weekend di marzo: sabato 28 marzo\, il salotto della città – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi. Shopping e cultura andranno a braccetto\, nelle vie del centro\, per tutta la giornata\, inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza\, l’Ostello del Carrobiolo con il concerto del Quartetto Goldberg (ore 11\, ingresso su invito). Infine\, domenica 29\, il Moderno\, accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città\, ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11\, ingresso libero)\, con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica)\, Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione\, la missione\, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione\, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi)\, l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto\, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta\, inclusiva e coesa. \n\n\n\n  \n\n\n\nProgramma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it 
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SUMMARY:"HYDRON³" al Teatro Franco Parenti di Milano
DESCRIPTION:Oltre l’arte\, oltre la performance\, oltre l’happening: dal 26 marzo al 12 aprile\, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti di Milano\, arriva HYDRON³\, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta – tra i 12 artisti digitali selezionati per il VDA Award 2025 e protagonista della Triennale di Milano. Un nuovo appuntamento nel capoluogo lombardo\, dopo Lost Paradise\, che innesca lo sguardo su un presente provocatorio\, visionario\, disturbante\, dando forma a un evento immersivo originale\, un gioco spiazzante e iper-lucido sulla società contemporanea\, che si fa faro acceso di un immaginario distopico. \n\n\n\nProtagonista è JonnyBoy\, il personaggio creato da Motta e presente nel suo universo da oltre vent’anni\, che in questa occasione si scontra e confronta con un futuribile nuovo prodotto: HYDRON³\, una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza e che viene intercettata\, trasformata\, brandizzata. Un’idea assoluta che scivola dal mito al mercato\, dalla purezza all’appropriazione\, dalla natura al desiderio. Il tutto in un grande gioco immersivo in cui lo spettatore si trova coinvolto e catturato tra lupi\, feste sfrenate\, bar\, tentazioni continue e improvvisi slanci di purezza\, in un provocatorio gioco performativo che lo catapulta in una dimensione iper-contemporanea e lo mette alla prova con la realtà. \n\n\n\nHYDRON³ – Time is over. Drink eternity si configura come una mostra-evento e un’esperienza a tempo\, concepita come il lancio pubblicitario di una sostanza impossibile: una bevanda immaginaria\, estratta da un monolite di ghiaccio\, capace di promettere l’eterna giovinezza. Un’idea seducente e pericolosa che diventa racconto\, rito collettivo e simulazione estrema del desiderio contemporaneo. Motta utilizza i codici dell’advertising\, della spettacolarizzazione e del consumo per portarli al limite\, mettendone in luce le contraddizioni e spingendoli fino al paradosso. \n\n\n\nIl percorso si apre come una soglia: un corridoio presidiato da uomini-lupo\, figure ibride e perturbanti che custodiscono un frammento del monolite. La sostanza\, originariamente donata da Madre Natura all’umanità\, viene intercettata dall’uomo e trasformata in prodotto. È qui che compare Question Mark\, imprenditore immaginario dal volto coperto e dall’identità sospesa\, che filtra la fonte e ne costruisce il brand globale HYDRON³\, distribuendone non l’origine ma un’eco\, non la verità ma un’esperienza controllata. \n\n\n\nAccanto all’installazione\, le opere pittoriche e le sagome dipinte di Motta mettono in scena JonnyBoy come astrazione della giovinezza: non un alter ego\, ma un principio. Immerso in una natura rigogliosa fatta di fiori\, foglie dai colori saturi\, il personaggio abita un tempo altro\, non misurabile\, dove l’innocenza dell’età – come la natura – non si possiede\, ma esiste come valore puro\, intoccabile\, autosufficiente. \n\n\n\nTra giochi e provocazioni\, HYDRON³ si configura come un’esperienza totale\, sospesa tra installazione\, performance e rituale condiviso\, capace di mescolare immaginario pop\, estetica pubblicitaria e tensione simbolica. Un’esperienza da attraversare e condividere\, più che da