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SUMMARY:"I Due Gentiluomini di Verona" al Teatro degli Audaci
DESCRIPTION:Valentino e Proteo sono uniti da fraterna amicizia ma divisi dalla passione per la stessa donna\, Silvia\, la figlia del duca di Milano. Valentino è un vero gentiluomo\, Proteo\, invece\, per conquistare l’amata\, non esita a tradire l’antico patto di lealtà con l’amico e a rinnegare le promesse di fedeltà fatte a un’altra donna\, Giulia\, cui è da tempo legato. Il travestimento da uomo della fidanzata tradita e molte trame secondarie complicano l’azione della commedia fino al lieto fine nel quale l’amore e l’amicizia ritrovata riporteranno pace e armonia. \n\n\n\nNOTE DI REGIA \n\n\n\nIn questo adattamento di una delle prime opere di Shakespeare\, un cannone dei primi del Novecento\, simbolo di una guerra che unisce l’uomo all’uomo nello spazio ritretto di una trincea\, è il luogo intorno al quale si riuniscono personaggi che sognano\, apparentemente\, il degno finale di una storia d’amore che li renda finalmente liberi. Ognuno di loro\, antesignano dei più celebri protagonisti delle opere successive del Bardo\, ha il suo tratto particolare e straordinario che lo rende vero e palpabile. \n\n\n\nCosì l’Amore e l’Amicizia\, padroni della storia\, metteranno a dura prova i personaggi\, costretti ad indagare i loro lati più reconditi\, per scoprire quale sia il limite tra l’uno e l’altra\, dove si fondono e confondono. Il testo contiene in se vari stili che vanno da quello Cavalleresco inglese al Romantico italiano\, dall’intreccio delle commedie Plautine alla Clownerie\, rendendolo poliedrico e versatile. Proprio per questo\, lo spettacolo che ne nasce\, ha un ritmo allo stesso tempo allegro e malinconico\, arricchito da un accompagnamento musicale dal vivo che ripercorre le canzoni popolari italiane. \n\n\n\nCon: : Giuseppe Coppola\, Ilario Crudetti\, Andrea De Luca\, Andrea Lami\, Federica Pallozzi Lavorante\, Greta Polinori e con Serena Renzi – Regia: Ilario Crudetti – Aiuto Regia: Serena Renzi – Adattamento: Serena Renzi e Ilario Crudetti – Produzione: IncanTeatro
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LOCATION:Teatro degli Audaci\, Via Giuseppe de Santis\, 29\, Romna\, 00139\, Italia
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SUMMARY:"Il Compleanno di Niki" al Teatro Trastevere
DESCRIPTION:Torna a Roma\, dopo il debutto al ROMA Fringe Festival\, Il Compleanno di Niki\, commedia drammatica scritta e diretta da Pier Vittorio Mannucci. Giovedì 23 aprile e venerdì 24 aprile\, sul palco del Teatro Trastevere\, Gledis Cinque ed Erica Del Bianco vestono rispettivamente i panni di Anna\, una fumettista di successo\, e Niki\, il lupo immaginario protagonista della striscia che l’ha resa famosa. \n\n\n\nIl compleanno di Niki è una commedia drammatica che racconta il malessere di un’intera generazione\, e in particolare uno dei grandi disagi psicologici del nostro tempo: la sindrome dell’impostore. Anna\, una fumettista\, non riesce a proseguire la striscia che l’ha resa celebre\, Anna & Niki. Inseguita da mostri invisibili\, cerca tranquillità e ispirazione nel suo studio\, un’oasi dove non è ammesso nessuno se non Niki\, un lupo\, protagonista della striscia e sua amica immaginaria fin dall’infanzia… \n\n\n\n“Il compleanno di Niki è anche un testo sulla sofferenza del diventare grandi” – racconta Pier Vittorio Mannucci\, autore e regista – “Una crescita che è in parte un trauma\, per quanto necessario\, che ci permette di combattere e\, perché no\, sconfiggere i mostri che da sempre si frappongono sulla strada di eroine ed eroi alla ricerca del Graal dell’autorealizzazione.” \n\n\n\nUna riscrittura contemporanea del film del ’96 dei fratelli Coen\, basato su una storia paradossale dei dialoghi serrati e la NEVE. Tutto ruota intorno al denaro\, come sempre\, e alla follia dilagante nella mente di uomo medio che decide di mostrare il DITO MEDIO alla sua precaria condizione contravvenendo alle logiche della vita comune.  \n\n\n\nferiali ore 21\, festivi ore 17:30 (il 25 aprile ore 21)  \n\n\n\nBiglietti: 13.00 intero e 10 ridotto \n\n\n\n-prevista tessera associativa- \n\n\n\nPrenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 \n\n\n\ninfo@teatrotrastevere.it 
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LOCATION:Teatro Trastevere\, Via Jacopa de Settesoli\, 3\, Roma\, 00153\, Italia
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SUMMARY:"Sequenze\, Frequenze e Incontri" all'Asino che Vola
DESCRIPTION:Il prossimo 23 aprile\, a L’Asino che vola (Via Antonio Coppi 12/d\, Roma)\, Vincenzo Greco\, in arte Evocante\, presenta lo spettacolo Sequenze\, Frequenze e Incontri\, con la partecipazione di Stefano Pio.  \n\n\n\nSequenze e Frequenze è un sorprendente brano di Battiato (tratto dall’album Sulle Corde Di Aries\, SONY BMG MUSIC ENTERTAINMENT\, 1973)\, quasi una kosmische musikche intreccia serialismo di Stockhausen\, sonorità spaziali à la Tangerine Dream e trasfigurazione del folk universale in veste esoterica\, alla maniera dei Third Ear Band. \n\n\n\nNella prima parte dello spettacolo (con la partecipazione di Stefano Pio) il pubblico assisterà al concerto di lancio del nuovo album di Evocante\, Tempi moderni\, in uscita il 25/03 su tutte le piattaforme digitali per Dialettica Label/Tunecore.  \n\n\n\nLa distribuzione fisica dell’album è affidata a La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore Salvatore Papotto\, che ha suonato il basso nella quasi totalità dei brani.   \n\n\n\nSul palco de L’Asino che vola Evocante (voce\, synth\, theremin\, chitarra elettrica\, basso) sarà affiancato da Barbara Vanorio al basso\, Roberto Leone alle chitarre\, Giovanni Greco alla batteria.  \n\n\n\n<<All’Asino che vola il 23 aprile porterò le due parti che convivono in me\, che definisco l’una terrestre – legata all’aspetto materiale della vita – e l’altra spirituale\, legata ad aspetti metafisici quali l’invisibile\, il sogno e l’immaginario– racconta Vincenzo Greco. \n\n\n\nL’anima terrestre mi ha fatto incidere un disco come Tempi moderni\, che in senso lato può considerarsi un album politico scritto in base al dovere civile che sento di portare una testimonianza artistica delle distorsioni del nostro tempo. L’anima spirituale mi ha fatto scrivere un libro come Battiato e L’Assoluto. Una ricerca Spirituale\, appena uscito per Arcana. >> \n\n\n\n<< Tempi moderni è un disco almeno per me necessario\, in quanto sento il bisogno e  ancora di più il dovere di non spegnere l’antenna artistica su quanto sta avvenendo. \n\n\n\nGenocidi negati eppure evidenti\, nazionalismi esasperati\, autoritarismi di ritorno\, un clima sempre più di guerra\, parola che si torna a pronunciare con disinvoltura\, abituando le popolazioni alla sua ineluttabilità. A questo si aggiunga la negazione del pensiero\, della riflessione\, del dubbio\, del percorso verso la Verità\, con derisione dell’umiltà\, nel nome della sicurezza estrema\, della post-verità posticcia ed imposta con arroganza. Atteggiamenti tutti di stampo chiaramente fascista\, ancor più aggravati dall’operare di un capitalismo consumista diventato vero e proprio totem laico di questi tempi. \n\n\n\nIl disco è attraversato da una continua tensione elettrica e civile che si scioglie solo in due momenti: a livello musicale nella cover Gente in progresso\, uno dei gioielli rimasti in ombra nati dal sodalizio Battiato-Pio\, che ho rielaborato in senso orchestrale e quasi geghegè anni ’60\, con esplosione finale di synth a dare il senso della fretta moderna\, e a livello letterario nel brano finale Resistenza\, dove apro qualche spiraglio di speranza nelle proteste dei giovani per il genocidio in Palestina.  \n\n\n\nDi questa tragedia si parla anche nella parte centrale del disco in quattro brani che\, pur separati\, vanno intesi come un unico pezzo sulla storia che ritorna a parti invertite\, dove le vittime di ieri diventano carnefici\, in un clima che mi ricorda tanto quello che ha preceduto la Seconda guerra mondiale. Anche allora i dittatori all’opera non erano stati da subito riconosciuti e troppo tardi si capì chi erano e cosa volevano realizzare. \n\n\n\nA livello musicale\, se proprio vogliamo definirlo\, si tratta di un disco electro-rockcon svariati interventi di strumenti classici (il violoncello assume quasi il ruolo di guida dell’ascoltatore in molti brani) e interventi misurati di chitarre elettriche. I synth spesso impazzano\, ma spero mai in modo eccessivo: il dialogo tra classico e moderno è alla base di ogni pezzo. \n\n\n\nHo prodotto i brani in modo che non vi sia spazio tra uno e l’altro così da non dare quasi respiro\, mantenere la tensione e l’unità del discorso. E’ un concept album in cui ho seguito l’impostazione narrativa à la Roger Waters\, a cui sono vicino più per le idee che per le sonorità. Tempi moderni è molto più arrembante e rock dei suoi ultimi lavori\, la comunione di intenti va cercata nella volontà di far passare un messaggio civile e politico di difesa dell’umanità e resistenza verso le violenze del potere. E\, come lui\, ho utilizzato anche le voci\, tra qui quelle di vari dittatori in Ricorsi criminali\, il brano forse più terrificante del disco\, e quella di Pier Paolo Pasolini\, cui questo disco è dedicato\, che interviene nel brano di apertura Hey tu e nel penultimo Persongente.>> \n\n\n\nIn tutto quattordici brani\, undici inediti (di cui uno\, Resistenza\, proposto in una versione leggermente modificata rispetto a quella uscita come singolo di lancio dell’album\, e un recitativo\, Scarpette rosse\, testo di Joyce Lussu) e tre riletture \n\n\n\n( Conviene\, dei CCCP; la deandreiana La domenica delle salme\, già pubblicata come singolo in occasione dell’uscita del libro di Greco\, edito da Arcana\, “Il tempo moderno e i suoi inganni.Riflessioni critiche nella musica: Ferretti\, De André\, Battiato\, Waters”; Gente in progresso di Battiato- Pio) per una narrazione insurrezionale\, che ha il suono di una deflagrazione. \n\n\n\nNella seconda parte dello spettacolo Vincenzo Greco e Stefano Pio (figlio di Giusto Pio\, coautore di moltissimi brani di Franco Battiato) si collegano sulle frequenze di Battiato e Giusto Pio in un set elettro-acustico\, tra pop e sperimentazione. \n\n\n\n<<Insieme- racconta Evocante- ci sintonizzeremo appunto sulle frequenze dei nostri padri – biologico il suo\, artistico il mio- facendo rivivere brani noti e meno noti con arrangiamenti in stile Evocante\, senza però rinunciare al rigore filologico. Insomma\, non stravolgeremo i brani ma daremo un tocco personale cercando di seguire le lezioni impartiteci.  \n\n\n\nIl set è basato proprio sull’importanza artistica degli incontri\, citati fin dal titolo. \n\n\n\nNegli anni ’70 due persone molto diverse come Battiato e Pio\, incontrandosi\, misero a punto una ricetta musicale magica e irripetibile\, dandosi sempre del lei eppure diventando\, come raccontato dallo stesso Giusto\, complici\, amici\, a volte padre/figlio e a volte fratelli\, due facce di una stessa medaglia artistica. Detto per inciso\, io e Stefano ci diamo il tu ma ricordo che le prime volte mi divertivo molto a dargli del lei. \n\n\n\nQuello tra me e Stefano\, senza assolutamente paragonarci a quei due giganti lì\, è pure un incontro artistico tra il mondo classico e il mood evocante – dove toni electro-rock si alternano\, a volte compenetrandosi\, con atmosfere molto tenui. \n\n\n\nNon rivelo nulla della scaletta\, che è a sorpresa\, tranne un riferimento già contenuto nel titolo dato allo spettacolo: Sequenze e frequenzeè un brano degli anni ’70 che Franco e Giusto eseguivano dal vivo in modo molto intenso ed evocativo. Siamo partiti da questo brano\, che riproporremo in quella veste live lasciando il giusto spazio anche all’improvvisazione. In generale\, cercheremo di fare qualcosa di veramente unico\, che non guardi solo al passato ma anche al momento presente\, e che dunque non sia connotato dall’effetto nostalgia\, che anzi rifuggiamo\, ma dal gran divertimento che ci dà il suonare insieme davanti un pubblico che sappiamo essere molto incuriosito. \n\n\n\nPer le prenotazioni: tel. 067851563 \n\n\n\nWhatsApp: 393282445247 \n\n\n\nBIO \n\n\n\nVincenzo Greco\, nato a Vibo Valentia e quasi sempre vissuto a Roma\, è cantautore e artista multimediale. Conosciuto col nome d’arte di Evocante\, ha già all’attivo gli album “Di questi tempi”(Dialettica Label 2022); “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato”(Dialettica Label\, 2023); “Siamo esseri emozionali”(Dialettica Label\, 2024)\,“All’improvviso- Canzoni lievi” (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records\, 2024) e “A quiet day” (Dialettica Label- Tunecore- La Stanza Nascosta Records\, 2025). \n\n\n\nHa dedicato vari studi a Franco Battiato\, tra i quali:“Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole”pubblicato da Arcana Edizioni\, Collana Musica\, nel 2023\, in contemporanea con l’uscita dell’album “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato” e “Il tempo moderno e i suoi inganni. Riflessioni critiche in musica: Ferretti\, De André\, Battiato\, Waters”\, (Arcana Edizioni\, 2024). \n\n\n\nDi prossima pubblicazione “Battiato e l’Assoluto. Una ricerca spirituale”\, Arcana Edizioni. \n\n\n\nVincenzo Greco ha realizzato anche due video-racconti musicali (“Solo cose belle”\, 2013 e “LiberAzione”\, 2015\, ambientato in Islanda) e un docufilm (“E ‘nci ficimu a facci tanta – Una reazione Vibonese”\, 2018\,).  \n\n\n\nL’11 e 12 ottobre 2025 ha presentato al TeatroBasilica di Roma lo spettacolo L’infinito fra le mani – Spettacolo su temi proposti da Franco Battiato\, che ha fatto registrare un doppio sold-out. \n\n\n\nIl 12 e il 13 dicembre 2025 ha registrato un doppio sold-out  al B-Folk di Roma(Via dei Faggi\, 129/A) con Tempi Moderni-di tutto un po’\, uno spettacolo-nelle parole dell’autore- folle resistenziale\, carbonaro\, che vuole essere una sorta di blob post-moderno\, un ibrido citazionista che transita fra emisferi diversi\, a metà fra teatro di narrazione\, stand up comedy e show multimediale. \n\n\n\nPotere salvifico della risata\, ricerca di un senso ultimo\, canzone d’autore\, critica sociale e distonico ritaglio televisivo convivono in una destrutturazione fulminante- e illuminante- delle gerarchie sintattiche. 
