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SUMMARY:"BUONI DA MORIRE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Essere buoni non è poi così difficile. Ma avere il coraggio di esserlo è tutta un’altra storia. \n\n\n\nCon un testo intenso che mescola commedia\, emozione e riflessione scritto da Gianni Clementi\, che ne firma anche la regia\, sul palco del Teatro Manzoni di Roma approdano Patrizia Pellegrino\, Bruno Maccallini e Blas Roca Rey con BUONI DA MORIRE\, in scena da giovedì 12 febbraio a domenica 1 marzo. \n\n\n\nIn una sera di Natale apparentemente come tante\, una coppia borghese — lui cardiochirurgo di successo\, lei madre ansiosa di un figlio irraggiungibile — decide di rompere la routine patinata della loro esistenza. Una scelta insolita: unirsi a un gruppo di volontari per portare cibo caldo e parole gentili ai senzatetto della città. È l’inizio di un viaggio notturno che cambia tutto. Tra marciapiedi gelati e colonnati spazzati dal vento\, Emilio e Barbara si ritrovano a fare i conti con se stessi\, riscoprendo il valore della compassione\, della solidarietà\, della fratellanza. Parole dimenticate\, sepolte sotto il peso delle ambizioni e delle corse quotidiane verso successi che svaniscono all’alba. \n\n\n\nUn sorriso sporco\, uno sguardo dolente\, e qualcosa si incrina. O forse si risveglia. Per una notte\, la coppia ritrova una connessione che sembrava perduta. E quella magia sospesa tra disillusione e speranza li accompagna fino al mattino di Natale\, quando un campanello suona e bussa alla porta la realtà vera\, quella che non chiede permesso. \n\n\n\nDavanti a loro\, Ivano: ex compagno di classe\, ora uomo alla deriva\, con i dreadlocks\, l’alito pesante e la vita addosso. È lui l’inaspettato catalizzatore di una scelta. È lui la domanda che non si può più evitare. Cosa succede quando la bontà smette di essere un’esperienza a termine e diventa una sfida permanente? \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce con ironia e profondità nel cuore pulsante delle contraddizioni borghesi\, smascherando le nostre ipocrisie quotidiane e interrogando lo spettatore su quanto davvero siamo disposti a cambiare. A donare. A lasciarci toccare. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it
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SUMMARY:“Teatro degli assaggi” al Teatro Furio Camillo
DESCRIPTION:Inaugura al Teatro Furio Camillo\, dal 13 al 23 febbraio\, “Teatro degli assaggi”\, rassegna di teatro multidisciplinare per tutte le età e tutti i generi teatrali. Una programmazione variegata che spazia dalla comicità\, al racconto al circo contemporaneo\, la musica.  Ancora spettacoli\, illustrazioni\, racconti per bambini\, presentazioni di libri\, acrobatica aerea\, racconto di storie di donne e uomini straordinari. Una rassegna per rinnamorarsi del teatro\, un luogo magico dove ogni cosa ha un gusto unico\, magico\, tanto intimo quanto universale. \n\n\n\nIl teatro degli assaggi è una rassegna tutta da scoprire\, per tutti i gusti!  \n\n\n\nLa rassegna si apre venerdì 13 febbraio (ore 17:00) con la mostra “Il Circo Sfigato” dell’artista Alessia Muntoni. Le sue opere raggruppate nella mostra “IL CIRCO SFIGATO sembrano chiedersi “Cosa accade alle relazioni quando le differenze invece di creare condivisione creano distanza e conflitto?” Le illustrazioni affrontano in chiave ironica il tema delle relazioni\, amicizie\, famiglia\, lavoro\, guerre\, dispute\, amori e punti di vista da vari sguardi sotto il fantastico tendone del Circo Sfigato. Per ogni illustrazione un racconto che dal conflitto e dal disagio si trasforma in armonia. Dalle differenze nasce qualcosa di più bello\, che da soli non saremmo in grado di fare\, questo il tema ricorrente di tutti i racconti per ritornare ad una comunità di condivisione\, accettazione del diverso e la bellezza di ognuno di noi.  La mostra resterà aperta fino al 23 febbraio \n\n\n\nA seguire venerdì 13 febbraio (ore 18 e ore 21) va in scena lo spettacolo “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski. Con la sua personalità affascinante e accattivante e una visione sognante del mondo\, Momo conquista il suo pubblico in men che non si dica in una physical comedy poetica e senza età. Narratore poetico e spiritoso\, sorprende non solo gli spettatori\, ma a volte persino se stesso! Sempre all’altezza del suo pubblico\, Momo delizia con umorismo\, magia e una fantasia sconfinata. Le sue espressioni facciali e i suoi gesti ricordano i grandi clown di un tempo\, conferendo alle sue performance una comicità visiva unica. Che si tratti di affrontare i propri demoni interiori\, di interagire giocosamente con un membro del pubblico o di aggiungere un tocco di magia\, Momo incanta con il suo stile fresco e impertinente.Noto per il suo speciale legame con il pubblico\, è sempre una garanzia di lacrime di risate indimenticabili. \n\n\n\nSabato 14 febbraio (17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi” \n\n\n\nSempre nella stessa giornata alle ore 18 e alle ore 21 va in scena “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi. un viaggio nella danza irlandese e nelle sue evoluzioni\, attraverso la storia dei suoi spazi tipici: le public houses\, ovvero quei luoghi di incontro che siamo soliti chiamare pub. Lo spettacolo racconta con parole e suggestioni le varie specialità di danza irlandese fino ai suoi sviluppi dovuti alle migrazioni oltreoceano del popolo irlandese. Un’affascinante esperienza nella cultura dell’Isola Verde! Uno spettacolo energico adatto a tutte le età. Inoltre\, sabato 14 febbraio alle ore 19:00 si terrrà la presentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” di Maria Vittoria Vittori incollaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni. Lo speciale\, che indaga sulle ragioni e gli sviluppi di una realtà sempre più estesa e coinvolgente come quella delle clown\, è costituito in massima parte dai loro racconti intorno alle proprie esperienze in campo sociale e artistico. Si viene così delineando un universo estremamente ricco e articolato\, in cui le arti del circo-clownesche e acrobatiche-dimostrano tutta la loro efficacia terapeutica all’interno di contesti relazionali e sociali problematici; in cui le artiste fanno rete tra loro\, aprendosi a nuove opportunità\, e costruendo -come dimostra l’esperienza di Virginia Imaz- nuove aree di consapevolezza e pratica femministe. L’incontro è mediato da Adolfo Rossomando\, direttore del periodico Jugglin Magazine\, e presidente dell’Associazione Giocolieri e Dintorni\, realtà attiva nel settore del circo contemporaneo con progetti nazionale e internazionali di formazione\, divulgazione\, networking\, ricerca\, edutainment\, coinvolgimento del pubblico. La presentazione è tradotta in LIS \n\n\n\nSi continua\, domenica 15 febbraio (ore 11.00 – ore 12\,30) con “Connessione Radio” della Compagnia I Musicullanti\, uno spettacolo musicale per bambini\, un concerto interattivo tra le frequenze di una radio dispettosa con l’Ensemble Musicullanti 2.0 della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia. Una Radio che prima non si trova\, poi non si accende\, anzi che si accende soltanto con la partecipazione sonora e ritmica delle bambine e dei bambini. \n\n\n\nSu che stazione si fermerà? Dove ci porterà? Quale musica racconterà? La narrazione di un viaggio che si trasforma e si sintonizza su stazioni diverse\, musiche\, giochi\, generi che cambiano di volta in volta accompagnando le bambine e i bambini alla scoperta di contesti\, sonorità e repertori sempre differenti in un’alternanza di musica pop\, classica\, jazz\, colonne sonore e canzoni di benvenuto. Un viaggio musicale da fare insieme e da scoprire per offrire alle bambine e ai bambini tante esperienze diverse\, sempre caratterizzate da qualità\, coinvolgimento e spirito di comunità nella musica.  \n\n\n\nAlle ore 18 va in scena\, invece\, “Madri d’Europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni. \n\n\n\nUn reading teatrale che intreccia voce\, memoria e musica per dare parola alle grandi donne che hanno costruito l’Europa e che fino ad oggi sono state troppo spesso dimenticate. “Madri d’Europa” è un viaggio emozionante attraverso le biografie di cinque figure femminili che\, con coraggio e determinazione\, hanno segnato il cammino verso un’Europa più giusta\, libera e unita. Sophie Scholl\, Ursula Hirschmann\, Eliane Vogel-Polsky\, Louise Weiss\, Simone Veil: donne visionarie\, ribelli\, resistenti. Le loro storie si intrecciano in un racconto corale che restituisce profondità e anima alla narrazione storica del Novecento europeo. Ogni monologo rappresenta la voce di una di queste donne in un momento cruciale della propria vita. Raccontare le loro vita ci fa capire da dove nasce il loro impegno fondato sui valori della pace\, della libertà\, della giustizia e della solidarietà. La performance dà vita a questi personaggi complessi e straordinari\, restituendo loro una dignità che va oltre la loro singola esistenza\, elevandole a icone di una storia collettiva che ha segnato l’evoluzione dell’Europa. La scelta musicale\, che spazia da Tracy Chapman a David Bowie\, dai canti delle suffragette americane a suoni contemporanei\, contribuisce a rendere la performance contemporanea\, mantenendo un tono pop capace di coinvolgere un pubblico trasversale per età e sensibilità. \n\n\n\nLa rassegna riprende poi venerdì 20 febbraio alle ore 17:00 con la presentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis. Zazel\, la prima donna-proiettile della Storia\, ha ispirato l’amata canzone di Francesco De Gregori\, ma anche poesie\, racconti e\, in generale\, tutto un immaginario su chi potesse essere quella donna così coraggiosa e spericolata da farsi sparare in aria da un cannone per svariati metri\, indossando abiti succinti\, in epoca vittoriana! Era una donna che amava la libertà e che non si sarebbe fermata davanti a niente pur di inseguire il sogno di fare l’acrobata per il circo e di vivere a modo proprio. Quest’albo la racconta con una lingua semplice e vivida e con ricche tavole a matita e pennello\, e senza trascurare George\, quel bambino che la capiva e che lei avrebbe amato per tutta la vita. Questa è una storia stupefacente e avventurosa\, quella di Rosa Maria Richter\, in arte Zazel\, la prima vera “donna cannone”. La presentazione del libro sarà un momento dedicato a famiglie con bambini con la possibilità di per genitori e bambini di trascorrere insieme un momento per ascoltare una storia straordinaria. \n\n\n\nL’incontro sarà realizzato in collaborazione con la libreria per ragazzi L’ora di Libertà\, una realtà storica romana che si occupa di formazione e sensibilizzazione dei giovanissimi alla lettura con attività stabili quali laboratori per bambini e famiglie ed incontri di sensibilizzazione alla lettura.  \n\n\n\nA seguire\, alle ore 18 e ore 21\, ci si immerge in “Storie di Viaggio”\, spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia Materiaviva con la regia di Alessandra Lanciotti. Acrobatica aerea\, magia\, contact juggling\, contorsionismo e racconto\, sono gli ingredienti di un viaggio surreale e magico. Attraverso un racconto delicato che ricorda i toni delle fiabe\, e attraverso la metafora del viaggio\, si affrontano i temi del senso di non appartenenza\, della solitudine\, della migrazione e della violenza sulle donne. Uno spettacolo adatto a tutte le età\, una sequenza di storie che incantano e lasciano sognare e riflettere\, senza mai appesantire\, senza mai perdere la patina fiabesca e poetica. Ogni piccola storia racchiude un mondo\, si apre e si chiude sfiorando il pubblico con poche parole tradotte in scena in LIS \n\n\n\nSabato 21 febbraio (ore 17:00) appuntamento con le letture animate per bambini “Storie per incontrarci”. Un appuntamento dedicato ai più piccoli con letture animate di libri per bambini sul tema delle migrazioni e dei viaggi. Sarà un momento di racconto e condivisione\, un momento per i bambini e le loro famiglie\, da vivere assieme per lasciare ai più piccoli spunti di riflessione sulle migrazioni\, sulla bellezza di conoscere ed accogliere\, sull’incontro tra popoli e sul valore che si può costruire “incontrandosi”. L’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme ai genitori. Alle ore 18:00 e 21:00 si prosegue con “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa\, uno spettacolo di circo teatro che intreccia la storia personale alla riflessione sul contemporaneo. Le artiste in scena si chiedono il senso dell’arte nel mondo del lavoro\, si affacciano davanti al baratro del “voler essere” e portano nei loro corpi acrobatici il contrasto tra il sentire e il volere. Uno spettacolo che unisce acrobatica e parola\, danza e sapiente uso della luce come parte di un racconto emotivo. Un racconto che intreccia via via la storia personale a quella di una generazione. Acrobatica aerea\, contorsionismo\, contact juggling e racconto\, sono le tecniche con cui le cinque artiste raccontano un mondo interiore e magico \n\n\n\nInfine\, domenica 22 febbraio (ore 11:00 e 12:30) va in scena Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame\, spettacolo poetico e coinvolgente che segue il viaggio di un serpente curioso attraverso gli ecosistemi del brasile. In cerca di un luogo da chiamare casa\, Safira attraversa paesaggi diversi\, incontra amici sorprendenti e affronta sfide inaspettate\, finché non si accorge che il mondo intorno a lei sta cambiando\, e anche dentro di sé qualcosa si trasforma. Una narrazione per riflettere su appartenenza\, cambiamenti climatici e responsabilità del vivere come parte della natura \n\n\n\nAlle ore 18 è la volta dello spettacolo La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente. Analizzando la vita di un personaggio leggendario della periferia romana\, il Gobbo del Quarticciolo\, ho ripercorso le vicende di una Roma sotto assedio\, invasa dai Tedeschi\, bombardata dagli Americani\, abbandonata dagli uomini di potere. Dall’otto settembre del 1943\, fino al 4 giugno 1944\, Roma vive nove mesi di dominazione tedesca\, nove mesi di repressione\, disperazione\, fame; nove mesi di stragi e massacri: 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine\, più di 900 deportati dal Quadraro. E’ nella Roma più povera e popolare delle borgate come il Quarticciolo\, che uomini e donne\, combattono contro l’ingiustizia e l’oppressione. E’ lì che nascono gli eroi involontari di questa storia: sora Cettina\, Giggetto\, zio Franchino\, Er Pigna\, Neganè\, Er Carota……uomini e bambini di borgata\, trasformati in combattenti dagli eventi tragici che li colpiscono. Una storia narrata in prima persona. Il linguaggio scelto è la lingua di borgata; chi le racconta\, è un ragazzetto\, uno strillone soprannominato Riccetto\, un ragazzo ingenuo a cui tutto sembra un po’ accadere per caso. Riccetto viene arruolato nella banda del gobbo e racconta quello che lui\, dodicenne\, ha vissuto in quei mesi di terrore e di dominazione\, fino all’arrivo degli Americani. Tra giochi da bambino e assalti da adulto\, la vita del Riccetto è semplicemente la vita di un ragazzo di borgata durante una guerra. \n\n\n\nNon mancheranno\, inoltre\, gli incontri-laboratori come – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello\, lunedì 16 e 23 febbraio alle ore 18:00. Prendere un the insieme e parlare dell’arte negli allestimenti teatrali. Gli allestimenti e gli studi per la scenografia\, sono di fatto delle opere che vengono studiate e create spesso da artisti che attraverso il loro contributo hanno nei secoli trasformato il nostro stesso modo di concepire lo spazio scenico. In collaborazione con gli studenti dell’Accademia delle belle arti si realizzeranno incontri dedicati ai giovanissimi per stimolare alla riflessione su un aspetto del lavoro teatrale in equilibrio tra maestranze ed arte\, uno spaccato che darà impulso ad una nuova visione di un ambito professionale ancora troppo poco conosciuto.  \n\n\n\nL’incontro è dedicato in particolare ai giovani di scuole medie e superiori ma è aperto a chiunque voglia curiosare sul tema davvero affascinante. L’incontro verrà moderato da Giorgia Ricciardello\, Illustratrice e grafica\, lavora sulle tecniche del disegno\, della pittura\, scultoree e modellato \n\n\n\nProgramma: \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\ninaugurazione mostra “Il Circo Sfigato” – opere dell’artista Alessia Muntoni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 13 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Monsieur Momo – Varietà” di e con Timo Lesniewski \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nL’incontro ha la durata di un’ora ed è particolarmente adatto a bambini tra i 3 ed i 6 anni\, assieme \n\n\n\nai genitori \n\n\n\nsabato 14 febbraio ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “IRISH PUBLIC HOUSE” – di e con Clover Danze Irlandesi \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 14 febbraio 2026 ore 19:00 \n\n\n\npresentazione del numero 171 del periodico culturale Leggendaria\, che ospita il tema “Le clown” \n\n\n\ndi Maria Vittoria Vittori \n\n\n\nin collaborazione con l’Associazione Giocolieri e Dintorni \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione – Con interprete Lis \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 11.00 – ore 12\,30 \n\n\n\nSPETTACOLO “Connessione Radio” – Compagnia I Musicullanti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 15 febbraio 2026 ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO “Madri d’europa” con Alessandra Evangelisti e Serena Sansoni – Compagnia il \n\n\n\ngiardino delle parole \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 16 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nPresentazione del libro “Zazel” di Francesca De Sanctis \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nvenerdì 20 febbraio 2026 ore 18 e ore 21 \n\n\n\nSPETTACOLO “Storie di Viaggio” Spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia \n\n\n\nMateriaviva \n\n\n\nRegia e autorialità Alessandra Lanciotti \n\n\n\ncon Roberta Castelluzzo – Fabiana Gargia – Alessandra Lanciotti – Filippo Porcari \n\n\n\nAttrice in LIS Benedetta Paris \n\n\n\nCura della scena Giulia Simonetti \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nsabato 21 febbraio 2026 ore 17:00 \n\n\n\nletture animate per bambini “Storie per incontrarci” \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione \n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 18:00 e 21:00 \n\n\n\nSPETTACOLO “Sarò io” di e con Collettivo Karabòa \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 11:00 e 12:30 \n\n\n\nSPETTACOLO Sulle Orme del Serpente della Compagnia Circoenxame \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 18 \n\n\n\nSPETTACOLO La banda del Gobbo di e con Emiliano Valente \n\n\n\nCosto € 5 – prenotazione a info@teatrofuriocamillo.com \n\n\n\nlunedì 23 febbraio ore 18:00 \n\n\n\nINCONTRO LABORATORIO – Ar-The – Assaggi d’arte condotto da Giorgia Ricciardello \n\n\n\nIngresso libero – non è necessaria la prenotazione
