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SUMMARY:"Black Mountains" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Il 22 e 23 ottobre 2025 alle ore 21:00 al TeatroBasilica va in scena Black Mountains\, nuova creazione del collettivo Teatro Ebasko\, con ideazione\, regia e drammaturgia di Simone Bevilacqua. \n\n\n\nCon questo lavoro la compagnia prosegue la propria ricerca artistica sulle possibilità di dialogo tra corpo\, suono e immagine\, intrecciando la materia teatrale con dispositivi digitali e scenografie immersive. Black Mountains nasce come un’esperienza sensoriale e visiva\, in cui la costruzione sonora\, la luce e lo spazio diventano elementi drammaturgici al pari della parola e del gesto. \n\n\n\nLe scenografie digitali firmate da L4R\, il sound design realizzato da Teatro Ebasko e Domenico Pizzulo\, insieme al lavoro su costumi\, oggetti e luci\, delineano un paesaggio scenico fluido e suggestivo\, dove realtà e astrazione si fondono in una dimensione poetica e inquieta. \n\n\n\nUna produzione Teatro Ebasko APS [2024]\, realizzata con il sostegno di Regione Calabria\, Comune di Melissa (KR) e Regione Emilia-Romagna. \n\n\n\nIdeazione\, regia e drammaturgia Simone Bevilacqua \n\n\n\nCon Domenico Pizzulo\, Flavio Bossalini\, Marzia D’Angeli \n\n\n\nSound Design Teatro Ebasko e Domenico Pizzulo \n\n\n\nScenografie digitali  L4R \n\n\n\nLight design Teatro Ebasko e L4R \n\n\n\nScenografie Teatro Ebasko e Spazio MET di Bologna \n\n\n\nCostumi e oggetti Teatro Ebasko \n\n\n\nProduzione Teatro Ebasko APS [2024] \n\n\n\nSostegno alla produzione Regione Calabria\, Comune di Melissa (KR)\, Regione Emilia-Romagna \n\n\n\nBlack Mountains intreccia mito\, storia e memoria per raccontare il legame tra uomo e terra. Guidato da Mnemosine\, dea della memoria\, lo spettatore attraversa tre epoche: dalla fondazione mitica di Kroton al sangue versato nelle rivolte contadine del 1949\, fino alla ferita ambientale lasciata dalla fabbrica Pertusola Sud.  \n\n\n\nAttraverso un linguaggio fisico e visivo\, lo spettacolo interroga il pubblico su una domanda fondamentale: quando l’uomo ha iniziato a considerare la terra come un suo possesso? In un’epoca in cui la crisi ambientale ci costringe a ripensare il nostro rapporto con il pianeta. \n\n\n\nTeatroBasilica e Gruppo della Creta \n\n\n\nIl TeatroBasilica\, nato nel 2019 e situato nel cuore di Roma in Piazza San Giovanni\, si è imposto come punto di riferimento per il teatro contemporaneo\, programmando nuove drammaturgie e accogliendo giovani compagnie accanto ad artisti affermati. La direzione artistica è affidata ad Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti\, con la consulenza artistica di Antonio Calenda. \n\n\n\nIl Gruppo della Creta\, compagnia under 35 riconosciuta dal Ministero della Cultura\, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del Basilica\, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti. Negli anni\, ha costruito produzioni originali che hanno trovato riconoscimento nazionale\, come Pluto o il dono della fine del mondo\, Finzioni e Beati Voi. \n\n\n\nCon questa nuova produzione\, il Gruppo della Creta si conferma una delle realtà più vitali e innovative della scena teatrale italiana\, capace di coniugare riflessione politica\, ironia e immaginazione scenica. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo
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LOCATION:Teatro Basilica\, Piazza di Porta San Giovanni\, 10\, Roma\, 00185\, Italia
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SUMMARY: Frankenstein_diptych (love story + history of hate) al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Dal 22 al 26 ottobre debutta in prima assoluta al Romaeuropa Festival\, in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore\, presso il Teatro Vascello di Roma\, la nuova creatura di Motus\, Frankenstein_diptych (love story + history of hate)\, ideato e diretto da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande. \n\n\n\nPer la prima volta riuniti in forma di dittico\, i due capitoli del progetto dedicato alla figura di Frankenstein affrontano le polarità dell’esistenza umana – amore e odio\, creazione e distruzione\, desiderio e rifiuto – e interrogano le fragilità che definiscono la nostra condizione contemporanea\, affondando su cosa significa sentirsi fuori dal mondo. \n\n\n\nNel comporre e de-comporre l’opera di Mary Shelley\, Frankenstein\, or The Modern Prometheus (1818)\, Motus trasforma il mito romantico in grido di allarme e richiesta di empatia in questa “nuova era oscura” e compie un’indagine sulle relazioni che fondano o distruggono la possibilità stessa di vivere insieme. \n\n\n\nFrankenstein_diptych non si limita a rievocare un mito letterario\, ma lo rilancia come specchio politico della contemporaneità: cosa accade quando non troviamo ascolto e quando l’alterità viene percepita come minaccia e non come possibilità? Il progetto affronta le dinamiche di vulnerabilità e rigetto portando in scena un’opera che è allo stesso tempo riflessione critica e immersione poetica. \n\n\n\nIn love story (2023)\, prima parte dello spettacolo\, ci si addentra nella solitudine abissale di Mary Shelley e delle sue creature: corpi ibridi\, marginali\, inquieti\, alla ricerca di amore e di relazioni che si rivelano impossibili\, affetti non normati\, riconoscimenti mai concessi. Qui Motus esplora il confine fragile tra umano e non-umano\, tra cura e abbandono\, tra desiderio e paura\, attraverso i tre personaggi in scena: la creatrice\, il creatore e la creatura che sono simbioticamente una sola figura. \n\n\n\nhistory of hate (2025) è il contraccolpo\, la conseguenza del rifiuto\, dell’incapacità della società di gestire la relazione con l’altro: è ciò che accade quando l’amore – negato e umiliato – si spezza\, quando l’incontro fallisce e si trasforma in rigetto e rabbia. Qui la tenerezza implode\, la benevolenza si deforma\, e il mostro appare tra le fiamme\, nel vuoto dell’ascolto\, nella ferita della solitudine. Non è nato cattivo: è stato reso tale dalla sofferenza e dall’incomprensione\, si è trasformato attraverso lo sguardo altrui. \n\n\n\nFrankenstein_diptych (love story + history of hate) è un’indagine politica e viscerale: il mostro non nasce\, ma viene fatto nascere da una comunità incapace di riconoscerlo. In questo specchio oscuro si riflette l’attualità di un mondo che respinge\, discrimina e produce nuove marginalità\, mentre le creature di Motus continuano a cercare\, ostinatamente\, un posto nel mondo\, perché è sui confini che i mostri proliferano\, tra i mondi. \n\n\n\nFrankenstein_diptych (love story + history of hate) proseguirà la sua tournée al Festival delle Colline Torinesi (Torino 1-2/11/2025)\, al Teatro Nazionale di Genova (4-9/11/2025)\, al Festival TeatrOltre (Pesaro\, Teatro Sperimentale 6/2/2026)\, a Viernulvier (Gent\, Belgio 26/2/2026)\, all’Arena del Sole (Bologna marzo 2026). \n\n\n\nCREDITS \n\n\n\nideazione e regia di Daniela Nicolò & Enrico Casagrande con Silvia Calderoni\, Alexia Sarantopoulou\, ed Enrico Casagrande drammaturgia Ilenia Caleo adattamento e cura dei sottotitoli Daniela Nicolò traduzione Ilaria Patano assistenza alla regia Eduard Popescu scena e costumi Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande disegno luci Theo Longuemare ambienti sonori Enrico Casagrande fonica Martina Ciavatta estratti musicali di Demetrio Cecchitelli\, Dario Moroldo\, David Lynch\, Wovenhand\, Bon Iver\, Djrum\, Jon Hopkins\, Arvo Part\, Burial\, Fontaines D.C.\, Dans Dans\, Mechanical Cabaret\, Bones\, Jessica Moss grafica Federico Magli video Vladimir Bertozzi \n\n\n\nproduzione Francesca Raimondi organizzazione e logistica Shaila Chene promozione Ilaria Depari comunicazione Dea Vodopi distribuzione internazionale Lisa Gilardino ufficio stampa comunicattive.it \n\n\n\nuna produzione Motus con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, TPE – Festival delle Colline Torinesi\, Kunstencentrum VIERNULVIER (BE) e Kampnagel (DE)\, residenze artistiche ospitate da AMAT & Comune di Fabriano\, Santarcangelo Festival\, Teatro Galli-Rimini\, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”\, Rimi-Imir (NO) e Berner Fachhochschule (CH)\, con il sostegno di MiC\, Regione Emilia-Romagna. \n\n\n\nL’abito di Mary Shelley fu disegnato e indossato da Fiorenza Menni nello spettacolo “L’Idealista Magico”
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:VDA Award 2025 a Rimini
DESCRIPTION:Dodici artisti e artiste per raccontare l’arte digitale in Italia oggi. Dodici visioni creative per un racconto collettivo. Quiet Ensemble\, Manuel Gardina\, Auriea Harvey\, Matteo Mauro\, Giovanni Motta\, Fabio Giampietro\, Martina Menegon\, The Cool Couple\, Nino Perrone\, Lorenza Liguori\, Daniele Di Donato e Pascal Greco sono loro le voci protagoniste della seconda edizione del VDA Award\, il riconoscimento interamente dedicato al rapporto tra arte e tecnologia digitale\, che anche quest’anno si prepara a disegnare una mappa attuale e sfaccettata delle visioni che interrogano il presente attraverso il digitale. \n\n\n\nDall’identità che si frantuma nei corpi glitchati alla memoria emotiva dell’infanzia perduta\, dai paesaggi sinteticiche evocano sogni futuri alle tensioni tra umano e artificiale\, fino alle urgenze ambientali e sociali che attraversano il nostro tempo: l’edizione 2025 del VDA Award si presenta come un dispositivo di interrogazione della realtà attraverso le molteplici forme dell’arte digitale. Un’arte radicalmente contemporanea capace di generare mondi verosimili in cui la tecnologia dà vita a immaginari che pongono quesiti tra dimensione fisica e virtuale. \n\n\n\nAttraverso estetiche divergenti\, interattività digitale\, linguaggi ibridi e tecnologie in continua evoluzione – dalla VR al 3D\, dalle tecnologie immersive\, al gaming\, all’AI – il VDA Award permette di restituire una narrazione complessa e stratificata della contemporaneità.  \n\n\n\nOgni opera è al tempo stesso visione\, strumento analitico e atto critico\, perché oggi l’arte digitale non è più soltanto una pratica espressiva: è una lente di ingrandimento sul nostro tempo\, un linguaggio duttile e metamorfico capace di abitare la complessità. \n\n\n\nSi va dalle visioni astratte e oniriche di Daniele Di Donato\, che lavora sulla potenza simbolica della grafica 3D creando forme sospese tra sogno e riflessione sociale\, alla fusione di sostanza e forma della visual artist Lorenza Liguori\, con i suoi sguardi feriti come cicatrici di una mappa emotiva. \n\n\n\nNino Perrone\, con un passato nella musica elettronica\, attinge alla propria quotidianità e alla cronaca per costruire narrazioni surreali e dissacranti\, che hanno conquistato testate internazionali come The New York Times e artisti come Ozzy Osbourne. Il duo The Cool Couple\, fondato da Niccolò Benetton e Simone Santilli\, riflette invece sulle interconnessioni tra le attività legate alla tecnologia e il disastro climatico con un approccio multidisciplinare e critico. \n\n\n\nPascal Greco\, regista e fotografo\, esplora l’intersezione tra fotografia\, estetica dei videogiochi e sperimentazione digitale\, mentre Martina Menegon – artista\, curatrice e docente – lavora tra Vienna e il cyberspazio realizzando esperienze interattive che interrogano identità e presenza attraverso corpi glitchati e ambienti digitali immersivi. \n\n\n\nFabio Giampietro\, tra i precursori dell’arte immersiva in Italia\, unisce pittura e VR per dissolvere i confini tra percezione e materia\, costruendo ambienti visivi in cui il tempo e lo spazio si fondono. Giovanni Motta\, con il suo alter ego JonnyBoy\, esplora invece l’universo emozionale del bambino interiore\, mescolando pittura iperrealista e arte digitale in un’estetica neopop e onirica. \n\n\n\nMatteo Mauro\, artista siciliano di base a Londra\, ibrida incisione classica e algoritmi generativi\, dando vita a opere che reinterpretano la tradizione con strumenti contemporanei\, sperimentando anche con la blockchain. Auriea Harvey\, pioniera della Net Art\, realizza installazioni in cui sculture digitali e interattive si intrecciano in un dialogo continuo con la storia dell’arte\, tra presenza fisica e ambienti virtuali abitati da figure mitiche e archetipiche. \n\n\n\nManuel Gardina\, artista dalla formazione internazionale\, che integra l’arte visiva tradizionale con le tecnologie digitali\, la programmazione e gli effetti speciali. Infine\, Quiet Ensemble\, duo romano fondato da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli\, che lavora tra natura e tecnologia\, trasformando il movimento di una mosca o il suono degli alberi in sinfonie audiovisive immersive\, celebrando i “concerti invisibili” che ci circondano ogni giorno. \n\n\n\nLe 12 opere saranno visibili al pubblico dal 9 luglio sul canale YouTube di Var Digital Art e sulla pagina web di VDA Award 2025 dedicata al premio. Solo quattro di loro saranno selezionati per la finale che si svolgerà al Palazzo dei Congressi di Rimini nelle giornate del 23 e 24 ottobre\, all’interno di Z!ng – Zone of Innovation and Growth: l’evento Var Group\, che ogni anno accende la scena dell’innovazione digitale. \n\n\n\nInsieme al direttore artistico e curatore del premio Davide Sarchioni e al responsabile di Var Digital Art by Var Group\, Alex Tiezzi\, il comitato scientifico è composto da quattro esperti ed esperte che\, con generazioni\, ruoli\, formazioni e traiettorie differenti\, incarnano un approccio plurale e stratificato alla contemporaneità: Cesare Biasini Selvaggi\, Ivan Quaroni\, Gemma Fantacci e Serena Tabacchi. Quattro personalità del contesto artistico contemporaneo che rappresentano la volontà di VDA by Var Group di abbracciare l’eterogeneità delle pratiche digitali contemporanee.  \n\n\n\nIl 23 e 24 ottobre\, al Palacongressi di Rimini\, Z!ng torna con un format rinnovato e una missione ancora più ambiziosa: stimolare una riflessione profonda su come trasformare l’impresa integrando intelligenze diverse — artificiale\, umana\, collettiva e organizzativa — per dare vita a un nuovo paradigma evolutivo. \n\n\n\nAttraverso la testimonianza di speaker internazionali e una combinazione unica di visione strategica\, esperienze concrete e momenti di confronto\, Z!ng si propone di ispirare e mettere in dialogo queste intelligenze\, accompagnando le aziende verso nuovi modelli organizzativi\, più agili\, efficienti e sostenibili. \n\n\n\nInfo su: https://landing.vargroup.com/zing/vda-award-2025https://www.youtube.com/@vardigitalart/videos
