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SUMMARY:“Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth” a Capena
DESCRIPTION:Domenica 6 settembre\, dalle ore 10.00 alle 17.00\, l’Art Forum Würth Capena apre eccezionalmente le sue porte al pubblico nel fine settimana\, offrendo l’opportunità di visitare la mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”. \n\n\n\nL’esposizione riunisce oltre 50 opere\, realizzate tra il 1888 e il 2020\, di una ricca selezione di artisti internazionali\, tra cui Hans (Jean) Arp\, Magdalena Abakanowicz\, Georg Baselitz\, Fernando Botero\, Francesco Clemente\, Giorgio de Chirico\, Jan Fabre\, Antony Gormley\, Alex Katz\, Arnulf Rainer\, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti\, sculture\, fotografie\, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte\, mostrando come il corpo umano sia diventato specchio\, simbolo e misura dei mutamenti culturali e della sensibilità moderna e contemporanea. \n\n\n\nIn occasione dell’apertura domenicale\, oltre alla possibilità di visitare la mostra\, il pubblico potrà partecipare a visite guidate dedicate\, un’occasione per approfondire il percorso espositivo e lasciarsi accompagnare alla scoperta delle opere e dei temi che attraversano la mostra. \n\n\n\nOrari visite guidate: \n\n\n\n–          10:30 – 11:30 \n\n\n\n–          12:00 – 13:00 \n\n\n\n–          15:30 – 16:30 \n\n\n\nCosto di partecipazione visita guidata: 10€ a partecipante\, costo per gruppi (minimo 8 persone): 70€. Prenotazione obbligatoria: tel. 06/90103800 | cell: 3317541611 | mail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nIIn occasione del suo ventesimo anniversario\, l’Art Forum Würth Capena presenta “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”\, una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere\, realizzate tra il 1888 e il 2020\, di una ricca selezione di artisti internazionali\, tra i quali Hans (Jean) Arp\, Magdalena Abakanowicz\, Georg Baselitz\, Fernando Botero\, Francesco Clemente\, Giorgio de Chirico\, Jan Fabre\, Antony Gormley\, Alex Katz\, Arnulf Rainer\, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti\, sculture\, fotografie\, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte\, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio\, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità. \n\n\n\nLa mostra accosta artisti lontani per epoca\, linguaggi e poetiche\, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva\, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine\, simbolo\, teatro dell’interiorità\, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente.  \n\n\n\nArtisti in mostra:  \n\n\n\nMagdalena Abakanowicz\, Horst Antes\, Hans (Jean) Arp\, Georg Baselitz\, Walter Becker\, Fernando Botero\, Louise Bourgeois\, Günter Brus\, Sandro Chia\, Francesco Clemente\, Giorgio De Chirico\, Ugo Dossi\, Jan Fabre\, Rainer Fetting\, Katsura Funakoshi\, Antony Gormley\, Sabine Hoffmann\, Alfred Hrdlicka\, Edita Kadirić\, Alex Katz\, Jürgen Klauke\, Andreas Lau\, Alberto Magnelli\, Harding Meyer\, Albert Oehlen\, A. R. Penck\, Peter Pongratz\, Marc Quinn\, Arnulf Rainer\, Antonio Saura\, Kazuo Shiraga\, Wilhelm Thöny\, Wilhelm Trübner\, Lun Tuchnowski\, Antoni Tàpies\, Andy Warhol\, Lambert Maria Wintersberger\, Walter Wörn\, Klaus Zylla. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nOrario di apertura al pubblico:  \n\n\n\nlunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 \n\n\n\nsabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi \n\n\n\nfestivi chiuso \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nTel. 06/90103800 | cell: 3317541611  \n\n\n\nmail: art.forum@wuerth.it \n\n\n\nwww.artforumwuerth.it  
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SUMMARY:“Sicilia a Culuri” nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania"
DESCRIPTION:“Sicilia a Culuri” è un percorso artistico dedicato alla valorizzazione della tradizione musicale e performativa siciliana attraverso concerti\, laboratori e momenti di approfondimento culturale. Le attività si svolgeranno da settembre a dicembre in diversi quartieri di Catania\, con l’obiettivo di portare la proposta culturale in contesti differenti della città e favorire occasioni di partecipazione e accesso alla cultura\, promuovendo l’incontro tra patrimonio tradizionale\, musica\, arti performative e nuovi pubblici. \n\n\n\nCon la direzione artistica di Davide Urso\, “Sicilia a culuri” è promosso da Il Tamburo di Aci\, associazione culturale\, attiva dal 2008\, che opera nei campi della produzione musicale\, della promozione culturale e della valorizzazione del patrimonio immateriale siciliano e del Mezzogiorno d’Italia. L’attività dell’associazione si fonda sulla ricerca\, reinterpretazione e diffusione delle tradizioni musicali\, considerate come un patrimonio vivo e in continua evoluzione\, capace di dialogare con i linguaggi contemporanei. \n\n\n\nIl direttore artistico Davide Urso: «È con immenso orgoglio che diamo il via a “Sicilia a Culuri”\, un festival ideato per celebrare la straordinaria ricchezza del patrimonio musicale e culturale siciliano. Catania è la cornice perfetta\, città storica e ricca di bellezza\, contenitore di un immenso patrimonio immateriale di canti e melodie antiche. Cinque eventi che si incastreranno come un mosaico sonoro dove la tradizione non viene solo custodita\, ma reinventata per parlare alle nuove generazioni; le radici autentiche del folk isolano incontreranno i linguaggi della musica contemporanea\, creando un dialogo tra memoria e sperimentazione». \n\n\n\nL’iniziativa è promossa dal Comune di Catania nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. “Palcoscenico Catania” punta a rendere la cultura uno strumento di inclusione\, crescita e coesione sociale\, coinvolgendo le sei municipalità\, le scuole\, gli spazi pubblici e i luoghi di aggregazione\, con particolare attenzione alle periferie e alle aree più fragili. \n\n\n\nIl programma \n\n\n\nSi comincia domenica 6 settembre con il laboratorio di cartapesta creativa “Dove nasce la marionetta” a cura di Ezio Scandurra. Il laboratorio\, che si svolgerà nei locali della GAM Galleria d’Arte Moderna a partire dalle ore 16\, è pensato per i bambini dai 6 anni in su. Per poter partecipare è necessaria la prenotazione chiamando il numero 3898093766. Ezio Scandurra è un eclettico marionettista\, scultore e artista di strada originario di Acireale. È noto a livello nazionale e internazionale per la creazione artigianale di complesse marionette a filo e per le sue esibizioni teatrali uniche. \n\n\n\nTerminato il laboratorio\, alle 20.30 sempre alla Gam\, spazio alla musica con il concerto “Sicilian Songs” della Sicily Folk Orchestra\, ospiti speciali Mario Incudine e Antonio Vasta. I musicisti  suoneranno accompagnati dalle marionette danzanti di Ezio Scandurra. Lo spettacolo propone un viaggio musicale nei repertori della tradizione popolare siciliana\, arricchito dalla presenza scenica delle marionette artistiche dell’artista acese. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. \n\n\n\nLa Sicily Folk Orchestra (Davide Urso voce recitante\, tamburi a cornice\, mandolino\, marranzani; Mimì Sterrantino  voce\, chitarra acustica e battente\, armonica; Giampaolo Nunzio voce\, organetto\, zampogna\, friscalettu e flauti di canna; Francesco Frudà chitarra elettrica; Ottavio Leo basso; Alessio Carastro batteria e percussioni; Noemi Carpinato voce; Simona Sciacca voce\, chitarra acustica\, tamburello siciliano) nasce dall’attività di ricerca musicale dell’Associazione Il Tamburo di Aci con l’obiettivo di dar vita a un’orchestra popolare permanente dedicata alla musica e alla cultura siciliana. Il progetto si sviluppa attorno al Sicily Folk Fest e si propone di riscoprire\, valorizzare e promuovere il patrimonio musicale dell’Isola\, riportandolo in una dimensione contemporanea. Cuore della formazione è il repertorio della tradizione popolare siciliana\, fatto di canti\, ritmi e melodie profondamente legati alla memoria collettiva e alle diverse identità del territorio. La  Sicily Folk Orchestra rielabora questo patrimonio attraverso un organico che combina strumenti della tradizione – zampogna\, marranzano\, tamburello\, mandolino\, organetto e friscalettu – con strumenti moderni come chitarra elettrica\, contrabbasso\, batteria e flauti\, dando vita a un sound capace di coniugare radici e contemporaneità. \n\n\n\nCantautore\, attore\, regista e musicista\, tra i massimi esponenti della nuova world music e della tradizione popolare siciliana\, l’ospite Mario Incudine unisce la ricerca etnomusicologica al teatro e alla narrazione dei cantastorie. Ha pubblicato diversi album di successo\, da “Terra”\, album d’esordio\, al pluripremiato “Italia talìa” fino al recente “Il senso della misura”. Nel 2009 col brano “Salina” ha vinto il Festival della nuova canzone siciliana. È co-regista e interprete di importanti opere teatrali\, tra cui “Le supplici” di Eschilo e “Il casellante” di Andrea Camilleri con Moni Ovadia e poi ancora “Mimì”\, omaggio a Modugno\, con la regia di Ovadia e Giuseppe Cutino\, “Archimede. La solitudine di un genio” dal testo di Costanza DiQuattro o “Barbablu” sempre da un testo della scrittrice ragusana\, solo per citarne alcuni. \n\n\n\nGli altri appuntamenti di “Sicilia a culuri” \n\n\n\nIl secondo appuntamento è in calendario lunedì 19 ottobre\, alle ore 9\, all’Istituto omnicomprensivo “Angelo Musco” di Librino con la lezione-concerto “Gli strumenti della tradizione popolare siciliana”. Il Tamburo di Aci Ensemble farà conoscere agli studenti della scuola “Musco” gli strumenti della tradizione musicale popolare siciliana\, attraverso un incontro tra divulgazione\, ascolto ed esecuzione dal vivo. \n\n\n\nTerzo appuntamento di “Sicilia a culuri” il 20 novembre\, alle 20.30\, al Tinni Tinni Arts Club (via Scuto 19\, dietro il Castello Ursino) con il concerto “Armunia” che vedrà protagonista la cantante folk modicana Cecilia Pitino che sarà affiancata dal chitarrista Pierpaolo Sichera\, dal fisarmonicista Gianni Amore e dal percussionista Riccardo Gerbino. Un viaggio tra sonorità mediterranee e mondi lontani\, tra flamenco\, ritmi sudamericani\, suggestioni arabo-andaluse e colori indiani\, senza mai dimenticare le radici della tradizione popolare siciliana. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. \n\n\n\n“Sicilia a culuri” terminerà sabato 5 dicembre\, alle ore 19\, con il concerto natalizio “Diu vi manna l’ambasciata!” in programma nella Chiesa di San Michele Arcangelo\, in via Sebastiano Catania 201 a San Nullo. Protagoniste della performance musicale Le Sikelia ovvero Giulia Fassari\, voce e percussioni\, e Elisa Messina chitarra. Il concerto è dedicato ai repertori natalizi della tradizione popolare siciliana. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:"Fortuna in Musica" il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\,
DESCRIPTION:Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica\, il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, che quest’anno amplia il proprio percorso dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii. \n\n\n\nLa novità dell’edizione 2026 è il Teatro campestre di Gabii\, una nuova struttura temporanea e reversibile\, realizzata con balle di fieno e materiali presenti nel Parco\, pensata per accogliere spettacoli dal vivo in dialogo con il paesaggio e la memoria archeologica del sito. \n\n\n\nTre gli appuntamenti in programma: \n\n\n\n6 settembre\, ore 19.30 – PalestrinaCirco Diatonico – Acrobazie\, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggianteSantuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina \n\n\n\n11 settembre\, ore 19.30 – GabiiSimone Prattico – Oriundo QuartetTeatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova\, km 19\,300 \n\n\n\n12 settembre\, ore 19.30 – GabiiJavier Girotto & Aires Tango – 30Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii – Via Prenestina Nuova\, km 19\,300 \n\n\n\nSaremmo molto felici di poter accogliere giornalisti\, fotografi e operatori dell’informazione agli spettacoli. \n\n\n\nL’ingresso è gratuito al costo simbolico di 1 euro. Per organizzare al meglio l’accoglienza stampa\, vi chiediamo di confermare la vostra presenza direttamente a me\, indicando\, se possibile\, lo spettacolo scelto e il numero di persone. \n\n\n\nPer il programma completo e le informazioni:gabiipraeneste.cultura.gov.it \n\n\n\nPer i biglietti:Prenotazione biglietti Fortuna in Musica 2026 \n\n\n\nVi aspettiamo a Palestrina e Gabii per raccontare insieme questo nuovo percorso\, in cui musica\, archeologia\, paesaggio e comunità tornano a incontrarsi.
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SUMMARY:“Prove di Volo” al Teatro Oden di Taormina
DESCRIPTION:Domenica 6 settembre al Teatro Odeon di Taormina va in scena “Prove di Volo”\, nuovo appuntamento del Festival Internazionale Taormina Arte 2026 della Fondazione Taormina Arte Sicilia\, con la direzione artistica di Simona Celi. \n\n\n\nLo spettacolo\, con la regia di Monica Felloni\, è costruito sull’idea di una comunità di corpi differenti che trovano armonia nell’imprevisto e nel movimento condiviso. “Prove di Volo” assume il valore di una soglia poetica: il momento in cui il desiderio di elevarsi incontra il limite del corpo e la necessità dell’altro. \n\n\n\nPrima del volo esiste infatti un istante fragile e necessario\, quello della prova\, nel quale ogni essere misura il proprio desiderio contro il peso della gravità\, non per vincerla ma per imparare a danzare con essa. Lo spettacolo racconta così un percorso fatto di tentativi\, esitazioni e scoperte\, nel quale la libertà non coincide con l’assenza di limiti\, ma con la capacità di trasformarli in traiettoria. \n\n\n\nComprendiamo allora che nessuno vola da solo\, che il cielo è una costruzione collettiva. Da qui nasce il passaggio dal sogno individuale alla geografia condivisa del movimento\, dal corpo che tenta al coro dei corpi che si sostengono. \n\n\n\nIn scena Giuseppe Cucuzza\, Sofia Cusumano\, Anna Cutore\, Martina Di Prato\, Gaetano D’Imprima\, Danilo Ferrari\, Patrizia Fichera\, Alfina Fresta\, Vittoria Genovese\, Francesco Guglielmino\, Gabriele Guglielmino\, Paola Leonardi\, Stefania Licciardello\, Angela Longo\, Enzo Malerba\, Dorotea Samperi\, Gaia Santuccio\, Francesca Sciatà\, Sofia Silvestri\, Fabrizio Vairo ed Egle Zapparrata. \n\n\n\nTrucco e costumi di Giovanna Peluso. \n\n\n\n“Prove di Volo” è una produzione dell’Associazione culturale Neon e porta al Teatro Odeon un lavoro incentrato sul corpo\, sulla relazione e sulla possibilità di trasformare la fragilità individuale in un’esperienza condivisa.
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SUMMARY:XX edizione MITO SettembreMusica
DESCRIPTION:È Harmonia il tema della ventesima edizione di MITO SettembreMusica\, in programma a Milano e Torino dal 6 al 20 settembre 2026. Per la sua prima programmazione come direttrice artistica del festival\, Speranza Scappucci ha scelto un elemento essenziale della musica\, agente per la pacificazione\, ideale di bellezza\, vocato alla coniugazione delle diversità e alla costruzione di relazioni tra voci\, generazioni\, repertori\, città\, luoghi\, persone. Come risposta musicale alle fratture del presente\, gli oltre 60 appuntamenti (molti dei quali in entrambe le città) del festival\, presieduto da Alberto Meomartini\, invocano dunque un esercizio di responsabilità e di relazione e invitano a trovare equilibrio nell’ascolto di un cartellone che mette in dialogo antico e contemporaneo\, repertorio classico e nuove creazioni\, Novecento e musica barocca\, musica sinfonica e teatro musicale\, formazioni internazionali e giovani interpreti\, il cuore delle due città e i loro luoghi meno consueti. «“Harmonia” è una parola simbolica\, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica  – afferma Speranza Scappucci – che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali (di città\, di pubblici\, di repertori\, di luoghi\, di generazioni) senza cancellarne l’individualità? In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni\, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari\, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica\, infatti\, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse\, è equilibrio costruito attraverso ascolto\, attrito\, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite\, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia\, dunque\, non è eliminare il conflitto\, ma trasformarlo in possibilità di ascolto». «Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che\, anno dopo anno\, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme\, di ascolto\, di dialogo fra luoghi\, pubblici e tradizioni diverse. Questa ricorrenza conferma un percorso condiviso e ormai consolidato\, costruito attraverso la musica come linguaggio che unisce e mette in dialogo territori e comunità. Un caloroso benvenuto va infine alla nuova Direttrice artistica Speranza Scappucci\, cui rinnoviamo l’augurio di buon lavoro». «Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura segnata da tensioni\, fratture e conflitti\, affinché la musica ci ricordi che ogni voce trova senso pieno solo nell’ascolto dell’altra. È così che MITO SettembreMusica invita cittadini\, artisti e istituzioni a riconoscere le ragioni della pace\, della convivenza civile e della responsabilità condivisa. La musica non sostituisce la politica\, né cancella le difficoltà del presente\, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso». «Ci sono anniversari – sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini – che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso. La ventesima edizione di MITO SettembreMusica è uno di questi momenti: un’occasione per ritrovarci\, per guardare quello che è stato costruito e\, in conseguenza per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e nella diffusione di cultura musicale. In questi vent’anni MITO SettembreMusica ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori\, ha abitato teatri\, auditorium\, chiese\, spazi urbani e luoghi meno consueti\, ha portato la musica dove il pubblico già la cercava e anche dove poteva incontrarla per la prima volta. Con lo stesso impegno oggi MITO SettembreMusica prosegue questo percorso sinonimo di vitalità delle due comunità cittadine». «Intesa Sanpaolo conferma con convinzione il proprio sostegno a MITO SettembreMusica\, un festival che valorizza la musica come patrimonio universale e la rende accessibile a un pubblico ampio e diversificato. Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo: sostenere iniziative di eccellenza come MITO SettembreMusica significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori\, commenta Paola Musso\, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. La nuova edizione si apre domenica 6 settembre a Milano\, al Teatro alla Scala\, con il War Requiem di Benjamin Britten\, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai\, al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio Torino\, alla direzione di Simone Young e a un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva\, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus. Lunedì 7 settembre lo stesso programma sarà a Torino\, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati grazie al presenting partner Intesa Sanpaolo. Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry\, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale\, il War Requiem è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia. Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte\, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms\, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2\, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. Il programma 2026 trae spunto anche da alcuni anniversari\, come il cinquantenario della morte di Benjamin Britten\, uno dei grandi compositori del Novecento e figura centrale di questa edizione\, con capolavori come il citato War Requiem\, i Four Sea Interludes da Peter Grimes\, la Serenade e diversi altri brani. Spazio anche per il centenario della nascita di Hans Werner Henze\, alla lunga scia del centocinquantesimo anniversario di Maurice Ravel\, concluso nel 2025 ma ancora vivo nella proposta del festival\, e al percorso verso il 2027\, bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven\, che MITO SetetmbreMusica anticipa con l’avvio dell’integrale dei quartetti affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala. Riprendendo la scansione cronologica del programma\, martedì 8 settembre appuntamento unico a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly in pagine di Rachmaninov affiancate alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. Il dialogo fra epoche e linguaggi prosegue con William Christie e Les Arts Florissants impegnati a esaltare i fasti del barocco francese di Marc-Antoine Charpentier: a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto) mercoledì 9 e a Milano giovedì 10 settembre (Teatro Dal Verme)\, grazie al presenting partnerIntesa Sanpaolo. In occasione degli ottant’anni di Christie\, pioniere della riscoperta del repertorio barocco francese\, MITO SettembreMusica ospita un dittico con la regia di Marie Lambert-Le Bihan e Stéphane Facco e le coreografie di Martin Chaix\, che unisce musica\, teatro\, danza e gesto scenico: Les Arts Florissants\, che celebra la pace e la rinascita delle arti dopo il conflitto\, e La descente d’Orphée aux Enfers\, che rilegge il mito di Orfeo\, ribadendo la capacità di “Harmonia” di farsi ordinatrice dell’arte e di opporre l’arte alla violenza. La musica antica è presente anche con Il Pomo d’Oro\, tra le formazioni italiane più acclamate della scena internazionale\, impegnato in un programma dedicato a Claudio Monteverdi\, a Torino (Tempio Valdese) venerdì 11 e a Milano (Santa Maria delle Grazie al Naviglio) sabato 12 settembre\, a ribadire la forte presenza della voce nel festival\, strumento di memoria\, racconto\, teatro identità. In quest’ottica si inserisce il concerto con pagine di Britten\, Pärt e Weill sabato 19 settembre a Torino con l’Orchestra Sinfonica di Milano\, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini corno e direttore. E poi quelli (Milano 18 e Torino 19 settembre) con i Canticles e alcuni Folk Songs di Britten\, con Matthew Swensen (tenore)\, Kelsey Lauritano (mezzosoprano)\, Debora Maffeis (corno) e Brian Zeger (pianoforte)\, e il programma affidato all’Ensemble I Pomeriggi Musicali con il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2 sempre di Britten (Torino 14 e Milano 15 settembre). Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due citta da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino\, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano)\, José Maria Lo Monaco (mezzosoprano)\, Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). In programma\, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini\, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16  e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre\, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana\, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti\, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale. Non manca una nuova commissione di MITO SettembreMusica\, nel 2026 a Paola Prestini\, compositrice italiana naturalizzata statunitense\, fondatrice e direttrice artistica del National Sawdust di New York: Kaos sarà eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti sabato 12 a Torino (Auditorium RAI) e domenica 13 settembre a Milano (Conservatorio Verdi). Ispirato ad alcune novelle di Pirandello\, il trittico orchestrale trasforma la materia narrativa in una riflessione sul conflitto interiore\, sull’isolamento e sulla dignità. Il programma sarà completato dai Four Sea Interludes di Britten e dalla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn. La musica del presente attraversa il cartellone anche nel concerto dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano\, diretta da Natalia Ponomarchuk\, con Simonide Braconi viola solista. Il programma\, a Milano (Teatro Dal Verme) sabato 12 e a Torino (Conservatorio Verdi) domenica 13 settembre\, accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner\, Il canto del silenzio per viola e archi dello stesso Braconi\, la Romanzadi Bruch\, la Chamber Symphony n. 2 “Meditation” di Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 “Haffner” di Mozart. Il brano di Braconi\, composto durante la pandemia del 2020\, e quello di Stankovych\, compositore ucraino tra i più significativi del secondo Novecento\, continuano a riflettere sulla memoria e sulla resistenza interiore\, inserendosi tra la “luce” mozartiana e la sospensione wagneriana. La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate. Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme)\, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot\, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet\, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolasdi Falla. A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal\, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre\, intitolato “Da Granada a Montmartre”. Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet\, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini\, Falla\, Granados\, Albéniz\, Debussy ed Escaich\, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin\, chitarra e fisarmonica\, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini 17 settembre). Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven\, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini\, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren\, che si svilupperà in due edizioni\, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno\, tra le due città\, diversi appuntamenti tra Milano e Torino\, con quartetti giovanili\, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127\, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”. La musica da camera occupa un ruolo rilevante in tutto il festival: il Sestetto Sincronìa (Milano 7 e Torino 8 settembre) propone Verklärte Nacht di Schönberg e Souvenir de Florence di Čajkovskij; il pianista Konstantin Lifschitz (Milano 8 e Torino 9 settembre) affronta Mendelssohn\, Brahms e la Sonata “Reliquie” di Schubert completata da Krenek. Il vincitore del Concorso Busoni 2025\, Yifan Wu\, (Milano 14 e Torino 15 settembre) presenta un programma interamente schumanniano. Particolarmente significativa è anche la presenza del pianoforte\, con David Fray interprete delle Variazioni Goldberg di Bach\, a Milano (Teatro Dal Verme) venerdì 18 e a Torino (Conservatorio Verdi)  domenica 20 settembre\, appuntamento che chiude cronologicamente il festival. Il festival continua poi a sostenere i giovani interpreti come la francese Adélaïde Ferrière giovane star delle percussioni e vincitrice di “Les Victoires de la Musique” 2026 che sarà protagonista di due programmi (Torino 10 e Milano 11 settembre)\, “Classical Marimba” e “Da Rameau all’elettronica”\, che mettono in relazione repertorio classico\, trascrizione\, contemporaneità e sperimentazione. Il violoncellista Mattia Zappa (Milano 13 settembre) costruisce un viaggio solistico da Bach a Hindemith\, Piatti\, Tsintsadze e Cassadò; il Trio Rinaldo (Torino 18 e Milano 19 settembre) accosta Krein\, Takemitsu\, Henze e Šostakovič. Tra tango\, colonne sonore e pop si inseriscono i concerti del Quartetto Pessoa (Milano 8 e 10 settembre\, Torino 11 e 12 settembre)\, con programmi dedicati a Piazzolla\, Morricone\, Nino Rota\, John Williams\, Gardel\, ma anche a De Gregori\, Battiato\, Yann Tiersen e nuove composizioni di Tommaso Quaranta. Di rilievo i progetti dedicati alla formazione e all’educazione all’ascolto inseriti nel programma di questa XX edizione di MITO SettembreMusica 2026. Si comincia a Torino (12 settembre Casa Teatro Ragazzi e Giovani) e a Milano (13 settembre Teatro Munari) con Un tè con Beethoven di Pasquale Buonarota (produzione della Fondazione TRG in collaborazione con il Conservatorio di Torino)  porta il pubblico alla scoperta dei Quartetti d’archi e della vita del compositore tedesco attraverso il nipote Karl\, che racconta lo zio\, la persona\, non solo l’artista. Quindi L’usignolo di Hans Christian Andersen (Milano Teatro Munari 19 e Torino Casa Teatro Ragazzi e Giovani 20 settembre) con l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani\, gli attori Jasmine Monti e Carlo Merico\, la regia di Isotta Tomassini e i testi di Andrea Piazza. La fiaba viene trasportata in una Digitopia abitata da gadget\, intelligenze artificiali e smartphone\, dove la voce autentica dell’usignolo ricorda che nessuna macchina\, per quanto perfetta\, può sostituire la bellezza della natura\, della libertà e della verità: un modo poetico e accessibile per parlare ai bambini e alle famiglie del rapporto fra arte\, tecnologia\, ascolto e autenticità. MITO SettembreMusica 2026 conferma anche la propria vocazione urbana. Accanto alle sedi simboliche delle due città – il Teatro alla Scala\, l’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\, l’Auditorium Rai Arturo Toscanini\, il Teatro Dal Verme\, il Conservatorio Giuseppe Verdi – il festival continua a raggiungere teatri\, chiese\, spazi culturali e quartieri meno centrali. La diffusione territoriale porta musica importante in luoghi differenti anche per ridurre le distanze\, ampliare la partecipazione\, costruire nuove abitudini di ascolto. Milano e Torino sono quindi i due poli di un unico progetto. MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano\, con il contributo del Ministero della Cultura\, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali\, con il sostegno sin dalla prima edizione del Partner Intesa Sanpaolo\, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT\, degli sponsor Iren\, Pirelli\, Fiera Milano\, scon il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica. www.mitosettembremusica.it  Costo dei biglietticoncerti a Milano > da euro 5 a euro 50concerti a Torino > da euro 1 a euro 40Sono previsti carnet e varie tipologie di pass Biglietteria onlineticketone.it (concerti a Milano)vivaticket.it (concerti a Torino) MilanoBiglietteria TicketOne – Teatro Dal Vermevia San Giovanni sul Muro\, 2 – MilanoTel. +39 02 87905 201biglietteriamito@ipomeriggi.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 / Chiusura: da 25 luglio al 31 agosto TorinoNuova sede piazza Palazzo di Città 5/A+39 011 4249144biglietteria@fpct.itLa biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10.30 – 18 (da martedì 1 settembre tutti i giorni – chiusura dall’1 al 24 agosto) Se ancora disponibili\, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto\, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.Al momento dell’acquisto è possibile aggiungere 1 euro a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
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DESCRIPTION:Che cosa può accadere quando il teatro non chiede alle differenze di adeguarsi\, ma le assume come possibilità creative? È la domanda che nutre il progetto ALTRE VISIONI a cura di ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile e ideato da Alessandro Garzella\, il contro-festival di teatro\, musica e danza nei boschi di Coltano (Pi)\, che torna da lunedì 7 a domenica 13 settembre\, con una settimana di incontri\, laboratori\, stage e performance\, per trasformare il Parco delle Biodiversità di Coltano in un campus residenziale di ricerca e sperimentazione artistica immerso nella natura.  \n\n\n\nALTRE VISIONI\, giunto alla nona edizione\, è realizzato con il sostegno di MiC\, Regione Toscana\, Comune di Pisa\, Fondazione Pisa\, Pro Loco Coltano\, UniCoop Firenze – sezione soci Pisa in collaborazione con ASL Nordovest Toscana\, Clinica psichiatrica dell’Università di Pisa\, Il Nuovo Fontanile\, Cavalieri Consapevoli\, Teatri delle Differenze\, REACT. \n\n\n\nDalla mattina fino a tarda serata\, tra il Parco delle Biodiversità di Coltano\, con Il Nuovo Fontanile\, e la Villa Medicea\, prenderanno vita visioni\, esperienze e percorsi di ricerca che metteranno al centro corpi\, fragilità e possibilità creative attraverso incontri che coinvolgeranno in maniera trasversale artisti/e\, studenti/esse universitari/rie\, persone provenienti da contesti fragili\, come utenti psichiatrici\, ma anche volontari\, formatori\, insegnanti di sostegno e in generale addetti ai lavori. L’insediamento nel bosco sarà in un’ottica non solo di co-working\, scambio e co-progettazione ma anche messa in discussione delle proprie metodologie. \n\n\n\nCosì il direttore artistico Alessandro Garzella: «ALTRE VISIONI è una vacanza d’amore per il teatro e l’arte\, non “rivolta a” ma “in inclusione di”\, con laboratori a staffetta alla mattina e quelli al pomeriggio che faranno condividere un tempo in cui artisti e partecipanti\, grazie all’incontro dell’uno con l’altra\, praticheranno le differenze come spazio di benessere e liberazione artistica… così nasce un’esperienza espressiva e comunitaria che continua ad alimentare questo piccolo sogno di resistenza attiva». \n\n\n\nIl programma di ALTRE VISIONI è suddiviso in quattro sezioni: Pazzi d’autore\, Intrecci\, laboratori e stage\, e incontri.  \n\n\n\nPAZZI D’AUTORE \n\n\n\nPresso Il Nuovo Fontanile\, “Pazzi d’autore”\, con artisti della compagnia ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile\, consiste in un percorso immersivo costituito da tre opere e una cena sotto le stelle. Da lunedì 7 a giovedì 10 settembre\, ogni sera\, dalle 18.30 alle 23.30\, ANIMALI CELESTI accompagnerà il pubblico con apparizioni\, incursioni poetiche e brevi performance ispirate a scritti\, poesie e partiture di persone che la compagnia ha incontrato regolarmente durante l’anno ai laboratori per utenti psichiatrici. Le prime tre serate\, dal 7 al 9 settembre\, sono riservate a gruppi organizzati; la serata di giovedì 10 settembre è aperta al pubblico (prenotazione consigliata). \n\n\n\nCiascuna serata si apre alle 18.30 con “Sconcerto per voci suoni e scarabocchi”\, nato dalle partiture di Monica Morelli e realizzato attraverso gli arrangiamenti musicali di Ilaria Bellucci e Modern Art Collective\, con la messa in scena di Alessandro Garzella. Segue alle 21.30 “Aspettando l’aurora”\, di Francesca Mainetti dai testi poetici di Aurora Vannucci\, mentre alle 23.00 Alessandro Garzella\, Satyamo Hernandez e Michelangelo Ricci presenteranno “Ode elettrica a Pasolini”\, un lavoro che intreccia in un ambiente sonoro elettronico parola e memoria per tornare alle visioni e alle contraddizioni dell’universo pasoliniano. \n\n\n\nINTRECCI \n\n\n\nVenerdì 11 settembre il progetto ALTRE VISIONI si declina in Intrecci\, sezione che ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile dedica all’ospitalità di artisti e compagnie affini\, con l’intento di mettere in condivisione con il pubblico\, per una sera\, pratiche e visioni comuni accanto alle differenze. Alle 18\,30 al Parco delle Biodiversità di Coltano Kaminteatro e ProgettoAutismo – P.A.F.V.G. presentano “Incantesemas (Dall’Ultima Fila)”\, con Andrea Brugnera\, musiche di Francesco Ricciarelli e regia di Andrea Mancini. Lo spettacolo nasce dalla storia del Progetto Autismo Friuli-Venezia Giulia e da memorie\, cronache e testimonianze di genitori e persone autistiche. La dimensione del coro diventa una forma di narrazione collettiva. Al centro non c’è il singolo interprete\, ma una comunità che racconta il proprio percorso: 22 sequenze toccano i temi della nascita\, della percezione dello stato autistico\, dello scontro/incontro con le istituzioni\, dei conflitti nella famiglia\, della solitudine e della resilienza. \n\n\n\nAlle 21.30\, alla Villa Medicea di Coltano\, ci sarà un incontro ravvicinato con l’universo di uno degli interpreti più sensibili del teatro italiano\, Danio Manfredini\, vincitore di 4 Premi Ubu\, nonché di altri prestigiosi riconoscimenti\, diventato un maestro per un’intera generazione di artisti. Manfredini farà dono al pubblico della lettura del canovaccio\, composto alla fine degli anni novanta\, di “Divine”\, produzione ERT – Teatro Nazionale\, un testo liberamente ispirato a “Nostra signora dei fiori” di Jean Genet\, accompagnato dallo storyboard dei disegni originali\, realizzati a suo tempo\, che raccontano la parabola di Divine\, al secolo Louis Culafroy\, un ragazzino che scappa di casa per condurre a Parigi una vita da travestito.  \n\n\n\nLa serata prosegue alle 23.00\, ancora al Parco delle Biodiversità\, con Nerval Teatro e “La Buca” di Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol: un ultimo tassello beckettiano\, che ha chiuso il quasi decennale processo di studio costellato di altri punti di approdo rappresentati dalle precedenti messe in scene dedicate a Samuel Beckett. Carlo De Leonardo e Maurizio Lupinelli portano in scena l’esito del percorso di ricerca che ha visto protagonisti gli attori e le attrici del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro. Carlo De Leonardo\, attore ravennate con disabilità\, e Maurizio Lupinelli\, a partire da Aspettando Godot\, Finale di partita\, Giorni felici e L’ultimo nastro di Krapp\, reinventano situazioni e personaggi beckettiani attraverso un gioco teatrale che si nutre di improvvisazione\, spontaneità e una crescente consapevolezza scenica\, restituendo l’essenza stralunata e surreale dei personaggi beckettiani. \n\n\n\nINCONTRI  \n\n\n\nAccanto agli spettacoli\, ALTRE VISIONI propone un articolato programma di Incontri\, per trasformare il festival in uno spazio di confronto sui temi che attraversano il progetto. \n\n\n\nSi comincia giovedì 10 settembre alle 15.30\, al Parco delle Biodiversità\, con la tavola rotonda “Basaglia ora – Costrizioni\, passioni\, malesseri”\, coordinata da Francesca Mainetti e dedicata ai desideri e alle problematicità contemporanee\, con psicologi\, psichiatri\, artisti e operatori impegnati nell’ambito della salute mentale. A seguire sarà inaugurata la mostra fotografica “Attori di/versi” di Michele Lischi\, dedicata alle persone che hanno trasmesso saperi e pratiche oggi alla base del lavoro dei conduttori e degli utenti dei laboratori teatrali di ANIMALI CELESTI. \n\n\n\nVenerdì 11 settembre alle 11.00\, in collaborazione con REACT\, ci sarà un confronto pubblico sulle reti di progettazione tra artiste e artisti con e senza disabilità – e tra identità poetiche\, barriere burocratiche e rischio di opportunismo – dal titolo “Arte e/è disabilità – Disabilità e/è arte?”.  \n\n\n\nDa venerdì 11 a domenica 13 settembre alle 17.00\, il festival propone inoltre “Agorà 2026: il limite tra manchevolezza e infinito”\, spazio quotidiano di rielaborazione\, pensiero e dialogo coordinato da Giuls Paoli / ANIMALI CELESTI\, con Carlo Cellai (psicologo)\, Lorenzo Donati (critico teatrale di “Altre Velocità”) e Rodolfo Sacchettini (critico teatrale e co-direttore de “La Falena”). Il tema del limite viene affrontato come ostacolo ma anche come soglia\, luogo di consapevolezza\, trasformazione e possibilità. A partire dalla visione degli spettacoli\, dalle esperienze laboratoriali della giornata e da interviste fatte agli allievi del campus e agli artisti partecipanti ad ALTRE VISIONI\, si cercherà di far emergere quanto i limiti fisici\, mentali\, culturali e sociali\, nell’arte e nella vita\, siano anche fonti di prospettive fruttuose. \n\n\n\nL’Agorà continuerà inoltre a vivere ogni sera dopo il programma\, come spazio informale di conversazione e incontro tra pubblico\, artisti e artiste. \n\n\n\nLABORATORI E STAGE \n\n\n\nALTRE VISIONI è\, oltre che spazio di visione e di ascolto\, anche di formazione. Giovani allievi\, studenti universitari\, utenti dei servizi sociosanitari\, educatori\, insegnanti e cittadini s’incontreranno in un luogo che metterà in relazione generazioni\, abilità e identità diverse. Il Parco delle Biodiversità si trasformerà in un vero e proprio campus residenziale\, e la dimensione formativa attraverserà l’intero progetto.  \n\n\n\nDa venerdì 11 a domenica 13 settembre\, al mattino (9.30-13.15)\, ci sarà presso Il Nuovo Fontanile il Laboratorio Maestri e Margherite\, condotto a staffetta da Ilaria Bellucci (ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile)\, Maurizio Lupinelli (Nerval Teatro)\, Satyamo Hernandez (AEDO – Arte Espressione Discipline Olistiche)\, Ilaria Fontanelli (Geometria delle Nuvole)\, Francesca Mainetti\, Roberta Moneta e Valeria Battaini (Teatro19)\, e Piero Cherici (Diesis Teatrango).  \n\n\n\nSempre nei pressi del Nuovo Fontanile\, negli stessi giorni\, al pomeriggio (15.00-16.45)\, ci saranno gli Stage di formazione e ricerca. Si alterneranno gli stage “L’ombra della figura” condotto da Alessandro Garzella e Francesca Mainetti\, “La zona franca – Teatro come incontro con sé” condotto da Satyamo Hernandez\, “L’anima del bosco”\, laboratorio teatrale tra natura\, musica e immaginazione condotto da Daniele Giuliani / Teatro Nucleo in collaborazione con Modern Art Collective\, e “L’abito che indosso (Il corpo immaginato)” condotto da Ornella D’Agostino/Carovana SMI. \n\n\n\nA chiudere il percorso di formazione\, nella serata di domenica 13 settembre\, sarà la restituzione delle esperienze maturate durante i laboratori\, che trasformeranno il bosco di Coltano in una scena viva e pulsante\, dove confluiranno teatro\, musica\, movimento e natura. \n\n\n\nEQUIDISTANZE \n\n\n\nParallelamente ad ALTRE VISIONI 2026\, sabato 12 e domenica 13 settembre si svolgerà un ulteriore progetto che vedrà in residenza a Coltano sei compagnie aderenti a un’iniziativa nazionale realizzata da ANIMALI CELESTI teatro d’arte civile con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo e in partenariato con oltre 20 realtà che promuovono l’accessibilità di artiste e artisti disabili: Equidistanze. Il programma prevede la realizzazione di sei spettacoli di compagnie partner del progetto\, configurandosi come la tappa toscana di una tournée nazionale che propone opere di particolare valore artistico e civile (info sul sito animalicelestiteatrodartecivile.it). \n\n\n\nRealizzato con il sostegno di MiC\, Regione Toscana\, Comune di Pisa\, Fondazione Pisa Pro Loco Coltano\, UniCoop Firenze sezione soci Pisa in collaborazione con ASL Nordovest Toscana\, Clinica Psichiatrica dell’Università  di Pisa\, Il Nuovo Fontanile\, Cavalieri Consapevoli\, Teatri delle Differenze\, REACT \n\n\n\nil progetto è parte di un Cantiere multidisciplinare di teatro musica danza arti performative che collega il contro festival ALTRE VISIONI (Coltano – PI giugno e settembre) con TRANSITUS (Lucca – luglio) e VINCANTA (Vinca – Fivizzano – MS – agosto). \n\n\n\nprenotazioni: prenotazioni@animalicelestiteatro.com oppure online sul circuito ticket.it \n\n\n\nBIGLIETTO singolo 10 € per ogni spettacolo \n\n\n\nPROMOZIONE BIGLIETTO GIORNALIERO (con ingresso ai tre spettacoli) 15 €   \n\n\n\nPROMOZIONE BIGLIETTO GIORNALIERO SOLO PER GIOVEDI’ 10 SETTEMBRE con ingresso ai tre spettacoli + cena 30 € (prenotazione obbligatoria scrivendo a prenotazioni@animalicelestiteatro.it) \n\n\n\nISCRIZIONE AL CAMPUS: accesso a tutti gli eventi laboratoriali e stage dal 10 al 13 settembre (spettacoli esclusi) € 50 euro  \n\n\n\nISCRIZIONE GIORNALIERA AL CAMPUS: accesso a tutti gli eventi laboratoriali e stage di una giornata (spettacoli esclusi) euro 20  \n\n\n\ninformazioni: info@animalicelestiteatro.com \n\n\n\nwww.animalicelestiteatrodartecivile.it
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SUMMARY:"Roma Borgata Festival" al Parco di Torre Fiscale
DESCRIPTION:Dopo aver attraversato per due mesi quartieri\, cortili Ater\, mercati\, bar\, parchi e strade\, il Roma Borgata Festival approda al Parco di Torre del Fiscale per l’ultima settimana della sua seconda edizione. Dal 7 al 13 settembre\, il paesaggio degli acquedotti diventa il punto di incontro di un viaggio che ha trasformato i margini della città in una costellazione di palcoscenici: sette giorni tra danza site-specific\, teatro\, musica\, letteratura e passeggiate performative\, nei quali tornano e giungono a compimento alcuni dei progetti che hanno segnato l’intero Festival. \n\n\n\nUna settimana che riassume la vocazione del Roma Borgata Festival\, progetto di ASAPQ con la direzione artistica di Alessandra Muschella: abitare culturalmente la città\, portando lo spettacolo fuori dai luoghi convenzionali e costruendo una nuova relazione tra arti performative\, paesaggio urbano e comunità. \n\n\n\nAd aprire idealmente questa ultima tappa\, da lunedì 7 a venerdì 11 settembre\, sarà la residenza di danza site-specific “Pillole Urbane”\, a cura di ACSD KODANCE/&KO. Gli artisti lavoreranno direttamente nel parco alla costruzione della coreografia che verrà restituita in partenza sabato 12 settembre. Un processo creativo che sperimenta il connubio tra arte del movimento\, attivando il luogo come una scena viva e facendo della permanenza nel territorio una parte essenziale dell’opera. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre alle ore 19.00 torna “Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto”\, uno dei progetti simbolo della seconda edizione del Festival. A bordo di uno scuolabus anni Ottanta\, Giulia Anania e Lavinia Mancusi accompagneranno il pubblico in un percorso intimo e collettivo attraverso il Quadraro\, alla scoperta di luoghi nascosti\, storie umane\, memorie e dettagli che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano. Musica\, parole e racconto urbano si intrecciano in un viaggio nel quale lo spostamento diventa esperienza performativa e il quartiere si rivela attraverso le voci e le storie di chi lo abita. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre alle ore 19.00 il Festival prosegue con “Bar Campioni – Il ciclista incatenato”\, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Ariele Vincenti\, con le musiche di Tiziano Gialloreto. Al centro del racconto la figura di Vito Taccone\, il “Camoscio d’Abruzzo”: ciclista ribelle\, generoso e irascibile\, entrato nel mito dello sport del Novecento grazie alle sue straordinarie doti di scalatore. Ambientato idealmente in un bar dello sport dell’entroterra abruzzese\, lo spettacolo ne ripercorre l’epopea agonistica e umana\, restituendo il ritratto di un campione popolare e anticonformista. \n\n\n\nVenerdì 11 settembre alle ore 19.00 arriva “Fiammiferi”\, progetto performativo di ABRA con Stella Mastrantonio e Brando Pacitto e la sonorizzazione di Ludovico Franco\, una rilettura del racconto di Italo Calvino L’avventura di due sposi che prende forma attraverso un’esperienza di lettura collettiva immersiva e site-specific.  \n\n\n\nLa serata proseguirà dalle ore 20.00 con “Dominio Pubblico per Roma Borgata Festival”: tre concerti affidati alla programmazione della DAP Under 25 – Direzione Artistica Partecipata\, per lasciare spazio allo sguardo\, ai linguaggi e alle proposte di una nuova generazione di artisti. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, dalle ore 19.00\, il lavoro sviluppato durante la residenza “Pillole Urbane” troverà la sua restituzione pubblica con “To the Ground”\, performance site-specific a cura di ACSD KODANCE/&KO\, con concept\, regia e coreografia di Sil Marti e l’assistenza coreografica di Giulia Federico. A seguire\, il dialogo tra musica e cinema sarà protagonista con “Omaggio a Hans Zimmer”\, diretto da Giordano Maselli.  \n\n\n\nL’ultima giornata\, domenica 13 settembre\, inizierà alle ore 18.00 con “Street Stories”\, passeggiata performativa nel Parco di Torre del Fiscale a cura di Giulia Anania e Tiziano Panici. Tra musica e poesia\, il percorso darà voce alle strade\, alle memorie e alle realtà che animano il territorio\, trasformando la passeggiata in una forma di narrazione collettiva. \n\n\n\nA chiudere la seconda edizione\, alle ore 20.00\, sarà “Dialoghi Sinfonici – Operette” con l’Orchestra EICO\, diretta dal maestro Germano Neri .  \n\n\n\nGli spettacoli si svolgeranno al Parco di Torre del Fiscale\, con ingresso da via dell’Acquedotto Felice 120. I biglietti\, da 1 a 2 euro\, sono a sostegno del Festival. \n\n\n\nRoma Borgata Festival è un progetto di ASAPQ\, con la direzione artistica di Alessandra Muschella\, il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio\, il patrocinio del Municipio Roma VII\, in collaborazione con ALPHIO APS – Casali di Tor Fiscale. Partner multimediale HF4. \n\n\n\nPer conoscere la programmazione completa\, informazioni e biglietti:  \n\n\n\nwww.romaborgatafestival.it
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SUMMARY:VeliaTeatro continua in settembre e inventa un festival nel festival
