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SUMMARY:“SperimentArti” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:“SperimentArti” si conferma come spazio dedicato alla sperimentazione dei linguaggi scenici contemporanei\, accogliendo lavori che mettono in discussione le forme narrative tradizionali e interrogano il rapporto tra realtà\, rappresentazione e costruzione dell’immaginario. Il Centro Culturale Artemia prosegue così il suo percorso di valorizzazione di progetti artistici che nascono da una ricerca rigorosa e da un’urgenza espressiva autentica\, offrendo al pubblico un’occasione di confronto con visioni teatrali non convenzionali. \n\n\n\nAd inaugurare la rassegna\, sabato 31 alle ore 21 e domenica 1 febbraio alle ore 18\, è “UNA FINTA DOPO L’ALTRA”\, scritto da Georgia de’ Conno\, Pier Paolo Palma e Riccardo Pisani\, con la regia di Georgia de’ Conno\, Riccardo Pisani e Pier Paolo Palma in scena. Le musiche originali sono di Lorenzo Guadagno. \n\n\n\nLo spettacolo prende spunto dalla vicenda reale di Carlos Henrique “Kaiser” Raposo\, il calciatore che per oltre vent’anni ha firmato contratti con alcuni dei più importanti club brasiliani e internazionali senza mai scendere realmente in campo. Una storia ai limiti dell’assurdo che diventa materia teatrale per indagare il confine sottile tra verità e finzione\, talento e rappresentazione\, successo e inganno. \n\n\n\nAttraverso una drammaturgia serrata e un lavoro attoriale che gioca sulla tensione continua tra identità e maschera\, “Una finta dopo l’altra” racconta l’epopea di un uomo capace di sopravvivere nel sistema dello spettacolo sportivo grazie all’arte della menzogna\, trasformando l’illusione in professione. Carlos non segna gol\, non corre sulla fascia\, non serve assist: eppure il suo nome campeggia sui giornali\, negli annuari\, sulle maglie dei tifosi. Brilla di luce riflessa\, come una promessa mai mantenuta. \n\n\n\nIl racconto di Kaiser diventa così una riflessione più ampia su un’industria potente e vorace\, sul mito del successo e sul bisogno collettivo di credere a una narrazione\, anche quando è costruita sul vuoto. Un teatro che sceglie la provocazione sottile\, il paradosso e l’ambiguità come strumenti di indagine critica. \n\n\n\nProgramma SperimentArti: \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 31 gennaio al 1 febbraio 2026 \n\n\n\n• UNA FINTA DOPO L’ALTRA \n\n\n\nScritto e diretto da Georgia de’ Conno\, Pier Paolo Palma e Riccardo Pisani \n\n\n\ninterpretato da Pier Paolo Palma \n\n\n\nContestualmente Teatro (Napoli) e Red Roger – Compagnia Teatrale (Benevento) \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 6 al 8 febbraio 2026 \n\n\n\n• SUPERPOWDER  \n\n\n\nScritto da Federico ValdiRegia Giacomo CremaschiCon: Francesca Cordioli\, Sara Todisco\, Federico Valdi e Massimiliano ViolaCollettivo Tapullo \n\n\n\nDal 13 al 15 febbraio 2026 \n\n\n\n• GLI AMICI DEGLI AMICI \n\n\n\nScritto da Franca De Angelis \n\n\n\nliberamente ispirato al racconto omonimo di Henry James \n\n\n\ndiretto da Christian Angeli \n\n\n\ninterpretato da Patrizia Bernardini\, Francesco Polizzi\, Giulia Sanna e Leonardo Califano \n\n\n\nScostuMato Teatro \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 20 al 22 febbraio 2026 \n\n\n\n• LA CIPOLLA  \n\n\n\nScritto da Viola ProvenzanoRegia Lorenzo BitettiCon: Marta Dell’Atti\, Virginia Isernia\, Lavinia MazzucchiArtInAtto \n\n\n\nAccompagna gli spettacoli: \n\n\n\nDal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi \n\n\n\n• PER UN PUGNO DI FILMMOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI \n\n\n\n50 anni di cinema e fotogiornalismo \n\n\n\nIngresso spettacoli: € 12Ingresso mostra: OMAGGIOTessera associativa 2026 nuovi soci: € 3PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo. \n\n\n\nCENTRO CULTURALE ARTEMIADirettrice Artistica: Maria Paola CanepaUfficio stampa: ufficiostampa@centroculturaleartemia.orgMedia Partner: Kirolandia e CulturSocialArt \n\n\n\nCENTRO CULTURALE ARTEMIAInfo line: +39 334 159 8407www.centroculturaleartemia.orgwww.facebook.com/centroculturaleartemiawww.istagram.com/centroculturaleartemia
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SUMMARY:"Esercizi per combattere sé stessi" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Domenica 1° febbraio alle ore 11.30\, il Teatro Villa Pamphilj di Roma ospita Gioia Salvatori\, protagonista di Esercizi per combattere sé stessi\, un monologo che intreccia parola\, ironia e la musica dal vivo eseguita da Simone Alessandrini\, in un attraversamento surreale e leggero delle nostre contraddizioni quotidiane. Una produzione Associazione Cranpi. Ingresso 10 euro. \n\n\n\nLo spettacolo\, scritto e interpretato da Gioia Salvatori\, nasce con un grande intento: quello di toglierci di mezzo\, noi e i nostri fattacci. Un percorso che invita a scandagliare archetipi\, viziacci\, voci di dentro e di fuori\, per arrivare alla conclusione che ci sono molti modi per farsi da parte e per lasciarsi stare\, sempre col dovuto nervosismo.  \n\n\n\nUn tentativo di alleggerirsi provando a essere surreali\, uno sguardo sulle cose\, sui tempi climatici e non. \n\n\n\nIl tutto è accompagnato dal lavoro musicale di Simone Alessandrini\, polistrumentista capace di suonare “strumenti\, mondi\, pensieri e alternative ai nostri rimuginamenti sassi e carognacci. Così mentre la serata passa\, noi insieme\, ci dimentichiamo qualcosa e qualcosa altro lo lasciamo andare”. \n\n\n\nGioia Salvatori\, nata a Roma\, attrice e autrice. Lavora come attrice tra gli altri con Elio Germano\, Lucia Calamaro\, Compagnia Capotrave/Kilowatt\, Gigi Dall’Aglio\, Pier Lorenzo Pisano\, Michela Lucenti/Balletto civile. Lavora come drammaturga per il teatro e scrive per la radio. Scrive e conduce insieme a I. Talarico\, D. Parisi\, C. Raimo il programma Le ripetizioni in onda da novembre 2021 su Rai Radio3. Conduce con la filosofa Ilaria Gaspari il programma Playbooks in onda su RaiPlay all’interno del quale cura la rubrica dedicata al teatro. I suoi monologhi comici sono stati ospiti del programma tv Propaganda Live\, Radio Due Social Club e nell’ultimo anno ha partecipato al format comico teatrale di Serena Dandini Vieni avanti Cretina! Nel 2023 conduce il format di Romaeuropa Ghostrack. Dal 2012 ha aperto un blog Cuoro contenitore di satira di costume che dialoga col web e con i linguaggi dei nuovi media e che è anche uno spettacolo teatrale che si declina diversamente di volta in volta a seconda dei temi affrontati. \n\n\n\nSimone Alessandrini è uno dei musicisti più attivi della nuova generazione del jazz italiano. È leader di Storytellers\, quintetto con il quale incide tre dischi prodotti dall’etichetta Parco della Musica Records: Storytellers (2017)\, Mania Hotel (2021) e Circe (2024). Nel Top Jazz 2018 e 2021 della rivista Musica Jazz\, viene inserito tra i primi dieci musicisti nella categoria “miglior talento emergente italiano”. È co-fondatore del collettivo musicale MASMAS\, con Simone Pappalardo e Mauro Remiddi\, in seguito a una residenza al Mattatoio di Roma. Suona stabilmente con diverse formazioni tra cui il duo con Natalino Marchetti\, il quintetto di Ferdinando Romano e il duo con Marcella Carboni. Ha suonato in studio e dal vivo con Mannarino\, Daniele Silvestri\, Francesco Bearzatti\, Fabrizio Bosso\, Ralph Alessi\, Enrico Pieranunzi\, Roberto Gatto\, Martha High\, Glen Velez\, Mauro Refosco\, Giovanni Truppi\, Emma Nolde e tanti altri. \n\n\n\nIl giorno prima\, sabato 31 gennaio alle ore 11\, il Teatro Villa Pamphilj ospita la presentazione del libro “L’AMORE CHE LIBERA. Storia di strada politica famiglia” di Andrea Di Giorgi e Federico Raponi\, edito da Arti Grafiche Tofani. Un racconto in forma di diario che attraversa l’incontro tra due classi sociali\, una storia d’amore che diventa famiglia\, l’attivismo nel quartiere\, la catastrofe e la forza necessaria per andare avanti. Insieme agli autori sarà presente Veronica Olmi\, direttrice artistica del Teatro Villa Pamphilj. Le letture saranno affidate all’attrice Simona Zilli. L’ingresso è libero. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. 