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LOCATION:L’ASINO CHE VOLA\, Via Antonio Coppi\, 12\, Roma\, 00179\, Italia
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SUMMARY:ISMENE(Ἰσμήνη) con Elena Arvigo allo Spazio Rossellini
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna Spazio Solo\, lo Spazio Rossellini ospita giovedì 23 aprile 2026 alle ore 21.00 ISMENE(Ἰσμήνη)\, intenso monologo tratto dall’opera di Ghiannis Ritsos\, nella traduzione di Nicola Crocetti. Lo spettacolo\, diretto e interpretato da Elena Arvigo\, porta in scena una delle figure più complesse e meno indagate della tragedia greca\, restituendone la voce in una dimensione intima e contemporanea. Un appuntamento che si inserisce pienamente nella vocazione di Spazio Solo\, dedicata alla centralità dell’interprete e alla forza essenziale della parola scenica. \n\n\n\nCon Ismene Elena Arvigo prosegue la Trilogia delle Stanze – un progetto dedicato alle figure femminili della Quarta dimensione di Ghiannis Ritsos\, uno dei massimi poeti del 900. La trilogia comprende: Elena\, Ismene e Crisotemi. Un’unica domanda che le attraversa: che cosa resta\, quando tutto intorno crolla? Ismene è una voce disarmata e immensa. Ismene è custode: della casa\, dei morti\, della storia. Nelle sue parole la memoria non è solo ricordo\, ma una forma di resistenza. Ricordare è il suo modo di resistere. Ismene non racconta soltanto: si dà forma\, si crea\, si ricrea. Ritsos porta la tragedia dentro l’intimità: da mito collettivo diventa biografia. Il monologo si colloca dopo gli eventi tragici: dopo Edipo\, dopo la guerra\, dopo le morti. Ismene parla quando non c’è più nulla da salvare\, e proprio per questo può finalmente raccontare. Ritsos le dà una voce che rifiuta l’eccezionalità\, che rivendica il diritto alla normalità\, alla paura\, al dubbio. In un mondo che celebra gli eroi\, lei celebra ciò che è fragile\, imperfetto\, ordinario. L’elogio della sua mediocrità è un atto politico. In tutta Quarta Dimensione\, Ritsos inserisce dettagli domestici\, oggetti minimi: una sedia\, un bicchiere\, una finestra\, un filo di luce. Ismene è forse la voce che più di tutte vive in questo spazio: parla mentre piega un panno\, mentre guarda il cortile\, mentre ascolta passi lontani. Lo spazio scenico è una stanza interiore\, non un luogo storico: una soglia tra passato e presente\, tra ricordo e visione. Gli oggetti sono risonatori emotivi. È un mondo\, il suo\, fatto di gesti minimi\, che diventano epifanie. La sua voce è un filo che si tende e si ritrae\, una parola che nasce dal respiro delle cose quotidiane. La sua fragilità le permette di vedere ciò che la tragedia\, nella sua grandezza\, aveva nascosto Ismene è una figura che parla potentemente al nostro tempo: non risponde ai modelli dominanti dell’eroismo. La sua voce viene da un luogo di esitazione\, di cura\, di piccoli gesti: uno spazio che oggi\, paradossalmente\, è diventato radicale. Incarna l’esperienza di chi vive in un mondo attraversato da rotture improvvise\, da crolli che non abbiamo scelto. Non è la protagonista che guida gli eventi: è la persona comune che li attraversa\, che li subisce\, ma che prova comunque\, a dar loro un senso. Abita quella zona grigia dove non ci sono risposte definitive\, ma solo tentativi: tentativi di continuare\, di ricordare\, di non farsi travolgere. Questa condizione “ordinaria”\, è la condizione di ognuno di noi. E ci ricorda che esiste un eroismo invisibile fatto di cura e misura. E che dare voce a ciò che non fa rumore è una pratica necessaria del nostro tempo. La sua genialità è di assumersi il peso del quotidiano mentre il mondo chiede spettacolo. Non offre soluzioni\, non indica salvezze. La sua forza è un’altra: una voce che non si impone\, ma persiste; che non trionfa\, ma resiste. Una voce che appartiene a chi\, oggi più che mai\, cerca di rimanere umano in mezzo al rumore. È il mito visto dal punto di vista degli invisibili cioe’ di tutti noi. \n\n\n\nLo spettacolo va in scena nell’ambito di SPAZIO SOLO – Teatro e danza al singolare. \n\n\n\nRossellini Spazio Solo è un progetto curatoriale dedicato alla valorizzazione di artiste e artisti autorevoli della scena nazionale che eleggono la forma del monologo a dispositivo privilegiato di indagine\, espressione e relazione con lo spettatore. Il progetto muove dall’assunto che il “solo” non rappresenti una sottrazione ma una concentrazione di energia scenica: uno spazio essenziale in cui parola\, corpo e presenza si fanno fulcro assoluto dell’esperienza teatrale. \n\n\n\nPrivo di mediazioni\, il monologo istituisce un rapporto diretto\, intimo e radicale tra chi agisce la scena e chi la attraversa con l’ascolto. Rossellini Spazio Solo accoglie creazioni di teatro e di danza offrendo visibilità a scritture sceniche e interpretative nelle quali lo spazio performativo ritorna alla sua forma primaria e necessaria: un corpo\, una voce\, una storia condivisa. \n\n\n\nTutti gli appuntamenti di Spazio Solo\, sono consultabili a questo link: https://www.spaziorossellini.it/2025/spazio-solo/ \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBiglietti:intero online: €14\,50 + d.p.intero botteghino: €15\,00ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:"Caligola – Damnatio Visionis" al Teatro Ghione
DESCRIPTION:Torna a grande richiesta uno degli spettacoli più affascinanti e visionari della stagione teatrale: Caligola di Albert Camus\, nell’allestimento della compagnia Teatro della Luce e dell’Ombra\, interpretato e diretto da Gennaro Duccilli. Una figura\, quella dell’imperatore romano\, dipinta dal grande drammaturgo e filosofo francese nella sua complessità più oscura e contraddittoria\, sospesa tra follia\, lucidità e sete di assoluto. \n\n\n\nChi è Caligola? Il mostro tramandato dalla storia o un visionario ferito dalla perdita e dalla ricerca dell’impossibile? Caligola – Damnatio Visionis\, ispirato al testo di Albert Camus\, non racconta la vita di un imperatore\, ma esplora l’abisso del potere\, del dolore e del senso dell’esistenza. Segnato dalla morte della sorella Drusilla\, Caligola si spinge oltre ogni limite umano\, trasformando la propria follia in una maschera e in un atto estremo di conoscenza. \n\n\n\nLo spettacolo si apre sulle rive del lago di Lago di Nemi\, in un’atmosfera sospesa tra rito e presagio. Da qui prende forma un viaggio visionario dove mito\, memoria e immagine si intrecciano\, dando vita a un teatro potente e contemporaneo. Caligola diventa così un’icona che resiste alla cancellazione: non più solo figura storica\, ma presenza che interroga il nostro tempo\, tra memoria fragile e visioni impossibili da dimenticare. \n\n\n\nCon: Gennaro Duccilli\, Paolo Ricchi\, Eleonora Mancini\, Giordano Luci\, Maurizio Castè\, Natale Russo\, Maria Angelica Duccilli\, Fabrizio Rinaldi\, Raffaello Micheli\, Isabella De Cesaris\, Ilenia Pierluigi\, Arianna Fetahagic\, Nour Ayari\, Priscilla Menin. \n\n\n\nScene Sergio Gotti – Luci Antonio Accardo – Costumi Martine Aloise – Sound Design Giulio Duccilli – Dipinti dell’artista Gianfranco Neri a cura di Luca Aldo Rondoni \n\n\n\ninfo@teatroghione.it \n\n\n\nRepliche:23 aprile 2026 ore 20:3024 aprile 2026 ore 20:3025 aprile 2026 ore 20:30 \n\n\n\nPrezzi:\n\n\n\nPlatea € 29\,00Galleria € 24\,00
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SUMMARY:“Santa Vergine delle Rose” a Fortezza Est
DESCRIPTION:Debutta in prima assoluta dal 23 al 25 aprile “Santa Vergine delle Rose” un progetto del Collettivo Nonnaloca che porta sul palco di Fortezza Est il racconto di un processo attraverso le parole di Ada Cuordoro. Una storia inventata\, o forse no. In scena ogni sera un’attrice diversa: Camilla Tagliaferri il 23 aprile\, Marta Bulgherini il 24 aprile\, Irene Ciani il 25 aprile\, per dare corpo e voce alla storia di Ada\, in un dialogo con un giudice che non ha voce. \n\n\n\nUn monologo brillante che fa stare scomodi\, che costringe a chiedersi perché alcune storie vengano sempre credute e altre sempre messe in discussione. Ada decide cosa dire\, cosa omettere\, quando piangere\, quando ridere.  \n\n\n\nDicono che per far credere a qualcuno una bugia basti ripeterla abbastanza volte. \n\n\n\nDicono che Ada Cuordoro sia colpevole di sessantaquattro truffe\, a danno di sessantaquattro uomini. Dicono che li incontrasse in un locale di musica latina\, che li seducesse\, li ubriacasse e gli sfilasse un bonifico dopo l’altro\, proprio quando loro non erano più̀ capaci di intendere e di volere. \n\n\n\nSanta Vergine delle Rose scivola tra la confessione e la messa in scena\, tra la verità̀ e l’illusione: potrebbe essere una deposizione\, o una trappola. Ada è l’imputata\, certo\, ma anche la narratrice\, la regista della sua stessa storia. E lo spettatore\, come il giudice\, si ritrova a seguirla\, a dubitare\, a cercare un appiglio.  \n\n\n\nMa alla fine\, quando la sentenza arriva\, rimane solo una domanda: siamo veramente d’accordo?Forse ci siamo fatti tutti ingannare. Ma non da Ada\, dalla pièce. Portare Santa Vergine delle Rose in scena significa far vivere allo spettatore un’ingiustizia. E significa\, soprattutto\, lasciare che Ada Cuordoro faccia quello che sa fare meglio: raccontare la sua storia\, senza alcun contraddittorio.  \n\n\n\nLa scelta del collettivo di far interpretare il monologo a tre attrici\, un’attrice differente per replica\, è per affidare allo spettatore un punto di vista che può modificarsi conformemente all’interpretazione e al focus messo in luce. \n\n\n\nSANTA VERGINE DELLE ROSE \n\n\n\n23-24-25 Aprile 2026 | h. 20:30 \n\n\n\nPOETICA Stagione Teatrale 2025/26 Fortezza Est \n\n\n\nOrario Spettacoli giov- ven-sab ore 20:30 \n\n\n\nbiglietto unico 14.00€ \n\n\n\ningresso per le tre repliche 24€ \n\n\n\nwww.fortezzaest.com \n\n\n\ninfo e prenotazioni mail prenotazionifortezzaest@gmail.com \n\n\n\n| whatsapp 329.8027943| 349.4356219
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SUMMARY:Elena Andreoli al  Magazzino Musica di Milano
DESCRIPTION:Il viaggio musicale della vocalist e autrice jazz Elena Andreoli non si ferma: dopo il successo della recentissima tournée in Giappone (con tre concerti sold-out fatti registrare a inizio aprile a Yokohama\, Tokyo e Osaka)\, l’artista milanese torna sui palchi italiani con una serie di appuntamenti che intrecciano jazz\, swing\, e chanson française. \n\n\n\nIl primo dei prossimi live è in programma giovedì 23 aprile al MaMu\,  Magazzino Musica di Milano (ore 20.30\, ingresso a offerta libera; via Soave 3\, zona Porta Romana): in questa occasione\, Elena Andreoli e il clarinettista Paolo Tomelleri\, tra i più noti esponenti del jazz italiano\, presenteranno l’album Beautiful Love\, un’immersione nella Golden Era dello swing\, con un omaggio a brani intramontabili in cui il repertorio delle Big Band respira di nuova vita\, avvalendosi dell’energia e dell’interplay di musicisti talentuosi e affiatati come Stefano Pennini (pianoforte)\, Davide Parisi (chitarra e ukulele)\, Raffaele Romano (contrabbasso) e Alberto Traverso (batteria) . Elena Andreoli presenta così il suo progetto discografico: «Beautiful Love non è un omaggio al passato\, ma il manifesto di un jazz contemporaneo\, fresco e potente. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati\, dando particolare importanza alle parole delle canzoni. Il dialogo con Paolo Tomelleri si compone di due lingue diverse ma complementari: le parole e le note».  