DESCRIPTION:La rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico continua il suo tour all’Antiquarium di Palinuro (4 settembre) e nel borgo medievale di Rodio (5 settembre)\, per approdare il lunedì successivo nel cortile del Castello Talamo Atenolfi di Castelnuovo Cilento\, ai piedi della Torre Angioina. Qui si terrà – dal 7 al 17 settembre – un vero ‘festival nel festival’: cinque spettacoli in 10 giorni. In scena\, i due poemi omerici nella versione per voce sola di Gianluigi Tosto\, «L’arbitrato» di Menandro con le maschere di Roberto Zorzut\, il «Simposio di Platone» nell’interpretazione di Christian Poggioni con le musiche originali di Irina Solinas e la rivisitazione in chiave contemporanea di «Medea e Clitennestra»\, uno spettacolo di Angela Malfitano tratto da Dario Fo\, Franca Rame e Marguerite Yourcenar. \n\n\n\nProgramma \n\n\n\nPalinuro (Sa) – Antiquarium – Località Ficocella \n\n\n\nVenerdì 4 settembre ore 20\,30 \n\n\n\n“E tu onore di pianti\, Ettore\, avrai” \n\n\n\nLectio brevisdi Angela Iannuzzi \n\n\n\nA seguire \n\n\n\nOmero. ILIADE \n\n\n\nRegia e interpretazione diGianluigi Tosto \n\n\n\nNell’Iliade i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrità scaturisce la struttura netta\, decisa\, a tinte forti\, della narrazione. L’ira di Achille\, la superbia e l’arroganza di Agamennone\, la celebrazione della potenza dell’esercito greco nel celebre catalogo delle navi\, la cruenza delle battaglie\, lo slancio giovanile di Patroclo\, l’eroismo di Ettore\, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale\, quasi primitivo\, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalità. La voce dell’attore incarna di volta in volta il punto di vista più oggettivo del narratore o i punti di vista più emotivamente sentiti di alcuni dei personaggi coinvolti nella vicenda. Sullo sfondo delle battaglie raccontate da Omero\, necessariamente ridotte nella loro ampia articolazione\, si è voluto porre in primo piano soprattutto questi grandi sentimenti dei personaggi umani\, le loro virtù e le loro debolezze\, le loro passioni e le loro sofferenze che\, ancora oggi\, dopo migliaia d’anni toccano con le loro corde gli animi di tutti noi. Quanto agli strumenti\, il suono di guerra del djembé accompagna la lite fra Achille e Agamennone o l’esibizione di forza dei Greci nel catalogo delle navi; delle mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l’intervento sempre decisivo degli dèi; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti\, la madre di Achille\, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore. La traduzione utilizzata è\, di base\, quella di Vincenzo Monti che\, rispolverata dalla patina scolastica\, si è rivelata la più evocativa e la più adatta a lasciare emergere l’andamento lirico e musicale dell’opera\, senza nulla togliere alla concretezza e allo spessore emotivo dei sentimenti espressi. Ma Tosto ha voluto alternare\, per variare il linguaggio e i ritmi\, anche altre traduzioni\, quale quella del Romagnoli\, o altre più moderne come quelle di Calzecchi Onesti e di Giammarco. \n\n\n\nRodio di Pisciotta (Sa) – piazza Vittoria \n\n\n\nSabato 5 settembre ore 20.30 \n\n\n\nEvento in collaborazione con l’Associazione “Fucina Rhodium” \n\n\n\n“Il canto e la memoria del viaggio tra seduzione e ritorno” \n\n\n\nLectio brevis di Angela Iannuzzi \n\n\n\nA seguire \n\n\n\nOmero. ODISSEA \n\n\n\nRegia e interpretazione di Gianluigi Tosto \n\n\n\nLa struttura narrativa dell’Odissea è molto più varia e articolata di quella dell’Iliade e ben diversi sono i toni e le atmosfere che si incontrano seguendo Ulisse nelle sue lunghe peregrinazioni. I suoni e i clamori della guerra di Troia e dei grandi duelli fra eroi lasciano il posto alla malinconia e alla nostalgia della patria\, alla delicatezza dell’incontro con Nausicaa\, alla festosità dell’accoglienza dei Feaci\, al pianto per il racconto di Demodoco\, allo stupore\, la meraviglia e il terrore degli incontri con Polifemo\, Circe\, il Regno dei Morti\, le Sirene\, Eolo\, fino alla determinazione nell’affrontare i Proci e alla commozione del riconoscimento con Telemaco e Penelope. Gli episodi e i personaggi dell’Odissea appartengono alla nostra cultura da sempre e sono delle pietre miliari nella formazione del nostro immaginario. Moderna e attuale è la figura di Ulisse\, e lì dove nell’Iliade predominava l’azione brutale e istintiva\, senza ripensamenti\, degli eroi sul campo di battaglia\, nell’Odissea prevale il pensiero \, il ragionamento\, il calcolo del suo protagonista che prelude sempre ad una azione efficace e ben meditata. \n\n\n\nDal 7 al 17 settembre \n\n\n\nCastelnuovo Cilento (Sa) – Castello Talamo Atenolfi \n\n\n\nLunedì 7 settembre ore 21.15 \n\n\n\nOmero. ILIADE \n\n\n\nRegia e interpretazione di Gianluigi Tosto \n\n\n\nVenerdì 11 settembre ore 21.15 \n\n\n\nOmero. ODISSEA \n\n\n\nRegia e interpretazione di Gianluigi Tosto \n\n\n\nSabato 12 settembre ore 21.15 \n\n\n\nMenandro – L’ARBITRATO \n\n\n\nLa risoluzione della contesa (Epitrepontes) \n\n\n\nCon Rosa Ferraiolo e Roberto Zorzut\, e con Alessandra Cavallari\, Gabriele Giusti\, Gianluca Rossetti. Coreografie Michelle Sigillo / musiche Eugenio Tassitano\, Maria Piazza \, Piero Brega\, Oretta Orengo / Maschere Emanuele D’Andrea\, Roberta Gentili e Roberto Zorzut / Scene Renato Mambor e Roberta Gentili / aiuto regia Francesca Verrelli. Luci e regia Roberto Zorzut \n\n\n\n“L’arbitrato” è una commedia brillante e intrigante che si svolge nell’antica Atene. Esplora temi universali come l’amore\, la giustizia e le astuzie della vita quotidiana. Al centro della vicenda c’è una diatriba tra due litiganti\, entrambi desiderosi di risolvere una questione spinosa riguardante una giovane donna. La commedia si sviluppa attraverso una serie di malintesi e colpi di scena\, mentre il personaggio dell’arbitro si trova a dover gestire una situazione sempre più complessa e divertente. Un sapiente intreccio di dialoghi arguti e situazioni comiche tiene il pubblico con il fiato sospeso\, invitandolo a riflettere sulla natura delle relazioni umane e sulle strade tortuose che possono condurre all’amore e alla comprensione. La modernità di Menandro\, commediografo ateniese e maestro più di vita quotidiana che di scena del III sec. a.C. sta in questo: riuscire a portare sulla scena drammi che affliggono da sempre l’umanità in una società essenzialmente patriarcale\, che dunque\, a seconda delle epoche\, li sottovaluta o meno. Menandro\, pur conoscendo benissimo la condizione della donna nella Grecia del suo tempo\, non tralascia l’occasione di trattare il tema anche in un momento di evasione\, che il teatro da sempre rappresenta. “L’arbitrato” è un’opera che combina ironia e filosofia\, un’ode alla sarcastica bellezza dell’umanità. \n\n\n\nMercoledì 16 settembre ore 21.15 \n\n\n\nPlatone. SIMPOSIO \n\n\n\nRegia e interpretazione di Christian Poggioni. Musiche originali di Irina Solinas / Costumi Micaela Sollecito / Maschere Zorba Officine Creative \n\n\n\nIl dialogo platonico dedicato all’amore si presenta come una raffinata conversazione – forse la più bella conversazione della storia della letteratura – fra spiriti eccellenti. Atene\, 416 a.C. Il poeta Agatone con il suo primo dramma teatrale vince le gare tragiche. Per festeggiarlo\, il fiore degli intellettuali ateniesi viene invitato ad un simposio\, il banchetto rituale durante il quale i convitati bevono vino\, cantano\, ascoltano musica e discutono di svariati argomenti. Tra i presenti\, oltre ad Agatone\, troviamo Socrate\, il suo allievo Fedro\, il commediografo Aristofane\, il politico Pausania\, il medico Erissimaco e il giovane rampante Alcibiade. Uno dopo l’altro\, prendono la parola per celebrare la potenza inesauribile di Eros. Attraverso le loro voci\, Platone offre uno straordinario affresco della sensibilità greca nei confronti dell’amore: le due forme di Afrodite\, il mito dell’androgino\, la morbidezza e l’asprezza di Eros\, la natura del desiderio. Infine affida a Socrate e a una donna\, la sacerdotessa Diotima\, il compito di schiudere i segreti ultimi di Eros e del suo manifestarsi nel mondo. \n\n\n\nGiovedì 17 settembre ore 21.15 \n\n\n\nMEDEA E CLITENNESTRA \n\n\n\nda Dario Fo\, Franca Rame e Marguerite Yourcenar. Uno spettacolo di Angela Malfitano. \n\n\n\nMedea è un monologo che la stessa Franca Rame ha allestito per Angela Malfitano. La composizione si rifà alla commedia dell’arte e alla tradizione dei “maggi” umbro-toscani. La lingua è quella che Dario Fo ha lasciato alla storia del teatro: un gramelot umbro-laziale e rinascimentale con il quale Medea vive la sua presa di coscienza. Si confronta con le donne di Corinto e rivendica giustizia per sè\, straniera e ripudiata dal marito Giasone come madre e moglie. Clitennestra\, la mitica regina di Micene\, moglie di Agamennone si presenta davanti a un’immaginaria corte di giudizio dopo aver ucciso il marito e l’amante di lui Cassandra. La rilettura di Marguerite Yourcenar della vicenda ci restituisce una donna forte e innamorata con tutte le sue ragioni e i suoi dolori. Una scrittura lucida per un’anima che scava in se stessa e in chi la sta a guardare\, audace e schietta\, senza sconti. «Ho cercato di restituire una figura di stupore doloroso e di innocenza. Di ironia e candore macchiate da tinte grottesche. – spiega la stessa Malfitano – La regina Clitennestra si trasforma da barbona di strada ad eroina tragica. La guitta che recita stancamente la sua parte trasforma le sue iniziali leggerezze in parole pesanti. Racconta del tempo dell’abbandono prima\, dell’amore per Egisto poi\, e infine del ritorno dalla guerra di Troia di un eroe stanco\, di un dio caduto: Agamennone.»   \n\n\n\nINFORMAZIONI E CONTATTI \n\n\n\nTel. 334 32 66 442 \n\n\n\nemail: info@veliateatro.it \n\n\n\nwww.veliateatro.it
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SUMMARY:Nicolò Sordo  al Teatro Camploy di Verona
DESCRIPTION:Lunedì 7 settembre Nicolò Sordo arriva a Verona con una proposta insolita: prima di andare in scena\, apre il suo “ufficio” e invita chiunque voglia a sedersi e scrivere insieme a lui. Si chiama Underdogs ed è un laboratorio di drammaturgia che inizia alle 18:30 nella SalaTotola del Teatro Camploy. Due ore\, alcune domande al centro “cosa vuol dire credere? quanto costa?” e ognuno esce con un pezzo scritto. Sordo non fa da guida dall’esterno: scrive anche lui\, insieme ai partecipanti\, nello stesso tempo e nello stesso spazio. Il laboratorio è aperto a tutti\, senza limiti di età\, senza prerequisiti\, senza barriere di lingua. La partecipazione è gratuita. \n\n\n\nNon è un evento collaterale. È la prima metà della giornata. Perché alle ore 21\, nello stesso teatro\, Sordo porta in scena Hijos de Buddha – Episodio 1\, regia di Alessandro Rossetto\, con Marina Romondia. Qui il tema è lo stesso. Maria Sanchez Misericordia è spagnola\, badante\, buddista\, cleptomane e ha problemi con l’alcol. Ha trovato nella fede l’unica merce ancora spendibile. Una donna che crede\, o che almeno ci prova\, e che paga ogni giorno il prezzo di quella fede con la propria pelle. “Sono molto felice di questa possibilità datami dal direttore artistico Fabrizio Arcuri. Di esserci e di mettere in atto il mio modo di lavorare – dichiara Nicolò Sordo. La cosa che continua a interessarmi del teatro è la possibilità di stare dentro a un processo. A teatro le cose non finiscono mai. Ma c’è forse almeno un momento in cui le cose iniziano. Desidero che il pubblico abbia questa volta la possibilità di condividere anche quel momento. Scriviamo dei nuovi inizi.” \n\n\n\nHijos de Buddha – Episodio 1 è per la regia di Alessandro Rossetto\, cineasta noto per “Piccola Patria” ed “Effetto Domino”\, entrambi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. Lo spettacolo ha debuttato al Campania Teatro Festival ed è stato accolto con attenzione da figure come Ermanna Montanari e Daria Deflorian. È il primo di tre episodi. L’organizzazione del laboratorio Underdogs è stata possibile grazie a Energia per la cultura – Fondazione AGSM AIM. A fine spettacolo previsto Q&A con Marina Romondia e Nicolò Sordo. \n\n\n\nNicolò Sordo (Colà\, Lago di Garda\, 1992) è uno dei drammaturghi più originali e riconoscibili della sua generazione. Ha vinto il Premio Riccione Teatro Pier Vittorio Tondelli\, il riconoscimento più importante per la nuova drammaturgia italiana con “Ok Boomer (Anch’io sono uno stronzo)”. I suoi testi sono stati messi in scena da Elio De Capitani\, Davide Iodice\, Alessandro Rossetto e Babilonia Teatri nei principali festival italiani. È autore in residenza al Teatro Nazionale di Atene\, ma anche molto attivo a Verona\, in spazi culturali underground come il Malacarne gestito dallo scrittore Loris Righetto\, dove porta avanti il progetto Teatro Da Bar con Enrico Ferrari\, e collabora con l’associazione Il Nuovo Porto del regista cinematografico Suranga D. Katugampala. \n\n\n\nUNDERDOGSlaboratorio di drammaturgia \n\n\n\nSala Totola\, Teatro Camploy · Verona \n\n\n\n7 settembre 2026 · ore 18:30–20:30 \n\n\n\nPartecipazione gratuita \n\n\n\nPrenotazioni: underdogslaboratorio@gmail.com \n\n\n\nRiduzioni riservate per i partecipanti per i biglietti dello spettacolo \n\n\n\nHIJOS DE BUDDHA – EPISODIO 1 \n\n\n\nTeatro Camploy · Verona \n\n\n\n7 settembre 2026 · ore 21 \n\n\n\nNell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese \n\n\n\nBiglietti ridotti a €7 per i partecipanti al laboratorio \n\n\n\nBiglietti: boxofficelive.it · Verona Box Office
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SUMMARY:Praemium Inmperiale  l’8 settembre a Roma
DESCRIPTION:Ci sono Federico Fellini e Akira Kurosawa\, Leonard Bernstein e Claudio Abbado\, Willem de Kooning e David Hockney. Ci sono Louise Bourgeois\, Marina Abramović\, Kenzo Tange\, Frank Gehry e Zaha Hadid. Artisti lontani per provenienza\, formazione e linguaggio\, ma uniti dalla capacità di attraversare il proprio tempo e trasformare il modo in cui guardiamo\, ascoltiamo e interpretiamo il mondo. È attraverso i loro nomi che si può ripercorrere la storia del Praemium Imperiale\, uno dei più prestigiosi riconoscimenti artistici internazionali\, che il prossimo 8 settembre svelerà a Roma\, in contemporanea con Tokyo\, Berlino\, Londra\, New York e Parigi\, i vincitori della sua trentasettesima edizione\, insieme al destinatario della Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti. \n\n\n\nCinque nuove personalità\, scelte nei campi della pittura\, della scultura\, dell’architettura\, della musica e del teatro/cinema\, entreranno a far parte di un albo che dal 1989 compone una straordinaria geografia della cultura mondiale. Non soltanto una successione di grandi maestri\, ma il racconto di quasi quarant’anni di trasformazioni artistiche\, sociali e culturali\, osservate attraverso le opere e le visioni di chi ha saputo lasciare un segno profondo nella comunità internazionale. \n\n\n\nLa storia del premio comincia in Giappone. Il Praemium Imperiale viene istituito nel 1988\, in occasione del centenario della Japan Art Association\, la più antica fondazione culturale del Paese\, nata nel 1887\, e viene assegnato per la prima volta l’anno successivo. Ma alle sue origini c’è soprattutto una convinzione: quella del principe Nobuhito Takamatsu\, fratello minore dell’imperatore Hirohito e per 58 anni Patrono onorario dell’Associazione\, secondo il quale il Giappone avrebbe dovuto contribuire alla costruzione della pace nel mondo attraverso le arti. \n\n\n\nÈ in questa visione che risiede ancora oggi il significato più profondo del Praemium Imperiale. L’arte come spazio nel quale le differenze possono incontrarsi; come lingua capace di superare i confini geografici\, politici e culturali; come strumento di conoscenza reciproca e di dialogo tra i popoli. Un linguaggio universale che non cancella le identità\, ma le mette in relazione. \n\n\n\nPer questo il Praemium Imperiale non riconosce soltanto l’eccellenza di un percorso artistico. I vincitori vengono scelti per i risultati raggiunti\, per l’influenza esercitata sulla cultura internazionale e per il contributo offerto\, attraverso la propria attività\, alla comunità mondiale. A essere premiata è dunque anche la capacità dell’arte di uscire dai propri confini\, incidere sulla società e generare nuovi significati condivisi. \n\n\n\nAssegnato in cinque discipline fondamentali della creazione – pittura\, scultura\, architettura\, musica e teatro/cinema – il Praemium Imperiale rappresenta per le arti un riconoscimento internazionale paragonabile a quello dei Premi Nobel\, riconoscendo il valore della ricerca artistica e il ruolo che essa svolge nel comprendere il presente e immaginare il futuro. \n\n\n\nIl suo albo restituisce la misura di questa storia. Per la pittura sono stati premiati\, tra gli altri\, Willem de Kooning e David Hockney\, Antoni Tàpies\, Jasper Johns\, Cy Twombly\, Gerhard Richter\, Robert Rauschenberg\, Anselm Kiefer\, Yayoi Kusama\, Cindy Sherman e Peter Doig. Per la scultura Richard Serra\, Christo e Jeanne-Claude\, Louise Bourgeois\, Niki de Saint Phalle\, Anish Kapoor\, Ai Weiwei\, Olafur Eliasson e Marina Abramović. E ancora\, per l’architettura\, Frank Gehry\, Tadao Ando\, Jean Nouvel\, Norman Foster\, Rem Koolhaas\, Oscar Niemeyer\, Zaha Hadid\, Shigeru Ban e Eduardo Souto de Moura. Nella musica\, Pierre Boulez\, Leonard Bernstein\, Martha Argerich\, Daniel Barenboim\, Philip Glass\, Plácido Domingo e András Schiff. Nel teatro e nel cinema\, Ingmar Bergman\, Akira Kurosawa\, Pina Bausch\, Arthur Miller\, Jean-Luc Godard\, Ken Loach\, Francis Ford Coppola\, Martin Scorsese\, Ang Lee e Anne Teresa De Keersmaeker. \n\n\n\nDiciassette gli italiani entrati\, dal 1989 al 2025\, in questa storia internazionale: Umberto Mastroianni\, Federico Fellini\, Arnaldo Pomodoro\, Gae Aulenti\, Renzo Piano\, Luciano Berio\, Giuliano Vangi\, Mario Merz\, Claudio Abbado\, Enrico Castellani\, Maurizio Pollini\, Sophia Loren\, Cecco Bonanotte\, Michelangelo Pistoletto\, Giuseppe Penone\, Riccardo Muti e Giulio Paolini. \n\n\n\nAccanto ai maestri già capaci di incidere sulla storia\, il Praemium Imperiale guarda anche a chi quella storia dovrà ancora scriverla. Dal 1997\, la Borsa di Studio per Giovani Artisti sostiene gruppi e istituzioni impegnati nella formazione e nella crescita delle nuove generazioni. Un passaggio di testimone ideale che mette in relazione memoria e futuro\, riconoscimento e possibilità\, patrimonio acquisito e nuovi linguaggi ancora da scoprire. \n\n\n\nI vincitori del Praemium Imperiale 2026 e il destinatario della Borsa di Studio per Giovani Artisti saranno annunciati martedì 8 settembre\, alle ore 11.00\, all’Hotel Excelsior di Roma (evento riservato su invito). \n\n\n\nAd accompagnare l’evento sarà una mostra fotografica che attraverso i loro volti ripercorrerà i personaggi italiani premiati che hanno contribuito a dare spessore e autorevolezza internazionale al riconoscimento. Un racconto per immagini nel quale la storia del Praemium Imperiale si intreccia con quella dell’arte e della cultura contemporanea. \n\n\n\nInfo e dettagli: www.praemiumimperiale.org/en/
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SUMMARY:Human Rights Film Fest a Roma
DESCRIPTION:Human Rights Film Fest torna a Roma per la seconda edizione dal 9 al 13 settembre 2026 con un programma ricco di proiezioni\, incontri e ospiti internazionali. Ideato da Iuliia Vdovina e organizzato da Ars Mundi APS\, il festival trasformerà ancora una volta il Parco del Torrione Prenestino in uno spazio aperto di confronto\, partecipazione e dialogo\, dove il cinema diventa strumento di conoscenza\, memoria e difesa dei diritti umani.L’edizione 2026 propone cinque serate tematiche dedicate a Palestina\, Sudan\, Afghanistan\, Myanmar e ai diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia\, con documentari premiati nei principali festival internazionali\, incontri con giornalisti\, registi\, ricercatori e difensori dei diritti umani\, oltre al SHORTS FOR RIGHTS – Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani.La call internazionale ha raccolto oltre 180 cortometraggi provenienti da più di 50 Paesi\, confermando la crescente rilevanza internazionale del festival e offrendo uno sguardo sulle principali questioni sociali e politiche del nostro tempo. I dieci cortometraggi finalisti saranno proiettati durante il festival e il 12 settembre saranno annunciati i vincitori. Il festival si aprirà mercoledì 9 settembre con una serata dedicata alla Palestina. Dopo la presentazione ufficiale della manifestazione\, il talk “Palestina oggi: vivere\, resistere\, testimoniare” riunirà la scrittrice italo-palestinese Sarah Mustafa\, l’attivista Maya Issa e rappresentanti di Amnesty International Italia per un confronto sulla situazione attuale\, il ruolo della testimonianza e la difesa dei diritti umani.La serata proseguirà con la proiezione dei cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS – Concorso Internazionale di Cortometraggi per i Diritti Umani: Between Sky and Sea di Ismail Abu Hatab (Palestina\, 2025)\, un’opera prevalentemente priva di parole che documenta la vita quotidiana durante lo sfollamento a Gaza nel 2024; Every Grain of Dirt di Aya Chouaib e Julie Mallat(Libano\, 2026)\, girato nel Sud del Libano tra sfollamenti\, guerra e resistenza di chi sceglie di rimanere nella propria terra; e il film d’animazione OPEN UP! di Nyul Stella Vivien (Ungheria\, 2026)\, che affronta il tema della tratta di esseri umani attraverso il punto di vista del responsabile.A seguire saranno proiettati A State of Passion di Carol Mansour e Muna Khalidi (2024)\, intenso ritratto del medico palestinese Ghassan Abu Sittah durante la guerra a Gaza\, e Gli Accampamenti di Kei Pritsker e Michael T. Workman(2025)\, documentario dedicato alle mobilitazioni studentesche internazionali a sostegno di Gaza. Giovedì 10 settembre il festival accenderà i riflettori sul Sudan\, al centro di una delle più gravi e meno raccontate crisi umanitarie del nostro tempo. Il talk “La guerra dimenticata: società civile\, diritti umani e futuro” vedrà la partecipazione di Riccardo Noury\, portavoce di Amnesty International Italia\, Adam Boschi\, rappresentante della comunità sudanese di Roma e dell’attivista indipendente Yasmine Accardo\, per approfondire il conflitto in corso e le sue conseguenze sulla popolazione civile.La serata proseguirà con la proiezione dei cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS: Feel It From My Words di John RG Lacey (Nuova Zelanda\, 2025)\, che racconta attraverso una performance personale il viaggio di un musicista costretto a fuggire dal proprio Paese e a confrontarsi con il mondo del traffico di esseri umani; Coal Diggers of India di Ashutosh Popat Jare (India\, 2025)\, che porta lo spettatore nelle miniere di Jharia\, dove intere comunità continuano a vivere e lavorare su un territorio minacciato da incendi sotterranei che bruciano da oltre un secolo; e Beach Inna Bondage: The Fight for Jamaica’s Coastline di Emiel Martens ed Elsie Vermeer (Giamaica/Pausi Bassi\, 2026)\, dedicato alla mobilitazione contro la privatizzazione delle coste della Giamaica.La serata proseguirà con la proiezione di Onwards! (Giddam!) di Hamad Gamal e Sarah Bachellerie (2025)\, dedicato alla rivoluzione sudanese e alle speranze di cambiamento della società civile\, e di Khartoum di Anas Saeed\, Rawia Alhag\, Ibrahim Snoopy\, Timeea Mohamed Ahmed e Philip Cox (2025)\, un intenso racconto corale sulla guerra e sull’esilio\, presentato e premiato nei principali festival internazionali.Venerdì 11 settembre sarà dedicato all’Afghanistan\, con un approfondimento sulla condizione delle donne e della società civile. Interverranno Simona Lanzoni (Fondazione Pangea)\, la regista afghana Alka Sadat in collegamento\, l’attivista e giornalista afghana Rahel Saya e Francesca Patrizi\, rappresentante del CISDA – Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane. Accanto alla lettura di Rahel Saya\, saranno proiettati i cortometraggi finalisti del SHORTS FOR RIGHTS: Melatonin di Hannaneh Daliri (Iran\, 2026)\, che affronta attraverso lo sguardo di un adolescente temi legati al trauma\, alla paura e alle conseguenze degli abusi; Those Who Lit Their Own Light di Mehrubon Alizoda (Uzbekistan\, 2025)\, che segue il percorso di una giovane donna cieca alle prese con il rifiuto familiare e la pressione sociale; Completely Different\, Exactly the Same di Marianna Giorgia Marchesini (Italia/Montenegro\, 2025)\, che attraverso la storia di un’attivista femminista nei Balcani affronta i temi del patriarcato\, dei nazionalismi e della solidarietà; e The Odds of Survival di Amir Hossien Noroozi (Iran\, 2025)\, che racconta le scelte impossibili di un padre che cerca di proteggere i propri figli durante i bombardamenti.La serata proseguirà con The Female Voice of Afghanistan: Life After Life di Andreas Rochholl\, Yalda Yazdani e Sebastian Leitner (2022)\, un documentario che segue alcune cantanti afghane negli ultimi giorni di libertà prima del ritorno dei talebani al potere\, trasformandosi nella testimonianza di un mondo destinato a scomparire e del silenziamento delle voci femminili in Afghanistan\, e Writing Hawa di Najiba Noori (2024)\, pluripremiato documentario che racconta il percorso di emancipazione di tre generazioni di donne afghane\, mostrando come il ritorno dei talebani abbia spezzato sogni e conquiste\, ma non il desiderio di libertà e autodeterminazione. Sabato 12 settembre il festival celebrerà la cerimonia di premiazione del Concorso Internazionale di Cortometraggi\, seguita dalla proiezione delle opere vincitrici. La serata proseguirà con il focus dedicato al Myanmar\, attraverso il talk “Birmania: vite sospese\, diritti negati”\, con la partecipazione di Albertina Soliani\, già senatrice e presidente onoraria dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania\, e di Naw Susanna Hla Hla Soe\, già Ministra del Governo di Unità Nazionale del Myanmar\, (in collegamento). A seguire saranno proiettati Thabyay: Creative Resistance in Myanmar di Jeanne Hallacy (2025)\, che segue quattro attivisti e artisti birmani impegnati a contrastare la dittatura militare attraverso poesia\, musica e arti visive\, mostrando il potere della creatività come forma di resistenza non violenta\, e Song of Souls di Sai Naw Kham (2023)\, intenso ritratto dello Stato Shan\, dove una celebre cantante popolare intreccia i propri canti alle tradizioni\, ai rituali e alle ferite di un territorio segnato da oltre sessant’anni di conflitto\, trasformando la memoria culturale in un atto di resilienza.  L’ultima giornata\, il 13 settembre\, sarà dedicata ai diritti dei popoli indigeni e alla tutela dell’Amazzonia. Il talk “Voci dalla foresta: resistenza e autodeterminazione dei popoli indigeni” vedrà la partecipazione di Francesca Casella\, la direttrice di Survival International Italia e del giornalista Paolo Venezia. La serata proseguirà con la proiezione delle testimonianze del progetto Voci Indigene\, seguite da Holding Up the Sky di Pieter Van Eecke (2023)\, un intenso ritratto del leader e sciamano yanomami Davi Kopenawa\, che intreccia la sua battaglia per difendere la foresta amazzonica e il suo popolo dalla devastazione causata dall’estrazione illegale dell’oro con una profonda riflessione sul rapporto tra umanità e natura. A chiudere il festival sarà I nemici del popolo di Andrea Marinelli (2026)\, ambientato nell’Amazzonia ecuadoriana\, un documentario che racconta l’impatto dello sfruttamento petrolifero sulle comunità indigene e sull’ambiente\, dando voce a chi continua a difendere il proprio territorio e i diritti delle popolazioni locali nonostante minacce e pressioni. Oltre alle proiezioni e agli incontri\, il pubblico potrà vivere il festival anche attraverso un’area food\, aperta ogni sera dalle 18.00 a mezzanotte\, curata da Cooperativa Sociale Barikamà e con il coinvolgimento di diverse comunità internazionali presenti a Roma. Pensata per accompagnare il pubblico dall’aperitivo alla cena\, l’area proporrà una selezione di piatti preparati con ingredienti provenienti dagli orti biologici della cooperativa Barikama\, insieme a bevande analcoliche\, birre\, vini e cocktail.  Attraverso queste collaborazioni\, il festival si conferma uno spazio di dialogo tra cinema\, società civile e comunità locali\, promuovendo una cultura dei diritti umani capace di creare connessioni tra territori\, esperienze e generazioni.Human Rights Film Fest è organizzato da Ars Mundi APS e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”. Human Rights Film Fest è un progetto sociale che trasforma spazi urbani periferici in luoghi di cultura e partecipazione.