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SUMMARY:"La grotta del Mutamembra" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la rassegna teatrale per famiglie Infanzie in gioco 2025/26 al Centrale Preneste Teatro\, domenica 1 febbraio alle 16.30 va in scena “La grotta del Mutamembra” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il lavoro è il frutto della Residenza Giovani Under 35-Centrale Preneste 2019 e unisce l’estro di un giovane autore\, Gabriele Traversa\, a due brillanti e sapienti attori\, Fabio Traversa e Tommaso Lombardo con la regia di Tiziana Lucattini. \n\n\n\n“Competizione e smargiasserie” da un lato\, “bellezza e cuore gentile” dall’altro. Quale bambina o bambino non ha incontrato\, sul suo cammino di crescita\, questa contrapposizione dolorosa? C’è un mondo là fuori che\, se sei gentile e sensibile\, se ne approfitta. Ed ecco Vinnie\, categoria cuori gentili\, un folletto del bosco vittima di scherzi e prese in giro\, umiliazioni e furti da parte di cavalieri\, fatine e contadini. Oggi si direbbe vittima di bullismo. Un giorno sul suo cammino incontra Sir Parson\, un Cavaliere dispettoso e gradasso che millanta forza e invincibilità\, sempre alla ricerca di nuove sfide. Così Vinnie gli propone un viaggio speciale per andare a sconfiggere il fantomatico e terribile Mutamembra. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nLa grotta del Mutamembra \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nTesto e aiuto regia: Gabriele Traversa \n\n\n\nCon Tommaso Lombardo e Fabio Traversa \n\n\n\nRegia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nDomenica 1 febbraio 2026 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY:"LA BURLA" a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Sarà in scena a Spazio Rossellini – il 1° febbraio ore 17:00 – nell’ambito di Spazio Kids\, LA BURLA\, spettacolo della Compagnia Madame Rebiné di e con Andrea Brunetto\, Max Pederzoli e Alessio Pollutri\, regia di Andrea Fidelio.  \n\n\n\nAll’interno di un negozio di giocattoli\, tre vecchi gestori si scontrano con il problema del calo degli incassi\, della poca affluenza e dei cambiamenti\, troppo veloci per le loro gambe stanche. La Burla non è solo un’attività che cede il passo alle multinazionali ma è il sogno di tre amici\, il loro mondo\, la loro vita a confronto con quel vento forte che chiude i battenti. Una storia semplice\, poetica e divertente raccontata attraverso la magia del circo\, che trova il suo habitat naturale nel gioco e nella fragilità della vita. La Burla è uno spettacolo di circo contemporaneo che racconta l’epilogo di un negozio di giocattoli. Il dipinto di un momento storico nel quale i negozi di quartiere attraversano una fase di profondo cambiamento. In scena ci saranno tre personaggi anziani\, per evocare al meglio una poetica sempre in bilico tra la poesia e la comicità. Si pone all’interno di quella che viene definita magie nouvelle\, una corrente artistica che ha fatto della magia un linguaggio drammaturgico e che punta a utilizzare l’effetto come mezzo e non come fine. \n\n\n\nLa programmazione di Spazio Kids prosegue il 22 febbraio con Rime Insaponate\, affabulazione in rima tra parole e bolle di sapone; il 7 marzo con Control Freak\, travolgente one-man show tra circo\, musica e tecnologia; e il 22 marzo con Officina Prometeo\, teatro d’oggetti che rilegge il mito come riflessione sull’ingegno umano. La stagione si concluderà con Immagina – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma\, appuntamento che suggella il valore culturale e simbolico del progetto\, confermando Spazio Rossellini come luogo attento alla formazione del giovane pubblico e allo sviluppo dei nuovi immaginari. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:Intero € 12\,00Ridotto under 14 € 10\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone.
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LOCATION:Spazio Rossellini\, Via della Vasca Navale 58\, Roma\, 00146\, Italia
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SUMMARY:"L'Ispettore Generale" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Continua domenica 1 febbraio la straordinaria stagione al Teatro Comunale Veroli\, collezionando sold-out e affetto del pubblico\, con uno spettacolo che vi terrà incollati al palco\, quasi ipnotizzati dai cambi scenografici che avvengono sulla scena.  \n\n\n\nLa sapiente regia di Andrea Di Palma propone\, infatti\, uno spettacolo non statico in cui pezzi di Tetris scorrono sullo sfondo\, incastrandosi e scompaginandosi come le menzogne dei protagonisti. Negli sfavillanti anni ’80\, tra disco music\, colori fluo\, videogame arcade e corruzione politica dilagante\, si svolge la versione pop-grottesca de“L’Ispettore Generale”. \n\n\n\nQuello proposto è un adattamento che decide di ambientare lo spettacolo negli anni ’80 per mantenere viva e rendere ancora più attuale la feroce satira di Gogol\, collocandola in un’epoca storica che\, in Italia\, ha segnato il progressivo disvelamento della corruzione politica\, il crollo delle illusioni istituzionali e l’esplosione del potere mediatico. \n\n\n\nIn una cittadina di provincia\, il piccolo “reuccio” Sindaco Anton\, la sua eccentrica famiglia e la sua banda di funzionari comunali vivono immersi in tangenti finto lusso\, tra champagne e giacche vaporwave\, finché l’arrivo di un Ispettore Generale dalla Capitale non sconvolge i loro sporchi equilibri.  \n\n\n\nSul palco\, inondato da una scenografia modulare di blocchi Tetris pronti a ricomporre all’infinito stanze\, strade e uffici\, prende vita il più grande degli equivoci: il presunto ispettore Chlestakov\, un dandy “che anela alla cultura”\, si lascia riverire\, colleziona favori e corteggia a più non posso\, grazie alla reverenza di sindaco e compari. Il delirio in 8-bit ci mostrerà la vera faccia corrotta e servile di questo paesuncolo. \n\n\n\nTuttavia\, il gran finale è dietro l’angolo: siamo davvero sicuri che Chlestakov sia chi loro credono? \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 1 febbraio alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle ore 17.30\, per questo affascinante spettacolo della compagnia “Madeinterraneo”. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Paolo Damiani Last Land" all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 1° febbraio\, Paolo Damiani Last Land con Paolo Damiani contrabbasso\, Elena Paparusso voce e Antonio Jasevoli chitarra. Il nuovo progetto di Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone\, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus (Goodbye Pork Pie Hat)\, Rodriguez (Rabo de Nube)\, Ramirez (Alfonsina y el mar)\, Joni Mitchell (A Case of You)\, Haden (Song for Che)\, nonché brani dei Beatles e di De André. Paolo Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta\, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo\, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali\, il chitarrista ha elaborato la grande lezione del miglior Rock (Cream\, Hendrix\, Beck…) attraverso la conoscenza e la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo progetto hanno coinvolto Elena Paparusso\, tra le più emozionanti voci del jazz italiano\, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così come dellasperimentazione. Land\, terra: attraversiamo territori che si formanonell’istante\, nella ricerca comune e nell’ascolto: Terra come casa\, come madre terra\, come le nostre tradizioni\, come le tradizioni di tutti i popoli\, terra come umanità e come luogo primitivo e ancestrale\, terra come luogo futuro e futuristico\, terra come base per lanciarsi nellospazio infinito…nell’aria. In questa terra misteriosa che ci consente di essere sinceri\, oltre il confine\, nulla è impossibile perché tutto è nostro e tutto si può continuare ancora e ancora a immaginare.                                                                                                                                                                                              Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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SUMMARY:"Questa non è una Banana" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Un milione di dollari per un water d’oro\, 120.000 per una banana attaccata al muro: follia o genio? L’arte contemporanea è davvero solo un grande bluff per ricchi eccentrici\, o dietro ai titoli sensazionalistici e alle cifre astronomiche si nasconde qualcosa di più complesso? \n\n\n\nQuesta non è una banana è uno spettacolo che smonta i miti e i luoghi comuni sul mercato dell’arte\, svelando il dietro le quinte di un sistema che mescola creatività\, provocazione e strategie commerciali raffinate. Tra artisti visionari\, collezionisti senza scrupoli\, critici influenti e galleristi dal fiuto infallibile\, il mondo dell’arte contemporanea è un grande gioco in cui le regole non sono mai quelle che sembrano. \n\n\n\nPerché alcune opere raggiungono prezzi stratosferici? Cosa rende un oggetto banale un’icona artistica? Qual è il confine tra arte e speculazione? Attraverso aneddoti incredibili\, ironia tagliente e retroscena sorprendenti\, lo spettacolo racconta le storie più assurde e geniali dell’arte contemporanea\, da Duchamp a Banksy\, da Cattelan a Hirst. \n\n\n\nUn viaggio tra provocazioni\, scandali e intuizioni geniali\, per scoprire che dietro ogni opera – anche la più bizzarra – si nasconde un messaggio\, un’idea o\, almeno\, una buona strategia di marketing. \n\n\n\nAlla fine dello spettacolo\, forse guarderai la famosa banana con occhi diversi. O forse continuerai a pensare che sia una follia. Ma di certo\, saprai quanto costa – e perché. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21 \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:«SUPERPOWDER" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:«SUPERPOWDER» racconta\, con ironia e tensione\, la storia di quattro commessi di un anonimo supermarket che scoprono una misteriosa polverina capace di cancellare ogni cosa. Uno spettacolo che esplora desiderio di libertà\, utopie e possibilità di cambiare il mondo intorno a noi\, anche solo per un giorno. \n\n\n\nvenerdì 6 febbraio alle ore 21 \n\n\n\nsabato 7 febbraio alle ore 21 \n\n\n\ndomenica 8 febbraio alle ore 18
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Casino Nobile di Villa Torlonia\, conclusi i lavori di manutenzi