comprendere\, dove arte e intrattenimento si contaminano e l’estetica diventa linguaggio immediato per raccontare il nostro rapporto con il tempo\, con l’immagine e con l’idea stessa di eternità. \n\n\n\nGiovanni Motta è un pittore e artista digitale della corrente del Neo-Pop Surrealismo. La sua ricerca insiste sul rapporto tra memoria e materia: l’oggetto quotidiano\, caricato di risonanze affettive\, diventa un vettore simbolico capace di far emergere ciò che normalmente resta in ombra — non come nostalgia\, ma come energia latente\, pronta a diventare immagine. Al centro del suo universo si trova JonnyBoy\, figura cartoon concepita come astrazione della giovinezza: un’icona essenziale e perturbante\, con un’espressione sospesa tra meraviglia e paura. JonnyBoy non rappresenta un’identità\, ma un principio: la persistenza dello stupore come forza critica\, la vulnerabilità come potenza\, la leggerezza come strategia di sopravvivenza. Il suo volto\, ridotto a pochi elementi invariabili\, agisce come un dispositivo quasi liturgico: ripetuto\, riemerge ogni volta come presenza\, formula\, testimonianza. La pratica di Motta attraversa pittura\, scultura e installazione\, costruendo ambienti in cui la cultura pop occidentale e l’immaginario anime convivono senza gerarchie\, orchestrati in un “caos ordinato” che rifiuta la semplice decorazione e punta alla messa in scena di un’epica intima. Le sagome dipinte su legno\, le composizioni pittoriche e le installazioni narrative diventano strutture di esperienza: luoghi in cui l’arte smette di essere soltanto visione e assume la forma dell’attraversamento. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie e musei\, tra cui il K11 Museum (Shanghai)\, il Museo della Permanente (Milano)\, La Triennale (Milano)\, W1 Curates (Londra)\, il Mart Museum (Galleria Civica Trento)\, il CAFA Museum (Pechino)\, Palazzo Giustinian (Venezia)\, il Museo d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” (Cortina d’Ampezzo).  \n\n\n\nHYDRON³di Giovanni Mottaa cura di Ivan Quaronimostra-evento + installazione immersiva + performance Bagni Misteriosi del Teatro Franco ParentiVia Carlo Botta 18 – Milanodal 26 marzo al 12 aprile 2026Opening: 25 marzo 2026\, ore 19.00Biglietti / Accesso: dal 26 marzo – €5www.teatrofrancoparenti.it
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LOCATION:Teatro Franco Parenti\, Via Pier Lombardo\, 14\, Milano\, ITA\, 20135\, Italia
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SUMMARY:“La cerimonia dell’assenzio” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:“La cerimonia dell’assenzio”\, testo di Antonio Mocciola e Roberto Schena\, con la regia di Giuseppe Brandi che dirige Emanuele Di Simone e Francesco Petrillo accanto a cui recita anche in veste di attore\, sarà sul palco dell’OFF/OFF Theatre da mercoledì 25 a domenica 29 marzo. Le musiche originali di Andrea Casapruna immergeranno il pubblico di via Giulia nei meandri reconditi dell’essere umano\, offuscati da quell’oblio di droghe e rituali proibiti a cui erano dediti i poeti maledetti nella Parigi di fine ‘800. \n\n\n\nL’assenzio\, l’amarissimo liquore divenuto simbolo dei bohémiens parigini tra fine 800 e inizio 900 e chiamato\, per il suo colore e per gli effetti stupefacenti\, “la fata verde”\, irrora la perdizione e la creatività di Verlaine e dei giovanissimi Rimbaud e Lautréamont\, tutti destinati a una triste e precoce fine. In un’epoca di raro genio e di squisita degenerazione\, si sviluppano amori tossici e tentati omicidi\, poesie oscene e dolorosi processi\, provocazioni ardite e goffi pentimenti\, nella cornice di una Parigi mai più così incandescente. L’amore folle e clandestino tra lo sposato ultratrentenne Verlaine (Giuseppe Brandi) e il giovanissimo Rimbaud (Emanuele Di Simone) si consuma tra oppio\, alcol\, sesso sfrenato e sangue\, mentre l’inquietante poeta dark Lautréamont (Francesco Petrillo) – che nell’indifferenza generale crea il primo archetipo del surrealismo – si consuma in una disperata\, incompresa solitudine. La sua fine prematura s’intreccia alla scalata dei “poeti maledetti”\, in un abbraccio tenero e mortale tra una vita che finisce e molte altre che decollano\, pronte però a schiantarsi presto contro i muri borghesi del tempo. \n\n\n\nRicostruendo uno spaccato d’epoca che ha lasciato per sempre il segno\, Antonio Mocciola e Roberto Schena affidano a tre giovani attori di talento una storia di gioia creativa\, sesso disinvolto e scomposto dolore\, mettendo in vetrina eros e thanatos\, splendore e squallore\, fremiti giovanili e precoci senili malinconie. \n\n\n\nQuanto somigliano quei giovani persi nel tempo ai nostri? Cosa rimane di un’epoca di trasgressione e feroci ritorsioni? Forse\, soltanto l’amarissimo sapore dell’assenzio. \n\n\n\nINFOFF \n\n\n\nOFF/OFF THEATRE Via Giulia 19\,20\,21 00186 Roma – INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:Sotto una buona stella alla Casina delle Civette a Villa Torlonia