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SUMMARY:Ascanio Celestini in "Poveri Cristi" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:<<Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori\, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa\, ma anche senza futuro\, eccetera. \n\n\n\nE se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti. \n\n\n\nL’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. \n\n\n\nE invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario. \n\n\n\nCi sono tanti modi per raccontare questa classe sociale\, ma la più rispettosa\, per me\, è quella che usa le loro parole. Così\, in questi ultimi 10 anni\, sono andato intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma\, il becchino del cimitero di Lampedusa\, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013\, ecc. \n\n\n\nPoi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle. Quando mi sembra che ci riesco\, le vado a raccontare al musicista Gianluca Casadei\, e lui inizia a scrivere la musica sul mio racconto. Tra noi usiamo la tecnica dell’interplay. Nei testi sul jazz è indicata come ‘capacità di interagire all’istante\, anche e soprattutto durante le parti improvvisate\, tra i diversi musicisti\, pronti a ascoltare e reagire cogliendo i suggerimenti impliciti nel suono degli altri membri del gruppo’. Da questo nostro lavoro\, di ascolto e interazione tra musica e racconti\, nasce lo spettacolo. E questa tecnica di interazione si ripete sempre\, ogni sera\, in ogni replica col pubblico\, come un’improvvisazione su uno standard jazz. \n\n\n\nMa c’è un motivo per il quale racconto\, le mie storie. Me lo ha detto Sisto Quaranta\, rastrellato il 17 aprile del ’44 al Quadraro. Quando gli ho chiesto “Perché non avete mai raccontato la vostra storia?” Lui mi ha risposto “io l’ho sempre raccontata\, ma tra noi non c’erano gli scrittori\, i registi del cinema”. \n\n\n\nCioè non è vero che la Storia la scrivono i vincitori. La Storia la scrive chi la sa raccontare. Perciò è compito nostro\, di noi scrittori\, di noi autori\, scrivere la storia di tutti. Soprattutto di quelli che non la sanno scrivere come Sisto che non era poeta\, ma era un bravo elettricista. Qui per me c’è la vera contaminazione culturale\, quella tra lo scrittore e l’elettricista\, tra l’autore e i facchini eritrei\, tra il musicista e il becchino del cimitero di Lampedusa. \n\n\n\nQuando penso allo spettacolo non penso al “pubblico”. Il “pubblico” è già una comunità. Io penso allo “spettatore”. \n\n\n\nCioè a quello che arriva da solo. Il mio spettatore non è il letterato colto che ha letto la Recherche di Proust e cita Pasolini perché il padre è stato menato nel marzo del ’68. \n\n\n\nIl mio spettatore si è fatto una doccia veloce e ha parcheggiato in seconda fila per vedere il mio spettacolo in uno spazio raffazzonato in periferia. Magari è autunno e mi porta le castagne che ha raccolto tra i boschi dei Castelli Romani o mi dice che lo zio esodato dell’Autovox è morto depresso in una RSA o perché non gli hanno cambiato il catetere e c’ha avuto le vie urinarie in setticemia. E magari mi porta un disco che ha registrato con la parrocchia dove canta un’ave Maria stonata\, ma bella. \n\n\n\nE allora cosa mi aspetto di comunicare al pubblico? Di fargli sentire che sono intonato alle sue canzoni. Che parliamo la stessa lingua\, che usiamo le stesse parole\, che cantiamo le stesse canzoni. \n\n\n\nLo spettatore che sceglie di venire in teatro è sempre preparato. Se sceglie uno spettacolo è perché ha un’aspettativa precisa. Il problema nasce quando non viene risarcito del suo investimento emotivo\, cioè se ci resta male. Se si aspettava di ridere e invece ha pianto\, viene risarcito lo stesso. Se voleva stupirsi e invece si è addormentato significa che l’artista s’è spiegato male. \n\n\n\nIo cerco di scrivere in una lingua comprensibile per tutti. Ma non è una lingua che parlo io. È quella che “trascrivo” dalle interviste che faccio e ho fatto in questi anni. \n\n\n\nScrivere e raccontare con la lingua degli altri (vorrei dire del popolo) questo faccio. \n\n\n\nQuesta\, per me\, è una lingua nuova che scaccia vie tutte le altre lingue. È nuova perché è comprensibile. Le altre sono vecchie perché non si capiscono più. \n\n\n\nQuesto spettacolo sarà un racconto e il racconto è sempre multidisciplinare. Per raccontare una storia ci infiliamo in tanti linguaggi. \n\n\n\n1- Il gesto racconta l’oggetto. Lo indica. \n\n\n\n2- Lo sguardo racconta l’immagine (guardo in quella direzione perché sto raccontando che qualcosa arriva da quel punto\, per esempio). \n\n\n\n3- La parola è suono\, ma anche ritmo. \n\n\n\nEccetera. \n\n\n\nC’è una multidisciplinarità ricchissima che passa di continuo tra parola-immagine-suono-oggetto. Cioè passa attraverso il tempo senza fermarsi su un’epoca precisa. Come scrisse Vincenzo Cerami delle mie “fiabe moderne\, che comunque hanno il potere di dipingere paesaggi senza tempo (come il nostro tempo)”. \n\n\n\nPoveri Cristi è anche un romanzo pubblicato nel 2025 con Einaudi. Il romanzo ‘Poveri Cristi’ comincia così: “Cristo non è sceso dal cielo\, ma è salito dalla terra. Questa è la prima frase\, ma potrebbe finire qui”. \n\n\n\nDavvero il racconto potrebbe finire dopo questa frase perché i personaggi della mia storia sembra che non abbiano nessun rapporto con tutto ciò che sta in alto. Né col potere politico\, economico\, militare o religioso; né con le vette della letteratura\, della scienza o con le aspettative\, i sogni di chi aspira a diventare famoso; né coi quartieri alti\, le ricche città coi grattacieli; e probabilmente nemmeno con le terrazze fiorite dalla quali vedere un bel panorama. Ma forse è proprio questa loro vita da ultimi che\, come nella parabola di Gesù\, dopo aver subito torti li porterà ad essere primi.>> \n\n\n\nAscanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali\, Laika (2015)\, Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi\, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia\, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010)\, in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia\, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005)\, La pecora nera (2006)\, Lotta di classe (2009)\, Io cammino in fila indiana (2011)\, Pro patria (2012)\, Barzellette (2019)\, Radio clandestina (2020)\, I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria 
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SUMMARY: Riccardo III al Teatro Biondo
DESCRIPTION:Maria Paiato è Riccardo III nell’adattamento che Angela Dematté ha realizzato della celebre tragedia storica di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. \n\n\n\nProdotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro Nazionale di Genova\, al Teatro Biondo di Palermo e al Teatro di Roma\, lo spettacolo va in scena al Biondo di Palermo dal 14 al 22 febbraio.  \n\n\n\nAl fianco di Maria Paiato recitano Riccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, Giovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, Cristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo. Le scene sono di Guido Buganza\, i costumi di Ilaria Ariemme\, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni. \n\n\n\nTutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice\, che prende vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi. Nei panni di Re Riccardo – l’usurpatore\, il genio cattivo\, l’uomo politico crudele\, machiavellico\, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano – Paiato punta a restituire uno Shakespeare sorprendentemente fedele all’originale. \n\n\n\n«Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York»: è così che si apre la tragedia\, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo\, duca di Gloucester. È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con Enrico IV. Il Bardo la scrisse intorno al 1592\, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando in Inghilterra\, al termine della Guerra delle due rose\, il potere dei Plantageneti fu sostituito dalla dinastia Tudor\, eventi drammatici culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485. \n\n\n\nAl centro dell’opera sta la figura di Riccardo\, il cui fisico deforme racchiude un’indomabile forza negativa\, ma la sua fedeltà al proprio destino suscita\, nonostante la crudeltà del personaggio\, un innegabile fascino. \n\n\n\n«Affascinante\, ironico\, seducente\, ma spaventosamente lucido\, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima – spiega il regista Andrea Chiodi – Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì\, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce\, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo\, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco\, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere\, così logoranti e inutili\, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare\, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere\, quando null’altro lo compie o completa». \n\n\n\nPer Angela Dematté\, che ha tradotto e adattato il testo: «La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione\, in un sistema di valori arcaico\, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere\, il diritto a sopravvivere. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi\, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato\, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere\, le due donne innanzitutto\, lady Anna e poi Elisabetta e\, fino ad un certo segno\, Buckingham e la corte\, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto\, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama?» \n\n\n\n_____________________ \n\n\n\nRiccardo III \n\n\n\ndi William Shakespeare \n\n\n\nriduzione e adattamento Angela Dematté \n\n\n\nregia Andrea Chiodi \n\n\n\ncon Maria Paiato \n\n\n\ne con \n\n\n\nRiccardo Bocci\, Tommaso Cardarelli\, Francesca Ciocchetti\, Ludovica D’Auria\, \n\n\n\nGiovanna Di Rauso\, Giovanni Franzoni\, Igor Horvat\, Emiliano Masala\, \n\n\n\nCristiano Moioli\, Lorenzo Vio\, Carlotta Viscovo \n\n\n\nscene Guido Buganza \n\n\n\ncostumi Ilaria Ariemme \n\n\n\nmusiche Daniele D’Angelo \n\n\n\nluci Cesare Agoni \n\n\n\ntrucco e parrucco Bruna Calvaresi \n\n\n\nassistente alla regia Francesco Biagetti \n\n\n\nassistente ai costumi Valentina Volpi \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale Bresciano\, Teatro Nazionale di Genova\,  \n\n\n\nTeatro Biondo di Palermo\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale \n\n\n\ndurata: 2 ore e 30 minuti più intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: sabato 14 febbraio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17.00\n\n\n\nmartedì 17 febbraio ore 21.00\n\n\n\nmercoledì 18 febbraio ore 17.00\n\n\n\ngiovedì 19 febbraio ore 17.00\n\n\n\nvenerdì 20 febbraio ore 21.00\n\n\n\nsabato 21 febbraio ore 19.00\n\n\n\ndomenica 22 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:"Azzurro" al Teatro Elfo Puccini di Milano
DESCRIPTION:ANTONIO CATANIA / AZZURRO\n\n\n\nUna cavalcata densa di immagini\, musica\, gesti e parole che parte a bordo di una 500 nei mitici anni sessanta e continua fino ai nostri giorni\, raccontata con ironia da un testimone d’eccezione: Curzio Maltese (Milano\, 30 marzo 1959 – Roma\, 26 febbraio 2023). Antonio Catania – accompagnato dalla musica di Nicola Piovani eseguita in scena da Sergio Colicchio al pianoforte – è il protagonista di “Azzurro”\, uno spettacolo scritto da Paola Ponti e diretto da Carmen Giardina\, prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni. In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano dal 16 al 22 febbraio e al Teatro Rossetti di Trieste dal 24 al 26 febbraio. \n\n\n\nLa storia di “Azzurro” comincia con l’Italia del boom\, un Paese ancora ingenuo\, rivolto al futuro\, dove “persino i poveri potevano essere felici”: il sabato alla Rinascente dove lavora la mamma commessa\, il profumo di Mariangela Melato\, i foulard di Carla Fracci e le vetrine di Giorgio Armani. Ma anche la fine dell’innocenza\, il 12 dicembre 1969\, con la bomba che scoppia a piazza Fontana\, la lotta di classe al parco Lambro\, il liceo negli anni di piombo\, e le risate degli anni ’70\, con Beppe Viola\, Dario Fo\, i comici del Derby: “ridevamo come pazzi – ricorda Maltese – e poi con un pensoso e penoso senso di colpa passavamo alle cose serie\, la politica\, il giornalismo\, la cultura ufficiale. Pensa che scemi.” \n\n\n\nDopo gli esordi nel giornalismo sportivo\, Curzio Maltese arriva a Repubblica\, dove inizia a scrivere di politica quando scoppia l’inchiesta Mani Pulite\, seguita dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma in “Azzurro” è l’uomo a parlare\, ed è emozionante il racconto di un’infanzia senza padre\, della scomparsa della sorella Cinzia\, del grande amore per la moglie e il figlio\, della gioia di poter seguire da vicino il lavoro di artisti geniali come Roman Polanski\, Renzo Piano\, Paolo Conte\, Ken Loach e tanti altri. Una ricerca della bellezza che non può mai prescindere dall’allegria\, e diventa salvifica nei momenti più difficili. \n\n\n\n«Per la messa in scena ho creato una struttura composta da proiezioni video e musica – spiega Carmen Giardina – sempre al servizio dell’incalzare della storia e del protagonista\, che di volta in volta tiene le fila e interpreta i vari personaggi in un moltiplicarsi di voci. E credo che nessun attore meglio di Antonio Catania possa interpretare la disincantata ironia dello sguardo di Maltese. Allo stesso modo la scrittura di Maltese si sposa alla perfezione con la musica del suo grande amico Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al suo sguardo sulla vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti possiamo ritrovarci.» \n\n\n\nwww.elfo.org \n\n\n\nwww.ilrossetti.it
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SUMMARY:ARCOBALÌ al Festival di Sanremo 2026
DESCRIPTION:ARCOBALÌ farà il suo esordio ufficiale a Sanremo 2026\, portando con sé un messaggio semplice e potente: la musica può colorare i sogni e accendere sorrisi\, anche dove la vita è più difficile. \n\n\n\nDa questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”\, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che\, insieme a Caritas italiana e Givova\, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione\, partecipazione e speranza. \n\n\n\nUn’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione\, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. \n\n\n\nIl progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. \n\n\n\nAl fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata. \n\n\n\nEnrico Garnero\, Presidente dell’Associazione Play To Give\, sottolinea:«Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi\, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori\, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera». \n\n\n\nIl Presidente di Givova\, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: \n\n\n\nSostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto. \n\n\n\nIn occasione del Festival 2026 a Sanremo\, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi\, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone\, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas\, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà\, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione. \n\n\n\nCon una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto\, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica\, creatività e solidarietà\, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli\, senza distinzione. Crediamo che lo sport\, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”. \n\n\n\nAnche Don Marco Pagniello\, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità\, appartenenza e dignità”. \n\n\n\nA Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica\, emozioni e sogni da colorare insieme. \n\n\n\nPer aderire alla mission: \n\n\n\ninfo@coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.coloriamoisogni.it \n\n\n\nwww.arcobalì.it
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SUMMARY:“Titoli di testa” con Francesca Reggiani al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani “Titoli di testa” declina le sue riflessioni sull’universo di oggi con un punto di vista ironico\, uno sguardo lucido e spietato che osserva la realtà che ci circonda. \n\n\n\nUno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private\, tra crisi di coppia e crisi istituzionali. E infine la confusione universale tra amore e sesso\, tra mariti e amanti\, tra single e “bingle”; e poi ancora politici\, imprenditori\, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite. \n\n\n\nSatira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale\, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione. \n\n\n\nLo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati\, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.
