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SUMMARY:"Cappuccetto e la nonna"  al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Empoli il prossimo spettacolo in programma per la rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 12 aprile alle 16.30 con Cappuccetto e la nonna di Giallo Mare Minimal Teatro. Lo spettacolo è di Vania Pucci e Lucio Diana\, con Vania Pucci e Adriana Zamboni. \n\n\n\nUna dolce nonnina nella sua casetta dal tetto rosso tra il gatto e i fiori\, tra pentole e gomitoli di lana\, vuole insegnare alla piccola Cappuccetto come difendersi dal lupo per diventare grande\, perché la nonna lo sa che il lupo ci prova sempre\, è stata anche lei una piccola Cappuccetto. La Nonna organizza una scuola nel bosco per Cappuccetti ma anche per porcellini\, anatrini e caprettini\, insomma per tutti quelli che possono avere a che fare con il lupo. Inizia un duro allenamento: il lupo si traveste\, si nasconde\, cambia la voce\, cambia strada e cerca bambine con cappuccetti in testa. Insomma c’è da stare molto attenti! Cappuccetto impara in fretta a difendersi e a smascherare lupi perché la dolce nonnina conosce tutte le armi segrete\, ma il lupo ha già spalancato la bocca. Una versione della fiaba che vede in primo piano la nonna all’apparenza innocua\, gentile\, lenta\, sbadata ma invece molto agile e furba\, una cacciatrice di lupi\, una wondernonna! Nella casetta\, insieme a lei\, c’è anche la zia che l’aiuta a preparare un trappolone per il Lupo Cattivo. \n\n\n\nLa scenografia si svela di volta in volta\, un’artista disegna intorno alla nonna in diretta con la lavagna luminosa\, la casa\, il letto\, il bosco\, la strada\, le colline\, il cielo e tante altre sorprese. Adatto dai 3 agli 8 anni. \n\n\n\nIl costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nGiallo Mare Minimal Teatro \n\n\n\nCappuccetto e la nonna \n\n\n\nTesto e regia: Vania Pucci\, Lucio Diana \n\n\n\nCon Vania Pucci e Adriana Zamboni \n\n\n\nAllestimento e progetto luci: Lucio Diana \n\n\n\nOggetti: Adriana Zamboni \n\n\n\nTecnica Utilizzata: Attore e disegno dal vivo con lavagna luminosa \n\n\n\nDomenica 12 aprile 2026 alle 16.30 \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00
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SUMMARY:"La sacra primavera nostra" al Museo Diffuso di Rieti
DESCRIPTION:Domenica 12 aprile con inizio alle ore 16 al chiostro della sezione archeologica del Museo Diffuso\, andrà in scena la pièce teatrale “La sacra primavera nostra”\, na commedia di grande attualità\, che racconta i grandi temi del nostro tempo. \n\n\n\nIn una sala comune semi-decorata\, tre adolescenti\, un anziano e una giovane donna si ritrovano a preparare assieme una rievocazione storica della “Primavera Sacra”\, l’antico rito sabino del “Ver Sacrum”. \n\n\n\nI giovani sono lì controvoglia: Luca sconta un atto di bullismo scolastico contro l’amica di infanzia Emma; la ragazza\, costretta a sorvegliarlo\, è confortata solo dalla presenza di Lorenzo; l’amico storico di entrambi funge da complice e mediatore tra i due. L’ingresso di Carlo\, da poco rientrato da cinquant’anni oltreoceano\, e di Teresa\, giovane donna attiva nel territorio ma a corto di volontari\, scombussola le carte.  \n\n\n\nMentre cuciono tuniche\, costruiscono totem e giocano a tressette\, tra i cinque personaggi si intessono conversazioni che attraversano generazioni\, geografie e destini diversi. Carlo racconta la fatica dell’emigrazione e la potenza della nostalgia; Teresa parla del coraggio di restare in una terra che si spopola e di scommettere sul retaggio familiare; Emma e Lorenzo rivelano i propri sogni compressi tra ambizioni personali e ristrettezze strutturali che ne impediscono la realizzazione. Luca\, il più disilluso\, è anche il più lucido nell’inquadrare il Ver Sacrum: non un rito sacro\, ma una politica demografica.  \n\n\n\nUn rito che si ripete ad ogni generazione: quando manca cibo\, lavoro e spazio\, i giovani\, come le api\, sciamano\, ovvero vengono mandati via\, costretti a cercare il proprio futuro altrove\, al seguito di una bandiera che allora si chiamava animale sacro ed ora si chiama mobilità. \n\n\n\nLa pièce si chiude su una domanda senza risposta: chi resta e chi parte? E soprattutto: chi sceglie davvero? \n\n\n\nUna commedia di grande attualità\, che racconta con leggerezza un rito antico e lo contestualizza alla luce dei grandi temi del nostro tempo: la migrazione\, le radici\, l’appartenenza\, emergono con forza\, mettendo in parallelo le antiche migrazioni del Ver Sacrum con quelle moderne. Il passato degli antichi popoli italici si riflette così nelle inquietudini del presente\, dando vita a un racconto corale di crescita e identità. \n\n\n\nLa Sacra Primavera Nostra  \n\n\n\nScritto e diretto da Natalia Magni \n\n\n\nCon Lorenzo Bancale\, Teresa Campus\, Emma Casini\, Carlo di Chiara\, Luca Molinari \n\n\n\nScene e costumi: Giuseppe Bellini \n\n\n\nAiuto regia Claudia Vegliante \n\n\n\nUn progetto nato da una sinergia di intenti con la direttrice del museo civico di Rieti\, Francesca Lezzi\, e accolto con entusiasmo dall’assessore alla cultura Letizia Rosati nell’ambito di L’Aquila2026\, una grande avventura per Rieti. \n\n\n\nIn una sala comune semi-decorata\, tre adolescenti\, un anziano e una giovane donna si ritrovano a preparare assieme una rievocazione storica della “Primavera Sacra”\, l’antico rito sabino del “Ver Sacrum”. \n\n\n\nI giovani sono lì controvoglia: Luca sconta un atto di bullismo scolastico contro l’amica di infanzia Emma; la ragazza\, costretta a sorvegliarlo\, è confortata solo dalla presenza di Lorenzo; l’amico storico di entrambi funge da complice e mediatore tra i due. L’ingresso di Carlo\, da poco rientrato da cinquant’anni oltreoceano\, e di Teresa\, giovane donna attiva nel territorio ma a corto di volontari\, scombussola le carte.  \n\n\n\nMentre cuciono tuniche\, costruiscono totem e giocano a tressette\, tra i cinque personaggi si intessono conversazioni che attraversano generazioni\, geografie e destini diversi. Carlo racconta la fatica dell’emigrazione e la potenza della nostalgia; Teresa parla del coraggio di restare in una terra che si spopola e di scommettere sul retaggio familiare; Emma e Lorenzo rivelano i propri sogni compressi tra ambizioni personali e ristrettezze strutturali che ne impediscono la realizzazione. Luca\, il più disilluso\, è anche il più lucido nell’inquadrare il Ver Sacrum: non un rito sacro\, ma una politica demografica.  \n\n\n\nUn rito che si ripete ad ogni generazione: quando manca cibo\, lavoro e spazio\, i giovani\, come le api\, sciamano\, ovvero vengono mandati via\, costretti a cercare il proprio futuro altrove\, al seguito di una bandiera che allora si chiamava animale sacro ed ora si chiama mobilità. \n\n\n\nLa pièce si chiude su una domanda senza risposta: chi resta e chi parte? E soprattutto: chi sceglie davvero? \n\n\n\nUna commedia di grande attualità\, che racconta con leggerezza un rito antico e lo contestualizza alla luce dei grandi temi del nostro tempo: la migrazione\, le radici\, l’appartenenza\, emergono con forza\, mettendo in parallelo le antiche migrazioni del Ver Sacrum con quelle moderne. 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SUMMARY:"A cena con delitto - escape room teatrale" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Il Teatro Ciak di Roma si tinge di mistero con A cena con delitto – escape room teatrale\, nuovo appuntamento interattivo\, ironico e coinvolgente\, della storica compagnia del Teatro Stabile del Giallo\, in scena da sabato 11 a domenica 26 aprile.  \n\n\n\nSul palco un cast di veterani del genere Noir\, Alberto Caneva\, Raffaele Castria che firma anche la regia\, Patrizio Cigliano\, Linda Manganelli\, Valentina Marziali\, Paola Migneco\, Enrico Ottaviano e Stefano Quatrosi.  \n\n\n\nAttirati da un invito anonimo e chiusi in una villa isolata\, i più celebri scrittori di gialli di sempre si ritrovano alle prese con un misterioso ospite e una serie di enigmi. Uno spettacolo appassionante tra brividi\, sussulti ma anche tante risate. \n\n\n\n“Data la particolare peculiarità dell’amante del giallo – spiega il regista Raffaele Castria – il cui gusto naturale rimane sempre quello di affrontare misteri\, lo spettacolo è creato con un meccanismo teatrale che investe lo spettatore stesso. Si è costruito non un semplice “pretesto” al gioco “Escape”\, ma un giallo classico\, secondo la migliore tradizione inglese\, ispirato al gioco da tavolo e alle escape room\, divenute un’attrazione molto in voga in Italia e all’estero. \n\n\n\nNe è uscito – conclude – uno spettacolo che si muove irriverente e gioioso attraverso la commedia\, il cabaret e il gioco in perfetto equilibrio\, pieno di mistero\, suspense e umorismo\, godibile anche da uno spettatore che voglia solo assistere”.  \n\n\n\nLe Musiche sono di Alessandro Molinari. Costumi di Valentina Bazzucchi. Disegno Luci di Marco Catalucci.  \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nSerali ore 21.00 \n\n\n\nPomeridiane ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 20\, over 65\, gruppi 10+ e disabili) \n\n\n\nPromo Famiglia \n\n\n\nGenitori 25\,00 – Ragazzi 18\,00
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LOCATION:Teatro Ciak\, Via Cassia\, 692\, Roma\, 00189\, Italia
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SUMMARY: Balancier - La tournée
DESCRIPTION:Dopo l’avvio della nuova stagione artistica 2026 in Friuli\, Puglia e Abruzzo\, Mandala Dance Company – diretta dalla coreografa Paola Sorressa – nel mese di aprile sarà impegnata nella tournée nazionale di Balancier. Lo spettacolo rappresenta oggi uno dei nuclei centrali della ricerca artistica della compagnia\, in attesa dei debutti delle nuove creazioni che segneranno il 2026. \n\n\n\nUn lavoro che sintetizza con rigore e maturità la visione coreografica di Paola Sorressa. La produzione affronta il tema dell’equilibrio – statico e dinamico – come condizione esistenziale prima ancora che fisica. Il corpo diventa luogo di tensione e di ascolto\, attraversato da forze opposte che convivono e si trasformano in movimento. In questa riflessione si colloca il cuore concettuale di Balancier: una coreografia che mette in scena l’oscillazione tra opposti – peso e leggerezza\, immobilità e slancio\, tensione e abbandono – trasformando la fragilità in materia scenica e il disequilibrio in possibilità poetica. Elemento centrale della drammaturgia visiva è la presenza in scena dell’opera dello scultore Fiorenzo Zaffina\, che dialoga con il corpo danzante in una relazione costante tra materia e movimento.  \n\n\n\nNel mese di aprile Balancier sarà protagonista di una tournée nazionale che attraverserà diversi contesti culturali italiani\, confermando la vocazione itinerante e il dialogo diretto della compagnia con pubblici e territori differenti. Lo spettacolo verrà presentato nella serata di sabato 11 aprile 2026\, nell’ambito della XI edizione della Dance Twinning Week Italy/U.S.A.\, in programma dal 7 all’11 aprile 2026 presso lo Spazio Agorà di Ladispoli (Roma)\, dove si terrà un articolato programma di lezioni\, masterclass e workshop/audizione dedicato ai giovani danzatori e agli studenti di danza contemporanea e classica. Il progetto formativo sarà curato da tre importanti figure del panorama internazionale della danza: Victor Alexander\, del Ruth Page Center for the Arts di Chicago (U.S.A.)\, Erwann Strauss e Paola Sorressa. Il programma comprenderà lezioni di tecnica contemporanea\, balletto\, floor work\, contact e laboratorio coreografico\, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di studio e confronto con il contesto coreutico internazionale. \n\n\n\nUna settimana più tardi la tournée proseguirà in Sardegna. Sabato 18 aprile 2026 lo spettacolo sarà ospite della rassegna Primavera a Teatro a Sassari\, negli spazi del Palazzo di Città\, con inizio alle ore 20.30. Il giorno successivo\, domenica 19 aprile 2026\, la compagnia tornerà ancora nella stessa città per un secondo appuntamento: alle ore 17.00 Balancier sarà presentato al Palaserradimigni in occasione di un evento speciale collegato alla Dinamo Sassari. \n\n\n\nLa tournée farà quindi tappa a Roma il 22 aprile in occasione di Etrurban al Teatro\, al Teatro dell’Ascolto (ore 11.00)\, prima di concludere il percorso a Cagliari giovedì 30 aprile\, ospite del Festival Corfuentes\, al Teatro delle Saline (Piazzetta Billy Sechi 3/4\, ore 21.00)\, data organizzata da Asmed – Balletto di Sardegna\, Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza (CRID). \n\n\n\nCon Balancier\, Mandala Dance Company conferma una ricerca artistica coerente e riconoscibile\, capace di coniugare rigore tecnico e tensione poetica\, mantenendo uno sguardo critico e sensibile sul corpo contemporaneo e sulle sue contraddizioni. Il ritorno dello spettacolo segna così uno dei momenti centrali della stagione 2026 che si annuncia come un nuovo capitolo nella traiettoria della compagnia\, sempre più orientata verso una scrittura coreografica essenziale\, fisica e profondamente evocativa. \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: www.mandaladancecompany.com
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SUMMARY: “Storia di uno che mi somiglia” al Garage di Genova
DESCRIPTION:Sabato 11 aprile 2026\, alle ore 21\, al Teatro Garage\, arriva per la prima volta in Liguria lo spettacolo “Storia di uno che mi somiglia”. La produzione\, firmata Ex Rugiada / Fortezza Est\, vede alla regia e drammaturgia Arianna Di Stefano e Livio Remuzzi\, quest’ultimo anche unico protagonista in scena. \n\n\n\nIl titolo fa parte della rassegna “G.E.T Giovani Eccellenze Teatrali”\, proposta dall’associazione culturale La Chascona e realizzata in collaborazione con il Teatro Garage. Rassegna giunta alla V edizione\, inserita nella stagione teatrale dedicata ai nuovi scenari del teatro\, con giovani compagnie provenienti da ogni parte d’Italia acclamate dalla critica. Lo spettacolo approda a Genova dopo essere stato il progetto vincitore della rassegna Pillole 2022 di Fortezza Est a Roma. \n\n\n\n“Storia di uno che mi somiglia” è un’opera che cammina in bilico tra diversi codici scenici\, mescolando il teatro con il poetry slam. Al centro della vicenda c’è un ragazzo che si è perso nel buio della propria esistenza e che\, per proteggersi da un mondo che soffre\, sceglie l’individualismo come corazza. La struttura drammaturgica utilizza il linguaggio della sceneggiatura cinematografica come uno schema mentale: il protagonista osserva la propria vita come se appartenesse a qualcun altro che\, al limite\, gli somiglia. \n\n\n\nIn una scenografia minimale dominata da un microfono e una consolle\, spiccano tre oggetti simbolici: una moka\, un volume del “Candido” di Voltaire e una piantina “mezza morta” che rappresenta l’ultima tenace speranza di tornare a “coltivare il proprio giardino” nonostante le difficoltà del presente. È un racconto cinico e violento\, ma anche indulgente\, che trasforma una riflessione sull’abbandono in una sorta di commedia romantica distorta. \n\n\n\nLe prevendite dei biglietti (intero € 14\, ridotto € 11 + prevendita) si possono acquistare: online su www.teatrogarage.it e\, scegliendo l’opzione print@home\, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r – cancello\, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17\, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana\, che apre un’ora prima. Gli under 25 hanno sempre diritto a un biglietto ridotto speciale a € 10\, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità.