DESCRIPTION:Dal 27 marzo al 27 settembre 2026 la Dipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia\, in occasione dell’80mo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente (1946-2026)\, presenta l’esposizione Sotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto\, dedicata alla storia del simbolo nazionale realizzato da Paolo Paschetto (Torre Pellice\, 1885-1963)\, artista poliedrico e tra i più rappresentativi nel patrimonio culturale della Casina delle Civette. \n\n\n\nL’esposizione\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è ideata dall’Ufficio Archivio Storico e Beni culturali della Tavola valdese\, curata daSara Rivoira\, Federica Tammarazio e Gaia Dammacco\, e realizzata in collaborazione con il Museo della Casina delle Civette. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nLa mostra illustra il percorso che ha portato alla scelta della creazione di Paschetto\, a partire dal 19 giugno 1946\, quando con decreto legislativo del Presidente del Consiglio dei Ministri si invita l’Assemblea Costituente a scegliere l’Emblema distintivo della Repubblica Italiana. La Commissione incaricata\, presieduta dall’Onorevole Ivanoe Bonomi\, indice un concorso rivolto ad artisti e tecnici\, fornendo l’indicazione di rispondere a criteri di semplicità e intelligibilità\, e di introdurre tra i simboli la stella d’Italia. All’appello rispondono ben 341 candidati\, tra i quali viene prescelto il bozzetto di Paschetto in una prima versione che tuttavia non convince\, portando all’indizione di un secondo concorso dal quale emerge nuovamente vincitore l’artista piemontese. Il 5 maggio 1948\, l’Italia acquista il suo simbolo\, che da allora è rimasto immutato nei suoi elementi costitutivi: la stella\, la ruota dentata\, i rami di ulivo e di quercia. \n\n\n\nLa partecipazione dell’artista al concorso pubblico e le varie fasi in cui lo stesso si articolò sono raccontate in mostra attraverso documenti originali provenienti dall’Archivio Paschetto della Tavola valdese e documenti in copia anastatica\, conservati presso l’Archivio di Stato di Torino\, ritagli a stampa dell’epoca e materiale illustrativo più recente\, in aggiunta a una serie di approfondimenti multimediali. \n\n\n\nIl percorso espositivo si articola in quattro sezioni. Nella prima\, gli Italiani al voto\, vengono presentati alcuni bozzetti di cartoline per il voto. Seguono lefasi dei concorsi per l’Emblema\, illustrate dai disegni presentati alla Commissione da Paschetto e dagli altri finalisti (Lalia\, Luperini\, Morbiducci\, Retrosi)\, fino al disegno vincitore commentato dalla rassegna stampa dell’epoca. La terza sezione presenta una serie di bozzetti per la realizzazione di francobolli celebrativi dell’Italia Democratica e della rivista Italia Filatelica. \n\n\n\nSono esposti numerosi strumenti di lavoro dell’artista tra cui: colori\, compasso\, squadrette e i materiali per le incisioni. Nella quarta sezione\, una mappa della città indica i luoghi per ammirare le opere che Paschetto realizza a Roma. \n\n\n\nCompleta la mostra la visione di un video conintervista allo storico Daniele Jalla\, fruibile anche online. \n\n\n\nL’emblema \n\n\n\nL’emblema della Repubblica è caratterizzato da tre elementi. La stella\, uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia\, sul cui capo splende raggiante. \n\n\n\nLa ruota dentata\, simbolo dell’attività lavorativa\, traduce il primo articolo della Carta costituzionale:“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.  \n\n\n\nInfine\, i rami di ulivo e di quercia dei quali il primo simboleggia la volontà di pace della nazione\, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale\, mentre il secondo incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi\, inoltre\, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo. \n\n\n\nInfo \n\n\n\nSotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto \n\n\n\nDal 27 marzo al 27 settembre 2026 \n\n\n\nDipendenza della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia\, via Nomentana 70\, Roma \n\n\n\nOrari: dal martedì alla domenica ore 9.00-19.00. Chiuso il lunedì \n\n\n\nInfo: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)  \n\n\n\nwww.museivillatorlonia.it; www.museiincomuneroma.it