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SUMMARY:"EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo" al Teatro Belli - IV edizione
DESCRIPTION:Rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, giunta alla sua quarta edizione – dopo il successo riscosso nelle prime due settimane di programmazione – prosegue il proprio percorso al Teatro Belli confermandosi come uno degli spazi più coerenti e riconoscibili dedicati alla nuova drammaturgia nazionale e alle giovani compagnie della scena italiana. Promossa dalla Società per Attori\, la manifestazione nasce con un duplice obiettivo: sostenere concretamente la scrittura teatrale contemporanea e offrire al pubblico un attraversamento critico del presente attraverso linguaggi scenici diversi\, capaci di interrogare il nostro tempo nelle sue contraddizioni\, urgenze e fragilità. \n\n\n\n«Il teatro – dichiarano i direttori artistici Andrea Paolotti e Franco Clavari – deve continuare a essere un luogo reale di presenza\, ascolto e dialogo. In un’epoca segnata da comunicazioni sempre più rapide e individualizzate\, crediamo sia necessario investire energie nella costruzione di spazi di incontro umano e condivisione autentica. EXPO nasce proprio per questo: non come semplice cartellone\, ma come esperienza viva e comunitaria». \n\n\n\nProssimi appuntamenti PROGRAMMA EXPO 2026 \n\n\n\n17\, 18\, 19 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nGod Knows \n\n\n\ndi Andrea Cincotti \n\n\n\ncon Elvira Berarducci\, Giordano Cozzoli\, Pietro Naglieri \n\n\n\nregia Andrea Cincotti \n\n\n\nscene Matteo Candido \n\n\n\ncostumi Liliana Ciannamea \n\n\n\nproduzione Malalingua – Festival Trame Contemporanee \n\n\n\nIn una notte qualunque\, un semplice risveglio si trasforma in un viaggio straordinario dentro la memoria\, il desiderio e le crepe dell’amore. Pietro e Giordano\, compagni da oltre quindici anni\, sono due uomini intrappolati in una crisi silenziosa che ha consumato nel tempo il linguaggio della loro intimità: le parole che un tempo li univano ora sembrano insufficienti\, incapaci di contenere ciò che si è incrinato. Con loro vive Elvira\, amica ironica e inquieta\, sospesa in un eterno tentativo di cambiamento. È proprio lei che\, attraverso un episodio molto particolare\, innesca l’improvvisa rottura dell’equilibrio che porta l’intera notte a prendere una piega imprevedibile. God Knows esplora il terreno fragile della crisi di una storia d’amore\, non fornendo risposte\, ma mostrando le crepe\, le zone d’ombra\, i non detti che abitano una relazione. \n\n\n\n20\, 21\, 22 Febbraio 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPostremos \n\n\n\ndi Emilia Agnesa e Xhuliano Dule \n\n\n\ncon Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli \n\n\n\nregia Stefano Sabelli \n\n\n\nscene Michelangelo Tomaro \n\n\n\ncostumi Marisa Vecchiarelli \n\n\n\nluci e audio Valerio Amedeo \n\n\n\nTra la costruzione di un muro e la sua caduta\, tra una esplosione di Buddha e un attacco al cuore di New York\, tra le città svuotate dalla pandemia e una striscia di terra rasa al suolo\, tra un millennio che si chiude e uno che si apre\, tra canzoni di ieri e canzoni di oggi\, tra un tempo che scorre e uno che non passa… Due donne in una stanza chiusa\, senza orologi né finestre\, attendono istruzioni. Sono assassine\, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati attraverso un montavivande. In un climax di tensione emotiva\, nessuna delle due potrà tirarsi indietro davanti all’ultima comanda. Si prepareranno alla sfida finale. Ma resta una domanda in sospeso: c’è un posto per entrambe nel futuro? \n\n\n\n24\, 25\, 26 Febbraio 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLa donna più grassa del mondo \n\n\n\ndi Emanuele Aldrovandi \n\n\n\ncon Luca Cattani\, Alice Giroldini\, Marco Maccieri \n\n\n\nregia Angela Ruozzi \n\n\n\nscene e costumi Alice Benazzi \n\n\n\nluci Fabio Bozzetta \n\n\n\nproduzione Centro Teatrale MaMiMò \n\n\n\nUna grossa crepa minaccia la sicurezza della casa in cui vivono i protagonisti della storia\, ma solo uno di loro sembra preoccuparsene: l’Uomo del piano di sotto\, che da mesi  tenta di convincere la coppia di vicini a intraprendere i lavori di ristrutturazione. Ma la crepa si trova proprio sotto il divano della Donna più grassa del mondo che pesa quattrocento sessanta chili\, non può muoversi e non ha intenzione di smettere di mangiare. In un’epoca in cui sembra che la nostra società abbia raggiunto il suo massimo grado di benessere\, questa commedia\, attraverso una cifra grottesca e paradossale\, ci induce a riflettere sulla capacità dell’uomo di immaginare un modo alternativo per raggiungere la felicità che non lo condanni all’autodistruzione. \n\n\n\n27\, 28 Febbraio – 01 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nQuelli che restano \n\n\n\ndi Marta Ferrarini e Emanuela Vinci \n\n\n\ncon Marta Ferrarini\, Leonardo Lutrario\, Luca Molinari\, Emanuela Vinci \n\n\n\nregia Davide Celona \n\n\n\nluci Marco Laudando \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nCosa resta quando qualcuno se ne va? Un gruppo di quattro amici: Nadia\, Emma\, Flavio e Jacopo si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo\, il loro amico\, il quinto\, che si è appena suicidato. Tra una birra e qualche sigaretta\, i protagonisti si troveranno a far fronte a una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre\, il loro confronto diventa una esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita\, portando a galla non solo le loro storie\, verità scomode e dinamiche nascoste\, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali. \n\n\n\n3\, 4\, 5 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nQuando arriva Briseide \n\n\n\ndi Federico Malvaldi \n\n\n\ncon Alice Casagrande\, Federico Lombardo\, Giacomo Pressi \n\n\n\nregia Sezione B \n\n\n\nriconoscimenti Premio l’InediTo – Colline di Torino\, Premio iGEA – Treviso\, Contemporary Theater Festival\, Premio Pat – Passi Teatrali \n\n\n\nÈ il ritratto di una generazione senza un posto nel mondo. In una piccola città universitaria\, all’interno di un vecchio ristorante\, si intrecciano le vite di Gabriele\, Andrea e Giulia. La cucina del ristorante diventa lo scenario in cui si mescolano amicizie\, amori\, ambizioni e sogni\, ma soprattutto si avverte il senso di essere bloccati in un presente che non concede vie di fuga. Gabriele ha ereditato il locale di famiglia dopo la morte del padre. Andrea\, suo amico d’infanzia\, lavora con lui. Giulia\, la nuova arrivata\, funge da catalizzatore di un equilibrio già fragile. Il luogo di lavoro è un microcosmo dove i conti “contano” più delle relazioni\, dove il futuro fa più paura del passato e dove tutto si nasconde sotto un coperchio. \n\n\n\n6\, 7\, 8 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nUn caso da manuale \n\n\n\ndi Giulia Pietrozzini \n\n\n\ncon Chantal Gori e Giulia Pietrozzini  \n\n\n\nregia Giulia Aleandri  \n\n\n\nproduzione Teatraltro \n\n\n\nriconoscimenti Premio Ipazia 2024 \n\n\n\nIn un mondo distopico dove le gerarchie di genere si capovolgono\, ma i meccanismi restano\, un’avvocata e la sua assistita si incontrano in uno spazio sospeso tra reale e onirico. Una cerca di elaborare una strategia difensiva\, costringendo la sua assistita a una prova generale sulle rispettive domande e risposte che\, in tribunale\, dovrebbero propiziare una sentenza benevola\, l’altra invece tenta di raccontare la realtà dei fatti\, così come sono avvenuti. In un botta e risposta teso e grottesco\, sul filo che lega e separa al tempo stesso verità oggettiva e verità processuale\, lo spettacolo solleva interrogativi sulla giustizia\, sul potere e sulla possibilità\, o impossibilità\, di un vero cambiamento. \n\n\n\n10 \,11\,12 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSP33 \n\n\n\ndi Giulia Bartolini \n\n\n\ncon Francesca Astrei\, Grazia Capraro\, Giulia Trippetta \n\n\n\nregia Giulia Bartolini \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nin collaborazione con Compagnia KARL \n\n\n\nMary torna\, dopo undici anni\, a casa. Due sorelle che ormai non l’aspettano più. Un paese di 515 anime. È la provincia che divora tutto; purgatorio di tutti noi. SP33 NON è uno spettacolo sulla provincia. È materia che muta\, si muove\, inciampa. SP33 NON racconta il ritorno a casa: ne abita le rovine. È un luogo feroce: rose di montagna battute dalla pioggia\, vino\, funerali\, sapone fatto a pezzi. SP33 NON ha una regia invadente. Solo testo e corpo. SP33 NON vuole spiegare. Non consola\, non redime\, non chiude. SP33 NON teme la sproporzione\, la dissonanza\, l’incompiuto. È senza orpelli\, senza appigli. SP33 NON è integro. È spezzato. Una commedia nera\, un dramma familiare in frantumi. \n\n\n\n13\, 14\, 15 Marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nPer una donna \n\n\n\ndi Letizia Russo \n\n\n\ncon Marika Murri  \n\n\n\nregia Paolo Zuccari \n\n\n\nscene Paola Castrignanò \n\n\n\ncostumi Lucia Mariani \n\n\n\nproduzione Compagnia Mauri Sturno \n\n\n\nLa vita di una donna\, non più giovane\, sposata con un uomo che la rispetta e la ama\, niente figli\, una cornice piccolo borghese\, forse di periferia\, esplode improvvisamente per l’incontro intimo con un’altra donna. Un solo incontro\, un momento di abbandono\, e niente è più come prima. Rimane un continuo desiderio asfissiante. Andare avanti come prima è impossibile. Allora la donna scrive una lettera a se stessa per tornare\, secondo lei\, sulla retta via. Ma la strada è piena di inganni che le riveleranno una verità difficile da accettare.  Tutto solo “Per una donna”. \n\n\n\n17\, 18\, 19 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nSirene \n\n\n\ndi Chiara Arrigoni \n\n\n\ncon Federica Fabiani\, Rossella Rapisarda \n\n\n\nregia Alberto Oliva \n\n\n\nscene e costumi Francesca Ghedini \n\n\n\nproduzione Teatro In-Folio \n\n\n\nÈ il racconto dell’amicizia luminosa e testarda di Gi e Molly\, due donne in sedia a rotelle che hanno imparato a ricostruire le loro vite dopo che un incidente le ha interrotte all’improvviso. Gi parla come un fiume in piena\, Molly graffia con l’umorismo. Il presente scorre tra un centro diurno e un fan club dedicato a Brad Pitt. Una festa si avvicina\, un evento straordinario\, un’attesa che sembra dare senso a tutto. Intanto il passato riaffiora: Gi prima dell’incidente\, giovane\, invisibile\, pronta a sacrificarsi sull’altare del “successo”. Due linee temporali si inseguono come sirene negli abissi\, attratte dallo stesso punto di rottura. Tra sogno e realtà\, il linguaggio si frantuma e diventa corpo\, danza\, immaginazione. Uno spettacolo delicato e graffiante\, un inno alla vita\, nonostante tutto. \n\n\n\n20\, 21\, 22 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nSalmoni \n\n\n\nFa ridere ma anche riflettere \n\n\n\ndi Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\ncon Walter Cerrotta\, Giorgia Conteduca \n\n\n\nproduzione Valdrada Teatro \n\n\n\nUna storia ambientata all’interno di un reality show immaginario\, “Top Games”\, in cui due concorrenti vengono selezionati come coppia da un sistema algoritmico che promette opportunità e risalita sociale. I due non si sono scelti e non sanno esattamente cosa li aspetta. Sanno solo che partecipare è un’occasione da non perdere. Lo spazio scenico è chiuso\, sorvegliato\, regolato da un’Intelligenza Artificiale che comunica attraverso un linguaggio apparentemente inclusivo. Le regole sono poche e chiare\, le prove progressive\, il tempo indefinito. Ciò che inizia come un gioco si trasforma gradualmente in un’esperienza di esposizione e pressione costante e “Top Games” rivela la propria natura: non un semplice spettacolo competitivo\, ma un dispositivo che seleziona\, classifica e orienta i comportamenti… \n\n\n\n24\, 25\, 26 Marzo 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nDelizia \n\n\n\ndi Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda   \n\n\n\ncon Carlotta Solidea Aronica\, Michele Breda \n\n\n\nregia Gemma Costa \n\n\n\nmovimento scenico Alberto Bellandi \n\n\n\nproduzione Società per Attori – Poveri Comuni Mortali \n\n\n\nUn uomo vive in un quartiere dove tutto si ferma due volte al giorno. È in questi momenti di sospensione che gli piace passeggiare. Un giorno\, camminando\, alza lo sguardo e si accorge che in tutte le finestre di tutti i palazzi c’è gente che fa l’amore. Forse è per questo che tutto si ferma\, perché la gente deve fare l’amore. Perché lui non se n’è mai accorto? Ma soprattutto\, perché ha sempre fatto solo passeggiate? Decide di volersi ammazzare\, ma una lettera imprevista lo distoglie dal proposito. Cercano dei volontari disposti a farsi ibernare ed essere spediti su Delizia: un pianeta piccolo\, lontanissimo e abitato da un solo albero. A partire saranno in due: lui e una donna con la quale condivide un lontano passato. Entrambi si interrogheranno su cosa li abbia spinti davvero a partire e su quanto si stiano lasciando alle spalle. \n\n\n\n27\, 28\, 29 marzo 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nLa singolarità \n\n\n\ndi Riccardo Tabilio \n\n\n\ncon Nadia Fin\, Gabriele Ratano\, Francesco Savino \n\n\n\nregia Dario Aita e Elena Gigliotti \n\n\n\ncoreografie Luca Piomponi \n\n\n\nmusiche Tommy Grieco \n\n\n\nluci Chiara Saiella \n\n\n\nproduzione Officina Teatrale \n\n\n\nÈ un’indagine teatrale documentaria e poetica sul tema del disturbo da accumulo. Basata su un lungo lavoro di ricerca che ha portato gli autori nelle case delle persone affette da questa patologia\, a contatto con figli e figlie di accumulatori\, a intervistare psicologi e attivisti. \n\n\n\nLa drammaturgia intreccia storie vere e testimonianze con le memorie intime degli stessi interpreti che\, a loro volta\, interpelleranno gli spettatori\, li coinvolgeranno in dialoghi\, confessioni\, aste improvvisate\, per un’esperienza porosa e partecipativa. Lo spettacolo tenta di disegnare un paesaggio emotivo e sociale complesso\, nel quale il teatro diventa gesto di cura\, archivio del non detto\, spazio in cui cercare – tra le cose da conservare e quelle da lasciar andare – un frammento di bellezza da salvare. \n\n\n\n10\, 11\, 12 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nBeauty Dark Queen \n\n\n\ndi Stefano Napoli \n\n\n\ncon Francesca Borromeo\, Alessandro Bravo\, Simona Palmiero\, Luigi Paolo Patano\, Paolo Di Caprio \n\n\n\nregia Stefano Napoli \n\n\n\nsupervisione sonora Federico Capranica \n\n\n\nluci Mirco Maria Coletti \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una Dea\, una statuetta. Sono Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota\, una dark queen dalla bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. \n\n\n\nUn po’ pochade (Paride\, ospite di Menelao\, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi)\, un po’ tragedia\, la storia di Elena racconta di uomini che non sanno amare\, ma solo possedere\, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito\, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. E così\, fra il ricordo di un busto di Canova\, una statuetta di Eros senza arco né frecce\, l’opera buffa “La belle Hélène” di Offenbach e un abito originale delle Folies Bergère\, si tenta di tirar giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna tra uomini. \n\n\n\n14\, 15\, 16 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nFlash \n\n\n\ndi Umberto Marino \n\n\n\ncon Giorgio Gobbi\, Guglielmo Poggi \n\n\n\nregia Umberto Marino \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nPresentare questo pezzo di teatro è veramente semplice\, basta citare uno scambio di battute tra i due protagonisti. \n\n\n\nBLO – Due attori che recitano su un palco. Ma questa è la cornice\, l’azione della cornice. \n\n\n\nCOCCO – E l’azione dentro la cornice? \n\n\n\nBLO – Be’\, credo che noi siamo due che aspettano un pusher che deve arrivare verso le tre e mezza con un paio di dosi per sballarci. \n\n\n\nCOCCO – Forte questa azione principale. È un’ottima azione principale. \n\n\n\nBLO – Non è riuscito a inventarsi niente di meglio. \n\n\n\nCOCCO – Ma mica è tanto accia\, come azione principale. \n\n\n\nBLO – L’ha copiata. Da Wallace\, copiare da Wallace lo fa sentire più a la page che copiare da Baricco o da E. L. James. \n\n\n\nCOCCO – E chi è? \n\n\n\n17\, 18\, 19 Aprile 2026 (venerdì h 21.00\, sabato h 19.00\, domenica h 17.00) \n\n\n\nDue pesci \n\n\n\ndi Paolo Roberto Santo \n\n\n\ncon Francesco Bonaccorso\, Domenico Panarello \n\n\n\nregia Paolo Roberto Santo \n\n\n\nluci Alessandro Laprevitera \n\n\n\nproduzione Società per Attori \n\n\n\nÈ la storia di Salvatore e Domenico\, due pesci che vivono da sempre nelle acque di un paesino della provincia di Messina. Uno dei due decide di partire per vedere cosa c’è oltre quel mare\, mentre l’altro\, fortemente legato alle sue radici\, decide di rimanere. Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità\, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Fra momenti di ironia\, dramma e malinconia\, il confronto fra i due pesci diventa metafora della relazione che intercorre tra l’uomo e il viaggio\, dove il mare diventa un filo sottile che divide coloro che si divertono da quelli che cercano di sopravvivere. \n\n\n\n21\, 22\, 23 Aprile 2026 (martedì – giovedì h 21.00) \n\n\n\nLe ragazze vogliono solo divertirsi \n\n\n\ndi Massimiliano Aceti \n\n\n\ncon Francesca Agostini\, Malvina Ruggiano\, Massimiliano Aceti \n\n\n\nRegia Massimiliano Aceti \n\n\n\nProduzione Nutrimenti Terrestri \n\n\n\nSi racconta la storia di due sorelle\, Manuela e Sara\, che hanno da poco perduto la madre rigida e autoritaria. Manuela\, la sorella maggiore\, è sprofondata in una spirale di depressione e alcolismo; Sara\, nonostante sia la più piccola\, si è fatta carico della sofferenza della sorella per via dei sensi di colpa che la tormentano: non si è accorta del problema cardiaco della madre malgrado la sua specializzazione in cardiologia. Le due sorelle\, costrette a vivere nella stessa piccola casa per ristrettezze economiche\, stanno lentamente rinunciando a vivere\, mettendo da parte i loro sogni. Dopo l’ennesima litigata\, dovuta a tensioni e recriminazioni\, l’anta del frigorifero si apre di colpo e ne viene fuori Stefano\, il papà\, musicista con problemi d’alcol\, morto in un incidente d’auto trenta anni prima. Solo Manuela\, la maggiore\, è in grado di vederlo e sentirlo… \n\n\n\nExtraExpo \n\n\n\n21/02/26\, 14/03/26\, 28/03/26\, 11/04/26 \n\n\n\nore 19\, prima dello spettacolo \n\n\n\nExPoetry \n\n\n\npillole di poesia prima del teatro. Incontri con poeti emergenti italiani a cura di Saperenetwork srl. Moderatrice Asia Vaudo \n\n\n\n01/03/26 ore 20:30 \n\n\n\nWOW Poetry Slam \n\n\n\nA cura di WOW – Incendi Spontanei. \n\n\n\nSfida di poesia performativa in cui è il pubblico a decidere chi vince. \n\n\n\nTesti originali\, interpretati con solo corpo e voce. \n\n\n\n05/02/26\, 05/03/26\, 16/04/26 \n\n\n\nore 17-19 \n\n\n\nReading party \n\n\n\nUno spazio\, un tempo\, un silenzio dedicati alla lettura. Porta un libro\, scegli il tuo posto\, spegni il telefono e regalati due ore di lettura tutte per te. \n\n\n\nPanchine Parlanti \n\n\n\nPerformance sulla narrazione autobiografica\, ispirata all’esperienza della Human Library \n\n\n\n21/03/26\, ore 17\, presso il Teatro Belli a cura di Marianna de Pinto e Roberto Baldassarri in collaborazione con Fondazione Di Liegro  \n\n\n\n18/04/26\, ore 17\, presso Centro Anziani Trastevere\, viale di Trastevere 143b a cura di Marianna de Pinto in collaborazione con Cat Trastevere (Casa sociale degli anziani e del quartiere) \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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SUMMARY:"Torna fra nove mesi" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Due donne si muovono su una scena interamente coperta di fogli stracciati\, stropicciati come le loro esistenze di madri in perdita. È uno spazio fragile\, instabile\, che diventa immediatamente riflesso di una vita spezzata\, di un senso che non c’è più. In questo paesaggio di carta\, le due protagoniste si affaccendano in una ricerca ostinata e dolorosa: rovistano nel passato\, ne riaprono le ferite\, raccontano i moti del loro dolore mentre tentano\, con fatica\, di immaginare un futuro possibile. \n\n\n\nTra le carte bianche emergono ricordi\, frammenti di vita\, oggetti che sembrano formarsi dal nulla\, come se la memoria stessa prendesse corpo davanti agli occhi dello spettatore. Tutto è carta: sottile\, vulnerabile\, corruttibile. Un materiale che diventa metafora evidente della precarietà dell’esistenza e della fragilità di ogni equilibrio umano. \n\n\n\nNella messa in scena di Angelo Libri non c’è spazio per il compiacimento emotivo o per il sentimentalismo. Il dolore arriva netto\, graffiante\, sostenuto da un fondo di rabbia e sarcasmo che ne amplifica la forza. Evelina Nazzari e Maddalena Recino attraversano lo spazio scenico con una fisicità tesa e mobile\, seguendo una dinamica che richiama i passaggi mentali del pensiero e della memoria. Entrano ed escono da una grande cassa di legno e corde\, struttura simbolica che si trasforma di volta in volta in grembo\, rifugio\, prigione\, luogo di nascita e di morte\, generando immagini sempre nuove e cariche di significato. \n\n\n\nA più riprese\, durante lo spettacolo\, lo sguardo diretto e privo di mediazioni delle attrici si posa sul pubblico. Non c’è distanza\, né protezione: lo spettatore è chiamato a essere “soggetto guardante”\, parte attiva dell’esperienza\, al di fuori di qualsiasi voyeurismo. Perché il dolore della perdita di un figlio un dolore che porta con sé quello di tutto il mondo non può essere spiegato o raccontato\, ma soltanto condiviso. \n\n\n\nEd è in un lungo momento di silenzio\, spoglio da ogni residuo di rabbia\, che le due donne restituiscono a chi è disposto ad ascoltare la verità più profonda della loro condizione: una verità fragile\, essenziale\, che non cerca consolazione ma presenza\, e che chiede allo spettatore di restare\, semplicemente\, dentro il dolore. \n\n\n\nTrailer: https://youtu.be/EOS2cL5jcIk \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: mercoledì\, giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.aspInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682ì
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SUMMARY:" Le notti bianche" a Spazio Diamante
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione al Teatro Litta di Milano\, Le notti bianche arriva a Roma: dal 19 al 22 febbraio sarà in scena allo Spazio Diamante. Un classico capace di conquistare il pubblico con la sua profondità e una bellezza senza tempo. \n\n\n\nIl celebre racconto di Fëdor Dostoevskij\, che ha ispirato molteplici adattamenti teatrali e cinematografici\, è un viaggio nell’animo umano\, nel desiderio\, nella solitudine e nelle possibilità di redenzione attraverso l’amore. \n\n\n\nNel racconto\, un giovane uomo vive una serie di notti insonni durante le quali si intrecciano sogno e realtà\, e incontra una donna\, Nastas’ja\, con cui condivide il suo tormentato desiderio d’amore\, ma anche la paura di affrontare la verità.  \n\n\n\nPortare in scena Le notti bianche offre una straordinaria opportunità per esplorare temi universali come la solitudine esistenziale\, la fragilità dell’animo umano e il sogno dell’amore perfetto.  \n\n\n\n———————————————– \n\n\n\nIl sognatore è un fantasma che si aggira nelle vite degli altri\, prende dalla realtà e la trasforma\, crea e disfa storie nella sua testa. Perso nei suoi viaggi mentali\, spesso si dimentica del mondo reale.  \n\n\n\nLa solitudine è il motore della sua immaginazione che lo porta a vagare di notte\, cercando incontri che possano nutrire la sua fantasia. Lui conosce tutti ma nessuno conosce lui\, bloccato tra l’attesa della vita e la paura stessa di vivere. Vive così intensamente le sue allucinazioni da non riuscire ad aprirsi agli altri\, terrorizzato dallo scontro con la realtà. Gli unici dialoghi sono con le case e gli edifici che lo circondano.  \n\n\n\nDà vita agli oggetti inanimati pur di non confrontarsi con la vita vera delle persone. Si sente inadeguato\, inadatto alla quotidianità e alle dinamiche relazionali che lo obbligherebbero a mettere in discussione il suo mondo immaginario.  \n\n\n\n“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale\, perchè mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità\, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perchè\, infine\, ho maledetto me stesso; perché\, dopo le mie fantastiche notti\, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”. \n\n\n\n—————————————– \n\n\n\nL’incontro con Nasten’ka arriva per caso\, in una notte bianca in cui il giorno si confonde con la notte. Riesce ad avvicinarla solo perché scorge in lei un momento di fragilità. \n\n\n\nNonostante le raccomandazioni della ragazza\, il sognatore s’innamora e di fronte a questo sentimento autentico anche il più vivido dei sogni si offusca\, la timida fantasia si mostra per quello che è: “schiava di un’ombra\, di un’idea”. E invano il sognatore fruga nei suoi vecchi sogni\, cercandone uno che possa scaldarlo come l’emozione che sta provando nell’incontro con Nasten’ka.  \n\n\n\nPerché anche la più elaborata delle allucinazioni non può competere con la vita che esplode.  \n\n\n\nIn questo modo\, il posto dei sogni verrà rapidamente sostituito dai rimpianti: “Come veloci volano gli anni! E ancora ti chiedi: che ne hai fatto di quei tuoi anni? Dove hai seppellito il tuo tempo migliore? Sei vissuto oppure no? Guarda\, dici a te stesso\, guarda come il mondo diventa freddo! Passeranno ancora degli anni e dopo di essi verrà la cupa solitudine\, verrà\, appoggiata alle stampelle\, la tremante vecchiaia\, e poi angoscia e desolazione… Impallidirà il tuo fantastico mondo\, appassiranno e moriranno i sogni tuoi e cadranno come le foglie gialle dagli alberi… Oh\, Nasten’ka! Sarà triste restar solo\, completamente solo\, e non avere neppur nulla da rimpiangere\, nulla\, proprio nulla… perché tutto quanto perderò\, non è stato che nulla\, uno stupido\, tondo zero\, nient’altro che sogno!“ \n\n\n\nTra la nostalgia per quello che non ha mai vissuto e\, la malinconia per le occasioni sprecate\, il sognatore trascorre quattro notti con Nasten’ka assaporando per la prima volta nella sua vita la consistenza della realtà\, l’adrenalina del presente e la possibile costruzione di un futuro.   \n\n\n\nIl sognatore non riesce ad accettare la limitatezza della quotidianità. A suo modo si ribella all’apatia dilagante e non trovando soddisfazione e spazio nella realtà\, sogna. Da qualche parte dentro di sè desidera una vita normale\, ma non gli appartiene. Tanto che quando gli si presenta la possibilità di vivere una relazione con un’altra persona non riesce ad accontentarsi dell’incontro e si innamora. Ha bisogno di vivere all’estremo e non è in grado di misurare le sue emozioni. Nei sogni può ottenere quello che vuole (pagandone poi il prezzo nel momento del risveglio e del disincanto) ma l’impatto che l’incontro con Nastenka ha in lui è devastante perché intravede la possibilità di vivere un sogno reale\, ad occhi aperti\, attraverso un incontro tra corpi che non è mai riuscito a concedersi. \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevsky per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.  \n\n\n\nLo spazio scenico ha pochi elementi essenziali che mettono gli attori nella condizione di lavorare principalmente sulla relazione\, sul bisogno estremo che hanno i personaggi di essere visti e riconosciuti. E’ l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita\, aiutandosi reciprocamente.  \n\n\n\nNotti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza.  \n\n\n\nLe luci e la musica\, suonata live dagli attori con una tastiera elettronica\, avranno un ruolo molto importante nel raccontare il rapporto tra sogno e realtà\, che in questo testo vede un ribaltamento di segno: la difficoltà di stare nel presente è il grande tema dei protagonisti\, i quali\, per sopravvivere\, si rifugiano nei sogni e nell’ immaginazione fino alle estreme conseguenze.  \n\n\n\nIl Sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite\, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un’istante di autentica felicità.  \n\n\n\n“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo? Stefano Cordella \n\n\n\nNote alla drammaturgia  \n\n\n\nCi coglie sempre impreparati la domanda: quanto è reale quello che viviamo? Le situazioni che abitiamo\, tutte le cose che ci circondano\, esistono davvero? Il protagonista del racconto Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij si autodenuncia sognatore e attraversa e narra la sua non-storia con una parabola feroce che lo conduce dall’incanto all’inferno. Dal vagheggiamento al risveglio. Una creatura sola\, fantasma tra i fantasmi\, che soffre e al tempo stesso difende la sua condizione di estrema solitudine. Un luogo mentale\, quello raccontato – quello scoperto – dove tutto accade mentre non accade niente. Dove ogni incontro e ogni parola\, dove ogni emozione (anch’essa immaginaria?)\, dove tutto viene vissuto fino all’eccesso senza obiettivi e durata\, ma solo per assecondare il proprio inestinguibile destino di apparizione e poi – silenziosa\, misera\, umana – scomparsa. Il lavoro di riscrittura si è sviluppato a partire da una volontà di conservare l’essenza dell’opera. Due protagonisti fragili\, improbabili\, un incontro inatteso\, un susseguirsi di notti\, una fine. Ed è stato nel tentativo di restare fedeli che il tradimento si è fatto urgente\, quasi necessario. I personaggi si sono reinventati e calati in un incerto e desolante contemporaneo. La struttura ha ceduto dove incapace di sopportare il peso dell’oggi. Perché a distanza di quasi 200 anni\, gli interrogativi esistenziali proposti da Dostoevskij sembrano intatti. Stiamo davvero vivendo? Che fine fanno i nostri sogni? È sbagliato\, o pericoloso\, affidarsi alla nostra fantasia\, dimenticando di abitare il quotidiano con le sue piccole concrete presenze? Elena C. Patacchini  \n\n\n\nORARI \n\n\n\nGiovedì19/2/2026Ore:20:30Venerdì20/2/2026Ore:20:30Sabato21/2/2026Ore:19:00Domenica22/2/2026Ore:17:00\n\n\n\n \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro Biglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:"DIETRO L’OBIETTIVO" allo SpazioArte Teatro
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta\, dal 19 al 22 febbraio e dal 26 al 28 febbraio\, presso SpazioArte Teatro a Roma\, DIETRO L’OBIETTIVO\, spettacolo scritto e diretto da Riccardo Riande\, che racconta la vita di Lee Miller\, figura centrale del Novecento\, interpretata da Valentina Corti.Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30\, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate\, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. Ma dietro quello sguardo magnetico c’era un’urgenza più profonda: ribaltare la prospettiva\, impugnare la macchina fotografica e diventare soggetto attivo della storia. \n\n\n\nLo spettacolo porta il pubblico in una trincea\, alle porte di Monaco\, dove Lee attende di entrare nella casa di Hitler insieme al fotografo David Scherman. In quell’attesa\, tra silenzi e confessioni\, ripercorre il suo cammino: dagli studi di posa alle avanguardie parigine\, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso\, fino alla decisione di testimoniare la guerra. \n\n\n\nÈ in questo viaggio che emerge la sua doppia anima: da un lato musa e icona di bellezza\, dall’altro fotoreporter che per prima ha documentato con le sue immagini l’orrore dei campi di concentramento nazisti. La vasca da bagno del Führer diventa il simbolo estremo di questa contraddizione: un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere\, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione. È però nell’epilogo che il racconto si apre al presente: gli orrori che Lee ha testimoniato non appartengono solo al passato\, ma tornano\, sotto altri nomi e in altri luoghi\, ogni volta che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa così un monito\, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere\, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. \n\n\n\nTra dialoghi serrati e un linguaggio essenziale\, lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo\, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. \n\n\n\nUno spazio essenziale\, pochi elementi materiali. Il teatro diventa una camera oscura della memoria\, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. \n\n\n\nIn scena Valentina Corti dà corpo e voce a Lee Miller\, accompagnata da Alessandro Giova nel ruolo del fotografo di guerra David E. Sherman e da Antonio Starrantino\, che interpreta i molti uomini che hanno attraversato e segnato la vita della protagonista: artisti\, amanti\, mentori\, compagni di viaggio. Attraverso una drammaturgia intima e visiva\, lo spettacolo ripercorre il passaggio di Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole\, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. \n\n\n\nLa regia è di Riccardo Riande\, autore del testo\, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Riande porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia\, forte di un’esperienza maturata tra ritratti\, set cinematografici e produzioni audiovisive\, costruendo uno spazio scenico essenziale ma altamente evocativo\, dove parola e immagine dialogano costantemente. \n\n\n\nDietro l’obiettivo non è solo un racconto biografico\, ma un invito a fermarsi\, osservare e interrogarsi sul potere delle immagini\, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo. Uno spettacolo che promette una serata di teatro raccolta e profonda\, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di lasciare una traccia\, trasformando la visione in un’esperienza di riflessione condivisa. La storia di Lee Miller diventa un monito: ciò che è accaduto può accadere ancora\, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma. \n\n\n\nDurata: 1h 20’ circaQuando: dal 19 al 22 Febbraio e dal 26 al 28 febbraio 2026\, ore 20:30Info e prenotazioni: +39 3278906775
