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SUMMARY:"L’UOMO\, LA BESTIA E LA VIRTÙ" al Teatro Arcobaleno
DESCRIPTION:Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico)\, presenta\, da venerdì 30 gennaio a domenica 15 febbraio\, L’Uomo\, La Bestia e La Virtù\, di Luigi Pirandello\, regia Ennio Coltorti\, con Ennio Coltorti\, Jesus Emiliano Coltorti\, Adriana Ortolani e con Riccardo Graziosi\, Anita Pititto\, Valentina Martino Ghiglia\, Greta De Bortoli\, Tito Marteddu\, Nathan Macchioni. Affrontare Pirandello significa avere il coraggio di andare a frugare nei meandri delle ipocrisie del nostro tempo. “Della nostra civiltà” direbbe l’autore\, alludendo forse in realtà a tutto il genere umano che\, nelle società più “avanzate”\, indossa una maschera\, per nascondere il proprio egoismo “bestiale”. “Dio ci ha donato la parola per nascondere il pensiero” sosteneva un grande cinico come Talleyrand. Il gusto provocatorio di questo crudo aforisma rivela una caratteristica spesso presente nei comportamenti degli uomini cosiddetti “civili”: per Pirandello ”l’uomo” civile maschera con la “virtù” la propria “bestia” e quindi lui con la sua chirurgica abilità linguistica e drammaturgica mostra fin dall’inizio\, in questo testo\, la bestia che è in noi (è addirittura indicato nelle didascalie\, per ogni personaggio\, l’equivalente animalesco) distruggendo inesorabilmente quella maschera (dell’amore\, della fedeltà\, dell’onestà etc.) e rivelando alla fine l’essenza utilitaristica\, opportunistica e ipocrita degli esseri umani. \n\n\n\nLo spettacolo rispetta fedelmente il testo. Dopo un primo periodo dedicato all’apprendimento della tecnica della Commedia dell’Arte\, si è presa in esame l’opera del grande drammaturgo e il contesto storico in cui si trovò ad operare. Poi\, dopo un’approfondita analisi a tavolino del testo\, si è cominciata in palcoscenico una sorta di improvvisazione sui personaggi partendo proprio dalla Commedia dell’Arte e dalla tecnica della ricerca dell’animalità dei personaggi. La scelta seguente dell’allestimento scenico e dei costumi è stata fatta tenendo presente l’estrema teatralità suggerita dalle didascalie e dalla struttura del testo. Il riferimento musicale all’Opera Buffa di fine Ottocento (sicuramente conosciuta e apprezzata dall’autore) concludeva la scelta dei riferimenti a quello stile grottesco cui Pirandello (grande estimatore del teatro tedesco di quel tempo) fece così profondamente ricorso nello scrivere quella che divenne presto la commedia più comica e più rappresentata tra quelle regalateci da questo nostro grande autore che tutto il mondo ci invidia. (Ennio Coltorti) \n\n\n\nvenerdì 30 e sabato 31 gennaio ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 1° febbraio ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 6 e sabato 7 febbraio ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 8 febbraio ore 17\,30 \n\n\n\nvenerdì 13 e sabato 14 febbraio ore 21\,00 \n\n\n\ndomenica 15 febbraio ore 17\,30 \n\n\n\ne-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it
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LOCATION:Teatro Arcobaleno\, Via F. Redi 1/a\, Roma\, Italia\, 00161\, Italia
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SUMMARY:“Monsieur Soleil – Oltre le apparenze" di Paola Sbarbada Ferrari
DESCRIPTION:Parigi. Una panchina. Due anime che non si aspettavano\, eppure si trovano. Certe persone non entrano nelle nostre vite: le abitano. È da questa consapevolezza che nasce “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze”\, il nuovo romanzo di Paola Sbarbada Ferrari\, pubblicato da Gilgamesh Edizioni e disponibile dal 6 settembre 2025 in tutte le librerie\, sia in formato cartaceo che e-book. Un incontro casuale ai Giardini di Lussemburgo diventa germoglio: Jeanne\, una donna che ha smesso di credere nella possibilità di rinascere\, e Augusto\, un clochard dal cuore colto e vulnerabile\, si siedono uno accanto all’altra. Lei cerca rifugio dal silenzio della sua vita\, lui porta con sé l’odore pungente del vino e del vento\, ma anche parole che scaldano più di un abbraccio. In quell’incontro inatteso prende vita un racconto delicato e nello stesso tempo profondo\, che svela la potenza dell’amicizia e la meraviglia della rinascita silenziosa. È un romanzo intenso\, che parla piano ma resta dentro a lungo. “Ho scritto questa storia pensando a ciò che non si vede\, alle crepe che diventano luce” in questo modo l’autrice svela l’anima del libro. \n\n\n\nPagina dopo pagina\, “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze” diventa il racconto delicato e potente di un incontro capace di cambiare il corso di due vite. Una prosa sobria e luminosa accompagna il lettore attraverso i silenzi colmi di significato\, i bagliori d’infanzia e i segreti che non smettono di bruciare. Parigi\, con i suoi giardini e le sue ombre\, si fa palcoscenico discreto di una rinascita\, quella che nasce dall’empatia\, dal coraggio di guardarsi oltre il giudizio\, dalla bellezza inattesa di una mano tesa. Perché a volte\, per salvarsi\, non serve nient’altro che sedersi accanto a qualcuno che ha già conosciuto la fine\, ma ha scelto di restare umano. \n\n\n\nNote d’autore \n\n\n\nPaola Sbarbada Ferrari\, nata a Mantova\, è un’artista che intreccia nella sua vita musica\, scrittura e ricerca espressiva. Conosciuta anche con lo pseudonimo Marea ispirato dalla forza evocativa dell’oceano e delle sue maree\, porta avanti dal 2017 un percorso musicale componendo brani che trasformano emozioni intime in melodie originali. \n\n\n\nHa esordito in narrativa con “Il casolare sull’aia” (Gilgamesh Edizioni\, 2022)\, romanzo accolto con entusiasmo dai lettori per la sua capacità di coniugare memoria familiare e introspezione personale. A seguire\, nel 2024\, ha pubblicato “L’Oblio nei tuoi occhi”\, confermando una scrittura attenta alle fragilità dell’animo umano e ai legami profondi che lo attraversano. \n\n\n\nParallelamente alla scrittura\, Paola ha sviluppato una solida carriera musicale: dagli studi di canto e chitarra acustica presso la scuola Casnici di Carpenedolo fino alle collaborazioni con musicisti e produttori di rilievo del panorama nazionale e internazionale. La musica\, come la scrittura\, rappresenta per lei un modo per trasformare il vissuto in bellezza condivisa. \n\n\n\nNel suo percorso creativo ha lavorato con professionisti quali M. Susa (collaboratore di Alexia\, Raf\, Umberto Tozzi)\, M. Zangirolami (Emis Killa\, Mahmood\, Fabri Fibra)\, D. Bontempi (Vasco Rossi\, Battiato\, Ligabue\, 883 e molti altri)\, oltre che con il collettivo femminile SONGBOX\, guidato da Elisabetta Filippini e Alessandra Dresda\, che ha curato l’arrangiamento del suo ultimo singolo “Dietro Nuvole”. Sempre con SONGBOX il 24 maggio 2024 Marea torna al francese con il brano “Je T’aime” nelle vesti di un’autentica tra le chanteuses francesi contemporanee. Dalla collaborazione con Mauro Susa nasce i brano “Occhi grigi”\, online dal 24 ottobre 2024\, un brano inedito di Marea che decide di togliere da un cassetto. “Occhi grigi” racconta una storia toccante di solitudine\, speranza e la profonda ricerca di affetto. Accanto alla sua attività artistica\, Paola svolge anche un lavoro nel settore della finanza\, testimoniando una personalità versatile e capace di muoversi con passione tra mondi diversi. La sua sensibilità è radicata nell’ascolto della musica che l’ha accompagnata fin da bambina — da De André a Mina\, da Aznavour alla lirica di Puccini e Verdi — ereditata in particolare dalla madre\, che le ha trasmesso la forza della voce come espressione dell’anima. \n\n\n\nCon “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze” (Gilgamesh Edizioni\, 2025)\, Paola Sbarbada Ferrari conferma la sua cifra narrativa: delicata\, empatica\, luminosa. Una voce che invita a guardare oltre le apparenze per scoprire la dignità nascosta nelle fragilità di ciascuno. \n\n\n\nPuoi ordinare la tua copia cartacea qui \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/PaolaSbarbadaFerrari \n\n\n\nScheda libro \n\n\n\nTitolo: Monsieur Soleil – Oltre le apparenzeAutrice: Paola Sbarbada FerrariEditore: Gilgamesh EdizioniUscita: 6 settembre 2025Formati: cartaceo ed e-bookISBN: 978-88-6867-803-6Pagine: 336Prezzo: € 16\,00
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SUMMARY:Franco Battiato. Un’altra vita al Maxxi
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026\, lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo accoglie un viaggio unico: Franco Battiato. Un’altra vita\, una mostra-evento che celebra\, a cinque anni dalla scomparsa\, il genio umano e musicale di un artista senza eguali nella storia della musica italiana. \n\n\n\nCoprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo\, a cura di Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato è organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS. \n\n\n\nTra ricordi e materiali inediti\, il visitatore percorre la vita di Battiato in un’esperienza intensa e toccante\, oltre la musica\, oltre il tempo.  \n\n\n\nCantautore\, musicista\, poeta\, filosofo\, intellettuale: ogni sfaccettatura del suo talento risuona nella mostra. Dall’avanguardia al pop\, dall’elettronica alla mistica\, Battiato ha trasformato la canzone italiana\, creando testi evocativi\, armonie perfette\, melodie immortali. \n\n\n\nSette sezioni raccontano la sua vita e la sua arte: 1. L’inizio (dalla Sicilia a Milano)\, 2. Sperimentare (dall’acustica all’elettronica)\, 3. Il successo (dall’avanguardia al pop)\, 4. Mistica (tra Oriente e Occidente)\, 5. L’uomo (ritorno alle origini)\, 6. Il Maestro\, 7. Dal suono all’immagine (il cinema di Battiato). \n\n\n\nAl centro della sala\, uno spazio ottagonale\, eco dell’ottava musicale\, cuore pulsante della mostra\, dove un sistema di ascolto avvolge il visitatore in un’esperienza sonora immersiva.  \n\n\n\nTra copertine di album\, poster storici\, fotografie e cimeli rari\, la mostra restituisce la poliedricità di Battiato: innovatore\, sperimentatore\, precursore di stili. \n\n\n\nAccanto all’universo musicale\, prende vita il côté pittorico originale\, con sfondi dorati e visioni cariche di simboli e archetipi\, che evocano un preciso gusto allegorico mediorientale\, amato da sempre dal Maestro siciliano. \n\n\n\nNelle ultime due decadi della sua produzione\, emerge la dimensione cinematografica: lungometraggi narrativi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche e spirituali\, organici alla sua matrice musicale e in dialogo con la contemporaneità. \n\n\n\nLa mostra\, che sarà accompagnata da momenti di approfondimento e da un catalogo dedicato\, rende omaggio alla vita che trascende la morte\, all’anima delicata e luminosa di uno dei più grandi geni italiani contemporanei\, invitando il pubblico a ritrovare e riabbracciare\, attraverso le sue opere\, quel centro di gravità permanente che\, in fondo\, tutti cerchiamo.
