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SUMMARY: "Colpi di timone" al Teatro della Società di Lecco
DESCRIPTION:Un classico senza tempo\, una metamorfosi teatrale unica\, Tullio Solenghi veste i panni che furono del celebre attore Gilberto Govi\, capostipite del teatro dialettale genovese\, e dirige Colpi di timone\, in scena l’8 aprile alle 21 al Teatro della Società di Lecco. Un classico genovese degli anni ’40\, scritto da Enzo La Rosa\, torna a teatro con forza e ironia tra risate e colpi di scena. \n\n\n\nNel 1940 il Capitano Bevilacqua\, armatore genovese di 55 anni\, scapolo e onesto galantuomo a capo di una piccola flotta di mercantili\, in seguito a un incidente al timone durante una gita in mare\, scopre\, per errore\, di avere pochi mesi di vita. Convinto dell’imminente fine\, trova nel doloroso trauma della malattia la forza per riscattarsi e decide di dire finalmente tutto ciò che pensa\, smascherando truffe e ipocrisie\, a partire dai dirigenti della Provveditoria Ligure\, di cui è sindaco salvo poi accorgersi che il referto ricevuto è di un’altra persona. In un susseguirsi di equivoci esilaranti\, il Capitano si trova a dover fare i conti con i dissapori che ha fomentato. Una esilarante commedia sulla capacità della verità di smascherare le grandi e piccole ipocrisie quotidiane. \n\n\n\n«Con Colpi di timone Govi\, attraverso il personaggio del vecchio lupo di mare Giovanni Bevilacqua\, naviga tra le onde minacciose della disonestà e del malaffare con la profonda umanità e la straordinaria ironia di una delle sue maschere più riuscite» afferma Tullio Solenghi che di Govi ha già interpretato I maneggi per maritare una figlia e Pignasecca e Pignaverde. Al suo fianco la collaudatissima compagnia di attori scelti dallo stesso Solenghi\, mentre a firmare il progetto scenografico Davide Livermore\, direttore del Teatro Nazionale di Genova e tra i più importanti registi e scenografi di prosa e opera al mondo.  \n\n\n\n8 aprile ore 21Colpi di timonecommedia in due atti di Enzo La Rosariduzione e adattamento di Tullio Solenghicon la collaborazione di Roberto Alinghiericon Tullio Solenghi\, Barbara Moselli\, Mauro Pirovano\, Claudia Benzi\, Daniele Corsetti\,Stefano Moretti\, Roberto Alinghieri\, Aleph Viola\, Stefania Pepe\, Mirco Tosches\, Lorenzo Scarpinoprogetto scenografico di Davide Livermoreregia di Tullio Solenghicoproduzione Teatro Sociale di Camogli | Teatro Nazionale di Genova | Associazione Culturale gli Scarti \n\n\n\nInfo e bigliettiInfo sul sito teatrosocietalecco.it
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LOCATION:Teatro della Società di Lecco\, Piazza Giuseppe Garibaldi\, 10\, Lecco\, ITA\, 23900\, Italy
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SUMMARY:“CRESCERE\, LA GUERRA” al Teatro Nazionale di Genova
DESCRIPTION:Dopo il debutto del 2025\, lo spettacolo “Crescere\, la guerra” di Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo torna nei teatri di tutta Italia. Un progetto teatrale capace di parlare in modo diretto e necessario al presente\, portando sulla scena ciò che spesso resta ai margini del dibattito pubblico: le ferite della guerra\, le trasformazioni del corpo e dello sguardo\, la responsabilità di raccontare. \n\n\n\nLo spettacolo\, in cui la voce e il racconto di Francesca Mannocchi incontrano il paesaggio sonoro originale creato da Rodrigo D’Erasmo\, dando vita a un dispositivo scenico essenziale e potentissimo\, fa tappa anche a Genova\, mercoledì 8 aprile 2026\, alle ore 21\, al Teatro Nazionale. \n\n\n\nLa data è organizzata da Ops Eventi\, la nuova realtà che porta a Genova e in Liguria concerti e produzioni di livello nazionale e internazionale\, tra cui il festival estivo Altraonda al Porto Antico di Genova. I biglietti dello spettacolo sono disponibili su Ticketone.it: https://www.ticketone.it/event/francesca-mannocchi-e-rodrigo-derasmo-crescere-la-guerra-teatro-della-corte-21027348/. \n\n\n\nGaza\, Ucraina\, Afghanistan\, Iran e così molti altri paesi\, nomi che scorrono sul nastro della Grande Storia senza dare mai voce a chi quel dramma lo vive quotidianamente\, le persone comuni. Così nasce “Crescere\, la guerra” il primo spettacolo della giornalista e inviata di guerra Francesca Mannocchi sul palco con il musicista e compositore Rodrigo D’Erasmo. Come è possibile unire la Storia con le storie ordinarie delle persone che ogni giorno fanno i conti con la crudeltà della guerra? Cercando nonostante tutto di mantenere e salvaguardare ciò che di più caro resta vivo\, l’umanità. \n\n\n\nDopo anni di intenso lavoro su diversi fronti di guerra Francesca Mannocchi sceglie un nuovo modo di raccontare il dramma e il dolore che si cela dietro ogni conflitto\, creando\, assieme alle note del Maestro Rodrigo D’Erasmo\, uno spettacolo teatrale che parla del continuo stato belligerante del nostro Mondo\, ieri e oggi. Puntando i riflettori sull’unica salvezza: il futuro. Lo spettacolo accompagna il pubblico in una riflessione senza sconti sul nostro tempo\, sollecitando la responsabilità collettiva e l’empatia verso il prossimo. \n\n\n\nUna volta in scena non c’è quarta parete che tenga\, la platea è chiamata suo malgrado a un coinvolgimento attivo nello spettacolo grazie a un intreccio potente di immagine\, voce e suono che daranno corpo quasi tangibile alle storie. \n\n\n\nCosì Francesca Mannocchi: “​​Crescere\, la guerra nasce dal bisogno di interrogare ciò che resta dell’umano quando la casa\, il rifugio\, la dimora — fisica e simbolica — vengono distrutti. Non è uno spettacolo sulla guerra\, ma sull’atto di continuare ad abitare la sopravvivenza mentre tutto intorno si disfa. Abbiamo scelto un linguaggio essenziale\, privo di compiacimento\, in cui la parola si misura con il silenzio e con la fragilità del gesto. La presenza dei bambini non è un espediente emotivo\, ma una soglia: attraverso il loro sguardo il mondo devastato ritrova una forma possibile\, ancora abitabile. Questo lavoro non chiede pietà e compassione allo spettatore\, ma attenzione e responsabilità. Non racconta la tragedia\, la espone alla coscienza. In scena\, il verbo ‘abitare’ si spoglia di ogni certezza e diventa domanda: dove\, e come\, possiamo ancora vivere insieme?” \n\n\n\nAggiunge Rodrigo D’Erasmo: “L’incontro con Francesca e con il suo sguardo poetico\, crudo e privo di retorica sulla guerra mi ha profondamente colpito e posto di fronte ad una sfida complessa e affascinante ma al tempo stesso necessaria: dare suono a tutti gli orrori e al dolore di cui troppo spesso è stata ed è spettatrice\, cercando di amplificarne i racconti e le emozioni. E provare a creare uno squarcio di luce con la musica in queste storie di vite umane segnate per sempre dai conflitti che Francesca ha vissuto e ci racconterà.” \n\n\n\nFrancesca Mannocchi è una giornalista\, scrittrice e documentarista italiana specializzata di migrazioni e conflitti. Ha realizzato reportage da Iraq\, Libia\, Libano\, Siria\, Tunisia\, Egitto\, Yemen\, Afghanistan\, Ucraina\, Somalia\, Chad\, Kenya\, Sud Sudan\, Bangladesh\, Palestina e Israele. Dal 2022 segue l’invasione russa in Ucraina e ha realizzato\, prodotto da Fandango\, il documentario ‘Lirica Ucraina’ con cui ha vinto nel 2025 il David di Donatello per il miglior Documentario.Rodrigo D’Erasmo è un violinista\, polistrumentista\, compositore\, arrangiatore e produttore di formazione classica\, dal 2001 ad oggi ha registrato decine di album e suonato con numerose band e artisti tra cui Mark Lanegan\, Muse\, Damon Albarn\, Rokia Traoré e molti altri. Dal 2008 è il violinista degli Afterhours\, con cui ha vinto tra gli altri il premio della critica al Festival di Sanremo 2009 e il premio Tenco nel 2012. \n\n\n\nCreditiDI Francesca MannocchiCON Francesca Mannocchi e Rodrigo D’ErasmoREGIA Giorgina PiMUSICHE Rodrigo D’ErasmoPRODUZIONE Elastica e Gemma ConcertiDISTRIBUZIONE Gemma Concerti
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LOCATION:Teatro Nazionale  Genova\, P.za Borgo Pila\, 42\, Genova\, ITA\, 16129\, Italy
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SUMMARY:"The Black Cat" al Teatro Petrolini
DESCRIPTION:A grande richiesta\, nuova data\, al Teatro Petrolini di Roma\,mercoledì 8 aprile\, The Black Cat\, da un racconto di Edgar Allan Poe\, regia e voce narrante\, Cesare Felici\, musiche dal vivo\, Roberto Quattrini\, sax. Introduce lo spettacolo Annabelle Lee\, una delle ultime poesie dal ritmo ipnotico di Edgar Allan Poe\, che narra di un’unione che va oltre la morte\, ambientata in un gotico regno vicino al mare: un abisso oscuro\, ma anche il luogo dove l’amore trova rifugio per l’eternità. Segue il celebre racconto del caposcuola dell’horror The Black Cat (1942–1943). Le suggestive musiche originali del maestro Roberto Quattrini e del suo sax alto sottolineano l’atmosfera inquietante e fanno da contrappunto alla voce narrante di Cesare Felici\, che\, tra lo stupore e l’ironia\, descrive la discesa di un uomo mite negli inferi della follia e dell’alcolismo. L’uomo si macchierà di crimini orrendi\, venendo condannato proprio dalle sue vittime\, senza possibilità o intento di redenzione.