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SUMMARY:Don Chisciotte il nuovo film di Fabio Segatori con Alessio Boni
DESCRIPTION:Uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo Don Chisciotte\, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale. \n\n\n\nIl nuovo film di Fabio Segatori\, in concorso alla 17ª edizione del BIF&ST di Bari International Film&Tv Festival\, inizia con le sequenze ambientate nel 1571\, realizzate a Messina con la collaborazione del produttore messinese Gigi Spedale e con il patrocinio del Comune di Messina. \n\n\n\nAlessio Boni interpreta con straordinaria verosimiglianza e sincerità “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu\, che conferisce al suo Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela Molina\, Marcello Fonte\, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri\, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco nel ruolo di Dulcinea e Martina Molinaro in quello di Altisidora. Il cast messinese vede fra gli altri Ettore Ianniello\, che impersona il giovane Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto e Mauro Failla nel ruolo del medico che lo ebbe in cura e Davide Colnaghi\, portantino che lo accudisce. \n\n\n\n«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» osserva il regista Fabio Segatori\, che aggiunge: «Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto\, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi\, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo\, non ci siamo ancora abituati”». \n\n\n\nRealizzato al di fuori delle logiche industriali dominanti\, il film punta sulla potenza del testo classico\, sul lavoro degli attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale\, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio\, tra Basilicata e Calabria\, il film attraversa calanchi scavati dal vento\, castelli medievali a picco sul mare\, fiumare\, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.  \n\n\n\nÈ un film fisico\, materico. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale\, delle immagini finte\, è stato costruito un mulino a vento funzionante alto 12 metri\, sul quale Alessio Boni\, ripreso con una telecamera\, è volato nel cielo a testa in giù.  Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston\, il nemico della Giustizia e della Libertà. \n\n\n\nLa vicenda prende inizio nel 1571\, con Miguel de Cervantes\, ferito nella battaglia di Lepanto\, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata negli ambienti del cinquecentesco Forte Gonzaga\, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film\, e nel Forte S. Salvatore suggestive messo a disposizione dalla Marina Militare.  \n\n\n\nTra febbre e allucinazioni\, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano\, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia\, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza\, sedotto dalla promessa di un castello da governare. \n\n\n\nIl cavaliere cerca di difendere i più deboli\, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato\, umiliato e infine sconfitto\, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia\, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana\, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore\, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte\, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera. \n\n\n\nL’opera\, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo\, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission e in collaborazione con Rai Cinema\, sarà presentata in anteprima nazionale il 22 marzo alle ore 16:30 presso il Multicinema Galleria. Dal 26 marzo in distribuzione nelle sale di tutta Italia e\, nei prossimi mesi\, sarà presentato a Messina e nelle altre città siciliane.