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LOCATION:Maxxi Roma\, Via Guido Reni\, 4a\, Roma\, 00196\, Italia
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SUMMARY:“Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” al Teatro dei Piccoli di Napoli
DESCRIPTION:Sul palco due spettacoli-concerto per tutta la famiglia:sabato 31 gennaio “Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” di Ruotalibera Teatro e domenica 1 febbraio “I brutti anatroccoli” di Stilema. \n\n\n\nDiversità e forza d’animo sono i temi al centro della proposta del Teatro dei Piccoli di Napoli per il week-end di sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio\, con due spettacoli-concerto in programma alle ore 11\, pensati per le famiglie. Sabato 31 gennaio va in scena “Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” di Ruotalibera Teatro (Roma)\, mentre domenica 1 febbraio è la volta de “I brutti anatroccoli” di Stilema (Torino)\, due storiche compagnie teatrali da quarant’anni impegnate nella ricerca e nella sperimentazione del teatro per le nuove generazioni. Gli appuntamenti fanno parte della stagione di teatro e musica ideata e organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo\, I Teatrini e Progetto Sonora\, in collaborazione con il Comune di Napoli e la direzione della Mostra d’Oltremare. \n\n\n\n“Uno Gnomo chiamato Cucuzzolo” di Ruotalibera Teatro – sul palco sabato 31 gennaio ore 11 – è una fiaba musicale poetica che ribalta l’immaginario tradizionale legato al mondo degli gnomi. Protagonista è Cucuzzolo\, uno gnomo “diverso” che non si riconosce nella vita sotterranea dei suoi simili\, fatta di miniere\, fatica e accumulo delle preziose “stelle di sotto”. Il suo desiderio è guardare il cielo\, seguire le stelle vere\, cantare e forse suonare. Spinto dalla voglia di libertà\, Cucuzzolo fugge\, attraversando paure e speranze\, fino all’incontro con Alessandro\, un musicista umano che ha scelto di lasciare un lavoro sicuro per inseguire la propria passione. Due mondi lontani che si riconoscono nella stessa esigenza: scegliere la propria strada e riscrivere il finale della propria storia. In scena il musicista Alessandro Garramone e l’attore Fabio Traversa\, testo e regia di Tiziana Lucattini. \n\n\n\nDomenica 1 febbraio\, sempre alle ore 11\, lo spettacolo “I brutti anatroccoli” di e con Silvano Antonelli (Stilema\, Torino)\, liberamente ispirato alla celebre fiaba di Andersen\, intreccia recitazione\, musica dal vivo e una forte interazione tra palco e platea\, affrontando con delicatezza un tema universale e attualissimo: la trasformazione della fragilità in forza. Accettare le differenze e le unicità diventa il primo passo per costruire la propria identità e imparare a “volare”. Il progetto nasce da un lungo percorso di ascolto e confronto\, sviluppato attraverso laboratori con bambini\, ragazzi ed “ex bambini” che hanno vissuto esperienze di fragilità\, dando vita a un teatro vivo\, inclusivo e profondamente poetico. \n\n\n\nBiglietto unico: euro 9. Card a 5/10 ingressi a prezzo agevolato con preacquisto. Ingresso al Teatro da Viale Usodimare (pedonale) o da Via Terracina (consigliato nei festivi\, Quick Parking convenzionato). Prenotazioni allo 08118903126 e 3270795871 (entrambi anche whatsapp) o per email a info@teatrodeipiccoli.it. Info: FB/ teatrodeipiccolinapoli o www.teatrodeipiccoli.it  
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LOCATION:Teatro dei Piccoli di Napoli\, Via Antoniotto Usodimare\, 200\, Napoli\, ITA\, 80125\, Italy
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SUMMARY:Young\, la rassegna teatrale per le nuove generazioni a Castellammare di Stabia
DESCRIPTION:Tra papere\, occhiali\, strumenti musicali e suggestioni divertenti e poetiche\, il Teatro Karol di Castellammare di Stabia invita bambini dai 3 anni e le loro famiglie a un pomeriggio speciale. Sabato 31 gennaio\, alle ore 17\, si rinnova l’appuntamento con Young\, la rassegna teatrale per le nuove generazioni a cura di Casa del Contemporaneo e Le Nuvole\, con lo spettacolo I BRUTTI ANATROCCOLI\, di e con Silvano Antonelli di Stilema (Torino)\, un mix di attore e musica dal vivo con tanti momenti di interazione con il pubblico fra palco e platea. \n\n\n\nLiberamente ispirato alla fiaba di Andersen\, lo spettacolo affronta un tema universale: trasformare la fragilità in forza. Un invito per bambini e bambine a riconoscere il proprio valore\, al di là delle apparenze. In un mondo pieno di modelli e stereotipi di “efficienza” e “bellezza”\, è facile sentirsi a disagio. Ogni momento della vita dei più piccoli contribuisce a costruire la propria identità\, e spesso ci si può sentire persi o chiusi nelle proprie emozioni. \n\n\n\nDa questa mancanza nasce la possibilità di crescere. Lo spettacolo mostra come accettare le differenze e le unicità di ciascuno possa aiutare a costruire la propria identità. La fiaba originale\, pur essendo un classico senza tempo\, riesce a parlare anche al presente\, ricordando che tutti – davvero tutti – possono alzare gli occhi e guardare il grande cielo che ci circonda\, pronto a farci volare. \n\n\n\n“Credo in un teatro che vive nel mondo e nel mondo cerca la sua ragione di esistere. Nel frequentare le persone alle quali si intende rivolgere il proprio spettacolo\, per contrattare con loro i suoi significati e la sua poetica. Questa è la grande\, e spesso dimenticata\, lezione dell’animazione teatrale – riferisce in una nota Antonelli\, autore dello spettacolo – Nel costruire I BRUTTI ANATROCCOLI ho letto testi e consultato esperti\, ma sono stati i laboratori con bambini e ragazzi a fare davvero la differenza. Ho capito presto che non si può chiedere a chi è immerso nella tempesta di raccontarla: ho dovuto incontrare chi\, pur avendo vissuto difficoltà\, ne aveva preso un po’ di distanza\, gli ‘ex bambini’ che un tempo erano stati ‘bambini particolari’.” \n\n\n\nDomenica biglietto unico euro 9. Botteghino aperto lunedì e giovedì ore 15>18:30 e da un’ora prima dell’inizio. Anche online biglietti e card famiglie (5 ingressi €40 o 10 ingressi a €70) anche con Carta Docenti e Carta Giovani e del Merito. Prenotazioni allo 08118247921 (anche whatsapp). Il Teatro Karol è ic via Allende 4\, Castellammare di Stabia\, con Garage Italia in convenzione. \n\n\n\nPiù informazioni online su teatrokarol.it e pagine social
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LOCATION:Teatro Karol\, via Allende 4\,\, Castellamare di Stabia\, 80053
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SUMMARY:Presentazione Premio Danza -Identità Donna all'Auditorium dei Castelli Romani
DESCRIPTION:L’arte come manifesto di emancipazione\, solidarietà e consapevolezza. \n\n\n\nLa danza non descrive\, ma incarna\, non parla\, ma arriva dritta ał cuore. Con questo spirito nasce l’anteprima teatrale del Premio Danza – Identità Donna\, un evento teatrale che sceglie ił linguaggio universale del corpo in movimento per rendere omaggio aII’universo femminile e riflettere suł compłesso cammino versa l’affermazione della propria  identità. L’iniziativa nasce dałla visione di Catia Attennl\, ponendosi come naturale evoluzione def progetto “Il Mondo a Colori”\, opera di alto valore sociale e contro la violenza di genere\, già presentata e solennemente riconosciuta presso la Camera dei Deputati. Se in quell’occasione Ì’arte si faceva scudo l’abuso\, oggi il focus si sposta sułI’emancipazione e sulla costruzione di una rete di solidarietà femminile \n\n\n\nPremio Danza – Identità Donna vuole essere un incontro tra tutte le scuole di danza d’Italia nella splendida cornice dei Castelli Romani che vanno ad unirsi sotto un unIco denominatore comune: racco ntare\, attraverso Ia fatica e la grazïa della danza\, la forma necessaria alle donne per affermarsi neÏła società odierna. Educare alla non vïoIenza\, come già fatto’ negli Istituti scolastici del territorio\, slgnifica oggl promuovere una nuova mentalità dove la collaborazione tra donne diventil II pilastro del cambiamento \n\n\n\nSenza l’ausillo delle parole\,.ma attraverso la potenza evocativa dei corpi\,  Ie scuole provenienti da dlverse regioni d’Italia si daranno appuntamento sul l territorio per trasformare fa danza in uno strumento di impegno civile. Perché  ł’identità di un dono  si costruisce anche attraverso la bełlezza di un gesto condiviso.