Al MaMu\, per la prima volta\, verranno presentati (e venduti) al pubblico italiano i vinili fiammati in edizione limitata di Beautiful Love: si tratta di pezzi unici\, realizzati appositamente per il mercato giapponese\, vere gemme grafiche destinate ai rare-grooves hunters e agli appassionati di rarità. \n\n\n\nTre giorni dopo\, domenica 26 aprile\, il quartetto di Elena Andreoli (con Stefano Pennini al pianoforte\, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria) sarà di scena al Brut di Merate (Lc) in occasione del BrutLand Festival: in scaletta brani noti e meno noti dello Swing americano e di quello italiano e alcuni evergreen della canzone italiana\, tra cui Conosci mio cugina e Volare. L’appuntamento è in via Natale Basilico 1 alle ore 18.45 (ingresso 10 euro). \n\n\n\nSubito dopo\, Elena volerà a Parigi per sviluppare nuovi progetti Oltralpe\, ampliando così il respiro europeo della sua ricerca musicale: «Il lavoro che sto portando avanti nella capitale francese nasce da un interesse per la chanson française come spazio di incontro con il jazz. Non è un’operazione di repertorio\, ma un modo per lavorare sul suono\, sul tempo e sulla lingua francese in una dimensione condivisa». \n\n\n\nDalla Francia di nuovo tappa a Milano: sabato 9 maggio l’Après-Coup (via della Braida 1\, zona Porta Romana) sarà la cornice del debutto di La vie en rose in cui Andreoli presenta una formazione inedita: un trio che la vede affiancata da Tazio Forte alla fisarmonica e Andrea Aloisi al violino. Il repertorio spazierà dai grandi classici dello swing alla chanson française (con un’attenzione particolare a Edith Piaf\, la più grande cantautrice transalpina di tutti i tempi) per un concerto ricco di passione\, dove la voce di Andreoli\, calda e sensuale\, troverà il suo naturale luogo d’elezione (inizio live ore 21\, ingresso libero). \n\n\n\nInfine\, giovedì 14 maggio Elena Andreoli Sextet & Paolo Tomelleri si esibiranno al Bonaventura Music Club di Buccinasco (Mi)\, locale di riferimento per gli appassionati di jazz: i musicisti della band torneranno a sprigionare quell’elettricità che ha reso il loro sodalizio così speciale e che ha dato vita al fortunato progetto Beautiful Love. Come ha sottolineato di recente il critico musicale Raffaello Carabini\, Andreoli e Tomelleri «tornano ai brani del periodo dello swing\, più o meno il primo quarto del XX secolo\, per rimetterli in circolo con passo leggero\, quasi senza pretese se non quella di valorizzare la vocalità sinuosa di lei. Scelta che permette di arrivare più a fondo nel cuore di quel sound\, senza la sterile pretesa di reinventare\, bensì con una naturalezza che è una scelta di campo: pochi virtuosismi\, niente sovrastrutture\, un filo elegante di modernità. Andreoli canta come chi conosce il peso delle parole e ricorda certe interpreti dei sixties\, mentre a Tomelleri basta un attacco di clarinetto per farci capire la sua ricca identità. Gli accompagnatori – Stefano Pennini al piano\, Davide Parisi alla chitarra\, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria – costruiscono un terreno morbido su cui voce e clarinetto possono dialogare come due attori che si conoscono da sempre». Anche al Bonaventura Music Club saranno disponibili i vinili dell’album Beautiful Love. \n\n\n\nSito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it
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LOCATION: Magazzino Musica di Milano\, via Soave 3\, zona Porta Romana\, Milano\, 20135\, Italy
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SUMMARY:Nuttata alla Sala Assoli
DESCRIPTION:Un uomo cammina nella notte parlando senza sosta per non essere inghiottito dal silenzio. La sua voce è un tentativo disperato di esistere e lasciare una traccia. Parla per sentirsi reale\, nella speranza che qualcuno\, anche invisibile\, lo riconosca.  \n\n\n\nÈ da questa urgenza che prende forma Nuttata traduzione e adattamento in napoletano del celebre monologo La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès\, in scena giovedì 23 aprile 2026 alle ore 20.30 alla Sala Assoli Moscato\, all’interno della stagione del Teatro Nuovo di Napoli.  \n\n\n\nIn scena Domenico Ingenito\, che di questo progetto è anche autore della riscrittura\, attraversa il monologo come un territorio vivo\, dove la parola non è mai solo parola ma respiro\, corpo\, necessità.  \n\n\n\nIl testo di Koltès racconta l’incontro mancato tra uno straniero e un passante\, trasformandosi in un flusso verbale che dà voce all’emarginazione\, al desiderio d’amore\, alla solitudine di chi vive ai bordi. \n\n\n\nMa Nuttata non è una semplice traduzione\, è un attraversamento. Ingenito costruisce il suo lavoro muovendosi su due traiettorie parallele: da un lato\, il confronto diretto e rigoroso con la lingua originale francese; dall’altro\, l’ascolto profondo della realtà contemporanea.  \n\n\n\nNelle stazioni\, nei luoghi di passaggio della città di Napoli\, incontra i “ragazzi di vita”\, li invita a leggere\, a restituire il testo con le loro inflessioni\, i loro ritmi\, la loro verità. Quelle voci restano\, sedimentano\, diventano struttura invisibile della riscrittura. \n\n\n\nÈ così che il napoletano\, lingua densa\, musicale e contraddittoria\, s’impone non come scelta estetica ma come necessità. Una lingua che accoglie la ferita e la bellezza\, che sa essere insieme lirica e concreta\, capace di restituire tutta la complessità del protagonista.  \n\n\n\nCon il disegno luci di Sebastiano Cautiero lo spettacolo\, presentato da Interno5 con Opera Estate Festival\, costruisce uno spazio essenziale e immersivo\, dove la parola diventa azione e la scena si fa luogo di incontro\, o forse di mancato incontro. \n\n\n\nNuttata è\, in fondo\, una soglia tra lingue\, identità\, solitudine e desiderio. Una notte che appartiene a chi parla\, ma anche a chi ascolta. Perché in quella voce che insiste\, che cerca\, che non si arrende\, si riconosce qualcosa di profondamente umano: la necessità di esistere nello sguardo dell’altro. \n\n\n\nNuttata di e con Domenico Ingenito \n\n\n\nGiovedì 23 aprile 2026\, Sala Assoli Moscato \n\n\n\nInizio spettacolo ore 20.30 \n\n\n\ninfo 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it
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SUMMARY:Made4you.x al Teatro Astra di Torino
DESCRIPTION:Made4You 2026 sarà un’edizione particolarmente significativa\, poiché celebrerà il decimo anniversario del progetto. Per festeggiare questo importante traguardo\, Pompea Santoro ha voluto coinvolgere uno dei coreografi più influenti della sua carriera e a lei particolarmente caro: Nacho Duato\, artista di fama mondiale\, con il quale ha condiviso il palcoscenico ai tempi del Cullberg Ballet. Duato sarà il padrino della serata\, conferendo ulteriore prestigio all’evento. Per l’occasione verrà presentato “Liberté”\, estratto da Rassemblement\, creazione del 1990 realizzata per il Cullberg Ballet. \n\n\n\nAccanto a lui\, due giovani coreografi selezionati arricchiranno il programma. Salvatore De Simone presenterà “W.I.P. una nuova creazione sviluppata in collaborazione con lo Studio Wayne McGregor. Il lavoro\, ispirato ai danzatori di Eko\, adotterà il metodo e i principi creativi elaborati dallo stesso McGregor\, dando vita a una fusione innovativa tra linguaggi coreografici contemporanei. Tornerà inoltre Giovanni Insaudo con “Unknown 2.0”\, un lavoro incentrato sull’esplorazione e sulla ricerca dell’impossibile. Infine\, non poteva mancare Paolo Mohovich\, da sempre grande sostenitore di questo prezioso progetto\, che presenterà una nuova creazione\, “Roter Puls”
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LOCATION:TPE Teatro Astra\, Via Rosolino Pilo\, 9\, Torino\, ITA\, 10143\, Italia
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SUMMARY:“L’Ara si rivela” al Museo dell'Ara Pacis
DESCRIPTION:Grazie a un nuovo progetto multimediale\, da venerdì 27 marzo presso il Museo dell’Ara Pacis\, romani e turisti potranno fruire di una affascinante esperienza immersiva alla scoperta di uno dei monumenti simbolo della città\, voluto dal Senato romano per celebrare Ottaviano Augusto. \n\n\n\n“L’Ara si rivela” è un nuovo coinvolgente racconto della storia dell’Ara Pacis: utilizzando proiezioni di luce saranno ricreati i colori originari del monumento\, con effetto fortemente immersivo e realistico della policromia originale. Grazie a una narrazione emozionante e coinvolgente\, ricca di informazioni e accompagnata da musiche e suggestioni sonore\, il visitatore sarà accompagnato nella scoperta dell’Ara Pacis. \n\n\n\nIl progetto è promosso da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, organizzato e gestito da Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni SpA con Luca Scarzella. La Direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. \n\n\n\nGrazie alla tecnica del videomapping\, in una policromia molto vicina a quella originaria\, il fronte occidentale\, con i pannelli di Enea sacrificante ai Penati e del Lupercale\, quello orientale con i pannelli della Tellus e della Dea Roma\, ma anche\, per la prima volta\, le due grandi processioni laterali\, prenderanno vita. \n\n\n\nLa narrazione guiderà il visitatore alla scoperta non solo della storia antica del monumento ma anche delle principali e affascinanti vicende di oblio e di riscoperta. \n\n\n\nStoria e spettacolo convivono in un progetto multimediale unico e imperdibile. \n\n\n\nLa narrazione è ascoltabile in cuffia in italiano e inglese. La visita multimediale e immersiva sarà fruibile nelle serate di venerdì\, sabato e domenica dalle ore 20.00 alle 23.00 (gli orari cambieranno nel corso dell’estate). I gruppi saranno composti max da 25 persone a turno accompagnati da un operatore (previsti 3 turni a sera\, uno ogni ora). La durata di ciascuna visita\, il cui percorso si snoda sia intorno al recinto sia all’interno del monumento\, è di circa 45 minuti. L’esperienza è fruibile anche dalle persone con disabilità motoria. \n\n\n\nI biglietti saranno pre-acquistabili online sul sito www.arapacis.it a partire dalle ore 14.00 di lunedì 23 marzo 2026. \n\n\n\nInformazioni \n\n\n\nMuseo dell’Ara Pacis \n\n\n\nCall center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). \n\n\n\nwww.arapacis.it
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LOCATION:Museo dell’Ara Pacis\, Via di Ripetta\, 180\, Roma\, IT\, 00186\, Italia
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SUMMARY:Antologia Danco al Teatro Vascello
DESCRIPTION:Autentica irregolare della scena contemporanea\, Eleonora Danco arriva al Teatro Vascello con un’antologia di spettacoli che attraversano oltre vent’anni di ricerca artistica; tra scrittura visionaria\, performance fisica e linguaggi radicali. \n\n\n\nIn scena tre lavori emblematici del suo percorso: dEVERSIVO (dal 22 al 24 aprile alle ore 21)\, Sabbia (25 aprile ore 19 e 26 aprile ore 17) e Intrattenimento violento (dal 28 al 30 aprile alle ore 21). \n\n\n\nScrittrice\, regista\, drammaturga e performer\, Danco è una figura di culto nel panorama teatrale italiano: una sperimentatrice audace\, capace di mettere in gioco il corpo e la parola con un linguaggio evocativo\, diretto e profondamente emotivo. La sua poetica\, libera e universale\, ha influenzato generazioni di attori e autori\, consolidandosi anche attraverso un’intensa attività formativa. Il suo teatro è attraversato da figure marginali\, stati d’animo estremi e visioni urbane\, in un continuo dialogo tra parola e corpo. Le sue opere si muovono tra poesia\, provocazione e ironia\, costruendo un linguaggio scenico che sfugge alle convenzioni e che si configura come un’esperienza immersiva e sensoriale. \n\n\n\nArtista “irregolare” per definizione\, Eleonora Danco continua a muoversi tra cinema e teatro con un segno autoriale forte\, coerente e inconfondibile\, capace di coniugare ricerca formale e impatto emotivo\, mantenendo sempre una tensione viva tra sperimentazione e urgenza espressiva. \n\n\n\ndEVERSIVOdal 22 al 24 aprile – ore 21 \n\n\n\nDa cui è tratto il film N-EGO\, lo spettacolo racconta le vicissitudini tragicomiche di una performer alle prese con la conquista del palcoscenico. Ispirato all’opera di Robert Rauschenberg\, si sviluppa su tre piani narrativi che intrecciano vita artistica e crisi personale. Un viaggio visionario tra Roma e i suoi contrasti\, popolato da figure grottesche e memorabili\, dove la scena diventa un flusso continuo di immagini e stati d’animo. \n\n\n\nDurata: 65 minuti \n\n\n\n\n\n\n\nSABBIA25 aprile ore 19 – 26 aprile ore 17 \n\n\n\nCommissionato nel 2005 sul tema dell’omosessualità\, Sabbia si ambienta in una spiaggia metafisica abitata da corpi\, voci e identità sospese. Uno spettacolo intenso e senza tempo\, che esplora il conflitto tra verità e maschera\, tra desiderio e costrizione sociale. A distanza di oltre vent’anni dal debutto\, mantiene intatta la sua forza evocativa. \n\n\n\nDurata: 60 minuti \n\n\n\n\n\n\n\nINTRATTENIMENTO VIOLENTOdal 28 al 30 aprile – ore 21 \n\n\n\nUna composizione di testi\, poesie\, dialoghi e frammenti che restituiscono un ritratto pulsante della realtà urbana. La parola si fa corpo\, ritmo\, tensione. Tra ricordi\, visioni e scorci di vita quotidiana\, lo spettacolo si costruisce come una partitura scenica intensa e travolgente\, dove