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SUMMARY:Cadenze Letterarie a Notti di Cinema a Piazza Vittorio
DESCRIPTION:Il 9 settembre alle ore 19:30 Cadenze Letterarie torna a Roma e porta il suo modo di raccontare i libri sul palco di Notti di Cinema a Piazza Vittorio\, all’interno della programmazione di CineVillage Roma. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre 2026 alle ore 19:30\, nei Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio Emanuele II\, Cadenze Letterarie proporrà un nuovo incontro a ingresso libero nel quale letteratura\, dialogo\, letture artistiche\, musica dal vivo e arti visive si incontreranno intorno a un unico tema. \n\n\n\nAl centro della serata ci sarà Ombre e Luci di un Cammino di Dino Tropea\, pubblicato da Laura Capone Editore. Un libro attraversato da memoria\, esperienze\, cadute e ripartenze\, dedicato anche alla memoria dell’artista Cristoforo Russo\, scomparso prematuramente nel 2024. \n\n\n\nDa queste pagine nascerà il confronto di Piazza Vittorio: non soltanto una presentazione del volume\, ma un percorso intorno alle assenze\, alle esperienze che trasformano\, alla consapevolezza e alla possibilità di ricominciare. \n\n\n\nA guidare il pubblico attraverso i diversi momenti della serata saranno Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo\, chiamati a mantenere il filo tra il libro\, gli interventi e i linguaggi artistici. \n\n\n\nSergio Mingrone accompagnerà il confronto mettendo in relazione i diversi passaggi dell’incontro e favorendo il dialogo tra i protagonisti. \n\n\n\nMaria Grazia Imbimbo contribuirà alla conduzione e alla lettura dei temi dell’opera\, accompagnando il pubblico nel passaggio dalla pagina alle riflessioni che il libro può generare. \n\n\n\nImmacolata Savarese porterà il proprio contributo sui temi umani del racconto e parteciperà anche alla dimensione interpretativa della serata attraverso alcune letture tratte dall’opera. \n\n\n\nSonia Buscemi\, psicologa\, affronterà invece le risonanze emotive legate a memoria\, perdita\, cadute e ripartenze\, offrendo una chiave di approfondimento coerente con il percorso umano raccontato nel libro. \n\n\n\nValentina Spagnolo\, direttrice di Nuovaera Magazine\, entrerà nel dialogo attraverso il rapporto tra parola e immagine e accompagnerà il maestro Salvatore Fazio nella presentazione dell’opera realizzata per l’occasione. \n\n\n\nCinque presenze con funzioni differenti\, dunque\, ma unite dalla stessa intenzione: trasformare il libro in uno spazio di confronto e non in una semplice successione di interventi. \n\n\n\nAlla conversazione si affiancherà la voce di Francesca Stajano Briganti\, attrice già presente nel percorso di Cadenze Letterarie\, che interpreterà alcuni passaggi di Ombre e Luci di un Cammino. \n\n\n\nAccanto a lei\, anche Immacolata Savarese porterà la parola scritta fuori dalla pagina attraverso la lettura. \n\n\n\nIl loro contributo nasce da uno dei principi del format: un testo può essere spiegato\, ma può anche essere ascoltato e percepito diversamente quando una voce gli restituisce ritmo\, silenzi ed emozione. \n\n\n\nLa componente musicale sarà affidata a Melissa Nasti e la mamma Roberta\, Le Nasti Girls\, presenza già riconoscibile in diverse tappe di Cadenze Letterarie. \n\n\n\nIl loro ruolo non sarà quello di creare un semplice intervallo musicale. I brani saranno inseriti nel percorso della serata e scelti in relazione alle atmosfere e ai temi affrontati. \n\n\n\nÈ proprio questa relazione tra parola e musica ad aver caratterizzato le loro precedenti partecipazioni: la musica entra nel racconto e diventa un altro modo di interpretarne il contenuto. \n\n\n\nLe arti visive saranno rappresentate dal maestro Salvatore Fazio\, che ha accompagnato diverse tappe di Cadenze Letterarie con opere messe in relazione con i libri e con i temi affrontati. \n\n\n\nNel corso di questo percorso Fazio ha realizzato anche un’opera dedicata alla stessa Cadenze Letterarie\, traducendo visivamente l’incontro fra letteratura\, musica e arti. \n\n\n\nA Piazza Vittorio presenterà un nuovo lavoro\, intitolato anch’esso Ombre e Luci di un Cammino e creato appositamente per il libro di Dino Tropea. \n\n\n\nSarà Valentina Spagnolo a dialogare con lui\, accompagnando il pubblico nel passaggio dalla scrittura all’immagine e nel racconto di come suggestioni\, emozioni e temi letterari possano diventare materia pittorica. \n\n\n\nAnche in questo caso\, quindi\, l’opera non sarà una presenza decorativa sul palco\, ma una vera interpretazione del libro attraverso un linguaggio differente. \n\n\n\nL’appuntamento si svolgerà nell’ambito di Notti di Cinema a Piazza Vittorio\, nella programmazione di CineVillage Roma. \n\n\n\nL’arrivo di Cadenze Letterarie in questo spazio è stato possibile anche attraverso il dialogo con il regista Riccardo Ferrero\, che ha aperto al progetto uno spazio all’interno della manifestazione romana. \n\n\n\nPortare un libro in una piazza e in un contesto legato al cinema significa anche provare a raggiungere persone che normalmente non sceglierebbero una tradizionale presentazione letteraria. \n\n\n\nPer una sera\, dunque\, Piazza Vittorio entrerà direttamente nel racconto\, diventando il luogo nel quale libro\, parola\, psicologia\, interpretazione\, musica e pittura potranno incontrare la città. \n\n\n\nLa scelta dei Giardini Nicola Calipari avrà inoltre per Dino Tropea un significato personale\, legato al ricordo della vicenda che seguì professionalmente nella notte del 4 marzo 2005. In una serata dedicata anche alla memoria e a ciò che rimane delle persone\, il nome di Nicola Calipari acquisterà così una risonanza particolare\, senza bisogno di retorica. \n\n\n\nMercoledì 9 settembre 2026 – ore 19:30Piazza Vittorio Emanuele II – Giardini Nicola Calipari\, RomaIngresso libero
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SUMMARY:“L’ultimo spettacolo” al Festival Internazionale di Taormina
DESCRIPTION:Roberto Lipari arriva il 9 settembre al Teatro Antico di Taormina con “L’ultimo spettacolo”\, nell’ambito del Festival Internazionale Taormina Arte 2026\, con la direzione artistica di Simona Celi. \n\n\n\nIl nuovo monologo “L’ultimo spettacolo”\, prodotto dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia\, nasce da una domanda: se per un comico la prima volta sul palco non si scorda mai\, cosa accade quando arriva l’ultima? Sarà la più divertente\, la più surreale\, la più personale? Da qui prende forma un monologo in cui Lipari conduce il pubblico in un viaggio introspettivo e\, per la prima volta\, parla della propria vita\, dei paradossi della quotidianità\, dei dubbi e dei sogni. \n\n\n\nSenza rinunciare allo sguardo sulla società e sulle generazioni\, lo spettacolo procede tra risate\, riflessioni e interrogativi\, fino alla domanda che accompagna l’intero racconto: sarà davvero questo l’ultimo spettacolo?Il testo è scritto da Roberto Lipari con Ignazio Rosato ed è prodotto e distribuito da Tramp Management.Comico\, attore\, autore e regista siciliano\, Roberto Lipari si è imposto nel 2016 vincendo il talent “Eccezionale Veramente” su La7. \n\n\n\nNella stagione 2016/2017 è entrato nel cast di Colorado\, tornando poi a “Eccezionale Veramente” come co-conduttore. Dal 2019 fa parte di Striscia la Notizia come inviato e\, dal 2021\, anche come conduttore al fianco di Sergio Friscia. Nel 2022 ha partecipato al ritorno di Zelig\, mentre dal 2023 è nel cast di Only Fun – Comico Show\, di cui è componente fisso anche nella stagione 2025/2026.Parallelamente alla televisione\, Lipari ha sviluppato un percorso cinematografico come autore\, interprete e regista. Nel 2019 è autore e protagonista di “Tuttapposto”; nel 2023 firma “So tutto di te”\, nel quale è protagonista\, sceneggiatore e regista\, con Leo Gullotta nel cast; nel 2026 torna sul grande schermo con “Cena di Classe”\, di cui è tra gli sceneggiatori e i protagonisti. \n\n\n\nIl suo precedente spettacolo “E ho detto tutto” è diventato anche un one man show per la prima serata di Italia 1. \n\n\n\n \n\n\n\nLINK BIGLIETTI ON LINE \n\n\n\nhttps://www.ticketone.it/event/roberto-lipari-lultimo-spettacolo-teatro-antico-di-taormina-21981211 \n\n\n\nhttps://www.ctbox.it/C1/6209/Content.aspx/Eventi/ROBERTO_LIPARI_in_%22LULTIMO_SPETTACOLO%22_09_09_2026
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SUMMARY:"Visioni di Roma" al Teatro De' Servi
DESCRIPTION:A cento anni dalla nascita\, l’eredità artistica\, politica e umana di Dario Fo torna sul palcoscenico per inaugurare “Visioni di Roma“\, rassegna cittadina di teatro\, musica e poesia in programma dal 9 al 20 settembre 2026 presso il Teatro de’ Servi\, con la direzione artistica di Pino Strabioli. Ad aprire il cartellone\, mercoledì 9 settembre\, sarà lo stesso Strabioli con “Stasera Fo“\, uno spettacolo-evento da lui ideato e interpretato. tra i volti protagonisti della rassegna ci saranno tra gli altri anche Paola Minaccioni\, Iaia Forte\, Ariele Vincenti\, Manuela Zero\, Simone Avincola. \n\n\n\n«Celebrare il centenario di Dario Fo non è solo un atto di memoria\, ma un’immersione in un teatro civile che conserva intatta la sua graffiante attualità – sottolinea Pino Strabioli –. Porteremo in scena la satira\, l’impegno e la libertà creativa di un Premio Nobel che ha scardinato le regole del palcoscenico\, senza mai dimenticare la figura centrale di Franca Rame\, fulcro imprescindibile di questo straordinario sodalizio umano e artistico».  \n\n\n\nL’apertura dedicata al Maestro delinea l’impianto narrativo dell’intero spettacolo: una drammaturgia che intreccia racconti\, materiale di repertorio con filmati rari e letture sceniche\, offrendo uno spaccato della vita irriverente e poetica di Fo e restituendo al pubblico la potenza della sua voce civile.  \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Sotto la guida organizzativa di Adarte S.r.l.s. e La Bilancia Soc. Coop.\, il festival si articola in undici spettacoli e due laboratori formativi gratuiti\, uniti da un preciso filo conduttore: far dialogare la tradizione letteraria del passato con le complesse tematiche sociali del presente\, tracciando una mappatura dell’identità culturale cittadina e nazionale.  \n\n\n\nSeguendo questa linea editoriale\, il cartellone si sviluppa su un doppio binario. Da un lato\, il recupero del patrimonio storico\, che vedrà in scena il reading “Lettera a Matilda” sull’opera di Andrea Camilleri (10 settembre) con Andrea Verticchio\, diretto da Luca Ferrini e l’esplorazione della lingua di Giuseppe Gioachino Belli con Paola Minaccioni in “Urlo di Roma” (13 settembre). Il ritratto della Capitale proseguirà con la figura di Trilussa raccontata da Ariele Vincenti (17 settembre) ne “La tovaglia di Trilussa” e si chiuderà con Iaia Forte\, interprete delle pagine de “La Storia” di Elsa Morante (20 settembre). Completano questa sezione gli omaggi alla romanità musicale e popolare\, con il concerto della Rino Gaetano Band (16 settembre)\, l’esibizione del cantautore Avincola (19 settembre) nel concerto-narrazione “Come er sole quanno piove” e il monologo di e con Ariele Vincenti\, “Ago – capitano silenzioso”\, dedicato ad Agostino Di Bartolomei\, storico capitano della Roma (17 settembre).  \n\n\n\nDall’altro lato\, il festival si cala nelle urgenze della società contemporanea attraverso tre testi di nuova drammaturgia: “Petrolio – una storia a colori” affronta senza retorica il dibattito sull’assistenza sessuale per le persone con disabilità (11 settembre). In scena Andrea Lintozzi\, Alessio Di Clemente (anche regista) e Beatrice Gattai; “Studio per diario di un narcisista perbene” di e con Vince Vivenzio\, scandaglia il ciclo dell’abuso psicologico e della manipolazione affettiva (12 settembre); “Brotti” con Manuela Zero\, diretta da Davide Santi\, analizza gli stereotipi sull’estetica proponendo una riflessione sui corpi femminili non standardizzati (18 settembre).  \n\n\n\n«Con “Visioni di Roma” abbiamo voluto costruire un dispositivo culturale che sfugga all’effetto nostalgia – dichiara Pino Strabioli –. Il teatro ha il dovere di essere uno specchio del proprio tempo: per questo\, accanto ai grandi maestri come Fo o Camilleri\, abbiamo inserito spettacoli che parlano di disabilità\, di violenza relazionale e di accettazione del corpo. Affinché questo dialogo sia uno strumento di partecipazione reale\, abbiamo garantito una politica di accessibilità rigorosa\, con biglietti a 5 euro\, ingressi gratuiti per le fasce fragili e laboratori aperti alla cittadinanza\, oltre alla sottotitolazione live a richiesta per il pubblico non udente Il nostro obiettivo è riportare la comunità al centro dello spazio teatrale». \n\n\n\nPROGRAMMA SPETTACOLI \n\n\n\n9 settembre ore 21 \n\n\n\nSTASERA FO \n\n\n\ndi e con Pino Strabioli \n\n\n\nSpettacolo-evento per celebrare il centenario di Dario Fo. Tra racconti\, filmati rari e letture sceniche\, Pino Strabioli – attore\, regista e conduttore televisivo\, voce autorevole della memoria del teatro italiano – ripercorre la vita irriverente e poetica del grande maestro\, premio Nobel per la letteratura. Sul palco si alternano parole\, musica e memoria civile\, in un viaggio che attraversa satira\, impegno e libertà creativa. Lo spettacolo rende omaggio anche al sodalizio artistico e umano con Franca Rame\, figura centrale dell’opera di Fo. Un evento emozionante e ironico\, capace di far rivivere tutta l’attualità del loro teatro civile. \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\n10 settembre ore 21 \n\n\n\nLETTERA A MATILDA  \n\n\n\ndi Andrea Camilleri  \n\n\n\ncon Andrea Verticchio \n\n\n\nregia di Luca Ferrini \n\n\n\nReading teatrale dedicato al romanzo autobiografico di Andrea Camilleri\, nel centenario della nascita dell’autore. Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola sotto il tavolo a giocare; nasce così la lettera che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore. Un viaggio attraverso la storia italiana del Novecento\, dal fascismo al dopoguerra\, dal ’68 alla passione per il teatro. Camilleri non si presenta come uomo senza colpe ma racconta la sua storia con onestà: gli errori\, le disillusioni\, le passioni\, la moglie Rosetta\, la scrittura. Un’eredità preziosa: la lanterna del dubbio e la capacità di interrogarsi sul mondo. Il reading celebra la voce intima\, politica\, immaginifica e ironica di un narratore di anime\, costruttore di mondi\, artigiano della parola. \n\n\n\n11 settembre ore 21 \n\n\n\nPETROLIO – UNA STORIA A COLORI  \n\n\n\ndi Beatrice Gattai \n\n\n\ncon Andrea Lintozzi\, Alessio Di Clemente e Beatrice Gattai \n\n\n\nregia di Alessio Di Clemente \n\n\n\nSpettacolo dedicato al tema della disabilità\, prodotto da PaT – Passi Teatrali). Tre personaggi – una prostituta\, un uomo in crisi nel desiderio di paternità\, un giovane ragazzo con disabilità – si confrontano sui temi dell’assistenza sessuale alle persone con handicap\, dell’utero in affitto\, della legalizzazione della prostituzione. Petrolio non prende posizione: dà voce. Testo finalista al Premio Hystrio Scritture di Scena (27ª edizione); Premio Miglior Monologo e Miglior Attrice nella 1ª edizione della Rassegna «Laccio Rosso – Stop al femminicidio».  \n\n\n\n12 settembre ore 21 \n\n\n\nSTUDIO PER DIARIO DI UN NARCISISTA PERBENE  \n\n\n\n di e con Vince Vivenzio \n\n\n\na cura di Pino Strabioli \n\n\n\nÈ un viaggio teatrale nella memoria e nelle relazioni\, un primo sguardo dentro l’universo dello spettacolo Diario di un Narcisista Perbene.  \n\n\n\nAttraverso lettere intime\, frammenti autobiografici\, poesia\, musica e parole\, il protagonista torna all’origine della propria storia per interrogarsi su ciò che abbiamo imparato a chiamare amore: il desiderio\, il possesso\, la paura\, la violenza\, il bisogno di essere scelti. Quanto di ciò che siamo scegliamo davvero? \n\n\n\nE quanto\, invece\, abbiamo imparato? Lo spettacolo nasce dal desiderio di attraversare la mente del manipolatore senza assolverlo e senza condannarlo\, mostrando il terreno umano da cui può prendere forma una relazione tossica. E forse\, prima ancora di incontrare il narcisista\, bisogna conoscere il bambino che è stato. \n\n\n\n13 settembre ore 17:30 \n\n\n\nURLO DI ROMA  \n\n\n\ndi e con Paola Minaccioni \n\n\n\nVoce e anima per Giuseppe Gioachino Belli. Una serata dedicata alla lingua romana in cui si dà voce all’anima della Capitale\, attraverso l’opera del suo massimo poeta. Grazie alle note e alla poesia gli spettatori compiono un vero e proprio viaggio nella cultura romana\, così variegata e contraddittoria\, altissima e popolare\, che racconta la condizione umana universale\, valicando i confini territoriali. Uno spettacolo che fa interagire Roma con il pubblico del nostro Paese\, con i suoni e la lingua – Roma Capitale d’Italia\, Roma «città di sempre solenne ricordanza» e al tempo stesso «stalla e chiavica der monno». \n\n\n\n16 settembre ore 21 \n\n\n\nCONCERTO OMAGGIO A RINO GAETANO  \n\n\n\ncon la Rino Gaetano Band \n\n\n\nLa Rino Gaetano Band è il progetto musicale che porta avanti\, dal 1999\, l’eredità del cantautore calabro-romano\, sotto la guida di Alessandro Gaetano (nipote di Rino\, voce e chitarra) con musicisti di lunga esperienza: Marco Rovinelli (batteria)\, Alberto Lombardi (chitarra elettrica)\, Michele Amadori (tastiere)\, Ivan Almadori (voce e chitarra acustica)\, Fabio Fraschini (basso). La band ha calcato palchi prestigiosi (Festival di Sanremo 2007\, Concerto del 1° Maggio a Roma\, Auditorium Conciliazione\, Auditorium Parco della Musica) e cura il «Rino Gaetano Day»\, alla XV edizione. Nel 2024 ha inaugurato la mostra dedicata al cantautore al Museo di Roma in Trastevere insieme a Riccardo Cocciante. Una serata-omaggio alla romanità musicale di Rino\, capace di parlare a tutte le generazioni con ironia\, poesia e umanità. \n\n\n\n17 settembre ore 19 \n\n\n\nLA TOVAGLIA DI TRILUSSA   \n\n\n\ndi e con Ariele Vincenti e con Pino Cangialosi al pianoforte \n\n\n\nSpettacolo dedicato alla figura del poeta romano Trilussa. Remo\, immaginario custode dello Zoo di Roma\, diventato amico del poeta durante le lunghe passeggiate tra le gabbie degli animali\, una sera viene invitato da Trilussa per la prima volta a cena in un’osteria. Tra bicchieri di vino e atmosfere «di una volta»\, in un giorno tanto particolare quanto malinconico\, si racconta l’avventurosa vita del poeta incrociata alla sua Roma. \n\n\n\n17 settembre ore 21 \n\n\n\nAGO – CAPITANO SILENZIOSO  \n\n\n\ndi e con Ariele Vincenti \n\n\n\nMonologo della durata di un’ora dedicato ad Agostino Di Bartolomei\, capitano simbolo della Roma dello scudetto 1983. Un viaggio nell’Italia dei bar dello sport\, delle partite sui prati\, dei cinematografi\, raccontato da un ex Ultrà cresciuto nella stessa borgata di Tor Marancia\, amico d’infanzia di Ago. Lo spettacolo restituisce la dimensione umana di un anti-eroe sportivo: garbato\, riflessivo\, silenzioso\, lontanissimo dal calcio «sbraitato» di oggi. Una pagina di Roma popolare e di etica sportiva\, dedicata a chi rispetta coloro che non hanno mai sporcato la coscienza né con azioni né con parole. \n\n\n\n18 settembre ore 21 \n\n\n\nBROTTI – di Manuela Zero e Davide Santi  \n\n\n\ncon Manuela Zero  \n\n\n\nCecilia Drago – violino \n\n\n\nMartino Panna – chitarra \n\n\n\nLucia Libassi – violoncello \n\n\n\nregia Davide Santi \n\n\n\nSpettacolo di narrazione e teatro civile dedicato alla figura femminile romana e ai suoi corpi imperfetti e bellissimi («brotti»\, nel romanesco antico\, indica i corpi non standardizzati ma profondamente veri). Sostenuto da una mood-board visiva originale e da un disegno luci dedicato\, lo spettacolo si propone come riflessione contemporanea sull’estetica\, sulla rappresentazione del corpo femminile e sulla romanità popolare\, in dialogo con le arti visive e con la cultura del corpo della Capitale. \n\n\n\n19 settembre ore 21 \n\n\n\nCOME ER SOLE QUANNO PIOVE  \n\n\n\ncon Avincola \n\n\n\nConcerto-narrazione di e con Avincola\, cantautore romano definito da Morgan «uno dei più bravi cantautori della scena contemporanea» e da Rolling Stone «il cantore delle piccole cose». Ha collaborato con Pasquale Panella\, Fiorello\, Freak Antoni\, Morgan\, Riccardo Sinigallia; ha partecipato al Festival di Sanremo 2021 ed è autore del docufilm «Stefano Rosso: l’ultimo romano» (Premio Pivi SIAE e Premio MEI Cinema). Il concerto «Come er sole quanno piove» è un attraversamento di Roma luminosa ed evanescente fino ai vicoli più nascosti e affascinanti\, attraverso una selezione di brani propri e di Antonello Venditti\, Gigi Proietti\, Luigi Magni\, Armando Trovajoli\, Stefano Rosso\, Franco Califano\, intrecciati con le poesie di Trilussa e di Belli. \n\n\n\n20 settembre ore 17:30 \n\n\n\nIAIA FORTE LEGGE “LA STORIA” DI ELSA MORANTE \n\n\n\ncon Iaia Forte \n\n\n\nSiamo nella Roma della Seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra. Sapientemente\, attraverso una lettura al tempo stesso realistica e poetica\, Iaia Forte ci guida tra i quartieri martoriati dai bombardamenti e nelle borgate di periferia affollate dai nuovi e vecchi poveri. Racconta la miseria e gli orrori della guerra in un linguaggio volutamente accessibile a tutti. A questo romanzo\, pensato e scritto in tre anni\, dal 1971 al 1974\, la Morante ha consegnato la sua idea di Storia\, considerata “uno scandalo che dura da diecimila anni”. Cieca e immutabile. Incapace di rispondere alle leggi del progresso e a quelle di una giustizia superiore\, una Storia che si sostanzia di ingiustizie\, prevaricazioni e follie omicide. E a pagare sono sempre loro: i deboli\, gli indifesi. \n\n\n\nLABORATORI \n\n\n\nLABORATORIO «ROMA IN SCENA: RACCONTARE LA CITTÀ ATTRAVERSO IL TEATRO» – tenuto da Luca Ferrini (13 settembre ore 10) \n\n\n\nMasterclass gratuita di tre ore dedicata all’esplorazione di Roma come spazio narrativo e performativo. Attraverso esercizi di scrittura scenica\, improvvisazione e lettura urbana\, i partecipanti lavoreranno sui luoghi simbolici e invisibili della città\, trasformandoli in azione teatrale. Il laboratorio unirà memoria personale\, osservazione del paesaggio urbano e tecniche attoriali contemporanee. Aperto ad attori\, autori\, performer e cittadinanza interessata alla relazione tra corpo\, voce e spazio pubblico (max 30 partecipanti\, priorità under 35 e residenti nei municipi periferici). \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nLABORATORIO «CORPI\, SUONI E VISIONI: PRATICHE PERFORMATIVE CONTEMPORANEE A ROMA» – tenuto da Ariele Vincenti (20 settembre ore 10) \n\n\n\nLaboratorio intensivo gratuito di tre ore dedicato alle arti performative dal vivo tra movimento\, parola e musica. Partendo dall’esperienza culturale di Roma\, i partecipanti sperimenteranno tecniche di composizione istantanea\, presenza scenica e interazione con il pubblico. Attraverso esercizi individuali e collettivi verranno create brevi azioni performative ispirate ai linguaggi della scena contemporanea. Aperto ad artisti\, studenti e appassionati interessati alla contaminazione tra teatro\, danza e performance art (max 30 partecipanti). \n\n\n\nIngresso gratuito \n\n\n\nprezzo biglietti 5€ – laboratori a ingresso gratuito \n\n\n\nprenotazione obbligatoria al numero 06.6795130 – su whatsapp +39 3357834146 \n\n\n\nemail info@teatroservi.it \n\n\n\n https://www.teatroservi.it  https://adarteventi.it
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival edizione 2026
