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SUMMARY:" IVAN E I CANI" a Fertili Terreni Teatro
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro\, lunedì 13 e martedì 14 aprile in prima regionale\, andrà in scena a OFF Topic lo spettacolo IVAN E I CANI\, testo di Hattie Naylor tradotto da Monica Capuani per un progetto ideato\, diretto ed interpretato da Federica Rosellini \n\n\n\nLo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nDrammaturga inglese\, co-fondatrice della compagnia Gallivant\, Hattie Naylor con Ivan e i cani\, testo candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement\, ha riscosso grande successo sui palcoscenici di mezzo mondo\, dall’Inghilterra agli Stati Uniti e al Brasile passando per Olanda\, Belgio\, Georgia e Grecia. \n\n\n\nIn scena il protagonista\, Ivan\, racconta una storia di quando aveva quattro anni\, e lo fa come stesse accadendo ora all’interno di una fiaba dei fratelli Grimm: in realtà la narrazione è da ricondurre a quanto accaduto a un bambino nella Russia degli anni Novanta\, la Russia poverissima di Boris Eltsin\, dove la popolazione era talmente in difficoltà che padri e madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che nelle case si mangiava e si beveva\, addirittura degli animali da compagnia come i cani\, i primi ad essere forzatamente abbandonati. A peggiorare un quadro già di per sé ingarbugliato la presenza del compagno della madre\, uomo dedito ad un consumo sfrenato di vodka che non lesina quotidiane violenze sulla donna di fronte alle quali Ivan decide di fuggire una volta per tutte. \n\n\n\nIndossato un cappotto pesante e guanti di lana per combattere il “Generale Inverno”\, con in tasca due pacchetti di patatine\, il giovane esce per le strade di Mosca alla ricerca di un posto dove dormire tra la gente che sembra ti voglia sbranare: l’elemosina è ormai merce rara\, non c’è più spazio per la pietà\, la realtà assume foschi contorni destinati a risolversi in una tragica odissea\, con annessa solitaria morte\, se Ivan non incontrasse una muta di cani randagi\, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano l’inaspettata sopravvivenza. E questo è solo l’inizio della storia… \n\n\n\nFederica Rosellini\, ad oggi tra le più apprezzate e versatili interpreti della scena italiana\, nella veste di musicista e performer con la sua strumentazione elettronica\, racconta e compone contemporaneamente\, fa interagire la voce della propria madre registrata in russo con melodie\, nenie e pulsazioni ritmiche\, tracciando con le dita la partitura sonora nella quale si perde con parole e corpo: Ivan e i cani diventa un “a solo” dolce e disperato\, spettacolo tenerissimo nel suo farsi canto d’anima intimo\, personale\, capace di raccontare\, inaspettatamente\, l’infanzia di tutti noi. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nPer il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. Fondazione Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore.  \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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SUMMARY: L’Orchestraccia canta Califano al Teatro Brancaccio
DESCRIPTION:Al Teatro Brancaccio di Roma\, lunedì 13 aprile\, “Bar Califfo” l’Orchestraccia\, canta Califano. L’Orchestraccia canta Califano – Bar Califfo”\, l’omaggio in musica e parole al grande artista Franco Califano. Lo spettacolo incarna pienamente lo stile dell’Orchestraccia\, gruppo rock-folk guidato da Marco Conidi\, che affonda le proprie radici nella tradizione e nella cultura romana.  Un giornalista entra nel Bar Califfo\, un locale dove il tempo si è fermato agli anni ’70. Tra macchinette del caffè\, telefoni a disco e giubbotti di pelle\, si ritrova in mezzo a un gruppo di irriducibili che giura di aver conosciuto\, amato o\, addirittura\, ispirato il grande Califano. Armato di un vecchio registratore – perché nel bar la tecnologia è bandita – il giornalista cerca di scoprire la verità: dietro le loro storie c’è autenticità o solo mitomania da bancone? Ma ogni domanda scatena un ricordo\, una canzone\, un bicchiere\, e presto l’inchiesta diventa un viaggio nella leggenda\, dove la nostalgia è una bugia raccontata bene. Le voci di corridoio si intrecciano a brani immortali come Roma nuda\, Minuetto\, L’ultimo amico va via; tra ironia e malinconia\, tra colpi di scena e rivelazioni inaspettate. I “califfi del bar” mostrano così al giornalista\, e al pubblico\, quello che sanno fare meglio: suonare\, cantare\, esagerare\, accompagnandoci in un viaggio esilarante e commovente tra musica e poesia.  \n\n\n\nL’ORCHESTRACCIA  \n\n\n\nL’Orchestraccia nasce con l’intento di riportare in scena la grande eredità del folklore romanesco e del repertorio degli autori tra Ottocento e Novecento\, rendendolo vivo\, attuale e universale. Nel loro suono convivono molte anime: dal rock ai ritmi latini\, dallo ska al punk-rock\, dalla patchanka al pop più delicato\, fino a momenti di grande intensità acustica e poetica.  \n\n\n\nFondata nel 2011 da attori e musicisti con la volontà di fondere esperienze teatrali e musicali\, accanto al repertorio tradizionale\, la band propone anche brani inediti ispirati all’attualità: storie di donne vittime di soprusi\, di giovani in cerca di identità\, di amori dolci e malinconici.  \n\n\n\nNei concerti dell’Orchestraccia si possono ascoltare i grandi classici come Occasione bellissima\, Ovunque tu sarai e Sole a mezzanotte\, insieme ai brani più recenti come La Santa\, A proposito di te\, Viva la follia\, Splendida ironia e l’ultimo successo Quello non era amore.  \n\n\n\nL’Orchestraccia è composta da: Marco Conidi (cantautore/attore)\, Guglielmo Poggi (attore)\, Salvatore Romano (chitarra)\, Angelo Capozzi (chitarra/ukulele)\, Emanuele Bruno (pianoforte/fisarmonica)\, Alessandro Vece (violino)\, Mario Caporilli (tromba)\, Claudio Mosconi (basso) e Fabrizio Fratepietro (batteria). \n\n\n\nBiglietti in vendita su Ticketone e al botteghino del Teatro Brancaccio
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SUMMARY:“Bar Califfo” l’Orchestraccia\, canta Califano al Brancaccio
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nAl Teatro Brancaccio di Roma\, lunedì 13 aprile\, “Bar Califfo” l’Orchestraccia\, canta Califano. L’Orchestraccia canta Califano – Bar Califfo”\, l’omaggio in musica e parole al grande artista Franco Califano. Lo spettacolo incarna pienamente lo stile dell’Orchestraccia\, gruppo rock-folk guidato da Marco Conidi\, che affonda le proprie radici nella tradizione e nella cultura romana.  Un giornalista entra nel Bar Califfo\, un locale dove il tempo si è fermato agli anni ’70. Tra macchinette del caffè\, telefoni a disco e giubbotti di pelle\, si ritrova in mezzo a un gruppo di irriducibili che giura di aver conosciuto\, amato o\, addirittura\, ispirato il grande Califano. Armato di un vecchio registratore – perché nel bar la tecnologia è bandita – il giornalista cerca di scoprire la verità: dietro le loro storie c’è autenticità o solo mitomania da bancone? Ma ogni domanda scatena un ricordo\, una canzone\, un bicchiere\, e presto l’inchiesta diventa un viaggio nella leggenda\, dove la nostalgia è una bugia raccontata bene. Le voci di corridoio si intrecciano a brani immortali come Roma nuda\, Minuetto\, L’ultimo amico va via; tra ironia e malinconia\, tra colpi di scena e rivelazioni inaspettate. I “califfi del bar” mostrano così al giornalista\, e al pubblico\, quello che sanno fare meglio: suonare\, cantare\, esagerare\, accompagnandoci in un viaggio esilarante e commovente tra musica e poesia.  \n\n\n\nL’ORCHESTRACCIA  \n\n\n\nL’Orchestraccia nasce con l’intento di riportare in scena la grande eredità del folklore romanesco e del repertorio degli autori tra Ottocento e Novecento\, rendendolo vivo\, attuale e universale. Nel loro suono convivono molte anime: dal rock ai ritmi latini\, dallo ska al punk-rock\, dalla patchanka al pop più delicato\, fino a momenti di grande intensità acustica e poetica.  \n\n\n\nFondata nel 2011 da attori e musicisti con la volontà di fondere esperienze teatrali e musicali\, accanto al repertorio tradizionale\, la band propone anche brani inediti ispirati all’attualità: storie di donne vittime di soprusi\, di giovani in cerca di identità\, di amori dolci e malinconici.  \n\n\n\nNei concerti dell’Orchestraccia si possono ascoltare i grandi classici come Occasione bellissima\, Ovunque tu sarai e Sole a mezzanotte\, insieme ai brani più recenti come La Santa\, A proposito di te\, Viva la follia\, Splendida ironia e l’ultimo successo Quello non era amore.  \n\n\n\nL’Orchestraccia è composta da: Marco Conidi (cantautore/attore)\, Guglielmo Poggi (attore)\, Salvatore Romano (chitarra)\, Angelo Capozzi (chitarra/ukulele)\, Emanuele Bruno (pianoforte/fisarmonica)\, Alessandro Vece (violino)\, Mario Caporilli (tromba)\, Claudio Mosconi (basso) e Fabrizio Fratepietro (batteria). \n\n\n\nBiglietti in vendita su Ticketone e al botteghino del Teatro Brancaccio
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SUMMARY:" MI MADRE Y EL DINERO" al Nuovo Teatro Ateneo
DESCRIPTION:Domenica 12 aprile 2026\, alle ore 20:30\, al Nuovo Teatro Ateneo andrà in scena MI MADRE Y EL DINERO\, progetto di teatro autobiografico tra verità e finzione del drammaturgo e regista messicano Anacarsis Ramos. Lo spettacolo è promosso e sostenuto da IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana\, con il supporto del PAC – Patronato de Arte Contemporáneo. \n\n\n\nProtagonista dello spettacolo è Josefina Orlaineta\, madre dell’artista\, che nell’arco di sessant’anni – tra il 1960 e il 2020 – ha svolto oltre quaranta mestieri nello Stato di Campeche\, una delle regioni economicamente più fragili del Messico. Attraverso un dispositivo scenico che fonde teatro documentario e narrazione autobiografica\, madre e figlio ricostruiscono un archivio vivente fatto di lavori\, sacrifici e strategie di sopravvivenza\, trasformando l’esperienza individuale in racconto collettivo. \n\n\n\nLo spettacolo si sviluppa come una riflessione potente e stratificata sulla crisi economica intesa come condizione permanente\, sul lavoro che invade ogni spazio dell’esistenza e sulla progressiva erosione delle tutele\, non solo nei settori tradizionali ma anche in quelli artistici e culturali. In questo senso\, Mi madre y el dinero supera i confini della biografia per diventare un’indagine più ampia sulle dinamiche del capitalismo contemporaneo\, sulle disparità sociali e sul valore – spesso invisibile – del lavoro quotidiano. La scena si trasforma così in un luogo di attraversamento tra realtà e rappresentazione: il vissuto di Josefina si intreccia con la ricerca artistica di Anacarsis Ramos\, dando vita a un linguaggio che combina memoria\, ironia e critica sociale. Il teatro emerge come spazio di resistenza e di costruzione di senso\, capace di mettere in discussione i meccanismi della narrazione dominante e di restituire voce a storie normalmente escluse. \n\n\n\nIl lavoro di Anacarsis Ramos\, drammaturgo\, scenografo\, regista teatrale e attore messicano\, si distingue per una ricerca articolata che intreccia linguaggi artistici e riflessione critica. Formatosi tra teatro e sociologia\, Ramos sviluppa una pratica che indaga in profondità il rapporto tra realtà sociale e rappresentazione mediatica\, con un’attenzione particolare alle modalità attraverso cui la finzione opera e si trasforma in contesti statali\, privati e comunitari. Le sue opere\, attraversate da lirismo\, umorismo e parodia\, mettono in discussione i dispositivi narrativi dominanti\, rivelando i meccanismi e i pregiudizi che strutturano la costruzione della realtà. \n\n\n\nAccanto alla produzione scenica\, coordina progetti pedagogici e percorsi di ricerca teatrale\, contribuendo alla formazione e alla riflessione critica sulle pratiche performative contemporanee\, e cura la scrittura teatrale anche attraverso il blog Mataclase. È membro della compagnia Pornotráfico\, collettivo con sede a Città del Messico che concepisce il teatro come uno spazio di sperimentazione radicale del reale. \n\n\n\nLa sua pratica artistica si alimenta delle risorse della cultura globale – filmati\, video di YouTube\, spot pubblicitari\, canzoni pop\, propaganda politica – rielaborate e contaminate con narrazioni legate a lotta di classe\, processi di colonizzazione\, teorie queer e neurodiversità. In questa prospettiva\, Ramos utilizza dispositivi eterogenei come remake a basso costo\, sottotitoli falsi\, doppiaggi\, karaoke\, cosplay\, presentazioni PowerPoint e tutorial fittizi\, costruendo un linguaggio scenico ibrido che sfida apertamente l’elitarismo estetico e le logiche del copyright\, aprendo nuovi spazi di accesso e interpretazione per il pubblico contemporaneo. \n\n\n\nLo spettacolo sarà in lingua originale con sopratitoli. \n\n\n\n\n\n\n\nNote di contesto sulla stagione \n\n\n\nIl cartellone del Nuovo Teatro Ateneo proseguirà poi il 7 maggio con l’attrice-danzatrice indiana Kapila Venu che porterà in scena in prima italiana Parvati Viraham\, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13 maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza\, intrecciando parole\, suono e immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17 maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi\, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria politica. \n\n\n\nInfo e acquisto biglietti \n\n\n\nPolo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo  \n\n\n\nSapienza Università di Roma \n\n\n\nMail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it \n\n\n\nTelefono: 0649914115 \n\n\n\nSito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/   \n\n\n\nInstagram: @nuovoteatroateneosapienza \n\n\n\nPiazzale Aldo Moro 5\, 00185 Roma – Edificio CU017 \n\n\n\nLINK VIVATICKET  \n\n\n\nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/mi-madre-y-el-dinero/291769 \n\n\n\nOrario spettacoli: 20.30 \n\n\n\nL’ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo). \n\n\n\nDopo aver prenotato il tuo biglietto\, prenota anche il parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link \n\n\n\nhttps://bit.ly/parcheggiocusapienza