ogni elemento – anche il più semplice – si trasforma in immagine. \n\n\n\nDurata: 65 minuti \n\n\n\nEleonora Danco è regista\, scrittrice\, drammaturga\, performer e attrice\, tra le figure più radicali e riconoscibili della scena contemporanea italiana. Autrice di culto\, è nota per una ricerca artistica estrema e personale\, che mette al centro il corpo\, la parola e una continua sperimentazione di linguaggi\, ritmi e forme espressive. Da oltre vent’anni la sua ricerca artistica si accompagna a un’intensa attività pedagogica: conduce seminari di recitazione e drammaturgia che hanno formato numerosi giovani attori e autori. \n\n\n\nIn ambito cinematografico firma la regia e la scrittura di N-CAPACE (2014)\, prodotto da Rai Cinema\, Bibi Film e MIBACT\, presentato al Torino Film Festival dove ottiene due menzioni speciali. Il film viene designato Miglior Film 2015 dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani\, candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento e vincitore del Ciak d’Oro come miglior film “Bello e Invisibile”. Nel 2024 realizza N-EGO\, prodotto da Rai Cinema\, Mibact e Lazio International\, presentato in concorso al 42° Torino Film Festival e accompagnato da un tour di proiezioni evento. \n\n\n\nCome attrice ha lavorato con alcuni dei più importanti registi italiani\, tra cui Nanni Moretti\, Daniele Luchetti\, Marco Bellocchio\, Ettore Scola e Cristina Comencini\, partecipando a film come Io sono Tempesta\, Tutto quello che vuoi e Qualcosa di nuovo. \n\n\n\nParallelamente sviluppa un percorso teatrale coerente e radicale come autrice\, regista e interprete. Tra i suoi lavori più significativi si distinguono Sabbia (2005)\, testo commissionato sul tema dell’omosessualità e diventato negli anni un classico contemporaneo; Intrattenimento violento\, una partitura scenica fatta di frammenti poetici e urbani; dEVERSIVO\, da cui è tratto il film N-EGO; Squartierati\, ritratto feroce della città; Ragazze al muro (2023); Benvenute stelle (2023); e Bocconi amari – Semifreddo (2025). I suoi spettacoli sono stati ospitati nei principali teatri italiani\, tra cui Teatro di Roma\, Teatro India\, Teatro Argentina\, Teatro Vascello e importanti festival nazionali. \n\n\n\ninfo e prenotazioni 065881021 – botteghino@teatrovascello.it \n\n\n\nPREZZI intero € 25 – over 65 € 20 – cral e convenzioni € 18 – studenti € 16 \n\n\n\nacquistabili su https://www.teatrovascello.it/2025/06/07/antologia-danco/ \n\n\n\ncard acquistabile sul sito https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-antologia-danco/268838
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini\, 78\, Roma\, 00152\, Italia
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SUMMARY:"Te l’avrei detto" al Cometa Off
DESCRIPTION:Te l’avrei detto è una commedia brillante scritta e diretta da Luca Giacomozzi che\, sotto una superficie leggera e divertente\, nasconde uno sguardo lucido e pungente sulle relazioni umane. Durante una notte di Capodanno\, un gruppo di amici si ritrova per festeggiare insieme in un clima apparentemente spensierato\, tra brindisi\, battute e dinamiche ben rodate. \n\n\n\nMa basta poco perché quell’equilibrio inizi a incrinarsi: tra gaffe\, omissioni e verità rimandate\, le risate si trasformano lentamente in qualcosa di più sottile e inquieto. Ogni dialogo diventa un ingranaggio perfetto di un meccanismo comico che\, quasi senza accorgersene\, accompagna lo spettatore verso una riflessione più profonda sul valore del non detto\, sull’ipocrisia quotidiana e sulla fragilità dei rapporti.  \n\n\n\n Te l’avrei detto è una commedia che diverte\, coinvolge e\, allo stesso tempo\, lascia un retrogusto amaro: perché a volte non sono le bugie a distruggere i rapporti\, ma tutto ciò che scegliamo di non dire.  \n\n\n\nCon: Francesco Trifilio\, Francesca Pausilli\, Margherita De Silva\, Davide Albano\, Claudio Scaramuzzino e Danny Francucci – Scenografia: Michele Funghi – Costumi: Valentina Pastorello Assistente: Barbara Ninetti. \n\n\n\nData e Ora Spettacolo: Da mercoledì a venerdì ore 21:00 – sabato ore 19:00 – domenica ore 17.30 \n\n\n\nBiglietti: Biglietto Intero € 18\,00 (compresi diritti di prevendita) \n\n\n\nAcquisto on line: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/te-lavrei-detto-roma \n\n\n\nInfo: tel. 06.57284637
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LOCATION:Cometa OFF\, Via Luca della Robbia\, 47\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III" al Teatro India
DESCRIPTION:Il pluripremiato drammaturgo e regista uruguaiano Gabriel Calderón\, firma e dirige Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III\, in scena al Teatro India dal 22 al 26 aprile. Il ruolo del protagonista è affidato aFrancesco Montanari che consegna anima e corpo alla storia di un Re che per diventare tale ha dovuto eliminare tutti i possibili rivali. \n\n\n\nUn monologo che si fa “variazione sul tema” di Riccardo III di Shakespeare\, in cui i confini tra epoche e identità si assottigliano\, sullo sfondo di una stessa realtà di ambizione\, sete di potere\, violenza repressa. Si racconta la vicenda di un attore di teatro che non ha mai avuto la soddisfazione di interpretare un ruolo da protagonista. Ora che finalmente è arrivato il suo momento\, desidera sfruttare al meglio l’opportunità. A poco a poco\, si accorge di un’inquietante affinità tra la sua vita e quella del personaggio: ambizione\, rabbia repressa\, sete di riscatto\, opportunismo. Interpretandone il celebre monologo\, ritrova in se stesso i lati oscuri del sovrano di York.  \n\n\n\nDa vent’anni impegnato sui palcoscenici del mondo\, Calderón parla dei pericoli del palcoscenico\, teatro di passioni violente\, non sempre soltanto simulate. «Questo testo arriverà al teatro come un corpo gentile\, vergine\, ma allo stesso tempo fragile e grezzo. Lo si dovrà pulire\, modellare\, lavorare – afferma Gabriel Calderòn – Non è pronto ad essere rappresentato; non credo ci sia niente di peggio che “mettere in scena” o “fare un testo”. Questo arriva come un attore\, con le sue migliori qualità\, ma anche con i suoi immaginabili limiti. Bisognerà aiutarlo ad essere migliore di quello che è ora. Con amore\, passione e talvolta dolore\, dovrà essere tagliato\, corretto\, riordinato\, quel tanto che servirà per creare teatro; si potrà anche cambiarne il senso\, perché alla fine il senso si costruisce\, non viene dettato da un testo. Questo è una mappa\, una cartografia che disegna un territorio\, il quale non sempre corrisponde al progetto delineato sul piano. Usa la mappa per spostarti lungo il ter
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LOCATION:Teatro India\, Lungotevere Vittorio Gassman\, Roma\, Italia
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SUMMARY:“Phenomenal Women” al Teatro Golden
DESCRIPTION:Dalle righe chiuse tra le pagine di un libro al respiro vibrante del palcoscenico\, il passo è breve se a guidarlo è il talento di Grazia Di Michele e Alessandra Fallucchi con lo spettacolo “Phenomenal Women”\, dedicato alle donne che hanno usato la parola come arma di liberazione. Da  Sibilla Aleramo ad Alda Merini\,  artiste speciali che hanno trasformato i versi in una rivoluzione e la poesia in una nuova percezione del femminile. A loro\, e a tante altre scrittrici e poetesse\, sarà dedicato questo nuovo spettacolo in scena al Teatro Golden il 22 e 23 aprile 2026.  Una rappresentazione straordinaria che celebra il coraggio e il talento di figure simbolo\, che hanno saputo  uscire fuori dagli schemi.  “Phenomenal Women” è il varco che permette a queste storie di uscire dalle biblioteche e diventare realtà in un teatro\, attraverso  un viaggio dove la parola scritta si fonde nella melodia di Grazia Di Michele e nell’interpretazione di Alessandra Fallucchi. È l’occasione per scoprire l’essere umano dietro il genio: un’avventura che unisce metrica e musica per raccontare l’audacia di chi ha saputo essere ‘oltre’. Il pubblico sarà accompagnato nel cuore pulsante delle opere di icone come:  Patrizia Cavalli\,  Patrizia Valduga\, Maya Angelou  e tante altre grandi artiste\, diverse per epoca e stile\, ma unite dalla medesima forza\, ovvero quella di aver riscritto il concetto stesso di “Donna”\, trasformando il dolore\, il desiderio\,  l’attenzione al mondo e alle piccole cose\, in capolavori universali. La cantautrice Grazia Di Michele e il chitarrista  Fabiano Lelli\, che  vestiranno di musica  le opere\, e l’attrice Alessandra Fallucchi\, hanno realizzato una drammaturgia che ci racconta storie di poetesse speciali\, non solo per il loro talento ma anche per l’audacia di rompere con le convenzioni e con le regole. Le autrici propongono\, con la regia di Emanuela Caruso\, un viaggio leggero\, profondo\, a volte ironico\, nella vita e nelle opere di Donne Fenomenali.  \n\n\n\n. Info: 06 70493826 
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LOCATION:Teatro Golden\, Via Taranto\, 36\, Roma\, 00182\, Italia
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SUMMARY: “Lottavano così come si gioca” al Teatro Verdi di Milano
DESCRIPTION:Al Teatro Verdi di Milano va in scena dal 22 al 25 aprile 2026 “Lottavano così come si gioca”\, scritto e interpretato da Luca Radaelli con la regia di Laura Curino. \n\n\n\nUno spettacolo di narrazione e canzoni (De André\, Lolli\, Guccini\, Gaber\, Stormy Six) per fare luce su un periodo dipinto quasi sempre a tinte fosche\, dedicato a una generazione che\, forse\, non ha perso del tutto. \n\n\n\nMercoledì 22 aprile alle ore 18.30\, presso il bistrot del Teatro\, si terrà un incontro introduttivo con Gianni Barbacetto\, giornalista\, scrittore e opinionista italiano\, che accompagnerà il pubblico all’ascolto e alla contestualizzazione dei temi dello spettacolo.  \n\n\n\n“Anni di piombo. Questa etichetta si è appiccicata alla mia adolescenza\, fino quasi a farmi sentire in colpa di essere cresciuto e di avere riso e amato e gioito proprio in quegli anni in cui il piombo delle pallottole esplodeva troppo spesso. \n\n\n\nIl piombo però è anche il grigio della nebbia\, che in quegli anni copriva Milano\, ed è pure il materiale che si usava nelle rotative per i giornali: la vera scenografia di un periodo in cui si leggeva e si discuteva moltissimo. \n\n\n\nUna variopinta galleria di personaggi compone questa narrazione sugli anni ’70\, in equilibro tra la sorridente nostalgia per la giovinezza\, la passione e lo slancio per le lotte civili e politiche\, la paura per gli scontri violenti e la gioia di aver attraversato un momento esaltante carico di energia “rivoluzionaria”. \n\n\n\nLo spettacolo nasce da una riflessione personale sugli anni Settanta\, spesso definiti “anni di piombo”\, un’etichetta che ha finito per appiattire la complessità di un periodo storico ricco di contraddizioni\, energia e trasformazioni sociali. Attraverso un racconto intimo e diretto\, Radaelli restituisce la memoria di un’adolescenza vissuta tra partecipazione civile\, slanci ideali\, paure diffuse e una quotidianità segnata da forti tensioni politiche. “Lottavano così come si gioca” propone uno sguardo che va oltre la narrazione dominante\, mettendo in luce non solo la dimensione conflittuale e drammatica di quegli anni ma anche la vitalità di una generazione che ha attraversato un’epoca di cambiamento con entusiasmo e desiderio di futuro.  \n\n\n\nIl racconto si svolge in una cittadina di provincia ed è la ricostruzione di vicende contraddittorie\, a volte epiche\, a volte tragiche. Un gruppo di ragazzini che “lottavano così come si gioca”\, con l’illusione di poter cambiare il mondo.  \n\n\n\nLaura Curino è attrice\, autrice e regista\, fondatrice di Teatro Settimo con Gabriele Vacis\, è tra le maggiori interpreti del teatro di narrazione; dal 2015 Laura Curino è direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea.  \n\n\n\nLuca Radaelli è fondatore e direttore artistico di Teatro Invito\, è attore\, autore e drammaturgo\, ideatore del Festival ‘L’ultima luna d’estate’; ha pubblicato raccolte di poesie e il romanzo “Il teatro è la mia vita con Cinquesensi Editore. \n\n\n\nINFO E PRENOTAZIONI  www.teatrodelburatto.it \n\n\n\nIngresso gratuito all’incontro \n\n\n\nBiglietto spettacolo: 15\,00 euro\, sul sito del Buratto e a Teatro \n\n\n\nwww.teatrodelburatto.it \n\n\n\nPer ulteriori informazioni: prenotazioni@teatrodelburatto.it o 0227002476.
