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SUMMARY: "La stanza di Julio Cortázar" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Dal 27 al 28 gennaio 2026\, al TeatroBasilica\, va in scena La stanza di Julio Cortázar\, progetto del Gruppo della Creta concepito come esperienza immersiva a turni (dalle 18.00 alle 23.00\, ogni trenta minuti per sei spettatori). Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Di Murro\, con drammaturgia di Tommaso Emiliani\, e prende forma nell’interpretazione di Jacopo Cinque e Bruna Sdao\, con disegno luci di Matteo Ziglio e costumi di Giulia Barcaroli. Tra rigore concettuale e dispositivo ludico\, l’opera si ispira all’immaginario e alla lezione di Rayuela di Julio Cortázar\, assumendone la struttura aperta e interrogativa: un teatro che non si limita a raccontare\, ma chiama lo spettatore a scegliere\, a dubitare\, a esporsi. La produzione è firmata Gruppo della Creta\, con consulenza scientifica di Joel Bardo. \n\n\n\nRayuela\, il “gioco della campana” in spagnolo\, è il capolavoro letterario di Julio Cortázar che rompe gli schemi tradizionali della narrazione: si può leggere in ordine lineare\, a salti o in modo arbitrario. Il risultato è sorprendente: è il lettore a determinare il senso del racconto.  \n\n\n\nNe La stanza di Julio Cortázar gruppi di sei spettatori dovranno porre delle domande e smascherare un’intelligenza artificiale che si finge umana. Per questo dentro La Stanza non c’è la classica storia\, dentro La Stanza si gioca. Un rompicapo sull’identità che indaga il rapporto tra uomo e macchina. \n\n\n\nInoltre\, mentre si aspetta il proprio turno di ingresso\, è possibile fare varie attività: guardare i video-diari che Jacopo Cinque ha registrato mentre allenava JackBot\, (il programma di intelligenza artificiale che il pubblico sarà chiamato ad interrogare per svelarne la vera natura)\, giocare a campana su dei tabelloni disegnati per terra; godersi un calice di vino e ascoltare la playlist a tema Rayuela. \n\n\n\nLo spettacolo – dopo lo studio della scorsa stagione – debutta in prima nazionale dal 27 al 28 gennaio al TeatroBasilica \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519Orario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30
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SUMMARY:"Destinatario sconosciuto" al Teatro Giuditta Pasta
DESCRIPTION:Al Teatro Giuditta Pasta di Saronno Destinatario sconosciuto\, uno spettacolo che parla con urgenza al presente Con Gianluca Gambino e Valter Schiavone – regia di Fabio Marchisio \n\n\n\nMartedì 27 gennaio 2026\, Giorno della Memoria\, il Teatro Giuditta Pasta di Saronno presenta Destinatario sconosciuto\, spettacolo tratto dal romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor\, interpretato da Gianluca Gambino e Valter Schiavone\, per la regia di Fabio Marchisio.La produzione è firmata Accademia dei Folli. \n\n\n\nAlle ore 20.00\, prima dell’inizio dello spettacolo\, il pubblico è invitato all’incontro “Oltre il Sipario”\, momento di dialogo e approfondimento che accompagna gli spettatori dentro i temi dell’opera\, offrendo chiavi di lettura storiche e contemporanee prima dell’ingresso in sala. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 20.45. \n\n\n\nScritto nel 1938\, quando l’Europa era già attraversata da propaganda\, leggi razziali e persecuzioni\, Destinatario sconosciuto racconta non l’orrore compiuto\, ma ciò che lo rende possibile. Attraverso lo scambio di lettere tra Max Eisenstein\, ebreo americano\, e Martin Schulse\, tedesco rientrato in patria\, il testo mette a fuoco il momento in cui l’odio non è ancora violenza\, ma parola\, silenzio\, assuefazione. \n\n\n\nAmici fraterni e soci in affari\, Max e Martin continuano a scriversi dopo la separazione. Ma con l’ascesa di Hitler al potere nel 1933\, qualcosa cambia: nelle lettere di Martin si insinua progressivamente l’ideologia nazista\, mentre Max assiste con sgomento alla trasformazione dell’amico. Non ci sono svolte improvvise\, ma un lento slittamento morale\, fatto di giustificazioni\, di distanza emotiva\, di responsabilità negate. \n\n\n\nIl punto di non ritorno arriva quando Max affida a Martin la sorte della sorella Griselle\, attrice austriaca ed ex amante di Martin\, decisa a recitare a Berlino nonostante i pericoli. La mancata scelta\, l’indifferenza\, il rifiuto di intervenire producono un esito tragico e un simbolico rovesciamento finale\, di straordinaria potenza teatrale. \n\n\n\nIn uno scenario internazionale segnato oggi da conflitti\, crisi umanitarie\, polarizzazioni politiche e dal ritorno di linguaggi d’odio\, Destinatario sconosciuto risuona con inquietante attualità. La storia di Max e Martin diventa una lente attraverso cui leggere il presente\, ricordando come le grandi tragedie collettive nascano spesso da piccoli cedimenti morali\, accettati come inevitabili. \n\n\n\nLo spettacolo non si limita a commemorare\, ma invita a interrogarsi sul valore della responsabilità individuale\, sul peso delle parole e sul ruolo di ciascuno di fronte ai segni della disumanizzazione. Un teatro civile che non offre risposte consolatorie\, ma pone domande necessarie. \n\n\n\nIgnorato per decenni dopo la sua pubblicazione\, Destinatario sconosciuto è stato riscoperto nel 1999\, diventando un caso editoriale internazionale per la sua lucidità e per la capacità di raccontare l’origine dell’odio senza mai nominarlo direttamente. \n\n\n\nCREDITIMARTEDÌ 27 GENNAIO 2026Ore 20.00 – Oltre il SiparioOre 20.45 – SpettacoloDESTINATARIO SCONOSCIUTOdi Katherine Kressmann Taylorregia Fabio Marchisiocon Gianluca Gambino e Valter Schiavonescene Matteo Capobiancocostumi Carola Fenocchioproduzione Accademia dei Folli
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LOCATION:Teatro Giuditta Pasta\, Via 1 Maggio snc\, Saronno (VA)\, ITA\, 21047\, Italia
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SUMMARY:"Demons live show" al Teatro Arcas di Napoli
DESCRIPTION:Al Teatro Arcas di Napoli\, sito in Via Veterinaria\, martedì 27 gennaio\, alle ore 20:30\, continua Demons live show\, il format ideato e diretto da Maldestro. Per il prossimo appuntamento\, sono previsti due ospiti d’eccezione: Davide Ddl\, stand up comedian apparso anche su Comedy Central Italia\, e Antonio Pascale\, scrittore\, saggista\, ispettore agrario e autore di libri come “La manutenzione degli affetti”\, “Le attenuanti sentimentali”\, “La foglia di fico”\, arrivato finalista al Premio Campiello\, e del recente “Cose umane”. I suoi lavori sono stati tradotti in più lingue ed è stato premiato in tutta Italia. \n\n\n\nDemons live show è l’evoluzione naturale del podcast Demons\, scritto e condotto dallo stesso Maldestro — on air su tutte le piattaforme streaming (YouTube\, Spotify\, Instagram) — e porta sul palco un’esperienza dal vivo che abbatte le barriere tra artista e pubblico\, trasformando lo spettacolo in un rito collettivo. \n\n\n\nUn appuntamento che unisce racconto e partecipazione\, in cui gli spettatori interagiscono in maniera diretta vivendo sulla propria pelle tante sensazioni diverse che vanno dall’olfatto all’udito.  \n\n\n\nDemons live show è un anche talk in cui di volta in volta Maldestro incontra una personalità del mondo della cultura\, che possa appartenere all’ambito culinario\, della musica o del teatro. Insieme affrontano tematiche importanti e verità scomode senza peli sulla lingua\, in modo schietto e diretto\, prendendo spunto da un lavoro curato dall’ospite di turno per poi discutere di altri temi. La chiacchierata\, che ha sempre un ritmo serrato\, passa da un carattere personale\, con il racconto di un proprio vissuto\, ad un confronto su una questione politica. Il tutto condito con grande ironia e con incursioni musicali e poetiche per far vivere un’esperienza teatrale unica al pubblico invitato spesso a partecipare. \n\n\n\nLa voce della resident band è di Greg Rega\, la compagnia è formata da Rosaria Vitolo e Nicola Galiero e a cui si aggiungono Nadir Jalill\, Emilia Vitulano\, Marcello Raimondi\, Salvatore Belcolore\, Francesco Aragona. Il live show è prodotto da Demons podcast e Arealive e distribuito da Sony Music Italia. \n\n\n\nDa quest’anno Demons diventa anche produzione di podcast. Dopo l’esperienza acquisita\, il progetto e pronto a lanciare nuovi talenti del settore.
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SUMMARY:"CANTO DEGLI ESCLUSI" al Teatro Greco di Roma
DESCRIPTION:Portare in scena una vita incandescente\, acuminata\, volutamente priva di metafore. \n\n\n\nLasciare che il racconto si riveli in tutta la sua cruda sincerità\, senza orpelli\, con la ferocia dell’urgenza. \n\n\n\nQuesta la tensione che il Canto degli esclusi\, ideato da Alessio Boni e Marcello Prayer\, cerca di incarnare con il pudore che si riserva alla rarità. \n\n\n\nTra poesie e aforismi – che sono ricordi\, lancinanti sofferenze\, gioie volteggianti\, passioni sussurrate – Alda Merini ritorna con tutta la sua potenza e fragilità\, in un’elegante intimità marcata da dubbi\, rimorsi\, speranze e visioni che solamente i messaggeri celesti sanno decifrare e far danzare. \n\n\n\nUn Concertato a due  che si fonde in un’unica voce avvolgente\, capace di tratteggiare i lati oscuri della coscienza\, i silenzi e i fantasmi che hanno abitato la mente di questa donna\, senza valicare i confini che il mistero erige a esigenza di una vita compiuta. \n\n\n\nNel mondo carsico della poetessa dei Navigli scorre una gonfia vena ironica che lambisce – indistintamente – leggerezza e drammaticità\, lasciando nelle pieghe più intime dell’animo una traccia volubile da impastare con la materia di tutti i giorni. \n\n\n\nRimarremo – consapevoli o meno – degli esclusi\, ma forse sapremo cantare. \n\n\n\n Se un poeta dona le proprie carte con l’intenzione di regalare i propri patimenti\, le ansie\, le sue mille anime\, gli altri dovrebbero ringraziarlo perché\, con gli occhi rarefatti dalla follia\, sta guardando il destino anche per loro. Le foglie del destino sono vagabonde\, scorrevoli e piene di baci nascosti.  Alda Merini\, “Reato di vita. Autobiografia e poesia”  \n\n\n\nORARIO SPETTACOLI \n\n\n\nMar–Mer -Ven ore 20.30 \n\n\n\nGiovedì ore 17.00 \n\n\n\nSabato ore 19.00 \n\n\n\nDomenica ore 17.00       \n\n\n\nInfo \n\n\n\n 3773474023
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LOCATION:Teatro Greco di Roma\, Via Ruggero Leoncavallo\, 10\, Roma\, 00199\, Italia
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SUMMARY: Sissi l’imperatrice al Teatro India
DESCRIPTION:La vita inquieta e tormentata dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria si anima sul palcoscenico del Teatro India dal 27 gennaio al 1° febbraio con Sissi l’imperatrice\, spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi. A vestire i panni di Sissi\, Federica Luna Vincenti\, in un ritratto generale che man mano che si compone mette in luce una donna tanto anticonformista\, quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della corte viennese\, e anche la grande poesia e la voglia di libertà di una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”. \n\n\n\nAnoressica\, in eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli\, sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa al tempo stesso\, ma tutt’altro che astratta\, rivolta infatti anche verso le più delicate questioni sociali: dalle sofferenze delle minoranze etniche\, ai soprusi subiti dal proletariato. Antimperialista e disgustata dalle atrocità delle guerre che divampano intorno a lei\, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo\, della sua acconciatura\, alla scelta delle scarpe\, una barriera contro il senso di morte che aleggia intorno a lei. Profeta dell’imminente crollo dell’impero asburgico\, l’imperatrice ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo\, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione\, del razzismo e della guerra sono più virulente che mai. \n\n\n\nSissi l’Imperatrice è un testo che si snoda in vari quadri\, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del carattere e del pensiero dell’Imperatrice: dalla filosofia al sesso\, dalla politica all’arte. Ne emerge la figura di una donna sfortunata\, irripetibile\, la cui sensibilità ferita parla a tutti noi\, alle nostre ferite. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà\, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari\, delle sue poesie\, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito\, ma non prima di sessant’anni dal 1890. \n\n\n\nUn testamento spirituale che\, censurato a lungo per le aspre critiche alla corte viennese\, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980\, quando\, al momento della prima pubblicazione\, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International\, rispettando così la volontà dell’Imperatrice.  \n\n\n\nUn percorso dove\, senza reticenze\, Sissi ci parla di sé\, della sua Weltanschauung\, in quel suo modo crudo\, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – “Le vere lacrime non si possono versare\, e quelle che si versano scorrono tutte invano”\, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata\, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli\, un senso di colpa che\, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento\, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti\, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti\, anche dell’Imperatore stesso: “Marito mio dove sei? Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna?”. \n\n\n\n«Sissi l’imperatrice\, è un testo dove alte si fanno le “grida” della sfortunata Sissi\, imperatrice suo malgrado\, ma donna irripetibile\, il cui animo sembra però parte di tutti noi – commenta l’autore e il regista Roberto Cavosi – Un’immagine molto lontana dal ritratto di donna solare che normalmente abbiamo dell’Imperatrice. Ancora oggi quando cerco di dare un volto a quei sentimenti non posso fare a meno d’associarli a lei. Anni fa\, poi\, mi sono casualmente “imbattuto” in un interessante saggio dal titolo “Le Indomabili” a firma di due psicologhe francesi: Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff. Nel saggio venivano esaminate come anoressiche le figure di Antigone\, Simone Weil\, Caterina da Siena ed Elisabetta d’Austria. Studiando più a fondo l’anoressia\, la caratteristica che più mi ha colpito è senz’altro l’indomita forza che scaturisce da chi ne soffre\, una forza sprigionata da una ricerca spasmodica di purezza\, di libertà. Energia ribelle\, rivoluzionaria\, sovversiva in quanto paradossalmente alimentata dall’eliminazione sistematica del cibo. Una contraddizione che alle massime conseguenze porta il malato a non avere via di scampo\, considerando sporco e letale tutto ciò che ingerisce. Elisabetta viveva oltretutto in una Corte i cui codici erano per lei insopportabili ancor più del cibo. Ecco quindi delinearsi in me una figura sorprendente\, fortissima e debolissima al tempo stesso. Un’anima la cui sofferenza diventa ribellione\, il dolore sovversione\, la melanconia riscatto e l’astinenza coraggio. Prerogative così spiccate in lei che hanno segnato anche i suoi ideali sociali e politici facendone una donna dal pensiero modernissimo\, sicuramente avanti coi tempi: dalla sensibilità verso le minoranze etniche\, fino al più acre disgusto verso la crudeltà di qualunque guerra e di ogni imperialismo. E nei tempi in cui viviamo\, così voraci di tutto questo\, non potrei avere “Personaggio” migliore da portare sulla scena.»