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LOCATION:Teatro Petrolini\, Via Rubattino\, 5\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Riapre il Teatro Verdi di Milano
DESCRIPTION:Il Teatro del Buratto riapre dopo un ulteriore restauro il Teatro Verdi e restituisce al quartiere Isola e alla città di Milano uno spazio culturale storico\, profondamente legato alla vita artistica milanese. Un ritorno importante per un luogo che\, fin dalla sua nascita\, è stato pensato per lo spettacolo e per la musica\, e che oggi torna a essere un punto di riferimento per il pubblico e per la scena teatrale contemporanea. \n\n\n\nIl teatro nasce nel 1913 come sede della Famiglia Artistica Milanese\, una società musicale vicina al mondo del Teatro alla Scala. L’edificio viene progettato fin dall’inizio con una sala dotata di palco e platea\, destinata a concerti e rappresentazioni\, segno di una vocazione artistica presente nelle fondamenta stesse dello spazio. \n\n\n\nNel 1975 il Teatro del Buratto prende in gestione il teatro e ne segna una svolta decisiva\, riportandolo alla sua piena identità teatrale. Sono anni di grande fermento culturale per Milano e il Verdi diventa uno dei luoghi di riferimento per il teatro sperimentale\, il teatro di figura e il teatro per l’infanzia e i giovani. Per molti milanesi questo teatro è stato il primo incontro con lo spettacolo dal vivo\, uno spazio in cui generazioni diverse hanno scoperto il teatro\, la musica e la narrazione. \n\n\n\nLa riapertura segna oggi l’inizio di una nuova stagione che conferma la volontà di mantenere vivo il legame con la città\, proponendo spettacoli capaci di parlare al presente\, affrontare temi civili e sociali\, rileggere la memoria collettiva e dialogare con la musica e la letteratura. \n\n\n\nLa stagione La Sera a Teatro\, da aprile a giugno\, prevede 7 titoli pensati sia per un pubblico giovane con attività anche per le scuole secondarie (Fashion Victims\, Janis Joplin\, Le lacrime di Achille)\, sia per un pubblico adulto con la rassegna\, Che musica Milano (con 3 diverse proposte letterario-musicali) e lo spettacolo\, Lottavano così come si gioca. \n\n\n\nSi parte dall’8 all’11 aprile 2026 con Fashion Victims. L’insostenibile realtà del Fashion\, scritto e diretto da Davide Del Grosso e prodotto dal Teatro del Buratto. Lo spettacolo mette sotto i riflettori il tema della fast fashion\, analizzandone le conseguenze ambientali e sociali. Una riflessione necessaria sull’impatto delle nostre scelte quotidiane\, resa attraverso una narrazione coinvolgente e attuale. \n\n\n\nIl 15 aprile prende il via Che musica Milano\, una rassegna ideata da Giangilberto Monti che esplora la memoria musicale della città attraverso tre appuntamenti. Il primo spettacolo\, Milano Republic. Due cantastorie dal Santa Tecla allo Zelig\, sarà in scena fino al 18 aprile. Un viaggio tra locali storici\, personaggi iconici e canzoni che hanno segnato la cultura milanese\, in un mix di ironia e poesia. \n\n\n\nDal 22 al 25 aprile sarà la volta di Lottavano così come si gioca\, uno spettacolo di narrazione firmato da Luca Radaelli e diretto da Laura Curino. Attraverso gli occhi di una generazione cresciuta negli anni Settanta\, lo spettacolo ripercorre un’epoca di grandi sogni e contraddizioni\, restituendo al pubblico un quadro vivo e toccante di quegli anni di cambiamento. \n\n\n\nLa rassegna musicale di Giangilberto Monti proseguirà a fine mese con il secondo appuntamento\, La gallina intelligente (29 e 30 aprile\, 1-3 maggio). Questo spettacolo musicale rende omaggio all’universo surreale e poetico del celebre duo comico Cochi e Renato\, rievocandone l’ironia e la creatività. Il percorso si concluderà a maggio con Il quartetto c’era (13-16 maggio)\, un ciclo di quattro serate che intrecciano letteratura e musica. Enzo Gentile\, Piero Colaprico\, Roberto Caselli e Giordano Casiraghi\, accompagnati ogni sera da un musicista\, racconteranno la Milano di fine Novecento attraverso storie\, immagini e testimonianze. \n\n\n\nSegue Janis. Take another little piece of my heart (dal 21 al 24 maggio)\, dedicato alla figura di Janis Joplin\, raccontata attraverso musica\, lettere e pagine di diario\, per restituire alle nuove generazioni il ritratto umano di un’artista simbolo di libertà e fragilità. \n\n\n\nLa stagione si chiude con Le lacrime di Achille (dal 17 al 20 giugno)\, testo e regia di Renata Coluccini\, che torna al mito per parlare di amicizia\, destino e crescita.  \n\n\n\nCon la riapertura del Teatro Verdi\, Milano ritrova un luogo che appartiene alla sua memoria culturale ma che torna a vivere nel presente\, pronto ad accogliere nuovi spettatori e nuove generazioni. Un teatro storico che torna alla città conservando la propria identità e rinnovando la sua vocazione: essere uno spazio di incontro\, di racconto e di immaginazione. \n\n\n\nPer chi desidera approfondirne la storia del Buratto è in vendita presso il Teatro Bruno Munari il volume Utopia di un Teatro (brossura\, € 20\,00). Oppure si può consultare gratuitamente online\, l’Archivio storico digitale\, a cura di Beatrice Masala con i principali spettacoli prodotti dal 1975 al 2025: www.archiviostoricoteatrodelburatto.com \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI  www.teatrodelburatto.itTeatro Verdi | via Pastrengo 16\, Milano \n\n\n\n8\, 9\, 10\, 11 aprile 2026 ore 20:30 \n\n\n\nFASHION VICTIMS. L’INSOSTENIBILE REALTÀ DEL FASHION \n\n\n\n15\, 16\, 17 e 18 aprile 2026 ore 20:30 \n\n\n\nMILANO REPUBLIC. DUE CANTASTORIE DAL SANTA TECLA ALLO ZELIG \n\n\n\n22\, 23\, 24 e 25 aprile 2026 ore 20:30 \n\n\n\nCHE MUSICA MILANO | LOTTAVANO COSÌ COME SI GIOCA \n\n\n\n29\, 30 aprile 2026 ore 20:30; 1\, 2\, 3 maggio ore 20.30 \n\n\n\nCHE MUSICA MILANO | LA GALLINA INTELLIGENTE \n\n\n\n20\, 21\, 22 e 23 maggio 2026 ore 20:30 \n\n\n\nJANIS. TAKE ANOTHER LITTLE PIECE OF MY HEART \n\n\n\n13\, 14\, 15\, 16 maggio 2026 ore 20.30 \n\n\n\nCHE MUSICA MILANO | IL QUARTETTO C’ERA – RASSEGNA LETTERARIA-MUSICALE  \n\n\n\nMercoledì 13 maggio 2026 CON Enzo Gentile \n\n\n\nGiovedì 14 maggio 2026 ore 20:30 CON Piero Colaprico \n\n\n\nVenerdì 15 maggio 2026 ore 20:30 CON Roberto Caselli \n\n\n\nSabato 16 maggio ore 20:30 CON Giordano Casiraghi \n\n\n\n17\, 18\, 19 e 20 giugno 2026 ore 20:30 \n\n\n\nLE LACRIME DI ACHILLE
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SUMMARY:Festival CONTEMPORANEO FUTURO
DESCRIPTION:Dall’8 al 12 aprile il Teatro di Roma presenta la sesta edizione del Festival CONTEMPORANEO FUTURO\, un palinsesto artistico dedicato alle nuove generazioniper esplorare il rapporto tra infanzia\, realtà e possibilità. Una ricca programmazione di spettacoli\, incontri\, proiezioni e percorsi\, con un focus speciale sulla danza e sulle scritture originali e riscritture di classici come strumenti per osservare\, ascoltare e attraversare il contemporaneo negli spazi del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nUna vetrina nazionale che diventa un itinerario di scoperta e di incontri per un Festival che guarda al presente e al futuro\, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo e di tutte le età\, dove potersi confrontare con opere creative e condividere esperienze di crescita attraverso riflessioni e pratiche teatrali\, contribuendo a ragionare sulle forme dello sguardo e sulla relazione tra chi la scena la abita e chi ne usufruisce.  \n\n\n\nLa sesta edizione del Festival\, infatti\, coinvolge artisti e compagnie che spaziano dalla danza al teatro di figura\, da classici della letteratura ripensati anche per l’infanzia a produzioni originali e sperimentali\, per un palinsesto composto di 10 spettacoli\, 2 incontri e la proiezione di un docufilm. Contemporaneo Futuro si conferma come un Festival unico nel suo genere all’interno di un Teatro Nazionale\, proponendo lavori inediti e di ricerca con uno sguardo sempre attento all’esperienza intergenerazionale\, per sollecitare un dialogo che vede impegnati anche operatori nazionali di settore nella selezione di proposte per la prossima stagione teatrale. \n\n\n\n«Negli anni Contemporaneo Futuro ha aperto uno spazio in cui generazioni diverse possono incontrarsi\, condividere tempo\, emozioni e presenza. Quest’anno dieci lavori si intrecciano per ricostruire quello spazio prezioso: danza\, teatro di figura\, scritture originali e riscritture di classici affrontano le domande della realtà e aprono possibilità di incontro con noi stessi e con ciò che ci circonda – racconta Fabrizio Pallara\, curatore della rassegna – una parte della programmazione è dedicata alla prima infanzia\, non solo come pubblico da accompagnare\, ma come presenza capace di trasformare lo spazio\, il tempo\, le emozioni dell’esperienza. La danza\, al centro di questa edizione\, rafforza questa possibilità: nei corpi in scena e nella relazione con chi osserva si apre una percezione in cui il senso prende forma prima delle parole. Accanto agli spettacoli\, il docufilm promosso da Assitej Italia e gli incontri di Teatro e Altrove restano spazi di confronto: momenti in cui artisti\, operatori e pubblico possono fermarsi\, ascoltarsi\, porsi domande.»  \n\n\n\nIl Festival si inaugura al Teatro Torlonia l’8 aprile (ore 18) con la proiezione del docufilm Basta favole! diretto da Alessandro Scillitani a cura di Assitej Italia per raccontare la storia\, il presente e il futuro del teatro per le nuove generazioni. \n\n\n\nSi prosegue al Teatro India il 9 aprile con Il coro dell’alba (ore 17.30) di Consorzio Balsamico\, uno spettacolo di teatro di figura rivolto a bambini e bambine dai 6 anni\, che utilizza la metafora degli uccelli migratori come simbolo dei legami che ci uniscono e ci mantengono vicini anche nella distanza. A seguire è la volta di Kinkaleri con METAMORPHOLAND Miti di trasformazione dalle Metamorfosi di Ovidio (18.30)\, il testo pone in primo piano l’importanza di considerare l’umano come parte di un tutto per esplorare il mondo creato sotto i nostri occhi\, cercando letteralmente di mostrarlo nella sua dinamica di apparizione. \n\n\n\nIl programma prevede il 10 aprile la danza di Piedi nudi (alle 9.30) di Déjà Donné\, dove su una piccola scena bianca con un piccolo fondale bianco\, ci sono due piedi nudi che danzano\, imparando a camminare e ad andare in un mondo pieno di colori. Segue l’appuntamento con la Compagnia Brat e il loro Ubu (ore 10.30)\, liberamente ispirato a Ubu Roi di Alfred Jarry\, una storia spassosa e irriverente che narra tematiche di potere\, avidità e guerra\, una farsa divertente e assurda\, grazie alla magia del teatro di maschera e di figura\, ma molto vicina alla realtà. \n\n\n\nCambio palcoscenico nella stessa giornata con l’approdo al Teatro Torlonia della Compagnia Kanterstrasse e il loro Il Furioso\, la battaglia di Parigi e altri disastri (ore 19.00)\, un’immersione nel mondo ariostesco dei Paladini di Carlo Magno\, in un universo magico tra eroi\, eroine\, amori leggendari\, scontri epici e cavalli volanti dove domina la scena lo scontro tra due mondi\, tra due religioni: Oriente e Occidente. \n\n\n\nSi torna al Teatro India l’11 aprile dove Teatro Koreja con la Compagnia Babilonia Teatridebuttano con Cielo (ore 10)\, un’attrice e un attore-disegnatore danno vita a un dialogo poetico e vibrante tra parola e immagine\, per una riflessione sull’immensità del cielo e del nostro rapporto con esso; ma anche un omaggio alla figura del Maestro\, a quei maestri di vita che ci aiutano a guardare oltre. A seguire Scotch – Un gioco di ABC- Allegra Brigata Cinematica (ore 11)\, un lavoro che parte da un oggetto semplice\, quotidiano\, spesso dimenticato e lo trasforma in un compagno di giochi\, una fonte inesauribile di possibilità di movimento.  \n\n\n\nCi si sposta poi al Teatro Torlonia con BAILAORA / in a Room (ore 18 e 19.30) doveGiorgia Celli\, storica interprete delle più importanti compagnie spagnole di flamenco\, accoglie gli spettatori in un universo che pulsa al ritmo ipnotico della sua esperienza umana e antropologica\, dando vita a una performance in acustico che intreccia la forza viscerale del Flamenco a uno sguardo femminile\, facendo del proprio corpo un territorio di resistenza e di memoria. \n\n\n\nLa programmazione prosegue al Teatro India il 12 aprile con il solo di Lorena Dozio conBALLATA_ Attraversa il bosco\, sali la scala e tocca il cielo (ore 10) della compagnia svizzera Crile che\, a partire dal movimento astratto\, indaga coreograficamente la ripetizione\, elemento centrale nello sviluppo dei bambini\, e la trasforma in una narrazione danzata. Mentre la Compagnia Dimitri/Canessa porta in scena CUOR DI CONIGLIO (ore 11.30)\, un inno alla libertà di essere diversi\, alla bellezza nella fragilità e alla necessità di superare la paura del giudizio degli altri\, abbattendo i confini (fisici e mentali) e la meraviglia che c’è nell’accettarsi e aprirsi all’altro. \n\n\n\nInoltre\, il 10 e l’11 aprile (dalle ore 14.30 alle 16.30) al Teatro India si terranno gli incontri di TEATRO E ALTROVE a cura di Roberta Ortolano\, con Ecologie della cura per mondi nuovi\, un dialogo attorno a temi che attraversano il teatro e l’infanzia in un senso ampio\, per chiedersi se può il teatro per le nuove generazioni rappresentare una fonte generativa capace di ridisegnare alfabeti affettivi\, sguardi sensibili e attenti\, approcci ecologici allo stare al mondo.