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SUMMARY:"Pillole" al Teatro Giovanni Papini di Pieve Santo Stefano
DESCRIPTION:Cresce l’attesa per l’appuntamento teatrale di sabato 31 gennaio 2026 alle ore 21.00 al Teatro G. Papini di Pieve Santo Stefano (Ar)\, all’interno della rassegna METAMORFOSI. \n\n\n\nL’interesse del pubblico è altissimo e i biglietti sono già quasi sold out\, segno dell’affetto e della curiosità che accompagnano il ritorno in scena in Valtiberina di uno dei più amati artisti toscani. \n\n\n\nTorna infatti ospite di Laboratori Permanenti Alessandro Benvenuti\, che porta in scena il suo spettacolo PILLOLE DI ME. \n\n\n\nGli appuntamenti della rassegna METAMORFOSI proseguono in pomeridiana domenica 8 febbraio alle ore 17.45 con lo spettacolo L’ARBITRATO La risoluzione della contesa (Epitrepontes) commedia greca con maschere antiche di Menandro\, una produzione Seven Cults con Rosa Ferraiolo\, Roberto Zorzut\, Alessandra Cavallari\, Gabriele Giusti\, Gianluca Rossetti\, musiche Eugenio Tassitano\, Maria Piazza\, Piero Brega\, Oretta Orengo\, scene Renato Mambor e Roberta Gentili\, luci e regia Roberto Zorzut \n\n\n\nRiprende anche la rassegna NUOVI ORIZZONTI a Monterchi con il suo ultimo appuntamento\, l’anteprima dello spettacolo I DANNI DEL TABACCO di Anton Pavlovič Čechov\, unaproduzione Laboratori Permanenti\, con Roberto Negri e laregia di Caterina Casini; in scena in pomeridiana domenica 22 febbraio alle ore 18.00
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SUMMARY:"Pillole di me" con Alessandro Benvenuti al Papini di Pieve di Santo Stefano
DESCRIPTION:Dopo le festività riprendono le attività di Laboratori Permanenti sul territorio della Valtiberina Toscana. \n\n\n\nVi ricordiamo l’importante appuntamento di sabato 31 gennaio 2026 alle ore 21.00 al Teatro G. Papini di Pieve Santo (Ar) all’interno della rassegna METAMORFOSI. \n\n\n\nTorna ospite di Laboratori Permanenti un grande artista toscano: Alessandro Benvenuti porta in scena il suo spettacolo PILLOLE DI ME. \n\n\n\n“Pillole di me\, ossia un po’ di robe comiche\, un pò recitate\, un pò lette\, per raccontare a quelle orecchie che vorranno ascoltarmi\, il mio divertimento nel vivere una vita sul filo di una comicità condensata in pillole salvifiche che proteggono il cervello e la sua cugina Anima\, dal brutto che l’esistenza ogni giorno ci propone con sadico entusiasmo\, senza che nessuno le abbia minimamente chiesto niente.” \n\n\n\nAvrei potuto scrivere “cavalli di battaglia”. Diciamo che di questi tempi però di ‘battaglie’ ce ne sono anche troppe nel mondo che alimentano stupide\, feroci\, quanto inutili guerre. Così ho optato per un titolo dal sapore un po’ medicamentoso: “Pillole di me”\, appunto. Niente di chimico\, pastiglie fatte di erbe vispe e naturali cresciute negli orti di casa mia. Spero che almeno per una sera diano a chi vorrà inghiottirle un po’ di ascetico sollievo. \n\n\n\n(Lo spettacolo è fuori abbonamento con un biglietto unico al costo di 20€ è acquistabile online al seguente link https://oooh.events/evento/alessandro-benvenuti-in-pillole-di-me-biglietti/ o presso la nostra sede a Campaccio di Sansepolcro (Ar) aperta dal lun. al ven. dalle ore 9.00 salle 13.00) \n\n\n\nRiprende anche la formazione di Laboratori Permanenti con 2 corsi in partenza a febbraio con ultimi posti ancora disponibili: \n\n\n\n1)LABORATORIO DI SCRITTURA SCENI­CA E DRAMMATURGIA: Corso online per chi desidera imparare a scrivere un copione teatrale. il corso è diretto da Caterina Casini \n\n\n\n2)LETTURA AD ALTA VOCE: Si tratta di un corso creato quest’anno\, dedicato agli insegnanti e agli appassionati della lettura ad alta voce \n\n\n\nInfine\, segnaliamo la quinta edizione del Bando Bando di residenza Portraits on stage. \n\n\n\nLa Rete interregionale Portraits on stage è lieta di promuovere la quinta edizione del Bando di residenza Portraits on stage 2025 per giovani compagnie o artisti under 35\, volto al sostegno di progetti artistici inediti di spettacolo dal vivo declinanti il tema dell’arte figurativa. \n\n\n\nAi vincitori – nel numero minimo di tre – verrà offerta la possibilità di sviluppare il proprio progetto attraverso l’assegnazione di una o più residenze artistiche nelle sedi messe a disposizione dai promotori: Laboratori Permanenti (Sansepolcro – AR) – Settimo Cielo (Arsoli – RM)\, Teatri d’Imbarco (Firenze)\, Diesis Teatrango (Bucine – AR). \n\n\n\nScadenza candidature 10 febbraio 2026. \n\n\n\nIl bando dettagliato è consultabile online qui \n\n\n\n https://www.laboratoripermanenti.com/project/portraits-on-stage-2025/
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SUMMARY:"OTELLO" al Teatro Pirandello di Agrigento
DESCRIPTION:Grandi interpreti e un appuntamento da non perdere al Teatro Pirandello di Agrigento. Sabato 31 gennaio alle ore 21.00 e domenica 1 febbraio alle ore 17.30 andrà in scena OTELLO di William Shakespeare\, con la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia Giorgio Pasotti. Sul palco un cast d’eccezione\, Giacomo Giorgio\, Giorgio Pasotti\, Claudia Tosoni\, Gerardo Maffei\, Diego Migeni\, Salvatore Rancatore\, Andrea Papale\, Dalia Aly. Domenica 1 febbraio\, al termine della replica pomeridiana\, si riaprirà il sipario per l’ormai consueto faccia a faccia tra gli artisti e il pubblico condotto da Domenico Vecchio. Un momento speciale\, fortemente voluto dal Direttore Artistico del Teatro Pirandello\, Roberta Torre per scoprire retroscena\, aneddoti ed emozioni che si celano dietro ogni spettacolo\, raccontati dalla viva voce dei protagonisti. \n\n\n\nGiorgio Pasotti si interroga sulla forza di questo grande classico che riesce\, ancora oggi\, a parlare alle giovani coscienze\, a mostrare\, senza mediazioni tecnologiche\, il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate. “Dopo un tempo così lungo quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita – dice Pasotti – l’Otello è tragicamente attuale. Proveremo a parlare alla generazione di oggi con una compagnia di giovani attori di straordinario talento\, parleremo di quello che accade tutti i giorni con le parole di quattro secoli fa\, parole forti\, senza tempo\, che raccontano la storia di una donna che ha avuto il coraggio di fare la sua scelta in una società che\, come quella in cui viviamo\, temeva diversità e differenza e ne ha dovuto pagare la funesta conseguenza. Un punto di vista poco frequentato\, ma che restituisce al dramma una incredibile\, cruda modernità”. \n\n\n\n“E tu…come sei pallida! e stanca\, e muta\, e bella\, pia creatura nata sotto maligna stella. Fredda come la casta tua vita e in cielo assorta. Desdemona! Desdemona! Ah\, morta! morta! Morta!”. E poi “Otello fu”.  \n\n\n\nFinisce qui la storia di Desdemona e Otello: lei lo aveva sposato per amore contro i cliché dell’epoca; lui\, lo straniero\, il moro\, lo aveva voluto reclamando libertà di scelta e autonomia\, lottando con il padre perché lo accettasse. Otello\, incapace di gestire le emozioni\, capitano coraggioso e leale\, ma marito insicuro e geloso. Forse lei era troppo: troppo bella e troppo ingenua\, troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. \n\n\n\nCosì Otello la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita\, per gelosia e per possesso\, come gli uomini di oggi e come gli uomini di domani in questa società patriarcale\, se non si educano le nuove generazioni.  \n\n\n\nMa cosa succede quando l’amore si trasforma in controllo? Quando il desiderio di libertà viene soffocato dal bisogno di possesso? E soprattutto: possiamo ancora imparare qualcosa da Otello? \n\n\n\nNel ruolo di Otello Giacomo Giorgio\, giovane attore amato dal grande pubblico\, che sintetizza con queste parole questa nuova esperienza teatrale: “L’Otello è tra le opere shakespeariane più importanti e\, davanti ad un capolavoro come questo\, il mio lavoro da attore si limita all’ascolto. È il testo stesso ad interrogarci grazie alle tematiche che affronta\, purtroppo ancora molto attuali\, come il femminicidio e la diversità intesa come arricchimento e non come qualcosa di cui avere timore. È un’ardua impresa quella che mi accingo a intraprendere con grande gioia ed impegno: dare vita alle tormentate emozioni di uomo che da vittima diventa carnefice sconfinando nella follia\, trasferendole in un intenso dialogo con la realtà del tempo presente”. \n\n\n\nAdattamento scenico Antonio Prisco\, musiche originali Patrizio Maria D’Artista\, scena Giovanni Cunsolo\, immagini Thierry Lechanteur\, costumi Sabrina Beretta\,   \n\n\n\nLo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile d’Abruzzo\, Marche Teatro\, Stefano Francioni Produzioni in collaborazione con il Teatro Maria Caniglia. \n\n\n\nPER INFO E PRENOTAZIONI \n\n\n\nTelefono: 0922 590 220 \n\n\n\nEmail: info@fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nSito web: www.fondazioneteatropirandello.it \n\n\n\nORARI SPETTACOLO \n\n\n\nSabato 31 gennaio Ore 21.00 \n\n\n\nDomenica 1 febbraio Ore 17.30
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LOCATION:Teatro Pirandello\, Via Atenea\, 35\, Agrigento\, ITA\, 92100\, Italy
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SUMMARY:"BINARIO 1" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Dedicato a Modesta Valenti \n\n\n\nLudovico dopo aver trascorso degli anni in manicomio\, dove è stato sottoposto a trattamenti traumatizzanti\, lascia la sua città e arriva a Roma spinto dal forte desiderio di incontrare il Papa. Diventa un senza-tetto\, ma conosce un volontario della comunità di Sant’Egidio\, Angelo\, che resterà con lui fino al giorno della sua morte\, che avverrà tra la solitudine\, la sporcizia e l’indifferenza. \n\n\n\nBINARIO 1 è un’opera in tre Atti di circa un’ora che mostra le sfide quotidiane dei senza-tetto\, ma che\, grazie a figure come Angelo\, offrono un supporto straordinario in termini di compagnia e dignità. Il testo è delicato\, forte e a tratti anche spiritoso. \n\n\n\nScritto e diretto da  Debora Valentini – CAST: Andrea Taurino\, Carmelo Mianulli\, Cassandra Sabatini\, Luca Gaveglia – Audio e luci: Mario de Rosa. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it/
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SUMMARY:"UN LETTO PER DUE" al Teatro Ciak di Roma
DESCRIPTION:Un racconto intenso e originale che trasforma la favola del matrimonio in un percorso di vita realistico\, tragicomico e significativo. Al Teatro Ciak di Roma approda la commedia UN LETTO PER DUE\, in scena sabato 31 gennaio alle 21.00 e domenica 1 febbraio alle 17.30. Sul palco Riccardo Polizzy Carbonelli e Marina Lorenzi con la drammaturgia di Tato Russo\, scene e regia di Livio Galassi.  \n\n\n\nLa commedia narra la storia d’amore dei due coniugi Riccardo e Marina durante tutto l’arco della loro vita insieme\, tra gioie e dolori\, speranze e rimpianti\, sconfitte e vittorie ed è ambientata nella camera dei due\, dominata dal grande letto a due piazze al centro della scena che “scandisce”\, in movimenti rotatori da un quadro scenico all’altro\, come un orologio fisico e biologico\, la vita serena ed anche imprevista di Riccardo e Marina.  \n\n\n\nSul palcoscenico vibrano le fasi miliari della loro storia d’amore: il fidanzamento felice\, la “consumazione” e la rinascita  del loro matrimonio\, la nascita del primo figlio\, il successo di Riccardo come scrittore\, la sua relazione extraconiugale\, il convolare a nozze della loro figlia femmina insieme al dolore per la salute del loro figlio maschio\, il rapporto con la casa coniugale che da nido d’amore diviene prigione di grandi dolori e umani comportamenti che fanno il conto con i fantasmi di ieri e di oggi.  \n\n\n\nLo spettacolo nasce dalla drammaturgia viva e profonda del Maestro Tato\, regista e produttore\, fondatore del Teatro Bellini di Napoli. La T.T.R. Il Teatro di Tato Russo è la casa di produzione della piéce che ha debuttato\, con grande successo di pubblico e di critica\, a novembre 2023\, a Roma.  \n\n\n\nRiccardo Polizzy Carbonelli\, noto e storico volto televisivo della fiction tv di Raitre Un posto al sole\, è nella pièce un marito dolce e disincantato\, infedele seppur ancora innamorato della moglie Marina\, interpretata da Marina Lorenzi\, che in scena diviene una moglie premurosa e disattenta\, ruggente e disperata al contempo.  \n\n\n\nLe coreografie sono di Aurelio Gatti che arricchisce in danza la scena con gli Incorporea group. Costumi di Giusi Giustino\, light design di Roger La Fontaine. Peppe Zarbo è autore della realizzazione scenografica\, musiche di Zeno Craig. Foto di scena di Tommaso Le Pera.  \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nPrezzo biglietti \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:“SperimentArti” al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:“SperimentArti” si conferma come spazio dedicato alla sperimentazione dei linguaggi scenici contemporanei\, accogliendo lavori che mettono in discussione le forme narrative tradizionali e interrogano il rapporto tra realtà\, rappresentazione e costruzione dell’immaginario. Il Centro Culturale Artemia prosegue così il suo percorso di valorizzazione di progetti artistici che nascono da una ricerca rigorosa e da un’urgenza espressiva autentica\, offrendo al pubblico un’occasione di confronto con visioni teatrali non convenzionali. \n\n\n\nAd inaugurare la rassegna\, sabato 31 alle ore 21 e domenica 1 febbraio alle ore 18\, è “UNA FINTA DOPO L’ALTRA”\, scritto da Georgia de’ Conno\, Pier Paolo Palma e Riccardo Pisani\, con la regia di Georgia de’ Conno\, Riccardo Pisani e Pier Paolo Palma in scena. Le musiche originali sono di Lorenzo Guadagno. \n\n\n\nLo spettacolo prende spunto dalla vicenda reale di Carlos Henrique “Kaiser” Raposo\, il calciatore che per oltre vent’anni ha firmato contratti con alcuni dei più importanti club brasiliani e internazionali senza mai scendere realmente in campo. Una storia ai limiti dell’assurdo che diventa materia teatrale per indagare il confine sottile tra verità e finzione\, talento e rappresentazione\, successo e inganno. \n\n\n\nAttraverso una drammaturgia serrata e un lavoro attoriale che gioca sulla tensione continua tra identità e maschera\, “Una finta dopo l’altra” racconta l’epopea di un uomo capace di sopravvivere nel sistema dello spettacolo sportivo grazie all’arte della menzogna\, trasformando l’illusione in professione. Carlos non segna gol\, non corre sulla fascia\, non serve assist: eppure il suo nome campeggia sui giornali\, negli annuari\, sulle maglie dei tifosi. Brilla di luce riflessa\, come una promessa mai mantenuta. \n\n\n\nIl racconto di Kaiser diventa così una riflessione più ampia su un’industria potente e vorace\, sul mito del successo e sul bisogno collettivo di credere a una narrazione\, anche quando è costruita sul vuoto. Un teatro che sceglie la provocazione sottile\, il paradosso e l’ambiguità come strumenti di indagine critica. \n\n\n\nProgramma SperimentArti: \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 31 gennaio al 1 febbraio 2026 \n\n\n\n• UNA FINTA DOPO L’ALTRA \n\n\n\nScritto e diretto da Georgia de’ Conno\, Pier Paolo Palma e Riccardo Pisani \n\n\n\ninterpretato da Pier Paolo Palma \n\n\n\nContestualmente Teatro (Napoli) e Red Roger – Compagnia Teatrale (Benevento) \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 6 al 8 febbraio 2026 \n\n\n\n• SUPERPOWDER  \n\n\n\nScritto da Federico ValdiRegia Giacomo CremaschiCon: Francesca Cordioli\, Sara Todisco\, Federico Valdi e Massimiliano ViolaCollettivo Tapullo \n\n\n\nDal 13 al 15 febbraio 2026 \n\n\n\n• GLI AMICI DEGLI AMICI \n\n\n\nScritto da Franca De Angelis \n\n\n\nliberamente ispirato al racconto omonimo di Henry James \n\n\n\ndiretto da Christian Angeli \n\n\n\ninterpretato da Patrizia Bernardini\, Francesco Polizzi\, Giulia Sanna e Leonardo Califano \n\n\n\nScostuMato Teatro \n\n\n\nSpettacolo inedito \n\n\n\nDal 20 al 22 febbraio 2026 \n\n\n\n• LA CIPOLLA  \n\n\n\nScritto da Viola ProvenzanoRegia Lorenzo BitettiCon: Marta Dell’Atti\, Virginia Isernia\, Lavinia MazzucchiArtInAtto \n\n\n\nAccompagna gli spettacoli: \n\n\n\nDal 6 febbraio al 22 febbraio 2026 – Sala Lydia Biondi \n\n\n\n• PER UN PUGNO DI FILMMOSTRA FOTOGRAFICA DI ITALO TONNI \n\n\n\n50 anni di cinema e fotogiornalismo \n\n\n\nIngresso spettacoli: € 12Ingresso mostra: OMAGGIOTessera associativa 2026 nuovi soci: € 3PRENOTAZIONI: 334 1598407 (anche WhatsApp e/o SMS)Il pubblico è pregato di arrivare quindici minuti in anticipo. \n\n\n\nCENTRO CULTURALE ARTEMIADirettrice Artistica: Maria Paola CanepaUfficio stampa: ufficiostampa@centroculturaleartemia.orgMedia Partner: Kirolandia e CulturSocialArt \n\n\n\nCENTRO CULTURALE ARTEMIAInfo line: +39 334 159 8407www.centroculturaleartemia.orgwww.facebook.com/centroculturaleartemiawww.istagram.com/centroculturaleartemia
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Esercizi per combattere sé stessi" al Teatro Villa Pamphilj
DESCRIPTION:Domenica 1° febbraio alle ore 11.30\, il Teatro Villa Pamphilj di Roma ospita Gioia Salvatori\, protagonista di Esercizi per combattere sé stessi\, un monologo che intreccia parola\, ironia e la musica dal vivo eseguita da Simone Alessandrini\, in un attraversamento surreale e leggero delle nostre contraddizioni quotidiane. Una produzione Associazione Cranpi. Ingresso 10 euro. \n\n\n\nLo spettacolo\, scritto e interpretato da Gioia Salvatori\, nasce con un grande intento: quello di toglierci di mezzo\, noi e i nostri fattacci. Un percorso che invita a scandagliare archetipi\, viziacci\, voci di dentro e di fuori\, per arrivare alla conclusione che ci sono molti modi per farsi da parte e per lasciarsi stare\, sempre col dovuto nervosismo.  \n\n\n\nUn tentativo di alleggerirsi provando a essere surreali\, uno sguardo sulle cose\, sui tempi climatici e non. \n\n\n\nIl tutto è accompagnato dal lavoro musicale di Simone Alessandrini\, polistrumentista capace di suonare “strumenti\, mondi\, pensieri e alternative ai nostri rimuginamenti sassi e carognacci. Così mentre la serata passa\, noi insieme\, ci dimentichiamo qualcosa e qualcosa altro lo lasciamo andare”. \n\n\n\nGioia Salvatori\, nata a Roma\, attrice e autrice. Lavora come attrice tra gli altri con Elio Germano\, Lucia Calamaro\, Compagnia Capotrave/Kilowatt\, Gigi Dall’Aglio\, Pier Lorenzo Pisano\, Michela Lucenti/Balletto civile. Lavora come drammaturga per il teatro e scrive per la radio. Scrive e conduce insieme a I. Talarico\, D. Parisi\, C. Raimo il programma Le ripetizioni in onda da novembre 2021 su Rai Radio3. Conduce con la filosofa Ilaria Gaspari il programma Playbooks in onda su RaiPlay all’interno del quale cura la rubrica dedicata al teatro. I suoi monologhi comici sono stati ospiti del programma tv Propaganda Live\, Radio Due Social Club e nell’ultimo anno ha partecipato al format comico teatrale di Serena Dandini Vieni avanti Cretina! Nel 2023 conduce il format di Romaeuropa Ghostrack. Dal 2012 ha aperto un blog Cuoro contenitore di satira di costume che dialoga col web e con i linguaggi dei nuovi media e che è anche uno spettacolo teatrale che si declina diversamente di volta in volta a seconda dei temi affrontati. \n\n\n\nSimone Alessandrini è uno dei musicisti più attivi della nuova generazione del jazz italiano. È leader di Storytellers\, quintetto con il quale incide tre dischi prodotti dall’etichetta Parco della Musica Records: Storytellers (2017)\, Mania Hotel (2021) e Circe (2024). Nel Top Jazz 2018 e 2021 della rivista Musica Jazz\, viene inserito tra i primi dieci musicisti nella categoria “miglior talento emergente italiano”. È co-fondatore del collettivo musicale MASMAS\, con Simone Pappalardo e Mauro Remiddi\, in seguito a una residenza al Mattatoio di Roma. Suona stabilmente con diverse formazioni tra cui il duo con Natalino Marchetti\, il quintetto di Ferdinando Romano e il duo con Marcella Carboni. Ha suonato in studio e dal vivo con Mannarino\, Daniele Silvestri\, Francesco Bearzatti\, Fabrizio Bosso\, Ralph Alessi\, Enrico Pieranunzi\, Roberto Gatto\, Martha High\, Glen Velez\, Mauro Refosco\, Giovanni Truppi\, Emma Nolde e tanti altri. \n\n\n\nIl giorno prima\, sabato 31 gennaio alle ore 11\, il Teatro Villa Pamphilj ospita la presentazione del libro “L’AMORE CHE LIBERA. Storia di strada politica famiglia” di Andrea Di Giorgi e Federico Raponi\, edito da Arti Grafiche Tofani. Un racconto in forma di diario che attraversa l’incontro tra due classi sociali\, una storia d’amore che diventa famiglia\, l’attivismo nel quartiere\, la catastrofe e la forza necessaria per andare avanti. Insieme agli autori sarà presente Veronica Olmi\, direttrice artistica del Teatro Villa Pamphilj. Le letture saranno affidate all’attrice Simona Zilli. L’ingresso è libero. \n\n\n\nIl Teatro Villa Pamphilj\, con la direzione artistica di Veronica Olmi\, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura. 
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LOCATION:Teatro Villa Pamphilj\, P.zza S. Pancrazio 9/a\, Roma\, 00164\, Italia
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SUMMARY:"La grotta del Mutamembra" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con la rassegna teatrale per famiglie Infanzie in gioco 2025/26 al Centrale Preneste Teatro\, domenica 1 febbraio alle 16.30 va in scena “La grotta del Mutamembra” della Compagnia Ruotalibera Teatro. Il lavoro è il frutto della Residenza Giovani Under 35-Centrale Preneste 2019 e unisce l’estro di un giovane autore\, Gabriele Traversa\, a due brillanti e sapienti attori\, Fabio Traversa e Tommaso Lombardo con la regia di Tiziana Lucattini. \n\n\n\n“Competizione e smargiasserie” da un lato\, “bellezza e cuore gentile” dall’altro. Quale bambina o bambino non ha incontrato\, sul suo cammino di crescita\, questa contrapposizione dolorosa? C’è un mondo là fuori che\, se sei gentile e sensibile\, se ne approfitta. Ed ecco Vinnie\, categoria cuori gentili\, un folletto del bosco vittima di scherzi e prese in giro\, umiliazioni e furti da parte di cavalieri\, fatine e contadini. Oggi si direbbe vittima di bullismo. Un giorno sul suo cammino incontra Sir Parson\, un Cavaliere dispettoso e gradasso che millanta forza e invincibilità\, sempre alla ricerca di nuove sfide. Così Vinnie gli propone un viaggio speciale per andare a sconfiggere il fantomatico e terribile Mutamembra. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nLa grotta del Mutamembra \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nTesto e aiuto regia: Gabriele Traversa \n\n\n\nCon Tommaso Lombardo e Fabio Traversa \n\n\n\nRegia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nDomenica 1 febbraio 2026 alle 16.30 \n\n\n\nCentrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano\, 58 – Roma (Pigneto/Malatesta) \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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SUMMARY:"LA BURLA" a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Sarà in scena a Spazio Rossellini – il 1° febbraio ore 17:00 – nell’ambito di Spazio Kids\, LA BURLA\, spettacolo della Compagnia Madame Rebiné di e con Andrea Brunetto\, Max Pederzoli e Alessio Pollutri\, regia di Andrea Fidelio.  \n\n\n\nAll’interno di un negozio di giocattoli\, tre vecchi gestori si scontrano con il problema del calo degli incassi\, della poca affluenza e dei cambiamenti\, troppo veloci per le loro gambe stanche. La Burla non è solo un’attività che cede il passo alle multinazionali ma è il sogno di tre amici\, il loro mondo\, la loro vita a confronto con quel vento forte che chiude i battenti. Una storia semplice\, poetica e divertente raccontata attraverso la magia del circo\, che trova il suo habitat naturale nel gioco e nella fragilità della vita. La Burla è uno spettacolo di circo contemporaneo che racconta l’epilogo di un negozio di giocattoli. Il dipinto di un momento storico nel quale i negozi di quartiere attraversano una fase di profondo cambiamento. In scena ci saranno tre personaggi anziani\, per evocare al meglio una poetica sempre in bilico tra la poesia e la comicità. Si pone all’interno di quella che viene definita magie nouvelle\, una corrente artistica che ha fatto della magia un linguaggio drammaturgico e che punta a utilizzare l’effetto come mezzo e non come fine. \n\n\n\nLa programmazione di Spazio Kids prosegue il 22 febbraio con Rime Insaponate\, affabulazione in rima tra parole e bolle di sapone; il 7 marzo con Control Freak\, travolgente one-man show tra circo\, musica e tecnologia; e il 22 marzo con Officina Prometeo\, teatro d’oggetti che rilegge il mito come riflessione sull’ingegno umano. La stagione si concluderà con Immagina – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma\, appuntamento che suggella il valore culturale e simbolico del progetto\, confermando Spazio Rossellini come luogo attento alla formazione del giovane pubblico e allo sviluppo dei nuovi immaginari. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:Intero € 12\,00Ridotto under 14 € 10\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone.