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SUMMARY:You Can’t Stop This Train!  al MUM di Brescia
DESCRIPTION:sette mesi dall’inaugurazione\, il MUM – Metro Urban Museum di Brescia\, primo museo urbano metropolitano d’Italia\, continua a espandersi come un organismo vivo che cresce insieme alla città. Un museo in movimento\, senza pareti né biglietti\, che abita gli spazi della metropolitana e li trasforma in un osservatorio aperto sull’arte contemporanea. \n\n\n\nNel cuore di una città dal grande patrimonio UNESCO\, la metropolitana si apre al territorio e diventa narrazione collettiva\, attraversata da nuove visioni e linguaggi. Dal 23 ottobre\, dopo Luca Font\, J. Demsky\, Joys e Peeta\, lo fa accogliendo l’intervento di Valentina Picozzi\, artista e ricercatrice che porta a Brescia la sua cifra cyberpunk\, intrecciando arte urbana\, tecnologia e libertà d’espressione in un racconto che parla di controllo\, indipendenza e futuro. \n\n\n\nCon You Can’t Stop This Train! Valentina Picozzi firma un’opera site-specific che nasce dal movimento stesso della città: un convoglio decorato e un grande murale che dialogano tra loro negli spazi del deposito metro di Via Magnolini. \n\n\n\nSulle superfici del treno e sulle pareti del museo\, l’artista costruisce un paesaggio visivo in cui il celebre Dollar Sign di Andy Warhol diventa una “B”: Bcome Brescia\, ma anche come Bitcoin – simbolo di una rivoluzione economica invisibile\, intangibile\, decentralizzata. \n\n\n\nIl suo intervento al MUM compie un salto simbolico e geografico: dal Bronx dei graffiti alle architetture industriali di Brescia\, You Can’t Stop This Train!unisce mondi e linguaggi\, rendendo visibile ciò che si muove sottotraccia. Il treno diventa un dispositivo culturale in movimento\, portatore di un messaggio di libertà ed evoluzione. \n\n\n\nSullo sfondo dell’opera\, il Satoshi Code\, rappresentazione grafica dell’algoritmo che regola il protocollo Bitcoin\, disegna la trama di un linguaggio fatto di segni e numeri. Tra questi\, il motto You Can’t Stop This Train si imprime come un mantra urbano: un richiamo al cambiamento inarrestabile\, al ritmo di un mondo che si muove tra materia e digitale\, tra spazio pubblico e immaginario collettivo. \n\n\n\nValentina Picozzi da oltre dieci anni porta in dialogo estetica pop\, temi economici e linguaggi sociali\, costruendo una pratica artistica che è insieme visione e attivismo. Con Satoshi Gallery\, collettivo internazionale che ha fondato e dirige\, esplora la cultura della blockchain e la filosofia cyberpunk\, promuovendo valori di libertà\, privacy e partecipazione dal basso. “Le immagini creano cultura\, la cultura forma i valori\, i valori determinano il futuro” – dichiara l’artista\, sintetizzando la sua visione di un’arte capace di generare consapevolezza e cambiamento. \n\n\n\nLa sua ricerca si muove tra strade\, codici e comunità. Con la fondazione Custom Made Stories\, attiva dal 2023 in El Salvador\, ha ideato il Proyecto Zacamil\, un intervento di rigenerazione urbana partecipata che trasforma un quartiere segnato dalla violenza in un luogo di appartenenza e rinascita. Arte come gesto civile\, come strumento di riscrittura del reale. \n\n\n\nÈ con Valentina Picozzi che\, il MUM prosegue la sua espansione come laboratorio di ricerca e museo diffuso\, segnando un ulteriore passaggio nella costruzione di un luogo che fonde patrimonio e innovazione\, arte e infrastruttura\, territorio e futuro.  \n\n\n\nMUM – Metro Urban Museum. Avviato nel 2023 in occasione del decennale della metropolitana e dell’anno di Brescia Bergamo Capitale della Cultura\, il MUM è il primo metro urban museum d’Italia. Con oltre 2.000 metri quadrati di arte urbana tra pareti e treni\, il museo si configura come un osservatorio aperto sulle nuove forme di arte pubblica\, promuovendo un dialogo continuo tra mobilità\, sostenibilità e linguaggi contemporanei. \n\n\n\nArtista. Valentina Picozzi (1987) è artista e ricercatrice. Attraverso la Satoshi Gallery esplora le intersezioni tra arte\, economia e tecnologia\, utilizzando l’immagine come strumento di indagine e trasformazione. Vive e lavora tra Italia ed El Salvador. \n\n\n\nIl Metro Urban Museum è aperto a ingresso gratuito.Visite su prenotazione per gruppi (minimo 15 persone – massimo 50 persone).Durata della visita 45 minuti circa. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: comunicazione@bresciamobilita.it
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LOCATION:Metro Urban Musem di Brescia\, Via Leonida Magnolini n. 3\, Brescia\, ITA\, 25124\, Italy
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SUMMARY:"Fuori Posto - Dialoghi sull’orlo di una crisi generazionale" al Monk
DESCRIPTION:Dal 23 ottobre al 27 novembre 2025 ogni giovedì al Monk\, ore 19\, si parla di diritti civili\, attivismo politico\, salute mentale\, inclusività e scambio interculturale: questo è Fuori Posto – Dialoghi sull’orlo di una crisi generazionale\, rassegna performativa contemporanea a cura di Dominio Pubblico ETS. \n\n\n\nCinque appuntamenti nei quali\, attraverso il doppio formato dialogico e performativo\, si cercherà di restituire un ritratto autentico e spassionato della Gen Z: a coordinare gli incontri i ragazzi e le ragazze della redazione U25 di Dominio Pubblico\,  nell’ambito del percorso di Audience Development e Community Engagement che da anni contraddistingue le attività dell’associazione. \n\n\n\nTra gli artisti e i professionisti che saliranno sul palco Annachiara Vispi\, giovane regista e drammaturga romana\, autrice degli spettacoli Persona Metropolitana e Sei la fine del mondo (letteralmente); Sofia Russotto\, autrice e regista di Gente spaesata\, spettacolo che riflette sul disorientamento giovanile; ed Eleonora Cuccu\, attrice e psicologa\, autrice della raccolta poetica Grida di anima\, che esplora il legame tra arte e terapia.  \n\n\n\nAccanto a loro il duo musicale I Manifesto\, formato da Alessandro Orfini e Valerio Imperiale\, autori dell’EP Analisi di fase\, e Marcello Caporiccio\, responsabile editoriale di Anomalia Media e direttore artistico di BeiRicordi Show. \n\n\n\nSul fronte dell’attivismo e dell’impegno civile saranno presenti Giuliano Logos\, poeta\, rapper e attore\, campione mondiale di Slam Poetry e fondatore del collettivo WOW – Incendi Spontanei\, LOTTA (Carlotta Satina)\, artivista climatica e musicista\, membro del movimento Ultima Generazione\, impegnata nella promozione di pratiche non violente per la giustizia ecoclimatica; e Lorenzo Giardinetti\, consigliere del Municipio Roma VIII attivo in progetti di educazione civica e politiche giovanili. \n\n\n\nIl tema della salute mentale e della pressione sociale sarà affrontato insieme a Giovanna Silvestri\, psicologa\, psicoterapeuta e regista del gruppo di ricerca teatrale I Selvaggi\, e a Giacomo Keison Bevilacqua\, fumettista e autore di opere come A Panda Piace… capirsi e Il suono del mondo a memoria\, capace di coniugare leggerezza e introspezione generazionale.  \n\n\n\nModera l’incontro il giornalista e founder e direttore artistico di ARF! Festival del fumetto Stefano Piccoli. \n\n\n\nSpazio anche alla riflessione sulla libertà di espressione\, la sessualità e la queerness con Giulia Ananìa\, cantautrice\, poeta\, paroliera e illustratrice\, e Flavia De Muro\, fotografa e vincitrice del Premio Roma per i Giovani – Visioni future per la Capitale con il progetto Pelle di città. Le loro visioni si intrecceranno con la ricerca sonora del duo Playgirls From Caracas\, protagoniste della scena queer romana e internazionale. \n\n\n\nInfine\, il tema dell’inclusione e delle seconde generazioni sarà al centro dell’incontro con Aleksandros Memetaj\, attore\, regista e autore di Albania casa mia\, e Hallyx (Alessandra Arcangeli)\, cantautrice romano-cubana diplomata all’Accademia “Silvio d’Amico”\, in dialogo con il giornalista e docente Luca Lotano\, impegnato nei progetti interculturali dell’associazione Asinitas. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti saranno raccontati e trasmessi radiofonicamente grazie alla collaborazione con UnderPark Radio\, stazione web del Pigneto dedicata al dialogo tra artisti e pubblico\, e realizzati con il contributo di Anomalia Media – BeiRicordi Show. \n\n\n\nFuori posto si propone come un laboratorio di pensiero collettivo\, uno spazio di confronto e creazione condivisa che unisce linguaggi e generazioni diverse per interrogare il presente e immaginare nuove possibilità di futuro. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\nMAGGIORI INFORMAZIONI: \n\nInfo: info@dominiopubblicoteatro.it \nSito Web: https://dominio-pubblico-teatro.it/\nFacebook:  https://www.facebook.com/dominio.teatro/  \nInstagram:https://www.instagram.com/dominiopubblico/ \n\n\n\nMOBILITA’ SOSTENIBILE: \n\n\n\nLinee autobus: 409\, 545\, 448\, 163\, 309\, 211\, 309\, N23; Metro: Linea B (fermata Tiburtina); Treno: FL1\, FL2\, FL3 (Stazione Tiburtina)
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SUMMARY:Giovanna D'Arco al Teatro Torlonia
DESCRIPTION:Il Teatro Torlonia inaugura la nuova Stagione dal 23 ottobre al 2 novembre con il ritorno in scena di Giovanna d’Arco\, il poema-romanzo in endecasillabi della poetessa e studiosa Maria Luisa Spaziani. Un ritratto audace e anticonformista della pulzella d’Orléans\, avvolta dalla regia intima e antieroica di Luca De Fusco.  \n\n\n\nLe date romane dello spettacolo sono state precedute da una suggestiva messa in scena tenutasi dal 26 al 28 settembre aPanarea\, nella splendida scenografia naturale dell’Hotel Raya. Un preludio siciliano che si è presentato come un’occasione speciale per omaggiare\, a poco più di dieci anni dalla scomparsa\, la figura della poetessa Maria Luisa Spaziani e il suo profondo legame con la Sicilia\, dove insegnò a Messina e trasse ispirazione per numerosi libri\, tra cui L’occhio del ciclone. Questa scelta di portare lo spettacolo in un luogo non convenzionale incarna la visione di Luca De Fusco\, regista e direttore artistico del Teatro di Roma\, di creare nuovi “sconfinamenti” artistici\, riflettendo la sua esperienza passata nel portare il teatro in location d’eccezione. \n\n\n\nLa Giovanna d’Arco che si vedrà a Torlonia appare “dissidente” e “femminista”. La poetessa rimase affascinata sin dall’infanzia dalla pulzella d’Orleans e dai racconti che la circondano\, così la ritrae nel poema-romanzo in endecasillabi – scritto nel 1990 e la cui ideazione ha occupato cinquant’anni della sua vita – come un personaggio femminile moderno\, completamente affidato alla voce della poesia\, che rinnegando il suo destino conosce il rimorso e l’umiliazione\, per poi liberarsi dai mali gettandosi volontariamente nel fuoco. Per Maria Luisa Spaziani\, Giovanna d’Arco è lirismo\, un mito che continua ad affascinare e a parlare ancora oggi grazie all’intricato mistero che porta con sé. Ne ripercorre\, quindi\, le vicende biografiche abbracciando l’ipotesi che “la moderna eroina” non sia stata arsa sul rogo nel 1431\, bensì sia riuscita a scampare alla condanna grazie alle nozze con Robert des Armoises\, per poi vivere nel Castello di Jaulny. \n\n\n\nA interpretarla è la giovane e talentuosa Mersila Sokoli (Premio le Maschere del Teatro Italiano 2025 – Miglior Emergente).  Un monologo\, prodotto dal Teatro di Roma con il Teatro Stabile di Catania\, che offre al pubblico l’opportunità di vivere un’esperienza teatrale profonda e suggestiva per riscoprire\, attraverso la poetica sensibilità di Maria Luisa Spaziani\, la figura rivoluzionaria di una donna che si ribella alle norme del tempo attuando una battaglia contro la superstizione\, la misoginia\, la prevaricazione\, la violenza di genere. \n\n\n\nLuca De Fusco\, nelle sue note di regia\, riflette sul legame personale e professionale con il testo di Spaziani: «Questa Giovanna d’Arco di Maria Luisa Spaziani accompagna quasi tutta la mia carriera di direttore di teatro pubblico. Lo spettacolo fu inventato in un bellissimo castello di Vittorio Veneto nel 2004 per il Teatro Stabile del Veneto e aveva protagonista Gaia Aprea. Maria Luisa non lo aveva scritto per il teatro\, ma accettò con entusiasmo l’idea che si mettesse in scena questo suo gioiello. Lo pensammo come un colloquio intimo\, quasi sommesso\, antiretorico. Quasi come se alcune decine di persone si ritrovassero attorno ad un fuoco ad ascoltare una storia.» \n\n\n\nInoltre\, De Fusco racconta di aver lasciato ambigua volutamente l’identità di chi narra la storia: «Chi è colei che ci parla? Una pazza che si crede Giovanna d’Arco? Il fantasma della pulzella? Lasciammo volutamente nell’ambiguità la risposta. Una volta andati in scena posi più volte la domanda alla Spaziani\, che ci seguì al debutto\, poi a Venezia\, poi a Napoli. All’inizio non mi rispose poi un giorno mi disse semplicemente che ‘è Giovanna’. Nel rimetterlo in scena vent’anni dopo il suo debutto con una nuova giovane attrice Mersila Sokoli\, ho ripensato a quella semplice risposta e attenuato quindi ancora di più i toni\, cercando di far emergere i versi nella sua purezza e pensando\, con Maria Luisa\, che chi ci parla non è né una folle né un fantasma inquietante ma ‘semplicemente Giovanna’».