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LOCATION:Teatro Verdi di Milano\, Via Pastrengo 16\, Milano\, ITA\, Italia
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SUMMARY:Musica vocale da camera a Palazzo Roverella
DESCRIPTION:Nuovo concerto della rassegna Ferrara Cameristica mercoledì 22 aprile alle 17.30 nella splendida cornice di Palazzo Roverella\, a cura degli studenti dei Conservatori Frescobaldi di Ferrara e del Venezze di Rovigo\, che anche quest’anno collaborano nella rassegna di musica da camera\, ospitata in gran parte dal Circolo dei Negozianti di Ferrara. \n\n\n\nUn viaggio raffinato nella musica vocale da camera attraversa l’Europa tra Otto e Novecento nel nuovo appuntamento de I Mercoledì del Conservatorio\, ospitato nella suggestiva cornice di Palazzo Roverella. Il concerto propone un percorso ricco e sfaccettato\, in cui la parola poetica e la musica si fondono in un dialogo intimo e profondo\, restituendo all’ascoltatore tutta la varietà espressiva del repertorio cameristico. \n\n\n\nFulcro del programma è la grande tradizione liederistica tedesca\, rappresentata da Johannes Brahms\, le cui pagine uniscono intensità lirica e profondità emotiva: dalla dolce malinconia di Sapphische Ode alla tensione drammatica di Von ewiger Liebe\, emerge una scrittura capace di dare voce alle più sottili sfumature dell’animo umano. Accanto a Brahms\, Clara Wieck Schumann offre un esempio di eleganza e introspezione\, mentre Richard Strauss condensa in Die Nacht un’atmosfera sospesa e contemplativa. \n\n\n\nIl percorso si apre e si arricchisce di suggestioni internazionali con le Shakespeare Songs di Amy Beach\, in cui la parola del Bardo si trasfigura in una dimensione sonora delicata e immaginifica\, e con le pagine di Benjamin Britten\, autore capace di coniugare modernità e tradizione in un linguaggio di grande immediatezza espressiva. Le liriche di Ivor Gurney aggiungono una nota intima e raccolta\, sospesa tra sogno e memoria. \n\n\n\nNon manca uno sguardo alla produzione italiana\, con la sensibilità novecentesca di Gian Francesco Malipiero e Ildebrando Pizzetti\, che rileggono il rapporto tra testo e musica alla luce di una rinnovata attenzione alla parola e al declamato. Il programma si chiude con un momento d’insieme tratto dai Neue Liebeslieder Walzer di Brahms\, in cui le voci si intrecciano in un gioco elegante e brillante\, sostenuto dal dialogo dei pianoforti. \n\n\n\nProtagonisti del concerto sono giovani interpreti del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara e del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo\, impegnati in un repertorio che richiede sensibilità\, consapevolezza stilistica e capacità comunicativa. Un’occasione preziosa per immergersi in un universo sonoro intimo e suggestivo\, dove la musica diventa racconto\, emozione e condivisione. \n\n\n\nIl concerto si terrà presso Palazzo Roverella con inizio alle 17.30\, introduzione con guida all’ascolto alle 17.15\, in via della Giovecca 47 a Ferrara\, presso il Circolo dei Negozianti di Ferrara (entrando al portone a sinistra al primo piano; ascensore disponibile). Ingresso libero con prenotazione consigliata al numero 333 8043626 (solo via WhatsApp).
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SUMMARY:Scuole d'Arte del Lazio - Conferenza stampa al Palazzo delle Esposizioni
DESCRIPTION:Mercoledì 22 aprile 2026\, alle ore 11:30\, presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Esposizioni (Via Nazionale 194 – 00184 Roma)\, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle Scuole d’Arte del Lazio\, a cura di CO.R.S.A. (Coordinamento Regionale Scuole d’Arte | Sezione Lazio). \n\n\n\nPer la prima volta\, le Scuole d’Arte del Lazio si raccontano come sistema per raccontare il percorso che\, a partire dagli anni più difficili segnati dalla sospensione delle attività culturali e formative\, ha portato al censimento di ben 339 Scuole d’Arte del Lazio ed al riconoscimento di circa 170 realtà\, oggi parte di una rete diffusa di formazione\, produzione culturale e presidio sociale sul territorio. \n\n\n\nL’incontro sarà l’occasione per illustrare la storia del Coordinamento\, i risultati ottenuti con il riconoscimento regionale delle Scuole d’Arte e gli obiettivi futuri: valorizzare queste realtà come luoghi attivi di formazione\, orientamento e crescita professionale per i giovani che intendono lavorare nei campi della cultura\, delle arti e dello spettacolo. \n\n\n\nNel corso della conferenza saranno inoltre presentati i principali dati del percorso svolto e la nuova pubblicazione dedicata alle scuole d’arte attualmente presenti nel Lazio\, che sarà donata ai presenti. \n\n\n\nVerrà inoltre illustrata la prima Notte Bianca delle Scuole d’Arte e\, in anteprima\, sarà proiettato il cortometraggio sulle scuole d’arte La notte Bianca\, realizzato dagli studenti della scuola di cinema Sentieri Selvaggi. \n\n\n\nInterverranno:Stefano Ribeca\, Presidente CO.R.S.A.Stefano Santarelli\, Vice Presidente CO.R.S.A.Federico Chiacchiari\, Vice Presidente CO.R.S.A.Edy Palazzi\, Vice Presidente V Commissione Consiliare Permanente Cultura\, Spettacolo\, Sport e Turismo della Regione Lazio \n\n\n\nLuca Fegatelli\, Direttore della Direzione regionale Cultura\, politiche giovanili e della famiglia\, pari opportunità\, servizio civile \n\n\n\nMimmo Calopresti\, sceneggiatore e regista cinematografico \n\n\n\nSaranno presenti anche numerosi esponenti delle scuole di arte\, cinema\, teatro e musica del Lazio.
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SUMMARY:"Futuro Passato – Unione Europea” giunge alla IV edizione
DESCRIPTION:Simone Corso è il drammaturgo vincitore della quarta edizione di “Futuro Passato – Unione Europea”\, progetto nell’ambito di FESTIL_Festival estivo del Litorale 2025 che coniuga formazione\, creazione e produzione nell’ambito di FESTIL_Festival estivo del Litorale 2025\, diretto da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini\, rivolto ad autrici e autori teatrali Under 40. A cura di Associazione Culturale Tinaos\, “Futuro Passato” è realizzato con il contributo di MiC e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Udine\, con il sostegno di Fondazione Friuli e di Le Fondazioni Casali\, in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. Ne sono partner: Casa del Contemporaneo – centro di produzione teatrale\,Elsinor – centro di produzione teatrale\, Sonar – Il digitale al servizio del teatro contemporaneo\, Fondazione Istituto Dramma Popolare San Miniato\, Hystrio – Associazione per la diffusione della cultura teatrale e Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc\, Rijeka / Dramma Italiano di Fiume (HR). Partner tecnico: B&B I personaggi Udine.              \n\n\n\nGuidati dal dramaturg di fama internazionale Federico Bellini\, e attraverso una residenza creativa offerta dal bando\, la quarta edizione di “Futuro Passato” ha permesso la realizzazione di tre nuovi testi di drammaturgia contemporanea sul tema dell’Unione Europea\, perseguendo l’obiettivo di riflettere su ciò che oggi rappresenta l’Unione Europea e cercando di realizzare ciascuno un testo che oltrepassasse i confini della drammaturgia italiana per confrontarsi con modelli internazionali.  \n\n\n\nOgni partecipante ha potuto scegliere il proprio territorio d’indagine rispetto al tema centrale\, pur mantenendo uno stretto rapporto col territorio in cui si è svolta la residenza creativa dal 22 aprile al 9 maggio 2025. I luoghi coinvolti sono stati il Comune di Udine (sede principale delle attività è stato uno degli spazi del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG insieme alla sede operativa di Tinaos)\, che ha visto anche il coinvolgimento del Liceo Artistico Statale “Giovanni Sello” in un laboratorio di drammaturgia\, e i suoi comuni limitrofi\, con l’attivazione di un laboratorio presso l’I.S.I.S. Magrini Marchetti di Gemona del Friuli (UD). Sono state realizzate\, inoltre\, due tappe all’estero\, in Slovenia e in Croazia dove presso due atenei si sono tenuti gli incontri con Federico Bellini sul tema della drammaturgia europea\, e in particolare: in Slovenia in collaborazione con e presso: il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale a Capodistria e il Centro Italiano “Carlo Combi”; e in Croazia in collaborazione con/presso: Hrvatsko Narodno Kazaliste Ivana PL Zajca / Dramma Italiano di Fiume\, Dipartimento di Italianistica dell’Ateneo di Fiume e Comunità degli Italiani di Fiume.  \n\n\n\nLa giuria composta da Fabrizio Arcuri (regista)\, Federico Bellini (drammaturgo e co-direttore artistico di FESTIL)\, Rita Maffei (regista\, attrice e co-direttrice artistica del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG) e Tommaso Tuzzoli (regista e co-direttore artistico di FESTIL) ha proclamato Simone Corso vincitore della quarta edizione di “Futuro Passato” con il suo testo “Di là dell’Arcadia”. Così la motivazione: «Pensiamo sia doveroso premettere che tutti i finalisti del bando sarebbero stati meritevoli di un premio; i tre testi elaborati dopo la residenza dimostrano sia uno studio approfondito del tema riguardante l’Unione Europea sia un evidente talento nella scrittura per il teatro. Per questo ringraziamo con affetto e stima i partecipanti di questa edizione\, augurando loro di proseguire con successo il percorso drammaturgico intrapreso. Il vincitore di quest’anno è Simone Corso con “Di là dell’Arcadia”. Ideando una struttura testuale originale e che guarda ad altre e feconde esperienze della drammaturgia contemporanea\, Corso riesce a muoversi tra la forza del mito fondativo d’Europa e una delle sue più evidenti contraddizioni odierne\, una burocrazia pervasiva e spesso paradossale qui simboleggiata dalle molte declinazioni del termine carta. Carta che\, da iniziale e forse utopico manifesto di collaborazione e solidarietà\, può diventare rapidamente il suo diminutivo\, quella cartina divisoria alla quale siamo ormai purtroppo abituati\, fino a farsi puro strumento senza contenuto\, contenitore vuoto di una sintassi senza autore. Abbiamo deciso\, inoltre\, di non attribuire alcuna menzione o segnalazione per gli altri finalisti\, che ci sarebbe parsa riduttiva per lavori a cui auspichiamo una rapida e degna restituzione scenica». \n\n\n\nA Simone Corso\, vincitore assoluto\, viene assegnato il premio di produzione per una prima realizzazione scenica in forma di studio del suo testo\, mentre i testi di Giulia Bartolini e Floria Laetitia (Francesco Cecchi Aglietti) saranno presentati al pubblico in forma di lettura scenica.           I testi del vincitore e dei finalisti della quarta edizione di “Futuro Passato” saranno pubblicati in un volume\, e resi disponibili\, successivamente\, anche in formato digitale all’interno della piattaforma Sonar (www.ilsonar.it).        Hanno vinto le precedenti edizioni di “Futuro Passato”: Alessandra di Lernia (2022)\, Caterina Filograno (2023)\, Irene Petra Zani (2024). \n\n\n\nInfo: www.ilsonar.it
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SUMMARY:"Volpone" al Teatro Vittoria
DESCRIPTION:Dopo il grande successo ottenuto nelle ultime tre stagioni con il Falstaff shakespeariano\, la Compagnia del Teatro Belli di Antonio Salines\, guidata da Edoardo Siravo affiancato da Francesca Bianco\, torna per presentare un altro dei titoli più amati del teatro classico: Volpone di Ben Jonson. Una commedia di inganni\, avidità e ironia travolgente\, capace di regalare risate a raffica e di coinvolgere il pubblico in un intreccio irresistibile. \n\n\n\nCon un cast di ben 14 attori guidati da Carlo Emilio Lerici\, questa nuova produzione promette una serata di puro divertimento\, confermando la capacità della compagnia di reinterpretare i grandi classici con intelligenza e freschezza. \n\n\n\nQuesto nuovo adattamento\, liberamente ispirato alla trasposizione che il grande drammaturgo americano Larry Gelbart fece nel 1976\, sposta la vicenda in una città qualsiasi nella prima metà del ‘900 e la trasforma in un vero e proprio vaudeville\, ricco di situazioni apertamente comiche e battute in serie. Un fuoco di fila di invenzioni che conducono a sviluppi nuovi ed imprevedibili. A cominciare dal personaggio di Mosca che\, per la prima volta\, è una donna. Un allestimento snello e moderno dove però la tematica amara dell’opera originale\, nonostante la comicità incalzante\, viene mantenuta con altrettanta forza. \n\n\n\nDal 21 aprile al 3 maggio 2026 (h 21.00\, domenica 26 e 3 h 17.30\, mercoledì 29 h 17.00) \n\n\n\nBotteghino: 06 5740170 – 06 5740598 \n\n\n\nVendita on-line e info: www.teatrovittoria.it \n\n\n\nCome arrivare: Metro: Piramide; Tram: 3; Bus: 23\, 30\, 75\, 83\, 170\, 280\, 716\, 781.