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SUMMARY:"Il Silenzio Grande" al Teatro Fara Nume di Ostia
DESCRIPTION:La compagnia Arte in Parte\, con la regia di Donatella Zapelloni\, riprende per una sola replica\, la commedia del grande drammaturgo\, scrittore e sceneggiatore tra i più letti a livello nazionale e internazionale\,  \n\n\n\nMaurizio De Giovanni : Il Silenzio Grande. Debuttato lo scorso febbraio a Roma\, con ottimi riscontri di pubblico e critica\, viene riproposto per il pubblico lidense presso il teatro FARA NUME il prossimo 12 aprile.Divisa in due atti\, la piece teatrale vede protagonista Valerio Primic\, un famoso scrittore che si trova a doversi confrontare con le verità e i silenzi che hanno caratterizzato la sua vita familiare\,  \n\n\n\nmentre sua moglie Rose\, deve affrontare una realtà da cui non può sottrarsi: i troppi debiti causati dalla crisi editoriale del marito\, la portano a vendere la villa di famiglia. “Il silenzio grande” esplora l’incomunicabilità all’interno di una famiglia\, dove il padre sembra ostaggio di un regime di silenzio da lui stesso instaurato. La regia di Donatella Zapelloni intende esaltare questa mancanza di comunicazione che spesso trova riscontro in molte famiglie\, per creare empatia con il pubblico\, il tutto farcito con una generosa dose di ironia di cui comunque il testo è ben permeato. Tra gli interpreti Paolo Cucci nel ruolo di Valerio Primic\, Marina Perini nel ruolo della moglie\, la stessa regista Donatella Zapelloni\, che ricopre il ruolo da caratterista con il personaggio di Bettina  e nel ruolo dei due figli: Marco Scarpellini e Jessica Pacioni. Luci e fonica a cura di Eleonora Belsito. Tutta la colonna sonora è composta da brani originali. \n\n\n\nIngresso intero15 euro – ridotto 13 euro – la tessera associativa è gratuita \n\n\n\ninfo e prenotazioni 3929974209 – 3381091411 
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SUMMARY:" La sorella migliore" al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Come cambierebbe la vita di un uomo\, anni prima colpevole di un gravissimo omicidio stradale\, se venisse a sapere che la donna da lui investita e uccisa avrebbe avuto\, per chissà quale male\, nell’istante dell’incidente\, solo tre mesi di vita? Sarebbe riuscito a sopportare\, con minor peso\, gli anni del dolo e del lutto\, gli stessi in cui vivono per chissà quanti anni ancora\, le persone legate alla donna uccisa? E quanto sarebbe giusto offrire alla coscienza di un uomo\, macchiato di una tale nefandezza\, una scorciatoia verso la leggerezza\, verso la diluizione di un tale peso? \n\n\n\nMa poi siamo così sicuri che un familiare\, una strana sorella\, per quanto possa amare lo stolto\, gli regalerebbe questa comoda verità? Oppure a suo modo\, mettendo da parte l’amore – e forse per chissà quali pregressi – gliela farebbe comunque scontare? \n\n\n\nVanessa Scalera è la protagonista di questo intenso e appassionante dramma familiare. In La sorella migliore l’amore si scontra e fa a botte con il senso di colpa e il rimorso\, in un turbinio di sentimenti e riflessioni su ciò che è giusto\, che è morale. \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE e VIVICINEMAETEATRO\, info promozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.itBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria  acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849 oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/la-sorella-migliore/268563 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16 \n\n\n\nCard Antologia Danco 3 spettacoli € 45 acquista on line dEVERSIVO (22-23-24/4 h. 21)SABBIA (25/4 h.19 e 26/4 ore 17)INTRATTENIMENTO VIOLENTO (28-29-30/4 h.21)3 \n\n\n\nle card libere a 6 spettacoli e le card love sono valide fino al 24 maggio 2026\, ultima replica dell’ultimo spettacolo in cartellone. Gli abbonamenti e le card sono nominativi ma cedibili \n\n\n\nCard libera (6 spettacoli a scelta su tutta la programmazione) € 108 acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840 \n\n\n\nCard love (2 spettacoli a scelta su tutta la programmazione per 2 persone -4 ingressi) € 72 \n\n\n\nAcquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-ingressi/268841 \n\n\n\nSOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO \n\n\n\nDonaci il tuo 5×1000 con la prossima dichiarazione dei redditi basta indicare al tuo commercialista il nostro codice fiscale: 01340410586 – Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849
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SUMMARY:"Cappuccetto e la nonna"  al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Empoli il prossimo spettacolo in programma per la rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 12 aprile alle 16.30 con Cappuccetto e la nonna di Giallo Mare Minimal Teatro. Lo spettacolo è di Vania Pucci e Lucio Diana\, con Vania Pucci e Adriana Zamboni. \n\n\n\nUna dolce nonnina nella sua casetta dal tetto rosso tra il gatto e i fiori\, tra pentole e gomitoli di lana\, vuole insegnare alla piccola Cappuccetto come difendersi dal lupo per diventare grande\, perché la nonna lo sa che il lupo ci prova sempre\, è stata anche lei una piccola Cappuccetto. La Nonna organizza una scuola nel bosco per Cappuccetti ma anche per porcellini\, anatrini e caprettini\, insomma per tutti quelli che possono avere a che fare con il lupo. Inizia un duro allenamento: il lupo si traveste\, si nasconde\, cambia la voce\, cambia strada e cerca bambine con cappuccetti in testa. Insomma c’è da stare molto attenti! Cappuccetto impara in fretta a difendersi e a smascherare lupi perché la dolce nonnina conosce tutte le armi segrete\, ma il lupo ha già spalancato la bocca. Una versione della fiaba che vede in primo piano la nonna all’apparenza innocua\, gentile\, lenta\, sbadata ma invece molto agile e furba\, una cacciatrice di lupi\, una wondernonna! Nella casetta\, insieme a lei\, c’è anche la zia che l’aiuta a preparare un trappolone per il Lupo Cattivo. \n\n\n\nLa scenografia si svela di volta in volta\, un’artista disegna intorno alla nonna in diretta con la lavagna luminosa\, la casa\, il letto\, il bosco\, la strada\, le colline\, il cielo e tante altre sorprese. Adatto dai 3 agli 8 anni. \n\n\n\nIl costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nGiallo Mare Minimal Teatro \n\n\n\nCappuccetto e la nonna \n\n\n\nTesto e regia: Vania Pucci\, Lucio Diana \n\n\n\nCon Vania Pucci e Adriana Zamboni \n\n\n\nAllestimento e progetto luci: Lucio Diana \n\n\n\nOggetti: Adriana Zamboni \n\n\n\nTecnica Utilizzata: Attore e disegno dal vivo con lavagna luminosa \n\n\n\nDomenica 12 aprile 2026 alle 16.30 \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00
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SUMMARY:"La sacra primavera nostra" al Museo Diffuso di Rieti
DESCRIPTION:Domenica 12 aprile con inizio alle ore 16 al chiostro della sezione archeologica del Museo Diffuso\, andrà in scena la pièce teatrale “La sacra primavera nostra”\, na commedia di grande attualità\, che racconta i grandi temi del nostro tempo. \n\n\n\nIn una sala comune semi-decorata\, tre adolescenti\, un anziano e una giovane donna si ritrovano a preparare assieme una rievocazione storica della “Primavera Sacra”\, l’antico rito sabino del “Ver Sacrum”. \n\n\n\nI giovani sono lì controvoglia: Luca sconta un atto di bullismo scolastico contro l’amica di infanzia Emma; la ragazza\, costretta a sorvegliarlo\, è confortata solo dalla presenza di Lorenzo; l’amico storico di entrambi funge da complice e mediatore tra i due. L’ingresso di Carlo\, da poco rientrato da cinquant’anni oltreoceano\, e di Teresa\, giovane donna attiva nel territorio ma a corto di volontari\, scombussola le carte.  \n\n\n\nMentre cuciono tuniche\, costruiscono totem e giocano a tressette\, tra i cinque personaggi si intessono conversazioni che attraversano generazioni\, geografie e destini diversi. Carlo racconta la fatica dell’emigrazione e la potenza della nostalgia; Teresa parla del coraggio di restare in una terra che si spopola e di scommettere sul retaggio familiare; Emma e Lorenzo rivelano i propri sogni compressi tra ambizioni personali e ristrettezze strutturali che ne impediscono la realizzazione. Luca\, il più disilluso\, è anche il più lucido nell’inquadrare il Ver Sacrum: non un rito sacro\, ma una politica demografica.  \n\n\n\nUn rito che si ripete ad ogni generazione: quando manca cibo\, lavoro e spazio\, i giovani\, come le api\, sciamano\, ovvero vengono mandati via\, costretti a cercare il proprio futuro altrove\, al seguito di una bandiera che allora si chiamava animale sacro ed ora si chiama mobilità. \n\n\n\nLa pièce si chiude su una domanda senza risposta: chi resta e chi parte? E soprattutto: chi sceglie davvero? \n\n\n\nUna commedia di grande attualità\, che racconta con leggerezza un rito antico e lo contestualizza alla luce dei grandi temi del nostro tempo: la migrazione\, le radici\, l’appartenenza\, emergono con forza\, mettendo in parallelo le antiche migrazioni del Ver Sacrum con quelle moderne. Il passato degli antichi popoli italici si riflette così nelle inquietudini del presente\, dando vita a un racconto corale di crescita e identità. \n\n\n\nLa Sacra Primavera Nostra  \n\n\n\nScritto e diretto da Natalia Magni \n\n\n\nCon Lorenzo Bancale\, Teresa Campus\, Emma Casini\, Carlo di Chiara\, Luca Molinari \n\n\n\nScene e costumi: Giuseppe Bellini \n\n\n\nAiuto regia Claudia Vegliante \n\n\n\nUn progetto nato da una sinergia di intenti con la direttrice del museo civico di Rieti\, Francesca Lezzi\, e accolto con entusiasmo dall’assessore alla cultura Letizia Rosati nell’ambito di L’Aquila2026\, una grande avventura per Rieti. \n\n\n\nIn una sala comune semi-decorata\, tre adolescenti\, un anziano e una giovane donna si ritrovano a preparare assieme una rievocazione storica della “Primavera Sacra”\, l’antico rito sabino del “Ver Sacrum”. \n\n\n\nI giovani sono lì controvoglia: Luca sconta un atto di bullismo scolastico contro l’amica di infanzia Emma; la ragazza\, costretta a sorvegliarlo\, è confortata solo dalla presenza di Lorenzo; l’amico storico di entrambi funge da complice e mediatore tra i due. L’ingresso di Carlo\, da poco rientrato da cinquant’anni oltreoceano\, e di Teresa\, giovane donna attiva nel territorio ma a corto di volontari\, scombussola le carte.  \n\n\n\nMentre cuciono tuniche\, costruiscono totem e giocano a tressette\, tra i cinque personaggi si intessono conversazioni che attraversano generazioni\, geografie e destini diversi. Carlo racconta la fatica dell’emigrazione e la potenza della nostalgia; Teresa parla del coraggio di restare in una terra che si spopola e di scommettere sul retaggio familiare; Emma e Lorenzo rivelano i propri sogni compressi tra ambizioni personali e ristrettezze strutturali che ne impediscono la realizzazione. Luca\, il più disilluso\, è anche il più lucido nell’inquadrare il Ver Sacrum: non un rito sacro\, ma una politica demografica.  \n\n\n\nUn rito che si ripete ad ogni generazione: quando manca cibo\, lavoro e spazio\, i giovani\, come le api\, sciamano\, ovvero vengono mandati via\, costretti a cercare il proprio futuro altrove\, al seguito di una bandiera che allora si chiamava animale sacro ed ora si chiama mobilità. \n\n\n\nLa pièce si chiude su una domanda senza risposta: chi resta e chi parte? E soprattutto: chi sceglie davvero? \n\n\n\nUna commedia di grande attualità\, che racconta con leggerezza un rito antico e lo contestualizza alla luce dei grandi temi del nostro tempo: la migrazione\, le radici\, l’appartenenza\, emergono con forza\, mettendo in parallelo le antiche migrazioni del Ver Sacrum con quelle moderne. Il passato degli antichi popoli italici si riflette così nelle inquietudini del presente\, dando vita a un racconto corale di crescita e identità. \n\n\n\nUn progetto nato da una sinergia di intenti con la direttrice del museo civico di Rieti\, Francesca Lezzi\, e accolto con entusiasmo dall’assessore alla cultura Letizia Rosati nell’ambito di L’Aquila2026\, una grande avventura per Rieti. \n\n\n\nLa Sacra Primavera Nostra  – Scritto e diretto da Natalia Magni – Con Lorenzo Bancale\, Teresa Campus\, Emma Casini\, Carlo di Chiara\, Luca Molinari – Scene e costumi: Giuseppe Bellini – Aiuto regia Claudia Vegliante
