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SUMMARY:"Amadeus" di Peter Shaffer al Teatro
DESCRIPTION:Dopo la grande settimana inaugurale che ha riaperto le porte del Teatro della Società di Lecco\, a seguito di 8 anni di lavori\, al via il cartellone del 2026 “La stagione delle emozioni” con 14 appuntamenti tra prosa\, danza e sinfonica.Sul palco sabato 24 e domenica 25 gennaio alle 21 Amadeus\, il celebre spettacolo di Peter Shaffer qui diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia\, il racconto del rapporto tormentato tra Antonio Salieri (Ferdinando Bruni) e Wolfgang Amadeus Mozart (Daniele Fedeli)\, un dramma potente sull’invidia e sul genio. \n\n\n\nL’Amadeus di Bruni/Frongia\, prodotto dal Teatro dell’Elfo\, esalta il testo originario di Sheffer\, debuttato a Londra nel 1979 e diventato celebre grazie al film di Miloš Forman vincitore di otto premi Oscar\, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso che assume i contorni perturbanti di un incubo. \n\n\n\nNella Vienna del 1823 Antonio Salieri\, oramai dimenticato\, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart\, morto trent’anni prima\, avvelenato secondo la leggenda dallo stesso musicista italiano nel vano tentativo di assicurarsi la memoria eterna che la sua musica non sembra più poter conquistare da quando Dio ha scelto di glorificare l’irriverente e geniale Mozart. Il primo segnale di una follia che lo porterà a vedere nel genio dell’altro un tradimento del Creatore nei propri confronti. \n\n\n\nCome un deus ex machina Salieri\, seduto in un salone che il suo delirio trasforma in un labirinto\, evoca dal passato i personaggi della sua storia che emergono come marionette\, vestite con abiti di un ‘700 immaginario creato daAntonio Marras mentre sullo sfondo campeggiano le proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica. \n\n\n\nTra confessione e allucinazione\, Amadeus diventa così un viaggio vertiginoso nei recessi dell’animo umano dove i due musicisti si sfidano un affascinante duello tra arte e destino. \n\n\n\nCrediti \n\n\n\nAmadeus – di Peter Shaffer – regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia – con Ferdinando Bruni\, Daniele Fedeli\, Valeria Andreanò\, Riccardo Buffonini\, Matteo de Mojana\, Alessandro Lussiana\, Ginestra Paladino\, Umberto Petranca\, Luca Toracca – Realizzazione scene Marina Conti\, Giancarlo Centola\, Tommaso Serra – Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di NEXT Laboratorio delle idee per la Produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo \n\n\n\nInfo e biglietti \n\n\n\nSold out il 24 gennaio\, biglietti ancora disponibili per il 25 gennaio sul sitoteatrosocietalecco.it
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SUMMARY:“Play Carla Bley” al Milestone Live Club di Piacenza
DESCRIPTION:Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo\, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillion renderà omaggio a Carla Bley\, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata\, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023\, la musicista americana\, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti\, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e\, insieme a Charlie Haden\, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra. \n\n\n\nA Piacenza\, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto\, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante\, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman\, Steve Swallow\, Charlie Haden e Wayne Shorter. \n\n\n\nPietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo\, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker\, e ha collaborato con i principali jazzisti italiani\, tra cui Franco D’Andrea\, Massimo Urbani\, Enrico Rava\, Rita Marcotulli\, Danilo Rea e Roberto Gatto). \n\n\n\nWalter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale\, tra cui Gerry Mulligan\, Steve Lacy\, Samuel Blaser\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Dario Deidda\, Tiziana Ghiglioni\, John Riley\, Flavio Boltro\, Gianluigi Trovesi\, Jean-Jacques Avenel e John Betsch. \n\n\n\nBruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea\, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis\, Daniel Humair\, Michel Portal\, Marc Ducret ed Elliott Sharp.
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SUMMARY:“Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” 
DESCRIPTION:Visto il grande successo di pubblico\, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia viene prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” che espone una piccola e pregevole selezione di arazzi realizzati dalla celebre tessitrice e artista. \n\n\n\nLa mostra\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, è a cura di Claudio Crescentini\, organizzata e ideata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da “Il Cigno Arte”. \n\n\n\nConosciuta come “la grande signora italiana degli arazzi”\, Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il suo matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 –\, ha lavorato con gli esponenti principali delle correnti artistiche italiane del secondo Dopoguerra\, tra cui Umberto Mastroianni\, Achille Perilli\, Renato Guttuso\, Piero Dorazio\, Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso il suo lavoro\, Niki Berlinguer ha reinterpretato le opere di grandi maestri come Hans Hartung\, Paul Klee\, Vincent van Gogh e molti altri\, fornendo con l’arte tessile nuove dimensioni linguistiche e cromatiche\, all’insegna della fusione tra tradizione e innovazione\, pioniera nel tradurre la pittura in narrazioni tessili\, unendol’antica tecnica del piccolo punto con influenze contemporanee. \n\n\n\nTra gli arazzi in mostra se ne potranno ammirare alcuni ispirati alle opere di noti artisti come\, ad esempio: l’“Aranceto\, da Renato Guttuso”\, “Hammamet\, da Paul Klee” e “Dai Cinque Monti\, tratto da Emilio Vedova”. \n\n\n\nIl percorso espositivo è arricchito\, inoltre\, dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994\, regia di Maura Cosenza e riprese video di Gianni De Santis\, trasmessa in mostra grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nL’esposizione è una straordinaria occasione per riscoprire la produzione di Niki Berlinguer\, sparsa in mille rivoli in varie personali e collettive per oltre quarant’anni\, dal 1952 fino al 1994\, anno della sua scomparsa.
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LOCATION:Casina delle Civette\, Via Lazzaro Spallanzani\, 1\, Roma\, ITA\, 00100\, Italy
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SUMMARY:PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento” al Teatro San Girolamo di Lucca
DESCRIPTION:Siegfried de Rachewiltz\, nipote di Ezra Pound\, sarà a Lucca\, al Teatro San Girolamo\, lunedì 26 gennaio alle ore 16.00\, ospite della seconda edizione di “PPP – Pea Pound Pasolini. Tre irregolari del Novecento”\, rassegna incentrata sul tema del Sacro in Enrico Pea\, Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini\, realizzata dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini con i patrocini del Ministero della Cultura e del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. \n\n\n\nCONFERENZA – Dedicata al tema del Sacro nell’opera poundiana\, la conferenza di lunedì 26 gennaio (ore 16.00\, Teatro San Girolamo) vedrà protagonisti\, insieme al nipote di Pound\, de Rachewiltz\, due tra i più autorevoli studiosi del pensiero e dell’opera poundiana – Massimo Bacigalupo (Università di Genova) e Luca Gallesi (Università dell’Insubria) -\, e sarà moderata da Carlo Pulsoni (Università di Perugia).  \n\n\n\nMOSTRA “SACRUM INLUMINATIO” – La giornata di lunedì 26 gennaio si preannuncia particolarmente intensa: dopo la conferenza\, al Teatro del Giglio verrà infatti inaugurata (alle ore 18.30) la mostra Sacrum Inluminatio\, che coniuga e unisce\, in un unico spazio\, tre progetti specifici e speciali: “Pound libero. Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini di Giuseppe Garrera; “La solitudine dell’Ala destra. Pier Paolo Pasolini e il calcio” di Piero Colussi; “Pasolini: il Vangelo secondo Matteo” di Domenico Notarangelo. Attraverso fotografie\, documenti e materiali d’archivio\, la mostra restituisce la complessità dei rapporti tra i tre autori\, mettendo in luce in particolare il dialogo\, diretto e indiretto\, tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 22 febbraio (per giorni e orari dettagliati\, consultare il sito www.peapoundpasolini.it). \n\n\n\nGIUDA DI ENRICO PEA\, LETTURA SCENICA – L’appuntamento più specificamente teatrale della rassegna sarà la lettura scenica di e con Mariano Rigillo dedicata al Giuda di Enrico Pea\, programmata al Teatro del Giglio Giacomo Puccini per sabato 31 gennaio alle ore 21.00\, con l’introduzione curata dal critico letterario Luca Padalino. Pea dedicò una parte significativa della sua produzione teatrale a un’operazione tanto radicale quanto controversa: la rilettura e la riabilitazione della figura di Giuda Iscariota. Il Giuda\, che offre al pubblico un’interpretazione originale ed estranea all’ortodossia cattolica dell’apostolo che tradì Gesù\, rappresenta proprio il punto di partenza della riflessione sulle Sacre Scritture del Pea che\, ancora anarchico\, lesse in Egitto la Bibbia del calvinista lucchese Diodati. \n\n\n\nFRANCISCUS. IL FOLLE CHE PARLAVA AGLI UCCELLI – Nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, figura straordinaria e ancora oggi profondamente attuale per il suo messaggio di pace\, umiltà e amore per il creato. A inizio febbraio (venerdì 6 e sabato 7 ore 21\, domenica 8 ore 16) Simone Cristicchi sarà in scena con il suo Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli incentrato proprio sul Poverello di Assisi. Uno spettacolo in cui il protagonista affronta il labile confine tra follia e santità\, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco\, e altri temi importanti ancora oggi come la povertà\, la ricerca della perfetta letizia\, la spiritualità universale\, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato.  \n\n\n\nTAVOLA ROTONDA CONCLUSIVA – La seconda edizione di PPP troverà il suo momento conclusivo martedì 3 marzo alle ore 17.30 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini\, con una tavola rotonda pensata come occasione di riflessione e bilancio del percorso svolto. All’incontro prenderanno parte Giovanna Bellora\, presidente dell’Associazione Amici di Enrico Pea\, Roberta Capelli (Università di Trento) e Francesca Tuscano (studiosa e critica letteraria); a coordinare e moderare il dibattito sarà lo storico Luciano Luciani\, accompagnando il confronto tra i relatori e il pubblico in una sintesi critica delle questioni emerse. \n\n\n\nGli appuntamenti in programma tra gennaio e marzo 2026 si inseriscono in un percorso già avviato nel novembre 2025 con le proiezioni dei film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini e de Il Volto Santo (1948) di Andrea Forzano\, film girato a Lucca e dedicato alla tradizione della Santa Croce e alla venerata effigie del Volto Santo. \n\n\n\nInformazioni dettagliate su tutto il programma sono consultabili su www.peapoundpasolini.it \n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.  \n\n\n\nI biglietti per Franciscus sono in vendita alla biglietteria del teatro (tel. 0583.465320 dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15.30-18 e online su TicketOne.it).