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SUMMARY:"Città sola" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Allo Spazio Rossellini\, sabato 11 aprile 2026 alle ore 21.00\, va in scena Città sola di Olivia Laing\, progetto ideato da Alessandro Ferroni e Maddalena Parise / lacasadargilla\, con la regia di Alessandro Ferroni e Lisa Ferlazzo Natoli e con Lisa Ferlazzo Natoli in scena. \n\n\n\nCittà sola è un progetto modulare che sperimenta più forme narrative articolate in diverse ipotesi sceniche e installative. Il progetto-matrice è il podcast/performance urbana realizzata per la città di Milano\, produzione Piccolo Teatro di Milano nel corso del Festival Presente Indicativo (aprile/maggio 2022). \n\n\n\nNote al progetto \n\n\n\n“Immaginate di stare alla finestra\, di notte\, al sesto o al settimo o al quarantatreesimo piano di un edificio. La città si rivela come un insieme di celle\, centinaia di migliaia di finestre”. Olivia Laing ragiona e cammina per le strade di New York disegnando una cartografia privata lungo l’abisso dell’isolamento. New York diventa tutte le città che abbiamo attraversato e racconta una solitudine che può essere solo urbana\, una passeggiata in sette capitoli per sette inquilini speciali: sei artisti e un intruso\, Josh Harris fondatore della prima società di ricerche di mercato su Internet. Inquilini che popolano la città sola di Olivia Laing\, una vera e propria “città a sé stante” che scopriamo essere\, in fondo\, un posto molto affollato.  \n\n\n\nCittà sola come materia viva è il libro passato di mano in mano durante gli anni di scrittura de Il Ministero della Solitudine – creazione originale de lacasadargilla e Fabrizio Sinisi\, di con e per cinque attori –\, diventandone quasi uno spin-off e allo stesso tempo un organismo completamente autonomo. Perchè Città sola ha saputo rintracciare tra le pieghe della solitudine quel legame personale e politico tra artista e opera che per condizione o per scelta\, come un doppio laccio\, non lascia scampo né sopporta compromessi – “io mi espongo nei miei quadri” dice Hopper. \n\n\n\nGli artisti di Città sola abitano questa solitudine urbana in una radicale coincidenza con la propria opera e Olivia Laing\, portatrice sana delle loro storie\, li dispone uno ad uno: alcuni noti come Hopper e Warhol\, altri quasi sconosciuti come Nomi\, Darger\, Wojnarowicz\, Leonard. Laing attraversa i quadri-acquario di Edward Hopper\, interni di vetri solidi e trasparenti con corpi esposti che sembrano solo voler essere “visti\, compresi e accettati”; i registratori e le telecamere di Andy Warhol che si traveste per aggirare gli abissi di incomunicabilità e riuscire a incapsulare il tempo; la grazia politica di David Wojnarowicz nella New York degli anni ottanta\, gli scritti formidabili\, le fotografie scattate lungo i moli di Chelsea grazie alla maschera di Arthur Rimbaud; le 15.145 pagine di memoir\, i collage e le sinfonie di colori di Henry Darger\, artista poverissimo\, “inventore di mondi”; la figura aliena\, la voce quasi disumana di Klaus Nomi “controtenore dell’electro-pop” nella New York dell’Aids; “le passeggiate nei viali luminosi di Internet” accanto a Josh Harris imprenditore che per primo\, all’alba del nuovo millennio\, ha visto la forza motrice del mondo digitale tra le trame delle nostre solitudini.  \n\n\n\nUn’analisi politica e affettiva scorre lungo le strade di Città sola e segna anche il capitolo finale del libro dedicato all’opera di rammendo di Zoe Leonard: 302 frutti essiccati\, ricomposti e ricuciti con filo\, cerniere e bottoni. Zoe Leonard e Billy Holiday una accanto all’altra in un vero e proprio atto di riparazione\, per tutti gli amici persi\, per comprendere il perturbante lavorio del tempo nelle nostre vite. Perché se l’arte “non può riportare in vita i morti\, né sanare le liti tra amici\, o fermare il cambiamento climatico\, ha funzioni tutte sue: può creare intimità\, curare le ferite\, o dimostrare che non tutte le ferite hanno bisogno di essere curate”.  \n\n\n\nÈ proprio per tutto questo rovistare tra solitudini\, individuali e collettive che Città sola ci somiglia così tanto. Nell’impressione che si ha di un camminare notturno tra le strade di ogni città possibile. Dentro una collettività perduta che riconosce l’arte anche come rammendo delle anime\, Laing tocca lo scandalo della solitudine e allo stesso tempo quella vertigine che l’essere soli produce in un corpo compromesso e non più disposto a guardare altrove. In Città sola è come se passeggiassimo meditando tra le vite – private\, artistiche e politiche – in un movimento d’investigazione tra epoche\, antropologie\, biografie e nodi lancinanti del nostro presente.  \n\n\n\nNote all’allestimento  \n\n\n\nLa città con i suoi inquilini entra nello spazio scenico\, come membrana e parete\, i neon verdolini della sera\, i palazzoni in brownstone\, i sussulti del traffico\, il gorgoglio dei tubi di riscaldamento. E dentro la scrittura vi si muove per mezzo di dispositivi sonori e supporti di lettura: radiomicrofoni\, micro-microfoni panoramici\, un microfono gelato\, lo schermo luminescente e notturno di un i-pad; taccuini per appunti\, registratori\, diari. Tutti ‘utensili’ grazie ai quali l’interprete si aggira\, come Olivia Laing\, fra le vite e i corpi della sua città sola\, camminando come amava fare Greta Garbo\, “inosservata\, non guardata\, non ostacolata” o chiusa\, di notte\, nello spazio privato di una stanza. \n\n\n\nDispositivo ottico e corpo sonoro dalla natura immersiva e installativa per una sola voce narrante\, Città sola si compone in uno spazio ibrido: due grandi lavagne verticali\, una panchina\, un interno con tavolo. Sulle lavagne\, isole di “granito\, cemento e vetro” rubate ai nostri paesaggi urbani\, scorrono macroscopie di città\, bagliori e dettagli delle opere dei suoi artisti che si moltiplicano sul fondale in PVC\, come se queste non potessero mai afferrarsi nella loro interezza. Intorno un paesaggio sonoro che combina atmosfere siderali con emersioni di rumori cittadini mescolati al repertorio di Ballads\, jazz\, rock\, pop e folk newyorkesi. Canzoni che hanno informato l’orizzonte degli anni attraversati dal libro e che hanno raccolto\, anche in tempi recenti\, l’eredità sommersa di alcuni degli artisti riscoperti da Olivia Laing.  \n\n\n\nProssime date \n\n\n\nCittà Sola sarà a Firenze al Nuovo Rifredi Scena Aperta il 17 e 18 aprile. \n\n\n\nLo spettacolo sarà poi a Milano nella stagione 2026/2027. \n\n\n\nLe residenze artistiche allo Spazio Rossellini \n\n\n\nIn questi giorni lacasadargilla è in residenza artistica proprio allo Spazio Rossellini\, all’interno di un contesto che si conferma centrale nel sostenere e rendere possibile il lavoro creativo. Le residenze artistiche offerte dallo Spazio Rossellini rappresentano infatti un dispositivo fondamentale: non semplici momenti di ospitalità\, ma veri e propri tempi di costruzione\, in cui è possibile abitare il teatro\, lavorare per più giorni in continuità e sviluppare una ricerca condivisa. È in questa dimensione concreta\, fatta di presenza reale e di confronto quotidiano\, che il processo artistico può articolarsi con maggiore profondità\, trasformando l’elaborazione in pratica scenica e restituendo al lavoro il suo carattere collettivo e necessario. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70Tel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"La fame – La parabola dell’uomo che fece tutto per amore" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Al TeatroBasilica\, il 10 e 11 aprile 2026 alle ore 21.00 e il 12 aprile 2026 alle ore 16.30\, debutta La fame – La parabola dell’uomo che fece tutto per amore\, spettacolo con drammaturgia di Alberto Fumagalli\, regia di Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli\, e interpretato da Chiara Liotta e Alberto Fumagalli. \n\n\n\nCaino e Abele\, Adamo ed Eva e poi ancora Davide e Betsabea\, Booz e Rut; la Bibbia\, il grande libro da cui tutti discendiamo\, ci racconta di ancestrali parabole di coppia\, di un bene e di un male\, di un bello e di un brutto\, dominate da azioni violente e ferocemente umane che indignatamente ci appartengono. Sagrestano e Virtuosa sono i protagonisti assoluti de La Fame-la parabola dell’uomo che fece tutto per amore- il nuovo spettacolo della compagnia Les Moustaches. Intensi\, amorali e allegorici\, Sagrestano e Virtuosa sono gli antieroi di una nuova parabola tanto immaginaria quanto reale\, apparentemente lontana\, tremendamente contemporanea. \n\n\n\nCon le regole di una fiaba incensurabile\, La Fame racconta di una coppia grezza e insensibile\, dominata da istinti ancestrali\, mangiare\, bere\, dormire\, delle volte\, se capita\, fare l’amore\, tutto il resto non conta o\, meglio\, non è contemplato. Il loro stare in questo mondo non ha pretese\, basta “una vogliuzza per il giorno e una per la sera\, fermo restando la salute” e quell’indomito desiderio di non fare alcuna fatica per ottenere qualcosa. Ma è così che davanti a un imprevisto\, o a un nuovo ostacolo finito sul cammino\, gli uomini inciampano e non sanno come rialzarsi. Sagrestano e Virtuosa\, abituati alla fortuna di un piatto sempre pieno dovranno improvvisamente affrontare le bestemmie dei fondi vuoti\, la fame è arrivata come un ospite inatteso che bussa all’uscio del portone trovando Sagrestano e Virtuosa decisamente impreparati. \n\n\n\nTrailer: https://www.youtube.com/watch?v=HlXfVLcOJhk
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SUMMARY:"LA PAPESSA" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Va in scena l’11 e 12 aprile all’Altrove Teatro Studio\, LA PAPESSA\, spettacolo di Andrea Balzola con Beatrice Schiaffino diretta da Carmen Di Marzo.  \n\n\n\nLa Papessa è un potente inno all’emancipazione femminile\, un viaggio iniziatico che intreccia storia\, leggenda e spiritualità. Un racconto epico e senza tempo\, ispirato a uno degli arcani più enigmatici dei Tarocchi: simbolo di conoscenza profonda\, audacia e potere. “La donna che vuole sapere è pericolosa… La donna che sa\, è ancora più pericolosa.” Nel cuore del Medioevo\, Johanna è una donna ribelle e “pericolosissima”: studia\, viaggia\, sfida ogni legge\, si finge uomo fino a rendere possibile l’impossibile: diventare Papa. Per affermare che il diritto alla conoscenza non ha genere\, e la fede non conosce confini. Per non tradire se stessa. Simbolo di libertà e disobbedienza\, unica Papessa donna della storia\, Johanna diventa leggenda – poi carta\, archetipo\, icona. Una voce arcana si solleva dal mazzo: saprai ascoltarla? Tratto dal progetto “Free Women Suite – Il coraggio delle donne in 7 carte teatrali” di Andrea Balzola e Beatrice Schiaffino\, La Papessa è il primo capitolo di una serie dedicata alle figure femminili degli arcani maggiori. Un’indagine teatrale sulle donne visionarie e anticonformiste che\, attraversando i secoli\, hanno incarnato la forza e il simbolismo racchiusi nei Tarocchi. \n\n\n\nOggi più che mai si palesa la necessità di riprendere contatto con la propria dimensione interiore\, quella più emozionale e spirituale\, troppo spesso dimenticata a scapito di un’immagine stereotipata di falso Sé\, un gioco di specchi virtuale e “social” dove arroganza ed efficienza\, apparenza e compiacimento\, si staccano dalle dimensioni più profonde dell’essere\, del sentire e del desiderare\, in un tragitto esistenziale votato a sterilità e vuotezza. Per questo abbiamo deciso di raccontare la storia di una grande donna che ha sfidato il suo tempo per affermare la sua identità e potenzialità\, partendo dalla libertà di essere se stessa e difendendo con fierezza il suo diritto di esistere\, esprimersi e agire nel mondo. Un profondo percorso identitario\, quello di Johanna\, vissuto all’insegna del coraggio e della tenacia: vive e agisce di ‘testa’ e ‘cuore’\, affronta una vita molto dura\, si oppone a ogni regola e dettame del suo tempo (IX secolo) che discriminano la donna come inadatta alla cultura e alla spiritualità. Con un’audacia e un’intelligenza singolari\, Johanna accoglie le sue vulnerabilità e fragilità trasformandole in virtù e\, fingendosi uomo\, si spinge oltre ogni limite fino a rendere possibile l’impossibile: diventare Papa con il nome di Giovanni VIII. La figura di Johannes Anglicus\, Papa Giovanni VIII (dall’853 all’855)\, è stata a lungo celata e volutamente oscurata per secoli dalla Chiesa Cattolica e poi riesumata dalla Riforma Protestante. Avvolta nella leggenda\, ha lasciato tracce in molti documenti e anche in narrazioni eccellenti come “Le storie di donne illustri” di Giovanni Boccaccio. Dopo le recenti conferme storiche circa la sua esistenza (cfr. “Päpstin Johanna” di Michael Habicht; “Le pagine strappate” di Pietro Ratto\, il ritrovamento di monete con la sua effige)\, il cinema e la letteratura hanno riportato alla luce la sua storia. \n\n\n\nLa vicenda di Johanna La Papessa è narrazione e racconto\, ma anche archetipo e\, per noi\, viva personificazione de La Papessa dei Tarocchi (uno dei sette Arcani Maggiori femminili). Le carte dei Tarocchi\, e in particolare gli Arcani Maggiori\, sono lo scrigno della più antica simbologia occidentale. La tradizione mitologica greco-romana si mescola all’alchimia e all’esoterismo religioso\, rifacendosi alla psicanalisi junghiana e al lavoro psico- creativo di Jodorowsky. La Papessa è la carta numero II\, emblema di accumulo e gestazione (nella figura l’uovo bianco)\, simbolo di fede e purezza\, di acume e intelligenza sopraffina\, creatrice e custode dell’alto sapere (il volume aperto sulle gambe). Ed è altresì iniziatrice\, maga\, anima rinchiusa in rigida materia corporea\, spirito dogmatico votato ad un percorso solitario di ascesa verso il divino.