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SUMMARY:"A cena con delitto - escape room teatrale" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Il Teatro Ciak di Roma si tinge di mistero con A cena con delitto – escape room teatrale\, nuovo appuntamento interattivo\, ironico e coinvolgente\, della storica compagnia del Teatro Stabile del Giallo\, in scena da sabato 11 a domenica 26 aprile.  \n\n\n\nSul palco un cast di veterani del genere Noir\, Alberto Caneva\, Raffaele Castria che firma anche la regia\, Patrizio Cigliano\, Linda Manganelli\, Valentina Marziali\, Paola Migneco\, Enrico Ottaviano e Stefano Quatrosi.  \n\n\n\nAttirati da un invito anonimo e chiusi in una villa isolata\, i più celebri scrittori di gialli di sempre si ritrovano alle prese con un misterioso ospite e una serie di enigmi. Uno spettacolo appassionante tra brividi\, sussulti ma anche tante risate. \n\n\n\n“Data la particolare peculiarità dell’amante del giallo – spiega il regista Raffaele Castria – il cui gusto naturale rimane sempre quello di affrontare misteri\, lo spettacolo è creato con un meccanismo teatrale che investe lo spettatore stesso. Si è costruito non un semplice “pretesto” al gioco “Escape”\, ma un giallo classico\, secondo la migliore tradizione inglese\, ispirato al gioco da tavolo e alle escape room\, divenute un’attrazione molto in voga in Italia e all’estero. \n\n\n\nNe è uscito – conclude – uno spettacolo che si muove irriverente e gioioso attraverso la commedia\, il cabaret e il gioco in perfetto equilibrio\, pieno di mistero\, suspense e umorismo\, godibile anche da uno spettatore che voglia solo assistere”.  \n\n\n\nLe Musiche sono di Alessandro Molinari. Costumi di Valentina Bazzucchi. Disegno Luci di Marco Catalucci.  \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nSerali ore 21.00 \n\n\n\nPomeridiane ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 20\, over 65\, gruppi 10+ e disabili) \n\n\n\nPromo Famiglia \n\n\n\nGenitori 25\,00 – Ragazzi 18\,00
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SUMMARY: Balancier - La tournée
DESCRIPTION:Dopo l’avvio della nuova stagione artistica 2026 in Friuli\, Puglia e Abruzzo\, Mandala Dance Company – diretta dalla coreografa Paola Sorressa – nel mese di aprile sarà impegnata nella tournée nazionale di Balancier. Lo spettacolo rappresenta oggi uno dei nuclei centrali della ricerca artistica della compagnia\, in attesa dei debutti delle nuove creazioni che segneranno il 2026. \n\n\n\nUn lavoro che sintetizza con rigore e maturità la visione coreografica di Paola Sorressa. La produzione affronta il tema dell’equilibrio – statico e dinamico – come condizione esistenziale prima ancora che fisica. Il corpo diventa luogo di tensione e di ascolto\, attraversato da forze opposte che convivono e si trasformano in movimento. In questa riflessione si colloca il cuore concettuale di Balancier: una coreografia che mette in scena l’oscillazione tra opposti – peso e leggerezza\, immobilità e slancio\, tensione e abbandono – trasformando la fragilità in materia scenica e il disequilibrio in possibilità poetica. Elemento centrale della drammaturgia visiva è la presenza in scena dell’opera dello scultore Fiorenzo Zaffina\, che dialoga con il corpo danzante in una relazione costante tra materia e movimento.  \n\n\n\nNel mese di aprile Balancier sarà protagonista di una tournée nazionale che attraverserà diversi contesti culturali italiani\, confermando la vocazione itinerante e il dialogo diretto della compagnia con pubblici e territori differenti. Lo spettacolo verrà presentato nella serata di sabato 11 aprile 2026\, nell’ambito della XI edizione della Dance Twinning Week Italy/U.S.A.\, in programma dal 7 all’11 aprile 2026 presso lo Spazio Agorà di Ladispoli (Roma)\, dove si terrà un articolato programma di lezioni\, masterclass e workshop/audizione dedicato ai giovani danzatori e agli studenti di danza contemporanea e classica. Il progetto formativo sarà curato da tre importanti figure del panorama internazionale della danza: Victor Alexander\, del Ruth Page Center for the Arts di Chicago (U.S.A.)\, Erwann Strauss e Paola Sorressa. Il programma comprenderà lezioni di tecnica contemporanea\, balletto\, floor work\, contact e laboratorio coreografico\, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di studio e confronto con il contesto coreutico internazionale. \n\n\n\nUna settimana più tardi la tournée proseguirà in Sardegna. Sabato 18 aprile 2026 lo spettacolo sarà ospite della rassegna Primavera a Teatro a Sassari\, negli spazi del Palazzo di Città\, con inizio alle ore 20.30. Il giorno successivo\, domenica 19 aprile 2026\, la compagnia tornerà ancora nella stessa città per un secondo appuntamento: alle ore 17.00 Balancier sarà presentato al Palaserradimigni in occasione di un evento speciale collegato alla Dinamo Sassari. \n\n\n\nLa tournée farà quindi tappa a Roma il 22 aprile in occasione di Etrurban al Teatro\, al Teatro dell’Ascolto (ore 11.00)\, prima di concludere il percorso a Cagliari giovedì 30 aprile\, ospite del Festival Corfuentes\, al Teatro delle Saline (Piazzetta Billy Sechi 3/4\, ore 21.00)\, data organizzata da Asmed – Balletto di Sardegna\, Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza (CRID). \n\n\n\nCon Balancier\, Mandala Dance Company conferma una ricerca artistica coerente e riconoscibile\, capace di coniugare rigore tecnico e tensione poetica\, mantenendo uno sguardo critico e sensibile sul corpo contemporaneo e sulle sue contraddizioni. Il ritorno dello spettacolo segna così uno dei momenti centrali della stagione 2026 che si annuncia come un nuovo capitolo nella traiettoria della compagnia\, sempre più orientata verso una scrittura coreografica essenziale\, fisica e profondamente evocativa. \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: www.mandaladancecompany.com
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SUMMARY: “Storia di uno che mi somiglia” al Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 11 aprile 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, arriva per la prima volta in Liguria lo spettacolo “Storia di uno che mi somiglia”. La produzione\, firmata Ex Rugiada / Fortezza Est\, vede alla regia e drammaturgia Arianna Di Stefano e Livio Remuzzi\, quest’ultimo anche unico protagonista in scena. \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. Lo spettacolo approda a Genova dopo essere stato il progetto vincitore della rassegna Pillole 2022 di Fortezza Est a Roma. \n\n\n\n“Storia di uno che mi somiglia” è un’opera che cammina in bilico tra diversi codici scenici\, mescolando il teatro con il poetry slam. Al centro della vicenda c’è un ragazzo che si è perso nel buio della propria esistenza e che\, per proteggersi da un mondo che soffre\, sceglie l’individualismo come corazza. La struttura drammaturgica utilizza il linguaggio della sceneggiatura cinematografica come uno schema mentale: il protagonista osserva la propria vita come se appartenesse a qualcun altro che\, al limite\, gli somiglia. \n\n\n\nIn una scenografia minimale dominata da un microfono e una consolle\, spiccano tre oggetti simbolici: una moka\, un volume del “Candido” di Voltaire e una piantina “mezza morta” che rappresenta l’ultima tenace speranza di tornare a “coltivare il proprio giardino” nonostante le difficoltà del presente. È un racconto cinico e violento\, ma anche indulgente\, che trasforma una riflessione sull’abbandono in una sorta di commedia romantica distorta. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità.
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LOCATION:Teatro Garage\, Via Paggi. 43\, Genova\, Italia
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SUMMARY: “Storia di uno che mi somiglia” al Teatro Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 11 aprile 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, arriva per la prima volta in Liguria lo spettacolo “Storia di uno che mi somiglia”. La produzione\, firmata Ex Rugiada / Fortezza Est\, vede alla regia e drammaturgia Arianna Di Stefano e Livio Remuzzi\, quest’ultimo anche unico protagonista in scena. \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. Lo spettacolo approda a Genova dopo essere stato il progetto vincitore della rassegna Pillole 2022 di Fortezza Est a Roma. \n\n\n\n“Storia di uno che mi somiglia” è un’opera che cammina in bilico tra diversi codici scenici\, mescolando il teatro con il poetry slam. Al centro della vicenda c’è un ragazzo che si è perso nel buio della propria esistenza e che\, per proteggersi da un mondo che soffre\, sceglie l’individualismo come corazza. La struttura drammaturgica utilizza il linguaggio della sceneggiatura cinematografica come uno schema mentale: il protagonista osserva la propria vita come se appartenesse a qualcun altro che\, al limite\, gli somiglia. \n\n\n\nIn una scenografia minimale dominata da un microfono e una consolle\, spiccano tre oggetti simbolici: una moka\, un volume del “Candido” di Voltaire e una piantina “mezza morta” che rappresenta l’ultima tenace speranza di tornare a “coltivare il proprio giardino” nonostante le difficoltà del presente. È un racconto cinico e violento\, ma anche indulgente\, che trasforma una riflessione sull’abbandono in una sorta di commedia romantica distorta. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. \n\n\n\nInformazioni: www.teatrogarage.it\, info@teatrogarage.it\, 010 511447.