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SUMMARY:"Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva" ai Musei Capitolini
DESCRIPTION:Viene prorogato fino al 14 giugno 2026 il progetto espositivo “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva“\, ospitato nelle sale della Pinacoteca dei Musei Capitolini dal 15 gennaio. Curato da Costanza Barbieri (coordinatrice del Work Package 2 di EAR – Enacting Artistic Research e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma) e Claudio Seccaroni (ENEA)\, propone un approfondimento inedito sul processo creativo di alcuni dipinti incompiuti conservati presso la Pinacoteca Capitolina accompagnando il visitatore alla scoperta delle fasi di ideazione e realizzazione delle opere\, mettendo in luce ripensamenti\, modifiche e soluzioni tecniche adottate dagli artisti e invisibili all’occhio umano. \n\n\n\nIl progetto è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito del Progetto EAR – Enacting Artistic Research\, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU\, con fondi a valere sul PNRR. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito daArtemide Edizioni. \n\n\n\nSottoposte ad analisi scientifiche attraverso strumenti di imaging\, riflettografia e spettroscopia\, le opere rivelano i segreti della tecnica con cui sono state realizzate. È il caso del dipinto Cristo e l’adultera (1525-1528) di Jacopo Palma il Vecchio\, con le varianti lasciate a vista per il gesto della mano di Cristo o della tela di Guido Reni raffigurante l’Anima beata (1640-1642)\, che l’autore ha modificato in corso d’opera variando la posizione delle gambe e delle ali o delle varie fasi di realizzazione nei dipinti del Garofalo. \n\n\n\n“Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” consente al visitatore una prodezza: addentrarsi nel processo artistico in fieri grazie all’uso di strumenti e metodologie comunemente impiegati per interventi di restauro. Muovendo però da un’intuizione: la diagnostica non si esaurisce nel campo della conservazione\, ma offre strumenti preziosi per indagare i processi creativi e\, in particolare\, il tema del non finito. Una categoria estetica che attraversa l’intera storia dell’arte fin dalla classicità\, se è vero che Plinio il Vecchio ricorda come l’incompiuta Venere di Cos di Apelle fosse superiore per espressione e intensità a molte opere ben rifinite\, e come nessuno degli allievi osasse intervenire per completarla. \n\n\n\nUna suggestione e un modus operandi recuperati da Leonardo\, Michelangelo\, Tiziano\, Guido Reni\, che implicano la partecipazione dell’osservatore e giungono fino all’arte contemporanea passando per gli impressionisti. Di fronte a un’opera incompleta l’osservatore è stimolato a livello neurologico e attua un meccanismo compensativo immaginativo\, proseguendo virtualmente l’azione creativa e condividendo il gesto artistico dell’artefice. \n\n\n\nOpere in mostra: \n\n\n\nIngresso Pinacoteca: Sarcofago strigilato con i busti dei coniugi \n\n\n\nSala 1: Benvenuto Tisi detto il Garofalo\, Circoncisione \n\n\n\n               Benvenuto Tisi detto il Garofalo\, Circoncisione\, (Prestito della Galleria Cantore di Modena) \n\n\n\nSala 2: Jacopo del Palma\, Cristo e l’adultera \n\n\n\nSala 3: Guido Reni\, Silvio\, Dorinda e Linco\, (Allegoria dell’amore rifiutato) \n\n\n\n               Guido Reni\, Gesù e San Giovannino \n\n\n\n               Guido Reni\, Maddalena penitente \n\n\n\n               Guido Reni\, Fanciulla con corona \n\n\n\n               Guido Reni\, Anima beata (bozzetto) \n\n\n\n               Guido Reni\, Anima beata \n\n\n\n               Modello 3D\, Anima beata (ABAfi) \n\n\n\n               Guido Reni\, Fanciulla con anfora \n\n\n\n               Guido Reni\, Lucrezia \n\n\n\n               Guido Reni\, Cleopatra \n\n\n\n               Ludovico Carracci\, Ritratto di giovane \n\n\n\nINFO \n\n\n\nMusei Capitolini \n\n\n\nPiazza del Campidoglio – 00186 Roma \n\n\n\nTutti i giorni 9.30 – 19.30 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nPer maggiori informazioni: \n\n\n\ntel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museicapitolini.org
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SUMMARY:"JUCATÙRE" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti. Simpatici\, vitali\, chiacchieroni\, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte. \n\n\n\nLe partite vere e proprie\, però\, non cominciano mai\, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure\, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente\, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili. Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena\, invisibile il becchino balbuziente e logorroico\, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine\, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più\, ma non lo può dire a nessuno. \n\n\n\nE invisibile\, naturalmente\, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere. La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi\, e allora non restano che le parole\, parlarne agli amici\, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere. \n\n\n\nCon: ANTONIO MILO | ADRIANO FALIVENE  con MARCELLO ROMOLO | GIOVANNI ALLOCCA
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SUMMARY:"Re-Fusi" al Teatro 7
DESCRIPTION:Cosa accade se un correttore di bozze maniacale si ritrova la casa invasa da due tecnici del citofono logorroici e una colf moldava travolgente? \n\n\n\nREFUSI\, gioiello della penna arguta di Roberta Skerl\, prende vita grazie alla regia visionaria di Vanessa Gasbarri\, che trasforma un appartamento soffocato da pile di libri in un labirinto psicologico ed esilarante. \n\n\n\nIn questo caos ordinato brilla il Rodolfo di Alessandro Salvatori\, con un’interpretazione misurata e profonda\, costretto a subire l’irruzione della veracità romana di Sandro\, un Andrea Perrozzi istrionico e trascinante\, e la simpatia travolgente di Alfio\, reso autentico e irresistibile da Walter Del Greco.  \n\n\n\nMentre fuori il Tevere minaccia il diluvio\, dentro si scatena un temporale di gag alimentato dall’energia vibrante di Ionela\, interpretata da una Veronica Milaneschi di grande carisma. Tra citofoni guasti e colpi di scena\, questo incontro-scontro tra mondi opposti ci svela che la perfezione è un’illusione e che la vita vera accade proprio tra un errore e l’altro. \n\n\n\nUna commedia colta e spiazzante che trasforma ogni “refuso” in una risata liberatoria. \n\n\n\nL’appartamento di Rodolfo\, il protagonista\, è un labirinto psicologico dove l’ordine maniacale si scontra con l’imprevedibilità della vita. Da un lato il rigore del correttore di bozze\, dall’altro l’energia travolgente dei tecnici e della colf. Attraverso un ritmo serrato di giochi e colpi di scena\, lo spettacolo celebra l’errore come spazio di libertà\, dimostrando che la perfezione è solo un’illusione e che la vera bellezza risiede proprio nell’imprevisto e nel “refuso” quotidiano. – la regista Vanessa Gasbarri \n\n\n\norario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00  \n\n\n\nInfo teatro@teatro7.it –  06.442.36.382 
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SUMMARY:"TUTTI GIU’ PER TERRA" al Teatro de' Servi
DESCRIPTION:Arriva al Teatro de’ Servi\, dal 7 al 19 aprile\, TUTTI GIU’ PER TERRA\, commedia scritta e diretta da Luca Franco\, con Roberta Scardola\, Fabrizio Pallotta\, Marco Russo e Monica Falconi. \n\n\n\nManuel e Claudio vivono insieme da anni. Le loro esistenze sono completamente diverse. Caotico e scanzonato Manuel\, più serio e preciso Claudio. Tutto viene sconvolto dall’arrivo inatteso della loro amica Valentina\, che mischia le carte delle loro giornate e le scombussola.  \n\n\n\nSituazioni comicissime ed equivoci che i tre protagonisti si troveranno loro malgrado a gestire. Perché è tornata Valentina? Ritroveranno la loro armonia di un tempo?  \n\n\n\nTutti e giù per terra è una commedia romantica che parla di vita\, d’amore e di amicizia. È la storia degli equilibri nei rapporti che spesso una sola variabile può completamente cancellare\, per poi crearne di nuovi. È una storia che lascerà il segno.
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SUMMARY:Quattro Quarti. Io sono rara.