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SUMMARY:Maria José L'ultima regina d'Italia
DESCRIPTION:Da martedì 21 a giovedì 23 aprile\, l’Off/Off Theatre accoglie la storia di una donna controversa\, l’ultima Regina d’Italia\, la cui vita è parte della storia di tutti noi. È Maria José\, la sposa dell’ultimo sovrano italiano\, Umberto II di Savoia\, a capo di una nazione che dopo aver visto i due coniugi come regnanti\, vivrà un’epoca totalmente nuova. La donna\, il suo ruolo\, la sua vita\, tutto questo va in scena grazie all’interpretazione di un’intensa Elena Croce\, protagonista nei panni di Maria José\, nel testo scritto e diretto da Silvano Spada\, nell’anno in cui ricorrono i venticinque anni dalla sua scomparsa. \n\n\n\nL’ultima donna che ha occupato il trono d’Italia prima della proclamazione della Repubblica\, è in realtà la sovrana consorte che conta il più breve Regno dell’Italia unita. È Maria Giuseppina di Savoia\, il cui nome italianizzato non fu mai da lei adottato\, neppure sui documenti ufficiali come l’atto di matrimonio. \n\n\n\nPersonaggio irrequieto\, anticonformista\, fuori dagli schemi. Maria José era figlia del Re del Belgio e consanguinea di Ludwig di Baviera\, Massimiliano d’Asburgo e dello sfortunato Principe Rodolfo\, noto per la tragedia di Mayerling. La giovane Maria ha intrecciato la sua vita con quelle di Mussolini\, Hitler\, Ciano\, Vittorio Emanuele III e con tutti i protagonisti dell’epoca\, ma anche con Ferruccio Parri\, Nenni e\, in qualche modo\, ha partecipato alla Resistenza\, portando armi ai partigiani piemontesi.  \n\n\n\nGià da principessa ereditaria\, fuggiva dal Palazzo del Quirinale e dalle regole\, frequentando trattorie romane e incontrando intellettuali antifascisti. Sfuggendo al cerimoniale\, si sedeva sui gradini delle chiese per ammirare i monumenti di Roma. Di lei si è detto tutto e il contrario di tutto\, si è parlato e scritto delle sue vere o presunte infedeltà coniugali e si sono fatte congetture sulle paternità dei suoi quattro figli. Era anche noto il suo amore per la musica e per la storia e\, dal suo esilio di Merlinge\, è stata autrice di libri e saggi\, fumava sessanta sigarette al giorno e non disdegnava il whisky. Moglie infelice e ferita ma\, il suo ultimo desiderio\, è stato di essere sepolta accanto a quello che\, comunque\, era stato suo marito: l’uomo del quale si era innamorata al primo incontro. \n\n\n\nUna figura importante della nostra storia\, che lo spettacolo di Silvano Spada focalizza attraverso la descrizione scenica di una personalità complessa\, che ha vissuto drammatiche pagine della nostra esistenza. A quelle storiche\, si sono aggiunte anche le pagine private del suo personale percorso umano e di vita\, legato a doppio filo al difficile rapporto con Umberto II di Savoia\, con cui ha avuto un matrimonio più che sofferto.  \n\n\n\nPer interpretare il ruolo di Maria José\, Silvano Spada ha voluto Elena Croce\, un’attrice protagonista di quarant’anni di teatro italiano con registi da Strehler a Luca Ronconi\, da Pressburger a Patroni Griffi e tantissimi altri e nella sua presentazione dello spettacolo Spada ha scritto: “Gli avvenimenti storici vanno giudicati\, anche con severità\, laddove sia emersa chiara e definitiva la verità dei fatti. Poi\, con il trascorrere degli anni\, nel bene e nel male e senza revisionismi\, quella Storia appartiene\, comunque\, a tutti noi”. \n\n\n\n INFO: info@off-offtheatre.com \n\n\n\nBIGLIETTERIA/TICKETING OFFICE Via Giulia\, 20 Tel. + 39. 06. 89239515 biglietteria@off-offtheatre.com \n\n\n\nPrevendita on line: www.vivaticket.it – SITO: http://off-offtheatre.com/
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SUMMARY:"Tradimento e Fedeltà" al Teatro delle Muse
DESCRIPTION:Il giorno 21 aprile alle ore 21 al Teatro delle Muse sarà rappresentato lo spettacolo “Tradimento e Fedeltà” è un viaggio nella complessità dell’anima femminile\, dove la fedeltà si rivela un concetto sfuggente e mutevole. Eleonora Manara incarna con maestria il monologo di Enza Li Gioi \,un testo che esplora i confini tra amore\, inganno e identità con ironia e raffinatezza. In una scenografia ipnotica di Anthony Rosa\, la protagonista si muove tra le pieghe della sua verità\, rivelando i segreti di una fedeltà a più facce. Un incontro teatrale che sorprende e incanta\, dove l’istrionismo di Eleonora Manara si fonde con la scrittura tagliente di Enza Li Gioi\, in un’esperienza unica ed immersiva. \n\n\n\nTRADIMENTO E FEDELTÀ Monologo di Enza Li GioiInterprete Eleonora Manara Regia Riccardo GinestraScene e Costumi Anthony RosaSupervisione Mariaelena Masetti Zannini \n\n\n\nINFO 3476154471
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SUMMARY:Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller allo Stabile di Catania
DESCRIPTION:Prosegue la stagione 2025/2026 del Teatro Stabile di Catania con “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller\, in scena al Teatro Verga dal 21 al 30 aprile 2026.Considerato uno dei testi più significativi del teatro del Novecento\, il capolavoro di Miller torna in una nuova messinscena firmata da Carlo Sciaccaluga e prodotta dal Teatro Biondo di Palermo\, che ne restituisce tutta la forza e l’attualità. \n\n\n\nScritto nel 1949\, il dramma racconta la vicenda di Willy Loman\, un uomo travolto dal mito del successo e incapace di sostenere il peso del fallimento. Un testo che\, già al suo debutto\, metteva in luce le contraddizioni dell’American Dream e che oggi continua a parlare con urgenza al presente\, restituendo uno sguardo lucido e doloroso sulla società contemporanea. \n\n\n\nLa regia di Sciaccaluga si muove proprio in questa direzione\, trasformando la storia di Willy Loman in uno specchio del nostro tempo: un’indagine sul valore dell’identità\, della fragilità e delle relazioni umane in un mondo dominato dalla competizione. Il protagonista\, interpretato da Luca Lazzareschi\, diventa così una figura profondamente contemporanea\, simbolo di un’umanità che continua a cercare un senso anche dentro il fallimento. \n\n\n\nAccanto a lui in scena Pia Lanciotti\, insieme a Sergio Basile e Andrea Nicolini\, e con (in ordine alfabetico) Giovanni Arezzo\, Silvia Biancalana\, Domenico Bravo\, Giovanni Cannata\, Michele De Paola\, Eletta Del Castillo\, Riccardo Livermore\, Chiara Sarcona. \n\n\n\nCALENDARIO RAPPRESENTAZIONIMartedì 21 aprile 2026 ore 20:45Mercoledì 22 aprile 2026 ore 17:30Giovedì 23 aprile 2026 ore 20:45Venerdì 24 aprile 2026 ore 20:45Sabato 25 aprile 2026 ore 17:30Domenica 26 aprile 2026 ore 17:30Martedì 28 aprile 2026 ore 10:00Martedì 28 aprile 2026 ore 17:30Mercoledì 29 aprile 2026 ore 17:30Giovedì 30 aprile 2026 ore 17:30 \n\n\n\nPer informazioni e biglietti:Teatro Stabile di Catania – Botteghino Teatro Vergatel. +39 095 7310856abbonati@teatrostabilecatania.itwww.teatrostabilecatania.it⁠Biglietti TicketOnehttps://www.ticketone.it/eventseries/2792297⁠ \n\n\n\nMorte di un commesso viaggiatoredi Arthur Millertraduzione Masolino D’Amicoregia Carlo Sciaccalugascene Anna Varaldocostumi Anna Verdemusiche Andrea Nicolini\, Leonardo Nicolinifoto di Rosellina Garboproduzione Teatro Biondo Palermo \n\n\n\nDurata: 3 ore più intervallo 
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SUMMARY:"I miei stupidi intenti al Teatro Gustavo Modena di Genova
DESCRIPTION:Da martedì 21 a domenica 26 aprile\, è in scena sul palcoscenico del teatro Gustavo Modena – I miei stupidi intenti – adattamento dal romanzo d’esordio di Bernardo Zannoni (Sellerio editore\, 2022; Premio Campiello)\, a cura di Linda Dalisi\, Gabriele Paolocà e Michele Altamura. L’ideazione e regia sono a cura di Michele Altamura e Gabriele Paolocà\, anche interpreti con Leonardo Capuano Giuseppe Cederna Jonathan Lazzini Arianna Scommegna. Tornano a Genova dopo il successo e i premi Ubu per La Ferocia (sempre coprodotta con Genova)\, dall’omonimo romanzo – Premio Strega – di Nicola Lagioia. Vico Quarto Mazzini si riferisce ancora una volta alla narrativa contemporanea per il suo nuovo debutto (prima nazionale\, meno di una settimana fa\, al LAC di Lugano\, il 14 aprile). \n\n\n\nUna serie di figure di eccellenza firmano luci\, scene\, costumi\, musiche: dal disegno luci di Giulia Pastore(premio Ubu 2025)\, al sound-design di Demetrio Castellucci; la scena di Daniele Spanò evoca una tana\, “sospesa fuori dal tempo”\, mentre e i costumi di Aurora Damanti si ispirano “ai cenci del trovarobato”. Lacoproduzione mette insieme LAC Lugano Arte e Cultura\, Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione\, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, TSU – Teatro Stabile dell’Umbria\, Teatro Nazionale di Genova. \n\n\n\nDopo Genova lo spettacolo avrà una ripresa autunnale e sarà in novembre al Piccolo Teatro di Milano e a Perugia\, Torino\, Bari\, Lucca  \n\n\n\nNote di regia di di Michele Altamura e Gabriele Paolocà  \n\n\n\nLa forza allegorica de I miei stupidi intenti\, racchiusa nella dicotomia animale/umano\, permette di riconoscersi liberamente nel suo significato simbolico più profondo. Il viaggio verso la conoscenza di una faina\, narrato lungo l’intero arco della sua vita\, ci fa riflettere sul nostro\, e le sue domande irrisolte sono quelle del nostro quotidiano.  \n\n\n\nQuali sono i nostri intenti?  \n\n\n\nCosa abbiamo per rispondere alla pretesa di una consapevolezza\, di un senso\, di un fine? \n\n\n\nEsclusivamente la parola.  \n\n\n\nLa parola di Dio è da sempre un rifugio per placare il desiderio di autodeterminazione\, poiché dispensa dagli interrogativi esistenziali\, affidando al mistero della fede ogni pretesa di consapevolezza.  \n\n\n\nÈ dunque questo il nostro intento: cercare conforto in qualcosa di più grande di noi?  \n\n\n\nE se invece alla parola di Dio preferissimo quella dell’Uomo?  \n\n\n\n“Queste sono parole\, appartengono alla carta e restano”\, così dice Faina leggendo il libro che raccoglie la vita di Volpe. La scrittura ci fa fermare il tempo a modo nostro\, permettendoci di raccontare quello che vogliamo\, rendendoci padroni della nostra storia. Attraverso la scrittura decidiamo cosa salvare e cosa lasciare scomparire: quale forma dare al passato. In questo senso diventiamo responsabili non solo di ciò che viviamo\, ma di ciò che resta di noi. Dunque\, è questo il nostro intento: trattenere il peso della memoria?  \n\n\n\nE qual è allora il nostro stupido intento di registi?  \n\n\n\nRaccontare storie su un palcoscenico per evocare immaginari più grandi di noi\, o tentare di fermare il tempo attraverso l’atto creativo\, nella speranza di diventare\, a nostra volta\, memoria?  \n\n\n\nSentiamo la responsabilità di portare queste domande sulla scena\, per capire se il teatro possa farsi risposta o se\, invece\, non sia soltanto un altro stupido intento. \n\n\n\nVicoQuartoMazzini _ Ideazione\, drammaturgia\, regia e interpretazione  \n\n\n\nNata nel 2010 dall’incontro tra Michele Altamura e Gabriele Paolocà\, VicoQuartoMazzini attraversa scritture originali e rivisitazioni di grandi classici del teatro e della letteratura. Nel 2024\, con il suo ultimo spettacolo La Ferocia\, tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia\, vince 4 Premi Ubu\, tra cui il riconoscimento come miglior spettacolo dell’anno. Nel 2021 vince il Premio Hystrio come migliore compagnia emergente italiana. Tra gli ultimi lavori: Livore. Mozart e Salieri (2020); Vieni su Marte (2018)\, ospitato nella sezione Anni Luce del Romaeuropa Festival; Leave the Kids Alone (2018)\, installazione prodotta da Fabulamundi Playwriting Europe; Karamazov (2017)\, progetto speciale ospitato al debutto dal Teatro Petruzzelli di Bari; Little Europa (2016)\, riscrittura de ll piccolo Eyolf di Henrik Ibsen\, selezionato dall’Ibsen Festival di Oslo; Amleto Fx (2015)\, Premio In-box e Direction Under 30.  \n\n\n\nPer Rai Radio3 realizza Chi semina vento (2019)\, radiodramma originale ispirato a La guerra dei mondi di Orson Welles e Vivere è guerra con i troll del cuore e del cervello (2015)\, un omaggio a Henrik Ibsen. \n\n\n\nMartedì\, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle 20h30; giovedì e sabato alle 19h30; domenica alle 16h00 \n\n\n\n* venerdì 24 aprile\, alle 17h00\, per il ciclo di incontri “Trame aperte dalle pagine al palco” – libreria Feltrinelli di via Ceccardi – incontro pubblico con VicoQuartoMazzini (Michele Altamura e Gabriele Paolocà) \n\n\n\nInfo e biglietti telefono 010 5342 720 \n\n\n\ne-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