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SUMMARY:"Città sola" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini\, sabato 11 aprile 2026 alle ore 21.00\, va in scena Città sola di Olivia Laing\, progetto ideato da Alessandro Ferroni e Maddalena Parise / lacasadargilla\, con la regia di Alessandro Ferroni e Lisa Ferlazzo Natoli e con Lisa Ferlazzo Natoli in scena. \n\n\n\nCittà sola è un progetto modulare che sperimenta più forme narrative articolate in diverse ipotesi sceniche e installative. Il progetto-matrice è il podcast/performance urbana realizzata per la città di Milano\, produzione Piccolo Teatro di Milano nel corso del Festival Presente Indicativo (aprile/maggio 2022). \n\n\n\nNote al progetto \n\n\n\n“Immaginate di stare alla finestra\, di notte\, al sesto o al settimo o al quarantatreesimo piano di un edificio. La città si rivela come un insieme di celle\, centinaia di migliaia di finestre”. Olivia Laing ragiona e cammina per le strade di New York disegnando una cartografia privata lungo l’abisso dell’isolamento. New York diventa tutte le città che abbiamo attraversato e racconta una solitudine che può essere solo urbana\, una passeggiata in sette capitoli per sette inquilini speciali: sei artisti e un intruso\, Josh Harris fondatore della prima società di ricerche di mercato su Internet. Inquilini che popolano la città sola di Olivia Laing\, una vera e propria “città a sé stante” che scopriamo essere\, in fondo\, un posto molto affollato.  \n\n\n\nCittà sola come materia viva è il libro passato di mano in mano durante gli anni di scrittura de Il Ministero della Solitudine – creazione originale de lacasadargilla e Fabrizio Sinisi\, di con e per cinque attori –\, diventandone quasi uno spin-off e allo stesso tempo un organismo completamente autonomo. Perchè Città sola ha saputo rintracciare tra le pieghe della solitudine quel legame personale e politico tra artista e opera che per condizione o per scelta\, come un doppio laccio\, non lascia scampo né sopporta compromessi – “io mi espongo nei miei quadri” dice Hopper. \n\n\n\nGli artisti di Città sola abitano questa solitudine urbana in una radicale coincidenza con la propria opera e Olivia Laing\, portatrice sana delle loro storie\, li dispone uno ad uno: alcuni noti come Hopper e Warhol\, altri quasi sconosciuti come Nomi\, Darger\, Wojnarowicz\, Leonard. Laing attraversa i quadri-acquario di Edward Hopper\, interni di vetri solidi e trasparenti con corpi esposti che sembrano solo voler essere “visti\, compresi e accettati”; i registratori e le telecamere di Andy Warhol che si traveste per aggirare gli abissi di incomunicabilità e riuscire a incapsulare il tempo; la grazia politica di David Wojnarowicz nella New York degli anni ottanta\, gli scritti formidabili\, le fotografie scattate lungo i moli di Chelsea grazie alla maschera di Arthur Rimbaud; le 15.145 pagine di memoir\, i collage e le sinfonie di colori di Henry Darger\, artista poverissimo\, “inventore di mondi”; la figura aliena\, la voce quasi disumana di Klaus Nomi “controtenore dell’electro-pop” nella New York dell’Aids; “le passeggiate nei viali luminosi di Internet” accanto a Josh Harris imprenditore che per primo\, all’alba del nuovo millennio\, ha visto la forza motrice del mondo digitale tra le trame delle nostre solitudini.  \n\n\n\nUn’analisi politica e affettiva scorre lungo le strade di Città sola e segna anche il capitolo finale del libro dedicato all’opera di rammendo di Zoe Leonard: 302 frutti essiccati\, ricomposti e ricuciti con filo\, cerniere e bottoni. Zoe Leonard e Billy Holiday una accanto all’altra in un vero e proprio atto di riparazione\, per tutti gli amici persi\, per comprendere il perturbante lavorio del tempo nelle nostre vite. Perché se l’arte “non può riportare in vita i morti\, né sanare le liti tra amici\, o fermare il cambiamento climatico\, ha funzioni tutte sue: può creare intimità\, curare le ferite\, o dimostrare che non tutte le ferite hanno bisogno di essere curate”.  \n\n\n\nÈ proprio per tutto questo rovistare tra solitudini\, individuali e collettive che Città sola ci somiglia così tanto. Nell’impressione che si ha di un camminare notturno tra le strade di ogni città possibile. Dentro una collettività perduta che riconosce l’arte anche come rammendo delle anime\, Laing tocca lo scandalo della solitudine e allo stesso tempo quella vertigine che l’essere soli produce in un corpo compromesso e non più disposto a guardare altrove. In Città sola è come se passeggiassimo meditando tra le vite – private\, artistiche e politiche – in un movimento d’investigazione tra epoche\, antropologie\, biografie e nodi lancinanti del nostro presente.  \n\n\n\nNote all’allestimento  \n\n\n\nLa città con i suoi inquilini entra nello spazio scenico\, come membrana e parete\, i neon verdolini della sera\, i palazzoni in brownstone\, i sussulti del traffico\, il gorgoglio dei tubi di riscaldamento. E dentro la scrittura vi si muove per mezzo di dispositivi sonori e supporti di lettura: radiomicrofoni\, micro-microfoni panoramici\, un microfono gelato\, lo schermo luminescente e notturno di un i-pad; taccuini per appunti\, registratori\, diari. Tutti ‘utensili’ grazie ai quali l’interprete si aggira\, come Olivia Laing\, fra le vite e i corpi della sua città sola\, camminando come amava fare Greta Garbo\, “inosservata\, non guardata\, non ostacolata” o chiusa\, di notte\, nello spazio privato di una stanza. \n\n\n\nDispositivo ottico e corpo sonoro dalla natura immersiva e installativa per una sola voce narrante\, Città sola si compone in uno spazio ibrido: due grandi lavagne verticali\, una panchina\, un interno con tavolo. Sulle lavagne\, isole di “granito\, cemento e vetro” rubate ai nostri paesaggi urbani\, scorrono macroscopie di città\, bagliori e dettagli delle opere dei suoi artisti che si moltiplicano sul fondale in PVC\, come se queste non potessero mai afferrarsi nella loro interezza. Intorno un paesaggio sonoro che combina atmosfere siderali con emersioni di rumori cittadini mescolati al repertorio di Ballads\, jazz\, rock\, pop e folk newyorkesi. Canzoni che hanno informato l’orizzonte degli anni attraversati dal libro e che hanno raccolto\, anche in tempi recenti\, l’eredità sommersa di alcuni degli artisti riscoperti da Olivia Laing.  \n\n\n\nProssime date \n\n\n\nCittà Sola sarà a Firenze al Nuovo Rifredi Scena Aperta il 17 e 18 aprile. \n\n\n\nLo spettacolo sarà poi a Milano nella stagione 2026/2027. \n\n\n\nLe residenze artistiche allo Spazio Rossellini \n\n\n\nIn questi giorni lacasadargilla è in residenza artistica proprio allo Spazio Rossellini\, all’interno di un contesto che si conferma centrale nel sostenere e rendere possibile il lavoro creativo. Le residenze artistiche offerte dallo Spazio Rossellini rappresentano infatti un dispositivo fondamentale: non semplici momenti di ospitalità\, ma veri e propri tempi di costruzione\, in cui è possibile abitare il teatro\, lavorare per più giorni in continuità e sviluppare una ricerca condivisa. È in questa dimensione concreta\, fatta di presenza reale e di confronto quotidiano\, che il processo artistico può articolarsi con maggiore profondità\, trasformando l’elaborazione in pratica scenica e restituendo al lavoro il suo carattere collettivo e necessario. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70Tel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"La fame – La parabola dell’uomo che fece tutto per amore" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica\, il 10 e 11 aprile 2026 alle ore 21.00 e il 12 aprile 2026 alle ore 16.30\, debutta La fame – La parabola dell’uomo che fece tutto per amore\, spettacolo con drammaturgia di Alberto Fumagalli\, regia di Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli\, e interpretato da Chiara Liotta e Alberto Fumagalli. \n\n\n\nCaino e Abele\, Adamo ed Eva e poi ancora Davide e Betsabea\, Booz e Rut; la Bibbia\, il grande libro da cui tutti discendiamo\, ci racconta di ancestrali parabole di coppia\, di un bene e di un male\, di un bello e di un brutto\, dominate da azioni violente e ferocemente umane che indignatamente ci appartengono. Sagrestano e Virtuosa sono i protagonisti assoluti de La Fame-la parabola dell’uomo che fece tutto per amore- il nuovo spettacolo della compagnia Les Moustaches. Intensi\, amorali e allegorici\, Sagrestano e Virtuosa sono gli antieroi di una nuova parabola tanto immaginaria quanto reale\, apparentemente lontana\, tremendamente contemporanea. \n\n\n\nCon le regole di una fiaba incensurabile\, La Fame racconta di una coppia grezza e insensibile\, dominata da istinti ancestrali\, mangiare\, bere\, dormire\, delle volte\, se capita\, fare l’amore\, tutto il resto non conta o\, meglio\, non è contemplato. Il loro stare in questo mondo non ha pretese\, basta “una vogliuzza per il giorno e una per la sera\, fermo restando la salute” e quell’indomito desiderio di non fare alcuna fatica per ottenere qualcosa. Ma è così che davanti a un imprevisto\, o a un nuovo ostacolo finito sul cammino\, gli uomini inciampano e non sanno come rialzarsi. Sagrestano e Virtuosa\, abituati alla fortuna di un piatto sempre pieno dovranno improvvisamente affrontare le bestemmie dei fondi vuoti\, la fame è arrivata come un ospite inatteso che bussa all’uscio del portone trovando Sagrestano e Virtuosa decisamente impreparati. \n\n\n\nTrailer: https://www.youtube.com/watch?v=HlXfVLcOJhk
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SUMMARY:"LA PAPESSA" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Va in scena l’11 e 12 aprile all’Altrove Teatro Studio\, LA PAPESSA\, spettacolo di Andrea Balzola con Beatrice Schiaffino diretta da Carmen Di Marzo.  \n\n\n\nLa Papessa è un potente inno all’emancipazione femminile\, un viaggio iniziatico che intreccia storia\, leggenda e spiritualità. Un racconto epico e senza tempo\, ispirato a uno degli arcani più enigmatici dei Tarocchi: simbolo di conoscenza profonda\, audacia e potere. “La donna che vuole sapere è pericolosa… La donna che sa\, è ancora più pericolosa.” Nel cuore del Medioevo\, Johanna è una donna ribelle e “pericolosissima”: studia\, viaggia\, sfida ogni legge\, si finge uomo fino a rendere possibile l’impossibile: diventare Papa. Per affermare che il diritto alla conoscenza non ha genere\, e la fede non conosce confini. Per non tradire se stessa. Simbolo di libertà e disobbedienza\, unica Papessa donna della storia\, Johanna diventa leggenda – poi carta\, archetipo\, icona. Una voce arcana si solleva dal mazzo: saprai ascoltarla? Tratto dal progetto “Free Women Suite – Il coraggio delle donne in 7 carte teatrali” di Andrea Balzola e Beatrice Schiaffino\, La Papessa è il primo capitolo di una serie dedicata alle figure femminili degli arcani maggiori. Un’indagine teatrale sulle donne visionarie e anticonformiste che\, attraversando i secoli\, hanno incarnato la forza e il simbolismo racchiusi nei Tarocchi. \n\n\n\nOggi più che mai si palesa la necessità di riprendere contatto con la propria dimensione interiore\, quella più emozionale e spirituale\, troppo spesso dimenticata a scapito di un’immagine stereotipata di falso Sé\, un gioco di specchi virtuale e “social” dove arroganza ed efficienza\, apparenza e compiacimento\, si staccano dalle dimensioni più profonde dell’essere\, del sentire e del desiderare\, in un tragitto esistenziale votato a sterilità e vuotezza. Per questo abbiamo deciso di raccontare la storia di una grande donna che ha sfidato il suo tempo per affermare la sua identità e potenzialità\, partendo dalla libertà di essere se stessa e difendendo con fierezza il suo diritto di esistere\, esprimersi e agire nel mondo. Un profondo percorso identitario\, quello di Johanna\, vissuto all’insegna del coraggio e della tenacia: vive e agisce di ‘testa’ e ‘cuore’\, affronta una vita molto dura\, si oppone a ogni regola e dettame del suo tempo (IX secolo) che discriminano la donna come inadatta alla cultura e alla spiritualità. Con un’audacia e un’intelligenza singolari\, Johanna accoglie le sue vulnerabilità e fragilità trasformandole in virtù e\, fingendosi uomo\, si spinge oltre ogni limite fino a rendere possibile l’impossibile: diventare Papa con il nome di Giovanni VIII. La figura di Johannes Anglicus\, Papa Giovanni VIII (dall’853 all’855)\, è stata a lungo celata e volutamente oscurata per secoli dalla Chiesa Cattolica e poi riesumata dalla Riforma Protestante. Avvolta nella leggenda\, ha lasciato tracce in molti documenti e anche in narrazioni eccellenti come “Le storie di donne illustri” di Giovanni Boccaccio. Dopo le recenti conferme storiche circa la sua esistenza (cfr. “Päpstin Johanna” di Michael Habicht; “Le pagine strappate” di Pietro Ratto\, il ritrovamento di monete con la sua effige)\, il cinema e la letteratura hanno riportato alla luce la sua storia. \n\n\n\nLa vicenda di Johanna La Papessa è narrazione e racconto\, ma anche archetipo e\, per noi\, viva personificazione de La Papessa dei Tarocchi (uno dei sette Arcani Maggiori femminili). Le carte dei Tarocchi\, e in particolare gli Arcani Maggiori\, sono lo scrigno della più antica simbologia occidentale. La tradizione mitologica greco-romana si mescola all’alchimia e all’esoterismo religioso\, rifacendosi alla psicanalisi junghiana e al lavoro psico- creativo di Jodorowsky. La Papessa è la carta numero II\, emblema di accumulo e gestazione (nella figura l’uovo bianco)\, simbolo di fede e purezza\, di acume e intelligenza sopraffina\, creatrice e custode dell’alto sapere (il volume aperto sulle gambe). Ed è altresì iniziatrice\, maga\, anima rinchiusa in rigida materia corporea\, spirito dogmatico votato ad un percorso solitario di ascesa verso il divino.