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LOCATION:Teatro del Giglio\, Piazza del Giglio\, 13/15\, Lucca\, 55100\, Italia
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SUMMARY:"L’Orsetto Gioele" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Arriva da Riccione il prossimo spettacolo della rassegna Infanzie in gioco 2025-2026 a Centrale Preneste Teatro in Via Alberto da Giussano\, 58 a Roma (zona Pigneto/Malatesta): appuntamento domenica 25 gennaio alle 16.30 con L’Orsetto Gioele di Fratelli di Taglia. Teatro d’attore con pupazzi e videoproiezioni\, lo spettacolo è di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma\, con Giovanni Ferma e la regia di Daniele Dainelli. \n\n\n\nNel cuore di una tranquilla vita cittadina\, il signor Gioacchino decide di intraprendere un viaggio verso la casina nel bosco che gli ha lasciato il misteriosamente scomparso nonno Bruno. La sua ricerca di serenità prende una piega inaspettata: la vecchia baita del Nonno è diventata una magica cascina super tecnologica abitata da Gioele\, un orsetto affabile che ha un legame speciale con altri orsi e creature di ogni angolo del mondo: l’orso Marco Polo dal polo nord\, dalla Cina Wanda la Panda\, dal parco nazionale degli Abruzzi il fratello Orso Gabri\, dalla Colombia l’orsetta Ornata e due simpatiche apine ovvero l’ape Pepa e l’ape Pupa. Questa casina è infatti in realtà il centro di una straordinaria ‘Cellula Ecologista’. \n\n\n\nLo spettacolo vuole sensibilizzare su questioni ecologiche di vitale importanza che affliggono il nostro pianeta\, come il riscaldamento globale e l’inquinamento. Lo fa attraverso una narrazione ironica\, arricchita da una drammaturgia spesso in rima e con giochi divertenti. Ma soprattutto\, adotta un approccio basato sulla multimedialità\, con interazioni tra personaggi reali\, pupazzi e video-call in diretta con altri animali che aiutano Gioele nell’impresa. Accompagnato da musiche originali\, canzoni e filastrocche\, lo spettacolo punta a penetrare nelle menti e nei cuori dei giovani spettatori per farli riflettere sulla situazione ecologica del nostro pianeta. Un’occasione unica per esplorare il mondo ecologico in modo creativo e coinvolgente\, offrendo al giovanissimo pubblico un’esperienza indimenticabile e un messaggio importante da portare con sé. Adatto dai 3 agli 8 anni. Il costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti.
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SUMMARY:"SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC" al Teatro Ciak
DESCRIPTION:Un appuntamento da non perdere al Teatro Ciak di Roma. Domenica 25 gennaio alle ore 17.30 Gianluca Guidi sarà protagonista sul palco di Via Cassia con SINATRA THE MAN AND HIS MUSIC\, un racconto in prosa e musica da lui diretto e interpretato\, affiancato da un trio di eccezionali musicisti Stefano Sabatini al pianoforte\,\, Dario Rosciglione al contrabbasso\, Marco Rovinelli alla batteria. \n\n\n\nFrancis Albert Sinatra\, più comunemente noto come “Frank”\, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita\, la sua\, tra le più longeve della storia musicale mondiale\, che ha accompagnato\, con la sua VOCE\, almeno quattro generazioni. \n\n\n\nL’uomo Sinatra\, controverso per molti motivi\, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. Autori come Cole Porter\, George Gershwin\, Richard Rodgers\, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana\, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra\, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. \n\n\n\nBing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. \n\n\n\nÈ quindi doveroso\, a più di un secolo dalla sua scomparsa\, celebrarlo in Italia\, per mano\, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino\, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. \n\n\n\nCon uno spettacolo della durata di 90 minuti\, accompagnato da un trio di famosi jazzisti\, GIANLUCA GUIDI\, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano\, incantando il pubblico\, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età\, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani\, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini. \n\n\n\nIn questo racconto in prosa e musica non mancheranno aneddoti sulla vita di Frank\, dai rapporti con la famiglia Kennedy alle tormentate relazioni amorose\, curiosità e l’immancabile (in questo caso un cameo) presenza “virtuale” nei racconti\, del papà di Gianluca\, Johnny Dorelli\, che dopo aver vissuto per più di un decennio a New York negli anni d’oro del dopoguerra\, incide tornato in Italia numerosi brani del nostro beniamino tradotti in lingua italiana. \n\n\n\nUna celebrazione ad un Mito dovuta. Per chi ha conosciuto l’epoca e quel mondo e per le più giovani generazioni che ancora non hanno avuto modo di incontrare \n\n\n\nMR FRANCIS “FRANK” ALBERT SINATRA \n\n\n\nTEATRO CIAK \n\n\n\nVia Cassia\, 692 – 00189 Roma \n\n\n\nwww.teatrociakroma.it \n\n\n\ninfo@teatrociakroma.it \n\n\n\nPer info e prenotazioni 06.33249268 \n\n\n\nOrario spettacoli \n\n\n\nDomenica ore 17.30 \n\n\n\nPrezzo biglietti: \n\n\n\nIntero € 28\,00 \n\n\n\nRidotto € 25\,00 (under 25\, over 65\, gruppi 10+)
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SUMMARY:“Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” al Teatro Comunale di Veroli
DESCRIPTION:A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica\, il Teatro Comunale Veroli è lieto di ospitare una compagnia che con il suo spettacolo “Suspire ‘e vase\, Museca ‘e passione” vuole non solo omaggiare il Maestro del Neorealismo\, ma anche indagare il suo percorso.  \n\n\n\nIl fine dicitore che divenne attor giovane\, celebrità del cinema anni ’30 e famoso interprete di tante canzoni; il divo che poi\, passato dall’altra parte della macchina da presa\, alla regia\, ha raccontato tante storie di umanità\, ha portato sullo schermo con semplicità e delicatezza la vita vera della gente vera. Questo spettacolo fatto di recitazione e musica\, nell’arco di un’ora e poco più\, racconterà non solo alcuni momenti fondamentali nella carriera di De Sica\, ma farà conoscere meglio al pubblico il mondo attorno a questo straordinario personaggio: l’arte del suo tempo\, le opere letterarie che l’hanno influenzato\, l’amore per Napoli\, la canzone d’epoca\, le macchiette\, i versi di Salvatore Di Giacomo\, la Ciociara di Moravia\, l’oro di Napoli di Marotta e Totò il buono di Cesare Zavattini.  \n\n\n\nL’interpretazione di Luca Mascolo e Ida Maurano\, e le musiche d’epoca suonate magistralmente dai Maestri Valentina Di Silvestro alla chitarra classica e Donato Cedrone al violoncello\, vi accompagneranno in questo viaggio attraverso le esperienze e i momenti artistici che De Sica ha vissuto nel corso della sua carriera. \n\n\n\nVi aspettiamo per godere di questo straordinario tributo domenica 25 gennaio alle ore 18.00 con apertura botteghino alle 17.30.  \n\n\n\nBIGLIETTO: € 10.00  \n\n\n\nPer info e prenotazioni: 3513917931  \n\n\n\nteatrocomunaleveroli2019@gmail.com 
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SUMMARY:"La morte ovvero il pranzo della domenica" allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Compagnia Diaghilev – Dammacco|Balivo presenta La morte ovvero il pranzo della domenica\, in scena il 25 gennaio 2026 allo Spazio Rossellini di Roma nell’ambito di “Spazio Solo”. Serena Balivo interpreta una donna che ogni domenica va a pranzo dai genitori ultranovantenni\, veri protagonisti silenziosi di un rito familiare universale. Mariano Dammacco costruisce uno spazio scenico essenziale\, dove parole\, gesti\, luci e oggetti trasformano la quotidianità in poesia. La morte\, affrontata con ironia sottile e raffinata dissacrazione\, emerge tra leggerezza e profondità\, rivelando la potenza dei legami familiari e la bellezza nascosta nell’ultima separazione dagli affetti più cari. \n\n\n\nUno spettacolo lieve e toccante intorno al più grande tabù della nostra cultura. Serena Balivo e Mariano Dammacco\, binomio artistico noto per sapersi muovere con grande perizia e passo leggero tra poesia e narrazione\, aprono uno squarcio di luce sulla morte con La morte ovvero il pranzo della domenica. \n\n\n\nIn scena Serena Balivo\, già Premio Ubu come migliore attrice under35 e Premio Ivo Chiesa\, dà corpo e voce a una donna non più giovane che ogni domenica va a pranzo dai suoi genitori ultranovantenni\, forse i veri protagonisti del delicato e umoristico testo di Mariano Dammacco\, già Premio Ubu come migliore novità drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza. \n\n\n\nSebbene in buona salute fisica e mentale\, i due genitori sono ben consapevoli che presto dovranno affrontare la morte\, il nulla forse o magari un’altra vita\, e così non parlano d’altro\, arrivando pian piano a incarnare tutte le madri\, tutti i padri e tutti noi dinanzi all’ignoto.  \n\n\n\nLo spettacolo ci conduce dentro un rito che appartiene a molti\, il pranzo della domenica\, nella sua forma ultima\, con una coppia di anziani e la loro figlia in attesa di separarsi\, di doversi salutare. La morte ovvero il pranzo della domenica appare come un invito a partecipare a un congedo appassionato e divertito che prova a restituirci la bellezza della vita stessa all’interno dell’esperienza dell’ultima separazione dalle persone amate\, e all’interno della potenza nascosta e piena di pudori dell’amore in famiglia\, l’amore tra vecchi sposi\, l’amore tra genitori e figli.  \n\n\n\nDammacco/Balivo. \n\n\n\nMariano Dammacco\, autore\, regista e pedagogo teatrale\, e Serena Balivo\, attrice\, portano avanti il loro lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e\, al tempo stesso popolare\, accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali.  \n\n\n\nI due hanno creato insieme otto spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012)\, L’inferno e la fanciulla (2014)\, Esilio (2016)\, La buona educazione (2018)\, Spezzato è il cuore della bellezza (2020)\, Danzando con il mostro (2022)\,La morte ovvero il pranzo della domenica (2024)\, Arlecchino nel futuro (2024). \n\n\n\nIl loro lavoro artistico ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Esilio è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post)\, è vincitore del Premio Museo Cervi\, è finalista al Premio Rete Critica 2016\, è finalista alPremio Cassino OFF 2017\, è Selezione Premio In Box blu 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In box blu 2016.  \n\n\n\nSerena Balivo è vincitrice del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35\, del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021 e del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. \n\n\n\nMariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza\, e nella stessa categoria è finalista al Premio Ubu 2024 per La morte ovvero il pranzo della domenica; è vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione\, del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonioe\, precedentemente al percorso con Balivo\, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 per Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 per Amleto e la Statale 16.  \n\n\n\nI testi degli spettacoli di Dammacco/Balivo sono stati pubblicati in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”\, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono\, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale per i caratteri di Luca Sossella Editore. Il libro raccoglie le drammaturgie di Dammacco composte negli anni di collaborazione con Balivo\, accompagnate da quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini\, studioso di teatro e già docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna. \n\n\n\nBiglietti \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/la-morte-ovvero-il-pranzo-della-domenica-spazio-rossellini-21024175/
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SUMMARY:"Anime in Affitto" al Teatro Risorgimento di Larino
DESCRIPTION:Una cast d’eccezione che promette emozioni\, riflessioni e tanto divertimento.  A Larino un appuntamento imperdibile: domenica 25 gennaio alle ore 18\,00   sul palco del suggestivo Teatro Risorgimento\, Eva Grimaldi e Claudio Insegno porteranno in scena “Anime in Affitto”\, una commedia brillante che indaga con profondità e ironia le seconde possibilità della vita\, il destino e l’amore.  \n\n\n\nScritta da Claudio Insegno e Step Minotti\, con la regia dello stesso Insegno\, “Anime in Affitto” è una pièce vivace e toccante che segue le vicende di Alberto e Bea\, una coppia che\, dopo essere finita in coma\, si ritrova sorprendentemente.…….in Paradiso. Qui\, davanti a Dio\, sono costretti a confrontarsi con i propri errori e le scelte compiute. Ma il destino offre loro una seconda possibilità: si reincarnano\, perdendo la memoria del passato\, per rinascere come Beppe e Rita. Il loro nuovo cammino li riunirà ancora una volta\, portandoli a vivere –  tra ironia\, scontri e tenerezze – un percorso alla scoperta del vero significato dell’amore e della crescita personale.  \n\n\n\nA rendere ancora più coinvolgente l’esperienza teatrale\, le musiche originali sono di Jacopo Fiastri\, la Canzone “L’Amore Che Serve” è scritta e cantata da Bungaro e  le voci straordinarie di Franco Mannella e Monica Ward\, arricchiscono lo spettacolo con intensità e autenticità. \n\n\n\nProdotto da MAXIMO EVENT di Nicolò Innocenzi\, Anime in Affitto si preannuncia come uno dei titoli più attesi della stagione teatrale 2026\, segnando un debutto capace di coniugare qualità artistica\, profondità tematica e forte appeal popolare. \n\n\n\nDopo  la tappa larinese\, lo spettacolo sarà in scena dal 4 all’8 febbraio 2026 all’Off/Off Theatre di Roma; il 13 febbraio 2026 farà tappa al Teatro Italia di Borgaro Torinese; per poi proseguire con la sua tournée in tutta Italia.