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SUMMARY:TITANS di Euripides Laskaridis al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:GIOUNANLI\n\n\n\nDopo il successo della stagione inaugurale\, il Nuovo Teatro Ateneo prosegue il suo percorso di ricerca e dialogo con la scena internazionale con TITANS di Euripides Laskaridis\, in programma il 23 ottobre 2025. L’artista greco\, tra le voci più originali e riconosciute del teatro performativo europeo\, arriva per la prima volta a Roma con uno spettacolo che ha conquistato i principali festival internazionali. \n\n\n\nIspirato alla mitologia greca\, TITANS è una favola visionaria e grottesca che intreccia performance\, danza e teatro visivo in un linguaggio inconfondibile\, fatto di ironia\, metamorfosi e deformazioni poetiche. Laskaridis\, autore e interprete\, esplora il rapporto tra umano e divino\, tra fragilità e potere\, tra il desiderio di perfezione e il fallimento che accompagna ogni tentativo di incarnarla. \n\n\n\nPrima degli dèi dell’Olimpo\, prima ancora del tempo\, regnavano i Titani: le prime creature concepite dall’immaginazione umana. Da questa visione arcaica nasce un viaggio che ci parla del presente. Perché tornare così indietro\, fino alle origini? Forse per capire meglio chi siamo e perché agiamo come agiamo.In tutte le società si tende a credere e a lottare per ideali più grandi di noi\, ma qual è la distanza tra l’ideale e il reale? È in quello spazio di frizione che TITANS colloca il suo sguardo\, rivelando la vulnerabilità dell’essere umano\, la sua tensione verso un ordine etico e\, insieme\, la sua inesorabile caduta. \n\n\n\nLo spettacolo si presenta come un rito teatrale di grande potenza visiva\, dove ogni gesto e ogni oggetto raccontano il desiderio\, mai compiuto\, di un’armonia originaria. Un racconto che parla del nostro tempo con la lingua dei miti\, unendo comicità e inquietudine\, leggerezza e abisso. \n\n\n\nCon TITANS\, il Nuovo Teatro Ateneo prosegue la sua esplorazione di quelle “voci dal mondo e corpi del reale” che danno titolo alla stagione 2025/2026\, la prima sotto la direzione tecnico-artistica di Velia Papa. Una stagione che intreccia mito e attualità\, memoria e sociale\, rinnovando la vocazione del teatro universitario come luogo di confronto civile e di apertura internazionale. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione 2025/2026 \n\n\n\nLa seconda stagione del Nuovo Teatro Ateneo costruisce un percorso attraverso le esperienze e i linguaggi del teatro contemporaneo\, intrecciando la memoria dei miti con la realtà del nostro tempo. \n\n\n\nLa programmazione accoglie la ricerca tra letteratura e dittatura del Colectivo Pierre Menard\, l’esperienza partecipativa di Ontroerend Goed e Nathan Ellis\, la tessitura transculturale della coreografa e cantante Sunny Kim\, le coreografie di Thomas Hauert\, Emio Greco | Pieter C. Scholten\, Samaa Wakim e Marco Berrettini\, che fanno del corpo un linguaggio universale. \n\n\n\nLa memoria storica e le ferite del Novecento rivivono nella potenza del racconto con Marco Baliani\, la Compagnia Hékau\, Rieckhof / Silva\, Anacarsis Ramos e Mudar Alhaggi\, mentre la tradizione più antica e rituale trova spazio nel Nāṅgīār Kūthu di Kapila Venu\, interprete di una delle forme teatrali più raffinate della cultura indiana. \n\n\n\nCompletano il cartellone la Compagnia della Fortezza\, con la sua testimonianza nata dentro le istituzioni totali\, e la compagnia franco-algerina Min el Djazaïr\, che intreccia teatro di figura e memoria postcoloniale.Un viaggio che attraversa popoli\, storie e linguaggi\, restituendo al teatro il suo ruolo originario di specchio critico e luogo di partecipazione attiva.
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SUMMARY:NewBorn alla Casa del Jazz
DESCRIPTION:Il festival di jazz e musiche improvvisate\, Una striscia di terra feconda\, presenta\, giovedì 23 ottobre\, alla Casa del Jazz\, produzione originale\, la Residenza Artistica con Newborn. Roberto Negro prosegue la sua “carta bianca” riunendo due musicisti che conosce bene e con i quali ha già incrociato il cammino a Le Triton: l’estroso percussionista italiano Michele Rabbia e il contrabbassista dell’Ensemble Intercontemporain Nicolas Crosse.Si tratta di un lavoro sviluppato attraverso l’approccio empirico\, uno stile di scrittura alimentato dall’improvvisazione e dalla musica aleatoria\, alla ricerca di nuove alleanze sonore. Si tratta di illusione indotta dal trattamento elettronico degli strumenti acustici sul palco. Un gioco di echi e sovrapposizioni\, di messaggi in codice e segnali da interpretare. Si tratta di frammenti di percorsi e di una narrazione senza meta. Si tratta di un bosco\, un ambiente tanto accogliente quanto inquietante. \n\n\n\n“L’iniziativa è promossa dal Teatro dell’Ascolto e con il sostegno di Zètema Progetto Cultura.” \n\n\n\nIl Festival è una coproduzione di Teatro dell’Ascolto e Fondazione Musica per Roma. Con il contributo di Mic\, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori\, Zetema Progetto Cultura Municipio II di Roma\, Comune di Civitavecchia. Media partner Radio3. Con il sostegno di Nuovi Mecenati\, Insulae Lab. In collaborazione con Casa del Jazz\, I-Jazz\, Musica Jazz\, Cittadella della Musica\, ATCL\, Radio/Altri Suoni. \n\n\n\nINFO: 349 2643452 \n\n\n\nINGRESSO: 10 euro
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LOCATION:Casa del Jazz\, Viale di Porta Ardeatina\, 55\, Roma\, 00154
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SUMMARY: Filippo Timi Live – Non sarò mai Elvis Presley all'Argot
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione\, Filippo Timi torna a Roma con il suo spettacolo cult Filippo Timi Live – Non sarò mai Elvis Presley\, in scena dal 23 al 26 ottobre 2025 all’Argot Studio: un ritorno attesissimo per uno degli artisti più liberi\, sorprendenti e visionari del panorama teatrale italiano. \n\n\n\nNon sarò mai Elvis Presley è una lucida\, folle e coloratissima sinfonia dell’anima\, dove 13 canzoni e 13 monologhi si intrecciano in un viaggio vertiginoso tra musica\, confessione e teatro. Scritto e interpretato da Filippo Timi\, accompagnato dal musicista Lorenzo Minozzi\, lo spettacolo è un diario aperto\, un collage di canzoni e parole che rimbalzano tra ironia e vulnerabilità\, tra desiderio e disincanto. Timi mette a nudo la propria identità con disarmante sincerità\, scavando nel fallimento e nella rinascita\, nella fame d’amore e nella paura di non essere “abbastanza”. \n\n\n\nOgni “autoscatto” diventa così un atto di coraggio e accettazione\, un piccolo miracolo di autoironia e poesia. La scena si trasforma in uno spazio mentale\, popolato da fantasmi pop e icone culturali: da Goethe a Peter Griffin\, da Iva Zanicchi a Michelangelo\, in un continuo cortocircuito tra alto e basso\, sacro e profano\, intimo e spettacolare. Timi canta\, racconta\, si traveste e si denuda. Alterna lampi di comicità irresistibile a momenti di struggente verità\, componendo un mosaico teatrale che ha il ritmo di una playlist e la densità di un romanzo interiore.Non sarò mai Elvis Presley è un rito laico sulla possibilità di essere sé stessi\, anche quando il mondo chiede di essere qualcun altro. Ogni nota\, ogni parola\, ogni gesto sembra dire: l’imperfezione è bellezza\, e la fragilità è la nostra unica forza.