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SUMMARY:"Morte di un commesso viaggiatore" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, sabato 11 aprile alle ore 19.00 al Teatro Biondo di Palermo\, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller\, nella traduzione di Masolino D’Amico per la regia di Carlo Sciaccaluga. \n\n\n\nProtagonista del dramma\, nel ruolo di Willy Loman è Luca Lazzareschi; al suo fianco\, Pia Lanciotti nei panni della moglie Linda Loman\, Sergio Basile\, Andrea Nicolini\, Giovanni Arezzo\, Silvia Biancalana\, Domenico Bravo\, Giovanni Cannata\, Michele De Paola\, Eletta Del Castillo\, Riccardo Livermore\, Chiara Sarcona. \n\n\n\nLe scene sono di Anna Varaldo\, i costumi di Anna Verde\, le musiche di Andrea Nicolini e Leonardo Nicolini\, le luci di Antonio Sposito. \n\n\n\nProdotto dal Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo replica fino al 19 aprile 2026\, per poi trasferirsi al Teatro Verga di Catania dal 21 al 30 aprile e al Teatro Argentina di Roma dal 13 al 24 maggio. \n\n\n\nQuando nel 1949 Morte di un commesso viaggiatore debuttò a Broadway\, l’America era immersa in un paradossale slancio ottimistico del dopoguerra: ricostruzione\, boom economico\, fiducia cieca nella promessa di un’ascesa sociale illimitata. Ma Arthur Miller seppe cogliere fin da subito il volto oscuro di quel mito\, la brutalità nascosta sotto la superficie del successo\, la solitudine di chi misura il proprio valore sul metro della competizione\, la disperazione di chi non può permettersi il fallimento. \n\n\n\nLa vicenda del disperato commesso viaggiatore\, ossessionato dal successo e dal mito del benessere\, che vede il mondo crollargli addosso quando non ha più la forza di sostenere il ritmo della produzione\, costretto a prendere atto del fallimento dei figli\, è oggi di drammatica attualità. In un mondo in cui il capitalismo è diventato non soltanto un sistema economico\, ma una forma di vita\, Morte di un commesso viaggiatore non parla più soltanto dell’America del dopoguerra\, ma all’intera umanità globalizzata. \n\n\n\nLa regia di Carlo Sciaccaluga si muove dentro questo orizzonte: è uno scavo doloroso nel nostro presente. Il Willy Loman di Luca Lazzareschi è un relitto che riflette il nostro contemporaneo. È l’uomo che cerca ancora\, ostinatamente\, di esistere in un mondo che non conosce più il valore dell’errore\, della lentezza\, della fragilità\, dell’umanità. Il grido d’allarme lanciato da Miller più di settant’anni fa è rimasto inascoltato\, e ciò che nel 1949 sembrava già intollerabile oggi si è fatto regola\, sistema\, normalità. \n\n\n\n«Con una scena votata alla crudezza dei sentimenti più che alla ricostruzione naturalistica\, e una recitazione che punta al cuore nudo dei personaggi – spiega il regista Carlo Sciaccaluga – lo spettacolo propone un viaggio dentro la disgregazione degli affetti familiari\, la perdita della dignità personale\, la tragedia quotidiana di chi\, pur avendo dato tutto\, si trova a mani vuote. Eppure\, in questo paesaggio di fratture\, resta qualcosa: non una morale\, non un significato ultimo\, ma la traccia\, inconfondibile\, di un legame. Di un amore che resiste\, di una voce che chiama\, di uno sguardo che\, pur nel fallimento\, cerca l’altro. Morte di un commesso viaggiatore non è un’opera che ci insegna a capire. È un’opera che ci spinge\, ancora\, a sentire. A non dimenticare che\, prima di ogni ruolo\, di ogni prestazione\, di ogni aspettativa\, siamo esseri umani. E che solo nelle relazioni tra esseri umani si gioca\, davvero\, la nostra possibilità di esistere». \n\n\n\n____________________ \n\n\n\nnote di regia \n\n\n\nQuando\, nel 1949\, Morte di un commesso viaggiatore debuttò a Broadway\, l’America era immersa in quel paradossale slancio ottimistico del dopoguerra: ricostruzione materiale\, boom economico\, fiducia cieca nella promessa di un’ascesa sociale illimitata. Ma Arthur Miller seppe cogliere fin da subito il volto oscuro di quel mito: la brutalità nascosta sotto la superficie del successo\, la solitudine di chi misura il proprio valore sul metro della competizione\, la disperazione di chi non può permettersi il fallimento. \n\n\n\nOggi Death of a Salesman non è una reliquia di un’altra epoca\, ma lo specchio vivo delle nostre inquietudini contemporanee. In un mondo in cui il capitalismo è diventato non soltanto un sistema economico\, ma una forma di vita interiore\, Morte di un commesso viaggiatore non parla più soltanto dell’America\, ma dell’intera umanità globalizzata. \n\n\n\nWalter Benjamin\, nel descrivere il mondo moderno\, parlava della perdita dell’aura: la dissoluzione dell’unicità dell’opera\, e con essa dell’individuo\, nell’epoca della riproducibilità tecnica. Anche Willy Loman\, in fondo\, è una figura senza aura: replicabile\, intercambiabile\, superflua. La sua tragedia è quella dell’uomo ridotto a funzione economica\, che non trova più nella propria esistenza un valore intrinseco\, ma solo un prezzo di mercato.  \n\n\n\nNel figlio primogenito\, Willy proietta tutte le sue speranze di riscatto: un futuro migliore\, la promessa di un’affermazione che a lui è stata negata. Ma il figlio stesso\, pur desiderando una vita diversa\, non riesce davvero a liberarsi di quella visione\, non trova il coraggio di abbattere il totem paterno. Morte di un commesso viaggiatore è anche\, come lo stesso Miller ha scritto\, una storia d’amore tra un padre e un figlio. Ed è\, come molte storie d’amore dolorose\, una storia fatta di fantasie\, illusioni\, allucinazioni. Willy non riesce ad accettare la realtà per quella che è: inizia a crearne versioni alternative\, deformate dal desiderio e dalla frustrazione. Il passato si trasfigura in un’età dell’oro perduta\, il futuro proietta l’ombra di case-dormitorio affollate da un’umanità disperata e feroce\, contro la quale competere senza tregua. Ma l’illusione della realizzazione di sé\, del successo\, sopravvive nei sogni\, o meglio: negli incubi.  \n\n\n\nAccanto a lui\, Linda Loman rappresenta la silenziosa\, potentissima presenza dell’amore che resiste. In un testo dominato dalle voci maschili\, è lei il contrappunto costante alla disperazione del protagonista: un amore reale\, quotidiano\, ricambiato\, che non redime Willy ma lo accompagna fino all’ultimo istante\, riconoscendone la dignità anche quando il mondo intero gliel’ha negata. In Linda\, Miller affida alla scena una figura femminile complessa e radicale\, ben lontana dalla retorica della moglie devota\, e ancora oggi\, nella sua semplicità\, di straordinaria forza tragica. \n\n\n\nNel suo Salesman in Beijing\, Miller sottolinea come la vicenda di Willy Loman fosse immediatamente comprensibile e toccante anche per il pubblico cinese: un pubblico lontano\, diverso\, eppure pronto a riconoscersi nel dramma di un uomo che misura il proprio valore in base alla sua produttività. È la prova che quel “sogno americano”\, con la sua promessa e il suo inganno\, parla ancora al cuore ferito di ogni società che abbia fatto della competizione e dell’efficienza il perno dell’esistenza umana. \n\n\n\nA rendere quest’opera rivoluzionaria\, nel 1949\, fu anche la sua struttura formale. Miller spezza la linearità del tempo\, abolisce ogni netta separazione tra realtà e memoria\, presente e passato\, sogno e coscienza. Le scene si fondono\, si sovrappongono\, si contraddicono. È una scrittura scenica che affonda nella mente del protagonista\, seguendo i suoi scarti\, i suoi vuoti\, i suoi deliri. In un’epoca come la nostra\, in cui il concetto stesso di realtà si fa sempre più sfumato – e resta da interrogarsi se sia un bene o un male – Morte di un commesso viaggiatore si impone come una delle opere fondanti di quel lungo attraversamento della coscienza che è gran parte della letteratura occidentale del secondo Novecento. Rileggerla oggi significa interrogarsi su cosa ancora possiamo intendere per verità. \n\n\n\nCon una scena votata alla crudezza dei sentimenti più che alla ricostruzione naturalistica\, e una recitazione che punta al cuore nudo dei personaggi\, lo spettacolo propone un viaggio dentro la disgregazione degli affetti familiari\, la perdita della dignità personale\, la tragedia quotidiana di chi\, pur avendo dato tutto\, si trova a mani vuote. \n\n\n\nEppure\, anche in questo paesaggio di fratture\, resta qualcosa. Non una morale\, non un significato ultimo\, ma la traccia\, inconfondibile\, di un legame. Di un amore che resiste\, di una voce che chiama\, di uno sguardo che\, pur nel fallimento\, cerca l’altro. Morte di un commesso viaggiatore non è un’opera che ci insegna a capire. È un’opera che ci spinge\, ancora\, a sentire. A non dimenticare che\, prima di ogni ruolo\, di ogni prestazione\, di ogni aspettativa\, siamo esseri umani. E che solo nelle relazioni tra esseri umani si gioca\, davvero\, la nostra possibilità di esistere. Carlo Sciaccaluga \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nPalermo\, Teatro Biondo > dall’11 al 19 aprile 2026 – prima nazionale \n\n\n\nCatania\, Teatro Verga > dal 21 al 30 aprile 2026  \n\n\n\nRoma\, Teatro Argentina > dal 13 al 24 maggio 2026 \n\n\n\nMorte di un commesso viaggiatore \n\n\n\ndi Arthur Miller \n\n\n\ntraduzione Masolino D’Amico \n\n\n\nregia Carlo Sciaccaluga \n\n\n\npersonaggi e interpreti \n\n\n\nWilly Loman                           Luca Lazzareschi \n\n\n\nLinda Loman                          Pia Lanciotti \n\n\n\nBiff Loman                             Michele De Paola \n\n\n\nHappy Loman                         Giovanni Cannata \n\n\n\nBernard                                  Riccardo Livermore \n\n\n\nLa donna                                Silvia Biancalana \n\n\n\nCharley                                  Andrea Nicolini \n\n\n\nZio Ben                                   Sergio Basile \n\n\n\nHoward Wagner                     Giovanni Arezzo \n\n\n\nStanley                                    Domenico Bravo \n\n\n\nMiss Forsythe / Segretaria     Eletta Del Castillo \n\n\n\nJenny / Letta                           Chiara Sarcona \n\n\n\nscene Anna Varaldo \n\n\n\ncostumi Anna Verde \n\n\n\nmusiche Andrea Nicolini\, Leonardo Nicolini \n\n\n\nluci Antonio Sposito \n\n\n\naiuto regia Marta Cirello  \n\n\n\ndirettore di scena Angelo Grasso \n\n\n\ncoordinamento dei servizi tecnici Giuseppe Baiamonte  \n\n\n\nfonico Mauro Fontana \n\n\n\ncapo reparto macchinisti Raimondo Cammarata \n\n\n\nmacchinisti Alberto Mangiapane\, Francesco La Manna \n\n\n\nattrezzista Elena Madia \n\n\n\nsarta Mariella Gerbino \n\n\n\nscene e attrezzeria realizzate dal laboratorio Atelier Nostra Signora  \n\n\n\ncostumi realizzati dalla sartoria del Teatro Biondo di Palermo e da Mario Strino\, Napoli \n\n\n\namministratore di compagnia Andrea Sofia \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ndurata: 3 ore più un intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni al Teatro Biondo: \n\n\n\nsabato 11 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 12 aprile ore 17.00 \n\n\n\nmartedì 14 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 15 aprile ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 16 aprile ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 17 aprile ore 21.00 \n\n\n\nsabato 18 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 19 aprile ore 17.00
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SUMMARY:"Il club degli aspiranti suicidi" al Teatro IF
DESCRIPTION:Un vecchio senza più un lavoro\, un cuoco che ha perso tutto e una donna sola e abbandonata. Non si conoscono\, ma si trovano davanti allo stesso bivio: rimanere o andarsene? \n\n\n\n“Il club degli aspiranti suicidi” è una commedia nera che gioca su temi delicati\, un’opera surreale che immagina quello che potrebbe accadere se tre persone\, che apparentemente non hanno nulla in comune\, si incontrassero casualmente sul bordo di un ponte\, uniti dal medesimo triste intento. \n\n\n\nMentre aspettano di raccogliere coraggio per fare il Grande Salto\, si parlano\, si confidano\, si raccontano ciò che li ha portati a compiere una scelta così drastica. Con l’arrivo di un quarto uomo\, tuttavia\, scoprono di avere molto più in comune di quanto pensano e che\, a quanto pare\, le loro vite sono inestricabilmente intrecciate. \n\n\n\nL’ass. cult. Music Theatre International ti aspetta al Teatro IF\, via Nomentana 1018 il 10\, 11 e 12 aprile 2026.  \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78Biglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/il-club-degli-aspiranti-suicidi.aspx
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SUMMARY:"ELETTRA" al Teatro di Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Dal 10 al 12 aprile al Teatro di Villa Lazzaroni Micol Pambieri sarà ELETTRA\, spettacolo scritto e diretto da Giuseppe Argirò\, con Elisabetta Arosio\, Melania Fiore\, Vinicio Argirò. \n\n\n\nElettra o della vendetta\, del delitto\, della colpa. Uno dei miti fondativi del passaggio dallo stato di natura allo stato del diritto. All’interno del conflitto famigliare\, il tema politico\, dalla tragedia del destino al dramma della libertà. Tema che troverà il suo compimento nella fondazione dello statuto democratico in Eumenidi\, ultimo atto della trilogia Orestea di Eschilo: un’assemblea civile giudicante\, che allude in modo significativo ad un passaggio storico\, epocale\, dalla tribù alla polis. \n\n\n\nLo spettacolo prevede una drammaturgia originale\, originata dalla coincidenza di più testi\, appartenenti a diversi momenti storici che affrontano il mito di Elettra. Da Coefore di Eschilo ad Elettra di Sofocle per arrivare alle letture più moderne di Eugene O’Neill\, Jean Paul Sartre e Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nElettra o della colpa: Questa è la sintesi di un mito che attraversa indenne il tempo. Elettra diviene il doppio speculare di Edipo\, all’interno di una conflittualità\, squisitamente femminile. La madre Clitennestra\, in qualsiasi rilettura è ossessionata costantemente dalla dimensione onirica; la regina di Argo vive in uno spazio parallelo\, essa ha sospeso il principio di realtà per rifugiarsi in un mondo altro\, cercando una giustificazione plausibile al suo colpevole omicidio. Elettra combatte con ogni mezzo il tentativo di rimozione della madre e in modo ossessivo cerca di mantenere viva la memoria del padre Agamennone. Le due solitudini si incontrano\, si scontrano e infine arrivano a un conflitto ineludibile\, che prevede un unico vincitore. Oreste è complice della sorella\, portatore anch’egli di una ragione ancestrale\, atavica che presto si scontrerà con il diritto. All’interno della conflittualità parentale infatti latita un altro tema determinante: il passaggio dallo stato di natura allo stato di diritto\, che troverà il suo compimento nella fondazione dello statuto democratico. L’ultima parte della trilogia di Eschilo culminerà infatti con la costituzione di un’assemblea giudicante\, che allude in modo significativo alla democrazia. Colpa\, vendetta\, memoria sono i temi che continueranno a circolare nelle diverse riletture del mito\, nei secoli successivi. Lo spettacolo prevede una drammaturgia originale\, originata dalla coincidenza di più testi\, pur privilegiando la lettura sofoclea. I diversi personaggi compongono una costellazione familiare\, patologica\, che ci riporta agli omicidi parentali delle cronache contemporanee. Il mito quindi si trasforma in archetipo\, radicalizzando i conflitti della società contemporanea. A vestire i panni di Elettra sarà Micol Pambieri\, attrice versatile e dotata di un temperamento che bene si adatta al genere tragico.