DESCRIPTION:Ombre\, ricordi\, oggetti simbolici e voci reali. Attraversamento di piani\, tempi e respiri. Oriana\, il suo sguardo sul mondo\, il suo humour tagliente e la sua forza luminosa. Capace di ridere quando nessuno avrebbe riso. Capace di trovare parole dove altri avrebbero trovato solo silenzio. Il tentativo di raccontarla\, di ricordarla\, – con amore\, precisione e smarrimento – di restituire la musica della sua presenza\, delle sue parole\, dei suoi pensieri. E poi la Miastenia\, una nota stonata che non vuole rientrare nello spartito. Una quotidianità smontata\, osservata\, raccontata con sincerità disarmante. E poi i consigli assurdi\, gli amori che inciampano. Un monologo biografico\, un omaggio a una donna che ha fatto del proprio sguardo un’arma e un riparo\, che ha trasformato la malattia in materiale poetico e la quotidianità in resistenza creativa. Stand-up amara\, poesia\, canzoni\, dialoghi in controluce e frammenti di vita. Un racconto che ci trasporta in un mondo fatto di speranza. Un inno alla vita e al ritmo personale. Un invito a riascoltare il proprio tempo interiore\, anche quando non coincide con quello del mondo. Una vertigine che ci riguarda tutti: sani\, non sani\, stanchi\, resilienti\, distratti\, in lotta\, in ascolto. \n\n\n\nLO SPETTACOLO \n\n\n\nLo spettacolo nasce dalle parole e dalla voce della giornalista Oriana Gullone: un materiale vivo\, potente\, intimo\, attraversato da ironia feroce e lucidità poetica. Quattro Quarti. Io sono rara è un atto politico e poetico\, una dichiarazione d’amore verso il ritmo personale di ciascuno\, verso quelle battute irregolari che\, nonostante tutto\, continuano a suonare. Oriana ci consegna una musica segreta. Le sue parole sono scintille che illuminano il buio\, a volte ferocemente ironiche\, con lo sguardo che non si piega mai alla tragedia ma che continua a cercare la bellezza. È un atto d’amore: verso Oriana\, verso chi vive con una malattia rara\, verso chi lotta per essere creduto\, verso chi trova la forza nell’ironia e nella verità. Il fulcro è la sua voce e il tentativo di raccontarla\, ricordarla\, celebrarla. Per questo la scelta è di far dialogare teatro\, maschera\, commedia e poesia con il materiale autobiografico che compone lo spettacolo e lo arricchisce di un taglio cinematografico: linguaggi che abitavano il suo modo di stare al mondo. Lo spettacolo racconta tutti noi\, il nostro bisogno di tenere insieme i pezzi\, di continuare a suonare la nostra musica anche quando la partitura si strappa. La malattia si trasforma in linguaggio scenico in un ambiente sospeso tra reale e simbolico. La regia non vuole imitare Oriana\, ma ascoltarla profondamente\, lasciando che sia lei a guidarne il ritmo emotivo indipendentemente dalla misura del “tempo ordinario”. Un invito a riconoscere la propria dissonanza\, a scoprire che nella rottura si può trovare un ritmo nuovo\, personale\, profondamente umano. Un ritmo che\, nonostante tutto\, continua a battere. \n\n\n\ndi: Oriana Gullone – Con e regia di: Alessandra Silipo – Musiche: Andrea Strange \n\n\n\nParte dell’incasso sarà devoluto alla fondazione Il Bullone. (https://bullone.org/)
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Concerto di Pasqua a San Paolo entro le mura
DESCRIPTION:Opera in Roma\, domenica 5 aprile (Pasqua)\, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, presenta\, il Concerto di Pasqua\, con l’Orchestra da Camera Città di Roma con i solisti: Martina De Longis\, flauto\, Marco Corsini\, oboe\, Flavio Patella e Massimo Patella\, trombe\, Lisa Green\, violino I\, Valentina Macioti\, violino II\, Orazio Vicari\, viola\, Enrico Peluso\, violoncello\, Indiana Raffaelli\, contrabbasso e Claudia Agostini\, cembalo. Inprogramma: Antonio Vivaldi\, concerto “Alla rustica” in sol maggiore\, RV 151\, per archi soli\, Antonio Vivaldi\, concerto “Il gardellino” in re maggiore\, RV 428\, per flauto e archi\, flauto solista\, Martina De Longis\, Johann Sebastian Bach\, concerto in sol minore per oboe e archi\, BWV 1056\, oboe solista\, Marco Corsini\, Antonio Vivaldi\, concerto per due trombe\, archi e basso continuo in do maggiore RV 537\, trombe soliste\, Flavio Patella e Massimo Patella \,Johann Sebastian Bach\, concerto Brandeburghese n. 3 in sol maggiore\, BWV 1048. \n\n\n\n Un raffinato Concerto di Pasqua dedicato ai capolavori del Barocco europeo\, con musiche di Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach.Il programma propone una brillante alternanza di concerti solistici e orchestrali\, esaltando il dialogo tra virtuosismo strumentale ed energia collettiva. Dalla vivacità pastorale del Concerto “Alla rustica” alla grazia luminosa de Il gardellino\, fino alla solennità del Concerto per due trombe di Vivaldi e alla profondità espressiva dei concerti bachiani\, l’ascoltatore viene guidato in un percorso musicale ricco di luce\, equilibrio e intensità spirituale.Un appuntamento festoso e coinvolgente\, perfettamente in sintonia con il tempo pasquale\, che celebra la rinascita attraverso la bellezza senza tempo della musica barocca. \n\n\n\nINGRESSO da 20 a 40 euro \n\n\n\nINFO: 351 505 7608 \n\n\n\nWWW.OPERAINROMA.COM
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LOCATION:Chiesa di San Paolo entro le Mura\, Via Nazionale\, 16a\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"LEI" al Teatro de' Servi
DESCRIPTION:Approda al Teatro de’ Servi dal 2 al 5 aprile\, LEI\, spettacolo scritto da Federico Maria Giansanti e diretto dallo sguardo sensibile di Riccardo D’Alessandro. \n\n\n\nClaudio\, Renato e Lorenzo sono tre giovani attori che vivono nello stesso appartamento e sono alle prese con la preparazione di uno spettacolo teatrale ma i loro drammi privati mettono a rischio il debutto: nonostante la data dello spettacolo si avvicini i tre non riescono a provare e a concentrarsi come dovrebbero. Ognuno di loro pensa a…Lei. Riusciranno ad andare in scena e ad uscire da questo limbo amoroso che li blocca? Con delicatezza e divertimento\, emozionando e facendo riflettere si affronta questo tema\, l’Amore\, che ognuno vive in modo del tutto personale. La visione dell’Amore vista da tre prospettive diverse. “LEI” parla della bellezza e della purezza di questo sentimento.  \n\n\n\nUna commedia brillante e fresca dai ritmi altissimi e con colpi di scena che mettono a rischio le relazioni dei personaggi \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrari spettacoli:  \n\n\n\nda giovedì a sabato ore 21 \n\n\n\ndomenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti: 25 euro
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SUMMARY:SPECIALE PRIMAVERA E PASQUA alla Casina di Raffaello
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nSono tante le attività rivolte a bambine e bambini con cui si apre il mese di aprile a Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale nel cuore di Villa Borghese.   \n\n\n\nAd inaugurare la prima settimana\, giovedì 2\, venerdì 3 e martedì 7 aprile sarà lo Speciale Primavera\, tre intere giornate ispirate alla stagione della rinascita e del risveglio. Le bambine e i bambini\, dai 2 agli 11 anni\, potranno divertirsi e imparare con letture e laboratori ludico-educativi pensati per loro\, dedicati alla scoperta della natura\, delle sue forme e i suoi materiali: ispirati dalle opere di artisti quali Giacomo Balla e Fortunato Depero\, i piccoli partecipanti potranno allenare l’immaginazione e la fantasia. \n\n\n\nIn occasione della Pasqua\, poi\, sabato 4 e domenica 5 aprile spazio a L’Atelier di Pace\, due giornate dedicate interamente al simbolo di pace della colomba bianca e all’artista che la rese un’icona universale\, Pablo Picasso. Previste anche letture coinvolgenti\, durante le quali grandi e piccoli potranno immergersi in racconti che parlano di armonia\, accoglienza e solidarietà. \n\n\n\nLe letture hanno una durata di 30 minuti\, mentre i laboratori di 50 minuti circa. Il costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino\, gratuito per l’adulto accompagnatore se previsto. Il costo delle letture è di 3\,50 € a partecipante\, sia per i bambini che per l’adulto accompagnatore. \n\n\n\nPer i disabili e accompagnatori è prevista la gratuità. \n\n\n\nLa prenotazione e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Info e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sitowww.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social. \n\n\n\nSPECIALE PRIMAVERA \n\n\n\nGiovedì 2\, venerdì 3 e martedì 7 aprile \n\n\n\nMacronatura – LABORATORIO \n\n\n\nAttraverso la proiezione ingrandita di piccoli elementi naturali\, le bambine e i bambini scopriranno dettagli nascosti e affascinanti della natura per poi trasformarli in nuove immagini usando la loro fantasia. Un’esperienza sensoriale e creativa per meravigliarsi della bellezza del mondo naturale e osservarla con uno sguardo creativo. \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con un adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: ore 10.15 \n\n\n\nDate: 02\, 03 e 07 aprile \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: max 6 bambini/e e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a \n\n\n\nErbario cromatico di Primavera – LABORATORIO \n\n\n\nIspirati dal libro Chromatic Herbarium\, le bambine e i bambini diventeranno piccoli scienziati-artisti: con gli strumenti dell’arte potranno studiare e ricercare le forme della natura\, esplorando il legame tra scienza e bellezza. Un viaggio tra osservazione e immaginazione\, per scoprire il mondo naturale con uno sguardo nuovo!  \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: ore 11.30 \n\n\n\nDate: 02\, 03 e 07 aprile \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambini  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a \n\n\n\nGeometrie in fiore – LABORATORIO \n\n\n\nIspirandoci alle sculture floreali di Giacomo Balla e Fortunato Depero\, esploreremo la bellezza e la struttura nascosta dei fiori con occhi da artisti e inventori! Osservando le loro geometrie naturali\, ne scomporremo le forme per creare fiori immaginari del futuro. Un laboratorio per scoprire la natura e trasformarla in arte visionaria! \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: ore 14.30 \n\n\n\nDate: 02\, 03 e 07 aprile \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambini  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a \n\n\n\nLetture di Primavera – LETTURE AD ALTA VOCE \n\n\n\nAttraverso la magia degli albi illustrati\, celebreremo la primavera con letture che raccontano il risveglio della natura dopo il lungo inverno. Grandi e piccoli potranno immergersi in storie di fiori che sbocciano\, animali che si ridestano e paesaggi che si riempiono di colori\, scoprendo insieme la bellezza di questa stagione di rinascita. \n\n\n\nEtà: 3 – 11 anni \n\n\n\nQuando: ore 16.00 \n\n\n\nDate: 02\, 03 e 07 aprile \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambini/e (dai 3 ai 4 anni con adulto accompagnatore) \n\n\n\nCosto: 3\,5 euro a bambino/a \n\n\n\nATELIER DI PACE \n\n\n\nSabato 4 e domenica 5 aprile 2026 \n\n\n\nChe forma ha la pace? – LABORATORIO \n\n\n\nPer celebrare la Pasqua con un messaggio di pace e speranza\, le bambine\, i bambini e i loro genitori creeranno la loro personale Colomba della Pace\, ispirata al celebre disegno di Picasso. Con colori\, carte\, tessuti e materiali diversi\, ciascuno potrà decorare la sua colomba\, trasformandola in un’opera unica\, carica di creatività e significato. \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con 1 adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: ore 10.15 \n\n\n\nCalendario: sabato 4 e domenica 5 aprile \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nVoli di colombe e cieli d’artista – LABORATORIO \n\n\n\nUn laboratorio creativo per celebrare la pace attraverso l’arte! Dopo la lettura di un libro ispirato a questo valore universale\, le bambine e i bambini realizzeranno con stencil e acquerelli la loro colomba\, simbolo di speranza e armonia. \n\n\n\nEtà: laboratorio per bambine/i 4-6 anni \n\n\n\nQuando: ore 11.30 \n\n\n\nCalendario: sabato 4 e domenica 5 aprile \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nLetture per la pace – LETTURE AD ALTA VOCE \n\n\n\nIn questa speciale mattinata di Pasqua\, ci ritroveremo per un viaggio tra storie di pace\, amicizia e speranza. Attraverso letture coinvolgenti\, grandi e piccoli potranno immergersi in racconti che parlano di armonia\, accoglienza e solidarietà. Un momento per riflettere insieme sul valore della pace\, lasciandoci ispirare dalle parole e dalle immagini dei libri.  \n\n\n\nEtà: 5 – 10 anniQuando: ore 15.00 \n\n\n\nDate: sabato 4 e domenica 5 aprile \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambini/e (dai 3 ai 4 anni con adulto accompagnatore) \n\n\n\nCosto: 3\,5 euro a bambino/a \n\n\n\nMessaggi di pace – LABORATORIO \n\n\n\nUn’esperienza creativa per bambini ispirata alle opere di Picasso\, per riflettere sul valore della pace attraverso l’arte. Dopo una lettura e un’osservazione guidata\, le bambine e i bambini realizzeranno un’opera colorata\, accompagnata da un messaggio di pace personale\, trasformando l’arte in un simbolo di speranza e armonia. \n\n\n\nEtà: bambine/i 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: ore 16.00 \n\n\n\nCalendario: sabato 4 e domenica 5 aprile \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili
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SUMMARY:"Pasolini" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Lo spettacolo ispirato alla vita\, alla poetica e al cinema di Pier Paolo Pasolini vincitore del Premio Fantasio Festival 2021 e del Premio Scintille Teatro 2022\, finalista a Presente Futuro ‘23 del Teatro Libero di Palermo \n\n\n\nAl centro della scena\, una pedana di legno sospesa\, retta da braccia umane. Nello stesso spazio si muove\, solitario\, visionario\, Pier Paolo Pasolini\, in eterno dialogo e scontro con la struttura del suo tempo. Lo spettacolo è un viaggio nella vita\, nella poetica e nel cinema di Pasolini\, e analizza con lo strumento del teatro fisico-poetico il rapporto teso e conflittuale tra il poeta e la società di cui si trova a far parte. In scena\, sette attori\, cinque uomini e due donne. La figura di Pier Paolo Pasolini è interpretata da un singolo attore\, mentre gli altri interpreti variano e si trasformano in personaggi diversi. La pedana di legno è la società italiana degli anni ’60\, che resta sospesa in aria come sospesa nel mare è l’Italia\, e sovrasta lo scrittore: lo schiaccia come lo stato civile e la sua crudele morte lo hanno schiacciato\, e lo lascia da solo\, impossibilitato a entrare nel meccanismo perpetuo della borghesia\, solo nella vita come nella morte. La pedana è sostenuta dagli attori stessi\, che si alternano sotto e sopra di essa\, e la fanno ondeggiare\, come il mare\, come un equilibrio mai trovato. La sensazione che si vuole trasmettere è l’instabilità e il senso di soffocamento dato da questo muro/soffitto/pavimento\, mentre il movimento incessante continua sopra e sotto la pedana: utilizzando le tecniche del physical theatre\, cinque giovani attori salgono\, scendono\, cadono\, sorreggono\, mostrano immagini\, oggetti\, si trasformano e rappresentano l’Italia del periodo e i personaggi che orbitano intorno allo scrittore: bersagli\, amici\, confidenti\, accusatori\, prostitute\, intellettuali\, giovani figli di borghesi\, figure della sua vita privata e pubblica. L’attrice si trasforma\, invece\, nella madre\, in Laura Betti\, in Maria Callas\, in Anna Magnani\, donne fondamentali nella vita del poeta. Si svela così l’intima solitudine di Pasolini\, la sua fragilità e la sua ricerca di purezza\, e accanto alle immagini feroci del suo tempo si cominciano a delineare altre immagini\, cariche di speranza\, di genuinità e di sensibilità: emergono ricordi\, momenti di vita personale\, che dialogano con il protagonista e lo astraggono per un momento dalla lotta. \n\n\n\nMercoledì e giovedì ore 20.30 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a TeatroBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12
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SUMMARY:"Il resto arriverà" al Teatro 7
DESCRIPTION:Cosa succede quando due geni si incontrano?  \n\n\n\nVincent Van Gogh e Paul Gauguin sono stati due artisti straordinari\, rivoluzionari nei loro stili pittorici e legati da una profonda e tormentata amicizia. \n\n\n\nEntrambi incompresi dai loro contemporanei\, trovarono rifugio per un breve periodo abitando insieme nella Casa Gialla di Arles\, in Provenza. La loro produzione artistica fu profondamente influenzata da questo tempo condiviso fino a cambiare per sempre la storia stessa della pittura. I caratteri opposti tramutarono però questa convivenza in un vero e proprio inferno.  \n\n\n\nTra visioni comuni e prospettive contrarie\, segreti e confessioni\, disquisizioni sull’arte\, sulla religione\, sulle donne\, ognuno cercò di uscire vivo da quell’ inferno.  \n\n\n\nMa uscirne è veramente ciò che hanno cercato di fare? \n\n\n\n«Quello che vedo progressivamente mancare nelle persone è la passione per qualcosa\, per qualcuno. Secondo me la passione è la benzina indispensabile al nostro motore. Senza quella ci si spegne piano piano\, si muore. Lo spettacolo sull’amicizia tra Vincent Van Gogh e Paul Gauguin fa parte del progetto Dionysus Art Project che\, attraverso lo studio e la restituzione della vita di questi grandi artisti\, mira a riaccendere quella fiamma. Mi piacerebbe che chiunque lottasse con grande passione per quello in cui crede. Proprio come fece Vincent van Gogh\, ad esempio». Danny Bignotti \n\n\n\nbiglietti: intero € 25\,00; ridotto € 20\,00 \n\n\n\nbotteghino: dal lunedì al sabato ore 10\,30-20\,00; domenica ore 16\,30-18\,00 \n\n\n\ninfo e prenotazioni: tel. 0644236382
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SUMMARY:"Requiem in Re Minore K626" nella Chiesa di San Paolo entro le Mura
DESCRIPTION:Opera in Roma\, mercoledì 1° aprile\, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, presenta il Requiem in Re Minore K626 di Wolfgang Amadeus Mozart\, con l’Orchestra Sinfonica Città di Roma e i Cori Accademia Vocale Romana e La Fenice. direttore Lorenzo Macri\, Luisa Ciciriello\, soprano\, Beatrice Maccaroni\, mezzo soprano\, Delfo Paone\, tenore\, Ferruccio Finetti\, basso/baritono. Il concerto si aprirà con una raffinata pagina di Leopold Koželuch\, il Concerto per pianoforte a quattro mani\, affidato all’eleganza interpretativa di Barbara Cattabiani e Claudia Agostini.  Figura di spicco del classicismo viennese\, Koželuch fu apprezzato dai contemporanei per lo stile limpido e brillante\, capace di unire la grazia melodica tipica del suo tempo a una scrittura pianistica di grande vitalità.  \n\n\n\nIn questa rara esecuzione su pianoforte a quattro mani\, il dialogo serrato tra le due interpreti offrirà al pubblico un momento di equilibrio e leggerezza\, preparando con luminosità l’ascolto del monumentale Requiem di Mozart nella seconda parte del concerto. La Messa da Requiem K 626 in Re minore\, l’ultima opera incompiuta di Wolfgang Amadeus Mozart\, rappresenta un labirinto di contraddizioni e misteri che nel corso del tempo ha diviso gli storici e i musicologi\, alimentando congetture e accendendo passioni. Mozart portò a termine solo l’Introito: Requiem aeternam\, e scrisse le parti principali dell’opera indicando di tanto in tanto il motivo melodico dell’accompagnamento. In questo stadio sono pervenuti Kyrie\, Sequentia (con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute) e l’Offertorium.  \n\n\n\nDopo la morte di Mozart\, la moglie Constanze delegò il completamento del Requiem a tre allievi del marito\, per meglio avvicinarsi agli intenti originari dell’opera\, ma solamente Franz Xaver Süssmayr continuò il lavoro\, riordinando in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti e completando i brani totalmente mancanti del manoscritto. Sin dalle prime note è presente un senso d’angoscia\, è come se l’autore avesse paura della morte e del giudizio ed è come se essa fosse già presente. \n\n\n\nINGRESSO da 20 a 40 euro \n\n\n\nINFO: 351 505 7608 \n\n\n\nWWW.OPERAINROMA.COM
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SUMMARY:"Greg Celebrity Roast" al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Greg Celebrity Roast è lo spettacolo a cui\, ogni tanto\, bisognerebbe assistere per il proprio spirito:per ridere\, certo\, ma anche per ascoltare musica suonata dal vivo come si deve\, per farsi sorprendere\, per ritrovare il piacere di uno show elegante e irriverente allo stesso tempo.Una serata che intrattiene\, emoziona e lascia il segno. \n\n\n\nSul palco\, Greg apre al pubblico le porte del suo mondo musicale: dall’esplosivo Rock’n’Roll degli anni ’50 alle armonizzazioni vertiginose dei Beach Boys\, dal swing elegante dei grandi crooner come Dean Martin\, Bobby Darin e Frank Sinatra fino alle atmosfere sofisticate e malinconiche di Burt Bacharach. Un viaggio sonoro ricco\, colto ma mai elitario\, attraversato con ironia\, competenza e un piacere contagioso. \n\n\n\nAd accompagnarlo\, una grandiosa orchestra al completo di fiati e archi\, diretta con piglio deciso e brillante da Attilio Di Giovanni\, e il dialogo musicale con la voce intensa e raffinata di Ilaria Della Bidia\, partner ideale per dare corpo ed emozione a un repertorio senza tempo. Il tutto arricchito da ospiti a sorpresa\, chiamati a “roastare” — affettuosamente ma senza sconti — il protagonista della serata. \n\n\n\nGreg si mette in gioco\, si espone\, si prende in giro. Le sue battute caustiche\, il suo umorismo surreale e intelligente\, il continuo scarto tra musica “alta” e comicità dissacrante trasformano lo spettacolo in un’esperienza viva\, imprevedibile\, mai autoreferenziale.