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SUMMARY:"L'Ispettore Generale" al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:Continua domenica 1 febbraio la straordinaria stagione al Teatro Comunale Veroli\, collezionando sold-out e affetto del pubblico\, con uno spettacolo che vi terrà incollati al palco\, quasi ipnotizzati dai cambi scenografici che avvengono sulla scena.  \n\n\n\nLa sapiente regia di Andrea Di Palma propone\, infatti\, uno spettacolo non statico in cui pezzi di Tetris scorrono sullo sfondo\, incastrandosi e scompaginandosi come le menzogne dei protagonisti. Negli sfavillanti anni ’80\, tra disco music\, colori fluo\, videogame arcade e corruzione politica dilagante\, si svolge la versione pop-grottesca de“L’Ispettore Generale”. \n\n\n\nQuello proposto è un adattamento che decide di ambientare lo spettacolo negli anni ’80 per mantenere viva e rendere ancora più attuale la feroce satira di Gogol\, collocandola in un’epoca storica che\, in Italia\, ha segnato il progressivo disvelamento della corruzione politica\, il crollo delle illusioni istituzionali e l’esplosione del potere mediatico. \n\n\n\nIn una cittadina di provincia\, il piccolo “reuccio” Sindaco Anton\, la sua eccentrica famiglia e la sua banda di funzionari comunali vivono immersi in tangenti finto lusso\, tra champagne e giacche vaporwave\, finché l’arrivo di un Ispettore Generale dalla Capitale non sconvolge i loro sporchi equilibri.  \n\n\n\nSul palco\, inondato da una scenografia modulare di blocchi Tetris pronti a ricomporre all’infinito stanze\, strade e uffici\, prende vita il più grande degli equivoci: il presunto ispettore Chlestakov\, un dandy “che anela alla cultura”\, si lascia riverire\, colleziona favori e corteggia a più non posso\, grazie alla reverenza di sindaco e compari. Il delirio in 8-bit ci mostrerà la vera faccia corrotta e servile di questo paesuncolo. \n\n\n\nTuttavia\, il gran finale è dietro l’angolo: siamo davvero sicuri che Chlestakov sia chi loro credono? \n\n\n\nVi aspettiamo domenica 1 febbraio alle ore 18.00\, con apertura botteghino alle ore 17.30\, per questo affascinante spettacolo della compagnia “Madeinterraneo”. \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"Paolo Damiani Last Land" all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 1° febbraio\, Paolo Damiani Last Land con Paolo Damiani contrabbasso\, Elena Paparusso voce e Antonio Jasevoli chitarra. Il nuovo progetto di Paolo Damiani propone un repertorio in bilico tra jazz e canzone\, caratterizzato da splendide melodie composte non solo dai tre solisti ma anche da autori come Charles Mingus (Goodbye Pork Pie Hat)\, Rodriguez (Rabo de Nube)\, Ramirez (Alfonsina y el mar)\, Joni Mitchell (A Case of You)\, Haden (Song for Che)\, nonché brani dei Beatles e di De André. Paolo Damiani e Antonio Jasevoli suonano e registrano insieme da tempo; incontro improbabile sulla carta\, solitamente i due si muovono in ambiti assai diversi: il contrabbassista ha inventato un linguaggio originale ed europeo\, spostando l’estetica jazz in contesti non tradizionali\, il chitarrista ha elaborato la grande lezione del miglior Rock (Cream\, Hendrix\, Beck…) attraverso la conoscenza e la pratica del linguaggio jazzistico e della musica classica sviluppando una personalissima poetica che attraversa territori diversi. In questo nuovo progetto hanno coinvolto Elena Paparusso\, tra le più emozionanti voci del jazz italiano\, in grado di muoversi agilmente nei territori della canzone così come dellasperimentazione. Land\, terra: attraversiamo territori che si formanonell’istante\, nella ricerca comune e nell’ascolto: Terra come casa\, come madre terra\, come le nostre tradizioni\, come le tradizioni di tutti i popoli\, terra come umanità e come luogo primitivo e ancestrale\, terra come luogo futuro e futuristico\, terra come base per lanciarsi nellospazio infinito…nell’aria. In questa terra misteriosa che ci consente di essere sinceri\, oltre il confine\, nulla è impossibile perché tutto è nostro e tutto si può continuare ancora e ancora a immaginare.                                                                                                                                                                                              Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,30 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:"Questa non è una Banana" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Un milione di dollari per un water d’oro\, 120.000 per una banana attaccata al muro: follia o genio? L’arte contemporanea è davvero solo un grande bluff per ricchi eccentrici\, o dietro ai titoli sensazionalistici e alle cifre astronomiche si nasconde qualcosa di più complesso? \n\n\n\nQuesta non è una banana è uno spettacolo che smonta i miti e i luoghi comuni sul mercato dell’arte\, svelando il dietro le quinte di un sistema che mescola creatività\, provocazione e strategie commerciali raffinate. Tra artisti visionari\, collezionisti senza scrupoli\, critici influenti e galleristi dal fiuto infallibile\, il mondo dell’arte contemporanea è un grande gioco in cui le regole non sono mai quelle che sembrano. \n\n\n\nPerché alcune opere raggiungono prezzi stratosferici? Cosa rende un oggetto banale un’icona artistica? Qual è il confine tra arte e speculazione? Attraverso aneddoti incredibili\, ironia tagliente e retroscena sorprendenti\, lo spettacolo racconta le storie più assurde e geniali dell’arte contemporanea\, da Duchamp a Banksy\, da Cattelan a Hirst. \n\n\n\nUn viaggio tra provocazioni\, scandali e intuizioni geniali\, per scoprire che dietro ogni opera – anche la più bizzarra – si nasconde un messaggio\, un’idea o\, almeno\, una buona strategia di marketing. \n\n\n\nAlla fine dello spettacolo\, forse guarderai la famosa banana con occhi diversi. O forse continuerai a pensare che sia una follia. Ma di certo\, saprai quanto costa – e perché. \n\n\n\nBiglietti (prevendita inclusa): \n\n\n\nintero: platea € 27\, galleria € 21 \n\n\n\nridotto (under 35/over 65/cral): platea € 20\, galleria € 17 \n\n\n\nridotto under 18: platea € 13\, galleria € 11 \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:«SUPERPOWDER" al Centro Culturale Artemia
DESCRIPTION:«SUPERPOWDER» racconta\, con ironia e tensione\, la storia di quattro commessi di un anonimo supermarket che scoprono una misteriosa polverina capace di cancellare ogni cosa. Uno spettacolo che esplora desiderio di libertà\, utopie e possibilità di cambiare il mondo intorno a noi\, anche solo per un giorno. \n\n\n\nvenerdì 6 febbraio alle ore 21 \n\n\n\nsabato 7 febbraio alle ore 21 \n\n\n\ndomenica 8 febbraio alle ore 18
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LOCATION:Centro Culturale Artemia\, Via Amilcare Cucchini\, 38\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Casino Nobile di Villa Torlonia\, conclusi i lavori di manutenzi
DESCRIPTION:A distanza di quasi vent’anni dalla prima apertura al pubblico nel 2006\, il Casino Nobile torna a offrirsi nel suo pieno splendore di villa nobiliare ottocentesca con la conclusione dei lavori di manutenzione iniziati a ottobre 2025 e realizzati da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina. \n\n\n\nEdificio in stile neoclassico\, deve il suo aspetto all’intervento di diversi architetti e artisti (tra i quali il Valadier) a partire dagli inizi dell’800. \n\n\n\nCon la sua ampia cordonata di accesso e il prospetto colonnato caratterizzato da un maestoso timpano con un altorilievo in terracotta di Rinaldo Rinaldi raffigurante una scena di Bacco di ritorno dalle Indie\, il Casino si staglia tra le strutture più caratteristiche all’interno della Villa\, celando al suo interno sale e ambienti di rappresentanza riccamente decorati nel gusto dell’epoca. \n\n\n\nI lavori hanno interessato le facciate e tutte le decorazioni architettoniche aggettanti\, oltre l’altorilievo completamente restaurato. Sono stati oggetto di manutenzione anche gli infissi lignei con la revisione e la parziale sostituzione delle persiane e dei portoni. \n\n\n\nL’intervento si inserisce nel quadro di un ampio programma di valorizzazione in corso da tempo su Villa Torlonia\, che ha già visto l’apertura al pubblico del bunker utilizzato come rifugio nel corso della seconda guerra mondiale nel 2024\, con un allestimento site-specific e immersivo\, e la riapertura nel 2025 del Museo della Scuola Romana con un nuovo allestimento comprendente oltre 150 opere del periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale\, apprezzato già da oltre 27.000 visitatori. Ha contribuito ad attrarre cittadini e turisti anche il programma di mostre ospitate nei diversi musei della Villa\, tra le quali la mostra antologica di Antonio Scordia al Casino dei Principi\, e quella appena conclusa di Niki Berlinguer alla Casina delle Civette\, che hanno ottenuto un buon successo di pubblico. \n\n\n\nNotevole cura è stata inoltre riservata di recente al verde e all’ambiente della Villa in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale\, con il rifacimento di alcuni percorsi viari e la messa in sicurezza delle alberature a rischio cedimento\, con la sostituzione prevista entro febbraio 2026 di una quantità significativa di piante secondo uno specifico progetto di reintegro delle essenze storiche\, tra le quali Quercus ilex\, Pinus halepensis\, Pinus Pinea\, Cupressus sempervirens\, e Cedrus Libani. \n\n\n\nINFO ORARI DI APERTURA E VISITA PER IL PUBBLICO \n\n\n\nCasino Nobile e Museo della Scuola Romana \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasino dei Principi con mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nCasina delle Civette \n\n\n\nDal martedì alla domenica ore 9.00-19.00 \n\n\n\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nSerra Moresca e Torre Moresca \n\n\n\nDal 1° aprile al 30 settembre (chiusura estiva nei mesi di luglio e agosto): \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.20) \n\n\n\nDal 1° ottobre fino al 31 marzo: \n\n\n\ndal martedì alla domenica ore 10.00-16.00 (ultimo ingresso alle ore 15.20) \n\n\n\nGiorni di chiusura: lunedì\, 1° maggio e 25 dicembre \n\n\n\nLa Torre Moresca è visitabile negli orari di apertura della Serra Moresca\, ogni 30 minuti e accompagnati dal personale di sala; non è visitabile la 1ª domenica del mese. \n\n\n\nBunker e rifugi antiaerei di Villa Torlonia \n\n\n\nIngresso dal Casino Nobile e uscita nel Parco \n\n\n\nVisite guidate per singoli in italiano (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 10.00; 15.00; 16.00 e 17.00;\n\n\n\nogni domenica alle ore 10.00; 11.00; 12.00; 14.00 e 17.00\n\n\n\n\nVisite guidate per singoli in inglese (max 20 partecipanti per turno): \n\n\n\n\nogni sabato alle ore 11.00\n\n\n\n\nVisite per gruppi (scuole\, guide\, gruppi senza guida\, etc.): \n\n\n\n\ndal martedì al venerdì alle ore: 10.00; 11.00; 12.00; 14.00; 15.00; 16.00; 17.00\n\n\n\nsabato alle ore: 12.00; 14.00\n\n\n\ndomenica alle ore: 15.00; 16.00\n\n\n\n\nPrenotazione obbligatoria (gruppo classe: max 30 partecipanti per turno; gruppo non scolastico: max 20 partecipanti per turno). \n\n\n\nTutte le visite\, sia per singoli che per gruppi (anche quelle con guida propria) sono condotte da operatori didattici interni. \n\n\n\nPER MAGGIORI DETTAGLI\, INFO SU COSTO BIGLIETTI E PRENOTAZIONI: \n\n\n\nContact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00) \n\n\n\nSito web: www.museivillatorlonia.it