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SUMMARY:"Aspettando Godot" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Diretto dal direttore artistico Flavio De Paola\, dopo il grande successo ottenuto dalla critica e definito “uno dei migliori spettacoli del 2017” ritorna in scena al teatro degli Audaci “Aspettando Godot” dal 23 ottobre al 2 novembre 2025!Aspettando Godot è senza dubbio la più celebre opera teatrale di Samuel Beckett nonché uno dei testi più noti del teatro del Novecento.Ritroveremo Flavio De Paola nei panni sia di attore che di regista affiancato da Gianluca Delle Fontane\, Ilario Crudetti ed Emiliano Ottaviani nella famosissima rappresentazione teatrale.Due uomini\, Estragone e Vladimiro\, vestiti come vagabondi\, si ritrovano sotto un salice piangente spoglio\, lungo una strada desolata di campagna. Aspettano un certo Godot\, che ha promesso di incontrarli… ma nessuno sa quando\, né chi sia davvero. Sognano che\, al suo arrivo\, li accoglierà nella sua casa\, offrirà loro cibo caldo e un rifugio sicuro.La loro lunga attesa è interrotta dall’arrivo di due personaggi singolari: Pozzo\, un proprietario terriero dall’atteggiamento teatrale e autoritario\, e Lucky\, il suo servitore sottomesso e legato al guinzaglio. Il loro passaggio dà vita a una serie di dialoghi surreali\, monologhi intensi e momenti comici che alternano ironia\, riflessione e malinconia.Quando cala la sera\, Godot ancora non si è visto. Arriva invece un ragazzo\, messaggero enigmatico\, che annuncia che l’uomo non verrà quella sera\, ma sicuramente domani.Resteranno Vladimiro ed Estragone ad aspettarlo? O sceglieranno di andare via?Considerata una delle opere più significative del teatro del Novecento\, “Aspettando Godot” è il capolavoro con cui Samuel Beckett mette in scena la condizione umana: l’attesa di un cambiamento che non arriva mai\, la tensione costante tra speranza e immobilità\, il bisogno di dare un senso al tempo che scorre. Con linguaggio poetico\, ironico e spiazzante\, Beckett racconta l’assurdo della vita moderna e la profonda fragilità dell’uomo di fronte al vuoto dell’esistenza.Un’opera teatrale molto divertente\, dove la parola “Godot” composta dalle parole “go” e “dot” significa\, appunto\, rispettivamente “va” e “fermo” e dove Samuel Beckett sottolinea la frustrazione dell’uomo nel suo tentativo fallimentare di “muoversi”\, procedere e cambiare la sua posizione. \n\n\n\nL’opera è divisa in due atti\, dove\, apparentemente\, sembra tutto fermo\, ma\, al contrario\, “tutto è in movimento”. \n\n\n\nMa senza dare ulteriori anticipazioni vi invitiamo al Teatro degli Audaci per assistere ad uno spettacolo che farà ridere ma allo stesso tempo riflettere!Link – http://www.teatrodegliaudaci.it/ \n\n\n\nInfoOrari botteghino: dal lunedì al sabato 10:00 – 13:00 / 15:00 – 20:00 domenica: 15:00 -18:00
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:"TUTTA DA AGGIUSTARE" al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Una donna in scena. Anzi\, una bambola\, sola in scena. Forse neppure sola: dentro di lei ci sono almeno altre tre voci. Quella dell’adulta che tenta di essere all’altezza\, quella della bambina che non si applicava\, e quella della madre che la voleva “in ordine”. Insieme a una Maestra delle elementari\, a una Fata Madrina e alla voce di una cattiva coscienza. \n\n\n\nTutta da aggiustare è il nuovo spettacolo di Michela Andreozzi\, scritto con Giorgio Scarselli\, in scena a lTeatro Manzoni di Roma in prima nazionale assoluta da giovedì 23 ottobre a domenica 9 novembre.  Un monologo a più voci\, ironico e commovente\, di una che\, come tante\, non si è mai sentita a posto. Né a scuola\, né a casa\, né nella vita. Sbagliata ma senza diagnosi\, sensibile senza permesso\, creativa fuori tempo massimo. \n\n\n\nC’era qualcosa\, ma non si sapeva cosa. Le dicevano: “È intelligente\, ma non si impegna”\, “Non sta attenta”\, “Si distrae con niente”. \n\n\n\nTra pagelle stropicciate e finocchi gratinati\, la protagonista attraversa un’infanzia disallineata per finire in una età adulta fatta di bollette\, ginecologi che danno del lei e sogni lasciati sottochiave. Fino a un punto in cui tutto si rompe e poi si ricompone\, non perché si aggiusta\, ma perché finalmente ci si abbraccia. \n\n\n\nSul palco\, come una bambola a grandezza naturale\, Michela diventa il simbolo del mondo perfetto dal quale liberarsi per ritrovare la propria autenticità — stropicciata\, ironica\, e luminosa. Accompagnata come sempre dalla musica del fidato Maestro Greggia\, Michela porta in scena una serie di temi contemporanei affrontati con leggerezza e intelligenza: la lotta con sé stessi\, la cultura woke e il labirinto dei pronomi corretti\, la dislessia emotiva dei rapporti moderni\, le diagnosi affrettate dei social\, i ricordi personali e l’AI ma soprattutto la battaglia quotidiana per accettarsi\, anche quando non si è “in ordine”. \n\n\n\nTutta da aggiustare è un racconto comico e sincero sulla libertà di essere inadatte\, storte\, emotive\, sbagliate bene. E sul coraggio di salire su un palco e dirlo\, con la voce di chi ce l’ha sempre avuta. Anche quando non la ascoltava nessuno. \n\n\n\n“Da vicino nessuno è normale” \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298 \n\n\n\nprenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it \n\n\n\nPrezzi biglietti: \n\n\n\nIntero € 30\,00; Ridotto € 25\,00 \n\n\n\nOrari spettacolo \n\n\n\ngiovedì 23 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 24 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 25 ottobre ore 17:30 E 21:00 \n\n\n\ndomenica 26 ottobre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 28 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nmercoledì 29 ottobre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 30  ottobre ore 21:00 \n\n\n\nvenerdì 31 ottobre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 1 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 2 novembre ore 17:30 \n\n\n\nmartedì 4 novembre ore 19:00 \n\n\n\nmercoledì 5 novembre ore 21:00 \n\n\n\ngiovedì 6  novembre ore 17:30 \n\n\n\nvenerdì 7 novembre ore 21:00 \n\n\n\nsabato 8 novembre ore 17:30 e 21:00 \n\n\n\ndomenica 9 novembre ore 17:30
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LOCATION:Teatro Manzoni di Roma\, Via Monte Zebio\, 14C\, Roma\, RM\, 00195\, Italia
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SUMMARY:L'Oreste (Quando i morti uccidono i vivi) allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Uno spettacolo originalissimo\, di struggente poesia e forza\, scritto da Francesco Niccolini e diretto da Giuseppe Marini\, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza\, visiva e drammaturgica\, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile\, affrontando con grande sensibilità attoriale il tema importante e delicato della malattia mentale. \n\n\n\nL’Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.  \n\n\n\nÈ stato abbandonato quando era bambino\, e da un orfanotrofio a un riformatorio\, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale\, è finito lì dentro perché\, semplicemente\, in Italia\, un tempo andava così. \n\n\n\nDopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste\, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso\, ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita\, la partenza del padre per la guerra\, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza\, di nuovo per la Russia\, per una fantastica carriera come cosmonauta\, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre\, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.  \n\n\n\nEppure\, l’Oreste è sempre allegro\, canta\, disegna\, non dorme mai\, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca)\, parla sempre. Parla con i dottori\, con gli infermieri\, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo\, ma soprattutto parla con l’Ermes\, il suo compagno di stanza\, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.  \n\n\n\nl’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come\, a volte\, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.  \n\n\n\nNOTE DELL’AUTORE  \n\n\n\nA prima vista L’Oreste può sembrare un monologo\, dato che in scena c’è un solo attore in carne e ossa. Ma quel che attende lo spettatore è ben altro: grazie alla mano di Andrea Bruno\, uno dei migliori illustratori italiani\, e alla collaborazione con il Festival Lucca Comics\, lo spettacolo funziona con l’interazione continua tra teatro e fumetto animato: l’Oreste riceve costantemente visita dai suoi fantasmi\, dalle visioni dei mondi disperati che coltiva dentro di sé\, oltre che da medici e infermieri. \n\n\n\nI sogni dell’Oreste\, i suoi incubi\, i suoi desideri e gli errori di una vita tutta sbagliata trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del “Graphic Novel Theater” rendono realizzabile: un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino e che non si è più ritrovato. \n\n\n\nvenerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni (Supporter\, Standard e Agevolato) \n\n\n\nper permettere a chiunque di venire a Teatro. \n\n\n\nTra 18 e 10 euro
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:SANFRANCISCO LIVE al Teatro IF
DESCRIPTION:Un comico salentino\, ingegnere per hobby\, parte per un Erasmus a Los Angeles con un sogno: diventare un comedian internazionale.Con il misero contributo economico dell’Europa si districa tra la difficoltà con la lingua e l’ambiente comico americano ed è così che nasce questo spettacolo.Come sarà̀ andata questa trasferta? Spoiler: non bene\, ma tanto erano i vostri soldi.Federico Sanfrancesco vi aspetta venerdì 24 ottobre al Teatro IF di via Nomentana 1018.  \n\n\n\nVenerdì 24 ottobre 2025 ore 21:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 13 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/sanfrancisco-live-.aspx
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SUMMARY:“Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Venerdì 24 ottobre 2025\, alle ore 21\, al Teatro Garage è in scena lo spettacolo “Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici”\, una produzione di Matrice Teatro\, con drammaturgia e regia di Virginia Cimmino e con gli attori Claudia Perossini e Giuseppe Armillotta. \n\n\n\nUna coppia in crisi\, un pianeta in crisi\, la volontà dell’uomo di controllo. Questi i protagonisti de “Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici”\, uno spettacolo che porta in scena due crisi speculari: la fine di un amore e la fine di un mondo. «Viviamo un periodo di stress psicologico rispetto ai problemi ambientali\, accumuliamo paura e frustrazione di fronte l’impossibilità di azioni concrete e incisive – racconta l’autrice Virginia Cimmino – È stato inevitabile chiedermi quale fosse la mia personale responsabilità rispetto alla questione\, almeno nella narrazione di quest’ultima. Per far presa su tante persone si ricorre alla retorica della fine del mondo: scegliamo ogni giorno quale sarà la nostra fine\, un’inondazione\, un virus\, una migrazione verso Marte… ma arriverà il momento in cui riusciremo ad accettare di poter finire\, senza controllare tutto fino all’ultimo? Quanto risulterebbe difficile da accettare per noi\, occidentali capitalisti\, non essere il centro di tutto? Quanto farebbe male? È utopico pensare di attuare una decentrazione? Alla fine di una relazione\, l’altra persona continua a vivere senza il suo partner; allo stesso modo\, alla “fine del mondo”\, la natura continua a vivere senza la specie umana». \n\n\n\nNella scenografia\, la serra diventa uno spazio domestico e fragile\, rifugio e gabbia\, metafora del controllo umano sulla natura. I due personaggi vivono questo ecosistema instabile: cercano di trattenersi a vicenda\, ma ogni gesto rivela la precarietà del legame e della loro condizione. Le proiezioni mostrano una natura che resiste e si rigenera\, penetrando nello spazio interno fino a prenderne possesso quando l’uomo si ritira. \n\n\n\nEmerge il contrasto tra resistenza e abbandono. La voce alterna confessione e grido\, intimità e dichiarazione pubblica; gli oggetti diventano simboli concreti della frattura: la coperta termica\, i microfoni\, la serra che lentamente si chiude. Non si cercano soluzioni\, ma si espone un dilemma: rimanere o lasciar andare\, trattenere o scomparire\, mostrando il confine fragile tra ciò che è umano e ciò che viene dopo l’uomo. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY:Bacco\, Tabacco… E Cenere! Poco Diritto e Molto Rovescio
DESCRIPTION:In attesa dell’inaugurazione ufficiale della Stagione Teatrale del Teatro Parioli Costanzo che si terrà il 13 novembre\, il Teatro Parioli propone il primo atteso appuntamento extra-stagione. \n\n\n\nSarà in scena al Teatro Parioli Costanzo la brillante commedia “Bacco\, Tabacco… E Cenere! Poco Diritto e Molto Rovescio“\, dal 24 al 26 ottobre 2025. \n\n\n\nScritto da Patrizio Pacioni e diretto dal maestro Claudio Insegno\, lo spettacolo promette un vortice di risate grazie a un cast d’eccezione che vede protagonisti Patrizia Pellegrino\, Salvo Buccafusca e Angela Melillo. \n\n\n\nLa trama ruota attorno ad Anselmo Martellone\, un irreprensibile magistrato in pensione\, vedovo e nostalgico degli anni ’70\, la cui vita scorre metodica tra codici giuridici e una tranquilla routine. Tutto cambia con l’arrivo nel suo palazzo di due nuove\, seducenti e stravaganti vicine di casa: Anastasia\, una fanatica religiosa convinta di essere in missione divina\, e Genoveffa (Genny)\, una spumeggiante adepta dell’occulto\, schietta e senza filtri. \n\n\n\nUna volta scoperto il cospicuo conto in banca del giudice\, le due sorelle mettono in atto un diabolico e divertentissimo piano: conquistare l’anziano scapolo per poi… spartirsi l’eredità! \n\n\n\nNe scaturisce un’esilarante gara a colpi di seduzione\, incantesimi\, preghiere e strategie al limite dell’assurdo\, dove ogni mossa è lecita pur di accalappiare l’ambito Martellone. Tra equivoci\, battibecchi e situazioni grottesche\, lo spettacolo regala una scatenata sequenza di risate che accompagna il pubblico fino a un finale sorprendente che nessuno\, ma proprio nessuno\, può immaginare. \n\n\n\n\n\n\n\nCrediti \n\n\n\n\nTesto di: Patrizio Pacioni\n\n\n\nRegia di: Claudio Insegno\n\n\n\nCon: Patrizia Pellegrino\, Salvo Buccafusca e Angela Melillo\n\n\n\nProgetto luci e audio: Fabrizio D’Eletto\n\n\n\nCostumi: Pia di Fiore\n\n\n\nScenografia: Clara Surro\n\n\n\nMusiche originali: Jacopo Fiastri\n\n\n\nProduzione di: Associazione delle Ombre di Platone e CDB Produzioni\n\n\n\n\n– 18 e 19 ottobre 2025\, Teatro Savio\, Palermo \n\n\n\n– dal 24 al 26 ottobre 2025\, Teatro Parioli Costanzo\, Roma \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI PER IL PUBBLICO \n\n\n\nQUANDO (Orari Repliche): \n\n\n\nVenerdì 24 Ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nSabato 25 Ottobre 2025\, ore 21:00 \n\n\n\nDomenica 26 Ottobre 2025\, ore 17:00 \n\n\n\nPREZZI DEI BIGLIETTI \n\n\n\nSettoreTipologiaInteroRidottoPLATEAPoltronissima€ 27\,00€ 24\,00PLATEAPoltrona€ 25\,00€ 23\,00PLATEAPoltrona Visibilità Ridotta€ 23\,00€ 21\,00GALLERIAGalleria€ 22\,00€ 20\,00GALLERIAGalleria Visibilità Ridotta€ 20\,00€ 18\,00\n\n\n\nTeatro Parioli Costanzo \n\n\n\nbiglietteriaVia Giosuè Borsi\, 20TELEFONO 06 5434851E-MAIL: biglietteria@ilparioli.itServizio Whatsapp 3517211283 \n\n\n\nORARIO DI APERTURA BIGLIETTERIA \n\n\n\nDal 2 giugno al 3 ottobre dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.30 / 14.30 – 18.30Sabato e domenica chiusoChiusura estiva dal 1 al 31 agostoLunedì chiuso \n\n\n\nLa biglietteria nei giorni di spettacolo resterà aperta dalle 19.30 alle 21.30 solo per le operazioni riguardanti lo spettacolo in corso \n\n\n\nBIGLIETTI STAGIONE TEATRALE*  \n\n\n\nScopri gli spettacoli  \n\n\n\nSpettacoli: Life is Life – episodio 1\, Life is Life – episodio 2\, La playlist più bella del mondo\, Life is Life – episodio 3\, Il calamaro gigante\, Tutto per bene\, Life is Life – episodio 4\, Più vera del vero. \n\n\n\nINFRASETTIMANALESETTOREINTERIRIDOTTIPOLTRONISSIMA platea€ 32\,00€ 29\,00POLTRONA platea€ 30\,00€ 27\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 28\,00€ 25\,00GALLERIA€ 25\,00€ 23\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 22\,00€ 20\,00\n\n\n\nWEEKEND E FESTIVISETTOREINTERIPOLTRONISSIMA platea€ 34\,00POLTRONA platea€ 32\,00POLTRONA VISIBILITÀ RIDOTTA platea€ 30\,00GALLERIA€ 27\,00GALLERIA VISIBILITÀ RIDOTTA€ 24\,00\n\n\n\n*I prezzi sono comprensivi di prevendita*Le riduzioni sono riservate a over 65 e under 26\, non sono valide nei festivi e nei weekend*I biglietti non sono validi per la recita del 31 dicembre \n\n\n\nRIDUZIONILe riduzioni sono riservate agli under 26\, over 65\, ad esclusione del weekend e dei giorni festivi e prefestivi. Sono previste ulteriori  \n\n\n\nriduzioni su abbonamenti e biglietti per Cral\, Scuole\, Gruppi\, Associazioni convenzionate\, contattando l’Ufficio Promozione del Teatro. La direzione si riserva il diritto di sospendere le riduzioni.