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:Appuntamento speciale al Teatro de’ Servi il 27 e il 28 gennaio con Gianluca Iacono e il suo VEGETA È MORTO E L’HO UCCISO IO\, con la regia di Nicola Nocella. \n\n\n\nIn VEGETA E’ MORTO E L’HO UCCISO IO Gianluca Iacono è la voce di Vegeta\, uno dei personaggi principali di Dragon Ball\, serie d’animazione tra le più famose al mondo.Oggi però è una giornata no per Gianluca. È stanco della sua voce. È stanco d’essere definito solo attraverso i personaggi che ha interpretato. Sarà mica questa la vita di un doppiatore? Essere solo una voce? \n\n\n\n Questo lavoro è una maledizione dalla quale è impossibile liberarsi?Gianluca si troverà a porsi queste domande mentre cerca di trovare un attimo di pace da tutti i personaggi da lui interpretati che cercano di avere le sue attenzioni\, il suo tempo… la sua vita. E per porre fine a tutto questo\, sarà costretto a commettere un gesto estremo: uccidere Vegeta! \n\n\n\nNel corso dello spettacolo Gianluca Iacono si troverà a interagire con gran parte dei personaggi doppiati da lui… ma anche con se stesso. Per mettere in scena l’eterogeneità dei personaggi a cui ha dato voce\, si è pensato di rivolgersi a tre artisti con stili diversi (stile manga per i personaggi Anime\, stile realistico per gli attori in carne ed ossa e stile cartoon per i pupazzi). Lo spettacolo mette in scena qualcosa di mai visto a teatro. \n\n\n\nPer informazioni e biglietti: \n\n\n\ntel. 06.6795130 | info@teatroservi.it \n\n\n\nOrario spettacoli ore 21 \n\n\n\nBiglietti 22€
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LOCATION:Teatro De’ Servi\, Via del Mortaro\, 22\, Roma\, 00187\, Italia
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SUMMARY:"Sette bambine ebree - Pièce per Gaza" al Teatro Nazionale di Genova
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, il Teatro Nazionale di Genova presenta una produzione in prima nazionale scegliendo un testo di Caryl Churchill\, nella traduzione di Masolino d’Amico che\, dal 2009\, sta avendo molta risonanza internazionale per la sua scrittura essenziale\, potente e simbolica.  \n\n\n\nCarlo Orlando – che frequenta da molte stagioni il teatro di Genova con cui collabora in special modo ai progetti speciali e alle attività pedagogiche della scuola di recitazione “Mariangela Melato” – cura la regia ed è anche interprete\, condividendo la scena con cinque attrici e attori. \n\n\n\nCaryll Churchill – autrice rigorosa e attenta che\, dal suo esordio affonda nelle pieghe del presente dosando toni asciutti ed evocazioni simboliche – è tra i grandi nomi della drammaturgia internazionale\,  \n\n\n\nconsiderata la più importante drammaturga inglese vivente. Ha scritto Sette bambine ebree nel 2009\, all’indomani della brutale operazione militare Piombo fuso\, condotta dall’esercito israeliano a Gaza\, che portò alla morte di oltre 1400 persone. A quasi venti anni nulla sembra essere cambiato e il testo assume tutti i connotati di una folgorante opera di denuncia. Infatti\, nella sua icastica brevità (poche pagine) si rivela\, come pochi altri lavori di drammaturgia contemporanea a tema storico\, aspro e feroce. Una narrazione tagliente\, potente e inesorabile che ripercorre quasi cento anni di storia ed evoca\, a tratti\, la grande tragedia greca. \n\n\n\nLa struttura di Sette Bambine Ebree prevede sette quadri\, per altrettanti discorsi che attraversano il corso della storia\, prendendo le mosse proprio dal doloroso ricordo della Shoah\, fino alla nascita dello Stato di Israele\, dalla Guerra dei sei giorni fino ad oggi. Ma\, quadro dopo quadro\, come in un lungo poema epico\, che mescola disperazione e pietà\, sogno e realtà\, violenza e tenerezza\, questa opera svela le contraddizioni assolute e dolenti dapprima del popolo ebraico poi dello stato di Israele: un’opera fortemente empatica\, ma anche di denuncia.  \n\n\n\nProprio come Eschilo volle dare voce agli sconfitti Persiani\, svelando il pensiero e il dolore dell’Altro\, qui Caryll Churchill non esita a chiamare in causa un coro sconosciuto\, semplice e popolare\, che evoca conflitti e violenze\, sogni e disillusioni\, paure e follie\, bellezze e orrori\, colpe e responsabilità. Churchill non arretra di fronte a quanto accaduto nel passato recente di Israele e richiama il principio di responsabilità che tutti\, nessuno escluso\, devono assumersi. La speranza\, forse\, è in quelle bambine\, testimoni inconsapevoli\, da proteggere e amare\, da far crescere nella pace e in libertà. \n\n\n\n«Nel testo rivive con sintesi folgorante tutta la tragedia del popolo ebraico\, messa di fronte all’altra orribile tragedia che si svolge sotto i nostri occhi\, in diretta televisiva o streaming: il genocidio del popolo palestinese» – dichiara Carlo Orlando – «L’attualità diventa storia\, la storia diventa un mito». \n\n\n\nIn scena un gruppo di sei attrici e attori di varie generazione della scuola genovese (Eva Cambiale\, Paolo Li Volsi\, Caterina Tieghi\, Elisa Carucci\, Pietro Desimio e lo stesso Carlo Orlando ) si muove seguendo una precisa partitura coreografica ideata da Claudia Monti; le musiche dal vivo a cura di Alessandra Ravizzaaccompagnano e caratterizzano i vari quadri: la compositrice ha creato una sorta di soundtrack in cinque movimenti\, attingendo da sonorità e brani che spaziano tra i canti hiddish\, ninna nanne\, la tradizione palestinese\, i beat e i campionamenti dell’elettronica\, il folclore arabo e la canzone pop; scene e costumi portano la firma di Laura Benzi.  \n\n\n\nCarlo Orlando non ha voluto portare in scena dei “personaggi”: «Il testo – spiega – è il canto di un coro\, una famiglia che diventa clan e popolo e che si rivolge a una piccola bambina che non compare mai. Un coro che è specchio di una coscienza lacerata\, dove voci violente e spietate si alternano a disperate grida d’aiuto. Un coro che è specchio della nostra coscienza\, testimone di un orrore che è incapace di arrestare». \n\n\n\nNote  \n\n\n\n«È in nome della responsabilità\, non della colpa – ha scritto Michela Murgia – se ogni anno celebriamo la Giornata della Memoria delle vittime del nazismo (…) abbiamo capito tutti che occorre lottare quotidianamente contro i focolai del razzismo che ancora permangono nella nostra società…». \n\n\n\nProprio per ribadire la necessaria responsabilità individuale e collettiva\, un teatro pubblico quale il Teatro Nazionale di Genova si impegna da sempre nella celebrazione di una giornata cardine dei valori civili e sociali come la “Giornata della Memoria” in omaggio alle vittime della Shoah\, l’olocausto di milioni di ebrei perpetrato dalla Nazifascismo.  \n\n\n\nCome ha dichiarato Davide Livermore\, direttore del Teatro Nazionale di Genova: «La mia direzione artistica\, da sempre\, ha tenuto come cardine fondamentale\, il valore della memoria: memoria da rispettare e intendere non come banale “altarino”\, ma come fondamento della mia vita e della nostra ricerca teatrale. La memoria è una compagna di viaggio straordinaria. Dunque\, il Teatro Nazionale di Genova intende riaffermare\, come ogni anno\, la necessità di ricordare con pensieri e azioni non solo quanto accaduto negli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale\, ma tutte le sofferenze\, anche recenti\, dei popoli vittime della guerra\, a partire dall’Olocausto. Così come vogliamo ricordare anche le sofferenze di Rom\, Sinti e Camminanti\, e di tutte quelle individualità e comunità invise al regime nazista. Il teatro è nato insieme alla democrazia: è il luogo in cui vive la democrazia del dialogo\, fondata sullo scambio di idee e sul confronto pacifico con l’Altro da sé. Non pensiamo di arrenderci\, non pensiamo di accettare passivamente\, di rinunciare a fare teatro. Il teatro è ancora bene pubblico\, di tutti\, della comunità». \n\n\n\nCaryll Churchill (Londra 1938)\, esordisce all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi. La sua prima commedia\, Owners\, fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre\, che in seguito mise in scena anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire\, 1976; Cloud nine\, 1979). I suoi testi a tema storico e di costume\, non convenzionali e fortemente impegnate\, ma aliene da ogni forma di didatticismo\, sono caratterizzate dalla brillante efficacia dei dialoghi e delle invenzioni; tra i suoi lavori\, ricordiamo: Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006) e negli ultimi anni: Gli amici di Barbablu e Settimo Cielo. È considerata tra le più importanti e rappresentate autrici contemporanee. Le sue opere teatrali costituiscono un opus ricco e affascinante e affrontano temi di grande attualità\, come femminismo e questioni di genere\, guerra\, colonialismo\, abuso di potere. È stata pubblicata in Italia da case editrici come Costa & Nolan\, Editoria & Spettacolo e Cue Press. \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:"Mad Club" al Teatro Tordinona
DESCRIPTION:Nel cuore di un elegante hotel\, un lutto misterioso coinvolge vite sospese tra inquietudini e ambizioni segrete. Due storie parallele si delineano a poco a poco fino a confondersi l’una con l’altra: tutto si evolve\, si mescola e si ribalta di continuo in un gioco sottile tra finzione e realtà che genera un noir spiazzante dove ironia e tragedia si rincorrono tra jazz\, ombre e dubbi amletici.  \n\n\n\nPremiato lo scorso ottobre\, il testo di Gemma Costa\, che prosegue con questa nuova creazione un percorso autoriale giunto al settimo lavoro\, scivola tra ribaltamenti di ruolo e tensione costante; ogni certezza vacilla e il colpo di scena è sempre imminente. Tra gelosia\, desideri nascosti e relazioni ambigue\, lo spettacolo dialoga con l’immaginario noir degli anni ’40\, offrendo uno sguardo attento\, critico e contemporaneo sul femminile.  \n\n\n\nLa regia\, firmata da Miranda Angeli\, autrice e regista del cortometraggio La verità\, finalista ai Nastri d’Argento 2024 nella cinquina speciale “Contro la violenza di genere”\, e da Gemma Costa\, premiata per la miglior regia al Festival InDivenire 2025\, imprime alla scena un ritmo serrato e costruisce relazioni sottili tra i personaggi.  \n\n\n\nIn scena Michele Breda\, vincitore del premio miglior attore under30 al Festival InDivenire 2023\, Gemma Costa e Vittorio Magazzù\, noto per le sue interpretazioni nelle serie di successo Rosy Abate e The Bad Guy\, si muovono tra conflitti\, fragilità e non detti.  \n\n\n\nA sostenere l’atmosfera è la colonna sonora originale jazz\, “Un sogno nel cuore”\, composta da Giulia Mutti\, cantautrice dalla penna originale\, finalista a Sanremo Giovani e al Premio Fabrizio De André. \n\n\n\nI costumi sono di Giovanni Schiera\, artista di grande esperienza e sensibilità\, attivo tra cinema\, televisione e teatro. Aiuto regia Ylenia Rubbini e aiuto costumista Emma Campana.