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SUMMARY:"You have to be deaf to understand" al Fertili Terreni Teatro
DESCRIPTION:Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro\, domenica 25 gennaio\, andrà in scena in prima regionale a Bellarte – sala piccola lo spettacolo You have to be deaf to understand\, produzione Fattoria Vittadini diretta da Diana Anselmo. con Diana Anselmo\, Daniel Bongioanni\, DMK – sguardo esterno Juli Klintberg e Ramesh Meyyappan – produzione Fattoria Vittadini con il sostegno di Fondazione Rana – Spettacolo in visual sign e conclusione in LIS con traduzione vocale integrata \n\n\n\nDa sempre attenta e sensibile al rapporto tra scena e comunità sorda\, anche quest’anno la programmazione di Fertili Terreni Teatro dedica al tema un appuntamento specifico ospitando il collettivo Fattoria Vittadini con You have to be deaf to understand\, pièce direttamente ispirata all’omonima poesia scritta negli anni ’70 da Willard J. Madsen\, professore sordo di letteratura inglese alla Gallaudet University\, in cui è descritta in prima persona l’esperienza in società del corpo sordo e della lingua dei segni. \n\n\n\nSe è vero che la lirica è stata tradotta in molte lingue tra cui l’italiano scritto\, altrettanto è da considerare che la sua riscrittura\, ad opera di un traduttore udente\, contiene inevitabilmente tracce di linguicismo\, fonocentrismo e appropriazione: con la performance in programma\, si intende fare un passo indietro e ricollocare lo scritto nella sua corretta posizione restituendole una traduzione sorda ed appropriata. Per far ciò\, i performer utilizzano una traslazione scenica che utilizza una forma poetica propria della lingua dei segni (Visual Sign)\, in grado di essere compresa anche da chi non è segnante. \n\n\n\nDa queste premesse prenderà forma in scena una minuziosa partitura fisica dalle forti figurazioni\, necessariamente arricchita del potere immaginifico del Visual Sign\, con cui riprodurre in concreto cosa significasse per Madsen vivere ogni giorno la sua condizione di sordo: alla performance si accompagna un’indagine sul dibattuto tema della traduzione\, palesando al pubblico come spesso quello che sembra un atto innocuo possa in realtà accompagnarsi\, in maniera del tutto inconsapevole\, ad episodi di linguismo\, fonocentrismo e appropriazione culturale. \n\n\n\nBiglietti: Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line\, 15 euro in cassa la sera dell’evento. \n\n\n\nPer il biglietto ridotto (studenti universitari\, studenti IAAD\, under 30\, over 65\, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII\, Aiace\, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta\, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line\, 13 euro in cassa la sera dell’evento.  \n\n\n\nE’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7\,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro\, se acquistati in modalità online. \n\n\n\nResta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay\, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35\, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com.  \n\n\n\nLa stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro\, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory\, Cubo Teatro e Tedacà\, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore)\, e \n\n\n\nalcuni spettacoli programmati in collaborazione Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. \n\n\n\nEnti sostenitori sono anche: MIC\, Regione Piemonte e Città di Torino.La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino\, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.
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LOCATION:Fertili Terreni Teatro\, Via Pallavicino 35\, Torino\, ITA\, 10153\, Italy
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SUMMARY:Giovanni Scasciamacchia "Patto Armonico” all'Alexanderplatz
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, con la direzione artistica di Eugenio Rubei\, presenta\, domenica 25 gennaio\, Giovanni Scasciamacchia “Patto Armonico” con Perico Sambeat\, sax\, Dado Moroni\, pianoforte\, Tommaso Scannapieco\, contrabbasso e special guest Fabrizio Bosso\, tromba. Giovanni Scasciamacchia\, maestro indiscusso delle arti percussive e richiestissimo drummer italiano\, presenta per Abeat Records\, un nuovo lavoro\, un concept album\, dove ciascun brano si ispira al mondo del design\, raccogliendo una suggestione dall’amico produttore Paolo Insalata. La connessione tra jazz e design\, richiamata nel titolo Patto Armonico\, ha origini remote e si manifestò nell’America degli anni Venti e Trenta\, quando l’estetica dell’Art Déco e la sua associazione con il lusso e il glamour si fondevano perfettamente con il dilagare dell’onda del Jazz\, tanto da far coincidere alla definizione Art Déco\, quella di Jazz Style. Per sostenere questo immaginifico progetto il cast si avvale di alcuni pesi massimi della scena mondiale contemporanea: il sassofonista Perico Sambeat\, il nostro portacolori del pianoforte jazz Dado Moroni ed il richiestissimo Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Un disco italiano che celebra l’arte dello swing targato ventunesimo secolo\, moderno stilisticamente ma dalle solide radici nella cultura tradizionale afroamericana\, ed una originale impostazione creativa. Al quartetto si aggiungerà il grandissimo Fabrizio Bosso che colorerà magnificamente alcune delle composizioni del batterista oltre a standard jazz della tradizione americana. \n\n\n\nNon solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInizio concerti ore 21\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
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LOCATION:Alexanderplatz Jazz Club\, Via Ostia\, 9\, Roma\, 00192\, Italia
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SUMMARY:"Lo Spazio in Versi" tra Teatro India e Teatro Torlonia
DESCRIPTION:La poesia e la musica tornano a incontrarsi nella seconda edizione de Lo Spazio in Versi\, un ciclo di cinque appuntamenti dove la potenza della parola incontra l’anima della canzone d’autore\, muovendosi tra la scena del Teatro India e del Teatro Torlonia. \n\n\n\nIl cammino tra versi e armonie – ideato da Oscar Pizzo e curato da Andrea Satta e Maria Grazia Calandrone con gli interventi di Andrea Cortellessa – invita a riflettere sul nostro tempo e sul nostro mondo attraverso le voci di poeti e cantautori\, che si alterneranno sulla scena in cinque incontri dal 25 gennaio al 29 aprile. Un ponte che unisce il vigore evocativo della parola alla forza espressiva della musica\, per esplorare temi universali come l’amore\, la solitudine\, la delusione\, la rabbia\, l’infinito e la visceralità. \n\n\n\nUn dialogo tra mondi affini e distanti\, tra parole recitate e parole cantate\, alla ricerca di punti di contatto\, differenze\, risonanze\, che trasforma il palco in uno spazio di coscienza collettiva dove la pagina scritta dei poeti si fonde con la voce dei cantautori\, per riscoprirla come canto vivo e con la forza della verità teatrale. «È tutto molto semplice – spiegano i curatori – amori\, delusioni\, rinascite e lampi si incontrano su queste tavole. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: da certe serate si esce diversi. È un’ora agile in cui i versi e le armonie tradiscono i perimetri e le geometrie del quotidiano». \n\n\n\nOgni appuntamento sarà un’occasione per ascoltare voci diverse\, tra nuovi talenti e maestri\, spaziando dalla poesia più intima alle canzoni più coinvolgenti\, per dare vita a un dialogo profondo tra artisti e pubblico. Ciascuno dei cinque eventi si presenta\, infatti\, come un’esperienza unica di incontro tra un poeta e un cantautore\, con incursioni di specialisti ed esperti lettori di versi come Andrea Cortellessa e con le incursioni al pianoforte di Angelo Pelini\, mentre gli artisti saranno accolti da Maria GraziaCalandrone e Andrea Satta\, che guideranno il pubblico in un viaggio alla scoperta delle opere e degli autori. \n\n\n\nLo Spazio in Versi si apre il 25 gennaio al Teatro India (ore 21) con la poetessa Maria Grazia Calandrone accompagnata dalle note della celebre cantautrice Nada\, una serata che promette di esplorare le radici profonde dell’emozione umana. Il percorso prosegue poi nella cornice intima del Teatro Torlonia il 4 febbraio (ore 20)\, dove la parola misurata di Nicola Bultrini dialogherà con la cifra autoriale del musicista Giulio Casale. La primavera porterà nuove rifrazioni sempre al Teatro Torlonia: il 18 marzo (ore 20) con protagonisti il poeta Claudio Damiani e la cantautrice Diana Tejera\, pronti a intrecciare contemplazioni e melodie in un gioco di specchi tra metrica e note; il 22 aprile (ore 20) lo spazio si aprirà alla modernità di Giuliano Logos\, la cui poetica incontrerà il mondo musicale di Carmine Torchia; per concludere il 6 maggio (ore 20) con un appuntamento di altissimo profilo che vedrà protagoniste la poetessa Antonella Anedda e la cantautrice Giulia Mei. \n\n\n\nInfo e orari:Teatro India – domenica 25 gennaio 2026 – ore 21.00 \n\n\n\nTeatro Torlonia – i mercoledì 4 febbraio – 18 marzo – 22 aprile – 29 aprile 2026 ore 20.00 \n\n\n\nBiglietti e card: \n\n\n\nbiglietti intero 8€ – TdR Card In Versi: € 25 x 5 appuntamenti
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SUMMARY:Palcoscenico Danza Mostri al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Dal 25 gennaio al 29 aprile 2026\, Palcoscenico Danza esplora l’ibridazione tra umano\, natura e mito con grandi ospiti internazionali e solidi riferimenti nel mondo della danza nazionale. Sempre di più la rassegna si inserisce come parte integrante dell’articolato cartellone di prosa della Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa\, ideatore della linea concettuale che accompagna il triennio in corso dedicato al tema dell’identità e al modo in cui le persone si trasformano nel corso della loro esistenza. \n\n\n\nPer questo motivo\, a partire da quest’anno\, la rassegna Palcoscenico Danza avrà lo stesso titolo della stagione teatrale. MOSTRI proporrà infatti un viaggio coreografico tra figure deformate\, divinità mitologiche\, creature ibride e icone sacre della cultura mondiale. \n\n\n\n«Una stagione variegata e sorprendente — dichiara il direttore Paolo Mohovich — ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi\, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura\, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti». \n\n\n\nIL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA \n\n\n\nL’apertura: Tra Etna e Fuji (25 gennaio) L’inaugurazione è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji. Uno spettacolo potente che mette in dialogo la Sicilia e il Giappone attraverso il ritmo ancestrale dei tamburi Taiko (eseguiti dai Munedaiko) e la forza vulcanica di nove danzatori. \n\n\n\nL’omaggio alla “Divina”: Callas (5 febbraio) Nel centenario della nascita di Maria Callas\, la COB Compagnia Opus Ballet presenta Callas\, Callas\, Callas. Tre coreografi d’eccezione — Adriano Bolognino\, Carlo Massari e Roberto Tedesco — reinterpretano il mito della Callas attraverso tre sguardi contemporanei e astratti. \n\n\n\nMiti Internazionali e Taiwan (28 febbraio – 1 marzo) L’eccellenza internazionale arriva con la Hung Dance di Taiwan in Glanced Crack. Il coreografo Lai Hung Chung esplora la resilienza attraverso il mito di Nuwa. Giovanni Insaudo indaga con Mitici il rapporto cupo e alieno tra umani e dèi. \n\n\n\nBiografie Sceniche e Ibridazioni (24 marzo – 29 aprile) La stagione prosegue con Emanuela Tagliavia e il suo Shortcut\, una costellazione di frammenti d’arte che spaziano da Burri a Dalí.  \n\n\n\nIl 31 marzo e il 1° aprile\, Elías Aguirre porta in scena Aurunca\, una riflessione sulla morte e sui “non-luoghi”\, trasformando il corpo in un ecosistema tra insetti e visioni urbane. \n\n\n\nLa chiusura è affidata ai giovani talenti di Eko Dance Project con Made4you.x (23-24 aprile) che festeggia dieci anni con una creazione di Nacho Duato – Liberté\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet – oltre alle nuove opere di Paolo Mohovich\, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo; al trio guidato da Cristiana Casadio con Of Restless Nature (28-29 aprile)\, ispirato alle affascinanti “donne-insetto” della scultrice Germaine Richier e alle Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea in collaborazione con Interplay Link. \n\n\n\nFORMAZIONE: MASTERCLASS CON ELÍAS AGUIRRE \n\n\n\nIl 1° aprile\, presso la sede di Eko Dance Project\, l’artista multidisciplinare Elías Aguirre terrà una masterclass aperta a danzatori e curiosi\, focalizzata sulla “natura invisibile” e sul movimento degli insetti\, integrando danza urbana e teatro gestual