DESCRIPTION:A distanza di quasi vent’anni dalla prima apertura al pubblico nel 2006\, il Casino Nobile torna a offrirsi nel suo pieno splendore di villa nobiliare ottocentesca con la conclusione dei lavori di manutenzione iniziati a ottobre 2025 e realizzati da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina. \n\n\n\nEdificio in stile neoclassico\, deve il suo aspetto all’intervento di diversi architetti e artisti (tra i quali il Valadier) a partire dagli inizi dell’800. \n\n\n\nCon la sua ampia cordonata di accesso e il prospetto colonnato caratterizzato da un maestoso timpano con un altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante una scena di Bacco di ritorno dalle Indie\, il Casino si staglia tra le strutture più caratteristiche all’interno della Villa\, celando al suo interno sale e ambienti di rappresentanza riccamente decorati nel gusto dell’epoca. \n\n\n\nI lavori hanno interessato le facciate e tutte le decorazioni architettoniche aggettanti\, oltre l’altorilievo completamente restaurato. Sono stati oggetto di manutenzione anche gli infissi lignei con la revisione e la parziale sostituzione delle persiane e dei portoni. \n\n\n\nL’intervento si inserisce nel quadro di un ampio programma di valorizzazione in corso da tempo su Villa Torlonia\, che ha già visto l’apertura al pubblico del bunker utilizzato come rifugio nel corso della seconda guerra mondiale nel 2024\, con un allestimento site-specific e immersivo\, e la riapertura nel 2025 del Museo della Scuola Romana con un nuovo allestimento comprendente oltre 150 opere del periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale\, apprezzato già da oltre 27.000 visitatori. Ha contribuito ad attrarre cittadini e turisti anche il programma di mostre ospitate nei diversi musei della Villa\, tra le quali la mostra antologica di Antonio Scordia al Casino dei Principi\, e quella appena conclusa di Niki Berlinguer alla Casina delle Civette\, che hanno ottenuto un buon successo di pubblico. \n\n\n\nNotevole cura è stata inoltre riservata di recente al verde e all’ambiente della Villa in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale\, con il rifacimento di alcuni percorsi viari e la messa in sicurezza delle alberature a rischio cedimento\, con la sostituzione prevista entro febbraio 2026 di una quantità significativa di piante secondo uno specifico progetto di reintegro delle essenze storiche\, tra le quali Quercus ilex\, Pinus halepensis\, Pinus Pinea\, Cupressus sempervirens\, e Cedrus Libani. \n\n\n\nINFO ORARI DI APERTURA E VISITA PER IL PUBBLICO \n\n\n\nCasino Nobile e Museo della Scuola Romana \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasino dei Principi con mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasina delle Civette \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nSerra Moresca e Torre Moresca \n\n\n\nDal 1° aprile al 30 settembre (chiusura estiva nei mesi di luglio e agosto): \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.20) \n\n\n\nDal 1° ottobre fino al 31 marzo: \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-16.00 (ultimo ingresso alle ore 15.20) \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nLa Torre Moresca è visitabile negli orari di apertura della Serra Moresca\, ogni 30 minuti e accompagnati dal personale di sala; non è visitabile la 1ª domenica del mese. \n\n\n\nBunker e rifugi antiaerei di Villa Torlonia \n\n\n\nIngresso dal Casino Nobile e uscita nel Parco \n\n\n\nVisite guidate per singoli in italiano (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 10.00; 15.00; 16.00 e 17.00;\n\n\n\nogni domenica alle ore 10.00; 11.00; 12.00; 14.00 e 17.00\n\n\n\n\nVisite guidate per singoli in inglese (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 11.00\n\n\n\n\nVisite per gruppi (scuole\, guide\, gruppi senza guida\, etc.): \n\n\n\n\ndal martedì al venerdì alle ore: 10.00; 11.00; 12.00; 14.00; 15.00; 16.00; 17.00\n\n\n\nsabato alle ore: 12.00; 14.00\n\n\n\ndomenica alle ore: 15.00; 16.00\n\n\n\n\nPrenotazione obbligatoria (gruppo classe: max 30 partecipanti per turno; gruppo non scolastico: max 20 partecipanti per turno). \n\n\n\nTutte le visite\, sia per singoli che per gruppi (anche quelle con guida propria) sono condotte da operatori didattici interni. \n\n\n\nPER MAGGIORI DETTAGLI\, INFO SU COSTO BIGLIETTI E PRENOTAZIONI: \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nSito web: www.museivillatorlonia.it
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SUMMARY:"Vita del signor Molière" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Vita del signor Molière\, partendo dal romanzo di Michail Bulgakov\, ripercorre l’esistenza febbrile di Molière\, commediante e commediografo votato senza riserve al teatro. È la storia di un giovane che doveva diventare tappezziere\, e invece sceglie di fare l’attore; di un attore che voleva fare la tragedia ma alla fine si ritrova a fare la commedia. Conosce la passione\, l’amore\, il successo. Conosce il potere. È il nemico\, da cui si sente assediato. Reagisce\, si ribella\, scrive commedie satiriche e irriverenti. E diventa\, proprio lui\, nemico di sé stesso: sviluppa ossessioni\, dipendenze\, paure. Malato di teatro\, di passione\, di amore\, di potere e di angoscia\, Molière si ammala anche fisicamente. Fatica dopo fatica\, si spezza e\, pur nella consapevolezza di essere prossimo alla fine\, non cede\, non lascia andare niente: resta sul palcoscenico fino al suo quasi ultimo respiro.  \n\n\n\nNOTE \n\n\n\nLo scrittore russo Michail Bulgakov\, dopo che tutte le sue pièce furono proibite dal governo sovietico\, nel 1932 firmò un contratto per una biografia di Molière\, e l’anno successivo consegnò il manoscritto all’editore. Ossessionato da Molière fin dall’infanzia\, Bulgakov aveva già iniziato a interessarsi al commediante e drammaturgo francese a partire dal 1929\, quando scrisse La cabala dei bigotti\, pièce teatrale sulla vita di Molière\, anch’essa proibita dalla censura\, e messa in scena solamente nel 1936. Stessa sorte accadde al manoscritto contenente la biografia\, che non vide mai la pubblicazione\, se non quindici anni dopo la morte di Bulgakov. \n\n\n\nPer quale motivo Bulgakov era così ossessionato da Molière? Cosa lo affascinava?  \n\n\n\nMolière\, come Bulgakov\, ebbe a che fare sia con il potere (di re Luigi XIV)\, che con una vasta paludepopolata da individui mossi dall’invidia\, il cui unico scopo era l’annientamento di un avversario al di fuori della loro portata. Molière\, come Bulgakov\, incontrò la censura – a partire da Le preziose ridicole\, fino ad arrivare a quella più lunga ed estenuante del Tartufo – e\, godendo dell’appoggio del re\, lottò per le sue opere\, arrivando il più delle volte a una vittoria. \n\n\n\nNon riuscì\, però\, a rimanere indenne né da quella fatica cui era costantemente sottoposto\, né dai pettegolezzi e dalle malelingue che si svilupparono nei suoi confronti e che riguardavano anche la sua vita privata\, soprattutto il suo matrimonio con Armande\, di cui si vociferava che lui fosse il padre. Fu questa fatica che lo portò progressivamente ad ammalarsi. “Il suo intero organismo era sconvolto. Era malato in modo irrimediabile e andava precipitando sempre di più verso l’ipocondria”\, scrive Bulgakov. Lui\, che nel 1934\, in una lettera al fratello\, disse di essere affetto da un esaurimento del sistema nervoso\, e di essere sempre più malato. Due grandi autori che non hanno potuto fare altro che precipitare nella malattia. In un perpetuo movimento verso l’arte\, risucchiati dal loro profondo amore per il teatro e dal loro instancabile impegno\, hanno giocato ad un gioco pericoloso con la vita\, che presto è iniziata a venire meno\, e a condurre Molière tanto quanto Bulgakov rapidamente e irrimediabilmente alla loro fine. \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo: 3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY:"Istantanee di donna" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Un racconto scandito da volti di donna. Ascolteremo\, in forma di monologo\, la voce della Gioconda che racconta le lunghe sessioni di posa di fronte al più grande genio della pittura di tutti i tempi\, oppure il racconto di una grande cantante nera come Ella Fitzgerald che ci confida cosa significhi essere donna\, e nera\, in un mondo di maschi bianchi che detengono il potere\, oppure la voce amara e tagliente di Alda Merini che racconta la follia\, e la sofferenza di essere donna in cerca di emancipazione. Infine\, la voce flebile\, ma determinata\, di Madre Teresa di Calcutta\, che racconta l’essere donna e donarsi al servizio dei deboli\, o quella amara di Mia Martini\, alle prese con la delusione che rappresentano gli uomini\, le storie di donne vittime di soprusi\, violenze ed ingiustizie.
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:“L’ amore non lo vede nessuno” al Teatro Quirino
DESCRIPTION:“L’ amore non lo vede nessuno” il testo che Giovanni Grasso ha tratto dal suo omonimo romanzo\, è la terza prova teatrale dopo Fuoriusciti e Il Caso Kaufman presentato con successo la scorsa stagione e ancora in tournée in questa al San Ferdinando di Napoli e al Teatro Sociale di Brescia. \n\n\n\nProdotto da Teatro Quirino\, Centro Teatrale Bresciano e Mercadante di Napoli lo spettacolo chiude il Festival di Spoleto 2025. \n\n\n\nProtagonisti\, Giovanni Crippa\, Stefania Rocca e Franca Penone anche in questo caso con la regia di Piero Maccarinelli \n\n\n\nÈ un giallo? E cosa può c’entrare Dio con un giallo? Chi sono quelle due donne la sorella e l’amica? Chi è Federica morta in un incidente stradale? \n\n\n\nDa dove viene l’amore? Se sapessimo rispondere a questa domanda\, avremmo svelato il mistero della vita. \n\n\n\nQui in due spazi compresenti\, la casa piccolo borghese di Silvia\, sorella della giovane donna morta nell’incidente\, e un piccolo bar equivoco di periferia si confrontano le vite dei tre personaggi. \n\n\n\nOgni martedì pomeriggio in un anonimo bar Silvia incontra un affascinante sconosciuto che ha visto per la prima volta al funerale di Federica\, sono legati da un patto: lui le ha promesso di rivelarle ogni particolare della sua relazione con Federica\, lei in cambio si è impegnata a non fare ricerche per svelare l’identità del suo interlocutore \n\n\n\nMa fino a che punto siamo disposti a fidarci di uno sconosciuto? Fino a che punto possiamo svelare i nostri più intimi segreti e far conoscere le nostre profonde emozioni? \n\n\n\nL’amica Eugenia mette in guardia Silvia\, ma Silvia sempre più coinvolta in un crescendo di colpi di scena arriverà ad affrontare un groviglio di segreti e contraddizioni di Federica fra amori assoluti e giochi di potere. \n\n\n\nSaranno assolvenze e dissolvenze senza soluzione di continuità accompagnate dalle musiche di Antonio Di Pofi. \n\n\n\nL’amore non lo vede nessuno è un testo potente\, un’indagine spietata sul senso dell’esistenza che ci costringe davanti allo specchio con la parte più oscura di noi e ci interroga sulla necessità di perdonare e perdonarci. Piero Maccarinelli \n\n\n\nDate e orari \n\n\n\nMAR    3-feb-26 ore 21:00 \n\n\n\nMER     4-feb-26 ore 19:00 \n\n\n\nGIO      5-feb-26 ore 17:00 \n\n\n\nVEN     6-feb-26 ore 21:00 \n\n\n\nSAB      7-feb-26 ore 21:00 \n\n\n\nDOM    8-feb-26 ore 17:00 \n\n\n\nDATE TOURNÉE \n\n\n\n10-15 febbraio – TEATRO SAN FERDINANDO – Napoli \n\n\n\n17-22 febbraio – TEATRO SOCIALE – Brescia