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SUMMARY:“Misurare il salto delle rane” al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Vincitore del Premio della Critica A.N.C.T. 2025\, arriva al Teatro Vascello\, dal 27 gennaio all’8 febbraio\,“Misurare il salto delle rane” uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo\, testo di Gabriele Di Luca\, anche regista insieme a Massimiliano Setti\, che vede in scena le tre attrici Noemi Apuzzo\, Elsa Bossi e Chiara Stoppa. Una produzione Fondazione Teatro Due\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, Teatro Stabile d’Abruzzo\, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47. \n\n\n\nAmbientata in un piccolo paese di pescatori negli anni ’90\, Misurare il salto delle rane è una dark comedyche vede protagoniste tre donne di diverse generazioni – Lori\, Betti e Iris – unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato\, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno\, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità\, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate.  \n\n\n\nPartendo da questo habitat\, Misurare il salto delle rane vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che\, in modo diverso\, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età\, tre mondi\, tre stagioni della vita che si intrecciano nelle loro esistenze\, scavate da lutti e assenze\, ma anche da rinascite\, alleanze e complicità profonde. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell’oppressione verso le donne\, endemiche nei contesti rurali dell’epoca\, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive.  \n\n\n\nLo spettacolo esplora le contraddizioni dell’esistenza: la pesantezza e la leggerezza\, il dolore e il riso\, il radicamento e il desiderio di evasione. Attraverso dialoghi taglienti e situazioni paradossali\, momenti di puro lirismo e gesti simbolici\, che si intrecciano nella narrazione\, alternando momenti di intensità visiva a passaggi di caustica comicità\, Carrozzeria Orfeo costruisce un racconto intimo\, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell’ironia. Misurare il salto delle rane è in fondo un invito a confrontarsi con i propri limiti\, a cercare la bellezza nei gesti semplici\, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano\, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi\, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera. \n\n\n\nIl testo è stato pubblicato nel 2025 da Cue Press\, con Prefazione di Rodolfo di Giammarco\, Introduzionedi Giulio Baffi e Postfazione/Lettera ai personaggi di Maura Gancitano. \n\n\n\nNOTE DI DRAMMATURGIA | Gabriele Di Luca \n\n\n\n«Misurare il salto delle rane è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana\, creatura anfibia\, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento\, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione\, l’abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva\, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto. Per Betti\, con la sua ossessione per le gare di salto\, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria contro un destino che l’ha marchiata come pazza. Iris ha già compiuto un salto significativo\, abbandonando la sua vita agiata per seguire l’impulso di consegnare quel messaggio\, ma si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Misurare questi salti è un’impresa impossibile: come quantificare il coraggio\, la disperazione\, la speranza? Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere\, il salto diventa anche atto politico: scegliere di non restare immobili\, di non accettare passivamente il ruolo imposto. Le tre protagoniste\, ciascuna a suo modo\, saltano oltre le convenzioni\, rifiutando di rimanere intrappolate nei ruoli prescritti di madre perfetta\, donna “normale” o moglie ideale». \n\n\n\nCarrozzeria Orfeo \n\n\n\nGabriele Di Luca e Massimiliano Setti\, sono direttori artistici di Carrozzeria Orfeo\, compagnia teatrale professionista fondata nel 2007 insieme a Luisa Supino\, una società cooperativa di impresa sociale\, con sede a Mantova\, dove gestisce lo spazio di Sala Maddalena a Curtatone. 12 spettacoli prodotti\, 1 film\, una community digitale composta da 24.000 followers su Facebook e oltre 21.000 su Instagram\, 5 progetti finanziati da Fondazione Cariplo\, 6 testi teatrali di Gabriele Di Luca pubblicati da Cue Press\, 15 riconoscimenti nazionali tra premi e menzioni speciali: tutto questo fa di Carrozzeria Orfeo una tra le compagnie più apprezzate del teatro italiano\, un punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea nazionale. Il suo teatro pop\, fatto di drammaturgie originali ispirate all’osservazione del nostro tempo\, mescola i generi\, fonde il divertimento al dramma\, mantenendo costante l’attenzione per il pubblico\, da sempre interlocutore privilegiato della Compagnia.   \n\n\n\nNoemi Apuzzo\, vigevanese\, classe 1993\, dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Pavia\, si diploma alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino nel 2018\, sotto la direzione di Valter Malosti. Ha lavorato con Licia Lanera (Roberto Zucco)\, Leonardo Lidi (Il Dito)\, Andrea De Rosa (Satyricon)\, Valter Malosti (Se questo è un uomo)\, Gabriele Russo (Don Juan in Soho)\, Veronica Cruciani (Le Serve) e con la compagnia Biancofango. Nel 2020 entra nel cast di Cous Cous Klan di Carrozzeria Orfeo. Prosegue la sua formazione con il progetto BAT_Bottega Amletica Testoriana\, a cura di Antonio Latella\, progetto vincitore del Premio Speciale Ubu 2024.  \n\n\n\nElsa Bossi\, nata a Lodi\, classe 1968\, diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova\, debutta nel Tito Andronico di Peter Stein. Collabora con il Teatro del Carretto (Sogno di una notte di mezza estate\, Premio Ubu 1991\, Pinocchio\, Amleto\, Le mille e una notte) e lavora\, tra gli altri\, con Gallione\, Sciaccaluga\, Garella\, Solari\, Pezzoli\, Musso\, Carrozzeria Orfeo. È autrice e interprete di La Religiosa da Diderot\, Ada. La solitaria da Ada Negri\, e firma per Teatro Gioco Vita la drammaturgia di Babar. Conduce laboratori e progetti teatrali in scuole e carceri. Al cinema ha recitato in Giorni e nuvole di Silvio Soldini\, La logica delle cose e 0\,9 Ampere. \n\n\n\nChiara Stoppa\, nata a Pordenone\, classe 1979\, si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro nel 2002\, lavorando con Luca Ronconi\, poi con Patroni Griffi\, Franca Valeri\, Marinoni\, De Bosio. Dal 2008 collabora stabilmente con ATIR Milano\, di cui è anche presidente per sei anni\, e prende parte a numerosi spettacoli diretti da Serena Sinigaglia. Dal 2023 lavora con la compagnia Orsini e Massimo Popolizio. Affianca all’attività attoriale la regia e la conduzione di laboratori e spettacoli con persone con disabilità e con bambini e ragazzi. È co-autrice e interprete di testi teatrali originali. \n\n\n\nCALENDARIO 2026  \n\n\n\n3-4 gennaio 2026 | Chieti – Teatro Marrucino \n\n\n\n9 gennaio 2026 | Rimini – Teatro Galli  \n\n\n\n11 gennaio 2026 | Lecce – Teatro Koreja \n\n\n\n13 gennaio 2026 | Cava De’ Tirreni (Sa) – Teatro Siani \n\n\n\n16 gennaio 2026 | Faenza – Teatro Masini \n\n\n\n17 gennaio 2026 | Cervia – Teatro Walter Chiari  \n\n\n\n18 gennaio 2026 | Valdagno – Cinema Teatro Super \n\n\n\n20 gennaio 2026 | Meano (Tn) – Teatro di Meano \n\n\n\n22 gennaio 2026 | Jesi – Teatro Pergolesi \n\n\n\n27 gen-8 feb 2026 | Roma – Teatro Vascello \n\n\n\n10 febbraio 2026 | Porto San Giorgio – Teatro Comunale \n\n\n\n11 febbraio 2026 | Urbino – Teatro Sanzio \n\n\n\n13 febbraio 2026 | Reggello – Teatro Excelsior \n\n\n\n19 aprile 2026 | Varese – Teatro di Varese \n\n\n\n21-26 aprile 2026 | Milano – Teatro Elfo Puccini \n\n\n\nInfo e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro \, Eolo e CARD LIBERA E CARD LOVE\, infopromozioneteatrovascello@gmail.com  – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nBiglietti: Intero 25 euro – Ridotto over 65: 20 euro – Ridotto addetti ai lavori del settore e Cral/Enti convenzionati: 18 euro – Ridotto studenti\, studenti universitari\, docenti e operatori esclusivamente delle scuole di teatro\, cinema e danza 16 euro e gruppi di almeno 10 persone 16 euro a persona È possibile acquistare i biglietti\, abbonamenti e card telefonicamente 065881021 con carta di credito e bancomat abilitati\, acquista direttamente alla biglietteria \, acquista tramite bonifico bancario SOLAMENTE PER GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE a favore di Coop. La Fabbrica dell’Attore E.T.S. BANCA INTESA SAN PAOLO ag. Circ. Gianicolense 137 A di Roma iban IT28f0306905096100000013849oppure acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/misurare-il-salto-delle-rane/268573 \n\n\n\nInfo: 06 5881021 – 06 5898031 \n\n\n\npromozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it \n\n\n\nORARI spettacoli \n\n\n\ndal lunedì al venerdì h.21 \n\n\n\nsabato h.19 \n\n\n\ndomenica h.17 \n\n\n\nBIGLIETTERIA \n\n\n\nintero € 25 \n\n\n\nover 65 € 20 \n\n\n\ncral e convenzioni € 18 \n\n\n\nstudenti € 16
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SUMMARY: Rossellini Spazio Jazz
DESCRIPTION:Prosegue e giunge a compimento nel mese di marzo la programmazione di Rossellini Spazio Jazz\, rassegna che si conferma laboratorio culturale di riferimento per qualità artistica e ampiezza di orizzonti\, capace di attraversare territori sonori che spaziano dalla rilettura colta dei grandi maestri alle nuove scritture del jazz italiano ed europeo. Oltre a rappresentare un contributo significativo al panorama culturale della capitale\, Spazio Jazz svolge un ruolo decisivo nella formazione del pubblico\, promuovendo una conoscenza più consapevole della storia e della complessità del linguaggio jazzistico. Rivolta a appassionate e appassionati\, neofite e neofiti e giovani generazioni\, la rassegna propone un’esperienza d’ascolto che valorizza il jazz come arte viva e spazio di dialogo interculturale.  \n\n\n\nLa programmazione Rossellini Spazio Jazz si dispiega come un vero percorso narrativo sonoro attraverso alcune delle più significative traiettorie del jazz contemporaneo e delle musiche di confine\, intrecciando grandi ensemble\, progetti cameristici e performance solistiche in un calendario che si estende dal 20 gennaio al 28 marzo 2026. Dopo il primo appuntamento di gennaio\, il 3 marzo si apre alle 19.30 con 7 Dances\, dialogo musicale tra Eugenio Colombo e Roberto Bartoli\, progetto che esplora la soglia sottile tra scrittura e improvvisazione\, come se ogni brano abitasse una terra di nessuno sospesa tra magia e ignoto. La stessa sera\, alle 21.00\, il palco accoglie il Diafrik 4et\, formazione guidata da Pasquale Iannarella insieme a Francesco Mascio\, Marco Bruno e Shanti Colucci: un viaggio ritmico che riporta alla luce le radici africane dei linguaggi musicali contemporanei\, dal jazz al soul\, dal reggae alle sonorità latin. \n\n\n\nMartedì 10 marzo alle 19.30 la scena si raccoglie nell’intimità del solo con Federico Casagrande\, chitarrista capace di fondere contrappunto classico\, improvvisazione jazz\, suggestioni rock e aperture pop in un tessuto sonoro di grande finezza timbrica\, amplificato dall’uso di effetti e preparazioni strumentali. Alle 21.00 segue Diario di un viaggiatore solitario\, ideato dal sassofonista Marcello Allulli insieme all’Auditorium Parco della Musica: un racconto musicale di trentacinque anni di incontri\, città e memorie\, condiviso con Maria Letizia Gorga\, voce narrante e interprete\, e con Jacopo Ferrazza\, in un equilibrio poetico tra suono acustico e loop elettronici. \n\n\n\nIl 17 marzo alle 19.30 è la volta del solo di Marco Colonna\, esplorazione lirica e sperimentale che attraversa memoria\, folklore e improvvisazione come una liturgia musicale alla ricerca di verità interiori. Alle 21.00 il testimone passa ad Anda – Meraviglie e l’arte della fuga\, concerto di Flo e Enrico Zanisi insieme a Joe Rehmer e Alessandro Paternesi: un itinerario musicale tra migrazioni\, esili e racconti di viaggio\, dove jazz\, canto d’autore e tradizioni erranti dialogano in un mosaico di stili. \n\n\n\nLa rassegna culmina sabato 28 marzo alle 21.00 con Aria Open Project Tour 2026\, produzione che vede protagonista Claudia Tellini accanto a Walter Paoli\, Stefano Fariselli\, Marco Micheli e al pianista e compositore Patrizio Fariselli. Il progetto celebra il cinquantesimo anniversario dell’album Arbeit Macht Frei degli Area\, rileggendone integralmente le tracce con nuovi arrangiamenti e materiali inediti provenienti dalle esecuzioni dal vivo degli anni Settanta\, sotto la cura tecnica dell’ingegnere del suono Andrea Pettinelli\, con l’assistenza di Francesco Minotti e il mastering di Diego Pettinelli\, oltre alla partecipazione vocale da Murmansk di Irina Rjabokon. \n\n\n\nNel suo insieme\, la stagione si configura come una vera drammaturgia musicale: non una semplice successione di concerti\, ma un itinerario di ascolto che attraversa estetiche\, generazioni e geografie sonore\, restituendo al pubblico l’esperienza del jazz come spazio vivo di ricerca\, libertà e immaginazione. \n\n\n\nProgrammazione Rossellini Spazio Jazz marzo 2026 \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 19.30  \n\n\n\n7 DANCES \n\n\n\nEugenio Colombo saxofoni\, flauto \n\n\n\nRoberto Bartoli contrabbasso \n\n\n\nNei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi. \n\n\n\nMartedì 3 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIAFRIK 4ET \n\n\n\nPasquale Iannarella sax tenore\, corno franceseFrancesco Mascio chitarraMarco Bruno bassoShanti Colucci batteria \n\n\n\nIl quartetto pone l’accento sulla volontà di riscoprire le radici africane che sottendono ai tanti generi musicali di oggi: dal jazz\, al reggae\, al soul\, fino alla musica latin in genere. Portando l’enfasi sulla funzione sociale che da sempre la musica incarna\, i quattro musicisti presentano nella loro essenzialità\, un mix di composizioni originali e brani rappresentativi dei grandi artisti che con il loro sforzo hanno contribuito a rendere il Mondo un posto più libero. Ritmo\, anima\, e libertà espressiva\, sono gli ingredienti fondamentali che danno vita a questo progetto emozionante. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_FEDERICO CASAGRANDE \n\n\n\nFederico Casagrande chitarra \n\n\n\nParallelamente alla sua attività in duo trio o quartetto Federico Casagrande si esibisce in solo dal 2006 e ha pubblicato due dischi in questo contesto: UNDER WATER THE WAY OUT (2018) e LOOPIN MONT BLANC (interamente registrato durante il trek Tour du Mont Blanc). Da intimi spazio underground a festival internazionali ha già affascinato il pubblico di molti paesi. La sua performance si focalizza sulla forma musicale sia che si tratti di materiale improvvisato\, che di composizioni. Le idee musicali che fa passare nella chitarra arrivano da ogni tipo di stile; il contrappunto che ha assimilato durante gli anni di studi classici\, il jazz contemporaneo che possiamo sentire nei suoi dischi\, riff di rock e arpesi simil-pop; tutto mescolato insieme crea un concerto che al tempo stesso è di fine qualità ma anche riempito ti pathos emotivo che può arrivare ad ogni tipo di ascoltatore. L’uso di effetti e della chitarra preparata fa sì che la varietà di suoni che riesce a far uscire dallo strumento aggiungano alla musica un’altra dimensione. \n\n\n\nMartedì 10 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nDIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nMarcello Allulli sax\, loopsMaria Letizia Gorga voce\, voce narranteJacopo Ferrazza contrabbasso \n\n\n\nSono 35 anni di musica raccontate attraverso suggestioni e impressioni di città visitate\, di incontri con persone misteriose e affascinanti. Ricordi che affiorano\, alcuni di città appena sfiorate\, incontri fugaci\, di persone scomparse nella nebbia vorticosa del tempo\, raccontate attraverso brani come Madrid\, Inno e Volesse il Cielo. Altri di città vissute intensamente\, luoghi e persone che sono diventati vere e proprie “seconde case” e amicizie indissolubili\, testimoniate da brani come È.E.\, Ande e Cesira. Un viaggio fatto con la macchina del tempo dei ricordi\, in totale equilibrio fra l’elemento acustico del sax e l’elettronica dei loops… \n\n\n\n“Diario di un viaggiatore solitario” nasce da un’idea mia\, Marcello Allulli e l’Auditorium Parco della Musica.Condivideranno il palco con me Maria Letizia Gorga\, attrice e cantante\, mia compagna di viaggio in numerosi spettacoli teatrali su poeti come Aldo Palazzeschi\, Pier Paolo Pasolini\, Garcia Lorca\, o sulle Madres della Plaza de Mayo e Jacopo Ferrazza\, contrabbassista virtuoso tra i più apprezzati nella scena jazz internazionale\, amico e co- leader di vari progetti. Suoneremo mie composizioni e brani della cultura centro sud americana\, composizioni celebri come Alfonsina y el mar e Gracias a la Vida di Violeta Parra. Maria Letizia sarà’ inoltre voce narrante di alcuni miei pensieri\, piccole storie su persone care\, impressioni e riflessioni di esperienze vissute nel tempo…”Marcello Allulli \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 19.30 \n\n\n\nSOLO_MARCO COLONNA \n\n\n\nMarco Colonna clarinetto basso\, fiati \n\n\n\nMelodie\, suoni e forme instabili in un gioco di memoria intimo e appassionato che attraversa il folklore\, il jazz e la sperimentazione mai privato di un senso profondo di racconto e consapevolezza. Il solo come liturgia poetica alla ricerca di una verità che risplenda in questi tempi di oscura umanità. \n\n\n\nMartedì 17 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nFlo voceEnrico Zanisi pianoJoe Rehmer contrabassoAlessandro Paternesi batteria \n\n\n\nAnda è l’esortazione al cammino\, alla fuga\, alla scoperta. Sono questi i protagonisti del concerto di Flo e Enrico Zanisi: cantautrice e attrice lei\, jazzista raffinatissimo lui. Un viaggio profondo e pieno di leggerezza\, dove il jazz s’intreccia alla musica migrante del sud del mondo e alla canzone d’autore di esuli e camminanti. Un concerto in cui musica e parole raccontano storie di viaggi affascinanti: quella dell’illustre immigrato Carlos Gardel\, padre del tango argentino\, quella del Lusitania\, il transatlantico più grande e veloce del mondo\, affondato in soli otto minuti alla sua prima traversata. Momenti evocativi come il canto sefardita dei popoli erranti\, si affiancano a vivaci incursioni nel repertorio moderno\, sotto il segno dell’incontro e della contaminazione di stili e linguaggi.” \n\n\n\nSabato 28 marzo 2026 ore 21.00 \n\n\n\nARIA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nClaudia Tellini voceWalter Paoli batteriaStefano Fariselli clarinetto basso\, flautoMarco Micheli contrabbassoPatrizio Fariselli tastiere\, composizione e arrangiamento \n\n\n\nUna produzione ZdB (2026)Ingegnere del suono Andrea PettinelliAssistente Francesco MinottiMastering Diego PettinelliVoce da Murmansk Irina Rjabokon \n\n\n\nGli Area\, International Popular Group\, fondati da Demetrio Stratos\, Giulio Capiozzo\, Eddy Busnello\, Patrizio Fariselli\, Paolo Tofani e Patrick Djivas\, crearono e suonarono brani complessi e suggestivi allo stesso tempo\, dal 1972 fino all’inizio del 1974\, per la produzione del primo album ARBEIT MACHT FREI. Successivamente\, con l’uscita di Busnello e Djivas dal gruppo e l’ingresso di Ares Tavolazzi\, si dedicarono al nuovo materiale di ‘Caution Radiation Area’ abbandonando il precedente repertorio e in parte il “sound” dei primordi. Fino ad oggi\, tra i brani di ‘Arbeit Macht Frei’\, soltanto ‘Luglio\, agosto\, settembre (nero)’ ha continuato ad essere eseguito live dagli\, oltre che essere oggetto di cover e riarrangiamenti da parte di numerosi altri musicisti. Nessuno\, da oltre 40 anni\, ha invece più avuto modo di ascoltare in concerto gli altri brani dell’album come ‘Consapevolezza’\, ‘240 Km da Smirne’\, ‘Le labbra del tempo’\, ‘Arbeit Macht Frei’ e ‘L’abbattimento dello Zeppelin’. Per l’occasione del cinquantesimo anniversario di questo album fondamentale\, Patrizio Fariselli non solo ha curato l’arrangiamento e l’orchestrazione di tutte e sei le tracce che compongono ‘Arbeit Macht Frei’ adattandole alla formazione degli Area Open Project\, ma ha anche recuperato alcune parti inedite che il gruppo eseguiva in concerto negli anni ’70 e che mai sono apparse su disco. \n\n\n\n\n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\n3 marzo: 7 DANCES + DIAFRIK 4ET \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n10 marzo FEDERICO CASAGRANDE SOLO + DIARIO DI UN VIAGGIATORE SOLITARIO \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\n17 marzo MARCO COLONNA SOLO + ANDA – MERAVIGLIE E L’ARTE DELLA FUGA \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO al Botteghino: €15\,00 \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\n28 Marzo AREA OPEN PROJECT TOUR 2026 \n\n\n\nINTERO BOTTEGHINO: €25\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (UNDER 18 E OVER 65): €20\,00 \n\n\n\nINTERO ONLINE: €22\,00 comprensivo di prevendita \n\n\n\nBiglietti online su ticketone  \n\n\n\nInfo e prenotazioni (consigliate) all’indirizzo: info@spaziorossellini.it  \n\n\n\nBiglietti online su Ticketone  \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni ì
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SUMMARY:"Tre modi per non morire - Baudelaire\, Dante\, i Greci" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Toni Servillo è il protagonista di Tre modi per non morire – Baudelaire\, Dante\, i Greci di Giuseppe Montesano\, che andrà in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 28 gennaio all’1 febbraio. Le luci dello spettacolo sono di Claudio De Pace. \n\n\n\nProdotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, Tre modi per non morire è un viaggio teatrale che attraversa tre momenti in cui i poeti ci hanno insegnato a cercare la vita. Il recital\, scritto da Montesano e interpretato da Servillo\, individua nel maudit Charles Baudelaire\, nel sommo Dante e nei classici greci gli autori che hanno messo in pratica\, e tuttora ci insegnano\, l’arte di non morire. \n\n\n\nLa serata si apre con Monsieur Baudelaire\, quando finirà la notte? dove si racconta come la bellezza combatta la depressione e l’ingiustizia; prosegue con Le voci di Dante\, dove alcuni celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra loro da un racconto che li illumina a partire dal presente; approda infine a Il fuoco sapiente dei Greci\, dove poesia e filosofia accendono una visione capace di immaginare il futuro.  \n\n\n\nTre modi per non morire è un viatico per ritrovare le parole che nutrono la nostra interiorità\, interpretate da un attore con tutto il suo corpo e la sua anima. In questi tempi oscuri\, incerti e gravosi\, nei quali siamo tutti inquieti\, impoveriti\, spaventati\, sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno: ci manca l’amore\, ci manca la vita. Ma è grazie alla poesia che possiamo ritrovare la forza e la voglia di vivere. \n\n\n\n«Vogliamo dimostrare – spiega Toni Servillo – come si può battere la depressione dei nostri tempi inquieti con la poesia\, un antidoto alla paralisi del pensiero chiuso in cloud\, a una non vita che ci divora imponendoci nuove regole. Più andiamo indietro e più scopriamo che il futuro è antico». \n\n\n\nTre modi per non morire è uno spettacolo inusuale e a suo modo rivoluzionario\, perché pone al centro di una scena vuota un attore e la parola poetica\, capace di riattivare sentimenti profondi e dimenticati: «Bisogna toccare le persone con le parole che hanno senso e hanno bellezza – aggiunge Servillo – perché sono un antidoto contro la noia e il vuoto. Baudelaire\, ribelle poeta decadente\, che si oppone ai falsi miti del progresso; Dante che focalizza l’ignavia e con la Commedia ci sottopone a ogni possibile metamorfosi; e i Greci\, con la loro invenzione del teatro e del futuro». \n\n\n\nTeatro Biondo Palermo\, Sala Grande –  \n\n\n\nTre modi per non morire \n\n\n\nBaudelaire\, Dante\, i Greci \n\n\n\ndi Giuseppe Montesano \n\n\n\ncon Toni Servillo \n\n\n\nluci Claudio De Pace \n\n\n\nproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \n\n\n\nsi ringrazia Agenzia Teatri \n\n\n\ndurata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni:  \n\n\n\nmercoledì 28 gennaio ore 21.00 \n\n\n\ngiovedì 29 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nvenerdì 30 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nsabato 31 gennaio ore 19.00 \n\n\n\ndomenica 1 febbraio ore 17.00
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SUMMARY:“Ciak si gira! …Cinemà” all'Off Off Theatre
DESCRIPTION:Galeotti furono Paolo Limiti\, Stelvio Cipriani\, Maurizio De Angelis\, Joan Luis Bacalov\, Fabio Frizzi e tanti altri autori che hanno firmato le pagine musicali più iconiche del cinema e della fiction. A loro è dedicato “Ciak si gira! …Cinemà”\, spettacolo in scena da mercoledì 28 gennaio a domenica 1 febbraio\, con Alma Manera e la partecipazione di Beppe Convertini\, diretti dall’autrice e regista Maria Pia Liotta\, anche curatrice delle musiche originali. \n\n\n\nLa voce di Alma Manera e le parole di Beppe Convertini\, al pianoforte il Maestro Kozeta Priftimentre sulla scena multimediale disegnata da Enrico Manera\, volteggiano i danzatori  \n\n\n\nEgon Polzone e Elisabeth Maria Casuccio. \n\n\n\nUn carosello di emozioni a cui si aggiungono le preziose mise studiate da Gai Mattiolo\, per uno spettacolo multidisciplinare che darà corpo e musica alle colonne sonore più importanti della settima arte. Brani noti in tutto il mondo che portano la firma di Maestri come Ennio Morricone\, Nino Rota e Nicola Piovani\, che hanno contribuito a rendere grande l’Italia del cinema nel mondo.