DESCRIPTION:’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre. Il festival ha avuto come suo fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei. Dal 2020 il festival si avvale della collaborazione di un consulente scientifico\, di alto profilo\, scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”\, Maurizio Ferraris l’edizione 2022 “tracce”\, Laura Boella l’edizione 2023 “umanità”\, Mauro Ceruti l’edizione 2024 “cambiamento\, Luigina Mortari l’edizione 2025 “plurale”.  \n\n\n\nL’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del Festival è come negli anni scorsi di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nLa scelta del tema porterà a riflettere su cosa significhi oggi vivere insieme nel mondo. Vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni diverse — politiche\, morali\, etiche ed estetiche — che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare\, infatti\, non significa solo possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione c’è una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali. È invece uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. È un campo di creatività e di immaginazione che siamo chiamati a riempire di nuove parole.  \n\n\n\nL’immagine scelta per questa edizione focalizza l’attenzione su un nido e sul suo artefice e abitante\, un uccello tessitore. Il nido non è solo un guscio\, un riparo\, è un gesto. Come l’uccello tessitore sceglie con cura ogni filo per creare un rifugio sospeso\, così l’abitare è l’espressione più alta della cura: un atto paziente che trasforma uno spazio in un riparo\, un luogo significativo o uno spazio condiviso. Un’esigenza che accomuna ogni specie\, ogni essere vivente. Abitare significa così riconoscersi parte di una trama collettiva\, umana e non umana. \n\n\n\nElena Granata \n\n\n\nElena Granata è professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano\, dove si occupa di città\, ambiente e nuove forme di abitare. È vicepresidente della Scuola di Economia Civile. È stata Senior Expert in Urban Studies\, staff Sherpa della Presidenza del Consiglio presso il G20. Il suo percorso di ricerca si muove tra città e città\, tra paesaggi e paesaggi\, dalle architetture contemporanee ai progetti di spazio pubblico\, dai progetti di adattamento climatico alla rigenerazione urbana.  \n\n\n\nTra i suoi libri: Biodivercity. Città aperte\, creative e sostenibili che cambiano il mondo (2019). Ecolove. Perché i nuovi ambientalisti non sanno ancora di esserlo (2022\, con Fiore de Lettera); Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo (2021); Il senso delle donne per la città (2023)\, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (2026). \n\n\n\ncon-vivere Carrara Festival\, che ad ogni edizione registra più di 25.000 presenze\, nasce allo scopo di analizzare e condividere i temi legati alla convivenza fra identità e diversità culturali\, religiose\, politiche nell’ambito della società attuale. Ogni anno il quadro generale rappresentato dal festival con-vivere viene approfondito secondo un taglio specifico e sviluppato in un ricco programma che prevede solitamente oltre settanta appuntamenti fra conferenze\, dibattiti e confronti diretti con specialisti di livello nazionale e internazionale\, integrati e coordinati con mostre\, spettacoli teatrali\, laboratori\, rassegne di cinema\, musica e gastronomia. \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo. \n\n\n\nwww. con-vivere.it
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SUMMARY:Con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:Tra gli eventi dell’edizione numero ventuno di Con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, che avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata\, anche la mostra “Con-testi. Abitare a fumetti”\, che sarà inaugurata a Palazzo Binelli\, a Carrara giovedì 10 settembre alle ore 19.30.  L’esposizione di opere originali\, selezionate dal giornalista Riccardo Corbò\, vuole mostrare diverse visioni del fumetto contemporaneo sul concetto di “abitare”.   \n\n\n\nDa diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare.  “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma anche prendersene cura. Abitare la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare. L’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima\, e nel senso più ampio del termine anche il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. \n\n\n\nRita Petruccioli\, che con la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy” progettata insieme ad ActionAid Italia e coordinata dalle RebelArchitette (ideata per la Biennale di Venezia del 2021) racconta il presente reale\, la società attuale\, l’abitare negli spazi cittadini e il loro utilizzo e riutilizzo per scopi etici e sociali. L’installazione è il racconto a fumetti di cinque realtà individuate da ActionAid sul territorio italiano che propongono visioni alternative del potere\, delle relazioni e delle comunità\, costruendo spazi di partecipazione\, inclusione e cittadinanza attiva e un’alternativa femminista sul territorio.  In mostra anche le tavole da “Medea”\, la recente graphic novel dell’autrice che mostra esempi di città e architetture classiche riviste in chiave fantascientifica e fantasy. \n\n\n\nRoberto Grossi\, architetto\, illustratore e autore di fumetti\, con le pagine tratte dal suo reportage grafico “La grande rimozione” racconta l’abitare il pianeta\, l’abuso e la distruzione dell’uomo sulle sue risorse. Un libro che combina magistralmente storia\, scienza\, politica e vita personale restituendo uno sguardo inedito su un’epoca segnata dall’emergenza climatica. Una selezione di tavole da altre due sue opere “Il grande Prato” e “Cassadritta” ci raccontano tramite margini una storia di periferia urbana\, tra innocenza e degrado e l’avanzare della cementificazione che crea “non luoghi” alienanti più che abitativi. \n\n\n\nIl Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, nuova\, innovativa del prendersi cura del proprio spazio abitativo fisico\, come di quello psicologico e spirituale\, pubblicata in autoproduzioni e fanzine. Il Collettivo Viscosa è un gruppo indipendente di giovani artiste\, illustratrici e fumettiste nato nel 2022\, vincitore del premio come miglior realtà indipendente all’ARF! Festival 2025\, si distingue per l’autoproduzione di storie che esplorano tematiche sociali e personali con stili variegati. \n\n\n\nLorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine”\, dai richiami manga\, allo stesso tempo naturalistica e tecnologica\, ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva\, con un eccezione “world building” autoriale \n\n\n\nUn raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. \n\n\n\nUno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone docente della Scuola di fumetto e illustrazione\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano e la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo. Sei differenti e giovani visioni: Elisa Armanti\, Ginevra Barabesi\, Ray Casciari\, Angelica Giovannelli\, Safia Hariti\, Sigrid Mauroner. \n\n\n\nCon-vivere Carrara Festival: “Abitare”\, dal 10 settembre al 17 ottobre 2026 a Palazzo Binelli\, Carrara \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere \n\n\n\nIl festival con-vivere è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione
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DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026\, e avrà come tema “abitare”. Accanto alle conferenze e ai dialoghi\, il programma accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nÈ stata scelta la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. Alvar AAltissimo\, uno dei più interessanti e innovativi osservatori del mondo dell’architettura\, presenta\, giovedì 10 settembre ore 20.30\, Cortile Istituto Figlie di Gesù\, lo spettacolo Città Urgenti. Progetti urbani per risolvere i problemi della contemporaneità (uno alla volta). I 7 progetti urbani rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias di Fabrizio Esposito) e Filosofia Coatta (alias di Giulio Armeni)\, accompagnati dalla colonna sonora originale composta da Elia Pirrello.  \n\n\n\nCon lo spettacolo Lo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi(venerdì 11 settembre ore 20.30\, Corso Rosselli)\, con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento: FHP Terminal Carrara).  \n\n\n\nI format di “parole e musica” e di spettacolo racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nGiovedì 10 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli\, Liberidì Liberidà\, un monologo teatrale di e con Sabina Guzzanti\, una satira tagliente che unisce stand-up comedy e critica sociale e che riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre\, ore 21.45\, Piazza Alberica) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre\, ore 21.00\, Corso Rosselli) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre\, ore 22\,00\, Piazza Alberica). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nSabato 12 settembre\, ore 22\,00\, in Piazza Alberica\, sarà la volta di Michele Bravi in Commedia Musicale Tour. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. Domenica 13 settembre doppio appuntamento con il consueto concerto lirico alle 20.30 in Duomo a cura del Circolo Amici della Lirica Pier Paolo Stahnke\, dal titolo Parigi\, o cara. Le città del melodramma\, mentre alle 21.30 inpiazza Alberica\, il festival chiuderà con il concerto Unplugged di Fabio Concato\, una delle più belle certezze della nostra musica d’autore e un grande interprete della scena musicale italiana\, che crede ancora nella poesia adagiata su armonie non banali\, che hanno\, a tratti\, una “stretta familiarità” con il jazz. “Domenica bestiale”\, “Fiore di Maggio”\, “Guido piano”\, “Rosalina”\, sono solo alcune delle canzoni del recital\, improntato sulla musica e sulla parola\, tra il serio ed il faceto e nel quale non mancheranno altre gradite sorprese.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio e il contributo: Regione Toscana \n\n\n\nCon il patrocinio: Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti della Spezia e Marina di Carrara\, ERP Edilizia Residenziale Pubblica Massa Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: FHP Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, UniCoop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: Rai Cultura\, QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:Inti-Illimani Histórico al Parco Schuster a San Paolo
DESCRIPTION:Gli Inti-Illimani Histórico tornano in Europa con una tournée che farà tappa in Svizzera\, Germania\, Svezia\, Spagna e Italia. Giovedì 10 settembre il gruppo sarà protagonista a Roma\, al Parco Schuster\, per l’unica data italiana del tour\, in esclusiva\, nell’ambito del percorso che accompagnerà la storica formazione cilena verso il sessantesimo anniversario\, nel 2027.Sul palco saliranno Horacio Salinas\, compositore e direttore musicale dal 1967\, José Seves\, cantante e compositore\, e Horacio Durán\, maestro del charango: tre protagonisti del nucleo storico e creativo degli Inti-Illimani. Con loro si esibiranno Pedro Villagra ai fiati\, Fernando Julio al contrabbasso\, Danilo Donoso alle percussioni e Cristián Mancilla\, polistrumentista. Fondati nel 1967\, gli Inti-Illimani sono riconosciuti come una delle più autorevoli espressioni della musica latino-americana e della world music. La loro storia\, segnata anche dai lunghi anni dell’esilio\, ha trasformato la musica in uno strumento di dialogo\, memoria e libertà\, conquistando il pubblico di ogni continente. Nel corso di quasi sessant’anni di carriera hanno consegnato alla storia della musica brani come Alturas\, Vuelvo\, Samba Landó ed El Mercado Testaccio\, oltre alla celebre interpretazione di El pueblo unido jamás será vencido\, divenuta uno dei simboli musicali della libertà e della resistenza civile.Dall’esilio ai più prestigiosi palcoscenici del mondo\, gli Inti-Illimani hanno trasformato la loro vicenda artistica in un patrimonio universale. Il concerto di Roma sarà una nuova pagina di questa storia. Un viaggio iniziato quasi sessant’anni fa e che continua a unire popoli\, culture e generazioni. \n\n\n\nINGRESSO 25 euro \n\n\n\nINFO: 392 0733052 /351 505 7608
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SUMMARY:con-vivere Carrara Festival 2026
DESCRIPTION:L’edizione numero ventuno di con-vivere Carrara Festival\, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara\, si terrà dal 10 al 13 settembre 2026. Il festival ha avuto come fondatore e curatore per quattordici edizioni Remo Bodei e dal 2020 si avvale della collaborazione di un consulente scientifico scelto ogni anno sulla base del tema: Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti”\, Telmo Pievani “cura” nel 2021\, Maurizio Ferraris “tracce” nel 2022\, Laura Boella “umanità” nel 2023\, Mauro Ceruti “cambiamento” nel 2024 e Luigina Mortari “plurale” nel 2025. L’edizione 2026 avrà come tema “abitare” e vedrà la consulenza scientifica di Elena Granata. La direzione del festival è\, come negli anni scorsi\, di Emanuela Mazzi. \n\n\n\nTra gli ospiti protagonisti di questa edizione: Stefano Bartezzaghi\, Mariasole Bianco\, Laura Boella\, Paola Bonfante\, Barbara Carnevali\, Sarah Gainsforth\, Franco La Cecla\, Simone Pollo\, Andrea Staid\, Beatrice Zerbini e molti altri. In programma la musica di Irene Fornaciari\, Michele Bravi e Rocco Papaleo con la sua band; appuntamenti imperdibili di con-vivere 2026 anche gli incontri con Paolo Colombo\, Walter Veltroni\, Gino Castaldo ed Ema Stokholma. \n\n\n\nCostituiranno il programma di questa edizione conferenze\, incontri\, spettacoli di parola e musica\, passeggiate tematiche\, mostre\, laboratori per tutte le età\, appuntamenti dedicati al cibo\, alla salute\, alla scuola e alla partecipazione civica. Il tema dell’abitare attraverserà discipline e linguaggi diversi\, dalla filosofia all’urbanistica\, dalla pedagogia all’arte\, dalla sociologia alla storia e alla scienza\, con uno sguardo ampio sul nostro modo di stare al mondo e di prenderci cura degli spazi\, delle relazioni e dell’ambiente. Questo attraverso i luoghi della città che vengono risemantizzati nei giorni della manifestazione. In questo modo il festival stesso diventa l’esempio pratico di cosa significhi “abitare”. Non si assiste al festival\, lo si abita attraverso la città. \n\n\n\nIl quadro tematico che orienta questa edizione prende avvio dalla riflessione proposta da Elena Granata: vivere e “abitare” il mondo si esprime attraverso azioni politiche\, morali\, etiche ed estetiche che riguardano il nostro modo di stare sulla terra. Abitare non significa infatti soltanto possedere una casa\, ma praticare in modo consapevole e libero la cittadinanza\, prendendosi cura degli altri e dell’ambiente. Al centro di questa riflessione si colloca una nuova idea del rapporto tra l’uomo e lo spazio\, fondata sulla responsabilità. Il mondo non è un semplice contenitore da sfruttare senza limiti per soddisfare desideri individuali\, ma uno spazio di relazioni e di interdipendenza\, che ci chiama a rispondere delle nostre azioni e del modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. \n\n\n\nGli incontri di parola \n\n\n\nGli incontri di parola di con-vivere 2026 esploreranno il tema dell’abitare nelle sue molte dimensioni\, interrogandoci su come costruire luoghi più giusti\, più vivibili e più umani: \n\n\n\n\nRipensare gli spazi: la casa e la città;\n\n\n\nCustodire il futuro: il pianeta;\n\n\n\nla cura come “linguaggio” dell’abitare.\n\n\n\n\nAd aprire il festival\, il 10 settembre\, sarà la consulente scientifica Elena Granata\, con la conferenza inaugurale dedicata al tema di questa edizione. Una riflessione che esplora la profondità del tema dell’abitare e le sue molte sfaccettature. Abitare è molto più che avere una casa: è avere un posto nel mondo\, relazioni di prossimità\, città accoglienti; è radicamento e relazione con la natura e con il pianeta. Abitare come dimensione progettuale\, che ha a che fare con la domanda: come vogliamo ancora vivere insieme? \n\n\n\nLa prima pista tematica invita a ridisegnare i confini degli spazi urbani\, osservati non più come semplici aggregati di cemento\, ma come luoghi da ripensare in chiave ecologica\, educativa e sociale. Riccardo Bosi\, pediatra impegnato sul campo in contesti di marginalità sociale\, migrazione e vulnerabilità minorile\, con I desaparecidos delle nostre città\, affronterà il tema dell’infanzia espulsa dagli spazi urbani contemporanei\, interrogandosi sulla possibilità di ridisegnare città più ospitali per i bambini e\, dunque\, per tutti. Sarah Gainsforth\, in Oltre la rendita. Il valore del vuoto\, proporrà una riflessione sulla crisi abitativa e sul significato ecologico\, urbano e collettivo degli spazi non edificati\, sottratti alle logiche della rendita e restituiti alla vita comune. La biologa vegetale Paola Bonfante\, con Piante in città\, rifletterà sul ruolo delle piante negli scenari urbani presenti e futuri\, non solo come elementi decorativi ma come sistemi viventi capaci di connettere atmosfera\, suolo e qualità della vita. Annalisa Metta\, architetta del paesaggio\, interverrà sul tema del paesaggio\, visto non come un luogo\, ma come una “danza” incessante di corpi\, materie\, pratiche\, desideri\, umani e non umani\, che senza tregua si accostano\, sfiorano\, sovrappongono\, generando aderenze e attriti\, inciampi e abbracci. \n\n\n\nÈ molto difficile oggi “sfuggire” alla città\, in senso reale e metaforico. La città ha invaso il mondo\, che è divenuto un’immensa distesa metropolitana e\, nello stesso tempo\, il mondo intero è tutto quanto dentro la città. La filosofaAnna Lazzarini\, con Abitare la città-mondo\, mostrerà come la città sia oggi il luogo in cui si condensano le contraddizioni e la complessità del mondo contemporaneo.  \n\n\n\nLa dimensione internazionale appare evidente anche se si volge lo sguardo alle città coinvolte in conflitti. La guerra contemporanea si combatte sempre più dentro le città. Perché ciò avviene? Quali ne sono le conseguenze? L’intervento di Francesco Chiodelli (docente di geografia economico-politica)\, Città in guerra\, analizzerà l’urbanizzazione dei conflitti armati\, mostrando come anche le guerre apparentemente più lontane hanno un impatto profondo sulla vita quotidiana nelle nostre città.  \n\n\n\nLa seconda pista tematica allarga lo sguardo alla dimensione globale e alle grandi sfide dell’Antropocene. Lo sguardo dall’esterno sul pianeta\, acquisito dalla rivoluzione spaziale moderna\, costringe a ripensare geopolitica e globalizzazione: ne parlerà il filosofo Matteo Vegetti in La crisi dello spazio contemporaneo. \n\n\n\nLa filosofa Laura Boella\, in Su che pianeta abitiamo? Terra\, Globo\, Cloud\, Web e Bots e il senso di realtà\, riprenderà la provocazione di Bruno Latour per interrogarsi sui mondi contraddittori in cui viviamo\, tra geografia\, tecnologia\, esperienza e immaginazione. \n\n\n\nSi guarda poi al pianeta attraverso la lente della responsabilità. Il filosofo morale Simone Pollo\, con Simpatia per il futuro. È ancora possibile il progresso nell’Antropocene?\, porterà il pubblico dentro una riflessione etica sul futuro\, sul progresso e sulla condizione ecologica del presente. Stefano Bartezzaghi\, semiologo\, e Mariasole Bianco\, biologa marina\, nello spettacolo Cruciverba volant. Abitare il mare\, uniranno divulgazione e gioco per affrontare in modo originale i temi della sostenibilità marina (evento realizzato con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale).  \n\n\n\nLa terza area di approfondimento elegge la cura a principio fondativo del vivere insieme e a linguaggio attraverso cui ripensare l’abitare. \n\n\n\nAprirsi alla dimensione della cura vuol dire volgere innanzitutto lo sguardo alla dimensione intimistica e interiore. La poetessa Beatrice Zerbini\, con Abitarsi\, offrirà un reading poetico sul coraggio di abitare la propria vita e di fare spazio alla propria voce nel mondo.  \n\n\n\nL’economista Stefano Zamagni\, con Convivenza abitativa e singolarismo. Una contraddizione pragmatica\, analizzerà l’incompatibilità tra l’estremizzazione dell’individualismo e ogni autentica forma di convivenza. Il sociologo Stefano Laffi\, in Immaginarsi insieme\, si concentrerà sulle dinamiche sociali divisive del presente e sulla necessità di ritrovare universali biografici condivisi: quelle esperienze fondamentali\, tappe esistenziali e passaggi emotivi che accomunano la vita di ogni essere umano\, indipendentemente dalle differenze sociali\, economiche o culturali\, per vivere insieme senza cedere all’isolamento e per salvaguardare la capacità di immaginare il futuro.  \n\n\n\nIl nostro modo attuale di abitare il mondo non può quindi essere quello che adotteremo nel futuro: abbiamo già compromesso la maggior parte degli ecosistemi naturali e se continuiamo a pensare solo ai bisogni della nostra specie rischiamo di perdere la sola possibilità che abbiamo di abitare il pianeta Terra. All’omogeneità\, ci spiegherà l’antropologo Andrea Staid (in La casa multinaturalista del futuro) le città del futuro dovranno sostituire la ricchezza della diversità in tutte le sue forme; le superfici organiche dovranno invadere\, colonizzare\, riconquistare quelle minerali\, creando varchi per la varietà della vita.  \n\n\n\nUn approccio più concreto legato a un nuovo modo di progettare saranno rivolti i due interventi di Franco La Cecla e Barbara Carnevali. L’antropologo Franco La Cecla\, con Addomesticare l’architettura. Come l’Occidente ha distrutto l’abitare\, proporrà una critica dei modelli uniformanti dell’architettura contemporanea e una riflessione sulla necessità di rispettare le diverse culture dell’abitare. La filosofa Barbara Carnevali\, in Oggetti che emancipano. Del design come educazione e come politica\, partirà dall’intuizione di Maria Montessori per mostrare come il design possa avere una funzione educativa ed emancipatrice.  \n\n\n\nDue conversazioni offriranno lo spunto per due focus di approfondimento. Il giornalista Filippo Lubrano\, nella conversazione Infondata sul lavoro. Cosa faremo se l’AI ci sostituirà in tutto o quasi?