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SUMMARY:"TRE DI PICCHE" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:La necessità era quella di indagare a fondo le figure principali che compongono la scena giovanile: il lavoratore\, lo studente e l’artista. Attraverso un ritmo serrato\, simbolo della frenesia sociale a cui siamo abituati\, e momenti di profonda riflessione\, Tre di picchetenta di scoprire dolori e fragilità\, sogni e aspettative che\, almeno un tempo\, sono appartenuti a tutti noi. L’allestimento e la regia sono semplici ed essenziali\, a volte allegorici\, per mettere in luce il più possibile l’umanità e l’individualità dei personaggi. \n\n\n\nNote di regia: \n\n\n\nTre di picche è una commedia generazionale contemporanea che affronta con ironia e profondità il tema dell’identità giovanile in un contesto sociale incerto e spesso contraddittorio. Giuseppe\, Matilde e Filippo – un lavoratore\, una studentessa e un artista – convivono nella stessa casa e condividono un’inquietudine comune: che posto ha un ventenne all’interno della società di oggi? In bilico tra le aspettative esterne e i propri sogni\, i tre protagonisti si muovono tra sarcasmo\, disincanto e affetto sincero\, cercando un senso nelle giornate che scorrono. \n\n\n\nTesto e regia: Gianmarco Ciotti – Con: Alfonso Strumolo\, Camilla Benvenuto\, Gianmarco Ciotti – Aiuto regia Francesca Magarò – Movimenti coreografici Francesca Magarò e Simone Serranò – Luci Aurora Cinti – Scene Giulio Ciotti – Riprese video Marco Benvenuto – Foto di Manuel Piccoli
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Beauty Dark Queen – Lo strano caso di Elena di Troia" al Teatro Belli
DESCRIPTION:La compagnia Colori Proibiti approda al Teatro Belli\, nell’ambito della rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, con Beauty Dark Queen – Lo strano caso di Elena di Troia\, lavoro firmato da Stefano Napoli e in tournée dal 2017\, che torna in scena a Roma in una nuova cornice dedicata alla drammaturgia contemporanea. \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una dea\, una statuetta. Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota: una bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. Ma il racconto si incrina e si ricompone tra i registri della pochade e della tragedia\, restituendo una visione in cui l’amore si rivela come tensione oscura\, spazio di possesso e perdita. \n\n\n\nLa figura di Elena si fa emblema di un femminile attraversato da forze contrastanti: desiderio e rifiuto\, esposizione e difesa\, splendore e sottrazione. Un corpo che resiste al tempo e agli uomini che lo attraversano. \n\n\n\n«Ho tentato di tirare giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna fra uomini – scrive Stefano Napoli –. Tra di loro l’eterno gioco dell’amore\, dei fraintendimenti\, del caso. Ma non c’è nulla di gentile in questo gioco: l’amore malato trasforma in prede e predatori\, in una lotta per la sopravvivenza al termine della quale non ci saranno né vinti né vincitori\, ma soltanto il silenzio che il tempo impone alle cose». \n\n\n\nLe cifre stilistiche del teatro di Stefano Napoli emergono con chiarezza: la parola è ridotta ai margini del significante\, mentre il linguaggio scenico si affida al corpo\, alla composizione visiva\, alla luce e al suono. Gli interpreti costruiscono quadri plastici in continua trasformazione\, dove oggetti minimi – un drappo\, una benda\, una sedia – diventano dispositivi dinamici di senso. \n\n\n\nNe nasce un teatro che dialoga con l’arte figurativa e con la dimensione sonora\, in cui il gesto si fa scrittura e il corpo superficie di proiezione simbolica. \n\n\n\nDa oltre trent’anni Stefano Napoli\, con la compagnia Colori Proibiti\, indaga le zone più oscure dell’esperienza umana\, spesso attraversando il mito per riportarlo a una dimensione concreta e contemporanea. Un percorso rigoroso\, fondato su un linguaggio fisico e visivo\, che restituisce allo spettatore immagini di forte impatto emotivo\, sospese tra astrazione e materia. \n\n\n\nL’inserimento dello spettacolo all’interno di EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, con la direzione artistica di Andrea Paolotti e Franco Clavari e l’organizzazione di Federico Lepera e Marco Grossi\, ne rafforza la collocazione in un contesto dedicato alla ricerca e alla nuova scena italiana. La rassegna\, giunta alla sua quarta edizione e promossa dalla Società per Attori\, si configura come spazio di attraversamento critico del presente\, capace di accogliere linguaggi diversi e di costruire una relazione viva tra artiste\, artisti e pubblico. \n\n\n\nDalla rassegna stampa \n\n\n\n«Le anatomie dei performer sono eleganti o goduriose carni da macello spesso gettate per metà all’ingiù dal limite della ribalta. […] E noi sapremo d’aver visto una leggenda troiana emozionalmente fraintesa in corporee vili\, in panni di arte povera». \n\n\n\n06 589 4875 \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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SUMMARY:“Lucignoli - rituale porno magico sull’inaccessibilità dell’amore” al Borsoni di Brescia
DESCRIPTION:Va in scena a Brescia venerdì 10 aprile\, al Teatro Borsoni (via Milano\, 83)\, alle ore 20.30\, per Culture Care 2026\, “Lucignoli – rituale porno magico sull’inaccessibilità dell’amore”\, uno spettacolo di ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile\, scritto e diretto da Alessandro Garzella\, affiancato in scena da Francesca Mainetti e Chiara Pistoia. Lo spettacolo arriva nell’ambito del progetto Equi/Distanze\, realizzato con il contributo del MiC e condiviso tra ANIMALI CELESTI/teatro d’arte civile e Teatro 19 di Brescia. \n\n\n\n“Lucignoli” nasce tra i vissuti di persone in sofferenza e\, con il suo lettino nero\, i ceri e i brindisi misterici\, simboleggia una cerimonia funebre: la scomparsa della poesia. Le vicende di Pinocchio in questa visione allucinata diventano una specie di reality porno show in cui tutte le figure sono corrotte dalla brutalità dei nostri tempi\, da Lucignolo\, vittima sacrificale e luciferina\, allo stesso protagonista\, perso tra successo e contraddizioni e attratto da un divertimento privo di valori\, per arrivare infine alla Fata Turchina\, che partecipando alle volgarità moderne conferma il mistero della sua presenza in un mondo disastrato. «I tre protagonisti – spiega l’attore\, autore e regista Alessandro Garzella – alludono\, deridono\, amano e cercano la poesia di sé\, malvagi per volgarità e crudeltà umane. Il rito teatrale esplora le luci e ombre del Lucignolo in noi\, cercando di trasmutare verso il meglio\, anche attraverso atti violenti imposti dai ruoli\, aspirando una trasformazione anche (o forse soprattutto) per gli spettatori». \n\n\n\n“Lucignoli” è opera vincitrice del bando MIC per l’accessibilità degli artisti disabili\, una produzione ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile realizzata con il sostegno del MiC Direzione generale Spettacolo in collaborazione con Regione Toscana\, Comune di Pisa\, ASL Nordovest toscana\, Clinica Psichiatrica Università di Pisa e in partenariato artistico con A.E.D.O. – CAROVANA SMI – TEATRO NUCLEO. \n\n\n\nCon sede a Pisa\, ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile è un’associazione di promozione sociale diretta da Alessandro Garzella\, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e dalla Regione Toscana come una delle compagnie teatrali d’interesse nazionale nell’ambito dell’inclusione sociale. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nTeatro Borsoni \n\n\n\n10€ intero\, 8€ ridotto (under 25\, over 65\, soci ARCI)\, 5€ gruppi di utenti accompagnati \n\n\n\nModalità di acquisto \n\n\n\nBotteghino: apre 30 minuti prima dell’inizio di ogni rappresentazione \n\n\n\nPrevendita online: Vivaticket \n\n\n\nPunti vendita CTB \n\n\n\nPiazza della Loggia\, 6 – Brescia \n\n\n\nTel. 030 2928609 – biglietteria@centroteatralebresciano.it \n\n\n\nMar–Ven 10.00–13.00 (festivi esclusi)
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LOCATION:Teatro Borsoni\, Via Milano\, 83\, Brescia\, 25126\, Italy
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SUMMARY:“La signorina Else” allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Prosegue la stagione 2025/26 Il potere dei sogni del Teatro Stabile di Catania con la nuova produzione “La signorina Else” di Arthur Schnitzler\, in scena al Teatro Verga dal 10 al 19 aprile 2026.Firmato da uno dei grandi maestri della regia europea\, Henning Brockhaus\, lo spettacolo vede protagonista la talentuosa Lucia Lavia\, interprete intensa e raffinata\, chiamata a dare corpo e voce a uno dei personaggi più complessi della letteratura del Novecento. \n\n\n\nTratto dall’omonima novella pubblicata nel 1924\, il testo di Schnitzler si sviluppa come un flusso ininterrotto di pensieri\, un monologo interiore che attraversa le contraddizioni e le inquietudini della giovane Else\, diciannovenne della borghesia viennese. Durante un soggiorno in montagna\, la ragazza si trova improvvisamente a dover affrontare una richiesta che mette in crisi la sua identità e la sua dignità\, in un conflitto insanabile tra salvezza familiare e integrità personale. \n\n\n\nNell’allestimento di Brockhaus\, la vicenda si trasforma in un dispositivo scenico sospeso tra sogno e visione\, in cui realtà e immaginazione si intrecciano dando forma a uno spazio mentale attraversato da figure e presenze evocative. La protagonista si muove all’interno di una dimensione onirica e frammentata\, in cui il tempo si dilata e il racconto si compone per immagini\, restituendo tutta la tensione psicologica e simbolica del testo. \n\n\n\nAl centro\, la prova attoriale di Lucia Lavia\, che affronta il ruolo di Else come un viaggio nei territori più profondi della coscienza\, tra desiderio\, paura e ribellione\, restituendo la complessità di una figura femminile sospesa tra emancipazione e costrizione sociale. \n\n\n\nLo spettacolo conferma l’impegno del Teatro Stabile di Catania nella produzione di grandi titoli del repertorio europeo\, riletti attraverso sguardi registici autorevoli e interpreti di primo piano\, in dialogo con il presente. \n\n\n\nSignorina Else – Biglietti TicketOnehttps://www.ticketone.it/eventseries/3929378⁠Calendario rappresentazioni – Teatro Vergavenerdì 10 aprile 2026 ore 20:45sabato 11 aprile 2026 ore 20:45domenica 12 aprile 2026 ore 17:30martedì 14 aprile 2026 ore 17:30mercoledì 15 aprile 2026 ore 17:30giovedì 16 aprile 2026 ore 20:45venerdì 17 aprile 2026 ore 17:30sabato 18 aprile 2026 ore 17:30domenica 19 aprile 2026 ore 17:30Incontro con il pubblicoGiovedì 16 aprile alle ore 18.30 al Ridotto del Teatro Verga\, incontro con Lucia Lavia. \n\n\n\nScheda tecnica“La signorina Else” di Arthur Schnitzlertraduzione Renata Colorniadattamento e regia Henning Brockhauscon Lucia Laviascene e costumi Giancarlo Coliscoreografie Valentina Escobarluci Gaetano La Meladurata 65 minutifoto di scena di Antonio Parrinelloproduzione Teatro Stabile di Catania \n\n\n\nPer informazioni e biglietti:Teatro Stabile di Catania – Botteghino Teatro Vergatel. +39 095 7310856abbonati@teatrostabilecatania.itwww.teatrostabilecatania.it⁠
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LOCATION:Teatro Stabile di Catania\, Via Giuseppe Fava\, 35\, Catania\, ITA\, 95123\, Italia
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SUMMARY:"La denuncia" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:La denuncia affronta i temi del consenso\, del rispetto\, della manipolazione\, del ricatto emotivo che possono nascondersi dietro un rapporto tra docente e discente. Un rapporto in cui in qualche modo la seduzione entra fatalmente\, a volte in maniera innocente\, come arma e strumento maieutico\, come persuasione intellettuale. Altre volte\, invece\, prende le forme di una violenza\, diventa abuso di potere. \n\n\n\nUn testo teso\, con un epilogo sorprendente. Una sfida dialettica e di visioni del mondo tra due donne in due età diverse della vita\, che si rivelano\, solo alla fine\, più vicine di quanto si potrebbe immaginare. \n\n\n\nTratta un tema attuale\, e da questo per me ovviamente deriva l’urgenza della scrittura e della messa in scena\, e contemporaneamente si rifà a classici del teatro contemporaneo\, come The Children’s Hour\, in cui la discriminazione per orientamento sessuale è presente in forme sottili e inaspettate. Il tono è quello teso di un mistero da ricostruire\, ma nella storia un twist trasforma li mistero quasi processuale in una dichiarazione d’amore. Ivan Cotroneo \n\n\n\nvenerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12___________________________________________________________________________
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:“The Curse of Hotel Morgue” al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile alle ore 19:30\, il Teatro dei Piccoli ospita “The Curse of Hotel Morgue”\, produzione di The Play Group e Casa del Contemporaneo\, inserita nella programmazione organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo\, I Teatrini\, Progetto Sonora d’intesa con il Comune di Napoli e la direzione della Mostra d’Oltremare. \n\n\n\nUno spettacolo in lingua inglese\, interattivo e dal tipico humor britannico\, capace di coinvolgere attivamente il pubblico sia nello sviluppo della trama che direttamente in scena\, rendendolo parte integrante dell’indagine. \n\n\n\nLiberamente ispirato a “I delitti della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe\, considerato il primo racconto poliziesco della letteratura\, lo spettacolo rielabora il classico in chiave originale\, mescolando atmosfere gotiche e horror a dialoghi brillanti e momenti di ironia. L’opera di Poe pose le basi del racconto poliziesco moderno\, introducendo elementi ancora oggi centrali come l’indagine deduttiva\, la figura del detective fuori dagli schemi e il celebre enigma della “camera chiusa”. \n\n\n\nL’appuntamento segna il ritorno in una programmazione serale di The Play Group dopo una lunga tournée in Italia e all’estero\, confermando il percorso internazionale della compagnia e la sua capacità di dialogare con pubblici diversi. La regia è di Enzo Musicò\, sul palco si esibiscono Simon Edmonds\, Eddie Roberts e Francesco Di Gennaro. Completano l’allestimento artistico le scene di Enrico de Capoa\, le videoproiezioni di Pietro Di Francesco e i costumi di Carla Merone. \n\n\n\nPensato anche per i più giovani (dagli 8 anni in su)\, lo spettacolo utilizza un linguaggio accessibile\, risultando ideale per chi ama le serie crime\, i thriller psicologici e le storie fuori dagli schemi. Un viaggio teatrale tra surrealismo e tensione\, dove l’ironia si intreccia con il lato più oscuro dell’animo umano in una performance che omaggia Poe in chiave contemporanea. \n\n\n\nBiglietto  euro 9.