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SUMMARY:"Morte di un commesso viaggiatore" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale\, sabato 11 aprile alle ore 19.00 al Teatro Biondo di Palermo\, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller\, nella traduzione di Masolino D’Amico per la regia di Carlo Sciaccaluga. \n\n\n\nProtagonista del dramma\, nel ruolo di Willy Loman è Luca Lazzareschi; al suo fianco\, Pia Lanciotti nei panni della moglie Linda Loman\, Sergio Basile\, Andrea Nicolini\, Giovanni Arezzo\, Silvia Biancalana\, Domenico Bravo\, Giovanni Cannata\, Michele De Paola\, Eletta Del Castillo\, Riccardo Livermore\, Chiara Sarcona. \n\n\n\nLe scene sono di Anna Varaldo\, i costumi di Anna Verde\, le musiche di Andrea Nicolini e Leonardo Nicolini\, le luci di Antonio Sposito. \n\n\n\nProdotto dal Teatro Biondo di Palermo\, lo spettacolo replica fino al 19 aprile 2026\, per poi trasferirsi al Teatro Verga di Catania dal 21 al 30 aprile e al Teatro Argentina di Roma dal 13 al 24 maggio. \n\n\n\nQuando nel 1949 Morte di un commesso viaggiatore debuttò a Broadway\, l’America era immersa in un paradossale slancio ottimistico del dopoguerra: ricostruzione\, boom economico\, fiducia cieca nella promessa di un’ascesa sociale illimitata. Ma Arthur Miller seppe cogliere fin da subito il volto oscuro di quel mito\, la brutalità nascosta sotto la superficie del successo\, la solitudine di chi misura il proprio valore sul metro della competizione\, la disperazione di chi non può permettersi il fallimento. \n\n\n\nLa vicenda del disperato commesso viaggiatore\, ossessionato dal successo e dal mito del benessere\, che vede il mondo crollargli addosso quando non ha più la forza di sostenere il ritmo della produzione\, costretto a prendere atto del fallimento dei figli\, è oggi di drammatica attualità. In un mondo in cui il capitalismo è diventato non soltanto un sistema economico\, ma una forma di vita\, Morte di un commesso viaggiatore non parla più soltanto dell’America del dopoguerra\, ma all’intera umanità globalizzata. \n\n\n\nLa regia di Carlo Sciaccaluga si muove dentro questo orizzonte: è uno scavo doloroso nel nostro presente. Il Willy Loman di Luca Lazzareschi è un relitto che riflette il nostro contemporaneo. È l’uomo che cerca ancora\, ostinatamente\, di esistere in un mondo che non conosce più il valore dell’errore\, della lentezza\, della fragilità\, dell’umanità. Il grido d’allarme lanciato da Miller più di settant’anni fa è rimasto inascoltato\, e ciò che nel 1949 sembrava già intollerabile oggi si è fatto regola\, sistema\, normalità. \n\n\n\n«Con una scena votata alla crudezza dei sentimenti più che alla ricostruzione naturalistica\, e una recitazione che punta al cuore nudo dei personaggi – spiega il regista Carlo Sciaccaluga – lo spettacolo propone un viaggio dentro la disgregazione degli affetti familiari\, la perdita della dignità personale\, la tragedia quotidiana di chi\, pur avendo dato tutto\, si trova a mani vuote. Eppure\, in questo paesaggio di fratture\, resta qualcosa: non una morale\, non un significato ultimo\, ma la traccia\, inconfondibile\, di un legame. Di un amore che resiste\, di una voce che chiama\, di uno sguardo che\, pur nel fallimento\, cerca l’altro. Morte di un commesso viaggiatore non è un’opera che ci insegna a capire. È un’opera che ci spinge\, ancora\, a sentire. A non dimenticare che\, prima di ogni ruolo\, di ogni prestazione\, di ogni aspettativa\, siamo esseri umani. E che solo nelle relazioni tra esseri umani si gioca\, davvero\, la nostra possibilità di esistere». \n\n\n\n____________________ \n\n\n\nnote di regia \n\n\n\nQuando\, nel 1949\, Morte di un commesso viaggiatore debuttò a Broadway\, l’America era immersa in quel paradossale slancio ottimistico del dopoguerra: ricostruzione materiale\, boom economico\, fiducia cieca nella promessa di un’ascesa sociale illimitata. Ma Arthur Miller seppe cogliere fin da subito il volto oscuro di quel mito: la brutalità nascosta sotto la superficie del successo\, la solitudine di chi misura il proprio valore sul metro della competizione\, la disperazione di chi non può permettersi il fallimento. \n\n\n\nOggi Death of a Salesman non è una reliquia di un’altra epoca\, ma lo specchio vivo delle nostre inquietudini contemporanee. In un mondo in cui il capitalismo è diventato non soltanto un sistema economico\, ma una forma di vita interiore\, Morte di un commesso viaggiatore non parla più soltanto dell’America\, ma dell’intera umanità globalizzata. \n\n\n\nWalter Benjamin\, nel descrivere il mondo moderno\, parlava della perdita dell’aura: la dissoluzione dell’unicità dell’opera\, e con essa dell’individuo\, nell’epoca della riproducibilità tecnica. Anche Willy Loman\, in fondo\, è una figura senza aura: replicabile\, intercambiabile\, superflua. La sua tragedia è quella dell’uomo ridotto a funzione economica\, che non trova più nella propria esistenza un valore intrinseco\, ma solo un prezzo di mercato.  \n\n\n\nNel figlio primogenito\, Willy proietta tutte le sue speranze di riscatto: un futuro migliore\, la promessa di un’affermazione che a lui è stata negata. Ma il figlio stesso\, pur desiderando una vita diversa\, non riesce davvero a liberarsi di quella visione\, non trova il coraggio di abbattere il totem paterno. Morte di un commesso viaggiatore è anche\, come lo stesso Miller ha scritto\, una storia d’amore tra un padre e un figlio. Ed è\, come molte storie d’amore dolorose\, una storia fatta di fantasie\, illusioni\, allucinazioni. Willy non riesce ad accettare la realtà per quella che è: inizia a crearne versioni alternative\, deformate dal desiderio e dalla frustrazione. Il passato si trasfigura in un’età dell’oro perduta\, il futuro proietta l’ombra di case-dormitorio affollate da un’umanità disperata e feroce\, contro la quale competere senza tregua. Ma l’illusione della realizzazione di sé\, del successo\, sopravvive nei sogni\, o meglio: negli incubi.  \n\n\n\nAccanto a lui\, Linda Loman rappresenta la silenziosa\, potentissima presenza dell’amore che resiste. In un testo dominato dalle voci maschili\, è lei il contrappunto costante alla disperazione del protagonista: un amore reale\, quotidiano\, ricambiato\, che non redime Willy ma lo accompagna fino all’ultimo istante\, riconoscendone la dignità anche quando il mondo intero gliel’ha negata. In Linda\, Miller affida alla scena una figura femminile complessa e radicale\, ben lontana dalla retorica della moglie devota\, e ancora oggi\, nella sua semplicità\, di straordinaria forza tragica. \n\n\n\nNel suo Salesman in Beijing\, Miller sottolinea come la vicenda di Willy Loman fosse immediatamente comprensibile e toccante anche per il pubblico cinese: un pubblico lontano\, diverso\, eppure pronto a riconoscersi nel dramma di un uomo che misura il proprio valore in base alla sua produttività. È la prova che quel “sogno americano”\, con la sua promessa e il suo inganno\, parla ancora al cuore ferito di ogni società che abbia fatto della competizione e dell’efficienza il perno dell’esistenza umana. \n\n\n\nA rendere quest’opera rivoluzionaria\, nel 1949\, fu anche la sua struttura formale. Miller spezza la linearità del tempo\, abolisce ogni netta separazione tra realtà e memoria\, presente e passato\, sogno e coscienza. Le scene si fondono\, si sovrappongono\, si contraddicono. È una scrittura scenica che affonda nella mente del protagonista\, seguendo i suoi scarti\, i suoi vuoti\, i suoi deliri. In un’epoca come la nostra\, in cui il concetto stesso di realtà si fa sempre più sfumato – e resta da interrogarsi se sia un bene o un male – Morte di un commesso viaggiatore si impone come una delle opere fondanti di quel lungo attraversamento della coscienza che è gran parte della letteratura occidentale del secondo Novecento. Rileggerla oggi significa interrogarsi su cosa ancora possiamo intendere per verità. \n\n\n\nCon una scena votata alla crudezza dei sentimenti più che alla ricostruzione naturalistica\, e una recitazione che punta al cuore nudo dei personaggi\, lo spettacolo propone un viaggio dentro la disgregazione degli affetti familiari\, la perdita della dignità personale\, la tragedia quotidiana di chi\, pur avendo dato tutto\, si trova a mani vuote. \n\n\n\nEppure\, anche in questo paesaggio di fratture\, resta qualcosa. Non una morale\, non un significato ultimo\, ma la traccia\, inconfondibile\, di un legame. Di un amore che resiste\, di una voce che chiama\, di uno sguardo che\, pur nel fallimento\, cerca l’altro. Morte di un commesso viaggiatore non è un’opera che ci insegna a capire. È un’opera che ci spinge\, ancora\, a sentire. A non dimenticare che\, prima di ogni ruolo\, di ogni prestazione\, di ogni aspettativa\, siamo esseri umani. E che solo nelle relazioni tra esseri umani si gioca\, davvero\, la nostra possibilità di esistere. Carlo Sciaccaluga \n\n\n\n___________________ \n\n\n\nPalermo\, Teatro Biondo > dall’11 al 19 aprile 2026 – prima nazionale \n\n\n\nCatania\, Teatro Verga > dal 21 al 30 aprile 2026  \n\n\n\nRoma\, Teatro Argentina > dal 13 al 24 maggio 2026 \n\n\n\nMorte di un commesso viaggiatore \n\n\n\ndi Arthur Miller \n\n\n\ntraduzione Masolino D’Amico \n\n\n\nregia Carlo Sciaccaluga \n\n\n\npersonaggi e interpreti \n\n\n\nWilly Loman                           Luca Lazzareschi \n\n\n\nLinda Loman                          Pia Lanciotti \n\n\n\nBiff Loman                             Michele De Paola \n\n\n\nHappy Loman                         Giovanni Cannata \n\n\n\nBernard                                  Riccardo Livermore \n\n\n\nLa donna                                Silvia Biancalana \n\n\n\nCharley                                  Andrea Nicolini \n\n\n\nZio Ben                                   Sergio Basile \n\n\n\nHoward Wagner                     Giovanni Arezzo \n\n\n\nStanley                                    Domenico Bravo \n\n\n\nMiss Forsythe / Segretaria     Eletta Del Castillo \n\n\n\nJenny / Letta                           Chiara Sarcona \n\n\n\nscene Anna Varaldo \n\n\n\ncostumi Anna Verde \n\n\n\nmusiche Andrea Nicolini\, Leonardo Nicolini \n\n\n\nluci Antonio Sposito \n\n\n\naiuto regia Marta Cirello  \n\n\n\ndirettore di scena Angelo Grasso \n\n\n\ncoordinamento dei servizi tecnici Giuseppe Baiamonte  \n\n\n\nfonico Mauro Fontana \n\n\n\ncapo reparto macchinisti Raimondo Cammarata \n\n\n\nmacchinisti Alberto Mangiapane\, Francesco La Manna \n\n\n\nattrezzista Elena Madia \n\n\n\nsarta Mariella Gerbino \n\n\n\nscene e attrezzeria realizzate dal laboratorio Atelier Nostra Signora  \n\n\n\ncostumi realizzati dalla sartoria del Teatro Biondo di Palermo e da Mario Strino\, Napoli \n\n\n\namministratore di compagnia Andrea Sofia \n\n\n\nproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\ndurata: 3 ore più un intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni al Teatro Biondo: \n\n\n\nsabato 11 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 12 aprile ore 17.00 \n\n\n\nmartedì 14 aprile ore 21.00 \n\n\n\nmercoledì 15 aprile ore 17.00 \n\n\n\ngiovedì 16 aprile ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 17 aprile ore 21.00 \n\n\n\nsabato 18 aprile ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 19 aprile ore 17.00
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SUMMARY:"Il club degli aspiranti suicidi" al Teatro IF
DESCRIPTION:Un vecchio senza più un lavoro\, un cuoco che ha perso tutto e una donna sola e abbandonata. Non si conoscono\, ma si trovano davanti allo stesso bivio: rimanere o andarsene? \n\n\n\n“Il club degli aspiranti suicidi” è una commedia nera che gioca su temi delicati\, un’opera surreale che immagina quello che potrebbe accadere se tre persone\, che apparentemente non hanno nulla in comune\, si incontrassero casualmente sul bordo di un ponte\, uniti dal medesimo triste intento. \n\n\n\nMentre aspettano di raccogliere coraggio per fare il Grande Salto\, si parlano\, si confidano\, si raccontano ciò che li ha portati a compiere una scelta così drastica. Con l’arrivo di un quarto uomo\, tuttavia\, scoprono di avere molto più in comune di quanto pensano e che\, a quanto pare\, le loro vite sono inestricabilmente intrecciate. \n\n\n\nL’ass. cult. Music Theatre International ti aspetta al Teatro IF\, via Nomentana 1018 il 10\, 11 e 12 aprile 2026.  \n\n\n\nBiglietti: Intero € 15 (prenotazione obbligatoria) \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 342 6864372 (anche WhatsApp) \n\n\n\nMail: prenotazioni@teatroif.it \n\n\n\nParcheggio gratuito: Via Gennaro Righelli\, 78Biglietti disponibili al link: https://www.ticket.it/teatro/evento/il-club-degli-aspiranti-suicidi.aspx