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SUMMARY:Le Partite e le Sonate per Violino di J. S. Bach
DESCRIPTION:Un concerto unico: le Tre Sonate e tre Partite per violino solo di J.S. Bach\, altresì detti Sei Solo interpretate da Alessandro Perpich al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara\, giovedì 26 marzo alle 17.00. \n\n\n\nIl concerto è il secondo appuntamento di un breve ciclo di lezioni-concerto organizzato dalla Scuola di Teologia “Laura Vincenzi” dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio in collaborazione con il Conservatorio G. Frescobaldi\, finalizzato a esplorare il rapporto tra la teologia e la musica.  \n\n\n\nProtagonista del concerto\, il violinista Alessandro Perpich che eseguirà l’intera opera di Johann Sebastian Bach dal titolo Sei solo\, la raccolta delle Tre Sonate e Tre Partite per violino solo (BWV 1001-1006) di Johann Sebastian Bach\, vertice indiscusso della letteratura violinistica di tutti i tempi che costituisce un banco di prova\, una sfida ardua per i violinisti di ieri come di oggi. \n\n\n\nLa raccolta fu probabilmente composta nel periodo di Köthen\, dove Bach lavorò tra gli anni 1717-1722 in qualità di Kapellmeister presso il principe Leopold\, e dove si dedicò soprattutto alla composizione di musica strumentale. L’autografo riporta infatti la data del 1720\, ma questa potrebbe indicare solo il momento in cui i vari brani furono riuniti insieme\, probabilmente per una eventuale pubblicazione. Certo è che nel corso del XVIII secolo la raccolta circolò largamente in numerosi manoscritti\, per poi essere finalmente pubblicata nel 1802 a Bonn da Nikolaus Simrock. La complessa scrittura polifonica e la tecnica altamente virtuosistica di queste pagine lasciano immaginare che furono pensate per uno strumentista dotato di grandi capacità esecutive; molti studiosi hanno ipotizzato che il destinatario potesse essere Johann Georg Pisendel\, uno dei più autorevoli violinisti tedeschi dell’epoca. \n\n\n\nLa raccolta include e alterna due forme differenti\, sonata e partita\, espressione di due aspetti del gusto dell’epoca: da una parte la severità della sonata da chiesa organizzata nei canonici quattro movimenti\, dall’altra la partita intesa come suite\, successione di danze di andamento e ritmo differente. In entrambe le forme il violinista è chiamato a dialogare con sé stesso\, svolgendo al contempo il ruolo di solista e di accompagnatore. Questi brani richiedono grande perizia tecnica nella resa armonica da parte di uno strumento monodico\, notevoli capacità di comprensione della complessa scrittura contrappuntistica\, oltre a sapienza e gusto nell’affrontare ritmo\, ornamentazione\, colpi d’arco e diteggiatura. \n\n\n\nAlessandro Perpich si cimenta nell’interpretazione di questa complessa raccolta bachiana destreggiandosi tra forme austere e coreutiche\, tra contrappunto\, cantabilità e virtuosismo\, aderendo agli stili e alla sensibilità del tempo ed esprimendo in maniera puntuale l’alternanza dei diversi affetti contenuti in queste pagine. \n\n\n\nSul concerto si esprime Giorgio Maghini – responsabile dell’area culturale dell’Istituto di Cultura “Casa Cini”: “Quello tra la teologia e la musica di Bach è un incontro che non deriva solo dal fatto che gran parte dell’opera bachiana ha carattere religioso e liturgico. Bach è “teologo” anche nei caratteri formali della sua musica: elevazione\, rigore\, essenzialità\, simmetrie\, simbolismi nello spartito e nel suono… sono questi aspetti che entrano in dialogo col pensiero teologico e\, analogicamente\, lo riprendono e lo ampliano.” \n\n\n\nAlessandro Perpich  è nato a Firenze\, ha intrapreso giovanissimo lo studio della musica sotto la guida del padre e si è diplomato a pieni voti e lode sia in violino presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia\, sia in viola presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Con