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LOCATION:Teatro Quirino\, Via delle Vergini\, 7\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"La lettera" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:La lettera ha compiuto più di 30 anni; dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo\, l’hanno visto in Groenlandia e in Giappone\, in Argentina e in Spagna\, in Norvegia e in Italia… oltre 1800 repliche per questo piccolo\, perfetto meccanismo che continua a stupire\, anche dopo averlo visto decine di volte\, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista. \n\n\n\nPaolo Nani\, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti\, riesce a dar vita a 15 micro storie\, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa; nell’arco di 80 minuti non lascia un attimo di respiro\, inchioda lo spettatore\, lo seduce con una raffica di sorprese dal ritmo sfrenato e bislacco e lo fa in un modo unico\, alla Paolo Nani. \n\n\n\nImitarlo è impossibile. \n\n\n\nPerché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? Vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione\, dedizione\, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico. \n\n\n\nNote dell’autore \n\n\n\nIl tema de LA LETTERA è molto semplice: un uomo entra in scena\, si siede a un tavolo\, beve un sorso di vino che però sputa\, chissà perché\, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta\, la affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso\, esce. Tutto qui. La storia de LA LETTERA si ripete 15 volte in altrettante varianti come: all’indietro\, con sorprese\, volgare\, senza mani\, horror\, cinema muto\, circo\, ecc. LA LETTERA nasce come studio sullo stile\, sulla sorpresa e sul ritmo\, che vengono portati all’estremo della precisione ed efficacia comica\, nella costante evoluzione dello spettacolo\, in replica dal gennaio ’92. \n\n\n\nIl tema de LA LETTERA è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau “Esercizi di Stile”\, scritto nel 1947\, dove una breve storia è ripetuta 99 volte in altrettanti stili letterari.                                          Paolo Nani \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY: "Un Amore di Peso" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Marco Cavallaro torna in scena al Teatro de’ Servi\, dal 3 al 15 febbraio\, con il suo nuovo spettacolo UN AMORE DI PESO.  \n\n\n\n“Un Amore di Peso” è una storia che esplora l’amore attraverso il prisma dei pregiudizi sociali e delle differenze fisiche. Giorgio\, il protagonista\, è innamorato della bellissima Lara\, sua datrice di lavoro. Tuttavia\, il destino ha altri piani quando Cupido scocca una freccia e Giorgio si innamora perdutamente di Carla\, una donna completamente diversa da Lara. \n\n\n\nLe differenze tra Lara e Carla sono evidenti sia in termini calorici che sociali. Questa dicotomia mette Giorgio di fronte a un dilemma: ascoltare i giudizi della società o seguire il proprio cuore? Con l’aiuto del suo amico Mario\, Giorgio si trova a navigare tra battute\, commenti e critiche\, in una società che pone l’apparire al di sopra dell’essere. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli  \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21sabato ore 17.30 e ore 21domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Lungo viaggio verso la notte" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:durata spettacolo: 2 ore e 45 minuti con intervallo \n\n\n\nIl grande teatro di parola torna protagonista al Teatro Argentina con il maestro Gabriele Lavia che\, dal 4 al 15 febbraio\, porta in scena il capolavoro del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill\, Lungo viaggio verso la notte\, un’opera-confessione che scava negli abissi di un fallimento familiare senza riscatto. \n\n\n\nScritto nei primi anni Quaranta (tra il 1941 e il 1942 con prima assoluta nel febbraio 1956 a Stoccolma) e insignito del Premio Pulitzer postumo nel 1957 (dopo la morta dell’autore)\, il dramma si consuma nell’arco di una sola\, interminabile notte\, tra le pareti di una casa borghese\, in un nucleo familiare prigioniero dei propri demoni tra conflitti\, dipendenze e segreti dolorosi. \n\n\n\nL’opera è un’impietosa confessione autobiografica\, un viaggio spietato all’indietro nella memoria dell’autore: la “casa-prigione” descritta da O’Neill è il riflesso della sua infanzia\, segnata da un padre attore di successo e da legami corrosi dal tormento. Al centro della vicenda è la famiglia Tyrone e la sua dolorosa intimità\, composta da un attore celebre ormai al tramonto\, una madre fragile vittima della dipendenza da oppiacei e due figli lacerati da una lotta autodistruttiva tra amore e riscatto. Un dramma\, potente e struggente che vede sulla scena Gabriele Lavia (James Tyrone) con Federica Di Martino (Mary Tyrone\, sua moglie)\, affiancati da Jacopo Venturiero (Jamie Tyrone\, loro primogenito)\, Ian Gualdani (Edmund Tyrone\, secondogenito)\, Beatrice Ceccherin (Cathleen\, cameriera)\, insieme per condurre il pubblico in un cortocircuito di accuse e tenerezze\, in un’atmosfera intrisa di quella violenza psicologica che solo i legami di sangue sanno generare. \n\n\n\n«“La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta\, in fondo\, è proprio casa sua – afferma Gabriele Lavia – qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera\, davvero amara\, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di Amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina.» \n\n\n\nLungo viaggio verso la notte vanta una storia illustre: l’opera ha avuto numerose messe in scena in tutto il mondo\, con la prima in Italia nel 1957 al Teatro Valle di Roma per la regia Renzo Ricci. Dell’opera\, Sidney Lumet diresse la regia per il primo adattamento cinematografico nel 1962\, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. Oggi\, questa nuovo allestimento riporta al centro la potenza rigeneratrice della tragedia moderna\, affidandola alla sensibilità del maestro Gabriele Lavia per confermare come la scena sia ancora lo specchio più nitido della fragilità umana. \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari: mercoledì 4\, martedì e venerdì ore 20 I giovedì 5\, mercoledì 11 e sabato ore 19 I giovedì 19 e domenica ore 17 \n\n\n\nDurata spettacolo: 2 ore e 45 minuti con intervallo \n\n\n\n                                                       _____________________________ \n\n\n\nTOURNÉE LUNGO VIAGGIO VERSO LA NOTTE \n\n\n\nDAL 19 AL 22 FEBBRAIO SALERNO – T. VERDI \n\n\n\nDAL 25 AL 26 FEBBRAIO FOGGIA – T. GIORDANO \n\n\n\nDAL 28 FEBBRAIO AL 1° MARZO REGGIO C. – T. CILEA  \n\n\n\nDAL 3 ALL’8 MARZO PALERMO – T. BIONDO \n\n\n\n10- 11 MARZO TARANTO – T. FUSCO \n\n\n\nDAL 13 AL 15 MARZO BARLETTA – T. CURCI \n\n\n\nDAL 17 AL 22 MARZO NAPOLI – T. BELLINI \n\n\n\n24- 25 MARZO ASCOLI – T.V. BASSO \n\n\n\nDAL 27 AL 29 MARZO FERRARA – T. COMUNALE \n\n\n\nDALL’11 AL 19 APRILE BERG. – T. DONIZETTI \n\n\n\n21 APRILE THIENE – T. COMUNALE
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SUMMARY:Il gabbiano di Čechov al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Giuliana De Sio e Filippo Dini sono i protagonisti de Il gabbiano di Anton Čechov\, per la regia dello stesso Dini\, nei ruoli di Irina Arkadina e Boris Trigorin\, in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 4 all’8 febbraio nell’allestimento coprodotto da Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. \n\n\n\nCompletano il cast Virginia Campolucci (Nina)\, Enrica Cortese (Maša)\, Gennaro Di Biase (Il’ja Šamraev)\, Giovanni Drago (Kostantin ‘Kostja’ Treplev)\, Angelica Leo (Polina Andreevna)\, Valerio Mazzuccato (Petr Sorin)\, Fulvio Pepe (Evgeneij Dorn)\, Edoardo Sorgente (Semen Medvedenko). \n\n\n\nScene e costumi\, in stile contemporaneo\, sono firmati rispettivamente da Laura Benzi e Alessio Rosati\, le luci sono di Pasquale Mari e le musiche di Massimo Cordovani. \n\n\n\nRepliche fino all’8 febbraio. \n\n\n\nLa storia de Il gabbiano è nota: un gruppo di persone di diverse età\, collegate tra loro da vincoli di parentela e non\, si riunisce in una casa di campagna in riva a un lago nel tentativo di fuggire al grigiore del proprio destino. Fra le diverse storie che si intersecano emerge con prepotenza la vicenda del giovane Kostja\, che desidera risollevarsi da quel grigiore attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per la sua coetanea Nina\, che sogna di diventare attrice\, e fomentato dal tentativo di opporsi con veemenza e passione alla madre\, la famosa attrice Irina Arkadina\, fidanzata con Trigorin\, un importante scrittore assai più giovane di lei.  \n\n\n\nLa commedia si sviluppa attraverso una sorta di parabola discendente\, che precipita nel gorgo dell’illusione. Parte dalla gioia\, dalla passione\, nell’eccitazione divertita del gioco: nel primo atto Kostja mette in scena un testo che ha appena scritto\, a recitarlo è la sua innamorata. Ma lo spettacolo finisce prima del previsto\, perché lo stesso autore-regista lo interrompe in quanto infastidito dai commenti del pubblico\, in particolare da quelli di sua madre. Tutto\, da questo momento in poi\, precipiterà abbastanza velocemente\, fino a culminare nel punto nevralgico della vita di ognuno di noi: quell’istante in cui ciò che era desiderato e auspicabile\, che si tratti di un amore o di un’ambizione professionale o artistica\, per la prima volta si delinea nella nostra mente e nel nostro cuore come irrinunciabile e possibile. \n\n\n\nL’ultimo atto de Il gabbiano mostra come tutti i tentativi e le pulsioni di riscatto messi in atto da parte dei personaggi si siano scontrati contro il muro della quotidianità e abbiano modificato le vite di tutti trasformandole in orribili esistenze colme di rimpianti. \n\n\n\n«L’autore – spiega il regista Filippo Dini – sembra voler precipitare\, in maniera inesorabile e priva di speranza\, ciascuno dei suoi personaggi nell’impossibilità di realizzare un personale miglioramento nella vita o la consacrazione delle proprie ambizioni. L’intero dramma è una testimonianza dell’assurdità del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato\, prima o poi\, all’insuccesso; come dovesse occorrere un’energia sovrumana per gettare una passerella sull’abisso che separa il sogno dalla realtà. O meglio\, credo voglia indicarci in che modo\, secondo quali principi e per quali cause\, le migliori e più nobili pulsioni sono destinate a fallire. Čechov sembra voler rappresentare una metafora di tutta l’umanità; come in un esperimento\, mette insieme dieci esseri che\, se inseriti nello stesso ambiente vitale\, se fatti interagire\, non potranno far altro che soccombere e fallire nei loro intenti». \n\n\n\nQuesto nuovo allestimento del celebre dramma di Čechov trova sorprendenti assonanze con l’epoca di crisi che stiamo vivendo: «L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità – aggiunge il regista – stanno proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione». \n\n\n\n_____________ \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLa storia de Il gabbiano è molto nota: un gruppo di persone\, di diverse età e collegate tra loro da vincoli di parentela e non\, si riuniscono casualmente in una casa di campagna in riva a un lago e qui dibattono per tre atti\, nel tentativo di fuggire al grigiore del loro destino. Fra le diverse storie che si intersecano nella pièce\, emerge con prepotenza la vicenda del giovane Kostja\, che desidera risollevarsi da quel grigiore attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per la sua coetanea Nina\, che sogna di diventare attrice\, e fomentato dal tentativo di opporsi con veemenza e passione alla madre\, la famosa attrice Irina Arkadina\, fidanzata con l’importante scrittore Boris Trigorin\, assai più giovane di lei.  \n\n\n\nLa commedia nei primi tre atti\, si sviluppa attraverso una sorta di parabola discendente\, che precipita nel gorgo dell’illusione. Parte nella gioia\, nella passione\, nell’eccitazione divertita del gioco\, parte con il Teatro: nel primo atto Kostja mette in scena un testo che ha appena scritto\, lo presenterà al mondo\, e a recitarlo sarà la sua innamorata\, che sogna di fare l’attrice. Come dice il maestro\, innamorato di Masa: «Questa sera le loro anime nell’ansia di dar corpo a una stessa identica immagine\, una di quelle immagini di cui vive l’arte\, diventeranno un’anima sola». Non succederà. Lo spettacolo finirà prima del previsto\, perché sarà lo stesso autore/regista ad interromperlo\, poiché infastidito dai commenti del pubblico\, in particolare da quelli di sua madre. Tutto\, da questo momento in poi\, precipiterà abbastanza velocemente\, fino a culminare nel punto nevralgico della vita di ognuno di noi: quell’istante in cui ciò che era desiderato e auspicabile\, solo sognato e irraggiungibile\, che si tratti di un amore o di un’ambizione professionale o artistica (Čechov sembra farli procedere sempre insieme)\, per la prima volta si delinea nella nostra mente e nel nostro cuore\, come irrinunciabile e possibile. È il giorno in cui diciamo a noi stessi che non si potrà tornare indietro\, è il giorno in cui i nostri sogni stanno per diventare il nostro domani. Qui Čechov chiude il terzo atto: Medvedenko sposerà Masa\, Trigorin e l’Arkadina ripartiranno per Mosca\, Kostja diventerà uno scrittore\, Nina diventerà un’attrice\, e inizierà una relazione con Trigorin. \n\n\n\nIl quarto atto\, che costituisce un racconto autonomo e indipendente\, anche cronologicamente\, poiché si svolge due anni dopo i precedenti\, narra di come tutti i tentativi e le pulsioni di riscatto messe in atto da parte di tutti i personaggi\, si siano scontrate contro il muro della quotidianità e abbiano modificato le vite di tutti\, trasformandole in orribili esistenze colme di rimpianti. \n\n\n\nIl nostro autore sembra voler precipitare\, in maniera inesorabile e priva di speranza\, ciascuno dei suoi personaggi\, nell’impossibilità di realizzare un personale miglioramento nella vita o la consacrazione delle proprie ambizioni. L’intero dramma è una testimonianza dell’assurdità del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato\, prima o poi\, all’insuccesso; come dovesse occorrere un’energia sovrumana per gettare una passerella sull’abisso che separa il sogno dalla realtà. O meglio\, credo voglia indicarci in che modo\, secondo quali principi e per quali cause\, le migliori e più nobili pulsioni sono destinate a fallire. \n\n\n\nLa vicenda si svolge in un non luogo ai confini del mondo\, popolato da un piccolo gruppo di esseri speciali per la loro impossibilità a convivere. Čechov sembra voler rappresentare una metafora di tutta l’umanità; come in un esperimento\, mette insieme dieci esseri che\, se inseriti nello stesso ambiente vitale\, se fatti interagire\, non potranno far altro che soccombere e fallire nei loro intenti.  \n\n\n\nQuesta umanità in miniatura ci racconta di come possa accadere che le nostre migliori energie\, i nostri più luminosi talenti\, il nostro amore più appassionato\, possano tutti essere stravolti e corrotti secondo le leggi del consorzio umano nel quale tentiamo di esprimerli. L’allegra comitiva de Il gabbiano\, pur partendo con le migliori intenzioni\, si dirige verso l’oblio\, inesorabilmente. \n\n\n\nL’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione\, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn. Filippo Dini
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SUMMARY: "Anime in Affitto" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Una grande attesa per un cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Roma un appuntamento imperdibile all’OFF/OFF Theatre (Via Giulia 19\,20\,21) da mercoledì 4 febbraio ore 21.00\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore. Lo spettacolo sarà in scena fino domenica 8 febbraio. \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente … in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere – tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo la tappa romana\, lo spettacolo sarà in scena il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia. \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/ \n\n\n\nFB: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/ – IG: https://instagram.com/offoff.theatre?igshid=MzRlODBiNWFlZA==
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SUMMARY:Amadeus di Peter Shaffer al Teatro Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:Il capolavoro di Peter Shaffer tra grande teatro\, visione contemporanea e dialogo con il cinema \n\n\n\nCostumi Premio Ubu di Antonio Marras. Un evento speciale al Teatro Giuditta Pasta \n\n\n\nC’è una storia che il teatro continua a raccontare perché non smette di parlarci: quella del talento\, dell’ambizione\, dell’ombra che nasce quando il genio appare. Amadeus di Peter Shaffer\, nella regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, va in scena al Teatro Giuditta Pasta giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 20.45\, riportando sul palco uno dei conflitti più affascinanti della storia dell’arte occidentale. \n\n\n\nIl confronto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart prende forma in una tragicommedia che alterna leggerezza e abisso\, ironia e inquietudine. Non un racconto storico\, ma una parabola teatrale sul desiderio di essere riconosciuti\, sulla frustrazione\, sulla lucidità dolorosa di chi vede il genio e sa di non possederlo. La regia costruisce un flusso narrativo compatto\, quasi cinematografico\, che accompagna lo spettatore senza concessioni al didascalico. \n\n\n\nLa forza visiva dello spettacolo passa anche dai costumi firmati da Antonio Marras\, vincitore del Premio Ubu per i Migliori Costumi proprio per Amadeus\, che reinventano il Settecento come spazio mentale prima ancora che storico. Abiti sontuosi\, attraversati da scarti contemporanei\, capaci di trasformare il palcoscenico in un luogo sospeso\, dove il passato diventa materia viva e perturbante. Marras immagina un Settecento sontuoso e visionario\, con abiti che diventano racconto\, atmosfera\, segno drammaturgico\, contribuendo in modo decisivo alla potenza visiva dell’allestimento. \n\n\n\nCon la sua energia pop e una straordinaria forza spettacolare\, la messa in scena restituisce Amadeus come una tragicommedia tesa e travolgente\, in cui il racconto del confronto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart si sviluppa con ritmo incalzante\, alternando ironia\, inquietudine e vertigine emotiva. La regia costruisce un vero e proprio viaggio teatrale\, compatto e immersivo\, dove il pubblico viene trascinato senza mai perdere intensità o leggerezza. \n\n\n\nL’interpretazione di Ferdinando Bruni nei panni di Salieri è magnetica e multiforme: un personaggio che attraversa le età della vita con continui mutamenti di voce\, corpo e intenzione. Accanto a lui\, un Mozart giovane\, irriverente e spiazzante\, incarnazione di una modernità che destabilizza e affascina. Il risultato è uno spettacolo di grande impatto\, capace di coinvolgere un pubblico ampio senza rinunciare alla profondità \n\n\n\nLo spettacolo sarà preceduto alle ore 20.00 dall’incontro “Oltre il Sipario”\, condotto da Chiara Palumbo\, occasione di avvicinamento alla visione e alle sue chiavi di lettura. \n\n\n\nTeatro e cinema: un percorso condiviso \n\n\n\nAmadeus è incluso in due abbonamenti speciali: uno dedicato al cinema e uno al teatro\, concepiti come un percorso che intreccia scena e grande schermo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Teatro Giuditta Pasta e il Cinema Silvio Pellico e propone tre appuntamenti in cui la visione dello spettacolo teatrale si affianca alla proiezione del film corrispondente. Un dialogo tra linguaggi diversi che offre al pubblico un’occasione di approfondimento e confronto tra teatro e cinema. \n\n\n\nEvento speciale gratuito su prenotazione \n\n\n\nIO LI CONOSCO BENE – teatro e cinema raccontati da Maurizio PorroSabato 28 febbraio 2026 ore 16.00 \n\n\n\nIl giornalista e critico del Corriere della Sera Maurizio Porro incontrerà il pubblico per un dialogo dedicato al rapporto tra teatro e cinema\, ai grandi testi e alle loro trasposizioni\, alle affinità e alle differenze tra due forme d’arte profondamente intrecciate.L’incontro sarà moderato da Chiara Palumbo\, che accompagnerà anche il pubblico negli appuntamenti Oltre il Sipario prima degli spettacoli teatrali.Le proiezioni al Cinema Silvio Pellico saranno introdotte da Laura Succi. \n\n\n\nDalle note di regia \n\n\n\nLa leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici\, in linea di massima\, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.  \n\n\n\nAntonio Salieri è\, meritatamente\, uno dei più famosi compositori della sua epoca\, vive in una posizione di assoluto privilegio\, le sue opere sono note e apprezzate\, è un artista raffinato\, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto tra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti. \n\n\n\nMozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee\, il suo personaggio\, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart\, piano piano\, senza mai esporsi\, fino all’annientamento\, fino alla morte. \n\n\n\nIl testo di Shaffer inizia a Vienna nel 1823\, Antonio Salieri\, vecchio\, dimenticato e prossimo alla morte\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart – Ama-deus\, colui che ama Dio e che da Dio è amato – conclusasi con la morte del giovane e geniale compositore trent’anni prima. Peter Shaffer inventa un ‘capriccio’ allucinato e potente\, sicuramente non un testo ‘storico’\, ma un apologo sull’invidia\,  con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri\, mediocre anche nella cattiveria\, non ha avvelenato Mozart\, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto\, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano\, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità. \n\n\n\nAmadeus di Peter Shaffer uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – costumi Antonio Marras con Ferdinando Bruni e con Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – produzione Teatro dell’Elfo – con il contributo di NEXT
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SUMMARY:“Storie di Boxe” al Teatro Petrolini
DESCRIPTION:La Realtà Teatrale Skenexodia\, sotto la direzione artistica di Luca Guerini\, presenta giovedì alle 21 a Roma presso il Teatro Petrolini la produzone “Storie di Boxe”\, un’esplorazione intensa e coinvolgente del mondo combattuto e complesso della boxe\, ispirata al racconto “Il bruto delle caverne” di Jack London (autore di Zanna Bianca\, Il richiamo della foresta…). Lo spettacolo intreccia sport e dramma\, realtà e metafora per raccontare una storia che va ben oltre il ring\, toccando temi universali come la lealtà\, la corruzione\, il valore umano e la dignità personale.  \n\n\n\nQuello che colpisce in questa produzione è che Skenexodia ci presenta Jack London come profondo osservatore dell’essere umano in situazioni limite. In “Il bruto delle caverne”\, l’autore decostruisce l’immagine romantica del pugilato per mostrarne le contraddizioni: da sport eroico e puro\, diventa metafora di un sistema sociale forse più corrotto dei guantoni stessi.  \n\n\n\nLa trama segue le vicende di un giovane cresciuto nei boschi\, un “bruto” dal cuore buono e dall’istinto naturale combattivo\, che decide di affidarsi a un allenatore con l’ambizione di conquistare il titolo mondiale. Nel corso del suo percorso scopre\, con crescente delusione\, un mondo sportivo infestato da partite truccate\, scommesse clandestine e pratiche sleali. Questo conflitto tra aspirazione idealistica e compromesso morale costituisce il nucleo drammatico dell’opera.  \n\n\n\nLa scelta di portare questo testo sul palcoscenico nasce dalla volontà di Skenexodia di dialogare con il pubblico in modo diretto e coinvolgente\, utilizzando il teatro non solo come intrattenimento\, ma come strumento di riflessione culturale e sociale. Come afferma lo stesso regista Luca Guerini\, la boxe è qui una metafora potente: non si tratta semplicemente di mostrare incontri o pugili\, ma di affrontare i valori sani dello sport\, la sfida alla corruzione e il ruolo dell’individuo in una comunità complessa.  \n\n\n\nIl dramma scenico coinvolge un cast di attori di grande esperienza: Emanuele Baldoni\, Corrado Bega e Roberta Sarti offrono interpretazioni intense e credibili\, dando voce ai dilemmi interiori dei personaggi e facendo emergere con forza i temi etici e morali del testo. Le loro performance incarnano la tensione tra forza e vulnerabilità\, tra spirito di competizione e integrità morale\, rendendo palpabile l’impatto umano delle scelte che si celano dietro ogni combattimento.  \n\n\n\nNon sarà l’unica data nel Lazio per Skenexodia che domenica 08 febbraio porta ad Anagni presso Casa Barnekow il giallo al contrario “Le cose che ti fanno sentire vivo” con Vincenzo Filice. Seguiamo in questo spettacolo interattivo gli ultimi minuti di vita di un adolescente difficile che\, prima di suicidarsi\, ha deciso di uccidere una persona tra quelle che lo hanno indotto al tragico epilogo. Chi sceglierà? Riuscirete ad indovinare la vittima?