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SUMMARY:Tutta la poetica musicale di Alessandra Celletti in “Earth Song”
DESCRIPTION:La raffinata poetica musicale della pianista romana ALESSANDRA CELLETTI impreziosisce la colonna sonora di “Earth song”. Il nuovo film del regista curdo Erol Mintaş avrà la sua prima mondiale all’International Film Festival Rotterdam (IFFR)\, dal 29 gennaio all’8 febbraio 2026. \n\n\n\nEARTH SONG racconta la storia di Rojîn\, una donna curdo-finlandese alla scoperta di un passato complesso e delle verità nascoste nella diaspora curda. Il film intreccia segreti familiari\, identità e il bisogno umano di autenticità\, anche quando il mondo sembra crollare\, mescolando emozioni intime e disastri ecologici\, e ponendo la domanda: quanto conta la verità quando tutto sta finendo? \n\n\n\n«Per me\, il tema della ricerca della verità è un punto fermo\, tanto sul piano umano quanto su quello musicale.» spiega Alessandra Celletti «“Meditation” e “Crystals” sono due mie composizioni utilizzate nel film. Entrambe nascono da un’indagine sull’infinitamente piccolo e da un lavoro di sottrazione volto a mettere in luce le risonanze interiori e l’essenza timbrica del pianoforte. Quando Erol Mintaş mi ha chiesto di utilizzare queste musiche\, probabilmente ha riconosciuto nella mia poetica musicale la stessa tensione verso la ricerca della verità che attraversa il film. A queste si aggiungono due brani in cui interpreto musiche di Gurdjieff: “The waltz” e “Assyrian women mourners”. Il mio legame con Gurdjieff si è consolidato attraverso due incisioni discografiche\, in particolare l’album “Sacred honey”\, in cui rielaboro le sue composizioni secondo una mia personale visione. Portare la mia esperienza musicale nel film è stato un grande onore\, e non vedo l’ora di scoprire come le mie note si fonderanno con le immagini\, amplificando emozioni e poesia.» \n\n\n\nPer il regista Erol Mintaş\, EARTH SONG è un progetto speciale perché permette di raccontare la diaspora curda in modo non convenzionale\, dando voce a storie e identità spesso ignorate: «Il nostro amico spirituale Gurdjieff mi ha condotto verso la musica di Alessandra.» dichiara Erol Mintaş «La sua musica\, essenziale eppure carica di una profonda energia spirituale\, si è rivelata perfetta per le scene di danza terapeutica sufi nel film. Collaborare con Alessandra\, un’anima gentile e un’artista straordinaria\, è stato un vero privilegio. Spero con tutto il cuore di poter condividere di nuovo con lei un percorso creativo in futuro.» \n\n\n\nMeditation: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nCrystals: \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nThe waltz (Gurdjieff): \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nAssyrian women mourners (Gurdjieff): \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPer seguire Alessandra Celletti: lnk.bio/alessandracelletti
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SUMMARY:NUOVA DATA CASTING UNDER 35 PER IL LABORATORIO TEATRALE “IL MARE A ROMA”
DESCRIPTION:A seguito del grande successo di partecipazione e dell’elevato numero di richieste pervenute per le giornate di casting del 21 e 28 gennaio\, Fonderia delle Arti annuncia una nuova sessione di selezioni\, che si svolgerà giovedì 29 gennaio\, dalle ore 10 alle 16\, presso la sede di Via Assisi 31\, Roma. \n\n\n\nIl progetto “IL MARE A ROMA” è un laboratorio teatrale completamente gratuito rivolto a giovani tra i 16 e i 35 anni\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’Avviso Pubblico curato dal Dipartimento Attività Culturali per il sostegno alla ricerca\, alla sperimentazione e alla formazione nello spettacolo dal vivo – Stagione 2025/26. \n\n\n\nIl laboratorio accoglierà un minimo di 15 allievi selezionati\, che non saranno soltanto interpreti\, ma anche autori e produttori dello spettacolo finale. Il percorso formativo sarà articolato in 38 incontri\, da febbraio a maggio 2026\, e culminerà con due rappresentazioni aperte al pubblico\, in programma il 29 e 30 maggio 2026\, con ingresso gratuito su prenotazione. \n\n\n\nIl team docente è composto da: \n\n\n\n·       Paolo Gasparini\, per recitazione\, tecnica e improvvisazione; \n\n\n\n·       Attilio Fontana\, per drammaturgia\, regia\, canto e tecniche di recitazione; \n\n\n\n·       Tommaso De Santis\, per analisi del testo\, studio dello spazio ed esplorazione della visione creativa. \n\n\n\n“IL MARE A ROMA” prosegue il percorso artistico avviato con ANTIGONE OGGI e ULISSE OGGI\, dedicato alla rilettura contemporanea degli archetipi del mito e dei grandi classici. Ambientato nella Roma di oggi\, il progetto intreccia memoria\, identità e trasformazione\, restituendo il viaggio come esperienza umana\, culturale ed emotiva. \n\n\n\nIl laboratorio intende favorire l’incontro tra generazioni diverse\, nella convinzione che il teatro sia un linguaggio universale capace di creare dialogo\, ascolto ed empatia. Un viaggio condiviso che conduce alla costruzione di un’opera inedita\, dove formazione\, creatività e relazione diventano strumenti per interrogare il presente. \n\n\n\nLa nuova sessione di casting del 29 gennaio rappresenta un’ulteriore opportunità per tutti i giovani interessati a partecipare a un’esperienza artistica e formativa di alto valore culturale. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nLaboratorio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 14\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 febbraio \n\n\n\n2\, 6\, 9\, 13\, 16\, 20\, 23 e 27 marzo \n\n\n\n7\, 10\, 13\, 17\, 20\, 24 e 27 aprile \n\n\n\n4\, 8\, 15\, 18\, 20\, 22\, 25\, 26\, 27\, 28 maggio (ultimi quattro giorni allestimento spettacolo e prove) \n\n\n\nSpettacoli \n\n\n\n29 e 30 maggio \n\n\n\nPer info e prenotazioni: \n\n\n\n (Metro A\, fermate Ponte Lungo/Furio Camillo) \n\n\n\nTel: 062754379 \n\n\n\nMob/Whatsapp 3349182821  \n\n\n\ninfo@fonderiadellearti.com \n\n\n\nContatti \n\n\n\nFonderia delle Arti \n\n\n\n062754379 – 3349182821 – info@fonderiadellearti.com \n\n\n\nwww.fonderiadellearti.com \n\n\n\nhttps://www.facebook.com/FonderiaArti \n\n\n\nhttps://www.instagram.com/fonderiadellearti/ https://www.youtube.com/@fonderiadellearti
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SUMMARY:“Sulla Vetta - Teatro ad Alta Quota” al Teatro Comunale di Calascibetta
DESCRIPTION:Al via l’ottava edizione della stagione teatrale “Sulla Vetta – Teatro ad Alta Quota”\, organizzata a Calascibetta (Enna) da Latitudini Rete di drammaturgia siciliana\, in programma da gennaio a maggio 2026 presso il Teatro Comunale Contoli Di Dio. Un cartellone ricco e articolato che propone spettacoli di prosa contemporanea\, riletture dei classici\, teatro musicale e una sezione dedicata alle famiglie\, confermando la vocazione della rassegna a coniugare qualità artistica\, attenzione al territorio e apertura a pubblici diversi. \n\n\n\nLa stagione si aprirà il 29 gennaio con Col sudore della fronte di Mariangela Vacanti\, con Ivan Bertolami e musiche dal vivo di Antonio Smiriglia\, per la regia di Filippa Ilardo. Un potente teatro di testimonianza civile che racconta una vera storia di mafia vissuta in prima persona: il rifiuto del pizzo\, le intimidazioni\, la paura e la scelta di non piegarsi. Parola e canto si intrecciano in un racconto corale sul lavoro onesto\, sulla dignità e sulla libertà. \n\n\n\nIl 7 febbraio (fuori abbonamento) va in scena Sulle orme di Gaspara Stampa\, itinerario poetico-musicale con testi di Gaspara Stampa\, Maria Rosa Cutrufelli e Laura Tedesco\, regia e voce di Laura Tedesco e flauto di Alessandro Cilona. Lo spettacolo\, organizzato dalla sezione di Enna della Società Dante Alighieri\, restituisce un ritratto intimo e appassionato della grande poetessa rinascimentale\, intrecciando musica\, poesia e teatro in un dialogo tra il nostro presente e una figura femminile che ha saputo sovvertire le convenzioni del suo tempo. \n\n\n\nIl 27 febbraio è la volta di AgamennoMan\, testo e drammaturgia del brioso Collettivo V.A.N.\, una rilettura fisica\, corale e contemporanea del mito tragico\, che gioca con ironia\, musica e ritmo per riportare la tragedia classica al cuore del nostro immaginario. \n\n\n\nIl 20 marzo arriva Stretto di Giovanni Arezzo\, con Stefano Panzeri e le musiche dal vivo di Giorgia Faraone. È la storia di un uomo che deve attraversare a nuoto lo Stretto di Messina: un viaggio reale e simbolico\, tra memoria\, famiglia ed emigrazione\, in cui mito e biografia si fondono in un racconto sospeso tra passato\, presente e futuro. \n\n\n\nIl 10 aprile va in scena Riccardo III – Il potere a pezzi di Giuseppe Vignieri: una riduzione del capolavoro shakespeariano che\, attraverso ironia\, giullarate\, musica medievale e satira\, smaschera la farsa del potere e ne rivela le dinamiche di corruzione e crudeltà in una chiave sorprendentemente attuale. \n\n\n\nL’8 maggio chiude la programmazione serale Il pomo della discordia di Luana Rondinelli\, per la regia di Nicola Alberto Orofino: una deliziosa e graffiante riscrittura teatrale del mito che\, con toni ironici e psicologici\, mette al centro l’universo femminile e i temi del conflitto\, dell’identità e della trasformazione. \n\n\n\nAccanto alla prosa\, “Sulla Vetta” dedica un ampio programma di teatro per famiglie. Il 25 gennaio apre Il Principe Felice adattamento e regia di Elisa Di Dio\, tratto da Oscar Wilde: una fiaba poetica che parla di bellezza interiore\, amicizia e sacrificio\, capace di coinvolgere bambini e adulti con delicatezza e profondità. \n\n\n\nIl 15 febbraio va in scena Una missione per Gufetta di Iridiana Petrone: uno spettacolo per l’infanzia che\, con fantasia e diverse tecniche teatrali\, affronta temi attuali come la tutela dell’ambiente\, la responsabilità individuale e il valore della comunità. \n\n\n\nL’8 marzo è la volta di Lino e Lone\, storia di amicizia tra due “diversi” che scoprono come le differenze possano diventare risorsa e possibilità di incontro e crescita. \n\n\n\nIl 12 aprile conclude la sezione ragazzi Cuori Sioux\, una vivace fiaba teatrale che intreccia divertimento\, buoni sentimenti e difesa dei valori\, pensata per un pubblico di bambini e famiglie. \n\n\n\nCompleteranno il cartellone alcuni eventi fuori abbonamento\, tra cui in maggio uno spettacolo a cura dell’Associazione teatrale Contoli-Di Dio\, a testimonianza del legame con il territorio e dell’attenzione alla produzione locale. Tra maggio e giugno si terrà (in collaborazione con altri Comuni dell’Ennese) il progetto speciale Demetriadi\,  che ospiterà in luoghi archeologici e storici altamente simbolici\, quali il Villaggio Bizantino e le Grotte di Via Carcere di Calascibetta\, una serie di eventi\, tra i quali il Polifemo Innamorato di e con Giovanni Calcagno con musiche\, canti e paesaggi sonori di Puccio Castrogiovanni\, una narrazione teatrale potente e suggestiva che rilegge il mito di Polifemo attraverso voce\, suono e tradizione e l’incontro workshop con Dario La Ferla\, approfondimento artistico dedicato a mito\, corpo scenico e immaginario contemporaneo.  \n\n\n\n“L’edizione 2026 di Sulla Vetta si conferma quale percorso teatrale completo e articolato\, capace di coinvolgere tutta la comunità di Calascibetta: adulti\, giovani\, famiglie e scuole. Un programma denso e ricco di spettacoli di qualità assoluta e rilievo. La collaborazione con la Società Dante Alighieri e l’inserimento del Progetto Speciale Demetriadi confermano l’impegno della Rete Latitudini nel costruire un’offerta culturale stabile e riconoscibile\, radicata nel territorio e aperta alla contemporaneità.” afferma il Presidente Gigi Spedale. Biglietti e abbonamenti: Sono disponibili biglietti singoli e abbonamenti per la stagione serale e per il teatro per famiglie\, oltre a una formula promozionale cumulativa. I nuovi abbonamenti saranno in vendita fino al 24 gennaio 2026. I biglietti per i singoli spettacoli saranno disponibili dal 25 gennaio 2026 per entrambe le rassegne. \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nPROMO – Abbonamento ordinario cumulativo (serale + famiglie): €   70\,00 \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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LOCATION:Teatro Comunale Contoli di Dio\, via Dante\, Calascibetta (En)\, ITA\, 94010\, Italy
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SUMMARY:Alla libreria ASEQ\, presentazione del libro "Astrologia Evolutiva Alchemica"