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LOCATION:Spazioarte Teatro\, Via Sergio De Vitis\, 100\, Roma\, ITA\, 00128\, Italia
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SUMMARY:CHI HA UCCISO MIO PADRE al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 19 al 21 febbraio 2026 alle ore 21.00 e domenica 22 febbraio alle ore 16.30\, al TeatroBasilica\, va in scena CHI HA UCCISO MIO PADRE\, dal testo di Édouard Louis\, con la regia di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e in scena Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35.Lo spettacolo porta sul palcoscenico uno dei testi più radicali e necessari della letteratura contemporanea europea\, trasformando il racconto intimo di un rapporto padre-figlio in una potente interrogazione politica sulle responsabilità del potere\, sulle diseguaglianze sociali e sulle vite esposte a una violenza sistemica spesso invisibile. \n\n\n\nIl ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo\, nelle pagine di un testo dettato\, sono parole dello stesso Édouard Louis\, non dalle esigenze della letteratura\, ma da quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti\, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare\, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto\, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere\, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia\, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo). \n\n\n\nMa è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo racconta\, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno\, in autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria\, i quaderni\, le cartelle. Eri pazzo di gioia\, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare\, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica\, perché la politica per loro non cambia quasi nulla». \n\n\n\nLa vera differenza\, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura\, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato\, un dominato\, un perdente\, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare\, gli arabi\, le donne\, gli effeminati. C’è una premessa\, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura». \n\n\n\nÈ una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a rilascio lento\, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare\, ma dalle leggi e dalle regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo. \n\n\n\nScrittore che visibilmente guarda al teatro\, Édouard Louis è diventato un logico passaggio verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare\, ovviamente\, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo\, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico\, ma nella possibilità\, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo. \n\n\n\ntesto Edouard Louis – regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – con Francesco Alberici\, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35 – traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A. – adattamento italiano Francesco Alberici\, Daria Deflorian\, Antonio Tagliarini – collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini – costumi Metella Raboni – assistenza alla regia Chiara Boitani – collaborazione artistica Andrea Pizzalis – per INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\, Silvia Parlani – una produzione INDEX\, A.D.\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Emilia Romagna Teatro Fondazione\, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi\, FOG Triennale Milano Performing Arts – con il supporto di MiC – Ministero della Cultura – Qui a tué mon pére\, © 2018\, Edouard Louis All rights reverved Edouard LouisChi ha ucciso mio padre\, © 2019\, traduzione di Annalisa Romani\, Giunti Editore S.p.A./Bompiani \n\n\n\nINFORMAZIONI: Il “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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SUMMARY: “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale”  al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Dopo i successi nelle repliche al teatro Gioiello di Torino\, al Dehon di Bologna e in molti altri teatri italiani approda a Roma al Teatro degli Audaci dal 19 al 22 febbraio 2026 la divertentissima commedia gialla\, ricca di colpi di scenc “Sherlock Holmes\, Lady Margaret e il Sigillo Reale” di Valerio Di Piramo & Cristian Messina.  \n\n\n\nMargherita Fumero\, Mario Bois e Mauro Villata sono i protagonisti di questa pièce abilmente diretta da Cristian Messina\, le musiche sono di Angelo Chionna. Accanto ai protagonisti sul palco Cristian Messina\, Anna Cuculo\, Maria Occhiogrosso e con Gina Perrucci\, Giorgio Serra\, Sergio Catania\, Valentina Gabriele\, Federico Messina\, Federico Sereno\, Rebecca Rosso.  \n\n\n\nI tre protagonisti in un susseguirsi di situazioni esilaranti  salveranno il sigillo reale da un misterioso ladro e non risparmieranno al pubblico tanto divertimento. Questa è la rivisitazione teatrale\, in chiave fortemente umoristica\, del personaggio di Sir Arthur Conan Doyle in una storia avvincente e non scontata\, dove l’intuizione viene sommersa dalle risate e quello che sembra non è\, quello che è non sembra… Perché questa è la vera forza del teatro: l’imprevisto\, la sorpresa\, soddisfare le menti con una scena\, e la scena successiva farle ripiombare di nuovo nell’incertezza fino allo sbalorditivo finale. \n\n\n\nVentidue gennaio 1901\, Londra. Muore la Regina Vittoria\, dopo aver regnato ininterrottamente per quasi 64 anni. Accanto a sé ha voluto Lady Margaret\, famosissima attrice e sua cara amica da moltissimo tempo: sarà proprio lei a ricevere dalle mani della Sovrana il Sigillo Reale\, che dovrà costudire fino all’ascesa di Edoardo VII\, legittimo pretendente al trono. \n\n\n\nTutta la vicenda si svolge a Old Artist\, casa di riposo per vecchie glorie dello spettacolo\, dove alloggia\, insieme ad altri tre ospiti\, anche Lady Margaret. \n\n\n\nSherlock Holmes ed il suo braccio destro Dottor Watson vengono chiamati dalla direttrice dell’ istituto\, Miss Elisabeth Barret\, per vegliare sul Sigillo Reale\, in quanto la sua custodia è un onere troppo gravoso da sostenere per Lady Margaret; ma il grande investigatore ha perso molto del suo smalto\, e si trova spesso in situazioni a dir poco imbarazzanti. \n\n\n\nNonostante questo\, sembra che tutto proceda per il meglio: ma non hanno ancora fatto i conti con Velina\, una strana giornalista che si presenta a Old Artist per intervistare Lady Margaret… \n\n\n\nIl Sigillo Reale verrà trafugato\, e da questo momento in poi una girandola di avvenimenti sconcertanti segnerà il corso della commedia\, che troverà un epilogo sorprendente anche grazie ad una misteriosa lettera che la Regina Vittoria aveva consegnato a Lady Margaret insieme al sigillo; saranno dunque i nostri amati investigatori che riusciranno a risolvere il caso\, districandosi tra situazioni paradossali e continui colpi di scena.
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SUMMARY:"Jackie" all Off Off Theatre
DESCRIPTION:Da giovedì 19 a domenica 22 febbraio rivive il mito di Jackie\, protagonista dello spettacolo omonimo al suo debutto nazionale\, diretto da Luca Gaeta e tratto dal testo di Elfriede Jelinek. Sul palco nei panni di Jacqueline Kennedy\, c’è Patrizia Bellucci\, unica interprete di un sentito monologo impreziosito dalle musiche di Fabio Lombardi\, omaggio alla vita (e alla tragedia) della first lady statunitense.  \n\n\n\nL’approccio di Elfriede Jelinek al mito di Jacqueline Kennedy è tutt’altro che scontato. Lungi dall’indulgere in una biografia edulcorata\, l’autrice usa il profilo di Jackie per riflettere sul rapporto tra potere e femminilità\, rivelando la piena potenza espressiva della sua scrittura. La storia di Jackie è filtrata: non è la donna reale a parlare\, ma il suo involucro\, la forma destinata (forse involontariamente) dall’immaginario collettivo all’eternità. Jackie rappresenta il prototipo di un nuovo tipo di donna: la moglie\, la madre e la vedova perfetta\, imprigionata nel suo tailleur Chanel macchiato di sangue\, segnato dalla materia cerebrale.  \n\n\n\nNon sappiamo veramente chi fosse Jackie\, così come forse non conosciamo noi stessi. E così\, Jackie pianta il seme del dubbio: dietro l’immagine si cela una dura verità\, e la vera esistenza potrebbe risiedere altrove. In un monologo virtuoso e incessante\, gli episodi più famosi della vita di Jacqueline Kennedy si dipanano sul palco come le stazioni di un dramma personale che si rivela gradualmente come la grandiosa costruzione di un mito contemporaneo. A Jackie si contrappone Marilyn Monroe: l’incarnazione della sensualità e della radiosità\, una vittima predestinata e sacrificale. Tutto è iconografico. Tutto parla della deludente grandiosità degli Stati Uniti. Perché l’immagine – una buona immagine – è tutto ciò che conta. È dal volto di Jackie che l’America diventa l’icona moderna di una democrazia da esportare a tutti i costi. Una vera e propria invasione di plastica. \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:Elena di Euripide al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da giovedì 19 febbraio a domenica 1° marzo\, Elena\, di Euripide\, adattamento e Regia Nicasio Anzelmo\, con Mariano Rigillo\, Anna Teresa Rossini\, Silvia Siravo\, Ruben Rigillo\, Alessandro D’Ambrosi e con Anna Lisa Amodio\, Chiara Barbagallo\, Emilio Lumastro\, Alessandro Parise. Tra tutte le tragedie euripidee\, quella dedicata a Elena è la più trasgressiva e innovativa: rovescia il mito di Elena. Euripide mette in scena la personificazione della traditrice per eccellenza e ne fa una donna ideale\, fedele a Menelao e madre piena di rimpianti per aver abbandonato la figlia Ermione. Spogliata dal mito e dalla tradizione\, la vera Elena per Euripide è stata condotta per volere degli dèi in Egitto\, dove protetta dal re Proteo è rimasta fedele al marito\, mentre a Troia\, con Paride\, vive un fantasma\, fabbricato d’aria\, in tutto e per tutto identico ad Elena. Euripide si diverte a complicare la trama\, già di per sé sorprendente nell’incostante oscillazione delle responsabilità divine e umane\, creando un crescendo di situazioni al limite del surreale\, fino ad un imbroglio che permette ad Elena e Menelao\, nel frattempo entrato anche lui nel vortice della trama\, di lasciare l’Egitto. L’impossibilità di distinguere tra apparenza e realtà e di conoscere la verità che emerge dal prologo si rivelerà un vero e proprio leitmotiv della tragedia. Menelao è suo malgrado il protagonista di una delle scene più umoristiche e allo stesso tempo riflessive della tragedia: quella del riconoscimento con Elena. E’ una tragedia anomala dato che la sua struttura drammaturgica l’allontana dalle altre tragedie sia per contenuti che per forma. Di satira e di scene brillanti ne sono piene le pagine di questa Elena euripidea. Il lieto fine imposto dal deus ex machina\, ricompone la tragedia tra le fila del Mito\, presagendo l’immortalità di Elena e la vita sull’isola dei Beati di Menelao. \n\n\n\n Tel. 06.44248154 / 06.4402719 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \n\n\n\norario spettacoli: giovedì\, venerdì e sabato ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica ore 17\,30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 23\,00 – Ridotto € 19\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) – Ridotto studenti € 15\,00
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SUMMARY:"Una ladra per amica" al Teatro delle Muse di Roma
DESCRIPTION:Dopo sei anni di assenza\, cresce l’attesa per il ritorno di Luciana Frazzetto nella sua Roma Il Teatro delle Muse la accoglierà insieme a Elisa Torri in uno spettacolo ironico\, divertente ed emozionante che promette di coinvolgere il pubblico sin dalle prime battute  \n\n\n\nLa commedia racconta l’incontro tra due donne dai mestieri e dai mondi completamente opposti unite soltanto da un passato segnato da relazioni sentimentali complesse e tutt’altro che serene Teresa e Pia si scontrano in un vortice di dispute non solo verbali ma anche fisiche che\, passo dopo passo\, lascia spazio a un percorso di confronto e di crescita fino alla nascita di un’amicizia leale e sincera. \n\n\n\nDiretta da Massimo Milazzo la pièce sorprende con un inatteso colpo di scena che svela il vero senso della storia entrando nel gioco sottile tra teatro e follia L’immagine finale ribalta la prospettiva dell’intera commedia ciò che fino a quel momento appariva “strano” si rivela profondamente umano mentre ciò che sembrava “normale” viene messo in discussione lasciando allo spettatore una domanda aperta e provocatoria: chi stabilisce davvero il confine tra normalità e follia? \n\n\n\nOrari: giovedì e venerdì ore 21:00 – sabato ore 17.00 / ore 21:00 – domenica ore 18:00 \n\n\n\nPer info e prenotazioni: Tel. 06.44.23.36.49 – 06.44.11.91.85 – cell.  348.929.43 68
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SUMMARY:"Bobo e la Valle dei Segni"\, omaggio a Sergio Staino alla Galleria La Pigna
DESCRIPTION:il Centro Culturale Teatro Camuno è lieto di segnalarvi – e invitarvi all’inaugurazione – della mostra Bobo e la Valle dei Segni\, omaggio a Sergio Staino che si terrà venerdì 20 febbraio 2026 alle 18.00 presso la Galleria La Pigna – Palazzo Maffei Marescotti\, a Roma. \n\n\n\nLa mostra\, multimediale e multidisciplinare\, intreccia satira\, arte\, memoria e attualità\, mettendo in dialogo l’opera di Sergio Staino e il suo personaggio più iconico\, Bobo\, con la Valle Camonica – la Valle dei Segni\, primo sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1979 per il suo straordinario patrimonio di incisioni rupestri. Un progetto nato in Valle Camonica che approda a Roma con l’obiettivo di raccontare\, attraverso il linguaggio universale del disegno e della vignetta\, un’eredità culturale capace di parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni. \n\n\n\nDurante il vernissage è prevista anche un’anteprima musicale del concerto Un Tango per Bobo\, organizzato alle 21.30 presso la sede dell’Associazione Settimo Continente (in Via Adelaide Bono Cairoli 55). Sul palco Alessio Lega (voce e chitarra)\, Michele Staino (contrabbasso)\, Guido Baldoni (fisarmonica\, voce) omaggio alla grande passione di Staino per la musica e la canzone d’autore. \n\n\n\n“Non tutti sanno che Sergio Staino\, oltre a essere fumettista e autore satirico\, è stato un grande appassionato di musica. Una lunga militanza al Premio Tenco\, fino alla direzione\, e l’inserto satirico Tango ne sono la prova. Proseguire la sua attività culturale è il minimo che gli dobbiamo.” \n\n\n\nLa mostra sarà aperta e visitabile presso la Galleria La Pigna a Palazzo Maffei Marescotti (Via della Pigna\, 13) fino a martedì 3 marzo\, dal lunedì al venerdì\, dalle ore 15.00 alle 19.00.