Corrado Romano ha continuato gli studi al Conservatorio di Ginevra sino a ottenere nel 1992 il “Premier Prix de Virtuosité”. Ha tenuto concerti in USA\, Sudamerica\, Asia\, Europa (Festival di Salisburgo\, Salle Pleyel e Opera Garnier di Parigi\, Avery Fisher Hall di New York\, Ravinia Festival di Chicago\, Tanglewood-Boston\, Musikverein di Vienna\, Coliseum di Buenos Aires\, Teresa Carreno di Caracas\, Suntory Hall di Tokio\, Scala di Milano). E’ titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi” di Ferrara. Incide per  Bongiovanni\, EPR. Suona un violino Carlo Ferdinando Landolfi del 1750. \n\n\n\nIl concerto inizia alle 17.00 presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara in Via XX Settembre 122\, per assistere al concerto è necessario acquistare il biglietto di ingresso secondo le tariffe vigenti\, la prenotazione è sempre consigliata inviando un messaggio Whatsapp al numero 3338043626 (Conservatorio di Ferrara) entro il 25 marzo 2026. Intero € 6\,00\, Ridotto € 2\,00 (cittadini EU di età compresa tra i 18 e i 25 anni). Gratuità: visitatori di età inferiore a 18 anni; giornalisti con tesserino; studenti delle facoltà di Architettura\, Conservazione dei Beni Culturali\, Scienze della Formazione o Lettere e Filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico; visitatori con disabilità (con accompagnatore).
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LOCATION:Museo Archeologico Nazionale di Ferrara\, Via XX Settembre 122\, Ferrara\, ITA\, Italy
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SUMMARY:La Storia dietro al Museo Civico di Zoologia di Roma
DESCRIPTION:Al Museo Civico di Zoologia\, dal 26 marzo al 14 maggio 2026 è in programma un ciclo di conferenze tenuto da studiosi ed esperti\, dedicato ad approfondire figure storiche di ricercatori\, come il biospeleologo\, l’entomologo e l’ornitologo\, insieme alla storia della collezione osteologica e della collezione malacologica del museo. \n\n\n\nTutti gli incontri\, in programma di giovedì il 26 marzo; 2\, 16\, 23 aprile; 7 e 14 maggio\, si terranno dalle ore 17.00 alle 18.30 nella Sala Scheletri del museo. La partecipazione è a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. \n\n\n\nIl Museo Civico di Zoologia è un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della biodiversità\, con importanti collezioni scientifiche e un’intensa attività di ricerca e didattica. Le sue raccolte\, che comprendono milioni di esemplari\, documentano la varietà del mondo animale e rappresentano una risorsa fondamentale per studiosi e cittadini. Il museo promuove iniziative educative\, mostre e attività rivolte al pubblico\, con l’obiettivo di avvicinare le persone alla conoscenza e alla tutela della natura. \n\n\n\nIl ciclo di appuntamenti è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nGiovedì 26 marzo ore 17.00 \n\n\n\nSaverio Patrizi: da esploratore a biospeleologo \n\n\n\ndi Leonardo Latella \n\n\n\n(Conservatore Museo di Storia Naturale di Verona) \n\n\n\nGiovedì 2 aprile ore 17.00 \n\n\n\nUn fisico entomologo: Franco Rasetti \n\n\n\ndi Roberto Casalini \n\n\n\n(Conservatore Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 16 aprile ore 17.00 \n\n\n\nFrancesco Chigi della Rovere: ornitologo e pioniere della conservazione \n\n\n\ndi Spartaco Gippoliti \n\n\n\n(Società Italiana per la Storia della Fauna) \n\n\n\nGiovedì 23 aprile ore 17.00 \n\n\n\nScheletri al Museo: osservazioni sulla collezione osteologica del Museo \n\n\n\ndi Fabio Pesci \n\n\n\n(Conservatore Osteologia del Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 7 maggio ore 17.00 \n\n\n\nStoria della collezione Malacologica \n\n\n\ndi Massimo Appolloni \n\n\n\n(Conservatore Malacologia Museo Civico di Zoologia di Roma) \n\n\n\nGiovedì 14 maggio ore 17.00 \n\n\n\nPaolo Luigioni: conservatore del Museo e pioniere dell’Entomologia romana \n\n\n\ndi Alberto Zilli \n\n\n\n(già Museo Civico di Zoologia di Roma)