DESCRIPTION:Astrologia Evolutiva Alchemica descrive uno zodiaco fatto di 12 percorsi “piramidali” di trasformazione interiore e pensato per chi desidera trovare attraverso un percorso alchemico la propria Pietra Filosofale. Ogni segno zodiacale\, invece di essere associato a un significato univoco\, viene esaminato nella polarità duale con cui lo sperimenta il nostro ego terrestre\, anticamente separato dall’Amore Universale a causa di una ferita karmica diversa da segno a segno. L’autore propone un nuovo modo di connettersi alle stelle e di interpretare il significato che esse raccontano\, il quale – piuttosto che porsi in maniera alternativa rispetto ai diversi approcci astrologici già esistenti – mostra la sua carica di novità ed efficacia anche per la sua natura inclusiva e trasversale. L’Astrologia evolutiva alchemica rivela le 12 chiavi della trasformazione dell’individuo\, essenziali per comprendere e guarire la sua natura duale\, e le 12 vie alchemiche per trasformare la personalità di ogni segno e permetterle di riconnettersi all’anima\, così da dissolvere gli impianti eterici divisori e fermare la ruota del Karma che ci affligge manifestando ciò da cui fuggiamo. Dopo la comprensione di ogni segno secondo l’Astrologia evolutiva alchemica\, Pandolfi delizia il lettore con specifiche meditazioni pensate per ogni segno al fine di sciogliere definitivamente i nodi planetari.  \n\n\n\n«L’astrologia descritta in questo libro rivela le dodici chiavi della trasformazione dell’individuo\, le chiavi per comprendere e guarire la sua natura duale. Sono spiegate nel dettaglio dodici vie alchemiche\, dodici percorsi evolutivi per trasformare la personalità di ogni segno zodiacale\, e permetterle di riconnettersi all’anima. Questo testo è un contributo a tutti gli appassionati di astrologia e a tutti gli astrologi del mondo. È un contributo all’astrologia evolutiva\, affinché evolva lei stessa e accolga questo “aggiornamento” che a me è arrivato in dono». Alessandro Pandolfi  \n\n\n\nALESSANDRO PANDOLFI Ex ingegnere informatico\, ha studiato con Lidia Fassio\, allieva diretta di Lisa Morpurgo. Dopo anni di canalizzazioni\, ha abbandonato l’Astrologia psicologica per un nuovo modo di connettersi con gli astri\, da lui chiamato astrochanneling e attraverso il quale ha ricevuto gli insegnamenti dell’Astrologia evolutiva alchemica. Già autore di Astrologia Quantistica. Il gioco della dualità cosmica (Spazio Interiore 2017)\, ha fondato la Scuola di Astrologia Evolutiva Alchemica e si dedica alla rinascita di una Nuova Astrologia attraverso la pratica\, l’insegnamento e la ricerca costante. www.astrologiaevolutivaalchemica.com
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SUMMARY:Dal 29 gennaio torna la rassegna Assoli all'Accademia Filarmonica Romana
DESCRIPTION:Decima edizione per Assoli\, la rassegna che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo\, in programma a partire da giovedì 29 gennaio in Sala Casella (via Flaminia 118\, ore 20) con il concerto di apertura affidato al percussionista Luca Giacobbe. \n\n\n\nSei appuntamenti fino a giugno (il giovedì ore 20\, in Sala Casella)\, in cui si potranno ascoltare le più recenti musiche\, con ben 16 prime esecuzioni assolute\, scritte da giovani compositori\, affiancate ad alcune pagine del Novecento divenute un ‘classico’ per il repertorio solistico: opere di autori fondamentali come Iannis Xenakis\, Elliott Carter e Sofija Gubajdulina dialogano con le nuove creazioni\, delineando un percorso che attraversa linguaggi\, poetiche e generazioni diverse. Una dimensione essenziale in cui il rapporto tra interprete\, compositore e suono si manifesta nella sua forma più diretta. Ne sono interpreti giovani musicisti italiani\, che si stanno affermando nel panorama musicale italiano e internazionale: Luca Giacobbe (percussioni)\, Giulia Bigioni (arpa)\, Alessandro Pace (flauto)\, Matteo Rocchi (viola)\, Stefano Bruno (violoncello)\, Giordano De Nisi (pianoforte).  \n\n\n\n“In questo contesto\, la creazione musicale si afferma come un atto imprescindibile per la nostra società” spiega Domenico Turi direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana\, nonché compositore. “Non semplice esercizio estetico ma strumento di conoscenza\, di riflessione critica e di rinnovamento del pensiero. Sostenere la nuova musica significa riconoscere all’arte un ruolo attivo nel leggere il presente e nel contribuire a costruire il nostro futuro”.  \n\n\n\nIn ogni appuntamento della rassegna\, il direttore artistico dialogherà con gli interpreti per introdurre e presentare al pubblico il programma dei concerti. \n\n\n\nL’INAUGURAZIONE DEL 29 GENNAIO \n\n\n\nL’apertura spetta a Luca Giacobbe percussionista e batterista\, dedito da anni alla ricerca e alla sperimentazione del suono\, membro stabile del quartetto BlowUp Percussion. A Rebonds B (1987-89) di Iannis Xenakis\, caposaldo del repertorio per sole percussioni del XX secolo\, si alternano le prime esecuzioni assolute di tre compositori tutti degli anni Novanta: Andrea Sordano (Il sentimento del tutto)\, Federico Lavista (Aforismi sull’impermanenza) e Fabrizio Nastari (Oggi per domani – omaggio ad Allan Poe)\, offrendo un approfondimento sulla più recente scrittura per percussioni. \n\n\n\nTUTTI I CONCERTI DELLA RASSEGNA \n\n\n\nSegue il concerto del 5 marzo di Giulia Bigioni\, arpista che collabora con diverse orchestre sinfoniche e di fondazioni liriche\, con una particolare attenzione alla musica contemporanea sia in formazione cameristica che da solista. Il programma attraversa quasi mezzo secolo di scrittura per arpa\, spaziando dalle sperimentazioni della seconda metà del Novecento (Pennisi\, Carter\, Fedele\, Mantovani) alle più recenti esplorazioni timbriche e formali\, con la prima esecuzione assoluta della Sonatina per arpa di Gabriele Mercanti. \n\n\n\nAlessandro Pace flautista che ha approfondito il repertorio della musica d’oggi partecipando a festival come la Biennale di Venezia\, EMUfest\, e collaborando con l’Ensemble ‘900 dell’Accademia Santa Cecilia\, è protagonista il 26 marzo di un programma dedicato alle molteplici sfumature del flauto contemporaneo. Oltre a due suoi brani\, in programma il recente Udyama di Martina Cavazza Preta e The Great Train Race (1993) pezzo di bravura di Ian Clarke. In prima assoluta saranno la Sonata per flauto solo di Stefano Cogolo\, Punti di Luigi Verdi ed Estudio en compás di Gabriele Blasco che accosta la tradizione del flamenco con il linguaggio musicale di tradizione classica. \n\n\n\nMatteo Rocchi viola del Quartetto Guadagnini e in ambito contemporaneo dal 2013 viola solista nel gruppo Imago Sonora\, presenta il 7 maggio un programma di opere recenti per viola sola di Matteo D’Amico e Domenico Turi\, e due lavori in prima esecuzione (What the wood remembers of water di Simone Cardini e Preludio su un lamento di Jorge Coll Navarro) con l’obiettivo di esplorare i diversi volti dello strumento attraverso stili compositivi eterogenei.  \n\n\n\nStefano Bruno violoncellista vincitore di numerosi concorsi internazionali\, fra cui il più recente nel 2022 primo premio al Concorso di Violoncello Biennale di Amsterdam\, alterna nel suo concerto del 21 maggio alcune composizioni dei due autori russi Sofija Gubajdulina e Alexander Knaifel a tre prime esecuzioni di Tiziano de Felice (Luce che dissolvi il Nome)\, Lucien Renette (Sādhana) e Roberto Pisicchio (Malìa)\, delineando un percorso musicale all’insegna di una comune tensione spirituale. \n\n\n\nIl concerto conclusivo del 4 giugno di Giordano De Nisi\, protagonista nella doppia veste di pianista e compositore\, si pone l’obiettivo di valorizzare le molteplici possibilità timbriche del pianoforte\, in particolare quelle più inusuali\, attraverso l’ascolto di brani\, tutti in prima esecuzione\, dello stesso De Nisi (Studi)\, Alessandro Meacci (Dittico Boetti)\, Emanuele Stracchi (Musica da cucina) e Daniele Di Virgilio (Esta selva selvaggia). \n\n\n\nBiglietti: Sala Casella posto unico 11 euro (comprensivo di prevendita). Info: filarmonicaromana.org\, tel. 342 9550100\, promozione@filarmonicaromana.org; biglietti on line su filarmonicaromana.org
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SUMMARY:“Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà” al Teatro Contoli-Di Dio
DESCRIPTION:Barcellona Pozzo di Gotto\, provincia di Messina. Terra di latitanze\, di omicidi in pieno giorno\, di coprifuoco non scritto. La Corleone degli anni Duemila. Qui\, dal 1993 al 2012\, decine di uomini sono stati ammazzati. Armi. Droga. Pizzo. Paura.  Eppure\, proprio qui\, nel territorio del clan dei barcellonesi – uno dei più potenti e spietati di Sicilia – qualcosa si incrina. Qualcuno dice no e trova il coraggio di denunciare. Una luce sottile che diventa una scia: una fiaccolata antimafia\, i lenzuoli bianchi alle finestre\, un respiro collettivo che rompe l’isolamento. \n\n\n\n“Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà”\, la nuova produzione della Compagnia dell’Arpa\, debutta giovedì 29 febbraio alle 20:30 al teatro Contoli-Di Dio per la stagione teatrale “Sulla Vetta”\, firmata dalla Rete Latitudini. Replica domenica primo febbraio alle 18 al teatro Trifiletti di Milazzo nel cartellone “quiNteatro” diretto da Giuseppe Pollicina.Anteprima mercoledì 28 mattina con un gruppo di studenti della scuola media Verga di Calascibetta dell’istituto comprensivo Santa Chiara di Enna. \n\n\n\nLo spettacolo è la testimonianza viva di chi ha vissuto l’incubo delle minacce del racket\, la storia di voci che hanno scosso un’intera comunità ferita dalla mafia\, un canto civile sull’importanza di mangiare con serenità il pane guadagnato col sudore della propria fronte\, un atto di memoria e resistenza. Ci sono imprenditori\, magistrati\, giornalisti e professionisti siciliani attaccati e uccisi per aver difeso la verità e sostenuto i diritti dei lavoratori\, c’è la Costituzione italiana e i canti siciliani che inneggiano alla libertà in questo monologo che parla di sangue versato e speranze ritrovate. \n\n\n\nIl testo\, scritto dalla giornalista Mariangela Vacanti dopo mesi di raccolta di testimonianze\, documenti e interviste\, è una cronaca teatrale asciutta e necessaria. In scena c’è Ivan Bertolami\, giovane attore di Barcellona Pozzo di Gotto. Accanto a lui\, le musiche originali eseguite dal vivo dal cantautore nebroideo Antonio Smiriglia\, testi e melodie che non accompagnano: incidono\, scavano\, restano. \n\n\n\nLa regia di Filippa Ilardo sceglie l’essenziale. Poche cose\, ma precise: parole\, simboli\, ritmo. Perché quando la verità è forte non ha bisogno di orpelli. Serve solo spazio per arrivare dritta. \n\n\n\nL’assistenza alla regia è di Elisa Di Dio\, le scene sono di Claudio Castagna\, i costumi di Luca Manuli\, il disegno luci di Roberto Ragusa.  \n\n\n\nDomenica scorsa lo spettacolo “Il Principe Felice” di Elisa Di Dio (produzione Compagnia dell’Arpa) ha inaugurato con un sold out la sezione per famiglie del cartellone “Sulla Vetta”. Il prossimo appuntamento per i più piccoli sarà il 15 febbraio con Una missione Per Gufetta di Nave Argo”. \n\n\n\nInfine\, il secondo spettacolo in abbonamento serale è in programma il 27 febbraio con Agamennoman del Collettivo V.A.N. . \n\n\n\nLISTINO PREZZI \n\n\n\nSpettacoli serali \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 14\,00 – ridotto under18 e over70: € 10\,00 \n\n\n\n· abbonamento 5 spettacoli ordinario: € 60\,00 – under18 e over70: € 50\,00 \n\n\n\nSpettacoli per famiglie \n\n\n\n· ingresso singolo ordinario: € 7\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 6\,00 cadauno \n\n\n\n· abbonamento 4 spettacoli ordinario: € 20\,00 – ridotto bimbi con genitori: € 15\,00 cadauno \n\n\n\nInfo:  348 3813841 – 346 3020780  www.facebook.com/latitudini \n\n\n\nPrevendite: www.liveticket.it/latitudinirete
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SUMMARY:"Woody Allen Movie Music" al Teatro Villa Lazzaroni
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento al Teatro di Villa Lazzaroni con l’Orchestra Roma Sinfonietta giovedì 29 gennaio con il concerto Woody Allen Movie Music. Un omaggio alla musica dei film di Woody Allen. Da Radio Days a Zelig\, da Manhattan a Io e Annie fino alle indimenticabili colonne sonore di Accordi e Disaccordi e Midnight in Paris. \n\n\n\nLo spettacolo del clarinettista e sassofonista Luca Velotti ripercorre le più belle canzoni dei capolavori dell’attore e regista newyorkese grande appassionato di jazz. Tra i brani in scaletta You do something to me di Cole Porter\, Si tu vois ma mere di Sidney Bechet\, Chinatown\, My Chinatown di Jean Schwartz e September Song di Kurt Weill\, con le incursioni di Piji che leggerà i monologhi più esilaranti tratti dai film di Woody Allen. \n\n\n\nFin dalla sua costituzione nel 1994 l’Associazione Roma Sinfonietta ha svolto senza soluzione di continuità un’ampia e qualificata attività di organizzazione e produzione musicale con programmi artistici aperti sui vari generi e stili musicali che popolano oggi il nostro composito universo sonoro: dal repertorio classico – sinfonico e da camera – al classici del Novecento ed ai contemporanei\, dal barocco alla musica sacra\, alla lirica\, dal jazz alla musica applicata per il cinema e alla musica etnica\, ed anche opere da camera e spettacoli teatro musicale. \n\n\n\nL’obiettivo da sempre perseguito è la diffusione della musica\, in tutte le sue forme\, presso un pubblico sempre più vasto\, coinvolgendo sempre di più i giovani e un pubblico meno abituale alla dimensione preziosa del concerto dal vivo affinché la musica diventi una parte fondamentale del patrimonio culturale di ognuno. \n\n\n\nMoltissimi gli artisti e i gruppi di fama internazionale ospiti delle loro Stagioni come: I Musici\, il Quartetto Bernini\, il Quartetto di Roma\, l’Ars Trio di Roma\, i Neri per Caso\, il trio Girotto-Servillo-Mangalavite\, il duo Bosso-Biondini\, i KlezRoym\, l’Orchestra di Piazza Vittorio\, la Parco della Musica Jazz Orchestra\, Elizabeth Norberg-Schulz\, Susanna Rigacci\, Mariella Devia\, Franco Maggio Ormezowsky\, Salvatore Accardo\, Michele Campanella\, Alexander Lonquich\, Massimiliano Damerini\, Alessandro Carbonare\, Enrico Dindo\, Sara Mingardo\, Ambrogio Sparagna\, Roberto Gatto\, Ascanio Celestini\, Gabriele Mirabassi\, Enrico Pieranunzi\, Maria Pia De Vito\, Danilo Rea.\, Francesca Dego\, Domenico Nordio Da sempre attenta alla valorizzazione dei nuovi talenti Roma Sinfonietta ha ospitato nelle sue Stagioni giovani artisti che hanno iniziato poi una brillante carriera\, come\, tra gli altri\, Jessica Pratt\, Rosa Feola\, Sergio Vitale\, Gianluca Bocchino\, Antonio Poli.