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SUMMARY:" UN GIORNO DIVERSO" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Il palcoscenico dell’Altrove Teatro Studio accoglie dal 20 al 22 febbraio UN GIORNO DIVERSO\, spettacolo scritto e diretto da Domenico De Meo. \n\n\n\nProtagonisti sono un uomo e donna che si trascinano nel loro tempo immutabile e vuoto. Un giorno trovano un sacco con dei vecchi vestiti\, i quali costringono i protagonisti a intraprendere un viaggio nelle profondità del loro passato. I secondi iniziano a scorrere e così la solitudine\, l’innamoramento\, l’inadeguatezza\, la noia\, il senso di colpa diventano il combustibile che muove donna e uomo alla ricerca di ciò che sembra essere libertà. Un giorno diverso è uno spettacolo per due attori che rappresentano l’immobilità della negazione e l’esplosività emotiva del ricordo. La concretezza del rapporto nelle scene si scontra con l’astrattismo delle proiezioni video dei flussi di coscienza\, in una resa grottesca\, emotiva\, dinamica e poetica. Uno spettacolo fragile\, fatto di cartone\, di domande e mancate risposte\, di contraddizioni\, di bolle di sapone. L’auspicio è che dopo aver partecipato tutti insieme a “Un giorno diverso” ci si possa sentire meno soli. \n\n\n\n“Il progetto “Un giorno diverso”\, muove le basi a maggio 2023\, periodo in cui ho sentito la necessità di comprendere emotivamente e razionalmente l’ambiente sociale in cui vivo. A maggio 2024 è nata la drammaturgia\, e con essa il gruppo di lavoro”_ annota Domenico De Meo. “ A maggio scorso abbiamo vinto il bando spaccature 2024 grazie al quale abbiamo avuto il privilegio di fare una residenza di una settimana nella città incantata di Civita di Bagnoregio in seguito alla quale siamo andati in scena ad agosto 2024 nell’ambito del festival spaccature. Il progetto ha vinto anche il bando “pillolein12minuti”\, organizzato dal teatro fortezza est a Roma\, grazie al quale “Un giorno diverso” ha avuto la possibilità di dialogare nuovamente con il pubblico per tre repliche nei giorni 6-7-8 febbraio 2025 al teatro Fortezza Est.” \n\n\n\nSpettacoli: Venerdì e sabato ore 20; domenica ore 17 \n\n\n\nBiglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€ \n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413\, email ipensieridellaltrove@gmail.com
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Le Volpi" allo Stabile di Catania
DESCRIPTION: Il Teatro Stabile di Catania ospita alla Sala Futura\, da venerdì 20 a domenica 22 febbraio 2026\, lo spettacolo Le Volpi scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci\, con la regia di Luca Ricci (produzione CapoTrave – Infinito SRL). \n\n\n\nIn scena Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato\, protagonisti di un testo che è stato nella terna dei finalisti ai Premi Ubu 2024 nella categoria “nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica”. \n\n\n\nAmbientato nell’ombra di una sala da pranzo\, in una domenica di agosto assolata e immobile\, Le Volpi mette a fuoco un incontro apparentemente ordinario: due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro si ritrovano all’ora del caffè\, mentre tutto intorno il pensiero corre già al mare e alle vacanze. Ma restano ancora da sistemare alcune faccende\, accordi da stringere e favori da distribuire. \n\n\n\nDavanti a un vassoio di biscotti vegani\, tra parole misurate e sottintesi\, emergono appetiti legittimi\, interessi privati e strategie di potere: incarichi\, concessioni\, piccoli compromessi che lentamente compongono la trama di una corruzione quotidiana\, fatta di eccezioni minime e autoassoluzioni silenziose. \n\n\n\nLa provincia italiana diventa così protagonista assoluta: un microcosmo in cui osservare\, con ironia e precisione chirurgica\, le dinamiche del potere e i desideri che lo alimentano. Le Volpi racconta quel meccanismo sottile per cui è sempre possibile concedersi un vantaggio personale\, dopo essersi tanto spesi nella gestione della cosa pubblica. Come scrive Leonardo Sciascia in Todo modo:“I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi\, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”. \n\n\n\nBIO INTERPRETI: \n\n\n\nGiorgio Colangeli\, è uno degli attori più richiesti e amati del cinema d’autore italiano: ha vinto il Nastro d’Argento nel 1999 per “La cena” di Ettore Sola e il David di Donatello nel 2007 per “L’aria salata” di Alessandro Angelini. Sempre sullo schermo ha interpretato Salvo Lima ne “Il divo” di Paolo Sorrentino e ha lavorato con Rubini\, Muccino\, Luchetti\, Genovese\, tra i moltissimi altri. Partecipa al film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi\, nel ruolo di Sor Ottorino Santucci. In teatro ha recentemente interpretato Papa Ratzinger ne “I due papi” di Anthony McCarten. \n\n\n\nManuela Mandracchia è una delle interpreti più affermate del teatro italiano\, attrice per storici allestimenti di Luca Ronconi e Massimo Castri\, vincitrice del Premio Ubu (2 volte)\, del Premio ANCT dell’Associazione dei Critici di Teatro e del Premio Le Maschere del Teatro Italiano\, sempre per il suo lavoro di attrice. Per il cinema ha lavorato in “Habemus Papam” di Nanni Moretti\, oltre che con Cristina Comencini\, Francesca Archibugi\, Marco Bellocchio e\, di recente\, con Pietro Castellitto. Per Radio Tre ha letto numerosissimi classici della letteratura nella trasmissione Ad alta voce. \n\n\n\nFederica Ombrato si diploma attrice\, nel 2011\, all’Accademia Nico Pepe di Udine e si perfeziona con la Compagnia Atir e S. Sinigaglia. Esordisce con “La Mosca\, almeno un milione di scale” di C. Tessiore\, per la regia di Jean-Paul Denizon. Ha lavorato\, tra gli altri\, con C. Rifici\, L. Lidi\, M.Maccieri\, A. Ruozzi\, G. Dall’Aglio e G. Cărbunariu. Debutta in ambito cinematografico\, diretta da Marco Bellocchio\, in “Se posso permettermi”\, selezionato dal 74° Festival di Locarno Corti d’autore. \n\n\n\nCalendario Rappresentazioni – Sala Futura  \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio 2026 – ore 20:45Sabato 21 febbraio 2026 – ore 20:45Domenica 22 febbraio 2026 – ore 18:00 \n\n\n\nLe volpidi Lucia Franchi e Luca Ricci \n\n\n\nregia e scena Luca Ricci \n\n\n\ncompagnia CapoTrave \n\n\n\ncon Giorgio Colangeli\, Manuela Mandracchia\, Federica Ombrato \n\n\n\ncostumi Marina Schindlersuono Michele Boreggi\, Lorenzo Danesinluci Stefan Schweitzer \n\n\n\nfoto Luca Del Pia\, Elisa Nocentini \n\n\n\nproduzione Infinito srlcon il supporto di Regione Toscana\, Ministero della Cultura\, Argot Studio Roma\, Biblioteca Al Cortile Roma \n\n\n\ndurata 70’ \n\n\n\nPrezzi biglietti Sala Futura: \n\n\n\nintero 12 euro \n\n\n\nridotto 10 euro (under 25 – universitari e abbonati)
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:"Mi vuoi sposare?" al Teatro IF
DESCRIPTION:Uno spettacolo dove la comicità incontra il dramma\, e lo Storytelling abbraccia il rumorismo. \n\n\n\nDal balcone di una terrazza sul mare\, Aurora cerca il coraggio di chiedere a Giulia di sposarla. Nel farlo\, ripercorre la loro storia passata e futura\, realizzando quanto ufficializzare la loro unione segnerà uno spartiacque nella sua vita\, un passaggio da una giovinezza sopita fatta di silenzi e compromessi a un’identità adulta pronta ad affrontare battaglie interiori ed esteriori\, fino al confronto definitivo con l’ingombrante figura della Madre. \n\n\n\nA intrecciarsi con il racconto di Aurora sono i suoni prodotti dalla sua compagna rumorista che\, dal balcone al suo fianco\, crea un vero e proprio sound design narrativo ed emotivo tanto digitale quanto fisico usando gli oggetti e gli effetti a sua disposizione. \n\n\n\nAurora e Giulia ti aspettano al Teatro IF\, via Nomentana 1018 venerdì 20\, sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026.  \n\n\n\nVenerdì 20 febbraio 2026 ore 21:00Sabato 21 febbraio 2026 ore 21:00Domenica 22 febbraio 2026 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78 \n\n\n\nBiglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/mi-vuoi-sposare.aspx
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SUMMARY:"Omicron o la cipolla” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:“SperimentArti” continua a configurarsi come spazio di attraversamento e osservazione dei linguaggi teatrali contemporanei\, accogliendo creazioni che interrogano il presente attraverso dispositivi scenici capaci di spostare lo sguardo e ridefinire le coordinate della narrazione. La rassegna del Centro Culturale Artemia conferma così la propria vocazione a una scena che sperimenta forme e registri espressivi\, aprendo varchi tra dimensione simbolica\, riflessione esistenziale e tensione poetica. \n\n\n\nIn scena venerdì 20 e sabato 21 febbraio alle ore 21 e domenica 22 febbraio alle ore 18\, “Omicron o la cipolla”\,  un testo di Viola Provenzano con regia di Lorenzo Bitetti con Marta Dell’Atti\, Virginia Isernia\, Lavinia Mazzucchi  della Compagnia ArtinAtto\, accompagna lo spettatore in un universo sospeso tra ironia e vertigine\, dove il paradosso diventa chiave di lettura del reale. A volte siamo noi a mettere fine alle cose\, altre volte sono le cose a finire da sole: in entrambi i casi resta l’urgenza di confrontarsi con il concetto di fine\, con le sue domande senza risposta e le sue reazioni imprevedibili\, talvolta sproporzionate\, talvolta inspiegabilmente comiche. \n\n\n\nTutto prende avvio da un evento minimo e apparentemente casuale: una cipolla. Da questo dettaglio quotidiano si sviluppa una partitura scenica che\, strato dopo strato\, scava nella complessità dei mondi interiori delle tre protagoniste\, accompagnate da una voce fuori campo che ne attraversa pensieri\, paure e desideri. Il dispositivo drammaturgico costruisce così una traiettoria narrativa in cui il confine tra logica e assurdo si assottiglia progressivamente\, lasciando emergere una dimensione teatrale sospesa tra straniamento e rivelazione. \n\n\n\nLo spettacolo si configura come una commedia dell’assurdo attraversata da momenti di raccolta emotiva\, in cui il registro comico e quello introspettivo convivono e si rilanciano a vicenda. Attraverso situazioni paradossali\, slittamenti di senso e immagini simboliche\, “Omicron o la cipolla” riflette sulla fragilità delle certezze\, sulla casualità degli eventi e sulla necessità umana di attribuire significato anche a ciò che sembra sfuggire a ogni logica.