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LOCATION:Teatro dei Piccoli di Napoli\, Via Antoniotto Usodimare\, 200\, Napoli\, ITA\, 80125\, Italy
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SUMMARY:"Platealmente – dal libro alla scena"
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile alle ore 18:30\, il Teatro Karol ospita un nuovo appuntamento della rassegna Platealmente – dal libro alla scena\, promossa da Casa del Contemporaneo. L’incontro sarà condotto dal giornalista Pierluigi Fiorenza e dall’architetta Eliana Bianco\, curatori della rassegna\, e vedrà protagonista Maria Rispoli\, che presenterà il volume “Il Museo Archeologico di Stabia – il catalogo” (Eidos Longobardi)\, realizzato insieme a Gabriel Zuchtriegel\, direttore Parco Archeologico di Pompei. \n\n\n\nIl catalogo rappresenta uno strumento fondamentale per la valorizzazione del patrimonio archeologico stabiano: un’opera che restituisce organicità e visione a un insieme di testimonianze di straordinario valore storico e culturale. Attraverso saggi rigorosi ma accessibili\, il volume accompagna il lettore in una narrazione che intreccia ricerca scientifica e sensibilità divulgativa\, offrendo uno sguardo nuovo sull’identità dell’antica Stabiae e sulla capacità di resilienza delle comunità che l’hanno abitata.La rassegna è sponsorizzata da Hotel Stabia e Taverna Mafalda. Tra i partner anche Mondadori Bookstore di Castellammare che sarà presente in sala con un punto vendita del testo. L’accoglienza del pubblico – ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili – è curata dalle studentesse e dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Enogastronomici e l’Ospitalità Alberghiera Viviani di Castellammare. \n\n\n\nIl pomeriggio sarà inoltre l’occasione per visitare\, negli spazi del foyer\, la mostra fotografica “Viviani in un Click”\, aperta fino al 30 aprile. Il progetto\, promosso dal Centro Studi sul Teatro Napoletano\, Meridionale ed Europeo – presieduto da Antonia Lezza\, già docente del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno – con il contributo dell’Ateneo salernitanoe del Comune di Castellammare di Stabia\, nasce da un percorso di ricerca e reinterpretazione dell’opera di Raffaele Viviani. \n\n\n\nNaturale pensare ad un progetto fotografico ripercorrendo Viviani perché\, come sottolinea la Lezza\, “ha fotografato Napoli e ha descritto con la sua arte specialissima personaggi e luoghi che ha poi\, com’era naturale\, trasferito\, tradotto\, trasfigurato prima nei testi e poi sulla scena”. \n\n\n\nFirmata dal fotografo Pietro Masturzo\, la mostra raccoglie 20 scatti realizzati a partire da una rilettura contemporanea dei testi vivianei. Attraverso il confronto con studiosi e giovani ricercatori\, Masturzo ha attraversato i luoghi simbolo della vita e dell’opera dell’autore\, restituendo immagini che traducono in chiave visiva le atmosfere\, i personaggi e le tensioni sociali del suo teatro. Ne emergono figure senza tempo – scugnizzi\, acquaiuoli\, lavoratori e marginalità urbane – che collegano idealmente la Napoli di inizio Novecento alla città contemporanea\, in un dialogo continuo tra memoria e presente. “Un onore omaggiare e divulgare la conoscenza di un grande autore in cui ritrovo la mia stessa esigenza di raccontare il nostro tempo e di lasciarne traccia”\, conclude Masturzo in una nota. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nelle celebrazioni per il 75° anniversario della scomparsa di Viviani e rappresenta una tappa significativa di un percorso espositivo già avviato tra Napoli e l’Università di Salerno. L’allestimento al Teatro Karol si distingue per la sua durata e per l’integrazione in una programmazione più ampia che comprende attività laboratoriali con le scuole del territorio e appuntamenti teatrali dedicati dal 13 al 15 aprile prossimi. \n\n\n\nEntrambi gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti; la mostra è visitabile negli orari di apertura del foyer. Info 08118247921 e teatrokarol@casadelcontemporaneo.it\, al sito web www.teatrokarol.it e pagine social.
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LOCATION:Teatro Karol\, via Allende 4\,\, Castellamare di Stabia\, 80053
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SUMMARY:Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda
DESCRIPTION:Il 10 aprile 2026 alle ore 18.30\, PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda a cura di Alberto Dambruoso\, con il patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基金) e della Fondazione Italia Giappone. \n\n\n\nDa PROSA_contemporanea Ikeda presentaun’installazione ambientale\, in collaborazione con l’artista Ximena Robles\, costituita da un filo di lana e seta rosso che percorrerà lo spazio e con la quale il pubblico potrà interagire. Durante il vernissage\, a partire dalle ore 19.30\, l’attenzione si sposterà su una spettacolare danza Butoh\, eseguita da Flavio Arcangeli\, che dialogherà con il lavoro dell’artista. All’installazione si affiancano alcune opere realizzate in acquerello su carta.  \n\n\n\nUemon Ikeda continua il suo percorso artistico negli spazi di PROSA dopo la recente partecipazione al progetto Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica presso il Museo Venanzo Crocetti\, nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione\, ricerca e sintesi creativa. \n\n\n\nINFO  \n\n\n\nUemon Ikeda – Metamorfosi intangibile \n\n\n\nA cura di Alberto Dambruoso \n\n\n\nPerformance artist danza Butoh: Flavio ArcangeliCon il Patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基金) e della Fondazione Italia Giappone. \n\n\n\nIn collaborazione con: Studio Marta Bianchi InEvoluzionet \n\n\n\nSponsor tecnici: Beelegal Società Benefit di Servizi a r.l. \n\n\n\nFino al 30 aprile 2026 \n\n\n\nOrari: dal lunedì al venerdì 16.00 – 18.30; sabato su appuntamento tel. 3384858398 – ingresso libero
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LOCATION: PROSA_contemporanea\, Via Marin Sanudo\, 24\, Roma\, ITA\, 00176\, Italy
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SUMMARY:"Everything Is Bright Here"\, personale di Lucia Buricelli
DESCRIPTION:Il 10 aprile 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema pesenta Everything Is Bright Here\, prima mostra personale in Italia di Lucia Buricelli\, un progetto che raccoglie una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio visivo saturo e intensamente cromatico\, l’artista costruisce una riflessione sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli\, indagando le dinamiche simboliche di uno spazio profondamente segnato dalle logiche del consumismo. Il colore non è elemento descrittivo ma dispositivo selettivo. Realizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate\, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale\, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. 
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SUMMARY: "Everything Is Bright Here" alla Galleria Zema
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl 10 aprile 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta Everything Is Bright Here\, prima mostra personale in Italia di Lucia Buricelli\, un progetto che raccoglie una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio visivo saturo e intensamente cromatico\, l’artista costruisce una riflessione sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli\, indagando le dinamiche simboliche di uno spazio profondamente segnato dalle logiche del consumismo. Il colore non è elemento descrittivo ma dispositivo selettivo. Realizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate\, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale\, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. \n\n\n\nRealizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate\, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale\, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. Il gesto fotografico\, rapido e reattivo\, intercetta frammenti minimi e inattesi della vita urbana\, restituendo una realtà in cui l’ordinario si carica di una qualità quasi teatrale. Lo sguardo dell’artista si configura come un attraversamento attento e consapevole dello spazio pubblico. \n\n\n\nUna parte delle opere è tratta da Don’t Feed the Animals (Eyeshot Magazine\, 2024)\, dove Buricelli riflette sugli effetti del capitalismo avanzato sul paesaggio urbano. La città appare come un sistema saturo di stimoli visivi\, in cui eccesso e sovrabbondanza diventano condizioni strutturali dell’esperienza contemporanea. In questo contesto\, la fotografia non si limita a registrare\, ma amplifica e rende percepibili le dinamiche di accumulazione\, attrazione e dispersione. \n\n\n\nIn Everything Is Bright Here\, la luminosità evocata dal titolo non coincide con una condizione di chiarezza\, ma con un’intensificazione dell’esperienza visiva: una forma di iper-visibilità che\, lungi dal chiarire il reale\, ne rivela l’eccesso\, invitando lo spettatore a interrogare le modalità attraverso cui oggi guardiamo\, consumiamo e abitiamo le immagini. \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nLucia Buricelli. Nata a Venezia nel 1994\, si è formata tra Italia e Stati Uniti\, frequentando il corso di fotogiornalismo presso l’International Center of Photography di New York. Partendo dalla street photography\, la sua ricerca si è progressivamente orientata verso una pratica più consapevole della costruzione dell’immagine\, mantenendo al centro un interesse costante per lo spazio urbano come campo di forze visive e sociali. L’uso del colore e del flash contribuisce a definire un’estetica riconoscibile\, capace di isolare e intensificare la densità visiva del reale. Le sue opere sono state pubblicate su importanti testate internazionali quali The New York Times\, The New Yorker\, Time\, Vogue e Financial Times\, ed esposte in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti\, tra cui Photoville a New York nel 2025 e una personale presso New Collectors Gallery nel 2022. \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nLucia BuricelliEverything Is Bright Here \n\n\n\nInaugurazione 10 aprile 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 28 maggio 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:Casina di Raffaello:  attività per famiglie e bambini dall’11 aprile al 10 maggio 2026
DESCRIPTION:Ogni fine settimana Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale nel cuore di Villa Borghese\, propone per le famiglie con bambine e bambini un ampio programma dil aboratori e letture animate per far vivere ai partecipanti esperienze ludico-educative volte a favorire abilità manipolative ed espressive e a stimolare l’immaginazione creativa. \n\n\n\nLe attività del sabato sono dedicate alle storie che fanno crescere: racconti di bambine e bambini alle prese con la scoperta di sé per dar voce alle proprie emozioni. I laboratori sono dedicati alla figura di Pippi Calzelunghe\, per immergersi nel suo mondo colorato\, vivace e anticonvenzionale\, scoprendone i valori di libertà\, amicizia e fantasia che ancora oggi continuano ad affascinare lettori di tutte le età. Nelle letture animate vengono proposti degli albi illustrati che parlano di bambine e bambini\, di identità e di immaginazione. \n\n\n\nI laboratori e le letture animate della domenica invece permetteranno alle famiglie con le loro bambine e bambini di vivere una giornata dedicata ai quattro elementi – Terra\, Acqua\, Aria\, Fuoco – facendo loro toccare e conoscere posti e culture anche lontane\, attraverso storie che profumano di natura\, avventura e meraviglia. Un’occasione per ascoltare\, immaginare e scoprire insieme la forza e la magia che ci circondano. \n\n\n\nLe letture hanno una durata di 30 minuti\, mentre i laboratori di 50 minuti circa. Il costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino\, gratuito per l’adulto accompagnatore se previsto. Il costo delle letture è di 3\,50 € a partecipante\, sia per i bambini che per l’adulto accompagnatore. \n\n\n\nPer i disabili e accompagnatori è prevista la gratuità. \n\n\n\nLa prenotazione e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Info e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sitowww.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che fino a domenica 10 maggio\, nella Sala Natura al primo piano dell’edificio\, è in corso la mostra Aquiloni e Trottole dal Giappone a cura e in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Aquiloni e trottole roteano e volano in Giappone da più di 1200 anni; ancora oggi se ne costruiscono migliaia di esemplari artigianali\, utilizzando design e colori della tradizione o caratteristici delle diverse regioni di produzione. I pezzi in mostra\, provenienti dall’intero territorio nazionale\, forniscono preziose informazioni etnografiche sul Giappone\, con le varianti locali e i richiami alle ricorrenze stagionali. Tecniche ancestrali\, materiali non artefatti come legno e carta e colori vivi incontrano levità e gioco in un’espressione che in Giappone è ancora sorprendentemente attuale e tramandata. \n\n\n\nI LABORATORI E LE LETTURE DEL SABATO DEDICATE ALLA SCOPERTA DI SÉ \n\n\n\nPippi a colori – LABORATORIO \n\n\n\nUn’avventura creativa pensata per bambini dai 2 ai 4 anni insieme ai loro genitori! \n\n\n\nPartendo da sagome pretagliate di Pippi Calzelunghe e del suo inseparabile cavallo Zietto\, i piccoli artisti potranno dare libero sfogo alla fantasia\, dipingendo e vestendo i personaggi con tempere per le mani e strumenti colorati. Un momento di gioco condiviso dove tutto è possibile… perché\, come direbbe Pippi\, “non sono mai stata grande\, quindi non so come si fa!” \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con accompagnatore \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 10.15 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nIl gioco delle ombre – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nUna lettura partecipata per immergersi in una divertente avventura di luci ed ombre. A partire dall’albo illustrato di Hervé Tullet\, Il gioco delle ombre\, bambine e bambini potranno giocare con il proprio corpo\, sagome e forme. \n\n\n\nEtà: 3-6 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 11.30 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 8 bambine/i e 8 adulti accompagnatoriCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nChe cos’è un bambino? – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nUn viaggio tra pagine colorate e parole leggere\, per riconoscersi\, sognare e dare spazio a tutte le possibilità di espressione. Dopo la lettura di Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna\, i piccoli partecipanti potranno raccontarsi con linee e colori. \n\n\n\nEtà: 6- 11 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 12.15 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 10 bambine/iCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nNei panni di Pippi – LABORATORIO \n\n\n\nDopo aver sfogliato insieme il libro di Astrid Lindgren e osservato i dettagli di Pippi e del suo cavallo a pois\, i piccoli partecipanti potranno creare la propria Pippi con stoffe\, bottoni e materiali colorati. Il laboratorio si conclude con la realizzazione di una stanza di Villa Villacolle da personalizzare con fantasia e creatività. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 15.00 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nLa mia villa Villacolle – LABORATORIO \n\n\n\nImmaginate di entrare a Villa Villacolle\, la casa più strampalata che ci sia! È il regalo del papà marinaio a Pippi Calzelunghe e dentro ogni stanza può accadere di tutto. In questo laboratorio i bambini riceveranno una sagoma della villa e potranno inventare\, disegnare e costruire con collage stanze uniche e incredibili: una camera di pelliccia rosa\, una cucina con il cibo appeso al soffitto o magari un bagno che diventa un laghetto pieno di papere. Ogni villa sarà diversa\, sorprendente e… tutta da raccontare!Età: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 16.30 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nI QUATTRO ELEMENTI CON I LABORATORI E LE LETTURE DELLA DOMENICA \n\n\n\nTERRA – La magia dell’argilla – LABORATORIO  \n\n\n\nUn laboratorio dedicato alle possibilità creative dell’argilla\, imparare a modellarla e a sperimentare segni e texture di elementi naturali. Foglie\, rami\, cortecce e sassi insieme all’argilla\, materiale antico e versatile\, diventano gli ingredienti per dar vita ad inedite sculture che racchiudono la bellezza della natura. Preparatevi a sporcarvi le mani! \n\n\n\nEtà: bambini 2 – 4 anni con un adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile; 3 e 10 maggio 2026\, ore 10.15 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nFUOCO – L’uccello di fuoco – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nUna lettura dedicata alla scoperta del celebre uccello di fuoco nelle illustrazioni di Emanuele Luzzati. Seguendo le avventure dell’animale fantastico ci immergeremo in fiabe di altri tempi per dar vita ad una coloratissima creatura con piume rosso fuoco dai poteri magici. \n\n\n\nEtà: 3 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 11.30 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 8 bambine/i e 8 adulti accompagnatoriCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nFUOCO – C’era una volta il fuoco del drago – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nPerché i draghi sputano fuoco? I draghi sono davvero così spaventosi? Una lettura dell’albo C’era una volta il fuoco del drago di Beatrice Blue per entrare in un regno magico e conoscere il leggendario animale con gli occhi dei bambini. I partecipanti potranno immaginare originali draghi da disegnare e colorare. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 12.15 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 10 bambine/iCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nACQUA – Il mio mare \n\n\n\nQuante sfumature di colore ha il mare? Che forma hanno le onde? Lo scopriamo con il libro L’onda di Suzy Lee\, che racconta la storia di una bambina che scopre il mare\, giocando con le onde azzurre tra schizzi e spruzzi d’acqua. Con strumenti e tecniche diverse\, i piccoli partecipanti potranno creare il loro personale “pezzettino di mare” sperimentando tutte le sfumature del blu. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 15.00 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nARIA – L’aquilone giapponese \n\n\n\nIspirati dagli aquiloni originali presenti in mostra\, bambine e bambini realizzeranno un vero aquilone giapponese con le tecniche\, i materiali e gli ideogrammi degli antichi maestri. \n\n\n\nEtà: 7 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 16.30 \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 10 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\n__________________________________ \n\n\n\nOrari di apertura \n\n\n\nDal martedì al venerdì: ore 10.00–18.00; sabato\, domenica e giorni festivi: ore 10.00–19.00; \n\n\n\nchiusa tutti i lunedì e venerdì 1° maggio \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00)
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SUMMARY:Gli Appuntamenti dal 10 al 16 aprile 2026 con la Soprintendenza ai Beni Capitolini
DESCRIPTION:La programmazione delle attività promosse da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali si arricchisce anche questa settimana di un ampio ventaglio di proposte: dalle espressioni dell’arte contemporanea agli approfondimenti letterari e scientifici\, fino agli itinerari nell’arte e nella storia della città. Attraverso aperture straordinarie\, percorsi panoramici e incontri nei Musei Civici\, il calendario invita cittadini e visitatori a una riscoperta del patrimonio capitolino\, valorizzato da servizi di interpretariato LIS e da iniziative dedicate ai possessori di Roma MIC Card. Ecco alcuni eventi in programma dal 10 al 16 aprile. \n\n\n\nNelle sale al piano terra del Museo di Roma a Palazzo Braschi l’11 aprile apre al pubblico la mostra It’s Happening Again\, progetto espositivo di Adrian Tranquilli dedicato alla figura del Joker. Tre installazioni inedite\, realizzate per l’occasione\, esplorano l’immaginario collettivo legato all’antieroe\, in un equilibrio sospeso tra estemporaneità e monumentalità. Visitabile fino al 24 maggio 2026. \n\n\n\nwww.museodiroma.it/it/mostra-evento/its-happening-again \n\n\n\nAi Musei Capitolini\, nell’ambito del progetto espositivo Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva\, giovani artiste e artisti dell’Accademia di Belle Arti di Romacurano un servizio di mediazione culturale rivolto ai visitatori della Pinacoteca. Ogni lunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì (alle 10.00\, 11.00\, 12.00 e 13.00)\, e fino alla conclusione dell’esposizione prevista per il 14 giugno 2026\, il pubblico è accompagnato in un approfondimento inedito sul processo creativo di tele incompiute\, tra cui capolavori del Garofalo\, Jacopo del Palma e Guido Reni\, offrendo un punto di vista originale nella lettura delle opere selezionate. \n\n\n\nwww.museicapitolini.org/it/mostra-evento/visite-piantone-il-non-finito-fra-poetica-e-tecnica-esecutiva \n\n\n\nLe serate al Museo dell’Ara Pacis si accendono con L’Ara si rivela\, il progetto multimediale che offre una visione inedita del celebre monumento augusteo. Attraverso un sistema di videomapping dinamico\, i bassorilievi si illuminano seguendo il punto di osservazione dei visitatori svelando dettagli e cromie che restituiscono la ricchezza originaria dell’opera. Il racconto è accompagnato da una narrazione in cuffia (in italiano e in inglese) integrata da musiche e suggestioni sonore. La visita è fruibile ogni venerdì\, sabato e domenica (in tre turni di visita dalle 20.00 alle 23.00\, massimo 25 partecipanti a turno). Biglietti suwww.arapacis.it. www.arapacis.it/it/mostra-evento/l-ara-si-rivela \n\n\n\nSabato 11 aprile (alle 10.00 e alle 11.00) tornano le visite alla Casa Museo Alberto Moravia\, il grande attico affacciato sul Lungotevere della Vittoria ricco di libri e opere d’arte dove lo scrittore ha vissuto dal 1963 al 1990. La visita conduce il pubblico tra la dimensione pubblica e quella privata dell’autore\, attraversando gli ambienti che conservano tracce dei suoi viaggi e delle sue frequentazioni (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti).www.casaalbertomoravia.it/it/didattica/visita-alla-casa-museo-alberto-moravia-aprile-2026     \n\n\n\nDomenica 12 aprile\, ai Musei Capitolini\, si tiene l’ultimo appuntamento con le visite guidate gratuite alla mostra La Grecia a Roma\, allestita negli spazi di Villa Caffarelli. Il percorso\, disponibile in italiano (alle 11.30) e in inglese (alle 16.30)\, illustra l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe attraverso i capolavori originali e una narrazione immersiva arricchita da apparati multimediali (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti). www.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nAl Museo di Roma a Palazzo Braschi proseguono gli appuntamenti di Roma Racconta… Martedì 14 aprile\, alle 16.30\, le curatrici Ilaria Miarelli Mariani(Direttrice della Direzione dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina) eArianna Angelelli (Sovrintendenza Capitolina) illustreranno la mostra GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025 in corso alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi\, ripercorrendo l’evoluzione dell’identità artistica della città attraverso una selezione di oltre 120 opere (ingresso libero in Sala Tenerani).  \n\n\n\nwww.museodiroma.it/it/didattica/gam-100un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2025-la-mostra-raccontata-dai-curatori   \n\n\n\nAl Museo Civico di Zoologia\, per il ciclo La storia dietro. Naturalisti e Collezioni del Museo\, l’appuntamento di questa settimana è previsto per giovedì 16 aprile: alle 17.00\, nella Sala degli Scheletri\, Spartaco Gippoliti (Società Italiana per la Storia della Fauna) terrà l’incontro Francesco Chigi della Rovere: ornitologo e pioniere della conservazione (ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nwww.museocivicodizoologia.it/it/mostra-evento/la-storia-dietro \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale\, il programma di visite\, incontri e formazione\,prosegue con nuovi appuntamenti.  \n\n\n\nIl fine settimana delle Passeggiate Romane si apre sabato 11 aprile alle 10.00 con l’apertura straordinaria della Porta del Popolo\, Sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e sede del Centro di Documentazione. La visita (con interprete LIS) partirà dall’esterno del monumento per condurre fino alla terrazza panoramica\, con affaccio sul Tridente. Appuntamento in piazza del Popolo 11D\, nei pressi del fornice sinistro della Porta (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/porta-del-popolo-ingresso-al-sito-unesco-di-roma-30 \n\n\n\nSempre sabato 11 aprile\, alle 11.30\, il ciclo Archeologia in Comune propone unaPasseggiata sul Monte Testaccio\, il “monte dei cocci” formatosi dall’accumulo dei frammenti di anfore scaricate nel vicino porto fluviale dell’Emporio. L’attività è supportata da interprete LIS ma non è adatta a persone con difficoltà motorie. Appuntamento in via Nicola Zabaglia 24 (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). www.sovraintendenzaroma.it/content/passeggiata-sul-monte-testaccio-0 \n\n\n\nDomenica 12 aprile\, alle 11.30\, l’itinerario prosegue tra storie di vita e affetti alla scoperta dei Sepolcri di Via Statilia. Il gruppo di cinque sepolture di età repubblicana\, rinvenute nel 1916\, custodisce tra le altre la tomba del libraio Publio Quinzio\, risalente al 100 a.C. Appuntamento in via Statilia\, angolo via di S. Croce in Gerusalemme (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 10 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/visita-ai-sepolcri-di-statilia-2 \n\n\n\nLa settimana archeologica continua mercoledì 15 aprile: alle 10.00\, visita alla Porta San Sebastiano\, al Museo delle Mura\, con una passeggiata panoramica sul camminamento in direzione di via Cristoforo Colombo (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 10 partecipanti:www.museodellemuraroma.it/it/didattica/storia-di-porta-san-sebastiano-1)\, seguita\, alle 11.30\, dalla visita (con interprete LIS) al cantiere di scavo di via Alessandrina\, ai Fori Imperiali. Appuntamento in piazza del Grillo 1 (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608 per un massimo di 10 partecipanti: www.sovraintendenzaroma.it/content/cantieri-ai-fori-lo-scavo-di-alessandrina-10). \n\n\n\nIl calendario di aMICi (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) si apre martedì 14 aprile\, alle 15.00\, ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperialicon una visita alla mostra Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito. Il percorso indaga il metodo e la ricerca espressiva dello scultore romeno\, dalle radici nell’Oltenia al legame con la statuaria greco-romana (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti).www.mercatiditraiano.it/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-br-ncu-i-le-origini-dell-infinito  \n\n\n\nMercoledì 15 aprile l’offerta comprende tre appuntamenti (tutti con il supporto dell’interprete LIS e la prenotazione obbligatoria allo 060608). Il pomeriggio prende il via alle 15.00\, alla Casa Museo Alberto Moravia\, con la visita Alberto Moravia\, lo scrittore e i suoi amici\, un racconto fatto di dediche\, fotografie e opere d’arte che testimoniano i legami e le relazioni dell’autore (massimo 20 partecipanti.www.casaalbertomoravia.it/it/didattica/amici-alberto-moravia-lo-scrittore-e-i-suoi-amici-3)\, per poi proseguire\, alle 15.30\, al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco con l’incontro Il dio del mare venuto dal fiume: il Nettuno di Lione\, dedicato alla grande statua bronzea della Gallia romana in prestito eccezionale dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione (massimo 25 partecipanti. www.museobarracco.it/it/didattica/amici-il-dio-del-mare-venuto-dal-fiume-il-nettuno-di-lione-2). Alle 17.00\, ci si sposta invece nella Sala Caldaie dei Musei Capitolini Centrale Montemartini per un dialogo tra archeologia industriale e le decorazioni degli Horti Romani che ornavano le antiche ville suburbane (massimo 25 partecipanti. www.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-sala-caldaie-archeologia-industriale-e-decorazioni-degli-horti-romani-0).   \n\n\n\nInfine\, giovedì 16 aprile alle 11.00\, al Museo di Roma in Trastevere il regista e fotografo Francesco Conversano\, insieme a Pilar Ricoy Rodriguez\, illustrerà il suo progetto espositivo Lungo le strade blu (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). \n\n\n\nwww.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-lungo-le-strade-blu \n\n\n\nAl Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: Ritorno alle Stelle (venerdì 10 aprile alle 16.00 e alle 18.00; domenica 12 aprile alle 10.00 e alle 12.00; martedì 14 aprile alle 16.00; mercoledì 15 e giovedì 16 aprile alle 17.00); From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 10 aprile alle 17.00; martedì 14 aprile alle 18.00; mercoledì 15 aprile alle 16.00); Space Opera (sabato 11 aprile alle 10.00; giovedì 16 aprile alle 18.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 11 aprile alle 11.00; domenica 12 aprile alle 17.00); Ecologia Cosmica: Figli delle Stelle\, Custodi della Terra (sabato 11 aprile alle 16.00); La notte stellata (sabato 11 aprile alle 17.00); Una dorata cupola di stelle (sabato 11 aprile alle 18.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (domenica 12 aprile alle 11.00; martedì 14 aprile alle 17.00; mercoledì 15 aprile alle 18.00; giovedì 16 aprile alle 16.00); Il cielo degli innamorati (domenica 12 aprile alle 18.00).  \n\n\n\nPer i più piccoli\, sabato 11 aprile alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti\, mentre domenica 12 aprile alle 16.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Vita da stella.  \n\n\n\nAcquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it
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