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SUMMARY:"ELETTRA" al Teatro di Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Dal 10 al 12 aprile al Teatro di Villa Lazzaroni Micol Pambieri sarà ELETTRA\, spettacolo scritto e diretto da Giuseppe Argirò\, con Elisabetta Arosio\, Melania Fiore\, Vinicio Argirò. \n\n\n\nElettra o della vendetta\, del delitto\, della colpa. Uno dei miti fondativi del passaggio dallo stato di natura allo stato del diritto. All’interno del conflitto famigliare\, il tema politico\, dalla tragedia del destino al dramma della libertà. Tema che troverà il suo compimento nella fondazione dello statuto democratico in Eumenidi\, ultimo atto della trilogia Orestea di Eschilo: un’assemblea civile giudicante\, che allude in modo significativo ad un passaggio storico\, epocale\, dalla tribù alla polis. \n\n\n\nLo spettacolo prevede una drammaturgia originale\, originata dalla coincidenza di più testi\, appartenenti a diversi momenti storici che affrontano il mito di Elettra. Da Coefore di Eschilo ad Elettra di Sofocle per arrivare alle letture più moderne di Eugene O’Neill\, Jean Paul Sartre e Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nElettra o della colpa: Questa è la sintesi di un mito che attraversa indenne il tempo. Elettra diviene il doppio speculare di Edipo\, all’interno di una conflittualità\, squisitamente femminile. La madre Clitennestra\, in qualsiasi rilettura è ossessionata costantemente dalla dimensione onirica; la regina di Argo vive in uno spazio parallelo\, essa ha sospeso il principio di realtà per rifugiarsi in un mondo altro\, cercando una giustificazione plausibile al suo colpevole omicidio. Elettra combatte con ogni mezzo il tentativo di rimozione della madre e in modo ossessivo cerca di mantenere viva la memoria del padre Agamennone. Le due solitudini si incontrano\, si scontrano e infine arrivano a un conflitto ineludibile\, che prevede un unico vincitore. Oreste è complice della sorella\, portatore anch’egli di una ragione ancestrale\, atavica che presto si scontrerà con il diritto. All’interno della conflittualità parentale infatti latita un altro tema determinante: il passaggio dallo stato di natura allo stato di diritto\, che troverà il suo compimento nella fondazione dello statuto democratico. L’ultima parte della trilogia di Eschilo culminerà infatti con la costituzione di un’assemblea giudicante\, che allude in modo significativo alla democrazia. Colpa\, vendetta\, memoria sono i temi che continueranno a circolare nelle diverse riletture del mito\, nei secoli successivi. Lo spettacolo prevede una drammaturgia originale\, originata dalla coincidenza di più testi\, pur privilegiando la lettura sofoclea. I diversi personaggi compongono una costellazione familiare\, patologica\, che ci riporta agli omicidi parentali delle cronache contemporanee. Il mito quindi si trasforma in archetipo\, radicalizzando i conflitti della società contemporanea. A vestire i panni di Elettra sarà Micol Pambieri\, attrice versatile e dotata di un temperamento che bene si adatta al genere tragico.
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SUMMARY:"TRE DI PICCHE" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:La necessità era quella di indagare a fondo le figure principali che compongono la scena giovanile: il lavoratore\, lo studente e l’artista. Attraverso un ritmo serrato\, simbolo della frenesia sociale a cui siamo abituati\, e momenti di profonda riflessione\, Tre di picchetenta di scoprire dolori e fragilità\, sogni e aspettative che\, almeno un tempo\, sono appartenuti a tutti noi. L’allestimento e la regia sono semplici ed essenziali\, a volte allegorici\, per mettere in luce il più possibile l’umanità e l’individualità dei personaggi. \n\n\n\nNote di regia: \n\n\n\nTre di picche è una commedia generazionale contemporanea che affronta con ironia e profondità il tema dell’identità giovanile in un contesto sociale incerto e spesso contraddittorio. Giuseppe\, Matilde e Filippo – un lavoratore\, una studentessa e un artista – convivono nella stessa casa e condividono un’inquietudine comune: che posto ha un ventenne all’interno della società di oggi? In bilico tra le aspettative esterne e i propri sogni\, i tre protagonisti si muovono tra sarcasmo\, disincanto e affetto sincero\, cercando un senso nelle giornate che scorrono. \n\n\n\nTesto e regia: Gianmarco Ciotti – Con: Alfonso Strumolo\, Camilla Benvenuto\, Gianmarco Ciotti – Aiuto regia Francesca Magarò – Movimenti coreografici Francesca Magarò e Simone Serranò – Luci Aurora Cinti – Scene Giulio Ciotti – Riprese video Marco Benvenuto – Foto di Manuel Piccoli
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Beauty Dark Queen – Lo strano caso di Elena di Troia" al Teatro Belli
DESCRIPTION:La compagnia Colori Proibiti approda al Teatro Belli\, nell’ambito della rassegna EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, con Beauty Dark Queen – Lo strano caso di Elena di Troia\, lavoro firmato da Stefano Napoli e in tournée dal 2017\, che torna in scena a Roma in una nuova cornice dedicata alla drammaturgia contemporanea. \n\n\n\nDue uomini\, una donna\, una dea\, una statuetta. Menelao\, Paride\, Elena\, Afrodite\, Eros. La storia è nota: una bellezza fatale\, il capriccio degli dei\, un rapimento\, una guerra. Ma il racconto si incrina e si ricompone tra i registri della pochade e della tragedia\, restituendo una visione in cui l’amore si rivela come tensione oscura\, spazio di possesso e perdita. \n\n\n\nLa figura di Elena si fa emblema di un femminile attraversato da forze contrastanti: desiderio e rifiuto\, esposizione e difesa\, splendore e sottrazione. Un corpo che resiste al tempo e agli uomini che lo attraversano. \n\n\n\n«Ho tentato di tirare giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna fra uomini – scrive Stefano Napoli –. Tra di loro l’eterno gioco dell’amore\, dei fraintendimenti\, del caso. Ma non c’è nulla di gentile in questo gioco: l’amore malato trasforma in prede e predatori\, in una lotta per la sopravvivenza al termine della quale non ci saranno né vinti né vincitori\, ma soltanto il silenzio che il tempo impone alle cose». \n\n\n\nLe cifre stilistiche del teatro di Stefano Napoli emergono con chiarezza: la parola è ridotta ai margini del significante\, mentre il linguaggio scenico si affida al corpo\, alla composizione visiva\, alla luce e al suono. Gli interpreti costruiscono quadri plastici in continua trasformazione\, dove oggetti minimi – un drappo\, una benda\, una sedia – diventano dispositivi dinamici di senso. \n\n\n\nNe nasce un teatro che dialoga con l’arte figurativa e con la dimensione sonora\, in cui il gesto si fa scrittura e il corpo superficie di proiezione simbolica. \n\n\n\nDa oltre trent’anni Stefano Napoli\, con la compagnia Colori Proibiti\, indaga le zone più oscure dell’esperienza umana\, spesso attraversando il mito per riportarlo a una dimensione concreta e contemporanea. Un percorso rigoroso\, fondato su un linguaggio fisico e visivo\, che restituisce allo spettatore immagini di forte impatto emotivo\, sospese tra astrazione e materia. \n\n\n\nL’inserimento dello spettacolo all’interno di EXPO – Teatro Italiano Contemporaneo\, con la direzione artistica di Andrea Paolotti e Franco Clavari e l’organizzazione di Federico Lepera e Marco Grossi\, ne rafforza la collocazione in un contesto dedicato alla ricerca e alla nuova scena italiana. La rassegna\, giunta alla sua quarta edizione e promossa dalla Società per Attori\, si configura come spazio di attraversamento critico del presente\, capace di accogliere linguaggi diversi e di costruire una relazione viva tra artiste\, artisti e pubblico. \n\n\n\nDalla rassegna stampa \n\n\n\n«Le anatomie dei performer sono eleganti o goduriose carni da macello spesso gettate per metà all’ingiù dal limite della ribalta. […] E noi sapremo d’aver visto una leggenda troiana emozionalmente fraintesa in corporee vili\, in panni di arte povera». \n\n\n\n06 589 4875 \n\n\n\ninfo@teatrobelli.it \n\n\n\nBotteghino  \n\n\n\nDal martedì al venerdì dalle 18.00 alle 22.00 \n\n\n\nSabato dalle 16.00 alle 20.00 \n\n\n\nDomenica dalle 15.30 alle 18.30 \n\n\n\nÈ vivamente consigliata la prenotazione\, \n\n\n\nlasciando nominativo\, numero dei posti e \n\n\n\nrecapito telefonico. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nIntero € 23 \n\n\n\nRidotto € 15
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SUMMARY:“Lucignoli - rituale porno magico sull’inaccessibilità dell’amore” al Borsoni di Brescia
DESCRIPTION:Va in scena a Brescia venerdì 10 aprile\, al Teatro Borsoni (via Milano\, 83)\, alle ore 20.30\, per Culture Care 2026\, “Lucignoli – rituale porno magico sull’inaccessibilità dell’amore”\, uno spettacolo di ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile\, scritto e diretto da Alessandro Garzella\, affiancato in scena da Francesca Mainetti e Chiara Pistoia. Lo spettacolo arriva nell’ambito del progetto Equi/Distanze\, realizzato con il contributo del MiC e condiviso tra ANIMALI CELESTI/teatro d’arte civile e Teatro 19 di Brescia. \n\n\n\n“Lucignoli” nasce tra i vissuti di persone in sofferenza e\, con il suo lettino nero\, i ceri e i brindisi misterici\, simboleggia una cerimonia funebre: la scomparsa della poesia. Le vicende di Pinocchio in questa visione allucinata diventano una specie di reality porno show in cui tutte le figure sono corrotte dalla brutalità dei nostri tempi\, da Lucignolo\, vittima sacrificale e luciferina\, allo stesso protagonista\, perso tra successo e contraddizioni e attratto da un divertimento privo di valori\, per arrivare infine alla Fata Turchina\, che partecipando alle volgarità moderne conferma il mistero della sua presenza in un mondo disastrato. «I tre protagonisti – spiega l’attore\, autore e regista Alessandro Garzella – alludono\, deridono\, amano e cercano la poesia di sé\, malvagi per volgarità e crudeltà umane. Il rito teatrale esplora le luci e ombre del Lucignolo in noi\, cercando di trasmutare verso il meglio\, anche attraverso atti violenti imposti dai ruoli\, aspirando una trasformazione anche (o forse soprattutto) per gli spettatori». \n\n\n\n“Lucignoli” è opera vincitrice del bando MIC per l’accessibilità degli artisti disabili\, una produzione ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile realizzata con il sostegno del MiC Direzione generale Spettacolo in collaborazione con Regione Toscana\, Comune di Pisa\, ASL Nordovest toscana\, Clinica Psichiatrica Università di Pisa e in partenariato artistico con A.E.D.O. – CAROVANA SMI – TEATRO NUCLEO. \n\n\n\nCon sede a Pisa\, ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile è un’associazione di promozione sociale diretta da Alessandro Garzella\, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e dalla Regione Toscana come una delle compagnie teatrali d’interesse nazionale nell’ambito dell’inclusione sociale. \n\n\n\nBIGLIETTI \n\n\n\nTeatro Borsoni \n\n\n\n10€ intero\, 8€ ridotto (under 25\, over 65\, soci ARCI)\, 5€ gruppi di utenti accompagnati \n\n\n\nModalità di acquisto \n\n\n\nBotteghino: apre 30 minuti prima dell’inizio di ogni rappresentazione \n\n\n\nPrevendita online: Vivaticket \n\n\n\nPunti vendita CTB \n\n\n\nPiazza della Loggia\, 6 – Brescia \n\n\n\nTel. 030 2928609 – biglietteria@centroteatralebresciano.it \n\n\n\nMar–Ven 10.00–13.00 (festivi esclusi)