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SUMMARY:"Vita del signor Molière" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Vita del signor Molière\, partendo dal romanzo di Michail Bulgakov\, ripercorre l’esistenza febbrile di Molière\, commediante e commediografo votato senza riserve al teatro. È la storia di un giovane che doveva diventare tappezziere\, e invece sceglie di fare l’attore; di un attore che voleva fare la tragedia ma alla fine si ritrova a fare la commedia. Conosce la passione\, l’amore\, il successo. Conosce il potere. È il nemico\, da cui si sente assediato. Reagisce\, si ribella\, scrive commedie satiriche e irriverenti. E diventa\, proprio lui\, nemico di sé stesso: sviluppa ossessioni\, dipendenze\, paure. Malato di teatro\, di passione\, di amore\, di potere e di angoscia\, Molière si ammala anche fisicamente. Fatica dopo fatica\, si spezza e\, pur nella consapevolezza di essere prossimo alla fine\, non cede\, non lascia andare niente: resta sul palcoscenico fino al suo quasi ultimo respiro.  \n\n\n\nNOTE \n\n\n\nLo scrittore russo Michail Bulgakov\, dopo che tutte le sue pièce furono proibite dal governo sovietico\, nel 1932 firmò un contratto per una biografia di Molière\, e l’anno successivo consegnò il manoscritto all’editore. Ossessionato da Molière fin dall’infanzia\, Bulgakov aveva già iniziato a interessarsi al commediante e drammaturgo francese a partire dal 1929\, quando scrisse La cabala dei bigotti\, pièce teatrale sulla vita di Molière\, anch’essa proibita dalla censura\, e messa in scena solamente nel 1936. Stessa sorte accadde al manoscritto contenente la biografia\, che non vide mai la pubblicazione\, se non quindici anni dopo la morte di Bulgakov. \n\n\n\nPer quale motivo Bulgakov era così ossessionato da Molière? Cosa lo affascinava?  \n\n\n\nMolière\, come Bulgakov\, ebbe a che fare sia con il potere (di re Luigi XIV)\, che con una vasta paludepopolata da individui mossi dall’invidia\, il cui unico scopo era l’annientamento di un avversario al di fuori della loro portata. Molière\, come Bulgakov\, incontrò la censura – a partire da Le preziose ridicole\, fino ad arrivare a quella più lunga ed estenuante del Tartufo – e\, godendo dell’appoggio del re\, lottò per le sue opere\, arrivando il più delle volte a una vittoria. \n\n\n\nNon riuscì\, però\, a rimanere indenne né da quella fatica cui era costantemente sottoposto\, né dai pettegolezzi e dalle malelingue che si svilupparono nei suoi confronti e che riguardavano anche la sua vita privata\, soprattutto il suo matrimonio con Armande\, di cui si vociferava che lui fosse il padre. Fu questa fatica che lo portò progressivamente ad ammalarsi. “Il suo intero organismo era sconvolto. Era malato in modo irrimediabile e andava precipitando sempre di più verso l’ipocondria”\, scrive Bulgakov. Lui\, che nel 1934\, in una lettera al fratello\, disse di essere affetto da un esaurimento del sistema nervoso\, e di essere sempre più malato. Due grandi autori che non hanno potuto fare altro che precipitare nella malattia. In un perpetuo movimento verso l’arte\, risucchiati dal loro profondo amore per il teatro e dal loro instancabile impegno\, hanno giocato ad un gioco pericoloso con la vita\, che presto è iniziata a venire meno\, e a condurre Molière tanto quanto Bulgakov rapidamente e irrimediabilmente alla loro fine. \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo: 3773474023
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SUMMARY:"Istantanee di donna" allo Spazio Diamante
DESCRIPTION:Un racconto scandito da volti di donna. Ascolteremo\, in forma di monologo\, la voce della Gioconda che racconta le lunghe sessioni di posa di fronte al più grande genio della pittura di tutti i tempi\, oppure il racconto di una grande cantante nera come Ella Fitzgerald che ci confida cosa significhi essere donna\, e nera\, in un mondo di maschi bianchi che detengono il potere\, oppure la voce amara e tagliente di Alda Merini che racconta la follia\, e la sofferenza di essere donna in cerca di emancipazione. Infine\, la voce flebile\, ma determinata\, di Madre Teresa di Calcutta\, che racconta l’essere donna e donarsi al servizio dei deboli\, o quella amara di Mia Martini\, alle prese con la delusione che rappresentano gli uomini\, le storie di donne vittime di soprusi\, violenze ed ingiustizie.
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LOCATION:Spazio Diamante\, Via Prenestina\, 230B\, Roma\, 001321\, Italia
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SUMMARY:“L’ amore non lo vede nessuno” al Teatro Quirino
DESCRIPTION:“L’ amore non lo vede nessuno” il testo che Giovanni Grasso ha tratto dal suo omonimo romanzo\, è la terza prova teatrale dopo Fuoriusciti e Il Caso Kaufman presentato con successo la scorsa stagione e ancora in tournée in questa al San Ferdinando di Napoli e al Teatro Sociale di Brescia. \n\n\n\nProdotto da Teatro Quirino\, Centro Teatrale Bresciano e Mercadante di Napoli lo spettacolo chiude il Festival di Spoleto 2025. \n\n\n\nProtagonisti\, Giovanni Crippa\, Stefania Rocca e Franca Penone anche in questo caso con la regia di Piero Maccarinelli \n\n\n\nÈ un giallo? E cosa può c’entrare Dio con un giallo? Chi sono quelle due donne la sorella e l’amica? Chi è Federica morta in un incidente stradale? \n\n\n\nDa dove viene l’amore? Se sapessimo rispondere a questa domanda\, avremmo svelato il mistero della vita. \n\n\n\nQui in due spazi compresenti\, la casa piccolo borghese di Silvia\, sorella della giovane donna morta nell’incidente\, e un piccolo bar equivoco di periferia si confrontano le vite dei tre personaggi. \n\n\n\nOgni martedì pomeriggio in un anonimo bar Silvia incontra un affascinante sconosciuto che ha visto per la prima volta al funerale di Federica\, sono legati da un patto: lui le ha promesso di rivelarle ogni particolare della sua relazione con Federica\, lei in cambio si è impegnata a non fare ricerche per svelare l’identità del suo interlocutore \n\n\n\nMa fino a che punto siamo disposti a fidarci di uno sconosciuto? Fino a che punto possiamo svelare i nostri più intimi segreti e far conoscere le nostre profonde emozioni? \n\n\n\nL’amica Eugenia mette in guardia Silvia\, ma Silvia sempre più coinvolta in un crescendo di colpi di scena arriverà ad affrontare un groviglio di segreti e contraddizioni di Federica fra amori assoluti e giochi di potere. \n\n\n\nSaranno assolvenze e dissolvenze senza soluzione di continuità accompagnate dalle musiche di Antonio Di Pofi. \n\n\n\nL’amore non lo vede nessuno è un testo potente\, un’indagine spietata sul senso dell’esistenza che ci costringe davanti allo specchio con la parte più oscura di noi e ci interroga sulla necessità di perdonare e perdonarci. Piero Maccarinelli \n\n\n\nDate e orari \n\n\n\nMAR    3-feb-26 ore 21:00 \n\n\n\nMER     4-feb-26 ore 19:00 \n\n\n\nGIO      5-feb-26 ore 17:00 \n\n\n\nVEN     6-feb-26 ore 21:00 \n\n\n\nSAB      7-feb-26 ore 21:00 \n\n\n\nDOM    8-feb-26 ore 17:00 \n\n\n\nDATE TOURNÉE \n\n\n\n10-15 febbraio – TEATRO SAN FERDINANDO – Napoli \n\n\n\n17-22 febbraio – TEATRO SOCIALE – Brescia
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LOCATION:Teatro Quirino\, Via delle Vergini\, 7\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"La lettera" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:La lettera ha compiuto più di 30 anni; dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo\, l’hanno visto in Groenlandia e in Giappone\, in Argentina e in Spagna\, in Norvegia e in Italia… oltre 1800 repliche per questo piccolo\, perfetto meccanismo che continua a stupire\, anche dopo averlo visto decine di volte\, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista. \n\n\n\nPaolo Nani\, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti\, riesce a dar vita a 15 micro storie\, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa; nell’arco di 80 minuti non lascia un attimo di respiro\, inchioda lo spettatore\, lo seduce con una raffica di sorprese dal ritmo sfrenato e bislacco e lo fa in un modo unico\, alla Paolo Nani. \n\n\n\nImitarlo è impossibile. \n\n\n\nPerché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? Vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione\, dedizione\, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico. \n\n\n\nNote dell’autore \n\n\n\nIl tema de LA LETTERA è molto semplice: un uomo entra in scena\, si siede a un tavolo\, beve un sorso di vino che però sputa\, chissà perché\, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta\, la affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso\, esce. Tutto qui. La storia de LA LETTERA si ripete 15 volte in altrettante varianti come: all’indietro\, con sorprese\, volgare\, senza mani\, horror\, cinema muto\, circo\, ecc. LA LETTERA nasce come studio sullo stile\, sulla sorpresa e sul ritmo\, che vengono portati all’estremo della precisione ed efficacia comica\, nella costante evoluzione dello spettacolo\, in replica dal gennaio ’92. \n\n\n\nIl tema de LA LETTERA è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau “Esercizi di Stile”\, scritto nel 1947\, dove una breve storia è ripetuta 99 volte in altrettanti stili letterari.                                          Paolo Nani \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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LOCATION:Teatro Vittoria\, Piazza Santa Maria Liberatrice\, 10\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY: "Un Amore di Peso" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Marco Cavallaro torna in scena al Teatro de’ Servi\, dal 3 al 15 febbraio\, con il suo nuovo spettacolo UN AMORE DI PESO.  \n\n\n\n“Un Amore di Peso” è una storia che esplora l’amore attraverso il prisma dei pregiudizi sociali e delle differenze fisiche. Giorgio\, il protagonista\, è innamorato della bellissima Lara\, sua datrice di lavoro. Tuttavia\, il destino ha altri piani quando Cupido scocca una freccia e Giorgio si innamora perdutamente di Carla\, una donna completamente diversa da Lara. \n\n\n\nLe differenze tra Lara e Carla sono evidenti sia in termini calorici che sociali. Questa dicotomia mette Giorgio di fronte a un dilemma: ascoltare i giudizi della società o seguire il proprio cuore? Con l’aiuto del suo amico Mario\, Giorgio si trova a navigare tra battute\, commenti e critiche\, in una società che pone l’apparire al di sopra dell’essere. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli  \n\n\n\nda martedì a venerdì ore 21sabato ore 17.30 e ore 21domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti 25€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Lungo viaggio verso la notte" al Teatro Argentina