\, affronterà una delle domande più urgenti del nostro tempo\, legata al rapporto tra automazione\, identità e organizzazione sociale. Il giornalista Alessandro Mantovani\, in un’epoca che pretende di dominare lo spazio attraverso mappe e dispositivi digitali\, in Nei labirinti contemporanei affronterà il tema del labirinto come simbolo dell’enigma e dello smarrimento. \n\n\n\nGli spettacoli \n\n\n\nAnche il programma serale accompagnerà il pubblico in un percorso che intreccia musica\, racconto\, ironia e riflessioni sul contemporaneo. \n\n\n\nAbbiamo scelto la forma della “conferenza spettacolo” per esplorare l’abitare nelle sue declinazioni più urgenti e concrete. I 7 progetti urbani firmati Alvar Aaltissimo in Città urgenti (giovedì 10 settembre)\, rispondono a 7 problematiche urgenti della contemporaneità: nascono così altrettante visioni di città distopiche\, scenari di vicende grottesche e situazioni surreali vissute da abitanti resilienti. Durante lo spettacolo si alterneranno Alvar Aaltissimo (alias Fabrizio Esposito) e Filosofia coatta (alias Giulio Armeni)\, tra progetti distopici e racconti ironici. \n\n\n\nLo sguardo del capitano. Il significato di essere eroi (venerdì 11 settembre) con Paolo Colombo e i disegni dal vivo di Michele Tranquillini\, attraverso parole\, immagini e musica emotiva\, il pubblico verrà trasportato nell’Antartide del 1914\, al fianco di Ernest Shackleton e del suo equipaggio\, protagonisti di una delle più straordinarie avventure di sopravvivenza della storia moderna. Quando la nave Endurance rimane intrappolata nei ghiacci e ogni piano sembra crollare\, Shackleton compie la scelta che lo renderà una leggenda: rinunciare alla conquista per salvare tutti i suoi uomini. Mentre Paolo Colombo dà voce a questa incredibile odissea\, raccontando una potente riflessione sul coraggio e sulla capacità umana di resistere anche nei momenti più oscuri\, Michele Tranquillini crea dal vivo immagini e suggestioni che prendono forma davanti agli occhi degli spettatori (Main Sponsor evento FHP Terminal Carrara). \n\n\n\nI format di “parole e musica” racconteranno l’abitare il tempo: abitare non significa solo occupare uno spazio geografico\, ma anche riconoscersi dentro una storia collettiva\, nei decenni che hanno plasmato la nostra identità\, i nostri costumi e le nostre emozioni\, in un costante dialogo tra generazioni. \n\n\n\nLe emozioni che abbiamo vissuto. Gli anni ’60: quando tutto sembrava possibile (venerdì 11 settembre) con Walter Veltroni accompagnato al pianoforte da Gabriele Rossi. Guidati dalla narrazione coinvolgente di Walter Veltroni rivivremo i contrasti violenti e i fatti storici memorabili che hanno segnato un decennio indimenticabile: lo sbarco sulla Luna\, gli assassini di Martin Luther King e dei Kennedy\, il Vietnam\, la Televisione nelle case e il Terrorismo. Un filo rosso di storia personale e familiare terrà insieme la cronaca\, gli oggetti del desiderio consumistico\, la musica e le immagini d’epoca (con video spesso inediti). \n\n\n\n’80 contro ’90\, presenterà (sabato 12 settembre) invece una furiosa disfida fra Ema Stokholma e Gino Castaldo. La battaglia si sviluppa senza esclusione di colpi tra generazioni diverse e passioni comuni\, usando musiche\, film\, pezzi di storia e d’arte: si parlerà di Chernobyl\, Aids\, Macintosh e tantissimo altro con l’ausilio di foto\, video\, file musicali e oggetti simbolici. Alla fine\, sarà il pubblico in piazza a votare e decretare il decennio vincitore (Main Sponsor evento BPER). \n\n\n\nGli appuntamenti musicali di questa edizione per esplorare l’abitare inteso come “relazione e contatto”. Dalla necessità di abitare lo spazio fisico del live e della piazza per ritrovare connessioni umane autentiche oltre gli schermi digitali\, è quanto ci propone Irene Fornaciari & The Groove Aviators in Soul connections (giovedì 10 settembre). La band offre uno show adrenalinico dove il Soul e l’R’nB sono le radici che si connettono con altri stili e impennate rock\, generando un rito collettivo fatto di corpi che ballano e si relazionano dal vivo. \n\n\n\nDoppio appuntamento serale giovedì 10 con Liberidi Liberida di Sabina Guzzanti\, che con la sua ironia tagliente e critica sociale\, riflette sulla libertà in un’epoca di cambiamenti e incertezze\, mescolando politica\, lavoro e tecnologia\, e invitando gli spettatori a soffermarsi su cosa significhi essere veramente liberi. \n\n\n\nSabato 12 settembre sarà la volta di Michele Bravi in concerto alle 22.15 in piazza Alberica. Un appuntamento imperdibile che unisce la sensibilità interpretativa di Michele Bravi alla magia della performance live\, dove la musica si fa racconto scenico e abita la piazza attraverso l’emozione pura della sua voce e delle sue canzoni. \n\n\n\nDomenica 13 settembre alle 21.30 in piazza Alberica il festival chiuderà come sempre con un momento di festa con lo show di Rocco Papaleo\, “Perdere tempo mi viene facile”: uno spettacolo in cui comicità\, poesia\, racconto e musica si intrecciano e coesistono in un equilibrio naturale. La musica sarà accompagnatrice di ogni passaggio scenico\, diventando presenza narrativa\, atmosfera e dialogo continuo con la parola. Perdere tempo mi viene facile è anche il titolo dell’autobiografia di Papaleo: una vera e propria dichiarazione d’intenti e una provocazione contro la frenesia della produttività a tutti i costi. \n\n\n\nIl programma creativo \n\n\n\nVenire a Carrara nei giorni di con-vivere vorrà dire\, anche quest’anno\, immergersi in un’atmosfera fatta di riflessione\, approfondimento\, creatività e partecipazione. Il programma sarà articolato in una pluralità di proposte: mostre\, conferenze itineranti\, laboratori per tutti\, appuntamenti dedicati alla cucina\, eventi con le scuole\, iniziative sul territorio e momenti di incontro promossi da associazioni e istituzioni locali. \n\n\n\nTra le mostre\, Con_testi. Abitare a fumetti a cura di Riccardo Corbò sarà allestita nelle sale di Palazzo Binelli. Esporranno: Collettivo Viscosa\, LRNZ Lorenzo Ceccotti\, Roberto Grossi\, Rita Petruccioli. Da diversi anni il fumetto è uscito dal classico alveo di “letteratura di evasione” e di semplice intrattenimento\, spesso per l’infanzia.  Sono molti gli autori che lo usano come forma d’arte pura\, per raccontare il nostro presente\, per indagare nei sentimenti\, nella psicologia e nella società. Per inventare un altrove che serve come specchio distorto della nostra realtà. Abbiamo voluto quindi ragionare attorno a quei fumetti che contengono il concetto dell’abitare. “Abitare” non solo passivamente un luogo\, ma prendersene cura: la propria casa\, ma anche la propria città; il centro storico e le periferie; i monumenti e i luoghi abbandonati da recuperare e occupare; l’abitazione come luogo fisico ma anche luogo della propria anima; e nel senso più ampio del termine il nostro pianeta\, “abitarlo” avendo ben presente la distinzione dallo “sfruttarlo”. Rita Petruccioli espone la sua installazione “Sisterhood in the Neighborhood. Detoxing Public Space From Patriarchy”\, mentre Roberto Grossi le pagine tratte dal suo reportage a fumetti “La grande rimozione”; il Collettivo Viscosa\, formato da artiste giovanissime\, porta la loro visione fresca e dirompente\, Lorenzo Ceccotti LRNZ nella sua trilogia di graphic novel “Geist maschine” ci mostra come potrebbe abitare l’uomo in un futuro o presente distopico post apocalittico\, dove i nostri luoghi abituali cambiano uso e prospettiva. Un raggio molto ampio di stili di disegno e di scrittura\, che permetteranno al pubblico di conoscere o approfondire opere della contemporanea letteratura disegnata\, di maggiore successo nell’attuale scena editoriale e creativa italiana. Uno spazio della mostra\, curato da Agnese Leone\, sarà dedicato a un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti\, che attraverso i loro fumetti\, indagheranno la fragilità psicologica e il peso delle aspettative sociali\, il valore della comunità e del cohousing opposti all’individualismo urbano\, la ricerca della propria identità per imparare ad abitare sé stessi e il proprio spazio nel mondo.  \n\n\n\nSponsor e partner \n\n\n\nIl festival è sostenuto e promosso da un Comitato per il festival con-vivere\, costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente capofila)\, Comune di Carrara\, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest\, Accademia di Belle Arti di Carrara e Fondazione Marmo Onlus \n\n\n\nCon il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco \n\n\n\nCon il patrocinio di: Regione Toscana\, Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana\, Provincia di Massa Carrara \n\n\n\nCon la collaborazione di: Ufficio scolastico territoriale Ambito di Massa Carrara \n\n\n\nCon il contributo di: Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Porti di La Spezia e Marina di Carrara \n\n\n\nPremium Supporter: Fhp Carrara Terminal \n\n\n\nMain Sponsor: BPER Banca \n\n\n\nSponsor Midi: Chean Srl\, Coop Firenze\, Generali Assicurazioni\, Marmo Canaloni Carrara \n\n\n\nSponsor: Cooperativa Cavatori Gioia\, MaxMarmi\, S.T. Segagioni\, Aziende del porto di Marina di Carrara (MDC Terminal\, San Colombano Costruzioni SpA\, Gruppo Grendi\, T-Bulk\, Vittorio Bogazzi e Figli Spa\, Piero De Gasperis & C. srl\, Dusty Srl\, Semp Srl) \n\n\n\nSponsor tecnico: Nausicaa SpA\, Fonteviva\, Federalberghi Costa Apuana\, RetiAmbiente Carrara \n\n\n\nMediapartner: QN La Nazione \n\n\n\nTutti gli eventi in programma sono ad ingresso libero e gratuito \n\n\n\nwww. con-vivere.it; Fb con-vivere Carrara Festival; IG con_vivere
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SUMMARY:District Dance Festival a Roma
DESCRIPTION:Dal 10 al 13 settembre quattro giornate di danza contemporanea e performance tra teatri\, piazze e parchi di Roma\, con compagnie affermate\, giovani autori e nuove traiettorie della scena italiana. \n\n\n\nRoma torna a essere attraversata dalla danza con la nuova edizione di District Dance Festival\, la rassegna a cura di Compagnia Atacama diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol\, che dal 2022 porta nella capitale una programmazione dedicata alla danza contemporanea e alla performance site-specific. Dal 10 al 13 settembre 2026\, il festival costruisce un itinerario tra Centrale Preneste Teatro\, Piazza dei Mirti\, Parco Sangalli e Teatro Villa Lazzaroni\, scegliendo di portare la danza nei teatri ma anche in luoghi inconsueti della scena e di metterla in relazione diretta con la città\, i quartieri e altri spazi urbani. \n\n\n\nCompagnie consolidate\, giovani autori e autrici\, performer e progetti di ricerca provenienti da diverse aree della scena italiana compongono una geografia artistica che attraversa Lazio\, Lombardia\, Toscana\, Veneto\, Marche\, Friuli Venezia Giulia e Puglia\, insieme a percorsi individuali sviluppati tra danza\, performance e arti visive. Il programma attraversa temi profondamente legati al presente: la condizione dell’individuo contemporaneo\, il confine e l’identità\, il bisogno di appartenenza\, la memoria\, il paesaggio e il rapporto con l’ambiente. Attraverso questi temi\, la danza esplora il rapporto tra singolo e comunità\, tra limite e trasformazione. \n\n\n\nIl festival prende il via giovedì 10 settembre alle ore 21:00 al Centrale Preneste Teatro\, con due lavori che condividono una riflessione sul corpo\, sulla trasformazione e sulla condizione dell’individuo. Mandala Dance Company presenta Stone\, nuova produzione 2026\, con concept\, coreografia e regia di Paola Sorressa. La pietra è il centro materico e simbolico di un rito coreografico che attraversa corpo\, natura e spiritualità. Sette pietre accompagnano un percorso di iniziazione e trasformazione\, richiamando l’immaginario dei giardini Zen giapponesi e diventando progressivamente un totem finale\, immagine di una possibile completezza. L’ostacolo\, da elemento da superare\, diventa materia attraverso cui trasformarsi.A seguire\, Compagnia Atacama porta in scena L’Ultimo Uomo\, ideazione\, coreografia e regia di Patrizia Cavola e Ivan Truol. Ispirato a La società della stanchezza di Byung-Chul Han\, lo spettacolo guarda all’individuo contemporaneo immerso in una società fondata sulla prestazione\, sulla competizione e sull’ottimizzazione permanente del tempo. Iperattività e multitasking si trasformano progressivamente in forme di autosfruttamento fino all’esaurimento. Il corpo scenico diventa il luogo in cui rendere visibile questa tensione e interrogare la direzione verso cui si muove la contemporaneità.Venerdì 11 settembre alle ore 17:15\, il festival si sposta in Piazza dei Mirti\, portando la danza direttamente nello spazio urbano con tre lavori che affrontano\, da prospettive differenti\, il rapporto tra corpo\, architettura e identità. \n\n\n\nCon Anime\, Compagnia Atacama parte dal concetto di abitare. La coreografia di Patrizia Cavola e Ivan Truol si costruisce in relazione allo spazio\, ai suoi pieni e vuoti\, ai livelli e alle distanze. Il luogo non è uno sfondo\, ma una componente attiva dell’opera: ogni contesto ne influenza la forma e permette alla memoria del territorio di entrare nella creazione.Segue PATAPHYSICIEN di Compagnia Fabula Saltica\, con regia di Mattia Chiarelli. Un lavoro attraversato da immagini materiche e visionarie\, in cui il corpo emerge dalla materia per affrontare una ricerca sull’identità\, sul riconoscimento di sé e sulla difficoltà di liberarsi dalle proprie prigioni. La creazione nasce all’interno del progetto Giovani Autori under 25\, sostenuto da MiC e Regione del Veneto\, e testimonia l’attenzione del festival verso le nuove generazioni della scena. Chiude la giornata HUNT CDC Young Project con Free Wall\, concept e coreografia di Giosy Sampaolo: il muro diventa una figura ambivalente\, confine e protezione\, separazione ma anche possibilità di superamento. Nato come laboratorio coreografico dedicato alla nuova generazione di danzatori under 30 residenti nelle Marche\, il lavoro arriva al festival nella sua forma definitiva dopo un primo studio presentato nel 2025. È proprio attraverso lavori come Free Wall che emerge una delle direttrici di District Dance Festival: mettere in relazione esperienze consolidate e nuove traiettorie\, creando uno spazio di confronto tra generazioni e differenti vocabolari coreografici. \n\n\n\nSabato 12 settembre il festival prosegue a Parco Sangalli\, accentuando il dialogo tra danza e spazio pubblico. Qui la scena si confronta con l’ambiente\, con lo sguardo dello spettatore e con una diversa idea di prossimità. Compagnia Arearea presenta Dancing FOUR Peace\, ideazione di Marta Bevilacqua. Nato per adattarsi a spazi non convenzionali\, il lavoro attraversa equilibri dinamici\, emotivi e architettonici\, intrecciando la danza alla poesia di Ingeborg Bachmann\, Wisława Szymborska\, Salvatore Quasimodo\, Giuseppe Ungaretti e Bertolt Brecht. Con Dreaming Box-Solo\, Compagnia Adarte\, concept e coreografia di Francesca Lettieri\, il sogno diventa una materia viva e generativa. Un’esplorazione della bellezza nella sua dimensione più intensa ma anche instabile\, in uno spazio sospeso in cui il corpo attraversa estasi e trasformazione. Chiude la giornata ResExtensa Dance Company con L’Altro\, creazione di Gianni Wers. Il lavoro affronta il conflitto tra individualismo e bisogno di accettazione attraverso il simbolo di un giaccone conteso: oggetto di protezione\, status e identità\, diventa il terreno di una lotta per il riconoscimento. Il linguaggio fisico fonde danza contemporanea e house dance per mettere in scena la tensione tra relazione e competizione. \n\n\n\nDomenica 13 settembre\, ultima giornata del festival\, il programma si apre alle ore 10:00 al Teatro Villa Lazzaroni\, con uno sguardo rivolto anche alle nuove generazioni di pubblico.Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo presentano La Regina senza Nevi – e se non fosse più lei la cattiva della storia?\, con le stesse autrici in scena. La fiaba di Andersen viene riscritta alla luce della crisi climatica: il viaggio di Gerda alla ricerca di Kay diventa un percorso attraverso un pianeta sottoposto a sfruttamento e surriscaldamento. La Regina delle Nevi non è più semplicemente la figura antagonista\, ma la custode di un mondo che rischia di scomparire. Movimento\, testo e immagini costruiscono una narrazione accessibile ai più giovani\, attraversata da una precisa dimensione ecologica e civile. \n\n\n\nNel pomeriggio di domenica 13 settembre il festival torna al Parco Sangalli\, presso l’Ex Bocciodromo\, con tre lavori che ampliano ulteriormente la riflessione sul rapporto tra corpo\, ambiente\, memoria e percezione. Compagnia Déjà Donné presenta Quasi niente n.1\, di Elia Pangaro e Alexander de Vries. Partendo dal margine minimo che consente a un corpo di non cadere\, di sostenersi\, di non farsi male\, le azioni diventano strutture attraverso cui mettersi alla prova e costruire una relazione. Segue LYNX LYNX\, performance di Compagnia Aurelio Di Virgilio – Movimento Danza\, prodotta da Pollinaria. La performance nasce da una ricerca sul territorio e dalle figure animali estinte\, mitologiche o in via d’estinzione. La lince appenninica\, sospesa tra presenza documentata e immaginario collettivo\, diventa una figura attraverso cui interrogare ecologia\, memoria e scomparsa.A chiudere il District Dance Festival 2026 è Contrappunti dall’Oceano di Livia Bartolucci. Attraverso il movimento e una tecnologia immersiva audio 360\, il lavoro accompagna il pubblico in un’esperienza percettiva che evoca la vastità\, la quiete e l’imprevedibilità dell’oceano. Lo sguardo e l’ascolto vengono spostati oltre le consuete cornici di percezione\, in un percorso che invita ad abbandonare temporaneamente ciò che è conosciuto per aprirsi all’ignoto.  \n\n\n\nL’edizione 2026 attraversa in particolare il Municipio V\, grazie alla collaborazione e al patrocinio del Municipio\, costruendo un percorso che si inscrive nei quartieri di Prenestino-Labicano\, Centocelle e Torpignattara. A questo itinerario si aggiunge\, in continuità con le edizioni precedenti\, il Municipio VII\, con il Teatro di Villa Lazzaroni\, ampliando la geografia del festival e consolidando un dialogo tra territori diversi della città. \n\n\n\nQuattro giornate\, luoghi differenti e una pluralità di linguaggi compongono un festival che invita ad abitare temporaneamente la città attraverso il corpo e la performance. Teatri\, piazze e parchi diventano luoghi in cui osservare i corpi entrare in relazione con ciò che li circonda. È qui che si concentra la sfida di District Dance Festival 2026: portare la danza contemporanea fuori dai suoi confini abituali senza rinunciare alla complessità della ricerca artistica\, creando occasioni di incontro tra opere\, artisti\, territori e pubblici differenti e trasformando gli spazi quotidiani in luoghi di ascolto\, relazione e immaginazione.Tutte le informazioni sul sito: www.compagniaatacama.it/district-dance-festival-24-2/
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SUMMARY:II edizione "Liberi sulla Carta" a Borghetto San Carlo
DESCRIPTION:Dopo il successo della sua prima edizione romana\, Liberi sulla Carta torna dall’11 al 13 settembre al Borghetto San Carlo con un festival ancora più grande e con un’idea precisa al centro della sua quindicesima edizione: la cultura fa stare bene. In un tempo in cui si parla sempre più di benessere psicologico\, qualità delle relazioni e bisogno di ritrovare spazi di comunità\, la manifestazione sceglie di affidare proprio alla cultura una nuova responsabilità. Nasce così #Tifastarebene\, il tema scelto per il 2026: un invito a vivere libri\, incontri e spettacoli non soltanto come appuntamenti culturali\, ma come esperienze capaci di generare benessere\, relazioni e senso di appartenenza. \n\n\n\nDopo aver riportato nella Capitale una delle principali manifestazioni dedicate all’editoria indipendente italiana\, il festival conferma il Borghetto San Carlo come propria casa romana e rilancia con un’importante novità: il raddoppio degli spazi dedicati agli editori indipendenti\, cuore della manifestazione fin dalla sua nascita\, insieme a un programma ancora più ricco di incontri\, spettacoli\, formazione ed esperienze sul territorio. \n\n\n\nLa scelta del Borghetto San Carlo rappresenta molto più di una semplice location. Restituito alla città e oggi luogo di incontro immerso nel verde della Giustiniana\, questo spazio interpreta perfettamente la visione del festival: costruire comunità attraverso i libri\, favorire nuove relazioni tra persone\, autori ed editori e dimostrare come la cultura possa essere un’esperienza da vivere insieme. Qui la lettura incontra il paesaggio\, il dialogo si intreccia con la natura e il festival diventa un tempo condiviso\, non soltanto una successione di appuntamenti. Un intreccio di letteratura\, spettacolo\, formazione\, territorio ed enogastronomia\, per tre giorni in cui la cultura esce dalle pagine dei libri per trasformarsi in un’esperienza collettiva. Perché leggere fa stare bene. \n\n\n\nAnche quest’anno tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. La formula del 2025 viene confermata e ampliata: ogni pomeriggio il Borghetto ospiterà presentazioni di libri\, dialoghi e incontri dedicati alla cultura e all’attualità\, mentre le serate saranno animate da reading e spettacoli. Torneranno inoltre il workshop di scrittura creativa della Scuola Omero\, il Premio Arthè dedicato ai racconti brevi\, gli stand enogastronomici aperti a pranzo e cena e un calendario ancora più ricco di attività diffuse tra escursioni\, visite guidate ed esperienze sul territorio. \n\n\n\n«Lo scorso anno abbiamo ribadito che un festival può diventare molto più di un luogo dove si presentano libri: può trasformarsi in una comunità temporanea fatta di incontri\, dialoghi e persone che condividono il piacere di ascoltare e confrontarsi – commenta il direttore artistico Fabrizio Moscato –. Da quell’esperienza nasce #Tifastarebene. Crediamo che la cultura abbia oggi una responsabilità importante: creare spazi in cui stare bene insieme\, rallentare\, riflettere\, immaginare il futuro e costruire relazioni. È questo lo spirito con cui abbiamo pensato la nuova edizione di Liberi sulla Carta.» \n\n\n\nIn attesa del programma ufficiale\, sono già tanti gli ospiti e le ospiti che hanno confermato la loro partecipazione a Liberi sulla Carta 2026: l’attore e scrittore Ascanio Celestini che con il libro “Pasolini. Una vita\, anzi due” ricorderà il poeta e regista ucciso nel 1975; la cantante Syria omaggerà Gabriella Ferri con lo spettacolo “Perché non canti piú”; non mancheranno momenti di riflessione come quello previsto con la scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari\, che parlerà del ritrovato romanzo ottocentesco “Un martirio”\, di Regina di Luanto (pseudonimo di Anna Guendalina Lipparini); Stefano Petrocchi\, che presenterà “Romanzo Privato”\, affascinante ritratto della figura di Maria Bellonci\, scrittrice e organizzatrice del Premio Strega\, mentre il misterioso recensore mascherato Johnny Palomba\, a 25 anni dalle sue Recinzioni\, tornerà a regalarci momenti di divertimento imperdibili. Temi di grande attualità quelli che chiudono la prima carrellata di ospiti già confermati: “Maschi\, si salvi chi può” dell’attore\, sceneggiatore e scrittore Marco Bonini e “Una nuova idea di paese. Dal probabile declino alla possibile rinascita” di Giovanni Marconi per accendere l’attenzione sulla nostra società. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura\, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nOrari: Venerdì 11 settembre: dalle 17:00 fino alle 23:00. Sabato 12 settembre e Domenica 13 settembre: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 23:00 \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nSito ufficiale: www.liberisullacarta.itEmail: info@liberisullacarta.it \n\n\n\nCome arrivare: Treno: FL3\, fermata La GiustinianaAutobus: linee 021\, 032\, 024In auto: uscita 3 GRA Cassia Bis\, direzione Viterbo
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SUMMARY:“EX ASTRIS\, SCIENTIA – La Galassia Umana” a Roma