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SUMMARY:“La signorina Else” allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Prosegue la stagione 2025/26 Il potere dei sogni del Teatro Stabile di Catania con la nuova produzione “La signorina Else” di Arthur Schnitzler\, in scena al Teatro Verga dal 10 al 19 aprile 2026.Firmato da uno dei grandi maestri della regia europea\, Henning Brockhaus\, lo spettacolo vede protagonista la talentuosa Lucia Lavia\, interprete intensa e raffinata\, chiamata a dare corpo e voce a uno dei personaggi più complessi della letteratura del Novecento. \n\n\n\nTratto dall’omonima novella pubblicata nel 1924\, il testo di Schnitzler si sviluppa come un flusso ininterrotto di pensieri\, un monologo interiore che attraversa le contraddizioni e le inquietudini della giovane Else\, diciannovenne della borghesia viennese. Durante un soggiorno in montagna\, la ragazza si trova improvvisamente a dover affrontare una richiesta che mette in crisi la sua identità e la sua dignità\, in un conflitto insanabile tra salvezza familiare e integrità personale. \n\n\n\nNell’allestimento di Brockhaus\, la vicenda si trasforma in un dispositivo scenico sospeso tra sogno e visione\, in cui realtà e immaginazione si intrecciano dando forma a uno spazio mentale attraversato da figure e presenze evocative. La protagonista si muove all’interno di una dimensione onirica e frammentata\, in cui il tempo si dilata e il racconto si compone per immagini\, restituendo tutta la tensione psicologica e simbolica del testo. \n\n\n\nAl centro\, la prova attoriale di Lucia Lavia\, che affronta il ruolo di Else come un viaggio nei territori più profondi della coscienza\, tra desiderio\, paura e ribellione\, restituendo la complessità di una figura femminile sospesa tra emancipazione e costrizione sociale. \n\n\n\nLo spettacolo conferma l’impegno del Teatro Stabile di Catania nella produzione di grandi titoli del repertorio europeo\, riletti attraverso sguardi registici autorevoli e interpreti di primo piano\, in dialogo con il presente. \n\n\n\nSignorina Else – Biglietti TicketOnehttps://www.ticketone.it/eventseries/3929378⁠Calendario rappresentazioni – Teatro Vergavenerdì 10 aprile 2026 ore 20:45sabato 11 aprile 2026 ore 20:45domenica 12 aprile 2026 ore 17:30martedì 14 aprile 2026 ore 17:30mercoledì 15 aprile 2026 ore 17:30giovedì 16 aprile 2026 ore 20:45venerdì 17 aprile 2026 ore 17:30sabato 18 aprile 2026 ore 17:30domenica 19 aprile 2026 ore 17:30Incontro con il pubblicoGiovedì 16 aprile alle ore 18.30 al Ridotto del Teatro Verga\, incontro con Lucia Lavia. \n\n\n\nScheda tecnica“La signorina Else” di Arthur Schnitzlertraduzione Renata Colorniadattamento e regia Henning Brockhauscon Lucia Laviascene e costumi Giancarlo Coliscoreografie Valentina Escobarluci Gaetano La Meladurata 65 minutifoto di scena di Antonio Parrinelloproduzione Teatro Stabile di Catania \n\n\n\nPer informazioni e biglietti:Teatro Stabile di Catania – Botteghino Teatro Vergatel. +39 095 7310856abbonati@teatrostabilecatania.itwww.teatrostabilecatania.it⁠
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SUMMARY:"La denuncia" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:La denuncia affronta i temi del consenso\, del rispetto\, della manipolazione\, del ricatto emotivo che possono nascondersi dietro un rapporto tra docente e discente. Un rapporto in cui in qualche modo la seduzione entra fatalmente\, a volte in maniera innocente\, come arma e strumento maieutico\, come persuasione intellettuale. Altre volte\, invece\, prende le forme di una violenza\, diventa abuso di potere. \n\n\n\nUn testo teso\, con un epilogo sorprendente. Una sfida dialettica e di visioni del mondo tra due donne in due età diverse della vita\, che si rivelano\, solo alla fine\, più vicine di quanto si potrebbe immaginare. \n\n\n\nTratta un tema attuale\, e da questo per me ovviamente deriva l’urgenza della scrittura e della messa in scena\, e contemporaneamente si rifà a classici del teatro contemporaneo\, come The Children’s Hour\, in cui la discriminazione per orientamento sessuale è presente in forme sottili e inaspettate. Il tono è quello teso di un mistero da ricostruire\, ma nella storia un twist trasforma li mistero quasi processuale in una dichiarazione d’amore. Ivan Cotroneo \n\n\n\nvenerdì ore 20.30\, sabato ore 19\, domenica ore 17 \n\n\n\nLo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro \n\n\n\nBiglietto Supporter – € 19 – Biglietto Standard – € 15 – Biglietto Agevolato – €12___________________________________________________________________________
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:“The Curse of Hotel Morgue” al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile alle ore 19:30\, il Teatro dei Piccoli ospita “The Curse of Hotel Morgue”\, produzione di The Play Group e Casa del Contemporaneo\, inserita nella programmazione organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo\, I Teatrini\, Progetto Sonora d’intesa con il Comune di Napoli e la direzione della Mostra d’Oltremare. \n\n\n\nUno spettacolo in lingua inglese\, interattivo e dal tipico humor britannico\, capace di coinvolgere attivamente il pubblico sia nello sviluppo della trama che direttamente in scena\, rendendolo parte integrante dell’indagine. \n\n\n\nLiberamente ispirato a “I delitti della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe\, considerato il primo racconto poliziesco della letteratura\, lo spettacolo rielabora il classico in chiave originale\, mescolando atmosfere gotiche e horror a dialoghi brillanti e momenti di ironia. L’opera di Poe pose le basi del racconto poliziesco moderno\, introducendo elementi ancora oggi centrali come l’indagine deduttiva\, la figura del detective fuori dagli schemi e il celebre enigma della “camera chiusa”. \n\n\n\nL’appuntamento segna il ritorno in una programmazione serale di The Play Group dopo una lunga tournée in Italia e all’estero\, confermando il percorso internazionale della compagnia e la sua capacità di dialogare con pubblici diversi. La regia è di Enzo Musicò\, sul palco si esibiscono Simon Edmonds\, Eddie Roberts e Francesco Di Gennaro. Completano l’allestimento artistico le scene di Enrico de Capoa\, le videoproiezioni di Pietro Di Francesco e i costumi di Carla Merone. \n\n\n\nPensato anche per i più giovani (dagli 8 anni in su)\, lo spettacolo utilizza un linguaggio accessibile\, risultando ideale per chi ama le serie crime\, i thriller psicologici e le storie fuori dagli schemi. Un viaggio teatrale tra surrealismo e tensione\, dove l’ironia si intreccia con il lato più oscuro dell’animo umano in una performance che omaggia Poe in chiave contemporanea. \n\n\n\nBiglietto  euro 9.
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LOCATION:Teatro dei Piccoli di Napoli\, Via Antoniotto Usodimare\, 200\, Napoli\, ITA\, 80125\, Italy
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SUMMARY:"Platealmente – dal libro alla scena"
DESCRIPTION:Venerdì 10 aprile alle ore 18:30\, il Teatro Karol ospita un nuovo appuntamento della rassegna Platealmente – dal libro alla scena\, promossa da Casa del Contemporaneo. L’incontro sarà condotto dal giornalista Pierluigi Fiorenza e dall’architetta Eliana Bianco\, curatori della rassegna\, e vedrà protagonista Maria Rispoli\, che presenterà il volume “Il Museo Archeologico di Stabia – il catalogo” (Eidos Longobardi)\, realizzato insieme a Gabriel Zuchtriegel\, direttore Parco Archeologico di Pompei. \n\n\n\nIl catalogo rappresenta uno strumento fondamentale per la valorizzazione del patrimonio archeologico stabiano: un’opera che restituisce organicità e visione a un insieme di testimonianze di straordinario valore storico e culturale. Attraverso saggi rigorosi ma accessibili\, il volume accompagna il lettore in una narrazione che intreccia ricerca scientifica e sensibilità divulgativa\, offrendo uno sguardo nuovo sull’identità dell’antica Stabiae e sulla capacità di resilienza delle comunità che l’hanno abitata.La rassegna è sponsorizzata da Hotel Stabia e Taverna Mafalda. Tra i partner anche Mondadori Bookstore di Castellammare che sarà presente in sala con un punto vendita del testo. L’accoglienza del pubblico – ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili – è curata dalle studentesse e dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Enogastronomici e l’Ospitalità Alberghiera Viviani di Castellammare. \n\n\n\nIl pomeriggio sarà inoltre l’occasione per visitare\, negli spazi del foyer\, la mostra fotografica “Viviani in un Click”\, aperta fino al 30 aprile. Il progetto\, promosso dal Centro Studi sul Teatro Napoletano\, Meridionale ed Europeo – presieduto da Antonia Lezza\, già docente del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno – con il contributo dell’Ateneo salernitanoe del Comune di Castellammare di Stabia\, nasce da un percorso di ricerca e reinterpretazione dell’opera di Raffaele Viviani. \n\n\n\nNaturale pensare ad un progetto fotografico ripercorrendo Viviani perché\, come sottolinea la Lezza\, “ha fotografato Napoli e ha descritto con la sua arte specialissima personaggi e luoghi che ha poi\, com’era naturale\, trasferito\, tradotto\, trasfigurato prima nei testi e poi sulla scena”. \n\n\n\nFirmata dal fotografo Pietro Masturzo\, la mostra raccoglie 20 scatti realizzati a partire da una rilettura contemporanea dei testi vivianei. Attraverso il confronto con studiosi e giovani ricercatori\, Masturzo ha attraversato i luoghi simbolo della vita e dell’opera dell’autore\, restituendo immagini che traducono in chiave visiva le atmosfere\, i personaggi e le tensioni sociali del suo teatro. Ne emergono figure senza tempo – scugnizzi\, acquaiuoli\, lavoratori e marginalità urbane – che collegano idealmente la Napoli di inizio Novecento alla città contemporanea\, in un dialogo continuo tra memoria e presente. “Un onore omaggiare e divulgare la conoscenza di un grande autore in cui ritrovo la mia stessa esigenza di raccontare il nostro tempo e di lasciarne traccia”\, conclude Masturzo in una nota. \n\n\n\nLa mostra si inserisce nelle celebrazioni per il 75° anniversario della scomparsa di Viviani e rappresenta una tappa significativa di un percorso espositivo già avviato tra Napoli e l’Università di Salerno. L’allestimento al Teatro Karol si distingue per la sua durata e per l’integrazione in una programmazione più ampia che comprende attività laboratoriali con le scuole del territorio e appuntamenti teatrali dedicati dal 13 al 15 aprile prossimi. \n\n\n\nEntrambi gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti; la mostra è visitabile negli orari di apertura del foyer. Info 08118247921 e teatrokarol@casadelcontemporaneo.it\, al sito web www.teatrokarol.it e pagine social.
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SUMMARY:Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda
DESCRIPTION:Il 10 aprile 2026 alle ore 18.30\, PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Metamorfosi intangibile di Uemon Ikeda a cura di Alberto Dambruoso\, con il patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基金) e della Fondazione Italia Giappone. \n\n\n\nDa PROSA_contemporanea Ikeda presentaun’installazione ambientale\, in collaborazione con l’artista Ximena Robles\, costituita da un filo di lana e seta rosso che percorrerà lo spazio e con la quale il pubblico potrà interagire. Durante il vernissage\, a partire dalle ore 19.30\, l’attenzione si sposterà su una spettacolare danza Butoh\, eseguita da Flavio Arcangeli\, che dialogherà con il lavoro dell’artista. All’installazione si affiancano alcune opere realizzate in acquerello su carta.  \n\n\n\nUemon Ikeda continua il suo percorso artistico negli spazi di PROSA dopo la recente partecipazione al progetto Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica presso il Museo Venanzo Crocetti\, nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione\, ricerca e sintesi creativa. \n\n\n\nINFO  \n\n\n\nUemon Ikeda – Metamorfosi intangibile \n\n\n\nA cura di Alberto Dambruoso \n\n\n\nPerformance artist danza Butoh: Flavio ArcangeliCon il Patrocinio dell’Istituto di cultura giapponese (The Japan Foundation 国際交流基金) e della Fondazione Italia Giappone. \n\n\n\nIn collaborazione con: Studio Marta Bianchi InEvoluzionet \n\n\n\nSponsor tecnici: Beelegal Società Benefit di Servizi a r.l. \n\n\n\nFino al 30 aprile 2026 \n\n\n\nOrari: dal lunedì al venerdì 16.00 – 18.30; sabato su appuntamento tel. 3384858398 – ingresso libero
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SUMMARY:"Everything Is Bright Here"\, personale di Lucia Buricelli
DESCRIPTION:Il 10 aprile 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema pesenta Everything Is Bright Here\, prima mostra personale in Italia di Lucia Buricelli\, un progetto che raccoglie una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio visivo saturo e intensamente cromatico\, l’artista costruisce una riflessione sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli\, indagando le dinamiche simboliche di uno spazio profondamente segnato dalle logiche del consumismo. Il colore non è elemento descrittivo ma dispositivo selettivo. Realizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate\, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale\, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. 