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LOCATION:Teatro Petrolini\, Via Rubattino\, 5\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:Callas\, Callas\, Callas al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Nel centenario della nascita di Maria Callas l’omaggio di COB Compagnia Opus Ballet diretta da Rosanna Brocanello\, ha una particolare valenza anche per l’originalità che l’ha ispirato: affidare a tre giovani\, e già affermati\, coreografi dal linguaggio contemporaneo\, una creazione a serata\, che rifletta la loro personale visione della leggendaria artista\, senza però volerla raccontare descrivendola. Tre sguardi differenti\, quindi\, tre approcci e restituzioni in danza che il bel titolo già evidenzia. Titolo che è anche un invito\, per lo spettatore\, a scoprire o ritrovare tra le pieghe di un movimento o la coralità dell’ensemble\, tra le sonorità elettroniche o i frammenti di arie celebri disseminati nell’architettura coreografica\, tra una luce o un costume che sagoma gesti e posture\, la propria Callas. O magari un’altra\, inedita\, che la danza astratta può suggerire\, evocare\, imprimere nell’atmosfera e nella memoria. Di sicuro riconosceremo\, contaminate o appena palesate\, tre celebri arie: da Tosca\, Norma\, Carmen.
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LOCATION:TPE Teatro Astra\, Via Rosolino Pilo\, 9\, Torino\, ITA\, 10143\, Italia
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SUMMARY:"BUIO" al Teatro Parioli Costanzo
DESCRIPTION:Dopo il successo della passata stagione\, torna in scena al Teatro Parioli Costanzo dal 5 all’8 febbraio 2026 lo spettacolo BUIO\, testo scritto e diretto da Filippo Gentile. Protagonista Ernesto Lama\, con Savina Scaramuzzino\, Andrea Corallo e Giulia Bornacin.  \n\n\n\n“Cosa resta di noi quando i ricordi iniziano a svanire? Mario\, un uomo che ha vissuto nell’ombra dell’egocentrismo\, si ritrova a fare i conti con la perdita di memoria. In un ultimo slancio di lucidità\, registra su una cassetta la storia della sua vita\, nella speranza di ricordare chi è stato e\, forse\, di diventare una persona migliore”. \n\n\n\nNote di Filippo Gentile \n\n\n\nBuio è uno spettacolo che nasce da due necessità: una intrinseca di ogni artista e una puramente personale. La prima è la necessità comunicativa\, o più semplicemente la “presunzione” di avere qualcosa da dire e la spocchia che quel qualcosa sia anche interessante per qualcuno. La seconda è una necessità che a me piace chiamare “educativa” quella cioè di lasciare un messaggio al pubblico.  \n\n\n\nQuesto spettacolo parla di malattia\, parla di conflitti e parla di lutto\, ma giuro che è una commedia.  \n\n\n\nMario è un uomo cinico\, solo per scelta\, che combatte con i suoi rimorsi usando come arma l’ironia; ma sfortunatamente viene colpito da una demenza precoce e decide di registrare\, prima di degenerare\, la sua vita attraverso i ricordi\, creando così un secondo protagonista nell’intreccio narrativo. Risentendo la sua vita Mario\, che si ritrova ad essere una “tabula rasa” decide di cambiare chi lui sia partendo da ciò che è stato.  \n\n\n\nMarco\, il fratello minore\, è quasi l’opposto di Mario\, pragmatico\, serio ed estremamente verticale si ritrova a dover crescere una figlia da solo dopo che ha perso sia la moglie che un figlio. La malattia del fratello lo porta a prenderlo in casa con lui\, questo porta entrambi a combattere la malattia con lo scherzo rintracciando i loro rapporti a partire dall’ironia che li contraddistingue. fino a quando non è costretto a prendere una decisione quasi drastica. \n\n\n\nElisa\, la figlia di Marco\, è una ragazza tormentato dal lutto in eterno contrasto col padre. Si sente in gabbia in un rapporto genitore figlia in cui è stata costretta dagli eventi\, senza una madre e senza un fratello incapace di tessere rapporti per paura di poter perdere anche loro. Si ritrova a 21 anni a fare da balia allo zio che cerca di sdebitarsi con lei mandandole forte messaggio.  \n\n\n\nÈ un testo che parla di memoria. La memoria come maestra\, i ricordi che definisco chi siamo\, anche quando quei ricordi vorremmo ignorarli  \n\n\n\nOrari Repliche  \n\n\n\nGio05/02/202621:00Ven06/02/202621:00Sab07/02/202621:00Dom08/02/202617:00
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SUMMARY:"Ring - Titolo dei medi" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Durante l’incontro per il titolo nazionale dei medi\, mentre sta combattendo uno dei match più importanti di tutta la sua carriera\, Claudio Castelli\, uno dei due contendenti\, rivive nella sua memoria tutti gli avvenimenti che fin dal suo primo ingresso in palestra lo hanno portato a quell’incontro. Momenti fondamentali della sua vita che vedono protagonisti chi in quegli attimi era con lui: le due persone più importanti della sua vita\, Artemio il suo anziano allenatore e Moira\, la sua giovane moglie. Due persone che non si sono mai amate né stimate e con ambizioni sociali e personali diametralmente opposte\, che per tutta la vita hanno sempre cercato di trascinarlo dalla propria parte. \n\n\n\nEcco quindi che nel corso del match che Castelli ed il suo avversario stanno sostenendo\, diventa chiaro che il vero\, spietato scontro di quella sera non è quello sul ring ufficiale tra i due leali pesi medi\, ma quello senza scrupoli che sta avvenendo in un ring oscuro e esistenziale tra quelle due mediocrità umane. Un combattimento all’ultimo sangue dove la vittoria o la sconfitta di Castelli sancirà definitivamente la vittoria di uno e la sconfitta dell’altro. Una sfida tra due ombre\, umane e oscure\, con al centro un uomo\, trasformato nella meridiana della sua stessa esistenza. \n\n\n\nDi Alessandro Canale – Con Emanuele Cecconi e Anna Dall’Olio – Regia Salvatore Cuomo e Valerio Palozza – assistente alla regia: Maria Di Massa – scenografie:  Martina Fanfarillo – costumi: Madame Almalè – luci e fonica: PZT – organizzazione: Alessandra Romano – produzione: PIANO ZERO TEATRO \n\n\n\nBiglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it/
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SUMMARY:"Regina Madre" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Alessandra Ferro ci ha ormai abituati\, sul palco di Teatrosophia\, a interpretazioni di grande originalità e intensità. La ritroveremo in scena in Via della Vetrina anche in veste di regista\, alla guida di una tragicommedia di Manlio Santanelli\, autore centrale del teatro italiano contemporaneo. Un’opera in cui il comico si intreccia con il tragico e il grottesco\, trasformandosi in un potente strumento di indagine psicologica e sociale. \n\n\n\nLa vecchia signora “Regina” riceve la visita del figlio Alfredo\, giornalista e marito fallito che ha deciso di stabilirsi nella casa materna apparentemente per prendersi cura della madre malata. Ben presto tra i due si instaura uno scambio ininterrotto di accuse\, menzogne e amari ricordi del passato. La madre autoritaria e dominante scoprirà che il vero intento senza scrupoli del figlio è realizzare uno scoop giornalistico sul decorso della sua malattia e l’imminente morte. Madre e figlio si inseguono\, si cercano e si respingono in un intenso duello emotivo\, fin quando\, senza vincitore né vinto\, con un improvviso colpo di scena interverrà il destino. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: Giovedì a venerdì – ore 21:00 – Sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682
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SUMMARY:"Insieme a EVO\, per il bene comune\, la salute\, il territorio”\, alla Scuderie Estensi di Tivoli
DESCRIPTION:A Tivoli si presentano i numeri dello studio di mercato sulle potenzialità dell’oleoturismo \n\n\n\n Si terrà  venerdì 6 febbraio alle ore 17:00\, presso le ScuderieEstensi di Tivoli (Piazza Giuseppe Garibaldi)\, l’ultima tappa del progetto “Insieme a EVO\, per il bene comune\, la salute\, il territorio”\, dedicato alla presentazione dei risultati dello studio di mercato sull’oleoturismo. \n\n\n\nL’iniziativa è stata realizzata con il contributo della Regione Lazio e dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura – Arsial\, e rappresenta il momento conclusivo di un percorso di ascolto e confronto che ha coinvolto gli operatori della filiera olivicola e oleo-turistica del territorio dell’area tiburtina\, della sabina romana e della valle dell’Aniene. \n\n\n\nNel corso dell’incontro verranno illustrati dati\, suggerimenti e proposte emerse dallo studio\, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva comeprodotto d’eccellenza\, leva di sviluppo sostenibile\, identitario ed economico per i territori. \n\n\n\nDopo l’accoglienza dei partecipanti\, i lavori si apriranno con i saluti istituzionali dell’On. Alessandro Palombi\, Sindaco di Palombara Sabina\, dell’Asssessore al Bilancio e Agricoltura della Regione LazioGiancarlo Righini e del Sindaco di Tivoli Marco Innocenzi. \n\n\n\nSeguirà la presentazione dei risultati dello studio a cura di Livio Terilli\, docente di marketing\, titolare dell’Azienda Agricola Agriturismo Il Torrino dei Gelsi\, nonché ideatore del progetto \n\n\n\nCuore dell’evento sarà la tavola rotonda “Radici\, identità e accoglienza: il valore dell’oleoturismo”\, che vedrà il confronto tra rappresentanti del mondo istituzionale\, economico e produttivo\, tra cui: il Presidente di ISMEA Livio Proietti\, il Presidente dell’ARSIAL Massimiliano Raffa\, l’Avv. Manuela Traldi\, Presidente della Camera di Commercio Italo Azerbaigiana\, Giovanni De Vita\, Consigliere diAmbasciata e coordinatore del Tavolo Turismo delle Radici (MAECI)\, il Presidente di Confagricoltura Roma Aurelio Ferrazza\, e Davide Granieri\, in qualità di Presidente Consorzio Olivicolo Italiano. Aconcludere gli interventi sarà  Alfredo D’Antimi\, Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. \n\n\n\nL’evento si concluderà con un aperitivo a cura dello Chef del ristorante La Sibilla di Tivoli. \n\n\n\nIl convegno si propone come un’importante occasione di dialogo tra istituzioni\, imprese agricole\, operatori turistici\, ristorazione e accoglienza\, per rafforzare una visione comune sull’oleoturismo quale \n\n\n\nstrumento di promozione del territorio\, tutela della salute e sviluppo locale. \n\n\n\n“Da Settembre – sottolinea il Dott. Livio Terilli – con questo progetto abbiamo intrapreso un percorso insieme a tantissime realtà che incontro dopo incontro hanno saputo fare squadra\, fino a parlare un linguaggio comune\, quello del territorio. I risultati dello studio di settore\, che mappano bisogni e potenzialità di un settore importante come quello olivicolo e oleoturistico\, fotografano una situazione che chiede investimenti e rilancio\, esprimendo ampi orizzonti di sviluppo\, aprendo frontiere fino ad oggi inesplorate\, a vantaggio non soltanto delle aziende agricole e del comparto turistico\, ma di tutte le aree interne del Lazio”.