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LOCATION:Teatro di Villa Lazzaroni\, Via Appia Nuova\, 522\, Roma\, 00181\, Italia
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SUMMARY:“Luna 57” a Fortezza Est
DESCRIPTION:In scena a Fortezza Est dal 29 al 31 gennaio “Luna 57” spettacolo scritto e diretto da Noemi Francesca con in scena Alessandra Masi\, protagonista di un racconto poetico e potente che offre una riflessione sulla separazione\, la memoria e il coraggio di restare di una ragazza che affronta il lutto per la perdita del padre.  \n\n\n\nLUNA–57 è il nome di una missione. O\, più precisamente\, della preparazione a una missione.È il tentativo di costruire un modulo di sopravvivenza: per chi parte\, certo\, ma soprattutto per chi resta\, al buio di una stanza che non viene mai aperta. \n\n\n\nUna ragazza hikikomori mette a punto una serie di istruzioni destinate al padre\, in procinto di intraprendere una missione che appare pericolosissima\, forse senza ritorno. Le sue parole si trasformano in esercizi propedeutici a un viaggio di sola andata\, in cui prende corpo la frattura di un’imminente separazione. \n\n\n\nImmersioni visive in territori deserti\, improbabili coreografie propiziatorie\, movimenti inconsueti\, esercizi dai nomi arcaici e suoni provenienti da altre dimensioni compongono un allenamento doppio: imparare a restare in vita su un pianeta sconosciuto e\, allo stesso tempo\, sopravvivere all’assenza di qualcuno. \n\n\n\nNello spazio chiuso e mentale della stanza\, la missione LUNA–57 diventa un rito intimo e ossessivo\, un dialogo a senso unico che tenta di arginare l’angoscia dell’addio e la paura del mondo esterno. Tra realtà e immaginazione\, isolamento e desiderio di contatto\, lo spettacolo indaga il legame padre-figlia e la necessità umana di costruire narrazioni\, rituali e allenamenti emotivi per affrontare la perdita.  \n\n\n\nLUNA–57 è un viaggio teatrale sospeso tra dimensione cosmica e clausura domestica\, un racconto sulla separazione\, sull’attesa e sulla fragile resistenza di chi resta.
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LOCATION:Fortezza Est\, via Francesco Laparelli\, 62\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"IO SONO ALZ" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Una Donna\, pronta per la pensione\, è costretta a vivere in simbiosi con il serial killer del millennio\, Alz\, cinico e spietato. La quotidianità della Donna\, e non solo\, si alterna a momenti di confusione\, depressione\, ilarità. L’epilogo è una morte silenziosa! Ma come è vista la morte? Come una sconfitta totale o come una pietosa liberazione? \n\n\n\nIO SONO ALZ è un’opera in quattro Atti\, di circa un’ora\, struggente e straziante\, e che\, per le molteplici sfumature emotive\, costringe il pubblico a riflettere sulla propria vita\, emotività e forza psico-fisica\, riscoprendo l’importanza dei ricordi. L’epilogo potrebbe lasciare un senso di vuoto. \n\n\n\nScritto e diretto da autrice e regia Debora Valentini – CAST: Arianna Caponi\, Barbara Olivieri\, Carmen Monaco\, Debora Valentini\, Elisa Iannetti\, Fabiola Iraci. \n\n\n\nBiglietti: \n\n\n\nIntero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa- \n\n\n\ngiorni feriali ore 21\, festivi ore 17:30 \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it \n\n\n\nhttps://www.teatrotrastevere.it
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Trash Test" al Teatro Basilica
DESCRIPTION:Debutta al TeatroBasilica dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026 lo spettacolo Trash Test di e con Andrea Cosentino (dal 29 al 31 gennaio 2026\, ore 21:00 – 1° febbraio 2026\, ore 16:30). Produzione Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\n Trash Test è un collaudo distruttivo delle potenzialità dell’AI di produrre materiali teatrabili. Un happening dove\, in collaborazione con gli spettatori\, si chiede all’AI di produrre tranci di scene\, dialoghi e trame sempre nuove\, per metterne alla prova all’istante l’efficacia e con la stessa mossa carnevalizzarne ogni pretesa di senso. È la voluttà di riaffermare la priorità del performativo sul letterario. Uno spettacolo clownesco e partecipativo per liberarsi di quel senso di sopraffazione di fronte al ridondante proliferare di contenuti nella rete e all’infinita capacità di produzione testuale delle tecnologie cibernetiche. Trash Test è un teatro che non fa testo\, perché gioca a disfare testi\, gettandoli nel mezzo dell’arena e facendogli la festa. \n\n\n\nL’uomo è ciò che mangia e l’Intelligenza Artificiale è nutrita da 15 anni di web in cui nuotano infinitamente più testi di quanti prodotti nei precedenti tremila di storia umana\, geroglifici compresi: diciamo all’incirca 2% Sofocle e Dante\, 18% manuali e trattatelli di vario genere e argomento\, e 80% esternazioni social come “quando ho cominciato ad amarmi davvero\, mi sono liberato delle persone che mi tiravano giù” o “se volevo essere solare\, nascevo pannello”. Il suo funzionamento statistico fa sì che l’AI sia costitutivamente l’apoteosi del mainstream\, dunque un ottimo mezzo per smascherare\, deformandole con la lente dissacrante di un teatro ruvido e veloce\, le combinazioni semantiche\, le strutture drammaturgiche e i cliché emotivi che pure\, se ben confezionati\, ci appassionano\, ci commuovono o addirittura\, come si dice\, ci fanno pensare. Ma anche\, e più radicalmente\, il gioco punk di Trash Test vuole essere un’opportunità per ridicolizzare allegramente l’Ego autorale\, la pretesa di chiunque\, uomo o macchina\, di arrogarsi la paternità di un’opera\, e dell’opera di porsi al di fuori dell’infinità dei giochi linguistici\, che poi\, come diceva Wittgenstein\, sono forme di vita. E in definitiva detronizzare la presunzione di ogni intelligenza\, naturale o artificiale che sia\, di parlare\, anziché di essere parlata\, e aprire così varchi gioiosi di depensamento comunitario\, che è poi un’ottima definizione di quello che dovrebbe essere il comico. \n\n\n\ndi e con Andrea Cosentino – assistente alla regia e alla drammaturgia Andrea Milano  – consulenza artistica Margherita Masè – light designer Massimo Galardini – coordinamento tecnico dell’allestimento Marco Serafino Cecchi – assistente all’allestimento Giulia Giardi – direttore di scena Marco Mencacci – cura della produzione Camilla Borraccino e Francesca Bettalli – produzione Teatro Metastasio di Prato \n\n\n\n INFORMAZIONI \n\n\n\nIl “TeatroBasilica” è diretto dall’attrice Daniela Giovanetti e dal regista Alessandro Di Murro. L’organizzazione è a cura del collettivo Gruppo della Creta e di un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Ulteriori info sul TeatroBasilica sono reperibili a questo link: \n\n\n\nhttps://www.teatrobasilica.com/chi-siamo \n\n\n\nwww.teatrobasilica.com \n\n\n\nemail: info@teatrobasilica.com \n\n\n\ntelefono: +39 392 9768519 \n\n\n\nOrario spettacoli: tutti gli spettacoli in scena in settimana dal lunedì al sabato sono in scena alle ore 21.00 tranne gli spettacoli della domenica che si tengono alle ore 16.30.
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SUMMARY:"50 Pasolini" a Teatrosophia
DESCRIPTION:Entra in corsa nella stagione 2025-2026 uno spettacolo dedicato a Pier Paolo Pasolini\, uno dei più grandi e controversi intellettuali italiani del Novecento\, e alla sua opera più ambiziosa e discussa: Petrolio. Rimasta incompiuta e pubblicata postuma nel 1992 Petrolio è considerata come un testamento intellettuale di Pasolini.  Un’opera estrema che tenta di smascherare i meccanismi profondi del potere moderno\, anche a costo dell’eccesso e dell’oscurità. \n\n\n\nStefano De Majo intraprende un viaggio visionario e immaginifico dentro Petrolio\, l’opera maxima\, incompiuta e conclusiva di Pier Paolo Pasolini. La ricostruzione frammentaria e perturbante di una disperata vitalità in anticipo sulla vita e in ritardo sulla morte. \n\n\n\nUna pièce a tinte forti\, sublimi e sporche\, liriche e violente\, unendo insieme tanti volti differenti a profetizzare un volto solo. \n\n\n\n” Io sono sceso all’inferno\, ma se ora torno\, se torno\, è per annunciarvi che l’inferno\, sta salendo da voi “ \n\n\n\nAl termine dello spettacolo\, Teatrosophia avrà il piacere di offrire il consueto aperitivo\, un momento di incontro e condivisione dedicato ad artisti e pubblico. \n\n\n\nOrari spettacolo: Giovedì a venerdì – ore 21:00 – Sabato e domenica – ore 18:00 \n\n\n\nBiglietti: Intero: euro 15\,00 + tessera associativa annuale € 5\,00 \n\n\n\nPrenotazioni: https://www.teatrosophia.it/index.php?view=article&id=88&catid=9 \n\n\n\nN.B: Per accedere alla prenotazione è necessaria la registrazione all’Associazione Culturale Teatrosophia per la sottoscrizione della tessera associativa che sarà valida per tutta la stagione 2025/2026. \n\n\n\nhttps://www.associazioneteatrosophia.it/index1.asp \n\n\n\nInfo:  info@teatrosophia.com \n\n\n\nTel. 0668801089- – Whatsapp: https://wa.me/+393533925682
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SUMMARY: "Poema a fumetti" al Teatro Biondo di Palermo
DESCRIPTION:Paolo Valerio è regista e interprete dello spettacolo Poema a fumetti\, ispirato all’omonima opera di Dino Buzzati\, che va in scena nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo dal 29 gennaio all’1 febbraio. Con lui in scena la pianista Sabrina Reale. \n\n\n\nPubblicato con grande scalpore nel 1969\, Poema a fumetti è diventato un caso letterario: per anni irreperibile nelle librerie\, soltanto da qualche tempo lo si sta rivalutando. \n\n\n\n«Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve\, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste\, come Il deserto dei Tartari\, come Un amore»\, così Dino Buzzati presentava ai suoi lettori questo strano libro\, che è a tutti gli effetti un graphic novel\, un romanzo a fumetti reso possibile grazie al doppio talento dell’autore\, che oltre ad essere uno straordinario scrittore era anche uno stimato pittore. \n\n\n\nSi tratta di una rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo e Euridice\, nella quale Buzzati ci parla di se stesso\, concentrando in 208 tavole a colori tutti i temi a lui più cari del mistero\, della poesia\, dell’erotismo\, della melanconia\, a partire dall’eterno dialogo tra la vita e la morte. Attraverso un raffinato gioco di citazioni e autocitazioni\, l’omaggio ad artisti di ogni epoca\, la contaminazione di generi\, queste pagine svelano l’intero universo creativo di Dino Buzzati\, i suoi riferimenti culturali\, le fonti di ispirazione\, le suggestioni infantili\, gli interessi di adulto\, il metodo di lavoro\, facendo di Poema a fumetti un libro che ne racchiude in sé molti altri\, come solo i capolavori possono fare. \n\n\n\nLo spettacolo vede Paolo Valerio impegnato nel doppio ruolo di interprete e regista\, mentre scorrono sullo schermo le tavole di Buzzati\, con il commento musicale eseguito dal vivo dalla pianista Sabrina Reale: ne risulta un avvincente e raffinato dialogo fra letteratura\, teatro\, musica e fumetto. Un delicato omaggio a Dino Buzzati. \n\n\n\n________________ \n\n\n\nPoema a fumetti  \n\n\n\ntesti e disegni di Dino Buzzati \n\n\n\nregia Paolo Valerio \n\n\n\ncon Paolo Valerio \n\n\n\ne con Sabrina Reale (pianoforte) \n\n\n\nmusiche originali Antonio Di Pofi \n\n\n\nproduzioneTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Teatro Stabile di Verona \n\n\n\ndurata: 75 minuti senza intervallo \n\n\n\ncalendario delle rappresentazioni: \n\n\n\ngiovedì 29 gennaio ore 21.00 \n\n\n\nvenerdì 30 gennaio ore 17.00 \n\n\n\nsabato 31 gennaio ore 17.00 \n\n\n\ndomenica 1 febbraio ore 20.00
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SUMMARY:“C’eravamo tanto odiati” al Teatro Golden
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Roma\, giovedì 29 gennaio 2026 alle ore 21.00\, al Teatro Golden (Via Taranto\, 36)\, “C’eravamo tanto odiati”\, la commedia brillante e graffiante scritta e diretta da Pino Ammendola\, interpretata da Franco Oppini e dallo stesso Ammendola\, prodotta da Maximo Event di Nicolò Innocenzi. \n\n\n\nUna coppia comica amatissima dal pubblico\, un successo travolgente e poi uno scherzo finito male che cambia tutto: uno dei due cade dal palco\, resta zoppo e tra i due esplode un odio profondo che li separa per oltre vent’anni.Da questo presupposto prende vita uno spettacolo che alterna risate travolgenti a momenti di intensa profondità emotiva. \n\n\n\nCostretti a rincontrarsi dopo più di due decenni\, i due ex comici si ritrovano nella saletta privata di un lussuoso ristorante\, convocati per discutere una proposta milionaria: una reunion destinata a una trionfale tournée negli Emirati Arabi. \n\n\n\nAd affiancarli ci sono un giovanissimo maître\, fan sfegatato della loro carriera\, interpretato da Marco Gabrielli\, e la segretaria tuttofare del manager\, la bella Annalisa Favetti\, convinta che il suo fascino possa arginare le intemperanze dei due attori. \n\n\n\nLo scontro è inevitabile. Tra battute al vetriolo e schermaglie feroci\, le profonde differenze caratteriali danno vita a situazioni esilaranti da grande commedia. Ma con il progredire della serata emergono verità taciute\, rimpianti e ferite mai rimarginate\, rivelando la solitudine esistenziale che accomuna entrambi.