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SUMMARY: "Everything Is Bright Here" alla Galleria Zema
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\n\nIl 10 aprile 2026 alle ore 17.30 la Galleria Zema presenta Everything Is Bright Here\, prima mostra personale in Italia di Lucia Buricelli\, un progetto che raccoglie una serie di immagini realizzate a New York tra il 2019 e il 2025. \n\n\n\nAttraverso un linguaggio visivo saturo e intensamente cromatico\, l’artista costruisce una riflessione sulla vita urbana contemporanea e sulla condizione percettiva della metropoli\, indagando le dinamiche simboliche di uno spazio profondamente segnato dalle logiche del consumismo. Il colore non è elemento descrittivo ma dispositivo selettivo. Realizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate\, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale\, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. \n\n\n\nRealizzate con flash diretto e inquadrature ravvicinate\, le immagini comprimono lo spazio e intensificano la superficie del reale\, generando una tensione continua tra immediatezza e artificio. Il gesto fotografico\, rapido e reattivo\, intercetta frammenti minimi e inattesi della vita urbana\, restituendo una realtà in cui l’ordinario si carica di una qualità quasi teatrale. Lo sguardo dell’artista si configura come un attraversamento attento e consapevole dello spazio pubblico. \n\n\n\nUna parte delle opere è tratta da Don’t Feed the Animals (Eyeshot Magazine\, 2024)\, dove Buricelli riflette sugli effetti del capitalismo avanzato sul paesaggio urbano. La città appare come un sistema saturo di stimoli visivi\, in cui eccesso e sovrabbondanza diventano condizioni strutturali dell’esperienza contemporanea. In questo contesto\, la fotografia non si limita a registrare\, ma amplifica e rende percepibili le dinamiche di accumulazione\, attrazione e dispersione. \n\n\n\nIn Everything Is Bright Here\, la luminosità evocata dal titolo non coincide con una condizione di chiarezza\, ma con un’intensificazione dell’esperienza visiva: una forma di iper-visibilità che\, lungi dal chiarire il reale\, ne rivela l’eccesso\, invitando lo spettatore a interrogare le modalità attraverso cui oggi guardiamo\, consumiamo e abitiamo le immagini. \n\n\n\nBIOGRAFIE \n\n\n\nLucia Buricelli. Nata a Venezia nel 1994\, si è formata tra Italia e Stati Uniti\, frequentando il corso di fotogiornalismo presso l’International Center of Photography di New York. Partendo dalla street photography\, la sua ricerca si è progressivamente orientata verso una pratica più consapevole della costruzione dell’immagine\, mantenendo al centro un interesse costante per lo spazio urbano come campo di forze visive e sociali. L’uso del colore e del flash contribuisce a definire un’estetica riconoscibile\, capace di isolare e intensificare la densità visiva del reale. Le sue opere sono state pubblicate su importanti testate internazionali quali The New York Times\, The New Yorker\, Time\, Vogue e Financial Times\, ed esposte in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti\, tra cui Photoville a New York nel 2025 e una personale presso New Collectors Gallery nel 2022. \n\n\n\nGalleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli\, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne\, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali\, accomunate da uno sguardo autonomo\, critico e consapevole sul presente\, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica\, impegno sociale e riflessione culturale\, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto\, dove il corpo\, l’identità\, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria\, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria\, ma un progetto curatoriale\, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio\, relazione e resistenza. \n\n\n\nINFO \n\n\n\nLucia BuricelliEverything Is Bright Here \n\n\n\nInaugurazione 10 aprile 2026 ore 17.30 \n\n\n\nFino al 28 maggio 2026Orari: martedì ore 16:00 – 19:30\, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30 
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SUMMARY:Casina di Raffaello:  attività per famiglie e bambini dall’11 aprile al 10 maggio 2026
DESCRIPTION:Ogni fine settimana Casina di Raffaello\, lo spazio arte e creatività di Roma Capitale nel cuore di Villa Borghese\, propone per le famiglie con bambine e bambini un ampio programma dil aboratori e letture animate per far vivere ai partecipanti esperienze ludico-educative volte a favorire abilità manipolative ed espressive e a stimolare l’immaginazione creativa. \n\n\n\nLe attività del sabato sono dedicate alle storie che fanno crescere: racconti di bambine e bambini alle prese con la scoperta di sé per dar voce alle proprie emozioni. I laboratori sono dedicati alla figura di Pippi Calzelunghe\, per immergersi nel suo mondo colorato\, vivace e anticonvenzionale\, scoprendone i valori di libertà\, amicizia e fantasia che ancora oggi continuano ad affascinare lettori di tutte le età. Nelle letture animate vengono proposti degli albi illustrati che parlano di bambine e bambini\, di identità e di immaginazione. \n\n\n\nI laboratori e le letture animate della domenica invece permetteranno alle famiglie con le loro bambine e bambini di vivere una giornata dedicata ai quattro elementi – Terra\, Acqua\, Aria\, Fuoco – facendo loro toccare e conoscere posti e culture anche lontane\, attraverso storie che profumano di natura\, avventura e meraviglia. Un’occasione per ascoltare\, immaginare e scoprire insieme la forza e la magia che ci circondano. \n\n\n\nLe letture hanno una durata di 30 minuti\, mentre i laboratori di 50 minuti circa. Il costo di ciascun laboratorio è di 8€ a bambino\, gratuito per l’adulto accompagnatore se previsto. Il costo delle letture è di 3\,50 € a partecipante\, sia per i bambini che per l’adulto accompagnatore. \n\n\n\nPer i disabili e accompagnatori è prevista la gratuità. \n\n\n\nLa prenotazione e il relativo pagamento online sono obbligatori telefonando al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Info e dettagli su programma\, costi e orari sono consultabili sul sitowww.casinadiraffaello.it e sulle relative pagine social. \n\n\n\nSi segnala\, inoltre\, che fino a domenica 10 maggio\, nella Sala Natura al primo piano dell’edificio\, è in corso la mostra Aquiloni e Trottole dal Giappone a cura e in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Aquiloni e trottole roteano e volano in Giappone da più di 1200 anni; ancora oggi se ne costruiscono migliaia di esemplari artigianali\, utilizzando design e colori della tradizione o caratteristici delle diverse regioni di produzione. I pezzi in mostra\, provenienti dall’intero territorio nazionale\, forniscono preziose informazioni etnografiche sul Giappone\, con le varianti locali e i richiami alle ricorrenze stagionali. Tecniche ancestrali\, materiali non artefatti come legno e carta e colori vivi incontrano levità e gioco in un’espressione che in Giappone è ancora sorprendentemente attuale e tramandata. \n\n\n\nI LABORATORI E LE LETTURE DEL SABATO DEDICATE ALLA SCOPERTA DI SÉ \n\n\n\nPippi a colori – LABORATORIO \n\n\n\nUn’avventura creativa pensata per bambini dai 2 ai 4 anni insieme ai loro genitori! \n\n\n\nPartendo da sagome pretagliate di Pippi Calzelunghe e del suo inseparabile cavallo Zietto\, i piccoli artisti potranno dare libero sfogo alla fantasia\, dipingendo e vestendo i personaggi con tempere per le mani e strumenti colorati. Un momento di gioco condiviso dove tutto è possibile… perché\, come direbbe Pippi\, “non sono mai stata grande\, quindi non so come si fa!” \n\n\n\nEtà: 2 – 4 anni con accompagnatore \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 10.15 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nIl gioco delle ombre – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nUna lettura partecipata per immergersi in una divertente avventura di luci ed ombre. A partire dall’albo illustrato di Hervé Tullet\, Il gioco delle ombre\, bambine e bambini potranno giocare con il proprio corpo\, sagome e forme. \n\n\n\nEtà: 3-6 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 11.30 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 8 bambine/i e 8 adulti accompagnatoriCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nChe cos’è un bambino? – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nUn viaggio tra pagine colorate e parole leggere\, per riconoscersi\, sognare e dare spazio a tutte le possibilità di espressione. Dopo la lettura di Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna\, i piccoli partecipanti potranno raccontarsi con linee e colori. \n\n\n\nEtà: 6- 11 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 12.15 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 10 bambine/iCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nNei panni di Pippi – LABORATORIO \n\n\n\nDopo aver sfogliato insieme il libro di Astrid Lindgren e osservato i dettagli di Pippi e del suo cavallo a pois\, i piccoli partecipanti potranno creare la propria Pippi con stoffe\, bottoni e materiali colorati. Il laboratorio si conclude con la realizzazione di una stanza di Villa Villacolle da personalizzare con fantasia e creatività. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 15.00 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i  \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nLa mia villa Villacolle – LABORATORIO \n\n\n\nImmaginate di entrare a Villa Villacolle\, la casa più strampalata che ci sia! È il regalo del papà marinaio a Pippi Calzelunghe e dentro ogni stanza può accadere di tutto. In questo laboratorio i bambini riceveranno una sagoma della villa e potranno inventare\, disegnare e costruire con collage stanze uniche e incredibili: una camera di pelliccia rosa\, una cucina con il cibo appeso al soffitto o magari un bagno che diventa un laghetto pieno di papere. Ogni villa sarà diversa\, sorprendente e… tutta da raccontare!Età: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: sabato 11\, 18\, 25 aprile; 2 e 9 maggio 2026\, ore 16.30 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 14 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nI QUATTRO ELEMENTI CON I LABORATORI E LE LETTURE DELLA DOMENICA \n\n\n\nTERRA – La magia dell’argilla – LABORATORIO  \n\n\n\nUn laboratorio dedicato alle possibilità creative dell’argilla\, imparare a modellarla e a sperimentare segni e texture di elementi naturali. Foglie\, rami\, cortecce e sassi insieme all’argilla\, materiale antico e versatile\, diventano gli ingredienti per dar vita ad inedite sculture che racchiudono la bellezza della natura. Preparatevi a sporcarvi le mani! \n\n\n\nEtà: bambini 2 – 4 anni con un adulto accompagnatore \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile; 3 e 10 maggio 2026\, ore 10.15 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 6 bambine/i e 6 adulti accompagnatori \n\n\n\nCosto: 8 euro a bambino/a\, gratuità per disabili \n\n\n\nFUOCO – L’uccello di fuoco – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nUna lettura dedicata alla scoperta del celebre uccello di fuoco nelle illustrazioni di Emanuele Luzzati. Seguendo le avventure dell’animale fantastico ci immergeremo in fiabe di altri tempi per dar vita ad una coloratissima creatura con piume rosso fuoco dai poteri magici. \n\n\n\nEtà: 3 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 11.30 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 8 bambine/i e 8 adulti accompagnatoriCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nFUOCO – C’era una volta il fuoco del drago – LETTURA ANIMATA \n\n\n\nPerché i draghi sputano fuoco? I draghi sono davvero così spaventosi? Una lettura dell’albo C’era una volta il fuoco del drago di Beatrice Blue per entrare in un regno magico e conoscere il leggendario animale con gli occhi dei bambini. I partecipanti potranno immaginare originali draghi da disegnare e colorare. \n\n\n\nEtà: 6 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 12.15 \n\n\n\nDurata: 30 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 10 bambine/iCosto: 6 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nACQUA – Il mio mare \n\n\n\nQuante sfumature di colore ha il mare? Che forma hanno le onde? Lo scopriamo con il libro L’onda di Suzy Lee\, che racconta la storia di una bambina che scopre il mare\, giocando con le onde azzurre tra schizzi e spruzzi d’acqua. Con strumenti e tecniche diverse\, i piccoli partecipanti potranno creare il loro personale “pezzettino di mare” sperimentando tutte le sfumature del blu. \n\n\n\nEtà: 4 – 6 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 15.00 \n\n\n\nDurata: 50 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 12 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\nARIA – L’aquilone giapponese \n\n\n\nIspirati dagli aquiloni originali presenti in mostra\, bambine e bambini realizzeranno un vero aquilone giapponese con le tecniche\, i materiali e gli ideogrammi degli antichi maestri. \n\n\n\nEtà: 7 – 11 anni \n\n\n\nQuando: domenica 12\, 19\, 26 aprile e 3 e 10 maggio 2026\, ore 16.30 \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\nPartecipanti: massimo 10 bambine/i \n\n\n\nCosto: 8 euro bambina/o\, gratuità per disabili \n\n\n\n__________________________________ \n\n\n\nOrari di apertura \n\n\n\nDal martedì al venerdì: ore 10.00–18.00; sabato\, domenica e giorni festivi: ore 10.00–19.00; \n\n\n\nchiusa tutti i lunedì e venerdì 1° maggio \n\n\n\nInfo\, prenotazioni e acquisto online \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00)
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SUMMARY:Gli Appuntamenti dal 10 al 16 aprile 2026 con la Soprintendenza ai Beni Capitolini