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SUMMARY:Mostra fotografica personale di Italo Tonni al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:Italo Tonni si spegne a Roma il 29 maggio 2011\, lasciando un’eredità fotografica di inestimabile valore che racconta non solo la storia del cinema ma anche della società italiana del Novecento. \n\n\n\nNasce a Roma nel 1937 in una famiglia modesta. Suo padre\, litografo e dipendente statale per l’Aeronautica Militare\, gli regala a 14 anni la sua prima macchina fotografica\, una Rolleiflex 4×4. È cosi che inizia la sua avventura nel mondo della fotografia. \n\n\n\nA soli 17 anni\, con spirito imprenditoriale e grande creatività\, inventa un concorso fotografico sullo stile di “Bimbi Belli”\, in cui vendeva ai genitori una foto stampata dei propri figli e\, ogni settimana\, lo scatto del bambino più bello veniva pubblicato su un quotidiano locale. Partito da Roma e dintorni\, il progetto lo porta a viaggiare per tutta Italia per circa due anni. \n\n\n\nConclusa questa esperienza\, inizia a lavorare per l’agenzia fotogiornalistica Roma Press Photo’s. Sono i mitici anni della “Dolce Vita” romana\, e si ritrova giovanissimo a fare il paparazzo\, immortalando le celebrità dell’epoca fianco a fianco con colleghi come Rino Barillari. In questi anni nasce anche il suo rapporto professionale e di amicizia con il giornalista Gianni Minà. La sua carriera prende una svolta decisiva nel 1964 quando viene chiamato come fotografo di scena per due film destinati a fare la storia del cinema: Per un Pugno di Dollari di Sergio Leone e La Battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. È l’inizio di un amore professionale per il cinema che lo porterà a lavorare su circa 90 film\, collaborando con grandi registi e attori. \n\n\n\nGrazie a suo figlio Riccardo Tonni\, Direttore della fotografia e Presidente del Centro Culturale Artemia\, questo “tesoro fotografico” della nostra cultura cinematografica e non solo\, è stato recuperato e messo a disposizione del pubblico in una mostra fotografica intitolata “PER UN PUGNO DI FILM” che sarà esposta dal 6 al 22 febbraio 2026 nella Sala Lydia Biondi del Centro Culturale Artemia e sarà possibile visitarla gratuitamente da 1 ora prima fino ad 1 ora dopo la fine di ogni spettacolo in programma per la rassegna di teatro sperimentale “SperimentArti”. \n\n\n\nProgramma SperimentArti: \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 31 gennaio al 1 febbraio 2026 \n\n\n\n• UNA FINTA DOPO L’ALTRA \n\n\n\nScritto e diretto da Georgia de’ Conno\, Pier Paolo Palma e Riccardo Pisani \n\n\n\ninterpretato da Pier Paolo Palma \n\n\n\nContestualmente Teatro (Napoli) e Red Roger – Compagnia Teatrale (Benevento) \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 6 al 8 febbraio 2026 \n\n\n\n• SUPERPOWDER \n\n\n\nScritto da Federico ValdiRegia Giacomo CremaschiCon: Francesca Cordioli\, Sara Todisco\, Federico Valdi e Massimiliano ViolaCollettivo Tapullo \n\n\n\nDal 13 al 15 febbraio 2026 \n\n\n\n• GLI AMICI DEGLI AMICI \n\n\n\nScritto da Franca De Angelis \n\n\n\nliberamente ispirato al racconto omonimo di Henry James \n\n\n\ndiretto da Christian Angeli \n\n\n\ninterpretato da Patrizia Bernardini\, Francesco Polizzi\, Giulia Sanna e Leonardo Califano \n\n\n\nScostuMato Teatro \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 20 al 22 febbraio 2026 \n\n\n\n• LA CIPOLLA \n\n\n\nScritto da Viola ProvenzanoRegia Lorenzo BitettiCon: Marta Dell’Atti\, Virginia Isernia\, Lavinia MazzucchiArtInAtto \n\n\n\nAccompagna gli spettacoli: \n\n\n\nDal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi \n\n\n\n• PER UN PUGNO DI FILMMOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI \n\n\n\n50 anni di cinema e fotogiornalismo \n\n\n\nIngresso spettacoli: € 12Ingresso mostra: OMAGGIOTessera associativa 2026 nuovi soci: € 3PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo.
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SUMMARY:"LA PACE NON BASTA" al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Sullo sfondo della pineta toscana del Tombolo\, tra Pisa e Livorno\, si snoda il racconto di una storia d’amore tra Pia e Damasco. Cronache dal dopoguerra italiano diventa così una lucida e necessaria riflessione su ciò che resta dopo le guerre\, dopo tutte le guerre: territori segnati da campi minati e povertà\, da devastazione e miseria che persistono anche quando la pace è stata firmata. È il tempo del dopoguerra\, quando gli uomini continuano a perdere la vita per liberare la terra dalle mine e le donne\, private di ogni alternativa\, sacrificano il proprio corpo alla sopravvivenza attraverso la prostituzione. \n\n\n\nLo spettacolo teatrale\, prodotto da EMERGENCY ONG Onlus e interpretato da Silvia Napoletano e Francesco Grossi\, con la regia e la drammaturgia di Patrizia Pasqui\, sarà in scena venerdì 6 febbraio alle ore 19:30 al Teatro dei Piccoli di Napoli nella Mostra d’Oltremare. \n\n\n\nIl teatro\, attraverso la forza delle emozioni e il silenzio dell’ascolto dal vivo\, si conferma luogo cruciale di confronto su temi come i diritti umani fondamentali e i valori della solidarietà e della pace\, troppo spesso calpestati dall’umanità in guerra. È in questa direzione che Casa del Contemporaneo e Le Nuvole rinnovano l’appuntamento con il Teatro di EMERGENCY\, coinvolgendo pubblico young (dai 14 anni) e pubblico adulto\, incluse le scuole. Al centro non solo i conflitti armati\, ma anche le fragilità dei territori campani\, da anni seguiti dai presìdi di EMERGENCY\, dove emergenze sanitarie e sociali rendono urgente e necessario un lavoro costante di informazione e sensibilizzazione. \n\n\n\nIn un atto unico di 70 minuti\, Pia e Damasco danno voce a storie vere e dolorose\, a tratti persino comiche\, che smascherano la guerra per ciò che è realmente: un disumano strumento che genera solo violenza\, degrado e sfruttamento. È il 1947\, la guerra in Italia è finita\, ma le sue ferite sono ovunque. Pia\, ricoverata in ospedale per malattie veneree\, racconta il dramma delle donne che\, spinte dalla miseria\, si accompagnano ai soldati americani. Damasco è un rastrellatore di mine: mentre il Paese tenta di ricostruirsi\, anche i civili vengono reclutati per sminare\, accettando di rischiare la vita per sopravvivere. L’incontro tra Pia e Damasco\, e l’amore che ne nasce\, si fa gesto di resistenza umana in un paesaggio segnato per sempre. La pineta del Tombolo resta una ferita aperta: oggi è Camp Darby\, base logistica americana protagonista di Guerra Fredda e dei conflitti successivi alla caduta del Muro di Berlino. \n\n\n\nAccanto alla replica serale\, il progetto si apre alle scuole: Francesco Grossi sarà in scena anche al mattino\, in repliche riservate agli studenti (mercoledì 4 e venerdì 6 febbraio ore 9:30 e 11:30)\, con STUPIDORISIKO. Una geografia di guerra\, sempre per la regia di Patrizia Pasqui. Uno spettacolo che\, con linguaggio semplice\, chiaro e a tratti ironico\, attraversa i conflitti dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale fino ai più recenti\, includendo il punto di vista delle vittime. \n\n\n\nLa replica serale prevede un biglietto unico di euro 9. Parte dell’incasso sarà devoluto a Emergency ONG Onlus. Botteghino aperto da un’ora prima dell’inizio. Prenotazioni allo 08118903126 (anche whatsapp). Il Teatro dei Piccoli è in viale Usodimare (ingresso da viale Kennedy). Più informazioni online su casadelcontemporaneo.it e pagine social teatrodeipiccoli. \n\n\n\nPia e Damasco. Cronache dal dopoguerra italianouna produzione Teatro di Emergencycon Silvia Napoletano e Francesco Grossiregia drammaturgia Patrizia PasquiVenerdì 6 febbraio ore 19:30 \n\n\n\nTeatro dei Piccoliviale Usodimare (ingresso da viale Kennedy) Mostra d’Oltremare (adiacente Zoo) Napoliparcheggio in convenzione08118903126 (anche whatsapp) – teatro@lenuvole.comwww.casadelcontemporaneo.it/teatrodeipiccoliFb @teatrodeipiccoli \n\n\n\nBiglietto unico euro 9\,00Apertura botteghino ore 18:30
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SUMMARY:"Caccia ‘l drago" al Teatro Quarticciolo
DESCRIPTION:Le fiabe vanno strappate ai bambini. Ispirato e dedicato all’opera di J. R. R. Tolkien\, lo spettacolo in cartellone al Teatro Biblioteca Quarticciolo dal 6 all’8 febbraio\, Caccia ‘l drago di Frosini/Timpano\, cerca di andare in questa direzione.  \n\n\n\nIn una scena astratta e essenziale\, ben poco fiabesca o bambinesca\, un attore supermarionetta racconta per l’ennesima volta la storia di un tranquillo contadino dell’Inghilterra medievale coinvolto suo malgrado in una caccia al drago eccetera eccetera. Tra continue divagazioni\, ritardi\, incidenti che ne minacciano il lineare svolgimento\, lo spettacolo è il faticoso tentativo di raccontare in maniera convincente questa storia. Una partitura musicale contemporanea per nulla bambinesca\, anzi piuttosto novecentesca\, accompagna la narrazione e anima musicalmente gli impulsi ritmici della parola e del gesto. Un racconto scenico per voce\, corpo e musica\, fra pianoforte\, elettronica\, clarinetto e sax; insospettabilmente beckettiano\, inevitabilmente divertente. \n\n\n\nCaccia ‘L drago guarda al Futurismo\, al Dadaismo\, a Beckett e Joyce\, al piglio anarchico di Carmelo Bene e alla musica contemporanea colta del ‘900. \n\n\n\nTolkien non è qui per caso: il Tolkien antimodernista\, il professorotto di Oxford\, il creatore di mondi e di linguaggi\, l’evasore fiscale dalla Modernità viene qui – con arbitrario e violento atto amorevole – spietatamente ricollocato nel contesto culturale e musicale opprimente della modernità; viene tuffato in pieno ‘900 e l’effetto è stridente e soffocante. \n\n\n\nFrosini/Timpano e Scarti Centro di Produzione Teatrale di Innovazione riprendono – ad oltre vent’anni dalla prima versione auto-prodotta dello spettacolo – il monologo di Daniele Timpano\, che gli valse il premio Le voci dell’anima – incontri teatrali 2005\, con un nuovo allestimento e una nuova produzione per la scena e per il tempo presenti. \n\n\n\nDomenica 8\, al termine della replica\, medierà l’incontro con la compagnia Katia Ippaso\, nell’ambito del progetto Staffetta critica (v. calendario completo).