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LOCATION:Museo Civico di Zoologia\, Via Ulisse Aldrovandi 18\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Noi e la grande ambizione” al Cinema Lux di Messina
DESCRIPTION:Il Cinema Lux di Messina\, nell’ambito della programmazione del Cineforum Orione\, ospita l’incontro con il regista Andrea Segre in occasione della proiezione del documentario “Noi e la grande ambizione”\, opera che racconta l’eco generazionale e civile suscitata dal film dedicato a Enrico Berlinguer. \n\n\n\nGiovedì 26 marzo il pubblico avrà l’opportunità di dialogare direttamente con l’autore al termine delle proiezioni delle ore 18.30 e 20.30\, in un momento di confronto aperto sui temi del film e sul significato della figura di Berlinguer per le nuove generazioni. \n\n\n\nDiretto da uno dei più importanti cineasti contemporanei italiani\, il film segue il percorso del precedente lavoro di Segre tra sale cinematografiche\, università e luoghi dell’impegno civile\, mostrando come la storia del leader del PCI abbia riacceso interesse\, partecipazione e riflessione politica soprattutto tra i più giovani. \n\n\n\nQuesta iniziativa conferma l’attenzione del Cineforum Orione verso il  cinema d’autore e al dialogo tra pubblico e protagonisti del mondo cinematografico. \n\n\n\nScheda filmTitolo: Noi e la grande ambizioneRegia: Andrea SegreAnno: 2025 – ItaliaDurata: 70 minutiProduzione: Vivo Film\, Lucky Red\, Rai CinemaDistribuzione: ZaLabInformazioniCinema Lux – MessinaGiovedì 26 marzo 2026 \n\n\n\nProiezioni con incontro con il regista: ore 18.30 e 20.30Biglietti: intero €7 — ridotto €5Sarà data precedenza agli abbonati del Cineforum Orione
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SUMMARY:"Palma Bucarelli e l’altra resistenza" al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Storia e arte si intrecciano in Palma Bucarelli e l’altra resistenza\, spettacolo scritto e interpretato da Cinzia Spanò\, che porta in scena al Teatro Torlonia\, dal 26 al 29 marzo\, la vita della celebre direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Roma\, Palma Bucarelli\, donna libera e volitiva. \n\n\n\nUna storia ancora troppo poco conosciuta\, ricostruita grazie all’intreccio di vari documenti\, testimonianze e diari. Lo spettacolo racconta del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale. Il giorno in cui Hitler invade la Polonia\, il Ministro dell’educazione nazionale Giuseppe Bottai manda un ispettore in giro per l’Italia per valutare quale sia il grado di sicurezza dei musei. La relazione dell’ispettore è di poche parole: se dovesse scoppiare la guerra\, nessun posto\, nessun museo\, nessuna galleria sarebbe in grado di mettere in salvo in pochi giorni il proprio patrimonio artistico. Si decide quindi di spostare tutte le opere più preziose dai musei e nasconderle in posti sicuri in cui possano trovare riparo perché “la guerra è orribile dappertutto ma in Italia quando si combatte è come se si combattesse in un museo”. \n\n\n\nDipinti\, sculture e opere d’arte dei maggiori artisti di ogni epoca\, da Botticelli a Michelangelo\, da Leonardo a Caravaggio\, e poi ancora Rembrandt\, Raffaello\, Tiepolo\, Parmigianino\, Donatello\, Rubens\, Velasquez\, Dürer\, Lippi\, Pollaiolo e tanti altri vengono spostati dalle loro sedi e nascosti. Mentre gli scenari dopo l’entrata in guerra pian piano cambiano e a minacciare le opere d’arte non saranno più solo i bombardamenti degli alleati ma anche le razzie dei tedeschi\, soprintendenti\, direttrici e direttori di musei\, storiche e storici dell’arte rischiano la loro incolumità per mettere in salvo i capolavori dell’arte italiana.  È grazie al loro coraggio se quelle opere d’arte sono arrivate fino a noi.  \n\n\n\nLa storia del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale è una storia corale e sorprendente\, che lo spettacolo racconta dal punto di vista di una grande protagonista\, che nascose le opere d’arte nei sotterranei di Palazzo Farnese a Caprarola. E nell’attesa infinita che la guerra finisse i diari di