DESCRIPTION:La programmazione delle attività promosse da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali si arricchisce anche questa settimana di un ampio ventaglio di proposte: dalle espressioni dell’arte contemporanea agli approfondimenti letterari e scientifici\, fino agli itinerari nell’arte e nella storia della città. Attraverso aperture straordinarie\, percorsi panoramici e incontri nei Musei Civici\, il calendario invita cittadini e visitatori a una riscoperta del patrimonio capitolino\, valorizzato da servizi di interpretariato LIS e da iniziative dedicate ai possessori di Roma MIC Card. Ecco alcuni eventi in programma dal 10 al 16 aprile. \n\n\n\nNelle sale al piano terra del Museo di Roma a Palazzo Braschi l’11 aprile apre al pubblico la mostra It’s Happening Again\, progetto espositivo di Adrian Tranquilli dedicato alla figura del Joker. Tre installazioni inedite\, realizzate per l’occasione\, esplorano l’immaginario collettivo legato all’antieroe\, in un equilibrio sospeso tra estemporaneità e monumentalità. Visitabile fino al 24 maggio 2026. \n\n\n\nwww.museodiroma.it/it/mostra-evento/its-happening-again \n\n\n\nAi Musei Capitolini\, nell’ambito del progetto espositivo Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva\, giovani artiste e artisti dell’Accademia di Belle Arti di Romacurano un servizio di mediazione culturale rivolto ai visitatori della Pinacoteca. Ogni lunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì (alle 10.00\, 11.00\, 12.00 e 13.00)\, e fino alla conclusione dell’esposizione prevista per il 14 giugno 2026\, il pubblico è accompagnato in un approfondimento inedito sul processo creativo di tele incompiute\, tra cui capolavori del Garofalo\, Jacopo del Palma e Guido Reni\, offrendo un punto di vista originale nella lettura delle opere selezionate. \n\n\n\nwww.museicapitolini.org/it/mostra-evento/visite-piantone-il-non-finito-fra-poetica-e-tecnica-esecutiva \n\n\n\nLe serate al Museo dell’Ara Pacis si accendono con L’Ara si rivela\, il progetto multimediale che offre una visione inedita del celebre monumento augusteo. Attraverso un sistema di videomapping dinamico\, i bassorilievi si illuminano seguendo il punto di osservazione dei visitatori svelando dettagli e cromie che restituiscono la ricchezza originaria dell’opera. Il racconto è accompagnato da una narrazione in cuffia (in italiano e in inglese) integrata da musiche e suggestioni sonore. La visita è fruibile ogni venerdì\, sabato e domenica (in tre turni di visita dalle 20.00 alle 23.00\, massimo 25 partecipanti a turno). Biglietti suwww.arapacis.it. www.arapacis.it/it/mostra-evento/l-ara-si-rivela \n\n\n\nSabato 11 aprile (alle 10.00 e alle 11.00) tornano le visite alla Casa Museo Alberto Moravia\, il grande attico affacciato sul Lungotevere della Vittoria ricco di libri e opere d’arte dove lo scrittore ha vissuto dal 1963 al 1990. La visita conduce il pubblico tra la dimensione pubblica e quella privata dell’autore\, attraversando gli ambienti che conservano tracce dei suoi viaggi e delle sue frequentazioni (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti).www.casaalbertomoravia.it/it/didattica/visita-alla-casa-museo-alberto-moravia-aprile-2026     \n\n\n\nDomenica 12 aprile\, ai Musei Capitolini\, si tiene l’ultimo appuntamento con le visite guidate gratuite alla mostra La Grecia a Roma\, allestita negli spazi di Villa Caffarelli. Il percorso\, disponibile in italiano (alle 11.30) e in inglese (alle 16.30)\, illustra l’arrivo dell’arte greca nell’Urbe attraverso i capolavori originali e una narrazione immersiva arricchita da apparati multimediali (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 25 partecipanti). www.museicapitolini.org/it/didattica/la-grecia-roma-visite-guidate-gratuite \n\n\n\nAl Museo di Roma a Palazzo Braschi proseguono gli appuntamenti di Roma Racconta… Martedì 14 aprile\, alle 16.30\, le curatrici Ilaria Miarelli Mariani(Direttrice della Direzione dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina) eArianna Angelelli (Sovrintendenza Capitolina) illustreranno la mostra GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025 in corso alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi\, ripercorrendo l’evoluzione dell’identità artistica della città attraverso una selezione di oltre 120 opere (ingresso libero in Sala Tenerani).  \n\n\n\nwww.museodiroma.it/it/didattica/gam-100un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2025-la-mostra-raccontata-dai-curatori   \n\n\n\nAl Museo Civico di Zoologia\, per il ciclo La storia dietro. Naturalisti e Collezioni del Museo\, l’appuntamento di questa settimana è previsto per giovedì 16 aprile: alle 17.00\, nella Sala degli Scheletri\, Spartaco Gippoliti (Società Italiana per la Storia della Fauna) terrà l’incontro Francesco Chigi della Rovere: ornitologo e pioniere della conservazione (ingresso libero fino a esaurimento posti). \n\n\n\nwww.museocivicodizoologia.it/it/mostra-evento/la-storia-dietro \n\n\n\nRoma\, la tua guida culturale\, il programma di visite\, incontri e formazione\,prosegue con nuovi appuntamenti.  \n\n\n\nIl fine settimana delle Passeggiate Romane si apre sabato 11 aprile alle 10.00 con l’apertura straordinaria della Porta del Popolo\, Sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e sede del Centro di Documentazione. La visita (con interprete LIS) partirà dall’esterno del monumento per condurre fino alla terrazza panoramica\, con affaccio sul Tridente. Appuntamento in piazza del Popolo 11D\, nei pressi del fornice sinistro della Porta (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/porta-del-popolo-ingresso-al-sito-unesco-di-roma-30 \n\n\n\nSempre sabato 11 aprile\, alle 11.30\, il ciclo Archeologia in Comune propone unaPasseggiata sul Monte Testaccio\, il “monte dei cocci” formatosi dall’accumulo dei frammenti di anfore scaricate nel vicino porto fluviale dell’Emporio. L’attività è supportata da interprete LIS ma non è adatta a persone con difficoltà motorie. Appuntamento in via Nicola Zabaglia 24 (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). www.sovraintendenzaroma.it/content/passeggiata-sul-monte-testaccio-0 \n\n\n\nDomenica 12 aprile\, alle 11.30\, l’itinerario prosegue tra storie di vita e affetti alla scoperta dei Sepolcri di Via Statilia. Il gruppo di cinque sepolture di età repubblicana\, rinvenute nel 1916\, custodisce tra le altre la tomba del libraio Publio Quinzio\, risalente al 100 a.C. Appuntamento in via Statilia\, angolo via di S. Croce in Gerusalemme (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 10 partecipanti). \n\n\n\nwww.sovraintendenzaroma.it/content/visita-ai-sepolcri-di-statilia-2 \n\n\n\nLa settimana archeologica continua mercoledì 15 aprile: alle 10.00\, visita alla Porta San Sebastiano\, al Museo delle Mura\, con una passeggiata panoramica sul camminamento in direzione di via Cristoforo Colombo (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 10 partecipanti:www.museodellemuraroma.it/it/didattica/storia-di-porta-san-sebastiano-1)\, seguita\, alle 11.30\, dalla visita (con interprete LIS) al cantiere di scavo di via Alessandrina\, ai Fori Imperiali. Appuntamento in piazza del Grillo 1 (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608 per un massimo di 10 partecipanti: www.sovraintendenzaroma.it/content/cantieri-ai-fori-lo-scavo-di-alessandrina-10). \n\n\n\nIl calendario di aMICi (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) si apre martedì 14 aprile\, alle 15.00\, ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperialicon una visita alla mostra Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito. Il percorso indaga il metodo e la ricerca espressiva dello scultore romeno\, dalle radici nell’Oltenia al legame con la statuaria greco-romana (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 15 partecipanti).www.mercatiditraiano.it/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-br-ncu-i-le-origini-dell-infinito  \n\n\n\nMercoledì 15 aprile l’offerta comprende tre appuntamenti (tutti con il supporto dell’interprete LIS e la prenotazione obbligatoria allo 060608). Il pomeriggio prende il via alle 15.00\, alla Casa Museo Alberto Moravia\, con la visita Alberto Moravia\, lo scrittore e i suoi amici\, un racconto fatto di dediche\, fotografie e opere d’arte che testimoniano i legami e le relazioni dell’autore (massimo 20 partecipanti.www.casaalbertomoravia.it/it/didattica/amici-alberto-moravia-lo-scrittore-e-i-suoi-amici-3)\, per poi proseguire\, alle 15.30\, al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco con l’incontro Il dio del mare venuto dal fiume: il Nettuno di Lione\, dedicato alla grande statua bronzea della Gallia romana in prestito eccezionale dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione (massimo 25 partecipanti. www.museobarracco.it/it/didattica/amici-il-dio-del-mare-venuto-dal-fiume-il-nettuno-di-lione-2). Alle 17.00\, ci si sposta invece nella Sala Caldaie dei Musei Capitolini Centrale Montemartini per un dialogo tra archeologia industriale e le decorazioni degli Horti Romani che ornavano le antiche ville suburbane (massimo 25 partecipanti. www.centralemontemartini.org/it/didattica/amici-sala-caldaie-archeologia-industriale-e-decorazioni-degli-horti-romani-0).   \n\n\n\nInfine\, giovedì 16 aprile alle 11.00\, al Museo di Roma in Trastevere il regista e fotografo Francesco Conversano\, insieme a Pilar Ricoy Rodriguez\, illustrerà il suo progetto espositivo Lungo le strade blu (prenotazione obbligatoria allo 060608\, massimo 20 partecipanti). \n\n\n\nwww.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-lungo-le-strade-blu \n\n\n\nAl Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: Ritorno alle Stelle (venerdì 10 aprile alle 16.00 e alle 18.00; domenica 12 aprile alle 10.00 e alle 12.00; martedì 14 aprile alle 16.00; mercoledì 15 e giovedì 16 aprile alle 17.00); From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 10 aprile alle 17.00; martedì 14 aprile alle 18.00; mercoledì 15 aprile alle 16.00); Space Opera (sabato 11 aprile alle 10.00; giovedì 16 aprile alle 18.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 11 aprile alle 11.00; domenica 12 aprile alle 17.00); Ecologia Cosmica: Figli delle Stelle\, Custodi della Terra (sabato 11 aprile alle 16.00); La notte stellata (sabato 11 aprile alle 17.00); Una dorata cupola di stelle (sabato 11 aprile alle 18.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (domenica 12 aprile alle 11.00; martedì 14 aprile alle 17.00; mercoledì 15 aprile alle 18.00; giovedì 16 aprile alle 16.00); Il cielo degli innamorati (domenica 12 aprile alle 18.00).  \n\n\n\nPer i più piccoli\, sabato 11 aprile alle 12.00 torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti\, mentre domenica 12 aprile alle 16.00 Gabriele Catanzaro\, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium\, condurrà lo spettacolo Vita da stella.  \n\n\n\nAcquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it. \n\n\n\nIl programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi\, visite e incontri\, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it
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SUMMARY:"FATA MORGANA" con Gianfranco Jannuzzo al Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Pirandello di Agrigento. Con la sua capacità di incantare il pubblico\, la sua straordinaria verve e il suo talento istrionico Gianfranco Jannuzzo sarà protagonista dello spettacolo FATA MORGANA\, di cui è autore insieme a Angelo Callipo e di cui firma anche la regia\, in scena sabato 9 maggio alle ore 21.00 e domenica 10 maggio alle ore 17.30.  \n\n\n\nAccompagnato da quattro musicisti in scena – Angelo Palmeri (oboe)\, Chiara Buzzurro (chitarra)\, Alessio La China (violoncello)\, Nicola Grizzaffi (tastiere e piano) – Jannuzzo racconterà il mito di Fata Morgana: tra miraggio\, illusione e speranza\, alternando brani comici a riflessioni profonde\, offrendo un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento. Il suo carisma si fonde con la narrazione\, creando un’atmosfera unica in cui aneddoti personali e riflessioni sull’umanità si intrecciano. La regia mette in evidenza la complessità dell’animo umano\, esplorando le maschere che indossiamo e le verità nascoste dietro le finzioni quotidiane. Lo spettacolo diventa così un’occasione per ridere\, riflettere e commuoversi\, svelando le sfumature più intime dell’essere umano attraverso la magia del teatro. \n\n\n\n“C’è una cosa di cui siamo assolutamente sicuri – spiegano gli autori Gianfranco Jannuzzo e Angelo Callipo – e cioè la domanda che\, dentro di sé\, più o meno esplicitamente\, ogni spettatore proverà a farsi arrivando a Teatro. Perché questo spettacolo si intitola Fata Morgana? Cosa dobbiamo aspettarci: una favola\, il resoconto magnifico di gesta epiche\, un racconto che scavi tra le forze occulte della magia o al contrario tra le pieghe di quel fenomeno ottico *che si verifica dallo Stretto di Messina fino al Lago del Michigan\, attraversando persino le distese desertiche della Namibia*\, e che porta per l’appunto il nome di Fata Morgana? \n\n\n\nEcco\, questa domanda che potrebbe porsi ognuno degli spettatori restituisce l’esatta misura di quel senso di spiazzante meraviglia che noi stessi abbiamo provato nell’accostarci alla figura di Fata Morgana. La sorella guerriera di Re Artù è la porta che si spalanca sui nostri sogni\, sulla capacità che abbiamo di immaginarci il futuro\, su quell’orizzonte visionario che scandisce la vita di ognuno di noi non solo singolarmente\, ma anche come intera comunità. Fata Morgana è\, in definitiva\, il modo che abbiamo per raccontarci\, per raccontare cosa può accadere quando si inseguono i sogni e come questi sogni lentamente\, nel tempo\, vadano a comporre un disegno\, un mosaico\, dove le tessere trovano il posto che a loro viene assegnato. E questo insieme di tessere siamo noi\, unici proprio perché accostati agli altri\, consapevoli di un’appartenenza costruita faticosamente tra vittorie e sconfitte\, tra sogni inseguiti e traguardi raggiunti. Lasciamoci dunque\, idealmente\, accompagnare per mano da Fata Morgana e attraversiamolo questo nostro Paese che non ha avuto paura di seguire le sue orme e di far diventare reale il sogno dell’unità: le molteplici diversità dei tanti piccoli Stati sparsi sullo stivale diventati alla fine un unico popolo\, che proprio di queste differenze si è cibato e da esse ha ereditato il proprio spirito. \n\n\n\nEd è questa l’Italia che vogliamo raccontare tra il serio e il faceto\, il divertente\, il divertito e il poetico\, nell’assoluta certezza che di Fata Morgana nessuno di noi può fare a meno\, perché vivere i sogni\, inseguirli\, spendere le proprie energie nel tentativo di acciuffarne qualcuno è di fatto l’unico modo che abbiamo per renderli definitivamente concreti. Inseguire sogni – concludono – è il modo più sicuro che abbiamo per vivere nella realtà. Tutto qui. Ed è l’unica contraddizione che conosciamo in grado di offrirci una ragione di vita”.    \n\n\n\nLe scene sono di Salvo Manciagli\, musiche originali di Francesco Buzzurro \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220  – Email: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nSabato 09 Maggio Ore 21.00 – Domenica 10 Maggio Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:BENVENUTI A CASA MORANDI al Teatro Manzoni di Roma
DESCRIPTION:Cosa vuol dire avere un padre come Gianni Morandi e crescere da figli d’arte? Una vita nata e immersa nella creatività più prolifica\, tra canzoni famose\, film di successo\, rotocalchi\, e ospitate in TV. Da Giovedì 9 a domenica 26 aprile i riflettori del Teatro Manzoni di Roma si accendono su BENVENUTI A CASA MORANDI\, con Marianna e Marco Morandi e con la partecipazione di Marcello Sindici per la regia di Pino Quartullo. Il testo dell’ironico viaggio nei meandri familiari morandiani è firmato dagli stessi interpreti protagonisti\, Marco e Marianna insieme a Quartullo e Elisabetta Tulli. \n\n\n\nBenvenuti a casa Morandi è la “loro versione dei fatti”. La loro memoria ricca di aneddoti e ricordi esilaranti condivisi con papà Gianni\, sempre troppo pignolo\, mamma Laura alquanto eccentrica e la Tata Marta. In scena fratello e sorella si ritrovano a svuotare la casa della loro tata (per 50 anni a casa Morandi) che è passata a miglior vita e scoprono che questa donna\, li ha talmente amati da aver conservato giocattoli\, ricordi\, quaderni e addirittura ricostruito la loro cameretta.   Nostalgia\, sorprese e risate si alternano nel cercare in casa qualcosa di molto importante. A tutto questo si aggiunge un traslocatore\, ex ballerino\, che si invaghisce di Marianna e che sarà difficile da contenere. Una commedia divertente e romantica che parla in maniera ironica della loro vita: un viaggio nel loro passato ma anche in un presente pieno di domande\, dubbi\, (in)certezze e incursioni telefoniche di papà\, mamma e figli sempre pieni di richieste. Marianna dopo tanto tempo passato a fare la madre torna a recitare sollecitata amorevolmente\, sia nella realtà che nella finzione\, dal fratello Marco che da anni alterna la sua attività di cantante e attore a quella di padre. \n\n\n\nBenvenuti a casa Morandi è una commedia sincera\, farcita di musica ed episodi divertenti. Un atto unico in cui ridere e riconoscersi. \n\n\n\n“La commedia mi ha divertito e intenerito molto\, perché Marianna e Marco riescono a mettersi a nudo come raramente succede di vedere”\, ha commentato il regista Pino Quartullo in merito allo spettacolo.