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LOCATION:Teatro Biblioteca Quarticciolo\, via Ostuni 8\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:"Casa di Bambola - Parte 2" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Casa di Bambola – Parte 2 di Lucas Hnath\, debutta a Broadway nel 2017 ricevendo 8 nomination ai Tony Awards\, tra cui quella come Miglior Testo Teatrale. \n\n\n\nHnath ha creato una pièce moderna e universale\, capace di dialogare con il classico di Ibsen senza tradirne lo spirito. Il suo linguaggio diretto e incisivo fa emergere le complessità emotiva dei personaggi\, portandoli in una dimensione profondamente umana e riconoscibile. \n\n\n\nViola produzioni – Centro di Produzione teatrale da vita ad un nuovo allestimento di questo testo firmato da Claudio Zanelli con Alice Mistroni\, Simone Leonardi\, Antonia Di Francesco\, Erica Sani con le scene di Ambramà\, i Costumi realizzati dalle allieve dell’Accademia Costume & Moda sotto la supervisione di Andrea Viotti e il disegno luci di Serena Zamperini. \n\n\n\nSappiamo tutti come finisce Casa di bambola di Henrik Ibsen: Nora\, giustamente\, stanca di essere trattata come una bambola\, va via di casa abbandonando marito e figli per intraprendere un viaggio alla ricerca di sé. Ma cosa accade dopo? In Casa di bambola\, Parte 2 Hnath non solo risponde a questa domanda\, ma fa tornare Nora a casa. \n\n\n\nLo spettacolo\, ambientato quindici anni dopo\, ha come protagonista una Nora più libera\, più feroce e più scomoda che mai pronta a prendere a calci il perbenismo\, mandare a quel paese la tradizione e tutte le etichette. Ma perché è tornata? Che cosa vuole? E che cosa significherà il suo ritorno per la famiglia che ha lasciato alle spalle? \n\n\n\nCasa di bambola\, Parte 2 è una commedia tagliente\, spudorata e irresistibile\, che fa ridere a crepapelle mentre scava senza pietà nelle contraddizioni dei ruoli di genere\, del matrimonio\, della famiglia e dell’amore.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nSono partito dal titolo. \n\n\n\nHo immaginato “Casa di Bambola\, parte 2” come una casa vera e propria. Non un teatro\, non un ambiente scenico\, ma una porta\, una stanza\, delle mura dentro le quali sviscerare ogni tipo di malessere e frustrazione. Mi sono detto che i panni sporchi si lavano in famiglia\, perché è esattamente quello che è successo finora\, tutti i segreti di quella casa sono rimasti confinati all’interno di quelle mura e allora non bisogna portare a teatro il dramma\, ma bisogna far entrare gli spettatori dentro casa. \n\n\n\nEd ecco che\, nella sagace scenografia degli “Ambramà”\, le mura si smaterializzano\, lasciando solo una lieve traccia di se stesse\, ecco che la stanza e la platea si compenetrano quasi come a voler far in modo di far “sbirciare” al pubblico questo spaccato di vita. Quasi come se gli spettatori fossero nella stanza insieme agli attori. Ospiti consapevoli di una riunione di famiglia inaspettata. \n\n\n\nUnico elemento intero rimane la porta\, simbolo per Nora di una fuga e di un ritorno\, fonte di salvezza\, sì\, ma anche di perdizione. Quella porta che ha dato libertà\, imprigionando altri nelle loro vite. \n\n\n\nGli elementi scenici sono pochi ed essenziali. Il colore è ridotto al minimo. Tutto fa parte di una vita statica\, ferma nel tempo. Nora rappresenta la tempesta\, l’unico vero colore all’interno di una palette scarica. \n\n\n\nI Costumi della ACM riprendono perfettamente l’idea scenica di una Nora che entra come un uragano di colore a sconvolgere vita e menzogne di una famiglia che per troppo tempo ha vissuto nell’immobilità. \n\n\n\nGli attori non si trovano “incastrati” all’interno di una regia meccanica e destrutturante\, ma si trovano liberi di adagiarsi in un vero e proprio momento di “vita vera” dove testo ed emozioni fluiscono in un unico grande flusso. Claudio Zanelli \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12 \n\n\n\nvenerdì06/2/2026ore:20:30martedì10/2/2026ore:20:30mercoledì11/2/2026ore:20:30giovedì12/2/2026ore:20:30venerdì13/2/2026ore:20:30sabato14/2/2026ore:19:00domenica15/2/2026ore:17:00
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:“Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli” al Teatro del Giglio di Lucca
DESCRIPTION:Simone Cristicchi giunge\, attesissimo\, al Teatro del Giglio Giacomo Puccini con “Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli”\, scritto a quattro mani con Simona Orlando\, spettacolo che continua a mietere successi e sold out in tutta Italia nell’anno delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi. L’appuntamento si inserisce nel programma PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento\, rassegna dedicata\, per questa sua seconda edizione\, al tema del Sacro. \n\n\n\nCon questo lavoro su San Francesco\, Cristicchi torna a Lucca e sul palcoscenico del Teatro del Giglio per la seconda volta in pochi anni con uno spettacolo che affronta tematiche di alta rilevanza storica e sociale: nel marzo 2023 presentò infatti “Esodo\, racconto per voce\, parole ed immagini sull’esodo degli istriani\, fiumani\, dalmati e giuliani”. \n\n\n\nFranciscus\, in scena venerdì 6 e sabato 7 febbraio alle ore 21.00 e domenica 8 febbraio alle ore 16.00\, porta sul palco una narrazione intensa e poetica che unisce parola\, musica e riflessione civile. «Viviamo anni di grande confusione\, violenza e indifferenza per il prossimo – afferma Simone Cristicchi -: con la sua estrema attualità\, lo spettacolo credo possa smuovere le coscienze assopite e dare un briciolo di speranza nel futuro\, a partire dalla nostra responsabilità individuale nei confronti del mondo e di un suo auspicabile cambiamento.» \n\n\n\nIn Franciscus\, Cristicchi indaga il sottile e affascinante confine tra follia e santità\, tema centrale nella vicenda umana e spirituale di Francesco d’Assisi. Un percorso che tocca questioni di bruciante attualità: la povertà come scelta radicale\, la ricerca della “perfetta letizia”\, una spiritualità aperta e universale\, fino all’utopia – oggi più che mai necessaria – di una nuova umanità capace di vivere in armonia con il creato. \n\n\n\nAttraverso riflessioni\, domande e canzoni inedite (che Cristicchi ha scritto con Amara)\, lo spettacolo racconta il “Santo di tutti”\, che è stato innanzitutto un uomo in crisi\, consumato dai dubbi il cui esempio riuscì ad attrarre una comunità\, ma non senza destare sospetti. \n\n\n\nINCONTRO CON IL PUBBLICO – Simone Cristicchi incontra il pubblico sabato 7 febbraio alle ore 18.30 al Teatro San Girolamo (ingresso libero e gratuito\, fino ad esaurimento posti). Il progetto di incontri con il pubblico è frutto della collaborazione tra Teatro del Giglio\, Fondazione Banca del Monte di Lucca\, Fondazione Lucca Sviluppo e Fondazione Toscana Spettacolo onlus. \n\n\n\nLa Stagione di Prosa è realizzata dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini con Fondazione Toscana Spettacolo Onlus. \n\n\n\nInfo e acquisti su www.teatrodelgigliogiacomopuccini.it e alla biglietteria del teatro. \n\n\n\n ________________________________________ \n\n\n\nvenerdì 6 febbraio 2026 ore 21.00 \n\n\n\nsabato 7 febbraio 2026 ore 21.00 \n\n\n\ndomenica 8 febbraio 2026 ore 16.00
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LOCATION:Teatro del Giglio\, Piazza del Giglio\, 13/15\, Lucca\, 55100\, Italia
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SUMMARY:"QUASI QUASI CI RIPENSO" al Teatro Moderno di Latina
DESCRIPTION:Riccardo e Greta vogliono sposarsi in chiesa… ma non per amore (almeno all’inizio ). Un bonus del Papa\, un ritiro spirituale di tre giorni e un prete decisamente fuori dagli schemi: Don Nino. Tra dubbi\, segreti\, equivoci e risate\, tutto verrà messo in discussione.Uno spettacolo ironico e divertente che ci fa riflettere sull’amore\, in tutte le sue forme. Con: VALERIA MONETTI\, ALESSANDRO TIROCCHI\, MAURIZIO PANICONI.
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LOCATION:Teatro Moderno\, Via Sisto V/ Piazza San Marco\, Latina\, IT\, Italia
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