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LOCATION:Teatro Parioli\, Via Giosuè Borsi\, 20\, Roma\, 00197\, Italia
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SUMMARY: "Sotto Questo Crollo" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Dal 24 al 26 ottobre\, al Teatro Trastevere debutta a Roma Sotto Questo Crollo. Dopo il successo di pubblico e critica de La favola nera del boia in tutù il Collettivo Lubitsch torna con Sotto questo crollo. Sotto questo crollo\, dramma di Adriano Marenco\, ha vinto Il Premio Letterario Nazionale La Clessidra e il Premio Internazionale Città di Castrovillari. È stato inoltre pubblicato per la collana teatrale Scena Muta. \n\n\n\nIn scena solo il crollo in un tempo sospeso fatto di relitti umani e non\, un tempo pericolosamente vicino. Tre personaggi tragici e buffoneschi lottano per conquistare il potere sul niente. Sono Il Re del Crollo\, Pep\, e Coro\, i sopravvissuti al crollo. Il crollo della civiltà\, delle aspettative\, delle ideologie. La farsa si fa storia. Fino al prossimo ingaggio dei guitti del crollo. \n\n\n\nUna messa in scena scabra\, quasi scabrosa. Un albero di pezzi di legno secco rattoppati\, vestiti pomposi e laceri\, tutine ridicole. Cambi luce pochi\, musiche desuete\, peti poderosi e oggetti kantoraniamente dopo morti. Il linguaggio\, asciutto ed essenziale\, è devastante nei suoi concetti. Una tragedia scanzonata\, ironica\, quasi Rappresentazione Medievale\, inscenata dai Giullari con maschere spaventose e ridicole\, nei tempi di peste. Noi non meritiamo di essere narrati in una Tragedia con catarsi. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 \n\n\n\nprevista tessera associativa \n\n\n\ngiorni feriali h.21:00; domenica h.17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:“Antiche civiltà del Turkmenistan” al Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini
DESCRIPTION:Per la prima volta per un pubblico internazionale\, la grande mostra archeologica “Antiche civiltà del Turkmenistan” è ospitata nelle sale di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini dal 25 ottobre al 12 aprile 2026. \n\n\n\nPromossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale\, la mostra è realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura del Turkmenistan\, l’ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente\, il CRAST (Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia) e l’Università degli Studi di Torino. A cura di Claudio Parisi Presicce\, Barbara Cerasetti\, Carlo Lippolis\, Mukhametdurdy Mamedov. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nCrocevia di antiche civiltà\, il Turkmenistan è un Paese ricco di significati storici e archeologici\, tra i più complessi ed espressivi dell’Asia Centrale. Grazie alla sua posizione strategica tra la Mesopotamia\, l’altopiano iranico e la Valle dell’Indo\, fin dal III-II millennio a.C. il Turkmenistan ha rappresentato un nodo cruciale lungo le principali rotte commerciali che collegavano Oriente e Occidente. Questi scambi non riguardavano solo il trasporto di beni di prestigio\, ma anche la circolazione di idee e conoscenze tecniche. \n\n\n\nIn mostra oltre 150 capolavori archeologici provenienti dalla Margiana protostorica (III–II millennio a.C.) — corrispondente all’odierno delta interno del fiume Murghab nel sud-est del Turkmenistan — e dall’antica Partia\, in particolare dal sito di Nisa (II secolo a.C. – I secolo d.C.)\, un importante centro urbano e cerimoniale situato ai piedi della catena montuosa del Kopet-dagh nel Turkmenistan centro-meridionale. Per i visitatori quest’esposizione ai Musei Capitolini rappresenta dunque un’occasione unica per ammirare alcuni preziosi capolavori mai esposti fuori dal Turkmenistan\, come le collane in oro e pietre semipreziose da Gonur (III-II millennio a.C.)\, i ritratti in argilla cruda di sovrani e guerrieri\, e i rhyta (corni per bere e per versare) in avorio riccamente decorati (II secolo a.C. – I secolo d.C.) da Nisa. \n\n\n\nLa prima sezione è dedicata alla Margiana dell’età del Bronzo\, cuore del complesso culturale della Greater Khorasan Civilization\, che interessò gran parte dell’Asia Centrale e delle regioni adiacenti durante il III e il II millennio a.C. I villaggi erano dotati di complessi sistemi d’irrigazione\, che garantivano raccolti abbondanti in un ambiente sempre più arido. La popolazione abitava in strutture in argilla cruda e le imponenti architetture palaziali\, come quelle di Gonur e Togolok\, ancora oggi dominano il paesaggio. La vita quotidiana ruotava attorno all’agricoltura\, alla pastorizia e alla pesca lungo i canali e la dieta comprendeva cereali e legumi\, latte\, formaggi e carne. Nella produzione artigianale si distinguevano gli oggetti in metallo\, dalle prime leghe di rame e arsenico fino ai raffinati oggetti in bronzo\, oro e argento. In questo periodo\, una comune base politica\, economica\, sociale e culturale unificava questi territori\, da cui scaturì una cultura materiale raffinata che rappresenta una delle espressioni più rilevanti di questo complesso. \n\n\n\nLa cultura materiale della Margiana si distingue per il suo sviluppo artistico. In questa sezione della mostra sono esposti reperti eccezionali\, tra cui le figurine in terracotta che rappresentano il mondo spirituale degli antichi allevatori e agricoltori della regione. Questi artefatti\, in miniatura ma di grande espressività\, includono statuette femminili con forme anatomiche accentuate\, simboli di abbondanza e fertilità\, e immagini zoomorfe. \n\n\n\nNella Margiana protostorica\, la morte non costituiva una cesura\, ma un passaggio fatto di rituali complessi. Sepolture plurime e deposizioni parziali\, banchetti funebri con sacrifici animali raccontano di un rapporto con i defunti dopo la morte\, rappresentato negli splendidi manufatti dei ricchi corredi funerari. Nei sigilli battriano-margiani\, animali fantastici\, eroi possenti e semidei accompagnano l’individuo nella vita e nella morte. Tra le figure antropomorfe\, divinità sedute su troni o animali; la “Signora degli Animali”\, donna alata che domina rapaci o felini; eroi che afferrano o combattono serpenti e draghi. \n\n\n\nL’arte orafa e l’estetica dei gioielli della Margiana si caratterizza per la semplicità e la raffinatezza. Beni di prestigio\, nei sontuosi corredi\, legittimavano la detenzione del potere: asce e scettri cerimoniali\, gioielli in oro e pietre semipreziose\, oggetti per la cura del corpo. Materiali esotici come lapislazzuli\, turchese e conchiglie erano frutto di intensi scambi commerciali con l’Iran\, l’Afghanistan\, la Valle dell’Indo e il Golfo Persico. \n\n\n\nLa seconda sezione ripercorre un altro importante capitolo della storia antica turkmena: quello del Regno\, poi divenuto Impero\, dei Parti (o Arsacidi\, dal nome del loro capostipite). I capolavori qui esposti provengono da Nisa-Mithradatkert\, un complesso monumentale e santuario dinastico dedicato ai re arsacidi. Fondato per celebrare le imprese di una dinastia che creò un vasto impero esteso dall’Eufrate alla Battriana\, il sito testimonia una delle più durature formazioni statali dell’antichità e formidabile rivale di Roma. \n\n\n\nSono esposti\, per la prima volta fuori dal Turkmenistan\, i rhyta (corni per versare riccamente decorati) da Nisa\, che costituiscono un ritrovamento unico per la produzione artistica del periodo partico e rappresentano veri e propri capolavori dell’arte dell’intaglio su avorio. Oggi appaiono “monocromi” ma in origine essi potevano riportare rivestimenti in argento e bronzo dorato\, intarsi di pietre semipreziose\, pigmenti. Questi straordinari manufatti evidenziamo l’ampia gamma di relazioni dell’arte arsacide con i mondi ellenistico\, iranico-centoasiatico e delle steppe. \n\n\n\nDa Nisa provengono anche sculture in argilla cruda e in marmo\, le prime raffiguranti guerrieri\, eroi e antenati della famiglia arsacide; tecnicamente queste sculture erano realizzate in parti distinte\, a mano o con matrici\, e poi assemblate prima di stendere la pittura. Le due statue femminili in marmo più note sono\, una figura divina arcaicizzante stante e con vesti tipicamente greche e la statua di un’altra divinità (interpretabile come una Afrodite al bagno (Afrodite Anadyomene). \n\n\n\nIl “filellenismo” dell’arte di corte arsacide traspare anche da alcune statuette in metallo destinate ad ornare recipienti o suppellettili come l’Erote vendemmiante\, la sfinge\, la sirena e l’Atena\, realizzate in argento impreziosito da dorature. Tali figurine non esauriscono l’eterogeneo panorama della toreutica nisena: oltre alle armi – fra cui la splendida ascia da parata in argento dorato – sono attestati esemplari di ispirazione orientale\, come il grifone\, ed elementi riferibili al mondo nomadico delle steppe eurasiatiche. \n\n\n\nA corredo dell’esposizione delle opere\, la mostra propone anche contenuti multimediali: oltre a pannelli esplicativi e video (inclusi ricostruzioni 3D)\, ai visitatori viene offerta una ricostruzione immersiva e scientificamente documentata del sito di Nisa Vecchia com’è oggi\, attraverso un’installazione centrale di video mapping proiettata su un modello in scala\, basata su una scansione 3D effettuata nel 2024 da parte del Politecnico di Torino.