DESCRIPTION:Dal 11 al 20 settembre torna il festival di Imprenditori di Sogni tra astronomia\, teatro\, musica e mito \n\n\n\nDal 11 al 20 settembre 2026 arriva a Roma “EX ASTRIS\, SCIENTIA – La Galassia Umana”\, il festival ideato da Yuri Napoli\, direttore artistico di Imprenditori di Sogni\, giunto alla sua settima edizione. \n\n\n\nUn percorso culturale che intreccia astronomia\, teatro\, musica\, arte\, letteratura e racconto del cosmo\, con appuntamenti ospitati tra l’Auditorium delle Fornaci e il Teatro Ghione\, nel territorio del Municipio XIII. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. \n\n\n\nRealizzata da Imprenditori di Sogni\, la manifestazione si avvale della collaborazione dell’Accademia delle Stelledi Paolo Colona\, realtà impegnata nella divulgazione astronomica e scientifica. \n\n\n\n\n\n\n\nUn viaggio nella galassia umana\n\n\n\n“EX ASTRIS\, SCIENTIA – La Galassia Umana” nasce come un viaggio tra le stelle e l’essere umano: il cielo osservato dalla scienza\, raccontato dal mito\, attraversato dalla musica e custodito dalla letteratura. \n\n\n\nIl festival propone un dialogo tra discipline diverse\, mettendo insieme conferenze astronomiche\, spettacoli teatrali\, osservazioni al telescopio e concerti-spettacolo. L’obiettivo è restituire al pubblico un’esperienza accessibile\, poetica e scientificamente fondata\, capace di parlare a tutte le generazioni. \n\n\n\nDall’archeoastronomia all’arte\, da Giotto a Van Gogh\, da Omero a Dante\, fino alla grande avventura spaziale di Jurij Gagarin\, il primo uomo nello spazio: ogni appuntamento compone un frammento di una più ampia riflessione sulla relazione tra l’uomo e l’universo. \n\n\n\n\n\n\n\nIl programma all’Auditorium delle Fornaci\n\n\n\nLa prima parte della manifestazione si svolgerà dall’11 al 13 settembre presso l’Auditorium delle Fornaci\, in Via delle Fornaci 161\, con conferenza a tema astronomico il pomeriggio e spettacolo serale a seguire.  \n\n\n\nOgni giornata si aprirà alle ore 17:30 con una conferenza astronomica a cura di Paolo Colona: \n\n\n\n11 settembre\, ore 17:30L’architettura del Cosmo. Alla scoperta dell’archeoastronomia \n\n\n\n12 settembre\, ore 17:30L’astronomia nell’arte. Da Giotto a Van Gogh \n\n\n\n13 settembre\, ore 17:30L’astronomia e i classici. Un viaggio astronomico nella letteratura\, da Omero a Dante \n\n\n\nNel 2026 ricorrono i 65 anni dal volo di Jurij Gagarin\, il primo uomo a vedere la Terra dallo spazio. A questa soglia simbolica il festival dedica lo spettacolo che andrà in scena per tutti e tre i giorni alle ore 21:00\, sempre l’Auditorium delle Fornaci: La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello Spazio\, spettacolo teatrale dedicato alla figura di Gagarin\, alla memoria della prima missione umana nello spazio e alla dimensione profondamente umana dell’impresa cosmica. Nel cast Matteo Caranfa e Sara Colafranceschi con la regia di Yuri Napoli. \n\n\n\nDopo gli spettacoli dell’11\, 12 e 13 settembre\, il pubblico potrà partecipare a seguire a momenti di osservazione del cielo al telescopio\, accompagnati dalla guida scientifica dell’Accademia delle Stelle. \n\n\n\n\n\n\n\nIl gran finale al Teatro Ghione\n\n\n\nLa manifestazione si concluderà al Teatro Ghione con “Sotto lo stesso Cielo – La Galassia Umana”\, concerto-spettacolo in programma il 19 settembre alle ore 21:00 e il 20 settembre alle ore 18:00. \n\n\n\nLo spettacolo intreccia musica classica\, narrazione e astronomia poetica\, conducendo il pubblico in un viaggio tra i grandi miti antichi\, i classici della musica e la contemplazione simbolica del cielo. \n\n\n\nIn scena Yuri Napoli\, con la direzione musicale di Lorenzo Porzio con l’Orchestra d’Archi “Roma Virtuosi”. \n\n\n\n\n\n\n\nCalendario sintetico\n\n\n\n11 settembre – Auditorium delle FornaciOre 17:30 – Conferenza: L’architettura del Cosmo. Alla scoperta dell’archeoastronomiaOre 21:00 – La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello SpazioA seguire: osservazione al telescopio \n\n\n\n12 settembre – Auditorium delle FornaciOre 17:30 – Conferenza: L’astronomia nell’arte. Da Giotto a Van GoghOre 21:00 – La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello SpazioA seguire: osservazione al telescopio \n\n\n\n13 settembre – Auditorium delle FornaciOre 17:30 – Conferenza: L’astronomia e i classici. Un viaggio astronomico nella letteratura\, da Omero a DanteOre 21:00 – La Colazione di Jurij Gagarin – Il Primo Uomo nello SpazioA seguire: osservazione al telescopio \n\n\n\n19 settembre – Teatro GhioneOre 21:00 – Sotto lo stesso Cielo – La Galassia UmanaConcerto-spettacolo con Lorenzo Porzio e Yuri Napoli \n\n\n\n20 settembre – Teatro GhioneOre 18:00 – Sotto lo stesso Cielo – La Galassia UmanaConcerto-spettacolo con Lorenzo Porzio e Yuri Napoli \n\n\n\n\n\n\n\nInformazioni e prenotazioni\n\n\n\nTutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.Le informazioni complete e le istruzioni per prenotarsi gratuitamente sono disponibili sul sito: \n\n\n\nwww.idsculture.com \n\n\n\nLuoghi:Auditorium delle Fornaci – Via delle Fornaci 161\, RomaTeatro Ghione – Roma\, Municipio XIII
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SUMMARY:“Per Chi Crea - Parole Liberate”\, Festival Musicale a Cuneo
DESCRIPTION:“Per Chi Crea – Parole Liberate” è un festival musicale articolato in due serate\, organizzato dall’etichetta Baracca & Burattini di Paolo Bedini con il sostegno di MIC e SIAE. L’evento si terrà nella cornice di Art.27 Expo (Cuneo\, 11/13 settembre)\, la più importante manifestazione italiana interamente dedicata alla valorizzazione delle produzioni carcerarie. \n\n\n\nIl Festival “Per Chi Crea – Parole Liberate” vedrà alternarsi sul palco quattro gruppi under 35 tra i più interessanti emersi negli ultimi anni. Venerdì 11 settembre alle ore 18 apre la rassegna Dimaggio\, nome d’arte del cantautore leccese Riccardo Roma\, classe 2003: oltre cinquanta live e una scrittura che si muove tra malinconia e ironia. Alle ore 19 saranno on stage i Perla-Chaise\, trio livornese poco più che ventenne che nel giugno scorso ha pubblicato l’esordio “Vite di quieta disperazione”\, tra alternative rock\, psichedelia e cantautorato. Domenica 13 settembre – dopo l’intervento nell’area meeting del regista Armando Punzo\, fondatore della Compagnia della Fortezza nella Casa di Reclusione di Volterra – toccherà ad Alvise Nodale (ore 18)\, cantautore e polistrumentista carnico che canta prevalentemente in friulano e con “Gotes” è entrato nella cinquina della Targa Tenco 2025 per gli album in dialetto. Alle ore 19\, chiuderà l’evento L’Isola dei Cipressi Viventi\, progetto dark elettronico fondato dal cantautore veneziano Giovanni Fruzzetti\, autore dell’album d’esordio “Elettricità”. \n\n\n\nTutti gli artisti coinvolti hanno partecipato o parteciperanno al progetto musicale\, culturale e sociale “Parole Liberate”\, nato da un bando creato dall’omonima associazione ed emanato dal Ministero della Giustizia. L’iniziativa propone ogni anno a detenute e detenuti di scrivere un testo destinato a diventare canzone grazie al contributo di molti protagonisti della scena musicale italiana e non solo\, e prevede\, insieme alla pubblicazione di un disco\, la partecipazione dei musicisti a presentazioni e concerti che si svolgono dentro e fuori le carceri. \n\n\n\nI brani scelti nelle ultime due edizioni sono stati raccolti in due album realizzati da Baracca & Burattini\, “Parole Liberate Volume 1” e “Parole Liberate Volume 2”: presentati presso la sala stampa della Camera dei Deputati\, hanno vinto il Premio Lunezia 2022 e il Cremona Award 2024\,  e si sono classificati al secondo e terzo posto alle Targhe Tenco nella sezione album a progetto.  \n\n\n\n“Parole Liberate Volume 3” sarà pubblicato a fine anno e include il testo vincitore scelto dalla giuria dell’ultima edizione del Premio: “Vieni a cercarmi” di Elena Scaini. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2025\, Elena ha posto fine alla sua esistenza suicidandosi all’interno del carcere di Mantova. \n\n\n\nGli Artisti \n\n\n\nI Perla-Chaise si formano a Livorno nel 2025 con Jacopo Fusario (cantante\, chitarrista e autore) Davide Fabrini (basso) e Andrea Bellini (batterista). Nonostante la giovane età (poco più che ventenni) il cantante ed il batterista hanno già fatto parte di un gruppo (i Synesthesia\, che però cantavano in inglese) con un album e numerosi concerti all’attivo.  Il primo album “Vite di quieta disperazione” è stato pubblicato a giugno 2026 per “Baracca e Burattini” e spazia tra le sonorità dell’alternative rock\, la psichedelia e il cantautorato. Il nome Perla-Chaise si rifà al famoso cimitero Père Lachaise di Parigi (il più visitato al mondo) che ospita le spoglie di Jim Morrison\, Amedeo Modigliani\, Edith Piaf\, Oscar Wilde e Chopin\, Maria Callas\, Marcel Proust\, Honoré de Balzac\, Molière e molti altre celebrità. \n\n\n\nDimaggio\, è un cantautore leccese classe 2003\, trasferitosi a Milano per proseguire gli studi di canto al Conservatorio di Bergamo. La sua musica si muove tra malinconia e ironia\, con un linguaggio diretto e viscerale che riflette la complessità delle emozioni umane. Il nome Dimaggio nasce dal bisogno di rinascita: “A maggio si sta bene”. L’8 novembre 2024 pubblica “A me non serve niente”. Dopo la pubblicazione di alcuni singoli e più di 50 live in tutta l’Italia il suo Ep di debutto\, è stato accolto con calore da pubblico e critica. Il videoclip del singolo “Le nonne e le chiese” che ha anticipato l’EP\, è stato selezionato da MTV Music per la playlist TOP 10 & Rotazioni Speciali. \n\n\n\nAlvise Nodale\, cantautore\, compositore e poli-strumentista carnico classe 1995 si esibisce prevalentemente in friulano. Il suo album ‘Gotes’ è stato scelto\, da una giuria di 300 giornalisti\, per le 5 nomination (album in dialetto) della Targa Tenco 2025. Ha pubblicato diversi album oltre a partecipare in altre produzioni. Vincitore dell’Acoustic Guitar Meeting\, del Premio Andrea Parodi e secondo classificato al Premio Lunezia. \n\n\n\nL’Isola dei Cipressi Viventi è un progetto dark elettronico fondato dal cantautore veneziano Giovanni Fruzzetti nel 2020. Dal 2020 collabora con il produttore Alessandro Sportelli\, già attivo nel settore con numerosi progetti di musica alternativa. Tra questi Prozac+\, Sick Tamburo\, Fluxus\, Nada\, Negazione\, Dome la Muerte. Il progetto quindi sposta il suo fulcro a Pisa nello studio di Alessandro. Successivamente entrano nel progetto il batterista Daniele Buffoni e la tastierista e cantante Noemi Belliti. Giovanni Fruzzetti e Daniele Buffoni sono anche due dei tre elementi che accompagnano Angela Baraldi in tour. Dopo l’uscita dei due singoli Petrolio e Auto Tune\, accompagnati dai rispettivi video ufficiali\, nel 2021 e nel 2022\, l’isola dei cipressi viventi pubblica per l’etichetta Furious Party il suo album di debutto “Elettricità”\, frutto di una lunga ricerca artistica. Il nome “L’isola dei cipressi viventi” è ispirato dal dipinto “L’isola dei morti” di Böcklin. \n\n\n\nIl progetto ‘Per Chi Crea’ PAROLE LIBERATE è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE\, nell’ambito del programma ‘Per Chi Crea’. \n\n\n\nwww.baraccaeburattini.eu
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SUMMARY:PERFORMATIVE invade Palazzo Ardinghelli  tra arte\, musica contemporanea\, danza\, poesia\, teatro\, elettronica
DESCRIPTION:Per tre giorni il MAXXI L’Aquila si trasforma in un laboratorio aperto dedicato alla performance contemporanea: dall’11 al 13 settembre torna per la sesta edizione il festival Performative\, che porta negli spazi di Palazzo Ardinghelli artisti italiani e internazionali\, performance dal vivo\, concerti\, installazioni\, incontri e progetti partecipativi completamente gratuiti. \n\n\n\nCurato da Fanny Borel e Oscar Pizzo e realizzato grazie al sostegno di ALES S.p.A. con il patrocinio del Comune dell’Aquila\, il festival si rinnova con il tema COMBINATORIE pensato per celebrare la commistione tra i diversi linguaggi artistici\, invitando il pubblico a costruire il proprio personale percorso tra gli eventi e gli spazi del Museo. \n\n\n\nPer la prima volta\, infatti\, Palazzo Ardinghelli diventa il cuore unico e pulsante della manifestazione: un palcoscenico diffuso in cui si susseguono oltre 50 appuntamenti\, tra musica contemporanea\, danza\, poesia\, teatro\, videoarte e sperimentazione scenica. Performative 06 si offre al pubblico con un programma culturale ampio e variegato\, pensato per una fruizione libera e personale dell’esperienza scenica; il pubblico è infatti invitato a costruire il proprio percorso tra le sale del Museo\, scegliendo tra i diversi appuntamenti da seguire e modulando i tempi della visita\, senza itinerari prestabiliti né necessità di prenotazione\, grazie ad un continuo flusso di performance -f alcune anche in contemporanea – che dalla mattina alla sera abitano il museo.  \n\n\n\nIn programma alcuni importanti omaggi: da Philip Glass\, gigante del minimalismo musicale\, che nel 2027 compirà 90 anni\, al compositore\, pianista e artista visivo Daniele Lombardi a 80 anni dalla sua nascita\, a Ziad Antar\, videoartista e fotografo libanese. \n\n\n\nAccanto alle opere di vere icone dell’arte e della musica – John Cage\, Jimmie Durham – e di affermati artisti quali Lucinda Childs\, Shirin Neshat\, Steve Reich\, Hiroshi Sugimoto\, Achille Perilli\, Giorgio Battistelli\, Toti Scialoja\, Jacob TV\, Michele Pogliani\, trovano spazio proposte di artisti di nuova generazione come Anagoor\, Pierre Jodlowski\, Andrea Riccio\, Camilla Barbarito\, Matteo Di Genova\, Bedirhan Dehmen\, Rä di Martino\, Sirine Fattouh\, Vittorio Montalti\, Diana Anselmo\, dj Trixie tra gli altri. \n\n\n\nPerformative 06 propone anche momenti di approfondimento sui temi del contemporaneo con protagonisti della scena culturale e artistica italiana e internazionale come Valerio Aprea\, Ziad Antar\, Giorgio Battistelli\, Andrea Cortellessa\, Roberta Vacca\, Vittorio Montalti e Flavia Massimo\, Marco Brandizzi\, Diana Anselmo\, Simone Gozzano. Ampio lo spazio riservato a opere video\, molte delle quali provenienti dalla collezione MAXXI. Arricchiscono poi il festival alcuni interventi espositivi che propongono al visitatore le partiture visivo-musicali di Daniele Lombardi e le fotografie di archivio del Living Theatre.  \n\n\n\nUna perla rara la “Sala dei Metronomi” nella quale sarà possibile godere dell’ascolto del Poema sinfonico per 100 metronomi di György Ligeti nell’allestimento originale previsto dall’autore. \n\n\n\nPerformative 06 conferma\, la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila\, rafforza quella con il Conservatorio Statale di Musica “A. Casella” e inaugura quella con il Teatro Stabile d’Abruzzo e l’Università degli Studi dell’Aquila partner di un progetto di workshop di Slam Poetry a cura di Matteo Di Genova ed Eleonora Fisco\, e del workshop di Ariele Vincenti che trae ispirazione dalle poesie di Toti Scialoja.  \n\n\n\nPERFORMATIVE 06 \n\n\n\nIl Programma \n\n\n\nVenerdì 11 settembre alle 20 il festival apre con un’anteprima nella corte del Museo affidata al compositore Giorgio Battistelli e al suo Il combattimento tra Orazi e Curiazi. A seguire\, il duo Metonimia\, formato da Carlo Giampaolini e Matteo Leoncini\, presenta sempre nella corte il live set immersivo Contiguo continuo. \n\n\n\nSabato 12 settembre la giornata inizia con una nuova esecuzione de Il combattimento tra Orazi e Curiazi.  \n\n\n\nDalle 15 ciascuno potrà esplorare le sale di Palazzo Ardinghelli creando un proprio percorso – senza un programma prestabilito o un itinerario obbligatorio – attraverso le tantissime performance che si susseguono e si alternano nelle sale del Museo per l’intera durata del festival\, scegliendo in totale autonomia come viverle\, anche entrando e uscendo più volte nelle due giornate\, riscoprendo gli spazi del museo interamente dedicato al festival. \n\n\n\nSul mezzanino\, il video della Collezione MAXXI Arte di Vladimir Nikolić mette in relazione il corpo dell’artista con le immagini digitali della nostra quotidianità. \n\n\n\nI celebri 12 Études di Philip Glass prendono vita invece\, tra musica\, danza e videoarte\, attraverso una selezione di lavori di Lucinda Childs\, Anagoor\, Shintaro Hirahara\, Philip Miller\, Llewellyn Mnguni\, Shirin Neshat\, Michele Pogliani\, Hiroshi Sugimoto prodotto da MP3 Dance Project e Change Performing Arts. \n\n\n\nLa ricerca musicale contemporanea è al centro anche di Time & Money di Pierre Jodlowski e Silence Must Bedi Thierry De Mey\, entrambi eseguiti da Giulia Lo Giudice; in Temazcal di Javier Álvarez\, interpretato da Vittoria Di Grazia\, il suono delle maracas si intreccia con i materiali elettronici in un paesaggio ritmico attraversato da culture\, tempi e luoghi differenti. Andrea Riccio\, tra i nomi più originali del giovane pianismo italiano\, interpreta le leggendarie Sonatas & Interludes di John Cage.  \n\n\n\nA ottant’anni dalla nascita\, il festival rende inoltre omaggio a Daniele Lombardi\, protagonista della riscoperta delle avanguardie musicali del Novecento: è di nuovo Andrea Riccio ad eseguire in prima assoluta due sue composizioni\, mentre alcune tra le più significative partiture visivo-musicali del ciclo Costellazioni sono presentate negli spazi del Museo. Il programma comprende anche Drumming di Steve Reich\, eseguito dagli studenti del Conservatorio Statale di Musica “A. Casella” dell’Aquila\, e Toccata di Francesco Filidei\, affidata ad Andrea Riccio. Completa questo nucleo Popular Context di Matthew Shlomowitz che combina suoni quotidiani\, registrazioni e musica in un’esperienza ironica e sorprendente. \n\n\n\nLa seconda delle grandi sale barocche del piano nobile ospita in loop il potente video A Proposal for a New International Genuflexion in Promotion of World Peace\, in cui l’artista Jimmie Durham performa una sorta di rito gestuale\, una azione universale di pace e perdono. \n\n\n\nNella Sala della Voliera\, live nella giornata di sabato\, l’ensemble del Conservatorio “A. Casella” presenta Three Tales di Steve Reich e Beryl Korot\, opera multimediale articolata intorno a tre momenti cruciali della storia del progresso scientifico – Hindenburg\, Bikini e Dolly – e interpreta Attica di Frederic Rzewski\, potente denuncia della violenza istituzionale e omaggio alle voci degli oppressi. \n\n\n\nIl percorso include inoltre due video della Collezione MAXXI: August di Rä di Martino ed Entre les ruines di Sirine Fattouh e una selezione di fotografie tratte dall’archivio del Living Theatre\, conservato nella collezione del MAXXI.  \n\n\n\nNella Sala Video sono presentati PIC di Luigi Ceccarelli\, Fortunato Depero e Achille Perilli\, e The News di Jacob TV\, opera multimediale che combina musica dal vivo e frammenti video attraverso la tecnica degli speech grooves\, trasformando le voci della comunicazione televisiva in composizione musicale. \n\n\n\nUn centinaio di metronomi abita un’intera sala in cui dialogano l’affascinante Poema sinfonico per 100 metronomi di György Ligeti e il video Metronome di Ziad Antar artista libanese a cui è dedicato anche un focus che raccoglie suoi lavori video su performance musicali e ritmiche: La Marcia Turca\, The Little Boat (Il Était un…)\,Tambourro\, e WA.  \n\n\n\nNella Sala Polifunzionale del Museo prende vita il progetto di Camilla Barbarito con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila La foresta di voci a cura di Gianni Moretti e Silvano Manganaro: un laboratorio performativo dedicato alla voce come strumento di relazione e presenza corporea\, in cui improvvisazione\, ritmo e armonia collettiva trasformano lo spazio e coinvolgono il pubblico. \n\n\n\nLa collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila e il Teatro Stabile d’Abruzzo trova espressione nei progetti Nel nonsense la parola è alla prova del nulla di Matteo Di Genova ed Eleonora Fisco\, laboratorio di poetry slam e spoken word poetry ispirato alle filastrocche surreali di Toti Scialoja\, e Carpa che ama l’arpa del regista Ariele Vincenti\, che dalle poesie di Scialoja fa emergere uno zoo di gesti e vocalità strambe e perplesse. \n\n\n\nDa Piazza Santa Maria Paganica parte nel pomeriggio di sabato la performance collettiva itinerante La conferenza degli uccelli di Bedirhan Dehmen e Silvia Di Gregorio. Ideato da Silvia Di Gregorio il progetto porta in scena l’omonimo poema persiano di Farid al-Din ‘Attar attraverso la restituzione di laboratori partecipati di danza\, teatro e creazione di maschere. La serata di sabato prosegue in piazza con il set di dj Trixie\, che intreccia house\, elettronica e sonorità contemporanee tra ritmo e sperimentazione. \n\n\n\nDomenica 13 settembre Oscar Pizzo omaggia il compositore d’avanguardia Cornelius Cardew con una intensa esecuzione di For Cornelius di Alvin Curran. Nella stessa giornata in programma anche due con-formance\, momenti a metà tra conferenza e performance: Autoritratto in tre atti di Diana Anselmo che esplora il tema dello sguardo attraverso l’esperienza del proprio corpo (con servizio di interpretariato LIS) e Il (vero) problema di questo paese di Valerio Aprea\, monologo paradossale sui mali d’Italia che sfocia in una riflessione comica sulla realtà del Paese.  \n\n\n\nCompletano il programma gli incontri tra pubblico\, artisti\, curatori e ospiti\, che in questa edizione coinvolgono Ziad Antar\, Giorgio Battistelli\, Andrea Cortellessa\, Roberta Vacca\, Vittorio Montalti e Flavia Massimo\, Marco Brandizzi\, Diana Anselmo\, Simone Gozzano.
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SUMMARY:Al Teatro Basilica "RENT  - Il Musical 30° anniversario"
DESCRIPTION:In occasione del trentesimo anniversario del musical premio Pulitzer RENT di Jonathan Larson\, Romeway Company riporta in scena il suo adattamento italiano inedito\, con cui la compagnia ha debuttato due anni fa con 4 date sold out e pluripremiato ai BroadwayWorld Awards Italia tra cui miglior musical e miglior regia\, dall’11 al 13 settembre al TeatroBasilica di Roma. \n\n\n\nUna New York dell’inizio degli anni ‘90 ci mostra senza pudore l’intolleranza verso chi ha contratto l’AIDS\, la tossicodipendenza ed i senzatetto\, ma anche la fratellanza\, l’amore e la speranza che possono germogliare tra il cemento di questa città. Un’opera rock intensa e imperdibile\, intrisa di temi universali e personaggi indimenticabili\, nonché canzoni che hanno fatto la storia del musical nel mondo. \n\n\n\nMentre viene annunciato il ritorno di Rent sui grandi palchi di Broadway e del West End in occasione di questa ricorrenza storica\, anche Roma avrà modo di assistere allo show dall’11 al 13 settembre nella splendida cornice del TeatroBasilica\, storica location nel cuore di Piazza San Giovanni. Un riadattamento italiano completo e fedele\, che ha già guadagnato l’entusiasmo degli appassionati al suo debutto\, torna senza variazioni ma con l’aggiunta di nuovi membri dell’ensemble e un coro professionale\, per una messa in scena ancora più ricca\, immersiva e suggestiva. \n\n\n\nNel main cast tornano i componenti storici della compagnia\, ormai acclamati anche negli altri loro spettacoli all’attivo. Mirko Basile come Mark\, affiancato da Giovanni Alaimo come Roger; Mimi è Maria Vittoria Piconi\, mentre Joanne e Maureen sono interpretate rispettivamente da Irene Egidi e Tiziana De Amicis. Eric Paterniani ricopre il ruolo dell’antagonista Benny. Andrea Stocchino è Collins mentre Jacopo Bargnesi Hassan ritorna dal Regno Unito per una apparizione straordinaria nel ruolo di Angel. Nell’ensemble Matteo Di Pinto\, Harris Donninelli\, Beatrice Melessim Esmel\, Sara Ferretti\, Federico Giannetti\, Veronica Nolte\, Riccardo Valente e Beatrice Zorzan. \n\n\n\nLo spettacolo vede anche la partecipazione straordinaria di alcuni membri del coro Vocal Oddity\, che canteranno in scena insieme al resto del cast per tutte le serate. \n\n\n\nNel comparto tecnico torna Eric Paterniani alla regia\, Veronica Nolte come aiuto regia e scenografa\, Mirko Basile alla direzione musicale\, Irene Egidi alla direzione corale e coreografica e Giuseppina di Giannantonio ai costumi.