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SUMMARY: Leggere Calvino al Teatro Elsa Morante
DESCRIPTION:Il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli torna in scena mercoledì 1 aprile al Teatro Elsa Morante con una lettura pubblica intitolata Leggere Calvino\, esito finale del laboratorio di lettura ad alta voce condotto da Tiziana Scrocca\, esperta di lettura ad alta voce\, a cura di Roberto Gandini. \n\n\n\nVerranno letti i più bei brani dell’opera di Italo Calvino che i partecipanti al laboratorio hanno avuto modo di esplorare e conoscere\, sperimentando la comprensione del testo e del sottotesto\, l’uso della voce\, il ritmo e il coinvolgimento emotivo di chi legge e di chi ascolta. Le letture saranno accompagnate dalla musica dal vivo di Giacomo Pappalardo.  \n\n\n\n“Ho scelto Calvino perché è una mia grande passione e quindi spero di poter passare per osmosi\, attraverso la lettura ad alta voce\, questa passione anche ai partecipanti del laboratorio_ dichiara Tiziana Scrocca. “Per leggere bene ad alta voce è importante appassionarsi a ciò che si legge\, immergersi con tutti se stessi per poi restituire ad alta voce la singolare bellezza di ciò che leggiamo.  Calvino è il mio primo autore\, ossia il primo libro che ho letto interamente tutta da sola\, intorno ai 9-10 anni\, il libro era “il Cavaliere inesistente” e mi ricordo ancora la meraviglia\, il divertimento\, il piacere di perdermi nelle sue pagine\, da lì in poi è un autore che non ha mai smesso di stupirmi\, con la sua capacità di raccontare in modo sottile e fantasioso pensieri\, stati d’animo\, condizioni esistenziali\, labirinti mentali\, emozioni\, personaggi fantastici con aspetti profondamente umani. La sua produzione letteraria è varia\, ricca\, diversificata eppure l’anima è sempre la stessa: uno sguardo curioso sul mondo\, che pur se cerca di raccontarlo e interpretarlo con chiavi diverse\, pone sempre una domanda\, c’è sempre una tensione nello scoprire ciò che non si riesce a dire se non attraverso un’invenzione letteraria. Calvino sempre attento al suo tempo e ai cambiamenti storici e sociali\, già si poneva il problema dell’intelligenza artificiale\, si domandava se una macchina\, dopo aver rielaborato tanti dati e testi\, poteva divenire capace di comporre romanzi o poesia e ha dato una risposta che per me rappresenta al contempo un desiderio e una rassicurazione\, ossia che la macchina può elaborare quello che fino ad ora è stato codificato nel linguaggio\, ma la letteratura è lo sforzo di uscire fuori dal linguaggio verso ciò che non è dicibile. Così i suoi racconti\, mentre ci portano in mondi leggeri\, impalpabili\, fantastici. Ci fa riflettere sulla nostra condizione esistenziale e quotidiana. E’ una lettura piacevole da fare ad alta voce\, perché spesso giocosa\, agile\, dinamica; è un esercizio di fantasia leggere Calvino\, basta lasciarsi portare da lui ed ecco che la voce si libera\, che si gioca con le immagini e le parole che corrono sempre precise e briose\, a cogliere particolari e immagini nitide…è una lettura in cui la visione è fondamentale\, si sperimentano le qualità che proprio lui racconta nelle sue Lezioni americane”: Leggerezza\, Visibilità\, rapidità\, esattezza\, consistenza-coerenza.” \n\n\n\nDal 2017 il Laboratorio Gabrielli si occupa di lettura ad alta voce. L’idea nasce dalla scrittrice Lidia Ravera\, che in quel periodo era Assessora alla cultura della Regione Lazio.  “Avevamo organizzato un contest al Castello di Santa Severa a cui avevano partecipato alunni provenienti da tutte le province laziali. _ afferma Roberto Gandini. “Ora quell’esperienza si è radicata nella pratica del Gabrielli\, tanto che a fine aprile si terrà al Teatro Argentina\, il contest 2026 dal titolo “la voce delle idee” dove si leggeranno brani de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni”. La pratica della lettura ad alta voce si è trasferita anche al Teatro Elsa Morante; infatti\, il 4 marzo è iniziato il terzo laboratorio di lettura ad alta voce per cittadini. Il percorso si concluderà il primo aprile con la lettura pubblica aperta alla cittadinanza “Leggere Calvino”.
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LOCATION:Teatro Elsa Morante\, Via Guido da Verona\, Roma\, ITA\, 00143\, Italy
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SUMMARY:"Mercoledì delle Ceneri" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Da martedì 31 marzo a sabato 4 aprile (da martedì a venerdì ore 21\, sabato ore 19)va in scena al Teatro Vascello di Roma lo spettacolo Mercoledì delle Ceneri\, della drammaturga e regista Valentina Esposito\, fondatrice nel 2014 della Compagnia Fort Apache Cinema Teatro\, unica realtà teatrale stabile in Italia e in Europa costituita da attori ex detenuti e detenuti in misura alternativa\, oggi professionisti di cinema e palcoscenico. \n\n\n\nLo spettacolo\, prodotto dalla Compagnia\, in coproduzione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e con il Patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila\, affronta il tema della violenza di genere e della cultura patriarcale e omertosa che la legittima\, degli abusi sulle donne\, dei corpi feriti fino alla negazione dell’identità. Carnevale\, provincia e riti popolari fanno da cornice alla feroce interpretazione delle attrici e degli attori ex detenuti della Compagnia\, in un allestimento visionario tra maschere della tradizione teatrale rivisitate dalla costumista Mari Caselli\, fantocci in lattice realizzati dai maestri degli effetti speciali Gemelli Magrì e musiche originali di Luca Novelli (Mokadelic). \n\n\n\nMercoledì delle Ceneri è teatro di forte impegno civile\, avamposto della società – come afferma la regista Valentina Esposito – nel quale le attrici e gli attori ex detenuti riflettono collettivamente come uomini e donne sulla violenza\, trovando sul palcoscenico uno spazio di denuncia\, “con la consapevolezza\, come diceva Michela Murgia\, che da questa storia falsa non esce nessuno se non ci decidiamo a uscirne insieme”. \n\n\n\nDurata spettacolo: 1 ora e 30 minuti \n\n\n\nSINOSSI: Nei giorni di martedì grasso e mercoledì delle ceneri un paese di provincia festeggia il Carnevale\, tra sfilate di carri allegorici\, balli e rituali goderecci. Nel divertimento generale\, la parata grottesca di fantocci amatoriali e pupazze date alle fiamme disvela una feroce comunità “in maschera” e il fattaccio che tempo prima ha macchiato il paese\, nella consuetudine di violenze familiari e sociali\, abusi e falsi pentimenti che si ripetono ciclicamente come la festa. \n\n\n\nNOTE DI REGIA: “Mercoledì delle Ceneri è una storia di violenza popolare” – racconta la regista Valentina Esposito – “una di quelle storie che si possono raccontare dappertutto e a tutti quanti\, una di quelle storie che le capiscono anche i bambini\, tanto sono conosciute\, tanto sono familiari\, ma che tutti devono riascoltare perché ogni volta\, come per miracolo\, le dimenticano… tutte le volte le ascoltano\, le riconoscono e poi le dimenticano\, come se non l’avessero mai sentite\, come se non l’avessero mai conosciute. Pure se sono storie di tutti i giorni\, che si ripetono tutti i giorni\, lungo le strade\, dentro le case\, dentro le famiglie. E bisogna ricominciare sempre daccapo”. \n\n\n\nFORT APACHE CINEMA TEATRO è l’unica Compagnia teatrale stabile in Italia ed Europa costituita da attori ex detenuti oggi professionisti di cinema e palcoscenico. È diretta da Valentina Esposito\, autrice e regista impegnata da oltre vent’anni nella conduzione di attività teatrali dentro e fuori le carceri italiane. Realizza produzioni cinematografiche e collabora con Sapienza Università di Roma in Progetti di Ricerca e Formazione. \n\n\n\nCon il sostegno di Ministero della cultura\, Regione Lazio\, Fondi OPM della Chiesa Valdese \n\n\n\nIn collaborazione con Artisti 7607\, CAE – Città dell’Altra Economia di Roma \n\n\n\nRepliche spettacolo Mercoledì delle CeneriTeatro Vascello 31 MARZO – 4 APRILE 2026 (5 repliche)Teatro del Loto di Ferrazzano 12-13 APRILE 2026 (2 repliche)Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno 19 APRILE 2026 (1 replica)Teatro del Grillo di Soverato 25 OTTOBRE 2026 (doppia replica)Teatro Artemisio di Velletri 15-16 NOVEMBRE 2026 (2 repliche)Teatro dell’Arca di Genova 27 NOVEMBRE 2026 (doppia replica)Teatro Manini di Narni 22-23 OPPURE 29-30 NOVEMBRE 2026 (2 repliche)Altre in via di definizione \n\n\n\n———————- \n\n\n\nModalità di accesso allo spettacolo Mercoledì delle Ceneri: \n\n\n\nBiglietti: intero euro 25 – over 65 euro 20 \n\n\n\ncral e convenzioni euro 18 – studenti euro 16 e gruppi di almeno 10 persone \n\n\n\nBiglietti online: \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/mercoledi-delle-ceneri/268570 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it
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SUMMARY:"IL CALCIO É ROBA DA FEMMINE" al Cometa Off
DESCRIPTION:Sarà in scena dal 31 Marzo al 3 Aprile al Teatro Cometa Off IL CALCIO É ROBA DA FEMMINE\, drammaturgia di Chiara Garbiero\, regia di Massimiliano Vado\, con Chiara Garbiero\, Alessandra Campo\, Giulia Losi\, Andrea Casanova Moroni\, Raffaele Filipponi\, Alessandro Marasso\, aiuto regia Alessia Setzu\, scenografia Massimo Congiu.  \n\n\n\nIn un’epoca inquieta e attraversata da frizioni profonde\, non poteva mancare l’urgenza di esplorare scenicamente una delle più ostinate manchevolezze del nostro vivere civile: il maschilismo nella sua declinazione tossica e la violenza che ne deriva.  \n\n\n\nIl testo di Chiara Garbiero affronta tale scottante materia con l’arma più sovversiva e antica: la commedia.  La drammaturgia si dispiega in un universo distopico e speculare\, dove i ruoli di genere risultano ribaltati con chirurgica evidenza. Un gioco di specchi che costringe lo spettatore a riconoscere\, quasi per straniamento\, dinamiche fin troppo consuete.  \n\n\n\nÈ una pedagogia dell’empatia che agisce per paradosso\, rendendo visibile ciò che l’assuefazione quotidiana tende a occultare. Un sorriso per comprendere al meglio.  \n\n\n\nSotto la veste di una commedia vivace\, irriverente e deliberatamente esilarante\, lo spettacolo scova le minute crepe della convivenza contemporanea: quelle fenditure impercettibili attraverso cui filtrano comportamenti\, linguaggi e consuetudini capaci di scardinare silenziosamente esistenze\, legami affettivi e intere comunità. Il riso — qui — non è evasione\, ma strumento critico: una risata che diverte\, punge e illumina. O almeno ci prova..  \n\n\n\nÈ teatro nel senso più pieno e artigianale del termine: un artificio dichiarato che invita lo spettatore a partecipare\, a divertirsi e\, quasi senza avvedersene\, a riconsiderare certezze sedimentate.  \n\n\n\nIn questa prospettiva\, la scena diventa spazio di provocazione fertile e di gioiosa sovversione\, dove il divertimento non attenua il pensiero ma lo amplifica.  \n\n\n\nUna commedia che ride\, sì – e proprio per questo riesce a farsi ascoltare. Una necessità teatrale e civile che sceglie la leggerezza come veicolo di profondità. Come faccio succedere\, spesso.  \n\n\n\nIl progetto scenografico nasce dal desiderio di sottrarre la vicenda a un ambiente riconoscibile\, in uno spazio mentale e mutevole. Di conseguenza si costruisce attraverso un equilibrio instabile di colori e traiettorie\, evocando la pittura astratta di Kandinskij\, in cui ogni forma diventa energia in movimento. Il fondale non rappresenta un luogo\, ma una tensione: un paesaggio emotivo che cambia. \n\n\n\nIl calcio è roba da femmine si configura dunque come un congegno teatrale ludico e acuminato\, un dileggio intelligente che cela una riflessione necessaria.