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LOCATION:Teatro Torlonia\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1A\, Roma\, 00161\, Italia
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SUMMARY:FAG/STAG\,  Amici di genere allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Ludo e Giammy sono migliori amici. Le loro vite sono piene di Tinder\, Grindr\, piccole bugie\, grandi nottate e molte\, troppe\, birre. Giocare a Super Mario\, pulire il vomito nella doccia\, sms mai risposti\, brutto sesso\, tornare a vivere con mamma e papà. \n\n\n\nNel mese che precede il matrimonio dell’ex-ragazza di Ludo\, i due amici faticano a tenere le loro vite sui binari\, alla ricerca di un minimo di equilibrio che gli permetta quanto meno di affittare un completo per il grande Giorno. Fag/Stag si interroga su cosa significa avere un migliore amico quando sei bloccato nella palude della peggiore versione di te stesso. \n\n\n\nCon una scrittura graffiante e sorprendente\, la storia è raccontata simultaneamente da due punti di vista diversi\, da due narratori decisamente poco affidabili. \n\n\n\nFag/Stag è un viaggio fedele e comico alla scoperta di ciò che si nasconde nella testa di due giovani uomini moderni. \n\n\n\nGiovedì e venerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a TeatroBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:"Non è uno sport acquatico" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica\, dal 26 al 28 marzo 2026 alle ore 21:00 e il 29 marzo alle ore 16:30\, debutta Non è uno sport acquatico\, spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Daniele Parisi. \n\n\n\nLa nuova creazione — prodotta da Altrascena in collaborazione con Fortezza Est — si configura come un monologo corale che\, attraverso un impianto grottesco e tragicomico\, indaga le derive del pensiero comune e le fragilità individuali\, mettendo in scena una comunità sospesa tra panico\, giudizio e bisogno di senso. \n\n\n\nSinossi \n\n\n\nUn monologo a più voci. Un attore parlato a più voci. Una commedia tragica e grottesca. \n\n\n\nUn fatto\, non molto consueto a dire il vero\, finisce per sconvolgere l’ordine naturale delle cose. \n\n\n\nE così\, per nascondere la propria miseria\, i personaggi di questa vicenda finiscono per scomodare i massimi sistemi. \n\n\n\nSenza alcun addestramento o competenza. \n\n\n\nCon filosofia da accatto e psicologia da bancone frigo\, si fa a gara a chi la spara più grossa. \n\n\n\nSfiorando il ridicolo\, perlopiù. \n\n\n\nIn minima parte\, rompendocisi la testa. \n\n\n\nIn un tardo pomeriggio d’estate\, in bilico sul cornicione di una palazzina di quattro piani\, appare l’avvocato Fideli. \n\n\n\nFermo\, immobile. \n\n\n\nSembra volersi gettare di sotto\, a quanto pare. \n\n\n\nUna stasi insostenibile che getta nel panico Antonio\, il portiere del palazzo\, e tutti quei condomini sfuggiti al dovere delle ferie d’agosto per godersi la serenità della città svuotata. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nCome nei lavori precedenti\, Parisi affronta la scrittura scenica e la drammaturgia musicale avvalendosi di una loop-station\, incidendo dal vivo e con la propria voce i suoni di questa incapacità di stare al mondo\, dando corpo sonoro all’inabilità alla vita. Stavolta scarnificando del tutto lo spazio\, rendendolo privo di ogni orpello. Nell’epoca contemporanea dell’immagine\, la necessità in questo spettacolo sembra essere quella di tornare ad un lavoro artigianale dell’attore\, dove la voce diviene segno e scenografia sonora con cui dialogare. \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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