DESCRIPTION:durata spettacolo: 2 ore e 45 minuti con intervallo \n\n\n\nIl grande teatro di parola torna protagonista al Teatro Argentina con il maestro Gabriele Lavia che\, dal 4 al 15 febbraio\, porta in scena il capolavoro del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill\, Lungo viaggio verso la notte\, un’opera-confessione che scava negli abissi di un fallimento familiare senza riscatto. \n\n\n\nScritto nei primi anni Quaranta (tra il 1941 e il 1942 con prima assoluta nel febbraio 1956 a Stoccolma) e insignito del Premio Pulitzer postumo nel 1957 (dopo la morta dell’autore)\, il dramma si consuma nell’arco di una sola\, interminabile notte\, tra le pareti di una casa borghese\, in un nucleo familiare prigioniero dei propri demoni tra conflitti\, dipendenze e segreti dolorosi. \n\n\n\nL’opera è un’impietosa confessione autobiografica\, un viaggio spietato all’indietro nella memoria dell’autore: la “casa-prigione” descritta da O’Neill è il riflesso della sua infanzia\, segnata da un padre attore di successo e da legami corrosi dal tormento. Al centro della vicenda è la famiglia Tyrone e la sua dolorosa intimità\, composta da un attore celebre ormai al tramonto\, una madre fragile vittima della dipendenza da oppiacei e due figli lacerati da una lotta autodistruttiva tra amore e riscatto. Un dramma\, potente e struggente che vede sulla scena Gabriele Lavia (James Tyrone) con Federica Di Martino (Mary Tyrone\, sua moglie)\, affiancati da Jacopo Venturiero (Jamie Tyrone\, loro primogenito)\, Ian Gualdani (Edmund Tyrone\, secondogenito)\, Beatrice Ceccherin (Cathleen\, cameriera)\, insieme per condurre il pubblico in un cortocircuito di accuse e tenerezze\, in un’atmosfera intrisa di quella violenza psicologica che solo i legami di sangue sanno generare. \n\n\n\n«“La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta\, in fondo\, è proprio casa sua – afferma Gabriele Lavia – qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera\, davvero amara\, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di Amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina.» \n\n\n\nLungo viaggio verso la notte vanta una storia illustre: l’opera ha avuto numerose messe in scena in tutto il mondo\, con la prima in Italia nel 1957 al Teatro Valle di Roma per la regia Renzo Ricci. Dell’opera\, Sidney Lumet diresse la regia per il primo adattamento cinematografico nel 1962\, con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. Oggi\, questa nuovo allestimento riporta al centro la potenza rigeneratrice della tragedia moderna\, affidandola alla sensibilità del maestro Gabriele Lavia per confermare come la scena sia ancora lo specchio più nitido della fragilità umana. \n\n\n\nBiglietteria: tel. 06.684.000.311 _ email biglietteria@teatrodiroma.net  _ Biglietti: da € 40 a € 25 \n\n\n\nOrari: mercoledì 4\, martedì e venerdì ore 20 I giovedì 5\, mercoledì 11 e sabato ore 19 I giovedì 19 e domenica ore 17 \n\n\n\nDurata spettacolo: 2 ore e 45 minuti con intervallo \n\n\n\n                                                       _____________________________ \n\n\n\nTOURNÉE LUNGO VIAGGIO VERSO LA NOTTE \n\n\n\nDAL 19 AL 22 FEBBRAIO SALERNO – T. VERDI \n\n\n\nDAL 25 AL 26 FEBBRAIO FOGGIA – T. GIORDANO \n\n\n\nDAL 28 FEBBRAIO AL 1° MARZO REGGIO C. – T. CILEA  \n\n\n\nDAL 3 ALL’8 MARZO PALERMO – T. BIONDO \n\n\n\n10- 11 MARZO TARANTO – T. FUSCO \n\n\n\nDAL 13 AL 15 MARZO BARLETTA – T. CURCI \n\n\n\nDAL 17 AL 22 MARZO NAPOLI – T. BELLINI \n\n\n\n24- 25 MARZO ASCOLI – T.V. BASSO \n\n\n\nDAL 27 AL 29 MARZO FERRARA – T. COMUNALE \n\n\n\nDALL’11 AL 19 APRILE BERG. – T. DONIZETTI \n\n\n\n21 APRILE THIENE – T. COMUNALE
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Il gabbiano di Čechov al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Giuliana De Sio e Filippo Dini sono i protagonisti de Il gabbiano di Anton Čechov\, per la regia dello stesso Dini\, nei ruoli di Irina Arkadina e Boris Trigorin\, in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 4 all’8 febbraio nell’allestimento coprodotto da Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. \n\n\n\nCompletano il cast Virginia Campolucci (Nina)\, Enrica Cortese (Maša)\, Gennaro Di Biase (Il’ja Šamraev)\, Giovanni Drago (Kostantin ‘Kostja’ Treplev)\, Angelica Leo (Polina Andreevna)\, Valerio Mazzuccato (Petr Sorin)\, Fulvio Pepe (Evgeneij Dorn)\, Edoardo Sorgente (Semen Medvedenko). \n\n\n\nScene e costumi\, in stile contemporaneo\, sono firmati rispettivamente da Laura Benzi e Alessio Rosati\, le luci sono di Pasquale Mari e le musiche di Massimo Cordovani. \n\n\n\nRepliche fino all’8 febbraio. \n\n\n\nLa storia de Il gabbiano è nota: un gruppo di persone di diverse età\, collegate tra loro da vincoli di parentela e non\, si riunisce in una casa di campagna in riva a un lago nel tentativo di fuggire al grigiore del proprio destino. Fra le diverse storie che si intersecano emerge con prepotenza la vicenda del giovane Kostja\, che desidera risollevarsi da quel grigiore attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per la sua coetanea Nina\, che sogna di diventare attrice\, e fomentato dal tentativo di opporsi con veemenza e passione alla madre\, la famosa attrice Irina Arkadina\, fidanzata con Trigorin\, un importante scrittore assai più giovane di lei.  \n\n\n\nLa commedia si sviluppa attraverso una sorta di parabola discendente\, che precipita nel gorgo dell’illusione. Parte dalla gioia\, dalla passione\, nell’eccitazione divertita del gioco: nel primo atto Kostja mette in scena un testo che ha appena scritto\, a recitarlo è la sua innamorata. Ma lo spettacolo finisce prima del previsto\, perché lo stesso autore-regista lo interrompe in quanto infastidito dai commenti del pubblico\, in particolare da quelli di sua madre. Tutto\, da questo momento in poi\, precipiterà abbastanza velocemente\, fino a culminare nel punto nevralgico della vita di ognuno di noi: quell’istante in cui ciò che era desiderato e auspicabile\, che si tratti di un amore o di un’ambizione professionale o artistica\, per la prima volta si delinea nella nostra mente e nel nostro cuore come irrinunciabile e possibile. \n\n\n\nL’ultimo atto de Il gabbiano mostra come tutti i tentativi e le pulsioni di riscatto messi in atto da parte dei personaggi si siano scontrati contro il muro della quotidianità e abbiano modificato le vite di tutti trasformandole in orribili esistenze colme di rimpianti. \n\n\n\n«L’autore – spiega il regista Filippo Dini – sembra voler precipitare\, in maniera inesorabile e priva di speranza\, ciascuno dei suoi personaggi nell’impossibilità di realizzare un personale miglioramento nella vita o la consacrazione delle proprie ambizioni. L’intero dramma è una testimonianza dell’assurdità del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato\, prima o poi\, all’insuccesso; come dovesse occorrere un’energia sovrumana per gettare una passerella sull’abisso che separa il sogno dalla realtà. O meglio\, credo voglia indicarci in che modo\, secondo quali principi e per quali cause\, le migliori e più nobili pulsioni sono destinate a fallire. Čechov sembra voler rappresentare una metafora di tutta l’umanità; come in un esperimento\, mette insieme dieci esseri che\, se inseriti nello stesso ambiente vitale\, se fatti interagire\, non potranno far altro che soccombere e fallire nei loro intenti». \n\n\n\nQuesto nuovo allestimento del celebre dramma di Čechov trova sorprendenti assonanze con l’epoca di crisi che stiamo vivendo: «L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità – aggiunge il regista – stanno proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione». \n\n\n\n_____________ \n\n\n\nNote di regia \n\n\n\nLa storia de Il gabbiano è molto nota: un gruppo di persone\, di diverse età e collegate tra loro da vincoli di parentela e non\, si riuniscono casualmente in una casa di campagna in riva a un lago e qui dibattono per tre atti\, nel tentativo di fuggire al grigiore del loro destino. Fra le diverse storie che si intersecano nella pièce\, emerge con prepotenza la vicenda del giovane Kostja\, che desidera risollevarsi da quel grigiore attraverso l’arte della scrittura\, sostenuto e infiammato dall’amore per la sua coetanea Nina\, che sogna di diventare attrice\, e fomentato dal tentativo di opporsi con veemenza e passione alla madre\, la famosa attrice Irina Arkadina\, fidanzata con l’importante scrittore Boris Trigorin\, assai più giovane di lei.  \n\n\n\nLa commedia nei primi tre atti\, si sviluppa attraverso una sorta di parabola discendente\, che precipita nel gorgo dell’illusione. Parte nella gioia\, nella passione\, nell’eccitazione divertita del gioco\, parte con il Teatro: nel primo atto Kostja mette in scena un testo che ha appena scritto\, lo presenterà al mondo\, e a recitarlo sarà la sua innamorata\, che sogna di fare l’attrice. Come dice il maestro\, innamorato di Masa: «Questa sera le loro anime nell’ansia di dar corpo a una stessa identica immagine\, una di quelle immagini di cui vive l’arte\, diventeranno un’anima sola». Non succederà. Lo spettacolo finirà prima del previsto\, perché sarà lo stesso autore/regista ad interromperlo\, poiché infastidito dai commenti del pubblico\, in particolare da quelli di sua madre. Tutto\, da questo momento in poi\, precipiterà abbastanza velocemente\, fino a culminare nel punto nevralgico della vita di ognuno di noi: quell’istante in cui ciò che era desiderato e auspicabile\, solo sognato e irraggiungibile\, che si tratti di un amore o di un’ambizione professionale o artistica (Čechov sembra farli procedere sempre insieme)\, per la prima volta si delinea nella nostra mente e nel nostro cuore\, come irrinunciabile e possibile. È il giorno in cui diciamo a noi stessi che non si potrà tornare indietro\, è il giorno in cui i nostri sogni stanno per diventare il nostro domani. Qui Čechov chiude il terzo atto: Medvedenko sposerà Masa\, Trigorin e l’Arkadina ripartiranno per Mosca\, Kostja diventerà uno scrittore\, Nina diventerà un’attrice\, e inizierà una relazione con Trigorin. \n\n\n\nIl quarto atto\, che costituisce un racconto autonomo e indipendente\, anche cronologicamente\, poiché si svolge due anni dopo i precedenti\, narra di come tutti i tentativi e le pulsioni di riscatto messe in atto da parte di tutti i personaggi\, si siano scontrate contro il muro della quotidianità e abbiano modificato le vite di tutti\, trasformandole in orribili esistenze colme di rimpianti. \n\n\n\nIl nostro autore sembra voler precipitare\, in maniera inesorabile e priva di speranza\, ciascuno dei suoi personaggi\, nell’impossibilità di realizzare un personale miglioramento nella vita o la consacrazione delle proprie ambizioni. L’intero dramma è una testimonianza dell’assurdità del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato\, prima o poi\, all’insuccesso; come dovesse occorrere un’energia sovrumana per gettare una passerella sull’abisso che separa il sogno dalla realtà. O meglio\, credo voglia indicarci in che modo\, secondo quali principi e per quali cause\, le migliori e più nobili pulsioni sono destinate a fallire. \n\n\n\nLa vicenda si svolge in un non luogo ai confini del mondo\, popolato da un piccolo gruppo di esseri speciali per la loro impossibilità a convivere. Čechov sembra voler rappresentare una metafora di tutta l’umanità; come in un esperimento\, mette insieme dieci esseri che\, se inseriti nello stesso ambiente vitale\, se fatti interagire\, non potranno far altro che soccombere e fallire nei loro intenti.  \n\n\n\nQuesta umanità in miniatura ci racconta di come possa accadere che le nostre migliori energie\, i nostri più luminosi talenti\, il nostro amore più appassionato\, possano tutti essere stravolti e corrotti secondo le leggi del consorzio umano nel quale tentiamo di esprimerli. L’allegra comitiva de Il gabbiano\, pur partendo con le migliori intenzioni\, si dirige verso l’oblio\, inesorabilmente. \n\n\n\nL’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione\, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn. Filippo Dini