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SUMMARY:"Brotti! E non ridere che sei come loro” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Un ritorno a casa per Manuela Zero\, all’OFF/OFF Theatre dal 31 marzo al 2 aprile\, autrice e interprete di “Brotti! E non ridere che sei come loro”\, scritto a quattro mani con Davide Santi che ne cura anche la regia e che\, con l’attrice\, ha firmato le musiche e gli arrangiamenti. L’inserimento del violino di Cecilia Drago\, il violoncello di Lucia Libassi e la chitarra di Martino Panna\, danno nuova vita allo spettacolo che ha debuttato proprio in via Giulia\, da cui è partito alla conquista delle sale italiane e degli orizzonti digitali. Atmosfere magiche impreziosite dalle luci di Umberto Fiore\, in cui sono fuse prosa\, musica e danza\, per ricostruire affreschi di uomini\, donne Libertine protagoniste delle loro storie\, persone brutte e rotte\, spesso mal funzionanti e utili solo a strapparci un sorriso ma senza mai scherzarci troppo\, perché in tanti di loro ci si può anche specchiare.  \n\n\n\nUn progetto innovativo\, prodotto da Daniele Lizambri\, che veicola concetti controversi e indaga sulle contemporanee psicosi e falle sociali con cui Manuela Zero si è meritata il Premio Amnesty International 2025 per il personaggio di Marì\, una delle donne raccontate nel suo “Brotti”.  \n\n\n\nIl testo che andrà in scena all’OFF/OFF Theatre è un’edizione straordinaria rivisitata\, che farà tappa per la prima volta anche a Milano\, al Teatro Parenti il 25 e 26 aprile\, in attesa di “Brotti 2”\, secondo atto in lavorazione per la prossima stagione teatrale. \n\n\n\nSINOSSI: “Brotti! E non ridere che sei come loro” è uno spettacolo magico e innovativo che fonde prosa\, musica e danza per raccontare le storie di uomini e donne abitanti di una surreale penisola sorrentina fuori dal tempo. Questi personaggi\, maschere sottili di una tradizione inesistente\, portano i segni degli urti della vita\, che li hanno resi “brutti e rotti”. Attraverso la loro imperfezione\, il viaggio esplora il caos dell’esistenza moderna\, rivelando un legame segreto tra l’antico e il presente. Lo spettacolo celebra la bellezza nascosta nell’imperfezione umana nella sua forma pura e naturale. Questo spettacolo rende sacro ciò che è difettoso\, mettendo in luce le fragilità umane come una forza poetica e universale. Le vite dei protagonisti si snodano su un tessuto musicale raffinato\, rigorosamente dal vivo\, che accompagna i gesti e i pensieri dei protagonisti\, interpretati da Manuela Zero\, creando un ponte tra l’intimo e il collettivo. \n\n\n\nLivio Maschiovero\, racconta gli uomini ed il loro universo\, uomini che devono nascondere il loro lato sensibile per mostrarsi forti ed adatti ad un mondo maschile machista. Marí (vincitrice del Premio Amnesty International) è il racconto di una donna attraverso le parole del suo compagno\, il suo compagno violento\, è una storia che racconta un amore che sembra amore ma non lo è. \n\n\n\n“Con Brotti\, un mondo fantastico racconta la sofferenza e la meraviglia\, racconta alcuni aspetti critici della società\,  filtrato da nessun tipo di pregiudizio\, in una “girandola di vite meravigliosamente sfortunate”. Davide Santi \n\n\n\n – INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:UPROAR\, il progetto di teatro partecipativo al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo alle ore 20.30\, al Nuovo Teatro Ateneo\, sarà presentato UPROAR\, progetto di teatro partecipativo e nuovi formati firmato dalle artiste peruviane Carolina Rieckhof e Moyra Silva\, in collaborazione con IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana. \n\n\n\nIl lavoro\, nato a Londra nel 2023\, si configura come un dispositivo performativo in divenire che intreccia movimento\, suono e pratiche rituali\, a partire da una riflessione sulle recenti crisi politiche e sociali in Perù e sulle persistenti eredità coloniali. Attraverso un processo di ricerca condivisa\, lo spettacolo apre uno spazio di elaborazione collettiva del dolore e di attivazione di un’empatia politica che coinvolge direttamente il pubblico.
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SUMMARY:Piccolo vocabolario d’Amore\, l'ultimo libro di Claudia Monteiro de Castro
DESCRIPTION:Piccolo vocabolario d’Amore di Claudia Monteiro de Castro\, con le illustrazioni di Mariuccia Roccotelli\, per Alpes Italia Editore\, è un’opera che sfugge a ogni definizione: non è un romanzo\, non è un saggio\, non è una raccolta di poesie. Eppure è tutto questo insieme.  \n\n\n\nDalla A alla Z\, Claudia Monteiro de Castro prende le parole dell’amore\, le osserva da vicino\, le racconta con ironia e tenerezza\, ogni tanto con una risata improvvisa\, dà vita ad un dizionario sentimentale con l’intimo desiderio di “filosofeggiare scherzosamente sull’amore”.  \n\n\n\nPiccolo vocabolario d’Amore è un inedito abbecedario dei sentimenti: inizia con la lettera A di Abbandono\, attraversa le voci classiche di Anima gemella\, Bacio\, Cuore spezzato\, Gelosia e Ti amo e termina con la Z di Zelante. Ogni parola (in tutto 96 voci) si trasforma in un vademecum per viaggiare amorosamente tra citazioni colte -da Shakespeare a Neruda\, da Buzzati a Cortázar-\, aneddoti su coppie celebri come Dalí e Gala\, Sartre e Simone de Beauvoir\, canzoni\, film cult e curiosità linguistiche\, ma anche tra piccoli gesti di ogni giorno\, la cioccolata mangiata da soli sul divano\, i nomignoli ridicoli che ci inventiamo per chi amiamo\, le telefonate lunghissime che non si vorrebbe mai concludere. L’amore in tutte le sue forme: quello platonico e quello adultero\, quello virtuale e quello che invecchia. \n\n\n\nI testi\, brevi\, oscillano tra poesia\, riflessione e narrazione: in essi l’ironia\, spesso sottile e malinconica\, convive con una sensibilità attenta alle fragilità e alle contraddizioni\, mentre il quotidiano diventa uno spazio di rivelazione di dettagli\, incontri\, ricordi. Le voci di Claudia Monteiro de Castro si fondono alle illustrazioni di Mariuccia Roccotelli: cuori spezzati\, fiori\, paesaggi e immagini metaforiche non si limitano ad accompagnare il testo ma lo interpretano e lo amplificano mentre le stesse parole si tramutano in figure e personificazioni immaginifiche.  \n\n\n\nRomantico senza essere sdolcinato\, ironico senza essere cinico\, Piccolo vocabolario d’Amore vuole restituire la complessità e la delicatezza dell’esperienza amorosa\, invitando il lettore a riconoscere nei frammenti narrati qualcosa della propria storia. \n\n\n\nL’amore\, la memoria\, il tempo\, le relazioni sono il cuore della scrittura di Claudia che si muove con naturalezza tra generi differenti: infatti l’autrice coltiva anche la poesia che le permette di esplorare con maggiore libertà la dimensione emotiva\, mantenendo sempre vivo uno sguardo curioso\, ironico e auto-ironico.  \n\n\n\nNegli ultimi testi pubblicati\, come Poesie per il ragazzo dai capelli lunghi (Palombi Editore\, 2023) e Cosa ricorderete (Alpes Italia\, 2019)\, la parola si fa leggera e precisa per catturare l’attimo\, l’emozione\, la “saggia pazzia” dell’amore. \n\n\n\nPiccolo vocabolario d’Amore è in libreria e negli store da febbraio 2026. \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nClaudia Monteiro de Castro\, nata a Rio de Janeiro nel 1970\, vive a Roma da 23 anni. Ha pubblicato quattro libri nel suo paese natale e dieci libri in Italia\, spaziando tra racconti\, guide di viaggio\, poesie e libri per l’infanzia. Da vent’anni cura una rubrica per la rivista brasiliana Comunità Italiana\, parlando degli usi e costumi in Italia. Si autodefinisce una “romantica scettica”. Ama guardare i tramonti\, la luna e le stelle\, cantare\, suonare la chitarra\, camminare senza sosta e contemplare la vita. \n\n\n\nMariuccia Roccotelli\, nata in Puglia nel 1974\, si è diplomata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha esposto in mostre personali in diverse città italiane e anche all’estero. I suoi quadri sono caratterizzati da texture di svariati materiali dal legno alla carta\, dai tessuti ai riciclati\, accostati\, sovrapposti ed incastonati tra le linee morbide e sinuose della sua pittura. Da nove anni insegna arte all’Istituto Penitenziario Minorile Beccaria di Milano. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nTitolo: Piccolo vocabolario d’Amore \n\n\n\nAutore:  Claudia Monteiro De Castro \n\n\n\nIllustrazioni: Mariuccia Roccotelli \n\n\n\nEditore: Alpes Italia \n\n\n\nData di Pubblicazione:23 gennaio 2026 \n\n\n\nISBN: 1256650684 \n\n\n\nPagine: 58 \n\n\n\nFormato: brossura \n\n\n\nwww.alpesitalia.it/autori-660-monteiro_de_castro_claudia
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SUMMARY:Al via il bando per Monologando 2026 al Teatro IF
DESCRIPTION:Al via le candidature per MONOLOGANDO 2026 – Rassegna di monologhi al Teatro IF di Roma \n\n\n\nSono ufficialmente aperte le candidature per Monologando 2026\, rassegna teatrale\, da anni\, dedicata ad attori e attrici in cerca di uno spazio per portare in scena il proprio talento attraverso il linguaggio del monologo. \n\n\n\nLa rassegna\, che si terrà a Roma presso il Teatro IF di Via Nomentana\, nasce con l’obiettivo di offrire un palcoscenico a interpreti emergenti e professionisti desiderosi di confrontarsi con il pubblico e con una giuria di addetti ai lavori. \n\n\n\nLa direzione artistica è affidata ad Alessandro Sena\, mentre l’organizzazione è curata da Mattia Albanese per S.M.ART Produzioni / Teatro IF. \n\n\n\nGli artisti interessati potranno candidarsi presentando un monologo della durata minima di 3 minuti e massima di 8 minuti. Il tema è libero\, ma saranno accettati anche testi di William Shakespeare. \n\n\n\nDurante la rassegna saranno assegnati due riconoscimenti: \n\n\n\n\nPremio Miglior Monologo – Drammaturgia Contemporanea\n\n\n\nPremio Miglior Monologo – ItalianShakespeareFestival\n\n\n\n\nLe performance saranno valutate da una giuria di addetti ai lavori e da una giuria del pubblico\, che ogni sera contribuiranno alla selezione dei migliori monologhi. \n\n\n\nLa rassegna Monologando 2026 si svolgerà nelle seguenti date: 15\, 16\, 17\, 23 e 24 maggio 2026 presso il Teatro IF di Roma. \n\n\n\nLa partecipazione è riservata esclusivamente ad artisti residenti nel Lazio. \n\n\n\nPer candidarsi è necessario inviare CV\, foto e testo del monologo entro il 31 marzo 2026 all’indirizzo e-mail: igiardinidiantares@libero.it \n\n\n\nMonologando si conferma così un appuntamento dedicato alla scoperta di nuovi talenti e alla valorizzazione del monologo teatrale\, uno dei linguaggi più intensi e diretti della scena. \n\n\n\nMONOLOGANDO 2026  \n\n\n\nDate rassegna: 15\, 16\, 17\, 23 e 24 maggio 2026 \n\n\n\nRequisito: partecipazione riservata a residenti nel Lazio \n\n\n\nScadenza candidature: 31 marzo 2026 \n\n\n\nInvio materiali: CV\, foto e testo del monologo \n\n\n\nE-mail: igiardinidiantares@libero.it
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SUMMARY:"Era di Maggio" alla Sala Umberto
DESCRIPTION:Il 30 marzo 2026 il palcoscenico della Sala Umberto di Roma ospita Era di Maggio\, un evento teatrale e musicale che attraversa due secoli di storia\, cultura e identità partenopea\, nato a sostegno della candidatura della canzone classica napoletana a Patrimonio dell’Umanità. \n\n\n\nEra di Maggio non è un semplice concerto ma un percorso scenico in cui musica\, parole e immagini dialogano e raccontano. \n\n\n\nOggi la canzone napoletana conserva la sua capacità di parlare al presente: riflette la cultura urbana\, le tensioni sociali\, la malinconia e la gioia di vivere di una città in continua trasformazione. Il repertorio storico\, reinterpretato con strumenti contemporanei e accompagnato da nuove immagini audiovisive\, rimane vivo e universale. La sua lezione è chiara: la musica può raccontare una comunità\, attraversare il tempo e parlare a chiunque\, ovunque nel mondo. \n\n\n\nAl centro dello spettacolo ci sono il regista Stefano Reali e l’attrice cantante Clotilde Sabatino.  Stefano Reali sarà il pianista e voce narrante della serata. Dal suo pianoforte nasce ogni passaggio dello spettacolo: da lì si avviano le esecuzioni musicali e prende forma il racconto.  Attraverso la sua voce Clotilde Sabatino guida il racconto\, attraversandone epoche\, personaggi e atmosfere. È lei a guidare il pubblico lungo questo percorso\, dando vita a una serie di immortali figure femminili della canzone napoletana. \n\n\n\nAccanto a loro ci saranno Leandro Amato\, attore e performer di prosa e musical\, e l’orchestra dal vivo\, composta da alcuni tra i più noti musicisti italiani dell’area jazz e pop. \n\n\n\nDurante l’esecuzione\, alle spalle degli artisti prendono vita proiezioni visive che supportano e amplificano il racconto. Le immagini attingono sia a materiali di repertorio — fotografie\, filmati e documenti — sia a contenuti visivi generati tramite intelligenza artificiale\, utilizzati in chiave evocativa per ricreare le atmosfere del tempo e trasportare lo spettatore nel contesto storico in cui queste canzoni sono nate. \n\n\n\nEra di Maggio non è soltanto uno spettacolo\, ma un viaggio culturale che intende rafforzare il riconoscimento internazionale della canzone napoletana come patrimonio universale\, sottolineandone la capacità\, ancora oggi intatta\, di attraversare epoche e confini e di parlare a pubblici diversi in tutto il mondo.