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SUMMARY:Cinema all’aperto sotto una polvere di stelle al Torrino
DESCRIPTION:Dall’11 al 14 settembre l’area esterna dell’ex Stardust Village torna a essere un luogo di incontro e cultura. Ospiti Christian Marazziti\, Michela Andreozzi\, Pilar Fogliati e Giuseppe Gandini. \n\n\n\nQuattro serate di cinema italiano\, incontri con registi e interpreti e un’arena all’aperto pronta ad accogliere gratuitamente il pubblico del Municipio Roma IX e non solo. \n\n\n\nDall’11 al 14 settembre 2026 torna Cinema all’aperto sotto una polvere di stelle\, la rassegna cinematografica che riaccende simbolicamente le luci dell’ex Stardust Village e restituisce temporaneamente alla cittadinanza uno dei luoghi più riconoscibili e significativi del quartiere. \n\n\n\nNell’area esterna dell’ex cinema\, in via del Pianeta Terra 4\, sarà allestita un’arena con 150 posti a sedere e un grande schermo professionale. Ogni sera\, alle ore 21.00\, sarà proiettata una commedia italiana accompagnata dalla presenza dei rispettivi autori e autrici\, che incontreranno il pubblico e dialogheranno sui film e sui temi affrontati. \n\n\n\nGli incontri saranno condotti e moderati dal critico cinematografico Francesco di Brigida. \n\n\n\n«Investire sullo sviluppo della cultura cinematografica\, come già iniziato con le attività svolte e che continuano a svolgersi al Casale della Massima\, è una delle prerogative di questo Municipio»\, dichiara la presidente del Municipio Roma IX Titti Di Salvo. “Gli eventi cinematografici nelle aree all’aperto dello Stardust\, nelle more del riaffidamento con un bando europeo\, permettono di riqualificare e utilizzare per la collettività un bene comune da sempre apprezzato dalla popolazione del territorio. In questo senso voglio ringraziare la presidente della Commissione Cultura Capitolina\, Erica Battaglia\, per averci aiutato a creare\, attraverso la realizzazione di questa arena\, una nuova opportunità culturale e sociale per il territorio”. \n\n\n\nIL PROGRAMMA \n\n\n\nVenerdì 11 settembre \n\n\n\nPrendiamoci una pausaOspite: Christian Marazziti\, regista e interprete del film \n\n\n\nSabato 12 settembre \n\n\n\nUnicorniOspite: Michela Andreozzi\, regista e interprete del film \n\n\n\nDomenica 13 settembre \n\n\n\nRomanticheOspite: Pilar Fogliati\, regista e interprete del film \n\n\n\nLunedì 14 settembre \n\n\n\nTre storie in bottigliaOspite: Giuseppe Gandini\, regista del film\, insieme ad altri interpreti del cast \n\n\n\nLa commedia\, nelle sue forme più contemporanee\, d’autore e satiriche\, è il filo conduttore di questa edizione. Una scelta che nasce dalla volontà di offrire al pubblico uno spazio di leggerezza intelligente\, condivisione e riflessione: il sorriso come occasione per ritrovarsi\, osservare le contraddizioni del presente e riscoprire il valore collettivo dell’esperienza cinematografica. \n\n\n\nCinema all’aperto sotto una polvere di stelle non è soltanto una rassegna\, ma un gesto di riappropriazione culturale e simbolica. Dopo la chiusura dello Stardust Village\, avvenuta nell’ottobre 2024\, l’iniziativa intende mantenere vivo il legame tra questo luogo e la comunità\, in attesa della sua futura trasformazione in un polo culturale multifunzionale. \n\n\n\nLo Stardust ha rappresentato per anni un importante punto di riferimento per il Torrino e per l’intero Municipio Roma IX. Tornare ad abitarne gli spazi attraverso il cinema significa riattivarne la memoria e riaffermare il ruolo della cultura come strumento di aggregazione\, cittadinanza attiva e dialogo tra le generazioni. \n\n\n\nL’iniziativa\, realizzata dall’Associazione Culturale Marte 2010\, è promossa e sostenuta dal Municipio Roma IX. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nCinema all’aperto sotto una polvere di stelle \n\n\n\nDall’11 al 14 settembre 2026 – Inizio incontri e proiezioni: ore 21.00Area esterna dell’ex Stardust Village – Via del Pianeta Terra 4 – Municipio Roma IXIngresso gratuito – 150 posti disponibili \n\n\n\nProgramma\, approfondimenti e prenotazioni:www.marte2010.net/stardust-2026 \n\n\n\nCONTATTI \n\n\n\nAssociazione Culturale Marte 2010E-mail: produzione@marte2010.netTel. 334 202 2448 \n\n\n\nhttps:www.marte2010.net
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SUMMARY:Alessio Boni in scena con “Katabasis” al Teatro della Nike a Giardini Naxos
DESCRIPTION:Sarà Alessio Boni il protagonista dei due appuntamenti centrali della sesta edizione di “Interpretare l’Antico”\, la rassegna organizzata dalla Rete Latitudini al Teatro della Nike\, grazie al sostegno del Parco archeologico di Naxos Taormina\, con la direzione artistica di Gigi Spedale: la suggestiva alba teatrale in programma sabato 12 settembre alle 6 del mattino\, seguita alle 20:30 dalla presentazione del film Don Chisciotte.  \n\n\n\nIn scena “Katabasis”\, dal VI libro dell’Eneide di Publio Virgilio Marone\, con le musiche dal vivo di Franca Bongiovanni\, drammaturgia e messa in scena dello stesso Alessio Boni. La produzione è di Statale 114\, con distribuzione Rete Latitudini. \n\n\n\nIl cuore dello spettacolo è la discesa agli Inferi di Enea\, uno dei momenti centrali del poema virgiliano. Il viaggio attraversa la grotta della Sibilla\, lo Stige e Caronte\, l’incontro con Didone e quello con Anchise\, fino alle Porte del Sonno. Una katabasis\, una discesa nel mondo dei morti\, che conduce Enea attraverso le tenebre e il confronto con la memoria\, la morte e il fato. \n\n\n\nA rendere ancora più particolare l’appuntamento sarà la scelta dell’alba\, con il Teatro della Nike del parco archeologico di Naxos affacciato sul mare a fare da scenario alla parola di Virgilio e alla musica dal vivo. “Katabasis” prosegue così il percorso di “Interpretare l’Antico”\, che nella sua sesta edizione mette in relazione i miti e i testi della tradizione classica con i linguaggi e la sensibilità della creazione contemporanea. \n\n\n\nLa giornata del 12 settembre proseguirà poi con gli altri eventi realizzati al Parco archeologico di Naxos Taormina\, in collaborazione con NaxosLegge. Alle 17.45 è in programma “Archetipi\, dall’Epos al Romanzo. Iliade. Poema della forza\, poema della debolezza?”\, conversazione con Isabella Bignozzi\, Corrado d’Elia e Francesco Morosi\, moderata da Daniela Sessa. Alle 19.00 “Con e Contro Don Chisciotte”\, con Giuseppe Conte in dialogo con Fulvia Toscano. Alle 19.15\, Marco Giorgetti\, direttore del Teatro Stabile di Catania\, e Charles Chemin\, direttore artistico del Watermill Center di New York\, presenteranno DON Q\, il progetto internazionale tra gli ultimi concepiti da Bob Wilson insieme a Mikhail Baryshnikov. Alle 20.30 sarà poi proiettato il film “Don Chisciotte” di Fabio Segatori\, con Alessio Boni\, produzione Baby Films\, alla presenza del regista e dello stesso Boni\, con la moderazione di Gigi Spedale. \n\n\n\nI due appuntamenti\, che vedono protagonista Alessio Boni\, sono sostenuti da Delta Hotels by Marriott Giardini Naxos. \n\n\n\n“Interpretare l’Antico” è realizzata con il sostegno del Parco archeologico di Naxos\, della Regione Siciliana\, attraverso gli Assessorati dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e del Turismo\, dello Sport e dello Spettacolo\, e dell’ERSU di Messina. Collaborano NaxosLegge e il DAMS dell’Università di Messina. La rassegna è patrocinata del Comune di Giardini Naxos. \n\n\n\nIl programma teatrale si concluderà domenica 13 settembre alle 21.00 con lo spettacolo “Nel ventre”\, dall’omonimo romanzo di Sergio Claudio Perroni\, con Stefano Panzeri\, regia di Andrea Paolucci e Stefano Panzeri\, produzione Teatro dell’Argine\, organizzato in collaborazione con il festival NaxosLegge. \n\n\n\nPer “Katabasis” è previsto un biglietto unico di 15 euro. La proiezione del film “Don Chisciotte” è a ingresso gratuito. Per “Nel ventre” ingresso unico di 5 euro. \n\n\n\n Prevendite su www.liveticket.it/latitudinirete.  \n\n\n\nIl botteghino apre 30 minuti prima dell’inizio degli spettacoli.
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SUMMARY:Centrale Preneste Art Factory
DESCRIPTION:A Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano\, 58) nel Municipio V di Roma Capitale\, dal 12 settembre al 4 dicembre 2026\, c’è Centrale Preneste Art Factory\, un’officina culturale per infanzia\, giovani e comunità. Un nuovo progetto culturale per bambini\, giovani e famiglie: 21 compagnie nazionali\, tre rassegne e un teatro sempre più aperto alla comunità e al territorio. Con Centrale Preneste Art Factory il teatro diventa un laboratorio permanente di cultura\, partecipazione e inclusione sociale dove al centro ci sono le giovani generazioni e le famiglie.  La manifestazione si articola in tre differenti rassegne che coinvolgono pubblici diversi e favoriscono l’incontro tra generazioni artistiche: “Next Stage – La scena che cambia\, le voci che emergono” ospita cinque compagnie under 35\, offrendo spazio ai nuovi linguaggi della scena contemporanea e sostenendo il talento emergente. “Voci d’Autore – Storie e visioni della scena contemporanea”\, con protagoniste otto compagnie nazionali composte da artisti affermati\, per offrire al pubblico una proposta culturale di alto livello e promuovere il dialogo tra esperienze artistiche differenti. E\, infine\, la programmazione dedicata ai più piccoli prende vita con “Infanzie in Gioco – Il teatro come scoperta\, gioco e immaginazione condivisa”\, la rassegna domenicale che coinvolgerà otto compagnie nazionali\, offrendo occasioni di incontro e condivisione tra bambini\, famiglie e territorio. \n\n\n\nIn totale saranno 21 le compagnie ospiti\, protagoniste di una stagione che unisce qualità artistica\, ricerca contemporanea e attenzione alla dimensione sociale della cultura. \n\n\n\nGli ospiti di “Voci d’Autore” sono Marco Baliani\, Claudio Morici\, Giorgia Trasselli\, Andrea Cosentino\, Officina Dinamo–Fucina Creativa\, Giovanna Mori e Jacob Olesen\, Frosini/Timpano e il Teatro dei Limoni. Per “Next Stage” sono attesi Compagnia Vaccaro\, MAT – Movimenti artistici trasversali\, Bam Teatro\, Pallaksch e Niccolò Fettarappa. E\, infine\, per la sezione “Infanzie in gioco” oltre alla compagnia residente a Ruotalibera Teatro ci sono la Feet Theatre Company\, l’Associazione Pilar Ternera\, Teatri di Carta\, Hangar Teatro e Teatro Florian. \n\n\n\nGli eventi sono tutti a ingresso gratuito come precisa Tiziana Lucattini\, direttrice artistica della manifestazione: “La gratuità delle attività rappresenta una scelta concreta per rendere il teatro davvero accessibile a tutte e tutti. Con Centrale Preneste Art Factory vogliamo evidenziare il ruolo del teatro come spazio pubblico aperto capace di costruire comunità attraverso l’arte\, la partecipazione e la condivisione”. \n\n\n\nPrenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ oppure via mail scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nCentrale Preneste Art Factory prende il via sabato 12 settembre alle 21.00 con la sezione “Voci d’Autore – Storie e visioni della scena contemporanea” che ospita “Quando gli dei erano tanti”\, dedicato alle scritture di Roberto Calasso di e con Marco Baliani\, regia di Maria Maglietta\, una produzione Casa degli Alfieri. Come Ismaele nell’incipit del Moby Dick di Melville\, quando l’orizzonte si incupisce e la percezione del mondo si offusca\, è tempo di salpare\, di uscire dalla gabbia dei giorni per aprirsi verso l’ignoto. E se il mare oceano non è lì a portata di corpo\, le pagine di Roberto Calasso fanno viaggiare lo stesso\, salpando in altri lidi. Grotte\, boschi\, mari\, scogli\, la natura tutta parla con le voci potenti degli Dei che l’hanno abitata\, e che sono ancora lì\, nascosti alla nostra vista assetata solo di merci e votata al consumo della natura stessa. Sono ancora lì anche quando ai boschi si sostituisce l’intrico di una metropoli\, o di strade brulicanti di esistenze in corsa. Anche lì\, a saperle ascoltare\, ci sono voci antiche che ci parlano. Sono ancora lì a ricordarci del tempo in cui il frondire delle foglie aveva una voce\, un ascolto e una necessità. \n\n\n\nTutti gli eventi sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nIl progetto\, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Il Tevere in Musica. Omaggio a Ennio Morricone”
DESCRIPTION:Le colonne sonore che da Roma hanno attraversato il cinema e conquistato il mondo tornano a risuonare lungo il fiume che lambisce Trastevere\, il quartiere in cui Ennio Morricone nacque e crebbe. Sabato 12 settembre 2026\, a partire dalle ore 18:30\, il Tevere diventerà un grande palcoscenico a cielo aperto per “Il Tevere in Musica. Omaggio a Ennio Morricone”\, il concerto-spettacolo gratuito\, ospitato su un battello che danzerà nel tratto fluviale del Tevere all’altezza di Ponte Sant’Angelo Lungotevere Tor di Nona\, ricondurrà simbolicamente la musica del Maestro nei luoghi da cui tutto ebbe inizio.  \n\n\n\nSul battello la Piccola Sinfonica Romana\, ensemble di 20 elementi formato da storici professori d’orchestra che hanno accompagnato Morricone nel corso delle sue tournée internazionali\, eseguirà dal vivo alcune delle colonne sonore più celebri della storia del cinema: da C’era una volta il West a Mission\, da Nuovo Cinema Paradiso a Per un pugno di dollari\, fino a La ballata di Sacco e Vanzetti e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.  \n\n\n\nUn repertorio entrato nella memoria collettiva e capace di superare confini\, lingue e generazioni\, affidato proprio ad alcuni dei musicisti che con il Maestro hanno condiviso palcoscenici e tournée in tutto il mondo. A dirigerli sarà Emanuele Bossi\, con Eunice Cangianiello nel ruolo di primo violino.  \n\n\n\nIl legame di Ennio Morricone con Roma è stato profondo e indissolubile. La Capitale non è stata soltanto la città in cui è nato e ha scelto di vivere\, ma il luogo della sua formazione\, il laboratorio della sua ricerca musicale\, la musa che ne ha accompagnato l’immaginario e\, infine\, la custode della sua memoria. Anche quando Hollywood gli aprì le porte e le sue composizioni raggiunsero ogni parte del mondo\, Morricone rimase legato alla sua città\, facendone il centro umano e creativo di un percorso artistico irripetibile.  \n\n\n\nÈ proprio questo rapporto a costituire il cuore dello spettacolo: la musica torna nel paesaggio che ha contribuito a generarla\, con il Tevere come palcoscenico\, Castel Sant’Angelo come scenografia e Roma interprete di un racconto che unisce le origini trasteverine del Maestro alla dimensione universale della sua opera.  \n\n\n\nAd accompagnare il percorso musicale\, della durata di circa 90 minuti\, sarà la voce narrante di Giuseppe Liuzzo\, che intreccerà alle esecuzioni aneddoti\, chiavi di lettura e raccordi drammaturgici\, restituendo al pubblico non soltanto il compositore celebrato in tutto il mondo\, ma anche l’uomo e il suo rapporto con Roma.  \n\n\n\nIl pubblico potrà assistere liberamente e gratuitamente allo spettacolo dalle due sponde del fiume\, seguendo il concerto eseguito a bordo del battello-palcoscenico.   \n\n\n\n“Il Tevere in Musica. Omaggio a Ennio Morricone” è un progetto ideato e prodotto da Argot Produzioni\, realizzato in collaborazione con The Voyager S.r.l.\, con il management artistico di Effegi Live. Il progetto\, promosso da Roma Capitale\, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina\, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  \n\n\n\nINFORMAZIONI AL PUBBLICO  Durata: circa 90 minuti  Luogo: Lungotevere Tor di Nona – fiume Tevere\, banchine di Castel Sant’Angelo e Ponte Sant’Angelo\, Roma  Ingresso: gratuito e ad accesso libero dalle sponde del fiume Orchestra: Piccola Sinfonica Romana\, ensemble di 20 elementi  Direttore d’orchestra: Emanuele Bossi  Voce narrante: Giuseppe Liuzzo Primo Violino: Eunice Cangianiello  Violini 1: Giulia Pavan\, Aleandro Diaferia\, Alain Manieri  Violini 2: Plamena Krumova\, Adele Napoli\, Alberto Caponi   Viole: Stefano Azzolina\, Gisella Horvat Violoncelli: Benedetta Chiari\, Rossella Zampiron  Contrabasso: Diego di Paolo  Oboe: Paolo Verrecchia   Flauto: Giuseppe Di Liddo   Tromba: Remo D’Ippolito   Corno: Rino Pecorelli   Batteria: Alessandro Marzi  Pianoforte: Gianni Ferretti Fotografia: Ilaria YralihManagement artistico: Effegi LivePartner: The Voyager S.r.l. \n\n\n\niltevereinmusica@gmail.com   \n\n\n\n  Tel. 375 53 52 595
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SUMMARY:“Aliasing” doppia personale per Suren Dorfmnn ed Emanuele Zaccaria
DESCRIPTION:La pittura\, con tutta la sua potenza immaginifica\, e il suo rapporto problematico con la realtà\, in un’epoca sempre più bombardata di immagini\, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni\, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari\, che si cimentano nella loro prima prova espositiva in una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma\, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra siinaugura mercoledì 8 luglio alle ore 18 e\, dopo l’inaugurazione\, si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026\, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com. \n\n\n\nA ciascuno dei due giovani artisti\, legati da un rapporto di amicizia\, viene dedicata una stanza di Casa Vuota e Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo\, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico è chiamato a confrontarsi con il lavoro di ciascun artista\, mentre nel passaggio da una stanza all’altra\, a completamento del percorso espositivo\, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani\, con il titolo “Smussatura” (2026)\, che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce. \n\n\n\nIl filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo\, che scrivono: «Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato\, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Nel parossismo esasperato di una trasmissione di dati e di una elaborazione di visioni tendenti programmaticamente a una sempre maggiore qualità e quantità delle informazioni veicolate e processate\, questa esperienza estetica peculiare si fa carico della possibilità di un disturbo\, tanto nel campionamento della frequenza quanto nella sua decodifica. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali\, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto\, sembrano dire Dorfmann e Zaccari\, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità\, dall’altra esaltarne il potere generativo\, distorcente\, visionario\, portentoso e disturbante». \n\n\n\nUn deciso bianco e nero e un segno rapido\, vivace e costruito su livelli successivi sono gli elementi caratterizzanti il lavoro di Suren Dorfmann\, che si esercita sia in opere di piccolo formato\, sia in interventi ambientali di grandi dimensioni. Sono due le opere costruite su misura per lo spazio di Casa Vuota. Il primo\, intitolato “Muffa” (2026) è un lavoro minimale\, interstiziale e usa l’intera parete come supporto su cui lavorare in modo mimetico e sfidante\, andando a colmare i buchi e gli strappi già presenti nella carta da parati con degli interventi disegnati che sembrano fuoriuscire da chissà quale regione remota\, rivelando una realtà altra e facendo del difetto un’opportunità. “Troppo poco vuoto” (2026) è invece un grande dipinto leggero e stratificato\, che – addizionando strati su strati di tessuti lavorati con inchiostro di china – immagina un bosco dischiuso inaspettatamente nel cuore della casa. Si aggiungono due piccole opere su legno\, anch’esse di ispirazione botanica e paesaggistica: due dittici sospesi tra pittura e disegno\, lavorati in un prezioso e minuzioso dosaggio di ombre e luci\, con una tecnica mista che mescola sapientemente il transfer fotografico\, il carboncino\, la tempera e il pennarello acrilico. \n\n\n\n«Il fulcro della mia ricerca – racconta Dorfmann – riguarda le stratificazioni di piani differenti della realtà che\, intersecandosi o sovrapponendosi\, ne modificano la percezione. Alcuni tra gli elementi indagati sono l’interno e l’esterno\, il presente e la memoria\, l’immagine fotografica e il disegno\, il verticale e l’orizzontale. L’attenzione al dettaglio e alla ripetizione permette di cogliere differenze impercettibili. I soggetti selezionati sono tratti da fotografie\, disegni o incisioni che hanno un legame diretto con la mia esperienza personale\, ma essendo immagini essenziali si possono riferire a qualsiasi fruitore. Sono lavori di meditazione e immersione e\, nonostante le differenze di dimensione\, medium e supporto\, hanno in comune la stratificazione\, che sia tra diversi tessuti\, stampe e fotografie o disegno e carta da parati». \n\n\n\nPrediligendo in questa fase della sua ricerca la pittura a olio su tela\, ma aperto anche alla sperimentazione di altri linguaggi\, come per esempio il video\, è proprio dal video che Emanuele Zaccari trae ispirazione per la serie di quattordici dipinti\, identici per dimensioni e formato\, che sceglie di presentare con un allestimento rigoroso e lineare – quasi filmico – a Casa Vuota. Prendono spunto da fotogrammi di filmati amatoriali di provenienza diversa e girati tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta\, appartenenti dunque a un periodo molto precedente rispetto alla vita del giovane artista (nato nel 2005)\, di cui Zaccari ha potuto avere un’esperienza soltanto derivata\, mediata e mai diretta. La cultura e la tecnologia a essi sottese sono al centro di quello che l’artista descrive come «un fenomeno nostalgico indiretto\, una nostalgia forse rafforzata dalla mia esperienza mediata». \n\n\n\nEmanuele Zaccari riflette sui rapporti fra le differenti tecnologie e i diversi media\, partendo dalla stampa\, dalla fotografia e dal video fino ad arrivare alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. «Trovo importante – sottolinea – evidenziare e riflettere sulla presenza del filtro digitale\, cioè di quell’elemento sempre più presente fra noi e il fenomeno che percepiamo\, che comporta una fruizione derivata e non immediata dell’immagine. Mi interessa porre l’attenzione su elementi strutturalmente interni all’immagine\, che si distaccano da essa ponendosi su un altro piano\, fra l’osservatore e l’oggetto artistico\, e creando una distanza che può portare alla riflessione». Il mondo descritto dall’artista nella sua pittura\, attraverso la metabolizzazione delle immagini preesistenti\, estrapola e rende significativi fotogrammi di un flusso indiscriminato\, ormai inconsapevole di sé\, dando loro una vita nuova e disordinata e lasciando all’osservatore il compito di ricomporre una narrazione disarticolata\, fatta di memorie infantili\, reminiscenze militaresche\, piccoli gesti di tenerezza quotidiana\, spunti casuali e suggestioni di sapore vagamente distopico. \n\n\n\nSuren Dorfmann (2005) nasce a Roma e si trasferisce a Rapolano Terme\, in provincia di Siena. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Roma. A partire dal 2023 partecipa ad alcune mostre collettive. La sua ricerca pittorica è in dialogo con la grafica e si focalizza sulla trasposizione del concetto in illustrazione\, con attenzione al contesto storico-culturale. È del 2026 la personale “Riccio nella nebbia” al Palazzo Pretorio di Rapolano Terme\, a cura di Francesca Nonne. \n\n\n\nEmauele Zaccari (2005) nasce a Roma\, la città dove vive\, dopo avere abitato per alcuni anni sull’isola di Mahè\, nelle Seychelles. Ha studiato alla Scuola romana del fumetto e attualmente frequenta il corso di pittura all’Accademia di belle arti di Roma. Nel 2026 espone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra collettiva “Umani troppo umani (oggi)”\, curata da Anna Maiorano\, con testi di Livia Romano.
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