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"È solo un lungo tramonto" al Teatro Biblioteca Quarticciolo
DESCRIPTION:Arriva per la prima volta a Roma\, al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 21 e 22 febbraio\, È solo un lungo tramonto\, performance per voce\, sax e ricordi registrati\, scritta\, diretta e interpretata da Jacopo Giacomoni\, autore anche della musica con Alessandro Gambato. \n\n\n\nUn esperimento di hauntology teatrale\, costruito su un meccanismo di distorsione testuale per un teatro della dimenticanza. I ricordi di un padre\, registrati\, trascritti\, riletti e ridettati nuovamente al computer\, perdono gradualmente forma e coerenza\, proprio come la memoria che li ha generati.  \n\n\n\n«Ho registrato i ricordi di mio padre» scrive Jacopo Giacomoni «li ho trascritti e li ho dettati al mio computer che li ha a sua volta trascritti; li ho riletti\, ridettati al computer che li ha nuovamente trascritti\, e così via. Il processo sloga il testo come la memoria di mio padre è slogata dalla demenza. «The time is out of joint». Viviamo un presente che non si può ricordare infestato da un passato che non si può dimenticare. È una lenta disintegrazione verso il silenzio. Non c’è tensione\, non c’è in fondo nessun dramma. È solo un lungo tramonto». \n\n\n\nÈ solo un lungo tramonto ha ottenuto la menzione speciale “Franco Quadri” del Premio Riccione 2023 e la menzione speciale del bando Futuro Passato 2022. \n\n\n\nDomenica 22\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Carlo lei\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo). \n\n\n\nJacopo Giacomoni\, nato a Trento nel 1987\, laureato in Filosofia con una tesi sull’esistenza dei personaggi fittizi\, lavora come drammaturgo e performer. Nel 2025 vince la 58ª edizione del Premio Riccione con il testo Tacet\, che nel 2024 aveva vinto il Bando Autori di Biennale Teatro. Nel 25/26 è fellow di Scuola Piccola Zattere. Nel 2023 vince la menzione speciale Franco Quadri della 57ª edizione del Premio Riccione con il testo È solo un lungo tramonto. Dal 2024 è dramaturg di Mittelfest. Porta avanti una ricerca strutturalista sulla drammaturgia\, progettando ordigni spettacolari che accolgono la partecipazione del pubblico e il caso\, cercando di costruire esperienze teatrali ludico-rituali che inneschino cortocircuiti con il tempo e lo sguardo di spettatori e performer. Negli ultimi lavori ha creato dei parassiti drammaturgici che aggrediscono organismi testuali già esistenti\, un dispositivo teatrale per eleggere la più grande tragedia dell’umanità\, un ufficio teatrale per la celebrazione di un funerale in scena\, un gioco per rivivere da zero una seconda vita sul palcoscenico\, un esperimento di hauntology teatrale sulla perdita della memoria del padre. Come performer fonde il suo percorso di attore a quello di sassofonista\, in una continua esplorazione nel campo dell’improvvisazione libera e dei suoni non idiomatici.  \n\n\n\n_______________________________ \n\n\n\n È solo un lungo tramonto \n\n\n\ntesto\, regia e performer Jacopo Giacomonisound design Alessandro Gambatovideo e visual Furio Ganzscenografia Arianna Sortinocostumi Ambra Accorsiassistenza e grafica Eleonora Boninomusica Jacopo Giacomoni e Alessandro Gambatoun grazie speciale ad Alessandro Sciarroniproduzione esecutiva Teatro Stabile di Bolzanoin residenza presso Teatri Riflessi/IterCulture\, in partnership con gARTen – festival di teatro nel parco di Fondazione Claudia Lombardi per il teatro (Lugano)\, con il supporto di European Festivals Fund for Emerging Artists – EFFEA\, un’iniziativa della European Festivals Association (EFA)\, co-finanziata dall’Unione Europea.col sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardiae con il sostegno di Operaestate/CSC di Bassano del Grappa \n\n\n\nDurata 60 minuti circa
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“It’s Wonderful - Musica a Teatro” al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto
DESCRIPTION:L’Associazione Concerti Città di Noto presenta la 4° edizione della rassegna “It’s Wonderful – Musica a Teatro”\, in programma al Teatro Tina Di Lorenzo dal 21 febbraio al 14 giugno. \n\n\n\nSono quattro i concerti che compongono il cartellone che sarà inaugurato sabato 21 febbraio alle 20.30 da Vita… le strade di Lucio Dalla che vedrà sul palco protagonista la voce Angela Nobile accompagnata dal Faro Ensemble composto da Alessandro Faro (chitarra)\, Santi Romano (contrabbasso)\, Corrado Genovese (violino) e Cristian Bianca (violino). Il concerto non è un vero e proprio tributo al grande Lucio Dalla\, ma è un elogio alla poesia della musica che diventa letteratura\, attualità\, confronto e messaggio potente. \n\n\n\nIl secondo appuntamento in programma è domenica 19 aprile con il concerto “20th Century Sax… Musica e cinema” del Duae Siciliae Sax Ensemble: un’orchestra composta da giovani saxofonisti\, tutti allievi dei corsi accademici di primo e secondo livello del Maestro Gianfranco Brundo presso il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. I musicisti\, diretti da Lorenzo Giuseppe Lima\, proporranno arrangiamenti dedicati a elaborazioni originali delle più celebri colonne sonore del cinema mondiale. \n\n\n\nSabato 23 maggio sarà la volta dei Virtuosi Ensemble che porteranno sul palco “Le quattro stagioni di Vivaldi”. La formazione è composta da Dario Militano & Martina Ferlito (violini)\, Matteo Briganti (viola)\, Vincenzo Di Silvestro (violoncello)\, Davide Galaverna (contrabbasso)\, Enrico Dibennardo (clavicembalo) e Enzo Ligresti (violino solista). \n\n\n\nL’ultimo appuntamento\, in programma domenica 14 giugno\, sarà “Mediterrango” di Gauche Tognola Tango Quartet composta da Nicolas Tognola (bandoneon)\, Alessandro Blanco (chitarra)\, Antonino Cicero (fagotto) e Damiano Vitrano(contrabbasso): una formazione capace di attraversare paesaggi sonori inediti\, sospesi tra le rive del Mediterraneo e le atmosfere del tango nuevo argentino. \n\n\n\nRina Rossitto\, Presidente dell’Associazione Concerti Città di Noto\, dichiara: “Sono particolarmente orgogliosa di dare il via\, dal prossimo 21 febbraio\, alla quarta edizione della rassegna musicale It’s wonderful – Musica a Teatro\, una manifestazione che\, con il tempo\, è diventata un appuntamento molto atteso. Quattro concerti imperdibili\, con un programma variegato che spazia dalla musica d’autore a quella classica\, dalle sonorità mediterranee alle melodie intense del tango argentino. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere  un pubblico ampio e trasversale\, attraverso la sempre incantevole bellezza della musica dal vivo”. \n\n\n\nLa rassegna prevede 4 concerti e il costo del biglietto è di 15 euro\, con riduzione a 10 euro per giovani e studenti.  \n\n\n\nÈ\, inoltre\, disponibile un abbonamento per tutti e quattro i concerti al prezzo speciale di 50 euro. \n\n\n\nn. 4 concertiIngresso: € 15\,00Ridotto giovani e studenti: € 10\,00Abbonamento (4 concerti): € 50\,00
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LOCATION:Teatro Tina Di Lorenzo\, Piazza XVI Maggio\, 7\, Noto\, ITA\, 96017\, Italy
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SUMMARY:"Il Canto del cigno" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Sabato 21 e domenica 22 febbraio il Teatro di Villa Lazzaroni presenta Il Canto del cigno di Anton Cechov\, con Ugo Pagliai\, spettacolo a cura di Tommaso Garré\, con la consulenza artistica di Tommaso Pagliai e le musiche a cura di Dario Arcidiacono. \n\n\n\nSvetlovidov\, grande attore “mattatore” protagonista di opere immortali\, vaga smarrito per un teatro di provincia\, vinto dall’ebbrezza e dal bisogno di dimenticanza. Si chiede incessantemente dove siano finiti i giorni gloriosi in cui incantava il pubblico attraverso i suoi memorabili personaggi\, mediante il dono della parola.  \n\n\n\nÈ il logos\, infatti\, a trasmettere linfa antica e modernissima a questa pièce carica di spirito dionisiaco: all’energia nera della morte si contrappone un inequivocabile amore per le scene\, per i tanti ruoli interpretati\, una vocazione quasi sacerdotale per il valore curativo della parola recitata.  \n\n\n\nIn apertura il celebre brano del Fedone di Platone\, dove si narra del reale senso del canto dei cigni\, che non conoscono dolore per la propria dipartita\, ma\, al contrario\, si concedono una manifestazione di gioia nel loro ricongiungersi al dio delle arti\, della medicina\, dell’intelletto e della profezia.  \n\n\n\nUgo Pagliai/ Svetlovidov\, parimenti ai cigni\, si concede qui un grido di giubilo\, ritrovando Amleto e Otello\, Falstaff e Boris Godunov e\, soprattutto\, Lear\, suo grande cavallo di battaglia.  \n\n\n\nCome in una lezione magistrale\, Ugo Pagliai ci conduce nelle pieghe dei suoi sentimenti\, degli amori più grandi\, il Teatro e una donna\, giovane e snella come un pioppo\, rinnegando\, in linea con l’autore\, ogni possibilità di menzogna: “Si può ingannare la gente\, persino Dio: ma nell’Arte non si può mentire”.
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SUMMARY:"Il raggio bianco" al Teatro Gustavo Modena di Genova
DESCRIPTION:Debutto di stagione per una delle produzioni del teatro Nazionale di Genova. In scena da sabato 21 febbraio a domenica 1° marzo\, al teatro Gustavo Modena.  \n\n\n\nArturo Cirillo cura la regia de Il raggio bianco di Sergio Pierattini\, testo dalle tante sfumature e tonalità\, sospeso tra la commedia nera\, il giallo sociale e il thriller psicologico. \n\n\n\nIl teatro di Sergio Pierattini è soprattutto un “teatro d’attori” e Il raggio bianco (premio Flaiano – 2006) è stato scritto pensando appositamente a Milvia Marigliano (nel ruolo della madre Anna) a cui aveva già dedicato Ombretta Calco e Un mondo perfetto.  \n\n\n\nIn scena due donne – madre e figlia (Milvia Marigliano e Linda Gennari) – in lotta reciproca e dialettica tra battibecchi e ricordi del passato\, una contro l’altra\, che restituiscono un interno familiare abitato da due solitudini che si fanno compagnia da anni: due vite piccole i cui dialoghi serrati\, taglienti e amari fanno emergere\, sospetti e non detti e anche la miseria economica e umana di questi ultimi decenni.  \n\n\n\nIl percorso di attrice di Milvia Marigliano si è arricchito negli ultimi anni\, di un profilo cinematografico autoriale ed eccentrico. Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino La Grazia\, il ruolo di Coco Valori sembra ritagliato sulla sua personalità. Oltre che con Pierattini\, ha creato un sodalizio anche con Arturo Cirillo: da La trilogia americana (Lo zoo di vetro di Tennessee Williams\, Chi ha paura di Viriginia Woolf? di Edward Albee\, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill) a Miseria e Nobiltà di Scarpetta e Liolà di Pirandello. Nel 2017 è premiata con le Maschere (per Lunga giornata verso la notte)\, nel 2025 vince il premio “Eleonora Duse”.  \n\n\n\nNel ruolo della figlia Giulia c’è Linda Gennari che\, con il Teatro Nazionale di Genova ha collezionato una serie di intense interpretazioni: dal monologo Grounded di George Brant (Premio ANCT 2022\, miglior attrice) a Maria Stuardadi Schiller\, Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos e Il giro di vite di Henry James\, fino a Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill\, tutti con la regia di Davide Livermore. \n\n\n\nRaffaele Barca (Matteo)\, diplomato alla scuola di teatro “Mariangela Melato” del TNG e finalista al Premio Hystrio alla Vocazione nel 2022 e ’23\, ha lavorato con produzioni del Teatro Nazionale di Genova e del teatro della Tosse. La sua presenza è un segno di continuità di sguardo sui nuovi talenti in crescita.  \n\n\n\nLe scene di Dario Gessati e i costumi di Gianluca Falaschi e Anna Missaglia\, restituiscono l’atmosfera notturna di un tipico interno volutamente squallido. Le musiche di Paolo Coletta punteggiano l’intero spettacolo e sottolineano le atmosfere da thriller psicologico.  \n\n\n\nnote di Arturo Cirillo \n\n\n\nPerché “Il raggio bianco”? Cos’è? Un segno\, una speranza\, un’utopia?  \n\n\n\nIn un mondo\, quello che Pierattini tratteggia con lucido e sapiente cinismo\, fatto di mediocrità di sentimenti ed aspirazioni\, l’aspetto trascendentale mi appare come un contro canto necessario rispetto allo stillicidio dei giorni che lui descrive.Nella città simbolo dell’economia e del lavoro\, Milano\, una madre e una figlia vivono dentro un mondo fatto di piccole e miserevoli azioni\, ma in loro sembrerebbe esserci qualcos’altro\, una devianza\, qualcosa che non torna: sono due ladre\, ma non come i ladri maledetti di Jean Genet\, sono due ladre in fondo comuni\, come certi personaggi scialbi\, provinciali ed ossessivi di Simenon: rubano per necessità\, le meschine necessità del vivere di tutti i giorni. Rubano perché la madre Anna\, per sue frustrazioni ed ignoranza\, non sa fare altro (…) ma è soprattutto una donna irrealizzata\, con una storia matrimoniale senza soddisfazioni e un rapporto con la figlia anaffettivo oltre che malsano\, o forse malsano perché anaffettivo. Questo piccolo mondo di medietà viene visitato da un anelito quasi metafisico\, che non per forza bisogna comprendere: sia Anna che Giulia\, la figlia\, parlano di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni e aspettative. Il raggio bianco è anche quella luce che inonda le due all’arrivo del terzo personaggio\, luce che abbiamo messo volutamente in scena nello spettacolo. Sì\, il raggio bianco potrebbe essere anche Matteo. La sua apparizione è l’incidente\, la novità\, che fa crollare il fragilissimo ma fortemente abitudinario equilibrio.  Matteoche\, da subito si è inserito nella loro casa e nella loro vita\, esce dalla casa e dalla storia\, come un perdente\, un povero ragazzo senza talenti o aspirazioni\, senza la forza di cercarli che si approfitta delle fragilità altrui. \n\n\n\nMi viene da pensare a certe tristi e desolate storie di Giovanni Testori. Solo che qui c’è il teatro\, che grazie alla bravura degli attori e alla felice scrittura drammaturgica\, fa vivere questa vicenda tra squallore e sogno\, infelicità e ridicolo\, dramma e beffa. [estratto dalla postfazione al volume: “Sergio Pierattini\, Il raggio bianco”] \n\n\n\nArturo Cirillo si è avvicinato al teatro attraverso lo studio della danza\, sia classica che contemporanea. Si diploma\, come attore\, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 1992. Ha lavorato con Carlo Cecchi\, restando nella sua compagnia dal 1993 al 2002. Tra i riconoscimenti vinti ricordiamo: diversi premi Ubu sia come regista che\, come interprete\, premio Coppola-Prati\, premio Hystryo\, premio Vittorio Gassman\, premio Vittorio Mezzoggiorno\, Premio Annibale Ruccello e il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro in più occasioni. Successivamente si dedica anche alla regia teatrale\, tra cui ricordiamo Lunga giornata verso la notte di Lars Norén\, Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta\, Le cinque rose di Jennifer\, L’ereditiera e Ferdinando di Annibale Ruccello\, La piramide di Copi\, Otello di William Shakespeare\, La morsa e Liolà di Luigi Pirandello\, Il vantone di Plauto/Pasolini\, Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee\, Zoo di Vetro di Tennessee Willians\, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill\, Orgoglio e pregiudizio da Jane Austen\, Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi\, Le intellettuali\, L’avaro\, La scuola delle mogli e Don Giovanni di Molière\, Il raggio bianco di Sergio Pierattini. \n\n\n\nPer la lirica\, Cirillo firma le regie di L’Alidoro di Leonardo Leo; Napoli milionaria! di Nino Rota da Eduardo De Filippo; La donna serpente di Alfredo Casella; La Cenerentola di Gioachino Rossini. \n\n\n\nInsegna in diverse scuole pubbliche: Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma\, Accademia “Nico Pepe” di Udine e\, in passato\, alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e attualmente è il direttore della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli. Nel cinema ha lavorato come attore con Mario Martone\, Silvio Soldini\, Wilma Labate\, Tonino De Bernardi\, Francesco Suriano. \n\n\n\nnote di Sergio Pierattini \n\n\n\n«Due\, o tre\, umanissime belve. \n\n\n\n… sì\, perché sono umanissimi i personaggi che appaiono in questa commedia» \n\n\n\nUna madre vocata fin dall’infanzia all’arte della rapina e una figlia che ne ha seguito le tracce come farebbe chi eredita una salumeria ben avviata o uno studio notarile.  \n\n\n\nEd è alla fine di una giornata di duro lavoro\, dopo aver varcato la soglia del loro appartamentino milanese\, che la loro umanità si mostra accecante come il lampione che illumina la strada e dolorosa come la penombra delle loro notti. C’è affetto\, preoccupazione e intimità. Ci sono persino le cotolette che la madre si appresta a preparare alla figlia. Ci sono i ricordi\, i piccoli progetti entro i quali la madre cerca di confinare presente e futuro della figlia e i premi per il lavoro svolto: un gioiellino\, un tailleur nuovo\, un paio di scarpe rigorosamente di marca. Ma infine l’aspetto più umano e dolente è il desiderio di Anna di ricostruire il rapporto con l’amata sorella\, interrotto dall’accusa ingiusta di un presunto furto compiuto anni prima.  \n\n\n\nUn giorno suona il campanello di casa e appare l’amatissimo nipote\, il figlio di quella sorella: finalmente le preghiere di Anna sono state accolte. Più umano degli umani\, il giovane è arrivato in città per affrontare un concorso in Polizia. E per madre e figlia è finalmente arrivata l’occasione che hanno sempre aspettato.  \n\n\n\nSergio Pierattini è drammaturgo\, attore\, regista. Diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma\, da anni affianca l’attività di attore a quella di autore peri il teatro\, la radio e il cinema. Dal 2005 insegna sceneggiatura per la radio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia- Scuola Nazionale di Cinema. Dal 2012 è insegnante dei Master di Drammaturgia e Sceneggiatura dell’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”.  Per il teatro ha scritto: Pietra d’inciampo\, Regalo di Natale\, riduzione teatrale dall’omonimo film di Pupi Avati. Seguono lavori che hanno ottenuto molti riconoscimenti  da Ombretta Calco (2015; spettacolo con Milvia Marigliano; regia di Peppino Mazzotta) a Il ritorno (premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di teatro – miglior testo della stagione 2007/08 e finalista ai premi Ubu 2009; spettacolo con Milvia Marigliano\, regia di Veronica Cruciani); Un mondo perfetto (premio Riccione 2007; spettacolo con Milvia Marigliano e Sergio Pierattini\, regia di Sergio Pierattini); La Maria Zanella (premio Ubu 2005 per l’interpretazione a Maria Paiato). In radio è stato autore di “Teatrogiornale”\, trasmissione radiofonica di Radio3 (2001 < 2003); ha scritto e diretto circa 300 radiodrammi sempre per Radio3.  \n\n\n\nIl raggio bianco ha debuttato in prima assoluta al Festival di Borgio Verezzi\, lo scorso agosto 2025   \n\n\n\n\nil volume: “Sergio Pierattini\, Il raggio bianco” è pubblicato da Palingenia edizioni (2026)\n\n\n\n\nDopo le date a Genova lo spettacolo sarà in tournée a: Torino – Teatro Gobetti\, dal 17 al 22 marzo; Parma – Sala Bignardi\, dal 26 al 29 marzo; Milano – Teatro dell’Elfo – sala Fassbinder\, dal 7 al 12 aprile \n\n\n\n\ndomenica 22 febbraio – replica NO LIMITS – accessibile agli ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura del Centro Diego Fabbri\n\n\n\nMercoledì 25 febbraio alle 17h30 – incontro con la compagnia – a cura degli Amici del Teatro Nazionale\, condotto da Paolo Borio  \n\n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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LOCATION:Teatro Gustavo Modena\, Piazza Gustavo Modena\, 3\, Genova\, IT\, 16149\, Italia
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SUMMARY:"RIME INSAPONATE" a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Domenica 22 febbraio alle ore 17.00\, negli spazi di Spazio Rossellini\, nell’ambito della rassegna Spazio Kids\, va in scena RIME INSAPONATE di Alekos Ottaviucci e Gabriele Duma\, con Alekos Ottaviucci\, regia Gabriele Duma. \n\n\n\nUno spettacolo per l’infanzia (3+) che unisce teatro di parola\, gioco scenico e arti della meraviglia: bolle di sapone\, piccole magie e musica originale costruiscono un racconto lieve e poetico sul valore dell’immaginazione e dello stare insieme. \n\n\n\nLa programmazione prosegue:— 7 marzo: Control Freak di e con Kulu Orr\, one-man show tra circo\, tecnologia e musica dal vivo.— 22 marzo: Officina Prometeo di e con Francesco Picciotti\, teatro d’oggetti e mito come riflessione sull’ingegno umano.— 17–20 aprile: IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura\, manifestazione diffusa a Roma con partner tra cui Teatro di Villa Pamphilj\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Teatro del Lido\, Teatro Verde\, Museo delle Civiltà e Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale\, afferenti al Ministero della Cultura.