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma\, 258\, Palermo\, IT\, 90133\, Italia
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SUMMARY: "Anime in Affitto" all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Una grande attesa per un cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Roma un appuntamento imperdibile all’OFF/OFF Theatre (Via Giulia 19\,20\,21) da mercoledì 4 febbraio ore 21.00\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore. Lo spettacolo sarà in scena fino domenica 8 febbraio. \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente … in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere – tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo la tappa romana\, lo spettacolo sarà in scena il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia. \n\n\n\nINFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/ \n\n\n\nFB: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/ – IG: https://instagram.com/offoff.theatre?igshid=MzRlODBiNWFlZA==
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SUMMARY:Amadeus di Peter Shaffer al Teatro Giuditta Pasta di Saronno
DESCRIPTION:Il capolavoro di Peter Shaffer tra grande teatro\, visione contemporanea e dialogo con il cinema \n\n\n\nCostumi Premio Ubu di Antonio Marras. Un evento speciale al Teatro Giuditta Pasta \n\n\n\nC’è una storia che il teatro continua a raccontare perché non smette di parlarci: quella del talento\, dell’ambizione\, dell’ombra che nasce quando il genio appare. Amadeus di Peter Shaffer\, nella regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, va in scena al Teatro Giuditta Pasta giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 20.45\, riportando sul palco uno dei conflitti più affascinanti della storia dell’arte occidentale. \n\n\n\nIl confronto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart prende forma in una tragicommedia che alterna leggerezza e abisso\, ironia e inquietudine. Non un racconto storico\, ma una parabola teatrale sul desiderio di essere riconosciuti\, sulla frustrazione\, sulla lucidità dolorosa di chi vede il genio e sa di non possederlo. La regia costruisce un flusso narrativo compatto\, quasi cinematografico\, che accompagna lo spettatore senza concessioni al didascalico. \n\n\n\nLa forza visiva dello spettacolo passa anche dai costumi firmati da Antonio Marras\, vincitore del Premio Ubu per i Migliori Costumi proprio per Amadeus\, che reinventano il Settecento come spazio mentale prima ancora che storico. Abiti sontuosi\, attraversati da scarti contemporanei\, capaci di trasformare il palcoscenico in un luogo sospeso\, dove il passato diventa materia viva e perturbante. Marras immagina un Settecento sontuoso e visionario\, con abiti che diventano racconto\, atmosfera\, segno drammaturgico\, contribuendo in modo decisivo alla potenza visiva dell’allestimento. \n\n\n\nCon la sua energia pop e una straordinaria forza spettacolare\, la messa in scena restituisce Amadeus come una tragicommedia tesa e travolgente\, in cui il racconto del confronto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart si sviluppa con ritmo incalzante\, alternando ironia\, inquietudine e vertigine emotiva. La regia costruisce un vero e proprio viaggio teatrale\, compatto e immersivo\, dove il pubblico viene trascinato senza mai perdere intensità o leggerezza. \n\n\n\nL’interpretazione di Ferdinando Bruni nei panni di Salieri è magnetica e multiforme: un personaggio che attraversa le età della vita con continui mutamenti di voce\, corpo e intenzione. Accanto a lui\, un Mozart giovane\, irriverente e spiazzante\, incarnazione di una modernità che destabilizza e affascina. Il risultato è uno spettacolo di grande impatto\, capace di coinvolgere un pubblico ampio senza rinunciare alla profondità \n\n\n\nLo spettacolo sarà preceduto alle ore 20.00 dall’incontro “Oltre il Sipario”\, condotto da Chiara Palumbo\, occasione di avvicinamento alla visione e alle sue chiavi di lettura. \n\n\n\nTeatro e cinema: un percorso condiviso \n\n\n\nAmadeus è incluso in due abbonamenti speciali: uno dedicato al cinema e uno al teatro\, concepiti come un percorso che intreccia scena e grande schermo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Teatro Giuditta Pasta e il Cinema Silvio Pellico e propone tre appuntamenti in cui la visione dello spettacolo teatrale si affianca alla proiezione del film corrispondente. Un dialogo tra linguaggi diversi che offre al pubblico un’occasione di approfondimento e confronto tra teatro e cinema. \n\n\n\nEvento speciale gratuito su prenotazione \n\n\n\nIO LI CONOSCO BENE – teatro e cinema raccontati da Maurizio PorroSabato 28 febbraio 2026 ore 16.00 \n\n\n\nIl giornalista e critico del Corriere della Sera Maurizio Porro incontrerà il pubblico per un dialogo dedicato al rapporto tra teatro e cinema\, ai grandi testi e alle loro trasposizioni\, alle affinità e alle differenze tra due forme d’arte profondamente intrecciate.L’incontro sarà moderato da Chiara Palumbo\, che accompagnerà anche il pubblico negli appuntamenti Oltre il Sipario prima degli spettacoli teatrali.Le proiezioni al Cinema Silvio Pellico saranno introdotte da Laura Succi. \n\n\n\nDalle note di regia \n\n\n\nLa leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici\, in linea di massima\, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.  \n\n\n\nAntonio Salieri è\, meritatamente\, uno dei più famosi compositori della sua epoca\, vive in una posizione di assoluto privilegio\, le sue opere sono note e apprezzate\, è un artista raffinato\, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto tra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti. \n\n\n\nMozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee\, il suo personaggio\, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart\, piano piano\, senza mai esporsi\, fino all’annientamento\, fino alla morte. \n\n\n\nIl testo di Shaffer inizia a Vienna nel 1823\, Antonio Salieri\, vecchio\, dimenticato e prossimo alla morte\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart – Ama-deus\, colui che ama Dio e che da Dio è amato – conclusasi con la morte del giovane e geniale compositore trent’anni prima. Peter Shaffer inventa un ‘capriccio’ allucinato e potente\, sicuramente non un testo ‘storico’\, ma un apologo sull’invidia\,  con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri\, mediocre anche nella cattiveria\, non ha avvelenato Mozart\, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto\, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano\, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità. \n\n\n\nAmadeus di Peter Shaffer uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – costumi Antonio Marras con Ferdinando Bruni e con Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – produzione Teatro dell’Elfo – con il contributo di NEXT
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:“Storie di Boxe” al Teatro Petrolini
DESCRIPTION:La Realtà Teatrale Skenexodia\, sotto la direzione artistica di Luca Guerini\, presenta giovedì alle 21 a Roma presso il Teatro Petrolini la produzone “Storie di Boxe”\, un’esplorazione intensa e coinvolgente del mondo combattuto e complesso della boxe\, ispirata al racconto “Il bruto delle caverne” di Jack London (autore di Zanna Bianca\, Il richiamo della foresta…). Lo spettacolo intreccia sport e dramma\, realtà e metafora per raccontare una storia che va ben oltre il ring\, toccando temi universali come la lealtà\, la corruzione\, il valore umano e la dignità personale.  \n\n\n\nQuello che colpisce in questa produzione è che Skenexodia ci presenta Jack London come profondo osservatore dell’essere umano in situazioni limite. In “Il bruto delle caverne”\, l’autore decostruisce l’immagine romantica del pugilato per mostrarne le contraddizioni: da sport eroico e puro\, diventa metafora di un sistema sociale forse più corrotto dei guantoni stessi.  \n\n\n\nLa trama segue le vicende di un giovane cresciuto nei boschi\, un “bruto” dal cuore buono e dall’istinto naturale combattivo\, che decide di affidarsi a un allenatore con l’ambizione di conquistare il titolo mondiale. Nel corso del suo percorso scopre\, con crescente delusione\, un mondo sportivo infestato da partite truccate\, scommesse clandestine e pratiche sleali. Questo conflitto tra aspirazione idealistica e compromesso morale costituisce il nucleo drammatico dell’opera.  \n\n\n\nLa scelta di portare questo testo sul palcoscenico nasce dalla volontà di Skenexodia di dialogare con il pubblico in modo diretto e coinvolgente\, utilizzando il teatro non solo come intrattenimento\, ma come strumento di riflessione culturale e sociale. Come afferma lo stesso regista Luca Guerini\, la boxe è qui una metafora potente: non si tratta semplicemente di mostrare incontri o pugili\, ma di affrontare i valori sani dello sport\, la sfida alla corruzione e il ruolo dell’individuo in una comunità complessa.  \n\n\n\nIl dramma scenico coinvolge un cast di attori di grande esperienza: Emanuele Baldoni\, Corrado Bega e Roberta Sarti offrono interpretazioni intense e credibili\, dando voce ai dilemmi interiori dei personaggi e facendo emergere con forza i temi etici e morali del testo. Le loro performance incarnano la tensione tra forza e vulnerabilità\, tra spirito di competizione e integrità morale\, rendendo palpabile l’impatto umano delle scelte che si celano dietro ogni combattimento.  \n\n\n\nNon sarà l’unica data nel Lazio per Skenexodia che domenica 08 febbraio porta ad Anagni presso Casa Barnekow il giallo al contrario “Le cose che ti fanno sentire vivo” con Vincenzo Filice. Seguiamo in questo spettacolo interattivo gli ultimi minuti di vita di un adolescente difficile che\, prima di suicidarsi\, ha deciso di uccidere una persona tra quelle che lo hanno indotto al tragico epilogo. Chi sceglierà? Riuscirete ad indovinare la vittima?
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