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SUMMARY:Roma oltre le mura: 1883 – 1960. XII Incontro- Vivere sotto gli archi\, dagli sfollati a Pasolini
DESCRIPTION:Sabato 25 ottobre 2025\, si conclude l’evento Roma oltre le mura: 1883-1960 ideato daArtSharing Roma e vincitore dell’AvvisoPubblico Artes et Iubilaeum – 2025. \n\n\n\nAppuntamento alle 10.30 alla fermata “Villini” della ferrovia urbana Termini-Giardinetti per inoltrarsi su Via del Mandrione\, passeggiando lungo le arcate degli acquedotti\, fino a raggiungere Via Tuscolana a Porta Furba. \n\n\n\nUna strada che si è trasformata nei secoli\, dalle magnificenze di Papa Sisto V ai tuguri narrati da Pier Paolo Pasolini\, sempre mantenendo il suo fascino antico e la capacità di offrire un immaginario coinvolgente. \n\n\n\nAnche il Mandrione\, dalla primaria vocazione agricola si è trasformata in zona industriale (famosi e ancora produttivi fino a 40 anni fa gli stabilimenti del Chinotto Neri o la fabbrica di zucchero Eridania) grazie anche alla vicinanza della ferrovia. \n\n\n\nLa passeggiata\, guidata dalla Dr.ssa Paola Francesca Polidori\, illustrerà stratificazioni storiche e urbanistiche\, racconterà dell’evoluzione sociale legata alla zona\, un tempo detta “la vergogna di Roma” che\, negli anni 70\, fu territorio di sperimentazione di inclusione\, recupero e\, successivamente\, anche di riqualificazioni parziali. \n\n\n\nSi parlerà anche delle fotografie scattate da Franco Pinna che in questi giorni sono visibili in una mostra dal titolo Franco Pinna e Pier Paolo Pasolini – Viaggio al termine del Mandrione\, allestita alla Casa del Cinema e visitabile\, gratuitamente\, fino al 30 novembre.  \n\n\n\n[https://www.casadelcinema.it/it/event/franco-pinna-e-pier-paolo-pasolini-viaggio-al-termine-del-mandrione/] \n\n\n\nNel corso della passeggiata ci saranno quattro momenti di “drammatizzazione” con le letture curate dagli attori di Argillateatri e i racconti di esperienze reali e ancora vive come quella di Don Roberto Sardelli o dell’insegnante Lidia Zammataro. \n\n\n\nLa partecipazione è gratuita\, ma è necessaria la prenotazione obbligatoria\, con un numero massimo di 40 posti disponibili. \n\n\n\nTrasporto pubblico: Treno Termini-Giardinetti fermata Villini; bus ATAC 105 fermata Villa Serventi; Metro C (o autobus sostitutivo) fermata Pigneto. \n\n\n\nI dettagli del progetto sono consultabili sul sito: https://artsharingroma.it/roma-1883-1960/ \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025\, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento 4.3 – Caput Mundi – ed è realizzato in collaborazione con SIAE \n\n\n\nInfo:  Un progetto di Art Sharing Roma ETS in collaborazione con l’Ass. Teatrale The Way to the Indies ETS e Monteverde Attiva \n\n\n\nCoordinamento scientifico Penelope Filacchione e Maria Rosa Patti \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria per tutti gli eventi: artsharing.roma@gmail.com oppure 338-9409180 (telefono e WhatsApp) \n\n\n\nPartecipazione sempre gratuita
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SUMMARY: “Il Giardino delle Storie” alla Casa Internazionale delle Donne
DESCRIPTION:Sabato 25 ottobre alle ore 19:00\, la Casa Internazionale delle Donne di Roma (Sala Carla Lonzi) ospita “Il Giardino delle Storie”\, reading teatrale promosso e organizzato dall’Associazione Donna e Politiche Familiari\, presieduta da Teresa Dattilo\, psicoterapeuta. L’evento conclude il laboratorio Il Circolo delle Emozioni\, un percorso creativo e condiviso tutto al femminile\, nato dalla scrittura e approdato alla recitazione. \n\n\n\nAl centro della serata\, un universo di emozioni: rabbia\, paura\, desiderio\, dolore\, rivalità\, conflittualità\, amore\, gioia e felicità si intrecciano in storie autentiche di donne coraggiose. Madri e figlie\, le cui identità quasi gemelle si riflettono in rapporti complessi\, attraversano separazioni\, perdite e conflitti familiari\, trasformando le ferite dell’anima in forza\, libertà e rinascita. \n\n\n\nLe letture\, tratte da storie vere\, esplorano amore\, gioia\, desiderio\, dolore e conflitti familiari\, raccontando storie di madri e figlie che trasformano le esperienze di vita in forza e rinascita. Questo nucleo tematico guida l’intera serata\, mettendo al centro l’autenticità e la complessità dei legami femminili.  \n\n\n\nSul palco si alternano le voci di Barbara Barillà\, Isabella Cesaretti\, Stefania Cosentini\, Daniela Dolente\, Marina Marchioni\, Daniela Materazzi e Paola Salini\, con la partecipazione di Stefania Borgo. Le proiezioni video\, curate da Patrizia Santangeli e girate nell’incantevole scenario dell’Orto Botanico\, accompagnano le letture creando un dialogo tra immagini e parole che avvolge il pubblico in un’atmosfera intima e coinvolgente. Il reading invita a un’esperienza immersiva\, dove la narrazione delle emozioni femminili diventa specchio di coraggio\, identità e legami familiari\, offrendo al pubblico un momento di condivisione profonda e riflessione sulle relazioni che plasmano la vita. \n\n\n\nLa serata sostiene un gesto di solidarietà: la donazione di 10 euro sarà destinata all’Associazione Donne e Politiche Familiari\, impegnata dal 1998 nella tutela e nel sostegno delle donne.La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo info@donnaepolitichefamiliari.it o al numero 06.68809550. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nAssociazione Donne e Politiche Familiari \n\n\n\nwww.donnaepolitichefamiliari.it \n\n\n\nTel. 06 68809550 \n\n\n\ninfo@donnaepolitichefamiliari.it
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LOCATION:Casa Internazionale delle Donne\, Via della Lungara\, 18\, Roma\, ITA\, 00165\, Italy
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SUMMARY:"Resta Diva - Omaggio a Maria Callas" al Messina Opera Film Festival
DESCRIPTION:Lo “Spazio Casa Alice -Auditorium Parco della Musica” in occasione della Festa del Cinema di Roma\, ospiterà sabato 25 ottobre alle 18.00 la presentazione in anteprima nazionale della IX edizione del Messina Opera Film Festival (MOFF)\, in programma a Messina dal 29 novembre al 7 dicembre. \n\n\n\nIl Messina Opera Film Festival\, diretto da Ninni Panzera e che si svolgerà alla Sala Laudamo e negli spazi del Teatro Vittorio Emanuele\, è l’unica manifestazione italiana dedicata al rapporto tra cinema e opera lirica\, e si conferma un evento di rilievo internazionale\, entrato nel 2025 a far parte del Music Film Festival Network\, la rete europea dei festival cinematografici musicali. \n\n\n\nAlla presentazione di Roma prenderanno parte\, oltre che il direttore Panzera\, anche alcuni dei protagonisti di questa edizione del MOFF. \n\n\n\nTra gli appuntamenti più attesi del festival\, si segnala lo spettacolo teatrale “Resta Diva – Omaggio a Maria Callas” con Enrico Lo Verso\, un raffinato racconto del mondo affettivo e maschile che ha accompagnato la vita della grande diva della lirica.Altro evento speciale sarà l’omaggio all’arte visionaria di Andrea Andermann\, con la riproposta dei suoi celebri film-opera in diretta Tosca a Roma\, Traviata a Parigi\, Rigoletto a Mantova e Cenerentola\, pietre miliari nella storia della fruizione dell’opera lirica in televisione. \n\n\n\nLa rassegna prevede circa cinquanta opere tra film\, documentari e cortometraggi\, suddivise in sezioni tematiche. Tra le più significative: \n\n\n\n\nIl canto silenzioso. L’opera al tempo del muto\, con tre capolavori del cinema muto musicati dal vivo (Il fantasma dell’Opera\, A Burlesque on Carmen\, Jeanne d’Arc);\n\n\n\nGiuseppe Verdi al cinema\, con i classici Giuseppe Verdi di Matarazzo\, Aidacon Sophia Loren e Rigoletto di Carmine Gallone;\n\n\n\nCarmen Day\, un’intera giornata dedicata al mito di Carmen nel 150° anniversario della prima rappresentazione;\n\n\n\nDocumentari\, tra cui Renato Cioni: La voce dell’Elba di Stefano Muti (in anteprima italiana)\, La forza del destino di Anissa Bonnefont e Enigma in tempo rubato. Un Mozart argentino con il tenore Fabio Armiliato\, anche tra i premiati del festival.\n\n\n\n\nIl Premio Messina Cinema&Opera 2025 sarà assegnato a Andrea Andermann\, Barry Purves e Fabio Armiliato. \n\n\n\nLa Giuria internazionale del concorso cortometraggi\, presieduta dal compositore Paolo Vivaldi e composta dai registi Axel Ranisch e Antonia Bain\, assegnerà il Premio Emi Mammoliti al miglior corto\, che verrà scelto tra quattordici opere provenienti da otto Paesi. \n\n\n\nIl Messina Opera Film Festival è prodotto dall’Associazione La Zattera dell’Arte\, dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina\, dalla Sicilia Film Commission dell’Assessorato Turismo\, Sport e Spettacolo\, dal Comune di Messina\, dalla Fondazione Messina per la Cultura e dal Ministero della Cultura\, con il sostegno di Unioncamere Sicilia\, CNA Sicilia\, Università di Messina\, Conservatorio Corelli\, il patrocinio di Rai Sicilia e la media partnership di RAI\, MYmovies e UniversoME.
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LOCATION:Auditorium Parco della Musica\, Via Pietro de Coubertin\, 30\, Roma\, 00196\, Italia
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SUMMARY:Piramo e Tisbe di John Frederick Lampe alla Centrale Montermartini
DESCRIPTION:Frutto di una collaborazione inedita fra tre importanti istituzioni culturali della Capitale\, il Teatro dell’Opera di Roma\, il Teatro di Roma – Teatro Nazionalee la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, l’allestimento dell’opera Piramo e Tisbe di John Frederick Lampe (1703-1751)\, fagottista nell’orchestra di Händel a Londra\, proposto in prima esecuzione italiana\, debutta nella Sala Macchine\, prestigioso spazio del Museo Centrale Montemartini (Via Ostiense 106) sabato 25 ottobre alle ore 20.00\, in occasione del World Opera Day\, con repliche dedicate alle scuole il 28 e 29 alle ore 11.00. La prima rappresentazione sarà trasmessa in diretta sui canali sociali ufficiali del Teatro dell’Opera di Roma. \n\n\n\nUn’alleanza virtuosa promossa nell’ambito di un bando del Ministero della Cultura volto alla valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli spazi museali\, con l’obiettivo di creare nuove occasioni di incontro tra patrimonio e creatività contemporanea. Il progetto ha una forte vocazione formativa e generazionale: coinvolge infatti giovani artisti emergenti — cantanti\, attori\, scenografi\, costumisti e light designer — provenienti da “Fabbrica” – Young Artist Program el Teatro dell’Opera di Roma e dal Corso di perfezionamento per attori del Teatro di Roma\, offrendo loro un’opportunità concreta di crescita professionale in un contesto unico. \n\n\n\nDa diversi anni\, infatti i giovani talenti di “Fabbrica”\, si cimentano con il repertorio lirico. Ora\, per la prima volta\, affrontano un’operina del tardo periodo barocco dalla storia curiosa e affascinante: la mock opera – o parodia in musica. L’opera si ispira alla celebre vicenda narrata da Ovidio nelleMetamorfosi (Libro IV vv.55-166) e ripresa in chiave comica nell’ultima scena del Sogno di una notte di mezza estate (1595) di Shakespeare\, in cui bottegai e artigiani mettono in scena una bizzarra parodia della tragedia antica. \n\n\n\nLa partitura di Lampe è stata riscoperta dal musicologo barocchista Lorenzo Tozzi nella biblioteca del Conservatorio Superiore di Musica di Parigi. Tozzi firma anche la consulenza musicale dello spettacolo. Alla tastiera il maestroAntonio Pergolizzi\, mentre la regia è affidata a Cesare Scarton\, che cura anche\, insieme a Tozzi\, la drammaturgia e l’adattamento del testo. Gli elementi scenici sono di Sofia Sciamanna\, i costumi di Virginia Blini e le luci di Zofia Pinkiewicz. Interpreti dell’opera sono Guangwei Yao (Piramo)\, Jessica Ricci (Tisbe)\, Jiacheng Fan (Muro)\, Alejo Alvarez Castillo (Leone)\, Dayu Xu (Luna)\, tutti provenienti dalla quinta edizione di “Fabbrica”. A loro si uniscono gli artisti del Corso di perfezionamento del Teatro di Roma: Federico Gariglio (maestro suggeritore)\, Giacomo Cremaschi (primo gentiluomo)\, Andrei Cuciuc (secondo gentiluomo)\, Emanuele Baldoni (Semibreve) e Niccolò Massi (prologo/epilogo). \n\n\n\nLa Centrale Montemartini\, sede dell’originale allestimento\, è uno dei luoghi più suggestivi e simbolici della città di