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SUMMARY:"CIURMA! Pendagli da forca"al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Perugia lo spettacolo CIURMA! Pendagli da forca di Fontemaggiore Centro di Produzione\, in programma domenica 22 febbraio alle 16.30\, per la rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma in zona Pigneto/Malatesta). Il lavoro ha ottenuto la menzione speciale al Premio Scenario infanzia 2024 ed è di e con (in ordine alfabetico) Francesco Bianchi\, Silvio Impegnoso e Arianna Primavera/Giulia Trippetta\, le musiche originali sono di Alberto Marras\, le luci di Giuseppe Bernabei. Una produzione Fontemaggiore con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi di Faenza. \n\n\n\nSilvio e Francesco sono due adulti che\, da bambini\, sognavano di diventare pirati\, ma hanno abbandonato i loro sogni crescendo. L’arrivo inaspettato di un pappagallo parlante venezuelano\, fuggito dallo zoo con una mappa del tesoro\, offre loro una seconda possibilità: formare una ciurma e vivere finalmente un’autentica avventura. Durante il viaggio\, i protagonisti affrontano ingiustizie e problemi sociali su varie isole\, rispondendo con coraggio\, spirito di libertà e solidarietà\, come veri pirati. \n\n\n\nLa figura del pirata diventa simbolo di autenticità e ribellione contro le convenzioni sociali. L’avventura vuole coinvolgere i bambini\, considerati i pirati più veri: esseri ancora liberi\, contraddittori e sinceri\, capaci di vivere pienamente e con passione\, al di là di regole e stereotipi. \n\n\n\nAdatto dai 6 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nFontemaggiore Centro di Produzione \n\n\n\nCIURMA! – Pendagli da Forca \n\n\n\nmenzione speciale Premio Scenario infanzia 2024 \n\n\n\nDi e con (in o.a.) Francesco Bianchi\, Silvio Impegnoso e Arianna Primavera/Giulia Trippetta \n\n\n\nMusiche originali: Alberto Marras \n\n\n\nLuci: Giuseppe Bernabei \n\n\n\nUn ringraziamento speciale a Simone Tangolo e Lisa Tonelli \n\n\n\nProduzione Fontemaggiore con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi di Faenza \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00
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SUMMARY: “Il viaggio” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Siamo orgogliosi di ospitare domenica 22 febbraio al Teatro Comunale Veroli uno spettacolo finalista al Premio Mauro Rostagno – III edizione e il cui testo è stato vincitore del Premio di drammaturgia DCQ – VII edizione: “Il viaggio” di Paolo Bignami con la regia di Pietro Dattola. \n\n\n\nDue donne\, sapientemente interpretate da Flavia Germana de Lipsis e Alessandra Aulicino\, di epoche e origini diverse\, s’incontrano in stazione. Silvia\, donna meridionale del dopoguerra\, deve andare “dall’altra parte”\, in cerca di lavoro; Petra\, dopo esserci stata dall’altra parte\, sta tornando al suo paese. Unite dalla comune condizione di chi è costretto ad abbandonare la propria terra\, dai timori\, dallo straniamento\, dalle ruvidezze e dall’eterna attesa del treno della vita\, ma anche dalle speranze\, dalla dolcezza dei ricordi\, dall’istintivo desiderio di chiamare “casa” il posto dove – seppur per poco tempo – ci si trova bene\, sono però divise dal germe della diffidenza\, mentre la stazione comincia ad affollarsi e la massa dei partenti a premere. \n\n\n\nDue storie individuali che gradualmente si intrecciano in un delicato equilibrio\, diventando universali nel raccontare della ricerca estrema di una vita migliore\, di cosa tale ricerca comporta\, di come il viaggio stesso cambia chi lo ha intrapreso\, di come ognuno di noi potrebbe vivere una prova del genere. \n\n\n\nNello scenario immaginifico dell’incontro di due epoche diverse in cui gli stessi problemi sembrano ricorrere in forme nuove\, il viaggio da compiere è soprattutto interiore: è quello che porterà a identificarsi nell’altro\, a “vederlo”\, riconoscendo in esso e nella massa che preme non un’indistinta minaccia\, ma altri esseri umani\, corpi caldi e pulsanti\, concentrati di speranze e paure simili alle proprie. Solo allora il Viaggio”\, pur con tutte le sue difficoltà\, potrà apparire meno spaventoso. \n\n\n\nNon perdete domenica 22 febbraio alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle ore 17.30\, questa appassionante storia che ci fa capire che tutti sempre partiamo\, arriviamo\, siamo in transito. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00  \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (under 18/over 65) \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:" I DANNI DEL TABACCO" al Teatro Comunale di Montevarchi
DESCRIPTION:Dopo l’anteprima di stagione ad ottobre con lo spettacolo WOMAN BEFORE A GLASS – Intorno a Peggy Guggenheim\, la quarta edizione della rassegna si è strutturata al Teatro Comunale di Monterchi da novembre 2025 sinoa febbraio 2026\, offrendo al pubblico appuntamenti diversificati dedicati a bambini e famiglie. \n\n\n\nLa chiusura spetta all’anteprima del nuovo spettacolo I DANNI DEL TABACCO di Anton Pavlovič Čechov\, una produzione Laboratori Permanenti\, l’interprete è Roberto Negri e la regia è di Caterina Casini; in scena in pomeridiana domenica 22 febbraio alle ore 18.00. \n\n\n\nDramma in un atto unico\, con un solo personaggio\, Ivan Ivanovič Njuchin\, marito della direttrice di una scuola di musica che lo incarica di tenere una conferenza sui danni del tabacco. Njuchin\, invece di trattare il tema della conferenza\, approfittando del fatto che la moglie non c’è\, comincia a parlare dei suoi problemi familiari. Esprime inoltre il desiderio di correre lontano da una vita che definisce volgare e meschina\, vorrebbe dimenticare tutto.  \n\n\n\nLa magnifica scrittura di Čechov\, capace di entrare con grande ironia\, a volte leggera a volte feroce\, nell’animo delle persone e nelle contraddizioni che lo muovono\, si conferma di grande attualità e disegna una dimensione diffusa nella società contemporanea. \n\n\n\nCome spiega la regista Caterina Casini «Oggi\, come accade sempre per i grandi autori\, i temi čechoviani tornano presenti\, forse perché la difficile infanzia di Anton lo portò a maturare una drammatica ironia\, che ben si confà coi tempi odierni. \n\n\n\nQuesto monologo che elimina la quarta parete\, precursore di tanti monologhi comici contemporanei\, ci racconta senza prosopopea la ricerca di libertà come radice dell’animo umano. \n\n\n\nAbbiamo cercato pertanto il combattimento interno del personaggio ad ogni parola\, ad ogni gesto\, per farne scaturire una sensazione di umanità anelante ad ogni passo. Un lavoro in profondità che chiede all’interprete profonda concentrazione e capacità di rimbalzo da un’emozione all’altra\, da un filo del discorso a un baratro dell’anima\, rimanendo sempre in pericoloso equilibrio tra dramma e clownerie»
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SUMMARY:Un concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi al Blue Note di Milano
DESCRIPTION:Un concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi\, uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese\, ma anche presentatore\, showman\, attore e scrittore: è quanto accadrà domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano\, protagonisti la Big Band Jazz Company diretta dal sassofonista e compositore Gabriele Comeglio\, la vocalist Caterina Comeglio e i finalisti dell’ultima edizione del Premio Lelio Luttazzi (tra cui il vincitore Giuseppe Blanco). Organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, il concerto inizierà alle ore 20.30 (ingresso 25-30 euro; prevendita on line su www.bluenotemilano.com/evento/concerto-tributo-a-lelio-luttazzi-22-febbraio-2026-milano/). \n\n\n\nSpiega Gabriele Comeglio: «Il repertorio che eseguiremo al Blue Note includerà una manciata di chicche tratte dal repertorio meno frequentato di Lelio\, che è stato un musicista e un direttore d’orchestra raffinato\, comprese alcune musiche che la moglie Rossana Luttazzi ha recuperato dall’archivio Rai di Torino\, rivisitate per l’occasione. Ci sarà anche qualche inedito come “La curiosità” (sulla partitura per pianoforte\, coerente con il suo stile ironico\, Lelio lo indicava come “fox-trottino” o “swingaccio”) ed anche “One more blues”\, un brano che\, pur avendo lo stesso titolo\, è diverso dalla versione in trio del 1968 così come dalla versione in quartetto (con clarinetto) del recente album intitolato “30 anni di swing”». \n\n\n\nDa segnalare\, inoltre\, che ci sarà una collaborazione alle orchestrazioni da parte degli studenti dei corsi di arrangiamento del CPM di Milano.Gli spettatori assisteranno\, quindi\, a un concerto di vere e proprie prime esecuzioni: «Il merito è sempre di Rossana Luttazzi – continua Comeglio – che ha pazientemente cercato\, sia nell’archivio di Lelio sia attraverso altre fonti\, pagine musicali di grande valore ma sfuggite all’attenzione generale e anche un po’ oscurate dalla grande quantità di brani celebri che popolano il repertorio luttazziano».  \n\n\n\nGli fa eco Rossana Luttazzi: «Si tratta di composizioni che meritano di essere conosciute dal pubblico e che ora trovano nuova vita grazie alla penna di Gabriele Comeglio\, uno dei più apprezzati arrangiatori della scena italiana\, che ha studiato approfonditamente i manoscritti di Lelio. E sapere che questa musica verrà eseguita da una big band come la Jazz Company non può che farmi enorme piacere». \n\n\n\nCom’è noto\, Lelio Luttazzi ha contribuito a fare la storia del cinema\, della radio e della televisione in Italia. È stato uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese\, regalando alle big band partiture raffinate ed eleganti\, spesso  ispirate alla tradizione americana\, con un linguaggio sofisticato e irresistibile. Sua moglie Rossana è presidente della Fondazione Lelio Luttazzi\, istituita nel 2010 con l’obiettivo di promuovere la cultura\, l’educazione e la formazione musicale: «Grazie al Premio che porta il nome di mio marito ci proponiamo di scoprire e sostenere i nuovi talenti della musica italiana\, in particolare i giovani autori pianisti jazz. I vincitori delle passate edizioni\, da Manuel Magrini a Danilo Tarso\, da Seby Burgio a Thomas Umbaca\, da Vittorio Esposito a Giovanni Blanco\, sono oggi tra i protagonisti della scena jazz nazionale». \n\n\n\n  \n\n\n\nLa Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio è una delle più longeve formazioni italiane\, con all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e collaborazioni prestigiose con artisti di livello internazionale (Bob Mintzer\, Dee Dee Bridgewater\, Lee Konitz e moltissimi altri). \n\n\n\nCantante e compositrice\, Caterina Comeglio si è formata in ambito jazz prima al Trinity College di Londra e poi al Leeds College of Music. Fin da giovanissima ha condiviso il palco con artisti quali Bob Mintzer\, Pee Wee Ellis\, Franco Ambrosetti\, Sarah Jane Morris\, Massimo Lopez e Mika. Si è esibita in prestigiosi festival e rassegne (Bergamo Jazz Festival\, Trieste Loves Jazz\, Jazz Ascona\, Notte di Note e Bucharest International Jazz Competition). Nel 2019 si è aggiudicata il Premio Lelio Luttazzi\, nella categoria Cantautori\, con il suo primo brano inedito intitolato Scheletri a ballare. \n\n\n\n 
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LOCATION:Blue Note\, Via Pietro Borsieri\, 37\, Milano\, ITA\, 20159\, Italy
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