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SUMMARY:"NO CAGE- Senza gabbie" al Centrale Preneste
DESCRIPTION:Per la rassegna Infanzie in gioco 2025/2026 a Centrale Preneste Teatro\, domenica 26 aprile alle ore 16.30 va in scena “NO CAGE- Senza gabbie” Fiabe\, musica e racconti di animali liberi della Compagnia Ruotalibera Teatro.  \n\n\n\nIl reading teatrale con musica dal vivo è con Valentina Greco\, Tommaso Lombardo\, Gabriele Traversa e Alessandro Garramone alla chitarra. \n\n\n\nSi tratta di uno spettacolo-concerto con protagonisti gli animali e le loro emozioni\, le loro paure\, le loro astuzie. Animali non antropomorfizzati\, ma a cui è restituita la facoltà di esseri intelligenti e senzienti\, che provano emozioni\, che hanno diritti e vanno tutelati e rispettati. \n\n\n\nAdatto dai 3 ai 10 anni.  \n\n\n\nIl costo del biglietto è di 7 euro. Acquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nRuotalibera Teatro \n\n\n\nNO CAGE – Senza gabbie. Fiabe\, musica e racconti di Animali Liberi \n\n\n\nTesto: Gabriele Traversa \n\n\n\nCon Valentina Greco\, Tommaso Lombardo\, Gabriele Traversa e Alessandro Garramone alla chitarra \n\n\n\nRegia: Tiziana Lucattini \n\n\n\nDomenica 26 aprile 2026 alle 16.30 \n\n\n\nBiglietto unico: 7.00 €  \n\n\n\nAcquisto esclusivamente on-line su www.centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 previa disponibilità dei posti. \n\n\n\nInformazioni: 0627801063 lun/ven 10.00–17.00  \n\n\n\ninfo@ruotalibera.eu –www.centraleprenesteteatro.it
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LOCATION:Centrale Teatro Preneste\, Via Alberto da Giussano\, 58\, Roma\, Italia
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SUMMARY:"Harmony of Light" al Teatro Olimpico
DESCRIPTION:Due identità diverse che si uniscono: la performance “carica di vitalità” (in coreano saeng dong gam) e la luminosità della tradizione coreana. È Harmony of Light lo spettacolo in cui il movimento diventa luce\, e la luce si trasforma in emozione\, che debutta in prima italiana lunedì 20 aprile (ore 20.30) al Teatro Olimpico\, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana e in occasione del decimo anniversario dell’apertura dell’Istituto Culturale Coreano in Italia.  \n\n\n\nLo spettacolo nasce dall’incontro tra Inpungnyu\, la compagnia di performance tradizionali coreane\, e il Saeng Dong Gam\, il primo gruppo della Corea del Sud ad aver introdotto la Tron Dance (danza eseguita con le luci LED). Lo spettacolo\, presentato per la prima volta in Italia\, con oltre venti artisti sul palcoscenico\, si basa infatti su spettacolari luci LED e sulle più avanzate tecnologie di scena\, fondendo la danza e le arti performative tradizionali coreane (Yeonhui)\, la break dance (b-boying) e il K-pop con l’arte multimediale. Il pubblico potrà così vivere da vicino le più recenti tendenze artistiche del paese asiatico che sempre più attira l’interesse del pubblico occidentale e dei più giovani. \n\n\n\nSHOW DESIGN GROUP SAENG DONG GAM  \n\n\n\nFondato nel 2002\, Show Design Group Saeng Dong Gam è un collettivo di arti performative formato da giovani creativi provenienti da diversi settori\, ma uniti da un unico obiettivo: dare vita a nuove forme di espressione artistica e culturale. Attraverso l’incontro tra arti pure e tecnologie contemporanee\, il gruppo sviluppa contenuti multidisciplinari che superano i confini tra i generi e aspira a una nuova concezione della creazione scenica. Allo stesso tempo\, promuove la diffusione e la modernizzazione delle arti tradizionali\, impegnandosi in prima linea a coinvolgere non solo il pubblico coreano\, ma anche quello internazionale. Grazie a collaborazioni con numerosi programmi televisivi in Corea e all’estero\, tra cui SBS Star King e Korea’s Got Talent\, Show Design Group Saengdonggam\, primo gruppo ad aver ideato la Tron Dance in Corea\, ha ottenuto ampi consensi sia dal pubblico sia dalla critica. In particolare\, è stato molto apprezzato in Francia\, dove nel 2014 è diventato il primo rappresentante asiatico a raggiungere la finale del programma televisivo The Best – Le Meilleur Artiste del canale TF1\, tra 64 Paesi partecipanti. Con oltre 200 spettacoli all’anno\, un costante sviluppo di nuovi contenuti e un’intensa attività di scambio internazionale e apertura ai mercati esteri\, Saeng Dong Gam continua a consolidare il proprio valore come gruppo creativo di riferimento.
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SUMMARY:" Apocalipsync" al Teatro Ambra Jovinelli
DESCRIPTION:Ritorna al Teatro Ambra Jovinelli dove si è inaugurata con Viriglio Sieni lo scorso mese di gennaio\, Scintille\, la stagione 2026 del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound con la direzione artistica di Valentina Marini. \n\n\n\nL’ultimo dei tre appuntamenti di questa edizione lunedì 20 aprile alle ore 20:30\, è con Luciano Rosso\, danzatore\, attore\, regista e coreografo argentino di base a Parigi reso famoso dallo spettacolo Un poyo Rojo\, in tournée mondiale da oltre 10 anni. \n\n\n\nNuovamente ospite della programmazione di Orbita Spellbound\, il poliedrico artista presenta Apocalipsync\, una pièce nata nella primavera del 2020 durante il primo lockdown\, in cui ogni scena rappresenta una tappa della trasformazione di un uomo\, immerso in un mondo che limita la sua libertà\, conducendolo dentro ad una crisi esistenziale al termine della quale ritroverà sé stesso. \n\n\n\nLo spettacolo è un one-man-show di teatro fisico\, nel quale l’artista utilizza diverse discipline in una messa in scena minimalista e densa\, ricca di invenzioni. L’attore gioca con una quarantina di personaggi invitando il pubblico a interrogarsi e a riflettere sul mondo nel quale viviamo\, con dieci scene che si succedono senza interruzione\, attraverso successive variazioni. \n\n\n\nCon una varietà di tecniche espressive che mostrano tutti i suoi talenti – danza\, trasformismo\, clownerie\, contorsionismo – Rosso racconta il percorso di un uomo alla ricerca della propria natura più pura\, per dare un senso all’esistenza\, esprimendo così la relazione tra il personaggio e la sua psiche\, tra un uomo e il suo essere spirituale\, tra un attore e il suo corpo. \n\n\n\nDurante le prime scene l’attore veste i numerosi personaggi con i quali intrattiene il pubblico e sé medesimo\, per poi ritrovarsi in uno spazio più intimo\, dove tutti i personaggi svaniscono\, lasciandolo solo di fronte a sé stesso\, facendolo così precipitare in una crisi esistenziale lacerante\, mostrando così l’incertezza e la fragilità del corpo solo\, senza il sostegno dello spirito. È a questo punto\, quando non ha più niente\, quando è rifiutato\, reietto\, che l’umano appare\, e può cominciare ad essere sé stesso\, e a ritrovare la sua spiritualità. \n\n\n\n*** \n\n\n\nLuciano Rosso\, danzatore\, attore\, regista e coreografo argentino\, vive a Parigi. Ha una formazione di danza classica\, contemporanea\, africana\, jazz e hip-hop. Come attore ha studiato con D’Osqui Guzmán\, Daniel Casablanca\, Hermes Gaido e Paco Redondo. Nell’ambito musicale ha lavorato come cantante con Magdalena Fleias\, Alberto Alonso e Tom Viano\, e alle percussioni con Santiago Albin\, Gabriel Spiller e María Zoppi. Entra a far parte della compagnia Nandayure\, sotto la direzione di Analía Gonzáles\, in qualità di attore e danzatore.  Nel 2001 si unisce al celebre gruppo di percussionisti El Choque Urbano\, con il quale partecipa a Fabricando Sonidos e a La Nave\, con i quali è stato in tournée per diversi anni. Nel 2009 crea\, con Nicolas Poggi\, Un poyo Rojo\, spettacolo comico di teatro-danza\, da oltre 11 anni in tournée nei festival e nei teatri di tutto il mondo. Il nuovo spettacolo\, Apocalipsync\, è stato creato durante una lunga residenza al Théâtre du Rond-Point di Parigi​ e ha debuttato al Festival d’Avignone Off nell’estate del 2021. \n\n\n\n*** \n\n\n\nScintille è una produzione ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza con il sostegno del MIC e della Regione Lazio\, in collaborazione con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio\, Spazio Rossellini\, Teatro Ambra Jovinelli\, Teatro Biblioteca Quarticciolo\, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. \n\n\n\nFino al 15 maggio\, 4 mesi di programmazione in 4 luoghi diversi –Teatro Ambra Jovinelli\, Spazio Rossellini\, Teatro Biblitoteca Quarticciolo e Teatro Palladium – per l’unica stagione della Capitale interamente dedicata alla danza contemporanea\, tra grandi maestri ed esponenti del nuovo panorama coreutico\, riallestimenti di spettacoli ormai storici e nuove creazioni\, protagonisti della scena italiana e ospiti internazionali \n\n\n\nCREDITI \n\n\n\nDi: Luciano Rosso e Maria SacconeCon: Luciano RossoScene e costumi: Oria Puppo\, Luciano RossoLuci: Oria PuppoRegia: Luciano Rosso\, Maria Saccone \n\n\n\nProduzione: Carnezzeria e T4 / Maxime Seugè e Jonathan Zak \n\n\n\nINFO & PRENOTAZIONI \n\n\n\nbiglietteria@orbitaspellbound.com+39 329 550 8072 (lun – ven 11/16)
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LOCATION:Teatro Ambra Jovinelli\, Largo Guglielmo Pepe\, 45\, Roma\, Italia
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SUMMARY:" Vite fatte d’arte" a Spazio Rossellini