Roma\, dove il dialogo tra antico e moderno si fa esperienza concreta. Prima centrale termoelettrica pubblica di Roma\, venne inaugurata nel 1912. Dopo aver ospitato la mostra “Le macchine e gli dei”\, inaugurata nel  1997\, che presentava al pubblico importanti opere delle collezioni capitoline\, l’esposizione temporanea si è trasformata in museo permanente\, che accoglie una straordinaria raccolta di sculture romane e mosaici esposti tra turbine\, motori diesel e macchinari industriali d’inizio Novecento. \n\n\n\nConsiderata un’anticipazione della vicenda di Romeo e Giulietta\, la storia di Piramo e Tisbe ha goduto di grande fortuna nei secoli\, dal Medioevo fino ai giorni nostri. I due giovani amanti\, osteggiati dalle rispettive famiglie\, comunicano di nascosto attraverso una fessura nel muro che separa le loro case. L’incontro notturno\, ostacolato da un leone e da un tragico equivoco\, porterà entrambi al suicidio. \n\n\n\nCitazioni o trattamenti di questa vicenda si ritrovano da Dante a Boccaccio\, da Chrétien de Troyes a Geoffrey Chaucer\, sino a Shakespeare. Ma se in quest’ultimo la satira era rivolta ai commedianti e agli attori da strapazzo del suo tempo\, in Lampe (che forse impersonava il ruolo di Semibreve mentre la moglie Isabella Young quello di Tisbe) la parodia è diretta contro l’opera italiana\, allora molto in voga a Londra\, e contro gli strapagati castrati e cantatrici. \n\n\n\nIl libretto si ispira al perduto Comick Masque of Pyramus and Thisbe di Richard Leveridge (Lincoln’s Inn Fields Theatre\, 1716)\, probabilmente abbreviato dallo stesso Lampe. Gli spettatori della commedia shakespeariana Teseo\, Ippolita e la corte ateniese – sono qui sostituiti da Semibreve\, dal maestro suggeritore e da due anonimi gentiluomini inglesi\, uno dei quali reduce da un viaggio in Italia\, dove aveva avuto modo di apprezzare l’opera italiana. \n\n\n\nCompositore sassone e difensore dell’opera inglese\, Frederick Lampe si trasferì a Londra intorno al 1724\, dove fu fagottista nell’orchestra di Händel al King’s Theatre. Collaborò con Henry Carey e Thomas Arne\, cercando di creare un’opera in lingua inglese. Il suo successo maggiore fu The Dragon of Wantley(Covent Garden\, 1737)\, parodia ironica dell’opera italiana e in particolare delGiustino di Händel\, che ottenne grande favore di pubblico. Anche Pyramus and Thisbe (1745)\, presentata al Covent Garden\, mise alla berlina gli eccessi e le assurdità dei libretti d’opera dell’epoca\, sostituendo al tragico un lieto fine ironico. Figura centrale nelle dispute tra sostenitori dell’opera italiana e fautori di una tradizione nazionale\, Lampe fu lodato da Charles Burney per l’efficacia e l’originalità della sua musica\, giudicata superiore persino alla Beggar’s Opera di Gay e Pepusch. \n\n\n\nSe i tredici numeri musicali superstiti (dieci arie e tre duetti\, mentre i recitativi sono andati perduti) sono stati conservati nella lingua inglese\, le sezioni recitate sono state tradotte in italiano per favorire la comprensione del pubblico.   \n\n\n\nUna produzione del Teatro dell’Opera di Roma Capitale in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro NazionaleIn collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la rete dei Musei in Comune di Roma Capitale \n\n\n\nCon il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale SpettacoloProgetto vincitore dell’avviso pubblico “Sostegno per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo da parte di Istituti e luoghi della cultura statali presenti su tutto il territorio nazionale e da parte di soggetti giuridici creati o partecipati dal Ministero della Cultura che si occupano della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale” per l’anno 2025 \n\n\n\nLOCANDINA \n\n\n\nCentrale Montemartini\, Sala Macchine \n\n\n\nsabato 25 ottobre 2025 ore 20.00 \n\n\n\nmartedì 28 ottobre 2025 ore 11.00 (scuole) \n\n\n\nmercoledì 29 ottobre 2025 ore 11.00 (scuole)
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SUMMARY:"L’Ultimo Uomo" al Festival Internazionale Danza Contemporanea a Velletri
DESCRIPTION:L’ultimo uomo\n\n\n\nUn viaggio potente e poetico nella fragilità dell’essere contemporaneo a partire dall’opera del filosofo Byung-Chul Han: la Compagnia Atacama presenta L’Ultimo Uomo\, la nuova creazione di danza contemporanea firmata da Patrizia Cavola e Iván Truol\, in scena sabato 25 ottobre alle ore 21:00 al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri\, nell’ambito della programmazione di Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea. \n\n\n\nIn questa nuova opera\, la danza diventa linguaggio di pensiero e corpo del mito: un’indagine sull’uomo di oggi\, sospeso tra la perdita del senso e il desiderio di rinascita. Ispirato al saggio La Società della Stanchezza  del filosofo Byung-Chul Han e alla figura archetipica di Prometeo\, L’Ultimo Uomo esplora l’umanità del nostro tempo\, in una società fondata su prestazione\, produttività e auto-sfruttamento. Il progetto coreografico riflette sul “soggetto di prestazione”\, ossessionato dall’efficienza e spinto a competere costantemente\, fino all’esaurimento e alla solitudine interiore. Attraverso la figura mitica di Prometeo incatenato — reinterpretato come simbolo dell’uomo moderno\, prigioniero di sé stesso — lo spettacolo indaga il conflitto interiore tra fare e non-fare\, tra velocità e lentezza\, tra efficienza e contemplazione. Il lavoro scenico non cerca di dare risposte\, ma di porre domande\, invitando lo spettatore a riflettere sulla propria relazione con il tempo\, il lavoro\, il corpo e la libertà. L’Ultimo Uomo è un invito a riconoscere il valore della stanchezza come possibile via di salvezza\, come spazio di disarmo e rinascita\, in una società che ci vuole sempre attivi\, performanti\, connessi. \n\n\n\nFondata nel 1999 da Patrizia Cavola e Iván Truol\, la Compagnia Atacama è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura e\, dal 2009\, è in residenza artistica presso La Scatola dell’Arte di Roma\, condizione che ha favorito l’approfondimento della ricerca coreografica e il radicamento sul territorio. La produzione ha ricevuto inoltre il sostegno della Regione Lazio e dell’Imaie. Danzatori\, attori\, coreografi e docenti\, i due direttori artistici hanno maturato un lungo percorso collaborando con realtà di rilievo nazionale e internazionale come Sosta Palmizi\, Corte Sconta\, A. Borriello\, R. Castello\, G. Barberio Corsetti\, Robert Wilson\, Marco Baliani\, Gigi Dall’Aglio\, Graham Vick\, Jerome Savary\, e con importanti teatri stabili ed enti lirici tra cui il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro dell’Opera di Roma\, presentando i propri spettacoli in Italia e nel mondo. \n\n\n\nLe creazioni di Atacama sono state ospitate in teatri e festival nazionali e internazionali (Italia\, Germania\, Spagna\, Belgio\, Francia\, Brasile\, Polonia\, Portogallo). La ricerca della compagnia si orienta verso la costruzione di un teatro fisico multidisciplinare\, situato in una zona di confine tra gesto\, parola e immagine. Accanto alla produzione\, Atacama promuove progetti di formazione e diffusione della danza\, tra cui il District Dance Festival (dal  2022)\, sostenuto da Roma Capitale. Nel 2015 la compagnia ha curato le coreografie e partecipato al film Per Amor Vostrodi Giuseppe Gaudino\, in concorso alla 72ª Mostra del Cinema di Venezia.Per info e prenotazioni scrivere a info@paesaggidelcorpo.it. Maggiori informazioni sul sito: https://paesaggidelcorpo.it/.
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LOCATION:Teatro Artemisio Gian Maria Volonté\, Via Edmondo Fondi\, 3\, Velletri\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Misteri al Teatro IF
DESCRIPTION:C’è ancora spazio per il Mistero? O lo abbiamo sepolto sotto la razionalità del quotidiano?Questa è la domanda che risuona fin dalle prime battute dello spettacolo\, dove nulla è come sembra. Un viaggio tra telepatia\, chiaroveggenza e trasmissione del pensiero che non cerca risposte\, ma domande più profonde. Perché il vero mistero non si svela… si percepisce!Un’esperienza fuori dall’ordinario\, dove oggetti comuni si trasformano in chiavi per accedere a dimensioni invisibili: le carte da gioco\, i Tarocchi\, frammenti del passato che diventano portali per leggere la mente\, evocare ricordi\, accendere intuizioni.“Misteri” non è solo uno spettacolo: è un incontro intimo tra pubblico e mentalista\, un gioco sottile tra logica e intuizione\, tra ciò che sappiamo e ciò che sentiamo. Ogni spettatore diventa protagonista di un racconto che si scrive in tempo reale\, guidato dall’energia della sala e dal filo invisibile dell’immaginazione.Un modo nuovo di fare magia\, dove la meraviglia non nasce dal trucco\, ma dallo stupore di riconoscersi in qualcosa che non si può spiegare\, e che proprio per questo incanta. Non cercate spiegazioni: lasciatevi sorprendere. \n\n\n\nMISTERI \n\n\n\nregia di Alfredo Scarpato \n\n\n\ncon Vito Gattullo \n\n\n\nSabato 25 ottobre 2025 ore 21:00/ Domenica 26 ottobre 2025 ore 17:30 \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nBiglietti disponibili al link:https://www.ticket.it/teatro/evento/misteri.aspx
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LOCATION:Teatro IF\, Via Nomentana\, 1018\, Roma\, 00137\, Italia
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SUMMARY:"In bocca al lupo\, Viva il lupo!" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:In bocca al lupo\, viva il lupo! è un viaggio teatrale e sentimentale che racconta il millenario rapporto tra il lupo e l’uomo nella Storia. Preoccupati oggi più che mai per la probabile estinzione di questo bellissimo animale\, dichiariamo tutti gli animali specie protette; anche dalle fake news che fanno passare l’antenato del cane come bestia terribile e pericoloso assassino (lupo feroce\, lupo cattivo\, mangiatore di pecore e bambini: Attenti al lupo!). Attenti all’uomo piuttosto! \n\n\n\nCosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a problematiche come quelle di lupi e cinghiali? Riprendere a sparargli contro? Chiudere tutte le specie in apposite riserve? Come ci guardano gli animali? \n\n\n\nWertmüller ci accompagna in una escursione metafisica\, surreale\, politica\, appassionata e divertente su sentieri della poesia e della Storia: inciampa nel mito\, media tra pastori antichi e moderni\, predatori e prede. Nel suo diario di viaggio c’è la saggezza di Trilussa e quella di Lucrezio\, ci sono le sonorità\, le musiche\, i richiami della natura evocati per noi dalle note e dagli effetti di Pino Cangialosi. Alla ricerca del lupo: senza sentieri\, mappe\, pregiudizi. Un viaggio poetico e irriverente per una nuova politica della Natura. Salviamo questa nostra civiltà condannata allo sfruttamento della Terra e all’autodistruzione. \n\n\n\nMassimo Wertmüller torna nuovamente a teatro con xcSpettacolo diretto da Francesco Sala. \n\n\n\nIn bocca al lupo\, viva il lupo! è un viaggio teatrale e sentimentale che racconta il millenario rapporto tra il lupo e l’uomo nella Storia. Preoccupati oggi più che mai per la probabile estinzione di questo bellissimo animale\, dichiariamo tutti gli animali specie protette; anche dalle fake news che fanno passare l’antenato del cane come bestia terribile e pericoloso assassino (lupo feroce\, lupo cattivo\, mangiatore di pecore e bambini: Attenti al lupo!). Attenti all’uomo piuttosto! \n\n\n\nCosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a problematiche come quelle di lupi e cinghiali? Riprendere a sparargli contro? Chiudere tutte le specie in apposite riserve? Come ci guardano gli animali? \n\n\n\nWertmüller ci accompagna in una escursione metafisica\, surreale\, politica\, appassionata e divertente su sentieri della poesia e della Storia: inciampa nel mito\, media tra pastori antichi e moderni\, predatori e prede. Nel suo diario di viaggio c’è la saggezza di Trilussa e quella di Lucrezio\, ci sono le sonorità\, le musiche\, i richiami della natura evocati per noi dalle note e dagli effetti di Pino Cangialosi. Alla ricerca del lupo: senza sentieri\, mappe\, pregiudizi. Un viaggio poetico e irriverente per una nuova politica della Natura. Salviamo questa nostra civiltà condannata allo sfruttamento della Terra e all’autodistruzione.