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SUMMARY:VII edizione del Premio Cendic alla Sala Squarzina
DESCRIPTION:Teatro di Roma ospita il 27 gennaio (ore 16) in Sala Squarzina la VII edizione del Premio Cendic 2025\, ideato dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic\, e quest’anno dedicato ad Angelo Longoni\, autore\, sceneggiatore e regista\, grande protagonista della scena italiana degli ultimi quarant’anni e co-fondatore del CENDIC. \n\n\n\nNel corso della cerimonia verranno presentati i sei finalisti della settima edizione del Premio\, mentre i brani delle opere finaliste verranno letti dagli attori Gino Auriuso\, Caterina Gramaglia\, Giuseppe Manfridi\, Liliana Paganini. Le letture sono a cura di Donatella Brocco. Seguirà lo spoglio dei voti della giuria tecnica\, che decreterà̀ “in diretta” l’opera vincitrice. \n\n\n\nIl Premio è realizzato in collaborazione con Teatro di Roma\, MANIA TEATRO e la Federazione AUT-Autori\, con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Biblioteche – Fondo Videogrammi\, del NUOVO IMAIE e della casa editrice LA MONGOLFIERA\, e con il patrocinio di DRAMMA.IT\, UNA – Unione Nazionale Autori e UTR -Unione Teatri di Roma. \n\n\n\nGli autori finalisti\, che si contenderanno il Premio di Drammaturgia CENDIC sono: Michele Demaria\, Christian Gallucci\, Elisabetta Mauti\, Maria Carmela Mugnano\, Fabio Pisano\, Paolo Sartori. \n\n\n\nInterverranno alla cerimonia di premiazione: Francesco Siciliano\, Presidente del Teatro di Roma; Andrea Miccichè – Presidente NUOVO IMAIE; Alessandro Trigona – Presidente AUT-Autori; Felice Della Corte\,Direttore Teatro Marconi; Giorgio Coco – Notaio. Coordina Maria Letizia Compatangelo – Presidente CENDIC. \n\n\n\nIl Premio è nato con l’intento di favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale e della lingua nazionale. Essendo un premio nato in seno ad un’associazione di drammaturghi\, intende assicurare agli autori partecipanti tre cose essenziali: un giudizio qualificato\, dato da 24 colleghi drammaturghi soci CENDIC e da una prestigiosa giuria tecnica (composta da: Pietro Bontempo\, attore e regista; Alessandro Chiti\, scenografo; Tania Corsaro\, produttrice teatrale; Felice Della Corte\, attore e regista\, Direttore Teatro Marconi; Eleonora Ivone\, attrice e regista; Domenico Pantano\, produttore teatrale e attore; Marina Tagliaferri\, attrice; Viviana Toniolo\, attrice\, Direttrice Artistica del Teatro Vittoria di Roma; Orazio Torrisi\, produttore teatrale; Pamela Villoresi\, attrice)\, premi concreti e attenzione\, studio critico e pubblicità̀ per le opere finaliste. \n\n\n\nIl Premio Cendic\, gratuito e aperto a tutti gli autori\, consiste nella produzione dell’opera vincitrice\, a cura di Mania Teatro\, e nella messa in scena della stessa presso il Teatro Marconi di Roma. Il testo vincitore sarà̀\, inoltre\, pubblicato dalla casa editrice “La Mongolfiera”.
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LOCATION:Teatro Argentina\, Largo di Torre Argentina\, 52\, Roma\, 00186\, Italia
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SUMMARY: "La stanza di Julio Cortázar" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 27 al 28 gennaio 2026\, al TeatroBasilica\, va in scena La stanza di Julio Cortázar\, progetto del Gruppo della Creta concepito come esperienza immersiva a turni (dalle 18.00 alle 23.00\, ogni trenta minuti per sei spettatori). Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Di Murro\, con drammaturgia di Tommaso Emiliani\, e prende forma nell’interpretazione di Jacopo Cinque e Bruna Sdao\, con disegno luci di Matteo Ziglio e costumi di Giulia Barcaroli. Tra rigore concettuale e dispositivo ludico\, l’opera si ispira all’immaginario e alla lezione di Rayuela di Julio Cortázar\, assumendone la struttura aperta e interrogativa: un teatro che non si limita a raccontare\, ma chiama lo spettatore a scegliere\, a dubitare\, a esporsi. La produzione è firmata Gruppo della Creta\, con consulenza scientifica di Joel Bardo. \n\n\n\nRayuela\, il “gioco della campana” in spagnolo\, è il capolavoro letterario di Julio Cortázar che rompe gli schemi tradizionali della narrazione: si può leggere in ordine lineare\, a salti o in modo arbitrario. Il risultato è sorprendente: è il lettore a determinare il senso del racconto.  \n\n\n\nNe La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia\, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina. \n\n\n\nInoltre\, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso\, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo Cinque ha registrato mentre allenava JackBot\, (il programma di intelligenza artificiale che il pubblico sarà chiamato ad interrogare per svelarne la vera natura)\, giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela. \n\n\n\nLo spettacolo – dopo lo studio della scorsa stagione – debutta in prima nazionale dal 27 al 28 gennaio al TeatroBasilica \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30
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SUMMARY:"Destinatario sconosciuto" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Al Teatro Giuditta Pasta di Saronno Destinatario sconosciuto\, uno spettacolo che parla con urgenza al presente Con Gianluca Gambino e Valter Schiavone – regia di Fabio Marchisio \n\n\n\nMartedì 27 gennaio 2026\, Giorno della Memoria\, il Teatro Giuditta Pasta di Saronno presenta Destinatario sconosciuto\, spettacolo tratto dal romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor\, interpretato da Gianluca Gambino e Valter Schiavone\, per la regia di Fabio Marchisio.La produzione è firmata Accademia dei Folli. \n\n\n\nAlle ore 20.00\, prima dell’inizio dello spettacolo\, il pubblico è invitato all’incontro “Oltre il Sipario”\, momento di dialogo e approfondimento che accompagna gli spettatori dentro i temi dell’opera\, offrendo chiavi di lettura storiche e contemporanee prima dell’ingresso in sala. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.45. \n\n\n\nScritto nel 1938\, quando l’Europa era già attraversata da propaganda\, leggi razziali e persecuzioni\, Destinatario sconosciuto racconta non l’orrore compiuto\, ma ciò che lo rende possibile. Attraverso lo scambio di lettere tra Max Eisenstein\, ebreo americano\, e Martin Schulse\, tedesco rientrato in patria\, il testo mette a fuoco il momento in cui l’odio non è ancora violenza\, ma parola\, silenzio\, assuefazione. \n\n\n\nAmici fraterni e soci in affari\, Max e Martin continuano a scriversi dopo la separazione. Ma con l’ascesa di Hitler al potere nel 1933\, qualcosa cambia: nelle lettere di Martin si insinua progressivamente l’ideologia nazista\, mentre Max assiste con sgomento alla trasformazione dell’amico. Non ci sono svolte improvvise\, ma un lento slittamento morale\, fatto di giustificazioni\, di distanza emotiva\, di responsabilità negate. \n\n\n\nIl punto di non ritorno arriva quando Max affida a Martin la sorte della sorella Griselle\, attrice austriaca ed ex amante di Martin\, decisa a recitare a Berlino nonostante i pericoli. La mancata scelta\, l’indifferenza\, il rifiuto di intervenire producono un esito tragico e un simbolico rovesciamento finale\, di straordinaria potenza teatrale. \n\n\n\nIn uno scenario internazionale segnato oggi da conflitti\, crisi umanitarie\, polarizzazioni politiche e dal ritorno di linguaggi d’odio\, Destinatario sconosciuto risuona con inquietante attualità. La storia di Max e Martin diventa una lente attraverso cui leggere il presente\, ricordando come le grandi tragedie collettive nascano spesso da piccoli cedimenti morali\, accettati come inevitabili. \n\n\n\nLo spettacolo non si limita a commemorare\, ma invita a interrogarsi sul valore della responsabilità individuale\, sul peso delle parole e sul ruolo di ciascuno di fronte ai segni della disumanizzazione. Un teatro civile che non offre risposte consolatorie\, ma pone domande necessarie. \n\n\n\nIgnorato per decenni dopo la sua pubblicazione\, Destinatario sconosciuto è stato riscoperto nel 1999\, diventando un caso editoriale internazionale per la sua lucidità e per la capacità di raccontare l’origine dell’odio senza mai nominarlo direttamente. \n\n\n\nCREDITIMARTEDÌ 27 GENNAIO 2026Ore 20.00 – Oltre il SiparioOre 20.45 – SpettacoloDESTINATARIO SCONOSCIUTOdi Katherine Kressmann Taylorregia Fabio Marchisiocon Gianluca Gambino e Valter Schiavonescene Matteo Capobiancocostumi Carola Fenocchioproduzione Accademia dei Folli
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"Demons live show" al Teatro Arcas di Napoli
DESCRIPTION:Al Teatro Arcas di Napoli\, sito in Via Veterinaria\, martedì 27 gennaio\, alle ore 20:30\, continua Demons live show\, il format ideato e diretto da Maldestro. Per il prossimo appuntamento\, sono previsti due ospiti d’eccezione: Davide Ddl\, stand up comedian apparso anche su Comedy Central Italia\, e Antonio Pascale\, scrittore\, saggista\, ispettore agrario e autore di libri come “La manutenzione degli affetti”\, “Le attenuanti sentimentali”\, “La foglia di fico”\, arrivato finalista al Premio Campiello\, e del recente “Cose umane”. I suoi lavori sono stati tradotti in più lingue ed è stato premiato in tutta Italia. \n\n\n\nDemons live show è l’evoluzione naturale del podcast Demons\, scritto e condotto dallo stesso Maldestro — on air su tutte le piattaforme streaming (YouTube\, Spotify\, Instagram) — e porta sul palco un’esperienza dal vivo che abbatte le barriere tra artista e pubblico\, trasformando lo spettacolo in un rito collettivo. \n\n\n\nUn appuntamento che unisce racconto e partecipazione\, in cui gli spettatori interagiscono in maniera diretta vivendo sulla propria pelle tante sensazioni diverse che vanno dall’olfatto all’udito.  \n\n\n\nDemons live show è un anche talk in cui di volta in volta Maldestro incontra una personalità del mondo della cultura\, che possa appartenere all’ambito culinario\, della musica o del teatro. Insieme affrontano tematiche importanti e verità scomode senza peli sulla lingua\, in modo schietto e diretto\, prendendo spunto da un lavoro curato dall’ospite di turno per poi discutere di altri temi. La chiacchierata\, che ha sempre un ritmo serrato\, passa da un carattere personale\, con il racconto di un proprio vissuto\, ad un confronto su una questione politica. Il tutto condito con grande ironia e con incursioni musicali e poetiche per far vivere un’esperienza teatrale unica al pubblico invitato spesso a partecipare. \n\n\n\nLa voce della resident band è di Greg Rega\, la compagnia è formata da Rosaria Vitolo e Nicola Galiero e a cui si aggiungono Nadir Jalill\, Emilia Vitulano\, Marcello Raimondi\, Salvatore Belcolore\, Francesco Aragona. Il live show è prodotto da Demons podcast e Arealive e distribuito da Sony Music Italia. \n\n\n\nDa quest’anno Demons diventa anche produzione di podcast. Dopo l’esperienza acquisita\, il progetto e pronto a lanciare nuovi talenti del settore.