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SUMMARY:“Andrà forse tutto bene”\,  mini serie TV
DESCRIPTION:“Andrà forse tutto bene” è una miniserie televisiva ideata\, scritta e diretta da Eleonora Lentini\, composta da quattro episodi. Ciascuna puntata contribuisce ad approfondire i personaggi e le loro dinamiche interiori\, costruendo un racconto che si sviluppa gradualmente. La narrazione procede in modo progressivo\, permettendo a ogni interprete di inserirsi in un mosaico emotivo più ampio e complesso. \n\n\n\nAl centro della serie c’è un cast ampio e variegato\, che dà vita a una dimensione profondamente corale. La storia intreccia le vite di persone comuni\, ognuna portatrice di un vissuto unico e di una storia che merita di essere ascoltata. \n\n\n\nMatilde (Eleonora Lentini) è una donna segnata da un passato che continua a pesare sul presente. Angelica (Stefania Lampo) cerca di ricostruire se stessa mentre affronta un cambiamento che non riesce a condividere. Carmine (Antonio Di Costanzo ) reprime sentimenti che non trova il coraggio di esprimere\, finché il suo percorso emotivo lo conduce verso una nuova possibilità. Clarissa (Gaia Capaldi) infine\, affronta una prova personale che mette in discussione la sua forza e la sua capacità di affidarsi agli altri. \n\n\n\nPromo:  https://youtu.be/obTRFssDk_A?is=yyhBxItOzJ5DBKcE
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SUMMARY:"La Passione Secondo Giovanni di J.S. Bach" alla Chiesa di San Paolo entro le Mura
DESCRIPTION:Opera in Roma\, domenica 29 marzo alle 18\,30\, nella Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, presenta\, La Passione Secondo Giovanni di J.S. Bach con il coro\, Ensemble Vocale Res Altera\, l’orchestra\, John Cabot Chamber Orchestra\, direttore\, Stefano Vasselli\, solisti\, Giulia Manzini\, soprano\, Federico Mauro Marcucci\, controtenore\, Alfio Vacanti\, tenore\, Evangelista\, Andres Montilla-Acurero\, Gesù\, David Maria Gentile. La Passione secondo Giovanni BWV 245 di Johann Sebastian Bach è uno dei vertici assoluti della musica sacra di tutti i tempi. In questa intensa esecuzione\, il racconto evangelico prende vita attraverso un perfetto equilibrio tra drammaticità\, contemplazione e profonda spiritualità. Le arie\, i cori e i recitativi si intrecciano in un affresco musicale di straordinaria potenza espressiva\, capace di coinvolgere il pubblico in un percorso emotivo e spirituale di rara profondità. L’esecuzione\, affidata a interpreti di grande livello e diretta con sensibilità stilistica\, si svolge nella suggestiva cornice della Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma\, luogo ideale per esaltare la dimensione sacra e meditativa dell’opera bachiana. \n\n\n\nINGRESSO da 20 a 40 euroINFO: 351 505 7608WWW.OPERAINROMA.COM
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SUMMARY:"Il fidanzato di lui” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Andrà in scena domenica 29 marzo 2026 alle ore 18\,00 al Teatro V. Colonna di Marino  la commedia “Il fidanzato di lui” di Enrico Maria Falconi che ne cura anche la regia con Enrico Maria Falconi\, Ramona Gargano\, Simone Luciani\, Matteo Tuscolano\, Sergio Fulvio\, Flavia Pennesi.  \n\n\n\nIl Fidanzato di Lui è una commedia provocatoria che invita il pubblico a riflettere sui pregiudizi e sulle complesse dinamiche familiari e sociali. Un’opera che promette di divertire e far pensare allo stesso tempo. \n\n\n\nIgnazio è felicemente danzato da circa dieci anni con Giulio\, in una relazione omosessuale che è accettata da tutti tranne che dal padre Settimio\, senatore leghista e conservatore. Quest’ultimo\, dopo aver visto un calo nei sondaggi alla sua rielezione\, dovuti principalmente alla nuova relazione sentimentale con una “artista” cubana\, Mercedes\, decide di accettare il figlio omosessuale soprattutto nella speranza di recuperare consensi nel mondo gay. Nel frattempo\, Ignazio si innamora di Yulia\, una donna russa\, e si rende così conto di non essere mai stato realmente omosessuale. Questa scoperta lo lascia confuso anche su come comunicare la nuova situazione al suo compagno Giulio. Inoltre\, quando il padre di Ignazio si auto-invita a trascorrere dei giorni a casa del figlio e del suo compagno\, tutto precipita al punto che Ignazio è costretto a chiedere a Mario\, suo collega\, di fingersi il suo compagno per non deludere il padre e soprattutto la comunità gay\, che avrebbe nel senato un nuovo sostenitore della causa\, seppur con motivazioni egoistiche \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00
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SUMMARY:“Quattro mamme scelte a caso” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Il Teatro Comunale Veroli è lieto di presentare\, domenica 29 marzo\, lo spettacolo “Quattro mamme scelte a caso”\, una pièce intensa e sorprendente che affonda le sue radici nella poetica di Annibale Ruccello\, autore tra i più significativi e originali del teatro italiano contemporaneo. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una profonda passione per l’universo ruccelliano: un mondo in cui il grottesco si intreccia con il tragico\, dando vita a narrazioni spietate e al tempo stesso incredibilmente umane. Dietro un titolo solo apparentemente leggero\, si cela infatti una riflessione amara e attualissima sulle dinamiche familiari e sull’identità. \n\n\n\n“Quattro mamme scelte a caso”\, una produzione Melanchòlia Teatro\, porta in scena una carrellata di quattro figure materne partenopee che\, una dopo l’altra\, guidano lo spettatore nei loro universi disagiati. Le loro storie sono segnate da un cinico pragmatismo\, da una apparente mancanza di empatia e da rapporti profondamente complessi e dolorosi con i propri figli. Il filo conduttore è un’ossessione straziante che attraversa ogni racconto\, restituendo un ritratto tanto crudo quanto autentico. \n\n\n\nA rendere ancora più incisiva la messa in scena è la scelta registica di affidare i ruoli delle quattro donne a quattro attori uomini. Una decisione che richiama direttamente la visione teatrale di Ruccello\, per il quale l’identità di genere è uno dei molteplici ruoli che l’attore è chiamato a interpretare. Una scelta che amplifica il senso di straniamento e sottolinea la natura profondamente teatrale e simbolica dell’opera. \n\n\n\nIl risultato è un’esilarante e amara apologia di un mondo giunto al capolinea\, dove ogni illusione di redenzione sembra svanita e dove la follia delle protagoniste diventa una forma di tragica e liberatoria consapevolezza. \n\n\n\nUno spettacolo che\, tra risate e inquietudine\, invita il pubblico a confrontarsi con le contraddizioni del presente\, lasciando un segno profondo e duraturo. \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 29 marzo alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30. \n\n\n\nBIGLIETTO INTERO: € 10.00 \n\n\n\nBIGLIETTO RIDOTTO: € 7.00 (Under18/Over65)   \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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LOCATION:Teatro Comunale di Veroli\, Via Lucio Alfio\, 5\, Veroli (FR)\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Dioggene" al Teatro Traiano di Civitavecchia
DESCRIPTION:Al Teatro Traiano di Civitavecchia\, nell’ambito della stagione teatrale promossa dal Comune di Civitavecchia e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto dal MIC Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio\, in collaborazione con Ventidieci\, domenica 29 marzo alle 17\,00\, Dioggene\, con Stefano Fresi\, scritto e diretto da Giacomo Battiato. Dioggene\, uno spettacolo che passa dal Medioevo all’attualità\, servendosi di strumenti semplici\, come la variazione linguistica\, indagando l’animo umano di ieri e di oggi. Diviso in tre parti\, tre quadri\, ruota intorno a un unico personaggio\, un attore famoso\, Nemesio Rea. Conosciamo Nemesio sulla scena mentre interpreta un proprio testo\, scritto in autentico volgare duecentesco\, la storia di un contadino toscano che ha partecipato alla tremendissima battaglia di Montaperti in cui Siena e Firenze si sono scontrate; poi lo ritroviamo nel suo camerino\, mentre si preparare per lo spettacolo\, turbato dall’avvenuta rottura violenta con la moglie\, tra pianti\, grida e insulti. Ma è nel terzo quadro che finalmente vediamo Nemesio vivere felice in un bidone dell’immondizia. Ha lasciato tutto\, la sua professione e la sua vecchia vita. Ha deciso\, come il filosofo greco Diogene\, di rifiutare ogni ambizione e possesso per essere libero di parlare del vero senso della vita. \n\n\n\n“Tre lingue italiane diverse per ciascuno dei monologhi (volgare toscano\, lingua corrente del nostro 21° secolo\, romanesco)\, tre atmosfere\, tre toni\, tre stili. Epica e commedia\, sberleffi e crudeltà.In ognuno dei tre quadri\, apparentemente così diversi tra loro\, ci sono gli stessi temi che ruotano: La violenza dei maschi\, l’umana stupidità\, la guerra\, il bisogno di bellezza e di amore.” (Giacomo Battiato) \n\n\n\nBIGLIETTI IN VENDITA SU TICKETONE.IT
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LOCATION:Teatro Comunale Traiano\, Corso Centocelle 1\, Civitavecchia (RM)\, 00053\, Italia
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