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SUMMARY:"Futuro Passato” al FESTIL_Festival estivo del Litorale 2026
DESCRIPTION:Riccardo Iellen\, Benedetta Pigoni e Nicolò Sordo sono i/le tre autori/autrici teatrali finalisti del bando di drammaturgia “Futuro Passato” giunto alla sua quinta edizione\, “Purgatorio”. Il progetto\, realizzato nell’ambito di FESTIL_Festival estivo del Litorale 2026 diretto da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini\, e rivolto a tre drammaturghi/drammaturghe Under40\, coniugherà formazione\, creazione e produzione teatrale\, sviluppandosi a Udine e nei comuni limitrofi. Sede principale delle attività sarà uno degli spazi del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG insieme alla sede operativa di Tinaos a Udine. Il tema di quest’anno\, “Purgatorio”\, sarà al centro dell’attività del progetto\, guidato dal tutor Federico Bellini\, dramaturg di fama internazionale che accompagnerà i tre finalisti verso la realizzazione di tre testi teatrali originali basati sulle idee emerse durante il periodo di residenza artistica\, dal 9 al 24 aprile 2026.         “Futuro Passato – Purgatorio” è un progetto a cura di Associazione Culturale Tinaos\, realizzato con il contributo di MiC\, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Le Fondazioni Casali\, in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. Sono partner\, inoltre: Comune di Udine\, Casa del Contemporaneo – centro di produzione teatrale\, Elsinor – centro di produzione teatrale\, ERT FVG – Ente Regionale Teatrale Friuli Venezia Giulia\, Fondazione Istituto Dramma Popolare San Miniato\, Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale\, Pergine Festival\, Sonar – Il digitale incontra la scena contemporanea\, Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona\, Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc\, Rijeka / Dramma Italiano di Fiume (HR). Partner tecnico: B&B I personaggi Udine.             La giuria composta da Fabrizio Arcuri (regista e direttore artistico Comune di Verona)\,Babilonia Teatri (direzione artistica Pergine Festival)\, Federico Bellini (drammaturgo e co-direttore artistico di FESTIL)\, Rita Maffei (regista\, attrice e co-direttrice artistica del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia) e Tommaso Tuzzoli (regista e co-direttore artistico di FESTIL) proclama i tre vincitori del bando con la seguente motivazione: \n\n\n\n«Ringraziando tutti i partecipanti alle fasi di selezione di “Futuro Passato”\, che anche quest’anno hanno dimostrato una notevole vivacità della nuova drammaturgia italiana\, intendiamo proclamare i finalisti per l’edizione di questa stagione che avrà come tema il termine “Purgatorio”. I finalisti sono Riccardo Iellen\, Benedetta Pigoni e Nicolò Sordo\, scelti non solo per la capacità di scrivere teatro evidente dalle loro opere\, ma anche per il coraggio e la volontà di trattare temi contemporanei provando a sondare le possibilità di una drammaturgia che interroghi direttamente la scrittura per la scena. “Futuro Passato” intende anche rinnovare l’augurio a tutti coloro che hanno aderito alla call a proseguire il proprio percorso\, che rivela un’attenzione ormai generalizzata alle forme drammaturgiche già sperimentate in ambito europeo e non solo\, ponendo gli autori e le autrici italiane in dialogo diretto con quanto accade e sta accadendo oltre confine».A suo insindacabile giudizio\, la giuria assegnerà un premio produzione\, che garantirà una prima rappresentazione in forma di studio al testo vincitore del bando tra i 3 testi prodotti. Gli altri testi saranno presentati in forma di lettura scenica. I testi potranno essere depositati per la tutela del diritto d’autore al minimo d’uso e non potranno avere vincoli tali da vietarne la produzione e la circuitazione. L’ente capofila si occuperà di definire il cast artistico e tecnico per la realizzazione dell’opera vincitrice.  \n\n\n\nInfo: www.ilsonar.it
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SUMMARY:A Teatrosophia\, "Giovanna Dark"
DESCRIPTION:Dopo il grande successo della scorsa stagione\, torna in scena a grande richiesta Giovanna Dark\, simbolo di coraggio e determinazione. \n\n\n\nVisionaria? Eretica? Medium? Condottiera? Strega? Santa\, a 595 anni dalla sua nascita. \n\n\n\nA distanza di 117 anni dalla sua beatificazione\, la figura di Giovanna d’Arco – il suo travaglio umano\, il suo mistero e la forza della sua visione – torna a interrogare il presente in Giovanna Dark\, adattamento e regia di Matteo Fasanella. Lo spettacolo sarà in scena al Teatrosophia di Roma dal 9 al 19 aprile\, in un allestimento dalle tinte scure tratto dagli studi e dagli scritti di Andrew Birkin\, Luc Besson e G. B. Shaw. Con: Sabrina Sacchelli\, Pietro Bovi\, Lorenzo Martinelli\,  Nicolò Berti\, Diana Forlani\, Matteo Fasanella e con Guido Lomoro. Adattamento\, regia e disegno luci: Matteo Fasanella \n\n\n\nGiovanna D’arco\, la Pulzella d’Orlèans\, negli anni più infuocati della “Guerra dei Cent’anni”\, riuscì a farsi accreditare presso la corte francese grazie a un carisma straordinario. Condusse varie offensive contro gli inglesi e nel maggio del 1429 ottenne due storiche vittorie ad Orlèans e a Patay\, permettendo all’esercito francese di conquistare il territorio fino a Reims e al Delfino di Francia di ricevere una solenne incoronazione con il nome di Carlo VII. \n\n\n\nSuccessivamente patti politici tra potenti e una controversa intercessione della Chiesa Cattolica (allora ancora unita) portarono Giovanna a finire catturata e\, nel giro di un anno\, tra il 1430 e il 1431\, condannata ed arsa viva sulla piazza del Mercato vecchio a Rouen. \n\n\n\nQuesta è la storia. Per quel che possiamo riscontrare. Il vero motore di questa vicenda resta però l’insoluta risposta: Chi era davvero Giovanna D’Arco? Cosa muoveva la sua passione? Uno dei più sofisticati e misteriosi personaggi della storia dell’umanità\, sempre in bilico tra oscuro e divino\, che sa più di appropriazione di fatti storici che di risposta. \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: giovedì a venerdì – ore 21:00 – sabato e domenica – ore 19:00 \n\n\n\nBiglietti: € 20\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php/le-stagioni/2025-2026?view=article&id=106&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682
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SUMMARY:“Gli Indimenticabili” al Teatro Golden
DESCRIPTION:Dalla poesia di De André alla rivoluzione di Gaber\, fino all’omaggio commosso a Gino Paoli. Al Teatro Golden arriva “Gli Indimenticabili”\, uno spettacolo di Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli\, pronto a celebrare le voci che hanno fatto la storia della musica italiana. I nomi che hanno conquistato l’anima\, ed attraversato le epoche\, tornano a vibrare sul palcoscenico in un magico viaggio con Emanuela Fresi e Toni Fornari\, dal 9 al 19 aprile 2026 nello spazio culturale di via Taranto a Roma. Giorgio Gaber\, Fabrizio De André\, Lucio Dalla\, Francesco De Gregori\, Pino Daniele e tanti altri\, con una pagina speciale dedicata a Gino Paoli\, non solo canzoni ma pagine di emozioni autentiche\, racconti di vita\, di sogni e speranze\, ma anche di impegno sociale. Prodotto da Goldenstar AM srl – Teatro Golden\, lo spettacolo non celebra solo le voci maschili; il percorso esplora\, infatti\, anche la straordinaria penna dei cantautori prestata alle grandi interpreti femminili\, tra cui Mina\, Ornella Vanoni e Fiorella Mannoia ed altre.. Una serie di capolavori in un mix di note e parole con brani che sono diventati frammenti della storia collettiva. Sotto la regia di Toni Fornari\, e con l’accompagnamento magistrale di Mimmo Sessa al pianoforte\, lo show si snoda tra musica dal vivo\, narrazione e proiezioni suggestive. Previsti anche ospiti a sorpresa. Un appuntamento che è più di un concerto: è un atto d’amore verso chi  ha reso la musica italiana un patrimonio indimenticabile nel mondo. 
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SUMMARY:"Il pomo della discordia" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Atena\, Afrodite ed Era\, le tre dee che si contendono il pomo della discordia. Ognuna rappresenta un archetipo femminile diverso: potenza\, bellezza\, autorità. Il pomo della discordia e l’archetipo del buio\, due concetti che si completano come luce e ombra nella mitologia e nella psiche. E in questa nostra rilettura sono messi insieme. Il pomo della discordia è il seme del conflitto\, il simbolo del caos dietro l’apparente bellezza\, causato da quel pomo d’oro con l’incisione: “Alla più bella” lanciato da Eris (dea della discordia). L’archetipo del buio invece è l’ignoto\, l’inconscio\, la paura remota\, ma anche il luogo dove può avvenire la trasformazione. E il caos primordiale\, ma che il grembo della rinascita. E Il pomo cade\, la discordia esplode e le tre protagoniste sono costrette ad entrare nell’oscurità\, dentro sé stesse\, per affrontare ciò che è stato risvegliato. Era\, la regina dell’olimpo\, una donna sola\, tradita\, manipolata da Zeus! Afrodite bulimica divora il suo essere incapace di accettare lo scorrere del tempo e Atena\, autolesionista che vede la sua logica piegarsi alla paura di ciò che ha subito. \n\n\n\nUn testo dal tono mitico ma con uno sguardo più moderno e psicologico.  \n\n\n\nNOTE DI REGIA NICOLA ALBERTO OROFINO \n\n\n\nLa storia dell’occidente comincia in salita. È una guerra. Quella di Troia. Quasi un atto fondativo\, a vedere come poi la nostra vicenda umana si è dipanata. Tutto parte\, mitologicamente parlando\, da una vendetta. Piccola vendetta di una donna amareggiata\, dea dei litigi e degli scontri\, protettrice dei dissing\, divina Eris\, sorella di quell’Ares\, principe delle guerre totali che tanto (troppo) abbiamo venerato in questi millenni di racconto umano. E l’offesa è tosta\, di quelle che anche oggi consumano e dividono le famiglie\, massacrano parentele\, allontanano cugini da cugini\, zii da nipoti\, nuore da suocere. L’offesa è che nessuno ha invitato questa povera donna alle nozze dell’eroe Peleo e della ninfa marina\, Teti\, figlia di Nereo\, sorella di 50 fanciulle. E del resto come si fa ad invitare la dea della discordia ad un matrimonio\, all’ evento per eccellenza che celebra l’unione\, e che cementifica a tal punto che in futuro si minaccerà coloro che oseranno dividere.Peleo e Teti sono gli sposi\, genitori di quel tale Achille che morirà ucciso da una freccia mortale scagliata proprio da quel Paride che da una vita dedita alla pastorizia sarà trascinato da 3 superbe e capricciose dee a decidere ciò che un uomo non dovrebbe (non potrebbe) mai decidere: scegliere la più bella. Si\, lo farà\, il bel giovanotto. Ahimè. Sceglierà. Perché la più furba delle dee\, che ben conosce che ascendente il potere dell’Amore ha sui bellimbusti di belle speranze\, gli promette la passione\, il fuoco della donna mortale che tutti desiderano. È la spartana\, bella delle belle\, Elena\, moglie del povero Menelao.È da qui\, incredibile ma vero\, che tutto nasce. È da qui che tutto parte. E da qui che è possibile tentare di rintracciare noi stessi. È da qui che vogliamo partire per capire (capirci) un po’ di più. \n\n\n\nAlla scrittura la penna fiammeggiante e preziosa di Luana Rondinelli. \n\n\n\nAi costumi e alle scene l’estro creativo di Vincenzo La Mendola. \n\n\n\nIn scena quattro leonesse del palcoscenico Barbara Gallo\, Egle Doria\, Laura Giordani e la stessa autrice Luana Rondinelli. \n\n\n\n𝗔 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗳𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲. Il mito sarà un privilegiato strumento d’indagine\, un pretesto\, la nostra speciale lente d’ingrandimento alla ricerca delle chiavi che aprono i significati della contemporaneità. \n\n\n\nIl pomo della discordia \n\n\n\ndi Luana Rondinelliregia di Nicola Albero Orofinoscene e costumi Vincenzo La Mendolaassistente alla regia Gabriella Caltabianoassistente ai costumi Giuseppe Adornoassistente alle scene Sara Lazzaro Danzusoamministrazione Federica BuscemiCoordinamento Maria Grazia PitronaciComunicazione e social Stefania BonannoProgetto grafico Maria Grazia MaranoProduzione Madè in collaborazione con Accura Teatro
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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