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SUMMARY:“C’eravamo tanto odiati” al Teatro Golden
DESCRIPTION:Debutta in prima nazionale a Roma\, giovedì 29 gennaio 2026 alle ore 21.00 al Teatro Golden\, situato a San Giovanni in Via Taranto\, la commedia  brillante e graffiante “C’eravamo tanto odiati”\, scritta e diretta da Pino Ammendola\, interpretata da Franco Oppini e dallo stesso Ammendola\, prodotta da Maximo Event di Nicolò Innocenzi. Una coppia comica amatissima dal pubblico\, un successo travolgente e poi uno scherzo finito male che cambia tutto: uno dei due cade dal palco\, resta zoppo e tra i due esplode un odio profondo che  li separa per oltre vent’anni. Da questo presupposto prende vita uno spettacolo che alterna risate travolgenti a momenti di intensa profondità emotiva. Costretti a rincontrarsi dopo più di due decenni\, i due ex comici si ritrovano nella saletta privata di un lussuoso ristorante\, convocati per discutere una proposta milionaria: una reunion destinata a una      trionfale  tournée negli Emirati  Arabi.  \n\n\n\nAd affiancarli ci sono un giovanissimo maître\, fan sfegatato della loro carriera\, interpretato da Marco Gabrielli\, e la segretaria tuttofare del manager\, la bella Annalisa Favetti\, convinta che il suo fascino possa arginare le intemperanze dei due attori. Lo scontro è inevitabile. Tra battute al vetriolo e schermaglie feroci\, le profonde differenze caratteriali danno vita a situazioni esilaranti da grande commedia. Ma con il progredire della serata emergono verità taciute\, rimpianti e ferite mai rimarginate\, rivelando la solitudine esistenziale che accomuna entrambi. Quando tutto sembra condurre a una riconciliazione\, l’attesa dell’anziano manager — bloccato dal maltempo — e il locale ormai vuoto fanno da cornice a un gesto imprevedibile del giovane maître. Un atto che smaschera segreti inconfessabili e conduce la storia verso un finale sorprendente\, capace di trasformare la tragicomicità in tenerezza e malinconia. Partendo da un impianto dichiaratamente comico\, “C’eravamo tanto odiati” accompagna il pubblico in una riflessione lucida e autentica sull’amicizia\, sul successo e sulla solitudine\, dimostrando come né l’arte né la fama riescano davvero a colmare certi vuoti. Uno spettacolo che fa ridere\, emoziona e lascia il pubblico rasserenato\, con un sorriso e una nuova consapevolezza. Lo spettacolo resterà in scena da giovedì 29 gennaio a domenica 8 febbraio 2026\, al Teatro Golden di Roma via Taranto 36\, dal giovedì alla domenica con i seguenti orari: giovedì  e venerdì ore 21.00\, sabato ore 17.00 e ore 21.00\, domenica ore 17.00.  \n\n\n\nDopo Roma seguiranno le repliche al Teatro degli Audaci di Roma da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2026 e al Teatro Erba di Torino sabato 28 e domenica 29 marzo 2026. \n\n\n\nPer info e prenotazioni: Teatro Golden https://www.teatrogolden.it/ tel. 06 70493826 
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SUMMARY:"La memoria del cuore" il nuovo libro di Marilù Mancini.
DESCRIPTION:“La memoria del cuore”: che significato può avere?  \n\n\n\nOgni persona ha una memoria che trascende quella razionale\, ma forse non lo sa.  \n\n\n\nMarilù S. Manzini\, in questo libro cerca di scoprire la memoria dei sentimenti\, quelli che stanno nell’intimo di noi\, forse quelli che non vogliamo ricordare ma che esistono nel profondo di ognuno e che riaffiorano talvolta in modo imprevisto o restano rannicchiati dentro di noi per paura di tornare alla luce. Parliamo di sentimenti veri che vivono nel nostro cuore\, conservati più o meno gelosamente e che riemergono involontariamente nella nostra vita. L’autrice fa un’analisi che porta il lettore a interrogarsi su ciò che è reale o non per scoprire che tutto quello che è definito pazzia può essere la soluzione a un mondo irrisolto. Per comprendere gli spazi della mente umana\, la Manzini descrive\, con un’attenta analisi attraverso interviste\, chi la vita non l’ha accettata o perché fragile o perché in cerca di risposte che alla fine questo sistema sociale non riesce a dare. La scrittrice\, racconta le vicende dei “senza pelle”\, di chi per troppa sensibilità o ingenuità non è stato capito e che per “guarire” si ritrova in una casa di cura psichiatrica privata: ognuno ha la sua storia\, il suo martirio\, il suo fardello e la sua ferita.  \n\n\n\nL’impatto che si ha con questo libro è forte\, non lascia indifferenti: chi lo legge riflette mettendo in discussione ogni banale certezza. In questo caso\, ogni “scossone”\, ogni “sussulto” che si può avere nella lettura apre gli occhi e la mente a chiunque\, offrendo  \n\n\n\nuna grande forza a chi è imprigionato o annebbiato nella “routine” del proprio pensiero.
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LOCATION:Teatro Franco Parenti\, Via Pier Lombardo\, 14\, Milano\, ITA\, 20135\, Italia
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SUMMARY:Personale di Angela Thouless a Medina Art Gallery
DESCRIPTION:Fino al 5 Febbraio 2026\, la mostra personale di Angela Thouless con il testo critico di Giulia Majer nella gallery di Via Merulana 220a Roma. \n\n\n\nOpening event Venerdì 30 Gennaio alle ore 18 \n\n\n\nOltre vent’anni di ricerca tra pittura e linguaggio urbano. Cresciuta ad Aberdeen\, l’artista trova un momento decisivo nel 2012\, quando l’incontro con la street art di Amsterdam segna una svolta nella sua pratica: il muro diviene il proprio spazio espressivo e la bomboletta spray strumento di sperimentazione. \n\n\n\nLe opere in mostra si configurano come paesaggi mentali in trasformazione\, in cui maschere rituali\, figure simboliche ed elementi della quotidianità contemporanea convivono in composizioni dense e vibranti. Il colore interpreta un ruolo centrale nella ricerca: intenso\, contrastato e diretto\, attiva lo spazio dell’opera e coinvolge lo spettatore in modo immediato. Nell’equilibrio tra spontaneità e controllo\, gioco e consapevolezza\, il gesto pittorico si fa esperienza sensoriale. \n\n\n\nInfluenzata dall’Espressionismo tedesco\, dall’arte primitiva e dalla street-art\, Angela Thouless scatena una tensione simbolica e narrativa che rimanda a una dimensione collettiva e ancestrale\, in cui l’immagine non descrive ma evoca\, lasciando emergere ciò che pulsa sotto la superficie.
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LOCATION:Medina Art Gallery\, Via Angelo Poliziano 28\, Romaq\, ITA\, 00184\, Italia
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SUMMARY:"DESTINATARIO SCONOSCIUTO" all'Altrove Teatro Studio
DESCRIPTION:Va in scena dal 30 gennaio al 1 febbraio all’Altrove Teatro Studio DESTINATARIO SCONOSCIUTO\, spettacolo liberamente tratto dal romanzo di Katherine Kressmann Taylor\, diretto da Mario Massari. \n\n\n\nNovembre 1932. L’ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse\, soci in affari a San Francisco e amici fraterni\, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l’ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall’ideologia nazista. Martin non cambia atteggiamento nemmeno quando Max\, disperato\, gli raccomanda di vegliare sulla sorella Griselle\, un’attrice austriaca che è stata amante di Martin e che\, nonostante gli avvertimenti ricevuti\, ha voluto ugualmente recitare a Berlino. Impossibile credere ancora all’amicizia. Questo comportamento porterà a un ribaltamento radicale nei rapporti di forza fra i due protagonisti con un finale “impossibile da dimenticare”. Un viaggio alle radici dell’odio razziale nazista che\, pubblicato per la prima volta in America nel 1938\, rappresentò con lucida chiaroveggenza il clima di spietato razzismo in cui maturarono gli orrori dell’Olocausto. \n\n\n\nLo spettacolo\, essenziale come la struttura epistolare stessa\, si concentra sul minimalismo scenico e sulla storia di una amicizia fraterna che finisce. Lo spazio scenico è vuoto\, rappresentando un luogo astratto\, con solo due sedie e una finestra che rappresenta lo sguardo verso un mondo che sta drammaticamente cambiando; tutto ciò fa da cornice ad una umanità in frantumi dei personaggi\, Martin e Max. Ci troviamo all’interno di una ipotetica scacchiera in cui i personaggi sono costretti a decifrare\, ora in maniera disperata\, ora in maniera esaltata\, i segnali inquietanti dell’ascesa del nazismo. Tutto questo attraverso l’azione scenica e la lettura di lettere disseminate sul palco\, quasi fossero foglie cadute in un inverno di un’epoca buia che ben conosciamo. Inquietudine\, disillusione\, sono solo alcuni degli stati d’animo che si alterneranno sulla scena. Uno spettacolo tragicamente contemporaneo. \n\n\n\nSpettacoli: Venerdì\, sabato ore 20; domenica ore 17
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LOCATION:Altrove Teatro Studio\, Via Giorgio Scalia\, 53\, Roma\, ITA\, Italia
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SUMMARY:“Giustizia è fatta!” all'Ar.Ma Teatro
DESCRIPTION:Debutta a Roma “Giustizia è fatta!”\, uno spettacolo teatrale realizzato dalla compagnia Sipario7\, che attraversa la storia della pena capitale per smascherare i meccanismi del potere e della violenza istituzionale\, tratto dal libro del prof. Giovanni Adducci ” Storia di Due Famosi Esecutori di Giustizia”. \n\n\n\nIn scena si alternano boia e condannati\, carnefici e vittime\, raccontando le loro storie: Mastro Titta\, famigerato boia di Roma\, e Robert Greene Elliott\, esecutore delle condanne sulla sedia elettrica negli Stati Uniti\, incarnano due epoche diverse ma la stessa logica: quella di una giustizia che uccide in nome dell’ordine\, commettendo troppo spesso errori. Accanto a loro troveremo altri personaggi unici come Thomas Howard\, giornalista del New York Daily News\, il quale rappresenta la trasformazione della morte in notizia\, in immagine\, in consumo: la violenza non solo esercitata\, ma venduta e spettacolarizzata. \n\n\n\nAl centro dello spettacolo emergono però le figure femminili\, vere e proprie icone di ribellione.Ruth Snyder\, donna intrappolata in un matrimonio violento\, e Beatrice Cenci\, giovane vittima di abusi e di un potere patriarcale assoluto\, incarnano la risposta disperata e radicale a una violenza subita\, sistemica\, quotidiana. Donne che reagiscono\, che infrangono la legge per spezzare una prigionia sociale\, e che per questo vengono punite con la morte. La loro colpa non è solo l’omicidio\, ma l’aver osato contrapporsi. \n\n\n\n“Giustizia è fatta!” non assolve e non condanna: mette sotto processo la giustizia stessa\, mostrando come la violenza di genere\, quando viene ignorata o normalizzata\, produca altra violenza; come il potere trasformi la morte in rituale; come i media la rendano spettacolo; come la società assista\, spesso complice\, applaudendo. \n\n\n\nUno lavoro corale\, duro e necessario\, che intreccia storia\, cronaca e mito per interrogare il presente:chi decide cos’è giusto? Chi paga il prezzo della legge? E chi trae profitto dalla morte? \n\n\n\nCon : Salvatore Ranucci\, Giuseppe Baglioni\, Romina D’Amico\, Daria Folco\, Giulia Curti\, Luca Pani\, Francesco Fario\, Valerio Aulicino\, Stefano “Scubba” Scozzi\, Francesco Visone e la voce di Gianmarco Cucciola. \n\n\n\nInfo e prenotazioni\n\n\n\n339 6459653info@sipario7.it
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