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LOCATION:Teatro Arcas\, Via della Veterinaria\, 63\, Napoli\, ITA\, 80137\, Italy
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SUMMARY:"CANTO DEGLI ESCLUSI" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Portare in scena una vita incandescente\, acuminata\, volutamente priva di metafore. \n\n\n\nLasciare che il racconto si riveli in tutta la sua cruda sincerità\, senza orpelli\, con la ferocia dell’urgenza. \n\n\n\nQuesta la tensione che il Canto degli esclusi\, ideato da Alessio Boni e Marcello Prayer\, cerca di incarnare con il pudore che si riserva alla rarità. \n\n\n\nTra poesie e aforismi – che sono ricordi\, lancinanti sofferenze\, gioie volteggianti\, passioni sussurrate – Alda Merini ritorna con tutta la sua potenza e fragilità\, in un’elegante intimità marcata da dubbi\, rimorsi\, speranze e visioni che solamente i messaggeri celesti sanno decifrare e far danzare. \n\n\n\nUn Concertato a due  che si fonde in un’unica voce avvolgente\, capace di tratteggiare i lati oscuri della coscienza\, i silenzi e i fantasmi che hanno abitato la mente di questa donna\, senza valicare i confini che il mistero erige a esigenza di una vita compiuta. \n\n\n\nNel mondo carsico della poetessa dei Navigli scorre una gonfia vena ironica che lambisce – indistintamente – leggerezza e drammaticità\, lasciando nelle pieghe più intime dell’animo una traccia volubile da impastare con la materia di tutti i giorni. \n\n\n\nRimarremo – consapevoli o meno – degli esclusi\, ma forse sapremo cantare. \n\n\n\n Se un poeta dona le proprie carte con l’intenzione di regalare i propri patimenti\, le ansie\, le sue mille anime\, gli altri dovrebbero ringraziarlo perché\, con gli occhi rarefatti dalla follia\, sta guardando il destino anche per loro. Le foglie del destino sono vagabonde\, scorrevoli e piene di baci nascosti.  Alda Merini\, “Reato di vita. Autobiografia e poesia”  \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo \n\n\n\n 3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY: Sissi l’imperatrice al Teatro India
DESCRIPTION:La vita inquieta e tormentata dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria si anima sul palcoscenico del Teatro India dal 27 gennaio al 1° febbraio con Sissi l’imperatrice\, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi. A vestire i panni di Sissi\, Federica Luna Vincenti\, in un ritratto generale che man mano che si compone mette in luce una donna tanto anticonformista\, quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della corte viennese\, e anche la grande poesia e la voglia di libertà di una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”. \n\n\n\nAnoressica\, in eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli\, sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa al tempo stesso\, ma tutt’altro che astratta\, rivolta infatti anche verso le più delicate questioni sociali: dalle sofferenze delle minoranze etniche\, ai soprusi subiti dal proletariato. Antimperialista e disgustata dalle atrocità delle guerre che divampano intorno a lei\, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo\, della sua acconciatura\, alla scelta delle scarpe\, una barriera contro il senso di morte che aleggia intorno a lei. Profeta dell’imminente crollo dell’impero asburgico\, l’imperatrice ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo\, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione\, del razzismo e della guerra sono più virulente che mai. \n\n\n\nSissi l’Imperatrice è un testo che si snoda in vari quadri\, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del carattere e del pensiero dell’Imperatrice: dalla filosofia al sesso\, dalla politica all’arte. Ne emerge la figura di una donna sfortunata\, irripetibile\, la cui sensibilità ferita parla a tutti noi\, alle nostre ferite. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà\, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari\, delle sue poesie\, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito\, ma non prima di sessant’anni dal 1890. \n\n\n\nUn testamento spirituale che\, censurato a lungo per le aspre critiche alla corte viennese\, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980\, quando\, al momento della prima pubblicazione\, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International\, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.  \n\n\n\nUn percorso dove\, senza reticenze\, Sissi ci parla di sé\, della sua Weltanschauung\, in quel suo modo crudo\, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare\, e quelle che si versano scorrono tutte invano”\, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata\, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli\, un senso di colpa che\, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento\, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti\, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti\, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”. \n\n\n\n«Sissi l’imperatrice\, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi\, imperatrice suo malgrado\, ma donna irripetibile\, il cui animo sembra però parte di tutti noi – commenta l’autore e il regista Roberto Cavosi – Un’immagine molto lontana dal ritratto di donna solare che normalmente abbiamo dell’Imperatrice. Ancora oggi quando cerco di dare un volto a quei sentimenti non posso fare a meno d’associarli a lei. Anni fa\, poi\, mi sono casualmente “imbattuto” in un interessante saggio dal titolo “Le Indomabili” a firma di due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff. Nel saggio venivano esaminate come anoressiche le figure di Antigone\, Simone Weil\, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria. Studiando più a fondo l’anoressia\, la caratteristica che più mi ha colpito è senz’altro l’indomita forza che scaturisce da chi ne soffre\, una forza sprigionata da una ricerca spasmodica di purezza\, di libertà. Energia ribelle\, rivoluzionaria\, sovversiva in quanto paradossalmente alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. Una contraddizione che alle massime conseguenze porta il malato a non avere via di scampo\, considerando sporco e letale tutto ciò che ingerisce. Elisabetta viveva oltretutto in una Corte i cui codici erano per lei insopportabili ancor più del cibo. Ecco quindi delinearsi in me una figura sorprendente\, fortissima e debolissima al tempo stesso. Un’anima la cui sofferenza diventa ribellione\, il dolore sovversione\, la melanconia riscatto e l’astinenza coraggio. Prerogative così spiccate in lei che hanno segnato anche i suoi ideali sociali e politici facendone una donna dal pensiero modernissimo\, sicuramente avanti coi tempi: dalla sensibilità verso le minoranze etniche\, fino al più acre disgusto verso la crudeltà di qualunque guerra e di ogni imperialismo. E nei tempi in cui viviamo\, così voraci di tutto questo\, non potrei avere “Personaggio” migliore da portare sulla scena.»
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Appuntamento speciale al Teatro de’ Servi il 27 e il 28 gennaio con Gianluca Iacono e il suo VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO\, con la regia di Nicola Nocella. \n\n\n\nIn VEGETA E’ MORTO E L’HO UCCISO IO Gianluca Iacono è la voce di Vegeta\, uno dei personaggi principali di Dragon Ball\, serie d’animazione tra le più famose al mondo.Oggi però è una giornata no per Gianluca. È stanco della sua voce. È stanco d’essere definito solo attraverso i personaggi che ha interpretato. Sarà mica questa la vita di un doppiatore? Essere solo una voce? \n\n\n\n Questo lavoro è una maledizione dalla quale è impossibile liberarsi?Gianluca si troverà a porsi queste domande mentre cerca di trovare un attimo di pace da tutti i personaggi da lui interpretati che cercano di avere le sue attenzioni\, il suo tempo… la sua vita. E per porre fine a tutto questo\, sarà costretto a commettere un gesto estremo: uccidere Vegeta! \n\n\n\nNel corso dello spettacolo Gianluca Iacono si troverà a interagire con gran parte dei personaggi doppiati da lui… ma anche con se stesso. Per mettere in scena l’eterogeneità dei personaggi a cui ha dato voce\, si è pensato di rivolgersi a tre artisti con stili diversi (stile manga per i personaggi Anime\, stile realistico per gli attori in carne ed ossa e stile cartoon per i pupazzi). Lo spettacolo mette in scena qualcosa di mai visto a teatro. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli ore 21 \n\n\n\nBiglietti 22€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Sette bambine ebree - Pièce per Gaza" al Teatro Nazionale di Genova
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, il Teatro Nazionale di Genova presenta una produzione in prima nazionale scegliendo un testo di Caryl Churchill\, nella traduzione di Masolino d’Amico che\, dal 2009\, sta avendo molta risonanza internazionale per la sua scrittura essenziale\, potente e simbolica.  \n\n\n\nCarlo Orlando – che frequenta da molte stagioni il teatro di Genova con cui collabora in special modo ai progetti speciali e alle attività pedagogiche della scuola di recitazione “Mariangela Melato” – cura la regia ed è anche interprete\, condividendo la scena con cinque attrici e attori. \n\n\n\nCaryll Churchill – autrice rigorosa e attenta che\, dal suo esordio affonda nelle pieghe del presente dosando toni asciutti ed evocazioni simboliche – è tra i grandi nomi della drammaturgia internazionale\,  \n\n\n\nconsiderata la più importante drammaturga inglese vivente. Ha scritto Sette bambine ebree nel 2009\, all’indomani della brutale operazione militare Piombo fuso\, condotta dall’esercito israeliano a Gaza\, che portò alla morte di oltre 1400 persone. A quasi venti anni nulla sembra essere cambiato e il testo assume tutti i connotati di una folgorante opera di denuncia. Infatti\, nella sua icastica brevità (poche pagine) si rivela\, come pochi altri lavori di drammaturgia contemporanea a tema storico\, aspro e feroce. Una narrazione tagliente\, potente e inesorabile che ripercorre quasi cento anni di storia ed evoca\, a tratti\, la grande tragedia greca. \n\n\n\nLa struttura di Sette Bambine Ebree prevede sette quadri\, per altrettanti discorsi che attraversano il corso della storia\, prendendo le mosse proprio dal doloroso ricordo della Shoah\, fino alla nascita dello Stato di Israele\, dalla Guerra dei sei giorni fino ad oggi. Ma\, quadro dopo quadro\, come in un lungo poema epico\, che mescola disperazione e pietà\, sogno e realtà\, violenza e tenerezza\, questa opera svela le contraddizioni assolute e dolenti dapprima del popolo ebraico poi dello stato di Israele: un’opera fortemente empatica\, ma anche di denuncia.  \n\n\n\nProprio come Eschilo volle dare voce agli sconfitti Persiani\, svelando il pensiero e il dolore dell’Altro\, qui Caryll Churchill non esita a chiamare in causa un coro sconosciuto\, semplice e popolare\, che evoca conflitti e violenze\, sogni e disillusioni\, paure e follie\, bellezze e orrori\, colpe e responsabilità. Churchill non arretra di fronte a quanto accaduto nel passato recente di Israele e richiama il principio di responsabilità che tutti\, nessuno escluso\, devono assumersi. La speranza\, forse\, è in quelle bambine\, testimoni inconsapevoli\, da proteggere e amare\, da far crescere nella pace e in libertà. \n\n\n\n«Nel testo rivive con sintesi folgorante tutta la tragedia del popolo ebraico\, messa di fronte all’altra orribile tragedia che si svolge sotto i nostri occhi\, in diretta televisiva o streaming: il genocidio del popolo palestinese» – dichiara Carlo Orlando – «L’attualità diventa storia\, la storia diventa un mito». \n\n\n\nIn scena un gruppo di sei attrici e attori di varie generazione della scuola genovese (Eva Cambiale\, Paolo Li Volsi\, Caterina Tieghi\, Elisa Carucci\, Pietro Desimio e lo stesso Carlo Orlando ) si muove seguendo una precisa partitura coreografica ideata da Claudia Monti; le musiche dal vivo a cura di Alessandra Ravizzaaccompagnano e caratterizzano i vari quadri: la compositrice ha creato una sorta di soundtrack in cinque movimenti\, attingendo da sonorità e brani che spaziano tra i canti hiddish\, ninna nanne\, la tradizione palestinese\, i beat e i campionamenti dell’elettronica\, il folclore arabo e la canzone pop; scene e costumi portano la firma di Laura Benzi.  \n\n\n\nCarlo Orlando non ha voluto portare in scena dei “personaggi”: «Il testo – spiega – è il canto di un coro\, una famiglia che diventa clan e popolo e che si rivolge a una piccola bambina che non compare mai. Un coro che è specchio di una coscienza lacerata\, dove voci violente e spietate si alternano a disperate grida d’aiuto. Un coro che è specchio della nostra coscienza\, testimone di un orrore che è incapace di arrestare». \n\n\n\nNote  \n\n\n\n«È in nome della responsabilità\, non della colpa – ha scritto Michela Murgia – se ogni anno celebriamo la Giornata della Memoria delle vittime del nazismo (…) abbiamo capito tutti che occorre lottare quotidianamente contro i focolai del razzismo che ancora permangono nella nostra società…». \n\n\n\nProprio per ribadire la necessaria responsabilità individuale e collettiva\, un teatro pubblico quale il Teatro Nazionale di Genova si impegna da sempre nella celebrazione di una giornata cardine dei valori civili e sociali come la “Giornata della Memoria” in omaggio alle vittime della Shoah\, l’olocausto di milioni di ebrei perpetrato dalla Nazifascismo.  \n\n\n\nCome ha dichiarato Davide Livermore\, direttore del Teatro Nazionale di Genova: «La mia direzione artistica\, da sempre\, ha tenuto come cardine fondamentale\, il valore della memoria: memoria da rispettare e intendere non come banale “altarino”\, ma come fondamento della mia vita e della nostra ricerca teatrale. La memoria è una compagna di viaggio straordinaria. Dunque\, il Teatro Nazionale di Genova intende riaffermare\, come ogni anno\, la necessità di ricordare con pensieri e azioni non solo quanto accaduto negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale\, ma tutte le sofferenze\, anche recenti\, dei popoli vittime della guerra\, a partire dall’Olocausto. Così come vogliamo ricordare anche le sofferenze di Rom\, Sinti e Camminanti\, e di tutte quelle individualità e comunità invise al regime nazista. Il teatro è nato insieme alla democrazia: è il luogo in cui vive la democrazia del dialogo\, fondata sullo scambio di idee e sul confronto pacifico con l’Altro da sé. Non pensiamo di arrenderci\, non pensiamo di accettare passivamente\, di rinunciare a fare teatro. Il teatro è ancora bene pubblico\, di tutti\, della comunità». \n\n\n\nCaryll Churchill (Londra 1938)\, esordisce all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi. La sua prima commedia\, Owners\, fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre\, che in seguito mise in scena anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire\, 1976; Cloud nine\, 1979). I suoi testi a tema storico e di costume\, non convenzionali e fortemente impegnate\, ma aliene da ogni forma di didatticismo\, sono caratterizzate dalla brillante efficacia dei dialoghi e delle invenzioni; tra i suoi lavori\, ricordiamo: Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006) e negli ultimi anni: Gli amici di Barbablu e Settimo Cielo. È considerata tra le più importanti e rappresentate autrici contemporanee. Le sue opere teatrali costituiscono un opus ricco e affascinante e affrontano temi di grande attualità\, come femminismo e questioni di genere\, guerra\, colonialismo\, abuso di potere. È stata pubblicata in Italia da case editrici come Costa & Nolan\, Editoria & Spettacolo e Cue Press. \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:"Mad Club" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Nel cuore di un elegante hotel\, un lutto misterioso coinvolge vite sospese tra inquietudini e ambizioni segrete. Due storie parallele si delineano a poco a poco fino a confondersi l’una con l’altra: tutto si evolve\, si mescola e si ribalta di continuo in un gioco sottile tra finzione e realtà che genera un noir spiazzante dove ironia e tragedia si rincorrono tra jazz\, ombre e dubbi amletici.  \n\n\n\nPremiato lo scorso ottobre\, il testo di Gemma Costa\, che prosegue con questa nuova creazione un percorso autoriale giunto al settimo lavoro\, scivola tra ribaltamenti di ruolo e tensione costante; ogni certezza vacilla e il colpo di scena è sempre imminente. Tra gelosia\, desideri nascosti e relazioni ambigue\, lo spettacolo dialoga con l’immaginario noir degli anni ’40\, offrendo uno sguardo attento\, critico e contemporaneo sul femminile.  \n\n\n\nLa regia\, firmata da Miranda Angeli\, autrice e regista del cortometraggio La verità\, finalista ai Nastri d’Argento 2024 nella cinquina speciale “Contro la violenza di genere”\, e da Gemma Costa\, premiata per la miglior regia al Festival InDivenire 2025\, imprime alla scena un ritmo serrato e costruisce relazioni sottili tra i personaggi.  \n\n\n\nIn scena Michele Breda\, vincitore del premio miglior attore under30 al Festival InDivenire 2023\, Gemma Costa e Vittorio Magazzù\, noto per le sue interpretazioni nelle serie di successo Rosy Abate e The Bad Guy\, si muovono tra conflitti\, fragilità e non detti.  \n\n\n\nA sostenere l’atmosfera è la colonna sonora originale jazz\, “Un sogno nel cuore”\, composta da Giulia Mutti\, cantautrice dalla penna originale\, finalista a Sanremo Giovani e al Premio Fabrizio De André. \n\n\n\nI costumi sono di Giovanni Schiera\, artista di grande esperienza e sensibilità\, attivo tra cinema\, televisione e teatro. Aiuto regia Ylenia Rubbini e aiuto costumista Emma Campana.
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SUMMARY:“Misurare il salto delle rane” al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Vincitore del Premio della Critica A.N.C.T. 2025\, arriva al Teatro Vascello\, dal 27 gennaio all’8 febbraio\,“Misurare il salto delle rane” uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo\, testo di Gabriele Di Luca\, anche regista insieme a Massimiliano Setti\, che vede in scena le tre attrici Noemi Apuzzo\, Elsa Bossi e Chiara Stoppa. Una produzione Fondazione Teatro Due\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, Teatro Stabile d’Abruzzo\, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47. \n\n\n\nAmbientata in un piccolo paese di pescatori negli anni ’90\, Misurare il salto delle rane è una dark comedyche vede protagoniste tre donne di diverse generazioni – Lori\, Betti e Iris – unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato\, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno\, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità\, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate.  \n\n\n\nPartendo da questo habitat\, Misurare il salto delle rane vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che\, in modo diverso\, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età\, tre mondi\, tre stagioni della vita che si intrecciano nelle loro esistenze\, scavate da lutti e assenze\, ma anche da rinascite\, alleanze e complicità profonde. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne\, endemiche nei contesti rurali dell’epoca\, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive.  \n\n\n\nLo spettacolo esplora le contraddizioni dell’esistenza: la pesantezza e la leggerezza\, il dolore e il riso\, il radicamento e il desiderio di evasione. Attraverso dialoghi taglienti e situazioni paradossali\, momenti di puro lirismo e gesti simbolici\, che si intrecciano nella narrazione\, alternando momenti di intensità visiva a passaggi di caustica comicità\, Carrozzeria Orfeo costruisce un racconto intimo\, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell’ironia. Misurare il salto delle rane è in fondo un invito a confrontarsi con i propri limiti\, a cercare la bellezza nei gesti semplici\, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano\, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi\, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera. \n\n\n\nIl testo è stato pubblicato nel 2025 da Cue Press\, con Prefazione di Rodolfo di Giammarco\, Introduzionedi Giulio Baffi e Postfazione/Lettera ai personaggi di Maura Gancitano. \n\n\n\nNOTE DI DRAMMATURGIA | Gabriele Di Luca \n\n\n\n«Misurare il salto delle rane è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana\, creatura anfibia\, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento\, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione\, l’abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva\, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto. Per Betti\, con la sua ossessione per le gare di salto\, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria contro un destino che l’ha marchiata come pazza. Iris ha già compiuto un salto significativo\, abbandonando la sua vita agiata per seguire l’impulso di consegnare quel messaggio\, ma si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Misurare questi salti è un’impresa impossibile: come quantificare il coraggio\, la disperazione\, la speranza? Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere\, il salto diventa anche atto politico: scegliere di non restare immobili\, di non accettare passivamente il ruolo imposto. Le tre protagoniste\, ciascuna a suo modo\, saltano oltre le convenzioni\, rifiutando di rimanere intrappolate nei ruoli prescritti di madre perfetta\, donna “normale” o moglie ideale». \n\n\n\nCarrozzeria Orfeo \n\n\n\nGabriele Di Luca e Massimiliano Setti\, sono direttori artistici di Carrozzeria Orfeo\, compagnia teatrale professionista fondata nel 2007 insieme a Luisa Supino\, una società cooperativa di impresa sociale\, con sede a Mantova\, dove gestisce lo spazio di Sala Maddalena a Curtatone. 12 spettacoli prodotti\, 1 film\, una community digitale composta da 24.000 followers su Facebook e oltre 21.000 su Instagram\, 5 progetti finanziati da Fondazione Cariplo\, 6 testi teatrali di Gabriele Di Luca pubblicati da Cue Press\, 15 riconoscimenti nazionali tra premi e menzioni speciali: tutto questo fa di Carrozzeria Orfeo una tra le compagnie più apprezzate del teatro italiano\, un punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea nazionale. Il suo teatro pop\, fatto di drammaturgie originali ispirate all’osservazione del nostro tempo\, mescola i generi\, fonde il divertimento al dramma\, mantenendo costante l’attenzione per il pubblico\, da sempre interlocutore privilegiato della Compagnia.   \n\n\n\nNoemi Apuzzo\, vigevanese\, classe 1993\, dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Pavia\, si diploma alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino nel 2018\, sotto la direzione di Valter Malosti. Ha lavorato con Licia Lanera (Roberto Zucco)\, Leonardo Lidi (Il Dito)\, Andrea De Rosa (Satyricon)\, Valter Malosti (Se questo è un uomo)\, Gabriele Russo (Don Juan in Soho)\, Veronica Cruciani (Le Serve) e con la compagnia Biancofango. Nel 2020 entra nel cast di Cous Cous Klan di Carrozzeria Orfeo. Prosegue la sua formazione con il progetto BAT_Bottega Amletica Testoriana\, a cura di Antonio Latella\, progetto vincitore del Premio Speciale Ubu 2024.  \n\n\n\nElsa Bossi\, nata a Lodi\, classe 1968\, diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova\, debutta nel Tito Andronico di Peter Stein. Collabora con il Teatro del Carretto (Sogno di una notte di mezza estate\, Premio Ubu 1991\, Pinocchio\, Amleto\, Le mille e una notte) e lavora\, tra gli altri\, con Gallione\, Sciaccaluga\, Garella\, Solari\, Pezzoli\, Musso\, Carrozzeria Orfeo. È autrice e interprete di La Religiosa da Diderot\, Ada. La solitaria da Ada Negri\, e firma per Teatro Gioco Vita la drammaturgia di Babar. Conduce laboratori e progetti teatrali in scuole e carceri. Al cinema ha recitato in Giorni e nuvole di Silvio Soldini\, La logica delle cose e 0\,9 Ampere. \n\n\n\nChiara Stoppa\, nata a Pordenone\, classe 1979\, si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro nel 2002\, lavorando con Luca Ronconi\, poi con Patroni Griffi\, Franca Valeri\, Marinoni\, De Bosio. Dal 2008 collabora stabilmente con ATIR Milano\, di cui è anche presidente per sei anni\, e prende parte a numerosi spettacoli diretti da Serena Sinigaglia. Dal 2023 lavora con la compagnia Orsini e Massimo Popolizio. Affianca all’attività attoriale la regia e la conduzione di laboratori e spettacoli con persone con disabilità e con bambini e ragazzi. È co-autrice e interprete di testi teatrali originali. \n\n\n\nCALENDARIO 2026  \n\n\n\n3-4 gennaio 2026 | Chieti – Teatro Marrucino \n\n\n\n9 gennaio 2026 | Rimini – Teatro Galli  \n\n\n\n11 gennaio 2026 | Lecce – Teatro Koreja \n\n\n\n13 gennaio 2026 | Cava De’ Tirreni (Sa) – Teatro Siani \n\n\n\n16 gennaio 2026 | Faenza – Teatro Masini \n\n\n\n17 gennaio 2026 | Cervia – Teatro Walter Chiari  \n\n\n\n18 gennaio 2026 | Valdagno – Cinema Teatro Super \n\n\n\n20 gennaio 2026 | Meano (Tn) – Teatro di Meano \n\n\n\n22 gennaio 2026 | Jesi – Teatro Pergolesi \n\n\n\n27 gen-8 feb 2026 | Roma – Teatro Vascello \n\n\n\n10 febbraio 2026 | Porto San Giorgio – Teatro Comunale \n\n\n\n11 febbraio 2026 | Urbino – Teatro Sanzio \n\n\n\n13 febbraio 2026 | Reggello – Teatro Excelsior \n\n\n\n19 aprile 2026 | Varese – Teatro di Varese \n\n\n\n21-26 aprile 2026 | Milano – Teatro Elfo Puccini \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, infopromozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria \, acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/misurare-il-salto-delle-rane/268573 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16