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SUMMARY:AI AID all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:In un futuro non troppo lontano\, l’umanità ha affidato alle Intelligenze Artificiali la gestione della vita quotidiana: dal lavoro alle relazioni\, fino alla cura dei sentimenti. Ma nell’Ufficio 2 della Social Help\, dove si risponde ancora con voce umana\, l’algoritmo si trova di fronte a ciò che non sa calcolare: la fragilità\, l’ironia e l’imprevedibilità dei desideri umani. \n\n\n\nÈ questa la premessa di AI AID\, l’ultimo lavoro teatrale scritto e diretto da Luca Pani\, in scena al Ar.Ma Teatro di Roma il 25 e 26 ottobre 2025. Un testo che mescola ironia e introspezione\, distopia e realismo\, per raccontare un’umanità sospesa tra la ricerca di efficienza e il bisogno di sentirsi viva. \n\n\n\nSullo sfondo di un futuro governato da algoritmi empatici\, AI AID esplora con tono lieve ma acuto il confine tra artificio e autenticità\, interrogandosi se l’intelligenza artificiale possa davvero prendersi cura dell’animo umano. \n\n\n\nCon una scrittura contemporanea e ritmata\, lo spettacolo propone una riflessione sul rapporto tra tecnologia e identità\, offrendo al pubblico uno specchio in cui riconoscersi con ironia\, emozione e un pizzico di inquietudine. \n\n\n\nIn scena: \n\n\n\nAndrea Giovagnola\, Fabiola Guacci\, Andrea Casanova Moroni\, Luca Pani\, Giorgia Sirri \n\n\n\nAiuto regia: Caterina Bignante \n\n\n\nProduzione: Ar.Ma Teatro \n\n\n\nDate: Sabato 25 ottobre ore 21:00 e Domenica 26 ottobre ore 18:00 \n\n\n\nPrenotazioni: 348 9154332
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SUMMARY:“CUORE”  al Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:Con Cuore\, il Teatro Giuditta Pasta apre la stagione delle famiglie con un messaggio semplice e potente: la curiosità è il primo passo del coraggio\, e il coraggio è ciò che fa battere il nostro cuore. \n\n\n\nUn viaggio tra emozioni\, fantasia e poesia per grandi e piccoli spettatori \n\n\n\n“CUORE” – Quando il coraggio incontra la curiosità\, nasce la magia \n\n\n\nUno spettacolo per bambine e bambini (dai 4 anni in su) e per chi\, insieme a loro\, ama ancora stupirsi. \n\n\n\ndi e con Claudio MilaniScenografie: Elisabetta Viganò\, Armando MilaniMusiche originali: Andrea Bernasconi\, Emanuele Lo Porto\, Debora ChiantellaProgettazione elettronica: Marco Trapanese\, Andrea Bernasconi\, Claudio MilaniLuci: Fulvio MelliFotografie di scena: Paolo LuppinoProduzione: MOMOM \n\n\n\nUna fiaba che nasce dal cuore \n\n\n\nCon Cuore\, il Teatro Giuditta Pasta inaugura la nuova stagione dedicata al pubblico delle famiglie\, invitando grandi e piccoli a un’esperienza poetica che intreccia teatro\, musica\, immagini e tecnologia. \n\n\n\nNina vive con i grandi in una casa ai margini del bosco. Un bosco in cui non si può entrare\, perché là dentro abitano la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Ma la curiosità\, si sa\, è più forte della paura: e così Nina\, un po’ per gioco\, un po’ per distrazione e un po’ perché ne ha voglia\, varca più volte la soglia del bosco. \n\n\n\nOgni volta\, il bosco si anima\, cambia\, si trasforma. E alla fine sarà proprio il cuore di Nina a liberare i colori e riportare la vita in un mondo grigio\, restituendo armonia e meraviglia. \n\n\n\nEmozioni da scoprire\, emozioni da governare \n\n\n\nCuore è uno spettacolo che parla di emozioni e del loro “governo”: a volte dentro di noi serve l’ordine\, altre volte la libertà\, a volte persino un po’ di caos.Nel bosco vivono la Fata\, che con i suoi cento occhi tutto vede\, e l’Orco\, che tutto sente con la pancia.Tra loro si muove Nina\, piccola e coraggiosa\, capace di riportare armonia e colore in un mondo spento. \n\n\n\nGrazie all’uso di luci\, suoni e marchingegni teatrali – invenzioni meccaniche ed elettroniche create appositamente per la scena – Claudio Milani costruisce un’esperienza immersiva che cattura lo sguardo e accende l’immaginazione. \n\n\n\nLa poetica di Claudio Milani: tecnologia e meraviglia \n\n\n\n“I marchingegni mi sono sempre piaciuti\, soprattutto quelli piccoli\, come gli orologi a cucù.Anche i computer sono marchingegni che mi piacciono.Un aggeggio che fa una cosa bella e utile mi meraviglia.” \n\n\n\nCosì racconta Claudio Milani\, attore\, narratore e artigiano della scena\, che da anni porta avanti un teatro capace di fondere tecnologia e poesia.Figlio di un costruttore di marchingegni\, Milani ha unito le sue passioni per l’elettronica\, l’educazione e il teatro\, creando spettacoli che parlano ai bambini con la delicatezza della fiaba e la profondità dell’emozione. \n\n\n\n“Mi piacciono le fiabe perché sono marchingegni che costruiscono umanità.Qualche anno fa le mie passioni si sono messe insieme\, e ho iniziato a costruire racconti di parole e oggetti.Continuo ancora oggi.” \n\n\n\nPerché vedere “Cuore” \n\n\n\n\nPer i bambini: una fiaba luminosa dove scoprire che anche la paura può trasformarsi in forza.\n\n\n\nPer i genitori: un invito a guardare il mondo con gli occhi curiosi di chi non smette di imparare.\n\n\n\nPer tutti: un racconto che unisce teatro\, musica e tecnologia\, trasformando le emozioni in un gioco di luce\, voce e immaginazione.\n\n\n\n\nInformazioni utili \n\n\n\nTeatro Giuditta Pasta – SaronnoDomenica 26 ottobre 2025\, ore 16.00Biglietti e info: www.teatrogiudittapasta.it
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:Giufà il mare e le nuvole al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la rassegna di teatro per famiglie Infanzie in gioco a Centrale Preneste Teatro a Roma (Via Alberto da Giussano\, 58 – zona Pigneto/Malatesta): domenica 26 ottobre alle 16.30 va in scena uno degli spettacoli storici della Compagnia Ruotalibera\, “Giufà\, il mare e le nuvole”. Dalla saga del celebre personaggio della tradizione popolare dell’area del Mediterraneo nasce un racconto arguto e pieno di speranza. La regia e l’interpretazione sono di Tiziana Lucattini e Fabio Traversa\, gli oggetti scenici sono curati da Francesco Persico e il disegno luci da Martin Beeretz. \n\n\n\nGiufà è una sorta di Pulcinella: pasticcione\, testardo\, visionario\, bugiardo\, eppure è anche sensibile e intelligente. Giufà è un bambino e vive con la madre in un perenne\, buffo e tenero conflitto. Sono poveri e la loro casa è una piccola baracca su una spiaggia di sabbia\, una terra di nessuno davanti al mare. Alle loro spalle\, invece\, si estende un’indefinita periferia cittadina da cui sono esclusi. Giufà guarda il mare e sogna\, al di là delle onde\, un padre sconosciuto e idealizzato. La condanna a essere bambino per Giufà e a essere diffidente e brontolona per la madre si ribalta davanti al mare\, davanti alle nuvole\, davanti alla possibilità per entrambi di muoversi\, di cambiare e\, infine\, di crescere. \n\n\n\nAdatto dai 6 anni. Il costo del biglietto è per tutti di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nGiufà il mare e le nuvole \n\n\n\nCompagnia Ruotalibera Teatro \n\n\n\nTesto\, regia e interpretazione: Tiziana Lucattini e Fabio Traversa \n\n\n\nOggetti scenici: Francesco Persico \n\n\n\nDisegno luci: Martin Beeretz \n\n\n\nOrganizzazione e promozione: Serena Amidani e Paola Meda \n\n\n\nFoto di scena: Patrizia Lucattini \n\n\n\nDomenica 26 ottobre 2025 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro \n\n\n\nVia Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it \n\n\n\nFB www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro \n\n\n\nIG www.instagram.com/centralepreneste/
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Semplicemente.. PASOLINI" alla Sala Vignoli al Pigneto
DESCRIPTION:Semplicemente.. PASOLINI  scritto e interpretato da Patrizia Casagrande\, si propone nel cinquantesimo anno dalla morte di Pier Paolo Pasolini di porgere omaggio al grande artista del secolo scorso. A 50 anni dalla sua scomparsa Pier Paolo Pasolini continua ad essere un punto di riferimento privilegiato della cultura italiana e internazionale. \n\n\n\nMolto amato e ricordato anche all’estero con convegni e conferenze in tutto il mondo viene riconosciuto come anticipatore e libero pensatore nonché come artista versatile e multiforme. \n\n\n\nRaffinato autore di prosa\, visionario drammaturgo\, sapiente traduttore e saggista\, impareggiabile sceneggiatore e regista\, Vincitore di un Orso d’Oro e un Orso d’Argento al Festival Internazionale del Cinema di Berlino\, 3 Nastri d’Argento e altririconoscimenti al Festival di Cannes e alla Mostra Internazionale di Venezia\, Pier Paolo Pasolini si è guadagnato un posto tra i più grandi artisti italiani.
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LOCATION:Teatro Sala Vignoli\, Via Bartolomeo d’Alviano 1 (Pigneto)\, Roma\, 00176\, Italy
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SUMMARY:IV° edizione di MANGIALAZIO al Mamà Food & Mood
DESCRIPTION:Torna a Roma la IV° edizione di MANGIALAZIO\, con tre appuntamenti tra show cooking\, degustazioni e ricette\, dove i protagonisti sono i prodotti enogastronomici del territorio laziale\, con la collaborazione dello chef Aurelio Carraffa\, nel laboratorio di cucina Mediterraneum del sofisticato Mamà Food & Mood di Via di Priscilla a Roma.  \n\n\n\nTre singole serate che si svolgeranno il 26 ottobre e il 9 e 16 novembre 2025 grazie al contributo di Arsial\, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio\, un progetto dell’Associazione Culturale Factory1342 in collaborazione con Mamà Food & Mood. \n\n\n\nMANGIALAZIO\, grazie al contributo di Arsial\, promuove e valorizza i prodotti agricoli e del patrimonio enogastronomico laziale esaltandone le tipicità regionali e le tradizioni locali e per riportare sulla tavola di tutti i giorni gli eccellenti prodotti della nostra regione\, per un consumo sempre più consapevole e sano. \n\n\n\nPer questa edizione 2025 i tre appuntamenti prevedono la degustazione di vini\, oli e prodotti tipici laziali – selezionati tra quelli delle 5 provincie del Lazio – con la realizzazione di ricette\, presentazioni e descrizione dei prodotti. \n\n\n\nNel sofisticato e accogliente laboratorio di cucina Mediterraneum del  Mamà Food & Mood di Via di Priscilla a Roma\, si svolgerà lo show cooking dedicato a due piatti simbolo dei Sapori del Lazio per ogni singola serata. \n\n\n\nIl 26 ottobre\, nel primo appuntamento i piatti protagonisti saranno la pasta e ceci e  gli spaghetti cacio e pepe; il 9 novembre la pasta e patate e gli spaghetti alla puttanescaper finire il 16 novembre con le fettuccine alla papalina e le mezzemaniche broccoli e acciughe. \n\n\n\nGli show saranno affiancati da altrettanto golose degustazioni con i migliori prodotti enogastronomici del Lazio: l’olio extravergine di oliva\, tante varietà di formaggi a diversa stagionatura\, le verdure tipiche della cucina laziale come il broccolo\, pronto da gustare su pane tostato\, e poi salumi e vini rigorosamente della Regione.  \n\n\n\nDifficile resistere alla tentazione di assaggiare e non portare qualcosa sulle nostre tavole. \n\n\n\nI prodotti presenti in questa edizione sono: i vini dell’Azienda Agricola CASALE CERTOSA di Roma; la birra artigianale RADIOCRAFT  di Albano Laziale (RM); le ciambelline e biscottini di DOLCEZZE DI LUNA di Roma; olio\, olive\, pesti e verdure sottolio dell’AZIENDA AGRICOLA PALMIERI di Acquaviva di Nerola (RM); il formaggio di ALCHIMISTA LACTIS di Monte Caminetto (RM); le uova di L’OVA BIO – BORGO NOCI QUERCETO di Tarano (Rieti); il miele e  le conserve di MIELARIUM di Manziana (RM) e di TERRE DI TUSCIA di Manziana (RM).  \n\n\n\nBreve bio dello Chef Aurelio Carraffa \n\n\n\nUn’inesauribile passione per la cucina! Sceglie tutte le mattine al mercato i prodotti da portare in tavola con le sue ricette\, con attenzione maniacale. Ama il bello e il buono. Da interior e industrial designer\, sua prima professione\, passa alla cucina ed è per questo che i suoi piatti sembrano delle vere opere d’arte\, dove la costruzione della ricetta e la mise en place nascono da uno studio progettuale. \n\n\n\nPartner MAMA’ LABORATORI DI CUCINA – MEDITERRANEUM – Via di Priscilla 15/17 – 00199 Roma \n\n\n\nACCESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE agli show cooking del 26 ottobre e 9 e 16 novembre 2025\, ore 19.30 in Via di Priscilla\, 15/17 Roma\, prenotando alla mail factory1342@gmail.com \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono presenti sul sito https://www.mangialazio.it/ e sui relativi canali social: \n\n\n\nFB: https://www.facebook.com/share/17LQuW1cjb/ \n\n\n\nIG: https://www.instagram.com/mangialazio \n\n\n\nSeguirà\, per le prossime due date\, comunicato stampa ad hoc\, con a specifica delle ricette e dei prodotti utilizzati. \n\n\n\nQualora interessati a partecipare ai prossimo show cooking del 9 e 16 novembre\, rispondere alla presente mail\, indicando nominativo e testata di appartenenza. \n\n\n\nIn allegato comunicato stampa\, locandina Mangialazio generica\,  locandina generale con le tre date\, e con la data del 26 ottobre.
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