DESCRIPTION:C’è un momento\, nell’esperienza artistica\, in cui la parola smette di essere semplice veicolo e si fa materia viva\, attraversamento\, spazio condiviso. È in questa soglia – fragile e fertile insieme – che nasce Vite fatte d’arte\, il podcast live ideato e curato da Maria Genovese per ATCL / Spazio Rossellini\, in media partnership con Radio Frammenti\, che lunedì 20 aprile 2026 alle ore 20.00 abiterà gli spazi dello Spazio Rossellini con il quarto appuntamento del ciclo\, ospitando Marco D’Agostin e Marta Ciappina. \n\n\n\nNon un format\, ma un dispositivo: un luogo in cui le traiettorie biografiche di artiste e artisti si offrono come campo di risonanza\, dove il pensiero si costruisce nel tempo reale della voce e dell’ascolto\, restituendo alla parola la sua dimensione più necessaria – quella di un gesto che accade\, che espone\, che mette in relazione. \n\n\n\nMarco D’Agostin \n\n\n\nAttivo nel campo della danza e della performance. Tra gli altri\, è stato interprete per Claudia Castellucci\, Alessandro Sciarroni\, Boris Charmatz. Dal 2010 ha sviluppato la propria ricerca come coreografo ospite in numerosi progetti internazionali. Ha presentato i suoi spettacoli in molti dei principali festival e teatri europei (Théâtre de la Ville\, Festival d’Avignon\, The Place Theatre\, Kampnagel\, Santarcangelo\, Romaeuropa\, VIE\, Torinodanza\, tra gli altri). Ha vinto 3 Premi UBU (due volte per il Miglior Spettacolo di Danza) e nel 2023 gli è stato conferito il Premio Speciale Riccione per l’Innovazione Drammaturgica. \n\n\n\nMarta Ciappina \n\n\n\nDanzatrice e didatta\, si forma a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research. Come danzatrice affianca Alessandro Sciarroni\, Michele Di Stefano\, Marco D’Agostin\, Anagoor\, Salvo Lombardo\, Simona Bertozzi\, Chiara Bersani\, Elisabetta Consonni\, Tiziana Arnaboldi\, Daniele Albanese\, Daniele Ninarello. Ariella Vidach. Come docente collabora con la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano diretta da Claudio Longhi\, con l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni diretta da Carlo Mangolini\, con il corso di Alta Formazione diretto dalla Compagnia Arearea\, con la Biennale Danza di Venezia diretta da Wayne McGregor e con il progetto DA.RE diretto da Adriana Borriello. Come drammaturga del corpo e movement coach cura La casa d’Argilla\, Andrea Chiodi\, Kepler 452\, Veronica Cruciani. Nel 2022 riceve il Premio Danza&Danza come interprete e nel 2023 il Premio Ubu come performer. \n\n\n\nINFORMAZIONI \n\n\n\nBIGLIETTO UNICO: € 10\,00 \n\n\n\nBiglietteria e bar interno\, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.Biglietti online su Ticketone. \n\n\n\nParcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70 \n\n\n\nTel. 345 2978091www.spaziorossellini.itinfo@spaziorossellini.it \n\n\n\nSono previste riduzioni\, promozioni e agevolazioni 
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SUMMARY:Le stagioni del Teatro di Roma. Volti\, memorie e visioni
DESCRIPTION:Prende il via il 20 aprile al Teatro Argentina- Sala Squarzina\, Le stagioni del Teatro di Roma. Volti\, memorie e visioni\, un nuovo ciclo di incontri che rievoca la storia del Teatro di Roma\, a partire dalla nascita dello Stabile nel 1965\, mettendo in luce le tappe fondamentali attraverso i volti dei direttori artistici che ne hanno segnato il cammino. Un viaggio nella memoria e un invito a riscoprire l’eredità culturale del teatro della Capitale.  \n\n\n\nIl primo appuntamento\, Vito Pandolfi e la nascita del Teatro di Roma (ore 17)\, vede Antonio Audino dialogare con il regista Antonio Calenda e la prof.ssa Raffaella Di Tizio sulla figura di Vito Pandolfi\, primo direttore artistico\, e sulla fondazione del Teatro Stabile di Roma. \n\n\n\nVito Pandolfi (1917-1974) si conferma come una delle menti più originali e influenti del Novecento teatrale italiano. Intellettuale poliedrico\, regista e teorico\, fu protagonista dello sforzo del teatro italiano di allargare i propri confini\, interagendo con una nuova generazione di artisti degli anni ’60. \n\n\n\nFormatosi in anni in cui il dibattito culturale italiano era diviso tra il primato del testo letterario e quello della messinscena\, Pandolfi scelse una via radicalmente nuova: rompere i vecchi schemi per ripartire concretamente dal linguaggio e dagli strumenti del teatro\, in linea con le grandi esperienze europee. L’11 febbraio 1943 portò in scena al Teatro Argentina l’Opera dello straccione\, collaborando con l’artista Toti Scialoja. Partecipò alla fondazione del Piccolo Teatro di Milano e fu firma storica di riviste come Sipario e Società. \n\n\n\nFu uno tra i principali promotori del Teatro Stabile di Roma e tra il 1964 e il 1969 ne assunse la direzione artistica\, introducendo una visione inedita e di respiro europeo. In controtendenza rispetto ai modelli dell’epoca\, rinunciò alla propria attività di regista per interpretare il ruolo di drammaturgo (secondo l’accezione tedesca): un consulente artistico e culturale capace di dare voce alle nuove drammaturgie italiane e alle correnti di avanguardia. \n\n\n\nA Pandolfi va riconosciuto il merito della complessa operazione di recupero e restauro del Teatro Argentina. In attesa del completamento dei lavori\, la stagione fu inaugurata presso il Teatro Valle (allora gestito dall’ETI)\, scelto come sede provvisoria per un debutto storico: il 25 ottobre 1965\, il sipario si alzò sulla celebre messinscena de Il giardino dei ciliegi di Luchino Visconti\, segnando una tappa indelebile nella storia dello spettacolo italiano. \n\n\n\nProprio a questo evento sarà dedicato l’approfondimento delle ore 19.00\, Il giardino dei ciliegi di Luchino Visconti. Con questo atteso allestimento\, Visconti completò il trittico dedicato ad Anton Čechov\, autore d’elezione nel suo lungo e profondo rapporto con la cultura russa\, avvalendosi ancora una volta del talento dei suoi attori fedelissimi\, Rina Morelli e Paolo Stoppa\, e una giovanissima Ottavia Piccolo nel ruolo di Ania.  \n\n\n\nL’operazione si distinse per una sfida interpretativa radicale: liberare il dramma cechoviano dalle consuete nebbie\, dai silenzi carichi di sospensione e dalle ambiguità che per decenni ne hanno condizionato la messa in scena. Rifacendosi direttamente alle intenzioni dell’autore\, che definì l’opera un vero e proprio “vaudeville”\, il regista propose una lettura che dissolveva le atmosfere rarefatte per concentrarsi sulla realtà dell’azione e sulla concretezza dei personaggi. \n\n\n\nVisconti scelse di mettere a nudo il cuore del testo: il tema della transizione epocale e il trapasso di proprietà dai ceti superiori a quelli inferiori\, restituendo al pubblico un teatro antropomorfico dove l’essere umano è ritratto nella sua dimensione più reale e tangibile. Lo spettacolo si offrì dunque come un ritratto vivido di un passaggio storico cruciale\, trasformando la scena in un luogo di verità dove la vita reale e lo scontro sociale emergevano con inedita nitidezza. \n\n\n\nA discuterne saranno Caterina d’Amico\, organizzatrice teatrale\, produttrice e curatrice di mostre e documentari\, conduttrice radiofonica e direttrice di istituzioni culturali e archivi\, e Antonio Audino\, giornalista e critico teatrale. In una video-intervista\, Ottavia Piccolo racconterà la sua esperienza con Luchino Visconti\, mentre l’attore Michele Lisi leggerà alcuni brani per restituire il pensiero del regista e l’atmosfera di quella storica messinscena. \n\n\n\nIl salottino adiacente alla Sala Squarzina ospiterà una piccola esposizione dedicata agli esordi del Teatro di Roma sotto la direzione artistica di Vito Pandolfi\, con un approfondimento su Il giardino dei ciliegi firmato da Luchino Visconti. Saranno visibili copioni\, fotografie\, programmi di sala\, bozzetti e locandine originali.
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SUMMARY:“Manhattan” con Letizia Lucchesi all'Alexanderplatz Jazz Club
DESCRIPTION:L’Alexanderplatz Jazz Club di Roma\, presenta\, domenica 19 aprile\, la cantante Letizia Lucchesi che presenta “Manhattan”\, il cinema di Woody Allen in jazz. Il concerto “Manhattan” vuole essere un affettuoso omaggio al grande regista Woody Allen in occasione del suo novantesimo compleanno. Una rilettura dei brani più belli tratti dai suoi film e scelti tra le composizioni di grandi autori come Gershwin\, Porter\, Rodgers e altri dello stesso periodo. Sul paco con Letizia Lucchesi\, voce e arrangiamenti\, Giancarlo Maurino\, sax\, Ettore Carucci\, pianoforte\, Stefano Cantarano\, contrabbasso e Pietro Iodice\, batteria.Letizia Lucchesi\, diplomata in canto lirico\, ha studiato contrabbasso e pianoforte\, dedicandosi poi soprattutto al canto jazz\, alla composizione e all’arrangiamento per Big band. Ha tenuto numerosi concerti e partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive. Ha pubblicato in qualità di leader il CD “It’s a miracle your life” in cui è affiancata da musicisti quali Maurizio Giammarco\, Luca Pirozzi\, Pino e Pietro Iodice. \n\n\n\n                                                                                                                                                                                      Non solo musica all’Alexanderplatz ma anche la possibilità di gustare un’ottima cucina\, vini selezionati e servizio bar.  \n\n\n\nInfo e prenotazioni: 06 86781296 (Dopo le 18) \n\n\n\n 349 977 0309 (WhatsApp) \n\n\n\n prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com \n\n\n\n  www.alexanderplatzjazz.com
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SUMMARY:“Domani è sempre domenica” al Vittorio Colonna di Marino
DESCRIPTION:Domenica 19 aprile 2026 alle ore 18\,00 andrà in scena presso il Teatro V. Colonna di Marino la commedia “Domani è sempre domenica” di Gianni Clementi. Sul palco Matteo Vacca che ne cura la regia e Gabriella Silvestri con le musiche originali di Nancy  De Lucia.  Produzione: La Bilancia \n\n\n\nIl parroco Don Nicola\, e Agnese\, una fedele devota\, a seguito di un momento di passione si ritrovano illesi sotto le macerie della chiesa\, crollata sotto i bombardamenti del 19  luglio del ’43 a Roma.  I due\, si ritrovano senza vestiti sotto tonnellate di polvere e mattoni\, alla mercé di fame e sete\, L’insolita e difficile situazione li costringerà a passare diversi giorni sotto le macerie nel tentativo vano di recuperare gli abiti e la dignità. La claustrofobica situazione fa saltare subito tutti gli schemi che la società  “in superficie” impone\, generando una serie di fraintendimenti\, maliziosi equivoci e situazioni grottesche che i due personaggi saranno costretti ad affrontare nel tentativo di salvare\, se non le loro anime\, almeno i loro corpi. Risate\, imbarazzi\, amare confessioni e ricordi faranno trovare\, ai due protagonisti\, il coraggio di decidere il loro destino? \n\n\n\nI biglietti si possono acquistare al Botteghino del Teatro Vittoria colonna ed online su Vivaticket. \n\n\n\nINTERO \n\n\n\n€ 14\,00 \n\n\n\nRIDOTTO (over 70 – under 18) \n\n\n\n€ 12\,00 \n\n\n\nABBONAMENTI5 spettacoli € 55\,00 -10 spettacoli € 105\,00
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LOCATION:Teatro Vittorio Colonna\, Corso Vittorio Colonna\, 59\, Marino (RM)\, 00047\, Italy
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