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SUMMARY: Rossellini Spazio Jazz
DESCRIPTION:Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti\, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico\, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti e giovani generazioni\, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.  \n\n\n\nLa programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine\, intrecciando grandi ensemble\, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio\, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances\, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli\, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione\, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera\, alle 21.00\, il palco accoglie il Diafrik 4et\, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio\, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei\, dal jazz al soul\, dal reggae alle sonorità latin. \n\n\n\nMartedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande\, chitarrista capace di fondere contrappunto classico\, improvvisazione jazz\, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica\, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario\, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri\, città e memorie\, condiviso con Maria Letizia Gorga\, voce narrante e interprete\, e con Jacopo Ferrazza\, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici. \n\n\n\nIl 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna\, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria\, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga\, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni\, esili e racconti di viaggio\, dove jazz\, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili. \n\n\n\nLa rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026\, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli\, Stefano Fariselli\, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area\, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta\, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli\, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli\, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon. \n\n\n\nNel suo insieme\, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti\, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche\, generazioni e geografie sonore\, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca\, libertà e immaginazione. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz marzo 2026 \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni ì
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SUMMARY:"Tre modi per non morire - Baudelaire\, Dante\, i Greci" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Toni Servillo è il protagonista di Tre modi per non morire – Baudelaire\, Dante\, i Greci di Giuseppe Montesano\, che andrà in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 28 gennaio all’1 febbraio. Le luci dello spettacolo sono di Claudio De Pace. \n\n\n\nProdotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, Tre modi per non morire è un viaggio teatrale che attraversa tre momenti in cui i poeti ci hanno insegnato a cercare la vita. Il recital\, scritto da Montesano e interpretato da Servillo\, individua nel maudit Charles Baudelaire\, nel sommo Dante e nei classici greci gli autori che hanno messo in pratica\, e tuttora ci insegnano\, l’arte di non morire. \n\n\n\nLa serata si apre con Monsieur Baudelaire\, quando finirà la notte? dove si racconta come la bellezza combatta la depressione e l’ingiustizia; prosegue con Le voci di Dante\, dove alcuni celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra loro da un racconto che li illumina a partire dal presente; approda infine a Il fuoco sapiente dei Greci\, dove poesia e filosofia accendono una visione capace di immaginare il futuro.  \n\n\n\nTre modi per non morire è un viatico per ritrovare le parole che nutrono la nostra interiorità\, interpretate da un attore con tutto il suo corpo e la sua anima. In questi tempi oscuri\, incerti e gravosi\, nei quali siamo tutti inquieti\, impoveriti\, spaventati\, sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno: ci manca l’amore\, ci manca la vita. Ma è grazie alla poesia che possiamo ritrovare la forza e la voglia di vivere. \n\n\n\n«Vogliamo dimostrare – spiega Toni Servillo – come si può battere la depressione dei nostri tempi inquieti con la poesia\, un antidoto alla paralisi del pensiero chiuso in cloud\, a una non vita che ci divora imponendoci nuove regole. Più andiamo indietro e più scopriamo che il futuro è antico». \n\n\n\nTre modi per non morire è uno spettacolo inusuale e a suo modo rivoluzionario\, perché pone al centro di una scena vuota un attore e la parola poetica\, capace di riattivare sentimenti profondi e dimenticati: «Bisogna toccare le persone con le parole che hanno senso e hanno bellezza – aggiunge Servillo – perché sono un antidoto contro la noia e il vuoto. Baudelaire\, ribelle poeta decadente\, che si oppone ai falsi miti del progresso; Dante che focalizza l’ignavia e con la Commedia ci sottopone a ogni possibile metamorfosi; e i Greci\, con la loro invenzione del teatro e del futuro». \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo\, Sala Grande –  \n\n\n\nTre modi per non morire \n\n\n\nBaudelaire\, Dante\, i Greci \n\n\n\ndi Giuseppe Montesano \n\n\n\ncon Toni Servillo \n\n\n\nluci Claudio De Pace \n\n\n\nproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \n\n\n\nsi ringrazia Agenzia Teatri \n\n\n\ndurata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni:  \n\n\n\nmercoledì 28 gennaio ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 29 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 30 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 31 gennaio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 1 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:“Ciak si gira! …Cinemà” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Galeotti furono Paolo Limiti\, Stelvio Cipriani\, Maurizio De Angelis\, Joan Luis Bacalov\, Fabio Frizzi e tanti altri autori che hanno firmato le pagine musicali più iconiche del cinema e della fiction. A loro è dedicato “Ciak si gira! …Cinemà”\, spettacolo in scena da mercoledì 28 gennaio a domenica 1 febbraio\, con Alma Manera e la partecipazione di Beppe Convertini\, diretti dall’autrice e regista Maria Pia Liotta\, anche curatrice delle musiche originali. \n\n\n\nLa voce di Alma Manera e le parole di Beppe Convertini\, al pianoforte il Maestro Kozeta Priftimentre sulla scena multimediale disegnata da Enrico Manera\, volteggiano i danzatori  \n\n\n\nEgon Polzone e Elisabeth Maria Casuccio. \n\n\n\nUn carosello di emozioni a cui si aggiungono le preziose mise studiate da Gai Mattiolo\, per uno spettacolo multidisciplinare che darà corpo e musica alle colonne sonore più importanti della settima arte. Brani noti in tutto il mondo che portano la firma di Maestri come Ennio Morricone\, Nino Rota e Nicola Piovani\, che hanno contribuito a rendere grande l’Italia del cinema nel mondo.
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SUMMARY:Tutta la poetica musicale di Alessandra Celletti in “Earth Song”
DESCRIPTION:La raffinata poetica musicale della pianista romana ALESSANDRA CELLETTI impreziosisce la colonna sonora di “Earth song”. Il nuovo film del regista curdo Erol Mintaş avrà la sua prima mondiale all’International Film Festival Rotterdam (IFFR)\, dal 29 gennaio all’8 febbraio 2026. \n\n\n\nEARTH SONG racconta la storia di Rojîn\, una donna curdo-finlandese alla scoperta di un passato complesso e delle verità nascoste nella diaspora curda. Il film intreccia segreti familiari\, identità e il bisogno umano di autenticità\, anche quando il mondo sembra crollare\, mescolando emozioni intime e disastri ecologici\, e ponendo la domanda: quanto conta la verità quando tutto sta finendo? \n\n\n\n«Per me\, il tema della ricerca della verità è un punto fermo\, tanto sul piano umano quanto su quello musicale.» spiega Alessandra Celletti «“Meditation” e “Crystals” sono due mie composizioni utilizzate nel film. Entrambe nascono da un’indagine sull’infinitamente piccolo e da un lavoro di sottrazione volto a mettere in luce le risonanze interiori e l’essenza timbrica del pianoforte. Quando Erol Mintaş mi ha chiesto di utilizzare queste musiche\, probabilmente ha riconosciuto nella mia poetica musicale la stessa tensione verso la ricerca della verità che attraversa il film. A queste si aggiungono due brani in cui interpreto musiche di Gurdjieff: “The waltz” e “Assyrian women mourners”. Il mio legame con Gurdjieff si è consolidato attraverso due incisioni discografiche\, in particolare l’album “Sacred honey”\, in cui rielaboro le sue composizioni secondo una mia personale visione. Portare la mia esperienza musicale nel film è stato un grande onore\, e non vedo l’ora di scoprire come le mie note si fonderanno con le immagini\, amplificando emozioni e poesia.» \n\n\n\nPer il regista Erol Mintaş\, EARTH SONG è un progetto speciale perché permette di raccontare la diaspora curda in modo non convenzionale\, dando voce a storie e identità spesso ignorate: «Il nostro amico spirituale Gurdjieff mi ha condotto verso la musica di Alessandra.» dichiara Erol Mintaş «La sua musica\, essenziale eppure carica di una profonda energia spirituale\, si è rivelata perfetta per le scene di danza terapeutica sufi nel film. Collaborare con Alessandra\, un’anima gentile e un’artista straordinaria\, è stato un vero privilegio. Spero con tutto il cuore di poter condividere di nuovo con lei un percorso creativo in futuro.» \n\n\n\nMeditation: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nCrystals: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nThe waltz (Gurdjieff): \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nAssyrian women mourners (Gurdjieff): \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPer seguire Alessandra Celletti: lnk.bio/alessandracelletti
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SUMMARY:NUOVA DATA CASTING UNDER 35 PER IL LABORATORIO TEATRALE “IL MARE A ROMA”
DESCRIPTION:A seguito del grande successo di partecipazione e dell’elevato numero di richieste pervenute per le giornate di casting del 21 e 28 gennaio\, Fonderia delle Arti annuncia una nuova sessione di selezioni\, che si svolgerà giovedì 29 gennaio\, dalle ore 10 alle 16\, presso la sede di Via Assisi 31\, Roma. \n\n\n\nIl progetto “IL MARE A ROMA” è un laboratorio teatrale completamente gratuito rivolto a giovani tra i 16 e i 35 anni\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’Avviso Pubblico curato dal Dipartimento Attività Culturali per il sostegno alla ricerca\, alla sperimentazione e alla formazione nello spettacolo dal vivo – Stagione 2025/26. \n\n\n\nIl laboratorio accoglierà un minimo di 15 allievi selezionati\, che non saranno soltanto interpreti\, ma anche autori e produttori dello spettacolo finale. Il percorso formativo sarà articolato in 38 incontri\, da febbraio a maggio 2026\, e culminerà con due rappresentazioni aperte al pubblico\, in programma il 29 e 30 maggio 2026\, con ingresso gratuito su prenotazione. \n\n\n\nIl team docente è composto da: \n\n\n\n·       Paolo Gasparini\, per recitazione\, tecnica e improvvisazione; \n\n\n\n·       Attilio Fontana\, per drammaturgia\, regia\, canto e tecniche di recitazione; \n\n\n\n·       Tommaso De Santis\, per analisi del testo\, studio dello spazio ed esplorazione della visione creativa. \n\n\n\n“IL MARE A ROMA” prosegue il percorso artistico avviato con ANTIGONE OGGI e ULISSE OGGI\, dedicato alla rilettura contemporanea degli archetipi del mito e dei grandi classici. Ambientato nella Roma di oggi\, il progetto intreccia memoria\, identità e trasformazione\, restituendo il viaggio come esperienza umana\, culturale ed emotiva. \n\n\n\nIl laboratorio intende favorire l’incontro tra generazioni diverse\, nella convinzione che il teatro sia un linguaggio universale capace di creare dialogo\, ascolto ed empatia. Un viaggio condiviso che conduce alla costruzione di un’opera inedita\, dove formazione\, creatività e relazione diventano strumenti per interrogare il presente. \n\n\n\nLa nuova sessione di casting del 29 gennaio rappresenta un’ulteriore opportunità per tutti i giovani interessati a partecipare a un’esperienza artistica e formativa di alto valore culturale. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nLaboratorio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 14\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 febbraio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 marzo \n\n\n\n7\, 10\, 13\, 17\, 20\, 24 e 27 aprile \n\n\n\n4\, 8\, 15\, 18\, 20\, 22\, 25\, 26\, 27\, 28 maggio (ultimi quattro giorni allestimento spettacolo e prove) \n\n\n\nSpettacoli \n\n\n\n29 e 30 maggio \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\n (Metro A\, fermate Ponte Lungo/Furio Camillo) \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nContatti \n\n\n\nFonderia delle Arti \n\n\n\n062754379 – 3349182821 – info@fonderiadellearti.com \n\n\n\nwww.fonderiadellearti.com \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/FonderiaArti \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/fonderiadellearti/ https://www.youtube.com/@fonderiadellearti
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SUMMARY:“Sulla Vetta - Teatro ad Alta Quota” al Teatro Comunale di Calascibetta
DESCRIPTION:Al via l’ottava edizione della stagione teatrale “Sulla Vetta – Teatro ad Alta Quota”\, organizzata a Calascibetta (Enna) da Latitudini Rete di drammaturgia siciliana\, in programma da gennaio a maggio 2026 presso il Teatro Comunale Contoli Di Dio. Un cartellone ricco e articolato che propone spettacoli di prosa contemporanea\, riletture dei classici\, teatro musicale e una sezione dedicata alle famiglie\, confermando la vocazione della rassegna a coniugare qualità artistica\, attenzione al territorio e apertura a pubblici diversi. \n\n\n\nLa stagione si aprirà il 29 gennaio con Col sudore della fronte di Mariangela Vacanti\, con Ivan Bertolami e musiche dal vivo di Antonio Smiriglia\, per la regia di Filippa Ilardo. Un potente teatro di testimonianza civile che racconta una vera storia di mafia vissuta in prima persona: il rifiuto del pizzo\, le intimidazioni\, la paura e la scelta di non piegarsi. Parola e canto si intrecciano in un racconto corale sul lavoro onesto\, sulla dignità e sulla libertà. \n\n\n\nIl 7 febbraio (fuori abbonamento) va in scena Sulle orme di Gaspara Stampa\, itinerario poetico-musicale con testi di Gaspara Stampa\, Maria Rosa Cutrufelli e Laura Tedesco\, regia e voce di Laura Tedesco e flauto di Alessandro Cilona. Lo spettacolo\, organizzato dalla sezione di Enna della Società Dante Alighieri\, restituisce un ritratto intimo e appassionato della grande poetessa rinascimentale\, intrecciando musica\, poesia e teatro in un dialogo tra il nostro presente e una figura femminile che ha saputo sovvertire le convenzioni del suo tempo. \n\n\n\nIl 27 febbraio è la volta di AgamennoMan\, testo e drammaturgia del brioso Collettivo V.A.N.\, una rilettura fisica\, corale e contemporanea del mito tragico\, che gioca con ironia\, musica e ritmo per riportare la tragedia classica al cuore del nostro immaginario. \n\n\n\nIl 20 marzo arriva Stretto di Giovanni Arezzo\, con Stefano Panzeri e le musiche dal vivo di Giorgia Faraone. È la storia di un uomo che deve attraversare a nuoto lo Stretto di Messina: un viaggio reale e simbolico\, tra memoria\, famiglia ed emigrazione\, in cui mito e biografia si fondono in un racconto sospeso tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nIl 10 aprile va in scena Riccardo III – Il potere a pezzi di Giuseppe Vignieri: una riduzione del capolavoro shakespeariano che\, attraverso ironia\, giullarate\, musica medievale e satira\, smaschera la farsa del potere e ne rivela le dinamiche di corruzione e crudeltà in una chiave sorprendentemente attuale. \n\n\n\nL’8 maggio chiude la programmazione serale Il pomo della discordia di Luana Rondinelli\, per la regia di Nicola Alberto Orofino: una deliziosa e graffiante riscrittura teatrale del mito che\, con toni ironici e psicologici\, mette al centro l’universo femminile e i temi del conflitto\, dell’identità e della trasformazione. \n\n\n\nAccanto alla prosa\, “Sulla Vetta” dedica un ampio programma di teatro per famiglie. Il 25 gennaio apre Il Principe Felice adattamento e regia di Elisa Di Dio\, tratto da Oscar Wilde: una fiaba poetica che parla di bellezza interiore\, amicizia e sacrificio\, capace di coinvolgere bambini e adulti con delicatezza e profondità. \n\n\n\nIl 15 febbraio va in scena Una missione per Gufetta di Iridiana Petrone: uno spettacolo per l’infanzia che\, con fantasia e diverse tecniche teatrali\, affronta temi attuali come la tutela dell’ambiente\, la responsabilità individuale e il valore della comunità. \n\n\n\nL’8 marzo è la volta di Lino e Lone\, storia di amicizia tra due “diversi” che scoprono come le differenze possano diventare risorsa e possibilità di incontro e crescita. \n\n\n\nIl 12 aprile conclude la sezione ragazzi Cuori Sioux\, una vivace fiaba teatrale che intreccia divertimento\, buoni sentimenti e difesa dei valori\, pensata per un pubblico di bambini e famiglie. \n\n\n\nCompleteranno il cartellone alcuni eventi fuori abbonamento\, tra cui in maggio uno spettacolo a cura dell’Associazione teatrale Contoli-Di Dio\, a testimonianza del legame con il territorio e dell’attenzione alla produzione locale. Tra maggio e giugno si terrà (in collaborazione con altri Comuni dell’Ennese) il progetto speciale Demetriadi\,  che ospiterà in luoghi archeologici e storici altamente simbolici\, quali il Villaggio Bizantino e le Grotte di Via Carcere di Calascibetta\, una serie di eventi\, tra i quali il Polifemo Innamorato di e con Giovanni Calcagno con musiche\, canti e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni\, una narrazione teatrale potente e suggestiva che rilegge il mito di Polifemo attraverso voce\, suono e tradizione e l’incontro workshop con Dario La Ferla\, approfondimento artistico dedicato a mito\, corpo scenico e immaginario contemporaneo.  \n\n\n\n“L’edizione 2026 di Sulla Vetta si conferma quale percorso teatrale completo e articolato\, capace di coinvolgere tutta la comunità di Calascibetta: adulti\, giovani\, famiglie e scuole. Un programma denso e ricco di spettacoli di qualità assoluta e rilievo. La collaborazione con la Società Dante Alighieri e l’inserimento del Progetto Speciale Demetriadi confermano l’impegno della Rete Latitudini nel costruire un’offerta culturale stabile e riconoscibile\, radicata nel territorio e aperta alla contemporaneità.” afferma il Presidente Gigi Spedale. Biglietti e abbonamenti: Sono disponibili biglietti singoli e abbonamenti per la stagione serale e per il teatro per famiglie\, oltre a una formula promozionale cumulativa. I nuovi abbonamenti saranno in vendita fino al 24 gennaio 2026. I biglietti per i singoli spettacoli saranno disponibili dal 25 gennaio 2026 per entrambe le rassegne. \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nPROMO – Abbonamento ordinario cumulativo (serale + famiglie): €   70\,00 \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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LOCATION:Teatro Comunale Contoli di Dio\, via Dante\, Calascibetta (En)\, ITA\, 94010\, Italy
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SUMMARY:Alla libreria ASEQ\, presentazione del libro "Astrologia Evolutiva Alchemica"
DESCRIPTION:Astrologia Evolutiva Alchemica descrive uno zodiaco fatto di 12 percorsi “piramidali” di trasformazione interiore e pensato per chi desidera trovare attraverso un percorso alchemico la propria Pietra Filosofale. Ogni segno zodiacale\, invece di essere associato a un significato univoco\, viene esaminato nella polarità duale con cui lo sperimenta il nostro ego terrestre\, anticamente separato dall’Amore Universale a causa di una ferita karmica diversa da segno a segno. L’autore propone un nuovo modo di connettersi alle stelle e di interpretare il significato che esse raccontano\, il quale – piuttosto che porsi in maniera alternativa rispetto ai diversi approcci astrologici già esistenti – mostra la sua carica di novità ed efficacia anche per la sua natura inclusiva e trasversale. L’Astrologia evolutiva alchemica rivela le 12 chiavi della trasformazione dell’individuo\, essenziali per comprendere e guarire la sua natura duale\, e le 12 vie alchemiche per trasformare la personalità di ogni segno e permetterle di riconnettersi all’anima\, così da dissolvere gli impianti eterici divisori e fermare la ruota del Karma che ci affligge manifestando ciò da cui fuggiamo. Dopo la comprensione di ogni segno secondo l’Astrologia evolutiva alchemica\, Pandolfi delizia il lettore con specifiche meditazioni pensate per ogni segno al fine di sciogliere definitivamente i nodi planetari.  \n\n\n\n«L’astrologia descritta in questo libro rivela le dodici chiavi della trasformazione dell’individuo\, le chiavi per comprendere e guarire la sua natura duale. Sono spiegate nel dettaglio dodici vie alchemiche\, dodici percorsi evolutivi per trasformare la personalità di ogni segno zodiacale\, e permetterle di riconnettersi all’anima. Questo testo è un contributo a tutti gli appassionati di astrologia e a tutti gli astrologi del mondo. È un contributo all’astrologia evolutiva\, affinché evolva lei stessa e accolga questo “aggiornamento” che a me è arrivato in dono». Alessandro Pandolfi  \n\n\n\nALESSANDRO PANDOLFI Ex ingegnere informatico\, ha studiato con Lidia Fassio\, allieva diretta di Lisa Morpurgo. Dopo anni di canalizzazioni\, ha abbandonato l’Astrologia psicologica per un nuovo modo di connettersi con gli astri\, da lui chiamato astrochanneling e attraverso il quale ha ricevuto gli insegnamenti dell’Astrologia evolutiva alchemica. Già autore di Astrologia Quantistica. Il gioco della dualità cosmica (Spazio Interiore 2017)\, ha fondato la Scuola di Astrologia Evolutiva Alchemica e si dedica alla rinascita di una Nuova Astrologia attraverso la pratica\, l’insegnamento e la ricerca costante. www.astrologiaevolutivaalchemica.com
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LOCATION:Libreria ASEQ\, Via dei Sediari\, 10\, Roma\, ITA\, 00186\, Italy
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